Diritto privato
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Diritto privato Parte 1: diritti soggettivi, soggetti di diritto, diritti della personalità, enti I diritti soggettivi DIRITTO SOGGETTIVO: è una prerogativa individuale, un beneficio, una posizione di vantaggio riconosciuto dalla legge (diritto oggettivo) a un soggetto.E‟ un interesse protetto dal diritto oggettivo; se leso può essere fatto valere in giudizio. E‟ il grado dio tutela più alto riconosciuto agli interessi degli individui. Può essere descritto come la pretesa di un soggetto ad esigere, da un altro soggetto l‟osservanza di un dovere che una norma impone al secondo nell‟interesse del primo. Non sempre tuttavia le norme del diritto oggettivo che prescrivono doveri riconoscono diritti soggettivi: ad esempio le norme di diritto pubblico impongono obblighi o divieti a tutela di interessi solo generali. Un diritto soggettivo può essere Relativo: spetta al soggetto attivo nei confronti di una o più persone determinate o determinabili. Assoluto: sono riconosciuti a un soggetto nei confronti dell‟intera collettività Patrimoniale: diritti che hanno per oggetto una cosa o una prestazione avente valore economico Non patrimoniale: non hanno per oggetto cose o prestazioni aventi valore economico Il dovere corrispondente al diritto di cui beneficia il soggetto attivo può essere un obbligo (situazione passiva corrispondente a un diritto relativo) un„obbligazione (situazione passiva relativa a un diritto di natura patrimoniale), un dovere (a fronte di un diritto assoluto corrisponde un dovere di astensione dal comportamento lesivo del diritto). Ci sono norme che sottopongono i soggetti passivi a situazioni che non sono definibili nè come obbligo, nè come divieto: La soggezione: ricorre quando una norma espone un soggetto a subire, passivamente le conseguenze di un atto altrui. La corrispondente situazione attiva è detta potere. Esempio: potere sovrano di esproprio. Lo stato può spogliare i soggetti della proprietà di una cosa per motivi di interesse generale. Il diritto potestativo riconosce la facotà di esercitare un potere che incide su una situazione altrui. Sono riconosciuti ai privati. Il soggetto passivo si trova in soggezione all‟altrui diritto potestativo. Esempio: potestà genitoriale, rescissione di un contratto, dare le dimissioni, licenziare. L‟onere: è un comportamento che un soggetto è libero di osservare come no, ma che è tenuto ad osservare se vuole realizzare un dato risultato. Esempio: l‟onere della prova. Il soggetto che vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che costituiscono fondamento dell‟azione legale. Il soggetto è libero di provare la sua posizione, ma se non lo fa‟ non ottiene una sentenza che riconosce il suo diritto. Il soggetto portatore dell‟interesse tutelato dal diritto il più delle volte coincide con il soggetto titolare del diritto. Tuttavia può accadere che il diritto oggettivo attribuisca ad un soggetto una pretesa di protezione di un interesse altrui: in questo caso parliamo di potestà. Esempio: potestà genitoriale sui figli minori. Ai genitori sono riconosciute delle pretese a tutela dei figli minori. La potestà riconosce un potere a priori: non è da confondere con i poteri derivati, in forza dei quali un soggetto è abilitato ad agire nell‟interesse altrui per incarico conferitogli dallo stesso soggetto (rappresentanza) o dalla pubblica autorità (curatori, tutori, ecc) . In quest‟ultimo caso il potere prende il nome di ufficio. appunti di diritto privato 2012 Pagina 1 http://www.theneweconomists.wordpress.com INTERESSI LEGITTIMI l‟interesse legittimo è un interesse che risulta protetto solo come riflesso della protezione dell‟interesse pubblico espresso dagli obiettivi di buon funzionamento e di legalità funzionale della Pubblica Amminuìistrazione. Sono tutelati da una magistratura speciale, il TAR. Facoltà: il diritto di proprietà comprende la possibilità di godere e disporre del bene oggetto di diritto. Queste sono due facoltà. A una situazione attiva corrisponde una situazione passiva Relazione: rapporto giuridico regolato dal diritto Ha un‟oggetto Comportamento, prestazione. Può essere patrimoniale o non patrimoniale Finalizzato al raggiungimento di un interesse. Tale interesse può essere patrimoniale o non patrimoniale I rapporti giuridici non sono mai statici: si modificano nel tempo. La normativa prevede atti e fatti al verificarsi dei quali i diritti o i doveri si costituiscono, si modificano, si estinguono. Fatti giuridici: sono accadimenti naturali o umani a cui l‟ordinamento giuridico ricollega un qualsiasi effetto giuridico costitutivo, modificativo, estintivo di rapporti giuridici. Atti giuridici: sono atti destinati a produrre effetti giuridici. Per poterli compiere occorre essere in possesso della capacità d‟agire. L‟atto giuridico può essere - Di volontà: compiuti per volontà degli effetti (contratto si fa per volontà delle parti). Sono anche detti negozi giuridici o atti di autonomia privata. - Di scienza: il soggetto dichiara di essere a conoscenza di un fatto giuridico: non costituiscono, modificano, estinguono rapporti giuridici, ma provano fatti giuridici. ACQUISIZIONE DI DIRITTI I diritti possono essere acquisiti per mezzo di una relazione col precedente titolare acquisizione a titolo derivativo. Può essere a titolo gratuito o oneroso. Due principi cardine: - nessuno può trasferire un diritto di cui non è titolare - nessuno può trasferire un diritto più ampio di quello di cui è titolare Ma possono anche essere acquisiti senza rapporti col precedente titolare (ammesso ci sia) acquisizione a titolo originario. Perchè? Non c‟è precedente titolare o non si sa chi sia il precedente titolare. Il diritto viene acquisito nella sua pienezza, senza limitazioni. PERDITA DI DIRITTI Per trasferimento: a seguito di un trasferimento del diritto a un terzo Per distruzione dell‟oggetto del diritto Per effetto del decorso del tempo prescrizione: estinzione dei diritti per il loro mancato esercizio per un tempo prolungato, fissato dalla legge per motivi di pubblico interesse. La prescrizione decorre a partire dal giorno in cui il diritto può essere esercitato. Non si prescrivono i diritti inviolabili, il diritto di proprietà e l‟azione di nullità del contratto. Il termine di prescrizione può essere soggetto a interruzione (= la prescrizione incomicia a decorrere da capo; ogni volta che il titolare del diritto lo esercita o il soggetto passivo riconosce l‟esistenza del diritto) e sospensione (il periodo già decorso si somma al periodo che inizierà a decorrere al cessare della sospensione;rapporti tra lavoratore e datore di lavoro, tra coniugi, tra società e amministratori finchè son in carica, ecc). Il termine ordinario è di 10 anni, salvo diverse disposizioni (diritti reali minori = 20 anni, risarcimento per fatto illecito =5 anni, ecc). In alcuni casi c‟è prescrizione presuntiva: si presume che dopo 6 mesi l‟obbligazione sia estinta, salvo prova contraria del creditore (vendita al minuto, camere d‟albergo) appunti di diritto privato 2012 Pagina 2 http://www.theneweconomists.wordpress.com decadenza: estinzione dei diritti per il loro mancato esercizio per un tempo prolungato, fissato dalla legge per dare certezza alle situazioni giuridiche. Per questo motivo, non c‟è nè interruzione nè sospensione. Non può essere impedita se non dal l‟esercizio del diritto in questione. I soggetti giuridici Essere soggetto giuridico significa essere titolare di diritti e doveri e poter compiere atti giuridici Per l‟ordinamento italiano sono soggetti giuridici le persone fisiche, gli enti e le persone giuridiche. L‟uomo è considerato dal nostro ordinamento una persona, cioè un centro di imputazione di diritti e doveri. La capacità giuridica (art 1) Art. 1 Capacità giuridica La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita (462, 687, 715, 784). E‟ l‟attitudine dell‟uomo di essere titolare di diritti e doveri Si acquisisce alla nascita e si perde con la morte. L‟articolo 22 della costituzione dice che “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.” L‟articolo 1 afferma che i diritti riconosciuti al concepito sono subordinati al momento della nascita: il codice, di tipo patrimoniale, si riferisce ad esempio alla possibilità di fare testamento in favore del nascituro, che diventa erede solo però nei casi previsti dalla legge. Il codice civile non si occupa dei diritti non patrimoniali del nascituro: leggi speciali affermano che la vita umana è tutelata fin dal suo inizio, in relazione però alla salute della madre. La nascita viene dichiarata nell‟atto di nascita e iscritta nei registri di stato civile. La capacità giuridica si perde con la morte, definita con una legge del 1993 come la cessazione definitiva di ogni attività cerebrale. Esistono casi in cui la morte non è di facile accertamento, come la scomparsa. Quando una persona sparisce nel nulla e non da notizie di sè, si chiede al tribunale il riconoscimento dell‟assenza del soggetto, detto “scomparsa”. Contestualmente al riconoscimento di questo status si nomina un curatore che si occupi del patrimonio dello scomparso. Trascorsi due anni dall‟ultima notizia dello scomparso, il tribunale può dichiarare l‟assenza e immettere nel possesso temporaneo dei beni dello scomparso gli eredi: costoro fanno proprie le rendite che i beni producono ma non possono alienarli, ipotecarli, darli in pegno. Se l‟assente ricompare gli verranno restituiti i beni, non le rendite (salvo casi particolari). Dopo dieci anni dall‟ultima notizia dell‟assente (salvo casi di catastrofi, dove il tempo atteso è minore) si dichiara la morte presunta (anche se precedentemente non ne era stata dichiarata l‟assenza): si apre la successione, coloro che erano stati immessi nel possesso temporaneo dei beni ne acquisiscono piena disponibilità, e il coniuge è vedovo. Se lo scomparso torna riceve indietro i suoi beni nello stato in cui si trovano e il vecchio matrimonio ha di nuovo effetto annullando le eventuali seconde nozze. La capacità d‟agire(art 2) Art. 1 Capacità d‟agire La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore eta si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un‟età inferiore in materia di capacità a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore è abilitato all‟esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. E‟ l‟attitudine del soggetto di compiere atti giuridici validi mediante i quali acquista/ modifica/ estingue diritti e doveri. Si acquista alla maggiore età perchè presuppone la capacità di provvedere ai propri interessi con maturità e consapevolezza. Per questo motivo la legge prevede specifiche tutele per il minorenne e casi di incapacità legale . appunti di diritto privato 2012 Pagina 3 http://www.theneweconomists.wordpress.com LA POSIZIONE DEL MINORENNE: INCAPACITA‟ LEGALE ASSOLUTA Il minore è sottoposto alla potestà genitoriale, o affidato alla tutela di un tutore in mancanza di genitori viventi. Entrambi i genitori o il tutore rappresentano legalmente i minori (nati o nascituri):amministrano i beni, contraggono contratti in nome e per conto del minore. Per alcuni atti di straordinaria amministrazione occorre però l‟autorizzazione del giudice tutelare (es: vendere una casa del minore). Raggiunta una certa età il minore può compiere atti giuridici validi: a 16 anni può rifiutare il riconoscimento da parte di un genitore, a 14 può rifiutare l‟adozione, può abortire senza il consenso dei genitori previa autorizzazione del giudice, può compiere atti di compravendita di modesta entità. Compiuti i 16 anni, il minore può sposarsi, sempre previa autorizzazione del tribunale (occorre abbia un‟adeguata maturità fisica e psichica e gravi motivi per contrarre matrimonio, come una gravidanza). Dalla data in cui contrae matrimonio il minore è emancipato: ha un‟incapacità d‟agire relativa; può compiere atti di ordinaria amministrazione, è affiancato da un curatore per gli atti di straordinaria amministrazione (per essere validi tali atti devono recare il consenso del curatore). ALTRI CASI DI INCAPACITA‟ LEGALE Oltre al minore, la legge prevede altri casi di incapacità legale. Tali situazioni devono essere pubbliche perchè se un soggetto incapace compie un atto giuridico, tale atto è annullabile. La pubblicità di tali situazioni garantisce certezza. I registri di stato civile assolvono questa funzione: eventuali provvedimenti di limitazione della capacità d‟agire vengono annotati a margine dell‟atto di nascita. Gli atti dello stato civile hanno forza probatoria: fanno fede e sono considerati veritieri fino a prova contraria. Nel 2004 c‟è stata una riforma che ha modificato sensibilmente questa parte del codice civile e inserito l‟istituto dell‟amministrazione di sostegno Amministrazione di sostegno E‟ un istituto di tutela cucito su misura del soggetto debole. L‟amministratore di sostegno è nominato dal giudice tutelare (organo monocratico incaricato della tutela di minori e incapaci) a tutela di coloro si trovino in uno stato di infermità fisica e/o psichica temporaneo o permanente e non possono curarsi dei propri interessi. Questo istituto è uno strumento di tutela versattile che si adatta a molte situazioni diverse: nel provvedimento di nomina sono indicati i poteri dell‟amministratore di sostegno considerate le specifiche esigenze del soggetto tutelato. Il beneficiario conserva la capacità d‟agire e può in ogni caso compiere atti idonei a soddisfare i suoi interessi nella vita quotidiana. Dopo la riforma i due istituti seguenti hanno assunto rilevanza residuale Interdizione prudenziale per infermità mentale incapacità legale assoluta E‟ un istituto finalizzato alla tutela di gravi disabili mentali che preclude al soggetto totalmente la capacità d‟agire. L‟interdizione viene pronunciata dal tribunale: con la sentenza si nomina un tutore che si sostituisce all‟interdetto in tutto gli atti. Inabilitazione incapacità legale relativa E‟ un trattamento simile a quello riservato al minore emancipato: viene nominato un curatore che affianca il soggetto negli atti di straordinaria amministrazione. Questo provvedimento può essere disposto anche per alcolisti, tossicodipendenti e prodighi (coloro che sperperano il loro patrimonio) a tutela del patrimonio familiare, perchè i loro atti possono esporre loro e la loro famiglia a pregiudizio economico. L‟ istituto seguente assume invece carattere di sanzione accessoria Interdizione legale del condannato E‟ una sanzione accessoria che si applica di diritto ai condannati a periodi di reclusione superiori ai 5 anni. Proprio per la sua funzione sanzionatoria non può precludere atti personali come matrimonio, redarre testamento, accettare o rifiutare trattamenti medici. appunti di diritto privato 2012 Pagina 4 http://www.theneweconomists.wordpress.com L‟INCAPACITA‟ NATURALE La capacità naturale corrisponde alla capacità di intendere e volere. L‟incapacità naturale, ovvero l‟assenza della capacità di intendere e volere è una situazione di fatto: può essere temporanea o permanente, dipendere da circostanze temporanee o permanenti, e coincidere come no con situazioni di incapacità legale (situazione di diritto). Qualora la situazione di fatto non coicida con la situazione di diritto, non esistono forme di pubblicità dell‟incapace. Cosa succede se, ad esempio, un‟ubriaco (incapace di intendere e volere quindi) fa un contratto? L‟annullamento del contratto infatti danneggia il contraente inconsapevole dell‟incapacità della contro parte: l‟atto giuridico è quindi annullabile solo provando che la controparte operava in malafede causando pregiudizio dell‟incapace. In sintesi quindi Per compiere atti giuridici validi occorre capacità d‟agire può non esserci per Incapacità legale: situazione di diritto. E‟ pubblica: se faccio un contratto con un incapace legale è annullabile Incapacità naturale: situazione di fatto. un contratto con un soggetto incapace di intendere e volere è annullabile solo se la controparte era in malafede (consapevole quindi di tale incapacità) La sede della persona fisica DIMORA situazione di fatto, è il luogo dove la persona attualmente soggiorna. Da non confondere con il “soggiorno”, ovvero il luogo dove si prende alloggio occasionalmente o momentaneamente (es. Camera d‟albergo). RESIDENZA luogo di dimora abituale di una persona. E‟ l‟indirizzo iscritto nei registri dell‟anagrafe, presso il quale vengono notificati gli atti. Si presume che la residenza anagrafica corrisponda alla residenza effettiva. Nei rapporti familiari i coniugi scelgono di comune accordo una residenza e i figli minori hanno tale residenza; ciò non esclude però la possibilità che i coniugi abbiano due residenze distinte. DOMICILIO è il centro dei propri interessi, dei propri affari. Può essere scelto per un singolo affare (domicilio speciale). La sede della persona fisica assume rilevanza nelle controversie di diritto privato internazionale. Infatti le norme adottano i seguenti criteri criteri: - legge nazionale: guarda la nazionalità del cittadino. Per controversie riguardanti diritto di famiglia, successioni, capacità giuridica - legge del luogo: vale la legge del luogo in cui si trovano i beni oggetto di diritti reali. -In caso di contratti si apploca la legge del luogo in cui risiede la parte che deve eseguire la prestazione caratteristica (o se è una persona giuridica, dove essa ha l‟amministrazione centrale). Le parti posso tuttavia scegliere che legge adottare. I Diritti della personalità Sono diritti che si considerano spettanti all‟uomo in quanto tale, indipendentemente dal tipo di sistema politico o giuridico o sociale entro il quale egli vive e che ogni Stato ha il dovere di riconoscere e garantire. Si considerano esistenti indipendentemente da ogni diritto oggettivo che li riconosca e tuteli. appunti di diritto privato 2012 Pagina 5 http://www.theneweconomists.wordpress.com Sono diritto alla vita, all‟integrità fisica, alla salute, al nome, all‟onore, alla riservatezza, alla libertà personale, alla libera manifestazione del pensiero, ecc. Sono un insieme ampio in continua evoluzione di pari passo con l‟evoluzione della società: spesso l‟identificazione di tali diritti è compito delle Corti Costituzionali. Fonti - Costituzione: o art 2 riconosce i diritti inviolabili o art 3 ugualianza e pari dignità E tanti altri o art 13 libertà personale o art 32 salute - - - Codice civile: articoli 6-10. Il codice civile dedica poco spazio a questi diritti perchè frutto di una concezione patrimoniale. Non dimentichiamo che è stato scritto nel 1942. Trattati e convenzioni internazionali: o CEDU (convenzione europea dei diritti dell‟uomo) o Carta di Nizza sui diritti fondamentali dell‟unione europea, recepita poi nel Trattato di Lisbona Queste due carte tutelano valori come libertà, dignità e giustizia e predispongono idonei strumenti di protezione di tali diritti: la corte europea dei diritti dell‟uomo tutela i cittadini che vedono lesi i loro diritti da atti amministrativi e legislativi dello Stato. Codice penale: alcuni diritti (alla vita, all‟integrità fisica, all‟onore) sono ampiamente tutelati in questa sede; gli illeciti penali riguardano condotte socialmente pericolose, in conflitto con l‟interesse generale. Questi comportamenti possono procurare danni ingiusti a terzi: il diritto civile riconosce a chi li subisce il diritto al risarcimento del danno subito e , se possibile, alla reintegrazione in forma specifica. Leggi speciali: come quelle sul diritto d‟autore e sulla privacy I DIRITTI INVIOLABILI Come già accennato, l‟articolo 2 riconosce i diritti inviolabili dell‟uomo. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Inviolabilità sono inviolabili dalla pubblica autorità nell‟esercizio delle funzioni legislative, esecutive e giudiziarie. sono inviolabili dall‟uomo nei confronti dei rapporti tra privati (protezione civile e penale) I diritti inviolabili sono assoluti: valgono nei confronti di tutti indisponibili: il titolare non può alienarli, non può rinunciarvi imprescrittibili: non si estinguono per il non esercizio prolungato nel tempo Dato che l‟articolo 2 non elenca i diritti inviolabili, sorge un problema di interpretazione: quali sono i diritti inviolabili? Osservando le sentenze della Cassazione (le due sentenze citate nella definizione riguardano entrambe il riconoscimento del diritto alla riservatezza: per questo permettono un confronto) possiamo vedere come l‟interpretazione atomistica ( = si rilevano i soli diritti della personalità espressamente previsti e disciplinati dall‟ordinamento giuridico; nuovi diritti sono riconoscibili mediante interpretazione analogica o estensiva delle norme presistenti - sentenza 990/1963: la divulgazione di notizie sensibili viola il diritto assoluto di personalità come autodeterminazione nello svolgimento della personalità: analogia con norma contenuta nella CEDU, firmata nel 1955) si sia evoluta in interpretazione secondo la teoria monistica (= esiste un unico diritto della personalità espresso nell‟art 2 con contenuto vago/ indeterminato che riassume tutti gli altri diritti senza identificarsi necessariamente con la loro somma - sentenza 2129/1975 caso Soraya: il diritto alla riservatezza non è esplicitamente espresso ma deve ammettersi la sua tutela in quanto una sua violazione determina la violazione del diritto assoluto di personalità inteso come diritto nei confronti di tutti alla libertà di autodeterminazione nello sviluppo della personalità dell‟uomo come singolo). Quindi possiamo concludere che nell‟articolo 2 si configura una tutela integrale della personalità umana. I diritti della personalità hanno un fondamento unitario ma sono molteplici e diversamente identificabili e tutelabili. Vengono elaborati nuovi diritti in relazione ai nuovi interessi che sorgono per effetto del appunti di diritto privato 2012 Pagina 6 http://www.theneweconomists.wordpress.com progresso tecnologico. Le tendenze attuali sono riconoscimento di nuovi diritti della persona e alle categorie sociali deboli e elaborazione di nuove forme di tutela come la class action da affiancare alla tutela civilistica tradizionale (risarcimento del danno). DIRITTI DELLA PERSONA * FISICA Diritto alla vita : il codice penale punisce l‟omicidio. In caso di decesso ai congiunti del morto può essere riconosciuto un risarcimento se vengono individuate le responsabilità di terzi. Diritto all‟integrità fisica : L‟articolo 5 del codice civile (Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all‟ordine pubblico o al buon costume) vieta gli atti di disposizione del proprio corpo qualora cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica. Donare il sangue o un rene non creano grandi scompensi biologici come può essere il trapianto di cornee da donatore vivente. I trapianti da cadavere sono regolati da legislazione speciale. Diritto alla salute : articolo 32 cost + convenzione di Nizza Questo diritto ha 3 aspetti: - risvolto pubblicistico: lo stato deve garantire la sanità pubblica - diritto individuale: nessuno può ledere la salute altrui. Chi subisce un danno alla salute (danno biologico) ha diritto a un risarcimento. - aspetto consensuale: nessuno può essere sottoposto a trattamento medico senza il suo consenso, salvo i casi espressamente indicati. Se il paziente non è cosciente si valuterà secondo lo stato di necessità. *MORALE Diritto alla dignità: divieto di discriminazioni Diritto all‟integrità morale, all‟onore: diritto alla dignità, al decoro personale e alla considerazione sociale. Questo diritto si desume dai reati previsti nel codice penale di ingiuria e diffamazione, considerati offesa rispettivamente della persona presente e alla reputazione altrui. Diritto all‟identità Diritto al nome : art 7 codice civile La persona, alla quale si contesti il diritto all‟uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall‟uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni L‟autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più giornali. È tutelato sotto un duplice aspetto Uso del proprio nome: diritto di identificarsi con il proprio nome e il diritto di essere identificato dagli altri con esso. Uso esclusivo del proprio nome: è protetto da chi usurpi il nome altrui per identificare sè o per indicare una cosa. Questa tutela è riconosciuta anche per gli pseudonimi quando essi abbiano acquisito lo stesso peso del nome e per i nomi di persone giuridiche e associazioni non riconosciute. La tutela dell‟identità personale è tutela dell‟interesse pubblico al riconoscimento e all‟interesse familiare di identificazione dei membri della famiglia. Il diritto al nome comporta il diritto di essere identificati con costanza (principio della conservazione del nome) Diritto all‟immagine: l‟articolo 10 el codice civile integrato con l‟articolo 96 della legge sul diritto d‟autore cerca un equilibrio tra la protezione del diritto del singolo alla riservatezza e alla tutela della sua immagine e la protezione del diritto di informazione del pubblico, il cosiddetto diritto di cronaca. E‟ vietato esporre o pubblicare immagini altrui senza il consenso della persona ritratta, salvo che non si tratti di una persona famosa oppure che l‟immagine sia stata scattata in pubblico e sempre che la pubblicazione non rechi pregiudizio alla libertà della persona. appunti di diritto privato 2012 Pagina 7 http://www.theneweconomists.wordpress.com L‟immagine non può essere comunque utilizzata per finslità diverse da quelle per cui è stata concessa l‟autorizzazione all‟uso. Diritto all‟identità personale/morale: è un diritto autonomo che è stato individuato dalla giurisprudenza: è il diritto al fatto che la propria immagine politica, etica o sociale non venga travisata con l‟attribuzione di azioni non compiute dal soggetto o di convinzioni da lui non travisate. Diritto all‟identità sessuale : riconosce il cambiameto di stato civile quando si cambia sesso. Diritto alla privacy e alla riservatezza il diritto alla privacy si afferma per la prima volta nel 1880 quando due esponenti politici dell‟epoca pubblicarono un articolo contro l‟eccessiva attenzione dei media sulla loro vita privata. E‟ con la sentenza Soraya 2129/1975 che la giurisprudenza italiana riconosce per la prima volta il diritto alla riservatezza. Negli stessi anni una norma dello statuto dei lavoratori tutelava la riservatezza di quest‟ultimi nei confronti del datore di lavoro per evitare discriminazioni. La legge privacy coglie le problematiche legate alla tecnologia e all‟informatizzazione. Infatti col progresso informatico è sorto il problema della profilazione (raccogliendo le informazioni in banche dati è possibile stillare un profilo del soggetto, mettendo insieme i pezzi del puzzle). Per il trattamento dei dati personali occorre specifico consenso. I dati possono essere utilizzati solo per la finalità per cui è stata autorizzata la raccolta. Sono previste deroghe per motivi economici, ed è prevista una protezione rinforzata per dati sensibili e ipersensibili. In questo caso occorre l‟autorizzazione del garante. Il garante si occupa di regolamentare il settore, controllare la correttezza nel settore e vigilare contro gli abusi, deve informare l‟interessato qualora egli ne faccia richiesta di tutti i trattamenti dati che lo riguardano. Gli enti Gli enti sono soggetti di diritto pluripersonali. Sono soggetti giuridici diversi e distinti dalle persone fisiche che li compongono, sono autonomi centri di imputazione di diritti e doveri. Gli enti si classificano, in base al loro scopo, in Enti for profit: a scopo di lucro. Sono le società, svolgono un attività economica ai fini di conseguire utili da ripartire tra i soci Enti no profit: non hanno scopo di lucro E‟ persona giuridica ogni soggetto di diritto, ovvero ogni centro di imputazione di rapporti giuridici diverso dalla persona fisica. La persona giuridica ha capacità giuridica, è titolare di diritti e doveri ed è responsabile per i propri debiti. La persona giuridica ha autonoma capacità d‟agire, la esercita per mezzo delle persone giuridiche che agiscono come suoi organi. Lo scopo della personalità giuridica è tenere distinti l‟insieme (ente) dalle persone fisiche (membri) mettendo queste al riparo dai rischi ai quali l‟ente può essere esposto nell‟esercizio della propria attività. La disciplina civilistica degli enti no profit prevede per quest‟ultimi la possibilità di ottenere la personalità giuridica e l‟autonomia patrimoniale perfetta chiedendo il riconoscimento. Il riconoscimento veniva accordato secondo un giudizio discrezionale da parte dell‟esecutivo. Gli enti per ottenere il riconoscimento accettavano un controllo penatrante alla loro costituzione e sugli atti di straordinaria amministrazione che incrementavano il loro patrimonio. Il controllo delle società, enti for profit, era in legittimità, mentre per gli enti no profit parliamo di giudizio nel merito. Autonomia patrimoniale perfetta: completa separazione del patrimonio degli enti da quello degli associati. Dei debiti dell‟ente risponde l‟ente stesso con il suo patrimonio. Autonomia patrimoniale imperfetta: non c‟è completa separazione del patrimonio degli enti da quello degli associati. Dei debiti dell‟ente rispondono gli associati qualora il patrimonio dell‟ente sia insufficiente. appunti di diritto privato 2012 Pagina 8 http://www.theneweconomists.wordpress.com enti no profit non riconosciuti enti di fatto autonomia patrimoniale perfetta for profit: società riconosciuti di persone persone giuridiche autonomia patrimoniale imperfetta autonomia patrimoniale perfetta con limitazione della responsabilità autonomia patrimoniale imperfetta sono soggetti di diritto Di fatto la maggior parte delle associazioni no profit non ha chiesto il riconoscimento. Sono enti di fatti, soggetti di diritto ma hanno autonomia patrimoniale imperfetta. Oggi il riconoscimento si ottiene presentando domanda al prefetto. Entro 120 giorni si procede all‟iscrizione nell‟apposito registro delle persone giuridiche, se la domanda viene accolta (dal 2000 c‟è questa procedura semplificata). LE ASSOCIAZIONI Sono organizzazioni non lucrative in cui prevale l‟elemento personale: attraverso questa organizzazione vengono perseguiti gli scopi per cui è stata costituita. Ha un‟organizzazione interna democratica e uno statuto che ne regola organizzazione e attività. E‟ un‟organizzazione volontaria costituita per contratto (plurilaterale) mediante il quale più persone si impegnano al perseguimento di uno scopo di natura ideale (o comunque non economico). L‟associazione agisce per mezzo dei propri organi: gli associati si riuniscono in assemblea e eleggono i loro rappresentanti. Un associato può lasciare in ogni momento l‟organizzazione o venirne escluso per gravi motivi previsti dallo statuto. Possono essere riconosciute o non riconosciute. LE FONDAZIONI Sono organizzazioni stabili predisposte alla destinazione di un patrimonio privato ad un determinato scopo di natura ideale. L‟elemento prevalente è il patrimonio. E‟ costituita per atto pubblico unilaterale o per testamento, produce effetti giuridici in virtù della sola dichiarazione del fondatore. Organo esecutivo della fondazione sono gli amministratori, che devono rispettare la volontà del fondatore nell‟amministrare il patrimonio. Scopo della fondazione devono essere il perseguimento di fini di pubblica utilità. Hanno autonomia patrimoniale perfetta. Esistono nuovi tipi di fondazione come la fondazione di impresa, la fondazione di partecipazione, fondazioni speciali, per la gestione di uno o più servizi. COMITATI I fondi per uno scopo di pubblica utilità vengono raccolti mediante pubblica sottoscrizione da una pluralità di promotori che rispondono illimitatamente delle obbligazioni assunte, mentre i sottoscrittori rispondono solo per le obbligazioni promesse. Si sciolgono a scopo raggiunto. AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA Associazioni riconosciute fondazioni AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA Associazioni non riconosciute comitati Il settore no-profit: le onlus e le associazioni a promozione sociale Ha sempre maggiore importanza. Il terzo settore, a metà tra pubblico e privato, assolve numerose funzioni pubbliche ma è un organizzazione di carattere privato, sovvenzionato dallo stato. Questi enti svolgono attività economica senza scopo di lucro. Gli utili conseguiti da queste attività economiche non possono essere ripartiti tra i soci ma devono essere devoluti in beneficienza o reinvestiti in finalità collegate all‟associazione. La scelta tra settore privato e terzo settore ha reso il consumo un atto di responsabilità sociale (scelgo il no profit e faccio del bene)e ha introdotto nel settore privato etica e responsabilità di impresa. Si attende una regolamentazione del settore. Per ora vengono applicate nelle controversie le norme per le società non riconosciute per analogia. N.B. fin ora ci siamo occupati di enti privati. Esistono anche enti pubblici (stato e altri enti pubblici territoriali): a quest‟ultimi spetta potestà di imperio (sovranità). appunti di diritto privato 2012 Pagina 9 http://www.theneweconomists.wordpress.com Parte 2: diritti reali, proprietà, possesso I beni DEFINIZIONE DI BENI Art 810. sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti Giuridicamente sono beni le cose idonee a soddisfare interessi umani oggetto di diritti: vi è un interesse a stabilire un rapporto di appartenenza con la cosa perchè l‟uso da parte di un soggetto ne pregiudica la facoltà di godimento contemporaneo da parte di altri. La nozione di bene in senso giuridico va distinta dalla nozione di bene in senso economico; il primo concetto è infatti più ampio e ricomprende non solo i beni in senso economico ma tutti i beni che sono tutelati giuridicamente. Per avere rilevanza giuridica i beni devono essere: - utili, cioè idonei a soddisfare un bisogno e capaci di arrecare utilità all'uomo; - accessibili, cioè suscettibili di appropriazione da parte dell'uomo con i normali mezzi a disposizione; - limitati, cioè disponibili in natura in quantità limitata rispetto ai bisogni dell'uomo. Ci sono cose che la natura offre in quantità, se non illimitata, certamente superiore ai bisogni dell'uomo (la luce del sole, l'aria, l'acqua del mare): sono cose comuni a tutti, dal momento che nessuno ha interesse a stabilire con esse un rapporto di appartenenza, che ne riservi a sé l'uso con esclusione dell'uso degli altri. Il diritto, il quale regola rapporti fra gli uomini, nelle molteplici manifestazioni della vita sociale, si occupa delle cose solo in quanto esse siano materia di possibile conflitto fra gli uomini: l‟appropriazione di risorse costituisce materia di confritto, ed è quindi rilevante per il diritto. La nozione giuridica di bene è, resa interdipendente con il concetto di proprietà: sono beni le cose che l'uomo ha interesse a fare proprie, a fare oggetto di un proprio diritto, che escluda gli altri dalla loro utilizzazione: possono esserci beni di nessuno, cose che non hanno un proprietario anche se esiste un interesse a riservare a sè il godimento della cosa. BENI MATERIALI E IMMATERIALI Per l'art. 810 c.c. sono beni le “cose”. Non ogni entità suscettibile di formare oggetto di diritto dunque, ma solo gli oggetti materiali o “corporali”. L‟articolo 814 aggiunge le energie naturali, se “hanno un valore economico”. Il progresso tuttavia ha portato a una progressiva smaterializzazione della ricchezza: essa tende a legarsi sempre più a opere di ingegno e i beni immateriali diventano sempre più oggetto di scambio (frequenze radio-tv, domini internet, informazioni). Anche i diritti sono beni: un diritto creato è un bene. Classificazione dei beni Secondo l‟ Articolo 812. Sono mobili tutti gli altri beni IMMOBILI: suolo, le sorgenti e i corsi d‟acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.Sono reputati immobili i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando sono saldamente assicurati alla riva o all‟alveo e sono destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione . È prevista una forma di pubblicità di questi beni MOBILI: Sono mobili tutti gli altri beni MOBILI REGISTRATI: sono beni mobili registrati nei pubblici registri appunti di diritto privato 2012 Pagina 10 http://www.theneweconomists.wordpress.com Altre classificazioni o o o BENI IN PATRIMONIO di proprietà di qualcuno BENI DI NESSUNO non hanno proprietario COSE COMUNI A TUTTI non vi è interesse a stabile un rapporto di appartenenza: non sono beni, solo “cose” COSE GENERICHE considerate in quanto appartenenti a una categoria, sono fungibili, possono essere sostituite COSE SPECIFICHE considerate individualmente per il loro valore specifico e intrinseco COSE CONSUMABILI l‟uso ne implica la distruzione, si estinguono per l‟uso COSE INCONSUMABILI consentono un uso prolungato nel tempo, anche se possono deteriorarsi gradualmente Universalità di cose sono più cose mobili che appartengono allo stesso proprietario e hanno la stessa finalità economica. Il proprietario può disporre dell‟universalità nel suo insieme o dei singoli beni che lo compongono. FRUTTI: una cosa che deriva da un‟altra cosa naturali: hanno origine da un processo naturale, assumono autonomia quando vengono distaccati dalla cosa madre civili: (820 cc) sono corrispettivi percepiti da parte di un terzo per il godimento del bene da lui concesso. Sono interessi e canoni di locazione. Maturano giorno per giorno e assumono rilevanza giuridica. Pertinenze (817 cc) La pertinenza è una cosa destinata in modo durevole al servizio o alla decorazione di un‟altra cosa, mobile o immobile. Il trasferimento del bene principale comporta anche il trasferimento della pertinenza, ove non sia espressamente indicato diversamente. Il rapporto pertinenziale può essere costituito dal proprietario della cosa principale, anche se non è proprietario della pertinenza. Se viene alienato un bene includendo la pertinenza anche se essa non era di proprietà del venditore, all‟acquirente viene riconosciuta tutela se era in buona fede; il proprietario della pertinenza potrà ottenere il risarcimento dal venditore. Il rapporto pertinenziale lega due cose che restano pur sempre una pluralità di cose. Non va confuso col rapporto di connessione, per il quale più cose vengono tra loro unite in modo da formare un‟unica cosa: separando le componenti essa perde la sua identità di cosa. Beni pubblici(42 cost) I beni pubblici sono beni reputati di utilità generale, e quindi per questo motivo sono sottratti alla possibilità di appropriazione da parte dei singoli e sono qualificati come appartenenti alla società nel suo insieme. Appartengono allo stato o ad altri enti pubblici a cui è affidato il compito di consentirne il disciplinato uso da parte di tutti (beni demaniali: può essere un demanio necessario o non necessario) o il compito di utilizzarli volgendoli a vantaggio di tutti (patrimonio dello stato: è composto da beni indisponibili, che realizzano un ampio interesse generale, e disponibili, ovvero l‟ente ne è proprietario a titolo di proprietà privata). appunti di diritto privato 2012 Pagina 11 http://www.theneweconomists.wordpress.com Diritti reali e diritti di credito: confronto DIRITTI REALI DIRITTI DI CREDITO Immediatezza la soddisfazione avviene con un rapporto immediato con la cosa Assolutezza Tutela nei confronti di chiunque disturbi l‟esercizio del diritto Diritto di seguito: il diritto segue la cosa nonostante eventuali trasferimenti di proprietà Sono opponibili a terzi: può esser fatto valere nei confronti di terzi Le Azioni reali a tutela della proprietà possono essere fatte valere nei confronti di chiunque Tipicità sono un numero chiuso. Perchè? - per favorire la circolazione dei beni e impedire il ritorno a situazioni feudali - perchè sono opponibili a terzi - per la ragione sopra espressa esiste la pubblicità immobiliare: perchè sia efficace occorre che le situazioni siano standarizzate Mediatezza la soddisfazione dell‟interesse è subordinato al rapporto tra soggetti Relatività Il contratto vincola le parti ma non produce effetti nei confronti di terzi. Può essere fatto valere solo nei confronti della controparte Le azioni a tutela del credito sono personali, possono essere portate aventi nei confronti della controparte Atipicità possono essere stipulati contratti non esplicitamente previsti dal codice, costituiti per volontà degli interessati. Le nuove tipologie sono riconducibili a fattispecie esistenti. I Diritti reali Possono essere su cose proprie diritto di proprietà Su cose altrui di utilizzo, godimento di garanzia La proprietà La proprità è il principale e il più esteso diritto reale: è quello che attribuisce al titolare la massima estensione di potere sulla cosa. Art. 832 la proprietà Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l‟osservanza degli obblighi stabiliti dall‟ordinamento giuridico. Due facoltà Godere: facoltà di utilizzare la cosa, realizzare il suo valore d‟uso. Implica la possibilità di usarla o non usarla, di decidere come usarla, di distruggerla, di fare suoi i frutti. Disporre: facoltà di vendere o non vendere La cosa, di donarla o non donarla, di lasciarla in eredità di istituire diritti reali minori su essa, realizzare il suo valore di scambio. In modo pieno ed esclusivo. - pienezza: il proprietario può fare della cosa tutto ciò che non sia espressamente indicato. Nel momento in cui un diritto reale limiti la proprietà occorre ricordare che al cessare di esso la proprietà riacquista la sua pienezza. -esclusività: il proprietario può escludere chiunque altro dal godimento e dalla disposizione della cosa. Ciò legittima la pretesa di chiusura del fondo. Osservando i limiti e gli obblighi previsti dalla legge Per tutelare un interesse privato e pubblico. appunti di diritto privato 2012 Pagina 12 http://www.theneweconomists.wordpress.com Limiti Divieto di atti di emulazione Art 833. Il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri. Questo divieto limita la facoltà di godimento e giustifica ad esempio le destinanzioni d‟uso dei vari fondi previste dal piano regolatore OBBLIGHI Obbligo a non lasciare i terreni agricoli incolti lo sfruttamento della terra, una risorsa limitata, assolve a un interesse generale Articolo 42 La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità. La proprietà può essere pubblica o privata: è riconosciuta e garantita per legge, ma vi sono limiti per assicurarne la funzione sociale Il legislatore può infatti conformare il diritto di proprietà per realizzare interessi meritevoli di tutela Disciplinando diversamente i diversi tipi di proprietà Disciplinando i contratti con cui si dispone della proprietà (esempio: durata minima dei contratti d‟affitto, ecc) Con l‟istituto dell‟espropriazione: l‟espropriazione consiste nel trasferimento coattivo di proprietà dal privato allo Stato per motivi di pubblico interesse e salvo indenizzo. L‟ente pubblico può acquisire la proprietà per contratta oppure imporre coattivamente il trasferimento di proprietà per ragioni di interesse generale (es. Realizzare un infrastruttura). L‟indennizzo deve costituire un serio ristoro del danno subito (sentenze Cedu lo collocano vicino al valore del mercato) partendo dal valore venale del bene ed eventualmente includendo il valore edificabile. La proprietà fondiaria Il fondo è uno spazio delimitato da confini che segnano i limiti del diritto del proprietario. Il proprietario ha diritto di godere del sottosuolo ed è proprietario di ciò che esso contiene (fatto salvo reperti archeologici, miniere, cave, torbiere, ecc) ed è proprietario dello spazio sovrastante. Tale diritto non è illimitato: il proprietario non può escludere quelle attività che si svolgono a tale altezza o a tale profondità da non giustificare un interesse alla loro esclusione. Rapporti di vicinato In linea di massima il proprietario deve astenersi da opere e azioni che possano ledere il diritto del vicino. Le immissioni: è definita come immissione qualunque attività che svolta in un fondo si ripercuote sui fondi vicini. I vicini sono tenute a sopportarle se le suddette attività non superano il limite di normale tollerabilità. Superata tale soglia il vicino potrà pretender misure di contenimento dell‟immissione o la cessazione dell‟attività molesta. Il giudice può consentire le attività moleste che realizzano un interesse collettivo, previo indennizzo dei danneggiati. Le acque: il proprietario ha diritto a utilizzare le acque che scorrono sul suo fondo e può disporne a favore di altri fondi (servitù) ma non può impedire che le acque defluiscano nei fondi altrui perchè devono potersene servire anche loro il proprietario del fondo a valle non può impedire il deflusso delle acque provenienti dal fondo a monte. Stillicidio: il proprietario deve costruire i tetti in modo che le acque piovane scorrano sul suo fondo. appunti di diritto privato 2012 Pagina 13 http://www.theneweconomists.wordpress.com Le distanze e i confini: ci sono distanze minime da rispettare nel costruire edifici (3 metri), scavare pozzi e fosse (2 metri), collocare tubi e cisterne (2 metri), piantare alberi (ad alto fusto 3 metri, altri alberi 1,5m siepi 0,50m). Anche per le finestre ci sono distanze minime. Distinguiamo tra luci (che non permettono di affacciarsi) per cui non son previste distanze minime, e vedute (che consentono l‟affaccio sul fondo del vicino) che devono collocarsi almeno a 1,5m per tutelare la privacy del vicino. La proprietà edilizia Edificare rientra nella facoltà di godimento del fondo di cui si è proprietari. Quest‟attività è regolamentata per ragioni di pubblico interesse ed è soggetta ad un controllo di tipo organizzativo. Il comune determina il piano regolatore e la destinazione delle varie aree. Il proprietario che vuole edificare, dopo aver accertato di poterlo fare perchè rientra in un‟area edificabile, deve munirsi del permesso rilasciato dal comune: è un controllo amministrativo (licenza/concessione edilizia). Dovrà anche versare un contributo di urbanizzazione/per costi di costruzione. Modi d‟acquisto della proprietà a titolo derivativo: si acquisisce il diritto dal precedente proprietario. L‟avente causa acquista la proprietà solo se e come il dante causa ne era proprietario: se non era proprietario non riceve nulla, e riceve il diritto limitato da eventuali diritti reali minori sul bene. Esempi: compravendita e donazione (contratti), successione mortis causa. a titolo originario: sono acquisizioni che prescindono da un‟eventuale relazione col precedente proprietario: il diritto acquisito è indipendente dal diritto di cui disponeva un eventuale precedente proprietario. L‟acquisto di proprietà estingue i diritti dell‟eventuale precedente proprietario e i diritti reali minori e di garanzia sulla cosa. MODI D‟ACQUISTO DELLA PROPRIETA‟ A TITOLO ORIGINARIO Occupazione: per beni mobili che sono cose di nessuno, cose abbandonate o che hanno un proprietario (in quest‟ultimo caso quando gli usi lo consentono). Per acquisire la proprietà basta impossessarsi del bene (apprensione = atto materiale di prendere l‟oggetto) Invenzione: ritrovamento di un bene mobile. tre casi Cose smarrite: il proprietario ne perde il possesso senza rinunciare alla proprietà acquisizione per invenzione. Hanno un proprietario. Chi le ritrova deve consegnarle al proprietario o all‟ufficio comunale degli oggetti smarriti. Trascorso un certo periodo la cosa diventa del ritrovatore. Se il proprietario si fa vivo il proprietario ha diritto a una ricompensa. Cose abbandonate:il proprietario se ne libera con l‟intenzione di rinunciare alla proprietà acquisizione per occupazione Tesoro: il tesoro è un bene mobile di valore che si trova nel sottosuolo (nascosto o sotterrato) di cui nessuno può provare di essere proprietario. Se il ritrovamento è fatto dal proprietario del fondo, il tesoro gli appartiene. Se è ritrovato da un terzo, metà spetta al ritrovatore e metà al proprietario. I beni di interesse storico/archeologico appartengono allo Stato. Accessione: la proprietà di una cosa principale fa acquistare la proprietà delle cose qualificabili come ad essa accessorie. L‟acquisto della proprietà delle cose accessorie avviene per accessione. 3 casi: Ogni bene che venga materialmente unito alla cosa immobile, accede a quest‟ultima. Esempio: costruzione su un fondo. Questo principio è derogabile costituendo un diritto di superficie sul fondo. Accessione di cosa immobile a cosa immobile per cause naturali: ad esempio un alluvione modifica l‟estensione di un fondo; la maggiore estensione si acquisisce per accessione appunti di diritto privato 2012 Pagina 14 http://www.theneweconomists.wordpress.com Accessione di cosa mobile a cosa mobile: le cose mobili sono unite o mescolate in modo da formare un tutt‟uno inseparabile. Se nessuna delle due cose può essere considerata principale se si può si divide la cosa oppure si ha coproprietà. Specificazione: acquisto della proprietà della materia altrui da parte di chi la adopera per formare una nuova cosa; egli dovrà pagare il prezzo della materia al proprietario. Eccezione: il valore della materia supera notevolmente quello della manodopera, il proprietario della materia dovrà pagare il prezzo della manodopera. Per effetto del possesso immediatamente Possesso protratto nel tempo Usocapione: beni mobili e immobili Il diritto di proprietà non si prescrive per il non uso, ma se al non uso del proprietario corrisponde il possesso protratto nel tempo di un terzo, dopo un certo periodo il terzo che esercita il possesso acquisisce il diritto. Perchè il possesso dia la possibilità di usucapire il diritto non occorre che il possessore sia in buona fede, basta che il possesso venga esercitato alla luce del sole e non sia stato conseguito in modo violento o clandestino. Il tempo utile incomincia a decorrere allo scadere della violenza/clandestinità. Può essere: Ordinaria: tempi più lunghi Abbreviata: quando ci sono un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà, la sua trascrizione nei pubblici registri e buona fede i tempi sono più brevi. Possesso vale titolo: solo beni mobili In 2 casi Acquisto di cosa mobile da un soggetto non proprietario, purchè l‟acquirente sia in buona fede e vi sia un titolo idoneo a trasferire la proprietà Alienazione della stessa cosa mobile a più persone: ne acquista la proprietà la prima che consegue il possesso in buona fede della cosa Favorisce la circolazione dei beni mobili Finalizzato ad asicurare la certezza dei diritti sulle cose N.B. Sono usucapibili anche i diritti reali minori Azioni a tutela della proprietà: le azioni petitorie Il proprietario può agire in giudizio contro chiunque violi il suo diritto. Sono imprescrittibili. Azione di rivendicazione: spetta a chi si dichiara proprietario di una cosa della quale altri abbia il possesso o la detenzione. Mira a ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà e la condanna del convenuto alla restituzione della cosa. L‟onere della prova spetta all‟attore che rivendica il diritto di proprietà. La prova di tale diritto non è semplice. Per questo motivo spesso il proprietario ricorre alle azioni possessorie. Non si prescrive salvo gli effetti dell‟acquisto di proprietà per usocapione. Azione negatoria: spetta al proprietario contro chi pretende d‟avere i diritti reali sulla cosa; mira a ottenere l‟accertamento da parte del giudice dell‟inesistenza del diritto altrui e l‟ordine rivolto al convenuto di cessare l‟esercizio di tale diritto. L‟attore deve provare il suo diritto di proprietà, mentre il convenuto deve provare il suo diritto reale sulla cosa. Azione del regolamento dei confini: il giudice determina i confini incerti Azione di apposizione di termini: il giudice stabilisce che le spese per l‟apposizione di siepi/recinti ecc che separano i due fondi siano a carico di entrambi anche se uno dei due non è d‟accordo. Ciasun confinante può ottenere l‟apposizione a spese comuni dei segni del confine. appunti di diritto privato 2012 Pagina 15 http://www.theneweconomists.wordpress.com La pubblicità immobiliare La trascrizione nei registri immobiliari serve a rendere pubblici determinati atti relativi ai diritti reali. Per garantire la sicurezza della circolazione giuridica, rendendo intaccabile la posizione di chi acquista i diritti sulle cose c‟è la pubblicità dichiarativa: nel caso del contratto, esso è valido tra le parti anche senza trascrizione, ma diventa opponibile a terzi con la trascrizione. Infatti la pubblicità dichiarativa è volta a rendere opponibili a determinati soggetti i fatti per cui è prevista (ad esempio, a rendere opponibile un negozio giuridico ai terzi): la sua omissione, pur non determinando l'invalidità, impedisce che il fatto produca effetti giuridici nei confronti di tali soggetti. La pubblicità costitutiva riguarda invece il caso dell‟ipoteca: l‟ipoteca non è valida finchè non viene trascritta. La pubblicità costitutiva è infatti un requisito necessario affinché la fattispecie si perfezioni, sicché in sua mancanza l'atto è privo di validità e non produce effetti nei confronti di chiunque (quindi né tra le parti del negozio giuridico, né verso i terzi). Essa è, dunque, un onere al fine dell'efficacia e della validità dell'atto. Si registrano contratti che trasferiscono la proprietà, che trasferiscono/modificano/estinguono diritti reali sulla cosa, locazioni ultranovennali, atti unilaterali e sentenze che hanno i medesimi effetti. La trascrizione avviene a base personale, non reale: è necessario assicurare la continuità della trascrizione. In alcune provincie invece si applica il sistema tavolare a base reale. I diritti reali minori Sono DIRITTI REALI SU COSE ALTRUI: coesistono col diritto di proprietà, presuppongono che titolare del diritto e proprietario della cosa non siano la stessa persona. La costituzione di questi diritti infatti limita la pienezza del diritti di proprietà: limita infatti le facoltà spettanti sulla cosa al proprietario, permette che tali facoltà vengano esercitate dal beneficiario del diritto reale minore. Permangono sulla cosa oggetto del diritto nonostante eventuali passaggi di proprietà: ha diritto di seguito ed è opponibile a tutti i successivi proprietari della cosa oggetto del diritto. Sono sei e sono tipici. Possono avere una durata limitata e si prescrivono dopo 20 anni di non uso. L‟azione a tutela di questi diritti è detta azione confessoria: chi porta avanti questa azione mira ad ottenere il riconoscimento del proprio diritto su cosa altrui. Quando il diritto si estingue il diritto di proprietà riacquista la sua pienezza. Il diritto può estinguersi per: - Totale perimento del bene oggetto di diritto - Consolidazione: cessazione del diritto sulla cosa - Confusione: beneficiario del diritto reale e proprietario coincidono per effetto di una successione ereditaria USOFRUTTO: diritto di godere della cosa e di percepirne i frutti naturali e civili nel rispetto della destinazione economica della cosa. L‟usufruttario non ha la facoltà spettante al proprietario di cambiare la destinazione d‟uso della cosa. Il proprietario conserva la nuda proprietà e può disporre della cosa: può venderla, ma l‟acquirente acquisterà una proprietà gravata dal diritto d‟usofrutto. L‟usofrutto, se non ha un termine, dura finchè resta in vita l‟usofruttuario: il diritto non può essere trasferito per successione, ma solo per atto tra vivi. Può essere Volontario: costituito per contratto/testamento Legale: costituito dalla legge indipendentemente dalla volontà degli interessati. Esempio: usofrutto dei genitori sui beni dei figli minori. Estinzione=consolidazione del diritto - prescrizione: 20 anni - scadenza del termine - confusione: proprietario e usofruttuario coincidono -totale perimento della cosa: l‟oggetto d‟usofrutto viene distrutto appunti di diritto privato 2012 Pagina 16 http://www.theneweconomists.wordpress.com Al termine dell‟usofruttuario dovrà restituire la cosa nello stato in cui si trovava quando l‟ha ricevuta, salvo il deterioramento derivante dall‟uso. Il criterio generale in base al quale giudicare circa il modo in quale egli ha custodito, amministrato e tenuto in stato di conservazione la cosa è la diligenza del buon padre di famiglia ossia la diligenza dell‟uomo medio. L‟usofrutto può aver ad oggetto cose consumabili o cose fungibili, come somme di denaro: in questo caso l‟usofruttuario dovrà restituire al termine del rapporto l‟equivalente in quantità e qualità di ciò che ha ricevuto. USO: l‟usuario può servirsene e fare suoi i frutti limitatamente a quanto occorre ai bisogni e della sua famiglia, mentre al proprietario spettano i frutti che eccedono questa misura. Differisce dall‟usofrutto per la limitata facoltà attribuita sulla cosa ABITAZIONE: ha per oggetto una casa e consiste nel diritto di abitarla limitatamente ai bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia I beneficiari non possono dare in affitto la casa. Si può costituire un diritto di abitazione in una casa e un diritto d‟so sui mobili al suo interno. In caso di separazione il giudice può concedere il diritto di abitazione della casa coniugale a uno dei due coniugi. Se uno dei due coniugi sposati muore il diritto delle successioni prevede che il coniuge superstite ottenga il diritto d‟uso e d‟abitazione della casa familiare. SUPERFICIE: diritto di edificare sul suolo altrui e di mantenere la proprietà di tale costruizione eccezione all‟accessione: la costituzione di tale diritto sospende l‟operatività del principio di accessione per il quale ogni opera costruita sopra il suolo appartiene al proprietario del fondo. Si determina una situazione per cui un soggetto ha la proprietà sulla costruzione e un altro soggetto ha la proprietà del suolo. Il diritto di superficie può essere permanente o temporaneo: in questo secondo caso il diritto di superficie si estingue e riprende vigore il principio di accessione, e il proprietario del suolo acquista la proprietà della costruzione. Si prescrive per non uso ventennale. Se la costruzione perisce il superficiario ha diritto di ricostruire l‟edificio e dal momento del perimento dell‟edificio ricomincerà a decorrere il termine ventennale. ENFITEUSI: è il diritto di godere del fondo e comporta l‟obbligo di apportare migliorie e di pagare il canone E‟ un diritto perpetuo o comunque con una durata non inferiore ai 20 anni. Può essere ceduto e trasmesso agli eredi.ha per oggetto fondi rustici ma è possibile costituirlo anche su fondi urbani. Sul fondo l‟enfiteuta ha la stessa facoltà di godimento che spetta a un proprietario e deve migliorare il fondo e corrispondere al nudo proprietario un canone periodico. L‟enfiteuta ha il diritto di affrancazione, ovvero la facoltà di acquistare il fondo pagando al proprietario (che non può rifiutare) una somma pari alla capitalizzazione del canone annuo. La devoluzione del fondo è l‟estizione del diritto: spetta al concedente. LE SERVITU‟ Servitù prediali: è una limitazione della facoltà di godimento di un fondo, detto fondo servente, a vantaggio di un antro fondo, detto fondo servente. Il fondo dominante impone il vincolo al fondo servente. Nel caso della servitù di passaggio il diritto sta nella facoltà del titolare del fondo dominante di accedere al suo fondo passando sul fondo del vicino, per avere un accesso più semplice. Il fondo servente deve sopportare l‟altrui attività di passaggio. - Servitù positive: permettono al fondo dominante forme di diretta utilizzazione del fondo servente. Il fondo servente sopporta l‟altrui attività - Servitù negative: consistono in un obbligo di non fare a cui è sottoposto il fondo servente - Servitù apparenti: esistono sul fondoservente opere visibili e permanenti destinate al servizio del fondo dominante usocapibili - Servitù non apparenti: non ci sono segni non sono usocapibili - Servitù continue: non è necessario il fatto dell‟uomo per il loro esercizio - Servitù discontinue: per il loro esercizio è necessario il comportamento attivo del titolare della servitù appunti di diritto privato 2012 Pagina 17 http://www.theneweconomists.wordpress.com Le servitù possono essere costituite volontariamente per volontà delle parti, involontariamente (servitù coattive), usocapite o acquisite in un modo originario tipico delle servitù, la destinazione del buon padre di famiglia. Quest‟ultimo è il rapporto di servizio stabilito tra due fondi appatenenti allo stesso proprietario. Se i due fondi cessano di appartenere al medesimo proprietario il presistente rapporto di servizio si trasforma in una servitù (solo per servitù apparenti) Servitù coattive: costituite con sentenza dell‟autorità giudiziaria su domanda dell‟interessato. La sentenza determina anche l‟indennità dovuta al proprietario del fondo servente: finchè il proprietario del fondo dominante non paga non può esercitare la servitù. Viene istituita sui fondi per i quali la servitù risulti più conveniente e meno dannosa per il servente. ESEMPI: servitù di passaggio coattiva: se il fondo non ha un uscita sulla via pubblica, potrebbe averla a prezzo di disagi eccessivi, l‟accesso è insufficiente per i bisogni del fondo (esigenze agricole o industriali), c‟è un accesso non transitabile da veicoli. Acquedotto coattivo: far passare le acque sul fondo altrui per soddisfare il bisogno di acque del proprio fondo. Elettrodotto coattivo, acquedotto pubblico, metanodotto ecc spettano all‟ente pubblico Comunione, condominio, multiproprietà Comunione: cotitolarità del diritto È possibile che la medesima cosa sia oggetto del diritto reale di più persone: comunione di proprietà, di superficie, di servitù, ecc. Coesistono diritti di più persone aventi uguale contenuto. La coesistenza si realizza mediante l‟ideale scomposizione della cosa in quote rappresenti la partecipazione di ognuno alla comunione. Si presuppongono uguali salvo volontà delle parti. Le spese vengono ripartite secondo tali quote. Tipi di comunione: Volontaria: dipende dalla volontà dei partecipanti due persone di comune accordo comprano un appartamento Incidentale: non dipende dalla volontà dei partecipanti, può essere sciolta due figli ereditano l‟appartamento Forzosa: non ci si può sottrarre, non può essere sciolta. palazzi che hanno in comunione un muro Le facoltà di godimento e disposizione della cosa spettano ai proprietari per certi aspetti in modo individuale per altri aspetti in modo collettivo. FACOLTA‟ DI GODIMENTO uso comune della cosa: senza alterarne la destinazione economica e impedire l‟uso da parte degli altri partecipenti alla comunione (individuale) amministrazione della cosa comune: spetta colletivamente ai partecipanti che deliberano a maggioranza di quote FACOLTA‟ DI DISPORRE atti individuali di disposizione della propria quota: ciascun partecipande può liberamente disporre della propria quota atti di disposizione dell‟intera cosa comune: all‟unanimità dei partecipanti divisione solo se dividendo la cosa essa non cessa di servire all‟uso a cui è destinata. Deve essere pronunciata dal giudice Comunione legale dei beni dei coniugi: se i coniugi non decidono diversamente i loro beni si considerano in comunione (beni acquistati durante il matrimonio). Sono esclusi i beni strettamente personali, quelli ricevuti per successione/donazione, i beni che servono all‟esercizio della professione. appunti di diritto privato 2012 Pagina 18 http://www.theneweconomists.wordpress.com Condominio negli edifici Riguarda edifici composti da una pluralità di appartamenti, formati ciascuno da una porzione di piano appertenente a un diverso proprietario. I singoli appartamenti sono proprietà solitaria dei rispettivi condomini, le parti comuni (scale, ascensori, ecc) destinate al servizio degli appartamenti sono coproprietà tra i proprietari degli appartamenti. Si tratta di copriprietà forzosa, a cui i condomini non possono sottrarsi. Debbono contribuire, proporzionalmente al valore della proprietà dell‟appartamento. Il condominio ha un organizzazione complessa, che prevede un amministratore, un‟assemblea dei condomini e un regolamento. Supercondominio: complessi residenziali con diverse palazzine a loro volta condomini (che hanno in comune al loro interno scale e muri come il condominio); le palazzine hanno in comune parchi condominiali, strade, piscina, parcheggi, ecc regole del condominio. Multiproprietà Non è regolata dalla legge. E‟ una proprietà periodica, i proprietari che hanno acquistato l‟immobile ne godono a turno per un prederminato periodo dell‟anno. E‟ stata prevista una normativa a tutela dell‟acquirente: - diritto ad essere informati sulla reale portata del contratto in termini di diritti, riparto delle spese, ecc - possibilità di ripensamento: il firmatario può recedere in un secondo momento. Vendita di cubatura I piani regolatori prevedono un volume massimo a seconda delle aree. Per poter edificare il proprietario di un fondo può acquistare anche la cubatura del vicino per fare un edificio più grande. E‟ una figura nuova riconducibile alla servitù: chi vende cubatura istituisce sul fondo una servitù di non edificare. Il possesso Art. 1140 Possesso Il possesso e il potere sulla cosa che si manifesta in un‟attività corrispondente all‟esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa. Il possesso è la situazione di fatto, è il potere sulla cosa che si manifesta in un‟attività corrispondente all‟esercizio del diritto di proprietà (possesso pieno) o di un altro diritto reale minore (possesso minore). Proprietà situazione di diritto Possesso situazione di fatto: esercizio della situazione di diritto Il possesso ha una protezione giuridica autonoma, separata dalla protezione del diritto di proprietà. Possesso: c‟è possesso se coesistono elemento materiale: materiale disponibilità della cosa elemento spirituale: comportarsi come titolare del diritto reale Dal possesso si distingue la detenzione: essa consiste nell‟avere la cosa nella propria materiale disponibilità. A differenza del possesso manca l‟animo, l‟intenzione di possedere la cosa, di comportarsi come titolare del diritto su essa. C‟è solo l‟elemento materiale. Nel caso di detenzione il proprietario resta possessore: esercita il possesso mediato Il possesso mediato è esercitato indirettamento per mezzo del soggetto detentore della cosa. Si presume che chi esercita il potere sulla cosa ossia ne è il materiale detentore ne sia il Possessore. L‟animo di possessore è presunto salvo prova contraria (titolo che riconosce l‟altrui possesso). appunti di diritto privato 2012 Pagina 19 http://www.theneweconomists.wordpress.com La detenzione non può trasformarsi in possesso solo sulla base di un mutamento psicologico: ci vuole un fatto esteriore che pubblicizzi la cosa. Interversione del possesso quando quando il titolo per il quale si ha la materiale disponibilità della cosa venga mutato per causa proveniente dal terzo: sono in affitto e compro la casa. Cessa di essere detentore e diventa proprietario Quando il detentore faccia opposizione contro il possessore, si vanti di essere proprietario e permetta al possessore di constatare che intende tener la cosa come propria. Fuori da questi casi il detentore che si appropri della cosa detenuta non è giuridicamente possessore. Non è possessore chi si appropria indebitamente di una cosa già in sua detenzione. Acquisizione del possesso per Apprensione: prendo la cosa Occupazione: occupo l‟immobile Consegna della cosa Trasferimento del possesso per o Successione nel possesso: gli eredi possono sommare al loro possesso il possesso esercitato dal de cuius o Accessione del possesso: in caso di acquisti a titolo derivativo il soggetto può sommare gli anni di possesso esercitati dal dante causa ai propri, ai fini dell‟usocapione (se gli giova) Azioni a tutela del possesso AZIONI POSSESSORIE Tutelare una situazione di fatto ha la funzione di riservare l‟esercizio della giustizia allo Stato. Inoltre ci sono motivazioni economiche: viene tutelato chi si cura del bene. Inoltre molte volte possessore e proprietario coincidono e la tutela del possesso è un modo più efficace di tutelare la proprietà. REINTEGRAZIONE/DI SPOGLIO: spetta al possessore che è stato violentemente ed occultamente spossessato di una cosa mobile o immobile. Può essere chiesta entro un anno dallo spoglio, o dalla sua scoperta se questo era clandestino. Consente al possessore di ottenere, con la semplice notorietà del fatto in sè dello spoglio, la reintegrazione del possesso. Spetta a qualsiasi possessore, indipendetemente dalla durata del suo possesso e dal modo in cui se l‟era procurato perchè si basa sull‟altrui fatto violento e clandestino. DI MANUTENZIONE: riguarda solo mobili e universalità di mobili. In due casi Possessore molestato nell‟esercizio del possesso/ che ha subito turbative del possesso Spetta al possessore che abbia subito uno spoglio non violento o clandestino. Può essere esercitato entro un anno dalle turbative/dallo spoglio e mira a ottenere il cessare delle turbative / la restituzione della cosa. Spetta al possesore solo se il possesso è stato continuativo per almeno un anno e non è stato conseguito in modo violento o clandestino (se conseguito in tal modo deve essere passato almeno un anno dal cessare della violenza/clandestinità). Spesso se ne avvale anche il proprietario-possessore perchè sono più immediate. Possono essere esercitate da qualsiasi possessore anche nei confronti del proprietario: il proprietario spossessato non può riprendersi la cosa ma deve esercitare l‟azione di rivendicazione. La tutela possessoria è provvisoria in questo caso: il possessore è tutelato fin quando col giudizio petitorio non si imporrà la restituzione al legittimo proprietario. Riparizione delle spese e dei frutti tra possessore e proprietario Il possessore non è proprietario di una cosa fruttifera, di cui esercita il possesso. A chi spettano i frutti, dopo che con l‟azione di rivendicazione si è imposto di restituire la cosa? Se il possessore è in buona fede i frutti spettano a lui Se il possessore è in mala fede i frutti spettano al proprietario: il possessore deve restituire i frutti o il loro equivalente in denaro. In ogni caso il proprietario non può trarre profitto dall‟investimento altrui, anche se era in mala fede: dovrà rimborsare comunque le spese per manutenzioni straordinarie, produzione e raccolta dei frutti. Al possessore in buona fede spetta il rimborso anche per le migliorie apportate pari appunti di diritto privato 2012 Pagina 20 http://www.theneweconomists.wordpress.com all‟incremento del valore della cosa; al possesore in mala fede spetta la minor somma tra l‟incremento di valore e le spese affrontate. Diritto di ritenzione colui che si trovi in possesso di una cosa altrui può rifiutarsi di restituire la cosa al proprietario quando questi non gli abbia corrisposto le indennità dovutegli. Azioni di nunciazione Spettano al possessore, al proprietario non possessore e al titolare di un diritto reale minore. Sono finalizzate a prevenire un danno che minaccia la cosa. Sono: Denuncia di nuova opera da altri intrapresa all‟autorità giudiziaria: si tema che quest‟opera possa cagionare danno alla cosa Denuncia di danno temuto: danno grave e imminente che un edificio o un‟altra cosa altrui potrebbero causare alla cosa. appunti di diritto privato 2012 Pagina 21 http://www.theneweconomists.wordpress.com Parte 3: Le obbligazioni e le vicende del credito Le obbligazioni sono diritti di credito Caratterizzati da Mediatezza : la soddisfazione dell‟interesse è subordinato al rapporto tra soggetti Relatività : valgono nei confronti di soggetti predeterminati / determinabili •Il contratto vincola le parti ma non produce effetti nei confronti di terzi. Può essere fatto valere solo nei confronti della controparte •Le azioni a tutela del credito sono personali, possono essere portate aventi nei confronti della controparte Atipicità: possono essere stipulati contratti non esplicitamente previsti dal codice, costituiti per volontà degli interessati. Fonti delle obbligazioni : nascono da ogni atto o fatto idoneo a produrle secondo ordinamento Atto Contratto – promessa unilaterale Fatto Fatto illecito obbligazione a risarcire il danno (2043 cc) per ogni fatto che cagioni ad altri un danno ingiusto. Indebito obbligazione restitutoria; chi riceve una somma da un soggetto che non era tenuto a consegnarglierla. Arrichimento ingiustificato chi riceve una sua propietà arricchita nel suo valore ha l‟obbligo di pagare un‟indennità Sono così classificate dal codice civile (art 1173 cc) Contratto: accordo tra due o più parti, è una fonte volontaria Fatto illecito: ogni fatto che cagioni ad altri un danno ingiusto. E‟ una fonte involontaria Ogni altro atto o fatto idoneo a produrre obbligazioni Rapporto obbligatorio vincolo che intercorre tra Determinati/determinabili in base a criteri stabiliti al sorgere dell‟obbligazione Soggetto attivo, creditore Colui che beneficia della prestazione soggetto passivo, debitore Colui che esegue la prestazione Oggetto del rapporto obbligatorio è la PRESTAZIONE Il rapporto obbligatorio è giusta causa della prestazione La prestazione deve essere: Patrimoniale: suscettibile di una valutazione economica. Consiste nella consegna di una somma di denaro o in un comportamento traducibile in una somma che ne rappresenti il valore economico. L‟obbligazione deve essere patrimoniale ma può soddisfare un interesse non patrimoniale. Può essere patrimoniale e a titolo gratuito. Deve soddisfare un interesse personale e/o economico Prescrizione: 10 anni Le obbligazioni naturali Sono doveri morali e sociali sentiti dalla generalità degli individui. Sono dette naturali perchè nessuna norma giuridica esige il loro adempimento. La maggior parte degli individui le adempie nella convinzione di esser tenuto a farlo. Assumono rilievo giuridico solo se già adempiute: giustificano la prestazione, non è ammessa la richiesta di restituzione dell‟indebito. appunti di diritto privato 2012 Pagina 22 http://www.theneweconomists.wordpress.com Esempi: Obbligazioni prescritte Debiti di gioco Prestazioni contrarie al buon costume TIPI DI PRESTAZIONI Dare / consegnare: in questa fattispecie rientra la restituzione. o o Di genere: consegnare una cosa determinata solo nel genere Di specie: cosa determinata nella sua identità Fare Di mezzo: svolgere un attività senza garantire il risultato atteso Di risultato: conta la realizzazione del risultato, il rischio di mancata esecuzione del risultato grava sul debitore Non fare: astensione da un comportamento Contrattare: concludere un futuro contratto Di garanzia: il debitore si assume il rischio del verificarsi di un evento non dipendente dalla sua volontà o o Spesso un‟obbligazione prevede, oltre alla prestazione in oggetto, prestazioni accessorie. C‟è sempre l‟obbligazione accessoria di buona fede. OBBLIGAZIONI CON UNA PLURALITA‟ DI SOGGETTI L‟obbligazione può essere Parziaria non si può per le obbligazioni indivisibili Pluralità di debitori: ogni debitore adempie per la sua parte e non risponde per la parte altrui Pluralità di creditori: ogni creditore risquote la sua parte regola generale Solidale Pluralità di debitori: ciascun debitore può essere tenuto ad eseguire l‟intera prestazione, liberando anche gli altri debitori. Potrà rivalersi per ottenere la restituzione della parte altrui esercitando l‟azione di regresso. Il rischio di insolvenza di un debitore ricade sugli altri debitori regola generale Pluralità di creditori: ciascuno può chiedere al debitore l‟esecuzione dell‟intera prestazione; dovrà poi corrispondere agli altri creditore la loro parte Si osserva come le regole generali rispecchino il principio di favore per il creditore: in caso di pluralità di debitori non subisce il rischio di insolvenza per uno di essi, in caso di pluralità di creditori ogniuno risquote la sua parte. PLURALITA‟ DI OGGETTI L‟obbligazione può avere per oggetto più prestazioni alternative tra loro: il debitore si libera eseguendo una tra le alternative prestazioni. La facoltà di scelta di prassi spetta al debitore. Nel caso di impossibilità di una delle due alternative è dovuta l‟altra se non si è ancora scelto quale erogare. Se l‟impossibilità avviene dopo la scelta, l‟oggetto è già unico quindi si valuterà l‟impossibilità. L‟adempimento dell‟obbligazione Consiste nell‟esatta esecuzione da parte del debitore della prestazione oggetto del rapporto obbligatorio Soddisfa l‟interesse del creditore e libera il debitore dall‟obbligazione. L‟adempimento è un atto dovuto, materiale: non è un atto di autonomia privata, un negozio giuridico. E‟ un atto materialre dovuto in conseguenza a un atto di autonomia privata che istituisce appunti di diritto privato 2012 Pagina 23 http://www.theneweconomists.wordpress.com l‟obbligazione. Non occorre che l‟adempimento sia portato a termine da una persona con capacità d‟agire / capacità di intendere e volere. Esatta esecuzione della prestazione Valutata secondo molti aspetti solo l‟esatta esecuzione libera il debitore. MODALITA‟ DI ESECUZIONE: o diligenza del buon padre di famiglia: si intende la diligenza dell‟uomo medio, un buon operatore economico. L‟ordinamento giuridico richiede perizia, prudenza e rispetto delle regole: questi criteri variano a seconda della prestazione dovuta. La diligenza professionale tiene conto della professione del soggetto che eroga la prestazione. o La prestazione deve essere sempre eseguita per intero: il creditore può sempre rifiutare un‟esecuzione parziaria, anche se l‟obbligazione è divisibile TEMPO DI ESECUZIONE: la prestazione deve essere eseguita dal debitore a richiesta del creditore o, se fissato un termine, alla scedenza di quest‟ultimo (il creditore non può esigere la prestazione prima dello scadere del termine, salvo che il termine non sia stato stabilito a suo unico vantaggio) LUOGO DI ESECUZIONE: la prestazione va eseguita nel luogo stabilito dalle parti. Se non ci sono disposizioni valgono le seguenti regole: o Obbligazione di consegnare cosa determinata: dove si trova la cosa al momento dell‟obbligazione o Pagare una somma di denaro: domicilio del creditore o Altre obbligazioni: domicilio del debitore PERSONA CHE ESEGUE LA PRESTAZIONE: il debitore deve eseguire la prestazione. Ci sono casi in cui è indifferente che adempia il debitore o un terzo: ad esempio la consegna di cose fungibili. In questi casi non c‟è alcun interesse del creditore a rifiutare l‟adempimento del terzo. Può rifiutarlo in caso di prestazione personale ( reale interesse che il debitore esegua personalmente la prestazione) o doppio rifiuto ( se il debitore fà opposizione all‟adempimento del terzo). Il creditore che rive l‟adempimento del terzo può surrogarlo nei diritti, ovvero cedergli i diritti che ha nei confronti del debitore: il terzo diventa creditore del debitore. DESTINATARIO DELL‟ADEMPIMENTO: la capacità di intendere e volere del creditore è rilevante; chi paga al creditore incapace non è liberato. L‟adempimento deve essere eseguito nelle mani del creditore oppure in quelle di un suo rappresentante o di altra persona autorizzata a riceverlo. Se paga al creditore apparente il debitore è liberato a patto che l‟apparenza sia causata da elementi oggettivi e il debitore fosse in buona fede. IDENTITA‟ DELLA PRESTAZIONE: il debitore è liberato solo se esegue la prestazione dovuta: non è liberato se esegue un altra prestazione, anche di pari valore. Il creditore può consentire una prestazione diversa da quella dovuta come nel caso della prestazione in luogo di adempimento (anzichè soldi pago in natura). Imputazione di pagamento Se ho più debiti della stessa specie con lo stesso creditore il pagamento deve essere imputato a uno di essi. Se non dico nulla il codice prescrive venga imputato secondo criteri specifici Il debitore paga ha diritto a ricevuta che attesti l‟avvenuta prestazione è liberato da garanzie OBBLIGAZIONI PECUNIARIE e loro esecuzione Hanno per oggetto il pagamento di una somma di denaro. Si adempiono con moneta avente corso legale al momento del pagamento. appunti di diritto privato 2012 Pagina 24 http://www.theneweconomists.wordpress.com Problema: dato che il potere d‟acquisto della moneta cambia nel tempo, per il pagamento di una somma di denaro dopo un periodo di tempo è dovuto il valore nominale od è previsto un adeguamento all‟inflazione? Si applica il principio nominalistico, considerando il valore nominale della moneta, salvo clausole contrattuali che deroghino a questo principio stabilendo un adeguamento (clausola istat, clausola oro, clausola merci). Eccezione al principio nominalistico sono i debiti di valore: essi sono obbligazioni per cui la somma di denaro è dovuta non come bene in sè ma come valore di un altro bene (obbligazione al risarcimento del danno: la somma viene rivalutata in liquidazione considerando il cambiamento del potere d‟acquisto.) Adempimento: con denaro contante, salvo limiti previsti dalla legge. Ha pieno potere liberatorio mediante altri mezzi: assegni, bancomat, bonifici. Essendo prestazioni in luogo di adempimento estinguono l‟obbligazione solo se accettati e satisfatori. Tale rifiuto deve essere giustifiocato per la giurisprudenza. Il denaro è un bene fruttifero: genera interessi (frutti civili) L‟obbligazione di pagare una somma di denaro liquida (= determinata nel suo ammontare) ed esigibile (non sottoposta a termine non ancora scaduto) è sempre accompagnata, salvo che le parti non l‟abbiano escluso, dall‟obbligazione accessoria di corrispondere gli interessi compensativi. Il saggio di interesse può essere pattuito dalle parti nei limiti dei tassi stabiliti per legge (se superano tali limiti non è dovuto, per legge alcun interesse) in forma scritta oppure essere fissato dalla legge (saggio legale). Interessi moratori: sono dovuti in caso di debiti sottoposti a termine, non esigibili. Maturano allo scadere del termine se il creditore richiede la costituzione in mora del debitore (v. Dopo). Divieto di Anatocismo: l‟anatocismo è il calcolo dell‟interesse composto, gli interessi già maturati diventano a loro volta montante su cui si calcola l‟interesse. E‟ possibile solo se il periodo supera i 6 mesi e salvo usi contrari (in campo bancario è prassi). I termini di dilazione sono fissati all‟interno dei rapporti tra imprese. Una direttiva europea limita la facoltà di fissare a piacimento questi termini a tutela delle imprese con minore capacità contrattuale. Modi di estinzione dell‟obbligazione diversi dell‟adempimento non generano responsabilità per inadempimento anche se non vi è stata l‟esecuzione della prestazione Impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili al debitore L'inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta. In tale circostanza si dovrà valutare in che misura il rischio vada sopportato dal debitore e quindi in che misura debba risarcire il creditore e in che misura invece il rischio vada accollato al creditore. In caso di inadempimento il debitore è responsabile: "il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile." (art 1218 cc). Quindi il debitore non è responsabile per inadempimento se prova che C‟è stata una definitiva impossibilità della prestazione Tale impossibilità è oggettiva, la prestazione è ineseguibile per qualsiasi debitore L‟impossibilità è dovuta a cause a lui non imputabili, quindi a qualunque evento non fosse prevedibile e evitabile da parte sua e dei suoi eventuali ausiliari. L‟evento può essere un caso fortuito (fatalità) o forza maggiore (una forza umana come il fatto del terzo o una forza della natura). Se manca uno solo di questi requisiti il debitore risponde di inadempimento. appunti di diritto privato 2012 Pagina 25 http://www.theneweconomists.wordpress.com Nei contratti a prestazioni corrispettive l‟impossibilità sopravvenuta della prestazione estingue anche l‟obbligazione della controprestazione. Impossibilità parziale: la prestazione è dovuta per la parte possibile TIPO DI PRESTAZIONE Dare avente per oggetto cosa generica Dare avente per oggetto cosa specifica Contratti traslativi e perimento della cosa Prestazione fare di mezzo = svolgere un attività senza garantire il risultato atteso Prestazione fare di risultato conta la realizzazione del risultato, il rischio di mancata esecuzione del risultato grava sul debitore Prestazioni di non fare IMPOSIBILITA‟: c‟è o no impossibilità sopravvenuta? Mai oggettivamente impossibile: il debitore sarà quindi sempre resposabile per inadempimento perchè è sempre oggettivamente possibile procurarsi la cosa pattuita (se non ho soldi me li faccio prestare) Oggettivamente impossibile in caso di distruzione del bene per cause non imputabili al debitore c‟è impossibilità sopravvenuta In questa categoria rientrano le cose appartenenti a un genere limitato (libri che hanno una certa tiratura) e partite di cose generiche già destinate al creditore Il rischio del perimento della cosa oggetto del contratto grava sul proprietario. Occorre stabilire quindi quando la proprietà è stata trasferita per valutare se la prestazione corrispettiva di pagare il prezzo è da reputarsi estinta per effetto dell‟impossibilità sopravvenuta della prestazione di dare cosa specifica oppure no perchè il passaggio di proprietà è già avvenuto (quindi la prestazione è stata eseguita) ed è dovuto lo stesso il pagamento del prezzo. immobili: il passaggio di proprietà avviene al momento del contratto. Se ho firmato e la casa il giorno dopo crolla devo pagare lo stesso perchè la prestazione di dare si reputa adempiuta mobili: di solito si trasferisce alla consegna. Se non ho ancora ricevuto la cosa e la cosa perisce non devo pagarne il prezzo cose generiche: il compratore non è vincolato al pagamento del prezzo finchè non viene individuata la partita di merci a lui destinata. La proprietà si trasferisce non al momento del contratto ma con l‟individuazione. Il metro per valutare se ci sia o meno impossibilità sopravvenuta è la colpa intesa come mancata diligenza, perizia, prudenza dovuta. L‟onere di provare la colpa e quindi escludere l‟impossibilità sopravvenuta è a carico del creditore. La mancata realizzazione del risultato avviene per impossibilità soggettiva o oggettiva. In questo secondo caso il debitore non risponde di inadempimento Ogni violazione dell‟obbligazione negativa è volontaria. Non si apre la questione, il debitore risponde sempre per inadempimento Novazione = Estinzione dell‟obbligazione per volontà delle parti mediante la costituziozione di una nuova obbligazione diversa da quella originaria per titolo (da a titolo di prezzo a titolo di mutuo) o per oggetto (dovevo 100000 euro, cedo un‟immobile di pari valore). Esiste anche la novazione soggettiva quando cambia il soggetto (adempimento del terzo). La novazione estingue la vecchia obbligazione e le eventuali garanzie su essa. Prestazione in lugo di adempimento: esempio di novazione per oggetto. La prestazione in luogo di adempimento è liberatoria se c‟è il consenso delle parti appunti di diritto privato 2012 Pagina 26 http://www.theneweconomists.wordpress.com Remissione = Atto unilaterale con cui il creditore rinuncia al suo credito. Deve essere comunicato al debitore esplicitamente o implicitamente consegnandoli il documento dal quale risulta il titolo. Il debitore ha un certo lasso di tempo in cui può rifiutare. Se non dice nulla l‟obbligazione è estinta Confusione = creditore e debitore sono la stessa persona a seguito di un certo avvenimento. Ad esempio il debitore eredita il credito del de cuius nei suoi confronti. Compensazione Quando due persone sono obbligate l‟una nei confronti dell‟altra in forza di distinti rapporti obbligatori i debiti si estinguono per le quantità corrispondenti. La compensazione non è ammessa per obbligazioni personali come l‟obbligazione agli alimenti volta a garantire il sostentamento del creditore. Tre tipi di compensazione Compensazione legale: opera di diritto per il semplice fatto che i due crediti coesistono. Vale per crediti omogenei (stesso oggetto) ed esigibili (non sottoposti a termine non ancora scaduto) Compensazione giudiziale: decisa dal giudice. I due debiti sono omogenei ed esigibili ma uno dei due non è liquidato. Se il giudice lo ritiene di facile e pronta liquidazione si procede a compensazione. Compensazione volontaria: stabilita dalle parti. Prescrizione E‟ l‟estinzione dei diritti per il non esercizio prolungato del tempo (vedi pagina 2 di questi appunti) . Non vale per tutte le obbligazioni. Il termine di prescrizione ordinario è di 10 anni, salvo diverse disposizioni: Prescrizione breve per obbligazione da risarcimento per fatto illecito 5 anni, per danni da incidente d‟auto 2 anni. Prescrizioni presuntive si presume che dopo 6 mesi l‟obbligazione sia estinta, salvo prova contraria del creditore Non si dichiara d‟ufficio, deve essere eccepita dalla parte interessata. Inadempimento, mora e responsabilità per inadempimento L'inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta: il debitore è inadempiente se non esegue la prestazione, o la esegue non nei tempi, nei modi, nel luogo stabilito. L‟inadempimento totale o parziale o l‟adempimento tardivo o inesatto danno luogo a responsabilità per il debitore, che è tenuto a risarcire il danno che la sua condotta abbia cagionato al creditore salvo impossibilità sopravvenuta per cause a lui non imputabili: "il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile." (art 1218 cc). Inadempimento Doloso: il debitore è volontariamente inadempiente Colposo: impossibilità oggettiva dovuta a cause a lui imputabili (negligenza, ecc) Responsabilità ogggetiva: inadempimento da impossibilità soggettiva o da impossibilità oggettiva dovuta a cause ignote (non riesce a dimostrare che non sono a lui imputabili) La responsabilità derivante dall'inadempimento,dall'inesatto adempimento e dall'adempimento tardivo di una preesistente obbligazione quale che ne sia la fonte (ad esclusione del fatto illecito) è detta responsabilità contrattuale e si distingue dalla responsabilità extracontrattuale che deriva dalla violazione del generico obbligo di non ledere cagionare a un terzo un danno ingiusto (responsabilità da fatto illecito). Il danno per responsabilità contrattuale è formato da due componenti appunti di diritto privato 2012 Pagina 27 http://www.theneweconomists.wordpress.com o o Danno emergente: perdita subita a causa dell‟inadempimento Lucro cessante: mancato guadagno (se c‟è inadempimento per perimento dei beni la loro mancata utilizzazione causa mancato guadagno) Fra inadempimento e danno deve sussistere uno specifico rapporto di causalità: non è risarcibile qualsiasi danno che si ricolleghi all‟inadempimento in un generico rapporto di causa-effetto. Il danno è risarcibile quindi se è prevedibile dal debitore come conseguenza del proprio inadempimento, conseguenza diretta e immediata di inadempimento. In caso di colpa o responsabilità oggettiva si può essere esonerati dalla responsabilità a seconda dei casi oppure viene ridotto l‟ammontare del risarcimento. Eccezione di inadempimento In caso di prestazioni corrispettive ciascuna parte è legittimata a rifiutare di adempiere la propria prestazione se l‟altra parte non adempie o offre di adempiere contemporaneamente la sua, sempre che non siano previsti termini diversi. Diritto di ritenzione In casi particolari, come nel settore alberghiero, il creditore che detenga una cosa del debitore (i bagagli) può rifiutarsi di restituirla finchè il debitore non adempie (paga la stanza). Caparra confirmatoria È una somma di denaro (o altra quantità di cose fungibili) che, talvolta una parte da‟ all‟altra alla conclusione del contratto. Se l‟adempimento dell‟obbligazione della parte che ha versato la caparra avviene, la caparra viene imputata alla prestazione a titolo d‟acconto o restituita. Se la parte che ha versato la caparra non adempie l‟altra parte può trattenere la caparra a titolo di anticipo suil risarcimento. Se è inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra dovrà restituire all‟altra parte il doppio della caparra. LA MORA La mora del debitore È il ritardo di questo nell‟adempiere la prestazione dovuta. Un ritardo è già di per sè inadempimento, essendo che la prestazione deve essere eseguita esattamente anche in termini temporali, ma può essere sia segno di un definitivo inadempimento o può preludere una tardiva esecuzione. La mancata esecuzione alla scadenza del termine non basta, solitamente, per considerare il debitore in mora. Occorre un atto formale, detto costituzione in mora (è un intimazione scritta ad adempiere rivolta al debitore) superfluo in questi casi perchè si suppone che il ritardo sia tollerato dal creditore: Il debitore dichiara per iscritto che non intende adempiere: non è ragionevole attendersi un esecuzione tardiva Prestazione sottoposta a termine scaduto da eseguirsi presso domicilio del creditore: l‟esecuzione della prestazione non dipende dall‟iniziativa del creditore Obbligazione da fatto illecito: il debitore è considerato immeritevole di tolleranza Obbligazioni di non fare: è impossibile aspettarsi un esecuzione tardiva. La costituzione in mora produce due effetti: Aggravamento del rischio del debitore: se dopo la costituzione in mora la prestazione diventa impossibile per cause non imputabili al debitore egli ne risponde ugualmente, salvo non provi, ad esempio, che l‟oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore. Obbligazione di risarcire i danni che il creditore provi di aver subito a causa dell‟inadempimento o dell‟adempimento tardivo: è la responsabilità contrattuale. Il debitore deve risarcire il creditore di una somma di denaro che sia l‟equivalente monetario dei danni a lui cagionatogli. La prestazione che ha per oggetto la consegna di una somma di denaro, come detto a pagina 26, non diventa mai impossibile. Il debitore anche dopo la costituzione in mora è tenuto ad eseguirla e a versare oltre alla somma dovuta gli interessi moratori calcolati al tasso legale. Se già decorrono interessi compensativi in misura superiore al tasso legale, gli interessi moratori decorranno nella stessa misura. appunti di diritto privato 2012 Pagina 28 http://www.theneweconomists.wordpress.com La mora del creditore Il ritardo di adempimento può anche dipendere da un comportamento del creditore: l‟ingiustificato rifiuto del creditore di ricevere la prestazione offertagli dal debitore o comunque di mettere il debitore in condizioni di poterla eseguire è la mora del creditore. Per non essere in mora deve compiere quanto necessario affinchè il debitore possa adempiere all‟obbligazione Il rifiuto del creditore può nuocere al debitore e comportare ad esempio spese aggiuntive di custodia. La costituzione in mora avviene con l‟offerta della prestazione al creditore. Effetti della costituzione in mora sono: L‟impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili al debitore grava sul creditore: il debitore conserva il diritto all‟eventuale controprestazione dovuta anche in caso di impossibilità Non sono più dovuti interessi su somme di denaro Il creditore deve rimborsare le spese di custodia e risarcirgli i danni a lui cagionatogli. Persistendo il rifiuto il debitore può liberarsi dall‟obbligazione previo il deposito della somma dovuta in banca o delle cose mobili nel luogo indicato dal giudice o se si tratta di immobili con la consegna al soggetto nominato dal giudice. Gli effetti liberatori del deposito si produrranno solo se il giudice accerta che il rifiuto del creditore è illegittimo, ovvero quando la prestazione offerta è esatto adempimento. Infatti il creditore può rifiutare una prestazione che non è esatto adempimento. RESPONSABILITÀ PER INADEMPIMENTO L‟inadempimento diventa definitivo quando il debitore non esegue neppure tardivamente. Se il creditore non riceve la prestazione, la prestazione si trasforma nell‟obbligazione del debitore di risarcire il creditore per il danno subito. Responsabilità contrattuale = responsabilità per inadempimento Non sempre l‟inadempimento è inademempimento di un contratto, ma anche nel caso di promesse unilaterali o di obbligazione stabilita per legge se c‟è inadempimento di una prestazione che non sia risarcimento per fatto illecito si parla di responsabilità contrattuale. Responsabilità extracontrattuale = responsabilità da fatto illecito Responsabilità per qualsiasi fatto doloso o colposo che causi a un terzo un danno ingiusto Responsabilità contrattuale bisogna valutare se l‟inadempimento è giustificato o no. Il debitore è tenuto al risarcimento del danno per inadempimento salvo che non dimostri l‟impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause a lui non imputabili. Chi deve provare l‟inadempimento? L‟onere della prova, secondo l‟articolo 1218, è a vantaggio del creditore. il debitore ha diritto a ricevere una quietanza che attesti l‟avvenuto pagamento. Il creditore deve provare il mancato adempimento (chiunque voglia far valere un diritto in giudizio deve provarne i fatti che ne sono a fondamento). Il debitore deve provare che l‟inadempimento è dovuto a cause a lui non imputabili. Criteri di imputazione della responsabilità Criterio oggettivo: il debitore risponde anche se non c‟è dolo o colpa semplicemente perchè il fatto è pruttivo di danno. Si basa semplicemente sulla sola esistenza fra il fatto e l‟evento dannoso di un rapporto di causalità: si risponde del danno se esso appare conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso. Non si risponde in caso di forza maggiore o caso fortuito o provando che l‟evento dannoso era imprevedibile e invetabile. Si usa questo criterio per Obbligazioni che hanno per oggetto dare una coa specifica Restituzione di cose nell‟ambito dell‟attività di impresa Obbligazioni di risultato appunti di diritto privato 2012 Pagina 29 http://www.theneweconomists.wordpress.com Criterio soggettivo: il debitore non risponde se dimostra di non avere nè dolo nè colpa, provando di aver usato la diligenza richiesta. Il danno risarcibile Il risarcimento è determinato sulla base degli articolo 1223 e seguenti Art. 1223 Risarcimento del danno Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta. perdite subite dal creditore = Danno emergente + mancato guadagno cagionato dalla perdita = Lucro cessante Il danno ha una componente patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) ma in caso di danno subito da persone c‟è anche una componente non patrimoniale (si parla di danno biologico, danno morale). I danni morali consistono nelle sofferenze psichiche e fisiche del danneggiato e sono risarcibili solo nei casi previsti dalla legge. Vengono liquidati dal giudice in via equitative (come tutti i danni il cui esatto ammontare non è noto). Recentemente la Cassazione tende a estendere la risarcibilità ad ogni caso di danni alla persona anche non espressamente previsti dalla legge sulla base del principio costituzionale della tutela della persona. I danni biologici sono riconosciuti a chi abbia subito una lesione della sua integrità psicofisica, quale bene protetto in sè e per sè indipendentemente dalla capacità della persona di produrre ricchezza (lucro cessante). A chi abbia subito un‟invalidità, temporanea o permanente, viene riconosciuto un risarcimento del danno biologico liquidato con criterio equitativo (di prassi pari al triplo della pensione sociale + mancato guadagno). Il danno biologico deve essere dimostrato con accertamenti tecnici appropriati. Spesso un danno biologico può causare anche un danno di rimbalzo per i famigliari del soggetto colpito. E‟ stata una conquista giurisprudenziale. Nel campo della responsabilità per inadempimento l‟articolo 1225 stabilisce che è risarcibile solo il danno prevedibile al momento del contratto “Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta l'obbligazione.” Concorso di colpa Se più persone sono responsabili del medesimo danno, esse ne rispondono solidarmente: il danneggiato può esigere l‟intero risarcimento da ogniuno di essi, indipendentemente dalla gravità della colpa dei singoli. Chi paga potrà poi esercitare azione di regresso: in questa sede si terrà conto dei diversi gradi di colpa di ciascuno. Come si risarcisce il danno? Il danno patrimoniale, solitamente si risarcisce col metodo del risarcimento per equivalente: il patrimonio del danneggiato viene restaurato come se non si fosse verificato l‟evento cagionevole del danno (liquidazione del danno). Si stabilisce l‟ammontare del danno e si risarcisce la somma corrispondente. Il danno se è possibile viene risarcito col reintegro in forma specifica (una nuova moto equivalente a quella distrutta). I danni non patrimoniali vengono risarciti in via equitativa, ovvero nell‟ammontare stabilito dal giudice secondo equità. Questo metodo si usa anche per i danni patrimoniali in alcuni casi. Tuttavia l‟autonomia privata può disporre diversamente dai principi fin ora esaminati, stabilendo clausole di esonero dalla resposabilità e clausole penali Clausola di esonero da responsabilità: il debitore limita la sua responsabilità. È nullo il patto che esonera da responsabilità per dolo o colpa grave. Il debitore può essere esonerato per responsabilità dovuta a colpa lieve (leggera mancanza di diligenza) ma mai per dolo o colpa grave. È nullo quasiasi patto violi obblighi relativi a ordine pubblico e che non rispetta i valori fondamentali dell‟ordinamento ( art 1229 Clausole di esonero da responsabilità appunti di diritto privato 2012 Pagina 30 http://www.theneweconomists.wordpress.com E' nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave. E' nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.) - Clausole penali: il contratto può prevedere una penale per l‟inadempimento o il ritardo. Il risarcimento viene stabilito prima e ammonta all‟importo della penale: questo sistema dispensa dall‟onere della prova essendo la penale dovuto per il fatto stesso del mancato adempimento e del ritardo e limita il risarcimento all‟ammontare stabilito. È uno strumento preventivo perchè esercita una pressione ad adempiere stabilendo conseguenze certe in caso di inadempimento. Responsabilità patrimoniale e esecuzione forzata e garanzie del credito Il debito è il dovere di eseguire una data prestazione suscettibile di valutazione economica. L‟atto o fatto che genera il rappporto obbligatorio determina, nei confronti del debitore, una più generale conseguenza che investe l‟intero patrimonio. Il patrimonio del debitore è assoggettato alla pretesa esecutiva del creditore, e per tanto può essere oggetto di esecuzione forzata. Il risarcomento è attuabile in modo coattivo contro la volontà del debitore. L‟intero patrimonio risponde dei debiti. Art. 2740 - Responsabilità patrimoniale Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge. La responsabilità patrimoniale è illimitata, salvo casi previsti dalla legge. Essi sono: - Sovietà e associazioni con personalità giuridica e autonomia patrimoniale perfetta - Comunione legale dei beni tra coniugi: i beni in comunione rispondono solo di obbligazioni contratte nell‟interesse del nucleo familiare. - Accettazione di eredità con beneficio di inventario: il patrimonio dell‟erede e quello del de cuius restano separati; dei debiti del morto si risponde solo col patrimonio del morto. Il rapporto tra debito e responsabilità si manifesta In caso di contratto fin dalla fase costitutiva, si decide se far credito a una persona e quali condizioni in base al suo patrimonio. In fase intermedia le modifiche del patrimonio del debitore modificano le garanzie su cui il creditore fa affidamento. In fase estintiva la responsabilità patrimoniale è preordinata all‟eventualità che il debitore non adempia. Azione esecutiva esecuzione forzata In forma generica Se il credito ha per oggetto una somma di denaro il creditore potrà soddisfarsi coattivamente sul patrimonio del debitore facendo pignorare e vendere all‟asta i suoi beni soddisfandosi col ricavato della vendita. In forma specifica Se possibile il creditore può ottenere la prestazione dovuta che il debitore non ha eseguito spontaneamente. Se non è possibile 2 principi Universalità: delle obbligazioni risponde l‟intero patrimonio, salvo limitazioni legali Ugualianza: tutti i creditori possono soddisfarsi allo stesso modo sul debitore. È un principio formale che va conciliato con l‟individualità dell‟azione esecutiva. In realtà il patrimonio del debitore è una garanzia generica: il creditore non ha la certezza di potercisi soddisfare (magari agisce dopo altri e non resta più nulla). C‟è parità di trattamento: i creditori hanno uguale diritto a soddisfarsi sui beni del debitore salvo cause di prelazione Cause di prelazione: diritto di preferenza riconosciuto dalla legge a determinati crediti. Sono speciali garanzie di cui beneficia il credito. appunti di diritto privato 2012 Pagina 31 http://www.theneweconomists.wordpress.com I crediti senza cause legittime di prelazione son detti chirografari. I crediti con cause legittime di prelazione son detti privilegiati. Sono cause di prelazione Privilegi: qualità dei crediti che rientrano nella loro natura. Sono riconosciuti in considerazione della causa del credito, ossia dalla specifica natura del rapporto dal quale derivano. Possono essere generali e riguardare tutti i beni mobili del creditore o speciali, su uno specifico bene mobile o immobile Diritti reali di garanzia: procurano al creditore un mezzo di sicura soddisfazione del credito in caso di inadempimento. Sono diritti reali su cosa altrui opponibili a terzi. Hanno diritto di seguito, seguono il bene anche se viene alienato. Attribuiscono al creditore causa di prelazione, possono soddisfarsi sul bene prima dei creditori chirografari. Sono pegno e ipoteca Divieto di patto commissorio: è vietato il patto che comporta che in caso di inadempimento il beneficiario del diritto reale di garanzia diventi proprietario del bene dato in pegno / ipoteca. In caso di inadempimento si vende il bene all‟asta e col ricavato si soddisfa il creditore. Il pegno Ha per oggetto beni mobili, universalità di mobili e crediti. È una garanzia specifica su un dato bene: tale bene è vincolato a garanzia di un credito. Il bene resta di proprietà di chi lo da a pegno e ipoteca e può essere alienato: tuttavia resta gravato da tale diritto di garanzia fino all‟estinzione dell‟obblugazione e il creditore pignoratizio/ipotecario può procedere ad esecuzione forzata anche nei confronti del terzo acquirente e ha diritto di soddisfarsi sul prezzo realizzato dalla vendita del bene prima di altri creditori. Il pegno si costituisce per contratto scritto. È un contratto reale perchè si perfeziona solo con la consegna del bene al creditore pignoratizio; questo perchè non esiste una forma di pubblicità per i beni mobili che renda il pegno opponibile a terzi. Se il debitore paga il creditore deve restituirgli il bene. Se non paga può far vendere la cosa da un apposito proprietario o chiedere al giudice (che accerterà che la cosa non superi il valore del credito) di assegnargliela in proprietà. Il creditore pignoratizio può soddisfarsi sul bene far suoi i frutti del bene. In caso di pegno di crediti il creditore pignoratizio può risquotere il credito e trattenere la somma che lo soddisfa, versando l‟eventuale eccedenza al debitore: corrisponde a un mandato a risquotere. Il pegno è irregolare quando la cosa data in pegno è denaro o un altra quantità di beni fungibili non individuati o il creditore può disporre del bene dato in pegno. In questo caso le cose date in pegno diventano di proprietà del creditore che dovrà restituire l‟equivalente quando il debitore adempierà Ipoteca Ha per oggetto beni immobili o mobili registrati. Si costituisce con l‟iscrizione nei pubblici registri di tale diritto (pubblicità costitutiva). Solo con l‟iscrizione diventa efficace e opponibile a terzi. Per l‟iscrizione ocorre un titolo idoneo (contratto, atto unilaterale, sentenza). Distinguamo tre tipi di ipoteca a seconda dei diversi titoli idonei alla trascrizione che la originano: Ipoteca volontaria: costituita per volontà delle parti su contratto o altro atto idoneo, redatti in forma scritta Ipoteca legale: nei casi espressamente previsti dalla legge si iscrive ipoteca anche contro la volontà del debitore. Un esempio è la vendita di immobile con pagamento del prezzo in un secondo momento: l‟ipoteca sul bene alienato garantisce il pagamento del prezzo Ipoteca giudiziale: costituita per effetto di una sentenza di condanna al pagamento di una certa somma di denaro o all‟adempimento di un altra obbligazione o al risarcimento del danno. N.B. L‟ipoteca non esiste finchè non viene trascritta. L‟iscrizione conserva i suoi effetti per 20 anni, trascorsi i quali se non viene rinnovata di estingue. appunti di diritto privato 2012 Pagina 32 http://www.theneweconomists.wordpress.com Su un bene, se il suo valore lo consente, possono essere iscritte più di un ipoteca: l‟ipoteca trascritta per prima avrà precedenza sulla seconda e così via Alienazione del bene ipotecato chi compra il bene ipotecato acquista un bene gravato da ipoteca (diritto di seguito). Se il credito garantito da ipoteca non viene pagato il creditore può promuovere la vendita forzata nei confronti del terzo acquirente. Può evitare questo rischio con le seguenti procedure Paga i creditori ipotecari: conviene se valore del bene – prezzo d‟acquisto > debito Libera il bene dall‟ipoteca offrendo ai creditori una somma pari al valore d‟acquisto del bene: se nessuno dei creditori si offre di acquistare il bene a un prezzo superiore di almeno 1/10 della somma, il terzo acquirente è liberato pagando ai creditori il valore d‟acquisto del bene Acquisto di un immobile gravato da mutuo ipotecario Due ipotesi: L‟acquirente si accolla il mutuo sostituendosi al venditore nel contratto di mutuo e continua a pagare le rate e acquista l‟immobile gravato da ipoteca sul suo debito. Versa al venditore la parte del valore dell‟immobile già pagato. Al momento del contratto preliminare versa come acconto la somma necessaria ad estinguere il mutuo. Al momento del definitivo versa la restante somma e acquista la proprietà di un bene libero da ipoteca LE GARANZIE PERSONALI: una persona garantisce, col proprio patrimonio, l‟adempimento di una o più obbligazioni altrui. Non è una causa di prelazione, ma una tutela personale aggiuntiva: al patrimonio del debitore si aggiunge il patrimonio del concedente della garanzia su cui il creditore può soddisfare il suo credito. La fideiussione è un contratto con il quale una persona, detta fideiussore, garantisce l‟adempimento di un obbligazione altrui obbligandosi personalmente col creditore. responsabilità solidale: il creditore può esigere a suo piacimento il pagamento dal suo debitore o dal fideiussore, senza per forza doversi prima rivolgere al debitore. Se il creditore si soddisfa sul fideiussore, quest‟ultimo potrà poi esercitare azione di regresso nei confronti del debitore Fideiussione omnibus il fideiussore garantisce tutte le obbligazioni assunte da un debitore nei confronti del creditore (di solito rispettivamente cliente e banca). E‟ valida solo se si fissa un tetto massimo all‟importo garantito. La fideiussione è un obbligazione accessoria rispetto all‟obbligazione garantita: la causa della fideiussione è il debito altrui. Se questo debito non è valido viene a meno la causa della fideiussione quindi la fideiussione stessa. Se il debitore paga la fideiussione è estinta (salvo fideiussione omnibus) MEZZI A TUTELA DELLA GARANZIA DEL CREDITO garanzia del credito è il patrimonio del debitore su cui il creditore potrà soddisfarsi in caso di inadempimento L‟onere della prova per queste azioni è a carico del creditore Azione surrogatoria contro l‟inerzia del debitore Se il debitore trascura di esercitare i propri diritti (risquotere un certo credito, rivendicare la proprietà, ecc) ledendo così la garanzia patrimoniale dei propri creditori (che non troveranno nel patrimonio del creditore il bene non rivendicato o il denaro del credito non riscosso) si può aprire l‟azione surrogatoria (requisiti: inerzia del debitore + pregiudizio che tale atto crea ai creditori). Ciascun creditore può surrogarsi al debitore per assicurare che siano soddisfatte/conservate integre le sue ragioni, esercitare i diritti e le azioni spettanti al debitore (escluse quelle strettamente personali). Tale azione determina beneficio per tutti i creditori perchè una volta che il patrimonio del debitore è accresciuto dall‟azione ciasciun creditore può concorrere su esso secondo le regole generali. appunti di diritto privato 2012 Pagina 33 http://www.theneweconomists.wordpress.com Azione revocatoria reintregro della garanzia patrimoniale E‟ uno strumento di reintegrazione della garanzia patrimoniale attuabile qualora il debitore compia atti di disposizione del suo patrimonio che rechino pregiudizio alle ragioni del creditore. Il creditore chiede, con l‟azione revocatoria, che l‟atto di disposizione a lui pregiudizievole sia revocato, ovvero dichiarato inefficace nei suoi confronti (inefficacia relativa, vale solo nei confronti di chi ha agito). Il creditore deve provare 1. Il fatto oggettivo del pregiudizio, ossia il fatto che l‟atto ha causato l‟impossibilità per lui di soddisfarsi sul restante patrimonio del debitore 2. La malafede del debitore (e del terzo acquirente per atti a titolo oneroso): entrambi devono essere a conoscenza del pregiudizio arrecato 3. In caso di un atto compiuto prima del sorgere del credito si deve dimostrare anche la dolosa preordinazione da parte del debitore (e del terzo acquirente se è a titolo oneroso) Tra gli atti suscettibili di revoca rientra anche il pagamento di debiti non scaduti, ma non quello di debiti scaduti perchè esso è un fatto dovuto Effetto dell‟azione non è il rietro del bene nel patrimonio ma la possibilità per il creditore che ha promosso l‟azione di soddisfarsi con la sua azione esecutiva anche su quel bene. Ciò che residua dell‟eventuale esecuzione forzata spetta al terzo. Giova solo a chi ha promosso l‟azione. sequestro azione preventiva impedisce atti di disposizione della cosa data a garanzia La successione nel credito e nel debito Anche i crediti, al pari dei beni possono circolare, ovvero passare da un soggetto all‟altro. Cessione del credito: il creditore cede ad altri, a titolo oneroso o gratuito (Può essere oggetto di diversi tipi di contratti traslativi), il proprio diritto di credito. Non è necessario il consenso del debitore (per lui è indifferente a favore di chi adempiere). Non sono cedibili i crediti di natura strettamente personale Creditore originario (cedente) cessione Va notificata al debitore nuovo creditore (cessionario) Se lo stesso credito viene ceduto a più soggetti prevale la cessione notificata per prima Se il creditore cessionario non riceve il pagamento può rivalersi sul cedente? Il cedente risponde sempre in caso di cessione di credito inesistente. Negli altri casi dipende se la cessione avviene PRO SOLVENTE (risponde di inadempimento del debitore. Si pone sulla cessione la clausola “salvo buon fine”) o PRO SOLUTO (non risponde se il debitore è inadempiente è la prassi) E‟ una cessione a titolo derivativo: è retta dal principio per il quale l‟avente causa non può acquistare diritti più estesi del dante causa. Il cessionario è esposto alle stesse eccezioni che il debitore poteva sollevare al cedente. Per ovviare a questo fatto che rendeva più insicura la cessione del credito sono stati elaborati i titoli di credito che mettono il credito al riparo da eccezioni riconducibili al rapporto originario. Factoring è un contratto mediante il quale un‟impresa cede in blocco i suoi crediti a un intermediario che si occupa della riscossione. Questo contratto permette all‟impresa di godere di 3 vantaggi: 1. Esternalizzare il settore che si occupa della gestione crediti 2. Finanziamento: ottengo un anticipo sui crediti 3. In caso di cessione a pro soluto l‟impresa trasferisce il rischio di inadempimento all‟intermediario La cessione è regolata da proprie regole. appunti di diritto privato 2012 Pagina 34 http://www.theneweconomists.wordpress.com Successione nel debito: in questo caso è sempre necessario l‟assenso del creditore perchè l‟identità del debitore non è irrilevante considerando la responsabilità patrimoniale in caso di inadempimento. Il creditore deve valutare le garanzie del debitore. Esistono 3 modi Accollo: il nuovo debitore si sostituisce nel rapporto obbligatorio E‟ un accordo tra il debitore cedente e il nuovo debitore. Serve l‟approvazione del creditore. spetta sempre a lui decidere se ritenerlo liberatorio (il vecchio debitore non risponde più) o no (entrambi i debitori sono responsabili solidarmente) Espromissione: un terzo si assume un debito altrui accordandosi col creditore Il creditore decide se ritenere l‟accordo liberatorio o no per il vecchio debitore. Ad esempio un padre che vuole levare dai pasticci un figlio indebitato può pagare i debiti del figlio a scadenza (pagamento del terzo) o assumersi il debito (espromissione) Delegazione: convolge 3 soggetti legati tra loro da rapporti di debito/credito Delegato B Rapporto di provvista Ha un credito con B ha un debito nei confronti di A. Gli viene assegnato un nuovo creditore C Il debitore delegante A assegna al suo creditore delegatario C un nuovo debitore delegato B che è a sua volta suo debitore. B è obbligato nei confronti di C. Un unico pagamento di B a C estingue due distinti rapporti obbligatori. delegante A è contemporaneamente debitore e creditore Delegatario C Rapporto di valuta Ha un debito con C ha un credito nei confronti di A. Gli viene assegnato un nuovo debitore B. Serve la sua accettazione per liberare A dall‟obbligazione (altrimenti risponde solidarmente) La delegazione può essere o o Di pagamento: il delegato è invitato a pagare il debito del delegante, estinguendo il rapporto tra A e C. Il delegato non è tenuto ad accettare. Questa delegazione è alla base dell‟ossigeno Di debito: è il caso espresso dallo schema sopra. In questo caso B si obbliga nei confronti di C: non c‟è pagamento immediato ma assunzione di un debito. C‟è una sostituzione di soggetto passivo nell‟obbligazione di pagare. Se C è d‟accordo A è liberato altrimenti il delegante risponde solidarmente a B Liberatoria/privativa: il creditore dichiara espressamente di liberare il debitore originario. C‟è novazione soggettiva, un‟obbligazione si estingue mediante la costituzione di un‟altra obbligazione avente un diverso soggetto come debitore. Cumulatoria/cumulativa: se il delegato non adempie il creditore può rivalersi sul delegante. appunti di diritto privato 2012 Pagina 35 http://www.theneweconomists.wordpress.com Causale/titolata: il delegato obbligandosi verso il delegatario menziona il rapporto di provvista che lo lega al delegante o il rapporto di valuta tra delegante e delegatario o entrambi Astratta/pura: nessuno dei due rapporti è menzionato in conseguenza il delegato non può rifiutarsi di pagare eccependo al delegatario le eccezioni basate sul rapporto di provvista o sul rapporto di valuta. Se la delegazione è astratta il delegato non può sollevare eccezioni circa la mancanza di uno dei due rapporti, deve comunque pagare a meno che non manchino entrambi appunti di diritto privato 2012 Pagina 36 http://www.theneweconomists.wordpress.com Parte 4: i contratti, le vicende del contratto, tipi di contratto Il contratto è l‟accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere fra loro un rapporto giuridico patrimoniale Art. 1321 Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Funzioni del contratto: Modo d‟acquisto dei diritti reali a titolo derivativo Fonte delle obbligazioni Trasferimento dei diritti di credito Il rapporto giuridico che il contratto costituisce, regola, estingue è patrimoniale: ha per ogggetto cose o prestazioni personali suscettibili di valutazione economica. Questo requisito è soddisfatto sia da beni sia da prestazioni oggetto dell‟obbligazione. Gli accordi privi di contenuto patrimoniale non sono contratti. Ciò che costituisce, regola, estingue un rapporto patrimoniale è l‟accordo delle parti, ossia la loro concorde volontà. I rapporti patrimoniali possono essere costituiti in molteplici modi. Fra i tanti atti o fatti costitutivi di rapporti patrimoniali il contratto si segnala per il ruolo che con esso svolge la volontà dell‟uomo: gli effetti giuridici sono prodotti dalla volontà. L‟importanza del contratto è data dalla signoria della volontà: la legge riconosce ai privati un ampio potere di provvedere a costituire, regolare, estinguere. Per definire il ruolo della volontà dei privati si parla di AUTONOMIA CONTRATTUALE. Essa si manifesta su un duplice aspetto 1. Libertà/autonomia contrattuale significa che nessuno può essere spogliato dei propri beni o essere costretto ad eseguire prestazioni a favore di un altro contro o indipendentemente dalla propria volontà. Ciascuno in linea di principio non obbedisce che alla propria volontà: non può essere vincolato, se la legge non lo consente, dalla volontà altrui. Il contratto vincola solo chi ha partecipato all‟accordo e ha espresso il suo consenso (salvo casi previsti dalla legge in cui vincola il terzo) 2. Libertà/autonomia contrattuale significa che i privati possono, con un proprio atto di volontà, costituire, modificare estinguere rapporti patrimoniali Questo aspetto si manifesta in 3 forme: a) Libertà di scelta tra i diversi tipi contrattuali previsti dalla legge, a seconda degli scopi prefissati. b) Libertà di concluderecontratti atipici o innominati, non corrispondenti ai tipi previsti per la legge. (esempi di contratti atipici: leasing, franchising, factoring). Solo se sono diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l‟ordinamento giuridico c) Libertà di determinare, entro i limiti posti dalla legge, il contenuto del contratto Contenuto del contratto = Regolamento contrattuale Consiste nell‟insieme degli impegni e degli effetti legali del contratto La principale fonte dell‟autonomia contrattuale è l‟autonomia privata: ciascuna determinazione delle parti è detta clausola o patto. Il contratto è composto da una pluralità di clausole numerate in modo progressivo. Le parti determinano il contenuto del contratto entro i limiti previsti dalla legge. La determinazione del contenuto non dipende solo dalle parti. Ci sono fonti esterne di integrazione: La legge: ci sono norme dispositive che intervengono quando le parti non decidono diversamente e norme imperative non derogabili dalla volontà delle parti Usi contrattuali: valgono in mancanza della volontà espressa e norme di legge Il giudice: giudizio equitativo (valutazione di fatto effettuata dal giudice, correzione di una decisione delle parti), fissare i termini, misura del corrispettivo. appunti di diritto privato 2012 Pagina 37 http://www.theneweconomists.wordpress.com Il contratto può essere Bilaterale: due parti, devono essere necessariamente due Plurilaterale: più parti, possono essere più di due Parte = centro di interesse Non coincide col concetto di persona, una parte può essere formata da più persone Dai contratti si distinguono gli atti unilaterali Essi consistono in una dichiarazione di volontà di una sola parte, produttiva (nei casi previsti dalla legge) di effetti giuridici. Sono previsti dalla legge e hanno una disciplina particolare. Esempi: Procura La procura, nell'ordinamento civile italiano, è l'atto giuridico, rivolto ai terzi, con cui un soggetto (detto rappresentato) conferisce il potere di compiere atti giuridici in suo nome e nel suo interesse ad un altro soggetto (detto rappresentante); gli effetti di questi atti giuridici saranno direttamente imputati al rappresentato stesso Promesse unilaterali È un atto unilaterale tra vivi a contenuto patrimoniale. Tali atti possono essere produttivi di effetti obbligatori. Un soggetto detto promittente è obbligato ad eseguire una data prestazione per il solo fatto di averla promessa indipendentemente dall‟accettazione del soggetto a favore del quale la prestazione deve essere eseguita. Producono effetti nei casi previsti dalla legge di o Promessa di pagamento e ricognizione di debito Sono dichiarazioni unilaterali astratte dalle quali non emerge la causa in forza delle quali si promette il pagamento o si riconosce il debito. Dispensa il beneficiario della dichiarazione dell‟onere di provare il rapporto fondamentale, la causa dell‟obbligazione riconosciuta dall‟atto. o Promessa al pubblico Chi rivolgendosi al pubblico promette una prestazione a chi si trovi in una data situazione o compie una data azione. Il promittente è vincolato ad adempiere la sua promessa non appena questa è resa pubblica o Titoli di credito Classificazione dei contratti Contratti di scambio / con comunione di scopo Contratti onerosi / gratuiti A prestazioni corrispettive / a prestazione di una sola parte Aleatori/ cumulativi I requisiti / elementi del contratto Sono 4 elementi essenziali la cui mancanza rende il contratto nullo Accordo delle parti È‟ l‟incontro delle manifestazioni di volontà delle parti. Il contratto è concluso, si perfeziona con l‟accordo delle parti. Il contratto può perfezionarsi in modo espresso (dichiarazione conforme delle parti) o tacito (la volontà di una delle parti si desume dal suo comportamento concludente). L‟accordo si può formare in modo simultaneo (niente da dire, si perfeziona il contratto immediatamente) o per fasi successive: in questo caso le dichiarazioni prendono il nome di proposta (dichiarazione di volontà di chi assume l‟iniziativa del contratto) e accettazione (dichiarazione di volontà del destinatario della proposta). Il destinatario della proposta può appunti di diritto privato 2012 Pagina 38 http://www.theneweconomists.wordpress.com accettare, rifiutare, non rispondere o fare una controproposta. L‟accettazione vale come tale (e non assume quindi il significato di controproposta) se è conforme alla proposta (non contiene elementi diversi). Il contratto si considera concluso quando la parte che ha fatto la proposta riceve notizia dell‟accettazione della controparte. Fino al momento in cui il contratto non è concluso, proposta e accetazione possono essere revocate. (l‟accettazione è revocabile purchè la revoca venga a conoscenza). In caso di proposta, accettazione, revoca si parla di conoscenza presunta: si presumono note quando la comunicazione giunge all‟indirizzo del destinatario. La proposta può essere rivolta al destinatario o assumere la forma di offerta al pubblico. Si considera offerta al pubblico una proposta rivolta al pubblico contenente tutti gli elementi di una proposta vera e propria (prezzo, informazioni, ecc). Chiunque può esprimere la sua accettazione alla proposta con l‟effetto di perfezionare il contratto quando questa venga a conoscenza del proponente. L‟offerta al pubblico non è la stessa cosa dell‟invito a proporre: l‟annuncio al pubblico non contiene tutti gli elementi necessari ed è un invito a intavolare le trattative per contrarre (è l‟esempio della merce esposta in vetrina). L‟invito a proporre non vincola l‟aspirante venditore a differenza dell‟offerta al pubblico la cui accettazione perfeziona il contratto. La proposta può essere dichiarata ferma/irrevocabile per un dato tempo: il destinatario può accettarla come non accettarla ma in questo lasso di tempo il proponente non può revocare la proposta (fino alla scadenza del termine). Patto d‟opzione: una parte si vincola verso l‟altra a mantennere una certa proposta. La controparte ne prende atto riservandosi l‟opzione di accettare. E‟ irrevocabile e il diritto d‟opzione può essere ceduto. Patto di prelazione: patto costitutivo del diritto ad essere preferiti ad altri nella conclusione del contratto; qualora la parte vincolata decidesse di contrattare, deve dare la precedenza al beneficiario del patto di prelazione. Può essere Prelazione volontaria: è un impegno a contrattare, asssimilabile al contratto preliminare. Presenta due problematiche: serve comunque l‟assenso di entrambi per perfezionare il contratto se il venditore vende il bene a un terzo senza interpellare il beneficiario del patto, per il principio della relatività del credito non è opponibile al terzo acquirente. Il danneggiato può solo ottenere risarcimento dal debitore prelazione legale: nei casi previsti dalla legge. In questo caso il patto è opponibile al terzo (il beneficiario può rivalersi sul terzo acquirente) limiti all‟autonomia contrattuale sono imposti per effetto delle caratteristiche della moderna società industriale basata su produzione in serie in larga scala ed esigenze di governo pubblico dell‟economia. ♣ Contratto in serie/ standard/ per adesione/ di massa: il contenuto del contratto è in tutto predeterminato da una delle parti e l‟altra non può trattare, può solo concludere il contratto così. Questa fattispecie risponde all‟esigenza di regolare in modo uniforme i rapporti contrattuale coi molteplici consumatori e gli addetti alla distribuzione. Le condizioni generali fissate nel contratto sono efficaci nei confronti della controparte se al momento del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando la normale diligenza (la mera conoscibilità sostituisce la conoscenza effettiva). Il consumatore è il contraente debole per cui la legge impone a sua tutela alcune norme. o Le clausole vessatorie, ovvero che stabiliscono a favore di chi le ha disposte limitazioni della responsabilità, possibilità di recesso, sospendono l‟esecuzione, sanciscono a carico del contraente decadenze, limitazioni, restrizioni dells libertà contrattuale verso i terzi, devono, secondo la normativa del codice civile, essere specificatamente approvate per scritto. appunti di diritto privato 2012 Pagina 39 http://www.theneweconomists.wordpress.com La disciplina dei contratti col consumatore nel codice del consumo Il codice del consumo regola il contratto che intercorre tra un professionista (persona fisica/ giuridica, privata/pubblica che nell‟ambito della sua attività imprenditoriale o professionale conclude contratti aventi per oggetto la cessione di beni da lui prodotti o la prestazione di servizi nell‟ambito della sia attività economica) e un consumatore ( persona fisica che si procura per contratto i beni o i servizi per utilizzarli a fini personali estranei alla sua attività professionale o imprenditoriale). L‟imposizione da parte del professionista, di condizioni che provochino squilibri tra diritti e obblighi derivanti dal contratto è violazione del dovere di buona fede. Come già detto la clausola vessatoria è una clausola contrattuale che provoca uno squilibrio significativo di diritti e obblighi derivanti dal contratto (non di tipo economico su quantità qualità e prezzi). Il codice elenca 20 cause che si presumono vessatorie fino a prova contraria. La categoria è aperta, l‟elenco individua quelle per cui vale la presunzione di vessatorietà. Le conseguenze per le clausole vessatorie sono diverse a) In caso di Clausole che escludono/limitano la responsabilità del professionista in caso di morte, danno al consumatore, che escludono/limitano la possibilità di azione in caso di inadempimento, prevedere l‟adesione a clausole che il consumatore non ha potuto conoscere prima della conclusione le clausole sono nulle b) Per tutte le altre clausole nulle solo se unilateralmente predisposte dal professionista al di fuori di una trattativa individuale del consumatore La nullità è relativa (opera solo a vantaggio del consumatore) e parziale (è nulla solo la clausola, non il contratto). Ma quindi una clausola vessatoria è nulla come prescritto in questa normativa o deve essere approvata per iscritto come prescrive l‟articolo 1341? L‟articolo prescrive una disciplina definendo diversamente la controparte del professionista (può nche essere una persona giuridica) e riguarda solo le condizioni predisposte unilateralmente, senza specificare le clausole: quando non si applica il Codice del Consumo perchè il soggetto non rientra nelle definizione di consumatore si applica la normativa dell‟articolo 1341 cc. A proposito di contratti coi consumatori occorre ricordare anche che specifiche disposizioni in termini di recesso si applicano per locali stipulati fuori dai locali commerciali (10 giorni per il recesso). ♣ Determinazione dei prezzi: riguarda i beni di largo consumo e delle tariffe di determinati servizi pubblici. Tali disposizioni sono imposte dalla pubblica autorità e valgono anche in sostituzione di clausole difformi poste dalle parti. Se la clausola è contraria a una norma imperativa di legge (non derogabile dalla volontà delle parti) è nulla e sostituita con norme di legge. La forma Vale il principio generale della LIBERTÀ DELLE FORME salvo disposizioni di legge. FORME OBBLIGATORIE PER LA VALIDITÀ DEL CONTRATTO (se non vengono rispettate il contratto è nullo): ♠ Forma scritta per tutti gli atti traslativi della proprietà di immobili, costituiscono, modificano, estinguono diritti reali minori e locazioni ultranovennali ♠ Atti specificatamente indicati all‟articolo 1350 come contratti con la P.A. ♠ Atto pubblico per donazioni e contratto di società per azioni e srl Perchè? Controllo, efficacia probatoria, trascrizione nei registri, trasparenza a tutela del consumatore appunti di diritto privato 2012 Pagina 40 http://www.theneweconomists.wordpress.com TIPOLOGIE DI FORME SCRITTE E EFFICACIA PROBATORIA ♥ ♥ ♥ Scrittura privata: redatta e sottoscritta dalle parti. Ha efficacia probatoria salvo che la parte non disconosca la firma costringendo a fare le dovute perizie caligrafiche per valutare la validità della firma Scrittura privata autenticata: è redatta dalle parti e sottoscritta di fronte a un notaio o ad un altro ufficiale autorizzato a attestare l‟autenticità delle firme. Ha una maggiore efficacia probatoria perchè si può opporsi solo provando che il notaio ha attestato il falso Atto pubblico: redatto dal notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato il quale attesta le volontà dichiarate in sua presenza dalle parti. Il suo contenuto si considera autentico dato che le dichiarazioni sono state rese di fronte al notaio. FORMA PER ♦ ♦ ♦ La validità: se non è rispettata il contratto è nullo (v. Sopra). Per la prova: è richiesta per la prova della sua esistenza in diritto. Se non è rispettata il contratto è valido ma la sua esistenza è di ardua prova in giudizio: potrà infatti essere provato solo per giuramento o confessione (no testimoni e presunzioni). E‟ il caso di contratto di assicurazione, patto di non concorrenza e contratto di transazione (quest‟ultimo contratto risolve e previene le controversie). Per la trascrizione: specifica forma per la trascrizione nei pubblici registri (ad esempio per l‟iscrizione nei registri immobiliari è richiesto l‟atto pubblico: la trascrizione rende l‟atto opponibile ai terzi, è pubblicità dichiarativa) La causa La causa è la FUNZIONE ECONOMICO-SOCIALE dell‟atto di volontà, è la giustificazione dell‟autonomia privata. Il contratto è valido solo se ha una causa, una ragione oggettiva che motiva gli effetti del contratto sulla sfera giuridica degli interessati. Ad esempio la causa della vendita è la transazione della proprietà contro il pagamento di un prezzo: il trasferimento giustifica il pagamento del prezzo e il prezzo giustifica il trasferimento (contratto di scambio). Non tutti i contratti sono di scambio o a titolo oneroso: esistono prestazioni a titolo gratuito come l‟obbligazione originata dal contratto di donazione. In questo caso la causa è lo spirito di liberalità del soggetto che decide di arrichire l‟altra parte per generosità, affetto, riconoscenza, altri motivi personali. MANCANZA DI CAUSA = NULLITÀ DEL CONTRATTO I contratti tipici regolano una determinata operazione economica. E‟ importante capire a quale tipologia ricondurre il contratto per applicare il regolamento contrattuale previsto specificatamente per quel tipo di contratto. Hanno sempre una causa tipica (astratta): non bisogna accertare la ricorrenza di una funzione economico-sociale. La causa concreta può però non esistere: chi acquista una cosa già di sua proprietà, fideiussione su un debito inesistente, nullità del contratto di assicurazione per insesistenza del debito garantito. nullità per mancanza della causa concreta I contratti atipici non hanno una causa tipica: il giudice dovrà accertare che siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela. Si accerta che la causa sia lecita e meritevole di tutela. Il giudice valuta secondo i principi generali dell‟ordinamento giuridico applicando le norme che regolano casi simili e materie analoghe. Esempio: contratto che trasferisce la proprietà di un bene di ingente valore senza alcun corrispettivo a un estraneo (tra i due contrenti intercorrono solo rapporti commerciali, non ci sono ragionevoli motivi per ricondurre il contratto alla fattispecie della donazione). Non c‟è ragione a dare il consenso a un contratto del genere, si suppone che colui che trasferisce il bene subisca la prepotenza altrui. nullità per mancanza della causa astratta: interessi illeciti e/o meritevoli di tutela La giurisprudenza esige l‟enunciazione esplicita della causa:la funzione economico-sociale non può essere dimostrata con elementi estranei al contratto. Ad esempio l‟atto traslativo di diritti senza corrispettivo è nullo se non si esplicita la causa donandi. appunti di diritto privato 2012 Pagina 41 http://www.theneweconomists.wordpress.com Un contratto atipico può essere la combinazione di più contratti tipici e avere una causa mista. Distinguiamo tra Contratto a causa mista: c‟è unità di causa, due o più cause tipiche si combinano per dar vita a una causa atipica Contratti collegati: c‟è una pluralità di cause, ogni contratto collegato conserva la propria causa anche se mirano tutti ad attuare un unitaria e complessa operazione economica. Le vicende che investono un contratto possono riperquotersi sull‟altro. Astrazione della causa: i contratti astratti sono innammissibili La promessa di pagamento e la ricognizione del debito sono atti unilaterali astratti, da cui non emerge la causa in forza della quale si promette il pagamento o si riconosce il debito. Hanno un valore limitato, dispensano i beneficiari della dichiarazione dall‟onere di provare il rapporto fondamentale da cui è sorta l‟obbligazione Astrazione processuale della causa: il debitore deve provare l‟inesistenza del titolo costitutivo del debito. Contratto di accertamento: ha un valore analogo alla ricognizione del debito. Le parti non dispongono l‟uno in favore dell‟altra dei propri diritti, ma mirano a eliminare l‟incertezza relativa a situazioni giuridiche fra esse ricorrenti. Diversi dalla causa sono i MOTIVI del contratto, ovvero le ragioni soggettive che inducono le parti a contrattare. La causa è una funzione oggettiva, univoca per entrambi i contraenti mentre i motiovi possono divergere. I motivi sono giuridicamente irrilevanti di norma. Causano nullità quando sono illeciti, determinanti per il contratto e condivisi da entrambi i contraenti o c‟è un errore di diritto sui motivi. L‟oggetto Non bisogna confondere il contenuto del contratto con l‟oggetto del contratto. ♣ Contenuto del contratto: il regolamento contrattuale, insieme delle clausole volute dalle parti (contenuto pattizzio) o inserite per forza di legge (contenuto legale) (vedi parte sul regolamento contrattuale) ♣ Oggetto del contratto è il diritto che il contratto trasferisce da una parte all‟altra oppure la prestazione che una parte si obbliga ad eseguire a favore dell‟altra. Il contratto può avere più oggetti: nella vendita sono oggetti sia il passaggio di proprietà sia l‟obbligazione al pagamento del prezzo. L‟oggetto deve essere, perchè il contratto non sia nullo ♠ Possibile: deve essere materialmente possibile. La cosa oggetto di diritti deve esistere, la prestazione deve essere eseguibile. L‟oggetto deve essere giuridicamente possibile, non può essere un bene che non è tale in senso giuridico, che non può essere oggetto di diritti. Anche i beni inalienabili o fuori commercio sono oggetti giuridicamente impossibili.Una cosa attualmente inesistente può essere oggetto di contratto se è suscettibile di venire ad esistenza: Cose future possono essere vendute, e il passaggio di proprietà avviene nel momento in cui la cosa sarà venduta ♠ Lecito: l‟ggetto è illecito quando la cosa dedotta in contratto è prodotto o strumento di attività contrarie a norme imperative, all‟ordine pubblico, al buon costume o è un‟attività vietata. ♠ Determinato: la vendita che non contiene elementi idonei a individuare l‟oggetto della tansazione è nulla. L‟oggetto può essere al massimo determinabile in base ai criteri enunciati nel contratto stesso o altrimenti ricavabili. Esempio: l‟arbitrariamento Un terzo viene incaricato di determinare l‟oggetto con equo apprezzamento (metodo impugnabile, da adito a controversie: se la determinazione è dichiarata iniqua o erronea lo stesso giudice provvede a determinare l‟oggetto secondo equità) o col mero arbitrio (la determinazione non è impugnabile salvo per malafede del terzo) appunti di diritto privato 2012 Pagina 42 http://www.theneweconomists.wordpress.com Conclusione del contratto, trattative precontrattuali, contratto preliminare Schema base di conclusione del contratto: proposta e accettazione Altri casi Morte/impossibilità sopravvenuta Su richiesta si può considerare il contratto concluso al momento in cui inizia l‟esecuzione Contratti con obbligazioni solo per il proponente: conclusione con proposta non rifiutata Contratti standard: conclusi alla firma, no contrattazione Contratti ad effetti reali: conclusione alla consegna della cosa Adesione a contratti aperti Contratti formali: è necessario il rinvio Trattative precontrattuali Le parti solo libere di decidere se concludere o no il contratto. Hanno l‟obbligo di comportarsi secondo buona fede: ♦ Obblighi di informazione durante le trattative ♦ Obblighi di protezione ♦ Divieto di recesso ingiustificato dalla trattative Le parti hanno il dovere di comportarsi secondo correttezza e lealtà ( buona fede) Chi, violando il dovere di buona fede nelle trattative reca danno alla controparte è tenuto a risarcirlo responsabilità precontrattuale: da fatto illecito Una specifica ipotesi di responsabilità precontrattuale riguarda il caso che si verifica quando una parte che conoscendo o potendo conoscere con ordinaria diligenza una causa di nullità del contratto non ne da notizia alla controparte. Deve risarcire i danni causati alla controparte che ha confidato nella validità e nell‟efficacia del contratto. Interesse contrattuale negativo danno delle occasioni perdute Diminuizione patrimoniale che il terzo non avrebbe subito e il vantaggio che egli avrebbe ottenuto se non avesse contrattato con quel contraente Nella fase delle trattative possono essere raggiunti interessi di vario tipo Accordi parziali Minute Puntuazioni Lettere di intenti Accordi soggetti ad approvazione della P.A Programma di contratto Le parti concordano alcuni punti del contatto ma non su tutti i punti essenziali (come accade col contratto preliminare) Non sono previste le tutele del 2932 c.c: non è possibili rivolgersi al giudice o ottenere una sentenza produttiva degli effetti del contratto non concluso. Contratto preliminare Le parti si impegnano a concludere un futuro contratto del quale si predetermina il contenuto essenziale ma desiderano rinviarne gli effetti. La forma è la stessa del contratto definitivo Effetti: salvo che il contratto preliminare lo escluda, se una parte non adempie l‟altra parte può rivolgersi al giudice e ottenere l‟esecuzione forzata dell‟obbligazione di contrarre: il giudice emeterà una sentenza produttiva degli effetti del contratto non concluso. Art. 2932. - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto. Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso. Se si tratta di contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata o la costituzione o il trasferimento di un altro diritto, la domanda non può essere accolta, se la parte che l'ha proposta non esegue la sua prestazione o non ne fa offerta nei modi di legge, a meno che la prestazione non sia ancora esigibile. appunti di diritto privato 2012 Pagina 43 http://www.theneweconomists.wordpress.com La figura più diffusa è il preliminare di vendita: non trasferisce la proprietà ma è obbligazione per le parti rispettivamente di vendere e comprare. Il trasferimento di proprietà avverrà col definitivo stipulato in adempimento del preliminare. Trascrizione del preliminare: ♦ Effetto prenotativo: la trascrizione del definitivo o della sentenza prevale sulle trascrizioni e iscrizioni fatte dopo la trascrizione del preliminare ♦ Credito privilegiato Rappresentanza La rappresentanza è un istituto giuridico in forza del quale l‟atto compiuto dal rappresentante produce effetti nella sfera giuridica del rappresentato. Il rappresentante partecipa alla conclusione del contratto con una propria dichiarazione di volontà. Gli effetti giuridici ricadranno sul rappresentato che assume diritti e obbligazioni derivate dal contratto. A differenza dell‟ambasciata (l‟interessato decide e il sostituto si limita a trasmettere la volontà altrui, gli atti fanno capo alla volontà dell‟interessato) nella rappresentanza la volontà fa capo al rappresentante così come la buona/mala fede e i vizi di volontà. Tuttavia il rappresentato in mala fede non può giovarsi della buona fede del rappresentante; inoltre il contratto concluso dal rappresentante non deve essere vietato al rappresentato. La rappresentanza produce effetti se 1) Il rappresentante ha effettivamente i poteri di rappresentanza (vedi falsus procurator) 2) Il rappresentante agisce in nome del rappresentato (spendita del nome) 3) Il rappresentante agisce per conto del rappresentato Tipi di rappresentanza Legale: deriva dalla legge. È un potere inerente a una qualità del rappresentante, quella di genitore o tutore del rappresentato (minori, incapaci) Organica: degli amministratori degli enti Volontaria: è conferita per volontà dell‟interessato o per mezzo della Procura: atto unilaterale con il quale un soggetto investe un altro soggetto del potere di rappresentarlo. È un atto non recettizio, rivolto alla generalità dei terzi, di fronte ai quali il rappresentato legittima il rappresentante ad agire in suo nome. Può essere speciale e riguardare un singolo affare o generale (relativo a una serie determinata di affari o a tutti gli affari del rappresentato) il vincolo tra rappresentato e rappresentante è regolato internamente da un contratto dal quale nasce l‟obbligazione del rappresentante di agire in nome e per conto del rappresentato: può essere un contratto di lavoro, di agenzia ,di mandato, ecc IL CONTRATTO DI MANDATO: IL MANDATO È UN CONTRATTO CON IL QUALE UN SOGGETTO, IL MANDATARIO, SI OBBLIGA NEI CONFRONTI DI UN ALTRO, IL MANDANTE A COMPIERE UNO O PIÙ ATTI GIURIDICI PER CONTO DEL MANDANTE. Quando un soggetto riceve una procura da un altro soggetto questo contratto regola i rapporti tra rappresentante e rappresentato (mandato con rappresentanza) Mandato con rappresentanza: mandato + procura il mandatario agisce in nome e per conto del mandante senza rappresentanza: il mandatario agisce per conto del mandante ma in proprio nome il mandatario è obbligato a ritrasferire al mandante, con un nuovo contratto, i nuovi diritti che ha acquistato al mandante (se non lo fa c‟è esecuzione in forma specifica appunti di diritto privato 2012 Pagina 44 http://www.theneweconomists.wordpress.com dell‟obbligo di contrarre con sentenza costitutiva più risarcimento per inadempimento del contratto di mandato; se i diritti sono stati trasferiti a un terzo solo risarcimento). Il mandatario ha diritto di essere rimborsato dal mandante per quanto, essendosi obbligato in proprio nome, ha dovuto pagare al terzo contraente. IL FALSUS PROCURATOR soggetto che contratta come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti dei poteri di rappresentanza a lui attribuitogli dal rappresentato Il falsus rappresentante ha agito in nome altrui. Il contratto non potrà produrre effetti nei confronti della persona in nome della quale il falso rappresentante ha agito: se il rappresentante non ha i poteri per per compiere l‟atto, tale atto non produrrà effetti nella sfera giuridica del rappresentato L‟atto è invalido, inefficace, del tutto improduttivo di effetti. Se il falso rappresentato è interessato a conservare gli effetto del contratto può farlo con una dichiarazione di volontà detta ratifica che sana il difetto rappresentativo: la ratifica ha effetti retroattivi, il contratto diventa efficace dal momento della firma. Il rischio di imbattersi in un falso rappresentante ricade sul terzo acquirente. Il terzo può rivolgersi al falso rappresentante e pretendere da questo il risarcimento del danno per interesse negativo, dovuto per aver confidato nell‟efficacia del contratto senza colpa ovvero senza negligenza da parte sua (se poteva accorgersi che stava contrattando con un falso rappresentante non ha diritto al risarcimento). L‟interesse contrattuale negativo è una somma corrispondente alla diminuizione patrimoniale subita dal terzo e al vantaggio che avrebbe avuto non contrattando col falso rappresentante (danno delle occasioni perdute). Il rappresentante apparente è una figura elaborata dalla giurisprudenza. Se il falso rappresentato ha causato il crearsi di una situazione di fatto che posso far erroneamente credere al terzo in buona fede di avere a che fare col rappresentante, il terzo è tutelato e la rappresentanza produce effetti. Falsus procurator Atto inefficace rappresentanza apparente (colpa del rappresentato + buona fede del terzo) Risarcimento per il terzo contraente la rappresentanza produce effetti conflitto di interessi il rappresentante deve contrattare nell‟interesse del rappresentato. Non può utilizzare il potere di rappresentanza per realizzare il proprio interesse. Una situazione di conflitto di interesse si realizza quando l‟interesse di rappresentante e rappresentato sono in concorrenza tra loro e il soddisfacimento di uno pregiudica l‟altro interesse. E‟ annullabile su domanda del solo rappresentato se la condizione è influente sul contenuto del contratto ed era riconoscibile dal terzo contraente o a lui noto. Contratto con sè stesso: il rappresentante in conflitto di interessi conclude un contratto con sè stesso. Il contratto è annullabile su richiesta del rappresentato a meno che il rappresentante non sia espressamente autorizzato a farlo oppure che il contenuto del contratto sia strutturato in modo tale da escludere il conflitto di interessi (prezzi fissati, merci a prezzo imposto) Contratto per persona da nominare: al momento della conclusione una delle parti può riservarsi di nominare successivamente chi acquisterà i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. La dichiarazione di nomina ha effetti dal momento della conclusione del contratto. In manca di nomina il contratto vincola i contraenti originali appunti di diritto privato 2012 Pagina 45 http://www.theneweconomists.wordpress.com effetti del contratto, termine e condizione Art. 1372 Efficacia del contratto Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge. Efficacia = produce l‟effetto di costituire, regolare estinguere un rapporto patrimoniale Il contratto è un atto formato dall‟accordo delle parti ma può essere visto anche come rapporto instaurato tra le parti dall‟accordo. Il contratto concluso ha forza vincolante tra le parti, forza di legge. E‟ si un atto di autonomia privata che esse possono compiere o non compiere ma, una volta che l‟accordo si è validamente perfezionato le parti sono tenute ad osservarlo e rispettarlo nello stesso modo in cui sono tenute ad osservare la legge. ESECUZIONE istantanea : contratti il cui adempimento si esaurisce nel compimento di un solo atto simultaneo alla conclusione del contratto o senza apprezzabile intervallo di tempo differita: se c‟è un termine per l‟adempimento delle obbligazioni sorte col contratto continuata/periodica : i contratti vincolano le parti o una di esse a una prestazione continuativa o che deve essere ripetuta periodicamente nel tempo IL VINCOLO CONTRATTUALE Può ESSERE ELIMINATO - per mutuo dissenso: c‟è un nuovo accordo tra le parti diretto ad estinguere il già costituito rapporto contrattuale. E‟ un nuovo atto di autonomia contrattuale - recesso unilaterale: solo se previsto dalla legge o pattuito dalle parti. Il recesso unilaterale non richieder l‟accettazione della controparte, basta che venga portato a sua conoscenza e produce l‟effetto di sciogliere il vincolo contrattuale. Nei contatti a esecuzione istantanea o differita la facoltà di recesso può essere esercitata, salvo patto contrario, prima che l‟esecuzione abbia avuto inizio. Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica il recesso è possibile anche se è già iniziata l‟esecuzione e, salvo patto contrario, non ha effetto retroattivo: il contratto conserva la sua efficacia fino alla data del recesso e le parti possono chiedere la restitutuzione di quanto già prestato. Nei contratti plurilaterali il recesso di una parte non comporta scioglimento dell‟intero contratto se la sua partecipazione non è stata essenziale. La clausola che riconosce la facoltà di recesso può prevedere un corrispettivo per il recesso o una caparra penitenziale data come corrispettivo del recesso: il recedente perde la caparra data e deve il doppio di quella ricevuta per cause ammesse dalla legge: nel caso di rapporti a tempo indeterminato, perpetui. La legge nega, in linea di principio, l‟esistenza di questi contratti ma tali contratti rispondono anche a interessi generali. Per questo la legge dispone due figure 1) termine massimo di durata: per alcuni contratti a esecuzione continuata e periodica è considerato un requisito essenziale. 2) Facoltà di recesso: se è ammessa una durata indeterminata c‟è facoltà di recesso a) Puro e semplice(senza motivazione) b) Recesso per giusta causa (deve essere motivato) - se il contratto presenta dei vizi: ci sono i rimedi contrattuali (v. Dopo) TERMINE evento futuro e certo da cui dipende il prodursi effetti del contratto - iniziale: ritarda l‟efficacia del contratto - finale: limita nel tempo l‟efficacia del contratto - minimo: minima durata degli effetti - massimo di durata appunti di diritto privato 2012 Pagina 46 http://www.theneweconomists.wordpress.com CONDIZIONE evento futuro e incerto a cui è subordinata l‟iniziale efficacia del contratto, di una sua clausola oppure la cessazione degli effetti del contratto o di una sua clausola - - condizione sospensiva: a cui è subordinata l‟iniziale efficacia del contratto o di una sua clausola condizione risolutiva: a cui è subordinata a cessazione degli effetti del contratto o di una sua clausola condizione causale: l‟evento incerto è indipendente dalla volontà delle parti condizione potestativa: dipende dal futuro comportamento volontario di una delle parti condizione meramente potestativa: il contratto in questo caso è nullo. Tale condizione dipende dal semplice arbitrio di una delle parti esempio: ti vendo la casa se mi trasferisco valida se decido di venderla contratto nullo condizione illecita: contraria a norme imperative, all‟ordine pubblico, al buon costume. Il contratto è nullo. condizione impossibile sospensiva: rende il contratto nullo risolutiva: si considera come non apposta condizione legale: quando è la stessa legge a subordinare l‟efficacia del contratto al verificarsi di un evento futuro e incerto. La condizione legale, a differenza di quella volontaria, non ha efficacia retroattiva. Non si applica per finzione di avveramento. La finzione di avveramento avviene quando il soggetto pregiudica il verificarsi della condizione: si considera la condizione come verificata. Durante la pendenza della condizione (periodo in cui dura l‟incertezza della condizione) una parte ha un diritto condizionato e la controparte ha un aspettativa che può difendere con atti conservativi: in ogni caso tale aspettativa non deve essere pregiudicata. Gli effetti del contratto nei confronti dei terzi RELATIVITA‟ DEL CONTRATTO Il contratto non produce effetti nei confronti dei terzi. Applicazioni del principio ♠ promessa del fatto al terzo: chi per contratto promette la prestazione di un terzo, esprime una valida promessa ma obbliga solo sè stesso. Se il terzo rifiuta di compiere il fatto promesso, il promittente dovrà indennizzare l‟altro ♠ patto di non alienare: è valido solo tra le parti. Se Tizio viola il patto vendendo a Caio, il beneficiario del patto non può rivendicare la cosa presso Caio, ma può chiedere il risarcimento a Tizio. Tale patto è valido solo se realizza un apprezzabile interesse delle parti. ♠ Contratto a favore del terzo: è un eccezione al principio sopra enunciato che si giustifica per il fatto che il terzo assume obbligazioni ma acquista diritti. Le parti sono lo stipulante che è colui che contratta in favore del terzo e il promittente. Chi si obbliga con lo stipulante si obbliga col terzo beneficiario. Non occorre, come il contratto in per persona da nominare, l‟accettazione del terzo: questi acquista il diritto per effetto della stipulazione in suo favore. È valido se lo stipulante ha interesse a procurare un beneficio al terzo. appunti di diritto privato 2012 Pagina 47 http://www.theneweconomists.wordpress.com contratti ad effetti reali e ad effetti obbligatori Effetti obbligatori il contratto è fonte di obbligazioni. Si fa riferimento alle obbligazioni che derivano dal contratto. Effetti reali si fa riferimento agli effetti prodotti direttamente dal contratto al momento stesso della formazione del contratto Esempio: il contratto di vendita ha effetti obbligatori (obbligazione di consegnare la cosa e obbligazione di pagare il prezzo + altre obbligazioni accessorie) e effetti reali (trasferimento della proprietà. Contratti ad effetti obbligatori sono solo fonti di obbligazioni tra le parti Contratti ad effetti reali oltre a essere fonti di obbligazioni, trasferiscono la proprietà o altri diritti. Principio consensualistico in materia di contratti ad effetti reali I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o di altri diritti, il passaggio di tale diritti avviene al momento del consenso legittimamente manifestato. Si acquisiscono per effetto del consenso. Il passaggio di proprietà avviene nel momento in cui il contratto si perfeziona con l‟accordo delle parti, non alla consegna o al pagamento del prezzo. Perchè operi questo principio occorre che l‟oggetto del trasferimento sia una cosa determinata. Stabilire quando avviene il passaggio di proprietà è importante per stabilire in caso di perimento della cosa su chi grava il rischio: infatti il rischio è del proprietario, e in caso di perimento dopo il passaggio di proprietà il compratore dovrà comunque versare il prezzo (vedi parte sulle obbligazioni). In ogni caso quindi il pagamento del prezzo è superfluo agli effetti del trasferimento della proprietà. A tutela dell‟alienante in caso di vendita di immobili a pagamento posticipato il venditore può iscrivere ipoteca legale sul bene. La forma di tutela per beni mobili non registrati è la vendita con riserva della proprietà per il quale il compratore acquista la proprietà della cosa solo col pagamento dell‟ultima rata del prezzo. La vendita è quindi di regola un contratto a effetti reali immediati (al momento del consenso). Esistono casi di vendita obbligatoria in cui il trasferimento della proprietà avviene in un secondo momento. In questo caso sul venditore incombe l‟obbligazione di far acquistare al compratore la proprietà. Ha comunque effetti reali ma differiti. I casi di vendita obbligatoria sono: Vendita di cose future: la proprietà si trasferisce nel momento in cui la cosa viene ad esistenza. Può essere Vendita della speranza: atto aleatorio, il compratore deve pagare il prezzo anche se la cosa non verrà ad esistenza. Vendita della cosa sperata: atto commutativo, è inefficace se la cosa non viene ad esistenza Vendita di cose determinate solo nel genere: la proprietà passa al momento dell‟individuazione Vendita di cose altrui: è fonte di obbligazione per il venditore di procurarsi la proprietà della cosa. Il compratore ne diventa proprietario nel momento stesso in cui il venditore acquista la proprietà. Se il venditore non si prucura la cosa risponde di inadempimento. vendita a rate con riserva della proprietà: il compratore acquista la proprietà della cosa solo col pagamento dell‟ultima rata del prezzo. Al momento della consegna acquista solo la facoltà di godimento. Il rischio di perimento passa al compratore al momento della consegna. Se il compratore paga in ritardo il venditore può ottenere la risoluzione della cosa e la restituzione del bene: dovrà restituire le rate già corrisposte da non confondere i contratti ad effetti reali e ad effetti obbligatori con Contratti consensuali si perfezionano al momento del consenso Contratti reali si perfezionano alla consegna della cosa oggetto del contratto appunti di diritto privato 2012 Pagina 48 http://www.theneweconomists.wordpress.com Nel caso di contratti reali l‟accordo delle parti non è sufficiente a perfezionare il contratto, occorre la consegna oggetto del rapporto contrattuale. Esempi: pegno, comodato, deposito La consegna ha effetti anche nei contratti consensuali: ad esempio se una parte concede un diritto di godimento sulla stessa cosa, prevale chi per primo consegue il godimento, per i beni mobili venduti a più acquirenti prevale chi per primo consegue il possesso, per gli immobili il primo che trascrive l‟atto. Inefficacia e invalidità (nullità, annullabilità) Inefficacia: è inefficace il contratto che non produce gli effetti che normalmente dovrebbe produrre. Il contratto invalido è anche normalmente inefficace. Vi sono anche contratti perfettamente validi ma inefficace. Può essere ♥ temporanea: contratto sottoposto a termine/condizione ♥ definitivamente inefficace ♣ ♣ inefficacia assoluta: sia tra le parti sia verso i terzi inefficacia relativa: solo nei confronti di determinati terzi (caso della simulazione) ♠ ♠ inefficacia originaria: nel caso di condizione sospensiva, falso procurator inefficacia sopravvenuta: condizione risolutiva, termine finale inefficacia = non produrre effetti obbligatori contratto invalido la sentenza che dichiara la nullità/annullabilità rende il contratto improduttivo di effetti contratto valido ma inefficace - termine / condizioni - contratto simulato Invalidità: indica la mancanza o il difetto di qualche elemento costitutivo. Un contratto invalido è Inefficace. Causa di invalidità: si può dire che il contratto è invalido se contrasta con una norma imperativa di legge. NULLITÀ INVALIDITÀ Carattere generale, se si viola una norma imperativa salvo che la legge non disponga diversamente. L‟articolo 1418 elenca alcune cause di nullità come la mancanza dell‟accordo, della causa dell‟oggetto della forma (requisiti essenziali) Carattere speciale, quando è espressamente indicata dalla legge come conseguenza di incapacità delle parti, vizi del consenso, conflitto di interessi rappresentante-rappresentato per tutti i contratti, più altre fattispecie specifiche per i singoli contratti NULLITÀ: CASI Art. 1418 Cause di nullità del contratto Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'Art. 1325 (Art. 1325 requisiti del contratto sono: l'accordo delle parti (1326 e seguenti, 1427), la causa (1343 e seguenti),l'oggetto (1346 e seguenti), la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità ), l'illiceità della causa l'illiceità dei motivi nel caso indicato dall'Art. 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'Art. 1346. Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge. appunti di diritto privato 2012 Pagina 49 http://www.theneweconomists.wordpress.com Il contratto è nullo quando contrasta con l‟interesse generale: sono nulli i contratti illeciti o non correttamente stipulati. Casi di nullità 1) mancanza di uno degli elementi essenziali indicati nell‟articolo 1325 a. manca l‟accordo: la dichiarazione deve corrispondere alla volontà del dichiarante dichiarazione non seria/per scherzo/finzione scenica violenza fisica: il fatto dell‟altro contraente o del terzo causa una dichiarazione non voluta dissenso: divergenza tra volontà del dichiarante e dichiarazione mancanza di un minimo di capacità di intendere e volere dichiarazione non riferibile a chi ne appare l‟autore (forma falsa) b. mancanza di causa c. oggetto: se è inesistente, impossibile, indeterminato, indeterminabile d. forma: mancanza di forma richiesta dalla legge per la validità e. condizione sospensiva impossibile 2) contratto illecito: Criteri di illeicità a. contrarietà a norme imperative: l‟atto che, per il risultato che si propone, lede i valori di pacifica e civile convivenza tra gli uomini, lede la libertà, la dignità la sicurezza dei singoli. Tale risultato può essere specificatamente indicato o essere desunto in via interpretativa b. contrarietà all‟ordine pubblico politico economico e costituzionale: sono valori desunti implicitamente dall‟ordinamento giuridico c. contrarietà al buon costume: norme ricavabili implicitamente che comportano una valutazione di moralità e onestà. L‟illeicità può essere di oggetto: la cosa dedotta in contratto è il prodotto o lo strumento di attività contrarie a norme imperative, ordine pubblico, buon costume o quando la prestazione è essa stessa vietata di causa: la funzione del contratto è illecita. L‟oggetto può essere lecito, le due prestazioni in sè, ma può non essere lecito il loro scambio. È illecita anche per contratti conclusi in frode alla legge per eludere l‟applicazione della norma imperativa. di motivo: deve essere, oltre che illecito, esclusivo e comune alle parti come causa di nullità. L‟altra parte deve essere partecipe al motivo illecito e mirare a trarne personale vantaggio dell‟attività. ANNULLABILITÀ: CASI Tutela l‟interesse particolare di uno dei contraenti Cause 1) incapacità del contraente a. legale: sono legamente incapaci di contrarre coloro che non hanno ancora acquistato la capacità legale (minori) o coloro che l‟hanno successivamente perduta (incapacità legale, giudiziale, inabilitazione). Può essere assoluta o parziale (minore emancipato e inabilitato: possono compiere atti di ordinaria amministrazione). Il contratto è annullabile su richiesta di chi eserciti la potestà sul minore/la rappresentanza legale dell‟incapace/dal tutore. N.B. i minori possono concludere contratti validi perchè si ritiene agiscano in nome dei genitori considerando la loro capacità naturale: se ha 4 anni non sarà valido, se ne ha 17 si (vedi p 212 – 213 galgano) appunti di diritto privato 2012 Pagina 50 http://www.theneweconomists.wordpress.com b. naturale: riguarda chi, giuridicamente capace, non è capace di intendere e volere al momento della conclusione del contratto. Può essere una causa transitoria o permanente. I requisiti per l‟annullamento in questo caso sono prova dell‟incapacità in caso di atti unilaterali se essi recano grave pregiudizio all‟incapace in caso di contratti e atti plurilarali ♦ grave pregiudizio ♦ malafede dell‟altro contraente: si protegge l‟affidamento del terzo in buona fede N.B se l‟incapacità è stata causata dall‟altro contraente (o causata da un terzo ma il contraente ne era consapevole) il contratto è nullo non annullabile. 2) vizi della volontà: la volontà è presente ma il suo processo formativo è stato alterato. a. errore errore motivo/vizio: sorge alla formazione della volontà, prima che questa venga dichiarata: consiste in una falsa rappresentazione della realtà che induce il soggetto a dichiarare una volontà che non avrebbe dichiarato. L‟errore per essere causa di annullabilità deve essere Essenziale determinante nel volere. Se il soggetto non fosse caduto in errore non avrebbe concluso il contratto. Per esserlo deve ricadere nelle ipotesi previste dalla legge: - errore sulla natura o sull‟oggetto del contratto (tipo, cosa/prestazione dedotta in contratto) - errore sull‟identità dell‟oggetto (qualità, non valore) - errore sull‟identità o sulle qualità personali dell‟altro contraente (quando sono essenziali per il consenso) - errore di diritto provocato dalla mancata conoscenza di norme di legge/regolamenti: l‟errore di diritto è stato la ragione unica o principale del contratto (motivi di diritto) Riconoscibile dall‟altro contraente una persona di normale diligenza, considerate le circostanze, avrebbe potuto rilevarlo. Si protegge l‟affidamento del contratto. Nella valutazione si considerano circostanze e qualità dei contraenti nella valutazione errore ostativo: si manifesta nell‟esternalizzazione della volontà, o è commesso dall‟ufficio/persona incaricato/a a trasmettere la dichiarazione. E‟ causa di annullabilità al pari dell‟errore motivo solo se riconoscibile dall‟altro contraente b. dolo: è inteso come inganno, raggiro capace di indurre altri in errore. Si ha un caso di dolo quando il contraente è tratto in errore da raggiri messi in atto dalla controparte o da un terzo (solo se noto alla parte che ne trae vantaggio causa annullabilità). Il contratto è annullabile se il dolo è determinante (non avrebbe contrattato altrimenti). In caso di dolo incidente, che ha causato solo una contrattazione diversa il contratto è valido e l‟altro contraente dovrà risarcire il danno subito. DOLO BONUS: consiste in eccessive vanterie delle qualità del proprio bene o delle proprie qualità professionali che accompagnano l‟offerta di un bene o di una prestazione. Dato che una persona di media avvedutezza sa che simili qualità non corrispondo al vero, il diritto non ritiene il contratto annullabile in questo caso. Il dolo può essere commissivo(menzogna) o omissivo (reticenza, nascondere o tacere alcuni fatti). c. violenza morale, psichica: consiste nell‟estorcere il consenso con la minaccia di un male futuro che verrà inferto in caso di mancato consenso alla sua persona, ai suoi appunti di diritto privato 2012 Pagina 51 http://www.theneweconomists.wordpress.com beni o ai suoi familiari. La minaccia costringe una persona a dichiarare la propria volontà o di soggiogare all‟eventuale male minacciato. Per dar luogo ad annullabilità ci sono alcuni requisiti: il danno minicciato deve essere ingiusto, contrario al diritto (non può essere la minaccia di un comportamento lecito o di far valere un diritto) il male minacciato deve essere notevole, ovvero di gravità superiore al danno che il contratto estorto ha sul contraente minacciato. Deve essere una minaccia tale da impressionare una persona sensata. La violenza è rilevante anche se esercitato dal terzo e il contraente non ne era a conoscenza: è sempre annullabile il contratto. 3) altri casi espressamente indicati dalla legge a. conflitto di interessi nella rappresentanza b. ecc LA DISCIPLINA DI NULLITÀ E ANNULLABILITÀ NULLITÀ ANNULLABILITÀ Può essere chiesta da chiunque, anche un terzo, purche ne dimostri di avere interesse. Può essere rilevata in giudizio dal giudice, può dichiarare nullo un contratto dedotto in giudizio. imprescrittibile Può chiederla solo la parte a favore della quale è prevista l‟annullabilità La sentenza che dichiara la nullità opera retroattivamente sia fra le parti sia verso i terzi anche se questi erano in buona fede prevale la protezione dell‟autonomia privata Prescrizione: 5 anni (solo per l‟azione, ma non per sollevare l‟eccezione di annulabilità) La sentenza di annullabilità opera retroattivamente tra le parti. Essa non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede prevale l‟esigenza di certezza e sicurezza nella circolazione dei beni È suscettibile di conversione: quando il contratto di un tipo presenta i requisiti di un altro tipo contrattuale di cui sono rispettati i requisiti di forma e sostenza (principio di conservazione del contratto) Le clausole nulle comportano la nullità del contratto solo se sono essenziali per il contratto e non sostituibili da norme imperative di legge Le stesse regole della nullità valgono per annullabilità per diritti acquistati a titolo gratuito o per incapacità legale Sanabile: il contratto può, con un‟espressa dichiarazione di convalida proveniente dalla parte a cui spetta l‟annullamento o tacitamente essere convalidato Convalida tacita: la parte a cui spetta l‟annullamento da spontanea esecuzione al contratto Non ci sono clausole annullabili, è annullabile l‟intero contratto (clausole vessatorie) In caso di contratti plurilaterali la nullità/annullabilità della partecipazione al contratto di una delle parti non comporta la nullità dell‟intero contratto se la partecipazione della parte non era essenziale: il contratto ha attuazione con le parti restanti EFFETTI: il contratto nullo non produce effetti ne tra le EFFETTI: il contratto annullabile produce parti ne nei confronti dei terzi provvisoriamente effetti fino a che questi non opponibile a terzi vengono rimossi retroattivamente in seguito all‟esercizio dell‟azione. È opponibile a terzi nei limiti dell‟art 1445, solo in caso di annullamento per incapacità legale appunti di diritto privato 2012 Pagina 52 http://www.theneweconomists.wordpress.com Retroattività le prestazioni eventualmente effettuate devono essere restituite (ripetizione dell‟indebito , obbligazione restitutoria) salvo contratto nullo per immortalità bilaterale. N.B. Considerare le regole di possesso vale titolo nella vendita di beni mobili e efficacia sanante della trascrizione(ha di per sé efficacia sanante degli eventuali vizi di cui il negozio giuridico trascritto fosse in ipotesi affetto da chiusura del contenzioso) Rescissione, Risoluzione, presupposizione Rescissione: rimedio originario per i contratti conclusi in circostanze anomale a condizioni svantaggiose. È un rimedio a uno squilibrio originario tra le prestazioni. Di norma questo squilibrio è irrilevante, prevale l‟autonomia privata, anche nei casi in cui la libertà di contrattare è solo formale. Se non intervengono fonti di integrazione dell‟autonomia contrattuale, tale autonomia è insindacabile e incensurabile salvo le ipotesi di rescissione: contratto concluso in stato di pericolo: fattispecie che si verifica quando un contraente si assume obbligazioni a condizioni inique per necessità di salvare sè o gli altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona contratto concluso in stato di bisogno / necessità economica: se l‟altra parte ha approfittato dello stato di bisogno anche momentaneo di una parte e possibile la rescissione per lesione, se la lesione supera la metà del valore della prestazione ( la prestazione ricevuta deve essere inferiore alla metà del valore che la prestazione aveva al tempo del contratto) la rescissione è evitabile riconducendo il contratto ad equità. Azione e eccezione di rescissione sono sottoposte a prescrizione di un anno. Risoluzione: scioglimento del contratto in presenza di difetti di funzionamento che sopravvengono dopo la sua conclusione Riguarda i contratti a prestazioni corrispettive: se una delle parti non adempie si determina un‟alterazione della causa (tali contratti trovano la causa nella prestazione corrispettiva altrui). La mancanza della prestazione corrispettiva determina una mancanza di causa che investe il rapporto contrattuale. In questi casi si può procedere alla risoluzione inadempimento: l‟inadempimento di una parte causa rescissione del contratto se non è di scarsa importanza. Di fronte all‟inadempimento una parte può chiedere agendo in giudizio in alternativa l‟adempimento o la risoluzione del contratto. La risoluzione può essere giudiziale: la parte può chiedere al giudice la risoluzione del contratto ottenendo di essere esonerato ad eseguire la propria prestazione o se l‟aveva già eseguita chiede la condanna alla restituzione della prestazione già eseguita. La sentenza è costitutiva di risoluzione stragiudiziale: la risoluzione opera automaticamente in caso di diffida ad adempiere: la parte adempiente intima Effetti: le parti non sono più l‟altra parte ad adempiere entro un dato termine con obbligate, e c‟è l‟obbligo di l‟avvertenza che se non adempie entro un certo restituire le prestazioni termine il contratto si considera risolto di diritto eseguite. Inoltre clausola risolutiva espressa: se una delle parti non l‟inadempimento genera adempie il contratto si considera risolto di diritto. La responsabilità contrattuale, quindi è dovuto il appunti risarcimento di diritto privato http://www.theneweconomists.wordpress.com del2012 danno. Pagina 53 parte deve informare l‟altra che intende avvalersi della clausola. Scadenza del termine essenziale: trascorso il termine il contratto è risolto di diritto. impossibilità sopravvenuta: l‟impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore estingue l‟obbligazione. Tale impossibilità rende priva di ogni giustificazione la controprestazione: comporta la risoluzione del contratto. Essa opera di diritto. In caso di impossibilità parziale è dovuta la parte possibile e l‟altra parte ha diritto a una riduzione nella controprestazione Impossibilità sopravvenuta della prestazione in contratti ad effetti reali : se c‟è già stato il passaggio di proprietà il prezzo è dovuto nonostante l‟impossibilità. Se l‟impossibilità si manifesta dopo la manifestazione del consenso, quindi dopo la firma del contratto, essa non da luogo a rescissione e la controprestazione del pagamento del prezzo è dovuta. eccessiva onerosità sopravvenuta: è il caso di contratti commutativi, ovvero contratti a prestazioni corrispettive che attuano lo scambio tra prestazioni economicamente equivalenti. Le vicende successive alla conclusione di contratti di durata (la cui esecuzione è destinata a protrarsi nel tempo) che modifichino il valore della prestazione provocando uno squilibrio economico fra le prestazioni influiscono sulla controprestazione e sulla sorte del contratto; nel tempo che intercorre tra il momento del contratto e quello dell‟esecuzione della prestazione sopraggiungono avvenimenti straordinari e imprevedibili per effetto dei quali la prestazione di una delle parti diventi eccessivamente onerosa rispetto al valore della prestazione della controparte. L‟onerosità deve essere eccessiva, ovvero consistere in un forte squilibrio tra il valore economico delle due prestazioni che abbia reso il contratto sostanzialmente iniquo. Lo squilibrio deve essere successivo alla conclusione del contratto dovuto a fatti esterni oggettivi straordinari e imprevedibili deve superare l‟alea normale del contratto (andare oltre i rischi che ogni contraente è consapevole di assumersi al momento del contratto). In questo caso la parte che deve la prestazione divenuta troppo onerosa può domandare la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. L‟altra parte può offrire di riportare il contratto ad equità, modificando le condizioni contrattuali. Queste norme non si applicano ai contratti aleatori o di sorte: sono i contratti nei quali un contraente si obbliga ad una prestazione ma è incerto se gli sarà dovuta la controprestazione. Lo può essere per sua natura o per volontà delle parti (vendita della speranza). Altri rimedi ai difetti di funzionamento del contratto non risolutori: ♣ clausole di completamento successivo ♣ clausole di rinegoziazione ♣ clausole di adeguamento automatico presupposizione: rimedio giurisprudenziale, causa di risoluzione non previsti dalla legge È presupposto oggettivo del contratto che le parti hanno avuto presente al momento della sua conclusione ma che non hanno menzionato nel contratto. Se viene a mancarsi il presupposto del contratto è privato della sua base. Al venir meno di quel presupposto viene ricollegata la possibilità per il contraente che vi ha interesse, di ottenere dal giudice la risoluzione del contratto. L‟evento causa un alterazione funzionale della causa appunti di diritto privato 2012 Pagina 54 http://www.theneweconomists.wordpress.com Simulazione, contratto fiduciario, contratto indiretto Simulazione: i contraenti creano, con la propria dichiarazione solo le parvenze esteriori del contratto di cui non vogliono gli effetti o vogliono gli effetti di un contratto diverso da quello simulato. La simulazione richiede un accordo simulatorio, la semplice riserva mentale non basta, occorre una controdichiarazione dei soggetti coinvolti nella simulazione. definizione Caratteristiche intento Efficacia Tra le parti Efficacia Verso terzi Simulazione assoluta Simulazione relativa Le parti concludono un contratto e con separato e segreto accordo dichiarano di non volerne gli effetti Le parti vogliono creare di fronte a terzi l‟apparenza del trasferimento del diritto o dell‟assunzione di un obbligazione Le parti causano l‟apparenza di un contratto diverso da quello che vogliono Il contratto simulato è inefficace Ci sono due contratti, il contratto simulato e il contratto dissimulato - per tipo (si simula una vendita mentre fà una donazione) - per contenuto (si simula un prezzo minore di quello reale) È eficace il contratto dissimulato Interposizione fittizzia di persona È una particolare specie di simulazione relativa che investe l‟identità di una delle parti Nel contratto simulato appare come contraente un soggetto interposto (una persona diversa del reale contraente interponente). E‟ un accordo a tre. È eficace il contratto dissimulato - Efficace rispetto ai terzi che hanno, in buona fede, fatto affidamento sul contratto simulato. -Inefficace rispetto ai terzi i cui diritti sono stati pregiudicati dal contratto simulato L‟inefficacia del contratto simulato è inopponibile ai terzi. Se ad esempio i creditori agiscono sul bene di cui il debitore era simulato acquirente, il vero proprietario perde il bene. Atti unilaterali La prova: il contratto simulato può essere provato dalle parti per prova scritta dell‟accordo, confessione e giuramento; i terzi possono avvalersi anche di testimoni. Gli atti unilaterali destinati a persona determinata se sono simulati per accordo tra dichiarante e destinatario dell‟atto unilaterale (solo per atti recettizi: se la loro efficacia è condizionata alla conoscenza che di essi abbia il destinatario) contratto fiduciario: la causa del contratto non coincide con lo scopo delle parti. La causa eccede dallo scopo che risulta dal patto fiduciario che intercorre tra le parti. Il patto fiduciario mira a realizzare effetti che sono voluti dalle parti. Le parti stipulano un contratto e poi utilizzano il patto fiduciario per realizzare gli effetti voluti. Esso è valido ed efficace: si potrà agire in giudizio per l‟adempimento. Tuttavia ha effetti meramente obbligatori perchè vincola le parti ma non è opponibile a terzi. Chi acquista un bene con un contratto fiduciario che prevede che lo rivenda all‟acquirente dopo certo periodo (si vuole ottenere l‟effetto di una locazione) ne acquista la proprietà e può liberamente disporne e violare il patto vendendolo a un terzo. Il terzo acquirente acquista validamente la proprietà ed il fiduciante ha perso il bene definitivamente. Potrà ottenere solo il risarcimento danni dal fiduciario infedele per inadempimento del patto. appunti di diritto privato 2012 Pagina 55 http://www.theneweconomists.wordpress.com Questo è il criterio di fiducia romanistica ( il fiduciario acquista la proprietà piena) a cui si contrappone il criterio di fiducia germanistica in cui il fiduciario acquista la proprietà formale. È il caso del TRUST: nel mondo anglosassone il trust conferisce al proprietario trustee una proprietà separata dal suo restante patrimonio e vincolata al rispetto del trust. È opponibile a terzi e creditori. In italia sono riconosciuti i trust di diritto straniero Esempi di patti fiduciari vendita a scopo di locazione: Tizio intede concede a Caio il godimento di un suo bene per un dato periodo a titolo oneroso. Può vendere il suo bene a Caio per un certo prezzo (calcolato come corrispettivo del godimento del bene) stringendo il patto fiduciario in forza del quale Caio rivenderà il bene alla data fissata a un prezzo minore (il minor prezzo pagato da tizio è pari alla restituzione delle mensilità anticipate) esempio di fiducia cum amico vendita a scopo di garanzia: il debitore vende al creditore un suo bene a patto che, all‟estinzione del debito il creditore glielo rivenda esempio di fiducia cum creditore che intercorre tra due soggetti legati da un rapporto obbligatorio Il patto fiduciario è nullo se costituisce un mezzo per eludere una norma di legge Esempio: vendita a scopo di garanzia per eludere il divieto di patto commissorio (patto che comporta che in caso di inadempimento il beneficiario del diritto reale di garanzia diventi proprietario del bene dato in pegno / ipoteca). Articolo 2645: ATTI DI TRASCRIZIONE CON EFFICACIA ASSIMILABILE AL TRUST (novità del 2006) Essi realizzano una separazione tra il bene oggetto della trascrizione e il resto del patrimonio del soggetto L‟art. 2645-ter c.c. dispone che “Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ai sensi dell'articolo 1322, secondo comma, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione; per la realizzazione di tali interessi può agire, oltre al conferente, qualsiasi interessato anche durante la vita del conferente stesso. I beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto previsto dall'articolo 2915, primo comma, solo per debiti contratti per tale scopo”. In estrema sintesi, con gli atti di trascrizione esaminati è possibile costituire un vincolo di destinazione su una massa patrimoniale che, pur restando nella titolarità giuridica del “conferente”, assume, per la durata stabilita, la connotazione di massa patrimoniale “distinta” (separata) rispetto alla restante parte del suo patrimonio, proprio in virtù del vincolo di destinazione impresso e reso opponibile nei confronti dei terzi con l‟esecuzione della formalità di trascrizione. contratto indiretto: un determinato contratto viene utilizzato dalle parti per realizzare una funzione diversa a quella corrispondente alla sua causa. Esempio: vendita per una lira, ovvero a un prezzo irrisorio per realizzare con lo schema causale della vendita la funzione propria della donazione. Non si potrà dire di essere di fronte a un caso di simulazione perchè non c‟è volontà delle parti difforme dalla volontà che essi celano nel loro interno rapporto. La volontà dei contraenti non si dissocia in dichiarazione e controdichiarazione ma si manifesta in un unico atto, il contratto indiretto appunto: le parti usano un tipo contrattuale per realizzare la funzione propria di un altro tipo contrattuale. È nullo se concluso in frode alla legge appunti di diritto privato 2012 Pagina 56 http://www.theneweconomists.wordpress.com Ricapitolando N.B. Consideriamo che la causa è la FUNZIONE ECONOMICO-SOCIALE dell‟atto di volontà, è la giustificazione dell‟autonomia privata, è una ragione oggettiva che motiva gli effetti del contratto sulla sfera giuridica degli interessati. Simulazione i contraenti creano, con la propria dichiarazione solo le parvenze esteriori del contratto di cui non vogliono gli effetti o vogliono gli effetti di un contratto diverso da quello simulato. Patto fiduciario Il patto fiduciario mira a realizzare effetti che sono voluti dalle parti. Le parti stipulano un contratto e poi utilizzano il patto fiduciario per realizzare gli effetti voluti. Contratto indiretto le parti usano un tipo contrattuale per realizzare la funzione propria di un altro tipo contrattuale. La causa del contratto è strumentale a creare l‟apparenza voluta. I contraenti non vogliono quegli effetti, o vogliono gli effetti di un contratto diverso la causa del contratto non coincide con lo scopo delle parti. La causa eccede dallo scopo che risulta dal patto fiduciario che intercorre tra le parti. Il patto fiduciario sistema la cosa un determinato contratto viene utilizzato dalle parti per realizzare una funzione diversa a quella corrispondente alla sua causa. Interpretazione contrattuale e equilibrio contrattuale Interpretare il contratto significa dare significato alle clausole contrattuali. Ciò è importante perchè il contratto ha forza di legge tra le parti ed esse dalla sua interpretazione desumono i diritti loro spettanti e le obbligazioni loro derivanti dal vincolo contrattuale. Ci sono due criteri legali per l‟interpretazione: criterio soggettivo: ricerca della comune intenzione delle parti questo criterio può modificare la qualificazione del contratto: il nome dato dalle parti al contratto non è vincolante e il giudice può, dopo aver ricostituito la sostanza del rapporto, attribuirgli una qualificazione giuridica diversa ma corrispondente alla sostanza del rapporto da esse voluto (esempio: contratto di mutuo con oggetto una cosa infungibile comodato) criteri per individuare l‟intenzione delle parti valutare il comportamento complessivo interpretare le singole parti l‟una per effetto delle altre attribuendo un significato complessivo interpretazione letterale criterio oggettivo: dare al contratto un senso razionale, prescindendo dalla volontà delle parti si usa per dar significato alle clausole ambigue. Criteri: buona fede: si suppone che le parti siano contraenti onesti e leali conservazione del contratto: di più interpretazioni si sceglie quella che mantiene la clausola valida ed efficace piuttosto di quelle che la renderebbero inefficace usi interpretatitivi di zona interpretazioni contra stipulatorem: le condizioni generali del contratto si interpretano contro l‟autore della clausola, nel senso più favorevole all‟altro contraente appunti di diritto privato 2012 Pagina 57 http://www.theneweconomists.wordpress.com se il contratto resta ancora oscuro si applicano i criteri finali: se il contratto è a titolo oneroso si interpreta nel senso che realizza l‟equo contemperamento degli interessi delle parti, il migliore equilibrio tra prestazione e controprestazione se il contratto è a titolo gratuito si interpreta nel senso meno gravoso per il contraente obbligato Cessione del contratto La cessione del contratto fa circolare la posizione di parte di un contratto. Trasferisce sia il lato attivo (credito) che il lato passivo (debito). Requisiti: - contratto a prestazioni corrispettive - non ancora eseguito, salvo contratti ad esecuzione continuata o periodica in cui è possibile fino a quando il contratto non viene sciolto Cessione del contratto: il cedente sostituisce a sè stesso un terzo, il cessionario, nei rapporti derivanti dal contratto a prestazioni corrispettive. Il terzo assumerà rispetto al contraente cedito la stessa funzione del cedente. È necessario il consenso del contraente ceduto perchè si perfezioni la cessione: il ceduto ha sia un nuovo creditore che un nuovo debitore (a meno che le condizioni personali del contraente siano irrilevanti: allora non serve il consenso). Il ceduto può sollevare eccezioni basate sul contratto oggetto di cessione, non sui suoi rapporti col cedente. Garanzie: il cedente garantisce la validità del contratto ceduto, ma non l‟adempimento del contratto da parte del ceduto. Il cedente è liberato dalle obbligazioni col ceduto e viceversa, salvo patto contrario La cessione è oggetto di un contratto di cessione del contratto. I singoli contratti contratto Definizione caratteri generali obbligazioni Altri dettagli Vendita Ha per oggetto il trasferimento di proprietà o di un altro diritto reale o di credito a titolo oneroso verso il corrispettivo di una somma di denaro detta prezzo. La causa è lo scambio tra diritto e prezzo. Ha l‟effetto reale di trasferire la proprietà e effetti obbligatori Per il compratore - pagare il prezzo Per il venditore - consegnare la cosa al compratore - fargli acquisire la proprietà quando l‟acquisizione non è diretta conseguenza del contratto (vendita obbligatoria) - garantire dall‟evinzione (se dopo la vendita un terzo rivendica con successo la proprietà e il compatore la perde) - garantire il compratore da vizi occulti della cosa (vizi materiali che rendono la cosa non idonea all‟uso e non facilmente riconoscibili/non conosciuti al momento del contratto) La vendita obbligatoria: casi in cui la proprietà non si trasferisce al consenso ma in un secondo momento Garanzia nella vendita: per vizi occulti/ mancanza di qualità promesse/essenziali il venditore risponde. Possono essere fatti valere con l‟azione redibitoria(risoluzione del contratto + rimborso del prezzo) o estimatoria ( riduzione del prezzo). Ci sono garanzie speciali nella vendita dei beni di consumo (il venditore risponde per difetto di conformità anche se è imputabile al produttore) appunti di diritto privato 2012 Pagina 58 Casi di vendita obbligatoria: -Vendita di cose future -Vendita di cose determinate solo nel genere -Vendita di cose altrui -Vendita a rate con riserva della proprietà (vedi pag 48 per definizioni e spiegazioni) http://www.theneweconomists.wordpress.com contratto Definizione caratteri generali obbligazioni Altri dettagli Locazione È il contratto mediante il quale una parte, detta locatore, si obbliga a far godere a un‟altra parte detta locatario una cosa mobile o immobile per un dato tempo previo il versamento di un corrispettivo (canone di locazione). Il locatore si obbliga a - consegnare la cosa al conduttore - mantenerla in condizioni tali da servire all‟uso convenuto: riparazioni a suo carico - garantire il pacifico godimento della cosa da parte del conduttore (tutela contro molestie, azione negatoria) AFFITTO: locazione di cosa produttiva di frutti (azienda) L‟affittuario deve curare la gestione della cosa produttiva secondo la sua destinazione economica consensuale: produce effetti dal consenso a effetti solo obbligatori: diritto di credito al godimento della cosa altrui/obbligazione a pagare il canone di locazione Il locatario/conduttore si obbliga - prendere in consegna la cosa e servirsene con la diligenza del buon padre di famiglia per gli usi stabiliti dal contratto -versare il corrispettivo nei tempi stabiliti -restituire la cosa al termine nel medesimo stato in cui l‟ha ricevuta, salvo deterioramento derivante dall‟uso La locazione è opponibile al terzo acquirente, che acquisterà la proprietà di un bene locato Temporaneità del godimento: non superiore a 30 anni. Può essere a tempo determinato (cessa allo spirare del termine salvo rinnovo tacito) o a tempo indeterminato (cessa per effetto della disdetta di una delle parti). Mandato Una parte, detta mandatario, si obbliga nei confronti dell‟altra detta mandante a compiere uno o più atti giuridici per conto di quest‟ultima (vedi pag 44) compiere atti giuridici per conto altrui LOCAZIONE IMMOBILI URBANI a) case di abitazione: durata minima di 4 anni, con rinnovo per altri 4 salvo che il locatore non voglia ristruttare/vendere o abbia personale necessità dell‟immobile (salvo contratti transitori) b) immobili ad uso diverso dell‟abitazione: la durata non può essere inferiore ai sei anni, e si rinnova di 6 in 6. Il canone resta invariato per i primi 3 anni Il mandatario deve eseguire l‟incarico con la diligenza del buon padre di famiglia. Il mandante deve fornire al mandatario tutti i mezzi per svolgere il suo compito, rimborsargli le spese, e se dovuto corrispondergli il compenso il mandato si basa sulla fiducia del mandante nel mandatario. Ne consegue che: - il mandatario non può farsi sostituire nell‟esercizio delle sue funzioni - il mandato si estingue alla morte delle parti - il mandante può in ogni momento revocare il mandato, risarcendo i danni del mandatario in caso di mandato a titolo oneroso - il mandatario può rinunciare all‟incarico, ma risponde dei danni che il suo recesso provoca al mandante, salvo non sia per giusta causa. appunti di diritto privato 2012 LEASING: a metà tra vendita con riserva di proprietà e locazione. È un contratto atipico. Il conduttore paga un canone, alla consegna si assume il rischio di perimento della cosa e può diventare proprietario al termine della locazione pagando il riscatto Pagina 59 Con rappresentanza: il mandatario agisce in nome e per conto del mandante. I diritti e le obbligazioni sono a carico del mandante Senza rappresentanza: il mandatario agisce per conto del mandante senza spendita del nome. Deve poi trasferire i diritti al mendante http://www.theneweconomists.wordpress.com contratto Definizione caratteri generali obbligazioni Altri dettagli Comodato È un contratto reale: una parte consegna all‟altra una cosa affinchè se ne serva per un uso determinato, con l‟obbligazione di restituire la cosa ricevuta. La consegna della cosa è necessaria alla conclusione del contratto La restituzione può essere al termine, finito l‟uso o quando il comodante lo chiedere Contratti reali: Prestito di quantità di denaro/ cose fungibili. Le cose consegnate passano di proprietà. Il mutuario dovrà poi restituire altrettante cose della stessa specie e nella stessa quantità. è a titolo oneroso: il mutuario deve versare interessi al mutuante secondo il tasso pattuito. Può essere un contratto reale (che si perfeziona alla consegna); il codice civile ammette anche la promessa di mutuo, un contratto consensuale con cui il mutuante si obbliga a prestare la somma al mutuario Contratto mediante il quale l‟appaltatore si obbliga verso il committente, dietro corrispettivo in denaro, a compiere un opera o un servizio, con propria organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio L‟appaltatore si assume un‟ obbligazione di risultato non di mezzi. Se non realizza l‟opera, se non esegue il servizio è inadempiente (è inadempiente anche se l‟opera è difforme dal progetto pattuito o presenti vizi intrinsechi). Ha la stessa struttura dell‟appalto ma l‟appaltatore esegue l‟opera o il servizio prevalentemente col proprio lavoro. Tale lavoro è autonomo, non ci sono vincoli di subordinazione col committente, non è sottoposto al suo potere direttivo - contratto d‟opera manuale: obbligazione di risultato Sul prestatore ricade il rischio del lavoro e se l‟esecuzione dell‟opera diventa impossibile, al punto che il committente non può ottenere nessun risultato utile, in prestatore avrà lavorato invano. Occorre oltre al consenso delle parti anche la consegna della cosa per perfezionare il contratto È a titolo gratuito a differenza della locazione Mutuo Appalto Contratto d‟opera appunti di diritto privato 2012 Il mutuario deve restituire il capitale (in un unica soluzione o a rate) e pagare gli interessi Se il committente recede dal contratto deve rimborsare l‟appaltatore delle spese sostenute e risarcirlo del mancato guadagno L‟appaltatore usa la sua organizzazione e i suoi materiali e si assume il rischio dell‟affare: - rischio di non coprire col corrispettivo pattuito i costi di esecuzione dell‟opera o di esecuzione del servizio - rischio di non ricevere alcun corrispettivo se non riesce a realizzare l‟opera (salvo impossibilità per causa imputabile al committente) Il corrispettivo è determinato, salvo diverse disposizioni dellr parti, in relazione al risultato ottenuto e al lavoro normalmente necessario per ottenerlo. - contratto d‟opera intellettuale obbligazione di mezzi Il rischio ricade sul cliente. Il prestatore deve mettere in pratica un comportamento diligente ed esperto e un idoneo impiego di mezzi. Il prestatore è adempiente se ha agito con la diligenza e perizia richieste, anche se non viene raggiunto il risultato Pagina 60 http://www.theneweconomists.wordpress.com contratto Definizione caratteri generali obbligazioni Altri dettagli Contratto di trasporto È un contratto che ha per oggetto l‟esecuzione dal servizio di trasferire persone o cosa da un luogo all‟altro. Il committente è il viaggiatore/mittente. È un obbligazione di risultato: deve portare a destinazione incolumi le persone / intatte le cose. Il vettore è inadempiente e responsabile del danno - per mancata esecuzione del trasporto (salvo cause a lui non imputabili) - per il sinistro che durante il trasporto subiscono le persone trasportate (salvo provare che abbia messo in atto tutte le misure idonee per evitare l‟evento dannoso) - per perdita o avaria delle merci trasportate (a meno che non derivi da caso fortuito) Queste disposizioni non valgono per il trasporto di cortesia/amichevole (mi danno un passaggio): si risponde solo per responsabilità extracontrattuale per danni Contratto di deposito È un contratto con cui viene eseguito il servizio della custodia di cose mobili. È un contratto reale si perfeziona con la consegna. Ha oggetto cose infungibili delle quali il depositario non può servirsi. È ammesso il deposito irregolare di denaro/cose fungibili Transazione La transazione è un contratto che interviene nella risoluzione di controversie. Le parti dispongono dei propri diritti e superano l‟incertezza sull‟esito della lite + responsabilità extracontrattuale per danni Il depositario dovrà restituire la cosa in natura su richiesta del depositante. Il depositante dovrà riprenderla al tempo pattuito. Si presume a titolo gratuito, salvo che il depositario non eserciti professionalmente l‟attività La custodia deve essere eseguita con media diligenza: è inadempiente se non prova che uno specifico fatto, a lui non imputabile, gli ha fatto perdere la detenzione della cosa. Il criterio della diligenza si usa per valutare se la causa che ha fatto perdere la detenzione è a lui imputabile Deposito in albergo: - limite massimo per cui risponde di sottrazione/ perdita/ deterioramento - responsabilità illimitata per cose consegnate in custodia all‟albergatore e per quando la perdita/ deterioramento per colpa sua o dei suoi ausiliari. Non comporta novazione del precedente rapporto, salvo patto contrario. Se una delle parti non adempie agli obblighi della transazione l‟altra può chiedere la risoluzione aprendo la lite originaria È annullabile la transazione su lite già decisa con sentenza passata. Non è possibile chiedere l‟annullamento per errore di diritto su questioni oggetto della controversia Forma scritta per la prova Contratti coi consumatori (lezione tenuta dall‟assistente) i contratti dei consumatori: contratti che intercorrono tra un professionista (persona fisica/ giuridica, privata/pubblica che nell‟ambito della sua attività imprenditoriale o professionale conclude contratti aventi per oggetto la cessione di beni da lui prodotti o la prestazione di servizi nell‟ambito della sia attività economica) e un consumatore ( persona fisica che si procura per contratto i beni o i servizi per utilizzarli a fini personali estranei alla sua attività professionale o imprenditoriale). appunti di diritto privato 2012 Pagina 61 http://www.theneweconomists.wordpress.com L‟imposizione da parte del professionista, di condizioni che provochino squilibri tra diritti e obblighi derivanti dal contratto (Clausole vessatorie) è violazione del dovere di buona fede. il codice del consumo Il Codice del consumo è stato emanato con il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in base all'art. 7 della legge delega 29 luglio 2003, n. 229, relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori che comprende la maggior parte delle disposizioni emanate dall'Unione Europea nel corso degli ultimi venticinque anni per la protezione del consumatore. Il decreto è stato comunque considerato un segnale rilevante nel campo della difesa dei diritti dei consumatori, perché è il primo atto legislativo in materia emanato per iniziativa di un governo italiano senza la minaccia di sanzioni da parte europea. Il Codice è composto di 146 articoli che armonizzano e riordinano la normativa legata ai molti eventi in cui il consumatore è coinvolto come soggetto attivo o passivo. In particolare vengono prese in considerazione: l'informazione al consumatore e la pubblicità commerciale; la regolarità formale e sostanziale dei contratti in cui è parte il consumatore, la promozione delle vendite ed il credito al consumo; le conclusioni di alcuni particolari contratti, ed in particolare: le vendite fuori dai locali commerciali, i contratti a distanza, il commercio elettronico, la multiproprietà, i servizi turistici; la sicurezza e la qualità dei prodotti, la responsabilità del produttore, la garanzia legale di conformità e le garanzie commerciali dei beni di consumo; le associazioni dei consumatori e l'accesso alla Giustizia. i contratti trasparenti diritto del consumatore è di firmare un contratto trasparente e privo di clausole vessatorie. art 3 del codice del consumo (consumatore e professionista ) Articolo 3. Definizioni. 1. Ai fini del presente codice si intende per: a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all‟attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta; b) associazioni dei consumatori e degli utenti: le formazioni sociali che abbiano per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti; c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell‟esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario; d) produttore: fatto salvo quanto stabilito nell‟articolo 103, comma 1, lettera d), e nell‟articolo 115, comma 1, il fabbricante del bene o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonche‟ l‟importatore del bene o del servizio nel territorio dell‟Unione europea o qualsiasi altra persona fisica o giuridica che si presenta come produttore identificando il bene o il servizio con il proprio nome, marchio o altro segno distintivo; e) prodotto: fatto salvo quanto stabilito nell‟articolo 115, comma 1, qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell‟ambito di un‟attività commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d‟antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell‟utilizzazione, purche‟ il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto; f) codice: il presente decreto legislativo di riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori. La legge dà una definizione di consumatore e di professionista. Il consumatore è la persona fisica che agisce per scopi estranei all‟attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Il professionista è la persona fisica o giuridica, pubblica o privata che, nel quadro della sua attività imprenditoriale o professionale, utilizza il contratto. appunti di diritto privato 2012 Pagina 62 http://www.theneweconomists.wordpress.com (rischio di sviluppo) contratti standard Nella moderna vita economica è sempre più frequente l'ipotesi di contratti che vengono stipulati senza una previa 'contrattazione' del contenuto. Si pensi ai contratti di trasporto, di assicurazione, di fornitura della luce e dell'acqua: qui si riscontra piuttosto una predisposizione unilaterale delle clausole contrattuali (spesso contenute in moduli o formulari predisposti dal contraente 'forte'), che il cliente può soltanto accettare o rifiutare in blocco. Ciò risponde a una rilevante esigenza economica dell'impresa, quella di regolare in modo uniforme la gran mole di contratti stipulati quotidianamente, ma si presta anche ad abusi in danno della parte 'debole' del contratto, sfavorita dal contenuto di tali clausole. clausole onerose e vessatorie e i rimedi ( la nullità) Secondo il testo dell'art. 33 del codice del consumo (d. lgs. 6 settembre 2005, n. 206), le clausole vessatorie sono le clausole presenti nei contratti conclusi tra il consumatore ed il professionista che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Sono clausole vessatorie, tra le altre, quelle che limitano la responsabilità del professionista per danni alla persona del consumatore, che escludono o limitano i diritti di questo in caso di inadempimento del professionista, che riconoscono al solo professionista la possibilità di recesso, o impongono clausole penali per il recesso o termini di disdetta eccessivi, che stabiliscono quale giudice competente per le eventuali controversie quello di una località diversa dal domicilio del consumatore. Il codice elenca 20 cause che si presumono vessatorie fino a prova contraria. La categoria è aperta, l‟elenco individua quelle per cui vale la presunzione di vessatorietà. Le conseguenze per le clausole vessatorie sono diverse a) In caso di Clausole che escludono/limitano la responsabilità del professionista in caso di morte, danno al consumatore, che escludono/limitano la possibilità di azione in caso di inadempimento, prevedere l‟adesione a clausole che il consumatore non ha potuto conoscere prima della conclusione le clausole sono nulle b) Per tutte le altre clausole nulle solo se unilateralmente predisposte dal professionista al di fuori di una trattativa individuale del consumatore La nullità è relativa (opera solo a vantaggio del consumatore) e parziale (è nulla solo la clausola, non il contratto). contratto di vendita, evizione, e vizio materiale L‟art. 1470 del codice civile definisce la vendita come il “contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”. La vendita è, quindi, un contratto bilaterale, cioè con prestazioni a carico di entrambe le parti, compratore e venditore, e consensuale, determinandosi l‟efficacia in virtù del mero consenso legittimamente prestato dalle parti. La garanzia per vizi, in particolare, è prevista agli articoli 1490 e seguenti del codice civile, e costituisce elemento fondamentale del contratto di vendita, derogabile dall‟autonomia privata. Si possono distinguere tre ipotesi: 1) la cosa venduta si presenta affetta da vizi che la rendono inidonea all‟uso cui è destinata o ne diminuisce in modo apprezzabile il valore; la garanzia per vizi, e il compratore può domandare, a sua scelta, la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo. Egli è però tenuto a denunciare i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, fermo restando il termine di prescrizione annuale che decorre dalla consegna. I termini esigui si giustificano con l‟esigenza di consentire al venditore di verificare la sincerità delle doglianze del compratore. 2) la cosa venduta non possiede le qualità promesse od essenziali al suo uso; appunti di diritto privato 2012 Pagina 63 http://www.theneweconomists.wordpress.com il compratore ha il diritto di ottenere la risoluzione del contratto, con gli stessi termini di decadenza e prescrizione di cui all‟ipotesi precedente. 3) la cosa venduta appartiene ad un genere completamente diverso da quello pattuito o è priva delle qualità indispensabili per assolvere alla sua funzione naturale o quella ritenuta dalle parti come essenziale (aliud pro alio). si ricade nelle ipotesi di inadempimento del contratto, per cui il compratore può esigere l‟adempimento o la risoluzione alternativamente, ferma la possibilità di richiedere il risarcimento del danno. Nell'ambito del diritto privato, si parla di evizione se un terzo fa valere il suo diritto di proprietà sulla cosa venduta e la sottrae a colui che l'ha comprata. Il venditore ha quindi l'obbligo di garantire il compratore da tale rischio. Il venditore deve garantire il bene venduto sia da vizi occulti sia dall'evizione (art. 1476 del codice civile), ossia che la cosa venduta non appartiene ad altri che la possano rivendicare. La garanzia per l'evizione è funzionale alla tutela del compratore per eventuali "vizi giuridici", non conosciuti al momento della conclusione del contratto, che limitano il godimento del diritto o del bene. Si distinguono tre tipi di evizione: L' evizione totale si ha nel caso in cui il compratore subisce l'accoglimento di un'azione di rivendicazione proposta da un terzo, perdendo così la proprietà del bene. In tal caso è previsto che il compratore possa proporre l'azione di risoluzione del contratto, condannando il venditore alla restituzione del prezzo e al risarcimento del danno. L' evizione parziale si ha nel caso in cui una cosa sia soltanto di proprietà parzialmente altrui. Se al momento della conclusione del contratto il compratore avesse ugualmente acquistato il bene nonostante fosse a conoscenza di tale situazione, allora avrebbe diritto alla sola riduzione del prezzo oltre al risarcimento del danno, nel caso in cui il compratore non avesse acquistato il bene allora potrebbe chiedere la risoluzione e il risarcimento del danno. L' evizione limitativa si ha quando: sul bene i terzi vantino diritti reali minori, in tal caso la disciplina opera come per l'evizione parziale. Il compratore ha l'onere di chiamare a testimoniare il venditore nella eventualità che un terzo vanti diritti sul bene acquistato, qualora non lo facesse perderebbe la garanzia per l'evizione. Ciò si spiega con il fatto che il venditore può eccepire in giudizio la validità dell'atto traslativo e smentire le pretese del terzo. Garanzie nella vendita di beni di consumo previsti dal codice del consumo Le garanzie nella vendita dei beni di consumo sono regolate da norme speciali. Come già detto per consumatore si intende chi acquista i beni di consumo per il consumo o l‟utilizzazione propria. Per bene di consumo si intende qualsiasi bene mobile adatto al diretto soddisfacimento dei bisogni del consumatore o della sua famiglia. Il referente è il sistema di distribuzione a catena che interpone tra il fabbricante e il consumatore una serie di passaggi intermedi. Il difetto di conformità del bene rispetto al contratto di vendita (vizi occulti, mancanza di qualità essenziali, ecc). Il venditore finale è responsabile nei confronti del consumatore a causa di un difetto di conformità imputabile a un azione/omissione del produttore o di un precedente venditore della catena. Egli ha diritto di regresso salvo patto contrario o rinuncia sul vero responsabile. Le qualità alle quali il consumatore può lamentare il diretto di fabbricazione non sono solo le qualità risultanti dalle dichiarazioni del venditore finale ma risultano anche da dichiarazioni del produttore o messaggi pubblicitari da questo inviati o risultano dall‟etichettatura. il venditore finale risponde perchè il contratto è stato da lui stipulato, anche se predeterminato da altri, a monte della catena distributiva (dettagli – Galgano p 295-296) garanzie di buon funzionamento Ai sensi dell'art. 1512 cod.civ. viene prevista l'eventualità in cui la parte venditrice abbia garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa venduta. Deve essere espressamente pattuita. Si reputa nullo o comunque inefficace il patto afferente alla garanzia in esame quando ad essa non sia stata posta nessuna limitazione temporale. La garanzia di buon funzionamento è volta ad assicurare al compratore che, entro il lasso di tempo stabilito, la cosa verrà riparata o sostituita nell'ipotesi di malfunzionamento. Non viene garantita l'intrinseca durata del bene, in quanto la stessa è già coperta dalla garanzia per i vizi e, soprattutto, dalla norma che fa riferimento alle qualità essenziali del bene. Una volta che nei tempi stabiliti dalla legge il compratore abbia fatto denunzia del difettoso funzionamento, il giudice, potrà assegnare un termine affinchè il venditore provveda a sostituire ovvero a riparare la cosa, ripristinandone la funzionalità. In ogni caso la legge fa espressamente appunti di diritto privato 2012 Pagina 64 http://www.theneweconomists.wordpress.com salva la possibilità per il compratore di ottenere il risarcimento dei danni. Mentre la sostituzione deve essere fatta con un oggetto eguale, che si trovi cioè nella medesima situazione d'uso, la riparazione deve avere come risultato quello di far conseguire alla cosa la stessa funzionalità propria di un bene privo di difetti. azione di classe/Class action Con il termine “class-action” (azione di classe) si intendono genericamente quei meccanismi processuali idonei ad ottenere, in un unico processo, il risarcimento del danno subito da un gruppo di cittadini a causa dell‟illecito seriale prodotto da un soggetto professionale. Come è noto, dal 1° gennaio 2010 è azionabile (dopo una estenuante serie di rinvii) l‟articolo 140bis del Codice del consumo, per rendere giustizia ai cittadini in tutte quelle situazioni nelle quali si controverte per importi di valore contenuto e dunque, generalmente, si tende a rinunciare alla difesa dei propri diritti. Nella realtà economica moderna gli interessi dei consumatori e degli utenti sono quotidianamente messi a confronto con l‟attività di produzione e distribuzione di massa. Da questa relazione possono scaturire lesioni di una generalità, potenzialmente anche molto elevata, di cittadini. Non è difficile immaginare, solo a titolo esemplificativo, la condotta industriale idonea a mettere a repentaglio un bene ambientale, la messa in circolazione di un prodotto pericoloso per la salute pubblica (o anche solo difettoso), la divulgazione di campagne pubblicitarie o la diffusione di informazioni non veritiere presso il pubblico dei consumatori, il ricorso a pratiche commerciali lesive di una moltitudine di aderenti, l‟applicazione di intese o comportamenti anticoncorrenziali tali da nuocere alla corretta formazione del prezzo e quindi alla lealtà del mercato. In tutte queste situazioni il singolo danneggiato si trova nella difficoltà di ricorrere a strumenti per la maggior parte inadeguati, anche a causa della cronica inefficienza del sistema giudiziario. È la stessa osservazione della realtà a dimostrare che le avanzate economie di mercato si caratterizzano, oltre che per l‟asimmetria “economico-informativa” (il consumatore dispone generalmente di minori risorse ed informazioni rispetto alla sua controparte professionale), anche per una asimmetria che potremmo dire “processuale”, cioè il divario tra l‟utilità della tutela individuale rispetto al costo che il consumatore si assume nel momento in cui decide di intraprendere un processo. La spesa per rivolgersi ad un legale, la complessità della controversia per il giudice (non sempre adeguatamente preparato a decidere le liti di consumo), la durata stessa del giudizio, sono fattori di rischio che ricadono interamente sul consumatore e che diventano ingiustificati ogniqualvolta si controverte per danni di modesta entità. La conseguenza di tale scenario si concreta in un atteggiamento fortemente remissivo da parte del singolo danneggiato il quale rinuncia, generalmente, all‟azione. In questo “lasciar perdere” risiede il più appariscente vulnus nella concreta tutela del consumatore che ricade, più in generale, sull‟efficienza stessa del mercato. Ed infatti, a fronte di danni di massa di scarso valore individuale, si realizza un considerevole arricchimento per chi realizza le condotte lesive, ogniqualvolta questo soggetto riesce a sottrarsi agli obblighi risarcitori. È da queste premesse che discende l‟esigenza di introdurre strumenti di tutela collettiva che consentano di azionare, in un unico processo, le difese di interessi riconducibili ad una indefinita generalità di soggetti, annullando l‟asimmetria tra i diritti riconosciuti in astratto dall‟ordinamento positivo e la loro concreta realizzazione nel processo, così da elevare il grado di tutela “vivente” nel quotidiano dei consumatori, anche in virtù della funzione di deterrenza che la minaccia dell‟iniziativa collettiva è in grado di esercitare nel dissuadere i comportamenti delle imprese scorrette. appunti di diritto privato 2012 Pagina 65 http://www.theneweconomists.wordpress.com Parte 5: la responsabilità civile e i fatti illeciti LA RESPONSABILITÀ CIVILE nasce dall'illecito extracontrattuale (art. 2043 c.c.) Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno È FATTO ILLECITO qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto. Da questo fatto deriva l‟obbligazione a risarcire il danno subito. Obbligazione di risarcire il danno: può derivare da Fatto illecito responsabilità extracontrattuale/civile Inadempimento responsabilità contrattuale Il problema della responsabilità civile è stabilire chi deve sopportare i costi degli incidenti Inoltre bisogna individuare le condizioni in base alle quali il danno va risarcito Elementi del fatto illecito: Il fatto: comportamento umano commisivo(fare) o omissivo (non fare: è illecito solo se il soggetto, la cui omissione ha cagionato il danno, aveva l‟obbligo giuridico di evitarlo) Il danno ingiusto: è lesione dell‟interesse altrui, meritevole di protezione secondo l‟ordinamento giuridico. Non basta la lesione di un semplice interesse altrui, tale interesse deve essere giuridicamente protetto. Essa è una clausola generale: quando non è la legge a valutare che un dato danno è ingiusto riconoscendo a chi lo ha subito il diritto al risarcimento, la valutazione è rimessa all‟apprezzamento del giudice. atipicità dell‟illecito: non sono tassativamente determinati i casi in cui è previsto il risarcimento del danno Casi in cui l‟ingiustizia del danno è fuori discussione a) Lesione di un diritto della personalità b) Lesione di un diritto reale (danneggiamento della cosa) c) L‟uccisione di una persona lede il diritto al mantenimento dei suoi familiari d) Lesione di un diritto di credito (uccisione di un giocatore di calcio lede il diritto alle sue prestazioni sportive spettante alla società calcistica) e) Quando il terzo abbia reso solo temporaneamente impossibile la prestazione del debitore (ferimento in un incidente stradale di una persona che lavora alle dipendenze altrui) f) Il terzo è concorso nell‟inadempimento istigandolo a non adempiere o rendendosi partecipe dell‟inadempimento (per violazione del patto di non concorrenza risponde Tizio per responsabilità contrattuale ma anche Caio che gli ha fatto da prestanome nell‟attività concorrente per responsabilità extracontrattuale) g) Lesione della libertà contrattuale (contraente che per falsa informazione del terzo conclude un contratto che altrimenti non avrebbe concluso) h) Lesione di una situazione di fatto meritevole di protezione (famiglia di fatto) i) Lesione di un interesse legittimo da parte della pubblica amministrazione (interesse protetto come riflesso della protezione dell‟interesse pubblico) EVOLUZIONE DELLA CONCEZIONE Dal danno in giusto come Lesione di un diritto soggettivo assoluto (vita, integrità fisica, salute, proprietà, nome, immagine, onore,riservatezza) L‟evoluzione del sistema avviene attraverso la individuazione di nuovi diritti della persona come l‟identità, ecc. Fino ad arrivare alla concezione del danno ingiusto come lesione di diritti relativi in giurisprudenza attraverso questi casi: dal caso Superga (la società non ha ottenuto il risarcimento del danno per la morte dei giocatori dalla compagnia aerea perchè era una pretesa su un diritto relativo)al caso Meroni (20 anni dopo la società danneggiata dall‟uccisione del calciatore appunti di diritto privato 2012 Pagina 66 http://www.theneweconomists.wordpress.com perchè era stato investito ottenne il risarcimento) il caso Pasta Puddu (Cass. S.U. 2135/1972) ora si considerano la lesione del credito del datore di lavoro (Cass. 2105/1980), La lesione degli obblighi alimentari, La lesione delle aspettative legittime , La lesione degli interessi legittimi (Cass. n. 500/1999) . Resta fermo il problema è il bilanciamento degli interessi in gioco (es. identità personale/diritto di cronaca) Il danno è ingiusto se non è stato cagionato nell‟esercizio di un diritto: chi licenzia un suo dipendente gli cagiona certamente un danno, ma non si tratta di danno ingiusto se il licenziamento è motivato da giusta causa o giustificato motivo avendo in tal casi il datore di lavoro diritto a licenziare. Cause di giustificazione Il codice prescrive che il danno non è ingiusto in caso di - Legittima difesa: chi cagiona danno per legittima difesa di sè o degli altri non è responsabile del danno cagionato. - Stato di necessità: lo si fa per salvare sè o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona a patto che non sia da lui volontariamente cagionato nè tanto meno altrimenti evitabile. Il giudice può condannare comunque il danneggiante a indennizzare l‟innocente danneggiato Rapporto di causalità fra fatto e il danno: deve esserci un rapporto di causa ed effetto, per cui possa dirsi che il primo a cagionato il secondo. Occorre che l‟evento dannoso appaia come conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso. Causalità materiale (art. 40,41 c.p.) (tra condotta ed evento dannoso) Risponde alla domanda: chi è responsabile del danno? Chi commette Illeciti per comportamento commissivo o Illeciti per omissione: non impedire un evento che si ha l‟obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo Causalità giuridica (art. 1223 c.c.) risponde alla domanda: quali danni sono risarcibili? Il problema della selezione dei danni risarcibili: sono risarcibili i danni derivanti dall‟evento dannoso che appare come conseguenza prevedibile ed evitabile del fatto commesso. Il concorso tra responsabili e la responsabilità solidale (art. 2055): Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguale. I M P U T A B I L I T A‟ Il dolo o la colpa: o è dolo l‟intenzione di provacare l‟evento dannoso, come l‟intenzione di uccidere nell‟omicidio volontario. Dolo eventuale: chi pur non agendo x causare l‟evento dannoso si rappresenta il suo possibile verificarsi come conseguenza della sua azione (sparo per intimidire ma ferisco qualcuno) o è colpa la mancanza di diligenza, di prudenza, di perizia: l‟evento dannoso non è voluto ma provocato per negligenza imprudenza o imperizia, o per inosservanza di norme di legge o di regolamento. Il fatto colposo è il comportamento negligente, imprudente o imperito. Colpa cosciente: l‟atteggiamento di chi si comporta imprudentemente o negligentemente con la previsione del possibile evento dannoso che confida nel potere di evitare (il poliziotto spara x colpire il malvivente ma centra l‟ostaggio) Colpa grave: Errori non scusabili per la loro grossolanità, Assenza delle cognizioni fondamentali attinenti alla professione, Difetto della perizia tecnica minima, Ogni altra imprudenza che dimostri superficialità e disinteresse per i beni primari affidati alle cure di prestatori d‟opera. appunti di diritto privato 2012 Pagina 67 http://www.theneweconomists.wordpress.com I M P U T A B I L I T A‟ Ci sono illeciti sanzionati solo a titolo di dolo (833 c.c. atti di emulazione) e illeciti sanzionati solo a titolo di dolo o colpa grave L‟onere di provare il dolo o la colpa è a carico del danneggiato: il creditore deve provare la colpa del debitore (nella responsabilità contrattuale è presunta fino a prova contraria del debitore). Capacità di intendere e di volere: Nessuno può essere imputabile se al momento del fatto non era in grado di intendere o di volere, ma l'incapacità non esclude l'imputabilità quando è dovuta a colpa del soggetto (un ubriaco che pur non essendo in grado di intendere e di volere fracassa una vetrina è imputabile). Se il danno cagionato dall‟incapace la responsabilità è del sorvegliante se non da la prova di non aver potuto impedire il fatto. In tal caso l‟equa indennità è eventualmente a carico dell‟incapace. responsabilità dei genitori • Art. 2048 Riguarda la responsabilità dei genitori ( e degli insegnanti) per i fatti illeciti compiuti dai figli minori (ma capaci di intendere e volere): i genitori rispondono solidalmente con i figli salvo prova liberatoria (-> non aver potuto impedire il fatto ) le applicazioni giurisprudenziali rendono particolarmente difficile tale prova Danno risarcibile: Sono risarcibili le conseguenze dannose dell‟illecito E‟ risarcibile il Danno patrimoniale (danno emergente + danno lucro cessante) più danno non patrimoniale (vedi pagina 30) La responsabilità indiretta In queste ipotesi è responsabile un soggetto diverso rispetto a quello che ha commesso il fatto È responsabilità senza colpa La prova liberatoria non è mai l‟assenza di colpa. 2049 - dei padroni e committenti rapporto di lavoro: se il danno è cagionato da un dipendente, nell‟esercizio delle mansioni a lui affidate, del danno risponde oltre al dipendente anche il suo datore di lavoro. Il rischio del lavoro incombe sul datore del lavoro responsabilità di chi è tenuto alla sorveglianza di incapaci: se il fatto illecito è commesso da incapaci ne risponde chi era tenuto alla loro sorveglianza (personale della casa di cura) responsabilità dei genitori, tutori, precettori: per minori sotto la loro sorveglianza liberatorio provare di non aver potuto impedire il fatto responsabilità del proprietario del veicolo: risponde in solido col conducente a meno che non provo che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà La responsabilità oggettiva Il soggetto risponde di un fatto produttivo di danno anche se lo si è commesso senza dolo o colpa. Si basa sulla sola esistenza del rapporto di causalità tra fatto ed evento dannoso: ci si libera con la prova dell‟assenza di questo nesso, dimostrando imprevedibilità o inevitabilità Ipotesi di responsabilità oggettiva nel codice civile • 2050 - RC per esercizio di attività pericolose prova liberatoria aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. riguarda le modalità di organizzazione dell‟attività pericolosa, che devono essere idonee a prevenire l‟eventualità di eventi dannosi. L‟attività pericolosa deve essere svolta nelle condizioni di massima sicurezza con l‟adozione di tutti gli accorgimenti che la tecnica offre, non importa il loro costo. appunti di diritto privato 2012 Pagina 68 http://www.theneweconomists.wordpress.com • • • • 2051-danno cagionato a cose in custodia prova liberatoria caso fortuito, ossia uno specifico evento imprevedibile ed invetabile che ha creato da solo le condizioni dell‟evento dannoso, escludendo il nesso tra comportamento del soggetto e evento dannoso. Se la causa dell‟evento resta ignota, il soggetto risponde 2052 - danno cagionato da animali prova liberatoria caso fortuito 2053 - rovina di edificio prova liberatoria il danno non è dovuto a difetto di costruzione o di manutenzione. Si deve dar prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il sinistro come la buona manutenzione e la costruzione a regola d‟arte 2054 – Danno derivante da circolazione dei veicoli prova liberatoria il conducente non è responsabile solo se prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Deve provare di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per evitarlo. Dato che si risponde del danno anche in caso di vizi di costruzione o difetti di manutenzione occorre provare che il danno non è dovuto a difetto di costruzione o di manutenzione. In caso di scontro tra veicoli si presume fino a prova contraria che ciascun conducente abbia concorso a cagionare il danno subito dai veicoli. Su ciascuno dei conducenti incombe l‟onere di provare che la responsabilità sia tutta dell‟altro o dell‟altro in misura superiore alla metà. + responsabilità del proprietario del veicolo: risponde in solido col conducente a meno che non provo che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà. La responsabilità del produttore (artt. 114 ss. codice del consumo) – danno da prodotti Il produttore e' responsabile del danno cagionato da difetti del suo prodotto. prodotto difettoso = Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui: 1) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le avvertenze fornite; 2) l'uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato e i comportamenti che, in relazione ad esso, si possono ragionevolmente prevedere; 3) il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione. Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza offerta normalmente dagli altri esemplari della medesima serie Il produttore è responsabile per i danni causati da un difetto del prodotto. Il prodotto deve essere sicuro, ovvero idoneo allo specifico uso cui è destinato. La responsabilità oggettiva basata sul rapporto di causalità tra il fatto altrui e l‟evento dannoso: il produttore per non rispondere che deve dare prova liberatoria, provando uno dei casi di esclusione della responsabilità (art. 118): Esclusione della responsabilita' 1. La responsabilita' e' esclusa: a) se il produttore non ha messo il prodotto in circolazione; b) se il difetto che ha cagionato il danno non esisteva quando il produttore ha messo il prodotto in circolazione; c) se il produttore non ha fabbricato il prodotto per la vendita o per qualsiasi altra forma di distribuzione a titolo oneroso, ne' lo ha fabbricato o distribuito nell'esercizio della sua attivita' professionale; d) se il difetto e' dovuto alla conformita' del prodotto a una norma giuridica imperativa o a un provvedimento vincolante; e) se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il produttore ha messo in circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso; f) nel caso del produttore o fornitore di una parte componente o di una materia prima, se il difetto e' interamente dovuto alla concezione del prodotto in cui e' stata incorporata la parte o materia prima o alla conformita' di questa alle istruzioni date dal produttore che la ha utilizzata. rischio dello sviluppo: se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il produttore ha messo in circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso appunti di diritto privato 2012 Pagina 69 http://www.theneweconomists.wordpress.com Coordinare con disciplina dei vizi nella vendita: dall‟analisi della nostra giurisprudenza in materia di vendita si può ricavare il giudizio che al venditore i nostri giudici chiedono di verificare che la cosa venduta sia esente da vizi che ne pregiudichino l‟idoneità dell‟uso, che ne imprimano connotato di pericolosità e impongono un dovere di informazione circa le modalità d‟uso della cosa per un uso sicuro. Art. 1490 Garanzia per i vizi della cosa venduta Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa (1229). Art. 128 ss. codice del consumo Ambito di applicazione e definizioni 1. Il presente capo disciplina taluni aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo. A tali fini ai contratti di vendita sono equiparati i contratti di permuta e di somministrazione nonche' quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre. 2. Ai fini del presente capo si intende per: a) beni di consumo: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne: 1) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalita' dalle autorita' giudiziarie, anche mediante delega ai notai; 2) l'acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantita' determinata; 3) l'energia elettrica; b) venditore: qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell'esercizio della propria attivita' imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti di cui al comma 1; c) garanzia convenzionale ulteriore: qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei confronti del consumatore senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicita'; d) riparazione: nel caso di difetto di conformita', il ripristino del bene di consumo per renderlo conforme al contratto di vendita. 3. Le disposizioni del presente capo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall'uso normale della cosa. FUNZIONI DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE • • • • Sanzionatoria: sanziona il responsabile Preventiva: previene l‟illecito Compensativa: compensa chi ha subito il danno Rapporti tra responsabilità civile e assicurazione: obbligatoria la RC auto. L‟assicurazione limita il rischio patrimoniale per il danneggiante, indennizzando al suo posto il danneggiato. Confronto: responsabilità contrattuale e extracontrattuale fonte Disciplina e prova responsabilità extracontrattuale Atto illecito nella responsabilità civile il danneggiato deve dimostrare la colpa del danneggiante responsabilità contrattuale Inadempimento nella responsabilità contrattuale il debitore deve dimostrare che l'inadempimento non gli è imputabile (inversione dell'onere della prova) nella responsabilità contrattuale, solo il danno prevedibile 10 anni 5 anni Danno risarcibile prescrizione appunti di diritto privato 2012 Pagina 70 http://www.theneweconomists.wordpress.com Il processo civile Tutela giurisdizionale civile su domanda dell‟interessato salvo casi speciali previsti dalla legge in cui si attiva il pubblico ministero o si provvede d‟ufficio (dichiarazione di fallimento) Chi lamentando che un proprio diritto è stato leso da altri e agisce in giudizio è detto Attore. Chi è chiamato a rispondere dell‟accusa è detto convenuto. Sono le parti del processo/procedimento/giudizio. Il giudice decide la controversia con una sentenza. La controversia è detta lite/causa. L‟azione è la pretesa che l‟attore vanta in giudizio. Il convenuto per contrastare la pretesa dell‟attore può sollevare eccezioni con le quali contesta la pretesa dell‟attore, adduce a fatti o diritti che rendono inefficace la pretesa. Con le eccezioni si limita a difendersi ma può contrattacare avanzando una domanda riconvenzionale, basata o sullo stesso titolo sul quale l‟attore fonda la sua pretesa oppure sul titolo su cui fonda l‟eccezione. Quando una sentenza non viene impugnata (non si propone appello entro i termini previsti) oppure ha percorso tutti i 3 gradi di giudizio si dice che è passata in giudicato. Chiunque voglia far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. onere della prova Chi all‟opposto contrasta la pretesa dell‟attore deve provare i fatti a fondamento della sua eccezione Tipi di prova Prove documentali /scritte: Atto pubblico fa piena prova salvo querela di falso (bisogna impugnarli per falsità) Scrittura privata piena prova contro chi l‟ha sottoscritta se questi non la disconosca con querela di falso N.B. in questi due casi la sottoscrizione deve essere autografa, di pugno del nome da cui risulti la sottoscrizione Documento contro persone estranee alla redazione: deve avere data certa (presentato al notaio per autenticazione, o registrato, o quando avvengano fatti che ne provano la sicura già avvenuta redazione) Telegrammi se l‟originale è sottoscritto/fatto consegnare/consegnato all‟ufficio telegrafico dal mittente Registri domestici per un pagamento ricevuto Riproduzioni meccaniche (fotocopie) salvo che non disconoscano l‟originale Documento informatico che rispetta certe regole Prove testimoniali: per testimoni. Esclusa per i contratti in genere (salvo che il giudice non la ritenga ammissibile), quando si vuole provare l‟esistenza di un patto aggiunto o contrario alle clausole di un contratto scritto (simulazione) Confessione: dichiarazione di una parte della verità di patti ad essa sfavorevoli e favorevoli alla controparte. Ha per oggetto fatti. È una dichiarazione di scienza e può essere impugnata solo per errore di fatto o violenza. Da non confondere col riconoscimento dell‟altrui diritto che inverte solo l‟onere della prova (pag 38 e 42) Giuramento: confessione fatta da una delle parti con forma solenne su invito dell‟altra parte o del giudice. Può essere suppletorio (il giudice invita a farlo per completare una prova insufficente) o decisorio (l‟altra parte invita a giurare e fa dipendere la decisione totale o parziale della causa). Non si può provare l‟esistenza di un atto che richiede la forma scritta Presunzione: mezzi di prova indiretti, consistono nel dedurre da fatti noti l‟esistenza di un fatto ignoto. Possono essere legali (fatte dalla legge) o semplici (lasciate all‟apprezzamento del giudice: debbono essere gravi, precise e concordanti), assolute ( non ammettono prova contraria) o relative (ammettono prova contraria) appunti di diritto privato 2012 Pagina 71 http://www.theneweconomists.wordpress.com N.B di norma il giudice valuta liberamente le prove e decide quali ritenere attendibili e quali no salvo prove legali per lui vincolanti. Schema sulle azioni esaminate in questo corso azione A tutela di Da chi può essere fatta valere in giudizio e perchè Effetti in caso di accoglimento Prove necessarie e altre annitazioni Di rivendicazione proprietà Spetta a chi si dichiara proprietario di una cosa di cui il convenuto ha possesso/detenzione. Mira o ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà Il giudice obbliga il convenuto a restituire la cosa al proprietario e a risarcirlo del danno negatoria proprietà Il proprietario può agire contro chi vanti diritti reali minori sulla cosa chiedendo la dichiarazione della loro insestenza. I diritti reali minori oggetto della controversia vengono dichiarati inesistenti e il convenuto deve risarcire il danno per le turbative arrecate Deve provare di essere legittimo proprietario della cosa (titolo idoneo). La prova di tale diritto non è semplice. Per questo motivo spesso il proprietario ricorre alle azioni possessorie. Non si prescrive salvo gli effetti dell‟acquisto di proprietà per usocapione. L‟attore deve provare il suo diritto di proprietà libero da diritti reali minori, mentre il convenuto deve provare il suo diritto reale sulla cosa. Mira a ottenere l‟accertamento da parte del giudice dell‟inesistenza del diritto altrui e l‟ordine rivolto al convenuto di cessare l‟esercizio di tale diritto Di apposizione di termini proprietà Spetta a ciascun proprietario dei fondi confinanti per ottenere che a spese comuni siano apposti i segni del confine Di regolazione dei confini Di reintegrazione / spoglio proprietà In caso di confini incerti possesso Di manutenzione possesso Spetta al possessore (qualsiasi) che sia stato spogliato del possesso di una cosa mobile o immobile occultamente o violentemente Riguarda beni immobili e università di mobili e spetta al possesore molestrato nell‟esercizio del possesso o a chi ha subito uno spoglio non violento o clandestino appunti di diritto privato 2012 Pagina 72 il giudice stabilisce che le spese per l‟apposizione di siepi/recinti ecc che separano i due fondi siano a carico di entrambi anche se uno dei due non era d‟accordo all‟apposizione dei termini il giudice determina i confini incerti Il giudice ordina all‟autore dello spoglio di restituire la cosa In caso di turbative si ottiene un ordine di cessazione di tali turbative, in caso di spoglio si ottiene un ordine di restituzione Basta la prova del fatto in sè dello spoglio. Tempo 1 anno: trascorso un anno il possesso si consolifa nelle mani dell‟autore dello spoglio Entro 1 anno dallo spoglio /turbative N.B. solo il possesso dura continuo e ininterrotto da oltre un anno e se conseguito in modo violento è passato almeno 1 anno dalla cessazione http://www.theneweconomists.wordpress.com della violenza azione A tutela di Da chi può essere fatta valere in giudizio e perchè Effetti in caso di accoglimento Prove necessarie e altre annitazioni Di nunciazione Possesso, proprietà, altro diritto reale Proprietario, possessore, titolare di un diritto reale a prevenzione di un potenziale danno sulla cosa. Due fasi: 1. l‟autorità emette provvedimenti provvisori e urgenti a salvaguardia del denunciante 2. giudizio di merito sull‟ eventuale illeceità del comportamento del denunciato e l‟effettivo pericolo di danno denuncia di nuova opera: entro un anno dall‟inizio e finchè l‟opera non è finita Ciascun creditore può surrogarsi al debitore per assicurare che siano soddisfatte/conservate integre le sue ragioni, esercitare i diritti e le azioni spettanti al debitore (escluse quelle strettamente personali). Requisiti: inerzia del debitore + pregiudizio che tale atto crea ai creditori Effetto dell‟azione non è il rietro del bene nel patrimonio ma la possibilità per il creditore che ha promosso l‟azione di soddisfarsi con la sua azione esecutiva anche su quel bene. Ciò che residua dell‟eventuale esecuzione forzata spetta al terzo. Giova solo a chi ha promosso l‟azione Il creditore deve provare 1.Il fatto oggettivo del pregiudizio, ossia il fatto che l‟atto ha causato l‟impossibilità per lui di soddisfarsi sul restante patrimonio del debitore 2.La malafede del debitore (e del terzo acquirente per atti a titolo oneroso): entrambi devono essere a conoscenza del pregiudizio arrecato 3.In caso di un atto compiuto prima del sorgere del credito si deve dimostrare anche la dolosa preordinazione da parte del debitore (e del terzo acquirente se è a titolo oneroso) Azione surrogatoria Del credito Azione revocatoria Del credito sequestro Del credito appunti di diritto privato 2012 Sono denuncia di nuova opera: opera da altri intrapresa dalla quale si teme possa derivare un danno alla cosa oggetto di diritto Denuncia di danno temuto: denuncia di un danno grave e imminente che si teme possa derivare alla cosa dall‟edificio/cosa altrui Contro l‟inerzia del debitore il creditore può surrogarsi al debitore. Se il debitore trascura di esercitare i propri diritti (risquotere un certo credito, rivendicare la proprietà, ecc) ledendo così la garanzia patrimoniale dei propri creditori (che non troveranno nel patrimonio del creditore il bene non rivendicato o il denaro del credito non riscosso) si può aprire l‟azione surrogatoria E‟ uno strumento di reintegrazione della garanzia patrimoniale attuabile qualora il debitore compia atti di disposizione del suo patrimonio che rechino pregiudizio alle ragioni del creditore. Il creditore chiede, con l‟azione revocatoria, che l‟atto di disposizione a lui pregiudizievole sia revocato, ovvero dichiarato inefficace nei suoi confronti (inefficacia relativa, vale solo nei confronti di chi ha agito). Può essere chiesta dal creditore Pagina 73 Tale azione determina beneficio per tutti i creditori perchè una volta che il patrimonio del debitore è accresciuto dall‟azione ciasciun creditore può concorrere su esso secondo le regole generali. È azione preventiva che impedisce atti di disposizione della cosa data a garanzia. http://www.theneweconomists.wordpress.com Appendice 1: altre fonti dell‟obbligazione oltre a quelle qui esaminate Altri atti oltre al contratto Promesse unilaterali È un atto unilaterale tra vivi a contenuto patrimoniale. Tali atti possono essere produttivi di effetti obbligatori. Un soggetto detto promittente è obbligato ad eseguire una data prestazione per il solo fatto di averla promessa indipendentemente dall‟accettazione del soggetto a favore del quale la prestazione deve essere eseguita. Producono effetti nei casi previsti dalla legge di o Promessa di pagamento e ricognizione di debito Sono dichiarazioni unilaterali astratte dalle quali non emerge la causa in forza delle quali si promette il pagamento o si riconosce il debito. Dispensa il beneficiario della dichiarazione dell‟onere di provare il rapporto fondamentale, la causa dell‟obbligazione riconosciuta dall‟atto. o Promessa al pubblico Chi rivolgendosi al pubblico promette una prestazione a chi si trovi in una data situazione o compie una data azione. Il promittente è vincolato ad adempiere la sua promessa non appena questa è resa pubblica o Titoli di credito Altri fatti Gestione di affari altrui È il caso di chi si comporta come mandatario pur non essendo vincolato da mandato. Da questo fatto(la gestione deve essere stata utilmente iniziata) sorgono le obbligazioni di o Chi inizia la gestione deve continuarla finchè l‟interessato non possa provvedervi da sè o L‟interessato deve adempiere le obbligazioni assunte in suo nome e rimborsare le spese Se l‟interessato ratifica la gestione altrui si producono gli stessi effetti del mandato Ripetizione dell‟indebito È il caso che si verifica quando un soggetto esegue una prestazione non dovuta, priva di causa, a vantaggio di un altro. Il pagamento genera l‟obbligazione restitutoria dell‟indebito e dall‟altro l‟altro il diritto alla ripetizione (restituzione) dell‟indebito, salvo in caso di adempimento di obbligazioni naturali, immoralità bilaterale e prestazioni contrarie al buon costume. Tipi di indebito o Oggettivo: pagamento non dovuto, contratto annullato dopo l‟adempimento, risolto, dichiarato inefficace non c‟è l‟obbligazione o Soggettivo: si paga un debito altrui credendolo proprio c‟è l‟obbligazione ma non è obbligato chi paga Arricchimento senza causa Può accadere che tra due soggetti si verifichi, senza alcuna giustificazione, uno spostamento patrimoniale tale per cui uno subisca un danno e l‟altro correlativamente si arricchisca (avulsione, accessione). È un arricchimento senza causa, privo di titolo che lo giustifichi. Tale fatto origina l‟obbligazione di indennizzare colui che ha subito il danno della correllativa diminuizione patrimoniale nei limiti dell‟arricchimento: indennizzo = minor somma tra l‟ammontare del danno altrui e l‟arricchimento ingiustificato Azione di arricchimento generale: esperibile in una serie illimitata di ipotesi in cui si verifica il presupposto dell‟arrichimento senza causa appunti di diritto privato 2012 Pagina 74 http://www.theneweconomists.wordpress.com sussidiaria: solo quando non ci sono altre azioni fattibili x il danneggiato appunti di diritto privato 2012 Pagina 75 http://www.theneweconomists.wordpress.com