Discussioni - DETAIL

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Discussioni - DETAIL
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Traduzioni in italiano
∂ – Rivista di architettura
2007 ¥ 3 · Concept Hotels
Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂
Testo in italiano
Traduzione:
Architetto Rossella Letizia Mombelli
E-Mail: [email protected]
Potete trovare unʼanteprima con immagine di tutti progetti cliccando su:
http://www.detail.de/Archiv/De/HoleHeft/177/ErgebnisHeft
Discussioni
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Evoluzione storica dell’hotel
Hans Weidiger
Anche quando l’uomo abbandona l’economia di caccia e raccolta, l’istinto nomade
conservato dai geni costituisce per molti uno
stimolo a partire. Da secoli, le strade sono
viste come vie di comunicazione in terre
sconosciute lungo le quali sin dall’antichità
si susseguono edifici a disposizione del
viaggiatore per la dimora temporanea: locande, pensioni, ostelli per i pellegrini, alberghi e hotel. La parola hotel è stata presa
a prestito dal francese, ma l’origine è latina:
hospitale indica la camera degli ospiti nella
casa romana. La radice della parola è, però,
molto più antica; l’etimologia –come accenna Raoul Schrott nel libro “Hotels”- risale alla
dea Hestia che Zeus aveva destinato a custodire il focolare posizionato al centro della
casa, nel megaton, la corte interna micenea.
A differenza della pensione o dell’albergo
che richiamano edifici di piccola dimensione
e di semplice allestimento, la parola hotel
implica la presenza di un servizio associata
ad una certa serietà. Nelle cittadine francesi
dove i nobili si trasferivano solo temporaneamente, le case padronali erano definite
hôtel. Dopo la Secolarizzazione concomitante con l’inizio della costruzione di hotel, la
parola usata per definire i palazzi aristocratici inizializza anche i grandi alberghi sorti in
epoca più recente per l’ambiziosa borghesia: i Grand Hotels.
La storia dell’hotelleria, dell’alberghiero e
dell’accoglienza dei viaggiatori, inizia molto
prima della diffusione della parola “hotels”.
Nelle società arcaiche dove prevaleva la sedentarietà, i viaggiatori diventarono rari. Nelle grandi civiltà del passato Cina, Egitto o
Mesopotamia per la sicurezza di viaggiatori
e ambasciatori vennero istituiti alloggi per
soggiorni limitati all’interno delle mura dei
palazzi. Per il resto, rari erano i viaggiatori e
per lo più si trattava di pellegrini diretti nelle
città sante. Le strutture di ricettività spesso
spartane e prive di minimi requisiti igienici
erano alloggi temporanei per pellegrini,
commercianti, soldati e corrieri. I gruppi
marginali seminomadi come le compagnie
di musicisti e attori non potevano contare
sull’accoglienza e spesso non erano ben visti se si soffermavano a lungo in un posto. I
viaggiatori di origine nobile avevano, invece,
accesso a piccole e comode pensioni private e alberghi aristocratici quali in origine erano i Ryokan giapponesi. Noti “scrittori di
viaggio” dell’Antichità, come Erodoto, Tacito
e Cicerone di origine nobile trovavano accoglienza in luoghi dotati di bagno con toilette
e tepidari riscaldati da canali ad aria calda.
Quando la cultura romana iniziò a volgere al
termine, si assistette ad un intenso peggioramento degli standard igienici che si protrasse fino all’Alto Medioevo. Persino nei monasteri, dove ci si prendeva cura della
cultura degli Antichi, gli alloggi dei pellegrini
erano privi di bagni e toilette. Con i mori arabi che governavano le corti della Spagna
meridionale e qualche reduce dalle Crociate
rivisse il ricordo di antichi impianti termali.
A partire dall’XI secolo, in concomitanza con
la fondazione in Europa di diverse nuove città, si verificò una graduale mobilitazione della precedente società agraria. Sulla base
delle normative vigenti si crearono tra gli
studenti, i nobili, gli artigiani e i cittadini
forme cooperative di viaggio che connotarono determinati tipi di viaggiatori, come per
esempio i cavalieri itineranti, i chierici vaganti e i garzoni girovaghi. Dato che lungo le
strade non protette di collegamento alle città, che spesso attraversavano aree boscate,
i viaggiatori erano esposti ai predoni e agli
animali selvatici, nacquero anche delle corporazioni da cui derivò, tra l’altro, la fondazione della Lega anseatica. Gli ospizi gestiti
da monaci o da monache che costellavano
le vie di pellegrinaggio o i passi alpini erano
spesso visitati dai viaggiatori, ma venivano
evitati dai viaggiatori di professione in quanto in questi luoghi vi pernottava il popolino. I
migliori alberghi offrivano ai propri clienti anche cavalli e servitori ed erano stazioni di
posta per lo scambio della corrispondenza
da parte dei viaggiatori.
Lo scrittore Michel de Montaigne che intraprende nel 1580 un viaggio in Italia, descrive nel suo diario quanto erano migliorati gli
standards dell’accoglienza rispetto all’Alto
Medioevo. Durante il XVI-XVII secolo, viaggiare diventa un ambito passatempo per i
ceti più abbienti. Anche alcuni scrittori, pittori e architetti che desideravano studiare
presso i maestri stranieri o che cercavano
ispirazione artistica all’estero, si mettevano
in cammino. Gli spostamenti avvenivano per
lo più con carrozze. Con il tramonto dell’aristocrazia monarchica indotta dalla Rivoluzione Francese, il viaggio di studio catalizza
l’interesse della borghesia emergente. Nei
racconti dei viaggi in Italia di Johann Wolfgang von Goethe si trovano numerose indicazioni circa locande a gestione già professionale con una rosa di servizi paragonabile
a quella attualmente offerta da un hotel di
classe media. In alcuni luoghi si percepivano già gli effetti negativi dell’urbanizzazione
e dell’industrializzazione. In risposta, il filosofo J.J.Rousseau nel saggio “Ritorno alla natura” vi contrappone le montagne svizzere
come luogo idilliaco. I suoi scritti e altri saggi di autori attirano migliaia di “turisti” dall’Inghilterra –la patria dell’industrializzazionecausando un boom di viaggi mai visto prima
d’ora verso le cime alpine.
Due delle maggiori conquiste dell’industrializzazione, la ferrovia e il battello a vapore
contribuiscono alla riduzione dei prezzi per il
trasporto di merci e passeggeri. A partire
dal 1830, i flussi di turisti aumentano in maniera esponenziale e si inaugura il trasporto
per il turismo di massa. Contemporaneamente al turismo alpino, si sviluppa un turismo legato ai bagni curativi sulle coste inglesi, mentre Riviera e Costa Azzurra si
trasformano in mondani stabilimenti balneari.
∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano
L’inadeguatezza di semplici pensioni a soddisfare le crescenti necessità sollecita la
realizzazione di nuovi fabbricati con un numero considerevole di camere che si differenziano dalle modeste tipologie precedenti
anche per il nome: hotel. Per prendere le distanze dalle strutture rurali, si ricorre al classicismo come era in uso all’epoca negli edifici pubblici. Nel 1830 Karl Baedeker fonda
una casa editrice di letteratura di viaggio; in
Inghilterra Thomas Cook organizza il primo
viaggio di gruppo cui prendono parte oltre
500 turisti.
All’inizio del XX secolo, emergono due sviluppi, destinati in seguito a diventare decisivi per il turismo di massa: gli ostelli per giovani e l’automobile. Mentre nelle città si
incrementano le elevate cifre di afflusso turistico, inizia contemporaneamente a determinarsi una controtendenza che si dichiara
ostile all’urbanità. Sulla scia dello scoutismo
in Inghilterra, a Berlino viene fondato un comitato per l’organizzazione di viaggi scolastici, di nome “Uccello migratore”, per la
classe borghese emergente. Successivamente, sorge la Società degli ostelli della
gioventù, che permette a giovani di qualsiasi
strato sociale di realizzare viaggi individuali.
La prima guerra mondiale sferra un duro
colpo ad un turismo in erba. Dopo la guerra,
il turismo guadagna nuovamente terreno
con le strutture in acciaio e in calcestruzzo
del Bauhaus prive di orpelli decorativi. Si
realizzano hotel di una certa portata con sale da ballo e sale da gioco come strutture di
trattenimento: il De La Warr Papillon è stato
realizzato in stile Bauhaus. La mobilizzazione popolare innescata dalla diffusione dell’automobile produce negli hotel europei la
standardizzazione di quello che al di là dell’Oceano era già realtà: l’accesso a misura
di automobili e il garage. Solo dopo la seconda guerra mondiale, tipologie particolari
di accoglienza quali i motels riscontrano una
diffusione degna di nota che si deve alle
lunghe distanze tra le città americane lungo
le Highways. Rari sono gli esempi di progetti
ideati dall’Avanguardia del Moderno come il
progetto non realizzato di Adolf Loos per
l’Hotel Babylon. Mentre in Europa, a partire
dal 1935 si assiste alla megalomania dei
progetti mussoliniani o hitleriani come la
casa di riposo di Prora sull’isola di Rügen,
nelle metropoli americane si assiste allo sviluppo del modello del Grandhotel multifunzionale. L’architetto Rem Koolhaas nel suo
saggio polemico “Delirio a New York” descrive il concetto del nuovo Waldorf-Astoria
di New York di 40 piani d’altezza. “ll modello
dell’hotel è stato concettualmente superato
e rivisto sulla base di nuove ambizioni sperimentali al fine di generare un concetto di residenza fissa a Manhattan, il Residential Hotel dove il cittadino è ospite a casa di se
stesso. Tutto quello che inizia nei Grandhotel, viene incrementato negli hotel americani
nella forma del grattacielo, che interpreta la
ricerca di anonimato da parte di chi viaggia
Traduzioni in italiano
in tutto il mondo su un palcoscenico in continuo cambiamento. Gli hotel americani non
guadagnano solo in altezza ma anche in offerta di servizi a disposizione degli ospiti.
Spesso sotto un unico tetto si concentrano
diversi bars, lobbies e sale congressi. All’inizio degli anni 50 inizia timidamente in Europa la corsa alla realizzazione degli hotel.
Lungo la riviera adriatica e la Costa Brava
gli hotel sorgono come funghi. A partire dagli anni 70, tra i criteri per attrarre un turismo
di qualità si affiancano alla contestualizzazione le problematiche formali. L’urbanità si
rivela una scenografia ideale per l’hotel dove
il caffè su strada diventa un imperativo per
strutture di una certa categoria. I viaggi nelle
capitali, come mete culturali, diventano improvvisamente di moda. Mentre fino agli anni 70 nella costruzione dell’hotel il design
funzionalista dell’International Style è una
metafora indispensabile, l’architetto americano John Portman rivitalizza il concetto della lobby del Grandhotel reintroducendo la
hall vetrata. Alla fine degli anni 80 e inizio
anni 90, la corrente del Postmoderno, introduce nuovi imput formali da parte di designers di successo come Philippe Starck,
Andrée Putman o Ettore Sottsass.
Tipologie
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Hotel: strategie e tipologie.
Hubertus Adam
Negli anni 60 e 70, la cultura dell’ospitalità in
hotel sembra volgere al temine a fronte di
un’imperante standardizzazione delle catene
alberghiere e al sorgere di residence privi di
individualità. Svanisce il carattere pubblico
che aveva caratterizzato i sontuosi hotel-palazzo durante la Belle Epoque. A partire dalla metà degli anni 80, la tendenza sembra
esaurirsi o per lo meno assumere toni più
pacati: Nel 1984 Ian Schrager inaugura a
Manhattan Morgans, dove gli allestimenti e
gli arredi della designer parigina Andrée
Putman introducono il concetto di design
hotel. Pernottare diventa un evento culturale
e il plusvalore estetico legittima un prezzo
elevato.
Dal Morgans, piccolo ma esclusivo Boutique
Hotel dei primi anni 80, la tendenza prende
corpo e approda all’Hotel Hudson arredato
da Stark. Il designer insieme a Schager rico-
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nosce che le aree aperte al pubblico sono
decisive per il successo di un hotel se ci si
rivolge ad un target urbano. Una sequenza
di club, lounge, bar e ristoranti, ognuno con
differente caratterizzazione occupa l’intero
piano primo del basamento del Hudson di
Manhattan accessibile dalla West 58th
Street. Il crescente interesse per l’architettura e il design favorisce il trend dei design
hotel che a partire dal Postmoderno registra
in tutto il mondo un notevole successo in
concomitanza con il fenomeno emergente
dello star-system degli architetti. Progetti di
un certo rilievo emergono dal panorama più
recente delle realizzazioni ad opera dell’allieva di Starck, Matali Crasset (Hi, Nizza,
2003), di Vincenzo de Cottis (Hotel Straf, Milano, 2003), di Karim Rashid (Semiramis,
Atene 2004), di Graft (Q!, Berlino, 2004) o di
Ron Arad (Duomo, Rimini, 2006). L’apoteosi
viene raggiunta dal Design Hotel Puerta
América di Madrid realizzato alla fine del
2005 (vd.Detail 4/2006 e Detail 10/2005) dove, sotto la supervisione di Jean Nouvel,
hanno lavorato 18 famosi architetti e designer. Il concetto non prevedeva camere
standard agghindate alla moda, ma si chiedeva ad ogni progettista di sperimentare.
Esempi come gli hotel di Philippe Starck o
come il Puerta América mostrano che un allestimento d’interni fantasioso non corrisponde ad un impianto planimetrico delle camere
al punto da essere considerato in antitesi
con l’economia delle grandi società alberghiere internazionali. Al fine di occupare vari
segmenti di mercato ripartendo di conseguenza anche il rischio azionario, diverse
società alberghiere possiedono catene alberghiere con differenti standards corrispondenti a diverse categoria di stelle. Il filo conduttore delle grandi catene alberghiere era
dato dall’uniformità allestitiva di lobby e ristorante e dalla pianta della camera ovunque il
cliente si trovasse nel mondo. L’omologazione dell’hotel da un lato trovava motivazioni
nel contenimento dei costi, dall’altro scaturiva dal gusto di una clientela senza alcun interesse all’effetto sorpresa. Emergono tuttavia, timidi accenni ad un ripensamento delle
catene: Matteo Thun è stato recentemente
incaricato come responsabile dei nuovi hotel
del gruppo SAS Radisson. L’obbiettivo è garantire la presenza di un designer ma non di
un sistema di design: le strutture del gruppo
saranno, infatti, ripensate da Thun ma in modo tale da mantenere una differenziazione.
Nel nuovo hotel realizzato a FrancoforteBockenheim innovativo è il concetto di quattro diverse tipologie di camere con atmosfere differenti che possono essere scelte dal
cliente al momento del Check-In: “Fresh”
(glamour e anticonvenzionale), “Fashion”
(accogliente e molto colorato), “Chic” (senza
tempo) e “At Home” (moderno e creativo).
Gli Hotel SAS Radisson rientrano nella tipologia dei Business-Hotel con clientela che
viaggia quasi esclusivamente per affari. Il ritratto del businessman cliente dell’hotel che
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Traduzioni in italiano
prima dell’appuntamento di lavoro del mattino consuma una colazione veloce e che
d’abitudine si serve dell’Internet, del servizio
stireria, del minibar, del servizio in camera
24 ore su 24 e della Pay-TV, è stato rivisto.
Le parti comuni del Radisson SAS Media
Harbour Hotel di Düsseldorf non sono aperti
esclusivamente agli ospiti dell’hotel: superata la lobby, entrando a sinistra si trovano
lounge e bar, a destra angolo con il camino
e di fronte, separato da un volume in cristallo con una ampia selezione di vini, si dispone il ristorante.
Nei decenni passati, nel settore alberghiero
le parti comuni oltre ad incrementare la propria presenza all’interno degli spazi dell’hotel hanno subito un’ampia trasformazione: al
ristorante e al lounge si affiancano proposte
alternative quali il wellness, spazio cui spesso oggi non si può rinunciare. Attualmente
non sono richiesti semplici bagni termali ma
aree wellness e beauty-farm dove si concentrano piccole piscine, aree fitness e spazi di trattamento speciali a supplemento del
prezzo della camera. In vista del fatto che in
futuro il wellness assumerà un ruolo più ampio, molti hotel hanno già iniziato ad investire
in questo settore. L’esempio più famoso che
ha riscosso ampio successo è quello delle
Terme di Vals. L’Hotel Castell inaugurato nel
2005 a Zuoz in Engadina si propone con camere completamente rimodernate ma la sua
maggiore attrattiva rimane l’Hamam progettato da Ben van Berkel e il suo UN Studio.
Prima che l’Hotel Castell fosse acquisito da
nuova gestione, era frequentato da sciatori
ed escursionisti. Per migliorare la capacità
d’utilizzo della struttura alberghiera si è pensato di attirare pubblico urbano con eventi
d’arte. Ma è successivamente con lo spettacolare Hamam che si intesse una relazione
con particolari gruppi di visitatori, mentre
contemporaneamente la diversificazione
dell’offerta contribuisce a minimizzare il rischio d’impresa. Altre località meta degli
amanti degli sport invernali offrono aree spa:
alla fine del 2006, ad Arosa Mario Botta ha
allestito a Bergoase la spa nel rinnovato
Tschuggen Grand Hotel.
L’ibridizzazione è conseguenza della diversificazione dell’offerta. Ibridi nati da contaminazioni di hotel in tutte le sue accezioni,
esperienza gastronomica e/o spazi conferenze, wellness e altro offrono un ampio potenziale su diversi livelli. Gli hotel vengono
costruiti dove si svolgono eventi di grande
richiamo; negli immobili multifunzionali l’hotel
e l’offerta di eventi nascono combinate. La tipologia di hotel-congressi, solitamente classificabile tra i quattro stelle, è prettamente
urbana, ma hotel per seminari e giornate di
studio funzionano anche se in aree rurali appartate. Il vantaggio degli organizzatori consiste nel fatto che nelle immediate vicinanze
non ci sono attrattive particolari tali da distrarre il pubblico dall’evento. La possibilità
di generare attività supplementari emerge
con la presenza di shopping center, teatri di
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musica e altre attrezzature per il tempo libero. In concomitanza, prende piede anche la
tematizzazione dell’hotel frutto del parco tematico americano nato nel panorama della
Las Vegas degli anni 80. L’idea di base del
Lloyd Hotel situato nell’area portuale di Amsterdam, era di creare un hotel d’arte. L’hotel possiede 120 camere in categoria da
due a cinque stelle arredate dai migliori designer contemporanei olandesi. Non ci sono
né spa né area benessere, ma un bar e due
ristoranti. Altrimenti si può semplicemente
salire in galleria nell’“Ambasciata della cultura” per leggere un libro d’arte.
Una delle più attuali strategie di ibridizzazione consiste nella realizzazione e nella vendita di immobili residenziali nelle immediate vicinanze o addirittura in combinazione con gli
hotel come fonte di ricavo trasversale di capitale necessario alla ristrutturazione dell’hotel esistente; esemplare è il progetto di ampliamento del Schatzalp Davos per il quale
Herzog & de Meuron hanno pensato una torre hotel e una di appartamenti. Il punto di attrazione per gli acquirenti è la capacità di
questi immobili di offrire prestazioni di servizio all’hotel. Gli imprenditori, d’altro canto,
valutano il fatto che sia l’infrastruttura esistente che il personale ne possano sfruttare
continuamente. I serviced Apartments, nati
come Boardinghouse all’inizio del XX secolo,
sono riservati a clienti che per un periodo
prestabilito più o meno regolarmente necessitano di un domicilio al di fuori del proprio
luogo di residenza. Rispetto alla tradizionale
camera da hotel, sono dotati di spazi più
ampi con cucina integrata. Alcune prestazioni normalmente incluse nel servizio alberghiero, devono essere in questo caso acquistate. Nei grandi centri urbani sorgono
nuove forme ibride di attività alberghiere che
in linea di massima consistono in una soluzione high-end urbana della casa di vacanza. Sembrano sfumare i confini tra alberghiero e para-alberghiero. Tradizionalmente nel
para-alberghiero si distinguono quattro diverse forme di ospitalità: impianti privati (case e appartamenti di vacanza, camere private), piazzole per tende e camper, strutture
per gruppi e ostelli per la gioventù. Ma se
dopo la seconda guerra mondiale lo sviluppo di questa forma di ospitalità poteva essere spiegata con i primi passi dello sviluppo
della mobilità, attualmente le nuove forme di
ospitalità para-alberghiera sono connesse al
crescente nomadismo. Un settore di mercato del para-alberghiero è costituito tra l’altro
da residenze per anziani, per il quale si può
presagire un prospero futuro dovuto all’innalzamento dell’età nella società europea.
Il crescente interesse per il segmento lusso
trova riscontro negli interventi di completa ristrutturazione degli storici bagni di Heiligendamm del gruppo Kempinski o nell’ampliamento di Norman Foster del Grand Hotel
Dolder in “City Resort” con centro congressi.
Negli Emirati Arabi, l’hotel Burj al Arab di
Dubai è solo la punta di un nuovo trend nel
settore. Tra le bizzarie si annovera tra gli altri
anche il progetto di un resort completamente sommerso nei mari di Dubai dal nome
Hydropolis, concetto che si pensa di esportare anche in altre parti del mondo. Accanto
al segmento lusso, a Londra e a Basilea sono sorti, supportati dalla compagnia aerea a
basso costo Easyjet, i primi easyhotel che a
differenza delle catene a basso costo come
Formule 1 o Etap si collocano in attraenti
aree del centro urbano. Un concetto sviluppato come il precedente in Inghilterra è il
Yotel: versione di lusso dei capsule hotel nati negli anni 70 in Giappone per gli uomini
d’affari che avevano perso l’ultimo treno verso casa. Il progetto dell’Inn-Lodge a Celerina-St.Moritz (2006) realizzato dallo studio di
architettura Fanzun prevede sistemazioni in
stanze a 12 posti letto con sacco a pelo, fino
a confortevoli duplex.
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Hotel cabina, Londra
Trendy ma ad un prezzo accettabile, l’hotel
è un nuovo capitolo del marchio di lifestyle
“YO!” che ha riscosso già ampio successo a
Londra con l’apertura di una catena di ristoranti sushi. La camera di 10 mq incluso il
bagno si ispira alle cabine di una nave e agli
hotel-capsula giapponesi. Ogni camera arredata dal designer londinese Priestman
Goode offre flat screen TV con accesso Internet libero e bagno con doccia. Le superfici color crema, la luce diffusa indiretta, gli
imbottiti in pelle e i rivestimenti di legno sono
sinonimo di arredamento di elevata qualità.
Non ci sono finestre. Il carattere introverso
della costruzione consente la realizzazione
in luoghi non predestinati a tale funzione, in
aree di risulta di scarso interesse, come aeroporti o in prossimità di nodi viari. Si prevede l’apertura dei primi 2 complessi alberghieri in primavera a Heathrow e Gatwick.
L’hotel sarà destinato ai viaggiatori delle linee aeree, consentendo di prenotare la cabina anche solo per quattro ore. Yotel è un
hotel a basso costo che offre a prezzi ragionevoli quello che spesso manca al viaggiatore: privacy e prossimità al terminal.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
40
10–11 mq
38–106 ™
Piante · Sezione camera, scala 1:200
Pianta unità London Heathrow, scala 1:500
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1
2
3
4
5
Check-In
Scaldavivande
Cabina Premium
Cabina accessibile a disabili
Cabina Standard
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Budget-Hotel, Tokyo
Traduzioni in italiano
Costo totale opera:
1.050.000 ™
Planimetria generale, scala 1:2000
Piante · Sezione, scala 1:250
1 Ingresso
2 Cucina
3 Corte interna
4 Area colazione
5 Reception
6 Camera con futon
7 Montacarichi bagagli
8 Doccia
9 Whirlpool
10 Appartamento proprietaria
6
7
4
Bar
Piscina
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Sporthotel, Savognin
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Hotel a padiglioni, Lanta Yai
Il piccolo hotel a gestione privata destinato
ad una clientela giovane non è la tipica sistemazione per backpacker. L’architettura
dal linguaggio minimalista e gli standard
contemporanei interessano un pubblico ampio ed internazionale. E’ una moderna interpretazione del Ryokan, struttura di accoglienza tradizionale giapponese. L’hotel si
trova nel tranquillo quartiere residenziale di
Minora, a poche fermate di metropolitana da
Ginza. L’edificio, articolato su cinque piani,
occupa al centimetro un piccolo terreno. Su
tre livelli, l’hotel offre 24 camere di soli 7 metri quadri l’una. I servizi wc, doccia e bagno
sono spazi comuni dislocati ad ogni piano in
un nucleo centrale. Il connettivo e le scale
sono ridotte al minimo, l’ascensore è stato
sostituito da un montacarichi per i bagagli. I
materiali usati sono contemporanei e a basso costo. La costruzione in acciaio è stata rivestita con una pelle traslucida e trasparente di vetro, pannelli di metallo e grigliati in
legno, i soffitti dei corridoi sono rivestiti in
pannelli di lamiera di metallo stirata. Al terzo
piano è a disposizione degli ospiti una vasca whirlpool. Nello stabile, fra terzo e quarto piano, si colloca anche l’appartamento
della proprietaria. Come in tutte le abitazioni
tradizionali, il modulo dimensionale delle camere degli ospiti è il Tatami 90x180. Non ci
sono arredi, solo un armadio a muro. La sera si srotola il futon. Nonostante l’applicazione del concetto del basso costo, le ampie finestre e le superfici bianche rendono lo
spazio luminoso e arioso. La reception, lo
spazio per la colazione e la cucina sono
concepite come un open space dove si può
creare una separazione con elementi scorrevoli in lamiera stirata, reinterpretazione del
shoji o parete scorrevole in carta di riso.
La reception, dalle dimensioni di una cabina
telefonica, la sera si chiude come un armadio.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie lorda totale:
24
7,07–8,13 mq
53 ™ circa
148,58 mq
520,79 mq
Lanta Yai, piccola isola sulla costa occidentale della Tailandia, si distingue dalle mete
vacanziere di grande frequentazione Phuket
e Koh Samui, per il paesaggio intatto e le
piccole strutture ricettive. Il Resort “Costa
Lanta”, considerando il contesto, interpreta il
concetto originale con un’architettura contemporanea e minimalista. Il complesso, alle
spalle della spiaggia, articola venti bungalow isolati fra le piante tropicali e i naturali
corsi d’acqua, inserendoli nell’ampio parco.
Ogni bungalow è stato concepito come
struttura massiva ma al contempo accenna
alla tipologia del padiglione aperto combinando moderi comfort (condizionamento,
minibar, lettore Cd) alla relazione con l’ambiente naturale del semplice riparo in bambù. Al volume in calcestruzzo a vista con camera e bagno si antepone una terrazza con
copertura tessile a vela. Le due pareti in
pannelli di legno sono predisposte per essere completamente aperte in modo da poter
dormire all’aperto ma protetti. La connotazione conferita al complesso dagli architetti con
superfici lucide in calcestruzzo a vista, con
chiare forme di volumi accessori e arredi fa
dell’architettura un sobrio sfondo per la vista
sull’oceano indiano. Anche ristorante e bar
si aprono con ampie porte verso l’intorno
creando continuità fra interno ed esterno.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
20
53–63 mq
68–240 ™
Planimetria generale, scala 1:2500
Piante · Sezione padiglione, ristorante, scala 1:200
1 Accesso, reception
2 Bungalow
3 Bungalow doppio
4 Terrazza colazioni
5 Ristorante
“Cube” è un nuovo concetto di hotel orientato ad un target clienti compreso fra i 18 e i
30 anni, con fascia di prezzo media e in programma sport e entertainment senza limiti.
Alla fine del 2005 è stato aperto un secondo
hotel di questo genere a Savognin nei Grigioni in prossimità della stazione degli impianti di risalita. Come un cubo di ghiaccio,
“cube” dispone sui quattro livelli 76 camere
dal design minimalista articolate intorno ad
un atrio centrale con ampi spazi comuni
che si estendono a comprendere quasi
completamente l’intero piano terra e piano
interrato. Nell’area di ingresso , intorno al
lounge si dispone il ristorante, il bar e lo
spazio con il camino. Al piano interrato si
trova la sauna, il bagno turco, il fitness e un
disco-club. Anche il connettivo si estende
alle aree d’incontro e comunicazione.
Rampe concentriche intorno al quadrato
dell’atrio conducono al piano primo. Le camere sono arredate con funzionalità e design dalle linee rigorose in tipo doppio o a
quattro posti con letto a castello. L’edificio è
stato realizzato con scheletro in c.a. in elementi modulari a basso costo cui è sospesa
una pelle in vetro satinato, che funge da
schermo e protezione solare della pelle termica interna in vetro. All’interno, superfici di
calcestruzzo a vista, resine epossidiche a
pavimento e tubazioni degli impianti a vista
creano in combinazione con i pannelli di vetro colorato utilizzati per parapetti, pilastri e
pareti dei corridoi un’atmosfera da loft urbano.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie totale a piano:
Costo totale opera:
76
23,57–26,69 mq
30–90 ™
8156 mq
4730 mq
12 milioni ™
Planimetria generale, scala 1:2000
Piante camera, scala 1:200
Sezioni · Piante, scala 1:750
1 Ingresso
2 Reception e bar
3 Lounge con camino
4 Atrio con lounge
5 Ristorante
6 Parete di arrampicata libera
7 Postazioni internet
8 Area seminari, ristorante alla carta
5
9
10
11
12
13
Traduzioni in italiano
Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂
Cucina
Terrazza
Ripostiglio/Guardaroba
Camera con quattro letti a castello
Camera doppia con cuccetta ribaltabile
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Design hotel, Barcellona
Patio
Personale
Cucina
Bagno
WC
5
6
7
Cucina
Ristorante
Terrazza
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Hotel congressi e wellness, Podčtrtek
Pagina 190
Seminar Hotel, Hall
»Omm« è il primo hotel del gruppo Tragaluz
che gestisce diversi locali di successo. Al
piano terra, si colloca il ristorante di cucina
creativa »Moo« abbinato ad un bar, luogo di
eventi e di incontri. L’estro della cucina si riflette anche nelle scelte architettoniche e
nell’allestimento degli interni. Gli elementi
curvi della facciata servono a connotare l’involucro in pietra arenaria del fabbricato distribuito su otto piani e contemporaneamente orientano la vista dal balcone sul vicino
Boulevard Passeig de Gràcia assumendo
anche la funzione di schermo fonoassorbente e visivo. La facciata della corte centrale è
completamente inverdita. La pianta quasi
quadrata delle camere, elemento alquanto
raro nella maggior parte degli hotel dove le
camere sviluppano una pianta allungata, garantisce luce anche ai servizi. Al settimo piano, dall’elegante terrazza sulla copertura
con piscina e bar si gode uno splendido panorama sulla città e sul paesaggio di tetti
della vicina casa Milà. Al piano terra si colloca la lobby, il bar e il ristorante in uno spazio
di ariosa continuità estesa all’intero cortile
interno. Lo spazio riceve luce naturale tramite nove lucernari e l’allestimento del patio
con bambù e specchi di alluminio. Materiali
naturali e atmosfere pacate conferite da un
design di linee che si rispecchia nel nome
»Omm«, il Mantra buddista. Il concetto è
sottolineato dall’allestimento della nuova
area spa di 400 mq collocata nel fabbricato
adiacente ampliato dallo scorso anno di altre 32 camere.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie totale a piano:
Costo totale opera:
5
6
7
8
9
59
26–56 mq
200–260 ™
1322 mq
9701 mq
12,8 milioni ™
Planimetria generale, scala 1:2000
Piante e sezione, scala 1:750
Pianta camera, scala 1:200
1 Reception
2 Lobby
3 Bar
4 Ristorante
Ad un passo dalla demolizione, l’ex-Turmhotel Seeber, realizzato nel 1930-31 ad
opera di Louis Welzenbacher, uno dei pionieri dell’architettura moderna austriaca, è
stato oggetto di un’iniziativa da parte di alcuni architetti che ne hanno fatto notare
l’importanza architettonica all’intera comunità di Hall. Il fabbricato fu oggetto di un concorso per un progetto in grado di reinterpretare il volume con un nuovo concetto; lo
studio di architettura viennese di Dieter
Henke e Marta Schreieck, selezionato per
la realizzazione, ha anteposto alla struttura
di cura esistente una torre di otto piani con
una piastra di collegamento. Il volume
conico con facciata trasparente e lamelle di
protezione solare nere si erge massivo
vicino alla torre dell’hotel più elevata di un
solo piano. La hall dell’hotel, il bar e gli spazi
seminario si collocano nel basamento della
torre di vetro. Ai piani superiori, intorno alla
superficie centrale di distribuzione si articolano le sei camere disposte in senso circolare. La pianta a segmento di cerchio amplia
la facciata di vetro, da cui spazia la vista
sulla vallata dell’Inn. Nella torre di Welzenbacher, le piccole camere esistenti sono
state convertite in quattro stanze con bagno
dal design contemporaneo e colori luminosi.
La facciata, la scala, i balconi e la terrazza
di copertura sono state completamente ricostruite.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie totale a piano:
Costo totale opera:
A Nuova costruzione
B Edificio di Welzenbacher
C Spa
Pianta camera, scala 1:200
Sezione · Piante, scala 1:1000
1
2
3
4
Hall hotel
Aula seminari
Bar
Sala colazioni
59
15–12 mq
92–164 ™
2518 mq
4300 mq
8,52 milioni ™
Come in diverse località termali dell’Europa
dell’est, anche i bagni di Podčtrtek sembrano essere stati toccati dal boom del turismo
termale. Nel marzo 2006, è stato inaugurato
“Sotelia”. Ai piedi di una collina, il nuovo volume progettato dai due giovani architetti
Dean Lah e Milan Tomic con hotel congressi
e wellness include l’esistente complesso termale e residenziale “Olimpia”. L’integrazione
del possente volume avviene articolando
l’hotel in due distinti tratti. La relazione con
l’intorno si delinea sulla base del profilo
mosso delle coperture. Le 150 stanze sono
disposte in due file connesse tramite spazi
comuni: al piano terra, il foyer, i ristoranti e le
sale congressi, al piano primo, il bar, i negozi, la spa e le terrazze pavimentate in legno.
Le ampie vetrate aprono il foyer e il ristorante verso il paesaggio, mentre le camere sono rivestite esternamente in pannelli di laminato rosso intenso. La scansione verticale
dei listelli di legno conferisce un ritmo alla
facciata, crea una sorta di diaframma visivo
sulle logge delle camere e, insieme alla copertura verde, richiama i tronchi degli alberi
integrando visivamente il volume nello sfondo boschivo. Gli architetti hanno curato anche l’allestimento d’interni e l’arredamento
delle camere.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie totale:
Costo totale opera:
Pianta camera, scala 1:200
Sezioni · Piante, scala 1:1000
1 Reception e foyer
2 Centro congressi
3 Ristorante
4 Terrazza
5 Cucina
6 Shop
7 Caffé
8 Lobby/Bar
9 Wellness
135
29–47 mq
99–359 ™
4990 mq
13300 mq
12 milioni ™
∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano
Traduzioni in italiano
6
Dibattiti
Pagina 194
Hotel a torre, Manchester
Simbolo dello sviluppo dell’ex città industriale, l’hotel si impone lungo l’asse viario principale. Terminato nel 2006 con i suoi 169 metri
di altezza, non è solo l’edificio più alto della
città ma è anche l’hotel a torre più elevato
d’Europa. Fino al 24esimo piano, l’edificio è
occupato dalle 279 camere dell’Hotel Hillton,
mentre ai piani superiori si distribuiscono 219
appartamenti di proprietà. Il corpo di fabbrica
si erge snello a fianco del volume parallelepipedo di tre piani dove trovano posto le aree
di servizio: ristorante, centro conferenza e sala eventi. I due volumi sono collegati da
un’area di ingresso comune che si apre verso
una lobby, un ristorante e un caffè, L’area fitness e la spa si trovano nel basamento dell’hotel. Le camere degli ospiti, arredate in toni
pacati, godono di una vista spettacolare attraverso le ampie vetrate. Lo “Sky bar” occupa l’intero piano 23 e 24 e crea una cesura
tra residenza e ricettività alberghiera; sul lato
nord, il bar e i soprastanti livelli aggettano di
quattro metri rispetto al profilo dell’edificio. Il
lato sud della parte residenziale gode di aerazione naturale e di una doppia facciata
concepita come zona di cuscinetto termico.
Numero delle camere:
Dimensione delle camere:
Prezzo della camera:
Dimensione del terreno:
Superficie totale:
Costo totale opera:
279
27,10–29,50 mq
165–289 ™
4679 mq
27900 mq
96,8 milioni ™
Planimetria generale, scala 1:2000
Sezioni · Piante, scala 1:1000
Pianta camera, scala 1:200
Piante, scala 1:1000
1 Ingresso/Lobby
2 Ristorante
3 Area conferenze
4 Atrio
5 Foyer
6 Vuoto
7 Area fittness
8 Piscina
9 Sky bar
Pagina 200
Pergola Hotel, Algund
Matteo Thun, Milano
Collocato in mezzo ad estese piantagioni di
meli e vigneti nella località altoatesina di Algund, il Residence La Pergola riprende nell’architettura il motivo della “pergola con vite” riportandolo quasi alla lettera per
integrare in modo armonioso l’architettura
nel paesaggio. Il committente desiderava un
hotel in cui potesse “vivere” lui stesso. L’intensa collaborazione con l’architetto Matteo
Thun ha generato il progetto di una struttura
privata che ricorda un hotel. Come nel Vigilius Mountain Resort, a pochi chilometri di
distanza, l’architetto introduce materiali naturali con superfici grezze non lavorate. Internamente e esternamente è costante l’uso
del larice, sia per la reinterpretazione moderna dei mobili altoatesini, che per le tavole
del pavimento e per il rivestimento impregnato della facciata. La pietra naturale di
Galizia, il cuoio e l’acciaio inossidabile conferiscono un carattere di unicità ai bagni. Il
progetto emana un senso di simbiosi tra design e architettura.
“Goethe dice, le cose si toccano con gli occhi e si vedono con le dita”
Matteo Thun su design e architettura
Detail: Quale influsso esercita sulla sua architettura la formazione da designer che Lei ha ricevuto?
Matteo Thun: Penso che non abbia avuto un
influsso particolare sull’architettura. Molti
studi di architettura in Italia lavorano esattamente come noi. In Italia, prevale l’esistente
sul volume di nuova costruzione. Durante gli
anni 50, infatti, molti architetti non avevano
lavoro e di conseguenza ci si è dedicati all’architettura d’interni e al design. Ettore Sottsass, che in passato è stato maestro e partner, Vico Magistretti, Achille Castiglioni e
Marco Zanuso ci hanno insegnato che architetti e architetti d’interni, grafici, designer di
luce e progettisti devono progettare insieme
sin dall’inizio, non in successione ma contemporaneamente. Il nostro compito di architetti consiste nel trovare un linguaggio
che consenta a tutti gli attori di partecipare
al processo. Gli architetti della mia generazione derivano da un vuoto formativo. Ho
terminato i miei studi in tre anni. In un periodo così breve è impossibile riuscire a con-
trollare le sfaccettature di una disciplina.
D’altro canto, però, la situazione ci ha imposto una formazione pragmatica. Cosa che
ha costituito un grande vantaggio a nostro
favore. Rem Koolhaas è arrivato all’architettura passando dal giornalismo e dal film. In
tutti i suoi progetti si riconosce che svolge
una vera e propria regia d’immagini.
Detail: Al contrario non si può dire che costruite design. Forse solo l’hotel a Davos è più di
altre opere un simbolo del design.
Matteo Thun: Non penso, quando sarà terminato, si accorgerà che abbiamo progettato
con lo spirito dell’architettura walser un edificio minimale. Il lusso sta nella semplificazione. La motivazione della forma ovale della
struttura in legno si basa su questioni legate
alle norme dei regolamenti edilizi. La disposizione spaziale interna non consentiva di rispettare l’altezza di gronda con un edificio ortogonale e siamo di conseguenza approdati
ad una forma che deriva dalle circostanze.
Detail: Come si è modificata la sua opinione
circa i requisiti di un hotel?
Matteo Thun: Oggi esiste una diversa percezione della qualità che si ricerca in un luogo
molto diverso da casa propria. A casa l’ambiente è accogliente, in casa ho tutto quello
a cui sono abituato. Quando viaggio, mi
aspetto qualcosa di diverso e allora scopro
che un doccione a soffitto con luce integrata
mi trasmette altre sensazioni rispetto ad un
doccione a parete in un bagno stretto. Nella
maggior parte dei casi l’aspirazione dei servizi viene collocata nel soffitto sopra il wc;
nei nostri hotel collochiamo l’aspirazione direttamente nella toilette per evitare la diffusione dell’aria nell’ambiente. Per l’ospite è
un’esperienza straordinaria: si siede sul wc
e non percepisce alcun odore. Per questo
siamo riusciti ad evitare le porte e ad orientare le celle umide dei bagni verso l’area
notte o ad integrarla nell’area di soggiorno.
Detail: A Milano, è stato recentemente inaugurato il Nhow Hotel caratterizzato da sale espositive integrate.
Matteo Thun: Non ci sono solo mostre temporanee, l’intero hotel è uno showroom. La
scorsa settimana abbiamo cambiato tutte le
sedie delle aree aperte al pubblico. Se visitasse oggi l’hotel si stupirebbe del fatto che
sembra molto diverso. Può vedere una sedia
che le piace e acquistarla. Tra un paio di
settimane i mobili cambieranno ancora.
Chiamiamo questo concetto “Fluid-Design”
per definire gli spazi delle camere costantemente in fieri.
Detail:Secondo lei, dove sta la differenza fra
catene alberghiere e hotel privati?
Matteo Thun: La grande differenza sta nel
fatto che le catene alberghiere hanno il vantaggio di possedere un reddito stabile ma si
perde qualità nella ripetizione continua di un
corporate-standard sempre uguale. In altri
7
Traduzioni in italiano
Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂
termini, si riducono le possibilità di catturare
lo spirito del luogo. Spesso mi viene chiesto
se sono minimalista, ma è esattamente il
contrario! Non si può semplicemente ridurre
ogni cosa al nulla. Solo pareti bianche. Più si
riduce più si ha bisogno di emozione. L’architettura vive di contrasti, di giochi, colore,
vita. L’architettura deve divertire. A mio avviso, solo John Pawson riesce veramente a
dominare il concetto di minimale. John Pawson fa poesia.
le. L’inclinazione del terreno e il motivo della
pergola trentina ci hanno portato a concepire un edificio a terrazzamenti. La Commissione per la Tutela Ambientale ha valutato in
modo molto positivo il progetto dal momento
che l’edificio svanirà quando cresceranno le
viti. Rimane a vista solo l’edificio di testata,
citazione architettonica di una piccola fattoria preesistente. L’edificio versava in grave
stato di degrado e di conseguenza non è
stato possibile conservarlo.
Detail: Nella costruzione di un hotel si occupa
dalla facciata fino alle posate. Assumerà un
giorno anche il ruolo di committente?
Matteo Thun: In effetti, abbiamo in progetto
qualcosa di simile, ma per ora non posso dire nulla di preciso, la cosa non è ancora stata completamente sviluppata. Si desidera
creare una catena di hotel italiani nel mondo
in collaborazione con un’azienda alberghiera che lavora nel settore dell’hotelleria di lusso da 30 anni.
Detail: La pergola dell’hotel è un elemento sostenibile?
Matteo Thun: Sostenibilità è un concetto globale che significa anche attualità estetica e
funzionale dello stile. Sostenibilità significa
ridurre il fabbisogno energetico e di acqua,
integrare fonti di energia rinnovabile e coprire il fabbisogno rimanente con sistemi efficienti. Prediligo materiali naturali non trattati
in quanto suscitano una sensazione materica nell’uomo. L’esperienza modifica la relazione tra uomo e ambiente. Il Pergola Hotel
è un progetto low budget. La cantina e le
fondamenta sono strutture in calcestruzzo
mentre il resto è stato realizzato con tecnologia mista semplice e a basso costo.
Detail: Si interessa solo di strutture di categoria superiore.
Matteo Thun: No, solo limitatamente. Abbiamo avuto idee molto interessanti per quanto
concerne le categorie a basso costo. Posso
solo dire che si tratta di un progetto in area
periferica. Il nostro motto è “Zerostar”.
Detail: Secondo lei, la separazione che spesso
c’è negli hotel fra architettura e allestimento
d’interni potrebbe creare una frattura?
Matteo Thun: La distinzione fra architettura e
allestimento d’interni avviene sempre a discapito della qualità. Il nostro obbiettivo è
sfruttare molto di più le sinergie per raggiungere la qualità e naturalmente anche una
rendita soddisfacente.
Detail: Qual’era la prima idea di progetto del
Pergola Hotel?
Matteo Thun: La prima idea fu di dissuadere
il committente dal progetto. Sopra l’hotel, ai
margini dell’area boscata si snoda un sentiero che risale a duecento anni fa percorso
da innumerevoli turisti e da persone del luogo. In altri termini, dal sentiero si vede qualsiasi manufatto costruito sia guardando verso l’alto che verso il basso. E’ diverso
costruire “nella natura” oppure “con la natura”. Considero sempre il Genius Loci di un
luogo. In questo caso, prendere in considerazione il Genius Loci significava che la collina del vigneto era più importante di tutto il
resto. Nessuna architettura può essere confrontata alla geometria, alla luce e alle ombre, al ritmo dei filari di uva. C’era un progetto precedente con un’altezza di gronda di
21 metri: la realizzazione avrebbe devastato
il sito. La presenza di una pendenza del terreno ci diede l’idea di adattare il principio
della “pergola”. Il tutore per l’allevamento
della vite è composto di un palo verticale di
legno detto “pergola”, da un palo disposto
inclinato e da un palo per la crescita latera-
Detail: Attualmente, state ristrutturando due
suites all’ultimo piano dell’hotel. Avete pensato ad una connotazione diversa rispetto all’esistente?
Matteo Thun: Ristrutturiamo per differenziarle. Abbiamo rivestito l’intera suite, dai pavimenti, alle pareti, fino al soffitto con rovere
scuro, moderna interpretazione della stube.
In Altoadige, una stube rurale nel corso dei
secoli diventa scura per l’uso. Anche il concetto spaziale è diverso. Non abbiamo sedie, ci si siede intorno ad uno spazio libero
con i piedi in un vano più basso del pavimento. Ci si siede quasi per terra e si osserva il paesaggio.
Detail: Nella sua architettura i materiali e la
matericità hanno un ruolo importantissimo. Le
sue architetture non sembrano invecchiare.
Matteo Thun: Goethe dice che le cose si toccano con gli occhi e si vedono con le dita. In
altri termini, alla base della nostra architettura
c’è la matericità delle superfici, non la loro essenza. In linea di massima non lavoriamo utilizzando vernici. Le superfici di legno vengono prima spazzolate con spazzola d’acciaio e
successivamente con una spazzola più morbida per lo più in plastica e successivamente
trattate con diversi oli e cere.
Pagina 206
“L’obbiettivo non era realizzare una tipica
struttura ricettiva...”
Josef Innerhofer, committente
Arrivando ad Algrund in Alto Adige, il visitatore scorge il residence La Pergola dalla vallata sottostante e inizia a capire il significato
del nome. La struttura in legno si integra
perfettamente nei vigneti a terrazzamento ed
è una citazione formale quasi letterale dei
tutori lignei delle vigne. Dodici camere di
ampie dimensioni si aprono su estesi terrazzamenti con finestre panoramiche di larghezza identica alla camera senza soluzione
di continuità con il paesaggio.
Dal commercio di materiale elettrico al settore
alberghiero
Il committente è proprietario di un ingrosso
di materiale elettrico e non è un albergatore
tipico. In Alto Adige, c’è la convinzione che
si possa investire in strutture turistiche nonostante la presenza di numerosi hotel, al punto da dover lottare per sopravvivere. Nel
2001 indisse un concorso su inviti, coinvolgendo 5 studi di architettura. I progetti furono esaminati da una giuria composta da un
architetto, due gastronomi e uno strutturista,
ma dopo settimane di riflessione il committente espresse insoddisfazione. Decise di
ingaggiare un architetto di fama. “Non passò
molto tempo, e mi decisi per Matteo Thun –
dice Josef Innerhofer. L’ architetto fu abbastanza sorpreso dalle condizioni insolite imposte dal committente: l’edificio doveva
assomigliare il meno possibile ad una tipica
struttura alberghiera, evitando ad esempio
poco attraenti corridoi di collegamento; gli
appartamenti dovevano avere un proprio ingresso direttamente dall’esterno. Per assicurare un certo grado di privacy, la proprietà
doveva essere accessibile da quattro ingressi principali. Il concetto avrebbe permesso, tra l’altro, la possibilità di convertire il
complesso in unità abitative private. In una
area di 2800 mq il progetto ha previsto la
realizzazione di 12 appartamenti di 60 mq,
uno di 110 mq ed uno di 90 mq, ognuno con
terrazzo di 40 mq. Il complesso è completato da una sala per la colazione, mentre non
prevede una lobby e un ristorante. Gli ospiti
possono, comunque, rilassarsi in una piccola spa con piscina e sauna.
Perossido di idrogeno per la facciata
Durante la prima fase di progetto, il committente non ha imposto alcuna limitazioni né
circa la forma dell’edificio, né riguardo la
scelta dei materiali e degli arredi. Nelle
fasi successive architetto, committente e
artigiani hanno lavorato in stretta collaborazione.
Il committente era responsabile delle opere
in cantiere in quanto residente in prossimità
del cantiere e gli artigiani hanno redatto gli
esecutivi sulla base della progettazione particolareggiata di Matteo Thun.
In analogia con le pergole del vigneto, l’ intero edificio è stato realizzato in larice autoctono. Dalla facciata fino agli arredi, la
scelta del materiale è stata coerente. L’uniformità delle superfici lignee non è una coincidenza. Il legname è stato tagliato in dicembre e stagionato per un anno. Gli elementi di
legno esterni sono stati trattati con perossido
di idrogeno e poi impregnati. Il perossido di
∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano
idrogeno estrae i pigmenti dal legno evitando che con il tempo se sottoposto ad intemperie si verifichino variazioni cromatiche non
uniformi. La realizzazione dei muri in pietra a
spacco ha richiesto un notevole impegno.
Reminiscenza della edilizia alpina locale, sono stati costruiti con un laborioso processo
di spacco a mano.
Servizio a richiesta
Gli arredi richiamano spesso i mobili tradizionali altoatesini interpretati nuovamente in
chiave moderna, evitando il kitsch dell’arredo
di montagna e l’ornamento. Il purismo dell’ambiente concilia la concentrazione sui
fronti completamente vetrati da cui godere la
natura circostante. Il legno domina la zona giorno e la zona notte conferendo armonia e tranquillità. L’uso di pietra arenaria della Galizia si abbina alla rubinetteria in acciaio
inossidabile e al cuoio. Dalla considerazione
del fatto che circa il 60% della clientela soggiorni per più di tre notti e che alcuni rimangano per due o più settimane nonostante i
prezzi relativamente elevati, è derivata l’idea
di allestire negli alloggi una minicucina. Mediamente l’hotel è occupato per l’80%. Servizi vari e colazione sono forniti secondo le necessità individuali. Nonostante il target
iniziale comprendesse pensionati con reddito medio e alto in grado di soggiornare per
diverse settimane, nella realtà, il cliente medio appartiene ad una fascia di età giovane
che sosta per periodi relativamente brevi.
Spesso, il Residence La Pergola ospita famiglie, sebbene non vengano forniti letti aggiuntivi per bambini. 4 delle 12 stanze hanno
2 stanze da letto con ingressi separati. “I
bambini e i giovani dimostrano di gradire in
modo particolare le camere con ingresso separato per la sensazione di libertà. Hanno il
proprio spazio con accesso separato e una
propria vasca. Possono ritornare dalla discoteca alle 4 del mattino senza disturbare i propri genitori.” Al contrario delle aspettative iniziali, gli appartamenti con stanze separate
sono molto più richiesti che non le unità più
piccole. “Se costruissi oggi un nuovo hotel,
vorrei realizzare unità più grandi con piante
più flessibili e probabilmente includerei anche un ristorante”. Negli ultimi anni, il pubblico è cambiato notevolmente rispetto a dieci
anni fa. Nel 2007 si prevede di allestire al
piano superiore due suite di lusso che il
committente ha chiesto di 110 e 90 mq.
Stelle: meglio poche.
Nonostante le finiture esclusive e le ampie
dimensioni delle suite, l’hotel non possiede
stelle. “Gli ospiti sono più soddisfatti –sostiene il committente- se vengono sorpresi in
modo positivo da un hotel che ha meno stelle rispetto a quando scelgono un hotel a
quattro o cinque stelle dove si recano con
aspettative troppo elevate”. Per questa ragione, il proprietario ha rifiutato una delle
stelle attribuita all’hotel che gli avrebbe permesso un risparmio fiscale.
Traduzioni in italiano
Gli ospiti del Residence La Pergola vengono
in Alto Adige in cerca di serenità. Vogliono
godersi il panorama ed evitare lo stress degli hotel tradizionali. Queste considerazioni
sono state alla base del concetto spaziale
che è molto diverso da quello scatolare del
classico hotel di design. L’architettura doveva essere veicolo di relax, calore e natura. Il
concetto trova riscontro nel modo con cui la
struttura di legno si integra nell’intorno e gli
spazi interni trovano fluida continuità nel
paesaggio. Le terrazze più ampie con pergole rivestite di piante rampicanti creano
un’intensa relazione con i vigneti. La pianta
aperta delle suite e le vetrate scorrevoli permettono una ampia vista sulla vallata. L’impiego esteso del larice oltre ad uniformare le
superfici, contribuisce a facilitare la transizione tra interno ed esterno. Il pavimento in
legno spazzolato e trattato con olio bianco
posato negli appartamenti prosegue in piano e senza soglia verso l’esterno. La tonalità
bianco latte delle pareti e del soffitto, il legno
chiaro dei pavimenti, il rivestimento delle pareti e la pietra beige nei bagni determinano
un fondo neutro per la combinazione delle
tonalità calde del rosso, impiegate nei mobili
e nei tessuti d’arredo.
Si predilige l’illuminazione indiretta con corpi
illuminanti progettati appositamente per l’hotel, integrati nei mobili a muro e nel soffitto.
Lampade da tavolo e a stelo creano supplementari fonti di luce calda. In questo ambiente moderno e minimalista il legame con
l’Alto Adige è garantito dalle sedie e dai tavoli tradizionali. Sia i 12 appartamenti che la
sala per la colazione seguono il medesimo
concetto spaziale con lievi variazioni cromatiche. Nella spa, invece, gli elementi dominanti sono pietra e acqua, i muri sono dipinti
con diversi colori che, riflessi nella piscina
accendono un affascinante gioco cromatico.
Le superfici grezze del legno e della pietra
sono in contrasto con le superfici morbide
del vetro e dell’acqua che riflettono il blu del
cielo.
Sezione e piante, scala 1:750
1 Appartamento, camera singola
2 Spa con piscina e sauna
3 Area relax
4 Garage
5 Lavanderia
6 Ripostiglio
7 Appartamento, due camere
8 Reception
9 Sala colazioni
10 Appartamento, in costruzione
3
4
5
6
8
Bagno/WC
Scaldavivande
Area pranzo e soggiorno
Terrazza
Appartamento, pianta e sezioni, scala 1:20
1 Ingresso/Guardaroba
2 Scaldavivande
3 Bagno/WC
4 Area pranzo e soggiorno
5 Area notte
6 Terrazza
Ripiano lavabo, panca e parete scorrevole, sezione
verticale, scala 1:20
1 Specchio per illuminazione indiretta, legno squadrato 100/60 mm
2 Pietra arenaria di Galizia, impregnata 30 mm
3 Pannello di particelle 20 mm impiallacciato in larice 20 mm, spazzolato, trattato con olio bianco,
maniglia in acciaio inossidabile
4 Struttura a montanti per cartongesso, 12,5+12,5,
montante 60 mm
5 Rivestimento in tessuto, schiuma espansa 20 mm,
pannello 20 mm
6 Porta scorrevole con binario in alluminio, pannello
composto di elementi a lamella 40 mm
Sezione verticale e orizzontale, scala 1:20
1 Inverdimento estensivo 150 mm, telo filtrante,
ghiaia 100 mm, pellicola PE, telo filtrante, pellicola
in PVC armato, isolante in pendenza 1,5 % minimo
60 mm, telo filtrante, pellicola PE, c.a. 200 mm, intonaco 15 mm
2 Rivestimento in perline di larice trattate con acqua
ossigenata, impregnate 60/30 mm, listello
60/30 mm, pellicola a poro aperto, listello
120/60 mm con isolante a schiuma rigida PU
120 mm, mattoni in laterizio ad elevata percentuale
di foratura 300 mm, intonaco 15 mm
3 Quarzite argento 30 mm, latex 3 mm, sottofondo
50 mm, pellicola PE, telo filtrante, pellicola PVC armata 1,5 mm, telo filtrante in pendenza 1,5 % minimo, 60 mm, telo filtrante, pellicola PE, c.a. 200 mm
4 Tavole di larice spazzolate 18 mm, flottanti, massetto radiante 50 mm, pannello PU rivestito con alluminio 25 mm; isolante fonoassorbente 8 mm, isolante termico in polistirolo estruso 50 mm,
calcestruzzo alleggerito 120–140 mm
5 Telaio in larice 70 mm; vetrata isolante in temprato
6 mm+intercapedine 16 mm+ temprato 6 mm
6 Telaio di larice 60/30 mm con pannello in tessuto
con intreccio in acciaio
7 Panca in legno bangkirai rigato 25/140 mm, legno
squadrato 25/50 mm, supporti in acciaio zincato a
fuoco
8 Larice 150/100, fune in acciaio inox
9 Larice 100/100 mm
Pagina 214
Loisium Hotel
Architetto Steven Holl
Pianta appartamento con due camere, scala 1:200
Numero appartamenti:
Numero delle suite:
Dimensione delle camere
Prezzo delle camere
Dimensione terreno
Superficie
Costo di costruzione
1
2
Ingresso
Area notte
12
2
60–110 mq
210–420 mq
2800 mq
2536 mq
5,2 milioni di Euro
Chi si aspetta un tipico design hotel, rimarrà
stupefatto dal Loisium, collocato ai margini
di una località ad un’ora d’auto da Vienna in
una zona ben conosciuta dagli estimatori di
9
Traduzioni in italiano
vini. Dal 2003, i committenti hanno messo a
punto un programma turistico che include
un percorso enologico attraverso le antiche
cantine e hanno organizzato un centro visitatori completo di vinoteca e spazi di vendita. Dall’autunno 2005 è in funzione anche
l’hotel. L’architettura e gli arredi di Steven
Holl sono ispirati ad un classicismo senza
tempo, l’edificio è testimone di un intenso
contrasto ottenuto teatralmente contrapponendo la perfezione dei particolari e la matericità delle superfici non lavorate. Passeggiando tra i filari di vite si percepisce
l’armonia del complesso, qui il visitatore può
facilmente stabilire una relazione estetica tra
gli elementi della composizione architettonica: la facciata porosa dell’hotel, lo spigoloso
volume del centro visitatori e la torre a cipolla del campanile della chiesa.
Pagina 216
La visione del committente
Gerhard Nidetzky
Tutto cominciò circa 15 anni fa, quando insieme a mia moglie acquistammo una casa
nel Langenlois con annessa cantina antica
di 900 anni. In società con il nostro vicino e
con un rinomato viticoltore, abbiamo riflettuto sulla possibilità di stimolare l’attività nella
cantina per evitare il fallimento. E’ nata l’idea
di rendere accessibile al pubblico il passaggio ipogeo e di utilizzare l’architettura moderna per definire un programma turistico in
grado di evidenziare la contrapposizione tra
il nuovo e la sostanza storica esistente (castelli e palazzi dell’Austria Inferiore). Con il
sistema delle cantine, gli spazi ipogei avrebbero dovuto essere presentati scenograficamente, mentre è sorta l’esigenza di realizzare un centro visitatori con accoglienza e
spazio vendita per i vini, oltre ad un hotel.
Oltre ad una ricerca di finanziamenti, si rese
necessaria la selezione un architetto di fama. Dietmar Steiner del centro di Architettura di Vienna (AZW) ci avrebbe aiutato organizzando un concorso; il caso volle che
presso l’AZW si svolgesse in quel periodo
una mostra di Steven Holl. Dalla stima per il
lavoro dell’architetto e il feeling di un incontro, ne è risultata una proposta d’incarico a
Steven Holl. Sarebbe dovuto diventare un
architetto di hotels.
La nostra competenza in materia di immobili,
dovuta alla nostra professione di commercialisti, ci ha convinti dell’importanza della
composizione di un team di figure professionali. La cosa non fu semplice. Abbiamo girato il mondo per due anni alla ricerca di un
designer adatto a creare la scenografia della cantina. Per il delicato tema dell’illuminazione del ristorante, l’architetto ha proposto
il designer di illuminazione Hervé Descottes,
di Parigi, che ha realizzato l’illuminazione
della maggior parte dei locali in voga di NY.
L’atmosfera doveva essere “cosy”; abbiamo
pensato, però, che per una valutazione visiva del vino bianco era richiesta un’atmosfera
Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂
di luce chiara e di conseguenza abbiamo
rielaborato una soluzione che trasmettesse
atmosfera ma che al contempo garantisse la
necessaria luminosità.
Nel settembre 2003 è stato inaugurato il
centro visitatori e nel novembre 2005 l’hotel.
Nel 2006 abbiamo ricevuto 85.000 visitatori.
Planimetria generale, scala 1:400
A Parcheggio
B Hotel
C Centro visitatori
D Ingresso alla cantina dei vini
E Cantina dei vini ipogea
Pagina 218
Un architectural hotel e non un design
hotel
Steven Holl, Christian Wassmann
Il nuovo centro vinicolo a margine della cittadina di Langenlois celebra la ricca eredità di
uno straordinario sistema sotterraneo di storiche cantine antiche di 900 anni. L’asse
nord-sud della rete sotterranea che include
passaggi di pietra, riflette l’asse delle soprastanti dimore barocche. Il progetto si compone di tre elementi: sotto terra lo storico sistema di cantine aperto al pubblico, nella
terra il centro visitatori, sopra terra il Loisium
Hotel. Il concetto è molto di più di un assunto intellettuale, tematizza la topografia territoriale relazionando l’architettura al paesaggio. La percezione si ha visitando tutti gli
spazi. Come per un vino di qualità, anche
per l’architettura è importante la texture, la
viscosità, la trasparenza e l’odore. Il percorso di un grappolo d’uva dalla terra al sole
echeggia nella connotazione diversificata
della luce: crepuscolare sotto le volte della
cantina, pacata nel centro visitatori, efficace
nell’hotel. La geometria del sistema di cantine viene trasformata in un astratto linguaggio di forme tridimensionali. Ogni elemento
formale viene messo in relazione con gli ambienti delle cantine ma al contempo, ogni
volume possiede proprie qualità spaziali.
L’hotel come organismo vivente.
La pianta quadrata dell’hotel di 53 metri di
lato giace in linea ai filari dei vigneti circostanti. La varietà di attività proposte e le tipologie di stanze offrono agli ospiti una
quantità di esperienze diversificate. Tramite
una tavolozza di colori delle terre e la scelta
di materiali naturali, l’architettura si armonizza con il paesaggio circostante realizzando
un’intensa contestualizzazione. Le funzioni
pubbliche sono disposte al piano terra con
scorci sul vigneto dalle ampie vetrate. La
scelta di diversificare colori per pareti e pavimenti in ogni ambiente varia anche l’atmosfera degli spazi della lobby (giallo senape),
bar (grigio legno), ristorante (rosso carminio), spa (giada). Ai due piani superiori sono
ubicate le 82 stanze, di atmosfera più riservata rispetto agli ambienti comuni. L’irregolarità distributiva dei pilastri e la loro variazione dimensionale richiama alla mente
l’immagine di una radura con alberi.
Gli arredi sono flessibili come l’uomo
Gli arredi sono stati disegnati valutando individualmente la collocazione con l’obbiettivo
di enfatizzare l’architettura. Il divano in posizione centrale della lobby si chiama “divano
introspettivo” in quanto consta di quattro elementi a libera composizione di seduta:
schiena-schiena o contrapposti. Sul divano
si legge, si aspetta, si beve un bicchiere di
vino. Per il ristorante, le camere e le altre
aree abbiamo lavorato in collaborazione con
la ditta Wittmann per la realizzazione della
“Loisium lumbar chair”.
Pagina 220
Architettura e vino: un mercato professionale richiede un concetto professionale
Progettare un hotel è un compito complesso.
All’inizio, ci sono scelte concettuali non direttamente relazionate con l’architettura che
assorbono completamente l’attenzione: come attrarre clienti, quale è il target clienti,
quante camere sono necessarie perché l’attività non diventi antieconomica, ecc. Dato
che tali questioni richiedono elevata professionalità, i committenti hanno richiesto l’intervento di un consulente per realizzare
un’analisi di mercato e preparare uno studio
di fattibilità, per definire con precisione il
prodotto finale e avvicinare il management
strategico alla gestione dell’hotel. Normalmente, la formulazione di un concetto segue
tre stadi: il piano di sviluppo del prodotto,
seguito dalla trasposizione e concretizzazione del concetto in forma architettonica, per
finire al coordinamento del concetto e dei
servizi da offrire insieme alla pianificazione
dell’organizzazione e della gestione. Nel
marketing, la sfida era di riuscire a combinare architettura con il vino per creare un concetto vendibile. In contrapposizione con il
programma standardizzato di catene di ricettività, si trattava di realizzare un concetto
su misura. L’obbiettivo era a rischio in quanto il luogo non era conosciuto come località
alberghiera. Un ulteriore obbiettivo era presentare Langenlois e il suo territorio. Si desiderava richiamare clientela internazionale.
Ma quale interesse avrebbe avuto un americano a venire a Langenlois?
In questo progetto, i tre livelli concettuali di
sviluppo, progettazione e pre-opening coincidevano tra di loro anche poiché Steven
Holl è un artista.
Più volte al mese abbiamo incontrato il team
di architetti, in tre occasioni abbiamo visitato
lo studio di Holl a New York e Steven Holl è
venuto in cantiere. La maggior parte delle
comunicazioni è avvenuta tramite e-mail. In
qualità di manager, nella fase iniziale di lavoro ho pensato di spingere il progetto in
una certa direzione, ma dopo qualche tempo, superata la diffidenza, mi sono reso conto che Holl aveva un proprio linguaggio progettuale che insieme ad una straordinaria
sensibilità determinava il processo decisionale. Invece di proporre soluzioni già speri-
∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano
mentate, sviluppava ogni dettaglio ex-novo.
Per il Wine & Spa Resort sono stati individuati due gruppi di ospiti: clienti privati durante i fine settimana e la stagione della vendemmia, e aziende che frequentano il centro
durante la settimana per conferenze o come
viaggio-premio. La comunicazione clienti era
rivolta sia ai clienti esteri sia a quelli nazionali. 12 cabine con trattamenti viso e corpo,
una sauna con tre aree tematiche, lo spazio
fitness e la piscina che continua all’esterno
sono alcune delle offerte dell’area benessere Aveda.
L’offerta gastronomica del ristorante “Vinyard” echeggia una interessante interpretazione di ricette e prodotti tipici locali a completamento della carta dei vini. La
gastronomia è rivolta in primo luogo agli
ospiti della struttura con 110 posti a sedere
e una massima capacità di 160. Lo stile è informale ma al contempo elegante.
I tavoli sono concepiti da Holl come quelli di
un bistrot.
Generalmente sono necessarie dalle 80 alle
100 camere perché un hotel sia considerato
economicamente interessante, anche se
questo dipende dai prezzi. Nella capitale, il
prezzo medio valutato in un anno (colazione
e IVA escluse) è di 180 ™. A Langenlois
scende a circa 100 ™ –120 ™. La dimensione ideale in termini di fatturato era di 100 camere, ma il progetto di Steven Holl non consentiva un numero così elevato di camere, in
quanto sarebbe incrementato anche l’investimento da 15 a 20 milioni di Euro e quindi
anche il fattore di rischio. Per compromesso
si scese a 82 camere: due suites junior, 40%
di camere standard e il 60% di camere di
qualità superiore per le dimensioni e la vista.
Ad un anno dall’apertura, è emersa la preferenza degli ospiti per le suites. Quattro anni
fa, la cosa non era prevedibile in una località
come Langenlois, ma oggi se mi trovassi
nuovamente a decidere, incrementerei il numero delle suites a 20.
Planimetria generale, scala 1:10000
Sezioni, piante, scala 1:750
1 Ingresso principale
2 Foyer hotel
3 Ufficio
4 Personale
5 Consegne
6 Bar
7 Lounge con camino
8 Cucina
9 Ristorante
10 Terrazza
11 Foyer seminari
12 Sala riunione
13 Conferenze
14 Ingresso spa
15 Cabina di trattamento
16 Fitness/Yoga
17 Sala relax
18 Biotopo
19 Piscina riscaldabile
20 Vuoto
21 Camera ospiti diversamente dotati
22 Junior suite
23 Fontana esterna
24 Impianti piscina
Traduzioni in italiano
25
26
27
28
29
30
31
32
Aerazione
Riscaldamento
Deposito
Lavanderia
Spogliatoio personale
Sauna
Bagno turco con aromaterapia
Lounge termale
Costi di costruzione lordi
Prezzo delle camere
Dimensione camere
Numero delle camere
Numero delle suites
Dimensione delle suites
Superficie totale
Ristorante
Bar
Lobby
Spa
Conferenze
11.040.000 ™
140–280 ™
28–50 mq
80
2
50 mq
7955 mq
210 mq
140 mq
180 mq
1000 mq
250 mq
Pagina 226
Una progettazione particolareggiata in
stile americano in Austria
Franz Sam, Irene Ott-Reinisch
Le competenze erano chiare sin dall’inizio:
Steven Holl doveva occuparsi del concetto,
il nostro ufficio era, invece, responsabile dell’ottemperanza ai regolamenti edilizi, dell’approfondimento tecnico del progetto, dei particolari costruttivi e dei costi. Il fuso orario
implicava una giornata lavorativa prolungata. Al mattino tenevamo riunioni con il committente e le aziende incaricate; dalle 15.30
quando l’ufficio americano iniziava a lavorare, fino a tarda notte arrivavano telefonate e
e-mail.
Nel 2002 si sono aperti i lavori per la costruzione del centro visitatori, nel marzo 2003 è
nata l’idea di realizzare un hotel.
Se inizialmente l’edificio disponeva di parziale interrato, in seguito l’ampliamento dell’area benessere da 650 a 1000 mq, richiese
l’inserimento di un livello intermedio e
l’estensione all’intera pianta dell’interrato.
Nonostante la differente larghezza delle camere, per questione di budget era indispensabile standardizzare gli elementi impiegati
per la realizzazione. Per l’armadio a muro
delle camere, ad esempio, l’architetto Steven Holl in collaborazione con Christian
Wassmann ha realizzato un elemento composto di quattro parti prefabbricate identiche
in ogni camera ma adattabili. Per ottimizzare
i costi, il lavoro è stato ripartito fra due artigiani. L’architetto, invece di presentare protocolli, dava l’approvazione ad esempio della qualità del calcestruzzo a vista,
direttamente in cantiere.
Dato che i setti delle camere non poggiano
direttamente sui pilastri del piano terra, è
stato realizzato un solaio di 50 cm di spessore ridotto a 16 sul perimetro a vista. In origine, il numero dei pilastri entro cui dovevano essere ubicate le reti di distribuzione
delle camere era inferiore. Successivamente, si è resa necessaria la realizzazione di 50
pilastri compresi fra 35 e 140 cm di diametro. Riprodurre la medesima tonalità per pilastri, pareti e pavimenti del piano terra e rea-
∂ - Inserto in italiano
Zeitschrift für Architektur
Rivista di Architettura
47° Serie 2007 · 3 Concept Hotels
L’Impressum completo contenete i recapiti per
la distribuzione, gli abbonamenti e le inserzioni
pubblicitarie è contenuto nella rivista principale a
pag. 297
Redazione Inserto in italiano:
Frank Kaltenbach
George Frazzica
Rossella Mombelli
Monica Rossi
e-mail: [email protected]
telefono: 0049/(0)89/381620-0
Traduzioni:
Rossella Mombelli
Partner italiano e commerciale:
Reed Businness Information
V.le G. Richard 1/a
20143 Milano, Italia
[email protected]
[email protected]
Fonti delle illustrazioni:
pag. 2: Yael Pincus, Tel Aviv
pag. 3 sinistra: Simon Tegala, London
pag. 3 centro: Santi Caleca, Milano
pag. 3 destra: Piero Angelo Mollica, Torino
pag. 4: Frank Kaltenbach, Monaco di Baviera
pag. 6: Peter Cook/view/artur/Essen
pag. 7: Rob t‘Hart, Rotterdam
pag. 8 destra: Makoto Yamamori, Tokio
pag. 9 sinistra: www.designhotels.com
pag. 9 centro: Eduard Hueber, New York
pag. 9 destra: Rafael Vargas, Barcelona
pag. 10 sinistra: Gerhard Watzek, Hall in Tirol
pag. 10 centro: Miran Kambic. SLO–Radpovljica
pag. 11: Robert Fleischanderl, Innsbruck
pag. 13: Frank Kaltenbach, Monaco di Baviera
Piano editoriale anno 2007:
∂ 2007
1/2 Costruire con il Vetro
∂ 2007
3
Detail Concept: Hotels
∂ 2007
4
Edifici a basso costo
∂ 2007
5
Edifici massivi
∂ 2007
6
Architettura energeticamente efficiente
∂ 2007
7/8 Costruire con l’Acciaio
∂ 2007
9
∂ 2007
10
Materiali traslucenti
∂ 2007
11
Ristrutturazioni
∂ 2007
12
Detail Digitale
Detail Concept:Edifici alti
10
11
Traduzioni in italiano
lizzare senza soluzione di continuità il
raccordo privo di fuga tra pilastro e pavimento si sono rivelati compiti di particolare
complessità.
Il contrasto tra sfumature cromatiche delle
terre al piano primo e i colori saturi rosso,
giallo, verde del sistema composito isolante
ha suscitato perplessità tra chi non sapeva
che il volume avrebbe ricevuto un involucro
in rete. L’architetto propose una rete di alluminio spessa 0,7 mm sviluppata per un allestimento realizzato a Vicenza nel 2002. Dato
che però il materiale non si prestava né al
fissaggio né al rivestimento in quanto troppo
sottile, si decise per una lamiera spessa 5
mm realizzata con una soluzione tecnica di
taglio CNC proposta dal fabbro Retter di
Langenlois.
La facciata e i pavimenti delle camere sono
in essenza lignea scura.
Sezione facciata nord, scala 1:20
1 Lucernario: vetrata in temprato di sicurezza 8+intercapedine 16+stratificato di sicurezza 10 mm
2 Facciata alluminio-legno, parapetto in vetro G30
3 Rete in alluminio fresata 4 mm, luce apertura
44 mm
4 Sistema di isolamento termico 120 mm
5 Parquet di rovere oliato 15 mm, sottofondo
60 mm, pellicola in PE, isolante 25 mm, riempimento 25 mm, c.a. 500 mm
6 Moquette antracite
7 Profilo in alluminio 50 mm
8 Montante facciata in profilo di acciaio T
140/60 mm
9 Cartongesso traforato 15 mm, isolamento acustico
10 Sottofondo con spolvero di pigmento 70 mm; riscaldamento a pavimento 20 mm, pellicola PE,
isolante 30 mm, riempimento 30 mm, c.a. 240 mm
Sezione facciata est, scala 1:20
1 Rete in alluminio fresata 4 mm
2 Sistema di isolamento termico composito 80–
120 mm
3 Vetrata temprata di sicurezza sabbiata 10 mm
4 Parapetto in stratificato di sicurezza composto di
due temprati 8 mm
5 Profilo in acciaio zincato T 90/90 mm
6 Reticolo in legno della loggia oliato 25/150 mm
7 Facciata in alluminio legno
8 Armadio a muro, porte in frassino impiallacciato
bianco 15 mm
9 Profilo in alluminio 50 mm
10 Montante facciata in profilo di acciaio T 90/60 mm
11 Cabina di trattamento spa: parquet incollato
15 mm, massetto radiante 50 mm, pellicola PE,
isolante 25 mm, c.a. 200 mm, lana minerale
40 mm, cartongesso traforato 15 mm
12 Fitness e spa: piastrelle posate con letto sottile,
impermeabilizzazione 3 mm, sottofondo 60 mm,
massetto radiante 20 mm, isolante 30 mm, riempimento 31 mm, c.a. 240 mm
13 Illuminazione corridoio verde/giallo/rosso
14 Parete divisoria bagno: porta scorrevole in vetro
temprato 8 mm
15 Telaio della porta e porta WC
Tipi di camere, scala 1:200
Nessuna delle camere ha le medesime dimensioni
1a Tipo A, facciata Nord: bagno interno con finestra
a taglio
1b Tipo A con loggia, orientamento verso il cortile interno o con vista sulla campagna
2a Tipo B: bagno con parete in vetro e porta scorrevole in vetro
2b Tipo B: bagno esterno con finestra verso loggia
3 Corridoio con porte in nicchia
Nuovo inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 3 ∂
Edition ∂
∂ 2007 ¥ 3 Nuovo inserto ampliato in italiano
Traduzioni in italiano
12
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3
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