Documento di ripianificazione anno 2016
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Documento di ripianificazione anno 2016
PIANO DI ZONA DELL’ULSS N. 2 DI FELTRE 2011-2015 Proroga anno 2016 Documento di Ripianificazione anno 2016 Approvato dalla Conferenza dei Sindaci con delibera n. 139 del 23.05.2016 Recepito dall’A. Ulss n. 2 con deliberazione n. 400 del 10.06.2016 INDICE INDICAZIONI METODOLOGICHE Pag. 3 SEZ. 1 LA RIPROGRAMMAZIONE 2016 Pag. 6 SEZ. 2 IL QUADRO DELLE RISORSE ECONOMICHE Pag. 8 SEZ. 3 LA RIPIANIFICAZIONE PER SINGOLA AREA DI INTERVENTO Pag. 9 1 Famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizione di disagio e giovani Pag. 9 2 Persone anziane Pag. 19 3 Disabilità Pag. 29 4 Dipendenze Pag. 37 5 Salute Mentale Pag. 42 6 Marginalità e inclusione sociale e Immigrazione Pag. 48 7 Strutture di ricovero intermedie Pag. 54 SEZ. 4 ALLEGATI Pag. 56 2 INDICAZIONI METODOLOGICHE Le linee guida regionali per la formulazione dei Piani di zona, approvate con DGR 157/10, hanno dato avvio a una nuova visione programmatoria, che mira a integrare la programmazione di lungo periodo con quella di breve tempo. Se da un lato, infatti, è stato allungato il ciclo di vita del Piano a cinque anni, dall'altro vi è maggiore dinamicità su base annuale attraverso momenti di monitoraggio, valutazione e di ripianificazione degli interventi. In particolare, è previsto l’aggiornamento annuale delle azioni di intervento e dell'allocazione delle risorse economiche che ne sostengono l'attivazione, il mantenimento, il potenziamento o la riconversione. Con DGR 1841 del 09 dicembre 2015, la Regione del Veneto ha prorogato la validità dei piani di zona dei servizi sociosanitari dei territori delle Aziende Ulss del Veneto al 31 dicembre 2016, scelta determinata dalla riorganizzazione interna all’Amministrazione Regionale del Veneto e da disposizioni normative statali, destinate a ridisegnare i confini e le competenze delle amministrazioni locali, anche in ambito socio-sanitario. Pur tenendo conto delle disposizioni normative che parlano di proroga, è stato scelto di seguire il percorso attivato con la già citata DGR 157/10, sviluppando il presente documento di ripianificazione. Esso è il frutto di un percorso di confronto attuato nel territorio dell'A. Ulss n. 2 di Feltre, coinvolgendo tutti i soggetti della comunità locale che a vario titolo sono intervenuti nella programmazione, nel finanziamento e nella realizzazione degli interventi a carattere sociale, sociosanitario e sanitario qui riassunti. Coerentemente con le indicazioni normative per la costruzione del documento di ripianificazione emanate nel corso dell’ultimo quinquennio, gli incontri dei tavoli di lavoro e i lavori di programmazione in generale, si sono svolti con tempistiche tali da consentire di definire il documento entro il 30/04/2016, data che ha contrassegnato la scadenza regionale per l’invio negli ultimi 5 anni. In data 06 aprile, con nota prot. 133534, ad oggetto ‘Indicazione per la ri-pianificazione dei piani di zona per l’anno 2016’, sono pervenute le indicazioni regionali per lo sviluppo della documentazione. In merito alle richieste espresse, appare opportuno dare alcuni chiarimenti: - i contenuti delle tabelle 1/A, 1/B, 1/C, coerentemente con i documenti programmatori dell’ultimo quinquennio, sono trattati al termine di ciascuna area evidenziando i progetti innovativi e quelli di potenziamento/riconversione; - si è proceduto ad integrare il documento con le tabelle 2/A, 2/B, 2/C, 2/D. Le stesse sono state inviate direttamente agli enti gestori delle unità di offerta (UDO) 3 o degli insiemi complessi di prestazioni (ICP), chiedendone la restituzione una volta debitamente compilate. Non si è a conoscenza di servizi sperimentali peraltro non soggetti ad autorizzazione; - la programmazione di offerta residenziale e semiresidenziale per persone anziane (autosufficienti e non autosufficienti) e per persone con disabilità, viene esplicitata nelle due aree di riferimento (pag. 16 e pag. 26), anche attraverso tabelle riepilogative; - la definizione delle tabelle 3 e 4 è riportata alla sezione 2. E’ bene ricordare che originariamente l’elaborazione di tali matrici era effettuata a seguito dell’inserimento dati di previsione nella procedura web regionale e da questa stessa estrapolate. Non essendo possibile l’inserimento dei dati di previsione anno 2016 e l’estrazione delle tabelle 3 e 4, l’elaborazione dei dati è stata calcolata con l’approssimazione legata all’utilizzo di un semplice file excel. Viene meno, pertanto, la confrontabilità con le matrici degli anni precedenti. I limiti nell’elaborazione dei dati sono legati, in particolar modo, alla definizione delle fonti di finanziamento alle voci ‘Regione’ e ‘Comune’ e alla definizione delle risorse previste alla voce ‘Accesso’ e ‘Sostegno economico’; - si procederà all’invio dei dati di previsione anno 2016 su un file di supporto alternativo creato appositamente per rispondere al debito informativo in assenza di procedura web regionale. Si ricorda, infatti, che lo strumento utilizzato per la raccolta dei dati di monitoraggio e di previsione in uso presso questa Azienda è rappresentato dalle schede in formato excel concordate a suo tempo con l’Università Ca’ Foscari (soggetto di riferimento per la formulazione del piano di zona e della documentazione di monitoraggio e di previsione di spesa e utenza nei primi anni di avvio del Piano di Zona), che sono depositate presso l’Ufficio di Piano e che sono state debitamente raccolte e compilate per singole Unità di Offerta, Insiemi Complessi di Prestazioni e progetti, in collaborazione con i soggetti gestori degli stessi che le hanno compilate. Il file inviato ne rappresenta un sunto secondo le voci contenute nelle tabelle 3 e 4; - si elencano di seguito i principali provvedimenti regionali relativi all’anno 2015 (e per alcune azioni anno 2014) che hanno orientato la programmazione economica di alcune attività: ripartizione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza DGR 2017/15; Finanziamento SAD ADI DDR 169/14; Progetto Sollievo DGR 2677/14; Assegnazioni alle Ulss del Veneto – Servizi sociosanitari anno 2015 DDR 37/15; Riparto dei finanziamenti a sostegno degli interventi a tutela dei minori in situazione di disagio con progetti di affido familiare DDR 57/15; contributo a ristoro delle spese per il trasporto e il vitto delle persone con disabilità grave frequentanti i Centri Diurni DDR 62/15; Nuova programmazione e modalità di 4 determinazione delle rette tipo per i Centri Diurni per persone con disabilità DGR 740/15; Assegnazione alle Aziende Ulss di risorse in accentrata regionale DGR 739/15 e DDR 332/15; Prosecuzione del Progetto Regionale Interventi a favore della persona e della famiglia, sviluppo dei Consultori Familiari Pubblici DGR 2011/15; Prosecuzione della sperimentazione in materia di reti familiari DGR 2678/14 e DDR 15/15; Prevenzione e contrasto delle Mutilazioni Genitali Femminili DDR 245/14; Promozione benessere familiare attraverso conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro DGR 06/14; Finanziamento progettualità socio sanitarie in materia di dipendenze DDR 155/14; Lavori di pubblica utilità DGR 804/14 e DDR 318/14; Trasporto sociale DGR 1967/14. Le scelte strategiche operate in sede di programmazione quinquennale, l'individuazione dei bisogni, le priorità assegnate e le politiche proposte hanno trovato piena conferma per tutte le aree tematiche di intervento anche in sede di ripianificazione per l’anno 2016. Il confronto a respiro annuale, tuttavia, ha consentito di calibrare meglio le azioni previste (anche alla luce dell'andamento dell'anno 2015 e più in generale dell’intero quinquennio) e di dedicare maggiore attenzione a nuove progettualità emerse in itinere. Il risultato è un documento programmatorio che, pur confermando pienamente la pianificazione iniziale, ne affina alcuni dettagli e aggiunge alcune sfumature che rendono il quadro degli interventi territoriali maggiormente attuale. 5 Sezione 1 LA RIPROGRAMMAZIONE 2016 Il processo per l’elaborazione della documentazione di programmazione valevole per l’anno 2016, è stato avviato attraverso la convocazione dei tavoli di lavoro permanenti relativi a ciascuna area di bisogno (Famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizioni di disagio e giovani; Persone Anziane; Disabilità; Dipendenze; Salute mentale; Marginalità sociale, inclusione sociale e immigrazione). Gli incontri sono stati partecipati e i soggetti coinvolti si sono attivati in modo concertato, attraverso una forma assolutamente naturale, ormai propria del patrimonio di co-progettazione e di collaborazione, che contraddistingue la natura programmatoria del territorio feltrino. Quest’anno vi sono state diverse richieste di partecipazione ai tavoli di lavoro permanenti da parte di enti finora non coinvolti, segno di una certa vivacità e di sviluppo di nuovi pensieri nel campo del sociale e del socio-sanitario locale, in particolar modo nel settore cooperativistico e associazionistico. Segno anche dell’importanza raggiunta da questi momenti di confronto che diventano sempre più preziosi, perseguendo il fine di concertare le azioni mirando al sostegno delle fasce deboli della popolazione, ma anche quello di un impegno delle risorse che sia sempre più efficace, efficiente e improntato all’economicità. Nelle varie riunioni di area sono state presentate le indicazioni operative per la definizione del presente documento ed è stata delineata dai coordinatori la situazione dell’ambito oggetto di analisi, in termini di corrispondenza tra bisogni e sistema socio-assistenziale di risposta, evidenziando eventuali criticità e prospettando nuovi orientamenti progettuali. Il processo di confronto è stato accompagnato dalla contestuale richiesta rivolta a ciascun soggetto aderente al Piano, di definire la previsione per l’anno 2016 delle risorse e dei finanziamenti disponibili, il loro impiego e il numero di utenti che si ipotizza verrà coinvolto nelle varie azioni. Diversamente dagli anni 2011-2015, non è stato possibile inserire i dati previsionali (di spesa e di utenza) nell'apposito applicativo web per il monitoraggio dei piani di zona nel sito istituzionale regionale, dal momento che non risulta essere stato aggiornato e predisposto per l’inserimento dati anno 2016. Per tale motivo, le consuete matrici di previsione della spesa solitamente richieste (l’una che illustra la previsione dei finanziamenti per area e tipologia di servizio, l’altra che riporta la previsione dei finanziamenti per area e fonte di finanziamento), non sono confrontabili con quelle elaborate negli scorsi anni, essendo le stesse formulate non più 6 attraverso il supporto della piattaforma web, ma con un semplice file di calcolo che ricostruisce risorse e finanziamenti. Si è proceduto, infine, a raccogliere nuove proposte progettuali, a valutarne la coerenza con le politiche e le priorità declinate nel Piano e a inserirle nel documento programmatorio (schede progettuali in allegato), con la validazione dell’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci, l’approvazione della Conferenza dei Sindaci e il recepimento da parte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre. Si ricorda, per completezza, che il presente documento richiama e comprende anche quelle unità di offerta e quei servizi che, seppur territoriali, sono a completa valenza sanitaria tra cui: l’hospice e la rete cure palliative, l’ospedale di comunità, l’unità di riabilitazione territoriale (URT), la sezione alta protezione Alzheimer (SAPA), la sezione stati vegetativi permanenti (SVP), la Centrale Operativa Territoriale (COT). Un’ultima osservazione riguarda la formulazione del Piano attraverso il confronto nei tavoli di lavoro tematici. Pur partecipati attivamente da molti soggetti, alcuni dei quali presenti assiduamente negli incontri di più aree, si fa strada l’ipotesi organizzativa che fare un unico tavolo che in più occasioni affronta vari temi può essere più funzionale. I bisogni, infatti, intrecciano più ambiti, soprattutto in questo periodo in cui la crisi economica è ancora molto presente. Per citare un paio di esempi esplicativi, si può pensare al bisogno legato alla casa (che va dalle strutture di emergenza a quelle di accoglienza all’incapacità di pagare gli affitti agli esiti di separazione familiare) che incrocia l’area minori e famiglia, l’area marginalità e immigrazione, è presente quando si affronta il tema delle dipendenze e quando si affronta quello della salute mentale; un altro esempio è quello del tema del lavoro (dall’inserimento lavorativo riservato a persone appartenenti alle fasce deboli, alla necessità di ripensare all’offerta di lavoro per la fascia 45-55 anni fuoriuscita dal mercato occupazionale, i profughi in arrivo nel nostro paese, nuclei familiari che si separano, ma in cui è presente un unico percettore di reddito, l’alternanza scuola-lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile piuttosto che i NEET). Potrebbe essere utile valutare una pianificazione che, anziché affrontare i bisogni suddivisi per area tematica, li affronti nella sua globalità, saranno poi gli interventi di risposta proposti che declineranno gli stessi per area di bisogno. 7 Sezione 2 IL QUADRO DELLE RISORSE ECONOMICHE Previsione delle risorse suddivise per area e per tipologia di intervento1. Interventi di accesso, consulenza e presa in carico Interventi domiciliari/ territoriali Interventi semiresidenziali Interventi residenziali Sostegno economico Interventi di socializzazion e, prevenzione, in-formazione TOTALE Famiglia, infanzia, adolescenza, minori, giovani 1.787.928 70.871 1.207.405 776.632 560.024 212.302 4.615.162 Persone anziane 0 6.892.844 613.282 38.027.168 0 114.469 45.647.763 Disabilità 239.462 619.396 929.832 248.443 219.029 99.100 2.355.262 Dipendenze 677.576 0 0 610.736 0 13.802 1.302.114 Salute mentale 439.594 149.326 0 5.429.293 0 8.000 6.026.213 Marginalità sociale e Immigrazion e 30.000 0 0 69.900 387.602 29.418 516.920 3.174.560 7.732.437 2.750.519 45.162.172 1.166.655 476.341 60.463.434 TOTALE Tabella 1 Previsione finanziamenti 2016 per area e tipologia di servizio. 1 L’Area Immigrazione è confluita dallo scorso anno nell’Area Marginalità e Inclusione Sociale. Gli interventi previsti nell’Area Trasversalità sono stati ricondotti alle altre aree trattate. I dati non sono confrontabili con la stessa matrice contenuta nei documenti di ripianificazione degli anni precedenti. Previsione delle risorse suddivise per area e per fonte di finanziamento2. Regione Comune Fondi statali vincolati e UE Utenza Altri enti pubblici Enti privati TOTALE 2.410.037 1.009.776 21.450 984.592 38.488 150.819 4.615.162 20.234.950 2.160.977 120.000 22.235.411 85.168 811.257 45.647.763 Disabilità 1.742.501 203.547 0 122.932 236.162 50.120 2.355.262 Dipendenze 1.296.588 0 0 0 0 5.526 1.302.114 Salute mentale 6.018.213 0 0 0 0 8.000 6.026.213 44.321 344.199 0 8.900 34.000 85.500 516.920 31.746.610 3.717.749 141.450 23.351.835 393.818 1.111.222 60.463.434 Famiglia, infanzia, adolescenza, minori, giovani Persone anziane Marginalità sociale e Immigrazion e TOTALE Tabella 2 Previsione finanziamenti 2016 per area e fonte di finanziamento. 2 L’Area Immigrazione è confluita dallo scorso anno nell’Area Marginalità e Inclusione Sociale. Gli interventi previsti nell’Area Trasversalità sono stati ricondotti alle altre aree trattate. I dati non sono confrontabili con la stessa matrice contenuta nei documenti di ripianificazione degli anni precedenti. 9 Sezione 2 LA RI-PIANIFICAZIONE PER SINGOLA AREA DI INTERVENTO 1 AREA FAMIGLIA, INFANZIA, ADOLESCENZA, MINORI IN CONDIZIONE DI DISAGIO, GIOVANI Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione programmate per l’anno 2016. Il tavolo di lavoro “Area famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizioni di bisogno e giovani” si è confrontato principalmente su: LE GIOVANI GENERAZIONI Occupazione La situazione occupazionale dei giovani veneti è tra le più favorevoli in Italia. La Regione del Veneto presenta un tasso di disoccupazione del 27,6% per la fascia d'età compresa tra i 15 e i 24 anni (dati 2014), che la classifica come la terza regione italiana per i livelli di disoccupazione più bassi, dopo il Trentino Alto Adige (18,4%) e il Friuli Venezia Giulia (27,1%). La provincia di Belluno registra un dato peggiore: il tasso di disoccupazione per la fascia d'età 15 - 24 anni nel 2014 è stato del 30,3%. Anche considerando le altre fasce d'età giovanili, la provincia presenta delle percentuali peggiori rispetto alla media regionale: 19,8% per la fascia di età compresa tra 18 e 29 anni contro il 17,7% dato regionale; 20,1% per la fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni contro il 18% dato regionale. Nel 2014 il tasso di disoccupazione generale, cioè dai 15 anni in su, in provincia di Belluno, invece, è pressoché uguale a quello regionale (7,5%). Per il 2015 in Veneto si registra un leggero calo (poco meno del 7%, con differenza tra maschi 5,6 % e femmine 8,8 %). Migliore anche la situazione in Veneto rispetto al resto d'Italia per quanto riguarda i NEET (acronimo inglese di “Not in Employment, Education or Training”). In confronto ai dati del 2007 la quota in Italia è più alta di 7,4 punti percentuali (26%), mentre in Veneto i ragazzi in questa condizione diminuiscono dell’8% rispetto all’anno precedente e nel 2014 rappresentano il 16,8% dei giovani veneti della fascia 15-29 anni, ossia poco sopra i 118.000, la seconda quota più bassa in Italia (primo il Trentino Alto Adige con 14,3%). La percentuale supera il 35% in alcune delle regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria), fino a registrare il 40,3% in Sicilia. A soffrire di più di questa condizione di NEET sono i giovani stranieri: in linea con il dato nazionale, nella nostra regione nel 2013 più di uno straniero su tre (35%) non lavora, né studia, contro il 15% dei ragazzi veneti di cittadinanza italiana (in Italia 24,8%). Il programma Garanzia Giovani promosso dalla Regione del Veneto, si sta dimostrando utile per offrire delle prospettive a tanti ragazzi e per far avvicinare efficacemente i giovani al mondo del lavoro. E' conosciuto e utilizzato sia dai giovani, sia dalle aziende. La Cooperativa Portaperta ha attivato un progetto per sperimentare l’inserimento dei minori in stage formativi/lavorativi rivolti a ragazzi di 16-18 anni con problematiche e fragilità, che prevede l’affiancamento con un educatore professionale debitamente formato. Centri di aggregazione giovanile Ne esistono in diversi comuni del comprensorio: a Feltre, a Lamon, a Quero Vas. Quello di Feltre gestisce anche la sala prove musicali. Quest’ultima è presente anche nel comune di Sedico. I Centri propongono laboratori espressivi, sostegno scolastico pomeridiano, accesso a Internet, informano e orientano sulla gestione del tempo libero. Consulte Giovani e altri gruppi organizzati Diverse consulte giovani, dopo alcuni anni di fermento e importante propositività, faticano ad avere partecipazione e continuità (a tal proposito si citano Lentiai e Feltre). Probabilmente la crisi economica e sociale, fa sentire i suoi effetti anche sulla motivazione dei giovani a partecipare alla vita comunitaria. Forse si connotano come fragili contenitori perché la modalità aggregativa proposta non funziona più nei confronti delle nuove generazioni e dei bisogni di socializzazione che si sono modificati. Al contrario, molto attivo e creativo appare il mondo studentesco, la cui consulta è sempre molto attiva e propositiva. Le parrocchie sono sempre molto attive e generalmente efficaci nel coinvolgere i giovani in attività sociali, ad es. i gruppi di discussione, i gruppi ACR, l'organizzazione di Grest e altre iniziative in favore dei più piccoli. L’impressione è che, comunque, anche l’aggregazione di tipo cattolico risenta di un cambio sociale e generazionale. Infatti, si conta un elevato numero di associati, che vede però pochissimi giovani impegnati in prima persona. Saltuariamente nascono nuovi gruppi giovani che, tuttavia, sono aggregativi su settori specifici (es. gruppo giovani a Pedavena Save The Children). 11 Un punto di riferimento ancora molto valido restano i gruppi Scout. Ne sono presenti 5 in Provincia di cui 3 rientrano nel territorio dell’Ulss n. 2. Sono coinvolti direttamente i ragazzi, anche coloro che presentano forti fragilità. Lo scoutismo pur essendo una metodologia educativa rivolta prevalentemente ai giovani, è di aiuto e supporto anche alle famiglie, creando rete e dando senso di appartenenza. Molte le situazioni in cui le famiglie si aiutano e supportano nelle difficoltà. L’obiettivo per l’anno 2016 è quello di diffondere in modo più capillare la filosofia dello scoutismo, cercando di promuovere la nascita di gruppi in comuni attualmente non coinvolti da questo fenomeno. Bandi regionali Il bando "Giovani, cittadinanza attiva e volontariato" ha visto la partecipazione di diversi comuni. Le due edizioni del progetto Partecipattivi, con capofila il comune di Feltre, hanno riscosso l'interesse di un buon numero di giovani, soprattutto ragazze, che si sono impegnati in attività in favore di bambini e anziani. Negli altri comuni il bando ha rappresentato un’occasione importante per ragionare sui bisogni delle giovani generazioni e per sviluppare nuove iniziative in risposta, anche se l’esiguità dei finanziamenti dell’ultimo anno, a fronte di più amministrazioni in cordata, hanno reso impegnativa non solo la realizzazione di una serie di attività su più comuni, ma hanno anche dato l’impressione che lo sforzo di operare insieme non dia i frutti sperati in termini di finanziamento. Peer Education Proseguono gli interventi e i gruppi di peer education nelle scuole superiori, coordinati dal Se.P.S. e seguiti dai servizi Ulss (in particolare, UOS Consultorio Familiare, Dipartimento Dipendenze, Servizio di Dietetica) e, per l’anno scolastico in corso, dall'associazione Belluno Donna e dal Coordinamento Locale Trapianti. Il Comune di Feltre ospita al Campus "Tina Merlin", sede del Centro Giovani, le attività pomeridiane degli studenti coinvolti nel progetto. L’attività degli operatori ha sicuramente dato vita ad un meccanismo virtuoso, che contribuisce a tener vivo l’interesse degli studenti che manifestano la volontà di partecipare ai gruppi di anno in anno. Consultorio Giovani Prosegue l’impegno del Consultorio Giovani a sostegno delle giovani generazioni e si consolida uno dei canali di maggior comunicazione, che è rappresentato dal blog, con 70.000 visite ad anno. 12 Scuola Vi sono segnalazioni di disagio e di atti di bullismo, soprattutto promossi da bambini e ragazzi con fragilità o con famiglie fragili alle spalle. Sarebbe opportuno consolidare sportelli di ascolto per il disagio in tutte le scuole, anche se l’autonomia scolastica rende difficile procedere in modo omogeneo. Potrebbe essere utile pensare a corsi di formazione ‘obbligatori’ rivolti agli insegnanti per imparare a riconoscere e a intercettare i segnali di disagio. Ci sono le schede di segnalazione condivise tra A. Ulss n. 1 e A. Ulss n. 2, Procura e Ufficio Territoriale Scolastico, anche se si ricorda che non vanno solo compilate e messe in un cassetto, ma vanno utilizzate proprio con lo scopo di segnalare, rendendo noti fatti e persone, consentendo così di agire su più fronti. AREA MINORI E FAMIGLIA Fotografia della situazione In linea generale, non focalizzandosi su chi è in situazione di disagio ma guardando alle famiglie normali, si osserva che non ci troviamo di fronte a devianze conclamate con esiti di visibilità pubblica, ma vi è un gran numero di famiglie normali che appaiono demotivate, passive, disaffezionate rispetto alle istituzioni e distanti dai servizi. L’idea che se ne trae, è quella di una diffusa difficoltà nel padroneggiare il presente, nel definirlo e, quindi, molti nuclei sembrano vivere di giorno, in giorno senza una progettualità esistenziale. Il rischio maggiore che attraversano le famiglie di oggi, è quello di una fuga dal presente, trovando rifugio, a volte nel virtuale (Facebook e social network similari), alla ricerca di un qualche tipo di gratificazione non ben definito né da chi osserva, né probabilmente da chi la cerca. Questa modalità di essere, sembra compromettere il controllo delle emozioni, rendendo particolarmente difficile la gestione della frustrazione e della rabbia. Nel 2015 sono stati trattati dalla UOS Consultorio Familiare 80 casi di violenza, di cui 64 in presenza di minori. Tale dato rende evidente come nel nostro territorio il tema della protezione dei minori e il supporto alla genitorialità sia centrale e, se rapportato ad una crescente richiesta del Tribunale Ordinario di interventi in tema di affido di figli con genitori separati, valutazione delle competenze genitoriali, spazi neutri, spazi protetti, impone una riflessione sulla criticità rappresentata dalla salute delle famiglie del Feltrino. Questo quadro dalle tinte fosche, si palesa nonostante l'alto livello di impegno per promuovere sul territorio una genitorialità positiva, con percorsi preventivi pre e post natali capaci di promuovere quanto più precocemente possibile attaccamenti sicuri e 13 funzioni genitoriali competenti. Il Consultorio Familiare è fortemente impegnato anche con gli adolescenti in un’azione di capillare prevenzione, che promuova il rispetto di sé e degli altri ed un accompagnamento per la gestione delle emozioni in collaborazione con le scuole ed i genitori. Vi è la necessità, allora, di trovare percorsi, collaborazioni che concorrano a contrastare la solitudine e la fuga. In questa direzione si muove il progetto “Famiglie in rete” il cui obiettivo è di offrire un aiuto prossimale per le famiglie vulnerabili. Il progetto nasce su impulso regionale, con una prima sperimentazione nel territorio di Alano di Piave che ha dato un esito positivo, individuando 5-6 nuclei familiari disponibili ad un coinvolgimento diretto. L’ipotesi di operare nella comunità, affinchè lei stessa sia la prima risposta ad un bisogno, risposta nata in modo naturale e complementare a quella dei servizi, rappresenta una strategia sicuramente vincente. Tutela Minori Permane la visione di un territorio caratterizzato da un’alta conflittualità e precarietà della funzione genitoriale, le famiglie appaiono fragili, sono in aumento le situazioni in cui o nella coppia genitoriale o nei figli si riscontrano problematiche di tipo psichiatrico e/o di abuso di sostanze (frequentemente anche alcol). Le famiglie presentano una molteplicità di problematiche che richiedono un piano di risposta complesso e articolato su più fronti. Nel 2015, sono stati seguiti 66 casi di cui 7 minori stranieri non accompagnati, 2 situazioni di penale minorile, 28 casi di trascuratezza, 12 casi di maltrattamento, 5 casi senza mandato del tribunale (cercando il consenso della famiglia e lavorando, per quanto possibile, in accordo) e 9 casi di violenza con mandato del tribunale. Sono seguiti 20 affidi in comunità con mandato del tribunale, 16 inserimenti in comunità (di cui 3 della tipologia mamma-bambino). L’affido in comunità rappresenta per alcuni casi una buona risposta, ma non può e non deve essere l’unica scelta, in particolar modo per le situazioni che vedono un protrarsi del tempo in struttura. L’ufficio Tutela Minori segue 12 affidi familiari, a fronte di sole 6 famiglie disponibili all’affido. I nuclei che hanno manifestato la loro disponibilità a intraprendere un percorso di questo tipo sono troppo pochi perché coprano le esigenze di tutto il territorio, caratterizzato da una forte dispersione territoriale e le necessità sono molte. Diventa centrale, quindi, concentrare l’attività sulla promozione e sulla sensibilizzazione all’affido, ma anche sulla necessaria formazione di chi fa questa scelta mettendosi a disposizione delle famiglie più fragili. Percorso, questo, che si intende rafforzare nel 2016. 14 Si evidenzia il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, in questo momento contenuto, ma si presume in crescita essendo legato ai flussi di migranti e profughi. Sono stati attivati dei protocolli, prese delle scelte concernenti l’allocazione e strutturati programmi separati rispetto agli altri profughi. La Regione del Veneto sta valutando come affrontare la situazione. Servizio Età Evolutiva Il servizio collabora in stretta sinergia con la scuola, in particolare per affrontare tutte le problematiche connesse allo sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento. Mediamente in un anno solare sono stati visti circa 1.500 minori di cui 300 di nuova segnalazione e sono state effettuate circa 20.000 prestazioni da parte degli operatori. Le attività prevalenti, in base alla normativa vigente, sono la psicodiagnosi, la riabilitazione logopedica e psicomotoria, il supporto sociale, gli interventi educativi e socio assistenziali. Sulla scorta degli ultimi dati trasmessi in Regione e riferiti all’anno 2014, i motivi di presa in carico più frequenti sono i disturbi di apprendimento, i disturbi di linguaggio, i disturbi cognitivi, i disturbi del comportamento e le difficoltà relazionali. I primi tre gruppi di patologie richiedono un notevole investimento di risorse in ambito diagnostico e riabilitativo. Per l’anno 2016 è ipotizzabile una difficoltà ad accogliere tutte le richieste, soprattutto di tipo riabilitativo. Si assiste a un aumento dei problemi di sviluppo del linguaggio e di problemi di tipo psicologico (aumentano i casi di autismo). Aumentano le famiglie straniere con bambini che presentano dei problemi e sono seguiti dal servizio, con cui è difficile relazionarsi per una limitatezza della proprietà di linguaggio e che risultano molto isolate, un po’ per i costi di frequenza di attività extrascolastiche o di tipo socializzante, che favorirebbero l’integrazione sia dei bambini che dei genitori, un po’ perché sono di molte etnie, non presenti in numero sufficiente da avere quantomeno una vita sociale legata ad altri nuclei della stessa provenienza. COMUNI Le amministrazioni comunali confermano la situazione a tinte fosche delle famiglie locali, determinata dalla crisi economica e da problematiche proprie dei nuclei. All’aumento delle richieste di sostegno, anche economico, e della necessità di intervenire (molte famiglie fanno fatica a pagare le rette scolastiche e la mensa scolastica), fa da contraltare una importante contrazione delle risorse, non solo correnti, ma anche legate ai bandi regionali. 15 Il pensiero va ai bandi per le attività con i giovani, che finanziano sempre meno a fronte di richieste di lavorare in rete tra più amministrazioni, quindi con più utenti e uno sforzo di omogeneizzazione dei servizi, ma alla fine arrivano contributi veramente esigui che spingono a riflettere se tutto questo impegno operativo ha valore a fronte dei risultati conseguiti. SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA Gli operatori dei servizi per la prima infanzia del territorio, riscontrano il bisogno di appartenenza delle famiglie, che trovano in loro un punto di riferimento importante e che, spesso, chiedono più iniziative e attività che coinvolgano sia i genitori, che i figli. L’obiettivo delle attività genitori-bambini, è quello di creare occasioni di conoscenza e scambi tra nuclei familiari, andando a sostenere i rapporti di vicinanza e l’aiuto tra pari. L’asilo nido pubblico di Feltre sperimenta quest’anno l’apertura per 365 giorni, dunque senza la pausa estiva, per venire incontro ai bisogni delle famiglie, in un’ottica di rispetto delle pari opportunità e della conciliazione vita-lavoro. E’ importante il lavoro di confronto e di condivisione costante tra i nidi (tavolo dei nidi), ma anche il confronto e l’individuazione di linguaggi e strategie comuni con i servizi Ulss (in particolare UOS Consultorio Familiare e UOS Servizio Età Evolutiva). Il tavolo di coordinamento dei nidi ha continuato a lavorare sulla strutturazione di una formazione comune degli operatori, sullo sviluppo della qualità del servizio offerto e sul rapporto nido-famiglie. La programmazione per il 2016 prevede l’elaborazione di una carta qualità dei servizi per la prima infanzia, che sia comune a tutte le strutture del territorio e la cui diffusione contribuisca allo sviluppo della sensibilizzazione della popolazione sui nidi. STRUTTURE RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI Si evidenzia un aumento delle richieste di accoglienza di minori in strutture residenziali. La Cooperativa Portaperta ha deciso di aprire una nuova Comunità Alloggio (CA) a Foen di Feltre. In tal modo l’offerta da loro proposta è così definita: nella CA Casa Aladino di via Montegrappa a Feltre verrà accolta utenza mista di età compresa tra i 6 e i 12 anni e utenza solo femminile di età compresa tra i 13 e i 18 anni, a Foen nella CA Karionghi sarà accolta solo utenza maschile di età compresa tra i 13 e i 18 anni. Il Centro Parapiglia, struttura semiresidenziale, ha pochi utenti a fronte di 10 posti autorizzati e, pertanto, la Cooperativa ha deciso di ridurre i giorni di apertura (da 5 a 3 16 giorni la settimana) fino a luglio e poi farà un ragionamento sull’eventualità di riorganizzare il servizio. ASSOCIAZIONISMO E COOPERATIVISMO Le associazioni evidenziano che è un periodo di faticosa programmazione determinato dalla scarsità di risorse, perché invece le necessità, le idee su come rispondere e il saper fare, quelli ci sono. Il volontariato è attivo, porta avanti le sue iniziative, alcune da più anni, altre innovative, ma non può essere abbandonato completamente a se stesso, l’istituzione pubblica deve essere presente e continuare ad attivare iniziative, il volontariato può solo essere compresente o compensativo. Molte volte le associazioni si avvalgono di figure professionali con grande esperienza, che con grande altruismo vengono messe a disposizione volontariamente, ma, quando questi professionisti sono dipendenti pubblici, la burocrazia rende difficile la partecipazione su base volontaria. Per completezza, si riporta di seguito un prospetto riepilogativo della programmazione residenziale e semiresidenziale, ricordando che gli inserimenti nelle nuove Unità di Offerta proposte dal territorio avverranno compatibilmente con le risorse trasferite dalla Regione. STRUTTURE RESIDENZIALI ENTE GESTORE POSTI POSTI PROGRAMMATI comunità educativa per minori con pronta accoglienza ‘Casa Aladino’ Cooperativa Portaperta 8 0 comunità familiare ‘Aurora’ CIF - VE 6 0 comunità educativa per minori con pronta accoglienza ‘Karionghi’ Cooperativa Portaperta 8 0 POSTI POSTI PROGRAMMATI 10 0 Tabella 3 Descrizione Unità di Offerta residenziali area minori. Anno 2016. STRUTTURE SEMI RESIDENZIALI comunità educativa diurna per minori/adolescenti ‘Parapiglia’ ENTE GESTORE Cooperativa Portaperta Tabella 4 Descrizione Unità di Offerta semiresidenziali area minori. Anno 2016. 17 Le proposte pervenute per l’anno 2016 sono allegate al presente documento, ne costituiscono parte integrante e sono così sintetizzabili: Proposte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre: - UOS Consultorio Familiare, progetto di sensibilizzazione e di formazione sull’affido familiare e formazione degli operatori, ‘Interventi a favore della persona e della famiglia: sviluppo consultori pubblici’; Proposte dei Comuni: Proposte del terzo settore: - Cooperativa Portaperta, progetto di inserimento lavorativo per minori di età, ‘Lavorattivi’; - Associazione DAFNE, progetto di spettacolo teatrale con gli studenti delle scuole, Il teatro dei giovani. 18 2 AREA PERSONE ANZIANE Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione attivate nel 2016. Il tavolo di lavoro “Area persone anziane” si è confrontato principalmente su: DOMICILIARITA’ Servizio Assistenza Domiciliare Infermieristica L’organizzazione del servizio infermieristico domiciliare è capillarmente presente nel territorio e prevede prestazioni infermieristiche all’utente non autosufficiente (in modo permanente o solo temporaneo) e l’educazione e l’addestramento all’utente e ai caregiver. Oltre all’attività domiciliare, il SADI offre supporto ad altre attività territoriali, tra cui si ricordano: l’attività ambulatoriale distrettuale, la medicina dello sport, la cura delle lesioni e ferite chirurgiche, l’assistenza in presenza di PEG o cateteri. Nel 2016 lavorerà principalmente per consolidare e sviluppare l’appropriatezza del servizio. E’ stata elaborata, a tal fine, una brochure che richiama le principali prestazioni erogate, l’utenza cui il servizio si rivolge e le modalità di accesso. Servizio Sociale Età Adulta Anziana Il servizio segue l’utenza di 14 comuni del territorio che hanno delegato l’A.Ulss n. 2 per la funzione di assistenza domiciliare e di servizio sociale professionale. Le persone seguite dal servizio domiciliare sono soggetti con ridotta autonomia, con una situazione sociale e sociosanitaria complessa. Rispetto ad alcuni anni fa, l’utenza è seguita per un periodo di tempo più breve e c’è un forte turn over. Per quanto concerne il servizio sociale professionale, l’elemento che emerge con più forza è la situazione di crisi economica che porta le persone a rivolgersi sempre più spesso all’assistente sociale alla ricerca di un sostegno economico (integrazione rette scolastiche o di struttura, pagamento bollette e more, sostegno affitto e rate e mutui, sostegno alimentare). Le risposte, molte volte, non sono sufficienti a sanare la situazione e a far ripartire la persona o la famiglia e, sempre più spesso, è necessario coinvolgere più soggetti del territorio (associazioni, parrocchie, Caritas, Centro Aiuto alla Vita, ecc.). 19 Documento Programmatico 2016 Fondazione Cariverona Su impulso della Conferenza dei Sindaci dell’A. Ulss n.2 di Feltre, la Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale ha predisposto un progetto dal titolo ‘Posso stare a casa!’ da proporre al bando della Fondazione Cariverona “Settore assistenza agli anziani, Progetti finalizzati a promuovere la permanenza della persona anziana nel proprio contesto di riferimento e a garantire un buon livello della qualità di vita”. Il progetto si pone come obiettivo quello di promuovere un’assistenza domiciliare ‘intensa’, rivolta a persone non autosufficienti particolarmente fragili, andando a proporre agli utenti che già usufruiscono di almeno 3 ore di assistenza domiciliare di tipo socio-assistenziale, una media di ulteriori 3 ore di assistenza nelle ore serali e/o in quelle festive. Viene proposta la figura del fisioterapista a domicilio, che potrà operare a sostegno della persona non autosufficiente con finalità prevalentemente a carattere educativo, anche verso i caregiver, oppure, se a monte vi è un progetto steso da fisiatra, a completamento di quanto già viene erogato a livello sanitario. E’ stata poi prevista la figura dello psicologo che può essere di sostegno all’utente, agli operatori e/o ai caregiver. Assolutamente sperimentale l’ultima figura prevista a domicilio, che non è solitamente compresa tra i professionisti della domiciliarità, che è quella del manutentore, con l’obiettivo di occuparsi di piccole manutenzioni o sistemazioni a domicilio degli anziani privi di rete familiare o, comunque, in difficoltà ad adoperarsi diversamente. A volte è utile poter contare su un tecnico prontamente disponibile, per esempio, quando è necessario modificare le prese di corrente nei casi in cui servono concentratori di ossigeno o altra strumentazione salvavita. La cabina di regia del progetto sarà il Distretto Unico Sociosanitario, l’operatività sarà svolta dai Centri Servizio Persone Non Autosufficienti del territorio. Progetto Sperimentale Fit in progress In collaborazione con l’Università di Padova, Dipartimento di Medicina e il Centro Servizio per persone anziane Non Autosufficienti (CSNA) Padre Kolbe, l’Azienda Ulss n. 2 di Feltre ha scelto di patrocinare il progetto ‘Fit in Progress’. Il progetto è rivolto agli anziani del territorio e mira a implementare il livello e la qualità delle attività rivolte al mantenimento e al miglioramento dell’efficienza psico-fisica attraverso la creazione di un servizio, innovativo e sperimentale, per la prevenzione del declino funzionale, della disabilità e dell’insorgenza di MCNT (malattie cardiovascolari, ictus, diabete, obesità, tumori), oltre che della depressione e dei disturbi mentali in genere. L’attività sarà gestita dallo Specialista dell’Esercizio Fisico. I destinatari del progetto sono anziani autosufficienti con “ridotte capacità funzionali”, per i quali saranno individuati i fabbisogni in ambito motorio. Quelli con maggiore 20 capacità di spostamento saranno coinvolti in gruppi attivati direttamente presso il CSNA, quelli che presentano patologie tali da non consentire uno spostamento saranno seguiti a domicilio. Per entrambi, qualora alla luce della situazione clinica e delle patologie presenti si evidenziasse la necessità di altri interventi (riabilitativi, psicologici, psico-educativi, comunicativo-relazionali) saranno messi a disposizione “pacchetti” di servizi a completamento del percorso. Verranno, infine, coinvolti anziani residenti in struttura, sia autosufficienti che non autosufficienti, che presentano requisiti tali da poter essere seguiti dallo specialista dell’esercizio. RESIDENZIALITA’ Miniquote Si è proceduto, secondo indicazioni regionali, a erogare le cosiddette miniquote relative all’anno 2014 a ospiti dei CSNA. L’erogazione economica ha riguardato quanto assegnato dalla Regione del Veneto (pari a € 37.802,68) e un’integrazione per complessivi € 160.674,05 a valere sul Fondo Nazionale Non Autosufficienza anno 2014. I soggetti che hanno potuto godere di tale beneficio sono stati 163 anziani non autosufficienti (per 30.197 giornate equivalenti totali), residenti in ambito Ulss n. 2 Feltre, accolti in Centri di Servizio autorizzati ai sensi della L. R. 22/02 per persone non autosufficienti, accertati con scheda SVAMA (con punteggio uguale o maggiore a 60), privi dell’impegnativa di residenzialità e che risultano essere gravati da una maggiorazione sulla retta giornaliera, rispetto ad analoga tipologia di ospiti che beneficiano dell’impegnativa di residenzialità. Quote di residenzialità extraospedaliera per persone malate di Sclerosi Laterale Amiotrofica (DGR 739/15) E’ stata chiesta disponibilità alle strutture individuate con DGR 739/15 presenti a livello territoriale (centri di riferimento regionali per gravi disabilità e disturbi del comportamento con elevata necessità assistenziale, strutture per Stati Vegetativi Permanenti, Ospedale di Comunità e Unità di Riabilitazione Territoriale, Centri Servizio residenziali per anziani non autosufficienti con medio bisogno assistenziale e RSA per persone con disabilità) ad ospitare persone affette da SLA. La richiesta prevedeva la presenza di standard assistenziali commisurati al bisogno dell’utente affetto da SLA, sia chiedendo riscontro degli standard assistenziali previsti dalla Regione del Veneto (le strutture dovranno garantire un livello di maggiore 21 impegno assistenziale, pari ad almeno 3 ore giornaliere di assistenza diretta all’ospite, anche con personale della riabilitazione e altro personale per le esigenze specifiche dell’utente ospitato), sia chiedendone di ulteriori (sia di personale che strutturali). La remunerazione dell’impegno assistenziale per le prestazioni residenziali è pari a € 95,00 giornalieri per la parte in carico al Fondo Sanitario Regionale e ad un valore medio di € 40,00 giornalieri per la compartecipazione a carico dell’utente, della sua famiglia o del comune. Alla A. Ulss n.2 di Feltre è stata assegnata una sola impegnativa di residenzialità. Sarà cura dell’Azienda Ulss n. 2 governare l’accesso dell’utenza alle strutture. L’accesso alla prestazione residenziale è disposto dall’UVMD, previa verifica dell’inserimento nel Registro Regionale delle Malattie Rare. E’ pervenuta la disponibilità da parte di due strutture del territorio, garantendo in tal modo la possibilità di scelta al cittadino. Impegnative di Residenzialità in deroga per età I bisogni sempre più complessi, soprattutto a carattere sociale, costringono molto spesso a mettere in campo soluzioni creative ed estreme, per questo motivo, sono già esaurite per l’anno 2016, la quota di impegnative di residenzialità in deroga per età disponibili nell’A. Ulss n. 2 di Feltre. Progettazione di nuovi CSNA Era prevista la nascita di un nuovo CSNA presso il comune di Sovramonte. L’amministrazione comunale ha scelto di destinare la nuova struttura all’assistenza di persone disabili. Di conseguenza, la programmazione legata all’Area Anziani, che prevedeva lo sviluppo di 10 posti letto per persone non autosufficienti e di 20 posti letto per persone autosufficienti, viene stralciata. Attività Ispettiva Nel corso degli ultimi mesi del 2015, è stato costituito un gruppo di lavoro con il fine di andare a verificare nelle strutture residenziali del territorio, alcuni elementi legati all’operatività delle stesse. E’ stata un’occasione non solo per verificare l’effettiva buona qualità dei servizi erogati, ma anche per dare alcuni suggerimenti per migliorare la qualità e per raccogliere alcune indicazioni utili ad un’efficace programmazione, rafforzando ancor più il rapporto tra Ulss e territorio. 22 Premio Canzian La Conferenza dei Sindaci dell’A. Ulss n. 2 ha accolto la proposta del Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale, di intitolare un premio per la commemorazione di Maurillio Canzian, scomparso nel 2015, per ricordarne il lungo impegno in ambito socio-sanitario, svolto rivestendo il ruolo di direttore di centri servizio per anziani, di consulente e di partecipante assiduo ai tavoli tecnici regionali, oltre che di Presidente dell’Uneba. Il premio vuole ricordare la sua caratteristica sensibilità e tenacia a difesa dei diritti delle persone più fragili e rappresenta un riconoscimento del territorio, dove, ultimamente, più aveva speso il suo impegno. Il premio consiste in un contributo economico erogato dal presidente del CSNA Padre Kolbe, a favore di un progetto locale particolarmente significativo, attivato da un Centro di servizi residenziale o semiresidenziale dell’A. Ulss n. 2. Il tema del concorso è la realizzazione di progetti innovativi, che incrementino la qualità della vita delle persone che risiedono in strutture o che fruiscono dei servizi diurni o domiciliari. Trasferimento di persone ex ospiti Ospedale Psichiatrico presso i CSNA Nel 2016 si chiude il trasferimento di ospiti di età maggiore di 65 anni, senza comportamenti psichiatrici manifesti, nei Centri Servizio Anziani Non Autosufficienti. Per questi ospiti è stata strutturata una convenzione ad hoc con i CSNA che hanno acconsentito all’accoglimento. Elementi di criticità segnalati su cui porre attenzione - aumentano le situazioni di persone che vivono sulla soglia della povertà. I sindacati (SPI-CGIL) ricordano che a Belluno vi sono le pensioni più basse di tutto il Veneto e suggeriscono che nei regolamenti che verranno sviluppati a livello comunale a seguito della riforma dell’ISEE vengano previste opportune fasce di esenzione per i meno abbienti o livelli di compartecipazione alla spesa molto contenuti; - va posta attenzione, per l’ingresso in struttura, quando il soggetto che fa richiesta non ha capacità economica per far fronte alla spesa. L’UVMD, una volta verificato il bisogno, chiede rassicurazione sulla capacità di pagare la struttura. E’ importante definire con il comune di riferimento, un piccolo regolamento o una procedura operativa per snellire questa parte dell’istruttoria che precede necessariamente l’ingresso; - va posta attenzione ai sempre più frequenti casi in cui non vi è rete parentale e amicale. L’amministratore di sostegno diventa figura importante; 23 - le risorse sono sempre le stesse (valore delle impegnative di primo e secondo livello), ma i casi accolti in struttura hanno sempre più una maggior necessità di assistenza sanitaria rispetto a quella socio assistenziale. I CSNA si sono organizzati negli anni, hanno formato i propri operatori, hanno adeguato le proprie strutture, partecipano ben volentieri a PDTA, sono sempre più legati ai propri MMG convenzionati, sono per lo più attivi anche territorialmente, ma bisogna che l’ospedale ci sia e sia sempre più presente, a fianco degli stessi, anche attraverso la condivisione di formazioni specifiche; - va fatto un ragionamento su chi entra privatamente in struttura. Queste persone faticano ad avere punteggio tale da poter ottenere l’impegnativa di residenzialità e passano anni prima che la ottengano, mentre chi è dimesso dall’ospedale la ottiene molto velocemente. Ciò crea un forte disequilibrio per l’accesso ai benefici di cittadini che hanno uguali diritti; - il regolamento per l’accesso ai CSNA è differente tra l’A.Ulss n. 1 e l’A.Ulss n. 2. Le strutture che si trovano al confine e che più di altre accolgono ospiti da entrambi i territori, ritengono importante un’uniformità di scelta, al fine di non creare disparità di accesso ai cittadini. Per completezza di esposizione e al fine di evidenziare in modo più chiaro le modifiche alla programmazione, si riporta il prospetto successivo che evidenzia la situazione programmatoria in termini di Unità di Offerta e di relativi posti letto per singolo centro servizio persone anziane del territorio. 24 COMUNE ALANO DI PIAVE CENTRO SERVIZI PERSONE ANZIANE Mon umento ai Cad uti PROG RAM MAZIONE AUTOSUFFIC IENTI PR OGRAMMAZIONE NO N AUTOSUFFICIENTI: TR ASFORMAZIONE PRO GRAM MAZIO NE NON AU TO SUFFICIENTI: NUOVI POSTI DA AUTORIZZARE E ACCREDITARE STATO DELL'ARTE AL 31/ 03/2016 16 0 0 INT ERVENT O CONCLUSO 2 0 0 INT ERVENT O CONCLUSO 20 0 0 INTERVENTO NON A TTIVAT O ARSIE' C.A.S.A. S.Giuseppe 0 0 0 CESI OM AGG IORE Don G . Rostirolla 0 0 0 FELTRE A. Brand alise 0 8 posti letto da autosufficienti a non autosufficienti 0 INTERVENTO NON A TTIVAT O FONZASO S. Anto nio 0 30 posti letto da autosufficienti a non autosuf ficienti 0 INTERVENTO AVV IA TO LAMON Casa Ch aritas 0 14 posti letto da autosufficienti a non autosuf ficienti LENTIAI R. E. Mione 0 MEL P. Sb ar della 0 INTERVENTO AVV IA TO 12 posti letto da non autosuff icienti di 1° livello a non autosufficienti di 2° livello 0 INTERVENTO NON A TTIVAT O 11 posti letto da autosufficienti a non autosuf ficienti 0 INTERVENTO AVV IA TO 4 posti letto da autosufficienti a non autosufficienti 8 posti letto da non autosufficienti di 1° livello a non autosufficienti di 2° livello INT ERVENT O CONCLUSO 8 INTERVENTO NON A TTIVAT O PEDAVENA Casa Padr e Ko lbe 0 0 0 PEDAVENA Santa Maria Gloriosa 0 0 9 QUERO VAS San G iu sep pe 0 16 posti letto da autosufficienti a non autosuf ficienti INT ERVENT O CONCLUSO INTERVENTO AVV IA TO 10 INTERVENTO NON A TTIVAT O SANTA GIUSTINA Fo ndazione Cd R di Meano 0 21 posti letto da autosufficienti a non autosuf ficienti 21 INTERVENTO AVV IA TO SEDI CO Cd R Comun ale 0 0 12 INTERVENTO AVV IA TO SEREN DEL G RAPPA So teria 0 0 0 TRICHIANA Mado nna della Salute 0 7 posti letto da autosufficienti a non autosufficienti 0 INTERVENTO NON A TTIVAT O Tabella 5 Programmazione posti letto centri di servizio per persone anziane al 31.03.2016. Fonte: Ufficio di Piano 25 Nell’ambito della programmazione dei centri servizio per persone anziane, completa il quadro il prospetto seguente, illustrativo delle scelte riguardanti la semiresidenzialità: STRUTTURE SEMIRESIDENZIALI POSTI POSTI PROGRAMMATI Centro Servizio A. Brandalise Feltre 19 0 Centro Servizio P. Sbardella Mel 10 Centro Diurno Persone Non Autosufficienti Centro Servizio Sedico 15 Centro Diurno Persone Non Autosufficienti Centro Servizio S. Antonio Abate Alano di Piave 0 Centro Diurno Persone Non Autosufficienti Centro Diurno Persone Non Autosufficienti ENTE GESTORE 10 Tabella 6 Programmazione Unità di Offerta semiresidenziali area persone anziani. Anno 2016. In riferimento alla programmazione dei Centri di Servizio è opportuno richiamare l’attenzione sui seguenti punti: - il numero di impegnative per anziani non autosufficienti assegnato all’Azienda Ulss n. 2 di Feltre è complessivamente pari a 671 e al momento resta invariato. La scelta di alcune strutture di sviluppare nuovi posti letto per non autosufficienti, pur autorizzati e accreditati secondo LR 22/02, non andrà ad incidere sulle quote disponibili; - il numero di impegnative di 2° livello assegnate è pari a 24. L’Azienda Ulss n. 2 intende aumentarle progressivamente fino al raggiungimento della percentuale del 25%, così come previsto dalla normativa regionale, iso-risorse nell’ambito del Fondo della Non Autosufficienza annualmente assegnato. Si riporta di seguito la fotografia della capacità ricettiva delle strutture. Sono evidenziate separatamente le due strutture rivolte a religiosi. Al 31.03.2016 tutti i posti per persone autosufficienti sotto riportati sono autorizzati, tutti i posti per persone non autosufficienti sotto elencati risultano accreditati. Fa eccezione la sezione SVP di recente realizzazione, che è autorizzata, ma non ancora accreditata. 26 R ES I D EN Z IA L I CO M UN E S T R U TT U R A R E S ID E N Z IA LE P ER A N Z IA N I G es tio n e S EM IR E S ID E N Z I AL I N O N A ut o su ffi ci en ti A ut o suf fic i en ti C ap ac ità ric e tt iv a A ut o suf fic i en ti I° L iv e ll o II° Li v ell o SA P A C e n tr o D iu r n o OD C SV P A ut o suf fi ci en ti NON A ut o su ffi ci en ti 4 8 19 A la n o d i P iav e M o n u m e n to a i C ad u t i P ar ro c c h ia 75 12 43 A rsiè C . A. S .A . S .G iu se p pe As so c iazio n e p riv a ta 75 15 60 C e sio m ag g io r e D o n G .R o stir o lla AF S P /C o m un e 44 0 44 F e ltr e A . B ra nd a lise AF S P /C o m un e 145 26 81 F o n zas o S . An t o n io P ar ro c c h ia 120 50 70 L am o n C a sa C h a rit as IP A B 80 26 54 L en t iai R o sa e d Et to r e M io n e AF S P /C o m un e 62 29 33 4 Mel P ie r g io rg io S b ar d ella Es sep iu n o /C o m u n e 101 17 84 10 10 P ed a v en a P a d re K o lb e En t e R elig i o so 145 41 78 Q u er o S . G iu se p p e P ar ro c c h ia 40 10 30 S an t a G iu s tin a Cd R di M e ano F o n d azio n e 101 44 57 S e d ico C d R C o m u n a le S e dic o S e r v izi sr l/C o m u n e 95 5 74 8 15 S e re n d el G ra p p a C a sa d i s o g g io r n o p er a n zia n i S o t er ia As so c iazio n e p riv a ta 58 12 46 2 Tr ic h ian a M ad o n n a d e lla S a lu te Es sep iu n o /C o m u n e 68 15 53 5 1 . 20 9 302 8 07 41 19 22 TO T A L E F o n zas o P ed a v en a I stis tu to C an o ssia n o G .B a k h ita C e n tr o R e sid e n ziale S a n ta M ar ia G lo rio sa" C asa p rim ar ia ca n o ssia ne C o ll. A n t. F ra ti M in o ri C o n v e nt u a li TO T A L E 25 66 20 24 10 26 16 66 10 20 4 37 44 25 19 47 Tabella 7 Ricettività dei Centri Servizio al 31.03.2016. Fonte: Ufficio di Piano 27 Le proposte pervenute per l’anno 2016 sono allegate al presente documento, ne costituiscono parte integrante e sono così sintetizzabili: Proposte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre: Proposte dei Comuni: - Comune di Sedico Azienda Sedico Servizi, ente capofila per i 17 comuni del territorio, progetto di sviluppo della domiciliarità, ‘Posso stare a casa!’. Proposte del terzo settore: Proposte dei Centri Servizio Persone Anziane: - Centro Servizio Non Autosufficienti Padre Kolbe, progetto relativo allo sviluppo della domiciliarità in chiave di socializzazione, contrasto dell’isolamento sociale e di supporto, ‘Con-Tatto in Atto’. 28 3 AREA DISABILITA’ Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione attivate nel 2016. Il tavolo di lavoro “Area disabilità” si è confrontato principalmente su: NUOVI BISOGNI EMERGENTI Nel corso del 2015 sono emersi due bisogni che attualmente non trovano risposta: - accompagnamento e assistenza della persona disabile nell’ambito di attività ludico, sociali e sportive. Questa difficoltà è stata segnalata, in particolare, da alcuni genitori che pur trovandosi nella condizione di accompagnare i figli a fare attività sportive, riescono difficilmente a occuparsi da soli del congiunto e manifestano la necessità di avere un ulteriore accompagnatore come aiuto. Va evidenziato che si tratta di persone con disabilità non compatibili con i progetti di Vita Indipendente e ICDf; - sostegno alle persone con disabilità, per lo più acquisita, con esiti medi lievi. Queste situazioni evidenziano come l’accesso ai servizi sia determinato dal riscontro alla L. 104/92 comma 3, quindi al riconoscimento di grave disabilità. Non vi è un range di servizi di supporto per situazioni in cui la persona ha di fatto molte autonomie, ma non è più in grado di gestire in modo autonomo la propria vita, in particolare quella lavorativa. AREA DISABILITÀ ETÀ EVOLUTIVA Sostegno scolastico Nel 2015 sono stati presi in carico dalla Provincia 38 utenti ipoacusici e ipovedenti frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, di cui 19 residenti nel territorio dell’Ulss n. 2 di Feltre. Nel complesso sono state erogate un maggior numero di ore rispetto all’anno precedente, per le necessità legate all’utenza e definite nell’ambito del progetto costruito e condiviso con tutti gli enti di volta in volta coinvolti. L’integrazione scolastica a favore di alunni e studenti disabili sensoriali della vista e dell'udito si colloca nell’ambito della L. 104/92 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” e rientra tra le competenze 29 Provinciali ai sensi degli art. 131 - L. R. 11/2001 “Le province promuovono, coordinano, incentivano e comunque assicurano, in armonia con la programmazione regionale, nel territorio di loro competenza e in linea con la realizzazione del piano di zona gli interventi sociali relativi ai non vedenti, agli audiolesi e ai figli minori riconosciuti dalla sola madre, anche mediante le forme organizzative di cui al D. Lgs. 267/00. Sono compresi in tali interventi, i servizi per l’integrazione dei minorati sensoriali nelle scuole di ogni ordine e grado e, comunque, sino al conseguimento di una qualifica professionale” e L. R. 2/02 art. 34. La legge 7 aprile 2014 n. 56 (Del Rio) di riforma delle Province ha assegnato alle Regioni il compito di riordino delle funzioni non fondamentali delle Province, fra cui rientrano i servizi sociali. La Regione del Veneto con L. R. 29 ottobre 2015 n. 19 "Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative provinciali" ha delegato alle Province l'attività, anche dei servizi sociali, per cui la gestione delle attività relative proseguirà come negli anni scorsi fino a nuove determinazioni regionali. Servizio età Evolutiva Al Servizio Età Evolutiva fanno riferimento il Servizio di Assistenza Scolastica e il Centro di Integrazione Scolastica ad Alta Intensità Assistenziale. Il Servizio di Assistenza Scolastica prende a carico 35 soggetti con handicap inseriti nelle scuole con la presenza dell’operatore socio sanitario. Il Centro di Integrazione Scolastica accoglie 10 minori con handicap gravissimo con la presenza di 3 operatori socio sanitari AREA DISABILITÀ ETÀ ADULTA Accoglienza residenziale e semiresidenziale Le strutture semiresidenziali e residenziali del territorio dell’Ulss n. 2 sono a capienza completa. Per quanto attiene alla residenzialità, la capacità ricettiva non risponde più pienamente alla lista di attesa di persone che necessitano di inserimento in struttura. Molte le richieste pervenute nei primi mesi dell’anno, che non trovano risposta. Si evidenzia, nuovamente, l’importanza di valutare l’attivazione di unità di offerta a più alto gradiente di assistenza e protezione (RSA per disabili gravi e gravissimi e strutture residenziali). Il comune di Sovramonte evidenzia la concreta possibilità che la struttura realizzata nel proprio comune, pensata in un primo momento come casa di soggiorno per anziani, possa essere rivista e trasformata in RSA per disabili. 30 Stessa situazione si presenta nell’ambito della semiresidenzialità, rispetto cui vi è la totale copertura dei posti convenzionati e la necessità di dare risposta a casi attualmente in lista d’attesa. In quest’ambito si ricorda l’introduzione dalla Regione del Veneto della revisione delle rette per le persone frequentati i centri diurni, declinandole nei costi secondo tre livelli di gravità. Si ricorda, infine, l’istituzione da parte della Regione del Veneto del Flusso informativo delle prestazioni extraospedaliere residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità (FAD) promossa attraverso la DGR 740/15. Impegnative di Cura Domiciliare ICDp e ICDf Sono in aumento le domande per ottenere le Impegnative di Cura Domiciliare (ICD) rivolte a persone con disabilità, sia nell’ambito della tipologia rivolta alla disabilità psichica, sia nell’ambito di quella fisica. Le domande presentate hanno trovato risposta e non vi è al momento lista d’attesa. E’ doveroso, tuttavia, evidenziare che il budget regionale assegnato alle ICDp risulta da sempre poco capiente e necessita di un’importante integrazione, sottraendo risorse ad altre linee di bisogno. Inserimento Lavorativo Sono molti i percorsi di inserimento sociale in ambiente lavorativo seguiti stabilmente dal SIL (273 persone). Le persone sono inserite per la maggior parte a livello motivazionale e necessitano di migliorare il proprio grado di autonomia o, quantomeno, di mantenere le proprie abilità. Buono il rapporto di lavoro con i Centri per l’Impiego e con la Provincia, suggellato dal rinnovo per il prossimo biennio dell’Accordo di Programma per l’integrazione sociale e lavorativa delle persone disabili, svantaggiate e deboli. La riflessione sulla validità dei principi contenuti che stanno alla base della collaborazione tra i servizi (CPI e SIL) ha confermato che si ritiene fondamentale la complementarietà degli stessi, che comporta un’integrazione delle relative competenze istituzionali e professionali nelle principali attività rivolte agli utenti che accedono ai percorsi del collocamento mirato riconoscendo, al contempo, il permanere di una sfera operativa specifica di ciascun servizio. In particolare, per garantire un buon livello qualitativo del servizio erogato, è confermata la necessità che CPI e SIL svolgano, di norma, insieme il primo incontro con l'utente (presa in carico) e le attività per l'organizzazione di un tirocinio e il suo monitoraggio. 31 Con delibera del Direttore Generale n. 944/15 a oggetto “Inserimento sociale in contesto lavorativo di persone portatrici di disabilità psico-fisica, di pazienti in carico al Dipartimento di Salute Mentale e al Servizio per le Dipendenze. Nuove entità dei sussidi motivazionali”, è stata approvata la Procedura operativa per l'erogazione di incentivi/sussidi motivazionali a persone inserite in progetti di integrazione lavorativa e progetti di inserimento sociale in ambiente lavorativo. Nel corso della prima metà del 2015, l’Amministrazione Provinciale di Belluno ha attivato un gruppo di lavoro interistituzionale che ha coinvolto prevalentemente l’Amministrazione Provinciale stessa quale ente capofila, i due Gruppi Azione Locale provinciali (GAL 1 Alto Bellunese e GAL 2 Prealpi Dolomiti), le due A. Ulss provinciali, le due Conferenze dei Sindaci provinciali, le associazioni di categoria, con l’obiettivo di costruire un documento progettuale condiviso dalle realtà locali da presentare a finanziamento regionale a valere sui fondi POR FSE 2014-2020. A conclusione del percorso di lavoro è stata redatta una Proposta di intesa interistituzionale nel settore sociale per il Bellunese ai sensi dell’art. 15, comma 1, della L. R. 25/14, in cui sono presentate le seguenti cinque progettualità: Progetto 1 Azioni precoci, continue e di qualità a supporto della scelta scolastica e professionale di soggetti minori; Progetto 2. Interventi per il contrasto dell’esclusione sociale di famiglie multiproblematiche con figli minori a rischio di istituzionalizzazione; Progetto 3 Integrazione sociale e lavorativa di soggetti fragili; Progetto 4 Sistema di cura e di supporto sociale e di lavoro di comunità; Progetto 5 Servizi educativi rivolti a Bambini/Ragazzi con certificazione Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o Bisogno Educativi Speciali (BES). Su impulso della Regione del Veneto con DGR 739/15 ‘Criteri per l’assegnazione alle Aziende Ulss e l’utilizzo di risorse in accentrata regionale relative al Fondo regionale per la Non Autosufficienza 2014. DGR 181/CR del 16/12/2014’ è stato presentato un progetto dal titolo ‘Percorsi socializzanti ed occupazionali’, rivolto a persone con disabilità di età compresa tra i 18 e i 64 anni con profilo SVaMDi medio basso che presentano autonomie tali da non essere collocati nel mercato del lavoro, ma neppure da essere inseriti in centro diurno. Il progetto è stato riconosciuto meritevole di finanziamento e sarà reso operativo nel corso del 2016. 32 ASSOCIAZIONISMO E COOPERATIVISMO Molto spazio della discussione è stato dedicato al lavoro fondamentale e importantissimo delle associazioni, evidenziando una forte collaborazione e integrazione tra le stesse con condivisione di offerta. Hanno partecipato al tavolo nuove associazioni di recente costituzione e anche associazioni presenti da tempo nel territorio, ma che non operano esclusivamente nell’ambito della disabilità, rendendo in tal modo il confronto più ricco. Lo sport Si è evidenziato come il binomio sport-disabilità sia una dimensione attiva in tutte le realtà associative, diventando volano di integrazione e di gratificazione, sviluppo delle autonomie per la persona disabile. Si sottolinea, tuttavia, ancora una scarsa sensibilizzazione della popolazione rispetto all’integrazione della persona disabile in ambiti sportivi frequentati dalle persone normodotate (piscina, palestra), soprattutto per la necessità di accompagnamento, dell’utilizzo di ausili, di dubbi sulle coperture assicurative e di apertura ai cani guida nel caso di disabili sensoriali. In quest’area, molto attiva è la società cooperativa Feltreghiaccio che gestisce il Palaghiaccio e che promuove lo stesso non solo come volano sportivo, ma anche turistico, sociale ed educativo. Sono state sostenute alcune attività di coinvolgimento delle persone con disabilità, tra cui una manifestazione con le persone autistiche e una rivolta alle persone con disabilità sensoriale. L’autonomia e la vita indipendente Il consolidamento delle autonomie personali e l’acquisizione di nuove autonomie finalizzate a una vita indipendente, sono obiettivo di diverse attività progettuali promosse da molte associazioni e cooperative locali. La promozione dell’autonomia deve essere intesa a tutto campo, sia dal punto di vista della strutturazione di autonomia ‘mentale’ per la gestione della propria persona, dello spazio, dei mezzi, del denaro, sia dal punto di vista dell’autonomia fisica, per un mantenimento e ri-acquisizione della stessa a seguito di disabilità acquisite o malattie neurodegenerative. E’ importante pensare al consolidamento di esperienze e mezzi che supportano la vita indipendente. La scarsità degli stessi porta a evidenziare l’importanza di rendere patrimonio comune a tutte le realtà associative i mezzi e gli strumenti utilizzati e promossi dalle singole associazioni. Ad esempio, la fisioterapia fortemente promossa da ASSI coinvolge anche gli associati AISM, o ancora la logica con cui opera progetto 33 STACCO che cerca di mettere in accordo mezzi e volontari di tutte le associazioni che si occupano anche di trasporti per rispondere ad un numero più elevato di richieste. Si pone l’accento sll’importanza lavorare per il mantenimento delle autonomie fisiche, sostenendo l’Attività Fisica Adattata e la Fisioterapia, prestazioni già attive e promosse da qualche associazione, ma che necessitano di essere consolidate e di ulteriore sviluppo. Molte le realtà locali che stanno operando nell’ambito del dopo di noi, con prove di autonomia abitativa in appartamenti appositamente predisposti. In questa direzione, si muovono anche le associazioni che consolidano di anno in anno attività di orientamento, accompagnamento e formazione all’autonomia. Si segnala l’importanza di ragionare anche sulla possibilità di offrire un supporto psicologico in particolare a persone colpite da malattie a degenerazione progressiva, bisogno questo evidenziato soprattutto da AISM. L’associazione Blindsight Project segue processi di sensibilizzazione e di formazione in merito alla disabilità sensoriale, promuove percorsi per l’abbattimento di barriere architettoniche e la realizzazione di percorsi tattilo-plantari. ASSI ha attivato un progetto rivolto alla fascia d’età 0-6 anni in collaborazione con le scuole e alcune associazioni, per sostenere quei bambini che non sono inseriti in asilo. In collaborazione con ASSI, l’A. Ulss n. 2 ha presentato un progetto di Vita Indipendente in risposta al bando ministeriale anno 2015, ottenendo riscontro positivo sulla qualità dello stesso e accedendo al relativo finanziamento. L’ippoterapia Opera da anni nel territorio provinciale l’Associazione Nazionale Giacche Verdi che è presente sia a Sedico con un maneggio, sia a Feltre al Vincheto. L’offerta è strutturata grazie alla presenza di insegnanti abilitati all’ippoterapia, ad un pool di volontari e alla collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. E’ rivolta a persone di tutte le età, con disabilità permanente, ma anche con difficoltà temporanee. La sensibilizzazione Tutte le associazioni sono attive nell’ambito della sensibilizzazione della popolazione sul tema della disabilità. Sono attivi progetti nelle scuole, ma anche verso le istituzioni e il personale impiegato nei mezzi di trasporto. L’agricoltura sociale E’ stato istituito un tavolo di lavoro e di confronto per promuovere la nascita di esperienze di agricoltura sociale e didattica. Alcune realtà locali si stanno impegnando 34 in quest’ambito, sia per far nascere fattorie sociali e didattiche, sia per collaborare con le realtà che si stanno attivando. Elementi di criticità I volontari sono pochi e vi è bisogno di maggior sensibilizzazione della popolazione per reclutare nuove forze o di pensare a un mutuo scambio tra associazioni. Mancano volontari per l’accompagnamento. Va incrementato il lavoro di rete e la co-progettazione e la condivisione delle risorse. Per completezza, si riporta di seguito un prospetto riepilogativo della programmazione residenziale e semiresidenziale dell’Area Disabilità, ricordando che gli inserimenti nelle nuove Unità di Offerta proposte dal territorio avverranno compatibilmente con le risorse trasferite dalla Regione per la residenzialità e la semiresidenzialità delle persone disabili. STRUTTURE RESIDENZIALI ENTE GESTORE POSTI POSTI PROGRAMMATI RSA per persone disabili gravi gravissimi - BL Azienda Ulss n. 1 (convenzione Ulss n. 2 per 10 posti) 10 0 Comunità Alloggio Il Sorriso - Feltre Cooperativa Portaperta 20 0 Comunità alloggio Soteria – Seren del Grappa Associazione Soteria 7 0 Comunità Residenziale - Seren del Grappa Associazione Soteria 0 20 Comunità Alloggio - Feltre Cooperativa Portaperta 0 16 RSA per persone disabili gravi gravissimi - BL Comune di Sovramonte 0 26 Appartamenti protetti Cooperativa Portaperta 0 6 POSTI POSTI PROGRAMMATI Tabella 8 Descrizione Unità di Offerta residenziali area disabilità. Anno 2016. STRUTTURE SEMIRESIDENZIALI ENTE GESTORE Centro diurno Via Medaglie D’Oro Feltre Azienda Ulss n. 2 16 0 Centro diurno Le Casette - Feltre Azienda Ulss n. 2 12 0 Centro diurno La Birola – Feltre Cooperativa Portaperta 27 0 Centro diurno Noialtri - Mel Cooperativa Portaperta 17 0 Tabella 9 Descrizione Unità di Offerta semiresidenziali area disabilità. Anno 2016. 35 Le proposte pervenute per l’anno 2016 sono allegate al presente documento, ne costituiscono parte integrante e sono così sintetizzabili: Proposte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre: - Servizio Inserimento Lavorativo, progetto alternativo ai centri diurni di inserimento occupazionale, ‘Percorsi socializzanti ed occupazionali’ (DGR 739/15 e dal DDR 332/15); - Servizio Inserimento Lavorativo, Procedura operativa per l'erogazione di incentivi/sussidi motivazionali a persone inserite in progetti di integrazione lavorativa e progetti di inserimento sociale in ambiente lavorativo; - UOS Disabili Adulti, progetto finalizzato al mantenimento della vita indipendente delle persone con disabilità in collaborazione con ASSI, ‘Vita Indipendente Bando Ministeriale’; - Sottoscrizione della proroga dell’Accordo di Programma per l’integrazione sociale e lavorativa delle persone disabili, svantaggiate e deboli. Proroga al 31/12/2017; - Nell’ambito dell’intesa provinciale per la presentazione di progettualità a valere sui fondi regionali di cui al POR FSE, l’A. Ulss n. 2 compartecipa ai progetti di seguito riportati: Azioni precoci, continue e di qualità a supporto della scelta scolastica e professionale di soggetti minori; Interventi per il contrasto dell’esclusione sociale di famiglie multiproblematiche con figli minori a rischio di istituzionalizzazione; Integrazione sociale e lavorativa di soggetti fragili; Sistema di cura e di supporto sociale e di lavoro di comunità; Servizi educativi rivolti a Bambini/Ragazzi con certificazione Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o Bisogno Educativi Speciali (BES). Riportato integralmente il testo dell’intesa. Proposte dei Comuni: - Comune di Sovramonte, RSA per persone disabili per 26 posti letto, ‘RSA’; Proposte del terzo settore: - 36 4 AREA DIPENDENZE Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione attivate nel 2016. Il tavolo di lavoro “Area dipendenze” si è confrontato principalmente su: PANORAMICA SUL SETTORE DIPENDENZA L’utenza del Servizio Dipendenze (SerD) è abbastanza stabile (562 utenti), lievemente in calo rispetto al 2014. E’ ancora piuttosto basso il numero degli utenti con problematiche legate al gioco (27 utenti): l’ipotesi è che il fenomeno sia molto più ampio, ma le persone intercettate e seguite sono una minima parte. L’uso di droga Nella suddivisione tra abuso di alcol e uso di droghe, l’alcol coinvolge un numero maggiore di utenti (372 utenti versus 163). Ciò probabilmente perché è in calo l’utilizzo delle classiche droghe pesanti ed è molto difficile intercettare gli utilizzatori delle droghe sintetiche. Il SerD è nato e, per certi versi è ancora strutturato, per la presa in carico di questo tipo di persone. Sono state progressivamente immesse nel mercato sostanze sempre nuove, prevalentemente sintetiche o chimiche, ma a volte anche vecchie e recuperate per un consumo differente rispetto ai motivi per cui erano state sintetizzate (sostanze empatogene o prestazionali). Oggi è possibile trovare sul mercato sostanze psicoattive che rispondono a vari gusti e motivazioni di utilizzo, la cui assunzione non è legata all’utilizzo di un solo tipo, ma le vede ben associate e mescolate tra di loro. Di fronte ad una fascia più cospicua di utilizzatori occasionali, si va formando anche una fascia di assuntori problematici. In ambedue i casi, tuttavia, gli utilizzatori non arrivano, se non in numeri molto ridotti, al SerD, in parte perché l’assunzione non dà effetti devastanti e di forte dipendenza da subito, in parte perché se assunte con l’alcol, l’effetto di quest’ultimo viene percepito, anche in pronto soccorso (quindi in situazioni di emergenza), come la sostanza che dà origine a problematiche di tipo fisico, e quindi non consente di valutare l’assunzione di altro. In più non provocano immediato degrado psicofisico, come per esempio avviene 37 con l’assunzione di eroina e risulta, quindi, difficile individuare gli assuntori, ma anche riconoscersi in quanto tali. Questa situazione rappresenta un’ulteriore sfida per gli operatori del SerD, che risentono ancora di una strutturazione del servizio pensato primariamente per gli utilizzatori di eroina e delle altre classiche droghe. Gli operatori, inoltre, si trovano a fronteggiare complessivamente il problema della dipendenza: la domanda, l’uso, l’abuso, la dipendenza, di sostanze legali (alcol e tabacco) e illegali, di tecnologia, di gioco, di giovani e occasionali assuntori, di storici consumatori, di alcolisti e di persone inviate dalle forze dell’ordine a seguito del ritiro della patente. Un vasto insieme di soggetti e di problematiche, tutti sì riconducibili alla dipendenza, ma con storie, vissuti e aspettative fortemente differenti. L’abilità del SerD diventa, dunque, quella di ricercare necessarie alleanze e collaborazioni tra servizi (Ulss, scuole, forze dell’ordine, comunità terapeutiche, associazioni e terzo settore), costruire rapporti collaborativi e complementari, finalizzati alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. L’uso di alcol Anche in tema di alcol, c’è da fare una distinzione: a fronte dell’insieme dei soggetti seguiti, solo un terzo è composto da alcolisti nel senso stretto del termine, mentre gli altri sono soggetti che, trovati alla guida positivi per la seconda volta all’alcoltest dalle forze dell’ordine, vengono inviati obbligatoriamente al SerD. Il gioco d’azzardo patologico Il gioco d’azzardo patologico è in costante aumento. Il ministero non ha ancora determinato se questa dipendenza rientra o meno nei LEA, ma ha solo dato indicazione che i soggetti che presentano questa problematica si possono rivolgere al SerD. Per il tipo di conseguenze che questa dipendenza provoca, una delle prime strade da intraprendere è quella di mettere in sicurezza il patrimonio della persona stessa e/o dei familiari. Per questo è spesso necessario ricorrere alla figura dell’amministratore di sostegno, che non è sempre facile da individuare soprattutto quando non sono disponibili né parenti, né amici. Si presuppone, anche guardando alle statistiche, che il fenomeno sia molto più diffuso rispetto a quanti sono effettivamente intercettati dal SerD. Il Comune di Feltre ha scelto di valorizzare, anche con sconti sulla tassazione (tassa sui rifiuti), i locali che scelgono di non utilizzare le slot machine. Ha previsto, inoltre, uno spettacolo teatrale il cui tema principale è il gioco d’azzardo e l’esposizione di opere 38 sviluppate, sempre sullo stesso tema, dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Tommaso Catullo di Belluno. Si è ancora in attesa della legge che indichi una delimitazione fisica dei locali che utilizzano le slot, rispetto alle scuole e ad altri servizi e spazi pubblici. Il Comune di Alano di Piave invita a ragionare sulla possibilità di attivare in una struttura di proprietà (ex albergo ristrutturato) un centro per la cura della dipendenza da gioco. La struttura è molto grande e bisognerebbe quantomeno fare un ragionamento a livello di area vasta (Ulss della provincia di Belluno e di Treviso). La dipendenza da tabacco Non si ha la percezione di quanto fumare danneggi il fisico, eppure le statistiche evidenziano come i danni fumo-correlati siano ben più elevati anche rispetto a droga e alcol. Nel 2015 è stato attivato un ambulatorio di tabaccologia in collaborazione con la pneumologia. L’idea è di svilupparlo ulteriormente, rafforzando la collaborazione anche con la cardiologia. Altre dipendenze Molto rari i casi da dipendenza da tecnologia, ma comunque presenti. In questo campo vince la prevenzione, cercando di focalizzare l’attenzione dei giovani sul buon utilizzo degli strumenti multimediali e sugli elementi critici e pericolosi del loro uso, lavorando anche con le famiglie (frequenti i casi in cui sono i genitori a dotare i figli di smartphone o tablet senza utilizzare gli appositi dispositivi di parental control o ad attivare profili Facebook prima dell’età consentita) e con le scuole. LA PREVENZIONE Gli operatori del SerD sono molto presenti nelle scuole, soprattutto valorizzando lo strumento delle Unità Didattiche di Apprendimento, in modo tale che l’attenzione sul tema sia costante e permei le varie materie di studio. E’ importante lavorare sulle life skills, letteralmente competenze di vita: il termine life skills è generalmente riferito ad una gamma di abilità emotive, relazionali e cognitive di base che permettono alle persone di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale è possibile affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana. 39 In quest’area proseguono e si consolidano una serie di attività e servizi avviati negli scorsi anni quali: Early Detection, Polo Adolescenti, sede distaccata del SerD Danza del Tempo. Il Polo Adolescenti, che è un servizio ‘neutro’ cui i giovani e gli adulti di riferimento possono rivolgersi per un confronto con esperti. Sono coinvolti gli operatori del Servizio Dipendenze, gli operatori del Consultorio Familiare, gli operatori del Servizio Età Evolutiva e gli operatori del Dipartimento della Salute Mentale. E’ un’offerta da strutturare meglio e rispetto cui è necessario pensare ad una sede realmente ‘neutra’, rispetto ai servizi territoriali e ospedalieri in cui è attualmente inserito e che sono marcatamente connotati. In tema di prevenzione funziona molto bene il percorso di peer education attivato alcuni anni fa in collaborazione con il SePS e già citato nell’ambito della trattazione dei bisogni legati a minori, giovani, famiglia. LA DOPPIA DIAGNOSI Il Dipartimento Salute Mentale è presente in modo costante e altamente professionale nel campo della doppia diagnosi, sia affiancandosi al SerD, sia affiancandosi alla comunità terapeutica di tipo C Dumia, che gestisce prevalentemente persone appartenenti a questa tipologia. La CT Dumia gestisce casi molto complessi e a volte marcatamente psichiatrici. In questi ultimi casi, la metodologia da seguire per contenere la dipendenza da sostanze normalmente applicata, non funziona e va ripensata una strategia differente. LO SGANCIO I soggetti seguiti per lungo tempo dalle comunità terapeutiche faticano a rientrare nella vita normale. Per tale motivo ambedue le strutture presenti nel territorio, hanno valutato percorsi di sgancio progressivo attivando appartamenti o housing sociale in cui sia presente un minimo di controllo quotidiano da parte degli operatori. Molti degli utenti, soprattutto coloro per cui è previsto anche un periodo di sgancio, restano a vivere nel territorio Feltrino, pur provenendo da altri territori e anche da fuori regione. Operare per facilitare l’inserimento lavorativo va sicuramente in questa direzione, quindi aiuta uno sgancio controllato, anche se l’offerta lavorativa è ancora molto legata alla stagionalità. Positiva la rivalutazione dell’agricoltura sociale che sembra essere una 40 buona risposta per soggetti ancora fragili, quali quelli seguiti nell’ambito delle dipendenze. ASSOCIAZIONISMO E COOPERATIVISMO I due ACAT (Feltre e Dolomiti Feltrine) sono molto attivi e presenti nel territorio, anche se mancano servitori-insegnanti e questa carenza ha determinato la riorganizzazione dei club. E’ previsto un interclub regionale che si terrà a Sedico e un corso di sensibilizzazione. L’ACAT Dolomiti Feltrine ha attivato nel 2015 un gruppo di auto mutuo aiuto rivolto a persone con problemi di gambling, che è tuttora attivo. La cooperativa Dumia e l’Associazione Movimento Fraternità Landris, promuovono l’inserimento lavorativo di soggetti con fragilità, anche a seguito di un percorso di disintossicazione, pensato anche in ambito agricolo. Le associazioni evidenziano la difficoltà a trovare volontari. E’ nata una nuova associazione Indaco, che si pone a sostegno dei familiari di persone che hanno problemi di dipendenza, che avrà sede a Feltre presso lo Sportello Donna. Si riepilogano di seguito le Unità di Offerta dell’area Dipendenze attualmente presenti nel territorio: STRUTTURE RESIDENZIALI ENTE GESTORE POSTI AUTORIZZATI E ACCREDITATI POSTI AUTORIZZARE E ACCREDITARE CT Servizio residenziale di tipo C DUMIA Cooperativa Dumia 18 10 CT Servizio residenziale di tipo A LANDRIS Associazione Movimento Fraternità Landris 12 0 Tabella 10 Descrizione Unità di Offerta residenziali area Dipendenze. Anno 2016. Non sono state presentate nuove proposte da attivare nell’anno 2016. 41 5 AREA SALUTE MENTALE Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione attivate nel 2016. Il tavolo di lavoro area Salute Mentale si è confrontato su: DOTAZIONE ORGANICA E STRUTTURALE DEL DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE Sono state sostituite le figure professionali dello psicologo e dello psichiatra ed è stata integrata nuovamente, anche se a part-time, la figura professionale dell’assistente sociale. Nel corso dell’anno 2015 la scelta strategica è stata quella di spostare l’asse operativo dall’ospedale al territorio, indicazione che si intende perseguire anche nel 2016. Nel 2015 il CSM conta 1.669 utenti che hanno avuto almeno una visita, sono stati fatti 326 ricoveri presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC), 3.200 visite complessive, 1.800 visite a domicilio. Per quanto riguarda gli utenti in carico, è interessante osservare che 448 sono nuovi casi visti nell’anno e che 958 utenti hanno avuto almeno 3 contatti in un anno. La riorganizzazione delle Unità di Offerta del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) punta ad avere una differenziazione di risposta ai bisogni, ma anche una dimensione di utenza (pochi per struttura) che consenta un approccio e un’assistenza più moderni. Sono stati disattivati 5 minialloggi rivolti a persone con problematiche psichiche, a favore dell’istituzione della nuova Unità di Offerta (rispettosa delle indicazioni della DGR 1616/08) Gruppo Appartamento Protetto per 4 posti ad utenza mista. E’ ipotizzata la chiusura per trasferimento del Centro Diurno, sito presso la CTRP di Feltre, al fine di potenziarlo prevedendo l’attivazione di un massimo di 20 posti. E’ ipotizzata la chiusura per trasferimento della Comunità Terapeutica Residenziale Protetta sita a Feltre, al fine di potenziarla prevedendo l’attivazione di un massimo di 14 posti. E’ prevista la chiusura definitiva delle tre RSA di superamento psichiatrico, di cui due nel Comune di Cesiomaggiore e una nel Comune di Feltre, a favore della loro trasformazione in Comunità Alloggio di tipo Estensivo con modifica della capacità ricettiva (DGR 1616/08). 42 E’ prevista la chiusura delle due Comunità Alloggio Estensive modulo 1 e modulo 2 nel Comune di Cesiomaggiore, determinata dalla contrazione degli ospiti e dalla riorganizzazione generale delle Unità di Offerta. Continua l’impegno del Dipartimento nella lotta allo stigma e nell’inclusione sociale, attraverso la programmazione di varie iniziative che vedono coinvolte le scuole, che prevedono scambi con DSM di altre Ulss e di altre Regioni, che coinvolgono i soggetti del terzo settore che operano nel territorio. Si rafforza l’attività del Centro di 1° livello per i Disturbi del Comportamento Alimentare. Si consolida la collaborazione degli operatori del DSM nell’ambito del Polo Adolescenti, offrendo specifiche consulenze ed eventuali prese in carico. COMUNI I Sindaci sono molto sensibili a quest’area di bisogno. Manifestano la sensazione che le problematiche psichiatriche siano in aumento, quasi in modo allarmante. Sicuramente il contesto legato alla crisi economica contribuisce ad acuire le difficoltà personali. E’ importante pensare a una sensibilizzazione dei Medici di Medicina Generale in tema di disturbi a carattere psichiatrico, affinchè contribuiscano ad abbattere lo stigma proprio dei servizi della salute mentale, che troppo spesso sono suggeriti solo come ultima proposta di cura. Il Sindaco di Cesiomaggiore evidenzia come la frazione di Pullir sia stata per molti anni interessata dalle scelte strategiche dell’Azienda Ulss in tema di salute mentale, allocando diverse colonie, anche in funzione della zona a carattere prevalentemente agricolo, che ben si è prestata a inserimenti lavorativi di persone con problemi psichiatrici e in generale all’ergoterapia. In una progressiva situazione di contrazione dell’utenza, tuttavia, la frazione stessa sta perdendo identità e dà l’idea di essere progressivamente abbandonata a se stessa, anche grazie alla presenza di tutte le ex colonie che ormai sono in stato di forte degrado. E’ il momento di pensare a un’importante opera di riqualificazione del territorio, cercando di portare servizi residenziali specialistici (ad esempio, per la cura dei disturbi dei comportamenti alimentari o per la cura della depressione) che restituiscano dignità al paese e che, secondariamente, fungano da volano per l’economia locale. In questa direzione, il comune si impegna nel ricercare fonti di finanziamento che possano sostenere scelte aziendali che vadano in questa direzione. Conferma, inoltre, che alcuni soggetti privati stanno già operando una riqualificazione di edifici storici abbandonati in altre frazioni 43 (Cossalter) che, se ben collegati, potrebbero dare un valore aggiunto a scelte importanti per la frazione di Pullir. ASSOCIAZIONISMO E COOPERATIVISMO - Comitato per Pullir del Terzo Millennio: da molti anni opera nella frazione riportando in vita lavori e usanze di un tempo, coinvolgendo anche gli ospiti delle strutture psichiatriche. Organizza attività di coesione sociale e di promozione della frazione di Pullir. Obiettivo del Comitato è di trovare una sede dignitosa nella frazione (tipo ex colonia n. 9) dove poter proporre stabilmente iniziative di aggregazione e di promozione, che funga da centro di aggregazione e di riunione anche per le altre realtà esistenti nel comune; - Associazione DIAPSIGRA: è in fase di fusione con l’Associazione nazionale AITSAM sede di Belluno. Propongono attività di auto mutuo aiuto, attività a carattere socializzante e di tipo educativo; - Cooperativa KCS: osserva come si stia concludendo un periodo storico che ha visto la nascita e lo sviluppo delle RSA di superamento psichiatrico, dal momento che l’anno 2016 ne vede la definitiva chiusura con l’avvio di Comunità Alloggio di tipo Estensivo che prevedono un altro modello assistenziale. Gli utenti non sono più anziani provenienti dagli ex manicomi e in un certo senso ‘abituati’ a un lungo periodo di residenzialità protetta (alcuni inseriti in struttura da 50 anni), ma giovani con altre esperienze di vita, con diverse patologie, spesso in regime di inserimento lavorativo; - Cooperativa Oriente: propone diverse attività educative e socializzanti (pittura, uncinetto, bricolage, creazione di cornici, ecc.). I prodotti creati sono venduti nei mercatini e danno un po’ di respiro per promuovere altre attività. E’ un periodo difficile per gli inserimenti lavorativi; - Cooperativa Dumia: la cooperativa sta consolidando le attività di housing sociale rivolte a persone che non sono in grado di autogestirsi e che provengono da esperienze di vita piuttosto complicate. Lavorare in quest’ambito pone dei problemi per i percorsi di accreditamento che non sono definiti. Altro filone di intervento è l’inserimento lavorativo di soggetti fragili, che tuttavia risente della stagionalità, arrivando ad impiegare un buon numero di persone nei mesi estivi (con attività legate per lo più allo sfalcio dell’erba) e soffrendo molto della contrazione del mercato del lavoro nei mesi invernali. 44 Si riepilogano di seguito le Unità di Offerta del DSM, così come saranno definite in seguito alla riorganizzazione in corso che prevede la chiusura delle RSA di superamento psichiatrico e la loro riconversione in Unità di Offerta previste dalla DGR 1616/08: STRUTTURE RESIDENZIALI ENTE GESTORE N. PL ATTUALE N. PL IN PROGRAMMAZIONE 2016 SPDC A. Ulss n. 2 12 0 CTRP L’Alba A. Ulss n. 2 12 +2 (trasferimento) Comunità Alloggio modulo di base di Cart A. Ulss n. 2 6 0 Comunità Alloggio modulo di base di Pullir A. Ulss n. 2 10 0 Comunità Alloggio modulo estensivo n. 1 A. Ulss n. 2 20 CHIUSO Comunità Alloggio modulo estensivo n. 2 A. Ulss n. 2 20 CHIUSO RSA n. 1 di Pullir mod. 2 A. Ulss n. 2 18 CHIUSO RSA n. 1 di Pullir mod. 4 A. Ulss n. 2 17 CHIUSO RSA n. 2 di Feltre A. Ulss n. 2 55 CHIUSO Comunità Alloggio modulo estensivo n. 3 A. Ulss n. 2 0 20 Comunità Alloggio modulo estensivo n. 4 A. Ulss n. 2 0 20 Comunità Alloggio modulo estensivo Gaggia Est A. Ulss n. 2 0 12 Comunità Alloggio modulo estensivo Gaggia Ovest A. Ulss n. 2 0 12 Gruppo Appartamento Protetto A. Ulss n. 2 0 4 Tabella 11 Descrizione Unità di Offerta residenziali area salute mentale. Programmazione anno 2016. Alcune note per chiarire e riepilogare i vari passaggi che porteranno alla situazione sopra descritta: - la CTRP che attualmente trova collocazione nel Comune di Feltre, verrà chiusa per trasferimento in nuova sede e ampliata fino ad una capienza massima di 14 posti letto. La chiusura avverrà a seguito di individuazione di nuova sede (secondo i parametri dettati dalla DGR 1616/08) e di effettiva apertura della stessa; - la chiusura delle RSA di riconversione prevede alcuni passaggi: 45 1. la chiusura delle RSA di riconversione psichiatrica è coincisa con la valutazione in UVMD degli utenti storicamente provenienti dagli ex Ospedali Psichiatrici. Per alcuni è stato scelto il trasferimento in Centro Servizio per Persone Anziane Non Autosufficienti, determinato dalla modifica del bisogno assistenziale (utenti che hanno raggiunto un’età anagrafica maggiore o uguale ai 65 anni, sono privi di problematiche di tipo comportamentale e manifestano bisogni legati ad un’assistenza di tipo socio-sanitaria); 2. la contrazione degli ospiti determinata dall’allocazione in Centro Servizio per Persone Anziane Non Autosufficienti e dal naturale decesso di alcuni altri, ha portato alla definitiva chiusura delle due Comunità Alloggio di tipo Estensivo Sperimentale (modulo 1 e modulo 2) da 20 posti letto ciascuno di che insistevano nel comune di Cesiomaggiore; 3. la RSA n. 1 modulo di Pullir 2, da 18 posti letto, viene chiusa e riqualificata come nuova Unità di Offerta denominata Comunità Alloggio Modulo Estensivo n. 3 per complessivi 20 posti letto; 4. la RSA n. 1 modulo di Pullir 4, da 17 posti letto, viene chiusa e riqualificata come nuova Unità di Offerta denominata Comunità Alloggio Modulo Estensivo n. 4 per complessivi 20 posti letto; 5. la RSA n. 2 modulo di Feltre, da 55 posti letto, viene chiusa e riqualificata come due nuove Unità di Offerta, per una capienza di 12 posti letto ciascuna, denominate Comunità Alloggio Modulo Estensivo Gaggia Est e Comunità Alloggio Modulo Estensivo Gaggia Ovest; - resta inteso che la necessità di avere comunità alloggio di tipo estensivo di 20 posti ciascuna (modulo 3 e modulo 4 di Pullir) è collegata al numero ancora molto elevato di pazienti con disagio psichico presenti nel territorio e alla progressiva dismissione delle RSA di superamento psichiatrico, come da allegato A della DGR 748/11. - si evidenzia che la definizione delle Unità di Offerta così come sopra descritte, è in via di realizzazione dal momento che si sono da poco completati i lavori a carattere strutturale di adeguamento antincendio (art. 20 L. 67/88) del modulo 4 di Pullir; - con l’anno 2016 si risolve definitivamente la prescrizione relativa alla presenza di strutture RSA di superamento psichiatrico, non coerenti con la DGR 1616/08. 46 Si riepiloga di seguito lo status quo delle Unità di Offerta a carattere semiresidenziale STRUTTURE SEMIRESIDENZIALI ENTE GESTORE N. PL ATTUALE N. PL IN PROGRAMMAZIONE 2016 Day Hospital Territoriale A. Ulss n.2 7 0 Centro Diurno Cart A. Ulss n.2 10 0 Centro Diurno Pullir A. Ulss n.2 6 0 Centro Diurno L’Alba Feltre A. Ulss n.2 15 +5 (trasferimento) Tabella 12 Descrizione Unità di Offerta semiresidenziale area salute mentale. Programmazione anno 2016. In riferimento al Centro Diurno L’Alba, che attualmente trova collocazione nel Comune di Feltre (presso la CTRP), rispetto cui è stata fatta domanda di nuova autorizzazione nel corso del 2015, si ricorda che è prevista la chiusura per trasferimento in nuova sede, con ampliamento per una previsione massima di 20 utenti. La chiusura del centro diurno avverrà a seguito di individuazione di nuove sede e di effettiva apertura della stessa. Le proposte pervenute per l’anno 2016 costituiscono parte integrante del presente documento di programmazione e sono così sintetizzabili: Proposte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre: - DSM, offrire risposta a persone con problemi psichiatrici che necessitano di azioni di accompagnamento per il ritorno ad una vita autonoma, Gruppo Appartamento Protetto da 4 posti letto. Proposte dei Comuni: Proposte del terzo settore: - Associazione DIAPSIGRA, attività di socializzazione e integrazione, di educazione all’auto mutuo aiuto, di educazione all’autonomia, Week-end Gruppo Airone. 47 6 AREA MARGINALITÀ E INCLUSIONE SOCIALE E IMMIGRAZIONE Gli orientamenti strategici tracciati nella programmazione 2011-2015 e confermati anche in sede di ripianificazione 2015, trovano pieno riscontro nelle iniziative di mantenimento, potenziamento, innovazione attivate nel 2016. Il tavolo di lavoro “Area marginalità, inclusione sociale e immigrazione” si è confrontato principalmente su: IMMIGRAZIONE E FINANZIAMENTI Proseguono le attività che hanno avuto origine dal Piano Integrazione Sociale e Scolastica promosso dalla Regione del Veneto, soprattutto per quanto concerne l’integrazione linguistica degli adulti e l’integrazione scolastica dei bambini. E’ stato attivato in collaborazione con l’ENAC un corso di formazione rivolto a operatori dei servizi sociali sul tema dell’autobiografia e, visto il positivo impatto ed esito, verrà riproposto anche per il 2016 nel territorio provinciale. Per quanto riguarda il fenomeno dell’immigrazione, dopo il calo evidenziato, quantomeno a livello statistico, all’inizio della crisi economica, dovuto anche all’allontanamento di coniuge e figli con il rientro al paese di origine, sembra esserci ora un aumento. In parte, rientrano i soggetti usciti per la contrazione delle risorse economiche, dall’altro c’è maggiore richiesta di cittadinanza per potersi spostare nell’area Schengen con maggior tranquillità. Le assistenti familiari private che risiedono qui per lavoro e provengono dall’Est Europa, cercano sistemazione per i figli, in particolar modo maschi, per evitare l’arruolamento obbligatorio e si sta assistendo all’arrivo di minorenni di 16-17 anni e di ragazzi di 18 anni che vengono inseriti a scuola o che restano presso qualche familiare (generalmente qualche zio). Il Comune di Feltre organizza anche per il 2016, su proposta dei laboratori di cittadinanza attiva, la festa dei popoli. 48 SCOLARIZZAZIONE DEGLI ADULTI Il 2015 ha visto l’istituzione del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA ex CTP) che per la provincia di Belluno ha attualmente tre sedi operative a Pieve di Cadore, a Feltre e a Belluno. Il CPIA propone e sviluppa corsi per il diploma di terza media per gli adulti italiani, ma anche per la chiusura del ciclo delle scuole dell’obbligo per chi non l’ha conseguito. Segue tutta l’area dell’alfabetizzazione rivolta agli stranieri, proponendo corsi a più livelli. PROFUGHI L’arrivo dei cosiddetti profughi si sta facendo più marcato rispetto all’ultimo biennio. Adesso sono circa 110 e tra i comuni dell’Ulss n. 2 sono collocati principalmente a Feltre. In Provincia sono circa 430, per lo più di giovane età. In questi ultimi mesi si assiste a un nuovo aumento dovuto alla chiusura alle frontiere di alcuni stati, tra cui soprattutto l’Austria. E’ importante, se dovesse aumentare ancor più il numero, pensare a una distribuzione più omogenea tra territori comunali, al fine di non creare situazioni di concentrazione che potrebbero creare difficoltà nell’agevolare l’integrazione delle persone straniere e dare vita a tensioni sociali. I profughi non provengono più solo dall’Africa, ma sono sempre più frequenti persone dal Bangladesh, Pakistan e Afganistan. I profughi provenienti da questi ultimi paesi sono ben organizzati, non hanno interesse a rimanere in Italia e mirano a raggiungere parenti e amici in altri stati. Alcuni di questi lavoravano in Siria e non riuscendo a raggiungere la propria patria per le vie normali, devono affrontare un lungo viaggio per cercare di rientrare a casa. Conoscono sufficientemente le leggi sull’immigrazione e cercano di non farsi identificare qui in Italia, evitando così di rimanere legati al nostro Paese per la richiesta di asilo politico. E’ proposto a tutti il corso di alfabetizzazione della lingua italiana, che, pur essendo obbligatorio, non è seguito da tutti i giovani arrivati e molti si trasferiscono a corso iniziato. A sostegno dei profughi partecipa anche la Caritas soprattutto con il vestiario, integrando quanto dato dalle cooperative. 49 Un ragionamento importante è stato fatto per i profughi minori di età (finora comunque molto vicini ai 18 anni) che sono inseriti presso i locali messi a disposizione per gli adulti, con un attenzione in più, organizzando un’accoglienza residenziale appropriata. Stessa scelta è stata fatta per le poche famiglie finora arrivate e per le donne incinte, che sono ospitate presso Casa Coletti, locale nato per ospitare donne, o mamme e figli, che vivono situazioni difficili. Si ricorda che non si può più parlare dei profughi come una situazione di emergenza, perché i tempi di chi sceglie di rimanere in Italia per perfezionare la richiesta di asilo politico sono di circa due anni, tra richiesta e ricorso. Dopo già due mesi potrebbero inserirsi in un percorso lavorativo. Si dovrebbe pensare a situazioni lavorative nuove, da sostenere con i voucher o altro tipo di inserimento. L’accoglienza, oltre ad essere propria di una società civile, porta anche dei vantaggi poiché comunque le risorse stanziate per provvedere ai bisogni dei profughi restano qui (si pensi ai costi per i beni alimentari, il vestiario, per gli affitti di case che altrimenti rimarrebbero sfitte). Va rilevato, per completezza, che dei profughi finora arrivati e che hanno avuto il riconoscimento dello status di rifugiati, nessuno è rimasto a vivere in Provincia. MARGINALITA’ I progetti Il progetto finanziato dalla Fondazione Cariverona per il triennio 2013-2015 e che coinvolge tutti i 17 comuni del territorio dell’A. Ulss n. 2 di Feltre ‘Partire dai margini per risalire’ e il progetto promosso dalla Regione del Veneto ‘Reddito di Ultima Istanza’, sono basilari per consentire gli interventi in quest’area e tenerla sufficientemente sotto controllo. Il primo finanzia operativamente dal 2014 l’inserimento lavorativo di persone che sono al di fuori del mercato occupazionale e senza ammortizzatori sociali (tramite voucher o con l’appoggio di cooperative) e il sostegno economico per il pagamento di canone di locazione e di utenze. Proseguirà fino a giugno 2017. Il secondo è finalizzato al recupero e al reinserimento sociale e/o lavorativo delle fasce socialmente deboli. Gli utenti coinvolti sono per lo più di età compresa tra i 45 e i 55 anni, per metà stranieri e per metà italiani, per lo più con bassa o nulla scolarizzazione, appartenenti a famiglie multiproblematiche. 50 Le strutture di accoglienza La Caritas ha ultimato i lavori della struttura di prima accoglienza mettendo a disposizione 6 posti letto per un periodo di tempo molto breve (1-10 notti) e ha finito la ristrutturazione degli 8 appartamenti di cui dispone usati per rispondere a varie necessità e che sono disponibili per tempi un po’ più lunghi (5-6 mesi). E’ importante che i tempi di turn over siano rispettati, soprattutto dagli operatori che si fanno portavoce delle necessità delle persone inserite, sia per rispondere alle esigenze di un numero più elevato di utenti, sia perché sono appartamenti pensati per ‘emergenza’ e non per inserimento definitivo (a titolo di esempio, in un appartamento costituito da due stanze e un bagno inserire una famiglia di 5 persone può andar bene solo in situazioni fortemente emergenziali e di breve periodo). La cooperativa Dumia ha consolidato il settore dell’housing sociale destinando alcuni posti a soggetti marginali che vanno seguiti quotidianamente seppur in modo blando. Anche l’Associazione Movimento Fraternità Landris ha attivato un appartamento per la marginalità (progetto Pegaso) che è sito presso l’A.Ulss di Belluno. E’ attiva Casa Coletti per l’accoglienza delle donne in difficoltà. La Caritas è presente anche nel settore dei beni alimentari (pacchi e banco alimentare), nel settore del vestiario e in quello dei mobili. Sostegno economico Anche sul fronte dell’aiuto economico, grazie all’azione di più soggetti (tra cui si cita a titolo d’esempio, Caritas, San Vincenzo de Paoli, Centro Aiuto alla Vita, Croce Rossa Italiana, parrocchie e associazioni varie), si è riuscito a fare molto, ma solo per tamponare le emergenze, non per dare un aiuto concreto e ‘definitivo’ per uscire dai margini. E’ indicativo della gravità della situazione economica anche il fatto che, per la prima volta, si registra un calo sensibile nelle offerte alla Chiesa e ciò significa che i soldi che prima erano dati in carità, oggi sono impiegati per aiutare i congiunti e i parenti. I comuni sono preoccupati per la crisi sempre più incalzante, molti i prestiti a fondo perduto, sempre meno quelli cosiddetti d’onore per l’impossibilità di ripianarli. Preoccupano i marginali ai margini della marginalità, giro di parole per dire che per quanto si faccia a sostegno della fragilità economica, molti sono quelli per cui vivere ai margini è una situazione ormai strutturata, su cui ben poco si può incidere. Si ricorda che si fanno più frequenti le situazioni di uomini che hanno divorziato, il cui tenore di vita precipita, arrivando alla soglia della povertà o, comunque, rendendo difficoltoso il trovare un altro luogo in cui vivere. 51 Aumenta l’abbandono scolastico soprattutto dei figli di famiglie con difficoltà. Sarebbe importante sostenere con forza progetti similari a ‘Reti di famiglia’, ricreando un auto aiuto tra famiglie vicine o conoscenti, anche nella cura dei figli, ma non solo. Quando si parla di reinserimento o di inserimento nel mercato del lavoro, non va trascurata la necessaria riflessione sulle capacità e abilità lavorative della persona e i lavori effettivamente disponibili. Amministratore di Sostegno Lo sportello amministratore di sostegno, attivato in collaborazione con il Comitato d’Intesa e il CSV, è diventato un importante punto di riferimento e di incontro tra le diverse categorie di persone interessate e coinvolte nell’amministrazione di sostegno, in quanto svolge diverse attività per la comunità: - informazione e formazione ai rappresentanti delle associazioni impegnate nel settore della promozione e della tutela della persona e degli enti, agli operatori socio sanitari, ai cittadini; - lavoro in rete e coordinamento territoriale per iniziative mirate alla sensibilizzazione ed al potenziamento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno; - collaborazione con gli uffici provinciali, giudiziari, comprensoriali; - consulenza e accompagnamento per l’avvio della procedura di nomina dell’amministratore di sostegno; - aggiornamento e approfondimento di studi e di prassi consolidate a livello nazionale ed europeo per migliorare l’applicazione normativa; - raccolta documentazione. Le proposte pervenute per l’anno 2016 sono allegate al presente documento, ne costituiscono parte integrante e sono così sintetizzabili: Proposte dell’Azienda Ulss n. 2 di Feltre: Proposte dei comuni: Proposte del terzo settore: 52 - CEIS, offrire ospitalità residenziale a soggetti in situazione di disagio sociale e abitativo, ‘Abitaresociale.bl’; - Cooperativa Oriente, proposta di laboratori per lo sviluppo di nuove forme di conoscenza finalizzate al lavoro, ‘Laboratori della cooperativa Oriente’. 53 7 STRUTTURE DI RICOVERO INTERMEDIE TERRITORIALI e COT STRUTTURE DI RICOVERO INTERMEDIE TERRITORIALI Benché si tratti di unità di offerta che, seppur territoriali, sono a completa valenza sanitaria, si riepiloga di seguito l’attuale situazione delle strutture di ricovero intermedio extra ospedaliere: STRUTTURA SOGGETTO GESTORE E LOCAZIONE POSTI Hospice Ulss n. 2 di Feltre 7 SAPA Azienda Feltrina Servizi Persona – Comune di Feltre 10 Ospedale di Comunità Parrocchia S. Antonio Abate – Alano di Piave 20 Strutture in fase di attivazione A seguito di ottenuta autorizzazione all’esercizio, è in fase di attivazione l’Unità di Offerta rivolta a pazienti in stato vegetativo permanente, rispetto cui si sta procedendo alla stesura della convenzione e del regolamento. STRUTTURA SVP SOGGETTO GESTORE E LOCAZIONE Azienda Feltrina Servizi Persona – Comune di Feltre POSTI 4 Strutture in stato di programmazione Alla fine del 2015 è stata avviata dall’Azienda Ulss n. 2 di Feltre, una procedura per l’allocazione nel territorio di un nucleo di Unità Riabilitativa Territoriale per un totale di 7 posti. Come da indicazioni contenute nel documento di Ripianificazione anno 2014, l’ipotesi che ha guidato la procedura, è stata quella di allocare il nucleo nell’ambito territoriale dell’AFT Est Feltrino. STRUTTURA URT LOCAZIONE POSTI 7 54 CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE La Centrale Operativa Territoriale (COT) è stata ufficialmente istituita a fine dicembre 2014 e inserita in staff alla Direzione dei Servizi Sociali e della Funzione Territoriale. E’ l’elemento cardine dell’innovazione del modello della continuità assistenziale e si integra con i principali sistemi assistenziali rappresentati dal complesso ospedaliero, dal territorio, dalle strutture di ricovero intermedie, dalle strutture residenziali e semiresidenziali. L’obiettivo generale della COT è di assicurare la risposta più appropriata all’utente ‘fragile’ segnalato dai soggetti della rete assistenziale. Fra le principali nuove attività in programma per il 2016, la COT: - si inserisce nella procedura aziendale che identifica le modalità di segnalazione dell’utente fragile ricoverato, ai fini di un’eventuale presa in carico da parte dei servizi territoriali, attivando, se necessario, gli ulteriori strumenti utili alla valutazione dei casi e collaborando alla formulazione del loro più idoneo percorso assistenziale intra ed extra ospedaliero. - avvia un progetto con la COT dell’A. Ulss n. 1, che tende ad uniformare il modello di pianificazione della dimissione sopra descritto a tutti i ricoverati e che diventa anche la modalità di segnalazione dei residenti Ulss n. 2 ricoverati presso l’Ulss n. 1 ai fini di una eventuale presa in carico da parte delle varie unita d’offerta. 55 Sezione 4 ALLEGATI Tabella Regionale 2/A Tabella Regionale 2/B Tabella Regionale 2/C Tabella Regionale 2/D SCHEDE PROGETTO area famiglia, infanzia adolescenza – Ulss n. 2 – Interventi a favore della persona e della famiglia area famiglia, infanzia adolescenza – Cooperativa Portaperta – Lavorattivi area famiglia, infanzia adolescenza – Associazione Dafne – Il teatro dei giovani area persone anziane – Comune di Sedico – Posso stare a casa! area persone anziane – CSNA Padre Kolbe – Con – tatto in atto area disabilità – Comune di Sovramonte – RSA persone disabili area disabilità – AIPD – Lavoratori si diventa area disabilità – Ulss n. 2 – Procedura operativa per l’erogazione di incentivi/sussidi motivazionali area disabilità – Ulss n. 2 – Percorsi socializzanti ed occupazionali (DGR 739/15) area disabilità – Ulss n. 2 – Vita Indipendente Bando Ministeriale area salute mentale – Ulss n. 2 – Gruppo Appartamento Protetto area salute mentale- DIAPSIGRA – Week end Gruppo Airone area marginalità, inclusione sociale e immigrazione – CEIS – Abitaresociale.bl area marginalità, inclusione sociale e immigrazione – Cooperativa Oriente Laboratori Proposta di intesa inter-istituzionale nel settore sociale per il Bellunese (ai sensi dell’art. 15, comma 1, della Legge Regionale del Veneto 8 agosto 2014, n. 25) 56