Domenica 28 Ottobre 2007 – XXX del Tempo
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Domenica 28 Ottobre 2007 – XXX del Tempo
Letture di Domenica 28 Ottobre 2007 – XXX del Tempo Ordinario Prima Lettura Sir 35, 12-14.16-18 Seconda Lettura 2 Tm 4,6-8.16-18 La preghiera dell'umile penetra le nubi. Ora mi resta solo la corona di giustizia. Dal libro del Siracide Il Signore è giudice e non v'è presso di lui preferenza di persone. Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso. Non trascura la supplica dell'orfano né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Le lacrime della vedova, quando si sfoga nel lamento. Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza, la sua preghiera giungerà fino alle nubi. La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta; non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo Carissimo, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Non se ne tenga conto contro di loro. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Salmo Responsoriale Dal Salmo 33 Giunge al tuo volto, Signore, il grido del povero. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Il volto del Signore contro i malfattori, per cancellarne dalla terra il ricordo. Gridano i poveri e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce. Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, chi in lui si rifugia non sarà condannato. Vangelo Lc 18, 9-14 Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo. Dal vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». L'adorazione Di che cosa si tratta? E’ un tempo trascorso davanti a Gesù presente nell’ostia consacrata posta sull’altare. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare veramente noi stessi e gli altri. Adorare è fissare il proprio sguardo in quello di Gesù, è mettere nelle Sue mani la nostra vita, far entrare i nostri problemi, le nostre paure e le nostre gioie nel mistero di Dio, nell’abisso del Suo amore per noi! Perché fare l’adorazione? Dio è presente ovunque, perché si dovrebbe quindi accentuare tanto la sua presenza nel tabernacolo? I teologi ci assicurano che non vi è una sostanziale differenza fra noi che ci inginocchiamo davanti al Santissimo ed i discepoli di Gesù che sedevano in Palestina ai suoi piedi. La presenza del Salvatore nel tabernacolo è invisibile, ma vera. Egli è al di là del “sipario”, ma a portata di mano. San Giuseppe Cottolengo diceva: abbiate fede; guardate bene il tabernacolo; Gesù è qui: vi sente, vi vede, abbiate fede, abbiate fede. Come fare adorazione? L’adorazione è un incontro con qualcuno e, quindi, è necessario rivolgere il pensiero a Lui. Cerca di fare silenzio dentro di te, lasciati aiutare dalla quiete della cappella, dalla Parola di Dio che puoi leggere. Fissa lo sguardo sull’ostia, senza guardarti intorno e lasciarti distrarre da altro. Sforzati di vedere con gli occhi del cuore. Questo significa non cercare di capire cosa è l’ostia o come può avvenire un contatto con Dio. Semplicemente chiedi con fiducia di essere amato da Lui, che Lui venga a toccare il tuo cuore. Gesù farà la sua parte se tu glielo permetti! Non recitare delle preghiere e non sentirti in dovere di dire qualche cosa in particolare. Semplicemente, se questo può aiutarti, ripeti a bassissima voce o solo nel tuo cuore: vieni Signore Gesù. Questa si chiama preghiera del nome ed è una forma antichissima usata già dai monaci del deserto. Cerca un dialogo con il Signore, donagli le tue fatiche e le tue preoccupazioni così come le tue speranze: Lui ti sta ascoltando e desidera che tu lo possa davvero incontrare. PREGHIERA E SERVIZIO PERCHÉ PREGARE Chi non prega non ha la forza di lottare contro il grande male del peccato, del disimpegno, dell’impurità, dell’ingiustizia e diventa vittima dei falsi piaceri e delle mille vanità del mondo. La preghiera, come l’eucarestia, ti dà forza per lottare e per vincere ciò che c’è disordinato nella tua vita. E’ indispensabile pregare per incontrarti con Dio che è Padre, con Dio che è amore e ti ama, con Dio verità e misericordia e perdona tutti i tuoi peccati per mezzo di quel sacramento stupendo che è riconciliazione o confessione. Prega e, sarai costante e tenace, non tarderai capire li progetto che Gesù ha su di te, e capirai che cosa devi fare di bello e di importante nella vita. Prega per dare significato alla tua esistenza. Prega per vivere in grazia di Dio e salire in alto. Prega per amare il prossimo tuo come te stesso. Prega per diventare sempre più disponibile con i fratelli poveri ed emarginati. Prega per diventare umile ma tenace e protagonista di un mondo più giusto e fraterno. Prega per diventare sempre più libero: sei libero solo quando ami e rimani giovane e sfavillante di allegria se sai abbandonarti all’amico Gesù. Ancora prega perché “senza di me non potete fare nulla”. don Enzo Boschetti LODI DI DIO ALTISSIMO Tu sei santo, Signore solo Dio, che operi cose meravigliose Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei, Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine Tu sei sicurezza, Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza Tu sei giustizia. Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza. Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio. Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede. Tu se la nostra carità. Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore. San Francesco