Deliberazione di Consiglio Comunale
Transcript
Deliberazione di Consiglio Comunale
Numero Data 140 15/12/2004 Prot. Comune di Selargius Deliberazione di Consiglio Comunale Oggetto: Approvazione Statuto Società Mista - Sospensione. ORIGINALE L'anno duemilaquattro addì quindici del mese di Dicembre convocato per le ore 18.30 nella sala delle adunanze, in seguito ad avvisi scritti, consegnati nei termini e nei modi prescritti dal Vigente Statuto Comunale, si è riunito alle ore ,re 3,0 il Consiglio Comunale in seduta di convocazione. All'appello risultano : Cognome e Nome AMBU PIER PAOLO CAMBA FRANCO CAPPAI GIAN FRANCO CONTU MARIANO IGNAZIO CORDEDDU FRANCESCO DEIANA BERNARDINO FERRARO FRANCESCO FIORI FERDINJUIDO MELIS GIULIO MELONI MARISTELLA PILI FRANCESCO Qualifica Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Totale Presenti 17 Cognome e Nome Presente SI SI SI NO SI SI SI NO SI SI SI PORCU RAIMONDO PORCU RICCARDO PORQUEDDU SANDRO PORRA' VINCENZO RAGATZU ALBERTO RAGATZU PIETRO SANVIDO FERRUCCIO SAU MARIO SIRIGU MARIA PAOLA ZAHER OMAR Qualifica Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Sindaco Consigliere Consigliere Presente NO SI NO SI SI SI SI SI SI SI Totale Assenti 4 Assiste il Segretario Generale Dott.ssa GIANCASPRO M. LAURA Riconosciuta valida la seduta, essendo legale il numero degli intervenuti, il Sig. CAMBA FRANCO - PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, assume la presidenza, dichiara aperta la seduta e chiama a fungere da scrutatori i signori: SIG. MELIS GIULIO SIG. ZAHER OMAR SIG. SIRIGU MARIA PAOLA IL PRESIDENTE Sottopone all'attenzione del Consiglio il punto all'ordine del giorno avente ad oggetto "Approvazione Statuto Società Mista" e concede la parola al Consigliere Pili che ha chiesto di intervenire. Si dà atto che alle ore 18,35 entra il Consigliere Porrà e i Consiglieri Cordeddu e Sanvido. Prende la parola il Consigliere Sig. Francesco Pili: «Ogni volta che qui in quest'aula si parla di smaltimento dei rifiuti, tutti cerchiamo di intervenire, soprattutto facendo riferimento ai costi che i nostri cittadini devono sopportare per questo servizio. Più di una volta, abbiamo aperto delle discussioni e tutte le volte i discorsi sono andati appunto ad intersecarsi sul fattore costi. Ho ascoltato molto attentamente, durante l'ultimo consiglio, l'intervento del nostro Consigliere, Onorevole Contu, e sono rimasto colpito in particolar mOdo dell'affermazione che la raccolta differenziata a lui non gli appartiene come cultura politica. Mi dispiace che quest'oggi non sia presente, perché gli volevo ricordare che recentemente l'ISTAT ha riconosciuto Cagliari all 'ultimo posto per la raccolta differenziata. Sappiamo benissimo che Cagliari per tanti anni è stata quasi sempre governata dal Centrodestra, ciò dimostra che non fa parte della loro cultura fare la raccolta differenziata; tutte le città in Italia dove la raccolta differenziata viene fatta, casualmente, vengono governate da Amministrazioni di centrosinistra. Qiesto per dire che è necessario che noi non ne facciamo una questione di colore politico quando parliamo di raccolta differenziata e quando parliamo di igiene urbana; bensì dobbiamo pensare ci quello che vorremmo lasciare un domani ai nostri figli. Sempre il collega, nel suo intervento, è partito ricordandoci in che modo i nostri nonni e i nostri zii smaltivano i rifiuti negli anni '20 e negli anni '30. Probabilmente è vero, usavano dei metodi non proprio rispettosi dell'ambiente, però bisogna anche ricordare che sicuramente inquinavano meno di noi oggi, perché non esisteva la plastica, si usavano, io ricordo, le bottiglie di vetro che venivano riciclate; a casa mia si acquistava l'acqua minerale e puntualmente le bottiglie di vetro Venivano riciclate, non venivano né buttate nel cassonetto né si vedeva tanta plastica in giro. COn l'avvento della plastica, intorno agli anni '80, ci si è accorti che era molto più semplice trasportare gli alimenti anziché acquistare le bottiglie dell'acqua minerale e poi ridarle indietro anche per un problema di ingombro e di trasporto. Si scoprì che era molto più semplice acquistare l'acqua in bottiglie di plastica e poi gettarle nel cassonetto. Però, così facendo, ci siamo accorti che le nostre città sono sempre più sporche. Noi vediamo agli angoli delle strade le lattine della Coca Calla, che sicuramente i nostri nonni non utilizzavano e tanti altri prodotti che con il benessere abbiamo la fortuna di avere così come per tanti anni ci siamo accorti che era più semplice,, anche dal punto di vista dei costi, riutilizzare le vecchie cave per riempirle di rifiuti. Abbiamo avuto, dopo il caso di Seveso, tutte le Amministrazioni contro i termovalorizzatori, perché dicevano, che inquinavano; anche in questo oggi si sta tornando indietro perché abbiamo degli esempi di città, tipo Brescia, dove grazie al termovalorizzatore, grazie, appunto, allo smaltimento con criteri più seri, oggi la città di Brescia riesce a produrre tanta acqua calda per riscaldare moltissime case. Abbiamo avuto il caso dei rifiuti in Campania, poi ci siamo accorti che altri paesi europei utilizzano quello che noi non sappiamo dove stoccare per produrre energia. Tutto questori aiuta a ricordare che ormai il problema dei rifiuti è un problema di benessere. Mi spiego meglio. Sono andato a vedermi i documenti e ho notato che il Comune di Selargius dal 1996 al 2004, è passato dai 10 milioni di kg a 13 milioni di kg di rifiuti. Questo aumento è di circa il 34%. E' vero che la città è cresciuta, però sicuramente è cresciuto anche il numero dei rifiuti che noi, nelle nostre abitazioni stiamo producendo. Basta vedere che di tutto ciò che viene confezionato, il 90% è plastica, pochissimo la carta, poco vetro, però la Mastica abbonda in tutte le confezioni. Questo 34% io me lo sono segnato , perché mi induce a fare un certo ragionamento. Più di una volta, tornando al discorso di prima, si parlava di costi. Qualche mese fa, trattando l'argomento, il Consigliere Melis usò un termine, dicendo: "I nostri concittadini, con questa tassa sui rifiuti rischiamo di non avere più soldi per poter sfamare i propri figli". Al Consigliere Melis vorrei riportare solo un esempio: sono venuto a vivere a Selargius nel 1996, ho acquistato una abitazione dove il venditore mi ha fatto un impianto centralizzato del gas. La bombla del gas di 60 chili, costava allora 59 euro, stiamo parlando del 1996, di otto anni fa; oggi la medesima bombola costa 125 euro, cioè costa il 111% in più. Penso che riscaldare una abitazione, smaltire i rifiuti, il costo dell'abbonamento Telecom o il canone TV, siano delle cose che fanno parte della nostra vita quotidiana, perché tutti abbiamo gli elettrodomestici a casa, tutti ci riscaldiamo la casa, però non mi risulta che i giornali abbiamo mai affrontató il discorso di quanto è aumentata l'energia in questi ultimi otto anni. . Allora, il discorso è molto semplice. E' vero, in questi ultimi anni il costo della RSU è aumentato, però è aumentato per una serie di fattori che sono sicuramente legati, come dicevo prima, ai benessere e poi l'unica strada che ormai ci rimane per cercare di frenare questo aumento abbassiaino sicuramente la tariffa; è l'unico modo per frenare gli aumenti è la raccolta differenziata, perché se noi non differenziamo, continuiamo a portare tutto in modo indifferenziato al TECNOCASIC, praticamente arriveremmo, con l'arrivo della tariffa, a doverci pagare un altro 27% in più. Dunque l'unica strada per poter far fronte a tutto questo aumento è quello di fare una raccolta differenziata, diversamente saremo colpiti in due modi: nel primo perché ormai il monopolio del CASIC è difficile da scalzare, perché per troppi anni ci siamo rivolti prima con lo smaltimento in discarica, in quella di Perdiana e in quella di Sarroch, adesso poichè nessun paese le vuole più, l'unica strada da seguire è quella della raccolta differenziata e io ritengo anche dei termovalorizzatorie, perché con i termovalorizzatori si è dimostrato a Brescia che non c'è più inquinatnento e soprattutto si riesce ad utilizzare l'energia che viene prodotta con lo smaltimento dei rifiuti. Dunque come maggioranza di centrosinistra, come DS, io ritengo che è giusto indirizzarsi verso la raccolta differenziata, perché è vero, si parla di ambiente e delle problematiche soprattutto nei partiti del centrosinistra, tant'è vero che anche su altri temi, come sul tema della sicurezza il Governo sta cercando di depenalizzare tanti reati. Lo dimostra quello che è successo a Margherfa. Per concludere, ritengo che la costituzione della società mista debba andare avanti perché è un qualcosa che ci appartiene, per tornare al discorso dell'Onorevole Contu, io sono contento, sono orgoglioso che questa società mista venga portata avanti, non ci dimentichiamo che arriviamo prima di Cagliari che ha cercato di imporre la società mista qualche anno fa e abbiamo visto ché fine ha fatto mentre in tante altre regioni le società miste esistono, chiaramente avremmo difficoltéi a far capire ai nostri concittadini che da domani non esistono più i cassonetti, non ci saranno più le campane, dovranno diversificare i loro rifiuti all'interno delle proprie abitazioni, ma io penso che ormai tantissime persone già lo fanno, io vivo in un quartiere dove vedo le campane della raccolta differenziata perennemente piene, vedo i cittadini che la mattina perdono magari dieci minuti, che per loro sono essenziali per recarsi al lavoro, per diversificare i rifiuti, la V li Pres Con iglio 2 carta, il vetro, la plastica. Questa è la dimostrazione che c'è la volontà di fare la raccolta differenziata. Un'altra cosa molto importante è che bisogna abituare i nostri figli fin dall'età scolastica, fin dalle scuole elementari, dalle scuole materne, a non buttare tutto per strada, perché per troppi anni abbiamo assistito a questo modo di fare scellerato per cui tutto ciò che non era la nostra abitazione ma era luogo pubblico si poteva tranquillamente violentarlo, buttarci rifiuti pericolosi e gli olii. Oggi sul Sole 24 Ore, l'Italia viene premiata per la raccolta degli olii esausti. Su questo ci sarebbe da fare tutto un altro discorso perché gli italiani riciclano l'olio esausto in quanto ci hanno visto la possibilità di fare business che può permettere, sicuramente, di creare posti di lavoro e realizzare dei guadagni. Ma io ritengo che se vari Comuni riuscissero in quello che stiamo facendo noi, poi si potrebbero creare anche degli spazi perché il vetro, la plastica, l'alluminio possono essere immessi sul mercato. Vi racconto soltanto un piccolo esempio. C'è una società a Macchiareddu che fa della raccolta, fa delle lavorazioni, fa dei giochi da giardino ',e quant 'altro con plastica riciclata. Bene, la plastica riciclata la deve acquistare dal Giappone. Vi rendete conto? Praticamente è conveniente fare arrivare i container dal Giappone perché non si riesce a trovare plastica di quella qualità in Italia e stiamo parlando di plastica riciclata. Questa è la dimostrazione che bisogna metterci sicuramente tutti insieme, lasciamo da parte i colori politici e avendo come unico obiettivo quello di avere un modo più pulito, di lasciare un mondo sicuramente più pulito e meno inquinato ai nostri figli, perché se si va avanti così rischiamo quello che ogni tanto si scopre in Campania, dove ci sono interi ettari di terreni contaminati da diossina, olii e quant 'altro, proprio perché per troppi anni l'unico modo per smaltire era quello di nascondere sotto il territorio, usare vecchie cave, vecchie torbiere, in quanto tutto era lecito>>. Il Consigliere Sig. Giulio Melis: «Non ho capito bene, quando sono stato citato, se intendeva dire che il Consigliere Melis era contrario alla società mista o per altro, perché, anche in occasione dell'incontro che abbiamo avuto quando è stata presentata la proposta, io ho manifestato la mia disponibilità perché questo processo avvenga; volente o nolente, dobbiamo andare verso quella direzione. Casomai la mia preoccupazione era quella di non limitarci solamente a questi passaggi che pur sono necessari, ma attivare l'impatto del cambiamento che in qualche modo è rivoluzionario rispetto alle abitudini dei nostri cittadini. Nell'intervento fatto allora, in Consiglio Comunale, avevo suggerito all'Amministrazione di prendere una serie di provvedimenti a monte, perché il fatto che l'anno venturo i cassonetti spariranno dalle strade avrà delle conseguenze tenendo conto dei materiali che si buttano oggi, oltre la semplice spazzatura addirittura troviamo la demolizione del tramezzo, i pezzi di motore, gomme, ruote di automobili e robe del genere. Quindi il problema che ho posto è che ci fosse un deterrente a monte una volta che vengono a mancare dalle strade i cassonetti, in modo da evitare che la campagna sia invasa da questi materiali; quindi ho suggerito tutta una serie di accorgimenti, come vincolare opere edilizie al deposito cauzionale o fideiussorio, come già viene fatto a Sinnai, e il conseguente svincolo, alla presentazione della ricevuta attestante che il materiale è stato portato alla discarica autorizzata. L'altro aspetto è quello della gomme, cioè, individuare i famosi gommisti o anche i meccanici, aprire un deposito cauzionale, sulla base dell'attività che svolgono, ed ogni anno, sulla base delle ricevute che presentano al Comune, risulterebbe che questi vengono portati a discarica, perché spesso e volentieri quando noi andiamo a cambiare le ruote della nostra macchina, paghiamo cinque o seimila di vecchi lire, perché queste vengano portate nella discarica. Succede invece di trovare in campagna interi mucchi di ruote. 3 Quello che mi preoccupa maggiormente è questo aspetto , che noi facciamo l'appalto e poi ci troviamo in una situazione tale che diventa difficile dimostrare la bontà del provvedimento che andiamo ad approvare stasera. Per quanto riguarda la società mista la mia preoccupazione è diventi un carrozzone. Anche per esperienza del passato, quando si parla Consiglio di Amministrazione, non vorrei che fosse prevalente l'aspetto pubblico rispetto all'aspetto privato, e poi diventasse solamente un fatto di occupazione di poltrone a discapito dell'efficienza del servizio e quindi far pagare Pantalone, come sta succedendo anche con il Consorzio di Bonifica che passano tre bollette diverse all'anno facendo gravare sui proprietari di terreni non solo l'acquisto dei contatori che poi hanno smontato e buttato via, ma anche l'aver assunto gente che poi alla fine non serviva. Quindi da parte del Consiglio Comunale ci deve essere molta attenzione alla impostazione di partenza. Quindi, mentre per l 'altro io sono fermamente convinto che la cosa sia positiva, mi sembra doveroso rimarcare il fatto occupazionale, perché qui si parla di 90 unità. C'è Stata la prima aggiudicazione qui a Selargius tanti anni fa ed uno dei motivi per cui la società che oggi presta il servizio si è aggiudicata l'appalto, è perché era innovativa, addirittura c'era solo un operatore: l'autista. Invece di premiare, al contrario, l'occupazione alla fine è stato premiato perché di fatto toglieva due operatori per macchina con conseguente grave danno occupazionale per Selargius. Quindi, io reputo positivo il progetto, perché con la raccolta porta a porta, si incrementa il numero degli occupati. QualCuno dice: "Ma questi incidono e viene a costare parecchio". Invece io sono dell'avviso, Che se riusciamo ad alleggerire questo carico che va al CASIC e viene pesato, molto probabilmente ci sarà un risparmio. Bisoèna apportare alcune modifiche al regolamento fino a quando non si arriverà a pagare per quello Che il cittadino utilizza del servizio, quindi in base ai rifiuti che produce, perché succede spesso che oggi si paga in base all'abitazione e spesso e volentieri, in una abitazione ci sono più di un nucleo fdmiliare che producono reddito e che pagano magari per 70 mq di roba, a discapito di altre famiglie che sono in due e hanno la vecchia casa campidanese, di 120, 130 mq e devono pagare 400 euro all'anno ecco. Io lo so che l'energia in dieci anni è aumentata più del 100%, perché sappiamo benissimo cosa ruota attorno all'energia, sappiamo benissimo che la benzina e costosa perChé lo Stato ce la fa pagare in più; però io ripeto, prendiamo atto del fatto che i costi sono lievitati però cerchiamo di tagliare tutti i rami secchi in modo tale da non caricare sui cittadini e farli risparmiare. Infatti due persone che hanno una pensione di 600 euro, non possono pagare 400 euro all'anno per i rifiuti, a un certo punto dovrebbero essere esentati perché in effetti consumano poco e quindi producono pochi rifiuti. Date queste situazioni, io, ripeto, sono favorevolissimo al progetto, però chiedo, e su questo faccio appello all'Assessore, che si valutino a monte, prima di far partire questo servizio, tutti quegli accorgimenti in modo tale da evitare l'impatto perché bisognerà anche abituare i cittadini e quindi ci occorre una campagna di sensibilizzazione perché si eviti che ci sia un ulteriore inondazione della nostra periferia per cui dobbiamo indirizzare risorse per raccogliere dalla campagna e dalla periferia quei materiali che prima andavano nel cassonetto . Un <ro aspetto che io voglio rimarcare è il discorso della parte umida, che secondo quanto è stato detto, dovrà essere raccolto tre volte la settimana. Se si fa la raccolta il venerdì il fine settimana , devono stare nelle abitazioni il sabato e la domenica giorni in cui , come in passato, si mangia di più e quindi si producono più rifiuti che spesso sono maleodoranti e bisogna tenerli in casa sino al lunedì. Ecco, sarebbe opportuno una giornata in più di raccolta per questi motivi. 4 Ritengo, inoltre, che la questione della società mista non è stata molto approfondita per cui si tratta di verificarla sul campo, per vedere il funzionamento. Sarebbe opportuno, come ha detto il Consigliere Ferruccio Sanvido l'altro giorno, allargare il bacino perché allargando la partecipazione si abbattono anche i costi>>. Si dà atto che alle ore 19,03 entra il Consigliere Ambu Il Consigliere Sig. Francesco Cordeddu «È il primo intervento, io l'ho fatto soltanto avanti ieri sotto forma di richiesta al tecnico, non era un intervento, quindi mi sono riservato di intervenire oggi. Adesso possiamo entrare nel dettaglio. Questa proposta, ovviamente, mantiene le sue caratteristiche di proposta che arriva, secondo me, in una maniera sbagliata in Consiglio Comunale, perché io ritenevo, e ritengo, che la discussione sulle modalità operative di raccolta dei rifiuti, cioè la raccolta differenziata che si intende impostare attraverso la costituzione della società mista, dovesse essere discussa preventivamente e fatalmente noi oggi stiamo discutendo di modalità di raccolta e non, piuttosto, dell'articolato della proposta di statuto, il che sembrerebbe fuori luogo e fuori tema, ma è inevitabile che si parli poi dell'attuazione di qualcosa che, nelle intenzioni delle Amministrazioni che vanno a costituire la società mista, e nelle intenzioni del gruppo di studio, certamente erano consequenziali; cioè, la società mista, per arrivare poi alla raccolta differenziata. Sulla raccolta differenziata vorrei rassicurare il Consigliere Pili, non credo che ci sia oggi una persona in Italia che possa dirsi contraria; siamo tutti d'accordo, all'unanimità, è giusto fare la raccolta differenziata, il problema è come farla. Oggi, l 'Amministrazione ha scelto di farla in una maniera invasiva e impositiva. Si è scelto, come dicevo in un altro intervento, di assumere 27 mila operatori, che sono i cittadini di Selargius, i quali dovranno smistare in casa loro i rifiuti, scegliendo buste rosse, buste gialle e buste verdi, sembra quasi un quiz di Mike Bongiorno o di Magalli e arrivare poi in tempo a dare la risposta, perché la busta gialla bianca o verde si deve portare entro una determinata ora, secondo una calendarizzazione che l'Amministrazione poi metterà a punto; il che significa che se il rifiuto umido, costituito anche nel fine settimana da pesci, da baccalà, insomma, rifiuti maleodoranti, potrebbe anche non essere centrato il lunedì e magari si trascina per altri due giorni; il che significa che le famiglie potranno, in qualche modo, subire un malessere. Io sono d'accordo sulla raccolta differenziata, però non concordo con questa visione da ayatollah della raccolta differenziata, cioè un modo integralista di concepire la tutela dell'ambiente, quasi passasse sia per una formula politica, come diceva il consigliere Pili, sia per una certa visione delle cose. Dicevo, non sono per una visione così integralista, cioè, avremmo potuto impostare un sistema di raccolta differenziata non così invasivo, ma persuasivo; avremmo potuto scegliere di invitare i cittadini a raccogliere in maniera differenziata, facendo in modo che questa raccolta differenziata andasse ad incidere direttamente sulle proprie tasche, non in questa maniera così generale, generalizzata, dove non si capisce bene quali siano i costi e quali siano i risparmi, perché poi dirò che cosa ho letto nella proposta che secondo me doveva essere portata fin dall'inizio, e poi su questa base discutere del resto, ma su una, dicevo, i cittadini dovevano fare una valutazione dei costi e dei ricavi in maniera immediata, cioè andando a conferire direttamente il prodotto differenziato e detraendo gli eventuali costi dello smaltimento di questo prodotto dalla bolletta finale della tariffazione. Questo potrà essere un sistema, diciamo persuasivo, capisco più lungo, capisco più complesso anche da un punto di vista tecnico, ma certamente non così costoso e così oneroso per i cittadini, perché noi ci ritroveremo, nell'arco di un giorno, a rivoluzionare tutto il sistema che, 5 badate bene, chi a suo tempo si spacciava per ambientalista lo propagandato come il sistema salva ambiente. Il sistema della raccolta con i cassonetti, perché fino a qualche decennio fa le buste di immondizia si accumulavano negli angoli delle strade, e sappiamo i cani che cosa combinavano, e sistema dei termovalorizzatori che, come diceva giustamente il consigliere Pili, sono stati, a un certo punto, criticati aspramente e successivamente, come dire, riabilitati. Questo è avvenuto per diverse cose, ciclicamente anche il nucleare un periodo detestato, attualmente, se non ci fosse il problema dei rifiuti, delle scorie nucleari, che sono rifiuti che non si smaltiscono così velocemente, è certamente un sistema meno oneroso, meno costoso e molto più efficiente dal punto di vista economico. C'è il problema, dicevo, dei costi generali che dovrà sopportare la popolazione. Su un tema così complesso e difficile, allo stesso tempo, occorre dire che nella relazione fatta, io non riconosco la firma, ma presumo dal gruppo di studio, si dice che ci possono essere due categorie di rischi che il sistema non decolli; i rischi sono: la mancata accettazione da parte della popolazione e, il secondo rischio è che ci possa essere una scarsa capacità organizzativa e tecnica del socio privato. Sono due rischi che, badate bene, una volta che si assumono, bisogna anche farvi fronte nel caso poi ci capiti un socio privato che sia così così, e nel caso la cittadinanza, veramente, decida di collaborare in maniera non continuativa. I rischi ci sono e, sempre nella relazione tecnica, si dice: "Per le esperienze viste, il grado di accettazione esiste da parte delle amministrazioni che già l'anno attuato", cosa che a me non risulta, perché in diversi casi ci sono state vere sollevazioni popolari, quando non, addirittura, una forte pressione verso l'amministrazione per l'attivazione del servizio. Allora, dico, se c'è una volontà così forte del cittadino, può essere costituita da una sensibilità innata che abbiamo per la tutela dell'ambiente, che ormai rientra nella cultura sociale, ma anche per una economia che il cittadino, in quanto tale, riesce a realizzare nel tempo. Per esaminare questo, ho visto adesso, in maniera veloce, il quadro relativo agli aspetti economici, dove si ragiona dei vantaggi e degli svantaggi che si avrebbero nel caso in cui si mantenesse lo stesso sistema tutt 'ora in piedi. Si dice, innanzitutto, che il costo della raccolta incide: a Monserrato per 97,9 centesimi; a Selargius per 107,2 euro, si sta parlando di costo di raccolta per tonnellata; a Sinnai 72,7. Ora, qualcuno ci dovrà spiegare, perché ovviamente l'appalto è stato sì realizzato da altri, da una altra Amministrazione tra le quali quella di cui ho fatto parte io; ma nel corso del tempo, diciamo, questo volume dei costi della raccolta è stato incrementato per scelte deliberate di altre amministrazioni. Qualcuno dovrà anche spiegare perché Selargius, nonostante si dica che il costo della raccolta è sempre non commisurato ai costi reali che dovrebbe sostenere una città di 27 mila abitanti, nonostante questo, comunque Selargius abbia un costo della raccolta per tonnellata superiore al Comune di Monserrato e di gran lunga superiore a quella del Comune di Sinnai; quindi già per l'oggi, qualcosa non è regolata dalla maniera consueta. C'è poi l'aspetto relativo al costo dello smaltimento. Il costo dello smaltimento che rientra nella cosiddetta partita CASIC. Così come non sono per gli integralismi in materia ambientale, così come in tutte le altre discipline umane, non sono neanche per la ineluttabilità delle scelte. Noi abbiamo per legge regionale, ovviamente, il dovere, l'obbligo di conferire nel bacino numero uno che fa capo al CASIC, ma è anche vero che questa legge si è fatta in Regione; è anche vero che noi come Amministrazione e come amministrazioni comunali, possiamo chiedere, siccome facciamo parte dell'assemblea del CASIC, come vengono realizzati questi oneri, questi costi a carico dei comuni; perché se la memoria non mi inganna, i costi economici non sono quelli scarni di una industria privata, ma sono gravati da tutta un'altra serie di pesi e di oneri, a cui faceva il Pr 6 riferimento il Consigliere Melis, che talvolta in una struttura pubblica o pubblica privata, possono anche, come dire, annebbiare i confini tra economie aziendali e doveri della politica. In questo caso, risulta ai più, che le cose al CASIC non vadano nella maniera giusta; allora perché non sollevare veramente un problema attraverso i nostri consiglieri regionali che rappresentano il territorio selargino, o anche il territorio selargino, in Consiglio Regionale, o attraverso la voce dei sindaci? Perché non fare la voce grossa, una volta ogni tanto, e dimostrare che possiamo, anche attraverso un progetto alternativo, come qualcuno diceva, creare degli aspetti che possano essere differenti e alternativi a quello del CASIC? Perché mi pare che questa partita politica non sia mai stata giocata fino in fondo; nessuno forse ha trovato il coraggio di alzare la voce e realizzare un progetto di questo genere; qui in comune, in Consiglio Comunale, non ho mai sentito uno relazione fatta da chi ci rappresenta all'interno del CASIC, su come e perché le cose vanno in questo modo. Abbiamo letto dai giornali che è stato confermato il presidente, le scelte delle diverse correnti pblitiche, gli assetti politici e di equilibri, ma non certamente un discorso vero e innovativo rispetto alle problematiche che oggi il CASIC e il TECNOCASIC in particolare rappresentano per i comuni. Qtial 'è il vantaggio che se ne trarrebbe da questo tipo di raccolta differenziata? Si dice che attualmente il costo totale, facendo una sommatoria dei costi per ogni singolo comune, dei tre comuni costituenti la società mista, è di 4 milioni 959 mila euro e spiccioli, e si passerebbe, se le cose continuassero ad andare in questo modo, con una previsione, direi un pochino azzardata secondo me, visti i parametri, a sei milioni, questo nel 2005, 6,5 milioni di euro; cioè un incremento per i tre comuni di più di un milione e mezzo di euro. Questa è la prospettiva. Allora, si dice: facciamo in fretta questo tipo di raccolta differenziata perché altrimenti i costi continuano a lievitare, e siccome il cittadino deve pagare il 100% della tariffa, andrà tutto a carico del cittadino. Bene, allora io dico: se è questa prospettiva, se è questo il ragionamento, perché non attivare un sistema che, in qualche modo, ci rappresenti anche l'aspetto dell'attuazione di questo disegno, di questa società mista e della raccolta differenziata; perché non avere un quadro preciso degli oneri? Perché il ragionamento della raccolta differenziata si snoda attraverso questo passaggio: avere un maggior costo del servizio in quanto tale, perché un servizio di raccolta differenziata costa percentualmente parecchio di più di un servizio generale che raccoglie tutto nel cassonetto; dall'altra parte, minori costi di conferimento in discarica ed eventuali introiti derivanti dalla vendita del prodotto differenziato. Se noi avessimo avuto una quantificazione di questo tipo, cioè, dire quanto ci costerà di più il servizio, si poteva discutere di questi aspetti, ma preventivamente, non in questa fase dove si discute lo statuto e poi non si può tornare indietro. Comunque, giustamente, il costo della raccolta differenziata attuata con questo sistema, riuscirà, secondo me riuscirà a malapena a pareggiare i minori costi di conferimento, e qui siamo nella fase dell'equilibrio; quindi il cittadino, nonostante la fatica, nonostante gli oneri, nonostante tutto quello che dovrà sopportare, non avrà guadagnato, almeno nel breve periodo, poi non so se nel lungo periodo si possa guadagnare, ma nel breve periodo non avrà guadagnato una virgola rispetto a quello che invece avrebbe guadagnato continuando a mantenere sistema. Ma questo non significa Che non dobbiamo fare la raccolta differenziata, ripeto, la mia ipotesi era differente; era un esercizio virtuoso di questa politica ambientale che poteva portare i cittadini ad essere collaboratori veri e non a subire un sistema di questo genere. "nane, ovviamente, il malessere per certe affermazioni fatte nella scorsa seduta, in questo caso dal Consigliere Sanvido, il quale attribuiva a una responsabilità del sottoscritto e della Giunta di cui ho fatto parte, l'aver bloccato la proposta stratosferica, presentata mai formalmente, perché mai se ne è discusso formalmente, dall'allora Assessore Atzeri, oggi Onorevole regionale, di realizzare in territorio selargino un impianto di compostaggio. Questa era la proposta di cui mi pare si sia parlato nella scorsa seduta, dove ci si riferiva ad un ruolo che avrebbe potuto svolgere il Comune di Selargius allora per nobilitare il rifiuto umido. Questa era un po' la tesi. Io, pur non avendone mai discusso ufficialmente, comunque ribadisco che Selargius sta perdendo numeri e continuerà a perdere numeri sulle piccole e grandi servitù; la sottostazione dell 'ENEL ne è un esempio, ci sono molti altri esempi dove il territorio, e soprattutto l'agro selargino, è stato sacrificato per disegni che non appartengono esclusivamente a Selargius, perché in questo caso, chiunque sia nel settore, mi segna che un impianto di compostaggio funziona soltanto se ha un bacino di conferimento di utenza molto vasto, che non si riferisce esclusivamente a un comune di 27 mila abitanti, altrimenti è diseconomico. Questo era il ragionamento che si è tentato di fare, ma non si è neppure aperto, perché allora noi ce ne fu l'occasione in quanto non arrivò mai una proposta ufficializzata dall'assessore citato. Per questa ragione, dico, mi dispiace che una proposta di questo genere, come la raccolta differenziata fatta in questi termini, arrivi senza il consenso dell 'intera maggioranza, perché mi pare che ci siano state delle defezioni, o una defezione almeno, quella a cui ho assistito io, da parte di chi voleva fare altro; poi magari si adeguerà alle scelte della maggioranza. Sicuramente l'impostazione intellettuale del problema era ben differente, addirittura con critiche molto aspre rispetto alla taratura della società mista, al capitale sociale, ho sentito anche disquisizioni di politica societaria, economica, cioè delle cose molto importanti che, sicuramente, avranno sollevato dei problemi, dei quesiti; la maggioranza si sarà interrogata. Mi dispiace che certi rilievi siano stati fatti all'interno della stessa maggioranza, evidentemente, se manca il convincimento totale all'interno della stessa maggioranza, figuriamoci come si pOtranno convincere i cittadini che sono coloro i quali dovranno subire questo sistema. Io spero soltanto che questa formula della società mista, non sia un bavaglio alla raccolta differenziata e non sia un sistema per bloccare sul nascere un'ipotesi di raccolta differenziata. La società mista presenta anche degli angoli oscuri, presenta, come diceva giustamente il Consigliere Melis, il fumus del carrozzone; c'è sempre il rischio che si arrivi con la politica là dove il privato invece ragiona soltanto in termini in termini economici; allora non so quanto sia l'incremento di personale, ho letto che circa 90 unità; 90 unità sono quelle che dovranno lavorare a servizio della società mista; si parla di altri servizi, come il verde, come altri servizi complementari che oggi gestiscono le pubbliche amministrazioni, oppure anche i servizi privati, e quindi non so quanti verrebbero destinati alla raccolta differenziata e quindi quanti sarebbero gli operatori. Selargius mi pare che oggi abbia tra i 20 e i 25 addetti; se dovessimo fare una proporzione, non mi sembra che, proporzionalmente, l'incremento di personale sarebbe così eclatante; quindi, la riflessione è questa: speriamo che non si arrivi, con questo disegno, a dover vanificare i progetti dell'Amministrazione Comunale, che fanno intendere una politica ambientale, una sensibilità ambientale di largo respiro, ma che poi potrebbero portare il respiro della stessa politica al soffocamento. Credo che questo non sia l'auspicio di nessuno, ma gli strumenti con cui si intende attuare un certo disegno la dicono lunga su una mentalità. Non vedo certamente una scelta sicura e serena che possa portare l'Amministrazione verso quei traguardi che oggi si propone». Si dà atto che alle ore 19,30 entra il Consigliere Cappai. Il Consigliere Sig. Ferruccio Sanvido: 1; Pre GK «Tento di fare un intervento, l'altra volta ho ritenuto opportuno chiarire alcuni punti di vista sulla scorta di vicende discusse in precedenza, e di alcuni aspetti che, penso in maniera legittima, per dubbi, incertezze, probabilmente anche incomprensioni che possono nascere da una lettura più o meno approfondita delle proposte che si fanno. Faccio un intervento, forse in maniera più appropriata, anche perché ho avuto il tempo di meglio acquisire informazioni e illuminarmi su alcuni retroscena e prospettive. Faccio questa premessa perché dopo aver sentito una serie di interventi che tra lunedì e oggi, a soStegno della proposta devo dire che questo è uno di quegli argomenti, parrebbe perlomeno, dov 'è possibile giocare su scenari apocalittici o sulla drammatizzazione di aspetti che per essere Verificati bisogna sperimentare; penso che la precognizione non è una facoltà mia e fino adesso non' mi è sembrato che nessuno qui avesse la palla di vetro per leggere il futuro, altrimenti non saremmo qui, anche posizionati in questo modo così diverso. Nessuno qui è talmente certo né può certificare che le affermazioni che fa in questo Consiglio siano estremamente luminose o estremamente oscure come quelle che indicava anche il Consigliere che prima mi ha preceduto nell'intervento, che ci ha abituato a tutta una serie di dubbi e perplessità e a rappresentare sfaceli, perché non è altrimenti possibile ma continuo a ritenere che lei, dovrebbe tentare, se ne è capace e se le è possibile, di rappresentare e commentare le vicende, non dimenticando mai di essere stato chiamato in causa non solo nel contingente ma anche nel passato quando quei problemi non sono stati affrontati da lei e da altri perché non era possibile o non siete riusciti a farvi fronte a dimostrazione che lei non è così onnipotente. Continuo a ritenere che qualsiasi situazione si proponga, deve tendere al superamento dell'attuale gestione. Voglio rimarcare che a partire dall'ipotesi della Società Mista alla costituzione di fatto si operi in direzione di un allargamento nella partecipazione dei Comuni anche nella prospettiva, che io particolarmente sostengo, di ribaltare il CASIC Quindi non ci si limiti soltanto ritenere fatto compiuto e soddisfacente aver costituito una società mista, ma pensare a una società mista che vada a consolidarsi in prospettiva, perché il consolidamento e l'allargamento di questa, comporta ulteriormente opportunità che la cosa si realizzi in maniera economica per il tessuto economico che vai a gestire; più è largo il mercato e l 'utenza che rappresentiamo, più si può garantire un servizio a basso costo; è una legge di mercato. Quindi confermo il mio sostegno per la società mista dopo aver chiarito che il motivo per cui avevo manifestato qualche perplessità erano di carattere economico in ordine ai rapporti societari del 60 e 40 che io auspicavo diversamente. Su questo punto penso di aver ricevuto una serie di chiarimenti che mi soddisfano e che quindi mi fanno ritenere apprezzabile la proposta fatta. Mi, rimane un unica questione, che continuo a vedere comunque carente, o perlomeno, non carente, manca perché probabilmente non prevista, ma non è stata neanche discussa e riguardano i passaggi successivi all'adozione dello Statuto e in particolare quando ci sarà da consumare la gara vera e propria, chi la deve fare? Quale è il soggetto, perché ancora non è costituito il consorzio, che dovrà garantire la corretta esecuzione della cosa, e soprattutto salvaguardare quegli aspetti che stavamo elencando, che noi per molti versi rappresentiamo più di qualche altro comune, non sto facendone una questione di campanile, però ritengo necessario che la nostra Amministrazione si spenda nelle fasi successive per accertarsi che le cose vadano secondo un certo tipo di direzione. Quindi, su questo, oso fare una raccomandazione al Sindaco, perché nei passaggi successivi, se il Sindaco mi ascolta, la Giunta relazioni in maniera tempestiva e con una informativa che sia soddisfacente, sui i progressi fatti>>. 9 IL Consigliere Sig. Pierpaolo Ambu: <<Oggi stiamo entrando nello specifico di quella che è l'ipotesi prevista, l'ipotesi di attività prevista da parte di questa costituenda società mista. Il discorso si sta incentrando, in modo particolare, su alcuni aspetti che sono quelli riguardanti la raccolta differenziata che non aveva trovato, come dire, grande analisi nella bozza dello statuto, quindi prevedendo che il tutto fosse un aspetto di natura perfettamente tecnica, insita nel tipo di servizio, nel tipo di raccolta che si pretende di voler fare. Io rpzi soffermo quindi, su questi aspetti che stanno diventando rilevanti ai fini della discussione; cerco di non inventare niente e di stare a quelli che sono gli atti, gli atti che accompagnano questa pratica e faccio le seguenti osservazioni: è prevista una modificazione delle metodologie della raccolta dei rifiuti che tengono conto della diversità tipologica degli stessi e, in funzione di questo, si arriva a pensare e ad affermare quindi, che questo nuovo modello di raccolta possa, come dire, fornire dei miglioramenti anche per quanto riguarda il punto di vista igienico; infatti, testualmente, nella relazione si afferma che dal punto di vista igienico sanitario l'eliminazione dei cassonetti stradali risulta evidentemente importante. Ovviamente, chi scrive avrà fatto le sue buone considerazioni per poter affermare questo e l'affermazione del fatto che il cassonetto, di per sé stesso, potesse essere dal punto di vista igienico sanitario un qualcosa di negativo rispetto a quello che si va a proporre a me induce a delle riflessioni e dirò poi il perché. Ancora, dalle considerazioni finali che io leggo dalla relazione descrittiva, si dice che dal punto di vista del costo per i cittadini si prevede un lieve aumento qualora l'aggiudicazione non dovesse avvenire con un ribasso d'asta di una certa percentuale, che potesse ricondurre i costi della raccolta, a quelli che sono i costi attuali. Quindi le certezze, in ordine a quello che effettivamente si vuole fare, sono legati principalmente al fatto che possa esistere un socio, un partner, capace da un punto di vista tecnico, di produrke quella che può essere l'idea migliore nella realizzazione concreta dell'operazione di raccolta; contestualmente, si dice che c'è un rischio legato alla scarsa condivisione da parte di cittadini del modello che si va a proporre. Sono delle osservazioni, secondo me, importanti, condivisibili, che devono essere, nei limiti delle mie capacità, riprese, cercando di capire quali possono essere i rischi legati alla mancata accettazione. Entro nella discussione che riguarda il servizio ed i tipi di servizio Raccolta della frazione umida, si va a preferire la raccolta domiciliare porta a porta, differenziata evidentemente dall'altra, con una certa cadenza che si dice essere non inferiore, se non ho letto male, a tre volte alla settimana; va bene per quanto riguarda i rifiuti ingombranti, che già oggi prevedono una raccolta presso l 'utenza, perché mi pare che sia giusto che non debbano essere abbandonati strada facendo, o affianco al cassonetto, comunque su segnalazione da parte dell'utente al numero della Co. Ge. Sa., che esiste il deposito delle materiale ingombrante allo scopo di pOterne curare attraverso i mezzi appositi il recupero dalla sede stradale. Questo obiettivo, la scelta di organizzare il sistema della raccolta, lo si fa scaturire da una indicazione che non ho capito se essere vincolante, del Decreto Legislativo 22 del 1997 del piano regionale della gestione dei rifiuti; mi sembrerebbe che vi sia lo spazio per un ragionamento che possa, eventualmente, cercare di trovare altre soluzioni che, per i motivi che dirò appresso, potrebbero essere più convenienti allo scopo, sì di realizzare la raccolta differenziata, perché questo è un obiettivo prioritario da perseguire, ma realizzandolo in modo che sia il più conveniente possibile, anche in funzione dei disagi che alla cittadinanza questo tipo di raccolta potrebbe comportare. V !; Pres; Con lo Dico, immediatamente, l'attuale schema di servizio prevede la fornitura di contenitori, la fornitura di sacchi che abbiano la capacità di accogliere diversi materiali e il ritiro porta a porta nei giorni che saranno indicati. Allora, per richiamare quelle che possono essere gli inconvenienti, non dico i pericoli, gli inconvenienti legati questo tipo di attività, provate a pensare cosa succede oggi quando il camion che aggancia il cassonetto e se lo ribalta nel suo contenitore, si ferma temporaneamente per effettuare questa azione. In genere provoca un rallentamento del traffico, sicuramente. Badate a cosa succede in Via Roma, cito ad esempio una situazione che magari conosco un pò di più, nel momento in cui avviene l'ingresso e l'uscita degli scolari, quando i vigili allo scopo di consentire il passaggio degli scolari, bloccano il traffico, si formano delle file interminabili. Da questi esempi cerchiamo di capire che cosa potrebbe succedere quando il mezzo e gli operatori, che corredano questa squadra, debbano effettuare la raccolta porta a porta, con delle fermate successive che, chiaramente non possono essere a intervalli molto distanti, in relazione al fatto che altrimenti questi operatori dovrebbero fare chilometri con i sacchi al seguito, che cosa potrebbe comportare da un punto di vista della fluidità del traffico. Io credo che sull'esperienza che stiamo vivendo oggi, Selargius, anche in funzione dei lavori che stanno procedendo attualmente sulle strade, soffre di già, ma soffrirebbe comunque, io dico, non è tutta colpa dei lavori, nel momento in cui noi abbiamo riguardo al fatto che i flussi di traffico sono talmente aumentati, a Selargius c'è una viabilità di transito verso altri paesi che ci fa avere a tutte le ore del giorno, e dico anche della notte, una quantità di macchine che transitano assolutamente eccezionale. Quindi la prima considerazione, senza volere scomodare tante altre cose, potrebbe riguardare questo aspetto al quale potrebbe essere risposto magari pensando una altra soluzione che possa prevedere anche dei cassonetti che possano essere situati in un modo opportuno, capaci di alleviare questo tipo di inconveniente. La raccolta così come è strutturata oggi, prevede il mantenimento del rifiuto presso le abitazioni; noi conosciamo quale può essere il gradimento delle persone di conservare dei sacchi che per alcuni versi potrebbero dare anche dei miasmi, certamente, in funzione del fatto che se raccolgono dell'umido, l'umido per sua natura è soggetto putrescenza, soprattutto in determinati periodi, quélli più caldi. Non sto parlando in modo del tutto a vanvera, considerato che proprio dall'idea di quello è stato scritto qui a proposito dei condomini, io credo che debba essere preso a spunto per razionalizzare quella che è un'idea giusta, ma per come è descritta a mio giudizio non è condivisibile, perché io credo che sia necessario pensare ad uno smaltimento che debba essere effettuato con una cadenza sicuramente diversa e più frequente nel tempo; con una modalità di smaltimento che tenga conto del fatto che la gente non si tiene le cose dentro casa, comunque le butterà per strada, le vuoterà vicino a un cassonetto e non bisogna pensare che magari il sistema delle sanzioni attraverso i vigili possa scoraggiare questo, perché non ce ne sono a sufficienza. Io parlo dei polli che posso conoscere, non magari di quelli che sono stati più educati e certamente magari io posso anche pensare che in un tempo più lungo una educazione di questo tipo possa arrivare anche all'acquisizione di un comportamento di questo genere che renderebbe vane le osservazioni che io sto facendo; perché io non ci credo assolutamente che la gente si terrà a casa le cose; in Un modo o nell'altro se ne sbarazzerà, in un modo o nell'altro magari la gente chiuderà notte tempo la busta e butterà nel cassonetto quello che è il secco non riciclabile. Se poi ci saranno sistemi che lo chiudono, allora se lo trova chiuso, lo butta a fianco al cassonetto, questa è la realtà. Se è vero che oggi noi abbiamo la possibilità, attraverso un numero di telefono, di contattare la Co.Ge.Sa. e di indicare il cassonetto, la strada laddove l'utente decide di abbandonare la vecchia lavatrice, lo scaldabagno e quant 'altro e ci ritroviamo le campagne piene di scaldabagni, basta una telefonata oggi e gli dicono depositalo entro questo ora, noi passiamo a J. Il Presi va, 0011i i Consi ,„‘ io o - prenderlo; eppure l'Assessore lo sa quanto lo so io, perché avrà fatto un giro in campagna, le campagne sono invase di gente che continua a scaricare lavatrici, continua a scaricare televisori ecc. Per carità, voglio pensare che non siano tutti di Selargius, ma che qualcuno venga da Sinnai, che qualcuno passi da Cagliari, quell'altro che stia tornando da Settimo e via discorrendo; però questa è una realtà, così come io sono convinto del fatto che in questi paesi, o tra quei cittadini che tu hai citato, esisterà, un sistema che gli consentirebbe attraverso una chiamata di andare a smaltire nel modo opportuno l'elettrodomestico dismesso, che poi, di fatto, viene abbandonato; quindi, come dire, ne facciamo di tutto il mondo un paese e allora potrei allargare il discorso dicendo: "Ma anche quelli di Sinnai ragionano così! ", perché sono certo che non vengono da Sassari a scaricare, saranno quelli che sono vicini a noi, magari saranno quelli di Quartucciu saranno quelli di Monserrato, comunque gente che non si fa 80 chilometri, sono le stesse persone con cui noi pensiamo, gli stessi cittadini delle Amministrazioni con cui noi stiamo cercando di fare consorzio, di fare la società mista. Questo mi sembra una cosa molto evidente, per cui le mie perplessità in ordine alla buona riuscita di questa iniziativa risiedono sulle cose che ho appena detto per cui non vorrei essere facile profeta in ordine al fatto che poi vedremo cumuli di buste di immondezza, perché se è vero che avremo delle buste di diverso colore che andranno a identificare i diversi tipi di rifiuto, sarà anche vero che vedremo buste di Marisa Palmas riempite e buttate vicino al cassonetto e non si farà carico certamente Marisa Palmas o il "101" del fatto che esiste una busta targata "101"; perché un cittadino che ha fatto la spesa l'ha riempita e se ne è sbarazzato perché la questione gli dava fastidio. E allora mi si può rispondere: "Stai dicendo tutto questo, ma che cosa vuoi proporre? "; io credo che invece una rivisitazione, pensando che un cassonetto o un centro di raccolta che possa essere vicino o facilmente raggiungibile da parte delle utenze domestiche, che non insista all'interno dell'abitazione, ma che sia per strada, laddove poi ci sono degli orari precisi di raccolta, possa consentire una maggiore partecipazione da parte dei cittadini in ordine alla riuscita dei progetto. Questo a mio giudizio dovrebbe presupporre quasi una raccolta giornaliera, là dove uno il sacchetto se lo chiude, è disposto a tenerselo dentro casa e la mattina, quando va al lavoro, questo sacchetto, pur differenziato, se sa che a 50 metri lo può depositare giorno per giorno, senza avere il fastidio di trovarselo dentro casa, potrebbe dare una risposta più partecipatiVa. Quindi, il fatto di prevedere già un posto di conferimento che sia diverso dalla collocazione porta a porta, che poi dovrebbe presupporre anche degli orari, e non sempre questi orari possiamo pensare, in modo così aprioristico, essere comodi per tutti, perché ci possono essere esigenze, situazioni diverse che regolano il ritmo di lavoro o dello stare dentro casa, allora qualcuno si potrebbe trovare in funzione di questo, e sono casi concreti, d'altronde Selargius ha trentamila abitanti, di questi almeno diecimila conferiranno, facendo un rapporto di tre persone per ogni famiglia, quindi ci sono dei casi che sono i più diversi possibili; per cui uniformare il sistema secondo le regole che stavo dicendo a mio giudizio sarebbe di ausilio per la buona riuscita della questione. Quindi la raccolta che dovesse procedere giorno per giorno su dei posti che siano dedicati o al cassonetto o a fare questo tipo di raccolta; il cassonetto che avrebbe la caratteristica di funzionare secondo le attuali modalità, laddove il camion si ferma ogni centro metri, si ferma una volta, ferma il traffico una volta e si scarica le utenze che insistono magari su una lunghezza di circa 100 metri, quindi realizzando un ostacolo alla circolazione che sicuramente diventa quel minimo sopportabile, o quel minimo che i cittadini devono sopportare. Il cittadino deve sapere che se vuole la strada si deve acconciare al fatto di avere i lavori stradali, che magari devono essere organizzati al meglio, ma se vuole la raccolta dei rifiuti deve pensare che anche questa comporti dei sacrifici. V 12 tana Ci • Il dovere dell'Amministrazione non è il pensare che il sacrificio sia una cosa illimitata, ma deve essere, come dire, lei Amministrazione essere pensante nel momento in cui deve rendere il servizio con il minor dispendio di energia, ma anche con il minor dispendio di perdita di tempo da parte dei cittadini. Se è vero che questo problema si è posto per quanto riguarda i condomini che sono stati censiti e per quanto riguarda le utenze superiori alle 6 unità, il discorso dal cassonetto ha una validità, io credo che altrettanto debba essere fatto per tutte le altre utenze che a maggior ragione, prpbabilmente, dovrebbero funzionare in questo senso. Questo per quanto riguarda il discorso dell'umido. Per Il discorso del seco residuo non riciclabile si presume di fare una raccolta porta a porta; quindi, se un giorno, ci si ferma per fare questo tipo di attività, in una cadenza bisettimanale, dovrà essere previsto il passaggio dei mezzi di trasporto per fare la raccolta anche di quest 'altro prodotto da conferirsi. Quindi varrebbero e valgono le stesse considerazioni che sono state fatte nel caso precedente, per quanto riguarda i disservizi legati alla viabilità, e varrebbero certamente, anche in questo caso, sistemi di raccolta che siano più razionali nel momento in cui l'operatore può andare a raccogliere questi prodotti. Si dice che è obbligatorio il conferimento agli impianti previsti dalla programmazione regionale per i rifiuti che sono soggetti a privativa da avviare allo smaltimento e quindi si ritorna sempre al problema del CASIC. Ho sentito che il Consigliere Cordeddu ha fatto già delle considerazioni, a proposito del rapporto di Selargius con il CASIC, quindi credo che non sia il caso di ripetere, credo che sia stato già ampiamente detto e benché il carico dei rifiuti da smaltire presso il CASIC, attualmente l 'unico che ci fa questo servizio, possa nel futuro diminuire, ciò non toglie che una diminuzione reale e consistente debba passare anche in quella battaglia politica che costringa il CASIC a non avere figli e figliastri nei vantaggi che derivano dalla partecipazione obbligatoria a questo consorzio. Non voglio ricordare che Cagliari paga sostanzialmente nei fatti un terzo rispetto a quello che paghiamo noi, ancora c 'è da capire il come e il perché non ci siamo sollevati allo scopo di cercare di porre rimedio a questa situazione. Io ho voluto toccare solamente due piccoli aspetti che riguardano il servizio e l'effettuazione del servizio; da questo vorrei che fosse preso solamente come uno spunto per una riflessione, allo scopo di una rivisitazione complessiva di quello che è il programma di lavoro che si intende fare; perché assolutamente, io sono convinto che faremo cattivo servizio alla cittadinanzia, nel momento in cui noi ci muovessimo su quelle che sono le linee che attualmente stiamo discutendo. In ordine a quello che poi di fatto costituirà il nostro lavoro immediatamente futuro, che è la lettura e l'analisi e l'approvazione degli articoli che costituiscono la bozza di statuto della società mista, per farlo diventare lo statuto poi deliberato, ho cercato di capire se vi era stato anche il concorso da parte dei funzionari, che in un modo o nell'altro, a mio giudizio, in questo caso, dovrebberò darci aiuto e parere. Nel' 'esaminare la pratica, ho visto, ho cercato di vedere i pareri di regolarità tecnica e il parere di regolarità contabile. A proposito del parere di regolarità tecnica, l'ingegner Cannas, il direttore dell'area preposto, esprime un parere favorevole ma condizionato alle osservazioni allegate. Il fatto che io legga la parola "osservazione allegata alla proposta di delibera", mi fa pensare che in questo caso la struttura comunale non ha partecipato alla stesura di questa bozza di statuto, perché diversamente non si sarebbe espressa, se l'italiano ha ancora un senso, facendo delle osservazioni, come se avesse preso un documento, che sarà stato redatto dai consulenti, del quale lei sembrerebbe che ne abbia avuto, come dire, la stesura definitiva, ma nel quale evidentemente non ha preso parte, perché esistono tutta una serie di osservazioni che riguardano la Ú. 11., SEC 13 necessità di integrare, di specificare meglio ciascuno degli articoli che sono stati citati nell'allegato alla delibera di cui costituisce il parere. Io sono assolutamente convinto del fatto che l'organo politico deve essere quello che più di tutti, pensa, progetta ed impartisce le direttive per la realizzazione degli obiettivi e programmi che l 'Amministrazione si pone; su questo siamo assolutamente d'accordo, in funzione del fatto che io ho una avversione particolare alla attuale situazione, all'attuale normativa che regola il funzionamento dell'attività all 'interno dell'Ente che all'apparato politico riserva un certo tipo di ruolo che, a mio giudizio, non è proporzionato alla responsabilità che la parte politica ha. Quindi ben venga il fatto che l'Amministrazione, attraverso i suoi consulenti, dica: "Io voglio fare questo, lo voglio fare con queste modalità, tirami fuori un progetto"; ma è anche vero che oggi parte delle competenze non risiedono più nella parte politica e che quindi nella parte di supporto tecnico all'Amministrazione che sono i funzionari, in un modo o nell'altro noi dobbiamo confrontarci. Mi pare che questo confronto possa non essere avvenuto, che sia necessario fare dei correttivi, aro scopo di formare un atto in calce al quale il funzionario appone la sua firma e dire: "L'atto, per quanto mi riguarda, è già perfetto perché l'ho già studiato"; ma se non ha studiato la bozza dello statuto, io potrei pensare, magari pensando male, che il funzionario non abbia conosciuto neanche tutto l'iter di approntamento di quelli che sono gli schemi tecnici che ci sono stati forniti e che possano esserci ancora delle perplessità e delle riserve, anche per quanto riguarda gli aspetti tecnici. Questa è una cosa che dico sulla base di una mia impressione. Affianco a questo aspetto, che quindi potrebbe produrre, nel momento dell'attuazione qualche problema, perché i funzionari che sono chiamati a fare un qualcosa, nel momento in cui applicando le loro competenze non si trovano d'accordo, potrebbero in futuro muovere delle eccezioni, muovere delle considerazioni e quant 'altro. Tra le altre cose, il funzionario ci raccomanda, anzi ci dice, che la bozza dello statuto è opportuno venga integrata anche con l'atto costitutivo della società; atto costitutivo che in genere viene redattO dal notaio, per quanto riguarda la forma pubblica, ma il notaio, in genere, per quella che è la mic esperienza, si limita a prendere quello che gli porta il consulente dell'azienda, gli da un'occhiata per vedere chi è il consulente dell'azienda, se non lo conosce, perché se lo conosce dice: "Questo è bravo, non sbaglia", ed in genere lo sottoscrive. Se gli arrivo io e non mi conosce, magari se l& legge ciò non toglie che una bozza, anche dell'atto costitutivo, a questo punto, visto che non sono l'unico che lo ha pensato, sarebbe opportuno che, per avere un quadro più ampio possibile di quello che stiamo andando a discutere, fosse allegato alla delibera. L'ultima, ed è veramente l'ultima cosa che non ho trovato, è il parere, non so se poi sia stato posto nella giornata di oggi, il parere di regolarità contabile. È stato messo? Va bene, io mi sono recato negli uffici ieri e quindi le mie informazioni si sono fermate a ieri mattina e avevo una perplessità legata al fatto che noi stiamo muovendo un milione di euro, che risiede nelle casse comunali e che nel momento in cui viene destinato alla società mista, necessiterà anche di un impegno e quindi il parere sulla regolarità della manovra, anche da un punto di vista contabile, mi fa piacere, e da questo punto di vista, lo dico molto sinceramente, almeno da questo punto di vista mi solleva in ordine a dei dubbi che, certamente, avranno colto non solo a me, ma anche altri ». Il Consigliere Sig. Bernardino Deiana: <<Solo per poter completare il mio intervento dell'altro giorno, perché gli umori non erano forse quelli giusti, ma oggi mi sembra sia tornata la giusta serenità, e quindi, anche alcune riflessioni che mi sono care, possono essere espletate senza paura di poter inquinare l'ambiente e quindi andOre a provocare un aggravio di questo tema a noi tanto caro. Credo che io come Consigliere Comunale di centrosinistra, ma come tutti voi abbiamo espresso preoccupazioni in merito a questo progetto che stiamo andando ad affrontare, ed in IL ALA, 14 ) ,t.<;\ 1 le C 0, • merito a questa situazione gravosa che deve essere comunque risolta; perché su un fatto conveniamo tutti quanti: che la situazione ecologica della nostra città non piace a nessuno. Credo che questo sia un punto fermo; che lo sia per scarsa cultura, che lo sia per scarsa funzionalità di chi doveva operare e non ha operato nei modi e nei tempi giusti, ne prendiamo atto, e ne prendiamo atto non senza averlo valutato serenamente e profondamente, consigliere Ambu, il problema lo abbiamo valutato profondamente, e le sue paure sono le nostre paure; le sue preoccupazioni sono le nostre preoccupazioni. È chiaro che le vediamo anche, probabilmente, in un'ottica diversa perché ci affidiamo al senso civico dei cittadini e, soprattutto, alla pazienza di ascoltare le proposte. Speriamo che i cittadini ascoltino come va a funzionare la raccolta differenziata. Vede, la preoccupazione c'è, e c'è anche su un fatto, per me, molto grave che è avvenuto ieri, ed è stato esplicato oggi dal Ministro Matteoli. Io sono molto più preoccupato di quanto ho sentito oggi, il ministro Matteoli sta andando in America a portare notizia all'amico Bush, che stiamo per rompere il patto di stabilità di Kyoto sull'inquinamento ambientale e questo è un dato di fatto forte e chiaro, politicamente molto pesante. Io predo che di questo ci possiamo e ci dobbiamo molto preoccupare, non di come opererà la società mista. Io, ad onore del vero, devo dire una cosa e lo dico da cacciatore, forse vi potrà sembrare iri.iverente e direte: "Che cosa c' entra?", c'entra e non poco, e infatti il Consigliere Cappai che è cacciatore e dai banchi dell'opposizione mi può dare conforto, quando un cacciatore spara ad una preda deve premunirsi di recuperare il bossolo, pena 100 euro di multa. 100 oro di multa assommano, praticamente, alla quota del ritiro di quanto un cittadino orientativamente a Selargius paga in una annualità per il conferimento dei rifiuti solidi urbani. Orientativamente io, a casa mia ho una famiglia di quattro persone, siamo sull'ordine dei 400 euro, come vedete, se perdo quattro bossoli andando a caccia ho pagato il ritiro dei rifiuti solidi urbani per una anno. Cosa vorrei dire?L 'assessore all'ambiente ci richiama a degli obblighi o quanto meno ci invita ad essere prudenti e attenti. Credo che anche noi dobbiamo chiedere questo ai cittadini di Selargius, io non dico che ci debbano essere vigili o carabinieri, o chiunque altro, pronti a spaccare la resta a multe i nostri utenti, però un invito alla collaborazione e nell'eventualità, anche qualche muliarella a chi, come diceva il Consigliere Melis, scarica rifiuti ingombranti che devono essere confo-iti in altre discariche, parlo di mattoni, parlo di piastrelle, parlo di intonaci e questi sono ogni giorno presenti all 'interno dei cassonetti e in prossimità dei cassonetti; ecco perché io sono per la raccolta con il cassonetto. Lo vedo come un punto, mi sembra il miele, quando le mosche non sanno cosa fare e ci si vanno a posare. Ecco perché sposo così appieno questo sistema, questo cambio di sistema di pulizia della nostra città, perché confido nel fatto che portando via dei punti a rischio diminuiamo il rischio e questo è un atto sperato. E' chiaro che non può essere calcolato matematicamente, ma il consigliere Deiana, da cittadino di Selargius e quindi da utente, uno di quei 27 mila operatori ecologici sono anche io. Ecco, vi invito a dare il massimo per educare la gente, così in questo modo, solo in questo modo, educando la gente, educando noi stessi chiaramente prima ancora che la gente e dando l'esempio noi stessi prima ancora che gli altri utenti, possiamo far salire il livello culturale della nostra città; far salire il livello culturale della nostra città qualifica la nostra città e qualifica anche noi>>. Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai: <<1O credo che molte riflessioni siano state fatte nel corso del dibattito dell'altro ieri ed anche nel dibattito odierno. \l i FT. k f Cor figlio 15 Credo che si possano sottoscrivere, sicuramente, tutta una serie di informazioni fatte dal collega Deiana sul senso civico, che comunque sono importanti per inculcare una certa mentalità tra i cittadini. Ciò non toglie che comunque buona parte dei dubbi che sono stati manifestati non siano stati fugati e credo che non siano stati fugati neppure per molti colleghi della maggioranza. Io non credo che da parte di nessuno di noi ci sia una posizione preconcetta per dire che siamo contrari alla società mista; anzi, se devo fare un'affermazione, la società mista la vedo favorevolmente, anche se studiata con propositi diversi a suo tempo, era comunque una società mista che per lungo tempo è stata inseguita da alcuni colleghi che attualmente sono in maggioranza, e da alcuni colleghi che adesso sono in minoranza; per cui non c 'è una posizione preconcetta, anzi, siamo favorevoli, ma non solo per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, ma anche per altri servizi. Lo avevamo detto anche in altri tempi, questo avrebbe consentito all'Amministrazione di poter snellire alcuni procedimenti, di poter fare alcuni affidamenti diretti, di poter già prevedere in bilancio alcune somme che potevano essere direttamente assegnate ad una società misto, pensando ad una società mista nostra, del nostro comune, non ad una società mista che poteva essere in fase costituenda, in fase di costituzione della società, allargata ad altri comuni, ad un consorzio. Quindi, la nostra posizione non è una posizione contro la società mista, assolutamente, continuo a dire che sono favorevole alla costituzione della società mista, a condizione che vi siano tutti i passaggi che ci convincano che quello che noi stiamo andando ad operare è un qualcosa che rende utile il servizio ai cittadini, per sgombrare il campo. Io pénso che così come è stato proposto il servizio, noi stiamo andando a peggiorare una situazione che già attualmente abbiamo. Rispetto al servizio che viene proposto da questa società mista, il progetto che noi abbiamo è molto superiore. Poi il funzionamento, hanno ragione i colleghi che mi hanno preceduto, specie quelli della maggioranza, il percorso che oggi noi abbiamo sullla raccolta e smaltimento dei rifiuti è sicuramente un percorso che non ci soddisfa, non dà risultati, non consente ai cittadini di poter vivere e di poter vedere un prodotto per quello che spendiamo, per quello che i cittadini pagano, non ci consente di vedere una sostanziale coscienza ambientale ìel nostro paese; anzi, tutt'altro, sembra quasi di essere ritornati indietro. QueSta proposta, non ci soddisfa, nonostante siamo favorevoli alla società mista. Continuo a ripetere che è, di gran lunga, molto più completo il progetto che noi abbiamo attualmente; allora dico, giusto per sgombrare il campo, che bisogno abbiamo di andare a costituire una società mista in questi termini, se questi dubbi non sono stati fugati? Perché devo andare, tornare indietro solo perché elimino i cassonetti e metto le buste, ad avere una raccolta di umido tre volte la settimana, secco bisettimanale, carta e cartone quindicinale, plastica quindicinale, vetro settimanale, alluminio a banda larga quindicinale e così via ... ingombranti a richiesta. Giusto per chiarire, gli ingombranti a richiesta nel caso progetto non sono solo a richiesta, ci sono dei iiorni fissi, due giorni alla settimana, più la richiesta; mentre invece oggi passa solo la richiesta. No, hon è così! Non è così! Ci sono dei giorni fissi più la richiesta, quella è una cosa in più, più i giorni fissi. AlloPa, rispetto a un progetto di questo genere, ma scusate, mi spiegate quale è la convenienza dell'amministrazione? Si aumentano le tariffe, entriamo in un consorzio che non sappiamo esattamente come funzionerà, il servizio che andiamo a proporre è inferiore a quello che a noi abbiamo attualmente, spiegatemi dove sta la convenienza. Sono favorevole alla società mista, ma non per forza, ma non obbligatoriamente, sono favorevole nel momento in cui tutta una serie di dubbi vengono chiariti, dove un progetto è sicuramente migliorativo di quello che abbiamo oggi, mentre non lo è, provate a vedere lo spazzamento, idem come sopra per la raccolta. La raccolta differenziata è davvero un aspetto 16 estremamente positivo che si può trovare all'interno di questo progetto, ma mica è detto che non ci fosse nell 'altro. La raccolta differenziata ha bisogno di qualcuno che ci creda, è vero quello che ha detto il Consigliere Contu, ci sono i dati. Il Comune di Selargius, quando è stato istituito il servizio di dv-enziata è quello che ha dato la risposta più positiva per un determinato periodo e poi differenziata s'è fermata, koi è tornato l'anno zero. La raccolta differenziata è quello che diceva il collega Deiana, cioè creare il senso civico sapere che tutti noi siamo ambientalisti, che ognuno di noi deve fare la sua parte, non può essere imposta, noi abbiamo dimenticato tutto questo. Non è che ci convinca un progetto di questo genere, non ci convince. Se io ho tutta una serie di aspetti che non vengono assolutamente chiariti, ma perché, per forza di cose devo rincorrere? Perché Sinnai ha già approvato ieri? Ma provate ad immaginare se gli emendamenti o le osservazioni che ha chiesto l'ingegnar Cannas devono essere inseriti; ma che senso ha avere approvato a Sinnai ieri, quando noi invece dobbiamo approvare uno statuto che deve essere uguale per tutti? Ci sono delle considerazioni che l 'ingegner Cannas fa, che il ragionier Putzu dice, nella giornata odierna si esprime parere favorevole sullo schema di statuto proposto, integrato con le osservazioni dell'ingegner Cannas; ma noi siamo andati a dirglielo a Ninnai. Assessore Pintus, continuiamo a pensare che i percorsi sono sbagliati quando partono così, perché va a finire come Molentargius, dove non ci mettiamo d'accordo. L'Assessore Sig. Salvatore Pintus: «Non era per interrompere il Consigliere Cappai, era solo per dire che in ogni Consiglio Comunale, Con uno schema di statuto uguale per tutti, si discuterà e si porteranno gli emendamenti che i consiglieri, o che i consigli comunali dei diversi comuni riterranno opportuno apportare; dopodiché, in una fase successiva, se ci sono delle variazioni sostanziali, si uniformerà lo statuto, in un'altra sessione di consigli comunali di tutti e tre i comuni. Credo che alla fine, comunque, uno statuto unico dovrà uscire, a meno che non avessimo fatto una seduta unica di tutti e tre i consigli comunali congiunta, allora solo così avremmo potuto evitare di tornare in consiglio comunale, ma mi sembra una idea non praticabile. Cioè, voglio dire la prerogativa del Consiglio Comunale è quello di apportare eventualmente tutte le modifiche che ritiene di dover apportare». Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai: «Va da sé che ognuno ha la possibilità di emendare lo statuto così come meglio crede, tutti i consigli comunali, però, visto che tutti e tre i comuni devono approvare una proposta di statuto che sia uniforme, uguale per tutti, ma dico, cosa costa, prima di tutto, mettere insieme, fare incontrare i unzionari, l'organo politico fatto. Lo .co semplicemente, anche per evitare che quando si ritorna in Consiglio Comunale si ripercorra tutto quello che abbiamo detto oggi. Allora, quello che oggi è apparso sulla stampa per il comune di Sinnai, dove giustamente vanno orgogliosi di un traguardo raggiunto, mentre invece noi siamo qui ancora a discutere, allora io penso che nasca come un percorso sbagliato, che crea problemi anche agli altri Comuni. La bozza di statuto, quando arriva in aula, deve essere condivisa; diverso è quando invece per Molentàrgius siamo andati a tirare le quote perché volevamo rappresentanza; qui non esiste problema; qui non esiste il problema, perché tra l'altro i soci della società, almeno per la parte 1 Presici tcs. dnsig 'o 17 pubblica, entrano in modo paritario, quindi il problema non esiste. Mentre posso capire una contrapposizione sul consorzio per la gestione dello stagno di Molentargius, perché noi abbiamo rivendicato con forza, il Sindaco lo ha detto diverse volte sulla stampa, rivendichiamo la presenza per una gestione diretta non per essere comparsa. Qui non esiste il problema, si tratta di concordarlo, portarlo in aula, che sia completo e condiviso; invece alla prossima dobbiamo ricominciare. Tra l'altro alcune cose che ha evidenziato l'ingegner Cannas, sono anche delle cose che, per certi versi, diventano importanti inserite nello statuto, perché parlano del funzionamento, parlano della rappresentanza, parlano di tutta una serie di chiarimenti, che anche ai sensi del Codice Civile devono essere posti. Quindi anche la pratica in se stessa è viziata, è viziata perché anche il parere del settore finanza e contabilità ha una condizione: a condizione che vengano inserite le osservazioni poste dall 'ingegnere Cannas. Tra l 'altro, consentitemi una cosa banale, scusate se lo dico così, ma una volta che vedo un parere di questo genere, io credo che prima di portarlo in aula, mi confronto se sono cause di carattere tecnico, perché noi all'ingegner Cannas dobbiamo chiedere un parere di carattere tecnico, non un parere di carattere politico, perché la scelta di carattere politico la faccio io che voglio la società mista, con Tizio, Caio e Sempronio. Mettimi in condizioni di fare questa società mista con quelle cose che io sto chiedendo. Quindi è un parere tecnico, non è che ha una valenza di carattere politico, ma che mancando vizia la pratica. Una altra piccola osservazione. L'altra volta, quando se ne è parlato, io mi permisi di sollevare un problema che è legato alla delibera che venne approvata nel 2001, se non ricordo male, e che e tuttora in essere, cioè noi volendo potremmo costituire una società mista oggi, senza aspettare questo nuovo statuto; quella deliberazione per la costituzione di una società mista l 'Amministrazione intende revocarla o intende lasciarla in piedi eventualmente per altri servizi? Però mi è sembrato, dall'oggetto che compone questa società, che i servizi che noi avevamo scelto nella precedente deliberazione sono ricompresi anche in questa; quindi avere un doppione non avrebbe senso, se poi decidiamo di sospenderla successivamente, va bene lo stesso, l'importante è che venga chiarito perché, tra l'altro, libera dei soldi perché è un impegno di spesa quella società mista, ci sono dei fondi della 37 bloccati, che devono essere liberati e sono bloccati per diverso tempo, non hanno creato occupazione. Quindi, io non lo so, non vedo in questo progetto un qualcosa che mi illumina, come ha illuminato il collega Sanvido, per cui ha cambiato idea e quei dubbi, che giustamente ha esposto l'altro giorno, sono stati tutti fugati. Non sono stato illuminato, anche se si sono accese le lampadine e ho fatto i complimenti All 'Assessore appena sono arrivato. Adesso torno realmente in un progetto nuovo, uno si aspetta che arrivi realmente qualcosa di nuovo per cui tutti noi siamo convinti che lasciare la strada vecchia per la nuova è un bene, ma questo non c'è; se vogliamo essere proprio chiari chiari, torniamo indietro, c'è una spesa in più, non diamo il servizio, diamo un servizio peggiore; non c'è, non è chiarito sotto l'aspetto tecnico, non è chiarito sotto l'aspetto amministrativo, non è chiarito sotto l'aspetto contabile; abbiamo un'altra società mista in piedi. Cioè ci sono tutta una serie di cose che devono far riflettere tutti, fermo restando il discorso che ho fatto all'inizio, che nessuno di noi è contrario alla costituzione di una società mista>>. L'Assessore Sig. Salvatore Pintus: Io credo di non fugare i dubbi del Consigliere Cappai, per carità, perché sono dubbi forti, però mi sembra giusto e doveroso che gli dia una risposta perché oggi asserire in questo Consiglio Comunale che il progetto di raccolta dei rifiuti esistente, rispetto a quello proposto dal progetto, mi sembra abbastanza strumentale, demagogico, molto demagogico perché io non 18 ti Pre IPIP capisco, oggi, attualmente non esiste il ritiro, la raccolta dell'umido, esiste la raccolta della plastica e del vetro in campana ogni quindici giorni, con un numero di campane insufficienti rispetto alle utenze; ma è possibile che oggi si possa dire che il progetto proposto in questo momento non dà gli stessi risultati, anzi, darebbe risultati migliori il progetto che esiste, il progetto che ha costruito il Consigliere Cappai, allora Assessore? Questo veramente è sconcertante, è assurdo, demagogico. Mentre il progetto attuale, attualmente proposto, ha un obiettivo di raccolta differenziata, quindi di minor conferimento al CASIC di una parte dei rifiuti, di almeno una percentuale del 50%.>> Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai: <<Allora, già la volta scorsa, rispetto ad alcune cose che sono state dette, alcune cose dette anche dall'Assessore, io continuo a sostenere che quest'Amministrazione non sta facendo rispettare il capitolato; l'ho ripetuto per anni. Questo è quello che abbiamo chiesto noi, questa è la proposta che ha fatto, la Co.Ge.Sa., come offerta, dove c'è scritto che la raccolta differenziata nel 2001 doveva risultare il 15%, nel 2002 il 25%, al 31 dicembre del 2003 il 35%; non l'ho scritto io, è nell 'offerta. Io faCevo l'Assessore e rispondevo ad una esigenza che c'era nella popolazione e su quello l'abbiamo costruito. Dica, e quali sono le basi inesistenti? Se fossero state basi inesistenti, a verbale: basi inesistenti ed è stato accettato il progetto e giudicato, su basi inesistenti. No, l'hai detto tu, hai detto: "Su basi inesistenti"; c 'è un falso sia nel capitolato, sia nell'offerta, su basi inesistenti. Certo l'abbiamo fatto nel 1997, Assessore Pintus, aveva una planimetria allegata dove c 'era segnato anche l'ultimo vicolo dove si doveva andare; anche le strade non previste erano segnate, e prevedeva un ampliamento di quello, ma erano servizi che non dovevano essere garantiti. Quindi, dottoressa Giancaspro, l'appalto attuale è un falso su basi inesistenti, dichiarato dall'Assessore Pintus. Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice. Poi diverso è il fatto che per ragioni che non sono imputabili alla persona dell'Assessore, non possa funzionare il servizio; quello è un discorso diverso. Però dire che il Consigliere Cappai ha costruito' questo, è una falsità; credo che, tra l'altro, abbiano chiesto anche un progetto obiettivo. Non ci siamo capiti, allora proprio non vi siete letti né l'offerta, né il capitolato perché lei Assessore aveva la possibilità di darli tutti i servizi in più, pagandoli ovviamente, mica gratis; ma sullo spazzainento, dove sono stati caricati 450 milioni, allora il capitolato è chiaro: il 20% in più o in meno riga è dovuto, è chiaro, nulla del dovuto; ecco perché mi sono battuto perché non venissero ridonosciuti i debiti fuori bilancio, perché nulla era dovuto. Comunque siccome sono intervenuto per fatto personale, aldilà delle cose, la dimostrazione che le pratiche, così come la proposta di adesso sono arrivate male, anche quelle vecchie non sono state neppur lette>>. . 4. <;\ 1. gl ) l< 1 Il Sindaco: <<Colleghi del Consiglio, capisco che questo argomento porti passione e opinioni divergenti, che vanno tutte rispettate, però mi preme specificare alcuni elementi della costruzione e del processo di questa pratica, ad evitare che poi davvero si pensi che questa pratica è stata improvvisatà, e questo, per onestà, è davvero inaccettabile. Pi 19 Allora, io voglio fare alcune riflessioni che consegno al Consiglio, nel rispetto di tutte le considerazioni che sono state fatte, alcune assolutamente condivisibili, alcune sulle quali la lettura e la valutazione implica elementi di soggettività, che comunque possono essere anche confutati. Allora lo voglio partire prima di tutto dalla strategia politica, che detta ad un Comune di scegliere la soluzione di una società mista, pubblico privato, per la gestione di servizi pubblici, in questo caso la raccolta dei rifiuti e smaltimento. Voglio ricordare che oggi noi ci troviamo a gestire un servizio, sul quale poi non voglio nemmeno entrare nel merito della attuale qualità, perché l'argomento di oggi esula da questo, ma sul quale poi potremo anche tornarci con un'indagine anche attenta, serie e valutata, che vada a comparare la dimensione contrattuale, che nel 1997 fu data all'appalto e la dimensione attuale del mantenimento contrattuale; su quello possiamo anche tornarci e possiamo anche fare tutta una serie di valutazioni, magari arrivando alle ragioni che sostiene il Consigliere Cappai, o arrivando anche ad alcune limature. Io voglio riflettere sulla strategia politica che questa maggioranza ha scelto. Prima considerazione: una società mista preesistente. Io fui tra i sostenitori di quella società mista preesistente, a carattere solo comunale, sulla quale abbiamo investito dei soldi e che, a mio avviso, non è, allo stato attuale, incompatibile con quella che noi stiamo andando a costituire, poi possiamo anche andare vedere perché. Resta un problema. Oggi abbiamo scelto di fare una società intercomunale mista, pubblico privato, secondo le attuali disposizioni di legge, con tutti i vincoli delle disposizioni di legge sull 'attuazione di servizi pubblici a rilevanza economica, secondo le regole attuali, modifica della 267, articolo 113 e quello che ne consegue ed abbiamo scelto di trovare partner comunali con il convincimento che questo avesse una serie di ragioni, che voglio andare a leggere. Prima considerazione. Noi non siamo un Comune che ha i confini del proprio territorio definiti, limitati e dai quali altri Comuni distano abbastanza. Abbiamo pensato che qualunque Comune di questa area metropolitana decidesse da solo di fare la raccolta differenziata, alla fine imprime al meccanismo dello smaltimento dei rifiuti volani di tipo diverso, perché già oggi siamo consapevoli che i cittadini dei diversi Comuni conferiscono rifiuti su cassonetti di non appartenenza al proprio Comune, perché questo è un meccanismo incontrollato; questo l'abbiamo analizzato, valutato e sentito, cittadini, per esempio, di Cagliari conferiscono rifiuti a Su Planu , io lo vedo anche sui nostri cassonetti del differenziato, cioè vetro, carta e plastica, vi conferiscano cittadini di passaggio da altre residenze. Allora, cercare di estendere la dimensione territoriale in cui questo intervento viene fatto, significava cercare di blindare un po' di più la configurazione del conferimento. Prima ipotesi di lavoro. Altra ipotesi di lavoro è quella di far sì che l'appalto, che deve essere fatto ad evidenza pubblica, nei termini dell'economia, avesse una ragione maggiore di valutazione dell'economia di scala, con un bacino d'utenza di 60 mila abitanti e potesse essere molto più utile rispetto ad un bacino d'utenza di 30 mila abitanti; diciamo, scelte confutabili, discutibili, ma sono le scelte che, io dico, ci hanno ispirato nel prendere queste decisioni. La strategia politica ci ha portato anche a fare un'altra riflessione: i tempi sono maturi per arrivare a questa conclusione, perché abbiamo solo un anno per decidere della spesa, che noi stiamo sostenendo per questa posta, che noi copriamo in parte con fondi comunali, perché la tariffa, anzi, la tassa che oggi viene sostenuta dai cittadini copre 1'83% del fabbisogno complessivo, e nel tempo noi oggi copriamo il 17, più 10 di IVA, 27%, che inevitabilmente nel 2006 è un 27% che va compensato. Come va compensato? Attraverso una molteplice attuazione di soluzioni di carattere strutturale, funzionale, eccetera, che certamente sono di prevedibilità e non di certezza, perché stiamo facendo ed attivando una società che ipotizza un proprio piano organizzativo di prevedibilità, che dovrà immediatamente compensare questo 27%, prima di tutto, assicurando servizi di scala, e poi andare in economia e in prospettiva nel quinquennio, riteniamo, ad un 20 miglioramento del servizio, i cui attori sono diversi: sono i Comuni, sono la società partner privato, sono i cittadini; questo credo che l'abbiamo detto tutti. Ora voglio anche dire come siamo arrivati a questo, perché non è che ci siamo arrivati per caso. Alla prima riunione operativa, in cui si doveva valutare l'ipotesi di lavoro, e pregherei i Consiglieri di seguire con attenzione quello che io sto dicendo, perché per onestà lo devo dire, alla prima riunione tenutasi presso il Comune di Monserrato, nella quale dovevamo valutare tutta la operatività di interventi e le portate finanziarie, la dimensione del problema, il sottoscritto si è presentato al breafing, alla riunione con i Sindaci di Sinnai e di Monserrato, accompagnato ed accompagnati, rispettivamente, i Sindaci dall'Assessore competente, dal funzionario tecnico responsabile della gestione del servizio, dal funzionario responsabile del servizio finanziario del Comune di Siirmai, di Selargius, di Monserrato, per analizzare in prima battuta quali fossero i termini di uno studio di fattibilità economica e quali fossero i rapporti finanziari, che noi dovevamo sostenere; quindi noi ci siamo inventati niente, siamo andati a discutere queste cose. Si è deciso di dare incarico ad una società specializzata, che pubblicamente voi conoscete, e gli studi sono andati avanti con la collaborazione costante dei singoli funzionari. È stato elaborato un atto di indirizzo che prevedeva tutta una serie di cose, è stata elaborata una bozza di statuto che è andata nei diversi Comuni avanti e indietro, è stata elaborata, non ultima, una strategia di concordia fra i Segretari Comunali dei tre Comuni, che ha hanno insieme rivalutato ulteriormente il testo da apportare nei rispettivi Consigli. Come voi sapete, la Bassanini prevede che i singoli funzionari forniscano il parere di regolarità tecnica ed il parere di regolarità contabile. Ora io prendo atto, perché il parere di regolarità contabile doveva essere già posto da tempo, perché la pratica era a disposizione degli uffici da tempo, oggi, stamattina, del parere che il nostro funzionario, in piena autonomia e non contrattando con il sottoscritto il parere, ha depositato in quella pratica. Ne prendo atto come ne prende atto il Consiglio. Sono anche propenso a dire che un parere di regolarità contabile va dato sulla regolarità contabile e non sulle valutazioni di carattere giuridico, che sono contenute nelle osservazioni dell 'ingegner Cannas, che non fa osservazioni che condizionano il vincolo contabile della partita; ne prendo atto e lo dico al Consiglio, ne prendo semplicemente atto, poi il Consiglio è sovrano nel decidere, perché, come voi sapete, come diceva anche il Consigliere Ambu, nello schema operativo in cui ci troviamo, ciascun funzionario appone il proprio parere, rivendica la sua autonomia. Siamo in una situazione tale per cui è pensabile che l 'autonomia del funzionario, che dà pareri, sia una autonomia che vincola entro i limiti di competenza la decisione che l 'Amministrazione deve dare. Questo è l 'altro aspetto. Per quanto attiene agli aspetti procedurali, il discorso si è sviluppato in questi termini e, diciamo, siamo andati avanti e indietro, attraverso funzionari, attraverso strutture competenti, attraverso organismi dei vari Comuni, a stilare, con I 'aiuto dei consulenti, un testo che dovesse essere praticabile. Il testo è stato licenziato alla fine, delegando all'organismo, alla società di consulenza la redazione di un testo univoco, compatibile con la normativa; a questo punto, il funzionario che doveva dare il parere di regolarità tecnica, si è sentito di dare un ulteriore contributo ed il Consiglio e ne prende atto. Voglio dire, io voglio rappresentare ai Consiglieri, perché sia chiaro, non esistono pareri sfavorevoli, né pareri condizionati, perché se vi fosse stato, Consigliere Cappai, auspicherei che seguisse anche il mio ragionamento, magari, per vedere se il mio ragionamento è giusto o sbagliato; io dicevo, sostengo che il parere posto dai due funzionari è un parere di regolarità apposto, non vincolato e non è sfavorevole, né credo che sia un parere condizionato, perché quando io ho letto il parere, ho preso atto che il tecnico, che ha espresso il parere di regolarità, ha detto: "Regolare, suggerito ... ", non è condizionato. Il pr v - 21 Noi per onestà abbiamo portato questo atto in questo modo, voglio dire, fidando sul fatto che il parere dell 'ingegner Cannas è il parere dell'ingegner Cannas, che ha il dovere di farlo, eccetera, eccetera. Ora io non voglio entrare, per carità, e non vorrei nemmeno essere equivocato, perché ho il massimo rispetto dei nostri funzionari, e se non avessi avuto il massimo rispetto dei nostri funzionari sicuramente avremmo adottato altre strategie, non lo avremmo portato in Consiglio, avremmo fatto qualche altro passaggio e poi avremmo dato tutto pulito. Il problema non è questo. Il problema è quando si tratta di licenziare testi che riguardano un Consiglio Comunale allargato, anche questo è impraticabile; purtroppo quando noi ci troviamo a adottare atti costitutivi di società, che riguardano tre Consigli Comunali, dobbiamo dare ai tre Consigli Comunali la piena autonomia di decidere; questo non viene dato solo ai tre Consigli Comunali, ma viene dato anche ai funzionari che forniscono i pareri e che agiscono legittimamente, secondo le disposizioni attuali, in piena autonomia. Badate bene, non sono convinto, per come si sono svolti i lavori, che io personalmente ho seguito, insieme all 'Assessore, con molta pazienza, che alla fine della posizione di un parere, il funzionario non abbia il diritto dovere di rivendicare la propria autonomia e, aldilà di quello che è uno studio accorto, che c'è stato, poi alla fine ponga un parere, che è meramente, esclusivamente in via di diritto soggettivo, perché questo è inevitabile, sta nelle regole previste dalla legge; quindi, noi di questo dobbiamo prendere atto. Questo per dire che non è che noi siamo stati incapaci di portare un testo; siamo stati leali e rispettosi delle regole. Questo lo voglio dire, perché il meccanismo è questo: siamo stati assolutamente leali e rispettosi delle regole, e rispettosi dei diritti doveri dei diversi funzionari. Poi il Consiglio decide sovranamente; il Consiglio può anche emendare e sarà un testo emendato, che avrà ricadute, perché queste sono le dinamiche delle deliberazioni consiliari, perché delle due l'una: o facciamo un testo blindato, per cui si blinda per Consiglieri e funzionari, e lo trovo scorretto perché poi, alla fine, dobbiamo alzare tutti la mano. L'altro aspetto del problema è che trovo questo statuto assolutamente rispondente a quelle che sono le valutazioni generali che si fanno sugli statuti, e le osservazioni fatte dall'ingegnere Cannas, sono osservazioni che il Consiglio deciderà se prendere o non prendere in considerazione, sovranamente. L'altro aspetto, adesso voglio entrare invece nel merito della discussione sul progetto, sulle questioni strettamente economico — finanziarie. Io ho sentito tutti gli interventi che sono stati fatti, devo dire che, però, in diverse circostanze mi è parso che la lettura dei numeri, dei dati, eccetera, fosse, come accade il più delle volte, suscettibile di valutazioni e di osservazioni di carattere non oggettivo, perché non siamo in un campo oggettivo, perché noi stiamo ipotizzando una società mista, stiamo Ipotizzando un modello di società miste e stiamo ipotizzando un modello di servizio. L'analisi che è stata fatta, è una analisi, è uno studio preliminare, che si basa sui dati consegnati dai Comuni alla Regione e tratti dall'osservatorio regionale sui rifiuti, che ha preso i dati così come sono. Io credo che in alcuni passi, in alcuni punti, ci siano forse cifre da ricalibrare, ma noi dobbiamo badare alla sostanza del problema. E' vero che in questo piano potrebbero esserci dei difetti, però io credo anche che la fisiologia di una società mista, pubblico privato, in cui per legge, per costituzione, noi deleghiamo al soggetto privato la gestione di servizi, in forma condizionata, chiediamoci una cosa: perché un soggetto privato aderisce e partecipa ad un bando in cui tre soggetti pubblici e un soggetto privato decidono di gestire un servizio, secondo voi perché il soggetto privato farà beneficenza? Non riesco a pensarla una cosa del genere, perché un soggetto privato trarrà una economia da un sistema che lui ritiene economicamente vantaggioso, con i vincoli che i soggetti pubblici pongono. Allora, quello su cui noi dobbiamo ragionare è l'analisi del sistema, ma l'analisi del sistema ipotizata al momento del progetto, perché, mi chiedo, approvando uno statuto dal punto di V SCCRE't 2 vista formale, cosa cambia se decidiamo di fare la raccolta delle frazioni umide minimo tra volte la settimana, o invece di farla minimo quattro volte la settimana. Lo statuto è lo stesso, lo statuto non cambia, lo statuto dal punto di vista formale e giuridico è inequivocabilmente lo stesso, né lo statuto è condizionato, in linea di massima, da questo Perché faccio questo ragionamento? Perché la scelta è legata all'adozione di una società mista, pubblico privato, che poi adotterà un bando ed una gara e su questo ci torniamo perché qui manca un elemento, nella discussione, che non è legato alla decisione dello statuto perché, ripeto, lo statuto si qualifica da sé a prescindere dalla dimensione. Se noi avessimo avuto un bacino di 10 mila abitanti, di 20 mila abitanti, di 50 mila abitanti, se avessimo dovuto trasferire, anziché complessivamente 10, 14, 24, 32 mila tonnellate di rifiuti, ne avessimo dovtite trasferire 20 mila, io credo che la forma statutaria sarebbe stata la stessa; cioè tutti gli elementi portanti, dal punto di vista giuridico di questo statuto, sarebbero stati gli stessi. Se il costo di conferimento, di smaltimento, fosse stato di 6 milioni di euro, come è, anziché di 6 milioni di euro, di 3 milioni di euro, la forma statuto sarebbe stata la stessa. Allora noi oggi dobbiamo concentrare l'attenzione più che sulle questioni economico — finanziarie, sulla forma statutaria; se decidiamo di accettare l'idea che occorre fare una società di tre Comuni, perché è meglio allargare il bacino, perché altrimenti, se lo fa solo un Comune, finisce che l'altro Comune vicino ... vedrete cosa accadrà, o cosa si rischia. Noi abbiamo trattato con Quartucciu il problema, li abbiamo messi in guardia più volte, dicendo: "Vi invitiamo a aderire a questo piano", perché cosa accadrà se nei Comuni di Selargius, Monserrato e Sinnai, ma soprattutto Selargius e Monserrato, scompaiono i cassonetti? Cosa accadrà a Quartucciu? Accadrà che coloro che non ottemperano, per cultura, per meccanismo, per voglia, per situazione particolare, allo smaltimento differenziato, utilizzeranno Quartucciu come punto di smaltimento tradizionale; c 'è questo rischio, cioè c'è il rischio che noi facciamo danno al Comune che non vi aderisce. Noi abbiamo messo in guardia Quartucciu da questa situazione e l'abbiamo invitato a partecipare per un senso collettivo del problema, perché questo può accadere, può accadere davvero; questo è uno dei problemi veri della raccolta differenziata. Quando nelle aree metropolitane, quando nelle aree vaste, in tutta Italia, si decide di fare il differenziato, si sceglie una situazione locale, in cui c'è un'estensione di quest'intervento, altrimenti il punto escluso diventa il punto assoluto di indifferenziato e di continuità dell 'indifferenziato. Quindi la scelta di Monserrato, Sinnai, Selargius e il tentativo, che noi non abbandoniamo ancora, di coinvolgere Quartucciu, aveva questa finalità. Per cui io voglio portare all'attenzione del Consiglio questo problema, perché sulle questioni finanziarie che a larghi tratti ci suggeriscono l'opportunità vera di fare un intervento, possiamo fare delle riflessioni : noi approviamo uno statuto che, in linea di princio è uno statuto che vale a prescindere dalla dimensione, a prescindere dai costi, perché è la forma statutaria che stiamo provando oggi. Ho discusso con il Consigliere Sanvido l'altra sera, a margine del Consiglio, e l'osservazione che il Consigliere Sanvido faceva sul capitale sociale e sulle quote di partecipazione, rispetto alle quote, era un'osservazione per alcuni versi condivisibile, ma alla fine non influente sulla portata, perché l'osservazione del Consigliere Sanvido era: dobbiamo assicurarci che il socio privato, se mettiamo poco capitale, sia un socio privato di poco conto e quindi vi possa partecipare uno che non dà garanzie. Ma occorre ricordare che la ricerca del partner privato si fai ai sensi dell'articolo 113, della 267, modificato, secondo regole di gare europee, che contengono non la garanzia del capitale, potrebbe esserci una società disposta a mettere un milione di euro, ma priva di strutture tecnologiche tali da garantire il servizio, e magari una struttura, una società privata che possiede una liquidità più bassa, ma possiede una grande potenzialità tecnologica; quindi, questo vale U. iff„ sEGU7; ALE 23 perché il soggetto privato, che deve essere scelto, è un soggetto che si valuta non attraverso la quota di capitale che mette nelle quote sociali, ma attraverso la quota di tecnologia che è in grado di assicurare al servizio, quindi la quota di tecnologia va data per dato. E qui voglio tornare. Noi possiamo accettare di redigere uno statuto, ricordandoci invece di un elemento importante, che mi pare sia stato rappresentato da diversi Consiglieri. Ci sarà un momento in cui noi approviamo lo statuto, la società si costituisce solo dopo che è individuato il soggetto privalo; dal momento in cui si approva lo statuto al momento in cui si individua il soggetto privato, occorre fare un bando, un bando ad evidenza pubblica, secondo le norme europee, eccetera; è questa la chiave di svolta: chi fa il bando e come si fa il bando e quali sono i termini del bando. Io sono convinto che all 'attualizzazione del bando, i Consiglieri Comunali si dovranno pronunciare sulla tipologia del servizio, che deve essere messa a bando; quello sarà il momento determinante, secondo il mio personale parere e secondo la tesi, che io con i colleghi Sindaci abbiamo sostenuto perché è quello il momento della decisione di garanzia verso i nostri cittadini di assicurarci un progetto, che dia il servizio che vogliamo. Per cui quali saranno i passaggi? Oggi noi realizziamo uno statuto, che alla fine è uno statuto che ha elementi ormai di tutti gli statuti, triti e ritriti, e io rispetto le esercitazioni di carattere anche giuridico amministrativo, che ciascuno fa nel pieno esercizio della propria funzione a contributo del Consiglio, però occorre ammettere che la vera posta è quella che faremo quando decideremo come fare il servizio. Attraverso una rivalutazione di questo progetto, oggi abbiamo un progetto in cui c 'è un progetto guida dei servizi, non è quello che deve essere utilizzato per l'appalto, Consiglieri; per l 'appalto, prima che la gestiscano dei funzionari, come prevede la Bassanini, noi dovremmo avere la determinazione di indicare a quei funzionari che il bando deve essere fatto secondo una declaratoria dì servizi, che noi ci aspettiamo; questo è un elemento importantissimo. Quindi ci sarà un altro passaggio. È così perché non può essere diversamente. Ci sarà un altro passaggio in cui l 'analisi del bando dovrà essere valutata, perché questo è il punto: i criteri del bando, per intenderci, più precisamente, non il bando, perché il bando è un fatto giuridico. Però poi voglio anche entrare nel merito di alcune considerazioni sul concetto di differenziato. L'attivazione del servizio di raccolta differenziata è I 'attivazione di un processo culturale in una città e questo è un altro elemento che non dobbiamo dimenticare. Il successo di un intervento sul differenziato non dipende, o dipende in minima parte, dalle capacità tecnologiche del soggetto che realizza i servizi ma dipende in massima parte dalla capacità dei cittadini di aderire al progetto e di assumere la consapevolezza che il progetto è un progetto vantaggioso. È nelle mani degli amministratori e dell'Amministrazione quello di convincere i cittadini che il progetto è vantaggioso, per molteplici ragioni non solo economico — finanziario, ma anche di carattere culturale, sociale per cui non vanno perse di vista, la promozione nelle scuole e la promozione nelle famiglie. Io ho visto due casi in cui è stato attivato il differenziato, uno è nella comunità della Barbagia Mandrolisai ed uno è a Macomer. Dico Barbagia Mandrolisai perché io ho dei familiari, che hanno vissuto la differenziata, e io sono stato un Sindaco famigliarmente bersaglio di qUeste cose. I primi mesi di raccolta e differenziata nella comunità della Barbagia sono stati mesi di grande pathos da parte delle famiglie, dei cittadini; oggi si realizza un sistema che all '80% trova la condivisione dei cittadini, che all 'inizio lo vedevano come un disservizio, cioè quello di tenere a casa i rifiuti, le frazioni umide, di dividere, di avere quattro contenitori, cinque frazioni e così via; oggi, dopo mi processo paziente di adesione, il servizio sta dando i suoi risultati, così come è accaduto a Macomer. Io ricordo che a Desulo, lo dico perché apparso anche sui giornali, i cittadini una mattina hanno depositato tutti i rifiuti davanti al palazzo comunale. E' passato del tempo, però bisogna 24 so 5. ,_ ," : e • dirlo, perché sono processi, questo lo dico per sottolineare che la vera posta del problema non è una posta di carattere finanziario, è una posta di carattere culturale, che si deve sviluppare dentro la città e sarà nostro dovere favorire questo processo culturale, molto di più di quanto non dovremo favorire, invece, il processo delle partnership private la cui importanza tecnologica sarà decisa attraverso atti di indirizzi. Quindi, io invito il Consiglio, per una questione anche di opportunità, a licenziare questo atto, assumendo due elementi importanti: intanto che il parere di regolarità contabile su questo atto riguarda l'impegno che il Comune assume nella sua quota sociale in questa portata, perché il parere di regolarità contabile non è dato sui 6 milioni di euro, la regolarità contabile è data sui 200 mila euro, che rappresentano la posta di quota capitale del Comune di Selargius nella società mista, sulla disponibilità di questa posta; bisogna dirlo questo perché riguarda meramente quest 'elemento. Gli altri elementi e considerazioni possiamo anche, leggerle e chiarirle, prenderne atto, nella discussione degli articoli, nel rispetto del funzionario valutarle, ma ritenere anche, secondo una nostra sovranità decisionale, se queste siano da utilizzare ai fini emendati o da non utilizzare, però il tutto va fatto con assoluta lealtà. Io, ripeto, comprendo tutte le perplessità di tutti Consiglieri, e io stesso, rispetto a questo intervento, ho una serie di preoccupazioni e perplessità, ma sono convinto che la scelta di fondo è una scelta inevitabile e nel tempo vincente; questo è rmemento più importante. Poi la portata del successo dipenderà dalla capacità dell'intera città a rapportarsi a questo intervento. Credo ali non avere altro da definire. Ripeto,' oggi entrare in alcuni dettagli, discutere la forma statuto, ha una sua valenza, certamente, farse non abbiamo mai davvero concentrato la nostra attenzione su alcune dimensioni di carattere economico, fatte in modo organico. Su questo, voglio dire, la Commissione Ambiente potrà fare un lavoro attento di raccolta di questi dati, però, ripeto, due sono gli elementi di differenza: la forma statuto, ripeto, a mio parere prescinde dalla dimensione finanziaria del problema, se fossimo stati tra i Comuni da 3 mila abitanti e avessimo dovuto impegnare un milione di euro, la forma statuto scelta sarebbe stata la stessa, ciò a dire che non è condizionata da un vincolo di carattere finanziario molto alto; il vincolo finanziario è nel bando, su cui, ripeto, il Consiglio, i Consiglieri, la Commissione, i funzionari a disposizione, questa volta dal punto di vista tecnico, del Consiglio, dovranno fornire tutti gli elementi di trasparenza, che la legge impone, sull'attivazione del bando che sarà fatto in momento successivo>>. Si dà atto che alle ore 21,10 il Consigliere Cordeddu lascia l'aula. Il Presidente: «Io credo che adesso si debba passare all'esame del documento articolo per articolo, io chiedo anche qualche minuto di pazienza, perché anche io credo di volere e poter dare un contributo su questo argomento, sperando anche di non essere frainteso e confidando anche nella pazienza dell'Assessore Pintus. Io ho cercato di seguire gli interventi dei diversi Consiglieri Comunali e se c 'è stato un po' di vociare, Consigliere Ambu, c 'è stata un po' di distrazione, è perché cercavo, con la dottoressa Giancaspro, di raccogliere qualche elemento che mi sfuggiva. Io vorrei un attimo chiedere conforto anche ai colleghi del Consiglio, su quello che stiamo andando a fare, perché sinceramente mi sono perso quando si è iniziato a parlare di rifiuti umidi, di rifiuti aridi, di rifiuti secchi e cose di questo genere, perché cercavo di attenermi all'oggetto in discussione in Consiglio Comunale, che è: approvazione bozza statuto società mista. U. n Pro ,- ide‘ SEGP,',1 31 1111. ' Credo che il dibattito sia andato, a mio avviso, oltre quello che era l'argomento in discussione e se però il Consiglio delibera sulla base di quei presupposti, io mi trovo a disagio e non potrò dare il voto a favore sulla società mista, pur tenendoci a dare un voto a favore alla società mista, non fosse altro perché avrei da recriminare anche io su, mi perdonino i funzionari, quando questo Consiglio Comunale nel 2001 deliberò la deliberazione con l'approvazione dello statuto della società mista dissi, più o meno: il Consiglio ha fatto la sua parte, ora spetta alla struttura mandare avanti la pratica, posto che, qui ci tengo a precisarlo, non sarà il Consiglio Comunale a dare indicazioni sulla scelta del partner, non mi pare rientri nelle competenze del Consiglio Comunale intervenire sui bandi di gara. Allora sui criteri di servizio è una cosa che probabilmente ci sta venendo a mancare, ed io ritengo che l'atto che dobbiamo approvare debba avere quello come atto preliminare: la scelta dei servizi. Chiedevo poco fa all 'Assessore Pintus, si parla ancora di un progetto, però abbiamo appena sentito, non è questo il progetto alla base; allora non parliamo se progetti non ce ne sono, anche perché ho cercato l'atto con il quale l'Amministrazione ha recepito quel progetto; non esiste nessun atto con il quale l'Amministrazione Comunale di Selargius si è pronunciata su quel progetto, sul quale io personalmente mi rifiuto di discutere, perché è un progetto che non sono tenuto a conoscere, è un progetto che per me non esiste. Noi abbiamo tre atti: il primo atto di indirizzo è quello per la sottoscrizione del protocollo d'intesa, vorrai ricordare, che è l'atto propedeutico alla scelta politica importante con il quale il Consiglio Comunale, nel pieno esercizio dei poteri, credo che questa sia una delle poche facoltà rimaste al Consiglio Comunale, decide: la scelta, l'organizzazione dei servizi, articolo 42 della 267, organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni di aziende speciali, concessione di pubblici servizi, partecipazione dell'Ente a società di capitale, affidamento di attività o dei servizi mediante convenzione. O Io crecio che questo sia un momento alto del Comune di Selargius, perché il Consiglio 07 Comunale sta, esercitando, con i suoi poteri, una scelta prevista dalla norma, sulla quale era s<•' cascato il Comune di Selargius negli anni passati. Fa palle della storia di quest'Amministrazione, e mi dispiace ricordarlo, il Consiglio Comunale di Selargius, la Giunta di qualche anno fa, deliberò un atti che poi dovette revocare perché erano viziati. Qui in Comune, agli atti, ci sono tre offerte di tre società con sede legale, credo qualcuna anche a Selargius, che io mi opposi ad aprire perché la procedura era completamente viziata, con tanto di pareri favorevoli, perché qualcuno ricorderà, si era tenuto in poco conto una norma di legge che prevedeva la gara ad evidenza pubblica, perché se non si seguono questi passaggi, assolutamente sarà consentito affidare direttamente i servizi alla società mista, assolutamente. Si era dimenticato anche qualche altro passaggio in quell'occasione. Ritorna un attimo indietro: il Consiglio Comunale si è già pronunciato, non vorrei sbagliare, coni voto unanime alla stipula del protocollo d'intesa; adesso non ho qui la delibera, vedo che qualche Consigliere fa di sì con il capo ed è un fatto positivo, mi pare, voto favorevole all'unanimità, se non ricordo male, sul protocollo di intesa, o qualcuno ha votato contro e io adesso lo sto dimenticando. Adesso ricordo esattamente, non c'è l'atto, ma non c'era dissenso su questa scelta. Il secondo atto, sul quale poi sono sorte alcune divergenze, lo dico per cercare di, non dico ricompattare, anche se parliamo di rifiuti e gli autocompatttori bisognerebbe anche citarli; c 'è stata un'altra deliberazione, sulla quale probabilmente il Consiglio Comunale ha preso, come dire, posizioni divenenti e qui, Assessore, mi affido anche a lei per cercare di aiutarmi a rafforzare la mia posizione, che vuole essere positiva, su modalità di esecuzione dei servizi da dare alla società mista, perché mi pare che la disquisizione sia non tanto società mista società sì, società mista no; .. , li Pro:: stanno nascendo le riserve sulla modalità non tanto su come affidare il servizio, sul servizio da svolgere, sull'attività da svolgere. Correggetemi se non ho capito bene in queste ore di dibattito. Voglio capire dove è che stanno nascendo le divergenze, perché sinceramente mi sto trovando anch'io molto disorientato, perché idealmente sono pro società mista, forse ero stato il primo Consigliere Comunale a parlarne qua dentro, poi qualche altro Consigliere, il Consigliere Sanvido ha accondisceso alla mia posizione, alle mie idee, fui il primo a proporlo per stabilizzare i lavoratori socialmente utili; lo dico per chi ha corta memoria, perché all'epoca c'erano anche delle provvidenze da parte della Regione per la collocazione dei lavoratori socialmente utili all'interno di società mista, quella era una delle motivazioni alla base, proposta nella legislatura col Sindaco Contu. Idea non scartata quando i lavoratori socialmente utili di Selargius trovarono comunque occupazione presso il Comune, perché si credeva nell'istituto dalla società mista, personalmente continuo a crederci, però mi trovo a vivere un doppio ruolo: quello del Consigliere Comunale che dice "Sono d'accordo perché si istituisca questa società, all'interno della quale l'Amministrazione entra", però devo anche pensare che purtroppo devo giocare due ruoli, e qui credo che sia il passaggio più delicato: come amministratore comunale debbo tutelare l'Amministrazione che rappresento in questa sede, posto che la società mista, per quanto avrà al suo interno l 'Amministrazione con un suo rappresentante, diventa terzo nella gestione del servizio. La società mista sarà una s.r.l., quella che si sta andando ad ipotizzare, a differenza della precedente che era una S.p.A.; per memoria ricordiamo anche questo. Sarà una s.r.l. che si muoverà nel mercato come soggetto economico, che dovrà perseguire anche degli utili, mi pare; non credo che si andranno a cercare delle Onlus come partners privati, non stiamo andando a cercare delle associazioni non lucrative, credo che andiamo a cercare dei .,,6, partners che investano in moneta, e qui riprendo il pensiero del Consigliere Sanvido, ma in tecnologia, ma in know out, in competenze, in capacità, apportando quello che la legge ci dice di considerare nel momento in cui andremo a individuare quel partner. 6,e Però, attenzione, quando richiedo il servizio non mi muovo da amministratore del Consiglio ffi. di Amministrazione della società mista, tanto per essere chiari, non mi muovo da amministratore della società mista, anche perché presumo che ci sia per legge l'incompatibilità tra il ruolo di Consigliere Comunale, Assessore, e quello di Amministratore della società mista; l'Amministrazione nomina un suo rappresentante, ma che non è un amministratore comunale, quindi non è né Consigliere e né Assessore; anche questo è bene precisarlo. Dicevo questo per precisare che quell 'amministratore dovrà muoversi per perseguire gli obiettivi della società mista, che non sempre saranno coincidenti con quelli del Comune; ecco allora che nel momento in cui si farà la gara, probabilmente, scusate la battuta, la raccolta dei residui dei pesci, probabilmente è bene chiedere che venga effettuata con una certa frequenza; questa battuta basta per dire che dovremo pensare ad un servizio, che sia il più valido ed efficiente possibile, mettendo insieme costi e benefici nell'insieme. Ma è lì che si dovrà giocare il duplice ruolo di chi rappresenta l'Amministrazione, investendo nella società mista, per trarre il miglior risultato, non solo dal punto di vista economico per l'Amministrazione, ma anche in termini di benefici per i cittadini. Allora voglio continuare a sgombrare il campo, se si parla di progetto, bisogna entrare nel merito e possiamo dirne tante, dalle cose più scientifiche e che possono comportare maggiore riflessione, alle soluzioni più banali: per chi conosce Selargius, si rende conto quanto ingorgo crei talvolta l 'autocompattatore quando passa nelle strade, che hanno un certo flusso di traffico, via Roma, via Daniele Manin, per citarne due tra le più note; oggi i cassonetti hanno un posizionamento, che è intorno ai 100 — 150 metri. Io mi domando quando passerà la macchina per la raccolta porta a porta in via Roma, in via San Martino, come bloccherà il traffico. Possono sembrare osservazioni banali queste, ma sono i problemi che avremo giorno per giorno. Lo dice chi ha fatto l'Assessore ai Servizi Tecnologici per cinque anni, quando si era v Pre IL SEG r- 27 iniziato, io ho avuto la fortuna di vivere le due esperienze, Assessore nel 1985 con la raccolta porta a porta che tion era differenziata, con tutti i pro e contro che potevano chiaramente esserci all'epoca, proprio per esigenze di traffico e, chiedo scusa se avremo questa parentesi, obbligò gli operatori a fare i punti di raccolta da ammucchiare, con la A.S.L. all'epoca U.S.L., che mandava le segnalazioni perché era antigienico quel raggruppamento di buste, bustine, sacchi e sacchetti davanti alle porte. Probabilmente se si ragiona di progetto, sarà necessario ed opportuno fare ragionamenti un attimo più adeguati, senza avere la pretesa, da Consiglieri Comunali, di essere i tecnici. L 'Amministrazione ha i tecnici, che probabilmente conoscono meglio dei Consiglieri Comunali le strade di Selargius, che probabilmente conoscono meglio dei Consiglieri Comunali le esigenze della nostra cittadina, che probabilmente conoscono molto meglio di noi anche le aspettative perché, con il ruolo che svolgono, sono chiaramente a contatto quotidiano anche con i nostri concittadini. Ecco allora che ho l'esigenza di capire: oggi stiamo deliberando semplicemente una bozza, e va precisato anche il termine, non è lo statuto definitivo, è una bozza di statuto; prima osservazione. Secondo. Sgombero il campo, perché non voglio avere riserse mentali sulle cose che ho sentito su umido e non umido, perché se parliamo di umido e non umido, allora ho l'esigenza di capire qual è il progetto per la cura e la manutenzione della viabilità e della segnaletica stradale, perché se la riflessione sulla raccolta differenziata è conditio sine qua non per poter procedere, mi si deve dire perché si discute solo di quello e non anche degli altri punti, che costituiscono l'oggetto sociale della società mista. Credo che questo sia fondamentale, anche perché nella scelta del partner, posto che la società mista poi potrà occuparsi anche di segnaletica stradale, la escludo a priori la gestione della segnaletica stradale o dovrà essere comunque una caratteristica del soggetto privato, che entra in gara per poter partecipare per la costituzione della stessa società? Se questo progetto fa parte, invece, dell'iter, bisogna acquisirlo ufficialmente e formalmente, perché nessuno degli atti, che abbiamo approvato e sui quali si sono espressi anche gli uffici, cita questo documento; io sinceramente ho fatto fatica, ho dovuto richiamare qualcuno e dire: "Che documento state leggendo?", perché non riuscivo a capire quale fosse l'atto alla base. Ripeto, nessuna delle deliberazioni che abbiamo fatto, neppure quella di oggi, fa riferimento a questo documento; per cui, se si fa la votazione, chiedo al Sindaco e all'Assessore di sgomberare il campo dicendo: "Ne abbiamo parlato, ma non costituisce assolutamente condizione per costituire la società mista". Io di questo ho bisogno, diversamente io non posso votare, voterò contro però facendo anche una dichiarazione sulla mia dichiarazione di voto, perché sono posto nella condizione dell'impossibilità a poter decidere su questo. Lo so che dobbiamo votare la bozza, ho fatto io la convocazione, Assessore Pintus; la convocazione era: bozza, però mi sono trovato nei discorsi, anche fuori pratica, documenti che riguardano numeri, contro numeri, modalità, giorni settimanali, bisettimanali, quindici giorni, a piedi, in carrozza o in elicottero per raccogliere i sacchetti, ancora un po' parliamo anche del colore dei sacchetti, ma, permettetemi di dire, a me personalmente sembra un discorso "anche fuori luogo", perché probabilmente avremo l'esigenza di fare un Consiglio Comunale con tutti i crismi, per ragionare su quegli aspetti, che sono tecnici ed economici, per i quali io personalmente pretendo un parere anche della struttura, anche perché i pareri dati dall'Ingegner Cannas e dal ragionier Putu sono sulla bozza di statuto, non ho trovato un parere su questi documenti perché, se mi permettete, con tutto il rispetto per i consulenti, io ho bisogno anche di un parere della struttura, perché il Consigliere Comunale ha la necessità anche degli uffici per avere il conforto sulle pratiche, che va a adottare, posto che al Consiglio è pervenuta solamente copia del protocollo firmato, ma non abbiamo nessun atto con il quale c'è stato detto che l'Amministrazione Comunale di Sinnai, che è indicata come Comune capofila, abbia attivato una o più di una convenzione con V28 dei professionisti per la predisposizione dei documenti necessari e, comunque, a quanto ritenuto necessario al buon esito del progetto, per le quali consulenze noi pagheremo la quota maggiore, perché mi pare che siamo il Comune che ha il più alto numero di abitanti. È così? Con un po' d'orgoglio potremmo anche pensare di chiedere a chi sta sul cucuzzolo delle colline di cedere la leadership al Comune di Selargius; si possono pensare tutta una serie di cose, ma così formulato il protocollo mi lascia pensare, e qui io ho un legittimo sospetto, che il bando, anche per la ricerca del partner, venga fatto esclusivamente da una sulle sole Amministrazioni Comunali. Posto che già i preliminari hanno dimostrato che non c'è un grande feeling tra le tre Amministrazionip il parere dell 'ingegner Cannas dimostra questo, anzi, e io qui mi rivolgo anche al Sindaco, più che parere lì ho trovato quesiti al Consiglio Comunale, come se dovessimo darle noi al nostro dirigente le risposte su quell'argomento. Ci sono quesiti, io ho provato a leggerlo, c'è un'osservazione in grassetto, punto interrogativo; ma siamo noi a dover dare consulenza alla struttura o viceversa è la struttura che deve dare consulenza al Consiglio Comunale, individuandomi il problema, ma pretendo anche l'individuazione di una o più possibili soluzioni, consapevole che quando mi viene data una soluzione, mi stanno dando anche un altro problema; questo succede perché ogni soluzione, secondo la Legge di Marphy, ha il suo problema. Per concludere, lo chiedo proprio come, pregiudiziale, non avrebbe senso detta alla fine del dibattito, ma costituisce, come dire, una pregiudiziale forte; per poter votare con ampia serenità è necessario capire su che cosa stiamo andando a votare e che si tratta di un atto, che non ha altri documenti collegati che potrebbero, poi, spuntare in altri momenti, perché diversamente, ecco, su quello io personalmente nutro delle grosse e forti perplessità. E concludo, se il progetto è acquisito dall'Amministrazione, lo stesso deve essere valutato dagli uffici competenti per poter dare un parere. Io do, per quanto mi riguarda, e qui invito anche la dottoressa Giancaspro a metterlo a verbale come Mia dichiarazione di voto, che qualora, acquisite adesso le informazioni che ho richiesto, dovessi votare a favore, voto a favore anche perché confortato dai pareri favorevoli alla deliberazione 114 del 28 di ottobre del 2004, con la quale il Consiglio Comunale nel preambolo dice: valutata l'opportunità di costituire con altri Comuni una società a prevalente capitale pubblico. Per cui do per scontato che quest'opportunità, che qui viene espressa in sede politica dai Consiglieri Comunali, possa essere intesa: confortata dai pareri favorevoli dell'area A 7 tecnologico e dall'area A 3 contabile, perché sappiamo bene che anche la scelta di questo sistema, quindi creazione di società mista, venisse supportato anche da un interesse generale, che va in capo alla stessa Amministrazione. Per cui, se voto a favore, è perché mi trovo maggiormente confortato anche da questi pareri, che sono favorevoli; posto che, però, sulla pratica di oggi il parere lo leggo solo e soltanto sullo schema di deliberazione, ma non mi risulta, e qui chiedo all'Assessore Pintus, che l 'ingegner Cannas si sia pronunciato su questi atti, sui quali abbiamo parlato. Questo io chiedo che venga detto formalmente, perché diversamente su questo ci troviamo veramente a paflare di cose completamente diverse> >. Il Sindaco: «Io posso chiarire, credo che nel mio intervento sia stato chiarito in maniera assolutamente puntuale. Infatti, ho detto: "Attenzione, il parere di regolarità contabile, posto dal funzionario su questa pratica, attiene all'impegno di spesa di 200 mila euro, che l'Amministrazione Comunale di Sélargius pone nella partecipazione alla quota sociale della società mista e non a nessun altro tipo di intervento, che non è contenuto". Pre”7. , Eo ns SEG' 29 Il Presidente: «Chiedo scusa, neanche questo c'è scritto in delibera. Il parere favorevole è sullo schema di statuto. Sullo schema, ma lo schema di statuto non dà l'indicazione esatta per quanto conferisce. Non è stata ancora, indicata esattamente la quota. ConsiglierePili, preciso, la quota non è stata mai indicata in precedenza; si parla di quote percentuali, senza dire qual è l'importo massimo. È il quesito sul quale ha argomentato il Consigliere Sanvido ieri, mi pare; è il quesito del Consigliere Sanvido. La delibero della volta precedente parla delle quote: 60 e 40, e il 60 è costituito da 20 più 20 più 20; però vorrei anche dire: su 20 più 20 più 20 potremmo anche argomentare eventualmente, poSto che a me la consulenza costa di più perché ho più abitanti>>. Il Sindaco: «Allora, nel momento in cui all'articolo 5 è scritto che il capitale sociale è di un milione di euro, è implicito che, stando alla deliberazione consiliare precedente, che dice che le quote sociali sono 60 e'40, di cui il 20 è del Comune di Selargius, se ne deduce che questa delibera assume l'impegno spesa di 200 mila euro; non c'è scritto esplicitamente, ma è un ragionamento che il funzionario ha fatto, qui siamo ad un milione di euro, nella precedente delibera dice: il 60% è pubblico, quindi sono 600 mila euro, il Comune di Selargius ha il 20%, quindi sono 200 mila euro>>. Il Presidente: «No, io preciso che intanto non si era detto la volta precedente, a differenza di quanto stavate affermando sino a qualche minuto fa, la delibera del 28 ottobre non parla di somme e non c'è un parere sulle somme; la ragioneria solo oggi si sta esprimendo sulla quota del Comune e a questo aggiungo che questa quota la recuperiamo da dove? Lo stiamo anche già dicendo, mi pare. Questa quota, i 200 mila euro, da dove li tiriamo fuori? Il Presidente: «No, è qui che voglio anche capire: vanno svincolate le somme di cui parlava il Consigliere Cappai, che sono congelate con la Legge 37, e voglio immediatamente deliberare anche il riutilizzo della differenza. Mi ricorda qual era la somma, Consigliere Sanvido? Cioè capite che è vero che bisogna fare dei combinati disposti per cogliere alcune osservazioni, probabilmente questo aiuta, non è cercare virgole e contro virgole. Forse, Assessore, sarebbe stato il caso di farla ieri, non oggi, perché sono somme che possiamo destinare a favore anche di disoccupati, è inutile che mi dica: "Non è necessario farla oggi", io le dico: "Ha ragione, forse andava fatta ieri, Assessore", perché io già il 28 di ottobre ho posto il problema che, a mio avviso, l'altra delibera va revocata, perché diversamente, Assessore, tra un po' dovremo fare una società mista per coniugare le due società, che abbiamo al Comune di Selargius, ne abbiamo una S.p.A. e una S.r.l., per cui faremo una mista tra le due nostre. TALE 30 Certo che va revocata, è agli atti, chiesto da me quando abbiamo parlato del protocollo d'intesa; è chiesto da me, agli atti, da quando approvato il protocollo d'intesa, perché è anomalo che abbiamo due società mista, anche per gli stessi servizi, una S.p.A., e può esserci una contraddittorietà negli atti, potrebbe esserci una contraddittorietà negli atti che il Consiglio sta andando ad approvare, perché abbiamo fatto, in due momenti separati, due scelte che fanno a pugni tra loro. Sto dicendo che per la segnaletica stradale voglio fare una S.p.A., e che per adesso, invece, per la segnaletica stradale, vorrò fare una S.r.l. Assessore Meloni, mi insegna che è contraddittorio l'atto> > . L'assessore Sig.ra Tiziana Meloni: «Allora, il programma del 2002, correlativamente alla 37, constava di due parti, che sono entrambe state approvate dal Consiglio Comunale: una erano le disponibilità dell'anno 2002; l'altra era la rimodulazione delle fonti del 1999, 2000 e 2001. L'articolo programma consta di entrambe le due parti approvate dal Consiglio Comunale; quindi ogni attività di rimodulazione, che fosse stata fatta a partire dal primo gennaio del 2004, sarebbe incorsa nell'impossibilità di utilizzare i fondi per i contributi de minimis, compreso quell'intero programma del 2002, che è tutto compreso, cioè fondi dell'anno e la rimodulazione degli anni precedenti; comprese, quindi, le misure che erano già state deliberate negli anni precedenti». Il Presidente: «Le osservazioni tecniche erano bene conosciute, Assessore, però le ripeto che probabilmente si deve procedere quanto prima a revocare quell'altra deliberazione, perché nel momento in cui lei va a toccare quelle somme, sta tenendo in piedi una delibera che non ha più impegni di spesa, e lei mi insegna che è una delibera vuota, che non ha senso. Probabilmente quando faccio la scelta di una società, devo revocare quella precedente, perché quest'atto potrebbe apparire contraddittorio, come attività dell'Amministrazione, e credo che uno dei principi giuridici sia quello proprio di porre in essere degli atti non contradditori all'interno della stessa Amministrazione. Assessore Meloni, lei c'è qui, al Comune di Selargius, mi pare, da due anni e mezzo, le sfuggono alcuni passaggi di atti, che in questo Comune sono stati annullati; ne sono stati annullati tanti. Per cui un attimino anche di pazienza nell'ascoltare alcune osservazioni, che sono fatte nell'interesse dell'Amministrazione. Io avevo posto dei quesiti, ho bisogno di recepirli in maniera formale, in modo che poi possa procedere con molta serenità> >. L'Assessore Salvatore Pintus: «Per precisare alla richiesta del Presidente del Consiglio. Noi oggi stiamo discutendo e dobbiamo andare ad approvare la bozza dello statuto sulla società mista. Per quanto riguarda i servizi, che sono previsti nell'oggetto sociale, faremo una discussione più in dettaglio in una seduta di Consiglio Comunale prossima». Si dà atto che la seduta viene sospesa alle ore 22,00 e ripresa alle ore 22,15. •" 31 Il Sindaco: «Abbiamo rivenuto opportuno, alla luce degli ultimi elementi che sono maturati, di fare una valutazione per cercare di assumere responsabilmente tutta una serie di decisioni anche nell'ordine della responsabilità politica che ci siamo assunti rispetto a questo problema. Noi prendiamo atto soprattutto di quanto ha sottolineato anche nell'ultimo intervento il Presidente, e credo che siamo tutti d'accordo sul fatto che noi oggi stiamo votando una bozza di statuto; io l'ho già detto nel mio intervento, credo, che questa bozza di statuto prescinde dalla portata finanziaria della società mista perché, ripeto, è una bozza di statuto in forma statuto e come tale deve essere presa in considerazione. Oggi non stiamo votando l'approvazione di un documento finanziario, che contiene analisi, eccetera; ricordo ai Consiglieri l'excursus: noi abbiamo portato in Consiglio la bozza dello statuto, alcuni Consiglieri hanno sollevato un'eccezione e hanno detto "Stiamo votando uno statuto senza sapere se esiste un piano finanziario, eccetera"; a corredo, per favorire il dibattito, abbiamo evocato quello che puntualmente a luglio avevamo dato ad ogni singolo Consigliere di questo Consiglio, cioè tutti gli studi di fattibilità, ma questo per favorire la discussione. Io condivido quello che ha detto il Presidente: non stiamo discutendo la portata finanziaria dell'intervento, né quei documenti, né i pareri di cui trattasi si riferiscono a quei documenti. Per cui noi, insomma, abbiamo valutato l'idea che stiamo votando una bozza di statuto e riteniamo utile, indispensabile, votare una bozza di statuto come strumento poi di discussione. Ribadisco l'impegno a portare in Consiglio gli indirizzi da dare, perché si è detto, Presidente, qualcosa a proposito di questo; si sono dette tre cose, che mi sento in dovere di chiarire: il primo è che i rappresentanti del Comune, soggetto pubblico, anche nel consiglio d'amministrazione sono lì per rappresentare gli interessi del Comune, quindi l'interesse pubblico e non quello della società, cioè questo è evidente. Come in tutte le società, sono nominati a rappresentare il Comune, cioè questo mi sembra un fatto evidente; nell'assemblea poi ci sono i Sindaci, o i loro delegati, per cui credo che sia un elemento di non poco conto questo. Certo, sono amministratori di quella società, ma sono nominati dall'Ente Pubblico, sono soggetti pubblici. Poi volevo rappresentare un altro elemento: noi stiamo valutando una bozza di statuto, il bando va fatto dai funzionari, dai dirigenti, eccetera. Io credo che è un bando in cui la legge stessa, l'articolo 113 della 267 dice, comma cinque: "l'erogazione del servizio avviene secondo la disciplina del settore, nel rispetto ... dunque, società di capitale misto, pubblico e privato, nelle quali il socio privato venga scelto attraverso l'espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica, che abbiano dato garanzia di rispetto delle norme interne comunitarie in materia di concorrenza, secondo le linee di indirizzo emanate dalle autorità competenti attraverso provvedimenti o circolari specifiche". C'è un altro capoverso che voglio individuare e che dice, ecco: "la gara di cui al comma cinque — diciamo che è il comma sette — è indetta nel rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione sul territorio e di sicurezza, definiti dalla competente autorità di settore o, in mancanza di essa, dagli Enti Locali; la gara è aggiudicata sulla base del migliore livello di qualità e sicurezza e delle condizioni economiche di prestazioni di servizio dei piani di investimento per lo sviluppo e il potenziamento delle reti e impianti per il loro rinnovo e manutenzione, nonché dei contenuti di innovazione tecnologica e gestionale. Tali elementi fanno parte integrante poi — il poi lo sto aggiungendo io — del contratto di servizio; le previsioni di cui al presente comma devono considerarsi integrati delle discipline del settore". 32 Pres Credo che su questo il Consiglio, che è quello che interpreta il desiderio dei cittadini, in linea di massima debba pronunciarsi, ed è convincimento anche degli altri Sindaci che su questo il Consiglio debba pronunciarsi. Per cui non è un impegno di carattere così formale o di dilatorio rispetto alle decisioni che stiamo prendendo, è un impegno che mi sembra doveroso che noi assumiamo, proprio a garanzia di tutti i processi di trasparenza. Credo che oggi votiamo questa bozza di statuto, che raccoglie in sé gli elementi di una bozza di statuto. Voglio ricordare anche che nella natura struttura di questa forma statuto, lo statuto può anche essere modificato dalla società, quando essa è costituita; per cui questi sono altri elementi, che non dobbiamo dimenticare, perché è nella natura delle cose. Per cui, dopo una breve discussione, la maggioranza ha deciso di mantenere l'impegno assunto rispetto al licenziamento di questa bozza, consapevoli che stiamo facendo un atto che non ha nessuna situazione compromissoria rispetto allo scopo, per il quale già il Consiglio si era pronunciato. Io non so se ci sono altri Consiglieri che vogliono intervenire, però mi pare doveroso esprimere, ma anche rassicurare con una certa serenità questo. Per quanto attiene, invece, alla società mista, assumiamo l'impegno di revocare e rivedere, se vi fossero gli elementi, la precedente società mista. Ripeto, questo è un altro elemento per liberare le risorse, mobilizzare le risorse attraverso i processi della 37, che possiamo eventualmente rivalutare> >. Il Consigliere Sig. Vincenzo Porrà: «Un intervento brevissimo che, tra l'altro, serve anche a tranquillizzare ... in presenza di quello che abbiamo sentito oggi, cioè il parere con osservazioni dell'ingegner Cannas, per esempio, per quelli, in particolare, che fossero stati presenti alla Commissione in seduta congiunta, Ordinamento e Ambiente, del 30 novembre, alla quale ho partecipato in quanto invitato dai Presidenti di Commissione. Io ho qui il verbale, ma mi ricordavo bene quella seduta di Commissione, che tra l'altro è stata tre giorni dopo la riunione di Consiglio, nella quale, come Presidente della Commissione Bilancio, ho avuto qualcosa da eccepire sulla procedura seguita. In quella Commissione, come risulta da verbale, erano presenti il Segretario Comunale per dare il parere giuridico, una consulenza giuridica, ed erano presenti anche, oltre ai componenti la Commissione, il Direttore d'Area 7 ingegner Cecilia Cannas, l'Assessore e il Consigliere Vincenzo Porrà, invitato. Ovviamente, come sempre, ligio e geloso del prerogative del Consiglio e visto che la bozza di statuto, come era scritto bene in grande, è un atto del Consiglio, ritenevo che fosse opportuno dare il contributo. Come si evince dal verbale, sono intervenuto su vari articoli, dicendo che forse erano migliorabili, ma l'ingegner Cannas, in prima persona, ha tenuto a ribadire che gli articoli andavano bene com'erano, che non era il caso di toccarli; tanto è vero che io mi sono arrabbiato e ho anche detto che quando i Consiglieri parlano, non è bene che siano interrotti; ma comunque l'ingegner Cannas, dal primo articolo all'ultimo, ci ha confermato che andavano tutti bene e così la dottoressa Fadda, che ci ha anche detto che alcuni aspetti erano argomenti giuridici che noi, non tecnici, non capivamo e che era bene lasciarli così, anche perché, e anche il verbale lo dice, sono stati predisposti da esperti di diritto societario e deve essere osservato l'impianto. Per cui io mi sento di dire ai colleghi che la bozza di statuto tal quale la possiamo votare tranquillamente, perché il parere dell'ingegner Cannas in una sede formale qual è la Commissione, anche se lì non ha dato il parere formalmente, come risulta dal verbale, è favorevole a tutti gli articoli, perché li abbiamo letti tutti. v . 33 Io sono sorpreso che poi abbia fatto qualche eccezione, comunque, ecco, credo che siano questi i motivi per i quali ... potremo andare tranquillamente avanti». Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai: 4 ' «Io ho ascoltato con interesse quello che ha detto il Sindaco e quello che ha detto lei precedentemente. Prendo anche atto che non esistono progetti, come ha detto il Sindaco, che trattasi solo di una bozza di statuto, salvo poi citarle e poi ritirarle; non ho capito se questo progetto esista o non esista. La volta scorsa, quando noi abbiamo adottato la deliberazione con la quale abbiamo espresso l'intenzione di partecipare alla società, è stato detto: "Noi stiamo solo esprimendo, in questo momento, un desiderio". Per cui rispetto ad alcune cose, che io il giorno dissi, mi venne detto: "Oggi non possiamo entrare nel merito". Per cui, signor Presidente, io non concordo con quanto lei ha detto prima. La bozza di statuto prevede comunque alcune cose e proprio l'esperienza ci insegna che queste cose devono essere presenti agli atti. Credo che i colleghi Sanvido, Camba, Ambu e il Sindaco, che con me hanno vissuto l'esperienza precedente, ricorderanno le motivazioni per le quali il comitato aveva bocciato o aveva rinviato quella deliberazione; cosa che io ho detto la volta scorsa, però mi è stato detto: "Non stiamo approvando la bozza di statuto". Oggi, però, stiamo approvando la bozza di statuto e permettetemi oggi di dirla, perché mi era stato detto che il momento appropriato per porre quel genere di quesiti era quando avremmo affrontato l'argomento: approvazione bozza di statuto. Io non so se sia l'articolo 116 o 113, perché non ho capito qual è, dato che in delibera è corretto, però l'ingegner Cannas continua a citare l'articolo 116 nella deliberazione, mentre invece mi è sembrato di capire che trattasi dell'articolo 113 che è l'articolo che regolamenta l'approvazione delle società miste o l'approvazione delle bozze di statuto. Ecco perché dico che quando si insiste e si insiste anche in modo animato, è importante avere un progetto che deve essere agli atti, deve farne parte integrante perché tutti i Consiglieri Comunali vengano messi in condizioni di valutare quello che stanno approvando a ragion veduta, perché il progetto deve chiarire che cosa stiamo andando a fare, qual è il percorso che noi stiamo intraprendendo. Allora, uno dei motivi per cui venne rinviata quella deliberazione, ai sensi dell'articolo 113 del Testo Unico 267, dottoressa Giancaspro sono cambiate le norme dal 2001 ad oggi? Okay. È pur vero che gli atti non vanno più al controllo, ma è altrettanto vero che nulla dobbiamo fare che non sia conforme alla norma, alle leggi regionali e dello Stato, qualunque esse siano; abbiamo, comunque, quest'obbligo. E se il comitato allora ci aveva detto che bisognava che agli atti vi fosse un progetto tecnico, economico e finanziario, è indispensabile che anche oggi ci sia; quindi non è che ce l'hanno consigliato così, deve esistere una deliberazione, con la quale è stato incaricato Tizio e Caio di redigere questo progetto, me l'hanno consegnato, ho speso tanto e fa parte di questa bozza di approvazione di statuto. Se questo non c'è, non ha valore; lo dissi la volta scorsa, siccome mi avete detto che quello non era il momento per parlarne; okay, ho sbagliato, chiedo venia. Oggi è il momento di riprendere l'argomento. Voglio quel progetto, come credo lo vogliano tutti i colleghi del Consiglio, come lo vogliono tutti i cittadini per sapere di che cosa devono morire i rifiuti o come devono morire; diversamente non è giusto, non è corretto, perché il comitato disse, a suo tempo: infatti per tali servizi pubblici, che l'Ente intende affidare alla gestione della società mista, non sono state evidenziate le ragioni di opportunità in relazione alla natura o all'ambito territoriale degli stessi, V IL c•ide 34 che giustifichino la partecipazione di soggetti privati; in particolare, l'Ente non ha predisposto e adottato il progetto tecnico, economico, finanziario. Questo disse, a meno che non siano cambiate le leggi e siccome non dobbiamo portare l'atto al controllo, allora possiamo anche dire che questo progetto non ci deve essere; diversamente deve risultare dagli atti, chiaramente, che io Amministrazione Comunale di Selargius, d'intesa con altri Comuni, ho affidato un incarico, uno studio di fattibilità, mi è stato presentato un progetto, lo ho adottato, un progetto che contiene un piano tecnico, economico e finanziario. Diversamente non può essere approvato. E chiedo, per cortesia, alla dottoressa Giancaspro, posto che il Sindaco ha detto: "Noi abbiamo i funzionari, possiamo chiedere i quesiti", se la norma è cambiata rispetto ad allora o se invece dobbiamo sapere a che titolo, mi scuserà il dottor Zedda, il dottor Zedda è qui da noi,. esiste una delibera? A che titolo è qui da noi? Non spetta a lui, ovviamente. Mi deve scusare, scusi se l'ho citata in questo momento, tra l'altro, però a che titolo è? Deve esistere una deliberazione, con la quale dico che io partecipo a questo studio e ho incaricato Tizio e Caio, insieme ad altri, hanno fatto uno studio di fattibilità e io ne ho preso atto; lo ho adottato. Diversamente niente, zero, non si può andare avanti». Il Vice Segretario Dott.ssa Giancaspro «Sì, ritengo che quel progetto, quindi quello studio di fattibilità dovesse essere in qualche modo citato, non tanto in questa delibera di approvazione della bozza di statuto, ma quanto meno in quella precedente, se non sbaglio la delibera 114 di ottobre 2004, dove appunto si andava a costituire la società mista; quindi, in quella fase, questo studio di fattibilità è un progetto proprio preliminare alla costituzione della società mista. Quindi si può, eventualmente, integrare quella delibera >>. Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai «Dov'è il progetto, scusi dottoressa Giancaspro? Mi fa vedere la delibera, con la quale è stato adottato questo progetto? Perché il comitato aveva parlato di adottato> >. Il Vice Segretario Dott.ssa Gianacaspro «Ho detto che non è stato adottato> >. Il Consigliere Sig. Gianfranco Cappai «Ah, non è stato adottato? Perfetto». Il Vice Segretario Dott.ssa Gianacaspro «Cioè l'abbiamo agli atti il progetto, lo studio ce l'abbiamo agli atti, ma non è stato formalmente adottato e doveva essere adottato nella delibera precedente a questa. Sicuramente quello studio di fattibilità fa capo ad uno studio preliminare per addivenire alla costituzione della società mista, quindi, quanto meno, secondo me, doveva essere citato in quella delibera; il progetto esiste, perché ce l'abbiamo». 35 P; es n 'et Con ig,tio Il Consigliere Sig. Pierpaolo Ambu: «Non so se debba rispondere il Consigliere Cappai, deve intervenire il Consigliere Cappai rispetto a questo, ma il Segretario non ha fatto altro che confermare quanto diceva il Consigliere Cappai. Io, dal canto mio, a questo punto mi sento legittimato a contestare il fatto che quando si discusse della delibera precedente, con cui feci rilevare alcuni numeri, alcuni dati, che emergevano dalla documentazione che avevo a mia disposizione, fui contestato duramente anche dall'Assessore; in seguito a questa contestazione io rinunciai addirittura all'intervento. Oggi sento dire, da parte del Segretario, assistente al Consiglio, che l'occasione per fare una discussione intorno a quello che poteva essere un documento, avente la parvenza di un progetto, era quello che dovevo discutere, sul quale non ho potuto discutere. L'altra considerazione che voglio fare, ancora in fase preliminare, è di capire qual è l'utilità della costituzione della società mista, quando ancora noi non sappiamo che cosa questa società mista deve fare; in altre parole, se l'oggetto di tale società è la gestione dei servizi di igiene ambientale complementare, la gestione dei servizi di pulizia, tutela ecologica, aree mercato, caditoie stradali, pulizia monumenti di rilievo, progettazione, costruzione e gestione di impianti smaltimento dei ruti, commercializzazione del risultato, bonifiche, cura e mantenimento del verde pubblico, viabilità e segnaletica stradale e quant 'altro, ancora risulta più evidente che, allo stato dell'arte, noi stiamo facendo una costituzione di un qualcosa, che da un punto di vista pratico e progettuale non trova riscontro in un'idea, che sia stata codificata in un documento. Quindi qualora fosse osservato, da parte dell'Amministrazione, della Giunta, che il progetto, spedito al Comune di Sinnai in data 25 agosto del 2004, rimandato via fax il 26 agosto del 2004 al Comune di Selargius, a firma del professore Malavasi e del dottor Zedda, volesse costituire il piano economico, finanziario, allora io sarei portato a chiedere se questo conto patrimoniale, economico e finanziario, che a tutta apparenza si basa solo ed esclusivamente su un # N ' aspetto particolare dell'attività della società mista, data solo ed esclusivamente dalla raccolta dei i rifiuti solidi urbani e la sua differenziazione, credo che non sarebbe sostenibile e pregherei anche .....) il Sindaco e il Presidente del Consiglio di darmi conforto su questo, in modo tale che, eventualmente, mi si possa correggere laddove sto male interpretando gli atti che ho sotto esame. Nel momento in cui si volesse sostenere che il progetto economico e finanziario è questo, mi pare che il progetto economico e finanziario si basi solo ed esclusivamente sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, come mi sembra di capire dal fatto che il dottor qui presente annuisce; quindi, risulta del tutto evidente che mancano gli elementi essenziali per poter procedere all'esame della pratica, perché ancora noi non sappiamo che cosa dobbiamo fare, non sappiamo se questo piano economico e finanziario, aldilà dell'assenso della persona, che riguarda solo uno dei venticinque aspetti per i quali la società potrà prodursi nella sua attività, non sappiamo che cosa abbiamo deciso di fare, per cui mi sembra assolutamente necessario soprassedere in questa fase ed andare a fare delle scelte politiche, prima di tutto, per quanto riguarda l'adozione di una strategia, che magari voglia basarsi solo ed esclusivamente sulla raccolta dei rifiuti, o su una strategia più complessiva, che guardi alla raccolta dei rifiuti, alla cura del verde, alla cura delle strade, alla viabilità e quant 'altro, con un adeguato sostegno tecnico che ne motivi la convenienza, che ne motivi, da un punto di vista anche procedurale, la fattibilità dell'opera. Io mi sono reso conto che ho svolto un intervento sulla base di alcune considerazioni fatte qui nei banchi dell'opposizione, credo che debbano essere reiterate alcune delle cose che ho detto; credo che sia fondamentale, poi mi ridarà la parola. Io per quello che sto capendo, per quello che poi mi è stato riportato qui dai banchi dell'opposizione, ho la convinzione del fatto che il piano economico e finanziario esiste; io mi sono perfettamente reso conto che da parte della Giunta e da parte del Sindaco, nel momento in cui sono intervenuto, vi era la necessità evidentemente di pensare anche ad altre cose. Pre, e et Co siglìo V• IL SECi,,n7,` 36 r' - . - - Per cui vorrei, se possibile, reiterare alcune delle cose che ho appena detto. Se si va, se si vuole sostenere che la documentazione economica e finanziaria è esistente, con riferimento alla società mista, io dico che bisogna guardare bene che cosa la società mista si propone di fare e che l'asserzione che questo rappresenti il piano economico e finanziario della società mista, lo contesto in toto, perché in ordine al fatto che la società mista prevede venticinque capi d'attività, questo documento inviato, ripeto, in data 25 di agosto al Comune di Sinnai, rigirato per fax il 26 di agosto al Comune di Selargius, prende ad esame solo un punto particolare di tutta l'attività della società mista. Per cui questo può essere considerato un bilancio sezionale di tutta l'attività della società mista e non esaudisce quello che è il requisito previsto dalla legge, in ordine alle competenze che la società mista vuole darsi, i requisiti della dotazione del piano economico e finanziario, che deve riguardare tutta l'attività complessivamente svolta. Questo lo volevo reiterare perché mi sembra un punto sostanziale sui lavori». Il Presidente: «Consigliere Ambu, mi deve perdonare, mi è sfuggita l'ultima parte del suo intervento; se può in due parole, chiedeva qualcosa di specifico, mi sono distratto un attimo> >. Il Consigliere Slg. Pierpaolo Ambu: k.\ \• zj «Dicevo: la mia era una risposta a quelle che erano le considerazioni del Sindaco, che dice: "Qui stiamo facendo solamente lo statuto, non c'è di che di preoccuparsi, stiamo facendo delle norme statutarie e quindi ci approviamo la società mista così come abbiamo programmato di fare". Mi pare che sia intervenuto successivamente il Consigliere Cappai, che ha detto quali sono i motivi per cui bisogna riflettere sulla costituzione della società mista, adducendo quelle che erano delle motivazioni già espresse dal Comitato di Controllo quando era Sindaco Contu, che aveva rigettato la nostra deliberazione, io avevo votato contro, comunque e l'oggetto era il medesimo di oggi, cioè l'approvazione dello statuto, quindi non c'era diversità nella materia che si andava a deliberare. Sono intervenuto a sostegno delle tesi del Consigliere Cappai, dicendo che noi ci dobbiamo fermare e che quanto presunto da parte dell'Amministrazione, che i documenti che non sono mai stati oggetto di nessuna considerazione, che non sono allegati a nessuna delle delibere, né precedenti in quella di intenti, né nella penultima e tanto meno nell'ultima, possono essere considerati di corredo, quel corredo di piano economico e finanziario di cui il Co.Re.Co. ha tenuto conto nell'andare ad annullare la delibera, in relazione al fatto che questo si riferisce solo ed esclusivamente ad uno dei venticinque punti cui l'attività mista si può cimentare>>. Il Consigliere Sig. Ferruccio Sanvido: «Ma io ritengo che noi dobbiamo cercare di fare prima di tutto uno sforzo di comprendere le ragioni che ci possono diversificare rispetto al problema, non rispetto alle posizioni politiche. Allora io vorrei fare alcune precisazioni in ordine al fatto che quello che successe alla prima approvazione di un'idea di società mista, provvedimento al quale faceva riferimento il collega Cappai, fu bocciato o furono mosse delle osservazioni da parte del Co.Re.Co.; allora, fermo restando che non c'è più l'organo di controllo, ma in più di un'occasione il Co.Re.Co., addirittura il Co. Ci. Co., Consigliere Cappai, ci meravigliarono o perché gli organi di controllo adottavano dei provvedimenti, o addirittura non li adottavano. v n PresiL et Co sign° 37 C'è il sospetto in questo Consiglio che alcuni dei provvedimenti, che allora passarono al vaglio in maniera tranquilla, oppure furono bloccati, e che quelle decisioni non erano frutto certamente di valutazioni approfondite, ma di opportunità politica. Quindi io continuo a ritenere che quanto successo ieri, in ordine a provvedimenti similari, ma non gli stessi e soprattutto in virtù di quelli che erano pareri o determinazioni fatte dagli organismi di controllo, che non ci sono più, non possono fungere da argomento per dire: "Oggi non possiamo decidere", anche perché il sospetto, personale mio, ma se non ricordo male, anche suo, Consigliere Cappai, che certe decisioni erano in un certo qual modo pilotate e lo vedevo anche di persona in ordine ad alcuni fattori e fatti abbastanza emblematici, che si verificarono in quella tornata di Consiglio. Ora il problema qual è? Il problema è che si chiede di valutare o di approfondire meglio le questioni che sono emerse stasera. Allora, tenendo presente che Sinnai parrebbe, così mi è sembrato, vorrei che venisse confermato, avere approvato in maniera integrale lo stesso testo che noi abbiamo sottoposto per l'approvazione, che Monserrato lo deve ancora fare; se noi apportiamo, diciamo, se noi riuscissimo a proporre, anzi, o concordiamo un'azione a parziale modifica di questo testo, in modo tale che tecnicamente costringiamo anche gli altri ad avere un altro passaggio, sul quale ci recuperiamo quel tempo di decisione, cioè approviamo e così manifestiamo la volontà politica a determinare, comunque, questo tipo di iniziative e stiamo approvando comunque uno statuto, che modifichiamo. Questo costringe, di fatto, in tempi rapidi, comunque, a adottare in un'altra riunione l'adozione definitiva di un testo comune. Allora io sarei più del parere di fare questo passaggio, cioè per noi oggi diventa politicamente necessario rappresentare la volontà a aderire a quest'iniziativa e rappresentiamo il tutto con un'approvazione dello statuto, al quale però apportiamo una modifica, o proponiamo una modifica. Può sembrare più un fatto tecnico, però ha una valenza politica non indifferente: ci può consentire, di fatto, di poter richiamare, in tempi più avanzati, con un ambito di riflessione e una capacità di accettare quelli che sono gli elementi sui quali oggi sono emerse perplessità, più o meno giustificate; io ne avevo parecchie l'altro giorno e oggi ne ho un po' meno; qualcuno che l'altro giorno mi sembrava più portato a non averne, oggi ne ha rappresentate un po' di più, saranno anche gli umori del tempo o l'illuminazione, che qualcuno prima sottolineava, in maniera così spiritosa, aver toccato me, non altri, però io penso che va consentito e riconosciuto a tutti buonafede sulle cose segnalate e, comunque, riconosciuta la necessità e la possibilità di meglio approfondire tutti gli aspetti. Allora, l'unico modo che non mette a repentaglio le due cose è quello di introdurre una modifica allo statuto, tale da dover rendere necessario un richiamo, da parte di Sinnai e una riproposizione, per un'adozione definitiva dello statuto anche da parte nostra. Quindi, eventualmente, se siamo d'accordo su una procedura del genere, mettiamo un emendamento, che può essere all'articolo quattro, su quello che può l'oggetto>>. Il Presidente sospende la seduta alle ore 10,50 e alla ripresa dei lavori, sentiti i Capigruppo, comunica che i lavori del Consiglio sono aggiornati a martedì ventuno dicembre, ore diciassette e trenta. Il Consigliere $ig. Pierpaolo Ambu: «In chiusura di serata volevo presentare una mozione, che poi deposito, allo scopo di essere inserita all'ordine del giorno dei prossimi Consigli Comunali». V- IL SEGR Pres del Co 1 sl li C t T 5 38 Il Consigliere Sig. Ferruccio Sanvido: <<Volevo presentare una mozione, allo scopo di farla poi rientrare nell'ordine del giorno dei prossimi Consiglieri Comunali. La mozione riguarda, la leggo direttamente così la facciamo breve: "i sottoscritti Consiglieri, ricordato che con delibera numero 115 del 29.10.2004, il Consiglio Comunale ha approvato gli interventi previsti dalla Legge Regionale 37, articolo 19, annualità 2003, tra i quali trova finanziamento l'istituzione de Sa Coja Antiga, per un importo pari ad euro 150 mila; considerato che è palese la conseguente estromissione dall'organizzazione e dalla gestione della Pro Loco di Selargius, che da tanti anni cura lo svolgimento di questa manifestazione; chiedono sia iscritta all'ordine del giorno una mozione, con la quale si discuta lo stralcio del progetto e del finanziamento". Seguono le firme dei Consiglieri, che a questo punto le consegno». 39 del C r nsigHe Prot. Numero Data 140 15/12/2004 Comune di Selargius Letto confermato e sottoscritto. v. IL SEGRE RIO GENERALE IL PRESIDENTE CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE Si dichiara che il presente verbale verrà affisso all'Albo Pretorio del Comune per quindici giorni ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 30 — comma - 1°, della L. consecutivi dal 3 0 D I C. 2004 R. n. 38/1994. VIL SEGRETARIO GENERALE Selargius, 3 0 D I C. 2004 ESTREMI DI ESECUTIVITA' Divenuta esecutiva: n Immediatamente esecutiva. Il decorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione, il ,ur L e T rie 9.- Trasmessa al Comitato Regionale di Controllo - di Cagliari, ai sensi degli artt. 29 e 31 della Legge Regionale n. 38/1994. Divenuta esecutiva il . (com.ne prot. n. del IL SEGRETARIO GENERALE