Difesa suolo - Autorità di Bacino del fiume Serchio

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Difesa suolo - Autorità di Bacino del fiume Serchio
Autorità di Bacino
BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO
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LA DIFESA DEL SUOLO NEGLI STATI UNITI
BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO.....................................................................................1
LA DIFESA DEL SUOLO NEGLI STATI UNITI............................................................................1
BREVI NOTE RIASSUNTIVE................................................................................................... 1
Cenni storici: il dissolversi delle Commissioni Nazionali di Bacino............................................ 3
I programmi federali di difesa del suolo...........................................................................................5
Istituzioni interstatali competenti in materia di difesa del suolo...................................................... 6
Istituzioni Statali...............................................................................................................................7
Gli Stati Uniti, membri di Autorità di Bacino Internazionali.......................................................... 8
BREVI NOTE RIASSUNTIVE
•
Negli Stati Uniti la tutela della risorsa idrica, fondata sul concetto di bacino idrografico, ha fatto per
la prima volta la sua comparsa, nell’ordinamento giuridico, negli anni ’30, quando, con legge, si è
istituita la Tennessee Valley Authority, con il compito, in pari tempo, di assicurare lo sviluppo
industriale ed agricolo del bacino del fiume Tennessee e di tutelarne, in varie forme, la risorsa
idrica, dal controllo delle piene, alla forestazione, alla produzione di energia idroelettrica. Ma la
vastità dei poteri assicurati e la diretta dipendenza dal Presidente degli Stati Uniti ne hanno fatto un
unicum, irripetibile, nella storia di questo Paese.
•
Nel 1965, ad opera della fondamentale legge, Water Resources Planning Act, venne prevista la
creazione di Commissioni di Bacino Nazionali, poste sotto il controllo di un Consiglio Federale
sulla Risorsa Idrica, fornite di limitati poteri per quanto riguarda la gestione del bacino,
consistenti principalmente, in un’azione di coordinamento dei piani di gestione della risorsa idrica
e di difesa del suolo, predisposti dagli enti locali e dagli Stati competenti. Le Commissioni di
Bacino Nazionali, però, dopo un decollo difficile ed una esperienza travagliata, furono eliminate
con un decreto presidenziale del 1981.
•
La politica dell’amministrazione Reagan, infatti, segna una cambio di rotta fondamentale nel diritto
ambientale statunitense. Il governo federale, rinunciando ad effettuare, in molti settori,
interventi diretti a difesa dell’ambiente, di competenza esclusiva degli Stati, ha riservato a sè
soltanto, in alcuni casi, un ruolo di indirizzo e controllo sul loro operato. Così è avvenuto, per
esempio, per la tutela della risorsa idrica, con il Clean Water Act, del 1977, che, per quanto
riguarda il ruolo di indirizzo, ha fissato gli standard minimi per la qualità delle acque, validi su
tutto il territorio nazionale; e, per quanto riguarda il controllo, attribuito all’Agenzia Nazionale per
l’Ambiente (EPA), ha reso possibile la vigilanza sul rispetto di tale disciplina da parte degli Stati
membri, sanzionandone l’inottemperanza, anche attraverso una possibile azione giudiziaria, innanzi
alla competente Corte federale.
1
•
1)
2)
3)
Il governo federale non ha invece alcuna competenza in materia di difesa del suolo, la quale rientra
interamente nelle attribuzioni dei singoli Stati membri; nelle parole del U.S. Code, il governo
federale può solo cooperare, a tal fine, con gli Stati e gli enti territoriali. Importanti sono tuttavia le
iniziative che il Governo federale può intraprendere, tramite il suo potere di spesa (spending
power), che assicura importanti risorse federali agli Stati che diano la loro adesione a eventuali
programmi ambientali : con ciò il Governo federale può influire indirettamente sulla politica di
difesa del suolo.
Si segnalano tre esempi significativi, in proposito:
Il Watershed Protection and Flood Prevention Act ( Norme a difesa del bacino idrografico e per la
prevenzione delle alluvioni), risalente al 1954, con il quale si finanziano opere idrauliche su bacini
idrografici di ampiezza minore, a beneficio degli Stati e degli enti locali, a condizione che gli
interventi siano compiuti sotto la supervisione tecnica del Servizio di Difesa del Suolo, cioé un
ente governativo.
Il National Flood Insurance Program (Programma Assicurativo Nazionale contro il Rischio da
Alluvione), istituito con una legge del 1968 ed amministrato da una apposita agenzia federale
(FEMA), che obbliga coloro che acquistino un immobile in una comunità, che ha aderito al
programma, a stipulare una polizza assicurativa contro il rischio da alluvione.
Il governo federale sollecita l’adesione volontaria al programma, facendo divieto alle agenzie od
enti federali, in base ad una legge del 1994, di stanziare sovvenzioni, finanziamenti od
agevolazioni fiscali per l’acquisto di immobili siti in comunità non partecipanti al programma.
Il decreto presidenziale del 1977, con cui si vincola l’azione delle agenzie od enti governativi,
che a qualsiasi titolo siano competenti nella gestione o pianificazione di aree soggette ad
allagamento, o che comunque finanzino attività comportanti una modificazione di dette aree, a
valutare possibili alternative alle iniziative previste ed, altrimenti, a minimizzarne gli effetti.
•
A seguito della abolizione dei Consigli Nazionali di Bacino, la gestione di bacini idrografici
appartenenti a più Stati, rimane affidata alle molte amministrazioni locali e statali, competenti in
materia di difesa del suolo e gestione del ciclo delle acque. Gli Stati hanno spesso deciso di
coordinare le loro politiche, dando vita ad organismi sovraregionali di diversa struttura e natura
istituzionale.
La maggior parte dei bacini interstatali è gestita da accordi di cooperazione non vincolanti
(cooperative agreements) : essi danno generalmente vita a commissioni , costituite da
amministratori degli Stati firmatari, ed intrinsecamente deboli, giacché non possono deliberare se
non all’ unanimità ( vedi, però l’eccezione della Convenzione, nota con il nome di Chesapeake Bay
Agreement). Se le convenzioni interstatali vengono ratificate dal Congresso degli Stati Uniti,
acquistano forza di legge (interstate combact). Questa ultima tipologia di convenzioni sono
particolarmente utilizzate nella costa occidentale ( ad esempio per il bacino del fiume Ohio): esse,
tuttavia, hanno dato ugualmente vita a deboli Commissioni, incapaci di esercitare un ruolo effettivo
nella gestione della risorsa idrica.
Più incisive, appaiono invece, le Commissioni interstatali, di cui venga a far parte anche il
Governo federale , quali, per es., la Delaware River Basin Commission, composta dai governatori
degli Stati firmatari ( New York, New Jersey e Delaware) e dal Ministro degli Interni ( Secretary of
the Interiour), la quale svolge un ruolo effettivo di pianificazione e gestione del ciclo dell’acqua;
importante è la sua facoltà di immettere titoli obbligazionari, per finanziare i propri interventi.
•
Tra le esperienze nella gestione dei bacini idrografici statali, si segnalano significativamente e in
controtendenza con altre esperienze ,quella del Texas, dove si sono create Autorità di Bacino
Regionali, competenti anche in materia di difesa del suolo e quella della Florida, dove i cinque
Distretti per la gestione della risorsa idrica e la difesa del suolo, possono applicare una imposta per
finanziare determinati interventi idraulici.
2
•
Poniamo, in fine, in evidenza che le Autorità di Bacino, che, al livello nazionale, hanno stentato ad
imporre il loro ruolo, nella gestione della risorsa idrica, per le resistenze incontrate ad opera delle
amministrazioni federali, statali e locali, investite di compiti concorrenti, e sono , infine, scomparse,
si sono invece imposte, al livello internazionale, dal momento che, nelle Convenzioni bilaterali,
per la gestione di bacini internazionali, di cui gli Stati Uniti fanno parte, le Autorità di Bacino
sono state riproposte, quali Istituzioni capaci di garantire la difesa del suolo e dell’acqua, nel
rispetto degli ecosistemi acquatici, di cui il bacino idrografico si compone ( Convenzione U.S.ACanada per la Qualità delle Acque nella Regione dei Grandi Laghi; Convenzione U.S.A-Messico
per la gestione dei bacini del Colorado e del Rio Grande).
,
Cenni storici: il dissolversi delle Commissioni Nazionali di Bacino
Il concetto di bacino idrografico, quale ambito territoriale ottimale difesa della risorsa idrica e
del suolo, fece la sua comparsa, negli Stati Uniti, negli anni ’30 , quando – con legge 18 maggio
1933 - si creò un ente governativo per la gestione della valle del Tennessee, investito di importanti
compiti istituzionali per la gestione del fiume Tennessee e per lo sviluppo industriale della valle1.
Alla Tennessee Valley Authority erano infatti affidati non solo competenze di pianificazione e di
programmazione economica, di sviluppo agricolo ed industriale del bacino, ma anche compiti di
gestione della risorsa idrica, come quelli di controllarne la portata e prevenirne le piene, anche al
fine di migliorare la navigazione del fiume, ed inoltre il compito di riforestare e gestire le aree di
pertinenza fluviale, infine quelli relativi all’ utilizzo della risorsa idrica al fine della produzione di
energia elettrica. L’Autorità, che rispondeva direttamente al Presidente degli Stati Uniti2, godeva di
un tale livello di autonomia e flessibilità, nell’amministrazione dei suoi poteri, che suscitò contrasti
politici ed istituzionali. Un tale esperimento non fu mai più ripetuto negli Stati Uniti: infatti, non fu
mai approvato un interessante disegno di legge, presentato al Congresso degli Stati Uniti , che
proponeva di dare pratica attuazione ad una analoga concezione del bacino idrografico, quale
ambito ottimale di sviluppo economico e tutela delle risorse idriche, da realizzare nelle sette grandi
regioni, corrispondenti ai principali bacini idrografici, in cui era stato diviso il Paese.3.
Soltanto nel 1956 fu approvata la prima legge di livello federale in materia di risorse idriche: il
Water Resources Planning Act4 ( legge sulla pianificazione delle risorse idriche) regolava la
materia, istituendo un Consiglio Federale sulla Risorsa Idrica ( Water Resources Council), che
veniva incaricato di fissare i criteri generali per la redazione dei piani di bacino da parte delle
competenti autorità e di studiare e coordinare le politiche federali sulla difesa della risorsa idrica. La
1
Act of May 18, 1933, ch. 32, 48 Stat. 58. Codificato, come emendato, in 16 U.S.C.§ 831 (1988) . La legge poneva tra i
suoi obiettivi, lo sviluppo economico e sociale dell’area. Cfr. §831 (u).
2
Id., §831 (a).
3
81 CONG.REC. 5280-81 (1937).
4
Act of July 22, 1965, Pub. L. 89-80, 79 Stat. 244 (1965), codificato, come emendato in 42 U.S.C. §§1962-1962d-3.
3
legge prevedeva la possibilità di creare Commissioni di Bacino ( River Basin Commissions), alle
quali spettavano principalmente compiti di coordinamento dei piani di sviluppo della risorsa idrica e
del suolo, promulgati al livello federale, statale e locale, nonché compiti di studio e di ricerca 5. I
piani di bacino predisposti dalle Commissioni, in virtù dei loro compiti di coordinamento delle
amministrazioni coinvolte, venivano presentati al Consiglio Federale sulla Risorsa Idrica, il quale a
sua volta, lo trasmetteva, correlato del proprio parere, al Presidente degli Stati Uniti.
Le Commissioni di Bacino, gravate fin dall’origine, per quanto riguarda le loro competenze, da
gravi limiti, si scontrarono con forti opposizioni di natura politica ed istituzionale, che
ne
indebolirono la capacità di svolgere un ruolo incisivo nella gestione della risorsa idrica. Lo stesso
testo normativo, infatti, attribuiva alle Commissioni compiti legati al solo
ciclo delle acque,
trascurando del tutto la difesa del suolo. Dal punto di vista politico e istituzionale, poi, le
Commissioni incontrarono, nell’affermare il loro ruolo, resistenze sia a livello federale che statale:
preoccupata per il precedente della Tennessee Valley Authority, la classe politica cercò in tutti i
modi di evitare potenziare eccessivamente tali nuovi organismi, negando loro un alto grado di
autonomia; se si unisce a ciò la diffidenza mostrata dalle amministrazioni federali e statali, investite
di concorrenti competenze in materia, nonché la pressione politica ed economica, esercitata dalle
grandi aree metropolitane sulle comunità abitanti nei bacini idrografici limitrofi, al fine di
soddisfare il loro fabbisogno idrico, si comprende a pieno la ragione del progressivo indebolimento
del ruolo di tali Commissioni, create dalla legge del 1965 ed infine il definitivo esaurimento,
sancito formalmente dal decreto presidenziale del 1981, con il quale vennero abolite sei delle nove
Commissioni di Bacino sino allora create6.
Successivamente, la politica federale in materia di tutela della risorsa idrica e di difesa del suolo,
si è uniformata alla tendenza, che ha pervaso la generale politica ambientale statunitense,
affermatasi sotto il governo del Presidente Reagan, e che è consistita nell’imporre, al livello
nazionale, degli standard qualitativi a cui i singoli Stati devono adeguarsi, impiegando, a tal fine, i
mezzi e le procedure, che essi ritengano più opportune. Il Governo federale, dunque, a partire dagli
anni ’80, ha delegato agli Stati la politica ambientale, riservandosi di svolgere una funzione di
indirizzo e di controllo sull’operato statale. In particolare, per quanto riguarda la risorsa idrica, si
sono imposti , con il fondamentale Clean Water Act, del 1972, criteri nazionali per la tutela della
qualità delle acque; mentre , per quanto riguarda la difesa del suolo, si è riconosciuta la competenza
esclusiva dei singoli Stati. Il controllo federale sul ciclo delle acque poi risulta diretto ed efficace,
giacché il mancato raggiungimento dei livelli qualitativi, da parte dei singoli Stati, porta alla
applicazione, da parte della Agenzia Nazionale per l’Ambiente (EPA), di sanzioni e addirittura, nel
5
6
Id, §§ 1962b-1962b-6.
Exec. Order n° 12.319, 46 Fed.Reg. 45, 591 (1981).
4
caso di reiterata inottemperanza ai dettami federali, può sfociare in un azione legale dinanzi alla
competente corte federale, promossa sempre dalla EPA, contro gli Stati inadempienti7.
I programmi federali di difesa del suolo
Nell’ambito della difesa del suolo, il controllo del governo federale rimane, invece, marginale
ed indiretto, giacché egli può solo cooperare8 con gli Stati e gli enti territoriali, veri titolari delle
competenze in materia. Di fatti, l’unica legge federale varata in materia e risalente al 1954
(Watershed Protection and Flood Prevention Act- Norme a difesa del bacino idrografico e per la
prevenzione delle alluvioni), che finanzia interventi idraulici a difesa del suolo nei bacini idrografici
di dimensioni minori, si fonda sulla preponderante iniziativa ed azione di enti locali ed autorità
statali, limitandosi a fornire, per il tramite di un ente governativo all’uopo preposto (the Soil
Conservation Service-il Sevizio di Difesa del Suolo), una supervisione tecnica al progetto locale.
Come spesso accade nel panorama statunitense, però, l’influenza federale sui programmi degli
Stati può manifestarsi tramite il cosiddetto potere di spesa ( spending power): per accedere agli
importanti fondi federali, infatti, gli Stati debbono aderire ai programmi e alle direttive predisposte
dal governo e dalle sue agenzie.
1) Le agenzie e gli enti governativi, infatti, debbono informare la loro azione amministrativa
nei confronti degli Stati ed enti locali, ai principi ispiratori della difesa del suolo, stabiliti dal
legislatore in più testi normativi.
Ai sensi del decreto presidenziale del 19779, promulgato da Presidente Jimmy Carter, qualsiasi
ente governativo che si trovi ad amministrare i pochi territori di proprietà federale, ovvero che
amministri programmi, pianificazioni od azioni di intervento destinati a produrre i loro effetti sulla
gestione della risorsa idrica e del territorio, dovrà preventivamente determinare, se l’azione, il
programma o la pianificazione in questione manifesterà i suoi effetti su aree soggette ad
allagamento ( floodplain); in caso affermativo, dovrà valutare se vi siano alternative percorribili per
evitare il coinvolgimento di tali aree : qualora ciò risultasse impossibile, l’ente si dovrà preoccupare
di modellare l’intervento in modo tale da minimizzare i possibili effetti negativi sulla difesa del
suolo10.
2) E’ noto, inoltre, che il governo statunitense ha puntato molto sulla adesione volontaria da
parte delle comunità sparse sul territorio nazionale, ad un ambizioso programma , istituto con legge
7
EPA, Our Mission, consultabile sul sito http://www.epa.org.
In 16 U.S.C. §1001.
9
EXEC. ORDER n° 11988 of May 24, 1977, 42 F.R. 26951.
10
Id, § 2 (a). Ogni qualvolta si creino diritti reali a favore di privati od enti pubblici non governativi su immobili situati
nelle aree soggette ad allagamento, gli enti governativi che siano investiti a qualsiasi titolo di competenze nelle suddette
aree, debbono, poi, inserire nello strumento legale un apposita clausola che listi gli usi dell’immobile contrari alle
leggi federali, statali e locali e possono eventualmente vincolare gli immobili ad usi compatibili con la difesa del suolo.
Id, § 2 (a) d.
8
5
del 1968 ( National Flood Insurance Act), e mirante ad obbligare coloro che, nelle comunità
aderenti, costruiscano in zone ad alto rischio di allagamento, a stipulare una assicurazione contro il
rischio da alluvione. Il programma è amministrato da una agenzia federale (FEMA), che redige
mappe nazionali del rischio e verifica l’ottemperanza delle comunità ai criteri precauzionali
imposti. I premi assicurativi sono tendenzialmente correlati al livello di rischio dell’area costruita e
sono “scontati” in proporzione alle opere di messa in sicurezza idraulica e ad altri interventi
precauzionali posti in essere dalle comunità partecipanti.
3) Infine, il Governo federale esercita un controllo sulla gestione del territorio, in tutte quelle
situazioni in cui, su istanza di un ente locale, il Corpo degli Ingegneri, alle dipendenze dell’
Esercito ( US Army Corps of Engineers ), su mandato del Congresso, attua un intervento
idraulico in un bacino idrografico del paese11.
Benché, dunque, il governo federale cerchi in più modi di influenzare la politica di
difesa del suolo, essa rimane sostanzialmente affidata alla competenza dei singoli Stati, i quali, nel
caso di bacini idrografici interstatali, hanno dato vita a diverse istituzioni sovraregionali, nel
tentativo di coordinare le loro politiche di settore.
Istituzioni interstatali competenti in materia di difesa del suolo
Gli Stati si sono spesso limitati a coordinare le loro politiche, ricorrendo a deboli
commissioni costituite ad hoc, sulla base di accordi di cooperazione non vincolanti (cooperative
agreements) e dimostratesi di fatto molto deboli, soprattutto in virtù della regola che la
deliberazione deve essere assunta all’unanimità 12. Si segnalano, tuttavia, eccezioni positive, quali la
Convenzione del 1983, nota sotto il nome di Chesapeake Bay Agreement, siglata tra la Virginia, il
Maryland, la Pennsylvania, il Distretto della Columbia e l’EPA. Nel 1988, la Commissione ha
adottato un piano di bacino per ridurre, entro il 2000, del 40%, la concentrazione di nitrati e di
fosforo nelle acque del fiume.
Altre volte, gli Stati hanno siglato accordi interstatali ( intestate compact) per coordinare
le loro politiche, con riferimento all’uso ed alla gestione delle risorse idriche, che interessano vari
territori statali: ciò è avvenuto più spesso nella costa occidentale degli Stati Uniti, dove è maggiore
l’esigenza di dividere la risorsa idrica tra i diversi Stati interessati. Gli accordi suddetti hanno forza
di legge e vincolano gli Stati sottoscrittori solo se vengono ratificati dal Congresso. La Convenzione
per il Controllo dell’Inquinamento nel Bacino del Fiume Ohio ( ora
11
Ohio River Sanitation
http://www.usace.army.mil/public.html
LUDWIK A. TECLAFF, Evolution of the River Basin Concept in National and International Water Law, 36 N.R.J.
359,383.
12
6
Commission), risalente al 1948, adottata da otto stati e ratificata dal Congresso, costituisce l’
esempio più importante di tali accordi13i.
Altre Commissioni interstatali per la gestione della risorsa idrica si caratterizzano per il
fatto che anche il Governo federale è firmatario della Convenzione: generalmente sono tali tipi di
Commissioni ad essere investite di maggiori poteri decisionali.
Un esempio di ciò è costituito dalla Commissione per il bacino idrografico del Delaware 14,
composta dai governatori degli Stati di New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware, e dal
Ministro degli Interni in rappresentanza del Governo federale. I poteri della Commissione sono
caratterizzati dal rilevante compito istituzionale ad essa assegnato, di pianificare l’intero ciclo delle
acque per tutto il territorio del bacino idrografico, spaziando dal controllo dell’inquinamento, alla
gestione dell’approvvigionamento idrico, dalla gestione del bacino al controllo dell’energia
idroelettrica. Particolarmente importante è la facoltà, riservata alla Commissione, di accedere al
credito e di finanziarsi immettendo titoli obbligazionari15.
Rilevante è, inoltre, il fatto che la Commissione deliberi a maggioranza, poiché ciò le
permette, in concreto, di svolgere un ruolo operativo16, adottando piani e programmando interventi.
Con riguardo ai poteri di regolare l’approvvigionamento idrico, tuttavia, si segnala che l’efficacia
dell’azione della Commissione è subordinata alla volontà degli Stati partecipanti di controllare ed
imporre il rispetto dei limiti di pompaggio imposti.
Istituzioni Statali
I singoli Stati, coerentemente con le loro caratteristiche fisiche, economiche, sociali,
culturali e politiche,
hanno adottato le più varie soluzioni istituzionali, per gestire i bacini
idrografici che si estendano interamente all’interno dei loro confini.
Così, in Texas, per esempio, il legislatore ha istituito Autorità di Bacino Regionali,
amministrate da un Consiglio di Amministrazione, le quali si occupano principalmente di
controllare le inondazioni e di garantire l’approvvigionamento idrico. In Florida si sono invece
creati cinque Distretti Regionali per la gestione della risorsa idrica, con compiti non molto diversi
da quelli delle Autorità di Bacino del Texas: da segnalare, tuttavia, la facoltà dei Distretti di
finanziare interventi locali, tramite l’imposizione di una imposta. In Arizona, invece, il territorio è
stato ripartito in distretti amministrativi, sulla base della disposizione delle più importanti falde
13
Cfr. UMBRA, Management of the Upper Missisipi River Basin, Current Issues and Future Options (1994), 47,
consultabile sul sito http:// www.umbra.org/reports.htm.
14
Delaware River Basin Compact, Pub. L. n° 87-328, 75 Stat. 688 (1961) pubblicato in 1961 U.S. CODE CONG. &
ADMIN.NEWS 775-809.
15
UMBRA, supra, Management of the Upper Missisipi River Basin, Current Issues and Future Options (1994), 46
16
LUDWIK A. TECLAFF, supra, Evolution of the River Basin Concept in National and International Water Law, 365.
Altra importante Commissione interstatale , è quella creata per il bacino del Susquehanna, creata nel 1968. Cfr.
Pa.Stat.Ann.tit. 32, §820.1 (Purdon Supp. 1995) (Susquehanna River Basin Compact 1968).
7
acquifere dello Stato, con lo scopo di contemperare le esigenze dell’industria e dell’agricoltura
nell’uso delle acque di falda17.
Gli Stati Uniti, membri di Autorità di Bacino Internazionali
E’ interessante notare, a chiusura di questa sintesi sul regime di difesa del suolo e delle
acque, vigente negli Stati Uniti, come le Autorità di Bacino, praticamente scomparse nel panorama
statunitense, da circa vent’anni, con le rare eccezioni sopra indicate, hanno continuato ad essere
proposte come modello e ad operare, nella pienezza della loro concezione, nell’ambito di quelle
Convenzioni per la gestione di bacini internazionali, che gli
Stati Uniti hanno contribuito a
costituire. Emblematico appare, in tal senso, il caso della Commissione Internazionale Canada- Stati
Uniti18, per la gestione della regione dei Grandi Laghi. Creata da un’apposita Convenzione
internazionale bilaterale, essa nasce dall’esigenza di combattere il crescente inquinamento delle
acque dell’esteso bacino, nel rispetto degli ecosistemi acquatici di cui esso si compone ( così come
stabilito in un innovativo e successivo accordo risalente al 1978) : la Commissione ha acquistato,
nel tempo, crescenti poteri e responsabilità, anche in tema di difesa del suolo19.
La stessa cosa si può dire per la gestione dei due bacini del fiume Colorado e del fiume Rio
Grande, interessanti, in pari tempo, Stati Uniti e Messico, che è stata affidata ad una speciale
Commissione Internazionale (the International Boundary and Water Commission), la quale, tramite
l’adozione di “Minute”, ha fortemente espanso le sue funzioni, come originariamente previste dalla
Convenzione internazionale,
gestendo di fatto i bacini idrografici, sia con riguardo alla
pianificazione e gestione della risorsa idrica, sia con riguardo alla difesa del suolo20.
17
UMBRA, supra,50.
Great Lakes Water Quality Agreement, U.S.-Can, Apr. 15, 1972, 23 U.S.T. 301, 24 U.S.T. 2268, T.I.A.S. n° 7312,
7747.
19
LUDWIK A. TECLAFF, supra, 385.
20
N.KLIOT, D. SHMUELI, U. SHAMIR, Development of institutional frameworks for the management of
transboundary water resources, 1 Int.J. Global Env.Issues, 306, 316 (2001).
18
8