documento di registrazione

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documento di registrazione
Banca Intesa S.p.A.
Sede sociale Piazza Paolo Ferrari, 10 - 20121 Milano
Iscritta all’Albo delle Banche al n. 5361 e Capogruppo del
"Gruppo Intesa" iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari
Capitale sociale Euro 3.596.249.720,96
Numero di iscrizione nel Registro delle Imprese di Milano e Codice Fiscale:
00799960158
Partita I.V.A.: 10810700152
DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE
Documento di Registrazione depositato presso la Consob in data 15 maggio 2006 a
seguito di nulla-osta comunicato con nota n. 6041549 dell’11 maggio 2006
L’adempimento di pubblicazione del Documento di Registrazione non comporta
alcun giudizio della Consob sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi. Il
Documento di Registrazione è a disposizione del pubblico sul sito web
dell’Emittente (www.bancaintesa.it) e presso la sede sociale dell’Emittente.
INDICE
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PERSONE RESPONSABILI
REVISORI LEGALI DEI CONTI
FATTORI DI RISCHIO
INFORMAZIONI SULL’EMITTENTE
PANORAMICA DELLE ATTIVITA’
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
INFORMAZIONI SULLE TENDENZE PREVISTE
ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI VIGILANZA
PRINCIPALI AZIONISTI
INFORMAZIONI FINANZIARIE RIGUARDANTI LE ATTIVITA’ E LE PASSIVITA’,
LA SITUAZIONE FINANZIARIA E I PROFITTI E LE PERDITE DELL’EMITTENTE
CONTRATTI IMPORTANTI
DOCUMENTI ACCESSIBILI AL PUBBLICO
Dichiarazione di responsabilità
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pag. 2
pag. 2
pag. 2
pag. 6
pag. 7
pag. 9
pag. 10
pag. 10
pag. 13
pag. 14
pag. 16
pag. 17
pag. 17
PERSONE RESPONSABILI
Banca Intesa S.p.A. con sede in Milano, Piazza Paolo Ferrari n. 10, rappresentata
legalmente dal Responsabile della Direzione Finanza e Tesoreria, Dott. Giovanni Gorno
Tempini, munito dei necessari poteri, si assume la responsabilità del presente Documento
di Registrazione.
Banca Intesa S.p.A., come sopra rappresentata, dichiara che, avendo essa adottato tutta
la ragionevole diligenza a tale scopo, le informazioni contenute nel Documento di
Registrazione sono, per quanto a propria conoscenza, conformi ai fatti e non presentano
omissioni tali da alterarne il senso.
REVISORI LEGALI DEI CONTI
L’Assemblea degli azionisti del 16 aprile 2003 ha rinnovato l’incarico di revisione dei conti
individuali e consolidati del Gruppo Intesa, per il triennio 2003, 2004 e 2005, alla società
Reconta Ernst & Young SpA, con sede in Roma, via Romagnosi 18/A, alla quale,
l’Assemblea del 18 aprile 2000, aveva già conferito l’incarico di revisione dei conti
individuali e consolidati per il Gruppo Intesa per il triennio 2000, 2001 e 2002.
Durante il periodo di riferimento non si sono verificati casi di dimissioni, rimozione o
mancata rinomina di revisori.
FATTORI DI RISCHIO
Posizione finanziaria dell’emittente
Alla data del 31.12.2005 la posizione finanziaria dell’emittente è la seguente:
Il coefficiente di solvibilità consolidato (rapporto tra il Patrimonio di Vigilanza e le attività di
rischio ponderate) del Gruppo Intesa è risultato pari al 10,34% al 31 dicembre 2005, a
fronte di un coefficiente di solvibilità minimo richiesto dall’Accordo sul Capitale introdotto
dal Comitato di Basilea sulla Vigilanza Bancaria, pari all’8%.
Con riferimento al free capital (inteso come patrimonio al netto delle immobilizzazioni
materiali e immateriali, delle partecipazioni e delle sofferenze nette), il dato consolidato è
di 9.908 milioni di euro.
Il presidio dei rischi ed il sistema dei controlli
Banca Intesa attribuisce grande importanza al presidio dei rischi ed ai sistemi di controllo,
quali condizioni per:
- garantire un’affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio
controllato;
- proteggere la solidità finanziaria e la reputazione del Gruppo;
- consentire una trasparente rappresentazione della rischiosità dei propri portafogli.
In tale prospettiva va letto lo sforzo profuso in questi anni per ottenere da parte delle
Autorità di Vigilanza la validazione dei modelli interni sui rischi di mercato e sui derivati di
credito, per allineare metodologie e prassi operative alle indicazioni contenute nella
recente normativa che disciplina la definizione dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di
credito ed operativi e, infine, per accrescere ulteriormente l’efficacia degli strumenti già
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inseriti nei processi. La definizione di limiti operativi legati agli indicatori di rischio (quali il
VaR) ed il riferimento gestionale alla misurazione della “perdita attesa” e del “capitale a
rischio” impliciti nei diversi portafogli, sono alcuni dei passaggi che rendono la
declinazione operativa degli orientamenti strategici e gestionali definiti dal Consiglio
d’Amministrazione, coerenti lungo tutta la catena decisionale della Banca, fino alla singola
unità operativa e al singolo desk.
Nell’ambito del sistema dei controlli, le funzioni aziendali preposte al presidio sulla
gestione dei rischi e sulle attività di revisione interna – le Direzioni Risk Management,
Crediti e l’Internal Audit – si confrontano periodicamente con le altre funzioni aziendali,
preposte ai controlli di linea nonché responsabili delle unità operative, nell’ambito di alcuni
Comitati che hanno il compito di monitorare i diversi profili di rischio e di verificare
l’adeguatezza e il corretto funzionamento dei meccanismi di gestione fondati su rigorosi
criteri di separatezza. Tra questi vanno segnalati il Comitato per il Controllo Interno, il
Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, il Comitato di Liquidità. Altri momenti di presidio dei
rischi sono collocati a diretto contatto con l’operatività giornaliera della Banca: Comitato
Crediti, Risk Meeting, Comitato Nuovi Prodotti.
Rischio di credito e rischio di liquidità
Le strategie e le politiche creditizie sono indirizzate:
- ad un’efficiente selezione dei singoli affidati attraverso un’accurata analisi del merito
creditizio finalizzata a contenere il rischio di insolvenza, pur tenendo presenti gli
obiettivi indirizzati a privilegiare gli interventi creditizi di natura commerciale o destinati
a nuovi investimenti produttivi, rispetto a quelli meramente finanziari;
- alla diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su
singole controparti/gruppi, su singoli settori di attività economica o aree geografiche;
- al controllo andamentale delle relazioni, effettuato sia con procedura informatica,
tramite un indicatore sintetico di rischio, sia con un’attività di sorveglianza sistematica
sulle relazioni presentanti irregolarità, entrambe volte a cogliere tempestivamente i
sintomi di deterioramento delle posizioni di rischio e ad inserire le stesse in un apposito
processo di gestione del credito.
L’attività di sorveglianza e monitoraggio è attualmente basata su un sistema di controlli
interni finalizzato alla gestione ottimale del rischio di credito.
In particolare, tale attività si esplica tramite il ricorso a metodologie di misurazione e
controllo andamentale che hanno consentito la costruzione di un indicatore sintetico di
rischio delle posizioni, disponibile con cadenza mensile. Esso interagisce con i processi e
le procedure di gestione (revisioni periodiche, pratica di fido, crediti problematici) e di
controllo del credito e consente di formulare valutazioni tempestive sull’insorgere o sul
persistere di eventuali anomalie.
Per la clientela estera di grandi dimensioni l’indicatore è costruito sulla base di diverse
fonti quali: rating esterni, spread su titoli obbligazionari, costo dell’acquisto di protezione
contro il rischio di default (spread su Credit Default Swap), tasso atteso di default (EDF –
Expected Default Frequency).
Tutte le posizioni fiduciarie sono inoltre oggetto di un riesame periodico, svolto per ogni
singola controparte/gruppo economico di appartenenza dalle strutture centrali o periferiche
competenti per limiti di fido; è altresì prevista una procedura ad hoc di revisione
automatica, limitata alle posizioni con accordati di importo contenuto e basso indice di
rischio.
Nell’ambito del processo di monitoraggio ed analisi del credito vanno assumendo sempre
più rilevanza anche gli indicatori previsti dal Nuovo Accordo di Basilea sui requisiti
patrimoniali (Basilea II). Il Gruppo Intesa ha in corso l’implementazione del metodo più
evoluto tra quelli proposti dai nuovi dettami, vale a dire il “metodo dei rating interni
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avanzato” (IRB Advanced – internal rating based advanced). Tale metodologia prevede
che la banca determini al proprio interno, oltre alla probabilità di default (PD), anche gli
altri elementi per la stima della “perdita attesa e inattesa” in caso di insolvenza; questi
sono l’esposizione al momento dell’insolvenza (EAD – exposure at default), la percentuale
di perdita in caso di insolvenza (LGD – loss given default) e la durata dell’operazione (M –
maturity).
Il rischio di liquidità riguarda la possibilità che l’impresa non riesca a mantenere i propri
impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk),
l’incapacità di vendere attività sul mercato (asset liquidity risk) per far fronte allo sbilancio
da finanziare ovvero il fatto di essere costretta a sostenere costi molto alti per far fronte ai
propri impegni. Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta applicazione della
politica di liquidità sono la Direzione finanza e tesoreria, che si occupa della gestione della
liquidità, e la Direzione risk management, che si occupa della certificazione e del
monitoraggio degli indicatori e dei limiti. Banca Intesa gestisce direttamente la propria
liquidità, ne coordina la gestione a livello di Gruppo in tutte le divise, assicura l’adozione di
adeguate tecniche e procedure di controllo e si avvale del Comitato Liquidità.
Rischio di mercato, rischio emittente e limiti operativi relativi al portafoglio di negoziazione
L’analisi dei profili di rischio di mercato relativi al portafoglio di negoziazione e al
portafoglio bancario si avvale di alcuni indicatori quantitativi di cui il VaR è il principale.
Essendo il VaR un indicatore di sintesi che non cattura pienamente tutte le possibili
fattispecie di perdita potenziale, il presidio dei rischi è stato arricchito con altre misure, in
particolare le misure di simulazione del capitale a rischio per la quantificazione dei rischi
rivenienti da parametri illiquidi, le misure di stress test, di sensitivity e di livello per una
gestione più articolata e di dettaglio delle esposizioni.
L’attività di negoziazione e di gestione dell’esposizione ai rischi di mercato è svolta presso
la sala trading di Banca Intesa e Banca Caboto ed è organizzata principalmente intorno a
due presidi: la Direzione finanza e tesoreria per le attività di tesoreria, di funding attraverso
l’emissione di titoli propri e di proprietary trading; la Direzione capital markets che tramite
Banca Caboto svolge attività di intermediazione sul mercato secondario azionario,
obbligazionario e dei derivati, nonché attività di strutturazione di strategie e prodotti
derivati per la clientela.
Il rischio di tasso del portafoglio bancario (banking book) viene monitorato attraverso due
approcci complementari: la sensitivity del valore attuale a movimenti paralleli della
struttura a termine dei tassi e la sensitivity del margine di interesse a movimenti paralleli
della struttura a termine dei tassi. Si tratta in entrambi i casi di rilevazioni mensili che
fotografano tutte le poste dell’attivo e del passivo in cui non si fanno ipotesi di variazione
dei volumi sugli strumenti monitorati; tra le assunzioni utilizzate, si presume che nella
stima della sensitivity del valore le poste a vista (core deposits) abbiano durata finanziaria
(duration) nulla. Agli spostamenti paralleli delle curve dei tassi si affiancano scenari
alternativi quali inversione della curva dei tassi, appiattimento e cambiamento della
pendenza.
Dal punto di vista dei processi interni per la gestione e il controllo del rischio di tasso di
interesse, la Direzione finanza e tesoreria è responsabile della gestione del rischio
strutturale di tasso generato dalle business units che viene ad essa allocato attraverso un
meccanismo di tassi interni di trasferimento; la Direzione risk management svolge il
monitoraggio dell’attività di gestione, sottoponendo le evidenze quantitative all’attenzione
del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.
Il rischio emittente del portafoglio titoli di trading viene analizzato in termini di mark to
market aggregando le esposizioni per classi di rating e viene monitorato con un sistema di
limiti operativi basati sia sulle classi di rating che su indicatori di concentrazione.
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La struttura dei limiti operativi relativi al portafoglio di negoziazione riflette il livello di
rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree di business in coerenza
con gli orientamenti gestionali e strategici definiti dai vertici aziendali. L’attribuzione e il
controllo dei limiti ai vari livelli gerarchici comporta l’assegnazione di poteri delegati ai
differenti responsabili delle aree di business, volti al raggiungimento del migliore trade-off
tra un ambiente di rischio controllato e le esigenze di flessibilità operativa.
Rischio di cambio
Il rischio di cambio strutturale viene mitigato dalla prassi di effettuare il funding nella stessa
divisa degli attivi concentrando, per quanto possibile, le esposizioni al rischio di cambio nel
trading book dove è sottoposto a limiti di VaR giornalieri. La gestione del rischio di cambio
relativo alle attività di negoziazione è inserita nell’ambito delle procedure operative e delle
metodologie di stima del modello interno basato sul calcolo del VaR, come già illustrato in
precedenza.
Rischio operativo
I rischi operativi vengono identificati, monitorati e misurati nell’ambito del processo di
Operational Risk Management. Il perseguimento degli obiettivi così individuati consente di:
- garantire la continuità operativa ed il funzionamento della catena di produzione in
condizioni ordinate, efficaci ed efficienti;
- massimizzare la creazione di valore per gli azionisti e per gli altri stakeholders
attraverso la crescita gestionale, una forte disciplina sui costi, l’attenzione alla gestione
dei rischi e all’allocazione del capitale, mantenendo un’ottica di medio-lungo periodo
sugli aspetti innovativi;
- tutelare le risorse patrimoniali materiali ed immateriali (brand, relazioni con la clientela,
prodotti, servizi e procedure), i valori, le conoscenze professionali ed intellettuali e
l’eticità dei comportamenti.
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti da inadeguatezze,
malfunzionamenti o carenze nei processi interni, nelle risorse umane, nei sistemi oppure
dovute ad eventi esterni.
Banca Intesa ha una funzione centralizzata di Operational Risk Management di Gruppo,
facente parte della Direzione Risk Management e dipendente dal Chief Risk Officer.
L’unità è responsabile della progettazione, dell’implementazione, del miglioramento e del
presidio del framework metodologico ed organizzativo, nonché della misurazione dei profili
di rischio, della verifica dell’efficacia delle misure di mitigazione e del reporting verso i
vertici aziendali.
Il principio guida del framework assegna la responsabilità dell’individuazione, della
valutazione, sia in ottica puntuale che prospettica, della gestione e della mitigazione dei
rischi alle Unità Organizzative; all’interno di ogni Unità sono state individuate delle figure
(Referenti Operational Risk Management) responsabili dei processi di alimentazione del
Modello per l’Unità di appartenenza.
Al fine di ottimizzare la propria strategia assicurativa, Banca Intesa ha attuato una politica
tradizionale di trasferimento del rischio operativo perseguendo l’obiettivo di mitigare
l’impatto di eventuali perdite inattese.
Nel 2005 è stato avviato lo sviluppo di un nuovo applicativo (ASSIweb) che consenta di
facilitare la gestione amministrativa del portafoglio polizze assicurative, perfezionare la
definizione dei contratti assicurativi, monitorare l’efficacia del trasferimento del rischio
attuato, allocare i costi sostenuti coerentemente ai rischi coperti, migliorare i processi di
procurement e di gestione dei sinistri, associare univocamente i rimborsi assicurativi ai dati
di perdita operativa.
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Il monitoraggio dei rischi operativi è realizzato attraverso un sistema integrato di reporting,
che fornisce le informazioni necessarie alla gestione e/o alla mitigazione dei rischi assunti
dal Gruppo.
I rischi connessi con vertenze legali sono stati oggetto di analisi da parte della
Capogruppo e delle società del Gruppo. In presenza di obbligazioni legali per le quali
risulta probabile l’esborso di risorse economiche per il loro adempimento ed è possibile
effettuare una stima attendibile del relativo ammontare si è provveduto ad effettuare
congrui stanziamenti al fondo per rischi ed oneri.
Le vertenze legali che presentano la maggiore complessità vengono illustrate nel
paragrafo “Procedimenti giudiziari e arbitrali”.
INFORMAZIONI SULL’EMITTENTE
Storia ed evoluzione dell’emittente
Banca Intesa è la capogruppo del Gruppo Intesa, iscritta al Registro delle Imprese di
Milano al numero 00799960158.
Il Gruppo Intesa è nato nel gennaio 1998 dall’acquisizione dell’intero capitale sociale della
Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde S.p.A. (‘Cariplo’) da parte di Banca Intesa
S.p.A. (precedentemente denominata Banco Ambrosiano Veneto S.p.A.). Nello stesso
anno sono entrate a far parte del Gruppo la Banca Popolare FriulAdria e la Cassa di
Risparmio di Parma e Piacenza.
Nel dicembre 1999 Banca Intesa ha perfezionato l’Offerta Pubblica di Scambio sul 70%
delle azioni ordinarie e di risparmio della Banca Commerciale Italiana S.p.A., fusa per
incorporazione il 1° maggio 2001. In quella data Banca Intesa ha adottato la
denominazione sociale ‘Banca Intesa Banca Commerciale Italiana S.p.A.’ o, in forma
abbreviata, ‘IntesaBci S.p.A.’ o ‘Banca Intesa Comit S.p.A’. Dal 1o gennaio 2003 la
denominazione sociale è tornata ad essere ‘Banca Intesa S.p.A.’ o, abbreviata, ‘Intesa
S.p.A.’ e di conseguenza la denominazione del Gruppo è diventata ‘Gruppo Banca Intesa’
o, in forma abbreviata, ‘Gruppo Intesa’.
Denominazione legale e commerciale dell’emittente
La denominazione legale e commerciale dell’emittente è Banca Intesa S.p.A..
Luogo di registrazione dell’emittente e suo numero di registrazione
Banca Intesa S.p.A. è iscritta nel Registro delle Imprese di Milano al numero
00799960158.
L’Emittente è inoltre iscritta all’albo delle banche tenuto dalla Banca d’Italia al n. 5361 ed è
la Capogruppo del “Gruppo Intesa” iscritto all’albo dei gruppi bancari al numero 3069.
Data di costituzione e durata dell’emittente
L’emittente è una società per azioni costituita con atto n. 17272 del 10 ottobre 1925, notaio
Baldassarre Conti, Livorno.
La durata dell’emittente è stabilita, ai sensi dell’art. 3 dello Statuto, sino al 31 dicembre
2100 e potrà essere prorogata.
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Domicilio e forma giuridica dell’emittente, legislazione in base alla quale opera,
paese di costituzione, nonché indirizzo e numero di telefono della sede sociale
L’emittente ha la sede sociale in Piazza Paolo Ferrari 10, 20121 Milano e la Direzione
Generale in via Monte di Pietà 8, 20121 Milano - telefono 02.879.11.
Banca Intesa S.p.A. è una società per azioni costituita in Italia, esistente ed operante in
base al diritto italiano.
Fatti recenti
Nel febbraio 2006 è stato firmato il contratto di compravendita per l’acquisizione da parte
di Banca Intesa del controllo della banca ucraina Ukrsotsbank, che serve circa 660.000
clienti con 527 filiali.
PANORAMICA DELLE ATTIVITA’
Principali attività
Il Gruppo Intesa offre un’ampia gamma di servizi bancari e finanziari a quasi 7 milioni di
famiglie e 1 milione di imprese in Italia e 5 milioni di clienti all’estero.
Le principali attività del Gruppo Intesa riguardano la raccolta dei depositi e l’erogazione dei
prestiti, i servizi di pagamento, di investment banking, di capital market e di global custody,
l’operatività in cambi, il leasing, il factoring, il private banking ed il risparmio gestito. Al 31
dicembre 2005 il Gruppo aveva un totale attivo di 274 miliardi di euro, crediti verso
clientela per 169 miliardi, raccolta diretta da clientela per 188 miliardi e massa
amministrata della clientela per 475 miliardi.
Nuovi prodotti
Nel comparto Retail, il 2005 è stato caratterizzato dalla crescita dei prodotti assicurativi
non-vita. E’ stato infatti rilevante lo sviluppo delle vendite di Intesa Proteggi Mutuo,
l’innovativa copertura assicurativa multirischio sui mutui; inoltre è stata consolidata la
vendita delle polizze assicurative in abbinamento alle erogazioni di PrestIntesa. Un
ulteriore impulso è stato dato al comparto della credit protection con il lancio dei prodotti
della gamma Intesa Rata Sicura, destinati a coprire i clienti titolari di mutui a tasso
variabile dal rischio di rialzo dei tassi.
Nell’ambito del credito fondiario è stata ampliata la gamma mutui con l’introduzione di
Mutuo 95, che consente di finanziare fino al 95% dell’acquisto della prima casa, e di Mutuo
Flex, che permette di pagare mensilmente i soli interessi e di pianificare un rimborso
flessibile del capitale. Il settore del credito è stato inoltre caratterizzato dal positivo
apprezzamento di PrestIntesa e PrestIntesa Maxi, quest’ultimo in grado di soddisfare
esigenze di spesa più elevate, con erogazioni da 30.000 a 75.000 euro, dilazionando il
rimborso fino a 96 mesi, con opzione di scelta tra tasso fisso e variabile.
La gamma del risparmio gestito è stata ulteriormente rinnovata e arricchita. In particolare a
metà dicembre è stato lanciato Intesa Garanzia Attiva, il primo fondo di investimento in
Italia a capitale garantito che consente di poter offrire ai clienti un prodotto innovativo che
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coniuga una gestione dinamica con la garanzia a 5 anni del capitale investito. Nel
comparto della bancassicurazione, è stata ulteriormente sviluppata l’offerta con il lancio di
22 emissioni Index Linked, che hanno coperto una consistente quota del collocato
complessivo dei prodotti assicurativi vita.
Nel comparto delle carte di pagamento è stata avviata la commercializzazione di Intesa
Flash, carta prepagata e ricaricabile che può essere rilasciata e utilizzata anche senza
conto corrente.
Nell’ambito dei prodotti di investimento è stato realizzato Intesa Per Domani, innovativo
piano di accumulo sui fondi di investimento Intesa Bouquet, che consente di accantonare
un capitale per una persona designata – anche minorenne – indicando la data a partire
dalla quale il beneficiario acquisterà la titolarità del capitale accumulato.
Nel 2005 sono state avviate significative iniziative per supportare la crescita e
l’innovazione delle PMI (Piccole e Medie Imprese). E’ stato infatti lanciato IntesaNova, un
programma di finanziamento a supporto dei progetti di innovazione di processo/prodotto e
ICT che si avvale del contributo di un qualificato network scientifico (Politecnici,
Università). Inoltre, per supportare le aziende nella comprensione della nuova normativa di
Basilea II e per favorire una valutazione del suo impatto sul credito alle PMI è stata avviata
l’erogazione di un servizio di diagnosi e consulenza denominato IntesaBasilea, con il
supporto di strumenti informatici innovativi. Un importante contributo alla crescita delle
erogazioni complessive del comparto a medio-lungo termine è venuto anche dal
programma di finanziamento lanciato in partnership con Eurofidi, assistito da garanzia
specifica del consorzio.
A supporto delle strategie di internazionalizzazione delle PMI è stata sviluppata in
partnership con SACE l’offerta di Intesa Export; si tratta di un mutuo chirografario a medio
termine assistito da garanzia SACE, riservato a clienti caratterizzati da un’elevata
propensione all’export, per sostenere i loro progetti di investimento internazionale. Il
prodotto ha caratteristiche di assoluta novità nel Sistema Bancario Italiano, trattandosi
della prima operazione di financial credit insurance finalizzata da SACE.
E’ stato inoltre realizzato un nuovo prodotto di finanziamento a breve termine, denominato
Intesa Tandem, che si concretizza in una specifica convenzione tra Banca Intesa e le
aziende produttrici e/o commerciali, grazie alla quale l’azienda convenzionata viene
accreditata in un’unica soluzione al netto degli interessi, mentre l’azienda rivenditrice
rimborsa la somma erogata secondo un piano di ammortamento prestabilito con rate
composte dalla sola quota capitale.
Principali mercati
Il Gruppo è presente con circa 3.100 sportelli in tutte le regioni italiane e 800 sportelli
all’estero. Il Gruppo Intesa ha una significativa presenza retail all’estero tramite banche
controllate situate principalmente nel Centro-Est Europa e presidia con una rete
internazionale specializzata circa 20 Paesi a supporto dell’attività internazionale della
propria clientela corporate.
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STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Descrizione del Gruppo Intesa
La capogruppo Banca Intesa opera con una struttura organizzativa orientata al cliente
composta da cinque unità di business responsabili di tutti i clienti del Gruppo: la Divisione
Rete, la Divisione Corporate, la controllata Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo S.p.A., la
Divisione Banche Italia e la Divisione Banche Estero.
Divisione Rete
La Divisione Rete serve circa 6,1 milioni di clienti tramite circa 2.100 sportelli e segue
Individui (Famiglie, Premium e Private), Small Business, Piccole Imprese, Imprese, Enti
religiosi e Enti No Profit.
I servizi offerti alla clientela includono conti correnti, depositi a risparmio, credito al
consumo, scoperti di conto, mutui, carte di pagamento, private banking e risparmio gestito.
Divisione Corporate
La Divisione Corporate serve circa 16.500 clienti tramite 53 filiali: gestisce e sviluppa le
relazioni con grandi e medie imprese ed istituzioni finanziarie.
I servizi della Divisione Corporate comprendono depositi, scoperti di conto, sconto effetti,
finanziamenti all’import/export, anticipi su contratti e fatture, prestiti a medio-lungo termine,
servizi di pagamento, di intermediazione mobiliare (tramite Banca Caboto) e di finanza
d’impresa, inclusa l’assistenza nelle operazioni di fusione e acquisizione, valutazioni e
ristrutturazioni aziendali.
La Divisione ha anche la supervisione della rete estera costituita da filiali, uffici di
rappresentanza e controllate specializzate nel corporate banking. Banca Intesa conta 6
filiali e 12 uffici di rappresentanza all’estero. Alla Divisione Corporate fanno capo 3
partecipate specializzate nel corporate banking: ZAO Banca Intesa a Mosca, costituita nel
2003, unica presenza italiana con licenza bancaria nella Federazione Russa, SEB in
Lussemburgo e Banca Intesa Ireland a Dublino.
Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo S.p.A.
La controllata Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo serve circa 1.500 clienti nel settore
pubblico-infrastrutturale tramite 11 filiali, con ambiti di intervento che spaziano dal
finanziamento delle opere pubbliche alle cartolarizzazioni dei crediti degli enti pubblici alla
finanza di progetto.
Divisione Banche Italia
La Divisione Banche Italia include le banche controllate italiane, tutte a forte radicamento
locale, che servono complessivamente circa 1,7 milioni di clienti tramite oltre 900 filiali.
La Divisione comprende la Banca di Trento e Bolzano - “BTB” (79 filiali e circa 85.000
clienti), Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza – “Cariparma” (307 filiali e circa 640.000
clienti), Banca Popolare FriulAdria - “FriulAdria” (148 filiali e circa 270.000 clienti), Cassa
di Risparmio di Biella e Vercelli - “Biverbanca” (102 filiali e circa 155.000 clienti) e Intesa
Casse del Centro (308 filiali e circa 545.000 clienti) che controlla le seguenti Casse di
Risparmio nel centro Italia (CR Terni e Narni, CR Rieti, CR Viterbo, CR Spoleto, CR
Foligno, CR Città di Castello, CR Ascoli Piceno e CR Fano).
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Divisione Banche Estero
La Divisione Banche Estero comprende le banche controllate all’estero che svolgono
attività di retail e commercial banking. La Divisione Banche Estero serve circa 5 milioni di
clienti tramite circa 800 filiali.
In particolare la Divisione Banche Estero include le controllate bancarie estere che
operano nell’Europa Centro-Orientale: Privredna Bank Zagreb - PBZ in Croazia, con 205
filiali e 1,9 milioni di clienti, Vseobecna Uverova Banka – VUB in Slovacchia, con 234 filiali
e circa 1,8 milioni di clienti, Banca Intesa Beograd in Serbia e Montenegro, con 180 filiali e
circa 740.000 clienti, Central-European International Bank – CIB in Ungheria, con 77 filiali
e circa 465.000 clienti, UPI Banka in Bosnia-Erzegovina, con 16 filiali e circa 55.000
clienti, e KMB Bank nella Federazione Russa con 46 filiali e circa 40.000 clienti.
INFORMAZIONI SULLE TENDENZE PREVISTE
A parte quanto specificato nel presente Documento di Registrazione, (i) non si sono
verificati cambiamenti negativi sostanziali delle prospettive dell’emittente dalla data
dell’ultimo bilancio sottoposto a revisione pubblicato (ii) né Banca Intesa né alcuna delle
proprie partecipazioni è consapevole di tendenze, incertezze, richieste, impegni o fatti noti
che potrebbero ragionevolmente avere ripercussioni significative sulle prospettive
dell’emittente almeno per l’esercizio in corso.
ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI VIGILANZA
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Presidente
Prof. Avv. Giovanni BAZOLI
nato a Brescia il 18/12/1932 ivi domiciliato in Piazza del Foro n. 10
(cap 25121) – Codice Fiscale BZL GNN 32T18 B157E
Avvocato
Vice Presidenti:
Prof. Giampio BRACCHI
nato a Piacenza il 27/1/1944 domiciliato in Milano, Via Borgonuovo
n. 7 (cap 20121) – Codice Fiscale BRC GMP 44A27 G535Z
Professore Universitario
M. René CARRON
nato a Yenne (Francia) il 13.6.1942, domiciliato a Yenne (73)–
Haut Somont (Francia) - Codice Fiscale CRR RJS 42H13 Z110T
Presidente Credit Agricole S.A.
Amministratore Delegato e Direttore
Generale
Dott. Corrado PASSERA
Consiglieri:
Prof. Giovanni ANCARANI
nato a Como il 30/12/1954 domiciliato in Milano,
Via Manzoni 39 (cap 20121) – Codice Fiscale PSS CRD 54T30
C933K
Consigliere Credit Agricole S.A. e Consigliere Rcs MediaGroup
S.p.A.
nato a Fusignano (RA) il 21/7/1933 domiciliato in Milano Corso
Magenta 30 (cap 20123) – Codice Fiscale NCR GNN 33L21
D829A
Professore Universitario
10
Prof. Francesco ARCUCCI
nato a Parma il 29/1/1942 domiciliato in Milano Via dell’Annunciata
n. 29 (cap 20121) - Codice Fiscale RCC FNC 42A29 G337G
Professore Universitario
Cav. Lav. Dott. Benito BENEDINI
nato a Milano il 28/10/1934 domiciliato in Milano Piazzetta Brera n.
24/2 (cap 20121) – Codice Fiscale BND BNT 34R28 F205T
Imprenditore
Dott. Antoine BERNHEIM
nato a Parigi (Francia) il 4.9.1924, domiciliato a Venezia, San
Marco n. 2803 (cap 30100) – Codice Fiscale BRN NTN 24P04
Z110V
Presidente Assicurazioni Generali
M. Jean Frederic DE LEUSSE
nato a Boulogne Billancourt (F) il 29/10/1957, domiciliato a Parigi –
23 Rue d’Edimbourg – Codice Fiscale DLS JFR 57R29 Z110R
Dirigente Credit Agricole S.A.
M. Gilles JACQUIN DE MARGERIE
nato a Neuilly sur Seine (F) il 30/8/1955, domiciliato a Parigi – 9
Rue Bonaparte – Codice Fiscale JCQ GLS 55M30 Z110U
Dirigente Credit Agricole S.A.
Dott. Alfonso DESIATA
nato a Boiano (CB) il 27/1/1933 domiciliato in Trieste,
Via Tolmezzo n. 10 (cap 34136) – Codice Fiscale DST LNS 33A27
A930N
Vice Presidente Banca Popolare Friuladria
nato a Milano il 4/8/1946 domiciliato in Milano, Via Manin 35 (cap
20121) - Codice Fiscale FSS RRT 46M04 F205W
Dirigente Credit Agricole
Dott. Ariberto FASSATI
Prof. Giancarlo FORESTIERI
nato a Ravenna (RA) il 14/9/1946 domiciliato in Milano, Via Carlo
Goldoni n. 34 (cap 20129) – Codice Fiscale FRS GCR 46P14
H199F
Professore Universitario
Dott. Paolo FUMAGALLI
nato a Busto Arsizio (VA) il 24/6/1960 domiciliato in Fagnano
Olona (VA) Via Ariosto n. 25/B (cap 21054) - Codice Fiscale FMG
PLA 60H24 B300H
Commercialista
Prof. Giangiacomo NARDOZZI
nato a Bologna il 30/10/1943, domiciliato a Milano, Via Ausonio n.
19 (cap 20123) – Codice Fiscale NRD GGC 43R30 A944V
Professore Universitario
M. Georges PAUGET
nato a Rumilly (Francia) il 7/6/1947, domiciliato a Pau (Francia),
Rue Cazaubon Norbert, 12 -Codice Fiscale PGT GGS 47H07
Z110J
Direttore Generale Credit Agricole S.A.
Prof. Eugenio PAVARANI
nato a Parma il 12/9/1949, residente a Parma, V.le Duca
Alessandro n. 111 (cap 43100) – Codice Fiscale PVR GNE 49P12
G337S
Professore Universitario
Dott. Giovanni PERISSINOTTO
nato a Conselice (RA) il 6.12.1953, residente in Trieste, Via
Panzera, 1 (cap 34136) – Codice Fiscale PRS GNN 53T06 C963W
Amministratore Delegato Assicurazioni Generali
Dott. Ugo RUFFOLO
nato a Treviso il 31/8/1949, residente a Roma, Via Garigliano n. 72
(cap 00198) – Codice Fiscale RFF GUO 49M31 L407I
Amministratore Delegato Alleanza Assicurazioni
11
Dott. Gino TROMBI
nato a Tizzano Val Parma (PR) il 27/5/1923 domiciliato in Milano,
Foro Buonaparte n. 22 (cap 20121) - Codice Fiscale TRM GNI
23E27 L183P
Presidente Banca Lombarda
COLLEGIO SINDACALE
Presidente:
Dott. Gianluca PONZELLINI
Sindaci Effettivi:
Dott.ssa Rosalba CASIRAGHI
nato a Varese il 7/2/1947 ivi domiciliato in Via Mozart n. 2 (cap
21100) Codice Fiscale PNZ GLC 47B07 L682T
Commercialista
nata a Milano il 17/6/1950, domiciliata a Fino Mornasco (CO) in Via
Garibaldi n. 2 (cap 22073) - Codice Fiscale CSR RLB 50H57 F205Y
Consulente
Dott. Paolo Andrea COLOMBO
nato a Milano il 12/4/1960 ivi domiciliato in Via Terraggio n. 11 (cap
20123) - Codice Fiscale CLM PND 60D12 F205T
Commercialista
Prof. Franco DALLA SEGA
nato a Trento il 12/6/1960, domiciliato a Milano, Via Frà Bartolomeo
da Pisa, 15 (cap 20146) - Codice Fiscale DLL FNC 60H12 L378B
Professore Universitario
Avv. Livio TORIO
nato a Riccione (RN) il 5/3/1943, ivi domiciliato in Via Sant’Andrea
n. 25
(cap 47838) - Codice Fiscale TROLVI43C05H274Z
Avvocato
Sindaci Supplenti:
Dott. Paolo GIOLLA
Dott.ssa Francesca MONTI
nato a Milano il 28/6/1942, ivi domiciliato in Via Borgogna n. 5 (cap
20122) - Codice Fiscale GLL PLA 42H28 F205R
Commercialista
nata a Milano il 2/2/1960, ivi domiciliata in Via Giovanni Randaccio
n. 8
(cap 20145) - Codice Fiscale MNTFNC60B42F205P
Commercialista
Conflitti di interessi degli organi di amministrazione e di vigilanza
Nessuno dei suddetti Membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale
svolge attività che potrebbero configurare un conflitto di interesse nei confronti della
Banca, fatta eccezione per la concorrenza bancaria nazionale e/o internazionale nella
normale consuetudine di mercato.
12
PRINCIPALI AZIONISTI
Assetti proprietari diretti/indiretti
Al 31.03.2006, secondo le risultanze del libro soci e di altre comunicazioni pervenute, i
soggetti che detengono direttamente o indirettamente strumenti finanziari rappresentativi
del capitale di Banca Intesa S.p.A. con diritto di voto in misura superiore al 2% del capitale
sociale sono:
Azionisti
Numero azioni numero altre categorie quota % sul capitale
ordinarie
di strumenti finanziari di n. 5.983.374.287
con diritto di voto
azioni ordinarie
1. CREDIT AGRICOLE S.A
2. FONDAZIONE CARIPLO
3. ASSICURAZIONI GENERALI
1.067.423.559
554.578.319
435.229.478
1.782.764
17,84 %
9,27 %
7,27 %
0,03 %
. Alleanza Assicurazioni
. Altre Società controllate
248.236.838
185.209.876
4,15 %
3,09 %
4. FONDAZIONE CASSA DI
RISPARMIO DI PARMA
5. MONDRIAN INVESTMENT
PARTNERS LIMITED
6. BRANDES INVESTMENT
PARTNERS, L.L.C.
7. BANCA LOMBARDA E
PIEMONTESE
260.515.202
4,35 %
172.728.219
2,89 %
162.150.000
2,71 %
145.022.912
2,43 %
-
140.167.610
2,35 %
4.855.302
0,08 %
121.000.000
2,02 %
-
direttamente
indirettamente tramite:
direttamente
indirettamente tramite:
. Banco di Brescia San Paolo CAB
8. CAPITALIA
Eventuale soggetto controllante ai sensi dell’art. 93 del Testo Unico Finanza
Nessun soggetto detiene il controllo dell’emittente ai sensi dell’art. 93 del T.U.F..
Patto di Sindacato
In data 3 maggio 2005 è stato sottoscritto fra i principali azionisti di Banca Intesa S.p.A. un
Patto di Sindacato in vigore sino al 15 aprile 2008.
Gli aderenti all’accordo, organizzati in cinque parti, che detengono il 43,27% del capitale
avente diritto di voto, sono i seguenti:
Crédit Agricole
Fondazione Cariplo
Gruppo Generali
Gruppo "Lombardo"
Fondazione Cariparma
17,80 %
9,27 %
7,27 %
4,68 %
4,25 %
13
INFORMAZIONI FINANZIARIE RIGUARDANTI LE ATTIVITA’ E LE PASSIVITA’, LA
SITUAZIONE FINANZIARIA E I PROFITTI E LE PERDITE DELL’EMITTENTE
Le informazioni finanziarie riguardanti le attività e le passività, la situazione finanziaria e i
profitti e le perdite dell’emittente sono incluse nel Fascicolo del Bilancio d’esercizio 2005
disponibile presso la sede sociale di Banca Intesa e depositato presso la Consob in data
21 aprile 2006. Il Fascicolo del Bilancio d’esercizio 2005 è altresì disponibile sul sito
Internet dell’emittente all’indirizzo: www.bancaintesa.it.
Documentazione inclusa mediante riferimento
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 11 della Direttiva 2003/71/CE del Parlamento
Europeo e del Consiglio e dell’art. 28 del Regolamento (CE) n. 809/2004 della
Commissione, i seguenti documenti, precedentemente pubblicati e depositati presso la
Consob, devono ritenersi inclusi nel presente Documento di Registrazione, di cui formano
parte integrante:
•
Fascicolo del Bilancio d’esercizio 2005
- L’adozione dei nuovi principi contabili IAS/IFRS: pag. 25
- Relazione della Società di Revisione sulla prima applicazione dei principi contabili
IAS/IFRS: pag. 53
- Relazione della Società di Revisione al bilancio consolidato: pagina 109
- Rendiconto Finanziario Consolidato: pagina 119
- Nota Integrativa Consolidata (incluse le Politiche Contabili) da pagina 121 a
pagina 302
•
Fascicolo del Bilancio d’esercizio 2004
- Relazione della Società di Revisione al bilancio consolidato: pagina 117
Revisione delle informazioni finanziarie annuali relative agli esercizi passati
L’emittente dichiara che la Reconta Ernst & Young ha certificato i bilanci d’esercizio
individuali e consolidati al 31 dicembre 2005 e 31 dicembre 2004 di Banca Intesa S.p.A.
ed ha espresso un giudizio senza rilievi con apposite relazioni.
Procedimenti giudiziari e arbitrali
Contenzioso in materia di anatocismo
La Corte di Cassazione a sezioni unite, con sentenza n. 21095 del 4.11.04, ha
confermato il principio circa la natura negoziale della clausola di capitalizzazione
trimestrale degli interessi generalmente inserita nei contratti di conto corrente e, pertanto,
l’inidoneità di detta clausola a derogare al divieto generale di anatocismo di cui all’1283
c.c.
Il suddetto orientamento risulta criticabile e non condivisibile sotto molteplici profili giuridici,
oltre che sul piano dell’equità sostanziale, ed il Gruppo Intesa, in coerenza con la linea
generalmente seguita dal sistema bancario, intende contrastarlo nelle più opportune sedi
giudiziali. Tuttavia, il risalto fornito dalla stampa alla citata sentenza e le iniziative
14
promosse dalle associazioni dei consumatori espongono le banche a numerosi reclami
della clientela volti ad ottenere il ricalcolo ed il rimborso degli interessi c.d. anatocistici.
Nel caso in cui a tali reclami faccia seguito l’instaurazione di cause, Banca Intesa, come le
altre società del Gruppo, provvede ad effettuare, di volta in volta, congrui accantonamenti
per la copertura dei relativi rischi.
Contenzioso in materia di bond in default
Per effetto dello stato di insolvenza verificatosi rispettivamente nel 2001, 2002 e 2003
dello Stato Argentino, del Gruppo Cirio e del Gruppo Parmalat (oltre che, in tempi
successivi, delle società Giacomelli, Finmek e Finmatica) si sono registrate numerose
vertenze, anche giudiziali, promosse da clientela acquirente dei bond in default. Al
riguardo il Gruppo Intesa ha condiviso con le associazioni dei consumatori un meccanismo
di conciliazione, improntato a criteri di equità e basato sull’analitico esame delle singole
pratiche, portando a conclusione nel corso del 2005 le domande relative ai titoli
obbligazionari Cirio, Parmalat e Giacomelli. Relativamente ai clienti di Banca Intesa sono
state esaminate 14.120 domande con una percentuale di pretese conciliate pari al
99,94%; per il Gruppo Intesa le domande esaminate sono state 18.359, conciliate per il
99,95%. Sia per Banca Intesa che per il Gruppo circa il 50% delle domande conciliate
sono state rimborsate totalmente o parzialmente.
In seguito il meccanismo di conciliazione è stato esteso ai titoli obbligazionari Finmatica e
Finmek. La relativa procedura è partita a fine 2005 e si concluderà entro il primo
quadrimestre 2006. Le domande presentate sono pari a 3.163 per Banca Intesa ed a
4.107 per il Gruppo Intesa.
La Capogruppo e le banche del Gruppo hanno provveduto ad accantonare l’importo
stimato per gli oneri che deriveranno dal completamento del meccanismo di conciliazione.
In merito invece alle pretese di risarcimento dei portatori di bond Argentina e dei clienti che
non hanno ritenuto di aderire a detto meccanismo di conciliazione (o che non sono stati
soddisfatti dal medesimo), Banca Intesa, come le altre società del Gruppo, gestisce in via
ordinaria, così come il restante contenzioso, tali vertenze e provvede ad effettuare - di
volta in volta e tenuto conto della peculiarità delle singole posizioni - congrui
accantonamenti.
Contenzioso con l’Amministrazione Straordinaria Parmalat
Nel mese di agosto del 2005 il Commissario Straordinario del Gruppo Parmalat ha
notificato a Banca Caboto, Banca Intesa e ad altro intermediario non appartenente al
Gruppo Intesa, citazione per il pagamento, per la quota di pertinenza del Gruppo, di circa
900 milioni di euro, a titolo di risarcimento dei danni causati dall’attività svolta
rispettivamente quali arrangers e relevant dealers nel 2001-2002 di un Debt Issuance
Programme e quali co-lead managers di altre emissioni di bonds nel primo semestre
2002.
E’ stata inoltre notificata una citazione alla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, a
titolo di risarcimento danni per preteso concorso all’aggravamento del dissesto del Gruppo
Parmalat, con cui si chiede il pagamento di un importo non inferiore a 700 milioni di euro,
corrispondente all’ammontare delle anticipazioni complessivamente erogate a Parmalat a
fronte di ricevute bancarie nel periodo compreso tra il 31 dicembre 1999 e l’apertura della
procedura di amministrazione straordinaria.
Il Gruppo Intesa è stato altresì destinatario, sempre da parte del Commissario
Straordinario del Gruppo Parmalat, di atti di citazione volti ad ottenere la revocatoria
fallimentare di pagamenti effettuati, nei 12 mesi precedenti la declaratoria di insolvenza,
dal Gruppo Parmalat a Banca Intesa, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Cassa di
15
Risparmio di Biella e Vercelli e Banca CIS, per un importo complessivo di circa un miliardo
di euro.
Il Gruppo Intesa contesta in toto il fondamento di tali pretese ed è convinto che l’Autorità
Giudiziaria respingerà tutte le domande di Parmalat, riconoscendo la correttezza e la
legittimità dei comportamenti di Banca Intesa e delle sue controllate. In base agli usuali
criteri di prudenza è stato rafforzato adeguatamente il Fondo per rischi ed oneri, con
accantonamenti commisurati ai dati statistici degli esborsi storicamente sostenuti.
Sono infine pendenti procedimenti penali, ancora nella fase predibattimentale, a carico –
tra numerosi esponenti del mondo finanziario – anche di alcuni dipendenti del Gruppo
Intesa.
L’applicazione della “Legge Ciampi”
La Legge n. 461/98 (c.d. “Legge Ciampi”) aveva introdotto nell’ordinamento giuridico
italiano agevolazioni fiscali finalizzate a favorire le operazioni di aggregazione nel settore
bancario. Di tali agevolazioni – riguardanti sia le imposte dirette sia le indirette – aveva
beneficiato anche il Gruppo Intesa, che aveva conseguito risparmi sulla fiscalità diretta per
complessivi 250 milioni (circa la metà di quelli che teoricamente sarebbero spettati) e di
circa 10 milioni su quella indiretta. Le agevolazioni erano state successivamente censurate
dalla Commissione Europea che – con la decisione dell’11 dicembre 2001 – le aveva
considerate “incompatibili con il mercato comune”. Contro questa decisione avevano
presentato ricorso sia lo Stato italiano, avanti la Corte di Giustizia delle Comunità europee,
sia l’ABI (in proprio e in rappresentanza di alcune piccole e medie banche) nonché
singolarmente, presso il Tribunale di primo grado delle Comunità europee, ciascuna delle
maggiori banche, Banca Intesa compresa.
A seguito della decisione della Commissione Europea, e in attesa della pronuncia della
Corte di Giustizia, il Governo italiano ha emanato disposizioni (Decreto Legge n. 282/02
convertito nella Legge n. 27/03) che hanno imposto alle banche di restituire all’erario le
somme corrispondenti alle agevolazioni a suo tempo fruite. In adempimento di tali
disposizioni, Banca Intesa e le altre società del Gruppo interessate hanno dapprima
accantonato e successivamente versato all’erario, secondo la procedura prevista, l’intera
somma dovuta, pari all’ammontare dei benefici fiscali a suo tempo conseguiti.
A parte quanto specificato nel presente Documento di Registrazione, Banca Intesa e le
sue partecipazioni incluse nel bilancio consolidato non sono o non sono state coinvolte in
procedimenti amministrativi, giudiziari o arbitrali, nei 12 mesi precedenti la data del
presente Documento di Registrazione, che possano avere o avere avuto di recente
rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria o la redditività dell’emittente e/o del
gruppo e, per quanto fino ad ora a conoscenza di Banca Intesa, nessun procedimento
dello stesso tipo è in corso o previsto.
Cambiamenti significativi nella situazione finanziaria dell’emittente
A parte quanto specificato nel presente documento di Registrazione, non si sono verificati
cambiamenti significativi della situazione finanziaria o commerciale del Gruppo dalla data
di chiusura dell’ultimo esercizio per il quale sono state pubblicate informazioni finanziarie
sottoposte a revisione.
CONTRATTI IMPORTANTI
A parte quanto specificato nel presente Documento di Registrazione, né Banca Intesa né
alcuna delle sue partecipazioni ha concluso alcun contratto negli ultimi due anni al di fuori
16
del normale svolgimento dell’attività, che abbia comportato o possa ragionevolmente
comportare per i membri del gruppo un’obbligazione o un diritto tale da influire in misura
rilevante sulla capacità dell’emittente di adempiere alle sue obbligazioni nei confronti dei
possessori degli strumenti finanziari che intende emettere.
DOCUMENTI ACCESSIBILI AL PUBBLICO
L’Emittente dichiara che, per la durata di validità del Documento di Registrazione,
possono essere consultati presso la propria sede sociale in Piazza Paolo Ferrari, 10 –
Milano i seguenti documenti (o loro copie):
a) Atto Costitutivo dell’Emittente
b) Statuto dell’Emittente;
c) Fascicolo del Bilancio Consolidato del Gruppo Intesa e del Bilancio Individuale di Banca
Intesa S.p.A. per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2005;
d) Fascicolo del Bilancio Consolidato del Gruppo Intesa e del Bilancio Individuale di Banca
Intesa S.p.A. per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2004;
e che la documentazione di cui ai precedenti punti da b) a d) è inoltre disponibile sul
proprio sito web www.bancaintesa.it e presso la Borsa Italiana S.p.A., Piazza degli Affari,
6 – Milano.
Dichiarazione di responsabilità
Banca Intesa S.p.A. con sede in Milano, Piazza Paolo Ferrari n. 10, rappresentata
legalmente dal Responsabile della Direzione Finanza e Tesoreria, Dott. Giovanni Gorno
Tempini, munito dei necessari poteri, si assume la responsabilità del presente Documento
di Registrazione.
Banca Intesa S.p.A., come sopra rappresentata, dichiara che, avendo essa adottato tutta
la ragionevole diligenza a tale scopo, le informazioni contenute nel Documento di
Registrazione sono, per quanto a propria conoscenza, conformi ai fatti e non presentano
omissioni tali da alterarne il senso.
Banca Intesa S.p.A.
Il Responsabile della Direzione Finanza e
Tesoreria
Dott. Giovanni Gorno Tempini
_______________________________
Il Presidente del Collegio Sindacale
Dott. Gianluca Ponzellini
_____________________________
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