Difesa suolo - Autorità di Bacino del fiume Serchio
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Difesa suolo - Autorità di Bacino del fiume Serchio
Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO . LA DIFESA DEL SUOLO NEGLI STATI UNITI BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO.....................................................................................1 LA DIFESA DEL SUOLO NEGLI STATI UNITI............................................................................1 BREVI NOTE RIASSUNTIVE................................................................................................... 1 Cenni storici: il dissolversi delle Commissioni Nazionali di Bacino............................................ 3 I programmi federali di difesa del suolo...........................................................................................5 Istituzioni interstatali competenti in materia di difesa del suolo...................................................... 6 Istituzioni Statali...............................................................................................................................7 Gli Stati Uniti, membri di Autorità di Bacino Internazionali.......................................................... 8 BREVI NOTE RIASSUNTIVE • Negli Stati Uniti la tutela della risorsa idrica, fondata sul concetto di bacino idrografico, ha fatto per la prima volta la sua comparsa, nell’ordinamento giuridico, negli anni ’30, quando, con legge, si è istituita la Tennessee Valley Authority, con il compito, in pari tempo, di assicurare lo sviluppo industriale ed agricolo del bacino del fiume Tennessee e di tutelarne, in varie forme, la risorsa idrica, dal controllo delle piene, alla forestazione, alla produzione di energia idroelettrica. Ma la vastità dei poteri assicurati e la diretta dipendenza dal Presidente degli Stati Uniti ne hanno fatto un unicum, irripetibile, nella storia di questo Paese. • Nel 1965, ad opera della fondamentale legge, Water Resources Planning Act, venne prevista la creazione di Commissioni di Bacino Nazionali, poste sotto il controllo di un Consiglio Federale sulla Risorsa Idrica, fornite di limitati poteri per quanto riguarda la gestione del bacino, consistenti principalmente, in un’azione di coordinamento dei piani di gestione della risorsa idrica e di difesa del suolo, predisposti dagli enti locali e dagli Stati competenti. Le Commissioni di Bacino Nazionali, però, dopo un decollo difficile ed una esperienza travagliata, furono eliminate con un decreto presidenziale del 1981. • La politica dell’amministrazione Reagan, infatti, segna una cambio di rotta fondamentale nel diritto ambientale statunitense. Il governo federale, rinunciando ad effettuare, in molti settori, interventi diretti a difesa dell’ambiente, di competenza esclusiva degli Stati, ha riservato a sè soltanto, in alcuni casi, un ruolo di indirizzo e controllo sul loro operato. Così è avvenuto, per esempio, per la tutela della risorsa idrica, con il Clean Water Act, del 1977, che, per quanto riguarda il ruolo di indirizzo, ha fissato gli standard minimi per la qualità delle acque, validi su tutto il territorio nazionale; e, per quanto riguarda il controllo, attribuito all’Agenzia Nazionale per l’Ambiente (EPA), ha reso possibile la vigilanza sul rispetto di tale disciplina da parte degli Stati membri, sanzionandone l’inottemperanza, anche attraverso una possibile azione giudiziaria, innanzi alla competente Corte federale. 1 • 1) 2) 3) Il governo federale non ha invece alcuna competenza in materia di difesa del suolo, la quale rientra interamente nelle attribuzioni dei singoli Stati membri; nelle parole del U.S. Code, il governo federale può solo cooperare, a tal fine, con gli Stati e gli enti territoriali. Importanti sono tuttavia le iniziative che il Governo federale può intraprendere, tramite il suo potere di spesa (spending power), che assicura importanti risorse federali agli Stati che diano la loro adesione a eventuali programmi ambientali : con ciò il Governo federale può influire indirettamente sulla politica di difesa del suolo. Si segnalano tre esempi significativi, in proposito: Il Watershed Protection and Flood Prevention Act ( Norme a difesa del bacino idrografico e per la prevenzione delle alluvioni), risalente al 1954, con il quale si finanziano opere idrauliche su bacini idrografici di ampiezza minore, a beneficio degli Stati e degli enti locali, a condizione che gli interventi siano compiuti sotto la supervisione tecnica del Servizio di Difesa del Suolo, cioé un ente governativo. Il National Flood Insurance Program (Programma Assicurativo Nazionale contro il Rischio da Alluvione), istituito con una legge del 1968 ed amministrato da una apposita agenzia federale (FEMA), che obbliga coloro che acquistino un immobile in una comunità, che ha aderito al programma, a stipulare una polizza assicurativa contro il rischio da alluvione. Il governo federale sollecita l’adesione volontaria al programma, facendo divieto alle agenzie od enti federali, in base ad una legge del 1994, di stanziare sovvenzioni, finanziamenti od agevolazioni fiscali per l’acquisto di immobili siti in comunità non partecipanti al programma. Il decreto presidenziale del 1977, con cui si vincola l’azione delle agenzie od enti governativi, che a qualsiasi titolo siano competenti nella gestione o pianificazione di aree soggette ad allagamento, o che comunque finanzino attività comportanti una modificazione di dette aree, a valutare possibili alternative alle iniziative previste ed, altrimenti, a minimizzarne gli effetti. • A seguito della abolizione dei Consigli Nazionali di Bacino, la gestione di bacini idrografici appartenenti a più Stati, rimane affidata alle molte amministrazioni locali e statali, competenti in materia di difesa del suolo e gestione del ciclo delle acque. Gli Stati hanno spesso deciso di coordinare le loro politiche, dando vita ad organismi sovraregionali di diversa struttura e natura istituzionale. La maggior parte dei bacini interstatali è gestita da accordi di cooperazione non vincolanti (cooperative agreements) : essi danno generalmente vita a commissioni , costituite da amministratori degli Stati firmatari, ed intrinsecamente deboli, giacché non possono deliberare se non all’ unanimità ( vedi, però l’eccezione della Convenzione, nota con il nome di Chesapeake Bay Agreement). Se le convenzioni interstatali vengono ratificate dal Congresso degli Stati Uniti, acquistano forza di legge (interstate combact). Questa ultima tipologia di convenzioni sono particolarmente utilizzate nella costa occidentale ( ad esempio per il bacino del fiume Ohio): esse, tuttavia, hanno dato ugualmente vita a deboli Commissioni, incapaci di esercitare un ruolo effettivo nella gestione della risorsa idrica. Più incisive, appaiono invece, le Commissioni interstatali, di cui venga a far parte anche il Governo federale , quali, per es., la Delaware River Basin Commission, composta dai governatori degli Stati firmatari ( New York, New Jersey e Delaware) e dal Ministro degli Interni ( Secretary of the Interiour), la quale svolge un ruolo effettivo di pianificazione e gestione del ciclo dell’acqua; importante è la sua facoltà di immettere titoli obbligazionari, per finanziare i propri interventi. • Tra le esperienze nella gestione dei bacini idrografici statali, si segnalano significativamente e in controtendenza con altre esperienze ,quella del Texas, dove si sono create Autorità di Bacino Regionali, competenti anche in materia di difesa del suolo e quella della Florida, dove i cinque Distretti per la gestione della risorsa idrica e la difesa del suolo, possono applicare una imposta per finanziare determinati interventi idraulici. 2 • Poniamo, in fine, in evidenza che le Autorità di Bacino, che, al livello nazionale, hanno stentato ad imporre il loro ruolo, nella gestione della risorsa idrica, per le resistenze incontrate ad opera delle amministrazioni federali, statali e locali, investite di compiti concorrenti, e sono , infine, scomparse, si sono invece imposte, al livello internazionale, dal momento che, nelle Convenzioni bilaterali, per la gestione di bacini internazionali, di cui gli Stati Uniti fanno parte, le Autorità di Bacino sono state riproposte, quali Istituzioni capaci di garantire la difesa del suolo e dell’acqua, nel rispetto degli ecosistemi acquatici, di cui il bacino idrografico si compone ( Convenzione U.S.ACanada per la Qualità delle Acque nella Regione dei Grandi Laghi; Convenzione U.S.A-Messico per la gestione dei bacini del Colorado e del Rio Grande). , Cenni storici: il dissolversi delle Commissioni Nazionali di Bacino Il concetto di bacino idrografico, quale ambito territoriale ottimale difesa della risorsa idrica e del suolo, fece la sua comparsa, negli Stati Uniti, negli anni ’30 , quando – con legge 18 maggio 1933 - si creò un ente governativo per la gestione della valle del Tennessee, investito di importanti compiti istituzionali per la gestione del fiume Tennessee e per lo sviluppo industriale della valle1. Alla Tennessee Valley Authority erano infatti affidati non solo competenze di pianificazione e di programmazione economica, di sviluppo agricolo ed industriale del bacino, ma anche compiti di gestione della risorsa idrica, come quelli di controllarne la portata e prevenirne le piene, anche al fine di migliorare la navigazione del fiume, ed inoltre il compito di riforestare e gestire le aree di pertinenza fluviale, infine quelli relativi all’ utilizzo della risorsa idrica al fine della produzione di energia elettrica. L’Autorità, che rispondeva direttamente al Presidente degli Stati Uniti2, godeva di un tale livello di autonomia e flessibilità, nell’amministrazione dei suoi poteri, che suscitò contrasti politici ed istituzionali. Un tale esperimento non fu mai più ripetuto negli Stati Uniti: infatti, non fu mai approvato un interessante disegno di legge, presentato al Congresso degli Stati Uniti , che proponeva di dare pratica attuazione ad una analoga concezione del bacino idrografico, quale ambito ottimale di sviluppo economico e tutela delle risorse idriche, da realizzare nelle sette grandi regioni, corrispondenti ai principali bacini idrografici, in cui era stato diviso il Paese.3. Soltanto nel 1956 fu approvata la prima legge di livello federale in materia di risorse idriche: il Water Resources Planning Act4 ( legge sulla pianificazione delle risorse idriche) regolava la materia, istituendo un Consiglio Federale sulla Risorsa Idrica ( Water Resources Council), che veniva incaricato di fissare i criteri generali per la redazione dei piani di bacino da parte delle competenti autorità e di studiare e coordinare le politiche federali sulla difesa della risorsa idrica. La 1 Act of May 18, 1933, ch. 32, 48 Stat. 58. Codificato, come emendato, in 16 U.S.C.§ 831 (1988) . La legge poneva tra i suoi obiettivi, lo sviluppo economico e sociale dell’area. Cfr. §831 (u). 2 Id., §831 (a). 3 81 CONG.REC. 5280-81 (1937). 4 Act of July 22, 1965, Pub. L. 89-80, 79 Stat. 244 (1965), codificato, come emendato in 42 U.S.C. §§1962-1962d-3. 3 legge prevedeva la possibilità di creare Commissioni di Bacino ( River Basin Commissions), alle quali spettavano principalmente compiti di coordinamento dei piani di sviluppo della risorsa idrica e del suolo, promulgati al livello federale, statale e locale, nonché compiti di studio e di ricerca 5. I piani di bacino predisposti dalle Commissioni, in virtù dei loro compiti di coordinamento delle amministrazioni coinvolte, venivano presentati al Consiglio Federale sulla Risorsa Idrica, il quale a sua volta, lo trasmetteva, correlato del proprio parere, al Presidente degli Stati Uniti. Le Commissioni di Bacino, gravate fin dall’origine, per quanto riguarda le loro competenze, da gravi limiti, si scontrarono con forti opposizioni di natura politica ed istituzionale, che ne indebolirono la capacità di svolgere un ruolo incisivo nella gestione della risorsa idrica. Lo stesso testo normativo, infatti, attribuiva alle Commissioni compiti legati al solo ciclo delle acque, trascurando del tutto la difesa del suolo. Dal punto di vista politico e istituzionale, poi, le Commissioni incontrarono, nell’affermare il loro ruolo, resistenze sia a livello federale che statale: preoccupata per il precedente della Tennessee Valley Authority, la classe politica cercò in tutti i modi di evitare potenziare eccessivamente tali nuovi organismi, negando loro un alto grado di autonomia; se si unisce a ciò la diffidenza mostrata dalle amministrazioni federali e statali, investite di concorrenti competenze in materia, nonché la pressione politica ed economica, esercitata dalle grandi aree metropolitane sulle comunità abitanti nei bacini idrografici limitrofi, al fine di soddisfare il loro fabbisogno idrico, si comprende a pieno la ragione del progressivo indebolimento del ruolo di tali Commissioni, create dalla legge del 1965 ed infine il definitivo esaurimento, sancito formalmente dal decreto presidenziale del 1981, con il quale vennero abolite sei delle nove Commissioni di Bacino sino allora create6. Successivamente, la politica federale in materia di tutela della risorsa idrica e di difesa del suolo, si è uniformata alla tendenza, che ha pervaso la generale politica ambientale statunitense, affermatasi sotto il governo del Presidente Reagan, e che è consistita nell’imporre, al livello nazionale, degli standard qualitativi a cui i singoli Stati devono adeguarsi, impiegando, a tal fine, i mezzi e le procedure, che essi ritengano più opportune. Il Governo federale, dunque, a partire dagli anni ’80, ha delegato agli Stati la politica ambientale, riservandosi di svolgere una funzione di indirizzo e di controllo sull’operato statale. In particolare, per quanto riguarda la risorsa idrica, si sono imposti , con il fondamentale Clean Water Act, del 1972, criteri nazionali per la tutela della qualità delle acque; mentre , per quanto riguarda la difesa del suolo, si è riconosciuta la competenza esclusiva dei singoli Stati. Il controllo federale sul ciclo delle acque poi risulta diretto ed efficace, giacché il mancato raggiungimento dei livelli qualitativi, da parte dei singoli Stati, porta alla applicazione, da parte della Agenzia Nazionale per l’Ambiente (EPA), di sanzioni e addirittura, nel 5 6 Id, §§ 1962b-1962b-6. Exec. Order n° 12.319, 46 Fed.Reg. 45, 591 (1981). 4 caso di reiterata inottemperanza ai dettami federali, può sfociare in un azione legale dinanzi alla competente corte federale, promossa sempre dalla EPA, contro gli Stati inadempienti7. I programmi federali di difesa del suolo Nell’ambito della difesa del suolo, il controllo del governo federale rimane, invece, marginale ed indiretto, giacché egli può solo cooperare8 con gli Stati e gli enti territoriali, veri titolari delle competenze in materia. Di fatti, l’unica legge federale varata in materia e risalente al 1954 (Watershed Protection and Flood Prevention Act- Norme a difesa del bacino idrografico e per la prevenzione delle alluvioni), che finanzia interventi idraulici a difesa del suolo nei bacini idrografici di dimensioni minori, si fonda sulla preponderante iniziativa ed azione di enti locali ed autorità statali, limitandosi a fornire, per il tramite di un ente governativo all’uopo preposto (the Soil Conservation Service-il Sevizio di Difesa del Suolo), una supervisione tecnica al progetto locale. Come spesso accade nel panorama statunitense, però, l’influenza federale sui programmi degli Stati può manifestarsi tramite il cosiddetto potere di spesa ( spending power): per accedere agli importanti fondi federali, infatti, gli Stati debbono aderire ai programmi e alle direttive predisposte dal governo e dalle sue agenzie. 1) Le agenzie e gli enti governativi, infatti, debbono informare la loro azione amministrativa nei confronti degli Stati ed enti locali, ai principi ispiratori della difesa del suolo, stabiliti dal legislatore in più testi normativi. Ai sensi del decreto presidenziale del 19779, promulgato da Presidente Jimmy Carter, qualsiasi ente governativo che si trovi ad amministrare i pochi territori di proprietà federale, ovvero che amministri programmi, pianificazioni od azioni di intervento destinati a produrre i loro effetti sulla gestione della risorsa idrica e del territorio, dovrà preventivamente determinare, se l’azione, il programma o la pianificazione in questione manifesterà i suoi effetti su aree soggette ad allagamento ( floodplain); in caso affermativo, dovrà valutare se vi siano alternative percorribili per evitare il coinvolgimento di tali aree : qualora ciò risultasse impossibile, l’ente si dovrà preoccupare di modellare l’intervento in modo tale da minimizzare i possibili effetti negativi sulla difesa del suolo10. 2) E’ noto, inoltre, che il governo statunitense ha puntato molto sulla adesione volontaria da parte delle comunità sparse sul territorio nazionale, ad un ambizioso programma , istituto con legge 7 EPA, Our Mission, consultabile sul sito http://www.epa.org. In 16 U.S.C. §1001. 9 EXEC. ORDER n° 11988 of May 24, 1977, 42 F.R. 26951. 10 Id, § 2 (a). Ogni qualvolta si creino diritti reali a favore di privati od enti pubblici non governativi su immobili situati nelle aree soggette ad allagamento, gli enti governativi che siano investiti a qualsiasi titolo di competenze nelle suddette aree, debbono, poi, inserire nello strumento legale un apposita clausola che listi gli usi dell’immobile contrari alle leggi federali, statali e locali e possono eventualmente vincolare gli immobili ad usi compatibili con la difesa del suolo. Id, § 2 (a) d. 8 5 del 1968 ( National Flood Insurance Act), e mirante ad obbligare coloro che, nelle comunità aderenti, costruiscano in zone ad alto rischio di allagamento, a stipulare una assicurazione contro il rischio da alluvione. Il programma è amministrato da una agenzia federale (FEMA), che redige mappe nazionali del rischio e verifica l’ottemperanza delle comunità ai criteri precauzionali imposti. I premi assicurativi sono tendenzialmente correlati al livello di rischio dell’area costruita e sono “scontati” in proporzione alle opere di messa in sicurezza idraulica e ad altri interventi precauzionali posti in essere dalle comunità partecipanti. 3) Infine, il Governo federale esercita un controllo sulla gestione del territorio, in tutte quelle situazioni in cui, su istanza di un ente locale, il Corpo degli Ingegneri, alle dipendenze dell’ Esercito ( US Army Corps of Engineers ), su mandato del Congresso, attua un intervento idraulico in un bacino idrografico del paese11. Benché, dunque, il governo federale cerchi in più modi di influenzare la politica di difesa del suolo, essa rimane sostanzialmente affidata alla competenza dei singoli Stati, i quali, nel caso di bacini idrografici interstatali, hanno dato vita a diverse istituzioni sovraregionali, nel tentativo di coordinare le loro politiche di settore. Istituzioni interstatali competenti in materia di difesa del suolo Gli Stati si sono spesso limitati a coordinare le loro politiche, ricorrendo a deboli commissioni costituite ad hoc, sulla base di accordi di cooperazione non vincolanti (cooperative agreements) e dimostratesi di fatto molto deboli, soprattutto in virtù della regola che la deliberazione deve essere assunta all’unanimità 12. Si segnalano, tuttavia, eccezioni positive, quali la Convenzione del 1983, nota sotto il nome di Chesapeake Bay Agreement, siglata tra la Virginia, il Maryland, la Pennsylvania, il Distretto della Columbia e l’EPA. Nel 1988, la Commissione ha adottato un piano di bacino per ridurre, entro il 2000, del 40%, la concentrazione di nitrati e di fosforo nelle acque del fiume. Altre volte, gli Stati hanno siglato accordi interstatali ( intestate compact) per coordinare le loro politiche, con riferimento all’uso ed alla gestione delle risorse idriche, che interessano vari territori statali: ciò è avvenuto più spesso nella costa occidentale degli Stati Uniti, dove è maggiore l’esigenza di dividere la risorsa idrica tra i diversi Stati interessati. Gli accordi suddetti hanno forza di legge e vincolano gli Stati sottoscrittori solo se vengono ratificati dal Congresso. La Convenzione per il Controllo dell’Inquinamento nel Bacino del Fiume Ohio ( ora 11 Ohio River Sanitation http://www.usace.army.mil/public.html LUDWIK A. TECLAFF, Evolution of the River Basin Concept in National and International Water Law, 36 N.R.J. 359,383. 12 6 Commission), risalente al 1948, adottata da otto stati e ratificata dal Congresso, costituisce l’ esempio più importante di tali accordi13i. Altre Commissioni interstatali per la gestione della risorsa idrica si caratterizzano per il fatto che anche il Governo federale è firmatario della Convenzione: generalmente sono tali tipi di Commissioni ad essere investite di maggiori poteri decisionali. Un esempio di ciò è costituito dalla Commissione per il bacino idrografico del Delaware 14, composta dai governatori degli Stati di New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware, e dal Ministro degli Interni in rappresentanza del Governo federale. I poteri della Commissione sono caratterizzati dal rilevante compito istituzionale ad essa assegnato, di pianificare l’intero ciclo delle acque per tutto il territorio del bacino idrografico, spaziando dal controllo dell’inquinamento, alla gestione dell’approvvigionamento idrico, dalla gestione del bacino al controllo dell’energia idroelettrica. Particolarmente importante è la facoltà, riservata alla Commissione, di accedere al credito e di finanziarsi immettendo titoli obbligazionari15. Rilevante è, inoltre, il fatto che la Commissione deliberi a maggioranza, poiché ciò le permette, in concreto, di svolgere un ruolo operativo16, adottando piani e programmando interventi. Con riguardo ai poteri di regolare l’approvvigionamento idrico, tuttavia, si segnala che l’efficacia dell’azione della Commissione è subordinata alla volontà degli Stati partecipanti di controllare ed imporre il rispetto dei limiti di pompaggio imposti. Istituzioni Statali I singoli Stati, coerentemente con le loro caratteristiche fisiche, economiche, sociali, culturali e politiche, hanno adottato le più varie soluzioni istituzionali, per gestire i bacini idrografici che si estendano interamente all’interno dei loro confini. Così, in Texas, per esempio, il legislatore ha istituito Autorità di Bacino Regionali, amministrate da un Consiglio di Amministrazione, le quali si occupano principalmente di controllare le inondazioni e di garantire l’approvvigionamento idrico. In Florida si sono invece creati cinque Distretti Regionali per la gestione della risorsa idrica, con compiti non molto diversi da quelli delle Autorità di Bacino del Texas: da segnalare, tuttavia, la facoltà dei Distretti di finanziare interventi locali, tramite l’imposizione di una imposta. In Arizona, invece, il territorio è stato ripartito in distretti amministrativi, sulla base della disposizione delle più importanti falde 13 Cfr. UMBRA, Management of the Upper Missisipi River Basin, Current Issues and Future Options (1994), 47, consultabile sul sito http:// www.umbra.org/reports.htm. 14 Delaware River Basin Compact, Pub. L. n° 87-328, 75 Stat. 688 (1961) pubblicato in 1961 U.S. CODE CONG. & ADMIN.NEWS 775-809. 15 UMBRA, supra, Management of the Upper Missisipi River Basin, Current Issues and Future Options (1994), 46 16 LUDWIK A. TECLAFF, supra, Evolution of the River Basin Concept in National and International Water Law, 365. Altra importante Commissione interstatale , è quella creata per il bacino del Susquehanna, creata nel 1968. Cfr. Pa.Stat.Ann.tit. 32, §820.1 (Purdon Supp. 1995) (Susquehanna River Basin Compact 1968). 7 acquifere dello Stato, con lo scopo di contemperare le esigenze dell’industria e dell’agricoltura nell’uso delle acque di falda17. Gli Stati Uniti, membri di Autorità di Bacino Internazionali E’ interessante notare, a chiusura di questa sintesi sul regime di difesa del suolo e delle acque, vigente negli Stati Uniti, come le Autorità di Bacino, praticamente scomparse nel panorama statunitense, da circa vent’anni, con le rare eccezioni sopra indicate, hanno continuato ad essere proposte come modello e ad operare, nella pienezza della loro concezione, nell’ambito di quelle Convenzioni per la gestione di bacini internazionali, che gli Stati Uniti hanno contribuito a costituire. Emblematico appare, in tal senso, il caso della Commissione Internazionale Canada- Stati Uniti18, per la gestione della regione dei Grandi Laghi. Creata da un’apposita Convenzione internazionale bilaterale, essa nasce dall’esigenza di combattere il crescente inquinamento delle acque dell’esteso bacino, nel rispetto degli ecosistemi acquatici di cui esso si compone ( così come stabilito in un innovativo e successivo accordo risalente al 1978) : la Commissione ha acquistato, nel tempo, crescenti poteri e responsabilità, anche in tema di difesa del suolo19. La stessa cosa si può dire per la gestione dei due bacini del fiume Colorado e del fiume Rio Grande, interessanti, in pari tempo, Stati Uniti e Messico, che è stata affidata ad una speciale Commissione Internazionale (the International Boundary and Water Commission), la quale, tramite l’adozione di “Minute”, ha fortemente espanso le sue funzioni, come originariamente previste dalla Convenzione internazionale, gestendo di fatto i bacini idrografici, sia con riguardo alla pianificazione e gestione della risorsa idrica, sia con riguardo alla difesa del suolo20. 17 UMBRA, supra,50. Great Lakes Water Quality Agreement, U.S.-Can, Apr. 15, 1972, 23 U.S.T. 301, 24 U.S.T. 2268, T.I.A.S. n° 7312, 7747. 19 LUDWIK A. TECLAFF, supra, 385. 20 N.KLIOT, D. SHMUELI, U. SHAMIR, Development of institutional frameworks for the management of transboundary water resources, 1 Int.J. Global Env.Issues, 306, 316 (2001). 18 8