Rassegna Selpress

Transcript

Rassegna Selpress
Rassegna Stampa
Mercoledì 27 Aprile 2016
Sommario
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
1. EDITORIA
Sole 24 Ore (Il)
27/04/2016
Daily Media
27/04/2016
1 Mercato Domani Cairo Comm., assistita da
Barabino & R, formalizzerà l'Ops su RCS
MediaGrup, che si è affidata a Comin & P
2
Corriere della Sera
27/04/2016
35 Arpe lascia «Il Foglio» e vende a Mainetti che
sale al 97,5%
3
Stampa (La)
27/04/2016
21 Mainetti al 97,4% del Foglio Esce la Sator di
Matteo Arpe
4
Italia Oggi
27/04/2016
19 Esce Arpe. Mainetti al 97,5% del Foglio
5
MF mercati
finanziari
27/04/2016
11 Pillole - Il Foglio
6
Unità (l')
27/04/2016
21 I primi 45 anni de "il manifesto" scuola di vita e
di giornalismo
7
14 Ecco Premium, un nuovo modo di leggere il Fatto
9
Fatto Quotidiano (Il) 27/04/2016
29 Riassetti - Rcs, banche al lavoro sul
rifinanziamento (Mangano Marigia)
1
(Feltri Stefano)
Corriere della Sera
27/04/2016
23 Quotidiani e tv: consegnati i «Cinque stelle al
giornalismo»
11
Wall Street Journal
Europe (The)
27/04/2016
15 Publisher to Cut 70 International Jobs
12
International New
York Times
27/04/2016
14 New York Times Co. plans smaller operation in
Paris
13
Corriere della Sera
27/04/2016
2 Bill Emmott: «L'Europa si dia un piano
ambizioso. Solo così eviterà il disastro» (Natale
14
Serena Maria)
Nouvel
Observateur (le)
27/04/2016
47 "The economist" ne connait pas la crise
15
Italia Oggi
27/04/2016
18 Chessidice in viale dell'editoria
16
Corriere della Sera
27/04/2016
37 Ligabue, Zalone & C. Il Salone del rilancio punta
sulla notte pop
17
Repubblica (la)
27/04/2016
46 Quei corsari della letteratura nel mare agitato del
darkweb
19
Sole 24 Ore (Il)
27/04/2016
37 Agenzie delle Entrate - Coppia di fatto, un solo
canone (Fossati Saverio)
22
Messaggero (Il)
27/04/2016
18 Dai B&B agli eredi, ecco chi non paga il canone
Rai
24
Italia Oggi
27/04/2016
19 Premium-Vivendi a caccia di utili
25
Corriere della Sera
27/04/2016
16 La conduttrice Rania: «Fraintesa: ma al diavolo
questo caso Regeni»
27
Financial Times
27/04/2016
Italia Oggi
27/04/2016
1 Getty image complaint threatens new EU
antitrust front against Google
18 Charter-Twc, ok dall'antitrust
28
29
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
2. ORGANISMI DI SETTORE
Mattino (Il)
27/04/2016
23 Addio a Franco Mancusi, cantore della terra
flegrea
30
3. NUOVE TECNOLOGIE
Sole 24 Ore (Il)
27/04/2016
1 De Benedetti - Internet delle cose, frontiera della
crescita (De Benedetti Carlo)
31
Corriere della Sera
27/04/2016
31 Gli italiani? Uno su quattro usa la sharing
economy
33
Sole 24 Ore (Il)
27/04/2016
30 Hi-tech - Apple, primo calo dei ricavi in 13 anni
34
(Valsania Marco)
Stampa (La)
27/04/2016
23 Russo - Non i conti ma la creatività, è qui la
stanchezza di Apple (Russo Massimo)
36
Wall Street Journal
Europe (The)
27/04/2016
21 Google Goal: Build a 'Smart' City
37
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
29
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Riassetti. Il titolo sopra il valore Ops ma sulla carta, al momento, non ci sarebbero le condizioni per
rivedere in termini migliorativi l'offerta
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Rcs, banche al lavoro sul rifìnanziamento
Marigia Mangano MILANO
MediaGroup continua a viaggiare
sopra il prezzo dell'Ops lanciata da
Urbano Cairo, mentre la trattativa
della società con le banche per il
rifinanziamento del debito sembra
aver registrato un'accelerazione. Ieri
le azioni del gruppo che edita il
Corriere della Sera hanno archiviato
le contrattazioni in lieve rialzo dello
0,25% a 0,61 euro per azione.
Considerando anche il dividendo di
20 centesimi che l'editore
piemontese staccherà a breve e il
concambio annunciato di 0,12
Rcs, il gruppo del Corriere
della Sera dovrebbe valere
0,564 euro. La borsa dunque
sembra scommettere sul rialzo
dell'offerta. Eppure, almeno
sulla carta, almomento non ci
sarebbero le condizioni per
rivedere in termini migliorativi
l'offerta presentata dall'editore.
In pratica tra gli addetti ai
lavori si fa notare che non
esiste un progetto alternativo,
qualcosa che possa spingere
Cairo a modificare l'Ops.
Certo, i grandi soci hanno già
detto che a queste condizioni ri
proprietario del Corriere della
Sera, è per tradizione un elenco
dei nomi dell'elite italiana»,
ricorda che dopo l'uscita di Fiat,
che distribuirà la quota del 17%
di Rcs, «questa mossa
aumenterà il flottante e così, per
la prima volta, il destino di Rcs
sarà deciso dal mercato, e non
dietro porte chiuse», conclude la
Lex column. Insomma, allo stato
attuale tutti gli scenari sono
possibili tenendo conto che il
flottante salirà attorno al 60%, in
buona parte in mano a fondi
esteri. I principali investitori
istituzionali sono Schroders con
il 5,05% e Vanguard con il
2,299%, mentre Invesco, che era
salita fino aH'8%, ha smantellato
recentemente la sua posizione.
Adesione, quella di piazza
Affari, chesiandràa
043 053 058 063 Andamento del titolo a
Milano Variazione Rcs 24/03 26/04
sommare alla quota stessa di
Cairo, 4,6%, e a quella di
Intesa Sanpaolo, 4,1%, che
sono già destinati all'offerta.
Nella sostanza dunque ci si
potrebbe trovare anche
nell'eventualità che Cairo non
arrivi al 50%, condizione
dell'offerta, ma magari intorno
al 30%, con il risultato che
comunque rappresenterebbe il
primo socio del gruppo
editoriale. Nell'attesa di
spediscono al mittente la
risposte la Borsa guarda
proposta. Ma non basta. Di
all'assemblea di Cairo
fatto, come peraltro osservato
ieri dal Financial Times, per la Communication di oggi sui
conti di bilancio. Domani poi
prima volta il futuro di Rcs
sarà il turno di Rcs. La data
sarà deciso dal mercato.
In una Lex column, il quotidiano dell'assemblea di Rcs, inoltre,
interviene sull'offerta di scambio rappresenta anche il termine
lanciata da Urbano Cairo e dopo entro il quale Cairo dovrà
aver osservato che « la lista degli inviare il prospetto dell'Ops in
azionisti di Rcs MediaGroup,
Consob. ©RIPRODUZIONE
RISERVATA
EDITORIA
Pag.
1
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Vittorio Parazzoli
9.000
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Domani, Cairo Comm., di cui è advisor Barabino & R,
formalizzerà l'Ops su RCS MediaGrup, che si è affidata a Comin
& P. Il gruppo guidato da Urbano Cairo depositerà giovedì in
Consob il prospetto informativo i cui contenuti, anticipati dalla
dichiarazione di offerta dello scorso 7 aprile, sono stati giudicati
non soddisfacenti, sul fronte economico, dal CdA della società
presieduta da Maurizio Costa, che giudica l'offerta "a sconto"
—————————————————————————— 8
Urbano Cairo
Mercato Domani Cairo Comm., assistita da Barabino & R, formalizzerà POps su RCS MediaGrup, che si è affidata a
Comin & P. Il gruppo guidato da Urbano Cairo depositerà giovedì presso Consob il prospetto informativo i cui contenuti,
anticipati dalla dichiarazione di offerta del 7 aprile, sono stati giudicati non soddisfacenti, sul fronte economico, dal CdA
della società presieduta da Maurizio Costa. Quest'ultimo ha giudicato l'offerta "a sconto", mentre la controparte la ritiene"a
premio"di Vittorio Parazzoli La guerra di posizione condotta in queste ultime settimane tra Cairo Communication e RSC
MediaGroup - dopo la dichiarazione d'offerta della prima, risalente al 7 aprile, nei confronti del secondo e la risposta
iniziale del CdA di quest'ultimo, presieduto da Maurizio Costa, resa nota il 14 aprile - sta per iniziare a diventare, almeno
sulla carta, una vera e propria guerra. E il primo atto sarà, entro domani, il deposito presso Consob, da parte del gruppo
guidato da Urbano Cairo, del prospetto informativo che formalizza l'Ops. L'azione dovrebbe avvenire effettivamente il 28
e non già oggi, e in ogni caso non avrà ripercussioni immediate, perché il documen to potrà essere preso in considerazione
da RCS MG solo dopo l'approvazione da parte della stessa Consob, che avrà quindici giorni come tempo massimo per
concederla. L'ok potrebbe arrivare, quindi, anche prima, mentre già nei prossimi giorni - se filtreranno dettagli del
prospetto, che potrebbe contenere eventuali accenni di un piano industriale di sviluppo di RCS MG -, potrebbero esserci
altre prese di posizione da parte dei principali azionisti di quest'ultimo, compresi quelli che si sono già espressi in mento. Il
CdA di RCS MG, che è espressione di questi ultimi (tra i quali, sempre da domani, non ci sarà più FCA, deciso a spalmare
presso i propn azionisti, il primo dei quali è Exor, la sua quota del 16,7%) ma non li rappresenta direttamente, fatta
eccezione per Cairo Communication (che possiede il 4,6% delle quote), si esprimerà, supportato da un advisor
indipendente, sulla congruità dell'offerta. Quest'ultima, in base alla "dichiarazione" di Cairo del 7 aprile, è stata già
giudicata non soddisfacente; e tutto fa pensare che da questo punto di vista non cambierà nulla anche nel momento di dare
un giudizio su un prospetto che, per quanto riguarda gli aspetti finanziari, non dovrebbe prevedere cambiamenti.
Semplicemente, Cairo ritiene che la sua offerta (basata su uno scambio di azioni tra i due gruppi) sia "a premio" mentre il
CdA di RCS MG l'ha giudicata "a sconto". Il primo, che proprio oggi tiene la propria assemblea di approvazione del
bilancio 2015, ne ha già comunque convocata una straordinaria il 12 maggio per approvare un aumento di capitale
funzionale all'operazione. Ea riunione non avrà, quindi, nessuna incidenza sull'offerta, come non ne avrà quella, sempre
ordinaria, di RCS MG, organizzata per domani, sempre per l'approvazione del bilancio degli scorsi dodici mesi. Intanto,
sempre il CdA di RCS MG, per essere assistito nell'operazione, ha ingaggiato come advisor di comunicazione finanziaria
Comin & Partners, mentre Cairo Communication viene assistita da Barabino & Partners.
EDITORIA
Pag.
2
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
35
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Arpe lascia «II Foglio» e vende a Mainetti che
sale al 97,5% Matteo Arpe passa la mano su II
Foglio e cede la sua quota a Valter Mainetti.
L'immobiliarista, che aveva già il 64,9% della
società che edita il quotidiano diretto da Claudio
Cerasa, sale così al 97,48% del capitale
consolidando il ruolo di primo azionista
attraverso Musa Comunicazione, società
editoriale del gruppo Sorgente. Il restante 2,5%
fa capo invece a Denis Verdini. Arpe ha deciso
di vendere dopo aver rinunciato alla facoltà di
raggiungere una quota paritetica a quella
detenuta dal gruppo Sorgente. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
EDITORIA
Pag.
3
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
21
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Maurizio Molinari
215.250
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Mainetti al 97,4% del Foglio Esce la
Sator di Matteo Arpe L'imprenditore
Valter Mainetti sale al 97,48% del
Foglio. Musa Edizioni, società
editoriale del gruppo Sorgente ha
acquisito dal fondo Sator di Matteo
Arpe un'ulteriore quota pari al 32,4%
delle azioni di Foglio Edizioni, che
pubblica il quotidiano fondato da
Giuliano Ferrara. Con l'acquisizione,
Sorgente detiene ora il 97,48% del
Foglio (il restante 2,52% è di Denis
Verdini), mentre Sator esce dalla
proprietà. «Tenuto conto del lungo
percorso che il passaggio di proprietà ha
comportato - dice in una nota Musa
Edizioni - Sorgente ha preferito
acquisire direttamente la quota di
minoranza da Sator in modo da dare
prima possibile al giornale la stabilità
necessaria per avviare un piano di
rilancio».
EDITORIA
Pag.
4
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
19
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
ESCE ARPE Mainetti al
97,5% del Foglio Musa
Comunicazione, società
editoriale controllata dal
gruppo Sorgente di Valter
Mainetti, come anticipato
daltaliaOggi ha rilevato dal
fondo Sator U 32,49% di
Foglio Edizioni, editrice del
Foglio, portando la
partecipazione al 97,48%. Il
restante 2,52% è detenuto da
Denis Verdini. Arpe esce così
dalla compagine societaria
dopo aver rinunciato a
esercitare l'opzione che
avrebbe permesso di salire a
una quota paritetica rispetto a
quella del gruppo capitolino.
L'operazione, ha spiegato la
società in una nota, consentirà
di «dare prima possibile al
giornale la stabilità necessaria
per avviare un piano di
rilancio». «Confermiamo
l'entusiasmo e l'impegno a
sostenere un giornale di
riconosciuto prestigio e
autorevolezza, come II
Foglio», ha detto Mainetti,
«certi che in questa fase di
profonda trasformazione
dell'editoria esistano spazi di
efflcientamento sul piano
gestionale, di promozione e di
crescita del giornale, anche
attraverso nuovi canali di
diffusione internet e digitali,
per un'informazione di alta
qualità».
EDITORIA
Pag.
5
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
11
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
79.055
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
PILLOLE IL FOGLIO •
Musa Comunicazione,
società editoriale controllata
dal gruppo Sorgente, ha
rilevato dal fondo Sator il
32,49% di Foglio Edizioni,
che edita il quotidiano //
Foglio, portando la
partecipazione complessiva
al 97,48%. D restante 2,52%
è detenuto da Denis Verdini.
EDITORIA
Pag.
6
Mercoledì
27/04/2016
21
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luca Landò
21.405
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
Ipriiiii45anni de "il
manifesto"
scuoladivita e di
giornalismo
1128 aprile 1971 usciva il primo numero
del quotidiano che celebra l'anniversario
con l'inserto "Padroni dello Spazio"
^A vevovent'anCannine ^^^L ni
e non per- Fotia
EDITORIA
Pag.
7
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
21
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luca Landò
21.405
«M ^^L metterò a ^^^^^ nessuno di
^^^^^^ dire che non ^k ^^^Lè stata
l'età migliore della mia vita». Per
raccontarvi dei 45 anni de il
manifesto, celebrato domani con un
bellissimo inserto dal titolo Padroni
dello Spazio, in
edicolaa2euro,apertodaun'editoriale
della direttrice NormaRangeri,
tanto gentile e dolce nell'aspetto,
quanto tosta e ferrea nella volontà,
devo rovesciare la famosa frase di
Paul Nizan. In realtà, al mio primo
approccio con il quotidiano
comunista, ne avevo ancor meno: il
28 aprile del 1971, quando uscì il
primo numero, ne avevo appena
compiuti sedici.
terlo in classe. Nel primo numero del
giornale, disegnato da Giulio
Trevisani, allievo di Abe Steiner, con
una grafica essenziale, tutte colonne di
piombo, senza foto, ma elegante e
sobria, l'apertura era un reportage di
Ninetta Zandegiacomi sugli operai
metalmeccanici, "Dai 200.000 della
Fiat riparte oggi la lotta operaia", e poi
un reportage dalla Cina di uno dei più
grandi reporter che ho avuto la fortuna
di conoscere da vicino, ICS. Karol,
compagno di Rossana Rossanda, egli
stesso una leggenda vivente: polacco
di nascita, un occhio di vetro e l'altro
di un azzurro vivo, capelli bianchi e
impermeabile allaPhilipMarlowe.
daragazzoerastato nell'ArmataRossa,
un apolide ribelle che scriveva come
un Dio, dietro il fumo delle sue
Gitanes senza filtro, e parlava un
buffassimo italiano così raccontato
negli epigrammi dedicati al "5°
Piano"di viaTomacelli daTommaso Di
Francesco, attuale condirettore del
giornale «Con la voce latina e slava/
sorriso di speranze e d'esperanto./dici
in francese la stagione cinese,/ aspetti
con sangue spagnolo/quel vol
dì Parlato,
Pintor,
Rossanda Eii
mìo ricordo:
eravamo
poveri ma belli
EDITORIA
to italiano,/sei l'unico trence di
Bogart rimasto/che dentro ancora
protegga/ l'infanzia d'una guardia
rossa». Da quel 28 aprile, il
manifesto ha fatto ininterrottamente
parte della mia vita fino al 1993
quando mi fu proposta ladirezionedi
Italia Radio, allora la radio del Fds.
E il mio amore per quella storia,
quel luogo, quelle persone è rimasto
immutato e resiste al mutare delle
posizioni politiche, oggi molto
distanti. Solo un pazzo potrebbe
dimenticare una scuola di vita e di
professione che ha seminato e
contaminato il giornalismo italiano e
che annovera tra i suoi "allievi"
molti protagonisti dell'informazione
ancor oggi sulla breccia, tra cui il
nostro Erasmo, ritratto in una bella
foto di gruppo nell'inserto in
edicola. Faccio fatica, lo confesso, a
districarmi nella folla di ricordi che
affiorano, dietro la coltre di fumo
che avvolgeva le nostre riunioni di
redazione e i discreti fiumi di alcool
che accompagnavano la nostra
appassionata scrittura. Se vi sembra
il racconto di un film, ebbene,
sappiate che le cose andavano
proprio così. Eravamo poveri, ma
belli. Gli stipendi erano bassissimi,
uguali per tutti, e venivano pagati
quando possibile (ovvero, quasi
mai). Il nostro benefattore era
Settimio, invia dell'Arancio, dove si
mangiava e si segnavano conti
infiniti. Un giorno, molti anni dopo,
quando il locale si era già
trasformato e da piccola osteria era
già diventato il bel ristorante che è
oggi, chiesi aSettimio: «Mascusa,
mi spieghi come facevi a tirare
avanti visto che non ti pagavamo
mai?» e lui con il suo candore
abruzzese mi rispose: «C'avevate
fame, che facevo, nun ve davo da
magna'?». Oggi, certamente,
Settimio riposa nel Paradiso dei
comunisti per caso. Allora non
c'erano Internet, Wikipedia, non
c'erano le news ventiquattr'ora su
ventiquattro, si imparava sul campo.
Appena arrivato ero
unpo'presuntuosettoe Michelangelo
Notarianni, allora condirettore, se
che sognavi di raggiungere anche se
sapevi che non ci saresti arrivato
mai, e ti spronava, con la sua sola
presenza, a approfondire sempre. In
fondo, a destra, invece, c'era la
stanza di Luigi Pintor, inarrivabile
maestro di scrittura. Non volle mai
imparare a usare il computer, sedeva
davanti alla sua vecchia Olivetti
meccanica e batteva sui tasti con
lentezza esasperante:
tic...toc...tic...toc. Ne uscivano
editoriali brevi e limpidi, acuminati
come frecce. Aveva un intuito
politico fuori dal normale e infatti,
quando facevo il notista politico
(ruolo in cui avevo sostituito Rina
Gagliardi, diventata direttore
insieme a Mauro Paissan) arrivavo
trafelato davanti alla sua porta
portando le notizie fresche di
giornata ma lui, senza aver letto
neppure un'agenzia, aveva già
capito e scritto tutto e mi ascoltava
con un sorriso ironico. Ci azzeccava
sempre. Allora lo spazio era tiranno,
il giornale aveva poche pagine e
spesso la nota politica si riduceva a
poche righe, quando mi lamentavo
mi diceva, alzando gli occhiali sulla
fronte e chiamandomi per nome e
cognome, segno di una sua
irritazione: «In trenta righe si può
raccontare la Divina Commedia».
Malgrado la sua idiosincrasia per le
tecnologie era già perfetto per
Twitter! Potrei raccontare molto
altro, ricordare l'affetto per tutti
coloro che non ci sono più,
addentrarmi nella mia discordanza
dalle attuali posizioni de il
manifesto, ma lo spazio è tiranno. Il
resto della storia, se volete, potete
trovarlo sull'inserto in edicola
domani.
Frequentavo il liceo scientifico
Archimede, a La copertina. Roma,
e la mia prima diffusione miliL'inserto tante del giornale si
concluse con un domani in trionfo:
le 100 copie che avevo preso
edicola al costo andarono esaurite.
In aggiunta il mio di 2 euro
straordinario insegnante di religiosarà aperto ne, don Sandro Spriano,
attualmente da un editoriale
cappellano di Rebibbia, mi
consentì della direttrice di usare la
suaoraper leggerlo e discu- Norma
Rangeri
non ricordo male, mi mise a scrivere le
brevi. Dopo un po', alle mie prime
inchieste, Valentino Parlato mi insegnò
il metodo: «Raccogli le idee, fai una
scaletta e, soprattutto, consuma la suola
delle scarpe». Rossana stava nell'ultima
stanza entrando a sinistra, in fondo al
corridoio, avvolta in una penombra
carismaticae circondata dai suoi libri,
che t'intimidivi solo a entrarci. Era il
punto
Pag.
8
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
14
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
26/04/2016 GUARDA L'ARCHIVIO GUARDA L'ARCHIVIO Archivio ePdf Dalla home di Premiums! può scaricare il giornale in Pdf e con un clic sulla
freccia andare alle edizioni dei giorni precedenti GUARDA L'ARCHIVIO Archivio ePdf Dalla home di Premiums! può scaricare il giornale in Pdf e con
un clic sulla freccia andare alle edizioni dei
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
www.ilfattoquotidiano.it/premium II giornale ogni giorno sui
vostri pc, smartphone e tablet: basta soltanto un clic Ecco
Premium, un nuovo modo di leggere il Fatto <^_xi^_y
È ON UNE DA IERI Parte n Fatto Social Club per nostro lavoro, con le nuove
rafforzare la comunità intorno al giornale e dare più formule di sottoscrizione, dal
contenuti agli abbonati
» STEFANO FELTRI
utti igiornali stanno cercando di
intercettare i propri lettori che si
spostano dalla carta al digitale:
molti hanno provato ad alzare
barriere per far pagare quei
contenutiche prima davano
gratis o hanno sperimentato vie
di mezzo (alcuni articoli gratis,
ma se ne guardi troppi paghi). Il
Fatto Quotidiano ha scelto un
altro approccio: da ieri è online
il Fatto Social Club, che segue
una filosofia fondata su due
punti. Primo: il Fatto è una
comunità, non un prodotto, e
abbiamo creato molte occasioni
di incontro per i suoi membri
(eventi, i corsi di giornalismo,
le riunioni di redazione in
streaming, gli sconti per
spettacoli e prodotti della
galassia del Fatto) e per
sostenere il
EDITORIA
alcuni ci mettono un secondo
per togliere la pubblicità se
Sostenitore al Partner al Socio non gradiscono gli articoli che
di Fatto. IL SECONDO
parlano di loro. MOLTI
pilastro su cui si regge il Fatto LETTORI, in questi anni,
è quello dei contenuti:
lamentavano che fosse un po'
inchieste, scoop, analisi, le
scomodo accedere all'edizione
nostre firme. Invece di
digitale del giornalecartaceo:
togliere, abbiamo deciso di
finora bisognava scaricare il
aggiungere: visto il suo
pdf dal sito e guardarlo con
grande successo, il sito
uno sfogliature dal pc oppure
ilfattoquotidiano.it diretto da - da tablet e smartphone
Peter Gomez continuerà a
offrirvi news sempre
aggiornate, approfondimenti, - accedervi tramite la App MIA.
In entrambi i casi era
blog e video durante tutta la giornata. La novità
èche adesso nasce una sua
nuova sezione: su Premium,
saranno subito consumabili (già
a mezzanotte) i contenuti del
giornale in edicola,
approfondimenti ulteriori e - in
generale - tutti quei contenuti
che pensiamo possano
giustificare un impegno
economico da parte dei lettori.
Perché come sapete - la pubblicità non
basta come fonte di ricavo,
neppure in digitale: essere
indipendenti ha un prezzo,
spesso elevato, gli inserzionisti
sono molto sensibili e
impossibile condividere gli
articoli dell'edizione cartacea
sui social network o
commentarli. Abbiamo deciso
di rispondere alle sollecitazioni
Pag.
9
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
14
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
ricevute creando Premium: che
è a tutti gli effetti una sezione
del sito, ma senza pubblicità e
con un ordine di
visualizzazione che replica lo
spirito dell'edizionecartacea.In
alto non troverete le notizie più
fresche (per quelle c'è sempre
iìfattoquotidiano.it) ma le
nostre esclusive, l'editoriale del
direttore Marco Travaglio, le
rubriche delle firme e gli edito-
riali. Scorrendo la pagina c'è
poi Insider, il nostro servizio
esclusivo di notizie e rumors
dai palazzi, curato da Carlo
Tecce, e il resto degli articoli
più importanti del giornale in
edicola. Grazie alla flessibilità
del digitale, potremo poi
arricchire l'offerta con dossier
(se volete capire il referendum
di ottobre, su Premium
troverete sempre
approfondimenti eanalisi),
versioni più estese di articoli o
interviste e tanto altro. Chi è
abbonato, dopo il login, vedrà
gli articoli Premium integrali.
Gli altri potranno vedere
soltanto titolo e prime righe.
Inserire nome
Lf larghe intese degli spol di governo piate Mcdmei
utente e password
oppure abbonarsi
dalla pagina del
Fatto Social Club
Andare su www.
ilfattoquotidiano.
it/premium
Cosafare Creare il
collegamento sul
desktop del vostro
smartphone per
accedere più in
fretta
QUI LE REGOLE »RISPETTANO, I candidati senza parati' il
simbolo chi l'ha visto' QUI LE REGOLE »RISPETTANO, nea '
QUI
Sappiamo che nessuno legge
più un giornale dall'inizio alla
fine, gli abbonati potranno
quindi iscriversi alle nuove
newsletter che assicurano di non
perdere niente di importante: la
rubrica delle firme nella pagina
dei commenti (quella che
trovate ogni giorno in Piazza
Grande), Mojito (un pezzo light
per chiudere la giornata),
Insider, È la stampa bellezza
(notizie e blog più importanti
del sito) e, ovviamente, In
Edicola, con gli articoli
disponibili sulla prima pagina di
Premium. Buona lettura, ci
vediamo su Premium. ©
RIPRODUZIONE
RISERVATA
Scaricate
l'icona •SE
VOLETE
leggere il
giornale in
ogni momento
con un clic,
senza attese di
download,
create un'icona
di
collegamento
sulla home del
vostro
smartphone:
da lì potrete
accedere a
tutto il
quotidiano in
un attimo
EDITORIA
Pag.
10
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
23
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
II premio Quotidiani e tv:
consegnati i «Cinque stelle al
giornalismo»
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Sono stati consegnati, lunedì
sera a Milano Marittima, i
premi internazionali «Cinque
Stelle al Giornalismo» La
manifestazione, giunta
all'undicesima edizione,
condotta da Massimo Giletti e
Vira Carbone, gode del
patrocinio dell'Ordine
nazionale dei giornalisti e la
giuria è presieduta dal
professor Rüben Razzante,
docente di diritto
dell'informazione all'Università
Cattolica del Sacro Cuore di
Milano A ricevere il premio
sono stati Luciano Fontana
(direttore Andrea Cangini
direttore del Qn (II Resto del
Cariino, La Nazione, II
Giorno), Antonio Di Bella
(direttore di Rai News), Myrta
Merlino (conduttrice televisiva
de Lay), Annette Ruebesamen
(giornalista del quotidiano
tedesco Welt am Sonntag) Un
premio speciale è stato
consegnato al direttore de II
Giorno, Giancarlo Mazzuca per
i sessant'anni del quotidiano
milanese Quest'anno, inoltre, è
stato assegnato all'ex
presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi, il premio
«Antonio Batani», voluto dalla
famiglia per ricordare la figura
dell'imprenditore turistico,
scomparso l'anno scorso, che
ha ideato il «Cinque Stelle per
il giornalismo» ©
RIPRODUZIONE
RISERVATA
EDITORIA
Pag.
11
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
15
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Patience Wheatcroft
(non disponibile)
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
NEW YORK TIMES Publisher to
Cut 70 International Jobs New
York Times Co. said it plans to
streamline its international
operations, including the
relocation of certain editing and
production operations and the
elimination of roughly 70
positions. In addition to moving
some operations from Paris to
New York and Hong Kong, the
company plans to redesign its
international print edition, the
International New York Times,
according to a regulatory filing.
The company changed the name of
the former International Herald
Tribune in October 2013 as part of
a push to leverage the New York
Times brand internationally.
During October, the New York
Times said it had ordered a
strategic review of its newsrooms
to help manage costs and further
its digital evolution as it also
posted a 48% rise in fourthquarter
profit, buoyed by cost cuts and
digital subscription
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
gams. The New York Times, like
other newspaper publishers, has
come to rely more heavily on
circulation and subscription
revenue in recent years to offset
steady declines in print ad
revenue. The Times also has
aimed to boost its Web and mobile
audience to lift ad sales without
undermining a steadily growing
digital-subscription business. —
Tess Sty nes
EDITORIA
Pag.
12
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
14
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Martin Gottlieb
(non disponibile)
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
New York Times Co. plans smaller operation in Paris BY SYDNEY EMBER
The New Yoik Times Compam said on Tuesday that it was planning to close
its editing and piepress punt production opeiations in Paris, a move that would
result in the elimination or relocation of up to70 jobs The changes are pai t of a
proposal to redesign the international print newspaper and simplify the editing
and production process, accoi ding to an mtei nal memo sent to the staff of The
Intei national New York Times The Times will concentrate editing and
prepress pi int pioduction m New York and Hong Kong, accoidmg to the
memo The Pans news bureau and advertising department will not be affected
bv the proposal And a pi mt edition of The International New Yoik Times will
still be published and disti ibuted m Europe "Onlv by moving ahead with this
proposal can we assuie oui abilitv to maintain om miei national pi mt pi esence
foi the coming j eai s and do so in a way that will best serve oui international
leaders, Stephen Dunbar-Johnson, the international president Joe Kahn, an
assistant masthead editor foi mtei national, and Dick Stevenson, The Times's
Europe editor, wrote in the memo In an interview, Mr Kahn emphasized that
the plan was intended to extend the life of the mtei national print pioduct ' The
cost structure of pi mt wasn t viable, he said "We intend to produce pi mt at a
lowei cost for mam years, he added "We intend for there to be a long life foi
our mtei national print opei ations The pioposal comes less than two weeks
after The Times announced it would invest more than s50 million ovei the next
three yeai s to support an ambitious plan to met ease its global digital i evenue
and gì ow its mtei national audience The Times formed a new team called NYT
Global to lead the effort 'Theie was nothing said in the NYT Global plan,
which is going full steam ahead, about the futuie of punt, Mr Kahn said Fiance
remains avital market for us and we will maintain a i obust news buleau m Paus
a:, well as a coie international advertising office there,' Arthui "We intend to
produce print at a lower cost for many years." Sulzberger Jr, The Times s
publishei Mark Thompson, its chief executive and Dean Baquet, its executive
editor, wi ole m a note to emplo\ ees The i oots of the papei s Paris opeiation go
back to 18&7, when the Eui opean edition of The New Yoi k Herald was
established It has been published continuously since then, except foi the foui
years of the Gei man occupation of Pai is m World War 11 After the demise of
the pai enl papei, which had become The New Yoik Herald Tnbune, the Parisbased papei became in the mid-1960s The Intei national Heiald Tnbune, with
The Washington Post Company and The New Yoik Times Compam as part
ownei s The Times took full control in 2003, and rebranded the publication as
The Intei national New Yoi k Times m 2013
EDITORIA
Pag.
13
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
2
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Bill Emmott: «L'Europa si dia
un piano ambizioso Solo così
eviterà il disastro»
Lo scenario di Maria
Serena Natale
Cosa significano questi scenari
per l'Europa delle crisi
multiple «Riflettono un
sentimento che si rafforza nel
Regno Unito come nei Paesi
Bassi o in Dani-
«It's thè economy, stupid».
Nell'Europa della tempesta
perfetta vale ancora l'intuizione
che nel 1992 portò Bill Clinton
alla Casa Bianca, «L'economia,
stupidi». Nella lettura di Bill
Emmott la partita per il Palazzo
di Vienna e, in prospettiva, per la
sopravvivenza dell'Europa unita
si gioca qui. «I timori per la crisi
migratoria restano più
sopportabili di quelli legati alla
perdita di posti di lavoro»,
riflette da Londra l'ex direttore
del settimanale The Economist e
fondatore della «Wake Up
Foundation» che in cima alla
lista degli obiettivi ha messo la
voce «salvare la Ue da se stessa».
Nel 2015 è uscito il suo Great
European Disaster Movie, docufilm sul Grande Disastro
Europeo ambientato in un fu-
II vantaggio dei populisti
L'austerità comporta
tempi di ripresa lunghi,
che danno ai populisti un
vantaggio: l'impazienza
turo prossimo dove l'Unione si è
disintegrata sotto le spinte
nazionaliste, Marine Le Pen è
presidente di Francia, le città
senza luce e Vienna non è
assediata dall'esercito ottomano
ma dai terroristi dell'Isis. La
realtà si ricongiunge con la
fantapolitica «Se non
cambieremo rotta, sì. L'Austria è
un esempio: linea del fronte
nell'emergenza immigrazione
dove è maturato un puro voto di
protesta. Certo, siamo sempre
nella cornice del doppio turno,
uno scenario simile a quello che
potrebbe verificarsi nel 2017 a
Parigi con la leader del Front
National, Marine Le Pen». E a
quello già verificatosi nel 2002
con il ballottaggio tra il fondatore
Jean-Marie Le Pen e Jacques
Chirac...
«Esattamente, allora il candidato
estremista fu sconfitto dopo
l'exploit della prima tornata. Per
di più in Austria il presidente ha
un ruolo molto meno incisivo che
in Francia».
EDITORIA
marca, Svezia, Germania, Italia...
la percezione del fallimento delle
politiche comunitarie in tutti i
campi, a partire dalla crisi
dell'eurozona». Si apre una fase
cruciale per l'Unione Europea,
che va dal referendum britannico
di giugno sulla Brexit alle
elezioni del 2017 in Francia e
Germania. Come evitare il
«contagio austriaco»
«Dimostrando che la Ue è capace
di intervenire in modo incisivo.
Non si può risolvere la crisi
migratoria senza sciogliere il
nodo dei finanziamenti: quali
risorse impegnare, come
coinvolgere gli Stati? La
leadership economica oggi
risiede a Berlino, non a
Bruxelles. E l'approccio tedesco
basato sull'austerità comporta
tempi di ripresa inevitabilmente
politicamente abile, ma in linea di
principio l'approccio è corretto. I
cittadini chiedono piani ambiziosi
e obiettivi chiari, come stanziare
fondi per aiutare i migranti a
restare nei Paesi d'origine o ai
confini esterni dell'Unione.
L'accordo con la Turchia
risponde a questa logica, e va
nella giusta dirczione».
[email protected] ©
RIPRODUZIONE RISERVATA • Bill Emmott, 59
99 I bond
europei?
Sbagliato
proporre una
misura
provocatoria
per la
Germania
L'approccio
generale però
è corretto
anni, ex direttore
dell'Economist.
Nel 2015 e uscito
il suo docu-film
sul Grande
Disastro Europeo
lunghi, che in assenza di politiche
espansive e piani di investimenti
pubblici danno ai populisti un
vantaggio decisivo: l'impazienza
degli elettori». Un ritardo
sull'economia al quale
contribuisce lo svuotamento di
prerogative della politica. Vede
una responsabilità specifica della
sinistra «La sinistra è in trappola.
Il presidente francese François
Hollande è diventato il simbolo di
questo declino proprio
mostrandosi privo della capacità
o della volontà di respingere le
direttive tedesche». L'Italia
propone bond europei per
l'immigrazione, strada praticabile
per finanziare una strategia
comune «Proporre una misura
considerata provocatoria dalla
Germania non è stato un passo
Pag.
14
Mercoledì
27/04/2016
47
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Jean Daniel
(non disponibile)
"THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE Presse "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'économie:
esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par les baies
vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le plus
influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12 millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la statue
trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture néomaoïste
fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous censurer ou
calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont inscrits sur
les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60 collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la moindre diva.
Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton Beddoes, 48 ans. dixseptième directrice de la rédaction et première femme à diriger l'institution après une carrière d'économiste au FMI et vingt ans de maison. Ici. le petit livre rouge que les rédacteurs apprennent par
cœur onomie: esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par
les baies vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le
plus influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12 millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la
statue trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture
néomaoïste fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous
censurer ou calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont
inscrits sur les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60 collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la
moindre diva. Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton
Beddoes, 48 ans. dix-septième directrice de la rédaction et première femme à diriger est un « guide du style » en vigueur depuis cent soixante-treize ans. Pour unifier la langue des articles et
éliminer les tournures impropres, un logiciel a même été mis au point. Au cœur du système, le service de documentation vérifie toutes les données. Epluché, rectifié, réécrit, chaque papier est une
œuvre collective. « Nous désapprouvons le communisme, mais nous vivons comme des communistes », s'amusent les journalistes. De drôles de cocos que ces libéraux qui défendent le droit à
l'euthanasie, la libéralisation des drogues ou les OGM ! Avec 75 millions d'euros de bénéfice opérationnel pour 411 millions de chiffre d'affaires en 2015, le journal roule sur l'or. L'an dernier, le
groupe Pearson, principal actionnaire, a cédé les 50% du journal qu'il détenait depuis 1928. Exor, le holding de la famille Agnelli (Eiat, Chrysler), s'en est saisi pour la bagatelle de 586 millions
d'euros, devenant le nouvel actionnaire de référence - sans exercer toutefois de contrôle majoritaire sur le journal. Une clause interdit de détenir plus de 50% du capital et de compter plus de 20%
des voix au conseil, où figurent les plus grandes dynasties du business britannique (Cadbury, Rothschild...). Pour racheter en autocontrôle un paquet d'actions, le journal vient de vendre ses
bureaux. « Nous allons déménagerai 2017 pour mieux organiser notre transformation digitale », indique Anne Foley, manager editorial responsable de l'opération. Le virage du numérique ne fait
pas peur à « The Economist >•. Lancé dès 1997, son site compte déjà plus de 300 000 abonnés. « Si vous voulez de bons contenus, vous devez les payer d'une manière ou d'une autre », dit Zanny
Minton Bcddocs, qui vise une communauté de 72 millions de décideurs globaux. L'avenir est assuré. Pour l'heure, le journal mène une campagne anti-Brexit, « un danger réel pour la GrandeBretagne, l'Europe et le monde ». Avant d'affirmer sa position, « The Economist » a organisé une de ces joutes rhétoriques dont il a le secret : un rédacteur pro-Brexit a défendu la thèse des
europhiles, un autre anti-Brexit a plaidé pour la sortie du Royaume-Uni. « Puis la direction a tranché », sourit Anne Foley. Vive le central isme démocratique ! D l'institution après une carrière
d'économiste au FMI et vingt ans de maison. Ici. le petit livre rouge que les rédacteurs apprennent par cœur onomie: esîsuper-renîable et performant "THE ECONOMIST"NE CONNAIT PAS LA
CRISE L'organe mondialisé du libéralisme peut donner des leçons d'é A SYLVAIN COURAGE Par les baies vitrées du siège, en plein quartier de St James, la MIC sur Westminster est
imprenable. C'est là, du 11e au 14' étage, qu'est concocté, dans une atmosphère studieuse, l'hebdomadaire le plus influent du monde : 1,6 million d'exemplaires, 6 éditions internationales et 12
millions de visiteurs par mois sur internet... Créé en 1843 pai' James Wilson - un chapelier écossais dont la statue trône dans l'entrée pour dénoncer le protectionnisme, « The Economist » ne
connaît pas la crise. Et continue d'évangéliser la planète au nom du libreéchange. Le 2 avril, sa couverture néomaoïste fustigeant le culte de la personnalité du président XÌ .liping a été censurée
par les Chinois, qui ont aussi bloqué le site internet de l'hebdo. « Qu'à cda ne tienne, nous n 'allons pas nous censurer ou calculer comment les autorités d'un pays ou un autre vont réagir », a
répondu Tom Standage. directeur adjoint de la rédaction. Dans les couloirs feutrés de la rédaction, des noms sont inscrits sur les portes dct> bureaux encombrés où phosporent les 60
collaborateurs londoniens de la rédaction (auxquels s'ajoutent une trentaine de cotrespondants). Mais on cherche en vain la moindre diva. Depuis la création du journal, en 1843, les articles ne sont
pas signés. « Le sens collectif des valeurs serait diminué si nous renoncions à l'anonymat », répète Zanny Minton Beddoes, 48 ans. dix-septième directrice de la rédaction et première femme à
diriger est un « guide du style » en vigueur depuis cent soixante-treize ans. Pour unifier la langue des articles et éliminer les tournures impropres, un logiciel a même été mis au point. Au cœur du
système, le service de documentation vérifie toutes les données. Epluché, rectifié, réécrit, chaque papier est une œuvre collective. « Nous désapprouvons le communisme, mais nous vivons comme
des communistes », s'amusent les journalistes. De drôles de cocos qu
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
EDITORIA
Pag.
15
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
18
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
CHESSIDICE IN VIALE DELL'EDITORIA Rainews24, approverò il piano editoriale di
Antonio Di Bella. I giornalisti di Rainews24 hanno approvato il piano editoriale proposto dal
direttore Antonio Di Bella. Il piano è stato approvato con 144 voti a favore, 19 contrari e 3
schede bianche. Alle votazioni ha partecipato più dell'88% dei giornalisti della all news della
Rai. Financial Times: con l'ops di Cairo la porta dei salotti si apre. Il destino di Rcs sarà
deciso per la prima volta dal mercato e non dietro la porta chiusa dei salotti buoni. Così il
Financial Times, in una Lex column dell'edizione online, commenta l'ops lanciata da Urbano
Cairo. «Adesso un membro del salotto buono ha deciso di rompere i ranghi», si legge nella
Lex column dal titolo Rcs: salotto door opens, «Cairo Communication ha lanciato un'offerta
di scambio delle azioni di Rcs». «Fiat ne ha avuto abbastanza», ha proseguito ZTt, «la società
distribuirà la sua quota del 17% ai suoi soci per partecipare all'operazione La StampaRepubblica Questa mossa aumenterà il flottante e così il destino di Rcs sarà stabilito dal
mercato e non dietro porte chiuse». Il New York Times chiude parte della sede parigina. Il
quotidiano americano ha annunciato di voler chiudere una parte della sua sede di Parigi,
quella che si occupa del lavoro di editing e di prestampa, una mossa che porterà al taglio o
allo spostamento di 70 posti di lavoro. Il gruppo ha fatto sapere di volersi concentrare sulle
due sedi di New York e di Hong Kong. Lo si legge in un documento depositato dall'editore
alla Sec, la Consob americana, in cui si sottolinea come la misura porterà a un costo di 15
milioni di dollari che saranno messi a bilancio nel secondo trimestre dell'anno. Il quotidiano
di New York sta vedendo una forte diminuzione delle entrate pubblicitarie su carta. La
redazione e il dipartimento che si occupa di pubblicità continueranno a restare a Parigi e
l'edizione cartacea cfeWIntemational New York Times continuerà a essere pubblicata e
distribuita in Europa. L'annuncio è arrivato due settimane dopo che il New York Times ha
detto di voler investire più di 50 milioni di dollari nei prossimi tre anniper sostenere un piano
con il quale ampliare la sua presenza a livello mondiale. YouTube, nuove pubblicità brevi da
6 secondi. YouTube punta alla brevità e ha presentato un nuovo formato di pubblicità. Dura
sei secondi e come ha fatto sapere il product manager, Zach Lupei, è studiata per gli utenti
mobile. Il nome del nuovo prodotto è Bumper e prende ispirazione ai vecchi spot di pochi
secondi che venivano trasmessi in tv. Tuttavia i nuovi formati non cancelleranno le classiche
pubblicità di YouTube che continueranno a esistere. L'idea è quella che i video più lunghi
possono presentare la campagna pubblicitaria mentre quelli più brevi continuare a sostenerla,
rafforzandone il messaggio. I Bumper non potranno essere in parte saltati come è possibile
fare per la maggior parte dei messaggi pubblicitari su YouTube. Sat.tv, l'app con la guida ai
programmi delle tv satellitari su Hot Bird. L'applicazione è stata realizzata da Eutelsat e
Wiztivi, società fornitrice di soluzioni di tv multiscreen. Attraverso Sat.tv, che sarà
disponibile gratis su App Store e Goolge Play Store, i broadcaster potranno caricare palinsesti
e le informazioni relative alla programmazione che verranno visualizzate in tempo reale sulla
app. Dal canto loro, gli utenti avranno a disposizione un'interfaccia in inglese, francese,
russo, italiano e arabo per accedere ad un ampio numero di programmi in oltre 40 lingue. A
Paolucci le relazioni esterne di Condotte. Massimiliano Paolucci, 52 anni, giornalista prof
essionista e già direttore della comunicazione di Telecom Italia, responsabile relazioni media,
opinion maker e mondo accademico del Gruppo Pirelli, direttore della comunicazione di
Aiscat e Aeroporti di Roma, è il nuovo direttore relazioni esterne e affari istituzionali della
società di costruzioni Gruppo Condotte.
EDITORIA
Pag.
16
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
37
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Torino Dal 12 al 16 maggio, bilancio attivo. Ospiti le
letterature arabe Ligabue, Zalone & C. Il Salone del
rilancio punta sulla notte pop
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
Ernesto Ferrero, Piero Fassino, Giovanna Milella, Sergio Chiamparino, e Régis Faure (Lapresse)
dal nostro inviato
Cristina Taglietti
TORINO Miracolo a Torino: il Salone si
farà, sarà un'edizione ricca e,
probabilmente, dai grandi numeri. Grazie
anche a icone pop come Luciano Ligabue
e Checco Zalone, a nomi di forte
richiamo come Samantha Cristoforetti, al
sostanzioso programma by night. Ieri alla
bellissima Fondazione Merz i vertici del
Salone, forti del « ripianamento
finanziario che permetterà di chiudere in
attivo il bilancio 2016, di una nuova
compagine societaria che ha visto
l'ingresso nella Fondazione di Miur,
Mibact, Intesa Sanpaolo e della forte
progettualità sul futuro» (Piero Fassino
dixit) hanno presentato la ventinovesima
edizione (dal 12 al 16 maggio).
«Un'edizione che va oltre le migliori
aspettative» ha detto la presidente
Giovanna Milella che ha anche
confermato il contributo di Unicredit
come sponsor. Un miracolo l'ha definito
appunto il direttore Ernesto Ferrero,
citando il finale del film di De Sica
Miracolo a Miiano, «in cui i protagonisti
si sollevano in volo sulle loro scope
verso il mondo che vagheggiano». Il
prodigio, per Ferrero, «è essere riusciti a
congegnare un Salone che ci sembra il
più ricco, il più scintillante di una lunga
storia». Le luci si accenderanno
soprattutto la sera. Grazie
all'introduzione del
EDITORIA
biglietto pre-serale ridotto a 5 euro (dopo
le 18) sul modello Expo, la fascia happy
hour sarà dedicata alla
culturaintrattenimento con nomi come
Francesco Guccini, Luciano Ligabue,
Roberto Vecchioni, Antonello Venditti.
Ma gli eventi in programma sono molti.
Il violoncellista Mario Brunello si esibirà
in un concerto con il costituzionalista
Gustavo Zagrebelsky nelle inedite vesti
di pianista e Omar Pedrini accompagnerà
il reading di Mauro Corona. Fabrizio
Gifuni porterà il suo Omaggio ad
Amieto, in occasione dei 400 anni dalla
scomparsa del Bardo, mentre Nanni
Moretti e Margherita Buy leggeranno
Natalia Ginzburg per il centenario della
nascita. A portare Checco Zalone (con
Gennaro Nunziante e Gianni Canova) al
Lingotto sarà invece la Puglia, Regione
ospite, presente con un grande stand e un
ricco programma di appuntamenti che
mettono insieme un incontro su Aido
Moro, cent'anni di visioni politiche a un
altro con Al Bano che spiega perché la
Puglia è un ponte verso la Russia. Il
programma del Salone declinerà il tema
della visionarietà attraverso un
che ha sostituito l'Arabia Saudita come
Paese ospite, coordinato da un gruppo di
arabisti che fa capo a Paola Caridi e a
Lucia Sobrera dell'Università di Sydney,
porterà al Lingotto il poeta sirianolibanese Adonis, il direttore del Museo
del Bardo di Tunisi, Moncef Ben Moussa,
gli scrittori algerini Boualem Sansal e
Yasmina Khadra. Le voci che
interverranno al Salone parleranno di ciò
che accade a livello politico e sociale, per
esempio con la saggista e narratrice
egiziana Ahdaf Soueif e con May
Telmissany, docente di studi arabi
all'Università di Ottawa. Ma si parlerà
anche di identità e di privato con la
marocchina Leila Slimani, autrice di un
romanzo in cui racconta un'ossessione
sessuale, e di graphic novel con gli
egiziani Magdy El Shafee e Muhammad
Shennaw.
grande parterre di ospiti italiani e
internazionali da Roberto Cingolani a
Samantha Cristoforetti, da Christophe
Galfard, fisico francese dal grande
talento divulgativo, a Carlo Ginzburg.
Il focus allargato sulle «culture arabe»
Pag.
17
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
37
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
Aspettative II direttore Ernesto
Ferrero: «Un miracolo». Piero
Fassino e la presidente
Giovanna Milella: «Decisivi i
nuovi soci»
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Tra i grandi ospiti internazionali ci sarà
l'avvocato (iraniana, dunque non araba)
Shirin Ebadi, prima donna musulmana
a ricevere il premio Nobel per la pace e
Antoine Leiris, l'uomo che a Parigi ha
perso la moglie nella strage del
Bataclan e che, all'indomani del
massacro, ha scritto ai terroristi la
lettera Non avrete il mio odio, ora
diventata un libro. La narratrice
americana Marilynne Robinson al
Lingotto riceverà il premio Mondello,
mentre la giapponese Marie Kondo,
caso internazionale con il suo II magico
potere del riordino, spiegherà le ragioni
del successo del suo metodo. Tra gli
scrittori che per la prima volta sbarcano
al Salone ci sono Michael Cunningham,
Muriel Barbery e Bernard Quiriny.
Tornano invece al Lingotto Dario Fo,
Claudio Magris, Roberto Saviano che
festeggerà i dieci anni di Gomorra. Ad
inaugurare il Salone sarà il ministro per
i Beni culturali Dario Franceschini,
giovedì 12, quando ci sarà anche
Giorgio Napolitano con il suo libro
sull'Europa. Non mancherà il premier
Matteo Renzi, atteso per sabato 14. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
EDITORIA
Pag.
18
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
46
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
NelFIntemet dei traffici clandestini
nascono anche riviste culturali
Qpeicarsari
deUaletteratttra
nelmare agitato
del darkwéb
STEFAJVIA PARMEGGIANI **oi siamo anonimi. Siamo cultura... Gli utenti senza volto che si muovono nel dark web sono
stanchi di essere considerati dei criminali. Mercanti di droga, di armi, di informazioni rubate. Peggio ancora, pedofili e terroristi.
Nell'Internet profondo, quello che sfugge ai normali motori di ricerca, ci sono persone che credono nel diritto di scrivere, ma
soprattutto di leggere in modo anonimo. Discutono di sorveglianza, copyright, arte digitale, libertà creativa. E lanciano progetti di
resistenza culturale come "The Torist", la prima rivista letteraria, in inglese, del dark web.
D debutto è stato a gennaio, una
settimana fa l'annuncio del secondo
numero: si cercano opere di
saggistica, narrativa, poesia e arte
visiva Nel frattempo è nata in
Francia una rivista gemella Editori
e autori diversi, ma stesso nome e
stesso ambiente di pubblicazione: la
rete Tor, creata nel 1996 dai
laboratori della Marina statunitense
per proteggere le comunicazioni del
governo, oggi utilizzata da
chiunque voglia navigare
nell'anonimato. Aquelle
profonditàle acque sono agitate: i
mercati neri nascono e muoiono, gli
indirizzi cambiano all'improvvi
essere stimolante. «L'idea è nata
nei giorni in cui frequentavo
Galaxy, un social network
anonimo», spiega Robert W.
Gebi, professore dell'università
dello Utah specializzato in
tecnologie della comunicazione, il
volto pubblico della rivista Tra i
suoi contatti persone con cui
parlava di politica, cultura e
libertà digitali. Tra questi Gmh,
un utente che ha scelto il suo
pseudonimo come
omaggio al poeta inglese Gerard
Manley Hopkins. Dopo un anno e
mezzo di lavoro è uscito il primo
numero di The Torist: può essere
scaricato gratuitamente, ma il link
so, i forum affondano per attacchi si apre solo con il browser Tor.
«È stato un esperimento. Ci
informatici, azioni di polizia o
piaceva l'idea di una letteratura
emergenze improvvise. Non è
esclusiva del dark web e
l'ambiente ideale dove leggere
racconti o poesie, ma può
EDITORIA
volevamo sfidare i pregiudizi di
chi pensa che nell'anonimato si
muovano solo criminali».
Cinquantuno pagine, foto in
bianco e nero, grafica raffinata e
contenuti insoliti: racconti,
poesie, saggi... C'è un saggio di
KairUs (Linda Kronman e An
dreas Zingerle), collettivo di artisti
che denuncia le frodi online
Pag.
19
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
46
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
e i rischi di un consumo
inconsapevole della tecnologia «
Riviste come The Torist—
raccontano —inviano un messaggio
politico per il solo fatto di essere
pubblicate in uno spazio meno
controllato: i lettori non vengono
registrati come consumatori».
Sostenere la rivista per KairUs
significa spingere i lettori a
superare le proprie abitudini di
navigazione: «È più emozionante
fare uno sforzo per trovare lavori
interessanti che consegnarsi a un
elenco manipolato da algoritmi che
offrono qualcosa in
base ai comportamenti
precedenti». C'è poi un racconto
distopico di J.M. Porup, scrittore
e giornalista Lo abbiamo
incontrato su Signal, l'app di
messaggistica che protegge le
comunicazioni usando di default
la crittografia end-to-end, la
stessa usata ogni giorno da
Edward Snowden, da hacker e
attivisti. «La cultura può
prosperare solo in una società
libera—spiega—manoinon
viviamo in una società libera Noi
viviamo in Internet, vale a dire
uno stato di sorveglianza totale.
La polizia segreta esiste per
rafforzare lo status quo e
sopprimere il dissenso. Questi
governi criminali considerano
ogni deviazione dalle norme
sociali come una minaccia e così
scrittori, artisti, musicisti
finiscono sotto sorveglianza,
proprio come i criminali, gli
spacciatori e i terroristi». Chi ha
contribuito al primo numero però
si è firmato con il suo vero nome,
all'anagrafe o de piume. «Ci sono
molte persone che vogliono
parlare o esprimersi
nell'anonimato. È possibile che
The Torist li aiuti a farlo», spiega
Gebi che ha riflettuto a lungo
prima di uscire allo scoperto.
«Uso il mio nome come
una specie di liason con il clear
web. Con la mia identità posso
accedere facilmente alle reti
accademiche e creative, ma se
The Torist decollapotrei smettere
di usarla in modo che Gmh sia
libero di sottolineare gli Che
investono, prima di tutto, i lettori.
«In passato, sulla carta, tutti
leggevano in forma anonima —
riflette Porup —. Se vogliamo
evitare un brutale futuro da
incubo, uno stivale che calpesta
un volto umano per sempre, come
ha scritto Orwell, allora abbiamo
bisogno di costruire
EDITORIA
un mondo in cui la lettura è
ancora una volta anonima». Data
la linea editoriale, Geni e Gmh
hanno deciso di pubblicare la
rivista con una licenza Creative
Commons: chiunque può
condividere e sviluppare la loro
idea. E infatti poche settimane fa
è nata una versione francese. In
questo caso il volto pubblico è
quello del giornalista Thomas
Deslogis. Entrambe le riviste
sono risalite in superficie,
aprendo un account su Twitter
«per dire al mondo che noi
esistiamo». La reazione è stata
immediata. Tra i retweet anche
quello di William Gibson, l'autore
cult di Neuromante. Al pari degli
artisti e degli scrittori che
ospitano, gli editori possono
essere considerati artivisti: creano
operazioni culturali per fare
riflettere sulle condizioni della
società in cui viviamo. La
tendenza è diffusa anche tra le
figure storiche di Internet, gli
utopisti della rete libera e i
protagonisti del dibattito sul
diritto d'autore. Peter Sunde,
uno dei fondatori di The Pirate
bay, il più famoso sito di peer-topeer, dopo aver passato sei mesi
in carcere ed essere stato
condannato a risarcire milioni di
euro alle major dell'industria
discografica, ha deciso di
cambiare strategia. Oggi
comunica le sue idee tenendo
conferenze e creando opere d'arte.
La suaKopymachin, un computer
che cancella e copia all'infinito la
canzone Crazy degli Gnarls
Barkley mentre un contatore
mostra il denaro che starebbe
rubando, si inserisce in una Dalle
azioni pirata degli "01 .org", che
hanno duplicato e manipolato di
tutto, compreso il sito del
Vaticano, al manifesto plagiarista
dell'artista californiana Amy
Alexander, che dal 1998 si genere
automaticamente grazie a un
programma che remixa frasi
copiate qua e là. Cultura di
nicchia? Forse, ma non è il caso
di ignorarla: a volte l'arte pirata
dalle profondità del web sale in
superficie e sfida il potere. Lo
sanno bene gli islandesi che in
autunno potrebbero scegliere
come premier Birgitta Jónsdóttir,
sostenitrice di WikiLeaks e
poetessa Dopo le dimissioni del
primo ministro Sigmundur David
Gunnlaugsson per lo scandalo
Panama Papers, il partito pirata
ha aumentato in modo vertiginoso
la sua
popolarità e una intellettuale
outsider come Jónsdóttir, potrebbe
rendere più vago il confine tra
sogno e realtà. In fondo è a questo
— ha scritto Quentin Girard in un
ritratto di Sunde su Liberation —
che servono i pirati.
ILDARIÌWE» È una parte del
deep web (l'internet sommerso)
intenzionalmente nascosta I siti
non sono raggiungibili dai
normali motori di ricerca ,
bisogna conoscere l 'indirizzo e
usare soft ware per l'anonimato
LA RETE TOR Tor (The Onion
Router) è un software che
protegge dall'analisi del traffico
e offre una serie di servizi leciti
e illeciti, coprendo i server cheli
ospitano È frequentato da 2, 5
milioni di persone al giorno
GLOSSARIO ILDARIÌWE» È
una parte del deep web
(l'internet sommerso)
intenzionalmente nascosta I siti
non sono raggiungibili dai
normali motori di ricerca ,
bisogna conoscere l 'indirizzo e
usare soft ware per l'anonimato
LA RETE TOR Tor (The Onion
Router) è un software che
protegge dall'analisi del traffico
e offre una serie di servizi leciti
e illeciti, coprendo i server cheli
ospitano È frequentato da 2, 5
milioni di persone al giorno The
Torist ILDARIÌWE fiction >
poetry non fiction È una parte
del deep web (l'internet THE
TORIST Nei servizi nascosti di
Tor ha trovato spazio anche una
rivista letteraria, la prima del
dark web. Si chiama The Torist
è scritta in inglese e a poche
settimane dal debutto ha già una
gemella francese sommerso)
intenzionalmente nascosta I siti
non sono raggiungibili dai
normali motori di ricerca ,
bisogna conoscere l 'indirizzo e
usare soft ware per l'anonimato
LA RETE TOR Tor (The Onion
Router) è un software
Pag.
20
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
EDITORIA
46
Mercoledì
27/04/2016
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
Pag.
21
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
37
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
AGENZIA DELLE ENTRATE La coppia difetto paga un solo canone Saverio Fossati
* pagina 39 Saverio Fossati * pagina 39
Agenzie delle Entrate. Voltura automatica se l'utenza elettrica è intestata a un
coniuge e «la tassa Rai» all'altro Coppia di fatto, un solo canone Obbligo di
versamento anche per chi è ricoverato in casa di riposo
Saverio Fossati Chi deve pagare il
nuovo canoneRaiPQuesto
interrogativo assilla gli italiani
sempre più preoccupati dalle
incertezze,
ancheseinrealtàiprincipidibase sono
piuttosto semplici. La casistica,
certo, è infinita e per questo
l'agenzia delle Entrate è in prima
linea per fornire chiarimenti; gli
ultimi apparsi ieri sono dedicati a
chi ha un bed & breakfast e al
concetto di « famiglia anagrafica».
Prima, però, è il caso di ricordare
che è dovuto un solo canone per
ogni famigliaanagrafica,
indipendentemente dal numero di
abitazioni possedute dai suoi
componenti e dal numero di
contratti di fornitura di energia
elettrica. La situazione ideale
sarebbe quella di un solo contratto,
intestato a un membro della
famiglia che risiede nell'abitazione
insieme a tutti gli altri. Ma se
diversi componenti della stessa
famiglia anagrafica sono titolari di
più contratti per utenza elettrica
residente, nella stessa abitazione o
in abitazioni diverse, si dovrà
comunicare al Sat a Torino su quale
fattura elettrica devono essere
effettuati gli addebiti, compilando
il Quadro B del modello di
dichiarazione sostitutiva pubblicato
sui siti www. agenziaentrate.gov.it
e www.canone.rai.it. Chi invece
deve pagare, se la moglie ha
sempre versato l'abbona
mento tv mentre l'utenza elettrica
residenziale è invece intestata al
marito? In questo caso non occorre
nessuna dichiarazione, perché lo
sportello Sat procederà alla voltura
del canone di abbonamento nei
confronti del marito.
EDITORIA
Il caso affrontato ieri dall'agenzia
riguarda le coppie di fatto:
inrelazionealladefinizione di
«famiglia anagrafica» (articolo 4
del Dpr 223/89), purché ci sia la
certificazione del Comune
competente. In sostanza, agli
effetti anagrafici, per famiglia si
intende un insiemedi persone
legate da vincoli di matrimonio,
parentela, affinità, adozione, tutela
oda vincoli affettivi, coabitanti e
aventi dimora abituale nello stesso
Comune (unico nucleo familiare);
una famiglia anagrafica può essere
costituita da una sola persona. La
prova dei "vincoli affettivi" viene
riconosciuta alla dichiarazione che
gli interessati rendono al momento
della costituzione o subentro
nellafamiglia. Se non c'è quella
dichiarazione, non c'è famiglia
anagrafica, quindi, se l'altro
membro della coppia non
registrata sia intestatario di
un'altra utenza elettrica in un'altra
casa, pagherà un secondo canone.
Attenzione, però: i soggetti che
effettuano dichiarazioni
anagrafiche chiariscono se
nell'abitazione all'indirizzo di
residenza sono già iscritte delle
persone e indicano se sussistono o
non sus
sistono, rapporti di coniugio,
parentela, affinità, adozione,
tutela o vincoli affettivi con esse.
Persone o famiglie che coabitano
nella stessa abitazione possono
quindi dar luogo, a distinte
famiglie anagrafiche se, appunto,
tra i componenti delle due
famiglie non vi sono tali vincoli.
Proseguono poi le Entrate sul caso
del contribuente intestatario
dell'utenza elettrica, titolare di un
bed and breakfast, che già paga il
canone Tv "speciale" per
Famiglia anagrafica •II
Regolamento
Anagrafico della
Popolazione Residente
(Decreto del Presidente
della Repubblica 30
maggio 1989, n. 223)
prevede, all'articolo 13,
che i soggetti effettuino
dichiarazioni
anagrafiche quali la
costituzione di nuova
famiglia
o di nuova convivenza, mediante
apposita modulistica per effettuare
le dichiarazioni anagrafiche
predisposta dal Dipartimento
Affari Interni e Territoriali del
Ministero dell'Interno e adottata da
ogni Comune. L'articolo 4 dello
stesso Decreto evidenzia che, agli
effetti anagrafici, per famiglia si
intende un insieme di persone
legate da vincoli di matrimonio,
parentela, affinità, adozione, tutela
o da vincoli affettivi, coabitanti ed
aventi dimora abituale nello stesso
Comune (unico nucleo familiare).
l'unico apparecchio TV a l'unico
apparecchio TV a disposizione della
famiglia e degli ospiti. In generale, la
detersione di un apparecchio
televisivo installato in locali che ne
permettano la visione a persone
estranee alla famiglia (come i clienti)
implica che sia dovuto non il canone
ordinario, ». ©RIPRODUZIONE
RISERVATA
Pag.
22
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
37
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
dicono le Entrate, dato che in
questo caso il titolare già paga,
appunto, il canone speciale, potrà
presentare la dichiarazione
sostitutiva di «non detersione»
compilando il quadro A ed evitare
il canone ordinario. Infine,
chiarisce l'Agenzia, un
contribuente ricoverato in una
casa di riposo che detenga un
apparecchio tv nella propria
abitazione è tenuto al pagamento
del canone. Se invece ne è privo
ma è titolare di un'utenza elettrica,
dovrà presentare la dichiarazione
sostitutiva di «non detenzione».
©RIPRODUZIONE
RISERVATA
EDITORIA
Pag.
23
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
18
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Virman Cusenza
139.923
Dai B&B agli eredi, ecco chi non paga il canone Rai
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
LE ISTRUZIONI
ROMA Dal canone speciale per i
bed and breakfast, alla
dichiarazione sostitutiva della
moglie erede». L'Agenzia delle
entrate si siede alla scrivania e
risponde alle domande più
frequenti, che arrivano dai
contribuenti alle prese con la
compilazione della dichiarazione
per l'esensione dal pagamento del
canone Rai. Da ieri, inoltre, sul
sito sono disponibili anche
ulteriori esempi di compilazione
della dichiarazione sostitutiva. In
questo modo, si legge in una nota,
«si forniscono i chiarimenti alle
principali problematiche affrontate
dai contribuenti, e segnalate ai
canali di assistenza dell'Agenzia e
della Rai, in merito al canone tv e
alla presentazione della di
chiarazione di non detenzione». Le
risposte e gli esempi sono
aggiornati costantemente in base
alle domande pervenute. Tra gli
esempi di risposta fornita dali'
Agenzia delle entrate c'è il
chiarimento dato ai contribuenti
che sono titolari di un bed and
breakfast e che già pagano il
canone speciale per la tv. Questi
non sono tenuti al pagamento del
canone di abbonamento alla
televisione per uso privato e, se
sono intestatari di utenza elettrica
residenziale, possono evitarne
l'addebito presentando la
dichiarazione sostitutiva di non
detenzione, compilando il quadro
A. Cosa succede se in una famiglia
che non possiede la tv, muore il
marito intestatario dell'utenza
elettrica? La moglie, in qualità di
erede, può presentare la
dichiarazione sostitutiva per
Venerdì, intanto, il consiglio dei
ministri darà via libera al decreto
banche. Gli indennizzi saranno
automatici per tutti coloro che
hanno sottoscritto i bond di
CariFe, Etruria, Banca Marche e
Carichieti, fino ad agosto 2013.
Per gli altri scatterà l'arbitrato. I
rimborsi saranno integrali fino a
circa 20 mila euro e per chi ha
un reddito personale inferiore a
22-23 mila euro. R.EC. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
VADEMECUM DEL
FISCO SUL
VERSAMENTO
NELLA BOLLETTA
VENERDÌ IN CDM
DECRETO BANCHE
CON INDENNIZZI
AUTOMATICI
l'esenzione dal pagamento del
canone, in bolletta, compilando
il quadro A del modello. LE
ESENZIONI Mentre il cittadino
residente all'estero, che ha
un'abitazione in Italia, deve
pagare il canone tv se sono
presenti apparecchi televisivi
all'interno dell'abitazione. In
caso contrario, se è titolare di
un'utenza elettrica residenziale,
può presentare l'autocertificazione per l'esenzione dal
pagamento del canone. Per i
coniugi che hanno già presentato,
nel 2015, la disdetta per cessione
dell'apparecchio tv, e che non
sono venuti in possesso di ulteriori
apparecchi televisivi, l'Agenzia
delle entrate fa sapere che devono
presentare la dichiarazione
sostitutiva.
EDITORIA
Pag.
24
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
19
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Entro settembre il closing. Per il momento non è previsto un cambio
ai vertici della pay tv Premium-Vivendi a caccia di utili Allo studio
operazioni commerciali e industriali con Telecom
sce una piattaforma pay che ospita oltre 150 canali. È attivo pure nella tv free d'Oltralpe, e controlla
e gestisce offerte di pay tv in oltre 30 paesi africani, in Polonia, in Vietnam e nei paesi d'Oltremare.
Tanto per avere una idea del peso dei singoli business di Canal+, la pay tv in Francia vale 3,383
miliardi di euro (3,454 mld nel 2014), con 5,746 milioni di abbonati (6,062 mln nel 2014). La tv in
chiaro, nel suo complesso e valutando pure i business internazionali, ha un risultato operativo
positivo per 542 milioni di euro (erano 618 mln nel 2014) su un totale ricavi di 5,513 miliardi di
euro (5,456 mld nel 2014). Restando al solo comparto televisivo, Canal+, in Francia, controlla sei
canali a pagamento (Canal+, Cinema, Sport, Family, Serie e Décalé, ovvero il canale a orari sfalsati
rispetto ai precedenti), ne edita un'altra ventina in partnership, e gesti sempre in Francia, fattura 203
milioni di euro (196), mentre la pay tv in Polonia, per Canal+, produce ricavi per 500 mln di euro
(515 mln nel 2014) con 2,119 mln di abbonati (2,146 mln). Diciamo che l'investimento italiano in
Premium ha quindi, al momento, un peso analogo a quello polacco nelle logiche del gruppo
Vivendi. Dai paesi d'Oltremare arriva un fatturato pay di 413 milioni di euro
DI CLAUDIO PLAZZOTTA
(manager di Vivendi vanno e
vengono da Cologno Monzese
(dove oggi l'assemblea degli
azionisti approverà i conti 2015)
per completare la due diligence
che porterà al closing
dell'operazione con Mediaset e
che, entro l'estate, vedrà passare il
100% della pay tv Premium al
gruppo francese, e uno scambio
incrociato del 3,5% di azioni tra il
Biscione e Vivendi stesso. Per il
momento sia Marco Giordani,
presidente di Premium, sia Franco
Ricci, amministratore delegato,
restano al loro posto. Ma è
abbastanza logico che, da
settembre, col cambio del socio di
riferimento, qualcosa muterà
anche ai vertici della pay. Anche
perché gli azionisti di Vivendi
non vogliono in nessun modo
ripetere l'esperienza di Canal+,
gruppo televisivo che controllano
e che, in Francia, da quattro
esercizi chiude con notevoli rossi
di bilancio. Nella cassa di
Premium si ritroveranno circa 120
milioni di euro (nella gran parte
frutto della passata vendita
dell'11,11% di Premium a
Telefonica), che magari potranno
usare per sistemare i conti dei
prossimi esercizi, considerato che
il 2015 di Mediaset Premium spa
si è chiuso con perdite per 83,88
milioni di euro su 641 milioni di
ricavi per oltre 2,1 mln di infinito
questa situazione».
abbonati. Ma gli uomini di
Vivendi spingeranno
soprattutto su operazioni
commerciali e industriali
incrociate con Telecom Italia
(di cui Vivendi è il maggiore
azionista col 24,9%), per
risalire velocemente la china.
Non sono infatti tollerate
perdite croniche. Tanto che
nella relazione finanziaria del
bilancio 2015 di Vivendi si fa
esplicito riferimento al caso dei
«sei canali di Canal+ in Francia
che perdono soldi da quattro
anni. Nel 2015 perdite per 264
milioni, dopo i 188 milioni di
rosso del 2014. Per uscire dalla
crisi (ricetta che potrebbe
servire anche per l'Italia, ndr)
bisogna restaurare la
percezione del valore
dell'offerta per l'abbonato,
aumentare gli investimenti
nelle produzioni originali e nei
contenuti premium, migliorare
l'esperienza nel mondo pay di
Vivendi per l'abbonato. Negli
ultimi due esercizi Canal+, in
Francia, ha già investito 1,5
miliardi di euro, e Vivendi non
ha i mezzi per supportare
all'Peraltro il gruppo Canal+,
Francia, controlla sei canali a
pagamento (Canal+, Cinema,
Sport, Family, Serie e Décalé,
ovvero il canale a orari sfalsati
rispetto ai precedenti), ne edita
un'altra ventina in partnership,
e gesti
sce una piattaforma pay che
ospita oltre 150 canali. È attivo
pure nella tv free d'Oltralpe, e
controlla e gestisce offerte di
pay tv in oltre 30 paesi africani,
in Polonia, in Vietnam e nei
paesi d'Oltremare. Tanto per
avere una idea del peso dei
singoli business di Canal+, la
pay tv in Francia vale 3,383
miliardi di euro (3,454 mld nel
2014), con 5,746 milioni di
abbonati (6,062 mln nel 2014).
La tv in chiaro,
sempre in Francia, fattura
mentre la pay tv in Polonia,
per Canal+, produce ricavi per
nel suo complesso e valutando
pure i business internazionali, ha 500 mln di euro (515 mln nel
2014) con 2,119 Diciamo che
un risultato operativo positivo
l'investimento italiano in
per 542 milioni di euro (erano
Premium ha quindi, al
618 mln nel 2014) su un totale
momento, un peso analogo a
ricavi di 5,513 miliardi di euro
(5,456 mld nel 2014). Restando quello polacco nelle logiche
del
al solo comparto televisivo,
Canal+, in
EDITORIA
Pag.
25
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
19
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
gruppo Vivendi. Dai paesi
d'Oltremare arriva un fatturato
pay di 413 milioni di euro
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
(406 mln) con 499 mila
abbonati (494 mila), dall'Africa
di 400 milioni di euro (312
mln) con un boom di abbonati,
passati a quota 2,073 mln dagli
1,552 mln del 2014. E il
Vietnam vale 51 milioni di
euro di ricavi (40 mln nel
2014) per 804 mila abbonati
(794 mila). Infine, piccola nota
di colore sui guadagni dei
manager Vivendi, un gruppo
che nel suo complesso vale
10,7 miliardi di ricavi: il
presidente Arnaud de
Puyfontaine nel 2015 ha avuto
una retribuzione lorda di
3.392.000 euro, il direttore
finanziario Hervé Philippe di 2
milioni, così come il direttore
delle operazioni Stephane
Rüssel. Insomma, il presidente
di Publitalia, Giuliano Adreani
(3.786.608 euro nel 2015) e il
presidente di Mediaset Fedele
Confalonieri (3.584.650 euro)
non li batte nessuno, neppure a
Parigi. ———©Riproduzione
riservata——U
EDITORIA
Pag.
26
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
16
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
La conduttrice Rania:
«Fraintesa: ma al diavolo
questo caso Regeni»
L'intervista
diFaridAdly
eVivianaMazza
Lei ha mandato al diavolo Giulio
Regeni in tv... «Mi hanno
tradotta male». L'attrice e
conduttrice egiziana Rania
Yassin non si scusa, ma sostiene
al telefono con il Corriere di
essere stata fraintesa. «E*
un'espressione, un'espressione
egiziana, che se la traduci in
italiano avrà un altro significato.
Insomma, non volevo dire che
lui dovrebbe andare all'inferno,
ma che il caso dovrebbe andare
all'inferno poiché sta causando
problemi tra gli egiziani e gli
italiani. Io rispetto Giulio
Regeni, da vivo o morto. Non sto
parlando di questo ma della
cospirazione contro l'Egitto...».
Rania Yassin lavora per la tv
egiziana AI Hadath, il cui
proprietario — secondo il
quotidiano AI Ahram — è
Mohammed Ismail, parlamentare
della maggioranza governativa. La
conduttrice ha acquistato
un'istantanea notorietà e
provocato non poca rabbia in
Italia per le sue parole durante la
puntata del 23 aprile del
programma AI Hadath AI Youm
(L'evento di oggi). A riascoltare
il video, comunque, non sembra
sia stata fraintesa: «A dire la
verità mi faceva pena, è un
giovane ed è stato ucciso, ma
sinceramente adesso dico:
inabissati nella catastrofe»
(traducibile come «vai
all'inferno»). Poi fa una pausa, si
corregge: «Si è inabissato nella
catastrofe». Chi è che voleva
mandare all'inferno quindi «C'è
un grosso problema adesso:
abbiamo un embargo economico
perché i media europei scrivono
che all'Egitto il caso non importa
e non ci stiamo sforzando di
capire chi abbia uc
sappiamo niente. Ecco, se tutti si
comportassero così, tutti i Paesi
romperebbero le relazioni gli uni
con gli altri. Se qualcuno
pensa che bisognerebbe fare
così, vada all'inferno. E' questo
che volevo dire». Yassin
sostiene che «il problema è che
bisogna aspettare che finiscano
le indagini» e che c'è un
«complotto dei terroristi» per
dividere l'Italia dall'Egitto.
Critica le speculazioni sul caso
da parte dei media europei. Ma
se le fai notare che nel suo
programma specula sul fatto che
Regeni fosse una spia, replica:
«Ho sottolineato che non so se
sia vero, che Dio solo lo sa». Un
altro presentatore egiziano,
Tamer Amin, in passato ha
sostenuto che Giulio fosse gay;
lei da la colpa ai social media
che diffondono notizie false.
Fino allo scorso gennaio Rania
lavorava per la tv AI Assima ma
intervistò l'astrologo Ahmed
Shaheen, che evocò in una
seduta spiritica in diretta l'ex
presidente (assassinato) Sadat, il
quale profetizzò un attentato
imminente contro l'attuale raìs
Al Sisi. Improvvisamente,
Yassin smise di lavorare per
quella tv, ma negò di essere stata
licenziata: «Ho trovato un
impiego migliore». Ieri il sito AI
Watan scriveva: «E* diventata
famosa da un giorno all'altro,
senza nemmeno la fatica di
lavorare a un film». ©
RIPRODUZIONE
RISERVATA
«L'evento di
oggi» L'attrice e
conduttrice
egiziana Rania
Yassin durante il
programma «Al
Hadath Al Youm»
99 Sono stata
tradotta
male. Non è
il ragazzo ma
il caso che
dovrebbe
andare
all'inferno 99
Nel mondo
ci sono tanti
omicidi: tutti
i Paesi
dovrebbero
rompere i
rapporti? Chi
la pensa così
vada
all'inferno
ciso il ragazzo... Non è la prima
persona assassinata nel mondo, noi
egiziani abbiamo un cittadino ucciso
in Italia e di cui non
EDITORIA
Pag.
27
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Lionel Barber
(non disponibile)
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Getty image complaint threatens new
EU antitrust front against Google
CHRISTIAN OLIVER — BRUSSELS Google faces a new threat
in its rapidly expanding antitrust battle with the EU after Getty
Images, a leading US photo agency, complained that the search
company was unfairly undermining its business. Getty said it
would file a formal complaint in Brussels today, arguing that
Google was trying to freeride on the business of photojournalism
without generating content itself. Specifically, Getty accused
Google Images of harvesting its photographs in a way that
siphoned traffic away from Getty's paid-for website. Margrethe
Vestager, EU competition commissioner, has already issued two
sets of charges against Google — accusing it of abusing its
dominance of web search to promote its own shopping
new display diverted customers away
from her company's website, where
customers would pay for them. Getty said
it had raised its concerns with Google
three years ago but Google replied that
Getty should accept its new presentation
or opt out of image search, in effect
becoming invisible on the web.
services, and of abusing dominance of
its Android operating system to lock
customers into using Google apps. The
Getty complaint broaches a third area
of concern known as "scraping" —
where Google is accused of using
content generated by rivals to promote
its own services. Some of Google's
most vocal critics are travel websites,
which have accused the tech group of
culling their hotel and restaurant
reviews and using them to bolster the
quality of Google's own online travel
services. The complaint means the
European Commission will have to
form a view on whether it believes
competition rules have been broken.
Google declined to comment on the
case but, more broadly, denies having
broken any antitrust rules. Under the
previous commission, Brussels decided
against proceeding
with similar charges on scraping
against Google. However, several
lawyers opposing Google said they had
received signals from the commission
that it was becoming more receptive in
light of other complaints and the fastchanging digital landscape. Getty
argues that Google abused it
dominance of image searches to change
"drastically" the way that it presented
the agency's photographs after January
2013, by displaying them in a high
resolution and large format. Yoko
Miyashita, Getty's general counsel, said
this
EDITORIA
Pag.
28
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
18
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
DI ANDREA SECCHI Negli
Stati Uniti è imminente la nascita
di un colosso della banda larga
fissa e della tv via cavo, con
l'acquisizione di Time Warner
Cable da parte di Charter
Communication per un totale di
78 miliardi di dollari (69 miliardi
di euro). Il dipartimento della
giustizia Usa e la Federal
Communications Commission
hanno di fatto dato il via libera
all'operazione a cui si aggiunge
anche l'acquisizione di una società
più piccola sempre da parte di
Charter, la Bright House
Network, per 10,4 miliardi di
dollari (9,2 mld di euro), il che
porta il valore dell'operazione a
oltre 88 miliardi di dollari (78 mld
di euro). Il via libera è però
condizionato: le autorità antitrust
vogliono impedire che gli
operatori della tv on demand
come Netflix siano danneggiati
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Nasce il secondo operatore via cavo degli Usa. Operazione da 78
miliardi di euro Charter-Twc, ok dall'antitrust Paletti pro-Netflix:
niente ostacoli al video on demand
dalla nuova Charter, che sarà il
secondo fornitore di banda larga
fissa e il terzo di televisione via
cavo tradizionale negli Usa. Il
gruppo che fa capo alla Liberty
Media di John Maione ha
accettato le condizioni (anche se
ci sarà un'udienza formale) e sarà
vincolato per sette anni. I paletti
riguardano da una parte i
contenuti: Charter non dovrà
imporre ai propri fornitori
clausole che impediscano loro di
cedere in licenza film, show e
quant'altro anche a servizi di
video streaming on demand.
Inoltre dovrà concedere a
condizioni eque a questi ultimi
l'interconnessione sulle proprie
reti Internet (senza balzelli nel
caso il provider generi molto
traffico). Infine le condizioni
dovrebbero riguardare
l'impossibilità di imporre ai
clienti tariffe al consumo oppure
tetti nel caso guardino molti
video online.
cumulativo di queste condizioni
sarà di garantire ulteriore
protezione per le nuove forme di
servizi video offerti sulla rete
Internet». Il processo di
acquisizione è durato a questo
punto un anno, considerando che
il primo accordo si è trovato nel
maggio del 2015 per una cifra di
56,7 miliardi di dollari (50,2 mld
di euro), che diventano oltre 78
con l'assunzione del debito.
Charter, fino a quest» momento
quarta società del cavo negli
Usa, balzerà così al secondo
posto dove già stava la Twc e
raggiungerà 23 milioni di clienti,
più altri 2 milioni che dovrà
coprire come ulteriore impegno
davanti all'antitrust. Si tratta del
secondo tentativo per Maione: in
precedenza Twc aveva rifiutato
un'offerta non sollecitata e a quel
punto si era fatta avanti la
Comcast, vista come il cavaliere
bianco. L'offerta di quest'ultima,
però, era stata stoppata dal
Dipartimento di giustizia e dalla
Fee perché, già primo operatore
come lo sarà anche in futuro, con
l'acquisizione di Twc sarebbe
arrivato a una marketshare del
60%. ———©Riproduzione
riservata——H
«Le tre condizioni per sette anni
dovrebbero aiutare i consumatori
beneficiando la concorrenza», ha
detto il presidente della FCC
Tom Wheeler in una nota che
raccomanda agli altri commissari
l'approvazione. «L'impatto
EDITORIA
Pag.
29
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
23
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Barbano
50.205
Addio a Franco Mancusi cantore della terra flegrea
n lutto Addio a Franco Mancusi cantore della terra
flegrea Pietro Gargano Franco Mancusi, il Maestro
come lo chiamavamo in redazione, è morto ieri a
71 anni. Franco, già redattore capo del Mattino,
aveva ricoperto ruoli di responsabilità anche negli
organismi professionali: Ordine, sindacato, Inpgi.
Una professione giornalistica declinata con
passione e competenza, in una Addio a Franco
Mancusi cantore della terra flegrea Pietro Gargano
Franco Mancusi, il Maestro come lo chiamavamo
in redazione, è morto ieri a 71 anni. Franco, già
redattore capo del Mattino, aveva ricoperto ruoli di
responsabilità anche negli organismi professionali:
Ordine, sindacato, Inpgi. Una professione giorn
persona che amava il mare e la terra flegrea, di cui
conosceva e raccontava tutti i segreti. Oggi
aBacoli, nella chiesa di Sant'Anna, alle 16, i
funerali. > A pag. 31 listica declinata con passione
e competenza, in una Addio a Franco Mancusi
cantore della terra flegrea Pietro Gargano Franco
Mancusi, il Maestro come lo chiamavamo i
II lutto
Addio a Franco Mancusi, cantore della terra flegrea
la pesca silenziosa, assorta in altri
pensieri, al largo del Monte di Procida.
Ed entrambi si entusiasmavano come
bambini quando alla catena di ami
calata con pazienza dalla barca
abboccavano decine di tonnacchielle.
Ai Campi Flegrei, alle sue origini,
Franco era legato visceralmente. E della
salvaguardia di quei luoghi incantati,
minacciati e a volte deturpati
Storica firma del «Mattino» Mare, dall'incuria dell'uomo, aveva fatto un
punto d'onore. Porta la sua firma, il
musica e politica furono le sue
segno della sua passione e del suo
passioni. Aveva 71 anni Pietro
talento giornalistico, anche l'ultimo
Gargano La coerenza, la fedeltà
evento organizzato nel Rione Terra di
aun'idea. La passione giovanile per Pozzuoli dal San Carlo poco prima di
il giornalismo, mai venutameno in Pasqua: una serata magica, nel Duomo
restaurato e riempito dalle note
cinquant'anni di professione, e il
maestose dello Stabat di Pergolesi. Un
legame con un giornale, il nostro
giornale, durato quanto l'intera vita. orgoglio che Franco senti va come suo.
Già, perché la musica, insieme con
Franco Mancusi se n'è andato
l'attenzione al Vesuvio e alla corona
all'improvviso ieri, tradito dal suo
vulcanica attorno a Napoli, erano stati
cuore diventato negli ultimi tempi altrettanti punti nodali del suo lavoro di
troppo fragile. Aveva 71 anni, e
cronista di razza. Seguendoli per anni,
molti li aveva spesi nella redazione Franco Mancusi era diventato esperto
li maestro Così
veniva chiamato
in redazione Era
tra i massimi
divulgatori di
tem! legati al
Vesuvio
moglie Enrica, storica dell'arte
conosciuta fin da bambina. Enrica
paziente, tenera, solida e sorridente
sempre, sempre al suo fianco e pronta a
sostenerlo in ogni battaglia, non ultima
quella delicatissima per la salute. Ciao,
caro Franco, maestro ironico e gentile.
O RIPRODUZIONE RISERVATA
In postazione Franco Mancusi seduto
alla sua scnvania a «II Mattino»
del «Mattino», dove era arrivato
dopo le prime esperienze nel
settimanale sportivo diretto da
Guido Prestisimone. Il ciclismo, il
nuoto, il cal-
di bradisismo e di terremoti, di scosse
e di eruzioni, raccontati sempre con
competenza e misura, con onestà
intellettuale, senza mai cedere ai
facili allarmismi. Del San Carlo fu
cio erano stati le sue «palestre», la
politica intesa come confronto
anche consigliere d'amministrazione,
dialettico in nome dei principi di
di Roberto De Simone era un
eguaglianza e di libertà il suo habitat. A estimatore appassionato e un
lungo aveva militato nel sindacato dei
amicovero. Perniola giovani del
giornalisti aziendale, poi via via in
«Mattino» Mancusi era stato un
quelli regionale e nazionale, con atti di maestro negli anni in cui aveva
coraggio anche solitario nelle battaglie guidato la redazione di Pozzuoli, e
sostenute dalla categoria in anni di
così lo chiamavano tutti, al giornale,
grandi contrasti di posizioni e di idee.
da Claudio Scamardella, oggi a
Era sempre stato socialista, Franco,
Francesco Vastarella, oggi a capo
socialista demartiniano, condividendo
con il vecchio, sapiente leader non solo della redazione Grande Napoli. Dalle
gli ideali democratici, ma anche gli stili cure delle adorate mamma e zie era
passato a quelle amorevoli della
di vita. Entrambi amavano il mare, e
ORGANISMI DI SETTORE
Pag.
30
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
UN BUSINESS CHE AUMENTA DEL 33% L'ANNO Perché ^Internet delle cose» è la frontiera della crescita di
Carlo De Benedetti L? anno scorso la dimensione economica globale del mercato dell'IoT, l'Internet of Things, è
stata valutata in 157 miliardi di dollari. Nel 2O21, secondo l'agenzia Research and Markets.salirà a 661 miliardi. Il
relativo tasso annuo di crescita composto (C AGR) sarà di un mostruoso 33,3 per cento. Bastano questi numeri a
spiegare perché Amazon, Cisco, General Electric, Oracle, Microsoft, Symantec e altre aziende di software stanno
concentrando i propri investimenti sulPInternet delle Cose. Ancora una volta, a muoversi con più rapidità e decisione
sono gli americani. Continua ' pagina 24
UN MERCATO DA 157 MILIARDI DI DOLLARI Internet delle cose, frontiera della
crescita Gli Stati Uniti sono più avanti di tutti, l'Europa prova a tenere il passo
di Carlo De Benedetti » Continua da
pagina 1 Pochi giorni fa alla Fiera di
Hannover il Geo di Microsoft, Satya
Nadella, ha detto che la materia prima
su cui lavorare sono «i dati prodotti
dalle auto, dai motori aerei, dagli
ascensori» perché su di essi si basano
i nuovi sistemi di intelligenza
industriali. Fha annunciato che al
centro dell'operatività della sua
azienda c'è ormai l'IoT. Ai nastri di
partenza la gara è molto affollata, ma
al traguardo si presenteranno in poche
o addirittura una sola azienda, com'è
accaduto con la ricerca sulla Rete
(Google), l'eCommerce globale
(Amazon e AliBaba), i social network
(Facebook), la raccolta i sistemi
operativi per apparecchi mobili (iOS e
Android), i film on demand (Netflix).
«Winner takes it all», ha sintetizzato
al Financial Times il Chief Digital
Officer di General Motors, Bill Ruh.
Dove il "winner" è chi imporrà il
proprio software come standard. Di
Internet delle Cose si parla dalla fine
del secolo scorso. Nel 1999 Kevin
Ashton, ex ricercatore dell'azienda
leader di prodotti per la persona e la
casa Procter & Gamble, poi passato al
MIT di Boston, usò la locuzione
"Internet of Things" per la prima
volta. C'è poi voluto un decennio per
definire esattamente cos'è l'IoT: un
sistema di apparecchiature semplici e
complesse dotate di indirizzo IP (un
codice identificativo unico) che si
scambiano dati senza l'intervento
umano. Gli "oggetti" possono essere
le persone che indossano un
indumento connesso oppure hanno un
impianto che monitorizza funzioni
fisiologiche, animali e piante con i
biochip, le automobili con i sensori, i
robot che si parlano lungo le catene di
montaggio e comunicano con
l'esterno, le scale mobili di un
supermercato, i bisturi
NUOVE TECNOLOGIE
che trasmettono informazioni, i
giocattoli interattivi: in teoria, qualsiasi
"oggetto" vivo o inanimato che
disponga dell'IP e della connessione alla
rete necessari per scambiare i dati
raccolti. Non bisogna confondere le
intranet of things con l'Internet of
Things: nel primo caso si tratta di reti
delle sfide digitali globali, mentre
altre sono in grave ritardo. L'Unione
le elenca: l'edilizia, l'agro-alimentare,
il tessile, la siderurgia. Ancora più
arretrate sono le piccole e medie
imprese, a prescindere dal loro
prodotto o servizio. È un campanello
d'allarme per l'Italia: la non
procrastinabile modernizzazione
chiuse con specifici obiettivi, i cui
digitale arranca proprio nei settori
oggetti interagiscono tra loro senza
dove la nostra produzione è
colloquiare con l'esterno; i dati
dell'Internet delle Cose sono invece per tradizionalmente più forte. L'Italia è
definizione disponibili per terzi, che li
invece allineata alle eccellenze globali
possono trattare, elaborare, arricchire,
per quanto riguarda la ricerca
usare per costruire nuovo valore. Che è sull'Interne! of Things. Pochi giorni fa
quanto Microsoft e i suoi principali
al Politecnico di Milano sono stati
concorrenti si propongono di fare al
presentati report incoraggianti sullo
meglio e prima degli altri nella veste di stato dell'arte a livello scientifico;
fornitori di software che diventano
l'Università di Pisa porta avanti studi
standard di mercato. Anche se, come
di valore; altrettanto avviene in ottime
evidenzia il report presentato all'ultimo
realtà accademiche comeil Politecnico
World Economie Forum di Davos, «la
diTorino.Ci sono casi di spinoff che
stragrande
suscitano interesse all'estero, ma
restano una rarità. Quando si tratta di
maggioranza delle aziende sta ancora
trasformare gli studi in realtà
lottando per capire le implicazioni di
Internet sulla loro attività», l'Europa sta industriali, arrivano le difficoltà. Mi
finalmente facendo qualcosa per tenere ha detto recentemente un docente di
il passo degli americani. Nel percorso di robotica: «Nella ricerca di base noi
italiani siamo estremamente
definizione del mercato unico digitale
competitivi ma non riusciamo a
che sta impegnando in questi mesi la
Commissione, la scorsa settimana è
trasformarla in innovazione effettiva».
stato presentato un pacchetto di misure Qualche soluzione potrebbe venire da
per un valore di 50 miliardi di euro
una maturazione normativa e
finalizzate a favorire la digitalizzazione soprattutto culturale che aiuti i
dell'industria e dei servizi connessi. Tra ricercatori a diventare autonomamente
esse oltre alla cloud continentale, alle
imprenditori oppure che li spinga a
tecnologie dei dati, alle retÌ5G, alla
cyber-
sicurezza etc. - compare anche l'IoT. Il
commissario per l'economia e le società
digitali Günther Oettinger ha detto che
«l'Europa potrà mantenere la propria
base competitiva e la leadership in
settori decisivi solo se l'industria verrà
digitalizzata rapidamente
edefficacemente».Haragione. La
Commissione di Bruxelles e il governo
di Roma sono peraltro consapevoli che
alcune aree dell'ecosistema produttivo
sono all'altezza
Pag.
31
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
cedere a imprese esistenti la proprietà
intellettuale del frutto del proprio
lavoro. La strada migliore, come
dimostra l'esperienza di Silicon Valley,
sarebbe che i ricercatori dell'IoT e di
altri settori lavorino con venture capital
per costituire spinoff. Copiare da chi ha
già ben fatto è, in questi casi, la scelta
più giusta. ©RIPRODUZIONE
RISERVA TA
NUOVE TECNOLOGIE
Pag.
32
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
31
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
Gli italiani? Uno su quattro usa la sharing economy Dalle case in affitto
ai passaggi in auto, il settore della «condivisione» vale ora 13 miliardi
dice Davide Pellegrini,
perché è una scelta
obbligata. Le condizioni di
lavoro di una volta non
torneranno più. E i processi
collaborativi possono essere
ROMA Per risparmiare qualcosa,
applicati in tutti i campi».
certo. Ma anche per aiutare chi
non ha altre fonti di guadagno e Lorenza Salvia ©
costruire una (ambiziosa)
RIPRODUZIONE
alternativa al consumismo.
RISERVATA
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
ll rapporto Tns
Raddoppiata in 2 anni
la quota degli italiani
che hanno scelto la
nuova economia
Cresce in Italia la sharing
economy, l'economia della
condivisione. È la galassia che va
da Airbnb, il portale che mette in
contatto chi cerca una casa o una
stanza per brevi periodi con chi
ha spazio disponibile, a Bia bia
car, l'app per trovare un
passaggio a pagamento in
macchina, passando per tante
altre forme di scambio, anche
gratuito. Una galassia che nel
2015 è stata attraversata almeno
una volta dal 25% degli italiani.
Uno su quattro, il doppio
La vicenda •
Prendono
sempre più
piede le
piattaforme di
scambio della
cosiddetta
economia
condivisa, da
Airbnb a Bia
Bia Car, per
condividere il
passaggio in
auto
di due anni fa. Lo dice uno studio
realizzato da Tns, società di
ricerche di mercato, che sarà
presentato al Ferrara Sharing
festival, in programma dal 20 al
22 maggio. Che il fenomeno sia
in crescita non è una sorpresa. A
livello mondiale, secondo
l'Unione Europea, il fatturato
dovrebbe crescere dai 13 mi
25 per cento
la quota di
italiani che
almeno una
volta l'anno
ha utilizzato
le
potenzialità
della sharing
liardi di euro di adesso ai 300 del economy: da
Uber alla
2025. E solo in Italia si contano
quasi 200 siti o app della
piattaforma
condivisione. Colpiscono di più Airbnb
le motivazioni che ci sono dietro.
Al primo posto c'è il risparmio,
indicato dal 41% degli
intervistati, un campione
rappresentativo di mille persone.
Ma, considerato che erano
possibili più risposte, il 39% dice
che lo fa perché si tratta di una
soluzione intelligente, il 32% per
dare un'opportunità economica
agli altri, il 33% perché è una
bella risposta al consumismo.
Non solo soldi. E chi si tira
indietro? La prima risposta
(16%) è la paura delle truffe. Ma
ci sono tanti
italiani (un altro 16%) che
userebbero la sharing economy se
solo ci fossero «regole giuridiche e
fiscali». Al momento, con rare
eccezioni, il settore si basa sullo
spontaneismo, anche se in
Parlamento avanza a rilento un
disegno di legge che dovrebbe
fissare una serie di
NUOVE TECNOLOGIE
Pag.
33
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
30
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Hi-tech. Il trimestre più difficile della storia recente: il giro d'affari scende a 50,6
miliardi di dollari - Deludono i profitti (-22,6%) Servizi informatici. Parla Tad Cannarsa
Apple, primo calo dei ricavi in 13 anni Scendono per la prima volta gli iPhone - II tìtolo
a Wall Street crolla (-7,5%) nell'after hours
Marco Valsa nia NEW YORK v
Apple ha sollevato ieri sera il
sipario sul trimestre più difficile
della sua storia recente. Hanno
deluso i profitti, in calo del 22,6% a
10,52 miliardi di dollari contro
l'arretramento del 18% pronosticato.
Gli utili per azione sono stati di 1,90
dollari per azione contro i 2,33
dell'anno scorso e i 2 dollari attesi.
Soprattutto il giro d'affari è
scivolato per la prima volta in
tredici anni, dal 2003, ed è caduto
del 12,7% a 5°>6 miliardi, più del
10% ipotizzato. Una preoccupante
ritirata del 26% è avvenuta anche
sul grande mercato cinese. Le
vendite di iPhone, il prodotto
principe del gruppo, sono diminuite
per la prima volta del 16% a 51,2
milioni, pur facendo meglio dei
pronostici di 50,4 milioni. D titolo,
scosso dai risultati, ha bruciato il
7,5% nel dopo mercato. «Ci siamo
imbattuti in forti venti contrari
macroeconomici», ha ammesso
l'amministratore delegato Tim
Cook. Anche se ha aggiunto di
essere «soddisfatto della forza
dell'ecosistema Apple e di una base
in crescita fatta di oltre un miliardo
di apparecchi attivi». Accanto agli
iPhone, nel secondo trimestre fiscale
dell'azienda hanno continuato a
declinare i tablet iPad, del 19% a
10,25 milioni di unità. I computer
Mac sono scesi del9%
acirca4milioni. Unicaperformance
incoraggiante: servizi e altri
prodotti, che comprende gli Apple
Watch, hanno messo a segno
incrementi del 20% e del 30%
rispettivamente. Ei prossimi mesi
preannunciano ulteriori sfide per
carenze di innovazione: gli analisti
non immaginano rilanci prima
dell'avvento del prossimo modello,
l'iPhone 7 in autunno. Un altro
protagonista tech, Twitter, ha a sua
volta rivelato contipreoccupanti, che
hanno aggravato il suo malessere:
ha chiuso i libri degli ultimi tre mesi
in perdita, pur se gli utili operativi
hanno battuto le attese con 15
centesimi per azione contro io. Il
fatturato ha particolarmente
deluso, crescendo del 38% 3594,5
milioni ma fermandosi sotto
previsioni medie di 608 milioni,
condannato all'incremento più
debole dal debutto in Borsa. Il
titolo nel dopo mercato ha ceduto
il 12 per cento. Twitter ha riportato
una crescita degli utenti mensili del
3% a 310
NUOVE TECNOLOGIE
Iphoneó. Ressa davanti all'Apple store di Monaco il giorno del lancio
Resto dell'Asia Pacifica Giappone Cina Europa Americhe S 233,7 Valori in miliardi di dollari TOTALE
VENDITE NETTE II gruppo Apple in cifre 170,9 2015 2014 2013 I Fonte: Apple
milioni, per P83% sul mobile, un
guadagno minimo che non aiuta a
risolvere i nodi di una crisi
scatenata dall'assedio di Google e
Facebook e dall'incapacità
dell'azienda guidata da Jack
Dorsey di rinnovarsi, monetizzare
gli utenti e
fare breccia nella pubblicità.
L'ansia degli investitori era però
anzitutto rivolta alla trimestrale
di Apple, per gli investitori.
Un'ansia tradizionalmente
riservata in stagioni difficili a
"pesanti" dati economici: il titolo e
gli indici di Wall Street erano
rimasti congelati durante il conto
alla rovescia verso le cifre poi
arrivate nell'after hours di Borsa.
La cautela si è poi mostrata
giustificata: i conti sono stati
funesti anche per un gruppo
abituato a brillare. Riflesso di un
clima di inadeguata crescita che ha
già tradito i bilanci di altri colossi
dell'hi-tech e
Pag.
34
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
30
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Internet: nell'ultimo trimestre
hanno segnato tutti il passo, da
Google a Ibm, da Microsoft a
Netflix. Il leader di Cupertino,
secondo le stime di Factset,
dovrebbe però ora essere diventato
la maggior zavorra per le grandi
aziende del settore tecnologico
nell'indice Standard & Poor's 500.
Con Apple il calo degli utili del
comparto nell'ultimo trimestre è
destinato a raggiungere il 7,5%,
vicino alla flessione dell'8,9%
ipotizzata per l'intera Corporate
America. Senza la regina della
market cap il declino dell'informa
tion technology sarebbe invece
limitato al 4,1 per cento.
•La nuova versione sarà lanciata il
prossimo autunno e secondo le
indiscrezioni sarà dotata di tecnologia
Li-Fi, un'evoluzione degli attuali
sistemi WiFi che consente velocità di
trasmissione dati fino a 100 volte
maggiori rispetto a quelle odierne.
Inoltre il modello Plus delh'Phone
avrà una doppia fotocamera (doppie
lenti e doppi sensori) in grado di
migliorare la qualità delle foto, anche
in condizioni di scarsa visibilità.
Un'ulteriore caratteristica sarà la
resistenza all'acqua del nuovo
modello. iPhone
MALEANCHETWITTER
Contipreoccupanti per la società: il
fatturato cresce del38% a 594,5
milioni ma ben sotto le attese
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
I giganti tecnologici americani,
inoltre, restano nel mirino delle
autorità federali. Apple è finita al
centro di un duro duello su
privacy e sicurezza con le
autorità federali dalla
conseguenze ancora incerte: l'Fbi
ha fatto sapere nelle ultime ore
che terrà segrete le modalità con
cui ha "sbloccato" l'iPhone
dell'attentatore di San
Bernardino, lasciando dubbi sulla
vulnerabilità delle tecnologie
dell'azienda. Le autorità antitrust
della Ftp stanno intanto
ampliandole indagini su Google
per abuso di posizione dominante
con il suo sistema operativo
Android per gli smartphone sulla
scorta dell'offensiva europea.
©RIPRODUZIONE RISERVA
TA
NUOVE TECNOLOGIE
Pag.
35
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
23
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Maurizio Molinari
215.250
MASSIMO Russo L y iPhone
non squilla più come una volta.
Dopo tredici anni di crescita
ininterrotta Apple fa registrare
un calo del 13 per cento nei
ricavi. È una battuta d'arresto,
non una crisi: l'azienda fattura
comunque 50,5 miliardi di
dollari nel solo primo trimestre
del 2016 e resta pur sempre la
prima società al mondo per
capitalizzazione, seguita da
Alphabet, la holding di Google,
e da Microsoft. Ma il segno
meno è indice di una sofferenza.
Erano stati gli stessi vertici della
società ad anticiparlo a gennaio,
mettendo sull'avviso il mercato.
Nel settore dei telefoni il
trimestre si confronta con un
periodo che aveva visto il boom
dell'iPhone 6. Oltre alla
congiuntura, però, c'è una
stanchezza strutturale. Da una
parte in Occidente la
concorrenza negli smartphone di
fascia alta è sem
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
NON I CONTI MA LA CREATIVITÀ È
QUI LA STANCHEZZA DI APPLE
pre più forte - vedi alla voce
Samsung e Huawei - dall'altra
crescono nuovi marchi, come
Xiaomi, che in Cina stanno
conquistando fette di mercato
di rilievo facendo leva sul
prezzo. Non è un caso che qui
le vendite Apple calino del
26%. Costruire un cellulare a
Shenzhen, nella fabbrica del
mondo, costa ormai meno di 20
dollari. È anche per questo che
l'azienda ha deciso di lanciare
un apparecchio a prezzo più
basso, l'Se, che ha esordito a
fine marzo. Nel primo trimestre
dello scorso anno la società
guidata da Tim Cook, 55 anni,
aveva venduto oltre 61 milioni
di telefoni, 12 milioni di tablet
iPad e 4,5 milioni di computer
Mac. Su tutte e tre le linee di
prodotto quest'anno troviamo
un segno meno. Per gli iPad si
tratta addirittura dell'ottavo
trimestre di fila di diminuzione:
il mercato è saturo, i dispositivi
invecchiano lentamente, i tassi
di sostituzione dunque restano
bassi. Quel che è peg
anche nel trimestre in corso, e @massimo_russo C BY NC NO
dovremo attendere in autunno ALCUNI DIRITTI RISERVATI
la presentazione dell'iPhone 7,
il vero salvadanaio di casa - da
solo porta a casa i due terzi dei
ricavi di famiglia - per assistere
a un'inversione di tendenza.
Ma, al di là del ricambio dei
prodotti esistenti, l'azienda che
negli ultimi anni ha ridisegnato
molte delle nostre abitudini,
inventando gesti che prima non
esistevano (pensiamo a come è
diventato normale interagire
con gli schermi touch, che fino
a dieci anni fa per il grande
pubblico non esistevano), si
trova a un bivio importante
della propria storia. Tutti i
prodotti di cui abbiamo scritto,
infatti, sono stati pensati
quando ancora al comando
c'era il fondatore Steve Jobs,
morto nel 2011. Non che non ci
siano nuovi dispositivi, l'Apple
Tv e l'orologio Watch su tutti,
ma nessuno dei due per il
momento mo
stra la stessa dirompente capacità
di crescita e la vitalità necessarie
a creare mercati e bisogni che
prima non sapevamo di avere. La
mela resta un frutto prezioso:
servizi e software legati ai
prodotti continuano a macinare
denaro, dalla musica su iTunes
alle applicazioni scaricate dal
suo negozio digitale. Un flusso
di ricavi sufficiente a renderla la
società più profittevole, con una
cassa che alla fine del 2015
ammontava a 216 miliardi di
dollari. Tanto per capirsi, una
cifra sufficiente a risanare il 10
per cento del debito pubblico
italiano. Ma secondo alcuni
Apple ha perso almeno in parte
la straordinaria forza innovativa
che è stata alla base del suo
successo. Qualche giorno fa il
miliardario cinese quarantenne Ja
Yueting ha dichiarato a Cnbc che
i suoi prodotti «sono obsoleti».
Un giudizio ingeneroso. Ma
occorrerà tutta l'immaginazione
di Joni Ive, il 49enne alla testa
del design della società,
nominato comandante
dell'Impero Britannico dalla
regina Elisabetta per i suoi meriti
creativi, per stupirci ancora.
gio, secondo gli analisti il calo
è destinato a continuare
NUOVE TECNOLOGIE
Pag.
36
Estratto da pag.
Mercoledì
27/04/2016
21
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Patience Wheatcroft
(non disponibile)
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Google Goal: Build a 'Smart' City
BY ELIOT BROWN Google
parent Alphabet Inc. has
legions of web developers.
Soon it might be in need of
real-estate developers. In
coming weeks, top executives
at the Mountain View, Calif.,
technology giant are set to
weigh a pitch from Alphabet's
urban technology-focused
subsidiary, Sidewalk Labs, on
a plan to delve into an
ambitious new arena: city
building. According to people
familiar with Sidewalk's plans,
the division of Alphabet is
putting the final touches on a
pioposal to get into the
business of developing giant
new districts of housing,
offices and retail within
existing cities. The company
would seek cities with large
swaths of land they want
redeveloped—likely
economically struggling
municipalities grappling with
decayperhaps through a
bidding process, the people
said. Sidewalk would partner
with one or more of those
cities to build up the districts,
which are envisioned to hold
tens of thousands of residents
and employees, and to be
heavily integrated with
technology. The aim is to
create proving grounds for
cities of the future, providing a
demonstration area for ideas
ranging from selfdriving cars
to more efficient infrastructure
for electricity and water
delivery, these people said.
Details on the effort, which
was reported earlier this month
by the technology news
website the Information, are
scant. Most important, it is
unclear who would cover the
cost of such an endeavor—tens
of billions of dollars—since
largescale development
typically requires buy-in by
third-party investors over a
period of years or decades. But
one key element is that
Sidewalk would be seeking
autonomy from many city
regulations, so it could build
without constraints that come
with things like parking or
street design or utilities, the
people said. If Alphabet
greeulights the project, it
would be in the same category
of unlikely-butpromising
moon-shot investments as its
self-driving-car division
Sidewalk was formed last year,
the brainchild of Alphabet
Chief Executive Larry Page
and
NUOVE TECNOLOGIE
Songdo City Is a master-planned development In South Korea. Some consider such cities antiseptic.
Sidewalk CEO Daniel Doctoroff,
New Yoik City's economic
development czar during the first
six years of the administration of
Mayor Michael Bloomberg.
There Mr. Doctoroff was known
for a technocratic approach to
government and large ambitions
for development, many of winch
involved converting formerly
industrial parts of Manhattan and
Brooklyn into neighborhoods
where office and apartment
towers have sprouted like
mushrooms m the past decade.
on the technology, and me,
who focuses on quality of life,
urbanity, etc., we think is a he
said. One challenge the
company would face would be
that the history of city-building
and large-scale urban
development projects is full of
failures and disappointments.
Cities built from scratch, like
Brasilia or Canberra, Australia,
are viewed as antiseptic and
without the vibrancy of more
organic cities. "You can build
a city from scratch and you can
copy and emulate the great
qualities of cities," said Glen
Mr. Doctoroff went on to nui
Kuecker, a history professor at
Mr. Bloomberg's media
company, Bloomberg LP, and DePauw University who has
studied the Songdo City
last year started Sidewalk,
describing it as a company that district near Seoul and other
smart cities. "It's still a very
would use technology to help
artificial and sterile place."
transform cities. In recent
Large-scale development
months, Mr. Doctoroff and a
projects within cities, too, are
flock of consultants and staff,
including several of Ms former often marked by frequent delay
and failure. Battery Park City,
deputies at City Hall, have
a development in lower
been racing to put together
Manhattan, took four decades
their game plan for the citybuilding initiative, people who and a near-bankruptcy to be
completed, as did the Playa
have spoken to Mr. Doctoroff
said. He hinted at his ambitions Vista district of Los Angeles,
north of the airport.
m a February speech at New
York University. "What would
you do if you could actually
create a city
This is because developers
aren't only facing swings of
the market, but also of
from scratch," he said. "How
political dynamics that change
would you think about the
frequently. "You've got
technological foundations?"
political barriers, you've got
Past efforts to build "smart"
economic barriers, sometimes
cities or districts integrated
with technology have failed, he you've got environmental
barriers," said Eugenie Birch,
said, because typically urban
a city planning professor at the
planners and tech executives
University of Pennsylvania.
don't understand each other.
Mr. Doctoroff ran into many
"That is why the combination
of these headwinds in his
of Google, which focuses
tenure in New York, where he
gathered together countless
ideas that had been collecting
dust on planners' shelves and
tried to put them into action.
"He dares to dream bighe's
always pushing to do the next
big thing," said Robert Lieber,
who worked under Mr.
Doctoroff in New York City
government before succeeding
him as deputy mayor. Many of
these ideas were successful,
including lus rezoiiing of
Manhattan's far West Side,
which today is becoming an
office district serviced by a
brand new subway extension, as
well as multiple rezomngs in
Brooklyn that have spurred
thousands of units of new
housing. One of lus weaknesses,
people who know him say, was
legislative politics, at least in
New York State government.
His two highest-profile plans—
a stadium for the city's 2012 bid
for the Olympic Games and a
congestion-pricing charge on
drivers in Manhattan—were
both defeated by the state
legislature.
Pag.
37