delib. G.C. n. 25-2015 progetto definitivo caduta massi Sabbio C.

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delib. G.C. n. 25-2015 progetto definitivo caduta massi Sabbio C.
Delibera G.C. n. 25 del 11.05.2015
Oggetto: APPROVAZIONE PROGETTO PRELIMINARE DEFINITIVO LAVORI DI .
DIFESA CADUTA MASSI DEL TRATTO DI STRADA COMUNALE ALLA
BASE DELLA PARETE ROCCIOSA PRESSO LOCALITÀ' PAVONE IN
CORRISPONDENZA DEL CONFINE COMUNALE CON VOBARNO
LA GIUNTA COMUNALE
Atteso che è stato conferito incarico con determina n. 26/2015 per la redazione del progetto in
oggetto menzionato.
Visto il progetto definitivo inerente la DIFESA CADUTA MASSI DEL TRATTO DI STRADA
COMUNALE ALLA BASE DELLA PARETE ROCCIOSA PRESSO LOCALITÀ' PAVONE IN
CORRISPONDENZA DEL CONFINE COMUNALE CON VOBARNO RELAZIONE TECNICOILLUSTRATIVA predisposte da STUDIO GEOLOGIA AMBIENTE Dott. Geol. Laura Ziliani Dott.
Geol. Davide Gasparetti Dott.. Geol. Gianantonio Quassoli Dott. Geol. Samuele Corradini Dott. Ing.
Pietro Donini Via T. Olivelli, 5 - 25123 BRESCIA Tel. 0303771189 - Fax 0303778086
Si riporta di seguito quanto asserito nella relazione illustrativa:
“Su incarico dell'Amministrazione Comunale di Sabbio Chiese (Bs) è stato predisposto il presente
progetto definitivo relativo alla messa in sicurezza dal rischio di caduta massi di un tratto della
strada comunale (ex strada provinciale SP IV Barghe Tormini) alla base delle pareti rocciose presso
la località Pavone .
Nel mese di luglio 2014 alcuni blocchi distaccatisi dalle pareti prospicienti la strada comunale
hanno invaso la carreggiata arrestandosi in prossimità del muretto di confine tra la sede stradale e
la scarpata in sinistra idrografica del Fiume Chiese.
Nei giorni immediatamente successivi l'ufficio tecnico comunale si è attivato con lo STER della
Regione Lombardia ed ha programmato un intervento di somma d'urgenza per la messa in
sicurezza della parete rocciosa appena a monte della strada comunale.
I
lavori di somma urgenza sono stati affidati alla ditta Stazi Livio e sono consistiti in:
circa 2.500 m2 di disgaggio, taglio vegetazione instabile e rimozione di massi pericolanti;
posa di circa 500 m2 di reti paramassi addossate e rinforzate con funi in acciaio 12 mm a
maglia romboidale 3 m x 3 m e installazione di chiodi tipo b450c diametro 24 mm (perforazione
diametro 40 mm) iniettati a intasamento con cemento 300 rck.
Nel corso dei lavori di messa in sicurezza, avvenuti nel mese di agosto 2014, sono stati eseguiti
alcuni sopralluoghi di verifica e controllo ed è emersa la necessità di eseguire uno studio geologico
di tutta la parete con una valutazione preliminare delle opere di difesa da realizzare, in quanto
l'area potenzialmente interessata dal crollo di massi è risultata essere estesa e con massi aventi
maggiori dimensioni localizzati nella zona medio - alta del versante.
E' stato quindi redatto del Febbraio del 2015 dallo studio Geologia Ambiente un progetto
preliminare delle opere di difesa per la riduzione del rischio di caduta massi su tutto il tratto di
versante interessato dal rischio.
Gli interventi previsti sono stati suddivisi in due lotti a priorità diversa.
II
lotto 1 ,di priorità più elevata, in quanto non esiste una zona di separazione adeguata tra le
pareti rocciose dalle quali possono staccarsi i massi e la strada; di conseguenza esiste un'elevata
probabilità che un distacco di massi possa raggiungere la carreggiata.
Il lotto 2 ha una minore priorità in quanto alla base delle parete sono presenti una fascia di bosco e
un deposito detritico che hanno la funzione di rallentare o arrestare i massi.
Il progetto definitivo, che riguarda le opere individuate nel Lotto 1, ha dunque l'obiettivo di una
prima e più urgente messa in sicurezza del tratto di strada comunale - Ex SP IV Tormini Barghe che collega il comune di Sabbio Chiese con il comune di Vobarno e che corre nel fondovalle tra
l'ansa fluviale e il ripido versante che è costituito da pareti rocciose verticali raccordate da brevi
tratti di pendio inclinato con roccia subaffiorante.
Il lavoro riguarda lo studio di carattere ingegneristico e prospetta gli interventi da realizzare in base
al quadro delle esigenze da soddisfare ed agli obiettivi realizzabili finalizzati a ridurre il rischio di
instabilità di una porzione di versante. Vengono chiariti i motivi delle soluzioni prospettate e le
relative verifiche esecutive in riferimento alle conoscenze e agli studi geologici precedentemente
commissionati, con l'ubicazione degli interventi mediante cartografia in scala adeguata, con le
tavole grafiche per l'individuazione delle caratteristiche spaziali, tipologiche, funzionali e
tecnologiche dei lavori in progetto e con la valutazione della spesa da computare in relazione ai
costi unitari medi commercialmente praticati per analoghe categorie di opere.
PROGETTO DEFINITIVO DELLE OPERE DI DIFESA CADUTA MASSI
Il progetto DEFINITIVO, sviluppa il dimensionamento e la posizione delle opere di difesa caduta
massi in riferimento alle proposte emerse nel progetto preliminare redatto dallo studio Geologia
Ambiente.
L'obiettivo del progetto è realizzare una prima e più urgente messa in sicurezza dal rischio di
caduta massi di un tratto della strada comunale (ex strada provinciale SP IV Barghe Tormini) al
confine tra i comuni di Sabbio Chiese e Vobarno.
Gli interventi previsti nel progetto definitivo sono i seguenti:
Disgaggio e taglio arbusti
Barriere paramassi
Rivestimenti corticali delle pareti in rete a doppia torsione armata con funi
Nella tabella proposta di seguito si elencano gli interventi previsti, suddividendoli per tipologia in
funzione delle caratteristiche morfologiche dell'area.
DESCRIZIONE INTERVENTI
A
Opere di pulizia e disgaggio nei seguenti settori:
Parete rocciosa immediatamente a ridosso della carreggiata stradale.
B
Due linee di difesa barriere paramassi a protezione della strada:
Linea 1 con barriere in classe di energia minima 5 (2000 KJ) ed una altezza nominale di mt 6
disposta più a nord ad una quota di 294 m s.l.m. composta da due tratte da 40 mt per uno
sviluppo lineare complessivo di 80 mt.
Linea 2 con barriere in classe di energia minima 3 (1000 KJ) ed una altezza nominale di mt 5
disposta più a sud ad una quota di 270 m s.l.m. composta una tratta di 40 mt lineari.
C
Realizzazione del consolidamento delle pareti mediante il rafforzamento corticale degli ammassi
rocciosi instabili nei seguenti settori:
Parete rocciosa immediatamente a ridosso della carreggiata stradale.
RELAZIONE ED ELABORATI
La presente relazione è suddivisa in due parti:
—
nella prima denominata Analisi delle problematiche in atto vengono prese in esame e
valutate le soluzioni ritenute più idonee per affrontare il problema della messa in sicurezza del
tratto si strada comunale alla base delle pareti rocciose presso località Pavone ;
—
nella seconda denominata Previsioni progettuali si valutano gli interventi di carattere
ingegneristico individuati e ritenuti idonei a prevenire, o quantomeno a contenere e controllare,
l'evoluzione dei fenomeni di stacco di massi e ad assicurare la difesa e tutela del traffico veicolare.
Costituiscono parte integrante del presente progetto definitivo i seguenti elaborati:
Tavola n° 1
Carta di inquadramento territoriale
Tavola n°
2
Carta geologica e geomorfologica
Tavola n°
3
Planimetria generale delle opere di difesa in progetto
Tavola n°
4
Particolari costruttivi delle opere di difesa - barriere
paramassi
Tavola n°
5
Particolari costruttivi delle opere di difesa - reti addossate
Allegato n° A
Allegato n° B
Relazione geologica
Relazione tecnica-illustrativa
Allegato n° C
Computo metrico estimativo
Allegato n° D
Elenco prezzi unitari
Allegato n° E
Prime indicazioni sulla sicurezza
ANALISI DELLE PROBLEMATICHE IN ATTO
Dallo studio geologico-tecnico originato dalla consulenza geologica di supporto, oltre che dai
sopralluoghi in sito e dalle evidenze riscontrate nella porzione di versante interessata
dall'intervento è possibile che porzioni di roccia coinvolte in fenomeni di stacco possano
raggiungere la strada comunale.
Il progetto è stato pensato per mettere in opera le misure atte ridurre drasticamente le conseguenze
che lo stacco di un masso può provocare.
Le possibilità di intervento sono di tipo attivo o di tipo passivo: nella prima rientrano le opere
classificabili come "opere che agiscono per prevenire il distacco di elementi lapidei e la loro
mobilizzazione sul versante", mentre nella seconda rientrano opere che "agiscono per intercettare
elementi lapidei in moto su di un pendio".
La scelta tra le due soluzioni è originata da ponderate ipotesi di rischio alla luce dell'impegno
economico che l'ente pubblico può sopportare, considerazioni correlate allo stato di degrado della
parete rocciosa e quindi al potenziale pericolo e alla sua estensione.
E' ovvio che un intervento di tipo attivo, con la messa in sicurezza di ogni singolo stato di instabilità
trattato con una soluzione diretta e mirata, consegua notevoli benefici per l'incolumità di persone e
di cose.
Questa soluzione, che offre vantaggi certi, non si può estendere a quelle situazioni dove le pareti
rocciose hanno vaste dimensioni, sia dal punto di vista della identificazione cartografica degli stati
di pericolo potenziali, sia, dal punto di vista economico, una volta che sia stato possibile effettuare
un censimento dei potenziali stati di pericolo.
PREVISIONI PROGETTUALI
Le scelte tecnico-progettuali adottate per la realizzazione della fase definitiva dell'intervento
derivano dai precedenti studi disponibili e dalle osservazioni in essi contenute.
La proposta progettuale definitiva si configura come una fase di intervento, tale da fornire
indicazioni in merito ai criteri da adottarsi anche per gli eventuali successivi lotti di completamento
e/o integrazione degli interventi progettati in questo passaggio.
Le opere da eseguirsi sono mirate in particolare al contenimento dei fenomeni di dissesto in atto, al
fine di assicurare la protezione delle persone e delle infrastrutture presenti.
La scelta del fronte da difendere origina dalle considerazioni in premessa. L'intervento progettato è
finalizzato a realizzare, integrando le opere esistenti, la difesa del tratto di strada comunale lungo il
fronte che è stato valutato di importanza prioritaria.
Le opere previste nel progetto definitivo sono sinteticamente riassumibili nei seguenti interventi
(Tav. no 3 - Planimetria generale delle opere di difesa in progetto):
1)
Disgaggio delle pareti rocciose interessate da crolli recenti o da potenziali fenomeni di
instabilità.
I sopralluoghi effettuati in passato ed anche recentemente, hanno evidenziato la presenza di masse
rocciose instabili prossime al collasso o in situazioni di equilibrio precario.
Le operazioni sono da indirizzare alla ripulitura della parete da attuarsi mediante disgaggi di massi
in condizioni di equilibrio precario.
Un intervento di questo genere comporta un rischio per la strada sottostante strada comunale dalla
cui valutazione in fase esecutiva scaturiranno eventuali precise indicazioni circa la necessità di una
temporanea chiusura durante le operazioni di disgaggio.
Solo nelle zone individuate a più alto rischio di crollo si potrà, in un secondo tempo una volta
posizionate le barriere paramassi, eventualmente prevedere l'abbattimento di massi rocciosi
valutati come pericolanti accompagnata dal taglio delle piante il cui apparato radicale, con il
tempo, potrebbe indurre nuovi stati di pericolo.
2)
Adozione di misure di protezione attiva nei confronti di accidentali cadute di massi (reti di
placcaggio addossate alle pareti).
E' stato valutato nel progetto definitivo l'intervento di protezione attiva con reti di placcaggio.
Nei tratti interessati da fenomeni di fratturazione e/o potenziale pericolo di caduta massi si è
prevista la posa in opera in aderenza alla roccia di reti di placcaggio in rete a doppia torsione
armata con funi metalliche e ancoraggi sufficientemente profondi in rapporto alla tipologia della
roccia con la funzione principale di trattenere i frammenti lapidei anche di piccole dimensioni sulla
zona di roccia affiorante.
L'impatto ambientale delle reti di placcaggio e dei pannelli può essere considerato molto basso sin
dai primi tempi dell'installazione, poiché l'aderenza alla roccia le rende praticamente invisibili
anche da una distanza ridotta, senza che il tempo con le precipitazioni e la vegetazione le mimetizzi
del tutto.
3)
Adozione di misure di protezione passiva.
Il progetto definitivo nell'area individuata, nei tratti aggettanti su zone di transito, prevede la posa
in opera di barriere paramassi con diverse classi di assorbimento di energia minima, 1000 KJ e
2.000 KJ e con altezze di mt 5,00 e mt 6,00. La funzione di queste barriere deformabili è quella di
trattenere i massi che possono staccarsi dalle pareti sovrastanti, rotolando verso valle, per evitare
offese alle persone ed alle costruzioni.
Questi manufatti hanno un limitato impatto ambientale legato alla trasparenza delle reti che
costituiscono la principale componente della struttura stessa, che possono comunque essere
"nascoste" da vegetazione appositamente messa a dimora. Si sottolinea inoltre la possibilità di
limitare l'impatto di questi manufatti ricorrendo a diverse colorazioni per i montanti in profilato
metallico.
Per queste considerazioni e per quanto contenuto nello studio geologico-tecnico, è stata disposta
nel progetto definitivo una ubicazione delle barriere paramassi che appare ottimale anche in
rapporto alle curve di livello:
•
Linea 1 con barriere in classe di energia minima 5 (2000 KJ) ed una altezza nominale di mt
6 disposta più a nord ad una quota di 294 m s.l.m. composta da due tratte da 40 mt per uno
sviluppo lineare complessivo di 80 mt.
•
Linea 2 con barriere in classe di energia minima 3 (1000 KJ) ed una altezza nominale di mt
5 disposta più a sud ad una quota di 270 m s.l.m. composta una tratta di 40 mt lineari.
L'ubicazione delle barriere ha anche tenuto in conto l'adozione di sovrapposizione in
corrispondenza delle estremità di due barriere diverse sulle principali direttrici di caduta segnalate,
per garantire comunque l'intercettazione di un blocco con un angolo di caduta non ortogonale
rispetto all'andamento dell'impianto, quando le barriere sono posizionate su diverse curve di
livello.
La barriera paramassi che verranno adottate saranno del tipo ad elevato assorbimento di energia,
deformabili, prodotte in regime di qualità ISO 9001 e in possesso di BTE (Benestare Tecnico
europeo) e di marchio CE. Le barriere dovranno essere certificate, a seguito di prove in vera
grandezza "crash test", secondo le modalità di prova indicate dalla Linea Guida Europea ETAG 027.
CONCLUSIONI
Nella prospettiva di un intervento di sistemazione complessiva del versante prospiciente la strada
comunale in località Pavone in comune di Sabbio Chiese e della conseguente riduzione del rischio
di caduta massi per la pubblica incolumità e per la sicurezza delle infrastrutture presenti, gli
interventi progettati in fase definitiva e sopra descritti sono certamente indispensabili per una
prima e più urgente messa in sicurezza.
Un completamento con le opere individuate dal progetto preliminare nel Lotto 2, garantirà la
messa in sicurezza di tutto il tratto di strada comunale a ridosso delle pareti rocciose in località
Pavone.
Gli interventi progettati nel progetto definitivo (si rimanda alle tavole allegate) non possono essere
considerati completamente esaustivi e di dettaglio, solo il tracciamento sul terreno potrà rendere
conto della necessità di aggiustamenti della posizione di basamenti e tiranti in funzione del
particolare andamento locale del versante. Sarà pertanto necessario in fase di progettazione
esecutiva effettuare, un tracciamento provvisorio con successiva campagna in sito, al fine di
approfondire le caratteristiche geologico-strutturali di dettaglio delle pareti rocciose interessate
dalle opere per la collocazione della barriera e per meglio definire le caratteristiche degli interventi
da effettuare.
Le opere che verranno realizzate necessiteranno di efficaci e periodici controlli con interventi
manutentivi, per potere conservare nel tempo la loro efficienza funzionale.
QUADRO ECONOMICO
a)
b)
Importo esecuzione lavorazioni (base d’asta) € 270.927,62
Costi ordinari della sicurezza (5%)
€ 13.546,38
c)
Costi speciali della sicurezza
€ 3.942,86
1)a+b+c
Totale appalto
€ 288.416,86
d)
Imprevisti 5%
€ 14.694,78
e)
Iva 22% (totale appalto+ imprevisti)
€ 66.684,56
f)
g)
Contributo
A.N.A.C.
gara
incarichi € 30,00
professionali
Contributo A.N.A.C. gara d'appalto opere
€ 375,00
h)
Incentivi al R.U.P. e collaboratori
€ 865,25
i)
Spese tecniche (Prog., D.L.,C.S.P., C.S.E.)
€ 22.500,00
l)
Cassa di previdenza 4%
€ 900,00
m)
Iva 22% (Spese tecniche+ cassa)
€ 5.148,00
2) d+e+f+g+h+i+l+m
Somme a disposizione dell’amministrazione € 111.197,59
1+2
Totale progetto
€ 399.614,45
Visto l'articolo 18 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, concernente "Disposizioni urgenti per il
rilancio dell'economia" convertito con modificazioni nella Legge n. 98 del 9 agosto 2013, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2013 n. 194 - S.O. n. 63, ed in particolare il comma 9 che ha
destinato l'importo di 100 milioni di euro alla realizzazione di "Misure per il rilancio delle
infrastrutture" nei piccoli comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti;
Visto il decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 (cosiddetto "Sblocca Italia"), convertito con
modificazioni nella legge n. 164 dell'11 novembre 2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11
novembre 2014 n. 262 - S.O., che all'art. 3 prevede il finanziamento di una serie di opere elencate al
comma 2, suddivise in tre tipologie contraddistinte con la lettera a), b) e c). ed in particolare sotto
la lettera c) figurano interventi "appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 31 agosto
2015";
Considerato che tra questi interventi rientrano all'ultimo punto dell'elenco "opere segnalate dai
comuni alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal 2 al 15 giugno 2014 o richieste inviate ai sensi
dell'art. 18, comma 9, del decreto legge n. 69 del 2013";
Considerato che il successivo comma 3 prevede che le suddette richieste, inviate ai sensi dell'art.
18, comma 9, del decreto legge n. 69 del 2013, possano essere riferite anche a "nuovi progetti di
interventi" secondo le modalità indicate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti assegnando priorità: a) alla qualificazione e manutenzione del territorio, mediante
recupero e riqualificazione di volumetrie esistenti e di aree dismesse, nonché alla riduzione del
rischio idrogeologico; b) alla riqualificazione e all'incremento dell'efficienza energetica del
patrimonio edilizio pubblico, nonché alla realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di
energia da fonti rinnovabili; c) alla messa in sicurezza degli edifici pubblici, con particolare
riferimento a quelli scolastici, alle strutture socio-assistenziali di proprietà comunale e alle
strutture di maggiore fruizione pubblica;
Considerato che lo stesso comma stabilisce in 100 milioni di euro l'importo stanziato per finanziare
i suddetti "nuovi progetti di interventi";
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti emesso di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, in data 28 gennaio 2015, n. 23, registrato in data 27 febbraio 2015, al
Reg. 1, Fgl. 975, presso la Corte dei conti, Ufficio di controllo sugli atti del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, che ha assegnato, per il finanziamento delle suddette richieste,
l'importo complessivo di 100 milioni di euro, ripartendolo in misura pari al 40% nell'anno 2015, al
30% nell'anno 2016 ed al restante 30% nell'anno 2017, ed ha stabilito che la mancata pubblicazione
dei bandi di gara o della determina a contrarre alla data del 31 agosto 2015, determina per ogni
singolo intervento la revoca del finanziamento;
Considerato che, in analogia a quanto previsto dal suddetto comma 9 dell'art 18 del decreto-legge
21 giugno 2013, n. 69, si ritiene opportuno procedere con apposita convenzione tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per le infrastrutture, i servizi informativi e
statistici - Direzione generale edilizia statale e interventi speciali - e l'ANCI, da approvare con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e da pubblicare sulla G.U.R.I., a disciplinare
le modalità di presentazione delle richieste ed i criteri di selezione delle stesse per l'accesso
all'utilizzo delle risorse degli interventi che fanno parte del Programma "nuovi progetti di
interventi";
Vista la convenzione stipulata in data 5 Marzo 2015 con prot. n 3004 del 5 Marzo 2015;
Considerato che la suddetta convenzione stabilisce quanto previsto nel suddetto decreto-legge n.
133 del 12 settembre 2014 ovvero le modalità ed i criteri per l'accesso all'utilizzo delle risorse da
parte dei comuni e i compiti dei soggetti sottoscrittori Ministero ed ANCI;
Visto il D.M. 6 marzo 2015 Approvazione della Convenzione MIT-ANCI disciplinante i criteri per
l'accesso all'utilizzo delle risorse del programma «Nuovi progetti di interventi». Pubblicato nella
Gazz. Uff. 28 aprile 2015, n. 97.
Considerato che il Comune di Sabbio Chiese si è fatto carico della redazione del progetto
preliminare definitivo dell’opera in modo da partecipare ai CONTRIBUTI previsti dal MINISTERO
DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI nell'ambito del Decreto Legge n. 133 del 12.09.2014
cosiddetto "Sblocca Italia", con la convenzione stipulata tra lo stesso Ministero e l'ANCI in data
05.03.2015 con prot. n. 3004.
Rilevato che all'inoltro della richiesta, presso gli uffici del MINISTERO DELLE
INFRASTRUTTURE
E
TRASPORTI,
dovrà
essere
trasmessa
via
pec
([email protected]) la deliberazione della Giunta Comunale di:
- approvazione della richiesta di contributo finanziario;
- nomina (o conferma di nomina) del Responsabile del Procedimento;
- approvazione della relazione di cui alla lett. a) del successivo comma 2, illustrativa dell’intervento
per il quale si presenta la richiesta, a firma del Responsabile del Procedimento;
- approvazione del disciplinare, di cui alla successiva lett. c) del successivo comma 2, che regola i
rapporti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Soggetto interessato, redatto
secondo il modello “Schema di disciplinare” allegato alla Convenzione (All. 2) che, nel caso il
soggetto richiedente dovesse rientrare nel programma dei “nuovi progetti di interventi”, sarà per lo
stesso vincolante;
- assunzione dell’impegno a procedere alla pubblicazione del bando di gara o della determina a
contrarre entro il 31 08 2015;
- attestazione del rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
Considerato che il Comune dovrà disporre, alla data di inoltro della richiesta, presso i propri
uffici, della seguente documentazione:
a) Relazione illustrativa del RUP apposita per la richiesta di finanziamento, nella quale saranno
indicati:
- la natura e le caratteristiche principali dell’intervento;
- lo stato di avanzamento delle attività procedurali propedeutiche alla realizzazione dell’intervento
con l’impegno a procedere alla pubblicazione del bando di gara o della determina a contrarre
dell’appalto dei lavori entro il 31 agosto 2015, con l’ impegno ad acquisire in tempo utile per
rispettare la data di cui al punto precedente tutti i pareri, i permessi ed i nulla osta necessari
all’avvio dell’intervento;
alla Relazione dovranno essere allegati:
- la delibera di approvazione del progetto, redatto almeno a livello definitivo ai sensi dell’art. 24 e
successivi del D.P.R. n.207/2010, e l’elenco dei relativi elaborati;
- il cronoprogramma dei lavori;
- il Quadro Economico dell’intervento, redatto ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. n.207/2010, dove
dovranno essere specificate anche le eventuali spese già liquidate o impegnate dal soggetto
richiedente pur se le stesse non sono ammissibili al finanziamento;
b) Gli elaborati grafici, tra quelli del progetto approvato, idonei a consentire l’inquadramento
generale dell’intervento e sufficienti a verificarne la coerenza con le previsioni della norma.
c) “Schema di disciplinare” compilato con tutti gli elementi identificativi dell’intervento e del
Soggetto interessato richiedente.
Considerato che il suddetto importo è potenzialmente e totalmente finanziabile con
CONTRIBUTI previsti dal MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI nell'ambito
del Decreto Legge n. 133 del 12.09.2014 cosiddetto "Sblocca Italia", con la convenzione stipulata tra
lo stesso Ministero e l'ANCI in data 05.03.2015 con prot. n. 3004;
Visto il DPR 207/2010 Regolamento in materia di lavori pubblici.
Visto il “Codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, approvato con Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Visto l’art. 33, comma 3 della L.R. 12/2005, “Legge per il governo del territorio” che prevede che
“per le opere pubbliche dei comuni, la deliberazione di approvazione del progetto, assistita dalla
relativa validazione ai sensi dell’articolo 47 del d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 (Regolamento di
attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109 e successive
modificazioni), ha i medesimi effetti del permesso di costruire”.
Visto l’art. 107 del “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” approvato con il D.
Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la Determinazione n. 14 del 30.3.2000 Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici a
mente della quale “Essendo le competenze consiliari tipiche e nominate, ne discende che il
legislatore ha voluto espressamente trasferire alla Giunta la competenza ad approvare i progetti
preliminari, organo cui competono gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge
al Consiglio. L'approvazione dei progetti preliminari è oggi deferita alla Giunta comunale,
organo cui compete deliberare nelle materie diverse da quelle che per espressa previsione
normativa siano attribuite al Consiglio.”
Visto l’ articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 a mente del quale l'attività di
realizzazione dei lavori di cui al presente codice di singolo importo superiore a 100.000 euro si
svolge sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali che le
amministrazioni aggiudicatrici predispongono e approvano, nel rispetto dei documenti
programmatori, già previsti dalla normativa vigente, e della normativa urbanistica, unitamente
all'elenco dei lavori da realizzare nell'anno stesso.
Atteso che il 1° gennaio 2015 ha preso l'avvio la riforma definita in materia di armonizzazione dei
sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi,
secondo gli indirizzi all'uopo previsti dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, correttivo del D.Lgs. 23
giugno 2011, n. 118. Il principio della competenza finanziaria potenziata determina che non
possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le spese per le quali non sia venuta a
scadere, nello stesso, la relativa obbligazione giuridica.
Per correlare le entrate vincolate di competenza di un esercizio con le relative spese impegnate nel
medesimo esercizio, ma imputate ad esercizi successivi, è istituito il “fondo pluriennale vincolato”.
In altri termini, attraverso la suddetta posta contabile si garantisce la correlazione tra le
obbligazioni attive accertate in un determinato esercizio e quelle passive imputate a esercizi
successivi. Per le spese di investimento che comportano impegni di spesa imputati a più esercizi è
previsto l'obbligo della copertura finanziaria - fin dal momento dell'attivazione del primo impegno
- con riferimento all'importo complessivo della spesa.
Le spese di investimento sono impegnate negli esercizi in cui scadono le singole obbligazioni
passive derivanti dal contratto o della convenzione, sulla base del relativo cronoprogramma. Anche
per le spese di investimento che non richiedono la definizione di un cronoprogramma,
l'imputazione agli esercizi è effettuata nel rispetto del principio generale della competenza
finanziaria potenziata, ossia in considerazione dell'esigibilità della spesa.
Acquisiti in argomento il parere di rito del responsabile del servizio in ordine alla regolarità
tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa e il parere di regolarità
contabile, emesso dal responsabile del servizio finanziario, del presente deliberato a’ sensi degli
articoli 49, 147 comma 2 lettera c) e 147-bis (articolo inserito dall'art. 3, comma 1, lett. d), D.L. 10
ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 dicembre 2012, n. 213) del Tuel D.Lgs.
n. 267/2000.
Dato atto che con il rilascio dei pareri di cui sopra, ai sensi del regolamento comunale sul sistema
dei controlli interni e dell’articolo 147-bis del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, inserito dall’articolo 3
del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, è
stato assicurato sulla presente proposta di deliberazione il controllo di regolarità amministrativa e
contabile;
Visto il D.P.C.M. 13 novembre 2014 in ordine alle regole per la formazione, l'archiviazione e la
trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici sia per i privati che per le
pubbliche amministrazioni, che detta le regole tecniche per i documenti informatici previste
dall'art. 20, commi 3 e 4, dall'art. 22, commi 2 e 3, dall'art. 23, e dall'art. 23-bis, commi 1 e 2 e
dall'art. 23-ter del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82 del 2005) e la sottoscrizione
con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata.
Con voti unanimi favorevoli;
DELIBERA
1) di Approvare il progetto preliminare definitivo dei lavori di:
DIFESA CADUTA MASSI DEL TRATTO DI STRADA COMUNALE ALLA BASE DELLA PARETE
ROCCIOSA PRESSO LOCALITÀ' PAVONE IN CORRISPONDENZA DEL CONFINE COMUNALE
CON VOBARNO RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA predisposte da STUDIO GEOLOGIA
AMBIENTE Dott. Geol. Laura Ziliani Dott. Geol. Davide Gasparetti Dott.. Geol. Gianantonio
Quassoli Dott. Geol. Samuele Corradini Dott. Ing. Pietro Donini Via T. Olivelli, 5 - 25123 BRESCIA
QUADRO ECONOMICO
a)
b)
Importo esecuzione lavorazioni (base d’asta) € 270.927,62
Costi ordinari della sicurezza (5%)
€ 13.546,38
c)
Costi speciali della sicurezza
€
1)a+b+c
Totale appalto
€ 288.416,86
d)
Imprevisti 5%
€ 14.694,78
e)
Iva 22% (totale appalto+ imprevisti)
€ 66.684,56
f)
g)
Contributo
A.N.A.C.
gara
incarichi € 30,00
professionali
Contributo A.N.A.C. gara d'appalto opere
€ 375,00
h)
Incentivi al R.U.P. e collaboratori
€ 865,25
i)
Spese tecniche (Prog., D.L.,C.S.P., C.S.E.)
€ 22.500,00
l)
Cassa di previdenza 4%
€ 900,00
m)
Iva 22% (Spese tecniche+ cassa)
€ 5.148,00
2) d+e+f+g+h+i+l+m
Somme a disposizione dell’amministrazione € 111.197,59
1+2
Totale progetto
3.942,86
€ 399.614,45
che si compone dei documenti ed elaborati grafici e descrittivi di cui in allegato formante parte
integrante e sostanziale del presente deliberato di seguito elencati:
Tavola n° 1
Carta di inquadramento territoriale
Tavola n°
2
Carta geologica e geomorfologica
Tavola n°
3
Tavola n°
4
Planimetria generale delle opere di difesa in progetto
Particolari costruttivi delle opere di difesa - barriere
paramassi
Tavola n°
5
Particolari costruttivi delle opere di difesa - reti addossate
Allegato n° A
Allegato n° B
Relazione geologica
Relazione tecnica-illustrativa
Allegato n° C
Computo metrico estimativo
Allegato n° D
Elenco prezzi unitari
Allegato n° E
Prime indicazioni sulla sicurezza
potenzialmente e totalmente finanziabile con CONTRIBUTI previsti dal MINISTERO DELLE
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI nell'ambito del Decreto Legge n. 133 del 12.09.2014 cosiddetto
"Sblocca Italia", con la convenzione stipulata tra lo stesso Ministero e l'ANCI in data 05.03.2015
con prot. n. 3004;
2) Di autorizzare la presentazione della domanda di contributo finalizzata alla realizzazione
dell’opera oggetto di richiesta di contributo.
3) Di dare atto dell’avvenuto inserimento del progetto di cui al precedente punto 1 del dispositivo
nel programma triennale delle opere pubbliche di cui all’art. 128 d. lgs. n. 163/2006 e nel
relativo aggiornamento annuale in corso di approvazione e di nominare il Sig. geom. Andrea
Cadenelli, Responsabile del Servizio ufficio tecnico lavori pubblici e manutenzioni quale
Responsabile del Procedimento, affinché provveda ad assumere gli atti di competenza, per dare
piena attuazione e esecuzione all’intervento in oggetto;
4)
di approvare la relazione (di cui alla lett. a del successivo comma 2 del Decreto Legge n. 133
del 12.09.2014 cosiddetto "Sblocca Italia"), illustrativa dell’intervento per il quale si presenta la
richiesta, a firma del Responsabile del Procedimento;
5)
di approvare il disciplinare, di cui alla successiva lett. c) del successivo comma 2, che regola i
rapporti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Soggetto interessato, redatto
secondo il modello “Schema di disciplinare” allegato alla Convenzione (All. 2) che, nel caso il
soggetto richiedente dovesse rientrare nel programma dei “nuovi progetti di interventi”, sarà
per lo stesso vincolante;
6)
di assumere l’impegno a procedere alla pubblicazione del bando di gara o della determina a
contrarre entro il 31 08 2015;
7)
di dare atto che a bilancio pluriennale sono state stanziate le seguenti disponibilità di spesa:
Bilancio esercizio 2016: € 523.476,86
Bilancio esercizio 2017: € 235.266,31;
8)
di dare atto che alla previsione di spesa si farà fronte con il contributo chiesto ai sensi delle
disposizioni normative in premessa riportate.
Dopodiché la Giunta Comunale con votazione favorevole unanime
Delibera
Di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile a sensi dell’art. 134 – 4^
comma – del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti
locali”.