Dicembre - associazione vecchia alassio
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Dicembre - associazione vecchia alassio
ANNO XLV - N. 12 Venerdì 16 Dicembre 2005 € 1,50 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 - E-mail: [email protected] SALVIAMO IL DIALETTO PUNTA MURENA VILLA BRUNATI (RUSSA) Abbiamo appreso che ci saranno considerevoli «mutamenti» nella proprietà dell’ex Villa Brunati, a Punta Murena. Come era? Riproponiamo alcuni «stralci» dal libro del prof. Tommaso Schivo «Alassio: Itinerari romantici» Ediz. A.V.A. (I° Premio Nazionale di Orvieto – 1981) spiacenti di non poter pubblicare tutta l’affascinante descrizione nei suoi particolari. «Vi entriamo dall’Aurelia, oltrepassando il grande ed auste- ro cancello brunito in ferro battuto e seguendo, fra gli alberi, le aiuole e i fiori, tra vasi e statuette di pietra e di marmo, la via lastricata con mattoni rossi e pietre bianche e nere, con raffigurazioni geometriche ed ornamentali che attraggono il primo sguardo e vengono incontro come a dare il benvenuto. Poco dopo si giunge alla parete Nord della villa. Tutto, nel suo Il Lions Club di Alassio Baia del Sole in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Alassio ha voluto tener fede all’impegno di mantenere e rafforzare un legame storico con il passato della cultura cittadina offrendo agli alunni delle scuole alassine il prezioso volume “Alassio in versi” edito dal Lions Club stesso. La manifestazione si è svolta in un incontro avvenuto giovedì 17 novembre, alle ore 9.30 presso l’ex chiesa anglicana, in cui si è (continua a pagina 2) (continua a pagina 2) L’ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO augura alla cittadinanza e ai graditi ospiti un buon Natale e un felice 2006 SALVIAMO IL DIALETTO LIGURE - Rag. Tommaso Albesiano Presid. Lions Club Alassio - Prof. Andrea Gallea - Ass. Volontariato, Dott. Loretta Zavaroni Dott. Elmo Bazzano, Pres. Consulta Ligure - Prof. Franco Gallea. (FOTO CICCIONI) I treni si fermino ad Alassio: Il sindaco scrive a R.F.I. È partita stamani alla volta della direzione di Rete Ferroviaria Italiana la lettera con la quale il sindaco di Alassio, Arch. Marco Melgrati, invita a rispet- mazioni pervenute a questa Amministrazione relative al futuro della tratta ferroviaria del Ponente Ligure. (continua a pagina 2) Consiglio Comunale del 21 novembre Apertura di seduta con cerimonia di premiazione alla nostra concittadina Signora Bianca Revello, campionessa mondiale di tiro a volo, oltre all’impegno in opere di volontariato, da parte dell’Amministrazione Comunale, in particolare dal Rag. Fabrizio Calò Assessore allo Sport, per i recenti successi ottenuti e che fanno onore alla nostra Città. Viene dato inizio alla trattazione degli argomenti all’O.d.G., con tre interrogazioni avanzate dai Consiglieri di minoranza Daniele Fui e Agostino Testa. La prima in merito a procedimenti amministrativi inerenti la cessione degli alloggi di edilizia convenzionata nell’ambito del cambio di destinazione d’uso da albergo a casa di civile abitazione, a seguito di richieste sui risultati da parte di alcuni cittadini. Risponde l’Assessore Salvo con un’ampia relazione sui controlli inerenti la vendita dei suddetti alloggi con segnalazione di quelli ancora disponibili. La seconda sull’aumento della bolletta dell’acqua da parte della S.C.A. S.r.L. in seguito alla richiesta di pagamento della cauzione e infine la terza sull’incarico per lo studio di fattibilità del progetto per la strada di collegamento Via Adelasia e Via Loreto. Si entra nel vivo della discussione incentrata sull’ottavo punto, che prevede l’approvazione della bozza di ipotesi relativa alla prima fase del Piano Urbanistico Operativo della zona portuale. A tal proposito viene chiesta l’inversione del punto all’O.d.G., anticipandolo, per dare modo all’Architetto Giorgio Dania e all’Ing. Paolo Gaggero di illustrare il Piano di riqualificazione del porto che prevede l’ampliamento della Capitaneria, il Circolo Nautico e la realizzazione di un Residence turistico alberghiero, con parcheggi pertinenziali interrati. È previsto inoltre lo spostamento della sede della società “Marina di Alassio” in altra struttura da (continua a pagina 2) BENVENUTO A NELLO AICARDI Nuovo Direttore Responsabile de «L’Alassino» Il Consiglio Direttivo comunica ai lettori che la Direzione del Giornale è stata affidata al Socio Fondatore Emanuele Aicardi (Nello). Ringraziamo l’amico Nello per la pronta disponibilità dimostrata. A.V.A. Mostre Sala Carletti Danilo Viviani dal 21 al 29 dicembre 2005 Le vele di Pesato dal 30 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006 tare l’accordo sottoscritto nel secolo scorso da Sir Daniel Hanbury in ordine al quale egli cedette il terreno sui cui sorge la stazione ferroviaria in cambio della promessa a far sì che ogni treno in transito fermasse ad Alassio. Scrive il Sindaco: «La presente a seguito di una serie di infor- ADDIO A FAUSTO BUFFARELLO NOSTRO DIRETTORE RESPONSABILE Si è spento a Savona, all’età di 82 anni, il giornalista Fausto Buffarello, direttore responsabile de L’ALASSINO da oltre 35 anni (27 Marzo 1970). Da giovane aveva alternato l’insegnamento al giornalismo, amico del giornalista alassino Ennio Elena, ha collaborato per molti anni con le redazioni savonese e milanese dell’UNITÀ, è stato il “maestro” di vita e di giornalismo per moltissimi giovani… preparato ma molto modesto ha sempre rifiutato le molteplici proposte di diventare “giornalista a tempo pieno”. Si è spento come era vissuto… senza clamori… senza cerimonie di alcun genere… ma ha lasciato molti ricordi ed un grande vuoto... Il direttivo dell’A.V.A. e la redazione de L’ALASSINO lo ricordano con amicizia, stima e tanto affetto e sono molto vicini alla moglie Magda ed al figlio Massimo. U NOSCIU LÜNORIU (Il nostro calendario) Anche per l’anno 2006 l’A.V.A., certa di far cosa gradita, vuole offrire ai suoi gentili lettori il tradizionale “Lünoriu” avvalendosi, oltre che dei versi di quattro nostri poeti dialettali, anche della riproduzione di quadri del pittore alassino Alberto Beniscelli scelti in relazione al tema “Allegorie Alassine” e, come sempre, corredandolo per ogni singolo mese di proverbi e notizie generali ad essi per- tinenti. Ricordando i temi già proposti (Arasce – 1998; Immagini Alassine – 1999; Chiese Alassine – 2000; Il mare – 2001; Pescatori – 2002; Impressioni Alassine – 2003; Alassio scomparsa – 2004; Alassini di un tempo – 2005) e confidando nel benevolo accoglimento della presente edizione, a tutti auguriamo un sereno 2006. A.V.A. Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Vecchia Alassio invita tutti i Soci, le loro famiglie, tutti i lettori e i loro amici alla tradizionale serata “RITRUVAMMUSE INSEMME” che si terrà nel Salone Parrocchiale Venerdì 16 dicembre 2005 alle ore 20,45 Angolo di Daniele La Corte Fortunati i buoni Natale senza doni è come l’estate senza sole. Prima gli auguri, poi i regali e, ancora dopo, in molti casi, la delusione. Cosa mettere o cosa sperare di trovare sotto l’albero? Difficile dirlo. È anche tempo di bilanci e l’approssimarsi dell’anno nuovo potrebbe veramente riservarci qualche sorpresa. Tutto è possibile in questo pazzo mondo dove spesso non riesci neppure a capire chi ti è amico e chi nemico, chi è Caino e chi Abele. Così il desiderio del regalo aumenta nella speranza che ci sia qualcuno in grado di soddisfare, anche solo per una frazione di secondo, la voglia matta di giustizia. Che bel regalo sarebbe una vera giustizia, rigorosamente uguale per tutti, senza i soliti furbi sempre pronti a sgambettare il compagno di banco o i soliti falsi pronti a leccare i piedi ai potenti. Che gioia sarebbe poter non vedere più poveri girovagare alla ricerca di un pezzo di pane, non registrare più soprusi e umiliazioni. Sarebbe veramente grandioso scoprire che, come per incanto, cattiveria, invidia e maldicenza, sono scomparse. Quante cose sarebbero diverse se il bello vincesse il brutto, se il buono superasse il cattivo. Sarebbe una gran fortuna, un immenso regalo. Ma la fortuna a volte spaventa e mette il singolo sulla strada giusta facendogli tornare alla memoria il “Sermone sulle ricchezze” di Louis Bourdaloue quando sottolinea che «à l’origine de toutes les grandes fotunes, il y a des choses qui font trembler». E il fatto che all’origine di tutte le grandi fortune ci sia qualcosa che fa tremare, che incute paura, deve farci riflettere su altri tipi di doni, di regali, che molti riceveranno o faranno anche in occasione di questo Natale. Basta poco per rendere felice il prossimo, non è necessario far mostra di sfavillio di luci o di pacchi infiocchettati. Basta un po’ di buona volontà, la voglia di essere migliori sia nel privato che nel pubblico, sia dentro che fuori dal Palazzo. Riponiamo, tutti, l’ascia di guerra e smettiamo di indicare la pagliuzza nell’occhio del vicino, dimenticando la trave che c’è nel nostro. Facciamoci un regalo di Pace ricordando che la ricchezza può essere anche rappresentata porgendo la mano a chi sta peggio di noi, a chi è stato costretto ad abbandonare radici e affetti per cercare una terra promessa in grado di garantirgli il pane quotidiano e un tetto, seppur semplice, che possa ripararlo dalle intemperie. Più tolleranza, più integrazione, più voglia di essere altruisti pensando che la fortuna può baciare tutti, basta aiutarla. Essere ricchi, il più delle volte, non equivale all’essere buoni. Ma essere generosi significa essere belli. E sulla differenza tra buono e bello Voltaire diceva: «Il buono ha sempre bisogno di prove, il bello no». 2 «L'ALASSINO» PUNTA MURENA (segue dalla prima pagina) apparente disordine, attrae ed occupa la mente: la facciata sobria e quasi duecentesca, le lesene, le sculture, gli intarsi, le colonnine e i loro capitelli corinzi, le bifore asimmetriche e di gotica reminiscenza, persino il bassorilievo marmoreo che un tardo nipote ha fatto incastonare nel piccolo atrio, l’antica porta fortemente e artisticamente intarsiata e fuori la vaschetta in marmo coi volti marmorei, dalla cui bocca escono ancora, come spesso nel parco, i tubi dell’acqua potabile. Tutto sembra volutamente controllato da un secolare carrubo che difende, all’esterno, la villa dai dardi del sole e dalle raffiche del maestrale e della tramontana. Il parco di circa 15.000 mq è capace di suscitare ad ogni passo suggestive impressioni e aspetti naturali e visioni di sogno sempre diverse. L’intrico dei rami, degli alberi secolari, dei pini, dei cipressi, degli eucalyptus, degli olivi, attraverso i quali si scopre, qua e là inaspettatamente, una scaglia di mare o un lembo azzurro del cielo, risponde agli arabeschi dei sentieri, delle viuzze, delle scale, della scalinate, delle piazzole, dei recessi più disparati, a tal punto che la stessa visita non ha un principio, non ha una linea precisa e una conclusione. Tuttavia la villa domina ovunque nelle varie angolazioni, negli aspetti, negli scorci, negli anfratti più suggestivi e attraenti: la natura crea la varietà delle visioni in perfetta simbiosi con l’opera dell’architetto che ha trovato il punto dell’armonia fra ciò che la natura ha dato e ciò che l’uomo saggio può aggiungere senza danneggiare l’ambiente. Elencare le specie, le varietà di piante, di arbusti, di fiori, di erbe che si incontrano sarebbe estremamente difficile anche per un botanico: dalle piante già citate all’alloro ora libero, ora imprigionato in un vaso, gli agrumi, le mimose, i nespoli, le palme, le agavi striate, gli oleandri, le camelie, il rosmarino, il pitosforo, per non parlare dei fiori, dai gerani multicolori agli iris, ai gelsomini, ai lillà, ai gladioli, alle viole, alle pareti fiorite di sidonia japponica, all’edera che cerca ovunque un abbraccio, alle felci, al capelvenere, a tutte le rose e le bouganville rampicanti, che fasciano la villa e ricompaiono ovunque a rallegrare con i loro colori lo sfondo verde-cupo del parco... un Eden incontaminato, un vero Paradiso per i cultori della natura. Spesso le piante creano con i loro rami contorti giochi ed arabeschi e formano ponti e arcate che sono una meraviglia. Discendere sino alla scogliera o risalire di là significa subire ad ogni istante un fascino nuovo... Ovunque appaiono balaustre, castagnole grezze, aiuole, vaschette, fontanelle, ovunque statue e statuette in pietra o in marmo che raffigurano putti, fauni, sfingi, leoni, cani e altri animali ora reali, ora fantastici e fiabeschi... Lungo le stradicciole pulite e ordinate si aprono fra i rami e sul mare edicole, casematte, stanzet- Nel quadro dell’intervento in ordine al raddoppio ferroviario nella tratta di pertinenza del comune di Alassio, ci risulta infatti che RFI da un lato stia valutando la soppressione di alcune fermate presso la stazione di Alassio, di treni a lunga percorrenza, dall’altro abbia già provveduto a sopprimerne alcune. Vorrei con questa mia ricordarVi che all’epoca in cui fu costruita la stazione di Alassio, proprietario del terreno sui cui attualmente sorge questo pregevole esempio di architettura Liberty, era Sir Daniel Hanbury che cedette alle ferrovie il suddetto terreno gratuitamente con il solo impegno da parte delle Ferrovie stesse a far sì che ogni treno in transito, fermasse nella nuova stazione. Era l’alba del 1900, e già allora l’illustre patriarca inglese aveva visto lungo, intuendo il valore della ferrovia e soprattutto la ricaduta turistica che avrebbe implicato. Sono passati molti treni e molti anni e Alassio oggi forse più di allora comprende il valore della ferrovia e le sue ricadute turisti- SALVIAMO IL DIALETTO (segue dalla prima pagina) te esagonali o quadrate con affreschi e graffiti di rose e losanghe e triangoli e cervi dalle corna ramose, specole e torrette con finestrelle e feritoie da cui si scorge ogni volta, fra l’intrico gradevole dei rami, un occhio di mare, un poco di azzurro, un’onda schiumosa che viene a posarsi sulla spiaggia o a battere con fragore nei faraglioni e sulle rocce della costa. E vi sono due passeggiate parallele alla costa: una è coperta da un tetto sorretto da palizzate di legno scolpito, l’altra lambisce la scogliera e sembra adagiarsi, per un istante solo, fra il breve anfratto sassoso a levante e la lunga spiaggia a ponente, sui resti di un tempietto circolare che poggia su colonnine dai capitelli corinzi. Quando si torna a salire verso la villa un altro colpo d’occhio non può non attrarre anche il visitatore più sprovveduto e distratto: c’è un’ampia scalinata divisa in due settori e racchiusa ai lati da tre file di vasi ricoperti di gerani d’ogni tipo e colore che ne accompagnano l’ascesa; al centro, a metà cammino, si erge una grande statua di atleta di foggia rinascimentale che dal suo piedestallo domina la scala; ai fianchi montano la guardia due pareti naturali e gigantesche di cipressi che sembrano abbracciare, in alto, la facciata sud della villa, così sobria e rinascimentale insieme. E dovunque il canto degli uccelli accompagna il cammino... A ponente della villa c’è un giardino breve, che vale la pena di una sosta e di una descrizione particolare: in mezzo quattro cariatidi sostengono un immenso catino di pietra che forse fu, ai tempi d’oro della villa, una fontana zampillante ed ora resta uno splendido, ma muto vaso di fiori... Volgendoci a nord, s’apre una scalinatella che conduce al punto di partenza della visita e si assiste ad un nuovo spettacolo: da una parte e dall’altra olivi avvolti da edere sempreverdi, da cespugli e da piante ornamentali e, al di sopra, fin dove può giungere lo sguardo, oltre l’Aurelia non visibile, c’è una casetta a metà collina e di là tutta la vegetazione foltissima sembra una cascata di verde che esca da quella piccola macchia bianca e venga a deporsi ai tuoi piedi. Proprio a rovescio, quando di là ti volgi al mare, sullo sfondo dell’acqua e del cielo vedi farsi avanti verso di te un gregge infinito di onde bianche spinte dal maestrale e nello stesso istante, sul capo, tra il verde, s’apre un lembo d’azzurro, su cui «naviga», solitario dominatore, un gabbiano che stride, quasi a mandarti il suo saluto. Allora benedici il tuo paese e ti tornano alla mente le parole conclusive del libro «Portal to Paradise» di Cecil Roberts, quando dice di Alassio: «Avevo il senso della benevolenza della Provvidenza che aveva esaudito il sogno di un bambino e mi aveva portato qui per godere negli ultimi anni di ciò che a molti potrebbe sembrare la porta verso il Paradiso». A.V.A. I TRENI SI FERMINO AD ALASSIO Venerdì 16 Dicembre 2005 (segue dalla prima pagina) che, specie per una cittadina che vive esclusivamente proprio di turismo, basti pensare che la città del Muretto è la seconda città, in tutta la Liguria, per ricettività alberghiera, seconda solo al capoluogo, Genova. Inutile dire quanto in quest’ottica sia importante per noi che i treni continuino a fermare ad Alassio. Scrivo dunque per questo, come Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza e dell’Amministrazione Comunale, e come alassino preoccupato per il futuro turistico della città che non può prescindere dalla sua stazione e dal fatto che ivi fermino i treni in transito. Scrivo quindi per invitarVi a rivedere eventuali progetti di soppressione di fermate se non addirittura per sollecitarne di nuove: un esempio su tutti l’Eurocity per Roma, per prendere il quale, da Alassio bisogna andare a Montecarlo (h 21,23) o a Genova (h 01,20)”. Alassio, 14 novembre 2005 M.R. dibattuto il problema dell’importanza dell’uso e della salvaguardia del dialetto alassino non solo come testimonianza di un passato da non dimenticare, ma come affermazione di una cultura che può ancora aprire ai più giovani il mezzo per dare nuova linfa a radici ancora ben salde oggi. prof. Andrea Gallea. Dopo la relazione iniziale del dott. Bazzano e del prof. Franco Gallea, sull’importanza della salvaguardia del dialetto, il prof. F. Gallea ha intervistato i poeti presenti in sala le cui opere erano contenute nel prezioso volume edito dal Lions club. Nell’ordine, hanno letto alcune IN BREVE, AI NOSTRI AMMINISTRATORI SEGNALIAMO CHE… RUBRICA MENSILE A CURA DELL'A.V.A. La strada mulattiera fra la LIGGIA e LORETO ALTA è pericolosa. Asfalto rotto, rovi e “rumenta” varia ne impediscono l’uso. Gli abitanti della zona chiedono che venga resa percorribile senza gravi disagi. Chiesa Anglicana- Salviamo il Dialetto Ligure- Pubblico. (FOTO CICCIONI) All’incontro-convegno, a cui erano presenti alunni dell’Istituto Professionale Alberghiero, delle Medie Statali e delle Elementari Statali di Alassio hanno partecipato autorità civili e militari (fra cui il Comandante della compagnia dei Carabinieri Cap. Geremia Lugibello) il Presidente dell’A.V.A. Carlo Cavedini, membri del Direttivo A.V.A. e un pubblico di amanti della cultura e della storia della nostra terra. Relatori sono stati il dott. Elmo Bazzano, presidente della Consulta Ligure, il prof. Franco Gallea, Sovrintendente alla cultura della Consulta stessa, l’Assessore alle politiche educative dott.sa Loretta Zavaroni, il rag. Tommaso Albesiano, presidente del Lions Club di Alassio, il Generale Giovanni Carbone, presidente circoscrizionale dei Lions, lo storico alassino Antonio Carossino, coordinati dal delle loro poesie in dialetto alassino i poeti Antonio Boscione, Tommaso Schivo e Gianni Croce, mentre il prof. Andrea Gallea (curatore del volume insieme a Gianni Fangarezzi) ha letto, per una migliore comprensione del testo, la traduzione in italiano delle poesie, predisposta dagli autori stessi. Vogliamo citare anche gli altri poeti contenuti nel libro che poi è stato offerto a tutti i presenti, alunni e docenti: Olga Freghetti, Daniela Bey, Paolo Ammirati, Santino Pezzuolo. Una manifestazione ben riuscita, organizzata dal giornalista Nello Aicardi, che, con la collaborazione fattiva dell’Assessore Zavaroni e dell’A.V.A. è riuscito ad avvicinare (o a ri-avvicinare) al dialetto i giovani, che sono il futuro della nostra Liguria. L.C. Lettera aperta al personale docente e non, agli alunni di tutte le scuole del territorio alassino in occasione delle festività del Santo Natale 2005 e del nuovo anno 2006 Carissimi, questo è il quinto anno consecutivo che mi trovo a svolgere la funzione di Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche della nostra amata Città. Spero di non averVi deluso nelle aspettative che Voi tutti riponevate in me e, se ho mancato in qualcosa, sappiate che ho comunque cercato, in tutti i modi a me possibili, di seguire con scrupolosa coscienza le Vostre attività e di collaborare fino a dove i miei limiti umani e professionali potevano arrivare, senza mai risparmiarmi. Del resto non dico nulla di nuovo se affermo che il medesimo clima lo vivete sicuramente già Voi tutti, ogni giorno del Vostro lavoro, nelle speranze che i Genitori affidano agli Educatori, che i Docenti si attendono dai giovani e questi ultimi ripongono nella società che ha il dovere di sostenerli e guidarli. Ecco, l’anello si è chiuso! Che poi questo ciclo sia un ciclo vir- tuoso e portatore di buoni risultati spetta a tutti noi indistintamente, ognuno impegnato nel proprio ruolo e nel proprio dovere, le Istituzioni, le Famiglie, gli Educatori e i Giovani a noi affidati. Grazie a tutti quelli che comprendono e collaborano per la migliore riuscita di questa delicata opera di creazione e formazione della Coscienza e della Cultura della nostra società. Grazie per il lavoro e l’impegno di tutti coloro, giovani e non più, che vivono con responsabilità questi anni cruciali della formazione della nostra gioventù. Grazie per la pazienza e la dedizione che le Famiglie, il personale Docente e non, gli Alunni stessi mettono ogni giorno per crescere e migliorare insieme e dare così ancora una speranza al nostro Futuro. L’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche Dr.ssa Loretta Zavaroni CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 NOV. realizzarsi in prossimità dell’ingresso al porto. Vengono richieste dai consiglieri di minoranza Lorena Nattero, Daniele Fui e Agostino Testa delucidazioni sui vari interventi, con una pregiudiziale posta da quest’ultimo per presunto vizio di forma, che impedirebbe la trattazione dell’argomento dato il modo in cui è stato presentato, dichiarando voto contrario. Spiega il Sindaco, dopo la bocciatura della pregiudiziale da La strada mulattiera che si diparte da Via Adelasia, in corrispondenza dell’Ospedale, e percorre località Rangè sino ed oltre le due Vie, è in condizioni di totale abbandono, ricoperta di vegetazione spontanea e ridotta ad un minuscolo sentiero. Sarebbe doveroso programmare una drastica e imminente manutenzione. A.V.A. VI PREGO NON FUMATE In morte del DOTT. POZZI a Milano, lun 28 novembre 05 La morte è un taglialegna ma la foresta è immortale, A presto TITO raoul e i tuoi THANATOS ATHANATOS E dovremo dunque negarti, Dio dei tumori, Dio del fiore vivo, e cominciare con un no all’oscura pietra «io sono», e consentire alla morte e su ogni tomba scrivere la sola nostra certezza: «thànatos athànatos»? Senza un nome che ricordi i sogni le lacrime i furori di quest’uomo sconfitto da domande ancora aperte? Il nostro dialogo muta; diventa ora possibile l’assurdo. Là oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi vigila la potenza delle foglie, vero è il fiume che preme sulle rive. La vita non è sogno. Vero l’uomo e il suo pianto geloso del silenzio. Dio del silenzio, apri la solitudine. (Salvatore Quasimodo) Torta di pane raffermo Gr. 500 di pane secco (crosta fine), 6 cucchiai di zucchero, 4 uova, 1 litro di latte, 1 bustina di vanillina, cioccolato in scaglie, 20 gr. di semi di finocchio, 150 gr. di uva sultanina ammollata, 200 gr. di amaretti (segue dalla prima pagina) parte del consiglio, che trattasi di uno sforzo progettuale notevole che consentirà di aumentare la funzionalità del porto, già altamente qualificato, chiedendone pertanto l’approvazione. Esito del voto 14 favorevoli e 4 contrari. Data l’ora tarda si rimanda ad un prossimo consiglio la trattazione degli altri argomenti all’O.d.G., ivi compreso il piano di utilizzo delle spiagge. A.V.A. In una pentola di circa 25 cm di diametro mettere il pane raffermo tagliato a pezzi. Scaldare il latte con lo zucchero, versarlo del pane, mescolare per far amalgamare bene, lasciare riposare. Aggiungere le uova, la vanillina, il cioccolato e i semi di finocchio, l’uva sultanina e gli amaretti spicciolati. Impastare bene il tutto, a piacere aggiungere un pochino di Amaretto di Saronno (o marsala). Imburrare una teglia e versare il composto. Infornare a 170-180 gradi per circa un’ora. Venerdì 16 Dicembre 2005 3 «L'ALASSINO» Il nostro dialetto: debiti e crediti (a cura di Tommaso Schivo) CAP. 6 - CON LE NAVI… MERCI, MA ANCHE PAROLE (PARTE II) Prima di concludere il discorso sui «debiti» e i «crediti» linguistici col Medio Oriente, iniziato nel capitolo precedente, mi sia lecita una digressione generale sull’importanza dei dialetti, anche se diventano a volte più ibridi per le numerose interpolazioni straniere. Oggi in Italia ancora due milioni di persone, nonostante l’enorme carica positiva del mass-media, sanno usare correttamente solo il loro dialetto, mentre una percentuale assai maggiore conosce la lingua nazionale, ma usa quella materna, ossia il proprio dialetto, per comunicare familiarmente col proprio gruppo etnico o per soddisfazione personale, perché usare il dialetto, anche per noi che abbiamo parlato sempre quasi esclusivamente la lingua della grande patria, dà un senso di intimità e di fraterno calore. Lo attesta una grande parte delle canzoni dialettali tradizionali di un tempo per la loro origine popolare e perché il canto si avvicina di più all’ambiente e infine perché molte tradizioni italiane hanno la loro origine in quelle regionali e persino locali. Non so, forse è fuori luogo, ma mi piace ricordare e citare solo un proverbio del mio paese che ha origini lontane e che bolla satiricamente e sarcasticamente il fannullone, chi è poltrone per natura, chi non ha voglia di lavorare e di impegnarsi con serietà: «U rexiste ciù sutt’aigua che a travaiò». Bellissimo e scultoreo e non c’è lingua che tenga e induce persino a sbellicarsi dalle risa! Ecco perché è bello conservare gelosamente il proprio dialetto e fare qualcosa perché non vada irrimediabilmente perduto, specie in questo tempo moderno e ibrido in cui il globalismo e la modernità sempre più imperanti tendono a fagocitare tutto. Ma torniamo al discorso principale sui rapporti linguistici liguri-turchi, che abbiamo lasciato in sospeso col capitolo precedente. Un accurato esame del nostro vocabolario dialettale ci porterebbe ad elencare molti altri termini della stessa origine e un cultore o uno studioso delle parlate turche o arabe potrebbe, a sua volta, ricordare anche i «crediti» liguri e ponentini alle popolazioni dell’Africa dell’area mediterranea o del Medio Oriente, come appunto, già lo abbiamo rilevato, «garsùn» e «carega». Non si tratta verosimilmente di un «contratto», considerato come intesa fra la parte e la controparte, fra il cedente e il ceduto (come si direbbe nel linguaggio giuridico); è un passaggio istintivo e naturale che il caso e poi l’uso rendono possibile. Di certi termini i vocabolari non sempre si dichiarano, come per càmola che viene considerato di etimo oscuro. Per altri i documenti e gli etimi sono talmente chiari che l’accordo sulle origini è perfetto e comune, come, per fare qualche esempio, per cutùn, sofà, recammu e limùn o per dogana, che era inizialmente il libro arabo su cui si annotavano le merci in transito. Per altri termini sussistono incertezza, curiosità o interpretazioni diverse, come per fustagnu o frusta- gnu che qualche studioso preferisce far derivare (con quale criterio non so) dal latino «fustis» (bastone, legno) perché si tratta di tessuto pesante e resistente per abiti da lavoro o come (udite, udite!) «trenette» che i più accaniti linguisti liguri giurano che non esiste alcun debito al proposito, perché è una voce autenticamente nata nei «caruggi» di Genova come diminutivo di «trena» (cioè stringa). Per altre parole il passaggio eventuale dall’una all’altra lingua sembra ancora più complicato, per cui dicono che il nostro «gilé» venga dal francese «gilet», che a sua volta, però, ha la sua derivazione dallo spagnolo «gileco» (ora «chaleco»), ma in prima origine certamente dall’arabo, perché furono proprio gli Arabi a... inventarlo e a usarlo per primi. È dunque, inevitabile confessare che molti dei nostri vocaboli anche di uso vivo e quotidiano sono di origine turco-araba o turcoislamica e che altri, pur provenendo di là, giunsero fino a noi dopo un incrocio o impasto o fusione o confusione (chiamatela come volete) con i vari dialetti sardi, corsi, siculi ecc. ecc. Tanti vocaboli, dunque, tanti «debiti» non indecorosi, ma non è tutto. I nostri progenitori liguri, sempre zelanti ed attivi nel loro impegno e nei loro «affari» (specie quando si trattasse di «palanche» sonanti e vive) ebbero rapporti commerciali ed interessi anche altrove, con molte altre parti del mondo e persino al di là dei mari e degli oceani. Ne parleremo nei capitoli seguenti. CRONACA DI ANDATE: MESE DI DICEMBRE 2005 Un ambo per Natale Uscendo da un mese di novembre in cui i pochi cittadini di Andate che non erano ai Caraibi si sono contati, riconosciuti, voluti bene (ed hanno avuto la fortuna di godere, dall’8 novembre, quattro giorni di clima sub-tropicale, con un sole stupendo, assenza completa di vento, spiaggia calda e libera sul lago) ecco che rientriamo nella quasi normalità di un’Andate decembrina, in cui la città si ripopola in misura giusta, in cui il Comando di Artiglieria dell’Esercito non esegue più, fra le 14 e le 16, tiri di mitraglia e di cannone di prova nella deserta via denominata “Intestino lungo”, e tutto ritorna normale, o quasi, in attesa del Natale. Io non so se queste mie note sono considerate attentamente dai lettori o soltanto “sorvolate”. Se fossero lette attentamente, il caro amico albergatore non giustificherebbe il suo ottimismo dicendo che nel passaggio fra luglio e agosto ci sono stati alcuni giorni di “lieve flessione”. Infatti io avevo scritto che alcuni miei amici turisti avevano trovato camere vuote e disponibili telefonando nella “settimana precedente il Ferragosto”. Il che è un’altra cosa. Ma pazienza. Così se avessi saputo (se ci fosse stato comunicato) che alla prossima Fiera di Shanghai sarebbero state presenti varie cittadine del lago, avrei detto: Bene. Andiamoci anche noi e presentiamoci non sparpagliati, ma uniti sotto il nome di Riviera delle Rose (così si chiama la nostra costa lacustre) mentre il giornale da me letto lasciava credere che saremmo andati solo noi andatini, se non solo un quartiere della città. Grazie, auguri e un riconoscimento al lavoro fatto dall’Associazione Albergatori. E un piccolo riconoscimento anche al sottoscritto che tante volte ha difeso, da solo, l’attività alberghiera dalle note insidie (e non fatemi ripetere cose che sanno tutti). Fra poco sarà Natale: voglio porgere i migliori auguri a tutti: a tutti quelli che amano Andate, a quelli che non la odiano, a quelli che la sopportano, a tutti quelli che non vogliono farla morire. In primis un Augurio al Sindaco Megagalattico: qualcuno dice che, come certi allenatori di calcio, non “mangerà la Colomba Pasquale” in Comune; altri, i più, che vivrà in Comune ancora per lunghissimi anni, anzi, fino all’ultimo (lontanissimo nel tempo) respiro. Io vorrei augurare una soluzione di mezzo, e che, soprattutto vada bene a lui. Rifletto anche sul fatto che è giusto, naturale ed umano che ogni uomo “Alassio Donna” - Associazione costituita da Donne alassine, di ogni estrazione lavorativa, particolarmente sensibili ta, ha, tra l’altro, preso in considerazione la questione, da risolvere, della soppressione di alcune fermate ferroviarie in ROMANZO DI GRAZIA FASSIO SURACE (Recensione di Tommaso Schivo) luderlo, con un realismo narrativo autobiografico particolarmente attento e non privo di fascino, dai giorni della rosea e splendente fanciullezza nella villa paterna, alla morte improvvisa e tragica del padre, all’affetto costante e premuroso della mamma, agli anni sereni della scuola sino alle prime avventure amorose, alle difficoltà economiche, alle delusioni lancinanti, alle luci ed alle ombre che spesso la vita porta con sé. Tutto è narrato con vivezza, tanto da attrarre costantemente il lettore, ma vorrei sottolineare soprattutto alcuni particolari significativi: la capacità cromatica nel descrivere la natura nei suoi colori sfavillanti e mutevoli, nel suo fascino primaverile ed estivo o nella sua mestizia autunnale, nell’amare sia il vecchio Piemonte e Torino, sia la Sardegna accattivante, sia la Sicilia armoniosa, sia la fascinosa atmosfera della costa ligure. È efficace la sua «penna», lo stile nel descrivere i caratteri fisici e interiori dei vari personaggi e nel sottolineare con capacità critica notevole (peccato... solo raramente) lo sfondo storico e la situazione politica degli ultimi decenni del secolo scorso. Come non ricordare certe amabilissime descrizioni, le «peregrinazioni» notturne in collegio, l’ambiente così diverso tra la villa paterna e la povera casa d’affitto, l’amore e il disprezzo, i baci e le reazioni violente del maschilismo di turno, l’intensa passione giovanile e l’angoscia, le delusioni, l’amarezza interiore dopo ogni amplesso perduto? Non ho volutamente parlato della trama, delle varie avventure... per non togliere ai lettori la gioia di goderle direttamente. Un buon libro, da consigliare agli amici. Luca Caravella “ALASSIO DONNA” È PRESENTE... «DESIDERATA» È in vendita anche in Alassio (Libreria di Via XX Settembre 41) il nuovo libro della scrittrice torinese Grazia Fassio Surace, che spesso è ospite gradita della nostra città. Il Romanzo «Desiderata» (finalista al Concorso J. Prevert 2003) presenta diversi aspetti degni di essere valutati anche in una recensione che, per necessità, deve essere brevissima. Cominciamo con la trama: è un romanzo d’amore in cui la protagonista parla in prima persona e attraversa, dopo una fanciullezza felice, momenti di passionalità e di amori alternati a vicissitudini diverse, a delusioni, a dolori che spesso subisce e dai quali ogni volta riesce a distaccarsi per continuare a vivere. Va detto che il libro è scritto in uno stile scorrevole, chiaro, convincente, ben calibrato nei contenuti e nelle vicende che tengono avvinto il lettore senza mai de- desideri migliorare la propria posizione sociale, politica, civica, la sua carriera. Ha fatto l’assessore, ha fatto il Sindaco: non è giusto che vada un po’ più in su? In primavera ci saranno anche le elezioni politiche. Non è giusto che Lui desideri di andare a Roma al parlamento? Non è giusto che ce lo mandiamo? Chissà quante strade gli si apriranno, una volta giunto là! Ci pensate? Io sento già un brivido di gioia nel dirlo! Auguri e… Ad Maiora! Che in latino vuol dire “verso cose più grandi, più nobili” mica altro! A tutti gli altri che invece (o in-vece) “ambiscono”, io porgo solo un augurio: ambire ha la medesima radice di “ambo”. Beh, qui non ci vogliono né ambi né terni; qui occorre un numero secco, o, meglio un primo estratto. Se sarete capaci di indovinarlo avrete vinto; se no tutti a casa. Basta lotterie: solo altri cinque anni di tressette, scopa, scala quaranta. E infine ai miei fedeli lettori (alcuni dei quali mi seguono da venticinque anni) auguro le quattro “S” famose: Salute, Sorriso, Soldi e Solidarietà. E non ho messo Solidarietà per ultima perché conta meno; solo perché ve la ricordiate meglio. Utenti. “Alassio Donna” ringrazia il Signor Sindaco che, anche attraverso la segnalazione effettuataGli in merito, ha scritto alle “Ferrovie dello Stato”, per cercare di trovare una soluzione al problema, problema che non va assolutamente sottovalutato. Per questa e per altre tematiche, i Cittadini di Alassio troveranno “Alassio Donna” sempre disponibile a cooperare con chiunque chieda collaborazione, ed a colloquiare ed a operare sinergicamente con tutti i Preposti, per contribuire a risolvere le “difficoltà” che interessano la Città. Associazione “Alassio Donna” Gruppo di donne alassine - Foto d’epoca (Archivio A.V.A.). alle esigenze della Città – nell’ambito dei propri principi e dei compiti che si è assegna- Alassio e dello spostamento degli orari dei treni, che hanno creato e creano disagio agli Per informazioni e/o delucidazioni sull’Associazione telefonare al 3286715009. «OLTRE IL CANCELLO CHIUSO» DI ELISABETTA E IDA ROSSI CALVILLO (Recensione di Tommaso Schivo) Rosandré: un altro pezzo dell’antica Alassio se ne va In un antico e storico paese come il nostro, che pur continua a rinnovarsi come l’araba fenice, ci sono «cose» che non ci appartengono direttamente, ma quando, dopo alterne vicende e fortune, scompaiono, quando si perdono o modificano il loro aspetto e la loro attività, sono come qualcosa di nostro, sono un pezzo della nostra stessa vita che ci lascia e si perde per sempre. Chi, dei vecchi Alassini, non ricorda con una certa nostalgia la bottega del Caffè di Bergui, quella dei fratelli Cavalli in Piazza, il Bar di Silvani, l’emporio universale “du Bambinettu” o quello più modesto ma non meno tipico dei gubeletti della Gigiolla... per non fare che qualche esempio? In questi giorni anche lo splendido negozio Rosandré di Franco Iebole in Via Vittorio Veneto sta per chiudere i battenti... ed è come una stretta al cuore per tanti che, come me, sentono tutto il paese come una carezza, come un battito del cuore, come qualcosa di proprio, anche se non è loro. Uno splendido negozio, fra i più antichi e caratteristici della città: fu aperto nel lontano 1903 dal nonno di Franco Iebole, Tommaso, con la moglie Francesca Quartara e iniziò a vendere gli arnesi e gli utensili di «latta» che lui stesso confezionava da abile lattoniere qual era. Poi il negozio passò al figlio Battistin, col quale il dialetto ebolitano di origine si mutò definitivamente con quello alassino e, successivamente, al figlio di lui, a Franco che con la Signora Clara e le due figlie maggiori Rosanna e Andreina, donde il nome simpatico di Rosandré (Michela non era ancora nata) portò il negozio all’attuale splendore ed alla qualità dei prodotti. La lunga e laboriosa giornata, che si è protratta per oltre un secolo, ora si chiude: il tramonto sereno trova gli Iebole soddisfatti per il lungo impegno di famiglia; il negozio si chiude, ma lascia nel loro cuore e in tutti coloro che li hanno conosciuti e apprezzati il ricordo di una vita di lavoro, di sacrificio, di onestà, di esempi degni di essere ricordati anche dalla piccola «storia» del nostro paese e dal nostro Giornale, che come in uno scrigno prezioso serberà l’evento. Un esempio luminosissimo e anche per noi un certo dispiacere, perché, mentre quella porta si chiude su un passato da non dimenticare, ci pare che un pezzo della nostra vita stessa si perda per sempre. Ma nel vecchio cuore resterà il ricordo; resterà per molto tempo ancora, caro Franco. E... «grazie!» a nome di tutti gli Alassini. Tommaso Schivo Il libro (che fa parte della collana medico-fisico-pedagogica diretta da G. Bollea e che è uscito alle stampe nel giugno scorso per i tipi di Armando Editore) è certamente fra quelli più intensi e tremendamente toccanti ch’io abbia letto in questi ultimi anni, tanto che mi riesce difficile mettere insieme una recensione sufficientemente atta a dimostrarne tutta l’efficienza e la profondità. Per sottolineare il titolo del libro incomincio con il citare una frase colta nell’ultima pagina (123) e assai significativa: «Aver imparato ad esprimersi, scrivendo, ha spalancato alla sua anima il cancello chiuso che la teneva prigioniera». Il libro racconta, con viva intensità e con profonda coerenza, le vicende umane della “Storia di Elisabetta “attraverso la sconcertante descrizione quasi diaristica, l’amore incommensurabile e i sacrifici di una Madre esemplare che, spesso anche senza l’aiuto e la comprensione altrui, ha continuato per anni a curare e ad educare la sua figliola autistica sino a insegnarle a scrivere, a esprimersi (e in una forma poetica, intensa, commovente), a vivere accanto ai suoi due meravigliosi genitori. Un libro che palpita in ogni pagina, terrificantemente toccante, un capolavoro di psicologia e di amore materno che ti coinvolge profondamente, pagina dopo pagina. Vi si parla di mille prove, anche dure, anche frustranti, con una competenza superlativa, con una passione senza limiti ed oltre ogni ostacolo ed ogni fatica; vi sono narrate cento, mille prove create ed attuate, prima ancora che dalla professionalità di Maestra, dall’amore viscerale di una Madre santa, di una Madre d’amore, attraverso mille prove, mille delusioni e tante incomprensioni che, anziché prostrare e demolire, hanno finito per corroborare sempre di più la volontà di lottare, di superare traguardi impensabili sino a giungere alla capacità della bimba (pur senza poter parlare) di esprimersi compiutamen- te attraverso gli scritti in un modo altamente e profondamente poetico. Come non restare allibiti e piacevolmente confusi di fronte a certe descrizioni precise e adorne e circostanziate (le candele, l’attesa, la nevicata che imbianca Sassello, le Dolomiti con le loro vette e i laghi, il formicaio plasmato poeticamente, i caprioli e gli scoiattoli, gli uccelli e i mille fiori di montagna, dai ranuncoli alle viole del pensiero, dai gigli alle orchidee selvatiche e sontuose e alle stelle alpine regali e vellutate)? Che dire delle poesie toccanti e delicate e profonde, così spontanee e seducenti? E su tutto la convinzione che l’amore di una madre è «grande come il mare» (121). Un libro da cercare, da leggere, da meditare, un libro ricchissimo, perché lascia certamente in chi legge e medita un segno indelebile e con la voglia di augurare a Elisabetta ed ai genitori giorni di una felicità che Dio non potrà non concedere e che noi auspichiamo con tutta la forza della nostra voce e del nostro cuore. 4 «L'ALASSINO» Lettere del pubblico Problema alloggi Mi rendo conto del fatto che sarebbero veramente dei guai seri, se gli inquilini colpiti da sfratto (italiani), avessero la possibilità di trovare un alloggio decente, ad un canone adeguato alle loro possibilità economiche. I proprietari non potrebbero più imporre i loro canoni proibitivi, né affittare le loro catapecchie, né imporre la “spada di Damocle” sulla testa degli inquilini: “Alla prima che mi fai, io ti sfratto e te ne vai!”. Sarebbero costretti ad una concorrenza spietata e questo gioverebbe agli inquilini, specialmente a quelli anziani (magari anche al turismo). Temo però che tutto questo sia pura utopia, in quanto sono troppi gli interessi a favore dei proprietari, che li inducono a tenere le case così come stanno. Dopo le prossime elezioni politiche, anche questo “fuoco di paglia” si spegnerà per sempre (come sempre). Grazie! Giovanni Gonnelli ecologici addetti al ritiro dell’immondizia avranno avvisato la Ditta appaltatrice; speriamo che la Ditta abbia avvertito il Comune; da parte nostra, noi residenti nella zona abbiamo già fatto varie segnalazioni; ma finora senza nessun risultato. Possiamo sperare che il Natale ci porti (con pochi soldi di spesa, crediamo) un impianto di raccolta tornato a regola d’arte e non da terzo mondo? Grazie. Lettera firmata Al nostro Sindaco Marco Melgrati Gentile Redazione dell’Alassino, vorrei, attraverso questa mia, far giungere pubblicamente i ringraziamenti al Nostro Sindaco per aver tutelato i Nostri diritti con le Ferrovie Italiane, le famigerate FF.SS! In data 29 ottobre pubblicavo nella mia rubrica sul giornale “L’Istrice”, edito da Luciano Simonelli sul Web, un articolo dal titolo “Un Treno Fantasma” e provvedevo a farne pervenire una copia al Nostro Sindaco con la richiesta di voler tutelare i Nostri lesi diritti (rintracciabile su http//www.simonel.com/aalleani/eli17.html). Nel caso di specie si trattava della fermata serale del Vagone Letto per Roma. Ho sempre saputo, da fonti famigliari, come Alassio avesse, in passato, assunto speciali accordi con le Ferrovie dello Stato Italiano, tali da assicurare, alla nostra piccola stazione, particolari concessioni ma ignoravo quali fossero i documenti che ne comprovassero legalmente tale diritto. In una pubblica amministrazione spesso la volontà è la migliore delle doti se, unita alla generosità d’animo, consente al cittadino di ricevere pronta udienza favorendolo nella possibilità di esternare le problematiche che lo affliggono. Se poi la conclusione è immediata, in quanto la ricerca approntata, ipso facto, dal Comune è provvida di notizie, la sua soddisfazione è piena. Il 14 novembre c.a. ricevevo, per conoscenza, una copia della lettera che il Sindaco aveva inviato alle Ferrovie dello Stato con la richiesta di ripristinare quei servizi recentemente annullati. La documentazione ri- riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) Un amico ci scrive Oasi ecologiche È da prima dell’estate che nell’oasi ecologica (leggi luogo di raccolta dell’immondizia) di Piazza Stalla, mancano completamente gli appositi coperchi ai “tubi raccoglitori” con le conseguenze che ognuno può immaginare: d’estate un notevole tanfo che arriva a “deliziare” anche gli abitanti degli appartamenti siti in prossimità della piazza; ora, nella stagione più fredda, quando piove, tutto diventa liquame e marciume. Siamo certi che gli operatori Venerdì 16 Dicembre 2005 trovata negli scaffali comunali comprovava il diritto della cittadina alassina, sin dal 1900, ad usufruire della fermata di ogni treno che transitasse sul terreno offerto, alle FF.SS, gratuitamente da Sir Daniel Hanbury per la costruzione della nostra piccola Stazione! Oggi, 28 novembre 2005, ho potuto prenotare il mio passaggio nella carrozza letto per Roma: occuperò di nuovo un posto letto nella cabina 3D e potrò raggiungere Roma viaggiando di notte in tutta sicurezza. Un grazie al Sindaco per quanto ha fatto e una nuova richiesta a voler tutelare, anche in futuro, tale diritto approntando, fin da ora, una attenta difesa. Il tutto con riferimento allo spostamento della attuale stazione Ferroviaria nell’entroterra e alla non decadenza dell’obbligo sottoscritto nel 1900 dalle FF.SS. in quanto, le stesse, restando padrone del terreno sono contemporaneamente tenute al rispetto delle clausole riportate contrattualmente. Mi rivolgo di conseguenza all’oltremodo ironico e ottimo cittadino di “Andate” per inviargli l’invito a cambiare Comune e a voler scegliere la Sua residenza nella Nostra piccola cittadina ligure, essendogli ora assicurati anche i “Ritorni”… Vorrei fargli presente, inoltre, che, ad Alassio, vige per i residenti ancora una imposizione Ici agevolata, con detrazioni applicabili nel loro tetto massimo (forse lo sa già!). Capisco le Sue problematiche e posso assicurarLe tutta la mia comprensione, in fondo anche noi, in passato, siamo stati, per lungo tempo, la cittadina di Cip e Ciop! Federica Eli Galleani Carissimo L’ALASSINO, Il 7 c.m. finalmente sono riuscito a venirti a trovare (la salute non mi è amica), e il mio spirito e la mia vita hanno fatto da spugna: tutto ciò che hai saputo portarmi, in questi anni, fedelmente, ogni mese, (che gioia trovarti nella cassetta delle lettere!) l’ho vissuto nella realtà, viva, a colori, di persona, di una Alassio di pace, di sole accogliente come le persone che ho avuto modo di incontrare, specialmente in un Ristorante vicinissimo al mare; la mia indecisione è stata distolta dal sorriso sincero, aperto e spontaneo della titolare che sembrava conoscermi da tempo… Quanto tempo non so, non ricordo, dall’ultima volta che ho avuto modo di pranzare così vicino al mare, attorniato da altri commensali tranquilli, non chiassosi; ho gustato cibi a me proibiti per ragioni di salute squisiti e sono stato felice, sì, felice, senza le temute conseguenze! L’aria così tiepida e profumata di mare, le strade e il “budello” sapevano tanto di meritato riposo. Nessuno, dico, nessuno aveva il sorriso di circostanza, né il “buon giorno” Lettera aperta a carattere commerciale! Una cordialità che si presenta innata come un sorriso, ti fa sentire accolto, a tuo agio, rispettato. È moltissimo, a confronto delle città ove, in genere, la gente ha l’espressione permanente “2 Novembre” ed entrando in un negozio raramente senti darti il buon giorno, tanto meno un sorriso; molto spesso “…dica…”. L’unica punta di rammarico, scusami se te lo dico, è che nel nostro Giornale da un po’ di tempo a questa parte, vi sono costantemente e con un leggero crescendo, notizie “comunali”; notizie – alcune – che potrebbero lasciare spazio a quelle a colori – diciamo – di carattere familiare e culturale. “Alassio e le sue cose sparite” (scritto in dialetto) ad esempio, è già un po’ che mi manca. Non farti cambiare: sei della gente di Alassio! C’è una canzone genovese, ma va bene anche per la mia Alassio: “Piccun dagghe cianín…!” Ciao! A tutti dell’A.V.A. e ad ogni Alassino: Buon Natale e migliore anno. Antonio Dubrovich La pairete Era uno dei ragazzi della “Via Celesia” uno dei rioni alassini dove si riunivano i giovanissimi negli anni 40 per giocare e comprendeva il territorio tra via Cavour e la piazza del Grand Hotel; il centro erano i giardini del Municipio: gli altri rioni erano il borgo Barusso, la Ciassétta e la Coscia. Si giocava al tennis con racchette di legno a guardia e ladri e al pallone (spesso era una piccola palla). Lui giocava in porta di una delle squadre, forse ad imitazione del fratello maggiore Giorgio, che era il famoso portiere delle “Vespe” soprannominato “Nero”. Poi fatti più grandicelli ci siamo persi di vista sia per la scuola che per il lavoro diverso di ognuno ma restando sempre amici e ci si incontrava con immutata simpatia fraterna. Lui divenne un famoso “Barman”; nel suo locale sito vicino ai “Tre Mori” sulla passeggiata a mare in centro non si mangiava la pizza ma i “Croques Monsieur” ed era uno dei punti obbligati di incontro della “Jeunesse doré” e dei turisti “bene” dell’epoca; gli altri lati del triangolo d’oro erano il “Boccaccio” e il Muretto” del bar Roma. Nel suo prestigioso locale non c’era orario certo perché l’apertura e la chiusura dipendevano dal suo stato d’animo e dall’umore del momento, una dolce tirannia accettata dagli innumerevoli amiciclienti per la spiccata personalità e carisma del patron. Pur criticandolo non lo abbandonarono mai e lo seguirono; anche quando volle trasferirsi vicino al porto e alla Cappelletta aprendo un nuovo lussuoso bar lo “Yachting club” all’ingresso del quale si notava a mo’ di insegna una barca spaccata a metà e incastonata nel muro con scritto sulla prua: “LA PAIRETE”. Gli chiesi un giorno cosa volesse significare quella frase e lui sorridendo sornione mi rispose: «Cento anni fa un barcaiolo alassino calafatò una barca che molti criticavano per la forma, la lunghezza, e altre cose; allora questi pitturò sulla prua quando fu finita la scritta in dialetto “La pairete” cioè “la dovrete digerire così com’è perché l’ho fatta come la volevo io». Ecco il carattere del Personaggio, che pareva burbero e altero e scostante ma invece aveva un cuore d’oro e un humor invidiabile pur essendo una roccia nelle sue idee, un gladiatore del turismo alassino, al quale imponeva le proprie scelte dettate da una chiara visione del proprio valore e del proprio carisma. Vorrei che la città di Alassio avesse un vessillo simile a quello americano: su un campo celeste com’è il colore del nostro cielo, dovrebbero esserci le strisce bianche, e verdi come è il colore del nostro mare e delle onde spumeggianti della baia; e dove le stelle dovrebbero (come quelle del viale Hollywoodiano) portare almeno le iniziali dei nomi di coloro che hanno onorato Alassio con la loro vita lavorativa dando onore e lustro alla città: penso che una di quelle stelle dovrebbe portare incisa in oro una “M” la emme di MARINO. A lui in ricordo voglio citare due versi del sommo Poeta: “Se il mondo sapesse il cor ch’egli ebbe… Assai lo loda e più lo loderebbe”. Silvio Viglietti Essere o apparire Sta per arrivare la fine di un altro anno di sciagure, di guerre, di incertezze. e, come sempre tiriamo un respiro profondo nella speranza che il Natale possa cambiare lo scenario. Forse tanti Uomini dignitosi, coraggiosi, volenterosi, in questa atmosfera di sospirata tranquillità cercano ancora una volta di credere in un In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. futuro di pace, di dialogo, di giustizia. Purtroppo, oggi più che mai, ci sono troppi fratelli che amano apparire leali, giusti ed onesti senza esserlo. Comunque tante luci si accendono ed è pur conforto illudersi di non incontrare Caino in fondo alle scale. Buon Natale a Tutti. Fernanda Lettera aperta Ai Cittadini di Alassio soprattutto ai Residenti negli edifici interessati al Progetto di R.F.I. “Spostamento a monte della Ferrovia” Alassio, 5 Dicembre 2005 Oggetto: Precisazioni in merito alla reale situazione del Progetto e dei suoi possibili sviluppi. Cari Concittadini, abbiamo per caso preso visione della lettera che il Sindaco ha inviato a tutti voi in data 28-10-2005 e, vista la totale ignoranza del problema da parte degli Uffici Comunali – ai quali non è pervenuto alcun documento né ufficiale né ufficioso sul Progetto definitivo – ci siamo attivati perché tutto non finisca in un “pasticcio” elettorale, dopo il quale ritrovarci con un pugno di mosche e beffati ancora una volta. La Consigliera Comunale Lorena Nattero, dopo i colloqui avuti con il Consigliere C. Tomagnini, con il dott. G. Russo e con il sig. Briozzo, si è recata in Regione, ha incontrato l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Merlo ed ha raccolto le seguenti informazioni. • La delibera n. 217 della Giunta Regionale, a voi trasmessa, non ha affatto concluso l’iter di approvazione del Progetto, che è infatti ancora in elaborazione. • Il Progetto definitivo dovrà essere pubblicato in Gennaio, ma la presenza di carotaggi e sondaggi che avvengono in questi giorni allo sbocco dell’Aurelia bis e davanti alla Scuola Media fanno supporre che esso slitti ancora. • La Delibera citata, in realtà, non è che la trasmissione, da parte della Regione – quella passata di centro-destra, per intenderci – delle osservazioni pervenute da parte dei Comuni interessati e dei quali la Regione stessa aveva, ed ha, il compito di coordinamento. • Dalla Delibera si comprende chiaramente che a) il Comune di Alassio, sotto la spinta del Comitato, aveva commissionato ed approvato un Progetto alternativo elaborato dal dott. G. Russo, che prevedeva lo spostamento a monte del tracciato e della Stazione (13.10.2003) b) che il Comune di Albenga aveva chiesto una modifica del tracciato e della localizzazione della Stazione, per tutelare la Piana agricola (7.10.2003) c) che, durante gli incontri successivi, il Comune di Alassio ha del tutto abbandonato la soluzione tecnica alternativa ed accettato totalmente la soluzione di R.F.I. che prevede l’abbassamento della ferrovia di m. 2,55 d) che il Comune di Alassio, nonostante le richeste del Comitato, il Progetto Russo, i vantaggi che da esso deriverebbero alla Città, ha deliberato di prendere atto della soluzione delle Ferrovie (14.5.2004) e) che, al contrario, il Comune di Albenga non ha accettato la soluzione RFI per il suo territorio. Di conseguenza oggi accade che, mentre su Albenga in Regione Liguria si tratta a ritmo costante per salvare i terreni agricoli ed ubicare la linea in modo opportuno, per Alassio la partita al momento pare chiusa, visto che non è possibile alcuna trattativa e modifica se il Sindaco e gli Amministratori della Città non lo richiedono. Così recita la Legge Obiettivo voluta dal Ministro Lunardi per le “Grandi Opere”. In questo momento nessuno sa quali soluzioni compariranno nel Progetto Definifivo: se vi saranno demolizioni e quante, se i cantieri saranno devastanti per le zone interessate o meno, se la Stazione avrà un impatto ambientale pesante e quanto. Quando il Definitivo sarà pubblico, allora si riaprirà un iter di confronto con Enti Locali, Aziende, Istituzioni interessate; ma le possibilità di modifica saranno sempre più limitate e circoscritte. Possiamo quindi affermare con cognizione di causa che il trionfalismo retorico del Sindaco è quantomeno sconcertante e fuori luogo: in realtà il comportamento irresponsabile di questa Amministrazione, che ha accettato supinamente quanto frettolosamente dichiarato da R.F.I. senza che ne seguisse alcun atto ufficiale né tantomeno un “progetto”, pone oggi la nostra Città in condizione di non poter difendere il suo territorio da un intervento che avrà costi altissimi in termini di impatto ambientale, sistemazione urbanistica, qualità della vita. Con l’appoggio e la collaborazione della Giunta Provinciale e dell’Assessorato Regionale, può ancora essere possibile ottenere attenzione e modifiche, ma solo se l’Amministrazione si attiverà, finalmente, a tutelare il nostro Territorio con la stessa competenza ed impegno dimostrato da tanti Colleghi di Comuni vicini. Perché ciò accada è necessaria ancora una volta la mobilitazione degli Alassini, perché oggi si tratta di salvare le abitazioni, ma anche l’esistenza di un intero quartiere, gli impianti sportivi, la viabilità, la possibilità di parcheggio, la dignità di 350 bambini che vanno a Scuola: siamo certi che non la farete mancare. Porteremo la questione in tutte le sedi possibili, in Consiglio Comunale; ai dibattiti di R.F.I., in Regione, nelle sedi delle Associazioni ambientaliste e, con il vostro sostegno, speriamo di ottenere i risultati necessari: Sperando di aver contribuito a far chiarezza di tante affermazioni ingannevoli, vi porgiamo i più cordiali saluti. Prof.ssa Loredana Nattero Consigliera Comunale DS Ds – Sezione di Alassio Venerdì 16 Dicembre 2005 Rimme da noscia tèra A furtuna Veglionissimo sotto le stelle ad Alassio Rubrichetta mensile - Un ricordo per... 3a EDIZIONE (Dialetto alassino) I dixen che a furtüna a l’è ‘n po’ orba, ch’a l’ha ‘una binda ch’à ghe tappa a vista… Sùn musse!…e a menu de ‘na svista Dimustrassiui cuntrorie e n’ho ‘na corba. U gh’è quellu, ch’u dà ‘n causu a ‘na prìa E sutta ‘na furtüna u te gh’attrôva… L’autru, che cumme lei u se gh’apprôva Se descapella fìn l’ungia incarnia. Autru che orba, a vegghe mèiu de mì… o-u sa ben lei o nu chi-a vö gittò… Capilu gènte, a nu po’ scangiò… I sùn delongu i meximi a gudì! Quanti u ghe n’è, chi cügnan l’illuxiùn Che finarmènte ‘na bella giurnò A sun de fò scunzüri e cunfidò Arriveran ricchesse a prufuxiùn… Da-u Semenoriu allù speran succursu, da-u Casinò, da-u Bingu o a Lutteria… Ma quande a-a fìn, i l’averan capia I musceran za e balle cumme l’ursu. Gianni Cruxe LA FORTUNA: Dicon che la fortuna sia un po’ orba / che una benda le chiuda la vista / Son fole! E a meno di una svista / dimostrazioni contrarie ne ho una corba. // C’è chi, dando un calcio a un sasso / sotto ci trova una fortuna / un altro, ch ecome lui ci prova / si rompre il dito con l’unghia incarnita. // Altro che orba, vede meglio di me… / sa ben lei o no chi vuol aiutare… / Capitelo gente, non si può cambiare / Son sempre gli stessi a godere. // Quanti ce ne sono, che si cullano l’illusione / che un bel giorno, finalmente / a furia di far scongiuri e confidare / arriveran ricchezze a profusione… // Dal Lotto allora sperano soccorso / dal Casinò, dal Bingo o Lotteria… / Ma quando alfine, l’avranno capita / mostreranno già le palle come l’orso (*) (*) = Dal vecchio detto alassino: Chi dal Lotto spera soccorso… (si troverà ancora più in miseria avendosi giocato tutto e relativo al gioco in generale) Parlâ d’amô (Dialetto di Varazze) Parlâ d’amô ma pe dî cöse? Ninte… e insemme… tutto. Parlâ d’amô sentî ripete ancon quello che zà ti sae ma o no l’è mai a basta. Parlâ d’amô co-e moaén… o i euggi… o un semplice respïo. Parlâ d’amô e vive in te ‘n segondo l’infinïo. Pisani PARLARE D’AMORE: Parlare d’amore… / ma per dire che cosa? / Niente… e insieme… tutto. / Parlare d’amore… / sentir ripetere ancora / quello che già sai / ma non è mai di troppo. // Parlare d’amore… / con le mani… o gli occhi… / o un semplice respiro. / Parlare d’amore… / e vivere un attimo / l’infinito. I TUNNAIROTTI Credo tutti sappiano, dato che in proposito esiste una certa letteratura, che sin dall’antico, le tonnare di Sardegna erano assiduamente frequentate dalla marineria ligure. All’avvicinarsi della stagione squadre di pescatori partivano, in particolare dalla costa della Liguria di ponente, per recarsi sui luoghi della cosiddetta mattanza, dove si catturavano i tonni e se ne lavorava in seguito la carne. Fiumi di inchiostro sono stati versati sulla cattura dei “poveri” tonni!... “urla di marinai, il mare che si tinge rapidamente di rosso, i grossi pesci ammassati uno contro l’altro via via con più violenza mentre la rete si restringe...” spettacolo selvaggio, affascinante e - ahinoi - crudele quello della mattanza. Un avvenimento senza uguali, che oggi non esiste quasi più. Da qualche anno a questa parte infatti flotte di pescherecci armati di mezzi sempre più sofisticati: radio, ecoscandagli, addirittura con l’ausilio di piccoli aerei di avvistamento, si sono specializzate in “tonnare volanti” tanto non solo da alterare le rotte migratorie stagionali del tonno, ma da decretare la fine della tonnara tradizionale. Molti anni orsono, nelle tonnare di Sardegna si parlava il nostro dialetto. Numerosi infatti erano gli Alassini, specie i Mogliesi, che ogni anno, ai primi di Maggio - 5 «L'ALASSINO» precisamente nel giorno della Santa Croce - si recavano in Sardegna e in modo particolare a Carloforte, all’isola di san Pietro, per lavorare nelle tonnare. I nostri concittadini erano piuttosto apprezzati e richiesti come ras: ossia comandanti di tonnara. C’è da aggiungere che essi si portavano persino nel lontano Portogallo per la stessa ragione. Solitamente con il padrone della tonnara i “tonnairotti” stipulavano un contratto con il quale si stabiliva che oltre ad una cifra in denaro proporzionata alla quantità del pescato, veniva lasciato al pescatore l’utilizzo delle interiora del tonno stesso. E con queste venivano preparate e confezionate: la bottarga (à buttàrega’,la vèntre, à figàssa e à tunnina), autentiche specialità che, a fine lavoro di tonnara, venivano esportate in quel di Alassio in appositi contenitori (tipo barilotto) per essere vendute ai pizzicagnoli locali e per essere ovviamente consumate in famiglia. Vere autentiche leccarie insomma, che oggi purtroppo sono diventate rarità, raggiungendo sul mercato (quando si trovano) prezzi da capogiro! Chi di noi anziani non ricorda l’inimitabile buon sapore, che la “biélla” arrostita sulle braci del carbone di legna, conferiva ai pomodori nel “cundiùn”? Vincenzo Moirano Anche quest’anno torna, a grande richiesta e quasi come un appuntamento fermo dei grandi eventi della nostra regione, il “VEGLIONISSIMO SOTTO LE STELLE AD ALASSIO” con Franco Branco dj. La locazione è la stessa, ormai collaudata e cuore della città: Piazza Matteotti. Da informazioni prese presso l’Ufficio IAT di Alassio, ci arriva la notizia che tantissimi turisti e vacanzieri del periodo natalizio e di fine anno chiedono la conferma se è programmato nel calendario eventi il “Veglionissimo Sotto le Stelle”. Anche i commercianti ed i titolari di licenze alberghiere si informano di tale manifestazione e di tutto quello che ne comporta. A prova questo che l’evento fa parte integrante e sostanziale di quelle manifestazioni di grande livello ed attrazione programmate nel palinsesto annuale della città di Alassio, ma anche della Liguria. L’animazione è ormai nota ed è quella di Franco Branco d.j. che oltre ad essere stato il promotore dell’iniziativa di tre anni fa è anche il tanto atteso d.j. da parte di migliaia di giovani e non, sia residenti che vacanzieri. Si fa presente che lo stesso Franco Branco d.j. sarà impegnato nella presentazione e nella direzione artistica per il 26 dicembre p.v. in merito al Cimento Invernale 2005. Anche quest’anno la musica sarà la padrona della situazione con tanto di vettovagliamento gratuito per tutti i presenti e per i puntuali del conto alla rovescia. Collaborano con il Comune di Alassio, organizzatore della manifestazione, diversi marchi nazionali e internazionali. Tra le novità l’elezione di Miss Nonna 2005 e Miss Disco 2006. Ma, soprattutto per la delizia del gentil sesso, è programmata l’elezione di Mr Capodanno con tanto di strip dal vivo sino, naturalmente, al consentito per motivi di ordine pubblico ma soprattutto alle condizioni meteo. Si parte alle ore 21,00 e si termina alle ore 02,00. Cinque ore nonstop come un videoclip dove professionalità, divertimento e musica faranno da sala parto per la nascita del nuovo 2006. Cinquemila persone, questo il dato ufficiale, per la precedente edizione che hanno vissuto e goduto del Veglionissimo Sotto le Stelle ed il tutto si è svolto nel massimo ordine e professionalità. Vista la mole di pubblico prevista per questa edizione, massiccia anche quest’anno sarà la presenza delle Forze dell’Ordine per garantire il servizio di pubblica sicurezza a cui già va il ringraziamento da parte del Comune di Alassio. Due ballerini lap dance, una ragazza ed un ragazzo, faranno bella mostra sul palco con il d.j. per dare dimostrazione e prova della loro bravura. Una di queste “Valentina” è iscritta all’Accademia Cledi di Roma. Naturalmente un occhio di riguardo ai bambini veri protagonisti dell’inizio spettacolo ed agli anziani della RSA di Alassio a cui Franco Branco ha riservato un collegamento telefonico dal palco prima del conto alla rovescia. In questa manifestazione non ci si scorda proprio di nessuno. Durante la serata verranno effettuati in tempo reale diversi collegamenti con personaggi e Vip del mondo dello spettacolo e dell’Amministrazione sparsi Classe IV° A – 1957 Rosso – Enrico G. – Degola N – Carenzo P. – Fioroni N. – Battello C. – Beniscelli A. – Losno U. – Maestro F. Caiti – Traverso E. – Pelle M. – D’Andrea A. – Quartana P.L. – Caviglia C. – Rovere G. – Regesta R. – Parodi S. – Aicardi – Lusanna M. – Lodato G. – Pellirone G. – D’Eramo – Schivo – Gordini – Bovo A. – De la Porte A. L’Opera Salesiana ad Alassio: vero faro di cultura Non tutti sanno che la nostra città, fra tutte le cittadine della costa, era già, nel 1200, città colta di scuole e di istruzione. Nell’epoca dei Benedettini alla Gallinara, stando il loro convento ad Albenga, Alassio fu il borgo “che maggiormente corrispose all’opera di educazione e di istruzione”. Ai Benedettini seguirono gli Osservanti, e poi i Domenicani. Il livello culturale della popolazione era più alto che nelle altre cittadine e un gruppo di Alassini di alto ceto vigilava attento e benefico. Fra questi merita ricordare Gio Ambrogio Airaldi, che nel testamento lascerà l’intero suo patrimonio “perché ai giovani di Alassio si insegni gratuitamente a leggere e scrivere e pure grammatica, umanità, retorica e logica”. Esecutori testamentari furono proprio i Domenicani, che per due secoli portarono avanti l’insegnamento ad Alassio: ci vorrà Napoleone a far chiudere la loro preziosa attività, che col tempo aveva coinvolto non solo i giovani di Alassio, ma anche quelli dei paesi vicini. Ritornarono però i Domenicani, anche se controvoglia, perché la loro missione era di predicare e non di far scuola. Nel frattempo, al predetto lascito, si aggiungeva quello di Vittore Durante, per cui l’Opera Scuole era diventata Airaldi-Durante. Ma i Domenicani decisero di lasciare Alassio; tutto il peso dell’istruzione gravò sul Municipio, che non era preparato; bisognava risolvere il problema in tutti i modi e in fretta. E qui si assiste a tanti lodevoli tentativi, tutti nel tempo naufragati: tanta buona volontà, ma poca esperienza. Prima l’apertura di una scuola tecnica, gestita dal Municipio con insegnanti laici. Poi l’affidamento al nuovo Prevosto, don Della Valle, che, intuendo di non essere adatto a reggere la direzione e l’organizzazione di una scuola, pensa bene di scrivere a Don Bosco, invitandolo a interessarsi del problema. Ma per il sacerdote torinese i tempi non sono ancora maturi: siamo nel 1863. Don Francesco della Valle non si dà per vinto e per anni corteggia Don Bosco: i due si scrivono, i due si incontrano più volte. Finché Don Bosco, siamo nel 1869, viene ad Alassio ed incontra la Municipalità. Insistono i componenti il Consiglio Comunale, vengono fatti vedere a Don Bosco diversi locali. Ma alla fine Don Bosco accetta e sceglie il Convento di Santa Maria degli Angeli: egli firma il contratto alla presenza del Consiglio Municipale riunito al gran completo e visibilmente soddisfatto. È il 20 settembre 1870. Nell’ottobre successivo riaprono ad Alassio le scuole e sono le Scuole del Collegio Municipale di Don Bosco. Sono passati 135 anni e la Scuola Salesiana ad Alassio è tuttora un luminoso faro di cultura e non solo: oggi come allora collabora ancora con l’Assessorato alla Cultura e con la Civica Biblioteca, organizzando incontri culturali di alto livello, destinati, non solo ai giovani del territorio, ma anche a tutta la popolazione. Nell’anno in corso il calendario è veramente ricco. Si è iniziato con Don Luigi Ciotti, venerdì 11 novembre, che ha trattato il tema “Droga e mafia”; seguirà, martedì 20 dicembre, il Comm. Dott. Elio Menzione, ministro plenipotenziario, alassino, exallievo del Don Bosco, che parlerà su “Riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. In gennaio, data da concordare, sarà ad Alassio S. E. Card. Oscar A. Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), uno degli attori protagonisti dell’ultimo Conclave; sempre in data da destinarsi avremo il Dott. Giancarlo Caselli, P.G. a Torino, la prof. Gianna Schelotto, psicologa, il prof. Giorgio Calabrese, dietologo, personaggio televisivo; venerdì 3 febbraio, sarà tra noi il T. Col. Dott. Luciano Garofano, Comandante del Ris di Parma, che presenterà il suo ultimo libro “Delitti imperfetti. Atto II”: egli sarà presentato dal Gen. Giuseppe Richero, exallievo del Don Bosco e già Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; concluderanno il ciclo degli incontri, il tanto atteso prof. Antonino Zichichi, emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna e fondatore, oggi anche direttore, del Centro di Cultura Scientifica di Erice, giovedì 2 marzo, che parlerà sul tema “Scienza e Fede: la Grande Alleanza” e il Dott. Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), venerdì 10 marzo, che tratterà il tema “Da un mondo in-fame, ad un mondo possibile”. Tutti questi incontri si svolgeranno alle ore 21 presso l’Auditorium dell’Istituto Salesiano. Mi auguro proprio che i miei concittadini, giovani e meno giovani, allettati da un così cospicuo programma, continuino quella tradizione di ricerca culturale, che li aveva resi protagonisti nel passato della nostra città. su tutto il territorio nazionale. Ci sarà anche un collegamento con una miniera allocata in quel di Macugnaga, la più grande d’Italia e che verrà aperta in notturna proprio per tale collegamento. Collabora con l’organizzazione anche “L’Alassino”, il mensile locale che è sempre stato presente a questo mega evento. Previsto anche un collegamento con Gino Landi della RAI gran- de regista e produttore e con lo sportivo Emerson Fittipaldi due volte campione del mondo di F.1, ancora un collegamento con i Panps & Scar noti nel mondo della discoteca. La Direzione Artistica in questi giorni sta vagliando la possibilità di gemellare l’evento musicale con qualche associazione benefica che ha bisogno di sostegno. Anche Striscia la notizia, visto il suo interessamento per la precedente edizione, sarà nuovamente di appoggio per il Veglionissimo di Alassio. Ciao F.B.J. Antonio Tassara 6 «L'ALASSINO» Venerdì 16 Dicembre 2005 Rassegna di “Corti” a A Moglio nuovi parcheggi Dignitoso quarto posto per il team eX3Mo alla Coppa Borghetto Santo Spirito con Tosi e una nuova biblioteca del Mondo di paracadutismo In Arizona dal 24 al 30 ottobre scorso, si sono svolti i mondiali di paracadutismo. A difendere la bandiera tricolore il team eX3MO degli Alassini Arrigo Marco e Betti Alessandro. Il team ancora una volta si è dimostrato all’altezza della situazione confermandosi al quarto posto assoluto proprio dietro alle Nazionali professionistiche: USA, Francia e Russia. Arrigo e Betti ci raccontano: «abbiamo fatto una buona gara, siamo partiti molto bene forse anche al di sopra delle aspettative; il fatto di esserci allenati quest’anno per la maggior parte proprio in Arizona nello stesso posto dove si è svolta la competizione ci ha aiutato: per noi era un po’ come giocare in casa». Il team eX3MO dopo un avvio scoppiettante dove risultava addirittura terzo, verso metà gara ha compiuto un paio di round leggermente sotto tono che ha permesso ai Russi di riprendersi il terzo posto come del resto i bookmaker davano fin da prima delle ostilità «prima dell’inizio della gara sapevamo che Russi sarebbero stati superiori a noi visto che durante i Campionati Europei di luglio scorso avevamo preso un notevole distacco da loro; tuttavia durante la gara soprattutto all’inizio abbiamo constatato che il divario si è notevolmente ridotto e questo grazie al duro lavoro di allenamento che abbiamo fatto quest’anno». Alla fine delle ostilità il nostro team si è riconfermato dignitosamente al quarto posto al mondo consapevole di avere ancora parecchie potenzialità di crescita. «Quest’anno è stato un anno ricco di soddisfazioni per noi; il nostro team tuttavia ha come obiettivo finale i prossimi campionati del Mondo che si svolgeranno in Germania ad Agosto 2006. Visto i già parecchi punti che abbiamo recuperato ai terzi siamo consci che se lavoreremo duro forse avremo le possibilità di raggiungerli. Quello che è certo è che noi assieme al Gruppo Industriale CASPRINI che crede nel nostro progetto ci proveremo con tutte le nostre energie». Ora per il team un po’ di meritato riposo per poi riprendere gli allenamenti a febbraio X. La squadra è stata festeggiata dal presidente Mauro Zunino e dai soci all’Aero Club villanovese che aggiunge un altro prestigioso trofeo ai tanti già conquistati in molti anni di vita del sodalizio. Una serata emozionante quella proposta da Beppe Rizzo e svoltasi nel salone delle conferenze del Comune, dove il regista alassino ha proiettato una serie di “Corti” di grande livello. Si è trattato della prima delle due serate dedicate ai cortometraggi (la prossima è in programma venerdì 2 dicembre) volute dall’Assessorato alla cultura del comune di Borghetto. Due occasioni da non perdere per gli appassionati di cinema: chi non ha potuto assistere alla prima serata, che ha avuto quale ospite d’onore il regista lombardo Vittorio Tosi (di cui Rizzo ha messo in programma il bellissimo “Il suonatore Jones”), potrà rifarsi comunque con quella dedicata al tema della memoria, nella quale verranno proiettati dieci cortometraggi appartenenti alle grandi scuole cinematografiche contemporanee: Corea, Francia, Italia, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti e Russia. «I corti che scelgo – dice il regista Beppe Rizzo – di solito provengono dalle più importanti rassegne nazionali ed internazionali. Sono brevi film che stanno ottenendo sempre più successo tra il pubblico soprattutto fra i giovani. A Borghetto ho previsto due appuntamenti per gli appassionati di questo genere: uno dedicato a varie tematiche e l’altro al tema della memoria. Ho cercato di dare voce non solo agli amanti dei corti tradizionali, ma anche a coloro che preferiscono quelli più legati alla grafica, alla pubblicità o alla fotografia. Insomma si tratta di cercare di offrire un vero e proprio assaggio sul “Mare Magnum” che attualmente offre questo genere, che sta prendendo sempre più campo». Chi da anni segue il lavoro di Rizzo sa benissimo che il regista alassino cerca sempre di toccare vari generi e di dare in questo modo l’opportunità di vedere filmini e corti di qualità e che abbiano avuto anche particolare rilevanza o siano stati premiati nel corso delle ultime stagioni nelle principali rassegne del settore. Da segnalare fra i corti programmati “La vita” del sudcoreano Jun Ki Kim, “Cantico” ed “Incontro” di Beppe Rizzo con protagonisti il poeta alassino Antonio Boscione ed il regista Vittorio Tosi e “Mimo” dello spagnolo Tony Garcia. Questa estate Rizzo, che è il curatore da alcuni anni delle rassegne cinematografiche alassine, ha partecipato alla XXXVIa Rassegna Nazionale di Cortometraggi svoltasi in Toscana ed organizzata dalla Provincia di Arezzo, conseguendo un riconoscimento per l’opera “Warum?” prodotta in collaborazione con un altro importante personaggio della cultura del Ponente savonese: Francesco Guido in arte Gibba. I due cineasti sono stati premiati con il prestigioso Giglio Fiorentino d’Argento. C.A. Ringraziamento Gentilissimo Dottor Carlo Vallega volevamo unirci a quanti in passato hanno voluto elogiare le Sue doti professionali e soprattutto umane. Infatti, nonostante un caso di cosiddetta “mala-sanità”, grazie a Lei, quattro anni fa è nata sana la nostra primogenita Ilaria e quest’anno sempre grazie alle Sue cure, il 3 ottobre è arrivato con noi Iacopo. Nella speranza che la Sua passione per questa professione, l’umanità e la disponibilità siano di buon esempio a quanti si avvicinano a questo lavoro e diano fiducia a chi intende costruirsi una famiglia, volevamo augurare a Lei e famiglia buone feste. Sicuramente il nostro è un grazie lungo due vite. Ilaria, Iacopo, Ornella e Gianfranco Cacciò È stata inaugurata nella giornata di ieri la nuova biblioteca di Moglio, sezione staccata della Biblioteca Civiva “Renzo Deaglio” di Palazzo Morteo. «Uno sforzo importante – commenta l’Assessore alla Cultura Monica Zioni – che questa Amministrazione ha voluto compiere nella consapevolezza che si tratta si un servizio essenziale volto alla continua divulgazione della «Su due piani – commenta l’Assessore ai Lavori Pubblici, Rag. Gianni Aicardi – la nuova struttura, per ventiquattro nuovi posti auto, sarà interamente pavimentata con masselli autobloccanti, coperta da un pergolato ingentilito da rampicanti e fioriere e illuminato con lampade crepuscolari». Si è aggiudicata l’appalto la ditta Del-Edile di Roberto Delfino di Savona con Moglio 30.11.2005 ore 16: il sindaco Marco Melgrati con l’assessore Monica Zioni inaugura la nuova biblioteca presso la sede delle Scuole Elementari. (FOTO SILVIO FASANO) cultura e finalizzato a rendere sempre più viva una frazione che vanta un numero considerevole di abitanti, una scuola materna e una elementare». Si tratta di un patrimonio librario di circa 2500 libri. La nuova biblioteca trasferita presso i locali del plesso scolastico di Moglio sarà aperta al pubblico da ottobre a marzo dalle 15,30 alle 17,15, da aprile a settembre dalle 16,30 alle 18,15. In questi giorni, il 28 novembre u.s., intanto sono state aperte le buste per la gara d’appalto promossa dall’Ufficio Tecnico Amministrativo del Comune di Alassio relativa al nuovo parcheggio pluripiano che sorgerà sempre a Moglio un’offerta di un importo di € 258.153,57 con un ribasso sulla base d’asta (€ 302.435,80) del 14,642%. «Quest’intervento, quello fatto sulla biblioteca, il rifacimento degli impianti di pubblica illuminazione lungo la Strada Provinciale di Moglio e Solva e quelli che interesseranno ancora Moglio e Solva – ha commentato il Sindaco Arch. Marco Melgrati – sono la prova evidente del fatto che certo, l’Amministrazione Comunale ha voluto e vorrà investire nel centro cittadino, ma non ha mai, né vorrà, dimenticare gli altri quartieri e soprattutto le frazioni». Alassio 1.12.2005 M.R. Venerdì 16 Dicembre 2005 7 «L'ALASSINO» Alassio più vicina alla natura La Grand Princess, una delle 10 Si è creata ad Alassio un’associazione di volontariato, a servizio e tutela della natura. Il gruppo di lavoro fa riferimento al modello nato in California a fine degli anni 80, arrivato poi nei paesi nordici, e da circa un decennio nell’Ampezzano (BL). Da qui l’ideatore (l’alassino Mario Palumbo), dopo l’esperienza acquisita a Belluno, ha fatto nascere, ad Alassio, un’associazione di Volontari Boschivi (iniziativa unica in Liguria). Il gruppo operativo si chiama Squadra Manutenzione Sentieri (S.M.S.), creato all’interno dell’A.R.E.S. orienteering - survival - soft air club, che attualmente conta una decina di volontari. Il leader dell’associazione dice: «È nostra intenzione metterci a disposizione della Protezione Civile, in caso di iniziative in cui può essere utile il nostro contributo, anche perché oltre ad abbracciare la stessa causa, siamo in ottimi rapporti di amicizia». Le uscite di lavoro del gruppo, per lo più domenicali, seppur durissime vengono definite dai volontari “un vero piacere” e sono inoltre ritenute molto gratificanti. Per l’anno 2006 resteranno programmate come per l’anno in corso (mediamente in 3 giornate mensili). «Abbiamo iniziato quasi per gioco nel 2004 aderendo alle iniziative dell’A.V.A. (Associazione Vecchia Alassio). Poi, nel farlo ci abbiamo preso gusto e ci siamo specializzati frequentando anche dei corsi di Trailbuilding (Costruzione di sentieri). Comunque anche se siamo molto richiesti, come per ripulire i percorsi da MTB (Mountain Biking), resteremo completamente disponibili a qualsiasi iniziativa perpetrata dal “Cuore di Alassio” cioè il direttivo A.V.A. Proprio tramite il mensile “L’Alassino” intendiamo evidenziare le varie iniziative volte a coinvolgere anche eventuali partecipanti saltuari. In concomitanza con i cambi di stagione, potrebbe essere interessante per i ragazzi venire ad osservare la metamorfosi dei colori del bosco, aiutarci nella nostra opera di pulizia, imparando le nozioni di base dell’orientamento (iniziativa estesa anche agli adulti). Noi riteniamo che Alassio non sia solo splendide spiagge. Sicuramente una passeggiata al mare è bella e terapeutica grazie allo iodio, ma anche una bella camminata sotto i pini dà notevoli benefici, non solo in quanto all’ossigenazione, ma anche in quanto sia rilassante. Questo grazie alla fortuna del nostro buon clima che ci permette di poterlo fare tutto l’anno. Il Percorso Verde, sito in loca- lità San Bernardo, raggiungibile anche in auto e fornito di panchine ed aree pic-nic, gode dell’esposizione solare durante tutto il giorno, nonché di una vista unica sull’incantevole golfo di Alassio. È nostra intenzione ripristinare e mantenere curati i sentieri e le mulattiere, anche dal punto di vista idrogeologico, per evitare che l’erosione dell’acqua piovana deteriori o distrugga i percorsi quando non incanalata. Il nostro progetto è di creare entro la fine del 2007 una rete di sentieri di circa 50 km approntandone la metà entro la fine del 2006, percorribili sia a piedi che in mountain bike, viste le costanti richieste di informazioni a riguardo la possibilità di praticare escursionismo sulle alture di Alassio. Durante le estati 2004 e 2005 mentre ispezionavamo il territorio come volontari per la prevenzione e l’avvistamento di incendi, noi stessi utilizzando le MTB, abbiamo effettivamente riscontrato la mancanza di percorsi pedalabili, tra l’altro confermataci da più fonti ed inoltre tali percorsi avrebbero l’importantissima funzione di linee tagliafuoco. Siamo quindi certi, che il nostro operato di bonifica sarà molto apprezzato da tutti gli utenti dei sentieri. Proprio a questi ultimi ci rivolgiamo affinché ci segnalino percorsi e punti da ripristinare. Questo si può compiere scrivendo all’Alassino nella rubrica “segnaliamo che” ed il nostro gruppo interverrà quanto prima. Oppure potete contattarci inviandoci una E-mail all’indirizzo [email protected] Riteniamo che ciò sarà molto importante per Alassio, considerando il grande fenomeno di ritorno alla natura, già utilizzato come offerta turistica in altre località, anche se per ora mancano le strutture (vedi percorsi), ma lavorandoci… Siamo convinti che riusciremo a far apprezzare il nostro operato ambientalistico, che andrà ad aggiungersi a quello delle Istituzioni e delle altre Associazioni che da sempre sono impegnate su questo fronte: Protezione Civile, C.A.I., Alpini alle quali va tutta la nostra ammirazione. Terminiamo salutando e ringraziando calorosamente le persone che consideriamo padrino e madrina della nostra associazione: Carlo Cavedini (presidente A.V.A.) e la dottoressa Loretta Zavaroni (assessore all’associazionismo e volontariato). Senza di loro i volontari boschivi probabilmente non esisterebbero. GRUPPO A.R.E.S. VOLONTARI BOSCHIVI navi da crociera più grandi del mondo, è in mano a veri liguri RABARAMA Il mistero dell’identità Mostra personale di Rabarama, Chiesa Anglicana di Alassio. Un evento promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio in collaborazione con la Galleria d’Arte Vecchiato di Padova Da Shangai ad Alassio e per la prima volta in Liguria: alla Chiesa Anglicana si è inaugurata venerdì 2 dicembre 2005 la prima mostra personale dell’artista Rabarama, curata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio e dalla Galleria d’Arte Vecchiato di Padova. L’esposizione rimarrà aperta dal 2 dicembre 2005 al 1° gennaio 2006. Rabarama, al secolo Paola porta l’artista a sviluppare quelle che poi diventeranno le Sue tematiche principali. È proprio in questo periodo che la sua ricerca pone le basi su una particolare divisione del mondo e della vita che si esprime nella negazione del libero arbitrio, nella predestinazione degli eventi. Ecco allora un mondo regolato da rapporti di causa effetto ove tutto è programmato. L’universo e la Epifani, nasce a Roma nel 1969. Vive e lavora a Padova. Figlia d’arte, dà prova fin da bambina di un talento innato per la scultura, compie la sua educazione artistica iscrivendosi prima al Liceo Artistico Statale di Treviso e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Diplomatasi nell’Accademia a pieni voti nel 1991, prende parte fin da subito a Premi nazionali e internazionali di scultura, ottenendo sempre un ottimo successo di critica e di pubblico. Il 1995 è forse l’anno più importante per la giovane scultrice, in quanto ha inizio la Sua collaborazione con la galleria Dante Vecchiato, che vita sono un gioco di incastri, un puzzle, dove ogni sua parte è inserita in quel preciso luogo dello spazio e del tempo. L’espressività dei soggetti dallo sguardo assente, immersi in un loro intimo mondo da esplorare, paiono racchiusi entro i confini della propria pelle “prigione dell’anima” e spazio per la ricerca del perché della propria esistenza, un viaggio nella realtà e nella conoscenza. Le opere di Rabarama hanno in comune la consapevolezza che in ogni frammento della realtà e nell’essere umano c’è l’impronta del principio originario. Da sinistra: Riccardo CAPRARO di Bonassola (CinqueTerre) Primo Commissario Maestro di Casa, Angelo VAGO Commamdante di Cisano Sul Neva, Giancarlo MERELLO primo Commissario Finanziario e infine Mario CIRUZZI di Genova Commandante in Seconda. La Grand Princess la prossima primavera farà uno storico debutto a Genova, con i suoi 2800 passeggeri e 1100 membri dell’equipaggio sarà la nave più grande mai entrata nel Porto più storico del Mediterraneo. PROTEZIONE CIVILE Un opuscoletto, più che altro un vademecum, facile da consultare, per sapere come comportarsi correttamente nei momenti di allerta meteo. È stato realizzato dall’Assessorato alla protezione civile del Comune, gui- verrà affisso proprio negli ingressi. Nel pieghevole, facile da consultare, viene spiegata cos’è un’allerta meteo ed elencati i comportamenti che devono essere tenuti in caso di emergenze, sia prima dell’evento atmo- dato dall’assessore Loretta Zavaroni, in collaborazione con la Protezione Civile della Regione Liguria. Il pieghevole verrà presto distribuito ai cittadini di Alassio, sensibilizzando anche i bambini delle scuole. Ma non solo. Nei palazzi di Alassio, soprattutto quelli più a rischio di inondazione, l’opuscolo sferico che durante lo stesso. Viene sottolineata, ad esempio, l’importanza di ascoltare attentamente le indicazioni fornite dalla Protezione Civile ma risulta altrettanto importante non usare il telefono, se non per le comunicazioni di emergenza. Barbara Testa Per il cinquecentenario della Parrocchia di Sant'Ambrogio una grande opera d'arte dei Maestri Olinto, Paolo e Antonio Pezzolo. 8 «L'ALASSINO» Venerdì 16 Dicembre 2005 INCONTRI CON L’AUTORE Con “Parliamo di…” è arrivato Don Ciotti Don Andrea Gallo: “Angelicamente anarchico - Autobiografia” Ed. Mondadori Un personaggio celebre e discusso, ammirato e (in certi ambienti) contestato, ha proposto questa sua “autobiografia” presso l’auditorium della Biblioteca civica il 1° dicembre scorso, con l’organizzazione del Circolo ARCI - Brixton di Alassio. Presentato e intervistato da Federica La Corte, figlia del noto giornalista e collaboratore de “L’Alassino” Daniele, alla presenza del Presidente del “Brixton” Pierdomenico Cazulini, don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al porto a Genova, ha parlato della sua vita e del suo ministero sacerdotale, tutto descritto in questo libro “Angelicamente anarchico”. Ma trascinato dalla sua oratoria e dalla passione per la sua scelta di vita, è andato avanti a ruota libera, raccontando molti aneddoti, con un linguaggio chiaro, a volte colorito e con spunti umoristici assai apprezzati dal numeroso pubblico che gremiva la sala. Ha divagato sui suoi rapporti, non sempre idilliaci, con i car- dinali di Genova, da Siri a Canestri, da Tettamanzi a Bertone, sull’incontro con madre Teresa di Calcutta, sul suo (quasi) omologo don Ciotti, sul suo modello don Bosco, sulla curiosa sintonia con due celebri registi: Mario Monicelli ed Ettore Scola, sul ruolo del prete in ambienti, diciamo, difficili. Ma lasciamo la parola a don Gallo, in risposta alle domande di Federica (in sintesi). «La Comunità si chiama San Benedetto al porto dalla chiesa che ne è il centro, le porte sono sempre aperte. Sono stato proposto come parroco dell’isola di Capraia, naturalmente ho rifiutato. Vengo dalla Resistenza e dal Vangelo. Non ho scritto io il libro, anche se è tutta farina del mio sacco, non è mio nemmeno il titolo, ma l’ho approvato. Sono definito “prete da marciapiede”, perché sono sempre per strada, ma anche Gesù era sempre per le strade. L’unica speranza dei giovani è la nonviolenza. Io ho scelto il Vangelo, ma davanti alle persone occorre l’etica. Mi trovo in una situa- zione particolare, sono stato coi Salesiani per oltre vent’anni, ho avuto un’educazione clerico-fascista. Amo la mia Chiesa, ma sono tormentato da anni a causa del suo autoritarismo. L’unica tessera che ho è il mio certificato di Battesimo. Occorre aggiungere un vizio capitale, l’indifferenza e portarli a otto. Ho due timori: diventare matto e non concedere il diritto alla serenità e al sano piacere. Riusciremo a sradicare nei giovani l’assenza di futuro? Recito tutti i giorni una preghiera: i primi dodici articoli della Costituzione repubblicana, ne ho chiesto l’ “Imprimatur” al cardinale Tettamanzi. C’è un quinto Vangelo, quello di Fabrizio De André: dopo la sua morte abbiamo scritto a “Faber” una lettera coi ragazzi, dice fra l’altro: “… Ho scoperto con te che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori… Dalla solitudine può nascere l’amore…” Firmata don Gallo, prete da marciapiede e da oggi “angelicamente anarchico”» CONVEGNO A TORINO SU MARIO FAZIO Festa di Santa Cecilia Giornalista, scrittore, opinionista alassino “La lezione di Mario Fazio” è il titolo di un convegno organizzato dal Consiglio Interregionale Piemonte Valle d’Aosta e Sezione di Torino di “Italia Nostra”, in collaborazione col Politecnico di Torino (Facoltà di Architettura), Regione Piemonte, Provincia di Torino, La Stampa; che si è svolto il 21 ottobre scorso presso il Salone d’Onore della Facoltà di Architettura di Torino. Coordinate in modo esemplare dalla dott. Maria Teresa Roli, Presidente di “Italia Nostra” Piemonte e Valle d’Aosta, si sono avvicendate numerose personalità della Politica, della Cultura, del Giornalismo, dell’Ambiente, che hanno rievocato e messo a fuoco la multiforme figura di Mario Fazio. Fra gli interventi più importanti e significativi si possono menzionare quelli della professoressa Vera Comoli, Preside della 2ª Facoltà di Architettura dell’Ateneo torinese: «Stavamo preparando il conferimento della laurea Honoris Causa a Fazio, decisione finora segreta». La Direttrice della Soprintendenza genovese dei Beni Culturali dott. Liliana Pittarello, si è soffermata su quanto Fazio ha fatto per il Centro Storico di Genova, per il Porto Antico, per quanti suggerimenti ha dato al Sindaco Adriano Sansa e al suo grande amico architetto Renzo Piano. Il prof. Pietro Maifredi, geologo, ha proseguito evidenziando l’apporto che ha dato riguardo alla tutela delle coste e del paesaggio (Progetto Nettuno ‘90), in particolare per la Sardegna, per Venezia (acqua alta e “Mose”) e per la prevenzione dei danni delle alluvioni. Non poteva mancare l’attuale Presidente di “Italia Nostra” (Fazio lo è stato per molti anni) dott. Giovanni Maina, che ha ricordato tutte le battaglie di Fazio contro le centrali nucleari, enunciate nel suo libro “L’inganno nucleare”. Il ruolo di Fazio come giornalista è stato descritto dal suo amico de “La Stampa” Alberto Sinigaglia. È intervenuto anche il dott. Beppe Ravera, Direttore della trasmissione di RAI 3 “Ambiente Italia”, alla quale Mario Fazio ha partecipato numerose volte, esprimendo i suoi autorevoli pareri. Numerosissimo il pubblico che ha partecipato al convegno, in particolare di amici ed estimatori. Il quotidiano “La Stampa”, del quale Fazio è stato collaboratore per molti anni, ha pubblicato due articoli sul convegno il 21 ottobre 2005 (edizione di Torino). Mario Fazio non è mai stato considerato il personaggio così importante come effettivamente era, forse anche a causa della sua signorile riservatezza. È in preparazione un volume con la sintesi di tutti i suoi scritti giornalistici, si spera che venga pubblicato per il prossimo 4 aprile, anniversario della sua dipartita, che si aggiungerà agli altri numerosi suoi libri editi: fra i quali, oltre al già citato “L’inganno nucleare”, “I centri storici italiani”, “Il destino dei centri storici”, “Antico è bello” (con Renzo Piano e Magda Arduino) e “Passato e futuro delle città”. Carlo Bertolino per A.V.A. UNA FAMIGLIA ECCEZIONALE È stata pubblicata il 19 novembre scorso su alcuni quotidiani la notizia di una nuova terapia per la cura dei tumori, principalmente del fegato, praticata nell’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure, già sperimentata negli Stati Uniti, in Australia e in Europa. Vengono iniettate direttamente nella zona colpita microsfere radioattive, senza intaccare gli organi circostanti. L’equipe che applica questa cura fa capo al primario di Chirurgia generale dott. Riccardo Pellicci, genero del compianto dott. Mario Fazio, avendone sposato la figlia Silvia. Una famiglia veramente eccezionale. Carlo Bertolino Domenica 13 novembre u.s. nella splendida cornice del Palazzetto dello Sport L. Ravizza si è svolta la quattordicesima edizione della Festa musicale di Santa Cecilia, incontro con i musicisti alassini. Fortemente voluta ed iniziata dal compianto dott. Giacomo Natale la Festa è organizzata ogni anno sotto la regia di Dino Ferrari, che ha collaborato con il dott. Natale fin dalla prima edizione. Alla presenza della dott.sa Loretta Zavaroni, assessore alle politiche educative e scolastiche del Comune di Alassio che ha sempre fornito una fattiva ed attenta collaborazione alla manifestazione, e presentati dal prof. Andrea Gallea, da sempre animatore della Festa, si sono esibiti i più importanti artisti e musicisti alassini, che qui citeremo in ordine di entrata accomunandoli tutti in un unico grande applauso per la loro abilità ed il loro impegno: Complesso Bandistico Città di Alassio (presieduto da Renata Vallò e diretto dal prof. Giovanni Puerari), Marilena Massano (voce e chitarra), Lavinia Carbone e Luca Soattin (duo di chitarra classica), Lavinia Carbone e Marzia Carbone (Chitarra classica e clarinetto), Corale Capo Mele (diretta dal M° Parodi), Laura (voce cantante accompagnata alla chitarra da Dino Ferrari), Luciano Raita (voce e chitarra) Trio Romantos (Rosanna Mainieri, Marina Ferrari e Simonetta Mauti, accompagnate alla chitarra da Diro Ferrari), Corale Sant’Ambrogio, Guido e Luciano Rizzo (duo di chitarre) e per finire il tenore Andrea Elena con il soprano Melissa Briozzo, accompagnati al pianoforte dal M° Aldo Giardini. Ilaria Natale figlia dell’ “inventore” della manifestazione ha premiato tutti gli artisti con premi offerti dal Comune. Vogliamo ricordare il premio offerto agli artisti di sesso maschile: uno splendido melograno d’oro ideato e realizzato dall’artista Luigia D’Ambrogio. Un magnifico pomeriggio musicale con la constatazione di quanto possieda la nostra città in termini di artisti, cantanti e musicisti: un patrimonio da valorizzare e da non perdere. L.C. Anche per il corrente anno l’Assessorato alla Cultura della Città di Alassio realizza i consueti incontri culturali “Parliamo di…” organizzati in collaborazione con il Liceo Don Bosco. Gli argomenti saranno di notevole interesse sul piano sociale, civile e scientifico, frutto dell’impegno culturale ed umano di personalità di rilievo nazionale e internazionale. Interverranno relatori di chiara fama. Il tema educativo necessita, oggi più che mai, di una rivisitazione critica. È necessario lasciarsi interrogare da nuovi saperi, rimettere al centro il ruolo educativo promotore di identità compiute. 1982 ha realizzato un coordinamento nazionale fra le comunità che in tutta Italia si occupano di marginalità. Tra l’84 e l’85 – in concomitanza con la comparsa del virus HIVAIDS nel nostro paese – ha dato vita alla Lega per la Lotta all’AIDS, di cui è stato il primo presidente: essa costituisce un servizio che permette di organizzare i vari ambiti di marginalità al fine di combattere la malattia. Dal 1995 presiede un organismo – costituito da circa 700 gruppi sparsi sul territorio italiano – il cui scopo è quello di combattere la criminalità e la mafia. Una società civile degna di questo nome non si accontenta di aderire alle manifestazioni o di tenere viva la memoria di certi avanti sono state prese insieme a tante altre persone. D’altra parte, i giovani lo hanno sempre stimolato a tenere i piedi per terra e ad agire in concreto in mezzo ai problemi della gente. Nel corso degli anni Novanta intensifica l’opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita al periodico mensile “Narcomafie”, di cui è direttore responsabile. Gli incontri proseguiranno martedì 20 dicembre con la presenza del Dott. Elio Menzione Ministro Plenipotenziario sul tema “riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” Venerdì 3 febbraio avremo l’onore di ospitare il Colonnello del R.I.S. di Parma Luciano Alassio, Chiesa dei Salesiani, 11 novembre 2005: L’assessore alle Politiche Sociali Monica Zioni introduce la conferenza di don Luigi Ciotti sul disagio giovanile. Accanto a lei lo psicologo Leopoldo Grosso, don Ciotti, il relatore prof. Franco Gallea e il direttore dell’Istituto Salesiano don Colajacomo. (FOTOGRAFIA DI SILVIO FASANO) Auspico che questo strumento sia utile a studenti, genitori e operatori del settore e possa svolgere un’opera di sensibilizzazione e di informazione completa che si propone di diffondere in modo esaustivo un contributo alla memoria storica e alla diffusione di idee. La realizzazione di questi incontri, accanto a quelli degli scorsi anni testimonia l’impegno dell’Amministrazione Comunale – Assessorato alla Cultura – Servizio Biblioteca, in funzione di una cultura, tra i più ampi strati della popolazione. Una comunità locale attenta, consapevole e responsabile garantisce le adeguate opportunità di crescita dei soggetti in età evolutiva. La cultura, il dialogo e la circolazione delle idee rendono l’uomo più responsabile e libero, la vita cittadina più ricca ed hanno influssi significativi sulla qualità della vita. Il primo incontro è avvenuto venerdì 11 novembre alle ore 21 presso la Chiesa dell’Istituto Salesiano con il gradito ritorno di Don Luigi Ciotti e la presenza di un pubblico numeroso. Nato sulle Dolomiti per poi emigrare a Torino, a 17 anni, insieme ad un gruppo di amici, ha cominciato ad organizzare quello che in seguito verrà chiamato “Gruppo Abele”. Un gruppo di impegno giovanile, che interviene su realtà segnate dall’emarginazione. Fin dall’inizio, caratteristica peculiare del gruppo è l’intreccio dell’impegno nell’accompagnare e accogliere le persone in difficoltà con l’azione educativa, la dimensione sociale e politica. Nel 1968 inizia un intervento all’interno degli istituti di pena minorili: l’esperienza si articola in seguito all’esterno, sul territorio nazionale, attraverso la costituzione delle prime comunità per adolescenti alternative al carcere. Ha vissuto per tre anni dormendo sui treni di Porta Nuova, con ragazzi che erano allo sbando. Da lì sono nate le iniziative riguardanti il mondo della droga, dell’alcolismo, del carcere e della prostituzione, tanto minorile quanto degli adulti. È sempre stato convinto che non si debba lavorare da soli e che occorra portare avanti i diversi progetti insieme agli altri. Nel avvenimenti: essa deve anche agire concretamente all’interno del proprio paese e della propria città. Da Corleone ad Aosta, da Locri a Trieste, il problema della legalità coinvolge tutti i cittadini. Don Ciotti è convinto che i giovani costituiscano un’enorme risorsa e che la stragrande maggioranza dei ragazzi abbia una gran voglia sia di guardarsi dentro, sia di impegnarsi nel sociale. Nonostante a volte manchino i riferimenti, gli stimoli e le opportunità, pensa che la tendenza sia essenzialmente positiva. Questa trasmissione gli dà l’occasione per far conoscere la sua piccola esperienza senza avere nessuna pretesa di insegnare qualcosa: tutte le iniziative che ha portato raoul mariani Garofano sul tema “delitti imperfetti” interverrà il Generale Giuseppe Richero. Giovedì 3 marzo la significativa presenza del Pof. Antonino Zichichi che affronterà temi di grande attualità. Saranno inoltre presenti in data ancora da definirsi il Dott. Giancarlo Caselli, S. Em. il Cardinale Oscar A. Rodriguez Maradiaga, la professoressa Gianna Schelotto, il prof. Giorgio Calabrese e il Dott. Antonio Raimondi Presidente del volontariato internazionale per lo sviluppo “Da un mondo in-fame, ad un mondo possibile”. L’Assessore alla Cultura Dott.ssa Monica Zioni Dom 27 nov 005, prima d’Avvento, Parusia Siamo in avvento: sì, è sempre avvento! Sempre è giorno d’avvento ogni giorno al sorger del sole si sprigiona la vita e la luce è sempre nuova: ancora fanciulli e poveri e gente dei loro osanna riempiano i cieli, anche le pietre ti cantino, Signore: tu sei l’unico re che ha voluto morire e non mandare a morte nessuno perché nessuno morisse invano: noi non vogliamo altro re, Signore! Da “Dialogo tra cielo e terra” di Padre David Maria Turoldo Agli Amici Alassini, nel tempo della Nuova Divina Attesa - Natale 2005 Venerdì 16 Dicembre 2005 AFFIDATI I LAVORI PER IL NUOVO TEATRO Come annunciato la prima metà del mese di novembre ha visto l’apertura delle buste relative alla gara d’appalto indetta dal Comune di Alassio per la riqualificazione dell’area ex Macello e la conseguente trasformazione in una nuova sala polifunzionale destinata ad ospitare spettacoli teatrali, convegni, concerti, eventi di ogni sorta. Giovedì scorso, 10 novembre, presso l’Aula Consigliare del Comune di Alassio, il Segretario Generale, Dott. Teodoro Passini, il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Ing. Giuseppe Lagasio, il responsabile dell’Ufficio Appalti del Comune, Rag. Valentino Parolini e l’arch. Daniele Bianchi, che ha redatto il progetto, hanno aperto le 9 buste pervenute nei tempi previsti contenenti le migliori offerte delle rispettive aziende. Sull’importo base d’asta previsto di € 4.297.964,68 si è aggiudicato l’appalto la ditta Pacifico Costruzioni SpA di Napoli proponendosi per un importo di € 3.789.498,64, con un 9 «L'ALASSINO» ferenze. La quarta palazzina, attualmente adibita a casa del custode sarà attrezzata in modo da ospitare: la segreteria e gli uffici amministrativi, le attività del Museo delle Arti e dei Mestieri locali, con particolare riferimento ai pescatori e ai loro antichi strumenti; un’iniziativa, quest’ultima nata in collaborazione con l’Associazione Vecchia Alassio. Spazio anche per la Scuola di Teatro, utile per la realizzazione di attività scolastiche e propedeutiche, così come per esempio gli stage teatrali. Oltre a queste funzioni primarie sono previsti anche tutti i servizi complementari: ingresso principale, spazi distributivi, foyer, guardaroba, servizi igienici, caffè, parcheggio interrato, impianti, palcoscenico, cabina regia... Tutti i volumi saranno inseriti nel verde: bambù, macchia mediterranea, limoni, palme con percorsi di attraversamento. Lo scopo è quello di realizzare un complesso con un duplice AZIENDA SANITARIA NUMERO 2 – SAVONESE L’informatica al servizio della salute L’eco I SERVIZI DELLA CARDIOLOGIA COLLEGATI IN RETE Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne... All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò: “AAAhhhhhhhhhhh!!!”. Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva: “AAAhhhhhhhhhhh!!!”. Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu? e ricevette la risposta: “Chi sei tu?”. Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”, e la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”. Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo!” .E ricevette la risposta: “Codardo!”. Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”. Il padre gli sorrise e rispose: “Figlio mio, ora stai attento!”. Gridò: “Tu sei un campione!”, e la voce rispose: “Tu sei un campione!”. Il figlio era sorpreso, ma non capiva. Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO, ma in realtà è VITA. La vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai. La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni. Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore; se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo. Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa. La nostra vita non è un insieme di coincidenze: è lo specchio di noi stessi!”. Le tre cardiologie degli Ospedali dell’ASL2 di Albenga, Cairo e Savona, dirette dal dottor Paolo Bellotti, sono collegate in rete informatica. Questo permette un’immediata consultazione di tutti i dati storici dei pazienti che hanno utilizzato i servizi o la degenza negli anni. Anche il consulto immediato permette di ottimizzare la diagnosi e la cura dei pazienti. Il sistema recentemente attivato permette di aiutare i pazienti da visitare nel caso si fossero dimenticati a casa gli esami fatti precedentemente. Inoltre in caso di urgenza l’entrata nella biblioteca informatica potrà accelerare i tempi di una sicura diagnosi. Anonimo 118 E DISPONIBILITÀ DEI POSTI LETTO NELLE TERAPIE INTENSIVE DELLA REGIONE LIGURIA PACCO SOLIDALE Negli uffici postali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta spedire un pacco con aiuti al Sermig costerà di meno per tutto dicembre ribasso ben oltre l’11%. Sull’importo previsto, quindi resterebbero, già finanziate e a disposizione dell’Amministrazione Comunale oltre 508.000 € che – è il Sindaco stesso a comunicarlo – saranno utilizzati per manutenzioni straordinarie, pavimentazioni e arredo urbano (es. nuove panchine per Passeggiata Ciccione). Durata dei lavori prevista: 16 mesi. «Questo consentirà – dichiara, non senza una legittima soddisfazione, il Sindaco di Alassio Arch. Marco Melgrati – di poter aprire il sipario sulla stagione teatrale 2007/2008 già nella nuova struttura». Ora l’iter prevede i tempi per la stesura del contratto e subito dopo la consegna del cantiere. «Già entro la fine dell’anno – annuncia il Sindaco, insieme all’Assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Aicardi – potremo consegnare il cantiere e posare la prima pietra di quest’opera destinata a cambiare il volto della nostra città sotto il profilo urbanistico, con il recupero non solo di una struttura ma di un’intera area dismessa, ma soprattutto da un punto di vista culturale». «In particolare – si legge sulla relazione del progetto dell’Arch. Daniele Bianco dello Studio terre Bianche di Genova – si è cercato di recuperare i volumi degli edifici esistenti, che ospitavano il mattatoio comunale fino al 1986, ma soprattutto riqualificare l’intero comprensorio urbano circostante. L’area di intervento, attualmente, presenta quattro edifici in stato di abbandono. Il progetto ingloba i quattro edifici attribuendo ad essi diverse funzioni. Nei primi due troveranno spazio il teatro con una sala principale da 600 posti e con la possibilità di divisione in due sale, con conseguente trasformazione in centro congressi. Nel terzo edificio troverà spazio il ridotto di 60 posti per con- funzionamento, interno, come Sale di Trattenimento e Rappresentazione, ed esterno, come Parco Pubblico. Solo in questo modo potrà diventare, oltre che sede ideale per gli spettacoli, i concerti, i convegni, le attività collaterali, gli incontri culturali e le manifestazioni in genere, un vero e proprio Polo Culturale e Sociale che possa coinvolgere il quartiere stesso e l’intera città con un uso degli spazi esterni anche indipendenti dal funzionamento delle sale. Gli spazi distributivi sono stati quindi concepiti per assumere la funzione sia di collegamento tra i vari locali in cui si svolgono le diverse attività, sia di tessuto connettivo e interattivo, visivo e spaziale di tutto l’organismo architettonico, consentendo nelle varie articolazioni, rapporti di scambio e permettendo la collocazione di arredi e attrezzature particolari». Gli edifici sono stati adeguati alla normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante la collocazione di tre ascensori. Previsto anche l’adeguamento alla normativa antisismica e a tutte le leggi in materia di sicurezza e accessibilità degli spazi. Insomma si è cercato di pensare a tutto per la realizzazione di un’opera destinata, come già è stato per la nuova Biblioteca sul Mare, a mutare il volto della nostra città da un punto di vista urbanistico, con una grande opera di recupero urbano ed edilizio, ma sopratutto da un punto di vista culturale e sociale. Unito al restyling di Via Neghelli, attualmente in corso, il Comune di Alassio ha rivitalizzato e riqualificato quello di fatto è divenuto uno dei quartieri più popolosi della città che con il Palazzetto dello Sport, le Scuole e il Teatro diventerà davvero un grande polo d’attrazione. M.R. Grazie a “Pacco solidale” a dicembre negli uffici postali spedire la solidarietà costerà di meno. Per tutto il mese, chi invierà al Sermig un Paccocelere 3 con generi utilizzati dalla organizzazione per le proprie campagne di aiuti, avrà uno sconto del 10%. Il progetto nasce da un accordo tra la direzione Country Nord Ovest di Poste Italiane (Piemonte Liguria e Valle d’Aosta) e il Servizio Missionario Giovani, la realtà che dalla storica sede dell’Arsenale della Pace di Torino promuove progetti e organizza aiuti materiali a favore dei paesi in via di sviluppo colpiti da guerre, calamità e carestie. L’iniziativa, che segna un nuovo impegno nel sociale da parte di Poste Italiane, sarà sostenuta da una campagna informativa e promozionale. Locandine e brochure che ne il- lustrano modalità e finalità saranno affisse in tutti gli uffici postali del Nord Ovest ma anche presso Parrocchie, scuole e associazioni di volontariato. L’invio del “Pacco solidale” potrà essere richiesto presso uno qualsiasi degli oltre 1800 uffici postali di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dal 1° al 31 dicembre alla tariffa scontata di 7,20 euro. Il pacco deve essere indirizzato al Sermig e contenere prodotti di cancelleria (quaderni, risme di carta, penne, etc.), alimenti non deperibili, farmaci non scaduti, coperte e quanto la organizzazione richiede per organizzare gli invii di aiuti materiali attraverso i “container della solidarietà”. I pacchi potranno contenere fino a 30 chili di merce. Poste Italiane Genova, 29 novembre 2005 CONVEGNO NAZIONALE SUL TURISMO TERMALE Un convegno di livello nazionale, dedicato al Turismo termale ed in particolare alla “Cucina delle Terme”, si è svolto ad Alassio ed Albenga, su iniziativa dell’Accademia Italiana della Cucina, in collaborazione con l’Apt Riviera delle Palme e gli assessorati al Turismo dei Comuni di Alassio, Albenga e Spotorno. L’appuntamento ha richiamato molti addetti al settore turistico e ristorativo, esperti di cure termali e talassoterapia, medici, amministratori pubblici e cittadini desiderosi di conoscere i progetti di alcuni comuni della Riviera che hanno in animo di attuare una vera e propria campagna promozionale in favore del turismo termale. I partecipanti hanno anche visitato, in apertura del convegno, le antiche Thermae romane di Albium Ingaunum, la città romana ed il centro storico di Albenga. Ad accogliere gli ospiti dell’importante kermesse dedicata alle terme è stato lo stesso sindaco di Albenga Antonello Tabbò. Il convegno nazionale sulle Terme è poi proseguito ad Alassio, dove i convegnisti, dopo essere stati accolti dal sindaco Marco Melgrati, per tutta la giornata seguente, hanno ascoltato gli interventi dei relatori, studiosi ed esperti, tenutisi presso la Biblioteca civica “Deaglio”. Il pranzo ufficiale si è svolto ad Alassio, nel salone dei Laboratori di Ristorazione dell’Istituto Alberghiero “Giancardi”, nel quale gli studenti della scuola alassina hanno dato saggio della loro bravura. Il convegno nazionale è stato realizzato grazie alla collaborazione ed al patrocinio della Fondazione Demari di Savona, della ASL 2 savonese, dell’Associazione Strade del Vino e dell’Olio, delle ditte Sommariva e Noberasco di Albenga, Balzola, Hotel dei Fiori, Biblioteca civica e dell’ Istituto Alberghiero “Giancardi” di Alassio. «Il convegno si è svolto – hanno detto gli organizzatori – in una zona della Liguria nella quale l’utilizzazione delle Terme risale a duemila anni or sono essendo nata con i Romani. Della vita termale di quel tempo rimangono ancora alcune vestigia nel complesso archeologico delle antiche terme, visibile tuttora nel greto del fiume Centa. Il convegno è servito anche per dare l’opportunità agli amministratori comunali di Alassio e Spotorno di presentare le iniziative di questi due Comuni che intendono attuare interessanti proposte legate al turismo termale». Nella due giorni alassina ed ingauna, dedicata al mondo termale, sono intervenuti numerosi ed illustri personaggi fra i quali i giornalisti ed enogastronomi Silvio Torre e Gualtiero Marchesi. C.A.L. LAIGUEGLIA A LUGANO Nella nebbia, al di là della Padana, su un romanticissimo lago, protetta da imponenti montagne, giace l’elegante cittadina svizzera di Lugano, per 4 giorni, dal 30 ottobre al 1° novembre, teatro del Salone Internazionale Svizzero delle Vacanze. La fiera, alla sua 4a edizione, ha presentato operatori di tutto il mondo: dall’Australia alla Turchia, dal Canada alla Grecia, dal Marocco alla Scandinavia, dall’Austria alla Tailandia: ospite d’onore 2005, il Vietnam. Ognuno ha esibito con orgoglio l’arte ed i prodotti della sua terra: danze tipiche, canti, stoffe, artigianato, vini, gastronomia e molto altro. Non solo, ma ad ogni angolo venivano distribuiti assaggini dolci e salati, bevande calde e fredde, gadget di ogni tipo, depliant ingressi e soggiorni omaggio. Proveniente da Francia, Belgio, Austria, Germania, Italia e naturalmente Svizzera, il fiume di persone è stato incontenibile, le code agli sportelli erano lunghe decine di metri e dentro, in un labirinto di corridoi, era impossibile muoversi contro corrente. Tirate le somme, i visitatori, sono stati, in totale, ben 54.800: più del doppio rispetto al 2004. L’Italia era rappresentata dall’80% degli stand e ben 14 erano quelli della Liguria: Agriturismo Le Morghe di Rocchetta Nervina, VelaDoc di Sanremo, Hotel Mayola di San Bartolomeo, Loano 2 Village, Comune di Loano, Residence Le Saline di Borgio Verezzi, Comune di Deiva Marina, B&B La Torretta di Manarola, Hotel Palme di Monterosso, Agenzia Regionale Inliguria, Hotel Moneglia di Moneglia, Arcola e la Val di Magra. Tra questi anche quello delle Associazioni Albergatori, Commercianti e Bagni Marini di Laigueglia che con la proiezione del DVD sono riusciti a catturare anche gli sguardi dei più distratti che, incuriositi, si fissavano ad ammirare la particolarissima grafica e le immagini degli angoli più caratteristici del borgo, le colline, la Colla, i sentieri, i giardini, i fiori, gli ulivi, i panorami e le meraviglie dei dintorni (ben 350 istantanee concertate da W.A. Mozart). Ma con la gigantografia del centro storico cittadino hanno addirittura incantato i presenti che, incuriositi da tal bellezza, si soffermavano, non solo per assaggiare i prodotti gastronomici, ma anche per informarsi sulla zona, alberghi, agenzie immobiliari, costi, sconti, eventi, attività sportive, pacchetti vacanze, iniziative e molto altro. Altri, invece, riconoscendo l’antico borgo, esclamavano entusiasti: “In quel ristorante ho mangiato lo corso week-end!” “A settembre sono stato proprio in quell’albergo lì!” - “Mamma, lo scivolo dell’estate!” - “Quello è l’appartamento dove alloggiamo ogni anno a giugno!” ...e negli occhi brillavano le onde... Simona CASAGRANDE All’interno della rete informatica delle Centrali Operative del 118 della Regione Liguria (sedi Ospedale Imperia - Ospedale Savona Ospedale S. Martino Genova Ospedale Lavagna - Ospedale La Spezia) è stata attivata la possibilità di visualizzare la disponibilità dei posti letto nei reparti di Rianimazione, di Unità Coronarica e Centri dei Grandi Ustionati. Questa iniziativa è stata già attivata in modo sperimentale da un mese. Tre volte al giorno le Centrali operative dei servizi 118 aggiornano le disponibilità dei posti letto dei rispettivi ospedali e questi dati sono immediatamente visualizzabili da ogni Centrale operativa ligure. La novità è che ogni Rianimazione, Unità coronarica, Centri grandi ustionati potranno visualizzare queste videate. Questa fase verrà ulteriormente migliorata quando i singoli reparti intensivi avranno la possibilità di aggiornare direttamente le proprie disponibilità. L’accesso è riservato alle strutture autorizzate al fine di evitare possibili abusi dall’esterno. Referente: dottor Salvatore Esposito - Responsabile Servizio 118 savonese celI 335 1318897. 10 «L'ALASSINO» CICLISMO NUOTO UNIONE CICLISTICA ALASSIO Un brillante 2005 Domenica 20 novembre u.s. si è svolta in un noto locale cittadino la tradizionale festa sociale di fine anno, festeggiando il 35° compleanno della nostra società. Erano presenti ospiti ed autorità alassine e Regionali, tra le quali l’Assessore allo Sport Rag. Fabrizio Calò, l’Assessore Loretta Zavaroni, il Presidente Regionale del Comitato Ligure Ciclismo Sign. Sandro Tuvo, la Signora Luisella Manfrino Pres. Provinciale F.C.I, ecc. “Challenge della Pista” a Genova allo stadio Carlini, sei convocazioni ai campionati Italiani esordienti ed allievi a Padova, prima società ai campionati Regionali giovanissimi e prima società ligure ai campionati Italiani a Santa Croce sull’Arno, primeggiando oltretutto anche nei confronti di tutte le società piemontesi presenti. Diciassettesimo posto assoluto nella classifica Nazionale su duecentocinquanta società partecipanti, prove- Nella foto la premiazione ai campionati liguri giovanissimi a Genova. Nella festosa atmosfera creata dai giovani atleti della società, con i dirigenti, gli anici ed i sostenitori, durante le premiazioni, si sono ricordati i prestigiosi traguardi raggiunti dai nostri ragazzi che da anni sono ai vertici regionali. Sia dal punto di vista individuale che come risultati di squadra, sono stati davvero importanti i traguardi raggiunti in questo 2005; infatti sono nove i titoli di campionato Regionale (sei dalla squadra giovanissimi e tre dagli allievi), dieci i titoli di campionato provinciale (sette dai giovanissimi, uno dagli esordienti, due dagli allievi). Oltre cento le vittorie individuali a fronte di oltre millecento presenze complessive alle gare; prima società ligure alla nienti da tutta Italia dopo le selezioni regionali. Anche a livello individuale in questa occasione sono arrivati importanti risultati quali il quinto posto di Filippo Bertone, medaglia di bronzo per Sara Rinaldi e medaglia di argento per Marco Tomati che vanta anche un singolare primato: da tre anni questo ragazzo è presente sul podio tricolore con un primo posto e due seconde piazze, di fronte a centinaia di suoi coetanei. Forti dei risultati raggiunti, i nostri ragazzi ed i dirigenti, possono guardare con fiducia alle prossime stagioni ciclistiche, certi che la passione e l’impegno profusi saranno portatori di altri entusiasmanti allori. Unione ciclistica Alassio SETTE DOCENTI ALASSINI PER L’INTEGRAZIONE Sette insegnanti dell’Istituto d’Istruzione Secondario Superiore di Alassio (Giancardi-GalileiAicardi) hanno preso parte al corso provinciale per l’integrazione scolastica svoltosi presso il Centro Territoriale Misto di documentazione, ricerca e formazione “Sergio Neri”, guidato dalla formatrice regionale dottoressa Angela Denegri Debolini. La scuola alberghiera di Alassio, guidata dalla dirigente Marinella Trifoglio, si è così mostrata la più attenta dell’intera provincia di Savona alle esigenze del mondo educativo per cercare di integrare adeguatamente i ragazzi stranieri. I sette docenti alassini (ma la scuola comprende anche l’Agrario e l’Itis di Albenga) che hanno preso parte al corso provinciale sono Franca Calissano, Elisabetta Corradi, Maura Giacomazzi, Roberto Luciano, Flavia Mallamaci, Monica Menozzi e Marcella Piccino. «Il nostro istituto – dice la dirigente scolastica Marinella Trifoglio – ha un numero considere- Venerdì 16 Dicembre 2005 vole di alunni stranieri, provenienti da venti diverse nazioni, per i quali abbiamo anche attivato nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa del nostro istituto, progetti specifici per favorirne l’inserimento». La scuola alassina conta infatti ben 50 allievi stranieri provenienti da Albania (7), Marocco (6), Ecuador (5), Russia (7), Brasile (2), Romania (3), Cina (2), Germania (3), Ucraina (2), mentre un solo allievo arriva da Argentina, Arabia Saudita, Bulgaria, Bosnia, Costarica, Giappone, Tunisia, Egitto, Inghilterra, Bolivia, Australia, Cile e Cuba. Al corso provinciale di formazione ed autoformazione hanno aderito anche tre insegnanti dell’Istituto “Falcone” di Loano (Emilia Barusso, Maurizio Biggi e Maria Scola) e tre di Finale (Laura Costa ed Antonio Scafuro “Migliorini” e Maura Volpi “Issel”). Infine vi sono un professore di Carcare e sette docenti appartenenti ad istituti savonesi. C. A. La Piscina di Alassio, dopo il riavvio di tutti i corsi e la presentazione della squadra agonistica GESCO NUOTO ALASSIO tenutasi il 14 novembre u.s. seguita dalla realizzazione della foto ufficiale degli atleti, ha organizzato sabato 26 novembre u.s. il II° LABORATORIO ACQUATICO rivolto ai bambini di età inferiore ai tre anni. Nella vasca grande di 25 metri opportunamente riscaldata, i bambini insieme ai loro genitori, coadiuvati dallo staff tecnico della Ge.s.co. s.p.a., hanno potuto sperimentare gli effetti benefici dell’acqua e di tutte quelle attività che rendono l’ambiente acquatico un dei corsi. Questa manifestazione che chiude il primo trimestre di attività è l’occasione per tutti i bambini e ragazzi di mostrare orgogliosi i progressi e le abilità acquisite. Nel darVi l’arrivederci all’anno nuovo, lo staff tecnico della Piscina di Alassio, unitamente alla Direzione Ge.S.CO., porge i più cari auguri di Buone Feste a tutti i bambini e ragazzi della Scuola Nuoto, agli atleti e loro genitori della squadra agonistica GESCO NUOTO ALASSIO, ai partecipanti dei corsi delle Scuole elementari e medie cittadine, ai clienti dei corsi acquagym adulti e libera balneazione. luogo di incontro e di scoperte meravigliose. A chiudere l’incontro, dopo una merenda corroborante per tutti, la Dott.ssa Zavaroni, in qualità di Pediatra ha illustrato i benefici dal punto di vista medico dell’attività svolta in Piscina . Ma ci stiamo avvicinando al Natale e quindi sabato 3 dicembre 2005 presso la Piscina di Alassio è stata programmata la prima gara del 9 ° Trofeo “Buon Vento fra le Riviere” che ha visto la squadra di casa cimentarsi con gli atleti della Ingaunia Nuoto e della Matuziana Sanremo. A seguire la “Festa di Natale” per tutti i bambini della Scuola Nuoto martedì 22 dicembre 2005 alle ore 16.00, chiuderà la prima sessione Nel rinnovare i ringraziamenti all’Amministrazione pubblica, agli Assessorati allo sport, Politiche Sociali e Politiche Scolastiche, alla Direzione Didattica ed insegnanti della Scuola Elementare, Presidenza e docenti della Scuola Media della città di Alassio la GE.S.CO. augura di cuore un Buon Natale e un sereno 2006. Alla redazione del giornale, che dimostra ogni anno una speciale sensibilità nel seguire le attività della piscina , i ringraziamenti più sinceri. Vi aspettiamo alla ripresa delle attività in piscina che riaprirà dopo le feste lunedì 9 gennaio 2006! LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI IN MEMORIA DI MARINO SANDON È sempre difficile parlare con rigorosa discrezione di una persona che stimiamo e che ci lascia per sempre. È per me ancora più difficile parlarne, quando l’Uomo, l’Amico, il Compagno di sempre era Marino Sandon, senza impingere nella retorica o nell’esaltazione dello Scomparso, secondo l’antico proverbio dialettale per il quale “quand’i nascen i sun tütti belli, quand’i se mariddan i sun tütti ricchi, quand’i mören i sun tütti brovi”. Marino era una persona “brova” in tutti i sensi. Lavoratore infaticabile, dotato di una spiccata personalità, al punto da apparire, a chi non lo conosceva a fondo, alle volte eccentrica, ha creato, con l’iniziale collaborazione della sua famiglia, due locali pubblici che hanno dato ed ancora danno lustro non solo alla nostra Alassio. Uomo intelligente ed autodidatticamente colto, al punto da dedicarsi anche alla scrittura di alcuni libri. Ricordo in particolare quello intitolato”Casa Chicchella”, scritto con me per la parte che tratta la tradizionale forma di uccellagione nelle nostre zone, apprezzato scientificamente al punto da diventare documento recepito in sede universitaria per lo studio delle migrazioni avicole. Marino forse non avrebbe voluto essere ricordato pubblicamente, a modo suo schivo com’era da ogni forma elogistica. Sento però il dovere di infrangere quella sua presunta volontà, nel do- veroso ricordo di un Amico sincero, che mi ha lasciato davvero un vuoto profondo. Avendo seguito il suo lungo ed atroce calvario, da Lui vissuto sempre, sino all’ultimo istante,con grande dignità, resta in me il sincero accorato dolore, pensando che non lo rivedremo mai più. Resta però il conforto di avere conosciuto un Amico vero, fraterno, che si confidava costantemente per ogni ambascia lo opprimesse; un Uomo coerente con le proprie convinzioni ideali, fondate saldamente sull’esempio di rettitudine della famiglia, del Papà Giuseppe, della Mamma Lina, del Fratello Giorgio; ideali di democrazia, di libertà, di solidarietà, mai traditi. Marino nella sua inumana (è proprio l’aggettivo da usare in questi casi) malattia ed in tutta la sua vita coniugale ha avuto la fortuna di avere accanto una Compagna come Marina, che gli ha dedicato davvero, in modo incredibilmente intenso e totale, la sua dedizione e la sua incomparabile assistenza. Marino ci ha lasciati in silenzio. Alassio e la intera collettività perdono un Uomo degno di questo nome. Addio Marino, amico e compagno carissimo. Cludio Bottelli L’A.V.A. porge ai Famigliari le più sentite condoglianze. UN RICORDO DELLA VECCHIA AUXILIUM A FAUSTO DADONE Eccute chi vixín au to allenatù che ti piovi sempre pou cù. Eri il capitano, il guascone, il tappabuchi di quel centrocampo di pelandroni, eri il numero 10. Se vegghemmu, Dadun! Massimo Orione e Giulio Grassi Graziella Danio GE.S.CO.SPA Alassio nuove iniziative per i disabili Una serata di beneficenza si svolgerà il prossimo 15 dicembre all’Istituto Alberghiero di Alassio per raccogliere fondi a favore dell’Anffas. Si tratta di una iniziativa nata dalla collaborazione del sodalizio benefico ingauno (che ha sede a Campochiesa) con la scuola superiore alassina che stanno realizzando già, dal mese di ottobre, un Laboratorio di Cucina per disabili: «I ragazzi del Centro Anffas – dice Luca Ansaldo, docente dell’Alberghiero e tutor del laboratorio – seguono un piccolo corso propedeutico. La speranza è che, poi, da un semplice laboratorio, si possa passare alla creazione di una vera e propria mensa da realizzare presso il Centro di Campochiesa». L’iniziativa si inquadra in un più ampio ed ambizioso progetto che dovrebbe vedere in futuro la creazione a Campochiesa di una Casa Famiglia: “Dopo di noi” è il nome dell’associazione di genitori e volontari che è già nata proprio per raggiungere questo scopo e che sta collaborando attivamente con l’Anffas, la Caritas, il Comune di Albenga, la Curia, la Parrocchia ed il mondo del volontariato. La Caritas della diocesi di Albenga-Imperia ha intanto attivato una serie di iniziative sia a livello locale che internazionale. A Vadino, presso la parrocchia di San Bernardino, la locale sede Caritas ha annunciato che sono disponibili per chi ne ha necessità generi alimentari, vestiario e mobili da cucina, mentre stanno per esse- re avviati corsi di formazione gratuiti di Informatica (60 ore), Lingua Italiana Base (40), Lingua Italiana avanzato (40) e Inglese Base (70 ore). Il centro di Vadino è aperto il martedì ed il venerdì dalle 15 alle 17 per fornire ascolto, aiuto ed assistenza. Anche nelle parrocchie di San Michele e del Santuario del Sacro Cuore sono attivi punti Caritas analoghi. A livello internazionale sono stati inviati aiuti e fondi a numerosi progetti in America Latina, India ed Africa, mentre proseguono le campagne di promozione per le adozioni internazionali a distanza. La Caritas diocesana si impegna anche nella formazione del volontariato e nelle molteplici attività legate ai Centri di ascolto ed accoglienza che si reggono su una fitta rete di volontari impegnati nell’aiutare il prossimo con grande amore e gratuitamente. «Le finalità principali – dicono nelle sedi ingaune dell’associazione – sono quelle di sensibilizzare la comunità e le singole persone alla carità verso chi è nel bisogno, nella povertà, nell’ingiustizia, motivando il cristiano all’impegno». Tornando all’iniziativa di Alassio del prossimo 15 dicembre all’Alberghiero (appuntamento ore 20,30) è possibile prenotare telefonando direttamente all’ISS al numero 0182/ 470224 oppure all’Anffas di Regione Rapalline, 25 al numero 0182/ 20505. C.Al. La guardia – Dadone – Martini – Giustinetti- Oddino – Picciolini – Losno – Schivo – Danio - Accarboni - Sansone- Orione – De Lucas – Buscaglia – Selleri. GRAZIE LILLO! Carattere schivo e taciturno, di quei personaggi che non amano comparire, lontani dai riflettori e dai riconoscimenti ufficiali. Eppure la sua storia è fatta, per esempio di cinque titoli italiani nella classe Dinghy, dal 1967 al 1972. Agostino Gaibisso, “Lillo” per chi l’aveva conosciuto bene se n’è andato così come ha vissuto, quasi in silenzio, ma nel week end scorso, al Circolo Nautico al Mare di Alassio, in più d’un equipaggio impegnato nella prima tappa dell’Invernal Melges, l’umore non era il solito. «Mi ha insegnato tutto ciò che so della vela – ricorda un commosso Gianni Sommariva – e come l’ha fatto con me l’ha fatto con tutti i velisti di quegli anni». «Eravamo giovani, giovanissimi – continua – c’eravamo io con mio fratello Agostino, c’era Gigi Galleani, Edoardo “Dado” Garassino, Alessandro “Tze Tze” Zampori, ma anche i fratelli Priolo, Bruno Broccanello, Claudio Betti, Marco e Chicca Marchesi, Nanni Maglione, Roberta Zucchinetti, Enzo Camilli…». Un bel gruppo che negli anni ha saputo dare grandi prove nel mondo velico e soprattutto che ha reso grande il Circolo Nautico al Mare di Alassio. «Ci preparava “Lillo” con Mimmo Divizia la dolcezza del primo, bilanciata dal polso fermo dell’altro, senza il quale probabilmente non sarebbe riuscito a “domarci”». I ricordi si inseguono: quelli di un periodo dove Sommariva & Co. giravano il mondo con i loro optimist. E sul tipo di preparazione il medagliere del CNAM non lascia dubbi: ai mondiali l’Italia aveva 5 atleti, quattro dei quali del CNAM Alassio; agli Europei, l’anno successivo stessa storia. «Agli Europei, in Francia, eravamo riusciti a convincere Lillo ad accompagnarci, un vero evento per un uomo che preferiva vivere lontano dalle ribalte. In quell’occasione con lui fummo davvero squadra dentro e (continua a pagina 11) Venerdì 16 Dicembre 2005 11 «L'ALASSINO» LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI MARIA MUSSO GRAZIE LILLO! (segue da pagina 10) fuori dalle nostre derive. Sono ricordi impagabili». I cinque titoli italiani personali, quelli indiretti conquistati dai suoi ragazzi: Lillo Gaibisso è stato il grande protagonista della vela alassina… Negli ultimi anni, lasciata la scuola vela, si era staccato da un mondo forse troppo denso di ricor- di unici. Ma il contatto con i suoi ragazzi non è mai mancato, fosse anche solo per portare loro un pesce appena pescato. Un contatto e un legame fortissimo che rivive e rivivrà ad ogni bolina. Anniversari CLAUDIO TOMATI 17/12/2004 - 17/12/2005 C.N.A.M. Alassio, 23 novembre 2005 MESE DI NOVEMBRE 2005 ARRABITO Emanuele BELLOTTO Rodolfo BESSEGHINI Giuseppe BRUNO Giovanna CADAMURO Antonio CASALINO Diana CIGERSA Giuseppe FRAGOLA Aldo anni 85 anni 65 anni 95 anni 58 anni 81 anni 87 anni 65 anni 74 GAIBISSO Agostino MONTELEONE Ignazio MONTIN Dolores MUSSO Maria PASSERA Emilio SANDON Marino SCHIVO Emanuele anni 78 anni 90 anni 78 anni 84 anni 62 anni 73 anni 71 L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite condoglianze ai loro familiari. In Genova, proprio nel giorno della Commemorazione dei defunti, è deceduta MARIA MUSSO indimenticata ostetrica che per molti anni ha svolto la sua apprezzata attività ad Alassio. La ricordano a quanti la conobbero e le vollero bene la figlia Cinzia, gli amici Varaldo e la Signora Maria che l’ha assistita negli ultimi anni come badante. Anche l’A.V.A. partecipa al lutto della famiglia Musso. È passato un anno da quando te ne sei andato: apparentemente non è cambiato nulla, ma, ogni tuo caro, nella propria quotidianità, monotona e noiosa, avverte il cambiamento, duro e costante. Ti ricordiamo e ti amiamo. Con immenso affetto. Tutti i tuoi cari AGOSTINO GAIBISSO “LILLO” 13/7/1927 - 19/11/2005 “U mò u l’è bon: andemmu”, soleva dire Lillo ai suoi amici con i quali condivideva la passione per la pesca. Lillo era nato per il mare, aveva trascorso buona parte della sua vita tra reti da pesca, palamiti, spinnaker. La sua attività lavorativa si era svolta nella gestione di una carrozzeria che era stata in precedenza di Casarino. Mal sopportava le esalazioni delle vernici e, quindi, nei giorni di festa purificava i suoi polmoni sul mare con il quale era in perfetta simbiosi. Il mare, il suo amato pelago, gli aveva regalato mille soddisfazioni: era stato campione nazionale di vela per tanti anni e a testimoniare ciò vi è la miriade di coppe, medaglie e trofei vari che Liliana, la sua amata consorte, mancata ancor giovane nel 1982, conservava ed accudiva con amore dentro una teca. La sua immensa passione per la vela l’aveva trasmessa a tanti ragazzi e ragazze che erano diventati suoi allievi e lo emulavano vincendo gare in Italia e all’estero. Lillo, così era conosciuto da tutti, più che non il suo nome anagrafico Agostino, ci ha abbandonati improvvisamente e prematuramente la notte del 19 novembre, lasciando nello sconforto più grande la figlia Emanuela con il marito Gabriele, i nipoti, tra cui i prediletti Cesare e Giacomo, figli di Emanuela, le sorelle Rosita, Maria Adele e Marisa, e noi tutti, parenti, amici, conoscenti. A noi piace ricordarlo nella sua veste di pescatore intento a cucire le reti, e come velista, intento a fiutare il vento, quello giusto, che lo avrebbe portato alla vittoria. Ciao, Lillo, rimarrai nei nostri cuori e ci conforta la consapevolezza che il murmure dell’onda sempre ti accoglierà. Il cognato Beppe Rizzo Alla figlia Emanuela con il marito Gabriele ed i figli Cesare e Giacomo, alle sorelle Rosita, Maria Adele e Marisa, ai cognati ed ai parenti tutti, giungano le più sentite condoglianze dell’A.V.A. IN RICORDO DI LILLO AGOSTINO GAIBISSO L’uomo è un animale terricolo, salvo quei pochi che sono in grado di guadagnarsi la vita sul mare. Lillo Agostino Gaibisso era uno di questi. Il volto segnato dalla salsedine e abbronzato dal sole, accentuava il biancore del suo sorriso. Il suo sguardo era caratteristico di chi è abituato a guardar lontano, cercando all’orizzonte ogni segno di speranza. Lillo Gaibisso aveva i tratti del viso tipici dell’uomo di mare. Ma “Uomo di Mare” lo era veramente! Da bambino sotto la guida esperta del padre, capobarca di grande carisma, Lillo aveva imparato a scrutare e a capire tutte quelle piccole informazioni, quei segni naturali, invisi dai più che sanno mandare le nuvole, il vento, la luce del cielo per preavvisare e guidare chi, sul mare, è abituato a guadagnarsi la vita. È questa sua sensibilità che lo eleva, lo innalza e lo distingue fino a celebrarlo come un valente nocchiero e poi come un grande campione della vela. In questo sport Lillo Gaibisso raggiunge un primato senza precedenti: nella categoria “Dinghy 12”, piccola deriva ammessa alle olimpiadi, conquista cinque titoli di Campione Nazionale. Le sue qualità di timoniere sono esaltate, soprattutto, dai suoi avversari. Scrive di lui un grande campione della vela italiana e mondiale: «Gaibisso di Alassio, posso dire che è stato il mio maestro, senza saperlo». “Scotta e timone” sono la fonte di vibranti emozioni che lo appagano e gratificano al punto da ritemprarlo. Per questo, finita la stagione agonistica Lillo diventa istruttore di vela del C.N.A.M. di Alassio e per molti anni, il suo ispirato insegnamento diventa il “vademecum” per tanti giovani appassionati dello Sport della vela italiana. I suoi consigli tecnici hanno formato autentici campioni che con le loro gesta sportive hanno fatto sventolare il vessillo di Alassio e la bandiera italiana sul pennone più alto. Io, però, lo ricordo da “reordu” quando, come era consuetudine di un tempo tra i “padrui”, capobarca e capopesca alassini, saputo che un pescatore concorrente aveva danneggiato seriamente la sua rete e per ripararla l’aveva distesa ad asciugare, gratuitamente, mettendo da parte le inimicizie e i rancori, gli altri si avvicinavano e, silenziosamente, tirando fuori dalla tasca la loro personale aggugetta si mettevano a “chixì” lavorando, anche, un’intera giornata, sotto il sole o al freddo, per dare NELLO NATTERO Un’altra figura particolare e conosciutissima del nostro paese ha raggiunto i suoi vecchi…NELLO NATTERO, deceduto il 22 ottobre u.s. Chi degli Alassini non ha conosciuto la sua grande abilità come “sarto” e poi nel suo avviatissimo negozio? L’A.V.A. si unisce ai molti Alassini nel porgere le più sentite condoglianze alla moglie, al figlio e famigliari tutti. Al momento di andare in stampa abbiamo appreso la notizia della improvvisa dipartita della Signora Rina Telesio ved. Quartara, mamma del Socio Luciano Quartara, per molti anni Presidente della nostra Associazione, e della Signora Rosanna StallaDe Andreis figlia del nostro Socio Bruno, di vecchia famiglia alassina, creatore dell’omonima tipografia in Albenga dove viene stampato il nostro Giornale. Agli amici Luciano Quartara, Giorgio De Andreis e rispettive famiglie il Consiglio Direttivo esprime le più sentite condoglianze. la possibilità al reordu sfortunato di poter riprendere il mare con tutta a so barcò il giorno successivo. Lillo Gaibisso è stato, forse, l’ultimo di questi veri Alassini. Pensare di avvicinarmi al Borgo Coscia senza più incontrarlo per parlare il nostro gergo intonato al linguaggio dell’antico mestiere del pescatore mi lascia nell’animo un senso di freddo che nasce dalla certezza di aver perso un amico. Mi unisco al cordoglio della figlia e delle sorelle, del genero, degli amati nipoti, dei parenti e degli amici, cristianamente convinto che la luce perpetua illuminerà il suo eterno riposo. Dante Schivo CARLO MORTEO 11/12/1995 - 11/12/2005 Ciao caro papà… Con questo mese di Dicembre, sono ormai 10 anni che te ne sei andato e nonostante tutto questo lungo periodo, il vuoto lasciato è immenso, essendo quotidiano il mio pensiero verso di te. Mi manca molto il tuo dialogo, per raccontare la quotidianità mia e di tutti i tuoi nipoti. Caro papà, il Natale è vicino ed il tuo ricordo è ancora più intenso e profondo, perché riuscivi a rendere speciale quel giorno, speciale come lo eri tu, soprattutto nelle piccole cose. È superfluo dire il meraviglioso e sempre comprensivo padre che sei stato per le tue figlie e spero che da lassù continui a proteggerci come hai sempre fatto in vita, ringraziandoti per tutto quello che ci hai donato. Tua figlia Giuseppina DANDOLO BRIATORE 29/11/2004 - 29/11/2005 Carissimo papà È trascorso un anno da quando ci hai lasciato e seppure si dica che il tempo lenisce il dolore, la tua mancanza ci addolora come quel tristissimo giorno; nulla è cambiato, così come resta immutato il profondo amore nei tuoi confronti. Ora sei lassù e conoscendo l’amore che nutrivi per la famiglia siamo sicuri che stai vegliando su di noi. Ciao I tuoi cari 12 «L'ALASSINO» Specie ittiche della Baia del Sole Venerdì 16 Dicembre 2005 Alassio sempre più ricca di nozze d’oro Meteorologia Alassina a cura dell'Osservatorio Don Bosco NOVEMBRE 2005 Pesce Pettine (Xyrichthys novacula) - (Pésciu Re) È volgarmente noto come «Pesce pappagallo o Re». È alquanto strano e vive nei fondali sabbiosi sempre sotterrato in attesa di piccole prede. Il maschio è di colore verde chiaro con squame dorate, la femmina è rosa. Ha in bocca quattro dentini pungenti. Peso massimo 100 gr. Ha carne gustosa in frittura. Può pescarsi da riva con lungo lancio, ma la sua pesca è dal natante, con canna da bolentino, in leggero movimento sul fondo. Esca: verme e polpa Armatura: a/b/c Amo: 10/14 – Filo: 020/022 Pessö PESCE PETTINE DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO Valide terapie dei nonni Con vivo compiacimento abbiamo appreso che OSCAR ed ANNA BARBERA hanno raggiunto il festoso traguardo delle nozze d’oro, il 29 ottobre u.s. Accanto agli “sposi d’oro” le figlie Nadia, Marina, i nipoti, amici e parenti in una tavolata indimenticabile! Come non augurare ancora molti, molti anni insieme? E lo facciamo con vera gioia! L’A.V.A. La stimolante menta piperita Menta piperita (Mènta aççesa) È un ibrido tra la menta domestica e la menta acquatica che nel secolo XVII° fu importata dall’Inghilterra. Si coltiva intensivamente nei paesi a clima temperato. Qui da noi si produce nell’entroterra per estrarre un mentòlo dal forte aroma che si usa in profumeria e in liquoreria. Il suo profumo e il suo sapore vivo sono dovuti a una essenza dotata di proprietà antisettiche. La pianta eccita il sistema nervoso. È sedativa e antispasmodica. È materia prima nell’industria farmaceutica e in confetteria. La medicina ci indica che questa pianta è utile per combattere l’aerofagia, la cefalea, l’alito cattivo, l’impotenza, la pertosse, il singhiozzo e il vomito. Da noi quando un bambino aveva difficoltà nella digestione così si consigliava: “Se u matettu u rüsc-ciu u aspènta Daghe ‘na ciapelletta de mènta” (Se il piccolo ritarda il ruto, dagli una caramella di menta). Il Direttore dell’Osservatorio Prof. Don Natale Tedoldi Pessö I RAGAZZI DEL “55” FOTO CICCIONI Grande festa di famiglia, il 22 ottobre u.s. in Casa Vendrame… Gerolamo (il nostro amato Gimmo!) e la Signora Rina Moirano hanno raggiunto feli- cemente il traguardo dei 50 anni insieme. Agli “Sposi d’oro” e famiglia gli auguri e la felicitazione di molti amici e dell’A.V.A. Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione entro la fine di ogni mese per la pubblicazione ne «L'Alassino» del mese successivo. A.V.A. Nel mezzo del Cammin di nostra vita… i “RAGAZZI DEL 55” di Alassio, in compagnia di un folto gruppo di Albenga, si sono ritrovati nel ristorante “La Scogliera” per festeggiare i loro primi “50 anni”… Ed altri 50 augura a tutti questi “giovani” l’Associazione Vecchia Alassio. (FOTO ALDO) Risposta all’anonimo… Sarò ben felice di invitarla a pranzo per chiudere la querelle da lei sollevata. Lasci però fuori della porta l’acredine che mi pare la pungoli. Mi telefoni per prenotare perché è bene farlo; basta mi dica “sono il lettore de ‘L’Alas- sino’” e capirò. Non di sera, a pranzo è meglio. Il tempo passa, la mente è stanca, alzo per questo bandiera bianca. A presto, e una cordiale stretta di mano Silvio Viglietti Il mese di novembre – ne basta il nome – suscita immediatamente un senso di tristezza: le giornate si accorciano sempre più (fino a metà dicembre, quando adagio, adagio…), le temperature precipitano, l’eliofania tende a valori sempre più ristretti… Ben si adatta a essere il mese dedicato al ricordo dei nostri Morti, e anche della nostra realtà. I fenomeni meteorologici sono abbastanza costanti e quindi con poche varietà tra un anno e l’altro: per scoprire alcune significative differenze (se esistono) sono andato a rivedere come sono andate le cose VENTI ANNI FA: NOVEMBRE 1985. Per semplificare la comprensione del confronto, metto tra parentesi i valori registrati nel 1985. Pressione media 758,7 mmHg (757,9 mmHg non dimentichiamo che tutti i valori tra parentesi sono quelli registrati venti anni fa!). Medie decadali: prima decade: 764,2 mmHg (757,0 mmHg); seconda decade: 759,4 mmHg (759,6); ultima decade: 752,6 mmHg (757,0 mmHg). Temperatura media: 13,9 °C (11,7 °C); temperature medie decadali: 17,8 °C (15,9 °C); 14,8°C (10,3 °C); 9,0 °C (9,0 °C). Umidità media: 59% (58%) – Medie decadali : 71% (64%) nella prima; 51% (50%) nella seconda; 56% (61%) nella terza. Precipitazioni totali: 31, 6 mm. (66,0 mm.); giorno più piovoso: 1 novembre con 10,8 mm. (13 novembre con 25,2 mm.). Giorni Sereni: 15 (5); giorni coperti : 3 (12). Velocità media del vento: 193 Km. ogni 24 ore (230 Km. ogni 24 ore). Nella prima decade il giorno più ventoso è in data 6 con 300Km. nelle 24 ore (il giorno 7 con 325 Km); nella seconda decade: il giorno 13 con 530 Km. (il giorno 19 con 670 Km.); nella terza decade: il giorno 22 con 390 Km. (il giorno 24 con 510 Km). Eliofania mensile: 160,6 ore di limpido sole (87,8 ore!). Media giornaliera: 5,4 ore (2,9 ore). Le medie di bel sole nelle tre decadi: 5,8 ore (3,9 ore); 4,3 ore (2,1 ore); 6,0 ore (2,8 ore). Confrontando questi dati potremmo anche sentirci un po’ confortati: nel passato c’è stato anche qualcosa di peggio. Forse, prima di lamentarci per qualche giornata… nera, sarebbe utile guardare un po’ più lontano. Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce. DIREZIONE: Cons. Dirett. A.V.A. RESPONS.: Emanuele Aicardi EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: Socio Luigi Lanfredi Associato all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana