Dettofranoi-febbraio2007
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Dettofranoi-febbraio2007
Detto fra noi Anno 0, Numero 0 Febbraio 2007 Perché un giornalino? Sommario Vivere è cominciare 2 Per chi vuole diventare uno scrittore... 2 ...e per chi vuole fare il giornalista 3 Un nuovo papà alla traccia 4 Stand by me 5 Music or not music? 6 Dal giradischi all’ipod 6 No smoking 7 Mensa e dintorni 8 San Valentino: indagine 9 Il torneo di calcio 10 Il torneo di pallavolo 11 Disfunzione distributiva 12 La scelta delle superiori 13 Un motorino per viaggiare in libertà 13 Il crucitraccia 14 Lo stellario 16 Giorgio Tirabassi 17 Sweet Charity 18 L’editoriale Perché creare un giornalino? A quale scopo? Queste sono tutte domande che possono venire in mente a chi prova a mettere le mani su un qualsiasi tipo di notiziario o rivista. Molte possono essere le risposte, diverse per ogni redazione. Noi abbiamo scritto questo giornale per raccontarvi le nostre esperienze, le passioni, ciò che accade a scuola e nel mondo, non raccontando semplicemente i fatti accaduti, ma inserendo anche i nostri commenti, pareri, opinioni, esperienze personali…, magari svelandovi aspetti che non conoscevate e comunicandovi le nostre impressioni. Nel mese di gennaio è iniziato per le terze, il laboratorio dedicato al Quotidiano a scuola. Ogni martedì e giovedì pomeriggio per tre settimane ci siamo trovati a pensare quali argomenti potevano essere l’oggetto di articoli presenti nel giornale scolastico; abbiamo presentato le nostre proposte alla redazione; ciascuno di noi ha poi steso una bozza dell’articolo, che, prima di essere pubblicato, doveva superare il giudizio del direttore. Già dalla prima lezione siamo stati molto interessati e abbiamo ideato ottimi progetti. Speriamo che il nostro lavoro sia letto e soprattutto apprezzato dai ragazzi delle seconde e delle prime. Ecco qui la prima (e per il momento unica copia) del nostro giornale. La redazione Uno in meno... Vignetta di Alessandro Dozio Ce l’abbiamo fatta! È notte fonda e sto curando gli ultimi ritocchi al nostro giornalino. È stato un lavoro che ha preso forma a poco a poco e che, ora che è quasi concluso, mi sembra proprio bello: per farlo così sono stati fondamentali il contributo e la genialità di ciascuno di voi. Grazie a tutti, cari colleghi di redazione. Il direttore, CBonetti A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 2 DETTO FRA NOI Una ragazza di terza si confronta con un’affermazione di Cesare Pavese Vivere è cominciare L’UNICA GIOIA AL MONDO È COMINCIARE. È BELLO VIVERE, PERCHÉ VIVERE È COMINCIARE SEMPRE, AD OGNI ISTANTE. Questa è la frase di Pavese con cui abbiamo iniziato lo scorso anno scolastico. Cominciare è bello perché vuol dire provare una cosa nuova, cominciare una nuova avventura e capire fino in fondo quello che si fa, che si vive: tutti i giorni è cominciare. Iniziare è quello che stanno facendo i ragazzi di prima, stanno cominciando l’esperienza delle medie. Sono già tre anni che a settembre comincio la scuola alle medie, ma ogni anno in un modo diverso dalla volta precedente. In prima ho cominciato con entusiasmo e voglia di conoscere, di iniziare una nuova avventura che poi sarebbe continuata con il passare degli anni, senza nemmeno accorgermene. In seconda era già diverso: volevo cominciare solo per rivedere i miei amici, non per iniziare una nuova avventura, quella del vivere. Diciamo pure che in terza ho cominciato un po’ maluccio: questo sarebbe stato l’ultimo anno in cui potevo rivedere i miei amici di scuola, che brutto! Poi invece ho capito che questo sarebbe stato l’anno in cui avrei potuto godere le amicizie formatesi durante la pri- ma e la seconda. Ho capito che per vivere bene bisogna cominciare sempre, ad ogni istante, con entusiasmo e gioia di vivere. I ragazzi di prima sono entusiasti di questo primo periodo di scuola, perché hanno fatto cose coinvolgenti e si sono sentiti voluti. Intervistandoli ho riscontrato che non a loro piacciono le cose che “non prendono” o “divieti” di fare qualcosa che attira; però l’avventura della vita è fatta sia di cose gradevoli che non. Sì, È BELLO VIVERE PERCHÉ VIVERE È COMINCIARE SEMPRE, allora... cominciamo tutto (anche le cose che non piacciono) con GIOIA! Eleonora Binda Giusi Quarenghi: intervista al telefono Per chi sogna di diventare scrittore... Se volete conoscere qualche aspetto di una scrittrice a voi ancora sconosciuta, state leggendo la pagina giusta. Infatti vi stiamo per presentare la scrittrice Giusi Quarenghi, che qualche settimana fa ha incontrato i ragazzi di prima media. Il nostro è stato un incontro particolare: ha risposto alle nostre domande grazie a una difficile intervista telefonica... quando li ho bruciati tutti in un falò per evitare di essere testimone di me stessa. Che studi ha seguito? Ho frequentato le scuole magistrali presso il Collegio degli Angeli, dopo di che mi sono laureata in filosofia. Comunque ho iniziato a scrivere terminato ogni dovere scolastico. Cosa l’ha portata a diventare scrittrice? A farmi diventare scrittrice non è stata tanto la passione per la scrittura, bensì il piacere che provavo nell’ascoltare delle storie e di conseguenza il desiderio di narrarle. Questi studi le sono serviti per il suo lavoro? Sì, mi sono serviti, ma c’è da dire che qualunque tipo di studio si segua serve alla scrittura, perché è una forma di riflessione sull’esperienza: la filosofia in particolare apre uno sguardo multiforme. Come ha incominciato e a che età? Come tutte o quasi le ragazze ho incominciato a scrivere diari dall’età di undici anni fino ai diciotto, Qual è stata la sua prima opera? La mia prima pubblicazione trattava l’argomento dei problemi che riguardano la vita domestica e il libro si intitolava Ahiii, che male! Piccolo manuale per crescere sano e andare lontano. Ogni giorno se usi gli oggetti che hai intorno in maniera sbagliata è perché poni alla realtà la domanda sbagliata. Infatti quando metti la mano sotto il ferro da stiro non è lui che compie il gesto sbagliato, ma sei tu che lo interroghi scorrettamente e ti scotti. Qual è l’opera di cui è più soddisfatta? Io risponderei la prossima: nel mio vocabolario la parola soddisfazione è quasi inesistente; più che soddisfazione c’è la voglia di compiere nel A NNO 0, NU MER O 0 miglior modo possibile quello che sto facendo. Di cosa si sta occupando in questo periodo? Ora sono in viaggio per Ferrara dove devo tenere una narrazione comparata sulla fiaba La Bella PAGINA 3 DETTO FRA NOI Addormentata nel bosco. I miei pensieri ora sono infatti concentrati su storie per bambini. Che libro consiglierebbe a dei ragazzi di terza media? Un libro che mi ha molto colpito per il modo con cui è narrato e che vi consiglio è Tracce di Gary Polsen: una bella narrazione sulla guerra e sulla pace, fatta senza l’obbligo di dire che la pace è meglio: insomma senza l’obbligo dei buoni sentimenti. Elisa Di Carlo Mail-intervista ...e per chi vuole fare il giornalista Gabriella Meroni è una giornalista e lavora presso il settimanale Vita: è la caposervizio della redazione. Tra le sue passioni i romanzi gialli, l’inglese e il latino. Ha gentilmente risposto tramite posta elettronica alle nostre domande relative al lavoro che svolge. Lavora per una casa editrice fissa o vende i suoi articoli? Lavoro per il settimanale Vita, periodico nazionale diffuso sia in edicola sia in abbonamento. Attualmente sono assunta con contratto giornalistico di esclusiva, cioè non posso scrivere per altri giornali. Quanto tempo le occupa il suo lavoro? Lavoro per 36 ore settimanali, cioè poco più di sette ore al giorno. Il martedì, però, giorno in cui chiudiamo il giornale, sono in redazione dalle 10 del mattino fino a oltre la mezzanotte. Quando è nata la sua passione per il giornalismo? Mi hanno rivolto spesso questa domanda, e ho dovuto sempre rispondere (a volte deludendo un po' l'interlocutore) che la passione in me è nata dopo, e non prima di iniziare a fare la giornalista. Infatti ho cominciato assolutamente per caso e mi sono appassionata strada facendo. Adesso posso dire che sono entusiasta del mio mestiere e non potrei farne nessun altro. Come ha iniziato il suo lavoro? Che studi ha fatto? Mi sono laureata in lettere classiche nel 1994 e nello stesso anno ho iniziato a collaborare con il Corriere della Sera. È andata così: una mia amica aveva sentito che alla redazione di Vivimilano cercavano collaboratori giovani per una nuova rubrica dedicata agli studenti. Io ho telefonato e mi sono presentata al caporedattore Silvia Vedani (che lavora ancora lì). Non mi aveva mai visto in vita sua, ma le sono piaciuta e mi ha preso subito. Sono stata molto, molto fortunata. Qual è l'articolo o il servizio più importante che ha scritto? Citerei due inchieste: con una ho scoperto che in alcune cliniche italiane, come la Macedonio Melloni di Milano, si operavano i bambini Down agli occhi per "mascherare" la loro disabilità. È stata un'inchiesta che ha avuto una grossa eco, anche all'estero. Poi mi sono occupata dello scandalo mucca pazza, e ho svelato i "trucchi" degli allevatori per non mandare al macello le mucche malate. Di che genere di cronaca si occupa? Be', in un giornale non esiste solo la cronaca... diciamo che quando mi occupo di cronaca si tratta di cronaca sociale, cioè di fatti che per il loro particolare risvolto interessano le organizzazioni non profit. Un esempio? Abbiamo cercato di capire come stanno e che cosa fanno oggi i ragazzi di Torino che un paio di mesi fa avevano picchiato un disabile in classe, girando anche un video sulla loro "bravata". Siamo quindi andati a intervistare Ernesto Olivero, il presidente del Sermig di Torino, una associazione che ha accolto questi ragazzi per insegnare loro un modo diverso di stare insieme. Quanti articoli ha scritto in totale? Ci credi se ti dico che non li ho mai contati? Dunque, se calcoliamo una media di un articolo la settimana per 12 anni e mezzo, fa 650 (più o meno). Se poi ci aggiungiamo anche i pezzi che scrivo per il nostro sito, www.vita.it, dobbiamo moltiplicare quel numero almeno per tre. I suoi articoli finiscono spesso su giornali importanti? Come ti dicevo, ho un contratto di esclusiva, quindi non posso firmare su altri giornali. Fino all'anno scorso, però, collaboravo stabilmente (senza firmare) con Panorama. Dal 1999 al 2003, inoltre, ho condotto una trasmissione radiofo- A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 4 DETTO FRA NOI nica su Radio24, l'emittente del Sole 24 Ore; nel 2005, infine, sono stata in onda con un notiziario su temi ambientali su Rai Utile, il canale digitale terrestre della Rai. menti durante la seconda guerra mondiale. Sentire il rombo dei caccia e lo scoppio delle bombe da vicino è un'esperienza che non auguro a nessuno. Le è mai capitato di essere inviata in un paese in guerra? Sì, mi è capitato nel 1999 in Kosovo. Il mio giornale mi aveva mandato a seguire l'emergenza profughi al confine tra Kosovo e Albania, dove convergevano centinaia di migliaia di albanesi scacciati dal loro territorio dalle milizie serbe. Nel villaggio più importante - e più raggiungibile - di tale confine, Kukes, arrivarono in una sola notte 55mila persone. Io ero lì e ti assicuro che non dimenticherò mai i volti di quei disperati, e neppure l'impegno di centinaia di volontari e militari italiani che portavano loro soccorso. Raccontare tutto sarebbe lungo, aggiungo solo che ho capito in quella circostanza cosa voleva dirmi mio nonno quando mi parlava del terrore dei bombarda- Ha intervistato persone importanti? Qualcuna. Parto dalle persone che oltre a essere importanti sono famose: tra i politici, Rutelli, Fini e Veltroni (e poi Tremonti, la Turco, Rosi Bindi); tra i vip dello spettacolo, Pippo Baudo, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e tutti i componenti della Nazionale Cantanti, tra i campioni dello sport, Yuri Chechi, Paolo Maldini, Alessandro Del Piero, tra i giornalisti e scrittori, Gianni Riotta, Gad Lerner, Aldo Grasso, Dario Fo. Poi ho intervistato persone importanti ma meno famose, come i Nobel Muhammad Yunus e Rigoberta Menchù, il padre del non profit inglese Ralph Dahrendorf, il guru no global Jeremy Rifkin... e tanti altri. re un articolo molto interessante agli occhi del lettore? Ce ne sono tanti. I più usati riguardano l'impaginazione, quindi la scelta del titolo, delle foto, dei box, dei grafici, delle didascalie che accompagnano il pezzo. Per chi scrive, i punti da tenere sott'occhio sono l'attacco (l'inizio dell'articolo) e la chiusa. Se sono "mosci" non vanno bene. Va detto però che se non c'è «ciccia», come si dice in gergo, cioè se manca la notizia, puoi inventare tutti i trucchi che vuoi ma l'articolo non potrà mai diventare molto interessante. Viaggia spesso per via del suo lavoro? Ora non più. Ho fatto il pieno per qualche anno, quando avevo sempre la valigia pronta. Adesso ho due bambini piccoli che non voglio affidare ad altri. Magari quando saranno più grandi riprenderò; a me piacerebbe. Stefano Pirovano Quali sono i trucchi per rende- Un nuovo papà alla traccia Intervista al prof. Bonfanti Buongiorno, prof… Sappiamo dell’imminente lieto evento. Come si sente a diventare padre per la prima volta? Beh, da una parte provo una gioia grandissima, perché io e mia moglie abbiamo desiderato tanto questa bambina, ma d’altra parte mi chiedo se sarò in grado di svolgere al meglio il ruolo di padre. Pensa che la sua vita cambierà in qualche modo dopo la nascita della bambina? Certamente, perché dovrò dedicare molto tempo in più a mia moglie Federica e a mia figlia Beatrice, che costituiranno la mia priorità. Avrebbe preferito una femmina o un maschio? Essendo io stesso un maschio, avrei preferito che lo fosse pure mio figlio, ma non ha importanza e non ditelo a mia moglie! Come mai avete deciso di chiamare vostra figlia Beatrice? Io e mia moglie ci eravamo accordati in questo modo: se il bambino fosse stato un maschio le avrei proposto tre nomi e lei avrebbe scelto, mentre se fosse stata una femmina sarebbe avvenuto il contrario. Così mi ha proposto Beatrice, Emma o Chiara e io ho fatto la mia scelta… Come si immagina Beatrice da grande? Sportiva come lei o contraria allo sport? Naturalm e n t e preferirei che mia figlia diventasse un’aman- te dello sport come me e ho intenzione di portarla a sciare o a correre il più possibile. Ha intenzione di iscriverla alla traccia dove insegna anche lei? Sinceramente non ho ancora pensato a questo dettaglio, perché sono già abbastanza preoccupato all’idea di come fare a cambiare un patello! Quando è prevista la nascita della bimba? Beatrice dovrebbe nascere tra il 7 e il 12 di marzo… Le facciamo gli auguri in anticipo da parte di tutta la redazione e penso da parte di tutta la scuola! Maddalena Donina e Alessandro Rascaroli A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 5 DETTO FRA NOI Vacanze invernali ad Ameglia: occasione d’incontro Una regia molto speciale Durante la vacanza invernale di Stand by me 2006-07 abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un incontro tenuto da Nando Sanvito: è un telecronista sportivo che ha voluto parlarci dello sport, però da un punto di vista differente rispetto a quello che normalmente sentiamo alla TV. Ci ha spiegato che le dinamiche dentro uno sport sono uguali a quelle della vita di tutti i giorni. L’uomo è uno sia quando fa sport, sia quando ama, sia quando socializza o si diverte. Molte volte nella vita di una persona accadono fatti che al momento non comprendiamo, perché non coincidono col nostro progetto di vita; solo con il tempo capiamo il perché degli avvenimenti. Per esempio ci ha raccontato la storia di ragazzo che aveva una grande dote nel giocare a basket. Sfortunatamente, vivendo nella periferia di una grande città, fu colpito da un’arma da fuoco a una mano. La sua carriera di giocatore era ormai segnata. Ha continuato la sua vita sviluppando l’abilità nell’altra mano mediante il lavoro. Incontrato nuovamente in seguito il suo alle- natore, le speranze si riaprono. La mano ferita torna ad essere utilizzata, ora lui è uno dei pochi giocatori di basket con la capacità di utilizzare entrambe le mani. Un imprevisto che sembrava aver segnato la sua carriera per sempre diventa invece un vantaggio, una limitazione che sembrava ormai aver spento tutte le speranze, vista con il cuore diventa una possibilità a suo favore. Queste sono situazioni che normalmente nella nostra cultura cristiana vengono chiamate sacrificio; sembrano contro di noi, ma non è così. Oltre al basket, Nando parlò molto di un avvenimento legato al calcio. Francesco, un ragazzino tifoso dell’Inter, era scappato da casa; il padre disperato chiese a Vieri di lanciare un appello alla televisione, ma Francesco non tornò. Quella sera ci fu la partita InterJuventus: erano 0-0 così si andò ai supplementari. All’ultimo minuto del secondo tempo, un difensore dell’Inter, Adani, segnò, si tolse la maglia e fece vedere la scritta che aveva sotto la maglia da titolare : «Francesco ritorna». Il ragazzo, che aveva seguito la partita, commosso per il gesto decise di ritornare a casa Questo è imprevisto, perché l’unico che aveva la maglia con quella scritta era proprio lui, un difensore che rare volte segna, per lo più nel momento di maggior ascolto, in realtà è calcolato. Può sembrare una coincidenza, ma nella vita non c’è niente di casuale. «Persino i capelli del nostro capo sono contati». Questo per dire che tutto è dentro un disegno, una chiamata a essere qualcosa. Chiara Zanola e Lucia Colzani Stand by me: di cosa si tratta? Stand by me non è niente di complicato, è semplicemente una grande amicizia. I ragazzi a partire dalla quinta elementare fino alla terza media hanno l’opportunità di partecipare a giornate ricche di movimento, gite, giochi, incontri. Piccoli gesti come guardare un tramonto o le stelle, diventano speciali in questa com- pagnia. tiamo tutti. Lucia Colzani e Chiara Zanola Il nostro legame non è determinato dall’età: gli adulti che stanno con noi ci aiutano a guardare la realtà col desiderio di scoprirne Piccola è la nostra compagnia, il significato. È per questo che Stand grande è l’ideale by me è speciale, ed è per questo che noi invi- A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 6 DETTO FRA NOI Metti alla prova il tuo inglese... Music or not music? That’s the question ...e non ti preoccupare: un giorno o l’altro anche tu scriverai così! After school, many of us use to sit on the divan, switch on the TV and enjoy MTV’s music and programs. Now MTV stands for cool music, music that young people love, artist who can sell millions of copies all over the world in a few weeks. MTV broadcasts anything is cool at the moment to catch the youngest audience, except for some old cult songs which rarely appear just to celebrate themselves and tho se wh o performed them many years ago. But I’m sure that if we propose our music to our parents, they won’t recognize a song, maybe the one they listen on the radio every morning. That’s why music fortunately changed and changes now day after day. The musical experience of each of us depends on our parent’s likes or dislikes, on the music that they listened to and on what they wanted to hand down to us. Anyway, most of the guys use to be fond of artists they found by themselves and use to like kinds of music, which are totally different from the ones they heard about in their childhood. I don’t believe there are so many punk mothers or fathers who look like Mick Jagger. If you were born in a “music addict” family, you have just to regard yourself as very lucky! Fortunately, bands like The Rolling Stones, The Doors, The Clash, Deep Purple, Nirvana or Guns n’ Roses are quite popular between teenagers; it serves to keep alive their music and what they meant for the older generation. performances and odd behaviour; many of them are adopted as models and fashion icons. If we take a look to MTV’s programs, the most celebrated artists are those who fill the top places of the charts: Green Day, Blink 182, Red Hot Chili Peppers, Take That (they’ve come back!), Eminem, Akon or Madonna. Of course, the best known music channel makes room for hard rock or metal bands, but their videos and performances are showed the most at night, therefore it’s not possible to see them so often. Instead, the up-andcoming artists are a little bit privileged. We’re sure that MTV is a great way to keep yourself informed about music, but please, don’t forget the people who changed the story of music, perhaps they’re better than an entire day watching TV! Nowadays teenagers are absolutely mad about groups or singers who built their success on style, astonishing Giulia Fumagalli Lo sviluppo tecnologico, il cambiamento della società Dal giradischi all’ipod: lo sviluppo tecnologico continua Negli ultimi decenni l’incessante sviluppo tecnologico cambia di continuo le nostre abitudini di vita e rende vecchio in poco tempo qualsiasi prodotto. Dai grandi giradischi di tanti anni fa nel giro di poco tempo si è passati a strumenti più avanzati e tecnologici come il walkman, sostituito immediatamente dal lettore CD, seguito dall’IPOD, la “nuova scoperta” di oggi. L’IPOD non è nient’altro che un dispositivo di musica portatile che offre la più alta qualità della musica. Tra noi ragazzi è usatissimo, non conosco nessuno che oggi non ne abbia uno: è la moda! A NNO 0, NU MER O 0 Forse è proprio quella a condizionarci. Se chiedessimo infatti ai nostri genitori di comprarci un IPOD loro ci risponderebbero che abbiamo già walkman o lettori Cd e che ad ogni modo uno vale l’altro. Inoltre ci verrebbe raccontata di nuovo la storia di quando erano più giovani di noi, dove potevano permettersi di avere solo poco. Per noi, però è inevitabile. Secondo me è proprio questo il problema: siamo così abituati ad avere gli oggetti più avanzati che, (questo è causato soprattutto dalle pubblicità) vogliamo subito avere tutto. Ho svolto una PAGINA 7 DETTO FRA NOI ricerca sulle diverse ipotesi di come la pensano i genitori di oggi: per alcuni è una cosa molto positiva la tecnologia la possibilità di lavorare con un computer o di ascoltare musica con l’IPOD; per quanto riguarda la televisione, cartoni animati o altro, qualcuno dice che hanno preso il posto della fantasia, soprattutto nel contesto infantile: se ad un bambino, infatti, viene letta una storia, gli si dà la possibilità di immaginare il paesaggio, i personaggi e altro. Se invece un bambino si pone davanti alla televisione a vedere un cartone animato, gli viene tolto il divertimento di immaginare. A volte sento più le persone anziane che si lamentano dell’improvviso cambiamento della società. Secondo me, però non è così male che la popolazione si stia impegnando in nuovi progetti. E per voi, è una cosa positiva o negativa? Ester Colombo Un’indagine della nostra inviata No smoking Sappiamo tutti che il fumo fa male, ce lo ripetono in tanti e in continuazione, anche se poi molti adulti non sono coerenti, dicono una cosa e ne fanno un'altra. Intanto noi ragazzi ci chiediamo:"Fumo o non fumo?". Con una sigaretta ci si sente più grandi, più interessanti e più belli; alla nostra età non si pensa alla salute ma a crearsi un'immagine e a volte la sigaretta aiuta. Molti miei amici del mio paese, quando esco la domenica pomeriggio continuano a dirmi: "Dai, prova a fumare: non è una brutta cosa, tanto al giorno d'oggi quasi tutti fumano... perchè tu no?". Ho chiesto ad alcuni ragazzi della scuola se avevano già provato a fumare. Alcuni mi hanno risposto che fumare non è un loro desiderio, altri hanno solo provato e, fortunatamente, pochi fumano. Una ragazza di terza media mi ha raccontato che ha provato a fumare a undici anni, solo per gioco; ora fuma quando è con gli amici e dice che quando è nervosa fumare la rilassa. Un altro ragazzo mi ha detto che ha provato a fumare ed è stato emozionante, secondo lui, poi non ha più sentito l'esigenza di fumare e ha smesso. Ci sono cose più belle da fare per diventare grandi e sentirsi più interessanti, la sigaretta è fumo e il fumo non è niente. Elisa Besana A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 8 DETTO FRA NOI Mhhh… Che buono! Assaggi del laboratorio di cucina delle classi terze molto positiva, tutti collaboravano con impegno e attenzione per la buona riuscita del lavoro a loro affidato. Alla fine della preparazione dei cibi, tutti erano soddisfatti e ognuno gustava con fierezza ciò che aveva preparato. Bella esperienza nuova e diversa dai soliti laboratori. Dopo l’intervista ai ragazzi delle classi terze che hanno partecipato al laboratorio di cucina, abbiamo scoperto che è piaciuto a tutti gli studenti, sia a quelli appassionati e sia a quelli disinteressati. Alcuni di questi ragazzi avevano già visto in televisione trasmissioni di cucina oppure avevano provato a cucinare a casa, mentre per altri è stata la prima esperienza da cuochi e forse anche l’ultima. La durata del corso è stata di tre lezioni, durante le quali hanno potuto mettersi alla prova con i fornelli. I piatti preferiti e giudicati buoni dai partecipanti sono stati: le crespelle, gli hamburger, le polpette e infine la torta di mars. Tutto il merito della buona riuscita del corso non è stato solo dei ragazzi, ma anche della cuoca insegnante, la sig.ra Anna, brava Chissà, sarebbe piaciuto partecie paziente nello spiegare e far pare anche a noi? realizzare i vari piatti. Paolo Manzini La nostra impressione è stata La nostra dietologa indaga Mensa sana in corpore sano In questi ultimi giorni è stato effettuato un sondaggio ad alcune persone di terza e di prima riguardante il cibo scolastico. Dai ragazzi di terza A, B e C si è notato un miglioramento piuttosto notevole, ma ritengono che per quello che si mangia, il prezzo sia troppo salato, e che nel menù scolastico ci siano ancora poche scelte: i ragazzi di prima, infatti, sono consapevoli del fatto che, mettendo almeno un nuovo piatto “ideale per tutti” nel menù, i commenti negativi diminuirebbero (un esempio sono le patatine fritte, che si potrebbero cucinare almeno una volta al mese). La pizza è ottima, ma il passato di verdura non è molto apprezzato… Possiamo riassumere i nostri consigli in quattro punti: 1) introdurre di nuovo il pranzo al sacco 2) abbassare il prezzo di almeno un Euro 3) rendere più ampia la scelta dei piatti 4) togliere definitivamente il minestrone! (magari sostituen- dolo con qualche altra verdura più apprezzata). Aline Nava A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 9 DETTO FRA NOI San Valentino: m’ama o non m’ama? Un’interessante inchiesta tra professori e alunni della traccia Cosa dice la tradizione Sharon aggiunge: L'origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di feporre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Fin dal quarto «Io secolo a.C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito an- steggio nuale, al dio Lupercus. San VaI nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi lentino in un'urna e opportunamente mescolati. con i miei Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno genitori e avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. con il mio Per mettere un termine a questa vecchia pratica, i padri della Chiesa han- fidanzato. a no cercato un santo “degli innamorati” per sostituire il deleterio Lupercus. Vado Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era comprare stato martirizzato circa duecento anni prima. un pensierino per mio papà e dopo osservo lui e Abbiamo chiesto ad alcuni insemia madre che aprono i regali, un gnanti e alunni cosa pensano della po’ come a Natale: è la loro festa, festa di San Valentino, se la festegla festa degli innamorati. In questo giano, se desiderano ricevere o fare giorno vorrei ricevere un cagnolino un particolare regalo. di peluche, molto tenero». Guardate un po’ chi ci ha risposto: La professoressa Flaugnatti «Se San Valentino cade in un giorno della settimana non lo festeggio, ma se arriva in un bel week-end lo passo con il mio fidanzato andando fuori a cena; mi piacerebbe ricevere un bel mazzo di fiori, delle rose. Penso che sia bella come festa, ma ne basta una all’anno!». Matteo Laudiano (IIIB): «Io festeggio San Valentino se capita, dipende … se la mia ragazza mi ha gia mollato o no! Il regalo è una cosa personale, dipende da che tipo è: se le piace la musica le regalo un CD e se è romantica dei cioccolatini, non saprei dire, mi viene spontaneo il regalo e anche quello da fare quel giorno. Questa festa mi piace, ma non ne voglio altre durante l’anno, una va bene». Sharon Bonfanti e le ragazze di IIA: « Per noi San Valentino è un giorno qualsiasi, non ci fa né caldo né freddo, ma, nel caso ci fosse qualcuno che ci invita, un ragazzo… allora è diverso e vorremmo ricevere delle rose rosse». Valentino ma, per ora, non lo festeggio, perché non ho ancora trovato la mia anima gemella, nessuno che mi piaccia, ma, quando lo troverò, in quel giorno uscirò con lui a cena e ci divertiremo tantissimo. Sarebbe bello che mi regalasse un mazzo di fiori e un bacio e io gli dedicherei la canzone “Ti amo, ti amo”. Mi piacerebbe che questa festa si ripetesse anche più in là nell’anno, a Maggio per esempio». Marco Riva IIIC e Stefano Pirovano IIIB: I due ragazzi sembrano confusi: dopo averli interrogati per mezzora, avendo ricevuto come risposta a tutte le domande semplicemente “boh” , siamo riusciti a cavarne fuori: «Per adesso non mi importa di San Valentino, ma, un giorno, lo festeggerò con la ragazza dei miei sogni» questo per quel che riguarda Pirovano; invece Riva ha detto: «Non mi piace San Valentino e non lo festeggerò mai, non farò né vorrò ricevere nessun regalo, ma, se una ragazza si dichiarasse a me il giorno di San Valentino, io le dedicherò questa canzone: “Il gallo è morto”». Stefano Mauri IIIC:« Penso che San Valentino sia una festa molto giusta, perché i fidanzati abbiano un giorno dedicato a loro e fatto per stare insieme. Non lo festeggio sempre, dipende dagli anni, se quell’anno sono fidanzato o no, ma se lo sono lo festeggio con la mia ragazza. Io le regalerei dei biglietti per il cinema Prof Bonalume: «San Valentino così al pomeriggio, dopo un bel lo passo come un giorno normale, giretto, andiamo a vedere un film e perché penso che sia una festa stupoi la porto a cena; se quel giorno pida, sdolcinata, troppo sentimenc’è scuola cerco di stare con lei per tale: deve essere abolita. Vi offro tutto l’intervallo e, al pomeriggio, questa perla di saggezza:O ami “chi se ne frega dei compiti”! Voruna donna tutto l’anno o non la rei che ci fossero altre feste, duranami mai…». te l’anno, dedicate agli innamorati, per esempio sarebbe bello averne Agnese Tremolada una d’estate, da Chi era Valentino? festeggiare in A Roma, nel 270 d.C il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani spiaggia e amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, facendo il rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convertire bagno». Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio del 270, San Valentino fu lapiLeila Rezzoli IIIA: «È bello San dato e poi decapitato. La storia inoltre sostiene che, mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione, si innamorò della figlia cieca del guardiano Asterius: con la sua fede ridiede miracolosamente la vista alla fanciulla e, in seguito, firmò in questo modo il proprio messaggio d’addio alla fanciulla: "dal vostro Valentino", un’espressione che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore. A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 10 DETTO FRA NOI Da quest’anno una novità ci accompagna durante l’intervallo Una nuova grande sfida Calciopoli alla traccia: con le esclusive accuse ad Andrea Bellavite... È iniziato da qualche giorno il nuovo torneo di calcio che si sta svolgendo durante l’intervallo nel campetto della scuola media La Traccia. La passata edizione è stata vinta dalla squadra F.C. Lomaniga (Andrea Bellavite, Andrea Gallotti, Daniele Maggioni, Matteo Rovelli) che ha superato in finale i Columbus Crwu (Matteo Maggioni, Francesco Marcolini, Jacopo Marcolini e Stefano Mauri) con il risultato di 2 a 1 in una partita che ha suscitato molte polemiche. fatti lamentati dell’arbitraggio del sig. Andrea Bellavite che ha diretto tutte le partite del torneo, comprese quelle della sua squadra, favorendo così la vittoria personale, facendo assegnare ottime valutazioni ai giocatori da lui comprati per il fantacalcio (gioco collegato al torneo) e sfavorendo i team che potevano ostacolare la loro cavalcata verso il titolo. Oltre alla finale, una delle partite maggiormente contestate è stata la semifinale che ha visto scontrarsi l’F.C. Lomaniga e i Giovani (Ruggero Folli, Luca La Sala, Riccardo Isella e Matias Whilem). Nel torneo attuale è stata data a tutti la possibilità (ragazze incluse) di creare nuove squadre o di modificare quelle vecchie, senza però variare il numero dei componenti di ogni team. Quest’ultima si è vista subire un goal quando giocava in tre uomini contro quattro, perché un proprio giocatore era andato a prendere il pallone uscito dal terreno di gioco e intanto il gioco era stato fatto continuare con un altro pallone. Le formazioni sono state consegnate agli organizzatori e la speranza è che tutti si possano divertire a giocare in una competizione che si spera essere più regolare di quella passata. Molti giocatori e spettatori si sono in- Un altro episodio di cui si è parlato molto è avvenuto nella finale: il risultato era fisso sul due a uno per il Lomaniga – la direzione di gara era stata affidata per la prima volta al professor Bonfanti – quando è suo- nata la campanella che segnala la fine dell'intervallo e dell'incontro. Per quel match così speciale si era chiesto e ottenuto il permesso di allungare la ricreazione di cinque minuti. La squadra dell’F.C. Lomaniga, che era in vantaggio, ha deciso di fare ciò che più conveniva loro, negando di avere richiesto e ottenuto quell'autorizzazione dalla prof. Caronni. L'arbitro ha fischiato la fine dell'incontro e il torneo è stato così vinto dalla squadra dell’F.C. Lomaniga. L'augurio di tutti è che il torneo in corso sia altrettanto divertente, ma, soprattutto, molto più corretto. Stefano Mauri A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 11 DETTO FRA NOI Le Capre Pelate vincono la finale di pallavolo Dopo le semifinali del torneo di pallavolo organizzato da alcune ragazze delle terze, mercoledì 17 gennaio si è svolta la finale, molto sentita sia dai giocatori sia dai tifosi delle due squadre, le Capre pelate e la Bertucce. ogni possibilità di conquistare il titolo. Nei cinque minuti seguenti però la squadra in svantaggio mostra un segnale di ripresa, portandosi sul 13-12. A questo punto purtroppo, stanche per lo sforzo sostenuto, le La partita inizia col possesso delBertucce cedono alla fatica e la palla alle Capre Pelate che con consentono alla squadra avmolta abilità e gioco di squadra si versaria di arrivare a più 12. portano sul 9-3. Manca poco alla fine della Nei primi cinque minuti di gara le partita e le Bertucce recupeCapre Pelate raggiungono la doprano due punti; la fortuna è pia cifra con molta facilità: ormai dalla loro parte per qualche le Bertucce sembrano aver perso momento: hanno Daniel Parravicini pronto alla La classifica finale battuta, alza la palla e…driiiiinnn, suona la 1. Le capre pelate campanella: le Capre Pelate vincono il titolo per 28-18. 2. Le bertucce 3. Il giuoco del gregge smarrito Il giorno seguente si svolgono le premiazioni sotto il portico. Tutti sono molto agitati, le organizzatrici chiamano al megafono le prime tre squadre e consegnano a ciascun componente una medaglia di cartone. Grazie a Chiara, Rachele, Lucia ed Eleonora che hanno organizzato questo torneo di pallavolo che ha creato un piacevole momento di incontro durante i nostri intervalli. Jacopo Marcolini e Matteo Maggioni A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 12 DETTO FRA NOI Cronaca nera alla traccia Disfunzione distributiva Suona la campanella dell’intervallo: gli alunni si precipitano fuori dalle aule, con il famoso “foglietto arancio” in mano e già sulle scale inizia la sfrenata corsa verso il banco delle merende. Intorno ad esso, dopo soli 30 secondi, si è radunata una massa informe che comprende tutti i ragazzi della scuola, che spintonano, urtano, pressano e, schiacciati l’uno sotto l’altro, urlano:- Bombolone! Focaccia! I foglietti arancio e le merende volano, le venditrici sudano nel distribuire le infinite merende e nel cercare di tenere a bada i rissosi clienti, ma, nel caos totale, avvengono regolarmente furti… I colpevoli, approfittando della distrazione delle venditrici e della calca, sgusciano dai lati o da sotto il tavolo e, con mano lesta, afferrano il bottino per poi scappare senza essere fermati da nessuno; al sicuro, consumano la loro merenda, cancellando così tutte le prove, o almeno loro pensano. Infatti la prova schiacciante dei furti sono i soldi mancanti al conteggio e la vittima rimane, alla fine, la povera Carmen che ci racconta: «I soldi non consegnati e le merende mancanti non sono molti, sicuramente meno degli anni passati, quando gli alunni erano più svegli e rubavano parecchie merende, ma sono comunque abbastanza arrabbiata con i venditori più che con i ladri. Le merende rubate non sono sempre lo stesso numero, ma dipendono dai tipi di venditori. Ci sono quelli più generosi, che si fanno “sedurre” e regalano merende su merende; ci sono i venditori fifoni, che si lasciano spaventare dai ladruncoli e li lasciano agire; infine ci sono i venditori determinati, che sono attenti che non scappi neanche una brioche. Ripeto: i furti aumentano o diUna tipica ressa minuiscono in base ai venditori del momento ma, alla fine, quelli che rubano sono sempre i soliti furbi, i quali quando ammettono e pagano i debiti, si giustificano dicendo che “era solo un prestito” o “loro non rubano” o “avremmo pagato: è che non avevamo i soldi”.» Oltre ai numerosi furti, che comprendono naturalmente anche i buoni arretrati mai consegnati, c’è il problema della rissa che opprime gli studenti più piccoli e le venditrici che rischiano di farsi veramente male e che può causare incidenti anche Le merendere agli oggetti (tavoli e sedie) circostanti i quali già non sono in ottime condizioni per il medesimo motivo. Abbiamo localizzati alcuni dei presunti ladri e rissaroli, ma chiediamo anche a voi, nel caso coglieste sul fatto uno di essi, di venire a segnalarcelo immediatamente. Però c’è un lato positivo… certo non si può dire che gli affari della vendita delle merende stiano andando male! Riportiamo qui di seguito alcune importanti testimonianze di due primini, vittime e spettatori di questi violenti fatti: Marco Gasparella racconta: «Quando vado a comprare la merenda vengo sempre spintonato e mi sento molto oppresso, soprattutto quelle volte che, arrivando in ritardo e finendo nella rissa, non faccio in tempo a prendere la mia merenda preferita, perché è finita e mi toccano le cose che mi piacciono di meno. La colpa è dei ragazzi di terza media, ma anche delle prof che ci fanno uscire per l’intervallo in ritardo costringendoci ad affrontare la calca, e questo accade soprattutto con la prof di inglese». Pietro SanGiorgio: «Io, per evitare il caos, scendo sempre per primo e mi apposto al banco prima dei ragazzi di terza. Questo è molto vantaggioso perché non solo evito di farmi male, ma riesco sempre ad ottenere la merenda che più mi piace. Ci sono della volte, però, in cui non riesco a prenotarmi per primo e mi ritrovo davanti la rissa: in quei casi non mi faccio calpestare dai ragazzi più grandi, ma partecipo con gioia alla rissa e, ancora per una volta, ne esco con la mia merenda agognata». Agnese Tremolada A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 13 DETTO FRA NOI I risultati di un’inchiesta presso gli studenti delle terze Liceo o non liceo? Questo è il dilemma Come si sa, l’anno prossimo gli studenti di terza media lasceranno la scuola “La Traccia” per intraprendere l’avventura delle scuole superiori. La scelta è stata difficile e diversa per tutti ed è per questo che abbiamo effettuato un sondaggio per capire quanti alunni hanno scelto una scuola e quanti un'altra e per quale motivo. La maggior parte dei ragazzi ha scelto di frequentare il liceo artistico, linguistico, socio-psicopedagogico, giuridico-economico, sportivo e della comunicazione, in quanto più specifici. Chi ha scelto l’artistico ha la passione per il disegno e l’arte in generale; chi ha scelto il linguistico è perché predilige le lingue e pensa siano molto utili per il proprio futuro; chi ha scelto il sociopsicopedagogico è perché ama stare con i bambini e vorrebbe diventare insegnante e, infine, chi andrà al giuridico-economico è perchè attratto dal diritto, dall’economia e dal mondo del lavoro. Al secondo posto abbiamo il liceo scientifico e, per la maggioranza, la motivazione è la passione per le materie scientifiche, chimiche e fisiche, ma, soprattutto, per la matematica. Alcuni hanno detto che si divertono a risolvere i problemi e c’è anche chi, terminato questo liceo, se già cosa vuole fare: farmacista, carabiniere… Naturalmente non tutti faranno lo scientifico tradizionale: molti hanno scelto indirizzi come naturalistico ambientale, informatico o tecnologico. Successivamente troviamo il liceo classico: chi l’ha scelto ha detto che ama scrivere, leggere, è attratto dalla letteratura e le lingue antiche e per molti altri motivi. Non molti sono iscritti agli istituti tecnici e, quelli che lo sono, adorano il disegno tecnico, grafico, l’elettronica ecc… Infine, la minoranza degli alunni è iscritta alle scuole professionali: tre ragazzi all’alberghiero perché hanno una forte passione per la cucina e un ragazzo a Giardinaggio, perché aspira a diventare giardiniere. Vogliamo specificare che al liceo classico gli iscritti sono solamente femmine, allo liceo classico scientifico sono in prevalenza maschi, alle scuole professionali solamente liceo scientifico maschi, agli istituti tecnici sono più o meno in parità, mentre gli altri altri licei licei sono stati scelti maggiormente dalle femmine ( soprattutto il scuole socio-psico e il linguistico). professionali istituti tecnici Agnese Tremolada Un motorino per viaggiare in libertà I ragazzi di terza e le due ruote Negli ultimi anni è stato proposto ai ragazzi di terza media di sottoporsi ad un esame che può permettere di guidare una moto che non possa superare i 50 km/h: il cosidetto patentino. Alcuni ragazzi non lo fanno per diversi motivi, la maggior parte perchè i genitore negano la possibilità dicendo che i figli non avrebbero tempo per studiare per l’esame, perchè sono inaffidabili o perché i genitori stessi hanno paura che si facciano del male. Alcune volte i ragazzi non lo fanno perchè hanno paura del motorino oppure della velocità, ma sono motivazioni remote. Abbiamo chiesto ai ragazzi se ritengono importante ricevere il patentino e le risposte sono state: Sì, ritengo che sia un traguardo importante perché si può viaggiare in modo autonomo; Sì, perchè non bisogna chiedere aiuto ai genitori; Sì, perché dà un senso di grandezza e di libertà. Abbiamo anche chiesto ai ragazzi che tipo di motorino piace loro: pochi hanno detto uno sicuro, alcuni hanno detto di più uno bello, altri uno elaborato, cioè con motore modificato. Il motorino che più piace è quello veloce. Marco Musumeci, Simone Casiraghi e Tiberio Beretta A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 14 DETTO FRA NOI Il crucitraccia (e altro ancora) a cura di Marco Riva 1 11 2 12 13 3 14 4 5 6 15 18 20 34 40 49 55 36 47 52 61 62 63 65 66 67 64 68 69 70 74 77 82 87 91 78 83 Orizzontali 2 Luogo di ritrovo durante l’intervallo 7 Tipico secondo della mensa 11 Organi maschili del fiore 15 Olio in inglese 16 Targa di Messina 17 Le classi prime la fanno all’inizio dell’anno per conoscersi 18 Stato degli USA occidentali 20 Numero dei buoni in un blocchetto 22 Abbreviazione per cavaliere 23 Il metallo più prezioso 24 Targa di Novara 25 Nota musicale 26 Sono cinque nella mattina a scuola 28 Strumento musicale 30 Il don che ha tenuto i momenti di preghiera durante l’Avvento 32 Affermazione 34 Sinonimo di papà 35 Abbreviazione di telefono 72 73 79 84 88 92 71 75 76 81 54 58 60 80 53 57 59 39 48 51 56 38 43 46 50 27 33 37 42 45 26 32 41 44 25 31 35 10 22 24 30 9 17 21 23 29 8 16 19 28 7 89 85 86 90 93 36 Targa di Asti 37 Gruppo di esperti riuniti per un particolare compito 40 Sinonimo di fiume 41 Gatto in inglese 42 Io in spagnolo 43 Colore dell’auto del prof. Sales 45 Lo sono i papaveri in una nota canzone 47 Targa di Venezia 48 Nome di donna 49 Padre della Consolata in missione in Congo 53 Articolo indeterminativo maschile singolare 55-Pianta rampicante 57-Sigla di trinitrotoluene 58-Al centro di “costato” 59-Jeans rotti, consumati 60-Dopo ed. motoria, se ne ha molta 61-Indecisione, incertezza 62-“E così sia” 63-Si traccia con il compasso 65-Babysitter 66-Al centro di atto 68-“….pensiero, su ali doraaate…” 70- Il villaggio presentato all’ultimo Open Day 74- Lo strumento suonato dal prof. Bonalume 75-Si trova bianca o rossa alla mensa 77-Targa di Latina 78-Articolo determinativo femminile singolare 80-Come deve essere il tratto per la prof. Caronni 84-Participio passato di avvolgere 87-Targa di Napoli 88-Osso del piede 90-Nome della prof. Regalia 91-Targa di Como 92-La prof. Bonetti lo crea per Natale 93-Ore di artistica in una settimana A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 15 DETTO FRA NOI Verticali 1 È in inglese 2 Nel calcio il tiro dagli 11m 3 Solido con un solo vertice 4 Pronome personale 5 Vecchio in inglese 6 Giornata di presentazione della scuola 7 Targa di Pescara 8 Sport invernale 9 Lo si accende in chiesa 10 Targa di Enna 12 Targa di Torino 13 Oggetto che abbellisce un locale 14 Pronome personale, 1^ singolare 16 Targa di Milano 19 Adesso, in questo momento 21 Sinonimo di breve 22 Sinonimo di pietre 27 L’ultimo di Silvana de Mari nel I libro 28 Club Alpino Italiano 29 Targa di Terni 30 Costo in cent di una merendina 31 Targa di Alessandria 33 Autista di un pulmino 34 Meta dell’uscita delle seconde 35 Filosofo greco 38 Tutti i volatili ne sono dotati 39 Lo strumento musicale più diffuso a scuola 41 Auto in inglese 43 Rascaroli ne fa un gran uso 44 Nome della preside 46 Il momento più atteso durante la mattinata 47 Giallo + blu 49 Moneta spagnola prima dell’Euro 50 Preposizione semplice 51 L’ultimo di Silvana de Mari nel II libro 52 Ci toccano il martedì pomeriggio 54 Sta in mezzo al Panaro 56 Guida per la tracciatura 58 Targa di Siena 60 I jedi “cattivi” in Star Wars III 64 Possono essere geografiche o topografiche 67 Carattere distintivo di un suono 69 Cognome della prof di spagnolo 70 Cattolici Popolari 71 Abbreviazione di esempio 72 In mezzo ad asta 73 Compongono le frasi 74 Può essere di vimini 76 C’è quello scolastico 79 Abbreviazione di avverbio 81 Targa di Varese 82 Pronuncia di una nota serie televisiva di medici 83 Targa di Isernia 85 Vero a metà 86 Nota musicale 89-Targa di Pesaro Urbino Osserva l’immagine e trova la parola nascosta … (5 lettere) a cura di Jacopo Marcolini A NNO 0, NU MER O 0 DETTO FRA NOI Lo stellario Scopri anche tu qual è la tua astro-materia! A cura di Marina Temperato ARIETE LEONE (dal 21.3 al 20.4) (dal 23.7 al 23.8) È un mese ricco di novità che ti faranno venire voglia di cambiare atteggiamento! Astro Materia: geografia Ti senti confuso e non sai che pesci pigliare? Fermati a riflettere, qualcosa poi “abboccherà”! Astro Materia: educazione tecnica ACQUARIO VERGINE (dal 21.1 al 19.2) (dal 24.8 al 22.9) Non credi di avere avuto una reazione esagerata? Non lasciare che la rabbia rovini l’amicizia. Astro Materia: scienze Anche quando le cose non vanno come vorresti, non perdere il sorriso! È magico e conquisterà tutti! Astro Materia: educazione artistica PESCI BILANCIA (dal 20.2 al 20.3) (dal 23.9 al 22.10) Sei piena di fantasia, creatività e tanta voglia di divertirti: è il momento perfetto per le novità. Astro Materia: grammatica In arrivo un cambiamento importante: lo saprai affrontare con tanta energia ed entusiasmo. Astro Materia: inglese GEMELLI SAGGITARIO (dal 21.5 al 21.6) (dal 23.11 al 21.12) Ascolta i consigli di un amico più esperto di te, per risolvere un problema che ti sta a cuore Astro Materia: italiano Ti senti Creativa e il tuo entusiasmo è contagioso. È il momento giusto per fare nuove amicizie! Astro Materia: geografia CANCRO CAPRICORNO (dal 22.6 al 22.7) (dal 22.12 al 20.1) Dove tenevi nascosta tutta questa energia? Sfruttala e sarà un mese di grandi successi. Astro Materia: educazione musicale Concediti tutto il tempo per decidere: una scelta affrettata non è consigliabile in questo momento. Astro Materia: educazione fisica PAGINA 16 A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 17 DETTO FRA NOI Leila e il mondo dello spettacolo Giorgio Tirabassi è un grande attore. Ha iniziato recitando in spettacoli teatrali, ma la sua carriera è decollata con la fiction Ti dedicherai in futuro a qualche altro film o fiction oltre a “Distretto di polizia”? Certo che sì. Non so ancora quali, ma sicuramente ci sarà un’altra serie a cui parteciperò. È stata un’esperienza positiva per la tua carriera? Fondamentale. Mi ha dato popolarità e, poi, con essa un attore ha la possibilità di fare tante altre cose. “Distretto di Polizia”. In questi giorni sta girando l’Italia con uno spettacolo teatrale dal titolo: “Coatto unico senza intervallo”. A mio parere questo spettacolo è divertente, comico, originale e anche musicale. Tutte le canzoni sono scritte da lui e anche ogni pezzo. Il mago Forest, fantastico comico televisivo, è venuto con me a vedere questo spettacolo e mi ha detto: “Un grande spettacolo. Vale la pena vederlo. Mi ha particolarmente colpito”. Comunque, andando a vedere Giorgio Tirabassi, il 2 febbraio 2007 ho potuto anche intervistarlo. Ecco a voi la chiacchierata che abbiamo fatto. Quando hai preso la decisione di lavorare come attore? A diciotto anni. Ero stato a teatro con la scuola e mi sono appassionato. Poi mi sono iscritto ad una scuola di recitazione e così ho cominciato. Ti sono state offerte delle opportunità che tu non hai sottovalutato? Le scelte sono istintive, forse ho sottovalutato qualcosa di importante, ma in quel momento non le sentivo tali. Hai trovato un aspetto del tuo carattere nel commissario del distretto? Qualcosa di mio c’è anche se, in effetti, il “Commissario Ardensi” è un uomo tutto d’un pezzo, integerrimo, coraggioso. Io, purtroppo, lo sono un po’ meno. Come mai hai deciso di partecipare a questa fiction? Mi è stata offerta. Prima avevo fatto un’altra serie, “Ultimo”, che andò molto bene e così mi proposero questa fiction. Qual è stata la scena che ti è più piaciuto interpretare? Mi sono piaciute di più le scene-commedia con Ricky Memphis (Mauro), perché le abbiamo quasi tutte improvvisate e ci siamo divertiti. E quella che ti è piaciuta di meno? Nessuna in particolare. Meno delle altre magari le scene tragiche o quelle degli interrogatori. In assoluto preferisco le scene divertenti. Come mai hai deciso di ritornare al teatro dopo tanta televisione? Perché il teatro è la mia passione principale, ho cominciato con il teatro e così mantengo il rapporto con la prima mia passione. Pensi che il tuo lavoro e la tua popolarità si ripercuotano sull’educazione dei tuoi figli? Sì, ma devo dire che i miei figli sono bravi e io cerco di essere bravo e disponibile con loro. Che cosa vorresti cambiare della tua carriera? Per adesso niente… Tra qualche anno vedremo. Però le papere di “Distretto di polizia” sono finite a “Paperissima”. Cosa hai pensato guardandole? Ma sai quante scene abbiamo sbagliato? Molte, ma molte di più di quelle che avete visto… E ci siamo divertiti molto. Leila Rezzoli A NNO 0, NU MER O 0 PAGINA 18 DETTO FRA NOI Musical, che passione! Gennaio 2007. Teatro della Luna, Assago (Mi). Una sera abbastanza limpida, sicuramente non fredda, caratteristica di questo strano inverno. Luci e forme attirano lo sguardo verso l’alto. Questo teatro è come un grandissimo capannone che promette un’esperienza emozionante: sto per assistere allo spettacolo “Sweet Charity” (“Dolce Charity”), un musical anni ’80 ambientato in una grande città degli Stati Uniti ed interpretato da Lorella Cuccarini. La protagonista, Charity, è una ballerina di night club ormai non più giovanissima, un po' ingenua con gli uomini, ai quali dà tanto e dai quali non riceve n u lla. Spronata dall'incontro con un grande divo (Vidal, Gianni Nazzaro), star del cinema che trascorrerà con lei una sfrenata serata in una lussuosa discoteca, Charity vuole rivedere la sua vita, pensando ad un compagno e ad un matrimonio. Dopo l'ennesima delusione sentimentale, incontra un ragazzo (Oscar, Cesare Bocci) che sembra finalmente quello giusto, ma non gli dice nulla della sua vita da entreneuse. Nasce un amore che, inevitabilmente porterà, tra varie peripezie, all'esito del matrimonio ed alla "redenzione" della protagonista che aspettava solo di trovare qualcuno che l’amasse per quello che è e potesse ricevere il suo amore accompagnato dalla dolcezza, dall’entusiasmo, dalla vitalità che sono nel cuore di Charity. Questo musical per me è stato davvero entusiasmante e, come la cri- tica ha annunciato, ben sostenuto dalle capacità di Lorella Cuccarini che ha ballato, cantato, recitato incantando tutti (30.000 spettatori in poche settimane) con la sua voce forte e chiara. Insieme al sentimentalismo non poteva mancare un po’ di comicità di Cesare Bocci che ha ben sostenuto il suo ruolo di uomo impacciato, sofferente di claustrofobia, timido ma anche tanto, tanto romantico, tenero e sincero! Il tutto poteva essere ancora più perfetto se la storia d’amore tra la protagonista e Oscar fosse stata ancora più particolareggiata e approfondita con dialoghi adeguati. Ma, si sa, nel musical, ciò che conta di più per comunicare è la musica e il ballo. Lorella Cuccarini ha sostenuto lo spettacolo con grande professionalità: la sua bella dizione, la vivacità con cui ha dato a Charity un’anima semplice e desiderosa di vero amore, capace di entusiasmarsi per poco, anche se ben consapevole che gli uomini possono essere dei grandi egoisti, pronti a tradire o a usarti per il tempo di una sera, la sua gioia (pure se legata al semplice fatto di possedere l’autografo di un grande personaggio) di sentirsi importante per qualcuno e poi la capacità di buttarsi in una storia d’amore con un tipo onesto anche se un po’ “sfigato”, hanno fatto di lei un personaggio fresco e brillante. Dovevate vederla nella scena dell’ascensore: Oscar, impiegato frustrato dalla claustrofobia, perde il controllo quando l’ascensore che avrebbe dovuto portarlo al piano di uno stabile dove si sarebbe tenuta una seduta psicologica di gruppo per superare il suo problema, si blocca con vicino Charity. Lei, presa da pietà e tenerezza, lo richiama a tranquillizzarsi attraverso una bella canzone in cui invita l’uomo a dirsi con forza: “Sei l’uomo più in gamba che c’è!”. Proprio lei che non era stimata da nessuno, piccola entreneuse da quattro soldi, mostra un cuore grande e tanto coraggio! Come sarebbe bello avere sempre questo ottimismo! Anche quando, dopo aver festeggiato per la decisione di sposarla, Oscar dice a Charity di lasciar perdere tutto, perché crede di non poter dimenticare il suo passato e di sospettare sempre di lei, Charity, abbandonata, torna al suo vecchio lavoro e ai suoi sogni impossibili senza però manifestare odio verso di lui e in questo mostra di essere una grande donna. Il lieto fine, perciò, non è stato poi così scontato, un po’ come nella vita vera … Ma ha confermato che spesso, anche se la vita non è tutta rose e fiori, vince l’amore che i sogni può avvera. Matilde Manzocchi Detto fra noi La redazione Manzini Beretta Pirovano Temperato Di Carlo Fumagalli Casiraghi Gasparri Manzocchi Maggioni Binda Zanola Tremolada Colombo Prof. Nava Musumeci CBonetti Besana Conca Rezzoli Riva Rascaroli Mauri Donina Dozio Marcolini Colzani