Disciplinare tecnico Centri di raccolta rifiuti urbani raccolti in modo
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Disciplinare tecnico Centri di raccolta rifiuti urbani raccolti in modo
DISCIPLINARE TECNICO CENTRI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO Documento elaborato dalla Provincia di Napoli. Area Ambiente Direzione Tutela del suolo - Bonifica siti – Gestione tecnica dei rifiuti Monitoraggio e tutela dell’aria – Impianti termici e controllo fonti di emissione _______________________________________________________ DISCIPLINARE TECNICO CENTRI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO Documento elaborato dalla Provincia di Napoli. Area Ambiente / Direzione Tutela del suolo - Bonifica siti – Gestione tecnica dei rifiuti Monitoraggio e tutela dell’aria – Impianti termici e controllo fonti di emissione INDICE 1. OBIETTIVI DEL DISCIPLINARE TECNICO..………..………………….……… pag. 3 2. NORMATIVA E STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE DI RIFERIMENTO….. pag. 3 3. DEFINIZIONI………………………………………………………………………… pag. 4 4. ASPETTI PROGETTUALI…………………………….....................………………. pag. 7 4.1 Realizzazione / adeguamento dei Centri di Raccolta………………………. pag. 7 4.2 Localizzazione………………………………………………………………… pag. 7 4.3 Utilizzo…………………….…….…………………………………………… pag. 9 4.4 Pavimentazioni e recinzioni……………………………......………………… pag. 9 4.5 Aree e contenitori. ……………………………………………….…………. pag. 10 - Caratteristiche generali …………………………………………………….. pag. 10 - Aree e contenitori per rifiuti urbani non pericolosi………………………….. pag. 11 - Aree e contenitori per rifiuti urbani pericolosi e rifiuti non pericolosi allo stato liquido………………………………………………………..………… - Stoccaggio RAEE……...……………………………………….…………… pag. pag. 11 12 - Lavaggio dei contenitori…………………………………………..………… pag. 13 4.6 Accessi e viabilità interna……………………………………….…………… pag. 13 4.7 Sistemi di identificazione e pesatura………………………………………... pag. 13 4.8 Sistema di raccolta e trattamento acque reflue.............................................. pag. 14 4.9 Altri impianti tecnologici…………………………………………………….. pag. 15 ASPETTI GESTIONALI…........................................................................................... pag. 16 5.1 Criteri generali……………………………………………………………….. pag. 16 5.2 Rifiuti ammessi………………………………………….…………………… pag. 16 5.3 Segnaletica e cartellonistica…………………………………………….…… pag. 18 pag 19 - 5 6 REQUISITI MINIMI DEI NUOVI CENTRI DI RACCOLTA……………………. 2 1. OBIETTIVI DEL DISCIPLINARE TECNICO. Il presente disciplinare ha l’obiettivo di fornire indirizzi progettuali per la realizzazione o l’adeguamento alla vigente normativa dei Centri di Raccolta dei rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata, in seguito definiti “Centri di Raccolta”, al fine di garantire su tutto il territorio uguali standard di servizio, nonché progettuali. I Centri di Raccolta hanno la funzione primaria di assicurare il conferimento dei flussi delle varie frazioni di rifiuti urbani che per la loro natura, pericolosità o dimensioni, ovvero per motivazioni economiche o di strutturazione del servizio, non sono compatibili con le raccolte domiciliari, le raccolte con contenitore stradale o su chiamata. La gestione dei rifiuti deve essere svolta nel rispetto dei seguenti criteri generali: - deve essere garantito il rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell'uomo e dell'ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro; - le operazioni da effettuarsi non devono creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse; - lo stoccaggio dei rifiuti deve essere realizzato in modo da non modificare le caratteristiche del rifiuto compromettendone il successivo recupero; - deve essere rispettato il decoro urbano. 2. NORMATIVA E STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE DI RIFERIMENTO. La normativa di riferimento in materia di gestione dei rifiuti è costituita dalla parte IV del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e ss.mm.ii, mentre la normativa di riferimento specifica per i centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato è costituita dal D.M. 08/04/2008, come modificato dal D.M. 18/07/2009 n. 165. Pertanto, le attuali aree pubbliche attrezzate per il conferimento separato di rifiuti oggetto della raccolta differenziata sono distinte in due tipologie: - Centri di Raccolta; - Piattaforme autorizzate ai sensi dell’art. 208 (impianti autorizzati alle operazioni R13-D15 nei quali, a seconda dell’autorizzazione, è possibile anche effettuare trattamenti del rifiuti conferito. 3 3. DEFINIZIONI Ai fini del presente Disciplinare, sulla base di quanto stabilito dall’art. 183 del D.Lgs. 152/06, si assumono le seguenti definizioni: - “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi; - “rifiuto pericoloso”: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di cui all’allegato I della parte quarta del D.Ls. 152/06; - “oli usati”: qualsiasi olio industriale o lubrificante, minerale o sintetico, divenuto improprio all’uso cui era inizialmente destinato, quali gli oli usati dei motori a combustione e dei sistemi di trasmissione, nonché gli oli usati per turbine e comandi idraulici; - "rifiuto organico" rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti simili prodotti dall’industria alimentare raccolti in modo differenziato; - “produttore di rifiuti”: il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti; - “gestione”: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario; - “raccolta”: il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera “mm”, ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento; - “raccolta differenziata”: la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico; - "trattamento": operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento; - “recupero”: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale 4 funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale. L'allegato C della parte IV del D.Lgs. 152/06 riporta un elenco non esaustivo di operazioni di recupero.; - “riciclaggio”: qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il trattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento; - “smaltimento”: qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia. L’Allegato B alla parte IV del D.Lgs. 152/06 riporta un elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento; - “stoccaggio”: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs. 152/06, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta; - “deposito temporaneo”: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1) i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti di cui al regolamento (CE) 850/2004, e successive modificazioni, devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento; 2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; 3) il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; 4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose; 5 5) per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito temporaneo; - “scarichi idrici”: qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.; - “inquinamento atmosferico”: ogni modificazione dell'aria atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell'ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell'ambiente; - “gestione integrata dei rifiuti”: il complesso delle attività, ivi compresa quella di spazzamento delle strade, volte ad ottimizzare la gestione dei rifiuti; - “circuito organizzato di raccolta”: sistema di raccolta di specifiche tipologie di rifiuti organizzato dai Consorzi di cui ai titoli II e III della parte quarta e alla normativa settoriale, o organizzato sulla base di un accordo di programma stipulato tra la pubblica amministrazione ed associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale, o loro articolazioni territoriali, oppure sulla base di una convenzionequadro stipulata tra le medesime associazioni ed i responsabili della piattaforma di conferimento, o dell’impresa di trasporto dei rifiuti, dalla quale risulti la destinazione definitiva dei rifiuti. All’accordo di programma o alla convenzione-quadro deve seguire la stipula di un contratto di servizio tra il singolo produttore ed il gestore della piattaforma di conferimento, o dell’impresa di trasporto dei rifiuti, in attuazione del predetto accordo o della predetta convenzione; Inoltre, sulla base di quanto stabilito dall’art. 1 del D.M. 08/04/2008, come modificato dal D.M. 13/05/2009, si assume la seguente definizione: Centro di Raccolta: area presidiata ed allestita ove si svolge unicamente attivita' di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti urbani e assimilati […], conferiti in maniera differenziata rispettivamente dalle utenze domestiche e non domestiche anche attraverso il gestore del servizio pubblico, nonche' 6 dagli altri soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche. Per ogni altra definizione si rimanda alla normativa vigente in materia di rifiuti. 4. ASPETTI PROGETTUALI 4.1 Realizzazione / adeguamento dei Centri di Raccolta La realizzazione, o l’adeguamento, dei centri di raccolta e la loro regolamentazione è affidata al Comune territorialmente competente, che dispone in merito con propri atti in conformità con la vigente normativa urbanistica ed edilizia. Il progetto dovrà essere sottoposto all’ASL territorialmente competente e all’ARPAC, che si esprimono con specifico riferimento alle conseguenze ambientali.. Il Comune da comunicazione alla Regione e alla Provincia della realizzazione o dell’adeguamento dei centri di raccolta. 4.2. Localizzazione Per quanto attiene l’individuazione delle aree su cui realizzare i Centri di Raccolta, spetta agli strumenti urbanistici comunali la scelta della localizzazione sulla base di criteri previsti dalla normativa vigente in materia urbanistica ed edilizia. La localizzazione del Centro di Raccolta deve essere indicata dal Piano Regolatore Comunale (PRG), oggi Piano Urbanistico Comunale (PUC) all’interno delle zone F “parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale” di cui all’art. 2 del Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444. Laddove la localizzazione non risulta conforme alla pianificazione urbanistica vigente del Comune, si provvederà alla variante urbanistica ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. n. 327 dell’08/06/2001, secondo le prescrizioni dettate nel “Regolamento inerente l’adozione di varianti semplificate ex art. 19 del DPR 327/2001”, approvato dal Consiglio Provinciale di Napoli con deliberazione n. 97 del 29/11/2007. È opportuno precisare che per la localizzazione, in quanto afferente al sistema della raccolta e non ad impianti di deposito o messa in riserva di rifiuti, non occorre verificare la classificazione del territorio provinciale in zone idonee e non idonee alla localizzazione di trattamento e smaltimento di rifiuti urbani. Il sito scelto deve comunque essere nella piena disponibilità del Comune e di norma, non deve ricadere nelle aree soggette ai sottoelencati vincoli: 7 a) Siti di Importanza Comunitaria, Zone di Protezione Speciale, come individuati dai relativi provvedimenti istitutivi; b) Aree a Rischio R3 e R4 e di Pericolosità P3 e P4 (o assimilabili), fasce fluviali A e B, come individuate dai PAI redatti dalle competenti autorità regionali; c) nei territori sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 42/2004 e successive modifiche, salvo specifica autorizzazione regionale, ai sensi dell'articolo 146 del citato decreto; d) nei siti di bonifica di interesse nazionale, in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica; e) in aree site nelle zone di rispetto di cui all'art. 94 e s.m.i.; f) nelle aree sottoposte al vincolo idrogeologico di cui al R.D. n. 3267 del 30/12/1923; Il Centro di Raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l'accesso degli utenti e dei mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero e/o smaltimento. Il Centro di Raccolta deve essere ubicato il più vicino possibile agli utenti, nelle immediate vicinanze del principale centro abitato o comunque baricentrico rispetto l'ambito territoriale servito. Si consiglia di individuare collocazioni non troppo periferiche, privilegiando zone sulle quali già insistono poli di attività, come: - centri commerciali - industriali-artigianali - mercati settimanali; - centri sportivi. Il tutto nel rispetto delle prescrizioni della pianificazione urbanistica comunale e sovracomunale, evitando di norma di realizzare i Centri di Raccolta all’interno di comparti densamente abitati, onde evitare che l’attività possa recare eccessiva molestia a causa di odori, polverosità e alla possibilità che si verifichino abbandoni di rifiuti per la negligenza degli utenti. La distanza di un Centro di Raccolta dai centri abitati, incluse le case sparse ed isolate, rappresenta uno dei principali fattori di accettabilità da parte delle comunità locali. D’altra parte risulta anche chiaro che notevoli distanze dal contesto urbanizzato influiscono negativamente sulla fruibilità del Centro. 8 Sull’argomento non esiste un limite stabilito dalla norma e può non avere un senso assegnare, a priori, distanze soglia oltre le quali è possibile affermare con certezza che non vi saranno, da parte dei candidati siti, impatti e disturbi ambientali sui possibili bersagli d’indagine. Se ne conclude che nelle fasi di localizzazione di dettaglio, si dovranno analizzare attentamente le proposte di ubicazione, con la raccomandazione di valutare le varie componenti ambientali (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, odori) al fine di riconoscere se le distanze tra il Centro di Raccolta e i possibili bersagli di impatto possano giudicarsi adeguate, in funzione della potenzialità del Centro di Raccolta e la tipologia di rifiuti previsti in progetto. Nel caso in cui il sito individuato non abbia requisiti ottimali dovranno essere valutate delle misure compensative da mettere in atto nelle fasi di realizzazione e gestione dell’impianto per limitarne l’impatto sul tessuto urbano prossimo allo stesso (viabilità, decoro, problemi di carattere igienico sanitario, etc ). Deve essere redatto un piano di ripristino a chiusura dell'impianto al fine di garantire la fruibilità del sito, in coerenza con la destinazione urbanistica dell'area. 4.3 Utilizzo Il Centro di Raccolta è utilizzato per il conferimento delle diverse frazioni di rifiuto differenziato, per fornire servizi, informazioni e materiali ai cittadini, utili alla raccolta differenziata. 4.4. Pavimentazioni e recinzioni All’interno del perimetro del Centro di Raccolta, le aree dedicate al conferimento dei rifiuti ed al transito dei mezzi (mezzi degli utenti e automezzi di servizio) devono essere realizzate in modo da impedire qualsiasi contaminazione del suolo e delle acque sotterranee a seguito di dispersioni accidentali di rifiuti liquidi. La pavimentazione delle arre nelle zone di scarico e deposito dei rifiuti, deve essere impermeabilizzata e tale da sopportare i carichi statici e dinamici derivanti all’esercizio, nonchè resistere ad aggressioni chimiche e meccaniche particolari. Pertanto deve essere correttamente progettata e realizzata per resistere alle sollecitazioni previste. Le migliori prestazioni di una pavimentazione ad uso industriale si raggiungono trattando la superficie di calcestruzzo, nuova o esistente, con specifici rivestimenti che 9 conferiscono caratteristiche particolari: effetto antipolvere, impermeabilità ai liquidi, resistenza chimica, resistenza all’attrito e agli urti. La restante parte dell’area potrà essere pavimentata con conglomerato bituminoso. La pavimentazione sarà dotata di idonee pendenze al fine di evitare la formazione di ristagni d’acqua e consentire il convogliamento delle acque verso le caditoie di raccolta. Al fine di evitare l’accesso al di fuori di orari di apertura, di scongiurare l’intrusione di animali o persone ed il conferimento da parte di utenti non autorizzati, l’intera area dovrà essere provvista di recinzione di altezza non inferiore a 2 m e ogni ingresso dovrà essere chiuso con cancello. Il Centro di Raccolta deve essere opportunamente integrato con l’ambiente circostante. Ai fini sia dell’integrazione paesaggistica e naturalistica, che della costituzione di un’idonea barriera frangivento, è necessario predisporre una fascia di vegetazione preferibilmente costituita da specie arbustive ed arboree autoctone, ovvero schermi mobili. Deve essere sempre garantita la manutenzione nel tempo. 4.5. Aree e contenitori. Caratteristiche generali. Le aree distinte da prevedere all’interno sono le seguenti: - area dotata di una struttura ad uso ufficio per gli addetti alla gestione, in cui sono situati i servizi igienici per il personale; - area ricezione, destinata alle operazioni di identificazione dell’utenza ed alle eventuali operazioni di pesatura/misura dei conferimenti; - area destinata alla raccolta delle frazioni secche e della frazione lignocellulosica; - locale chiuso attrezzato, o area coperta con tettoia, destinato alla raccolta dei rifiuti pericolosi e dei rifiuti non pericolosi allo stato liquido; - area, preferibilmente coperta, destinata alla raccolta dei RAEE in cassoni; - area per la raccolta degli ingombranti; E’ necessario posizionare sotto tettoia o all’interno di contenitori chiusi tutte le frazioni di rifiuto il cui processo di recupero può risultare compromesso dall’azione degli agenti atmosferici (carta e cartone) o che possono rilasciare sostanze dannose per la salute dell’uomo o per l’ambiente. In fase di progettazione, si devono mantenere distinte l’area dedicata al conferimento da parte dell’utenza dalle aree di manovra di mezzi e attrezzature utilizzati dal gestore per 10 l’allontanamento e l’avvio a destino dei rifiuti raccolti. Ciò può essere ottenuto, per esempio, con una precisa individuazione e delimitazione dei percorsi accessibili all’utenza; laddove possibile è consigliata la realizzazione su più livelli. Nel caso di raccolta dei rifiuti in cassoni scarrabili, se il Centro di Raccolta non è realizzato su diversi livelli, è opportuno prevedere la presenza di rampe carrabili almeno per il conferimento di materiali ingombranti o pesanti. Nel caso di impossibilità di realizzare le rampe, si consiglia di prevedere cassoni a sponda bassa o con sponda apribile, al fine di agevolare il conferimento da parte dell’utenza. I contenitori possono essere: scarrabili, benne, cassonetti, bidoni, contenitori sigillabili per RUP e/o medicinali, contenitori a tenuta stagna per gli oli (per i RUP, sono necessari contenitori specifici e omologati e riparati da tettoia o in locale chiuso). I cassoni scarrabili/contenitori possono essere anche interrati. Per i rifiuti di maggiori quantità o dimensioni sono consigliabili scarrabili o benne mentre per le restanti tipologie di rifiuto è sufficiente l'impiego di altri contenitori; in tutti i casi, la dimensione dei contenitori dipende dalla quantità e grandezza del materiale conferito oltre che dall' intervallo di tempo di svuotamento previsto. Aree e contenitori per rifiuti urbani non pericolosi L’area di conferimento dei rifiuti urbani non pericolosi potrà essere attrezzata con cassonetti o campane di tipo stradale, container/scarrabili o idonei contenitori (bidoni). Per le frazioni vetro e inerti da piccole demolizioni domestiche è comunque preferibile prevedere le raccolta mediante contenitori. Per le frazioni comprimibili quali carta, cartone e plastica è opportuno utilizzare cassoni scarrabili autocompattatori, che consentono sia di ridurre l’ingombro dei rifiuti che di evitare la movimentazione dei rifiuti dopo il loro conferimento. Aree e contenitori per rifiuti urbani pericolosi e rifiuti non pericolosi allo stato liquido Il Centro di Raccolta dovrà prevedere un locale chiuso, o comunque coperto con tettoia, attrezzato, con contenitori a tenuta per i rifiuti urbani pericolosi e i rifiuti non pericolosi allo stato liquido. I contenitori o i serbatoi fissi o mobili devono possedere adeguati requisiti di resistenza, in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti 11 stessi, nonché sistemi di chiusura, accessori e dispositivi atti ad effettuare, in condizioni di sicurezza, le operazioni di riempimento, di travaso e di svuotamento. I rifiuti liquidi devono essere depositati, in serbatoi o in contenitori mobili (p.es. fusti o cisternette) dotati di opportuni dispositivi antitraboccamento e contenimento, al coperto. Le manichette ed i raccordi dei tubi utilizzati per il carico e lo scarico dei rifiuti liquidi contenuti nelle cisterne devono essere mantenuti in perfetta efficienza, al fine di evitare dispersioni nell'ambiente. Sui recipienti fissi e mobili deve essere apposta apposita etichettatura con l'indicazione del rifiuto contenuto, conformemente alle norme vigenti in materia di etichettatura di sostanze pericolose. Il contenitore o serbatoio fisso o mobile deve riservare un volume residuo di sicurezza pari al 10%, ed essere dotato di dispositivo antitraboccamento o da tubazioni di troppo pieno e di indicatori e di allarmi di livello. I contenitori e/o serbatoi devono essere posti su superficie impermeabilizzata e dotata di opportuna pendenza, in modo da convogliare eventuali sversamenti accidentali ad un pozzetto di raccolta dedicato, a tenuta stagna; in alternativa ciascun contenitore destinato al conferimento dei rifiuti liquidi pericolosi deve avere una vasca di contenimento con capacità pari ad almeno 1/3 di quella del contenitore. I contenitori devono essere raggruppati per tipologie omogenee di rifiuti e disposti in maniera tale da consentire una facile ispezione, l'accertamento di eventuali perdite e la rapida rimozione di eventuali contenitori danneggiati. Il deposito di oli minerali usati deve essere realizzato nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs. 95/1992 e succ. mod., e al DM 392/1996. Stoccaggio RAEE. Per i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), lo stoccaggio deve essere realizzato su un’area con superficie impermeabilizzata e con una pendenza tale da convogliare gli eventuali liquidi in apposite canalette e in pozzetti di raccolta a tenuta. Tale area, dotata di copertura resistente alle intemperie, sarà suddivisa in settori o provvista di adeguati contenitori per le principali categorie di materiali. È necessario adottare idonee procedure per evitare di accatastare rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) senza opportune misure di sicurezza per gli operatori e per la integrità delle stesse apparecchiature. I RAEE dovranno essere depositati almeno secondo i raggruppamenti di cui all'Allegato 1 del DM 185/2007: - raggruppamento 1 freddo e clima; 12 - raggruppamento 2 altri bianchi; - raggruppamento 3 TV e monitor; - raggruppamento 4 componenti elettronici; - raggruppamento 5 sorgenti luminose. (vedi Allegato A al presente Disciplinare) Lavaggio dei contenitori Il lavaggio dei recipienti fissi o mobili, utilizzati all'interno del Centro di Raccolta deve essere effettuato presso idonea area opportunamente attrezzata con sistema di depurazione o vasca a tenuta con successivo conferimento presso centri autorizzati. 4.6. Accessi e viabilità interna Particolare attenzione dovrà essere posta nella progettazione della viabilità interna al Centro di Raccolta per un'agevole movimentazione dei mezzi e delle attrezzature in ingresso e in uscita, con particolare riferimento alle operazioni di carico e scarico dei cassoni scarrabili. Nel caso in cui non sia possibile realizzare aree distinte, è opportuno prevedere ingressi o almeno percorsi separati per l’utenza che accede per il conferimento e per i mezzi utilizzati dal gestore per la movimentazione e l’allontanamento dei rifiuti, nonché adeguata segnaletica orizzontale e verticale per l’indicazione di detti ingressi e percorsi; dovranno inoltre essere previsti appositi spazi per il parcheggio a disposizione degli utenti, sia all’interno che all’esterno. 4.7 Sistemi di identificazione e pesatura Sia in caso di realizzazione di nuovi Centri di Raccolta che di adeguamento dei Centri esistenti, è opportuno dotare gli stessi di sistemi di identificazione e pesatura dei rifiuti per i rilevamenti sui flussi in ingresso ed in uscita; essi dovranno avere un’adeguata collocazione rispetto all’ingresso ed al percorso individuato per il conferimento da parte degli utenti, al fine rendere agevoli e funzionali le operazioni di pesatura stesse. Tali sistemi, integrati con appositi strumenti di identificazione dell’utenza, potranno essere utilizzati per il riconoscimento delle eventuali agevolazioni economiche (sconti sulla tassa o tariffa) o di altra natura legate al quantitativo di rifiuti differenziati conferiti da ciascun utente previste dai Regolamenti. 13 4.8. Sistema di raccolta e trattamento acque reflue In fase di progettazione dovrà prevedersi una rete fognaria separata per il convogliamento delle acque di scarico dei servizi igienici e per la raccolta e la gestione delle acque meteoriche di dilavamento o di lavaggio. Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati: - dal Comune e/o dall’Ente d’Ambito se recapitano in reti fognarie; - dalla Provincia se recapitano in corpo idrico o sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo. Per quanto riguarda gli scarichi in pubblica fognatura, dovrà essere assicurato il rispetto delle norme stabilite dal Gestore del servizio idrico integrato dell'Ambito Territoriale Ottimale. In linea generale le acque meteoriche di dilavamento non sono considerate "scarico" ai sensi delle definizioni contenute all’art. 74 del D. Lgs 152/2006. Tuttavia, quando perdono la natura di acque meteoriche, perchè provengono dalle superfici impermeabili scoperte per le quali vi sia il rischio di dilavamento di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, le acque di prima pioggia sono sottoposte alla disciplina degli scarichi industriali, nelle more dell’emanazione della disciplina regionale prevista all’art. 113 del D.Lgs. 152/2006. Si definiscono: - Acque di prima pioggia: quelle corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 millimetri di acqua meteorica di dilavamento uniformemente distribuita su tutta la superficie scolante servita dal sistema di drenaggio. Per il calcolo delle relative portate si assume che tale valore si verifichi in un periodo di tempo di 15 minuti; - Acque di lavaggio: le acque utilizzate per il lavaggio delle superfici scolanti e qualsiasi altra acqua di dilavamento di origine non meteorica. Le acque di prima pioggia trattate e di lavaggio delle aree esterne devono essere recapitate in ordine preferenziale: a) in pubblica fognatura; b) in acque superficiali a fronte dell’impossibilità dello scarico in pubblica fognatura; 14 c) sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, in assenza di alternative tecnicamente ed economicamente realizzabili anche in rapporto ai benefici ambientali conseguibili. In particolari situazioni di pericolo per l’ambiente, si può presentare la necessità che le acque di prima pioggia e di lavaggio siano trattate come rifiuti, ai sensi della parte quarta del D.Lvo 152/2006, Lo scarico delle acque meteoriche di dilavamento in corpo idrico superficiale o sul suolo è consentito a condizione che le acque di prima pioggia e di lavaggio, attraverso l'installazione di appositi dispositivi (deviatori di flusso, vasche di accumulo), vengano convogliate, per il volume delle acque calcolato secondo le definizioni precedentemente riportate, e siano adeguatamente trattate. A tale scopo, è da ritenersi necessario l'adozione di idonei sistemi di trattamento. I sistemi di trattamento adottati dovranno essere conformi alle disposizioni ed alle normative tecniche vigenti e dovranno essere realizzati od adeguati utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Il recapito delle acque di seconda pioggia non è soggetto ad autorizzazione allo scarico, salva diversa disciplina regionale. E’ comunque vietato lo scarico o l’immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee. 4.9. Altri impianti tecnologici In fase di progettazione dovranno inoltre prevedersi: - impianto o dispositivi antincendio conformi alle norme vigenti in materia; - impianto per l’approvvigionamento e la distribuzione interna di acqua per servizi igienici, lavaggio piazzali e contenitori, prevenzione antincendio; - allacciamento alla rete elettrica per l’alimentazione delle varie attrezzature presenti (quali ad esempio sistemi informatici, sistemi di pesatura, contenitori auto compattanti, ….); - impianto di illuminazione interna ed esterna; - riscaldamento del locale ad uso ufficio; - allacciamento alla rete telefonica o altra modalità di comunicazione del personale in servizio presso il Centro di Raccolta con l’esterno (es. sistemi di telefonia mobile…). - impianto di produzione di acqua calda per i servizi igienici. 15 E’ auspicabile l’uso di energia alternativa per la produzione di acqua calda e riscaldamento per gli uffici, a mezzo di pannelli solari, nonché l’uso di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica per l’illuminazione 5. ASPETTI GESTIONALI 5.1 Criteri generali Presso il Centro di Raccolta non è possibile svolgere attività di gestione rifiuti come ad esempio il trattamento dei rifiuti, in quanto si darebbe luogo ad un’attività qualificabile, a seconda dei casi, come attività di recupero o di smaltimento da autorizzarsi ai sensi dell’art. 208 , con le relative conseguenze sul piano del regime autorizzatorio e delle responsabilità penali ed amministrative. La durata del deposito di ciascuna frazione merceologica conferita al centro di raccolta non deve essere superiore a tre mesi. 5.2 Rifiuti ammessi I rifiuti conferiti al centro di raccolta, a seguito dell'esame visivo effettuato dall'addetto, devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, attraverso l'individuazione delle loro caratteristiche e delle diverse tipologie e frazioni merceologiche, separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi e quelli da avviare a recupero da quelli destinati allo smaltimento. Le tipologie di rifiuti ammessi nel Centro di Raccolta sono di seguito riportate: 1. imballaggi in carta e cartone (CER 15 01 01) 2. imballaggi in plastica (CER 15 01 02) 3. imballaggi in legno (CER 15 01 03) 4. imballaggi in metallo (CER 15 01 04) 5. imballaggi in materiali misti (CER 15 01 06) 6. imballaggi in vetro (CER 15 01 07) 7. contenitori T/FC (CER 15 01 10* e 15 01 11*) 8. rifiuti di carta e cartone (CER 20 01 01) 9. rifiuti in vetro (CER 20 01 02) 10. frazione organica umida (CER 20 01 08 e 20 03 02) 11. abiti e prodotti tessili (CER 20 01 10 e 20 01 11) 16 12. solventi (CER 20 01 13*) 13. acidi (CER 20 01 14*) 14. sostanze alcaline (CER 20 01 15*) 15. prodotti fotochimici (CER 20 01 17*) 16. pesticidi (CER 20 01 19*) 17. tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio (CER 20 01 21) 18. rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (CER 20 01 23*, 20 01 35* e 20 01 36) 19. oli e grassi commestibili (CER 20 01 25) 20. oli e grassi diversi da quelli al punto precedente, ad esempio oli minerali esausti (CER 20 01 26*) 21. vernici, inchiostri, adesivi e resine (CER 20 01 27* e 20 01 28) 22. detergenti contenenti sostanze pericolose (CER 20 01 29*) 23. detergenti diversi da quelli al punto precedente (CER 20 01 30) 24. farmaci (CER 20 01 31* e 20 01 32) 25. batterie ed accumulatori di cui alle voci 160601* 160602* 160603* (provenienti da utenze domestiche) (CER 20 01 33*) 26. rifiuti legnosi (CER 20 01 37* e 20 01 38) 27. rifiuti plastici (CER 20 01 39) 28. rifiuti metallici (CER 20 01 40) 29. sfalci e potature (CER 20 02 01) 30. ingombranti (CER 20 03 07) 31. cartucce toner esaurite (20 03 99) 32. rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, successive modifiche 33. toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17* (provenienti da utenze domestiche) (CER 08 03 18) 34. imballaggi in materiali compositi (CER 15 01 05) 35. imballaggi in materia tessile (CER 15 01 09) 36. pneumatici fuori uso (solo se conferiti da utenze domestiche) (CER 16.01.03) 37. filtri olio filtri olio (CER 16 01 07*) 17 38. componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15* (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche) (CER 16 02 16) 39. gas in contenitori a pressione (limitatamente ad estintori ed aerosol ad uso domestico) (CER 16 05 04* e 16 05 05) 40. miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 06* (solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (CER 17 01 07) 41. rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01*, 17 09 02* e 17 09 03*(solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (CER 17 09 04) 42. batterie ed accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33* (CER 20 01 34) 43. rifiuti prodotti dalla pulizia di camini (solo se provenienti da utenze domestiche) (CER 20 01 41) 44. terra e roccia (CER 20 02 02) 45. altri rifiuti non biodegradabili (CER 20 02 03) 5.3. Segnaletica e cartellonistica Un cartello posto nei pressi dell’accesso per l’utenza o comunque in posizione di grande visibilità, dovrà riportare almeno le seguenti informazioni: - dicitura di identificazione dell’area; - nome del Gestore; - giornate ed orari di apertura al pubblico; - tipologie di rifiuti conferibili; - orari di apertura; - norme di comportamento. I contenitori e le aree di raccolta dovranno essere corredati da cartellonistica esplicativa riportante le tipologie di rifiuti ammessi, in modo da facilitare il corretto conferimento delle diverse frazioni omogenee da parte degli utenti. Tali aree devono essere contrassegnate da tabelle, ben visibili per dimensioni e collocazione, indicanti le norme per il comportamento per la manipolazione dei rifiuti e per il contenimento dei rischi per la salute dell’uomo e per l’ambiente e riportanti i codici CER, lo stato fisico e la pericolosità dei rifiuti stoccati. 18 Utilizzare contenitori (scarrabili/cassonetti/campane) dello stesso colore per singolo raggruppamento di rifiuti. Rifiuto Colore Organico+Sfalci di erba……….…… Marrone Carta e cartone…………………….. Bianco Vetro………………………………. Verde Plastica ……………………………. Giallo Metalli……………………………… Rosso Ingombranti………………………… Arancio RAEE………………………………. Grigio 6. REQUISITI MINIMI DEI NUOVI CENTRI DI RACCOLTA Si riportano di seguito i requisiti minimi dei nuovi Centri di Raccolta in rapporto alla superficie: A) Superficie occupata circa 800 mq; Dotazione minima di attrezzature per la raccolta: - N. 5 scarrabili da 2.50 x 6.00 x 2.00 (H) mt; - N. 5 contenitori per R.U.P. (Rifiuti Urbani Pericolosi); - N. 4 cassonetti da 1700 lt; - N. 3 bidoni da 240 lt; - N. 2 campane 164 cm di diametro. - Apparato di pesatura L= 8 mt B) Superficie occupata circa 1.800 mq; Dotazione minima di attrezzature per la raccolta: - N. 8 scarrabili da 2.50 x 6.00 x 2.00 (H) mt; - N. 7 scarrabili da 2.00 x 3.80 x 1.50 (H) mt di cui n. 3 per i RAEE; - N. 5 contenitori per R.U.P. (Rifiuti Urbani Pericolosi); - N. 2 contenitori per i RAEE; - Apparato di pesatura L= 8 mt. (vedi Allegato B – Schema Tipo di un Centro di Raccolta) 19 C) Superficie occupata circa 3.500 mq; Dotazione minima di attrezzature per la raccolta: - N. 12 scarrabili da 2.50 x 6.00 x 2.00 (H) mt; - N. 2 scarrabili da 2.00 x 3.80 x 1.50 (H) mt; - N. 6 contenitori per R.U.P. (Rifiuti Urbani Pericolosi); - Apparato di pesatura L= 8 mt. (vedi Allegato B – Schema Tipo di un Centro di Raccolta) Napoli, lì 30/12/2010 L’istruttore Arch. Umberto La Manna Il Dirigente Ing. Maria Teresa Celano 20 ALLEGATO A) Raggruppamento 1 - Freddo e clima: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie : Grandi apparecchi di refrigerazione Frigoriferi Congelatori Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti Apparecchi per il condizionamento come definiti dal decreto del Ministro delle attività produttive 2 gennaio 2003. Raggruppamento 2 - Altri grandi bianchi: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie: Lavatrici. Asciugatrici. Lavatrici. Lavastoviglie. Apparecchi per la cottura Stufe elettriche. Piastre riscaldanti elettriche Forni a microonde Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l'ulteriore trasformazione di alimenti. Apparecchi elettrici di riscaldamento. Radiatori elettrici. Altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare ambienti ed eventualmente letti e divani. Ventilatori elettrici. Altre apparecchiature per la ventilazione e l'estrazione d'aria Raggruppamento 3 - TV e Monitor. Raggruppamento 4: rientrano in tale raggruppamento le seguenti categorie: mainframe; minicomputer; stampanti. Personal computer (unità centrale, mouse e tastiera inclusi). Computer portatili (unità centrale, mouse e tastiera inclusi). Notebook. Agende elettroniche. Stampanti. Copiatrici. Macchine da scrivere elettriche ed elettroniche Calcolatrici tascabili e da tavolo e altri prodotti e apparecchiature per raccogliere, memorizzare, elaborare, presentare o comunicare informazioni con mezzi elettronici. Terminali e sistemi utenti. 21 Fax. Telex. Telefoni. Telefoni pubblici a pagamento Telefoni senza filo Telefoni cellulari Segreterie telefoniche e altri prodotti o apparecchiature per trasmettere suoni, immagini o altre informazioni mediante la telecomunicazione Apparecchi radio Videocamere Videoregistratori. registratori hi-fi. Amplificatori audio Strumenti musicali Altri prodotti o apparecchiature per registrare o riprodurre suoni o immagini, inclusi segnali o altre tecnologie per la distribuzione di suoni e immagini diverse dalla telecomunicazione Aspirapolvere. Scope meccaniche Altre apparecchiature per la pulizia Macchine per cucire, macchine per maglieria, macchine tessitrici e per altre lavorazioni dei tessili Ferri da stiro e altre apparecchiature per stirare, pressare e trattare ulteriormente gli indumenti Tostapane Friggitrici Frullatori, macina caffé elettrici, altri apparecchi per la preparazione dei cibi e delle bevande utilizzati in cucina e apparecchiature per aprire o sigillare contenitori o pacchetti Coltelli elettrici Apparecchi tagliacapelli, asciugacapelli, spazzolini da denti elettrici, rasoi elettrici, apparecchi per massaggi e altre cure del corpo Svegli, orologi da polso o da tasca e apparecchiature per misurare, indicare e registrare il tempo Bilance Utensili elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni) Trapani Seghe Macchine per cucire Apparecchiature per tornire, fresare, carteggiare, smerigliare, segare, tagliare, tranciare, trapanare, perforare, punzonare, piegare, curvare o per procedimenti analoghi su legno,metallo o altri materiali Strumenti per rivettare, inchiodare o avvitare o rimuovere rivetti, chiodi e viti o impiego analogo Strumenti per saldare, brasare o impiego analogo Apparecchiature per spruzzare, spandere, disperdere o per altro trattamento di sostanze liquide o gassose con altro mezzo Attrezzi tagliaerba o per altre attività di giardinaggio Treni elettrici e auto giocattolo 22 Consolle di videogiochi portatili Videogiochi Computer per ciclismo, immersioni subacquee, corsa, canottaggio, ecc. Apparecchiature sportive con componenti elettrici o elettronici. Macchine a gettoni Apparecchi di radioterapia Apparecchi di cardiologia Apparecchi di dialisi ventilatori polmonari Apparecchi di medicina nucleare Apparecchiature di laboratorio per diagnosi in vitro Analizzatori Congelatori Altri apparecchi per diagnosticare, prevenire, monitorare, curare e alleviare malattie, ferite o disabilità Rivelatori di fumo Regolatori di calore Termostati Apparecchi di misurazione, pesatura o regolazione ad uso domestico o di laboratorio Altri strumenti di monitoraggio e controllo usati in impianti industriali, ad esempio nei banchi di manovra Distributori automatici, incluse le macchine per la preparazione e l'erogazione automatica o semiautomatica di cibi e di bevande: a) di bevande calde; b) di bevande calde, fredde, bottiglie e lattine, c) di prodotti solidi. 10.2 Distributori automatici di denaro contante. 10.3 Tutti i distributori automatici di qualsiasi tipo di prodotto ad eccezione di quelli esclusivamente meccanici. Raggruppamento 5 - Sorgenti luminose: Tubi fluorescenti. Sorgenti luminose fluorescenti compatte. Sorgenti luminose a scarica ad alta intensità, comprese sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione e sorgenti luminose ad alogenuri metallici. Sorgenti luminose a vapori di sodio a bassa pressione. 23 24 ALLEGATO B) ALLEGATO B SCHEMA TIPO DI UN CENTRO DI RACCOLTA 25 25