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BIBLIOTECA CIVICA DI CASTELMASSA
Bibliografia tematica sulla SHOAH
-------------------------------------------™ JONATHAN SAFRAN FOER : OGNI COSA E’ ILLUMINATA, Editore: Ugo Guanda
Accademia dei Concordi, inv. 101572
Un giovane studente (Jonathan Safran Foer, come l’autore), visita l’Ucraina per trovare
la donna (Augustine) che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Lo accompagna nella
ricerca un coetaneo ucraino (Alexander Perchov, detto Alex). Alex lavora per “Viaggi
Tradizione”, agenzia di viaggi di famiglia, col nonno (che, a dispetto di una cecità
psicosomatica, fa l’autista), e con Sammy Davis Jr (una cagnetta maleodorante,
chiamata così in onore del cantante preferito del nonno).
La storia del loro viaggio (raccontata retrospettivamente da Alex) si alterna ai capitoli di
una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ripercorre, sul filo della
memoria famigliare, le vicende di un villaggio del Settecento, fino alla distruzione
avvenuta dai nazisti.
Ogni cosa è illuminata è un viaggio reale e un viaggio nel tempo, una vicenda di
apprendistato e un percorso della memoria: persone e luoghi che non esistono più,
verità dolorose nella storia di una famiglia, la necessità di ritrovare e reinventare di
continuo il passato, per dare senso al vivere.
™ GIOVANNI MELODIA: NON DIMENTICARE DACHAU – I Giorni del massacro e della
speranza in un Lager nazista, Editore: Mursia
Centro Documentazione Palesano, inv. 50
Un altro “film” sui Lager nazisti, ma “diverso”, perché qui chi ha vissuto la realtà del
Lager lo ha anche combattuto, entrando a far parte di un primo e poi di un secondo
Comitato internazionale di resistenza, potendo così raccontare non solo quello che
accadeva intorno a lui, ma anche in altri maledetti recinti. La scrittura è tesa,
essenziale, coinvolgente, tale da offrire una cronaca precisa dei convulsi giorni del
preventivato massacro finale, che i nazisti poterono operare solo in parte proprio per
quanto riuscì a mettere in atto l’ultimo comitato clandestino, del quale l’autore, unico
italiano, faceva parte.
Queste memorie sono diverse da tutte le altre perché informano su ciò che avvenne
dopo la liberazione, quando i comitati nazionali si trovarono a dover affrontare i
problemi del “governo” di decine di migliaia di superstiti: vicende che l’autore registrò
quotidianamente in un “diario”, qui riprodotto, documento oggi unico nel suo genere.
™ DANILO KIŠ: CLESSIDRA, Editore: Adelphi Edizioni
Accademia dei Concordi, inv. 51769
E’ il più sconcertante, audace e complesso romanzo di Danilo Kiš, una sorta di
tranquillo delirio, divagante e lacerante. Lo “sfondo” è quello nero e desolato della
persecuzione degli ebrei e di tanti altri massacri semisommersi nell’oblio e coperti dalla
neve della colpa (la neve compare più volte, con la stessa connotazione sinistra) negli
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Anno 2006
anni della seconda guerra mondiale. Tutto procede come in un verbale di polizia, che
lascia emergere la verità scheggia per scheggia, finché tutte le schegge si
ricompongono in una immagine unica, che però ha acquisito la profondità del tempo e
delle sue ferite.
™ PHILIP ROTH: LO SCRITTORE FANTASMA, Editore: Einaudi
Accademia dei Concorsi, inv. 100582
Una sera del dicembre del 1956, sulla soglia di casa di Emanuel Isidore Lonoff, appare
un giovane scrittore di belle speranze, Nathan Zuckerman, venuto a porgere ammirato
omaggio all’uomo che considera il proprio maestro. Londoff vive in quasi totale
reclusione sulle colline del New England, “leggendo, scrivendo e guardando la neve”,
con la moglie Hope e una misteriosa ragazza (Amy Bellette), una sopravvissuta
dell’Olocausto, che lo scrittore ha aiutato a stabilirsi in America. Pur rimanendo ospitato
nella casa poche ore, Zuckerman sarà testimone di avvenimenti strani e burrascosi, di
fantasie che gli occuperanno l’immaginazione mentre cercherà di far quadrare la vita
apparentemente monacale di Lonoff, perfino dell’ipotesi suggestiva che Anne Frank,
l’autrice del famoso Diario, non sia morta in un campo di concentramento durante la
guerra.
Pubblicato per la prima volta nel 1979, il romanzo è divenuto ormai il primo tassello di
un ciclo che ne comprende altri sette, tra cui i recenti Pastorale americana e La
macchia umana.
™ SUSAN ZUCCOTTI: L’OLOCAUSTO IN ITALIA, Editore: Arnoldo Mondatori Editore
Biblioteca di Badia Polesine, inv. 19733
“Gli italiani non conoscono il nome del barbiere di Roncabello che, nonostante le
torture, non tradì le famiglie ebree nascoste nel suo villaggio. Tra tutti i viali, le strade,
le piazze e le scuole d’Italia intitolati ai martiri e agli eroi della Resistenza, pochissimi
ricordano agli italiani più giovani l’esistenza delle leggi antiebraiche. Vi furono persone
coraggiose che le contrastarono, vi furono migliaia di ebrei, inclusi i bambini, divenuti
preda di “leggi” che autorizzavano la deportazione o l’assassinio. Nulla ci ricorda che
c’è stato un mare di silenzio, mai veramente rivisitato. Nulla, cioè, fino a che Susan
Zuccotti ha realizzato la sua tenace opera di ricerca e di ricostruzione, L’Olocausto in
Italia, probabilmente destinata a diventare il testo definitivo su questa tragica vicenda
[…] (dalla prefazione di Furio Colombo)
™ TRACCE DI UMANITA’ NEI LAGER NAZISTI – Testimonianze raccolte dal Centro
Culturale P.M. Kolbe di Venezia-Mestre (a cura di Luigi Francesco Ruffato), Editore:
Edizioni Devoniane Bologna
Centro documentazione polesano Badia Polesine, inv. 36
Come dice il titolo, non è una trattazione sistematica, ma una successione di episodi
singoli, uniti tra loro unicamente dal fatto che si tratta di “gesti di bontà” in una
situazione che continuamente viene definita “inumana”.
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™ HANNAH ARENDT: LA BANALITA’ DEL MALE, Editore: Feltrinelli
Accademia dei Concordi, inv. 99859
Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del “New Yorker”. Assiste al
dibattimento in aula, dinnanzi al Tribuale distrettuale, del processo contro Otto Adolf
Eichmann, che deve rispondere di quindici imputazioni per crimini di guerra e contro
l’umanità “in concorso con altri”. Negli articoli scritti per il giornale la giornalista sviscera
problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un
libro scomodo: pone domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non
hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il male che Eichmann incarna
appare alla Arendt “banale”, e perciò più terribile, perché i suoi servitori più o meno
consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno
la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.
™ PERCHE’ I GIOVANI SAPPIANO: I CAMPI DI STERMINIO – Prefazione di Primo Levi
(Coordinamento di Gianni Sparapan) – Editrice: Minelliana
Accademia dei Concordi, inv. 97880
“La ricerca che presentiamo è sotto molti aspetti esemplare. Non soltanto essa
comprende la terrificante massa degli orrori perpetrati dal nazismo, ma fornisce una
documentazione precisa, ed estremamente convincente, sulle lontane origini del male
che ha afflitto l’Europa […] Essa descrive, passo per passo, come da teorie filosofiche
distorte ed aberranti abbia potuto prendere le mosse il consenso prima di una esigua
parte, poi praticamente di tutto il popolo tedesco; come il malefico male di un solo
uomo, agendo su un paese in condizione di profondo malessere sociale, abbia potuto
trionfare, prevalendo sui principi morali che ognuno porta in sé, cavalcando la
menzogna, calpestando ogni diritto e diffondendo la viltà ed il terrore. […] E’ questo
che i giovani d’oggi devono sapere: che le libertà fondamentali, quelle che il nazismo si
affrettò ad abolire fin dal suo inizio, sono un bene irrinunciabile; che la democrazia è la
massima conquista della civiltà in cui viviamo”. (dalla prefazione al libro di Primo Levi –
Torino, 9 gennaio 1987)
™ IMRE KERTĖSZ: ESSERE SENZA DESTINO, Editore: Feltrinelli
Accademia dei Concordi, inv. 101532
Gyurka non ha ancora compiuto 15 anni, quando una sera deve salutare il padre
costretto a partire per l’ Arbeitsdienst. Il ragazzo, per il male che viene fatto agli ebrei,
rifiuta la risposta religiosa “Questo è il volere di Dio”. Poco dopo anche lui viene
arruoalato al lavoro forzato, presso la Shell, e da lì un giorno costretto a partire per la
Germania. La voglia di crescere, vedere, imparare e l’impulso vitale sono così marcati
in Gyurka, che la sua ratio trova sempre il modo di giustificare il corso degli eventi. Da
qui tutto procede a piccoli, inesorabili passi: una serie di azioni che porta alla
distruzione di sé. La sopravvivenza, a questo punto, è solo un caso fortuito: sono i
compagni che un giorno denunciano le sue gravi ferite a un infermiere, innestando
quella deviazione di rotta che alla fine salverà Gyurka. Essere senza destino ripercorre
l’esperienza dell’autore. Il fascino del libro e la sua forza nascono dal presentare
l’uomo nella sua più cruda e drammatica essenzialità, con l’ironia che può avere solo
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Anno 2006
chi è scampato, il disincanto di chi non si appoggia a risposte precostituite e la
saggezza che nasce da un profondo amore per la vita.
™ ERALDO AFFINATI: CAMPO DEL SANGUE, Editore: Mondatori
Accademia dei Concordi, inv. 69039
Un viaggio di conoscenza e di coscienza verso l’incommensurabilità del Male.
Compiuto per gran parte a piedi, il percorso tra Venezia e Auschwitz rappresenta
anche l’itinerario simbolico di una cultura romantica che dalle suggestioni di una laguna
di acque, marmi e merletti, precipita nel buco nero dei fili spinati e delle baracche.
Accompagnato da un amico poeta, nel viaggio l’autore si sente guidato dai protagonisti
della sua formazione umana e culturale: il nonno partigiano, la madre sfuggita alla
deportazione, gli autori più amati, i testimoni del massacro. Campo del sangue, scritto
cinquant’anni dopo quelle drammatiche vicende, alterna diario e memoria, racconto e
vicende famigliari, riflessione etico-politica e interrogativi religiosi.
™ ARNO J. MAYER: SOLUZIONE FINALE, Editore: Arnoldo Mondatori Editore
Accademia dei Concordi, inv. 51822
Lo sterminio sistematico degli ebrei faceva parte dei programmi nazisti fin dall’avvento
al potere di Hitler? A. J. Mayer sostiene che l’antisemitismo nazista, pur violentissimo,
non contemplava all’inizio l’annientamento dell’intera popolazione ebraica europea. La
“soluzione finale” si impose soltanto in seguito al fallimento della brutale e disperata
campagna contro la Russia. Mayer inoltre colloca lo sterminio degli ebrei nel quadro
generale della moderna storia europea, dimostrando come circostanze analoghe a
quelle qui descritte siano state negli ultimi secoli all’origine di infamie e aberrazioni
paragonabili – seppur su scala infinitamente minore – a quelle della Germania nazista.
™ GEORGES BENSOUSSAN – L’EREDITA’ DI AUSCHWITZ, Editore: Einaudi
Accademia dei Concordi, inv. 100462
G. Bensoussan indaga con sguardo acuto e lucido non tanto la dinamica della shoah,
quanto il modo in cui la civiltà occidentale ha gestito e gestisce la memoria dell’evento:
una memoria spesso mistificante e conciliatrice, che tende ad attenuare il portato
traumatico dell’accaduto. Per eludere le trappole della retorica è necessario – secondo
Bensoussan – iniziare a prendere in considerazione le questioni politiche che questa
storia solleva, a cominciare dal problema del suo insegnamento alle generazioni
presenti e future.
™ DOTT. GIOVANNI NEUHASLER – Vescovo ausiliare di Monaco – COSA AVVENNE A
DACHAU?
Centro documentazione palesano (Badia Polesine), inv. 129
“Se per miracolo uscirete vivi, scrivete, raccontate, ciò che hanno fatto di noi…” – Ecco
il testamento sacro dei compagni che morirono tra le nostre braccia o furono condotti a
morire nelle camere a gas. Ecco il testamento dei fratelli, degli amici provati dal
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Anno 2006
destino, degli uomini-numero, le cui ceneri si dileguavano lungo le canne dei camini e
coprivano la terra straniera…Questo ultimo desiderio dei prigionieri del campo di
concentramento di Dachau spinse il polacco Giovanni Domatala a raccogliere
accuratamente delle documentazioni sul primo campo di concentramento di Dachau,
assunto a simbolo di tutti i campi di concentramento tedeschi. […]”
™ DALLO SQUADRISMO FASCISTA ALLE STRAGI DELLA RISIERA – Presentazione
di Piero Caleffi, Editore: Aned (Trieste)
Centro Documentazione Palesano, inv. 171
In una lettera al presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, mons. Bartolomasi, vescovo
di Trieste e Capodistria, lamentava che i fascisti locali commettessero “violenze contro
l’uso della lingua slava e contro gli sloveni e i parroci”.
L’insegnamento che ci è suggerito da questo libro vuole in sintesi ricondurci alla storia
di Trieste e del territorio circostante, dalle origini del fascismo (1919-1920), sino alle
stragi della Risiera (1944-45), inquadrandola nella storia d’Italia durante il regime
fascista e nel periodo dell’occupazione nazista.
Opera meritoria anche perché ben poco è conosciuto delle vicende triestine da chi non
le ha vissute, e particolarmente dalle generazioni che vennero dopo.
™ RAUL HILBERG: DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume I), Editore:
Einaudi
Biblioteca comunale di Melara, inv. 940.5318 HIL
Quando nel 1948, Raul Hilberg, ventiduenne studente di Diritto pubblico E Scienze
politiche, comincia la sua ricerca sullo sterminio degli Ebrei d’Europa, lo scopo che si
prefigge è quello di “esplorare il meccanismo della distruzione”, descrivendo il più
completamente possibile quanto è accaduto. Un simile progetto esigeva un’enorme
ricerca documentaria che, dopo quasi mezzo secolo di meticoloso lavoro, rende unica
questa ricostruzione del processo di sterminio
™ RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume II), Editore:
Einaudi
Biblioteca comunale di Melara, inv. 940.5318 HIL
E’ considerato uno dei maggiori contributi alla comprensione del meccanismo
burocratico-amministrativo e militare che ha consentito lo sterminio di quasi sei milioni
di ebrei. Dalla messa in luce degli antecedenti culturali su cui si fondava l’antisemitismo
europeo e tedesco alle soglie del Novecento, fino alla promulgazione delle leggi
razziali di Norimberga, tutto viene passato al setaccio: decreti, sentenze, leggi, verbali
di riunioni, carteggi, diari personali, relazioni, rapporti militari e civili, fino alla
ricostruzione degli intrecci complessi che hanno consentito a un’intera società di dare il
proprio quotidiano contributo allo sterminio.
™ GINO LUBICH: NUMERO 16670, Editore: Edizioni Messaggero Padova
Centro Documentazione Palesano, inv. 140
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Anno 2006
“Questa fu la deposizione fondamentale. Attorno ad essa girava praticamente tutta la
“Causa”. Venne fatta nel 1962, nel corso del processo apostolico di Varsavia. Eccola in
una ricostruzione sintetica.
Mi chiamo Francesco Gajonwniczek, sergente dell’esercito polacco fino al 1939; sono
impiegato comunale a Brzeg sull’Oder; figlio di Giovanni e di Marianna Rezwa, ho
sessant’anni, ammogliato e cattolico praticante… Mi avevano offerto una rendita
mensile di tremila ‘zloty’ fino alla mia morte se mi fossi iscritto al partito (comunista). Ho
rifiutato… A deporre quanto segue mi spinge solo la grande riconoscenza verso colui
che ha sacrificato la sua vita per salvare la mia. – Eravamo prigionieri nello stesso
blocco 14 al campo di concentramento nazista di Oswiecim (Auschwitz), ma a tu per tu
parlai con lui solo verso la metà di giugno del 1941. L’avevo già notato prima, però: si
faceva pubblicamente il segno della croce, e ci voleva del coraggio a farlo lì dentro; le
SS non perdonavano. […]”
™ OTTO FRIEDRICH: AUSCHWITZ – STORIA DEL LAGER 1940/1945, Editore: Baldini
& Castaldi
Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 17650
Il 12 maggio 1942 arriva ad Auschwitz, il campo di concentramento voluto da Himmler
a 50 Km. da Cracovia, un nuovo convoglio di ebrei che, per la prima volta, vengono
inviati direttamente nelle camere a gas. Così Auschwitz diventò ciò che era destinato a
diventare: non un campo di lavoro ma un Vernichtungslager, dove lager significa
“campo” mentre “Vernichtung” in tedesco ha un significato ancora più terribile di
“sterminio”: vuol dire “trasformare in nulla, annientare”.
Freidrich ci ricorda che il genocidio del popolo ebraico pianificato dai nazisti è l’evento
centrale di questo secolo: quello che divide la storia umana in “prima e dopo
Auschwitz”.
™ ELIE WIESEL – JEAN-MARIE LUSTIGER – RITA SŰSSMUTH – WLADISLAW
BARTOSZEWSKI: PER NON DIMENTICARE AUSCHWITZ, Editore: Piemme
Accademia dei Concordi, inv. 61356
“Se qualcosa potrà salvare l’umanità, sarà il ricordo: il ricordo del male servirà da
difesa contro il male; il ricordo della morte servirà da difesa contro la morte” (Elie
Wiesel)
“Auschwitz è un’aberrazione che si è abbattuta sull’intera umanità: le vittime non sono
coloro che scomparvero nei lager, ma l’intero genere umano” (Jean-Marie Lustiger)
“Come è potuto succedere quel che è successo? Auschwitz ci ammonisce e ci fa
riflettere affinché non possa accadere di nuovo qualcosa di simile” (Rita Sǜssmuth)
“Quei poveri moribondi mi supplicavano: Tu sei giovane, forse hai qualche possibilità di
sopravvivere. Devi raccontare queste cose! Questo abominio non deve essere
dimenticato!” (Wladyslaw Bartoszewski)
™ ELISA SPRINGER: IL SILENZIO DEI VIVI, Editore: Marsilio
Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 17830
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Anno 2006
E’ la storia della vita di Elisa Sprinter. Deportata nel lager di Auschwitz a 26 anni, con
un convoglio che partiva da Verona, salvata dalla camera a gas grazie ad un generoso
gesto di un Kapò, ridotta
a una larva umana, umiliata e offesa.
Viene
successivamente trasferita a Bergen Belsen, campo dove morì tra gli altri Anne Frank,
e a Theresienstädt. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le permettono di
tornare tra i vivi, prima a Vienna (città natale), poi in Italia. Da qui in poi la sua storia
per 50 anni cade nel silenzio assoluto, mentre la sua vita si normalizza e nasce un
figlio, simbolo di riscossa contro i carnefici di un tempo. Ed è proprio questo figlio che
vuole sapere, capire…e che alla fine porterà alla scrittura di un testo che sa parlare agli
uomini e alla storia, al cuore e alla mente.
™ ENRICO DEAGLIO: LA BANALITA’ DEL BENE, Editore: Feltrinelli
Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 19089
E’ la storia incredibile del commerciante padovano Giorgio Perlasca (1910-1992) che,
nell’inverno del 1944, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio migliaia di ebrei,
spacciandosi per il console spagnolo. Era stato un fascista entusiasta e aveva
combattuto in Spagna come volontario per Franco. L’ 8 settembre 1943 viene ricercato
dalle SS. Poteva mettersi in salvo, decide di rischiare la vita. Dal suo Diarioemerge
l’azione straordinaria di un uomo solo, aiutato da uno sparuto gruppo di persone, che
sforna documenti falsi, organizza e difende 8 “case di rifugio”, trova cibo, strappa
ragazzi dai “treni della morte” di Adolf Eichmann, inganna nazisti e ungheresi. Poi il
ritorno a casa ed il silenzio… finché un gruppo di donne, ebree ungheresi, ragazzine
all’epoca dei fatti e che gli devono la vita, lo riscoprono. E’ stato onorato come eroe e
“uomo giusto” in Ungheria, Israele, Stati Uniti, Spagna e infine, grazie a questo libro, in
Italia.
™ TOM SEGEV: IL SETTIMO MILIONE, Editore: Mondadori
Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 18915
Sulla scorta di diari, interviste, migliaia di documenti, Tome Segev ricostruisce
l’atteggiamento tenuto dalla yishuv (la comunità ebraica presente in Palestina prima
della fondazione dello Stato) nei confronti della Germania Nazista. E affronta poi i temi
più delicati e dolorosi della storia israeliana: la posizione dei sionisti di fronte al
genocidio; il drammatico incontro tra i superstiti dell’Olocausto; i progetti di vendetta
contro gli ex nazisti; i negoziati segreti con la Germania per giungere a un accordo
sulle riparazioni di guerra. Segev rivela quindi in che modo, nell’analizzare il rapporto di
una nazione col proprio passato, la pesante eredità sia stata manipolata e distorta a
scopo ideologico o per calcolo politico. Ne emerge un quadro inedito e per certi aspetti
sconcertante, in cui, accanto alle figure di primo piano, viene descritta la vita quotidiana
degli israeliani, con i loro obiettivi comuni e i conflitti che ne hanno lacerato i legami
sociali.
™ ANGELO VENTURA: L’UNIVERSITA’ DALLE LEGGI RAZZIALI ALLA RESISTENZA
(Conferenza permanente dei Rettori delle Università Italiane – Università degli studi di
Padova), Editrice: Cleup Padova
Centro Documentazione Palesano, inv. 132
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Anno 2006
Leggi razziali e l’università italiana. Leggi razziali all’Università di Padova. 50°
Anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo. Padova: Inaugurazione del
monumento ai Caduti.
™ TEO DUCCI: I LAGER NAZISTI (Per distruggere l’uomo nell’uomo), Editore: Arnoldo
Mondatori Editore
Centro Documentazione Palesano, inv. 115
Il saggio introduttivo e le “schede” sui principali campi di sterminio nazisti, oltre
all’elenco ufficiale dei KZ riconosciuti come tali con una legge del Bundestag,
costituiscono una fonte di informazione per chiunque voglia documentarsi su questi
terribili strumenti di repressione del regime nazista. In quale modo ed in quale misura
distruggendo l’uomo nell’uomo siano stati violati i diritti essenziali dell’uomo alla
salvaguardia della sua incolumità fisica, della sua dignità, della sua vita, della sua
libertà, dicono drammaticamente le testimonianze di alcuni superstiti, che integrano
questo volume.
™ MARY BERG: IL GHETTO DI VARSAVIA (Diario 1939-1944), Editrice: CDE S.p.A. Milano
Su licenza Giulio Einaudi Editore.
Centro Documentazione Palesano, inv, 138
La distruzione del ghetto di Varsavia, nel giugno del 1943, visto dalle pagine del diario
di un’adolescente ebrea (Mary Berg). Aveva 15 anni e una incredibile capacità di
osservare con lucidità gli stessi eventi da cui si sentiva travolta. La sua attenzione ai
fatti esterni non le impedì, tuttavia, di registrare con prosa scarna, puntuale, veloce, i
sentimenti e le scoperte della sua vita di adolescente, che si mescolano al racconto del
pogrom e acuiscono lo sgomento. Un documento irrinunciabile del nostro tempo; un
diario, come quello di Anna Frank, che tutti dobbiamo conoscere.
™ SIMON WIESENTHAL: GIUSTIZIA, NON VENDETTA, Editore: Arnoldo Mondatori
Biblioteca Concordiana, inv. G-XXVIII-3-20
“I miei editori mi hanno incitato a scrivere le mie “memorie”. Non so se questo sia il
modo esatto di definire questo libro, giacché quanto vi è contenuto della mia vita
privata è privo di interesse: sono sposato, ho una figlia, ho dei nipoti, essi per me
significano tutto, ma per il pubblico non rappresentano niente di interessante.
Interessante è la mia vita solamente in rapporto al nazionalsocialismo: sono
sopravvissuto all’olocausto e ho tentato di serbare il ricordo dei morti. Con i miei
ottant’anni sono uno degli ultimi testimoni viventi. Se scrivo, è solo in questa funzione,
da testimone. Il compito di scrivere su di me l’ho lasciato a Peter Michael Lingens,
amico mio da decenni, che per un certo periodo ha lavorato nel mio ufficio e mi
conosce, credo, come poche altre persone. Quel che egli scrive su di me mi sembra –
per quel tanto che uno può giudicare se stesso – sostanzialmente pertinente”. (Simone
Wiesenthal)
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Anno 2006
™ ANNA BRAVO E DANIELE JALLA (Prefazione di Primo Levi): LA VITA OFFESA,
Editore: Franco Angeli
Centro documentazione Palesano, inv. I-A-3-45
La raccolta delle storie di vita degli ex deportati promossa dall’Aned in Piemonte ha
trasformato il racconto di 200 sopravvissuti in un montaggio di più di 900 brani tratti
dalle 10.000 pagine di trascrizione delle loro testimonianze. Ne risulta un accumulo
enorme di notizie, episodi, giudizi, riflessioni ed emozioni, che fornisce uno spaccato
della deportazione italiana. Oggi che, in un panorama culturale e politico che inventa
un volto umano al fascismo e tollera di convivere con prospettive di distruzione
irreversibile, queste testimonianze hanno anche il valore di una denuncia e di un
ammonimento.
™ BARNET LITVINOFF: STORIA DELL’ANTISEMITISMO, Editore: Arnorlo Mondatori
Biblioteca Concordiana, inv. G-XXVIII-3-19
Delineare la storia e le conseguenze dell’antisemitismo significa correre il rischio di
distorcere la prospettiva isolando l’argomento dallo sfondo generale. Alcuni autori
affrontano il tema dell’antisemitismo come una storia di persecuzioni praticamente
ininterrotte; in realtà fasi di quiete si alternarono a periodi di esplosione dell’ostilità e
per lunghi periodi gli ebrei sono vissuti a tal punto in armonia con i vicini che non
permangono a loro riguardo attestazioni di portata storica collettiva. La complessità
dell’argomento è accresciuta da problemi di definizione: cos’è esattamente
l’antisemitismo? Il presente lavoro delinea una storia dell’antisemitismo a partire dalla
Crocefissione. Politiche razziali esistono ancora, ma evolvono verso una riduzione
della discriminazione contro gli ebrei. Di problemi gli ebrei sono ancora destinati ad
averne, come tutti gli altri popoli, quantunque definiti in termini diversi
dall’antisemitismo. Forse la piaga non guarirà mai, ma è diventata uno dei mali minori
dell’umanità.
™ ALBERTO NIRENSTAJN: E’ SUCCESSO SOLO 50 ANNI FA, Editore: La Nuova Italia
Biblioteca Castelmassa, inv. 22418
Pensato, scritto e compilato per i giovani. Racconta e documenta lo sterminio di 6
milioni di ebrei di 23 paesi europei ad opera della Germania hitleriana negli anni della
seconda guerra mondiale, attraverso lo studio del “mare di lamentazioni, annotazioni,
resoconti, drammi tramandati da parecchie centinaia, forse migliaia, di comunità
ebraiche di varia e variegata estrazione storica, culturale ed ambientale”.
™ SYLVIE GRAFFARD-LEO TRISTAN: I BIBELFORSCHER E IL NAZISMO (1933-1945)
– I dimenticati dalla Storia – Editore: Éditions Tirésias – Michel Reynaud
Biblioteca Castelmassa, inv. 20545
Il libro dà un volto a “questi Fondamentalisti, Scrutatori, Studenti Biblici,
Bibelforscher…, nomi che in genere designano i Testimoni di Geova…” Un omaggio a
un popolo torturato, svilito, perseguitato, imprigionato, decapitato, assassinato,
condannato alle camere a gas e ai forni crematori. Il Tribunale di Norimberga, parlando
delle “persecuzioni per motivi religiosi” le ha incluse fra i suoi capi di accusa quali
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Anno 2006
crimini contro l’umanità e crimini di guerra in un Paese occupato. Le persecuzioni di
tutte le sette pacifiste e dissidenti come quella dei Testimoni di Geova e dei
Pentecostali erano particolarmente accanite e crudeli.
™ ANDREA MOLESINI: NERO LATTE DELL’ALBA – Libri che raccontano lo Sterminio,
Editore: Mondatori
Biblioteca Castelmassa, inv. 23048
Libro rivolto agli insegnanti di scuola media e del biennio, ai bibliotecari, e a quanti
desiderano suggerire ai ragazzi libri sulla Shoà. Concepito per essere un agile
strumento di lavoro, illustra le più recenti elaborazioni teoriche sul tema e propone una
serie di schede dettagliate su racconti, romanzi, e testimonianze che affrontano, da
diversi punti di vista, uno degli eventi più tragici della Storia.
™ ANNA FRANK: DIARIO, Editore: Arnoldo Mondatori Editore
Biblioteca Castelmassa, inv. 839.3 FRA
“E’ un grande miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse
sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo
a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della
morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto,
odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore
di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà
nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno
l’ordine, la pace e la serenità”
Così scrive Anna, pochi giorni prima che irrompano i tedeschi nell’ “alloggio segreto”; e
sono parole come queste, sono pagine come queste che fanno del suo diario qualcosa
di più di un semplice documento umano; sono pagine come queste che fanno tornare a
questo libro vincendo la pietosa emozione che ci dà l’innocente e garrula voce a cui fu
imposto silenzio. Di questa voce, noi serbiamo nella memoria la vibrazione fiduciosa e
serena, la bontà coraggiosa che ha superato la morte” (dalla prefazione di Natalia
Ginzburg)
™ MELISSA MÜLLER: ANNE FRANK – Una biografia, Editore: Einaudi Tascabili
Biblioteca di Castelmassa, inv. 940.518092 FRA (25607)
Chi era davvero Anna Frank? Com’era la vita di una famiglia ebraica nella Germania
nazista? Sulla scorta di documenti, interviste ai testimoni e un lungo lavoro di ricerca
negli archivi, Melissa Muller restituisce un’immagine a tutto tondo di Anna Frank e del
suo mondo, senza fermarsi neppure davanti a temi considerati tabù. Senza volersi
sostituire al diario, ma piuttosto con la volontà di integrare questo insostituibile
documento, il saggio della Muller riporta in un ambito di normalità la figura di Anne,
rendendo tanto più crudele la sua morte quanto più folle il regime nazista.
Completano il volume un intervento di Miep Gies, la donna che per 2 anni aiutò i
clandestini, una tavola cronologica, le schede biografiche dei protagonisti e un’ampia
bibliografia.
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Anno 2006
™ ALISON LESLIE GOLD: MI RICORDO ANNA FRANK, Editore: Bompiani
Biblioteca Castelmassa, inv. 20958
Hannah è la migliore amica di Anna Frank: ebree tutte e due, ragazzine tutte e due.
Quando la persecuzione razziale contro gli ebrei arriva ad Amsterdam, Anna Frank e la
sua famiglia spariscono. Ai vicini fanno sapere di essere al sicuro in Svizzera. E
Hannah, nell’attraversare con i suoi cari l’orrore dei campi di concentramento, è certa
che ad Anna sia toccato un destino migliore. Ma le due amiche di infanzia sono
destinate ad incontrarsi ancora una volta…
™ HELGA SCHNEIDER: IL PICCOLO ADOLF NON AVEVA LE CIGLIA, Editore: Rizzoli
Biblioteca Castelmassa, inv. 19304
Nasce da una intervista del 1996.
Berlino, dicembre 1940. La Germania è in guerra da un anno ed il suo esercito sta
vincendo in Europa. Hitler vuole sopprimere i “pesi morti della nazione”, tutti coloro la
cui esistenza metterebbe in dubbio la perfezione della razza ariana: schizofrenici,
epilettici, alcolizzati, malati in fase terminale e neonati con malformazioni genetiche.
“La dolce morte”, la chiamano i medici del Führer; un programma di eutanasia che di
fatto divise il popolo tedesco in soggetti “utili” e “non utili” ai fini del nazionalsocialismo.
Berlino, maggio 1997. Una donna ormai anziana ripensa alla sua vita e risale a
quell’inverno di sonno della ragione a cui ben altri incubi sarebbero seguiti: torna con la
memoria nei lager camuffati da cliniche, nella Berlino dell’arrogante mondanità di
regime, fra paure e ipocrisie. Era allora una giovane piccolo-borghese che aveva visto
realizzarsi il sogno di un matrimonio importante con una SS incaricata di occuparsi
della questione ebraica…
Indagando aspetti poco conosciuti di una realtà storica che non finisce di riservare
inquietanti scoperte, la Schneider rivendica alla narrazione – lucida documentata e
carica di emozione – un ruolo testimoniale ed etico.
™ MICHAEL R. MARRUS: L’OLOCAUSTO NELLA STORIA, Editore: Il Mulino
Biblioteca Castelmassa, inv. 13.982
Cosa è stato l’Olocausto e come l’hanno raccontato ed interpretato gli storici? Dopo
una breve rassegna degli studi sullo sterminio, l’autore analizza l’evento secondo una
duplice prospettiva: come Olocausto, dal punto di vista degli ebrei, chiedendosi se e in
quale misura la loro passività avesse finito per favorire la persecuzione; e come
“Soluzione finale”, dal punto di vista nazista, cercando tuttavia di mettere in risalto le
differenze tra l’operato delle SS, delle autorità locali tedesche e dei governi
collaborazionisti. A questo punto l’attenzione si sposta sull’atteggiamento dell’opinione
pubblica e sulla responsabilità dei governi democratici per quanto non fecero e
avrebbero potuto fare, e del papa stesso per il suo silenzio, sul quale ancora si discute.
™ JAN T. GROSS: I CARNEFICI DELLA PORTA ACCANTO, Editore: Mondatori
Biblioteca Castelmassa, inv. 24381
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Anno 2006
Un giorno d’estate del 1941 metà degli abitanti del paese di Jedwabne, in Polonia,
assassinò l’altra metà, milleseicento persone, tra uomini, donne e bambini: tutti gli
ebrei del paese, sette esclusi. I Carnefici della porta accanto racconta la loro storia,
una storia scioccante e brutale, mai narrata prima. L’aspetto più sconvolgente di
questa terribile vicenda è che a scannare e bruciare gli ebrei non furono nazisti, ma i
compaesani polacchi: ex compagni di scuola, negozianti da cui compravano il pane, la
gente con cui chiacchieravano per strada. Gente che, in passato, aveva sempre
intrattenuto con loro relazioni cordiali. D’altra parte, secondo tutte le testimonianze,
l’esercito tedesco, sopraggiunto pochi giorni prima a occupare il paese, non ebbe parte
attiva nel massacro, ma si limitò ad assistere e a scattare fotografie. Ciò nonostante
per sessant’anni l’eccidio è stato attribuito ai nazisti, anche se gli abitanti di Jedwabne
sapevano bene com’erano andate le cose.
™ OLIVER LUSTIG: DIZIONARIO DEL LAGER, Editore: La Nuova Italia
Biblioteca Castelmassa, inv. 15.460
E’ un racconto-documento scritto da un sopravvissuto di Auschwitz, appunto sotto
forma di “dizionario” delle parole e delle espressioni usate nel lager. Nel libro si
alternano episodi del vissuto personale dell’autore ad altri, frutto di documentate
ricerche, che danno la misura dello svilupparsi della persecuzione degli ebrei.
™ TITTI MARRONE: MEGLIO NON SAPERE, Editore: Laterza.
Biblioteca Castelmassa, inv. 24359
La storia vera di tre bambini deportati con le loro madri ad Auschwitz , le sorelle
Tatiana e Andra Bucci che nel 1943 hanno 4 e 6 anni e il loro cugino Sergio De
Simone, di 6. In forma di reportage narrativo, Titti Marrone consegna alla nostra
memoria e alle nostre emozioni una vicenda che non dimenticheremo.
™ BETTY SCHIMMEL con JOYCE GABRIEL: I PONTI DI BUDAPEST – La storia vera di
un amore sopravvissuto all’Olocausto - , Editore: Rizzoli
1940 – Sulle sponde del Danubio, mentre sta per scoppiare l’inferno, Richie Kovacs e
Betty Markowitz – entrambi ebrei – si dichiarano eterno amore. Ma le leggi
antisemitiche stringono gli ebrei in una morsa di ferro. Nel marzo 1944 i tedeschi
invadono l’Ungheria e poco dopo cominciano i bombardamenti alleati. Brutalmente
divisa da Richie, prigioniera dell’arroganza nazista, Betty viene deportata a
Mauthausen. Alla liberazione Betty continua invano ma instancabilmente a cercare
Richie. Finché non vede il suo nome in un elenco di caduti (omonimia?). Subito dopo
incontra un uomo pieno di fascino, che la corteggia e le prospetta una nuova vita: Otto
Schimmel. Ma Betty non scorda Richie finché… negli anni Settanta lo scorge a
Budapest, tra la folla. E affronta la scelta più difficile della sua vita: mettendo in gioco i
valori, gli affetti, il tradimento, il perdono. Resoconto toccante di una sofferta, dura e
difficile maturazione femminile.
™ FRED UHLMAN: L’AMICO RITROVATO, Editore: Feltrinelli
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Anno 2006
Biblioteca Castelmassa, inv. 13.411
Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un
medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del
cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo
accade in Germania, nel 1933…Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai
lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione.
™ FRED UHLMAN: STORIA DI UN UOMO, Editore: Feltrinelli
Biblioteca Castelmassa, inv. 13.700
E’ la storia di un uomo… la cui unica ambizione, ahimé irrealizzabile, è raggiungere le
stelle non con un razzo ma con la propria arte”. Nel 1960, a 59 anni, quando suggella,
con queste parole intrise di amarezza, la propria biografia, Fred Uhlman è ormai un
pittore affermato, ma nel campo della scrittura la fama continua a eluderlo. Gli arriverà
postuma con lo straordinario successo de “L’amico ritrovato”. L’autore parla dell’inizio
delle persecuzioni razziali e dell’emarginazione degli ebrei che precede l’olocausto con
il senso di stupore di chi non riesce a darsi ragione di un’enorme ingiustizia, di un vero
e proprio tradimento. Solo pochi hanno il coraggio di tagliare le radici e scegliere la via
dell’esilio, tra questi Uhlman che si rifugia a Parigi, poi in Spagna e infine in Inghilterrra,
la sua seconda patria. Qui il libro si conclude, come se Uhlman preferisse lasciare
insondata la parte privata della sua vita per darci, invece, soltanto il racconto di una
vicenda umana e di esperienze condivise da tutti.
™ PETER HOFFMANN: TEDESCHI CONTRO IL NAZISMO – La Resistenza in
Germania, Editore: Il Mulino
Biblioteca di Castelmassa, inv. 13980
Questo libro ha lo scopo di fornire una sintetica e chiara informazione sulla Resistenza
tedesca a Hitler, tema sul quale in Italia non è disponibile quasi nulla. Dopo una parte
introduttiva sulla nascita e diffusione del nazionalsocialismo, Hoffmann affronta le varie
forme di opposizione e dissenso già presenti fin dagli anni Trenta, costituite da
organizzazioni religiose ed esigui gruppi clandestini. La Resistenza tedesca,
differentemente degli altri movimenti Europei, non potè contare sull’appoggio della
popolazione, che sostenne la dittatura hitleriana fino al 1945. Anche per questo la
rivolta morale e politica assunse carattere alto-borghese e conservatore, coinvolgendo
comunque anche altri gradi militari che cospirarono a più riprese contro Hitler, fino ad
organizzare il famoso attentato, fallito, del 20 luglio 1944.
™ GIULIO BEDESCHI: CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO, Editore: Mursia
Biblioteca di Castelmassa, inv. 17479
E’ la rievocazione della ritirata di Russia, durante la quale ben centomila soldati italiani
perirono combattendo o soccombendo al freddo e alla fame. L’autore, sottotenente
medico nell’ultima guerra, ha preso parte alle campagne di Grecia e di Russia, quale
diretto testimone delle drammatiche vicende della divisione Julia.
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Anno 2006
™ VINCENZO PAPPALETTERA: TU PASSERAI PER IL CAMINO – Vita e morte a
Mauthausen; Editore: Mursia
Biblioteca di Castelmassa, inv. 968
“Tu passerai per il camino” era la minaccia che gli aguzzini di Mauthausen lanciavano
di continuo ai detenuti del lager maledetto: una minaccia che ogni giorno si realizzava
nei forni crematori. Giovane antifascista e partigiano, l’autore fu deportato a
Mauthausen dove conobbe l’intero processo di degradazione riservato ai “subumani” là
rinchiusi e dei quali Kapos e SS altro “uso” non sapevano immaginare se non di farli
servire a quella “fabbrica della morte”. Oltre 7.000 furono i deportati italiani che
trovarono la morte, poche centinaia i sopravvissuti (elencati in fondo al libro). Inoltre,
sempre in appendice, vi sono la storia del lager e una serie di documenti inediti.
™ GEORGE L. MOSSE: IL RAZZISMO IN EUROPA – Dalle origini all’Olocausto, Editore:
Mondadori
Biblioteca di Castelmassa, inv. 17190
Del razzismo, supporto e complemento del nazionalismo, il libro ricostruisce l’albero
genealogico, attribuendone la paternità alla cultura illuministica e, più in generale, ai
movimenti intellettuali che operarono in Europa occidentale e centrale del secolo XVIII.
Ne risulta un quadro storico ampio e approfondito e un’interpretazione che, superando
ogni demonizzazione, presenta il fenomeno come un’ideologia articolata che si è
andata intrecciando con i più disparati movimenti politici, per poi giungere alle sue
conseguenze estreme e aberranti nella Germania nazista tra il 1933 e il 1945.
™ TAHAR BEN JELLOUN: IL RAZZISMO SPIEGATO A MIA FIGLIA, Editore: Bompiani
Biblioteca di Castelmassa, inv. 19295
Questo breve testo è stato scritto ricostruendo un dialogo con tre ragazzine: sua figlia
Merièm e due amiche, delle quali Merièm è portavoce. Scopo del colloquio è quello di
chiarire nel modo più semplice e lineare la profonda ingiustizia del razzismo e la
necessità di vigilare perché non si possa affermare.
™ ENZO COLLOTTI: IL NAZISMO, Editore: Zanichelli
Biblioteca di Castelmassa, inv. 3486
Il Nazismo fu un fenomeno specificatamente tedesco o parte di un fenomeno europeo
e mondiale? Il rapporto tra il nazismo e la storia precedente della Germania è un
rapporto di continuità o di frattura? Dove si possono rinvenire le radici ideologiche,
politico-sociali, economiche del nazismo? Quali furono i caratteri principali della sua
politica interna ed estera dopo l’ascesa al potere? Quale fu il significato
dell’opposizione tedesca al nazismo? A questi e ad altri interrogativi rispondono gli
scritti di Hitler, Ritter, Lukàcs, Vermeil, Viereck, Meinecke, Mosse, Hallgarten,
Neumann, mommsen, Mau, Krausnick, Melnikov, che Enzo Collotti ha raccolto nel
presente volume.
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Anno 2006
™ CHRISTOPHER CREIGHTON: SALVATE BORMANN, Editore: Rizzoli
Biblioteca di Castelmassa, inv. 16.494
Martin Bormann, segretario e anima nera di Hitler, morì la notte tra l’1e 2 maggio 1945
nella Berlino devastata dalle artiglierie sovietiche, mentre cercava di allontanarsi dal
bunker dove si erano suicidati Hitler, Eva Braun e Goebbels. Questa è la tesi ufficiale,
sostenuta anche nel 1973 sulla scorta di perizie medico-legali. Tuttavia l’uomo che a
Norimberga fu considerato il principale dei criminali di guerra latitanti, venne avvistato
più volte nel dopoguerra in Sudamerica e in Russia. Dove sta allora la verità? Forse sta
nella tomba senza nome di un cimitero di campagna inglese, dove nel 1989 venne
sepolto un vecchio di 90 anni: Martin Bormann, che proprio in Inghilterra, dopo
un’operazione di plastica facciale, aveva vissuto fin dal 1945. Questa è la tesi
sconvolgente che Creighton sostiene in questo libro. Ma non solo: a salvare Bormann
sarebbe stato addirittura Churchill, perché sapeva che proprio lui possedeva la chiave
di accesso alle decine di conti esteri dei nazisti.
™ ERICH PRIEBKE: AUTOBIOGRAFIA – VÆVICTIS, Editore: Erich Priebke
Biblioteca di Castelmassa, inv. 24688
Nel buio delle Cave Ardeatine, più di mezzo secolo fa, uccise due uomini, con un colpo
d’arma da fuoco alla nuca. Oggi, condannato all’ergastolo per crimini di guerra, ci
racconta la sua storia. Il libro ci riporta indietro nel tempo, nella Germania
nazionalsocialista al cospetto dei gerarchi Göring, Himmler, Heydrich. Poi, durante la
guerra, a “Roma città aperta”, con i ricordi tetri della prigione della Gestapo in via
Tasso, dove venivano rinchiusi i partigiani e da dove, con le mani legate, uscirono
molte delle vittime della rappresaglia per andare a morire quel 24 marzo 1944. Dopo
aver avuto parte nella liberazione di Mussolini dal Gran Sasso e nella fuga di Galeazzo
ciano e della moglie Edda, a fine conflitto Erich Priebke deve abbandonare la divisa di
capitano delle SS per vestire quella di prigioniero di guerra fino al giorno in cui,
scivolando sotto il filo spinato, fuggirà verso una vita completamente nuova in
Argentina. Improvvisamente dopo 50 anni di oblio, la sua faccia appare in America
sugli schermi della ABC... Questo libro rappresenta un documento di eccezionale
valore non solo storico, ma anche un messaggio dall’incommensurabile valore umano.
™ BERNARD MICHAL: HIMMLER, Editore: Edizioni di Crémille – Ginevra
Biblioteca di Castelmassa, inv. 23877
Hitler lo definiva “Il fedele Heinrich”. Padrone assoluto delle S.S., finì per dominare
anche la Gestapo e i campi di concentramento. Himmler partecipò a tutte le grandi
operazioni del nazismo fin dalla sua nascita e sarà soprattutto il principale responsabile
della soluzione finale del problema ebraico. Durante la campagna di Russia Himmler
dichiarò: “Dobbiamo sterminare sul campo di battaglia questo popolo di duecento
milioni di esseri, uno per uno, e dissanguarlo fino alla morte …” Nel 1944 Himmler
realizzò il suo sogno di diventare comandante in capo dell’esercito territoriale, ma si
dimostrò così incapace che Hitler gli tolse il comando. Poco prima del crollo del III
Reich, Himmler cercò di negoziare con gli alleati occidentali, ma Hitler, venutolo a
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Anno 2006
sapere, diede (invano) l’ordine di arrestare il “fedele Heinrich”. Himmler venne fatto
prigioniero dagli Inglesi e, smascherato, si avvelenò.
™ PRIMO LEVI: SE QUESTO E’ UN UOMO – LA TREGUA, Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv.14.439
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Einaudi lo
accolse nel 1958 nei “Saggi” e da allora viene continuamente ristampato ed è stato
tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della
dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un
uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche.
Levi, ne “La Tregua”, ha voluto raccontare anche il lungo viaggio di ritorno attraverso
l’Europa dai campi di sterminio: una narrazione che contempera il senso di una libertà
ritrovata con i segni lasciati dagli orrori sofferti.
™ PRIMO LEVI: I SOMMERSI E I SALVATI, Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv. 17.675
Quali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali le tecniche per
annientare la personalità di un individuo? Quali rapporti si creano tra oppressori e
oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la “zona grigia” della collaborazione? Come
si costruisce un mostro? Era possibile capire dall’interno la logica della macchina dello
sterminio? Era possibile ribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di una
esperienza estrema? Le risposte di Primo Levi.
™ PRIMO LEVI: SE NON ORA, QUANDO?, Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv.14.438
Gli ebrei che combatterono contro il nazifascismo in tutta Europa furono centinaia di
migliaia. In questo romanzo Primo Levi racconta le avventure drammatiche e vere di
quei partigiani ebrei polacchie e russi che resere colpo su colpo a chi tentò di
sterminarli. Venato di comicità sottile, “Se non ora quando?”, il primo, vero romanzo di
Levi, si è imposto al grande pubblico, vincendo, quando uscì nel 1982, il premio
Campiello e il premio Viareggio.
™ ENZO TRAVERSO: GLI EBREI E LA GERMANIA – Auschwitz e la “simbiosi ebraicotedesca”, Editore: Il Mulino
Biblioteca di Castelmassa, inv. 13981
Questo libro affronta il tema della questione ebraica in Germania secondo una duplice
prospettiva: da un lato l’integrazione della cultura ebraica in quella tedesca, dall’altro il
posto dell’olocausto nella memoria della Germania contemporanea. L’autore ricapitola i
difficili conti che la Germania ha fatto (o non fatto) con l’olocausto sia sul versante della
storiografia, dove si sono affrontate le spiegazioni “intenzionaliste” e “funzionaliste”, e
dove sono ora materia di polemica le tesi revisioniste che negano l’unicità dello
sterminio; sia sul versante della coscienza collettiva, dove la “Schuldfrage”, la
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Anno 2006
questione della colpa del popolo tedesco, non è stata mai risolta e continua ad essere
fonte di amnesie e assoluzioni.
™ RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA, Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv.17.595
E’ considerato uno dei maggiori contributi alla comprensione del meccanismo
burocratico-amministrativo che ha consentito lo sterminio degli ebrei. Dalla messa in
luce degli “antecedenti” culturali su cui si fondava l’antisemitismo europeo e tedesco
alle soglie del ‘900, fino alla promulgazione delle leggi razziali di Norimberga, tutto
viene passato al setaccio: decreti, sentenze, leggi, carteggi, diari personali, rapporti
militari e civili, fino alla ricostruzione degli intrecci complessi che hanno consentito a
un’intera società di dare il proprio quotidiano contributo allo sterminio.
™ RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume primo),
Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv.17.594
Quando nel 1948, Raul Hilberg, ventiduenne studente di Diritto pubblico e Scienze
politiche, comincia la sua ricerca sullo sterminio degli Ebrei d’Europa, lo scopo che si
prefigge è quello di “esplorare il meccanismo della distruzione”, descrivendo il più
completamente possibile quanto è accaduto. Un simile progetto si avvale di un’enorme
ricerca documentaria, che rende unica questa ricostruzione del processo di sterminio.
™ FERNANDO ETNASI-ROBERTO FORTI (Presentazione di Carlo Levi): NOTTE
SULL’EUROPA, Editore: Stabilimento Tipografico ITER – Associazione nazionale ex
deportati politici nei campi nazisti
Biblioteca di Castelmassa, inv. 2968
Riassunto storico sui lager e sulla situazione ebraica, con numerosi contributi
fotografici d’epoca. Dalla prefazione di Carlo Levi si legge nelle note conclusive: “Era
quello il nero mondo dell’omicidio. Non poteva andare più in là, né ripetersi. La
coscienza universale non avrebbe più potuto riimmergersi in una tale esperienza: ma
tuttavia il suo peso permane come diminuzione di valori, oscuro pericolo. Dopo i campi
di sterminio è venuta la bomba, la nuova dimensione atomica, dove tutti sono, ancora
una volta, coinvolti. Dopo il mondo dell’omicidio appare il mondo del suicidio, entrambi
collettivi e totalitari. E se il primo implica tutti gli uomini moralmente nella sua colpa, il
secondo implica tutti gli uomini anche materialmente nella sua distruzione. Per questo
conviene conoscere e ricordare e, con chiara coscienza, oggi, agire (Roma, novembre
1963)”
™ RENATO GIORGI: MARZABOTTO PARLA, Editore: Edizioni Avanti!
Biblioteca di Castelmassa, inv. 17451
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Anno 2006
1830 massacrati: questa strage immane reca il nome di Marzabotto. La maggior parte
delle vittime: donne, bambini e vecchi. Questo libro raccoglie le testimonianze dirette
degli scampati all’eccidio. Infatti, per un caso incredibile, alcune decine di condannati
scampano alla morte. Essi raccontano in questo libro l’inferno dei vivi di Marzabotto.
™ UMBERTO DINELLI: LA GUERRA PARTIGIANA NEL VENETO (Introduzione di
Sandro Pertini), Editore: Marsilio Editori
Biblioteca di Castelmassa, inv. 3515
La letteratura resistenziale veneta è scarsa, eppure di autentica portata storica sono le
vicende partigiane che scossero questa terra di confine dal 1943 al 1945. 6.000 patrioti
caduti, la prima regione ad essere invasa e l’ultima a liberarsi, determinando la rotta
dell’esercito nazista in Italia. L’indagine di Dinelli individua nelle prime, ancora timide
strutture organizzative dei lavoratori (cooperative, leghe operaie) e negli scioperi di
Porto Marghera, Schio, Valdagno e Padova, i presupposti della lotta resistenziale.
Nella quale, a renderla più autentica, si innesterà un fenomeno fino a quel momento
sconosciuto: la saldatura tra operai, intellettuali, studenti e contadini, della quale
l’Università di Padova sarà lo stimolo prima e la guida poi. L’indagine dell’autore quindi
si allarga fino a toccare grandi temi storiografici resistenziali e i drammi e le tragedie di
eccidi e rastrellamenti.
™ ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI “A. BERNINI” DI ROVIGO (Prefazione: Primo
Levi; Coordinamento: Gianni Sparapan): PERCHE’ I GIOVANI SAPPIANO, Editore:
Veneta Editrice
Biblioteca di Castelmassa, inv. 8726.
Monografia sui campi di sterminio effettuata dagli alunni dell’I.T. geometri di Rovigo,
coordinati dal prof. Gianni Sparapan. La ricerca presentata fornisce una
documentazione precisa, e convincente, sulle lontane origini del male che ha afflitto
l’Europa indotte dal nazionalsocialismo di Hitler. Essa descrive, passo per passo, come
da teorie filosofiche distorte ed aberranti abbia potuto prendere le mosse il consenso
prima di una esigua parte, poi di praticamente tutto il popolo tedesco.
™ LORD RUSSEL DI LIVERPOOL: IL FLAGELLO DELLA SVASTICA, Editore: Feltrinelli
Biblioteca di Castelmassa, inv. 2092
“Un resoconto spietatamente obbiettivo, un coraggioso atto d’accusa, un solenne
ammonimento” (L’Unità)
“Non è un libro polemico, meno che mai dettato dal rancore o dall’odio preconcetto
contro i tedeschi” (La Stampa)
“Ricordare non vuol dire alimentare l’odio verso un popolo ma significa ammonire tutti
gli uomini perché non ricadano nelle colpe e negli errori di cui si è macchiata la
svastica” (L’ Italia)
Lord Russel dal 1946 al 1951 fu consulente del Comando delle Forze Armate per i
delitti di guerra nazisti giudicati da tribunali britannici, ed ebbe così modo di accedere a
documenti di prima mano. La magistratura britannica cercò di opporsi alla
pubblicazione di questo libro, ed egli preferì dimettersi piuttosto che tacere.
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Anno 2006
™ KA-TZETNIK-135633: LA CASA DELLE BAMBOLE, Editore: Mondadori
Biblioteca di Castelmassa, inv. 14.588
Il racconto è basato sulle esperienze vissute da una fanciulla ebrea, quattordicenne, e
si svolge dapprima nel ghetto di una piccola città polacca, poi in un campo di lavoro e
quindi in un campo di prostituzione. Il corpo della giovanissima Daniella, insieme a
quello di tante altre donne, deve diventare lo strumento di piacere delle SS mandate in
licenza-premio al “campo della gioia”. “Casa delle bambole” è l’eufemismo cui
ricorrevano le prigioniere del vicino campo di lavoro, per indicare quelle “privilegiate”
che ricevevano cibo in abbondanza, vivevano al riparo dei rigori invernali e potevano
nutrire l’illusione di sopravvivere alla tragedia che incombeva su milioni di persone in
Europa.
™ PAOLO MAURENSIG: LA VARIANTE DI LŰNEBURG, Editore: Adelphi
Biblioteca di Castelmassa, inv.13.693
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. Incidente? Suicidio?
Omicidio? La risposta vera è un’altra: una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si
spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per
mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio
inesauribile. Che uno dei due sia ebreo e l’altro un ufficiale nazista è solo uno dei
corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: “Gli
scacchi sono lo sport più violento che esista”. Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo
conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi
– e insieme ci rivela uno scrittore.
™ SIMON WIESENTHAL: GIUSTIZIA, NON VENDETTA, Editore: Arnoldo Mondatori
Biblioteca di Castelmassa, inv. 10.238
Spinto da un desiderio di giustizia e mai di vendetta, Simon Wiesenthal nel dopoguerra
è divenuto il “cacciatore di nazisti”, in quanto ha iniziato ad inseguire in tutto il mondo
gli aguzzini di un tempo. A 80 anni ha accettato di rievocare in un libro i casi che lo
hanno reso celebre. Tra le centinaia di inchieste condotte a partire dal 1945 ha scelto
quelle che gli paiono esemplari: la caccia al comandante del campo di Treblinka
rifugiatosi in Brasile, la scoperta dell’ispettore delle SS che arrestò Anna Frank; la lotta
contro la prescrizione dei crimini di guerra in Germania. Qualche volta i criminali non
sono ancora assicurati alla giustizia, qualche volta i responsabili sono catturati dopo
decenni di latitanza. Da anni cittadino austriaco, Wiesenthal non ha esitato a battersi
anche contro le autorità del suo paese d’adozione: il cancelliere Kreisky fu costretto a
licenziare un responsabile di crimini di guerra, il presidente Waldheim è stato costretto
alle dimissioni in seguito allo scandalo sulle sue attività durante il periodo nazista.
™ CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: 27 GENNAIO IL GIORNO DELLA
MEMORIA, Edizioni : Grafiche Biesse
Biblioteca di Castelmassa, inv.24708
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Anno 2006
Seduta pubblica del Consiglio regionale del Veneto del 31/01/2003 dedicata alla
celebrazione della Giornata della Memoria. Interventi di: Enrico Cavaliere (Presidente
del Consiglio Regionale); Riccardo Caimani (Vicepresidente Comunità ebraica di
Venezia); Giancarlo Galan (Presidente Giunta Regionale); Gianfranco Bettini (Verdi);
Claudia Cadorin (G. Misto); Severino Galante (Comunisti italiani); Elso Resler
(Socialisti Democratici e Repubblicani per il Veneto); Iles Braghetto (Cristiano
Democratici); Maurizio Tosi (Rifondazione Comunista); Franco Bozzolin (Centro
Cristiano Democratico); Paolo Scaravelli (Alleanza Nazionale); Franco Manzato (Lega);
Flavio Zanonato (Democratici di Sinistra); Achille Variati (Margherita); Renzo Marangon
(Forza Italia); Dario Calimani (Presidente della comunità ebraica di Venezia).
™ COMITATO PER LE CELEBRAZIONI DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA
LIBERAZIONE: LA RESISTENZA E IL CONTRIBUTO DELLE FORZE ARMATE
ALLA GUERRA DI LIBERAZIONE, Editore: Milanostampa – Farigliano (CN)
“… Un patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo” (Calamandrei). Una rievocazione,
con immagini d’epoca, di fatti della Resistenza Italiana.
™ WILLIAM SHERIDAN ALLEN:COME SI DIVENTA NAZISTI (Introduzione di Luciano
Gallino), Editore: Einaudi
Biblioteca di Castelmassa, inv.17.609
E’ la storia di una piccola città commerciale ed industriale della Germania (Thalburg)
durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del Terzo Reich; è al tempo
stesso un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e
affondare in una dittatura.
Lo studioso americano Allen racconta con la vivacità e la passione di un cronista le
tappe della tragica trasformazione, dando un volto e un’identità precisa a fatti e a
persone.
™ KA TZETNIK 135633: ALBA SULL’INFERNO, Editore: Rizzoli
Biblioteca di Castelmassa, inv. 2295
Polonia 1939: due giovani ebrei nell’apocalisse del ghetto di Varsavia e di Auschwitz in
un’indimenticabile tragica storia d’amore dell’autore della “Casa delle Bambole”.
Preleshnik è un ventiduenne musicista ebreo, fidanzato con Sanya, figlia di un ricco
proprietario di una fabbrica di scarpe. Scoppia la guerra e i due giovani, sposatisi, sono
vittime delle leggi razziali. Vengono separati: Harry viene inviato in un campo di lavoro,
ma Sanya, con uno stratagemma, riesce a farlo assumere in un’altra fabbrica militare
tedesca. Inizia lo sterminio degli ebrei: quasi tutti gli amici e parenti di Harry e Sanya
scompaiono e dopo essersi invano nascosti Harry viene nuovamente catturato ed
inviato ad Auschwitz, mentre Sanya cerca ancora una volta disperatamente di salvarlo.
Harry si salverà alla fine, per la forza inculcatagli dall’amore di Sanya che gli
permetterà di sopravvivere alle più atroci sofferenze; Sanya, invece, perirà, dopo aver
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Anno 2006
preso parte all’insurrezione di Varsavia ed essere finita pure lei ad Awschwitz, sempre
col nome del marito sulle labbra. Questo romanzo è una testimonianza della forza che
l’amore esercita sugli individui, e di quell’istinto di conservazione che riesce a vincere
le più indicibili sofferenze umane.
™ GIANNI SPARAPAN: GIORNO DELLA MEMORIA – 27 GENNAIO 2004 – Studi sulla
persecuzione antiebraica in Polesine (1938-1945)
Biblioteca di Castelmassa, inv. 24687
Nato su incarico dell’ Amministrazione Provinciale per una ricerca sulla persecuzione
antiebraica in Polesine negli anni 1938-1945, redatto con il contributo di altri studiosi
polesani. Claudio Garbellini (Canaro), Osvaldo Pasello (Ceregnano), Dino Quadrelli
(Lusia), Atonia Savio (Ariano Polesine), Daniele Spadon (Rovigo). All’interno l’intervista
a Lala Lubelska, ebrea polacca tra i pochi testimoni oculari degli orrori del campo della
morte.
™ COMUNE DI SERMIDE: ZAKHOR – RICORDA, Editore: La Kabbalà
Biblioteca di Castelmassa, inv.25086
L’Amministrazione del Comune di Sermide, facendo propri il “dovere della memoria” e
la “necessità di una migliore conoscenza” ha deciso di porre, il 27/01/2004 “Giorno
della Memoria”, una targa ricordo sul luogo dove sorgeva la sinagoga e di ridare
all’attuale via dell’Ospedale, centro del vecchio quartiere ebraico, il suo nome
cinquecentesco di “contrada degli ebrei”. Oltre a ciò l’Amministrazione propone al
pubblico questo testo che raccoglie la storia della “Shoah”, i relativi documenti
fotografici, e una sintesi della storia degli ebrei di Sermide con l’auspicio che anche
oggi le minoranze ebraiche possano ovunque vivere in pace con le altre popolazioni
nel reciproco rispetto.
™ PIERO MALVEZZI, GIOVANNI PIRELLI, prefazione di THOMAS MANN: LETTERE DI
CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA EUROPEA
PIERO MALVEZZI, GIOVANNI PIRELLI, prefazione di ENZO ENRIQUEZ
AGNOLETTI:
LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA
Biblioteca di Castelmassa, inv.3250 e 17465
Nella prima antologia sono state raccolte lettere e messaggi scritti in punto di morte da
donne e uomini Europei, vissuti nelle condizioni individuali e collettive le più varie,
accomunati dalla lotta della Resistenza e morti di fronte al plotone d’esecuzione o nelle
mani del boia.
Nella seconda antologia sono state riunite lettere o messaggi di partigiani e patrioti
italiani scritte quando essi, catturati da fascisti o tedeschi, già sanno che verranno
uccisi, oppure ne hanno il presentimento e manifestamente lo esprimono.
PIERANTONIO GIOS: DAL SOCCORSO AI PRIGIONIERI INGLESI AI CAMPI DI
STERMINIO TEDESCHI (Omaggio della Giunta Regionale Veneta) – Le
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Anno 2006
Testimonianze dei padovani don Giovanni Fortin e Milena Zambon – Edito da
Associazione Volontari della Libertà di Padova
Biblioteca di Castelmassa, inv. 8434
L’Autore, don Pierantonio Gios, non ha vissuto il periodo della Resistenza, pur tuttavia
sa trarre dalla documentazione e dalle testimonianze dei protagonisti la ricostruzione
più che dei fatti, dello spirito che ha animato gli operatori della lotta per la causa della
libertà. Le testimonianze prese in esame sono quelle di don Giovanni Fortin e suor
Milena Zambon. “Don Fortin scrive i suoi “ricordi di prigionia” per beneficenza: cioè per
beneficiare nel ricordo e per averne in qualche modo beneficio per la sua opera di
cristiano ricordo costituita dal Tempio all’Internato Ignoto. Madre Milena Zambon
scrisse le sue memorie per ubbidienza, secondo una interpretazione evangelica data
dai suoi superiori alla testimonianza del suo calvario, capace di fare del bene al di là
del silenzio della vita claustrale”.
™ ASSOCIAZIONE NAZIONALA EX INTERNATI (ANEI – FEDERAZIONE DI
BOLOGNA): DALLA GUERRA AL LAGER – Nel cinquantennio della Resistenza e
della Liberazione perché i protagonisti ricordino ed i giovani sappiano -, Editore:
A.N.E.I. – Coordinamento grafico: Masetti Giuseppe; Videoimpaginazione: BICARTBolgona; Stampa: M.G. Funo di Argelato (BO)
Biblioteca di Castelmassa, inv. 14395
Vengono ricordate le principali vicende che caratterizzarono il periodo antecedente lo
scoppio delle ostilità e quelle che punteggiarono lo sviluppo del conflitto, specie nel
campo europeo, ripartendone la trattazione in tre parti. Di esse, la prima riporta un
breve cronistoria dei principali avvenimenti ritenuti indispensabili per inquadrare il
lettore sullo sviluppo delle operazioni belliche. La seconda tratta dei fatti specifici dell’ 8
settembre 1943. La terza riguarda l’internamento nei lager dei 750.000 soldati delle
Forze Armate Italiane, catturati dalla “Wemacht” tra il settembre e l’ottobre ’43. Chiude
il fascicolo un’ “appendice” che riporta argomenti particolari riguardanti l’internamento e
che, per motivi di sintesi storica, non era possibile inserire nel testo vero e proprio.
™ ANTHONY KEMP: IL MONDO IN GUERRA, Editore: Universale Electa/Gallimard
Biblioteca di Castelmassa, inv. 22629
1939-1945: la seconda guerra mondiale infiamma il pianeta. Dall’occupazione della
Polonia a Dunkerque, da El Alamein ad Anzio, da Stalingrado allo sbarco in
Normandia, da Pearl Harbor a Hiroschima: la guerra lascia dietro di sé decine di milioni
di morti. Le battaglie e le conferenze, le tragedie e gli orrori, gli eserciti e le popolazioni,
le figure dei grandi protagonisti in Europa e nel Mediterraneo, a Berlino e nel Pacifico.
Con una sezione interamente dedicata all’Italia, con illustrazioni e carte spesso inedite,
provenienti dagli archivi russi e giapponesi, con una cronologia semplice e precisa.
™ ANTONIO FRESCAROLI: LA GESTAPO – Atrocità e segreti dell’inquisizione nazista,
Editore: Giovanni De Vecchi
Biblioteca di Castelmassa, inv. 3193
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Anno 2006
Per anni gli “uomini dagli impermeabili bianchi” decisero la morte (mai la vita) di milioni
d’individui che non ebbero altra colpa se non quella di essere diversi o di voler
difendere la propria fede e la propria patria. Con un cinismo che oggi appare
inconcepibile, uomini anche di notevole levatura intellettuale e dalla vita irreprensibile
decretarono la fine di migliaia di esseri in tutto simili a loro od osservarono con
colpevole distacco e disinteresse l’Europa precipitare nelle fiamme del caos e della
barbarie. Mai e poi mai uno stato ebbe un organismo poliziesco e di repressione pari a
quello nazista: Gestapo, GFP, Kripo, Orpo,… L’autore del volume cerca soprattutto
attraverso la storia dei protagonisti e delle loro smisurate ambizioni di dare una
spiegazione il più possibile “logica” del fenomeno, rifuggendo dalla tesi, facile e che
non convince nessuno, dell’irrazionalismo insito nella religione della razza e nella sua
bibbia “Il mito del XX secolo”, che rimane, comunque, una delle cause all’origine di
questa nuova inquisizione che affogò nel sangue la civiltà europea.
™ ANTONI SPINOSA: HITLER IL FIGLIO DELLA GERMANIA, Editore: Arnoldo
Mondatori
Biblioteca di Castelmassa, inv. 12078
Notte del ’29: si contano le ore d’una resistenza impossibile. Berlino, una città cui Hitler
intendeva cambiare il nome dopo la guerra per farne la capitale di tutti i popoli
sottomessi e non soltanto ai tedeschi. Le persone presenti nel sotterraneo, una ventina
in tutto, furono convocate nella sala delle conferenze per il commiato finale. Adolf
salutò uno a uno i suoi seguaci, stringendo loro la mano con distacco e pronunciando
sottovoce qualche incomprensibile parola, quindi si ritirò nel suo appartamento con Eva
ed il fido Bormann. Poco dopo Bormann tornò nella sala delle conferenze dove i
superstiti, al suono di un disco, si erano gettati in una danza forsennata. Tutti lì dentro
sapevano che Adolf non avrebbe cercato di mettersi in salvo, certo che il suo destino
era compiuto.
™ BIBLIOTECA COMUNALE DI OCCHIOBELLO – SCUOLA “D. ALIGHIERI” S.M.
MADDALENA DI OCCHIOBELLO: “PER NON DIMENTICARE” – Raccolta di
testimonianze e lettura sulla II guerra mondiale
Biblioteca di Castelmassa, inv. 15126
Il fascicolo ha lo scopo di presentare libri per ragazzi riguardanti l’olocausto, la guerra,
la resistenza e raccoglie le testimonianze di persone che trascorsero la loro gioventù
fra privazioni, paure e i dolori della guerra. I ragazzi della scuola hanno intervistato
nonni o anziani del paese protagonisti di quei tragici giorni.
™ Autore: ?: L’OLOCAUSTO E I TESTIMONI DI GEOVA, Editore: ?
Biblioteca di Castelmassa, inv. 23347
I testimoni di Geova sono stati duramente perseguitati dal regime nazista e rinchiusi
nei campi di concentramento a motivo del loro pacifismo e del loro mancato sostegno a
Hitler. Nella sola Germania circa 10.000 di loro soffrirono nelle prigioni e nei campi di
sterminio, e quasi 2.000 persero la vita.
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Anno 2006
™ ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX INTERNATI (ANEI – Fed. Bologna): I 600.000 DI
LAGER (a cura del gen. Egisto Fanti – Presidente federazione ANEI)
Biblioteca di Castelmassa, inv. 14137
40° Anniversario del riconoscimento giuridico dell’Associazione. Viene allegato al testo
l’elenco ufficiale dei Caduti e Dispersi della provincia (anche se incompleto), una serie
di disegni significativi, tratti dalla raccolta “Venti mesi tra i reticolati” del Prof. Marcello
Tomadini, e fotografie scelte dal volume “Ho scelto la prigionia” del Prof. Vittorio Vialli.
™ ELIE WIESEL: LA NOTTE, Editore: Istituto Geografico De Agostini-Novara
“Perché:
L’editore ha voluto presentare dal vivo una testimonianza “dalla parte dei giovani” delle
sofferenze patite dagli ebrei nei campi di concentramento nazisti durante gli ultimi anni
della seconda guerra mondiale. Il racconto del protagonista, Elie Wiesel, possiede tra
gli altri meriti, illustrati da François Mauriac nella prefazione, un testo esemplare per
l’asciutezza del linguaggio, reso molto bene nella traduzione di Daniel Vogelmann, e
ripropone un tema drammatico, che va molto al di là degli aspetti più emotivi,
ampiamente sfruttati dal cinema e dalla letteratura. La notte di Wiesel è un invito ai
giovani a tener gli occhi aperti, a non lasciarsi ingannare, come accade quasi ogni
giorno a tutti coloro che cadono sotto la schiavitù più o meno velata di accorti seduttori.
Come:
Il volume è articolato, come gli altri della collana, in settori funzionali. E’ stata riprodotta
la prefazione che François Mauriac, accademico di Francia e premio Nobel, scrisse per
l’edizione originale francese de La notte. Inoltre, è stato interrogato lo scrittore italiano
Primo Levi, che visse l’esperienza dei campi di concentramento nazisti, e la descrisse
in un libro bellissimo, Se questo è un uomo; le sue risposte possono chiarire in
profondità i temi essenziali del racconto di Wiesel. Il testo è corredato di note lessicali,
storiche e geografiche, è preceduto da un’introduzione che serve a inquadrare per i
giovani lettori la vicenda nel suo scenario storico, ed è seguito da quesiti e proposte di
ricerca utili a risvegliare interessi, curiosità, riflessioni. Il testo è riprodotto
integralmente, con l’eliminazione soltanto di qualche riga di descrizioni troppo crude. E’
stata anche inserita qualche testimonianza di giovani ebrei che, pur non avendo subito
l’internamento, hanno sofferto l’atroce distacco dai loro cari, dalle loro case (Claudine
Vegh, Non gli ho detto arrivederci, Firenze, La Giuntina 1981) e di quelle di bambini
cecoslovacchi internati nel lager di Terezin” (l’Editore)
™ THOMAS CHILDERS: FRA LE OMBRE DELLA GUERRA – L’odissea di un pilota
americano nella Francia occupata e nei campi di concentramento della Germania
nazista – Editori: Baldini Castoldi Dalai
Biblioteca comunale, inv. 25172
1944: Roy Allen, aviatore americano, partì per una missione nella Francia occupata dai
nazisti. Precipitato e scampato alla morte, viene soccorso da una giovane insegnante
(Colette Florin) e trova aiuto nella Resistenza clandestina, guidata da Pierre Mulsant.
Inizia così il suo viaggio per tornare in patria dalla moglie, ma viene arrestato dalla
Gestapo e portato in un campo di Buchenwald. Prima di tornare in patria non gli resterà
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Anno 2006
che un’ultima cosa da fare: dire addio a Colette e onorare il ricordo di Mulsant,
giustiziato a Buchenwald.
Un resoconto storico degli orrori e atrocità del secondo conflitto mondiale, arricchito da
interviste, lettere e documenti recuperati dagli archivi. Uno spaccato intenso, profondo,
dell’esistenza umana che si muove fra le ombre della guerra.
™ JEAN DANIEL: LA PRIGIONE EBRAICA – Umori e meditazioni di un testimone,
Ed.: Baldini Castoldi Dalai
Biblioteca civica Castelmassa, inv. 25208
“Per la prima volta dopo duemila anni, gli Israeliani sono padroni del loro destino
nazionale. Sono nel fare e non più soltanto nell’ essere. Ed ecco che alcuni di loro,
ottenebrati sempre dalla finalità del Male, si rivelano incapaci di distinguere fra i disastri
che hanno subito ad Auschwitz e le guerre che fanno, in perfetta parità con i loro
nemici, in Israele. Questo sentimento di fatalità di un antisemitismo eterno e
onnipresente m’ha confermato nell’idea che ci fosse qualcosa, nel mistero ebraico, che
somigliasse a una prigione”.
™ CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: 27 GENNAIO – IL GIORNO DELLA
MEMORIA (Seduta pubblica del Consiglio regionale del Veneto del 31 gennaio 2003
dedicata alla celebrazione del Giorno della Memoria)
Biblioteca Comunale Castelmassa, inv. 24708
“Non dimenticare l’immensa tragedia della Shoah è una necessità, perché non farlo è
come rendersene complici. Queste parole, che sottolineano l’obbligo morale di
conservare memoria dello sterminio di milioni di esseri umani, sono scritte sulla
pergamena che ho donato a nome di tutto il Consiglio regionale il 17 giugno 2001 al
Museo dell’olocausto di Gerusalemme, in occasione di una visita ufficiale in Israele
compiuta su invito del governo di Tel Aviv. Ricordare lo sterminio progettato e
realizzato dal nazismo e dai suoi alleati europei, significa riflettere sulle cause più
profonde che possono portare i forti a schiacciare i deboli, sulle ragioni che possono
condurre alle estreme conseguenze la volontà di potenza, ignorando il rispetto della
volontà umana e le più elementari forme di pietà. Significa ricordarsi delle risaie di San
Sabba, ma anche delle foibe titine, del genocidio del popolo armeno, degli stermini
attuati dal regime sovietico, del dramma dei curdi. Ricordare deve servire a evitare che
non si determino le condizioni perché simili follie accadano di nuovo” (dalla prefazione
di Enrico Cavaliere – Presidente del Consiglio regionale)
™ VALENTINO ZAGHI: LETTERE DAL LAGER – Soldati e internati militari polesani
nella seconda guerra mondiale, Ed.: Minelliana
Biblioteca civica Castelmassa, inv. 20189
Il volume analizza oltre 600 lettere (260 delle quali riprodotte integralmente) inviate dai
soldati e dagli internati militari polesani ai rispettivi congiunti, nel corso del secondo
conflitto mondiale, coprendo un arco cronologico che va dal 1940 al 1946 e la loro
provenienza testimonia l’impegno bellico italiano. Un aspetto importante dei saggi
introduttivi concerne la cultura materiale dei mittenti, i loro interessi, i modi di vita
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Anno 2006
all’interno dei lager nazisti, le informazioni veicolate attraverso le lettere. La raccolta
costituisce la chiara esemplificazione dell’Italiano popolare, di quell’ibrido tra dialetto e
lingua comune caratteristico della scrittura delle classi subalterne
™ RENZO MODIANO: DI RAZZA EBRAICA, Ed.: Libri Scheiwiller – Milano
Biblioteca comunale, inv. 25234
“Di razza ebraica” è la storia di eventi e di lunghi e difficili mesi del 1943; una storia
fatta di fame, freddo, paura, fughe, amicizia, scoperte, banalità, tragedie, eroismi e
vigliaccherie, tutto visto attraverso gli occhi e le parole di un bambino di sette anni. E’ il
racconto sereno di chi ha dovuto lasciare la sua casa e nascondersi, ma che ha anche
conosciuto la generosità e il coraggio di amici e di sconosciuti (compreso un gerarca
fascista), che hanno aiutato lui e i suoi a salvarsi, talvolta a rischio della propria vita.
™ SAN BELLINO: LA STORIA RICORDATA – Cronache e memorie, Ed.: Franco
Romeo Milani
Ravagnani Antonella
Il lavoro completa una ricerca mirata a dare alla gente di San Bellino le memorie del
suo passato, tra cui il difficile periodo della seconda guerra mondiale.
™ RENZO MODIANO: DI RAZZA EBRAICA, Ed.: Libri Scheiwiller (Milano)
Biblioteca civica Castelmassa, inv. 25234
“Di razza ebraica è la scritta in rosso che contrassegna la pagella di Renzo Modiano
bambino e della sua compagna di banco, la bionda Rachel. La scuola di Roma che
frequentano è diversa da quella degli altri bambini italiani. Renzo e Rachel sono ebrei e
presto, in quel tragico ottobre 1943, le loro fragili esistenze saranno travolte dagli
eventi.
Durante la grande retata nazista del 16 ottobre (1056 ebrei deportati), Rachel
scompare su un treno della morte. Renzo viene nascosto in campagna e tutti i suoi
familiari si sparpagliano in una dolorosa diaspora.
“Di razza ebraica” è la storia di quegli eventi e di quei lunghi e difficili mesi: una storia
fatta di fame, freddo, paura, fughe, amicizia, scoperte, banalità, tragedie, eroismi e
vigliaccherie, tutto visto attraverso gli occhi e le parole di un bambino di sette anni.
E’ il racconto sereno di chi ha dovuto lasciare la sua casa e nascondersi, ma che ha
anche conosciuto la generosità e il coraggio di amici e di sconosciuti (compreso un
gerarca fascista) che hanno aiutato lui e i suoi a salvarsi, talvolta a rischio della propria
vita.
™ KA-TZETNIK 135633: ALBA SULL’INFERNO, Ed.: Rizzoli Editore (Club italiano dei
lettori)
Biblioteca comunale di Castelmassa, inv. 25243
La Polonia sotto l’allucinante oppressione del Terzo Reich; l’indimenticabile storia
d’amore di due giovani legati da un sentimento più forte della morte.
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Auschwitz: il sadico, assurdo ma anche “razionale” universo del campo di
concentramento e di sterminio.
Nelle viscere della capitale polacca sopravvive un’umanità destinata al massacro nella
“soluzione finale” dei nazisti.
Il Ghetto e l’insurrezione di Varsavia: ore di gloria, di olocausto, di lotta, per gente che
non ha scampo ma riesce a pensare e agire in nome di un avvenire e di un mondo più
giusti.
“Alba sull’inferno” è l’epopea dei perseguitati, una potente e corale cronaca storica e
umana, nello stesso tempo commossa, stupenda e disadorna elegia sull’amore di due
giovani cuori.
Ka-Tzetnik 135633 è lo pseudonimo di uno scrittore che ha vissuto in prima persona le
esperienze delle persecuzioni razziali, dei campi di concentramento e della lotta
clandestina. A lui si deve un altro grande romanzo: “La casa delle bambole”.
™ TRUDI BIRGER / Ho sognato la cioccolata per anni.
Bib. Civ. di Castelmassa.: 940.5318_BIR Inventario n. 28246.
Una storia vera, tenera e agghiacciante: La storia di una bambina che dai te’ danzantisi
trova rinchiusa nel ghetto di Kosvo prima di finire nel campo di concentramento di
Stutthof. La storia di una figlia che rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre,
perche’ sa che solo dal quel legame forte e profondo, indispensabile per entrambe,
potrà attingere la forza per continuare a sperare anche quando la situazione non lascia
spazio alla speranza, anche quando, nuda e rasata, la stanno spingendo verso la porta
di un forno crematorio.
™ GIAN FRANCO SVIDERCOSCHI: LETTERA A UN AMICO EBREO – La storia
semplice e straordinaria dell’amico ebreo di Karol Wojtyla -, Ed.: Arnoldo
Mondadori Editore
Biblioteca comunale di Castelmassa, inv. 25461 (853.914 SVI)
E’ la storia di 2 ragazzi, uno cristiano (il futuro papa) e l’altro ebreo, in una cittadina
polacca tra il 1920 e il 1930: compagni, professori, amori, amicizie, inimicizie … solo
l’epoca non è normale: verranno l’antisemitismo, poi i nazisti, la guerra e le
deportazioni a cambiare la vita di Jurek e Lolek. Ma il legame che gli unisce si
dimostrerà più forte…
Gian Franco Svidercoschi, nato nel 1936 e giornalista dal 1959 ha lavorato in agenzie
di stampa e giornali. E’ stato vicedirettore dell’”Osservatore Romano” e segue fatti e
problemi del mondo vaticano, occupandosi contemporaneamente di politica
internazionale, in particolare dell’Europa centro-orientale. Ha intervistato 2 volte
Giovanni Paolo II. E’ sposato e ha 2 figli.
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