Scarica
Transcript
Scarica
BIBLIOTECA CIVICA DI CASTELMASSA Bibliografia tematica sulla SHOAH ------------------------------------------- JONATHAN SAFRAN FOER : OGNI COSA E’ ILLUMINATA, Editore: Ugo Guanda Accademia dei Concordi, inv. 101572 Un giovane studente (Jonathan Safran Foer, come l’autore), visita l’Ucraina per trovare la donna (Augustine) che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Lo accompagna nella ricerca un coetaneo ucraino (Alexander Perchov, detto Alex). Alex lavora per “Viaggi Tradizione”, agenzia di viaggi di famiglia, col nonno (che, a dispetto di una cecità psicosomatica, fa l’autista), e con Sammy Davis Jr (una cagnetta maleodorante, chiamata così in onore del cantante preferito del nonno). La storia del loro viaggio (raccontata retrospettivamente da Alex) si alterna ai capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ripercorre, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio del Settecento, fino alla distruzione avvenuta dai nazisti. Ogni cosa è illuminata è un viaggio reale e un viaggio nel tempo, una vicenda di apprendistato e un percorso della memoria: persone e luoghi che non esistono più, verità dolorose nella storia di una famiglia, la necessità di ritrovare e reinventare di continuo il passato, per dare senso al vivere. GIOVANNI MELODIA: NON DIMENTICARE DACHAU – I Giorni del massacro e della speranza in un Lager nazista, Editore: Mursia Centro Documentazione Palesano, inv. 50 Un altro “film” sui Lager nazisti, ma “diverso”, perché qui chi ha vissuto la realtà del Lager lo ha anche combattuto, entrando a far parte di un primo e poi di un secondo Comitato internazionale di resistenza, potendo così raccontare non solo quello che accadeva intorno a lui, ma anche in altri maledetti recinti. La scrittura è tesa, essenziale, coinvolgente, tale da offrire una cronaca precisa dei convulsi giorni del preventivato massacro finale, che i nazisti poterono operare solo in parte proprio per quanto riuscì a mettere in atto l’ultimo comitato clandestino, del quale l’autore, unico italiano, faceva parte. Queste memorie sono diverse da tutte le altre perché informano su ciò che avvenne dopo la liberazione, quando i comitati nazionali si trovarono a dover affrontare i problemi del “governo” di decine di migliaia di superstiti: vicende che l’autore registrò quotidianamente in un “diario”, qui riprodotto, documento oggi unico nel suo genere. DANILO KIŠ: CLESSIDRA, Editore: Adelphi Edizioni Accademia dei Concordi, inv. 51769 E’ il più sconcertante, audace e complesso romanzo di Danilo Kiš, una sorta di tranquillo delirio, divagante e lacerante. Lo “sfondo” è quello nero e desolato della persecuzione degli ebrei e di tanti altri massacri semisommersi nell’oblio e coperti dalla neve della colpa (la neve compare più volte, con la stessa connotazione sinistra) negli 1 Anno 2006 anni della seconda guerra mondiale. Tutto procede come in un verbale di polizia, che lascia emergere la verità scheggia per scheggia, finché tutte le schegge si ricompongono in una immagine unica, che però ha acquisito la profondità del tempo e delle sue ferite. PHILIP ROTH: LO SCRITTORE FANTASMA, Editore: Einaudi Accademia dei Concorsi, inv. 100582 Una sera del dicembre del 1956, sulla soglia di casa di Emanuel Isidore Lonoff, appare un giovane scrittore di belle speranze, Nathan Zuckerman, venuto a porgere ammirato omaggio all’uomo che considera il proprio maestro. Londoff vive in quasi totale reclusione sulle colline del New England, “leggendo, scrivendo e guardando la neve”, con la moglie Hope e una misteriosa ragazza (Amy Bellette), una sopravvissuta dell’Olocausto, che lo scrittore ha aiutato a stabilirsi in America. Pur rimanendo ospitato nella casa poche ore, Zuckerman sarà testimone di avvenimenti strani e burrascosi, di fantasie che gli occuperanno l’immaginazione mentre cercherà di far quadrare la vita apparentemente monacale di Lonoff, perfino dell’ipotesi suggestiva che Anne Frank, l’autrice del famoso Diario, non sia morta in un campo di concentramento durante la guerra. Pubblicato per la prima volta nel 1979, il romanzo è divenuto ormai il primo tassello di un ciclo che ne comprende altri sette, tra cui i recenti Pastorale americana e La macchia umana. SUSAN ZUCCOTTI: L’OLOCAUSTO IN ITALIA, Editore: Arnoldo Mondatori Editore Biblioteca di Badia Polesine, inv. 19733 “Gli italiani non conoscono il nome del barbiere di Roncabello che, nonostante le torture, non tradì le famiglie ebree nascoste nel suo villaggio. Tra tutti i viali, le strade, le piazze e le scuole d’Italia intitolati ai martiri e agli eroi della Resistenza, pochissimi ricordano agli italiani più giovani l’esistenza delle leggi antiebraiche. Vi furono persone coraggiose che le contrastarono, vi furono migliaia di ebrei, inclusi i bambini, divenuti preda di “leggi” che autorizzavano la deportazione o l’assassinio. Nulla ci ricorda che c’è stato un mare di silenzio, mai veramente rivisitato. Nulla, cioè, fino a che Susan Zuccotti ha realizzato la sua tenace opera di ricerca e di ricostruzione, L’Olocausto in Italia, probabilmente destinata a diventare il testo definitivo su questa tragica vicenda […] (dalla prefazione di Furio Colombo) TRACCE DI UMANITA’ NEI LAGER NAZISTI – Testimonianze raccolte dal Centro Culturale P.M. Kolbe di Venezia-Mestre (a cura di Luigi Francesco Ruffato), Editore: Edizioni Devoniane Bologna Centro documentazione polesano Badia Polesine, inv. 36 Come dice il titolo, non è una trattazione sistematica, ma una successione di episodi singoli, uniti tra loro unicamente dal fatto che si tratta di “gesti di bontà” in una situazione che continuamente viene definita “inumana”. 2 Anno 2006 HANNAH ARENDT: LA BANALITA’ DEL MALE, Editore: Feltrinelli Accademia dei Concordi, inv. 99859 Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del “New Yorker”. Assiste al dibattimento in aula, dinnanzi al Tribuale distrettuale, del processo contro Otto Adolf Eichmann, che deve rispondere di quindici imputazioni per crimini di guerra e contro l’umanità “in concorso con altri”. Negli articoli scritti per il giornale la giornalista sviscera problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il male che Eichmann incarna appare alla Arendt “banale”, e perciò più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. PERCHE’ I GIOVANI SAPPIANO: I CAMPI DI STERMINIO – Prefazione di Primo Levi (Coordinamento di Gianni Sparapan) – Editrice: Minelliana Accademia dei Concordi, inv. 97880 “La ricerca che presentiamo è sotto molti aspetti esemplare. Non soltanto essa comprende la terrificante massa degli orrori perpetrati dal nazismo, ma fornisce una documentazione precisa, ed estremamente convincente, sulle lontane origini del male che ha afflitto l’Europa […] Essa descrive, passo per passo, come da teorie filosofiche distorte ed aberranti abbia potuto prendere le mosse il consenso prima di una esigua parte, poi praticamente di tutto il popolo tedesco; come il malefico male di un solo uomo, agendo su un paese in condizione di profondo malessere sociale, abbia potuto trionfare, prevalendo sui principi morali che ognuno porta in sé, cavalcando la menzogna, calpestando ogni diritto e diffondendo la viltà ed il terrore. […] E’ questo che i giovani d’oggi devono sapere: che le libertà fondamentali, quelle che il nazismo si affrettò ad abolire fin dal suo inizio, sono un bene irrinunciabile; che la democrazia è la massima conquista della civiltà in cui viviamo”. (dalla prefazione al libro di Primo Levi – Torino, 9 gennaio 1987) IMRE KERTĖSZ: ESSERE SENZA DESTINO, Editore: Feltrinelli Accademia dei Concordi, inv. 101532 Gyurka non ha ancora compiuto 15 anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l’ Arbeitsdienst. Il ragazzo, per il male che viene fatto agli ebrei, rifiuta la risposta religiosa “Questo è il volere di Dio”. Poco dopo anche lui viene arruoalato al lavoro forzato, presso la Shell, e da lì un giorno costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, vedere, imparare e l’impulso vitale sono così marcati in Gyurka, che la sua ratio trova sempre il modo di giustificare il corso degli eventi. Da qui tutto procede a piccoli, inesorabili passi: una serie di azioni che porta alla distruzione di sé. La sopravvivenza, a questo punto, è solo un caso fortuito: sono i compagni che un giorno denunciano le sue gravi ferite a un infermiere, innestando quella deviazione di rotta che alla fine salverà Gyurka. Essere senza destino ripercorre l’esperienza dell’autore. Il fascino del libro e la sua forza nascono dal presentare l’uomo nella sua più cruda e drammatica essenzialità, con l’ironia che può avere solo 3 Anno 2006 chi è scampato, il disincanto di chi non si appoggia a risposte precostituite e la saggezza che nasce da un profondo amore per la vita. ERALDO AFFINATI: CAMPO DEL SANGUE, Editore: Mondatori Accademia dei Concordi, inv. 69039 Un viaggio di conoscenza e di coscienza verso l’incommensurabilità del Male. Compiuto per gran parte a piedi, il percorso tra Venezia e Auschwitz rappresenta anche l’itinerario simbolico di una cultura romantica che dalle suggestioni di una laguna di acque, marmi e merletti, precipita nel buco nero dei fili spinati e delle baracche. Accompagnato da un amico poeta, nel viaggio l’autore si sente guidato dai protagonisti della sua formazione umana e culturale: il nonno partigiano, la madre sfuggita alla deportazione, gli autori più amati, i testimoni del massacro. Campo del sangue, scritto cinquant’anni dopo quelle drammatiche vicende, alterna diario e memoria, racconto e vicende famigliari, riflessione etico-politica e interrogativi religiosi. ARNO J. MAYER: SOLUZIONE FINALE, Editore: Arnoldo Mondatori Editore Accademia dei Concordi, inv. 51822 Lo sterminio sistematico degli ebrei faceva parte dei programmi nazisti fin dall’avvento al potere di Hitler? A. J. Mayer sostiene che l’antisemitismo nazista, pur violentissimo, non contemplava all’inizio l’annientamento dell’intera popolazione ebraica europea. La “soluzione finale” si impose soltanto in seguito al fallimento della brutale e disperata campagna contro la Russia. Mayer inoltre colloca lo sterminio degli ebrei nel quadro generale della moderna storia europea, dimostrando come circostanze analoghe a quelle qui descritte siano state negli ultimi secoli all’origine di infamie e aberrazioni paragonabili – seppur su scala infinitamente minore – a quelle della Germania nazista. GEORGES BENSOUSSAN – L’EREDITA’ DI AUSCHWITZ, Editore: Einaudi Accademia dei Concordi, inv. 100462 G. Bensoussan indaga con sguardo acuto e lucido non tanto la dinamica della shoah, quanto il modo in cui la civiltà occidentale ha gestito e gestisce la memoria dell’evento: una memoria spesso mistificante e conciliatrice, che tende ad attenuare il portato traumatico dell’accaduto. Per eludere le trappole della retorica è necessario – secondo Bensoussan – iniziare a prendere in considerazione le questioni politiche che questa storia solleva, a cominciare dal problema del suo insegnamento alle generazioni presenti e future. DOTT. GIOVANNI NEUHASLER – Vescovo ausiliare di Monaco – COSA AVVENNE A DACHAU? Centro documentazione palesano (Badia Polesine), inv. 129 “Se per miracolo uscirete vivi, scrivete, raccontate, ciò che hanno fatto di noi…” – Ecco il testamento sacro dei compagni che morirono tra le nostre braccia o furono condotti a morire nelle camere a gas. Ecco il testamento dei fratelli, degli amici provati dal 4 Anno 2006 destino, degli uomini-numero, le cui ceneri si dileguavano lungo le canne dei camini e coprivano la terra straniera…Questo ultimo desiderio dei prigionieri del campo di concentramento di Dachau spinse il polacco Giovanni Domatala a raccogliere accuratamente delle documentazioni sul primo campo di concentramento di Dachau, assunto a simbolo di tutti i campi di concentramento tedeschi. […]” DALLO SQUADRISMO FASCISTA ALLE STRAGI DELLA RISIERA – Presentazione di Piero Caleffi, Editore: Aned (Trieste) Centro Documentazione Palesano, inv. 171 In una lettera al presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, mons. Bartolomasi, vescovo di Trieste e Capodistria, lamentava che i fascisti locali commettessero “violenze contro l’uso della lingua slava e contro gli sloveni e i parroci”. L’insegnamento che ci è suggerito da questo libro vuole in sintesi ricondurci alla storia di Trieste e del territorio circostante, dalle origini del fascismo (1919-1920), sino alle stragi della Risiera (1944-45), inquadrandola nella storia d’Italia durante il regime fascista e nel periodo dell’occupazione nazista. Opera meritoria anche perché ben poco è conosciuto delle vicende triestine da chi non le ha vissute, e particolarmente dalle generazioni che vennero dopo. RAUL HILBERG: DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume I), Editore: Einaudi Biblioteca comunale di Melara, inv. 940.5318 HIL Quando nel 1948, Raul Hilberg, ventiduenne studente di Diritto pubblico E Scienze politiche, comincia la sua ricerca sullo sterminio degli Ebrei d’Europa, lo scopo che si prefigge è quello di “esplorare il meccanismo della distruzione”, descrivendo il più completamente possibile quanto è accaduto. Un simile progetto esigeva un’enorme ricerca documentaria che, dopo quasi mezzo secolo di meticoloso lavoro, rende unica questa ricostruzione del processo di sterminio RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume II), Editore: Einaudi Biblioteca comunale di Melara, inv. 940.5318 HIL E’ considerato uno dei maggiori contributi alla comprensione del meccanismo burocratico-amministrativo e militare che ha consentito lo sterminio di quasi sei milioni di ebrei. Dalla messa in luce degli antecedenti culturali su cui si fondava l’antisemitismo europeo e tedesco alle soglie del Novecento, fino alla promulgazione delle leggi razziali di Norimberga, tutto viene passato al setaccio: decreti, sentenze, leggi, verbali di riunioni, carteggi, diari personali, relazioni, rapporti militari e civili, fino alla ricostruzione degli intrecci complessi che hanno consentito a un’intera società di dare il proprio quotidiano contributo allo sterminio. GINO LUBICH: NUMERO 16670, Editore: Edizioni Messaggero Padova Centro Documentazione Palesano, inv. 140 5 Anno 2006 “Questa fu la deposizione fondamentale. Attorno ad essa girava praticamente tutta la “Causa”. Venne fatta nel 1962, nel corso del processo apostolico di Varsavia. Eccola in una ricostruzione sintetica. Mi chiamo Francesco Gajonwniczek, sergente dell’esercito polacco fino al 1939; sono impiegato comunale a Brzeg sull’Oder; figlio di Giovanni e di Marianna Rezwa, ho sessant’anni, ammogliato e cattolico praticante… Mi avevano offerto una rendita mensile di tremila ‘zloty’ fino alla mia morte se mi fossi iscritto al partito (comunista). Ho rifiutato… A deporre quanto segue mi spinge solo la grande riconoscenza verso colui che ha sacrificato la sua vita per salvare la mia. – Eravamo prigionieri nello stesso blocco 14 al campo di concentramento nazista di Oswiecim (Auschwitz), ma a tu per tu parlai con lui solo verso la metà di giugno del 1941. L’avevo già notato prima, però: si faceva pubblicamente il segno della croce, e ci voleva del coraggio a farlo lì dentro; le SS non perdonavano. […]” OTTO FRIEDRICH: AUSCHWITZ – STORIA DEL LAGER 1940/1945, Editore: Baldini & Castaldi Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 17650 Il 12 maggio 1942 arriva ad Auschwitz, il campo di concentramento voluto da Himmler a 50 Km. da Cracovia, un nuovo convoglio di ebrei che, per la prima volta, vengono inviati direttamente nelle camere a gas. Così Auschwitz diventò ciò che era destinato a diventare: non un campo di lavoro ma un Vernichtungslager, dove lager significa “campo” mentre “Vernichtung” in tedesco ha un significato ancora più terribile di “sterminio”: vuol dire “trasformare in nulla, annientare”. Freidrich ci ricorda che il genocidio del popolo ebraico pianificato dai nazisti è l’evento centrale di questo secolo: quello che divide la storia umana in “prima e dopo Auschwitz”. ELIE WIESEL – JEAN-MARIE LUSTIGER – RITA SŰSSMUTH – WLADISLAW BARTOSZEWSKI: PER NON DIMENTICARE AUSCHWITZ, Editore: Piemme Accademia dei Concordi, inv. 61356 “Se qualcosa potrà salvare l’umanità, sarà il ricordo: il ricordo del male servirà da difesa contro il male; il ricordo della morte servirà da difesa contro la morte” (Elie Wiesel) “Auschwitz è un’aberrazione che si è abbattuta sull’intera umanità: le vittime non sono coloro che scomparvero nei lager, ma l’intero genere umano” (Jean-Marie Lustiger) “Come è potuto succedere quel che è successo? Auschwitz ci ammonisce e ci fa riflettere affinché non possa accadere di nuovo qualcosa di simile” (Rita Sǜssmuth) “Quei poveri moribondi mi supplicavano: Tu sei giovane, forse hai qualche possibilità di sopravvivere. Devi raccontare queste cose! Questo abominio non deve essere dimenticato!” (Wladyslaw Bartoszewski) ELISA SPRINGER: IL SILENZIO DEI VIVI, Editore: Marsilio Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 17830 6 Anno 2006 E’ la storia della vita di Elisa Sprinter. Deportata nel lager di Auschwitz a 26 anni, con un convoglio che partiva da Verona, salvata dalla camera a gas grazie ad un generoso gesto di un Kapò, ridotta a una larva umana, umiliata e offesa. Viene successivamente trasferita a Bergen Belsen, campo dove morì tra gli altri Anne Frank, e a Theresienstädt. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le permettono di tornare tra i vivi, prima a Vienna (città natale), poi in Italia. Da qui in poi la sua storia per 50 anni cade nel silenzio assoluto, mentre la sua vita si normalizza e nasce un figlio, simbolo di riscossa contro i carnefici di un tempo. Ed è proprio questo figlio che vuole sapere, capire…e che alla fine porterà alla scrittura di un testo che sa parlare agli uomini e alla storia, al cuore e alla mente. ENRICO DEAGLIO: LA BANALITA’ DEL BENE, Editore: Feltrinelli Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 19089 E’ la storia incredibile del commerciante padovano Giorgio Perlasca (1910-1992) che, nell’inverno del 1944, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio migliaia di ebrei, spacciandosi per il console spagnolo. Era stato un fascista entusiasta e aveva combattuto in Spagna come volontario per Franco. L’ 8 settembre 1943 viene ricercato dalle SS. Poteva mettersi in salvo, decide di rischiare la vita. Dal suo Diarioemerge l’azione straordinaria di un uomo solo, aiutato da uno sparuto gruppo di persone, che sforna documenti falsi, organizza e difende 8 “case di rifugio”, trova cibo, strappa ragazzi dai “treni della morte” di Adolf Eichmann, inganna nazisti e ungheresi. Poi il ritorno a casa ed il silenzio… finché un gruppo di donne, ebree ungheresi, ragazzine all’epoca dei fatti e che gli devono la vita, lo riscoprono. E’ stato onorato come eroe e “uomo giusto” in Ungheria, Israele, Stati Uniti, Spagna e infine, grazie a questo libro, in Italia. TOM SEGEV: IL SETTIMO MILIONE, Editore: Mondadori Biblioteca civica di Badia Polesine, inv. 18915 Sulla scorta di diari, interviste, migliaia di documenti, Tome Segev ricostruisce l’atteggiamento tenuto dalla yishuv (la comunità ebraica presente in Palestina prima della fondazione dello Stato) nei confronti della Germania Nazista. E affronta poi i temi più delicati e dolorosi della storia israeliana: la posizione dei sionisti di fronte al genocidio; il drammatico incontro tra i superstiti dell’Olocausto; i progetti di vendetta contro gli ex nazisti; i negoziati segreti con la Germania per giungere a un accordo sulle riparazioni di guerra. Segev rivela quindi in che modo, nell’analizzare il rapporto di una nazione col proprio passato, la pesante eredità sia stata manipolata e distorta a scopo ideologico o per calcolo politico. Ne emerge un quadro inedito e per certi aspetti sconcertante, in cui, accanto alle figure di primo piano, viene descritta la vita quotidiana degli israeliani, con i loro obiettivi comuni e i conflitti che ne hanno lacerato i legami sociali. ANGELO VENTURA: L’UNIVERSITA’ DALLE LEGGI RAZZIALI ALLA RESISTENZA (Conferenza permanente dei Rettori delle Università Italiane – Università degli studi di Padova), Editrice: Cleup Padova Centro Documentazione Palesano, inv. 132 7 Anno 2006 Leggi razziali e l’università italiana. Leggi razziali all’Università di Padova. 50° Anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo. Padova: Inaugurazione del monumento ai Caduti. TEO DUCCI: I LAGER NAZISTI (Per distruggere l’uomo nell’uomo), Editore: Arnoldo Mondatori Editore Centro Documentazione Palesano, inv. 115 Il saggio introduttivo e le “schede” sui principali campi di sterminio nazisti, oltre all’elenco ufficiale dei KZ riconosciuti come tali con una legge del Bundestag, costituiscono una fonte di informazione per chiunque voglia documentarsi su questi terribili strumenti di repressione del regime nazista. In quale modo ed in quale misura distruggendo l’uomo nell’uomo siano stati violati i diritti essenziali dell’uomo alla salvaguardia della sua incolumità fisica, della sua dignità, della sua vita, della sua libertà, dicono drammaticamente le testimonianze di alcuni superstiti, che integrano questo volume. MARY BERG: IL GHETTO DI VARSAVIA (Diario 1939-1944), Editrice: CDE S.p.A. Milano Su licenza Giulio Einaudi Editore. Centro Documentazione Palesano, inv, 138 La distruzione del ghetto di Varsavia, nel giugno del 1943, visto dalle pagine del diario di un’adolescente ebrea (Mary Berg). Aveva 15 anni e una incredibile capacità di osservare con lucidità gli stessi eventi da cui si sentiva travolta. La sua attenzione ai fatti esterni non le impedì, tuttavia, di registrare con prosa scarna, puntuale, veloce, i sentimenti e le scoperte della sua vita di adolescente, che si mescolano al racconto del pogrom e acuiscono lo sgomento. Un documento irrinunciabile del nostro tempo; un diario, come quello di Anna Frank, che tutti dobbiamo conoscere. SIMON WIESENTHAL: GIUSTIZIA, NON VENDETTA, Editore: Arnoldo Mondatori Biblioteca Concordiana, inv. G-XXVIII-3-20 “I miei editori mi hanno incitato a scrivere le mie “memorie”. Non so se questo sia il modo esatto di definire questo libro, giacché quanto vi è contenuto della mia vita privata è privo di interesse: sono sposato, ho una figlia, ho dei nipoti, essi per me significano tutto, ma per il pubblico non rappresentano niente di interessante. Interessante è la mia vita solamente in rapporto al nazionalsocialismo: sono sopravvissuto all’olocausto e ho tentato di serbare il ricordo dei morti. Con i miei ottant’anni sono uno degli ultimi testimoni viventi. Se scrivo, è solo in questa funzione, da testimone. Il compito di scrivere su di me l’ho lasciato a Peter Michael Lingens, amico mio da decenni, che per un certo periodo ha lavorato nel mio ufficio e mi conosce, credo, come poche altre persone. Quel che egli scrive su di me mi sembra – per quel tanto che uno può giudicare se stesso – sostanzialmente pertinente”. (Simone Wiesenthal) 8 Anno 2006 ANNA BRAVO E DANIELE JALLA (Prefazione di Primo Levi): LA VITA OFFESA, Editore: Franco Angeli Centro documentazione Palesano, inv. I-A-3-45 La raccolta delle storie di vita degli ex deportati promossa dall’Aned in Piemonte ha trasformato il racconto di 200 sopravvissuti in un montaggio di più di 900 brani tratti dalle 10.000 pagine di trascrizione delle loro testimonianze. Ne risulta un accumulo enorme di notizie, episodi, giudizi, riflessioni ed emozioni, che fornisce uno spaccato della deportazione italiana. Oggi che, in un panorama culturale e politico che inventa un volto umano al fascismo e tollera di convivere con prospettive di distruzione irreversibile, queste testimonianze hanno anche il valore di una denuncia e di un ammonimento. BARNET LITVINOFF: STORIA DELL’ANTISEMITISMO, Editore: Arnorlo Mondatori Biblioteca Concordiana, inv. G-XXVIII-3-19 Delineare la storia e le conseguenze dell’antisemitismo significa correre il rischio di distorcere la prospettiva isolando l’argomento dallo sfondo generale. Alcuni autori affrontano il tema dell’antisemitismo come una storia di persecuzioni praticamente ininterrotte; in realtà fasi di quiete si alternarono a periodi di esplosione dell’ostilità e per lunghi periodi gli ebrei sono vissuti a tal punto in armonia con i vicini che non permangono a loro riguardo attestazioni di portata storica collettiva. La complessità dell’argomento è accresciuta da problemi di definizione: cos’è esattamente l’antisemitismo? Il presente lavoro delinea una storia dell’antisemitismo a partire dalla Crocefissione. Politiche razziali esistono ancora, ma evolvono verso una riduzione della discriminazione contro gli ebrei. Di problemi gli ebrei sono ancora destinati ad averne, come tutti gli altri popoli, quantunque definiti in termini diversi dall’antisemitismo. Forse la piaga non guarirà mai, ma è diventata uno dei mali minori dell’umanità. ALBERTO NIRENSTAJN: E’ SUCCESSO SOLO 50 ANNI FA, Editore: La Nuova Italia Biblioteca Castelmassa, inv. 22418 Pensato, scritto e compilato per i giovani. Racconta e documenta lo sterminio di 6 milioni di ebrei di 23 paesi europei ad opera della Germania hitleriana negli anni della seconda guerra mondiale, attraverso lo studio del “mare di lamentazioni, annotazioni, resoconti, drammi tramandati da parecchie centinaia, forse migliaia, di comunità ebraiche di varia e variegata estrazione storica, culturale ed ambientale”. SYLVIE GRAFFARD-LEO TRISTAN: I BIBELFORSCHER E IL NAZISMO (1933-1945) – I dimenticati dalla Storia – Editore: Éditions Tirésias – Michel Reynaud Biblioteca Castelmassa, inv. 20545 Il libro dà un volto a “questi Fondamentalisti, Scrutatori, Studenti Biblici, Bibelforscher…, nomi che in genere designano i Testimoni di Geova…” Un omaggio a un popolo torturato, svilito, perseguitato, imprigionato, decapitato, assassinato, condannato alle camere a gas e ai forni crematori. Il Tribunale di Norimberga, parlando delle “persecuzioni per motivi religiosi” le ha incluse fra i suoi capi di accusa quali 9 Anno 2006 crimini contro l’umanità e crimini di guerra in un Paese occupato. Le persecuzioni di tutte le sette pacifiste e dissidenti come quella dei Testimoni di Geova e dei Pentecostali erano particolarmente accanite e crudeli. ANDREA MOLESINI: NERO LATTE DELL’ALBA – Libri che raccontano lo Sterminio, Editore: Mondatori Biblioteca Castelmassa, inv. 23048 Libro rivolto agli insegnanti di scuola media e del biennio, ai bibliotecari, e a quanti desiderano suggerire ai ragazzi libri sulla Shoà. Concepito per essere un agile strumento di lavoro, illustra le più recenti elaborazioni teoriche sul tema e propone una serie di schede dettagliate su racconti, romanzi, e testimonianze che affrontano, da diversi punti di vista, uno degli eventi più tragici della Storia. ANNA FRANK: DIARIO, Editore: Arnoldo Mondatori Editore Biblioteca Castelmassa, inv. 839.3 FRA “E’ un grande miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità” Così scrive Anna, pochi giorni prima che irrompano i tedeschi nell’ “alloggio segreto”; e sono parole come queste, sono pagine come queste che fanno del suo diario qualcosa di più di un semplice documento umano; sono pagine come queste che fanno tornare a questo libro vincendo la pietosa emozione che ci dà l’innocente e garrula voce a cui fu imposto silenzio. Di questa voce, noi serbiamo nella memoria la vibrazione fiduciosa e serena, la bontà coraggiosa che ha superato la morte” (dalla prefazione di Natalia Ginzburg) MELISSA MÜLLER: ANNE FRANK – Una biografia, Editore: Einaudi Tascabili Biblioteca di Castelmassa, inv. 940.518092 FRA (25607) Chi era davvero Anna Frank? Com’era la vita di una famiglia ebraica nella Germania nazista? Sulla scorta di documenti, interviste ai testimoni e un lungo lavoro di ricerca negli archivi, Melissa Muller restituisce un’immagine a tutto tondo di Anna Frank e del suo mondo, senza fermarsi neppure davanti a temi considerati tabù. Senza volersi sostituire al diario, ma piuttosto con la volontà di integrare questo insostituibile documento, il saggio della Muller riporta in un ambito di normalità la figura di Anne, rendendo tanto più crudele la sua morte quanto più folle il regime nazista. Completano il volume un intervento di Miep Gies, la donna che per 2 anni aiutò i clandestini, una tavola cronologica, le schede biografiche dei protagonisti e un’ampia bibliografia. 10 Anno 2006 ALISON LESLIE GOLD: MI RICORDO ANNA FRANK, Editore: Bompiani Biblioteca Castelmassa, inv. 20958 Hannah è la migliore amica di Anna Frank: ebree tutte e due, ragazzine tutte e due. Quando la persecuzione razziale contro gli ebrei arriva ad Amsterdam, Anna Frank e la sua famiglia spariscono. Ai vicini fanno sapere di essere al sicuro in Svizzera. E Hannah, nell’attraversare con i suoi cari l’orrore dei campi di concentramento, è certa che ad Anna sia toccato un destino migliore. Ma le due amiche di infanzia sono destinate ad incontrarsi ancora una volta… HELGA SCHNEIDER: IL PICCOLO ADOLF NON AVEVA LE CIGLIA, Editore: Rizzoli Biblioteca Castelmassa, inv. 19304 Nasce da una intervista del 1996. Berlino, dicembre 1940. La Germania è in guerra da un anno ed il suo esercito sta vincendo in Europa. Hitler vuole sopprimere i “pesi morti della nazione”, tutti coloro la cui esistenza metterebbe in dubbio la perfezione della razza ariana: schizofrenici, epilettici, alcolizzati, malati in fase terminale e neonati con malformazioni genetiche. “La dolce morte”, la chiamano i medici del Führer; un programma di eutanasia che di fatto divise il popolo tedesco in soggetti “utili” e “non utili” ai fini del nazionalsocialismo. Berlino, maggio 1997. Una donna ormai anziana ripensa alla sua vita e risale a quell’inverno di sonno della ragione a cui ben altri incubi sarebbero seguiti: torna con la memoria nei lager camuffati da cliniche, nella Berlino dell’arrogante mondanità di regime, fra paure e ipocrisie. Era allora una giovane piccolo-borghese che aveva visto realizzarsi il sogno di un matrimonio importante con una SS incaricata di occuparsi della questione ebraica… Indagando aspetti poco conosciuti di una realtà storica che non finisce di riservare inquietanti scoperte, la Schneider rivendica alla narrazione – lucida documentata e carica di emozione – un ruolo testimoniale ed etico. MICHAEL R. MARRUS: L’OLOCAUSTO NELLA STORIA, Editore: Il Mulino Biblioteca Castelmassa, inv. 13.982 Cosa è stato l’Olocausto e come l’hanno raccontato ed interpretato gli storici? Dopo una breve rassegna degli studi sullo sterminio, l’autore analizza l’evento secondo una duplice prospettiva: come Olocausto, dal punto di vista degli ebrei, chiedendosi se e in quale misura la loro passività avesse finito per favorire la persecuzione; e come “Soluzione finale”, dal punto di vista nazista, cercando tuttavia di mettere in risalto le differenze tra l’operato delle SS, delle autorità locali tedesche e dei governi collaborazionisti. A questo punto l’attenzione si sposta sull’atteggiamento dell’opinione pubblica e sulla responsabilità dei governi democratici per quanto non fecero e avrebbero potuto fare, e del papa stesso per il suo silenzio, sul quale ancora si discute. JAN T. GROSS: I CARNEFICI DELLA PORTA ACCANTO, Editore: Mondatori Biblioteca Castelmassa, inv. 24381 11 Anno 2006 Un giorno d’estate del 1941 metà degli abitanti del paese di Jedwabne, in Polonia, assassinò l’altra metà, milleseicento persone, tra uomini, donne e bambini: tutti gli ebrei del paese, sette esclusi. I Carnefici della porta accanto racconta la loro storia, una storia scioccante e brutale, mai narrata prima. L’aspetto più sconvolgente di questa terribile vicenda è che a scannare e bruciare gli ebrei non furono nazisti, ma i compaesani polacchi: ex compagni di scuola, negozianti da cui compravano il pane, la gente con cui chiacchieravano per strada. Gente che, in passato, aveva sempre intrattenuto con loro relazioni cordiali. D’altra parte, secondo tutte le testimonianze, l’esercito tedesco, sopraggiunto pochi giorni prima a occupare il paese, non ebbe parte attiva nel massacro, ma si limitò ad assistere e a scattare fotografie. Ciò nonostante per sessant’anni l’eccidio è stato attribuito ai nazisti, anche se gli abitanti di Jedwabne sapevano bene com’erano andate le cose. OLIVER LUSTIG: DIZIONARIO DEL LAGER, Editore: La Nuova Italia Biblioteca Castelmassa, inv. 15.460 E’ un racconto-documento scritto da un sopravvissuto di Auschwitz, appunto sotto forma di “dizionario” delle parole e delle espressioni usate nel lager. Nel libro si alternano episodi del vissuto personale dell’autore ad altri, frutto di documentate ricerche, che danno la misura dello svilupparsi della persecuzione degli ebrei. TITTI MARRONE: MEGLIO NON SAPERE, Editore: Laterza. Biblioteca Castelmassa, inv. 24359 La storia vera di tre bambini deportati con le loro madri ad Auschwitz , le sorelle Tatiana e Andra Bucci che nel 1943 hanno 4 e 6 anni e il loro cugino Sergio De Simone, di 6. In forma di reportage narrativo, Titti Marrone consegna alla nostra memoria e alle nostre emozioni una vicenda che non dimenticheremo. BETTY SCHIMMEL con JOYCE GABRIEL: I PONTI DI BUDAPEST – La storia vera di un amore sopravvissuto all’Olocausto - , Editore: Rizzoli 1940 – Sulle sponde del Danubio, mentre sta per scoppiare l’inferno, Richie Kovacs e Betty Markowitz – entrambi ebrei – si dichiarano eterno amore. Ma le leggi antisemitiche stringono gli ebrei in una morsa di ferro. Nel marzo 1944 i tedeschi invadono l’Ungheria e poco dopo cominciano i bombardamenti alleati. Brutalmente divisa da Richie, prigioniera dell’arroganza nazista, Betty viene deportata a Mauthausen. Alla liberazione Betty continua invano ma instancabilmente a cercare Richie. Finché non vede il suo nome in un elenco di caduti (omonimia?). Subito dopo incontra un uomo pieno di fascino, che la corteggia e le prospetta una nuova vita: Otto Schimmel. Ma Betty non scorda Richie finché… negli anni Settanta lo scorge a Budapest, tra la folla. E affronta la scelta più difficile della sua vita: mettendo in gioco i valori, gli affetti, il tradimento, il perdono. Resoconto toccante di una sofferta, dura e difficile maturazione femminile. FRED UHLMAN: L’AMICO RITROVATO, Editore: Feltrinelli 12 Anno 2006 Biblioteca Castelmassa, inv. 13.411 Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933…Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione. FRED UHLMAN: STORIA DI UN UOMO, Editore: Feltrinelli Biblioteca Castelmassa, inv. 13.700 E’ la storia di un uomo… la cui unica ambizione, ahimé irrealizzabile, è raggiungere le stelle non con un razzo ma con la propria arte”. Nel 1960, a 59 anni, quando suggella, con queste parole intrise di amarezza, la propria biografia, Fred Uhlman è ormai un pittore affermato, ma nel campo della scrittura la fama continua a eluderlo. Gli arriverà postuma con lo straordinario successo de “L’amico ritrovato”. L’autore parla dell’inizio delle persecuzioni razziali e dell’emarginazione degli ebrei che precede l’olocausto con il senso di stupore di chi non riesce a darsi ragione di un’enorme ingiustizia, di un vero e proprio tradimento. Solo pochi hanno il coraggio di tagliare le radici e scegliere la via dell’esilio, tra questi Uhlman che si rifugia a Parigi, poi in Spagna e infine in Inghilterrra, la sua seconda patria. Qui il libro si conclude, come se Uhlman preferisse lasciare insondata la parte privata della sua vita per darci, invece, soltanto il racconto di una vicenda umana e di esperienze condivise da tutti. PETER HOFFMANN: TEDESCHI CONTRO IL NAZISMO – La Resistenza in Germania, Editore: Il Mulino Biblioteca di Castelmassa, inv. 13980 Questo libro ha lo scopo di fornire una sintetica e chiara informazione sulla Resistenza tedesca a Hitler, tema sul quale in Italia non è disponibile quasi nulla. Dopo una parte introduttiva sulla nascita e diffusione del nazionalsocialismo, Hoffmann affronta le varie forme di opposizione e dissenso già presenti fin dagli anni Trenta, costituite da organizzazioni religiose ed esigui gruppi clandestini. La Resistenza tedesca, differentemente degli altri movimenti Europei, non potè contare sull’appoggio della popolazione, che sostenne la dittatura hitleriana fino al 1945. Anche per questo la rivolta morale e politica assunse carattere alto-borghese e conservatore, coinvolgendo comunque anche altri gradi militari che cospirarono a più riprese contro Hitler, fino ad organizzare il famoso attentato, fallito, del 20 luglio 1944. GIULIO BEDESCHI: CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO, Editore: Mursia Biblioteca di Castelmassa, inv. 17479 E’ la rievocazione della ritirata di Russia, durante la quale ben centomila soldati italiani perirono combattendo o soccombendo al freddo e alla fame. L’autore, sottotenente medico nell’ultima guerra, ha preso parte alle campagne di Grecia e di Russia, quale diretto testimone delle drammatiche vicende della divisione Julia. 13 Anno 2006 VINCENZO PAPPALETTERA: TU PASSERAI PER IL CAMINO – Vita e morte a Mauthausen; Editore: Mursia Biblioteca di Castelmassa, inv. 968 “Tu passerai per il camino” era la minaccia che gli aguzzini di Mauthausen lanciavano di continuo ai detenuti del lager maledetto: una minaccia che ogni giorno si realizzava nei forni crematori. Giovane antifascista e partigiano, l’autore fu deportato a Mauthausen dove conobbe l’intero processo di degradazione riservato ai “subumani” là rinchiusi e dei quali Kapos e SS altro “uso” non sapevano immaginare se non di farli servire a quella “fabbrica della morte”. Oltre 7.000 furono i deportati italiani che trovarono la morte, poche centinaia i sopravvissuti (elencati in fondo al libro). Inoltre, sempre in appendice, vi sono la storia del lager e una serie di documenti inediti. GEORGE L. MOSSE: IL RAZZISMO IN EUROPA – Dalle origini all’Olocausto, Editore: Mondadori Biblioteca di Castelmassa, inv. 17190 Del razzismo, supporto e complemento del nazionalismo, il libro ricostruisce l’albero genealogico, attribuendone la paternità alla cultura illuministica e, più in generale, ai movimenti intellettuali che operarono in Europa occidentale e centrale del secolo XVIII. Ne risulta un quadro storico ampio e approfondito e un’interpretazione che, superando ogni demonizzazione, presenta il fenomeno come un’ideologia articolata che si è andata intrecciando con i più disparati movimenti politici, per poi giungere alle sue conseguenze estreme e aberranti nella Germania nazista tra il 1933 e il 1945. TAHAR BEN JELLOUN: IL RAZZISMO SPIEGATO A MIA FIGLIA, Editore: Bompiani Biblioteca di Castelmassa, inv. 19295 Questo breve testo è stato scritto ricostruendo un dialogo con tre ragazzine: sua figlia Merièm e due amiche, delle quali Merièm è portavoce. Scopo del colloquio è quello di chiarire nel modo più semplice e lineare la profonda ingiustizia del razzismo e la necessità di vigilare perché non si possa affermare. ENZO COLLOTTI: IL NAZISMO, Editore: Zanichelli Biblioteca di Castelmassa, inv. 3486 Il Nazismo fu un fenomeno specificatamente tedesco o parte di un fenomeno europeo e mondiale? Il rapporto tra il nazismo e la storia precedente della Germania è un rapporto di continuità o di frattura? Dove si possono rinvenire le radici ideologiche, politico-sociali, economiche del nazismo? Quali furono i caratteri principali della sua politica interna ed estera dopo l’ascesa al potere? Quale fu il significato dell’opposizione tedesca al nazismo? A questi e ad altri interrogativi rispondono gli scritti di Hitler, Ritter, Lukàcs, Vermeil, Viereck, Meinecke, Mosse, Hallgarten, Neumann, mommsen, Mau, Krausnick, Melnikov, che Enzo Collotti ha raccolto nel presente volume. 14 Anno 2006 CHRISTOPHER CREIGHTON: SALVATE BORMANN, Editore: Rizzoli Biblioteca di Castelmassa, inv. 16.494 Martin Bormann, segretario e anima nera di Hitler, morì la notte tra l’1e 2 maggio 1945 nella Berlino devastata dalle artiglierie sovietiche, mentre cercava di allontanarsi dal bunker dove si erano suicidati Hitler, Eva Braun e Goebbels. Questa è la tesi ufficiale, sostenuta anche nel 1973 sulla scorta di perizie medico-legali. Tuttavia l’uomo che a Norimberga fu considerato il principale dei criminali di guerra latitanti, venne avvistato più volte nel dopoguerra in Sudamerica e in Russia. Dove sta allora la verità? Forse sta nella tomba senza nome di un cimitero di campagna inglese, dove nel 1989 venne sepolto un vecchio di 90 anni: Martin Bormann, che proprio in Inghilterra, dopo un’operazione di plastica facciale, aveva vissuto fin dal 1945. Questa è la tesi sconvolgente che Creighton sostiene in questo libro. Ma non solo: a salvare Bormann sarebbe stato addirittura Churchill, perché sapeva che proprio lui possedeva la chiave di accesso alle decine di conti esteri dei nazisti. ERICH PRIEBKE: AUTOBIOGRAFIA – VÆVICTIS, Editore: Erich Priebke Biblioteca di Castelmassa, inv. 24688 Nel buio delle Cave Ardeatine, più di mezzo secolo fa, uccise due uomini, con un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Oggi, condannato all’ergastolo per crimini di guerra, ci racconta la sua storia. Il libro ci riporta indietro nel tempo, nella Germania nazionalsocialista al cospetto dei gerarchi Göring, Himmler, Heydrich. Poi, durante la guerra, a “Roma città aperta”, con i ricordi tetri della prigione della Gestapo in via Tasso, dove venivano rinchiusi i partigiani e da dove, con le mani legate, uscirono molte delle vittime della rappresaglia per andare a morire quel 24 marzo 1944. Dopo aver avuto parte nella liberazione di Mussolini dal Gran Sasso e nella fuga di Galeazzo ciano e della moglie Edda, a fine conflitto Erich Priebke deve abbandonare la divisa di capitano delle SS per vestire quella di prigioniero di guerra fino al giorno in cui, scivolando sotto il filo spinato, fuggirà verso una vita completamente nuova in Argentina. Improvvisamente dopo 50 anni di oblio, la sua faccia appare in America sugli schermi della ABC... Questo libro rappresenta un documento di eccezionale valore non solo storico, ma anche un messaggio dall’incommensurabile valore umano. BERNARD MICHAL: HIMMLER, Editore: Edizioni di Crémille – Ginevra Biblioteca di Castelmassa, inv. 23877 Hitler lo definiva “Il fedele Heinrich”. Padrone assoluto delle S.S., finì per dominare anche la Gestapo e i campi di concentramento. Himmler partecipò a tutte le grandi operazioni del nazismo fin dalla sua nascita e sarà soprattutto il principale responsabile della soluzione finale del problema ebraico. Durante la campagna di Russia Himmler dichiarò: “Dobbiamo sterminare sul campo di battaglia questo popolo di duecento milioni di esseri, uno per uno, e dissanguarlo fino alla morte …” Nel 1944 Himmler realizzò il suo sogno di diventare comandante in capo dell’esercito territoriale, ma si dimostrò così incapace che Hitler gli tolse il comando. Poco prima del crollo del III Reich, Himmler cercò di negoziare con gli alleati occidentali, ma Hitler, venutolo a 15 Anno 2006 sapere, diede (invano) l’ordine di arrestare il “fedele Heinrich”. Himmler venne fatto prigioniero dagli Inglesi e, smascherato, si avvelenò. PRIMO LEVI: SE QUESTO E’ UN UOMO – LA TREGUA, Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv.14.439 Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei “Saggi” e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. Levi, ne “La Tregua”, ha voluto raccontare anche il lungo viaggio di ritorno attraverso l’Europa dai campi di sterminio: una narrazione che contempera il senso di una libertà ritrovata con i segni lasciati dagli orrori sofferti. PRIMO LEVI: I SOMMERSI E I SALVATI, Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv. 17.675 Quali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali le tecniche per annientare la personalità di un individuo? Quali rapporti si creano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la “zona grigia” della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibile capire dall’interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibile ribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di una esperienza estrema? Le risposte di Primo Levi. PRIMO LEVI: SE NON ORA, QUANDO?, Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv.14.438 Gli ebrei che combatterono contro il nazifascismo in tutta Europa furono centinaia di migliaia. In questo romanzo Primo Levi racconta le avventure drammatiche e vere di quei partigiani ebrei polacchie e russi che resere colpo su colpo a chi tentò di sterminarli. Venato di comicità sottile, “Se non ora quando?”, il primo, vero romanzo di Levi, si è imposto al grande pubblico, vincendo, quando uscì nel 1982, il premio Campiello e il premio Viareggio. ENZO TRAVERSO: GLI EBREI E LA GERMANIA – Auschwitz e la “simbiosi ebraicotedesca”, Editore: Il Mulino Biblioteca di Castelmassa, inv. 13981 Questo libro affronta il tema della questione ebraica in Germania secondo una duplice prospettiva: da un lato l’integrazione della cultura ebraica in quella tedesca, dall’altro il posto dell’olocausto nella memoria della Germania contemporanea. L’autore ricapitola i difficili conti che la Germania ha fatto (o non fatto) con l’olocausto sia sul versante della storiografia, dove si sono affrontate le spiegazioni “intenzionaliste” e “funzionaliste”, e dove sono ora materia di polemica le tesi revisioniste che negano l’unicità dello sterminio; sia sul versante della coscienza collettiva, dove la “Schuldfrage”, la 16 Anno 2006 questione della colpa del popolo tedesco, non è stata mai risolta e continua ad essere fonte di amnesie e assoluzioni. RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA, Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv.17.595 E’ considerato uno dei maggiori contributi alla comprensione del meccanismo burocratico-amministrativo che ha consentito lo sterminio degli ebrei. Dalla messa in luce degli “antecedenti” culturali su cui si fondava l’antisemitismo europeo e tedesco alle soglie del ‘900, fino alla promulgazione delle leggi razziali di Norimberga, tutto viene passato al setaccio: decreti, sentenze, leggi, carteggi, diari personali, rapporti militari e civili, fino alla ricostruzione degli intrecci complessi che hanno consentito a un’intera società di dare il proprio quotidiano contributo allo sterminio. RAUL HILBERG: LA DISTRUZIONE DEGLI EBREI D’EUROPA (Volume primo), Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv.17.594 Quando nel 1948, Raul Hilberg, ventiduenne studente di Diritto pubblico e Scienze politiche, comincia la sua ricerca sullo sterminio degli Ebrei d’Europa, lo scopo che si prefigge è quello di “esplorare il meccanismo della distruzione”, descrivendo il più completamente possibile quanto è accaduto. Un simile progetto si avvale di un’enorme ricerca documentaria, che rende unica questa ricostruzione del processo di sterminio. FERNANDO ETNASI-ROBERTO FORTI (Presentazione di Carlo Levi): NOTTE SULL’EUROPA, Editore: Stabilimento Tipografico ITER – Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti Biblioteca di Castelmassa, inv. 2968 Riassunto storico sui lager e sulla situazione ebraica, con numerosi contributi fotografici d’epoca. Dalla prefazione di Carlo Levi si legge nelle note conclusive: “Era quello il nero mondo dell’omicidio. Non poteva andare più in là, né ripetersi. La coscienza universale non avrebbe più potuto riimmergersi in una tale esperienza: ma tuttavia il suo peso permane come diminuzione di valori, oscuro pericolo. Dopo i campi di sterminio è venuta la bomba, la nuova dimensione atomica, dove tutti sono, ancora una volta, coinvolti. Dopo il mondo dell’omicidio appare il mondo del suicidio, entrambi collettivi e totalitari. E se il primo implica tutti gli uomini moralmente nella sua colpa, il secondo implica tutti gli uomini anche materialmente nella sua distruzione. Per questo conviene conoscere e ricordare e, con chiara coscienza, oggi, agire (Roma, novembre 1963)” RENATO GIORGI: MARZABOTTO PARLA, Editore: Edizioni Avanti! Biblioteca di Castelmassa, inv. 17451 17 Anno 2006 1830 massacrati: questa strage immane reca il nome di Marzabotto. La maggior parte delle vittime: donne, bambini e vecchi. Questo libro raccoglie le testimonianze dirette degli scampati all’eccidio. Infatti, per un caso incredibile, alcune decine di condannati scampano alla morte. Essi raccontano in questo libro l’inferno dei vivi di Marzabotto. UMBERTO DINELLI: LA GUERRA PARTIGIANA NEL VENETO (Introduzione di Sandro Pertini), Editore: Marsilio Editori Biblioteca di Castelmassa, inv. 3515 La letteratura resistenziale veneta è scarsa, eppure di autentica portata storica sono le vicende partigiane che scossero questa terra di confine dal 1943 al 1945. 6.000 patrioti caduti, la prima regione ad essere invasa e l’ultima a liberarsi, determinando la rotta dell’esercito nazista in Italia. L’indagine di Dinelli individua nelle prime, ancora timide strutture organizzative dei lavoratori (cooperative, leghe operaie) e negli scioperi di Porto Marghera, Schio, Valdagno e Padova, i presupposti della lotta resistenziale. Nella quale, a renderla più autentica, si innesterà un fenomeno fino a quel momento sconosciuto: la saldatura tra operai, intellettuali, studenti e contadini, della quale l’Università di Padova sarà lo stimolo prima e la guida poi. L’indagine dell’autore quindi si allarga fino a toccare grandi temi storiografici resistenziali e i drammi e le tragedie di eccidi e rastrellamenti. ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI “A. BERNINI” DI ROVIGO (Prefazione: Primo Levi; Coordinamento: Gianni Sparapan): PERCHE’ I GIOVANI SAPPIANO, Editore: Veneta Editrice Biblioteca di Castelmassa, inv. 8726. Monografia sui campi di sterminio effettuata dagli alunni dell’I.T. geometri di Rovigo, coordinati dal prof. Gianni Sparapan. La ricerca presentata fornisce una documentazione precisa, e convincente, sulle lontane origini del male che ha afflitto l’Europa indotte dal nazionalsocialismo di Hitler. Essa descrive, passo per passo, come da teorie filosofiche distorte ed aberranti abbia potuto prendere le mosse il consenso prima di una esigua parte, poi di praticamente tutto il popolo tedesco. LORD RUSSEL DI LIVERPOOL: IL FLAGELLO DELLA SVASTICA, Editore: Feltrinelli Biblioteca di Castelmassa, inv. 2092 “Un resoconto spietatamente obbiettivo, un coraggioso atto d’accusa, un solenne ammonimento” (L’Unità) “Non è un libro polemico, meno che mai dettato dal rancore o dall’odio preconcetto contro i tedeschi” (La Stampa) “Ricordare non vuol dire alimentare l’odio verso un popolo ma significa ammonire tutti gli uomini perché non ricadano nelle colpe e negli errori di cui si è macchiata la svastica” (L’ Italia) Lord Russel dal 1946 al 1951 fu consulente del Comando delle Forze Armate per i delitti di guerra nazisti giudicati da tribunali britannici, ed ebbe così modo di accedere a documenti di prima mano. La magistratura britannica cercò di opporsi alla pubblicazione di questo libro, ed egli preferì dimettersi piuttosto che tacere. 18 Anno 2006 KA-TZETNIK-135633: LA CASA DELLE BAMBOLE, Editore: Mondadori Biblioteca di Castelmassa, inv. 14.588 Il racconto è basato sulle esperienze vissute da una fanciulla ebrea, quattordicenne, e si svolge dapprima nel ghetto di una piccola città polacca, poi in un campo di lavoro e quindi in un campo di prostituzione. Il corpo della giovanissima Daniella, insieme a quello di tante altre donne, deve diventare lo strumento di piacere delle SS mandate in licenza-premio al “campo della gioia”. “Casa delle bambole” è l’eufemismo cui ricorrevano le prigioniere del vicino campo di lavoro, per indicare quelle “privilegiate” che ricevevano cibo in abbondanza, vivevano al riparo dei rigori invernali e potevano nutrire l’illusione di sopravvivere alla tragedia che incombeva su milioni di persone in Europa. PAOLO MAURENSIG: LA VARIANTE DI LŰNEBURG, Editore: Adelphi Biblioteca di Castelmassa, inv.13.693 Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. Incidente? Suicidio? Omicidio? La risposta vera è un’altra: una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile. Che uno dei due sia ebreo e l’altro un ufficiale nazista è solo uno dei corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: “Gli scacchi sono lo sport più violento che esista”. Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi – e insieme ci rivela uno scrittore. SIMON WIESENTHAL: GIUSTIZIA, NON VENDETTA, Editore: Arnoldo Mondatori Biblioteca di Castelmassa, inv. 10.238 Spinto da un desiderio di giustizia e mai di vendetta, Simon Wiesenthal nel dopoguerra è divenuto il “cacciatore di nazisti”, in quanto ha iniziato ad inseguire in tutto il mondo gli aguzzini di un tempo. A 80 anni ha accettato di rievocare in un libro i casi che lo hanno reso celebre. Tra le centinaia di inchieste condotte a partire dal 1945 ha scelto quelle che gli paiono esemplari: la caccia al comandante del campo di Treblinka rifugiatosi in Brasile, la scoperta dell’ispettore delle SS che arrestò Anna Frank; la lotta contro la prescrizione dei crimini di guerra in Germania. Qualche volta i criminali non sono ancora assicurati alla giustizia, qualche volta i responsabili sono catturati dopo decenni di latitanza. Da anni cittadino austriaco, Wiesenthal non ha esitato a battersi anche contro le autorità del suo paese d’adozione: il cancelliere Kreisky fu costretto a licenziare un responsabile di crimini di guerra, il presidente Waldheim è stato costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo sulle sue attività durante il periodo nazista. CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: 27 GENNAIO IL GIORNO DELLA MEMORIA, Edizioni : Grafiche Biesse Biblioteca di Castelmassa, inv.24708 19 Anno 2006 Seduta pubblica del Consiglio regionale del Veneto del 31/01/2003 dedicata alla celebrazione della Giornata della Memoria. Interventi di: Enrico Cavaliere (Presidente del Consiglio Regionale); Riccardo Caimani (Vicepresidente Comunità ebraica di Venezia); Giancarlo Galan (Presidente Giunta Regionale); Gianfranco Bettini (Verdi); Claudia Cadorin (G. Misto); Severino Galante (Comunisti italiani); Elso Resler (Socialisti Democratici e Repubblicani per il Veneto); Iles Braghetto (Cristiano Democratici); Maurizio Tosi (Rifondazione Comunista); Franco Bozzolin (Centro Cristiano Democratico); Paolo Scaravelli (Alleanza Nazionale); Franco Manzato (Lega); Flavio Zanonato (Democratici di Sinistra); Achille Variati (Margherita); Renzo Marangon (Forza Italia); Dario Calimani (Presidente della comunità ebraica di Venezia). COMITATO PER LE CELEBRAZIONI DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE: LA RESISTENZA E IL CONTRIBUTO DELLE FORZE ARMATE ALLA GUERRA DI LIBERAZIONE, Editore: Milanostampa – Farigliano (CN) “… Un patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo” (Calamandrei). Una rievocazione, con immagini d’epoca, di fatti della Resistenza Italiana. WILLIAM SHERIDAN ALLEN:COME SI DIVENTA NAZISTI (Introduzione di Luciano Gallino), Editore: Einaudi Biblioteca di Castelmassa, inv.17.609 E’ la storia di una piccola città commerciale ed industriale della Germania (Thalburg) durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del Terzo Reich; è al tempo stesso un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. Lo studioso americano Allen racconta con la vivacità e la passione di un cronista le tappe della tragica trasformazione, dando un volto e un’identità precisa a fatti e a persone. KA TZETNIK 135633: ALBA SULL’INFERNO, Editore: Rizzoli Biblioteca di Castelmassa, inv. 2295 Polonia 1939: due giovani ebrei nell’apocalisse del ghetto di Varsavia e di Auschwitz in un’indimenticabile tragica storia d’amore dell’autore della “Casa delle Bambole”. Preleshnik è un ventiduenne musicista ebreo, fidanzato con Sanya, figlia di un ricco proprietario di una fabbrica di scarpe. Scoppia la guerra e i due giovani, sposatisi, sono vittime delle leggi razziali. Vengono separati: Harry viene inviato in un campo di lavoro, ma Sanya, con uno stratagemma, riesce a farlo assumere in un’altra fabbrica militare tedesca. Inizia lo sterminio degli ebrei: quasi tutti gli amici e parenti di Harry e Sanya scompaiono e dopo essersi invano nascosti Harry viene nuovamente catturato ed inviato ad Auschwitz, mentre Sanya cerca ancora una volta disperatamente di salvarlo. Harry si salverà alla fine, per la forza inculcatagli dall’amore di Sanya che gli permetterà di sopravvivere alle più atroci sofferenze; Sanya, invece, perirà, dopo aver 20 Anno 2006 preso parte all’insurrezione di Varsavia ed essere finita pure lei ad Awschwitz, sempre col nome del marito sulle labbra. Questo romanzo è una testimonianza della forza che l’amore esercita sugli individui, e di quell’istinto di conservazione che riesce a vincere le più indicibili sofferenze umane. GIANNI SPARAPAN: GIORNO DELLA MEMORIA – 27 GENNAIO 2004 – Studi sulla persecuzione antiebraica in Polesine (1938-1945) Biblioteca di Castelmassa, inv. 24687 Nato su incarico dell’ Amministrazione Provinciale per una ricerca sulla persecuzione antiebraica in Polesine negli anni 1938-1945, redatto con il contributo di altri studiosi polesani. Claudio Garbellini (Canaro), Osvaldo Pasello (Ceregnano), Dino Quadrelli (Lusia), Atonia Savio (Ariano Polesine), Daniele Spadon (Rovigo). All’interno l’intervista a Lala Lubelska, ebrea polacca tra i pochi testimoni oculari degli orrori del campo della morte. COMUNE DI SERMIDE: ZAKHOR – RICORDA, Editore: La Kabbalà Biblioteca di Castelmassa, inv.25086 L’Amministrazione del Comune di Sermide, facendo propri il “dovere della memoria” e la “necessità di una migliore conoscenza” ha deciso di porre, il 27/01/2004 “Giorno della Memoria”, una targa ricordo sul luogo dove sorgeva la sinagoga e di ridare all’attuale via dell’Ospedale, centro del vecchio quartiere ebraico, il suo nome cinquecentesco di “contrada degli ebrei”. Oltre a ciò l’Amministrazione propone al pubblico questo testo che raccoglie la storia della “Shoah”, i relativi documenti fotografici, e una sintesi della storia degli ebrei di Sermide con l’auspicio che anche oggi le minoranze ebraiche possano ovunque vivere in pace con le altre popolazioni nel reciproco rispetto. PIERO MALVEZZI, GIOVANNI PIRELLI, prefazione di THOMAS MANN: LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA EUROPEA PIERO MALVEZZI, GIOVANNI PIRELLI, prefazione di ENZO ENRIQUEZ AGNOLETTI: LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA Biblioteca di Castelmassa, inv.3250 e 17465 Nella prima antologia sono state raccolte lettere e messaggi scritti in punto di morte da donne e uomini Europei, vissuti nelle condizioni individuali e collettive le più varie, accomunati dalla lotta della Resistenza e morti di fronte al plotone d’esecuzione o nelle mani del boia. Nella seconda antologia sono state riunite lettere o messaggi di partigiani e patrioti italiani scritte quando essi, catturati da fascisti o tedeschi, già sanno che verranno uccisi, oppure ne hanno il presentimento e manifestamente lo esprimono. PIERANTONIO GIOS: DAL SOCCORSO AI PRIGIONIERI INGLESI AI CAMPI DI STERMINIO TEDESCHI (Omaggio della Giunta Regionale Veneta) – Le 21 Anno 2006 Testimonianze dei padovani don Giovanni Fortin e Milena Zambon – Edito da Associazione Volontari della Libertà di Padova Biblioteca di Castelmassa, inv. 8434 L’Autore, don Pierantonio Gios, non ha vissuto il periodo della Resistenza, pur tuttavia sa trarre dalla documentazione e dalle testimonianze dei protagonisti la ricostruzione più che dei fatti, dello spirito che ha animato gli operatori della lotta per la causa della libertà. Le testimonianze prese in esame sono quelle di don Giovanni Fortin e suor Milena Zambon. “Don Fortin scrive i suoi “ricordi di prigionia” per beneficenza: cioè per beneficiare nel ricordo e per averne in qualche modo beneficio per la sua opera di cristiano ricordo costituita dal Tempio all’Internato Ignoto. Madre Milena Zambon scrisse le sue memorie per ubbidienza, secondo una interpretazione evangelica data dai suoi superiori alla testimonianza del suo calvario, capace di fare del bene al di là del silenzio della vita claustrale”. ASSOCIAZIONE NAZIONALA EX INTERNATI (ANEI – FEDERAZIONE DI BOLOGNA): DALLA GUERRA AL LAGER – Nel cinquantennio della Resistenza e della Liberazione perché i protagonisti ricordino ed i giovani sappiano -, Editore: A.N.E.I. – Coordinamento grafico: Masetti Giuseppe; Videoimpaginazione: BICARTBolgona; Stampa: M.G. Funo di Argelato (BO) Biblioteca di Castelmassa, inv. 14395 Vengono ricordate le principali vicende che caratterizzarono il periodo antecedente lo scoppio delle ostilità e quelle che punteggiarono lo sviluppo del conflitto, specie nel campo europeo, ripartendone la trattazione in tre parti. Di esse, la prima riporta un breve cronistoria dei principali avvenimenti ritenuti indispensabili per inquadrare il lettore sullo sviluppo delle operazioni belliche. La seconda tratta dei fatti specifici dell’ 8 settembre 1943. La terza riguarda l’internamento nei lager dei 750.000 soldati delle Forze Armate Italiane, catturati dalla “Wemacht” tra il settembre e l’ottobre ’43. Chiude il fascicolo un’ “appendice” che riporta argomenti particolari riguardanti l’internamento e che, per motivi di sintesi storica, non era possibile inserire nel testo vero e proprio. ANTHONY KEMP: IL MONDO IN GUERRA, Editore: Universale Electa/Gallimard Biblioteca di Castelmassa, inv. 22629 1939-1945: la seconda guerra mondiale infiamma il pianeta. Dall’occupazione della Polonia a Dunkerque, da El Alamein ad Anzio, da Stalingrado allo sbarco in Normandia, da Pearl Harbor a Hiroschima: la guerra lascia dietro di sé decine di milioni di morti. Le battaglie e le conferenze, le tragedie e gli orrori, gli eserciti e le popolazioni, le figure dei grandi protagonisti in Europa e nel Mediterraneo, a Berlino e nel Pacifico. Con una sezione interamente dedicata all’Italia, con illustrazioni e carte spesso inedite, provenienti dagli archivi russi e giapponesi, con una cronologia semplice e precisa. ANTONIO FRESCAROLI: LA GESTAPO – Atrocità e segreti dell’inquisizione nazista, Editore: Giovanni De Vecchi Biblioteca di Castelmassa, inv. 3193 22 Anno 2006 Per anni gli “uomini dagli impermeabili bianchi” decisero la morte (mai la vita) di milioni d’individui che non ebbero altra colpa se non quella di essere diversi o di voler difendere la propria fede e la propria patria. Con un cinismo che oggi appare inconcepibile, uomini anche di notevole levatura intellettuale e dalla vita irreprensibile decretarono la fine di migliaia di esseri in tutto simili a loro od osservarono con colpevole distacco e disinteresse l’Europa precipitare nelle fiamme del caos e della barbarie. Mai e poi mai uno stato ebbe un organismo poliziesco e di repressione pari a quello nazista: Gestapo, GFP, Kripo, Orpo,… L’autore del volume cerca soprattutto attraverso la storia dei protagonisti e delle loro smisurate ambizioni di dare una spiegazione il più possibile “logica” del fenomeno, rifuggendo dalla tesi, facile e che non convince nessuno, dell’irrazionalismo insito nella religione della razza e nella sua bibbia “Il mito del XX secolo”, che rimane, comunque, una delle cause all’origine di questa nuova inquisizione che affogò nel sangue la civiltà europea. ANTONI SPINOSA: HITLER IL FIGLIO DELLA GERMANIA, Editore: Arnoldo Mondatori Biblioteca di Castelmassa, inv. 12078 Notte del ’29: si contano le ore d’una resistenza impossibile. Berlino, una città cui Hitler intendeva cambiare il nome dopo la guerra per farne la capitale di tutti i popoli sottomessi e non soltanto ai tedeschi. Le persone presenti nel sotterraneo, una ventina in tutto, furono convocate nella sala delle conferenze per il commiato finale. Adolf salutò uno a uno i suoi seguaci, stringendo loro la mano con distacco e pronunciando sottovoce qualche incomprensibile parola, quindi si ritirò nel suo appartamento con Eva ed il fido Bormann. Poco dopo Bormann tornò nella sala delle conferenze dove i superstiti, al suono di un disco, si erano gettati in una danza forsennata. Tutti lì dentro sapevano che Adolf non avrebbe cercato di mettersi in salvo, certo che il suo destino era compiuto. BIBLIOTECA COMUNALE DI OCCHIOBELLO – SCUOLA “D. ALIGHIERI” S.M. MADDALENA DI OCCHIOBELLO: “PER NON DIMENTICARE” – Raccolta di testimonianze e lettura sulla II guerra mondiale Biblioteca di Castelmassa, inv. 15126 Il fascicolo ha lo scopo di presentare libri per ragazzi riguardanti l’olocausto, la guerra, la resistenza e raccoglie le testimonianze di persone che trascorsero la loro gioventù fra privazioni, paure e i dolori della guerra. I ragazzi della scuola hanno intervistato nonni o anziani del paese protagonisti di quei tragici giorni. Autore: ?: L’OLOCAUSTO E I TESTIMONI DI GEOVA, Editore: ? Biblioteca di Castelmassa, inv. 23347 I testimoni di Geova sono stati duramente perseguitati dal regime nazista e rinchiusi nei campi di concentramento a motivo del loro pacifismo e del loro mancato sostegno a Hitler. Nella sola Germania circa 10.000 di loro soffrirono nelle prigioni e nei campi di sterminio, e quasi 2.000 persero la vita. 23 Anno 2006 ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX INTERNATI (ANEI – Fed. Bologna): I 600.000 DI LAGER (a cura del gen. Egisto Fanti – Presidente federazione ANEI) Biblioteca di Castelmassa, inv. 14137 40° Anniversario del riconoscimento giuridico dell’Associazione. Viene allegato al testo l’elenco ufficiale dei Caduti e Dispersi della provincia (anche se incompleto), una serie di disegni significativi, tratti dalla raccolta “Venti mesi tra i reticolati” del Prof. Marcello Tomadini, e fotografie scelte dal volume “Ho scelto la prigionia” del Prof. Vittorio Vialli. ELIE WIESEL: LA NOTTE, Editore: Istituto Geografico De Agostini-Novara “Perché: L’editore ha voluto presentare dal vivo una testimonianza “dalla parte dei giovani” delle sofferenze patite dagli ebrei nei campi di concentramento nazisti durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Il racconto del protagonista, Elie Wiesel, possiede tra gli altri meriti, illustrati da François Mauriac nella prefazione, un testo esemplare per l’asciutezza del linguaggio, reso molto bene nella traduzione di Daniel Vogelmann, e ripropone un tema drammatico, che va molto al di là degli aspetti più emotivi, ampiamente sfruttati dal cinema e dalla letteratura. La notte di Wiesel è un invito ai giovani a tener gli occhi aperti, a non lasciarsi ingannare, come accade quasi ogni giorno a tutti coloro che cadono sotto la schiavitù più o meno velata di accorti seduttori. Come: Il volume è articolato, come gli altri della collana, in settori funzionali. E’ stata riprodotta la prefazione che François Mauriac, accademico di Francia e premio Nobel, scrisse per l’edizione originale francese de La notte. Inoltre, è stato interrogato lo scrittore italiano Primo Levi, che visse l’esperienza dei campi di concentramento nazisti, e la descrisse in un libro bellissimo, Se questo è un uomo; le sue risposte possono chiarire in profondità i temi essenziali del racconto di Wiesel. Il testo è corredato di note lessicali, storiche e geografiche, è preceduto da un’introduzione che serve a inquadrare per i giovani lettori la vicenda nel suo scenario storico, ed è seguito da quesiti e proposte di ricerca utili a risvegliare interessi, curiosità, riflessioni. Il testo è riprodotto integralmente, con l’eliminazione soltanto di qualche riga di descrizioni troppo crude. E’ stata anche inserita qualche testimonianza di giovani ebrei che, pur non avendo subito l’internamento, hanno sofferto l’atroce distacco dai loro cari, dalle loro case (Claudine Vegh, Non gli ho detto arrivederci, Firenze, La Giuntina 1981) e di quelle di bambini cecoslovacchi internati nel lager di Terezin” (l’Editore) THOMAS CHILDERS: FRA LE OMBRE DELLA GUERRA – L’odissea di un pilota americano nella Francia occupata e nei campi di concentramento della Germania nazista – Editori: Baldini Castoldi Dalai Biblioteca comunale, inv. 25172 1944: Roy Allen, aviatore americano, partì per una missione nella Francia occupata dai nazisti. Precipitato e scampato alla morte, viene soccorso da una giovane insegnante (Colette Florin) e trova aiuto nella Resistenza clandestina, guidata da Pierre Mulsant. Inizia così il suo viaggio per tornare in patria dalla moglie, ma viene arrestato dalla Gestapo e portato in un campo di Buchenwald. Prima di tornare in patria non gli resterà 24 Anno 2006 che un’ultima cosa da fare: dire addio a Colette e onorare il ricordo di Mulsant, giustiziato a Buchenwald. Un resoconto storico degli orrori e atrocità del secondo conflitto mondiale, arricchito da interviste, lettere e documenti recuperati dagli archivi. Uno spaccato intenso, profondo, dell’esistenza umana che si muove fra le ombre della guerra. JEAN DANIEL: LA PRIGIONE EBRAICA – Umori e meditazioni di un testimone, Ed.: Baldini Castoldi Dalai Biblioteca civica Castelmassa, inv. 25208 “Per la prima volta dopo duemila anni, gli Israeliani sono padroni del loro destino nazionale. Sono nel fare e non più soltanto nell’ essere. Ed ecco che alcuni di loro, ottenebrati sempre dalla finalità del Male, si rivelano incapaci di distinguere fra i disastri che hanno subito ad Auschwitz e le guerre che fanno, in perfetta parità con i loro nemici, in Israele. Questo sentimento di fatalità di un antisemitismo eterno e onnipresente m’ha confermato nell’idea che ci fosse qualcosa, nel mistero ebraico, che somigliasse a una prigione”. CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: 27 GENNAIO – IL GIORNO DELLA MEMORIA (Seduta pubblica del Consiglio regionale del Veneto del 31 gennaio 2003 dedicata alla celebrazione del Giorno della Memoria) Biblioteca Comunale Castelmassa, inv. 24708 “Non dimenticare l’immensa tragedia della Shoah è una necessità, perché non farlo è come rendersene complici. Queste parole, che sottolineano l’obbligo morale di conservare memoria dello sterminio di milioni di esseri umani, sono scritte sulla pergamena che ho donato a nome di tutto il Consiglio regionale il 17 giugno 2001 al Museo dell’olocausto di Gerusalemme, in occasione di una visita ufficiale in Israele compiuta su invito del governo di Tel Aviv. Ricordare lo sterminio progettato e realizzato dal nazismo e dai suoi alleati europei, significa riflettere sulle cause più profonde che possono portare i forti a schiacciare i deboli, sulle ragioni che possono condurre alle estreme conseguenze la volontà di potenza, ignorando il rispetto della volontà umana e le più elementari forme di pietà. Significa ricordarsi delle risaie di San Sabba, ma anche delle foibe titine, del genocidio del popolo armeno, degli stermini attuati dal regime sovietico, del dramma dei curdi. Ricordare deve servire a evitare che non si determino le condizioni perché simili follie accadano di nuovo” (dalla prefazione di Enrico Cavaliere – Presidente del Consiglio regionale) VALENTINO ZAGHI: LETTERE DAL LAGER – Soldati e internati militari polesani nella seconda guerra mondiale, Ed.: Minelliana Biblioteca civica Castelmassa, inv. 20189 Il volume analizza oltre 600 lettere (260 delle quali riprodotte integralmente) inviate dai soldati e dagli internati militari polesani ai rispettivi congiunti, nel corso del secondo conflitto mondiale, coprendo un arco cronologico che va dal 1940 al 1946 e la loro provenienza testimonia l’impegno bellico italiano. Un aspetto importante dei saggi introduttivi concerne la cultura materiale dei mittenti, i loro interessi, i modi di vita 25 Anno 2006 all’interno dei lager nazisti, le informazioni veicolate attraverso le lettere. La raccolta costituisce la chiara esemplificazione dell’Italiano popolare, di quell’ibrido tra dialetto e lingua comune caratteristico della scrittura delle classi subalterne RENZO MODIANO: DI RAZZA EBRAICA, Ed.: Libri Scheiwiller – Milano Biblioteca comunale, inv. 25234 “Di razza ebraica” è la storia di eventi e di lunghi e difficili mesi del 1943; una storia fatta di fame, freddo, paura, fughe, amicizia, scoperte, banalità, tragedie, eroismi e vigliaccherie, tutto visto attraverso gli occhi e le parole di un bambino di sette anni. E’ il racconto sereno di chi ha dovuto lasciare la sua casa e nascondersi, ma che ha anche conosciuto la generosità e il coraggio di amici e di sconosciuti (compreso un gerarca fascista), che hanno aiutato lui e i suoi a salvarsi, talvolta a rischio della propria vita. SAN BELLINO: LA STORIA RICORDATA – Cronache e memorie, Ed.: Franco Romeo Milani Ravagnani Antonella Il lavoro completa una ricerca mirata a dare alla gente di San Bellino le memorie del suo passato, tra cui il difficile periodo della seconda guerra mondiale. RENZO MODIANO: DI RAZZA EBRAICA, Ed.: Libri Scheiwiller (Milano) Biblioteca civica Castelmassa, inv. 25234 “Di razza ebraica è la scritta in rosso che contrassegna la pagella di Renzo Modiano bambino e della sua compagna di banco, la bionda Rachel. La scuola di Roma che frequentano è diversa da quella degli altri bambini italiani. Renzo e Rachel sono ebrei e presto, in quel tragico ottobre 1943, le loro fragili esistenze saranno travolte dagli eventi. Durante la grande retata nazista del 16 ottobre (1056 ebrei deportati), Rachel scompare su un treno della morte. Renzo viene nascosto in campagna e tutti i suoi familiari si sparpagliano in una dolorosa diaspora. “Di razza ebraica” è la storia di quegli eventi e di quei lunghi e difficili mesi: una storia fatta di fame, freddo, paura, fughe, amicizia, scoperte, banalità, tragedie, eroismi e vigliaccherie, tutto visto attraverso gli occhi e le parole di un bambino di sette anni. E’ il racconto sereno di chi ha dovuto lasciare la sua casa e nascondersi, ma che ha anche conosciuto la generosità e il coraggio di amici e di sconosciuti (compreso un gerarca fascista) che hanno aiutato lui e i suoi a salvarsi, talvolta a rischio della propria vita. KA-TZETNIK 135633: ALBA SULL’INFERNO, Ed.: Rizzoli Editore (Club italiano dei lettori) Biblioteca comunale di Castelmassa, inv. 25243 La Polonia sotto l’allucinante oppressione del Terzo Reich; l’indimenticabile storia d’amore di due giovani legati da un sentimento più forte della morte. 26 Anno 2006 Auschwitz: il sadico, assurdo ma anche “razionale” universo del campo di concentramento e di sterminio. Nelle viscere della capitale polacca sopravvive un’umanità destinata al massacro nella “soluzione finale” dei nazisti. Il Ghetto e l’insurrezione di Varsavia: ore di gloria, di olocausto, di lotta, per gente che non ha scampo ma riesce a pensare e agire in nome di un avvenire e di un mondo più giusti. “Alba sull’inferno” è l’epopea dei perseguitati, una potente e corale cronaca storica e umana, nello stesso tempo commossa, stupenda e disadorna elegia sull’amore di due giovani cuori. Ka-Tzetnik 135633 è lo pseudonimo di uno scrittore che ha vissuto in prima persona le esperienze delle persecuzioni razziali, dei campi di concentramento e della lotta clandestina. A lui si deve un altro grande romanzo: “La casa delle bambole”. TRUDI BIRGER / Ho sognato la cioccolata per anni. Bib. Civ. di Castelmassa.: 940.5318_BIR Inventario n. 28246. Una storia vera, tenera e agghiacciante: La storia di una bambina che dai te’ danzantisi trova rinchiusa nel ghetto di Kosvo prima di finire nel campo di concentramento di Stutthof. La storia di una figlia che rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre, perche’ sa che solo dal quel legame forte e profondo, indispensabile per entrambe, potrà attingere la forza per continuare a sperare anche quando la situazione non lascia spazio alla speranza, anche quando, nuda e rasata, la stanno spingendo verso la porta di un forno crematorio. GIAN FRANCO SVIDERCOSCHI: LETTERA A UN AMICO EBREO – La storia semplice e straordinaria dell’amico ebreo di Karol Wojtyla -, Ed.: Arnoldo Mondadori Editore Biblioteca comunale di Castelmassa, inv. 25461 (853.914 SVI) E’ la storia di 2 ragazzi, uno cristiano (il futuro papa) e l’altro ebreo, in una cittadina polacca tra il 1920 e il 1930: compagni, professori, amori, amicizie, inimicizie … solo l’epoca non è normale: verranno l’antisemitismo, poi i nazisti, la guerra e le deportazioni a cambiare la vita di Jurek e Lolek. Ma il legame che gli unisce si dimostrerà più forte… Gian Franco Svidercoschi, nato nel 1936 e giornalista dal 1959 ha lavorato in agenzie di stampa e giornali. E’ stato vicedirettore dell’”Osservatore Romano” e segue fatti e problemi del mondo vaticano, occupandosi contemporaneamente di politica internazionale, in particolare dell’Europa centro-orientale. Ha intervistato 2 volte Giovanni Paolo II. E’ sposato e ha 2 figli. 27 Anno 2006