Dettofranoi-febbraio2007

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Dettofranoi-febbraio2007
Detto fra noi
Anno 0, Numero 0
Febbraio 2007
Perché un giornalino?
Sommario
Vivere è cominciare
2
Per chi vuole diventare uno
scrittore...
2
...e per chi vuole fare il
giornalista
3
Un nuovo papà alla traccia
4
Stand by me
5
Music or not music?
6
Dal giradischi all’ipod
6
No smoking
7
Mensa e dintorni
8
San Valentino: indagine
9
Il torneo di calcio
10
Il torneo di pallavolo
11
Disfunzione distributiva
12
La scelta delle superiori
13
Un motorino per viaggiare
in libertà
13
Il crucitraccia
14
Lo stellario
16
Giorgio Tirabassi
17
Sweet Charity
18
L’editoriale
Perché creare un giornalino? A quale scopo?
Queste sono tutte domande che possono venire in mente a chi prova a mettere le mani su
un qualsiasi tipo di notiziario o rivista.
Molte possono essere le
risposte, diverse per
ogni redazione. Noi abbiamo scritto questo
giornale per raccontarvi
le nostre esperienze, le
passioni, ciò che accade
a scuola e nel mondo,
non raccontando semplicemente i fatti accaduti, ma inserendo anche i nostri commenti,
pareri, opinioni, esperienze personali…, magari svelandovi aspetti
che non conoscevate e
comunicandovi le nostre impressioni.
Nel mese di gennaio è
iniziato per le terze, il
laboratorio dedicato al
Quotidiano a scuola.
Ogni martedì e giovedì
pomeriggio per tre settimane ci siamo trovati
a pensare quali argomenti potevano essere
l’oggetto di articoli presenti nel giornale scolastico; abbiamo presentato le nostre proposte
alla redazione; ciascuno
di noi ha poi steso una
bozza dell’articolo, che,
prima di essere pubblicato, doveva superare il
giudizio del direttore.
Già dalla prima lezione
siamo stati molto interessati e abbiamo ideato ottimi progetti.
Speriamo che il nostro
lavoro sia letto e soprattutto apprezzato
dai ragazzi delle seconde e delle prime. Ecco
qui la prima (e per il
momento unica copia)
del nostro giornale.
La redazione
Uno in meno...
Vignetta di Alessandro Dozio
Ce l’abbiamo fatta!
È notte fonda e sto curando gli ultimi ritocchi
al nostro giornalino. È
stato un lavoro che ha
preso forma a poco a poco
e che, ora che è quasi
concluso, mi sembra
proprio bello: per farlo
così
sono
stati
fondamentali
il
contributo e la genialità
di ciascuno di voi.
Grazie a tutti, cari
colleghi di redazione.
Il direttore, CBonetti
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DETTO FRA NOI
Una ragazza di terza si confronta con un’affermazione di Cesare Pavese
Vivere è cominciare
L’UNICA GIOIA AL MONDO È
COMINCIARE.
È BELLO VIVERE, PERCHÉ VIVERE È COMINCIARE SEMPRE,
AD OGNI ISTANTE.
Questa è la frase di Pavese con cui
abbiamo iniziato lo scorso anno
scolastico.
Cominciare è bello perché vuol dire
provare una cosa nuova, cominciare una nuova avventura e capire
fino in fondo quello che si fa, che si
vive: tutti i giorni è cominciare.
Iniziare è quello che stanno facendo i ragazzi di prima, stanno cominciando l’esperienza delle medie.
Sono già tre anni che a settembre
comincio la scuola alle medie, ma
ogni anno in un modo diverso dalla
volta precedente.
In prima ho cominciato con entusiasmo e voglia di conoscere, di
iniziare una nuova avventura che
poi sarebbe continuata con il passare degli anni, senza nemmeno
accorgermene.
In seconda era già diverso: volevo
cominciare solo per rivedere i miei
amici, non per iniziare una nuova
avventura, quella del vivere.
Diciamo pure che in terza ho cominciato un po’ maluccio: questo
sarebbe stato l’ultimo anno in cui
potevo rivedere i miei amici di
scuola, che brutto! Poi invece ho
capito che questo sarebbe stato
l’anno in cui avrei potuto godere le
amicizie formatesi durante la pri-
ma e la seconda.
Ho capito che per vivere bene bisogna cominciare sempre, ad ogni
istante, con entusiasmo e gioia di
vivere.
I ragazzi di prima sono entusiasti
di questo primo periodo di scuola,
perché hanno fatto cose coinvolgenti e si sono sentiti voluti. Intervistandoli ho riscontrato che non a
loro piacciono le cose che “non
prendono” o “divieti” di fare qualcosa che attira; però l’avventura
della vita è fatta sia di cose gradevoli che non. Sì, È BELLO VIVERE PERCHÉ VIVERE È COMINCIARE SEMPRE, allora... cominciamo tutto (anche le cose che non
piacciono) con GIOIA!
Eleonora Binda
Giusi Quarenghi: intervista al telefono
Per chi sogna di diventare scrittore...
Se volete conoscere qualche aspetto di una scrittrice a voi ancora
sconosciuta, state leggendo la pagina giusta. Infatti vi stiamo per
presentare la scrittrice Giusi Quarenghi, che qualche settimana fa
ha incontrato i ragazzi di prima
media.
Il nostro è stato un incontro particolare: ha risposto alle nostre domande grazie a una difficile intervista telefonica...
quando li ho bruciati tutti in un
falò per evitare di essere testimone
di me stessa.
Che studi ha seguito?
Ho frequentato le scuole magistrali
presso il Collegio degli Angeli, dopo di che mi sono laureata in filosofia. Comunque ho iniziato a scrivere terminato ogni dovere scolastico.
Cosa l’ha portata a diventare
scrittrice?
A farmi diventare scrittrice non è
stata tanto la passione per la scrittura, bensì il piacere che provavo
nell’ascoltare delle storie e di conseguenza il desiderio di narrarle.
Questi studi le sono serviti per
il suo lavoro?
Sì, mi sono serviti, ma c’è da dire
che qualunque tipo di studio si
segua serve alla scrittura, perché è
una forma di riflessione sull’esperienza: la filosofia in particolare
apre uno sguardo multiforme.
Come ha incominciato e a che
età?
Come tutte o quasi le ragazze ho
incominciato a scrivere diari dall’età di undici anni fino ai diciotto,
Qual è stata la sua prima opera?
La mia prima pubblicazione trattava l’argomento dei problemi che
riguardano la vita domestica e il
libro si intitolava
Ahiii,
che
male! Piccolo
manuale per
crescere
sano e andare lontano.
Ogni
giorno
se
usi gli oggetti che hai intorno in maniera sbagliata è perché poni alla realtà la
domanda sbagliata. Infatti quando
metti la mano sotto il ferro da stiro
non è lui che compie il gesto sbagliato, ma sei tu che lo interroghi scorrettamente e ti scotti.
Qual è l’opera di cui è più soddisfatta?
Io risponderei la prossima: nel mio
vocabolario la parola soddisfazione è
quasi inesistente; più che soddisfazione c’è la voglia di compiere nel
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miglior modo possibile quello che
sto facendo.
Di cosa si sta occupando in
questo periodo?
Ora sono in viaggio per Ferrara
dove devo tenere una narrazione
comparata sulla fiaba La Bella
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DETTO FRA NOI
Addormentata nel bosco. I miei
pensieri ora sono infatti concentrati su storie per bambini.
Che libro consiglierebbe a dei
ragazzi di terza media?
Un libro che mi ha molto colpito
per il modo con cui è narrato e che
vi consiglio è Tracce di Gary Polsen: una bella narrazione sulla
guerra e sulla pace, fatta senza
l’obbligo di dire che la pace è meglio: insomma senza l’obbligo dei
buoni sentimenti.
Elisa Di Carlo
Mail-intervista
...e per chi vuole fare il giornalista
Gabriella Meroni è una giornalista e lavora presso il settimanale Vita: è la caposervizio
della redazione. Tra le sue passioni i romanzi gialli, l’inglese e il latino. Ha gentilmente
risposto tramite posta elettronica alle nostre domande relative al lavoro che svolge.
Lavora per una casa editrice
fissa o vende i suoi articoli?
Lavoro per il settimanale Vita,
periodico nazionale diffuso sia in
edicola sia in abbonamento. Attualmente sono assunta con contratto giornalistico di esclusiva,
cioè non posso scrivere per altri
giornali.
Quanto tempo le occupa il suo
lavoro?
Lavoro per 36 ore settimanali, cioè
poco più di sette ore al giorno. Il
martedì, però, giorno in cui chiudiamo il giornale, sono in redazione dalle 10 del mattino fino a oltre
la mezzanotte.
Quando è nata la sua passione
per il giornalismo?
Mi hanno rivolto spesso questa
domanda, e ho dovuto sempre rispondere (a volte deludendo un po'
l'interlocutore) che la passione in
me è nata dopo, e non prima di
iniziare a fare la giornalista. Infatti ho cominciato assolutamente per
caso e mi sono appassionata strada
facendo. Adesso posso dire che sono entusiasta del mio mestiere e
non potrei farne nessun altro.
Come ha iniziato il suo lavoro?
Che studi ha fatto?
Mi sono laureata in lettere classiche nel 1994 e nello stesso anno ho
iniziato a collaborare con il Corriere della Sera. È andata così: una
mia amica aveva sentito che alla
redazione di Vivimilano cercavano
collaboratori giovani per una nuova rubrica dedicata agli studenti.
Io ho telefonato e mi sono presentata al caporedattore Silvia Vedani
(che lavora ancora lì). Non mi aveva mai visto in vita sua, ma le sono
piaciuta e mi ha preso subito. Sono
stata molto, molto fortunata.
Qual è l'articolo o il servizio
più importante che ha scritto?
Citerei due inchieste: con una ho
scoperto che in alcune cliniche italiane, come la Macedonio Melloni
di Milano, si operavano i bambini
Down agli occhi per "mascherare"
la loro disabilità. È stata un'inchiesta che ha avuto una grossa eco,
anche all'estero. Poi mi sono occupata dello scandalo mucca pazza, e
ho svelato i "trucchi" degli allevatori per non mandare al macello le
mucche malate.
Di che genere di cronaca si occupa?
Be', in un giornale non esiste solo
la cronaca... diciamo che quando
mi occupo di cronaca si tratta di
cronaca sociale, cioè di fatti che
per il loro particolare risvolto interessano le organizzazioni non profit. Un esempio? Abbiamo cercato
di capire come stanno e che cosa
fanno oggi i ragazzi di Torino che
un paio di mesi fa avevano picchiato un disabile in classe, girando
anche un video sulla loro
"bravata". Siamo quindi andati a
intervistare Ernesto Olivero, il
presidente del Sermig di Torino,
una associazione che ha accolto
questi ragazzi per insegnare loro
un modo diverso di stare insieme.
Quanti articoli ha scritto in
totale?
Ci credi se ti dico che non li ho mai
contati? Dunque, se calcoliamo una
media di un articolo la settimana
per 12 anni e mezzo, fa 650 (più o
meno). Se poi ci aggiungiamo anche i pezzi che scrivo per il nostro
sito, www.vita.it, dobbiamo moltiplicare quel numero almeno per
tre.
I suoi articoli finiscono spesso
su giornali importanti?
Come ti dicevo, ho un contratto di
esclusiva, quindi non posso firmare
su altri giornali. Fino all'anno
scorso, però, collaboravo stabilmente (senza firmare) con Panorama. Dal 1999 al 2003, inoltre, ho
condotto una trasmissione radiofo-
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DETTO FRA NOI
nica su Radio24, l'emittente del
Sole 24 Ore; nel 2005, infine, sono
stata in onda con un notiziario su
temi ambientali su Rai Utile, il
canale digitale terrestre della Rai.
menti durante la seconda guerra
mondiale. Sentire il rombo dei caccia e lo scoppio delle bombe da vicino è un'esperienza che non auguro
a nessuno.
Le è mai capitato di essere inviata in un paese in guerra?
Sì, mi è capitato nel 1999 in Kosovo. Il mio giornale mi aveva mandato a seguire l'emergenza profughi al confine tra Kosovo e Albania, dove convergevano centinaia
di migliaia di albanesi scacciati dal
loro territorio dalle milizie serbe.
Nel villaggio più importante - e più
raggiungibile - di tale confine, Kukes, arrivarono in una sola notte
55mila persone. Io ero lì e ti assicuro che non dimenticherò mai i
volti di quei disperati, e neppure
l'impegno di centinaia di volontari
e militari italiani che portavano
loro soccorso. Raccontare tutto sarebbe lungo, aggiungo solo che ho
capito in quella circostanza cosa
voleva dirmi mio nonno quando mi
parlava del terrore dei bombarda-
Ha intervistato persone importanti?
Qualcuna. Parto dalle persone che
oltre a essere importanti sono famose: tra i politici, Rutelli, Fini e
Veltroni (e poi Tremonti, la Turco,
Rosi Bindi); tra i vip dello spettacolo, Pippo Baudo, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e tutti i componenti della Nazionale Cantanti,
tra i campioni dello sport, Yuri
Chechi, Paolo Maldini, Alessandro
Del Piero, tra i giornalisti e scrittori, Gianni Riotta, Gad Lerner, Aldo
Grasso, Dario Fo. Poi ho intervistato persone importanti ma meno
famose, come i Nobel Muhammad
Yunus e Rigoberta Menchù, il padre del non profit inglese Ralph
Dahrendorf, il guru no global Jeremy Rifkin... e tanti altri.
re un articolo molto interessante agli occhi del lettore?
Ce ne sono tanti. I più usati riguardano l'impaginazione, quindi
la scelta del titolo, delle foto, dei
box, dei grafici, delle didascalie che
accompagnano il pezzo. Per chi
scrive, i punti da tenere sott'occhio
sono l'attacco (l'inizio dell'articolo)
e la chiusa. Se sono "mosci" non
vanno bene. Va detto però che se
non c'è «ciccia», come si dice in gergo, cioè se manca la notizia, puoi
inventare tutti i trucchi che vuoi
ma l'articolo non potrà mai diventare molto interessante.
Viaggia spesso per via del suo
lavoro?
Ora non più. Ho fatto il pieno per
qualche anno, quando avevo sempre la valigia pronta. Adesso ho
due bambini piccoli che non voglio
affidare ad altri. Magari quando
saranno più grandi riprenderò; a
me piacerebbe.
Stefano Pirovano
Quali sono i trucchi per rende-
Un nuovo papà alla traccia
Intervista al prof. Bonfanti
Buongiorno, prof… Sappiamo
dell’imminente lieto evento.
Come si sente a diventare padre per la prima volta?
Beh, da una parte provo una gioia
grandissima, perché io e mia moglie abbiamo desiderato tanto questa bambina, ma d’altra parte mi
chiedo se sarò in grado di svolgere
al meglio il ruolo di padre.
Pensa che la sua vita cambierà
in qualche modo dopo la nascita della bambina?
Certamente, perché dovrò dedicare
molto tempo in più a mia moglie
Federica e a mia figlia Beatrice, che
costituiranno la mia priorità.
Avrebbe preferito una femmina
o un maschio?
Essendo io stesso un maschio, avrei
preferito che lo fosse pure mio figlio, ma non ha importanza e non
ditelo a mia moglie!
Come mai avete deciso di chiamare vostra figlia Beatrice?
Io e mia moglie ci eravamo accordati in questo modo: se il bambino
fosse stato un maschio le avrei proposto tre nomi e lei avrebbe scelto,
mentre se fosse stata una femmina
sarebbe avvenuto il contrario. Così
mi ha proposto Beatrice, Emma o
Chiara e io ho fatto la mia scelta…
Come si immagina Beatrice da
grande? Sportiva come lei o
contraria allo
sport?
Naturalm e n t e
preferirei
che mia
figlia diventasse
un’aman-
te dello sport come me e ho intenzione di portarla a sciare o a correre il più possibile.
Ha intenzione di iscriverla alla
traccia dove insegna anche lei?
Sinceramente non ho ancora pensato a questo dettaglio, perché sono
già abbastanza preoccupato all’idea
di come fare a cambiare un patello!
Quando è prevista la nascita
della bimba?
Beatrice dovrebbe nascere tra il 7 e
il 12 di marzo…
Le facciamo gli auguri
in anticipo da parte di
tutta la redazione e
penso da parte di tutta
la scuola!
Maddalena Donina
e Alessandro Rascaroli
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DETTO FRA NOI
Vacanze invernali ad Ameglia: occasione d’incontro
Una regia molto speciale
Durante la vacanza invernale di
Stand by me 2006-07 abbiamo
avuto l’opportunità di partecipare a un incontro tenuto da Nando
Sanvito: è un telecronista sportivo che ha voluto parlarci dello
sport, però da un punto di vista
differente rispetto a quello che
normalmente sentiamo alla TV.
Ci ha spiegato che le dinamiche
dentro uno sport sono uguali a
quelle della vita di tutti i giorni.
L’uomo è uno sia quando fa
sport, sia quando ama, sia quando socializza o si diverte.
Molte volte nella vita di una persona accadono fatti che al momento non comprendiamo, perché non coincidono col nostro
progetto di vita; solo con il tempo
capiamo il perché degli avvenimenti.
Per esempio ci ha raccontato la
storia di ragazzo che aveva una
grande dote nel giocare a basket.
Sfortunatamente, vivendo nella
periferia di una grande città, fu
colpito da un’arma da fuoco a
una mano. La sua carriera
di giocatore era ormai segnata. Ha continuato la sua
vita sviluppando l’abilità
nell’altra mano mediante il
lavoro. Incontrato nuovamente in seguito il suo alle-
natore, le speranze si riaprono.
La mano ferita torna ad essere
utilizzata, ora lui è uno dei pochi
giocatori di basket con la capacità di utilizzare entrambe le mani. Un imprevisto che sembrava
aver segnato la sua carriera per
sempre diventa invece un vantaggio, una limitazione che sembrava ormai aver spento tutte le
speranze, vista con il cuore diventa una possibilità a suo favore. Queste sono situazioni che
normalmente nella nostra cultura cristiana vengono chiamate
sacrificio; sembrano contro di
noi, ma non è così.
Oltre al basket, Nando parlò
molto di un avvenimento legato
al calcio.
Francesco, un ragazzino tifoso
dell’Inter, era scappato da casa;
il padre disperato chiese a Vieri
di lanciare un appello alla televisione, ma Francesco non tornò.
Quella sera ci fu la partita InterJuventus: erano 0-0 così si andò
ai supplementari. All’ultimo minuto del secondo tempo, un difensore dell’Inter, Adani, segnò,
si tolse la maglia e fece vedere la
scritta che aveva sotto la maglia
da titolare : «Francesco ritorna».
Il ragazzo, che aveva seguito la
partita, commosso per il gesto
decise di ritornare a casa
Questo è imprevisto, perché l’unico che aveva la maglia con
quella scritta era proprio lui, un
difensore che rare volte segna,
per lo più nel momento di maggior ascolto, in realtà è calcolato.
Può sembrare una coincidenza,
ma nella vita non c’è niente di
casuale. «Persino i capelli del
nostro capo sono contati».
Questo per dire che tutto è dentro un disegno, una chiamata a
essere qualcosa.
Chiara Zanola e Lucia Colzani
Stand by me: di cosa si tratta?
Stand by me non è niente di complicato, è semplicemente una
grande amicizia. I ragazzi a partire dalla quinta elementare fino
alla terza media hanno l’opportunità di partecipare a giornate
ricche di movimento, gite, giochi,
incontri. Piccoli gesti come guardare un tramonto o le stelle, diventano speciali in questa com-
pagnia.
tiamo tutti.
Lucia Colzani e Chiara Zanola
Il nostro legame non è determinato dall’età: gli adulti che stanno con noi ci aiutano a
guardare la realtà col
desiderio di scoprirne
Piccola è la nostra compagnia,
il significato.
È per questo che Stand
grande è l’ideale
by me è speciale, ed è
per questo che noi invi-
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DETTO FRA NOI
Metti alla prova il tuo inglese...
Music or not music? That’s the question
...e non ti preoccupare: un giorno o l’altro anche tu scriverai così!
After school, many of us use to
sit on the divan, switch on the
TV and enjoy MTV’s music and
programs. Now MTV stands for
cool music, music that young
people love, artist who can sell
millions of copies all over the
world in a few weeks.
MTV
broadcasts
anything is cool at the
moment to catch the
youngest
audience,
except for some old
cult
songs
which
rarely appear just to
celebrate themselves
and
tho se
wh o
performed them many
years ago. But I’m
sure
that
if
we
propose our music to
our
parents,
they
won’t
recognize
a
song, maybe the one
they listen on the
radio every morning.
That’s why music fortunately
changed and changes now day
after day. The musical
experience of each of us depends
on our parent’s likes or dislikes,
on the music that they listened
to and on what they wanted to
hand down to us.
Anyway, most of the guys use to
be fond of artists they found by
themselves and use to like kinds
of music, which are totally
different from the ones they
heard about in their childhood. I
don’t believe there are so many
punk mothers or fathers who
look like Mick Jagger.
If you were born in a “music
addict” family, you have just to
regard yourself as very lucky!
Fortunately, bands like The
Rolling Stones, The Doors, The
Clash, Deep Purple, Nirvana or
Guns n’ Roses are quite popular
between teenagers; it serves to
keep alive their music and what
they meant for the older
generation.
performances and odd behaviour;
many of them are adopted as
models and fashion icons.
If we take a look to MTV’s
programs, the most celebrated
artists are those who fill the top
places of the charts: Green Day,
Blink 182, Red Hot
Chili Peppers, Take
That (they’ve come
back!),
Eminem,
Akon or Madonna.
Of course, the best
known
music
channel makes room
for hard rock or
metal bands, but
their videos and
performances
are
showed the most at
night, therefore it’s
not possible to see
them
so
often.
Instead, the up-andcoming artists are a
little bit privileged.
We’re sure that MTV is a great
way to keep yourself informed
about music, but please, don’t
forget the people who changed
the story of music, perhaps
they’re better than an entire day
watching TV!
Nowadays teenagers are
absolutely mad about groups or
singers who built their success
on
style,
astonishing
Giulia Fumagalli
Lo sviluppo tecnologico, il cambiamento della società
Dal giradischi all’ipod: lo sviluppo tecnologico continua
Negli ultimi decenni l’incessante
sviluppo tecnologico cambia di
continuo le nostre abitudini di
vita e rende vecchio in poco tempo qualsiasi prodotto. Dai grandi
giradischi di tanti anni fa nel
giro di poco tempo si è passati a
strumenti più avanzati e tecnologici come il walkman, sostituito
immediatamente dal lettore CD,
seguito dall’IPOD, la “nuova scoperta” di oggi.
L’IPOD non è nient’altro che un
dispositivo di musica portatile
che offre la più alta qualità della
musica. Tra noi ragazzi è usatissimo, non conosco nessuno che
oggi non ne abbia uno: è la moda!
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Forse è proprio quella a condizionarci. Se chiedessimo infatti ai
nostri genitori di comprarci un
IPOD loro ci risponderebbero che
abbiamo già walkman o lettori
Cd e che ad ogni modo uno vale
l’altro. Inoltre ci verrebbe raccontata di nuovo la storia di quando
erano più giovani di noi, dove
potevano permettersi di avere
solo poco. Per noi, però è inevitabile. Secondo me è proprio questo
il problema: siamo così abituati
ad avere gli oggetti più avanzati
che, (questo è causato soprattutto dalle pubblicità) vogliamo subito avere tutto. Ho svolto una
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DETTO FRA NOI
ricerca sulle diverse ipotesi
di come la pensano i genitori
di oggi: per alcuni è una cosa molto positiva la tecnologia la possibilità di lavorare
con un computer o di ascoltare musica con l’IPOD; per
quanto riguarda la televisione, cartoni animati o altro,
qualcuno dice che hanno
preso il posto della fantasia,
soprattutto nel contesto infantile: se ad un bambino,
infatti, viene letta una storia, gli si dà la possibilità di
immaginare il paesaggio, i
personaggi e altro. Se invece
un bambino si
pone davanti
alla televisione
a vedere un
cartone animato, gli viene
tolto il divertimento di immaginare.
A volte sento
più le persone
anziane che si lamentano dell’improvviso cambiamento della società.
Secondo me, però non è così male
che la popolazione si stia impegnando in nuovi progetti.
E per voi, è una cosa positiva o
negativa?
Ester Colombo
Un’indagine della nostra inviata
No smoking
Sappiamo tutti che il fumo fa
male, ce lo ripetono in tanti e in
continuazione, anche se poi molti
adulti non sono coerenti, dicono
una cosa e ne fanno un'altra. Intanto noi ragazzi ci chiediamo:"Fumo o non fumo?". Con una
sigaretta ci si
sente più grandi,
più interessanti e
più belli; alla
nostra età non si
pensa alla salute
ma a crearsi un'immagine e a
volte la sigaretta
aiuta.
Molti miei amici
del mio paese, quando esco la
domenica pomeriggio continuano
a dirmi: "Dai, prova a fumare:
non è una brutta cosa, tanto al
giorno d'oggi quasi tutti fumano... perchè tu no?".
Ho chiesto ad
alcuni ragazzi
della scuola se
avevano già provato a fumare.
Alcuni mi hanno
risposto che fumare non è un
loro desiderio,
altri hanno solo
provato e, fortunatamente, pochi
fumano.
Una ragazza di terza media mi
ha raccontato che ha provato a
fumare a undici anni, solo per
gioco; ora fuma quando è con gli
amici e dice che quando è nervosa fumare la rilassa.
Un altro ragazzo mi ha detto che
ha provato a fumare ed è stato
emozionante, secondo lui, poi non
ha più sentito l'esigenza di fumare e ha smesso.
Ci sono cose più belle da fare per
diventare grandi e sentirsi più
interessanti, la sigaretta è fumo
e il fumo non è niente.
Elisa Besana
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DETTO FRA NOI
Mhhh… Che buono!
Assaggi del laboratorio di cucina delle classi terze
molto positiva, tutti collaboravano con impegno e attenzione per
la buona riuscita del lavoro a
loro affidato.
Alla fine della preparazione dei
cibi, tutti erano soddisfatti e ognuno gustava con fierezza ciò
che aveva preparato.
Bella esperienza nuova e diversa
dai soliti laboratori.
Dopo l’intervista ai ragazzi delle
classi terze che hanno partecipato al laboratorio di cucina,
abbiamo scoperto che è piaciuto
a tutti gli studenti, sia a quelli
appassionati e sia a quelli disinteressati.
Alcuni di questi ragazzi avevano
già visto in televisione trasmissioni di cucina oppure avevano
provato a cucinare a casa, mentre per altri è stata la prima esperienza da cuochi e forse anche l’ultima.
La durata del corso è stata di
tre lezioni, durante le quali hanno potuto mettersi alla prova
con i fornelli. I piatti preferiti e
giudicati buoni dai partecipanti
sono stati: le crespelle, gli hamburger, le polpette e infine la
torta di mars.
Tutto il merito della buona riuscita del corso non è stato solo
dei ragazzi, ma anche della cuoca
insegnante, la sig.ra Anna, brava Chissà, sarebbe piaciuto partecie paziente nello spiegare e far
pare anche a noi?
realizzare i vari piatti.
Paolo Manzini
La nostra impressione è stata
La nostra dietologa indaga
Mensa sana in corpore sano
In questi ultimi giorni è stato
effettuato un sondaggio ad alcune persone di terza e di prima
riguardante il cibo scolastico. Dai
ragazzi di terza A, B e C si è notato un miglioramento piuttosto
notevole, ma ritengono che per
quello che si mangia, il prezzo
sia troppo salato, e che nel menù
scolastico ci siano ancora poche
scelte: i ragazzi di prima, infatti,
sono consapevoli del fatto che,
mettendo almeno un nuovo piatto “ideale per tutti” nel menù, i
commenti negativi diminuirebbero (un esempio sono le patatine
fritte, che si potrebbero cucinare
almeno una volta al mese). La
pizza è ottima, ma il passato di
verdura non è molto apprezzato…
Possiamo riassumere i nostri
consigli in quattro punti:
1) introdurre di nuovo il pranzo
al sacco
2) abbassare il prezzo di almeno
un Euro
3) rendere più ampia la scelta dei
piatti
4) togliere definitivamente il minestrone! (magari sostituen-
dolo con qualche altra verdura
più apprezzata).
Aline Nava
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DETTO FRA NOI
San Valentino: m’ama o non m’ama?
Un’interessante inchiesta tra professori e alunni della traccia
Cosa dice la tradizione
Sharon
aggiunge:
L'origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di
feporre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Fin dal quarto «Io
secolo a.C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito an- steggio
nuale, al dio Lupercus.
San VaI nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi lentino
in un'urna e opportunamente mescolati.
con i miei
Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno genitori e
avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso.
L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. con il mio
Per mettere un termine a questa vecchia pratica, i padri della Chiesa han- fidanzato.
a
no cercato un santo “degli innamorati” per sostituire il deleterio Lupercus. Vado
Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era comprare
stato martirizzato circa duecento anni prima.
un pensierino
per mio papà e dopo osservo lui e
Abbiamo chiesto ad alcuni insemia madre che aprono i regali, un
gnanti e alunni cosa pensano della
po’ come a Natale: è la loro festa,
festa di San Valentino, se la festegla festa degli innamorati. In questo
giano, se desiderano ricevere o fare
giorno vorrei ricevere un cagnolino
un particolare regalo.
di peluche, molto tenero».
Guardate un po’ chi ci ha risposto:
La professoressa
Flaugnatti
«Se San Valentino
cade in un giorno
della
settimana
non lo festeggio,
ma se arriva in un
bel week-end lo
passo con il mio
fidanzato andando fuori a cena;
mi
piacerebbe
ricevere un bel
mazzo di fiori,
delle rose. Penso che sia bella come festa, ma ne basta una all’anno!».
Matteo Laudiano (IIIB): «Io festeggio San Valentino se capita,
dipende … se la mia ragazza mi ha
gia mollato o no! Il regalo è una
cosa personale, dipende da che tipo
è: se le piace la musica le regalo un
CD e se è romantica dei cioccolatini, non saprei dire, mi viene spontaneo il regalo e anche quello da
fare quel giorno. Questa festa mi
piace, ma non ne voglio altre durante l’anno, una va bene».
Sharon Bonfanti e le ragazze
di IIA: « Per noi San Valentino è
un giorno qualsiasi, non ci fa né
caldo né freddo, ma, nel caso ci
fosse qualcuno che ci invita, un
ragazzo… allora è diverso e vorremmo ricevere delle rose rosse».
Valentino ma,
per ora, non lo
festeggio, perché non ho
ancora trovato
la mia anima
gemella, nessuno che mi
piaccia, ma, quando lo troverò, in
quel giorno uscirò con lui a cena e
ci divertiremo tantissimo. Sarebbe
bello che mi regalasse un mazzo di
fiori e un bacio e io gli dedicherei
la canzone “Ti amo, ti amo”. Mi
piacerebbe che questa festa si ripetesse anche più in là nell’anno, a
Maggio per esempio».
Marco Riva IIIC e Stefano Pirovano IIIB: I due ragazzi sembrano confusi: dopo averli interrogati per mezzora, avendo ricevuto
come risposta a tutte le domande
semplicemente “boh” , siamo riusciti a cavarne fuori: «Per adesso
non mi importa di San Valentino,
ma, un giorno, lo festeggerò con la
ragazza dei miei sogni» questo per
quel che riguarda Pirovano; invece
Riva ha detto: «Non mi piace San
Valentino e non lo festeggerò mai,
non farò né vorrò ricevere nessun
regalo, ma, se una ragazza si dichiarasse a me il giorno di San
Valentino, io le dedicherò questa
canzone: “Il gallo è morto”».
Stefano
Mauri
IIIC:« Penso che
San Valentino sia
una festa molto
giusta, perché i
fidanzati abbiano
un giorno dedicato
a loro e fatto per
stare insieme. Non
lo festeggio sempre, dipende dagli
anni, se quell’anno
sono fidanzato o
no, ma se lo sono lo
festeggio con la mia ragazza. Io le
regalerei dei biglietti per il cinema
Prof Bonalume: «San Valentino
così al pomeriggio, dopo un bel
lo passo come un giorno normale,
giretto, andiamo a vedere un film e
perché penso che sia una festa stupoi la porto a cena; se quel giorno
pida, sdolcinata, troppo sentimenc’è scuola cerco di stare con lei per
tale: deve essere abolita. Vi offro
tutto l’intervallo e, al pomeriggio,
questa perla di saggezza:O ami
“chi se ne frega dei compiti”! Voruna donna tutto l’anno o non la
rei che ci fossero altre feste, duranami mai…».
te l’anno, dedicate agli innamorati,
per esempio sarebbe bello averne
Agnese Tremolada
una d’estate, da
Chi era Valentino?
festeggiare
in A Roma, nel 270 d.C il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani
spiaggia e amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità,
facendo il rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convertire
bagno».
Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio del 270, San Valentino fu lapiLeila
Rezzoli
IIIA: «È
bello San
dato e poi decapitato. La storia inoltre sostiene che, mentre Valentino era
in prigione in attesa dell'esecuzione, si innamorò della figlia cieca del
guardiano Asterius: con la sua fede ridiede miracolosamente la vista alla
fanciulla e, in seguito, firmò in questo modo il proprio messaggio d’addio
alla fanciulla: "dal vostro Valentino", un’espressione che visse lungamente
anche dopo la morte del suo autore.
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DETTO FRA NOI
Da quest’anno una novità ci accompagna durante l’intervallo
Una nuova grande sfida
Calciopoli alla traccia: con le esclusive accuse ad Andrea Bellavite...
È iniziato da qualche giorno il
nuovo torneo di calcio che si sta
svolgendo durante l’intervallo
nel campetto della scuola media
La Traccia. La passata edizione è
stata vinta dalla squadra F.C.
Lomaniga (Andrea Bellavite, Andrea Gallotti, Daniele Maggioni,
Matteo Rovelli) che ha superato
in finale i Columbus Crwu
(Matteo Maggioni, Francesco
Marcolini, Jacopo Marcolini e
Stefano Mauri) con il risultato di
2 a 1 in una partita che ha suscitato molte polemiche.
fatti lamentati
dell’arbitraggio
del
sig. Andrea
Bellavite che
ha
diretto
tutte le partite del torneo,
comprese
quelle della
sua squadra,
favorendo
così la vittoria personale,
facendo assegnare ottime
valutazioni ai
giocatori da lui comprati per il
fantacalcio (gioco collegato al
torneo) e sfavorendo i team che
potevano ostacolare la loro cavalcata verso il titolo.
Oltre alla finale, una delle partite maggiormente contestate è
stata la semifinale che ha visto
scontrarsi l’F.C. Lomaniga e i
Giovani (Ruggero Folli, Luca
La Sala, Riccardo Isella e Matias Whilem).
Nel torneo attuale è stata data a
tutti la possibilità (ragazze incluse) di creare nuove squadre o di
modificare quelle vecchie, senza
però variare il numero dei componenti di ogni team.
Quest’ultima si è vista subire
un goal quando giocava in tre
uomini contro quattro, perché
un proprio giocatore era andato a prendere il pallone uscito
dal terreno di gioco e intanto il
gioco era stato fatto continuare
con un altro pallone.
Le formazioni sono state consegnate agli organizzatori e la speranza è che tutti si possano divertire a giocare in una competizione che si spera essere più regolare di quella passata. Molti
giocatori e spettatori si sono in-
Un altro episodio di cui si è
parlato molto è avvenuto nella
finale: il risultato era fisso sul
due a uno per il Lomaniga – la
direzione di gara era stata affidata per la prima volta al professor Bonfanti – quando è suo-
nata la campanella che segnala
la fine dell'intervallo e dell'incontro. Per quel match così speciale si
era chiesto e ottenuto il permesso
di allungare la ricreazione di cinque minuti. La squadra dell’F.C.
Lomaniga, che era in vantaggio, ha
deciso di fare ciò che più conveniva
loro, negando di avere richiesto e
ottenuto
quell'autorizzazione
dalla prof. Caronni. L'arbitro ha
fischiato la fine dell'incontro e il
torneo è stato così vinto dalla
squadra dell’F.C. Lomaniga.
L'augurio di tutti è che il torneo
in corso sia altrettanto divertente, ma, soprattutto, molto più
corretto.
Stefano Mauri
A NNO 0, NU MER O 0
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DETTO FRA NOI
Le Capre Pelate vincono la finale di pallavolo
Dopo le semifinali del torneo di
pallavolo organizzato da alcune
ragazze delle terze, mercoledì 17
gennaio si è svolta la finale, molto
sentita sia dai giocatori sia dai
tifosi delle due squadre, le Capre
pelate e la Bertucce.
ogni possibilità di conquistare il
titolo.
Nei cinque minuti seguenti però
la squadra in svantaggio mostra
un segnale di ripresa, portandosi sul 13-12. A questo
punto purtroppo, stanche
per lo sforzo sostenuto, le
La partita inizia col possesso delBertucce cedono alla fatica e
la palla alle Capre Pelate che con
consentono alla squadra avmolta abilità e gioco di squadra si
versaria di arrivare a più 12.
portano sul 9-3.
Manca poco alla fine della
Nei primi cinque minuti di gara le
partita e le Bertucce recupeCapre Pelate raggiungono la doprano due punti; la fortuna è
pia cifra con molta facilità: ormai
dalla loro parte per qualche
le Bertucce sembrano aver perso
momento: hanno Daniel Parravicini pronto alla
La classifica finale
battuta, alza la palla
e…driiiiinnn, suona la
1. Le capre pelate
campanella: le Capre
Pelate vincono il titolo
per 28-18.
2. Le bertucce
3.
Il giuoco del gregge smarrito
Il giorno seguente si
svolgono le premiazioni sotto il portico.
Tutti
sono
molto
agitati,
le organizzatrici
chiamano al megafono le
prime tre
squadre
e consegnano a
ciascun
componente
una medaglia di
cartone.
Grazie a
Chiara,
Rachele,
Lucia ed
Eleonora
che hanno organizzato
questo
torneo di pallavolo che ha creato
un piacevole momento di incontro
durante i nostri intervalli.
Jacopo Marcolini e Matteo Maggioni
A NNO 0, NU MER O 0
PAGINA 12
DETTO FRA NOI
Cronaca nera alla traccia
Disfunzione distributiva
Suona la campanella dell’intervallo: gli alunni si precipitano
fuori dalle aule, con il famoso
“foglietto arancio” in mano e già
sulle scale inizia la sfrenata corsa verso il banco delle merende.
Intorno ad esso,
dopo soli 30 secondi, si è radunata una massa
informe che comprende tutti i
ragazzi
della
scuola, che spintonano, urtano,
pressano
e,
schiacciati l’uno
sotto l’altro, urlano:- Bombolone! Focaccia!
I foglietti arancio e le merende
volano, le venditrici sudano nel
distribuire le infinite merende e
nel cercare di tenere a bada i rissosi clienti, ma, nel caos totale,
avvengono regolarmente furti… I
colpevoli, approfittando della
distrazione delle venditrici e della calca, sgusciano dai lati o da
sotto il tavolo e, con mano lesta,
afferrano il bottino per poi scappare senza essere fermati da nessuno; al
sicuro, consumano la
loro merenda, cancellando così tutte le prove, o almeno loro pensano. Infatti la prova
schiacciante dei furti
sono i soldi mancanti
al conteggio e la vittima rimane, alla fine,
la povera Carmen che
ci racconta: «I soldi non consegnati e le merende mancanti non
sono molti, sicuramente meno
degli anni passati, quando gli
alunni erano più svegli e rubavano parecchie merende, ma sono
comunque abbastanza arrabbiata con i venditori più che con i
ladri. Le merende rubate non
sono sempre lo stesso numero,
ma dipendono dai tipi di venditori. Ci sono quelli più generosi,
che si fanno “sedurre” e regalano
merende su merende; ci sono i
venditori fifoni, che si lasciano
spaventare
dai
ladruncoli e li lasciano agire; infine ci sono i venditori determinati,
che sono attenti
che non scappi
neanche una brioche. Ripeto: i furti
aumentano o diUna tipica ressa
minuiscono in base ai venditori del
momento ma, alla
fine, quelli che rubano sono sempre i soliti furbi, i quali quando
ammettono e pagano i debiti, si
giustificano dicendo che “era solo
un prestito” o “loro non rubano” o
“avremmo pagato: è che non avevamo i soldi”.»
Oltre ai numerosi furti, che comprendono naturalmente anche i
buoni arretrati mai consegnati,
c’è il problema della rissa che
opprime gli studenti più piccoli e
le venditrici che
rischiano
di farsi
veramente
male
e
che può
causare
incidenti
anche
Le merendere
agli oggetti (tavoli e sedie) circostanti i
quali già non sono in ottime condizioni per il medesimo motivo.
Abbiamo localizzati alcuni dei
presunti ladri e rissaroli, ma
chiediamo anche a voi, nel caso
coglieste sul fatto uno di essi, di
venire a segnalarcelo immediatamente.
Però c’è un lato positivo… certo
non si può dire che gli affari della vendita delle merende stiano
andando male!
Riportiamo qui di seguito alcune
importanti testimonianze di due
primini, vittime e spettatori di
questi violenti fatti:
Marco Gasparella racconta: «Quando vado a
comprare la merenda vengo sempre spintonato e
mi sento molto
oppresso, soprattutto quelle volte
che, arrivando in
ritardo e finendo
nella rissa, non faccio in tempo a
prendere la mia merenda preferita, perché è finita e mi toccano le
cose che mi piacciono di meno.
La colpa è dei ragazzi di terza
media, ma anche delle prof che ci
fanno uscire per l’intervallo in
ritardo costringendoci ad affrontare la calca, e questo accade soprattutto con la prof di inglese».
Pietro SanGiorgio: «Io, per evitare il caos, scendo sempre per primo e mi apposto al banco prima
dei ragazzi di terza. Questo è
molto vantaggioso perché non
solo evito di farmi male, ma riesco sempre ad
ottenere la merenda che più mi
piace. Ci sono
della volte, però,
in cui non riesco
a prenotarmi per
primo e mi ritrovo davanti la rissa: in quei casi
non mi faccio calpestare dai ragazzi più grandi, ma partecipo
con gioia alla rissa e, ancora per
una volta, ne esco con la mia merenda agognata».
Agnese Tremolada
A NNO 0, NU MER O 0
PAGINA 13
DETTO FRA NOI
I risultati di un’inchiesta presso gli studenti delle terze
Liceo o non liceo? Questo è il dilemma
Come si sa, l’anno prossimo gli
studenti di terza media lasceranno
la scuola “La Traccia” per intraprendere l’avventura delle scuole
superiori. La scelta è stata difficile
e diversa per tutti ed è per questo
che abbiamo effettuato un sondaggio per capire quanti alunni hanno
scelto una scuola e quanti un'altra
e per quale motivo. La maggior
parte dei ragazzi ha scelto di frequentare il liceo artistico, linguistico, socio-psicopedagogico, giuridico-economico, sportivo e della comunicazione, in quanto più specifici. Chi ha scelto l’artistico ha la
passione per il disegno e l’arte in
generale; chi ha scelto il linguistico
è perché predilige le lingue e pensa
siano molto utili per il proprio futuro; chi ha scelto il sociopsicopedagogico è perché ama stare con i bambini e vorrebbe diventare insegnante e, infine, chi andrà
al giuridico-economico è perchè
attratto dal diritto, dall’economia e
dal mondo del lavoro. Al secondo
posto abbiamo il liceo scientifico e,
per la maggioranza, la motivazione
è la passione per le materie scientifiche, chimiche e fisiche, ma, soprattutto, per la matematica. Alcuni hanno detto che si divertono a
risolvere i problemi e c’è anche chi,
terminato questo liceo, se già cosa
vuole fare: farmacista, carabiniere… Naturalmente non tutti faranno lo scientifico tradizionale: molti
hanno scelto indirizzi come naturalistico ambientale, informatico o
tecnologico. Successivamente troviamo il liceo classico: chi l’ha scelto ha detto che ama scrivere, leggere, è attratto dalla letteratura e le
lingue antiche e per molti altri
motivi. Non molti sono iscritti agli
istituti tecnici e, quelli che lo sono,
adorano il disegno tecnico, grafico,
l’elettronica ecc… Infine, la minoranza degli alunni è iscritta alle
scuole professionali: tre ragazzi
all’alberghiero perché hanno una
forte passione per la cucina e un
ragazzo a Giardinaggio, perché
aspira a diventare giardiniere.
Vogliamo specificare che al liceo
classico gli iscritti sono
solamente femmine, allo
liceo classico
scientifico sono in prevalenza maschi, alle scuole
professionali solamente
liceo scientifico maschi, agli istituti tecnici sono più o meno in
parità, mentre gli altri
altri licei
licei sono stati scelti
maggiormente
dalle
femmine ( soprattutto il
scuole
socio-psico e il linguistico).
professionali
istituti tecnici
Agnese Tremolada
Un motorino per viaggiare in libertà
I ragazzi di terza e le due ruote
Negli ultimi anni è stato proposto
ai ragazzi di terza media di sottoporsi ad un esame che può permettere di guidare una moto che non
possa superare i 50 km/h: il cosidetto patentino.
Alcuni ragazzi non lo fanno per diversi motivi, la maggior parte perchè i genitore negano la possibilità
dicendo che i figli non avrebbero
tempo per studiare per l’esame,
perchè sono inaffidabili o perché i
genitori stessi hanno paura che si
facciano del male.
Alcune volte i ragazzi non lo fanno
perchè hanno paura del motorino
oppure della velocità, ma sono motivazioni remote.
Abbiamo chiesto ai ragazzi se ritengono importante ricevere il patentino
e le risposte sono state:
Sì, ritengo che sia un traguardo importante perché si può viaggiare in
modo autonomo;
Sì, perchè non bisogna chiedere aiuto
ai genitori;
Sì, perché dà un senso di grandezza e
di libertà.
Abbiamo anche chiesto ai ragazzi
che tipo di motorino piace loro: pochi
hanno detto uno sicuro, alcuni hanno detto di più uno bello, altri uno
elaborato, cioè con motore modificato. Il motorino che più piace è quello
veloce.
Marco Musumeci,
Simone Casiraghi e Tiberio Beretta
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DETTO FRA NOI
Il crucitraccia (e altro ancora)
a cura di Marco Riva
1
11
2
12
13
3
14
4
5
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74
77
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78
83
Orizzontali
2 Luogo di ritrovo durante l’intervallo
7 Tipico secondo della mensa
11 Organi maschili del fiore
15 Olio in inglese
16 Targa di Messina
17 Le classi prime la fanno all’inizio
dell’anno per conoscersi
18 Stato degli USA occidentali
20 Numero dei buoni in un blocchetto
22 Abbreviazione per cavaliere
23 Il metallo più prezioso
24 Targa di Novara
25 Nota musicale
26 Sono cinque nella mattina a scuola
28 Strumento musicale
30 Il don che ha tenuto i momenti di
preghiera durante l’Avvento
32 Affermazione
34 Sinonimo di papà
35 Abbreviazione di telefono
72
73
79
84
88
92
71
75
76
81
54
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53
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56
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27
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9
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23
29
8
16
19
28
7
89
85
86
90
93
36 Targa di Asti
37 Gruppo di esperti riuniti per un
particolare compito
40 Sinonimo di fiume
41 Gatto in inglese
42 Io in spagnolo
43 Colore dell’auto del prof. Sales
45 Lo sono i papaveri in una nota
canzone
47 Targa di Venezia
48 Nome di donna
49 Padre della Consolata in missione
in Congo
53 Articolo indeterminativo maschile
singolare
55-Pianta rampicante
57-Sigla di trinitrotoluene
58-Al centro di “costato”
59-Jeans rotti, consumati
60-Dopo ed. motoria, se ne ha molta
61-Indecisione, incertezza
62-“E così sia”
63-Si traccia con il compasso
65-Babysitter
66-Al centro di atto
68-“….pensiero, su ali doraaate…”
70- Il villaggio presentato all’ultimo
Open Day
74- Lo strumento suonato dal prof.
Bonalume
75-Si trova bianca o rossa alla mensa
77-Targa di Latina
78-Articolo determinativo femminile
singolare
80-Come deve essere il tratto per la
prof. Caronni
84-Participio passato di avvolgere
87-Targa di Napoli
88-Osso del piede
90-Nome della prof. Regalia
91-Targa di Como
92-La prof. Bonetti lo crea per Natale
93-Ore di artistica in una settimana
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PAGINA 15
DETTO FRA NOI
Verticali
1 È in inglese
2 Nel calcio il tiro dagli 11m
3 Solido con un solo vertice
4 Pronome personale
5 Vecchio in inglese
6 Giornata di presentazione della scuola
7 Targa di Pescara
8 Sport invernale
9 Lo si accende in chiesa
10 Targa di Enna
12 Targa di Torino
13 Oggetto che abbellisce un locale
14 Pronome personale, 1^ singolare
16 Targa di Milano
19 Adesso, in questo momento
21 Sinonimo di breve
22 Sinonimo di pietre
27 L’ultimo di Silvana de Mari nel I
libro
28 Club Alpino Italiano
29 Targa di Terni
30 Costo in cent di una merendina
31 Targa di Alessandria
33 Autista di un pulmino
34 Meta dell’uscita delle seconde
35 Filosofo greco
38 Tutti i volatili ne sono dotati
39 Lo strumento musicale più diffuso
a scuola
41 Auto in inglese
43 Rascaroli ne fa un gran uso
44 Nome della preside
46 Il momento più atteso durante la
mattinata
47 Giallo + blu
49 Moneta spagnola prima dell’Euro
50 Preposizione semplice
51 L’ultimo di Silvana de Mari nel II
libro
52 Ci toccano il martedì pomeriggio
54 Sta in mezzo al Panaro
56 Guida per la tracciatura
58 Targa di Siena
60 I jedi “cattivi” in Star Wars III
64 Possono essere geografiche o topografiche
67 Carattere distintivo di un suono
69 Cognome della prof di spagnolo
70 Cattolici Popolari
71 Abbreviazione di esempio
72 In mezzo ad asta
73 Compongono le frasi
74 Può essere di vimini
76 C’è quello scolastico
79 Abbreviazione di avverbio
81 Targa di Varese
82 Pronuncia di una nota serie televisiva di medici
83 Targa di Isernia
85 Vero a metà
86 Nota musicale
89-Targa di Pesaro Urbino
Osserva l’immagine e trova la parola nascosta … (5 lettere)
a cura di Jacopo Marcolini
A NNO 0, NU MER O 0
DETTO FRA NOI
Lo stellario
Scopri anche tu qual è la tua astro-materia!
A cura di Marina Temperato
ARIETE
LEONE
(dal 21.3 al 20.4)
(dal 23.7 al 23.8)
È un mese ricco di novità che ti faranno venire
voglia di cambiare atteggiamento!
Astro Materia:
geografia
Ti senti confuso e non
sai che pesci pigliare?
Fermati a riflettere,
qualcosa poi
“abboccherà”!
Astro Materia:
educazione tecnica
ACQUARIO
VERGINE
(dal 21.1 al 19.2)
(dal 24.8 al 22.9)
Non credi di avere avuto
una reazione esagerata?
Non lasciare che la rabbia rovini l’amicizia.
Astro Materia:
scienze
Anche quando le cose
non vanno come vorresti, non perdere il sorriso! È magico e conquisterà tutti!
Astro Materia:
educazione artistica
PESCI
BILANCIA
(dal 20.2 al 20.3)
(dal 23.9 al 22.10)
Sei piena di fantasia,
creatività e tanta voglia
di divertirti:
è il momento perfetto
per le novità.
Astro Materia:
grammatica
In arrivo un cambiamento importante: lo
saprai affrontare con
tanta energia ed entusiasmo.
Astro Materia:
inglese
GEMELLI
SAGGITARIO
(dal 21.5 al 21.6)
(dal 23.11 al 21.12)
Ascolta i consigli di un
amico più esperto di te,
per risolvere un problema che ti sta a cuore
Astro Materia:
italiano
Ti senti Creativa e il tuo
entusiasmo è contagioso.
È il momento giusto per
fare nuove amicizie!
Astro Materia:
geografia
CANCRO
CAPRICORNO
(dal 22.6 al 22.7)
(dal 22.12 al 20.1)
Dove tenevi nascosta
tutta questa energia?
Sfruttala e sarà un mese
di grandi successi.
Astro Materia:
educazione musicale
Concediti tutto il tempo
per decidere: una scelta
affrettata non è consigliabile in questo momento.
Astro Materia:
educazione fisica
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A NNO 0, NU MER O 0
PAGINA 17
DETTO FRA NOI
Leila e il mondo dello spettacolo
Giorgio Tirabassi è un grande
attore. Ha iniziato recitando in
spettacoli teatrali, ma la sua carriera è decollata con la fiction
Ti dedicherai in futuro a
qualche altro film o fiction
oltre a “Distretto di polizia”?
Certo che sì. Non so ancora quali,
ma sicuramente ci
sarà un’altra serie a
cui parteciperò.
È stata un’esperienza positiva per la
tua carriera?
Fondamentale. Mi ha
dato popolarità e, poi,
con essa un attore ha
la possibilità di fare
tante altre cose.
“Distretto di Polizia”. In questi
giorni sta girando l’Italia con uno
spettacolo teatrale dal titolo:
“Coatto unico senza intervallo”.
A mio parere questo spettacolo è
divertente, comico, originale e
anche musicale. Tutte le canzoni
sono scritte da lui e anche ogni
pezzo. Il mago Forest, fantastico
comico televisivo, è venuto con
me a vedere questo spettacolo e
mi ha detto: “Un grande spettacolo. Vale la pena vederlo. Mi ha
particolarmente colpito”. Comunque, andando a vedere Giorgio
Tirabassi, il 2 febbraio 2007 ho
potuto anche intervistarlo. Ecco
a voi la chiacchierata che abbiamo fatto.
Quando hai preso la decisione di lavorare come attore?
A diciotto anni. Ero stato a teatro con la scuola e mi sono appassionato. Poi mi sono iscritto ad
una scuola di recitazione e così
ho cominciato.
Ti sono state offerte delle opportunità che tu non hai sottovalutato?
Le scelte sono istintive, forse ho
sottovalutato qualcosa di importante, ma in quel momento non
le sentivo tali.
Hai trovato un aspetto del tuo carattere nel
commissario del distretto?
Qualcosa di mio c’è anche se, in
effetti, il “Commissario Ardensi”
è un uomo tutto d’un pezzo, integerrimo, coraggioso. Io, purtroppo, lo sono un po’ meno.
Come mai hai deciso di partecipare a questa fiction?
Mi è stata offerta. Prima avevo
fatto un’altra serie, “Ultimo”, che
andò molto bene e così mi
proposero questa fiction.
Qual è stata la scena
che ti è più piaciuto interpretare?
Mi sono piaciute di più le
scene-commedia con Ricky
Memphis (Mauro), perché
le abbiamo quasi tutte improvvisate e ci siamo divertiti.
E quella che ti è piaciuta di meno?
Nessuna in particolare.
Meno delle altre magari le
scene tragiche o quelle
degli interrogatori. In assoluto preferisco le scene
divertenti.
Come mai hai deciso di
ritornare al teatro dopo
tanta televisione?
Perché il teatro è la mia passione
principale, ho cominciato con il
teatro e così mantengo il rapporto con la prima mia passione.
Pensi che il tuo lavoro e la
tua popolarità si ripercuotano sull’educazione dei tuoi
figli?
Sì, ma devo dire che i miei figli
sono bravi e io cerco di essere
bravo e disponibile con loro.
Che cosa vorresti cambiare
della tua carriera?
Per adesso niente… Tra qualche
anno vedremo.
Però le papere di “Distretto
di polizia” sono finite a
“Paperissima”. Cosa hai pensato guardandole?
Ma sai quante scene abbiamo
sbagliato? Molte, ma molte di più
di quelle che avete visto… E ci
siamo divertiti molto.
Leila Rezzoli
A NNO 0, NU MER O 0
PAGINA 18
DETTO FRA NOI
Musical, che passione!
Gennaio 2007. Teatro della Luna,
Assago (Mi). Una sera abbastanza
limpida, sicuramente non fredda,
caratteristica di questo strano inverno. Luci e forme attirano lo
sguardo verso l’alto. Questo teatro
è come un grandissimo capannone
che promette un’esperienza emozionante: sto per assistere allo
spettacolo “Sweet Charity” (“Dolce
Charity”), un musical anni ’80 ambientato in una grande città degli
Stati Uniti ed interpretato da Lorella Cuccarini. La protagonista,
Charity, è una ballerina di night
club ormai non
più giovanissima,
un po' ingenua
con gli uomini, ai
quali dà tanto e
dai quali non riceve
n u lla.
Spronata dall'incontro con un
grande
divo
(Vidal,
Gianni
Nazzaro), star del
cinema che trascorrerà con lei
una sfrenata serata in una lussuosa
discoteca, Charity
vuole rivedere la
sua vita, pensando ad un compagno e ad un matrimonio. Dopo l'ennesima delusione sentimentale,
incontra un ragazzo (Oscar, Cesare
Bocci) che sembra finalmente quello giusto, ma non gli dice nulla
della sua vita da entreneuse. Nasce un amore che, inevitabilmente
porterà, tra varie peripezie, all'esito del matrimonio ed alla
"redenzione" della protagonista
che aspettava solo di trovare qualcuno che l’amasse per quello che è
e potesse ricevere il suo amore accompagnato dalla dolcezza, dall’entusiasmo, dalla vitalità che sono
nel cuore di Charity.
Questo musical per me è stato davvero entusiasmante e, come la cri-
tica ha annunciato, ben sostenuto
dalle capacità di Lorella Cuccarini
che ha ballato, cantato, recitato
incantando tutti (30.000 spettatori
in poche settimane) con la sua voce
forte e chiara. Insieme al sentimentalismo non poteva mancare
un po’ di comicità di Cesare Bocci
che ha ben sostenuto il suo ruolo di
uomo impacciato, sofferente di
claustrofobia, timido ma anche
tanto, tanto romantico, tenero e
sincero! Il tutto poteva essere ancora più perfetto se la storia d’amore tra la protagonista e Oscar
fosse stata ancora più particolareggiata e approfondita con dialoghi
adeguati. Ma, si sa, nel musical,
ciò che conta di più per comunicare
è la musica e il ballo. Lorella Cuccarini ha sostenuto lo spettacolo
con grande professionalità: la sua
bella dizione, la vivacità con cui ha
dato a Charity un’anima semplice
e desiderosa di vero amore, capace
di entusiasmarsi per poco, anche
se ben consapevole che gli uomini
possono essere dei grandi egoisti,
pronti a tradire o a usarti per il
tempo di una sera, la sua gioia
(pure se legata al semplice fatto di
possedere l’autografo di un grande
personaggio) di sentirsi importante
per qualcuno e poi la capacità di
buttarsi in una storia d’amore con
un tipo onesto anche se un po’
“sfigato”, hanno fatto di lei un personaggio fresco e brillante. Dovevate vederla nella scena dell’ascensore: Oscar, impiegato frustrato
dalla claustrofobia, perde il controllo quando l’ascensore che avrebbe dovuto portarlo al piano di
uno stabile dove si sarebbe tenuta
una seduta psicologica di gruppo
per superare il suo problema, si
blocca con vicino Charity. Lei, presa da pietà e tenerezza, lo richiama a
tranquillizzarsi
attraverso una bella canzone in cui
invita l’uomo a dirsi con forza: “Sei
l’uomo più in gamba che c’è!”. Proprio
lei che non era stimata da nessuno,
piccola entreneuse
da quattro soldi,
mostra un cuore
grande e tanto coraggio! Come sarebbe bello avere
sempre questo ottimismo!
Anche
quando, dopo aver
festeggiato per la
decisione di sposarla, Oscar dice a Charity di lasciar
perdere tutto, perché crede di non
poter dimenticare il suo passato e
di sospettare sempre di lei,
Charity, abbandonata, torna al suo
vecchio lavoro e ai suoi sogni impossibili senza però manifestare
odio verso di lui e in questo mostra
di essere una grande donna. Il lieto fine, perciò, non è stato poi così
scontato, un po’ come nella vita
vera … Ma ha confermato che
spesso, anche se la vita non è tutta
rose e fiori, vince l’amore che i sogni può avvera.
Matilde Manzocchi
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