Ottobre - ztlfreepress

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Ottobre - ztlfreepress
N°85 OTTOBREE 2014 FREEPRESS
EDITORIALE
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Settembre è stato un mese denso di eventi per la nostra città che sono terminati con l’apertura di
Eataly. Un’inaugurazione piena di polemiche ma anche di curiosità, un evento che, di fatto, ha creato un
cambiamento. Non voglio addentrarmi in sterili polemiche e mi piace pensare, tout court, ad un’apertura
positiva per Piacenza. Quello che vedo, in generale, anche per questo mese di ottobre è fermento, voglia
di coinvolgere la città e di farla uscire. Mi piace. Mi piace vedere Piacenza che si muove. E’ un po’ anche
la nostra filosofia, ZTL si muove, racconta e scopre.
Non perdetevi i quattro appuntamenti segnalati da Carnet, ce n’é per tutti i gusti, per quelli che comunque restano in città e per quelli che al “giro della domenica” non rinunciano.
Avete in programma di andare a Parigi?
Leggetevi l’articolo di Elisa Mogavero nel nostro spazio dedicato all’arte. Ebbene sì, il più importante
appuntamento con l’arte di ottobre se l’è aggiudicato Parigi, che promette una settimana autunnale
all’insegna dell’arte moderna e contemporanea. Nell’autunno della Ville Lumière si accendono nuovi
luoghi culturali, la Fondazione Vuitton e la Monnaie de Paris, Fiac, Fondazione Cartier festeggiano importanti anniversari, si riaprono e rinnovano spazi culturali come il bellissimo Museo Picasso.
Agenda ricchissima anche questo mese. L’abbiamo suddivisa per eventi importanti (con tanto di programma e fotine) e per giornate, sperando di avervi facilitato la consultazione.
Vi saluto segnalandovi l’intervista di Enrico Pagani a Giacomo Carini che in Cina, alle Olimpiadi Giovanili,
ha conquistato un argento e un bronzo. Un orgoglio per la nostra frizzante città.
Tiziana Carabia
Hello Eataly!
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Trofeo Parietti Land Rover
Croara Country Club
20 settembre 2014
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Z
T
L
Z O N A A T R A F F I C O L I M I TATO
N 8 5 O T T O B R E 2 0 1 4
F R E E P R E S S
DIRETTORE Tiziana Carabia
HANNO COLLABORATO
Lodovica Aloisantoni, Elisa Bozzi, Bookbank,
Domenico Ferrari Cesena, Mattia Gradali
Arianna Groppi, Annamaria Losi, Sara Marenghi,
Elisa Mogavero, Enrico Pagani, Paola Pedrini,
Alessandra Sogni, Roberta Suzzani, Anna Tagliaferri
MARKETING
Rosanna Pedegani: cell. 335.6626344
Arianna Groppi: cell. 348.6942840
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE
[email protected]
STAMPA Tip.le.co
Puoi trovare ZTL in tutti gli esercizi pubblici ed i locali.
Per tutto il mese nei seguenti punti autorizzati:
BACICCIA Via Dionigi Carli,7 - Piacenza
INFORMAGIOVANI
Piazza Cavalli - Piacenza
LIBRERIA DEL CORSO
Corso Vittorio Emanuele, 160 Piacenza
LIEVITA Via Conciliazione 7A - Piacenza
In.Rete Società Coperativa redazione,
amministrazione e pubblicità
Via Conciliazione, 55 - 29100 Piacenza
Tel. 0523.579288 Cell. 335.6626344
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Numero 85 - OTTOBRE 2014
Autorizzazione del Tribunale di Piacenza
n. 627 del 31/5/2006.
N. iscrizione ROC: 14379 del 14/07/2006
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PA O L O C L E M E N T I A L M E LV I L L E
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G O N N E A R U OTA O P L I S S ET TATE
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MELOGRANO
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ZTL FO O D
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S P E E D D AT E
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ONE BOOK
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AREA BLOG
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
M EET & G REET
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CREATIVITà A TEM PO D ETERM I NATO
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B E A U T YZ O N E
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S P O RTZ O N E
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A P P. TO C O N L’A RT E
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
CINEMA
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T E AT R O
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TVZONE
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CARN ET
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AGENDA IN PILLOLE
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
www.ztlfreepress.com
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“È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.”
Federico Garcia Lorca
La melagrana è un frutto bellissimo, che fin dall’antichità ha colpito l’immaginazione con i suoi numerosi semi rossi che fuoriescono vigorosi dalla scorza spaccata.
Il Melograno, Punica granatum, è un’antichissima pianta dalle origini asiatiche e nordafricane; fiorisce
spontanea dal sud del Caucaso al Punjab ed è diffusa sino in Estremo Oriente. Arrivò in Europa attraverso rotte marittime internazionali, portata dai mercanti Fenici. È presente anche nei Paesi del Mediterraneo ed è oggi molto diffusa anche in Nord America. Nel nostro territorio si trova selvatica e per fini
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Madonna della Melagrana – Sandro Botticelli- 1487- Galleria degli Uffizi di Firenze
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ornamentali ne viene coltivata la varietà “Nana”,
in quanto le dimensioni minori si adattano meglio
a balconi e giardini.
Cibo della fertilità, dell’allegria, dell’amore. Il
frutto dai “chicchi buoni”, come sono definiti
nella Bibbia, mette d’accordo il mito con la religione, l’amor sacro con l’amor profano. Per i
Greci l’albero del melograno nacque dal sangue
di Bacco “scosso” dalla passione verso Venere;
con i suoi rami le spose s’intrecciavano i capelli
per auspicare la fecondità e i pomi dal picciolo a
forma di corona venivano considerati un regalo
prezioso e un afrodisiaco. Per il Cristianesimo la
melagrana rappresenta l’allegoria della Chiesa
gremita dai molti fedeli e i pittori del Rinascimento ne disegnavano il frutto nella mano di Gesù
bambino per alludere alla “nuova vita” donata
all’umanità.
Il frutto del melograno è tenuto in grande considerazione per le sue proprietà terapeutiche:
rinfrescante, diuretico e tonico; recenti studi
hanno evidenziato che il succo apporta benefici
cardiovascolari e astringenti. I chicchi contengono minerali: maggiormente fosforo e potassio,
ma anche magnesio, ferro e sodio. La melagrana
è utile per rafforzare il sistema immunitario e per
riequilibrare gli ormoni, soprattutto nel periodo
della menopausa.
Tutte queste valenze sono raccolte in un prodotto
che purtroppo mangiamo solo raramente. Le
melagrane si trovano in natura da settembre a
dicembre, ma il periodo migliore per mangiarle
va da ottobre a novembre. Una buona melagrana
deve possedere un involucro duro, gonfio, teso e
lucido; va raccolta matura e si conserva a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto,
per circa una settimana. Per sgranarla è necessario incidere la buccia con un coltello a lama corta
e appuntita in modo da formare quattro spicchi,
poi si rimuovono le due calotte e si apre con un
movimento deciso. Dal succo di melagrana si ottiene la granatina, una bevanda molto dissetante.
La tradizione gastronomica della melagrana
nasce con i Romani e si diffonde largamente nel
periodo medioevale. Fa parte del repertorio di ingredienti delle cucine orientali (persiana, siriana e
libanese) e da quelle tradizioni proviene la ricetta
che vi voglio proporre.
Insalata di
Lenticchie
e melagrana:
Lenticchie 200 gr - 1 melagrana - cipolla sedano - alloro - limone - sale - pepe - olio
extravergine di oliva
Lessare le lenticchie in acqua fredda con una cipolla, una costa di sedano e una foglia di alloro
(25 minuti circa a partire dal bollore). Sgranare la
melagrana. Unire le lenticchie, scolate e private
degli odori, i chicchi di melagrana, qualche costa
di sedano tagliato a piccoli cubetti e condire con
sale, pepe, olio e il succo di un limone.
ChezMoi di Anna Tagliaferri
Tel. 3492107952
[email protected]
www.chezmoicuisine.it
www.facebook.com/chezmoicucinadomicilio
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FOOD
di Sara Marenghi
Ottobre tempo di vendemmia e… del mosto cotto!
Una festa che si ripete ogni anno, cme un rito scaramantico
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Attesa, palpitazione, angoscia. Pioverà? Sarà una buona vendemmia? Il primo giorno di vendemmia,
in fondo, è come il primo giorno di scuola. L’emozione non si nasconde, nemmeno per chi di questo
appuntamento ha fatto una tradizione di famiglia che si ripete uguale da anni.
E poi ci sono i colori, gli odori. La vendemmia è un luogo dell’anima. Per me è una specie di imprinting: sin da piccola, ricordo l’odore di mosto. E puntualmente lo associo al profumo di legno bagnato.
Anche chi preferisce i colori dell’estate piena, se viene in vigna ad ottobre non può restare indifferenze
alle sensazioni di questo magico momento dell’anno. La vendemmia per me è soprattutto questo: è
attesa, ed è festa. È anche un evento di buon auspicio, una specie di rito scaramantico, da ripetere in
compagnia ogni anno.
Da che ho memoria a casa mia succede sempre
così, ogni anno, solo che cambiano gli attori: ora
ci sono anche i nipoti (alcuni che raccolgono l’uva e i più piccoli che giocano)… eh sì io ci sono
molto legata alla Festa dell’uva in casa Marenghi!
Mio padre, dopo una breve spiegazione su come
raccogliere l’uva senza rovinarla, ci consegna cestini e secchi di varie misure, e appena i raggi di
sole baciano i grappoli, inizia il nostro lavoro di vignaioli entusiasti. Verso mezzogiorno la vendemmia finisce e comincia, per tutti noi affamatissimi,
la festa del “mangiare insieme”: la polentata! La
tradizione vuole che mio padre esibisca il suo talento culinario in vari piatti dedicati alla polenta
(rigorosamente taragna): gratinata al forno con
i ciccioli, pasticciata con i formaggi e poi il suo
forte… la “picula ad caval”. Alla fine siamo tutti
stramazzati al suolo, tranne i bambini che hanno sempre talmente tanta energia che a volte li
vorresti pure spegnere! E poi per me arriva il momento più bello, quello attesto per un anno intero:
la distribuzione del MOSTO COTTO…aaaaaaaah
io ne sono golosissima!
La ricetta del mosto è davvero semplice: per ogni
litro di mosto di vino (preferibilmente rosso e dolce), 100 gr di farina. Facoltavivo: 1 cucchiaio di
zucchero (regolarsi a seconda della dolcezza del
mosto)
La preparazione è molto semplice, ma dovete
lavorare senza fretta…Mettete in un pentolino
il mosto d’uva e ponetelo sul fuoco. Lentamente
versate a pioggia la farina (meglio se precedentemente setacciata o se lasciata cadere con l’apposito attrezzo) e continuate a mescolare portando
il tutto ad ebollizione e lasciare cuocere ancora
per 5/6 minuti. Versate il tutto in un contenitore
o in tante ciotole e lasciate raffreddare. Potete
servire freddo o a temperatura ambiente per diversi giorni.
Nota bene: babboMarenghi mescola con una frusta farina e succo d’uva ancora freddi per togliere
tutti i grumi e solo poi mette sul fuoco a cuocere.
PS. il Sugo d’uva oltre a conservarsi a lungo se
posto in un luogo fresco, può essere preparato
anche fuori stagione congelando in una bottiglia
alcuni litri di mosto per l’inverno. Certo perde la
poesia dell’unico giorno dell’anno, ma per i golosi è una bella occasione. Un’osservazione: se il
mosto cotto dopo qualche giorno presenta tracce di muffa in superficie non vi preoccupate, è
sufficiente rimuoverla e potete ancora mangiarlo!
SPEEDDATE
parole veloci con...
a cura di Sara Marenghi
BARBARA
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Avevo pensato (e scritto) una bella introduzione,
per presentare Barbara Garlaschelli, scrittice
milanese ma trapiantata a Piacenza per amore.
Il suo cv è lungo e pieno di premi prestigiosi e
soddisfazioni. Avevo pensato (e scritto) un sacco
di cose. Poi ho letto questo, sul suo profilo Fb, e
ho cancellato tutto. Barbara si presenta da sola:
“Vi racconto una storia. C’era una volta una bambina che voleva diventare una scrittrice perché
sognava di trsmettere le stesse emozioni da lei
provate leggendo i libri che suo padre e sua madre le avevano insegnato ad amare. Poi, un giorno, la vita di questa bambina - che nel frattempo
è diventata una quindicenne - cambia di colpo,
suo malgrado, e si ritrova forzatamente seduta su
una sedia. Però il sogno di diventare una scrittrice
non si è volatilizzato, anzi... Sognare di diventare
trapezzista sarebbe sì stato un problema cazzuto,
ma scrivere, da seduta viene bene, e l’osservazione, vivendo in un tempo che d’improvviso si
è dilatato, aiuta. E così la quindicenne - che nel
frattempo si è trasformata in una donna - si realizza. E diventa una scrittrice, raccoglie tante soddisfazioni (più di quante ne avrebbe immaginate),
tante amarezze (meno di quante se ne sarebbe
aspettata), qualche vittoria, qualche sconfitta. Insomma, tutto il pacco “vita da scrttirice”. E, con
gli anni, l’urgenza dello scrivere si trasforma, non
è che scompaia ma è come fosse diventata inadeguata a esprimere ciò che la donna sente. Un
po’ è il mondo editoriale assai poco stimolane,
anzi per dirla tutta, decisamente orrendo, un po’
perché le persone cambiano (se sono fortunate).
E allora la donna comincia a disegnare, senza alcun fine artistico, ma solo per il piacere che quel
gesto le restituisce. E mano a mano che il tempo
passa, ciò che la donna crea con i suoi tratti e
i suoi colori, mutano, si trasformano, le pescano
nell’anima (o in quel che è) una gioia che neppure
lei pensava di possedere…” (se volete sapere il
resto della storia, cercatela su FB!)
Come ti definisci?
Una donna ben carrozzata
E come ti definiscono gli altri?
Una scrittrice e un vulcano d’idee
Il tuo primo ricordo legato alla parola scritta
Mio padre che mi leggeva storie.
A cosa paragoni la tua arte
Alla vita
Una canzone ideale per un giorno triste, e una
per un giorno allegro
Calling you, per entrambi
Un libro da cancellare, e uno da rileggere
all’infinito
Nessun libro da cancellare e L’ombra dello scorpione da rileggere all’infinito (ma ce ne sono anche molti altri)
Cosa fai prima di dormire?
Bacio l’uomo della mia vita
Il personaggio più piacevole incontrato
Mio padre
L’ultima figuraccia fatta
Quando ho etto “Uei nano” (tipica frase di un
milanese per dire “Abbassa le arie”) a un uomo
affetto da nanismo.
Un vizio nel quale bruci i tuoi guadagni
Shopping compulsivo di tutto ma soprattutto di
libri
E quella più bella?
Sono due romanzi: “Non ti voglio vicino” e “Sirena. Mezzo pesante in movimento”
Il cibo preferito
Lasagne e focaccia
Se tu fossi un vino, che vino saresti?
Sarei vodka
Cosa ti piace in un uomo?
La complicità
La pazzia più grossa che hai fatto per amore
Sposarmi
Una cosa alla quale non puoi resistere
Lo shopping
Cosa urli controvento?
Aaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh
La cosa più brutta che hai scritto
“Scemo” sul quaderno di un mio compagno di
scuola.
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Aperto anche la domenica a pranzo.
Dal lunedi al sabato menù a prezzo fisso “pausa pranzo”.
Via Mazzini 72 - 29121 Piacenza - tel 0523 498929
OneBook
a cura di Anna Maria Losi
A nuoto verso casa
di Deborah Levy - Edizione Garzanti
“I segreti più terribili sono quelli che abbiamo con noi stessi” recita la frase in copertina. Tutti i personaggi di “A nuoto
verso casa” custodiscono segreti. Isabel affermata reporter
di guerra, che fugge dalla famiglia perché “non è ancora
pronta a tornare a casa per cercare di imitare la persona
che era stata”.
Durante le sue fughe è sopraffatta dalla solitudine e cerca
“di far durare il caffè nella tazzina abbastanza a lungo da
giustificare la sua presenza al tavolino del bar”. Joe, marito
di Isabel, ricco e celebrato poeta cerca di dimenticare la
sua infanzia in Polonia “abbandonato” dai genitori e dalla
sorella, prigionieri in un campo di sterminio. Nina, la loro
figlia adolescente, fragile in apparenza, sta diventando
adulta e non riesce a perdonare alla madre i lunghi periodi
di assenza. In una calda mattina d’estate, mentre stanno
trascorrendo le loro vacanze in Costa Azzurra, irrompe nelle
loro vite Kitty, studentessa di botanica sola e depressa. A
causa di un errore, l’agenzia ha affittato anche a lei, nello
stesso periodo la villa per le vacanze. Isabel la invita a rimanere nella camera degli ospiti fino a che
non troverà una sistemazione alternativa. La sua presenza alla villa scuote le loro vite sonnacchiose e
li costringe ad affrontare quei pensieri che nelle loro menti “continuavano a ritornare come le onde sui
sassi”. I personaggi di “ A nuoto verso casa” non sono né felici, né infelici. Sperano come dice Kitty a
Joe di “arrivare a casa sani e salvi”. Alcuni ci provano e non ce la fanno e hanno bisogno che qualcuno
li salvi dai loro pensieri. Ma per qualcuno la salvezza coincide con la fine....
Deborah Levy, scrittrice, drammaturga e poetessa è autrice di romanzi molto apprezzati dalla critica e
dal pubblico. Finalista al Booker Prize è stata acclamata dal pubblico e dalla critica come la sola e vera
vincitrice del premio.
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Angeli notturni
di rosso vestiti
al Melville
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«Scrivere un romanzo, per me, significa dare il meglio di sé». La chiacchierata con Paolo Clementi inizia
da qui. Dalla misura che lo “scrittore per passione” dà alla scrittura. «Non posso fare a meno della parola
scritta, di intere pagine di parole scritte che lasciano respirare la mia fantasia». Una misura sua, ma
non solo. «Quando scrivo ho bisogno di “spazio”. Spazio per descrivere i miei personaggi, entrare nella
dimensione psicologica di ognuno e cercare di dare spessore alle diverse personalità. Se a questo poi
si aggiunge che amo inserire almeno una decina di protagonisti, e di ognuno delinearne il carattere, si
capisce bene come il racconto breve abbia, per me, dei “limiti” decisamente troppo stretti». Nel suo ultimo lavoro, Angeli notturni di rosso vestiti, che verrà presentato il 23 ottobre al Melville Cafè Letterario
di San Nicolò, Clementi affronta un tema spinoso e si addentra nel rapporto padre e figlio. «Anche se in
realtà questo rapporto, più che esserci, è desiderato. Perché in effetti è un racconto di ricerca dell’altro
e di sé. Lo definirei un romanzo di contemplazione. Duccio Messia, il protagonista, parte per il Ponente
Ligure nella speranza di ritrovare quel padre che non ha mai conosciuto. Un padre mitico e mitizzato la
cui mancanza ha congelato la vita del figlio. Un ragazzo che studia, ma senza prospettive. Che intreccia
amicizie, ma senza vederne il futuro. Un ragazzo sospeso in cerca di un punto da cui far partire la sua
vita. Aspettandosi di trovarsi faccia a faccia con un latitante ricercato per banda armata, Duccio scopre
lentamente una realtà diversa. Suo padre non ha commesso nulla di efferato, ma è costretto comunque
a nascondersi. Questa, però, non è l’unica scoperta che fa. Cercando il padre, Duccio trova “Duccio”,
scoprendo un luogo in cui si ritrova a casa e personaggi da cui rimarrà completamente soggiogato:
Bordighera e Apricale». Un libro introspettivo e spinoso che nasce, come tutte le opere di Paolo Clementi, dalla cronaca. «In ogni mia opera c’è un germe di realtà. Ho bisogno di un aggancio con un fatto
realmente accaduto per costruire intorno a questo una storia completamente mia, di creazione pura. Ho
fatto così “Maia, maiale, Majakovski” e per i racconti di “Percorso di parole”. Anche il discusso “Il sorriso
verticale” che è uscito l’anno scorso nel circuito dei libri on line di Repubblica, ha un forte legame con
la realtà. Nel caso di Angeli notturni di rosso vestiti mi aveva colpito la storia di un terrorista italiano per
anni ritenuto fuggito all’estero, che invece viveva tranquillamente la sua via in Liguria».
Un giornalista con l’animo del romanziere. «Sì, potremmo dire di sì. Anche se il giornalismo l’ho praticato
solo per la passione della parola, facendo io in realtà un altro lavoro. Mentre i romanzi sono la mia vera
dimensione». E’ già partita la ricerca al prossimo spunto di cronaca? «Sì. Ho in testa un paio di idee, ma
ancora nulla di concreto. Aspetto il giusto input. E chissà, magari arriverà quando meno me lo aspetto».
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AREABLOG
a cura di Roberta Suzzani
myfootnote.com
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Partiamo dal… basso. Dai piedi. No, meglio dalle scarpe. Una volta un’amica all’università mi disse:
mia madre pensa che per capire com’è veramente una persona bisogna guardargli le scarpe.
Allora, a me e ai miei anfibi antifreddo un po’ consunti sui tacchi e parecchio vissuti su tutto il resto, era
sembrato un metro di misura alquanto bizzarro. Ma il tarlo di questa visione psicologica del “dimmi che
scarpe hai e ti dirò chi sei” ha cominciato a mangiarmi il cervello. E da allora un occhio a quello che
porto ai piedi lo butto sempre prima di uscire, anche se il più delle volte lo sguardo finisce su un paio di
comode, ma non troppo eleganti, scarpe da tennis o un caldo e rassicurante duo di stivali al ginocchio.
Ovviamente raso terra. In effetti, a ben guardare, si può capire molto più di quanto si creda dalle scarpe
delle persone. Metti una bella ragazza. Una di quelle “sempre in ordine”. Una di quelle che “oh mio dio
senza rossetto non potrei mai uscire di casa”. Se alla fine di questa corsa di bellezza e simpatia trovi un
paio di punte impolverate e tacchi consunti, l’equazione “tutto fumo e niente arrosto” è quella vincente.
D’altronde un ragazzone tutto muscoli e sorriso (la simpatia non la mettiamo in conto, ma la pretendiamo d’ufficio, per il resto ci affidiamo alla fortuna) perde gran parte del suo fascino con due espadrillas
colorate. Se poi le porta a ciabatta, il fascino è completamente perduto. Delle mia passione per le ballerine rosse, potremmo parlarne per ore. Dalle implicazioni sulla linea “casalinga in cerca di emancipazione”, al vorrei ma non posso che la ballerina porta sempre con sé. Opinioni personali a parte, senza
scomodare risonanti cliché o scontate citazione che di colto hanno ben poco, quello delle scarpe è un
must più e più volte cavalcato. Ma Nice to Feet you, (myfootnote.com) mi ha fatto tremare dal ridere
sui tacchi che ogni tanto porto. Nato nel 2011, il blog della giornalista di Vougue e L’Espresso, abbassa
gli occhi e li punta sulle scarpe che per Fiamma «non mentono mai». «I piedi dicono così tanto di una
persona, della sua storia, e dei percorsi che ha fatto – scrive nella sua presentazione I, Me, Mine - Mi
piacciono le persone. E le storie che i loro piedi vogliono raccontarmi. Poi mi piace anche la moda, perché è il campo in cui lavoro, come giornalista. Ma questo non c’entra più di tanto. Quello che mi piace
è guardare le cose da un altro punto di vista. Che è sempre un po’ pop, come me. La regola vuole che
tutte le foto siano fatte con il cellulare. Al naturale, o lavorate con quelle meravigliose cosette che sono
le applicazioni. Ma visto che qui le regole le faccio io, qualche foto invece è scattata con la macchina
normale. Di chi sono i piedi? A volte di amici, altre volte di persone che incontro al lavoro o semplicemente facendo qualcosa di divertente. Altre volte ancora nemmeno li conosco, “rubo” i loro piedi
mentre cammino per Milano, la città in cui vivo. Dunque, spero che vi divertiate almeno quanto me».
E poi è sempre bene ricordarsi che “Prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe”. Ma questo è tutto un altro discorso.
Via Carducci, 2 – 29029 Rivergaro PC
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Sostituisci le tue finestre.
Con una semplice bolletta saremo in grado di calcolare
quanto puoi risparmiare sulle spese di riscaldamento...
in più fino al 31 dicembre 2014 puoi approfittare
della detrazione
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dei costi sostenuti.
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meet&greet
prefazioni, introduzioni, post e note d’autore
a cura di Bookbank
Borges introduce De Cervantes
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“Qui vivono maestro Nicola, barbiere, e Pietro Pérez,
curato, don Chisciotte e Sancio Panza, Ronzinante e
Dulcinea del Toboso, il baccelliere Sansone Carrasco
e Ginesio di Passamonte, l’arguta Dorotea e don
Fernando, qui c’è la grotta di Montesinos e c’è Cervantes fra mille avventure e luoghi fantastici, poi ci
sei tu, lettore, primo personaggio del libro, tu che in
queste terre di pagine e parole, appena entri, prendi
il nome di Alonso Quijano.”
Sto terminando di leggere le 1249 pagine (più le
note e l’introduzione) del Don Chisciotte e mi sto
rendendo conto che se mi fossi fermata alla Prima
Parte (e la tentazione c’è stata, lo ammetto!) e non
avessi letto la Seconda mi sarei persa elementi che
sono fondamentali per comprendere la grandezza di
questo libro e non avrei nemmeno potuto non dico
vedere ma nemmeno intravedere o sospettare il
meraviglioso labirinto e le innumerevoli mise en abîme in cui mi ha fatto sprofondare Cervantes. Inoltre
in questa
Luis Borges, in questa prefazione parla di un argomento a lui caro, tratta dell’esistenza dei personaggi
letterari al di là del mondo di carta e inchiostro. A Cervantes ed il Don Chisciotte Borges dedicò vari saggi
e conversazioni, ed essi gli ispirarono racconti e poesie. In particolare, nel Don Chisciotte egli riuscì a
scovare alcuni begli esempi delle sue ossessioni (e saranno solo le sue o anche le nostre??).
Lo stralcio dell’introduzione di Borges riportato vale, a mio parere per qualsiasi romanzo ma per alcuni
— tra i quali appunto, il Don Chisciotte — in modo particolare.
“Chesterton afferma che la cosa più mirabile del Don Chisciotte è il perfetto e giusto equilibrio fra i due
piatti della sua bilancia: la realtà e il sogno. Tale equilibrio è illusorio. Così come sentiamo che Omero, o
i greci che chiamiamo Omero, è dalla parte di Ettore e non di Achille, non c’è lettore sensibile che non
sappia che Miguel de Cervantes è dalla parte dei sogni eroici e non dalla comune realtà.
Il romanzo ha il dovere di non essere antologico. Non può essere giudicato da una pagina, né, meno
ancora, da una frase, né dalla curiosa felicità di un epiteto (citiamo Petronio) o di una momentanea
metafora. Forse diamo troppa importanza ai
pregi o agli alti e bassi della successiva lettura
di un libro; l’essenziale è l’immagine ulteriore,
l’indefinita immagine inconfondibile che la lettura
lascia nel ricordo
Da questo punto di vista, l’impresa del Don Chisciotte è indubitabile. L’immagine dell’idalgo e del
suo scudiero e delle loro sconfitte ridicole è divenuta una parte indistruttibile e preziosa della memoria umana. A somiglianza dell’Ulisse omerico o
dell’Ulisse dell’Inferno.
Chiuso il libro, il testo continua a crescere e a
ramificarsi nella coscienza del lettore. Quest’altra
vita è la vera vita del libro”
(Jorge Luis Borges)
mettere un po’ d’ordine negli infiniti stimoli e
nelle innumerevoli considerazioni che mi ha sollecitato… leggetelo!
Don Chisciotte della Mancia
di Miguel De Cervantes
con le illustrazioni di Gustave Dorè
e introduzione di Jorge Luis Borges
I classici della Bur Rizzoli
(cofanetto di due volumi)
Ora, che sto concludendo il mio epico viaggio, il
libro mi frulla già nella testa e sto cercando di
21
art & copy: giancarlo rovatti. graphic art: sara-design.it
BARBERA
EQUILIBRATO
MORBIDO
QUELLO CHE CERCAVI.
SANTA GIUSTINA
IL TUO VINO.
santagiustina.com
LAVORO:
CREATIVITà A TEMPO
INDETERMINATO
Di Arianna Groppi
FABLAB: IL POTERE DEL CREARE
Avete mai sentito parlare di FabLab? Letteralmente sono Fabricatio –Laboratory. Ma cosa succeda al loro
interno sono in pochi a saperlo. Si narra di macchine che ti costruiscono cose dal nulla. Di teletrasporto
degli oggetti. Di tecnologie praticamente a costo zero e, cosa ancora più incredibile, di persone che al loro
interno lavorano insieme senza invidie o rivalità. No signori, non siamo dentro a Blade Runner, il futuro è
arrivato anche in mezzo a noi. Scherzi a parte, i FabLab sono una cosa seria. Lanciati al MIT di Boston
questi nuovi incubatori di tecnologie digitali stanno letteralmente invadendo la nostra quotidianità, perché
sono alla portata di tutti e in molti casi condivisi gratuitamente. Le tecnologie utilizzate dai Makers (così
si chiama la “tribù” di persone che produce attraverso questi metodi) sono disponibili con investimenti
inferiori ai 1000 euro. Con piccole cifre è possibile acquistare una stampante 3D, uno strumento che
trasforma i disegni in oggetti tridimensionali: in pochi minuti il disegno di bicchiere, di una mano, di un volto
prende forma attraverso una macchina che, letteralmente, lo trasforma in materia. Plastica, metallo, leganti
non c’è limite alla tipologia di materiali che è possibile usare per realizzare gli oggetti. Ma la vera novità
sta nella diffusione gratuita (potenza del web) dei progetti: niente più monopoli economici delle idee, nei
FabLab tutto ciò che utile alla creazione o al miglioramento di un progetto viene condiviso attraverso una
rete mondiale di piccoli laboratori che mettono tecnologie di produzione digitale d’avanguardia al servizio
delle comunità. Come dire: “La prima regola del FabLab è parlare sempre del FabLab”. Una vera e propria
rivoluzione industriale che porterà alla riduzione dei costi e del consumo di energia, dandoci al contempo
la libertà di immaginare forme non vincolate dai limiti dei processi di fabbricazione. Cosa c’entra tutto ciò
con una rubrica sul lavoro? Perché chiunque può aprire un Fablab. Possibilità di lavoro? Infinite. L’unico
vincolo, oltre alla consueta buona dose di creatività, è quello di possedere anche la capacità lavorare in
gruppo all’interno di laboratori che sono la moderna evoluzione di un’officina artigianale arricchita dal
surplus della rete, per far si che i talenti espressi all’interno di un singolo FabLab possano essere riverberati
ovunque. Sono nati in tutto il mondo, nascono anche in tutta Italia, i Fablab beneficiano di un importante
appoggio da parte sia del pubblico che del privato. Nei Fablab non ci stanno solo “smanettoni” di computer,
ci sono artisti, artigiani, musicisti, filosofi e pure chef. Perché non c’è limite alla creatività e questo è da un
po’ di tempo che cerchiamo di dirvelo.
La grande arte al cinema:
i capolavori dei musei più importanti del mondo proiettati sul
grande schermo. Ogni spettacolo sarà preceduto da una breve introduzione organizzata dai membri del FAI Giovani Piacenza, che
avranno cura, volta per volta, di invitare esperti o approfondire
temi, tramite la collaborazione dei numerosi storici dell’arte as26
sociati al FAI. L’incontro tra il cinema IRIS e il FAI Giovani Piacenza
aleggiava nell’aria già da qualche tempo e con questa rassegna
-organizzata dalla Nexo- ha avuto l’occasione di concretizzarsi. La
proposta del cinema Iris, con il contributo del FAI Giovani, risulta per la città una ricca offerta culturale, offrendo la possibilità
-un martedì al mese - di scoprire (o ri-scoprire) i più importanti
musei del mondo, con i loro famosi capolavori, attraverso mostre
di successo e focus su alcuni tra i più celebri pittori.
Prezzo biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro
(studenti presentando il tesserino, membri FAI presentando la tessera,
militari, over 65)
Presentazione ore 21.00 (circa)
Proiezione film ore 21.15
27
BEAUTYZONE
Le tendenze makeup a/i 2014/2015
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Destreggiarsi tra i trend stagionali del makeup può sembrare un’impresa titanica: le sfilate ci confondono
le idee, le collezioni di ogni marca sembrano mostrarci tutto e il contrario di tutto, ecco allora una piccola
guida per non farci cogliere impreparate nei mesi autunnali e invernali. La pelle deve essere come
sempre perfetta, il colorito sano e il finish non troppo opaco, perfetti quindi i fondotinta liquidi e la cipria
solo sulla zona T. Il contouring accentua i tratti del viso con colori grigiastri più simili alle ombre naturali
che agli effetti dell’abbronzatura, e anche le guance rimangono naturali con un tocco di blush appena
accennato nella gamma dei rosa. Per gli occhi ritornano gli smokey eyes…ma se ne era mai andato
davvero? Nero, prugna, blu notte, verde scuro e bordeaux vestono la palpebra nelle loro sfumature più
lussuose, metallizzate e satinate, il tratto grafico è deciso e non troppo sfumato. Ritorna anche l’eyeliner,
nella sua versione più semplice senza coda esterna, ideale per le donne in movimento, da fare in autobus,
in treno, in coda al semaforo. Anche i colori nude non sono davvero nude ma tinte rosate, ambrate, oro da
applicare in maniera quasi casuale e mai perfetta. Le labbra hanno colori decisi, il rosso è di nuovo protagonista nelle più svariate sfumature e finish opaco o satinato, ma ritroviamo anche colori più scuri come
il vinaccia, il prugna e in alcune collezioni addirittura il nero. Per far durare i rossetti opachi più a lungo
appoggiate uno strato di un fazzolettino di carta alle labbra e passate un velo di cipria. Una menzione
speciale per le sopracciglia, vere protagoniste dell’inverno, non più disegnate in maniera così perfetta da
sembrare tatuaggi, ma curate in maniera maniacale e disegnate peletto per peletto per un effetto naturale.
Un consiglio: intingete uno scovolino pulito nel gel per capelli, togliete l’eccesso e pettinatele dopo averle
riempite con una matita dalla punta sottilissima, la vostra creazione durerà tutto il giorno.
Chiara Cantù
Makeupbychiara.com - @makeupbychiara Instagram
IN CENTROPADANA PUOI
ASSICÙRATI,
29
NUOVA
APERTURA
Piazza Duomo, 26 - Piacenza
Dopo il successo ormai consolidato in America, Tramontina apre
il suo primo negozio in Europa ritornando così alle sue radici italiane.
Il meglio del designe la grande qualità per l’utilizzo quotidiano.
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PRIMO NEGOZIO IN EUROPA
Gonne a ruota
o plissettate
per uno stile
femminile
La moda 2015 ci dà indicazioni molto particolari sulla femminilità e sulla necessità di essere donne con un
certo tipo di stile. Questo è l’inverno giusto, se vi diverte mettervi in gioco, e divertirvi con le gonne a ruota o
plissettate. È uno stile un po’ retrò, che non può essere semplicemente indossato, ma deve essere sentito,
quindi, se scegliete questo genere di capidovete poi abbinarli sapientemente a giacche sciancrate, possibilmente corte, camicette anche senza collo, magari un po’ arricciate, tipiche degli anni Settanta. Sono
sempre belle e molto portabili anche quelle in morbida nappa. I più importanti stilisti le hanno proposte con
ruches, o più sportive con le taschine.
La gonna a pieghe, che arriva a metà polpaccio,
è uno dei capi più interessanti delle collezioni che
hanno sfilato in passerella, la troviamo abbinata
a una classica camicia bianca o sotto a morbidi
cappottini.
Ma le scarpe? Sicuramente con la gonna midi ci
vogliono un paio di decolleté, con e senza plateau,
da evitare la ballerina, perché tende a schiacciare
la figura. Un paio di stivali, anche bassi, rendono
sicuramente il look più sportivo ma sempre piacevole. Vuitton, una sorta di scultura di trame, tessuti
e colori.
SPORTZONE
a cura di Enrico Pagani
Nuoto - Intervista alla giovane promessa Giacomo Carini
Non è veloce solamente in vasca, ma in qualsiasi cosa gli si chieda di fare. Quando lo contatto su Facebook una domenica mattina per chiedergli la disponibilità a intervistarlo per le pagine di ZTL, tempo
poche ore e Giacomo Carini mi ha già mandato il suo numero di cellulare. Per chi non lo sapesse,
Giacomo, classe ’97 di Piacenza, è una promessa del nuoto italiano e nelle recenti Olimpiadi Giovanili
che si sono tenute a Nanchino, in Cina, ha vinto prima un argento nella staffetta 4 x 100 stile libero e poi
un bronzo nella gara individuale dei 200 farfalla, stabilendo peraltro il nuovo record italiano Juniores.
Giacomo, hai appena conquistato un argento e un bronzo alle Olimpiadi Giovanili… avresti mai pensato di ottenere questi risultati? Quali erano le tue aspettative prima di partire per Nanchino?
Sinceramente no, non avrei mai pensato di ottenere questi risultati in Cina. Già il fatto di partecipare ad
un evento come un’Olimpiade era per me una grande soddisfazione, per cui non mi ero creato nessuna
aspettativa particolare, anzi direi che ero proprio
partito senza aspettative per non rischiare di essere deluso. Tutto quello che è venuto è stato un
di più.
Com’è iniziata la tua storia con il nuoto?
Ho iniziato a far nuoto quando ero molto piccolo,
penso avessi 5 o 6 anni… il livello agonistico l’ho
raggiunto 9-10 anni fa alla Nino Bixio. Tre anni
fa ci sono stati alcuni disguidi con l’allenatore e
allora mi sono trasferito alla Vittorino da Feltre,
dove abbiamo iniziato un percorso nuovo che ha
portato a buoni risultati.
Riesci a conciliare gli impegni sportivi con la
scuola?
Riesco senza problemi, anche perché devo dire
che studiare è una cosa che faccio abbastanza
volentieri. Oltre a questo, il liceo che frequento – il
“Gioia” – ha una convenzione con il Coni che mi
agevola molto, in quanto mi dà la possibilità di
fare alcune ore di assenza extra, una sessantina
se non sbaglio, in cui mi è consentito stare a casa
per mettermi al pari con gli studi o in cui posso
partecipare ai miei allenamenti in caso di sovrapposizione con le lezioni pomeridiane.
Come ci hai detto tu, gli ultimi tre anni da
agonista li hai fatti alla Vittorino da Feltre, che
è conosciuta in tutta Italia per i suoi risultati
nel nuoto. Quanto è stata importante la scuola
della Vittorino per le tua crescita come atleta?
Devo dire molto. Da tre anni alla Vittorino è stato
realizzato un progetto che alterna ore di palestra
a ore di nuoto e che sta dando i suoi frutti. Devo
ringraziare molto i miei allenatori che sono sempre disponibilissimi a farmi allenare svegliandosi
anche presto la mattina. Nei primi mesi della stagione sportiva, da inizio gennaio a inizio marzo,
mi fanno allenare ben due volte al giorno: dalle 6
alle 7 e un quarto di mattina e poi appena dopo
la scuola.
Quali sono le prossime gare e quali gli obiettivi che hai?
Per ora c’è un momento di pausa perché si sono
appena concluse, a inizio settembre, le Olimpiadi
Giovanili, che erano l’ultimo appuntamento della
scorsa stagione. La prima gara importante saranno a dicembre i Campionati Italiani Assoluti Invernali, che si terranno a Riccione come di consueto.
Mi piacerebbe molto in quest’occasione portare
a casa un’altra medaglia, questa volta non più in
una competizione giovanile ma appunto in ambito
assoluto.
Pensando al futuro, casomai non riuscissi
a diventare un nuotatore di professione che
cosa ti piacerebbe fare?
Non riuscissi a diventare un nuotatore professionista, ho un paio di alternative alle quali sto
pensando. La prima è medicina, una facoltà che
mi piacerebbe fare e per la quale vorrei iniziare
a mettermi avanti con gli studi – anche se si sta
discutendo di una possibile eliminazione del test
di ingresso. Il secondo pensiero che ho, dato che
sono appassionato di musica, è quello di diventare un tecnico che lavora in radio piuttosto che ai
concerti. Ma il mio sogno, ovviamente, è quello di
fare del nuoto il mio lavoro.
33
APPUNTAMENTO CON
L’ARTE
a cura di Elisa Mogavero
34
Il più importante appuntamento con l’arte di ottobre se l’è aggiudicato Parigi, che promette una
settimana autunnale all’insegna dell’arte moderna e contemporanea. Nell’autunno della Ville
Lumière si accendono nuovi luoghi culturali (la
Fondazione Vuitton e la Monnaie de Paris), si festeggiano importanti anniversari (Fiac, Fondazione
Cartier), si riaprono e rinnovano spazi culturali
(Museo Picasso).
Andiamo con ordine, s’il vous plaît, come ci insegnano i nostri cugini (perfettini) francesi.
Si parte con Fiac, Foire Internationale d’Art
Contemporain, che compie 40 anni e conferma
l’indiscusso prestigio e qualità tra le fiere d’arte
contemporanea (tanto è vero che è stata annunciata la prossima edizione a Los Angeles).
Da mercoledì 22 a domenica 26, il Grand Palais
ospiterà quasi 200 gallerie da 25 Paesi e per tutta
la città ci saranno eventi, performance, opening
e – novità di quest’anno - (OFF)ICIELLE, la fiera
satellite sui docks lungo la Senna, alla Cité de la
Mode et du Design.
Il 25 ottobre si apre per la prima volta al pubblico, dopo 5 anni di ristrutturazioni, la Monnaie
de Paris, la Zecca dello Stato, sapientemente
riconvertita in spazi culturali e in un ristorante
stellato. La “cassaforte dei Re” inaugurerà con
un’installazione dell’artista americano Paul McCarthy.
La Fondazione Cartier, invece, celebra il suo
trentesimo anniversario con 2 mostre. Inhabitants, in cui il pittore argentino Guillermo Kuitca
presenta un’installazione che illustra la storia
della Fondazione, esempio primo e unico di mecenatismo in Francia, in cui il visitatore si trova
immerso in una dimensione pittorica e sonora
che passa da David Lynch a Francis Bacon, fino a
Patti Smith. Esperienze sensoriali più che mostre,
come Musings on a Glass Box, una nuova installazione creata apposta per l’occasione dallo
studio Diller Scofidio + Renfro. Lo stesso Palazzo
di vetro, opera di Jean Nouvel del 1984, è stato
una provocazione per artisti e curatori, una sfida
ai limiti dell’architettura e dell’arte che in essa è
rappresentata.
Il Museo Picasso nel Marais riapre finalmente il
25 ottobre, anniversario della nascita del genio
catalano. Il controverso cantiere ha permesso alla
più grande collezione di opere del maestro di essere visibili al pubblico. Un giro nel Marais e un
cafè in questo hotel particulier di rue de Thorigny
5 renderanno il tour artistico autunnale degno di
essere ricordato.
D’obbligo prolungare il week end fino a lunedì 27
ottobre, quando apriranno le porte della gigantesca nuvola vetrata progettata da Frank Gehry
per la nuova Fondazione Louis Vuitton, voluta
dal magnate francese Bernard Arnault a capo
del gruppo LVMH. Immersa tra gli alberi secolari
del Jardin d’Acclimatation nel Bois de Boulogne,
nel 16esimo arrondissement, è un simbolo del
futuro parigino, in cui l’arte contemporanea troverà il contenitore ideale nelle sue undici gallerie
espositive - dedicate soprattutto ai giovani talenti
- nelle aree per la collezione permanente e nell’
auditorium. Se non siete mai sazi di arte, potrete
scegliere tra le 24 camere dell’hotel Amour, personalizzate da artisti e designer del calibro di
Terry Richardson e Sophie Calle. Suggerito da
un’amica che crede nella città dell’amore, ma
ancora di più nella curiosità, nella sconsiderezza
e nel genio dell’arte.
35
Postura per scelta,
non per caso
36
Le ricerche mostrano che il 90% della
popolazione manifesta delle distorsioni
posturali che potrebbero influenzarne
negativamente la salute. Se queste non
vengono corrette, peggioreranno inevitabilmente col tempo. Una volta che le
distorsioni posturali si aggravano, i pazienti cominciano ad avvertire dolore e
altri sintomi, mentre la loro qualità di vita
peggiora drasticamente. Perchè quando
si parla di salute non ci si può permettere
trascurarla; d’altronde la salute non è il
più grande valore che abbiamo?
Cos’è la salute?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive la salute come uno stato fisico, mentale e sociale di
funzionalità e non solamente come l’assenza di malattia. La nostra salute, perciò, non è solo come
appariamo o come ci sentiamo, ma quanto bene il nostro corpo funzioni. Se la salute equivale al 100%
di funzionalità del corpo, il nostro obiettivo di migliorare la salute dovrebbe tradursi in un’ottimizzazione
della funzionalità del corpo. Questo è lo scopo della Chiropratica Posturale: rimuovere le distorsioni
posturali della colonna vertebrale che impediscono al nostro corpo di funzionare al suo massimo potenziale.
Perché la postura è importante per la salute?
La postura è la Posizione in cui teniamo il nostro Corpo eretto in contrapposizione alla forza di gravità mentre siamo in piedi, seduti o distesi. Mantenere una buona postura implica insegnare al proprio corpo a muoversi e funzionare apportando il minor stress possibile articolazioni e legamenti. La
buona postura migliora la funzionalità fisiologica del corpo e al tempo stesso l’estetica. La postura
ha un’influenza positiva o negativa sulle quotidiane attività che si eseguono. Una buona postura vuol
dire sicurezza, equilibrio, movimenti e una maggiore funzionalità fisiologica del corpo. All’opposto, una
postura scorretta è causa di uno stress eccessivo per il corpo, degenerazione spinale e dolore
diffuso. Il sistema di correzione posturale dell’American Posture Institute migliorerà la qualità
della vita e la salute in generale. Certamente il
maggior beneficio di una buona postura sta nel
fatto che migliora la funzionalità degli organi
interni. Quando il corpo è in posizione anteriore
(testa e spalle ruotate in avanti), la gabbia toracica esercita una pressione sugli organi interni.
Comuni effetti a breve termine possono essere
crampi muscolari, mal di schiena e mal di testa.
Se le distorsioni posturali non vengono corrette vi
potrebbero essere a lungo termine dei problemi
come una ridotta capacità respiratoria, difficoltà
nella digestione, artriti, degenerazioni spinali ed
emicranie. L’American Posture Institute utilizza
tecnologie all’avanguardia per effettuare valutazioni diagnostiche della postura. Una correzione
posturale a lungo termine richiede un approccio
rivoluzionario verso i miglioramenti posturali. Le
tecniche di correzione posturale utilizzate dall’American Posture Institute migliorano l’allineamento, l’equilibrio e il movimento del corpo. Più
nello specifico, il programma correttivo è strut-
turato per correggere l’allineamento della spina
dorsale attraverso la Chiropratica Posturale, per
correggere le disfunzionalità muscolari grazie alla
riabilitazione posturale e mettere in atto un controllo delle abitudini posturali. I dottori dell’American Posture Institute sono altamente specializzati
e si dedicano al miglioramento della salute e di
tutta la famiglia. I risultati di questo investimento
in una migliore postura saranno incredibili negli
anni a venire. Non ci si può semplicemente permettere di trascurare i propri bisogni posturali,
specialmente quando la funzionalità del corpo
dipende così tanto dall’allineamento posturale.
Scegliendo un atteggiamento proattivo verso la
postura, si sceglie di essere una persona migliore
e più sana. In fin dei conti, la salute è il più grande
valore che un essere umano può avere. Chiamare
oggi stesso l’American Posture Institute per un
esame completo della postura è un passo verso
la salute vera.
American Posture Institute
Via C. Colombo, 93 - 29122 Piacenza
Tel. 0521. 285258
www.AmericanPostureInstitute.com
[email protected]
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CINEZONE
a cura di Elisa Bozzi
È la tv il futuro del cinema?
È una strana operazione cinematografica quella che porta al cinema, da fine settembre a metà ottobre
per quattro lunedì di fila, la serie tv “Gomorra”. Torna alla mente quanto successo nel 2003 con “La
meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, che altro non era, però, se non un film molto lungo e comodamente separabile in due parti. Non di certo una serie completa da 12 puntate.
La motivazione pare sia quella di permettere anche a chi non ha Sky di vedere la serie...
Ma “Gomorra” non sarebbe arrivata prima o poi in chiaro, com’era già successo agli esperimenti di
questo tipo che l’hanno preceduta, cioè le versioni televisive di “Quo valdismo, baby?” di Salvatores e
“ Romanzo criminale” di Michele Placido?
Cosa spinge a spendere per quattro lunedì di fila i soldi del biglietto al cinema per vedere una serie
che tanto, prima o poi, in tv ci passa? Francamente fatico a capirlo. Anche se ha riscosso successi in
tutto il mondo.
Un successo inarrestabile per la serie targata Sky
più vista di sempre, venduta ad oggi in 70 paesi
nel mondo e da pochissimo omaggiata anche al
Festival di Toronto. “Gomorra - La serie”, prodotta
da Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione con La7 e in associazione con Beta Film,
è stata inoltre premiata alla 71esima Mostra del
Cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori, con
il Premio Siae a Stefano Sollima, e con altri 2 riconoscimenti: il Premio Kinéo a Maria Pia Calzone
come “Rivelazione dell’anno” per la magistrale
interpretazione di Donna Imma, e il Premio Anna
Magnani “Menzione speciale come Fiction rivelazione” alla serie tv.
Per chi non lo sapesse, la serie “Gomorra” racconta delle guerre camorriste tra due famiglie, i
Savastano e i Conte. Per questo conflitto si muovono un vecchio boss, sua moglie, suo figlio, e
Ciro, un attendente che vorrebbe pronto a fare
carriera. Ambientata a Scampia, nella periferia
nord di Napoli, la series si svolge sullo sfondo
delle vele, ovvero quei giganteschi fabbricati di
edilizia popolare nati tra gli anni ‘60 e ’70, oggi
tristemente protagonisti di un profondo degrado.
Che il futuro del cinema sia nelle serie televisive?
Una domanda da porsi, dopo aver visto passare
sul piccolo schermo in ruoli importanti, non certo
cammei, Charlotte Rampling in “Dexter”, Kevin
Spacey in “House of cards”, Matthew McConaughey in “True detective” e molti altri ancora.
Da Steve Buscemi in “Boardwalk empire” a Joe
Mantegna in “Criminal minds” e Forest Whitaker
nel suo spin off “Suspect behaviour”, e così via.
Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza....
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TEATRO
a cura di Arianna Groppi
L’altra scena, festival di teatro contemporaneo
dal 1° al 19 ottobre
40
Cresce e si sviluppa sempre di più una cultura
underground in quel di Piacenza.
Cos’è l’underground?
Senza peccare di eccessiva saccenteria possiamo dire che è underground tutto ciò che proviene
da un mondo normalmente nascosto, o meglio, in
ombra perché i riflettori sono tutti puntati su quei
soliti meccanismi e protagonisti culturali, veicolati e osannati dai grandi comunicatori di massa.
Questo ribollire sotterraneo, alimentato in molti
casi da giovani ed intraprendenti esponenti della
cultura, talvolta emerge e lo fa mostrando talenti
intrisi del dono della creatività.
E’ successo a Pontenure e ora sta per succedere per il quarto anno consecutivo anche a Piacenza con l’imperdibile festival “L’altra Scena”,
fortemente voluto da Jacopo Maj, che dopo aver
lavorato per anni all’interno di Teatro Giocovita,
decide si stupire il suo pubblico portando sul
palco geniali compagnie e improbabili spettacoli
selezionati in giro per l’Italia. Quello che andrà in
scena dal 1° al 19 ottobre al Teatro Comunale
Filodrammatici e al Teatro Gioia sarà un viaggio
tra le migliori realtà teatrali italiane, compagnie
che hanno ricevuto importanti riconoscimenti
internazionali per la loro capacità di raccontare
i tempi contemporanei attraverso nuove forme di
linguaggio.
Non solo parole e scenografie, ma anche luci,
suoni, oggetti e corpi, sul palco de “L’altra Scena”
lo spettatore potrà vedere un racconto ipnotico e
visionario del passato e del presente.
L’apertura del Festival, mercoledì 1° ottobre in
via Santa Franca a partire dalle ore 19, con l’ormai consueta offerta al pubblico dei Batarò, piatto
tipico della Valtidone.
Al Teatro Comunale Filodrammatici alle ore
21 “L’altra scena” prenderà il via con una coppia
artistica originalissima: Antonio Rezza e Flavia
Mastrella e il loro pluripremiato spettacolo “Pitecus”.
Sarà a pubblico limitato l’evento in programma
al Teatro Gioia giovedì 2 ottobre alle ore 22 e
venerdì 3 ottobre alle ore 23:“Nata dalle tenebre”, piccoli incontri con l’ombra (per partecipanti ignari e impreparati).
Venerdì 3 ottobre alle ore 21 al Teatro Comunale Filodrammatici sarà ospite il Teatro Sotterraneo
con “Be legend!”: una carrellata tra gli improbabili identikit infantili di personaggi storici.
Martedì 7 ottobre alle ore 21 al Teatro dei Filodrammatici fa tappa a Piacenza il Festival Focus
Jelinek, focus sulla scrittura di Elfriede Jelinek,
figlio era come un padre per me” dei Fratelli
tra le voci più acute e pungenti della scena conDalla Via, in scena al Teatro Comunale Filodramtemporanea.
matici alle ore 21.
Venerdì 10 ottobre, sempre al Teatro ComuL’ultimo spettacolo in programma al Teatro Conale Filodrammatici alle ore 21, sarà la volta
di
munale Filodrammatici, venerdì 17 ottobre alle
ASSOCIAZIONE AMICI DEL
TEATRO GIOCO
VITA
“I, Banquo”, tragicommedia di Tim Crouch dal
ore 21,
è “Lo splendore dei supplizi” di Fibre
“Macbeth” di Shakespeare.
Parallele: in scena quattro esempi di supplizi
Martedì 14 ottobre appuntamento con lo spetesemplari, quattro figure tipo della società contacolo vincitore del Premio Scenario 2013: “Mio
temporanea.
FESTIVAL di TEATRO CONTEMPO
L’altra scen
PIACENZA - Teatro Comunale Filodrammatici / Te
4a edizione - ott
41
TVZONE
a cura di Elisa Bozzi
NCIS sbarca a New Orleans
42
Arriva in tv il nuovo spin- off
della serie televisiva a sfondo militare “NCIS”, “NCIS
New Orleans”, in onda dal 23
settembre su CBS, quindi per
ora solo in America. La serie
vedrá l’introduzione di nuovi
personaggi e nuovi casi, che
si differenzieranno in maniera netta dalla serie originale.
“NCIS New Orleans” sarà la
seconda serie spin-off del telefilm in onda dal 2003 anche
in Italia, la prima fu “NCIS Los Angeles” nell’ormai lontano 2009. Non ci sono ancora grandi indiscrezioni
sulla trama, ma i creatori dello show hanno assicurato ai fan che ci saranno molti volti noti in visita a New
Orleans durante la prima stagione di debutto della seria.
I produttori esecutivi della serie Glasber Gary, Mark Harmon (Leroy Jetro Gibbs), e Jeffrey Lieber hanno
alcuni dettagli della trama durante il TCA Press Tour estivo . Hanno rivelato, per esempio, che ci sarà un
episodio in cui Gibbs apparirà, creando un crossover tra le due serie.
Ci saranno anche degli episodi in programma in cui saranno coinvolti Michael Weatherley (Tony Dinozzo)
e Pauley Perrette (Abby Sciuto). Anche David McCalum (il dottor Mullard) è atteso come ospite nella nuova
serie. Alcune voci rivelano che pure Joe Spano, l’agente dell’FBI Fornell, fará tappa a New Orleans .
Naturalmente ci sarà anche un cast di nuovi personaggi. Scott Bakula (già noto al grande pubblico per
la serie “Star Trek Enterprise”) sarà Dwayne Cassius Orgoglio, l’agente responsabile di tutta la ciurma di
New Orleans . Ci sarà poi Lucas Black (“Fast & furious - Tokyo drift”) nel ruolo dell’esperto agente speciale
Christopher LaSalle, Zoe McLellan (la nuova fiamma di Hotchner in “Criminal minds”) nel ruolo dell’agente
speciale Meredith “ Merci “ Brody, CCH Pounder (“The shield”) è il medico legale Dr. Loretta Wade, e Rob
Kerkovich l’assistente di laboratorio Sebastian Voll. “NCIS: New Orleans” piace al pubblico americano, o
almeno è piaciuto il primo episodio. Con una media di 17,2 milioni di spettatori, il “nuovo” crime drama di
CBS ha vinto nella propria fascia oraria, quella delle 21 del martedì, battendo sia la première di Agents of
S.H.I.E.L.D. (6 milioni, 2.1) su ABC sia New Girl (2,3 milioni, 1.3) sulla FOX. Il secondo spin-off di NCIS ha
attirato il 5% di pubblico in più rispetto a “NCIS: Los Angeles” un anno fa. Una serata dominata tuttavia dal
talent show di NBC “The Voice”, che ha prevalso sia su “NCIS: New Orleans” sia su “NCIS” nell’ora precedente. Ma sono solo numeri. A noi non resta che attendere di vedere la nuova serie in Italia.
caffetteria, ristorante, cocktail bar
43
Tut t e le domeni che dal l e 10, 00 al l e 1 4,0 0
" il brunc h de l m a udit”
Corso Vittorio Emanuele II, 229
tel. 0523.327878 - [email protected]
CARNET
L’altra scena a Piacenza
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Con un ricco programma di spettacoli ed eventi che
andranno in scena nel Teatro Comunale Filodrammatici e al Teatro Gioia, ritorna a Piacenza il Festival
di Teatro Contemporaneo “L’altra scena”, organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di
Piacenza e Comune di Piacenza. Primo appuntamento mercoledì 1ottobre alle ore 21 al Teatro dei
Filodrammatici con lo spettacolo “Pitecus”, messo in
scena da Antonio Rezza e Flavia Mastrella. L’ultimo
appuntamento del festival è domenica 19 ottobre,
mentre a novembre inizierà il tradizionale cartellone
di prosa del Teatro Municipale.
Info: www.teatrogiocovita.it
Frida e Rivera a Genova
Nelle prestigiose sale di Palazzo Ducale di Genova,
una grande mostra per presentare al pubblico il percorso artistico e biografico di una delle coppie più
celebri dell’arte del Novecento. Una mostra che presenta oltre 120 opere, a cura di Helga Prignitz-Poda,
con la collaborazione di Cristina Kahlo (pronipote di
Frida) e Juan Coronel Rivera (nipote di Diego), con
l’obiettivo di raccontare i legami segreti che unirono
due artisti così profondamente differenti e quanto
diversamente sia stata valutata la loro espressione
artistica nel tempo. Fino all’8 febbraio 2015. Info:
www.fridakahlogenova.it
Vanitas Market a Cremona
E’ in arrivo la decima edizione dell’evento dedicato ai brand emergenti, all’ecodesign e alla moda
vintage a Cremona, in Galleria XXV Aprile, l’11 e 12
ottobre 2014. Vanitas’Market è un mercato/evento
composto da una quarantina di espositori selezionati
provenienti da tutta Italia. Nato nel 2009 e organizzato da Vanitas di Elisa Boldori, Vanitas’Market è stato
concepito per promuovere una moda più originale,
autentica e creativa, lontana dai diktat imperanti
della grande distribuzione. Il tema di questa edizione
sarà la natura. Info: www.vanitasonline.com
Il vintage a Belgioioso
Dal 17 al 20 ottobre 2014 si terrà al Castello di Belgioioso, Pavia , l’edizione autunnale di Next Vintage . Oltre 60 espositori, provenienti da tutta Italia,
porteranno in mostra il meglio della loro ricerca:
capi e accessori vintage dal ‘700 agli anni ’90. La
manifestazione è diventata nel corso del tempo
l’appuntamento da non mancare per gli amanti del
genere. Si viaggia in un passo dagli anni ‘40 agli ‘80:
dai dettagli metal della primavera/estate si passa al
Lurex, introdotto negli anni 40, che trovò popolarità
tra gli anni 70-80 ed oggi ne vede una nuova era.
Info: www.belgioioso.it
Ottobre
Sabato 4 e Domenica 5
Frutti Antichi
Puntuale come l’equinozio d’autunno, Frutti Antichi torna a raccontare le sue storie di natura. Una
narrazione che gli organizzatori, il Comitato FAI di
Piacenza ed il Castello di Paderna, tessono per tutto l’anno e che condividono con un folto pubblico
di appassionati il primo fine settimana di ottobre.
Come sempre sabato 4 e domenica 5 ottobre
2014, dalle ore 9 alle 18.30, il parco si trasformerà in una colorata fioritura di rose, ortensie, dalie,
orchidee; i cortili ospiteranno raffinate esposizioni
di artigianato artistico e la corte agricola un grande mercato. I contributi raccolti in occasione della
manifestazione saranno destinati dal FAI al restauro
di Palazzo e Torre Campatelli, San Gimignano. Ingresso: euro 7,00 – gratuito per bambini fino a 12
anni e per coloro che si iscrivono al FAI in occasione
della manifestazione.
Mercoledi 15
Progetto FAIscuola
“Essere responsabili verso se stessi
e gli altri: il consumo del suolo
e le problematiche idriche”
Cappella Ducale di Palazzo Farnese dalle ore 8,30.
Aperto a tutti. Convegno promosso dalla Delegazione
FAI Piacenza con la collaborazione di docenti dell’Università Cattolica, del Politecnico e dell’Assessorato
alla Cultura del Comune di Piacenza. L’incontro ha lo
scopo di fornire agli insegnanti, e non solo, le metodologie e gli spunti per sensibilizzare i giovani ai
grandi temi della salvaguardia dell’ambiente.
Sabato 18
Castello della Manta
e città di Saluzzo
Viaggio offerto dalla delegazione FAI Piacenza ai
volontari che hanno prestato il loro tempo e aiuto
alle iniziative promosse dalla delegazione nell’arco
del 2014. Possibilità di partecipazione anche per
aderenti FAI e simpatizzanti con un contributo alle
spese di viaggio. A partire dal mese di settembre
sarà disponibile
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Domenica 26
FAI Golf CUP
Golf Club di Castell’Arquato
Gara di Golf presso il Golf Club di Castell’Arquato
inserita nel circuito della FAI GOLF CUP. Formula di
gara: Stableford hcp 3 categorie; 1°, 2° netto per
categoria - 1° Lordo - 1° Lady - 1° Senior. Totale
9 premi.
AGENDA IN PILLOLE
OTTOBRE
VARIE
gioVEDì 2 ottobre
20:30 – 21:30
Società dei Concerti
Stagione 2014
20:30 – 21:30
Teatro Municipale, Via Giuseppe Verdi, Piacenza,
Progetto Opera Laboratorio 2014
L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti.
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del Coro Corrado Casati.
Sabato 11 e domenica 12
PIACENZA SPOSI
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Sala Grande del conservatorio “G. Nicolini”
Via Santa Franca, 35 - Piacenza
Francesco Conti (pianoforte)
Omaggio a Claude Debussy
sabato 11 ottobre
Stagione lirica 2014-15
Piacenza Expo’, Via Tirotti, Piacenza,
Salone dedicato agli sposi in concomitanza con
Habitat - idee di arredamento per gli sposi.
giovedì 16 ottobre
20:30 – 21:30
Società dei Concerti
Stagione 2014
Sala Grande del conservatorio “G. Nicolini”
Via Santa Franca, 35, Piacenza,
Quartetto di Venezia.
Andrea Vio (violino) - Alberto Bbattiston (violino)
- Giancarlo di Vacri (viola) - Angelo Zanin (violoncello)
Sabato 18 e domenica 19
Piacenza expo
Petfestival
venerdì 31 ottobre
20:30
Stagione lirica 2014-15
Via Tirotti, Piacenza
Mostra mercato dedicata agli animali da compagnia come cani, gatti, acquari, rettili, roditori,
uccelli, insetti e anfibi. Anche orchidee, piante
grasse e bonsai.
Teatro Municipale, Via Giuseppe Verdi, Piacenza
Falstaff di Giuseppe Verdi.
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del Coro Corrado Casati
sabato 25 ottobre
Corteggiando
festival dei corti
teatrali 2014
15:00 – 16:00
Dalle cripte ai campanili
La riscoperta delle nostre chiese
Chiesa Di San Sisto, Via San Sisto, 9 - Piacenza
Ciclo di visite guidate gratuite.
Visita guidata gratuita alla Chiesa di San Sisto.
Guide: arch. Marcello Spigaroli - dott.ssa Susanna Pighi
dal 03/10 al 04/10
alle 20:45
Teatro San Matteo - Vicolo San Matteo 8 - 29121
Piacenza
Gruppo Teatrale Quarta Parete
Sesta edizione di CORTEGGIANDO, festival dei
Corti Teatrali che si svilupperà in due serate e
darà l’occasione a quindici gruppi e singoli attori
non professionisti di confrontarsi attraverso brevi
performances. Verranno premiati i tre corti ritenuti più meritevoli da una giuria eterogenea.
Il programma:
Associazione Medem (PG) “I suggeritori”
Associazione PrimaDonne (CR) “La maestra di ballo”
Compagnia dei Giovani (TN) “Terapia di gruppo”
Gli Avanzati (LU) “Farò in un attimo”
Gost Teatro (MI) “Attilia Fumagalli Carotti”
Il Palcaccio (MN) “Il nuovo pensionante”
La Compagnia delle Muse (CR) “Acqua e Sapone”
La Lampada (MI) “L’intervallo di Alarms”
La Pozzanghera (GE) “La notte prima del processo”
Le Stagnotte (PC) “Donne da delitto”
Michele Castellano (AQ) “Io, me e Godot”
Mixcompany (MI) “Lo specchio”
Ramaiolo in scena (IM) “Fiore di cactus”
Teatroltre (AG) “Sono le storie che fanno ancora paura ai mafiosi”
Yepahanan Samuel Hili (MN) “Diario del ritorno al paese natale”
L’altra scena
di TEATRO CONTEMPORANEO
festival diFESTIVAL
teatro
L’altra
scena
contemporaneo 2014
ASSOCIAZIONE AMICI DEL
TEATRO GIOCO VITA
PIACENZA - Teatro Comunale Filodrammatici / Teatro Gioia
4 edizione - ottobre 2014
IV edizione del festival di teatro contemporaneo
a
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giovedì 2 e venerdì 3 ottobre
ore 22.00
Teatro Gioco Vita
NATA DALLE TENEBRE
Piccoli incontri con l’ombra
(per partecipanti ignari e impreparati)
Evento a pubblico limitato (max 16 partecipanti,
prenotazione obbligatoria, in caso di esubero
di adesioni potrà essere inserito un ulteriore
incontro sabato 4
Teatro Gioia - Via Melchiorre Gioa, 20
venerdì 3 ottobre ore 21.00
Teatro Sotterraneo
BE LEGEND!
Daimon Project
concept e regia Teatro Sotterraneo - in scena un/
una bambino/a, Sara Bonaventura, Claudio Cirri
Teatro comunale dei Filodrammatici - Via Santa
Franca 33
martedì 7 ottobre ore 21.00
in collaborazione con FESTIVAL FOCUS JELINEK
Teatri di Vita
JACKIE E LE ALTRE
Delirio populista dedicato a Elfriede Jelinek
uno spettacolo di Andrea Adriatico per Orizzonti
Teatro Comunale dei Filodrammatici
Via Santa Franca 33
venerdì 10 ottobre ore 21.00
Apertura festival
mercoledì 1 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
Antonio Rezza / Flavia Mastrella
PITECUS
martedì 7 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
festival
Jelinek Teatri di Vita
P i a c e n z a
venerdì 17 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
Fibre Parallele
JACKIE E LE ALTRE
LO SPLENDORE
DEI SUPPLIZI
venerdì 10 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse /
Accademia degli Artefatti
domenica 19 ottobre 2014
Teatro Gioia - ore 21
Orchestra Luigi Cremona
mercoledì 1 ottobre
Un altro pezzo dedicato a Elfriede Jelinek
giovedì 2 e venerdì 3 ottobre 2014
Teatro Gioia - ore 22 (2 ottobre), ore 23 (3 ottobre)
Teatro Gioco Vita
NATA DALLE TENEBRE
I, BANQUO
dalle ore 19
dal BE01/10/2014
alle
19:00
MIO FIGLIO ERA COME
LEGEND!
UN PADRE PER ME
al 19/10/2014 alle 21:00
Piccoli incontri con l’ombra
(per partecipanti ignari e impreparati)
venerdì 3 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
Teatro Sotterraneo
Daimon Project
DIREZIONE GENERALE
SPETTACOLO
DAL VIVO
martedì 14 ottobre 2014
Teatro Comunale Filodrammatici - ore 21
Fratelli Dalla Via
CINEMA AMORE MIO
Le grandi musiche dei grandi film
E ancora…
Apertura Festival 1 ottobre in via Santa Franca dalle ore 19
SCS studenti-critici-spettatori progetto educational
per le scuole superiori
Incontri con gli artisti
Chiusura Festival 19 ottobre al Teatro Gioia al termine
di Cinema amore mio
COMUNE DI PIACENZA
Programma:
mercoledì 1 ottobre ore 21.00
Antonio Rezza / Flavia Mastrella
PITECUS
di Antonio Rezza e Flavia Mastrella
Teatro comunale dei Filodrammatici
Via Santa Franca 33
Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse / Accademia degli Artefatti
I, BANQUO
di Tim Crouch - traduzione Pieraldo Girotto
dal Macbeth di
William Shakespeare
Teatro Comunale dei Filodrammatici
Via Santa Franca 33
martedì 14 ottobre ore 21.00
Fratelli Dalla Via
MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME
di e con Marta Dalla Via, Diego Dalla Via
Teatro Comunale dei Filodrammatici
Via santa Franca 33
venerdì 17 ottobre ore 21.00
Fibre Parallele
LO SPLENDORE DEI SUPPLIZI
di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
Teatro Comunale dei Filodrammatici - Via Santa
Franca 33 domenica 19 ottobre ore 21.00
Orchestra Luigi Cremona
CINEMA AMORE MIO
Le grandi musiche dei grandi film
dirige Carlo Pisani g musiche di Morricone, Rota,
Mancini, Piovani, Bacalov, Tiersen, Shostakovich
e tanti altri...
Teatro Gioia, - Via Melchiorre Gioia, 20
E ancora...
Sete di Scena - bar, musica, installazioni
SCS studenti-critici-spettatori - progetto educational
per le scuole superiori
Incontri con gli artisti
Dopo-teatro
Domenica 12
ore 17.00
NELLA PIAZZETTA DEL GUSTO
del Centro Commerciale Gotico
Via Emilia Parmense, 151
29122 Piacenza
SIMONE DALLA VALLE
L’AUTORE DEL LIBRO
“COME PARLA IL TUO CANE
e come tu puoi parlare con lui”
INCONTRA I LETTORI
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LOCALI
L’ altro VILLAGE
SS.45 - Località Pittolo (PC)
INGRESSO LIBERO
Prenotazioni tavoli ristorante 340.4036162
Info&riservazioni tavoli zona lounge 340.4036162
Laghi di Tuna
Tuna di Gazzola (PC)
tel 0523.978336 - 335.7501530
Pizzeria con cucina laungebar
aperto da giovedì a domenica
MIRò
Via IV Novembre, 146 - Piacenza
www.barmiropiacenza.com
Aperto 7 giorni su 7
Pre-discoteca - Aperitivi - Musica
SONNAMBULA DISCO CLUB
50
RIVERGARO - Località Ceresole Bassano (PC)
Info e prenotazione tavoli 348.4751434
www.discoteche piacenza.com
Avila
Rivalta (PC) - Info: 348.4751434
THE TEMPLE BAR
Via. 10 Giugno 98 - Piacenza (PC)
Tel. 0523.384648
www.thetemple.it
LA MUNTA’
Via Mazzini, 72 - Piacenza
0523. 498929
Martedi musica dal vivo
CAFFÈ LETTERARIO BACICCIA
via Dionigi Carli, 7 PIacenza - tel. 0523.606684
TUTTE LE DOMENICHE HAPPY HOUR 18-21
MAXI SCHERMO CON ANTICIPI E POSTICIPI
E CHAMPIONS.
MAUDIT
Corso Vittorio Emanuele, 229 - Piacenza
tel. 0523.327878
Lunedi musica jazz dal vivo
MILESTONE
Via Emilia Parmense, 27
Prenotazione dei tavoli 345.7404041
Info: 0523-579034 - 349-8967582
www.piacenzajazzclub.it
LIVING ART CAFè
Via S. Donnino, 16 Piacenza
Per info e prenotazioni: 346 0079657
Dalla colazione alla cena, insieme a musica e arte
NESSIE
strada agazzana n°5
(Bocciodromo comunale Parco Montecucco)
Tel. 40 886 2134 - La nuova birreria Old Stile
BELLA VITA disco club
Via Chiapponi, 33 Info e prenotazioni Tavoli: 393/3365415 338/3481473
VICOLO SERAFINI
Vicolo Serafini, 2 - Piacenza
INFO & TAVOLI:
Molina: 338.3352453
Gigi: 328.9666018
Biava: 392.3181724
Forme: 345.3406014
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