docTBM OF 2013 14 - ICS Don Milani di Prato

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docTBM OF 2013 14 - ICS Don Milani di Prato
Istituto Comprensivo Don Milani
Scuola dell'infanzia di Tobbiana
Via Traversa Pistoiese, 1/D
Tel. 0574/660061
Fax 0574/660061
Estratto dalla Carta di Identità della scuola a.s. 2013-2014
1.Progetto “Questo sono io ”
Aiuta insegnati e genitori a individuare disagio e difficoltà degli alunni in modo da
interagire per il loro superamento.
2.Progetto “Un viaggio intorno al mondo”
Il progetto stimola l’ascolto, l’attenzione e favorisce lo sviluppo di modalità
comunicative personali attraverso le attività di musico — terapia
Dalla Programmazione di Plesso
Primo Progetto con l'esperta Fabbri Cecilia
TITOLO
QUESTO SONO IO
ISTITUTO
ISTITUTO COMPRENSIVO “DON LORENZO
MILANI”
SCUOLE COINVOLTE
INFANZIA TOBBIANA
REFERENTE
PAGLIAI DELIA
CONTESTO E MOTIVAZIONI
Presenza nella scuola di bambini in situazioni di
disagio e/o difficoltà, e problematiche di
linguaggio. Bisogno delle insegnanti e dei
genitori di avere l'aiuto di un' esperto
nell'azione educativa.
FINALITA’
Dare a ciascuno le stesse opportunità,
superando le difficoltà personali, raggiungendo
così la maturazione dell' identità e
l'integrazione con il gruppo.
OBIETTIVI Generali
•
•
•
Rafforzamento dell’identità e della stima di
sé
Valorizzare il saper raccontare esperienze
fatte a scuola e fuori dall’ambiente
scolastico, cioè che fanno parte del
territorio locale pratese
Stimolare la creatività e la “voglia di fare”
METODOLOGIA
Intervento dell' esperto e/o dell'insegnante in
piccolo e grande gruppo in situazione di gioco
spontaneo e con l' ausilio dei libri.
CONTENUTI
Gioco spontaneo negli angoli predisposti all'
interno dello spazio-scuola.
FASI PROGETTUALI
Incontro con il pedagogista-clinico per stabilire
giuste strategie d' intervento.
Pedagogista-clinico a scuola.
TEMPI
NOVEMBRE -MAGGIO
SOGGETTI COIVOLTI
Bambini di tutte le sezioni per un totale di
n°120
ins. di sezione, genitori, dott. Cecilia Fabbri
TARGET D’UTENZA
ALUNNI- GENITORI- INSEGNANTI
RISORSE FINANZIARIE
OF Comune
RISORSE UTILIZZATE PER REALIZZARE
IL PROGETTO (compilare solo le voci che
interessano)
ESPERTO ESTERNO
VERIFICA E VALUTAZIONE
Incontri con l' esperto a breve e lungo termine.
DOCUMENTAZIONE E DIFFUSIONE
Quaderni di registrazione degli adulti e foto
DOTT.FABBRI CECILIA 20 ORE
Come si è sviluppato il percorso
Le insegnanti di ogni sezione hanno comunicato alla dott.ssa Cecilia Fabbri i bisogni
educativi per i quali si rendeva necessario il Progetto.
In alcune sezioni si è proceduto con incontri di osservazione in sezione durante il gioco
libero e/o strutturati e in momenti in cui alcune dinamiche dei bambini erano
particolarmente evidenti come, ad esempio, il pranzo o il momento del pre
addormentamento per i bambini di 3 anni.
Si è rilevata anche la necessità di affrontare alcune tematiche specifiche, quali
l’autonomia, la comunicazione adulto bambino, in incontri collettivi rivolti a genitori e
insegnanti.
In alcune sezioni l’intervento è stato realizzato attraverso la sollecitazione tematica
degli insegnanti.
Si riporta, a titolo esemplificativo, il percorso proposto alla sezione di 5 anni.
Avendo gli insegnanti espresso il desiderio di completare il lavoro di scoperta,
osservazione e percezione del proprio corpo, è stata proposta ai bambini la lettura ad
alta voce del libro di Loredana Frescura, Faccia da mostro.
Poi si è imparata e cantata tutti insieme la canzone “SE VIVI A CORPO VIVO” . Che
abbiamo cantato con gesti e movimenti del corpo. Ai bambini è piaciuto moltissimo sia
per la velocità di esecuzione (il ritornello veniva cantato prima piano poi sempre più
velocemente) sia per il fatto che i bambini dovevano toccare tutte le parti del corpo
che nominavano: testa, occhi, naso, bocca, orecchie, collo, spalle, braccia, mani, pancia,
gambe, piedi.
È seguita una conversazione collettiva sulla preziosità di ogni parte del corpo.
Le mani.
Avendo utilizzato la chitarra durante la canzone, i bambini hanno proposto:
“mani per suonare”. Così hanno vissuto l’esperienza di provare a “sentire la voce della
chitarra”, suonandone le corde (come si evince dalla foto). Ognuno ha poi espresso
cosa si può fare con le mani e la conversazione è stata veramente simpaticissima.
Ci siamo alzati e tutti insieme abbiamo camminato salutandoci e facendo divertire le
mani (ad es:“perepeppeppè” nella foto).
I bambini sono stati guidati nell’osservazione delle caratteristiche delle mani:
“possono essere calde e fredde!” e” quali strategie possiamo usare per riscaldare le
mani?”
Ognuno ha dato la sua soluzione ed è stato proposto di far ruotare le braccia ( come si
vede nella foto dello “sbracciamento”!).
Uno degli incontri più interessanti e divertenti per i bambini è stato quello sui PIEDI!
E per osservarli e conoscerli…via le scarpe, via i calzini e… “vola fantasia di cosa si può
fare a piedi nudi!”
A questo progetto abbiamo lavorato per diversi mesi e tra un incontro e l’altro le
insegnanti hanno proposto molte attività: disegni del corpo umano ( faccia, bocca con
lingua e papille gustative!) e non potevano mancare giochi sul gusto in cui i bambini
senza l’aiuto della vista erano invitati ad assaggiare alcuni ingredienti e riconoscerli e
sull’olfatto.
Un posto di privilegio è stato dato ai piedi che “ignudati”, sono stati immersi nel
borotalco e poi lasciata l’impronta su foglio nero!
È stato fantastico anche osservare i genitori che, venendo a prendere i loro figli,
hanno giocato a riconoscere nei fogli l’impronta del loro figlio/a!
Foto allegate
Cecilia fa toccare la
chitarra
Con le
mani facciamo pereppeppè
I bambini si sbracciano
Le suddette attività sono state condotte come ulteriore rinforzo dopo che i bambini
avevano partecipato al laboratorio didattico a cura del Museo dell'Opera del Duomo
“I cinque sensi”.
SINTESI DEL LABORATORIO-VISITA
L'incontro con le opere è stato guidato dai cinque sensi:la vista, stimolata dalla cromia
delle opere; il tatto, evocato dalle molte stoffe rappresentate; il gusto e l'olfatto
suscitato dalla raffigurazione di frutti e fiori; l'udito rievocato da strumenti musicali,
ma anche dal suggestivo silenzio delle sale del Museo. L'incontro comprendeva la
parte teorica con la visita animata e l'attività ludica con la realizzazione di vari
oggetti con la pasta da modellare.
FACCIAMO CHIAREZZA SUI LABORATORI DI STORIA (1°PARTE)
La scuola dell'infanzia è quella che propone e struttura le prime esperienze dirette e
le orienta nella logica del “laboratorio”, termine che va ricondotto al suo primordiale
significato di strumento metodologico. É in modo “naturale” un laboratorio, nel quale si
conducono attività legate al superamento della percezione di sé, come misura della
realtà. I campi di intervento, in questo caso, toccano:
1. l'orientamento personale e la nozione di tempo
2. i luoghi e i tempi della vita del bambino (a casa e a scuola), i ritmi e i cicli
perché il bambino possa riconoscersi e trovare sicurezza, dove possa
riconoscere e trovare le stesse cose, gli stessi ambienti, gli stessi ritmi
3. le attività concrete del vivere quotidiano e del tempo scuola orientate secondo
coordinate di spazio e tempo per collocare ordinatamente le esperienze
4. le esperienze che si collocano in ambienti circoscritti
Già a questi livelli di età si introducono prerequisiti come la successione, la
contemporaneità, la durata, ma su cui si continua a lavorare anche negli anni successivi.
RELAZIONE FINALE VERIFICA
Sono stati raggiunti gli obiettivi specifici nell’ambito delle finalità generali del
progetto in rapporto all’area di intervento prescelta
METODOLOGIE ADOTTATE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
L'intervento dell' esperta Cecilia Fabbri ha lavorato in un piccolo gruppo e nel grande
gruppo in situazione di gioco spontaneo e con l' ausilio dei libri e la compresenza
dell'insegnante.
STRUMENTI DI OSSERVAZIONE E MONITORAGGIO
1
Osservazioni dirette durante i giochi
2
Scheda di valutazione del POF
OBIETTIVI RAGGIUNTI
1. Rafforzare l’identità personale e la stima di sé
2. Saper raccontare esperienze fatte a scuola e fuori dall’ambiente scolastico
3. Stimolare la creatività e la “voglia di fare”
PRODUZIONI FINALI
1. Quaderni di registrazione degli adulti
2. Foto
3. Quattro incontri tra esperta, genitori e insegnanti per confrontarsi sulle
tematiche della genitorialità
DALLE INDICAZIONI NAZIONALI – LA SCUOLA DELL'INFANZIA
I BAMBINI, LE FAMIGLIE, I DOCENTI, L'AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
Le famiglie
“Le famiglie sono il contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei
bambini. Nella diversità di stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, esse
sono portatrici di risorse che devono essere valorizzate nella scuola, per far crescere
una solida rete di scambi comunicativi e di responsabilità condivise. L'ingresso dei
bambini nella scuola dell'infanzia é una grande occasione per prendere più
chiaramente coscienza delle responsabilità genitoriali. Per i genitori che provengono
da altre nazioni e che sono impegnate in progetti di vita di varia durata per i loro figli
nel nostro paese, la scuola si offre come uno spazio pubblico per costruire rapporti di
fiducia e nuovi legami di comunità. Modelli culturali ed educativi, esperienze religiose
diverse, ruoli sociali e di genere hanno modo di confrontarsi, di rispettarsi e di
evolvere verso i valori di convivenza in una società aperta e democratica. Le famiglie
dei bambini con disabilità trovano nella scuola un adeguato supporto capace di
promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento delle differenze e la
costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino
possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il
proprio percorso di formazione.
Secondo progetto con l'esperta D'Argenio Ester
TITOLO
ISTITUTO
SCUOLE COINVOLTE
REFERENTE
CONTESTO E MOTIVAZIONI
“UN VIAGGIO INTORNO AL MONDO”
(PROGETTO INTERDISCIPLINARE DI ED.
MUSICALE,
MOTORIA
E
DI
MULTICULTURA)
Istituto Comprensivo Don Milani
Scuola dell’Infanzia di Tobbiana sez. D(5
anni),E (4 anni) e G (4/5 anni)
Biagi Elena
Sappiamo quanto sia importante in questa
fascia d’età l’apprendimento attraverso il
movimento e la musica e quanto sia ancora più
fruttuoso se il tutto viene proposto in maniera
ludica.
La presenza di molti bambini di altre culture
ci ha motivate ad elaborare una proposta in
cui i bambini più grandi (4/5 anni) vengano
coinvolti in un laboratorio sia di musiche e
danze di altri paesi sia locali, attraverso il
gioco e il racconto di usi e costumi.
Anche le nuove indicazioni nazionali sul
curricolo danno ampio rilievo al confronto
della cultura locale con altre culture e
costumi, già a partire dalla scuola dell’infanzia
FINALITÀ
OBIETTIVI
Generali
rifiutando le misure compensatorie e
promuovendo invece la ricerca di una nuova
coesione sociale che persegua valori comuni.
Ecco l’idea di un progetto che abbracci più
campi d’esperienza:
il sé e l’altro (come conoscenza per una sana
convivenza)
il corpo e il movimento (come rielaborazione
dell'esperienza)
immagini, suoni, colori (come rafforzamento
della conoscenza degli usi e costumi locali e di
altri paesi)
senza tralasciare il tema della cittadinanza
(come convivenza con culture diverse).
La presenza della palestra può facilitare
quello che intendiamo fare.
Inoltre i bambini della sezione D si apprestano
a svolgere un laboratorio teatrale con un
esperto di teatro che partendo dalla lettura
del libro “l’amico del mondo” di Lia Levi
sfocerà in una rappresentazione (vedi
progetto
“Teatro in gioco”) e in un
laboratorio in cui i genitori cuciranno i costumi
alle bambole multietniche (vedi progetto
“Conosciamoci”).
1. consolidare la percezione corporea e
sviluppare un’immagine positiva di se
stessi;
2. conoscere e valorizzare la diversitàunicità di ciascuno;
3. potenziare le capacità espressive e
comunicative;
4. conoscere le usanze e i costumi di altri
popoli;
5. favorire l’accettazione e la convivenza;
6. scoprire il paesaggio sonoro attraverso
attività di percezione e di produzione
musicale utilizzando voce, corpo e
strumenti;
7. conoscere musiche e danze di altri
popoli.
 costruire e riconoscere la propria
identità;
 conoscere caratteri generali di altre
culture;
 riconoscere e rispettare l’altro;
 decostruire stereotipi;
METODOLOGIA
CONTENUTI
FASI PROGETTUALI
TEMPI
SOGGETTI COIVOLTI
TARGET D’UTENZA
RISORSE FINANZIARIE
COSTO DEL PROGETTO (compilare solo
 educare all’ascolto del suono.
Attraverso una forma ludica l’esperto dovrà
“trasportare” i bambini in un viaggio alla
scoperta di usi, costumi, danze e musiche di
altri popoli così articolati:
1. 8 incontri con l’esperto a sottogruppo
per le sez. E e 8 incontri con l’esperto
per la sez. G nella palestra.
2. 4 incontri con l’esperto sui paesi di
provenienza delle bambole multietniche
presenti in sezione a gruppo-sezione
nella sez. D (5 anni) sempre in palestra.
 Presentazione del “viaggio” attraverso
oggetti magici (es. valige, tappeti,
mappe…);
 Proposta di danze di altri paesi e locali
con
musiche
appropriate
anche
attraverso l’uso di accessori , trucchi e
piccoli travestimenti;
 Ascolto e riproduzione di canti
tradizionali
(es.
guantanamera,
kumbaya, il trescone…);
 Utilizzo
di
strumenti
musicali
provenienti da paesi lontani e locali (es.
bastone
della
pioggia,
maracas,
tamburi, gong, tamburello, cembalo…);
 Piccole rappresentazioni teatrali;
 Giochi motori di simulazione (es. su
animali e abitazioni).
Sez. E e G: in ciascuno degli 8 incontri
l’esperto proporrà un viaggio in un paese
diverso;
Sez. D (5 anni): 4 incontri in cui l’esperto
proporrà un viaggio nei paesi di provenienza
delle bambole multietniche con le quali i
bambini giocano.
Da gennaio/febbraio a febbraio/marzo con
cadenza settimanale
Sez. D,E,G.
Esperto di musiche e danze multietniche,
docenti, bambini..
OF Comune di Prato
le voci che interessano)
Esperto esterno:
D’Argenio Ester
VERIFICA E VALUTAZIONE
DOCUMENTAZIONE E DIFFUSIONE
Documentazione dei bambini
Come si è sviluppato il percorso
L'esperta Ester D'Argenio, ha accolto le sezioni D, E, G, una per volta, a rotazione, in
palestra, ponendo subito l'accento ludico sull'intervento proposto.
Prima di iniziare “Il viaggio”, incoraggiava i bambini che vivevano nella città di Prato a
prendersi per mano e a dire “la parola magica” che, avrebbe portato loro, ogni volta, in
un paese lontano.
“Arrivati” nel paese, Ester faceva conoscere gli usi e i costumi proponendo le musiche,
i balli, i giochi, le storie, gli strumenti musicali, il modo di salutare. Ogni volta che
dovevano lasciare un paese i bambini di Prato salutavano con un “Ciao”.
Le sezioni E e G, avendo fatto 8 interventi ciascuna, hanno avuto la possibilità di
“visitare” più paesi, mentre nella sezione D, dei 5 anni, gli incontri sono stati quattro.
Le insegnanti dei grandi hanno fatto la richiesta che il progetto seguisse
parallelamente quello sul teatro che si sarebbe concluso con la recita dei bambini e la
cui sceneggiatura è stata tratta dal libro “L'amico del mondo” di Lia Levi.
In ciascuno dei quattro incontri, quindi, si sono “visitati” i paesi seguenti:
1. Africa : Ester ha proposto danze, musiche del posto accompagnate dai tamburi,
con giochi sugli ambienti e sulla fauna. Infine, ha letto una storia africana.
2.
Cina : Ester ha insegnato ai bambini il saluto, ha proposto danze e musiche
cinesi e il gioco degli aquiloni. Con un lungo telo rosso e un drago, disegnato sul
cartone, ha fatto conoscere loro la danza del Dragone, poi come consuetudine,
ha salutato i bambini con una storia.
3. Polo - (gli eschimesi) : in modo giocoso, Ester ha fatto simulare a loro il viaggio
che gli indiani pellerossa fecero per giungere nella nuova terra, quindi, i bambini
si sono trasformati in canoe e altri in vento. I bambini hanno costruito l'igloo,
sono andati a pesca, in slitta. Ester ha mostrato oggetti del posto e per
salutarli ha letto la fiaba del corvo che spiega il fenomeno dell'alba boreale.
4. Europa : Ester ha preso in considerazione soprattutto il popolo greco e italiano,
quindi, prima i bambini “sono scesi” a Creta e hanno fatto il gioco del filo di
Arianna, poi in Puglia a ballare la pizzica.
5. Finito il giro del mondo i bambini sono ritornati a Prato con un ballo somigliante
al “Trescone” che non è tipicamente pratese ma toscano
L'esperta ha consegnato alle insegnanti le istruzioni per fare delle attività nelle
sezioni, come costruire un dragone usando la tecnica della pieghettatura della carta o
un eschimese con l'igloo.
In particolare, nella sezione D, dei 5 anni, il lavoro ha rafforzato quello parallelo fatto
con l'esperto di teatro.
I bambini hanno risposto con entusiasmo a queste proposte.
Ester si è resa disponibile a partecipare sia alla recita che alla festa di fine anno con
tutte le sezioni, seguendo lei stessa il laboratorio di costruzione dei dragoni.
FACCIAMO CHIAREZZA SUI LABORATORI DI STORIA (SEGUITO)
I prerequisiti di cui se ne parlava nella prima parte, vengono introdotti rispettando e
valorizzando l'idea del tempo che ciascuno ha dentro di sé. “Va dato tanto tempo a
ciascuno” É questa l'idea di curricolo, alla ricerca dello stile di apprendimento e del
vissuto di ogni bambino, attraverso il racconto, l'ascolto reciproco o creando spazi di
esperienze con giochi di ruolo e drammatizzazioni. I fondamenti metodologici,
operando scelte che si legano al vissuto e alle caratteristiche della classe, alle
competenze ed alle sensibilità dei docenti, vanno sviluppati con il progredire del
curricolo di storia come un filo che non deve essere perso, né tagliato con il crescere
dell'età. I raccordi fondamentali fra i vari passaggi di ordine di scuola sono:
1. tra scuola dell'infanzia e scuola primaria con le prime mappe che si esprimono
con la scoperta dell'ambiente vicino e dell'orientamento personale
2. tra scuola primaria e scuola secondaria di 1°grado con l'approccio dato dalle
geostoria e dalla toponomastica
3. tra scuola sec. di 1°grado e sec.di 2°grado con lo sviluppo della ricerca locale,
con particolare riferimento al recupero della memoria
FINALITA' GENERALI
> Rafforzare la conoscenza degli usi locali
> Favorire l’integrazione e la conoscenza di altre culture
> Aprire canali di comunicazione
> Attivare e sviluppare le capacità cognitive di base: attenzione, concentrazione,
percezione, osservazione, discriminazione (fonetica e non); seriazione classificazione.
> Favorire lo sviluppo dell'intelligenza senso-motoria, in particolare l'uso espressivo
delle parti sane di sé, il coordinamento globale e oculo-manuale, le abilità grosso
motorie e la motricità fine, la strutturazione dello schema corporeo, il processo di
lateralizzazione.
OBIETTIVI
> Favorire la presa di coscienza, da parte dei compagni e degli adulti (insegnanti) delle
possibilità espressive e comunicative dei bambini.
> Utilizzare il linguaggio sonoro e musicale come un canale comunicativo privilegiato,
semplice e piacevole per tutti.
> Iniziare a costruire un programma di integrazione che arricchisca tutti coloro che
partecipano, bambini, anche di altre culture, ed adulti per una pacifica convivenza
civile
Relazione finale - VERIFICA
Sono stati raggiunti gli obiettivi specifici nell’ambito delle finalità generali del
progetto in rapporto all’area di intervento prescelta
DOCUMENTAZIONE EDUCATIVA
ALUNNI EFFETTIVAMENTE COINVOLTI 120
DURATA e TEMPI DI ATTUAZIONE
Per tutto l'anno, a ca. 2 ore per intervento
METODOLOGIE ADOTTATE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI
In laboratorio (palestra)
1. attività alla sezione
2. attività espressive e/o psicomotorie
3. attività di ascolto musicale
4. azioni congiunte di docenti interni e di esperti esterni
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Compresenza fra docenti interni ed esperta esterna D’Argenio Ester
ORGANIZZAZIONE LAVORO DEGLI ALUNNI
1. gruppo sezione
STRUMENTI DI OSSERVAZIONE
1. osservazioni dirette durante le lezioni
OBIETTIVI RAGGIUNTI
1. Conoscere gli usi e i costumi locali e di altri paesi
2. Sviluppare le capacità cognitive di base: attenzione,
concentrazione,percezione, osservazione, discriminazione (fonetica e
non); seriazione e classificazione.
3. Conoscere la strutturazione dello schema corporeo
STRUMENTI DI OSSERVAZIONE E DI MONITORAGGIO
1. Osservazioni dirette durante i giochi
2. Scheda di valutazione del POF
Foto allegate
Ester racconta una storia
Con i bambini balla la pizzica
Simuliamo il dragone cinese
poi si ritorna a Prato con il
trescone
DALLE INDICAZIONI NAZIONALI – SCUOLA DELL'INFANZIA
I BAMBINI, LE FAMIGLIE, I DOCENTI, L'AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
I bambini
“ I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare
la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e
inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche di fragilità che vanno
conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono
portatori di speciali e inalienabili diritti, codificati internazionalmente, che la scuola
per prima è chiamata a rispettare. I bambini giungono alla scuola dell'infanzia con una
storia: in famiglia, al nido e hanno imparato a muoversi e ad entrare in contatto con gli
altri con livelli crescenti, ma ancora incerti, di autonomia; hanno sperimentato le prime
e più importanti relazioni; hanno vissuto emozioni ed interpretato ruoli attraverso il
gioco e la parola; hanno intuito i tratti fondamentali della loro cultura, hanno iniziato a
porsi domande sul mondo e la vita. I bambini sono alla ricerca di legami affettivi e di
punti di riferimento, di conferme e di serenità e, al contempo, di nuovi stimoli emotivi,
sociali,culturali, di ritualità, ripetizioni, narrazioni, scoperte”.
L'ambiente di apprendimento
Il curricolo della scuola dell'infanzia non coincide con la sola organizzazione delle
attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi
esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un'equilibrata
integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine
(l'ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo ecc..) svolgono una funzione di
regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come «base sicura» per nuove
esperienze e sollecitazioni. L'apprendimento avviene attraverso l'azione,
l'esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l'arte, il territorio, in una
dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza. Nel
gioco, particolarmente in quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano,
rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali. Nella relazione
educativa, gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel
fare propria la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio,
sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere
spiegazioni in contesti cooperativi e di confronto diffuso”.
VALUTAZIONE DEI PROGETTI
ISTITUTO COMPRENSIVO “DON LORENZO MILANI”
Anno scolastico 2013-14
Progetto: UN VIAGGIO INTORNO AL MONDO (PROGETTO INTERDISCIPLINARE DI ED.
MUSICALE , MOTORIA E DI MULTICULTURA)
Plesso: INFANZIA TOBBIANA
N° alunni: 76
Classe/i :
SEZ. D,E,G
Esperto/a: D’Argenio Ester
Periodo di realizzazione: GENNAIO-MAGGIO
Date degli incontri:
Lezione aperta il
Punti forti
Punti deboli
Il progetto ha avuto molti
punti forti, oltre che ad
abbracciare trasversalmente
tutti i campi d'esperienza
servendosi soprattutto della
musica e del movimento
proposte in maniera ludica.
Ha dato ampio rilievo alla
multicultura, e ai costumi
locali, così come evidenziano
le nuove indicazioni Nazionali,
ed ha portato veramente una
“ventata” nuova per
l'approccio usato
dall'esperta, il gradimento da
parte dei bambini e la
collaborazione con le
insegnanti.
Non aver programmato
una lezione aperta come
abbiamo fatto per Ed.
motoria o per la fine del
laboratorio di teatro
(RECITA).
Suggerimenti per possibili
variazioni
Poter dare al progetto una
continuità affinché tutti i bambini
di 4/5 anni, a rotazione possano
usufruire di questa meravigliosa
esperienza.
VALUTAZIONE DEI PROGETTI
ISTITUTO COMPRENSIVO “DON LORENZO MILANI”
Anno scolastico 2013-14
Progetto: “Questo sono io”
Plesso: Infanzia Tobbiana
Sezione/i : tutte
N° alunni: 120
Esperto/a: Fabbri Cecilia
Referente: Pagliai Delia
Periodo di realizzazione: Novembre - Maggio
Punti forti
>Presenza dell’esperta per
la rilevazione di disagi e
difficoltà
>Supporto alle insegnanti
per la gestione di bambini
con disagio
Punti deboli
Suggerimenti per possibili
variazioni
>Sarebbero necessarie più
ore con l’esperto per gli
interventi in sezione per un
progetto più rispondente ai
bisogni