Dietro i riflettori una squadra forte e instancabile - Riviste
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Dietro i riflettori una squadra forte e instancabile - Riviste
Tante “teste” e tante competenze per una formula che ha confermato il suo successo NUMERI D Domenica 3 giugno, pomeriggio: Gary Becker, il tanto atteso premio Nobel dell’Economia, sta ultimando il suo intervento all’auditorium Santa Chiara. I cellulari attivati con la funzione “silenzioso”, di coloro che dello staff del Festival dell’Economia ne sono l’anima, si illuminano sempre meno. Tutto si sta avviando alla conclusione. La corsa rallenta. Quasi si interrompe. Dopo una settimana intera di ritmo “a mille”, dopo mesi di paziente organizzazione e preparazione, ora i riflettori si spengono e torna il tempo dei bilanci. In sala ad ascoltare il grande economista americano insieme a moltissime persone anche 128 Dietro i riflettori una squadra forte e instancabile alcune delle donne e degli uomini che per mesi hanno lavorato instancabilmente al Festival. Sui loro volti la stanchezza è visibile. L’edizione 2007 della kermesse dedicata “alla scienza triste” ha bissato e non solo, il successo dello scorso anno. Alcuni numeri, oltre che i commenti delle tante persone che il Festival lo hanno seguito, lo testimoniano: > 1.200.000 i contatti al sito www. festivaleconomia.it, in soli cinque giorni. Un universo di internauti collegati da Italia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Spagna e curiosamente anche paesi più lontani come il Marocco. > 200 mila i visitatori della web-tv, di questi, 28 mila collegati in tempo reale per la sola diretta del presidente del consiglio Romano Prodi. > Domenica sera, 3 giugno, erano 1.590.000 i link trovati da Google, digitando Festival dell’Economia. > Superate di grande misura le 50.000 presenze dello scorso anno. > 360 i giornalisti accreditati. Più di 650 gli articoli usciti sulla carta stampata. 60 le ore di diretta televisiva, molte quelle in differita. Poco più di 20 le emittenti televisive che si sono collegate direttamenil Trentino di Fausta Slanzi te per riprendere i dibattiti. Oltre al satellite che dal canale 930 di Sky, ha trasmesso in diretta dalle 16.55 alle 20.30 del 30 maggio e nella fascia oraria 10.00-22.00 di ogni altro giorno del Festival. La regia di questa diffusione è passata attraverso Format – il nuovo Centro Audiovisivi della Provincia autonoma – che ha organizzato tutta la distribuzione sia in diretta sia in differita. Una novità per questa seconda edizione: l’utilizzo dell’infrastruttura a larga banda che la Provincia autonoma di Trento sta realizzando per rispondere alla domanda di connettività espressa dal territorio. Ed ecco che dalle sale comunali di Malè, Pozza di Fassa e Storo i cittadini hanno potuto seguire ciò che accadeva nel capoluogo attraverso grandi schermi. L’infrastruttura tecnica del Festival contava:4 regie mobili e 1 su fly case, 2 up link satellitari che hanno diffuso le immagini in tutto il mondo a beneficio delle varie TV che ne hanno fatto richiesta. Ma dietro i dati di questa kermesse internazionale ci sono anche tante persone. il Trentino Donne e uomini, ragazze e ragazzi, volti, menti e braccia che a vario titolo e con compiti diversi, hanno prestato la loro massima disponibilità perché il Festival fosse per tutti un’occasione di crescita col confort più adeguato. Visitatori o giornalisti che fossero, l’organizzazione si è prodigata affinché tutto fin nei minimi dettagli, potesse rientrare in quella parola – accoglienza – che per essere di senso pieno ha bisogno di uno sforzo grande e non solo in senso materiale. 252 i relatori, 5 i giorni, 19 i “luoghi del Festival”, 4 le piazze, Duomo, Pasi, Fiera e Cesare Battisti. Tutto questo, per funzionare al ritmo del metronomo, come il Festival richiede, ha bisogno di un’organizzazione e di un coordinamento da certosini. Ed è con questo spirito che si è cominciato a lavorare molti mesi fa, a fine estate dello scorso anno. Mesi di intenso lavoro di un ristretto staff che viene potenziato con nuove risorse umane i due mesi che precedono il Festival. Un successo non è mai opera di poche persone ma di un team complesso e ben organizzato che comprende il tecnico e l’esperto, ma anche l’operaio e il falegname. Ed è grazie a tutte queste persone, alla loro massima disponibilità all’attenzione fin quasi eccessiva che anche quest’anno il Festival dell’Economia ha riscosso successo di pubblico e di critica. Ed è a loro che il presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai, il sindaco di Trento Alberto Pacher, per bocca dell’assessore Lucia Maestri e il rettore dell’Università degli Studi Davide Bassi, hanno rivolto il grazie più sentito e sincero. A quel popolo di persone che si assumono la responsabilità, ognuna nel proprio ambito di competenza, di far sì che le cose funzioni fin nei minimi dettagli. Difficile nominarle tutte queste persone senza il rischio di dimenticarsi qualcuno. Molti i Servizi della Provincia autonoma che con “un capitale umano” forte e organizzato si sono “fatti in quattro” perchè tutto fosse pronto per il 30 maggio: a partire dal Servizio Prevenzione rischi guidato da Gianfranco Cesari129 ni Sforza e con lui Claudio Marconi e Giovanni Tomasi, dal Ripristino ambientale, Conservazione Natura e Bacini montani coordinato da Pierluigi Dal Rì. Sua l’idea di connotare Trento con il piccolo roditore nero, per tutti divenuto ormai mascotte del Festival e di Trento: scoiattolo birichino che sosta sulle aiuole della città. Che si cala dai palazzi istituzionali, che si arrampica sui lampioni dei ponti. E ancora il Servizio Attività Culturali con il dirigente Gianluigi Bozza, Claudio Martinelli, Raffaella Trentini. Ma certamente, interpretando lo spirito del popolo del Festival, cittadini o ospiti che fossero, vogliamo dire grazie alle decine e decine di persone che hanno lavorato sodo per far funzionare il Festival. E a tutti i tecnici e gli operai del Comune di Trento, al personale dell’assessorato comunale alla Cultura, in particolare Franca Pireri, Donatella Turrina, Cinzia Musetti, Michela Cola, ad alcuni assistenti, in particolare Monica Sosi, professo130 ri, come Carlo Borzaga, e studenti dell’Università agli studi di Trento – Facoltà di Economia – e non solo. E, ancora, agli oltre ottanta volontari, studenti, giovani e boy scout, che si sono alternati negli info point, nel- la libreria del festival, nei laboratori per i bambini, nelle sale distribuendo questionari. Le strutture che si occupano lungo tutto il corso dell’anno del Festival sono la Segreteria organizzativa e l’Ufficio stamil Trentino pa. La segreteria organizzativa è coordinata dall’instancabile Marilena Defrancesco con Cristina De Tisi, Maura Tenaglia, Paola Giori, Lorenza Andreatta, Sandro Zampiero, Marco Potrich, Luigi Celeghin, Roberto Buratti, Valerio Bianchini, Germano Piffer, Rossella Degasperi e Franca Venzin. Con l’aiuto di Andrea Franzoi, specie nei giorni del Festival. Lo staff dell’Ufficio stampa del Festival, con i giornalisti: Alberto Faustini, Fausta Slanzi, Giampaolo Pedrotti, Marco Pontoni, Carlo Martinelli, Pier Francesco Fedrizzi, Mauro Neri, Corrado Zanetti, Alessandra Saletti, Massimiliano Scapin. I collaboratori: Alice Manfredi, Giovanna Rauzi, Fabio De Santi. Gli stagisti: Jacopo Mantoan, Giulia Dore, Erica Giacomoni, Martina Micheli, Marco Pennese, Lodovico Schiera, Giuseppe Scorzelli, Piercarlo Torri. La segreteria dell’Ufficio stampa con: Rita Frizzera, Orietta Frisinghelli, Monica Veronese, Nadia Casata, Daniela Mail Trentino riotti e Claudia Filippi. Per la rassegna stampa: Ivan Casaluce, Bruna Viola, Marika Damaggio e Stefano Taiss. Quattro i fotografi: Roberto Bernardinatti, Romano Magrone, Hugo Munoz e Daniele Mosna. Un gruppo di cineoperatori con Federico Danesi e Luigi Fortarel. Un pool video coordinato da Alessandro Cagol e Diego Busacca, Paolo Holneider e Gianfranco Dusmet. Uno staff di Informatica Trentina coordinato da Alessandro Neri. Con Annalisa Campolongo e Francesco Veneri per la parte tecnico organizzativa dell’area informatica. Nutrito lo staff dedicato al sito con Michele Kettmeier a capitanare il gruppo con Francesco Lunelli, Roberto Antoniazzi, Matteo Cattadori, Giampaolo Mazzola, Federico Maccabelli, Marco Pedrotti, Valerio Oss e Marilena Grifò. Inoltre Francesca Velardita, il volto e la voce del Video-diario. Insomma un Festival fatto da tante persone, un capitale umano che per questa esperienza è disposto a dare molto ma che riceve anche tantissimo. Perché riuscire a trovare spirito di coesione e unità per la preparazione di un evento che garantisca occasioni di confronto e di crescita per tutti, arricchisce molto prima di tutto chi lo organizza e lo promuove. La seconda edizione è ormai in archivio. Ora si ricomincia. Con più entusiasmo. Con maggiore esperienza. Con più unità e nuova voglia di migliorare ancora. Perché il Festival è un’opportunità di crescita per tutti, a partire da chi – e sono davvero tanti – lavora affinché possa confermarsi un’arena vivace di condivisione e confronto. 131