documento 15 maggio 5D - "E. Morante" – Sassuolo
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ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” Via Selmi, 16 – 41049 Sassuolo (MO) - tel 0536/881162 – fax 0536/870225 Cod.Fisc. 93038920364 – Pec: [email protected] – E-mail: mois01600a@istruzione .it DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE DEL 15 MAGGIO 2016 CLASSE 5^ D DIPLOMA PROFESSIONALE SERVIZI COMMERCIALI ANNO SCOLASTICO 2015/2016 1 INDICE A: 1.Elenco dei candidati 2.Consiglio di Classe 3. Presentazione profilo professionale 4. Obiettivi trasversali del Consiglio di Classe 5. Relazione di presentazione della classe 6. Iniziative di particolare rilievo e attività svolte dalla classe 7. Modalità di verifica e di valutazione B: 1. Prospetto relativo alle attività di alternanza scuolalavoro e valutazione C: 1. Prospetto informativo sulle prove scritte d’esame con allegati (simulazioni 1°,2°,3° prove) 2. Colloquio 3. Elenco lavori individuali di ricerca D: 1. Prospetto informativo analitico per ogni disciplina: - Italiano - Storia - Matematica - Tecnica professionale dei servizi commerciali - Applicazioni gestionali - Tecnica della comunicazione - Diritto - Inglese - Francese - Educazione fisica maschile e femminile - Religione 2 A.1 Elenco candidati ARUTA PATRIZIA BARONE GLORIA BOYE EUNICE MORKOR CAPUOZZO PASQUALE CASTELLINI ANDREA FORCHIGNONE SALVATORE GIORDANO FRANCESCA GRECO SAMUEL GUDILENKOVA DOMINIKA JARMOUNI ZINEB KODUAH VIVIANA TWENEBOAH MEDICI MARCO MISELLI FABIO MISELLI MATTEO PETTINATO ANDREA PLEPCI GIULIA 3 A.2 CONSIGLIO DI CLASSE COGNOME E NOME DOCENTE Prof.ssa Maria Grazia Casali Prof.ssa Maria Grazia Casali Prof.ssa Maria Grazia Casini Prof.ssa Loretta Gagliardelli Prof.ssa. Provvidenza Fullone DISCIPLINA ORE SETTIMANALI Italiano 4 Storia 2 Sostegno 18 Tecnica professionale dei servizi commerciali 8 (6+2*) Applicazioni gestionali 2* Prof. Gianluca Tramuto Matematica 3 Prof.ssa Cristina Gualandri Inglese 3 Prof. Laura Iacono Francese 3 Prof.ssa Simona Lonero Tecniche di Comunicazione 2 Prof. Michele Toto Diritto 4 Prof.ssa Ginia Rossi Educazione Fisica femminile e maschile 2 Prof. Mirko Bertolini Religione 1 Le ore contrassegnate con * sono di compresenza 4 A.3 – PRESENTAZIONE PROFILO PROFESSIONALE Il tecnico della gestione aziendale possiede competenze polivalenti e flessibili, derivanti da interventi formativi diretti allo sviluppo di un’ampia cultura di base e di abilità logico espressive che gli consentono di essere elemento attivo e consapevole nel sistema azienda. Le competenze che possiede scaturiscono dall’integrazione delle tre aree caratterizzanti il percorso di studi: area di base, area di indirizzo e stage. Le sue conoscenze, abilità e competenze sono l’espressione di una discreta preparazione di base e di una professionalità all’altezza delle trasformazioni che l’economia sta subendo a livello sia di distretto che nazionale. Dato che il contesto economicoproduttivo generale evidenzia incessanti e rapidi cambiamenti non solo nel campo del lavoro, ma anche negli usi, nei consumi, nelle abitudini di vita, si determina il rapido superamento delle nozioni e delle abilità di ordine esecutivo e si impone la necessità di acquisire grande flessibilità e capacità di adattamento. A.4 - OBIETTIVI TRASVERSALI DEL CONSIGLIO DI CLASSE Il Consiglio di Classe ha lavorato nell’intento di rendere lo studente soggetto attivo del processo di formazione. Ha individuato, nello svolgimento della propria funzione formativa, i seguenti obiettivi: favorire negli studenti l’assunzione delle proprie responsabilità e l’acquisizione di un comportamento consapevole e corretto; favorire lo sviluppo della capacità di collaborare e di cooperare nello svolgimento di uno o più compiti; stimolare una partecipazione attiva, autonoma e costruttiva; favorire lo sviluppo di un efficace metodo di lavoro in classe e nello studio domestico; favorire lo sviluppo di capacità professionali operative; favorire la precisione nell’organizzazione e nell’esecuzione del proprio lavoro; favorire la capacità di operare scelte autonome anche in contesti non noti. 5 A.5 - RELAZIONE DI PRESENTAZIONE DELLA CLASSE La classe è composta da 17 alunni: 9 ragazze (di cui una marocchina, due del Ghana, una albanese e una moldava) e 8 ragazzi; inoltre presenta due alunni certificati, di cui una non sosterrà l’esame, in quanto viene biennalizzata la classe quinta. Le ragazze di origine straniera possiedono un livello di conoscenze linguistiche della lingua italiana di livello B2. Per gli studenti che presentano situazioni particolari sono stati elaborati documenti appositi. Due alunni si trovano a sostenere l’esame per la seconda volta, per mancata ammissione nell’anno precedente, mentre i restanti si trovano a sostenere l’esame per la prima volta. Il gruppo si è costituito nell’anno scolastico 2013/2014 dalla fusione di due classi seconde, per formare una classe terza, in origine più numerosa (22 alunni) che si è ridotta via via dopo il conseguimento del diploma di qualifica, diventato di competenza regionale proprio allora, per non ammissione alla classe successiva ed per altri studenti che si sono ritirati. Durante il quarto anno (15 studenti ammessi) non si sono avute altre riduzioni ma l’integrazione di due ragazze, che non avendo frequentato non sono state ammesse alla classe successiva. All’inizio del quinto anno si è avuto l’inserimento di due studenti, che avevano già frequentato la classe quinta, ma con esito negativo. E’ opportuno rilevare, nel triennio, un certo turn-over di docenti che ha coinvolto quasi tutte le discipline, quali italiano, diritto, inglese, francese, matematica, ad eccezione di Tecnica professionale dei servizi commerciali; tale situazione non ha contribuito a creare una adeguata continuità. L’atteggiamento della maggioranza degli allievi si è rivelato poco costruttivo e il dialogo educativo, pur essendo stato improntato su un rapporto di collaborazione e di rispetto reciproco, non ha fatto registrare progressi, sia relativamente ai rapporti interpersonali che all’acquisizione delle diverse competenze disciplinari fondamentali per affrontare al meglio l’esame di maturità. Molteplici sono state le strategie didattiche e gli interventi utilizzati per rendere fruibili i contenuti proposti, il che ha determinato una rimodulazione degli obiettivi didattico formativi previsti nella programmazione progettata all’inizio dell’anno scolastico, consentendo così anche agli alunni maggiormente bisognosi di studio, un recupero seppur parziale, delle difficoltà di base. Si è così insistito su un lavoro di rafforzamento delle abilità sulla correttezza dell’esposizione orale e sull’acquisizione di una terminologia adeguata e di indirizzo, mirate allo sviluppo della capacità logiche e critiche. I risultati conseguiti, tuttavia non sono stati pienamente rispondenti agli obiettivi didattici prefissati, sia in termini di crescita personale che di competenza disciplinare. 6 Nel corso dell’anno gli alunni non sempre si sono dimostrati corretti ed educati nei rapporti interpersonali e nel generale rispetto delle regole della scuola. Molti dei componenti della classe avevano comunque già mostrato una discreta maturità personale e buone competenze sociali, come verificato durante gli stage aziendali effettuati nelle classi terza, quarta e quinta, ottenendo delle ottime valutazione (cfr. riepilogo valutazioni stage classe quinta). Solo alcuni studenti sono discretamente motivati nell’apprendimento e adeguatamente impegnati sia nel lavoro a scuola che a casa anche se la partecipazione nelle varie discipline non è stata per tutti attiva e partecipativa. Per quanto riguarda i livelli di apprendimento, gli obiettivi raggiunti, confrontati con il livello di partenza di ogni studente, presentano nella gran parte dei casi una evoluzione sufficientemente positiva, anche se sul generale livello di sufficienza. Una parte degli alunni si è mantenuta su livelli apprezzabili per tutto l’anno scolastico sia per quanto riguarda il lavoro individuale che per quanto concerne il raggiungimento degli obiettivi trasversali quali la partecipazione e il rispetto delle scadenze; a questo si aggiungono come obiettivi formativi quelli specificati nelle singole discipline perseguiti tenendo conto nella metodologia, nei contenuti degli obiettivi dell’area di indirizzo e dell’attività di stage. Tali obiettivi sono stati raggiunti dalla quasi totalità della classe. In ogni caso la valutazione rimane complessivamente accettabile con punte di livello buono; inoltre non vanno dimenticati i giudizi generalmente di apprezzamento espressi dai referenti aziendali degli stage aziendali concernenti le attività di alternanza scuola-lavoro, come ricordato anche in precedenza. In base ai risultati raggiunti si rilevano i seguenti livelli nella generalità delle discipline: - diversi studenti evidenziano diffuse insufficienze, in particolare nell’area tecnica di indirizzo, matematica e nell’area linguistica. - solo una piccola parte del gruppo classe ha raggiunto gli obiettivi, nel complesso, in modo accettabile - un gruppo più ristretto di studenti si attesta su un livello buono di preparazione con uno sviluppo più sicuro di capacità di rielaborazione e di autonomia. Per gli studenti che presentano situazioni particolari sono stati elaborati documenti appositi. 7 CONTINUITA’/DISCONTINUITA’ DIDATTICA DISCIPLINA CLASSE III D (2013/14) DOCENTE CLASSE IV D (2014/15) DOCENTE Italiano Prof.ssa Paola Pagliara Prof.ssa Raffaella Cattinari Storia Prof.ssa Paola Pagliara Prof.ssa Raffaella Cattinari Tecnica professionale dei servizi commerciali Prof.ssa Marcella Lami – Prof.ssa Loredana Leggieri prof.ssa Loredana Leggieri Prof.ssa Loretta Prof.ssa Loretta Gagliardelli Gagliardelli Applicazioni gestionali Prof.ssa. Addolorata Bruno Prof.ssa. Addolorata Bruno Matematica Prof. Antonio Vestuti Prof. Antonio Pecoraro Inglese Prof. Pasquale Ferro Prof.ssa Annamaria Patti Francese Prof.ssa Lucia Chimenti Prof.ssa Silvia Papi Tecniche di Comunicazione Prof.ssa Rachele Ferrara Prof.ssa Simona Lonero Diritto Prof. Andrea Dellapasqua Prof.ssa Edy Lettera Educazione Fisica femminile e maschile Prof.ssa Ginia Rossi Prof.ssa Ginia Rossi Religione Prof. Mirko Bertolini Prof. Mirko Bertolini Sostegno A.6 INIZIATIVE DI PARTICOLARE RILIEVO E ATTIVITÁ SVOLTE DALLA CLASSE Il consiglio della classe 5 sez. D nel corso dell’attuale anno scolastico ha promosso iniziative a carattere extra curricolare che, in stretta relazione con i programmi disciplinari, hanno consentito agli alunni di ampliare il loro bagaglio culturale, integrando la loro partecipazione con esperienza diversificate. 8 10/05/2016 PROGETTO PROF. VEZZALI FACOLTA’ PSICOLOGIA UNIMORE ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO GIORNO ATTIVITA’ LUOGO 29/09/2015 CERSAIE BOLOGNA FIERE – BOLOGNA DAL 17/11/2015 AL 28/01/2016 PROGETTO DI CONFINDUSTRIA CERAMICA “CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT” LIV.2 (solo per alcuni studenti) ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO DAL 09/11/2015 AL 21/11/2015 STAGE FORMATIVO (PROGETTO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO) SEDI DELLE AZIENDE 25/11/2015 GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO 09/12/2015 PROGETTO “I VOLTI DELLE DIPENDENZE” ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO 17/12/2015 RAPPRESENTAZIONE TEATRALE “TRILOGIA DEL RIDICOLO AMORE OVVERO SCHERZO DI NATALE” TEATRO TEMPLE – SASSUOLO 03/02/2016 PROGETTO “PREVENZIONE DEL DISAGIO ALIMENTARE” ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO 06/02/2016 PROGETTO SUL MELANOMA ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO PROGETTO “IL LAVORO IN TEAM” CON 17/02/2016 DOTT.MUSSINI, PRESIDENTE DI ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO PANARIA GROUP 18/02/2016 VISITA UNIMORE UNIVERSITÀ’ DI MODENA DAL 29/02/2016 AL 05/03/2016 VIAGGIO D’ISTRUZIONE A BARCELLONA BARCELLONA 07/03/2016 PRESENTAZIONE PROGETTO PROTEZIONE CIVILE ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO 02/04/2016 PROGETTO PROTEZIONE CIVILE PARCO AMICO - SASSUOLO 07/04/2016 INCONTRO CON VOLONTARI AVIS 12/04/2016 PROGETTO GUIDA SICURA AUTOPORTO –SASSUOLO- 04/05/2016 “GIOCHI DI CA’ MARTA” TORNEO SPORTIVO SCUOLE SUPERIORI - SASSUOLO 11/05/2016 PROGETTO PROF. VEZZALI FACOLTA’ PSICOLOGIA UNIMORE ISTITUTO MORANTE – SASSUOLO ISTITUTO MORANTE - SASSUOLO si evidenziano le iniziative programmate entro la fine dell’anno scolastico 18/05/2016 INCONTRO VOLONTARI ADMO ISTITUTO MORANTE –SASSUOLO 25/05/2016 INCONTRO REF. SERVIZIO POLITICHE LAVORO ISTITUTO MORANTE –SASSUOLO 9 A.7 MODALITA’ DI VERIFICA E CRITERI DI VALUTAZIONE Il Consiglio di Classe ha deciso di effettuare le valutazioni tenendo in considerazione il livello di partenza della classe. Tale livello è stato accertato attraverso prove di ingresso ed altri tipi di monitoraggio. Si è proceduto a verifiche formative in itinere in alcune discipline e sommative, per le quali sono state utilizzate, oltre alle tradizionali verifiche orali e scritte anche tipologie diverse quali prove strutturate, semi-strutturate, questionari a risposta multipla e a risposta aperta. La gamma dei voti utilizzata dal Consiglio di Classe è quella compresa, almeno nominalmente, dall’1 al 10; il Consiglio di Classe ha inoltre adottato i criteri di valutazione riportati nella griglia della pagina successiva. I livelli di sufficienza sono stati fissati in corrispondenza del raggiungimento degli obiettivi minimi definiti in itinere a seconda delle difficoltà delle verifiche effettuate. Nel caso in cui tali livelli minimi non siano stati raggiunti da un congruo numero di studenti, sono stati effettuati recuperi in itinere. Per ulteriori elementi riguardanti la valutazione si fa riferimento ai prospetti informativi analitici per ogni disciplina. 10 CORRISPONDENZA TRA LIVELLI DI CONOSCENZA E VOTI CONOSCENZA Livello zero Voto 1/2 Non ha conoscenze Primo Livello Voto 3/4 Ha conoscenze frammenta-rie Secondo Livello Voto 5 Conoscenze piuttosto superficiali e a tratti frammenta-rie Terzo Livello Voto 6 Conosce gli argomenti ma non in modo approfondito Quarto Livello Voto 7 Possiede conoscenze che gli consentono di non commettere erro-ri nell’esecuzione di compiti complessi COMPRENSIO NE Non comprende il senso di una domanda e/o di una informazione Non comprende appieno il senso di una domanda e/o di una informazione Coglie solo parzialmente gli aspetti di una domanda o di una informazione Non sa organizzare le informazioni anche se ne coglie il senso Comprende e organizza autonomamente le informazioni giustificandole Quinto Conoscenza Livello completa Voto 8/9 Organizza autonomamente e, se opportunamente stimolato, deduce conoscenze nuove Sesto Livello Voto 9/10 Organizza autonomamente e deduce conoscenze nuove Conoscenza completa e approfondita APPLICAZIONE Non è in grado di applicare le conoscenze anche in contesti noti Commette gravi errori nell’applicazione delle conoscenze in contesti noti e già conosciuti ANALISI E SINTESI Non sa scomporre nelle sue parti un argomento e non sa mettere in relazione o schematizzare Commette gravi errori nella composizione di un argomento nelle sue parti e spesso non è in grado di mettere in relazione o schematizza-re ESPRESSIONE Non conosce la terminologia adatta Non sa usare la terminologia adatta e/o commette gravi errori che oscurano il significato del discorso Commette errori non gravi nell’applicazione di regole o procedimenti Deve essere guidato per individuare relazioni e ricomporre sintesi Non sempre usa il lin-guaggio appropriato ma gli errori oscurano il significato Sa applicare le conoscenze solo se guidato senza commettere gravi errori Sa effettuare analisi parziali e semplici, manca di precisione nell’esecuzione di analisi e sintesi Possiede una terminologia accettabile ma l’esposizione non è fluente Sa applicare autonomamente e correttamente le conoscenze in contesti noti Riesce a svolgere compiutamente analisi e sintesi nonostante qualche incertezza Si esprime con chiarezza e terminologia appropriata L’analisi è approfondita e la sintesi è sempre corretta ed opportuna Usa la lingua in modo appropriato L’analisi è approfondita e la sintesi è sempre corretta e opportuna; propone valutazioni personali ed autonome Usa il linguaggio specifico in modo disinvolto, appropriato e corretto Applica autonomamente le conoscenze talvolta anche in situazioni nuove e complesse, senza errori né incertezze; segue procedure autonome Applica autonomamente le conoscenze anche in situazioni nuove e complesse, senza errori né incertezze; segue procedure autonome 11 B.1 AREA DI SPECIALIZZAZIONE – STAGE PROFILO PROFESSIONALE L’operatore della gestione aziendale è una figura professionale capace di intervenire attivamente nella gestione amministrativa. Al termine del corso di studi possiede conoscenze, abilità e competenze che lo mettono in grado di operare in aziende industriali-commerciali , in aziende private e pubbliche. ATTIVITA’ ALTERNANZA SCUOLA - LAVORO La 5°D ha seguito un percorso di ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO , finalizzato al diploma di Tecnico Professionale dei Servizi Commerciali, di durata triennale. L’Alternanza scuola lavoro è stata introdotta a seguito della riforma degli Istituti professionali ed è una metodologia innovativa di apprendimento in quanto costituisce un’occasione di integrazione tra l’attività scolastica e il contesto lavorativo. L’Alternanza permette, quindi, di superare la visione che ritiene la scuola come luogo di apprendimento teorico e il mondo del lavoro concentrato solo sull’attività pratica. Talvolta gli studenti non sono consapevoli delle loro capacità e delle loro inclinazioni personali ed inoltre non sempre colgono l’importanza degli insegnamenti curricolari. Le attività di stage offrono agli studenti la possibilità di osservare personalmente la realtà lavorativa del territorio, traendo informazioni e imparando ad elaborare il proprio progetto di vita. Prima, durante e al termine dei periodi di stage sono stati realizzati appositi incontri con il tutor scolastico allo scopo di favorire una presa di coscienza dell’importanza dell’esperienza di stage, fornire informazioni sulla documentazione, illustrare le norme di comportamento da osservare e monitorare l’andamento dell’esperienza in azienda; al rientro a scuola si sono svolti momenti di riflessione e discussione di gruppo sugli esiti e su eventuali criticità riscontrate. L’Alternanza scuola-lavoro è stata realizzata grazie alla collaborazione di aziende del territorio, associazioni di categoria (CNA, Lapam, Confesercenti), associazioni sindacali e studi professionali. 12 ORE DI STAGE 320 ore suddivise tra terzo (80), quarto (160) e quinto anno (80). Gli alunni hanno, inoltre, svolto il Corso di Formazione Generale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro previsto dal D.Lgs 81/2008 art.37, comma 2 con test finale e rilascio dell’attestato, per una durata complessiva di 4 ore. Gli alunni hanno svolto un’attività di reporting /feed back nel periodo post stage, volta al confronto e condivisione delle diverse esperienze lavorative. MODULI e ATTIVITA' Attività di Pre stage / Post stage Stage classe 3^ - 4^ - 5^ TOTALE DURAT A in ore 10 320 330 COMPETENZE ACQUISITE DURANTE LO STAGE a) di base Conoscenza delle lingue straniere Competenze informatiche b) tecnico-professionali Gestione delle informazioni e delle tecniche ipertestuali Competenze di comunicazione c) trasversali Capacità di allacciare rapporti interpersonali Capacità di ascolto Capacità di esprimersi con chiarezza e precisione per fornire informazioni in maniera corretta ed il più possibile esaustiva a fronte di richieste dettagliate anche in lingua straniera Attraverso il Progetto Alternanza è possibile: attuare modalità di apprendimento flessibili favorendo gli stili di apprendimento individuali; arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con lo sviluppo di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; 13 favorire l'orientamento degli studenti e valorizzarne le vocazioni personali e gli interessi; realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile; correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. CONTENUTI DEL PERCORSO FORMATIVO L’Alternanza permette, quindi, di superare la visione che ritiene la scuola come luogo di apprendimento teorico e il mondo del lavoro concentrato solo sull’attività pratica. Talvolta gli studenti non sono consapevoli delle loro capacità e delle loro inclinazioni personali ed inoltre non sempre colgono l’importanza degli insegnamenti curricolari. Le attività di stage offrono agli studenti la possibilità di osservare personalmente la realtà lavorativa del territorio, traendo informazioni e imparando ad elaborare il proprio progetto di vita. Il percorso di Alternanza svolto dalle attuali classi quinte si è così articolato: - TERZO ANNO: attività di stage della durata di 80 ore (corrispondenti a due settimane di scuola). - QUARTO ANNO: attività di stage della durata di 160 ore (corrispondenti a quattro settimane di scuola). - QUINTO ANNO: attività di stage della durata di 80 ore (corrispondenti a due settimane di scuola) svolte nei mesi di Ottobre – Novembre 2015. VALUTAZIONE Per la valutazione globale dello stage si fa riferimento alla media della valutazione raggiunta nei 3 anni , il cui punteggio comprende sia la prova d’esame, sia la valutazione dei moduli e degli stage. Con riferimento al quinto anno l’attività relativa al Progetto Alternanza scuolalavoro ricade nella valutazione delle discipline di Tecniche di comunicazione e Tecniche professionali dei servizi commerciali, con un peso del 10%. La documentazione relativa al progetto, ai contenuti ecc.. è a disposizione della Commissione d’Esame presso la segreteria dell’Istituto. Ai sensi della normativa vigente, la valutazione dello stage, ha partecipato alla determinazione del credito scolastico, secondo le modalità previste dal Collegio Docenti Si riportano le valutazioni dello Stage del quinto anno: 14 STAGE V ^D ANNO SCOLASTICO 2015-16 COORDINATORE PROF.TOTO M NOME ALUNNO/A ARUTA PATRIZIA BARONE GLORIA AZIENDA ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 3 SUD " F.RUINI" SASSUOLO, RAPP. LEGALE MARIA GRAZIA AVALLONE NATA A NAPOLI IL 07/09/1961; p.IVA: 93036680366 TUTOR LUMETTI MARIA ANTONIETTA ORE VALUT 80 100 EMILCERAMICA SPA RAPP. LEGALE: MAIOCCHI LUCA NATO A BASCHIERI MONZA IL 24/05/1959; P.IVA: STEFANO 01016070367 80 100 BOYE E. MORKOR COMPUTERS TECNOLOGIES SAS ; P. IVA: 02143040356; RAPPRESENTANTE LEGALE : CHIRICO LORENZO NATO A SASSUOLO IL 26/02/1978 POLISANO DANIELE 80 94 CAPUOZZO PASQUALE CASTELLINI ANDREA CGIL CAMERA DEL LAVORO P.IVA CARBONE : 80007850367 RAPPRENTANTE TEODORA LEGALE CANCILLA FRANCESCO NATO IL 16/05/1953 A TRABIA 80 SOLGARDEN SOCIALE SCARL RAPPRESENTANTE LEGALE GIOVINI ENZO NATO A FORMIGINE IL 22/08/1962 P.IVA : 02500760364 REA: 307609 76 GHINELLI DANIELA 100 98 FORCHIGNONE S. PALESTRA WELNESS FITNESS CENTER RAPP. LEGALE: GAMBARELLI MILENA NATA A BAISO IL 12/08/1952 P.IVA 02621610357 GAMBARELLI MILENA 80 100 GIORDANO FRANCESCA OFFICINA GIMEC SRL, RAPP. LEGALE INDULTI GIOVANNI NATO AMAROTTI A SASSUOLO IL 09/03/1965; P.IVA: Guerrina 02500440363 80 100 GRECO SAMUEL FONTANA SRL RAPP.LEGALE FONTANA GIOVANNI NATO A FORMIGINE IL 27/08/1958; P.IVA: 02348520368 FOLLI VALERIANO 80 70 GUDILENKOVA DOMINIKA STUDIO MEDICO BARINI; RAPP.LEGALE BARINI CLELIA NATA A LA SPEZIA IL 18/04/1963 P.IVA: 02271100360 BARINI CLELIA 68 100 15 NOME ALUNNO/A JARMOUNI ZINEB AZIENDA STUDIO LICITRA RAPP.LEGALE LICITRA SALVATORE GIOVANNI NATO A RAGUSA IL 29/07/1955 P.IVA 00777290362 TUTOR FETTAH SARA ORE VALUT 80 100 KODUAH VIVIANA MEDICI MARCO EVOLUZIONI CERAMICHE SRL RAPP.LEGALE: FRASCARI ADRIANO NATO A CASTELLARANO IL 30/08/1941; P.IVA: 02476120353 AUTOSCUOLA DENEGRI, RAPP. LEGALE DENEGRI MANUELE NATO A SUZZARA IL 21/03/1958; P.IVA: SANTARELLI ALESSANDRO 76 88 DENEGRI ISABEAU 80 100 MISELLI FABIO MISELLI MATTEO IMMOVILLI CRISTINA NATA A MODENA IL 08/02/1965 P..IVA 03284040361 MISELLI CERAMICHE SRL RAPP. LEGALE MASINI ORIELE NATO A SASSUOLO 01/02/1937 P.IVA: 02129350365 IMMOVILLI CRISTINA 80 MISELLI ROBERTO 78 100 78 PETTINATO ANDREA CEFAP SERVICE SNC DI LUIGI FORLIANO NATO A MATERA IL 18/10/1961 P.IVA 01975570357 PLEPCI GIULIA STUDIO LICITRA RAPP.LEGALE LICITRA SALVATORE GIOVANNI NATO A RAGUSA IL 29/07/1955 P.IVA 00777290362 BARBIERI FEDERICO 80 FETTAH SARA 80 100 100 16 C.1 TIPOLOGIA DELLE PROVE TIPO DI PROVA DISCIPLINA O DISCIPLINE COINVOLTE Analisi e commento di un testo in prosa o in poesia Sviluppo di un argomento in forma di saggio o di PRIMA PROVA: articolo di giornale Tipologie adottate Tema su un argomento storico Tema su un argomento di ordine generale Sono state proposte simulazioni del tema d’esame di TPSC SECONDA PROVA: presentate in forma il più possibile simile alle prove Tipologie adottate ministeriali. Il Consiglio di Classe, tenuto conto del curricolo di studi e degli obiettivi generali e cognitivi definiti nella propria programmazione didattica, ha proposto,vuoi per la centralità delle discipline, vuoi per i legami concettuali che le interessano, per entrambe le simulazioni prove con quesiti TERZA PROVA riguardo le discipline: Diverse tipologie Inglese proposte Diritto Matematica Tecnica della comunicazione Per la stesura delle prove è stata utilizzata la tipologia B. 2 simulazioni di prima prova con relativa griglia di valutazione 2 simulazioni di seconda prova con relativa griglia di ALLEGATI valutazione 2 simulazioni di terza prova con relativa griglia di valutazione 17 1^ simulazione di prima prova Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca P000 - ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO (per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali) Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria) Edizione: G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola, Mondadori, Milano 2009, p. 133 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi posti. La mia infanzia ne fu tutta meravigliata. La città ha un traffico timorato e fanatico. In queste mura non ci si sta che di passaggio. Qui la meta è partire. Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria con della gente che mi parla di California come d’un suo podere. Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone. Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti. Ho preso anch’io una zappa. Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere. Addio desideri, nostalgie. So di passato e d’avvenire quanto un uomo può saperne. Conosco ormai il mio destino, e la mia origine. Non mi rimane più nulla da profanare, nulla da sognare. Ho goduto di tutto, e sofferto. Non mi rimane che rassegnarmi a morire. Alleverò dunque tranquillamente una prole. Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo la vita. Ora che considero, anch’io, l’amore come una garanzia della specie, ho in vista la morte. Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati da Lucca ed è morto a Milano nel 1970. Nel 1912 lasciò per sempre l’Egitto. A Parigi approfondì la sua preparazione letteraria e conobbe personalmente importanti artisti e scrittori. Partecipò alla guerra mondiale come soldato semplice. Risalgono a quell’epoca le poesie raccolte ne Il Porto Sepolto, 1916 e poi confluite, insieme ad altre, in Allegria di Naufragi, 1919. La poesia che si propone raggiunse la redazione definitiva nel 1936, attraverso diverse stesure a partire dal 1919. 18 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 1. Comprensione complessiva Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo. 2. Analisi del testo 2.1 2.2 2.3 2.4 2.5 2.6 Soffermati sugli aspetti linguistico-lessicali della poesia e, in particolare, sugli aggettivi. Spiega l’espressione “La mia infanzia ne fu tutta meravigliata” (2). Individua gli elementi che caratterizzano la città (3-5). Il poeta evoca una scoperta che lo terrorizza (7). Quali le ragioni del “terrore”? Il poeta contrappone agli “amori mortali” (18) “l’amore come una garanzia della specie” (19). Spiega la contrapposizione. Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza. 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Sulla base dell’analisi condotta, proponi una tua interpretazione complessiva della poesia e approfondiscila con opportuni collegamenti ad altri testi di Ungaretti o a testi di altri autori. Alternativamente, puoi fare riferimento alla situazione storico-culturale dell’epoca o a situazioni del nostro tempo, sviluppando i confronti che ti interessano. TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti) CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. 1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO ARGOMENTO: Amore, odio, passione. G. KLIMT, Il bacio, 1907-08 G. DE CHIRICO, Ettore e Andromaca, 1917 P. PICASSO, Gli amanti, 1923 «Tra l’altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter esser badessa, c’era anche quello di stare in un quartiere a parte. Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de’ tanti, che, in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con 19 l’alleanze d’altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.» Alessandro MANZONI, I promessi sposi, 1840-42 20 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca «Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della Lupa, che quando gli si ficcavano ne’ suoi gli facevano perdere l’anima ed il corpo. Non sapeva più che fare per svincolarsi dall’incantesimo. Pagò delle messe alle anime del Purgatorio e andò a chiedere aiuto al parroco e al brigadiere. A Pasqua andò a confessarsi, e fece pubblicamente sei palmi di lingua a strasciconi sui ciottoli del sacrato innanzi alla chiesa, in penitenza, e poi, come la Lupa tornava a tentarlo: - Sentite! le disse, non ci venite più nell’aia, perché se tornate a cercarmi, com’è vero Iddio, vi ammazzo! - Ammazzami, rispose la Lupa, ché non me ne importa; ma senza di te non voglio starci. Ei come la scorse da lontano, in mezzo a’ seminati verdi, lasciò di zappare la vigna, e andò a staccare la scure dall’olmo. La Lupa lo vide venire, pallido e stralunato, colla scure che luccicava al sole, e non si arretrò di un sol passo, non chinò gli occhi, seguitò ad andargli incontro, con le mani piene di manipoli di papaveri rossi, e mangiandoselo con gli occhi neri. - Ah! malanno all’anima vostra! balbettò Nanni.» Giovanni VERGA, La Lupa, in Vita dei campi, 1880 «Ella pareva colpita dal suono insolito della voce di Giorgio; e un vago sbigottimento cominciava a invaderla. – Ma vieni! Ed egli le si appressò con le mani tese. Rapidamente l’afferrò per i polsi, la trascinò per un piccolo tratto; poi la strinse tra le braccia, con un balzo, tentando di piegarla verso l’abisso. – No, no, no... Con uno sforzo rabbioso ella resistette, si divincolò, riuscì a liberarsi, saltò indietro anelando e tremando. – Sei pazzo? – gridò con l’ira nella gola. – Sei pazzo? Ma, come se lo vide venire di nuovo addosso senza parlare, come si sentì afferrata con una violenza più acre e trascinata ancóra verso il pericolo, ella comprese tutto in un gran lampo sinistro che le folgorò l’anima di terrore. – No, no, Giorgio! Lasciami! Lasciami! Ancóra un minuto! Ascolta! Ascolta! Un minuto! Voglio dirti... Ella supplicava, folle di terrore, divincolandosi. Sperava di trattenerlo, d’impietosirlo. – Un minuto! Ascolta! Ti amo! Perdonami! Perdonami! Ella balbettava parole incoerenti, disperata, sentendosi vincere, perdendo terreno, vedendo la morte. – Assassino! – urlò allora furibonda. E si difese con le unghie, con i morsi, come una fiera. – Assassino! – urlò sentendosi afferrare per i capelli, stramazzando al suolo su l’orlo dell’abisso, perduta. Il cane latrava contro il viluppo. Fu una lotta breve e feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a quell’ora nel profondo dell’anima un odio supremo. E precipitarono nella morte avvinti.» Gabriele D’ANNUNZIO, Il trionfo della morte, 1894 21 «Emilio poté esperimentare quanto importante sia il possesso di una donna lungamente desiderata. In quella memorabile sera egli poteva credere d’essersi mutato ben due volte nell’intima sua natura. Era sparita la sconsolata inerzia che l’aveva spinto a ricercare Angiolina, ma erasi anche annullato l’entusiasmo che lo aveva fatto singhiozzare di felicità e di tristezza. Il maschio era oramai soddisfatto ma, all’infuori di quella soddisfazione, egli veramente non ne aveva sentita altra. Aveva posseduto la donna che odiava, non quella ch’egli amava. Oh, ingannatrice! Non era né la prima, né – come voleva dargli ad intendere – la seconda volta ch’ella passava per un letto d’amore. Non valeva la pena di adirarsene perché l’aveva saputo da lungo tempo. Ma il possesso gli aveva data una grande libertà di giudizio sulla donna che gli si era sottomessa. – Non sognerò mai più – pensò uscendo da quella casa. E poco dopo, guardandola, illuminata da pallidi riflessi lunari: – Forse non ci ritornerò mai più. – Non era una decisione. Perché l’avrebbe dovuta prendere? Il tutto mancava d’importanza.» Italo SVEVO, Senilità, 19272 (1a ed. 1898) 22 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO ARGOMENTO: Siamo quel che mangiamo? DOCUMENTI «“Le evidenze scientifiche pubblicate nell’ultimo anno non lasciano dubbi - dice Massimo Volpe, presidente della Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) - la vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Pochissimi sanno davvero giudicare la salubrità di un alimento, molti si nutrono in modo disorganizzato”. Il 95 per cento, continua l’esperto, dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi l’80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c’è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana. Uno su tre, poi, mangia pesce appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte. “Dobbiamo modificare le nostre abitudini - dice il cardiologo - e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo mattone, proprio come una casa. Sia il medico che il paziente possono imparare a fare prevenzione”.» Adele SARNO, Otto ore seduti? Il cuore rischia doppio. Arriva l’auto-test per la prevenzione, “la Repubblica” – 1 aprile 2011 «Mercoledì 17 novembre 2010. La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO [...] ha iscritto la Dieta Mediterranea nella prestigiosa lista (sc. del patrimonio culturale immateriale dell’umanità). [...] La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.» CNI-UNESCO, La Dieta Mediterranea è patrimonio immateriale dell’Umanità, www.unesco.it 23 «La politica alimentare [...] si deve basare sul concetto che l’energia primaria della vita è il cibo. Se il cibo è energia allora dobbiamo prendere atto che l’attuale sistema di produzione alimentare è fallimentare. […] Il vero problema è che da un lato c’è una visione centralizzata dell’agricoltura, fatta di monoculture e allevamenti intensivi altamente insostenibili, e dall’altro è stata completamente rifiutata la logica olistica, che dovrebbe essere innata in agricoltura, per sposare logiche meccaniciste e riduzioniste. Una visione meccanicista finisce con il ridurre il valore del cibo a una mera commodity, una semplice merce. È per questo che per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso la percezione della differenza tra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a quanto costa, ma non più al suo profondo significato. […] Scambiare il prezzo del cibo con il suo valore ci ha distrutto l’anima. Se il cibo è una merce non importa se lo sprechiamo. In una società consumistica tutto si butta e tutto si può sostituire, anzi, si deve sostituire. Ma il cibo non funziona così.» Carlo PETRINI in Petrini-Rifkin. Il nuovo patto per la natura, “la Repubblica” - 9 giugno 2010 «Mangiare mentre si legge la posta, si gioca o si lavora al pc può avere serie conseguenze sulla nostra forma fisica. [...] Secondo quanto riportato dalla rivista American Journal of Clinical Nutrition, chi mangia svolgendo altre attività, sia questa navigare in internet o sui profili degli amici su Facebook, è più propenso ad esagerare con le quantità in quanto non ha il senso delle calorie che sta realmente introducendo e inoltre ha più voglia di dolci. [...] Quindi nonostante sia costume sempre più diffuso quello di mangiare rimanendo “connessi” col mondo intorno a noi, per chi ci tiene a non mettere su chili di troppo, meglio evitare le distrazioni durante i pasti e focalizzare l’attenzione su quello che si sta consumando.» Silvia MAGLIONI, Mangiare davanti al computer fa male alla linea, www.leonardo.it 24 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 3. AMBITO STORICO - POLITICO ARGOMENTO: Destra e Sinistra. DOCUMENTI «Se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso atteggiamento rispetto all’ideale dell’eguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti: a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse è il giacobinismo; b) al centro-sinistra, dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche; c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge; d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.» Norberto BOBBIO, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli editore, Roma 1994 «Se destra e sinistra non esistono bisogna inventarle. Sembra questo il precetto cruciale della politica nei nostri giorni. Sia che si pensi in termini liberali che in termini illiberali. Nel primo senso infatti, il modello di riferimento è sempre di tipo bipolare. Laburisti e conservatori, democratici o repubblicani, gollisti o socialisti, liberaldemocratici o socialdemocratici: la struttura binaria della politica nelle liberaldemocrazie d’occidente sembra un dato acquisito. E dunque la scelta tra destrorsi o sinistrorsi, tra centro-destra e centro-sinistra è invocata come l’inevitabile evoluzione di ogni sistema. Ma anche il pensiero critico verso il modello liberale si è sempre svolto all’insegna dell’invocazione di un dualismo che ricalca i termini di destra e di sinistra. Il marxismo si fonda sulla lotta di classe e sulla contrapposizione tra proletariato e borghesia, capitalismosocialismo o democrazia progressiva e regime reazionario. E rischia di rigenerarsi nel bipolarismo tra nord e sud del mondo, tra occidente e paesi poveri e proletari. Ma anche le dottrine del nazionalismo, della destra classica e non solo, si riconoscono lungo l’asse segnato da Schmitt nell’opposizione tra amico e nemico. La politica nasce a partire da quel conflitto. Da noi la matrice cattolica ha temperato entrambe le posizioni, marxista e nazionalista, ma ha anche temperato il bipolarismo liberale. Il «centro» come luogo di mediazione e di purificazione del conflitto, nasce da noi nell’ambito di una visione cattolica, ecumenica, fondata sull’et et 25 e non sull’aut aut. Ma la secolarizzazione, la scristianizzazione della società italiana, conduce a due effetti opposti: la ripresa forte del bipolarismo tra destra e sinistra o la neutralizzazione della politica e dunque del conflitto, attraverso un nuovo luogo di mediazione e di depotenziamento delle categorie di destra e di sinistra. Questo nuovo luogo di spoliticizzazione è rappresentato dal centrismo pragmatico e tecnocratico. Attualmente la nostra democrazia è aperta ad entrambe le ipotesi.» Marcello VENEZIANI, Sinistra e destra. Risposta a Norberto Bobbio, Vallecchi Editore, Firenze 1995 «Eppure, persino nel caso italiano, così frastagliato e frammentato, sarebbe possibile riconoscere, per chi fosse disposto a osservare le cose con un minimo di obiettività, le stesse divisioni valoriali che sono presenti in tante altre democrazie. Se destra e sinistra significano qualcosa, infatti, esse indicano posizioni diverse su due problemi: le libertà economiche e i diritti civili. Quanto al tema economico, la destra predilige normalmente la libertà rispetto alla eguaglianza e la sinistra l’eguaglianza rispetto alla libertà: la destra è, in materia economica, più «liberale» e la sinistra più «socialista». In tema di diritti civili, invece, le parti si invertono: la sinistra è più «libertaria» (si tratti di matrimoni fra omosessuali o di concessioni di diritti agli immigrati) e la destra è più «tradizionalista». Questa divisione fra una destra liberale e tradizionalista e una sinistra socialista e libertaria la si ritrova ovunque nel mondo occidentale. Variamente declinata a seconda delle specificità storiche di ciascun Paese.» Angelo PANEBIANCO, Le ragioni degli altri, “Corriere della Sera” - 17 aprile 2011 «La netta distinzione e contrapposizione tra destra e sinistra è stata una caratteristica dell’Italia repubblicana fino al 1992 (con la non secondaria eccezione del consociativismo), una caratteristica ereditata dal conflitto fra fascismo e antifascismo; mentre nell’Italia liberale si è manifestata in maniera radicale in pochi casi critici: nel conflitto fra Cavour e Garibaldi e negli anni immediatamente successivi, nella crisi di fine secolo, nel primo dopoguerra. A questi 26 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca casi si devono aggiungere le quattro volte (1878, 1892, 1901, 1911) nelle quali furono formati ministeri di sinistra contrapposti alla destra. Ma di norma la contrapposizione mancò perché questa esaltava la lotta politica che invece i detentori liberali del potere vollero quasi sempre contenere o annullare. È vero che col socialismo si affermò una sinistra di classe che, in quanto tale, era intrinsecamente contrapposta alla destra. Ma la natura di classe e, nelle intenzioni, rivoluzionaria del socialismo e poi del comunismo non costituì mai una reale alternativa di potere. Quasi sempre destra e sinistra sono state entrambe deboli e si sono confuse fra loro nella maggioranza parlamentare, secondo la fisiologia del sistema politico nel quale si governava stando al centro, e spesso secondo le sue degenerazioni trasformistiche. Talvolta destra e sinistra si sono confuse nella stessa persona: tipico, ma non unico, è il caso di Giolitti che, soprattutto fra il 1903 e il 1909, fece la sua consueta politica di sinistra, di allargamento delle basi sociali dello Stato, usando strumenti di destra, cioè gli umori conservatori, di norma prevalenti nella sua maggioranza di governo, e la burocrazia, conservatrice quasi per definizione. In alcuni casi la confusione fra destra e sinistra ha acquistato un carattere diverso, si è realizzata con l’uso che la prima ha fatto della seconda, per allargare l’egemonia e consolidare il potere. I due casi più importanti sono stati quello di Crispi che ha usato, insieme al trasformismo ereditato da Depretis, la tradizione garibaldina, e quello di Mussolini che ha usato la sua formazione e il suo temperamento di rivoluzionario. Quando ciò avveniva, la sinistra conferiva alla destra un carattere particolarmente aggressivo (evidente nel fascismo) perché, privata degli ideali umanistici che ne costituivano e ne costituiscono l’essenza, sopravviveva solo nei suoi comportamenti variamente sovversivi.» Giampiero CAROCCI, Destra e sinistra nella storia d’Italia, Laterza, Roma-Bari 2002 4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO ARGOMENTO: Enrico Fermi, fisico. «Due dati ci permettono di valutare l’importanza del campo di ricerca aperto da Enrico Fermi con il suo lavoro. Il primo riguarda i premi Nobel, una misura rozza ma efficace dell’importanza di un determinato settore della ricerca scientifica e dei progressi in esso conseguiti: più di dieci Nobel per la fisica sono stati attribuiti a scoperte relative alle interazioni deboli. Se Fermi non avesse ottenuto il Nobel per le sue ricerche sui neutroni ne avrebbe ben meritato uno per la scoperta delle interazioni deboli. Una seconda valutazione dell’importanza della scoperta di Enrico Fermi si può dedurre dal fatto che oltre la metà degli esperimenti attualmente in corso o in preparazione con acceleratori di particelle — al CERN di Ginevra, al Fermilab di Chicago, a Stanford come a Frascati come a Tsukuba in Giappone o a Novosibirsk in Russia — sono dedicati a studiare vari aspetti delle interazioni deboli. La stessa prevalenza degli studi sulle interazioni deboli si riscontra nei programmi sperimentali dei grandi laboratori sotterranei, come quello italiano del Gran Sasso, quello giapponese di Kamioka, ed altri ancora nel Canada e negli Stati Uniti. La teoria di Fermi delle 27 interazioni deboli è ormai confluita nella più generale teoria delle particelle elementari che va sotto il nome di “Modello Standard”. […] È però importante ricordare che la teoria di Fermi mantiene ancora oggi il suo valore, sia per la validità delle soluzioni proposte sia come stimolo per una serie di ricerche che hanno impegnato i fisici per quasi settant’anni, e che ancora li impegneranno nei decenni a venire. In questa teoria si riflette la grandezza di Fermi, la firma di un grande maestro.» Nicola CABIBBO, Le interazioni deboli, in Carlo BERNARDINI - Luisa BONOLIS (a cura di), Conoscere Fermi nel centenario della nascita 29 settembre 1901 - 2001, Editrice Compositori, Bologna 2001 «Enrico Fermi nasce a Roma nel 1901. La sua produzione scientifica inizia nel 1921 e termina con la sua morte nel 1954. All’inizio della sua attività, la fisica conosce due sole forze fondamentali della natura, la gravitazione e l’elettromagnetismo, e due sole particelle elementari costituenti la materia, i nuclei di idrogeno (protoni) e gli elettroni. A metà degli anni Cinquanta le forze fondamentali sono diventate quattro, con l’aggiunta delle interazioni nucleari forte e debole, e le particelle elementari note sono ormai una trentina. In poco meno di trent’anni la concezione della materia subisce un mutamento così radicale e inusitato da rendere tale periodo, per la rapidità e la quantità delle conoscenze acquisite, forse unico nella storia del pensiero scientifico occidentale. Le ricerche di Fermi segnarono profondamente questo trentennio, non solo per la quantità e l’importanza dei risultati ottenuti ma soprattutto per il loro ruolo storico. Esistono infatti traguardi scientifici di enorme valore che giungono al termine di lunghe e pazienti ricerche e che coronano un ben definito progetto iniziale, ma ci sono anche scoperte apparentemente meno straordinarie che obbligano a inattese risistemazioni del sapere acquisito, scardinano principî metodologici e conoscenze unanimemente accettate e imprimono alla ricerca direzioni nuove e del tutto impreviste. Nel suo itinerario di scienziato […] Fermi raggiunse entrambi gli obiettivi.» Giuseppe BRUZZANITI, Enrico Fermi. Il genio obbediente, Einaudi, Torino 2007 28 Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca «Dalla lettura dei giornali di qualche settimana fa avrai probabilmente capito a quale genere di lavoro ci siamo dedicati in questi ultimi anni. È stato un lavoro di notevole interesse scientifico e l’aver contribuito a troncare una guerra che minacciava di tirar avanti per mesi o per anni è stato indubbiamente motivo di una certa soddisfazione. Noi tutti speriamo che l’uso futuro di queste nuove invenzioni sia su base ragionevole e serva a qualche cosa di meglio che a rendere le relazioni internazionali ancora più difficili di quello che sono state fino ad ora. I giornali hanno pubblicato un certo numero di dettagli sul lavoro di questi ultimi anni e tali dettagli, naturalmente, non sono più segreti. Ti interesserà sapere, se non lo sai già dai giornali italiani, che verso la fine del 1942 abbiamo costruito a Chicago la prima macchina per produrre una reazione a catena con uranio e grafite. È diventato d’uso comune chiamare queste macchine «pile». Dopo la prima pila sperimentale molte altre ne sono state costruite di grande potenza. Dal punto di vista della fisica, come ti puoi immaginare, queste pile rappresentano una ideale sorgente di neutroni che abbiamo usato tra l’altro per molte esperienze di fisica nucleare e che probabilmente verranno usate ancora di più per questo scopo ora che la guerra è finita.» Lettera di Enrico Fermi a Edoardo Amaldi del 28 agosto 1945 (in Edoardo A MALDI, Da via Panisperna all’America, Editori Riuniti, Roma 1997) «Vorrei discutere con voi la crisi che la scienza attraversa da due anni a questa parte. In larga misura questa crisi è dovuta all’improvvisa consapevolezza, di parte dell’opinione pubblica e del Governo, del tremendo ruolo che la Scienza può avere nelle cose umane. L’importanza di questo ruolo era già nota. Ma il drammatico impatto portato dalla costruzione della bomba atomica lo ha portato nella pubblica consapevolezza in maniera così vivida che gli scienziati si sono trovati, inaspettatamente e talora contro la propria volontà, ad essere sotto i riflettori […] C’è una grande penuria di uomini di scienza ben preparati […] Ora le iscrizioni di studenti nei dipartimenti scientifici sono tornate a essere abbondanti. Spero che ben pochi di questi studenti siano attratti dal nuovo fascino che la scienza ha acquistato. La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l’amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall’ignoto e la vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi.» Discorso tenuto da Enrico Fermi nel 1947 (in Giulio M ALTESE, Ritorno a Chicago: Enrico Fermi e la nascita della fisica delle alte energie nel secondo dopoguerra (1946-1954), in Atti del XXI Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia, Dipartimento di Fisica, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS), 6, 7 e 8 giugno 2001) TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO 29 Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce Secolo breve gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un sandwich storico. A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto seguito una trentina d’anni di straordinaria crescita economica e di trasformazione sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi – e addirittura, per larghe parti del mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di catastrofe”. Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento. TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE «Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti». Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore assegnato alla “fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di “fama” proposto dall’industria televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media (Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.). Durata massima della prova: 6 ore. È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. 30 2^ simulazione di prima prova Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca P000 - ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO (per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali) Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte. TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO Claudio Magris, dalla Prefazione di L’infinito viaggiare, Mondadori, Milano 2005. Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue. Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte. Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra parte. In Verde acqua Marisa Madieri, ripercorrendo la storia dell’esodo degli italiani da Fiume dopo la Seconda guerra mondiale, nel momento della riscossa slava che li costringe ad andarsene, scopre le origini in parte anche slave della sua famiglia in quel momento vessata dagli slavi in quanto italiana, scopre cioè di appartenere anche a quel mondo da cui si sentiva minacciata, che è, almeno parzialmente, pure il suo. Quando ero un bambino e andavo a passeggiare sul Carso, a Trieste, la frontiera che vedevo, vicinissima, era invalicabile, – almeno sino alla rottura fra Tito e Stalin e alla normalizzazione dei rapporti fra Italia e Jugoslavia – perché era la Cortina di Ferro, che divideva il mondo in due. Dietro quella frontiera c’erano insieme l’ignoto e il noto. L’ignoto, perché là cominciava l’inaccessibile, sconosciuto, minaccioso impero di Stalin, il mondo dell’Est, così spesso ignorato, temuto e disprezzato. Il noto, perché quelle terre, annesse dalla Jugoslavia alla fine della guerra, avevano fatto parte dell’Italia; ci ero stato più volte, erano un elemento della mia esistenza. Una stessa realtà era insieme misteriosa e familiare; quando ci sono tornato per la prima volta, è stato contemporaneamente un viaggio nel noto e nell’ignoto. Ogni viaggio implica, più o meno, una consimile esperienza: qualcuno o qualcosa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano affini e parenti. Alle genti di una riva quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull’altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo. 31 Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Saggista, studioso della cultura mitteleuropea e della letteratura del “mito asburgico”, è anche autore di testi narrativi e teatrali. 1. Comprensione del testo Dopo un’attenta lettura, riassumi il contenuto del testo. 2. Analisi del testo 2.1. 2.2. 2.3. 2.4. 2.5. 3. Soffermati sugli aspetti formali (lingua, lessico, ecc.) del testo. Soffermati sull’idea di frontiera espressa nel testo. Soffermati sull’idea di viaggio espressa nel testo. Spiega l’espressione “si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”. Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza. Interpretazione complessiva e approfondimenti Proponi una interpretazione complessiva del testo proposto, facendo riferimento ad altri testi di Magris e/o di altri autori del Novecento. Puoi fare riferimento anche a tue esperienze personali. 32 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE” (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti) CONSEGNE Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti. Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato. Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo. 1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO ARGOMENTO: Individuo e società di massa. DOCUMENTI Lascia o raddoppia?, 28 marzo 1956 Renato GUTTUSO, Calciatori, 1965 Andy WARHOL, Marilyn Monroe, 1967 «Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo- laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.» 33 Pier Paolo PASOLINI, 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione, in Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975 «La mattina del 15 luglio 1927 ero rimasto a casa, non ero andato come al solito all’Istituto di Chimica nella Währingerstrasse. Nel caffé di Ober-Sankt-Veit mi misi a leggere i giornali del mattino. Sento ancora l’indignazione che mi travolse quando presi in mano la “Reichspost” e lessi un titolo a caratteri cubitali: “Una giusta sentenza”. Nel Burgenland c’era stata una sparatoria, alcuni operai erano rimasti uccisi. Il tribunale aveva assolto gli assassini. L’organo di stampa del partito al governo dichiarava, o meglio strombazzava, che con quella assoluzione era stata emessa una “giusta sentenza”. Più che l’assoluzione in quanto tale, fu proprio questo oltraggio a ogni sentimento di giustizia che esasperò enormemente gli operai viennesi. Da tutte le zone della città i lavoratori sfilarono, in cortei compatti, fino al Palazzo di Giustizia, che già per il nome incarnava ai loro occhi l’ingiustizia in sé. La reazione fu assolutamente spontanea, me ne accorsi più che mai dai miei sentimenti. Inforcai la bicicletta, volai in città e mi unii a uno di questi cortei. Gli operai di Vienna, che normalmente erano disciplinati, avevano fiducia nei loro capi del partito socialdemocratico e si dichiaravano soddisfatti del modo esemplare in cui essi amministravano il Comune di Vienna, agirono in quel giorno senza consultare i loro capi. Quando appiccarono il 34 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca fuoco al Palazzo di Giustizia, il borgomastro Seitz, su un automezzo dei pompieri, cercò di tagliar loro la strada alzando la mano destra. Fu un gesto assolutamente inefficace: il Palazzo di Giustizia andò in fiamme. La polizia ebbe l’ordine di sparare, i morti furono novanta. Sono passati cinquantatré anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di quel giorno. È la cosa più vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle. […] Quel giorno tremendo, di luce abbagliante, lasciò in me la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro secolo. […] Quel giorno era stato dominato dal tremendo fragore delle urla, urla di sdegno. Erano urla micidiali, alle urla rispondevano gli spari, e le urla diventavano più forti ogni volta che le persone colpite crollavano al suolo. […] Non molto tempo dopo, le urla si trasferirono nelle vicinanze della Hagenberggasse. A meno di un quarto d’ora di strada dalla mia camera, a Hütteldorf, dall’altra parte della valle, si trovava il campo sportivo del Rapid, sul quale si giocavano le partite di calcio. Nei giorni di festa vi accorreva una gran folla, che non si lasciava sfuggire una sola partita di quella celebre squadra. Io non ci avevo mai badato gran che; il calcio non mi interessava. Ma una delle domeniche dopo il 15 luglio, era un giorno altrettanto afoso, mentre stavo aspettando visite e tenevo aperta la finestra, sentii, all’improvviso, le grida della massa. Pensai che fossero urla di sdegno; l’esperienza di quel giorno terribile era ancora a tal punto radicata in me che per un attimo rimasi sgomento e cercai con lo sguardo il fuoco da cui quell’esperienza era stata illuminata. Ma il fuoco non c’era, sotto il sole brillava la cupola dorata della chiesa dello Steinhof. Tornai in me e mi misi a riflettere: quelle urla dovevano venire dal campo sportivo. […] Le urla di trionfo erano state causate da un goal, e venivano dalla parte dei vincitori. Si sentì anche, e suonò ben diverso, un grido di delusione. Dalla mia finestra non potevo vedere nulla, me l’impedivano alberi e case, la distanza era troppa, ma sentivo la massa, essa sola, come se tutto si svolgesse a pochi passi da me. Non potevo sapere da quale parte venissero le grida. Non sapevo quali erano le squadre in campo, i loro nomi non li avevo notati e neanche cercai di appurarli. Evitai perfino di leggere la cronaca sportiva sul giornale e, nella settimana che seguì, non mi lasciai coinvolgere in discorsi sull’argomento. Ma durante i sei anni che trascorsi in quella stanza, non persi occasione di ascoltare quei suoni. Vedevo la folla affluire laggiù, alla stazione della ferrovia urbana. […] Non mi è facile descrivere la tensione con cui seguivo da lontano la partita invisibile. Non ero parte in causa perché le parti neanche le conoscevo. Erano due masse, questo era tutto ciò che sapevo, due masse ugualmente eccitabili, che parlavano la medesima lingua.» Elias CANETTI, Il frutto del fuoco. Storia di una vita (1921-1931), Adelphi, Milano 2007 [ed. originale tedesca 1980] «L’uso politico delle tecniche e dei media pone in discussione le tradizioni dell’umanesimo europeo con i suoi valori di dignità e libertà (ristretti, certo, finora, alle élite), minacciando di introdurre nuove forme di pianificato assoggettamento gregario. Esiste cioè il rischio di creare uomini e donne d’allevamento, procurando loro la soddisfazione, in termini soprattutto quantitativi, di bisogni primari e secondari cui per millenni la maggior parte dell’umanità non aveva avuto pieno e garantito accesso (cibo, sesso, divertimento). L’acclimatazione a questo sistema di potere e di cultura si paga però con l’anestetizzazione e la banalizzazione dell’esperienza, anche a causa dell’inflazione dei desideri così scatenata e del corrispondente bisogno di gestire le inevitabili frustrazioni. Nello stesso tempo, se esercitato in forme non oligarchiche, lo stesso uso delle tecniche e dei media spalanca enormi potenzialità, consente a tutti di scaricare le fatiche più pesanti e ripetitive sulle macchine, di uscire dalla morsa dei condizionamenti sociali, di far fruttare l’eredità culturale delle generazioni precedenti (che cambia molto più rapidamente di quella biologica), di disancorarsi da ruoli fissi, di acquisire consapevolezza, cultura e informazione su scala mondiale e di conseguire una più duratura soddisfazione.» 35 Remo BODEI, Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2002 1 2 3 4 5 6 7 8 Ora il chiarore si fa più diffuso. Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni. Poi appare qualcuno che trascina il suo gommone. La venditrice d’erbe viene e affonda sulla rena la sua mole, un groviglio di vene varicose. È un monolito diroccato dai picchi di Lunigiana. 9 10 11 12 13 14 15 16 Quando mi parla resto senza fiato, le sue parole sono la Verità. Ma tra poco sarà qui il cafarnao delle carni, dei gesti e delle barbe. Tutti i lemuri umani avranno al collo croci e catene. Quanta religione. E c’è chi s’era illuso di ripetere l’exploit di Crusoe! Eugenio MONTALE, Sulla spiaggia, da Diario del ’71 e del ’72, Mondadori, Milano 1973 36 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca 2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO ARGOMENTO: Stato, mercato e democrazia. DOCUMENTI «Il problema centrale del capitalismo fondato sulla libera impresa in una democrazia moderna è sempre stato quello di riuscire a bilanciare il ruolo del governo e quello del mercato. Ma, nonostante molta energia intellettuale sia stata spesa nel tentativo di definire il campo di manovra appropriato a ciascuno di essi, l’interazione fra i due rimane una fonte di fragilità fondamentale. In una democrazia il governo (o la banca centrale) non può semplicemente permettere che le persone soffrano un danno collaterale per lasciare che la dura logica del mercato si esprima. […] Dobbiamo anche riconoscere che una buona economia non può essere separata da una buona politica – e questa, forse, è la ragione per cui un tempo la teoria economica era nota come economia politica. L’errore degli economisti è stato credere che, una volta sviluppato un forte telaio di istituzioni all’interno di un Paese, le influenze politiche al suo interno si sarebbero stemperate e il Paese si sarebbe emancipato per sempre da una condizione «in via di sviluppo». Ma dovremmo ora ammettere che istituzioni quali i regolamentatori hanno influenza soltanto finché la politica è ragionevolmente ben bilanciata.» Raghuram G. RAJAN, Terremoti finanziari, Einaudi, Torino 2012 «Tra tutte le scuse che sentiamo accampare per giustificare il mancato tentativo di mettere fine a questa depressione, c’è il ritornello che viene ripetuto costantemente dagli apologeti dell’inazione: “Dobbiamo focalizzarci sul lungo termine, e non sul breve”. [...] Concentrarsi unicamente sul lungo termine significa ignorare l’enorme sofferenza che sta causando l’attuale depressione, le vite che sta distruggendo irreparabilmente mentre leggete questo libro. I nostri problemi di breve periodo – sempre che una depressione giunta al quinto anno rientri in questa definizione – stanno intaccando anche le prospettive di lungo termine, su diversi canali. [...] Il primo è l’effetto corrosivo della disoccupazione di lungo termine: se i lavoratori che hanno perso il posto da tempo si considerano inoccupabili, si determina una riduzione di lungo termine nella forza lavoro del paese, e quindi nella sua capacità produttiva. La situazione dei neolaureati costretti ad accettare dei lavori in cui non sono necessarie le loro competenze è abbastanza simile: con il passare del tempo potrebbero ritrovarsi, quantomeno agli occhi dei potenziali datori di lavoro, declassati a lavoratori generici, e il loro stock di competenze andrebbe definitivamente perduto. Il secondo è il calo degli investimenti. Le imprese non spendono grosse somme per accrescere la propria capacità produttiva […]. […] Ultimo problema, ma non certo per importanza: la (pessima) gestione della crisi economica ha mandato in fumo i programmi finalizzati a garantire il futuro.» Paul KRUGMAN, Fuori da questa crisi, adesso!, Garzanti, Milano 2012 «Gli americani sono arrabbiati. Sono arrabbiati con i banchieri che hanno contribuito alla crisi finanziaria, senza pagarne le conseguenze. Sono arrabbiati per l’incapacità del sistema politico che ha incolpato i banchieri, ma non è stato in grado di tenerli sotto controllo. Sono arrabbiati con un sistema economico che arricchisce ulteriormente i ricchi e abbandona i poveri al loro destino. Sono arrabbiati perché l’ideale di un “governo del popolo, dal popolo e per il popolo” sembra sparito dalla faccia della Terra. […] Fortunatamente gli Stati Uniti possiedono nel loro DNA i geni per intraprendere una riforma. Diversamente da molti altri Paesi, gli americani condividono una grande fiducia nel potere della concorrenza che […] genera enormi benefici. Per sostenere il sistema abbiamo bisogno di più, e non di meno, concorrenza. A differenza di altri Paesi in cui il populismo è sinonimo di demagogia e di dittature autocratiche, l’America ha una positiva tradizione populista volta a proteggere gli interessi dei più deboli nei confronti del potere opprimente delle grandi imprese. Non è un caso che le leggi antitrust siano state inventate negli Stati Uniti.» Luigi ZINGALES, Manifesto capitalista. Una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta, Rizzoli, Milano 2012 37 «Un libro fin troppo ricco di intelligenza e di provocazioni intellettuali, quello appena uscito di Giorgio Ruffolo col contributo di Stefano Sylos Labini, Il film della crisi. La mutazione del capitalismo […]. […] La tesi centrale del libro è che la crisi in cui sono immersi i Paesi occidentali nascerebbe dalla rottura di un compromesso storico tra capitalismo e democrazia. La fase successiva a questa rottura – cioè quella attuale – può essere definita come l’Età del Capitalismo Finanziario e costituisce la terza mutazione che il capitalismo ha attraversato dall’inizio del secolo precedente. La prima fase è un’Età dei Torbidi, che si è verificata tra l’inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale. La seconda fase è costituita dalla cosiddetta Età dell’Oro: un sistema di intese fra capitalismo e democrazia fondato nell’immediato secondo dopoguerra su due accordi fondamentali, il Gatt (oggi Wto-World Trade Organization) che riguardava la libera circolazione delle merci, cui faceva da contrappeso il controllo del movimento dei capitali, che assicurava un largo spazio all’autonomia della politica economica. Il secondo accordo è appunto quello di Bretton Woods, sul controllo dei cambi e le garanzie da movimenti incontrollati dei capitali, grazie all’aggancio monetario al metallo giallo e automaticamente, di converso, al dollaro. Secondo i due saggisti, la terza 38 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca fase, con la rottura dell’Età dell’Oro, si produce con la liberazione dei movimenti dei capitali nel mondo […]. Inizia l’Età del Capitalismo Finanziario ampiamente descritta nelle sue varie fasi e interventi, dominati dall’indebitamento pubblico e privato alimentato dall’illusione di vivere in «un sistema nel quale i debiti non si rimborsano mai». Per i critici la rappresentazione di questa fase del saggio si presterebbe a più di una osservazione. Mi limiterò ad indicare una mancanza che indebolisce alla base il paradigma ruffoliano. Chi sarebbero i soggetti - Capitalismo e Democrazia - che darebbero vita a questo scontro epocale? Chi concretamente li rappresenta? I grandi gruppi finanziari contrapposti ad una fantomatica Democrazia? […] Ora, se è vera e convincente l’analisi della dittatura finanziaria nell’epoca delle traversie che tendono ad allargarsi a tutti i continenti, come non cercarne le radici, anche ideologiche, nel fallimento precedente? In particolare nel crollo dell’illusione fondante del sistema socialista di regolare l’offerta, la domanda e il livello dei prezzi attraverso la pianificazione quinquennale totalitaria. Una idea che pervase la pratica e la teoria dei partiti che al socialismo si rifacevano e il cui dissolversi si contaminò nel magma della globalizzazione, attraverso la libera circolazione degli uomini e dei capitali e nella unificazione in tempo reale dei sistemi internazionali attraverso la mondializzazione e l’informatica.» Mario PIRANI, Il nuovo capitale, “la Repubblica” - 1° dicembre 2012 3. AMBITO STORICO - POLITICO ARGOMENTO: Omicidi politici. DOCUMENTI «Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, e la moglie furono uccisi in un attentato compiuto da studenti bosniaci mentre erano in visita a Sarajevo, capitale della Bosnia. Vienna attribuì la responsabilità dell’attentato al governo serbo e gli inviò un ultimatum al quale seguì, il 28 luglio, la dichiarazione di guerra ed il bombardamento di Belgrado. La Russia proclamò la mobilitazione generale a sostegno dello Stato balcanico; a questo atto rispose la Germania dichiarando guerra contemporaneamente alla Russia (1 Agosto) ed alla Francia (3 agosto).» Rosario VILLARI, Storia contemporanea, Laterza, Bari 1972 «Le elezioni si tennero nell’aprile 1924 e si svolsero all’insegna dell’intimidazione e della violenza nei confronti degli avversari politici e di un ritorno di fiamma dello squadrismo. Ciò malgrado, i risultati non corrisposero alle speranze di Mussolini: se il «listone» fascista ebbe la maggioranza dei voti e dei seggi, grazie al meccanismo della legge, nelle regioni dell’Italia settentrionale e nelle grandi città operaie ottenne un numero di suffragi minore di quello delle liste d’opposizione. La denuncia del clima di illegalità e di sopraffazione, in cui le elezioni si erano svolte, venne fatta con grande passione e coraggio alla Camera dal deputato socialista Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924. Pochi giorni dopo, il 10 giugno, il coraggioso parlamentare era rapito e il 16 agosto la sua salma era ritrovata in una macchia della campagna romana. Parve per un momento che il vuoto dovesse farsi attorno al governo, la cui complicità nell’assassinio ben pochi mettevano in dubbio. […] Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presentò alla Camera per assumersi tutta la responsabilità del delitto Matteotti e per sfidarla provocatoriamente ad avvalersi della facoltà di metterlo sotto stato d’accusa. La Camera, non accettando il guanto di sfida che le veniva lanciato, segnò praticamente la propria condanna a morte e lo Stato liberale cessò definitivamente di esistere.» Giuliano PROCACCI, Storia degli italiani, vol. II, Laterza, Bari 1971 39 «Passato nella leggenda storica come un apostolo della coesistenza, in realtà Kennedy fu il presidente che, dopo il sostegno dato all’invasione degli esuli castristi a Cuba, pose le premesse per la trasformazione della difficile situazione del Vietnam in una guerra terribile e per un impegno statunitense che doveva in seguito assumere proporzioni gigantesche. […] In politica interna, nonostante i propositi espressi nell’ideologia della Nuova Frontiera, i risultati raggiunti da Kennedy furono piuttosto modesti. Tutta una serie di misure relative all’educazione, alla riforma fiscale, alle cure mediche per gli anziani, alle assicurazioni sociali, all’agricoltura vennero bloccate dall’opposizione repubblicana e conservatrice. […] Kennedy agì invece con risolutezza per assicurare l’integrazione civile dei negri nel Sud (nel 1962 si ebbero disordini razziali nel Mississippi); ma la sua impostazione era essenzialmente giuridica-formale, e ignorava il problema sostanziale della discriminazione sociale generale a danno dei negri vigente in tutti gli Stati Uniti. Comunque, al di là dei suoi limiti, Kennedy con la sua ideologia “progressista” aveva suscitato contro di sé una forte opposizione da parte di conservatori, specie del Sud, e forze di Destra. E cadde vittima di queste opposizioni. Decisosi ad un viaggio in vista delle prossime elezioni presidenziali, cui intendeva ripresentarsi, proprio nel Texas, dove le opposizioni erano più tenaci, il 22 novembre 1963 venne ucciso a Dallas in un attentato, senza che mai si accertasse o si volesse accertare chi fosse responsabile della sua organizzazione, che trovò certamente complicità ad altissimi livelli.» Massimo L. SALVADORI, Storia dell’età contemporanea, Loescher editore, Torino 1976 40 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca «Giovedì 16 marzo 1978. Primo giorno del sequestro Moro. Alle 9.03 in via Fani a Roma, un commando delle Brigate rosse tende un agguato al presidente della Dc, Aldo Moro, che è appena uscito di casa e sta andando alla Camera accompagnato da cinque uomini di scorta. I brigatisti fanno strage delle guardie del corpo (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino, l’unico che è riuscito a metter mano alla pistola, e Francesco Zizzi) poi rapiscono Moro e si dileguano. […] Martedì 9 maggio 1978. Cinquantacinquesimo giorno del sequestro Moro. Aldo Moro è stato ucciso. Le Brigate rosse l’hanno trucidato con una raffica al cuore: nel suo corpo almeno undici colpi d’arma da fuoco. Il cadavere del presidente della Dc è infilato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Michelangelo Caetani, una piccola strada nel cuore della vecchia Roma, a un passo da via delle Botteghe Oscure (dove c’è la sede del Pci) e non lontano da piazza del Gesù (dove c’è quella della Dc). Il corpo, rivestito con gli stessi abiti che indossava la mattina del 16 marzo, è rannicchiato con la testa contro la ruota di scorta, la mano sinistra sul petto, insanguinata. L’auto è lì dal mattino: una donna ha notato tra le otto e le nove due persone, un uomo e una donna, che la parcheggiavano. Solo dopo le 13, però, le Br telefonano a uno dei collaboratori di Moro: «Andate in via Caetani, c’è una Renault rossa, troverete l’ultimo messaggio». Il telefono era sotto controllo, un commissario capo della Digos va subito sul posto, e immediatamente dopo altra polizia, i carabinieri, le autorità, il ministro dell’Interno Cossiga. Per aprire l’auto intervengono gli artificieri: si teme che i terroristi abbiano collegato alle serrature un ordigno esplosivo. La radio dà la notizia pochi minuti dopo le 14.» I 55 giorni del sequestro Moro, a cura di Roberto Raja, in «Corrieredellasera.it» (http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=moro) 4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO ARGOMENTO: La ricerca scommette sul cervello. DOCUMENTI «“Se vogliamo realizzare i migliori prodotti dobbiamo investire nelle migliori idee”. Con queste parole il presidente americano Barack Obama illustra dalla Casa Bianca il lancio del progetto “Brain” ovvero una “ricerca che punta a rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano”. Lo stanziamento iniziale è di 100 milioni di dollari nel bilancio federale del 2014 e l’intento del “Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies” è di aiutare i ricercatori a trovare nuovi metodi per trattare, curare e perfino prevenire disordini cerebrali come l’Alzheimer, l’epilessia e i gravi traumi attraverso la definizione di “fotografie dinamiche del cervello capaci di mostrare come le singole cellule cerebrali e i complessi circuiti neurali interagiscono alla velocità del pensiero”. Tali tecnologie, spiega un documento pubblicato dalla Casa Bianca, “apriranno nuove strade all’esplorazione delle informazioni contenute ed usate dal cervello, gettando nuova luce sui collegamenti fra il suo funzionamento e i comportamenti umani”. L’iniziativa “Brain” (cervello) è una delle “Grandi Sfide” che l’amministrazione Obama persegue al fine di raggiungere “ambiziosi ma realistici obiettivi per l’avanzamento della scienza e della tecnologia” in cooperazione con aziende private, centri di ricerca universitari, fondazioni e associazioni filantropiche al fine di assicurare agli Stati Uniti la leadership sulla frontiera della scienza nel XXI secolo.» Maurizio MOLINARI, Obama, 100 milioni di dollari per “mappare” il cervello, “LA STAMPA.it BLOG” – 02/04/2013 41 «Il cervello umano riprodotto su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio elettronico. Obiettivi: trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer superintelligenti. È l’iniziativa Human brain project (Hbp), che la Commissione europea finanzierà attraverso il bando Fet (Future and emerging technologies). Hbp è stato scelto, insieme a un’altra proposta (progetto Graphene), in una lista di 6 presentate 3 anni fa. Il finanziamento Ue appena assegnato coprirà la fase di start up (circa 54 milioni di euro per 30 mesi), ma la durata prevista degli studi è di 10 anni, per un investimento complessivo pari a 1,19 miliardi. Al progetto, coordinato dal neuroscienziato Henry Markram dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna - partecipano 87 istituti di ricerca europei e internazionali, di cui 5 italiani […]. Il progetto […] prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche disponibili sul cervello umano su un solo supercomputer. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti cerebrali, abbinate a quelle sui più potenti database sviluppati grazie alle tecnologie Ict, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano. Una specie di clone hi-tech. Un modello con 100 miliardi di neuroni - precisano gli esperti - permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie come Alzheimer, Parkinson, epilessia e schizofrenia. Il patrimonio di dati, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli scienziati di tutto il mondo. L’intenzione di Human Brain Project, in pratica, è costruire l’equivalente del Cern per il cervello.» “Il Sole 24 Ore Sanità” - 28 gennaio 2013 (http://sanita.ilsole24ore.com) 42 Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca «Come che sia, abbiamo imparato più cose sul cervello e la sua attività negli ultimi cinque decenni che nei precedenti cinque millenni, anche se alcuni, soprattutto in Italia, non se ne sono ancora accorti. Il momento attuale è estremamente favorevole. Perché? Perché si è realizzata una convergenza pressoché miracolosa di tre linee di ricerca sperimentali illuminate da una linea di ricerca teorica, convergenza che ha fatto germogliare quasi all’improvviso una serie di studi e che ha prodotto una serie di risultati degni di essere raccontati. La prima linea di ricerca è rappresentata dalla cosiddetta psicologia sperimentale. Se si vuole studiare l’essere umano, è necessario porgere delle domande e ascoltare le relative risposte, dobbiamo insomma metterlo alla prova. In parole povere, occorre uno studio psicologico. Il fatto è che la psicologia sperimentale è molto lenta: per arrivare a una qualche conclusione ci vogliono decine di anni; se fosse rimasta l’unica linea di ricerca, ci avrebbe fornito indicazioni senz’altro preziose, ma saremmo ancora lì ad aspettare. Per fortuna, contemporaneamente si è registrata l’esplosione della biologia, soprattutto della genetica e della biologia molecolare e, un po’ più tardi, della neurobiologia. Lo studio del sistema nervoso e, in particolare, del cervello sono d’altra parte fondamentali per la comprensione approfondita delle facoltà mentali e psichiche. In un caso come nell’altro, si tratta di scienze né nuove né inattese. La terza linea di ricerca, invece, non era assolutamente attesa. È una linea relativamente nuova e come sbocciata dal nulla: un regalo del cielo o, meglio, della fisica moderna. In inglese questo campo di ricerca si chiama brain imaging o neuroimaging, in francese si chiama neuroimagerie, in italiano non ha ancora un nome. Qualcuno parla di neuroimmagini, ma il termine rende poco l’idea. È comunque la più incisiva delle tre linee, quella che ha dato un vero e proprio scossone all’intero settore di indagine e gli ha impartito un’accelerazione inusitata. Parliamo della visualizzazione dell’attività cerebrale mediante l’uso di macchine, il cui nome è oggi a tutti familiare: tomografia ad emissione di positroni (PET), risonanza magnetica nucleare e funzionale (RMN e fMRI). Queste tecniche strumentali permettono di guardare dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto, mentre esegue un compito.» Edoardo BONCINELLI, La vita della nostra mente, Editori Laterza, Roma-Bari 2011 «Forme di organizzazione centralizzata della ricerca, anche piuttosto complesse, sono note almeno dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo. Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca scientifica, caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa scientifica in funzione delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale, si definisce però nel periodo a cavallo delle guerre mondiali, per trovare una diffusione amplissima nel secondo dopoguerra. Nei successivi decenni, la complessità crescente dei bisogni della società e lo sviluppo della ricerca hanno comportato una ridefinizione del modello organizzativo basato sul ruolo centrale dello Stato, aprendo all’ingresso di nuovi soggetti, come le industrie private e le associazioni dei pazienti.» Fabio DE SIO, Organizzazione e finanziamento della ricerca, in RIZZOLI LAROUSSE, Novecento. La grande storia della civiltà europea, Federico Motta Editore, Milano 2008 TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO In economia internazionale l’acronimo BRICS indica oggi i seguenti Paesi considerati in una fase di significativo sviluppo economico: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. Premesse le profonde differenze intercorrenti fra le storie di ciascuno di tali Paesi, il candidato illustri gli aspetti più rilevanti della vicenda politica di due di essi nel corso del ventesimo secolo. 43 TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE Fritjof Capra (La rete della vita, Rizzoli, Milano 1997) afferma: «Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e creatività. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati». Il candidato interpreti questa affermazione alla luce dei suoi studi e delle sue esperienze di vita. Durata massima della prova: 6 ore. È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano. È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. 44 GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER LA PRIMA PROVA Candidato: _________________________________________________ Tipologie testuali Indicatori Tipologia A: analisi testuale Punteggio massimo attribuito all'indicatore Rispetto della consegna e sviluppo della traccia Tipologia B, C, D: saggio breve o articolo di giornale, tema storico, tema generale Classe:___________ Livelli di valore/valutazione Punteggio corrispondente ai diversi livelli Voto attribuito Gravemente insufficiente 1 Insufficiente Quasi sufficiente 5 2 2,5 Sufficiente Più che sufficiente 3 3,5 Discreto 4 Buono 4,5 Ottimo/Eccellente 5 Gravemente insufficiente Tutte le tipologie Comprensione, conoscenza, analisi/sintesi, applicazione dei contenuti 1 Insufficiente Quasi sufficiente 2 3 Sufficiente 5 3,5 Discreto 4 Buono Ottimo/Eccellente 4,5 5 Gravemente insufficiente Tutte le tipologie Correttezza ortografica, lessicale e morfosintattica Insufficiente 1,5 Quasi sufficiente 4 Sufficiente Capacità di elaborazione critica, originalità, approfondimenti personali Totale 2,5 3 Buona/adeguata Tutte le tipologie 1 3,5 Sicura/autonoma 4 Assente 0 Sufficiente 0,5 1 Buona 1 Voto/ 15 15 N.B. Eventuali arrotondamenti alla cifra superiore Voto complessivo attribuito alla prova: _______/15 Sassuolo, ____________________________ I COMMISSARI ___________________________ 45 PRIMA SIMULAZIONE SECONDA PROVA 8 febbraio 2016 TECNICA PROFESSIONALE DEI SERVIZI COMMERCIALI Anno Scolastico 2015/16 A) Le scritture di assestamento rappresentano una fase importante ; il candidato dopo aver spiegato le finalità che si attribuiscono a tali registrazioni ed aver descritto in generale tali scritture, tratti le scritture di assestamento da eseguire con riferimento alle seguenti voci: personale dipendente rimanenze di magazzino immobilizzazioni materiali e immateriali crediti commerciali e crediti inesigibili pagamento anticipato di fitti non coincidenti con l’esercizio finanziario pagamento posticipato di interessi su mutui La trattazione deve essere supportata con opportuni esempi con dati a scelta. B) Il bilancio d’esercizio fornisce informazioni fondamentali sulla consistenza patrimoniale e sull’andamento finanziario ed economico di un’impresa e deve essere redatto secondo principi contabili corretti. Il candidato illustri i vari documenti che compongono il bilancio d’esercizio e descriva i principi fondamentali di redazione dello Stato patrimoniale e del Conto economico. C) Il candidato successivamente esamini quanto segue: Stato patrimoniale al 31/12/20.. € Passività € 20.000 A) Patrimonio netto Capitale 2.700.000 Riserve 906.000 Utile dell’esercizio 618.000 Utili portati a 6.300 nuovo B) Immobilizzazioni B) Fondi per rischi e 60.000 I) Immobilizzazioni immateriali 163.500 oneri II) Immobilizzazioni materiali 5.120.70 III) Immobilizzazioni 0 finanziarie 233.000 Attività A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti 46 C) Attivo circolante I) Rimanenze II) Crediti III) Attività finanziarie(di cui 16.500 esigibili oltre l’esercizio successivo) IV) Disponibilità liquide D) Ratei e risconti Totale C) TFR di lavoro 200.100 subordinato 116.500 70.000 D) Debiti (di cui debiti a breve 3.600 scadenza 156.300) 89.400 E) Ratei e risconti 6.016.80 Totale 0 201.000 1.500.000 25.500 6.016.800 Conto economico A) Valore della produzione (+) Importi in euro 7.725.000 B) Costi di produzione (−) 6) materie prime 4.399.000 7) per servizi 400.000 9) per personale 800.000 10) ammortamenti svalutazioni 500.000 11) variazione rim materie prime – 150.000 13) altri accantonamenti 200.000 14) oneri diversi di gestione 250.000 = Differenza tra valore e costi di produzione 6.399.000 C) Proventi e oneri finanziari (±) − 196.000 E) Proventi e oneri straordinari (±) − 100.000 = Risultato prima delle imposte Imposte sul reddito dell’esercizio (−) = Utile dell’esercizio 1.326.000 1.030.000 − 412.000 618.000 Dalla Nota integrativa si possono trarre le seguenti informazioni: - i risconti attivi ammontano a 9.400 €; - la scorta di sicurezza di materie prime è pari a 5.100 €; - tra i fondi per rischi e oneri figurano 10.000 € che si riferiscono a uscite che si verificheranno oltre l’esercizio successivo; 47 - per l’esercizio successivo sono previste dimissioni di dipendenti ai quali spettano 50.000 € di T.F.R.; - l’utile d’esercizio viene così ripartito: 5% riserva legale, 10% riserva statutaria, 10% riserva straordinaria e il resto agli azionisti come dividendo; Il candidato, dopo aver riclassificato lo Stato patrimoniale secondo criteri finanziari e il Conto economico a valore aggiunto, proceda alle seguenti analisi per indici e all’interpretazione dei risultati ottenuti: - Analisi patrimoniale - Analisi finanziaria - Analisi della redditività Durata massima della prova: 6 ore. È consentito soltanto l’uso della calcolatrice non programmabile. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema. 48 SECONDA SIMULAZIONE SECONDA PROVA 11 aprile 2016 TECNICA PROFESSIONALE DEI SERVIZI COMMERCIALI Anno Scolastico 2015/16 La contabilità gestionale è un importante documento tramite il quale vengono raccolti, analizzati e verificati i dati inerenti ai costi e ai ricavi delle imprese. Il candidato commenti la frase approfondendo in particolare la classificazione dei costi e i due metodi di tenuta della contabilità mettendo l’accento sui vantaggi e gli svantaggi degli stessi. Il candidato sviluppi quindi, i due seguenti punti. A) Un’impresa industriale realizza un prodotto assemblando componenti che vengono prodotti all’interno dell’azienda stessa. In un reparto vengono fabbricati ogni anno 45.000 componenti che comportano il sostenimento dei seguenti costi: materie prime 30.000 euro, manodopera diretta 45.000 euro, ammortamento macchinari 7.500 euro, costi fissi generali del reparto 50.000 euro. L’impresa riceve l’offerta da parte di un fornitore per l’acquisto del componente al prezzo unitario di 1,75 euro. - valuta la convenienza o meno ad acquistarlo esternamente anziché produrlo direttamente, tenendo conto che il reparto (compresi i macchinari) non può essere destinato ad altre produzioni. - Valuta la convenienza make or buy nel caso di un fornitore che offra il componente al prezzo unitario di 1,38 euro. B) L’analisi di break even è uno degli strumenti più efficaci di cui un’azienda dispone nel controllo di gestione. Il candidato, dopo aver approfondito questo argomento, calcoli il punto di equilibrio della Delta spa, un’azienda industriale monoprodotto, utilizzando i dati seguenti: prezzo unitario di vendita 26.500 euro costi variabili unitari 9.200 euro costi fissi annuali 12.200.000 euro quantità annuale prodotta e venduta 750 unità Al fine di mantenere la leadership di mercato anche in futuro, la direzione dell’azienda deve scegliere una tra le seguenti alternative: 1) sostituzione parziale degli impianti di produzione, con conseguente riduzione di 1.200 euro dei costi variabili unitari. Questo investimento comporta, però, un aumento a 13.000.000 di euro dei costi fissi annuali. La quantità prodotta e venduta rimane invariata. 49 2) riduzione del prezzo unitario di vendita a 24.000 euro per poter vendere 900 unità all’anno. A causa delle conseguenti ulteriori attività di marketing, necessarie per conquistare nuovi mercati di sbocco, i costi fissi annuali aumenteranno di 200.000 euro. Il candidato esegua i relativi calcoli, metta a confronto i risultati in forma tabellare ed esprima alla direzione aziendale la raccomandazione scelta, motivandola. La trattazione deve essere integrata con dati opportunamente scelti. ____________________________ Durata massima della prova: 6 ore. Sono consentiti la consultazione del Codice Civile non commentato e l’uso di calcolatrici tascabili non programmabili. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse tre ore dalla dettatura del tema. 50 ISTITUTO DI ISTRUZIONESUPERIORE ‘ELSA MORANTE’ Via Selmi, 16-41049 Sassuolo (MO) GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA SECONDA PROVA Candidato ____________________ MACRO 1 DESCRITTORI Individuazione Gravemente delle richieste e insufficiente coerenza con la traccia Correttezza e Gravemente completezza delle insufficiente . informazioni Articolazione dei Gravemente contenuti insufficiente Qualità della Gravemente comunicazione insufficiente Correttezza dei Gravemente calcoli ( o insufficiente elaborazione originale e personale, se non fossero presenti richieste di calcoli) TOTALE PUNTEGGIO • • • 5 1,5 2 2,5 3 insufficiente sufficiente discreta ottima insufficiente sufficiente discreta ottima insufficiente sufficiente discreta ottima insufficiente sufficiente discreta ottima insufficiente sufficiente discreta ottima 10 12,5 15 7,5 A seconda della tipologia della prova da svolgere (un unico punto, più punti...) la tabella può essere applicata sull'intera traccia o per ogni richiesta della prova ministeriale. Anche i macro descrittori possono essere modificati qualora non rispondano coerentemente alla traccia proposta. Per il quinto descrittore si deve sottolineare quello utilizzato: o correttezza dei calcoli o elaborazione originale e personale) PUNTEGGIO PROVA _______________/15 51 ************** 4 aprile 2016 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” 1^ SIMULAZIONE TERZA PROVA DI MATEMATICA 1) Determina il dominio della funzione x2 - 9x +14 e fornisci una interpretazione 3- x grafica. PUNTEGGIO …./15 5x + x - 3x e fornisci una interpretazione grafica. -2x5 + 5x3 +1 6 2) Calcola lim x®+¥ 5 2 PUNTEGGIO …./15 3) Determina e rappresenta graficamente le intersezioni con gli assi cartesiani della x2 - 3x + 2 seguente funzione y = x- 7 PUNTEGGIO …./15 52 4 aprile 2016 I.I.S. ELSA MORANTE – SASSUOLO (MO) Simulazione di TERZA PROVA - TECNICHE DI COMUNICAZIONE: NOME E COGNOME: ……………………………………………………………………………………… Rispondi alle seguenti domande, utilizzando le 10 righe che trovi sotto 1) Teorie di organizzazione del lavoro: descrivi le caratteristiche della teoria di Taylor _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ 2) Elenca almeno tre forme di comunicazione aziendale esterna e descrivile _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ 3) Quali sono le fasi di vita del prodotto? Descrivile brevemente ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ _______________________________________ 53 Istituto Istruzione Superiore “E. Morante” Anno Scolastico 2015 – 2016 I simulazione di Terza Prova – 4 aprile 2016 INGLESE Nome e Cognome ……………………………………………………… Classe 5D Answer the following questions (max. 8 lines per question) 1. Define what transport is. Then, list the factors that must be considered when choosing the appropriate means of transport. ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 2. Why has air transport increased in recent years? What kind of products is generally transported by air? ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 3. What are containers? What are the advantages introduced by their use? ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 54 I.I.S. “ “ELSA MORANTE”SASSUOLO SIMULAZIONE TERZA PROVA DI DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA CLASSE V° D ALUNNO/A……………………………………. DATA: 04/04/2016 1) Dopo aver definito il contratto di factoring, descrivi quali sono i modi possibili di cessione dei crediti. ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 2) Definisci il contratto di somministrazione e descrivi i tipi di somministrazione. ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 3) Spiega quali sono i poteri del datore di lavoro nel contratto di lavoro subordinato ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 55 2 maggio 2016 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” 2 ^ SIMULAZIONE TERZA PROVA DI MATEMATICA NOME_____________ COGNOME_______________ 1) Determina il dominio della funzione y= CLASSE________ 4+ x e fornisci una interpretazione x2 - 3x grafica. PUNTEGGIO …./15 x - 4x -1 e fornisci una interpretazione grafica. x5 + 2x3 - 3 3 2) Calcola lim x®+¥ 2 PUNTEGGIO …./15 3) Determina e rappresenta graficamente le intersezioni con gli assi cartesiani della x2 - 3x seguente funzione y = 2 x + x-2 PUNTEGGIO …./15 PUNTEGGIO TOTALE …./15 56 I.I.S. ELSA MORANTE – SASSUOLO (MO) Simulazione TERZA PROVA - TECNICHE DI COMUNICAZIONE: 2 maggio 2016 Nome: ………………………………….. Classe: ……………… Rispondi alle seguenti domande, utilizzando le 10 righe che trovi sotto 1) Le forze di Porter: elencale e spiegale brevemente _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ 2) Quali disturbi della comunicazione impediscono all’emittente (azienda) di far giungere il proprio messaggio al ricevente (consumatore)? _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________ 3) Cosa si intende per fidelizzazione del cliente e perché è conveniente per l’azienda? _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________ Voto: ……………………. 57 Istituto Istruzione Superiore “E. Morante” Anno Scolastico 2015 – 2016 II simulazione di Terza Prova – 2 maggio 2016 INGLESE Nome e Cognome ………………………………………………………… Classe 5D Answer the following questions (max. 8 lines per question) 1. How have methods of banking changed over the years? List the advantages of using ATMs. ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 2. “The customer is seen as the beginning and the end of the business cycle”. Explain this statement, referring to the diagram of the marketing concept. ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 3. What is market research? What is its main purpose? What are the main methods of market research? ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… 58 I.I.S.“ELSA MORANTE” SASSUOLO SIMULAZIONE TERZA PROVA DI DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA CLASSE V° D ALUNNO/A……………………………………. DATA: 02 /05/2016 1)Dopo aver definito il contratto di leasing, spiega la differenza tra il leasing finanziario e il leasing operativo ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 2) Dopo aver definito il contratto di trasporto, parla della responsabilità del vettore nel trasporto di cose. ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 3) Nel contratto di lavoro subordinato, descrivi quali sono gli obblighi del datore di lavoro. ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 59 ESAME DI STATO 2016 COMMISSIONE N. ___ TERZA PROVA SCRITTA DISCIPLINE COINVOLTE: Inglese, Diritto, Matematica, Tecniche di Comunicazione TIPOLOGIA: B(12 quesiti a risposta singola) DURATA DELLA PROVA: 150 minuti CANDIDATO: ______________________________________________CLASSE: 5C INDICATORI Prova non compilata- Conoscenze, competenze e organizzazione assenti Conoscenza dei contenuti p.7 Competenza dell’uso corretto del lessico/correttezza nei calcoli p. 5 Capacità di organizzare le conoscenze in base alle richieste p. 3 Punti DESCRITTORI 1 Conosce pochi argomenti e in modo lacunoso 1-2 Conosce alcuni degli argomenti indispensabili 3-4 Conosce gli argomenti indispensabili 5 Conosce un buon numero di argomenti in modo abbastanza approfondito 6 Conosce tutti gli argomenti in modo approfondito 7 Esposizione quasi assente 1 Esposizione scorretta e povertà lessicale/linguaggio specifico non sempre adeguato. 2 Correttezza e lessico accettabili/linguaggio specifico abbastanza appropriato. 3 Esposizione generalmente corretta/linguaggio specifico nel complesso appropriato. 4 Esposizione ricca ed originale/linguaggio specifico appropriato. 5 Organizzazione quasi assente 1 Organizzazione superficiale 2 Organizzazione articolare ed aderenza alla consegna 3 INDIRIZZO:TECNICO DEI SERVIZI COMMERCIALI Sassuolo, ____ / ____ / 2016 I COMMISSARI ___________________________ ___________________________ VALUTAZIONE_______ /15 IL PRESIDENTE ___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________ 60 I.I.S. “ELSA MORANTE” ANNO SCOLASTICO 2015-2016 TECNICO DEI SERVIZI COMMERCIALI GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA Candidato:……………………………………………………………………… Classe………… Materia: …………………………………………………. INDICATORI DESCRITTORI Quesito bianco – nessuna conoscenza Punti 1 Conosce pochi argomenti e in modo lacunoso 1-2 Conoscenza dei contenuti Conosce alcuni degli argomenti indispensabili p. 7 3-4 Competenza dell’uso corretto del lessico/correttezza nei calcoli p. 5 Capacità di organizzare le conoscenze in base alle richieste p. 3 Q.1 Q.2 Q.3 Conosce gli argomenti indispensabili 5 Conosce un buon numero di argomenti in modo abbastanza approfondito 6 Conosce tutti gli argomenti in modo approfondito 7 Esposizione manchevole 1 Esposizione scorretta e povertà lessicale/linguaggio specifico non sempre adeguato. 2 Correttezza e lessico accettabili/linguaggio specifico abbastanza appropriato. 3 Esposizione generalmente corretta/linguaggio specifico nel complesso appropriato. 4 Esposizione ricca ed originale/linguaggio specifico appropriato. 5 Nessuna organizzazione 1 Organizzazione superficiale 2 Organizzazione articolare ed aderenza alla consegna 3 Punteggio finale 61 I.I.S. “ “ELSA MORANTE”SASSUOLO VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA D’ESAME Candidato ………………………………………………………….. VALUTAZIO NE 1° QUESITO VALUTAZIONE 2° QUESITO VALUTAZIONE 3° QUESITO GEOGRAFIA …./15 …./15 …./15 ……./……. INGLESE …./15 …./15 …./15 ……./…… COMUNICAZIONE DIRITTO/ ECONOMIA …./15 …./15 …./15 ……./……. …./15 …./15 …./15 TOTALE COMPLESSIVO ……./…….. MATERIA PUNTEGGIO DEI TRE QUESITI ……………. TOTALE COMPLESSIVO PUNTEGGIO ATTRIBUITO= __________________________ = ………/15 12 62 C2 : COLLOQUIO Il Collegio dei docenti, preso atto della normativa vigente, in particolare dell’art. 4 del Regolamento attuativo D.P.R. 323/98 di cui il comma 5 chiarisce gli obiettivi del colloquio: “..il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle nell’argomentazione e di discutere ed approfondire sotto i vari profili i diversi argomenti. Esso si svolge su argomenti di interesse pluridisciplinari attinenti ai programmi ed al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso” e dell’ art. 16 dell’O.M. 37 del 19/05/14 che segnala le fasi dello stesso e chiarisce lo spazio da riservare all’area professionalizzante negli Istituti Professionali, constatato quanto risulta difficile la piena attuazione delle suddette disposizioni, vista la positiva esperienza degli anni precedenti e le sollecitazioni in merito del Ministero decide di effettuare, anche in questo anno scolastico e nell’ultimo scorcio di quadrimestre, la simulazione del colloquio medesimo per trarre spunti utili sia ai fini della corretta conduzione dello stesso sia della possibile individuazione di parametri di riferimento idonei ad una valutazione più rispondente alle esigenze dell’esame. Le simulazioni di colloquio saranno seguite da momenti di riflessione che vedranno coinvolti docenti e studenti per individuare i nodi problematici ed i passaggi cruciali e per mettere a fuoco le modalità idonee per effettuare i collegamenti richiesti. Il periodo successivo il 15 Maggio verrà riservato alla effettuazione di simulazioni complete, anche dal punto di vista dell’aspetto valutativo; in tale sede verrà sperimentata l’allegata griglia di valutazione. Il Consiglio di Classe pertanto, uniformandosi alle decisioni collegiali, ha programmato una simulazione di colloquio su base volontaria entro la fine dell’anno scolastico 63 64 C. 3 Elenco candidati TITOLO DELLA TESINA ARUTA PATRIZIA LA TV DEL PASSATO E DEL PRESENTE BARONE GLORIA MAFIA CAPITALE BOYE EUNICE MORKOR GHANA E LA SUA INDIPENDENZA CAPUOZZO PASQUALE GIORNALE CASTELLINI ANDREA FORCHIGNONE SALVATORE GIORDANO FRANCESCA GRECO SAMUEL GUDILENKOVA DOMINIKA JARMOUNI ZINEB KODUAH VIVIANA TWENEBOAH WALL STREET LA NASCITA DEL FOOTBALL THE VIDEOGAMES L’AUTOMOBILE LA FOLLIA L’ISLAM UGUALIANZA SENZA DISTINZIONE MEDICI MARCO U.S. SASSUOLO CALCIO MISELLI FABIO REALTA’ VIRTUALE MISELLI MATTEO IL FUTURISMO PETTINATO ANDREA PUBBLICITA’ E MARKETING PLEPCI GIULIA LA VIOLENZA SULLE DONNE I titoli 65 D: PROSPETTO INFORMATIVO ANALITICO PER OGNI DISCIPLINA • Italiano • Storia • Matematica • Tecniche Professionali dei Servizi Commerciali Applicazioni gestionali • Tecniche di comunicazione • Diritto • Inglese • Francese • Educazione Fisica maschile e femminile • Religione 66 IPSSCT “ ELSA MORANTE” RELAZIONE FINALE CLASSE V D a.s. 2015/2016 DISCIPLINA: ITALIANO DOCENTE: PROF. M.GRAZIA CASALI PRESENTAZIONE DELLA CLASSE La classe, nel corso dell’anno scolastico, ha presentato una certa discontinuità nell’attenzione durante le lezioni, nello studio, nell’impegno scolastico individuale, manifestando scarso interesse alle lezioni e un’applicazione inadeguata rispetto alle potenzialità, raggiungendo una preparazione sufficiente, in alcuni casi ,discreta e buona in altri, ma superficiale e mnemonica. Per quanto riguarda i colloqui orali, essi procedono in modo non sempre sicuro nell’esposizione, causa la scarsa capacità di rielaborazione dei contenuti e a componenti caratteriali particolarmente emotive, che potrebbero accentuarsi in sede di Esame di Stato Per quel che concerne la produzione scritta, permangono, in alcuni studenti, dei limiti nell’apporto e nella rielaborazione personale con l’aggravante di difficoltà espositive ed errori diffusi. Nel complesso gli studenti hanno risposto positivamente alle sollecitazioni del docente, malgrado la partecipazione non sempre attenta in classe. TESTO ADOTTATO : LM2 LETTERATURA MODULARE IL NOVECENTO AUTORE: MARTA SAMBUGAR – GABRIELLA SALA’ EDITORE: LA NUOVA ITALIA PROGRAMMA SVOLTO MODULO 1: L’età del Decadentismo Il Decadentismo: cornice storico-culturale e temi. Giovanni Pascoli: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Letture e analisi da “Myricae”: Lavandare e X agosto. Gabriele D’Annunzio: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Letture e analisi da “Il Piacere”: Il ritratto di un esteta: Andrea Sperelli; da “Alcyone” :La pioggia nel pineto. MODULO 2: Il romanzo della crisi La nascita della psicanalisi e l’influsso sul romanzo del ‘900. Italo Svevo: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. 67 Lettura da “ La coscienza di Zeno”: L'ultima sigaretta. Luigi Pirandello: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Lettura da “ L’umorismo” : Il sentimento del contrario. “Novelle per un anno” : La patente MODULO 3 : La scrittura Esercitazione sul saggio breve in preparazione dell’Esame di Stato MODULO 4: La poesia del ‘900 Giuseppe Ungaretti: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Lettura da “ L’Allegria” : Veglia, Sono una creatura, Mattina. MODULO 5: La poesia del ‘900 L’ermetismo: caratteri generali. Eugenio Montale: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Letture da “Ossi di seppia” : Limoni MODULO 6: La letteratura del secondo dopoguerra La narrativa tra le due guerre: cenni. Primo Levi: la vita, il pensiero, la poetica e le opere. Lettura da “ Se questo è un uomo” : Considerate se questo è un uomo. CONOSCERE Le caratteristiche principali dei movimenti letterari presentati. La vita, il pensiero,la poetica e le opere degli autori studiati. La trama e le caratteristiche principali delle opere da cui sono tratti i brani letti. Le caratteristiche principali del testo poetico del ‘900. SAPER FARE Utilizzare il linguaggio specifico in modo sufficientemente appropriato e corretto. Analizzare un testo in prosa. Parafrasare e analizzare un testo poetico. Collegare i testi ai temi e alle caratteristiche degli autori. Esporre i contenuti trattati in modo chiaro. Rielaborare autonomamente i contenuti affrontati anche attraverso la costruzione di schemi. METODOLOGIA E STRUMENTI La lezione è stata svolta in modo frontale, illustrando gli aspetti fondamentali degli argomenti e utilizzando una didattica ispirata alla ricerca delle problematiche essenziali affrontate e risolte attraverso il dialogo, il confronto e l’argomentazione, per stimolare gli studenti verso un continuo dialogo formativo finalizzato ad un apprendimento critico e dinamico. I contenuti sono stati anche problematizzati, la lettura e l’analisi dei testi ha permesso la ricerca dei temi attraverso il testo stesso sviluppando la riflessione e il ragionamento. Sono stati utilizzati anche schemi, domande guida e mappe concettuali. 68 Lo strumento fondamentale di lavoro è stato il libro di testo seguito come punto di riferimento costante durante la trattazione degli argomenti. In alcuni casi sono state fornite fotocopie per i testi non presenti e sintesi o schemi per guidare lo studio. VERIFICA E VALUTAZIONE Verifiche scritte: Esercitazioni per la prima prova dell’Esame di Stato suddivise per tipologia. Simulazione della prima prova dell’Esame di Stato con tipologia a scelta del candidato. Verifiche orali: Monitoraggio dell’apprendimento, delle conoscenze e delle competenze. Esposizione su argomenti richiesti alla fine dei moduli rilevanti nell’analisi di un testo e in domande a risposta aperta volte a rilevare la comprensione del testo, delle sue tematiche e la conoscenza dell’autore. L’assegnazione dei voti è avvenuta sulla base della conoscenza dei contenuti, del livello di rielaborazione ed approfondimento degli argomenti, sull’uso di una terminologia tecnica adeguata e della capacità di effettuare collegamenti tra i vari argomenti. La valutazione delle prove è avvenuta utilizzando i seguenti criteri: Gravemente insufficiente ( voto 1-2) Mancanza di elementi minimi fondamentali. Insufficiente ( voto 3-4) Livello di preparazione lacunoso, con numerosi e gravi errori. Mediocre ( voto 5) Livello di preparazione incompleto, con errori non particolarmente gravi. Sufficiente (voto 6) Livello di preparazione con informazioni di tipo manualistico (corrispondenti agli obiettivi minimi) con lievi errori. Discreto ( voto 7) Livello di preparazione che manifesta l’acquisizione diligente di informazioni essenziali, esposte con terminologia appropriata e una sufficiente capacità di collegamento. Buono ( voto 8) Livello di preparazione che denota conoscenza precisa degli argomenti e capacità chiara e fluida, con soddisfacenti capacità di collegamento. Distinto ( voto 9) Livello di preparazione caratterizzato da capacità di rielaborazione personale e critica, di approfondimento con esposizione sicura e appropriata. Prove complete e eccellenti. 69 Ottimo ( voto10 ) Livello di preparazione che denota capacità di collegamento e utilizzo di conoscenze attinte da ambiti pluridisciplinari, con sicura padronanza della terminologia. Prove complete, approfondite e personalmente rielaborate. Al fine di individuare con maggior precisione i livelli di apprendimento e incoraggiare gli allievi, in fase di valutazione il docente si è avvalso anche dei mezzi voti. Nella valutazione finale si è tenuto conto anche della continuità dell’impegno, della partecipazione al dialogo educativo, della capacità di autocorrezione. OBIETTIVI PREFISSATI E REALMENTE RAGGIUNTI. E’ risultato che per la maggior parte della classe lo studio è mnemonico e discontinuo, spesso limitato all’argomento della verifica. Per quanto riguarda gli obiettivi cognitivi in riferimento all’educazione letteraria si ritiene che la classe: - abbia acquisito le linee generali della storia letteraria; - abbia potenziato la capacità di riconoscere nei testi letterari le caratteristiche formali e tematiche; - sia avviata all’interpretazione critica e consapevole della realtà culturale del proprio tempo. Per alcuni alunni risulta, tuttavia, difficile collocare il testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti altre opere dello stesso autore o di altri autori e stabilire il rapporto tra produzione letteraria e contesto storico-culturale in cui essa si situa. Pochi alunni sanno riconoscere le caratteristiche formali o le tematiche storicamente connotate del testo letto, mentre quasi tutta la classe è in grado di leggere un testo e rispondere in modo adeguato e preciso a domande di comprensione. Riguardo, invece, l’educazione linguistica quasi tutta la classe è in grado di produrre testi scritti di tipo diverso, in particolare testi espositivi e argomentativi (tema d’attualità e saggio breve). ******************* 70 IPSSCT “ ELSA MORANTE” RELAZIONE FINALE CLASSE V D a.s. 2015/2016 DISCIPLINA: STORIA DOCENTE: PROF. M.GRAZIA CASALI TESTO ADOTTATO : IL NOVECENTO E OGGI AUTORE: VITTORIA CALVANI EDITORE: A.MONDADORI SCUOLA PROGRAMMA SVOLTO MODULO 1: L'età dei nazionalismi. La belle époque e società di massa: gli anni difficili di fine Ottocento; l'ottimismo del Novecento e la Belle époque; la "società dei consumatori", la catena di montaggio e la produzione in serie. Venti di guerra: vecchi rancori e nuove alleanze;Industriali junker e militari. La prima guerra mondiale: lo scoppio della guerra, l'illusione di una" guerra-lampo", la guerra di trincea, l'Italia dalla neutralità al Patto di Londra, il dibattito tra neutralisti ed interventisti e l'entrata in guerra,il fronte italiano, l'intervento degli Stati Uniti,una rivoluzione determina l'uscita della Russia dal conflitto,la resa della Germania. MODULO 2: L'età dei totalitarismi. Una pace instabile: la Conferenza di Parigi e il ruolo degli Stati Uniti, i "14 punti"di Wilson, il principio di autodeterminazione, il Trattato di Versailles e l'umiliazione della Germania, l'insoddisfazione dell'Italia, la fine dell'impero austro-ungarico, il crollo dell'impero ottomano e la nascita della Turchia, il fallimento della Conferenza di Parigi. La Rivoluzione russa e lo stalinismo: la rivoluzione di febbraio e il governo borghese, il dinamismo dei soviet e le speranze di pace, Lenin e la Rivoluzione di ottobre, la pace di Brest-Litovsk e le rinunce territoriali, la guerra civile, dalla dittatura del proletariato alla dittatura del Partito comunista sovietico, la N.E.P. (nuova politica economica), l'industrializzazione a tappe forzate di Stalin e la strage dei kulàki, i piani industriali quinquennali, costruzione di un mito, dalle "purghe" al Terrore come sistema di governo, lo Stato totalitario. Il fascismo: la nuova dignità delle masse popolari, i timori del ceto medio, il Biennio rosso, i ceti medi emergenti e la "vittoria mutilata", la fondazione dei Fasci di combattimento, la nascita del fascismo l'illegalità mascherata da legge e ordine, la nascita del Partito comunista, la Marcia su Roma. Mussolini al governo, le elezioni del 1924, l'assassinio Matteotti, l'identificazione tra Stato e Partito, dal fascismo "movimento" al fascismo di "regime, il Concordato con il Vaticano", successi ed insuccessi della politica economica di Mussolini, la conquista dell'Etiopia e la nascita dell'impero. La crisi del 1929:il crollo di Wall Street, il pensiero di Keynes e il New Deal. 71 Il nazismo:le radici di una tragedia:il Trattato di Versailles, Adolf Hitler: da Vienna a Mein Kampf, il programma politico di Hitler, H. vince, poi perde, poi stravince, la nazificazione della Germania, i successi di H. in campo economico e sociale, la purificazione della razza, vittorie politiche all'estero, la svolta del '38: Mussolini vassallo del Fuhrer, l'Anschluss dell'Austria e la Conferenza di Monaco, La Polonia e il Patto Molotov-Ribbentrop. MODULO 5: La Seconda guerra mondiale. -Le ragioni del conflitt0 -L’asse Roma Berlino -L’espansionismo hitleriano-l’avanzata tedesca--L’olocausto e il dominio nazista--La svolta della guerra. CONOSCERE Conoscere il contesto storico politico e socio economico di fine ‘800. Comprendere le trasformazioni politiche, economiche e sociali di fine ‘800. Conoscere il linguaggio specifico della materia. Conoscere le cause che portarono al conflitto. Conoscere le alleanze e le fasi della guerra. -Lo scenario europeo dopo la Prima Guerra Mondiale -La crisi del 1929. -La nascita dei regimi totalitari. -Individuare le cause della seconda guerra mondiale e gli schieramenti coinvolti. METODOLOGIA E STRUMENTI La lezione è stata svolta in modo frontale, illustrando gli aspetti fondamentali degli argomenti e utilizzando una didattica ispirata alla ricerca delle problematiche essenziali affrontate e risolte attraverso il dialogo, il confronto e l’argomentazione, per stimolare gli studenti verso un continuo dialogo formativo finalizzato ad un apprendimento critico e dinamico. I contenuti sono stati anche problematizzati, la lettura e l’analisi dei testi ha permesso la ricerca dei temi attraverso il testo stesso sviluppando la riflessione e il ragionamento. Sono stati utilizzati anche schemi, domande guida e mappe concettuali. Lo strumento fondamentale di lavoro è stato il libro di testo seguito come punto di riferimento costante durante la trattazione degli argomenti. In alcuni casi sono state fornite fotocopie per i testi non presenti e sintesi o schemi per guidare lo studio. VERIFICA E VALUTAZIONE Verifiche scritte: Esercitazioni per la prima prova dell’Esame di Stato suddivise per tipologia. Simulazione della prima prova dell’Esame di Stato con tipologia a scelta del candidato. 72 Verifiche orali: Monitoraggio dell’apprendimento, delle conoscenze e delle competenze. Esposizione su argomenti richiesti alla fine dei moduli rilevanti nell’analisi di un testo e in domande a risposta aperta volte a rilevare la comprensione del testo, delle sue tematiche e la conoscenza dell’autore. L’assegnazione dei voti è avvenuta sulla base della conoscenza dei contenuti, del livello di rielaborazione ed approfondimento degli argomenti, sull’uso di una terminologia tecnica adeguata e della capacità di effettuare collegamenti tra i vari argomenti. La valutazione delle prove è avvenuta utilizzando i seguenti criteri: Gravemente insufficiente ( voto 1-2) Mancanza di elementi minimi fondamentali. Insufficiente ( voto 3-4) Livello di preparazione lacunoso, con numerosi e gravi errori. Mediocre ( voto 5) Livello di preparazione incompleto, con errori non particolarmente gravi. Sufficiente (voto 6) Livello di preparazione con informazioni di tipo manualistico (corrispondenti agli obiettivi minimi) con lievi errori. Discreto ( voto 7) Livello di preparazione che manifesta l’acquisizione diligente di informazioni essenziali, esposte con terminologia appropriata e una sufficiente capacità di collegamento. Buono ( voto 8) Livello di preparazione che denota conoscenza precisa degli argomenti e capacità chiara e fluida, con soddisfacenti capacità di collegamento. Distinto ( voto 9) Livello di preparazione caratterizzato da capacità di rielaborazione personale e critica, di approfondimento con esposizione sicura e appropriata. Prove complete e eccellenti. Ottimo ( voto10 ) Livello di preparazione che denota capacità di collegamento e utilizzo di conoscenze attinte da ambiti pluridisciplinari, con sicura padronanza della terminologia. Prove complete, approfondite e personalmente rielaborate. Al fine di individuare con maggior precisione i livelli di apprendimento e incoraggiare gli allievi, in fase di valutazione il docente si è avvalso anche dei mezzi voti. Nella valutazione finale si è tenuto conto anche della continuità dell’impegno, della partecipazione al dialogo educativo, della capacità di autocorrezione. 73 OBIETTIVI PREFISSATI E REALMENTE RAGGIUNTI. E’ risultato che per la maggior parte della classe lo studio è mnemonico e discontinuo, spesso limitato all’argomento della verifica. Per quanto riguarda gli obiettivi cognitivi in riferimento all’educazione letteraria si ritiene che la classe: - abbia acquisito le linee generali della storia letteraria; - abbia potenziato la capacità di riconoscere nei testi letterari le caratteristiche formali e tematiche; - sia avviata all’interpretazione critica e consapevole della realtà culturale del proprio tempo. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” Via Selmi, 16 – 41049 Sassuolo (MO) PROGRAMMA DI MATEMATICA ANNO SCOLASTICO 2015/16 CLASSE V D DOCENTE: Prof. Tramuto Gianluca TESTO ADOTTATO Autore: I. Fragni – G. Pettarin Titolo: “Matematica in pratica” – Volume 4-5 Editore: CEDAM scuola DESCRIZIONE DEI CONTENUTI Ripasso delle disequazioni Disequazioni di primo e secondo grado intere e fratte. Le funzioni Definizione di funzione e terminologia (variabile indipendente, variabile dipendente, immagine, controimmagine, dominio, codominio). Definizione di funzione matematica. Grafico di una funzione: definizione. Grafico per punti di una funzione. Classificazione delle funzioni matematiche. Determinazione dell’insieme di esistenza di una funzione razionale e irrazionale intera e fratta. Intersezione di una funzione razionale e irrazionale intera e fratta con gli assi cartesiani. Segno di una funzione razionale e irrazionale intera e fratta. 74 I limiti delle funzioni di una variabile Concetto intuitivo di limite, concetto intuitivo di limite destro e sinistro. Definizione di limite finito di una funzione per x che tende a un valore finito o infinito. Definizione di limite infinito di una funzione per x che tende a un valore finito o infinito. Interpretazione grafica dei casi suddetti. Le funzioni continue Definizione di funzione continua in un punto e in un intervallo. Il calcolo dei limiti di funzioni razionali intere e di funzioni razionali fratte. Le forme indeterminate del tipo per le funzioni razionali intere e per le funzioni razionali fratte. I punti di discontinuità di una funzione: definizione. Punti di discontinuità di I specie, di II specie e di III specie: definizioni e rappresentazione grafica. Asintoti verticali e orizzontali: definizioni e rappresentazione grafica. Grafico di una funzione Classificazione di una funzione, determinazione del dominio, intersezione con gli assi, comportamento agli estremi del dominio e ricerca di eventuali asintoti orizzontali e verticali, rappresentazione grafica delle informazioni ottenute. METODI STRUMENTI E TECNICHE DI INSEGNAMENTO L’esigenza di conciliare, da una parte, un riesame consapevole delle procedure di calcolo studiate, dall’altra la proposizione di temi concettualmente impegnativi ma comunque indispensabili per la comprensione del comportamento di una funzione matematica, seppur elementare, hanno reso indispensabile una alternanza di tecniche di insegnamento: la scoperta guidata al fine di pervenire ad una nozione almeno intuitiva degli strumenti fondamentali, la lezione frontale per una sistemazione formale di quanto intuito. Ogni lezione frontale, della quale comunque la partecipazione e il dialogo con gli studenti ha sempre costituito il nucleo centrale, è stata preceduta da un richiamo ai temi affrontati le lezioni precedenti, ad esempio mediante la correzione di esercizi assegnati, e si è conclusa con un riepilogo di quanto trattato chiarificatore dei temi centrali. Ogni argomento è stato introdotto, dopo avere recuperato gli indispensabili prerequisiti, minimizzandone il numero, per problemi, invitando gli studenti a ricercare una soluzione con i soli strumenti a disposizione, facendo attenzione alla generazione di errate deduzioni o di incompleti processi induttivi. Di ogni argomento è stata posta in luce la finalità e sottolineata l’utilità e la strumentalità nella direzione del comportamento grafico di una funzione, principale obiettivo didattico; di conseguenza sono stati privilegiati, nelle unità incentrate sui limiti, gli esercizi rilevanti sotto tale aspetto. Le valutazioni, espresse nei modi specificati in seguito, hanno verificato i soli obiettivi esposti nel piano di lavoro e comunicati agli studenti, si sono accentrate in particolare sul saper fare, hanno avuto funzione educativa nella correzione degli errori e nell’impostazione del conseguente recupero e premiante per gli studenti che pur in possesso di insufficienti prerequisiti sono pervenuti ad una comprensione intuitiva, seppur formalmente non corretta delle basi dell’analisi infinitesimale. 75 OBIETTIVI DISCIPLINARI RAGGIUNTI Gli obiettivi cognitivi della disciplina, inizialmente inseriti nel piano di lavoro, sono stati in larga misura individuati, in considerazione di carenze nei prerequisiti, tra gli apprendimenti elementari ed intermedi. Si è privilegiato il saper fare alla descrizione delle conoscenze. Gli obiettivi inerenti la memorizzazione, la riproduzione e la descrizione delle conoscenze raggiunti, in modo fortemente differenziato e talora parziale dalla maggioranza degli studenti sono: La conoscenza dei termini, dei simboli e delle definizioni: funzione, dominio, codominio, grafico, classificazione delle funzioni. La conoscenza della nozione intuitiva di limite e di limite sinistro e limite destro. La conoscenza dei termini, dei simboli e delle definizioni: asintoto orizzontale e verticale. Per quanto concerne l’esecuzione di regole e di procedimenti formali e l’applicazione delle conoscenze nelle risoluzione di semplici esercizi, sono stati raggiunti, con le limitazioni precedentemente espresse i seguenti obiettivi: La determinazione del dominio di una funzione algebrica razionale o irrazionale con f ( x) f ( x) particolare riferimento a funzioni di equazione y = o y= con f(x) e g(x) g( x) g( x) polinomi di primo e secondo grado. L’individuazione dell’intersezione con gli assi di una funzione. La risoluzione di limiti di funzioni razionali intere, razionali fratte anche nella forma indeterminata ¥ per le funzioni razionali fratte, o ∞ − ∞ per le funzioni razionali intere ¥ interpretando graficamente i risultati ottenuti con particolare riferimento a risultati che individuano la presenza di un asintoto. STRUMENTI DI VERIFICA E CRITERI DI VALUTAZIONE La valutazione è stata formulata sulla base di verifiche scritte ed interrogazioni orali. Si è sempre privilegiata la verifica delle capacità operative rispetto alle conoscenze, le quali, se non suffragate dall’applicazione, sono espresse in maniera riproduttiva ed acritica. Per le verifiche scritte è stata assegnata valutazione sufficiente a prove in cui fosse presente una sostanziale correttezza nell’impostazione degli esercizi proposti. Durante le verifiche orali si sono accertate, oltre che le conoscenze, la capacità di applicazione dei contenuti. La valutazione sufficiente è stata pertanto attribuita ad alunni che affrontassero in modo sostanzialmente corretto esercizi proposti e che dimostrassero di conoscere le definizioni e le regole precedentemente elencate. PROFILO DELLA CLASSE La classe è composta da 17 alunni, 9 ragazze e 8 ragazzi. Nella classe è presente 2 ragazzi certificati, G. S., seguito da un docente di sostegno, che ha seguito una programmazione per obiettivi minimi, C. I., seguita da un docente di sostegno, che seguirà una programmazione differenziata; due alunni DSA, C. A. e M. F.. Per questi alunni non sono stati predisposti modelli di programmazioni personalizzate. La classe, durante il primo periodo, non ha evidenziato problemi di dialogo e di socializzazione, ha dimostrato però scarso interesse per la materia e in conseguenza un insufficiente impegno ai doveri scolastici e alla partecipazione alle lezioni. 76 Per molti alunni scarsa è l’applicazione allo studio, in particolar modo manca del tutto il lavoro a casa, quindi anche le prime valutazioni hanno dato esito non omogeneo; pochi alunni hanno buone capacità, mentre per altri sono emerse lacune. Alla fine del primo quadrimestre 6 studenti non ha raggiunto la sufficienza, mentre gli altri hanno mostrato una preparazione sufficiente. Nel secondo quadrimestre, invece, la maggior parte degli allievi ha ceduto sul piano dell’impegno, creando notevoli difficoltà nell’avanzamento della programmazione, per cui si è cercato di sintetizzare i concetti più importanti e di esporre le tematiche nella forma più elementare possibile. La classe non ha mostrato interesse nel recupero, non è riuscita a produrre un impegno adeguato, per cui i risultati sono stati soddisfacenti solo per alcuni. Nel secondo quadrimestre gli studenti, in generale, non hanno confermato un atteggiamento corretto. Tuttavia, i rapporti con alcuni di loro sono stati, nel complesso, sereni e cordiali. TECNICA PROFESSIONALE DEI SERVIZI COMMERCIALI A.S. 2015/2016 DOCENTE: GAGLIARDELLI LORETTA DOCENTE DI COMPRESENZA: FULLONE PROVVIDENZA ELENA MARIA LIBRO DI TESTO: TECNICHE PROFESSIONALI DEI SERVIZI COMMERCIALI per il quinto anno AUTORI: BERTOGLIO & RASCIONI ED. TRAMONTANA A) PROGRAMMA MODULO 1: LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO L’inventario di esercizio Le scritture di assestamento Le scritture di completamento Le scritture di integrazione Le scritture di rettifica Le scritture di ammortamento Le scritture di epilogo e chiusura: cenni Il patrimonio netto finale MODULO 2: IL BILANCIO D’ESERCIZIO UNITA’ DIDATTICA 1: IL BILANCIO D’ESERCIZIO Dalla contabilità al bilancio d’esercizio Il bilancio secondo la normativa civilistica 77 Principi di redazione e postulati di bilancio Il contenuto del bilancio d’esercizio La nota integrativa: cenni La relazione sulla gestione: cenni Il bilancio in forma abbreviata Il bilancio con i dati a scelta UNITA’ DIDATTICA 2: L’ANALISI PER INDICI L’interpretazione e la rielaborazione del bilancio La rielaborazione dello stato patrimoniale L’analisi della struttura finanziaria dell’impresa La rielaborazione di conto economico L’analisi per indici L’analisi economica L’analisi patrimoniale L’analisi finanziaria L’interpretazione degli indici Il cash flow con metodo indiretto UNITA’ DIDATTICA 3: LE IMPOSTE DIRETTE A CARICO DELLE IMPRESE Il sistema tributario italiano Il reddito di impresa La determinazione del reddito fiscale: la svalutazione fiscale dei crediti; la valutazione fiscale delle rimanenze; ammortamento fiscale delle immobilizzazioni; il trattamento fiscale delle plusvalenze; costi non deducibili e il riporto agli esercizi successivi. IRAP e suo calcolo IRES e suo calcolo Il versamento delle imposte e la dichiarazione unica (cenni). MODULO 3: LA CONTABILITA’ GESTIONALE UNITA’ DIDATTICA 1: I METODI DI CALCOLO DEI COSTI 2. 3. 4. 5. 6. La contabilità gestionale La classificazione dei costi L’oggetto di calcolo dei costi Il direct costing Il full costing 78 UNITA’ DIDATTICA 2: I COSTI E LE DECISIONI AZIENDALI A. B. C. D. I costi variabili e i costi fissi La break even analysis I costi suppletivi Il make or buy MODULO 4: LA PIANIFICAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE AZIENDALE UNITA’ DIDATTICA 1: LA PIANIFICAZIONE, E LA PROGRAMMAZIONE E IL CONTROLLO AZIENDALE La pianificazione e la programmazione aziendale L’analisi ambientale e previsionale L’analisi aziendale: punti di forza e punti di debolezza La definizione di obiettivi e strategie e la redazione dei piani Il controllo di gestione UNITA’ DIDATTICA 2: IL BUDGET E IL REPORTING I costi di riferimento I costi standard: cenni Il controllo budgetario: cenni Il budget economico Il budget finanziario I limiti del budget L’analisi degli scostamenti Il reporting: cenni UNITA’ DIDATTICA 3: IL BUSINESS PLAN E IL MARKETING PLAN Il business plan: cenni Il marketing plan: cenni B) METODI DI INSEGNAMENTO A. Lezioni frontali: introduzione di carattere generale, esposizione dei concetti teorici, sistemazione dei risultati emersi dalla discussione, approfondimenti di carattere pratico e tecnico. B. Le lezioni partecipate: domande stimolo, scoperta guidata, lettura – analisi – commento in classe, risoluzione di casi con applicazione delle conoscenze acquisite. 79 C. Lavoro individuale e di gruppo: svolgimento di temi utilizzando le notizie raccolte da più fonti. D. Esercitazioni a casa e in classe C) STRUMENTI DI INSEGNAMENTO Oltre al libro di testo, che ha accompagnato tutti i passaggi del percorso formativo, si sono utilizzate altre pubblicazioni ( riviste economiche, quotidiani ….) e CD forniti dalla casa editrice allo scopo di approfondire i diversi argomenti. Per completare argomenti di natura legislativa, è stato utilizzato il Codice Civile. D) CRITERI DI VALUTAZIONE Sia durante il Primo Quadrimestre, sia durante il Secondo, le prove di Valutazione sono state di natura formativa e sommativa: Le prove sono state sia Orali, sia Scritte. Per quanto riguarda le prove scritte si sono assegnati tests a risposta aperta, test a risposta chiusa, vero/falso, a scelta multipla, collegamenti, risoluzione di problemi, temi (alcuni dei quali svolti a casa). Durante le ore di compresenza sono state svolte esercitazioni nel laboratorio di informatica. Con riferimento alla valutazione sommativa e in particolare agli elementi non cognitivi, sono stati considerati altri fattori quali: la partecipazione, la continuità nell’impegno, il rispetto delle scadenze, la frequenza, la capacità di comunicare i contenuti con un linguaggio il più possibile appropriato. La scala di misurazione dei risultati adottata è stata la seguente: dal tre al nove, utilizzo del due per elaborati non svolti. Sono state effettuate due simulazioni di seconda prova. E) OBIETTIVI RAGGIUNTI Il programma è stato completamente svolto, nel rispetto dei tempi e dei contenuti precisati in sede di pianificazione all’inizio dell’anno scolastico. OBIETTIVI DI SAPERE 1. Conoscere i contenuti più importanti di ciascun modulo affrontato (come descritto nel programma) OBIETTIVI DI SAPER FARE 2. 3. 4. 5. Compilazione di documenti (Conto economico, Stato Patrimoniale, …), di tabelle, … Riclassificazioni con calcolo degli indici Esame dei risultati emersi Applicazione di tecniche di calcolo. ESITI: Il percorso scolastico della disciplina nei cinque anni è stato caratterizzato da una continuità didattica; la classe ha iniziato la classe prima con il percorso del progetto di Simulimpresa, conclusosi nell’anno scolastico 2013/2014, con l’esame di qualifica. Tale progetto, ha comportato il terzo anno di studi, un taglio al programma della materia per la realizzazione del progetto di SIMULIMPREA, a discapito dell’approfondimento dei principi della contabilità generale. Lo scorso anno, nel primo quadrimestre, si è svolto il programma di recupero del terzo anno, 80 limitando, in alcuni casi, gli argomenti del quarto anno ai nuclei essenziali necessari per il raggiungimento degli obiettivi minimi. Lo scarso impegno, che per diversi studenti è stato inesistente, durante il periodo estivo, ha comportato diverse difficoltà all’inizio dell’anno scolastico, per il generale livello della classe al di sotto della preparazione minima per affrontare la classe quinta. Le lacune diffuse mostrate da diversi studenti, all’inizio dell’anno scolastico, hanno determinando un forte rallentamento nello svolgimento del programma, specie nel primo quadrimestre. L’attività di ripasso, del programma svolto l’anno precedente, in particolare la parte di redazione ed analisi del bilancio di esercizio, ha impegnato quasi l’intero primo quadrimestre. Per quanto riguarda il generale andamento della classe nell’anno, la maggior parte degli alunni ha partecipato con scarso interesse al dialogo educativo con un livello di attenzione piuttosto discontinuo, così come per l’attività di studio e di lavoro a casa; solo per pochi alunni la partecipazione è stata attiva e non limitata all’attività di verifica. Costante è stata per quasi tutti la frequenza scolastica, si segnalano solo alcuni casi di frequenza discontinua al limite dell’ammissibilità del percorso scolastico. Frequenti, invece, risultano i ritardi brevi e le entrate posticipate alla seconda ora. I livelli di preparazione e conoscenza raggiunti sono in definitiva eterogenei anche se quasi accettabili. Si evidenzia un ristretto gruppo di alunni che ha raggiunto livelli quasi discreti e in qualche caso anche buoni e che mostra di conoscere la disciplina in modo approfondito e di essere in grado di svolgere e risolvere in modo autonomo esercitazioni anche complesse legate alle problematiche aziendali; un altro gruppo che ha raggiunto risultati appena accettabili; un terzo gruppo, che ha mantenuto livelli di profitto decisamente insufficienti. Rimangono, tuttavia, per molti studenti difficoltà nella capacità di organizzare autonomamente lo studio e nell’affrontare gli esercizi applicativi senza l’aiuto dell’insegnante dimostrandosi prevalentemente abituati ad uno studio mnemonico dell’”ultima ora”, non supportato da un adeguato lavoro domestico, per i quali è stato difficile abituarli ad un approccio più maturo e consapevole degli argomenti di studio; situazione che, nonostante le diverse attività di recupero svolte, potrebbe pregiudicare l’esito del giudizio finale per il conseguimento del diploma. Per quanto riguarda lo svolgimento del programma, causa la disomogeneità della classe per quanto riguarda l’impegno e la partecipazione, pur essendo stato svolto nella sua globalità, la trattazione di alcuni argomenti si è limitata ai nuclei essenziali necessari per il raggiungimento degli obiettivi minimi, senza particolari approfondimenti. Il comportamento, per alcuni studenti, al limite dell’accettabilità e di forte disturbo delle lezioni, ha contribuito al rallentamento delle lezioni, con continue interruzioni; si vedano al riguardo i diversi richiami annotati sul registro. Comportamento poco corretto tenuto anche durante le lezioni di recupero, organizzate dalla scuola con altro docente. - L’impegno della classe non è stato nel complesso uniforme, infatti se pochi alunni si sono impegnati in modo serio e costante, per altri lo studio è stato discontinuo e non particolarmente approfondito, specie nel lavoro domestico, e per altri prettamente scolastico e solamente nelle ore di scuola. - Il lavoro domestico è stato molto spesso disatteso, salvo sporadici casi. - L’interesse per la disciplina si è dimostrato solo per pochi accettabile e la partecipazione alle lezioni non sempre è stata attiva e costruttiva da parte di molti. - Il comportamento non sempre corretto e di disturbo, hanno contribuito ad ottenere, 81 Profitto globale non pienamente sufficiente, ma accettabile secondo gli obiettivi minimi della disciplina. Per una quantificazione più precisa si fa riferimento alle valutazioni espresse in sede di Consiglio di Classe. TAVOLA DI PROGRAMMAZIONE CONTENUTI CONOSCENZE/ABILITA' TEMPI (comprese le ore di laboratorio) MODULO 1 BILANCIO E FISCALITÀ D'IMPRESA Unità 1 Il bilancio civilistico Inventario d'esercizio e scritture d'assestamento Normativa sul bilancio d'esercizio Stato patrimoniale Conto economico Analizzare e interpretare la normativa civilistica sul bilancio d'esercizio Redigere il bilancio d'esercizio di una società di capitali 45 Unità 2 L'analisi di bilancio Bilancio riclassificato Analisi di bilancio per indici Cash flow Riclassificare lo Stato patrimoniale e il Conto economico Calcolare i margini della struttura patrimoniale Calcolare gli indici di bilancio più significativi Analizzare la Situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'impresa 80 Unità 3 Le imposte dirette a carico delle imprese Imposte a carico dell'impresa Reddito fiscale Variazioni fiscali al reddito di bilancio IRES -IRAP Liquidazione e versamento delle imposte Riconoscere gli elementi che determinano il reddito fiscale Determinare il reddito fiscale e le imposte dirette a carico delle società Rilevare in P.D. la liquidazione e il pagamento delle imposte dirette a carico delle società MODULO 2 LA CONTABILITA GESTIONALE Contabilità gestionale Unità 1 I metodi di calcolo dei co Classificazione dei costi Metodi di calcolo dei costi: direct e full costing sti Unità 2 I costi e le decisioni aziendali Individuare le funzioni e gli strumenti della contabilità gestionale Classificare i costi aziendali Applicare i metodi di calcolo dei costi Break even analisys Costi suppletivi: cenni Analisi differenziale (scelte make or buy) 30 35 10 Calcolare e rappresentare graficamente il punto di equilibrio Risolvere problemi di scelta aziendale basati sulla contabilità gestionale MODULO 3 STRATEGIE AZIENDALI, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE Pianificazione strategica Programmazione aziendale 5 Unità 1 La pianificazione, la Riconoscere il ruolo della pianificazione e della programmazione aziendale e programmazione il controllo aziendale Unità 2 Il budget e il reporting aziendale Funzione e tipologie di budget Rendiconto finanziario: cenni Reporting aziendale: cenni 45 Identificare le diverse tipologie di budget e riconoscerne la funzione nella 82 Unità 3 Il business plan e il marketing plan programmazione aziendale Redigere i budget settoriali, il budget economico, il budget degli investimenti e il budget di tesoreria. Effettuare l'analisi degli scostamenti* Principi e strumenti per la costruzione del business plan e del marketing plan – cenni* 2 Contribuire alla redazione del business pian e alla predispostine di piani di marketing strategico * *Gli argomenti contrassegnati con asterisco, verranno svolti entro il termine delle lezioni Ogni modulo prevedeva un’attività in laboratorio con utilizzo del computer di analisi ed esercitazione. Risulta sviluppato solamente il modulo 1, a seguito di sospensione dell’attività laboratoriale, per comportamenti scorretti degli studenti e scarsa attenzione al lavoro da svolgere. All’inizio del mese di marzo, a seguito di ripetuti richiami e per un fatto grave di comportamento, concretizzatosi nella cancellazione della cartella dei files del docente, elaborati e resi disponibili agli studenti, quale materiale integrativo, si è ritenuto indispensabile e doveroso sospendere l’attività di laboratorio. Prof.ssa Loretta Gagliardelli Prof.ssa Provvidenza Fullone ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” Programmazione e relazione sulla classe QUINTA D Anno scolastico 2015/2016 Docente: Simona Lonero Disciplina: Tecniche di Comunicazione A) TECNICHE DI COMUNICAZIONE – PROGRAMMA 2015-2016 Modulo n. 1. Principali teorie sulla comunicazione e organizzazione aziendale. Argomenti L’organizzazione scientifica del lavoro: Taylor e Ford. L'importanza del fattore umano nella comunicazione aziendale. La Scuola delle relazioni umane (Mayo) Le teorie motivazionali Le ricerche di Herzberg. Le teorie della leadership Il toyotismo. Libro di testo: pagg. 194-195 Da: G. Colli e G. Pietroboni, Le nuove pratiche comunicative, Clitt, Roma 2012 pagg. 196-203 Modulo n. 2. La comunicazione efficace in azienda Argomenti - La comunicazione interna all'azienda: 83 strumenti e finalità del passaggio di informazioni Comunicazione esterna: strumenti e finalità del passaggio di informazioni Le caratteristiche del mezzo di comunicazione. La scelta del mezzo: New media e media tradizionali La comunicazione disfunzionale: il mobbing. Dispensa sull’argomento fornita dal docente Modulo n. 3. La fidelizzazione della clientela. Argomenti Il prodotto: definizione e classificazioni. Ciclo di vita. Politiche di prezzo Le strategie aziendali e le cinque forze di Porter. Le tecniche e le strategie della comunicazione. Il rapporto tra comunicazione e strategie di marketing. Le tecniche di fidelizzazione. Il customer care. Libro di testo: pagg. 346- 348 Pagg. 350-352 Pagg. 354 - 363 Modulo n. 4. Struttura dei processi comunicativi Argomenti I processi comunicativi e la segmentazione del mercato. Il targeting: definizione e scelta del mercato obiettivo. Libro di testo: Pagg. 366-374 Modulo n. 5. La strategia di comunicazione pubblicitaria Argomenti L’agenzia pubblicitaria Il briefing La copy strategy La pianificazione pubblicitaria Il caso Benetton G. Colli, Punto Com, Clitt, Roma 2012 Pagg. da 123 a 135 Pag. 98-100 84 Bibliografia: LIBRO DI TESTO Pietro Boccia, Tecniche di Comunicazione, team working e customer satisfaction, Ed. Simone per la Scuola, Napoli 2012 Integrazioni dai seguenti testi: G. Colli e G. Pietroboni, Le nuove pratiche comunicative, Clitt, Roma 2012 G. Colli, Punto Com, Clitt, Roma 2012 Altri materiali: Storytelling Barilla tra on e off line Di Monica Crippa, Redazione Brandforum.it Schemi, riassunti e integrazioni a cura del docente B) METODI DI INSEGNAMENTO 1. Lezioni frontali per l’introduzione degli argomenti, ad inizio unità didattica, e in conclusione dell’unità per riassumere dare organizzazione agli argomenti 2. Lezioni partecipate: domande per aprire una discussione guidata, esame di casi specifici legati alla materia 3. Lavoro individuale a casa 4. Esercitazioni in classe C) STRUMENTI DI INSEGNAMENTO Il libro di testo, come elemento guida della formazione, integrato da materiali provenienti da altri testi della materia, articoli di esperti, riassunti, schemi e mappe concettuali prodotti dal docente D) CRITERI DI VALUTAZIONE Le prove di valutazione durante l’anno sono state sia di natura formativa che di natura sommativa. Sono state verificate le competenze e i contenuti acquisiti con prove di natura orale, scritta, ed esercitazioni a casa con valutazione. Nella valutazione formativa è stata considerata la partecipazione in classe alle lezione, l’impegno continuativo, il rispetto delle scadenze, l’uso di un linguaggio appropriato alla materia. La scala di valutazione usata è stata dal 2 al 9. Sono state effettuate due simulazioni di terza prova d’esame. __________________________________________________________________________ E) OBIETTIVI RAGGIUNTI Il programma è stato complessivamente svolto, nel rispetto dei tempi e dei contenuti pianificati ad inizio anno OBIETTIVI DI SAPERE Conoscere i contenuti e concetti principali di ogni unità didattica svolta 85 OBIETTIVI DI SAPER FARE Conoscere gli elementi fondamentali della comunicazione di un prodotto Conoscere gli elementi fondamentali del ciclo di vita del prodotto, e delle sue caratteristiche I concetti fondamentali di target, segmentazione del mercato, politiche di prezzo La pubblicità e le sue caratteristiche La comunicazione in azienda, gli aspetti disfunzionali (il mobbing) la comunicazione esterna all’azienda: concetti e strumenti delle pubbliche relazioni, funzionamento del processo creativo della comunicazione pubblicitaria ESITI La classe si presenta non sempre costante nello studio, e spesso distratta. Interessata quando la lezione è partecipata, in alcuni suoi elementi, talvolta poco attenta quando si tratta di seguire una lezione frontale. I gruppi nei quali è suddivisa la classe presenta esiti di studio molto differenti, del resto l’impegno studio durante l’anno non è stato costante, come anche l’attenzione e la partecipazione durante le lezioni. Complessivamente però, l’interesse per la materia è stata discreta, con un profitto globale più che sufficiente, anche se poco costante. Il rapporto col docente discreto, sebbene l’attenzione sia stata in calo durante la seconda parte dell’anno. LA DOCENTE SIMONA LONERO PROGRAMMA DI DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA ANNO SCOLASTICO 2015/16 CLASSE V^ D DOCENTE: PROF. MICHELE TOTO TESTO ADOTTATO: SOCIETA E CITTADINI OGGI 2 ” Corso di diritto ed economia politica per il quinto anno degli Istituti professionali servizi commerciali” AUTORE: SIMONE CROCETTI EDITORE: TRAMONTANA ORARIO SETTIMANALE: QUATTRO PROSPETTO RIASSUNTIVO : - Programma svolto al 15 maggio 2016 Obiettivi raggiunti Metodologia e strumenti Verifica e Valutazione 86 A) PROGRAMMA SVOLTO MODULO 1 : IL CONTRATTO Unità 1 I l contratto in generale - Il contratto: definizione, analisi dell’art 1321 del codice civile; L’autonomia contrattuale e la rappresentanza Gli elementi essenziali e gli elementi accidentali; Invalidità di un contratto: nullità e annullabilità; rescissione e risoluzione Classificazione e categorie dei contratti( tipici e atipici, bilaterali e plurilaterali, onerosi e gratuiti, a effetti obbligatori/a effetti reali). MODULO 2: I PRINCIPALI CONTRATTI COMMERCIALI TIPICI Unità 1 Il contratto di compravendita - Contratto di compravendita: definizione, caratteristiche; Gli effetti della vendita: la posizione del venditore e del compratore; Unità 2 La locazione - La locazione in generale: nozione e caratteristiche; - Le principali obbligazioni del locatore e del conduttore; - Cenni su alcuni tipi di contratti di locazione ( la locazione finanziaria, la locazione di cose mobili, la locazione degli immobili urbani ). -L’affitto Unità 3 Il comodato e il mutuo - Definizione di comodato e caratteristiche ( gratuito, reale , unilaterale); Definizione di mutuo e caratteristiche. 87 Unità 4 Il mandato - Il contratto di mandato: definizione; Differenza tra mandato speciale e mandato generale; Mandato con e senza rappresentanza; Le obbligazioni del mandatario e del mandante; Modalità di estinzione del mandato Unità 5 Il contratto di somministrazione - Il contratto di somministrazione a prestazioni periodiche o continuative di cose; Le principali obbligazioni del somministrato e del somministrante; La clausola di esclusiva. MODULO 3: I PRINCIPALI CONTRATTI D’IMPRESA Unità 1 Il contratto di trasporto - Il contratto di trasporto: caratteri generali; Il trasporto di persone e il trasporto di cose; Responsabilità del vettore nel trasporto di persone e nel trasporto di cose. Unità 2 Il contratto di assicurazione - Il contratto di assicurazione: definizione e caratteristiche I tipi di assicurazione I soggetti coinvolti nel contratto di assicurazione Unità 3 88 Il contratto di leasing - Il contratto di leasing: definizione e funzione pratica; Il leasing finanziario e il leasing operativo; Le opzioni finali dell’utilizzatore. Unità 4 Il contratto di factoring - Il contratto di factoring: definizione e caratteristiche; La cessione dei crediti pro soluto e pro solvendo: differenze Unità 5 I contratti di pubblicità e marketing - Definizione di contratto di pubblicità e marketing Unità 6 La sponsorizzazione - Definizione di sponsorizzazione L’abbinamento; il pool; la sponsorizzazione in senso stretto MODULO 4: IL LAVORO SUBORDINATO E I PRINCIPALI CONTRATTI DI LAVORO Unità 1 Il lavoro subordinato - Il lavoro subordinato e il lavoro autonomo: definizione e differenze; La retribuzione: definizione e modalità di calcolo( a tempo, a cottimo, mista, a provvigione, partecipazione agli utili,); - I tipi di contratti di lavoro subordinato: il contratto di apprendistato, il contratto di somministrazione di lavoro, il contratto di lavoro a tempo parziale, il lavoro ripartito, il lavoro a chiamata, il lavoro occasionale e accessorio ; il contratto di lavoro a termine e indeterminato; il jobs act o contratto a tutele crescenti( brevi cenni) 89 Unità 2 La costituzione del rapporto di lavoro - I contratti collettivi e i contratti individuali; I soggetti del rapporto di lavoro subordinato: i dipendenti e il datore di lavoro Categorie di prestatori di lavoro subordinato: operai, impiegati, quadri e dirigenti; La procedura per l’assunzione; Il periodo di prova; La durata del rapporto di lavoro; Unità 3 Lo svolgimento del rapporto di lavoro - Obblighi del lavoratore; Diritti del lavoratore; Gli obblighi del datore di lavoro; I poteri del datore di lavoro Gli obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza e lavoro B) OBIETTIVI RAGGIUNTI L’esito dell’azione didattica risulta diversificato, data l’eterogeneità dei livelli di partenza sotto l’aspetto cognitivo. Nel corso dell’anno gli alunni, in generale, hanno evidenziato sufficienti capacità accompagnato da un modesto impegno. I risultati delle verifiche, sia orali che scritte, sono stati in media più che sufficienti e in qualche caso buoni. Qualche studente ha manifestato maggiori difficoltà sul piano delle capacità espressive soprattutto per quanto riguarda le prove orali. Pochi studenti hanno evidenziato una certa difficoltà nello studio e di conseguenza, nella preparazione. Molteplici sono state le strategie didattiche e gli interventi utilizzati per rendere fruibili i contenuti proposti, il che ha determinato una rimodulazione degli obiettivi didattico formativi previsti nella programmazione progettata all’inizio dell’anno scolastico, consentendo così anche agli alunni maggiormente bisognosi di studio, un recupero seppur parziale, delle difficoltà di base. Si è così insistito su un lavoro di rafforzamento delle abilità, sulla correttezza dell’esposizione orale e sull’acquisizione di una terminologia adeguata. Quasi tutti gli alunni hanno frequentato le lezioni con una certa continuità. Tuttavia, non tutti gli alunni si sono distinti per una partecipazione attiva e interessata alle lezioni con un costante impegno e curiosità. Si considerano raggiunti i seguenti obiettivi: 90 CONOSCERE La nozione del contratto in generale. La struttura, i caratteri e la discuiplina dei singoli contratti tipici e atipici. Il lavoro dipendente e la riforma del mercato del lavoro SAPER FARE Utilizzare correttamente il linguaggio giuridico ed economico. Esporre i contenuti trattati in modo chiaro. Stabilire relazioni tra i concetti studiati e la realtà quotidiana. Leggere e comprendere, semplici testi normativi e altre fonti d’informazione. Rielaborare autonomamente i contenuti affrontati anche attraverso la costruzione di schemi . C) METODOLOGIA E STRUMENTI La lezione è stata svolta in modo frontale illustrando gli aspetti fondamentali degli argomenti ed utilizzando una didattica ispirata alla ricerca delle problematiche essenziali affrontate e risolte attraverso il dialogo, il confronto, e l’argomentazione, per coinvolgere gli studenti in un continuo dialogo formativo, finalizzato ad un apprendimento critico e dinamico. I contenuti sono stati riuniti in settori tematici affini e complementari al fine di evidenziare i collegamenti tra i diversi argomenti trattati anche attraverso l’uso di schemi, mappe e riassunti. Inoltre si è cercato di sollecitare l’analisi di riscontri tra le questioni di diritto, la realtà quotidiana generale e le esigenze tipiche degli studenti. Una parte delle lezioni è stata dedicata per potenziare negli alunni l’uso di un linguaggio tecnico-giuridico e consolidare gli aspetti fondamentali degli argomenti proposti. Il recupero si è svolto in itinere e attraverso l’attivazione dello sportello didattico pomeridiano. Il libro di testo è stato seguito solo come riferimento(guida) per la trattazione degli argomenti. L’insegnante ha, tuttavia, predisposto degli appunti per gli argomenti trattati durante l’anno scolastico per permettere agli studenti di semplificarne gli aspetti fondamentali. D) VERIFICA E VALUTAZIONE Nel corso dell’anno scolastico sono state svolte prove di verifica sia scritte che orali con valore di valutazione sommativa e formativa. Al termine di ogni modulo sono state somministrate verifiche con domande aperte, quesiti a risposta singola o verifiche strutturate su ogni unità didattica. L’assegnazione dei voti è avvenuta sulla base della conoscenza dei contenuti, del livello di rielaborazione ed approfondimento degli argomenti, sull’uso di una terminologia tecnica adeguata e della capacità di effettuare i collegamenti tra i vari argomenti. La valutazione delle prove è avvenuta utilizzando apposite griglie e tenendo presente i criteri stabiliti dal consiglio di classe e dal collegio docenti. 91 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” Via Selmi, 16 – 41049 Sassuolo (MO) PROGRAMMA DI INGLESE ANNO SCOLASTICO 2015 – 2016 CLASSE 5D DOCENTE: Prof.ssa Cristina Gualandri TESTO ADOTTATO: M. Cumino, P. Bowen, Next Generation – Business in the digital age, Petrini. OBIETTIVI PROGRAMMATI E RAGGIUNTI In fase di programmazione, individuati i livelli di partenza, erano stati programmati i seguenti obiettivi minimi: acquisizione di un linguaggio specifico appropriato (registro commerciale); miglioramento della capacità di esporre argomenti di studio; saper rispondere a semplici domande sugli argomenti affrontati; comprendere testi di carattere commerciale; conoscere le regole e i codici che regolano i rapporti di tipo commerciale. Questi obiettivi sono stati raggiunti in modo sufficientemente adeguato da un buon numero di alunni, considerando i livelli di partenza e l’impegno individuale di ciascuno; altri hanno rivelato un impegno discontinuo, una partecipazione poco attiva, attenzione e frequenza saltuarie. Evidenziano perciò una preparazione non del tutto sufficiente, difficoltà sia nella produzione scritta che orale. Mostrano difficoltà nel gestire un’esposizione autonoma in lingua e tendono alla memorizzazione di frasi. La maggior parte degli studenti sa comprendere le idee principali sia di argomento generico che commerciale; sa esprimersi in modo abbastanza corretto, anche se non molto autonomo, su argomenti di studio. CONTENUTI MODULO 1 – THE ENGLISH LANGUAGE The History of English: Old English, Middle English, Modern English (pp. 40 – 41 del libro di testo) The Spread of English: the New World, Australia, the British Empire (pp. 42 – 43 del libro di testo) English around the world: English as Lingua Franca (pp. 44 – 45 del libro di testo) What is Pidgin?: definitions of Pidgin and Creole, differences between the two (fotocopia fornita dall’insegnante) Varieties of English (pp. 48 – 49 del libro di testo) A Super Pidgin (fotocopia fornita dall’insegnante) MODULO 2 – BANKING AND THE STOCK EXCHANGE Banking: Banking today, Remote banking (pp. 256 – 257 del libro di testo) ATM – Automatic Teller Machine (fotocopia fornita dall’insegnante) Fraud (fotocopia fornita dall’insegnante) The Stock Exchange (pp. 266 – 267 del libro di testo) 92 MODULO 3 – TRANSPORT Transport: definition, types and choice of transport (p. 262 del libro di testo) Transport by land: road transport, pipelines, railways (p. 263 del libro di testo) Transport by air and advantages of air transport (p. 264 del libro di testo) Transport by water: main types, packaging (p. 265 del libro di testo) MODULO 4 – MARKETING Marketing basics: kinds of market, what is marketing?, the marketing concept, market segments (pp. 104 – 105 del libro di testo) Market research: methods of market research (p. 106 del libro di testo) The marketing mix – The four Ps: product and price, promotion, place (pp. 107 – 110 del libro di testo) Online marketing (p. 111 del libro di testo) The history of advertising (fotocopie fornite dall’insegnante. METODOLOGIA Si è utilizzato un approccio che fosse il più possibile comunicativo, cercando di usare la lingua come strumento espressivo per abituare gli alunni a interagire con naturalezza. Si è reso, comunque, quasi sempre necessario ricorrere all’uso della lingua italiana. I diversi argomenti affrontati sono stati preceduti e seguiti da attività che favorissero la comprensione e l’interesse e si è lavorato in modo tale da sviluppare la capacità di cogliere i punti essenziali attraverso domande, sottolineature di parti del testo, schemi riassuntivi, mappe concettuali, finalizzate al raggiungimento di una rielaborazione personale. Lo sviluppo dell’abilità di scrittura ha avuto come obiettivo la produzione di risposte, corrette e pertinenti, a domande su testi di comprensione o argomenti di studio, in preparazione alla Terza Prova (tipologia B, domande a risposta chiusa). Si è anche cercato di colmare le più evidenti lacune grammaticali soprattutto per quanto concerne l’uso e la formazione dei tempi verbali. MEZZI E STRUMENTI Accanto al libro di testo è stato utilizzato materiale preso da altri testi specialistici o rielaborato dalla docente per approfondire o trattare argomenti non reperibili in esso; sono stati utilizzati anche riassunti e schematizzazioni dei vari argomenti affrontati. ESITI Il livello di preparazione raggiunto dagli alunni risulta piuttosto eterogeneo: alcuni hanno raggiunto discreti risultati, la maggioranza si assesta sulla sufficienza mentre permangono lacune per un piccolo gruppo. La classe ha partecipato alle lezioni mostrando sufficiente interesse, ma non sempre impegnandosi adeguatamente, limitando l’impegno solo ai momenti di verifica, che nella maggioranza dei casi hanno affrontato con puntualità per quanto riguarda le prove scritte, ma con qualche rinuncia o ritardo per quanto riguarda l’orale. La conoscenza linguistica può, nel complesso, ritenersi adeguata per un buon numero di alunni, anche se permangono carenze grammaticali che emergono soprattutto quando devono utilizzare la lingua in modo autonomo. Nell’esposizione orale, quasi sempre mnemonica, la maggior parte degli studenti ha raggiunto risultati nel complesso sufficienti. 93 Permangono difficoltà dovute a lacune pregresse per un gruppo di alunni: alcuni di essi hanno mostrato scarso impegno nel superarle, altri, nonostante l’impegno, faticano nella comprensione di testi e hanno difficoltà sia nella produzione scritta che nell’esposizione orale. MODALITA’ DI VERIFICA Le verifiche hanno rispecchiato la modalità prevista per la Terza Prova dell’Esame di Stato (tipologia B, domande a risposta chiusa). L’esposizione orale è stata valutata mediante il coinvolgimento e la partecipazione degli alunni durante l’attività didattica, con lo svolgimento di esercizi adeguati e valutando la capacità di relazionare sugli argomenti di studio. CRITERI DI VALUTAZIONE I criteri su cui ci si è basati per la valutazione del percorso di apprendimento sono: 1. livelli di partenza; 2. capacità e competenze personali; 3. grado di autonomia raggiunto nelle tecniche operative individuali. La valutazione delle prove scritte ha tenuto conto della pertinenza e della correttezza formale delle risposte e, per la valutazione delle domande a risposta aperta, dell’organizzazione formale, della comprensione delle istruzioni e quindi dell’aderenza alla traccia, della sequenza logica delle frasi, della correttezza grammaticale e dell’uso del lessico specifico. Il criterio di sufficienza adottato è stato l’aderenza alla richiesta, la produzione di una risposta comprensibile, con un linguaggio di base complessivamente corretto, la conoscenza dei contenuti nelle loro linee essenziali. Le verifiche espositive, sia scritte che orali, sono state valutate secondo la seguente griglia. 1. GRAVEMENTE INSUFFICIENTE: comunicazione incomprensibile o nulla. 2. INSUFFICIENTE: comunicazione approssimativa e scarsa conoscenza dei contenuti. 3. SUFFICIENTE: comunicazione quasi sempre chiara nonostante alcuni errori fonologici / ortografici, grammaticali e lessicali. Conoscenza essenziale dei contenuti. 4. DISCRETO: comunicazione abbastanza chiara e corretta con buona conoscenza dei contenuti. 5. BUONO: comunicazione efficace e incisiva; sporadici errori; complete e approfondite le conoscenze dei contenuti e capacità di fare collegamenti. 94 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” SASSUOLO (MO) Programma di FRANCESE Classe V sezione D a.s. 2015/2016 OBIETTIVI MINIMI IRRINUNCIABILI: - Comprendere i punti chiave di un discorso orale a carattere tecnico e/o generico Saper sostenere una conversazione utilizzando funzioni e strutture semplici, adeguate al contesto e sufficientemente corrette formalmente Saper cogliere i contenuti essenziali di un testo tecnico e/o generico utilizzando appropriate tecniche di lettura Saper riassumere i contenuti fondamentali di un testo tecnico e/o generico producendo un testo coerente e coeso Ricercare dati e/o informazioni particolari Rispondere a domande referenziali e/o inferenziali relative a testi generici o tecnici. Trasporre in L1 il significato di testi letti, prestando attenzione alla precisione della terminologia specifica e salvaguardando l’intenzione comunicativa del testo METODOLOGIA DIDATTICA DELLA DISCIPLINA Si è utilizzato un approccio comunicativo integrato con tutte le strategie che si sono rese necessarie ed opportune per coinvolgere gli studenti e favorire la comunicazione. Il metodo adottato è stato reso flessibile in relazione al tipo di obiettivo da perseguire, ai tempi e alle esigenze degli alunni. La riflessione grammaticale, quando possibile, ha seguito un procedimento induttivo Sono state utilizzate le seguenti attività didattiche: - esercitazioni guidate e libere per l’acquisizione di lessico, strutture e funzioni basilari - lettura intensiva ed estensiva - strategie di apprendimento - strategie di collaborazione. Gli strumenti di lavoro utilizzati per stimolare la curiosità e l’interesse degli allievi e favorire il raggiungimento degli obiettivi fissati sono stati seguenti: - libri di testo in adozione - articoli tratti da varie risorse su internet - mappe concettuali e schemi - strumenti audiovisivi - esercizi di vario tipo forniti dall’insegnante STRUMENTI DI VERIFICA E CRITERI DI VALUTAZIONE La valutazione è stata attuata attraverso verifiche periodiche in itinere e alla fine di ogni modulo di tipo oggettivo e soggettivo, formative e sommative. La valutazione, coerente con gli obiettivi e la metodologia proposta, ha tenuto conto del livello di partenza, dei progressi, della partecipazione, dell’impegno dimostrato nelle attività proposte in classe. 95 TIPOLOGIA DELLE PROVE DI VERIFICA Verifiche scritte con domande a risposta aperta, scelta multipla, Vero o Falso, matching, completamento di frasi, interrogazioni individuali, interventi spontanei degli studenti o richiesti. Si sono svolte: - prove orali per accertare la capacità di comprensione e produzione orale; - prove scritte della durata di un’ora, per accertare la capacità di comprensione e produzione scritta. ATTIVITA’ DI RECUPERO/SOSTEGNO Le strategie di recupero in itinere sono state attuate ogni qualvolta se ne è rilevata la necessità. ARGOMENTI SVOLTI: MODULO N. 1: le marketing COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) Saper descrivere le caratteristiche della comunicazione commerciale ed istituzionale facendo le dovute distinzioni tra le due, essere in grado di descrivere la pubblicità individuandone i fondamenti, saper descrivere il marketing e le sue caratteristiche, esprimere l’incertezza. STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti La comunicazione di un’azienda, la comunicazione commerciale ed istituzionale, la pubblicità, il mercato, il marketing, il congiuntivo presente dei verbi del I e II gruppo, dei verbi être, avoir, devoir, pouvoir, vouloir, savoir, venir, tenir, partir. MODULO N. 2: les banques et la bourse COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) · comprendere cos’è una banca e saper descrivere i diversi tipi di istituti bancari e le tipologie di operazioni bancarie, comprendere cos’è la borsa, il suo funzionamento e i principali tipi di prodotti finanziari STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti La banca, i diversi tipi di banca, le operazioni bancarie, la borsa, perché investire in borsa, la redditività e i rischi degli investimenti in borsa, le azioni, le obbligazioni e gli OPCVM, il CAC40 e la borsa di Parigi 96 MODULO N. 3: La logistique COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) · saper utilizzare il lessico specifico per descrivere le caratteristiche della logistica e dei trasporti STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti La logistica e il trasporto, il contratto di trasporto, l’assicurazione MODULO N. 4: la réclamation COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) · saper individuare le formule corrette per scrivere e rispondere ad una lettera di réclamation. STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti La réclamation suite à une erreur de facturation, la demande de prorogation d’échéance et de tarifs, la demande et le rappel de paiement. MODULO N. 5: L’import-export COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) · saper individuare con il lessico specifico le caratteristiche dell’import-export STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti · la dogana, l’importazione, l’esportazione, gli Incoterms MODULO N.6: L’histoire COMPETENZE · Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi · Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi Descrizione di cosa l’alunno deve SAPER FARE (performance) · saper descrivere i principali elementi della prima guerra mondiale, il ruolo svolto dalla Francia nella seconda guerra mondiale, e i cambiamenti politici e sociali fino alla Francia attuale STRUTTURA DI APPRENDIMENTO Contenuti La Francia tra le due guerre, la politica della Francia dal 1945 a oggi. LIBRI DI TESTO ADOTTATI 97 - Hatuel Domitille, Commerce en Action, Eli, Recanati, 2013 RELAZIONE SULLA CLASSE 5° D Prof. ROSSI GINIA ANNO SCOLASTICO 2015/2016 La classe, ad inizio anno scolastico, si è presentata con un livello di partenza eterogeneo: la maggioranza degli alunni ha evidenziato discrete abilità, alcuni sufficienti, altri scarse. Grazie, però, ad un impegno e un interesse abbastanza costanti, buona parte delle difficoltà sono state superate. Gli obiettivi preventivati sono stati raggiunti, in diversi casi, con un livello di preparazione buono, per il resto della classe con un livello di preparazione discreto e solo per alcuni sufficiente. Il programma effettivamente svolto è il seguente: GINNASTICA FORMATIVA: esercizi di riscaldamento generale, esercizi di potenziamento generale, esercizi di mobilizzazione e di allungamento, esercizi di coordinazione neuro muscolare. ATLETICA LEGGERA: corsa di resistenza, corsa veloce, getto del peso. GIOCHI SPORTIVI: Pallavolo: fondamentali e partita; Calcio a cinque: partita; Basket: fondamentali. GINNASTICA CON ATTREZZI: esercizi con piccoli ostacoli, esercizi con palloni medicinali, esercizi con funicelle, esercizi con piccoli manubri. Le metodologie utilizzate sono state fondamentalmente tre: lavoro individuale, ad ogni alunno viene richiesta un'esecuzione precisa secondo direttive impartite dall'insegnante, lavoro individualizzato, dove ad ogni alunno viene richiesto il raggiungimento di un obiettivo preciso, ma con possibilità di scegliere un percorso personalizzato per il raggiungimento dello stesso, e infine lavoro di gruppo, in cui ad un gruppo di alunni viene richiesto il raggiungimento di un obiettivo comune, ogni alunno pur avendo funzioni diverse dagli altri, lavora con questi in sinergia. Le verifiche e la valutazione sono state fatte tenendo conto in primo luogo dell'impegno profuso e della partecipazione regolare e costruttiva alle lezioni ed in secondo luogo dei risultati effettivamente raggiunti ( intesi come prestazione atletica effettivamente quantificabile). Si è cercato inoltre di portare gli alunni a considerare il semplice miglioramento del proprio livello di partenza già come un risultato molto positivo, dando spazio dunque non solo al mero miglioramento delle capacità motorie, ma pure all'accrescimento dell'autostima e della sicurezza di sé. 98 ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE “ELSA MORANTE” Via Selmi, 16 – 41049 Sassuolo (MO) - tel 0536/18.44.577 - Fax (0536) 18.44.577 Cod. fisc.: 93038920364 - web: www.elsamorantesassuolo.it - E-mail: [email protected] Anno scolastico 2015 - 2016 Insegnante: MIRKO BERTOLINI Materia: Religione Cattolica Classe V D Presentazione della classe nella disciplina In questa classe 15 alunni su 17 si avvalgono dell’IRC. I ragazzi hanno dato un contributo positivo alle lezioni, rendendo il dialogo e gli argomenti interessanti per lo sviluppo delle tematiche a loro presentate; il loro interesse è stato costante e il profitto buono. Si è notato però, verso il finire dell’Anno scolastico, una certa rilassatezza e svogliatezza, che ha rallentato lo svolgimento del programma, senza dubbio anche per il posizionamento infelice dell’ora di Religione. Obiettivi raggiunti Ci si era prefisso sin dall’inizio di raggiungere la capacità collaborativa, di discussione, la responsabilizzazione nei confronti dei propri doveri, le abilità operative autonome ed un comportamento serio e corretto nell’ambito scolastico. La capacità di comprendere il significato positivo e culturale del cristianesimo e dell’esperienza religiosa in genere nelle sue diverse manifestazioni soprattutto nelle tematiche etiche e morali nel mondo contemporaneo. Tutti gli alunni hanno dimostrato una poco adeguata capacità di collaborazione e partecipazione. Metodologia La preferenza per la lezione frontale, con libera partecipazione alla discussione da parte degli studenti, è dovuta anche al numero degli alunni. Valutazione Capacità di rielaborazione personale dei contenuti trasmessi e Verifiche orali di ogni singolo alunno al termine di ogni quadrimestre. Programma svolto Il corso si è proposto di affrontare alcune tematiche di rilievo nell’esperienza dei giovani in questo delicato momento dell’età evolutiva. Si è inserito inoltre un breve percorso inerente al Diritto matrimoniale e di storia delle religioni: 99 Il fenomeno religioso Il fenomeno religioso: di cosa si tratta? Il Cristianesimo base della società europea Appunti di etica Il senso della vita Rapporto morale – responsabilità La famiglia Il matrimonio Clonazione Eutanasia Aborto Pena di morte Appunti di morale sessuale Cattolici e sessualità Morale, Peccato e perdono Omosessualità Rapporti prematrimoniali e anticoncezionali Le Religioni a confronto sui temi della sessualità La Dottrina sociale La Dottrina sociale della Chiesa I principi della Dottrina sociale Chiesa e società Chiesa e mondo moderno La secolarizzazione La Chiesa e i diritti dell’uomo Il demonio Aspetti della demonologia Le sette sataniche Mondialismo e sette Sassuolo (MO) 1° maggio 2016 Il Docente Prof. Mirko Bertolini 100 COGNOME E NOME DOCENTE Prof.ssa Maria Grazia Casali Prof.ssa Maria Grazia Casali Prof.ssa Angela Casini (sostituisce Allocca Michele) Prof.ssa Loretta Gagliardelli Prof.ssa. Provvidenza Fullone Prof. Gianluca Tramuto Prof.ssa Cristina Gualandri Prof. Laura Iacono Prof.ssa Simona Lonero DISCIPLINA FIRMA Italiano Storia Sostegno Tecnica professionale dei servizi commerciali Applicazioni gestionali Matematica Inglese Francese Tecniche di Comunicazione Prof. Michele Toto Diritto Prof.ssa Ginia Rossi Educazione Fisica femminile e maschile Prof. Mirko Bertolini Religione Sassuolo, 14 maggio 2016 Il Dirigente Scolastico Rita Turrini 101