Dicembre - associazione vecchia alassio

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Dicembre - associazione vecchia alassio
ANNO XLV - N. 12
Venerdì 16 Dicembre 2005
€ 1,50
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00
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SALVIAMO IL DIALETTO
PUNTA MURENA
VILLA BRUNATI (RUSSA)
Abbiamo appreso che ci saranno considerevoli «mutamenti» nella proprietà dell’ex Villa
Brunati, a Punta Murena. Come
era? Riproponiamo alcuni «stralci» dal libro del prof. Tommaso
Schivo «Alassio: Itinerari romantici» Ediz. A.V.A. (I° Premio Nazionale di Orvieto – 1981) spiacenti di non poter pubblicare
tutta l’affascinante descrizione
nei suoi particolari.
«Vi entriamo dall’Aurelia, oltrepassando il grande ed auste-
ro cancello brunito in ferro battuto e seguendo, fra gli alberi, le
aiuole e i fiori, tra vasi e statuette di pietra e di marmo, la via lastricata con mattoni rossi e pietre bianche e nere, con raffigurazioni geometriche ed ornamentali che attraggono il primo
sguardo e vengono incontro come a dare il benvenuto.
Poco dopo si giunge alla parete Nord della villa. Tutto, nel suo
Il Lions Club di Alassio Baia
del Sole in collaborazione con
l’Assessorato alle Politiche
Educative e Scolastiche del
Comune di Alassio ha voluto tener fede all’impegno di mantenere e rafforzare un legame storico con il passato della cultura
cittadina offrendo agli alunni
delle scuole alassine il prezioso
volume “Alassio in versi” edito
dal Lions Club stesso. La manifestazione si è svolta in un incontro avvenuto giovedì 17 novembre, alle ore 9.30 presso
l’ex chiesa anglicana, in cui si è
(continua a pagina 2)
(continua a pagina 2)
L’ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO
augura alla cittadinanza e ai graditi ospiti
un buon Natale e un felice 2006
SALVIAMO IL DIALETTO LIGURE - Rag. Tommaso Albesiano Presid. Lions
Club Alassio - Prof. Andrea Gallea - Ass. Volontariato, Dott. Loretta Zavaroni Dott. Elmo Bazzano, Pres. Consulta Ligure - Prof. Franco Gallea. (FOTO CICCIONI)
I treni si fermino ad Alassio:
Il sindaco scrive a R.F.I.
È partita stamani alla volta
della direzione di Rete Ferroviaria Italiana la lettera con la quale il sindaco di Alassio, Arch.
Marco Melgrati, invita a rispet-
mazioni pervenute a questa
Amministrazione relative al futuro della tratta ferroviaria del
Ponente Ligure.
(continua a pagina 2)
Consiglio Comunale
del 21 novembre
Apertura di seduta con cerimonia di premiazione alla nostra concittadina Signora
Bianca Revello, campionessa
mondiale di tiro a volo, oltre
all’impegno in opere di volontariato, da parte dell’Amministrazione Comunale, in particolare dal Rag. Fabrizio Calò Assessore allo Sport, per i recenti
successi ottenuti e che fanno
onore alla nostra Città.
Viene dato inizio alla trattazione degli argomenti all’O.d.G.,
con tre interrogazioni avanzate
dai Consiglieri di minoranza
Daniele Fui e Agostino Testa. La
prima in merito a procedimenti
amministrativi inerenti la cessione degli alloggi di edilizia
convenzionata nell’ambito del
cambio di destinazione d’uso da
albergo a casa di civile abitazione, a seguito di richieste sui risultati da parte di alcuni cittadini. Risponde l’Assessore Salvo
con un’ampia relazione sui controlli inerenti la vendita dei suddetti alloggi con segnalazione di
quelli ancora disponibili. La seconda sull’aumento della bolletta dell’acqua da parte della
S.C.A. S.r.L. in seguito alla richiesta di pagamento della cauzione e infine la terza sull’incarico per lo studio di fattibilità del
progetto per la strada di collegamento Via Adelasia e Via
Loreto.
Si entra nel vivo della discussione incentrata sull’ottavo
punto, che prevede l’approvazione della bozza di ipotesi relativa alla prima fase del Piano
Urbanistico Operativo della zona portuale. A tal proposito viene chiesta l’inversione del punto all’O.d.G., anticipandolo, per
dare modo all’Architetto
Giorgio Dania e all’Ing. Paolo
Gaggero di illustrare il Piano di
riqualificazione del porto che
prevede l’ampliamento della
Capitaneria, il Circolo Nautico e
la realizzazione di un Residence
turistico alberghiero, con parcheggi pertinenziali interrati. È
previsto inoltre lo spostamento
della sede della società “Marina
di Alassio” in altra struttura da
(continua a pagina 2)
BENVENUTO A NELLO AICARDI
Nuovo Direttore Responsabile de «L’Alassino»
Il Consiglio Direttivo comunica ai lettori che la Direzione del Giornale
è stata affidata al Socio Fondatore Emanuele Aicardi (Nello).
Ringraziamo l’amico Nello per la pronta disponibilità dimostrata.
A.V.A.
Mostre
Sala Carletti
Danilo Viviani
dal 21 al 29
dicembre 2005
Le vele
di Pesato
dal 30 dicembre 2005
al 15 gennaio 2006
tare l’accordo sottoscritto nel
secolo scorso da Sir Daniel Hanbury in ordine al quale egli cedette il terreno sui cui sorge la
stazione ferroviaria in cambio
della promessa a far sì che ogni
treno in transito fermasse ad
Alassio.
Scrive il Sindaco: «La presente a seguito di una serie di infor-
ADDIO A FAUSTO BUFFARELLO
NOSTRO DIRETTORE RESPONSABILE
Si è spento a Savona, all’età di 82 anni, il
giornalista Fausto Buffarello, direttore responsabile de L’ALASSINO da oltre 35 anni
(27 Marzo 1970).
Da giovane aveva alternato l’insegnamento al giornalismo, amico del giornalista alassino Ennio Elena, ha collaborato per molti
anni con le redazioni savonese e milanese
dell’UNITÀ, è stato il “maestro” di vita e di
giornalismo per moltissimi giovani… preparato ma molto modesto ha sempre rifiutato
le molteplici proposte di diventare “giornalista a tempo pieno”.
Si è spento come era vissuto… senza clamori… senza cerimonie di alcun genere…
ma ha lasciato molti ricordi ed un grande vuoto...
Il direttivo dell’A.V.A. e la redazione de L’ALASSINO lo ricordano con
amicizia, stima e tanto affetto e sono molto vicini alla moglie Magda ed
al figlio Massimo.
U NOSCIU LÜNORIU
(Il nostro calendario)
Anche per l’anno 2006 l’A.V.A.,
certa di far cosa gradita, vuole offrire ai suoi gentili lettori il tradizionale “Lünoriu” avvalendosi, oltre che dei versi di quattro nostri
poeti dialettali, anche della riproduzione di quadri del pittore alassino Alberto Beniscelli scelti in
relazione al tema “Allegorie Alassine” e, come sempre, corredandolo per ogni singolo mese di proverbi e notizie generali ad essi per-
tinenti.
Ricordando i temi già proposti
(Arasce – 1998; Immagini Alassine
– 1999; Chiese Alassine – 2000; Il
mare – 2001; Pescatori – 2002;
Impressioni Alassine – 2003;
Alassio scomparsa – 2004;
Alassini di un tempo – 2005) e confidando nel benevolo accoglimento della presente edizione, a tutti
auguriamo un sereno 2006.
A.V.A.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio
invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori
e i loro amici alla tradizionale serata
“RITRUVAMMUSE INSEMME”
che si terrà nel Salone Parrocchiale
Venerdì 16 dicembre 2005 alle ore 20,45
Angolo
di
Daniele La Corte
Fortunati
i buoni
Natale senza doni è come
l’estate senza sole. Prima gli auguri, poi i regali e, ancora dopo,
in molti casi, la delusione. Cosa
mettere o cosa sperare di trovare sotto l’albero? Difficile dirlo. È anche tempo di bilanci e
l’approssimarsi dell’anno nuovo potrebbe veramente riservarci qualche sorpresa. Tutto è
possibile in questo pazzo mondo dove spesso non riesci neppure a capire chi ti è amico e
chi nemico, chi è Caino e chi
Abele.
Così il desiderio del regalo
aumenta nella speranza che ci
sia qualcuno in grado di soddisfare, anche solo per una frazione di secondo, la voglia matta di giustizia. Che bel regalo
sarebbe una vera giustizia, rigorosamente uguale per tutti,
senza i soliti furbi sempre pronti a sgambettare il compagno di
banco o i soliti falsi pronti a leccare i piedi ai potenti.
Che gioia sarebbe poter non
vedere più poveri girovagare
alla ricerca di un pezzo di pane,
non registrare più soprusi e
umiliazioni. Sarebbe veramente grandioso scoprire che, come per incanto, cattiveria, invidia e maldicenza, sono scomparse. Quante cose sarebbero
diverse se il bello vincesse il
brutto, se il buono superasse il
cattivo. Sarebbe una gran fortuna, un immenso regalo. Ma la
fortuna a volte spaventa e mette il singolo sulla strada giusta
facendogli tornare alla memoria il “Sermone sulle ricchezze”
di Louis Bourdaloue quando
sottolinea che «à l’origine de
toutes les grandes fotunes, il y
a des choses qui font trembler». E il fatto che all’origine di
tutte le grandi fortune ci sia
qualcosa che fa tremare, che
incute paura, deve farci riflettere su altri tipi di doni, di regali,
che molti riceveranno o faranno anche in occasione di questo Natale. Basta poco per rendere felice il prossimo, non è
necessario far mostra di sfavillio di luci o di pacchi infiocchettati. Basta un po’ di buona
volontà, la voglia di essere migliori sia nel privato che nel
pubblico, sia dentro che fuori
dal Palazzo. Riponiamo, tutti,
l’ascia di guerra e smettiamo di
indicare la pagliuzza nell’occhio del vicino, dimenticando
la trave che c’è nel nostro.
Facciamoci un regalo di Pace ricordando che la ricchezza può
essere anche rappresentata
porgendo la mano a chi sta peggio di noi, a chi è stato costretto ad abbandonare radici e affetti per cercare una terra promessa in grado di garantirgli il
pane quotidiano e un tetto, seppur semplice, che possa ripararlo dalle intemperie. Più tolleranza, più integrazione, più
voglia di essere altruisti pensando che la fortuna può baciare tutti, basta aiutarla. Essere
ricchi, il più delle volte, non
equivale all’essere buoni. Ma
essere generosi significa essere belli. E sulla differenza tra
buono e bello Voltaire diceva:
«Il buono ha sempre bisogno di
prove, il bello no».
2
«L'ALASSINO»
PUNTA MURENA (segue dalla prima pagina)
apparente disordine, attrae ed occupa la mente: la facciata sobria e
quasi duecentesca, le lesene, le
sculture, gli intarsi, le colonnine e
i loro capitelli corinzi, le bifore
asimmetriche e di gotica reminiscenza, persino il bassorilievo
marmoreo che un tardo nipote ha
fatto incastonare nel piccolo
atrio, l’antica porta fortemente e
artisticamente intarsiata e fuori la
vaschetta in marmo coi volti marmorei, dalla cui bocca escono ancora, come spesso nel parco, i tubi dell’acqua potabile.
Tutto sembra volutamente
controllato da un secolare carrubo che difende, all’esterno, la villa dai dardi del sole e dalle raffiche del maestrale e della tramontana. Il parco di circa 15.000
mq è capace di suscitare ad ogni
passo suggestive impressioni e
aspetti naturali e visioni di sogno
sempre diverse. L’intrico dei rami, degli alberi secolari, dei pini,
dei cipressi, degli eucalyptus, degli olivi, attraverso i quali si scopre, qua e là inaspettatamente,
una scaglia di mare o un lembo
azzurro del cielo, risponde agli
arabeschi dei sentieri, delle viuzze, delle scale, della scalinate,
delle piazzole, dei recessi più disparati, a tal punto che la stessa
visita non ha un principio, non ha
una linea precisa e una conclusione.
Tuttavia la villa domina ovunque nelle varie angolazioni, negli
aspetti, negli scorci, negli anfratti
più suggestivi e attraenti: la natura crea la varietà delle visioni in
perfetta simbiosi con l’opera
dell’architetto che ha trovato il
punto dell’armonia fra ciò che la
natura ha dato e ciò che l’uomo
saggio può aggiungere senza danneggiare l’ambiente. Elencare le
specie, le varietà di piante, di arbusti, di fiori, di erbe che si incontrano sarebbe estremamente difficile anche per un botanico: dalle
piante già citate all’alloro ora libero, ora imprigionato in un vaso,
gli agrumi, le mimose, i nespoli, le
palme, le agavi striate, gli oleandri, le camelie, il rosmarino, il pitosforo, per non parlare dei fiori,
dai gerani multicolori agli iris, ai
gelsomini, ai lillà, ai gladioli, alle
viole, alle pareti fiorite di sidonia
japponica, all’edera che cerca
ovunque un abbraccio, alle felci,
al capelvenere, a tutte le rose e le
bouganville rampicanti, che fasciano la villa e ricompaiono
ovunque a rallegrare con i loro colori lo sfondo verde-cupo del parco... un Eden incontaminato, un
vero Paradiso per i cultori della
natura.
Spesso le piante creano con i loro rami contorti giochi ed arabeschi e formano ponti e arcate che
sono una meraviglia. Discendere
sino alla scogliera o risalire di là
significa subire ad ogni istante un
fascino nuovo... Ovunque appaiono balaustre, castagnole grezze,
aiuole, vaschette, fontanelle,
ovunque statue e statuette in pietra o in marmo che raffigurano
putti, fauni, sfingi, leoni, cani e altri animali ora reali, ora fantastici
e fiabeschi...
Lungo le stradicciole pulite e
ordinate si aprono fra i rami e sul
mare edicole, casematte, stanzet-
Nel quadro dell’intervento in
ordine al raddoppio ferroviario
nella tratta di pertinenza del comune di Alassio, ci risulta infatti
che RFI da un lato stia valutando
la soppressione di alcune fermate presso la stazione di Alassio,
di treni a lunga percorrenza,
dall’altro abbia già provveduto a
sopprimerne alcune.
Vorrei con questa mia ricordarVi che all’epoca in cui fu costruita la stazione di Alassio,
proprietario del terreno sui cui
attualmente sorge questo pregevole esempio di architettura
Liberty, era Sir Daniel Hanbury
che cedette alle ferrovie il suddetto terreno gratuitamente con
il solo impegno da parte delle
Ferrovie stesse a far sì che ogni
treno in transito, fermasse nella
nuova stazione.
Era l’alba del 1900, e già allora
l’illustre patriarca inglese aveva
visto lungo, intuendo il valore
della ferrovia e soprattutto la ricaduta turistica che avrebbe implicato.
Sono passati molti treni e molti anni e Alassio oggi forse più di
allora comprende il valore della
ferrovia e le sue ricadute turisti-
SALVIAMO IL DIALETTO (segue dalla prima pagina)
te esagonali o quadrate con affreschi e graffiti di rose e losanghe e
triangoli e cervi dalle corna ramose, specole e torrette con finestrelle e feritoie da cui si scorge
ogni volta, fra l’intrico gradevole
dei rami, un occhio di mare, un
poco di azzurro, un’onda schiumosa che viene a posarsi sulla
spiaggia o a battere con fragore
nei faraglioni e sulle rocce della
costa.
E vi sono due passeggiate parallele alla costa: una è coperta
da un tetto sorretto da palizzate
di legno scolpito, l’altra lambisce
la scogliera e sembra adagiarsi,
per un istante solo, fra il breve anfratto sassoso a levante e la lunga
spiaggia a ponente, sui resti di un
tempietto circolare che poggia su
colonnine dai capitelli corinzi.
Quando si torna a salire verso la
villa un altro colpo d’occhio non
può non attrarre anche il visitatore più sprovveduto e distratto:
c’è un’ampia scalinata divisa in
due settori e racchiusa ai lati da
tre file di vasi ricoperti di gerani
d’ogni tipo e colore che ne accompagnano l’ascesa; al centro, a
metà cammino, si erge una grande statua di atleta di foggia rinascimentale che dal suo piedestallo domina la scala; ai fianchi montano la guardia due pareti naturali e gigantesche di cipressi che
sembrano abbracciare, in alto, la
facciata sud della villa, così sobria e rinascimentale insieme. E
dovunque il canto degli uccelli
accompagna il cammino... A ponente della villa c’è un giardino
breve, che vale la pena di una sosta e di una descrizione particolare: in mezzo quattro cariatidi
sostengono un immenso catino
di pietra che forse fu, ai tempi
d’oro della villa, una fontana zampillante ed ora resta uno splendido, ma muto vaso di fiori...
Volgendoci a nord, s’apre una
scalinatella che conduce al punto di partenza della visita e si assiste ad un nuovo spettacolo: da
una parte e dall’altra olivi avvolti
da edere sempreverdi, da cespugli e da piante ornamentali e, al di
sopra, fin dove può giungere lo
sguardo, oltre l’Aurelia non visibile, c’è una casetta a metà collina e di là tutta la vegetazione foltissima sembra una cascata di
verde che esca da quella piccola
macchia bianca e venga a deporsi ai tuoi piedi. Proprio a rovescio, quando di là ti volgi al mare,
sullo sfondo dell’acqua e del cielo vedi farsi avanti verso di te un
gregge infinito di onde bianche
spinte dal maestrale e nello stesso istante, sul capo, tra il verde,
s’apre un lembo d’azzurro, su cui
«naviga», solitario dominatore,
un gabbiano che stride, quasi a
mandarti il suo saluto.
Allora benedici il tuo paese e ti
tornano alla mente le parole conclusive del libro «Portal to Paradise» di Cecil Roberts, quando dice di Alassio: «Avevo il senso della benevolenza della Provvidenza
che aveva esaudito il sogno di un
bambino e mi aveva portato qui
per godere negli ultimi anni di ciò
che a molti potrebbe sembrare la
porta verso il Paradiso».
A.V.A.
I TRENI SI FERMINO AD ALASSIO
Venerdì 16 Dicembre 2005
(segue dalla prima pagina)
che, specie per una cittadina che
vive esclusivamente proprio di
turismo, basti pensare che la
città del Muretto è la seconda
città, in tutta la Liguria, per ricettività alberghiera, seconda solo
al capoluogo, Genova.
Inutile dire quanto in quest’ottica sia importante per noi che i
treni continuino a fermare ad
Alassio.
Scrivo dunque per questo, come Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza e dell’Amministrazione Comunale, e come alassino
preoccupato per il futuro turistico della città che non può prescindere dalla sua stazione e dal
fatto che ivi fermino i treni in
transito.
Scrivo quindi per invitarVi a rivedere eventuali progetti di soppressione di fermate se non addirittura per sollecitarne di nuove: un esempio su tutti l’Eurocity
per Roma, per prendere il quale,
da Alassio bisogna andare a
Montecarlo (h 21,23) o a Genova
(h 01,20)”.
Alassio, 14 novembre 2005
M.R.
dibattuto il problema dell’importanza dell’uso e della salvaguardia del dialetto alassino
non solo come testimonianza di
un passato da non dimenticare,
ma come affermazione di una
cultura che può ancora aprire
ai più giovani il mezzo per dare
nuova linfa a radici ancora ben
salde oggi.
prof. Andrea Gallea.
Dopo la relazione iniziale del
dott. Bazzano e del prof. Franco Gallea, sull’importanza della salvaguardia del dialetto, il
prof. F. Gallea ha intervistato i
poeti presenti in sala le cui opere erano contenute nel prezioso volume edito dal Lions club.
Nell’ordine, hanno letto alcune
IN BREVE, AI NOSTRI
AMMINISTRATORI
SEGNALIAMO CHE…
RUBRICA MENSILE A CURA DELL'A.V.A.
La strada mulattiera fra la LIGGIA e LORETO ALTA è pericolosa.
Asfalto rotto, rovi e “rumenta” varia ne impediscono l’uso. Gli abitanti della zona chiedono che venga resa percorribile senza gravi disagi.
Chiesa Anglicana- Salviamo il Dialetto Ligure- Pubblico. (FOTO CICCIONI)
All’incontro-convegno, a cui
erano presenti alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero,
delle Medie Statali e delle
Elementari Statali di Alassio
hanno partecipato autorità civili e militari (fra cui il Comandante della compagnia dei Carabinieri Cap. Geremia Lugibello) il Presidente dell’A.V.A.
Carlo Cavedini, membri del
Direttivo A.V.A. e un pubblico
di amanti della cultura e della
storia della nostra terra. Relatori sono stati il dott. Elmo
Bazzano, presidente della Consulta Ligure, il prof. Franco Gallea, Sovrintendente alla cultura
della Consulta stessa, l’Assessore alle politiche educative
dott.sa Loretta Zavaroni, il rag.
Tommaso Albesiano, presidente del Lions Club di Alassio, il
Generale Giovanni Carbone,
presidente circoscrizionale dei
Lions, lo storico alassino Antonio Carossino, coordinati dal
delle loro poesie in dialetto
alassino i poeti Antonio Boscione, Tommaso Schivo e
Gianni Croce, mentre il prof.
Andrea Gallea (curatore del volume insieme a Gianni Fangarezzi) ha letto, per una migliore
comprensione del testo, la traduzione in italiano delle poesie, predisposta dagli autori
stessi.
Vogliamo citare anche gli altri poeti contenuti nel libro che
poi è stato offerto a tutti i presenti, alunni e docenti: Olga
Freghetti, Daniela Bey, Paolo
Ammirati, Santino Pezzuolo.
Una manifestazione ben riuscita, organizzata dal giornalista
Nello Aicardi, che, con la collaborazione fattiva dell’Assessore Zavaroni e dell’A.V.A. è
riuscito ad avvicinare (o a ri-avvicinare) al dialetto i giovani,
che sono il futuro della nostra
Liguria.
L.C.
Lettera aperta al personale docente e non,
agli alunni di tutte le scuole del territorio
alassino in occasione delle festività
del Santo Natale 2005 e del nuovo anno 2006
Carissimi,
questo è il quinto anno consecutivo che mi trovo a svolgere la funzione di Assessore alle
Politiche Educative e Scolastiche della nostra amata Città.
Spero di non averVi deluso
nelle aspettative che Voi tutti
riponevate in me e, se ho mancato in qualcosa, sappiate che
ho comunque cercato, in tutti i
modi a me possibili, di seguire
con scrupolosa coscienza le
Vostre attività e di collaborare
fino a dove i miei limiti umani e
professionali potevano arrivare, senza mai risparmiarmi.
Del resto non dico nulla di
nuovo se affermo che il medesimo clima lo vivete sicuramente
già Voi tutti, ogni giorno del
Vostro lavoro, nelle speranze
che i Genitori affidano agli
Educatori, che i Docenti si attendono dai giovani e questi ultimi ripongono nella società
che ha il dovere di sostenerli e
guidarli.
Ecco, l’anello si è chiuso! Che
poi questo ciclo sia un ciclo vir-
tuoso e portatore di buoni risultati spetta a tutti noi indistintamente, ognuno impegnato nel proprio ruolo e nel proprio dovere, le Istituzioni, le
Famiglie, gli Educatori e i
Giovani a noi affidati.
Grazie a tutti quelli che comprendono e collaborano per la
migliore riuscita di questa delicata opera di creazione e formazione della Coscienza e della
Cultura della nostra società.
Grazie per il lavoro e l’impegno di tutti coloro, giovani e
non più, che vivono con responsabilità questi anni cruciali della formazione della nostra
gioventù.
Grazie per la pazienza e la dedizione che le Famiglie, il personale Docente e non, gli Alunni
stessi mettono ogni giorno per
crescere e migliorare insieme e
dare così ancora una speranza
al nostro Futuro.
L’Assessore alle Politiche
Educative e Scolastiche
Dr.ssa Loretta Zavaroni
CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 NOV.
realizzarsi in prossimità dell’ingresso al porto. Vengono richieste dai consiglieri di minoranza Lorena Nattero, Daniele
Fui e Agostino Testa delucidazioni sui vari interventi, con
una pregiudiziale posta da quest’ultimo per presunto vizio di
forma, che impedirebbe la trattazione dell’argomento dato il
modo in cui è stato presentato,
dichiarando voto contrario.
Spiega il Sindaco, dopo la bocciatura della pregiudiziale da
La strada mulattiera che si diparte da Via Adelasia, in corrispondenza dell’Ospedale, e percorre località Rangè sino ed oltre le due
Vie, è in condizioni di totale abbandono, ricoperta di vegetazione
spontanea e ridotta ad un minuscolo sentiero. Sarebbe doveroso
programmare una drastica e imminente manutenzione.
A.V.A.
VI PREGO NON FUMATE
In morte del
DOTT. POZZI
a Milano, lun 28 novembre 05
La morte è un taglialegna
ma la foresta è immortale,
A presto
TITO
raoul e i tuoi
THANATOS ATHANATOS
E dovremo dunque negarti, Dio
dei tumori, Dio del fiore vivo,
e cominciare con un no all’oscura
pietra «io sono», e consentire alla morte
e su ogni tomba scrivere la sola
nostra certezza: «thànatos athànatos»?
Senza un nome che ricordi i sogni
le lacrime i furori di quest’uomo
sconfitto da domande ancora aperte?
Il nostro dialogo muta; diventa
ora possibile l’assurdo. Là
oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie,
vero è il fiume che preme sulle rive.
La vita non è sogno. Vero l’uomo
e il suo pianto geloso del silenzio.
Dio del silenzio, apri la solitudine.
(Salvatore Quasimodo)
Torta di pane
raffermo
Gr. 500 di pane secco (crosta fine), 6 cucchiai di zucchero, 4 uova, 1 litro di latte, 1 bustina di vanillina, cioccolato in scaglie, 20 gr. di semi di finocchio, 150 gr. di uva sultanina ammollata, 200 gr. di amaretti
(segue dalla prima pagina)
parte del consiglio, che trattasi
di uno sforzo progettuale notevole che consentirà di aumentare la funzionalità del porto,
già altamente qualificato, chiedendone pertanto l’approvazione. Esito del voto 14 favorevoli e 4 contrari.
Data l’ora tarda si rimanda ad
un prossimo consiglio la trattazione degli altri argomenti
all’O.d.G., ivi compreso il piano
di utilizzo delle spiagge.
A.V.A.
In una pentola di circa 25 cm di diametro mettere il pane raffermo tagliato a pezzi. Scaldare il latte con lo zucchero, versarlo del pane, mescolare per far amalgamare
bene, lasciare riposare. Aggiungere le uova, la vanillina,
il cioccolato e i semi di finocchio, l’uva sultanina
e gli amaretti spicciolati.
Impastare bene il tutto, a piacere aggiungere
un pochino di Amaretto di Saronno
(o marsala). Imburrare una teglia e versare
il composto. Infornare a 170-180 gradi
per circa un’ora.
Venerdì 16 Dicembre 2005
3
«L'ALASSINO»
Il nostro dialetto: debiti e crediti
(a cura di Tommaso Schivo)
CAP. 6 - CON LE NAVI… MERCI, MA ANCHE PAROLE
(PARTE II)
Prima di concludere il discorso sui «debiti» e i «crediti» linguistici col Medio Oriente, iniziato
nel capitolo precedente, mi sia
lecita una digressione generale
sull’importanza dei dialetti, anche se diventano a volte più ibridi per le numerose interpolazioni
straniere.
Oggi in Italia ancora due milioni di persone, nonostante l’enorme carica positiva del mass-media, sanno usare correttamente
solo il loro dialetto, mentre una
percentuale assai maggiore conosce la lingua nazionale, ma usa
quella materna, ossia il proprio
dialetto, per comunicare familiarmente col proprio gruppo etnico o per soddisfazione personale, perché usare il dialetto, anche per noi che abbiamo parlato
sempre quasi esclusivamente la
lingua della grande patria, dà un
senso di intimità e di fraterno calore. Lo attesta una grande parte
delle canzoni dialettali tradizionali di un tempo per la loro origine popolare e perché il canto si
avvicina di più all’ambiente e infine perché molte tradizioni italiane hanno la loro origine in
quelle regionali e persino locali.
Non so, forse è fuori luogo, ma mi
piace ricordare e citare solo un
proverbio del mio paese che ha
origini lontane e che bolla satiricamente e sarcasticamente il fannullone, chi è poltrone per natura, chi non ha voglia di lavorare e
di impegnarsi con serietà: «U
rexiste ciù sutt’aigua che a travaiò». Bellissimo e scultoreo e
non c’è lingua che tenga e induce
persino a sbellicarsi dalle risa!
Ecco perché è bello conservare
gelosamente il proprio dialetto e
fare qualcosa perché non vada irrimediabilmente perduto, specie
in questo tempo moderno e ibrido in cui il globalismo e la modernità sempre più imperanti
tendono a fagocitare tutto.
Ma torniamo al discorso principale sui rapporti linguistici liguri-turchi, che abbiamo lasciato
in sospeso col capitolo precedente.
Un accurato esame del nostro
vocabolario dialettale ci porterebbe ad elencare molti altri termini della stessa origine e un cultore o uno studioso delle parlate
turche o arabe potrebbe, a sua
volta, ricordare anche i «crediti»
liguri e ponentini alle popolazioni dell’Africa dell’area mediterranea o del Medio Oriente, come
appunto, già lo abbiamo rilevato,
«garsùn» e «carega». Non si tratta
verosimilmente di un «contratto», considerato come intesa fra
la parte e la controparte, fra il cedente e il ceduto (come si direbbe nel linguaggio giuridico); è un
passaggio istintivo e naturale
che il caso e poi l’uso rendono
possibile. Di certi termini i vocabolari non sempre si dichiarano,
come per càmola che viene considerato di etimo oscuro. Per altri i documenti e gli etimi sono
talmente chiari che l’accordo sulle origini è perfetto e comune, come, per fare qualche esempio,
per cutùn, sofà, recammu e limùn
o per dogana, che era inizialmente il libro arabo su cui si annotavano le merci in transito. Per altri
termini sussistono incertezza,
curiosità o interpretazioni diverse, come per fustagnu o frusta-
gnu che qualche studioso preferisce far derivare (con quale criterio non so) dal latino «fustis»
(bastone, legno) perché si tratta
di tessuto pesante e resistente
per abiti da lavoro o come (udite,
udite!) «trenette» che i più accaniti linguisti liguri giurano che
non esiste alcun debito al proposito, perché è una voce autenticamente nata nei «caruggi» di
Genova come diminutivo di «trena» (cioè stringa).
Per altre parole il passaggio
eventuale dall’una all’altra lingua
sembra ancora più complicato,
per cui dicono che il nostro «gilé»
venga dal francese «gilet», che a
sua volta, però, ha la sua derivazione dallo spagnolo «gileco»
(ora «chaleco»), ma in prima origine certamente dall’arabo, perché furono proprio gli Arabi a...
inventarlo e a usarlo per primi. È
dunque, inevitabile confessare
che molti dei nostri vocaboli anche di uso vivo e quotidiano sono di origine turco-araba o turcoislamica e che altri, pur provenendo di là, giunsero fino a noi
dopo un incrocio o impasto o fusione o confusione (chiamatela
come volete) con i vari dialetti
sardi, corsi, siculi ecc. ecc.
Tanti vocaboli, dunque, tanti
«debiti» non indecorosi, ma non è
tutto. I nostri progenitori liguri,
sempre zelanti ed attivi nel loro
impegno e nei loro «affari» (specie quando si trattasse di «palanche» sonanti e vive) ebbero rapporti commerciali ed interessi
anche altrove, con molte altre
parti del mondo e persino al di là
dei mari e degli oceani. Ne parleremo nei capitoli seguenti.
CRONACA DI ANDATE: MESE DI DICEMBRE 2005
Un ambo per Natale
Uscendo da un mese di novembre in cui i pochi cittadini di
Andate che non erano ai Caraibi si
sono contati, riconosciuti, voluti
bene (ed hanno avuto la fortuna
di godere, dall’8 novembre, quattro giorni di clima sub-tropicale,
con un sole stupendo, assenza
completa di vento, spiaggia calda
e libera sul lago) ecco che rientriamo nella quasi normalità di
un’Andate decembrina, in cui la
città si ripopola in misura giusta,
in cui il Comando di Artiglieria
dell’Esercito non esegue più, fra
le 14 e le 16, tiri di mitraglia e di
cannone di prova nella deserta
via denominata “Intestino lungo”,
e tutto ritorna normale, o quasi, in
attesa del Natale. Io non so se queste mie note sono considerate attentamente dai lettori o soltanto
“sorvolate”. Se fossero lette attentamente, il caro amico albergatore non giustificherebbe il suo
ottimismo dicendo che nel passaggio fra luglio e agosto ci sono
stati alcuni giorni di “lieve flessione”. Infatti io avevo scritto che alcuni miei amici turisti avevano
trovato camere vuote e disponibili telefonando nella “settimana
precedente il Ferragosto”. Il che è
un’altra cosa. Ma pazienza. Così
se avessi saputo (se ci fosse stato
comunicato) che alla prossima
Fiera di Shanghai sarebbero state
presenti varie cittadine del lago,
avrei detto: Bene.
Andiamoci anche noi e presentiamoci non sparpagliati, ma uniti sotto il nome di Riviera delle
Rose (così si chiama la nostra costa lacustre) mentre il giornale
da me letto lasciava credere che
saremmo andati solo noi andatini, se non solo un quartiere della
città. Grazie, auguri e un riconoscimento al lavoro fatto dall’Associazione Albergatori. E un piccolo riconoscimento anche al
sottoscritto che tante volte ha difeso, da solo, l’attività alberghiera dalle note insidie (e non fatemi
ripetere cose che sanno tutti).
Fra poco sarà Natale: voglio
porgere i migliori auguri a tutti: a
tutti quelli che amano Andate, a
quelli che non la odiano, a quelli
che la sopportano, a tutti quelli
che non vogliono farla morire. In
primis un Augurio al Sindaco
Megagalattico: qualcuno dice
che, come certi allenatori di calcio, non “mangerà la Colomba
Pasquale” in Comune; altri, i più,
che vivrà in Comune ancora per
lunghissimi anni, anzi, fino all’ultimo (lontanissimo nel tempo)
respiro. Io vorrei augurare una
soluzione di mezzo, e che, soprattutto vada bene a lui. Rifletto
anche sul fatto che è giusto, naturale ed umano che ogni uomo
“Alassio Donna” - Associazione costituita da Donne alassine, di ogni estrazione lavorativa, particolarmente sensibili
ta, ha, tra l’altro, preso in considerazione la questione, da risolvere, della soppressione di
alcune fermate ferroviarie in
ROMANZO DI GRAZIA FASSIO SURACE
(Recensione di Tommaso Schivo)
luderlo, con un realismo narrativo autobiografico particolarmente attento e non privo di fascino, dai giorni della rosea e
splendente fanciullezza nella villa paterna, alla morte improvvisa
e tragica del padre, all’affetto costante e premuroso della mamma, agli anni sereni della scuola
sino alle prime avventure amorose, alle difficoltà economiche, alle delusioni lancinanti, alle luci
ed alle ombre che spesso la vita
porta con sé. Tutto è narrato con
vivezza, tanto da attrarre costantemente il lettore, ma vorrei sottolineare soprattutto alcuni particolari significativi: la capacità
cromatica nel descrivere la natura nei suoi colori sfavillanti e mutevoli, nel suo fascino primaverile ed estivo o nella sua mestizia
autunnale, nell’amare sia il vecchio Piemonte e Torino, sia la
Sardegna accattivante, sia la
Sicilia armoniosa, sia la fascinosa
atmosfera della costa ligure. È efficace la sua «penna», lo stile nel
descrivere i caratteri fisici e interiori dei vari personaggi e nel sottolineare con capacità critica notevole (peccato... solo raramente) lo sfondo storico e la situazione politica degli ultimi decenni
del secolo scorso.
Come non ricordare certe amabilissime descrizioni, le «peregrinazioni» notturne in collegio,
l’ambiente così diverso tra la villa paterna e la povera casa d’affitto, l’amore e il disprezzo, i baci
e le reazioni violente del maschilismo di turno, l’intensa passione
giovanile e l’angoscia, le delusioni, l’amarezza interiore dopo
ogni amplesso perduto?
Non ho volutamente parlato
della trama, delle varie avventure... per non togliere ai lettori la
gioia di goderle direttamente. Un
buon libro, da consigliare agli
amici.
Luca Caravella
“ALASSIO DONNA” È PRESENTE...
«DESIDERATA»
È in vendita anche in Alassio
(Libreria di Via XX Settembre 41)
il nuovo libro della scrittrice torinese Grazia Fassio Surace, che
spesso è ospite gradita della nostra città. Il Romanzo «Desiderata» (finalista al Concorso J. Prevert 2003) presenta diversi
aspetti degni di essere valutati
anche in una recensione che, per
necessità, deve essere brevissima. Cominciamo con la trama: è
un romanzo d’amore in cui la
protagonista parla in prima persona e attraversa, dopo una fanciullezza felice, momenti di passionalità e di amori alternati a vicissitudini diverse, a delusioni, a
dolori che spesso subisce e dai
quali ogni volta riesce a distaccarsi per continuare a vivere.
Va detto che il libro è scritto in
uno stile scorrevole, chiaro, convincente, ben calibrato nei contenuti e nelle vicende che tengono avvinto il lettore senza mai de-
desideri migliorare la propria posizione sociale, politica, civica, la
sua carriera. Ha fatto l’assessore,
ha fatto il Sindaco: non è giusto
che vada un po’ più in su? In primavera ci saranno anche le elezioni politiche. Non è giusto che
Lui desideri di andare a Roma al
parlamento? Non è giusto che ce
lo mandiamo? Chissà quante
strade gli si apriranno, una volta
giunto là! Ci pensate? Io sento già
un brivido di gioia nel dirlo!
Auguri e… Ad Maiora!
Che in latino vuol dire “verso
cose più grandi, più nobili” mica
altro! A tutti gli altri che invece (o
in-vece) “ambiscono”, io porgo
solo un augurio: ambire ha la medesima radice di “ambo”.
Beh, qui non ci vogliono né ambi né terni; qui occorre un numero secco, o, meglio un primo
estratto. Se sarete capaci di indovinarlo avrete vinto; se no tutti a casa. Basta lotterie: solo altri
cinque anni di tressette, scopa,
scala quaranta. E infine ai miei fedeli lettori (alcuni dei quali mi seguono da venticinque anni) auguro le quattro “S” famose: Salute, Sorriso, Soldi e Solidarietà. E
non ho messo Solidarietà per ultima perché conta meno; solo
perché ve la ricordiate meglio.
Utenti.
“Alassio Donna” ringrazia il
Signor Sindaco che, anche attraverso la segnalazione effettuataGli in merito,
ha
scritto
alle
“Ferrovie dello Stato”, per cercare di
trovare una soluzione al problema, problema che non va assolutamente sottovalutato.
Per questa e per
altre tematiche, i
Cittadini di Alassio
troveranno “Alassio
Donna” sempre disponibile a cooperare con chiunque
chieda collaborazione, ed a colloquiare
ed a operare sinergicamente con tutti i
Preposti, per contribuire a risolvere le
“difficoltà” che interessano la Città.
Associazione
“Alassio Donna”
Gruppo di donne alassine - Foto d’epoca (Archivio A.V.A.).
alle esigenze della Città –
nell’ambito dei propri principi
e dei compiti che si è assegna-
Alassio e dello spostamento
degli orari dei treni, che hanno
creato e creano disagio agli
Per informazioni e/o delucidazioni sull’Associazione telefonare al 3286715009.
«OLTRE IL CANCELLO CHIUSO»
DI ELISABETTA E IDA ROSSI CALVILLO
(Recensione di Tommaso Schivo)
Rosandré: un altro pezzo dell’antica Alassio se ne va
In un antico e storico paese come il nostro, che pur continua a
rinnovarsi come l’araba fenice, ci
sono «cose» che non ci appartengono direttamente, ma quando,
dopo alterne vicende e fortune,
scompaiono, quando si perdono
o modificano il loro aspetto e la
loro attività, sono come qualcosa
di nostro, sono un pezzo della nostra stessa vita che ci lascia e si
perde per sempre. Chi, dei vecchi
Alassini, non ricorda con una certa nostalgia la bottega del Caffè di
Bergui, quella dei fratelli Cavalli
in Piazza, il Bar di Silvani, l’emporio universale “du Bambinettu” o
quello più modesto ma non meno
tipico dei gubeletti della Gigiolla... per non fare che qualche
esempio?
In questi giorni anche lo splendido negozio Rosandré di Franco
Iebole in Via Vittorio Veneto sta
per chiudere i battenti... ed è come una stretta al cuore per tanti
che, come me, sentono tutto il
paese come una carezza, come
un battito del cuore, come qualcosa di proprio, anche se non è
loro.
Uno splendido negozio, fra i più
antichi e caratteristici della città:
fu aperto nel lontano 1903 dal
nonno di Franco Iebole, Tommaso, con la moglie Francesca Quartara e iniziò a vendere gli arnesi e
gli utensili di «latta» che lui stesso
confezionava da abile lattoniere
qual era. Poi il negozio passò al figlio Battistin, col quale il dialetto
ebolitano di origine si mutò definitivamente con quello alassino
e, successivamente, al figlio di lui,
a Franco che con la Signora Clara
e le due figlie maggiori Rosanna e
Andreina, donde il nome simpatico di Rosandré (Michela non era
ancora nata) portò il negozio
all’attuale splendore ed alla qualità dei prodotti. La lunga e laboriosa giornata, che si è protratta
per oltre un secolo, ora si chiude:
il tramonto sereno trova gli
Iebole soddisfatti per il lungo impegno di famiglia; il negozio si
chiude, ma lascia nel loro cuore e
in tutti coloro che li hanno conosciuti e apprezzati il ricordo di
una vita di lavoro, di sacrificio, di
onestà, di esempi degni di essere
ricordati anche dalla piccola «storia» del nostro paese e dal nostro
Giornale, che come in uno scrigno prezioso serberà l’evento.
Un esempio luminosissimo e
anche per noi un certo dispiacere, perché, mentre quella porta si
chiude su un passato da non dimenticare, ci pare che un pezzo
della nostra vita stessa si perda
per sempre. Ma nel vecchio cuore resterà il ricordo; resterà per
molto tempo ancora, caro
Franco. E... «grazie!» a nome di tutti gli Alassini.
Tommaso Schivo
Il libro (che fa parte della collana medico-fisico-pedagogica diretta da G. Bollea e che è uscito alle stampe nel giugno scorso per i
tipi di Armando Editore) è certamente fra quelli più intensi e tremendamente toccanti ch’io abbia
letto in questi ultimi anni, tanto
che mi riesce difficile mettere insieme una recensione sufficientemente atta a dimostrarne tutta
l’efficienza e la profondità.
Per sottolineare il titolo del libro incomincio con il citare una
frase colta nell’ultima pagina
(123) e assai significativa: «Aver
imparato ad esprimersi, scrivendo, ha spalancato alla sua anima
il cancello chiuso che la teneva
prigioniera». Il libro racconta,
con viva intensità e con profonda
coerenza, le vicende umane della
“Storia di Elisabetta “attraverso
la sconcertante descrizione quasi diaristica, l’amore incommensurabile e i sacrifici di una Madre
esemplare che, spesso anche
senza l’aiuto e la comprensione
altrui, ha continuato per anni a
curare e ad educare la sua figliola
autistica sino a insegnarle a scrivere, a esprimersi (e in una forma
poetica, intensa, commovente), a
vivere accanto ai suoi due meravigliosi genitori.
Un libro che palpita in ogni pagina, terrificantemente toccante,
un capolavoro di psicologia e di
amore materno che ti coinvolge
profondamente, pagina dopo pagina.
Vi si parla di mille prove, anche
dure, anche frustranti, con una
competenza superlativa, con una
passione senza limiti ed oltre ogni
ostacolo ed ogni fatica; vi sono
narrate cento, mille prove create
ed attuate, prima ancora che dalla professionalità di Maestra,
dall’amore viscerale di una Madre
santa, di una Madre d’amore, attraverso mille prove, mille delusioni e tante incomprensioni che,
anziché prostrare e demolire,
hanno finito per corroborare
sempre di più la volontà di lottare, di superare traguardi impensabili sino a giungere alla capacità
della bimba (pur senza poter parlare) di esprimersi compiutamen-
te attraverso gli scritti in un modo
altamente e profondamente poetico. Come non restare allibiti e
piacevolmente confusi di fronte a
certe descrizioni precise e adorne
e circostanziate (le candele, l’attesa, la nevicata che imbianca
Sassello, le Dolomiti con le loro
vette e i laghi, il formicaio plasmato poeticamente, i caprioli e
gli scoiattoli, gli uccelli e i mille
fiori di montagna, dai ranuncoli alle viole del pensiero, dai gigli alle
orchidee selvatiche e sontuose e
alle stelle alpine regali e vellutate)? Che dire delle poesie toccanti e delicate e profonde, così spontanee e seducenti? E su tutto la
convinzione che l’amore di una
madre è «grande come il mare»
(121). Un libro da cercare, da leggere, da meditare, un libro ricchissimo, perché lascia certamente in chi legge e medita un segno indelebile e con la voglia di
augurare a Elisabetta ed ai genitori giorni di una felicità che Dio non
potrà non concedere e che noi auspichiamo con tutta la forza della
nostra voce e del nostro cuore.
4
«L'ALASSINO»
Lettere del pubblico
Problema alloggi
Mi rendo conto del fatto che
sarebbero veramente dei guai
seri, se gli inquilini colpiti da
sfratto (italiani), avessero la possibilità di trovare un alloggio decente, ad un canone adeguato alle loro possibilità economiche.
I proprietari non potrebbero
più imporre i loro canoni proibitivi, né affittare le loro catapecchie, né imporre la “spada di
Damocle” sulla testa degli inquilini: “Alla prima che mi fai, io ti
sfratto e te ne vai!”.
Sarebbero costretti ad una
concorrenza spietata e questo
gioverebbe agli inquilini, specialmente a quelli anziani (magari anche al turismo).
Temo però che tutto questo
sia pura utopia, in quanto sono
troppi gli interessi a favore dei
proprietari, che li inducono a tenere le case così come stanno.
Dopo le prossime elezioni politiche, anche questo “fuoco di paglia” si spegnerà per sempre (come sempre). Grazie!
Giovanni Gonnelli
ecologici addetti al ritiro
dell’immondizia avranno avvisato la Ditta appaltatrice; speriamo che la Ditta abbia avvertito il Comune; da parte nostra,
noi residenti nella zona abbiamo già fatto varie segnalazioni;
ma finora senza nessun risultato. Possiamo sperare che il
Natale ci porti (con pochi soldi
di spesa, crediamo) un impianto di raccolta tornato a regola
d’arte e non da terzo mondo?
Grazie.
Lettera firmata
Al nostro Sindaco
Marco Melgrati
Gentile Redazione
dell’Alassino,
vorrei, attraverso questa mia,
far giungere pubblicamente i
ringraziamenti al Nostro Sindaco per aver tutelato i Nostri diritti con le Ferrovie Italiane, le famigerate FF.SS!
In data 29 ottobre pubblicavo
nella mia rubrica sul giornale
“L’Istrice”, edito da Luciano
Simonelli sul Web, un articolo
dal titolo “Un Treno Fantasma” e
provvedevo a farne pervenire
una copia al Nostro Sindaco con
la richiesta di voler tutelare i
Nostri lesi diritti (rintracciabile
su http//www.simonel.com/aalleani/eli17.html). Nel caso di
specie si trattava della fermata
serale del Vagone Letto per
Roma.
Ho sempre saputo, da fonti famigliari, come Alassio avesse, in
passato, assunto speciali accordi con le Ferrovie dello Stato
Italiano, tali da assicurare, alla
nostra piccola stazione, particolari concessioni ma ignoravo
quali fossero i documenti che ne
comprovassero legalmente tale
diritto.
In una pubblica amministrazione spesso la volontà è la migliore delle doti se, unita alla generosità d’animo, consente al
cittadino di ricevere pronta
udienza favorendolo nella possibilità di esternare le problematiche che lo affliggono.
Se poi la conclusione è immediata, in quanto la ricerca approntata, ipso facto, dal
Comune è provvida di notizie, la
sua soddisfazione è piena.
Il 14 novembre c.a. ricevevo,
per conoscenza, una copia della
lettera che il Sindaco aveva inviato alle Ferrovie dello Stato
con la richiesta di ripristinare
quei servizi recentemente annullati. La documentazione ri-
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
Un amico ci scrive
Oasi ecologiche
È da prima dell’estate che
nell’oasi ecologica (leggi luogo
di raccolta dell’immondizia) di
Piazza Stalla, mancano completamente gli appositi coperchi ai
“tubi raccoglitori” con le conseguenze che ognuno può immaginare: d’estate un notevole
tanfo che arriva a “deliziare”
anche gli abitanti degli appartamenti siti in prossimità della
piazza; ora, nella stagione più
fredda, quando piove, tutto diventa liquame e marciume.
Siamo certi che gli operatori
Venerdì 16 Dicembre 2005
trovata negli scaffali comunali
comprovava il diritto della cittadina alassina, sin dal 1900, ad
usufruire della fermata di ogni
treno che transitasse sul terreno offerto, alle FF.SS, gratuitamente da Sir Daniel Hanbury per
la costruzione della nostra piccola Stazione!
Oggi, 28 novembre 2005, ho
potuto prenotare il mio passaggio nella carrozza letto per
Roma: occuperò di nuovo un posto letto nella cabina 3D e potrò
raggiungere Roma viaggiando di
notte in tutta sicurezza. Un grazie al Sindaco per quanto ha fatto e una nuova richiesta a voler
tutelare, anche in futuro, tale diritto approntando, fin da ora,
una attenta difesa.
Il tutto con riferimento allo
spostamento della attuale stazione Ferroviaria nell’entroterra e alla non decadenza dell’obbligo sottoscritto nel 1900 dalle
FF.SS. in quanto, le stesse, restando padrone del terreno sono contemporaneamente tenute al rispetto delle clausole riportate contrattualmente.
Mi rivolgo di conseguenza
all’oltremodo ironico e ottimo
cittadino di “Andate” per inviargli l’invito a cambiare
Comune e a voler scegliere la
Sua residenza nella Nostra piccola cittadina ligure, essendogli ora assicurati anche i
“Ritorni”…
Vorrei fargli presente, inoltre, che, ad Alassio, vige per i
residenti ancora una imposizione Ici agevolata, con detrazioni
applicabili nel loro tetto massimo (forse lo sa già!).
Capisco le Sue problematiche e posso assicurarLe tutta la
mia comprensione, in fondo anche noi, in passato, siamo stati,
per lungo tempo, la cittadina di
Cip e Ciop!
Federica Eli Galleani
Carissimo L’ALASSINO,
Il 7 c.m. finalmente sono riuscito a venirti a trovare (la salute non
mi è amica), e il mio spirito e la
mia vita hanno fatto da spugna:
tutto ciò che hai saputo portarmi,
in questi anni, fedelmente, ogni
mese, (che gioia trovarti nella cassetta delle lettere!) l’ho vissuto
nella realtà, viva, a colori, di persona, di una Alassio di pace, di sole accogliente come le persone
che ho avuto modo di incontrare,
specialmente in un Ristorante vicinissimo al mare; la mia indecisione è stata distolta dal sorriso
sincero, aperto e spontaneo della
titolare che sembrava conoscermi da tempo…
Quanto tempo non so, non ricordo, dall’ultima volta che ho
avuto modo di pranzare così vicino al mare, attorniato da altri
commensali tranquilli, non chiassosi; ho gustato cibi a me proibiti
per ragioni di salute squisiti e sono stato felice, sì, felice, senza le
temute conseguenze! L’aria così
tiepida e profumata di mare, le
strade e il “budello” sapevano
tanto di meritato riposo. Nessuno, dico, nessuno aveva il sorriso
di circostanza, né il “buon giorno”
Lettera aperta
a carattere commerciale!
Una cordialità che si presenta
innata come un sorriso, ti fa sentire accolto, a tuo agio, rispettato. È
moltissimo, a confronto delle
città ove, in genere, la gente ha
l’espressione permanente “2
Novembre” ed entrando in un negozio raramente senti darti il
buon giorno, tanto meno un sorriso; molto spesso “…dica…”.
L’unica punta di rammarico,
scusami se te lo dico, è che nel
nostro Giornale da un po’ di tempo a questa parte, vi sono costantemente e con un leggero
crescendo, notizie “comunali”;
notizie – alcune – che potrebbero
lasciare spazio a quelle a colori –
diciamo – di carattere familiare e
culturale.
“Alassio e le sue cose sparite”
(scritto in dialetto) ad esempio, è
già un po’ che mi manca. Non farti cambiare: sei della gente di
Alassio! C’è una canzone genovese, ma va bene anche per la mia
Alassio: “Piccun dagghe cianín…!” Ciao!
A tutti dell’A.V.A. e ad ogni
Alassino: Buon Natale e migliore
anno.
Antonio Dubrovich
La pairete
Era uno dei ragazzi della “Via
Celesia” uno dei rioni alassini dove si riunivano i giovanissimi negli
anni 40 per giocare e comprendeva il territorio tra via Cavour e la
piazza del Grand Hotel; il centro
erano i giardini del Municipio: gli
altri rioni erano il borgo Barusso,
la Ciassétta e la Coscia. Si giocava
al tennis con racchette di legno a
guardia e ladri e al pallone (spesso era una piccola palla). Lui giocava in porta di una delle squadre,
forse ad imitazione del fratello
maggiore Giorgio, che era il famoso portiere delle “Vespe” soprannominato “Nero”.
Poi fatti più grandicelli ci siamo persi di vista sia per la scuola
che per il lavoro diverso di ognuno ma restando sempre amici e ci
si incontrava con immutata simpatia fraterna. Lui divenne un famoso “Barman”; nel suo locale sito vicino ai “Tre Mori” sulla passeggiata a mare in centro non si
mangiava la pizza ma i “Croques
Monsieur” ed era uno dei punti
obbligati di incontro della “Jeunesse doré” e dei turisti “bene”
dell’epoca; gli altri lati del triangolo d’oro erano il “Boccaccio” e
il Muretto” del bar Roma. Nel suo
prestigioso locale non c’era orario certo perché l’apertura e la
chiusura dipendevano dal suo
stato d’animo e dall’umore del
momento, una dolce tirannia accettata dagli innumerevoli amiciclienti per la spiccata personalità
e carisma del patron. Pur criticandolo non lo abbandonarono
mai e lo seguirono; anche quando volle trasferirsi vicino al porto e alla Cappelletta aprendo un
nuovo lussuoso bar lo “Yachting
club” all’ingresso del quale si notava a mo’ di insegna una barca
spaccata a metà e incastonata nel
muro con scritto sulla prua: “LA
PAIRETE”.
Gli chiesi un giorno cosa volesse significare quella frase e lui
sorridendo sornione mi rispose:
«Cento anni fa un barcaiolo alassino calafatò una barca che molti
criticavano per la forma, la lunghezza, e altre cose; allora questi
pitturò sulla prua quando fu finita la scritta in dialetto “La pairete” cioè “la dovrete digerire così
com’è perché l’ho fatta come la
volevo io». Ecco il carattere del
Personaggio, che pareva burbero
e altero e scostante ma invece
aveva un cuore d’oro e un humor
invidiabile pur essendo una roccia nelle sue idee, un gladiatore
del turismo alassino, al quale imponeva le proprie scelte dettate
da una chiara visione del proprio
valore e del proprio carisma.
Vorrei che la città di Alassio
avesse un vessillo simile a quello
americano: su un campo celeste
com’è il colore del nostro cielo,
dovrebbero esserci le strisce
bianche, e verdi come è il colore
del nostro mare e delle onde spumeggianti della baia; e dove le stelle dovrebbero (come quelle del
viale Hollywoodiano) portare almeno le iniziali dei nomi di coloro
che hanno onorato Alassio con la
loro vita lavorativa dando onore e
lustro alla città: penso che una di
quelle stelle dovrebbe portare incisa in oro una “M” la emme di MARINO.
A lui in ricordo voglio citare due
versi del sommo Poeta:
“Se il mondo sapesse il cor
ch’egli ebbe…
Assai lo loda e più lo loderebbe”.
Silvio Viglietti
Essere o apparire
Sta per arrivare la fine di un altro anno di sciagure, di guerre, di
incertezze. e, come sempre tiriamo un respiro profondo nella
speranza che il Natale possa
cambiare lo scenario. Forse tanti
Uomini dignitosi, coraggiosi, volenterosi, in questa atmosfera di
sospirata tranquillità cercano
ancora una volta di credere in un
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
futuro di pace, di dialogo, di giustizia. Purtroppo, oggi più che
mai, ci sono troppi fratelli che
amano apparire leali, giusti ed
onesti senza esserlo. Comunque
tante luci si accendono ed è pur
conforto illudersi di non incontrare Caino in fondo alle scale.
Buon Natale a Tutti.
Fernanda
Lettera aperta
Ai Cittadini di Alassio soprattutto ai Residenti negli edifici
interessati al Progetto di R.F.I.
“Spostamento a monte della
Ferrovia”
Alassio, 5 Dicembre 2005
Oggetto: Precisazioni in
merito alla reale situazione
del Progetto e dei suoi possibili sviluppi.
Cari Concittadini,
abbiamo per caso preso visione della lettera che il
Sindaco ha inviato a tutti voi in
data 28-10-2005 e, vista la totale ignoranza del problema da
parte degli Uffici Comunali – ai
quali non è pervenuto alcun
documento né ufficiale né ufficioso sul Progetto definitivo –
ci siamo attivati perché tutto
non finisca in un “pasticcio”
elettorale, dopo il quale ritrovarci con un pugno di mosche
e beffati ancora una volta.
La Consigliera Comunale
Lorena Nattero, dopo i colloqui avuti con il Consigliere C.
Tomagnini, con il dott. G.
Russo e con il sig. Briozzo, si è
recata in Regione, ha incontrato l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Merlo ed ha
raccolto le seguenti informazioni.
• La delibera n. 217 della
Giunta Regionale, a voi trasmessa, non ha affatto concluso l’iter di approvazione del
Progetto, che è infatti ancora
in elaborazione.
• Il Progetto definitivo dovrà
essere pubblicato in Gennaio,
ma la presenza di carotaggi e
sondaggi che avvengono in
questi giorni allo sbocco
dell’Aurelia bis e davanti alla
Scuola Media fanno supporre
che esso slitti ancora.
• La Delibera citata, in
realtà, non è che la trasmissione, da parte della Regione –
quella passata di centro-destra, per intenderci – delle osservazioni pervenute da parte
dei Comuni interessati e dei
quali la Regione stessa aveva,
ed ha, il compito di coordinamento.
• Dalla Delibera si comprende chiaramente che
a) il Comune di Alassio, sotto la spinta del Comitato, aveva commissionato ed approvato un Progetto alternativo
elaborato dal dott. G. Russo,
che prevedeva lo spostamento a monte del tracciato e della Stazione (13.10.2003)
b) che il Comune di Albenga aveva chiesto una modifica del tracciato e della localizzazione della Stazione, per
tutelare la Piana agricola
(7.10.2003)
c) che, durante gli incontri
successivi, il Comune di Alassio ha del tutto abbandonato
la soluzione tecnica alternativa ed accettato totalmente la
soluzione di R.F.I. che prevede
l’abbassamento della ferrovia
di m. 2,55
d) che il Comune di Alassio, nonostante le richeste
del Comitato, il Progetto
Russo, i vantaggi che da esso
deriverebbero alla Città, ha
deliberato di prendere atto
della soluzione delle Ferrovie (14.5.2004)
e) che, al contrario, il
Comune di Albenga non ha accettato la soluzione RFI per il
suo territorio.
Di conseguenza oggi accade
che, mentre su Albenga in
Regione Liguria si tratta a ritmo costante per salvare i terreni agricoli ed ubicare la linea in modo opportuno, per
Alassio la partita al momento
pare chiusa, visto che non è
possibile alcuna trattativa e
modifica se il Sindaco e gli
Amministratori della Città
non lo richiedono. Così recita
la Legge Obiettivo voluta dal
Ministro Lunardi per le
“Grandi Opere”.
In questo momento nessuno sa quali soluzioni compariranno nel Progetto Definifivo:
se vi saranno demolizioni e
quante, se i cantieri saranno
devastanti per le zone interessate o meno, se la Stazione
avrà un impatto ambientale
pesante e quanto.
Quando il Definitivo sarà
pubblico, allora si riaprirà un
iter di confronto con Enti
Locali, Aziende, Istituzioni interessate; ma le possibilità di
modifica saranno sempre più
limitate e circoscritte.
Possiamo quindi affermare
con cognizione di causa che il
trionfalismo retorico del Sindaco è quantomeno sconcertante e fuori luogo: in realtà il
comportamento irresponsabile di questa Amministrazione, che ha accettato supinamente quanto frettolosamente dichiarato da R.F.I. senza che ne seguisse alcun atto
ufficiale né tantomeno un
“progetto”, pone oggi la nostra Città in condizione di non
poter difendere il suo territorio da un intervento che avrà
costi altissimi in termini di impatto ambientale, sistemazione urbanistica, qualità della
vita.
Con l’appoggio e la collaborazione della Giunta Provinciale e dell’Assessorato Regionale, può ancora essere possibile ottenere attenzione e modifiche, ma solo se l’Amministrazione si attiverà, finalmente, a tutelare il nostro
Territorio con la stessa competenza ed impegno dimostrato da tanti Colleghi di Comuni
vicini.
Perché ciò accada è necessaria ancora una volta la mobilitazione degli Alassini,
perché oggi si tratta di salvare le abitazioni, ma anche
l’esistenza di un intero quartiere, gli impianti sportivi, la
viabilità, la possibilità di parcheggio, la dignità di 350
bambini che vanno a Scuola:
siamo certi che non la farete
mancare.
Porteremo la questione in
tutte le sedi possibili, in
Consiglio Comunale; ai dibattiti di R.F.I., in Regione, nelle
sedi delle Associazioni ambientaliste e, con il vostro sostegno, speriamo di ottenere i
risultati necessari:
Sperando di aver contribuito a far chiarezza di tante affermazioni ingannevoli, vi
porgiamo i più cordiali saluti.
Prof.ssa Loredana Nattero
Consigliera Comunale DS
Ds – Sezione di Alassio
Venerdì 16 Dicembre 2005
Rimme da noscia tèra
A furtuna
Veglionissimo
sotto le stelle
ad Alassio
Rubrichetta mensile - Un ricordo per...
3a EDIZIONE
(Dialetto alassino)
I dixen che a furtüna a l’è ‘n po’ orba,
ch’a l’ha ‘una binda ch’à ghe tappa a vista…
Sùn musse!…e a menu de ‘na svista
Dimustrassiui cuntrorie e n’ho ‘na corba.
U gh’è quellu, ch’u dà ‘n causu a ‘na prìa
E sutta ‘na furtüna u te gh’attrôva…
L’autru, che cumme lei u se gh’apprôva
Se descapella fìn l’ungia incarnia.
Autru che orba, a vegghe mèiu de mì…
o-u sa ben lei o nu chi-a vö gittò…
Capilu gènte, a nu po’ scangiò…
I sùn delongu i meximi a gudì!
Quanti u ghe n’è, chi cügnan l’illuxiùn
Che finarmènte ‘na bella giurnò
A sun de fò scunzüri e cunfidò
Arriveran ricchesse a prufuxiùn…
Da-u Semenoriu allù speran succursu,
da-u Casinò, da-u Bingu o a Lutteria…
Ma quande a-a fìn, i l’averan capia
I musceran za e balle cumme l’ursu.
Gianni Cruxe
LA FORTUNA: Dicon che la fortuna sia un po’ orba / che una benda le
chiuda la vista / Son fole! E a meno di una svista / dimostrazioni contrarie ne ho una corba. // C’è chi, dando un calcio a un sasso / sotto
ci trova una fortuna / un altro, ch ecome lui ci prova / si rompre il dito con l’unghia incarnita. // Altro che orba, vede meglio di me… / sa
ben lei o no chi vuol aiutare… / Capitelo gente, non si può cambiare
/ Son sempre gli stessi a godere. // Quanti ce ne sono, che si cullano
l’illusione / che un bel giorno, finalmente / a furia di far scongiuri e
confidare / arriveran ricchezze a profusione… // Dal Lotto allora sperano soccorso / dal Casinò, dal Bingo o Lotteria… / Ma quando alfine, l’avranno capita / mostreranno già le palle come l’orso (*)
(*) = Dal vecchio detto alassino: Chi dal Lotto spera soccorso… (si
troverà ancora più in miseria avendosi giocato tutto e relativo al gioco in generale)
Parlâ d’amô
(Dialetto di Varazze)
Parlâ d’amô
ma pe dî cöse?
Ninte… e insemme… tutto.
Parlâ d’amô
sentî ripete ancon
quello che zà ti sae
ma o no l’è mai a basta.
Parlâ d’amô
co-e moaén… o i euggi…
o un semplice respïo.
Parlâ d’amô
e vive in te ‘n segondo
l’infinïo.
Pisani
PARLARE D’AMORE: Parlare d’amore… / ma per dire che cosa? /
Niente… e insieme… tutto. / Parlare d’amore… / sentir ripetere ancora / quello che già sai / ma non è mai di troppo. // Parlare d’amore… / con le mani… o gli occhi… / o un semplice respiro. / Parlare
d’amore… / e vivere un attimo / l’infinito.
I TUNNAIROTTI
Credo tutti sappiano, dato che
in proposito esiste una certa letteratura, che sin dall’antico, le
tonnare di Sardegna erano assiduamente frequentate dalla marineria ligure. All’avvicinarsi della
stagione squadre di pescatori
partivano, in particolare dalla costa della Liguria di ponente, per
recarsi sui luoghi della cosiddetta mattanza, dove si catturavano
i tonni e se ne lavorava in seguito
la carne. Fiumi di inchiostro sono
stati versati sulla cattura dei “poveri” tonni!... “urla di marinai, il
mare che si tinge rapidamente di
rosso, i grossi pesci ammassati
uno contro l’altro via via con più
violenza mentre la rete si restringe...” spettacolo selvaggio, affascinante e - ahinoi - crudele quello della mattanza. Un avvenimento senza uguali, che oggi non esiste quasi più. Da qualche anno a
questa parte infatti flotte di pescherecci armati di mezzi sempre
più sofisticati: radio, ecoscandagli, addirittura con l’ausilio di piccoli aerei di avvistamento, si sono specializzate in “tonnare volanti” tanto non solo da alterare le
rotte migratorie stagionali del
tonno, ma da decretare la fine
della tonnara tradizionale.
Molti anni orsono, nelle tonnare di Sardegna si parlava il nostro
dialetto. Numerosi infatti erano
gli Alassini, specie i Mogliesi, che
ogni anno, ai primi di Maggio -
5
«L'ALASSINO»
precisamente nel giorno della
Santa Croce - si recavano in
Sardegna e in modo particolare a
Carloforte, all’isola di san Pietro,
per lavorare nelle tonnare.
I nostri concittadini erano piuttosto apprezzati e richiesti come
ras: ossia comandanti di tonnara.
C’è da aggiungere che essi si portavano persino nel lontano
Portogallo per la stessa ragione.
Solitamente con il padrone della
tonnara i “tonnairotti” stipulavano un contratto con il quale si stabiliva che oltre ad una cifra in denaro proporzionata alla quantità
del pescato, veniva lasciato al pescatore l’utilizzo delle interiora
del tonno stesso. E con queste venivano preparate e confezionate:
la bottarga (à buttàrega’,la vèntre, à figàssa e à tunnina), autentiche specialità che, a fine lavoro
di tonnara, venivano esportate in
quel di Alassio in appositi contenitori (tipo barilotto) per essere
vendute ai pizzicagnoli locali e
per essere ovviamente consumate in famiglia. Vere autentiche leccarie insomma, che oggi purtroppo sono diventate rarità, raggiungendo sul mercato (quando si
trovano) prezzi da capogiro! Chi
di noi anziani non ricorda l’inimitabile buon sapore, che la “biélla”
arrostita sulle braci del carbone
di legna, conferiva ai pomodori
nel “cundiùn”?
Vincenzo Moirano
Anche quest’anno torna, a
grande richiesta e quasi come
un appuntamento fermo dei
grandi eventi della nostra regione, il “VEGLIONISSIMO SOTTO
LE STELLE AD ALASSIO” con
Franco Branco dj.
La locazione è la stessa, ormai
collaudata e cuore della città:
Piazza Matteotti.
Da informazioni prese presso
l’Ufficio IAT di Alassio, ci arriva
la notizia che tantissimi turisti e
vacanzieri del periodo natalizio
e di fine anno chiedono la conferma se è programmato nel calendario eventi il “Veglionissimo
Sotto le Stelle”. Anche i commercianti ed i titolari di licenze
alberghiere si informano di tale
manifestazione e di tutto quello
che ne comporta.
A prova questo che l’evento fa
parte integrante e sostanziale di
quelle manifestazioni di grande
livello ed attrazione programmate nel palinsesto annuale della città di Alassio, ma anche della Liguria.
L’animazione è ormai nota ed
è quella di Franco Branco d.j.
che oltre ad essere stato il promotore dell’iniziativa di tre anni
fa è anche il tanto atteso d.j. da
parte di migliaia di giovani e
non, sia residenti che vacanzieri. Si fa presente che lo stesso
Franco Branco d.j. sarà impegnato nella presentazione e nella direzione artistica per il 26 dicembre p.v. in merito al Cimento
Invernale 2005.
Anche quest’anno la musica
sarà la padrona della situazione
con tanto di vettovagliamento
gratuito per tutti i presenti e per
i puntuali del conto alla rovescia. Collaborano con il Comune
di Alassio, organizzatore della
manifestazione, diversi marchi
nazionali e internazionali.
Tra le novità l’elezione di Miss
Nonna 2005 e Miss Disco 2006.
Ma, soprattutto per la delizia del
gentil sesso, è programmata
l’elezione di Mr Capodanno con
tanto di strip dal vivo sino, naturalmente, al consentito per motivi di ordine pubblico ma soprattutto alle condizioni meteo.
Si parte alle ore 21,00 e si termina alle ore 02,00. Cinque ore
nonstop come un videoclip dove professionalità, divertimento
e musica faranno da sala parto
per la nascita del nuovo 2006.
Cinquemila persone, questo il
dato ufficiale, per la precedente
edizione che hanno vissuto e goduto del Veglionissimo Sotto le
Stelle ed il tutto si è svolto nel
massimo ordine e professionalità.
Vista la mole di pubblico prevista per questa edizione, massiccia anche quest’anno sarà la
presenza delle Forze dell’Ordine
per garantire il servizio di pubblica sicurezza a cui già va il ringraziamento da parte del
Comune di Alassio.
Due ballerini lap dance, una
ragazza ed un ragazzo, faranno
bella mostra sul palco con il d.j.
per dare dimostrazione e prova
della loro bravura. Una di queste
“Valentina”
è
iscritta
all’Accademia Cledi di Roma.
Naturalmente un occhio di riguardo ai bambini veri protagonisti dell’inizio spettacolo ed
agli anziani della RSA di Alassio
a cui Franco Branco ha riservato
un collegamento telefonico dal
palco prima del conto alla rovescia. In questa manifestazione
non ci si scorda proprio di nessuno.
Durante la serata verranno effettuati in tempo reale diversi
collegamenti con personaggi e
Vip del mondo dello spettacolo
e dell’Amministrazione sparsi
Classe IV° A – 1957
Rosso – Enrico G. – Degola N – Carenzo P. – Fioroni N. – Battello C. – Beniscelli A. – Losno U. – Maestro F.
Caiti – Traverso E. – Pelle M. – D’Andrea A. – Quartana P.L. – Caviglia C. – Rovere G. – Regesta R. – Parodi
S. – Aicardi – Lusanna M. – Lodato G. – Pellirone G. – D’Eramo – Schivo – Gordini – Bovo A. – De la Porte A.
L’Opera Salesiana ad Alassio: vero faro di cultura
Non tutti sanno che la nostra
città, fra tutte le cittadine della costa, era già, nel 1200, città colta di
scuole e di istruzione. Nell’epoca
dei Benedettini alla Gallinara,
stando il loro convento ad Albenga, Alassio fu il borgo “che maggiormente corrispose all’opera di
educazione e di istruzione”.
Ai Benedettini seguirono gli
Osservanti, e poi i Domenicani. Il
livello culturale della popolazione
era più alto che nelle altre cittadine e un gruppo di Alassini di alto
ceto vigilava attento e benefico.
Fra questi merita ricordare Gio
Ambrogio Airaldi, che nel testamento lascerà l’intero suo patrimonio “perché ai giovani di
Alassio si insegni gratuitamente a
leggere e scrivere e pure grammatica, umanità, retorica e logica”.
Esecutori testamentari furono
proprio i Domenicani, che per due
secoli portarono avanti l’insegnamento ad Alassio: ci vorrà
Napoleone a far chiudere la loro
preziosa attività, che col tempo
aveva coinvolto non solo i giovani
di Alassio, ma anche quelli dei
paesi vicini.
Ritornarono però i Domenicani,
anche se controvoglia, perché la
loro missione era di predicare e
non di far scuola. Nel frattempo, al
predetto lascito, si aggiungeva
quello di Vittore Durante, per cui
l’Opera Scuole era diventata
Airaldi-Durante.
Ma i Domenicani decisero di lasciare Alassio; tutto il peso
dell’istruzione gravò sul Municipio, che non era preparato; bisognava risolvere il problema in tutti i modi e in fretta. E qui si assiste
a tanti lodevoli tentativi, tutti nel
tempo naufragati: tanta buona volontà, ma poca esperienza.
Prima l’apertura di una scuola
tecnica, gestita dal Municipio con
insegnanti laici. Poi l’affidamento
al nuovo Prevosto, don Della Valle, che, intuendo di non essere
adatto a reggere la direzione e
l’organizzazione di una scuola,
pensa bene di scrivere a Don Bosco, invitandolo a interessarsi del
problema. Ma per il sacerdote torinese i tempi non sono ancora
maturi: siamo nel 1863. Don Francesco della Valle non si dà per vinto e per anni corteggia Don Bosco:
i due si scrivono, i due si incontrano più volte. Finché Don Bosco, siamo nel 1869, viene ad Alassio ed incontra la Municipalità.
Insistono i componenti il Consiglio Comunale, vengono fatti vedere a Don Bosco diversi locali.
Ma alla fine Don Bosco accetta e
sceglie il Convento di Santa Maria
degli Angeli: egli firma il contratto
alla presenza del Consiglio Municipale riunito al gran completo e
visibilmente soddisfatto.
È il 20 settembre 1870. Nell’ottobre successivo riaprono ad
Alassio le scuole e sono le Scuole
del Collegio Municipale di Don
Bosco. Sono passati 135 anni e la
Scuola Salesiana ad Alassio è tuttora un luminoso faro di cultura e
non solo: oggi come allora collabora ancora con l’Assessorato alla Cultura e con la Civica Biblioteca, organizzando incontri culturali di alto livello, destinati, non
solo ai giovani del territorio, ma
anche a tutta la popolazione.
Nell’anno in corso il calendario
è veramente ricco. Si è iniziato
con Don Luigi Ciotti, venerdì 11
novembre, che ha trattato il tema
“Droga e mafia”; seguirà, martedì
20 dicembre, il Comm. Dott. Elio
Menzione, ministro plenipotenziario, alassino, exallievo del Don
Bosco, che parlerà su “Riforma
del Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite”. In gennaio, data
da concordare, sarà ad Alassio S.
E. Card. Oscar A. Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), uno degli attori protagonisti dell’ultimo Conclave; sempre in data da destinarsi avremo il Dott. Giancarlo
Caselli, P.G. a Torino, la prof.
Gianna Schelotto, psicologa, il
prof. Giorgio Calabrese, dietologo, personaggio televisivo; venerdì 3 febbraio, sarà tra noi il T.
Col. Dott. Luciano Garofano, Comandante del Ris di Parma, che
presenterà il suo ultimo libro
“Delitti imperfetti. Atto II”: egli
sarà presentato dal Gen. Giuseppe Richero, exallievo del Don
Bosco e già Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri;
concluderanno il ciclo degli incontri, il tanto atteso prof.
Antonino Zichichi, emerito di
Fisica Superiore all’Università di
Bologna e fondatore, oggi anche
direttore, del Centro di Cultura
Scientifica di Erice, giovedì 2
marzo, che parlerà sul tema
“Scienza e Fede: la Grande Alleanza” e il Dott. Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), venerdì 10 marzo, che tratterà il tema “Da un mondo in-fame, ad un mondo possibile”. Tutti questi incontri si svolgeranno
alle ore 21 presso l’Auditorium
dell’Istituto Salesiano.
Mi auguro proprio che i miei
concittadini, giovani e meno giovani, allettati da un così cospicuo
programma, continuino quella
tradizione di ricerca culturale,
che li aveva resi protagonisti nel
passato della nostra città.
su tutto il territorio nazionale.
Ci sarà anche un collegamento
con una miniera allocata in quel
di Macugnaga, la più grande
d’Italia e che verrà aperta in notturna proprio per tale collegamento.
Collabora con l’organizzazione anche “L’Alassino”, il mensile
locale che è sempre stato presente a questo mega evento.
Previsto anche un collegamento con Gino Landi della RAI gran-
de regista e produttore e con lo
sportivo Emerson Fittipaldi due
volte campione del mondo di F.1,
ancora un collegamento con i
Panps & Scar noti nel mondo della discoteca.
La Direzione Artistica in questi
giorni sta vagliando la possibilità
di gemellare l’evento musicale
con qualche associazione benefica che ha bisogno di sostegno.
Anche Striscia la notizia, visto
il suo interessamento per la precedente edizione, sarà nuovamente di appoggio per il Veglionissimo di Alassio.
Ciao
F.B.J.
Antonio Tassara
6
«L'ALASSINO»
Venerdì 16 Dicembre 2005
Rassegna di “Corti” a
A Moglio nuovi parcheggi
Dignitoso quarto posto per
il team eX3Mo alla Coppa Borghetto Santo Spirito con Tosi e una nuova biblioteca
del Mondo di paracadutismo
In Arizona dal 24 al 30 ottobre
scorso, si sono svolti i mondiali
di paracadutismo. A difendere
la bandiera tricolore il team
eX3MO degli Alassini Arrigo
Marco e Betti Alessandro.
Il team ancora una volta si è
dimostrato all’altezza della situazione confermandosi al
quarto posto assoluto proprio
dietro alle Nazionali professionistiche: USA, Francia e Russia.
Arrigo e Betti ci raccontano: «abbiamo fatto una buona gara, siamo partiti molto bene forse anche al di sopra delle aspettative;
il fatto di esserci allenati
quest’anno per la maggior parte
proprio in Arizona nello stesso
posto dove si è svolta la competizione ci ha aiutato: per noi era un
po’ come giocare in casa». Il
team eX3MO dopo un avvio
scoppiettante dove risultava
addirittura terzo, verso metà gara ha compiuto un paio di round
leggermente sotto tono che ha
permesso ai Russi di riprendersi il terzo posto come del resto i
bookmaker davano fin da prima
delle ostilità «prima dell’inizio
della gara sapevamo che Russi
sarebbero stati superiori a noi visto che durante i Campionati
Europei di luglio scorso avevamo
preso un notevole
distacco da loro;
tuttavia durante
la gara soprattutto all’inizio abbiamo constatato
che il divario si è
notevolmente ridotto e questo
grazie al duro lavoro di allenamento che abbiamo fatto quest’anno». Alla fine delle ostilità il nostro team si è riconfermato dignitosamente al
quarto posto al
mondo consapevole di avere ancora parecchie
potenzialità di
crescita. «Quest’anno è stato un
anno ricco di soddisfazioni per
noi; il nostro
team tuttavia ha come obiettivo
finale i prossimi campionati del
Mondo che si svolgeranno in
Germania ad Agosto 2006. Visto i
già parecchi punti che abbiamo
recuperato ai terzi siamo consci
che se lavoreremo duro forse
avremo le possibilità di raggiungerli. Quello che è certo è che noi
assieme al Gruppo Industriale
CASPRINI che crede nel nostro
progetto ci proveremo con tutte le
nostre energie». Ora per il team
un po’ di meritato riposo per poi
riprendere gli allenamenti a febbraio X.
La squadra è stata festeggiata
dal presidente Mauro Zunino e
dai soci all’Aero Club villanovese che aggiunge un altro prestigioso trofeo ai tanti già conquistati in molti anni di vita del sodalizio.
Una serata emozionante quella
proposta da Beppe Rizzo e svoltasi nel salone delle conferenze del
Comune, dove il regista alassino
ha proiettato una serie di “Corti”
di grande livello.
Si è trattato della prima delle
due serate dedicate ai cortometraggi (la prossima è in programma venerdì 2 dicembre) volute
dall’Assessorato alla cultura del
comune di Borghetto.
Due occasioni da non perdere
per gli appassionati di cinema: chi
non ha potuto assistere alla prima
serata, che ha avuto quale ospite
d’onore il regista lombardo
Vittorio Tosi (di cui Rizzo ha messo in programma il bellissimo “Il
suonatore Jones”), potrà rifarsi
comunque con quella dedicata al
tema della memoria, nella quale
verranno proiettati dieci cortometraggi appartenenti alle grandi
scuole cinematografiche contemporanee: Corea, Francia, Italia,
Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti
e Russia.
«I corti che scelgo – dice il regista Beppe Rizzo – di solito provengono dalle più importanti rassegne nazionali ed internazionali.
Sono brevi film che stanno ottenendo sempre più successo tra il
pubblico soprattutto fra i giovani.
A Borghetto ho previsto due appuntamenti per gli appassionati di
questo genere: uno dedicato a varie tematiche e l’altro al tema della memoria. Ho cercato di dare voce non solo agli amanti dei corti
tradizionali, ma anche a coloro
che preferiscono quelli più legati
alla grafica, alla pubblicità o alla
fotografia. Insomma si tratta di
cercare di offrire un vero e proprio assaggio sul “Mare Magnum”
che attualmente offre questo genere, che sta prendendo sempre
più campo».
Chi da anni segue il lavoro di
Rizzo sa benissimo che il regista
alassino cerca sempre di toccare
vari generi e di dare in questo modo l’opportunità di vedere filmini
e corti di qualità e che abbiano
avuto anche particolare rilevanza
o siano stati premiati nel corso
delle ultime stagioni nelle principali rassegne del settore.
Da segnalare fra i corti programmati “La vita” del sudcoreano Jun Ki Kim, “Cantico” ed “Incontro” di Beppe Rizzo con protagonisti il poeta alassino Antonio
Boscione ed il regista Vittorio Tosi
e “Mimo” dello spagnolo Tony
Garcia.
Questa estate Rizzo, che è il curatore da alcuni anni delle rassegne cinematografiche alassine, ha
partecipato alla XXXVIa Rassegna
Nazionale di Cortometraggi svoltasi in Toscana ed organizzata dalla Provincia di Arezzo, conseguendo un riconoscimento per l’opera
“Warum?” prodotta in collaborazione con un altro importante personaggio della cultura del Ponente savonese: Francesco Guido in
arte Gibba. I due cineasti sono stati premiati con il prestigioso Giglio
Fiorentino d’Argento.
C.A.
Ringraziamento
Gentilissimo
Dottor Carlo Vallega
volevamo unirci a quanti in
passato hanno voluto elogiare
le Sue doti professionali e soprattutto umane.
Infatti, nonostante un caso di
cosiddetta “mala-sanità”, grazie
a Lei, quattro anni fa è nata sana
la nostra primogenita Ilaria e
quest’anno sempre grazie alle
Sue cure, il 3 ottobre è arrivato
con noi Iacopo.
Nella speranza che la Sua passione per questa professione,
l’umanità e la disponibilità siano di buon esempio a quanti si
avvicinano a questo lavoro e
diano fiducia a chi intende costruirsi una famiglia, volevamo
augurare a Lei e famiglia buone
feste.
Sicuramente il nostro è un
grazie lungo due vite.
Ilaria, Iacopo, Ornella e
Gianfranco Cacciò
È stata inaugurata nella giornata di ieri la nuova biblioteca di
Moglio, sezione staccata della
Biblioteca Civiva “Renzo Deaglio” di Palazzo Morteo.
«Uno sforzo importante – commenta l’Assessore alla Cultura
Monica Zioni – che questa Amministrazione ha voluto compiere
nella consapevolezza che si tratta si un servizio essenziale volto
alla continua divulgazione della
«Su due piani – commenta
l’Assessore ai Lavori Pubblici,
Rag. Gianni Aicardi – la nuova
struttura, per ventiquattro nuovi posti auto, sarà interamente
pavimentata con masselli autobloccanti, coperta da un pergolato ingentilito da rampicanti e
fioriere e illuminato con lampade crepuscolari». Si è aggiudicata l’appalto la ditta Del-Edile di
Roberto Delfino di Savona con
Moglio 30.11.2005 ore 16: il sindaco Marco Melgrati con l’assessore Monica
Zioni inaugura la nuova biblioteca presso la sede delle Scuole Elementari.
(FOTO SILVIO FASANO)
cultura e finalizzato a rendere
sempre più viva una frazione che
vanta un numero considerevole
di abitanti, una scuola materna e
una elementare».
Si tratta di un patrimonio librario di circa 2500 libri.
La nuova biblioteca trasferita
presso i locali del plesso scolastico di Moglio sarà aperta al
pubblico da ottobre a marzo dalle 15,30 alle 17,15, da aprile a settembre dalle 16,30 alle 18,15.
In questi giorni, il 28 novembre
u.s., intanto sono state aperte le
buste per la gara d’appalto promossa dall’Ufficio Tecnico Amministrativo del Comune di Alassio relativa al nuovo parcheggio
pluripiano che sorgerà sempre a
Moglio
un’offerta di un importo di €
258.153,57 con un ribasso sulla
base d’asta (€ 302.435,80) del
14,642%.
«Quest’intervento, quello fatto
sulla biblioteca, il rifacimento
degli impianti di pubblica illuminazione lungo la Strada Provinciale di Moglio e Solva e quelli
che interesseranno ancora Moglio e Solva – ha commentato il
Sindaco Arch. Marco Melgrati –
sono la prova evidente del fatto
che certo, l’Amministrazione Comunale ha voluto e vorrà investire nel centro cittadino, ma non
ha mai, né vorrà, dimenticare gli
altri quartieri e soprattutto le frazioni».
Alassio 1.12.2005
M.R.
Venerdì 16 Dicembre 2005
7
«L'ALASSINO»
Alassio più vicina alla natura La Grand Princess, una delle 10
Si è creata ad Alassio un’associazione di volontariato, a servizio e tutela della natura.
Il gruppo di lavoro fa riferimento al modello nato in
California a fine degli anni 80, arrivato poi nei paesi nordici, e da
circa un decennio nell’Ampezzano (BL). Da qui l’ideatore
(l’alassino Mario Palumbo), dopo l’esperienza acquisita a Belluno, ha fatto nascere, ad Alassio, un’associazione di Volontari
Boschivi (iniziativa unica in
Liguria).
Il gruppo operativo si chiama
Squadra Manutenzione Sentieri
(S.M.S.), creato all’interno
dell’A.R.E.S. orienteering - survival - soft air club, che attualmente conta una decina di volontari.
Il leader dell’associazione dice: «È nostra intenzione metterci
a disposizione della Protezione
Civile, in caso di iniziative in cui
può essere utile il nostro contributo, anche perché oltre ad abbracciare la stessa causa, siamo
in ottimi rapporti di amicizia».
Le uscite di lavoro del gruppo,
per lo più domenicali, seppur
durissime vengono definite dai
volontari “un vero piacere” e sono inoltre ritenute molto gratificanti. Per l’anno 2006 resteranno
programmate come per l’anno in
corso (mediamente in 3 giornate
mensili).
«Abbiamo iniziato quasi per
gioco nel 2004 aderendo alle iniziative dell’A.V.A. (Associazione
Vecchia Alassio). Poi, nel farlo ci
abbiamo preso gusto e ci siamo
specializzati frequentando anche dei corsi di Trailbuilding
(Costruzione di sentieri). Comunque anche se siamo molto
richiesti, come per ripulire i percorsi da MTB (Mountain Biking),
resteremo completamente disponibili a qualsiasi iniziativa
perpetrata dal “Cuore di Alassio” cioè il direttivo A.V.A. Proprio tramite il mensile “L’Alassino” intendiamo evidenziare le
varie iniziative volte a coinvolgere anche eventuali partecipanti
saltuari.
In concomitanza con i cambi
di stagione, potrebbe essere interessante per i ragazzi venire ad
osservare la metamorfosi dei colori del bosco, aiutarci nella nostra opera di pulizia, imparando
le nozioni di base dell’orientamento (iniziativa estesa anche
agli adulti).
Noi riteniamo che Alassio non
sia solo splendide spiagge.
Sicuramente una passeggiata al
mare è bella e terapeutica grazie
allo iodio, ma anche una bella
camminata sotto i pini dà notevoli benefici, non solo in quanto
all’ossigenazione, ma anche in
quanto sia rilassante. Questo
grazie alla fortuna del nostro
buon clima che ci permette di
poterlo fare tutto l’anno.
Il Percorso Verde, sito in loca-
lità San Bernardo, raggiungibile
anche in auto e fornito di panchine ed aree pic-nic, gode
dell’esposizione solare durante
tutto il giorno, nonché di una vista unica sull’incantevole golfo
di Alassio.
È nostra intenzione ripristinare e mantenere curati i sentieri e
le mulattiere, anche dal punto di
vista idrogeologico, per evitare
che l’erosione dell’acqua piovana deteriori o distrugga i percorsi quando non incanalata.
Il nostro progetto è di creare
entro la fine del 2007 una rete di
sentieri di circa 50 km approntandone la metà entro la fine del
2006, percorribili sia a piedi che
in mountain bike, viste le costanti richieste di informazioni a
riguardo la possibilità di praticare escursionismo sulle alture di
Alassio.
Durante le estati 2004 e 2005
mentre ispezionavamo il territorio come volontari per la prevenzione e l’avvistamento di incendi, noi stessi utilizzando le
MTB, abbiamo effettivamente riscontrato la mancanza di percorsi pedalabili, tra l’altro confermataci da più fonti ed inoltre
tali percorsi avrebbero l’importantissima funzione di linee tagliafuoco.
Siamo quindi certi, che il nostro operato di bonifica sarà
molto apprezzato da tutti gli
utenti dei sentieri. Proprio a questi ultimi ci rivolgiamo affinché
ci segnalino percorsi e punti da
ripristinare. Questo si può compiere scrivendo all’Alassino nella rubrica “segnaliamo che” ed il
nostro gruppo interverrà quanto prima. Oppure potete contattarci inviandoci una E-mail all’indirizzo [email protected] Riteniamo che ciò sarà molto importante per Alassio, considerando
il grande fenomeno di ritorno alla natura, già utilizzato come offerta turistica in altre località,
anche se per ora mancano le
strutture (vedi percorsi), ma lavorandoci…
Siamo convinti che riusciremo a far apprezzare il nostro
operato ambientalistico, che
andrà ad aggiungersi a quello
delle Istituzioni e delle altre
Associazioni che da sempre sono impegnate su questo fronte:
Protezione Civile, C.A.I., Alpini
alle quali va tutta la nostra ammirazione.
Terminiamo salutando e ringraziando calorosamente le persone che consideriamo padrino
e madrina della nostra associazione: Carlo Cavedini (presidente A.V.A.) e la dottoressa Loretta
Zavaroni (assessore all’associazionismo e volontariato). Senza
di loro i volontari boschivi probabilmente non esisterebbero.
GRUPPO A.R.E.S.
VOLONTARI BOSCHIVI
navi da crociera più grandi del
mondo, è in mano a veri liguri
RABARAMA
Il mistero dell’identità
Mostra personale di Rabarama,
Chiesa Anglicana di Alassio.
Un evento promosso dall’Assessorato alla
Cultura del Comune di Alassio in collaborazione
con la Galleria d’Arte Vecchiato di Padova
Da Shangai ad Alassio e per la
prima volta in Liguria: alla Chiesa Anglicana si è inaugurata venerdì 2 dicembre 2005 la prima
mostra personale dell’artista
Rabarama, curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di
Alassio e dalla Galleria d’Arte
Vecchiato di Padova. L’esposizione rimarrà aperta dal 2 dicembre 2005 al 1° gennaio 2006.
Rabarama, al secolo Paola
porta l’artista a sviluppare
quelle che poi diventeranno le
Sue tematiche principali. È
proprio in questo periodo che la
sua ricerca pone le basi su una
particolare divisione del mondo
e della vita che si esprime nella
negazione del libero arbitrio, nella predestinazione degli eventi.
Ecco allora un mondo regolato da
rapporti di causa effetto ove tutto
è programmato. L’universo e la
Epifani, nasce a Roma nel 1969.
Vive e lavora a Padova. Figlia
d’arte, dà prova fin da bambina
di un talento innato per la scultura, compie la sua educazione artistica iscrivendosi prima al Liceo
Artistico Statale di Treviso e successivamente all’Accademia di
Belle Arti di Venezia. Diplomatasi nell’Accademia a pieni voti nel
1991, prende parte fin da subito a
Premi nazionali e internazionali
di scultura, ottenendo sempre un
ottimo successo di critica e di pubblico. Il 1995 è forse l’anno più
importante per la giovane
scultrice, in quanto ha inizio
la Sua collaborazione con la
galleria Dante Vecchiato, che
vita sono un gioco di incastri, un
puzzle, dove ogni sua parte è inserita in quel preciso luogo dello
spazio e del tempo. L’espressività dei soggetti dallo sguardo assente, immersi in un loro intimo
mondo da esplorare, paiono racchiusi entro i confini della propria pelle “prigione dell’anima” e
spazio per la ricerca del perché
della propria esistenza, un viaggio nella realtà e nella conoscenza. Le opere di Rabarama hanno in comune la consapevolezza
che in ogni frammento della
realtà e nell’essere umano c’è
l’impronta del principio originario.
Da sinistra: Riccardo CAPRARO di Bonassola (CinqueTerre) Primo
Commissario Maestro di Casa, Angelo VAGO Commamdante di Cisano Sul
Neva, Giancarlo MERELLO primo Commissario Finanziario e infine Mario CIRUZZI di Genova Commandante in Seconda.
La Grand Princess la prossima primavera farà uno storico debutto a Genova,
con i suoi 2800 passeggeri e 1100 membri dell’equipaggio sarà la nave più
grande mai entrata nel Porto più storico del Mediterraneo.
PROTEZIONE CIVILE
Un opuscoletto, più che altro un vademecum, facile da
consultare, per sapere come
comportarsi correttamente
nei momenti di allerta meteo. È stato realizzato
dall’Assessorato alla protezione civile del Comune, gui-
verrà affisso proprio negli
ingressi. Nel pieghevole, facile da consultare, viene
spiegata cos’è un’allerta meteo ed elencati i comportamenti che devono essere tenuti in caso di emergenze,
sia prima dell’evento atmo-
dato dall’assessore Loretta
Zavaroni, in collaborazione
con la Protezione Civile della Regione Liguria. Il pieghevole verrà presto distribuito
ai cittadini di Alassio, sensibilizzando anche i bambini
delle scuole. Ma non solo.
Nei palazzi di Alassio, soprattutto quelli più a rischio
di inondazione, l’opuscolo
sferico che durante lo stesso. Viene sottolineata, ad
esempio, l’importanza di
ascoltare attentamente le indicazioni fornite dalla
Protezione Civile ma risulta
altrettanto importante non
usare il telefono, se non per
le comunicazioni di emergenza.
Barbara Testa
Per il cinquecentenario della
Parrocchia di
Sant'Ambrogio
una grande
opera d'arte dei
Maestri Olinto,
Paolo e Antonio
Pezzolo.
8
«L'ALASSINO»
Venerdì 16 Dicembre 2005
INCONTRI CON L’AUTORE Con “Parliamo di…” è arrivato Don Ciotti
Don Andrea Gallo: “Angelicamente anarchico - Autobiografia” Ed. Mondadori
Un personaggio celebre e discusso, ammirato e (in certi ambienti) contestato, ha proposto
questa sua “autobiografia”
presso l’auditorium della Biblioteca civica il 1° dicembre
scorso, con l’organizzazione
del Circolo ARCI - Brixton di
Alassio.
Presentato e intervistato da
Federica La Corte, figlia del noto giornalista e collaboratore
de “L’Alassino” Daniele, alla
presenza del Presidente del
“Brixton” Pierdomenico Cazulini, don Andrea Gallo, fondatore
della Comunità di San Benedetto al porto a Genova, ha parlato
della sua vita e del suo ministero sacerdotale, tutto descritto
in questo libro “Angelicamente
anarchico”. Ma trascinato dalla
sua oratoria e dalla passione
per la sua scelta di vita, è andato avanti a ruota libera, raccontando molti aneddoti, con un
linguaggio chiaro, a volte colorito e con spunti umoristici assai apprezzati dal numeroso
pubblico che gremiva la sala.
Ha divagato sui suoi rapporti,
non sempre idilliaci, con i car-
dinali di Genova, da Siri a Canestri, da Tettamanzi a Bertone,
sull’incontro con madre Teresa
di Calcutta, sul suo (quasi)
omologo don Ciotti, sul suo modello don Bosco, sulla curiosa
sintonia con due celebri registi:
Mario Monicelli ed Ettore Scola,
sul ruolo del prete in ambienti,
diciamo, difficili. Ma lasciamo
la parola a don Gallo, in risposta alle domande di Federica (in
sintesi).
«La Comunità si chiama San
Benedetto al porto dalla chiesa
che ne è il centro, le porte sono
sempre aperte. Sono stato proposto come parroco dell’isola
di Capraia, naturalmente ho rifiutato. Vengo dalla Resistenza
e dal Vangelo. Non ho scritto io
il libro, anche se è tutta farina
del mio sacco, non è mio nemmeno il titolo, ma l’ho approvato. Sono definito “prete da marciapiede”, perché sono sempre
per strada, ma anche Gesù era
sempre per le strade. L’unica
speranza dei giovani è la nonviolenza. Io ho scelto il Vangelo,
ma davanti alle persone occorre l’etica. Mi trovo in una situa-
zione particolare, sono stato coi
Salesiani per oltre vent’anni, ho
avuto un’educazione clerico-fascista. Amo la mia Chiesa, ma
sono tormentato da anni a causa del suo autoritarismo. L’unica tessera che ho è il mio certificato di Battesimo. Occorre aggiungere un vizio capitale, l’indifferenza e portarli a otto. Ho
due timori: diventare matto e
non concedere il diritto alla serenità e al sano piacere. Riusciremo a sradicare nei giovani
l’assenza di futuro? Recito tutti i
giorni una preghiera: i primi dodici articoli della Costituzione
repubblicana, ne ho chiesto l’
“Imprimatur” al cardinale Tettamanzi. C’è un quinto Vangelo,
quello di Fabrizio De André: dopo la sua morte abbiamo scritto
a “Faber” una lettera coi ragazzi,
dice fra l’altro: “… Ho scoperto
con te che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i
fiori… Dalla solitudine può nascere l’amore…” Firmata don
Gallo, prete da marciapiede e da
oggi “angelicamente anarchico”»
CONVEGNO A TORINO SU MARIO FAZIO
Festa
di Santa Cecilia
Giornalista, scrittore, opinionista alassino
“La lezione di Mario Fazio” è
il titolo di un convegno organizzato dal Consiglio Interregionale
Piemonte Valle d’Aosta e Sezione
di Torino di “Italia Nostra”, in collaborazione col Politecnico di
Torino (Facoltà di Architettura),
Regione Piemonte, Provincia di
Torino, La Stampa; che si è svolto il 21 ottobre scorso presso il
Salone d’Onore della Facoltà di
Architettura di Torino.
Coordinate in modo esemplare dalla dott. Maria Teresa Roli,
Presidente di “Italia Nostra”
Piemonte e Valle d’Aosta, si sono avvicendate numerose personalità della Politica, della Cultura, del Giornalismo, dell’Ambiente, che hanno rievocato e
messo a fuoco la multiforme figura di Mario Fazio.
Fra gli interventi più importanti e significativi si possono
menzionare quelli della professoressa Vera Comoli, Preside
della 2ª Facoltà di Architettura
dell’Ateneo torinese: «Stavamo
preparando il conferimento della laurea Honoris Causa a Fazio,
decisione finora segreta». La
Direttrice della Soprintendenza
genovese dei Beni Culturali
dott. Liliana Pittarello, si è soffermata su quanto Fazio ha fatto
per il Centro Storico di Genova,
per il Porto Antico, per quanti
suggerimenti ha dato al Sindaco
Adriano Sansa e al suo grande
amico architetto Renzo Piano. Il
prof. Pietro Maifredi, geologo,
ha proseguito evidenziando
l’apporto che ha dato riguardo
alla tutela delle coste e del paesaggio (Progetto Nettuno ‘90), in
particolare per la Sardegna, per
Venezia (acqua alta e “Mose”) e
per la prevenzione dei danni delle alluvioni. Non poteva mancare l’attuale Presidente di “Italia
Nostra” (Fazio lo è stato per molti anni) dott. Giovanni Maina,
che ha ricordato tutte le battaglie di Fazio contro le centrali
nucleari, enunciate nel suo libro
“L’inganno nucleare”. Il ruolo di
Fazio come giornalista è stato
descritto dal suo amico de “La
Stampa” Alberto Sinigaglia. È
intervenuto anche il dott. Beppe
Ravera, Direttore della trasmissione di RAI 3 “Ambiente Italia”,
alla quale Mario Fazio ha partecipato numerose volte, esprimendo i suoi autorevoli pareri.
Numerosissimo il pubblico
che ha partecipato al convegno,
in particolare di amici ed estimatori.
Il quotidiano “La Stampa”, del
quale Fazio è stato collaboratore per molti anni, ha pubblicato
due articoli sul convegno il 21
ottobre 2005 (edizione di
Torino).
Mario Fazio non è mai stato
considerato il personaggio così
importante come effettivamente era, forse anche a causa della
sua signorile riservatezza. È in
preparazione un volume con la
sintesi di tutti i suoi scritti giornalistici, si spera che venga pubblicato per il prossimo 4 aprile,
anniversario della sua dipartita,
che si aggiungerà agli altri numerosi suoi libri editi: fra i quali,
oltre al già citato “L’inganno nucleare”, “I centri storici italiani”,
“Il destino dei centri storici”,
“Antico è bello” (con Renzo Piano e Magda Arduino) e “Passato
e futuro delle città”.
Carlo Bertolino per A.V.A.
UNA FAMIGLIA ECCEZIONALE
È stata pubblicata il 19 novembre scorso su alcuni quotidiani la notizia di una nuova terapia per la cura dei tumori,
principalmente del fegato, praticata nell’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure, già sperimentata negli Stati Uniti, in
Australia e in Europa. Vengono
iniettate direttamente nella zona colpita microsfere radioattive, senza intaccare gli organi circostanti. L’equipe che applica
questa cura fa capo al primario
di Chirurgia generale dott.
Riccardo Pellicci, genero del
compianto dott. Mario Fazio,
avendone sposato la figlia Silvia.
Una famiglia veramente eccezionale.
Carlo Bertolino
Domenica 13 novembre u.s.
nella splendida cornice del
Palazzetto dello Sport L. Ravizza
si è svolta la quattordicesima edizione della Festa musicale di
Santa Cecilia, incontro con i musicisti alassini. Fortemente voluta
ed iniziata dal compianto dott.
Giacomo Natale la Festa è organizzata ogni anno sotto la regia di
Dino Ferrari, che ha collaborato
con il dott. Natale fin dalla prima
edizione. Alla presenza della
dott.sa Loretta Zavaroni, assessore alle politiche educative e scolastiche del Comune di Alassio
che ha sempre fornito una fattiva
ed attenta collaborazione alla manifestazione, e presentati dal
prof. Andrea Gallea, da sempre
animatore della Festa, si sono esibiti i più importanti artisti e musicisti alassini, che qui citeremo in
ordine di entrata accomunandoli
tutti in un unico grande applauso
per la loro abilità ed il loro impegno: Complesso Bandistico Città
di Alassio (presieduto da Renata
Vallò e diretto dal prof. Giovanni
Puerari), Marilena Massano (voce e chitarra), Lavinia Carbone e
Luca Soattin (duo di chitarra classica), Lavinia Carbone e Marzia
Carbone (Chitarra classica e clarinetto), Corale Capo Mele (diretta dal M° Parodi), Laura (voce
cantante accompagnata alla chitarra da Dino Ferrari), Luciano
Raita (voce e chitarra) Trio Romantos (Rosanna Mainieri, Marina Ferrari e Simonetta Mauti, accompagnate alla chitarra da Diro
Ferrari), Corale Sant’Ambrogio,
Guido e Luciano Rizzo (duo di chitarre) e per finire il tenore Andrea
Elena con il soprano Melissa
Briozzo, accompagnati al pianoforte dal M° Aldo Giardini.
Ilaria Natale figlia dell’ “inventore” della manifestazione ha premiato tutti gli artisti con premi offerti dal Comune. Vogliamo ricordare il premio offerto agli artisti di
sesso maschile: uno splendido
melograno d’oro ideato e realizzato dall’artista Luigia D’Ambrogio. Un magnifico pomeriggio
musicale con la constatazione di
quanto possieda la nostra città in
termini di artisti, cantanti e musicisti: un patrimonio da valorizzare e da non perdere.
L.C.
Anche per il corrente anno
l’Assessorato alla Cultura della
Città di Alassio realizza i consueti incontri culturali “Parliamo di…” organizzati in collaborazione con il Liceo Don Bosco.
Gli argomenti saranno di notevole interesse sul piano sociale,
civile e scientifico, frutto dell’impegno culturale ed umano di
personalità di rilievo nazionale e
internazionale.
Interverranno relatori di chiara fama.
Il tema educativo necessita,
oggi più che mai, di una rivisitazione critica. È necessario lasciarsi interrogare da nuovi saperi, rimettere al centro il ruolo
educativo promotore di identità
compiute.
1982 ha realizzato un coordinamento nazionale fra le comunità
che in tutta Italia si occupano di
marginalità. Tra l’84 e l’85 – in
concomitanza con la comparsa
del virus HIVAIDS nel nostro paese – ha dato vita alla Lega per la
Lotta all’AIDS, di cui è stato il primo presidente: essa costituisce
un servizio che permette di organizzare i vari ambiti di marginalità al fine di combattere la malattia. Dal 1995 presiede un organismo – costituito da circa 700
gruppi sparsi sul territorio italiano – il cui scopo è quello di combattere la criminalità e la mafia.
Una società civile degna di questo nome non si accontenta di
aderire alle manifestazioni o di
tenere viva la memoria di certi
avanti sono state prese insieme
a tante altre persone. D’altra parte, i giovani lo hanno sempre stimolato a tenere i piedi per terra
e ad agire in concreto in mezzo ai
problemi della gente. Nel corso
degli anni Novanta intensifica
l’opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita
al periodico mensile “Narcomafie”, di cui è direttore responsabile.
Gli incontri proseguiranno
martedì 20 dicembre con la presenza del Dott. Elio Menzione
Ministro Plenipotenziario sul tema “riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”
Venerdì 3 febbraio avremo
l’onore di ospitare il Colonnello
del R.I.S. di Parma Luciano
Alassio, Chiesa dei Salesiani, 11 novembre 2005: L’assessore alle Politiche Sociali Monica Zioni introduce la conferenza di don Luigi Ciotti sul disagio giovanile. Accanto a lei lo psicologo Leopoldo Grosso, don Ciotti, il relatore prof.
Franco Gallea e il direttore dell’Istituto Salesiano don Colajacomo.
(FOTOGRAFIA DI SILVIO FASANO)
Auspico che questo strumento sia utile a studenti, genitori e
operatori del settore e possa
svolgere un’opera di sensibilizzazione e di informazione completa che si propone di diffondere in modo esaustivo un contributo alla memoria storica e alla
diffusione di idee.
La realizzazione di questi incontri, accanto a quelli degli
scorsi anni testimonia l’impegno
dell’Amministrazione Comunale
– Assessorato alla Cultura –
Servizio Biblioteca, in funzione
di una cultura, tra i più ampi strati della popolazione. Una comunità locale attenta, consapevole
e responsabile garantisce le adeguate opportunità di crescita dei
soggetti in età evolutiva.
La cultura, il dialogo e la circolazione delle idee rendono
l’uomo più responsabile e libero, la vita cittadina più ricca ed
hanno influssi significativi sulla
qualità della vita. Il primo incontro è avvenuto venerdì 11 novembre alle ore 21 presso la
Chiesa dell’Istituto Salesiano
con il gradito ritorno di Don
Luigi Ciotti e la presenza di un
pubblico numeroso.
Nato sulle Dolomiti per poi
emigrare a Torino, a 17 anni, insieme ad un gruppo di amici, ha
cominciato ad organizzare quello che in seguito verrà chiamato
“Gruppo Abele”. Un gruppo di
impegno giovanile, che interviene su realtà segnate dall’emarginazione. Fin dall’inizio, caratteristica peculiare del gruppo è l’intreccio dell’impegno nell’accompagnare e accogliere le persone
in difficoltà con l’azione educativa, la dimensione sociale e politica. Nel 1968 inizia un intervento all’interno degli istituti di pena minorili: l’esperienza si articola in seguito all’esterno, sul
territorio nazionale, attraverso
la costituzione delle prime comunità per adolescenti alternative al carcere. Ha vissuto per tre
anni dormendo sui treni di Porta
Nuova, con ragazzi che erano allo sbando. Da lì sono nate le iniziative riguardanti il mondo della droga, dell’alcolismo, del carcere e della prostituzione, tanto
minorile quanto degli adulti. È
sempre stato convinto che non
si debba lavorare da soli e che
occorra portare avanti i diversi
progetti insieme agli altri. Nel
avvenimenti: essa deve anche
agire concretamente all’interno
del proprio paese e della propria
città. Da Corleone ad Aosta, da
Locri a Trieste, il problema della
legalità coinvolge tutti i cittadini.
Don Ciotti è convinto che i giovani costituiscano un’enorme risorsa e che la stragrande maggioranza dei ragazzi abbia una
gran voglia sia di guardarsi dentro, sia di impegnarsi nel sociale.
Nonostante a volte manchino i
riferimenti, gli stimoli e le opportunità, pensa che la tendenza sia
essenzialmente positiva. Questa
trasmissione gli dà l’occasione
per far conoscere la sua piccola
esperienza senza avere nessuna
pretesa di insegnare qualcosa:
tutte le iniziative che ha portato
raoul mariani
Garofano sul tema “delitti imperfetti” interverrà il Generale
Giuseppe Richero.
Giovedì 3 marzo la significativa presenza del Pof. Antonino
Zichichi che affronterà temi di
grande attualità.
Saranno inoltre presenti in data ancora da definirsi il Dott.
Giancarlo Caselli, S. Em. il Cardinale Oscar A. Rodriguez Maradiaga, la professoressa Gianna
Schelotto, il prof. Giorgio Calabrese e il Dott. Antonio Raimondi Presidente del volontariato
internazionale per lo sviluppo
“Da un mondo in-fame, ad un
mondo possibile”.
L’Assessore alla Cultura
Dott.ssa Monica Zioni
Dom 27 nov 005, prima d’Avvento, Parusia
Siamo in avvento:
sì, è sempre avvento!
Sempre è giorno d’avvento
ogni giorno al sorger del sole
si sprigiona la vita
e la luce è sempre nuova:
ancora fanciulli e poveri e gente
dei loro osanna riempiano i cieli,
anche le pietre ti cantino, Signore:
tu sei l’unico re che ha voluto morire
e non mandare a morte nessuno
perché nessuno morisse invano:
noi non vogliamo altro re, Signore!
Da “Dialogo tra cielo e terra” di
Padre David Maria Turoldo
Agli Amici Alassini, nel tempo della
Nuova Divina Attesa - Natale 2005
Venerdì 16 Dicembre 2005
AFFIDATI I LAVORI
PER IL NUOVO TEATRO
Come annunciato la prima
metà del mese di novembre ha
visto l’apertura delle buste relative alla gara d’appalto indetta dal Comune di Alassio per la
riqualificazione dell’area ex
Macello e la conseguente trasformazione in una nuova sala
polifunzionale destinata ad
ospitare spettacoli teatrali,
convegni, concerti, eventi di
ogni sorta.
Giovedì scorso, 10 novembre,
presso l’Aula Consigliare del
Comune di Alassio, il Segretario
Generale, Dott. Teodoro Passini, il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Ing. Giuseppe Lagasio, il responsabile dell’Ufficio Appalti
del Comune, Rag. Valentino
Parolini e l’arch. Daniele Bianchi, che ha redatto il progetto,
hanno aperto le 9 buste pervenute nei tempi previsti contenenti le migliori offerte delle rispettive aziende.
Sull’importo base d’asta previsto di € 4.297.964,68 si è aggiudicato l’appalto la ditta
Pacifico Costruzioni SpA di
Napoli proponendosi per un importo di € 3.789.498,64, con un
9
«L'ALASSINO»
ferenze.
La quarta palazzina, attualmente adibita a casa del custode sarà attrezzata in modo da
ospitare: la segreteria e gli uffici amministrativi, le attività del
Museo delle Arti e dei Mestieri
locali, con particolare riferimento ai pescatori e ai loro antichi strumenti; un’iniziativa,
quest’ultima nata in collaborazione con l’Associazione Vecchia Alassio.
Spazio anche per la Scuola di
Teatro, utile per la realizzazione
di attività scolastiche e propedeutiche, così come per esempio gli stage teatrali.
Oltre a queste funzioni primarie sono previsti anche tutti i
servizi complementari: ingresso
principale, spazi distributivi,
foyer, guardaroba, servizi igienici, caffè, parcheggio interrato,
impianti, palcoscenico, cabina
regia...
Tutti i volumi saranno inseriti
nel verde: bambù, macchia mediterranea, limoni, palme con
percorsi di attraversamento.
Lo scopo è quello di realizzare
un complesso con un duplice
AZIENDA SANITARIA NUMERO 2 – SAVONESE
L’informatica al servizio della salute
L’eco
I SERVIZI DELLA CARDIOLOGIA COLLEGATI IN RETE
Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne...
All’improvviso il ragazzino inciampò,
cadde e, facendosi male, urlò:
“AAAhhhhhhhhhhh!!!”.
Con suo gran stupore il bimbo sentì
una voce venire dalle montagne che ripeteva:
“AAAhhhhhhhhhhh!!!”.
Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?
e ricevette la risposta: “Chi sei tu?”.
Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”,
e la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”.
Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo!”
.E ricevette la risposta: “Codardo!”.
Allora il bimbo guardò suo padre
e gli chiese: “Papà, che succede?”.
Il padre gli sorrise e rispose:
“Figlio mio, ora stai attento!”.
Gridò: “Tu sei un campione!”,
e la voce rispose: “Tu sei un campione!”.
Il figlio era sorpreso, ma non capiva.
Allora il padre gli spiegò:
“La gente chiama questo fenomeno ECO,
ma in realtà è VITA.
La vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.
Se tu desideri più amore nel mondo,
devi creare più amore nel tuo cuore;
se vuoi che la gente ti rispetti,
devi tu rispettare gli altri per primo.
Questo principio va applicato in ogni cosa,
in ogni aspetto della vita;
la vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.
La nostra vita non è un insieme di coincidenze:
è lo specchio di noi stessi!”.
Le tre cardiologie degli Ospedali
dell’ASL2 di Albenga, Cairo e
Savona, dirette dal dottor Paolo
Bellotti, sono collegate in rete informatica. Questo permette un’immediata consultazione di tutti i dati storici dei pazienti che hanno utilizzato
i servizi o la degenza negli anni.
Anche il consulto immediato permette di ottimizzare la diagnosi e la
cura dei pazienti.
Il sistema recentemente attivato
permette di aiutare i pazienti da visitare nel caso si fossero dimenticati a casa gli esami fatti precedentemente.
Inoltre in caso di urgenza l’entrata nella biblioteca informatica potrà
accelerare i tempi di una sicura diagnosi.
Anonimo
118 E DISPONIBILITÀ DEI POSTI LETTO NELLE
TERAPIE INTENSIVE DELLA REGIONE LIGURIA
PACCO SOLIDALE
Negli uffici postali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta spedire
un pacco con aiuti al Sermig costerà di meno per tutto dicembre
ribasso ben oltre l’11%. Sull’importo previsto, quindi resterebbero, già finanziate e a disposizione dell’Amministrazione Comunale oltre 508.000 € che – è il
Sindaco stesso a comunicarlo –
saranno utilizzati per manutenzioni straordinarie, pavimentazioni e arredo urbano (es. nuove
panchine per Passeggiata
Ciccione).
Durata dei lavori prevista: 16
mesi.
«Questo consentirà – dichiara, non senza una legittima soddisfazione, il Sindaco di Alassio
Arch. Marco Melgrati – di poter
aprire il sipario sulla stagione
teatrale 2007/2008 già nella nuova struttura».
Ora l’iter prevede i tempi per
la stesura del contratto e subito
dopo la consegna del cantiere.
«Già entro la fine dell’anno –
annuncia il Sindaco, insieme
all’Assessore ai Lavori Pubblici,
Gianni Aicardi – potremo consegnare il cantiere e posare la prima pietra di quest’opera destinata a cambiare il volto della nostra città sotto il profilo urbanistico, con il recupero non solo di
una struttura ma di un’intera
area dismessa, ma soprattutto
da un punto di vista culturale».
«In particolare – si legge sulla
relazione del progetto dell’Arch.
Daniele Bianco dello Studio terre Bianche di Genova – si è cercato di recuperare i volumi degli
edifici esistenti, che ospitavano
il mattatoio comunale fino al
1986, ma soprattutto riqualificare l’intero comprensorio urbano circostante.
L’area di intervento, attualmente, presenta quattro edifici
in stato di abbandono. Il progetto ingloba i quattro edifici attribuendo ad essi diverse funzioni.
Nei primi due troveranno spazio
il teatro con una sala principale
da 600 posti e con la possibilità
di divisione in due sale, con conseguente trasformazione in centro congressi.
Nel terzo edificio troverà spazio il ridotto di 60 posti per con-
funzionamento, interno, come
Sale di Trattenimento e Rappresentazione, ed esterno, come
Parco Pubblico.
Solo in questo modo potrà diventare, oltre che sede ideale
per gli spettacoli, i concerti, i
convegni, le attività collaterali,
gli incontri culturali e le manifestazioni in genere, un vero e proprio Polo Culturale e Sociale che
possa coinvolgere il quartiere
stesso e l’intera città con un uso
degli spazi esterni anche indipendenti dal funzionamento delle sale. Gli spazi distributivi sono stati quindi concepiti per assumere la funzione sia di collegamento tra i vari locali in cui si
svolgono le diverse attività, sia
di tessuto connettivo e interattivo, visivo e spaziale di tutto l’organismo architettonico, consentendo nelle varie articolazioni, rapporti di scambio e permettendo la collocazione di arredi e attrezzature particolari».
Gli edifici sono stati adeguati
alla normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche
mediante la collocazione di tre
ascensori.
Previsto anche l’adeguamento alla normativa antisismica e a
tutte le leggi in materia di sicurezza e accessibilità degli spazi.
Insomma si è cercato di pensare a tutto per la realizzazione
di un’opera destinata, come già
è stato per la nuova Biblioteca
sul Mare, a mutare il volto della nostra città da un punto di vista urbanistico, con una grande opera di recupero urbano
ed edilizio, ma sopratutto da
un punto di vista culturale e sociale.
Unito al restyling di Via
Neghelli, attualmente in corso,
il Comune di Alassio ha rivitalizzato e riqualificato quello di
fatto è divenuto uno dei quartieri più popolosi della città che
con il Palazzetto dello Sport, le
Scuole e il Teatro diventerà
davvero un grande polo d’attrazione.
M.R.
Grazie a “Pacco solidale” a dicembre negli uffici postali spedire la
solidarietà costerà di meno.
Per tutto il mese, chi invierà al
Sermig un Paccocelere 3 con generi
utilizzati dalla organizzazione per le
proprie campagne di aiuti, avrà uno
sconto del 10%.
Il progetto nasce da un accordo
tra la direzione Country Nord Ovest
di Poste Italiane (Piemonte Liguria e
Valle d’Aosta) e il Servizio Missionario Giovani, la realtà che dalla storica sede dell’Arsenale della Pace di
Torino promuove progetti e organizza aiuti materiali a favore dei paesi in via di sviluppo colpiti da guerre,
calamità e carestie.
L’iniziativa, che segna un nuovo
impegno nel sociale da parte di
Poste Italiane, sarà sostenuta da una
campagna informativa e promozionale. Locandine e brochure che ne il-
lustrano modalità e finalità saranno
affisse in tutti gli uffici postali del
Nord Ovest ma anche presso
Parrocchie, scuole e associazioni di
volontariato.
L’invio del “Pacco solidale” potrà
essere richiesto presso uno qualsiasi degli oltre 1800 uffici postali di
Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dal
1° al 31 dicembre alla tariffa scontata di 7,20 euro. Il pacco deve essere
indirizzato al Sermig e contenere
prodotti di cancelleria (quaderni, risme di carta, penne, etc.), alimenti
non deperibili, farmaci non scaduti,
coperte e quanto la organizzazione
richiede per organizzare gli invii di
aiuti materiali attraverso i “container della solidarietà”. I pacchi potranno contenere fino a 30 chili di
merce.
Poste Italiane
Genova, 29 novembre 2005
CONVEGNO NAZIONALE
SUL TURISMO TERMALE
Un convegno di livello nazionale,
dedicato al Turismo termale ed in
particolare alla “Cucina delle Terme”, si è svolto ad Alassio ed Albenga, su iniziativa dell’Accademia
Italiana della Cucina, in collaborazione con l’Apt Riviera delle Palme e
gli assessorati al Turismo dei Comuni di Alassio, Albenga e Spotorno.
L’appuntamento ha richiamato
molti addetti al settore turistico e
ristorativo, esperti di cure termali e
talassoterapia, medici, amministratori pubblici e cittadini desiderosi
di conoscere i progetti di alcuni comuni della Riviera che hanno in animo di attuare una vera e propria
campagna promozionale in favore
del turismo termale.
I partecipanti hanno anche visitato, in apertura del convegno, le
antiche Thermae romane di Albium
Ingaunum, la città romana ed il centro storico di Albenga.
Ad accogliere gli ospiti dell’importante kermesse dedicata alle
terme è stato lo stesso sindaco di
Albenga Antonello Tabbò.
Il convegno nazionale sulle Terme è poi proseguito ad Alassio, dove i convegnisti, dopo essere stati
accolti dal sindaco Marco Melgrati,
per tutta la giornata seguente, hanno ascoltato gli interventi dei relatori, studiosi ed esperti, tenutisi
presso la Biblioteca civica “Deaglio”.
Il pranzo ufficiale si è svolto ad
Alassio, nel salone dei Laboratori di
Ristorazione dell’Istituto Alberghiero “Giancardi”, nel quale gli
studenti della scuola alassina hanno dato saggio della loro bravura.
Il convegno nazionale è stato realizzato grazie alla collaborazione ed
al patrocinio della Fondazione
Demari di Savona, della ASL 2 savonese, dell’Associazione Strade del
Vino e dell’Olio, delle ditte Sommariva e Noberasco di Albenga,
Balzola, Hotel dei Fiori, Biblioteca
civica e dell’ Istituto Alberghiero
“Giancardi” di Alassio.
«Il convegno si è svolto – hanno
detto gli organizzatori – in una zona
della Liguria nella quale l’utilizzazione delle Terme risale a duemila
anni or sono essendo nata con i
Romani. Della vita termale di quel
tempo rimangono ancora alcune
vestigia nel complesso archeologico delle antiche terme, visibile tuttora nel greto del fiume Centa. Il
convegno è servito anche per dare
l’opportunità agli amministratori
comunali di Alassio e Spotorno di
presentare le iniziative di questi
due Comuni che intendono attuare
interessanti proposte legate al turismo termale».
Nella due giorni alassina ed ingauna, dedicata al mondo termale,
sono intervenuti numerosi ed illustri personaggi fra i quali i giornalisti ed enogastronomi Silvio Torre e
Gualtiero Marchesi.
C.A.L.
LAIGUEGLIA A LUGANO
Nella nebbia, al di là della
Padana, su un romanticissimo
lago, protetta da imponenti
montagne, giace l’elegante cittadina svizzera di Lugano, per 4
giorni, dal 30 ottobre al 1° novembre, teatro del Salone
Internazionale Svizzero delle
Vacanze.
La fiera, alla sua 4a edizione, ha
presentato operatori di tutto il
mondo: dall’Australia alla
Turchia, dal Canada alla Grecia,
dal Marocco alla Scandinavia,
dall’Austria alla Tailandia: ospite d’onore 2005, il Vietnam.
Ognuno ha esibito con orgoglio
l’arte ed i prodotti della sua terra: danze tipiche, canti, stoffe,
artigianato, vini, gastronomia e
molto altro. Non solo, ma ad
ogni angolo venivano distribuiti
assaggini dolci e salati, bevande
calde e fredde, gadget di ogni tipo, depliant ingressi e soggiorni
omaggio.
Proveniente da Francia, Belgio, Austria, Germania, Italia e naturalmente Svizzera, il fiume di
persone è stato incontenibile, le
code agli sportelli erano lunghe
decine di metri e dentro, in un labirinto di corridoi, era impossibile muoversi contro corrente.
Tirate le somme, i visitatori, sono
stati, in totale, ben 54.800: più del
doppio rispetto al 2004.
L’Italia era rappresentata
dall’80% degli stand e ben 14 erano quelli della Liguria: Agriturismo Le Morghe di Rocchetta Nervina, VelaDoc di Sanremo, Hotel
Mayola di San Bartolomeo, Loano 2 Village, Comune di Loano,
Residence Le Saline di Borgio
Verezzi, Comune di Deiva
Marina, B&B La Torretta di Manarola, Hotel Palme di Monterosso, Agenzia Regionale Inliguria,
Hotel Moneglia di Moneglia,
Arcola e la Val di Magra. Tra questi anche quello delle Associazioni Albergatori, Commercianti
e Bagni Marini di Laigueglia che
con la proiezione del DVD sono
riusciti a catturare anche gli
sguardi dei più distratti che, incuriositi, si fissavano ad ammirare la particolarissima grafica e le
immagini degli angoli più caratteristici del borgo, le colline, la
Colla, i sentieri, i giardini, i fiori,
gli ulivi, i panorami e le meraviglie dei dintorni (ben 350 istantanee concertate da W.A.
Mozart). Ma con la gigantografia
del centro storico cittadino hanno addirittura incantato i presenti che, incuriositi da tal bellezza, si soffermavano, non solo
per assaggiare i prodotti gastronomici, ma anche per informarsi
sulla zona, alberghi, agenzie immobiliari, costi, sconti, eventi,
attività sportive, pacchetti vacanze, iniziative e molto altro.
Altri, invece, riconoscendo l’antico borgo, esclamavano entusiasti: “In quel ristorante ho
mangiato lo corso week-end!” “A settembre sono stato proprio
in quell’albergo lì!” - “Mamma, lo
scivolo dell’estate!” - “Quello è
l’appartamento dove alloggiamo
ogni anno a giugno!” ...e negli occhi brillavano le onde...
Simona CASAGRANDE
All’interno della rete informatica delle Centrali Operative del 118
della Regione Liguria (sedi Ospedale Imperia - Ospedale Savona Ospedale S. Martino Genova Ospedale Lavagna - Ospedale La
Spezia) è stata attivata la possibilità di visualizzare la disponibilità
dei posti letto nei reparti di
Rianimazione, di Unità Coronarica e Centri dei Grandi Ustionati.
Questa iniziativa è stata già attivata in modo sperimentale da un
mese.
Tre volte al giorno le Centrali
operative dei servizi 118 aggiornano le disponibilità dei posti letto dei rispettivi ospedali e questi
dati sono immediatamente visualizzabili da ogni Centrale operativa ligure.
La novità è che ogni Rianimazione, Unità coronarica, Centri
grandi ustionati potranno visualizzare queste videate.
Questa fase verrà ulteriormente migliorata quando i singoli reparti intensivi avranno la possibilità di aggiornare direttamente le
proprie disponibilità.
L’accesso è riservato alle strutture autorizzate al fine di evitare
possibili abusi dall’esterno.
Referente: dottor Salvatore
Esposito - Responsabile Servizio
118 savonese celI 335 1318897.
10
«L'ALASSINO»
CICLISMO
NUOTO
UNIONE CICLISTICA ALASSIO
Un brillante 2005
Domenica 20 novembre u.s. si
è svolta in un noto locale cittadino la tradizionale festa sociale
di fine anno, festeggiando il 35°
compleanno della nostra società. Erano presenti ospiti ed
autorità alassine e Regionali, tra
le quali l’Assessore allo Sport
Rag. Fabrizio Calò, l’Assessore
Loretta Zavaroni, il Presidente
Regionale del Comitato Ligure
Ciclismo Sign. Sandro Tuvo, la
Signora Luisella Manfrino Pres.
Provinciale F.C.I, ecc.
“Challenge della Pista” a Genova
allo stadio Carlini, sei convocazioni ai campionati Italiani esordienti ed allievi a Padova, prima
società ai campionati Regionali
giovanissimi e prima società ligure ai campionati Italiani a
Santa Croce sull’Arno, primeggiando oltretutto anche nei confronti di tutte le società piemontesi presenti. Diciassettesimo
posto assoluto nella classifica
Nazionale su duecentocinquanta società partecipanti, prove-
Nella foto la premiazione ai campionati liguri giovanissimi a Genova.
Nella festosa atmosfera creata dai giovani atleti della società,
con i dirigenti, gli anici ed i sostenitori, durante le premiazioni, si sono ricordati i prestigiosi
traguardi raggiunti dai nostri ragazzi che da anni sono ai vertici
regionali.
Sia dal punto di vista individuale che come risultati di squadra, sono stati davvero importanti i traguardi raggiunti in questo 2005; infatti sono nove i titoli di campionato Regionale (sei
dalla squadra giovanissimi e tre
dagli allievi), dieci i titoli di campionato provinciale (sette dai
giovanissimi, uno dagli esordienti, due dagli allievi).
Oltre cento le vittorie individuali a fronte di oltre millecento
presenze complessive alle gare;
prima società ligure alla
nienti da tutta Italia dopo le selezioni regionali.
Anche a livello individuale in
questa occasione sono arrivati
importanti risultati quali il quinto posto di Filippo Bertone, medaglia di bronzo per Sara Rinaldi
e medaglia di argento per Marco
Tomati che vanta anche un singolare primato: da tre anni questo ragazzo è presente sul podio
tricolore con un primo posto e
due seconde piazze, di fronte a
centinaia di suoi coetanei.
Forti dei risultati raggiunti, i
nostri ragazzi ed i dirigenti, possono guardare con fiducia alle
prossime stagioni ciclistiche,
certi che la passione e l’impegno
profusi saranno portatori di altri
entusiasmanti allori.
Unione ciclistica Alassio
SETTE DOCENTI ALASSINI
PER L’INTEGRAZIONE
Sette insegnanti dell’Istituto
d’Istruzione Secondario Superiore di Alassio (Giancardi-GalileiAicardi) hanno preso parte al
corso provinciale per l’integrazione scolastica svoltosi presso
il Centro Territoriale Misto di documentazione, ricerca e formazione “Sergio Neri”, guidato dalla
formatrice regionale dottoressa
Angela Denegri Debolini.
La scuola alberghiera di Alassio, guidata dalla dirigente Marinella Trifoglio, si è così mostrata la più attenta dell’intera provincia di Savona alle esigenze del
mondo educativo per cercare di
integrare adeguatamente i ragazzi stranieri.
I sette docenti alassini (ma la
scuola comprende anche l’Agrario e l’Itis di Albenga) che hanno
preso parte al corso provinciale
sono Franca Calissano, Elisabetta Corradi, Maura Giacomazzi,
Roberto Luciano, Flavia Mallamaci, Monica Menozzi e Marcella
Piccino.
«Il nostro istituto – dice la dirigente scolastica Marinella Trifoglio – ha un numero considere-
Venerdì 16 Dicembre 2005
vole di alunni stranieri, provenienti da venti diverse nazioni,
per i quali abbiamo anche attivato nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa del nostro istituto, progetti specifici per favorirne l’inserimento».
La scuola alassina conta infatti
ben 50 allievi stranieri provenienti da Albania (7), Marocco
(6), Ecuador (5), Russia (7), Brasile (2), Romania (3), Cina (2), Germania (3), Ucraina (2), mentre
un solo allievo arriva da Argentina, Arabia Saudita, Bulgaria, Bosnia, Costarica, Giappone,
Tunisia, Egitto, Inghilterra,
Bolivia, Australia, Cile e Cuba.
Al corso provinciale di formazione ed autoformazione hanno
aderito anche tre insegnanti
dell’Istituto “Falcone” di Loano
(Emilia Barusso, Maurizio Biggi e
Maria Scola) e tre di Finale
(Laura Costa ed Antonio Scafuro
“Migliorini” e Maura Volpi
“Issel”). Infine vi sono un professore di Carcare e sette docenti
appartenenti ad istituti savonesi.
C. A.
La Piscina di Alassio, dopo il
riavvio di tutti i corsi e la presentazione della squadra agonistica GESCO NUOTO ALASSIO tenutasi il 14
novembre u.s. seguita dalla realizzazione della foto ufficiale degli
atleti, ha organizzato sabato 26 novembre u.s. il II° LABORATORIO
ACQUATICO rivolto ai bambini di
età inferiore ai tre anni.
Nella vasca grande di 25 metri
opportunamente riscaldata, i bambini insieme ai loro genitori, coadiuvati dallo staff tecnico della
Ge.s.co. s.p.a., hanno potuto sperimentare gli effetti benefici dell’acqua e di tutte quelle attività che
rendono l’ambiente acquatico un
dei corsi. Questa manifestazione
che chiude il primo trimestre di attività è l’occasione per tutti i bambini e ragazzi di mostrare orgogliosi i progressi e le abilità acquisite.
Nel darVi l’arrivederci all’anno
nuovo, lo staff tecnico della
Piscina di Alassio, unitamente alla
Direzione Ge.S.CO., porge i più cari auguri di Buone Feste a tutti i
bambini e ragazzi della Scuola
Nuoto, agli atleti e loro genitori
della squadra agonistica GESCO
NUOTO ALASSIO, ai partecipanti
dei corsi delle Scuole elementari e
medie cittadine, ai clienti dei corsi acquagym adulti e libera balneazione.
luogo di incontro e di scoperte meravigliose.
A chiudere l’incontro, dopo una
merenda corroborante per tutti, la
Dott.ssa Zavaroni, in qualità di
Pediatra ha illustrato i benefici dal
punto di vista medico dell’attività
svolta in Piscina .
Ma ci stiamo avvicinando al
Natale e quindi sabato 3 dicembre
2005 presso la Piscina di Alassio è
stata programmata la prima gara
del 9 ° Trofeo “Buon Vento fra le
Riviere” che ha visto la squadra di
casa cimentarsi con gli atleti della
Ingaunia Nuoto e della Matuziana
Sanremo.
A seguire la “Festa di Natale” per
tutti i bambini della Scuola Nuoto
martedì 22 dicembre 2005 alle ore
16.00, chiuderà la prima sessione
Nel rinnovare i ringraziamenti
all’Amministrazione pubblica, agli
Assessorati allo sport, Politiche
Sociali e Politiche Scolastiche, alla
Direzione Didattica ed insegnanti
della Scuola Elementare, Presidenza e docenti della Scuola Media della città di Alassio la GE.S.CO. augura di cuore un Buon Natale e un sereno 2006.
Alla redazione del giornale, che
dimostra ogni anno una speciale
sensibilità nel seguire le attività
della piscina , i ringraziamenti più
sinceri.
Vi aspettiamo alla ripresa delle
attività in piscina che riaprirà dopo
le feste lunedì 9 gennaio 2006!
LUTTI CITTADINI,
NECROLOGI e ANNIVERSARI
IN MEMORIA DI MARINO SANDON
È sempre difficile parlare con rigorosa discrezione di una persona
che stimiamo e che ci lascia per sempre.
È per me ancora più difficile parlarne, quando l’Uomo, l’Amico, il
Compagno di sempre era Marino
Sandon, senza impingere nella retorica o nell’esaltazione dello Scomparso, secondo l’antico proverbio
dialettale per il quale “quand’i nascen i sun tütti belli, quand’i se mariddan i sun tütti ricchi, quand’i mören i sun tütti brovi”. Marino era una
persona “brova” in tutti i sensi.
Lavoratore infaticabile, dotato di
una spiccata personalità, al punto
da apparire, a chi non lo conosceva
a fondo, alle volte eccentrica, ha
creato, con l’iniziale collaborazione
della sua famiglia, due locali pubblici che hanno dato ed ancora danno
lustro non solo alla nostra Alassio.
Uomo intelligente ed autodidatticamente colto, al punto da dedicarsi anche alla scrittura di alcuni libri.
Ricordo in particolare quello intitolato”Casa Chicchella”, scritto con
me per la parte che tratta la tradizionale forma di uccellagione nelle
nostre zone, apprezzato scientificamente al punto da diventare documento recepito in sede universitaria
per lo studio delle migrazioni avicole. Marino forse non avrebbe voluto
essere ricordato pubblicamente, a
modo suo schivo com’era da ogni
forma elogistica.
Sento però il dovere di infrangere
quella sua presunta volontà, nel do-
veroso ricordo di un Amico sincero,
che mi ha lasciato davvero un vuoto
profondo.
Avendo seguito il suo lungo ed
atroce calvario, da Lui vissuto sempre, sino all’ultimo istante,con grande dignità, resta in me il sincero accorato dolore, pensando che non lo
rivedremo mai più.
Resta però il conforto di avere conosciuto un Amico vero, fraterno,
che si confidava costantemente per
ogni ambascia lo opprimesse; un
Uomo coerente con le proprie convinzioni ideali, fondate saldamente
sull’esempio di rettitudine della famiglia, del Papà Giuseppe, della
Mamma Lina, del Fratello Giorgio;
ideali di democrazia, di libertà, di solidarietà, mai traditi.
Marino nella sua inumana (è proprio l’aggettivo da usare in questi casi) malattia ed in tutta la sua vita coniugale ha avuto la fortuna di avere
accanto una Compagna come
Marina, che gli ha dedicato davvero,
in modo incredibilmente intenso e
totale, la sua dedizione e la sua incomparabile assistenza.
Marino ci ha lasciati in silenzio.
Alassio e la intera collettività
perdono un Uomo degno di questo
nome.
Addio Marino, amico e compagno
carissimo.
Cludio Bottelli
L’A.V.A. porge ai Famigliari le più
sentite condoglianze.
UN RICORDO DELLA VECCHIA AUXILIUM
A FAUSTO DADONE
Eccute chi vixín au to allenatù che ti piovi sempre pou cù.
Eri il capitano, il guascone, il tappabuchi di quel centrocampo di pelandroni, eri il numero 10.
Se vegghemmu, Dadun!
Massimo Orione e Giulio Grassi
Graziella Danio
GE.S.CO.SPA
Alassio nuove iniziative
per i disabili
Una serata di beneficenza si
svolgerà il prossimo 15 dicembre
all’Istituto Alberghiero di Alassio
per raccogliere fondi a favore
dell’Anffas.
Si tratta di una iniziativa nata dalla collaborazione del sodalizio benefico ingauno (che ha sede a
Campochiesa) con la scuola superiore alassina che stanno realizzando già, dal mese di ottobre, un
Laboratorio di Cucina per disabili:
«I ragazzi del Centro Anffas – dice
Luca Ansaldo, docente dell’Alberghiero e tutor del laboratorio – seguono un piccolo corso propedeutico. La speranza è che, poi, da un
semplice laboratorio, si possa passare alla creazione di una vera e
propria mensa da realizzare presso il Centro di Campochiesa».
L’iniziativa si inquadra in un più
ampio ed ambizioso progetto che
dovrebbe vedere in futuro la creazione a Campochiesa di una Casa
Famiglia: “Dopo di noi” è il nome
dell’associazione di genitori e volontari che è già nata proprio per
raggiungere questo scopo e che sta
collaborando attivamente con
l’Anffas, la Caritas, il Comune di
Albenga, la Curia, la Parrocchia ed
il mondo del volontariato.
La Caritas della diocesi di
Albenga-Imperia ha intanto attivato una serie di iniziative sia a livello locale che internazionale.
A Vadino, presso la parrocchia
di San Bernardino, la locale sede
Caritas ha annunciato che sono disponibili per chi ne ha necessità generi alimentari, vestiario e mobili
da cucina, mentre stanno per esse-
re avviati corsi di formazione gratuiti di Informatica (60 ore), Lingua
Italiana Base (40), Lingua Italiana
avanzato (40) e Inglese Base (70
ore).
Il centro di Vadino è aperto il
martedì ed il venerdì dalle 15 alle
17 per fornire ascolto, aiuto ed assistenza.
Anche nelle parrocchie di San
Michele e del Santuario del Sacro
Cuore sono attivi punti Caritas analoghi.
A livello internazionale sono stati inviati aiuti e fondi a numerosi
progetti in America Latina, India ed
Africa, mentre proseguono le campagne di promozione per le adozioni internazionali a distanza.
La Caritas diocesana si impegna
anche nella formazione del volontariato e nelle molteplici attività legate ai Centri di ascolto ed accoglienza che si reggono su una fitta
rete di volontari impegnati nell’aiutare il prossimo con grande amore
e gratuitamente.
«Le finalità principali – dicono
nelle sedi ingaune dell’associazione – sono quelle di sensibilizzare la
comunità e le singole persone alla
carità verso chi è nel bisogno, nella povertà, nell’ingiustizia, motivando il cristiano all’impegno».
Tornando all’iniziativa di
Alassio del prossimo 15 dicembre
all’Alberghiero (appuntamento
ore 20,30) è possibile prenotare telefonando direttamente all’ISS al
numero 0182/ 470224 oppure
all’Anffas di Regione Rapalline, 25
al numero 0182/ 20505.
C.Al.
La guardia – Dadone – Martini – Giustinetti- Oddino – Picciolini – Losno – Schivo
– Danio - Accarboni - Sansone- Orione – De Lucas – Buscaglia – Selleri.
GRAZIE LILLO!
Carattere schivo e taciturno, di
quei personaggi che non amano
comparire, lontani dai riflettori e dai
riconoscimenti ufficiali.
Eppure la sua storia è fatta, per
esempio di cinque titoli italiani nella
classe Dinghy, dal 1967 al 1972.
Agostino Gaibisso, “Lillo” per chi
l’aveva conosciuto bene se n’è andato così come ha vissuto, quasi in
silenzio, ma nel week end scorso, al
Circolo Nautico al Mare di Alassio, in
più d’un equipaggio impegnato nella
prima tappa dell’Invernal Melges,
l’umore non era il solito.
«Mi ha insegnato tutto ciò che so
della vela – ricorda un commosso
Gianni Sommariva – e come l’ha fatto con me l’ha fatto con tutti i velisti
di quegli anni».
«Eravamo giovani, giovanissimi –
continua – c’eravamo io con mio fratello Agostino, c’era Gigi Galleani,
Edoardo “Dado” Garassino, Alessandro “Tze Tze” Zampori, ma anche i fratelli Priolo, Bruno Broccanello, Claudio Betti, Marco e Chicca
Marchesi, Nanni Maglione, Roberta
Zucchinetti, Enzo Camilli…».
Un bel gruppo che negli anni ha
saputo dare grandi prove nel mondo
velico e soprattutto che ha reso
grande il Circolo Nautico al Mare di
Alassio.
«Ci preparava “Lillo” con Mimmo
Divizia la dolcezza del primo, bilanciata dal polso fermo dell’altro, senza il quale probabilmente non sarebbe riuscito a “domarci”».
I ricordi si inseguono: quelli di un
periodo dove Sommariva & Co. giravano il mondo con i loro optimist.
E sul tipo di preparazione il medagliere del CNAM non lascia dubbi:
ai mondiali l’Italia aveva 5 atleti,
quattro dei quali del CNAM Alassio;
agli Europei, l’anno successivo stessa storia.
«Agli Europei, in Francia, eravamo
riusciti a convincere Lillo ad accompagnarci, un vero evento per un uomo che preferiva vivere lontano dalle ribalte. In quell’occasione con lui
fummo davvero squadra dentro e
(continua a pagina 11)
Venerdì 16 Dicembre 2005
11
«L'ALASSINO»
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI
MARIA MUSSO
GRAZIE LILLO! (segue da pagina 10)
fuori dalle nostre derive. Sono ricordi impagabili».
I cinque titoli italiani personali,
quelli indiretti conquistati dai suoi
ragazzi: Lillo Gaibisso è stato il grande protagonista della vela alassina… Negli ultimi anni, lasciata la
scuola vela, si era staccato da un
mondo forse troppo denso di ricor-
di unici. Ma il contatto con i suoi ragazzi non è mai mancato, fosse anche solo per portare loro un pesce
appena pescato.
Un contatto e un legame fortissimo che rivive e rivivrà ad ogni bolina.
Anniversari
CLAUDIO TOMATI
17/12/2004 - 17/12/2005
C.N.A.M.
Alassio, 23 novembre 2005
MESE DI NOVEMBRE 2005
ARRABITO Emanuele
BELLOTTO Rodolfo
BESSEGHINI Giuseppe
BRUNO Giovanna
CADAMURO Antonio
CASALINO Diana
CIGERSA Giuseppe
FRAGOLA Aldo
anni 85
anni 65
anni 95
anni 58
anni 81
anni 87
anni 65
anni 74
GAIBISSO Agostino
MONTELEONE Ignazio
MONTIN Dolores
MUSSO Maria
PASSERA Emilio
SANDON Marino
SCHIVO Emanuele
anni 78
anni 90
anni 78
anni 84
anni 62
anni 73
anni 71
L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite
condoglianze ai loro familiari.
In Genova, proprio nel giorno della Commemorazione dei defunti, è
deceduta MARIA MUSSO indimenticata ostetrica che per molti anni ha
svolto la sua apprezzata attività ad
Alassio.
La ricordano a quanti la conobbero e le vollero bene la figlia Cinzia,
gli amici Varaldo e la Signora Maria
che l’ha assistita negli ultimi anni
come badante.
Anche l’A.V.A. partecipa al lutto
della famiglia Musso.
È passato un anno da quando te
ne sei andato: apparentemente non
è cambiato nulla, ma, ogni tuo caro,
nella propria quotidianità, monotona e noiosa, avverte il cambiamento, duro e costante. Ti ricordiamo e
ti amiamo. Con immenso affetto.
Tutti i tuoi cari
AGOSTINO GAIBISSO “LILLO”
13/7/1927 - 19/11/2005
“U mò u l’è bon: andemmu”, soleva dire Lillo ai suoi amici con i quali
condivideva la passione per la pesca. Lillo era nato per il mare, aveva
trascorso buona parte della sua vita
tra reti da pesca, palamiti, spinnaker. La sua attività lavorativa si
era svolta nella gestione di una carrozzeria che era stata in precedenza
di Casarino. Mal sopportava le esalazioni delle vernici e, quindi, nei
giorni di festa purificava i suoi polmoni sul mare con il quale era in perfetta simbiosi.
Il mare, il suo amato pelago, gli
aveva regalato mille soddisfazioni:
era stato campione nazionale di vela per tanti anni e a testimoniare ciò
vi è la miriade di coppe, medaglie e
trofei vari che Liliana, la sua amata
consorte, mancata ancor giovane
nel 1982, conservava ed accudiva
con amore dentro una teca. La sua
immensa passione per la vela l’aveva trasmessa a tanti ragazzi e ragazze che erano diventati suoi allievi e
lo emulavano vincendo gare in Italia
e all’estero.
Lillo, così era conosciuto da tutti,
più che non il suo nome anagrafico
Agostino, ci ha abbandonati improvvisamente e prematuramente
la notte del 19 novembre, lasciando
nello sconforto più grande la figlia
Emanuela con il marito Gabriele, i
nipoti, tra cui i prediletti Cesare e
Giacomo, figli di Emanuela, le sorelle Rosita, Maria Adele e Marisa, e noi
tutti, parenti, amici, conoscenti.
A noi piace ricordarlo nella sua
veste di pescatore intento a cucire
le reti, e come velista, intento a fiutare il vento, quello giusto, che lo
avrebbe portato alla vittoria.
Ciao, Lillo, rimarrai nei nostri
cuori e ci conforta la consapevolezza che il murmure dell’onda sempre
ti accoglierà.
Il cognato Beppe Rizzo
Alla figlia Emanuela con il marito
Gabriele ed i figli Cesare e Giacomo,
alle sorelle Rosita, Maria Adele e
Marisa, ai cognati ed ai parenti tutti,
giungano le più sentite condoglianze dell’A.V.A.
IN RICORDO DI LILLO AGOSTINO GAIBISSO
L’uomo è un animale terricolo,
salvo quei pochi che sono in grado
di guadagnarsi la vita sul mare. Lillo
Agostino Gaibisso era uno di questi.
Il volto segnato dalla salsedine e abbronzato dal sole, accentuava il
biancore del suo sorriso. Il suo
sguardo era caratteristico di chi è
abituato a guardar lontano, cercando all’orizzonte ogni segno di speranza. Lillo Gaibisso aveva i tratti del
viso tipici dell’uomo di mare. Ma
“Uomo di Mare” lo era veramente!
Da bambino sotto la guida esperta
del padre, capobarca di grande carisma, Lillo aveva imparato a scrutare
e a capire tutte quelle piccole informazioni, quei segni naturali, invisi
dai più che sanno mandare le nuvole, il vento, la luce del cielo per
preavvisare e guidare chi, sul mare,
è abituato a guadagnarsi la vita. È
questa sua sensibilità che lo eleva,
lo innalza e lo distingue fino a celebrarlo come un valente nocchiero e
poi come un grande campione della
vela. In questo sport Lillo Gaibisso
raggiunge un primato senza precedenti: nella categoria “Dinghy 12”,
piccola deriva ammessa alle olimpiadi, conquista cinque titoli di
Campione Nazionale.
Le sue qualità di timoniere sono
esaltate, soprattutto, dai suoi avversari. Scrive di lui un grande campione della vela italiana e mondiale:
«Gaibisso di Alassio, posso dire che è
stato il mio maestro, senza saperlo».
“Scotta e timone” sono la fonte di vibranti emozioni che lo appagano e
gratificano al punto da ritemprarlo.
Per questo, finita la stagione agonistica Lillo diventa istruttore di vela
del C.N.A.M. di Alassio e per molti
anni, il suo ispirato insegnamento
diventa il “vademecum” per tanti
giovani appassionati dello Sport della vela italiana. I suoi consigli tecnici
hanno formato autentici campioni
che con le loro gesta sportive hanno
fatto sventolare il vessillo di Alassio
e la bandiera italiana sul pennone
più alto. Io, però, lo ricordo da “reordu” quando, come era consuetudine
di un tempo tra i “padrui”, capobarca
e capopesca alassini, saputo che un
pescatore concorrente aveva danneggiato seriamente la sua rete e per
ripararla l’aveva distesa ad asciugare, gratuitamente, mettendo da parte le inimicizie e i rancori, gli altri si
avvicinavano e, silenziosamente, tirando fuori dalla tasca la loro personale aggugetta si mettevano a “chixì”
lavorando, anche, un’intera giornata, sotto il sole o al freddo, per dare
NELLO NATTERO
Un’altra figura particolare e conosciutissima del nostro paese ha raggiunto i suoi vecchi…NELLO NATTERO, deceduto il 22 ottobre u.s.
Chi degli Alassini non ha conosciuto la sua grande abilità come
“sarto” e poi nel suo avviatissimo
negozio?
L’A.V.A. si unisce ai molti Alassini
nel porgere le più sentite condoglianze alla moglie, al figlio e famigliari tutti.
Al momento di andare in stampa abbiamo appreso la notizia
della improvvisa dipartita della
Signora Rina Telesio ved. Quartara, mamma del Socio Luciano
Quartara, per molti anni Presidente della nostra Associazione,
e della Signora Rosanna StallaDe Andreis figlia del nostro
Socio Bruno, di vecchia famiglia
alassina, creatore dell’omonima
tipografia in Albenga dove viene
stampato il nostro Giornale. Agli
amici Luciano Quartara, Giorgio
De Andreis e rispettive famiglie il
Consiglio Direttivo esprime le
più sentite condoglianze.
la possibilità al reordu sfortunato di
poter riprendere il mare con tutta a
so barcò il giorno successivo.
Lillo Gaibisso è stato, forse, l’ultimo di questi veri Alassini. Pensare
di avvicinarmi al Borgo Coscia senza più incontrarlo per parlare il nostro gergo intonato al linguaggio
dell’antico mestiere del pescatore
mi lascia nell’animo un senso di
freddo che nasce dalla certezza di
aver perso un amico. Mi unisco al
cordoglio della figlia e delle sorelle,
del genero, degli amati nipoti, dei
parenti e degli amici, cristianamente convinto che la luce perpetua illuminerà il suo eterno riposo.
Dante Schivo
CARLO MORTEO
11/12/1995 - 11/12/2005
Ciao caro papà…
Con questo mese di Dicembre, sono ormai 10 anni che te ne sei andato e nonostante tutto questo lungo
periodo, il vuoto lasciato è immenso, essendo quotidiano il mio pensiero verso di te. Mi manca molto il
tuo dialogo, per raccontare la quotidianità mia e di tutti i tuoi nipoti.
Caro papà, il Natale è vicino ed il
tuo ricordo è ancora più intenso e
profondo, perché riuscivi a rendere
speciale quel giorno, speciale come
lo eri tu, soprattutto nelle piccole
cose.
È superfluo dire il meraviglioso e
sempre comprensivo padre che sei
stato per le tue figlie e spero che da
lassù continui a proteggerci come
hai sempre fatto in vita, ringraziandoti per tutto quello che ci hai donato.
Tua figlia Giuseppina
DANDOLO BRIATORE
29/11/2004 - 29/11/2005
Carissimo papà
È trascorso un anno da quando ci
hai lasciato e seppure si dica che il
tempo lenisce il dolore, la tua mancanza ci addolora come quel tristissimo giorno; nulla è cambiato, così
come resta immutato il profondo
amore nei tuoi confronti. Ora sei lassù e conoscendo l’amore che nutrivi per la famiglia siamo sicuri che
stai vegliando su di noi.
Ciao
I tuoi cari
12
«L'ALASSINO»
Specie ittiche della
Baia del Sole
Venerdì 16 Dicembre 2005
Alassio sempre più ricca
di nozze d’oro
Meteorologia
Alassina
a cura dell'Osservatorio Don Bosco
NOVEMBRE 2005
Pesce Pettine
(Xyrichthys novacula) - (Pésciu Re)
È volgarmente noto come
«Pesce pappagallo o Re». È alquanto strano e vive nei fondali
sabbiosi sempre sotterrato in
attesa di piccole prede. Il maschio è di colore verde chiaro
con squame dorate, la femmina
è rosa. Ha in bocca quattro dentini pungenti. Peso massimo 100
gr. Ha carne gustosa in frittura.
Può pescarsi da riva con lungo
lancio, ma la sua pesca è dal natante, con canna da bolentino, in
leggero movimento sul fondo.
Esca: verme e polpa
Armatura: a/b/c
Amo: 10/14 – Filo: 020/022
Pessö
PESCE PETTINE
DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO
Valide terapie dei nonni
Con vivo compiacimento abbiamo appreso che OSCAR ed ANNA
BARBERA hanno raggiunto il festoso traguardo delle nozze d’oro,
il 29 ottobre u.s. Accanto agli “sposi d’oro” le figlie Nadia, Marina, i
nipoti, amici e parenti in una tavolata indimenticabile! Come non
augurare ancora molti, molti anni
insieme? E lo facciamo con vera
gioia!
L’A.V.A.
La stimolante menta piperita
Menta piperita (Mènta aççesa)
È un ibrido tra la menta domestica e la menta acquatica che
nel secolo XVII° fu importata
dall’Inghilterra. Si coltiva intensivamente nei paesi a clima temperato. Qui da noi si produce
nell’entroterra per estrarre un
mentòlo dal forte aroma che si
usa in profumeria e in liquoreria.
Il suo profumo e il suo sapore
vivo sono dovuti a una essenza
dotata di proprietà antisettiche.
La pianta eccita il sistema nervoso. È sedativa e antispasmodica.
È materia prima nell’industria
farmaceutica e in confetteria. La
medicina ci indica che questa
pianta è utile per combattere
l’aerofagia, la cefalea, l’alito cattivo, l’impotenza, la pertosse, il
singhiozzo e il vomito. Da noi
quando un bambino aveva difficoltà nella digestione così si
consigliava:
“Se u matettu u rüsc-ciu
u aspènta
Daghe ‘na ciapelletta de mènta”
(Se il piccolo ritarda il ruto,
dagli una caramella di menta).
Il Direttore dell’Osservatorio
Prof. Don Natale Tedoldi
Pessö
I RAGAZZI DEL “55”
FOTO CICCIONI
Grande festa di famiglia, il 22
ottobre u.s. in Casa Vendrame… Gerolamo (il nostro amato Gimmo!) e la Signora Rina
Moirano hanno raggiunto feli-
cemente il traguardo dei 50 anni insieme. Agli “Sposi d’oro” e
famiglia gli auguri e la felicitazione di molti amici e
dell’A.V.A.
Gli articoli e le lettere devono pervenire
alla Redazione entro la fine di ogni mese
per la pubblicazione ne «L'Alassino»
del mese successivo.
A.V.A.
Nel mezzo del Cammin di nostra vita… i “RAGAZZI DEL 55” di Alassio,
in compagnia di un folto gruppo di Albenga, si sono ritrovati nel ristorante “La Scogliera” per festeggiare i loro primi “50 anni”… Ed altri 50 augura a tutti questi “giovani” l’Associazione Vecchia Alassio.
(FOTO ALDO)
Risposta all’anonimo…
Sarò ben felice di invitarla a
pranzo per chiudere la querelle
da lei sollevata. Lasci però fuori
della porta l’acredine che mi pare
la pungoli. Mi telefoni per prenotare perché è bene farlo; basta mi
dica “sono il lettore de ‘L’Alas-
sino’” e capirò. Non di sera, a
pranzo è meglio. Il tempo passa,
la mente è stanca, alzo per questo
bandiera bianca. A presto, e una
cordiale stretta di mano
Silvio Viglietti
Il mese di novembre – ne basta il
nome – suscita immediatamente
un senso di tristezza: le giornate si
accorciano sempre più (fino a metà dicembre,
quando adagio, adagio…), le temperature precipitano, l’eliofania tende a valori sempre più ristretti… Ben si adatta a essere il mese dedicato al
ricordo dei nostri Morti, e anche della nostra
realtà.
I fenomeni meteorologici sono abbastanza costanti e quindi con poche varietà tra un anno e l’altro: per scoprire alcune significative differenze
(se esistono) sono andato a rivedere come sono
andate le cose VENTI ANNI FA: NOVEMBRE 1985.
Per semplificare la comprensione del confronto, metto tra parentesi i valori registrati nel 1985.
Pressione media 758,7 mmHg (757,9 mmHg non
dimentichiamo che tutti i valori tra parentesi sono quelli registrati venti anni fa!).
Medie decadali: prima decade: 764,2 mmHg
(757,0 mmHg); seconda decade: 759,4 mmHg
(759,6); ultima decade: 752,6 mmHg (757,0
mmHg).
Temperatura media: 13,9 °C (11,7 °C); temperature medie decadali: 17,8 °C (15,9 °C); 14,8°C (10,3
°C); 9,0 °C (9,0 °C).
Umidità media: 59% (58%) – Medie decadali :
71% (64%) nella prima; 51% (50%) nella seconda;
56% (61%) nella terza.
Precipitazioni totali: 31, 6 mm. (66,0 mm.); giorno più piovoso: 1 novembre con 10,8 mm. (13 novembre con 25,2 mm.).
Giorni Sereni: 15 (5); giorni coperti : 3 (12).
Velocità media del vento: 193 Km. ogni 24 ore
(230 Km. ogni 24 ore). Nella prima decade il giorno più ventoso è in data 6 con 300Km. nelle 24 ore
(il giorno 7 con 325 Km); nella seconda decade: il
giorno 13 con 530 Km. (il giorno 19 con 670 Km.);
nella terza decade: il giorno 22 con 390 Km. (il giorno 24 con 510 Km).
Eliofania mensile: 160,6 ore di limpido sole
(87,8 ore!). Media giornaliera: 5,4 ore (2,9 ore). Le
medie di bel sole nelle tre decadi: 5,8 ore (3,9 ore);
4,3 ore (2,1 ore); 6,0 ore (2,8 ore).
Confrontando questi dati potremmo anche sentirci un po’ confortati: nel passato c’è stato anche
qualcosa di peggio. Forse, prima di lamentarci per
qualche giornata… nera, sarebbe utile guardare
un po’ più lontano.
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RESPONS.: Emanuele Aicardi
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di Savona n. 149 del 30-5-1962
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(già R.N.S. n. 9806)
LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11
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