Der 169. Sitzung vom 13. November 1992 della seduta n. 169 del

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Der 169. Sitzung vom 13. November 1992 della seduta n. 169 del
Der 169. Sitzung vom 13. November 1992
della seduta n. 169 del 13 novembre 1992
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA
DI BOLZANO
SÜDTIROLER LANDTAG
SEDUTA 169. SITZUNG
13.11.1992
INDICE
INHALTSVERZEICHNIS
Mozione n. 249/92 del 22.9.1992, presentata dal
consigliere Viola, riguardante l’inserimento del
tedesco quale seconda lingua nelle scuole materne in lingua italiana – (continuazione);
Beschlußantrag Nr. 249/92 vom 22.9.1992, eingebracht vom Abg. Viola, betreffend die Einführung des Deutschen als Zweitsprache in den
Kindergärten mit italienischer Unterrichtssprache
– (Fortsetzung);
Dibattito in ottemperanza alla mozione n. 10/89
approvata dal consiglio provinciale nella seduta
del 30.5.1989 (insegnamento della seconda lingua in età prescolare) – (continuazione);
Debatte in Durchführung des vom Südtiroler
Landtag in der Sitzung vom 30.5.1989 genehmigten Beschlußantrages Nr. 10/89 (Zweisprachenunterricht im Vorschulalter) – (Fortsetzung);
Mozione n. 247/92 dell’1.9.1992, presentata dai
consiglieri Benedikter e Klotz, riguardante le lezioni bilingui nella scuola materna – (continuazione) e
Beschlußantrag Nr. 247/92 vom 1.9.1992, eingebracht von den Abg. Benedikter und Klotz, betreffend den Zweisprachenunterricht im Kindergarten – (Fortsetzung) und
Mozione n. 270/92 del 6.11.1992, presentata dai
consiglieri Ferretti, Bolognini, Pellegrini e
Sfondrini, riguardante la nomina di una commissione di esperti incaricata di studiare l’utilizzo
delle possibilità e degli strumenti scolastici ed
extrascolastici esistenti ai vari livelli per l’apprendimento della seconda lingua . . . . . . . . . . . . .
........................................
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3
Beschlußantrag Nr. 270/92 vom 6.11.1992, eingebracht von den Abg. Ferretti, Bolognini, Pellegrini und Sfondrini, betreffend die Ernennung einer Expertenkommission mit dem Auftrag die
Inanspruchnahme der Möglichkeiten, die auf verschiedenen Ebenen im schulischen und außerschulischen Bereich für die Erlernung der . .
zweiten Sprache angeboten werden, zu untersuchen. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Seite 3
Disegno di legge provinciale n. 184/92: "Provvedimenti in favore degli enti gestori dei servizi sociali". . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 25
Landesgesetzentwurf Nr. 184/92: "Maßnahmen
zugunsten der Träger der Sozialdienste". . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 25
Disegno di legge provinciale n. 181/92: "Modifiche all’ordinamento dell’artigianato e della formazione professionale artigiana". . . . . . . .pag. 37
Landesgesetzentwurf Nr. 181/92: "Änderungen
zur Ordnung des Handwerks und der handwerklichen Berufsausbildung". . . . . . . . . . . . . . Seite 37
Designazione di n. 18 persone per la nomina a
membri della commissione tributaria di secondo
grado. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 42
Namhaftmachung von 18 Personen für die Ernennung zu Mitgliedern der Steuerkommission zweiten Grades. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Seite 42
Nr. 169 - 13.11.1992
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE:
PELLEGRINI
VORSITZ DES PRÄSIDENTEN:
SANDRO
ORE 10.17 UHR
(Appello nominale - Namensaufruf)
PRESIDENTE: La seduta è aperta.
Prego dare lettura del processo verbale dell'ultima seduta.
TRIBUS (Sekräter - GAF-GVA): (Verliest das Sitzungsprotokoll - legge il
processo verbale)
PRESIDENTE: Ci sono osservazioni al verbale? Nessuna. Il verbale è
approvato.
Comunicazioni della Presidenza:
Il Commissario del Governo ha respinto il disegno di legge n. 141/91:
"Modifica delle leggi provinciali sull'ordinamento dei masi chiusi e della legge
provinciale 20 febbraio 1970, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni,
sull'assistenza creditizia ai coltivatori diretti e assuntori dei masi chiusi", e il
disegno di legge n. 171/92: "Provvedimenti in favore delle persone non
autosufficienti ospiti delle case di riposo".
Per la seduta odierna si sono giustificati gli assessori Hosp e Kofler, i
consiglieri von Egen, Feichter, Giacomuzzi, Kaserer, Montali e Peterlini.
Questa mattina iniziamo i lavori del Consiglio con la prosecuzione della
discussione sulle mozioni riguardanti il bilinguismo precoce.
Punto 6) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 249/92 del 22.9.1992,
presentata dal consigliere Viola, riguardante l'inserimento del tedesco
quale seconda lingua nelle scuole materne in lingua italiana"
(continuazione);
punto 7) dell'ordine del giorno: "Dibattito in ottemperanza alla mozione
n. 10/89, approvata dal Consiglio Provinciale nella seduta del 30.5.1989
(insegnamento della seconda lingua in età prescolare)" (continuazione);
punto 32) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 247/92 dell'1.9.1992,
presentata dai consiglieri Benedikter e Klotz, riguardante le lezioni
bilingui alla scuola materna". (continuazione) e
punto 37) dell'ordine del giorno: "Mozione n. 270/92 del 6.11.1992,
- 4 presentata dai consiglieri Ferretti, Bolognini, Pellegrini e Sfondrini,
riguardante la nomina di una commissione di esperti incaricata di
studiare l'utilizzo delle possibilità e degli strumenti scolastici ed
extrascolastici esistenti ai vari livelli per l'apprendimento della seconda
lingua".
Punkt 6 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 249/92 vom 22.9.1992,
eingebracht vom Abgeordneten Viola, betreffend die Einführung des
Deutschen als Zweitsprache in den Kindergärten mit italienischer
Unterrichtssprache" (Fortsetzung);
Punkt 7 der Tagesordnung: "Debatte in Durchführung des vom
Südtiroler Landtag in der Sitzung vom 30.5.1989 genehmigten
Beschlußantrages Nr. 10/89 (Zweisprachenunterricht im Vorschulalter)"
(Fortsetzung);
Punkt 32 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 247/92 vom 1.9.1992,
eingebracht von den Abgeordneten Benedikter und Klotz, betreffend
den Zweisprachenunterricht im Kindergarten" (Fortsetzung) und
Punkt 37 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 270/92 vom 6.11.1992,
eingebracht von den Abgeordneten Ferretti, Bolognini, Pellegrini und
Sfondrini, betreffend die Ernennung einer Expertenkommission mit
dem Auftrag die Inanspruchnahme der Möglichkeiten, die auf
verschiedenen Ebenen im schulischen und Außerschulischen Bereich
für die Erlernung der zweiten Sprache angeboten werden, zu
untersuchen".
Ricordo che la trattazione congiunta dei succitati quattro punti all'ordine
del giorno è stata sospesa nella seduta dell'11 novembre 1992, dopo che il
presentatore della mozione n. 270/92, consigliere Ferretti, non aveva accettato
l'emendamento presentato dai consiglieri Benussi, Bolzonello, Holzmann e
Montali.
Il consigliere Holzmann ha chiesto la parola. Prego.
HOLZMANN (MSI-DN): Volevo chiedere di intervenire sull'emendamento
riguardante la mozione Ferretti, che abbiamo presentato questa mattina.
PRESIDENTE: Non ho visto nessun emendamento. Lo vedo adesso.
HOLZMANN (MSI-DN): L'emendamento in sostanza introduce una
leggera modifica.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura DC): E' Suo diritto presentare un emendamento ed è mio dovere come assessore
darLe una risposta.
PRESIDENTE: Consigliere Holzmann, ho visto solo in questo momento
- 5 l'emendamento. Quando Lei si era prenotato non ne ero ancora a conoscenza.
E' stato presentato un emendamento, del quale provvederemo subito a farne
la traduzione e poi consegnarlo a tutti i consiglieri, di cui dò lettura: Inserire
nella parte deliberativa, comma 3: "La Commissione è tenuta a chiudere i propri
lavori e ad esporre le risultanze al Consiglio provinciale entro il mese di maggio
1993". Mentre si provvede alla traduzione, Lei ha facoltà di illustrarlo.
HOLZMANN (MSI-DN): Grazie, signor Presidente. Noi ricordiamo la
seduta nella quale si parlò di bilinguismo precoce e che culminò con le
dichiarazioni piuttosto dure dell'assessore alla cultura in lingua tedesca, le quali
determinarono un chiarimento di Giunta, e ricordo soprattutto le affermazioni
della stampa, peraltro mai smentite, su una possibile crisi di Giunta su un
argomento tanto delicato e tanto importante.
Abbiamo avuto le risultanze delle indagini condotte da Egger e Taeschner,
le quali hanno sancito ciò che già si sapeva e cioè che la stragrande maggioranza
della popolazione, e non solo del gruppo linguistico italiano, è favorevole
all'insegnamento della seconda lingua già nella scuola materna. Anche noi, come
gruppo politico, siamo convinti che questo è l'unico sistema per mettere la
comunità di lingua italiana in grado di poter apprendere finalmente la seconda
lingua. Si è citato nella scorsa seduta il fatto che in Alto Adige sono stati
distribuiti 100 mila patentini di bilinguismo. Su questo argomento noi ci siamo
già soffermati e non riteniamo che sia una conquista sociale il fatto che un quarto
della popolazione, circa, abbia un patentino di bilinguismo, che in realtà sancisce
solo una questione di carattere burocratico, che è assai opinabile poi nei riscontri
pratici effettivi. Noi sappiamo che negli uffici pubblici - devo riconoscere
soprattutto per il gruppo linguistico italiano, purtroppo - al patentino di
bilinguismo non corrisponde un effettivo bilinguismo; quindi abbiamo introdotto
un bilinguismo di tipo burocratico e non sostanziale. E' evidente che in questa
situazione bisogna cercare delle soluzioni alternative, e visto che la minacciata
crisi di Giunta non c'è stata e non ci sarà, e visto che il tono, il tenore, il
contenuto della mozione presentata, che, secondo me, non ha neppure credibilità
politica dal momento che i quattro firmatari non sono presenti in questo
momento, come non lo erano nella scorsa seduta, essa mira solamente a
congelare, a cristallizzare una situazione esistente in attesa delle prossime
elezioni.
Noi riteniamo grave un argomento di questo genere, perché sappiamo
quanto è sentita da parte della popolazione il problema dell'apprendimento del
tedesco nelle scuole materne. Sappiamo che molti genitori si sono impegnati
personalmente ed anche economicamente per fare in modo che i loro figli
potessero fare questa sperimentazione, che è sempre stata negata dalla
Provincia. Ci chiediamo a che cosa sono serviti i numerosi viaggi delle
Commissioni consiliari, soprattutto di quella alla cultura, che ha girato mezzo
mondo per documentarsi sul bilinguismo precoce - è stata persino a Québec cosa sono serviti questi viaggi, se non per sancire che anche negli altri Paesi
esiste questo problema e le soluzioni sono state sempre dello stesso tipo.
- 6 Il nostro atteggiamento non può essere favorevole a questa mozione se non
viene inserito un termine temporale. Ecco perché abbiamo presentato
l'emendamento questa mattina, che stabilisce in sei mesi il termine massimo di
lavoro di questa commissione. Sappiamo che le commissioni molto spesso, troppo
spesso, vengono istituite al solo scopo di insabbiare i problemi, di insabbiare le
questioni aperte, soprattutto oggi che siamo alla vigilia delle elezioni provinciali.
Pertanto non possiamo accettare che l'opinione pubblica e i cittadini vengano
presi in giro da una soluzione che non offre prospettive.
Proponiamo quindi di dare un termine a questa commissione. Non vogliamo
ipotecare o mettere in dubbio la buona fede di chi ha presentato la mozione, però
al tempo stesso questi si debbono impegnare a dare una risposta precisa prima
delle elezioni. Questo è il senso del nostro emendamento. Nel caso non venisse
accolto ci troveremo costretti a non poter approvare una mozione, che sentiamo
profondamente, e dovremmo approvare invece la mozione del consigliere Viola,
che è molto più concreta sotto questo aspetto, ed è perfettamente in linea ed in
sintonia con le idee, le impostazioni e le ispirazioni del nostro partito. E non ho
paura di fare affermazioni di questo genere. Il collega Viola ci ha soltanto
preceduti sul tempo, altrimenti la stessa mozione l'avremmo potuta presentare
noi. Non è nostra abitudine copiare le mozioni altrui, anche se è uno sport
abbastanza in voga in questo Consiglio, praticato molto spesso dal collega Viola,
che mi spiace sia assente in questo momento, come in occasione della mozione
presentata dal MSI sull'università, come per la mozione dell'altro giorno
presentata dai Verdi sulla statale dell'Alemagna e prontamente copiata da un
consigliere della SVP. Noi non ricorriamo a questi mezzi, a questi strumenti,
però ci troviamo costretti a presentare questo emendamento per dare
concretezza e spessore alla mozione presentata dalla componente italiana della
Giunta provinciale.
PRESIDENTE: Anche in questo caso Ferretti o chi per lui può parlare
sulla mozione per la quale è stato presentato l'emendamento.
KLOTZ (UFS): Welches "emendamento"?
PRESIDENTE: Un attimo, prego. Pensavo che l'emendamento fosse stato
distribuito. Ieri qualcuno del MSI è venuto a domandare se si potevano
presentare gli emendamenti durante la discussione; adesso capisco questa
richiesta. Infatti oggi è stato presentato un emendamento che è andato in
discussione, però mi sembra ovvio che quando si conclude la discussione su una
mozione e si passa praticamente alla votazione, non dovrebbe essere possibile
presentare emendamenti.
Mi sembra comunque che l'emendamento possa essere illustrato soltanto
dal presentatore; egli solo ha diritto di poterlo accettare o meno. L'emendamento
non è ancora stato distribuito, ma dovrebbe arrivare a momenti. Sentiamo che
cosa dice l'assessore.
- 7 FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura DC): Signor Presidente, io non faccio il lettore del Consiglio, però volentieri lo
leggo.
PRESIDENTE: Rileggo l'emendamento: "La commissione è tenuta a
chiudere i propri lavori e ad esporre le risultanze al Consiglio provinciale entro il
mese di maggio 1993". Avevo già dato lettura del testo, ma su richiesta della
consigliere Klotz l'ho ripetuto. Prego, assessore Ferretti.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura DC): Signor Presidente, la mozione presentata non è firmata soltanto da me, ma
anche accettata e firmata da Sfondrini, Bolognini, Pellegrini, Durnwalder e
Frasnelli, se ricordo bene. E' una mozione della Giunta impenetrabile a
modifiche e quindi impenetrabile ad emendamenti, anche provenienti dalla
maggioranza o provenienti dall'opposizione. Se questa è una tattica attraverso la
quale chi presenta emendamenti intende prolungare il dibattito, mi chiedo se è
legittimo. Non è accaduto di frequente che in presenza di una mozione, se non ci
si accorda prima, vengano presentati più emendamenti, su cui uno parla, l'altro
risponde. Questa diventa una potenzialità infinita.
I presentatori della mozione non accettano emendamenti. La mozione è il
risultato di un confronto che si è protratto nei giorni scorsi e ha portato a questa
conclusione a tutti intellegibile. La mozione è stata illustrata nella sua
problematicità anche politica, quindi si possono dare spiegazioni, si possono fare
interventi, ovviamente daremo risposte, ma è inutile presentare emendamenti.
Lo dico con franchezza e sincerità.
Immaginati Holzmann che cosa avrei scritto se fossi stato nella libertà di
poter scrivere e nella sicurezza che il Consiglio avrebbe deciso ciò che la
Democrazia Cristiana pensa su questo argomento! La mozione rappresenta un
documento di sintesi plurima e in quanto tale è difficilmente modificabile in
questo frangente.
PRESIDENTE: La parola al consigliere Holzmann sull'ordine dei lavori.
HOLZMANN (MSI-DN): Le rubo solo 30 secondi per precisare che il nostro
gruppo ha presentato due emendamenti su questa mozione, uno in questa seduta
e uno nella seduta precedente, di merito e di sostanza. Non c'era nessuna finalità
da parte di questo gruppo di rallentare o di prolungare la discussione, che
abbiamo tutto l'interesse che avvenga, e anzi abbiamo anche l'interesse che le
forze politiche si esprimano su questo problema. L'accusa velata che qualcuno ci
ha fatto è fuori luogo in questo caso.
PRESIDENTE: Devo dire che il consigliere Holzmann aveva comunque la
parola. Obiettivamente avrei dovuto darLe la parola, consigliere Holzmann, per
la discussione globale sulle mozioni, perché Le è stata tolta, ma quando il
consigliere Holzmann ha parlato, ha parlato sull'emendamento. Adesso il
- 8 consigliere Holzmann può parlare sulle tre mozioni.
HOLZMANN (MSI-DN): Mi prenoto per parlare alla fine del dibattito.
PRESIDENTE: La parola al consigliere Frasnelli.
FRASNELLI (SVP): Herr Präsident, Kolleginnen und Kollegen! Gleich
eine Antwort auf die Aussage des Abgeordneten Holzmann, der sich kritisch
geäußert hat über die Tatsache, daß Gesetzgebungskommissionen, insbesondere
die erste dieses Hohen Hauses, bei zahlreichen Minderheiten in Europa und
außerhalb Besuche vorgenommen hat. Werter Kollege Holzmann, diese
Kontaktnahme, diese Besuche, dieses Kennenlernen der Lebenssituation von
Minderheiten in Europa und außerhalb haben unter anderem dazu geführt, uns
in der Haltung zu bestärken, wie bedeutend die Schule der Minderheit für das
Überleben, für die Existenzsicherung der Minderheiten ist. Diese Besuche haben
uns darin bestärkt. Ich kann mir vorstellen, daß Sie die Dinge anders sehen.
Nun zu den Beschlußanträgen. Die Südtiroler Volkspartei wird ja sagen
zum Beschlußantrag der Democrazia Cristiana und des PSI in der vorliegenden
Form. Die vorliegende Form konnte dadurch erreicht werden, daß gemeinsam
zwischen DC, PSI und als Vertreter der SVP Durnwalder und Frasnelli ein
Abänderungsantrag angenommen worden ist, der einige Dinge klärt. Wir sagen
ja zu diesem abgeänderten Beschlußantrag, da es uns vernünftig erscheint, auch
unter Bezugnahme auf die Ergebnisse der sogenannten Egger-Studie, aber auch
des allgemein feststellbaren mangelnden Zweitsprachenunterrichtes in beiden
Schulen dieses Landes, in der deutschen Schule und in der italienischen Schule,
durch diese Kommission prüfen zu lassen, welche Ursachen da sind, aufgrund
derer diese mangelnde Kenntnis resultiert. Ist es mangelnde Bereitschaft des
Elternhauses, die Schüler zur Erlernung der zweiten Sprache zu ermuntern?
Sind es sprachlich kulturelle Vorbehalte der jeweils anderen Sprachgruppe
gegenüber? Entsprechen die didaktischen und pädagogischen Bemühungen,
Lerninhalte, Programme, Lehrmittel nicht? Und vieles andere mehr.
Ich glaube, wie immer die Entscheidungen dann ausfallen mögen, die im
Anschluß an die Arbeiten dieser Kommission getroffen werden, muß die
Kommission dienen, Klarheiten zu schaffen. Wir begrüßen dies also. Aber all
diese Überlegungen müssen aus unserer Sicht eingebaut werden in folgenden
mittelfristigen bildungspolitischen Rahmen. Italienische Medien und auch
verschiedene politische Vertreter haben mit einem bestimmten Erfolg dafür
gearbeitet, daß heute landauf, landab festgestellt wird, es kann nicht angehen,
daß
eine
Volksgruppe,
die
deutsche,
über
die
grundsätzlichen
bildungspolitischen Belange der anderen Volksgruppe, die italienische,
bestimmt. Auch ich war einige Zeit von dieser Aussage gefangen, aber sie stellt
nicht die Wahrheit dar. Die deutsche Volksgruppe bestimmt nicht die
bildungspolitischen Spielregeln der italienischen Volksgruppe, nicht einmal der
- 9 eigenen Volksgruppe. Was ist nun die Wahrheit? Die Wahrheit ist, daß bei den
politischen Verhandlungen auf verschiedenen Ebenen in der Vergangenheit beginnen wir ruhig bei der 19er Kommission und anderes mehr, die dann zum
Paket geführt haben - die Vertreter der deutschen Volksgruppe in einer
Situation der absoluten Minderheit gewesen sind. Das hat dazu geführt, daß
zahlreiche bildungspolitische Forderungen damals unsererseits unbeantwortet
und unberücksichtigt geblieben sind. Schon damals hat die Südtiroler
Volkspartei weit umfassendere Kompetenzen im Bildungsbereich eingefordert
und sie nicht erhalten. Das ist die Tatsache. Schließlich einigte man sich auf
einen Kompromiß, der auch von uns gerade noch akzeptiert werden konnte, ein
Kompromiß, bei dessen Ausarbeitung die Italiener die Mehrheitssituation
dargestellt haben, ein Kompromiß, der dann auch durch eine klare italienische
Mehrheit im Parlament, in das Rechtskleid Autonomiestatut sprich
Verfassungsgesetz gekleidet worden ist. Es stimmt also nicht, daß es jemals eine
deutsche Mehrheit bei den bildungspolitischen Grundsatzentscheidungen
gegeben hat, weder für die italienische Volksgruppe oder für die italienische
Schule, noch für die deutsche Volksgruppe oder für die deutsche Schule. Wenn
jetzt die italienische Volksgruppe im bildungspolitischen Bereich neue
Erfordernisse auf das Tapet bringen will, so kann dies uns recht sein. Wir wollen
sie nicht vom Tisch fegen, um Gottes Willen, nur ist der politische Weg nicht der,
dem Treiben bestimmter Medien und bestimmter Parteien einfach nachzugeben
und zu sagen: Jetzt richten wir eine Kommission ein, und dann sagen wir ganz
einfach ja, wenn bestimmte Ergebnisse dieser Kommission in diese Richtung
deuten, ja etwa zum Unterricht im Vorschulalter der anderen Landessprache.
Wir müssen aufpassen als politische Vertretung der Minderheit von - ich
sage es noch einmal - bestimmten italienischen Medien und anderen Kräften
nicht soweit getrieben zu werden, daß wir vom Spielmacher zum Spielball
werden. Wenn die Italiener neue Forderungen erheben, dann möchten wir ihnen
erklären, daß auch wir zahlreiche bildungspolitische Forderungen vorbringen
werden, auf den politischen Verhandlungstisch bringen wollen, insbesondere
jene damals unberücksichtigt gebliebene Grundforderung der Übertragung der
primären Gesetzeskompetenz vom Kindergarten über Grundschule, Oberschule
bis hin inklusive der Hochschule.
Die 137er Kommission, in jedem Falle die SVP-Vertreter in der 137er
Kommission, werden dies sehr deutlich dort einfordern. Wir möchten, weil wir
auch entsprechende Signale aus dem Munde unserer Koalitionspartner
vernommen haben und auch in den Medien in dieser Frage eine nicht negative,
ich möchte sagen positive Dialektik begonnen hat, diese Diskussion mit
Sicherheit in die Richtung führen, daß wir auch in der 137er Kommission den
Konsens zwischen den Vertretern der drei Sprachgruppen in dieser Frage
erzielen. Wir wollen also die unberücksichtigt gebliebenen Erfordernisse und die
neuen Erfordernisse der Gesellschaft aufgrund der europäischen Integration
und auch aufgrund hauseigener Erfordernisse auf den politischen Verhandlungstisch bringen, gleichzeitig mit den meinetwegen auch berechtigten
Forderungen und Vorschlägen der italienischen Volksgruppe. Und dann handeln
- 10 wir ein neues bildungspolitisches Paket aus, und wir werden sehen, wie weit wir
in diesen gemeinsamen Fragen dann kommen werden.
Dies ist der Rahmen, den wir politisch als Südtiroler Volkspartei zum
Ausdruck bringen, daß er mittelfristig zu beschreiten ist. Und in diesem neuen
politischen Rahmen wollen wir auch die Diskussionen, die sich aus den
Ergebnissen dieser Kommission dann ergeben werden, hineingestellt wissen.
Aus diesem Grunde das Ja der SVP-Fraktion zum Entwurf von DC und PSI,
abgeändert durch einen gemeinsamen Antrag, den die SVP mitunterzeichnet
hat, und ein Nein zum Antrag des Kollegen Benedikter. Danke, Herr Präsident!
BENEDIKTER (UFS): Da ist der Hinweis auf die Verwirklichung der
Schlußforderungen aus der Studie Egger-Taeschner. Ich kann darauf nicht
näher eingehen, sondern muß nur sagen, es verwundert, daß die von der
Südtiroler Landesregierung Beauftragten zu genau den entgegengesetzten
Schlüssen kommen, entgegengesetzt zu den Dokumenten der Vereinten
Nationen, im besonderen der UNESCO, die zuständig ist für Erziehung usw.,
wobei sich Kurt Egger ganz offensichtlich widerspricht. Aber ich muß die Zeit
nützen, um darauf aufmerksam zu machen, daß der Artikel 19 des
Verfassungsgesetzes des Autonomiestatutes vorschreibt, daß auch in den
Kindergärten der Unterricht in der Muttersprache der Kinder von Lehrkräften
derselben Muttersprache erteilt wird - unser Artikel 19, den wir 1948 so erreicht
haben! Um hier etwas zu ändern, braucht es eine Änderung des
Verfassungsgesetzes, wozu es wiederum zweier Abänderungen des Parlamentes,
die zweite wenigstens drei Monate nach der ersten und mit absoluter Mehrheit
sowohl der Kammer als auch des Senates, bedarf. Es stellt sich die Frage, ob der
Unterricht der Zweiten Sprache, der heute ab der zweiten oder dritten
Grundschulklasse vorgeschrieben ist, mit Verfassungsänderung nur für eine der
Sprachgruppen auch im Kindergarten vorgeschrieben werden kann. Eine solche
Vorschrift würde dem im Artikel 3 der italienischen Verfassung unter den
grundlegenden Grundsätzen verankerten Grundsatz der Gleichbehandlung ohne
Unterschied des Geschlechtes, der Rasse, der Sprache usw. widersprechen, so
daß sowohl italienische als auch deutsche Eltern darüber ein Urteil des
Verfassungsgerichtshofes
herbeiführen
könnten,
wobei
sich
der
Verfassungsgerichtshof an die von ihm selbst als allgemeines Völkerrecht
angesehenen und in unserem Beschlußantrag erwähnten Konventionen und
Deklarationen gegen Diskriminierung im Unterrichtswesen über Rasse und
Rassenvorurteile, über die Rechte des Kindes und über die Rechte der
einheimischen Völker berufen kann und italienische Eltern geltend machen
können, daß Deutsch und Italienisch europaweit annähernd gleich wichtig sind,
auch deren Erlernung als zweite Sprache schon im Vorschulalter, obwohl gegen
einen weltweit anerkannten Grundsatz verstoßend, gleichbehandelt werden
muß, wo nicht das Deutsche als vorherrschende Sprache behandelt werden darf,
um so mehr, als wir uns in Italien befinden, also im Staat, in dem Italienisch
Staatssprache ist, dessen nationale Identität als Mitgliedsstaat der
Europäischen Gemeinschaft im Maastrichter Vertrag ausdrücklich im
- 11 Buchstaben f) unterstrichen wird. Dazu kommt, nicht zuletzt, daß gemäß
Durchführungsbestimmungen zum Artikel 19 des Autonomiestatutes, die
erforderliche Muttersprache des Kindes als gegeben erachtet wird, wenn der
Schüler eine angemessene Kenntnis der für die besuchte Schule vorgesehenen
Unterrichtssprache besitzt - siehe Dekret des Präsidenten der Republik vom
15. Juli 1988, Nr. 301, Artikel 1 -, was bei gutgeführtem Unterricht in Deutsch
im Kindergarten den Besuch der deutschen Grundschule ermöglichen kann.
Damit würde die Unterwanderung der deutschen Schule systematisch gefördert
und letzten Endes die Abschaffung des seit 1948 verfassungsrechtlich
verankerten getrennten Schulwesens in der Muttersprache mit Zustimmung der
deutschen Sprachgruppe gerechtfertigt.
Ich habe soeben gehört, Benedikter wird, wie üblich, abgelehnt, mein
Beschlußantrag wird abgelehnt. Gratuliere! Ihr befindet Euch auch hier wieder
auf der schiefen Ebene, indem Ihr das ablehnt, auch wenn Ihr jetzt etwas
genehmigt, was so hinhaltend und ganz allgemein gehalten ist. Durch die
Ablehnung meines Beschlußantrages genehmigt Ihr grundsätzlich, daß es den
Deutschunterricht im italienischen Kindergarten geben kann, was Ihr schon
seinerzeit genehmigt habt, wie Ihr einen Beschlußantrag des Kollegen Viola
angenommen habt. Ich mache Euch nur noch darauf aufmerksam, damit es zu
Protokoll gegeben ist - ich kann leider Gottes nicht weiter darauf eingehen, ich
habe dann allerdings noch in der Replik einige Zeit - , daß durch diese
grundsätzliche Ablehnung Ihr die logische Möglichkeit dem italienischen Staate
-d.h. dem italienischen Parlament als verfassungsgebende Körperschaft auch,
indem ja das Autonomiestatut dann abgeändert werden muß - eröffnet, daß,
wenn das Parlament dazu gerufen wird, hier den Artikel 19 abzuändern,
automatisch - ich sage automatisch! - und auch aufgrund des Artikels 5,
Buchstabe c) und noch des Absatzes i) der Konvention gegen die
Diskriminierung in der Erziehung ist, Konvention der Vereinten Nationen, also
der UNESCO, vom 14. Dezember 1960, gegen Diskriminierung in der
Erziehung, aufgrund dieses Buchstabens c) dann automatisch geändert wird,
nicht nur, daß im italienischen Kindergarten Deutsch unterrichtet werden kann,
sondern auch umgekehrt. Das ergibt sich, wie gesagt, aus diesem Buchstaben c),
wo es heißt, daß das Recht der Minderheiten auf Unterricht in ihrer
Muttersprache, nicht in einer Weise ausgeübt werden darf, die die Mitglieder
dieser Minderheiten davon abhält, die Kultur und die Sprache der staatlichen
Gemeinschaft, in der sie leben, zu verstehen und teilzunehmen an deren
Tätigkeiten oder falls die nationale Souveränität präjudiziert wird. Mit anderen
Worten heißt das: Du Minderheit stimmst jetzt zu, daß im italienischen
Kindergarten ruhig Deutsch gelernt werden kann - wir wissen, mit der ganz
offensichtlichen Absicht und Gefahr, daß damit die deutsche Schule
unterwandert wird. Das ist klar. Aber gleichzeitig, wie gesagt, kann der Staat
dann sagen: Ihr habt zugestimmt zum Unterricht der Zweiten Sprache auch im
italienischen Kindergarten und Ihr dürft Euch nicht verschließen, wenn Ihr dem
zustimmt, und er beruft sich auf diese Konvention der Vereinten Nationen,
derselben Notwendigkeit, daß Ihr teilnehmt auch am Leben der Staatsnation.
- 12 Wenn Ihr mit dem einverstanden seid, müßt Ihr auch einverstanden sein, daß
der deutsche Kindergarten eben den Italienischunterricht erleidet. Man hat
damit grundsätzlich der Unterwanderung der deutschen Schule zugestimmt.
Das Endergebnis von allem wird eine Schule sein wie im Aostatal, also
deutsch-italienische Schule, angefangen vom Kindergarten.
VIOLA (PDS): Farò alcune considerazioni specifiche sul compresso
raggiunto dalla maggioranza, riservandomi poi nei cinque minuti successivi di
replica di fare delle considerazioni più in generale.
Vorrei subito fare una precisazione al consigliere Frasnelli. Frasnelli,
dichiarando che i nostri viaggi ci hanno fatto capire come sia importante per le
minoranze la difesa della loro lingua, dice una verità, ma dice anche una mezza
verità, perché i nostri viaggi ci hanno fatto capire anche altre cose. La
maggioranza francese nel Québec, ad esempio, consente agli inglesi di questa
regione di fare tutto il bilinguismo precoce che vogliono, la maggioranza catalana
invita e concede agli spagnoli della Catalogna di studiare il catalano nelle scuole
materne, i baschi invitano e concedono agli spagnoli dei paesi baschi di studiare
il basco nelle scuole materne. Sono quindi molto più illuminati della
maggioranza tedesca, minoranza nazionale, presente in questa terra.
Entro adesso nella questione fondamentale che è la valutazione del
compromesso. L'ho definito un papocchio, ed è un linguaggio preso dai commenti
sulla commissione bicamerale delle riforme. Come insegnante di filosofia ho
sempre spiegato ai miei studenti che l'arte del ragionare è soprattutto l'arte del
distinguere e del differenziare. Dunque per questa ragione non sono
particolarmente fiero di usare un termine così rozzo, ma è che in quest'aula, in
questa terra si fa una politica che è un gioco duro, un gioco ancora più rozzo del
mio linguaggio. Siccome i nomi sono la conseguenza delle cose non ho trovato
termini migliori. Possiamo anche usare un altro termine e dire che è un
compromesso di basso livello. Del resto l'imbarazzo con cui l'assessore Ferretti
l'ha spiegato nella seduta di ieri e il suo girare intorno al problema cercando le
parole ne è la prova migliore.
Perché dico che è un compromesso di basso livello? Perché i margini del
compromesso, e sia ben chiaro che per me il compromesso è l'arte della politica,
erano già stati esaminati ed esauriti. Quando, in seguito al fatto che negli accordi
di coalizione del marzo del 1989 non c'era nessuna parola sul bilinguismo
precoce, ho presentato una mozione e nel maggio del 1989 la Volkspartei, a cui
chiedevo di incominciare la sperimentazione, non si sentiva pronta, fu merito di
Ferretti elaborare con me e accettare con la Volkspartei un compromesso con la
mia mozione, che diceva di nominare appunto una commissione. I risultati della
commissione sono noti a tutti: sono clamorosi! Li ricordo ancora una volta: il 97%
degli italiani lo richiede, lo richiedono il 69% dei tedeschi nelle loro scuole, e il
54% dei tedeschi lo vorrebbe effettivamente per i suoi bambini nelle sue scuole.
Dal punto di vista scientifico la signora Taeschner ha dichiarato che l'età
prescolare è l'età ottimale per imparare una o più lingue straniere. Questi sono i
risultati. L'unica conseguenza possibile è quella di incominciare l'aggiornamento
- 13 degli insegnanti, di incominciare la preparazione dei programmi didattici e che si
parta entro pochi mesi. La SVP si è rifiutata di farlo, e nel settembre di
quest'anno ha preso una certa posizione, che io ho definito arrogante ed ipocrita,
e che mantengo, in cui dice che prima bisogna studiare come mai gli italiani non
imparano abbastanza il tedesco.
Che cosa è contenuto nel compromesso Ferretti? E' contenuta l'accettazione
di pari passo di questo atteggiamento, con in più soltanto una cosa, che cioè la
commissione non studierà soltanto perché gli italiani sono così somari, ma andrà
a studiare i risultati di tutte le scuole. Voglio ricordarvi che un anno fa fu
respinta una mia mozione in cui chiedevo di fare un test linguistico comparativo
per vedere come era la conoscenza della seconda lingua. Disse allora Ferretti,
citando Edoardo de Filippo: ma insomma gli esami non finiscono mai!
Dunque, c'è questo atteggiamento, che io trovo inammissibile, di nominare
una commissione dopo che la commissione sta lavorando già da due anni e
mezzo; questa è veramente una presa in giro nei confronti della popolazione di
lingua italiana. Si tratta di una commissione al quadrato o la radice quadrata di
una commissione. Ma, attenzione, è anche un'offesa verso la popolazione di
lingua italiana. Mi rendo conto che la posizione dei partner italiani di Giunta è
difficile e so benissimo che voi sareste per l'introduzione immediata del
bilinguismo precoce, però da questo punto di vista si è notata un'accettazione di
questo atteggiamento inaccettabile della Volkspartei, e dunque una posizione di
debolezza politica.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Herr Präsident! Wir werden dem
Viola-Beschlußantrag zustimmen und den Ferretti-SVP-Kompromiß ablehnen
und zwar aus ganz einfachen Gründen. Mir scheint, daß wir uns heute, hier und
jetzt einem wiederholten SVP-Diktat beugen müssen und wir müssen klein
beigeben. So sehr sich Ferretti bemüht hat, den Kompromiß irgendwie als
winzigen Schritt nach vorne zu verteidigen und zu vertreten, so sehr ist all das
durch die Erklärungen des Fraktionssprechers Frasnelli zunichte gemacht
worden. Währenddem Frasnelli eigentlich nichts anderes getan hat, als seine
neueste ethno-politische und volkspolitische Offensive weiterzuführen, die er zur
Zeit wahrscheinlich im Hinblick auf seine Obmannschaft führt - und somit
haben wir uns heute einige Zitate aus seinen programmatischen Erklärungen
angehört -, wo er bereits auch für sich beschlossen hat, gegen die Einführung des
Zweitsprachenunterrichtes im Vorschulalter zu sein. Es steht ausdrücklich in
seinen programmatischen Schriften auf Seite sowieso, ist eine respektable
politische Meinung, aber sie kann nicht zum Diktat für die gesamte Bevölkerung
Südtirols werden. Wie kann ich einem Kompromiß zustimmen, den mir Ferretti
als Kompromiß verkauft - es sei kein Veto mehr, das Veto sei gefallen; das
animiert doch, nehme ich an, die Herren der Mehrheit dafür zu sein -, und dann
kommt Frasnelli und sagt "Moment, wir müssen dagegen sein, weil da steht es
ja, daß man dagegen sein muß"? Mehr noch. Wenn das stimmt, was Frasnelli
heute gesagt hat, dann haben auch wir wirklich ein flaues Gefühl im Bauch, wie
heute die Wirtschaftszeitung schreibt, dann ist das eine nach meinem
- 14 Dafürhalten sehr gefährliche politische Offensive, weil man bereits heute
darangeht, das Paket in Frage zu stellen. Der damals ausgehandelte Kompromiß
ist laut Frasnelli nicht tragbar, weil mit italienischer Mehrheit ausgehandelt.
Ja, wenn das die Theorie ist, lieber Frasnelli, dann bitte Farbe bekennen und
Selbstbestimmung ausrufen! Das war der Kompromiß, das ist uns allen klar,
und diesem Kompromiß haben wir im Juni dieses Jahres zugestimmt, alle,
soweit es uns betraf. Wenn man heute nach drei Monaten hergeht und sagt, daß
auf diesem Gebiet nicht alle erhobenen Forderungen der Volkspartei erfüllt
worden sind und deshalb neue Forderungen gestellt werden müssen, dann bricht
die Basis, auf der man das System aufgebaut hat, weil das kann natürlich
beliebig weitergeführt werden. Auf jedem Sektor, Industrie, Handwerk,
Landwirtschaft, überall sind Kompromisse zwischen der Südtiroler Minderheit
und dem Staat ausgehandelt worden. Und das war doch das Novum, daß man
auf Verhandlungswege Kompromisse aushandelt. Aber diese werden jetzt
bereits zurückgeholt ...
FRASNELLI (SVP): Wer hat damit begonnen, sie zurückzuholen?
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Heute hast Du begonnen.
FRASNELLI (SVP): Nein, ich habe gesagt, wir haben auch Forderungen
anzumelden, nicht nur die andere Seite.
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Alle haben sie ihre Forderungen. Aber
in diesem Falle geht es wennschon um eine Forderung der italienischen
Sprachgruppe in Südtirol. Und wenn Du nach einigen Monaten zu neuen
Erkenntnissen kommst und sagst "Aha, heute dürfen wir es uns wieder leisten
zu beschließen, was die Italiener tun, denken, sprechen und lernen sollen". Das
ist der feine Unterschied, daß wir im Grunde als deutschsprachige Bevölkerung
in Südtirol uns anmaßen wollen zu entscheiden, was sie für Schule sich zu geben
haben.
FRASNELLI (SVP): Eben nicht! Das Autonomiestatut ist mit italienischer
Mehrheit ...
TRIBUS (Sekretär - GAF-GVA): Das ist das Recht einer Minderheit, und
die italienische Sprachgruppe ist im Lande eine sprachliche Minderheit und hat
das Recht, sich die Schule zu geben. Das ist keine Lüge. Sie hat das Recht, sich
die Schule zu geben, die sie sich wünscht. Man kann didaktisch darüber
diskutieren. Und da ist das Feld nicht so sicher, wie oft getan wird. Es gibt
Wissenschaftler, die sagen, es sei nichts dagegen einzuwenden, es gibt
Wissenschaftler, die behaupten, es sei nicht so sicher. Tatsache ist, daß sich eine
Mehrheit der Bevölkerung dieses Experiment wünscht. Und ich muß sagen, daß
man in diesem Falle sich zumindest eingestehen muß, daß das Volk seinen
- 15 Führer längst überholt hat. Wir dürfen auch nicht so tun, Kollege Frasnelli, als
hätten wir bisher keine Erfahrung gehabt mit dem Zweisprachenunterricht in
den Kindergärten. Ich zum Beispiel war ein Kind, das einen gemischten
Kindergarten besucht hat und bilde mir ein, nicht "verwälschter" zu sein als Du.
Deshalb, glaube ich, kann man nicht mit Argumentationen aufwarten,
hypothetisch, die wirklich mehr der politischen Diskussion dienen und weniger
der Sache.
Es ist leider schon meine Redezeit fertig, darum wiederhole ich nur, daß wir
dem Kompromiß nicht zustimmen können.
HOLZMANN (MSI-DN): Signor Presidente, sono contento di parlare per
ultimo tra i consiglieri in questo dibattito, perché le posizioni si sono finalmente
delineate ed è molto chiaro che la Volkspartei, all'indomani della chiusura del
pacchetto, come noi peraltro avevamo con largo anticipo preannunciato, è
intenzionata ad usare l'arma della pressione politica per costringere le forze
italiane presenti nella coalizione a dover subire un'iniziativa politica del partito
di maggioranza. Non sappiamo fino a che punto queste posizioni vengano
condizionate, fino a che punto questo Consiglio venga coinvolto nella campagna
interna per la conquista della presidenza del partito, fatto sta, che anche le
posizioni del collega Frasnelli, dipinto non da noi, ma dalla stampa e dalle altre
forze politiche, come il leader o come uno dei leader dell'ala sociale, dell'ala
progressista, dell'ala di apertura della Volkspartei, abbia invece bruscamente
modificato la sua rotta e si sia arroccato su posizioni che appartengono a ben
altre componenti del suo partito.
Il collega ha citato i viaggi delle Commissioni consiliari all'estero,
richiamandosi al mio precedente intervento. Io mi chiedo a che cosa sono serviti.
A che cosa sono servite queste vacanze consiliari per approfondimenti nel campo
dell'insegnamento della seconda lingua in altre zone del mondo, se poi hanno
prodotto questo tipo di posizioni in Consiglio. Per quale motivo si deve accettare
che il partito di maggioranza, che è un partito etnico, che rappresenta una
componente linguistica della nostra provincia, debba interferire nelle scelte
dell'altro gruppo linguistico. Proprio voi, che parlate di ricchezza culturale
dell'Alto Adige, di confronto e di arricchimento grazie alle due culture, siete
quelli che hanno imposto la stretta e rigida separazione etnica a cominciare dalle
scuole, che quando convivevano nelle stesse ed identiche strutture venivano
separate da muri nei cortili, con orari di ingresso separati, con pause separate.
Questo è l'incontro della cultura. D'altra parte questo obiettivo veniva
candidamente dichiarato dal precedente assessore alla cultura in lingua tedesca.
Ora è chiaro che in questa situazione il gruppo linguistico italiano debba
trarre le sue considerazioni e soprattutto, visto che la componente italiana
all'interno dell'esecutivo è numericamente minoritaria, deve forse cominciare a
farsi rispettare perlomeno nelle cose che coinvolgono in maniera così complessa e
articolata il gruppo che esse rappresentano. Non siamo stati noi a dichiarare la
crisi di Giunta, a paventarla. Siete stati voi. E allora se alle minacce devono
seguire i fatti, dovevate trarne le logiche conseguenze. Noi non vogliamo
- 16 spingervi su questa strada, perché vogliamo sostituirvi su quei banchi; questo è
ben lungi dalle nostre intenzioni. Certo è però che il compromesso finora non ha
portato ad alcun risultato. L'assessore Ferretti ha onestamente riconosciuto che
se fosse stato libero di esprimersi ben altro sarebbe stato il contenuto del
documento che oggi il Consiglio deve approvare, e purtroppo approverà.
Noi chiediamo che la componente italiana all'interno della Giunta sappia
trarre le dovute considerazioni e i dovuti insegnamenti dal confronto di questa
mattina. Il gruppo linguistico italiano è stato ed è purtroppo svantaggiato in
tantissimi settori; e non mi riferisco solamente al campo dell'economia e al
settore della casa, di cui i problemi sono ben noti. Il gruppo linguistico italiano in
questi anni ha dovuto pagare pesantemente l'accordo che si andava delineando e
che adesso viene messo in discussione dall'interno e dall'esterno. Non
dimentichiamoci le dichiarazioni che sta facendo l'Austria, utilizzando canali non
propriamente diplomatici. Abbiamo avuto nella rassegna stampa un giornale
propagandistico finanziato dal Governo austriaco, dove si incomincia a riparlare
di diritto all'autodeterminazione, dove si comincia a riparlare del superamento
del pacchetto. Non dimentichiamoci poi che la Volkspartei all'indomani della
chiusura ha incominciato a riparlare di autonomia dinamica. E' evidente che a
questo punto voi dovete trarre le dovute considerazioni, perché noi le nostre le
avevamo già tratte molto tempo fa quando avevamo indicato quello che
purtroppo sarebbe accaduto.
Noi crediamo quindi che il testo della mozione concordato dalla
maggioranza, frutto di un ennesimo compromesso, che non porta a nessun
risultato, ma tende solamente a gettare sabbia sul fuoco, in attesa che le elezioni
avvengano in maniera tranquilla e che il campo venga sgomberato da questi
elementi di contrasto, perché finirebbero per condannare i partiti della
coalizione, noi crediamo che questo tipo di impostazione non sia più accettabile.
Chiediamo quindi alla componente italiana della Giunta provinciale di uscire
finalmente allo scoperto e di assumersi le proprie responsabilità.
SFONDRINI (Assessore all'industria, formazione professionale e
sport - PSI): Assieme ai colleghi della Democrazia Cristiana, circa un mese fa,
di fronte alle due mozioni, quella presentata dal collega Viola sull'argomento
riguardante il bilinguismo precoce e quella presentata dai consiglieri Benedikter
e Klotz, dopo le dichiarazioni dell'assessore alla scuola e cultura del gruppo
linguistico tedesco, Hosp, e quelle del collega Pahl, che a nome e per conto della
Südtiroler Volkspartei avevano dichiarato che avrebbero votato a favore di quella
mozione, cioè quella presentata da Benedikter e Klotz, abbiamo deciso di
muoverci. Quella mozione, Benedikter-Klotz, non solo si prendeva posizione nei
confronti di un eventuale apprendimento della seconda lingua a partire dalle
scuole materne, ma addirittura si prendeva la decisione di impedire un qualcosa,
contrariamente alla mozione Viola, dove si parlava di sperimentare. La mozione
Viola mi sembra molto prudente e molto blanda; non bisogna assolutamente
giudicare questa mozione come arrogante o come una mozione che vuole imporsi
a tutti i costi di fronte ad un atteggiamento che ha assunto da molto tempo la
- 17 Volkspartei. Ebbene, di fronte alla possibilità che questa maggioranza,
rappresentata dalla Volkspartei e da altre forze politiche come quelle della Klotz
e di Benedikter, venisse approvata e quindi mettesse una zeppa abbastanza
consistente per il futuro del contenuto di questa mozione, abbiamo chiesto la
sospensione della trattazione della mozione e quindi il rinvio.
E' una iniziativa avviata da Ferretti. Abbiamo anche scritto sul giornale, di
fronte ad un articolo abbastanza pepato nei nostri confronti, che ci siamo
incontrati con i rappresentanti della Südtiroler Volkspartei. Il compromesso
raggiunto, se devo dire la verità, non mi piace. Avrei voglia di votare la mozione
di Viola, ma lo stesso ragionamento viene fatto dalla Volkspartei, che
desidererebbe votare la mozione presentata da Benedikter e Klotz. Capisco che le
opposizioni hanno ragione di premere sui propri colleghi affinché assumano un
atteggiamento netto e chiaro, ma questo comporterebbe sicuramente la
bocciatura della mozione Viola e l'approvazione di quella di Benedikter.
Riconosco che il compromesso trovato è un compromesso insoddisfacente,
però è un risultato concreto, perché bisogna stare con i piedi per terra. Non si
poteva ottenere un risultato diverso.
In questa legislatura, nel documento che ha formato la base per la
formazione di questa maggioranza, si è introdotto la sperimentazione
dell'insegnamento a partire dalla prima elementare rispetto a quello che esisteva
precedentemente, e io credo che questo sia stato un passo abbastanza positivo
verso la soluzione di questo problema.
C'è lo studio che naturalmente si rivolge in maniera molto netta e fa piazza
pulita rispetto ai dubbi che esistevano da parte dei vari personaggi sulle
opportunità o meno di incominciare lo studio della seconda lingua a partire dalle
scuole materne, ma c'è una sperimentazione clandestina o semiclandestina molto
diffusa in questa nostra provincia di apprendimento della seconda lingua nelle
scuole materne negli orari che non sono quelli previsti dalla Provincia per le
scuole materne, e a pagamento parziale, direi, perché ci sono delle deliberazioni
approvate dalla Giunta provinciale in cui si dà un contributo per
l'apprendimento della seconda lingua nelle scuole materne. Non è una grande
novità questa, cioè le famiglie del gruppo linguistico italiano si sono assunte
l'onere per i loro figli di fare frequentare lezioni di seconda lingua, assumendone
anche in parte l'onere. Quindi questo è un dato di fatto, una sperimentazione che
esiste in città di Bolzano, che esiste a Laives, che esiste nella Bassa Atesina, e
che sta andando avanti in maniera quasi clandestina o semi-clandestina. Questa
è un'assurdità. Ci rendiamo conto che questo è un atto di prepotenza. Si prende il
pretesto che nello Statuto si prevede l'insegnamento a partire dalla seconda
elementare, ma è un semplice e puro pretesto per impedire ad un gruppo
linguistico di incominciare prima. Non è previsto ma non è nemmeno vietato,
cari colleghi, e quindi ciò che non è vietato si può fare. La legge non vieta questo
nel modo più assoluto tanto è vero che si fanno delle sperimentazioni e la Giunta
provinciale è a conoscenza di questo. Questo è un mutamento di 180 da parte
del gruppo linguistico italiano. Fino a qualche tempo fa prevaleva la cultura che
era un fastidio dover imparare il tedesco; per taluni esiste ancora questo
- 18 problema. E' proprio un mutamento dell'atteggiamento nei confronti
dell'apprendimento della seconda lingua da parte del gruppo linguistico italiano,
il quale per una serie di ragioni, e con il tempo, ha compreso che è opportuno,
indipendentemente anche da questa situazione, conoscere le due lingue. Quindi è
tutta una situazione che è veramente incomprensibile. Il disappunto da parte del
gruppo linguistico italiano è questo, cioè di voler imparare e di ritenere
opportuno imparare fino dalla scuola materna la seconda lingua, ma viene
impedito di fare questo.
C'è poi un altro argomento che ho portato nelle trattative. Per quanto
riguarda l'apprendimento della seconda lingua è sì la Giunta provinciale che
decide, ma decidono anche i gruppi. Quando abbiamo deciso qualche anno fa di
incominciare dalla seconda elementare, fu la maggioranza del gruppo linguistico
tedesco che si espresse in questo senso, come fu la maggioranza del gruppo
linguistico italiano che si espresse nel senso di incominciare l'apprendimento
della seconda lingua a partire dalla seconda elementare. E' quindi questa una
decisione peculiare dei gruppi linguistici prevista dallo Statuto, per quanto
riguarda l'apprendimento a partire dalla scuola elementare. Quindi è una delle
decisioni che sono caratteristiche del gruppo linguistico italiano. Queste cose le
sappiamo già.
Concludo ora dicendo che riconosco che il compromesso che abbiamo trovato
non è soddisfacente, può suscitare delle critiche, ma dovete anche riconoscere che
siamo di fronte a questo dibattito con tutte le conseguenze che volete voi. Noi
possiamo uscire dalla Giunta, se volete, ma il risultato che si otterrebbe se le
cose rimanessero così, è che la mozione di Viola verrebbe bocciata, mentre
verrebbe approvata quella di Benedikter, mettendo un'ipoteca difficilmente
affrontabile in senso positivo per il futuro. Questa è un po' la situazione in cui
siamo stati posti, cioè di fronte ad una situazione di prendere o lasciare, che ha
provocato poi questo compromesso. E' vero, ritarda di 12 mesi, ma non sono nulla
12 mesi se serviranno a capire qualche cosa di più e a fare capire soprattutto al
partito di maggioranza l'opportunità e la necessità di accogliere questo
atteggiamento proposto dal gruppo linguistico italiano per quanto riguarda
l'apprendimento della seconda lingua.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura DC): Posso dire che la mozione di Viola e la mozione di Benedikter non vengono
votate dalla Giunta, perché la Giunta ha raggiunto un'intesa sull'altra mozione,
a cui replicherò quando parlerò invece come primo firmatario di quella mozione.
Evidentemente la sintesi che è stata raggiunta dalla terza mozione è quella che
consente alla maggioranza di trovare un'espressione congiunta e comune. Quindi
il voto della Giunta è contrario sia alla mozione di Viola che alla mozione di
Benedikter.
BENEDIKTER (UFS): Ich möchte in diesen mir noch zur Verfügung
stehenden Minuten nur sagen, es stimmt nicht, daß in dieser Frage
Meinungsverschiedenheiten bestünden auf der Ebene der Vereinten Nationen.
- 19 Ich habe die Dokumente hier erwähnt, darunter den Bericht auf Aufforderung
der Generalversammlung der Vereinten Nationen, der von der UNESCO
beauftragten weltweiten Expertenkonferenz. In all diesen Dokumenten wird
ganz klar der Standpunkt vertreten für die ganze Welt, daß nicht nur im
sogenannten Vorschulalter, sondern auch in den Volksschulen der Unterricht in
der Muttersprache erfolgen soll. So heißt es zum Beispiel in einem dieser
Dokumente: "Die Muttersprache ist für jeden die natürlichste Ausdrucksweise,
und eines der ersten Bedürfnisse des Individuums ist, diese Ausdrucksfähigkeit
zur Gänze zu entwickeln. Jeder Schüler muß seine Schulstudien" - also nicht im
Kindergarten - "in der Muttersprache beginnen. Während des ersten oder
zweiten Schuljahres kann man mündlich auch die zweite Sprache unterrichten
als Programmgegenstand". Also genau das, was wir mit dem Autonomiestatut
erreicht haben.
Dann in der auch von Italien ratifizierten, von den Vereinten Nationen vorgeschlagenen, weltweiten Konvention über das Recht des Kindes, steht: "Die
Staaten verpflichten sich, das Recht der Kinder, seine Identität und seine
Nationalität, seinen Namen und seine Familie aufrecht zu erhalten". In der
italienischen Übersetzung wird die "nationality" ausdrücklich übersetzt mit
"nazionalità". Das Kind hat das Recht auf das Bewahren seiner Nationalität.
Das sind - ich habe leider nicht mehr Zeit - die internationalen
ausschlaggebenden Dokumente, auf die wir heute bestehen können, mehr noch
als 1948, wo wir eben das erreicht haben, was im Artikel 19 steht.
KLOTZ (UFS): Herr Präsident, wir haben uns geeinigt, daß ich die
restliche Zeit aufbrauche, weil Kollege Benedikter letztes Mal nicht da war, als
Dr. Pahl für die Südtiroler Volkspartei ankündigte, man wolle unserem
Beschlußantrag zustimmen. Ich muß mit Erschütterung feststellen, daß die
Südtiroler Volkspartei damit eine Hundertachtzig-Grad-Wende vollzogen hat
und daß sie an einer ganz gefährlichen Schwelle angelangt ist, denn mit der
Annahme dieses Beschlußantrages, dieser Vorlage ihrer Koalitionspartner läßt
sie einen Fuß in unsere Schulen setzen, unsere Schule in der Muttersprache
setzen, was einer der Grundpfeiler unserer weiteren Existenz als Volk oder
Volksgruppe in der angestammten Heimat ist. Damit möchte ich sagen, das ist
der erste schwere, große Einbruch. Es müßte Euch eigentlich bedenklich
stimmen, wenn Ihr jetzt diese Allianz vor Euch habt. Warum das? Habt Ihr
Euch das nicht gefragt? Gerichtet an diese Reihen möchte ich sagen: Setzt Euch
dafür ein, daß wir in Südtirol die Unabhängigkeit vom Staat Italien erlangen,
daß wir souverän werden. Und dann versprechen wir Euch, könnt Ihr in Euren
Kindergärten und Schulen tun und lassen, was Ihr wollt. Und wir haben das
Recht in unseren Schulen und Kindergärten zu tun, was wir wollen. Aber
solange wir ein Teil des Staates Italien sind und bleiben müssen, sind die
rechtlichen Voraussetzungen dazu nicht gegeben, daß wir jeweils unseren
Garten bestellen können, wie wir wollen, denn wir laufen immer Gefahr, daß wir
gleichziehen müssen mit Euren Maßnahmen, wenn Ihr also in den Kindergärten
Deutschunterricht einführt, daß man uns zwingen kann, genauso in unseren
- 20 deutschen Kindergärten Italienisch einzuführen. Das ist die rechtliche Lage, wie
sie heute besteht. Und deswegen können wir diesem gefährlichen Kompromiß
nicht zustimmen. Setzt Euch ein, daß wir unabhängig werden. Und dann, wie
gesagt, haben wir beide die vollkommene Freiheit, zum Wohl und Gedeihen
unserer jeweiligen Volksgruppe zu arbeiten, aber nicht, solange wir gezwungen
sind, Eure Maßnahmen mitzuübernehmen.
VIOLA (PDS): Vorrei fare pochissime riflessioni non tanto sulla questione
contingente, ma sui problemi generali della cultura linguistica della nostra
Provincia. Io mi permetto di lanciare, con tutto il senso di responsabilità di cui
sono capace e con la consapevolezza di potermi sicuramente sbagliare, quello che
non esito chiamare un proprio e vero grido di allarme. Guardiamo in faccia la
realtà: dobbiamo smetterla di consolarci, con l'osservazione anche vera e che
condivido, che i giovani italiani oggi sanno il tedesco molto meglio di 30 anni fa;
resta il fatto che il deficit linguistico è ancora molto grave e che questo fa sì che i
nostri giovani a breve e a medio termine rischino una lenta ed inesorabile
emarginazione professionale e culturale, non per colpa della Volkspartei, tanto
per essere chiaro, e nemmeno per colpa nostra, ma di fatto. Vi dò un dato
sconvolgente dal mio punto vista: in questo momento vi sono poche decine di
studenti universitari italiani che studiano in Austria, che quindi diventeranno
perfettamente bilingui, mentre ci sono 1500 studenti universitari di madrelingua
tedesca della nostra provincia che studiano nelle università italiane e quindi
diventeranno perfettamente bilingui. Lascio a voi immaginare che cosa
succederà quando con il procedere dell'integrazione europea qui sorgeranno
banche e filiali di tutti i tipi; vi lascio immaginare chi saranno i direttori, i
dirigenti di queste banche. Il bilinguismo precoce nelle scuole italiane è
sicuramente un diritto, sicuramente un forte desiderio della nostra popolazione,
è anche pedagogicamente utile, però pur essendo tutto questo, quindi necessario,
non è più sufficiente. Sono due anni che mi batto per la scuola immersione per le
scuole italiane, perché centinaia di studenti in tutto il mondo hanno già imparato
la seconda lingua, dalla valle d'Aosta al Canada.
Per la prima volta il capogruppo della Volkspartei, Frasnelli, ha dichiarato
quanto segue: "Noi non abbiamo potuto ottenere tutto quello che abbiamo voluto,
come la competenza primaria sulla scuola negli anni '60; quindi non concederemo
il bilinguismo precoce agli italiani finché non sarà concesso alla Provincia un
aumento delle competenze sulla scuola". Anche qui con estrema chiarezza vorrei
dire - Frasnelli non è presente - che io sono un autonomista convinto. Sono
convinto e sono favorevolissimo all'aumento delle competenze sulla scuola, sulla
polizia, sulle finanze, per la nostra Provincia e per le altre Regioni italiane; non
lo ero 30 anni fa, ma adesso sono un federalista convinto. Quindi l'affermazione
di Frasnelli, al di là delle sue intenzioni - concedo la buona fede - dà
l'impressione di considerare i bambini e i genitori delle scuole materne italiane
una merce di scambio sul tavolo della trattativa. Se noi vogliamo ottenere quello
che non è previsto dallo Statuto, ma che io auspico, cioè l'aumento delle
- 21 competenze, sappia la Volkspartei che il metodo del braccio di ferro e della merce
di scambio è il metodo peggiore possibile per ottenerlo. Ci vuole il consenso della
popolazione italiana, e questo consenso, per raggiungere il quale io sarei pronto a
battermi anche contro certe forme di nazionalismo che sono di sinistra, si ottiene
non con il braccio di ferro, negando loro il diritto di provare questa esperienza,
ma si ottiene soltanto con il dialogo e con il rispetto per le loro posizioni, quindi
non con un diktat, che poi non impedirà di fatto l'introduzione di questa forma di
insegnamento. La Volkspartei in questo modo otterrà un doppio risultato
negativo: 1. di irritare adesso; 2. di non essere ringraziata in futuro, perché gli
italiani avranno la memoria di questa difficoltà nel concedere.
Ultima osservazione. Ritengo che noi italiani, oltre che chiedere
giustamente più ore di tedesco nelle nostre scuole e più sperimentazione,
dobbiamo fare tutti soggettivamente uno sforzo per studiare il tedesco, perché
questa conquista costa fatica. Non possiamo pretendere che lo Stato ce la dia
come si dà una flebo negli ospedali; ci può dare i metodi, ci può dare gli
insegnanti, ma le ore per studiare le dobbiamo trovare noi. Studiare il tedesco è
un dovere ed è una forma di rispetto verso la popolazione tedesca. Facciamo
questo e saremo anche tutti più credibili. Il discorso vale naturalmente anche per
il contrario. Noto con grande dispiacere ed amarezza da autonomista che questi
discorsi elementari, non solo miei, ma di tutte le persone di buon senso, non sono
stati compresi dalla SVP che a mio avviso forse per ragioni contingenti, immediate, di elezione dell'"Obmann" o di elezioni provinciali fra un anno, commette una
miopia politica e un clamoroso errore politico in generale.
FERRETTI (Assessore al commercio, finanze, patrimonio e cultura DC): Ha fatto bene il collega Sfondrini a ricordare il clima in cui eravamo un
mese fa intorno a questa mozione e la spaccatura che si era verificata all'interno
del Consiglio, che non avrebbe lasciato aperto neppure lo spiraglio che questa
mozione lascia aperto. Io voglio riferirmi a quello che ha detto Sfondrini per
riportare tutti, compresa l'opinione pubblica, al risultato oggettivo che consegue
a questa mozione. Può essere delle opposizioni svilire e attenuare i risultati delle
maggioranze, ma di fronte ad un no categorico, rappresentato dal collega Hosp e
rappresentato dal collega Pahl, nei confronti del bilinguismo, oggi abbiamo un
atteggiamento non di diniego, ma un qualche cosa di diverso e di più. Certo non
soddisfacente, ma se io debbo stare a quello che ha detto il collega Viola adesso riprendo questa frase: "la crescita si ottiene con il dialogo" - mi chiedo se non
abbiamo dimostrato di dialogare. Invece altri, enfatizzando i toni,
drammatizzando i toni, accentuando situazioni, paventando per il futuro chissà
che cosa, sminuendo i centomila patentini e altro ancora, sono qui a trovare tutti
i modi, come fa la stampa e la RAI-Radiotelevisione Italiana in questi giorni, per
spaventare la gente.
La disinformazione della RAI su questo argomento è qualche cosa di
scandaloso. Ha detto che abbiamo cancellato due commi fondamentali da questa
mozione, lo ha ripetuto: io invito i giornalisti a rimanere presenti in aula e a
seguire il dibattito. I due commi sono di significato, ma non fondamentali: il
- 22 primo si riferiva ad una maggiore sensibilità presso le popolazioni per
l'apprendimento della seconda lingua, che se anche non viene affermato in
mozione non porta via niente - poi dirò invece che cosa ha capito la RAI e ha
trasmesso nei suoi gazzettini locali -; l'altro riguarda il fatto che i risultati di
questa commissione portino a delle conclusioni. Bene, questo fatto è implicito nel
secondo dispositivo della mozione, quindi non è stato tolto nulla di essenziale
dalla mozione iniziale Bolognini, Sfondrini, Pellegrini e Ferretti. Qui c'è il
desiderio, ed è stato capito come appartenente alla mozione, di interpretare
invece quello che dice la destra missina, che pretendeva - ha presentato un
emendamento che è stato respinto - che si cominciasse il prossimo anno,
lasciando intravedere che dalla mozione avessimo accettato che venisse tolto
qualche cosa che non c'era. C'è un clima all'esterno che tenderebbe a farci litigare
ad ogni costo; c'è un clima all'interno, portato avanti soprattutto dalle opposizioni
di destra e di sinistra, di lingua italiana e di lingua tedesca, che enfatizza tutto
questo argomento, quasi da renderlo cruciale e definitivo per un problema che
invece può ancora avere soluzione.
Viola, tu sai, e ti dò atto che mi hai riconosciuto che abbiamo collaborato a
quella mozione e sai qual è la mia opinione, ma cosa era giusto fare? Se avessimo
approvato la tua mozione ci saremmo trovati costretti ad approvare anche la
mozione di Benedikter. Questo è il quesito che con onestà politica abbiamo posto
all'opinione pubblica. Questo è il risultato ottenuto: una via di mezzo. Condivido l'avevo detto nella presentazione della mia mozione - il crescere della sensibilità
dell'opinione pubblica verso i problemi dell'autonomia. Prendo atto anche che
dopo 30 anni il rappresentante del PDS oggi la pensi in modo diverso da come la
pensava Nardin, rappresentante del Partito Comunista 30 anni fa.
Oggi si fa un discorso anche su maggiori competenze, su competenze
primarie, e questo non mi scandalizza, Frasnelli, perché per caso ti ho preceduto
quando ho presentato questa mozione. Se questo volesse dire ragionare su
maggiori competenze della situazione mutata, del dibattito alla bicamerale, delle
Regioni che crescono e vogliono più autonomie, ci va bene; se questo volesse dire
però che tu condizioni, come capogruppo della Volkspartei, a questi risultati il
bilinguismo precoce, allora credo che avremmo fatto un passo indietro. Se questo
vuol dire, invece, tener conto della sensibilità dei tempi - si è sempre detto che la
chiusura del "Pacchetto" è la chiusura di una vicenda temporalizzata, non è certo
la chiusura della questione dell'Alto Adige in senso indefinito - allora va bene.
Viola, che ha una sensibilità verso una maggiore autonomia e non fa parte della
maggioranza, dice che tutti assieme, per un confronto a cui siete disponibili,
senza legarlo a questioni contingenti come il bilinguismo precoce, tutti assieme
sicuramente possiamo costruire anche ipotesi nuove e più avanzate; tutti
assieme, proprio con quel senso di dialogo che il collega Viola ha voluto dire in un
passaggio, peraltro in un intervento piuttosto pieno di enfasi e piuttosto pieno di
drammatizzazione, per quel passaggio in cui ha voluto parlare di dialogo. Credo
allora che questo sia un momento importante, non compiutamente soddisfacente,
certo non per voi, non per noi, ma è un momento importante. E' caduto un veto,
si prosegue, sono aperte le trattative, si fanno approfondimenti che altri avevano
- 23 ritenuto opportuni in altra forma, che noi avevamo stigmatizzato. Sul grado di
apprendimento della seconda lingua nella scuola e nella società credo che un
passo avanti sia stato compiuto. Io auspico che non solamente in questa sala, ma
anche all'esterno - in fondo i partiti che votano questa mozione, rappresentano
larga parte dell'elettorato di questa provincia - venga portato questo senso di
positività.
KLOTZ (UFS): Ich ersuche um die namentliche Abstimmung unseres
Beschlußantrages Nr. 247 und angesichts der Tatsache, daß Gerold Meraner
nicht hier ist, um noch eine weitere technische Zustimmung.
PRESIDENTE: E' stata richiesta la votazione per appello nominale.
Pongo in votazione la mozione n. 247/92. Partiamo con il numero 4.
BENEDIKTER (UFS): Ja.
BENUSSI (MSI-DN): No.
BOLOGNINI (DC): No.
BOLZONELLO (MSI-DN): No.
BRUGGER (SVP): Nein.
DURNWALDER (SVP): Nein.
von EGEN (SVP): (Abwesend)
FEICHTER (SVP): Nein.
FERRETTI (DC): No.
FRANZELIN-WERTH (SVP): Nein.
FRASNELLI (SVP): Nein.
FRICK (SVP): Nein.
GIACOMUZZI (SVP): (Abwesend)
HOLZMANN (MSI-DN): No.
HOSP (SVP): Nein.
KASERER (SVP): Nein.
- 24 KLOTZ (UFS): Ja.
KOFLER (SVP): (Abwesend)
KUSSTATSCHER (SVP): Nein.
MAYR (SVP): Nein.
MERANER (FDU): (Abwesend)
MONTALI (MSI-DN): No.
OBERHAUSER (SVP): (Abwesend)
PAHL (SVP): Nein.
PELLEGRINI (DC): No.
PETERLINI (SVP): (Abwesend)
SAURER (SVP): Nein.
SFONDRINI (PSI): No.
TRIBUS (GAF-GVA): Nein.
VALENTIN (SVP): Nein.
VIOLA (PDS): No.
ZENDRON (GAF-GVA): No.
ACHMÜLLER (SVP): (Abwesend)
ALBER (SVP): Nein.
BAUER (SVP): Nein.
PRESIDENTE: Rendo noto l'esito della votazione per appello nominale
della mozione n. 247/92: respinta con 26 voti contrari e 2 voti favorevoli.
E' stata richiesta la votazione segreta della mozione n. 249/92 da parte del
presentatore e altri quattro consiglieri.
Prego distribuire le schede per la votazione.
- 25 (Geheime Abstimmung - votazione per scrutinio segreto)
Rendo noto l'esito della votazione: schede consegnate 28, voti favorevoli 8, voti contrari
20. La mozione è stata respinta.
Pongo in votazione la mozione n. 270/92: approvata con 5 voti contrari, 4 astensioni e i
rimanenti voti favorevoli.
Punto 33) dell'ordine del giorno: "Disegno di legge provinciale n. 184/92: "Provvedimenti in favore degli enti gestori dei servizi sociali".
Punkt 33 der Tagesordnung: "Landesgesetzentwurf Nr. 184/92: "Maßnahmen
zugunsten der Träger der Sozialdienste".
Prego l'assessore Saurer di dare lettura della relazione accompagnatoria.
SAURER (Landesrat für Gesundheits- und Arbeitswesen und
Berufsausbildung - SVP): Mit Landesgesetz vom 30. April 1991, Nr. 13:
"Neuordnung der Sozialdienste in der Provinz Bozen" haben das Land
Südtirol, die Gemeinden und die sonstigen Verbände und Körperschaften,
welche an der Führung der Sozialdienste beteiligt sind, eine umfassende
und komplexe Neuordnung der sozialen Dienste eingeleitet. Mit 1.1.1993
sollen die sozialen Dienste an die Gemeinden delegiert werden.
Die Durchführung der Neuordnung erweist sich als sehr komplex,
sodaß dringend einige Änderungen und Ergänzungen des
Landesgesetzes vom 30. April 1991, Nr. 13, erforderlich sind.
Mit Landesgesetz 20. März 1991, Nr. 7, sind die Bezirksgemeinschaften als eigenständige Körperschaften errichtet worden, sodaß die
Möglichkeit der Weiterdelegierung von Funktionen der Gemeinden an die
Bezirksgemeinschaften vom Gesetz explizit anzugeben ist.
Weiters erscheint es zweckmäßig, nachdem landesweit die Gemeinden die Bezirksgemeinschaften als Träger der übergemeindlichen Dienste
namhaft gemacht haben, auf Sprengelebene Sprengelbeiräte zu errichten,
um eine Mitgestaltung der Führung der sozialen Dienste durch die einzelnen Gemeinden und sonstigen Vereine und Verbände zu ermöglichen.
Die Träger der Sozialdienste sollen weiters mit flexiblen
Verwaltungsformen,
wie
die
Bezahlung
der
finanziellen
Sozialhilfeleistungen über bevollmächtigte Beamten, ausgestattet werden.
Im einzelnen sieht das Gesetz vor:
Art. 1: In jedem Sprengel ist ein Sprengelbeirat mit Beratungs- und
Entscheidungskompetenzen, welche in einer eigenen Verordnung zu
regeln sind, zu errichten.
Art. 2: Die Gemeinden können die Führung der delegierten Sozialdienste an die Bezirksgemeinschaften weiterdelegieren. Weiters enthält
der Artikel einige wenige wichtige Ergänzungen zum Landesgesetz 30.
April 1991, n. 13.
------Con legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13 "Riordino dei servizi
sociali in provincia di Bolzano" la provincia autonoma di Bolzano, i comuni
e gli altri enti ed associazioni interessati alla gestione dei servizi sociali
- 26 hanno intrapreso una globale e complessa azione di riordino dei servizi
sociali. Con effetto dalla data 1.1.1993 i servizi sociali saranno delegati ai
comuni.
L'attuazione del riordino si rileva essere assai complessa per cui
sono necessarie alcune modifiche ed integrazioni alla legge provinciale 30
aprile 1991 n. 13.
Con legge provinciale 20 marzo 1991, n. 7 le comunità comprensoriali sono state istituite quali enti a sè stanti, per cui la facoltà di subdelegare funzioni dai comuni alle comunità comprensoriali va prevista espressamente con legge.
Inoltre sembra opportuno, dato che quasi tutti i comuni hanno
individuato quali enti gestori dei servizi sovracomunali le stesse comunità
comprensoriali, istituire nei distretti i comitati di distretto per agevolare e
garantire a tale livello la partecipazione dei comuni e degli altri enti alla
gestione dei servizi sociali.
Gli enti gestori dei servizi sociali devono poi essere dotati di strumenti e procedure amministrative flessibili, quali il pagamento delle prestazioni di assistenza economica attraverso funzionario delegato.
In particolare la legge prevede:
Art. 1: In ogni distretto sarà istituito un comitato di distretto con
competenze consultive e decisionali da disciplinare in un apposito regolamento.
Art. 2: I comuni possono subdelegare l'esercizio delle funzioni a loro
delegate alle comunità comprensoriali. Inoltre l'articolo prevede alcune
integrazioni meno importanti alla legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13.
PRESIDENTE: Prego il Presidente della quarta Commissione legislativa di dare lettura
della relazione.
ZENDRON (GAF-GVA): La quarta Commissione legislativa si è
riunita il 27.10.1992 per trattare il disegno di legge all'oggetto.
Alla seduta hanno partecipato anche il presentatore e assessore
competente, dott. Otto Saurer, e il direttore dell'ufficio assistenza di base e
agli anziani, dott. Karl Tragust. L'assessore Saurer ha dichiarato che con
la legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13, "Riordino dei servizi sociali in
provincia di Bolzano", la Provincia autonoma di Bolzano, i comuni e gli enti
interessati alla gestione dei servizi sociali hanno intrapreso un riordino dei
servizi sociali e che con la legge provinciale 20 marzo 1991, n. 7, le
comunità comprensoriali sono state istituite quali enti a sé stanti. In seguito
alle trattative svoltesi nel corso dell'anno e miranti a organizzare la gestione dei servizi sociali, risulta possibile rispettare la scadenza dell'1.1.1993,
alla quale i servizi sociali verranno delegati ai comuni. L'assessore ha
sottolineato che, posti di fronte alla scelta di delegare le funzioni ai consorzi fra comuni o alle comunità comprensoriali, i comuni hanno optato per
la seconda possibilità. Ai fini dell'attuazione del riordino urgono alcune
integrazioni e modifiche alla legge provinciale 13/1991. L'assessore ha
posto l'accento sul fatto che i partiti rappresentati nei Consigli comunali
dovrebbero impegnarsi affinché i lavori si svolgano in modo rapido ed
efficiente. Gli istituendi comitati di distretto dovrebbero garantire l'efficienza
dei servizi sociali in ciascun distretto. La possibilità di subdelegare i servizi
sociali alle comunità comprensoriali mette in luce la nuova funzione degli
enti gestori dei servizi sociali, che dispongono dei beni destinati ai comuni.
- 27 Con l'entrata in vigore della nuova legge provinciale il personale addetto
alle attività sociali è trasferito alle comunità comprensoriali.
Il cons. Tribus si è detto dubbioso in merito alla possibilità di trovare
un numero sufficiente di membri - direttamente o indirettamente interessati
- per i 20 comitati di distretto. Il cons. ha chiesto se i comuni sono attrezzati
per assumere la gestione dei servizi sociali e a questo proposito ha
chiesto informazioni sulla futura situazione della città di Bolzano.
Il vicepresidente Kaserer ha dichiarato di considerare i comitati di
distretto adeguati alla loro funzione di organo consultivo; è preferibile non
siano troppo grandi, e pertanto inefficienti, affinché sia garantita ai diretti
interessati facoltà codecisionale. Egli ha sottolineato che ai fini della creazione dei nuovi distretti sono necessarie persone che abbiano confidenza
con la materia.
In relazione all'articolo 1 il cons. Valentin ha chiesto chi darà un
regolamento ai distretti. Il dott. Tragust ha spiegato che la stesura del
regolamento è una questione interna agli enti gestori. Il funzionario ha
sottolineato che ciascun ente ha la facoltà di darsi autonomamente un
regolamento. A questo proposito il vicepresidente Kaserer ha sottolineato
l'opportunità di stendere il regolamento in base a un regolamento tipo. Le
comunità comprensoriali, non avendo alcuna esperienza in questo settore,
dovranno rivolgersi all'ufficio competente. Intervenendo per la replica l'assessore Saurer ha rilevato che i distretti sono più d'uno e hanno esigenze
diverse. Egli ha dichiarato di ritenere giusto che ai comuni venga trasferita
la competenza relativa ai servizi sociali, come avviene nella maggioranza
dei Paesi europei; l'assessore ha inoltre spiegato che la decisione di
delegare l'intero settore dei servizi sociali alle comunità comprensoriali è
stata presa allo scopo di economizzare a livello amministrativo. I 20
distretti permetteranno di avvicinare i servizi ai cittadini. Per quanto
riguarda la città di Bolzano non si è ancora deciso come dovrà funzionare
il servizio; egli ha dichiarato che qualora si delegassero i servizi sociali al
comune di Bolzano sono prevedibili grosse difficoltà organizzative.
Il passaggio alla discussione articolata è stato approvato all'unanimità.
L'articolo 1 è stato approvato all'unanimità con un emendamento
della presidente della Commissione Zendron mirante a chiarire chi sarà
competente per la stesura e l'approvazione del regolamento,
emendamento che risulta dal testo allegato alla presente relazione.
Articolo 2: La presidente Zendron ha presentato un emendamento al
comma 6 al fine di correggerne la formulazione per adeguarla alle modifiche introdotte con il presente disegno di legge. La presidente ha inoltre
richiesto che i commi 12 e 13 venissero trasformati in nuovi articoli 2-bis e
2-ter con rubrica propria, giacché essi non contemplano alcuna modifica al
disegno di legge n. 13/91 bensì norme a se stanti. Gli emendamenti
nonché l'articolo sono stati approvati all'unanimità. L'articolo 3 è stato
approvato all'unanimità.
In sede di votazione finale il disegno di legge nel suo complesso è
stato approvato all'unanimità.
------Die vierte Gesetzgebungskommission ist am 27.10.1992
zusammengetreten, um den randvermerkten Gesetzentwurf zu behandeln.
An der Sitzung nahmen auch der Einbringer, der für Arbeitswesen zustän-
- 28 dige Landesrat, Dr. Otto Saurer, sowie der Direktor des Amtes für
Grundfürsorge und Altenbetreuung, Dr. Karl Tragust, teil. Landesrat
Saurer erklärte, daß mit Verabschiedung des Landesgesetzes vom 30.
April 1991, Nr. 13 "Neuordnung der Sozialdienste in der Provinz Bozen",
das Land Südtirol, die Gemeinden und die Körperschaften, welche an der
Führung der Sozialdienste beteiligt sind, eine Neuordnung der sozialen
Dienste eingeleitet haben, und daß mit dem Landesgesetz vom 20. März
1991, Nr. 7 die Bezirksgemeinschaften als eigenständige Körperschaften
errichtet worden sind. Nach Verhandlungen im Laufe dieses letzten
Jahres, um die Führung der Sozialdienste zu gestalten, ist man imstande,
den Termin vom 1.1.1993 einzuhalten, mit dem die sozialen Dienste an die
Gemeinden weiterdelegiert werden. Der Landesrat unterstrich, daß
angesichts der Möglichkeit der Weiterdelegierung von Funktionen an die
Gemeindenkonsortien oder an die Bezirksgemeinschaften, sich die
Gemeinden für die zweite Möglichkeit entschlossen haben. Zur Durchführung der Neuordnung sind dringend einige Ergänzungen und Änderungen
zum Landesgesetz 13/1991 erforderlich. Landesrat Saurer betonte, daß
die politischen Vertreter im Gemeinderat auf einen raschen und effizienten
Verlauf der Arbeiten bedacht sein sollten. Mit dem neu eingerichteten
Sprengelbeirat in jedem Sprengel sollte die Wirksamkeit der sozialen
Dienstleistungen gesichert sein. Durch die Möglichkeit der Weiterdelegierung der Sozialdienste an die Bezirksgemeinschaften wird die
neu erworbene Position der Träger der Sozialdienste, welche über die für
die Gemeinde bestimmten Güter verfügen, hervorgehoben. Mit Inkrafttreten des neuen Landesgesetzes geht das Personal, welches den
sozialen Tätigkeiten zugewiesen ist, auf die Bezirksgemeinschaften über.
Abg. Tribus äußerte Zweifel darüber, ob denn die Möglichkeit besteht,
genügend Mitglieder - direkt und indirekt Betroffene - für die 20
Sprengelbeiräte zu finden. Er fragte, ob die Gemeinden für die Übernahme
der Sozialdienste gerüstet sind und ersuchte in diesem Zusammenhang
um Informationen über die künftige Lage der Stadt Bozen.Vizepräsident
Kaserer erachtete den Sprengelbeirat als Beratungsorgan für zielführend;
es ist besser, er ist nicht zu groß und deshalb aktionsfähig, damit die
Mitbestimmung der unmittelbar Betroffenen gewährleistet ist. Er betonte,
daß für den Aufbau der neuen Sprengel mit der Materie vertraute
Personen erforderlich sind. Abg. Valentin erkundigte sich bezüglich Artikel
1, wer dem Sprengel die Geschäftsordnung gibt.Dr. Tragust erläuterte,
daß die Geschäftsordnung von den Trägerkörperschaften intern bestimmt
wird. Der Beamte unterstrich, daß jede Körperschaft die Autonomie hat,
sich selbst die Dienstordnung zu geben.Vizepräsident Kaserer meinte
dazu, daß die Geschäftsordnung nach einem Muster vorgeordnet sein
sollte. Die Bezirksgemeinschaften haben keine Erfahrung in diesem
Bereich und werden sich deshalb an das zuständige Amt wenden
müssen.In seiner Replik hob Landesrat Saurer hervor, daß es verschiedene Sprengel mit verschiedenen Bedürfnissen gibt. Er erklärte, daß es
richtig ist, daß die Gemeinden für die Sozialdienste zuständig werden, wie
es in den meisten europäischen Ländern der Fall ist; er fügte in seinen
Erläuterungen hinzu, daß man beschlossen hat, die gesamten Sozialdienste den Bezirksgemeinschaften zu übergeben, um Einsparungen im
Bereich der Verwaltung zu erzielen. Die 20 Sprengel werden es ermöglichen, den Dienst dem Bürger zu nähern. Bezüglich der Stadt Bozen ist
noch nicht entschieden worden, wie der Dienst funktionieren wird; er
- 29 erklärte, daß wenn man die Sozialdienste der Gemeinde Bozen übergeben wird, große organisatorische Schwierigkeiten vorauszusehen sind.Der
Übergang zur Sachdebatte wurde einstimmig genehmigt.
Artikel 1: wurde einstimmig genehmigt, mit einer Änderung der
Kommissionsvorsitzenden Zendron, die aus dem diesen Bericht beiliegenden Text zu ersehen ist, um zu klären, wer für die Erstellung der
Geschäftsordnung zuständig ist.
Artikel 2: Die Vorsitzende Zendron legte eine Änderung zu Absatz 6
vor, um dessen Formulierung zu korrigieren, da sie dem Text der geänderten Bestimmung nicht entsprach. Die Vorsitzende forderte außerdem
die Umwandlung der Absätze 12 und 13 in die neuen Artikel 2- bis und
2-ter mit eigener Überschrift, weil sie keine Änderungen zum
Landesgesetz Nr. 13/1991, sondern eigenständige Bestimmungen
vorsehen. Die Änderungen sowie der Artikel wurden einstimmig
genehmigt. Artikel 3 wurde einstimmig genehmigt.
In der Schlußabstimmung wurde der Gesetzentwurf in seiner Gesamtheit einstimmig genehmigt.
PRESIDENTE: La discussione generale è aperta. Chi chiede la parola? La parola al
consigliere Benedikter.
BENEDIKTER (UFS): Es ist die Rede davon, daß ein Sprengelbeirat eingesetzt wird
und zwar die Trägerkörperschaft. Die zwanzig Sprengel sollen durch interne
Geschäftsordnung einen Beirat schaffen, der nicht nur Beratungs- und Koordinierungsbefugnisse hat, sondern auch Entscheidungsaufgaben haben soll bezüglich der Führung der
Sozialdienste. Seinerzeit habe ich mich dafür eingesetzt, daß diese Sozialdienste, wenn die
Gemeinden sie schon an eine Körperschaft übertragen sollen, die mehrere Gemeinden
umfaßt, daß hier praktisch die Berggemeinschaften, die wir haben, die in Frage kommen auch
aufgrund des Gemeindeautonomiereformgesetzes 142 vom Juni 1990, das im Art. 29 besagt:
"Die gemeinschaftliche Ausübung eigener Funktionen der Gemeinden oder dieser von der
Region bei uns Provinz übertragenen Funktion obliegt den Bezirksgemeinschaften dort wo sie
bestehen. Ferner obliegt den Gebietsgemeinden die Ausübung jeder anderen ihnen von den
Gemeinden der Provinz und der Region übertragenen Funktion". Dann wären es etwas
weniger als 20, wir haben sieben. Ich sage, daß das zu groß ist. Aber man könnte auch dort
eine Gebirgsgemeinschaft oder zwei Berggemeinschaften mehr schaffen und dann wären wir
richtig in der Mitte, denn zwanzig Trägerkörperschaften für die Sozialdienste mit eigenen
Beiräten, die noch entscheiden sollen, das ist sicher wieder das Gegenteil dessen, was man
anstrebt, was der Landesrat Saurer hinsichtlich der Sanitätseinheiten anstrebt. Ich weiß, daß er
immer dafür war, die Verwaltung der Sanität auf eine Sanitätseinheit zu konzentrieren, also
statt fünf Sanitätseinheiten nur eine, aber gleichzeitig sagt man "zwanzig Trägerkörperschaften". Ich weiß gut, daß die Sanitätssprengel schon bestehen, aber nachdem sie
jetzt doch mit einer gewissen Autonomie, auch einem Beirat ausgestattet werden sollen, der
Entscheidungsbefugnisse hat, kommt mir vor, daß es genau das Gegenteil der Erkenntnis ist,
daß man sagt "es sollen doch nicht zuviele Gremien in der Provinz geschaffen werden, die an
sich nicht gerade groß ist". Zwanzig Gremien für die Verwaltung der Sozialdienste ist sicher
zu viel des Guten und nach dem Gemeindeautonomiereformgesetz müßten diese Funktionen
von den Gemeinden bei uns den Berggemeinschaften übertragen werden, die
- 30 selbstverständlich schon ein entsprechendes Entscheidungsgremium haben, wobei man diese
Berggemeinschaften - verhältnismäßig sind es wenig - um eine oder zwei vermehren könnte,
dann wären wir richtig im Mittel. Abgesehen davon, daß diese Trägerkörperschaften ja nicht
gleichgestellt werden können den Gemeinden oder den Berggemeinschaften, denn diese
Trägerkörperschaften haben nicht eine statutarische Autonomie wie sie den Gemeinden und
den Berggemeinschaften in dem Gemeindeautonomiereformgesetz eigens zuerkannt worden
ist, während hier diese Trägerkörperschaften reine Verwaltungseinheiten sind, aber man kann
dort nicht von einer Art der übertragenen Gemeindeautonomie, wie es bei den
Berggemeinschaften der Fall ist, reden.
ZENDRON (GAF-GVA): Vorrei brevemente ricordare, affinché non venga
dimenticato, quello che probabilmente è il problema maggiore di questa legge, che è un
problema limitato dal punto di vista geografico. Sicuramente questo cambiamento nella
responsabilità riguardante i servizi sociali, che passano dalla Provincia ai Comuni, comporterà
per tutti una difficoltà di adeguamento, e altrettanto certo è che questo costituirà un problema
speciale per i centri grossi e in particolare per la città di Bolzano. Sappiamo che un paio di
giorni fa il Comune di Bolzano ha esaminato il passaggio dei servizi sociali e l'assessore
comunale competente si diceva favorevole, mentre contemporaneamente l'assessore
all'urbanistica esprimeva il suo dubbio sul fatto che si riuscisse a trovare i cinque luoghi fisici
in cui i rispettivi distretti dovevano trovare collocazione. Questo dà già un quadro della
dimensione del problema.
Molte preoccupazioni sono state sollevate dagli stessi interessati - valga per tutti quelle
fatte da un'associazione, che sappiamo ha lavorato molto intensamente - con cui la Provincia
ha avuto un rapporto molto costruttivo e che è esemplare in tutta Italia per i risultati a cui ha
portato. L'associazione degli handicappati ha manifestato il dubbio che il Comune di Bolzano
sia in grado di continuare allo stesso livello qualitativo ad erogare il servizio e ad avere lo
stesso rapporto con gli interessati, di quanto non sia stato fatto dalla Provincia. Sono
preoccupazioni che non possono lasciare indifferenti e che devono perlomeno fare sì che non
si deleghi semplicemente la responsabilità da parte della Provincia lasciandola tutta sulle
spalle del Comune, quando i soggetti sociali interessati temono che non ci sia una risposta
adeguata.
Credo che questo forse derivi da un equivoco, cioè dalle abitudini di trattare i problemi
dei centri più grossi, Bolzano, ma anche Merano e Bressanone in parte, nello stesso modo in
cui si trattano i piccoli centri; invece la situazione urbana cambia non solo la quantità, ma
anche la qualità della problematica sociale. Infatti i problemi sociali sono qualitativamente
diversi dove ci sono le concentrazioni e dove anche la società è strutturata in modo diverso.
Vorrei sentire dall'assessore Saurer una risposta in questo senso.
In merito a questo dubbio, come abbiamo constatato anche dalla relazione, egli stesso ha
espresso delle perplessità sulla capacità del Comune di Bolzano di corrispondere
effettivamente alle richieste. Vorremmo sapere se la Provincia, che fino adesso ha svolto,
almeno in alcuni settori, in maniera molto positiva questo impegno, questo compito, intende
mettere in atto alcune disposizioni in modo da evitare che alcuni servizi attualmente
funzionanti decadano. Del resto anche noi constatiamo come i problemi si traformino nel
tempo. Il fatto di avere un buon servizio nel settore dell'handicap non basta; ci sono infatti
altri settori più problematici in cui occorre lavorare di più. Oggi nasce questo grande
- 31 problema degli handicappati, dei disabili di età avanzata: coloro che hanno fatto la battaglia,
per migliorare di molto il servizio attraverso una collaborazione esemplare con la Provincia e
con l'assessorato, stanno diventando anziani e quindi pensano ad un futuro senza di loro, per
cui è necessario modificare il rapporto con i servizi sociali o comunque il servizio sociale
deve essere modificato in maniera da corrispondere alle nuove esigenze.
SAURER (Landesrat für Gesundheits- und Arbeitswesen und Berufsausbildung
-SVP): Herr Präsident! Kolleginnen und Kollegen! Wir sind der Meinung, daß die
Entscheidung gut war, die Gemeinden in Verantwortung zu nehmen für all die Probleme, die
mit dem Sozialbereich in Zusammenhang stehen. Dies gilt für sehr viele Länder Europas,
auch der Staat hat den Gemeinden diese Aufgaben übertragen. In den 70er und 80er Jahren
haben die Gemeinden immer wieder darauf hingewiesen, daß sie diese Aufgaben übernehmen
möchten und die Entscheidung ist dann im Vorjahr hier im Landtag gefallen mit dem Gesetz
über die Neuordnung der Sozialdienste. Es geht jetzt darum, das Ganze auszugestalten. Die
Gemeinden haben sich dagegen ausgesprochen, daß wir organisatorisch größere Vorgaben
machen, sondern sie haben darauf gedrängt, daß sie selbst entscheiden können. Der größere
Teil der Gemeinden hat sich dann für die Übertragung der Dienste an die
Bezirksgemeinschaften ausgesprochen, die ja vorher fast gleichzeitig neu geregelt worden
sind und ich möchte diese Entscheidung keinesfalls kommentieren. Es hätte andere Modelle
auch gegeben, aber ich glaube, daß es doch die Verwaltungstätigkeit sehr erleichtert, vor
allem die ganzen buchhalterischen Dinge und auch den Bereich Personalverwaltung usw. Das
kann man ruhig etwas dezentraler machen. Gleichzeitig ist dann immer wieder darauf
hingewiesen worden, daß man die Sprengel als Grundstruktur beläßt für die Grunddienste im
Bereich der Sanität; Grunddienste müssen ja nahe beim Bürger sein, deswegen wäre es
absolut unmöglich sieben Sprengel zu machen, wo der Einsatz zum Beispiel der
Krankenpfleger geplant wird. Nein, der Einsatz der Krankenpfleger und die Einsatzleitung
muß natürlich ein wesentlich beschränkteres Territorium haben als es eine
Bezirksgemeinschaft ist, ansonsten die Dinge sehr schwer zu bewerkstelligen sind.
Infolgedessen geht man davon aus, daß die Bezirksgemeinschaften die Träger sind wie die
Sanitätseinheiten die Träger für die Gesundheitsdienste sind, aber daß sei es Sanitätseinheiten
als auch Bezirksgemeinschaften in Sprengel unterteilt sind, wo die eigentliche Arbeit gemacht
wird, also die Verwaltung angesiedelt bei den Bezirksgemeinschaften, die Dienste im Bereich
des Sprengels. Hier hat man als Ausgleich für eine doch sehr stark beschränkte
Überschaubarkeit des Ganzen gesagt, gut, richten wir die Sprengelbeiräte ein, die die
Möglichkeit haben, beratend, aber auch in einem bestimmten Sinn mitentscheidend wie zur
Zeit die Führungsausschüsse in den Behindertenzentren einzuwirken. Und diese
Sprengelbeiräte sollten mit diesem Gesetz geschaffen werden, wo all diejenigen, die in
Verbänden, diejenigen, die in anderen gesellschaftlichen Einrichtungen im Sozialbereich
wirken, auch präsent sein können und mitentscheiden und ihre Meinung einbringen können.
Im Sozialbereich ist das wesentlich wichtiger als im Sanitätsbereich. Der Sanitätsbereich ist
doch eher ein Fachbereich, im Sozialbereich geht es ja sehr stark um Zuwendung, sehr stark
um Unterstützung, um menschliche Nähe, wobei diese Dinge im Sanitätsbereich natürlich
vorhanden sein müssen, aber es ist doch ein Bereich, der viel stärker nach fachlichen
Kriterien abläuft als der Sozialbereich, wo es ja darum geht Ausgrenzung zu vermeiden usw.
und das braucht bestimmt eine größere Nähe zu den Diensten selbst. Infolgedessen die
- 32 Grundentscheidung insgesamt mit diesen Ergänzungen, die hier enthalten sind, geht in
Ordnung und wir sind dabei, mit dem Gemeindenverband, mit den Bezirksgemeinschaften
schon seit x-Monaten die Organisationsstruktur auf die Beine zu bringen, die
Personalüberleitung zu vollziehen, Budgetrahmen abzustecken, den Sozialplan auszurichten
auf die Bedürfnisse der Bezirksgemeinschaften, alles in gemeinsamen Gesprächen und dann
kommen natürlich die Städte Meran und Bozen. Bozen hat sich nie so recht entscheiden
können. Direkte Übernahme der Dienste bedeutet Einbettung der gesamten Dienste in die
Gemeindeverwaltung. Man weiß, was Gemeindeverwaltung in Bozen beinhaltet oder
Übertragung an die Bezirksgemeinschaft Bozen, wo es doch zu einer Art Sonderverwaltung
kommt mit wesentlich kürzeren Wegen als wenn das gesamte eingebettet ist in die
Gemeindebürokratie mit allen Verwaltungszweigen, die da vorhanden sind. Man braucht ja
nur in der Landesverwaltung nachzusehen, wenn man ein Problem hat, sind sechs Assessorate
damit beschäftigt und gewöhnlich dort, wo die größten Schwierigkeiten sind, zieht sich das
Ganze in die Länge. Deswegen bin ich persönlich hocherfreut über die Entscheidung der
Gemeinde Bozen, daß man der Bezirksgemeinschaft als eine Art Sonderverwaltung diese
Sache gegeben hat, wobei die Organe ja Bürgermeister, Stadtrat, Gemeinderat die gleichen
Organe sind, aber verwaltungsmäßig nicht alle möglichen Umwege nehmen muß, als wenn
die Bezirksgemeinschaft hier tätig wird. Infolgedessen glaube ich, daß hier die Entscheidung
richtig liegt.
Was den Sprengel anbelangt, Bozen hat nur einen Sprengel mit fünf Sprengelstützpunkten. Im Gesetz, welches wir heute behandeln, steht auch drinnen, daß jede
Bezirksgemeinschaft ein eigenes Statut für den Sprengel erarbeiten kann. In diesem Statut
kann natürlich den Besonderheiten Rechnung getragen werden, weil eine Sache ist der
Sprengel Mals und eine andere Sache ist der Sprengel Bozen. Dieser wird nach anderen
Kriterien zu organisieren sein und hier besteht die Autonomie der Bezirksgemeinschaft bzw.
der Gemeinde Bozen, den Sprengel so zu organisieren wie man es für richtig hält, wobei wir
gesagt und in der Landesregierung den Beschluß gemacht haben: fünf Sprengelstützpunkte.
Hier ist gesagt worden, daß es schwer sein wird, raumordnerisch die Räumlichkeiten zu
finden. Soweit ich informiert bin, hätten zumindest wir in der Landesverwaltung, was die
Sanität anbelangt und das Soziale sollte dort auch untergebracht werden, genaue
gebäudemäßige Vorstellungen, wo dies ablaufen sollte. Infolgedessen sehe ich hier auch
keine besonderen Schwierigkeiten. Die Behinderten haben natürlich ihre Vorbehalte, weil der
Dienst einigermaßen gut organisiert ist, aber es wird so sein, daß die ganzen
Behindertendienste ein wenig das Vehikel der Dienste und der Reform bilden. Sie haben eine
gute Struktur, die Direktoren sind fast durchwegs, werden Direktoren dieser neuen Träger und
es ist dort sehr viel experimentiert worden wie ein Führungsausschuß funktionieren kann und
die Beiräte sollten ungefähr diese Rolle übernehmen. Ich würde also schon ersuchen, daß man
dieses Gesetz jetzt verabschiedet, weil wir es ganz gerne sehen würden und die Arbeit es uns
erleichtern würde, wenn das Gesetz noch vor Jahresende in Kraft treten würde.
VORSITZ DER VIZEPRÄSIDENTIN:
ROSA FRANZELIN-WERTH
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE:
- 33 PRÄSIDENTIN: Somit stimmen wir zum Übergang zur Sachdebatte ab: einstimmig
angenommen.
Art. 1
Der Sprengelbeirat
1. Zwecks Förderung der Funktionalität und der Miteinbeziehung der
Bevölkerung bei der Führung der Sozialdienste errichten die Trägerkörperschaften nach dem Landesgesetz vom 30. April 1991, Nr. 13, in jedem
Sprengel einen Sprengelbeirat mit Beratungs- Koordinierungs- und Entscheidungsaufgaben bezüglich der Führung der Sozialdienste im
Sprengel. Die Zusammensetzung, die Aufgaben und die Arbeitsweise des
Beirates werden von der Trägerkörperschaft durch interne
Geschäftsordnung geregelt. Bei Zusammensetzung ist zu berücksichtigen,
daß es notwendig ist, die Anliegen in bezug auf die Zusammenarbeit der
Sozialdienste mit den Diensten in den Bereichen Gesundheit, Erziehung,
Ausbildung, Schule und Arbeit zu vertreten.
------Comitato di distretto
1. Per favorire la funzionalità e la partecipazione della popolazione nella
gestione dei servizi sociali gli enti gestori di cui alla legge provinciale 30
aprile 1991, n. 13, istituiscono in ogni distretto un comitato di distretto con
compiti consultivi, di coordinamento e decisionali concernenti la gestione
dei servizi nel distretto. La composizione, i compiti ed il funzionamento del
comitato sono disciplinati dall'ente gestore con regolamento interno. La
composizione tiene conto della necessità di rappresentare gli interessi
connessi all'integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari, educativi,
formativi, scolastici e lavorativi.
Wer wünscht das Wort? Der Abgeordnete Benedikter hat das Wort.
BENEDIKTER (UFS): Ganz kurz. Ich habe es vorhin so verstanden "die Bezirksgemeinschaft errichtet aufgrund ihrer Autonomie Beiräte für jeden Sprengel". Meiner Ansicht
nach hat die Bezirksgemeinschaft diese Befugnis nicht. Sie kann sie nicht haben, Beiräte für
eine Einrichtung zu errichten, die nicht die Bezirksgemeinschaft ist, sondern die Sprengel, die
ja nicht Subeinheiten der Bezirksgemeinschaft sind. Die Sprengel sind ja mit Landesgesetz
eingerichtet und haben mit den Bezirksgemeinschaften an sich nichts zu tun, denn die
Bezirksgemeinschaft hat ihren Beirat, ihre Versammlung bzw. ihr Verwaltungsorgan. Es
werden nicht viele Jahre vergehen, dann wird man darauf zurückkommen und sagen "machen
wir zehn Berggemeinschaften, welche die sozialen Dienste im Auftrag der Gemeinden
verwalten, so wie es die Gemeindeautonomiereform vorsieht, dort wo es Berggemeinschaften
gibt".
SAURER (Landesrat für Gesundheits- und Arbeitswesen und Berufsausbildung
-SVP): Wir haben im Gesetz über die Neuordnung der Sozialdienste ja die Sozialsprengel
vorgesehen und die müssen deckungsgleich sein mit den Gesundheitssprengeln. Wir sagen in
diesem Gesetz, nachdem die Bezirksgemeinschaft die Trägerkörperschaft ist, daß die
Bezirksgemeinschaft die Beiräte hat, z.B. im Vinschgau eine Bezirksgemeinschaft zwei
Sprengel, ein Sprengel Obervinschgau, ein Sprengel Untervinschgau, die
- 34 Bezirksgemeinschaft als eigene Organe, Sprengelbeiräte zur Führung der Sozialdienste
einrichten kann. Wenn wir das jetzt gesetzlich sagen, dann kann es auch so gemacht werden.
PRÄSIDENTIN: Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und dem Rest Ja-Stimmen
genehmigt.
Art. 2
Ergänzung und Abänderung des Landesgesetzes vom 30. April 1991,
Nr. 13
1. Am Ende des Absatzes 2 von Artikel 1 des Landesgesetzes vom 30.
April 1991, Nr. 13, ist folgender Text hinzugefügt: "und die
Bezirksgemeinschaften. Als Träger der Sozialdienste werden Gemeinden,
Gemeindenkonsortien und Bezirksgemeinschaften bezeichnet, welche
Sozialdienste im Sinne dieses Gesetzes führen."
2. Der Artikel 12 Absatz 1 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, ist folgendermaßen ersetzt:
"1. Die Gemeinden nehmen die eigenen und die ihnen übertragenen
Aufgaben entweder einzeln oder durch Bildung von Gemeindenkonsortien oder durch Delegierung bzw. Subdelegierung an die Bezirksgemeinschaften nach dem Landesgesetz vom 20. März 1991, Nr. 7,
wahr."
3. In Artikel 5 Absatz 4 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, sind die Wörter
"von der Gemeinde oder vom Gemeindenkonsortium, auf deren Gebiet"
durch die Wörter "vom Träger der Sozialdienste, auf dessen Gebiet"
ersetzt; in Artikel 18 Absatz 2 desselben Landesgesetzes sind die Wörter
"der Gemeinde oder dem Gemeindenkonsortium" durch die Wörter "dem
Träger der Sozialdienste" ersetzt.
4. In Artikel 11 Absatz 1 Buchstabe h) des Landesgesetzes Nr. 13/1991,
sind die Wörter "sofern sie damit beauftragt werden" gestrichen.
5. In Artikel 20 Absatz 2 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, sind die Wörter
"einzelnen Gemeinden oder mit den Gemeindenkonsortien" durch die
Wörter "Trägern der Sozialdienste" ersetzt.
6. In den Absätzen 1 und 5 des Artikels 23 des Landesgesetzes
Nr. 13/1991 sind die Wörter "Gemeinden und Gemeindenkonsortien"
durch die Wörter "Träger der Sozialdienste" ersetzt; in den Absätzen 2,3
und 5 sind die Wörter "Gemeinden oder Gemeindenkonsortien" durch die
Wörter "Träger der Sozialdienste" ersetzt.
7. In Artikel 24 Absatz 3 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, ist das Wort
"Gemeindenkonsortien" durch die Wörter "Träger der Sozialdienste"
ersetzt.
8. Der Artikel 24 Absatz 4 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, ist folgendermaßen ersetzt:
"4. Die im Eigentum des Landes befindlichen beweglichen und unbeweglichen Güter, welche für die den Gemeinden übertragenen Sozialdienste bestimmt sind, werden den Trägern der übertragenen Sozialdienste zur Verfügung gestellt."
9. In Artikel 33 Absatz 1 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, sind die wörter
"Gemeinden oder Gemeindenkonsortien" durch die Wörter "Träger der
Sozialdienste" ersetzt.
10. Am Ende von Artikel 33 Absatz 1 des Landesgesetzes Nr. 13/1991, ist
folgender Satz angefügt: "Mit Wirkung vom selben Tag treten die Körper-
- 35 schaften, denen die Verwaltung der Sozialdienste übertragen wurde, in die
aktiven und passiven Rechtsverhältnisse ein, die das Land im Zusammenhang mit der Führung der übertragenen Dienste eingegangen ist."
11. Am Ende des Absatzes 4 von Artikel 33 des Landesgesetzes
Nr. 13/1991,
ist
folgender
Satzteil
angefügt:
"und
der
Gemeindenkonsortien, welche die Führung von Hauspflegediensten
innehatten."
------Integrazioni e modifiche alla legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13
1. Alla fine del comma 2 dell'articolo 1 della legge provinciale 30 aprile
1991, n. 13, sono aggiunti i seguenti periodi: "e le comunità comprensoriali. Sono denominati enti gestori dei servizi sociali i comuni, i consorzi tra i
comuni e le comunità comprensoriali, che gestiscono servizi sociali ai
sensi della presente legge."
2. Il comma 1 dell'articolo 12 della legge provinciale n. 13/1991, è così
sostituito:
"1. I comuni esercitano le funzioni proprie o delegate in forma singola,
consorziata o mediante delega o subdelega alle comunità comprensoriali istituite ai sensi della legge provinciale 20 marzo 1991, n. 7."
3. Negli articoli 5, comma 4, e 18, comma 2 della legge provinciale
n. 13/1991, le parole "comune o consorzio tra comuni" sono sostituite dalle
parole "ente gestore".
4. Alla lettera h) del comma 1 dell'articolo 11 della legge provinciale
n. 13/1991, le parole "in caso di delega" sono soppresse.
5. Al comma 2 dell'articolo 20 della legge provinciale n. 13/1991, le parole
"i comuni singoli o consorziati" sono sostituite dalle parole "gli enti gestori
dei servizi sociali".
6. Al comma 1 dell'articolo 23 della legge provinciale n. 13/1991 le parole "i
comuni e loro consorzi" sono sostituite dalle parole "gli enti gestori dei
servizi sociali"; ai commi 2, 3 e 5 le parole "comuni o loro consorzi" sono
sostituite dalle parole "enti gestori dei servizi sociali".
7. Al comma 3 dell'articolo 24 della legge provinciale n. 13/1991, le parole
"consorzi tra comuni" sono sostituite dalla parole "enti gestori dei servizi
sociali".
8. Il comma 4 dell'articolo 24 della legge provinciale n. 13/1991, è così
sostituito:
"4. I beni mobili ed immobili di proprietà della Provincia destinati ai servizi,
la cui gestione viene delegata ai comuni, sono messi a disposizione
degli enti gestori dei servizi delegati."
9. Al comma 1 dell'articolo 33 della legge provinciale n. 13/1991, le parole
"i comuni o consorzi tra comuni" sono sostituite dalle parole "gli enti gestori
dei servizi sociali".
10. Alla fine del comma 1 dell'articolo 33 della legge provinciale n. 13/1991
è aggiunto il seguente periodo: "Con effetto dalla stessa data gli enti
delegati alla gestione dei servizi sociali subentrano nei rapporti attivi e
passivi in essere con la Provincia e che siano comunque attinenti ai servizi
delegati."
11. Alla fine del comma 4 dell'articolo 33 della legge provinciale
n. 13/1991, è aggiunto il seguente periodo: ", e dei consorzi comunali già
gestori dei servizi di aiuto domiciliare."
Wer wünscht das Wort? Niemand. Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und dem
- 36 Rest Ja-Stimmen genehmigt.
Art. 2-bis
1. Das Personal, welches den sozialen Tätigkeiten zugewiesen ist, die von
den einzelnen Gemeindefürsorgestellen oder Konsortien von
Gemeindefürsorgestellen oder von den einzelnen Gemeinden oder
Gemeindenkonsortien an die Bezirksgemeinschaften übertragen werden,
geht unter Wahrung der erworbenen dienst- und besoldungsrechtlichen
Stellung, auf die Bezirksgemeinschaften über.
------1. Il personale addetto alle attività sociali il cui esercizio viene delegato
dagli enti comunali di assistenza singoli o consorziati e dai comuni singoli
o consorziati alle comunità comprensoriali, è trasferito alle comunità
stesse, nel rispetto della posizione giuridico-economica acquisita.
Wer wünscht das Wort? Niemand. Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und dem
Rest Ja-Stimmen genehmigt.
Art. 2-ter
Bevollmächtigter Beamter
1. Die Auszahlung der finanziellen Sozialhilfeleistungen, welche von den
Trägern
der
Sozialdienste
erbracht
werden, erfolgt mittels
bevollmächtigtem Beamten auf der Grundlage einer speziellen internen
Ordnung des Trägers.
------Funzionario delegato
1. Il pagamento delle prestazioni di assistenza economica erogate dagli
enti gestori dei servizi sociali avviene mediante funzionario delegato sulla
base di specifico regolamento interno dell'ente gestore.
Wer wünscht das Wort? Niemand. Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und dem
Rest Ja-Stimmen genehmigt.
Art. 3
1. Die Anwendung dieses Gesetzes verursacht keine Mehrausgaben zu
Lasten des Landeshaushaltes.
------1. L'attuazione della presente legge non comporta maggiore spesa a
carico del bilancio provinciale.
Wer wünscht das Wort? Niemand. Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und dem
Rest Ja-Stimmen genehmigt.
Es ist ein neues Artikel: "Dringlichkeitsklausel - Clausola d'urgenza" eingefügt worden.
Art. 3-bis
Dringlichkeitsklausel
1. Dieses Gesetz wird im Sinne von Artikel 55 des Sonderstatutes für die
Region Trentino-Südtirol als dringend erklärt und tritt am nach seiner
- 37 Kundmachung im Amtsblatt der Region in Kraft.
------Clausola d'urgenza
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 55 dello
Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale
della Regione.
Wer wünscht das Wort? Niemand. Somit stimmen wir ab: bei 2 Enthaltungen und 21
Ja-Stimmen genehmigt.
Wünscht jemand das Wort zur Stimmabgabeerklärung? Niemand. Somit stimmen wir
ab. Ich bitte um die Verteilung der Stimmzettel.
(Geheime Abstimmung - votazione per scrutinio segreto)
Ich gebe das Abstimmungsergebnis bekannt: abgegebene Stimmzettel 26, mit 23
Ja-Stimmen und 3 weiße Stimmzettel, der Landtag genehmigt das Gesetz.
Punkt 17 der Tagesordnung: "Landesgesetzentwurf Nr. 181/92: "Änderungen zur
Ordnung des Handwerks und der handwerklichen Berufsausbildung".
Punto 17 dell'ordine del giorno: "Disegno di legge provinciale n. 181/92: "Modifiche
all'ordinamento dell'artigianato e della formazione professionale artigiana".
Ich möchte darauf hinweisen, daß dieser Gesetzentwurf vom Abg. Peterlini in seiner
Eigenschaft als Präsident der 3. Gesetzgebungskommission eingebracht worden ist. Der
vorliegende Text des Gesetzentwurfes hatte nämlich Bestandteil des Landesgesetzentwurfes
Nr. 157/92 gebildet und war auf Beschluß der Gesetzgebungskommission aus diesem
ausgeklammert und vom Vorsitzenden als eigenständiger Gesetzentwurf eingereicht worden.
Aufgrund der krankheitsbedingten Abwesenheit des Vorsitzenden der 3.
Gesetzgebungskommission, bitte ich den Abgeordneten Kußtatscher um die Verlesung des
Begleitberichtes sowie des Kommissionsberichtes.
KUSSTATSCHER (SVP): Werte Abgeordnete, mit dem
vorliegenden Gesetzentwurf wird die Genehmigung einer Bestimmung
vorgeschlagen, die in einem Artikel enthalten war, der aus dem
Landesgesetzentwurf Nr. 157/92: "Änderungen des L.G. vom 11. März
1986, Nr. 13, über Maßnahmen des Landes zur Förderung der Forschung
und Entwicklung in der Industrie" gestrichen wurde. Im Laufe der
kürzlichen Behandlung dieses Gesetzentwurfes hat es die dritte
Gesetzgebungskommission für völlig unangebracht befunden, eine
Bestimmung über die Ordnung des Handwerks und der handwerklichen
Berufsausbildung in eine Gesetzesmaßnahme aufzunehmen, die einen
ganz anderen Sachbereich betrifft. Man vertrat nämlich die Ansicht, daß es
nur dann möglich ist, den Bürgern und allen Juristen die Suche, das
Verständnis und die Anwendung der Rechtsbestimmungen zu erleichtern,
wenn man es vermeidet, unorganische und häufig schwer verständliche
Gesetze zu genehmigen. Mit dieser Gesetzesinitiative, die von den
- 38 Mitgliedern der dritte Gesetzgebungskommission unterstützt wird, soll
somit die Qualität der Gesetzgebung verbessert werden, indem ein
Grundprinzip eines demokratischen Staates, nämlich die Rechtssicherheit
angestrebt wird.
Die Absätze 1, 2 und 3 vom Artikel 1 des vorliegenden Gesetzentwurfes beinhalten Änderungen rein formeller Art. Es sollen gesetzes
technische Fehler behoben werden, die sich mit dem Landesgesetz vom
8. April 1990, Nr. 8 (Änderungen der Handwerksordnung und der
handwerklichen Berufsausbildung) eingeschliechen haben: der Artikel 20
des Gesetzes Nr. 8/1990 hebt Bestimmungen der Landesgesetze
Nr. 3/1981 und Nr. 51/1983 auf. Irrtümlicherweise werden aber dabei
Artikel abgeschafft, die in Kraft bleiben sollten und umgekehrt.
Der Absatz 4 hingegen sieht Änderungen inhaltlicher Natur vor. Er
regelt die Zusammensetzung der Meisterprüfungskommission neu. Dazu
folgendes: die Meisterprüfung im Handwerk besteht aus drei voneinander
unabhängigen Teilen: einem wirtschaftlich- rechtlichen, einem fachtheoretischen und einem praktischen Teil. Der Meisterprüfungskommission gehört ein Sachverständiger in den Fächern Rechtskunde, Buchhaltung, Rechnungswesen und Betriebswirtschaftslehre an. Dieser soll nun
beim fachtheoretischen und beim praktischen Teil der Meisterprüfung
durch einen Sachverständigen im jeweiligen Beruf ersetzt werden. Es
würden also in Zukunft eine Kommission für den wirtschaftlich-rechtlichen
Teil der Meisterprüfung und eine Kommission für die Teile Fachtheorie und
Praxis ernannt.
------Egregi Consiglieri, con il presente disegno di legge viene proposta
l'approvazione di una norma che era contenuta in un articolo stralciato dal
disegno di legge provinciale n. 157/92 intitolato: "Modifiche della l.p. 11
marzo 1986, n. 13 sugli interventi della provincia autonoma di Bolzano in
favore della ricerca e dello sviluppo nel settore industriale." Nel corso della
recente trattazione di tale disegno di legge, la III Commissione legislativa
ha infatti ritenuto assolutamente inadeguato l'inserimento di una norma
concernente l'ordinamento dell'artigianato e della formazione professionale
artigiana in un corpo di disposizioni aventi un oggetto completamente
diverso. Si ritiene infatti che solo evitando l'approvazione di leggi non
organiche e spesso oscure possano venire assicurate ai cittadini nonché
agli interpreti e a tutti gli operatori del diritto, facilità di individuazione, di
comprensione e di applicazione delle norme giuridiche.
Questa iniziativa, sostenuta dai membri della III Commissione, è
quindi finalizzata ad un miglioramento della qualità della produzione
legislativa, nel perseguimento di quel principio fondamentale di uno Stato
democratico, che consiste nella certezza del diritto.
Le modifiche previste dai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 1 del presente
disegno di legge sono di tipo puramente formale. Si rimedia a degli errori
tecnico-giuridici sfuggiti con la legge provinciale 11 aprile 1990, n. 8
(Modifiche all'ordinamento dell'artigianato e della formazione professionale
artigiana).
L'articolo 20 della legge provinciale n. 8/1990 abroga delle norme
contenute nelle leggi provinciali n. 3/1981 e n. 51/1983. Erroneamente
vengono però abrogati da questo articolo degli articoli che dovevano
rimanere in vigore e viceversa.
Il comma 4 invece prevede delle modifiche di natura sostanziale.
- 39 Ridisciplina la composizione delle commissioni per l'esame di maestro
artigiano. Per chiarire: l'esame di maestro artigiano consiste di tre parti fra
loro indipendenti: una parte giuridico economica, una tecnico professionale
e una pratica. Fa parte della commissione d'esame un esperto nelle
materie di diritto, contabilità, ragioneria ed economia aziendale. Questo
esperto, nelle parti tecnico professionale e pratica, dovrebbe essere
sostituito da un esperto nelle materie oggetto d'esame. In futuro saranno
perciò due le commissioni d'esame: una per la parte giuridico economica e
una per le parti tecnico professionale e pratica dell'esame di maestro
artigiano.
PRÄSIDENTIN: Ich bitte um Verlesung des Berichtes der Kommission.
KUSSTATSCHER (SVP): Die dritte Gesetzgebungskommission ist
am 5. Oktober 1992 zusammengetreten, um obgenannten Gesetzentwurf
zu behandeln.
Die Artikel 1 und 2 sowie der Entwurf in siener Gesamtheit wurden
einstimmig genehmigt.
Am italienischen Text wurde eine sprachliche Korrektur vorgenommen: die Worte "alcun impegno di spesa" wurden durch die Worte
"maggiori spese" ersetzt.
Laut Art. 29 Absatz 7 der Geschäftsordnung nimmt die Kommission
von der Ausarbeitung eines schriftlichen Berichtes Abstand.
------La terza Commissione legislativa si è riunita il giorno 5 ottobre 1992
per trattare il sopraindicato disegno di legge.
Gli articoli 1 e 2 nonché il disegno di legge nel suo complesso sono
stati approvati all'unanimità.
Al testo italiano dell'articolo 2 è stata apportata una correzione
linguistica, e precisamente le parole: "alcun impegno di spesa" sono state
sostituite dalle parole: "maggiori spese".
La Commissione si astiene dal fare una relazione scritta, in base
all'articolo 29, comma 7, del regolamento interno del Consiglio.
PRÄSIDENTIN: Die Generaldebatte ist eröffnet. Wer wünscht das Wort? Niemand.
Somit stimmen wir zum Übergang zur Sachdebatte ab: bei 2 Enthaltungen und dem Rest
Ja-Stimmen genehmigt.
Art. 1
1. Der Artikel 20 des Landesgesetzes vom 11. April 1990, Nr. 8, ist
aufgehoben.
2. Mit Wirkung ab Inkrafttreten des Landesgesetzes Nr. 8/1990, sind die
Artikel 3, 4, 5, 26, 29, 34, 35, 36, 37, 41, 45 und 48 des Landesgesetzes
vom 16. Februar 1981, Nr. 3, aufgehoben.
3. Mit Wirkung ab Inkrafttreten des Landesgesetzes Nr. 8/1990, sind die
Artikel 2, 3, 17, 18, 19, 22 und 27 des Landesgesetzes vom 16. Dezember
1983, Nr. 51 aufgehoben.
4. Artikel 31, Absätze 2 und 3 des Landesgesetzes Nr. 3/1981, geändert
durch Artikel 15 des Landesgesetzes vom Nr. 51/1983, und ersetzt durch
Artikel 11 des Landesgesetzes Nr. 8/1990, sind durch die folgenden
ersetzt:
- 40 "2. Die Prüfungskommissionen für den wirtschaftlich-rechtlichen Teil der
Meisterprüfung bestehen aus:
a)dem Direktor oder einem Lehrer einer Berufsschule oder einem Beamten des zuständigen Landesassessorates als Vorsitzendem,
b)zwei Sachverständigen in den Fächern Rechtskunde, Buchhaltung,
Rechnungswesen und Betriebswirtschaftslehre,
c)einem Handwerker, der in der Rolle der qualifizierten Handwerker
eingetragen ist.
3. Die Prüfungskommissionen für den fachtheoretischen und praktischen
Teil der Meisterprüfung bestehen aus:
a) dem Vorsitzenden gemäß Absatz 2 Buchstabe a),
b)zwei Handwerkern, die in der Rolle der qualifizierten Handwerker
eingetragen sind und zwar für das Handwerk, über das die Prüfung
abgehalten wird, oder ein ähnliches Handwerk,
c)einem Berufsschullehrer, einem Lehrer einer technischen Oberschule,
einem Freiberufler oder einem Handwerksmeister; sie müssen
Sachverständige in den Fächern sein, die Prüfungsgegenstand
sind."
------1. E' abrogato l'articolo 20 della legge provinciale 11 aprile 1990, n. 8.
2. Con effetto dalla data di entrata in vigore della legge provinciale
n. 8/1990, sono abrogati gli articoli 3, 4, 5, 26, 29, 34, 35, 36, 37, 41, 45 e
48 della legge provinciale 16 febbraio 1981, n. 3.
3. Con effetto dalla data di entrata in vigore della legge provinciale
n. 8/1990, sono abrogati gli articoli 2, 3, 17, 18, 19, 22 e 27 della legge
provinciale 16 dicembre 1983, n. 51.
4. I commi 2 e 3 dell'articolo 31 della legge provinciale n. 3/1981,
modificato dall'articolo 15 della legge provinciale n. 51/1983, e sostituito
dall'articolo 11 della legge provinciale n. 8/1990, sono così sostituiti:
"2. Le commissioni d'esame per la parte giuridico-economica dell'esame di
maestro artigiano sono composte:
a)da un direttore o da un insegnante di scuola professionale o da un
funzionario dell'assessorato provinciale competente in materia,
quale presidente;
b)da due esperti nelle materie di diritto, contabilità, ragioneria ed economia
aziendale;
c)da un artigiano iscritto al ruolo degli artigiani qualificati.
3. Le commissioni d'esame per la parte tecnico-professionale e pratica
dell'esame di maestro artigiano sono composte:
a) dal presidente di cui al comma 2, lettera a);
b)da due artigiani iscritti al ruolo degli artigiani qualificati per l'attività
artigiana oggetto dell'esame o per un'attività artigiana similare;
c)da un insegnante di scuola professionale o di un istituto tecnico
superiore o da un libero professionista oppure da un maestro
artigiano, esperti nelle materie oggetto d'esame."
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE:
SANDRO PELLEGRINI
VORSITZ DES PRÄSIDENTEN:
PRESIDENTE: E' stato presentato un emendamento al comma 4 dell'articolo 1 del
- 41 seguente tenore: "la lettera c) del comma 3 del nuovo articolo 31 della L.P. n. 3/1981 viene
sostituita nel solo testo tedesco.
Buchstabe c) Absatz 3 des neuen Art. 31 des Landesgeetzes Nr. 3/1981 wird wie folgt
ersetzt: "c) einem Lehrer der Berufsschule oder einer technischen Oberschule, oder einem
Freiberufler oder einem Handwerksmeister; sie müssen Sachverständige in den Fächern sein,
die Prüfungsgegenstand sind."
Chi chiede la parola sull'emendamento? Nessuno. Pongo in votazione l'emendamento:
approvato con 3 astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Chi chiede la parola sull'articolo così emendato? La consigliere Zendron ha la parola.
ZENDRON (GAF-GVA): Vorrei porre un paio di domande all'assessore. Dalla
relazione del proponente abbiamo letto che sono chieste alcune modifiche nel testo della legge
approvata nel 1990. Allora vorrei chiedere che cosa cambia di sostanziale e vorrei capire
perché si sia aspettato due anni per correggere la legge, anche se dal punto di vista formale. E'
abbastanza curioso che si presenti una legge in questo senso. In mancanza poi di una relazione
della Commissione è difficile capire, per chi non abbia partecipato ai lavori della
Commissione, di che cosa si tratta. Vorrei una spiegazione sui cambiamenti sostanziali e
perché lo si faccia ad una così grande distanza di tempo.
FRICK (Landesrat für Handwerk, Fremdenverkehr und Gastgewerbe - SVP):
Verehrte Kollegin! Es gibt überhaupt keine substantielle Abänderung, weil in einer
vernünftigen inhaltlichen Interpretation es bisher schon möglich war, diesen technischen
Fehler und diese legistische Imperfektion zu überwinden. Auf Hinweis der staatlichen Stellen
im Rahmen der Debatte über die Annahme des damaligen Gesetzes haben wir es aber für
richtig befunden, bei einer der nächsten anstehenden Gelegenheiten, diese technischen
Unschönheiten, es handelt sich mehr um solche und nicht um eine Imperfektion im echten
Sinn des Wortes, zu korrigieren. Deshalb auch der zeitliche Abstand, man kann das jetzt
machen, um sozusagen das "ästethische Befinden zu befriedigen. Man hätte es auch in zwei
Jahren machen können, es hätte in der Substanz nichts geändert.
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'articolo così emendato: approvato con 5
astensioni e i rimanenti voti favorevoli.
Art. 2
1. La presente legge non comporta maggiori spese a carico del bilancio
della Provincia.
------1. Dieses Gesetzt brigt keine Mehrausgaben zu Lasten des
Landeshaus-haltes.
Chi chiede la parola? Nessuno. Pongo in votazione l'articolo: approvato con 4 astensioni
e i rimanenti voti favorevoli.
Chi chiede la parola per dichiarazione di voto? Nessuno. Prego distribuire le schede.
- 42 (votazione per scrutinio segreto - Geheime Abstimmung)
Rendo noto l'esito della votazione: schede consegnate 26, voti favorevoli 21, 1 voto
contrario, 4 schede bianche. Il Consiglio approva la legge.
Ricordo che per le ore 15 è stata convocata la conferenza dei capigruppo. Il Consiglio
pertanto riprenderà i suoi lavori alle ore 15.30.
La seduta è sospesa.
ORE 13.02 UHR
------ORE 15.42 UHR
(Namensaufruf - appello nominale)
PRESIDENTE: La seduta riprende.
Punto 10) dell'ordine del giorno: "Designazione di n. 18 persone per la nomina a
membri della commissione tributaria di secondo grado".
Punkt 10 der Tagesordnung: "Namhaftmachung von 18 Personen für die
Ernennung zu Mitgliedern der Steuerkommission zweiten Grades".
Ai consigliere sta per essere consegnato l'elenco dei nominativi proposti dai singoli
gruppi consiliari per la designazione dei membri della Commissione Tributaria di II. Questo
punto si trovava all'ordine del giorno da parecchie sedute; finalmente sono arrivate tutte le
designazioni. C'è stato un accordo raggiunto nella riunione dei capigruppo e sono state
effettuate delle proposte da parte di tutti i partiti. Adesso procediamo alla designazione con la
votazione in Consiglio provinciale. Prima verrà distribuita una scheda con la quale i
consiglieri dovranno votare i nominativi del gruppo etnico tedesco, che sono, come previsto
dalla proporzionale, 12 su 18.
Prego distribuire le schede per la votazione.
(votazione per scrutinio segreto - Geheime Abstimmung)
Rendo noto l'esito della votazione. Per il gruppo linguistico tedesco sono state
consegnate 22 schede, 4 schede bianche e 1 scheda nulla.
Hanno ottenuto voti (nell'ordine del numero dei voti ottenuti): dott. Sepp Kiem 17 voti,
dott. Stefan Thurin 16 voti, dott. Franz Mair 15 voti, dott. Heinz Walter 15 voti, dott. Heinz
Auer 15 voti, dott. Hans Mair 14 voti, dott. Josef Geier 14 voti, dott. Martin Plieger 14 voti,
dott.ssa Christine Andergassen 13 voti, dott. Otto Holzknecht 13 voti, dott. Michael Ramoner
13 voti, dott. Ferndinand Rainer 12 voti, dott. Otto Tiefenbrunner 1 voto, dott. Pircher 1 voto,
dott. Alexander Brenner Knoll 1 voto, dott. Peter Paul Brugger 1 voto.
Sono pertanto stati nominati membri della commissione tributaria di II i signori: dott.
Sepp Kiem, dott. Stefan Thurin, dott. Franz Mair, dott. Heinz Walter, dott. Heinz Auer, dott.
- 43 Hans Mair, dott. Josef Geier, dott. Martin Plieger, dott.ssa Christine Andergassen, dott. Otto
Holzknecht, dott. Michael Ramoner e dott. Ferdinand Rainer.
Procediamo con la votazione per il gruppo linguistico italiano. Prego distribuire le
schede.
(votazione per scrutinio segreto - Geheime Abstimmung)
VORSITZ DER VIZEPRÄSIDENTIN:
ROSA FRANZELIN-WERTH
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE:
PRÄSIDENTIN: Ich gebe das Abstimmungsergebnis bekannt: abgegebenen
Stimmzettel 23, weiße Stimmzettel 2. Es haben Stimmen erhalten: Dr. Paolo Mitolo 16
Stimmen, Dr. Sofia Martino-Ghedina 16 Stimmen, Rag. Ivano Morandini 16 Stimmen, Dr.
Alberto Filippi 16 Stimmen, Dr. Francesca Pasquali 15 Stimmen, Dr. Tito Boscarolli 4
Stimmen, Dr. Enrico Formisani 4 Stimmen, Dr. Gelli 1 Stimme.
Ich möchte feststellen, daß die Herrn/Damen Dr. Paolo Mitolo, Dr. Sofia
Martino-Ghedina, rag. Ivano Morandini, Dr. Alberto Filippi und Dr. Francesca Pasquali als
Mitglieder der Steuerkommission II. Grades namhaft gemacht worden sind.
Jetzt fahren wir mit der Abstimmung der ladinischen Sprachgruppe fort. Ich bitte um
Verteilung der Stimmzettel.
(Geheime Abstimmung - votazione per scrutinio segreto)
Ich gebe das Abstimmungsergebnis bekannt: abgegebene Stimmzettel 22, 1 weiße
Stimmzettel.
Es haben Stimmen erhalten: Dr. Peter Castlunger 15 Stimmen und Schrott Florian 6
Stimmen.
Ich erkläre, daß auch Dr. Peter Castlunger als Mitglied der Steuerkommission II. Grades
ernannt worden ist.
Punkt 13 der Tagesordnung: "Beschlußantrag Nr. 251/92 vom 28.9.1992, eingebracht
von den Abgeordneten Holzmann, Bolzonello, Montali und Benussi, betreffend die
Abschaffung von verschiedenen Fonds zugunsten der Politiker".
Der Eibringer des Beschlußantrages Abg. Holzmann beantragt, die Behandlung des
Beschlußantrages auf die Sitzungsfolge des Monats Dezember zu vertagen.
Ich möchte feststellen, daß damit keine weiteren TOP mehr zur Behandlung anstehen.
Der Landeshauptmann hat das Wort.
DURNWALDER (Landeshauptmann - SVP): Nachdem der Präsident des Südtiroler
Landtages momentan nicht im Sitzungssaal ist und nachdem wir gehört haben, daß die
Sitzung jetzt geschlossen werden sollte und Frau Kollegin Franzelin zum letzten Mal im
Südtiroler Landtag ist, finde ich es für richtig, daß wir nicht auseinandergehen ohne Frau
Kollegin Franzelin für ihre langjährige Mitarbeit im Südtiroler Landtag gedankt zu haben.
- 44 Die Frau Kollegin Franzelin war immer eine fleißige Mitarbeiterin im Südtiroler Landtag, hat
sich bemüht bei den Sitzungen teilzunehmen, hat sich vor allem bemüht an allen
Gesetzesinitiativen und verschiedenen Maßnahmen mitzuarbeiten und aus diesem Grund war
sie wirklich eine der fleißigsten Mitarbeiterinnen des Südtiroler Landtages. Ich bin überzeugt,
daß sie durch ihre Sachkenntnisse, daß sie durch ihren Fleiß, daß sie durch ihre Mitarbeit, daß
sie vor allem auch durch die verschiedenen Initiativen, die sie im Südtiroler Landtag ergriffen
hat, sicher Wesentliches für unsere Bevölkerung und für unser Land getan hat. Deshalb
gebührt ihr unser Dank und unsere Anerkennung. Ganz besonders möchte ich ihren Einsatz
für die sozialen Belange hervorheben, durch die verschiedenen Initiativen, die sie im sozialen
Bereich ergriffen hat, ganz besonders im sozialen Wohnbau, hervorheben. Sie war diejenige,
die den Südtiroler Wohnbau in den letzten zwanzig Jahren hier in Südtirol wesentlich
beeinflußt hat. Sie hat vor allem realistische Vorschläge gebracht. Sie hat bewiesen, daß sie
die Kenntnisse draußen der Bevölkerung kennt, daß sie die Sorgen der Bevölkerung kennt
und aus diesem Grund hat sie immer wieder brauchbare Vorschläge eingebracht, damit die
verschiedenen Belange der verschiedenen Bevölkerungsgruppen auch wirklich berücksichtigt
haben werden können. Ich möchte ihr ganz besonders für diesen Einsatz danken. Sie hat aber
auch mit beigetragen, daß der Südtiroler Landtag insgesamt aufgewertet worden ist, ganz
besonders als Präsidentin hat sie sich bemüht eine straffe Führung des Landtages einzuführen
und ich glaube, es ist ihr auch gelungen. Sie hat sich darüberhinaus auch bemüht, daß der
Kontakt des Südtiroler Landtages mit den umliegenden Landtagen nördlich und südlich des
Brenners immer wieder aufrecht erhalten worden ist, gepflegt und erweitert worden ist und
auch für diesen Einsatz möchte ich ihr danken und Anerkennung zollen. Ich weiß, daß
Kollegin Franzelin den Landtag nicht verlassen müßte, wenn sie nicht wollte. Sie ist von allen
Gruppierungen geschätzt und deswegen würden wir es alle begrüßen, wenn Sie
weiterarbeiten würden. Sie hätte auch sicher keine Probleme in der nächsten Amtsperiode
wiederum im Südtiroler Landtag vertreten zu sein, sie scheidet freiwillig aus und zwar vor
allem deshalb, weil sie überzeugt ist, daß sie auch an dem neuen Posten, den sie jetzt besetzen
wird, vieles für unsere Mitbürger tun kann. Sie übernimmt ein Amt, das eine große
Wichtigkeit hat, da es ja schließlich und endlich beitragen sollte, ein Ziel unserer Politik,
möglichst vielen Südtirolerinnen und Südtirolern ein Eigenheim bzw. eine gesunde Wohnung
zukommen zu lassen, zu erreichen. Deshalb glaube ich, daß sie auch an der neuen Stelle, die
sie jetzt übernehmen wird, vieles tun kann. Wir wissen alle, daß hier ein Fachmann diesen
neuen Posten übernimmt und daß sie letzten Endes gerade in der Landeshauptstadt Bozen,
aber auch in den größeren Ortschaften unseres Landes dafür Sorge tragen wird, daß viele
gesunde Wohnungen gebaut werden können, damit viele Familien eine zeitgemäße Wohnung
finden werden. Ich darf ihr deshalb danken für all das, was sie im Südtiroler Landtag zwanzig
Jahre hindurch getan hat, für die vielen Initiativen, die sie ergriffen hat, vor allem auch für die
Freundschaftsbeweise, die sie vielen von uns zukommen hat lassen und ich möchte ihr vor
allem für die Zukunft recht viel Erfolg und Freude wünschen.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE:
SANDRO PELLEGRINI
VORSITZ DES PRÄSIDENTEN:
PRESIDENTE: Prima di dare la parola alla Vicepresidente Franzelin, voglio dire che
- 45 mi dispiace tantissimo che non possa essere la Presidente Franzelin a presiedere la seduta per
trattare l'ultimo punto all'ordine del giorno, perché mi sarebbe piaciuta l'idea che questa fosse
l'ultima occasione per la Presidente Franzelin, dopo ben 19 anni di appartenenza all'Ufficio di
Presidenza, anche in qualità di Presidente, di concludere questa riunione del Consiglio
provinciale.
All'ordine del giorno del Consiglio regionale di martedì prossimo sono previste le
dimissioni della collega Franzelin da consigliere regionale. Mi fa piacere poter esprimere alla
collega Franzelin i nostri più sinceri ringraziamenti per la sua dedizione a riconoscerle
l'esperienza, la capacità, l'efficienza, la competenza, ed anche il prezioso contributo che ha
dato a questo Consiglio provinciale in lunghissimi anni di attività.
Il Presidente della Giunta provinciale, avendo vissuti con lei tutti questi anni, ha potuto
valutare e apprezzare meglio di me il lavoro che la consigliere e vice Presidente Franzelin ha
fatto in questo Consiglio. Non posso che unirmi alle nobilissime parole rivoltele dal
Presidente Durnwalder. Nella veste di Presidente del Consiglio provinciale, a nome di tutti i
consiglieri provinciali, desidero formulare un vivo e sentito ringraziamento per il suo
preziosissimo contributo dato all'attivitá politica e in generale anche alla vita sociale della
nostra provincia, esprimendole l'augurio per il nuovo, delicato ed importante incarico che
andrà ad assumere qual presidente dell'IPEAA, che sicuramente saprà svolgere con grande
responsabilità ricca della grande esperienza che si è fatta in questo settore specifico. A nome
di tutti Le esprimo un fervidissimo augurio di grande successo nella sua nuova carriera di
presidente dell'IPEAA.
Mi sono permesso di invitare tutti i colleghi ad un brindisi appena conclusa la seduta,
per rinnovarle gli auguri di buon lavoro in attesa di ritrovarci nuovamente martedì prossimo
in occasione della cena che la collega Franzelin ha voluto offrirci.
La parola al collega Pahl.
PAHL (SVP): Herr Präsident! Herr Landeshauptmann! Frau Vizepräsidentin! Die Frau
Vizepräsidentin ist ein Mitglied der Fraktion der Südtiroler Volkspartei und aus diesem
Grunde darf ich im Namen der Fraktion mich dem Dank und der Anerkennung anschließen,
die der Herr Landtagspräsident und der Herr Landeshauptmann ausgesprochen haben. Die
Fraktion, Frau Franzelin, läßt Sie sehr ungern ziehen, aber wir tun es in der Überzeugung, daß
Sie eine sehr wichtige Aufgabe für unser Land übernehmen. Sie sind bestens auf diese
Aufgabe vorbereitet, haben große Erfahrung und wie wir seit zwei Jahrzehnten wissen aus der
Zeit ihres Wirkens auch ganz bestimmt die nötige Durchsetzungskraft auch in einer
Männerwelt, die Sie künftig ebenso umgeben wird wie hier im Landtag und in der Partei
genauso bravorös zu bestehen, durchzuhalten, ihren Zielen zu dienen und durchzusetzen wie
Sie es bisher gezeigt haben. Unsere Bevölkerung weiß sehr viel Ihnen zu danken für das, was
Sie geleistet haben, für die mutigen Vorstöße, die Sie im sozialen Bereich vorangetragen
haben. Darum können wir ruhig sagen, daß Ihr Name sich verbinden wird mit einem
besonderen Einsatz für soziale Fragen unserer Bevölkerung und auch für ihren Einsatz in
allen Angelegenheiten, die die Anliegen der Frau in Südtirol betreffen. Wir wünschen Ihnen
also im Namen meiner Fraktion, der Südtiroler Volkspartei, viel Glück, Frau Kollegin, viel
Erfolg und nocheinmal unseren ganz aufrichtigen herzlichen Dank!
ZENDRON (GAF-GVA): Noi ci sentivamo rappresentati anche dalle parole del
- 46 Presidente, però visto che il compagno di partito della signora Franzelin ha voluto parlare,
anch'io desidero esprimere davanti a tutti quello che penso, quello che sento, e devo dire che,
al di là delle differenze politiche che rimangono, c'è stato un rapporto particolare, interessante
e piacevole con la consigliere Franzelin. Quando abbiamo parlato di tematiche che
riguardavano le questioni sociali, specie sulla questione della casa, dove Lei ha una
competenza specifica che adesso potrà sicuramente esercitare concretamente, o su questioni
femminili, abbiamo avuto tante cose in comune, anche al di là delle differenze politiche e di
partito. Non voglio prolungare questo mio intervento, ma voglio augurare alla signora
Franzelin le cose migliori, di potere lavorare bene e di trovare anche soddisfazione in un
incarico, che è sempre stato riservato agli uomini. Mi fa particolarmente piacere che venga
occupato oggi da una donna, che ha poi una particolare competenza in questo campo, che
sicuramente saprà sfruttare per fare qualcosa di più rispetto a quello che fino adesso è stato
fatto. Tanti auguri quindi anche da parte nostra.
BENUSSI (MSI-DN): A nome dei cattivi dell'opposizione, quella più tremenda, non
posso che dire con grande commozione che La ringraziamo per tutto quello che ha fatto e Le
facciamo tanti auguri.
FRANZELIN-WERTH (Vizepräsidentin - SVP): An dem Punkte angelangt,
gestatten Sie auch mir, Herr Landeshauptmann, Herr Präsident, Frau Kollegin Zendron, Herr
Abgeordneter Benussi, aber alle Kollegen hier, daß auch ich gerührt bin für so viele
anerkennende Worte. Ich bin dankbar, daß es mir möglich war, einmal, daß die Bevölkerung
mir das Vertrauen geschenkt hat, vier Legislaturen hier in diesem Hause zu sein. Neunzehn
Jahre, achtzehn davon in diesem Präsidium. Ich habe versucht mein Bestes zu geben. Die
anerkennenden Worte von heute haben mir bewiesen, daß man doch einiges in diese Richtung
verbringen konnte. Danken möchte ich all jenen, die mich in diesen Jahren begleitet haben,
fünf, sechs Abgeordnete sind es, die seit '73 noch hier im Landtag sind, mit dabei vor allem
auch der Landeshauptmann Durnwalder, der Kollege Oberhauser, Kollege Achmüller,
Landesrat Mayr und Benedikter Alfons nicht zuletzt. Er ist schon durchgegangen, ich wollte
sicher nicht vergessen, mit ihm habe ich sicher am meisten und am intensivsten gekämpft um
nicht zu sagen zusammengearbeitet. Ich danke wirklich allen, mit denen ich diese Jahre
verbringen durfte, daß ich zum Wohle der Bevölkerung auch einiges leisten habe können und
ich bin dankbar dafür. Ich möchte an dieser Stelle auch der Landesregierung danken, daß sie
meine Wahl zum Präsidenten des Instituts gemacht hat, ich werde dort versuchen und das
möchte ich hier auch erklären, mein Bestes zu geben. Vielleicht ist es möglich, auch dort
einige Zeichen zu setzen, da man auch als Frau oder gerade als Frau das eine und andere noch
bewegen kann, denn wohnen und Familie ist ja eng miteinander verbunden. Ich habe versucht
meinen Weg in diesem Bereich zu gehen, aber es hat mich auch gefreut, daß es mir möglich
war dabei zu sein, als das Familienpaket verabschiedet wurde und ich möchte Sie an dieser
Stelle alle bitten, den dritten Teil noch über die Bühne zu bringen und hoffen wir, daß es dann
auch in Rom genehmigt wird. Das sind zwei Punkte gewesen: Wohnen und Familie, die mir
sehr am Herzen gelegen sind. Es ist einiges in dem Bereich gelungen, Ihnen wünsche ich
allen, daß Sie das letzte Jahr der Legislaturperiode gut über die Runden bringen, daß Sie all
die Punkte, die noch im Koalitionsabkommen nicht so ganz erfüllt sind, mit großem Schwung
noch genehmigen werden und ich wünsche mir auch, daß im nächsten Landtag mehr Frauen
- 47 hier anwesend sind als in dieser Legislaturperiode.
Noch einmal einen herzlichen Dank an alle und herzlichen Dank Herr Präsident für die
Einladung, daß wir jetzt noch ein Glas trinken können und so den Abschied etwas begießen.
Danke vielmals!
PRESIDENTE: La seduta è chiusa.
ORE 16.40 UHR
SEDUTA 169. SITZUNG
13.11.1992
Sono intervenuti i seguenti consiglieri:
Es haben folgende Abgeordnete gesprochen:
Benedikter (10,18,29,33)
Benussi (46)
Durnwalder (43)
Ferretti (4,7,18,21)
Franzelin-Werth (46)
Frasnelli (8,14)
Frick (41)
Holzmann (4,5,7,8,15)
Klotz (6,19,23)
Pahl (45)
Pellegrini (44)
Saurer (31,33)
Sfondrini (16)
Tribus (13,14)
Viola (12,20)
Zendron (30,41,45)