del 28 Giugno

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del 28 Giugno
Del 24 Ottobre 2015
Estratto da pag.22
Del 24 Ottobre 2015
Estratto da pag.22
Complotto contro Coop concorrente La accuse del pm a Caprotti
MILANO Nel giorno in cui il Tribunale condanna a 3 anni per calunnia ai danni di un manager di Coop
Lombardia due investigatori privati (Fabio Quarta e Gianluca Migliorati) ex fornitori di Coop con la loro
società «Sis», la Procura di Milano notifica al patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, un avviso di fine
indagini nel quale lo ravvisa «finanziatore d’una campagna diffamatoria» contro Coop Lombardia tramite una
«ricettazione»: cioè attraverso «l’acquisto di un cd rom (ceduto da Quarta e Migliorati) di telefonate
illecitamente registrate sulla linea del direttore della Coop di Vigevano, al fine di consentire» al direttore e
cronista di Libero , Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi, «di sfruttarle per realizzare servizi contro Coop
Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga».Per il pm Gaetano Ruta, infatti, Belpietro nel luglio 2009
chiese a Caprotti di far lavorare i due investigatori privati che, reduci da una burrascosa fine di lavoro con
Coop Lombardia, a detta del direttore avevano raccolto materiale (futura base di articoli) su intercettazioni
illecite nel 2004 sul centralino dei dipendenti di un negozio Coop. E in effetti il 26 agosto 2009 Esselunga
stipulò con la società dei vigilantes due contratti da circa 700.000 euro l’anno per alcuni supermercati
Esselunga: così Caprotti «si intromise nell’acquisizione del materiale (esaminato peraltro personalmente
nell’autunno 2009)», «comprando il cd di intercettazioni illecite e permettendo ai giornalisti di ricevere tale
materiale e realizzare i servizi contro Coop Lombardia» con una serie di prime pagine del 13, 14 e 15 gennaio
2010 sulle telefonate (molte strettamente personali) illecitamente intercettate del direttore della Coop di
Vigevano. Caprotti per il pm concorre nella «diffamazione» dell’allora dirigente affari generali di Coop
Lombardia, Daniele Ferrè, indagato dal pm Francesca Celle dopo gli articoli ma assolto nel 2012 dalla giudice
Anna Zamagni «perché il fatto non sussiste», e poi parte civile con l’avvocato Giacomo Lunghini nel processo
di ieri ai due 007 privati. I giornalisti, difesi dall’avvocato Valentina Ramella nella «ricettazione» con Caprotti,
sono poi accusati di «calunnia» per aver pubblicato il 14 gennaio 2010 una asserita fattura n.23 del 10 agosto
2009 emessa da una società di sicurezza verso Coop: un «documento falso riprodotto», che «avrebbe dovuto
attestare l’esistenza di una operazione di ripulitura di un cd rom commissionata dai vertici di Coop Lombardia
e in particolare da Ferrè», circostanza «in realtà mai avvenuta e funzionale solo ad incolpare Ferrè di fatti da
lui non commessi». «Ho studiato gli atti e ritengo l’accusa totalmente destituita di fondamento», replica il
legale di Caprotti, Ermenegildo Costabile, «in quanto appare assolutamente sganciata dalle dichiarazioni di
tutte le persone ascoltate in indagini». Luigi Ferrarella [email protected]
Esselunga, Bernardo Caprotti indagato a Milano: “Finanziò campagna diffamatoria contro Coop
Lombardia”
Il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, avrebbe finanziato una “campagna diffamatoria” contro Coop
Lombardia tramite ricettazione. Lo sostiene, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la Procura di
Milano che ha notificato all’imprenditore un avviso di fine indagini. La ricettazione sarebbe avvenuta
attraverso l’acquisto di un cd-rom di telefonate illecitamente registrate sulla linea del direttore della coop di
Vigevano (Pavia) al fine di consentire al direttore di Libero, Maurizio Belpietro e al giornalista Gianluigi
Nuzzi “di sfruttarle per realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga”. I
due giornalisti, riporta ancora il Corsera, sono a loro volta indagati per ricettazione insieme a Caprotti, oltre
che per calunnia.L’avviso, riporta ancora il quotidiano, è stato notificato “nel giorno in cui il Tribunale ha
condannato a tre anni per calunnia ai danni di un manager di Coop Lombardia due investigatori privati, ex
fornitori di Coop tramite la loro società di sicurezza”. I due, secondo il Corriere, avrebbero approfittato del
loro ruolo per intercettare illecitamente conversazioni poi finite ai giornalisti. In particolare, secondo la
ricostruzione del pm Gaetano Ruta, Belpietro nel 2009 chiese a Caprotti di far lavorare gli investigatori che
avevano appena chiuso burrascosamente il rapporto di lavoro con la Coop, dove avevano raccolto materiale su
intercettazioni illecite sul centralino dei dipendenti. Poco dopo il patron di Esselunga ha stipulato con la
società dei vigilantes un contratto da 700mila euro l’anno e così si “intromise nell’acquisizione del materiale
(esaminato peraltro personalmente nell’autunno 2009″, “comprando il cd di intercettazioni illecite e
permettendo ai giornalisti di ricevere tale materiale e realizzare i servizi contro Coop Lombardia”.
In seguito agli articoli pubblicati su Libero nel gennaio del 2010, il dirigente Coop, Daniele Ferré era stato
indagato e poi assolto “perché il fatto non sussiste”. Quindi si è costituito parte civile nel processo contro i due
investigatori poi condannati. Caprotti per bocca del suo legale respinge l’accusa ritenendola “totalmente
destituita di fondamento“.di F. Q. |