Untitled - Botteghe del Centro

Transcript

Untitled - Botteghe del Centro
CREMONA
I dati contenuti in questa guida sono stati accuratamente controllati prima
di andare in stampa. Tuttavia, essendo suscettibili di variazioni. L’editore
non può assumersi la responsabilità per i danni o gli inconvenienti da
chiunque subiti in conseguenza di informazione qui riportate.
Editore:
ASCOM SERVIZI Srl
ASCOM - CONFCOMMERCIO CREMONA
Palazzo Vidoni - Via Manzoni, 2 - 26100 Cremona
tel 0372 567611 - fax 0372 567630
www.ascomcremona.it - [email protected]
Presidente: Claudio Pugnoli
Vice Presidenti: Sergio Vacchelli (vicario) - Roberto Ghezzi
Presidente Botteghe del Centro di Cremona: Paolo Mantovani
Ha collaborato alla realizzazione del volume:
FORMAT GRAFICA&COMUNICAZIONE - Cremona
per il coordinamento dei lavori e il progetto grafico
Cremona è una città bellissima, da scoprire e da vivere, capace
di affascinare il turista svelandosi
poco alla volta, con garbo ed eleganza. E’ un vero e proprio scrigno
di gioielli d’arte e cultura. Qui le vie
e le piazze sono cariche di fascino
e di storia. E la nostra gente è pronta a farvi incontrare le sue tradizioni, a condividere una identità di saperi (come quella della liuteria) così
importante da essere candidata a
diventare “patrimonio immateriale
dell’umanità” voluto dal’Unesco.
Caratteristiche che la rendono preziosa, lontanissima dai circuiti del
turismo di massa. Ma proprio per
questo capace di trasmettere emozioni uniche.
Nella sua struttura, poi, Cremona ha saputo mantenere lo splendore urbano del Medioevo. Sul
quale, con misura, si leggono le testimonianze del Rinascimento e si
arriva fino all’età moderna. La città
ha conosciuto, attraverso i secoli
uno sviluppo ordinato, dove l’evoluzione economica e sociale hanno
rispettato la fisionomia del centro.
Già sfogliando questa guida è possibile averne una testimonianza
concreta. Abbiamo voluto offrire
uno strumento agile che aiutasse
il turista a vivere la città, a scoprirne
le bellezze artistiche e dei monumenti e a coglierne il fascino. Ma ci
Cremona is a beautiful city, to
discover and experience, able to captivate people revealing little by little,
with grace and elegance. It 'a real casket full of art and culture’s jewels.
Charm and history fill streets and
square. Cremona’s citizen are ready
to share its own traditions and an
identity of knowledge (violin making)
so important to be nominated to become "intangible heritage of humanity" by Unesco; all this quality made
Cremona precious and placed it far
from mass tourism and for this reasons able to give you unique emotions. Cremona has been able to keep
its medieval urban splendor, where
it’s possible to find testimony of the
Renaissance up to the modern-age.
City lived a quiet development
through the centuries, where economic and social evolution respected
the downtown’s physiognomy. It’s
possible to find a concrete witness in
the real first part of this guide. We
wanted to offer an easy tool to help
tourists to live the city, discover the
art beauties, the beautiful monuments and to get involved by its
charm. Guide apart many others reasons tourists will find to discover Cremona. Among all Museum of the Violin, an exclusive violin expo with no
comparisons in the world. Cremona
is really the city of violin making
(about of we dedicated an entire
CREMONA
sono tante altre buone ragioni per
scoprire la città oltre a quelle racchiuse in questa guida. A partire dal
Museo del Violino, una realtà espositiva unica al mondo, che verrà
inaugurato tra qualche mese.
Cremona è davvero la città
della Liuteria (alla quale abbiamo
dedicato un intero capitolo di questa guida). Non solo perché qui sono nati Amati, Stradivari e Guarneri
ma anche perché all’ombra del Torrazzo arrivano giovani carichi di
speranze che imparano l’arte di
questi grandi maestri e cercano di
rinnovarne l’eredità culturale. I loro
laboratori punteggiano, caratterizzandolo, il centro. Ce ne sono oltre
centotrenta. Si alternano a botteghe, negozi e attività commerciali
ugualmente carichi di storia dove,
ogni giorno, grazie alla passione dei
commercianti si rinnova il legame
con la comunità e ciascuno può
avere una testimonianza concreta
del carattere generoso ed ospitale
della nostra gente. Anche per questo nella guida, accanto ai monumenti, abbiamo voluto elencare
tutti i servizi che le nostre imprese
sono pronti ad offrire. Sono certo
che ciascuno dei nostri associati vi
accoglierà con una gentilezza qualità che supera la cortesia per
immediata disposizione d’animo
nei confronti degli altri - difficile da
dimenticare.
Benvenuti!
chapter on this guide ). And the reason isn’t only because here were born
Amati, Stradivari and Guarneri, but
also because many young students
from each part of the world continue
to come under the Torrazzo to learn
the art of these great masters and try
to renew their cultural heritage. One
hundred thirty lute-maker labs characterize downtown alternated with
workshops, shops and businesses also full of history where, every day,
thanking the passion of traders is renewed the connection with the community and each-one can have a
concrete proof of the generous and
hospitable character of our citizens;
also for this reason in this guide, beyond monuments, we wanted to
shows you all the services that our
retailers are prepared to offer. I am
sure that each of our members will
welcome you with kindness - quality
most high then courtesy for the ready disposition on tourists regards hard to forget.
Welcome!
Paolo Mantovani
Presidente Associazione
Le Botteghe del Centro
Piazza del Comune
Common’s Square
Il centro storico di Cremona
raggiunge il suo culmine artistico e
monumentale nella piazza del
Comune sulla quale si affacciano
quelli che sono considerati tra i più
importanti e meglio conservati edifici
medievali in Italia. Da un lato il
Duomo, il Torrazzo e il Battistero,
dall’altro la Loggia dei Militi e il
Palazzo del Comune: insieme
esprimono la doppia funzione di
centro religioso e di centro civile della
città, in costante equilibrio così come
la stessa disposizione degli edifici che
circondano la piazza e l’alternanza tra
i toni rossi dei mattoni e i bianchi dei
marmi. Come nel passato la piazza ha
mantenuto la sua funzione di luogo di
incontro.
It is the artistic and monumental core
of the historic centre including some
of the most important and bestpreserved Italian medieval buildings.
On one side of the square are the
Cathedral, the Torrazzo and the
Baptistery while on the other the
Palazzo del Comune (Town Building)
and the Loggia dei Militi. Seen as a
whole, these buildings reflected the
double function of the city as both
religious and civil centre: a relation of
constant balance, like the
arrangement of the edifices in the
square and the alternation between
red brickwork and white marble of
their façades. The square has
maintained today the meeting place
function it had in the past.
La Cattedrale
Cathedral
La Cattedrale, dedicata all’Assunta, fu
fondata nel 1107 su un’area
urbanizzata fin dall’epoca romana.
Proprio perché considerato l’edificio
più rappresentativo della città, simbolo
stesso dell’identità cremonese, essa
conserva nelle strutture e nell’apparato
decorativo i segni di molteplici
interventi succedutisi attraverso i
secoli. Fondata in forme romaniche e
ricostruita con un progressivo
avvicinamento al gotico dopo il
rovinoso terremoto del 1117, presenta
tre grandiose facciate.
La principale prospetta sulla piazza ed
è frutto di successivi interventi che ne
modificarono l’originaria
impostazione; le primitive linee
architettoniche sono ancora ravvisabili
nel grande portale romanico a
sguancio, detto Porta regia, articolato
in una complessa sequenza di
colonnine, torri e tortiglioni, presenti
anche negli archivolti decorati da fregi.
Lo impreziosiscono elementi scultorei
di scuola wiligelmica (inizi del sec. XII),
che costituiscono parte della
decorazione della facciata prima del
The Cathedral, dedicated to Our Lady
of the Assumption, was founded in
1107 on an area which has been built
upon since Roman times. It is considered to be the most representative
building of Cremona and symbol of the
city itself, as its architecture and decorations still retain traces of several
restorations made throughout the centuries. Originally built in Romanesque
style and reconstructed in forms progressively moving towards the Gothic
after the severe earthquake in 1117, it
has three magnificent façades. The
main façade overlooks the square and
is the result of a series of modifications
which altered its original appearance;
its early architectural features can still
be seen in the large Romanesque
splayed portal, called Porta regia, structured in an elaborate series of small
columns, toruses and spiral columns
which can also be seen in the archivolts decorated with friezes. The portal
is embellished by sculptures in the
style of the Wiligelmo school (beginning of the 12th century) which were
part of the decorations of the main
7
•
itinerari d’Arte
terremoto del 1117. Ai lati del portale
sono posti i quattro Profeti (Geremia e
Isaia a sinistra, Daniele ed Ezechiele a
destra) che reggono cartigli, le cui
scritte annunciano la Salvazione e
invitano a seguire Cristo. Allo stesso
scultore sono attribuiti anche i Simboli
degli Evangelisti posti alla base delle
ghiere della lunetta (Toro e Leone) e
alla sommità del portale (Angelo e
Aquila). Da notare sono anche le due
mensole dell’architrave del portale e le
due cariatidi poste ai lati dello stesso.
Nel corso del Duecento la Cattedrale fu
sottoposta a notevoli lavori di
ristrutturazione, operati in due fasi
successive, che ne modificarono il
primitivo aspetto. A questo periodo
risale il protiro retto da leoni stilofori
(Giambono da Bissone, 1285) che
inquadra la Porta regia. Esso accoglie
una ricca decorazione scultorea di cui
fanno parte le tre grandi statue poste
nell’edicola soprastante, la Madonna
col Bambino al centro, Sant’Omobono
patrono della città a destra e
Sant’Imerio compatrono a sinistra
(Marco Romano, sec. XIV). Al di sotto
corre il grande fregio antelamico dei
Mesi (sec. XIII) in cui sono raffigurati i
lavori dei campi, scanditi secondo il
ritmo cronologico dei mesi
simboleggiati mediante i rispettivi
segni zodiacali; la sua presenza sulla
facciata della Cattedrale ricorda la
prospettiva salvifica propria della
cultura medioevale, che dava un
senso al lavoro dell’uomo ed allo
scorrere del tempo. Il fregio è
interrotto al centro dalla lastra
raffigurante Sicardo, il vescovo che
resse la diocesi dal 1185 al 1215
operandosi per riportare la pace fra le
opposte fazioni che laceravano la città
in lotte sanguinose. Allo stesso secolo
risale anche l’apertura, ai lati del
protiro, delle loggette ornate di
testine, i cosiddetti impietriti, il
rivestimento marmoreo della facciata
e l’allargamento del rosone (Giacomo
Porrata, 1274) ornato da una serie
•8
façade before the earthquake in 1117.
Four statues of the Prophets flank the
portal on both sides (Jeremiah and Isaiah on the left, Daniel and Ezechiel on
the right); each one holds a written
scroll announcing Salvation and exhorting the observer to follow Christ.
The sculptor of the Prophets is also
considered to be author of the Symbols
of the Evangelists placed at the base of
the lunette (Ox and Lion) and in the
upper part of the portal (Angel and
Eagle). Also worthy of note are the two
corbels of the architrave and the two
caryatids flanking the portal. During
the 13th century the Cathedral was
largely reconstructed; the renovation,
carried out in two stages, changed the
original appearance of the building.
The porch sustained by two columnbearing lions (Giambono da Bissone,
1285) framing the Porta Regia dates
back to this time. It is richly decorated
with sculptures, among them the three
tall statues placed in the small loggia
above: the Madonna with Child at the
centre, Saint Omobono the patron of
Cremona on the right and Saint Imerio
the co-patron on the left (Marco
Romano, 14th century). Below the
statues is the Frieze of Months, sculpted
by a master of the Antelami school
(13th century), portraying a sequence
of agricultural activities corresponding
to the passing of months, each month
symbolized by a sign of the Zodiac; its
presence on the Cathedral façade
evokes the prospect of redemption
typical of medieval culture, which gave
meaning to both human labour and
the passing of time. The frieze is
interrupted centrally by a slab
representing Sicardo, bishop of the
local diocese from 1185 to 1215, who
made every effort to end the hard
struggle between the city’s opposing
factions. The small loggias adorned
with head protome set by the sides of
the porch – the so-called Impietriti –
the marble facing of the main façade
and the enlarging of the rose window
concentrica di cornici che presentano
rosette, tralci di vite, figurine di
animali, greche. Nel 1491, per opera di
Maffiolo da Carrara, la facciata venne
sopraelevata con l’attico frontonato e
la torretta di gusto bramantesco. Vi
campeggia lo stemma di Gregorio XIV
(Nicolò Sfondrati) papa di origine
cremonese eletto al soglio pontificio
nel 1591. Alla fase rinascimentale
appartiene anche l’elegante portico
di ispirazione bramantesca, la
cosiddetta Bertazzola, che raccorda la
Cattedrale con il Torrazzo; fu costruita
in diverse fasi tra il 1497 ed il 1550 da
Lorenzo Trotti, il quale nel 1512-19
eresse anche la loggia sovrastante la
Bertazzola verso il Torrazzo. Nel 1738
la balconata superiore fu ornata con
dieci statue di Giorgio e Antonio
Ferretti raffiguranti Angeli e Santi.
Sotto il portico sono collocati
interessanti frammenti scultorei ed
alcuni sarcofagi fra i quali si
segnalano il raffinato Sarcofago di
Andrea Ala opera di Gaspare Pedone
(1513) ed il Sarcofago di Folchino
Schizzi di Bonino da Campione (1357).
Segue la cosiddetta Porta del paradiso,
realizzata da Lorenzo Trotti nel 1514,
che dà accesso al cortiletto del
Torrazzo, dove è conservata una
statua raffigurante l’eroe cittadino
Giovanni Baldesio (fine XIII secolo).
Da qui si può iniziare la salita della
torre (502 gradini), dalla quale si
domina un ampio panorama, che
nelle giornate limpide spazia dalle
Alpi alle prime propaggini degli
Appennini.
Il Torrazzo
Il Torrazzo, con i suoi 110,96 metri di
altezza, è al tempo stesso testimone di
elevata perizia tecnica delle
maestranze medioevali e simbolo
della città che domina con la sua
presenza, mostrandosi al viaggiatore
già a diversi chilometri di distanza. Il
fusto in laterizio, innalzato durante la
(Giacomo Porrata, 1274) decorated
with a series of concentric frames
displaying rosettes, grapevines, small
animal figures and Greek frets also
date back to the 13th century. In 1491
an attic storey and a small tower in the
Bramante style designed by Maffiolo
da Carrara were added to the façade .
The attic storey displays at its centre
the heraldic bearings of Nicolò
Sfondrati, native of Cremona, who
became Pope Gregorio XIV in 1591.
The elegant portico in the Bramante
style, the so-called Bertazzola,
connecting the Cathedral with the
Torrazzo, was also added during the
Renaissance period; the portico was
built at various times between 1497
and 1550 by Lorenzo Trotti, who in
1512-19 also built the loggia above the
Bertazzola next to the Torrazzo. In 1738
the upper balcony was adorned with
ten statues of Angels and Saints by
Giorgio and Antonio Ferretti. Some
interesting fragments of sculptures are
positioned under the portico, as well as
tombs such as the fine Sarcophagus of
Andrea Ala by Gaspare Pedone (1513)
and the Sarcophagus of Folchino Schizzi
by Bonino da Campione (1357).
Walking on under the portico we reach
the so-called Gate of Paradise, made in
1514 by Lorenzo Trotti, entrance to the
small courtyard of the Torrazzo, which
displays the statue of the city hero
Giovanni Baldesio (end of 13th
century). From here it is possible to
climb the tower (502 steps) from the
top of which there is a sweeping view,
which ranges, on a clear day, from the
Alps to the near Appennines.
Torrazzo
The Torrazzo, 110.96 metres high, is
both an example of the great skill of
medieval masons and a symbol of the
city itself, which can be seen from
kilometres away. The brick tower base
ending with a high crenellation,
erected in the first half of the 13th
9
•
itinerari d’Arte
prima metà del XIII secolo e concluso
da un’alta merlatura, sviluppa in
dimensioni eccezionali la tipologia del
campanile nel momento di evoluzione
dal romanico al gotico; domina anche
qui la fitta tessitura del mattone,
scandita verticalmente da lesene
angolari e da cordonature centrali
poco aggettanti, orizzontalmente dal
motivo decorativo ad archetti e dalle
aperture che, salendo, si fanno sempre
più complesse ed ariose. Di gusto
squisitamente gotico è invece la
doppia ghirlanda a base ottangolare
(1284-1305) che ingentilisce con la sua
elegante struttura il poderoso
impianto della torre. Sul lato rivolto
verso la piazza campeggia il grande
quadrante dell’orologio astronomico, il
cui meccanismo, costruito nel 1583 da
Giovanni Francesco e Giovanni Battista
Divizioli e tuttora funzionante, è
visibile all’interno della torre. Segna le
ore, i giorni, i mesi, le fasi lunari, le
eclissi di sole e di luna e le
congiunzioni zodiacali. Il quadrante,
più volte ridipinto perché esposto agli
agenti atmosferici, si presenta ora
nella forma realizzata da Mario Busini
nel 1974.
Bertazzola
La Bertazzola è un porticato rinascimentale che collega la facciata della Cattedrale al Torrazzo. L’etimologia del nome
è oscura, gli studiosi più accreditati la
fanno derivare da Berta de Zoli, moglie
del leggendario Giovanni Baldesio (vd.
sopra). Si tratta di un’opera di Lorenzo
Trotti anche se le dieci sculture di santi
e angioletti in pietra bianca che la decorano sono settecentesche.
Le facciate
Lasciata la piazza del Comune, si piega
in largo Boccaccino costeggiando il
fianco settentrionale della Cattedrale,
dove è possibile cogliere la potente
articolazione delle murature,
alleggerite solo nella parte alta da
• 10
century, is an exceptionally large-size
typical bell tower whose forms
exemplify the development from the
Romanesque into the Gothic style; the
thick brickwork pattern dominates
here as well and is marked vertically
by angular pilasters and slightly
protruding central cordon
decorations, and horizontally by
decorative arches and openings which
become more and more elaborate
and extensive as they rise. The
octagonal-based double spire (12841305) which elegantly lightens the
massive brick structure is, on the other
hand, of typical Gothic taste.
On the side of the tower overlooking
the square stands the large
astronomic clock, the mechanism of
which - built in 1583 by Giovanni
Francesco and Giovanni Battista
Divizioli and still working to date - can
be seen inside the tower. The clock
indicates hours, days, months, moon
phases, sun eclipses, moon eclipses
and Zodiac alignments. The quadrant
has been re-painted several times due
to deterioration caused by
atmospheric agents; its present-day
pictorial decoration was created in
1974 by Mario Busini.
Bertazzola
The Bertazzola is a Renaissance
portico connecting the Cathedral
façade with the Torrazzo. The origin of
the name is uncertain; according to
some of the most authoritative
historians, the name derives from
Berta de Zoli, the wife of the
legendary Giovanni Baldesio. It was
made by Lorenzo Trotti although both
the ten white marble statues of saints
and angels and the decorations date
back to the 18th century.
Façade
Leaving Piazza del Comune and
taking the street named Largo
Boccaccino that runs along the
itinerari d’Arte
un’agile galleria. Qui si innalza la
facciata del transetto settentrionale
della Cattedrale che, insieme alla
corrispondente facciata del transetto
meridionale, è quanto di meglio si è
conservato in città in fatto di
architettura gotica e di uso sapiente
del cotto, utilizzato per le strutture e
per le decorazioni, in quanto non
presenta quella stratificazione di stili
che ha modificato la primitiva
impronta architettonica della facciata
principale.
Il transetto settentrionale fu innalzato
dagli architetti Giacomo Camperio e
Bartolino Bragherio e terminato nel
1288 con una facciata monocuspidata
che rispecchia i canoni
dell’architettura gotica lombarda.
Particolarmente pronunciati sono
infatti gli elementi di scansione
verticale come i contrafforti centrali e
angolari che tripartiscono la fronte; il
verticalismo è ripreso dalle torrette
che si rifanno elegantemente
all’identico motivo della facciata
principale. La massa muraria è poi
svuotata dalle aperture ogivali delle
monofore, delle bifore e della
quadrifora centrale, nonché dagli oculi
e dalla galleria rampante della
cuspide. Ornano la facciata il protiro
retto da leoni stilofori e, in due nicchie
dei contrafforti laterali, le statue
duecentesche dell’Angelo annunciante
e dell’Annunciata. Da notare è
l’architrave del portale, ornato dal
rilievo di Cristo con gli apostoli sul lato
esterno e con un tralcio vegetale
nell’estradosso (inizi sec. XII).
Fu realizzato dallo stesso artista autore
dei Profeti della Porta regia come
architrave del portale maggiore e fu
qui reimpiegato, mutilo delle parti
terminali, dopo il terremoto del 1117.
Proseguendo si raggiungono le absidi
della Cattedrale, che appartengono
alla costruzione precedente il
terremoto e che furono rimaneggiate
da maestranze campionesi alla fine del
Duecento con l’aggiunta della galleria
• 12
northern side of the Cathedral, it is
possible to see the imposing
structure of the Cathedral wall, the
upper part of which is rendered
lighter by a slim gallery. Upon the
gallery rises the front of the North
transept; this and the façade of the
South transept are the best-preserved
examples in Cremona of Gothic
architecture and of the skilful use of
terracotta for both building structures
and decorations, as they do not show
that stratification of different styles
which altered the original
architectural design of the main
façade.
The construction of the North
transept was started by architects
Giacomo Camperio and Bartolino
Bagherio and finished in 1288 with
the erection of a one-cusp façade
typical of Lombard Gothic
architecture. Vertical elements are in
fact quite prominent, such as the two
central and angular buttresses
dividing the front into three parts;
verticalism is again predominant in
the small towers elegantly repeating
the same motif of the main façade.
The strong walls are lightened by the
ogival openings of one and twomullioned windows and the central
four-light window, by eyeholes and by
the sloping arcade running along the
cusp.
The façade is adorned by a porch
surmounted on two column-bearing
lions and by the 13th-century statues
of the Announcing Angel and the
Annunciata (Our Lady of the
Annunciation) each one lodged in a
niche of the side buttresses. Worthy of
note is the portal architrave,
decorated externally with the relief of
Christ with the Apostles and a foliage
branch on the extrados (beginning of
the 12th century). This foliage branch
was made by the same author of the
Prophets set in the Porta Regia and,
before being partially re-used here
after the earthquake in 1117,
di coronamento e del rivestimento a
lastre marmoree.
Le sormontano due torrette in
laterizio.
Salendo alcuni gradini siarriva in
piazza S. Antonio Maria Zaccaria, dove
prospetta il neoclassico palazzo
Vescovile e la facciata del transetto
meridionale della Cattedrale.
Terminata nel 1342 da Franceschino e
Canino Toselli, essa riprende lo stesso
schema costruttivo di quella
settentrionale ma con soluzioni
decorative più ricche, tipiche del
gotico maturo.
A sinistra del transetto si estende
l’area recintata detta del Cimitero dei
Canonici, dalla quale si accede ad un
locale sotterraneo, dove è conservato
il cosiddetto “mosaico del
Camposanto”, già appartenente alla
pavimentazione della chiesa di S.
Ambrogio preesistente all’attuale
Cattedrale ed ora non più visibile.
Risale all’incirca al secondo quarto del
XII secolo e presenta figurazioni
allegoriche (la lotta fra Crudelitas e
Impietas, fra Fides e Discordia, il
Centauro) e tondi con animali.
Il Battistero
Usciti dalla Cattedrale, si torna nella
piazza del Comune, dove sorge il
Battistero. Ideale complemento della
Cattedrale, esso venne eretto in forme
romaniche a partire dal 1117.
Complesse vicende storico-politiche si
intrecciano alla sua costruzione,
iniziata proprio nell’anno in cui la
città, dopo un lungo periodo di
alleanza con l’imperatore Federico
Barbarossa, capovolse la propria
posizione entrando nella Lega
Lombarda ed avvicinandosi al papa.
La sua costruzione sembrò allora
assumere il valore di un pegno di
fedeltà verso il pontefice.
Architettonicamente l’edificio, che ha
pianta ottagonale, conserva ben
leggibili le forme romaniche. L’esterno
originally employed as architrave of
the main portal.
Veering towards the left we reach the
apses of the Cathedral constructed
before the earthquake and remodelled at the end of the 13th
century by masters from Campione
who added the crowning gallery and
the marble-slab facing.
The apses are surmounted by two
small brickwork towers. There are a
few steps up to Piazza S. Antonio
Maria Zaccaria onto which overlook
both the Bishop’s Palace and the
façade of the Cathedral South
transept. The southern façade,
finished in 1342 by Franceschino and
Canino Toselli, has the same
architectural pattern as the northern
front while its richer decorations are
typical of the mature Gothic style.
On the left side of the transept is the
gated area known as the Cimitero dei
Canonici from which it is possible to
access an underground room where
the so-called “mosaico del
Camposanto” is kept. The mosaic was
originally located in the pre-existing
church of S. Ambrogio erected prior
to the Cathedral on the same site. It
dates back to the second quarter of
the 12th century and shows allegorical
images (the struggle between
Crudelitas and Impietas, Fides and
Discordia, and the Centaur) as well as
tondos depicting animals.
Baptistery
Back outside in Piazza del Comune,
we proceed to the Baptistery. It was
erected from 1117 in Romanesque
style as a perfectly complementary
building to the Cathedral. A complex
historical and political background is
connected with its construction
which started in the same year when,
after a long lasting alliance with
emperor Federico Barbarossa, the city
reversed its policy by joining the
Lombard League and moving closer
13
•
presenta in sei degli otto lati
l’originario paramento in laterizio, una
spessa cortina muraria alleggerita da
monofore e bifore scandita
verticalmente da cordonature e
contrafforti speronati agli angoli.
In alto il perimetro del Battistero è
concluso da una galleria ad archetti e
da una fascia ad oculi, frutto di un
intervento di sistemazione
cinquecentesco, al quale appartiene
anche la costruzione del protiro
davanti all’ingresso ed il rivestimento
marmoreo di due degli otto lati.
All’interno si apre la maestosa ma
severa spazialità romanica: ogni
parete è scandita secondo un ritmo
ternario, strutturale e simbolico
insieme; lo sovrasta la grande cupola
autoportante a otto spicchi, priva di
articolazioni e con la sola apertura
della lanterna centrale. La struttura,
solo apparentemente semplice, come
pure l’accurato trattamento del
paramento in cotto articolato in nitide
superfici, testimonia l’alto livello
raggiunto dalle maestranze che vi
lavoravano. Al centro campeggia la
grande cisterna per l’acqua
battesimale costruita in un unico
blocco di marmo rosso di Verona da
Lorenzo Trotti nel 1520. Alle pareti si
innalzano altari con grandi ancone
barocche: da notare la statua lignea
dell’Addolorata di Giacomo Bertesi
(1697 circa), incorniciata da
un’esuberante cornice a fogliami
dorati dello stesso scultore, il grande
Crocifisso ligneo del Trecento, all’altare
centrale, e le statue settecentesche di
San Filippo Neri e San Giovanni Battista
attribuite insieme alla cantoria a
Giuseppe Chiari (inizio XVIII secolo).
Il Battistero ospita il Museo delle
pietre romaniche che raccoglie
frammenti della decorazione
medievale della Cattedrale, fra i quali
si segnalano: un’acquasantiera
ricavata da un capitello romanico del
XII secolo ornato con Sirene bicaudate,
due telamoni del XII secolo detti
to the papal party. Thus the
construction of the Baptistery was
regarded at the time as a kind of
pledge of loyalty towards the Pope.
The building has an octagonal plant
and still preserves its original
Romanesque architecture. Externally,
six out of eight sides retain the
original brick wall surface – a massive
structure lightened by one and twomullioned windows and marked
vertically on every corner by sharp
angled buttresses. The upper part
ends with an arcaded gallery and a
fascia of eyeholes both dating back to
the 16th century; the porch and the
marble facing of two sides were also
added at the time. The interior is
characterized by the magnificent
though severe Romanesque spatial
conception: each wall shows a ternary
alternation, both structural and
symbolic and is surmounted by a
large self-supporting cupola with
eight segments and a central lantern
as sole opening. The apparent
simplicity of both this structure and
the accurate treatment of the welldefined terracotta wall surface reveal
the extreme skill of the masons and
artisans. At the centre stands the
grand baptismal font built out of a
single block of Verona red marble by
Lorenzo Trotti in 1520. The altars by
the walls exhibit imposing Baroque
altarpieces: worthy of note is the
Addolorata (Our Lady of Sorrows,
dated around 1697) set within an
elaborate gilded foliage frame by the
same sculptor, the large 14th-century
wooden Crucifix at the central altar
and the 18th-century statues of St.
Filippo Neri and St. John the Baptist
attributed, like the choir, to Giuseppe
Chiari (early 18th century).
The Baptistery houses the Museum of
Romanesque stones which exhibits
fragments of the Cathedral Medieval
decorations, such as a stoop made
from a 12th-century Romanesque
capital decorated with Two-tailed
15
•
itinerari d’Arte
Baldesio e Berta (Giovanni Baldesio è il
leggendario eroe cittadino che nel XI
secolo liberò la città da un pesante
tributo imposto dall’imperatore
Enrico, la palla d’oro che compare
nello stemma della città, mentre Berta
è la nobile fanciulla che ricevette in
sposa), il calco della pietra di
fondazione della Cattedrale
(l’originale si trova nella Sagrestia dei
Canonici), le due protomi leonine un
tempo poste sui battenti della porta,
che sono rari esempi di bronzi
romanici, la duecentesca statua
bronzea dell’Arcangelo Gabriele che
era posta sulla cima del Battistero, le
cui ali snodate si potevano muovere
sotto la spinta del vento.
Palazzo Comunale
Di fronte alla Cattedrale, secondo una
soluzione urbanistica non molto
diffusa nel Medioevo, si innalza il
Palazzo Comunale, sede da sette
secoli dell’amministrazione civile della
città. Il corpo prospettante la piazza fu
eretto nel 1206 e presentava
originariamente una fronte
armoniosamente giocata su tre fasce
orizzontali: il portico gotico, le trifore
romaniche al piano superiore e la
gronda ad archetti conclusa dalla
merlatura. Al piano superiore si apriva
un’unica grande sala detta della
“Ragione” dove si riuniva il Consiglio
generale della città. Nel 1245 il
palazzo venne notevolmente
ampliato, con la costruzione di tre
corpi di fabbrica delimitanti il cortile e
incorporando la Torre civica
probabilmente già esistente. Nel corso
del Quattrocento, a seguito del
graduale degrado del palazzo e delle
mutate esigenze amministrative, ebbe
inizio una serie di lavori di
ristrutturazione, che interessarono a
più riprese le strutture, fino alla fine
del secolo successivo. Nella prima
metà dell’Ottocento, quando il clima
romantico e l’interesse per il
• 16
mermaids, two 12th-century telamons
known as Baldesio and Berta (Giovanni
Baldesio being the legendary local
hero who in the 11th century freed the
city from paying a heavy tax– the
golden ball represented in the city’s
coat of arms – levied by Emperor
Henry, and Berta the noble lady
whom he was given as his bride), a
cast of the Cathedral foundation
stone (the original is kept in the
Sagrestia dei Canonici), two lion
protome, rare examples of
Romanesque bronze once used as
door knockers, and the 13th-century
bronze statue of St. Gabriel the
Archangel which was once placed on
top of the Baptistery and whose
articulated wings could move in the
wind.
Town Hall
According to an urban plan not so
common during the Middle Ages,
opposite the Cathedral rises the
Palazzo Comunale (Town Building),
seat of the town government for
seven centuries. The main body
overlooking the square was erected in
1206 and originally had a harmonious
front divided into three horizontal
parts: a Gothic portal, three-mullioned
windows at the upper floor and an
arcaded eave ending with a
crenellation. In the interior, a single
wide hall called Sala della Ragione,
where the general Council of the city
used to meet, occupied the upper
floor. In 1245 the building was
considerably expanded with the
construction of three wings around
the courtyard and the incorporation
of the Civic Tower which probably
already existed at the time. During the
15th century, due to the gradual decay
of the building as well as changes in
the administration system, restoration
works were started and carried out at
various times until the end of the
following century. In the first part of
medioevo investirono anche
l’architettura, l’architetto Luigi
Voghera fu incaricato di restaurare il
palazzo (1838) rendendo più
funzionale l’edificio e migliorandone
l’ornato. La facciata acquisì allora
l’aspetto attuale, con le grandi finestre
ornate da cornici in cotto di gusto
neorinascimentale e la doppia fascia,
in marmo ed in cotto, che scandisce la
facciata in orizzontale. In questa
occasione il cortile venne aperto
verso la piazza con una serie di archi a
tutto sesto che sostituirono l’unico
portone originario di accesso al
cortile su questo lato del palazzo.
L’edificio del Palazzo Comunale si
estende anche lungo via Gonfalonieri,
che si consiglia di percorrere per
osservare le tracce dei numerosi
interventi subiti dal palazzo nel corso
dei secoli, fino a raggiungere l’angolo
con via Lombardini, dove sorge la
medioevale Torre pretoria (seconda
metà del XIII secolo). La facciata che
prospetta su questa via, come quella
rivolta verso piazza Stradivari, è il
risultato della ricostruzione di
quest’ala del palazzo, effettuata nel
1872-75 su progetto dell’ingegner
Camillo dalla Noce che scelse,
seguendo il gusto revivalistico del
tempo, di adottare uno stile che
richiamasse quello della parte
duecentesca.
Si prosegue per via Baldesio,
all’angolo della quale si apre una delle
porte che già in origine consentiva di
entrare nel palazzo, e la si percorre
verso piazza del Comune, osservando
l’antica Torre civica (seconda metà del
XII secolo) inglobata nella costruzione
del palazzo.
Per visitare l’interno del palazzo
occorre raggiungere lo scalone
d’onore.
Vi si arriva percorrendo i portici che
girano attorno al cortile centrale, sotto
i quali sono conservate tracce di
decorazioni pittoriche di varia epoca.
Sotto i portici: verso la piazza si
the 19th century, when also
architecture was influenced by
Romanticism and the interest for the
Middle Ages, architect Luigi Voghera
was commissioned to restore the
Palazzo by improving its functionality
and decorations (1838). Thus the
façade was given its current
appearance, with its large windows
decorated with terracotta cornices of
Neo-Renaissance taste and the
horizontal double band in marble and
terracotta. At the time the courtyard
was opened toward the square with a
portico of ogival arches replacing the
original portal which was previously
the only access to the courtyard from
this side of the building.
The Palazzo Comunale extends on via
Gonfalonieri; it is recommended to
walk along this street and see the
traces of changes made to this
building during the centuries, and
then to proceed to the street corner
with via Lombardini, where the
medieval Torre Pretoria rises (second
half of the 13th century). Like the
façade looking onto piazza Stradivari,
the one overlooking this street is the
result of a re-construction of the
whole palace wing made in 1872-75
upon a design by engineer Camillo
dalla Noce, who chose for both
façades a style matching the 13thcentury part of the building, which
met the revival taste of the time.
Walking on along via Baldesio
towards piazza del Comune, at the
street corner we reach one of the
original entrance doors and further
on we can see the old Civic Tower
(second half of the 12 century) later
incorporated into the building.
The access to the interior is through
the grand staircase at the end of the
courtyard. It can be reached walking
along the porticos surrounding the
central courtyard, which still show
fragmentary pictorial decorations
dating back to various times: under
the portico next to Piazza del
th
17
•
itinerari d’Arte
possono vedere dipinti frammentari
del XIII secolo relativi a episodi di
storia cittadina, mentre l’Angelo
annunciante, la Giustizia e
l’Annunciata collocati entro lunette
sono resti della decorazione
effettuata all’inizio del Cinquecento.
Sulle volte del portico orientale e
settentrionale è invece ancora
conservata parte della decorazione
tardo-quattrocentesca: qui le
nervature delle vele sono sottolineate
da tralci di foglie e fiori stilizzati,
mentre stemmi della città e imprese
sforzesche compaiono al centro di
ogni vela entro ghirlande con nastri
svolazzanti.
Al piano nobile dell’edificio è
possibile visitare l’ala di
rappresentanza, che è stata più volte
modificata e ristrutturata per
adeguarsi ai mutamenti della vita
amministrativa e politica. La visita
inizia dal vasto Salone dei Decurioni,
dove si possono ammirare diciotto
dipinti del cremonese Bartolomeo
Bersani che narrano con vivacità la
Vita di Sant’Omobono, patrono di
Cremona. Furono eseguiti in due
momenti distinti: il primo gruppo,
caratterizzato da una elaborazione
formale più accurata e più complessa,
racconta in dieci scene la vita del
santo e fu eseguito nel 1604 per la
sede del Consorzio di S. Omobono, il
secondo gruppo, composto da otto
pezzi, illustra i miracoli più famosi
avvenuti grazie all’intercessione del
santo fù eseguito nel 1614 per ornare
un arco trionfale costruito in
occasione di una grande processione
con le reliquie del santo. Il portale che
conduce alla zona moderna degli
uffici fu realizzato nel 1575 da
Francesco Dattaro, utilizzando i marmi
che ornavano i finestroni della
facciata quattrocentesca del palazzo,
e presenta nel sottarco le imprese
araldiche degli Sforza, fra le quali
compaiono i simboli prediletti di
Ludovico il Moro: la scopetta e la testa
• 18
Comune are fragments of 13th-century
paintings representing episodes from
the city history while within some of
the lunettes are traces of the early
16th-century decoration (The
Announcing Angel, Justice and Our
Lady of the Annunciation). The vaults
of the eastern and northern portico
still partially retain the late 15thcentury decoration: here the vault ribs
are emphasized by stylised foliage
and flower branches, while the centre
of each vault shell is painted with of
various cities coat of arms and Sforza
heraldic emblems within wreaths and
swirling ribbons.
At the piano nobile (main floor), it is
possible to visit the reception rooms
which were transformed and restored
more than once due to the various
changes in the political and
administrative system.
The visit can start from the spacious
Salone dei Decurioni, where it is
possible to admire eighteen paintings
by the Cremonese painter
Bartolomeo Bersani lively narrating
the Life of St. Omobono, patron of
Cremona. The paintings were
executed at two different times: the
first group, characterized by a more
accurate and complex stylistic
elaboration, represents the saint’s life
in ten scenes and was made in 1604
for the edifice housing the “Consorzio
di S. Omobono” while the second
group, made of eight paintings,
illustrates the most famous miracles
which took place thanks to his
intercession and was executed in
1614 as decoration of a triumphal
arch built for a large procession with
the relics of the saint. The portal
leading to the offices in the modern
wing was built in 1575 by Francesco
Dattaro with marble elements, which
previously decorate the 15th-century
large windows of the façade; heraldic
emblems of the Sforza family such as
the whisk and the moor’s head,
favourite symbols of Ludovico il Moro,
itinerari d’Arte
di moro.
Si retrocede quindi nell’attiguo
Salone degli Alabardieri: qui, nello
sguancio del finestrone che si apre sul
pianerottolo d’arrivo dello scalone
d’onore, si può vedere un brano della
decorazione quattrocentesca del
palazzo, ossia un fregio racchiudente
stemmi di Cremona alternati alle armi
di Erasmo Trivulzio, finanziatore dei
lavori condotti nel palazzo nel 149798. Sulla parete che fronteggia lo
scalone si conservano alcuni affreschi
risalenti alla fine del XIII secolo,
raffiguranti San Cristoforo, una
Madonna con Bambino e santi, e una
Crocifissione fra i santi Omobono e
Imerio. Attraverso il portale ornato da
eleganti elementi scultorei, fra cui la
statua della Giustizia e della
Temperanza, forse provenienti dalla
decorazione quattrocentesca della
facciata e qui collocati da Francesco
Dattaro nel 1575, si entra nel Salone
dei Quadri, o Sala del Consiglio
comunale. Qui è conservato un
gruppo di dipinti, provenienti da
antiche chiese cittadine oggi
soppresse, che sono testimonianza
della scuola pittorica cremonese.
Si segnalano in particolare, sulle due
pareti principali, a destra la vasta e
macchinosa Raccolta della manna del
bresciano Grazio Cossali (1587) e a
sinistra, degna di particolare interesse,
la Moltiplicazione dei pani e dei pesci di
Luigi Miradori detto il Genovesino
(1647) che, nel solco della grande
lezione naturalistica del Caravaggio,
arriva a tradurre l’episodio religioso in
scena di vita quotidiana, vera cronaca
seicentesca. Dello stesso autore è
anche, sulla parete principale destra,
la realistica Ultima Cena. Alla parete di
fondo, la porta che conduce nella Sala
della Consulta è ornata col calco in
gesso del monumentale portale di
Palazzo Stanga-Rossi di San Secondo
(databile alla fine del XVI secolo),
eseguito prima che l’opera originale
venisse venduta nel 1875 al Museo
• 20
are painted on the arch soffit. We then
go back to the adjoining Salone degli
Alabardieri: here, in the splayed
opening of the large window looking
onto the of the grand staircase
landing, it is possible to see a
fragment of the 15th-century
decoration – a frieze containing coat
of arms of Cremona alternating with
those of Erasmo Trivulzio, sponsor of
the restoration works in 1497-98. The
wall opposite the grand staircase
retains a few frescoes dating back to
the end of the 13th century
representing St. Cristoforo, a Madonna
with Child and Saints and a Crucifixion
between Sts Omobono and Imerio.
Through a portal adorned with
elegant sculptures, such as the statues
of Justice and of Temperance that
were presumably taken from the
façade’s 15th-century decoration and
moved here in 1575 by Francesco
Dattaro, we enter the Salone dei
Quadri, or Town Council Hall. Here are
kept some paintings, previously
belonging to old local churches now
suppressed, that exemplify the
Cremonese painting school. In
particular, it is worth mentioning the
Harvest of the Manna, an interesting,
complex wide painting by the
Brescian artist Grazio Cossali (1587)
on the right wall and, on the left, the
Multiplication of Bread by Luigi
Miradori called the Genovesino (1647)
who, following the great example of
Caravaggio’s naturalism, was able to
render the religious scene as a dailylife picture, a genuine 17th-century
chronicle. The same author also
painted a realistic Last Supper on the
main wall on the right. On the rear
wall, the door leading to the Sala della
Consulta is adorned with the plaster
cast of a monumental portal originally
built for the Palazzo Stanga-Rossi of S.
Secondo (datable around the end of
the 16th century) and sold to the
Louvre Museum in 1875.
This door leads to the Sala della
del Louvre.
Attraverso questa porta si entra nella
Sala della Consulta: il soffitto a stucchi
è decorato con otto medaglioni,
raffiguranti le Virtù del Buon Governo,
opera del cremonese Antonio Rizzi,
eseguiti nel 1928-29 insieme ai
quattro grandi pannelli al di sopra dei
finestroni della sala, aventi per
soggetto le Glorie di Cremona. Nella
stessa sala si trovano anche la tela con
il Giudizio di Salomone del milanese
Agostino Santagostino (1671) e la
bella Allegoria cinquecentesca
attribuita al pittore bavarese
Christoph Schwartz.
Contigua al salone si trova la Sala
della Giunta, dove si ammira il
prezioso camino marmoreo, ornato da
raffinatissimi rilievi, realizzato da
Gaspare Pedone per Palazzo Raimondi
nel 1502 e qui trasportato nel 1750.
Attraversando la Sala Azzurra e la Sala
Rossa, così chiamate dal colore della
decorazione del soffitto a volta, frutto
del riadattamento ottocentesco del
palazzo, ed arredate con mobili del
XVIII-XIX secolo, si ritorna nel Salone
dei Quadri, dal quale si accede alla ex
cappella, oggi Sala dei Violini, dove
sono conservati i capolavori della
liuteria cremonese antica, con celebri
strumenti, fra gli altri, di Andrea e di
Nicolò Amati, di Antonio Stradivari e
di Giuseppe Guarneri del Gesù.
Consulta, where the stuccoed ceiling
is decorated with eight medallions
representing the Virtues of Good
Government by the Cremonese
Antonio Rizzi who painted them in
1928-29 as the four large panels
depicting the Glories of Cremona
placed above the full-length
windows. A canvass with the
Judgment of Salomon by the Milanese
Agostino Santagostino (1671) and the
fine 16th-century Allegory attributed
to the Bavarian painter Christoph
Schwartz are also displayed in this
hall.
The next room is the Sala della
Giunta, where it is possible to admire
the precious marble fireplace adorned
with exquisite reliefs made in 1502 by
Gaspare Pedone for Palazzo Raimondi
and moved here in 1750. We then
cross the Blue Hall and the Red Hall –
named after the color of their vaulted
ceiling decoration dating back to the
19th-century reworking of the palace
- and go back to the Salone dei
Quadri; from here it is possible to
access the former chapel, currently
known as Sala dei Violini, where the
masterpieces of the traditional
Cremonese violin-making school are
kept, included some renowned
instruments made by Andrea and
Nicolò Amati, Antonio Stradivari and
Giuseppe Guarneri del Gesù.
Loggia dei Militi
Loggia dei Militi
Usciti dal Palazzo Comunale, si passa
ad osservare la Loggia dei Militi che
gli sorge accanto e che è il migliore
esempio di architettura gotica civile
che la città abbia conservato. Qui lo
slancio verticale proprio delle
architetture gotiche è accentuato
dall’uso dell’arco ogivale, sia nel
portico che nelle trifore, e dal
coronamento a merli. In facciata è
murata la pietra di fondazione, che
reca, oltre alla data 1292, il gonfalone
del Comune affiancato dai leoni che
We leave the Palazzo Comunale and
move to the adjoining Loggia dei
Militi, the best example of Gothic civil
architecture preserved in Cremona.
Here the vertical movement typical of
Gothic construction is emphasized by
the use of ogival arches for both the
portico and the three-mullioned
windows as well as by the merlons at
the top. The façade incorporates the
foundation stone showing the date
1292 and the Commune gonfalon
flanked by four lions, symbols of the
21
•
itinerari d’Arte
simboleggiano i quattro quartieri in
cui era allora divisa la città. All’interno
sono ospitati uffici comunali.
four quarters into which the city was
divided at the time. The interior
houses town administration offices.
Museo civico
“Ala Ponzone”
Civic Museum
“Ala Ponzone”
Nel cinquecentesco palazzo Affaitati
ha sede la Pinacoteca del Museo
civico “Ala Ponzone”. Costituitasi nel
corso dei secoli a partire dal
Cinquecento, principalmente con le
raccolte della famiglia Ponzone, legata
ad uso pubblico con il testamento del
marchese Giuseppe Sigismondo Ala
Ponzone nel 1842, ed ampliata con le
opere provenienti da alcune chiese
cremonesi soppresse, la raccolta di
dipinti e sculture assomma oggi a più
di duemila pezzi, solo in parte esposti.
La sezione dedicata al Medioevo e al
Quattrocento, con sculture, affreschi
strappati, tavolette da soffitto e una
ampia selezione della produzione
legata alle opere dei Bembo, è
allestita nella prima sala.
La Galleria della pittura cremonese
del Cinquecento offre una completa
antologia degli artisti che
documentano il passaggio dalla
tradizione quattrocentesca alla
maniera moderna (Boccaccino, Pedro
Fernandez, Aleni e Galeazzo Campi) e
l’affermarsi del nuovo gusto
rinascimentale attraverso le opere di
Camillo Boccaccino, di Gian Francesco
Bembo e dei Campi, anticipatori della
sensibilità naturalistica che approderà
a Caravaggio, qui illustrato dal celebre
San Francesco in meditazione.
La Sala San Domenico ospita una
serie di opere provenienti dalla
demolita chiesa dei frati predicatori e
mostra gli apporti milanesi nella
cultura locale del Seicento (Cerano,
Nuvolone, Procaccini).
Le sale successive sono dedicate: alla
natura morta cremonese dove è
esposto, tra l’altro, il celebre dipinto di
Giuseppe Arcimboldi L’ortolano (pag.
21), ai ritratti di casa Ponzone e alle
Housed in the 16th-century Palazzo
Affaitati, the Art Gallery of the Civic
Museum “Ala Ponzone” was gathered
from the 16th century onwards and
has its core in the art collection of the
Ponzone family, donated to the
Museum by marquis Giuseppe
Sigismondo Ala Ponzone in 1842. The
Art Gallery was later expanded with
the works coming from suppressed
Cremonese churches.
The collection of paintings and
sculptures currently consists of over
2,000 artifacts, only some of which are
on public display.
The first section is dedicated to
Medieval and 15th century art, with
sculptures, detached frescoes, ceiling
panels and a large selection of works
by the Bembo family.
The Gallery of 16th century
Cremonese art offers a complete
anthology of artists documenting the
transition from 15th-century pictorial
tradition to the modern style
(Boccaccino, Pedro Fernandez, Aleni
and Galeazzo Campi) as well as the
success of the new Renaissance art
through the works of Camillo
Boccaccino, Gian Francesco Bembo
and the Campi; their artistic sensitivity
pre-dates that of Caravaggio, whose
famous painting S. Francis in
Meditation is also on display here. The
San Domenico Hall exhibits works
coming from the demolished
blackfriar church and reveals the true
extent of the Milan contribution to
the local culture in the 17th century
(Cerano, Nuvolone, Procaccini).
The next rooms are dedicated to
Cremonese still life, including the
well-known painting L’Ortolano (pag.
21) by Giuseppe Arcimboldi, the
• 22
itinerari d’Arte
testimonianze della pittura dei sec.
XVII (Genovesino), XVIII e XIX con
l’affermazione del neoclassicismo
(Diotti) e del romanticismo (Carnovali
detto il “Piccio”).
Le ultime due sale accolgono una
selezione di arti applicate (porcellane
orientali, ceramiche e maioliche
lombarde ed europee, avori, smalti).
Il secondo piano ospita la sezione
dedicata all’iconografia di Cremona,
con opere legate alla storia della città
e alla sua rappresentazione pittorica.
Le altre sale del piano offrono una
panoramica della pittura lombarda e
cremonese del secondo Ottocento
(Gorra, Colombi, Borde) e del
Novecento (Vittori, Rizzi).
Al terzo piano c’è il Gabinetto dei
Disegni e delle Stampe: qui ha sede la
collezione grafica delle Raccolte
museali, che raccoglie circa duemila
disegni e quattromila stampe.
Il Gabinetto possiede uno spazio
espositivo e alcune stanze per la
consultazione.
Dalla collezione di disegni emerge il
gruppo dei fogli cremonesi del
Cinquecento; mentre il nucleo più
interessante della raccolta di stampe è
rappresentato dai circa duecento
esemplari risalenti ai sec. XV-XVI.
Museo Stradivariano
(Una accurata descrizione si trova
nell’itinerario dedicato alla liuteria)
Collezione civica
“Gli Archi di Palazzo
Comunale”
In una sala del Palazzo Comunale è
collocata la collezione di strumenti ad
arco fra le più importanti che si
conoscano. Traccia a storia di quella
che è stata la più grande scuola
liutaria di ogni tempo, nata e
sviluppatasi a Cremona dalla prima
metà del XVI secolo alla prima metà
del XVIII secolo. Sono esposti:
• 24
Ponzone family portraits, 17th century
painting (Genovesino), Neo-classical
(Diotti) and Romantic art (Piccio) of
the 18th and 19th centuries.
The last two rooms feature selections
of applied arts including antique
oriental porcelain, Lombard and
European ceramics and pottery, ivory
and enamel objects.
On the second floor is the section
dedicated to Cremona’s iconography,
with works providing a pictorial
representation of the history of the
city.The next rooms offer visitors an
overview of Lombard and Cremonese
painting in the late 19th century
(Gorra, Colombi, Borde) and early 20th
century (Vittori, Rizzi).
At the third floor is the Cabinet of
Drawings and Prints Collection
consisting of about 2,000 drawings
and 4,000 prints.
The Cabinet has an exhibition area
and reading rooms for consulting
material from the archives. Of
particular interest are the group of
16th century Cremonese drawings
and the collection of about 200 prints
dating back to the 15th and 16th
century.
Stradivarian Museum
(You can find a deep description in
the violin making section)
Civic Collection
“String of Town Hall”
The Municipal Building houses one of
the main Strings Collection in the
world. These instruments outline the
history of the greatest violin making
school ever known, born and
developed in Cremona from the first
half of the Sixteenth Century to the
first half of the Eighteenth Century
• Violin: “Carlo IX di Francia”, Andrea
Amati, 1566
• Viola: “La Stauffer”, Antonio and
Gerolamo Amati, 1615
• Violino Carlo IX di Francia costruito
da Andrea Amati nel 1566
• Viola Stauffer, costruita da Antonio
e Gerolamo Amati nel 1615
• Violino Hammerle, costruito da
Nicolò Amati nel 1658
• Violino Clisbee, costruito da
Antonio Stradivari nel 1669
• Violino costruito da Francesco
Ruggeri nel 1675
• Violino Quarestani, costruito da
Giuseppe Guarneri figlio di Andrea
nel 1689
• Violoncello ex Cristiani, costruito da
Antonio Stradivari nel 1700
• Violino Il Cremonese 1715, costruito
da Antonio Stradivari nel 1715
• Violino Vesuvius, costruito da
Antonio Stradivari nel 1727
• Violino Stauffer, costruito da
Giuseppe Guarneri, detto del Gesù,
nel 1734
• Violino Stauffer, costruito da Enrico
Ceruti nel 1868
• Violino costruito da Simone
Fernando Sacconi nel 1941
Museo Archeologico
di S. Lorenzo
Il 31 maggio 2009 è stato aperto al
pubblico il nuovo Museo
Archeologico nella chiesa basilicale di
S. Lorenzo e nella annessa
quattrocentesca cappella Meli.
Costituisce lo sviluppo della vecchia
Sezione Archeologica del Museo
Civico, chiusa alla fine del secolo
passato per consentire il restauro di
alcune tipologie di materiali - in
particolare i mosaici - e completa
l’esposizione, tuttora in Palazzo
Affaitati, delle collezioni di formazione
“storica” non territoriale, a partire dal
lascito del Marchese Ala Ponzone.
La chiesa di S. Lorenzo, sconsacrata
alla fine del XVIII secolo, apparteneva
al monastero benedettino, poi
passato agli Olivetani. A pianta
basilicale con tre navate, risale alla
fine del XII inizi del XIII secolo e
• Violin:”L’Hammerle”, Nicolò Amati,
1658
• Violin: “Il Clisbee”, Antonio
Stradivari, 1669
• Violin: Francesco Ruggeri, 1675
• Violin: “Il Quarestani”, Giuseppe
Guarneri (figlio di Andrea), 1689
• Cello: “ex Cristiani”, Antonio
Stradivari, 1700
• Violin:”Il Cremonese 1715”, Antonio
Stradivari,1715
• Violin:”Il Vesuvius”, Antonio
Stradivari, 1727
• Violin: “Lo Stauffer”, Giuseppe
Guarneri (detto del Gesù), 1734
• Violin:”Lo Stauffer”, Enrico Ceruti,
1868
• Violin: Simone Fernando Sacconi,
1941
S. Lorenzo’s Archaeological
Museum
The new Archaeological Museum,
housed in the Church of S. Lorenzo
and the annexed 15th-century Meli
Chapel, was opened on 31th May
2009. The Museum developed from
the previously existing Archaeological
Section of the Civic Museum, closed
at the end of the 1990s due to
restoration works on some of its
exhibits, particularly the mosaics. It is
completed by the “historical” nonterritorial collections, including the
donation of marquis Ala Ponzone,
that are still exhibited in Palazzo
Affaitati. The Church of S. Lorenzo,
deconsecrated at the end of the 18th
century, was annexed to the
Benedictine monastery and later
handed over to the Olivetan order.
With a basilican plan and three naves,
the church dates back between the
late 12th century and early 13th
century, and retains many features
commonly found in Romanesque
architecture, namely the wide internal
space and the apsidal arches with
their typical decorative brackets. Since
1962, on-site archaeological
25
•
presenta i caratteri peculiari
dell’architettura romanica, quali
l’ampia articolazione degli spazi e la
tipica decorazione a beccatelli dei
fornici absidali.
Gli scavi effettuati a partire dal 1962
hanno consentito di portare alla luce i
resti di una chiesa precedente,
identificabile con quella menzionata
da una pergamena del 990, di un
edificio cimiteriale paleocristiano e di
una necropoli romana del I secolo
a.C., ubicata in corrispondenza del
primo tratto suburbano, in direzione
est, dell’antica via Postumia.
La destinazione a sede museale del
complesso monumentale, essa stessa
sito archeologico, ne ha favorito il
completo recupero, sia dal punto di
vista strutturale sia dell’apparato
decorativo, per quanto ancora
conservato.
Attualmente, al suo interno è ospitato
quello che può essere ritenuto il
cuore delle raccolte archeologiche di
Cremona: attraverso i reperti rinvenuti
a partire dall’Ottocento fino al
recentissimo scavo di piazza Marconi.
Viene restituita l’immagine della città
fondata dai Romani nel 218 a.C., la
prima a nord del Po. Cremona, florida
fino all’anno 69 d.C., anno della sua
devastazione a seguito delle vicende
di guerra intestina che portarono al
trono imperiale Vespasiano, fu poi
ricostruita e partecipò al
rinnovamento edilizio e
monumentale che interessò gran
parte dell’Italia settentrionale nel III
secolo d.C.
Di queste vicende sono testimonianza
i circa cinquecento oggetti esposti
secondo un percorso tematico
articolato in tre sezioni: lo spazio
pubblico, ove spiccano i resti
monumentali dell’edificio, forse da
identificarsi col teatro, sito in
corrispondenza dell’attuale via Cesare
Battisti; lo spazio privato, testimoniato
dalle ricche “domus del Labirinto” e di
piazza Marconi; infine le necropoli,
excavations gradually unearthed the
remains of an earlier church identifiable from information
contained in a parchment dating back
to 990 AD – as well as an early
Christian funerary building and a
Roman necropolis dating back to the
1st century BC, located eastwards in
the first suburban tract of the ancient
via Postumia.
Serving as museum site, the very
location of this monumental complex
facilitated the restoration process
from both a structural and decorative
point of view.
The interior currently houses what
can be considered as the core of
Cremona’s archaeological collections:
the 19th century finds and the more
recent excavation in piazza Marconi,
which give us a picture of what the
city looked like at the time when it
was the first Roman settlement to be
founded north of the river Po in 218
BC. Cremona grew into a prosperous
city up to 69 AD when it was
devastated by the intestine war which
eventually led to Vespasian’s elevation
to the imperial throne.
The city, with its buildings and
monuments, was reconstructed
according to the new architectural
style which spread over much of
Northern Italy during the 3rd century
AD. This period is testified by the
about 500 objects which are
exhibited in the Museum through a
thematic itinerary divided into three
sections.
The first section illustrates the public
space, dominated by the remains of a
monumental building, perhaps a
theatre located in the area of the
current via Cesare Battisti.
The second section illustrates the
private space, testified by the rich
“domus of the Labyrinth” and the
domus found in piazza Marconi.
Finally, the third section is dedicated
to the necropolis, with remains of
monuments and funerary objects.
27
•
itinerari d’Arte
con parti di monumenti e corredi
funerari. Accanto alle acquisizioni più
recenti, il nuovo allestimento museale
permette una migliore fruizione di
materiali già presenti nella vecchia
sezione archeologica: tra questi,
spiccano tra gli altri la statua in
terracotta da via Plasio e il complesso
dei mosaici dalla domus trovata in via
Cadolini negli anni ‘50.
I due frammenti, rispettivamente di
testa e busto, riferibili a una divinità o
a una figura eroica, rinvenuti nel 1974
reimpiegati in una muratura
medievale nell’area della domus
romana tra le vie Capra e Plasio,
dovevano far parte della decorazione
frontonale di uno dei più antichi
edifici templari di Cremona, di cui
resta purtroppo ignota l’ubicazione;
particolarmente interessante è la
proposta di collocarne la realizzazione
nei primi decenni del II secolo a.C.,
poco dopo la fondazione (218 a.C.)
della colonia.
L’attuale allestimento, che si giova
della corretta individuazione
dell’attacco tra le due parti, consente
di risolvere i dubbi interpratativi sulla
funzione della scultura - parte di un
frontone o statua di culto a tutto
tondo - in favore della prima ipotesi.
Molto noti sono anche i mosaici della
“casa del Labirinto”, portati alla luce
nel corso degli scavi per la “centrale
dei telefoni”, nell’area della chiesa
demolita di S. Giovanni Nuovo.
Il complesso, costituito dai pavimenti
di quattro ambienti, realizzati con
tecniche diverse, di una casa di livello
signorile della fine del I secolo a.C.
inizi del I d.C., si trova al centro dello
spazio espositivo.
Gli elementi dell’allestimento aiutano
a comprendere l’articolazione interna
della casa romana, mentre i
frammenti di affreschi da piazza
Marconi mostrano la raffinatezza
raggiunta, in queste residenze d’élite,
nelle decorazioni parietali.
Altro elemento di particolare
• 28
In addition to recent acquisitions, the
new museum setting allows a better
fruition of the exhibits coming from
the previous Archaeological Section
of the Civic Museum: among these,
the most interesting are the mosaics
of the domus found in via Cadolini in
the 1950s and the terracotta statue
found in via Plasio in 1974. The two
fragments of the head and bust of
this statue, probably representing a
divinity or heroic figure, were re-used
in a medieval wall built in the area of
the Roman domus, between via
Capra and via Plasio.
They were supposedly parts of the
front decoration of one of the most
ancient temples in Cremona, the
original location of which,
unfortunately, is still unknown.
A particularly interesting dating has
been suggested for these fragments:
the 2nd century BC, shortly after the
foundation of the settlement (218
BC). The current arrangement of the
two fragments, now correctly joined
together, helped clear up the doubts
about the function of the sculpture –
a part of the front decoration of a
building or an object of worship – in
favour of the first hypothesis.
The well-known mosaics of the
“house of the Labyrinth” were
retrieved during the excavation for
the telephone exchange building in
the area of the demolished church of
S. Giovanni Nuovo.
The mosaics - made with various
techniques and originally located in
four different areas of an aristocratic
house dating back between the late
1st century BC and early 1st century
AD – are placed at the centre of the
exhibition area.
The museum setting helps provide an
idea of the internal structure of a
Roman house while the fresco
fragments found in piazza Marconi
show the high level of refinement
reached by the wall decorations of
these noble residences.
interesse è la ricostruzione della
nicchia centrale del ninfeo (fontana
monumentale) che decorava uno dei
giardini della casa di piazza Marconi
(denominata, appunto, “del Ninfeo”).
Il ninfeo costituisce un lussuoso
arredo, molto di moda nelle case della
popolazione più abbiente nel periodo
compreso tra il I secolo a.C. e il I
secolo d.C., costituito da un fondale
architettonico di grande effetto
scenografico che, spesso, costituiva
l’alloggiamento di statue.
Il ninfeo è decorato da un
rivestimento a mosaico molto
variegato, con motivi geometrici e
vegetali che evocano l’atmosfera del
giardino e il tema dell’acqua, realizzati
con tessere in pietra e blu egizio, con
conchiglie e con frammenti di vetro
colorato.
Al centro della nicchia è stata
collocata la statuetta di Artemide
cacciatrice, anch’essa dallo scavo di
piazza Marconi.
Nelle navate laterali le vetrine
accolgono oggetti relativi ai diversi
aspetti della vita quotidiana, dalla
religiosità al gioco, alla preparazione e
al consumo del cibo, alla cura del
corpo, all’ostentazione del lusso nelle
suppellettili e negli arredi.
La sezione sulle necropoli, allestita
nella cappella Meli, si avvale invece di
materiali di vecchi ritrovamenti: le
zone cimiteriali della città romana,
infatti, corrispondono a zone quali i
“borghi” di Porta Ognissanti e di S.
Ambrogio (secondo la definizione dei
vecchi inventari del Museo),
interessati da interventi edilizi nei
decenni tra la fine del XIX e l’inizio del
XX secolo.
Di particolare importanza, oltre ai resti
di letti in osso lavorato, utilizzati per il
corteo funebre e ritrovati proprio
nella necropoli
di San Lorenzo, la lastra con ritratti
della famiglia degli Arruntii, parte di
un monumento funerario della prima
metà del I secolo d.C.
Another exhibit of particular interest
is the reconstruction of the central
niche of the ninfeo (monumental
fountain) which once decorated the
gardens of the house found in piazza
Marconi (called the house “of the
ninfeo”). The ninfeo is a luxury garden
element that was fashionable in the
houses of wealthier families between
the 1st century BC and the 1st
century AD. It was made of an
architectural background of great
scenic effect, often adorned with
statues.
The ninfeo of piazza Marconi is
decorated with a mosaic
representing geometric and vegetal
motifs that evoke the garden
atmosphere and the theme of water;
the mosaic is made with stone and
Egyptian blue tesserae, shells and
fragments of coloured glass.
At the centre of the niche is the
statue of Artemis the Huntress also
found during the excavations in
piazza Marconi. In the side aisle of the
church are located showcases
containing objects of everyday use
connected with a variety of functions:
religious worship, play, cooking and
eating, body care, luxury objects and
furnishings.
The necropolis section, located in the
Meli Chapel, exhibits materials found
in earlier times. In fact, the Roman
cemetery areas corresponded to the
“suburbs” of Porta Ognissanti and S.
Ambrogio (according to the
definitions contained in the old
museum inventories) which were
largely reconstructed between the
late 19th century and early 20th
century.
Of particular importance are the
remains of worked bone beds used
for funeral processions – found in the
necropolis of S. Lorenzo – as well as
the slab with portraits of the Arruntii
family, part of a funerary monument
dating back to the early 1st century
AD.
29
•
itinerari d’Arte
Museo civico
di Storia Naturale
Civic Museum
of Natural History
Il nucleo originario della sezione
scientifica, come per altre sezioni del
Sistema Museale della Città di
Cremona, è costituito dal lascito di
Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone
(1761-1842), che fu ancor prima che
collesionista un naturalista e
preparatore. Proprio per questo la
collezione è di grande pregio.
A questo primo nucleo si sono
aggiunte, in tempi successivi, altre
donazioni prevalentemente da
naturalisti locali.
Le raccolte scientifiche hanno seguito
le vicissitudini del Museo civico “Ala
Ponzone” fino agli anni ‘50, momento
in cui si decise di trasportarle nella
sede di Palazzo dell’Arte dove veniva
inaugurato, in concomitanza con la
Settimana dei Musei il 30 ottobre
1958, il “rinnovato” Museo civico di
Storia Naturale di Cremona. Infine nel
giugno del 1995, il trasferimento nella
sede presso il Parco del Vecchio
Passeggio. Dall’inizio del 2012 è
tornato nelle sale di Palazzo Affaittati,
già sede della Pinacoteca e dello
Stradivariano. Il percorso proposto è
articolato in sezioni, il cui filo
conduttore è rappresentato dalla
trasformazione delle funzioni, da
collezione naturalistica “a profitto
degli studiosi di questa città”, a
istituzione che oggi si occupa della
conoscenza e della conservazione del
proprio territorio, maturata nel corso
del tempo dal museo. Il percorso
inizia quindi con la sezione storica
(costituita prevalentemente dal
nucleo originario Ala Ponzone),
prosegue con un passaggio
sistematico attraverso le singole
discipline (mineralogia, petrografia,
paleontologia e zoologia, con sezione
botanica nel parco), per arrivare alla
lettura del nostro territorio.
L’ambiente naturale ed in particolare
quello urbano permettono di
Like other sections of Cremona’s City
Museum Network, the original group
of exhibits of the scientific section is
represented by the Ala Ponzone
donation. This is an aspect of
particular interest and value since
Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone
(1761 – 1842), beside being a
collector, was a naturalist and
preparer in the first place. Eventually,
the Museum was enriched by other
smaller collections, mainly donated by
local naturalists. The scientific
collections were included in the Civic
Museum of Cremona until the 1950s
when they were moved in Palazzo
dell’Arte on the occasion of the
opening, on 30th October 1958, of the
“renovated” Civic Museum of Natural
History. Then, in 1995 the Museum
was moved in the current location in
the “Parco del Vecchio Passeggio”. The
visit itinerary is divided into various
sections developing a common
theme: the change of function of the
Museum from naturalistic collection
“for the benefit of local scholars” to
institution which currently focuses on
the knowledge and preservation of its
territory. The itinerary begins with the
history section (mainly represented
by the Ala Ponzone donation) and
continues with sections illustrating
each discipline (mineralogy,
petrography, paleontology, zoology,
and a botanic section in the park) so
that the visitors may be provided a
key to understanding the local
territory. Through the knowledge of
the natural and, in particular, the
urban environment, two issues of
great topical interest can be applied
to the local situation: an innovative
representation of the “city upside
down” and, at the end of the itinerary,
a reflection on biodiversity
preservation. Two rooms of the
Museum also exhibit the furniture of
• 30
introdurre due temi di grande
attualità applicati alla situazione
locale: una innovativa
rappresentazione della “città sotto
sopra” e, a chiudere il percorso, una
riflessione sulla conservazione della
biodiversità.
Presso il museo sono inoltre allestite
due sale nelle quali vengono
presentati gli arredi di tre antiche
farmacie storiche. Due provengono
dalla città di Cremona: la Farmacia
Comunale n° 7, prima situata in via
Robolotti e successivamente trasferita
in via Manzoni, e la Farmacia
Comunale n° 6 che sorgeva in via XX
Settembre prima di trasferirsi in
piazza IV Novembre.
Vi è poi la settecentesca Farmacia
“Erba” di Soncino, donata dal dottor
Tito Erba.
three ancient Cremonese pharmacies.
Two of them were located in the city
of Cremona: the Municipal Pharmacy
no. 7, first located in via Robolotti and
later moved in via Manzoni, and the
Municipal Pharmacy no. 6, originally in
via XX Settembre and later moved in
piazza IV Novembre. The last one is
the “Farmacia Erba” of Soncino, a 18th
century pharmacy that, thanks to
doctor Tito Erba, enriched the first
group of historical pharmacies of the
city. After a series of changes of
property, the furniture, dating back to
the 18th century, was purchased by
doctor Enrico Erba; his family
continued to run the pharmacy until
1995.
31
•
itinerari d’Arte
Viaggio alla scoperta
della grande liuteria
Art of violin making
La piazza è la stessa: il Palazzo
Comunale, la Cattedrale, il Torrazzo
alla cui sommità riluce la sfera dorata,
il Battistero e la Loggia dei Militi.
Così come l’ammiriamo oggi appariva
agli occhi di Andrea Amati, primo fra i
liutai cremonesi nel Cinquecento, e ad
Antonio Stradivari quasi duecento
anni più tardi. Il Torrazzo svetta come
allora sulla piazza, punto di
riferimento per chi giungeva o si
avvicinava alla città proveniente da
sud o da nord.
Ed è qui vicino, nelle sale di Palazzo
Comunale, sede della municipalità,
che è possibile ammirare i violini, le
viole e i violoncelli costruiti dagli
artefici cremonesi nel corso di due
secoli di grande produzione liutaria.
Proprio dalle mura medioevali del più
importante edificio cittadino inizia il
nostro percorso alla scoperta dei
luoghi della liuteria.
The square has remained the same:
the Palazzo Comunale, the Cathedral,
the Torrazzo, on top of which shines
the gold sphere the Baptistery and the
Loggia dei Militi.
This is how the place appeared in the
16th century to Andrea Amati, the first
Cremonese violin maker, and to
Antonio Stradivari about one hundred
years later - exactly as we see it today.
The Torrazzo still towers over the
square as in those times, a reference
point for those who reached the city
from North or South.
And very close from here, in the halls
of the Palazzo Comunale, seat of the
Municipality, we can admire the
violins, violas and cellos made by
Cremonese masters during two
centuries of great violin making
tradition. It is exactly from the
medieval walls of the most important
town building that our discovery of
the sites related to Cremonese violin
making begins.
Gli Archi di Palazzo
Comunale
Visitando la Collezione civica “Gli
Archi di Palazzo Comunale”
ripercorriamo le vicende di questa
straordinaria tradizione cittadina
intrecciando la storia degli strumenti
con la grande storia dell’Europa: dal
Rinascimento fino a giungere alla fine
del Settecento, ai tempi quindi, della
rivoluzione illuminista. L’ampio e
maestoso scalone di Palazzo
Comunale ci conduce nella sala dove
sono esposti strumenti preziosissimi.
La salita è lenta, lo scalone
monumentale e ripido impone un
passo prudente e sicuro, un incedere
che dobbiamo pensare solenne. Prima
di intraprendere la salita
soffermiamoci a guardare la statua di
Antonio Stradivari recentemente
• 32
String of Town Hall
The visit to the collection “Gli archi di
Palazzo Comunale” (The Strings of
Palazzo Comunale) allows us to
retrace the main events of this
extraordinary tradition by entwining
the history of musical instruments
with important European historical
events: from the Renaissance to the
end of the 18th century, the time of the
Enlightenment revolution.
The ample and majestic staircase of
the Palazzo Comunale leads us to the
hall were these most precious
instruments are exhibited. We need to
ascend slowly as the steep
monumental staircase requires a
careful and steady pace we may think
of as solemn. Before starting the climb,
itinerari d’Arte
collocata nel cortile Federico II del
Palazzo Comunale e realizzata dallo
scultore cremonese Gianfranco Paulli.
La visione degli strumenti farà
pensare al lavoro di esperti maestri
artigiani a cui va riconosciuto il merito
di avere realizzato opere che, per la
loro straordinaria capacità di vibrare e
fare musica, sono ancora oggi
oggetto di desiderio dei più affermati
solisti. Sollecitato dalla visione degli
strumenti, il pensiero andrà anche alla
grande storia: saremo trascinati nelle
gesta d’Europa, riporteremo alla luce
vicende tristi e felici. Insomma,
strumenti musicali che portano i
segni della storia della musica e nel
contempo del destino del nostro
continente. L’ingresso attraverso la
piccola porta apre la nostra vista alla
sala degli strumenti; numerose vetrine
ci attendono, in ognuna è custodito
un documento storico: diversi violini,
una viola e un violoncello.
Iniziamo dalle origini: risaliamo a
quell’Andrea Amati capostipite della
prima famiglia di liutai cremonesi.
Non richiederà molto tempo
raggiungere la vetrina in cui è
esposto il violino, chiamato il Carlo IX,
costruito alla metà del XVI secolo
circa. Massima attenzione. Stiamo
guardando uno dei primi strumenti
con tutte le caratteristiche strutturali
del violino. Il violino di Andrea Amati,
si può ben dire, è testimonianza del
punto di arrivo di un’evoluzione che
nel campo degli strumenti ad arco si è
protratta per buona parte del XVI
secolo. Esso rappresenta, quindi,
l’approdo finale di una lunga e
faticosa ricerca.
Andrea definisce e trasmette alla
storia lo strumento violino: così come
lui l’ha concepito è consegnato alle
generazioni future. Ma all’occhio
attento del visitatore non sfuggiranno
alcuni dettagli riconoscibili sullo
strumento. E se la scoperta non è
immediata si consiglia di soffermarsi e
aguzzare la vista. Dopo un
• 34
we can linger over the statue of
Antonio Stradivari sculpted by the
Cremonese Gianfranco Paulli and
recently placed in the courtyard
Federico II of the Palazzo Comunale.
The collection will recall the work of
skillful master craftsmen who made
for making instruments which, thanks
to their amazing capability to vibrate
and create music, are sought after by
the most famous soloists still today;
when we see these works, we will also
think of History: we will bring back to
life the past milestones of Europe and
call back to mind the triumphant and
sorrowful events in the history of our
continent. In a word, these
instruments carry the traces of the
history of music as well as of the
destiny of our continent.
A small entrance door reveals the
exhibition room. Several glass cases,
each one containing a historical
object, await us: a few violins, one viola
and a cello. We go back to the origins to Andrea Amati, forefather of the first
family of Cremonese violin makers. We
will quickly reach the case enclosing
his violin, known as Carlo IX, built
around the mid 16th century.
We need to examine it closely. This is
one of the first instruments with all
the structural elements of a violin. The
violin by Andrea Amati can
legitimately be considered as the
achievement of an evolution in the
construction of stringed instruments
which went on for most of the 16th
century. It thus represents the
completion of a long and hardworking period of research.
Andrea therefore defines and passes
down to history “the violin”: the
instrument is passed on to future
generations exactly as he conceived it.
But the attentive visitor will not fail to
notice some details on the instrument,
and if the detection is not immediate
we suggest to linger and take a closer
look. After a deeper examination, a
few traces of decorations on the rear
approfondito esame non potranno
passare inosservate alcune tracce di
decorazioni presenti nella parte
posteriore della cassa armonica quella che più propriamente viene
chiamata fondo - e sul dorso della
testa, quella raffinata voluta dove le
corde vengono accordate attraverso il
lavoro di quattro piroli. Ma c’è di più:
guardando lo strumento di profilo si
possono scorgere delle lettere dorate;
l’invito è a cercare quella lettera K
sormontata da una corona visibile nel
fianco: si trova in quella fascia
corrispondente alla rientranza
centrale che tanto ricorda i fianchi di
un corpo femminile. Sono le tracce
degli stemmi della corte di Francia a
quell’epoca retta dal giovane sovrano
francese figlio di Caterina de’ Medici.
Ma altri indizi ci svelano l’identità del
committente: Pietate et Iustitia era il
suo motto. Ecco che sulle fasce dello
strumento distinguiamo alcune
lettere, le sole sopravvissute al tempo
e all’uso dello strumento: sono i resti
di quella massima latina. Sul fondo,
oltre allo stemma con le armi di Carlo
IX collocato al centro, si intravedono
tracce di figure femminili, allegorie
della pietà e della giustizia.
Il Carlo IX nasce come componente di
un’intera orchestra di strumenti ad
arco ordinati dalla corte di Francia
dopo la metà del Cinquecento. Altri
strumenti sono conservati presso
l’Ashmolean Museum di Oxford, a
Carlisle in Scozia ed infine al National
Musical Museum di Vermillion Sud
Dakota negli Stati Uniti.
Seguendo l’ordine cronologico, a cui
ci siamo affidati in questa visita ai
capolavori della liuteria cremonese, ci
spostiamo davanti alla vetrina in cui è
conservata la viola contralto Stauffer
del 1615, lo strumento cremonese più
antico di questa taglia, per poi passare
al violino Hammerle (1658).
Questi strumenti delineano un
quadro dell’evoluzione compiutasi
part of the sound board – technically
called the back plate - and of the peg
box, the refined volute where the
strings are tuned by means of four
pegs, will surely be noticed.
Furthermore, it is possible to make out
some gilded letters by observing the
instrument sideways: we suggest to
look for a letter K surmounted by a
crown which is visible on the rib of the
middle section known as the waist,
because of its resemblance to the
waist of a female body. These are the
traces of the coat of arms of France,
which at that time was ruled by the
young son of Caterina de’ Medici.
Other clues reveal the identity of the
commissioner: Pietate et Iustitia was
his motto. On the bouts of the
instrument we can see some letters,
the few of them which have survived
time and use: the remains of this Latin
adage. On the back plate, in addition
to Charles IX’s coat of arms placed at
the centre, it is still possible to see a
few traces of female figures allegories of piety and justice.
The Charles IX was one of the
elements of a complete stringed
instrument orchestra commissioned
by the court of France in the second
half of the 16th century. Other
instruments are stored in the
Ashmolean Museum of Oxford as well
as in Carlisle, Scotland, and in the
National Musical Museum of Vermillio,
South Dakota, US.A.
Our visit to the masterpieces of
Cremonese violin making continues in
chronological order and leads us to
the case where the Stauffer alto viola
made in 1615 is preserved, the oldest
Cremonese instrument built in this
size, and then to the Hammerle of
1658 violin. These instruments
illustrate the evolution of the Amati
family’s work. The viola bears an
original label with the names of both
Antonio and Girolamo, though in
1615, the year of its construction, only
35
•
all’interno della famiglia Amati. La
viola porta un’etichetta originale con
la ragion cantante di Antonio e
Gerolamo benché l’anno di
costruzione, il 1615, veda attivo solo il
Gerolamo Amati. Infatti Antonio morì
nel 1607. Con il passare del tempo gli
strumenti perdono quegli aspetti
impropriamente definiti arcaici, che si
riscontrano nel lavoro di Andrea pensiamo soprattutto ai fori di
risonanza - per giungere alle linee e
alle dimensioni caratteristiche del
violino moderno. Questi tre strumenti
ci introducono alla liuteria cremonese
attraverso gli artefici della famiglia
Amati, la prima illustre dinastia di
artigiani. Come detto, Nicolò Amati
segnerà tutta la liuteria a lui
contemporanea ma non indifferente
sarà la sua influenza anche sulla
produzione di strumenti cremonesi
nei decenni successivi.
Per comprendere il ruolo decisivo di
Nicolò basta evocare la figura di
Andrea Guarneri (1666-1740),
capostipite della famiglia, che si
formò nella sua bottega, così come
menzionare i liutai della casata dei
Ruggeri e buon ultimo Antonio
Stradivari. Se del più grande liutaio
cremonese di sempre non è
documentata la presenza nella
bottega di Nicolò, come d’altronde
accade anche per Andrea Guarneri, è
però evidente quanto i suoi lavori
giovanili risentano di quella lezione:
un esempio su tutti, il violino Clisbee
del 1669, considerato espressione del
periodo amatisé di Antonio.
Non dobbiamo dimenticare che nella
bottega di Nicolò si formarono anche
altri liutai che, una volta abbandonata
la città del Torrazzo, inizieranno una
fiorente attività in altri importanti
centri del nord del paese. In questi
anni la città di Cremona vanta la
presenza di ben quattro famiglie di
illustri liutai: gli Amati che, dopo la
morte di Nicolò nel 1684, sono
presenti nella persona di suo figlio
Girolamo was active: Antonio had in
fact died in 1607. The Amati
instruments progressively lost the
features of Andrea’s work that are
improperly defined archaic – the
soundholes, above all – and acquired
the lines and dimensions which
characterize a modern violin. These
three instruments introduce us to
Cremonese violin making through the
work of the Amati family, the first
eminent lineage of craftsmen. Nicolò
Amati would influence violin making
in his times but his instruments would
be also highly influential on local
manufacturing during the following
decades. In order to understand the
crucial role of Nicolò we must refer to
the figure of Andrea Guarneri (16661740), the first craftsman of his family,
who was an apprentice in Nicolò’s
workshop, and also to the violin
makers of the Ruggeri lineage and, of
course, Antonio Stradivari.
Although the presence of the greatest
Cremonese luthier in Nicolò’s
workshop is not attested – and this is
also the case for Andrea Guarneri – his
earliest instruments were clearly
marked by that model: a significant
example is the Cleesbe violin made in
1669 which is considered to be an
expression of the amatisé stage of
Antonio’s production. We also need to
mention that some other violin
makers who took their apprenticeship
in Nicolò’s workshop left the city to
begin their prosperous activity in
other important centres in Northern
Italy. In those years, Cremona could
boast the presence of four families of
celebrated violin makers: the Amati,
who after the death of Nicolò in 1684
were represented by his son Girolamo
who inherited, with limited success, his
father’s activity; then the Guarneri, the
Ruggeri and finally the first of the
Stradivari which was later to
overshadow all the other masters,
Antonio. This period is represented in
the collection with some important
37
•
itinerari d’Arte
Gerolamo, che ereditò con scarsa
fortuna l’attività paterna, i Guarneri, i
Ruggeri ed infine il primo degli
Stradivari destinato ad oscurare tutti
gli altri, Antonio.
Di questo periodo la collezione
presenta alcune testimonianze
significative nello strumento del 1689
di Giuseppe Guarneri (1666-1740),
figlio di Andrea, e nel violino, in
prestito temporaneo, di Francesco
Ruggeri. Quest’ultimo, detto il Per e
costruito nel 1675, esibisce una chiara
influenza della lezione di Nicolò.
Un classico esempio dei primi lavori di
Antonio Stradivari, in cui è possibile
ravvisare il modello di Andrea Amati,
è rappresentato dal Clisbee del 1669,
costruito pochi anni dopo l’Hammerle.
Lo strumento, donato alla città di
Cremona dai coniugi Evelyn e Herbert
Axelrod, costituisce insieme al violino
di Francesco Ruggeri del 1675, al
violino Quarestani opera di Giuseppe
Guarneri, detto filius Andreae, e
all’Hammerle un quartetto di violini
che consideriamo altamente
rappresentativi di un grande fervore
della liuteria cremonese.
Come abbiamo visto siamo nella
seconda metà del XVII secolo quando
Cremona vedeva attive sul suolo
cittadino ben quattro famiglie di
liutai. Del Clisbee abbiamo detto, ora
passiamo al violino Quarestani: questo
strumento, del 1689 e acquisito dalla
città nel 2003, presenta purtroppo fori
armonici che, essendo stati allargati in
epoca passata, non esibiscono più il
tratto peculiare del lavoro di
Giuseppe Guarneri ben evidente,
invece, nell’intaglio del riccio. È giunto
ora il momento di concentrarci su tre
straordinarie opere di Antonio
Stradivari che presenteremo in
quest’ordine: il violoncello Cristiani
oggi Stauffer, i violini Cremonese 1715
e Vesuvius. Se il Seicento è così ben
rappresentato, con almeno uno
strumento uscito dalle botteghe delle
celebri famiglie presenti in città, non
• 38
exemplars: an instrument made in
1689 by Giuseppe Guarneri (16661740), son of Andrea, and a violin built
by Francesco Ruggeri, currently on
temporary loan. The latter, known as
“the Per” and dating back to 1675,
clearly shows the influence of Nicolò.
The Clisbee of 1699 is a typical
example of an early work by Antonio
Stradivari in which it is possible to
recognize Andrea Amati’s model. This
instrument was built a few years after
the Hammerle and donated by Evelyn
and Herbert Axelrod to the city of
Cremona. Together with the violin
made in 1675 by Francesco Ruggeri,
the Quarestani by Giuseppe Guarneri
called “filius Andreae”, as well as the
Hammerle, the Clisbee is included in a
group of four violins which are
considered highly representative of a
great period of fervor for Cremonese
violin making: as we have seen, we are
in the second half of the 17th century,
when Cremona counted as many as
four families of violin makers.
Next we reach the Quarestani;
unfortunately, the original soundholes
of this violin, dating back to 1689 and
acquired by the Municipality in 2003,
were later enlarged and thus the
instrument no longer shows a
distinguishing feature of Giuseppe
Guarneri’s work, which on the contrary
is clearly visible in the scroll’s carving
work. It is now time to concentrate on
three impressive works by Antonio
Stradivari, in the following order: the
Cristiani cello, currently known as the
Stauffer, then the Cremonese 1715
violin and finally the Vesuvius. If the
17th century is well-represented by at
least one instrument built in the
workshop of each renowned local
family of violin makers, the same
cannot be said for the production of
the following century: the scene
would radically change as in the 1700s
the artistic path of the Amati and
Ruggeri families will come to an end.
Thus the first part of this century
si può dire lo stesso del secolo
successivo: la situazione cambierà
radicalmente perché, ricordiamolo fin
da subito, il Settecento vedrà la fine
della parabola artistica delle famiglie
Amati e Ruggeri. Così la prima metà
del secolo sarà dominata in modo
inequivocabile dalle figure di Antonio
Stradivari e di Guarneri del Gesù
(1698-1744), figlio di Giuseppe, senza
naturalmente dimenticare Carlo
Bergonzi (1686-1747).
In pochi anni, a partire dal 1737, anno
della scomparsa di Antonio Stradivari,
tutti i grandi artefici della tradizione
liutaria cremonese usciranno di scena
e dopo di loro nessuno in città sarà
capace di dare continuità e futuro
all’arte di fare strumenti. Il Settecento
si apre con un grande capolavoro: il
violoncello ex Cristiani oggi Stauffer
costruito da Antonio Stradivari nel
1700. E’ entrato a far parte della
collezione “Gli Archi di Palazzo
Comunale” nel 2005, acquistato dalla
Fondazione Walter Stauffer.
La peculiarità di questo strumento
risiede nelle dimensioni poiché, come
hanno notato gli studiosi, il Cristiani è
più piccolo rispetto ai violoncelli
realizzati in precedenza. Questa
diversità si deve al tentativo, messo in
atto da Stradivari, di renderlo più
agevole per l’esecutore.
Sempre di Antonio Stradivari è lo
straordinario violino, il Cremonese
1715, vero e proprio emblema della
città che si presenta agli occhi del
visitatore in condizioni davvero
eccezionali. E’ stato acquisito dalla
città di Cremona nel 1961, quando era
conosciuto con il nome di un grande
violinista tedesco, Joseph Joachim,
che lo aveva avuto in dono in
occasione del suo giubileo.
La visita al Museo Stradivariano
consentirà di vedere la forma in legno
di noce con la quale venne costruito.
Procedendo ci imbattiamo in un altro
capolavoro del liutaio per
antonomasia: il Vesuvius, realizzato nel
would definitely be dominated by the
figures of Antonio Stradivari and
Guarneri del Gesù (1698-1744), son of
Giuseppe, and of course by Carlo
Bergonzi (1686-1747). From 1737, in
just a few years, the great masters who
established the Cremonese violin
making tradition would leave the
scene and after them, no other maker
would succeed in giving continuity
and future prospects to the art of
instrument making in the city.
At the very beginning of the 18th
century, a great instrument was built:
the ex Cristiani cello, currently named
Stauffer, made by Stradivari in the year
1700. Since 2005, when it was
purchased by the Walter Stauffer
Foundation, it has been included in
the collection “Gli archi di Palazzo
Comunale”. The distinctive feature of
this instrument lies in its dimension:
the Cristiani is in fact smaller than
Stradivari’s earlier works, as music
historians have pointed out. This is
due to the master’s attempt to build
an instrument which would be easier
to handle for the performer.
Our journey among 18th-century
instruments continues with another
work by Antonio Stradivari: the
extraordinary Cremonese 1715 violin, a
symbol of the city itself appearing to
the observer in excellent conditions of
preservation. It was acquired by the
city of Cremona in 1961 and at that
time it was named after Joseph
Joachim, a great German violinist, who
had been donated with the
instrument on the occasion of the
Jubilee celebration. A visit to the
Stradivari Museum will provide the
opportunity to see the walnut wood
mould which was used by the great
Cremonese violin maker to build this
outstanding instrument.
We proceed and find another
masterpiece of the violin maker par
excellence: the Vesuvius, made in 1727
during the period of full maturity of
the master’s activity. In 2005 the
39
•
itinerari d’Arte
1727, nel periodo in cui l’attività di
Stradivari ha raggiunto la piena
maturità. Questo strumento ritorna
nel 2005 nel luogo in cui è stato
costruito per volontà del violinista e
compositore Remo Lauricella. Da
allora è esposto nella collezione.
Dopo Antonio Stradivari possiamo
ammirare un violino dell’altro grande
artefice della liuteria cremonese del
Settecento: Guarneri del Gesù. Lo
strumento, datato 1734 e conosciuto
oggi come Stauffer, proprio perché fu
acquistato nel 1980 dalla Fondazione
intitolata al mecenate svizzero Walter
Stauffer che oggi risulta proprietaria
di ben quattro strumenti esposti: oltre
al violino di Guarneri del Gesù, la viola
Amati del 1615, il violoncello ex
Cristiani del 1700 ed infine il violino di
Enrico Ceruti (1808-83) che
incontreremo fra poco. L’ultimo liutaio
della famiglia Guarneri, di cui si
conoscono non più di centocinquanta
strumenti, rappresenta certamente
l’altro grande protagonista
cremonese; apprezzato dai migliori
solisti di tutti i tempi deve la sua
fortuna anche a Niccolò Paganini che
suonò per lungo tempo un suo
violino, lascianolo poi in dono alla
città di Genova e che il celebre
musicista amava chiamare
“il mio violino cannone”.
Il nostro incontro con i liutai
cremonesi si chiude con il violino di
Enrico Ceruti del 1868. Sono dunque
trascorsi più di cento anni dall’opera
di Guarneri del Gesù. Oltre un secolo
che ha visto lavorare in città senza
grosse fortune prima i figli di Carlo
Bergonzi, poi Enrico Rota, Giovanni
Battista Storioni e la famiglia Ceruti.
Il violino di Enrico Ceruti, acquistato
nel 2003 dalla Fondazione Walter
Stauffer, costituisce un importante
documento della liuteria cremonese
sul finire del XIX secolo in ragione
delle sue eccezionali condizioni.
Conclude la collezione il violino di
Simone Fernando Sacconi (1895-
• 40
instrument was brought back to the
place of its construction upon the
request of the violinist and composer
Remo Lauricella; it has been exhibited
in this collection since then.
After this Stradivari we can admire a
work by the other great master of 18thcentury Cremonese violin making,
Guarneri del Gesù. This instrument,
dated 1734 and known as the Stauffer,
was in fact purchased in 1980 by the
Walter Stauffer Foundation which at
present owns four of the instruments
here displayed: in addition to the
violin by Guarneri del Gesù, the viola
by Amati dated 1615, the ex Cristiani
cello dated 1700 and finally the violin
made by Enrico Ceruti (1808-1883)
which we will shortly see.
The last violin maker of the Guarneri
family, of whom we know no more
than 150 instruments, is undoubtedly
the other protagonist of the
Cremonese scene: appreciated by
great soloists of all times, much of its
celebrity is owned to Niccolò Paganini
who played one of violins for many
years and then donated it to the city
of Genoa. The famous performer used
to refer to this instrument
affectionately as “il mio violino
cannone”. Our exploration of
Cremonese violin makers ends with
the violin made by Enrico Ceruti in
1868: more than a hundred years had
passed since the time of Guarneri, a
period during which the sons of Carlo
Bergonzi first, and later Enrico Rota,
Giovanni Battista Storioni and the
Ceruti family worked in Cremona with
scant success. The instrument made
by Enrico, purchased in 2003 by the
Walter Stauffer Foundation, is an
important document of violin making
in Cremona in the late 19th century
due to its exceptional preservation
conditions. We have reached the last
instrument to be presented: the violin
made by Simone Fernando Sacconi
(1895-1973), a faithful reproduction of
the inlaid violin Hellier built in 1679 by
1973), copia fedele dello strumento
intarsiato Hellier del 1679 di Antonio
Stradivari. All’interno della collezione
si è voluto rendere omaggio
all’autore: grande restauratore che nel
corso del Novecento si è distinto nello
studio degli strumenti di Stradivari
lasciando in eredità a tutti noi quel
testo intitolato I segreti di Stradivari,
ancora oggi fonte insostituibile per
studiosi e liutai. Collocare il violiono
Sacconi tra i giganti della liuteria
cremonese è un modo per esprimere
un riconoscimento allo studioso ma
anche ad uno dei promotori della
rinascita dell’arte di Stradivari.
Attraverso la vecchia città
Terminata la visita alla collezione degli
strumenti ad arco ed usciti da Palazzo
Comunale ci si ritrova di fronte alla
bianca facciata della Cattedrale e alla
sua sinistra il Torrazzo. Assaliti dal
dubbio e indecisi se intraprendere
l’ascesa sulla torre che domina la città
o continuare il nostro viaggio nella
tradizione liutaria cremonese noi,
naturalmente, non abbiamo alcun
ripensamento e proseguiamo con
decisione. Ma prima è opportuna una
breve sosta presso la sede dello IAT
(Informazione Accoglienza Turistica)
collocata sotto i portici di Palazzo
Comunale; qui, oltre ad ottenere tutte
le informazioni utili per trascorrere un
piacevole soggiorno e scoprire le
opportunità che la città e il suo
territorio offrono, è possibile
ammirare le scaffalature e gli arredi di
quella che tempo fa era una farmacia
al servizio dei cremonesi.
A sinistra del Torrazzo imbocchiamo
via Solferino: percorrendola rimarrete
colpiti dalle numerose vetrine di
negozi storici che offrono con grande
generosità le migliori specialità
cremonesi. Nel 1536 la nostra via
Solferino era conosciuta con il nome
di contrada de le Becharie per la
presenza di numerose beccherie o
Antonio Stradivari. The presence of
this work in this collection of historical
Cremonese instruments is a homage
to his author - a great restorer who
during the last century distinguished
himself in researching the work of
Stradivari and left his book The secrets
of Stradivari which still today is a
unique source for anyone seeking a
thorough knowledge of the Antonio
Stradivari technique. Placing his
instrument side by side with the great
protagonists of the history of violin
making is a way of recognizing his
value as researcher but also as a
pioneer of the renaissance of
Cremonese violin making.
Walking throught
the old city
Our visit to the collection of stringed
instruments has come to an end;
outside Palazzo Comunale we find
again the white façade of the
Cathedral, and the Torrazzo on its left.
Undecided for a moment whether we
should start our climb of the tall tower
which dominates the city, or continue
our journey of the local violin making
tradition, with no second thought we
proceed toward the sites where the
great masters lived. Before resuming
our visit, it is worth stopping for a
while at the IAT centre (Tourist
Reception and Information) located
under the portico of the Palazzo
Comunale; here we will find useful
information for an enjoyable stay and
discover all the attractions offered by
the city and its territory, but we will
also have the chance to admire the
shelves and furniture of the old
chemist’s shop which formerly existed
on the premises. At the left of the
Torrazzo we take via Solferino and
marvel at the windows of historical
shops which offer a profusion of the
best Cremonese food specialties. In
1536 via Solferino was known with the
name of contrada de le Becharie due to
41
•
itinerari d’Arte
macellerie oltre che di svariate
drapperie; è proprio in questa via che
Paolo Stradivari, figlio di Antonio,
svolse attività commerciali associato
al mercante Lorenzo Berzio anche
grazie al patrimonio del padre.
Dal 1560 il nome muta in Becharie
vecchie: così veniva chiamata dai liutai
cremonesi, da Andrea Amati a Carlo
Bergonzi, che la percorrevano per
giungere nella piazza Maggiore,
l’attuale piazza del Comune, e recarsi
in Cattedrale per partecipare ai riti
religiosi o assistere alle grandi feste
che si tenevano sulla piazza.
Il nome fu conservato fino al 1908
quando si decise di sostituirlo con
l’attuale. La via ha conservato
l’originaria identità commerciale
anche se nel corso dei secoli le
beccherie hanno lasciato spazio ad
altre attività tanto che nel 1865 il
Maisen così la descriveva: «la più
animata e mercantile via della città;
quivi negozi in bello ordine disposti,
non cedendo al lusso delle città capitali
rispondono a tutte le esigenze e
comodità della vita». Qui troviamo uno
dei negozi storici della città,
sicuramente il più antico della strada:
Sperlari, dove dolci, vini e liquori di
qualità soddisfano i palati più fini. Un
negozio che merita una visita anche
solo per ammirare gli splendidi arredi
ottocenteschi. Uscendo da via
Solferino, che preferiamo chiamare, in
ricordo dei nostri liutai, via Becharie
vecchie, ci ritroviamo in piazza Roma
dove la città è profondamente
cambiata: gli occhi dei nostri artigiani
non hanno certamente visto i giardini
pubblici che abbelliscono l’attuale
piazza e nemmeno la Galleria XXV
Aprile sulla sinistra. A quell’epoca,
infatti, al posto dei giardini sorgeva il
complesso di S. Domenico costituito
dalla basilica e dal convento. La chiesa
costruita nei primi anni del XIV secolo,
da frati predicatori, era per dimensioni
una seconda cattedrale e la sua torre
quadrata si innalzava per ben
• 42
the presence of several “beccherie” butcher’s shops -as well as various
draper’s shops; and it was in this street
that Paolo Stradivari, son of Antonio,
had carried out his commercial
activities together with the merchant
Lorenzo Berzio and partially thanks to
his father’s patrimony. In 1560 the
street name changed into Becharie
vecchie; this is how it was called by the
Cremonese violin makers, from the
time of Andrea Amati to that of Carlo
Bergonzi who used to walk along this
street to reach Piazza Maggiore, the
present-day Piazza del Comune, and
attend masses in the Cathedral or
watch the festivities that were held in
the square. The street maintained this
name until 1908 when it was replaced
with its current one. It has preserved
its original commercial identity even
though during the centuries the
butcher’s shops were replaced by
other commercial activities; in 1865 it
was even described by Maisen «the
liveliest and most mercantile street of
the city; here the shops are neatly
arranged and do not yield to the
luxury of the capitals but nonetheless
they meet all requirements and
necessities of life». Here we find one of
the historical shops of the city,
undoubtedly the most ancient shop
on this road: Sperlari, whose sweets,
wines and spirits can satisfy even the
most demanding connoisseur, a shop
which is worth a visit even if it is only
to admire its beautiful 19th-century
furniture. At the end of via Solferino,
which we might want to call via
Becharie vecchie in remembrance of its
violin makers, we find Piazza Roma, a
place which has radically changed
since their times: these craftsmen
definitely did not see the public
garden which embellishes the square
nowadays neither the Galleria XXV
Aprile, which is clearly visible on the
left. At that time, in fact, the complex
of S. Domenico including a basilica
and an annexed convent rose in the
itinerari d’Arte
sessanta metri. Il complesso fu
demolito negli anni 1868-69 dopo la
trasformazione del convento in
caserma. Per avere un’idea dell’antico
splendore del complesso domenicano
vi consigliamo, durante la visita al
Museo Civico, di soffermarvi in sala
San Domenico dove è conservato un
consistente gruppo di dipinti
provenienti dall’omonima chiesa: una
vera antologia della pittura
cremonese con capolavori di:
Giuseppe e Panfilo Nuvolone,
Bernardino, Giulio ed Antonio Campi,
Tommaso Aleni, Camillo Boccaccino.
Ma questa storia è raccontata nella
sezione della guida dedicata al Museo
Civico. Torniamo quindi al nostro
tragitto sulle orme dei celebri liutai.
Il quartiere dei liutai
Lasciando via Solferino, scusate via
Becharie vecchie, al tempo dei nostri ci
saremmo trovati di fronte un
panorama ben diverso: lo sguardo
avrebbe incontrato l’imponente
abside della basilica di S. Domenico.
Allo stesso modo, svoltando a sinistra
in direzione dell’attuale Galleria XXV
Aprile e percorrendo il breve tratto
dell’odierna piazza Roma e dell’allora
contrada di S. Domenico, saremmo
giunti nella piazza antistante la
facciata della basilica. Ecco che ci
troviamo esattamente nel piazzolo di
S. Domenico: le spalle rivolte alla
basilica e di fronte a noi la Galleria
XXV Aprile. Ma per respirare
l’atmosfera di allora dobbiamo
rimettere a posto le cose. Di fronte
alla basilica non sorgeva la galleria,
bensì l’isola di liutai: quartiere dove
hanno abitato e lavorato per oltre due
secoli generazioni di liutai: da Andrea
Amati e la sua famiglia a Carlo
Bergonzi, passando per Antonio
Stradivari, la famiglia Guarneri e
probabilmente i Ruggeri.
Proprio di fronte all’ingresso della
chiesa di S. Domenico, fino al 1880,
• 44
place of the public garden. The
church, built in the early 14th century
by friar preachers, was a second
cathedral due to its dimensions and
had a square-based tower of as much
as 60 metres in height. The complex
was demolished in 1868-69 after the
convent had been converted into
barracks. If you visit the Civic Museum,
we suggest taking a look around the
room dedicated to the church of S.
Domenico where a substantial group
of paintings once located in this
church are kept, so as to get an idea of
its past beauty. This room houses a
true anthology of Cremonese painting
including works by artists such as
Giuseppe and Panfilo Nuvolone,
Bernardino, Giulio and Antonio Campi,
Tommaso Aleni, Camillo Boccaccino.
But this is a subject that will be
covered in the chapter dedicated to
the museums. We therefore go back to
our path following the traces of
famous violin makers.
The old violin-maker’s
quarter
If we were in those times, after leaving
via Solferino - that is, via Becharie
vecchie - we would find ourselves in a
completely different setting: we would
be gazing at the massive apse of the
basilica of S. Domenico.
Similarly, taking a left turn towards the
present-day Galleria XXV Aprile and
bordering the current Piazza Roma,
the former quarter of S. Domenico, we
would have reached the square
opening in front of the church’s
façade. Imagine we are exactly in this
square, with the basilica behind us
and in front, the area where the
Galleria XXV Aprile now stands. In
order to plunge back into the
atmosphere of those times, we need
to think that, in the place of the
current Galleria built in the 1930s, the
“isle of violin makers” was, the area
where generations of Cremonese
sorgeva la seconda casa di Stradivari,
anno in cui venne demolita per far
spazio ad un edificio a tre piani; in
seguito, nel 1935, anche quest’ultimo
fu abbattuto con tutto l’isolato per
costruire la galleria. Una targa, situata
a destra dell’ingresso principale e al di
sopra del cartello di color arancione
dei taxi, richiama la nostra attenzione:
su questa superficie marmorea si
legge:
«Qui sorgeva la casa/ dove/ Antonio
Stradivari/ recando a mirabile
perfezione il liuto/ legava alla sua
Cremona/ nome imperituro di artefice
sommo». Allontanandoci
momentaneamente dalla galleria, ci
dirigiamo verso il giardino dove in
un’aiuola si trova la copia della Pietra
tombale di Antonio Stradivari il cui
l’originale è conservato presso il
Museo Civico. Questa venne messa in
salvo durante la demolizione di S.
Domenico. È nella Cappella della
Beata Vergine del Rosario che
Stradivari venne sepolto ed accanto a
lui vennero poi inumati i figli, fra i
quali i liutai Francesco e Omobono, e
la seconda moglie Antonia Maria
Zambelli. A questo punto, giunti di
fronte alla pietra tombale di Antonio
Stradivari, volgendo lo sguardo a
sinistra, siamo attirati da una statua di
un uomo elegante scolpito in
posizione eretta: è il monumento che
la città ha dedicato a futura memoria
ad Amilcare Ponchielli. Dopo aver
soddisfatto queste curiosità
imbocchiamo la galleria e,
mantenendo il lato di destra, ci
troviamo a calpestare quell’area dove
un tempo avremmo potuto
sorprendere al lavoro i grandi liutai
cremonesi: siamo nell’isola dei liutai.
Qui sorgevano la bottega e la casa di
Antonio Stradivari, qui morì la prima
moglie di Antonio il 25 maggio del
1698, Francesca Ferraboschi. In questa
abitazione visse anche con la seconda
moglie, Antonia Maria Zambelli,
sposata nel 1699.
violin makers lived and worked for
over two centuries, from Andrea Amati
and his family to Antonio Stradivari,
the Guarneri family and probably the
Ruggeri, as well as Carlo Bergonzi.
Right in front of the church’s entrance
was the second house of Stradivari,
until in 1880 it was demolished and
replaced by a three-storey building.
Later on, in 1935, this building was
also knocked down as well as the
whole surrounding block of buildings,
and the Galleria was built in its place.
A plaque set on the right side of the
main entrance of the Galleria, above
an orange “taxi” sign, draws our
attention. On this marble surface is the
following inscription: «Qui sorgeva la
casa/ dove/ Antonio Stradivari/ recando
a mirabile perfezione il liuto/ legava alla
sua Cremona/ nome imperituro di
artefice sommo»
(Here was the house/where/Antonio
Stradivari/crafting the lute to
marvellous perfection/tied to his
Cremona/the imperishable name of a
great artisan).
We walk away from the Galleria for a
while and move to the public garden
where, on a flower bed, we find a copy
of Antonio Stradivari’s tombstone, the
original of which is stored in the Civic
Museum. The tombstone was salvaged
during the demolition of the church of
S. Domenico. Stradivari was buried in
the Chapel of the Blessed Virgin of the
Rosary as well as his sons, among
which the violin makers Francesco and
Omobono and his second wife
Antonia Maria Zambelli.
As we reach Antonio Stradivari’s
tombstone, we take a look at our left
and notice the statue of an elegant
man: it is a monument dedicated by
the city in memory of Amilcare
Ponchielli. We then enter the Galleria
and walk along its right side. Here,
back in time, we might have caught a
glimpse of the great Cremonese violin
makers at work, as we are in the “isle
of violin makers”, the reference point
45
•
itinerari d’Arte
Curiosamente tra queste mura, dopo
la sua morte, abitò uno degli ultimi
grandi artigiani cremonesi: Carlo
Bergonzi che vi rimase fino alla morte
nel 1746. Proseguendo la camminata
sotto la galleria e giunti sull’angolo
per poi percorrere via Guarneri del
Gesù, ci troviamo più o meno nel
punto dove, dal 1539 circa, operò la
famiglia Amati a partire da Andrea.
Dietro la casa Amati doveva sorgere
l’abitazione con bottega dei Guarneri:
in posizione più interna, comunicava
attraverso un piccolo cortile con
l’edificio in cui risiedevano gli Amati.
I Guarneri, com’è noto, erano un’altra
illustre famiglia di liutai cremonesi, la
cui attività è documentata a partire
dalla metà del Seicento con Andrea, il
primo della genealogia. Per circa un
secolo rimasero sulla scena della
liuteria cittadina: sarà con la morte di
Guarneri del Gesù che si esaurirà la
loro fama. Dal quadro appena
delineato è facile immaginare quanto
assidui dovessero essere i contatti tra
le famiglie di liutai e quanto frequenti
fossero le occasioni di incontro; si
stabilirono così non solo fecondi
rapporti professionali ma anche stretti
legami personali. È sufficiente
ricordare che Andrea Guarneri, dopo
essere stato familio presso Nicolò
Amati da cui peraltro ha appreso
l’arte di fare strumenti, il giorno in cui
decide di costruirsi una famiglia non
ha nessun dubbio: andrà ad abitare
con la moglie a pochi metri dalla
bottega e dall’abitazione dove aveva
vissuto e si era formato. Oppure si può
portare l’esempio dello stesso Nicolò:
nel 1658 fu padrino al battesimo del
figlio del liutaio Francesco Ruggeri,
Giacinto, destinato a seguire le orme
paterne. Una vita, quella dei nostri,
che scorre in uno spazio molto
ristretto: tra l’isola, la cattedrale e le
parrocchie dei SS. Faustino e Giovita o
di S. Matteo; molti figli da sfamare e
strumenti costruiti con grande
maestria conosciuti nelle corti, dalla
• 46
and core of that art which made the
name of Cremona known all over the
world. Firstly, the workshop and house
of Antonio Stradivari, where his first
wife, Francesca Ferraboschi, died on
May 25th, 1698. Antonio lived in this
house also with his second wife,
Antonia Maria Zambelli, whom he
married in 1699. Curiously, one of the
last great Cremonese craftsmen, Carlo
Bergonzi, later came to live in this
same building until his death in 1746.
We proceed along the Galleria and, at
the street corner with via Guarneri del
Gesù, we find ourselves more or less
on the site where, from 1539 about,
the violin makers of the Amati family
began their activity, Andrea being the
first. Behind the house of the Amati,
the workshop and house of the
Guarneri would rise: it was located
deeper inside the area and was joined
to the building where the Amati lived
by a small courtyard. As we know, the
Guarneri were another illustrious
family of Cremonese violin makers.
Their activity is attested from the mid
17th century starting with Andrea; for
about one century they would remain
on the local violin making scene and,
after the death of Guarneri del Gesù,
their celebrity would come to an end.
As a consequence of their proximity, it
is easy to imagine that the families of
violin makers had regular contacts
and several chances to meet. Fruitful
professional relations thus established
between them as well as close
personal ties. For example, when
Andrea Guarneri, after having been a
familio of Nicolò Amati - from whom
he had learned the art of instrument
making – decided to start his own
family, he had no doubt whatsoever.
He chose to live with his wife just a
few steps away from the workshop
and house where he had lived and
apprenticed. We can mention Nicolò
himself as another case in point. In
1658 he was Godfather to Giacinto
Ruggeri, son of the violin maker
nobiltà e dai musicisti di tutto il
vecchio continente. In questa limitata
porzione di città in cui le loro strade
non potevano che incrociarsi, i grandi
liutai intrecciano rapporti che
sembrano proseguire anche dopo la
morte: basta ricordare che, per quanto
ci è dato conoscere, oltre a Stradivari
nella basilica di S. Domenico
trovarono l’eterno riposo anche
Andrea Amati nel 1577 e Andrea
Guarneri nel 1698. Ma torniamo alla
nostra passeggiata. All’angolo della
galleria, dove vi abbiamo lasciati poco
fa, grazie ad un mosaico in marmo
collocato sulla parete a sinistra di un
piccolo slargo, si può osservare la
pianta dell’antica isola e quella della
nuova galleria ad essa sovrapposta.
Sbuchiamo quindi in via Guarneri del
Gesù, a quel tempo contrada dei
Coltellinari perché qui erano
concentrate le botteghe artigiane dei
fabbricanti di coltelli; contrada dei
Coltellaj era chiamata ancora nel 1871,
ma qualche anno dopo, nel 1873, la
strada venne intitolata alla famiglia
Guarneri. Si giunge all’attuale
denominazione il 28 dicembre del
1960 quando, con delibera del
Consiglio Comunale, la strada viene
dedicata a colui che è considerato il
maggiore artefice della famiglia, per
l’appunto Giuseppe Guarneri del
Gesù. Giunti in fondo alla breve
contrada dei Coltellinari dove i nostri
liutai sulla destra avrebbero
incontrato la chiesa e la parrocchia di
S. Faustino e S. Giovita noi troviamo
invece una moderna farmacia e,
svoltando a destra, imbocchiamo
corso Campi, l’antica contrada
Magistra, oggi dedicata alla celebre
famiglia di pittori cremonesi.
Risalendo il corso, mantenendo la
destra, arriviamo all’inizio di via
Palestro, strada antichissima di non
molto posteriore alla fondazione della
città. Denominata strada S. Vincenzo
nel XV secolo per la presenza
dell’omonima chiesa viene, a partire
Francesco and bound to follow in his
father’s footsteps. These violin makers
led their lives within a very restricted
area; the “isle”, the cathedral and the
parishes of S. Faustino and Giovita or
S. Matteo. Many children to feed and
instruments to make with extreme
skill, which were widely known in the
milieu of courts and nobility as well as
by musicians of the old continent. In
this small part of the city in which
their paths were bound to meet, the
great violin makers established ties
which seemed to last after their
deaths. It suffices to remember that, as
far as it is known, in addition to
Stradivari, also Andrea Amati in 1577
and Andrea Guarneri in 1698 were
buried in the basilica of S. Domenico.
We can now resume our walk. At the
corner of the Galleria where we stood
before, we can see the plan of both
the old isle and the present-day
Galleria represented in a marble
mosaic placed on a wall at the left
hand side of a small widening of the
road. We then come out in Via
Guarneri del Gesù, which at that time
was called contrada dei coltellinari
since the workshops of artisan knifemakers were all concentrated here; as
late as 1871, the street was still called
contrada dei coltellaj, but a few years
later, in 1873, it was entitled to the
Guarneri family. The street was given
its current name on December 28th,
1960, when the town council
dedicated it to Giuseppe Guarneri del
Gesù as he is considered the most
renowned master of this family. At the
end of the short contrada dei
coltellinari, where once the violin
makers would have reached the
church and parish of S. Faustino and S.
Giovita, we find instead a modern
pharmacy and, veering on the right,
we take corso Campi, the old contrada
Magistra which today is dedicated to
the well-known family of Cremonese
painters. Walking along corso Campi
on its right side, we reach via Palestro,
47
•
itinerari d’Arte
dalla seconda metà del XVI secolo,
ribattezzata nella sua ultima parte
contrada dei signori Visconti.
Ne percorriamo un breve tratto fino
ad incontrare sulla destra via Ugolani
Dati dove, all’interno del Museo civico
“Ala Ponzone”, ha sede il Museo
Stradivariano.
Il Museo Stradivariano
Via Ugolani Dati è una delle vie più
nobili della città come si può notare
dagli eleganti palazzi che incontriamo
lungo il cammino che ci conduce al
museo e dalla presenza delle trottatoie
al centro della via. Proprio all’interno di
uno di questi lussuosi edifici è ospitato
il Museo Civico: si tratta del palazzo dei
nobili Affaitati poi delle famiglia Magio
Dati e Ugolani Dati. La splendida
costruzione fu poi Ospedale
Fatebenefratelli e poi Ugolani Dati,
unito in seguito all’Ospedale Maggiore
prima di diventare nel 1925 sede del
museo cittadino e della Biblioteca
Statale. È dal 2001 che il Museo
Stradivariano è collocato nell’attuale
sede, in Palazzo Affaitati: il nome del
palazzo si deve alla famiglia
committente, gli Affaitati appunto,
facoltosi banchieri e mercanti, che lo
fecero costruire nel 1561. Il materiale
esposto è il risultato di numerose
donazioni che nel corso dei decenni si
sono susseguite. Ripercorriamole.
Nel 1893 l’anno che vide la Giunta
Municipale nella persona
dell’Assessore Alfonso Mandelli
accettò la donazione di Giovanni
Battista Cerani costituita da attrezzi,
modelli e forme per la costruzione di
strumenti musicali ad arco tra cui
alcuni appartenuti ad Antonio
Stradivari. Due anni dopo, nel 1895, la
raccolta si arricchisce, per volontà del
cavalier Mandelli, di quattro morsetti
provenienti dalla bottega di Stradivari.
Ma l’acquisizione più significativa risale
al 1930. Il materiale di cui il Museo
entra in possesso in quella data
• 48
a very ancient street built shortly after
the city’s foundation. Named “strada S.
Vincenzo” in the 15th century due to
the presence of a church with the
same name, from the second half of
the 16th century the final stretch of
this street was known as contrada dei
signori Visconti. We walk along the first
part of via Palestro until we shortly
reach, on the right, via Ugolani Dati
and the “Ala Ponzone” Civic Museum,
which houses the Stradivari Museum.
Stradivarian Museum
Via Ugolani Dati is one of the streets in
Cremona with the most aristocratic
appearance, as it is shown by the
elegant palaces we find on our walk to
the museum and by the presence of
trotting tracks in the middle of the
road. It is one of these luxury palaces
that houses the Civic Museum: the
palace once belonging to the noble
family of the Affaitati and later to the
Magio Dati and Ugolani Dati families.
This beautiful palace once was the
Fatebenefratelli Hospital and then
Ugolani Dati Hospital; it was later
joined to the Ospedale Maggiore,
before being destined, in 1925, as seat
of the city museum and of the local
State Library. Since 2001, the Museo
Stradivariano has been housed in
Palazzo Affaitati; the palace was named
after the family of wealthy bankers and
merchants who commissioned its
construction in 1561. The artifacts
exhibited here come from several
donations made to the museum at
different times, which we will now
retrace. In 1893 councillor Alfonso
Mandelli, on behalf of the town of
Cremona, accepted the donation by
Giovanni Battista Cerani of tools,
patterns and moulds used for the
construction of bowed instruments,
including some artifacts which had
belonged to Antonio Stradivari. Two
years later, in 1895, the first donation
was enhanced with four closing
itinerari d’Arte
proviene dalla collezione di Ignazio
Alessandro Cozio, conte di Salabue, che
utilizzò l’eredità di famiglia per
acquistare tutto ciò che era rimasto del
laboratorio di Stradivari: forme in
legno, modelli in carta, attrezzi e
strumenti vari, di cui Stradivari si servì
un tempo,. Dall’ultima erede del conte
la rara collezione passò al liutaio
bolognese Giuseppe Fiorini che, nel
1930, la donò al Museo di Cremona.
Accediamo al palazzo dal portone
settecentesco e ci dirigiamo verso lo
scalone, sulla sinistra, per raggiungere
l’ingresso del Museo Civico.
Soffermiamoci prima a guardare il
busto di Antonio Stradivari collocato
nel cortile del palazzo, opera in marmo
realizzata dall’artista cremonese Pietro
Foglia. Nella sala che ci accoglie
potremo acquistare il biglietto
d’entrata che consente di visitare le
diverse sezioni di cui si compone il
museo: Pinacoteca, Museo
Stradivariano e una piccola sala del
Museo Archeologico. Noi, appassionati
di liuteria, privilegeremo il Museo
Stradivariano ma, durante il tragitto
che ci porta là dove è conservato un
vero tesoro, ci soffermeremo qua e là
attirati da alcune opere in cui musica,
strumenti e violini sono messi al centro
del dipinto. Il biglietto ce l’abbiamo,
non ci resta che addentrarci nella Sala
delle Colonne da dove sulla destra
accediamo alla Sala del Cinquecento
per poi entrare nella già ricordata Sala
San Domenico: qui trovano posto i
dipinti su cui tante volte si sono posati
gli occhi di Stradivari quando si recava
in chiesa per assistere alla messa:
percorretela fino in fondo e alla destra
del celeberrimo Scherzo di ortaggi,
meglio conosciuto come l’Ortolano, di
Giuseppe Arcimboldi, vi segnaliamo la
Natura morta con strumenti musicali di
Bartolomeo Bettera. Per raggiungere la
nostra meta attraversiamo la Sala del
Seicento dove vi consigliamo una
seconda tappa: vi troverete di fronte
ancora strumenti muti e taciturni,
• 50
clamps once belonging to the
Stradivari workshop, thanks to the
contribution of cavalier Mandelli.
However, the most significant
acquisition dates back to 1930. On that
date, the Museum acquired material
coming from the collection of Ignazio
Alessandro Cozio, count of Salabue,
who made use of his family
inheritance to purchase all the
remaining items from the Stradivari
workshop. Wooden moulds, paper
patterns and various tools and
instruments used by Stradivari became
the property of Salabue. From the last
heiress of the count, the rare collection
passed to the violin maker Giuseppe
Fiorini from Bologna who donated it to
the Museum of Cremona in 1930. What
once belonged to the great violin
maker therefore came back to the city
where he was born. We enter the
palace from the grand 18th-century
portal and head towards the main
staircase at our left which leads to the
entrance of the Civic Museum. Before
we proceed, we can linger over the
bust of Antonio Stradivari placed in
the palace’s courtyard, a work made in
marble by the Cremonese artist Pietro
Foglia. In the entrance hall we can buy
a ticket which allows the visit to the
various sections of the museum: the
art gallery, the Museo Stradivariano
and the small room of the
Archaeologic Museum. As enthusiasts
of violin making, we will of course
focus on the Stradivari Museum but,
on our way to the rooms where a real
treasure is preserved, our attention will
be attracted by some paintings which
represent music, instruments and
violins in the foreground.
Provided with our tickets, we just have
to enter the Sala delle Colonne and
from this proceed at our right into the
16th-century Hall and further into the
already mentioned Hall of San
Domenico. Here we find the paintings
which Stradivari frequented again and
again whenever he attended mass. We
venuti alla luce grazie ad un sapiente e
raffinato gioco di colori, linee, luci ed
ombre. Se l’udito è impossibile da
soddisfare sfruttate le potenzialità
della vista. Non perdetevi il Concerto di
Tommaso Pombioli e la Natura morta
con strumenti di Antonio Gianlisi il
Giovane. Passiamo alla sala intitolata
“Dal Tardo Seicento al Neoclassicismo”
e sulla destra, lasciandovi guidare dalle
indicazioni, procedete fino alla Sala
Cremona dove grazie al supporto
iconografico offerto dalla Veduta della
chiesa di S. Domenico di Omobono
Longhi potrete finalmente avere
un’idea di quel complesso
domenicano e di quella chiesa, che
abbiamo tentato di evocare.
Riprendiamo il nostro cammino, il
punto d’arrivo è vicino: al termine di
questa sala inizia il Museo
Stradivariano. Ad accoglierci non
poteva esserci che lui, Antonio
Stradivari. Una precisazione è
d’obbligo: a quell’incisione, situata
dietro l’imponente contrabbasso e che
ritrae il grande liutaio, non prestate
fede: è pura invenzione. Di ritratti non
c’è notizia, dunque non c’è ragione di
cancellare l’immagine che vi siete
costruiti e che da anni gira nella vostra
testa. Dopo tanti dipinti, quadri e tele
ecco che nella prima sala del museo
potrete ammirare un manico di
chitarra costruito da Stradivari nel
1615 e la viola Medicea realizzata da
Antonio e Gerolamo Amati. La seconda
sala raccoglie gli strumenti giunti a
Cremona per iniziativa Friends of
Stradivari; il progetto promosso dalla
Fondazione Stradivari e inaugurato nel
2009, è nato con l’intento di mettere in
contatto e di formare una rete
internazionale tra quanti posseggono,
custodiscono e utilizzano strumenti
della liuteria classica cremonese. Su
questa linea la Fondazione Stradivari,
in collaborazione con il Museo
Stradivariano, ha dato avvio ad un
progetto di ospitalità a Cremona di
questi capolavori.
walk on until the end of the hall and in
the next room, at the right side of the
famous portrait with vegetable the
green groler by Giuseppe Arcimboldi, is
the still life with musical instruments by
Bartolomeo Bettera, which is worth a
mention. We now cross the Hall of the
17th century and before we reach our
destination, we suggest pausing again.
You will find yourself in front of still
and soundless instruments created
with skillful, refined effects of colours,
lines, lights and shadows. As the scene
is silent, you can therefore concentrate
on the power of sight. We suggest you
do not miss the Concert painted by
Tommaso Pombioli or the still life with
instruments by Antonio Gianlisi il
Giovane. We then move to the hall
entitled “From the late 17th century to
Neo-classicism” and follow the
signposts until we reach the Sala
Cremona where, thanks to the visual
depth of the view of the church of S.
Domenico by Domenico Longhi, the
visitor will eventually get a view of the
Dominican complex and church,
second only to the cathedral, which we
have tried to evoke through words. We
resume our visit and near our
destination: at the end of this hall
begins the Museo Stradivariano. It is of
course Antonio Stradivari we see first
at the entrance. We need to say that
the engraving which portrays the
great violin maker, placed behind an
imposing double-bass, is of pure
invention. As a matter of fact, no
paintings of him still exist, so if you
have created your own image of the
master in your mind, there is no reason
why you should discard it.
After having seen many paintings,
panels and canvasses, in the first room
of this section you will admire a guitar
neck built by Stradivari in 1615 and the
viola Medicea made by Antonio and
Gerolamo Amati.
The second room exhibits instruments
brought to Cremona thanks to the
Friends of Stradivari project; promoted
51
•
itinerari d’Arte
L’intenzione è di esporre e rendere
fruibili strumenti che, diversamente,
resterebbero invisibili al pubblico di
esperti e studiosi. Tra i primi ad
accogliere la proposta, la famiglia Lam,
possessori degli strumenti ospitati in
questa sala. Nella stessa, sulla parete di
sinistra, troverete una seconda
versione del grande liutaio, questa
volta intento a controllare il contenuto
di un’ampolla e circondato dai suoi
attrezzi da lavoro. Alessandro Rinaldi,
con questo quadro, ci introduce nella
bottega e ci permette di spiare
Stradivari al lavoro.
Passiamo alla terza sala dove sono
conservati preziosi materiali e cimeli:
attrezzi da lavoro, forme in legno,
modelli in carta e svariati strumenti
trovano collocazione nelle bacheche
che occupano l’intera stanza. Già lo
abbiamo accennato ma preferiamo
ricordarvelo: qui è esposta la forma
utilizzata da Stradivari per realizzare
l’eccellente Cremonese 1715.
Procediamo in direzione delle sale
successive dove sono esposti numerosi
strumenti realizzati dai principali
esponenti del Novecento italiano: nella
quarta sono rappresentati Giuseppe
Ornati, Giuseppe Del Lungo, Mario
Capicchioni e Fernando Galimberti
mentre nella seguente vi segnaliamo
la presenza di strumenti costruiti da
Nicola Bergonzi e Giuseppe Vecchi.
Infine nell’ultima stanza troverete
esemplari di Faffaele Fiorini, Gaetano
Sgarabotto e Giovanni Battista Ceruti.
Se gli strumenti ospitati all’interno del
Museo sono terminati, non è così per il
nostro itinerario stradivariano: davanti
a voi si schiude l’aula didattica, una
sala in cui sperimentare sul campo e
improvvisarvi liutai. Un percorso vi
permetterà di seguire passo a passo le
successive fasi che caratterizzano la
costruzione del violino e tenere tra le
mani gli attrezzi del mestiere. Usciti dal
Museo e tornando sui nostri passi
troviamo, quasi di fronte a via Ugolani
Dati, via Goito: un brevissimo tratto di
• 52
by the Stradivari Foundation and
started in 2009, this project aims at
putting in contact those who own,
preserve and use instruments from the
Cremonese classical tradition of
instrument making, so as to create an
international network. The Stradivari
Foundation, in collaboration with the
Museo Stradivariano, has thus started a
project for housing instruments of the
Cremonese school here, with the aim
of displaying instruments which
otherwise would not be accessible to
experts and scholars. The Lam family,
owner of the instruments housed in
this room, was one of the first
members who joined in this project.
On the left wall of this room, you will
find another image of the great luthier,
represented while he is busy in
checking the content of a cruet,
surrounded by his work tools. Through
this painting, Alessandro Rinaldi brings
us to the workshop of Stradivari where
we can watch him working. We move
to the third room were precious
materials and artifacts are stored: tools,
wooden moulds, paper patterns and
several instruments are displayed in
long showcases which occupy the
whole room. As we have already
mentioned, the mould used by
Stradivari for the construction of the
outstanding Cremonese 1715 is kept in
this collection. We continue our visit
into the following rooms where several
instruments built by the major 20thcentury Italian makers are exhibited. In
the fourth room are works by Ornati
Giuseppe, Del Lungo Giuseppe,
Capicchioni Mario and Fernando
Galimberti while the following one
houses instruments made by Nicola
Bergonzi and Vecchi Giuseppe. Finally,
the last room stores instruments by
Fiorini, Sgarabotto and Ceruti Giovanni
Battista. We have completed our visit
of the instrument collection of the
museum, but our Stradivari itinerary
continues: we find ourselves in the
didactic room, where it is possible to
strada che ci porta in corso Garibaldi;
svoltate a destra all’uscita della via e
avanzate di pochi metri, quanto basta
per raggiungere il numero civico 57:
ecco quella che fu la Casa nuziale di
Antonio Stradivari. Qui Antonio visse
con la prima moglie Francesca
Ferraboschi fino al 3 giugno 1680,
come risulta dagli archivi notarili della
città, giorno dell’acquisto
dell’abitazione situata nell’isola dei
liutai. Si trasferì in questa casa il 4
luglio 1667, giorno che lo vide
congiungersi in matrimonio con
Francesca Ferraboschi, nella parrocchia
di S. Agata che si trova poco oltre, di
fronte al Palazzo Cittanova. Una targa
visibile sulla facciata dell’edificio così
recita:
«In questa casa abitò/dal 1667 al 1680/il
liutaio/Antonio Stradivari/con la prima
moglie/Francesca Ferraboschi».
Chiedendo al titolare del negozio che
si trova a piano terra potrete visitare il
cortile interno e alzando gli occhi al
cielo vedere il seccadour.
La prossima tappa che ci attende è la
Scuola Internazionale di Liuteria,
prestigiosa istituzione voluta e fondata
nel 1938 da Roberto Farinacci.
È a partire dalla seconda metà degli
anni ’70 che la scuola ha conosciuto
uno straordinario successo formando
nuove generazioni di liutai arrivati a
Cremona da tutto il mondo.
Incamminiamoci. Arriviamo a Palazzo
Pallavicino Ariguzzi percorrendo via
dei Rustici: ritornando in direzione del
Museo la troviamo proprio di fronte a
via Goito; a questo punto,
attraversando corso Garibaldi,
prendiamo a sinistra per via Grandi e
proseguiamo fino ad incrociare sulla
destra via Colletta, l’ultimo edificio che
vedete sulla destra è Palazzo
Pallavicino-Ariguzzi, sede della Scuola
di liuteria. Prima di entrare se date uno
sguardo alla facciata vi accorgerete
delle diverse stratificazioni che il
recente restauro ha portato alla luce.
Fra i vari strati di intonaco appaiono
directly experience for a while the craft
of violin making, following a path
which guides step by step to the
various stages of the construction of a
violin, during which it will be possible
to use the tools of this trade.
We leave the museum and walk back
until, almost in front of via Ugolani
Dati, we take via Goito, a short street
which leads us to corso Garibaldi; at
the end of the street, we turn right and
after a few steps we reach the house at
no. 57, the first nuptial house of
Antonio Stradivari. Here he lived with
his first wife, Francesca Ferraboschi,
until June 3rd, 1680, the day when the
house was purchased, as attested in
the town’s Notarial Archives. Antonio
moved here on July 4th, 1667, when he
married Francesca Ferraboschi in the
nearby parish of S. Agata, a little
further along the same street and
opposite Palazzo Cittanova.
A plaque set on the façade’s wall bears
the following inscription: “In questa
casa abitò/dal 1667 al 1680/il
liutaio/Antonio Stradivari/con la prima
moglie/Francesca Ferraboschi”.
Upon request to the owner of the
shop housed at the ground floor of
this building, you may visit the internal
courtyard, and looking up you will
have a chance to see the seccadour. (in
Cremonese dialect, a covered terrace
used for drying linen or fruits, where
Stradivari was said to have hung his
newly varnished instruments to dry)
Our next port of call is the Scuola
Internazionale di Liuteria
(International School of Violin
Making), a prestigious school founded
in 1938 by Roberto Farinacci. From the
second half of the 1970s, this
institution became extremely popular
and provided training for new
generations of violin makers from all
over the world. We thus resume our
walk and head for Palazzo Pallavicino
Ariguzzi. Walking back on corso
Garibaldi in the direction of the
museum, we take via dei Rustici
53
•
itinerari d’Arte
alcune lettere dell’iscrizione Opera
Balilla, infatti, l’edificio durante il
ventennio fu sede dell’istituzione che il
regime fascista volle per la formazione
dei giovani italiani. Questo edificio
ospita anche la Fondazione Antonio
Stradivari – La Triennale, istituzione
fondamentale per la liuteria
cremonese: nasce all’inizio del 2008
dalla trasformazione dell’Ente
Triennale Internazionale degli
Strumenti ad Arco, come testimonia la
sua denominazione. Nella sede della
Fondazione potrete visitare la
Collezione Permanente di Liuteria
Contemporanea Internazionale che
comprende una trentina di strumenti.
Qui sono custoditi i vincitori di
medaglia d’oro delle varie edizioni del
Concorso Internazionale.
Alla Fondazione Stradivari si deve
l’organizzazione delle Grandi Mostre di
Liuteria Storica in cui vengono esposti i
capolavori della liuteria classica
cremonese provenienti da tutto il
mondo. Sempre per iniziativa della
Fondazione, da qualche anno, la città
di Cremona ospita la manifestazione
“Liuteria in Festival” che si svolge
all’inizio di ottobre nel corso della
quale si tengono mostre, concerti,
incontri legati al mondo della liuteria.
Lasciando Palazzo Pallavicino-Ariguzzi
sempre da via Colletta scendiamo nella
vicinissima via Ruggero Manna e
voltando a destra per un brevissimo
tratto e risalendo per via Oscasali ci
ritroviamo nella piazzetta dedicata al
Santo patrono della città: S. Omobono.
Da qui torniamo sui nostri passi e
percorriamo la via intitolata al
musicista Ruggero Manna, maestro di
Cappella della Cattedrale dal 1835
nonché direttore del teatro Concordia,
oggi Teatro A. Ponchielli. Visto che
l’abbiamo nominato non ci resta che
raggiungerlo: lo troviamo al termine
della via una volta sbucati in corso
Vittorio Emanuele II.
Il nostro viaggio sta giungendo al
termine, ancora pochi passi e
• 54
directly opposite via Goito, then take a
left turn in via Grandi and proceed
until we find via Colletta on our right.
The last building on the right hand
side of this street is Palazzo Pallavicino
Ariguzzi, which houses the violin
making school. If you take a look at the
façade, you will notice various
stratifications which were exposed by
a recent restoration.
Within the layers of plaster are some
letters of the former plaque of the
“Opera Balilla”. During the fascist era,
this building was in fact seat of this
institution established by the regime
for the education of the Italian youth.
This edifice also houses the
Fondazione Antonio Stradivari – La
Triennale, a fundamental institution
for Cremonese violin making, which
was established at the beginning of
2008 with the transformation of the
Ente Triennale Internazionale degli
Strumenti ad Arco (International
“Triennale” Violin making
Competition). Here it is possible to visit
the Permanent Collection of
International Contemporary Stringed
Instruments including about 30 works
which won a gold medal in the past
editions of the international contest.
The Stradivari Foundation regularly
organizes ‘Great Exhibitions of Historic
Violin Making’ during which
masterpieces of classical Cremonese
violin making coming from all over the
world are displayed; furthermore, in
the past few years the Foundation has
promoted an event called “Liuteria in
Festival” which takes place in autumn
and involves the whole city of
Cremona with exhibitions, concerts
and meetings about violin making.
We leave Palazzo Pallavicino Ariguzzi
and, at the end of via Colletta, we reach
the nearby via Ruggero Manna, once
called “stradone Sant’Omobono”, turn
right and shortly after walk up via
Oscasali where we find the small
square dedicated to the patron saint of
the city, Sant’Omobono.
arriveremo ai piedi del grande liutaio.
Servitevi della torre, che scorgete in
lontananza, come bussola per ritornare
in direzione della Cattedrale.
Se l’orientamento non vi ha traditi
dovreste trovarvi in una piazza, provate
a guardare di fronte a voi: se
riconoscete la statua di Stradivari il più
grande liutaio di sempre, siete là dove
volevamo condurvi. Ed è qui che
abbiamo fissato l’approdo del nostro
percorso alla scoperta dei protagonisti
e dei luoghi della liuteria cremonese.
We then walk back and proceed along
the street bearing the name of the
musician Ruggero Manna, maestro di
cappella of the Cathedral from 1835 as
well as director of the teatro
Concordia, the present-day Teatro A.
Ponchielli. It just takes a few minutes
to reach this theatre - we will find it at
the end of the street in corso Vittorio
Emanuele. Our journey is coming to
an end: in a few steps we will be again
in front of the great violin maker. You
may look at the tower as a guide to
find your way back to the Cathedral. If
your sense of bearing does not let you
down and you find yourselves again in
a square, take a look around. If you
recognize the statue of the greatest
luthier of all times, you are exactly
where we wanted you to return. And
here is the final destination of this
journey which made us discover the
protagonists and sites of Cremonese
violin making.
55
•
Dove parcheggiare in centro città
City parking
lo Shopping a Cremona
Abbigliamento
Clothes shop
Acquamarina
Corso Vittorio Emanuele II, 22
tel. 0372/463612
[email protected]
abbigliamento donna, maglieria
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Musetti, Camiceria del Re, Kalt
Orea, Roberto Naldi, Le Fate,
Renato Balestra, Mery Pant
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Adam’s
Corso Campi, 71
tel./fax 0372/37371
abbigliamento intimo uomo
underwear for man
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Julipet, Dolce & Gabbana, D&G,
Bikkembergs, Arcte, Missoni,
Oscalito, Ferrucci, Adam’s, La Perla
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Boutique Francesca
Chic
Corso Campi, 51
tel. 0372/22148
[email protected]
abbigliamento donna
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Brunello Cucinelli, Ermanno
Scervino, Missoni, Etro,
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
• 58
Bramante
Corso Mazzini 64
tel./fax 0372/800747
abbigliamento uomo/donna
man and woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Bramante
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Brand
Corso Garibaldi 62
tel. 0372/22425
[email protected]
abbigliamento uomo/donna e
accessori
man and woman clothes and
complementing
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MCS, Marboro Classic, Gas Jeans,
40 Weft
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Calzedonia
Via Mercatello 12
tel. 0372/458769
abbigliamento calze e costumi
uomo donna e bambino
sock and stocking bathing suit
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Calzedonia
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Casa del Busto
Extrò
Corso Campi 76
tel. 0372/29307
abbigliamento intimo, mare, calze
underwear, bathing suit, stocking
Via Mercatello 32
tel. 0372/30186
[email protected]
www.extro-fashion.it
abbigliamento donna
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Wolford, Girardi mare: Gottex,
Sunflair, Tenera, Carlotta, Maryan
Mehlorn, Christies intimo,
Aubade, Christies, Imec, Boglietti,
Intercor
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Cose
Corso Campi 53, 55, 62
tel. 0372/23479
fax 0372/531612
[email protected]
www.coseonline.com
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and
complementing items
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Stella Mc Cartney, Emilio Pucci,
Tory Burch, Dries Van Noten,
Diane, Von Furstenberg, Carven,
Golden Goose, Hogan Altea,
Alexander Wang, Incotex Piazza,
Sempioni, Fay, Zanone, Massimo
Alba, Marc Jacobs, Sacai, Grifoni,
3.1 Philip Lim
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Genzini
abbigliamento
Corso Mazzini 35
tel. 0372/23761
[email protected]
abbigliamento donna
woman clothes
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Ginger
Via Mercatello 27
tel. 0372/21204
abbigliamento donna
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Sei nei miei pensieri, Vesto dalla
40 alla 52
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
Intimissimi
Cose Casa
Corso Campi 61
tel. 0372/35815
abbigliamento intimo uomo/donna
man and woman underwear
Galleria del Corso 11
tel. 0372/23249
abbigliamento donna e accessori
e calzature
woman clothes, accessory, shoes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Intimissimi monomarca
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Polo Ralph Lauren, Franklin
Marshall, Paul Frank
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
59
•
lo Shopping a Cremona
Joseph Man
L’Angolo di Cristina
Corso Garibaldi 28
tel. 0372/412433
fax 0372/537584
abbigliamento uomo
man clothes
Piazza Marconi 4/D
tel. 0372/34409
[email protected]
abbigliamento/profumeria
wear & parfums
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Monclear, Peuterey, Siviglia, Paul
& Shark, Brooksfield, Sartoria la
Torre, Club de Sports, Allegri,
Carrel
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Joy Woman
Corso Campi 20
tel. 0372/801865
[email protected]
www.joywoman.it
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and
complementing items
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Islo, Traffic People, Blumode,
Sinequanone, Tunnel
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Kit
Corso Garibaldi 91/93
tel. 0372/412385
[email protected]
abbigliamento 0-16 e premaman
children clothes
profumeriaCBN, Pajot
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Laura Creazioni
Corso Mazzini 45
tel. 0372/27057
[email protected]
abbigliamento donna
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Pinko, Jucca, Seventy, Merci
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
L’Emporio
Corso Vittorio Emanuele II 11
tel. 0372/412752
fax 0372/534884
abbigliamento e pelletteria donna
woman clothes and leather shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Fabrizio Lenzi, Blugirl, Ralph
Lauren, Lola Cruz, Giò Guerreri,
Charlotte,P.A.R.O.S.H., Jil Sander
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Guess, Levi’s, Dannie Rose, Elsy,
Sarabanda, Oibò, Fred Mello,
Desigual
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
L’Erbavoglio
Via Guarneri del Gesù 10
tel. 0372/412113
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and
complementing items
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Cristina Gavioli, DDP, Sud, Baba
Tribe
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
• 60
Les Clandestins
Marina Rinaldi
Via Mercatello 11
tel. 0372/1874559
[email protected]
abbigliamento intimo donna e
accessori
woman underwear and and
complementing items
Corso Campi, 7
tel. 0372 416318
www.marinarinaldi.com
abbigliamento donna e accessori
woman clothes and accessory
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Les Clandestins
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Linea Junior
Via Mercatello 4
tel. 0372/24857
[email protected]
www.paginegialle.it/lineajunior
abbigliamento bambini
children clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Marina Rinaldi, Persona
lunedì mattina/monday morning
Max & Co
Corso Campi 1
tel. 0372/412953
[email protected]
www.maxandco.it
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and accessory
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Max & Co
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Armani Junior, Burberry, Gucci Kid,
Moncler, Pinko, Polo Ralph Lauren
lunedì mattina/monday morning
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Max Uomo
lunedì mattina/monday morning
Liu Jo
Corso Campi 50
tel. 0372/463190
[email protected]
www.liujo.it
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and and
complementing items
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Liu jo, Liu jo Jeans, Liu jo, Liu jo
Luxury, Liu Jo Shoes, Liu Jo
accessori
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Corso Garibaldi 63
tel./fax 0372/1874835
abbigliamento uomo
man clothes
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Mondo dei Bimbi
Corso Mazzini 62
tel. 0372/22580
[email protected]
abbigliamento bimbi 0/16
children clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Fei, US Polo, Liu Jo, Blue Marine,
ADD, Lulù, Jeckerson’s, Ermanno
Scervino
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
61
•
lo Shopping a Cremona
Nikolas
Paola B.
Corso Garibaldi 83
tel. 0372/33622
fax 0372/566710
[email protected]
abbigliamento uomo
man clothes
Corso Garibaldi 24
tel. 0372/458110
fax 0372/537584
abbigliamento donna
woman clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Lacoste, Gant, Fred Perry, Armani,
Dekker, Woolrich
Moncler, Peuterey, Siviglia,
Tommy Hilfiger, Wood, Club des
Sports, Peserico, Nolita, 313
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
Oliver
Poloni Boutique
Corso Matteotti 78
tel. 0372/29280
fax 0372/537885
abbigliamento uomo
man clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Tommy Hilfiger, Denim, Woolrich,
Gant, Refrigiwear, Berwich,
Museum, Trussardi, U.S. Polo
Seventy, Lacoste
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Panizza Sport
Corso Campi 64
tel./fax 0372/22042
[email protected]
abbigliamento articoli sportivi
sport wear
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Corso Campi 81
tel. 0372/31562
abbigliamento intimo e mare
underwear and bathing suit
Gruppo Perla, Chantelle,
Armonilla, Verdissima, Lisanza,
Oscalito
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Prima Classe
Corso Garibaldi 19
tel. 0372/027117
fax 0372/027118
[email protected]
abbigliamento uomo/donna e
accessori
man and woman clothes and
complementing items
New Balance, Converse, Asics,
The North Face, North Sails, EA7,
Freddy, Billabong, Nike, Adidas
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
• 62
Fix Design, MET, Refrigiwear, Fred
Mello, U.S. Polo ASSN
Pull
Tenca Boutique
Corso Garibaldi 9
tel./fax 0372/23387
[email protected]
abbigliamento donna e accessori
e calzature
woman clothes, accessory, shoes
Largo Boccaccino 12
tel./fax 0372/22797
[email protected]
abbigliamento uomo/donna e
accessori
man and woman clothes,
complementing items
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Chiara C., SusyMix, Please, SportStaff
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Relevés
Corso Garibaldi 53
tel. 0372/24063
fax 0372/460394
[email protected]
abbigliamento articoli per la
danza e sartoria teatrale
items for classic dance and
theatre clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Burbery, La Piana, La Martina,
Caruso, Kiton, Church’s Ermanno
Scervino. Heavy Project
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Ughetta Spose
Corso Garibaldi 41
tel. 0372/38660
www.ughettaspose.it
abbigliamento abiti sposa/sposo
wedding clothes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Porselli, Capezio, Repetto, Grishko,
Gamba, Sansha, Anni Luce,
Temps Danse
G. Papini, A Ferretti sposa, Max
Mara sposa, Creazioni Elena,
Domo Adami Studio.
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
Sapore di Pelle
Agenzie viaggi
Travel agency
Largo Boccaccino 30
tel. 0372/414613
abbigliamento e accessori donna
woman clothes and accessory
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Scervino Street, ADD, Coast
Weber Ahaus, Twin Set
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
SoloModa
Via Antico Rodano 3
tel. 0372/412959
[email protected]
abbigliamento donna
woman clothes
Guindani Viaggi
Corso Garibaldi
tel. 0372/432030
fax 0372/462040
[email protected]
www.guindaniviaggi.it
Speedy Viaggi
Corso Matteotti 64
tel. 0372/38811
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
63
•
lo Shopping a Cremona
Alimentari/Dolciumi
Foods and Sweetnes
shops
Dolci Cose
Corso Garibaldi 76
Galleria XXV Aprile 14
tel. 0372/460828
[email protected]
www.dolcicose.it
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Gastronomia Iotta
Corso Garibaldi 96
tel. 0372/29380
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Il Fornaio
Corso Mazzini 15
tel. 0372/22038
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Maglio, Gobino, Domori, Venchi
Macelleria Bellini
Formaggi d’Italia
Piazza Vida 12
tel. 0372/29387
Largo Boccaccino 32
tel. 0372/23270
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Forneria Aldovini
Via Sicardo 11
tel. 0372/26568
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Forneria Pan&Più
Via XX Settembre 32/A
tel. 0372/458209
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Macelleria Equina
Ferrari
Corso Vittorio Emanuele II 31
tel. 0372/34851
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Panetteria
Quarantani
Via Platina 64
tel. 0372/22336
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Forneria Teatro
Corso Vittorio Emanuele II 49
tel. 0372/21717
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Pescheria Duomo
Largo Boccaccino 22
tel. 0372/25691
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Forneria Zeliani
Corso Garibaldi 227
tel. 0372/27110
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Rosticceria Lo Spiedo
Corso Vittorio Emanuele II 18
tel. 0372/30211
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
• 64
Bar - Caffè
Bar Bolero
Via Bordigallo 8
tel. 0372/37223
Bar Campi
Corso Campi 67
tel. 0372/25204
Bar Desiderio
Corso Garibaldi 65
tel. 0372/23961
Bar Dolomiti
Corso Mazzini 36
tel. 0372/24654
Bar Flora
Corso Vittorio Emanuele II 3
tel. 0372/416007
Bar Giusy
Via Aselli 40
tel. 0372/027131
Bar Portici del
Comune
Piazza del Comune
tel. 0372/027925
Caffè Ebbli
Via Cavallotti 5
tel. 0372/457847
Caffè Greco
Corso Campi 5
tel. 349 3950700
Caffè in Piazza
Piazza Stradivari 11
tel. 0372/463682
Caffè Negresco
Via Capitano del Popolo 16
tel. 0372/801264
Caffè Stradivari
Piazza Roma 7/b
tel. 0372/800871
Cebar Bar
Largo Boccaccino
tel. 0372/33030
Game’s Academy
Via Palestro 3
tel. 0372/805310
Gastronomia
Martinelli
Piazza Roma 3
tel. 0372/30350
Gelateria Pierrot
Largo Boccaccino
tel. 0372/29318
La Tisaneria
Via Lombardini 9
tel. 0372/25527
Pasticceria
Lanfranchi
Via Solferino
tel. 0372/28743
Pizz@net
Piazza della Pace 13
tel. 0372/24155
Vanilla Caffè
Via Palestro 16
tel. 333 9880400
65
•
lo Shopping a Cremona
Whiskyteca Altiero’s
Futura Calzature
Piazza Vida 14
tel. 0372/411929
Largo Boccaccino 28
tel. 0372/412651
calzature donna
woman shoes
Calzature
Shoes
Bim Bum Bam
Via Guarneri del Gesù 18
tel. 0372/38654
Calzature di Crevani Mariuccia
specializzato in calzature
bambino-bambina
children shoes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Balducci, Balocchi, Brooksfield,
Benetton, Caterpillar, Mobi Dick,
Adidas, Puma, Nike, Best
Company, Converse, Longuitos,
Dupè. Diamantino, Fila, Lulù, Lelli
Kelly, Hello Kitty, Superga,
Runland, Timberland, Nero
Giardini
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Calzature Farina
Corso Pietro Vacchelli 28
tel. 0372/20759
calzature/shoes
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Calzature Morandi
Via Solferino 1
tel./fax 0372/25838
[email protected]
calzature e accessori
shoes and accessory
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Frau, Nero Giardini,Calpierre,
Progetto Sorel, Menghi Shoes,
Sax, Keys, Les Topeziennes,
Albano, Baracchini, Areosoles,
Cinzia Valle
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
• 66
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Icone, Puralopez, Tiffi, SGN,
Emanuela Passeri, Tosca Blu,
Giancarlo Paoli
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Kid’s Shoes
Via Mercatello 29
tel. 0372/027587
[email protected]
calzature bambini
children shoes
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Prada, Serafini, New Balance,
Momino, Simonetta, D.A.T.E., Miss
Grant, Andrea Montalpare,
Bumper, Jarret
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Superga
Via Mercatello, 3
tel. 0372/1835159
[email protected]
calzature uomo/donna e accessori
man and woman shoes and
accessory
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
negozio monomarca Superga
Colorifici
Paint shop
Arte e Colore
Via Gerolamo da Cremona 11/13
tel. 0372/456787
prodotti per le belle arti e
restauro
fine arts and restauration items
Colorificio
Bergamaschi
Corso Garibaldi 179/181
tel. 0372/21297
[email protected]
colorificio/paint shop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
sabato pom./saturday afternoon
Complementi
d’arredo - tessuti
Interior design
Artikasa
Corso Mazzini 63
tel. 0372/32798
[email protected]
articoli regalo
gift and forniture shop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Living
Via Solferino 3
tel. 0372/27397
[email protected]
porcellane, cristalli, articoli
regalo, lista nozze
cristals, gift shop, wedding gift
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Villeroy e Boch, Rosenthal,
Sambonet, Riedel, Alexander,
Rogaska, Brandani, Berndes, Lui
espresso, Bialetti, Millefiori
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Mantovani
Corso Matteotti 5
tel. 0372/24760
[email protected]
www.mantovanicasa.it
tessuti confezione e posa di
tende, biancheria per la casa,
tappeti moderni e classici
draper’s shop, houshold linen,
modern and classic carpet
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Ciesse tendaggi, Simta, Meral,
Castello del Barro, Sati Barcelona,
Sandersono, Mottura, Piumini
d’oca Kunsemuller, Laura Ashley,
Natalia Pepe, Materya
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
Bellora
Via Mercatello 16
tel. 0372/801540
[email protected]
biancheria per la casa
household linen
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Bellora
Mon Petit
Corso Mazzini 14
tel./fax 0372/1870167
[email protected]
www.monpetit.it
Complementi d’arredo
household goods, candels
giffshop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
67
•
lo Shopping a Cremona
Orientart
Udito Finissimo
Galleria del Corso 10
tel. 0372/21734
tappeti persiani ed orientali
artigianato d’arte multietnico
Piazza Marconi 3/A
tel. 0372/411721
fax 0372/28666
[email protected]
Apparecchi per l’udito
hearing aid
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Produzione
Artigiana Mobili
Anselmi
Corso Vittorio Emanuele II 68
tel. 0372/434503
fax 0372/590484
[email protected]
www.anselmimobili.it
realizzazione arredamenti
completi, progettati su misura
project and handmade house
furnishing
Ti.Shop
Corso Mazzini 19
tel./fax 0372/39999
[email protected]
oggettistica/household goods
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
bomboniereThun
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Elettronica
Informatica
Telefonia
3T Store
Piazza Stradivari 24
tel. 0372/416015
fax 0372/39132
[email protected]
www.personal-system.com
computer, tablet e accessori
Apple
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
• 68
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
AM, Bernafon, Coselgi, Crai, Euro
Sonit, Oticon, GN Resound,
Phonak, Rexton, Sebotek,
Starkey, Widex
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
sabato pomeriggio e festivi
sabato pom e festivi/saturday
afternoon and holidays
Microtel
Corso Pietro Vacchelli 77/81
tel. 0372/457797
fax 0372/22202
www.microtelsrl.com
specialistica in informatica e
telefonia
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Tre, Vodafone, Wind, Infostrada e
Fastweb
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Network
Via Minuti 7
tel. 0372/32590
fax 0372/464290
[email protected]
www.networkweb.it
vendita hardware, software,
assistenza tecnica/computer store
Quick Foto Zoom
Il Timo
Via Palestro 3
tel. 0372/39101
[email protected]
twww.quickfoto.it
laboratorio studio fotografico
professionale, stampe,
fototessete immediate, sviluppo
e stampa negativi rapido, vendita
apparecchi fotografici e accessori
photo shop
Via Monteverdi 6
tel./fax 0372/411316
erboristeria, profumeria naturale
e articoli da regali
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Canon, Leika, Nikon, Lomo,
Olympus, Panasonic, Kodak,
Pentax, Manfrotto, Sigma, Tamron
Telco
Piazza Marconi 2/A
tel. 0372/31544
[email protected]
prodotti elettronici, telecomandi,
altoparlanti/electronics
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Majestic, Sice, Ciare
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Lampe Bergere, Matihlde,
Erbolario, Fanghi d’Alga Guam
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Fioristi/Flowers shop
Callas
Corso Garibaldi 22
tel. 0372/22920
fiorista
Fiori di Gritti
Corso Matteotti 12
tel. 0372/32199
fiorista, matrimoni, fiori freschi e
secchi
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì/monday
Erboristerie
Herbalist’s shop
Vacchelli Fiori
I Verdi Segreti
Via Mercatello 14
tel. 0372/027234
erboristeria
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Erbolario, Erbamea
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Via Monteverdi 9
tel. 0372/461908
[email protected]
fiorista, allestimento matrimoni,
fiere e manifestazioni, servizio
Interflora
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Cartolerie Giocattoli
Stationer and toys
Sogni di Carta
Corso Garibaldi 27
tel. 0372/458437
cartoleria/stationery shop
69
•
lo Shopping a Cremona
Timpetill
Largo Boccaccino 20
tel. 0372/800200
fax 0372/800803
[email protected]
www.timpetill.com
giochi e giocattoli
toy’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Djeco, Sevi, Vilac, Playmobil,
Lego, Creativamente, Jellycat,
Kiddimoto, Deglingos
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Gioiellerie/Orologerie
Jewelry Watch shops
Ferrari Shopping
Via Solferino 20
tel. 0372/414300
fax 0372/456516
[email protected]
gioielleria/jeweller’s shop
Gioielleria Bernuzzi
Piazza Stradivari 4
tel. 0372/29314-50372-414623
[email protected]
gioielleria, orologeria, argenteria,
gemmologia, assistenza con
laboratorio
jeweller’s and watchmaker shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Vacheron Constantin, IWC, Baume
& Mercier, Longines, Tag Heuer,
Lorenz, Casio , Gagà, Damiani,
Fope, Easy, Vavassori, Dogale,
Fidia, Mon Amour, Nomination
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
• 70
Gioielleria Bassi
Barbara
Corso Campi 22
tel. 0372/29326
[email protected]
www.barbarabassi.it
gioielleria numismatica
numismatic jeweller’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Cartier, Mario Buccellai, Tiffany,
Bulgari, Gubelin
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Gioielleria Brugnelli
Via Verdi 6
tel./fax 0372/23636
[email protected]
gioielleria, orologeria, argenteria
jeweller’s and watchmaker shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Rolex, Tudor, Gucci, Hamilton,
Bretling, Kienzle, Fossil, Light
Time, Alfieri St. John, Marco
Bicego, Visconti Mirco, Maria
Cristina Sterling, Messulan
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Gioielleria Davò
Corso Garibaldi 159
tel. 0372/410294
[email protected]
gioielleria, orologeria
jeweller’s and watchmaker’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Donna Oro, Zeta Gioielle, Dodo
Mariani, Citizen, Pierre Cardin
Argento
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Gioielleria Ferrari
P. V. Poli
Corso Garibaldi 103
tel. 0372/23836
fax 0372/456576
[email protected]
gioielleria, orologeria
jeweller’s and watchmaker’s shop
Via Mercatello 35
tel. 0372/25077
fax 0372/537941
[email protected]
www.gioielleriapvpoli.it
gioielleria, gioielleria, argenteria,
orologeria e articoli da regalo
jeweller’s and watchmaker’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Cartier, Jaeger Le Coultre, Rivalta,
Pasquale Bruni, Frederic Constant,
Salvini, Le Bebè, Locman, Ferrari
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
lunedì mattina/monday morning
Rognoni
Gioielleria Torelli
Corso Mazzini 54
tel./fax 0372/23716
[email protected]
www.rognonigioielli.com
gioielleria, orologeria
jeweller’s and watchmaker’s shop
Corso Campi 83
tel. 0372/410536
fax 0372/537965
[email protected]
www.gioielleriatorelli.com
gioielleria, orologeria
jeweller’s and watchmaker’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Bulgari, DoDo, Omega, Frank
Muller, Tag Heuer, Chopard,
Chimento, Damiani, Pandora,
Locman, Venini,
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Orologeria Riga
Via Mercatello 56
tel./fax0372/29202
[email protected]
gioielleria, orologeria
jeweller’s and watchmaker’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Camille Fournet, Calvin Klein,
Giorgio Visconti, Guess, L.A.Cano,
Nautica, Rado, Rebecca, Robotti,
Tissot
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Librerie/Bookshop
Libreria Specializzata
Anselmi
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Via Capitano del Popolo 10
tel. 0372/28695
[email protected]
www.paginegialle.it/anselmirino
libreria/bookshop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Simone, Maggioli, Sole 24 Ore,
Giuffrè, Cedam, Tribuna
Breil, Bliss, T.s.c., Vetta,
Concessionario ufficiale HipHop
lunedì mattina/monday morning
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
sabato pom./saturday afternoon
71
•
Cremonabooks
Largo Boccaccino 12/14
tel. 0372/31743
fax 0372/537269
[email protected]
www.cremonabooks.com
specializzata in cultura locale e
liuteria, gadgets su Cremona
specialized in local culture and
violinmaker
aperto tutte le domeniche
open sundays
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Libreria Mondadori
Piazza Stradivari 6
tel. 0372/462435
fax 0372/557595
[email protected]
libreria/bookshop
sampre aperto/always open
Timpetill
Via Mercatello 50
tel. 0372/800802
fax 0372/800803
[email protected]
www.timpetill.com
libreria specializzata per ragazzi
bookshop specialized for children
aperto tutte le domeniche
open sundays
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Mercerie
Haberdashery
Casa del Bottone
Corso Garibaldi 58
tel. 0372/26723
merceria di Capelli Annamaria
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Ragno, Wonderbra, Playtex,
Sloggi, Triumph, Ciocca, Philippe
Matignon, Ken Scott
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Merceria Orsini
Via Solferino 32
tel. 0372/23487
fax 0372/23487
[email protected]
Merceria intimo maglieria
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Ragno, Fila, Lisanza, Playtex
Lovable, Levante, Ibici, Boglietti,
Luna, Omsa, Sloggie, DMC, Perofil,
Gutterman, Cucirini 3 Stelle,
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Ottici/Optics
Centro Ottico
Cappelli
Corso Mazzini 24/26
tel. 0372/23812
[email protected]
www.centrotticacappelli.it
ottico/optic
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Silhouette, Porche Design, Gucci,
Giorgio Armani, Ray-Ban
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
• 72
Fratello Sole
Sorella Luna
Via Mercatello 9
tel. 0372/458049
0372/557217
[email protected]
www.otticafratellosolesorellaluna.com
ottico/optic
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Tom Ford, Tod’s, Gucci, Prada,
MiuMiu, Chanel, Persol, Marc by
Marc Jacobs, D&G, Vogue, Okki,
Paul Frank, Carrera, Oakley,
Emporio Armani, Ray-Ban,
accessori Hi-Ring, Hi-Brick orologi
O-Chine
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Pelletterie
Leather shops
Stanga 1898
Corso Mazzini 27
tel. 0372/22593
fax 0372/412493
[email protected]
www.stanga.it
pelletteria, valigeria
leather and suitcase shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Guess, Samsonite, Blugirl, Furla,
Coccinelle, Borbonese, Piquadro,
Armani, Mazzi, The Bridge,
Montblanc, Fendi, Alviero Martini,
La Martina
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Vision Ottica Bonardi
lunedì mattina/monday morning
Via Solferino 50,
Piazza Libertà 1
tel. 0372/34872
0372/557875
[email protected]
www.otticabonardi.it
ottico/optic
Migliavacca
Pellicceria
Persol, Carier, Emilio Pucci,
Ray-Ban
Via Solferino 37
tel. 0372/22321
[email protected]
vendita e produzione pellicce e
capi in pelle capi prodotti in Italia
con pelli dei migliori allevamenti
handmade furcoats shop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
lunedì mattina/monday morning
Pozzi Ottici
Profumerie
Perfumery
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Corso Campi 54/56
tel. 0372/25390
0372/23672
[email protected]
ottico/optic
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Theo, Face à Face, Lindberg,
Mykita, Oliver Peoples, Bulgari
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì/monday
Pozioni Magiche
Via Antica Porta Tintoria
tel. 0372/25520
profumeria, bigiotteria
perfurmer
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Annick Goutal, Reminescenza,
Profumi del Forte, Esteban
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
73
•
lo Shopping a Cremona
Profumi e Balocchi
Abitat
Vicolo Pertusio 15
tel. 0372/29735
[email protected]
profumeria, articoli regalo,
giocattoli
perfurmer, gift shop-toys
Corso Garibaldi 217
tel./fax 0372/461930
[email protected]
www.abitat-cremona.it
agenzia immobiliare/real estate
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morningg
Centro Sanitari
Correttivi
Prodotti Tipici
Typical products
Corso Garibaldi 154
Via Monteverdi 2
tel. 0372/23657
Latteria Salumeria
del Corso Corso
lunedì mattina/monday morning
Garibaldi 108
tel. 0372/36161
alimentari Cà de Stefani
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Negozio Sperlari
Via Solferino 25
tel. 0372/22346
fax 0372/33644
[email protected]
www.sperlari1836.com
dolci e prodotti tipici
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì pom./monday afternoon
Altri settori
Other shops
Arredamenti Vaccari
Via Manzoni 23
tel. 0372/29677
[email protected]
www.avaccari.it
arredamento/furniture store
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Lema, Boffi, Axil, Snaidero, Roda,
Flexform, Dedon, Glas, Birex, BPA,
Catellani&Smith, Kasthall, Bonaldo
• 74
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
Confetteria
Margherita
Corso Matteotti 6
tel. 0372/20470
creazioni bomboniere per ogni
evento felice fin dal 1928
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Il Nuovo Borgo
Corso Mazzini 46
tel. 0372/463786
fax 0372/557056
www.borgoimmobiliare.it
agenzia immobiliare/real estate
Lucky Pets
Via Guarneri del Gesù 16
tel. 0372/414825
negozio di classe per animali
esigenti
pet’s shop
MARCHE COMMERCIALI/BRANDS
Frontline Combo, Eukanuba, Almo
Nature, Royal Canin, Hello Kitty,
Trixie IV, San Bernard,
Quattrozampe, I Love My Dog,
Hillís For Pets Only
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Negozio Il Chiostro
Tabaccheria Rimondi
Corso Mazzini 60
tel. 0372/803732
[email protected]
prodotti monastici
monastery shop
Corso Cavour 1
tel. 0372/410217
tabaccheria, generi di monopolio,
valori bollati, souvenir
tobacco shop
GIORNO DI CHIUSURA/CLOSED DAY
lunedì mattina/monday morning
Tabaccheria Angi
Corso Matteotti 52
tel. 0372/27712
tabaccheria, rivendita generi di
monopolio/tobacco shop
75
•
lo Shopping a Cremona
Ristoranti
Restaurants
Osteria
Pane e Salame
La Sosta
Via Platina 32
tel. 3395274410
[email protected]
Via Sicardo 9
tel. 0372/456656
[email protected]
www.osterialasosta.it
Taverna La Botte
Via Porta Marzia 5/a
tel. 0372/29640
[email protected]
www.tavernalabotte.com
Osteria del
Melograno
Via Aporti 23
tel. 0372/31863
[email protected]
www.osteriadelmelograno.it
Al Quarto
P.zza Libertà 26
tel. 0372/080953
Osteria Bissone
Via Pecorari 3
tel. 0372/23953
[email protected]
Le Scuderie
Via Plasio 21
tel. 0372/21408
[email protected]
Il 21 W.A.Y.
Piazza Stradivari 20/21
tel. 0372/34988
[email protected]
• 76
Ristorante Centrale
Vicolo Pertusio 4
tel. 0372/28701
Il Settecento
Piazza Gallina 1
tel. 0372/36175
[email protected]
Locanda Torriani
Via Janello Torriani
tel. 0372/30017
[email protected]
Il Pomodoro
Corso Mazzini 66
tel. 0372/462224
[email protected]
Q.In
Via XI Febbraio 66
tel. 0372/30121
[email protected]
Ristorante Pechino
Piazza della Pace 18
tel. 0372/20706
Beef & Cheese
Via Alfeno Varo 3
0372/34562
www.beefandcheese.it
La Lucciola
Via al Porto 16
tel. 372/412952
Trattoria La Piccola
Pizzerie
Via Dante 80
tel. 0372/38233
[email protected]
Vesuvio
Osteria Cittadella
Via Bissolati 38
tel. 0372/750584
El Sorbir
Via Dante 145
tel. 0372/37857
[email protected]
Palio dell’Oca
Via Platina 64
tel. 0372/20930
[email protected]
Trattoria Cerri
Piazza Giovanni XXIII 3
tel. 0372/22796
[email protected]
Piazza Libertà10
tel. 0372 434858
La Bersagliera
P.zza Risorgimento 17
tel. 0372/21397
[email protected]
www.bersagliera.it
Pizzeria Cremonese
Piazza Roma 39
tel. 0372/20636
[email protected]
Pizzanet
Piazza della Pace 19
tel. 0372/24155
[email protected]
77
•
EMERGENZE
E UTILITA’
EMERGENCY AND
USEFUL NUMBERS
A.C.I. Cremona
tel. 0372 41911
AIPO - Agenzia interregionale
per il fiume Po
tel. 0372 592011
Autostrade Centro Padane
Punto Blu tel. 0372 473291
Carabinieri
tel. 112
Emergenza Sanitaria
tel. 118
Comune Cremona
tel. 0372 4071
Ospedale maggiore
tel. 0372 405111
Polizia - Soccorso Pubblico
tel. 113
Polizia Municipale
tel. 0372 407427
Porto Turistico e Fluviale
Provincia di Cremona - Servizio Porto
e Navigazione
tel. 0372 406611
Soccorso Stradale
tel. 116
Trenitalia Informa
tel. 892021
www.trenitalia.it
Vigili del Fuoco
tel. 115
GUIDE TURISTICHE
TOURIST GUIDES
LUCIA TORNAGHI
(italiano-inglese)
Via Dante, 160 - Cremona
cell. 333 7522844
[email protected]
TAXI E NOLEGGI
TAXI AND RENTALS
A.C.I. - Via Massarotti, 23
Noleggio auto - tel. 0372 38621
ARCAR spa - Via Eridano, 11
Noleggio auto - tel. 0372 28329
[email protected]
AVIS Autonoleggio - Via Dante, 205
Noleggio auto - tel. 0372 24767
HERTZ Autonoleggio Cremona
Via Mantova, 95 - Noleggio auto
tel. 0372 454513 - fax 0372 432052
CICLI MATA - Via Eridano, 4/a
Noleggio city/mountain bike/bici da
corsa
tel./fax 0372 457162
[email protected]
CICLI PRIORI - Via Milano, 2
Noleggio city/mountain bike
tel./fax 0372 22700 [email protected]
INBICI (servizio di bike-sharing)
Spazio Comune - tel. 0372 407291
www.comune.cremona.it
SPACCABICI - Via del Sale, 46
Noleggio city/mountain bike
tel. 0372 431966 - fax 0372 449035
[email protected]
PIAZZA ROMA - Taxi
tel. 0372 21300
RADIO TAXI CREMONA
tel. 0372 801444
STAZIONE FF.SS. (fino alle 24)
Taxi - tel. 0372 26740
COLLEGAMENTI
STRADALI E FERROVIARI
TRAIN AND HIGHWAY
LINKS
da Milano
in treno servizi diretti via Codogno
In auto (km 85) Via Crema - S.S.
Paullese
da Chiasso
in treno via Como-Milano
in auto (km 158) Autostrade A9, A1,
A21 Como-Milano-Piacenza
dal Brennero
in treno via Bolzano-Verona-Brescia
in auto (km 320) autostrade A22, A4,
A21 Bolzano-Verona-Brescia
da Genova
in treno Via Voghera-Piacenza
In auto (km 187) Autostrade A7, A21
Genova-Voghera-Piacenza
da Roma
in treno via Firenze-Bologna-Fidenza
in auto (km 532) Autostrade A1, A21
Roma-Firenze-Bologna-Fiorenzuola
da Venezia
in treno via Padova-Verona-Brescia
in auto (km 215) Autostrade A4, A21
Venezia-Brescia-Cremona
AEROPORTI
AIRPORTS
Aeroporto “Forlanini”
Milano-Linate (km 92)
Aeroporto “Malpensa 2000”
Varese (km 152)
Aeroporto “Orio al Serio
Bergamo (km 95)
Aeroporto “Giuseppe Verdi”
Parma (km 50)
Aeroporto “Catullo” – Villafranca
Verona (km 110)
ASCOM - CONFCOMMERCIO CREMONA
Palazzo Vidoni - Via Manzoni, 2 - 26100 Cremona
tel 0372 567611 - fax 0372 567630
www.ascomcremona.it - [email protected]