Rassegna Selpress
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Rassegna Stampa Mercoledì 27 Aprile 2016 Sommario Testata Data Pag. Titolo p. 1. EDITORIA Sole 24 Ore (Il) 27/04/2016 Daily Media 27/04/2016 1 Mercato Domani Cairo Comm., assistita da Barabino & R, formalizzerà l'Ops su RCS MediaGrup, che si è affidata a Comin & P 2 Corriere della Sera 27/04/2016 35 Arpe lascia «Il Foglio» e vende a Mainetti che sale al 97,5% 3 Stampa (La) 27/04/2016 21 Mainetti al 97,4% del Foglio Esce la Sator di Matteo Arpe 4 Italia Oggi 27/04/2016 19 Esce Arpe. Mainetti al 97,5% del Foglio 5 MF mercati finanziari 27/04/2016 11 Pillole - Il Foglio 6 Unità (l') 27/04/2016 21 I primi 45 anni de "il manifesto" scuola di vita e di giornalismo 7 14 Ecco Premium, un nuovo modo di leggere il Fatto 9 Fatto Quotidiano (Il) 27/04/2016 29 Riassetti - Rcs, banche al lavoro sul rifinanziamento (Mangano Marigia) 1 (Feltri Stefano) Corriere della Sera 27/04/2016 23 Quotidiani e tv: consegnati i «Cinque stelle al giornalismo» 11 Wall Street Journal Europe (The) 27/04/2016 15 Publisher to Cut 70 International Jobs 12 International New York Times 27/04/2016 14 New York Times Co. plans smaller operation in Paris 13 Corriere della Sera 27/04/2016 2 Bill Emmott: «L'Europa si dia un piano ambizioso. Solo così eviterà il disastro» (Natale 14 Serena Maria) Nouvel Observateur (le) 27/04/2016 47 "The economist" ne connait pas la crise 15 Italia Oggi 27/04/2016 18 Chessidice in viale dell'editoria 16 Corriere della Sera 27/04/2016 37 Ligabue, Zalone & C. Il Salone del rilancio punta sulla notte pop 17 Repubblica (la) 27/04/2016 46 Quei corsari della letteratura nel mare agitato del darkweb 19 Sole 24 Ore (Il) 27/04/2016 37 Agenzie delle Entrate - Coppia di fatto, un solo canone (Fossati Saverio) 22 Messaggero (Il) 27/04/2016 18 Dai B&B agli eredi, ecco chi non paga il canone Rai 24 Italia Oggi 27/04/2016 19 Premium-Vivendi a caccia di utili 25 Corriere della Sera 27/04/2016 16 La conduttrice Rania: «Fraintesa: ma al diavolo questo caso Regeni» 27 Financial Times 27/04/2016 Italia Oggi 27/04/2016 1 Getty image complaint threatens new EU antitrust front against Google 18 Charter-Twc, ok dall'antitrust 28 29 Testata Data Pag. Titolo p. 2. ORGANISMI DI SETTORE Mattino (Il) 27/04/2016 23 Addio a Franco Mancusi, cantore della terra flegrea 30 3. NUOVE TECNOLOGIE Sole 24 Ore (Il) 27/04/2016 1 De Benedetti - Internet delle cose, frontiera della crescita (De Benedetti Carlo) 31 Corriere della Sera 27/04/2016 31 Gli italiani? Uno su quattro usa la sharing economy 33 Sole 24 Ore (Il) 27/04/2016 30 Hi-tech - Apple, primo calo dei ricavi in 13 anni 34 (Valsania Marco) Stampa (La) 27/04/2016 23 Russo - Non i conti ma la creatività, è qui la stanchezza di Apple (Russo Massimo) 36 Wall Street Journal Europe (The) 27/04/2016 21 Google Goal: Build a 'Smart' City 37 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 29 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Riassetti. Il titolo sopra il valore Ops ma sulla carta, al momento, non ci sarebbero le condizioni per rivedere in termini migliorativi l'offerta Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Rcs, banche al lavoro sul rifìnanziamento Marigia Mangano MILANO MediaGroup continua a viaggiare sopra il prezzo dell'Ops lanciata da Urbano Cairo, mentre la trattativa della società con le banche per il rifinanziamento del debito sembra aver registrato un'accelerazione. Ieri le azioni del gruppo che edita il Corriere della Sera hanno archiviato le contrattazioni in lieve rialzo dello 0,25% a 0,61 euro per azione. Considerando anche il dividendo di 20 centesimi che l'editore piemontese staccherà a breve e il concambio annunciato di 0,12 Rcs, il gruppo del Corriere della Sera dovrebbe valere 0,564 euro. La borsa dunque sembra scommettere sul rialzo dell'offerta. Eppure, almeno sulla carta, almomento non ci sarebbero le condizioni per rivedere in termini migliorativi l'offerta presentata dall'editore. In pratica tra gli addetti ai lavori si fa notare che non esiste un progetto alternativo, qualcosa che possa spingere Cairo a modificare l'Ops. Certo, i grandi soci hanno già detto che a queste condizioni ri proprietario del Corriere della Sera, è per tradizione un elenco dei nomi dell'elite italiana», ricorda che dopo l'uscita di Fiat, che distribuirà la quota del 17% di Rcs, «questa mossa aumenterà il flottante e così, per la prima volta, il destino di Rcs sarà deciso dal mercato, e non dietro porte chiuse», conclude la Lex column. Insomma, allo stato attuale tutti gli scenari sono possibili tenendo conto che il flottante salirà attorno al 60%, in buona parte in mano a fondi esteri. I principali investitori istituzionali sono Schroders con il 5,05% e Vanguard con il 2,299%, mentre Invesco, che era salita fino aH'8%, ha smantellato recentemente la sua posizione. Adesione, quella di piazza Affari, chesiandràa 043 053 058 063 Andamento del titolo a Milano Variazione Rcs 24/03 26/04 sommare alla quota stessa di Cairo, 4,6%, e a quella di Intesa Sanpaolo, 4,1%, che sono già destinati all'offerta. Nella sostanza dunque ci si potrebbe trovare anche nell'eventualità che Cairo non arrivi al 50%, condizione dell'offerta, ma magari intorno al 30%, con il risultato che comunque rappresenterebbe il primo socio del gruppo editoriale. Nell'attesa di spediscono al mittente la risposte la Borsa guarda proposta. Ma non basta. Di all'assemblea di Cairo fatto, come peraltro osservato ieri dal Financial Times, per la Communication di oggi sui conti di bilancio. Domani poi prima volta il futuro di Rcs sarà il turno di Rcs. La data sarà deciso dal mercato. In una Lex column, il quotidiano dell'assemblea di Rcs, inoltre, interviene sull'offerta di scambio rappresenta anche il termine lanciata da Urbano Cairo e dopo entro il quale Cairo dovrà aver osservato che « la lista degli inviare il prospetto dell'Ops in azionisti di Rcs MediaGroup, Consob. ©RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 1 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Vittorio Parazzoli 9.000 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Domani, Cairo Comm., di cui è advisor Barabino & R, formalizzerà l'Ops su RCS MediaGrup, che si è affidata a Comin & P. Il gruppo guidato da Urbano Cairo depositerà giovedì in Consob il prospetto informativo i cui contenuti, anticipati dalla dichiarazione di offerta dello scorso 7 aprile, sono stati giudicati non soddisfacenti, sul fronte economico, dal CdA della società presieduta da Maurizio Costa, che giudica l'offerta "a sconto" —————————————————————————— 8 Urbano Cairo Mercato Domani Cairo Comm., assistita da Barabino & R, formalizzerà POps su RCS MediaGrup, che si è affidata a Comin & P. Il gruppo guidato da Urbano Cairo depositerà giovedì presso Consob il prospetto informativo i cui contenuti, anticipati dalla dichiarazione di offerta del 7 aprile, sono stati giudicati non soddisfacenti, sul fronte economico, dal CdA della società presieduta da Maurizio Costa. Quest'ultimo ha giudicato l'offerta "a sconto", mentre la controparte la ritiene"a premio"di Vittorio Parazzoli La guerra di posizione condotta in queste ultime settimane tra Cairo Communication e RSC MediaGroup - dopo la dichiarazione d'offerta della prima, risalente al 7 aprile, nei confronti del secondo e la risposta iniziale del CdA di quest'ultimo, presieduto da Maurizio Costa, resa nota il 14 aprile - sta per iniziare a diventare, almeno sulla carta, una vera e propria guerra. E il primo atto sarà, entro domani, il deposito presso Consob, da parte del gruppo guidato da Urbano Cairo, del prospetto informativo che formalizza l'Ops. L'azione dovrebbe avvenire effettivamente il 28 e non già oggi, e in ogni caso non avrà ripercussioni immediate, perché il documen to potrà essere preso in considerazione da RCS MG solo dopo l'approvazione da parte della stessa Consob, che avrà quindici giorni come tempo massimo per concederla. L'ok potrebbe arrivare, quindi, anche prima, mentre già nei prossimi giorni - se filtreranno dettagli del prospetto, che potrebbe contenere eventuali accenni di un piano industriale di sviluppo di RCS MG -, potrebbero esserci altre prese di posizione da parte dei principali azionisti di quest'ultimo, compresi quelli che si sono già espressi in mento. Il CdA di RCS MG, che è espressione di questi ultimi (tra i quali, sempre da domani, non ci sarà più FCA, deciso a spalmare presso i propn azionisti, il primo dei quali è Exor, la sua quota del 16,7%) ma non li rappresenta direttamente, fatta eccezione per Cairo Communication (che possiede il 4,6% delle quote), si esprimerà, supportato da un advisor indipendente, sulla congruità dell'offerta. Quest'ultima, in base alla "dichiarazione" di Cairo del 7 aprile, è stata già giudicata non soddisfacente; e tutto fa pensare che da questo punto di vista non cambierà nulla anche nel momento di dare un giudizio su un prospetto che, per quanto riguarda gli aspetti finanziari, non dovrebbe prevedere cambiamenti. Semplicemente, Cairo ritiene che la sua offerta (basata su uno scambio di azioni tra i due gruppi) sia "a premio" mentre il CdA di RCS MG l'ha giudicata "a sconto". Il primo, che proprio oggi tiene la propria assemblea di approvazione del bilancio 2015, ne ha già comunque convocata una straordinaria il 12 maggio per approvare un aumento di capitale funzionale all'operazione. Ea riunione non avrà, quindi, nessuna incidenza sull'offerta, come non ne avrà quella, sempre ordinaria, di RCS MG, organizzata per domani, sempre per l'approvazione del bilancio degli scorsi dodici mesi. Intanto, sempre il CdA di RCS MG, per essere assistito nell'operazione, ha ingaggiato come advisor di comunicazione finanziaria Comin & Partners, mentre Cairo Communication viene assistita da Barabino & Partners. EDITORIA Pag. 2 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 35 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Arpe lascia «II Foglio» e vende a Mainetti che sale al 97,5% Matteo Arpe passa la mano su II Foglio e cede la sua quota a Valter Mainetti. L'immobiliarista, che aveva già il 64,9% della società che edita il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, sale così al 97,48% del capitale consolidando il ruolo di primo azionista attraverso Musa Comunicazione, società editoriale del gruppo Sorgente. Il restante 2,5% fa capo invece a Denis Verdini. Arpe ha deciso di vendere dopo aver rinunciato alla facoltà di raggiungere una quota paritetica a quella detenuta dal gruppo Sorgente. © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 3 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Molinari 215.250 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Mainetti al 97,4% del Foglio Esce la Sator di Matteo Arpe L'imprenditore Valter Mainetti sale al 97,48% del Foglio. Musa Edizioni, società editoriale del gruppo Sorgente ha acquisito dal fondo Sator di Matteo Arpe un'ulteriore quota pari al 32,4% delle azioni di Foglio Edizioni, che pubblica il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara. Con l'acquisizione, Sorgente detiene ora il 97,48% del Foglio (il restante 2,52% è di Denis Verdini), mentre Sator esce dalla proprietà. «Tenuto conto del lungo percorso che il passaggio di proprietà ha comportato - dice in una nota Musa Edizioni - Sorgente ha preferito acquisire direttamente la quota di minoranza da Sator in modo da dare prima possibile al giornale la stabilità necessaria per avviare un piano di rilancio». EDITORIA Pag. 4 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 19 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ESCE ARPE Mainetti al 97,5% del Foglio Musa Comunicazione, società editoriale controllata dal gruppo Sorgente di Valter Mainetti, come anticipato daltaliaOggi ha rilevato dal fondo Sator U 32,49% di Foglio Edizioni, editrice del Foglio, portando la partecipazione al 97,48%. Il restante 2,52% è detenuto da Denis Verdini. Arpe esce così dalla compagine societaria dopo aver rinunciato a esercitare l'opzione che avrebbe permesso di salire a una quota paritetica rispetto a quella del gruppo capitolino. L'operazione, ha spiegato la società in una nota, consentirà di «dare prima possibile al giornale la stabilità necessaria per avviare un piano di rilancio». «Confermiamo l'entusiasmo e l'impegno a sostenere un giornale di riconosciuto prestigio e autorevolezza, come II Foglio», ha detto Mainetti, «certi che in questa fase di profonda trasformazione dell'editoria esistano spazi di efflcientamento sul piano gestionale, di promozione e di crescita del giornale, anche attraverso nuovi canali di diffusione internet e digitali, per un'informazione di alta qualità». EDITORIA Pag. 5 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 11 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 79.055 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress PILLOLE IL FOGLIO • Musa Comunicazione, società editoriale controllata dal gruppo Sorgente, ha rilevato dal fondo Sator il 32,49% di Foglio Edizioni, che edita il quotidiano // Foglio, portando la partecipazione complessiva al 97,48%. D restante 2,52% è detenuto da Denis Verdini. EDITORIA Pag. 6 Mercoledì 27/04/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luca Landò 21.405 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Ipriiiii45anni de "il manifesto" scuoladivita e di giornalismo 1128 aprile 1971 usciva il primo numero del quotidiano che celebra l'anniversario con l'inserto "Padroni dello Spazio" ^A vevovent'anCannine ^^^L ni e non per- Fotia EDITORIA Pag. 7 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luca Landò 21.405 «M ^^L metterò a ^^^^^ nessuno di ^^^^^^ dire che non ^k ^^^Lè stata l'età migliore della mia vita». Per raccontarvi dei 45 anni de il manifesto, celebrato domani con un bellissimo inserto dal titolo Padroni dello Spazio, in edicolaa2euro,apertodaun'editoriale della direttrice NormaRangeri, tanto gentile e dolce nell'aspetto, quanto tosta e ferrea nella volontà, devo rovesciare la famosa frase di Paul Nizan. In realtà, al mio primo approccio con il quotidiano comunista, ne avevo ancor meno: il 28 aprile del 1971, quando uscì il primo numero, ne avevo appena compiuti sedici. terlo in classe. Nel primo numero del giornale, disegnato da Giulio Trevisani, allievo di Abe Steiner, con una grafica essenziale, tutte colonne di piombo, senza foto, ma elegante e sobria, l'apertura era un reportage di Ninetta Zandegiacomi sugli operai metalmeccanici, "Dai 200.000 della Fiat riparte oggi la lotta operaia", e poi un reportage dalla Cina di uno dei più grandi reporter che ho avuto la fortuna di conoscere da vicino, ICS. Karol, compagno di Rossana Rossanda, egli stesso una leggenda vivente: polacco di nascita, un occhio di vetro e l'altro di un azzurro vivo, capelli bianchi e impermeabile allaPhilipMarlowe. daragazzoerastato nell'ArmataRossa, un apolide ribelle che scriveva come un Dio, dietro il fumo delle sue Gitanes senza filtro, e parlava un buffassimo italiano così raccontato negli epigrammi dedicati al "5° Piano"di viaTomacelli daTommaso Di Francesco, attuale condirettore del giornale «Con la voce latina e slava/ sorriso di speranze e d'esperanto./dici in francese la stagione cinese,/ aspetti con sangue spagnolo/quel vol dì Parlato, Pintor, Rossanda Eii mìo ricordo: eravamo poveri ma belli EDITORIA to italiano,/sei l'unico trence di Bogart rimasto/che dentro ancora protegga/ l'infanzia d'una guardia rossa». Da quel 28 aprile, il manifesto ha fatto ininterrottamente parte della mia vita fino al 1993 quando mi fu proposta ladirezionedi Italia Radio, allora la radio del Fds. E il mio amore per quella storia, quel luogo, quelle persone è rimasto immutato e resiste al mutare delle posizioni politiche, oggi molto distanti. Solo un pazzo potrebbe dimenticare una scuola di vita e di professione che ha seminato e contaminato il giornalismo italiano e che annovera tra i suoi "allievi" molti protagonisti dell'informazione ancor oggi sulla breccia, tra cui il nostro Erasmo, ritratto in una bella foto di gruppo nell'inserto in edicola. Faccio fatica, lo confesso, a districarmi nella folla di ricordi che affiorano, dietro la coltre di fumo che avvolgeva le nostre riunioni di redazione e i discreti fiumi di alcool che accompagnavano la nostra appassionata scrittura. Se vi sembra il racconto di un film, ebbene, sappiate che le cose andavano proprio così. Eravamo poveri, ma belli. Gli stipendi erano bassissimi, uguali per tutti, e venivano pagati quando possibile (ovvero, quasi mai). Il nostro benefattore era Settimio, invia dell'Arancio, dove si mangiava e si segnavano conti infiniti. Un giorno, molti anni dopo, quando il locale si era già trasformato e da piccola osteria era già diventato il bel ristorante che è oggi, chiesi aSettimio: «Mascusa, mi spieghi come facevi a tirare avanti visto che non ti pagavamo mai?» e lui con il suo candore abruzzese mi rispose: «C'avevate fame, che facevo, nun ve davo da magna'?». Oggi, certamente, Settimio riposa nel Paradiso dei comunisti per caso. Allora non c'erano Internet, Wikipedia, non c'erano le news ventiquattr'ora su ventiquattro, si imparava sul campo. Appena arrivato ero unpo'presuntuosettoe Michelangelo Notarianni, allora condirettore, se che sognavi di raggiungere anche se sapevi che non ci saresti arrivato mai, e ti spronava, con la sua sola presenza, a approfondire sempre. In fondo, a destra, invece, c'era la stanza di Luigi Pintor, inarrivabile maestro di scrittura. Non volle mai imparare a usare il computer, sedeva davanti alla sua vecchia Olivetti meccanica e batteva sui tasti con lentezza esasperante: tic...toc...tic...toc. Ne uscivano editoriali brevi e limpidi, acuminati come frecce. Aveva un intuito politico fuori dal normale e infatti, quando facevo il notista politico (ruolo in cui avevo sostituito Rina Gagliardi, diventata direttore insieme a Mauro Paissan) arrivavo trafelato davanti alla sua porta portando le notizie fresche di giornata ma lui, senza aver letto neppure un'agenzia, aveva già capito e scritto tutto e mi ascoltava con un sorriso ironico. Ci azzeccava sempre. Allora lo spazio era tiranno, il giornale aveva poche pagine e spesso la nota politica si riduceva a poche righe, quando mi lamentavo mi diceva, alzando gli occhiali sulla fronte e chiamandomi per nome e cognome, segno di una sua irritazione: «In trenta righe si può raccontare la Divina Commedia». Malgrado la sua idiosincrasia per le tecnologie era già perfetto per Twitter! Potrei raccontare molto altro, ricordare l'affetto per tutti coloro che non ci sono più, addentrarmi nella mia discordanza dalle attuali posizioni de il manifesto, ma lo spazio è tiranno. Il resto della storia, se volete, potete trovarlo sull'inserto in edicola domani. Frequentavo il liceo scientifico Archimede, a La copertina. Roma, e la mia prima diffusione miliL'inserto tante del giornale si concluse con un domani in trionfo: le 100 copie che avevo preso edicola al costo andarono esaurite. In aggiunta il mio di 2 euro straordinario insegnante di religiosarà aperto ne, don Sandro Spriano, attualmente da un editoriale cappellano di Rebibbia, mi consentì della direttrice di usare la suaoraper leggerlo e discu- Norma Rangeri non ricordo male, mi mise a scrivere le brevi. Dopo un po', alle mie prime inchieste, Valentino Parlato mi insegnò il metodo: «Raccogli le idee, fai una scaletta e, soprattutto, consuma la suola delle scarpe». Rossana stava nell'ultima stanza entrando a sinistra, in fondo al corridoio, avvolta in una penombra carismaticae circondata dai suoi libri, che t'intimidivi solo a entrarci. Era il punto Pag. 8 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 14 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 26/04/2016 GUARDA L'ARCHIVIO GUARDA L'ARCHIVIO Archivio ePdf Dalla home di Premiums! può scaricare il giornale in Pdf e con un clic sulla freccia andare alle edizioni dei giorni precedenti GUARDA L'ARCHIVIO Archivio ePdf Dalla home di Premiums! può scaricare il giornale in Pdf e con un clic sulla freccia andare alle edizioni dei Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress www.ilfattoquotidiano.it/premium II giornale ogni giorno sui vostri pc, smartphone e tablet: basta soltanto un clic Ecco Premium, un nuovo modo di leggere il Fatto <^_xi^_y È ON UNE DA IERI Parte n Fatto Social Club per nostro lavoro, con le nuove rafforzare la comunità intorno al giornale e dare più formule di sottoscrizione, dal contenuti agli abbonati » STEFANO FELTRI utti igiornali stanno cercando di intercettare i propri lettori che si spostano dalla carta al digitale: molti hanno provato ad alzare barriere per far pagare quei contenutiche prima davano gratis o hanno sperimentato vie di mezzo (alcuni articoli gratis, ma se ne guardi troppi paghi). Il Fatto Quotidiano ha scelto un altro approccio: da ieri è online il Fatto Social Club, che segue una filosofia fondata su due punti. Primo: il Fatto è una comunità, non un prodotto, e abbiamo creato molte occasioni di incontro per i suoi membri (eventi, i corsi di giornalismo, le riunioni di redazione in streaming, gli sconti per spettacoli e prodotti della galassia del Fatto) e per sostenere il EDITORIA alcuni ci mettono un secondo per togliere la pubblicità se Sostenitore al Partner al Socio non gradiscono gli articoli che di Fatto. IL SECONDO parlano di loro. MOLTI pilastro su cui si regge il Fatto LETTORI, in questi anni, è quello dei contenuti: lamentavano che fosse un po' inchieste, scoop, analisi, le scomodo accedere all'edizione nostre firme. Invece di digitale del giornalecartaceo: togliere, abbiamo deciso di finora bisognava scaricare il aggiungere: visto il suo pdf dal sito e guardarlo con grande successo, il sito uno sfogliature dal pc oppure ilfattoquotidiano.it diretto da - da tablet e smartphone Peter Gomez continuerà a offrirvi news sempre aggiornate, approfondimenti, - accedervi tramite la App MIA. In entrambi i casi era blog e video durante tutta la giornata. La novità èche adesso nasce una sua nuova sezione: su Premium, saranno subito consumabili (già a mezzanotte) i contenuti del giornale in edicola, approfondimenti ulteriori e - in generale - tutti quei contenuti che pensiamo possano giustificare un impegno economico da parte dei lettori. Perché come sapete - la pubblicità non basta come fonte di ricavo, neppure in digitale: essere indipendenti ha un prezzo, spesso elevato, gli inserzionisti sono molto sensibili e impossibile condividere gli articoli dell'edizione cartacea sui social network o commentarli. Abbiamo deciso di rispondere alle sollecitazioni Pag. 9 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 14 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ricevute creando Premium: che è a tutti gli effetti una sezione del sito, ma senza pubblicità e con un ordine di visualizzazione che replica lo spirito dell'edizionecartacea.In alto non troverete le notizie più fresche (per quelle c'è sempre iìfattoquotidiano.it) ma le nostre esclusive, l'editoriale del direttore Marco Travaglio, le rubriche delle firme e gli edito- riali. Scorrendo la pagina c'è poi Insider, il nostro servizio esclusivo di notizie e rumors dai palazzi, curato da Carlo Tecce, e il resto degli articoli più importanti del giornale in edicola. 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Buona lettura, ci vediamo su Premium. © RIPRODUZIONE RISERVATA Scaricate l'icona •SE VOLETE leggere il giornale in ogni momento con un clic, senza attese di download, create un'icona di collegamento sulla home del vostro smartphone: da lì potrete accedere a tutto il quotidiano in un attimo EDITORIA Pag. 10 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 23 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 II premio Quotidiani e tv: consegnati i «Cinque stelle al giornalismo» Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Sono stati consegnati, lunedì sera a Milano Marittima, i premi internazionali «Cinque Stelle al Giornalismo» La manifestazione, giunta all'undicesima edizione, condotta da Massimo Giletti e Vira Carbone, gode del patrocinio dell'Ordine nazionale dei giornalisti e la giuria è presieduta dal professor Rüben Razzante, docente di diritto dell'informazione all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano A ricevere il premio sono stati Luciano Fontana (direttore Andrea Cangini direttore del Qn (II Resto del Cariino, La Nazione, II Giorno), Antonio Di Bella (direttore di Rai News), Myrta Merlino (conduttrice televisiva de Lay), Annette Ruebesamen (giornalista del quotidiano tedesco Welt am Sonntag) Un premio speciale è stato consegnato al direttore de II Giorno, Giancarlo Mazzuca per i sessant'anni del quotidiano milanese Quest'anno, inoltre, è stato assegnato all'ex presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il premio «Antonio Batani», voluto dalla famiglia per ricordare la figura dell'imprenditore turistico, scomparso l'anno scorso, che ha ideato il «Cinque Stelle per il giornalismo» © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 11 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Patience Wheatcroft (non disponibile) Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress NEW YORK TIMES Publisher to Cut 70 International Jobs New York Times Co. said it plans to streamline its international operations, including the relocation of certain editing and production operations and the elimination of roughly 70 positions. In addition to moving some operations from Paris to New York and Hong Kong, the company plans to redesign its international print edition, the International New York Times, according to a regulatory filing. The company changed the name of the former International Herald Tribune in October 2013 as part of a push to leverage the New York Times brand internationally. During October, the New York Times said it had ordered a strategic review of its newsrooms to help manage costs and further its digital evolution as it also posted a 48% rise in fourthquarter profit, buoyed by cost cuts and digital subscription Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— gams. The New York Times, like other newspaper publishers, has come to rely more heavily on circulation and subscription revenue in recent years to offset steady declines in print ad revenue. The Times also has aimed to boost its Web and mobile audience to lift ad sales without undermining a steadily growing digital-subscription business. — Tess Sty nes EDITORIA Pag. 12 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 14 Direttore Responsabile Diffusione Testata Martin Gottlieb (non disponibile) Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress New York Times Co. plans smaller operation in Paris BY SYDNEY EMBER The New Yoik Times Compam said on Tuesday that it was planning to close its editing and piepress punt production opeiations in Paris, a move that would result in the elimination or relocation of up to70 jobs The changes are pai t of a proposal to redesign the international print newspaper and simplify the editing and production process, accoi ding to an mtei nal memo sent to the staff of The Intei national New York Times The Times will concentrate editing and prepress pi int pioduction m New York and Hong Kong, accoidmg to the memo The Pans news bureau and advertising department will not be affected bv the proposal And a pi mt edition of The International New Yoik Times will still be published and disti ibuted m Europe "Onlv by moving ahead with this proposal can we assuie oui abilitv to maintain om miei national pi mt pi esence foi the coming j eai s and do so in a way that will best serve oui international leaders, Stephen Dunbar-Johnson, the international president Joe Kahn, an assistant masthead editor foi mtei national, and Dick Stevenson, The Times's Europe editor, wrote in the memo In an interview, Mr Kahn emphasized that the plan was intended to extend the life of the mtei national print pioduct ' The cost structure of pi mt wasn t viable, he said "We intend to produce pi mt at a lowei cost for mam years, he added "We intend for there to be a long life foi our mtei national print opei ations The pioposal comes less than two weeks after The Times announced it would invest more than s50 million ovei the next three yeai s to support an ambitious plan to met ease its global digital i evenue and gì ow its mtei national audience The Times formed a new team called NYT Global to lead the effort 'Theie was nothing said in the NYT Global plan, which is going full steam ahead, about the futuie of punt, Mr Kahn said Fiance remains avital market for us and we will maintain a i obust news buleau m Paus a:, well as a coie international advertising office there,' Arthui "We intend to produce print at a lower cost for many years." Sulzberger Jr, The Times s publishei Mark Thompson, its chief executive and Dean Baquet, its executive editor, wi ole m a note to emplo\ ees The i oots of the papei s Paris opeiation go back to 18&7, when the Eui opean edition of The New Yoi k Herald was established It has been published continuously since then, except foi the foui years of the Gei man occupation of Pai is m World War 11 After the demise of the pai enl papei, which had become The New Yoik Herald Tnbune, the Parisbased papei became in the mid-1960s The Intei national Heiald Tnbune, with The Washington Post Company and The New Yoik Times Compam as part ownei s The Times took full control in 2003, and rebranded the publication as The Intei national New Yoi k Times m 2013 EDITORIA Pag. 13 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 2 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Bill Emmott: «L'Europa si dia un piano ambizioso Solo così eviterà il disastro» Lo scenario di Maria Serena Natale Cosa significano questi scenari per l'Europa delle crisi multiple «Riflettono un sentimento che si rafforza nel Regno Unito come nei Paesi Bassi o in Dani- «It's thè economy, stupid». Nell'Europa della tempesta perfetta vale ancora l'intuizione che nel 1992 portò Bill Clinton alla Casa Bianca, «L'economia, stupidi». Nella lettura di Bill Emmott la partita per il Palazzo di Vienna e, in prospettiva, per la sopravvivenza dell'Europa unita si gioca qui. «I timori per la crisi migratoria restano più sopportabili di quelli legati alla perdita di posti di lavoro», riflette da Londra l'ex direttore del settimanale The Economist e fondatore della «Wake Up Foundation» che in cima alla lista degli obiettivi ha messo la voce «salvare la Ue da se stessa». Nel 2015 è uscito il suo Great European Disaster Movie, docufilm sul Grande Disastro Europeo ambientato in un fu- II vantaggio dei populisti L'austerità comporta tempi di ripresa lunghi, che danno ai populisti un vantaggio: l'impazienza turo prossimo dove l'Unione si è disintegrata sotto le spinte nazionaliste, Marine Le Pen è presidente di Francia, le città senza luce e Vienna non è assediata dall'esercito ottomano ma dai terroristi dell'Isis. La realtà si ricongiunge con la fantapolitica «Se non cambieremo rotta, sì. L'Austria è un esempio: linea del fronte nell'emergenza immigrazione dove è maturato un puro voto di protesta. Certo, siamo sempre nella cornice del doppio turno, uno scenario simile a quello che potrebbe verificarsi nel 2017 a Parigi con la leader del Front National, Marine Le Pen». E a quello già verificatosi nel 2002 con il ballottaggio tra il fondatore Jean-Marie Le Pen e Jacques Chirac... «Esattamente, allora il candidato estremista fu sconfitto dopo l'exploit della prima tornata. Per di più in Austria il presidente ha un ruolo molto meno incisivo che in Francia». EDITORIA marca, Svezia, Germania, Italia... la percezione del fallimento delle politiche comunitarie in tutti i campi, a partire dalla crisi dell'eurozona». Si apre una fase cruciale per l'Unione Europea, che va dal referendum britannico di giugno sulla Brexit alle elezioni del 2017 in Francia e Germania. Come evitare il «contagio austriaco» «Dimostrando che la Ue è capace di intervenire in modo incisivo. Non si può risolvere la crisi migratoria senza sciogliere il nodo dei finanziamenti: quali risorse impegnare, come coinvolgere gli Stati? La leadership economica oggi risiede a Berlino, non a Bruxelles. E l'approccio tedesco basato sull'austerità comporta tempi di ripresa inevitabilmente politicamente abile, ma in linea di principio l'approccio è corretto. I cittadini chiedono piani ambiziosi e obiettivi chiari, come stanziare fondi per aiutare i migranti a restare nei Paesi d'origine o ai confini esterni dell'Unione. L'accordo con la Turchia risponde a questa logica, e va nella giusta dirczione». [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA • Bill Emmott, 59 99 I bond europei? Sbagliato proporre una misura provocatoria per la Germania L'approccio generale però è corretto anni, ex direttore dell'Economist. Nel 2015 e uscito il suo docu-film sul Grande Disastro Europeo lunghi, che in assenza di politiche espansive e piani di investimenti pubblici danno ai populisti un vantaggio decisivo: l'impazienza degli elettori». Un ritardo sull'economia al quale contribuisce lo svuotamento di prerogative della politica. Vede una responsabilità specifica della sinistra «La sinistra è in trappola. Il presidente francese François Hollande è diventato il simbolo di questo declino proprio mostrandosi privo della capacità o della volontà di respingere le direttive tedesche». L'Italia propone bond europei per l'immigrazione, strada praticabile per finanziare una strategia comune «Proporre una misura considerata provocatoria dalla Germania non è stato un passo Pag. 14 Mercoledì 27/04/2016 47 Direttore Responsabile Diffusione Testata Jean Daniel (non disponibile) "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE Presse "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'économie: esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par les baies vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le plus influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12 millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la statue trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture néomaoïste fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous censurer ou calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont inscrits sur les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60 collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la moindre diva. Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton Beddoes, 48 ans. dixseptième directrice de la rédaction et première femme à diriger l'institution après une carrière d'économiste au FMI et vingt ans de maison. Ici. le petit livre rouge que les rédacteurs apprennent par cœur onomie: esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par les baies vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le plus influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12 millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la statue trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture néomaoïste fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous censurer ou calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont inscrits sur les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60 collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la moindre diva. Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton Beddoes, 48 ans. dix-septième directrice de la rédaction et première femme à diriger est un « guide du style » en vigueur depuis cent soixante-treize ans. Pour unifier la langue des articles et éliminer les tournures impropres, un logiciel a même été mis au point. Au cœur du système, le service de documentation vérifie toutes les données. Epluché, rectifié, réécrit, chaque papier est une œuvre collective. « Nous désapprouvons le communisme, mais nous vivons comme des communistes », s'amusent les journalistes. De drôles de cocos que ces libéraux qui défendent le droit à l'euthanasie, la libéralisation des drogues ou les OGM ! Avec 75 millions d'euros de bénéfice opérationnel pour 411 millions de chiffre d'affaires en 2015, le journal roule sur l'or. L'an dernier, le groupe Pearson, principal actionnaire, a cédé les 50% du journal qu'il détenait depuis 1928. Exor, le holding de la famille Agnelli (Eiat, Chrysler), s'en est saisi pour la bagatelle de 586 millions d'euros, devenant le nouvel actionnaire de référence - sans exercer toutefois de contrôle majoritaire sur le journal. Une clause interdit de détenir plus de 50% du capital et de compter plus de 20% des voix au conseil, où figurent les plus grandes dynasties du business britannique (Cadbury, Rothschild...). Pour racheter en autocontrôle un paquet d'actions, le journal vient de vendre ses bureaux. « Nous allons déménagerai 2017 pour mieux organiser notre transformation digitale », indique Anne Foley, manager editorial responsable de l'opération. Le virage du numérique ne fait pas peur à « The Economist >•. Lancé dès 1997, son site compte déjà plus de 300 000 abonnés. « Si vous voulez de bons contenus, vous devez les payer d'une manière ou d'une autre », dit Zanny Minton Bcddocs, qui vise une communauté de 72 millions de décideurs globaux. L'avenir est assuré. Pour l'heure, le journal mène une campagne anti-Brexit, « un danger réel pour la GrandeBretagne, l'Europe et le monde ». Avant d'affirmer sa position, « The Economist » a organisé une de ces joutes rhétoriques dont il a le secret : un rédacteur pro-Brexit a défendu la thèse des europhiles, un autre anti-Brexit a plaidé pour la sortie du Royaume-Uni. « Puis la direction a tranché », sourit Anne Foley. Vive le central isme démocratique ! D l'institution après une carrière d'économiste au FMI et vingt ans de maison. Ici. le petit livre rouge que les rédacteurs apprennent par cœur onomie: esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par les baies vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le plus influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12 millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la statue trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture néomaoïste fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous censurer ou calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont inscrits sur les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60 collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la moindre diva. Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton Beddoes, 48 ans. dix-septième directrice de la rédaction et première femme à diriger est un « guide du style » en vigueur depuis cent soixante-treize ans. Pour unifier la langue des articles et éliminer les tournures impropres, un logiciel a même été mis au point. Au cœur du système, le service de documentation vérifie toutes les données. Epluché, rectifié, réécrit, chaque papier est une œuvre collective. « Nous désapprouvons le communisme, mais nous vivons comme des communistes », s'amusent les journalistes. De drôles de cocos qu Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. EDITORIA Pag. 15 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 CHESSIDICE IN VIALE DELL'EDITORIA Rainews24, approverò il piano editoriale di Antonio Di Bella. I giornalisti di Rainews24 hanno approvato il piano editoriale proposto dal direttore Antonio Di Bella. Il piano è stato approvato con 144 voti a favore, 19 contrari e 3 schede bianche. Alle votazioni ha partecipato più dell'88% dei giornalisti della all news della Rai. Financial Times: con l'ops di Cairo la porta dei salotti si apre. Il destino di Rcs sarà deciso per la prima volta dal mercato e non dietro la porta chiusa dei salotti buoni. Così il Financial Times, in una Lex column dell'edizione online, commenta l'ops lanciata da Urbano Cairo. «Adesso un membro del salotto buono ha deciso di rompere i ranghi», si legge nella Lex column dal titolo Rcs: salotto door opens, «Cairo Communication ha lanciato un'offerta di scambio delle azioni di Rcs». «Fiat ne ha avuto abbastanza», ha proseguito ZTt, «la società distribuirà la sua quota del 17% ai suoi soci per partecipare all'operazione La StampaRepubblica Questa mossa aumenterà il flottante e così il destino di Rcs sarà stabilito dal mercato e non dietro porte chiuse». Il New York Times chiude parte della sede parigina. Il quotidiano americano ha annunciato di voler chiudere una parte della sua sede di Parigi, quella che si occupa del lavoro di editing e di prestampa, una mossa che porterà al taglio o allo spostamento di 70 posti di lavoro. Il gruppo ha fatto sapere di volersi concentrare sulle due sedi di New York e di Hong Kong. Lo si legge in un documento depositato dall'editore alla Sec, la Consob americana, in cui si sottolinea come la misura porterà a un costo di 15 milioni di dollari che saranno messi a bilancio nel secondo trimestre dell'anno. Il quotidiano di New York sta vedendo una forte diminuzione delle entrate pubblicitarie su carta. La redazione e il dipartimento che si occupa di pubblicità continueranno a restare a Parigi e l'edizione cartacea cfeWIntemational New York Times continuerà a essere pubblicata e distribuita in Europa. L'annuncio è arrivato due settimane dopo che il New York Times ha detto di voler investire più di 50 milioni di dollari nei prossimi tre anniper sostenere un piano con il quale ampliare la sua presenza a livello mondiale. YouTube, nuove pubblicità brevi da 6 secondi. YouTube punta alla brevità e ha presentato un nuovo formato di pubblicità. Dura sei secondi e come ha fatto sapere il product manager, Zach Lupei, è studiata per gli utenti mobile. Il nome del nuovo prodotto è Bumper e prende ispirazione ai vecchi spot di pochi secondi che venivano trasmessi in tv. Tuttavia i nuovi formati non cancelleranno le classiche pubblicità di YouTube che continueranno a esistere. L'idea è quella che i video più lunghi possono presentare la campagna pubblicitaria mentre quelli più brevi continuare a sostenerla, rafforzandone il messaggio. I Bumper non potranno essere in parte saltati come è possibile fare per la maggior parte dei messaggi pubblicitari su YouTube. Sat.tv, l'app con la guida ai programmi delle tv satellitari su Hot Bird. L'applicazione è stata realizzata da Eutelsat e Wiztivi, società fornitrice di soluzioni di tv multiscreen. Attraverso Sat.tv, che sarà disponibile gratis su App Store e Goolge Play Store, i broadcaster potranno caricare palinsesti e le informazioni relative alla programmazione che verranno visualizzate in tempo reale sulla app. Dal canto loro, gli utenti avranno a disposizione un'interfaccia in inglese, francese, russo, italiano e arabo per accedere ad un ampio numero di programmi in oltre 40 lingue. A Paolucci le relazioni esterne di Condotte. Massimiliano Paolucci, 52 anni, giornalista prof essionista e già direttore della comunicazione di Telecom Italia, responsabile relazioni media, opinion maker e mondo accademico del Gruppo Pirelli, direttore della comunicazione di Aiscat e Aeroporti di Roma, è il nuovo direttore relazioni esterne e affari istituzionali della società di costruzioni Gruppo Condotte. EDITORIA Pag. 16 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 37 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Torino Dal 12 al 16 maggio, bilancio attivo. Ospiti le letterature arabe Ligabue, Zalone & C. Il Salone del rilancio punta sulla notte pop Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile Ernesto Ferrero, Piero Fassino, Giovanna Milella, Sergio Chiamparino, e Régis Faure (Lapresse) dal nostro inviato Cristina Taglietti TORINO Miracolo a Torino: il Salone si farà, sarà un'edizione ricca e, probabilmente, dai grandi numeri. Grazie anche a icone pop come Luciano Ligabue e Checco Zalone, a nomi di forte richiamo come Samantha Cristoforetti, al sostanzioso programma by night. Ieri alla bellissima Fondazione Merz i vertici del Salone, forti del « ripianamento finanziario che permetterà di chiudere in attivo il bilancio 2016, di una nuova compagine societaria che ha visto l'ingresso nella Fondazione di Miur, Mibact, Intesa Sanpaolo e della forte progettualità sul futuro» (Piero Fassino dixit) hanno presentato la ventinovesima edizione (dal 12 al 16 maggio). «Un'edizione che va oltre le migliori aspettative» ha detto la presidente Giovanna Milella che ha anche confermato il contributo di Unicredit come sponsor. Un miracolo l'ha definito appunto il direttore Ernesto Ferrero, citando il finale del film di De Sica Miracolo a Miiano, «in cui i protagonisti si sollevano in volo sulle loro scope verso il mondo che vagheggiano». Il prodigio, per Ferrero, «è essere riusciti a congegnare un Salone che ci sembra il più ricco, il più scintillante di una lunga storia». Le luci si accenderanno soprattutto la sera. Grazie all'introduzione del EDITORIA biglietto pre-serale ridotto a 5 euro (dopo le 18) sul modello Expo, la fascia happy hour sarà dedicata alla culturaintrattenimento con nomi come Francesco Guccini, Luciano Ligabue, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti. Ma gli eventi in programma sono molti. Il violoncellista Mario Brunello si esibirà in un concerto con il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky nelle inedite vesti di pianista e Omar Pedrini accompagnerà il reading di Mauro Corona. Fabrizio Gifuni porterà il suo Omaggio ad Amieto, in occasione dei 400 anni dalla scomparsa del Bardo, mentre Nanni Moretti e Margherita Buy leggeranno Natalia Ginzburg per il centenario della nascita. A portare Checco Zalone (con Gennaro Nunziante e Gianni Canova) al Lingotto sarà invece la Puglia, Regione ospite, presente con un grande stand e un ricco programma di appuntamenti che mettono insieme un incontro su Aido Moro, cent'anni di visioni politiche a un altro con Al Bano che spiega perché la Puglia è un ponte verso la Russia. Il programma del Salone declinerà il tema della visionarietà attraverso un che ha sostituito l'Arabia Saudita come Paese ospite, coordinato da un gruppo di arabisti che fa capo a Paola Caridi e a Lucia Sobrera dell'Università di Sydney, porterà al Lingotto il poeta sirianolibanese Adonis, il direttore del Museo del Bardo di Tunisi, Moncef Ben Moussa, gli scrittori algerini Boualem Sansal e Yasmina Khadra. Le voci che interverranno al Salone parleranno di ciò che accade a livello politico e sociale, per esempio con la saggista e narratrice egiziana Ahdaf Soueif e con May Telmissany, docente di studi arabi all'Università di Ottawa. Ma si parlerà anche di identità e di privato con la marocchina Leila Slimani, autrice di un romanzo in cui racconta un'ossessione sessuale, e di graphic novel con gli egiziani Magdy El Shafee e Muhammad Shennaw. grande parterre di ospiti italiani e internazionali da Roberto Cingolani a Samantha Cristoforetti, da Christophe Galfard, fisico francese dal grande talento divulgativo, a Carlo Ginzburg. Il focus allargato sulle «culture arabe» Pag. 17 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 37 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Aspettative II direttore Ernesto Ferrero: «Un miracolo». Piero Fassino e la presidente Giovanna Milella: «Decisivi i nuovi soci» Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Tra i grandi ospiti internazionali ci sarà l'avvocato (iraniana, dunque non araba) Shirin Ebadi, prima donna musulmana a ricevere il premio Nobel per la pace e Antoine Leiris, l'uomo che a Parigi ha perso la moglie nella strage del Bataclan e che, all'indomani del massacro, ha scritto ai terroristi la lettera Non avrete il mio odio, ora diventata un libro. La narratrice americana Marilynne Robinson al Lingotto riceverà il premio Mondello, mentre la giapponese Marie Kondo, caso internazionale con il suo II magico potere del riordino, spiegherà le ragioni del successo del suo metodo. Tra gli scrittori che per la prima volta sbarcano al Salone ci sono Michael Cunningham, Muriel Barbery e Bernard Quiriny. Tornano invece al Lingotto Dario Fo, Claudio Magris, Roberto Saviano che festeggerà i dieci anni di Gomorra. Ad inaugurare il Salone sarà il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, giovedì 12, quando ci sarà anche Giorgio Napolitano con il suo libro sull'Europa. Non mancherà il premier Matteo Renzi, atteso per sabato 14. © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 18 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 46 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress NelFIntemet dei traffici clandestini nascono anche riviste culturali Qpeicarsari deUaletteratttra nelmare agitato del darkwéb STEFAJVIA PARMEGGIANI **oi siamo anonimi. Siamo cultura... Gli utenti senza volto che si muovono nel dark web sono stanchi di essere considerati dei criminali. Mercanti di droga, di armi, di informazioni rubate. Peggio ancora, pedofili e terroristi. Nell'Internet profondo, quello che sfugge ai normali motori di ricerca, ci sono persone che credono nel diritto di scrivere, ma soprattutto di leggere in modo anonimo. Discutono di sorveglianza, copyright, arte digitale, libertà creativa. E lanciano progetti di resistenza culturale come "The Torist", la prima rivista letteraria, in inglese, del dark web. D debutto è stato a gennaio, una settimana fa l'annuncio del secondo numero: si cercano opere di saggistica, narrativa, poesia e arte visiva Nel frattempo è nata in Francia una rivista gemella Editori e autori diversi, ma stesso nome e stesso ambiente di pubblicazione: la rete Tor, creata nel 1996 dai laboratori della Marina statunitense per proteggere le comunicazioni del governo, oggi utilizzata da chiunque voglia navigare nell'anonimato. Aquelle profonditàle acque sono agitate: i mercati neri nascono e muoiono, gli indirizzi cambiano all'improvvi essere stimolante. «L'idea è nata nei giorni in cui frequentavo Galaxy, un social network anonimo», spiega Robert W. Gebi, professore dell'università dello Utah specializzato in tecnologie della comunicazione, il volto pubblico della rivista Tra i suoi contatti persone con cui parlava di politica, cultura e libertà digitali. Tra questi Gmh, un utente che ha scelto il suo pseudonimo come omaggio al poeta inglese Gerard Manley Hopkins. Dopo un anno e mezzo di lavoro è uscito il primo numero di The Torist: può essere scaricato gratuitamente, ma il link so, i forum affondano per attacchi si apre solo con il browser Tor. «È stato un esperimento. Ci informatici, azioni di polizia o piaceva l'idea di una letteratura emergenze improvvise. Non è esclusiva del dark web e l'ambiente ideale dove leggere racconti o poesie, ma può EDITORIA volevamo sfidare i pregiudizi di chi pensa che nell'anonimato si muovano solo criminali». Cinquantuno pagine, foto in bianco e nero, grafica raffinata e contenuti insoliti: racconti, poesie, saggi... C'è un saggio di KairUs (Linda Kronman e An dreas Zingerle), collettivo di artisti che denuncia le frodi online Pag. 19 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 46 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 e i rischi di un consumo inconsapevole della tecnologia « Riviste come The Torist— raccontano —inviano un messaggio politico per il solo fatto di essere pubblicate in uno spazio meno controllato: i lettori non vengono registrati come consumatori». Sostenere la rivista per KairUs significa spingere i lettori a superare le proprie abitudini di navigazione: «È più emozionante fare uno sforzo per trovare lavori interessanti che consegnarsi a un elenco manipolato da algoritmi che offrono qualcosa in base ai comportamenti precedenti». C'è poi un racconto distopico di J.M. Porup, scrittore e giornalista Lo abbiamo incontrato su Signal, l'app di messaggistica che protegge le comunicazioni usando di default la crittografia end-to-end, la stessa usata ogni giorno da Edward Snowden, da hacker e attivisti. «La cultura può prosperare solo in una società libera—spiega—manoinon viviamo in una società libera Noi viviamo in Internet, vale a dire uno stato di sorveglianza totale. La polizia segreta esiste per rafforzare lo status quo e sopprimere il dissenso. Questi governi criminali considerano ogni deviazione dalle norme sociali come una minaccia e così scrittori, artisti, musicisti finiscono sotto sorveglianza, proprio come i criminali, gli spacciatori e i terroristi». Chi ha contribuito al primo numero però si è firmato con il suo vero nome, all'anagrafe o de piume. «Ci sono molte persone che vogliono parlare o esprimersi nell'anonimato. È possibile che The Torist li aiuti a farlo», spiega Gebi che ha riflettuto a lungo prima di uscire allo scoperto. «Uso il mio nome come una specie di liason con il clear web. Con la mia identità posso accedere facilmente alle reti accademiche e creative, ma se The Torist decollapotrei smettere di usarla in modo che Gmh sia libero di sottolineare gli Che investono, prima di tutto, i lettori. «In passato, sulla carta, tutti leggevano in forma anonima — riflette Porup —. Se vogliamo evitare un brutale futuro da incubo, uno stivale che calpesta un volto umano per sempre, come ha scritto Orwell, allora abbiamo bisogno di costruire EDITORIA un mondo in cui la lettura è ancora una volta anonima». Data la linea editoriale, Geni e Gmh hanno deciso di pubblicare la rivista con una licenza Creative Commons: chiunque può condividere e sviluppare la loro idea. E infatti poche settimane fa è nata una versione francese. In questo caso il volto pubblico è quello del giornalista Thomas Deslogis. Entrambe le riviste sono risalite in superficie, aprendo un account su Twitter «per dire al mondo che noi esistiamo». La reazione è stata immediata. Tra i retweet anche quello di William Gibson, l'autore cult di Neuromante. Al pari degli artisti e degli scrittori che ospitano, gli editori possono essere considerati artivisti: creano operazioni culturali per fare riflettere sulle condizioni della società in cui viviamo. La tendenza è diffusa anche tra le figure storiche di Internet, gli utopisti della rete libera e i protagonisti del dibattito sul diritto d'autore. Peter Sunde, uno dei fondatori di The Pirate bay, il più famoso sito di peer-topeer, dopo aver passato sei mesi in carcere ed essere stato condannato a risarcire milioni di euro alle major dell'industria discografica, ha deciso di cambiare strategia. Oggi comunica le sue idee tenendo conferenze e creando opere d'arte. La suaKopymachin, un computer che cancella e copia all'infinito la canzone Crazy degli Gnarls Barkley mentre un contatore mostra il denaro che starebbe rubando, si inserisce in una Dalle azioni pirata degli "01 .org", che hanno duplicato e manipolato di tutto, compreso il sito del Vaticano, al manifesto plagiarista dell'artista californiana Amy Alexander, che dal 1998 si genere automaticamente grazie a un programma che remixa frasi copiate qua e là. Cultura di nicchia? Forse, ma non è il caso di ignorarla: a volte l'arte pirata dalle profondità del web sale in superficie e sfida il potere. Lo sanno bene gli islandesi che in autunno potrebbero scegliere come premier Birgitta Jónsdóttir, sostenitrice di WikiLeaks e poetessa Dopo le dimissioni del primo ministro Sigmundur David Gunnlaugsson per lo scandalo Panama Papers, il partito pirata ha aumentato in modo vertiginoso la sua popolarità e una intellettuale outsider come Jónsdóttir, potrebbe rendere più vago il confine tra sogno e realtà. In fondo è a questo — ha scritto Quentin Girard in un ritratto di Sunde su Liberation — che servono i pirati. ILDARIÌWE» È una parte del deep web (l'internet sommerso) intenzionalmente nascosta I siti non sono raggiungibili dai normali motori di ricerca , bisogna conoscere l 'indirizzo e usare soft ware per l'anonimato LA RETE TOR Tor (The Onion Router) è un software che protegge dall'analisi del traffico e offre una serie di servizi leciti e illeciti, coprendo i server cheli ospitano È frequentato da 2, 5 milioni di persone al giorno GLOSSARIO ILDARIÌWE» È una parte del deep web (l'internet sommerso) intenzionalmente nascosta I siti non sono raggiungibili dai normali motori di ricerca , bisogna conoscere l 'indirizzo e usare soft ware per l'anonimato LA RETE TOR Tor (The Onion Router) è un software che protegge dall'analisi del traffico e offre una serie di servizi leciti e illeciti, coprendo i server cheli ospitano È frequentato da 2, 5 milioni di persone al giorno The Torist ILDARIÌWE fiction > poetry non fiction È una parte del deep web (l'internet THE TORIST Nei servizi nascosti di Tor ha trovato spazio anche una rivista letteraria, la prima del dark web. Si chiama The Torist è scritta in inglese e a poche settimane dal debutto ha già una gemella francese sommerso) intenzionalmente nascosta I siti non sono raggiungibili dai normali motori di ricerca , bisogna conoscere l 'indirizzo e usare soft ware per l'anonimato LA RETE TOR Tor (The Onion Router) è un software Pag. 20 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. EDITORIA 46 Mercoledì 27/04/2016 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Pag. 21 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 37 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress AGENZIA DELLE ENTRATE La coppia difetto paga un solo canone Saverio Fossati * pagina 39 Saverio Fossati * pagina 39 Agenzie delle Entrate. Voltura automatica se l'utenza elettrica è intestata a un coniuge e «la tassa Rai» all'altro Coppia di fatto, un solo canone Obbligo di versamento anche per chi è ricoverato in casa di riposo Saverio Fossati Chi deve pagare il nuovo canoneRaiPQuesto interrogativo assilla gli italiani sempre più preoccupati dalle incertezze, ancheseinrealtàiprincipidibase sono piuttosto semplici. La casistica, certo, è infinita e per questo l'agenzia delle Entrate è in prima linea per fornire chiarimenti; gli ultimi apparsi ieri sono dedicati a chi ha un bed & breakfast e al concetto di « famiglia anagrafica». Prima, però, è il caso di ricordare che è dovuto un solo canone per ogni famigliaanagrafica, indipendentemente dal numero di abitazioni possedute dai suoi componenti e dal numero di contratti di fornitura di energia elettrica. La situazione ideale sarebbe quella di un solo contratto, intestato a un membro della famiglia che risiede nell'abitazione insieme a tutti gli altri. Ma se diversi componenti della stessa famiglia anagrafica sono titolari di più contratti per utenza elettrica residente, nella stessa abitazione o in abitazioni diverse, si dovrà comunicare al Sat a Torino su quale fattura elettrica devono essere effettuati gli addebiti, compilando il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva pubblicato sui siti www. agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it. Chi invece deve pagare, se la moglie ha sempre versato l'abbona mento tv mentre l'utenza elettrica residenziale è invece intestata al marito? In questo caso non occorre nessuna dichiarazione, perché lo sportello Sat procederà alla voltura del canone di abbonamento nei confronti del marito. EDITORIA Il caso affrontato ieri dall'agenzia riguarda le coppie di fatto: inrelazionealladefinizione di «famiglia anagrafica» (articolo 4 del Dpr 223/89), purché ci sia la certificazione del Comune competente. In sostanza, agli effetti anagrafici, per famiglia si intende un insiemedi persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela oda vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare); una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona. La prova dei "vincoli affettivi" viene riconosciuta alla dichiarazione che gli interessati rendono al momento della costituzione o subentro nellafamiglia. Se non c'è quella dichiarazione, non c'è famiglia anagrafica, quindi, se l'altro membro della coppia non registrata sia intestatario di un'altra utenza elettrica in un'altra casa, pagherà un secondo canone. Attenzione, però: i soggetti che effettuano dichiarazioni anagrafiche chiariscono se nell'abitazione all'indirizzo di residenza sono già iscritte delle persone e indicano se sussistono o non sus sistono, rapporti di coniugio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi con esse. Persone o famiglie che coabitano nella stessa abitazione possono quindi dar luogo, a distinte famiglie anagrafiche se, appunto, tra i componenti delle due famiglie non vi sono tali vincoli. Proseguono poi le Entrate sul caso del contribuente intestatario dell'utenza elettrica, titolare di un bed and breakfast, che già paga il canone Tv "speciale" per Famiglia anagrafica •II Regolamento Anagrafico della Popolazione Residente (Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223) prevede, all'articolo 13, che i soggetti effettuino dichiarazioni anagrafiche quali la costituzione di nuova famiglia o di nuova convivenza, mediante apposita modulistica per effettuare le dichiarazioni anagrafiche predisposta dal Dipartimento Affari Interni e Territoriali del Ministero dell'Interno e adottata da ogni Comune. L'articolo 4 dello stesso Decreto evidenzia che, agli effetti anagrafici, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare). l'unico apparecchio TV a l'unico apparecchio TV a disposizione della famiglia e degli ospiti. In generale, la detersione di un apparecchio televisivo installato in locali che ne permettano la visione a persone estranee alla famiglia (come i clienti) implica che sia dovuto non il canone ordinario, ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 22 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 37 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress dicono le Entrate, dato che in questo caso il titolare già paga, appunto, il canone speciale, potrà presentare la dichiarazione sostitutiva di «non detersione» compilando il quadro A ed evitare il canone ordinario. Infine, chiarisce l'Agenzia, un contribuente ricoverato in una casa di riposo che detenga un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto al pagamento del canone. Se invece ne è privo ma è titolare di un'utenza elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di «non detenzione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 23 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Virman Cusenza 139.923 Dai B&B agli eredi, ecco chi non paga il canone Rai Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress LE ISTRUZIONI ROMA Dal canone speciale per i bed and breakfast, alla dichiarazione sostitutiva della moglie erede». L'Agenzia delle entrate si siede alla scrivania e risponde alle domande più frequenti, che arrivano dai contribuenti alle prese con la compilazione della dichiarazione per l'esensione dal pagamento del canone Rai. Da ieri, inoltre, sul sito sono disponibili anche ulteriori esempi di compilazione della dichiarazione sostitutiva. In questo modo, si legge in una nota, «si forniscono i chiarimenti alle principali problematiche affrontate dai contribuenti, e segnalate ai canali di assistenza dell'Agenzia e della Rai, in merito al canone tv e alla presentazione della di chiarazione di non detenzione». Le risposte e gli esempi sono aggiornati costantemente in base alle domande pervenute. Tra gli esempi di risposta fornita dali' Agenzia delle entrate c'è il chiarimento dato ai contribuenti che sono titolari di un bed and breakfast e che già pagano il canone speciale per la tv. Questi non sono tenuti al pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato e, se sono intestatari di utenza elettrica residenziale, possono evitarne l'addebito presentando la dichiarazione sostitutiva di non detenzione, compilando il quadro A. Cosa succede se in una famiglia che non possiede la tv, muore il marito intestatario dell'utenza elettrica? La moglie, in qualità di erede, può presentare la dichiarazione sostitutiva per Venerdì, intanto, il consiglio dei ministri darà via libera al decreto banche. Gli indennizzi saranno automatici per tutti coloro che hanno sottoscritto i bond di CariFe, Etruria, Banca Marche e Carichieti, fino ad agosto 2013. Per gli altri scatterà l'arbitrato. I rimborsi saranno integrali fino a circa 20 mila euro e per chi ha un reddito personale inferiore a 22-23 mila euro. R.EC. © RIPRODUZIONE RISERVATA VADEMECUM DEL FISCO SUL VERSAMENTO NELLA BOLLETTA VENERDÌ IN CDM DECRETO BANCHE CON INDENNIZZI AUTOMATICI l'esenzione dal pagamento del canone, in bolletta, compilando il quadro A del modello. LE ESENZIONI Mentre il cittadino residente all'estero, che ha un'abitazione in Italia, deve pagare il canone tv se sono presenti apparecchi televisivi all'interno dell'abitazione. In caso contrario, se è titolare di un'utenza elettrica residenziale, può presentare l'autocertificazione per l'esenzione dal pagamento del canone. Per i coniugi che hanno già presentato, nel 2015, la disdetta per cessione dell'apparecchio tv, e che non sono venuti in possesso di ulteriori apparecchi televisivi, l'Agenzia delle entrate fa sapere che devono presentare la dichiarazione sostitutiva. EDITORIA Pag. 24 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 19 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Entro settembre il closing. Per il momento non è previsto un cambio ai vertici della pay tv Premium-Vivendi a caccia di utili Allo studio operazioni commerciali e industriali con Telecom sce una piattaforma pay che ospita oltre 150 canali. È attivo pure nella tv free d'Oltralpe, e controlla e gestisce offerte di pay tv in oltre 30 paesi africani, in Polonia, in Vietnam e nei paesi d'Oltremare. Tanto per avere una idea del peso dei singoli business di Canal+, la pay tv in Francia vale 3,383 miliardi di euro (3,454 mld nel 2014), con 5,746 milioni di abbonati (6,062 mln nel 2014). La tv in chiaro, nel suo complesso e valutando pure i business internazionali, ha un risultato operativo positivo per 542 milioni di euro (erano 618 mln nel 2014) su un totale ricavi di 5,513 miliardi di euro (5,456 mld nel 2014). Restando al solo comparto televisivo, Canal+, in Francia, controlla sei canali a pagamento (Canal+, Cinema, Sport, Family, Serie e Décalé, ovvero il canale a orari sfalsati rispetto ai precedenti), ne edita un'altra ventina in partnership, e gesti sempre in Francia, fattura 203 milioni di euro (196), mentre la pay tv in Polonia, per Canal+, produce ricavi per 500 mln di euro (515 mln nel 2014) con 2,119 mln di abbonati (2,146 mln). Diciamo che l'investimento italiano in Premium ha quindi, al momento, un peso analogo a quello polacco nelle logiche del gruppo Vivendi. Dai paesi d'Oltremare arriva un fatturato pay di 413 milioni di euro DI CLAUDIO PLAZZOTTA (manager di Vivendi vanno e vengono da Cologno Monzese (dove oggi l'assemblea degli azionisti approverà i conti 2015) per completare la due diligence che porterà al closing dell'operazione con Mediaset e che, entro l'estate, vedrà passare il 100% della pay tv Premium al gruppo francese, e uno scambio incrociato del 3,5% di azioni tra il Biscione e Vivendi stesso. Per il momento sia Marco Giordani, presidente di Premium, sia Franco Ricci, amministratore delegato, restano al loro posto. Ma è abbastanza logico che, da settembre, col cambio del socio di riferimento, qualcosa muterà anche ai vertici della pay. Anche perché gli azionisti di Vivendi non vogliono in nessun modo ripetere l'esperienza di Canal+, gruppo televisivo che controllano e che, in Francia, da quattro esercizi chiude con notevoli rossi di bilancio. Nella cassa di Premium si ritroveranno circa 120 milioni di euro (nella gran parte frutto della passata vendita dell'11,11% di Premium a Telefonica), che magari potranno usare per sistemare i conti dei prossimi esercizi, considerato che il 2015 di Mediaset Premium spa si è chiuso con perdite per 83,88 milioni di euro su 641 milioni di ricavi per oltre 2,1 mln di infinito questa situazione». abbonati. Ma gli uomini di Vivendi spingeranno soprattutto su operazioni commerciali e industriali incrociate con Telecom Italia (di cui Vivendi è il maggiore azionista col 24,9%), per risalire velocemente la china. Non sono infatti tollerate perdite croniche. Tanto che nella relazione finanziaria del bilancio 2015 di Vivendi si fa esplicito riferimento al caso dei «sei canali di Canal+ in Francia che perdono soldi da quattro anni. Nel 2015 perdite per 264 milioni, dopo i 188 milioni di rosso del 2014. Per uscire dalla crisi (ricetta che potrebbe servire anche per l'Italia, ndr) bisogna restaurare la percezione del valore dell'offerta per l'abbonato, aumentare gli investimenti nelle produzioni originali e nei contenuti premium, migliorare l'esperienza nel mondo pay di Vivendi per l'abbonato. Negli ultimi due esercizi Canal+, in Francia, ha già investito 1,5 miliardi di euro, e Vivendi non ha i mezzi per supportare all'Peraltro il gruppo Canal+, Francia, controlla sei canali a pagamento (Canal+, Cinema, Sport, Family, Serie e Décalé, ovvero il canale a orari sfalsati rispetto ai precedenti), ne edita un'altra ventina in partnership, e gesti sce una piattaforma pay che ospita oltre 150 canali. È attivo pure nella tv free d'Oltralpe, e controlla e gestisce offerte di pay tv in oltre 30 paesi africani, in Polonia, in Vietnam e nei paesi d'Oltremare. Tanto per avere una idea del peso dei singoli business di Canal+, la pay tv in Francia vale 3,383 miliardi di euro (3,454 mld nel 2014), con 5,746 milioni di abbonati (6,062 mln nel 2014). La tv in chiaro, sempre in Francia, fattura mentre la pay tv in Polonia, per Canal+, produce ricavi per nel suo complesso e valutando pure i business internazionali, ha 500 mln di euro (515 mln nel 2014) con 2,119 Diciamo che un risultato operativo positivo l'investimento italiano in per 542 milioni di euro (erano Premium ha quindi, al 618 mln nel 2014) su un totale momento, un peso analogo a ricavi di 5,513 miliardi di euro (5,456 mld nel 2014). Restando quello polacco nelle logiche del al solo comparto televisivo, Canal+, in EDITORIA Pag. 25 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 19 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 gruppo Vivendi. Dai paesi d'Oltremare arriva un fatturato pay di 413 milioni di euro Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress (406 mln) con 499 mila abbonati (494 mila), dall'Africa di 400 milioni di euro (312 mln) con un boom di abbonati, passati a quota 2,073 mln dagli 1,552 mln del 2014. E il Vietnam vale 51 milioni di euro di ricavi (40 mln nel 2014) per 804 mila abbonati (794 mila). Infine, piccola nota di colore sui guadagni dei manager Vivendi, un gruppo che nel suo complesso vale 10,7 miliardi di ricavi: il presidente Arnaud de Puyfontaine nel 2015 ha avuto una retribuzione lorda di 3.392.000 euro, il direttore finanziario Hervé Philippe di 2 milioni, così come il direttore delle operazioni Stephane Rüssel. Insomma, il presidente di Publitalia, Giuliano Adreani (3.786.608 euro nel 2015) e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri (3.584.650 euro) non li batte nessuno, neppure a Parigi. ———©Riproduzione riservata——U EDITORIA Pag. 26 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 16 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress La conduttrice Rania: «Fraintesa: ma al diavolo questo caso Regeni» L'intervista diFaridAdly eVivianaMazza Lei ha mandato al diavolo Giulio Regeni in tv... «Mi hanno tradotta male». L'attrice e conduttrice egiziana Rania Yassin non si scusa, ma sostiene al telefono con il Corriere di essere stata fraintesa. «E* un'espressione, un'espressione egiziana, che se la traduci in italiano avrà un altro significato. Insomma, non volevo dire che lui dovrebbe andare all'inferno, ma che il caso dovrebbe andare all'inferno poiché sta causando problemi tra gli egiziani e gli italiani. Io rispetto Giulio Regeni, da vivo o morto. Non sto parlando di questo ma della cospirazione contro l'Egitto...». Rania Yassin lavora per la tv egiziana AI Hadath, il cui proprietario — secondo il quotidiano AI Ahram — è Mohammed Ismail, parlamentare della maggioranza governativa. La conduttrice ha acquistato un'istantanea notorietà e provocato non poca rabbia in Italia per le sue parole durante la puntata del 23 aprile del programma AI Hadath AI Youm (L'evento di oggi). A riascoltare il video, comunque, non sembra sia stata fraintesa: «A dire la verità mi faceva pena, è un giovane ed è stato ucciso, ma sinceramente adesso dico: inabissati nella catastrofe» (traducibile come «vai all'inferno»). Poi fa una pausa, si corregge: «Si è inabissato nella catastrofe». Chi è che voleva mandare all'inferno quindi «C'è un grosso problema adesso: abbiamo un embargo economico perché i media europei scrivono che all'Egitto il caso non importa e non ci stiamo sforzando di capire chi abbia uc sappiamo niente. Ecco, se tutti si comportassero così, tutti i Paesi romperebbero le relazioni gli uni con gli altri. Se qualcuno pensa che bisognerebbe fare così, vada all'inferno. E' questo che volevo dire». Yassin sostiene che «il problema è che bisogna aspettare che finiscano le indagini» e che c'è un «complotto dei terroristi» per dividere l'Italia dall'Egitto. Critica le speculazioni sul caso da parte dei media europei. Ma se le fai notare che nel suo programma specula sul fatto che Regeni fosse una spia, replica: «Ho sottolineato che non so se sia vero, che Dio solo lo sa». Un altro presentatore egiziano, Tamer Amin, in passato ha sostenuto che Giulio fosse gay; lei da la colpa ai social media che diffondono notizie false. Fino allo scorso gennaio Rania lavorava per la tv AI Assima ma intervistò l'astrologo Ahmed Shaheen, che evocò in una seduta spiritica in diretta l'ex presidente (assassinato) Sadat, il quale profetizzò un attentato imminente contro l'attuale raìs Al Sisi. Improvvisamente, Yassin smise di lavorare per quella tv, ma negò di essere stata licenziata: «Ho trovato un impiego migliore». Ieri il sito AI Watan scriveva: «E* diventata famosa da un giorno all'altro, senza nemmeno la fatica di lavorare a un film». © RIPRODUZIONE RISERVATA «L'evento di oggi» L'attrice e conduttrice egiziana Rania Yassin durante il programma «Al Hadath Al Youm» 99 Sono stata tradotta male. Non è il ragazzo ma il caso che dovrebbe andare all'inferno 99 Nel mondo ci sono tanti omicidi: tutti i Paesi dovrebbero rompere i rapporti? Chi la pensa così vada all'inferno ciso il ragazzo... Non è la prima persona assassinata nel mondo, noi egiziani abbiamo un cittadino ucciso in Italia e di cui non EDITORIA Pag. 27 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Lionel Barber (non disponibile) Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Getty image complaint threatens new EU antitrust front against Google CHRISTIAN OLIVER — BRUSSELS Google faces a new threat in its rapidly expanding antitrust battle with the EU after Getty Images, a leading US photo agency, complained that the search company was unfairly undermining its business. Getty said it would file a formal complaint in Brussels today, arguing that Google was trying to freeride on the business of photojournalism without generating content itself. Specifically, Getty accused Google Images of harvesting its photographs in a way that siphoned traffic away from Getty's paid-for website. Margrethe Vestager, EU competition commissioner, has already issued two sets of charges against Google — accusing it of abusing its dominance of web search to promote its own shopping new display diverted customers away from her company's website, where customers would pay for them. Getty said it had raised its concerns with Google three years ago but Google replied that Getty should accept its new presentation or opt out of image search, in effect becoming invisible on the web. services, and of abusing dominance of its Android operating system to lock customers into using Google apps. The Getty complaint broaches a third area of concern known as "scraping" — where Google is accused of using content generated by rivals to promote its own services. Some of Google's most vocal critics are travel websites, which have accused the tech group of culling their hotel and restaurant reviews and using them to bolster the quality of Google's own online travel services. The complaint means the European Commission will have to form a view on whether it believes competition rules have been broken. Google declined to comment on the case but, more broadly, denies having broken any antitrust rules. Under the previous commission, Brussels decided against proceeding with similar charges on scraping against Google. However, several lawyers opposing Google said they had received signals from the commission that it was becoming more receptive in light of other complaints and the fastchanging digital landscape. Getty argues that Google abused it dominance of image searches to change "drastically" the way that it presented the agency's photographs after January 2013, by displaying them in a high resolution and large format. Yoko Miyashita, Getty's general counsel, said this EDITORIA Pag. 28 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 DI ANDREA SECCHI Negli Stati Uniti è imminente la nascita di un colosso della banda larga fissa e della tv via cavo, con l'acquisizione di Time Warner Cable da parte di Charter Communication per un totale di 78 miliardi di dollari (69 miliardi di euro). Il dipartimento della giustizia Usa e la Federal Communications Commission hanno di fatto dato il via libera all'operazione a cui si aggiunge anche l'acquisizione di una società più piccola sempre da parte di Charter, la Bright House Network, per 10,4 miliardi di dollari (9,2 mld di euro), il che porta il valore dell'operazione a oltre 88 miliardi di dollari (78 mld di euro). Il via libera è però condizionato: le autorità antitrust vogliono impedire che gli operatori della tv on demand come Netflix siano danneggiati Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Nasce il secondo operatore via cavo degli Usa. Operazione da 78 miliardi di euro Charter-Twc, ok dall'antitrust Paletti pro-Netflix: niente ostacoli al video on demand dalla nuova Charter, che sarà il secondo fornitore di banda larga fissa e il terzo di televisione via cavo tradizionale negli Usa. Il gruppo che fa capo alla Liberty Media di John Maione ha accettato le condizioni (anche se ci sarà un'udienza formale) e sarà vincolato per sette anni. I paletti riguardano da una parte i contenuti: Charter non dovrà imporre ai propri fornitori clausole che impediscano loro di cedere in licenza film, show e quant'altro anche a servizi di video streaming on demand. Inoltre dovrà concedere a condizioni eque a questi ultimi l'interconnessione sulle proprie reti Internet (senza balzelli nel caso il provider generi molto traffico). Infine le condizioni dovrebbero riguardare l'impossibilità di imporre ai clienti tariffe al consumo oppure tetti nel caso guardino molti video online. cumulativo di queste condizioni sarà di garantire ulteriore protezione per le nuove forme di servizi video offerti sulla rete Internet». Il processo di acquisizione è durato a questo punto un anno, considerando che il primo accordo si è trovato nel maggio del 2015 per una cifra di 56,7 miliardi di dollari (50,2 mld di euro), che diventano oltre 78 con l'assunzione del debito. Charter, fino a quest» momento quarta società del cavo negli Usa, balzerà così al secondo posto dove già stava la Twc e raggiungerà 23 milioni di clienti, più altri 2 milioni che dovrà coprire come ulteriore impegno davanti all'antitrust. Si tratta del secondo tentativo per Maione: in precedenza Twc aveva rifiutato un'offerta non sollecitata e a quel punto si era fatta avanti la Comcast, vista come il cavaliere bianco. L'offerta di quest'ultima, però, era stata stoppata dal Dipartimento di giustizia e dalla Fee perché, già primo operatore come lo sarà anche in futuro, con l'acquisizione di Twc sarebbe arrivato a una marketshare del 60%. ———©Riproduzione riservata——H «Le tre condizioni per sette anni dovrebbero aiutare i consumatori beneficiando la concorrenza», ha detto il presidente della FCC Tom Wheeler in una nota che raccomanda agli altri commissari l'approvazione. «L'impatto EDITORIA Pag. 29 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 23 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Barbano 50.205 Addio a Franco Mancusi cantore della terra flegrea n lutto Addio a Franco Mancusi cantore della terra flegrea Pietro Gargano Franco Mancusi, il Maestro come lo chiamavamo in redazione, è morto ieri a 71 anni. Franco, già redattore capo del Mattino, aveva ricoperto ruoli di responsabilità anche negli organismi professionali: Ordine, sindacato, Inpgi. Una professione giornalistica declinata con passione e competenza, in una Addio a Franco Mancusi cantore della terra flegrea Pietro Gargano Franco Mancusi, il Maestro come lo chiamavamo in redazione, è morto ieri a 71 anni. Franco, già redattore capo del Mattino, aveva ricoperto ruoli di responsabilità anche negli organismi professionali: Ordine, sindacato, Inpgi. Una professione giorn persona che amava il mare e la terra flegrea, di cui conosceva e raccontava tutti i segreti. Oggi aBacoli, nella chiesa di Sant'Anna, alle 16, i funerali. > A pag. 31 listica declinata con passione e competenza, in una Addio a Franco Mancusi cantore della terra flegrea Pietro Gargano Franco Mancusi, il Maestro come lo chiamavamo i II lutto Addio a Franco Mancusi, cantore della terra flegrea la pesca silenziosa, assorta in altri pensieri, al largo del Monte di Procida. Ed entrambi si entusiasmavano come bambini quando alla catena di ami calata con pazienza dalla barca abboccavano decine di tonnacchielle. Ai Campi Flegrei, alle sue origini, Franco era legato visceralmente. E della salvaguardia di quei luoghi incantati, minacciati e a volte deturpati Storica firma del «Mattino» Mare, dall'incuria dell'uomo, aveva fatto un punto d'onore. Porta la sua firma, il musica e politica furono le sue segno della sua passione e del suo passioni. Aveva 71 anni Pietro talento giornalistico, anche l'ultimo Gargano La coerenza, la fedeltà evento organizzato nel Rione Terra di aun'idea. La passione giovanile per Pozzuoli dal San Carlo poco prima di il giornalismo, mai venutameno in Pasqua: una serata magica, nel Duomo restaurato e riempito dalle note cinquant'anni di professione, e il maestose dello Stabat di Pergolesi. Un legame con un giornale, il nostro giornale, durato quanto l'intera vita. orgoglio che Franco senti va come suo. Già, perché la musica, insieme con Franco Mancusi se n'è andato l'attenzione al Vesuvio e alla corona all'improvviso ieri, tradito dal suo vulcanica attorno a Napoli, erano stati cuore diventato negli ultimi tempi altrettanti punti nodali del suo lavoro di troppo fragile. Aveva 71 anni, e cronista di razza. Seguendoli per anni, molti li aveva spesi nella redazione Franco Mancusi era diventato esperto li maestro Così veniva chiamato in redazione Era tra i massimi divulgatori di tem! legati al Vesuvio moglie Enrica, storica dell'arte conosciuta fin da bambina. Enrica paziente, tenera, solida e sorridente sempre, sempre al suo fianco e pronta a sostenerlo in ogni battaglia, non ultima quella delicatissima per la salute. Ciao, caro Franco, maestro ironico e gentile. O RIPRODUZIONE RISERVATA In postazione Franco Mancusi seduto alla sua scnvania a «II Mattino» del «Mattino», dove era arrivato dopo le prime esperienze nel settimanale sportivo diretto da Guido Prestisimone. Il ciclismo, il nuoto, il cal- di bradisismo e di terremoti, di scosse e di eruzioni, raccontati sempre con competenza e misura, con onestà intellettuale, senza mai cedere ai facili allarmismi. Del San Carlo fu cio erano stati le sue «palestre», la politica intesa come confronto anche consigliere d'amministrazione, dialettico in nome dei principi di di Roberto De Simone era un eguaglianza e di libertà il suo habitat. A estimatore appassionato e un lungo aveva militato nel sindacato dei amicovero. Perniola giovani del giornalisti aziendale, poi via via in «Mattino» Mancusi era stato un quelli regionale e nazionale, con atti di maestro negli anni in cui aveva coraggio anche solitario nelle battaglie guidato la redazione di Pozzuoli, e sostenute dalla categoria in anni di così lo chiamavano tutti, al giornale, grandi contrasti di posizioni e di idee. da Claudio Scamardella, oggi a Era sempre stato socialista, Franco, Francesco Vastarella, oggi a capo socialista demartiniano, condividendo con il vecchio, sapiente leader non solo della redazione Grande Napoli. Dalle gli ideali democratici, ma anche gli stili cure delle adorate mamma e zie era passato a quelle amorevoli della di vita. Entrambi amavano il mare, e ORGANISMI DI SETTORE Pag. 30 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress UN BUSINESS CHE AUMENTA DEL 33% L'ANNO Perché ^Internet delle cose» è la frontiera della crescita di Carlo De Benedetti L? anno scorso la dimensione economica globale del mercato dell'IoT, l'Internet of Things, è stata valutata in 157 miliardi di dollari. Nel 2O21, secondo l'agenzia Research and Markets.salirà a 661 miliardi. Il relativo tasso annuo di crescita composto (C AGR) sarà di un mostruoso 33,3 per cento. Bastano questi numeri a spiegare perché Amazon, Cisco, General Electric, Oracle, Microsoft, Symantec e altre aziende di software stanno concentrando i propri investimenti sulPInternet delle Cose. Ancora una volta, a muoversi con più rapidità e decisione sono gli americani. Continua ' pagina 24 UN MERCATO DA 157 MILIARDI DI DOLLARI Internet delle cose, frontiera della crescita Gli Stati Uniti sono più avanti di tutti, l'Europa prova a tenere il passo di Carlo De Benedetti » Continua da pagina 1 Pochi giorni fa alla Fiera di Hannover il Geo di Microsoft, Satya Nadella, ha detto che la materia prima su cui lavorare sono «i dati prodotti dalle auto, dai motori aerei, dagli ascensori» perché su di essi si basano i nuovi sistemi di intelligenza industriali. Fha annunciato che al centro dell'operatività della sua azienda c'è ormai l'IoT. Ai nastri di partenza la gara è molto affollata, ma al traguardo si presenteranno in poche o addirittura una sola azienda, com'è accaduto con la ricerca sulla Rete (Google), l'eCommerce globale (Amazon e AliBaba), i social network (Facebook), la raccolta i sistemi operativi per apparecchi mobili (iOS e Android), i film on demand (Netflix). «Winner takes it all», ha sintetizzato al Financial Times il Chief Digital Officer di General Motors, Bill Ruh. Dove il "winner" è chi imporrà il proprio software come standard. Di Internet delle Cose si parla dalla fine del secolo scorso. Nel 1999 Kevin Ashton, ex ricercatore dell'azienda leader di prodotti per la persona e la casa Procter & Gamble, poi passato al MIT di Boston, usò la locuzione "Internet of Things" per la prima volta. C'è poi voluto un decennio per definire esattamente cos'è l'IoT: un sistema di apparecchiature semplici e complesse dotate di indirizzo IP (un codice identificativo unico) che si scambiano dati senza l'intervento umano. Gli "oggetti" possono essere le persone che indossano un indumento connesso oppure hanno un impianto che monitorizza funzioni fisiologiche, animali e piante con i biochip, le automobili con i sensori, i robot che si parlano lungo le catene di montaggio e comunicano con l'esterno, le scale mobili di un supermercato, i bisturi NUOVE TECNOLOGIE che trasmettono informazioni, i giocattoli interattivi: in teoria, qualsiasi "oggetto" vivo o inanimato che disponga dell'IP e della connessione alla rete necessari per scambiare i dati raccolti. Non bisogna confondere le intranet of things con l'Internet of Things: nel primo caso si tratta di reti delle sfide digitali globali, mentre altre sono in grave ritardo. L'Unione le elenca: l'edilizia, l'agro-alimentare, il tessile, la siderurgia. Ancora più arretrate sono le piccole e medie imprese, a prescindere dal loro prodotto o servizio. È un campanello d'allarme per l'Italia: la non procrastinabile modernizzazione chiuse con specifici obiettivi, i cui digitale arranca proprio nei settori oggetti interagiscono tra loro senza dove la nostra produzione è colloquiare con l'esterno; i dati dell'Internet delle Cose sono invece per tradizionalmente più forte. L'Italia è definizione disponibili per terzi, che li invece allineata alle eccellenze globali possono trattare, elaborare, arricchire, per quanto riguarda la ricerca usare per costruire nuovo valore. Che è sull'Interne! of Things. Pochi giorni fa quanto Microsoft e i suoi principali al Politecnico di Milano sono stati concorrenti si propongono di fare al presentati report incoraggianti sullo meglio e prima degli altri nella veste di stato dell'arte a livello scientifico; fornitori di software che diventano l'Università di Pisa porta avanti studi standard di mercato. Anche se, come di valore; altrettanto avviene in ottime evidenzia il report presentato all'ultimo realtà accademiche comeil Politecnico World Economie Forum di Davos, «la diTorino.Ci sono casi di spinoff che stragrande suscitano interesse all'estero, ma restano una rarità. Quando si tratta di maggioranza delle aziende sta ancora trasformare gli studi in realtà lottando per capire le implicazioni di Internet sulla loro attività», l'Europa sta industriali, arrivano le difficoltà. Mi finalmente facendo qualcosa per tenere ha detto recentemente un docente di il passo degli americani. Nel percorso di robotica: «Nella ricerca di base noi italiani siamo estremamente definizione del mercato unico digitale competitivi ma non riusciamo a che sta impegnando in questi mesi la Commissione, la scorsa settimana è trasformarla in innovazione effettiva». stato presentato un pacchetto di misure Qualche soluzione potrebbe venire da per un valore di 50 miliardi di euro una maturazione normativa e finalizzate a favorire la digitalizzazione soprattutto culturale che aiuti i dell'industria e dei servizi connessi. Tra ricercatori a diventare autonomamente esse oltre alla cloud continentale, alle imprenditori oppure che li spinga a tecnologie dei dati, alle retÌ5G, alla cyber- sicurezza etc. - compare anche l'IoT. Il commissario per l'economia e le società digitali Günther Oettinger ha detto che «l'Europa potrà mantenere la propria base competitiva e la leadership in settori decisivi solo se l'industria verrà digitalizzata rapidamente edefficacemente».Haragione. La Commissione di Bruxelles e il governo di Roma sono peraltro consapevoli che alcune aree dell'ecosistema produttivo sono all'altezza Pag. 31 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress cedere a imprese esistenti la proprietà intellettuale del frutto del proprio lavoro. La strada migliore, come dimostra l'esperienza di Silicon Valley, sarebbe che i ricercatori dell'IoT e di altri settori lavorino con venture capital per costituire spinoff. Copiare da chi ha già ben fatto è, in questi casi, la scelta più giusta. ©RIPRODUZIONE RISERVA TA NUOVE TECNOLOGIE Pag. 32 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 31 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Gli italiani? Uno su quattro usa la sharing economy Dalle case in affitto ai passaggi in auto, il settore della «condivisione» vale ora 13 miliardi dice Davide Pellegrini, perché è una scelta obbligata. Le condizioni di lavoro di una volta non torneranno più. E i processi collaborativi possono essere ROMA Per risparmiare qualcosa, applicati in tutti i campi». certo. Ma anche per aiutare chi non ha altre fonti di guadagno e Lorenza Salvia © costruire una (ambiziosa) RIPRODUZIONE alternativa al consumismo. RISERVATA Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ll rapporto Tns Raddoppiata in 2 anni la quota degli italiani che hanno scelto la nuova economia Cresce in Italia la sharing economy, l'economia della condivisione. È la galassia che va da Airbnb, il portale che mette in contatto chi cerca una casa o una stanza per brevi periodi con chi ha spazio disponibile, a Bia bia car, l'app per trovare un passaggio a pagamento in macchina, passando per tante altre forme di scambio, anche gratuito. Una galassia che nel 2015 è stata attraversata almeno una volta dal 25% degli italiani. Uno su quattro, il doppio La vicenda • Prendono sempre più piede le piattaforme di scambio della cosiddetta economia condivisa, da Airbnb a Bia Bia Car, per condividere il passaggio in auto di due anni fa. Lo dice uno studio realizzato da Tns, società di ricerche di mercato, che sarà presentato al Ferrara Sharing festival, in programma dal 20 al 22 maggio. Che il fenomeno sia in crescita non è una sorpresa. A livello mondiale, secondo l'Unione Europea, il fatturato dovrebbe crescere dai 13 mi 25 per cento la quota di italiani che almeno una volta l'anno ha utilizzato le potenzialità della sharing liardi di euro di adesso ai 300 del economy: da Uber alla 2025. E solo in Italia si contano quasi 200 siti o app della piattaforma condivisione. Colpiscono di più Airbnb le motivazioni che ci sono dietro. Al primo posto c'è il risparmio, indicato dal 41% degli intervistati, un campione rappresentativo di mille persone. Ma, considerato che erano possibili più risposte, il 39% dice che lo fa perché si tratta di una soluzione intelligente, il 32% per dare un'opportunità economica agli altri, il 33% perché è una bella risposta al consumismo. Non solo soldi. E chi si tira indietro? La prima risposta (16%) è la paura delle truffe. Ma ci sono tanti italiani (un altro 16%) che userebbero la sharing economy se solo ci fossero «regole giuridiche e fiscali». Al momento, con rare eccezioni, il settore si basa sullo spontaneismo, anche se in Parlamento avanza a rilento un disegno di legge che dovrebbe fissare una serie di NUOVE TECNOLOGIE Pag. 33 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 30 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Hi-tech. Il trimestre più difficile della storia recente: il giro d'affari scende a 50,6 miliardi di dollari - Deludono i profitti (-22,6%) Servizi informatici. Parla Tad Cannarsa Apple, primo calo dei ricavi in 13 anni Scendono per la prima volta gli iPhone - II tìtolo a Wall Street crolla (-7,5%) nell'after hours Marco Valsa nia NEW YORK v Apple ha sollevato ieri sera il sipario sul trimestre più difficile della sua storia recente. Hanno deluso i profitti, in calo del 22,6% a 10,52 miliardi di dollari contro l'arretramento del 18% pronosticato. Gli utili per azione sono stati di 1,90 dollari per azione contro i 2,33 dell'anno scorso e i 2 dollari attesi. Soprattutto il giro d'affari è scivolato per la prima volta in tredici anni, dal 2003, ed è caduto del 12,7% a 5°>6 miliardi, più del 10% ipotizzato. Una preoccupante ritirata del 26% è avvenuta anche sul grande mercato cinese. Le vendite di iPhone, il prodotto principe del gruppo, sono diminuite per la prima volta del 16% a 51,2 milioni, pur facendo meglio dei pronostici di 50,4 milioni. D titolo, scosso dai risultati, ha bruciato il 7,5% nel dopo mercato. «Ci siamo imbattuti in forti venti contrari macroeconomici», ha ammesso l'amministratore delegato Tim Cook. Anche se ha aggiunto di essere «soddisfatto della forza dell'ecosistema Apple e di una base in crescita fatta di oltre un miliardo di apparecchi attivi». Accanto agli iPhone, nel secondo trimestre fiscale dell'azienda hanno continuato a declinare i tablet iPad, del 19% a 10,25 milioni di unità. I computer Mac sono scesi del9% acirca4milioni. Unicaperformance incoraggiante: servizi e altri prodotti, che comprende gli Apple Watch, hanno messo a segno incrementi del 20% e del 30% rispettivamente. Ei prossimi mesi preannunciano ulteriori sfide per carenze di innovazione: gli analisti non immaginano rilanci prima dell'avvento del prossimo modello, l'iPhone 7 in autunno. Un altro protagonista tech, Twitter, ha a sua volta rivelato contipreoccupanti, che hanno aggravato il suo malessere: ha chiuso i libri degli ultimi tre mesi in perdita, pur se gli utili operativi hanno battuto le attese con 15 centesimi per azione contro io. Il fatturato ha particolarmente deluso, crescendo del 38% 3594,5 milioni ma fermandosi sotto previsioni medie di 608 milioni, condannato all'incremento più debole dal debutto in Borsa. Il titolo nel dopo mercato ha ceduto il 12 per cento. Twitter ha riportato una crescita degli utenti mensili del 3% a 310 NUOVE TECNOLOGIE Iphoneó. Ressa davanti all'Apple store di Monaco il giorno del lancio Resto dell'Asia Pacifica Giappone Cina Europa Americhe S 233,7 Valori in miliardi di dollari TOTALE VENDITE NETTE II gruppo Apple in cifre 170,9 2015 2014 2013 I Fonte: Apple milioni, per P83% sul mobile, un guadagno minimo che non aiuta a risolvere i nodi di una crisi scatenata dall'assedio di Google e Facebook e dall'incapacità dell'azienda guidata da Jack Dorsey di rinnovarsi, monetizzare gli utenti e fare breccia nella pubblicità. L'ansia degli investitori era però anzitutto rivolta alla trimestrale di Apple, per gli investitori. Un'ansia tradizionalmente riservata in stagioni difficili a "pesanti" dati economici: il titolo e gli indici di Wall Street erano rimasti congelati durante il conto alla rovescia verso le cifre poi arrivate nell'after hours di Borsa. La cautela si è poi mostrata giustificata: i conti sono stati funesti anche per un gruppo abituato a brillare. Riflesso di un clima di inadeguata crescita che ha già tradito i bilanci di altri colossi dell'hi-tech e Pag. 34 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 30 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Internet: nell'ultimo trimestre hanno segnato tutti il passo, da Google a Ibm, da Microsoft a Netflix. Il leader di Cupertino, secondo le stime di Factset, dovrebbe però ora essere diventato la maggior zavorra per le grandi aziende del settore tecnologico nell'indice Standard & Poor's 500. Con Apple il calo degli utili del comparto nell'ultimo trimestre è destinato a raggiungere il 7,5%, vicino alla flessione dell'8,9% ipotizzata per l'intera Corporate America. Senza la regina della market cap il declino dell'informa tion technology sarebbe invece limitato al 4,1 per cento. •La nuova versione sarà lanciata il prossimo autunno e secondo le indiscrezioni sarà dotata di tecnologia Li-Fi, un'evoluzione degli attuali sistemi WiFi che consente velocità di trasmissione dati fino a 100 volte maggiori rispetto a quelle odierne. Inoltre il modello Plus delh'Phone avrà una doppia fotocamera (doppie lenti e doppi sensori) in grado di migliorare la qualità delle foto, anche in condizioni di scarsa visibilità. Un'ulteriore caratteristica sarà la resistenza all'acqua del nuovo modello. iPhone MALEANCHETWITTER Contipreoccupanti per la società: il fatturato cresce del38% a 594,5 milioni ma ben sotto le attese Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— I giganti tecnologici americani, inoltre, restano nel mirino delle autorità federali. Apple è finita al centro di un duro duello su privacy e sicurezza con le autorità federali dalla conseguenze ancora incerte: l'Fbi ha fatto sapere nelle ultime ore che terrà segrete le modalità con cui ha "sbloccato" l'iPhone dell'attentatore di San Bernardino, lasciando dubbi sulla vulnerabilità delle tecnologie dell'azienda. Le autorità antitrust della Ftp stanno intanto ampliandole indagini su Google per abuso di posizione dominante con il suo sistema operativo Android per gli smartphone sulla scorta dell'offensiva europea. ©RIPRODUZIONE RISERVA TA NUOVE TECNOLOGIE Pag. 35 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 23 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Molinari 215.250 MASSIMO Russo L y iPhone non squilla più come una volta. Dopo tredici anni di crescita ininterrotta Apple fa registrare un calo del 13 per cento nei ricavi. È una battuta d'arresto, non una crisi: l'azienda fattura comunque 50,5 miliardi di dollari nel solo primo trimestre del 2016 e resta pur sempre la prima società al mondo per capitalizzazione, seguita da Alphabet, la holding di Google, e da Microsoft. Ma il segno meno è indice di una sofferenza. Erano stati gli stessi vertici della società ad anticiparlo a gennaio, mettendo sull'avviso il mercato. Nel settore dei telefoni il trimestre si confronta con un periodo che aveva visto il boom dell'iPhone 6. Oltre alla congiuntura, però, c'è una stanchezza strutturale. Da una parte in Occidente la concorrenza negli smartphone di fascia alta è sem Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress NON I CONTI MA LA CREATIVITÀ È QUI LA STANCHEZZA DI APPLE pre più forte - vedi alla voce Samsung e Huawei - dall'altra crescono nuovi marchi, come Xiaomi, che in Cina stanno conquistando fette di mercato di rilievo facendo leva sul prezzo. Non è un caso che qui le vendite Apple calino del 26%. Costruire un cellulare a Shenzhen, nella fabbrica del mondo, costa ormai meno di 20 dollari. È anche per questo che l'azienda ha deciso di lanciare un apparecchio a prezzo più basso, l'Se, che ha esordito a fine marzo. Nel primo trimestre dello scorso anno la società guidata da Tim Cook, 55 anni, aveva venduto oltre 61 milioni di telefoni, 12 milioni di tablet iPad e 4,5 milioni di computer Mac. Su tutte e tre le linee di prodotto quest'anno troviamo un segno meno. Per gli iPad si tratta addirittura dell'ottavo trimestre di fila di diminuzione: il mercato è saturo, i dispositivi invecchiano lentamente, i tassi di sostituzione dunque restano bassi. Quel che è peg anche nel trimestre in corso, e @massimo_russo C BY NC NO dovremo attendere in autunno ALCUNI DIRITTI RISERVATI la presentazione dell'iPhone 7, il vero salvadanaio di casa - da solo porta a casa i due terzi dei ricavi di famiglia - per assistere a un'inversione di tendenza. Ma, al di là del ricambio dei prodotti esistenti, l'azienda che negli ultimi anni ha ridisegnato molte delle nostre abitudini, inventando gesti che prima non esistevano (pensiamo a come è diventato normale interagire con gli schermi touch, che fino a dieci anni fa per il grande pubblico non esistevano), si trova a un bivio importante della propria storia. Tutti i prodotti di cui abbiamo scritto, infatti, sono stati pensati quando ancora al comando c'era il fondatore Steve Jobs, morto nel 2011. Non che non ci siano nuovi dispositivi, l'Apple Tv e l'orologio Watch su tutti, ma nessuno dei due per il momento mo stra la stessa dirompente capacità di crescita e la vitalità necessarie a creare mercati e bisogni che prima non sapevamo di avere. La mela resta un frutto prezioso: servizi e software legati ai prodotti continuano a macinare denaro, dalla musica su iTunes alle applicazioni scaricate dal suo negozio digitale. Un flusso di ricavi sufficiente a renderla la società più profittevole, con una cassa che alla fine del 2015 ammontava a 216 miliardi di dollari. Tanto per capirsi, una cifra sufficiente a risanare il 10 per cento del debito pubblico italiano. Ma secondo alcuni Apple ha perso almeno in parte la straordinaria forza innovativa che è stata alla base del suo successo. Qualche giorno fa il miliardario cinese quarantenne Ja Yueting ha dichiarato a Cnbc che i suoi prodotti «sono obsoleti». Un giudizio ingeneroso. Ma occorrerà tutta l'immaginazione di Joni Ive, il 49enne alla testa del design della società, nominato comandante dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta per i suoi meriti creativi, per stupirci ancora. gio, secondo gli analisti il calo è destinato a continuare NUOVE TECNOLOGIE Pag. 36 Estratto da pag. Mercoledì 27/04/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Patience Wheatcroft (non disponibile) Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Google Goal: Build a 'Smart' City BY ELIOT BROWN Google parent Alphabet Inc. has legions of web developers. Soon it might be in need of real-estate developers. In coming weeks, top executives at the Mountain View, Calif., technology giant are set to weigh a pitch from Alphabet's urban technology-focused subsidiary, Sidewalk Labs, on a plan to delve into an ambitious new arena: city building. According to people familiar with Sidewalk's plans, the division of Alphabet is putting the final touches on a pioposal to get into the business of developing giant new districts of housing, offices and retail within existing cities. The company would seek cities with large swaths of land they want redeveloped—likely economically struggling municipalities grappling with decayperhaps through a bidding process, the people said. Sidewalk would partner with one or more of those cities to build up the districts, which are envisioned to hold tens of thousands of residents and employees, and to be heavily integrated with technology. The aim is to create proving grounds for cities of the future, providing a demonstration area for ideas ranging from selfdriving cars to more efficient infrastructure for electricity and water delivery, these people said. Details on the effort, which was reported earlier this month by the technology news website the Information, are scant. Most important, it is unclear who would cover the cost of such an endeavor—tens of billions of dollars—since largescale development typically requires buy-in by third-party investors over a period of years or decades. But one key element is that Sidewalk would be seeking autonomy from many city regulations, so it could build without constraints that come with things like parking or street design or utilities, the people said. If Alphabet greeulights the project, it would be in the same category of unlikely-butpromising moon-shot investments as its self-driving-car division Sidewalk was formed last year, the brainchild of Alphabet Chief Executive Larry Page and NUOVE TECNOLOGIE Songdo City Is a master-planned development In South Korea. Some consider such cities antiseptic. Sidewalk CEO Daniel Doctoroff, New Yoik City's economic development czar during the first six years of the administration of Mayor Michael Bloomberg. There Mr. Doctoroff was known for a technocratic approach to government and large ambitions for development, many of winch involved converting formerly industrial parts of Manhattan and Brooklyn into neighborhoods where office and apartment towers have sprouted like mushrooms m the past decade. on the technology, and me, who focuses on quality of life, urbanity, etc., we think is a he said. One challenge the company would face would be that the history of city-building and large-scale urban development projects is full of failures and disappointments. Cities built from scratch, like Brasilia or Canberra, Australia, are viewed as antiseptic and without the vibrancy of more organic cities. "You can build a city from scratch and you can copy and emulate the great qualities of cities," said Glen Mr. Doctoroff went on to nui Kuecker, a history professor at Mr. Bloomberg's media company, Bloomberg LP, and DePauw University who has studied the Songdo City last year started Sidewalk, describing it as a company that district near Seoul and other smart cities. "It's still a very would use technology to help artificial and sterile place." transform cities. In recent Large-scale development months, Mr. Doctoroff and a projects within cities, too, are flock of consultants and staff, including several of Ms former often marked by frequent delay and failure. Battery Park City, deputies at City Hall, have a development in lower been racing to put together Manhattan, took four decades their game plan for the citybuilding initiative, people who and a near-bankruptcy to be completed, as did the Playa have spoken to Mr. Doctoroff said. He hinted at his ambitions Vista district of Los Angeles, north of the airport. m a February speech at New York University. "What would you do if you could actually create a city This is because developers aren't only facing swings of the market, but also of from scratch," he said. "How political dynamics that change would you think about the frequently. "You've got technological foundations?" political barriers, you've got Past efforts to build "smart" economic barriers, sometimes cities or districts integrated with technology have failed, he you've got environmental barriers," said Eugenie Birch, said, because typically urban a city planning professor at the planners and tech executives University of Pennsylvania. don't understand each other. Mr. Doctoroff ran into many "That is why the combination of these headwinds in his of Google, which focuses tenure in New York, where he gathered together countless ideas that had been collecting dust on planners' shelves and tried to put them into action. "He dares to dream bighe's always pushing to do the next big thing," said Robert Lieber, who worked under Mr. Doctoroff in New York City government before succeeding him as deputy mayor. Many of these ideas were successful, including lus rezoiiing of Manhattan's far West Side, which today is becoming an office district serviced by a brand new subway extension, as well as multiple rezomngs in Brooklyn that have spurred thousands of units of new housing. One of lus weaknesses, people who know him say, was legislative politics, at least in New York State government. His two highest-profile plans— a stadium for the city's 2012 bid for the Olympic Games and a congestion-pricing charge on drivers in Manhattan—were both defeated by the state legislature. Pag. 37
della famiglia guardando al Sinodo dei
vescovi a ottobre e al Giubileo
straordinario della misericordia Ieri
una folla di quasi un milione di
persone ha assistito alla Messa
celebrata da Francesco ...