DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE Manutenzione e

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DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE Manutenzione e
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
A.S. 2015-2016
CLASSE V SEZ. A
Manutenzione e Assistenza tecnica
Op: Manutenzione dei mezzi di trasporto
IL COORDINATORE DI CLASSE
Prof. Marisa Boscolo Cucco
INDICE
1
PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
1a
LUOGO
1b
CONTESTO
1c
QUALIFICHE FORNITE
Pag. 2
2
PROFILO GENERALE E STRUMENTI
2a
FIGURA RISULTATO: TECNICO DELLA MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
2b
ORARIO UTILIZZATO
Pag. 2
3
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE
3a
STORIA
3b
CONTINUITA’ DIDATTICA
3c
SITUAZIONE DI PARTENZA ANNO PRECEDENTE
3d
COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Pag. 2
4
OBIETTIVI RAGGIUNTI
4a
COMPORTAMENTO E CAPACITA’ RELAZIONALI
4b
CONOSCENZE
4c
ABILITA’
4d
COMPETENZE
4e
OBIETTIVI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
4f
OBIETTIVI DI OGNI MATERIA
Pag. 3
5
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
5a
DESCRIZIONE CORSO
5b
COMPETENZE DI BASE
5c
COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
5d
COMPETENZE TRASVERSALI
Pag. 5
6
ATTIVITA’ EXTRA-PARA-INTER-CURRICOLARI
6a
VIAGGI DI ISTRUZIONE
6b
INCONTRI- ATTIVITA’ CULTURALI
Pag. 6
7
ATTIVITA’ INTERDISCIPLINARI
7a
TESTI SIMULAZIONI PRIME PROVE CON GRIGLIE DI VALUTAZIONE
7b
TESTI SIMULAZIONI SECONDE PROVE CON GRIGLIE DI VALUTAZIONE
7c
TESTI SIMULAZIONI TERZE PROVE CON GRIGLIE DI VALUTAZIONE
7e
CALENDARIO DELLE PROVE
Pag. 6
8
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
8a
DATE VISITONI
Pag. 7
9
CRITERI DI VALUTAZIONE
9a
CRITERI DI ASSEGNAZIONE CREDITI SCOLASTICI
9b
CREDITI SCOLASTICI
9c
CREDITI FORMATIVI
9d
TABELLA ASSEGNAZIONE CREDITO SCOLASTICO
Pag. 8
10
GRIGLIA DI VALUTAZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DOCENTI
Pag.9
11
PROGRAMMI DELLE SINGOLE DISCIPLINE
ALLEGATI:
1.
2.
3.
4.
Pag.10
RELAZIONI FINALI DELLE SINGOLE MATERIE
SIMULAZIONI PRIMA PROVA E RELATIVE GRIGLIE DI VALUTAZIONE
SIMULAZIONI SECONDA PROVA E RELATIVE GRIGLIE DI VALUTAZIONE
SIMULAZIONI TERZA PROVA E RELATIVE GRIGLIE DI VALUTAZIONE
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.1
1 - PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
1a – LUOGO
L’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Andrea Scotton” è sito a Breganze, comune
del vicentino collocato nella zona nord della provincia. Il bacino di utenza degli studenti si estende fino ai
comuni di Thiene, Schio, Bassano del Grappa, Asiago, Dueville.
1b – CONTESTO
L’istituto è dislocato in un’area caratterizzata da un tessuto produttivo altamente dinamico: allevamento e
viticoltura hanno un peso non indifferente nel settore primario, come da tradizione, mentre occorre
sottolineare la notevole influenza, in ambito occupazionale, delle attività dedite al comparto meccanico,
edilizio e dell’abbigliamento. Questi e ulteriori tipologie di insediamenti produttivi fanno sì che,
precedentemente all’attuale crisi economica, il fenomeno della disoccupazione fosse assai limitato in tale
porzione di territorio.
1c - QUALIFICHE FORNITE
Attualmente nella sede di P.zza del Donatore sono presenti, per il settore Industria e Artigianato, i percorsi
quinquennali Manutenzione e Assistenza Tecnica (Curvatura Meccanica) e l’opzione Manutenzione dei mezzi
di trasporto (per la classe in oggetto).
2 - PROFILO GENERALE E STRUMENTI
2a - FIGURA RISULTATO: TECNICO DELLA MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA opzione
Manutenzione dei mezzi di trasporto.
Il profilo generale tracciato nell’ambito scolastico per l’Indirizzo è così definito:
“l’allievo deve avere una adeguata preparazione di base nell’area linguistica, letteraria e scientifica al fine di
saper affrontare con correttezza di espressione e sicurezza nelle cognizioni fondamentali le molteplicità delle
situazioni applicative del lavoro; deve avere la flessibilità per risolvere problematiche con modelli e sistemi
acquisiti sia all’interno della scuola che nell’ambiente dove si trova ad operare.”
Il profilo specifico tracciato nell’ambito scolastico per l’Indirizzo è così definito:
“il diplomato di istruzione professionale nell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica” possiede le
competenze per gestire, organizzare ed effettuare interventi di installazione e manutenzione
ordinaria, di diagnostica, riparazione e collaudo relativamente a piccoli sistemi, impianti e apparati
tecnici nell’ambito meccanico. Nell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”, l’opzione “Manutenzione
mezzi di trasporto” specializza e integra le conoscenze e competenze in uscita dall’indirizzo, coerentemente
con la filiera produttiva di riferimento e con le esigenze del territorio, con competenze rispondenti ai
fabbisogni delle aziende impegnate nella manutenzione di apparati e impianti inerenti i mezzi di trasporto di
interesse, terrestri, aerei o navali, e relativi servizi tecnici.”
2b - ORARIO UTILIZZATO
L’orario delle lezioni si sviluppa dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 7.27 alle ore 12.42, in moduli orari da 50
minuti l’uno e un pomeriggio alla settimana dalle ore 13.42 alle 17.22.
3 - PRESENTAZIONE DELLA CLASSE
3a – STORIA
La classe è composta da 22 alunni di cui quattro ripetenti.
Per gli allievi Bes e DSA sono state depositati presso la segreteria didattica gli allegati con descritte nel
dettaglio motivazioni e modalità di effettuazione delle prove d’esame.
3b - CONTINUITA’ DIDATTICA
Numerosi sono stati i cambiamenti di insegnanti, che si sono succeduti nelle varie discipline durante il
quinquennio di studi, sia nell’area comune sia nell’area tecnica. In continuità didattica dalla prima risulta
solo la lingua inglese, dalla quarta invece Tecnologie Meccaniche e Applicazioni e matematica.
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3c - SITUAZIONE DI PARTENZA ANNO PRECEDENTE
La classe ha terminato il quarto anno con debiti formativi soprattutto in matematica, inglese e tecnologie
meccaniche e applicazioni.
3d – COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Cognome
Nome
Ore
Bassanese
Pietro
3
Elettrotecnica ed Elettronica
X
Borghesan
Rosanna
4
Italiano
X
Borghesan
Rosanna
2
Storia
X
Marisa
5
Tecnologie Meccaniche e Applicazioni
X
Marisa
7
Tecnologie e Tecniche di Diagnostica e
Manutenzione
X
Munari
Nicolò
4
Laboratori tecnologici ed esercitazioni
X
Giaretta
Donatella
3
Inglese
X
Bardin
Francesca
3
Matematica
X
Righetto
Bruno
2
Ed. Fisica
X
Busolo
Carlo
1
Religione
X
Boscolo
Cucco
Boscolo
Cucco
Materia
Coord.
Comp.
4 - OBIETTIVI RAGGIUNTI
4a – COMPORTAMENTO E CAPACITA’ RELAZIONALI
La classe, a volte, ha mostrato un atteggiamento generale di scarso interesse nei confronti delle molte
attività didattiche proposte. Quanto detto trova conferma anche nella superficialità dimostrata nello studio
personale domestico, riscontrata in più occasioni e per più discipline. Spiccano sicuramente alcuni alunni con
atteggiamento attivo e partecipe, ma altri sono poco collaborativi.
4b – CONOSCENZE
Al termine del corso di studi la maggior parte degli studenti ha acquisito le conoscenze minime di ogni
singola disciplina; pochi studenti, grazie ad un’applicazione costante e/o a buone capacità personali, hanno
raggiunto livelli più che sufficienti o buoni. Per quanto riguarda l’acquisizione dei contenuti delle diverse
materie, in riferimento ai concetti, alle terminologie specifiche, alle procedure, regole e metodi, la classe VA
ha raggiunto nel complesso un livello sufficiente. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle relazioni finali
allegate.
4c – ABILITA’
Al termine del corso di studi non tutti gli studenti sanno orientarsi nell’ambito delle tematiche trattate, sia
nell’area di indirizzo sia in quella comune; alcuni di essi a volte trovano una certa difficoltà nel procedere
autonomamente.
4d – COMPETENZE
Al termine del corso di studi solo parte degli studenti è in grado di rielaborare in modo semplice i concetti
base di ogni singola disciplina in uno sviluppo organico-sequenziale d’ informazioni, sia esso inerente ad un
percorso di area comune sia a un percorso di area tecnico-professionale. Pochi allievi hanno raggiunto una
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capacità di collegamento tra vari argomenti riguardanti una singola materia, presentando maggiori difficoltà
nell’elaborazione interdisciplinare.
4e - OBIETTIVI DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Obiettivi Educativi-Formativi
In merito al documento di Programmazione Annuale, approvato dal Consiglio di Classe il 20 ottobre 2015, si
rileva quanto segue:
-
L’acquisizione di un metodo di studio efficace e lo sviluppo delle capacità operative e organizzative sono
stati raggiunti solo da una piccola parte degli studenti;
La capacità di comunicare le proprie idee con chiarezza e con ordine logico è stata conseguita solo da un
limitato numero di allievi;
La capacità di usare e comprendere il linguaggio specifico delle singole discipline è stata raggiunta solo
parzialmente da alcuni allievi;
La capacità di saper assumere ruoli e svolgerli con responsabilità è stata acquisita da un numero molto
limitato di alunni.
Obiettivi Cognitivi-Trasversali
In merito al documento di Programmazione Annuale, approvato dal Consiglio di Classe il 20 ottobre 2015, si
rileva quanto segue:
-
Le capacità di analisi e di sintesi sono state sviluppate solo da una piccola parte della classe;
Le capacità di operare collegamenti e confronti all’interno di una disciplina e tra discipline diverse sono
state riscontrate solo in un limitato numero di allievi;
Una progressiva acquisizione di autonomia di giudizio è emersa in alcune individualità.
4f - OBIETTIVI DI OGNI MATERIA
Si rimanda alle relazioni finali allegate.
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5 – ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
5a – DESCRIZIONE CORSO
L’ASL è stata realizzata in tre annualità attraverso la partecipazione al progetto del FSE “Facciamo un’
impresa: idee per il settore meccanico-meccatronico”, attraverso delle visite aziendali, lezioni teoriche ed
esperienze di stage presso le aziende del territorio (5 settimane in quarta e due settimane in terza), secondo
il DPR 15/03/2010 n.89.
5b – FINALITA’
Il progetto si fonda sull’intreccio tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle aziende
del territorio e le personali esigenze formative degli studenti.
Di seguito i calendari con gli argomenti trattati:
I ANNUALITA’
Formazione e orientamento.
Attività di stage presso aziende esterne (due settimane).
II ANNUALITA’
Facciamo un’ impresa: idee per il settore meccanico-meccatronico.
Durata 72 ore.
Svoltosi presso l’IIS “A. Scotton” di Breganze.
Monitoraggio in itinere e integrazione dei percorsi di formazione.
Attività di stage presso aziende esterne ( cinque settimane)
III ANNUALITA’
N.
DATA
ORARIO
dalle
ATTIVITA’
alle
1
27 gennaio 2016
11:00 12:40 Orientamento Confindustria
2
02 marzo 2016
8:00
3
08 aprile 2016
13.40 17.20 Visita Centro Iveco
4
15 aprile 2016
13:40 17:20 Visita Consorzio Revisioni Bassanesi
12:00 Visita Officine Comparin
5
27 aprile 2016
7:40
9:10
Come fare un’impresa
6
02 maggio 2016
7:40
9:10
Come fare un’impresa
Sintesi dell’esperienza e valutazione.
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6 - ATTIVITA’ EXTRA-PARA-INTER-CURRICOLARI
6a - VIAGGI DI ISTRUZIONE
Escursione storica di due giorni sul monte Monte Grappa.
Uscita didattica “Sul sentiero del partigiano” a Recoaro.
Viaggio di istruzione a Praga.
Visita all’Expo a Milano.
6b – INCONTRI- ATTIVITA’ CULTURALI
•
•
•
•
•
•
•
Incontro con rappresentanti delle categorie produttive;
Incontro sulla donazione del midollo osseo AIDMO;
Quotidiano in classe: lettura del quotidiano
Incontro con gli autori: A. Arslan e il libro “La masseria delle allodole”; Malaguti “Sul Grappa dopo la
vittoria”.
Incontro con Samad Abdul per l’approfondimento della crisi siriana.
Visita alla mostra “Gli Scotton” a Breganze presso la biblioteca civica.
Film visti “I piccoli maestri” e “Roma città aperta”
7 - ATTIVITA’ INTERDISCIPLINARI
7a – In allegato 2 i testi delle simulazioni della prima prova svolte il 25.01.16 e 30.03.16 con relative griglie
di valutazione, escluse quelle di maggio in quanto non effettuate alla consegna del dcc.
7b – In allegato 2 il testo della simulazione della seconda prova di Tecnologie e Tecniche di Diagnostica e
Manutenzione svolta il 17.03.16 con relativa griglia di valutazione, esclusa quella di maggio in quanto non
effettuata alla consegna del dcc.
7c –In allegato 2 il testo delle simulazioni della terza prova svolta il 11.12.15 e quella del 12.02.16 con
relative griglie di valutazione, esclusa quella di maggio in quanto non effettuata alla consegna del dcc.
7d – TIPOLOGIA DELLE SIMULAZIONI
MATERIA
1° prova
Italiano
2° prova
3° prova
SI
Simulazione orale
SI
Storia
B
SI
Inglese
B
SI
Matematica
B
SI
B
SI
Elettrotecnica e
Elettronica
Tecnologie e Tecniche di
Diagnosi e
Manutenzione
Tecnologie Meccaniche e
Applicazioni
LTeE
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SI
SI
B
SI
B
SI
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7e – CALENDARIO DELLE PROVE
DATA
TIPO PROVA E MATERIE COINVOLTE
TEMPO ASSEGNATO
(ore di 50 minuti)
25.01.16
30.03.16
1^ prova - Italiano
6 ore
17.03.16
2^ prova - Tecnologie e Tecniche di
Diagnostica e Manutenzione
5 ore
11.12.15
3^ prova di:
Inglese, Matematica, Elettrotecnica,
Storia.
3 ore
12.02.16
3^ prova di:
Inglese, Matematica, Elettrotecnica,
Tecnologie meccaniche ed applicazioni.
3 ore
Giugno
N°1 simulazioni colloquio orale
15 minuti per ogni
candidato
8 - RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
8a - DATE VISITONI
I visitoni sono stati regolarmente effettuati (dicembre 2015 ed marzo 2016).
Tutti i docenti sono stati a disposizione delle famiglie per un’ora settimanale, previo appuntamento. Si è
comunque constatato che la partecipazione dei genitori è stata quasi totalmente concentrata durante i
visitoni.
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Pag.7
9 - CRITERI DI VALUTAZIONE
9a - CRITERI DI ASSEGNAZIONE CREDITI SCOLASTICI
Nel Collegio Docenti del 26 gennaio 2009 si è stabilito di
• Assegnare il punteggio minimo della relativa banda di oscillazione a studenti il cui impegno e
partecipazione siano risultati carenti o nulli;
• Assegnare il punteggio minimo della relativa banda di oscillazione a studenti che non hanno recuperato le
insufficienze del 1° quadrimestre;
• Assegnare il punteggio minimo della relativa banda di oscillazione in caso di frequenza saltuaria ( inferiore
all’ 80% delle lezioni ) non debitamente giustificata ( problemi familiari o di salute );
• Con media dei voti che individua la banda del 6; 6-7; 7-8; 8-9; 9-10
assegnare il punteggio massimo se
la parte decimale della media dei voti risulta maggiore o uguale a 0,5;
la parte decimale della media è minore di 0,5, ma allo studente è stato riconosciuto almeno
un credito scolastico o un credito formativo ;
In riferimento al DPR 23.07.1998 n° 323 e DM 24.02.2000 n° 49, i Crediti Scolastici sono distinti dai Crediti
Formativi come sotto indicato:
9b - CREDITI SCOLASTICI
Presenza ad almeno tre quarti delle riunioni del CI o della Consulta Provinciale
Partecipazione alle attività di orientamento presso altre scuole o a stand in occasioni fieristiche (per un
minimo di 5 ore)
Partecipazione continuativa ad iniziative di volontariato organizzate dall’Istituto
Risultato brillante nell’Alternanza Scuola Lavoro
Partecipazione ad altre attività di competenza del Consiglio di Classe e conformi all’indirizzo di studi
9c - CREDITI FORMATIVI
Attività lavorative, coerenti con l’indirizzo di studi, valide per acquisire competenze tecnopratiche svolte per
non meno di tre settimane o stage oltre il periodo obbligatorio;
Partecipazione a concorsi o gare professionali solo con piazzamento entro i primi tre posti
Corsi di lingua solo se frequentati per non meno di tre settimane o 30 ore di corso
Attività sportive se praticate a livello di rappresentative provinciali, regionali, nazionali
Corsi di perfezionamento attinenti al diploma con una frequenza non inferiore a 30 ore
Partecipazione continuativa a gruppi di volontariato che operano in ambito educativo/formativo e/o
assistenziale
Attività artistiche svolte in modo continuativo ( conservatorio, gruppi teatrali…… )
Gli studenti presenteranno domanda su apposito modulo entro il 15 maggio dell’anno scolastico in corso.
Ogni esperienza dovrà essere certificata dal responsabile di progetto se organizzata dall’Istituto o dall’ente
esterno (associazione, ditta, ecc..) presso cui è stata realizzata.
La dichiarazione dovrà contenere la data di inizio e fine dell’attività, la durata, la descrizione delle mansioni
ricoperte o del tipo di attività svolta.
La valutazione dei titoli è di competenza del Consiglio di Classe.
9d - TABELLA ASSEGNAZIONE CREDITO SCOLASTICO
MEDIA DEI VOTI
M =6
6 < M ≤7
7<M ≤8
8<M≤9
9 < M ≤ 10
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CLASSI TERZE
3-4
CLASSI QUARTE
3-4
CLASSI QUINTE
4-5
4-5
4-5
5-6
5-6
5-6
6-7
6-7
6-7
7-8
7-8
7-8
8-9
Pag.8
10 - GRIGLIA DI VALUTAZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DOCENTI
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Pag.9
11 – PROGRAMMI DELLE SINGOLE DISCIPLINE
PROGRAMMA SVOLTO
Laboratorio ed esercitazioni
a.s. 2015/16
prof. Munari Nicolò
Impianto di scarico: posizionamento sonde marmitta catalitica.Saldature riparative. Fasce di tenuta,
ancoraggi opportuni.
Sostituzioni proiettori lampade di segnalazione, assorbimenti controllati dalla centralina.
La frizione, tipologie, diagramma di sforzo, azionamenti.
Prova di compressione cilindri: aspetti teorici, prova pratica con manometro “Zeca” con relazione
osservazione e commento dati.
Smontaggio/rimontaggio motore uno cs con valutazione stato di scorrimento manovellismo e bielle.
Smontaggio martinetto idraulico sollevatore auto per riparazione.
Smontaggio motore alfa twin spark 16V 1370 rimontaggio con verniciatura parti per esposizione.
La rugosita' delle superfici: aspetti grafici e rilievo quantitativo parametri fondamentali da diagramma
assegnato; aspetti funzionali nella prescrizione della rugosita'.
Soluzione di un caso concreto di guasto su opel corsa: il motore al giro di chiave accensione non gira
individuare il guasto, smontaggio parti avariate, riparazione , collaudo, fatturazione e consegna al cliente.
Allestimento di una motocicletta con motore 2 tempi con assemblaggio di pezzi occasionali.
Smontaggio compressore monostadio.
Studio motore monopoint e multipoint a benzina e diesel commonrail su simulatori con inserzione guasti e
diagnosi.
Antinfortunistica d'autofficina: videoproiezione aspetti generali delle normative, locali di lavoro,attrezzature,
impianti, sostanze pericolose, sicurezza dei clienti e visitatori.
Barriere,protezioni, schermature, carte dei rischi, grado di rischio, servizio di prevenzione e protezione,
pronto soccorso.
La diagnosi con apparecchiatura texa di alcune vetture.
Breganze 9 maggio 2016 L'insegnante
Nicolo' Munari
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.10
PROGRAMMA SVOLTO
Italiano
a.s. 2015/16
prof. ssa Borghesan Rossana
Testo di riferimento: “Chiare lettere: vol 3 - Aut. Paolo di Sacco– Ed. Bruno Mondadori
•
Produzione scritta
Conoscenze
Conoscono le operazioni
essenziali per la produzione di
saggi brevi, temi espositivi e
storici, semplici analisi di testo
letterario
•
Competenze
Sanno analizzare diverse
tipologie di testo; argomentare
con semplicità le proprie opinioni
Tipologie
Sanno produrre con più sicurezza
saggi brevi; sanno produrre
scalette e mappe; sanno
relazionare in modo semplice e
commentare
Moduli tematici di letteratura
1. Contesto storico, sociale e culturale dell’Ottocento
Conoscenze
•
Competenze
•
Conoscono per grandi linee le ideologie, le filosofie e le scoperte scientifiche emergenti dell’epoca
Sanno individuare l’intreccio tra contesto storico, sviluppi tecnologici e produzione letteraria
Contenuti testuali :
Il Romanticismo: eroe genio e eroe magister
•
•
•
•
G. Leopardi: la poetica del pessimismo e del piacere;
Le operette: “Dialogo della Natura e di un Islandese”; Canti: L’infinito; Il sabato del villaggio.
Zibaldone:” Le qualità poetiche dell’indefinito”
A. Manzoni: la poetica del Bene; la struttura dei “Promessi sposi”; 1° cap- Don Abbondio
L’Età del Positivismo
Contesto storico-sociale-culturale.
• La rivoluzione industriale: definizione e concetto.
• Scienza, tecnica e progresso.
La fiducia nella scienza
• La nascita dell’evoluzionismo: Darwin;
• il darwinismo sociale.
Il Naturalismo:
• le tematiche ideologiche del Naturalismo
Il Verismo:
-
G. Verga: la vita
I principi della poetica verista;
le tecniche narrative
il pessimismo di Verga
Il ciclo dei vinti:
- I Malavoglia: la trama
“ La famiglia Toscano,” L’addio alla casa del nespolo”
-Mastro Don Gesualdo: la trama
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.11
“ La morte di Gesualdo”
Vita nei campi” - La lupa _ Rosso Malpelo”
Sfondamento cronologico:
•
il Neorealismo: il bisogno dell’impegno, i filoni del Neorealismo
Pier Paolo Pasolini: “ Ragazzi di vita”: Il furto fallito e l’arresto di Riccetto
Vasco Pratolini : “ Metello”: Amore e Politica
Cesare Pavese : “ La casa in collina” : La notte in cui cadde Mussolini
2.PSICANALISI E LETTERATURA. I MECCANISMI PROFONDI CHE REGOLANO IL
COMPORTAMENTO.
Italo Svevo
Conoscenze
La trama e la struttura delle opere: La coscienza di Zeno;
- I personaggi dell’opera
- Genere e significato dell’opera,
- Lo stile e le tecniche narrative;
- Il tempo nell’opera
Competenze
-Riconoscono nell’opera le parti in cui emerge l’influsso della Psicoanalisi.
-Contestualizzano storicamente l’opera
- Analizzano l’opera dal punto di vista tematico e narratologico
Contenuti testuali
-Relativismo e Nichilismo; la crisi dell’IO in Freud : “ Dio è morto”_ “L’IO non è padrone in casa propria”
-I. Svevo :
-la vita dell’autore
-Svevo e la psicoanalisi
-l’inettitudine di Zeno
“ La coscienza di Zeno” : Il fumo-Il funerale mancato- Psicoanalisi
Luigi Pirandello
Conoscenze
- I principali avvenimenti della biografia di Pirandello
- Le principali opere dell’autore
- I nuclei della poetica pirandelliana
Competenze
-Contestualizzare storicamente l’autore e le sue opere
-Analizzare i testi narrativi
Contenuti testuali
-La vita dell’autore
-inconoscibilità e incomunicabilità
-la maschera e la crisi dei valori
-l’umorismo
“ Il fu Mattia Pascal” : Adriano Meis
“ Uno ,nessuno, centomila” : il naso di Moscarda
3.La poetica simbolista: il Decadentismo, C.Baudelaire, G. D’Annunzio, G. Pascoli
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.12
Conoscenze
-I principi della poetica del Decadentismo
I principali avvenimenti della vita di C. Baudelaire, D’Annunzio, Pascoli e le principali opere
-I fondamenti filosofici ed estetici della poetica e del pensiero di D’Annunzio
Competenze
-Riconoscere la poetica simbolista
-Definire ed individuare le figure retoriche dell’analogia, sinestesia, metafora e similitudine
- Comprendere ed analizzare i testi letterari
Contenuti testuali
Simbolismo e Decadentismo: il superamento del Positivismo, la poetica delle Corrispondenze
-I poeti maledetti
C. Baudelaire:
“Spleen”_ “Corrispondenze”
G. D’Annunzio: il pensiero e la poetica
“ Il piacere”: trama_” Ritratto d’esteta”
“Le vergini delle rocce”: trama_” Il programma del superuomo”
“ Alcyone”: “La pioggia nel pineto”_ “ Sera fiesolana”
G. Pascoli: il pensiero e la poetica; temi e simboli; l’invenzione stilistica
“ Il fanciullino”: il fanciullino che è in noi
“Myricae”: “ X agosto”_”Novembre”
“ Canti di Castelvecchio : “ Il gelsomino notturno”
4. L’Età contemporanea: i temi del pensiero contemporaneo; le nuove frontiere della poesia
Conoscenze
-Conoscere gli elementi che caratterizzano la poetica dell’Ermetismo
-Riconoscere le innovazioni stilistiche della poesia di G. Ungaretti e E. Montale
Competenze
Riconoscono gli elementi storici che contribuirono all’atmosfera culturale dell’epoca e alla nascita delle
poetiche analizzate
Contenuti testuali
Giuseppe Ungaretti: - la vita - le innovazioni stilistiche
“ L’allegria “: “Veglia - Il porto sepolto - Fratelli - Sono una creatura -Mattina -Soldati –San Martino del
Carso”- I fiumi”
Eugenio Montale: la vita-le opere e i temi- il male di vivere
“ Ossi di seppia”: “Non chiederci la parola”_ “Meriggiare pallido e assorto” _”Spesso il male di vivere ho
incontrato”
5. Lettura ed analisi delle opere : di P. Malaguti: “ Sul Grappa dopo la vittoria”
di A. Arslan :“ La masseria delle allodole”
Breganze, 10/05/2016
I Rappresentanti di classe
L’insegnante: Prof.ssa Rosanna Borghesan
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.13
PROGRAMMA SVOLTO
Storia
a.s. 2015/16
prof. ssa Borghesan Rossana
Testo di riferimento: “Storia in corso” di De Vecchi _Giovannetti Ed B. Mondadori
1. Conflitti e rivoluzioni nel primo Novecento
Conoscenze
Conoscere i fenomeni storico-sociali ed economici di inizio Novecento.
- i motivi delle tensioni internazionali del periodo.
- le dinamiche fondamentali della Grande guerra e comprenderne le conseguenze di lungo periodo.
-le caratteristiche e le conseguenze della crisi economica internazionale avviatasi con il 1929
Competenze
-Individuare i periodi significativi nelle ricostruzioni storiche
-Mettere in relazione gli avvenimenti politici con gli aspetti sociali ed economici.
Contenuti
La Prima guerra mondiale: le grandi potenze all’inizio del ‘900
-L’età giolittiana: la figura di Giolitti : politica interna ed estera
- Le ragioni della guerra;
-La polveriera balcanica;
-La guerra di logoramento
-L’Italia dalla neutralità all’intervento
- Il fronte italiano
- La conclusione della guerra
La Rivoluzione russa:
-La Russia all’inizio del secolo
-Le due rivoluzioni russe
-Comunismo di guerra, la NEP, il regime staliniano
Il dopoguerra in Italia : la crisi della civiltà europea
-Biennio rosso
- L’avvento del fascismo : la questione dei reduci
-La dittatura totalitaria
-Politica interna ed estera
-Che cosa fu il Fascismo: reazione o rivoluzione?
-Il Nazismo: dalla Repubblica di Weimar alla dittatura
Gli Stati Uniti e la crisi del ’29
-I ruggenti anni venti
-La crisi e il New Deal
2. La seconda guerra mondiale
Conoscenze
-Conoscere le cause e le caratteristiche specifiche del conflitto
Competenze
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.14
- Ordinare nel tempo gli eventi della guerra e cogliere le trasformazioni dello spazio europeo
dall’avanzata e poi dalla crisi dell’Asse
-Ricostruire le caratteristiche e le fasi della Resistenza italiana
determinate
Contenuti
-Il nuovo ordine del patto tripartito
-Il contrattacco alleato
-La crisi del fascismo :l’Italia divisa in due
-La Resistenza italiana: morte della Patria o nuovo Risorgimento?
-Dalla storia partigiana nazionale alla storia partigiana locale
-La svolta della guerra
3.Il mondo diviso
Conoscenze
-Conoscere i modelli socio-politici europei dominanti nel dopoguerra: statunitense, europeo, sovietico
Competenze
-Comprendere le radici dei problemi che condizionano la pacifica convivenza tra i popoli per valorizzare la
solidarietà e il rispetto reciproco
Contenuti
-La guerra fredda
-Distensione e nuove crisi
-Il conflitto israelo-palestinese
-La guerra in Siria e il nuovo califfato islamico: profughi e rifugiati
Breganze, 10/05/2016
I Rappresentanti di classe
L’insegnante: Prof.ssa Rosanna Borghesan
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.15
PROGRAMMA SVOLTO
Matematica
a.s. 2015/16
prof. ssa Bardin Francesca
Argomenti trattati
PERIODO
ORE
Ripasso del metodo di soluzione delle disequazioni razionali intere e fratte,
in valore assoluto
Settembreottobre
15h
Ripasso della definizione di funzione; costruzione ed interpretazione del grafico.
Funzioni definite a tratti.
Classificazione delle funzioni analitiche; determinazione del dominio e del
segno della funzione.
Approccio intuitivo al calcolo dei limiti utilizzando strumenti di calcolo quali
calcolatrice tascabile e rappresentazioni grafiche.
Formalizzazione della definizione per x x0 e successivamente tutti gli altri
casi. Teoremi sui limiti.
Definizione di funzione continua in un punto e in un intervallo.
Forme indeterminate.
Punti di discontinuità ; asintoti verticali, orizzontali e obliqui.
Definizione di derivata e suo significato geometrico. Equazione della retta
tangente ad una curva in un suo punto.
funzioni continue ma non derivabili ; calcolo della derivata e relativi teoremi
fondamentali del calcolo differenziale.
Esame di funzioni analitiche, in particolare razionali intere e fratte, con il
calcolo differenziale: massimi e minimi assoluti e relativi .
Costruzione del grafico della funzione studiata.
Esercizi in preparazione alla prova d’esame e simulazioni di colloqui.
NovembreDicembre
14h
GennaioFebbraio
15h
Febbraio-Marzo
15h
Aprile-maggio
15h
Maggio
5h
6h
85h
Breganze, 10/05/2016
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.16
/
L’Insegnante
Bardin Francesca
PROGRAMMA SVOLTO
Lingua inglese
a.s. 2015/16
prof. ssa Giaretta Donatella
PERCORSO FORMATIVO /MODULO /U.D. / APPROFONDIMENTO
VERIFICA/VALUTAZIONE
PERIODO / ORE
Attività di ripasso e revisione dei principali argomenti grammaticali
Verifica scritta
ott.
Ore 8
MODULO 1: WARTIME
ott./nov./dic
The First World War
Wartime in Great Britain
Propaganda and censorship
Life in the trenches
Ernest Hemingway
“A Farewell to Arms”: plot
Verifica scritta - interrogazioni orali
Ore 19
MODULO 2: WHAT MAKES A CAR MOVE
-
Dic/gen.
Drive train
The four-stroke engine
The diesel engine
Technical assistance
Verifica scritta – interrogazioni orali
Ore 12
MODULO 3: THE IMMIGRANT EXPERIENCE
-
feb./marzo
Welcome to Elis Island
The Statue of Liberty
A place of refuge
Building a modern America
Verifica scritta – interrogazioni orali
Ore 18
MODULO 4: BASIC CAR SYSTEMS
-
Arile/maggio
The engine subsystems
The braking system
Verifica scritta – interrogazioni orali
Ore 12
Attività di recupero e ripasso
Feb./maggio
Simulazioni delle prove dell’Esame di Stato
I Rappresentanti di classe
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.17
dic./feb./mag.
L’Insegnante
Giaretta Donatella
PROGRAMMA SVOLTO
TEE
a.s. 2015/16
prof. Bassanese Pietro – Battilotti Mario
Testo in adozione:
S. Lazzaroni
TECNOLOGIA ELETTRONICA DELL'AUTOMOBILE
ed. San Marco
Ripasso
Legge di Ohm e principi di Kirchhoff in corrente continua
Principio di sovrapposizione degli effetti
Partitore resistivo di tensione e di corrente
Amplificatori Operazionali
Generalità sull’amplificatore operazionale
Configurazione:
- invertente
- non invertente
- inseguitore (buffer)
- differenziale
- sommatore invertente
- convertitore corrente-tensione
Comparatore:
- a soglia singola
- con isteresi (trigger di Schmitt invertente a soglie simmetriche)
- termostato con op. amp.
(circuito semplificato di comando a termostato della ventilazione radiatore, pag. 145 del testo)
Multivibratore astabile (oscillatore a onda rettangolare) [cenni]
Trasduttori
Parametri principali
- statici: campo di misura, accuratezza/precisione, risoluzione/sensibilità, funzione di trasferimento.
- dinamici: costante di tempo.
Trasduttori di temperatura:
- termocoppie
- termoresistenze RTD (Resistance Temperature Detector)
- termistori NTC
- integrati
Conversione R-V (ponte di Wheatstone):
- ponte con un solo elemento sensibile
- ponte con due elementi sensibili
- ponte intero con quattro elementi sensibili
- sensibilità di un ponte
Errore dovuto ai fili di collegamento
Trasduttori di sforzo
- la zona di Hooke
- estensimetri (strain gauge)
- cella di carico
Attività di laboratorio:
– Simulazione circuitale con il programma di simulazione Multisim: op. amp. invertente e non-invertente.
– Controllo di un piccolo ventilatore con tecnica PWM.
– Principio elettrico dell'accensione dei motori a scoppio.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.18
PROGRAMMA SVOLTO
Tecnologie meccaniche e applicazioni
a.s. 2015/16
prof. Boscolo Cucco Marisa – Munari Nicolò
Ripasso
Sollecitazioni semplici e composte
Calcolo di progetto e verifica di alberi di trasmissione
Organi di collegamento: linguette
Dimensionamento geometrico di ruote dentate
Ruote Dentate
Formula di Lewis e dimensionamento a usura
Materiali e processi di produzione
Rappresentazione grafica
Trasmissione a cinghia
Scelta di cinghie piatte
Rappresentazione di pulegge
Carico di punta
Metodo di Eulero
Volano
Calcolo, scelta dei materiali e processi produttivi
Cuscinetti
Dimensionamento
Processi produttivi
Rappresentazione grafica
Breganze, 10 maggio 2016
I rappresentanti di classe
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.19
Gli insegnanti
Marisa Boscolo Cucco
Munari Nicolò
PROGRAMMA SVOLTO
Tecnologie e Tecniche di Diagnostica e Manutenzione
a.s. 2015/2016
prof. Boscolo Cucco Marisa – Munari Nicolò
Sicurezza
Sicurezza personale e in officina nella manutenzione
Tutela ambientale
Tipi di inquinamento
Sostanze inquinanti
Enti e organismi per la tutela ambientale
Riciclaggio materiali per auto
Dinamica dell’auto
Rapporto di compressione
Diagramma di distribuzione (ideale e reale). Anticipo di apertura e posticipo chiusura delle valvole
Ciclo Otto ideale e reale
Curva di coppia e di potenza
Analisi curve dinamiche del motore
Impianto di scarico
Catalizzatore, sonda lambda, sensori e filtri
Sistema gas di scarico
Eobd
Impianto di alimentazione
Impianto di iniezione
Rapporto stechiometrico
Impianto single point: J-Jetronic
Misuratori massa d’aria (filo caldo e film caldo)
Common rail
Documentazione per lavori di manutenzione
Breganze, 10 maggio 2016
I rappresentanti di classe
Gli insegnanti
Marisa Boscolo Cucco
Nicolò Munari
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.20
PROGRAMMA SVOLTO
Scienze motorie
a.s. 2015/2016
prof. Righetto Bruno
L’attività di scienze motorie e sportive si è svolta con cadenza monosettimanale (due periodi di 50 minuti)
nella palestra di via Roma.
Livello di partenza: prerequisiti dai livelli degli anni precedenti.
Obiettivi della disciplina: miglioramento qualità fisiche generali individuali, tecniche individuali e di squadra.
Tattiche di gioco.
Conoscenze: Stress e rilassamento, condizione fisica, flessibilità e vigore muscolare, sensibilizzazione
donazione organi e sangue.
Abilità: saper eseguire modulazioni tecniche e tattiche durante lo svolgimento delle attività.
Competenze: saper organizzare l’attività di mantenimento di buona salute nell’arco dell’anno: cosa fare,
come e quando farlo.
Contenuti e unità didattiche:
condizionamento e potenziamento muscolare………………….sett.-mar…………20
destrezza…………………………………………………………………………….nov.-mar…………10
giochi sportivi……………………………………………………………………..ott. mag………….20
teoria……………………………………………………………………………………set.-mar……………8
preparazione moduli annuali………………………………………………gen.-mag………….8
Metodologia: lezioni frontali (palestra e aula) – esercitazioni individuali e di gruppo (palestra e campo
d’atletica) – libro di testo
Valutazione: verifiche orali, test, autovalutazione.
Breganze 10 maggio 2016
L’insegnante
Bruno Righetto
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.21
PROGRAMMA SVOLTO
Insegnamento della Religione Cattolica
a.s. 2015/2016
prof. Busolo Carlo
Gli alunni della classe 5A che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica sono 22. Le lezioni
frontali si sono svolte con regolarità. L’attenzione e la partecipazione è stata buona, per questo si possono
ritenere raggiunti i seguenti obiettivi formativi:
- delineare l’ambito etico all’interno dell’agire umano;
- delineare il rapporto tra religione e società.
In linea con la programmazione nazionale si sono affrontate le seguenti questioni:
-
i movimenti carismatici contemporanei e la loro istituzionalizzazione;
-
i fondamentalismi religiosi;
-
festività e riti nella società contemporanea;
-
discussione su alcuni fatti di attualità: le unioni civili;
-
natura e biologia dell’uomo;
-
l’esperienza religiosa individuale;
-
il politeismo dei valori nella società contemporanea;
-
il viaggio come esperienza religiosa;
-
scelte di vita;
-
l’esperienza religiosa di Camillo Faresin.
Riguardo al metodo e agli strumenti utilizzati, si sono sfruttate appieno le lezioni frontali tramite discussioni
e spiegazioni orali.
La valutazione si è basata sulla partecipazione e sulla capacità degli alunni di intervenire, in modo pertinente
e appropriato, alle discussioni sviluppate in classe.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.22
ALLEGATO 1
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa BORGHESAN ROSSANA
ITALIANO
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE
La classe è composta da 22 alunni maschi ; di questi, quattro sono ripetenti la classe quinta. Un alunno è di
nazionalità albanese; un alunno è certificato DSA e un alunno BES.
La componente dei docenti è cambiata soprattutto per l’Area delle discipline comuni.
Si segnala la non continuità didattica per gli insegnamenti di alcune discipline: Religione, Elettronica,
Italiano, Storia
_ Il profilo di partenza: ad inizio anno la classe evidenziava un comportamento sufficientemente
partecipativo. La preparazione di base nella disciplina era su un livello tra scarso ed insufficiente per cinque
alunni, per la maggioranza tra sufficiente e discreto.
_ Al termine dell’anno scolastico si può affermare che la classe ha mantenuto generalmente un livello
sufficientemente partecipativo.
Sono stati attivati percorsi di approfondimento della disciplina (anche in forma interdisciplinare con
Storia) e gli alunni hanno dato prova di sufficiente interesse e curiosità.
I compiti domestici si sono succeduti però in modo poco costante, talvolta scarsamente approfondito. Nel
comportamento gli allievi hanno mantenuto un accettabile livello di consapevolezza delle norme sociali.
La metodologia si è sviluppata nelle seguenti fasi:
•
•
•
•
•
•
•
presentazione del tema, problema, opera o autore da parte dell’insegnante;
lettura collettiva e/o individuale di documenti, articoli di giornale, poesie, testi riguardanti il tema
letterario o l’argomento storico;
coinvolgimento diretto degli studenti con domande guidate;
presentazione di schemi riassuntivi, appunti, esempi di percorsi modulari stilati dall’insegnante;
produzione di analisi dei testi, argomenti storici, schemi sintetici e mappe concettuali da parte degli
studenti organizzati in gruppi;
costruzione di mappe concettuali in Power Point o altri formati specifici di loro competenza;
relazione dei gruppi.
Gli obiettivi raggiunti con le attività svolte in classe sono stati generalmente buoni e i giudizi generalmente
positivi, ma alle attività assegnate per casa gli studenti non hanno dedicato lo stesso impegno: alcuni
studiavano solo immediatamente prima delle interrogazioni e verifiche programmate, altri continuavano nel
loro disimpegno, solo una minima parte di essi ha sempre svolto con sufficiente cura ogni tipo di attività
assegnata per casa. Il compito dell’insegnante di svolgere gli argomenti seguendo un percorso modulare e di
collegamento fra gli stessi, è risultato talvolta difficoltoso ed il programma ha subito dei rallentamenti e delle
selezioni di autori e di fatti storici rispetto alla programmazione iniziale. Si son dovuti riprendere
costantemente in classe i temi già trattati nelle lezioni precedenti e la lettura di testi antologici delle opere
degli autori assegnati per casa ,ma tralasciati dalla maggior parte.
In sintesi la situazione odierna della classe emersa dalle verifiche periodiche orali e scritte è la seguente:
•
•
•
•
•
•
le competenze di esposizione, produzione ed elaborazione di un testo sono mediamente sufficienti;
solo opportunamente guidati, sanno riconoscere gli intrecci tra gli avvenimenti storici, sociali e le
espressioni filosofiche, letterarie ed artistiche trattate ;
orientati da schemi-guida, sanno analizzare testi letterari e documenti storici ;
sanno produrre saggi brevi e
svolgere temi storici in forma sufficientemente adeguata alle
consegne;
Positiva si è rivelata l’attività di gruppo su tematiche storiche da cui sono emerse buone
competenze di gestione e di organizzazione del lavoro, sia grazie al contributo dei compagni-tutors
all’interno dei gruppi, sia alla motivazione sollecitata dall’applicazione del linguaggio multimediale
previsto dalle attività.
La capacità di esposizione orale degli argomenti risulta generalmente tuttora problematica.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.23
Le carenze in termini di conoscenze e competenze espositive che si evidenziano nella maggior parte degli
studenti, sia per la Storia che per l’Italiano, sono da attribuirsi esclusivamente alla mancanza di studio a
casa.
Valutazione
Per la valutazione delle prove scritte si è tenuto conto della rispondenza alla traccia, dell’organicità del
contenuto, della rielaborazione critica. Sul piano formale sono state oggetto di valutazione la correttezza
ortografica e sintattica, la scorrevolezza e la proprietà lessicale.
Per le prove orali sono stati valutati il grado di comprensione del contenuto, la capacità di analisi e sintesi
dei testi letterari e non letterari, l’uso di un linguaggio appropriato e della capacità di critica e di confronto
tra avvenimenti storici e/o autori-opere.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI
Competenze e capacità
Attualmente il livello di apprendimento della disciplina è: scarso per tre alunni , sufficiente per la
maggioranza, discreto per la parte restante. Nettamente migliore è la capacità di produzione scritta rispetto
a quella orale.
Generalmente gli allievi padroneggiano gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili in modo
sufficiente; non sempre però comprendono il messaggio contenuto in testi di tipologia diversa. Quindi sanno
leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo ,ma non formalmente complessi .Sono in
grado di riconoscere le strutture essenziali di testi narrativi, espositivi ed argomentativi in modo abbastanza
sicuro.
Sanno produrre soprattutto semplici saggi brevi e non articoli di giornale. L’analisi e l’interpretazione di testi
letterari è sufficiente per la maggioranza; ciò è dovuto più a disaffezione allo studio che a difficoltà di
comprensione.
Metodologie e strumenti utilizzati
Manuale di riferimento : “ Chiare lettere” _Paolo di Sacco- ed. Bruno Mondadori
Sono stati utilizzati come strumenti :il manuale in dotazione, fotocopie fornite dall’insegnante, Internet ,testi
letterari forniti dalla Biblioteca civica, film, i quotidiani :“ Il giornale di Vicenza”,
“Il corriere della sera” ,”Il Sole 24 ore”
Film visti e commentati anche
maestri”_” Roma città aperta”
attraverso la lettura di alcuni brani tratti da L. Meneghello: “I piccoli
Sono stati svolti dei lavori di approfondimento sui seguenti argomenti :
La crisi contemporanea :il lavoro che cambia; fare un’Impresa
I profughi nel Mediterraneo
La crisi siriana
La tesina del colloquio d’Esame
E’ stata proposta la lettura integrale dei
masseria delle allodole” di A. Arslan
romanzi: “Sul Grappa dopo la vittoria” di P.Malaguti e “ La
Numero di ore complessivamente svolte : n.120
Sono state effettuate tre prove simulate della prima prova d’esame di stato in data :
25 gennaio 2016; 30 marzo 2016; 17 maggio 2016
Adesione a Progetti
Educazione alla salute: donazione di organi e sangue
Quotidiano in classe: lettura del quotidiano
Orientamento in uscita
Incontro con gli autori: A. Arslan e il libro “La masseria delle allodole”; Malaguti “ Sul Grappa dopo la
vittoria”
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.24
Visite guidate
Uscita didattica sul Monte Grappa in collaborazione con la sezione Ana di Breganze nel progetto regionale
“Camminando con gli alpini” ed allestimento della mostra.
Uscita didattica” Sul sentiero del partigiano” a Recoaro in collaborazione con la sezione ANPI.
Incontro con sig. Samad Abdul per l’approfondimento della crisi siriana.
Visita alla mostra “ Gli Scotton” a Breganze presso la Biblioteca civica.
Visita al sito dell’ Expo a Milano e preparazione.
I rapporti con le famiglie sono stati regolari .Non tutti i genitori però sono intervenuti ai colloqui generali o
negli incontri settimanali.
Breganze, 10 maggio 2016
L’Insegnante
Borghesan Rosanna
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa BORGHESAN ROSSANA
STORIA
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE
La classe è composta da 22 alunni maschi ; di questi, quattro sono ripetenti la classe quinta.
Un alunno è di nazionalità albanese; un alunno è certificato DSA e un alunno BES.
La componente dei docenti è cambiata soprattutto per l’Area delle discipline comuni.
Si segnala la non continuità didattica per gli insegnamenti di alcune discipline: Religione, Elettronica,
Italiano, Storia
_ Il profilo di partenza medio della classe evidenziava un comportamento sufficientemente partecipativo.
La preparazione di base nella disciplina era su un livello tra scarso ed insufficiente per tre alunni, per la
maggioranza tra sufficiente e discreto.
_Al termine dell’anno scolastico si può affermare che la classe ha mantenuto in generale un livello
sufficientemente partecipativo. Nei percorsi di approfondimento della disciplina gli alunni hanno dato prova
di sufficiente interesse e curiosità. I compiti domestici però si sono succeduti in modo poco costante e
scarsamente approfondito.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI
Competenze e abilità
Attualmente il livello di apprendimento della disciplina è
scarso per due alunni, sufficiente per la
maggioranza degli alunni, discreto per cinque. Generalmente gli allievi
sanno contestualizzare gli
avvenimenti storici ,ma con più difficoltà sanno creare rapporti di causa/effetto. Se opportunamente condotti
sanno sufficientemente valutare i fatti storici anche in relazione al tempo presente.
Metodologie e strumenti utilizzati
Manuale di riferimento : “Storia in corso” di De Vecchi _Giovannetti Ed B. Mondadori
L’attività didattica si è svolta attraverso lezioni frontali, ricerche individuali e di gruppo.
Sono stati utilizzati come strumenti : il manuale in dotazione, fotocopie fornite dall’insegnante, analisi di
documenti e saggi, lezioni attraverso sintesi con PPT, film, i quotidiani :“ Il giornale di Vicenza”, “Il corriere
della sera”.
Film/documentari visti e commentati:” Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale”;
“ I piccoli maestri”_” Roma città aperta”
Sono stati svolti dei lavori di approfondimento sui seguenti argomenti :
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.25
Installazione della mostra fotografica permanente sull’esperienza in Monte Grappa.
Il genocidio degli Armeni
Profughi nel Mediterraneo e la crisi siriana.
La Resistenza: il piccolo partigiano Antonio Gnata ;lezione di approfondimento ed uscita didattica a Recoaro
“ Sul sentiero del partigiano”.
Dalla crisi del ’29 all’attuale crisi economico finanziaria.
Numero di ore complessivamente svolte : n. 52
E’ stata effettuata una prova simulata della terza prova d’Esame di stato in data :
11 dicembre 2015.
Adesione a Progetti
Quotidiano in classe: lettura del quotidiano.
Orientamento in uscita : fare impresa in un mondo che cambia.
Camminando con gli alpini: sul Monte Grappa e sul sentiero del partigiano a Recoaro.
Celebrazione della giornata della memoria : il genocidio armeno attraverso l’incontro con la prof.ssa A.
Arslan.
La crisi siriana: incontro con un testimone
I rapporti con le famiglie sono stati regolari .Non tutti i genitori però sono intervenuti ai colloqui generali o
negli incontri settimanali.
Breganze, 10 maggio 2016
L’Insegnante
Prof.ssa Rosanna Borghesan
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa BARDIN FRANCESCA
MATEMATICA
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE:
N° alunni frequentanti: _22_
N° maschi _22_ di cui provenienti da altre Nazioni N°_0__
La classe 5A è in continuità didattica in questa disciplina da _1_ anno.
Altre informazioni utili:
La classe è formata da 22 elementi, di cui quattro ripetenti. E’ presente un DSA. La classe ha una
preparazione di base appena sufficiente, dimostra impegno alterno e talvolta affronta con superficialità la
materia e lo studio in genere.
OBIETTIVI EDUCATIVI RAGGIUNTI:
Sul piano educativo-formativo i risultati sono sufficienti.
In generale l’interesse e l’impegno sono stati discontinui, concentrati in prossimità dei compiti, volti più al
saper svolgere gli esercizi che alla conoscenza e rielaborazione della teoria. L’apprendimento è risultato
superficiale e raramente ha permesso collegamenti all’interno della disciplina o interdisciplinari.
Nell’uso del linguaggio simbolico esistono ancora incertezze e l’esposizione orale risulta nella maggior parte
dei casi stentata. Risultati migliori si ottengono in ambito operativo.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI:
Classificare le funzioni e saperne calcolare il dominio ( escluse trigonometriche, esponenziali e logaritmiche
).
Determinare il segno delle funzioni algebriche razionali.
Conoscere e comprendere il significato di limite di una funzione.
Acquisire le tecniche per calcolare limiti.
Applicare lo studio dei limiti all’esame di funzioni algebriche razionali.
Riconoscere funzioni continue e i diversi tipi di discontinuità.
Riconoscere la presenza di asintoti e calcolarne l’equazione.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.26
Saper calcolare la derivata di una funzione algebrica.
Applicare il calcolo differenziale allo studio di funzioni algebriche razionali.
Acquisire la capacità di eseguire lo studio di una funzione algebrica razionale intera e fratta.
Il corso ha valorizzato gli aspetti applicativi per adattarsi alle caratteristiche degli allievi e alla tipologia della
specializzazione. Nella classe pochi sanno applicare con coerenza i procedimenti studiati, alcuni con qualche
errore nell’esecuzione;la maggior parte imposta non sempre correttamente gli esercizi e/o commette errori
di calcolo.
I risultati sono comunque variabili a seconda dell’interesse per il singolo argomento.
Ad un livello minimo accettabile, lo studente è in grado di:
• Applicare le procedure apprese del calcolo infinitesimale per ricavare il grafico di qualche semplice
funzione razionale intera o fratta. ( autonomia operativa ).
• Utilizzare le conoscenze sviluppate in classe per ricavare,da un grafico noto, il maggior numero di
informazioni sulla funzione rappresentata. ( capacità di sintesi )
NUMERO DI ORE PREVENTIVATE NELLA DISCIPLINA: _90_
NUMERO DI ORE REALMENTE EFFETTUATE NELLA DISCIPLINA: _85__
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO SVOLTE:
Le lezioni dei mesi di settembre-ottobre sono state dedicate al ripasso del programma di quarta. Il ripasso di
circa 15 ore si è concluso con una verifica valida per stabilire i livelli di partenza.
Ogni verifica è stata corretta in classe ed è stata data la possibilità agli insufficienti di recuperare.
METODOLOGIE/STRUMENTI UTILIZZATI
La classe ha faticato ad assimilare gli argomenti dell’analisi infinitesimale perciò si è preferito privilegiare
l’aspetto intuitivo piuttosto che quello teorico-formale, limitando l’uso del linguaggio simbolico ed evitando
tutte le dimostrazioni di teoremi. Gli argomenti sono stati presentati con brevi lezioni frontali, seguite da
esercizi di applicazione finalizzati al coinvolgimento attivo degli allievi.
MATERIALI DIDATTICI
Il testo in adozione, La matematica a colori, ed. gialla, Sasso, volume 4, si è rivelato un utile strumento di
lavoro soprattutto per la parte riguardante gli esercizi svolti con spiegazione che precede ogni tipo di
esercizio proposto. Sono stati utilizzati altri esercizi di rinforzo quando quelli del testo sono risultati
insufficienti o troppo complessi.
TIPOLOGIE DELLE PROVE DI VERIFICA UTILIZZATE
Per le prove valide per l’orale sono stati utilizzati quesiti a risposta aperta e a completamento. Le
interrogazioni orali classiche, a causa dei tempi limitati e soprattutto della mancanza di studio con
conseguente esposizione stentata e imprecisa degli argomenti, sono state sostituite con domande di verifica
proposte a tutta la classe all’inizio di ogni lezione in modo da permettere il ripasso o semplicemente il
collegamento con gli argomenti della lezione precedente oppure con la correzione alla lavagna di qualcuno
degli esercizi assegnati per casa.
Per lo scritto sono state utilizzate prove della durata di un’ora (50 minuti), composte da esercizi semplici e
quasi sempre guidati.
I quesiti di simulazione della terza prova sono stati scelti con gli stessi criteri: esercizi a risposta singola
guidati cioè tipologia B.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Nella correzione dei compiti si sono usati i seguenti descrittori:
capacità di comprendere il testo del quesito e di rispondere coerentemente alle richieste;
capacità di impostare correttamente i quesiti proposti;
capacità di fornire definizioni in linguaggio corretto;
capacità di svolgere esattamente i calcoli richiesti.
Per la valutazione si è provveduto a suddividere la soluzione di ogni quesito in più passi, ognuno significativo
per il conseguimento del risultato finale, e ad assegnare a ciascuno di essi un punteggio.
Il voto è stato determinato facendo il rapporto tra punti ottenuti e punti totali.
Di ogni esercizio si è cercato di evidenziare quanto di positivo è stato fatto in merito al procedimento, senza
penalizzare gravi errori presenti.
La soglia di sufficienza è stata fissata intorno al 55-60% del punteggio totale.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.27
Per le simulazioni di terza prova si è utilizzata la griglia di valutazione concordata in sede di dipartimento da
tutti gli insegnanti di matematica.
Sintetica valutazione:
Conoscenze superficiali, autonomia operativa sufficiente, capacità di operare collegamenti solo per pochi
elementi: profitto nel complesso sufficiente.
RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIE:
I rapporti con i genitori si sono limitati quasi esclusivamente ai due ricevimenti generali di dicembre e di
marzo.
Breganze, 10 Maggio 2016
L’insegnante:
Bardin Francesca
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa GIARETTA DONATELLA
INGLESE
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE:
N° alunni iniziale: _22_
Classe in continuità didattica in questa disciplina da _4/5_
PROFILO DI PARTENZA MEDIO DELLA CLASSE (Riportare i dati del “Piano di lavoro”):
1 2 3 4 5
Comportamento:
pessimo
Preparazione di base nella disciplina:
pessima
ottimo
ottima
PROFILO FINALE MEDIO DELLA CLASSE:
1
Comportamento:
Preparazione nella disciplina:
2
3
4
5
pessimo
pessima
ottimo
ottima
OBIETTIVI EDUCATIVI RAGGIUNTI:
si è cercato nel corso dell’a.s. di potenziare la responsabilità personale e l’autonomia, la capacità di saper
assumere ruoli e svolgerli con responsabilità e di stimolare la curiosità culturale. Pochi alunni hanno
raggiunto tali obiettivi, soprattutto per scarsa motivazione allo studio. Si è cercato poi di potenziare la
capacità di comunicare le proprie idee con chiarezza e ordine logico e di operare collegamenti e confronti con
altre discipline. Uno studio troppo superficiale e troppo spesso limitato al solo momento della verifica,
nonché le carenze pregresse nella conoscenza delle strutture linguistiche, non ha sempre consentito il
conseguimento di questi obiettivi da parte di tutti degli studenti.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI in relazione agli obiettivi fissati in dipartimento :
conoscenze: conoscenza delle strutture grammaticali fondamentali (uso dei principali tempi verbali,
pronomi, comparativi e superlativi) e di alcune più complesse ( frasi relative, forma passiva); conoscenza
del lessico tecnico e non, relativo agli argomenti trattati; conoscenza di alcuni aspetti di civiltà e letteratura
del paese di cui si studia la lingua.
competenze: saper leggere e comprendere le informazioni principali di semplici testi specifici al settore di
indirizzo e non; saper produrre semplici testi scritti ed orali riguardanti le situazioni presentate in modo
sufficientemente corretto; saper usare la lingua straniera per esprimere alcune funzioni comunicative in
maniera semplice ma essenzialmente corretta.
capacità: capacità di usare le conoscenze grammaticali ed i contenuti acquisiti per sapersi orientare e
rielaborare i testi proposti in modo sufficientemente corretto; capacità di produrre semplici e brevi testi orali
e/o scritti in modo personale; capacità di collegare tra loro gli argomenti appresi in lingua e, quando
possibile, ad altre discipline.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.28
Per quanto riguarda la preparazione globale nella materia ed il profitto, la maggior parte degli studenti
denotano delle difficoltà nel comprendere ed usare la lingua straniera per riferire le proprie conoscenze con
sufficiente chiarezza e correttezza, soprattutto nell’esposizione orale che, a volte, risulta impacciata e per
alcuni non va oltre il livello mnemonico o devono essere continuamente guidati. La produzione scritta è
invece sufficiente per alcuni studenti mentre per pochi risulta essere discreta. Maggiori difficoltà hanno
trovato gli studenti nell’operare collegamenti.
NUMERO DI ORE PREVENTIVATE NELLA DISCIPLINA: _90_
NUMERO DI ORE REALMENTE EFFETTUATE NELLA DISCIPLINA: _80_
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO SVOLTE:
Le lezioni iniziali del mese di ottobre sono state dedicate al ripasso del programma grammaticale svolto in
classe quarta. Durante l’anno si sono svolte attività di recupero curricolare ogni volta che la situazione lo
richiedeva. Per sopperire alle carenze linguistiche sono stati assegnati numerosi compiti per casa che
venivano regolarmente corretti.
Attività di preparazione all’esame si sono svolte durante l’anno con le simulazioni di Terza Prova e si
svolgeranno anche nel mese di maggio con le simulazioni del colloquio orale.
METODOLOGIE/STRUMENTI UTILIZZATI
Metodologie:
La metodologia adottata è stata essenzialmente la lezione frontale, a volte si è utilizzato l’apprendimento
cooperativo, attraverso lavori di gruppo o di coppia, per sfruttare le potenzialità dell’apprendimento tra pari
e sviluppare l’abilità degli studenti di collaborare con gli altri.
Il lavoro si è sviluppato a partire dalle pre-conoscenze linguistiche e/o teoriche degli studenti, proseguendo
poi con lettura, comprensione guidata del testo proposto, fissazione e rielaborazione dei nuovi contenuti
anche attraverso mappe concettuali.
Strumenti e attrezzature didattiche:
- il corso di lingua utilizzato negli anni precedenti: NEW OPTIONS HORIZONS – PREINTERMEDIATE –
OXFORD, per il consolidamento grammaticale: WORKING WITH GRAMMAR – LONGMAN
- dispensa di fotocopie fornite dall’insegnante.
ATTIVITA’ DI VERIFICA E CRITERI DI VALUTAZIONE
Nel corso dell’anno scolastico si sono svolte almeno tre verifiche scritte e due orali per quadrimestre. Per le
prove scritte sono state effettuate prove oggettive per la verifica della competenza lessicale, prove a quesiti
secondo la tipologia B prevista dalla terza prova dell’esame di stato ed in questo caso è stato consentito
l’uso del dizionario bilingue.
Le prove orali sono state brevi esposizioni degli argomenti trattati in classe.
La valutazione delle prove scritte è stata accompagnata da una griglia di valutazione che utilizza indicatori
come la comprensione del testo, la conoscenza dell’argomento, la correttezza grammaticale e la
rielaborazione personale.
La soglia di sufficienza è stata fissata intorno al 60% del punteggio totale. Nella valutazione sommativa
finale si è tenuto conto, oltre che dei risultati oggettivi delle prove, anche dell’impegno, del regolare
svolgimento dei compiti assegnati, dell’interesse mostrati e dei progressi ottenuti nel percorso didattico.
Per la scala di valutazione si è fatto riferimento alla griglia approvata dal collegio docenti.
Per le simulazioni di terza prova si è utilizzato la griglia di valutazione concordata in sede di dipartimento di
Lingua Inglese.
RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIE:
I rapporti con le famiglie sono avvenuti per lo più durante i due ricevimenti generali.
Breganze 02 maggio 2016
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.29
L’insegnante: Donatella Giaretta
RELAZIONE FINALE
Prof. BASSANESE PIETRO
TEE
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE:
N° alunni iniziale: 22
Altre informazioni utili: ore settimanali di lezione: 3 di cui 2 in compresenza
PROFILO DI PARTENZA MEDIO DELLA CLASSE:
1
Comportamento:
Preparazione di base:
Puntualità nello svolgere le consegne:
PROFILO FINALE MEDIO DELLA CLASSE:
pessimo
pessima
pessima
Comportamento:
Preparazione di base:
Puntualità nello svolgere le consegne:
pessimo
pessima
pessima
2
3
4 5
ottimo
ottima
ottima
1
2
3
4
5
ottimo
ottima
ottima
OBIETTIVI EDUCATIVI–FORMATIVI RAGGIUNTI:
E' stata somministrata una miscellanea di argomenti, prevalentemente di Elettrotecnica, cercando di non
uscire dal contesto di un orientamento della classe verso la meccanica (trasduttori di temperatura e di
sforzo, elementari impianti introduttivi).
OBIETTIVI COGNITIVI–TRASVERSALI OTTENUTI:
Complessivamente gli allievi hanno dimostrato un interesse ed una partecipazione per lo più sufficienti.
L’attenzione in classe è stata sufficiente per la maggior parte degli allievi, con difficoltà oggettive di
esposizione degli argomenti davanti a un atteggiamento talora irrispettoso. La mancanza di un laboratorio
per le discipline elettriche non ha consentito di svolgere delle prove pratiche, pertanto talvolta è stata
utilizzata la sala informatica per delle simulazioni circuitali relative alla teoria presentata in classe e illustrati
alcuni dispositivi elettromeccanici e componenti dimostrativi.
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE: (acquisizione di contenuti: teorie, principi, concetti, termini, tematiche, argomenti,
regole, procedure, metodi; conoscenze teoriche relative ad una o più aree disciplinari)
-
Amplificatori operazionali: configurazione invertente, non-invertente, inseguitore, differenziale,
sommatore invertente, convertitore corrente-tensione. Comparatore a soglia singola e ad isteresi.
Ponte di Wheatstone
Trasduttori di temperatura: termocoppie, termistori NTC, termoresistenze RTD, integrati.
Trasduttori di sforzo: l'estensimetro, la cella di carico.
COMPETENZE: (utilizzazioni delle conoscenze acquisite per l’esecuzione di compiti, risoluzione di problemi e
produzione di nuovi “oggetti”; applicazione concreta delle conoscenze anche in contesti organizzati)
-
Lettura ed interpretazione di semplici circuiti che impiegano sensori di temperatura, ponte di
Wheatstone e comparatori/amplificatori-operazionali.
ATTIVITA’ DI CODOCENZA SVOLTA:
Con l'insegnante di compresenza prof. Mario Battilotti.
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO SVOLTE:
Durante l’anno si sono svolte attività di sostegno curricolare ogni volta che la situazione lo richiedeva.
Il recupero effettuato in itinere all'inizio del pentamestre ha avuto risultati apprezzabili, infatti 4 alunni
hanno colmato le lacune del trimestre, mentre 4 non hanno recuperato il debito.
Durante lo svolgimento delle verifiche è stato consentito l'utilizzo degli appunti e delle dispense delle lezioni.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.30
VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI STAGE/A.S.L. SVOLTA:
Nessuna
RAPPORTI CON I GENITORI:
Cordiali e sinceri. Gli incontri si sono effettuati in occasione del “visitone” e su richiesta dei genitori.
Breganze, 10 maggio 2016
L’Insegnante
Pietro Bassanese
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa BOSCOLO CUCCO MARISA
TMA
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE:
N° alunni iniziale: 22
N° alunni iscritti durante l’a. s. 22 di cui provenienti da altre Nazioni N° 1
Altre informazioni utili: ore settimanali di lezione: 4 di cui 2 in compresenza
Classe in continuità didattica per questa materia da 2 anni
PROFILO DI PARTENZA MEDIO DELLA CLASSE (Riportare i dati del “Piano di lavoro”):
1 2 3 4 5
 
Comportamento:
pessimo
 

 
Preparazione di base nella disciplina:
pessima
 
 
ottimo
ottima
PROFILO FINALE MEDIO DELLA CLASSE:
1
Comportamento:
pessimo
Preparazione nella disciplina:
pessima
2 3 4 5


  

 
 
 
ottimo
ottima
OBIETTIVI EDUCATIVI RAGGIUNTI:
Riuscire ad avere una comunicazione chiara, nel rispetto del singolo e della classe.
Ricerca della collaborazione fra alunno e insegnante e fra gli alunni stessi
Promuovere la responsabilità dell’allievo nei confronti del lavoro da svolgere in classe e a casa.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI in relazione agli obiettivi fissati in dipartimento :
sono stati raggiunti gli obiettivi minimi in base al programma svolto allegato.
NUMERO DI ORE PREVENTIVATE NELLA DISCIPLINA: 180
NUMERO DI ORE REALMENTE EFFETTUATE NELLA DISCIPLINA: 128
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO SVOLTE: All’inizio dell’anno con ripasso e durante l’anno dopo
ogni verifica.
VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI STAGE SVOLTA: positiva
Metodologie:
 lezioni frontali
 lezioni partecipate
 ricerca individuale
 lavori di gruppo
 analisi di casi
 problem solving
 visite aziendali
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.31
 visite guidate
 stage
 altro: __________________________________________
Strumenti e attrezzature didattiche:
libro/i di testo
documenti
materiali tratti da Internet
giornale
laboratori
 biblioteca
 aula informatica
 audiovisivi
palestra
 altro: __________________________________________
Adesioni a progetti sì

no

RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIE: gli incontri con le famiglie sono avvenuti perlopiù durante i visitoni
OSSERVAZIONI (adeguatezza delle attrezzature didattiche, organizzazione scolastica…):
Si richiede di predisporre un laboratorio meccanici per mezzi di trasporto per la classe quinta.
Breganze, 10 maggio 2016
L’ insegnante
Boscolo Cucco Marisa
RELAZIONE FINALE
Prof.ssa BOSCOLO CUCCO MARISA
TDIM
CLASSE: 5 A
A.S: 2015/2016
QUADRO DELLA CLASSE:
N° alunni iniziale: 22
N° alunni iscritti durante l’a. s. 22 di cui provenienti da altre Nazioni N° 1
Altre informazioni utili: ore settimanali di lezione: 8 di cui 2 in compresenza
PROFILO DI PARTENZA MEDIO DELLA CLASSE (Riportare i dati del “Piano di lavoro”):
1 2 3 4 5
Comportamento:
pessimo
 
 

 
Preparazione di base nella disciplina:
pessima
 
 
ottimo
ottima
PROFILO FINALE MEDIO DELLA CLASSE:
1
Comportamento:
pessimo
Preparazione nella disciplina:
pessima
2 3 4 5


  

 
 
 
ottimo
ottima
OBIETTIVI EDUCATIVI RAGGIUNTI:
-
Riuscire ad avere una comunicazione chiara, nel rispetto del singolo e della classe.
Ricerca della collaborazione fra alunno e insegnante e fra gli alunni stessi
Promuovere la responsabilità dell’allievo nei confronti del lavoro da svolgere in classe e a casa.
OBIETTIVI DIDATTICI RAGGIUNTI in relazione agli obiettivi fissati in dipartimento :
sono stati raggiunti gli obiettivi minimi in base al programma svolto allegato.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.32
NUMERO DI ORE PREVENTIVATE NELLA DISCIPLINA: 180
NUMERO DI ORE REALMENTE EFFETTUATE NELLA DISCIPLINA: 177
ATTIVITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO SVOLTE:
All’inizio dell’anno con ripasso e durante l’anno dopo ogni verifica.
VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI STAGE SVOLTA: positiva
Metodologie:
 lezioni frontali
 lezioni partecipate
 ricerca individuale
 lavori di gruppo
 analisi di casi
 problem solving
 visite aziendali
 visite guidate
 stage
 altro: __________________________________________
Strumenti e attrezzature didattiche:
libro/i di testo
documenti
materiali tratti da Internet
giornale
laboratori
 biblioteca
 aula informatica
 audiovisivi
palestra
 altro: __________________________________________

no

Adesioni a progetti sì
RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIE: gli incontri con le famiglie sono avvenuti perlopiù durante i visitoni
OSSERVAZIONI (adeguatezza delle attrezzature didattiche, organizzazione scolastica…):
Si richiede di predisporre un laboratorio meccanici per mezzi di trasporto per la classe quinta.
Breganze, 10 maggio 2016
L’ insegnante
Boscolo Cucco Marisa
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.33
ALLEGATO 2
SIMULAZIONE PRIMA PROVA ESAME DI STATO E GRIGLIA DI VALUTAZIONE
PRIMA SIMULAZIONE
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
Italo Svevo, Prefazione, da La coscienza di Zeno, 1923
Edizione: I. Svevo, Romanzi. Parte seconda, Milano 1969, p. 599.
<<Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di
psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica.
Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver
indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il
naso a tanta novità. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si
rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare
buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si
fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie.
Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto di dividere con lui i
lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura. Sembrava tanto
curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante
verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!...>>
Dottor S.
Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste, 1861 – Motta di Livenza, Treviso, 1928), fece
studi commerciali e si impiegò presto in una banca. Nel 1892 pubblicò il suo primo romanzo, Una vita. Risale
al 1898 la pubblicazione del secondo romanzo, Senilità. Nel 1899 Svevo entrò nella azienda del suocero. Nel
1923 pubblicò il romanzo La coscienza di Zeno. Uscirono postumi altri scritti (racconti, commedie, scritti
autobiografici, ecc.). Svevo si formò sui classici delle letterature europee. Aperto al pensiero filosofico e
scientifico, utilizzò la conoscenza delle teorie freudiane nella elaborazione del suo terzo romanzo.
1. Comprensione del testo
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi del testo
2.1 Quali personaggi entrano in gioco in questo testo? E con quali ruoli?
2.2 Quali informazioni circa il paziente si desumono dal testo?
2.3 Quale immagine si ricava del Dottor S.?
2.4 Il Dottor S. ha indotto il paziente a scrivere la sua autobiografia. Perché?
2.5 Rifletti sulle diverse denominazioni del romanzo: “novella” (r. 1), “autobiografia” (r. 4), “memorie” (r.
9).
2.6 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti
Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al
romanzo nella sua interezza o ad altri testi di Svevo. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto,
delinea alcuni aspetti dei rapporti tra letteratura e psicoanalisi, facendo riferimento ad opere che hai letto e
studiato.
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e
confrontando i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo. Per entrambe le forme di scrittura
non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1.AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: La percezione dello straniero nella letteratura e nell’arte.
DOCUMENTI
“Non lederai il diritto dello straniero o dell’orfano e non prenderai in pegno la veste dalla vedova; ma ti
ricorderai che sei
stato schiavo in Egitto e che di là ti ha redento l’Eterno, il tuo Dio; perciò ti comandò di fare questo. Quando
fai la
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.34
mietitura nel tuo campo e dimentichi nel campo un covone, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo
straniero, per
l’orfano e per la vedova, affinché l’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l’opera delle tue mani. Quando
bacchierai i tuoi
ulivi, non tornerai a ripassare sui rami; le olive rimaste saranno per lo straniero, per l’orfano e per la
vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non ripasserai una seconda volta; i grappoli rimasti saranno per
lo straniero, per l’orfano e per la vedova. E ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto; perciò ti
comando di fare questo.”
DEUTERONOMIO, 24, 17-22
“Così Odisseo stava per venire in mezzo a fanciulle dalle belle chiome, pur nudo com’era: la dura necessità
lo spingeva.
Terribile apparve loro, era tutto imbrattato di salsedine. E fuggirono via, chi qua chi là, sulle spiagge dove
più sporgevano dentro il mare. Sola restava la figlia di Alcinoo: Atena le mise in cuore ardimento e tolse
dalle membra la paura. Rimase ferma di fronte a lui, si tratteneva. Ed egli fu incerto, Odisseo, se supplicare
la bella fanciulla e abbracciarle le ginocchia, oppure così di lontano pregarla, con dolci parole, che
gl’indicasse la città e gli desse vesti.
Questa gli parve, a pensarci, la cosa migliore, pregarla con dolci parole di lontano. Temeva che a toccarle i
ginocchi si sdegnasse, la fanciulla. Subito le rivolse la parola:…E a lui rispondeva Nausicaa dalle bianche
braccia: «Straniero, non sembri uomo stolto o malvagio, ma Zeus Olimpio, che divide la fortuna tra gli
uomini, buoni e cattivi, a ciascuno come lui vuole, a te diede questa sorte, e tu la devi ad ogni modo
sopportare.»…Così disse, e diede ordini alle ancelle dalle belle chiome: «Fermatevi, ancelle, per favore. Dove
fuggite al veder un uomo? Pensate forse che sia un nemico? Non c’è tra i mortali viventi, né mai ci sarà, un
uomo che venga alla terra dei Feaci a portar la guerra: perché noi siamo molto cari agli dei. Abitiamo in
disparte, tra le onde del mare, al confine del mondo: e nessun altro dei mortali viene a contatto con noi. Ma
questi è un infelice, giunge qui ramingo. Bisogna prendersi cura di lui, ora: ché vengono tutti da Zeus,
forestieri e mendichi, e un dono anche piccolo è caro. Su, ancelle, date all’ospite da mangiare e da bere, e
lavatelo prima nel fiume, dove c’è un riparo dal vento.»
OMERO, Odissea, VI, vv. 135-148 e vv. 186-209
“Afflitto della nuova, e arrabbiato della maniera, Renzo afferrò ancora il martello, e, così appoggiato alla
porta, andava stringendolo e storcendolo, l’alzava per picchiar di nuovo alla disperata, poi lo teneva
sospeso. In quest’agitazione, si voltò per vedere se mai ci fosse d’intorno qualche vicino, da cui potesse
forse aver qualche informazione più precisa, qualche indizio, qualche lume. Ma la prima, l’unica persona che
vide, fu un’altra donna, distante forse un venti passi; la quale, con un viso ch’esprimeva terrore, odio,
impazienza e malizia, con cert’occhi stravolti che volevano insieme guardar lui, e guardar lontano,
spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso, ma rattenendo anche il respiro, alzando due
braccia scarne, allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa d’artigli, come se cercasse
d’acchiappar qualcosa, si vedeva che voleva chiamar gente, in modo che qualcheduno non se n’accorgesse.
Quando s’incontrarono a guardarsi, colei, fattasi ancor più brutta, si riscosse come persona sorpresa…lasciò
scappare il grido che
aveva rattenuto fin allora: «l’untore, dagli! dagli! dagli all’untore!» Allo strillar della vecchia, accorreva gente
di qua e di là;…abbastanza per poter fare d’un uomo solo quel che volessero.”
A. MANZONI, I Promessi Sposi, XXXIV, 1842
Lo straniero
“A chi vuoi più bene, enigmatico uomo, di? A tuo
padre, a tua madre, a tua sorella o a tuo fratello?”
“Non ho né padre, né madre, né sorella, né
fratello.”
“Ai tuoi amici?”
“Adoperate una parola di cui fino a oggi ho
ignorato il senso.”
“Alla tua patria?”
“Non so sotto quale latitudine si trovi.”
“Alla bellezza?”
“L’amerei volentieri, ma dea e immortale.”
“All’oro?”
“Lo odio come voi odiate Dio.”
“Ma allora che cosa ami, straordinario uomo?”
“Amo le nuvole…le nuvole che vanno…laggiù,
laggiù…le meravigliose nuvole!”C. BAUDELAIRE, Poemetti in prosa, 1869
“L’infermo teneva gli occhi chiusi: pareva un Cristo di cera, deposto dalla croce. Dormiva o era morto? Si
fecero un po’ più avanti; ma al lieve rumore, l’infermo schiuse gli occhi, quei grandi occhi celesti, attoniti. Le
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.35
due donne si strinsero vieppiù tra loro; poi, vedendogli sollevare una mano e far cenno di parlare,
scapparono via con un grido, a richiudersi in cucina. Sul tardi, sentendo il campanello della porta, corsero ad
aprire; ma, invece di don Pietro, si videro davanti quel giovane straniero della mattina. La zitellona corse
ranca ranca a rintanarsi di nuovo; ma Venerina, coraggiosamente, lo accompagnò nella camera dell’infermo
già quasi al bujo, accese una candela e la porse allo straniero, che la ringraziò chinando il capo con un
mesto sorriso; poi stette a guardare, afflitta: vide che egli si chinava su quel letto e posava lieve una mano
su la fronte dell’infermo, sentì che lo chiamava con dolcezza: - Cleen…Cleen…Ma era il nome, quello, o una
parola affettuosa? L’infermo guardava negli occhi il compagno, come se non lo riconoscesse; e allora ella
vide il corpo gigantesco di quel giovane marinajo sussultare, lo sentì piangere, curvo sul letto, e parlare
angosciosamente, tra il pianto, in una lingua ignota. Vennero anche a lei le lagrime agli occhi. Poi lo
straniero, voltandosi, le fece segno che voleva scrivere qualcosa. Ella chinò il capo per significargli che aveva
compreso e corse a prendergli l’occorrente. Quando egli ebbe finito, le consegnò la lettera e una borsetta.
Venerina non comprese le parole ch’egli le disse, ma comprese bene dai gesti e dall’espressione del volto,
che le raccomandava il povero compagno. Lo vide poi chinarsi di nuovo sul letto a baciare più volte in fronte
l’infermo, poi andar via in fretta con un fazzoletto su la bocca per soffocare i singhiozzi irrompenti.”
L. PIRANDELLO, Lontano, in “Novelle per un anno”, 1908
“Un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà,
si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Erano circa le due del dopopranzo, e a
quell’ora, come d’uso, poca gente circolava per le strade….S’era scordato dell’uniforme; per un buffo
interregno sopravvenuto nel mondo, l’estremo arbitrio dei bambini adesso usurpava la legge militare del
Reich! Questa legge è una commedia, e Gunther se ne infischia. In quel momento, qualsiasi creatura
femminile capitata per prima su quel portone…che lo avesse guardato con occhio appena umano, lui sarebbe
stato capace di abbracciarla di prepotenza, magari buttato ai piedi come un innamorato, chiamandola:
meine mutter! E allorché di lì a un istante vide arrivare dall’angolo un’inquilina del caseggiato, donnetta
d’apparenza dimessa ma civile, che in quel punto rincasava, carica di borse e di sporte, non esitò a
gridarle: «Signorina! Signorina!» (era una delle 4 parole italiane che conosceva). E con un salto le si parò
davanti risoluto, benché non sapesse, nemmeno lui, cosa pretendere. Colei però, al vedersi affrontata da lui,
lo fissò con occhio assolutamente disumano, come davanti all’apparizione propria e riconoscibile dell’orrore.”
E. MORANTE, La Storia, Einaudi, 1974
“Risate e grida si levarono. «Fuori! Fuori della fontana! Fuori!» Erano anche voci di uomini. La gente, poco
prima intorpidita e molle, si era tutta eccitata. Gioia di umiliare quella ragazza spavalda che dalla faccia e
dall’accento si capiva ch’era forestiera. «Vigliacchi!» gridò Anna, voltandosi d’un balzo. E con un fazzolettino
cercava di togliersi di dosso la fanghiglia. Ma lo scherzo era piaciuto. Un altro schizzo la raggiunse a una
spalla, un terzo al collo, all’orlo dell’abito.
Era diventata una gara.…Qui Antonio intervenne, facendosi largo…Antonio era forestiero e tutti, là,
parlavano in dialetto. Le sue parole ebbero un suono curioso, quasi ridicolo….Niente ormai tratteneva il
buttare fuori il fondo dell’animo: il sozzo carico di male che si tiene dentro per anni e nessuno si accorge di
avere.”
D. BUZZATI, Non aspettavamo altro, in “Sessanta racconti”, Mondadori, 1958
“Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da
casa…
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di
qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito;…Stava all’erta, il fucile pronto. Lontano
cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai
fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano,
agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più. Il verso e la vista del cadavere lo fecero
rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano
creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante, e senza
squame.”
F. BROWN, Sentinella, in “Tutti i racconti”, Mondadori, 1992
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO: Il lavoro tra sicurezza e produttività
DOCUMENTI
“Il lavoro nell'antichità non aveva il valore morale che gli è stato attribuito da venti secoli di cristianesimo e
dalla nascita
del movimento operaio. Il disprezzo per il lavoro manuale è apparso a molti come contropartita della
schiavitù e, nel
contempo, causa del ristagno delle tecniche. Dell'esistenza di questo disprezzo si potrebbero dare molteplici
prove. Nella Politica Aristotele esalta il fatto che i cittadini abbiano tutto il tempo libero «per far nascere la
virtù nella loro anima e perché possano adempiere i loro doveri civici». È la stessa nozione dell'otium cum
dignitate che appare come l’ideale di vita degli scrittori romani alla fine della Repubblica e all'inizio
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dell'Impero. Ciò significa affermare anche che il lavoro è un ostacolo a questo tipo di vita e, quindi, una
degradazione.”
B. MOSSE, Il lavoro in Grecia e a Roma, trad. it. di F. Giani Cecchini, Firenze, 1973
“Nella produzione moderna il lavoro ha assunto un’importanza crescente tanto da essere considerato il
soggetto e non più l’oggetto di qualsiasi attività produttiva. Per il codice civile (libro V, artt. 2060 e sgg.),
che regola il lavoro nell’impresa come elemento soggettivo e dinamico, oltre che fattore primario della
produzione, il lavoro consiste nella prestazione di energie lavorative effettuata, contro il corrispettivo di una
retribuzione, da una persona fisica (lavoratore) a favore di un’altra persona fisica o giuridica (datore di
lavoro). Il lavoro può concorrere alla produzione in modo subordinato o autonomo.”
ENCICLOPEDIA UNIVERSALE, vol. 13°, a cura di G. Ceccuti-S. Calzini-R. Guizzetti, Ed. “IL SOLE 24
ORE”, Milano, 2006
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” (art. 1)
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo
questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta,
un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (art. 4)
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“Dal Rapporto [ISFOL 2007] emerge una discrasia tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto in quei
segmenti della popolazione - donne e over 55 anni in primis – per i quali, anche in linea con gli obiettivi di
Lisbona, si auspicherebbe un incremento dei tassi di attività. Sul fronte della qualità della crescita economica
del Belpaese, il rapporto sottolinea come i lavori siano sempre più meno conformi alle aspettative degli
individui, sia per la qualità del lavoro disponibile per i nuovi entrati sia per le prassi selettive. Le scarse
prospettive di carriera rappresentano il principale fattore di scoraggiamento sul fronte lavorativo.…Fa
riflettere il dato che quasi il 20% degli occupati ritenga di svolgere mansioni che utilizzano solo parzialmente
le loro competenze professionali.…Tra le iniziative da intraprendere per contrastare le criticità del nostro
mercato del lavoro, la ricetta dell’Isfol è migliorare la coerenza e l’adattabilità reciproca tra domanda e
offerta di lavoro. Soprattutto sfruttando al meglio le potenzialità del sistema dei servizi per l’impiego.
Inoltre, un funzionamento più fluido e trasparente del nostro mercato del lavoro passa anche attraverso la
conciliazione fra competitività e meriti e l’equità dell’accesso alle opportunità. Ma su tutti, prioritario, è
investire nella sicurezza del lavoro e nel contrasto del lavoro irregolare.”
C. TUCCI, Rapporto Isfol: lavoro precario per 10 lavoratori su 100, 20 novembre 2007
“L’ambiente di lavoro, non rappresenta soltanto un’accezione più ristretta della nozione di ambiente, ma si
caratterizza in termini assai diversi. Anche esso costituisce infatti l’oggetto di una normativa amministrativa
e penale diretta a garantire la salute dei lavoratori addetti ad attività particolarmente rischiose, e che in
taluni ordinamenti impone alle imprese l’adozione di sistemi generali di controlli preventivi;…ma sovente è
dato riscontrare disposizioni che, attraverso la garanzia della salute a livello di rapporto individuale, attuano
una vera e propria tutela dell’ambiente di lavoro come oggetto di una situazione soggettiva specifica del
prestatore di lavoro, autonomamente tutelabile.…Così delineata, la tutela dell’ambiente di lavoro si
prospetta, più che come tutela di un luogo (e cioè dell’ambiente in genere), come garanzia della salute (e
quindi della persona) del lavoratore.” 6
L. RICCA, La tutela dell’ambiente di lavoro nel quadro del sistema dei diritti sociali, in “Protezione
dei diritti sociali e prevenzione degli incidenti sul lavoro nel quadro dei diritti dell’uomo
lavoratore”, Ed. Giuffrè, Milano, 1988
“Il fattore tecnologico è stato nelle ricerche più recenti piuttosto trascurato a vantaggio di una impostazione
che accentuava l’influenza delle variabili psico-sociologiche nel complesso fenomeno dell’infortunio. Non si
può negare però che un processo produttivo deve essere analizzato sotto l’aspetto tecnologico per poter
rilevare di quanto il comportamento umano venga condizionato dalla velocità e dalle caratteristiche della
produzione. L’infortunio nella sua apparente obiettività si è rilevato quale fenomeno la cui ricostruzione
fotogenica non è riconducibile a un meccanismo casualistico.”
DI NARO-M.NOVAGA-G.COLETTI-S.COLLI, Sicurezza e produttività: influenza delle variabili
tecnologiche sul comportamento lavorativo, in “Securitas”, n° 7, anno 58, 1973
“Tutto il tempo perduto a causa degli infortuni rappresenta ore-lavoro e ore-macchina aggiunte al tempo
richiesto per produrre una data quantità di beni o di servizi e, di conseguenza, riduce la produttività
aziendale….A parte le perdite dirette di tempo, allorché il lavoro viene interrotto a causa di un infortunio,
condizioni pericolose di lavoro comportano un rallentamento delle lavorazioni stesse, poiché gli operai
devono stare in guardia e muoversi e lavorare con maggiore attenzione e prudenza di ciò che sarebbe
invece necessario se non esistesse il pericolo stesso. Di particolare importanza, a questo riguardo, sono ad
esempio, le trasmissioni dei motori, le cinghie di trasmissione e le parti mobili delle macchine nelle cui
vicinanze gli operai sono costretti a lavorare oppure a passare.”
A. BERRA-T. PRESTIPINO, Lo studio del lavoro e la psicologia della sicurezza lavorativa, Ed.
Angeli., Milano 1983
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“A tale principio del rischio professionale si ispirò, fin dall’inizio, la nostra legislazione per gli infortuni sul
lavoro; la quale per la protezione del rischio stesso impose al datore d’opera l’obbligo dell’assicurazione. Con
ciò, da un lato, si volle meglio garantire agli infortunati il pagamento delle indennità sostituendo l’Istituto
assicuratore (ente finanziariamente più solido) all’imprenditore, soggetto all’insolvibilità; dall’altro lato si
volle salvare l’imprenditore da oneri eccessivi rispetto alla sua potenzialità economica, pei casi di infortuni
gravi, ripetuti o collettivi.”
G. MIRALDI, Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
3. AMBITO STORICO-POLITICO ARGOMENTO: La memoria storica tra custodia del passato e
progetto per il futuro.
DOCUMENTI
“Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno,
mangia, digerisce, salta di nuovo. E’ così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con
il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell’attimo e perciò né triste né annoiato… L’uomo
chiese una volta all’animale: Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità? L’animale voleva
rispondere e dice: Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire –ma dimenticò subito anche
questa risposta e tacque: così l’uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter
imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto
velocemente, la catena lo accompagna. E’ un prodigio: l’attimo, in un lampo è presente, in un lampo è
passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante
successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via -e improvvisamente rivola
indietro, in grembo all’uomo. Allora l’uomo dice ‘mi ricordo’.” F. NIETZSCHE. Considerazioni inattuali –
Sull’utilità e il danno della storia per la vita 1884
“La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l’esperienza dei
contemporanei a quello delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli
ultimi anni del Novecento. La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di
presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi
vivono. Questo fenomeno fa sì che la presenza e l’attività degli storici, il cui compito è ricordare ciò che gli
altri dimenticano, siano ancor più essenziali alla fine del secondo millennio di quanto mai lo siano state nei
secoli scorsi. Ma proprio per questo motivo gli storici devono essere più che semplici cronisti e compilatori di
memorie, sebbene anche questa sia la loro necessaria funzione". E. J. HOBSBAWM, Il secolo breve,
Milano 1997
“Mai si è parlato tanto di memoria storica da quando è caduto il muro di Berlino nell’autunno ’89, e tuttavia
questo discorrere concitato restava ingabbiato nel nominalismo: i fatti riesumati non erano che flatus vocis,
il cui significato sembrava essere destinato a sperdersi (…) La storia recente dell’uomo europeo si riassume
in questa incapacità di cadere nel tempo e di conoscerlo. Di lavorare sulla memoria, ma anche di
oltrepassarla per estendere i confini e costruire su di essa (…) Quel che ci salva, che ci dà il senso del
tempo, è il nostro “esser nani che camminano sulle spalle dei giganti”. I giganti sono le nostre storie, i
successivi e contraddittori volti che abbiamo avuto in passato, e in quanto tali personificano il vissuto
personale e collettivo che ci portiamo dietro come bagagli. Dalle loro alte spalle possiamo vedere un certo
numero di cose in più, e un po’ più lontano. Pur avendola vista assai debole possiamo, col loro aiuto, andare
al di là della memoria e dell’oblio”. B. SPINELLI, Il sonno della memoria, Milano, 2001
“La memoria è il rombo sordo del tempo, scandisce il distacco dal passato per tentare di capire quel che è
accaduto”. E. LOEWENTHAL, “La Stampa”, 25.1.2002
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO: La ricerca scommette sul cervello.
DOCUMENTI
«“Se vogliamo realizzare i migliori prodotti dobbiamo investire nelle migliori idee”. Con queste parole il
presidente americano Barack Obama illustra dalla Casa Bianca il lancio del progetto “Brain” ovvero una
“ricerca che punta a rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano”. Lo stanziamento iniziale è di
100 milioni di dollari nel bilancio federale del 2014 e l’intento del “Brain Research through Advancing
Innovative Neurotechnologies” è di aiutare i ricercatori a trovare nuovi metodi per trattare, curare e perfino
prevenire disordini cerebrali come l’Alzheimer, l’epilessia e i gravi traumi attraverso la definizione di
“fotografie dinamiche del cervello capaci di mostrare come le singole cellule cerebrali e i complessi circuiti
neurali interagiscono alla velocità del pensiero”. Tali tecnologie, spiega un documento pubblicato dalla Casa
Bianca, “apriranno nuove strade all’esplorazione delle informazioni contenute ed usate dal cervello, gettando
nuova luce sui collegamenti fra il suo funzionamento e i comportamenti umani”. L’iniziativa “Brain” (cervello)
è una delle “Grandi Sfide” che l’amministrazione Obama persegue al fine di raggiungere “ambiziosi ma
realistici obiettivi per l’avanzamento della scienza e della tecnologia” in cooperazione con aziende private,
centri di ricerca universitari, fondazioni e associazioni filantropiche al fine di assicurare agli Stati Uniti la
leadership sulla frontiera della scienza nel XXI secolo.»
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Maurizio MOLINARI, Obama, 100 milioni di dollari per “mappare” il cervello, “LA STAMPA.it
BLOG” – 02/04/2013 8
«Il cervello umano riprodotto su piattaforme informatiche, per ricostruirne il funzionamento in linguaggio
elettronico.
Obiettivi: trovare una cura contro le malattie neurologiche e sviluppare computer superintelligenti. È
l’iniziativa Human brain project (Hbp), che la Commissione europea finanzierà attraverso il bando Fet
(Future and emerging technologies). Hbp è stato scelto, insieme a un’altra proposta (progetto Graphene), in
una lista di 6 presentate 3 anni fa. Il finanziamento Ue appena assegnato coprirà la fase di start up (circa 54
milioni di euro per 30 mesi), ma la durata prevista degli studi è di 10 anni, per un investimento complessivo
pari a 1,19 miliardi. Al progetto, coordinato dal neuroscienziato Henry Markram dell’École Polytechnique
Fédérale di Losanna - partecipano 87 istituti di ricerca europei e internazionali, di cui 5 italiani […]. Il
progetto […] prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche disponibili sul cervello umano su un solo
supercomputer. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle
molecole, dei neuroni e dei circuiti cerebrali, abbinate a quelle sui più potenti database sviluppati grazie alle
tecnologie Ict, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano. Una specie di clone
hi-tech. Un modello con 100 miliardi di neuroni - precisano gli esperti - permetterebbe di
studiare possibili terapie per contrastare malattie come Alzheimer, Parkinson, epilessia e schizofrenia. Il
patrimonio di dati, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli scienziati di tutto il
mondo. L’intenzione di Human Brain Project, in pratica, è costruire l’equivalente del Cern per il cervello.»
“Il Sole 24 Ore Sanità” - 28 gennaio 2013 (http://sanita.ilsole24ore.com)
«Come che sia, abbiamo imparato più cose sul cervello e la sua attività negli ultimi cinque decenni che nei
precedenti cinque millenni, anche se alcuni, soprattutto in Italia, non se ne sono ancora accorti. Il momento
attuale è estremamente favorevole. Perché? Perché si è realizzata una convergenza pressoché miracolosa di
tre linee di ricerca sperimentali illuminate da una linea di ricerca teorica, convergenza che ha fatto
germogliare quasi all’improvviso una serie di studi e che ha prodotto una serie di risultati degni di essere
raccontati. La prima linea di ricerca è rappresentata dalla cosiddetta psicologia sperimentale. Se si vuole
studiare l’essere umano, è necessario porgere delle domande e ascoltare le relative risposte, dobbiamo
insomma metterlo alla prova. In parole povere, occorre uno studio psicologico. Il fatto è che la psicologia
sperimentale è molto lenta: per arrivare a una qualche conclusione ci vogliono decine di anni; se fosse
rimasta l’unica linea di ricerca, ci avrebbe fornito indicazioni senz’altro preziose, ma saremmo ancora lì ad
aspettare. Per fortuna, contemporaneamente si è registrata l’esplosione della biologia, soprattutto della
genetica e della biologia molecolare e, un po’ più tardi, della neurobiologia. Lo studio del sistema nervoso e,
in particolare, del cervello sono d’altra parte fondamentali per la comprensione approfondita delle facoltà
mentali e psichiche. In un caso come nell’altro, si tratta di scienze né nuove né inattese. La terza linea di
ricerca, invece, non era assolutamente attesa. È una linea relativamente nuova e come sbocciata dal nulla:
un regalo del cielo o, meglio, della fisica moderna. In inglese questo campo di ricerca si chiama brain
imaging o neuroimaging, in francese si chiama neuroimagerie, in italiano non ha ancora un nome.
Qualcuno parla di neuroimmagini, ma il termine rende poco l’idea. È comunque la più incisiva delle tre linee,
quella che ha dato un vero e proprio scossone all’intero settore di indagine e gli ha impartito
un’accelerazione inusitata. Parliamo della visualizzazione dell’attività cerebrale mediante l’uso di macchine, il
cui nome è oggi a tutti familiare: tomografia ad emissione di positroni (PET), risonanza magnetica nucleare
e funzionale (RMN e fMRI). Queste tecniche strumentali permettono di guardare dentro la testa di un essere
umano vivo e vegeto, mentre esegue un compito.»
Edoardo BONCINELLI, La vita della nostra mente, Editori Laterza, Roma-Bari 2011
«Forme di organizzazione centralizzata della ricerca, anche piuttosto complesse, sono note almeno dalla
seconda metà del Diciannovesimo secolo. Il modello odierno di organizzazione e finanziamento della ricerca
scientifica, caratterizzato dall’impegno diretto dello Stato, dalla pianificazione generale dell’impresa
scientifica in funzione delle esigenze nazionali e dallo sviluppo della cooperazione internazionale, si definisce
però nel periodo a cavallo delle guerre mondiali, per trovare una diffusione amplissima nel secondo
dopoguerra. Nei successivi decenni, la complessità crescente dei bisogni della società e lo sviluppo della
ricerca hanno comportato una ridefinizione del modello organizzativo basato sul ruolo centrale dello Stato,
aprendo all’ingresso di nuovi soggetti, come le industrie private e le associazioni dei pazienti.»
Fabio DE SIO, Organizzazione e finanziamento della ricerca, in RIZZOLI LAROUSSE, Novecento.
La grande storia della civiltà europea, Federico Motta
TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO
Emergenza profughi : ieri, oggi
L'emergenza profughi è una triste conseguenza della povertà e delle guerre. Migliaia di persone ogni giorno
sono costrette ad affrontare viaggi pericolosi (in alcuni casi mortali) senza avere una casa, un lavoro, una
patria; né là dove partono, né là dove arrivano. Tratta l’argomento nella cornice storica tra ‘900 e secondo
millennio.
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TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
«Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti».
Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore assegnato alla
“fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di “fama” proposto dall’industria
televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media (Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.).
ecc.).
______________________________________________________________________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l’uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
SECONDA SIMULAZIONE
PROVA DI ITALIANO
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.
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TIPOLOGIA A Analisi del testo : Giovanni Verga, Nedda “ la varanissa”, 1874
…Io lascio il mio corpo su quella poltroncina, accanto al fuoco, come vi lascierei un abito, abbandonando alla
fiamma la cura di far circolare più caldo il mio sangue e di far battere più rapido il mio cuore; e incaricando
le faville fuggenti, che folleggiano come farfalle innamorate, di farmi tenere gli occhi aperti, e di far errare
capricciosamente del pari i miei pensieri. Cotesto spettacolo del proprio pensiero che svolazza vagabondo
intorno a voi, che vi lascia per correre lontano, e per gettarvi a vostra insaputa quasi dei soffi di dolce e
d’amaro in cuore, ha attrattive indefinibili. Col sigaro semispento, cogli occhi socchiusi, le molle fuggendovi
dalle dita allentate, vedete l’altra parte di voi andar lontano, percorrere vertiginose distanze: vi par di
sentirvi passar per i nervi correnti di atmosfere sconosciute: provate, sorridendo, senza muovere un dito o
fare un passo, l’effetto di mille sensazioni che farebbero incanutire i vostri capelli, e solcherebbero di rughe
la vostra fronte. E in una di coteste peregrinazioni vagabonde dello spirito, la fiamma che scoppiettava,
troppo vicina forse, mi fece rivedere un’altra fiamma gigantesca che avevo visto ardere nell’immenso
focolare della fattoria del Pino, alle falde dell’Etna. Pioveva, e il vento urlava incollerito; le venti o trenta
donne che raccoglievano le olive del podere, facevano fumare le loro vesti bagnate dalla pioggia dinanzi al
fuoco; le allegre, quelle che avevano dei soldi in tasca, o quelle che erano innamorate, cantavano; le altre
ciarlavano della raccolta delle olive, che era stata cattiva, dei matrimoni della parrocchia, o della pioggia che
rubava loro il pane di bocca. La vecchia castalda filava, tanto perché la lucerna appesa alla cappa del
focolare non ardesse per nulla; il grosso cane color di lupo allungava il muso sulle zampe verso il fuoco,
rizzando le orecchie ad ogni diverso ululato del vento. Poi, nel tempo che cuocevasi la minestra, il pecoraio
si mise a suonare certa arietta montanina che pizzicava le gambe, e le ragazze incominciarono a saltare
sull’ammattonato sconnesso della vasta cucina affumicata, mentre il cane brontolava per paura che gli
pestassero la coda. I cenci svolazzavano allegramente, e le fave ballavano anch’esse nella pentola,
borbottando in mezzo alla schiuma che faceva sbuffare la fiamma. Quando le ragazze furono stanche, venne
la volta delle canzonette: — Nedda! Nedda la varannisa!
— sclamarono parecchie. — Dove s’é cacciata la varannisa?
— Son qua — rispose una voce breve dall’angolo più buio, dove s’era accoccolata una ragazza su di un
fascio di legna.
— O che fai tu costà?
— Nulla.
— Perché non hai ballato?
— Perché son stanca.
— Cantaci una delle tue belle canzonette.
— No, non voglio cantare.
— Che hai?
— Nulla.
— Ha la mamma che sta per morire, — rispose una delle sue compagne, come se avesse detto che aveva
male ai denti. La ragazza, che teneva il mento sui ginocchi, alzò su quella che aveva parlato certi occhioni
neri, scintillanti, ma asciutti, quasi impassibili, e tornò a chinarli, senza aprir bocca, sui suoi piedi nudi.
Allora due o tre si volsero verso di lei, mentre le altre si sbandavano ciarlando tutte in una volta come gazze
che festeggiano il lauto pascolo, e le dissero: — O allora perché hai lasciato tua madre?
— Per trovar del lavoro.
— Di dove sei?
— Di Viagrande, ma sto a Ravanusa —.
Una delle spiritose, la figlioccia del castaldo, che doveva sposare il terzo figlio di massaro Jacopo a Pasqua, e
aveva una bella crocetta d’oro al collo, le disse volgendole le spalle: — Eh! non è lontano! la cattiva nuova
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dovrebbe recartela proprio l’uccello —. Nedda le lanciò dietro un’occhiata simile a quella che il cane
accovacciato dinanzi al fuoco lanciava agli zoccoli che minacciavano la sua coda.
— No! lo zio Giovanni sarebbe venuto a chiamarmi! — esclamò come rispondendo a se stessa.
— Chi è lo zio Giovanni?
— È lo zio Giovanni di Ravanusa; lo chiamano tutti così.
— Bisognava farsi imprestare qualche cosa dallo zio Giovanni, e non lasciare tua madre, — disse un’altra.
— Lo zio Giovanni non è ricco, e gli dobbiamo diggià dieci lire! E il medico? e le medicine? e il pane di ogni
giorno?
Ah! si fa presto a dire! — aggiunse Nedda scrollando la testa, e lasciando trapelare per la prima volta
un’intonazione più dolente nella voce rude e quasi selvaggia: — ma a veder tramontare il sole dall’uscio,
pensando che non c’è pane nell’armadio, né olio nella lucerna, né lavoro per l’indomani, la è una cosa assai
amara, quando si ha una povera vecchia inferma, là su quel lettuccio! —
E scuoteva sempre il capo dopo aver taciuto, senza guardar nessuno, con occhi aridi, asciutti, che tradivano
tale inconscio dolore, quale gli occhi più abituati alle lagrime non saprebbero esprimere.
— Le vostre scodelle, ragazze! — gridò la castalda scoperchiando la pentola in aria trionfale.
Tutte si affollarono attorno al focolare, ove la castalda distribuiva con paziente parsimonia le mestolate di
fave. Nedda aspettava ultima, colla sua scodelletta sotto il braccio. Finalmente ci fu posto anche per lei, e la
fiamma l’illuminò tutta.
Era una ragazza bruna, vestita miseramente; aveva quell’attitudine timida e ruvida che danno la miseria e
l’isolamento.
Forse sarebbe stata bella, se gli stenti e le fatiche non ne avessero alterato profondamente non solo le
sembianze gentili della donna, ma direi anche la forma umana. I suoi capelli erano neri, folti, arruffati,
appena annodati con dello spago; aveva denti bianchi come avorio, e una certa grossolana avvenenza di
lineamenti che rendeva attraente il suo sorriso.
Gli occhi erano neri, grandi, nuotanti in un fluido azzurrino, quali li avrebbe invidiati una regina a quella
povera figliuola raggomitolata sull’ultimo gradino della scala umana, se non fossero stati offuscati
dall’ombrosa timidezza della miseria, o non fossero sembrati stupidi per una triste e continua rassegnazione.
Le sue membra schiacciate da pesi enormi, o sviluppate violentemente da sforzi penosi, erano diventate
grossolane, senza esser robuste. Ella faceva da manovale, quando non aveva da trasportare sassi nei terreni
che si andavano dissodando; o portava dei carichi in città per conto altrui, o faceva di quegli altri lavori più
duri che da quelle parti stimansi inferiori al còmpito dell’uomo. LA vendemmia, la messe, la raccolta delle
olive per lei erano delle feste, dei giorni di baldoria, un passatempo, anziché una atica. È vero bensì che
fruttavano appena la metà di una buona giornata estiva da manovale, la quale dava 13 bravi soldi! I cenci
sovrapposti in forma di vesti rendevano grottesca quella che avrebbe dovuto essere la delicata bellezza
muliebre. L’immaginazione più vivace non avrebbe potuto figurarsi che quelle mani costrette ad un’aspra
fatica di tutti i giorni, a raspar fra il gelo, o la terra bruciante, o i rovi e i crepacci, che quei piedi abituati ad
andar nudi nella neve e sulle rocce infuocate dal sole, a lacerarsi sulle spine, o ad indurirsi sui sassi,
avrebbero potuto esser belli. Nessuno avrebbe potuto dire quanti anni avesse cotesta creatura umana; la
miseria l’aveva schiacciata da bambina con tutti gli stenti che deformano e induriscono il corpo, l’anima e
l’intelligenza. — Così era stato di sua madre, così di sua nonna, così sarebbe stato di sua figlia. — E dei suoi
fratelli in Eva bastava che le rimanesse quel tanto che occorreva per comprenderne gli ordini, e per prestar
loro i più umili, i più duri servigi. Nedda sporse la sua scodella, e la castalda ci versò quello che rimaneva di
fave nella pentola, e non era molto.
— Perché vieni sempre l’ultima? Non sai che gli ultimi hanno quel che avanza? — le disse a mo’ di compenso
la castalda.
La povera ragazza chinò gli occhi sulla broda nera che fumava nella sua scodella, come se meritasse il
rimprovero, e andò pian pianino perché il contenuto non si versasse….
1. Comprensione del testo
a) Dopo una prima lettura riassumi il contenuto del testo in non più di 10 righe
2. Analisi del testo
a) Evidenzia analiticamente la descrizione di Nedda
b) Che cosa aggiungono al ritratto gli elementi dell’ambiente e della conversazione?
c) Spiega l’espressione “ dell’impronta dei suoi fratelli in Eva bastava che le rimanesse quel tanto che
occorreva per comprenderne gli ordini”
d) Le espressioni “povera figliola “ e “ povera ragazza” e la frase pronunciata da Nedda “ Non ho pane
di mio” insistono sul tema della povertà. Ma la condizione di miseria della ragazza è indicata soprattutto dal
tipo di mansioni lavorative che si presta a svolgere. Trova nel testo riscontri della condizione sociale di
Nedda.
e) Analizza la lingua del brano cercando di mettere in luce la differenza rispetto a quella delle opere mature
di Verga che conosci.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
a) Colloca Nedda all’interno della produzione verghiana.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
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b) Polemica contro la povertà,moralismo,toni patetici: rintraccia nel testo questi elementi e mostrane
l’incompatibilità con la poetica del Verismo.
c) La frase conclusiva è un tipico intervento del narratore che denota partecipazione alle sofferenze della
povera protagonista. Ti sembra un atteggiamento compatibile con il Verismo?
d) Nelle opere propriamente veriste Verga rispetta il canone dell’impersonalità. Tuttavia ti sembra che
questo escluda del tutto qualche barlume di pietà?
4
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e
confrontando i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi
che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO:
Poeti e letterati di fronte alla "Grande guerra"
DOCUMENTI
"Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo -, il militarismo, il patriottismo, il gesto
distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna."
MANIFESTO DEL FUTURISMO, "Le Figaro", 1909
"Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria!"
E sulla piazza, lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!
Un caffè infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
"Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!"
Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno staccio
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
"Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi! …"Vladimir MAJAKOVSFKIJ, 1914
[...] siamo troppi. La guerra è un'operazione malthusiana. C'è un di troppo di qua e un di troppo di là che si
premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche
intorno alla stessa tavola. E leva di torno un'infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che
mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la
vita [...].
Fra le tante migliaia di carogne abbracciate nella morte e non più diverse che nel colore dei panni, quanti
saranno, non dico da piangere, ma da rammentare? Ci metterei la testa che non arrivino ai diti delle mani e
dei piedi messi insieme [...].
Giovanni PAPINI, Amiamo la guerra, in "Lacerba", II, 20, 1914
È una vecchia lezione! La guerra è un fatto, come tanti altri in questo mondo; è enorme, ma è quello solo;
accanto agli altri, che sono stati e che saranno: non vi aggiunge; non vi toglie nulla. Non cambia nulla,
assolutamente, nel mondo. Neanche la letteratura: [...].
Sempre lo stesso ritornello: la guerra non cambia niente. Non migliora, non redime, non cancella: per sé
sola. Non fa miracoli. Non paga i debiti, non lava i peccati. In questo mondo, che non conosce più la grazia.
Il cuore dura fatica ad ammetterlo. Vorremmo che quelli che hanno faticato; sofferto, resistito per una causa
che è sempre santa, quando fa soffrire, uscissero dalla prova come quasi da un lavacro: più duri, tutti. E
quelli che muoiono, almeno quelli, che fossero ingranditi, santificati: senza macchia e senza colpa.
E poi no. Né il sacrificio né la morte aggiungono nulla a una vita, a un'opera, a un'eredità [...]. Che cosa è
che cambierà su questa terra stanca, dopo che avrà bevuto il sangue di tanta strage: quando i morti e i
feriti, i torturati e gli abbandonati dormiranno insieme sotto le zolle, e l'erba sopra sarà tenera lucida nuova,
piena di silenzio e di lusso al sole della primavera che è sempre la stessa? [...].
Renato SERRA, Esame di coscienza di un letterato, in "La Voce", 30.4.1915
[...] Accesa è tuttavia l'immensa chiusa fornace, o gente nostra, o fratelli: e che accesa resti vuole il nostro
Genio, e che il fuoco ansi e che il fuoco fatichi sinché tutto il metallo si strugga, sinché la colata sia pronta,
sinché l'urto del ferro apra il varco al sangue rovente della resurrezione [...].
Gabriele D'ANNUNZIO, Sagra dei Mille
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(dal Discorso tenuto a Quarto il 5.5.1915)
"Guerra! Quale senso di purificazione, di liberazione, di immane speranza ci pervase allora![...]. Era la
guerra di per se stessa a entusiasmare i poeti, la guerra quale calamità, quale necessità morale.
Era l'inaudito, potente e passionale serrarsi della nazione nella volontà di una prova estrema, una volontà,
una radicale risolutezza quale la storia dei popoli sino allora forse non aveva conosciuto.
[...].
La vittoria della Germania sarà un paradosso, anzi un miracolo, una vittoria dell'anima sulla maggioranza. La
fede in essa va contro la ragione. [...]. L'anima tedesca è troppo profonda perché la civilizzazione divenga
per essa il concetto più sublime. La corruzione o il disordine dell'imborghesimento le sembrano un ridicolo
orrore. [...].
Non è la pace appunto l'elemento della corruzione civile, corruzione che le appare divertente e spregevole al
tempo stesso?".
Thomas MANN, Pensieri di guerra, novembre 1914, in "Scritti storici e politici", trad. it. Milano, 1957
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO:
Le trasformazioni provocate dai mutamenti sociali degli ultimi decenni nella
struttura della famiglia italiana
DOCUMENTI
"Alla base della formazione e della sopravvivenza di una famiglia "tradizionale" tutta pervasa dalla morale
cristiana, come era la famiglia italiana fino agli anni Cinquanta, vi erano due regole fondamentali: 1)
rapporti sessuali consentiti solo tra coniugi; 2) matrimonio considerato una unione per la vita. Ad esse si
dovevano aggiungere: l'asimmetria fra i due sessi riguardo ai ruoli nella famiglia; l'atteggiamento
childoriented (orientato verso il bambino) della coppia per il grande valore attribuito ai figli; il forte legame
con tutta la parentela […]. Lo straordinario incremento dell'istruzione e una grande crescita politica e
ideologica hanno portato le donne ad una diffusa e radicata presa di coscienza dei propri diritti e del proprio
status (il che ha comportato, fra l'altro, una loro larghissima immissione nelle forze del lavoro che ha
modificato gli stereotipi dei ruoli dei due sessi) e una conseguente crescita di identità e di
autoconsiderazione fuori del quadro familiare.
Tutto ciò ha contribuito a modificare fortemente la struttura asimmetrica della unione coniugale, spingendola
sempre più verso una struttura simmetrica."
A. GOLINI, Profilo demografico della famiglia italiana,
in "La famiglia italiana dall'Ottocento a oggi", Laterza, Bari 1988
"La famiglia moderna è oggigiorno in una situazione di crisi: si stanno mettendo gradualmente in
discussione i suoi lati positivi come pure la sua validità all'interno della società occidentale e ciò avviene in
modo più radicale, come si può immaginare, tra i giovani […]. La famiglia è comunque senza dubbio
l'istituzione più importante della sfera privata […]. Si è avuto un sostanziale mutamento nella posizione
sociale complessiva della famiglia. Ciò comporta una conseguenza degna di nota, vale a dire un'enorme
differenza nel rapporto microcosmo e macrocosmo […]. Oggi, nelle società moderne, la barriera tra il
microcosmo della famiglia e il macrocosmo della società è in genere molto marcata e palese, ne consegue
che l'individuo, dalla sua nascita alla maturità, varca una serie di soglie sociali chiaramente definite. Il
varcare queste soglie molto frequentemente lo conduce ad estraniarsi dalla famiglia dove ha iniziato la sua
carriera nella società."
P.L - B. BERGER, La dimensione sociale della vita quotidiana,il Mulino, Bologna, 1987
"I figli del 2000: cresce il numero dei bambini da 0 a 13 anni con ambedue genitori occupati (39,3);
diminuisce il numero dei bambini con padre occupato e madre casalinga (41,3), aumentano i bambini senza
fratelli (26,7) o con un fratello (52,5); diminuiscono i bambini con 2 o più fratelli (20,6) […]. Aumentano le
persone sole (21,3); aumentano le coppie senza figli (20,8); aumentano le famiglie di 2 componenti (26,4)
[…]. Nasce "la coppia pendolare": sono 2 milioni e mezzo di persone, il 4,5% della popolazione che vive per
lunghi periodi fuori dalla dimora abituale, per motivi di studio o di lavoro. Tra questi però anche partner che
preferiscono mantenere due abitazioni. Pendolari per scelta o per necessità. Ci sono poi nuovi tipi di
famiglie: quelle costituite da single genitori soli non vedovi, le libere unioni e le famiglie ricostituite: 3
milioni e mezzo di nuclei familiari, il 10,4% della popolazione italiana."
(dal "Corriere della Sera", 30 marzo 1999)
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO:
La resistenza intellettuale al nazismo
DOCUMENTI
Passo tratto dall'autobiografia di Klaus Mann, figlio di Thomas, scrittore come il padre, ed emigrato dalla
Germania negli Stati Uniti. Dal mio diario, New York, giugno 1940
"I nazi a Parigi. La Germania giubila, tutta, ahimè, la Germania. Hitler balla dalla gioia. Un incubo... Ma così
folle e atroce può esser solo la realtà. Le notizie dalla Francia fan sempre più schifo. Appare evidente che
alcuni ambienti francesi molto influenti desideravano e favorirono la sconfitta del loro paese. "Meglio
l'occupazione tedesca che il dominio del fronte popolare." Simili affermazioni le ho udite io stesso: Il
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Pag.43
maresciallo Pétain certo è anche lui di questo parere. Il vincitore di Verdun diventato il tirapiedi del nemico.
Odioso vecchiaccio! (troppe volte, oggi, siam costretti a odiare!)
Importante: Come stanno oggi le cose, l'estremo conservatorismo mena non solo al totale imbecillimento,
ma anche alla totale infamia. Povera Francia tradita da un'infamia idiota.
Solo raggio di luce: De Gaulle (improvvisamente riemerso a Londra e che oggi disse cose efficaci ...
s'intende, anche lui un conservatore). Se gli Stati Uniti restassero neutrali e sacrificassero l'Inghilterra, se
Hitler dovesse marciare su Londra com'è marciato su Parigi e gli Stati Uniti non movessero un dito per
difenderla, che ne sarebbe poi della democrazia americana? Un'America che avesse tollerato la vittoria del
fascismo sarebbe a sua volta matura per il fascismo. Pensiero spaventoso!
Invece di un decrepito maresciallo si avrebbe qui, a far da Quisling, un brillante trasvolatore dell'oceano:
Charles Lindbergh alla Casa Bianca. Ma no: alla Casa Bianca sta Roosevelt. It can't happen here!"
Klaus MANN, La svolta, 1958 (trad. italiana 1962)
"Se avessi saputo com'era spaventosa la realtà dei campi di concentramento, non avrei potuto fare
“Il Dittatore”; non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida dei nazisti".
Charles CHAPLIN,
La mia autobiografia, trad. it. Milano 1964
4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO
ARGOMENTO:
Progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta: una sfida per il prossimo
millennio
DOCUMENTI
"Molti rispettabili pensatori credono che siamo di fronte a un nuovo secolo di inevitabile progresso
economico e tecnologico [...]. Questa visione del futuro, alimentata dagli entusiasmanti progressi delle
tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni [...] riflette una nuova concezione della specie umana, in
cui la società si considera libera dalla dipendenza dal mondo naturale [...].
L'autocompiacimento di questo punto di vista porta a sottovalutare la nostra dipendenza dal mondo naturale
e la nostra profonda vulnerabilità".
"... il sistema attuale ha prodotto gravi squilibri nei consumi energetici e nel benessere sociale: dai suoi
benefici sono esclusi circa due miliardi di poveri (un terzo della popolazione mondiale), che tuttora non
hanno l'elettricità e per cucinare ricorrono alla biomassa [legna, rifiuti vegetali e organici in genere]. Oggi un
quinto dell'umanità - quello più ricco - consuma il 58% dell'energia mondiale, mentre un quinto - il più
povero - ne utilizza meno del 4%. Gli Stati Uniti, con il 5% della popolazione mondiale, consumano circa un
quarto del rifornimento energetico globale [...].
"Un'economia è ecologicamente sostenibile solo se soddisfa il principio di sostenibilità, principio che affonda
le sue radici nella scienza ecologica. In un'economia sostenibile la pesca non supera i limiti naturali di
prelievo del pesce, la quantità di acqua pompata dal sottosuolo non supera la rigenerazione delle falde,
l'erosione del suolo non supera il ritmo naturale di formazione di nuovi suoli, il taglio degli alberi non supera
il rimboschimento e le emissioni di carbonio non superano la capacità dell'atmosfera di fissare CO2.
Un'economia sostenibile non distrugge specie vegetali e animali a ritmo più veloce di quello della loro
evoluzione [...].
"... se l'evoluzione del sistema mondiale verrà lasciata proseguire secondo le tendenze attuali, senza
interventi correttivi consapevoli da parte della società umana [...] l'effetto combinato di aumento della
popolazione, sovrasfruttamento delle risorse naturali, inquinamento, produrrà una crisi su scala mondiale in
un'epoca che si colloca attorno alla metà del prossimo secolo".
(Repertorio Statistiche,
in "Enciclopedia Europea", XII, Milano, 1984, pp. 901-902)
"I progressi nella medicina e nell'igiene pubblica hanno consentito una drastica crescita della popolazione,
riducendo le malattie e la mortalità infantile. Allo stesso tempo la scienza agraria ha fatto aumentare la
produzione di cibo, ad un grado sufficiente per nutrire questa enorme popolazione, benché con diversi
standard alimentari e sempre più frequenti eccezioni […].
Da un lato la scienza e la tecnologia vengono riconosciute come forze emancipatrici che liberano dalle
malattie e da condizioni di lavoro intollerabili, ma d'altro lato sono forze di sfruttamento "imperialistiche",
perché impongono l'industrializzazione e i valori occidentali a comunità che sono ancora prive di beni
elementari […].
C'è dunque un problema genuino, che, in una parola, è questo: come rendere la scienza più "umana"?
Alcuni sosterrebbero che una delle reazioni più costruttive al movimento antiscientifico è stato lo sviluppo di
una "scienza critica" caratterizzata in generale da una più spiccata sensibilità nei confronti dell'equilibrio
ecologico".
Stewart RICHARDS, Filosofia e sociologia della scienza, Armando, 1998
Le quattro componenti della sostenibilità
Le dimensioni della sostenibilità
La sostenibilità ruota attorno a quattro componenti fondamentali:
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— Sostenibilità economica: intesa come capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della
popolazione.
— Sostenibilità sociale: intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute,
istruzione) equamente distribuite per classi e genere.
— Sostenibilità ambientale: intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.
— Sostenibilità istituzionale: intesa come capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia,
partecipazione, giustizia.
— L'area risultante dall'intersezione delle quattro componenti, coincide idealmente con lo sviluppo sostenibile.
« Lo sviluppo sostenibile impone di soddisfare i bisogni fondamentali di tutti e di estendere a
tutti
la possibilità di attuare le proprie aspirazioni ad una vita migliore (...) Il soddisfacimento di
bisogni essenziali esige non solo una nuova era di crescita economica per nazioni in cui la
maggioranza degli abitanti siano poveri ma anche la garanzia che tali poveri abbiano la loro
giusta parte delle risorse necessarie a sostenere tale crescita. Una siffatta equità dovrebbe
essere coadiuvata sia da sistemi politici che assicurino l’effettiva partecipazione dei cittadini nel
processo decisionale, sia da una maggior democrazia a livello delle scelte internazionali »
(Wikipedia)
TIPOLOGIA C - ARGOMENTO STORICO
La crisi mondiale
La crisi economico/finanziaria che negli ultimi anni si è abbattuta sull’intera economia mondiale
compromette con seri pericoli uno sviluppo sociale e civile che si credeva inarrestabile. Ad esserne coinvolte,
perlopiù, sono le generazioni più giovani, quelle per cui, per la prima volta nella storia recente, si prospetta
un tenore di vita meno garantito di quello dei padri. Il candidato dopo aver inquadrato storicamente il
fenomeno partendo dal 1929,analizzi la crisi nei suoi vari aspetti ed indichi i possibili rimedi e le possibili
iniziative politiche ,attuate e non , per fronteggiare la situazione.
****************************************************************************
TIPOLOGIA D TEMA DI ORDINE GENERALE
Nuove tecnologie, nuovi moduli organizzativi e nuove forme di sviluppo nei settori secondario e terziario
caratterizzano l'odierno mercato del lavoro. Dì in quale misura la formazione scolastica da te sperimentata
può consentirti un efficace inserimento in tale realtà produttiva.
*****************************************************************************
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
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ALLEGATO 3
M987 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
Indirizzo: IPMM – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
OPZIONE MANUTENZIONE MEZZI DI TRASPORTO
Tema di: TECNOLOGIE E TECNICHE DI DIAGNOSTICA E MANUTENZIONE
DEI MEZZI DI TRASPORTO
Il candidato svolga la prima parte della prova e risponda a due tra i quesiti proposti nella
seconda parte.
PRIMA PARTE
SISTEMA DI CONTROLLO E TRATTAMENTO DEI GAS DI SCARICO
Con riferimento ad un mezzo di trasporto a sua scelta, il candidato svolga il tema proposto seguendo le
indicazioni sotto riportate:
a) descrivere i principi fisico-chimici su cui si basa il processo di trattamento dei gas di scarico;
b) descrivere le funzioni che il sistema di controllo e trattamento dei gas di scarico svolgono nel mezzo;
c) eseguire graficamente uno schema di principio dell’impianto e facoltativamente uno schizzo dello schema
elettrico;
d) indicare i principali componenti dell’impianto e descriverne le funzioni;
e) esplicitare le operazioni di manutenzione ordinaria necessarie a mantenere in efficienza l’impianto,
eventualmente facendo riferimento a normative e/o indicazioni del costruttore, anche con specifico
riferimento alla salvaguardia della salute delle persone e dell’ambiente;
f) elencare una serie di probabili difetti che possono rendere parzialmente o totalmente inefficace il sistema,
descrivendone le cause;
g) descrivere le modalità di segnalazione dei difetti dal sistema di autodiagnosi di bordo all’utilizzatore o
conduttore del mezzo;
h) indicare la strumentazione utile a diagnosticare i possibili difetti e le attrezzature necessarie a ripristinare
e rendere efficiente il sistema;
i) indicare le misure di sicurezza da adottare, i DPI da utilizzare nell’eseguire un intervento di manutenzione
sul sistema e le procedure per lo smaltimento dei componenti eventualmente sostituiti
j) risolvere il seguente caso:
IL MEZZO PRESENTA UNA ECCESSIVA ED ANOMALA FUMOSITÀ NERA ALLO SCARICO.
Un utente si è presentato con il mezzo presso un centro di assistenza segnalando il problema.
Con riferimento al mezzo scelto, introducendo con motivato criterio ogni elemento ritenuto necessario,
risolvere il caso proposto descrivendone la procedura seguita, a partire dalla segnalazione del problema fino
alla sua completa risoluzione.
In funzione del caso sviluppato, si proceda alla compilazione della documentazione tecnica che precede e
segue l’intervento, utilizzando i modelli idonei al mezzo scelto.
SECONDA PARTE
SCHEDA PER LA RISOLUZIONE DEL QUESITO N°1 DELLA SECONDA PROVA SCRITTA
QUESITO N°1
Nonostante sia stato inserito il comando del condizionatore manuale, il compressore non si attiva.
Indicare, attraverso l’analisi dello schema elettrico di principio del condizionatore dell’aria sotto riportato,
quali possono essere le cause nel caso in cui il relè della frizione elettromagnetica non si attiva e nel caso in
cui il relè della frizione elettromagnetica si attiva. Per entrambi i casi specificare le azioni necessarie per
ripristinare l’efficienza del sistema.
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Il relè non si attiva:
cause:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Azioni necessarie per ripristinare l’efficienza del sistema:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Il relè si attiva:
cause:
______________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
Azioni necessarie per ripristinare l’efficienza del sistema:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
SCHEDA PER LA RISOLUZIONE DEL QUESITO N°2 DELLA SECONDA PROVA SCRITTA
QUESITO N°2
Spesso per velocizzare la ricerca di dati utili in fase di controllo periodico (tagliando), in officina si usano
delle schede che raccolgono i dati di più frequente utilizzo.
Riferendosi alle schede 1 e 2 allegate, si estrapolino i dati sottoelencati, riportandone anche le relative unità
di misura SI, sapendo che il motore del mezzo è identificato con la sigla GGI-20 mentre il cambio di velocità
è identificato con la siglaYXZ-15.
RICHIESTA
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
Il valore di convergenza per il modello provvisto di 5 porte
Il gioco libero del pedale del freno
La resistenza interna dei cavi candele
La coppia di serraggio con relativa sequenza di serraggio della testa cilindri
I gradi d’anticipo d’accensione
La percentuale di monossido di carbonio al minimo
Il valore minimo consentito di ferodo nelle pastiglie dei freni anteriori
La quantità e tipo di olio da immettere nel cambio manuale
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VALORE
UNITÀ DI
MISURA
9) L’anticipo d’accensione al minimo
10) La coppia di serraggio dei bulloni delle ruote
11) Il valore della percentuale di CO
12) La massima differenza di pressione di fine compressione ammessa fra i vari
cilindri
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QUESITO N°3
In un motore a gasolio dotato di Common Rail si verifica che la pressione è al di sotto della pressione
minima per l’avviamento del motore. Individuare quali elementi, tra quelli presenti nello schema in figura,
possono essere responsabili del guasto e descrivere le funzioni che svolgono utilizzando lo schema
sottostante (il numero di righe è indicativo).
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QUESITO N°4
Teoricamente la potenza di un motore termico è proporzionale al numero di giri. I motori comuni
effettivamente hanno dei limiti, circa 418 o 628 rad/s (4000 o 6000 giri/minuto) a seconda del ciclo termico
adottato. Commentare e descrivere i diagrammi seguenti e spiegare perché oltre un certo numero di giri, la
potenza diminuisce nonostante i giri continuino ad aumentare.
Descrizione diagramma 1:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Descrizione diagramma 2:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Spiegazione del perché oltre un certo numero di giri la potenza diminuisce nonostante i giri continuino ad
aumentare:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
___________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito l’uso di manuali tecnici e di calcolatrici non programmabili.
È consentito l’uso del dizionario della lingua italiana.
È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non
italiana.
Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
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Pag.53
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Simulazione seconda prova 2015/2016
TDIM
ALLIEVO: __________________________ CLASSE: 5^A
DATA:
Indicatori
Descrittori
Valutazione
Conoscenza
delle
norme,
delle
regole
e
dei
principi.
Frammentarie e lacunose.
Carenti e superficiali.
Sufficienti ed essenziali.
Complete.
Punti
Punti
Punti
Punti
1
2-3
4-5
6
Frammentarie e lacunose.
Carenti e superficiali.
Sufficienti ed essenziali.
Complete.
Punti
Punti
Punti
Punti
1
2-3
4-5
6
Svolto in maniera confusa.
Svolto in maniera accettabile.
Svolto in maniera chiara e organizzata.
Punti 1
Punti 2
Punti 3
Conoscenza
della
terminologia,
della simbologia
ed unità di
misura.
Impostazione
stesura.
e
Totale punti
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.54
Punti
assegnati
su 15
ALLEGATO 4
SIMULAZIONI TERZA PROVA E GRIGLIE DI VALUTAZIONE
Disciplina :
STORIA
Rispondi ai seguenti quesiti, nello spazio assegnato ad ognuno.
1. Sintetizza i motivi di tensione tra gli Stati europei alla fine dell’Ottocento.
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
2. Spiega la seguente affermazione fornendo il maggior numero di elementi alla elaborazione di tale
concetto:
“ La Grande Guerra non fu una guerra come tutte le altre. Essa fu uno spartiacque storico
che segnò un prima e un dopo”.
………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………
3. Il trattato di Versailles: la rabbia degli sconfitti e la fine dei grandi imperi multinazionali. Spiega.
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
GRIGLIA DI VALUTAZIONE della TERZA PROVA SCRITTA D’ESAME Tipologia B
INDICATORI
Pertinenza a
quanto
richiesto
Correttezza e
Completezza
dei contenuti
Forma
espositiva
DESCRITTORI
Non pertinente
Parz. pertinente
Pertinente
Nulla
Scarsa
Parziale
Discreta
Buona
Molto incerta
Parzialmente
corretta
Corretta
Punteggio per la
Sufficienza:
10/15
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.55
PUNTI
1
2
3
1
2
3
5
6
8
1
2
3
(s)
–4(s) - 7
-9
(s)
Tot.
max. 15
Quesit
o1
Quesit
o2
Quesit
Totale
o3
Q.1+Q.2+Q.3
ISTITUTO di ISTRUZIONE SUPERIORE
“A. Scotton”, Breganze-Bassano (VI) , a.s. 2015/16
Simulazione terza prova d'esame
Disciplina: TECNOLOGIE ELETTRICO-ELETTRONICHE e APPLICAZIONI
classe 5^A indirizzo Manutenzione mezzi di trasporto
Allievo: cognome: …................................... nome: …...................................... data: …................
-
Supponendo l'operazionale di figura ideale, si chiede di determinare:
a) il guadagno di tensione G ;
b) il valore massimo della tensione d'ingresso Vi max che consente il funzionamento lineare
sapendo che ±VSAT = ±12V ;
c) la tensione di uscita Vo quando al suo ingresso è applicato un segnale Vi = 2 V .
-
Un sensore lineare di livello presenta una corrente di uscita di 4 mA quando il serbatoio è vuoto
(livello minimo = 0 m) e 20 mA quando il livello del liquido contenuto è pari a dieci metri (livello
massimo = 10 m), con precisione 0.1%. Determinare il valore del livello in corrispondenza di una
corrente di uscita di 16.8 mA.
-
Un termistore NTC da 22 kΩ a 25 °C, con coefficiente di temperatura -2.5%/K, conduttività termica
10 mW/K , percorso da una corrente di 1 mA, è inserito in un ambiente a 50 °C. Calcolare l'effettiva
temperatura rilevata.
ISTITUTO di ISTRUZIONE SUPERIORE
“A. Scotton”, Breganze-Bassano (VI) , a.s. 2015/16
Simulazione terza prova d'esame
Disciplina: TECNOLOGIE ELETTRICO-ELETTRONICHE e APPLICAZIONI
classe 5^A indirizzo Manutenzione mezzi di trasporto
Candidato: cognome: …................................... nome: …................................
data: …................
-
Supponendo l'operazionale di figura ideale, si chiede di determinare il valore del resistore Ri nel
circuito di figura affinché il guadagno di tensione sia pari a 30 .
-
Una termocoppia di tipo K (nichelcromo-nichel: k = 41 µV/°C), ha il giunto freddo alla temperatura
T0 = 25 °C; quale tensione presenta in uscita quando il giunto caldo si trova alla temperatura T1 =
80 °C ? Ripetere il calcolo per la temperatura T2 = 650 °C .
Ricavare i valori della tensione di uscita Vo1 e Vo2 supponendo la caratteristica lineare.
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.56
Si vuole convertire in tensione un segnale prodotto da un trasduttore di temperatura con uscira
resistiva, il cui funzionamento lineare è caratterizzato da una resistenza a 25 °C pari a R0 = 5 kΩ ed
un coefficiente di temperatura α = 0.0008 °C-1 .
Dimensionare i resistori di un ponte di Wheatstone ad un elemento attivo, affinché la tensione d'uscita sia
nulla in corrispondenza della temperatura di riferimento T0 = 45 °C .
Si calcoli la tensione all'uscita del ponte Vo , alimentato con una tensione continua E = 15 V , quando la
temperatura vale T = 60 °C .
-
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Simulazione terza prova 2015/2016
TEE
Indicatori
Descrittori
Comprensione del testo
Conoscenza degli argomenti
Correttezza formale e precisione
Ordine
VOTO
Punteggio minimo
Punteggio sufficiente
Punteggio massimo
Completa
3
Sufficiente
2
Parziale
1
Assente
0
Completa
5
Sufficiente
4
Insufficiente
3
Gravemente insufficiente
2
Assente
1
Nessun errore
5
Solo errori formali
4
Un errore sostanziale
3
Qualche errore sostanziale
2
Errori gravi e ripetuti
1
Assente
0
Presente
2
Qualche imperfezione
1
Assente
0
Assegnati
/15
1
10
15
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.57
Punti
SIMULAZIONE TERZA PROVA ESAME DI STATO A.S. 2015/16
PROVA DI LINGUA INGLESE
TIPOLOGIA B
NOME……………………………………………………………….CLASSE……………….DATA………………………
ANSWER THE FOLLOWING QUESTIONS (è consentiti l’uso del dizionario bilingue)
1) WHAT WERE THE MOST IMPORTANT EVENTS OF THE FIRST WORLD WAR?
…………………………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………
2) DESCRIBE THE DIFFICULTIES THE SOLDIERS HAD TO FACE IN THE TRENCHES
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………………………
3) WHICH EXPERIENCES OF HEMINGWAY’S LIFE HAD A GREAT IMPACT ON HIS WORKS?
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………………………
SIMULAZIONE TERZA PROVA ESAME DI STATO A.S. 2015/16
PROVA DI LINGUA INGLESE
TIPOLOGIA B
NOME……………………………………………………………….CLASSE……………….DATA……………
ANSWER THE FOLLOWING QUESTIONS (è consentito l’uso del dizionario bilingue)
1. HOW DOES THE PETROL ENGINE WORK?
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
2. DESCRIBE THE DIFFERENT TYPES OF MAINTENANCE AND THEIR FUNCTION.
……………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………
3. WHAT HAPPENED WHEN THE IMMIGRANTS ARRIVED IN NEW YORK HARBOUR?
…………………………………………………………………………………………………………………...
……………………………………………………………………………………………………………………
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.58
GRIGLIA DI VALUTAZIONE TERZA PROVA SCRITTA
LINGUA STRANIERA
TIPOLOGIA B
CANDIDATO: _________________________________
Conoscenze: aderenza alla traccia e contenuto
Rivela sicura e completa conoscenza degli argomenti
Rivela buona conoscenza degli argomenti
Riporta i contenuti fondamentali degli argomenti
Rivela una conoscenza superficiale degli argomenti
CLASSE:________
D1 D2
6
5
4
3
Punteggio sommato
PUNTEGGIO ATTRIBUITO
Rivela una conoscenza limitata degli argomenti
Rivela conoscenza non pertinente e/o confusa degli argomenti o
non fornisce alcuna risposta
Competenza grammaticale, sintattica e lessicale
Si esprime con fluidità e correttezza formale , usa un lessico
Pertinente e corretto. Nessun errore di grammatica
Si esprime con discreta fluidità, usa un lessico quasi sempre
pertinente. Qualche errore di grammatica ma non grave
Si esprime in modo accettabile ma limitato e/o ripetitivo,
usando strutture semplici ma sostanzialmente corrette.
Usa un lessico quasi sempre pertinente. Alcuni errori di
grammatica.
Si esprime in modo non sempre chiaro e
occasionalmente scorretto, usa un lessico limitato. Diversi
errori di grammatica.
Si esprime in modo poco chiaro ed usa un lessico povero.
Numerosi errori di grammatica
L’espressione presenta numerosi e/o gravi errori che
compromettono occasionalmente l’efficacia comunicativa
L’espressione presenta numerosi e gravi errori tali da impedire
la comprensione del messaggio
Organizzazione logica dei contenuti e capacità di sintesi
Il discorso è fluido ed articolato
Il discorso risulta semplice ma personale
Il discorso risulta schematico ed elementare
Il discorso non risulta sempre chiaro pur non essendo privo di
logica
Il discorso risulta molto confuso e disarticolato o non fornisce
risposta
I COMMISSARI
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.59
2
1
6
5
4
3
2
1
0
3
2,5
2
1
0
D3
/15
SIMULAZIONE TERZA PROVA ESAME DI STATO A.S. 2015/16
PROVA DI MATEMATICA
y=
1) Dopo aver determinato il dominio della funzione
x2 − 4
,
1 − x2
Dominio : ___________________________________________________________
a) studiarne il segno, determinare le sue intersezioni con gli assi cartesiani e riportare i risultati nel
piano cartesiano.
b) verificare che la funzione è pari.
2) Dopo aver determinato il dominio della funzione
f (x ) =
4x − 5
,
x−3
Dominio : ___________________________________________________________
a) calcolare il limite per x che tende a − ∞ , deducendolo dalla tabella dei valori della funzione ottenuti
in corrispondenza di un intorno di − ∞ nel dominio
x
y
4x − 5
= _____
x → _____ x − 3
lim
b) rappresentare graficamente il limite nel piano cartesiano.
3) Completare osservando il seguente grafico :
Il dominio della funzione è ___________________________
I asse y ____________ ;
I asse x __________________
y < 0 per ______________________________________
y > 0 per _____________________________
f ( x ) è crescente per _____________________________
lim
x →−∞
f ( x ) = _______
;
lim f ( x ) = _______ ;
x → +∞
lim
x → −6
f ( x ) = ______ ;
lim
x → −4
f ( x ) = _______
L’asintoto ______________________ ha equazione _____________________________
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.60
SIMULAZIONE TERZA PROVA ESAME DI STATO A.S. 2015/16
PROVA DI MATEMATICA
. Determina:
QUESITO 1: Considera la funzione
Dominio:
__________________________________________________________________________________
_____
I limiti agli estremi del campo di esistenza:
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
Le equazioni di tutti gli asintoti:
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
QUESITO 2: Risolvi i seguenti limiti:
a.
b.
Risolvili, utilizzando le regole dell’algebra dei limiti:
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________
Rappresenta il primo limite nel piano cartesiano.
QUESITO 3:
Completa, osservando il grafico seguente:
-2/5
1/5
Dominio: _________________________________________________________
Intersezioni asse x ________________________________________________
Intersezioni asse y ________________________________________________
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.61
________________________________________________________
________________________________________________________
________________________________________________________
________________________________________________________
___
___
_____
Equazioni asintoti _________________________________________________________
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Simulazione terza prova 2015/2016
Matematica
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
CONOSCENZE
PUNTI 5
Comprensione del testo
Max 1 pt.
Utilizzo dei simboli
Max 1 pt.
1
0.5
0
3
2
1
0
1
0
COMPETENZE
PUNTI 9
Applicazione regole e
procedure
Max. 2 pt
3
2
1
0
Conoscenza regole e
procedure
Max 3 pt.
Interpretazione del grafico
Max 3 pt.
3
2
1
0
Interpretazione dei risultati
Max 3 pt.
3
2
1
0
CAPACITA’
PUNTI 1
Collegamenti fra conoscenze e
competenze (coerenza
nell’interpretazione dei risultati
ottenuti )
1
0,5
0
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.62
Completa
Parziale
Nulla
Completi e corretti
Incompleti o con qualche imprecisione
Parzialmente corretti e/o incompleti
Non enunciati
Corretto e completo
Impreciso e/o incompleto
Completa ed approfondita
Incompleta e/o con qualche
imprecisione
Parzialmente corretta e incompleta
Inesistente
Completa ed approfondita
Incompleta e/o con qualche
imprecisione
Parzialmente corretta e incompleta
Inesistente
Completa ed approfondita
Incompleta e/o con qualche
imprecisione
Parzialmente corretta e incompleta
Inesistente
Coerenti
Incerti
Inesistenti
SIMULAZIONE TERZA PROVA
Tecnologie meccaniche e applicazioni
Cognome:
Classe:
Nome:
5A
Data:
/
/
Es. 1
Dimensionare un albero in acciaio C40 su cui è calettata una puleggia, tramite linguetta, che trasmette la
potenza P=40 [KW] a 1200 [giri/min]. Il candidato quoti la cava nell’albero e scriva la designazione secondo
la normativa UNI 6604 della linguetta.
Linguetta UNI
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.63
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.64
Es. 2
Dimensionare e rappresentare graficamente una ruota dentata cilindrica a denti dritti sapendo che il
diametro esterno è di 84 [mm] e il numero di denti z=40.
Es. 3
Data la trave di figura, determinare le reazioni dei vincoli
F
A
B
C
AB = 20 [mm]; BC = 20 [mm];
A
B
C
D
E
RAy=F
RAy=0
RAy=F
RAy=F
RAy=-F
RBy=2F
RBy=F
RBy=-2F
RBy=F
RBy=F
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.65
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
Simulazione terza prova 2015/2016
TMA Tecnologie Meccaniche e applicazioni
ALLIEVO: __________________________ CLASSE: 5^A
DATA:
Indicatori
Descrittori
Valutazione
Conoscenza
delle
norme,
delle
regole
e
dei
principi.
Frammentarie e lacunose.
Carenti e superficiali.
Sufficienti ed essenziali.
Complete.
Punti
Punti
Punti
Punti
1
2-3
4-5
6
Frammentarie e lacunose.
Carenti e superficiali.
Sufficienti ed essenziali.
Complete.
Punti
Punti
Punti
Punti
1
2-3
4-5
6
Svolto in maniera confusa.
Svolto in maniera accettabile.
Svolto in maniera chiara e organizzata.
Punti 1
Punti 2
Punti 3
Conoscenza
della
terminologia,
della simbologia
ed unità di
misura.
Impostazione
stesura.
e
Totale punti
D.C.C. Classe V A a.s. 2015/2016
Pag.66
Punti
assegnati
su 15