Dispensa tecnica 9 TOP SPIN
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Dispensa tecnica 9 TOP SPIN
Dispense tecniche a cura di Roberto Chiono e Matteo Delpodio NEL PUTTING NON ESISTE IL TOP SPIN Spesso si sente dire che la palla colpita correttamente acquista una sorta di top-spin che migliora il rotolamento. La cosa è del tutto errata. Non è possibile fornire alla palla il top-spin se colpita come si deve, ad eccezione del caso in cui la palla sia colpita sopra l’equatore con il bordo inferiore della faccia del putter, e su una superficie con un ridotto coefficiente d’attrito, cosa che è chiara a tutti non corrisponde ad un buon tocco. Figura 1 sulla faccia del putter produca migliore rotolamento rispetto al puro acciaio, anche per effetto del maggior tempo di contatto con la palla, aumentando il cosiddetto “dweel time”, tempo di sosta, che genererebbe il topspin: anche questo è da sfatare. Leggiamo spesso : “”La palla resterà un millesimo di secondo più lungo su una superficie liscia della faccia putter. Ciò si tradurrebbe in un rotolo immediato e puro della palla “, " inserti polimerici avanzati mantengono la palla sulla faccia del putter a lungo il doppio putter faccia convenzionali, conferendo alla palla veri vantaggi al rotolamento", “aiuta la palla da golf a restare sulla faccia putter per una frazione di secondo in più rispetto ad altri putter che abbiamo testato, il che aiuta a ottenere più rapidamente un overspin", “le protuberanze del putter aiutano a creare un effetto che tiene la palla sulla faccia del putter una frazione di secondo più a lungo rispetto a molti altri putter, con il risultato di un netto miglioramento nel “roll rispetto allo skid”Queste citazioni sono solo un esempio. Abbiamo scoperto che il rotolamento della palla è generato dall’attrito statico della superficie sulla palla, quindi l’effetto che avvertiamo di buon rotolamento della palla deriva da un tocco che produce una limitatissima traslazione con attrito radente dinamico e una precoce rototraslazione avente velocità lineare uguale alla velocità angolare; l’energia trasferita alla palla non si perde nello strisciamento della palla sul green, ed è evidente che un colpo eseguito come illustrato nella figura precedente produrrà una compressione della palla sul green con perdita di energia. Un altro fatto di credenza comune sta nel pensare che la qualità dell’inserto posto Se consideriamo che il topspin o overspin, per verificarsi, deve produrre una velocità angolare della palla, in senso orario, maggiore della velocità lineare; in altre parole la velocità di un punto periferico posto sulla palla deve essere maggiore della velocità al centro della palla; un po’ come far slittare le ruote della macchina: le ruote girano veloci, ma la macchina sta ferma. Come è possibile ottenere questo effetto con la palla da golf? Non lo so, ma so che se la velocità di traslazione del centro della palla è di v=1,83 m/sec, per avere un effetto topspin la velocità di rotazione dovrà essere maggiore di 1,83 m/sec, quindi l’attrito radente dovrà essere minore dell’attrito volvente. Pag. 1 tutti i diritti riservati dispense tecniche NEL PUTTING NON ESISTE IL TOP SPIN Allora il top-spin della palla non esiste, ad eccezione di condizioni davvero particolari, per esempio in un collar con erba molto alta che frena la traslazione della palla e, comunque necessariamente per quel tratto in cui la palla, dopo l’impatto, si solleva dal suolo : per questa breve condizione l’attrito che la palla incontra è esclusivamente quello dell’aria. Ma noi “normali”. ci occupiamo delle condizioni Lindsay ha eseguito dei test sperimentali su cosa succede alla palla appena dopo l’impatto in funzione del punto di contatto : al centro e nella porzione inferiore della faccia del putter. I risultati, che ora illustreremo, sono interessanti, benché viziate da una presunzione di fondo; ma andiamo avanti. Gli esperimenti di Lindsay considerano la palla posta al margine, proprio sul bordo di una porzione di green artificiale, immaginate una mensola al termine della quale la palla cade. Poi ha eseguito un colpo con un putter ancorato ad un perno per poter riprodurre uno swing meccanico e scattato due foto consecutive appena prima dell’impatto e a 20 cm dopo l’impatto (naturalmente la palla lascia la mensola e cade, con una parabola verso terra). Lindsay ha dimostrato che una palla colpita all’equatore, ad una velocità della testa del putter di 2,2 m/sec, nel il centro della faccia del putter riceve un backspin di circa 0,5 rivoluzoni/sec; se la palla viene colpita nella porzione inferiore della faccia del putter il backspin generato porta a 1 riv/sec. Gli esperimenti eseguiti da Lindsay con un accelerometro posto sulla faccia del putter, che misura la vibrazione all’impatto e la durata tra la comparsa del segnale e la sua scomparsa, dunque misura un impulso, hanno dimostrato che il tempo di contatto con una palla in Surlyn, per un colpo che raggiunge i 3 metri su un green da 10 di STPM, ha una durata di 0,6 millisecondi, mentre con una palla “balata” il tempo aumenta a 0,8 millisecondi. Da questo ne deriva che aumentando la morbidezza della palla, ovvero, io dico, la morbidezza dell’inserto, il tempo di contatto della palla con la faccia del putter aumenta, ma questo non significa per nulla che l’effetto che si ottiene sia il topspin o overspin che dir si voglia., e neppure che la declinazione della traiettoria della palla subisca una variazione così significativa da mancare il bersaglio. Facciamo un esempio concreto. Con la testa del putter che impatta la palla a 1 m/sec ≡ 1 mm/millisecondo, avremo che con un contatto di 0,6 msec la faccia del putter dal momento di contatto al rilascio si sarà spostata di 0,6 mm, e con un contatto di 0,8 msec sarà 0,8 mm. La palla, su un green con STPM di 9, percorrerà 2,7 metri e ne consegue che la palla sborderà la buca se all’impatto la faccia risulta aperta di 1,14° rispetto alla direttrice in centro buca. faccia del putter Questo esperimento è molto interessante perché dimostra che in funzione del punto di contatto sul putter la palla reagirà diversamente : backspin significa minor percorso fatto dalla palla. Tuttavia una critica alle conclusioni di Lindsay è necessaria: il backspin misurato si manifesta solo perché la palla, lasciando il suolo, incontra esclusivamente l’attrito dell’aria, ma se proseguisse sulla superficie del green, anche sintetico, non si misurerebbe questo backspin in quanto contrastato dall’attrito statico, che come ben sappiamo, è responsabile del rotolamento della palla. Spesso viene ritenuto che l’effetto topspin o over spin si ottenga aumentando il tempo di contatto con la palla attraverso l’uso di inserti sulla faccia del putter più o meno rigidi o elastici. Ne consegue che 0,2 mm di differenza tra il punto di contatto e di rilascio rispetto ad una palla Surlyn e una balata, o un putter senza o con inserto in polimero, che riproducano le stesse condizioni di contatto, è del tutto ininfluente, perché si dovrebbe realizzare l’apertura, o chiusura, della faccia del putter di 1,14° in uno spazio di swing di 0,2 mm. Da ciò risulta che molto dipende da noi più che non dall’attrezzatura. Pag. 2