Discussioni - DETAIL
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1 Traduzioni in italiano ∂ – Rivista di architettura 2007 ¥ 3 · Concept Hotels Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ Testo in italiano Traduzione: Architetto Rossella Letizia Mombelli E-Mail: [email protected] Potete trovare unʼanteprima con immagine di tutti progetti cliccando su: http://www.detail.de/Archiv/De/HoleHeft/177/ErgebnisHeft Discussioni Pagina 154 Evoluzione storica dell’hotel Hans Weidiger Anche quando l’uomo abbandona l’economia di caccia e raccolta, l’istinto nomade conservato dai geni costituisce per molti uno stimolo a partire. Da secoli, le strade sono viste come vie di comunicazione in terre sconosciute lungo le quali sin dall’antichità si susseguono edifici a disposizione del viaggiatore per la dimora temporanea: locande, pensioni, ostelli per i pellegrini, alberghi e hotel. La parola hotel è stata presa a prestito dal francese, ma l’origine è latina: hospitale indica la camera degli ospiti nella casa romana. La radice della parola è, però, molto più antica; l’etimologia –come accenna Raoul Schrott nel libro “Hotels”- risale alla dea Hestia che Zeus aveva destinato a custodire il focolare posizionato al centro della casa, nel megaton, la corte interna micenea. A differenza della pensione o dell’albergo che richiamano edifici di piccola dimensione e di semplice allestimento, la parola hotel implica la presenza di un servizio associata ad una certa serietà. Nelle cittadine francesi dove i nobili si trasferivano solo temporaneamente, le case padronali erano definite hôtel. Dopo la Secolarizzazione concomitante con l’inizio della costruzione di hotel, la parola usata per definire i palazzi aristocratici inizializza anche i grandi alberghi sorti in epoca più recente per l’ambiziosa borghesia: i Grand Hotels. La storia dell’hotelleria, dell’alberghiero e dell’accoglienza dei viaggiatori, inizia molto prima della diffusione della parola “hotels”. Nelle società arcaiche dove prevaleva la sedentarietà, i viaggiatori diventarono rari. Nelle grandi civiltà del passato Cina, Egitto o Mesopotamia per la sicurezza di viaggiatori e ambasciatori vennero istituiti alloggi per soggiorni limitati all’interno delle mura dei palazzi. Per il resto, rari erano i viaggiatori e per lo più si trattava di pellegrini diretti nelle città sante. Le strutture di ricettività spesso spartane e prive di minimi requisiti igienici erano alloggi temporanei per pellegrini, commercianti, soldati e corrieri. I gruppi marginali seminomadi come le compagnie di musicisti e attori non potevano contare sull’accoglienza e spesso non erano ben visti se si soffermavano a lungo in un posto. I viaggiatori di origine nobile avevano, invece, accesso a piccole e comode pensioni private e alberghi aristocratici quali in origine erano i Ryokan giapponesi. Noti “scrittori di viaggio” dell’Antichità, come Erodoto, Tacito e Cicerone di origine nobile trovavano accoglienza in luoghi dotati di bagno con toilette e tepidari riscaldati da canali ad aria calda. Quando la cultura romana iniziò a volgere al termine, si assistette ad un intenso peggioramento degli standard igienici che si protrasse fino all’Alto Medioevo. Persino nei monasteri, dove ci si prendeva cura della cultura degli Antichi, gli alloggi dei pellegrini erano privi di bagni e toilette. Con i mori arabi che governavano le corti della Spagna meridionale e qualche reduce dalle Crociate rivisse il ricordo di antichi impianti termali. A partire dall’XI secolo, in concomitanza con la fondazione in Europa di diverse nuove città, si verificò una graduale mobilitazione della precedente società agraria. Sulla base delle normative vigenti si crearono tra gli studenti, i nobili, gli artigiani e i cittadini forme cooperative di viaggio che connotarono determinati tipi di viaggiatori, come per esempio i cavalieri itineranti, i chierici vaganti e i garzoni girovaghi. Dato che lungo le strade non protette di collegamento alle città, che spesso attraversavano aree boscate, i viaggiatori erano esposti ai predoni e agli animali selvatici, nacquero anche delle corporazioni da cui derivò, tra l’altro, la fondazione della Lega anseatica. Gli ospizi gestiti da monaci o da monache che costellavano le vie di pellegrinaggio o i passi alpini erano spesso visitati dai viaggiatori, ma venivano evitati dai viaggiatori di professione in quanto in questi luoghi vi pernottava il popolino. I migliori alberghi offrivano ai propri clienti anche cavalli e servitori ed erano stazioni di posta per lo scambio della corrispondenza da parte dei viaggiatori. Lo scrittore Michel de Montaigne che intraprende nel 1580 un viaggio in Italia, descrive nel suo diario quanto erano migliorati gli standards dell’accoglienza rispetto all’Alto Medioevo. Durante il XVI-XVII secolo, viaggiare diventa un ambito passatempo per i ceti più abbienti. Anche alcuni scrittori, pittori e architetti che desideravano studiare presso i maestri stranieri o che cercavano ispirazione artistica all’estero, si mettevano in cammino. Gli spostamenti avvenivano per lo più con carrozze. Con il tramonto dell’aristocrazia monarchica indotta dalla Rivoluzione Francese, il viaggio di studio catalizza l’interesse della borghesia emergente. Nei racconti dei viaggi in Italia di Johann Wolfgang von Goethe si trovano numerose indicazioni circa locande a gestione già professionale con una rosa di servizi paragonabile a quella attualmente offerta da un hotel di classe media. In alcuni luoghi si percepivano già gli effetti negativi dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione. In risposta, il filosofo J.J.Rousseau nel saggio “Ritorno alla natura” vi contrappone le montagne svizzere come luogo idilliaco. I suoi scritti e altri saggi di autori attirano migliaia di “turisti” dall’Inghilterra –la patria dell’industrializzazionecausando un boom di viaggi mai visto prima d’ora verso le cime alpine. Due delle maggiori conquiste dell’industrializzazione, la ferrovia e il battello a vapore contribuiscono alla riduzione dei prezzi per il trasporto di merci e passeggeri. A partire dal 1830, i flussi di turisti aumentano in maniera esponenziale e si inaugura il trasporto per il turismo di massa. Contemporaneamente al turismo alpino, si sviluppa un turismo legato ai bagni curativi sulle coste inglesi, mentre Riviera e Costa Azzurra si trasformano in mondani stabilimenti balneari. ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano L’inadeguatezza di semplici pensioni a soddisfare le crescenti necessità sollecita la realizzazione di nuovi fabbricati con un numero considerevole di camere che si differenziano dalle modeste tipologie precedenti anche per il nome: hotel. Per prendere le distanze dalle strutture rurali, si ricorre al classicismo come era in uso all’epoca negli edifici pubblici. Nel 1830 Karl Baedeker fonda una casa editrice di letteratura di viaggio; in Inghilterra Thomas Cook organizza il primo viaggio di gruppo cui prendono parte oltre 500 turisti. All’inizio del XX secolo, emergono due sviluppi, destinati in seguito a diventare decisivi per il turismo di massa: gli ostelli per giovani e l’automobile. Mentre nelle città si incrementano le elevate cifre di afflusso turistico, inizia contemporaneamente a determinarsi una controtendenza che si dichiara ostile all’urbanità. Sulla scia dello scoutismo in Inghilterra, a Berlino viene fondato un comitato per l’organizzazione di viaggi scolastici, di nome “Uccello migratore”, per la classe borghese emergente. Successivamente, sorge la Società degli ostelli della gioventù, che permette a giovani di qualsiasi strato sociale di realizzare viaggi individuali. La prima guerra mondiale sferra un duro colpo ad un turismo in erba. Dopo la guerra, il turismo guadagna nuovamente terreno con le strutture in acciaio e in calcestruzzo del Bauhaus prive di orpelli decorativi. Si realizzano hotel di una certa portata con sale da ballo e sale da gioco come strutture di trattenimento: il De La Warr Papillon è stato realizzato in stile Bauhaus. La mobilizzazione popolare innescata dalla diffusione dell’automobile produce negli hotel europei la standardizzazione di quello che al di là dell’Oceano era già realtà: l’accesso a misura di automobili e il garage. Solo dopo la seconda guerra mondiale, tipologie particolari di accoglienza quali i motels riscontrano una diffusione degna di nota che si deve alle lunghe distanze tra le città americane lungo le Highways. Rari sono gli esempi di progetti ideati dall’Avanguardia del Moderno come il progetto non realizzato di Adolf Loos per l’Hotel Babylon. Mentre in Europa, a partire dal 1935 si assiste alla megalomania dei progetti mussoliniani o hitleriani come la casa di riposo di Prora sull’isola di Rügen, nelle metropoli americane si assiste allo sviluppo del modello del Grandhotel multifunzionale. L’architetto Rem Koolhaas nel suo saggio polemico “Delirio a New York” descrive il concetto del nuovo Waldorf-Astoria di New York di 40 piani d’altezza. “ll modello dell’hotel è stato concettualmente superato e rivisto sulla base di nuove ambizioni sperimentali al fine di generare un concetto di residenza fissa a Manhattan, il Residential Hotel dove il cittadino è ospite a casa di se stesso. Tutto quello che inizia nei Grandhotel, viene incrementato negli hotel americani nella forma del grattacielo, che interpreta la ricerca di anonimato da parte di chi viaggia Traduzioni in italiano in tutto il mondo su un palcoscenico in continuo cambiamento. Gli hotel americani non guadagnano solo in altezza ma anche in offerta di servizi a disposizione degli ospiti. Spesso sotto un unico tetto si concentrano diversi bars, lobbies e sale congressi. All’inizio degli anni 50 inizia timidamente in Europa la corsa alla realizzazione degli hotel. Lungo la riviera adriatica e la Costa Brava gli hotel sorgono come funghi. A partire dagli anni 70, tra i criteri per attrarre un turismo di qualità si affiancano alla contestualizzazione le problematiche formali. L’urbanità si rivela una scenografia ideale per l’hotel dove il caffè su strada diventa un imperativo per strutture di una certa categoria. I viaggi nelle capitali, come mete culturali, diventano improvvisamente di moda. Mentre fino agli anni 70 nella costruzione dell’hotel il design funzionalista dell’International Style è una metafora indispensabile, l’architetto americano John Portman rivitalizza il concetto della lobby del Grandhotel reintroducendo la hall vetrata. Alla fine degli anni 80 e inizio anni 90, la corrente del Postmoderno, introduce nuovi imput formali da parte di designers di successo come Philippe Starck, Andrée Putman o Ettore Sottsass. Tipologie Pagina 172 Hotel: strategie e tipologie. Hubertus Adam Negli anni 60 e 70, la cultura dell’ospitalità in hotel sembra volgere al temine a fronte di un’imperante standardizzazione delle catene alberghiere e al sorgere di residence privi di individualità. Svanisce il carattere pubblico che aveva caratterizzato i sontuosi hotel-palazzo durante la Belle Epoque. A partire dalla metà degli anni 80, la tendenza sembra esaurirsi o per lo meno assumere toni più pacati: Nel 1984 Ian Schrager inaugura a Manhattan Morgans, dove gli allestimenti e gli arredi della designer parigina Andrée Putman introducono il concetto di design hotel. Pernottare diventa un evento culturale e il plusvalore estetico legittima un prezzo elevato. Dal Morgans, piccolo ma esclusivo Boutique Hotel dei primi anni 80, la tendenza prende corpo e approda all’Hotel Hudson arredato da Stark. Il designer insieme a Schager rico- 2 nosce che le aree aperte al pubblico sono decisive per il successo di un hotel se ci si rivolge ad un target urbano. Una sequenza di club, lounge, bar e ristoranti, ognuno con differente caratterizzazione occupa l’intero piano primo del basamento del Hudson di Manhattan accessibile dalla West 58th Street. Il crescente interesse per l’architettura e il design favorisce il trend dei design hotel che a partire dal Postmoderno registra in tutto il mondo un notevole successo in concomitanza con il fenomeno emergente dello star-system degli architetti. Progetti di un certo rilievo emergono dal panorama più recente delle realizzazioni ad opera dell’allieva di Starck, Matali Crasset (Hi, Nizza, 2003), di Vincenzo de Cottis (Hotel Straf, Milano, 2003), di Karim Rashid (Semiramis, Atene 2004), di Graft (Q!, Berlino, 2004) o di Ron Arad (Duomo, Rimini, 2006). L’apoteosi viene raggiunta dal Design Hotel Puerta América di Madrid realizzato alla fine del 2005 (vd.Detail 4/2006 e Detail 10/2005) dove, sotto la supervisione di Jean Nouvel, hanno lavorato 18 famosi architetti e designer. Il concetto non prevedeva camere standard agghindate alla moda, ma si chiedeva ad ogni progettista di sperimentare. Esempi come gli hotel di Philippe Starck o come il Puerta América mostrano che un allestimento d’interni fantasioso non corrisponde ad un impianto planimetrico delle camere al punto da essere considerato in antitesi con l’economia delle grandi società alberghiere internazionali. Al fine di occupare vari segmenti di mercato ripartendo di conseguenza anche il rischio azionario, diverse società alberghiere possiedono catene alberghiere con differenti standards corrispondenti a diverse categoria di stelle. Il filo conduttore delle grandi catene alberghiere era dato dall’uniformità allestitiva di lobby e ristorante e dalla pianta della camera ovunque il cliente si trovasse nel mondo. L’omologazione dell’hotel da un lato trovava motivazioni nel contenimento dei costi, dall’altro scaturiva dal gusto di una clientela senza alcun interesse all’effetto sorpresa. Emergono tuttavia, timidi accenni ad un ripensamento delle catene: Matteo Thun è stato recentemente incaricato come responsabile dei nuovi hotel del gruppo SAS Radisson. L’obbiettivo è garantire la presenza di un designer ma non di un sistema di design: le strutture del gruppo saranno, infatti, ripensate da Thun ma in modo tale da mantenere una differenziazione. Nel nuovo hotel realizzato a FrancoforteBockenheim innovativo è il concetto di quattro diverse tipologie di camere con atmosfere differenti che possono essere scelte dal cliente al momento del Check-In: “Fresh” (glamour e anticonvenzionale), “Fashion” (accogliente e molto colorato), “Chic” (senza tempo) e “At Home” (moderno e creativo). Gli Hotel SAS Radisson rientrano nella tipologia dei Business-Hotel con clientela che viaggia quasi esclusivamente per affari. Il ritratto del businessman cliente dell’hotel che 3 Traduzioni in italiano prima dell’appuntamento di lavoro del mattino consuma una colazione veloce e che d’abitudine si serve dell’Internet, del servizio stireria, del minibar, del servizio in camera 24 ore su 24 e della Pay-TV, è stato rivisto. Le parti comuni del Radisson SAS Media Harbour Hotel di Düsseldorf non sono aperti esclusivamente agli ospiti dell’hotel: superata la lobby, entrando a sinistra si trovano lounge e bar, a destra angolo con il camino e di fronte, separato da un volume in cristallo con una ampia selezione di vini, si dispone il ristorante. Nei decenni passati, nel settore alberghiero le parti comuni oltre ad incrementare la propria presenza all’interno degli spazi dell’hotel hanno subito un’ampia trasformazione: al ristorante e al lounge si affiancano proposte alternative quali il wellness, spazio cui spesso oggi non si può rinunciare. Attualmente non sono richiesti semplici bagni termali ma aree wellness e beauty-farm dove si concentrano piccole piscine, aree fitness e spazi di trattamento speciali a supplemento del prezzo della camera. In vista del fatto che in futuro il wellness assumerà un ruolo più ampio, molti hotel hanno già iniziato ad investire in questo settore. L’esempio più famoso che ha riscosso ampio successo è quello delle Terme di Vals. L’Hotel Castell inaugurato nel 2005 a Zuoz in Engadina si propone con camere completamente rimodernate ma la sua maggiore attrattiva rimane l’Hamam progettato da Ben van Berkel e il suo UN Studio. Prima che l’Hotel Castell fosse acquisito da nuova gestione, era frequentato da sciatori ed escursionisti. Per migliorare la capacità d’utilizzo della struttura alberghiera si è pensato di attirare pubblico urbano con eventi d’arte. Ma è successivamente con lo spettacolare Hamam che si intesse una relazione con particolari gruppi di visitatori, mentre contemporaneamente la diversificazione dell’offerta contribuisce a minimizzare il rischio d’impresa. Altre località meta degli amanti degli sport invernali offrono aree spa: alla fine del 2006, ad Arosa Mario Botta ha allestito a Bergoase la spa nel rinnovato Tschuggen Grand Hotel. L’ibridizzazione è conseguenza della diversificazione dell’offerta. Ibridi nati da contaminazioni di hotel in tutte le sue accezioni, esperienza gastronomica e/o spazi conferenze, wellness e altro offrono un ampio potenziale su diversi livelli. Gli hotel vengono costruiti dove si svolgono eventi di grande richiamo; negli immobili multifunzionali l’hotel e l’offerta di eventi nascono combinate. La tipologia di hotel-congressi, solitamente classificabile tra i quattro stelle, è prettamente urbana, ma hotel per seminari e giornate di studio funzionano anche se in aree rurali appartate. Il vantaggio degli organizzatori consiste nel fatto che nelle immediate vicinanze non ci sono attrattive particolari tali da distrarre il pubblico dall’evento. La possibilità di generare attività supplementari emerge con la presenza di shopping center, teatri di Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ musica e altre attrezzature per il tempo libero. In concomitanza, prende piede anche la tematizzazione dell’hotel frutto del parco tematico americano nato nel panorama della Las Vegas degli anni 80. L’idea di base del Lloyd Hotel situato nell’area portuale di Amsterdam, era di creare un hotel d’arte. L’hotel possiede 120 camere in categoria da due a cinque stelle arredate dai migliori designer contemporanei olandesi. Non ci sono né spa né area benessere, ma un bar e due ristoranti. Altrimenti si può semplicemente salire in galleria nell’“Ambasciata della cultura” per leggere un libro d’arte. Una delle più attuali strategie di ibridizzazione consiste nella realizzazione e nella vendita di immobili residenziali nelle immediate vicinanze o addirittura in combinazione con gli hotel come fonte di ricavo trasversale di capitale necessario alla ristrutturazione dell’hotel esistente; esemplare è il progetto di ampliamento del Schatzalp Davos per il quale Herzog & de Meuron hanno pensato una torre hotel e una di appartamenti. Il punto di attrazione per gli acquirenti è la capacità di questi immobili di offrire prestazioni di servizio all’hotel. Gli imprenditori, d’altro canto, valutano il fatto che sia l’infrastruttura esistente che il personale ne possano sfruttare continuamente. I serviced Apartments, nati come Boardinghouse all’inizio del XX secolo, sono riservati a clienti che per un periodo prestabilito più o meno regolarmente necessitano di un domicilio al di fuori del proprio luogo di residenza. Rispetto alla tradizionale camera da hotel, sono dotati di spazi più ampi con cucina integrata. Alcune prestazioni normalmente incluse nel servizio alberghiero, devono essere in questo caso acquistate. Nei grandi centri urbani sorgono nuove forme ibride di attività alberghiere che in linea di massima consistono in una soluzione high-end urbana della casa di vacanza. Sembrano sfumare i confini tra alberghiero e para-alberghiero. Tradizionalmente nel para-alberghiero si distinguono quattro diverse forme di ospitalità: impianti privati (case e appartamenti di vacanza, camere private), piazzole per tende e camper, strutture per gruppi e ostelli per la gioventù. Ma se dopo la seconda guerra mondiale lo sviluppo di questa forma di ospitalità poteva essere spiegata con i primi passi dello sviluppo della mobilità, attualmente le nuove forme di ospitalità para-alberghiera sono connesse al crescente nomadismo. Un settore di mercato del para-alberghiero è costituito tra l’altro da residenze per anziani, per il quale si può presagire un prospero futuro dovuto all’innalzamento dell’età nella società europea. Il crescente interesse per il segmento lusso trova riscontro negli interventi di completa ristrutturazione degli storici bagni di Heiligendamm del gruppo Kempinski o nell’ampliamento di Norman Foster del Grand Hotel Dolder in “City Resort” con centro congressi. Negli Emirati Arabi, l’hotel Burj al Arab di Dubai è solo la punta di un nuovo trend nel settore. Tra le bizzarie si annovera tra gli altri anche il progetto di un resort completamente sommerso nei mari di Dubai dal nome Hydropolis, concetto che si pensa di esportare anche in altre parti del mondo. Accanto al segmento lusso, a Londra e a Basilea sono sorti, supportati dalla compagnia aerea a basso costo Easyjet, i primi easyhotel che a differenza delle catene a basso costo come Formule 1 o Etap si collocano in attraenti aree del centro urbano. Un concetto sviluppato come il precedente in Inghilterra è il Yotel: versione di lusso dei capsule hotel nati negli anni 70 in Giappone per gli uomini d’affari che avevano perso l’ultimo treno verso casa. Il progetto dell’Inn-Lodge a Celerina-St.Moritz (2006) realizzato dallo studio di architettura Fanzun prevede sistemazioni in stanze a 12 posti letto con sacco a pelo, fino a confortevoli duplex. Pagina 180 Hotel cabina, Londra Trendy ma ad un prezzo accettabile, l’hotel è un nuovo capitolo del marchio di lifestyle “YO!” che ha riscosso già ampio successo a Londra con l’apertura di una catena di ristoranti sushi. La camera di 10 mq incluso il bagno si ispira alle cabine di una nave e agli hotel-capsula giapponesi. Ogni camera arredata dal designer londinese Priestman Goode offre flat screen TV con accesso Internet libero e bagno con doccia. Le superfici color crema, la luce diffusa indiretta, gli imbottiti in pelle e i rivestimenti di legno sono sinonimo di arredamento di elevata qualità. Non ci sono finestre. Il carattere introverso della costruzione consente la realizzazione in luoghi non predestinati a tale funzione, in aree di risulta di scarso interesse, come aeroporti o in prossimità di nodi viari. Si prevede l’apertura dei primi 2 complessi alberghieri in primavera a Heathrow e Gatwick. L’hotel sarà destinato ai viaggiatori delle linee aeree, consentendo di prenotare la cabina anche solo per quattro ore. Yotel è un hotel a basso costo che offre a prezzi ragionevoli quello che spesso manca al viaggiatore: privacy e prossimità al terminal. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: 40 10–11 mq 38–106 ™ Piante · Sezione camera, scala 1:200 Pianta unità London Heathrow, scala 1:500 ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano 1 2 3 4 5 Check-In Scaldavivande Cabina Premium Cabina accessibile a disabili Cabina Standard Pagina 182 Budget-Hotel, Tokyo Traduzioni in italiano Costo totale opera: 1.050.000 ™ Planimetria generale, scala 1:2000 Piante · Sezione, scala 1:250 1 Ingresso 2 Cucina 3 Corte interna 4 Area colazione 5 Reception 6 Camera con futon 7 Montacarichi bagagli 8 Doccia 9 Whirlpool 10 Appartamento proprietaria 6 7 4 Bar Piscina Pagina 186 Sporthotel, Savognin Pagina 184 Hotel a padiglioni, Lanta Yai Il piccolo hotel a gestione privata destinato ad una clientela giovane non è la tipica sistemazione per backpacker. L’architettura dal linguaggio minimalista e gli standard contemporanei interessano un pubblico ampio ed internazionale. E’ una moderna interpretazione del Ryokan, struttura di accoglienza tradizionale giapponese. L’hotel si trova nel tranquillo quartiere residenziale di Minora, a poche fermate di metropolitana da Ginza. L’edificio, articolato su cinque piani, occupa al centimetro un piccolo terreno. Su tre livelli, l’hotel offre 24 camere di soli 7 metri quadri l’una. I servizi wc, doccia e bagno sono spazi comuni dislocati ad ogni piano in un nucleo centrale. Il connettivo e le scale sono ridotte al minimo, l’ascensore è stato sostituito da un montacarichi per i bagagli. I materiali usati sono contemporanei e a basso costo. La costruzione in acciaio è stata rivestita con una pelle traslucida e trasparente di vetro, pannelli di metallo e grigliati in legno, i soffitti dei corridoi sono rivestiti in pannelli di lamiera di metallo stirata. Al terzo piano è a disposizione degli ospiti una vasca whirlpool. Nello stabile, fra terzo e quarto piano, si colloca anche l’appartamento della proprietaria. Come in tutte le abitazioni tradizionali, il modulo dimensionale delle camere degli ospiti è il Tatami 90x180. Non ci sono arredi, solo un armadio a muro. La sera si srotola il futon. Nonostante l’applicazione del concetto del basso costo, le ampie finestre e le superfici bianche rendono lo spazio luminoso e arioso. La reception, lo spazio per la colazione e la cucina sono concepite come un open space dove si può creare una separazione con elementi scorrevoli in lamiera stirata, reinterpretazione del shoji o parete scorrevole in carta di riso. La reception, dalle dimensioni di una cabina telefonica, la sera si chiude come un armadio. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie lorda totale: 24 7,07–8,13 mq 53 ™ circa 148,58 mq 520,79 mq Lanta Yai, piccola isola sulla costa occidentale della Tailandia, si distingue dalle mete vacanziere di grande frequentazione Phuket e Koh Samui, per il paesaggio intatto e le piccole strutture ricettive. Il Resort “Costa Lanta”, considerando il contesto, interpreta il concetto originale con un’architettura contemporanea e minimalista. Il complesso, alle spalle della spiaggia, articola venti bungalow isolati fra le piante tropicali e i naturali corsi d’acqua, inserendoli nell’ampio parco. Ogni bungalow è stato concepito come struttura massiva ma al contempo accenna alla tipologia del padiglione aperto combinando moderi comfort (condizionamento, minibar, lettore Cd) alla relazione con l’ambiente naturale del semplice riparo in bambù. Al volume in calcestruzzo a vista con camera e bagno si antepone una terrazza con copertura tessile a vela. Le due pareti in pannelli di legno sono predisposte per essere completamente aperte in modo da poter dormire all’aperto ma protetti. La connotazione conferita al complesso dagli architetti con superfici lucide in calcestruzzo a vista, con chiare forme di volumi accessori e arredi fa dell’architettura un sobrio sfondo per la vista sull’oceano indiano. Anche ristorante e bar si aprono con ampie porte verso l’intorno creando continuità fra interno ed esterno. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: 20 53–63 mq 68–240 ™ Planimetria generale, scala 1:2500 Piante · Sezione padiglione, ristorante, scala 1:200 1 Accesso, reception 2 Bungalow 3 Bungalow doppio 4 Terrazza colazioni 5 Ristorante “Cube” è un nuovo concetto di hotel orientato ad un target clienti compreso fra i 18 e i 30 anni, con fascia di prezzo media e in programma sport e entertainment senza limiti. Alla fine del 2005 è stato aperto un secondo hotel di questo genere a Savognin nei Grigioni in prossimità della stazione degli impianti di risalita. Come un cubo di ghiaccio, “cube” dispone sui quattro livelli 76 camere dal design minimalista articolate intorno ad un atrio centrale con ampi spazi comuni che si estendono a comprendere quasi completamente l’intero piano terra e piano interrato. Nell’area di ingresso , intorno al lounge si dispone il ristorante, il bar e lo spazio con il camino. Al piano interrato si trova la sauna, il bagno turco, il fitness e un disco-club. Anche il connettivo si estende alle aree d’incontro e comunicazione. Rampe concentriche intorno al quadrato dell’atrio conducono al piano primo. Le camere sono arredate con funzionalità e design dalle linee rigorose in tipo doppio o a quattro posti con letto a castello. L’edificio è stato realizzato con scheletro in c.a. in elementi modulari a basso costo cui è sospesa una pelle in vetro satinato, che funge da schermo e protezione solare della pelle termica interna in vetro. All’interno, superfici di calcestruzzo a vista, resine epossidiche a pavimento e tubazioni degli impianti a vista creano in combinazione con i pannelli di vetro colorato utilizzati per parapetti, pilastri e pareti dei corridoi un’atmosfera da loft urbano. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie totale a piano: Costo totale opera: 76 23,57–26,69 mq 30–90 ™ 8156 mq 4730 mq 12 milioni ™ Planimetria generale, scala 1:2000 Piante camera, scala 1:200 Sezioni · Piante, scala 1:750 1 Ingresso 2 Reception e bar 3 Lounge con camino 4 Atrio con lounge 5 Ristorante 6 Parete di arrampicata libera 7 Postazioni internet 8 Area seminari, ristorante alla carta 5 9 10 11 12 13 Traduzioni in italiano Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ Cucina Terrazza Ripostiglio/Guardaroba Camera con quattro letti a castello Camera doppia con cuccetta ribaltabile Pagina 188 Design hotel, Barcellona Patio Personale Cucina Bagno WC 5 6 7 Cucina Ristorante Terrazza Pagina 192 Hotel congressi e wellness, Podčtrtek Pagina 190 Seminar Hotel, Hall »Omm« è il primo hotel del gruppo Tragaluz che gestisce diversi locali di successo. Al piano terra, si colloca il ristorante di cucina creativa »Moo« abbinato ad un bar, luogo di eventi e di incontri. L’estro della cucina si riflette anche nelle scelte architettoniche e nell’allestimento degli interni. Gli elementi curvi della facciata servono a connotare l’involucro in pietra arenaria del fabbricato distribuito su otto piani e contemporaneamente orientano la vista dal balcone sul vicino Boulevard Passeig de Gràcia assumendo anche la funzione di schermo fonoassorbente e visivo. La facciata della corte centrale è completamente inverdita. La pianta quasi quadrata delle camere, elemento alquanto raro nella maggior parte degli hotel dove le camere sviluppano una pianta allungata, garantisce luce anche ai servizi. Al settimo piano, dall’elegante terrazza sulla copertura con piscina e bar si gode uno splendido panorama sulla città e sul paesaggio di tetti della vicina casa Milà. Al piano terra si colloca la lobby, il bar e il ristorante in uno spazio di ariosa continuità estesa all’intero cortile interno. Lo spazio riceve luce naturale tramite nove lucernari e l’allestimento del patio con bambù e specchi di alluminio. Materiali naturali e atmosfere pacate conferite da un design di linee che si rispecchia nel nome »Omm«, il Mantra buddista. Il concetto è sottolineato dall’allestimento della nuova area spa di 400 mq collocata nel fabbricato adiacente ampliato dallo scorso anno di altre 32 camere. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie totale a piano: Costo totale opera: 5 6 7 8 9 59 26–56 mq 200–260 ™ 1322 mq 9701 mq 12,8 milioni ™ Planimetria generale, scala 1:2000 Piante e sezione, scala 1:750 Pianta camera, scala 1:200 1 Reception 2 Lobby 3 Bar 4 Ristorante Ad un passo dalla demolizione, l’ex-Turmhotel Seeber, realizzato nel 1930-31 ad opera di Louis Welzenbacher, uno dei pionieri dell’architettura moderna austriaca, è stato oggetto di un’iniziativa da parte di alcuni architetti che ne hanno fatto notare l’importanza architettonica all’intera comunità di Hall. Il fabbricato fu oggetto di un concorso per un progetto in grado di reinterpretare il volume con un nuovo concetto; lo studio di architettura viennese di Dieter Henke e Marta Schreieck, selezionato per la realizzazione, ha anteposto alla struttura di cura esistente una torre di otto piani con una piastra di collegamento. Il volume conico con facciata trasparente e lamelle di protezione solare nere si erge massivo vicino alla torre dell’hotel più elevata di un solo piano. La hall dell’hotel, il bar e gli spazi seminario si collocano nel basamento della torre di vetro. Ai piani superiori, intorno alla superficie centrale di distribuzione si articolano le sei camere disposte in senso circolare. La pianta a segmento di cerchio amplia la facciata di vetro, da cui spazia la vista sulla vallata dell’Inn. Nella torre di Welzenbacher, le piccole camere esistenti sono state convertite in quattro stanze con bagno dal design contemporaneo e colori luminosi. La facciata, la scala, i balconi e la terrazza di copertura sono state completamente ricostruite. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie totale a piano: Costo totale opera: A Nuova costruzione B Edificio di Welzenbacher C Spa Pianta camera, scala 1:200 Sezione · Piante, scala 1:1000 1 2 3 4 Hall hotel Aula seminari Bar Sala colazioni 59 15–12 mq 92–164 ™ 2518 mq 4300 mq 8,52 milioni ™ Come in diverse località termali dell’Europa dell’est, anche i bagni di Podčtrtek sembrano essere stati toccati dal boom del turismo termale. Nel marzo 2006, è stato inaugurato “Sotelia”. Ai piedi di una collina, il nuovo volume progettato dai due giovani architetti Dean Lah e Milan Tomic con hotel congressi e wellness include l’esistente complesso termale e residenziale “Olimpia”. L’integrazione del possente volume avviene articolando l’hotel in due distinti tratti. La relazione con l’intorno si delinea sulla base del profilo mosso delle coperture. Le 150 stanze sono disposte in due file connesse tramite spazi comuni: al piano terra, il foyer, i ristoranti e le sale congressi, al piano primo, il bar, i negozi, la spa e le terrazze pavimentate in legno. Le ampie vetrate aprono il foyer e il ristorante verso il paesaggio, mentre le camere sono rivestite esternamente in pannelli di laminato rosso intenso. La scansione verticale dei listelli di legno conferisce un ritmo alla facciata, crea una sorta di diaframma visivo sulle logge delle camere e, insieme alla copertura verde, richiama i tronchi degli alberi integrando visivamente il volume nello sfondo boschivo. Gli architetti hanno curato anche l’allestimento d’interni e l’arredamento delle camere. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie totale: Costo totale opera: Pianta camera, scala 1:200 Sezioni · Piante, scala 1:1000 1 Reception e foyer 2 Centro congressi 3 Ristorante 4 Terrazza 5 Cucina 6 Shop 7 Caffé 8 Lobby/Bar 9 Wellness 135 29–47 mq 99–359 ™ 4990 mq 13300 mq 12 milioni ™ ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano Traduzioni in italiano 6 Dibattiti Pagina 194 Hotel a torre, Manchester Simbolo dello sviluppo dell’ex città industriale, l’hotel si impone lungo l’asse viario principale. Terminato nel 2006 con i suoi 169 metri di altezza, non è solo l’edificio più alto della città ma è anche l’hotel a torre più elevato d’Europa. Fino al 24esimo piano, l’edificio è occupato dalle 279 camere dell’Hotel Hillton, mentre ai piani superiori si distribuiscono 219 appartamenti di proprietà. Il corpo di fabbrica si erge snello a fianco del volume parallelepipedo di tre piani dove trovano posto le aree di servizio: ristorante, centro conferenza e sala eventi. I due volumi sono collegati da un’area di ingresso comune che si apre verso una lobby, un ristorante e un caffè, L’area fitness e la spa si trovano nel basamento dell’hotel. Le camere degli ospiti, arredate in toni pacati, godono di una vista spettacolare attraverso le ampie vetrate. Lo “Sky bar” occupa l’intero piano 23 e 24 e crea una cesura tra residenza e ricettività alberghiera; sul lato nord, il bar e i soprastanti livelli aggettano di quattro metri rispetto al profilo dell’edificio. Il lato sud della parte residenziale gode di aerazione naturale e di una doppia facciata concepita come zona di cuscinetto termico. Numero delle camere: Dimensione delle camere: Prezzo della camera: Dimensione del terreno: Superficie totale: Costo totale opera: 279 27,10–29,50 mq 165–289 ™ 4679 mq 27900 mq 96,8 milioni ™ Planimetria generale, scala 1:2000 Sezioni · Piante, scala 1:1000 Pianta camera, scala 1:200 Piante, scala 1:1000 1 Ingresso/Lobby 2 Ristorante 3 Area conferenze 4 Atrio 5 Foyer 6 Vuoto 7 Area fittness 8 Piscina 9 Sky bar Pagina 200 Pergola Hotel, Algund Matteo Thun, Milano Collocato in mezzo ad estese piantagioni di meli e vigneti nella località altoatesina di Algund, il Residence La Pergola riprende nell’architettura il motivo della “pergola con vite” riportandolo quasi alla lettera per integrare in modo armonioso l’architettura nel paesaggio. Il committente desiderava un hotel in cui potesse “vivere” lui stesso. L’intensa collaborazione con l’architetto Matteo Thun ha generato il progetto di una struttura privata che ricorda un hotel. Come nel Vigilius Mountain Resort, a pochi chilometri di distanza, l’architetto introduce materiali naturali con superfici grezze non lavorate. Internamente e esternamente è costante l’uso del larice, sia per la reinterpretazione moderna dei mobili altoatesini, che per le tavole del pavimento e per il rivestimento impregnato della facciata. La pietra naturale di Galizia, il cuoio e l’acciaio inossidabile conferiscono un carattere di unicità ai bagni. Il progetto emana un senso di simbiosi tra design e architettura. “Goethe dice, le cose si toccano con gli occhi e si vedono con le dita” Matteo Thun su design e architettura Detail: Quale influsso esercita sulla sua architettura la formazione da designer che Lei ha ricevuto? Matteo Thun: Penso che non abbia avuto un influsso particolare sull’architettura. Molti studi di architettura in Italia lavorano esattamente come noi. In Italia, prevale l’esistente sul volume di nuova costruzione. Durante gli anni 50, infatti, molti architetti non avevano lavoro e di conseguenza ci si è dedicati all’architettura d’interni e al design. Ettore Sottsass, che in passato è stato maestro e partner, Vico Magistretti, Achille Castiglioni e Marco Zanuso ci hanno insegnato che architetti e architetti d’interni, grafici, designer di luce e progettisti devono progettare insieme sin dall’inizio, non in successione ma contemporaneamente. Il nostro compito di architetti consiste nel trovare un linguaggio che consenta a tutti gli attori di partecipare al processo. Gli architetti della mia generazione derivano da un vuoto formativo. Ho terminato i miei studi in tre anni. In un periodo così breve è impossibile riuscire a con- trollare le sfaccettature di una disciplina. D’altro canto, però, la situazione ci ha imposto una formazione pragmatica. Cosa che ha costituito un grande vantaggio a nostro favore. Rem Koolhaas è arrivato all’architettura passando dal giornalismo e dal film. In tutti i suoi progetti si riconosce che svolge una vera e propria regia d’immagini. Detail: Al contrario non si può dire che costruite design. Forse solo l’hotel a Davos è più di altre opere un simbolo del design. Matteo Thun: Non penso, quando sarà terminato, si accorgerà che abbiamo progettato con lo spirito dell’architettura walser un edificio minimale. Il lusso sta nella semplificazione. La motivazione della forma ovale della struttura in legno si basa su questioni legate alle norme dei regolamenti edilizi. La disposizione spaziale interna non consentiva di rispettare l’altezza di gronda con un edificio ortogonale e siamo di conseguenza approdati ad una forma che deriva dalle circostanze. Detail: Come si è modificata la sua opinione circa i requisiti di un hotel? Matteo Thun: Oggi esiste una diversa percezione della qualità che si ricerca in un luogo molto diverso da casa propria. A casa l’ambiente è accogliente, in casa ho tutto quello a cui sono abituato. Quando viaggio, mi aspetto qualcosa di diverso e allora scopro che un doccione a soffitto con luce integrata mi trasmette altre sensazioni rispetto ad un doccione a parete in un bagno stretto. Nella maggior parte dei casi l’aspirazione dei servizi viene collocata nel soffitto sopra il wc; nei nostri hotel collochiamo l’aspirazione direttamente nella toilette per evitare la diffusione dell’aria nell’ambiente. Per l’ospite è un’esperienza straordinaria: si siede sul wc e non percepisce alcun odore. Per questo siamo riusciti ad evitare le porte e ad orientare le celle umide dei bagni verso l’area notte o ad integrarla nell’area di soggiorno. Detail: A Milano, è stato recentemente inaugurato il Nhow Hotel caratterizzato da sale espositive integrate. Matteo Thun: Non ci sono solo mostre temporanee, l’intero hotel è uno showroom. La scorsa settimana abbiamo cambiato tutte le sedie delle aree aperte al pubblico. Se visitasse oggi l’hotel si stupirebbe del fatto che sembra molto diverso. Può vedere una sedia che le piace e acquistarla. Tra un paio di settimane i mobili cambieranno ancora. Chiamiamo questo concetto “Fluid-Design” per definire gli spazi delle camere costantemente in fieri. Detail:Secondo lei, dove sta la differenza fra catene alberghiere e hotel privati? Matteo Thun: La grande differenza sta nel fatto che le catene alberghiere hanno il vantaggio di possedere un reddito stabile ma si perde qualità nella ripetizione continua di un corporate-standard sempre uguale. In altri 7 Traduzioni in italiano Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ termini, si riducono le possibilità di catturare lo spirito del luogo. Spesso mi viene chiesto se sono minimalista, ma è esattamente il contrario! Non si può semplicemente ridurre ogni cosa al nulla. Solo pareti bianche. Più si riduce più si ha bisogno di emozione. L’architettura vive di contrasti, di giochi, colore, vita. L’architettura deve divertire. A mio avviso, solo John Pawson riesce veramente a dominare il concetto di minimale. John Pawson fa poesia. le. L’inclinazione del terreno e il motivo della pergola trentina ci hanno portato a concepire un edificio a terrazzamenti. La Commissione per la Tutela Ambientale ha valutato in modo molto positivo il progetto dal momento che l’edificio svanirà quando cresceranno le viti. Rimane a vista solo l’edificio di testata, citazione architettonica di una piccola fattoria preesistente. L’edificio versava in grave stato di degrado e di conseguenza non è stato possibile conservarlo. Detail: Nella costruzione di un hotel si occupa dalla facciata fino alle posate. Assumerà un giorno anche il ruolo di committente? Matteo Thun: In effetti, abbiamo in progetto qualcosa di simile, ma per ora non posso dire nulla di preciso, la cosa non è ancora stata completamente sviluppata. Si desidera creare una catena di hotel italiani nel mondo in collaborazione con un’azienda alberghiera che lavora nel settore dell’hotelleria di lusso da 30 anni. Detail: La pergola dell’hotel è un elemento sostenibile? Matteo Thun: Sostenibilità è un concetto globale che significa anche attualità estetica e funzionale dello stile. Sostenibilità significa ridurre il fabbisogno energetico e di acqua, integrare fonti di energia rinnovabile e coprire il fabbisogno rimanente con sistemi efficienti. Prediligo materiali naturali non trattati in quanto suscitano una sensazione materica nell’uomo. L’esperienza modifica la relazione tra uomo e ambiente. Il Pergola Hotel è un progetto low budget. La cantina e le fondamenta sono strutture in calcestruzzo mentre il resto è stato realizzato con tecnologia mista semplice e a basso costo. Detail: Si interessa solo di strutture di categoria superiore. Matteo Thun: No, solo limitatamente. Abbiamo avuto idee molto interessanti per quanto concerne le categorie a basso costo. Posso solo dire che si tratta di un progetto in area periferica. Il nostro motto è “Zerostar”. Detail: Secondo lei, la separazione che spesso c’è negli hotel fra architettura e allestimento d’interni potrebbe creare una frattura? Matteo Thun: La distinzione fra architettura e allestimento d’interni avviene sempre a discapito della qualità. Il nostro obbiettivo è sfruttare molto di più le sinergie per raggiungere la qualità e naturalmente anche una rendita soddisfacente. Detail: Qual’era la prima idea di progetto del Pergola Hotel? Matteo Thun: La prima idea fu di dissuadere il committente dal progetto. Sopra l’hotel, ai margini dell’area boscata si snoda un sentiero che risale a duecento anni fa percorso da innumerevoli turisti e da persone del luogo. In altri termini, dal sentiero si vede qualsiasi manufatto costruito sia guardando verso l’alto che verso il basso. E’ diverso costruire “nella natura” oppure “con la natura”. Considero sempre il Genius Loci di un luogo. In questo caso, prendere in considerazione il Genius Loci significava che la collina del vigneto era più importante di tutto il resto. Nessuna architettura può essere confrontata alla geometria, alla luce e alle ombre, al ritmo dei filari di uva. C’era un progetto precedente con un’altezza di gronda di 21 metri: la realizzazione avrebbe devastato il sito. La presenza di una pendenza del terreno ci diede l’idea di adattare il principio della “pergola”. Il tutore per l’allevamento della vite è composto di un palo verticale di legno detto “pergola”, da un palo disposto inclinato e da un palo per la crescita latera- Detail: Attualmente, state ristrutturando due suites all’ultimo piano dell’hotel. Avete pensato ad una connotazione diversa rispetto all’esistente? Matteo Thun: Ristrutturiamo per differenziarle. Abbiamo rivestito l’intera suite, dai pavimenti, alle pareti, fino al soffitto con rovere scuro, moderna interpretazione della stube. In Altoadige, una stube rurale nel corso dei secoli diventa scura per l’uso. Anche il concetto spaziale è diverso. Non abbiamo sedie, ci si siede intorno ad uno spazio libero con i piedi in un vano più basso del pavimento. Ci si siede quasi per terra e si osserva il paesaggio. Detail: Nella sua architettura i materiali e la matericità hanno un ruolo importantissimo. Le sue architetture non sembrano invecchiare. Matteo Thun: Goethe dice che le cose si toccano con gli occhi e si vedono con le dita. In altri termini, alla base della nostra architettura c’è la matericità delle superfici, non la loro essenza. In linea di massima non lavoriamo utilizzando vernici. Le superfici di legno vengono prima spazzolate con spazzola d’acciaio e successivamente con una spazzola più morbida per lo più in plastica e successivamente trattate con diversi oli e cere. Pagina 206 “L’obbiettivo non era realizzare una tipica struttura ricettiva...” Josef Innerhofer, committente Arrivando ad Algrund in Alto Adige, il visitatore scorge il residence La Pergola dalla vallata sottostante e inizia a capire il significato del nome. La struttura in legno si integra perfettamente nei vigneti a terrazzamento ed è una citazione formale quasi letterale dei tutori lignei delle vigne. Dodici camere di ampie dimensioni si aprono su estesi terrazzamenti con finestre panoramiche di larghezza identica alla camera senza soluzione di continuità con il paesaggio. Dal commercio di materiale elettrico al settore alberghiero Il committente è proprietario di un ingrosso di materiale elettrico e non è un albergatore tipico. In Alto Adige, c’è la convinzione che si possa investire in strutture turistiche nonostante la presenza di numerosi hotel, al punto da dover lottare per sopravvivere. Nel 2001 indisse un concorso su inviti, coinvolgendo 5 studi di architettura. I progetti furono esaminati da una giuria composta da un architetto, due gastronomi e uno strutturista, ma dopo settimane di riflessione il committente espresse insoddisfazione. Decise di ingaggiare un architetto di fama. “Non passò molto tempo, e mi decisi per Matteo Thun – dice Josef Innerhofer. L’ architetto fu abbastanza sorpreso dalle condizioni insolite imposte dal committente: l’edificio doveva assomigliare il meno possibile ad una tipica struttura alberghiera, evitando ad esempio poco attraenti corridoi di collegamento; gli appartamenti dovevano avere un proprio ingresso direttamente dall’esterno. Per assicurare un certo grado di privacy, la proprietà doveva essere accessibile da quattro ingressi principali. Il concetto avrebbe permesso, tra l’altro, la possibilità di convertire il complesso in unità abitative private. In una area di 2800 mq il progetto ha previsto la realizzazione di 12 appartamenti di 60 mq, uno di 110 mq ed uno di 90 mq, ognuno con terrazzo di 40 mq. Il complesso è completato da una sala per la colazione, mentre non prevede una lobby e un ristorante. Gli ospiti possono, comunque, rilassarsi in una piccola spa con piscina e sauna. Perossido di idrogeno per la facciata Durante la prima fase di progetto, il committente non ha imposto alcuna limitazioni né circa la forma dell’edificio, né riguardo la scelta dei materiali e degli arredi. Nelle fasi successive architetto, committente e artigiani hanno lavorato in stretta collaborazione. Il committente era responsabile delle opere in cantiere in quanto residente in prossimità del cantiere e gli artigiani hanno redatto gli esecutivi sulla base della progettazione particolareggiata di Matteo Thun. In analogia con le pergole del vigneto, l’ intero edificio è stato realizzato in larice autoctono. Dalla facciata fino agli arredi, la scelta del materiale è stata coerente. L’uniformità delle superfici lignee non è una coincidenza. Il legname è stato tagliato in dicembre e stagionato per un anno. Gli elementi di legno esterni sono stati trattati con perossido di idrogeno e poi impregnati. Il perossido di ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano idrogeno estrae i pigmenti dal legno evitando che con il tempo se sottoposto ad intemperie si verifichino variazioni cromatiche non uniformi. La realizzazione dei muri in pietra a spacco ha richiesto un notevole impegno. Reminiscenza della edilizia alpina locale, sono stati costruiti con un laborioso processo di spacco a mano. Servizio a richiesta Gli arredi richiamano spesso i mobili tradizionali altoatesini interpretati nuovamente in chiave moderna, evitando il kitsch dell’arredo di montagna e l’ornamento. Il purismo dell’ambiente concilia la concentrazione sui fronti completamente vetrati da cui godere la natura circostante. Il legno domina la zona giorno e la zona notte conferendo armonia e tranquillità. L’uso di pietra arenaria della Galizia si abbina alla rubinetteria in acciaio inossidabile e al cuoio. Dalla considerazione del fatto che circa il 60% della clientela soggiorni per più di tre notti e che alcuni rimangano per due o più settimane nonostante i prezzi relativamente elevati, è derivata l’idea di allestire negli alloggi una minicucina. Mediamente l’hotel è occupato per l’80%. Servizi vari e colazione sono forniti secondo le necessità individuali. Nonostante il target iniziale comprendesse pensionati con reddito medio e alto in grado di soggiornare per diverse settimane, nella realtà, il cliente medio appartiene ad una fascia di età giovane che sosta per periodi relativamente brevi. Spesso, il Residence La Pergola ospita famiglie, sebbene non vengano forniti letti aggiuntivi per bambini. 4 delle 12 stanze hanno 2 stanze da letto con ingressi separati. “I bambini e i giovani dimostrano di gradire in modo particolare le camere con ingresso separato per la sensazione di libertà. Hanno il proprio spazio con accesso separato e una propria vasca. Possono ritornare dalla discoteca alle 4 del mattino senza disturbare i propri genitori.” Al contrario delle aspettative iniziali, gli appartamenti con stanze separate sono molto più richiesti che non le unità più piccole. “Se costruissi oggi un nuovo hotel, vorrei realizzare unità più grandi con piante più flessibili e probabilmente includerei anche un ristorante”. Negli ultimi anni, il pubblico è cambiato notevolmente rispetto a dieci anni fa. Nel 2007 si prevede di allestire al piano superiore due suite di lusso che il committente ha chiesto di 110 e 90 mq. Stelle: meglio poche. Nonostante le finiture esclusive e le ampie dimensioni delle suite, l’hotel non possiede stelle. “Gli ospiti sono più soddisfatti –sostiene il committente- se vengono sorpresi in modo positivo da un hotel che ha meno stelle rispetto a quando scelgono un hotel a quattro o cinque stelle dove si recano con aspettative troppo elevate”. Per questa ragione, il proprietario ha rifiutato una delle stelle attribuita all’hotel che gli avrebbe permesso un risparmio fiscale. Traduzioni in italiano Gli ospiti del Residence La Pergola vengono in Alto Adige in cerca di serenità. Vogliono godersi il panorama ed evitare lo stress degli hotel tradizionali. Queste considerazioni sono state alla base del concetto spaziale che è molto diverso da quello scatolare del classico hotel di design. L’architettura doveva essere veicolo di relax, calore e natura. Il concetto trova riscontro nel modo con cui la struttura di legno si integra nell’intorno e gli spazi interni trovano fluida continuità nel paesaggio. Le terrazze più ampie con pergole rivestite di piante rampicanti creano un’intensa relazione con i vigneti. La pianta aperta delle suite e le vetrate scorrevoli permettono una ampia vista sulla vallata. L’impiego esteso del larice oltre ad uniformare le superfici, contribuisce a facilitare la transizione tra interno ed esterno. Il pavimento in legno spazzolato e trattato con olio bianco posato negli appartamenti prosegue in piano e senza soglia verso l’esterno. La tonalità bianco latte delle pareti e del soffitto, il legno chiaro dei pavimenti, il rivestimento delle pareti e la pietra beige nei bagni determinano un fondo neutro per la combinazione delle tonalità calde del rosso, impiegate nei mobili e nei tessuti d’arredo. Si predilige l’illuminazione indiretta con corpi illuminanti progettati appositamente per l’hotel, integrati nei mobili a muro e nel soffitto. Lampade da tavolo e a stelo creano supplementari fonti di luce calda. In questo ambiente moderno e minimalista il legame con l’Alto Adige è garantito dalle sedie e dai tavoli tradizionali. Sia i 12 appartamenti che la sala per la colazione seguono il medesimo concetto spaziale con lievi variazioni cromatiche. Nella spa, invece, gli elementi dominanti sono pietra e acqua, i muri sono dipinti con diversi colori che, riflessi nella piscina accendono un affascinante gioco cromatico. Le superfici grezze del legno e della pietra sono in contrasto con le superfici morbide del vetro e dell’acqua che riflettono il blu del cielo. Sezione e piante, scala 1:750 1 Appartamento, camera singola 2 Spa con piscina e sauna 3 Area relax 4 Garage 5 Lavanderia 6 Ripostiglio 7 Appartamento, due camere 8 Reception 9 Sala colazioni 10 Appartamento, in costruzione 3 4 5 6 8 Bagno/WC Scaldavivande Area pranzo e soggiorno Terrazza Appartamento, pianta e sezioni, scala 1:20 1 Ingresso/Guardaroba 2 Scaldavivande 3 Bagno/WC 4 Area pranzo e soggiorno 5 Area notte 6 Terrazza Ripiano lavabo, panca e parete scorrevole, sezione verticale, scala 1:20 1 Specchio per illuminazione indiretta, legno squadrato 100/60 mm 2 Pietra arenaria di Galizia, impregnata 30 mm 3 Pannello di particelle 20 mm impiallacciato in larice 20 mm, spazzolato, trattato con olio bianco, maniglia in acciaio inossidabile 4 Struttura a montanti per cartongesso, 12,5+12,5, montante 60 mm 5 Rivestimento in tessuto, schiuma espansa 20 mm, pannello 20 mm 6 Porta scorrevole con binario in alluminio, pannello composto di elementi a lamella 40 mm Sezione verticale e orizzontale, scala 1:20 1 Inverdimento estensivo 150 mm, telo filtrante, ghiaia 100 mm, pellicola PE, telo filtrante, pellicola in PVC armato, isolante in pendenza 1,5 % minimo 60 mm, telo filtrante, pellicola PE, c.a. 200 mm, intonaco 15 mm 2 Rivestimento in perline di larice trattate con acqua ossigenata, impregnate 60/30 mm, listello 60/30 mm, pellicola a poro aperto, listello 120/60 mm con isolante a schiuma rigida PU 120 mm, mattoni in laterizio ad elevata percentuale di foratura 300 mm, intonaco 15 mm 3 Quarzite argento 30 mm, latex 3 mm, sottofondo 50 mm, pellicola PE, telo filtrante, pellicola PVC armata 1,5 mm, telo filtrante in pendenza 1,5 % minimo, 60 mm, telo filtrante, pellicola PE, c.a. 200 mm 4 Tavole di larice spazzolate 18 mm, flottanti, massetto radiante 50 mm, pannello PU rivestito con alluminio 25 mm; isolante fonoassorbente 8 mm, isolante termico in polistirolo estruso 50 mm, calcestruzzo alleggerito 120–140 mm 5 Telaio in larice 70 mm; vetrata isolante in temprato 6 mm+intercapedine 16 mm+ temprato 6 mm 6 Telaio di larice 60/30 mm con pannello in tessuto con intreccio in acciaio 7 Panca in legno bangkirai rigato 25/140 mm, legno squadrato 25/50 mm, supporti in acciaio zincato a fuoco 8 Larice 150/100, fune in acciaio inox 9 Larice 100/100 mm Pagina 214 Loisium Hotel Architetto Steven Holl Pianta appartamento con due camere, scala 1:200 Numero appartamenti: Numero delle suite: Dimensione delle camere Prezzo delle camere Dimensione terreno Superficie Costo di costruzione 1 2 Ingresso Area notte 12 2 60–110 mq 210–420 mq 2800 mq 2536 mq 5,2 milioni di Euro Chi si aspetta un tipico design hotel, rimarrà stupefatto dal Loisium, collocato ai margini di una località ad un’ora d’auto da Vienna in una zona ben conosciuta dagli estimatori di 9 Traduzioni in italiano vini. Dal 2003, i committenti hanno messo a punto un programma turistico che include un percorso enologico attraverso le antiche cantine e hanno organizzato un centro visitatori completo di vinoteca e spazi di vendita. Dall’autunno 2005 è in funzione anche l’hotel. L’architettura e gli arredi di Steven Holl sono ispirati ad un classicismo senza tempo, l’edificio è testimone di un intenso contrasto ottenuto teatralmente contrapponendo la perfezione dei particolari e la matericità delle superfici non lavorate. Passeggiando tra i filari di vite si percepisce l’armonia del complesso, qui il visitatore può facilmente stabilire una relazione estetica tra gli elementi della composizione architettonica: la facciata porosa dell’hotel, lo spigoloso volume del centro visitatori e la torre a cipolla del campanile della chiesa. Pagina 216 La visione del committente Gerhard Nidetzky Tutto cominciò circa 15 anni fa, quando insieme a mia moglie acquistammo una casa nel Langenlois con annessa cantina antica di 900 anni. In società con il nostro vicino e con un rinomato viticoltore, abbiamo riflettuto sulla possibilità di stimolare l’attività nella cantina per evitare il fallimento. E’ nata l’idea di rendere accessibile al pubblico il passaggio ipogeo e di utilizzare l’architettura moderna per definire un programma turistico in grado di evidenziare la contrapposizione tra il nuovo e la sostanza storica esistente (castelli e palazzi dell’Austria Inferiore). Con il sistema delle cantine, gli spazi ipogei avrebbero dovuto essere presentati scenograficamente, mentre è sorta l’esigenza di realizzare un centro visitatori con accoglienza e spazio vendita per i vini, oltre ad un hotel. Oltre ad una ricerca di finanziamenti, si rese necessaria la selezione un architetto di fama. Dietmar Steiner del centro di Architettura di Vienna (AZW) ci avrebbe aiutato organizzando un concorso; il caso volle che presso l’AZW si svolgesse in quel periodo una mostra di Steven Holl. Dalla stima per il lavoro dell’architetto e il feeling di un incontro, ne è risultata una proposta d’incarico a Steven Holl. Sarebbe dovuto diventare un architetto di hotels. La nostra competenza in materia di immobili, dovuta alla nostra professione di commercialisti, ci ha convinti dell’importanza della composizione di un team di figure professionali. La cosa non fu semplice. Abbiamo girato il mondo per due anni alla ricerca di un designer adatto a creare la scenografia della cantina. Per il delicato tema dell’illuminazione del ristorante, l’architetto ha proposto il designer di illuminazione Hervé Descottes, di Parigi, che ha realizzato l’illuminazione della maggior parte dei locali in voga di NY. L’atmosfera doveva essere “cosy”; abbiamo pensato, però, che per una valutazione visiva del vino bianco era richiesta un’atmosfera Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ di luce chiara e di conseguenza abbiamo rielaborato una soluzione che trasmettesse atmosfera ma che al contempo garantisse la necessaria luminosità. Nel settembre 2003 è stato inaugurato il centro visitatori e nel novembre 2005 l’hotel. Nel 2006 abbiamo ricevuto 85.000 visitatori. Planimetria generale, scala 1:400 A Parcheggio B Hotel C Centro visitatori D Ingresso alla cantina dei vini E Cantina dei vini ipogea Pagina 218 Un architectural hotel e non un design hotel Steven Holl, Christian Wassmann Il nuovo centro vinicolo a margine della cittadina di Langenlois celebra la ricca eredità di uno straordinario sistema sotterraneo di storiche cantine antiche di 900 anni. L’asse nord-sud della rete sotterranea che include passaggi di pietra, riflette l’asse delle soprastanti dimore barocche. Il progetto si compone di tre elementi: sotto terra lo storico sistema di cantine aperto al pubblico, nella terra il centro visitatori, sopra terra il Loisium Hotel. Il concetto è molto di più di un assunto intellettuale, tematizza la topografia territoriale relazionando l’architettura al paesaggio. La percezione si ha visitando tutti gli spazi. Come per un vino di qualità, anche per l’architettura è importante la texture, la viscosità, la trasparenza e l’odore. Il percorso di un grappolo d’uva dalla terra al sole echeggia nella connotazione diversificata della luce: crepuscolare sotto le volte della cantina, pacata nel centro visitatori, efficace nell’hotel. La geometria del sistema di cantine viene trasformata in un astratto linguaggio di forme tridimensionali. Ogni elemento formale viene messo in relazione con gli ambienti delle cantine ma al contempo, ogni volume possiede proprie qualità spaziali. L’hotel come organismo vivente. La pianta quadrata dell’hotel di 53 metri di lato giace in linea ai filari dei vigneti circostanti. La varietà di attività proposte e le tipologie di stanze offrono agli ospiti una quantità di esperienze diversificate. Tramite una tavolozza di colori delle terre e la scelta di materiali naturali, l’architettura si armonizza con il paesaggio circostante realizzando un’intensa contestualizzazione. Le funzioni pubbliche sono disposte al piano terra con scorci sul vigneto dalle ampie vetrate. La scelta di diversificare colori per pareti e pavimenti in ogni ambiente varia anche l’atmosfera degli spazi della lobby (giallo senape), bar (grigio legno), ristorante (rosso carminio), spa (giada). Ai due piani superiori sono ubicate le 82 stanze, di atmosfera più riservata rispetto agli ambienti comuni. L’irregolarità distributiva dei pilastri e la loro variazione dimensionale richiama alla mente l’immagine di una radura con alberi. Gli arredi sono flessibili come l’uomo Gli arredi sono stati disegnati valutando individualmente la collocazione con l’obbiettivo di enfatizzare l’architettura. Il divano in posizione centrale della lobby si chiama “divano introspettivo” in quanto consta di quattro elementi a libera composizione di seduta: schiena-schiena o contrapposti. Sul divano si legge, si aspetta, si beve un bicchiere di vino. Per il ristorante, le camere e le altre aree abbiamo lavorato in collaborazione con la ditta Wittmann per la realizzazione della “Loisium lumbar chair”. Pagina 220 Architettura e vino: un mercato professionale richiede un concetto professionale Progettare un hotel è un compito complesso. All’inizio, ci sono scelte concettuali non direttamente relazionate con l’architettura che assorbono completamente l’attenzione: come attrarre clienti, quale è il target clienti, quante camere sono necessarie perché l’attività non diventi antieconomica, ecc. Dato che tali questioni richiedono elevata professionalità, i committenti hanno richiesto l’intervento di un consulente per realizzare un’analisi di mercato e preparare uno studio di fattibilità, per definire con precisione il prodotto finale e avvicinare il management strategico alla gestione dell’hotel. Normalmente, la formulazione di un concetto segue tre stadi: il piano di sviluppo del prodotto, seguito dalla trasposizione e concretizzazione del concetto in forma architettonica, per finire al coordinamento del concetto e dei servizi da offrire insieme alla pianificazione dell’organizzazione e della gestione. Nel marketing, la sfida era di riuscire a combinare architettura con il vino per creare un concetto vendibile. In contrapposizione con il programma standardizzato di catene di ricettività, si trattava di realizzare un concetto su misura. L’obbiettivo era a rischio in quanto il luogo non era conosciuto come località alberghiera. Un ulteriore obbiettivo era presentare Langenlois e il suo territorio. Si desiderava richiamare clientela internazionale. Ma quale interesse avrebbe avuto un americano a venire a Langenlois? In questo progetto, i tre livelli concettuali di sviluppo, progettazione e pre-opening coincidevano tra di loro anche poiché Steven Holl è un artista. Più volte al mese abbiamo incontrato il team di architetti, in tre occasioni abbiamo visitato lo studio di Holl a New York e Steven Holl è venuto in cantiere. La maggior parte delle comunicazioni è avvenuta tramite e-mail. In qualità di manager, nella fase iniziale di lavoro ho pensato di spingere il progetto in una certa direzione, ma dopo qualche tempo, superata la diffidenza, mi sono reso conto che Holl aveva un proprio linguaggio progettuale che insieme ad una straordinaria sensibilità determinava il processo decisionale. Invece di proporre soluzioni già speri- ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano mentate, sviluppava ogni dettaglio ex-novo. Per il Wine & Spa Resort sono stati individuati due gruppi di ospiti: clienti privati durante i fine settimana e la stagione della vendemmia, e aziende che frequentano il centro durante la settimana per conferenze o come viaggio-premio. La comunicazione clienti era rivolta sia ai clienti esteri sia a quelli nazionali. 12 cabine con trattamenti viso e corpo, una sauna con tre aree tematiche, lo spazio fitness e la piscina che continua all’esterno sono alcune delle offerte dell’area benessere Aveda. L’offerta gastronomica del ristorante “Vinyard” echeggia una interessante interpretazione di ricette e prodotti tipici locali a completamento della carta dei vini. La gastronomia è rivolta in primo luogo agli ospiti della struttura con 110 posti a sedere e una massima capacità di 160. Lo stile è informale ma al contempo elegante. I tavoli sono concepiti da Holl come quelli di un bistrot. Generalmente sono necessarie dalle 80 alle 100 camere perché un hotel sia considerato economicamente interessante, anche se questo dipende dai prezzi. Nella capitale, il prezzo medio valutato in un anno (colazione e IVA escluse) è di 180 ™. A Langenlois scende a circa 100 ™ –120 ™. La dimensione ideale in termini di fatturato era di 100 camere, ma il progetto di Steven Holl non consentiva un numero così elevato di camere, in quanto sarebbe incrementato anche l’investimento da 15 a 20 milioni di Euro e quindi anche il fattore di rischio. Per compromesso si scese a 82 camere: due suites junior, 40% di camere standard e il 60% di camere di qualità superiore per le dimensioni e la vista. Ad un anno dall’apertura, è emersa la preferenza degli ospiti per le suites. Quattro anni fa, la cosa non era prevedibile in una località come Langenlois, ma oggi se mi trovassi nuovamente a decidere, incrementerei il numero delle suites a 20. Planimetria generale, scala 1:10000 Sezioni, piante, scala 1:750 1 Ingresso principale 2 Foyer hotel 3 Ufficio 4 Personale 5 Consegne 6 Bar 7 Lounge con camino 8 Cucina 9 Ristorante 10 Terrazza 11 Foyer seminari 12 Sala riunione 13 Conferenze 14 Ingresso spa 15 Cabina di trattamento 16 Fitness/Yoga 17 Sala relax 18 Biotopo 19 Piscina riscaldabile 20 Vuoto 21 Camera ospiti diversamente dotati 22 Junior suite 23 Fontana esterna 24 Impianti piscina Traduzioni in italiano 25 26 27 28 29 30 31 32 Aerazione Riscaldamento Deposito Lavanderia Spogliatoio personale Sauna Bagno turco con aromaterapia Lounge termale Costi di costruzione lordi Prezzo delle camere Dimensione camere Numero delle camere Numero delle suites Dimensione delle suites Superficie totale Ristorante Bar Lobby Spa Conferenze 11.040.000 ™ 140–280 ™ 28–50 mq 80 2 50 mq 7955 mq 210 mq 140 mq 180 mq 1000 mq 250 mq Pagina 226 Una progettazione particolareggiata in stile americano in Austria Franz Sam, Irene Ott-Reinisch Le competenze erano chiare sin dall’inizio: Steven Holl doveva occuparsi del concetto, il nostro ufficio era, invece, responsabile dell’ottemperanza ai regolamenti edilizi, dell’approfondimento tecnico del progetto, dei particolari costruttivi e dei costi. Il fuso orario implicava una giornata lavorativa prolungata. Al mattino tenevamo riunioni con il committente e le aziende incaricate; dalle 15.30 quando l’ufficio americano iniziava a lavorare, fino a tarda notte arrivavano telefonate e e-mail. Nel 2002 si sono aperti i lavori per la costruzione del centro visitatori, nel marzo 2003 è nata l’idea di realizzare un hotel. Se inizialmente l’edificio disponeva di parziale interrato, in seguito l’ampliamento dell’area benessere da 650 a 1000 mq, richiese l’inserimento di un livello intermedio e l’estensione all’intera pianta dell’interrato. Nonostante la differente larghezza delle camere, per questione di budget era indispensabile standardizzare gli elementi impiegati per la realizzazione. Per l’armadio a muro delle camere, ad esempio, l’architetto Steven Holl in collaborazione con Christian Wassmann ha realizzato un elemento composto di quattro parti prefabbricate identiche in ogni camera ma adattabili. Per ottimizzare i costi, il lavoro è stato ripartito fra due artigiani. L’architetto, invece di presentare protocolli, dava l’approvazione ad esempio della qualità del calcestruzzo a vista, direttamente in cantiere. Dato che i setti delle camere non poggiano direttamente sui pilastri del piano terra, è stato realizzato un solaio di 50 cm di spessore ridotto a 16 sul perimetro a vista. In origine, il numero dei pilastri entro cui dovevano essere ubicate le reti di distribuzione delle camere era inferiore. Successivamente, si è resa necessaria la realizzazione di 50 pilastri compresi fra 35 e 140 cm di diametro. Riprodurre la medesima tonalità per pilastri, pareti e pavimenti del piano terra e rea- ∂ - Inserto in italiano Zeitschrift für Architektur Rivista di Architettura 47° Serie 2007 · 3 Concept Hotels L’Impressum completo contenete i recapiti per la distribuzione, gli abbonamenti e le inserzioni pubblicitarie è contenuto nella rivista principale a pag. 297 Redazione Inserto in italiano: Frank Kaltenbach George Frazzica Rossella Mombelli Monica Rossi e-mail: [email protected] telefono: 0049/(0)89/381620-0 Traduzioni: Rossella Mombelli Partner italiano e commerciale: Reed Businness Information V.le G. Richard 1/a 20143 Milano, Italia [email protected] [email protected] Fonti delle illustrazioni: pag. 2: Yael Pincus, Tel Aviv pag. 3 sinistra: Simon Tegala, London pag. 3 centro: Santi Caleca, Milano pag. 3 destra: Piero Angelo Mollica, Torino pag. 4: Frank Kaltenbach, Monaco di Baviera pag. 6: Peter Cook/view/artur/Essen pag. 7: Rob t‘Hart, Rotterdam pag. 8 destra: Makoto Yamamori, Tokio pag. 9 sinistra: www.designhotels.com pag. 9 centro: Eduard Hueber, New York pag. 9 destra: Rafael Vargas, Barcelona pag. 10 sinistra: Gerhard Watzek, Hall in Tirol pag. 10 centro: Miran Kambic. SLO–Radpovljica pag. 11: Robert Fleischanderl, Innsbruck pag. 13: Frank Kaltenbach, Monaco di Baviera Piano editoriale anno 2007: ∂ 2007 1/2 Costruire con il Vetro ∂ 2007 3 Detail Concept: Hotels ∂ 2007 4 Edifici a basso costo ∂ 2007 5 Edifici massivi ∂ 2007 6 Architettura energeticamente efficiente ∂ 2007 7/8 Costruire con l’Acciaio ∂ 2007 9 ∂ 2007 10 Materiali traslucenti ∂ 2007 11 Ristrutturazioni ∂ 2007 12 Detail Digitale Detail Concept:Edifici alti 10 11 Traduzioni in italiano lizzare senza soluzione di continuità il raccordo privo di fuga tra pilastro e pavimento si sono rivelati compiti di particolare complessità. Il contrasto tra sfumature cromatiche delle terre al piano primo e i colori saturi rosso, giallo, verde del sistema composito isolante ha suscitato perplessità tra chi non sapeva che il volume avrebbe ricevuto un involucro in rete. L’architetto propose una rete di alluminio spessa 0,7 mm sviluppata per un allestimento realizzato a Vicenza nel 2002. Dato che però il materiale non si prestava né al fissaggio né al rivestimento in quanto troppo sottile, si decise per una lamiera spessa 5 mm realizzata con una soluzione tecnica di taglio CNC proposta dal fabbro Retter di Langenlois. La facciata e i pavimenti delle camere sono in essenza lignea scura. Sezione facciata nord, scala 1:20 1 Lucernario: vetrata in temprato di sicurezza 8+intercapedine 16+stratificato di sicurezza 10 mm 2 Facciata alluminio-legno, parapetto in vetro G30 3 Rete in alluminio fresata 4 mm, luce apertura 44 mm 4 Sistema di isolamento termico 120 mm 5 Parquet di rovere oliato 15 mm, sottofondo 60 mm, pellicola in PE, isolante 25 mm, riempimento 25 mm, c.a. 500 mm 6 Moquette antracite 7 Profilo in alluminio 50 mm 8 Montante facciata in profilo di acciaio T 140/60 mm 9 Cartongesso traforato 15 mm, isolamento acustico 10 Sottofondo con spolvero di pigmento 70 mm; riscaldamento a pavimento 20 mm, pellicola PE, isolante 30 mm, riempimento 30 mm, c.a. 240 mm Sezione facciata est, scala 1:20 1 Rete in alluminio fresata 4 mm 2 Sistema di isolamento termico composito 80– 120 mm 3 Vetrata temprata di sicurezza sabbiata 10 mm 4 Parapetto in stratificato di sicurezza composto di due temprati 8 mm 5 Profilo in acciaio zincato T 90/90 mm 6 Reticolo in legno della loggia oliato 25/150 mm 7 Facciata in alluminio legno 8 Armadio a muro, porte in frassino impiallacciato bianco 15 mm 9 Profilo in alluminio 50 mm 10 Montante facciata in profilo di acciaio T 90/60 mm 11 Cabina di trattamento spa: parquet incollato 15 mm, massetto radiante 50 mm, pellicola PE, isolante 25 mm, c.a. 200 mm, lana minerale 40 mm, cartongesso traforato 15 mm 12 Fitness e spa: piastrelle posate con letto sottile, impermeabilizzazione 3 mm, sottofondo 60 mm, massetto radiante 20 mm, isolante 30 mm, riempimento 31 mm, c.a. 240 mm 13 Illuminazione corridoio verde/giallo/rosso 14 Parete divisoria bagno: porta scorrevole in vetro temprato 8 mm 15 Telaio della porta e porta WC Tipi di camere, scala 1:200 Nessuna delle camere ha le medesime dimensioni 1a Tipo A, facciata Nord: bagno interno con finestra a taglio 1b Tipo A con loggia, orientamento verso il cortile interno o con vista sulla campagna 2a Tipo B: bagno con parete in vetro e porta scorrevole in vetro 2b Tipo B: bagno esterno con finestra verso loggia 3 Corridoio con porte in nicchia Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂ Edition ∂ ∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano Traduzioni in italiano 12 I volumi della collana in DETAIL · Involucri edilizi: Il fascino degli involucri – Le facciate nel XXI˚ secolo · Interni: Dagli scompartimenti di treni, ai negozi di moda alle biblioteche, vi mostriamo come architetti internazionali allestiscono gli spazi interni. · Architettura solare: Gli edifici energicamente efficienti – soluzioni intelligenti per l’architettura di domani. · Alta densità abitativa: La sfida dell’ edilizia residenziale – i dettagli della flessibilità tipologica · Ristrutturazioni: Sia per il restauro conservativo che per la ristrutturazione attental questo volume illustra una vasta serie di solu-zioni innovative in campo internazionale Prezzo per singola copia: ™ 65,– Prezzo speciale per «Alta densità abitativa»: ™ 44,90 + spese postali e di imballaggio + IVA se dovuta · Case unifamiliare: Questa nuova edizione completamente riveduta e ampliata è stata realizzata sulla base dei più recenti sviluppi in questo settore ∂ Consultate il nostro sito e ordinate online: www.detail.de/italiano Gratis per i nuovi abbonati: “Ristrutturazioni” a cura di Christian Schittich 176 pagine con numerosi disegni e foto, 2006 Formato 23x29,7 cm ISBN 13: 978-3-7643-7638-3 Traduzione: George Frazzica Abbonamento a DETAIL: 10 riviste monografiche all’anno piene di idee per ispirarsi I numeri tematici del 2007 1-2 3 4 5 6 7-8 9 10 11 12 Prezzo normale: 65,– €+ spese postali Costruire con il vetro DETAIL Concept: Hotels Edifici a basso costo Edifici massivi Architettura energeticamente efficiente Costruire con l’acciaio DETAIL Concept: Edifici alti Materiali traslucenti Ristrutturazioni DETAIL Digitale Presentaci un nuovo abbonato! Riceverai in regalo il libro “Ristrutturazioni”! Ogni numero è dedicato all’approfondimento di un argomento specifico con la presentazione dei progetti più recenti realizzati in Germania e nel resto del mondo attinenti al tema dell’approfondimento. Una vecchia centrale elettrica che diventa un centro culturale, un antico fienile che si trasforma in abitazione. Spesso gli edifici intorno a noi non conservano più la loro funzione originaria ed offrono i propri spazi ad usi completamente nuovi. NOVITÀ: da oggi presentiamo l’inserto con le traduzioni in italiano di DETAIL in una versione ampliata che, con una serie di articoli di fondo, contestualizza il tema della rivista nel panorama architettonico italiano. In questi casi la creatività e l’originalità da sole non sono sufficienti a realizzare un buon intervento; occorre anche la capacità di avvicinarsi all’esistente con grande sensibilità e riguardo. Consultate il nostro sito e ordinate online: www.detail.de/premio Institut für internationale Architektur-Dokumentation GmbH & Co. KG, Sonnenstr. 17, 80331 Monaco di Baviera, Germania, Tel. +49 89 38 16 20-0, Fax +49 89 39 86 70, E-Mail: [email protected]