Delibera del Consiglio Comunale n.57 del 17
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Delibera del Consiglio Comunale n.57 del 17
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Reg. Verb. N. 57 del 17/09/2015 Settore Territorio OGGETTO: Servizio Urbanistica STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO IN ZONE D1-7 E D1-8 IN VIA ARMEA, IN VARIANTE CONNESSA AL VIGENTE P.R.G., PER REALIZZAZIONE EDIFICI COMMERCIALI. PROPONENTI: IMMOBILIARE ARMEA S.R.L. L.R. LUIGI DAGOSTINO. (PE 33/2014) ESPRESSIONE PREVENTIVO ASSENSO AI SENSI ART. 59 LR 36/97. L'anno duemilaquindici addì diciassette del mese di Settembre alle ore 19.45, in Sanremo, nella sala delle adunanze posta nella sede municipale, si è riunito il CONSIGLIO COMUNALE in adunanza Ordinaria ed in seduta di Prima convocazione, nelle persone dei Signori: Presenza 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. BIANCHERI Alberto IL GRANDE Alessandro ROBALDO Mario SINDONI Alessandro CARLUTTO Giovanna Laura TRUCCO Giorgio BASSO Antonella NURRA Valerio CUTELLE' Adriana BATTISTOTTI Adriano FARALDI Giuseppe DI MECO Giuseppe ROMEO Olmo SI Presente NO Assente SI SI SI SI SI SI SI NO SI NO SI SI SI Presenza 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. NEGRO Giovanna Maria PREVOSTO Francesco MARENCO Alessandro BERRINO Giovanni SOLERIO Franco FERA Antonio BALESTRA Elisa BAGGIOLI Simone LOMBARDI Luca ARRIGONI Paola RIELLO Giuseppe ANTONELLI Francesca SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI AG Assente Giustificato Partecipa alla seduta e cura la verbalizzazione il Segretario Generale del Comune Dott.ssa ORLANDO Concetta. Il Signor IL GRANDE Alessandro assume la presidenza e accerta che sono presenti n.23 componenti su 25 in carica. Si dà atto che sono presenti in aula gli Assessori: pres. ass. 1 FARALDI Leandro 2 PIRERI Caterina 3 ASSERETTO Anna Maria 4 NOCITA Eugenio 5 EMANUELI Luca 6 CASSINI Daniela 7 MENOZZI Mauro X X X X X X X Alle ore 20.50, in prosecuzione di seduta, il Presidente sottopone al Consiglio Comunale la seguente proposta di deliberazione n.124 del 11.08.2015, iscritta all’O.d.G. della presente seduta, sulla quale: a) è stato acquisito il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica reso, mediante apposizione di firma digitale, dal dirigente del Settore Territorio, ing. Gian Paolo Trucchi, in data 13 agosto 2015 che di seguito si riporta: “SI ESPRIME PARERE FAVOREVOLE IN ORDINE ALLA REGOLARITÀ TECNICA ATTESTANTE LA REGOLARITÀ E LA CORRETTEZZA DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA AI SENSI DEGLI ARTT. 49, COMMA 1, E 147 BIS, COMMA 1, DEL D. LEG. 267/2000 E S. M. I.”; b) è stato acquisito il parere favorevole in ordine alla regolarità contabile, reso, mediante apposizione di firma digitale, dal dirigente del Settore Finanze e Tributi, dott.ssa Cinzia Barillà, in data 13 agosto 2015 che di seguito si riporta: “SI ESPRIME PARERE FAVOREVOLE IN ORDINE ALLA REGOLARITÀ CONTABILE AI SENSI DEGLI ARTT. 49, COMMA 1, E 147 BIS, COMMA 1, DEL D. LGS. N. 267/2000 E SS. MM. II.”. La Giunta Comunale, nella seduta del 13.08.2015, Verbale n. 202, ha trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale, per gli adempimenti di competenza, la proposta di deliberazione di cui all’oggetto. E’ stato acquisito il parere della II^ Commissione Consiliare in data 3.09.2015. Lo schema di provvedimento è stato pubblicato, ai sensi dell'art.39 del D.Lgs. n.33/2013, nella home page istituzionale, al link Amministrazione Trasparente – Pianificazione e governo del territorio, in data 13.08.2015 IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO: - che il comune di Sanremo è dotato di P.R.G. approvato con D.P.G.R. n. 667 del 27/05/1980 e successive varianti. Tale strumento urbanistico comunale è soggetto a revisione ai sensi della l.r. 7/74 e pertanto, nelle more della -2- predisposizione del Piano Urbanistico Comunale ai sensi della l.r. 36/97, è soggetto alle limitazioni previste dall’art. 6 comma 1 lett. b) della l.r. 30/92; - che con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 80 del 27/09/2012 avente ad oggetto: “REVOCA PARZIALE DELLA DELIBERAZIONE C.C. N. 16 DEL 23.03.2011 DI ADOZIONE DELLA DISCIPLINA PAESISTICA DI LIVELLO PUNTUALE PREVISTA DALLA LEGGE REGIONALE 2 MAGGIO 1991 N. 6 RIELABORATA IN ADEGUAMENTO AI RILIEVI REGIONALI” il comune si è dotato della Disciplina Paesistica di Livello Puntuale; - che il comune è soggetto altresì alle limitazioni previste dall’art. 47 ter della l.r. 36/97, come modificata dalla l.r. 11/2015, che vietano l’adozione e l’approvazione di varianti al P.R.G. vigente, fatta eccezione per quelle finalizzate all’approvazione di opere pubbliche da parte di amministrazioni ed enti competenti ed alla realizzazione di interventi aventi ad oggetto attività produttive od opere necessarie per la pubblica o privata incolumità nonché per le varianti in attuazione di leggi speciali; - che con istanza depositata in data 23/12/2013 assunta al protocollo generale al n. 316 del 03/01/2014 il sig. Luigi Dagostino n. a Barletta il 31/03/1967 C.F. DGSLGU67C31A669N in rappresentanza della ARMEA s.r.l., proprietaria degli immobili ubicati nel comune di Sanremo in via Armea 43 e catastalmente individuati all’NCT Fg. 48 particelle n. 397, 414 (ora 1544 - 1545), 965, 966, 967 e al NCEU sul foglio 48 particelle n. 408 e 413 (oltre ora 1545 sub 1 e 2), ha richiesto, su detti immobili, l’approvazione di uno Strumento Urbanistico Attuativo con variante connessa al vigente P.R.G. allegando il relativo progetto a firma del Dott. Arch. Ermanno Previdi iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano al n. 2744 con studio in Milano; PRESO ATTO che tale proposta progettuale è costituita dai seguenti elaborati: R01.2 Relazione tecnico – illustrativa R02 Documentazione fotografica R03 Estratti cartografici R04.2 Relazione di variante R05.2 Norme tecniche di attuazione R06.2 Schema di Convenzione R07 Studio organico di insieme R08 Relazione paesaggistica R09.1 Computo Metrico Estimativo opere urbanizzazione R10 Studio di sostenibilità ambientale R11 Rapporto preliminare R12 Documentazione fotografica carotaggi R13 Visure post variazione catastale particella ex 414 S00 Estratto PRG – Proposta di variante in zone D1_7 e D1_8 S01 Stato di fatto – Individuazione Lotti S02 Stato di fatto – Rilievo -3- PG n. 46288 del 06/08/2015 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 46288 del 06/08/2015 PG n. 46288 del 06/08/2015 PG n. 46288 del 06/08/2015 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 19255 del 02/04/2015 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 19255 del 02/04/2015 PG n. 19255 del 02/04/2015 PG n. 19255 del 02/04/2015 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 316 del 03/01/2014 PG n. 316 del 03/01/2014 S03 Stato comparato PG n. 316 del 03/01/2014 S04 Progetto – Individuazione delle aree in cessione PG n. 316 del 03/01/2014 S05 Progetto – Viabilità di accesso all’area di intervento PG n. 316 del 03/01/2014 S06 Progetto – Flussi veicolari e percorsi pedonali PG n. 316 del 03/01/2014 S07.1 Urbanizzazioni – sottoservizi PG n. 46288 del 06/08/2015 S08 Urbanizzazioni – segnaletica e sistemazioni esterne PG n. 316 del 03/01/2014 S09 Indicazioni morfologiche prescrittive PG n. 316 del 03/01/2014 S10 Passi carrai PG n. 19257 del 02/04/2015 P00.1 Progetto – Planivolumetrico PG n. 19255 del 02/04/2015 P01 Lotto1 – Pianta piano terzo interrato – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P02 Lotto1 – Pianta piano secondo interrato – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P03 Lotto1 – Pianta piano primo interrato – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P04 Lotto1 – Pianta piano terra – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P05 Lotto1 – Pianta piano primo – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P06 Lotto1 – Pianta piano secondo – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P07 Lotto1 – Pianta copertura – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P08 Lotto2 – Pianta piano quarto interrato – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P09 Lotto2 – Pianta piano primo interrato – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P10 Lotto2 – Pianta piano terra – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P11 Lotto2 – Pianta copertura – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P12 Prospetti – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P13 Sezioni – progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P13b Progetto – Sezioni longitudinali PG n. 19257 del 02/04/2015 P14 Modellazione tridimensionale PG n. 316 del 03/01/2014 P15 Lotto 1 – Superfici di progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P16 Lotto 1 – Calcolo volume di progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P17 Lotto 2 – Superfici di progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P18 Lotto 2 – Calcolo volume di progetto PG n. 316 del 03/01/2014 P19 Indicazioni materiche PG n. 316 del 03/01/2014 D01 Stato Autorizzato DIA inserito nel SUA – Planivolumetrico PG n. 19257 del 02/04/2015 D02 Stato Autorizzato DIA inserito nel SUA – Piante e Sezioni PG n. 19257 del 02/04/2015 Relazione Geologica PG nn. 19252-19253-19258-19260 del 03/01/2014 Relazione Geotecnica PG nn. 19261-19263 del 02/04/2015 Relazione preliminare di impatto acustico PG n. 316 del 03/01/2014 Relazione preliminare energetica PG n. 316 del 03/01/2014; VISTA la Relazione Urbanistica Illustrativa redatta dal Responsabile del Servizio Urbanistica allegata alla presente quale parte integrante e sostanziale; CONSIDERATO che: - il totale aree pubbliche richieste in relazione alla presente progettazione ammonta a: 3509,4 mq di parcheggio pubblico 3509,4 mq di verde pubblico 241 mq di attrezzature interesse collettivo per 7259,80 mq complessivi - le superfici previste in cessione sono le seguenti: STRADA E MARCIAPIEDI mq 3664 Superfici destinate a STANDARD URBANISTICI: -4- PARCHEGGIO PUBBLICO mq 835 VERDE DI PERTINENZA DEI PARCHEGGI E DELLA STRADA mq 1286 La superficie totale prevista in cessione per standard urbanistici ammonta pertanto a mq 2121. Il costo preventivato riconoscibile delle OPERE DI URBANIZZAZIONE è pari a 1.863.931,83 €; - per quanto riguarda le attrezzature di interesse collettivo, tali aree, sono da monetizzare in quanto previste nella zona D1-5 in ottemperanza a quanto disposto dalle N.di A. del P.R.G. vigente come modificato dalla Variante Bassa Valle Armea; - per quanto riguarda le aree verdi si richiama l’indirizzo del Consiglio Comunale espressosi con Deliberazione n. 83/2006 che prevede la sola realizzazione di parcheggi pubblici prospicienti la viabilità principale con la realizzazione, anche parziale, degli altri standard a cura del comune a fronte della relativa monetizzazione; - per quanto riguarda le aree a parcheggio pubblico, in base alla normativa regionale soprarichiamata (D.C.R. 31/2012 e s.m.i.) i parametri di parcheggio sono comprensivi delle aree di parcheggio PERTINENZIALI private DELL’INSEDIAMENTO e delle aree di parcheggio pubbliche. Il progetto prevede il reperimento in aree private di tutte le superfici a parcheggio richieste dalla normativa regionale con una eccedenza di parcheggi pari a 3239 mq.; RITENUTO che in relazione a quanto sopra ed anche ai vincoli di bilancio a cui è sottoposta l’amministrazione comunale si ritiene valutabile in termini positivi la monetizzazione della superficie a standards pubblici non reperiti pari a mq 5138,80 (7259,80 mq - 2121 mq) che ammontano ad importo complessivo di € 1.875.918/94, salvo adeguamenti di legge, che potrà essere utilizzato, in conformità alle vigenti normative, dall’amministrazione comunale per la realizzazione di opere pubbliche. In presenza di tale disponibilità finanziaria, analizzato il piano triennale delle opere pubbliche di questa amministrazione, si può individuare l’utilizzo dell’importo sopra citato, nelle opere pubbliche già previste nella Valle Armea, oltrechè in ulteriori interventi di regimazione del Torrente Armea o di altre opere sulla base delle priorità individuate nell’ambito della programmazione dei lavori pubblici; PRESO ATTO che negli accordi convenzionali il Soggetto Attuatore si impegna alle seguenti ulteriori obbligazioni aggiuntive: a) finanziare la realizzazione di un’opera pubblica, che sarà individuata dal Comune, per un ammontare massimo pari ad Euro 400.000,00; b) realizzare e gestire, a propria cura e spese, all’interno dell’Outlet, uno sportello informativo denominato “Sportello Città di Sanremo” che fornisca informazioni esaurienti, ai frequentatori dell’Outlet medesimo, sugli esercizi commerciali, sulle strutture ricettive e turistiche e le altre attività situate nella Città di Sanremo nonché a pubblicizzare tutti gli eventi più importanti del -5- territorio del Comune di Sanremo, in accordo con l’Amministrazione Comunale; c) assicurare, a condizioni analoghe a quelle praticate agli altri operatori che insedieranno la propria attività nell’Outlet, un’unità commerciale all’interno dell’Outlet stesso destinata alle associazioni di categoria dei commercianti, maggiormente rappresentative, al fine di disporre di uno spazio con vetrina atta a promuovere le attività commerciali della città ed i loro prodotti; d) favorire l’attivazione di linee di trasporto regolari ed organizzate fra l’Outlet ed il centro di Sanremo concordate con l’Amministrazione comunale; e) promuovere, in sinergia con il Comune di Sanremo, pacchetti turistici con pernottamento ed eventi nella Città di Sanremo, scelti nell’ambito del “calendario Manifestazioni” comunale con modalità e coordinamento concordati tra le Parti; f) adottare, per almeno 5 anni dall’attivazione dell’Outlet, la modalità di vendita “outlet”, nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 14, comma 1, lett. e-bis) della l.r. n. 1/2007 e della delibera Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa della Regione Liguria n. 31 del 17.12.2012 e sue eventuali modifiche; DATO ATTO che la proposta di S.U.A., a norma dell’art. 4 comma 2 della l.r. 24/87, è stata sottoposta all’esame della Commissione locale per il Paesaggio in data 10/08/2015 che ha espresso il seguente parere: “Favorevole sotto il profilo territoriale in quanto l’intervento proposto si allinea all’assetto normativo che pone a tutela l’areale”; ACCERTATO, dall’esame della documentazione presentata ed allegata all’istanza di cui sopra, che, a norma dell’art. 8 della l.r. 24/87, il progetto dello S.U.A. prevede varianti connesse al vigente P.R.G., debitamente documentate in termini grafici e normativi nell’elaborato R04.2 denominato “RELAZIONE DI VARIANTE AL PRG”; ACCERTATO che, sulle varianti sottese al presente Strumento Urbanistico Attuativo, non opera il divieto di adozione di varianti urbanistiche di cui all’art. 47 ter della l.r 36/97 come modificata dalla l.r. 11/2015 trattandosi di varianti connesse alla realizzazione di interventi aventi ad oggetto attività produttive come definite dalla l.r. 10/2012; VERIFICATO che la proposta progettuale risponde agli obiettivi di miglioramento del patrimonio immobiliare sotto i profili dell'efficienza energetica, della rispondenza alla normativa antisismica nonché della qualità architettonica, nel rispetto dei caratteri peculiari della zona e dei suoi rapporti con il contesto paesistico ai sensi del vigente P.T.C.P., verificato altresì che riguarda una attività produttiva per la quale è riconosciuto l’interesse pubblico al mantenimento e potenziamento, si ritiene sussistano i presupposti per l'avvio di una Conferenza di Servizi finalizzata ad approvare la proposta progettuale con contestuale modifica allo strumento urbanistico comunale ai sensi dell'art. 59 della L.R. 36/1997 e s.m.i. alle condizioni dei servizi; -6- RILEVATO che l’istruttoria del presente atto è stata svolta dal responsabile del procedimento Arch. Silvia Gavotto; VISTO il P.R.G. vigente approvato con D.P.G.R. n. 667 del 27/05/1980 e sue varianti; VISTA la Legge Regionale 08/07/1987 n. 24 e successive modificazioni; VISTA la Legge Regionale 04/09/1997, n. 36 e successive modificazioni; VISTA la legge urbanistica n. 1150 del 07/08/1942; VISTO l’art. 42 del D.Lgs. 267/2000; DELIBERA 1. di esprimere atto d’assenso, ai sensi dell’art.59 della Legge Regionale 36/1997 (Legge urbanistica), allo Strumento Urbanistico Attuativo, costituito dagli elaborati in premessa citati, conservati agli atti dell’ufficio Urbanistica, in variante connessa al PRG vigente, come documentato in termini grafici e normativi nell’elaborato R04.2 denominato “RELAZIONE DI VARIANTE AL PRG”, dei soprarichiamati elaborati progettuali; 2. di riconoscere il rilevante interesse pubblico dell’operazione proposta, individuato nel mantenimento e potenziamento dell’attività produttiva con i conseguenti risvolti occupazionali; 3. di esprimere assenso a che lo Strumento Urbanistico Attuativo venga approvato anche in variante alla strumentazione urbanistica vigente mediante la procedura della Conferenza dei Servizi, ai sensi dell’art. 59 della L.R. 36/97 e s.m.i. individuando, quale soggetto titolato a rappresentare il Comune di Sanremo in Conferenza di Servizi, il Dirigente del Settore Territorio, o suo delegato, con la possibilità di assumere le determinazioni conseguenti ad eventuali modifiche, non sostanziali, che si rendessero necessarie allo S.U.A. a seguito dell’esame da parte della Conferenza; 4. di stabilire, ai sensi e per gli effetti dell’art. 59 della Legge Regionale 04/09/1997 n. 36 e s.m.i., che la documentazione progettuale, la presente delibera ed il verbale della Conferenza dei Servizi in sede referente, vengano depositati per trenta giorni consecutivi presso la Segreteria Comunale e nel sito istituzionale comunale, a libera visione, previo avviso da pubblicarsi sul B.U.R.L. e nello stesso sito istituzionale del Comune e che, nello stesso termine chiunque possa presentare eventuali osservazioni; -7- 5. di dare atto che il Responsabile del procedimento è l’Arch. Silvia Gavotto il quale ha curato l’istruttoria ed è incaricato di ogni ulteriore atto in esecuzione alla presente deliberazione ai sensi dell’art. 6 della Legge 07.08.1990, n. 241 (nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi); 6. di dare atto che l’approvazione dello S.U.A. e delle relative varianti connesse è di competenza regionale ai sensi dell’art. 81 della l.r. 11 del 02/04/2015 e che le autorizzazioni commerciali relative alle strutture previste dal presente S.U.A. saranno soggette alle procedure previste in relazione alla tipologia commerciale in conformità alla vigente normativa; 7. di dare atto che la procedura è soggetta alle disposizioni di cui all’art. 39 del D. Lgs. 14/03/2013 n. 33. Entro i termini previsti dall’art.18, comma 7, del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, sulla suddetta proposta deliberativa è stato presentato il seguente emendamento dai Consiglieri comunali Trucco, Basso, Robaldo, Di Meco, Faraldi Giuseppe, Il Grande, Sindoni, Romeo e Prevosto, con nota in data 15.09.2015, pervenuta in data 16.09.2015 alle ore 13.00 ed acquisita agli atti con n. 54336 di Protocollo generale in data 17.09.2015, del seguente tenore: “A seguito di valutazione, studio ed approfondimento della Proposta di deliberazione del Consiglio comunale n° 124 del 11/08/2015 con oggetto: STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO IN ZONE D1-7 E D1-8 IN VIA ARMEA, IN VARIANTE CONNESSA AL VIGENTE P.RG., PER REALIZZAZIONE EDIFICI COMMERCIALI. PROPONENTI: IMMOBILIARE ARMEA S.R.L. L.R LUIGI DAGOSTINO. (PE 33/2014) ESPRESSIONE PREVENTIVO ASSENSO AI SENSI ART. 59 LR 3 6/94, propongono il seguente EMENDAMENTO - con riferimento alla PRESA ATTO che ... al punto c), sostituire INTEGRALMENTE quanto riportato al punto c) con la seguente formulazione: c) Assicurare, a titolo gratuito, una unità commerciale, all’interno dell’Outlet stesso, destinata alle associazioni di categoria dei commercianti maggiormente rappresentative con il fine ESCLUSIVO di promuovere le attività commerciali della città ed i loro prodotti; - con riferimento alla PRESA ATTO che … al punto f), sostituire le parole 5 anni con le seguenti: 10 anni L’approvazione del presente emendamento comporterà la modifica degli atti ad esso collegati.” -8- Sul suddetto emendamento: • é stato acquisito il parere favorevole di regolarità tecnica reso dal Dirigente del Settore Territorio, ing. Gian Paolo Trucchi, in data 17.09.2015, che testualmente si riporta: "Considerando che il primo alinea dell'emendamento si riferisca al punto c) del comma 1 dell'art.13 dell'elaborato R06.2 Schema di convenzione, si esprime parere favorevole allo stesso. Con riferimento al secondo alinea, riferito all'art.13, comma 1 punto f) dello schema sopra richiamato, si esprime parere favorevole." • non è stato acquisito il parere di regolarità contabile in quanto il dirigente del Settore Finanze e Tributi, dott.ssa Cinzia Barillà, in data 17.09.2015 ha attestato quanto segue: “SI ATTESTA, AI SENSI DELL’ART. 49, COMMA 1, DEL D.LGS. N. 267/2000 E SS. MM. II., CHE LA PRESENTE PROPOSTA DI DELIBERAZIONE NON COMPORTA RIFLESSI DIRETTI O INDIRETTI SULLA SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA O SUL PATRIMONIO DELL’ENTE E NON SI RILEVANO ASPETTI CONTABILI PREVISTI DALL’ART. 153, COMMA 5, DEL SUDDETTO D.LGS.”. Assessore Emanueli: Vi illustro la pratica dal punto di vista urbanistico e quindi in virtù della variante che è stata richiesta. Parto dalla variante che sottostà al PRG vigente, alla disciplina paesistica di livello puntuale di cui s'è dotata l'Amministrazione comunale nel 2012 e alla L.R. n.11/2015 in aggiornamento alla legge n.36/97. L'istanza di variante è stata presentata il 23.12.2013 e protocollata il 3.1.2014. Dagli uffici è stata verificata la completezza della documentazione e viene preso atto di un ulteriore accordo stipulato con la proprietà attraverso una convenzione. Riguardo la variante urbanistica è stato dato parere favorevole dalla commissione locale sul paesaggio del Comune, favorevole sotto il profilo territoriale in quanto l'intervento proposto si allinea all'assetto normativo che pone a tutela l'area. Come dicevo è stata accertata la completezza della documentazione. Su questa variante non opera il divieto di adozione di varianti urbanistiche previsto dalla legge n.97 e dall'ultima legge di quest'anno del 2015, trattandosi di variante connessa alla realizzazione di interventi aventi in oggetto attività produttive come definite dalla L.R. n.10/2012. Quindi non è in blocco di richiesta di variante come invece capita alle altre varianti del Comune di Sanremo che non riguardano attività produttive o di interesse pubblico. La proposta progettuale risponde agli obiettivi di miglioramento del patrimonio immobiliare sotto i profili dell'efficienza energetica, della rispondenza alla normativa antisismica, nonché alla qualità architettonica e viene rimarcato il fatto che riguarda un'attività produttiva e in virtù della legge regionale viene riconosciuto per questo l'interesse pubblico al mantenimento o al potenziamento di attività produttive. A seguito del Consiglio comunale la variante verrà esposta per trenta giorni pubblicamente, in questo periodo sono possibili osservazioni ed il passaggio successivo sarà quello regionale. L'approvazione definitiva del SUA quindi è di -9- competenza regionale a seguito dell'eventuale approvazione del Consiglio comunale. La sostanza di questa variante, cerco di essere il più chiaro e sintetico possibile, è che allo stato attuale la proprietà poteva fare una serie di interventi, cioè procedere con una DIA e con un permesso di costruire ulteriore arrivando a una superficie di vendita complessiva di 4583 mq per grandi superfici di vendita, e come aggregazione di esercizi singoli ad un totale di altri 1500 mq circa. Sommando sono in tutto 6083 mq, con lo strumento di variante, quello che eventualmente passerà questa sera, è proposta un'unica procedura per variare l'assetto urbanistico dell'area nella quale si affianca ad una grande struttura di vendita di 4864 mq una aggregazione di esercizi singoli di 1500 mq, per un totale di 6.363 mq, quindi la richiesta di variante per la superficie di vendita, cioè lo scarto previsto dalla variante è di 281 mq. La procedura ordinaria permetterebbe di fare 281 mq in meno. Sostanzialmente la richiesta di variante è motivata dal fatto che secondo l'assetto urbanistico precedente i due lotti, che sono di un'unica proprietà, attualmente erano separati da una strada. La proprietà chiedeva di spostare questa strada e quindi è stata avviata la procedura di variante attraverso la quale è stato chiesto un incremento volumetrico che non incide sui dati dei metri quadri che ho dato prima, di circa il 15%. Cioè, secondo la normativa esistente sui due lotti separati potevano essere fatti 30.000 mc e 30.000 mc per un totale di 60.000 mc, attraverso la variante viene chiesto un incremento a 70.000 mc complessivi. Lo spostamento della strada non prevede che le due strutture si integrino, cioè, il progetto è unico ma sono due strutture separate, non c'è collegamento diretto chiuso fra le due strutture, fra la grande struttura di vendita e le strutture aggregate. La differenza fra queste due vie, cioè l'ipotesi 1) attualmente percorribile senza variante e la n.2) percorribile solo con variante, portano a degli oneri complessivi la variante di 2,9 milioni di euro, contro l'1,2 milioni di euro della procedura senza variante. Nell'ipotesi dei 2,9 milioni, 600.000 euro sono già stati depositati all'avvio della procedura e 1,8 milioni vengono spesi in opere di urbanizzazione localmente, quindi con un avanzo di 300 mila euro. Per la monetizzazione di standards urbanistici, che in quella zona non sono stati ritenuti necessari dal punto di vista tecnico, c'è un'ulteriore monetizzazione di circa 1,6 milioni di euro. Questa è in sintesi la comparazione fra le due situazioni, la situazione che poteva essere avviata e portata avanti a prescindere dalla variante e la situazione con variante. Riguardo alla destinazione commerciale l'area di Valle Armea dal 2004 al di sotto della infrastruttura autostradale è già zona produttiva artigianale e commerciale e questa cosa è stata riconfermata dal piano del commercio del 2008 e quindi è da circa 11 anni che le attività commerciali possono insediarsi in Valle Armea. Ho cercato di essere sintetico perché è una pratica abbastanza complicata, ma volevo essere chiaro su quello che implica la variante che va in votazione questa sera a confronto di quella che era la procedura standard di interventi legati non all'urbanistica, quindi attraverso variante, ma agli strumenti dell'edilizia. - 10 - Durante l'intervento dell'Assessore Emanueli è entrato il Consigliere Nurra: presenti 24. Consigliere Lombardi: Ho portato qualche articolo di giornale, mi sembrava giusto perché magari qualcuno nei giorni precedenti non ha comprato Stampa e Secolo. Ci stiamo chiedendo un po' tutti noi della minoranza il ruolo che abbiamo noi in una discussione di un Consiglio comunale perché riceviamo delle informazioni dai giornali dove la maggioranza si riunisce qualche giorno prima di questo importante Consiglio comunale e ci dice: "The Mall via libera dalla maggioranza alla maxi operazione". Il Secolo dice: "Outlet, la Giunta approva la variante" e "The Mall, primo via libera alla variante", chiaramente sempre da parte della maggioranza. Pertanto dico, bah, visto che i voti li ha la maggioranza potevamo definirla in questa maniera e non venire nemmeno a fare Consiglio comunale perché vuol dire che nessuno riuscirà a convincere me e nessuno stasera sarà convinto dal sottoscritto rispetto a questa pratica. Il Consiglio comunale è l'apice di una discussione che avviene nella Commissione consiliare e poi ci si confronta normalmente all'interno del Consiglio comunale, quindi siamo credo rimasti un po' tutti basiti quantomeno su queste dichiarazioni così affrettate rispetto alla pratica di stasera, anche perché l'atto di una riunione di maggioranza non è un atto amministrativo necessario, non è né verbalizzato né ufficiale. Peraltro i giornali riportavano che non vi era neanche la completezza dei componenti della maggioranza. Detto questo vorrei fare un percorso, perché in questi giorni tra l'altro vi sono stati diversi articoli di giornale un po' di vari generi, molto magari è gossip, molto è verità. Una delle cose che tengo a puntualizzare è che siccome sono stati fatti diverse volte riferimenti alle amministrazioni precedenti rispetto a questa pratica, la pratica è da scindere in due diverse fasi, la prima è quella in cui hanno richiesto - un'altra società, quindi non The Mall – una licenza commerciale nel 2012, tra l'altro era un privato cittadino che deteneva la proprietà del pantamarket, che aveva già una licenza, che a un dato momento decide di riattivare quella licenza e va in Conferenza dei Servizi dove normalmente si incontrano le parti. E' un tavolo tecnico dove chi presenta una pratica passa alla disamina da parte di un dirigente del Comune di Sanremo, di un dirigente provinciale e più di tutti il dirigente regionale che ne dà, alla fine, a seguito di una delibera di Giunta Regionale, un parere vincolante per la licenza. Questo lo dico perché è corretto, secondo me, che la gente sappia che né un Consigliere comunale della precedente Amministrazione, quindi Zoccarato, né un uomo di Giunta né nessun atto ufficiale è stato votato dalla precedente Amministrazione o in Giunta, o in Commissione o Consiglio. Questo ci tengo a dirlo perché più di una volta c'è stata magari una cattiva informazione. Tra l'altro avvengono tre conferenze, nella prima addirittura il funzionario regionale, la dott.ssa Milia, non firma il verbale, va via e poi scrive al Comune di Sanremo, quindi probabilmente c'era stata anche un po' di agitazione nella prima commissione referente. Nella seconda referente controllano tutta la documentazione e va giustamente in Regione che è colei che detiene i 4.800 mq e con una delibera la Giunta - 11 - Regionale dà il benestare con un parere vincolante per la pratica dando l'ok per il distretto Sanremo-Ventimiglia, vi possiamo dare i 5000 mq circa. Ripeto, né il sottoscritto, né Berrino credo, né Solerio, né altri della precedente Amministrazione, hanno mai firmato e votato un atto a favore dell'outlet, questo giusto per essere chiari e far capire le informazioni che arrivano all'esterno. Invece parliamo della variante, che ci dice l'Assessore che loro potevano intervenire eventualmente anche senza richiedere una variante, tanto alla fine sono 280 mq in più che guadagnano, giusto? Ho fatto il sunto, ma io dico, faccio un altro tipo di mestiere, ma uno spende 1.700.000 euro in più per avere 280 mq di superficie in più? Mi sembra un po' azzardato come investimento, io non lo avrei fatto probabilmente, non avrei speso 1,7 milioni di euro in più per 280 mq, ma io sono io. Per la scelta che andiamo a fare questa sera sicuramente la pratica è fatta bene, con delle competenze chiaramente dietro, ci sono alcuni punti che io magari non ho ben chiari e poi ve li chiederò, ma io sono portato a non dare un parere tecnico, io devo dare un parere politico della pratica. Il mio parere politico arriva da un'analisi, l'analisi che io faccio di questa pratica è: cosa ne guadagna la collettività o cosa ne perde eventualmente? Questa è una domanda che io mi devo porre, naturalmente. Poi mi devo chiedere quale sia l'impatto di una tale operazione sul tessuto sociale ed economico della città. Io da un lato ho da valutare dei dati che giustamente una ditta mi presenta per una sua operazione e mi dice che mi darà un milione di posti di lavoro, di presenze e tutto quello che mi promette, da un lato, e dall'altro io ho gli unici documenti che sono riuscito a reperire che invece direbbero il contrario, come ad esempio uno studio con base scientifica dell'Università della Sapienza di Roma che è stato presentato qua a Sanremo, io ne ho copia e credo che ne si stata depositata copia anche presso il Comune di Sanremo. A noi come Commissari non è mai arrivata questa relazione e anche di altre lettere che sono state presentate non è mai arrivato nulla di tutto ciò. La ho perché chiaramente ho presenziato al convegno. Questa relazione della Sapienza di Roma datata 16.5.2015 fa una indagine sull'impatto dei nuovi insediamenti per il rilancio del commercio a Sanremo ed è l'unico atto che io posso valutare che abbia una base scientifica. Chiaramente rappresenta dei fattori apparentemente positivi, che poi è lo scopo per cui viene attivata la variante, quindi una cosa eccezionale. Diciamo che è una variante che probabilmente vincerà il guinness dei primati perché è andata giù veramente veloce a livello di commissioni e vari passaggi, c'è stato un iter celerissimo rispetto ad altre pratiche tant'è che avete anche attivato un atto il 13 o 14 agosto in Giunta, una roba veramente speciale. Non sul discorso tecnico ma politico sociale, nella pratica si parla di un eventuale aumento dell'occupazione perché con la variante si andranno a identificare circa 40-50 punti vendita rispetto a ora che c'è zero, quindi più o meno si individuano un tot di posti di lavoro in più dove mediamente però in situazioni molto simili, quindi in aree o comunque in centri commerciali con caratteristiche molto simili, mediamente applicano contratti lavorativi abbastanza particolari, difficilmente si riescono a ottenere contratti a tempo indeterminato. Chiaramente c'è la costruzione del manufatto dove però alla fine pare che gran parte delle aziende che quantomeno faranno le operazioni provengano da fuori. Nell'analisi ci viene proposta una possibilità di arrivo di nuovi flussi turistici e poi gli oneri, ecc., - 12 - perché giustamente quando la collettività dà qualcosa a qualcuno poi ne chiede un riscontro anche di natura economica o sotto forma di opere. E' chiaro che nella lavagna si va anche a ragionare sui fattori negativi oltre che a quelli positivi. Ripeto, dallo studio che ho visto io che ritengo possa essere attendibile, si parla di un calo dei fatturati ipotetico per l'altro polo commerciale, quello che è il centro naturale commerciale cittadino, il nucleo storico dei negozi di vicinato, le botteghe, nei primi due anni un pelino meno forte, e invece negli anni dal secondo in avanti parlano di cali fino al 20%. In un momento particolare chiaramente come questo di forte crisi economica e stagnazione è chiaro che quando si sentono determinate cifre uno prima di andare a decidere dice, oh, aspetta un attimo, vediamo se tutto quadra e di non andare a desertificare il centro cittadino. Parlando anche di PUC già in passato con l'Assessore si sono fatti dei ragionamenti su altre strutture dove normalmente quella era un'area industriale e artigianale e più o meno c'è questa possibilità che diventi un'area fortemente commerciale, il che può andare anche bene, ci mancherebbe, bisogna capire se esistono contraccolpi positivi o negativi nel commercio tradizionale o quantomeno nel sistema commerciale cittadino, perché poi non è insito esclusivamente in un'area particolare. Normalmente, da altri dati che ho acquisito ha un raggio abbastanza elevato e certificato negativo su determinati centri, poi ci arriveremo. Quindi, in caso di eventuali nefasti risultati di un'operazione di questo tipo ne potrebbe conseguire una perdita di posti di lavoro che tra l'altro normalmente sono posti di lavoro qualificati, di persone generalmente che hanno un'età e sono cresciute in quell'attività del centro dove qualora dovessero uscire hanno una difficoltà maggiore rispetto ad altre età a rientrare in ambito lavorativo in questo momento particolare e sociale dell'Italia e specialmente della nostra provincia. Per la costruzione del manufatto generalmente, come dicevamo, si pensa che abbiano utilizzato o utilizzeranno ditte esterne, un qualcosa probabilmente arriverà anche sul nostro indotto locale, ma anche per le manutenzioni normalmente si utilizzano ditte esterne. Lo so perché tempo addietro avevo un franchising ed eravamo obbligati anche ad avere delle manutenzioni che arrivavano da fuori zona e non potevamo direttamente noi farcele, ma magari questo avrà un sistema diverso, non so. Idem, loro danno dei numeri di clienti ipotetici come arrivi a Sanremo, si parla, a seconda del tipo di appeal sull'area, di 700 mila persone in avanti di presenze. Lo studio della Sapienza è tutt'altro che favorevole a questa tesi di questi grossi numeri tuttavia rappresenta uno specchio all'interno dove in teoria sarebbe quello che ha meno flussi di tutti quelli esistenti in questo momento, anche dichiarando un milione di presenze all'anno rispetto agli altri presenti sul territorio nazionale gli altri hanno un numero di negozi nettamente più elevato e hanno comunque un incoming superiore, parliamo di 3-4 milioni di presenze. Perché preoccupa, perché questo tipo di centro commerciale non è molto distante dal centro, non è in centro, ma è moto vicino al centro di Sanremo. Purtroppo il tempo non mi è favorevole, avevo una lunga relazione da presentare e la chiudo in questa maniera, tanto poi farò un secondo intervento. - 13 - Nella convenzione vi è la possibilità di avere pulmini per andare e venire come navette, ma io lo ritengo favorevole forse al centro commerciale, non la ritengo una cosa favorevole al centro di Sanremo, proprio per il fatto che chiaramente diamo la possibilità di venire con dei pulmini da un'area commerciale con le loro pubblicità in centro a Sanremo a prelevare i clienti e portarli da loro, all'esterno del centro abitato. In conclusione chiedo, per coloro che ancora non hanno fatto delle valutazioni, di pensarci molto bene al voto di questa sera, e chiudo veramente Presidente, alcune zone dove hanno aperto aree commerciali simili addirittura lo Stato ha consentito di rivedere al ribasso gli studi di settore nell'arco di 90 km rispetto all'area commerciale nuova, quindi vuol dire che tutto questo benessere queste aree limitrofe alle zone di apertura di questi centri commerciali alla fine non lo ricevono. Durante l'intervento del Consigliere Lombardi è entrato il Consigliere Battistotti: presenti 25 Consigliere Solerio: Sarò molto più sintetico e cercherò di non appesantire troppo il dibattito consiliare. Faccio i miei complimenti al Consigliere Lombardi che ha fatto veramente degli studi e delle analisi su questa pratica. Una premessa, si tratta di una pratica urbanistica, non parliamo di attività commerciale e di libertà di commercio, parliamo di urbanistica. Noi tutti sappiamo che se c'è un campo dove la discrezionalità dell'Amministrazione è molto ampia pur nei limiti di legge è proprio questo. Le scelte urbanistiche sono scelte rimesse fortemente a valutazioni politiche. Questo fatto, secondo me, in qualche modo comporta che tutti i Consiglieri comunali dovrebbero dimenticare gli ordini più o meno palesi o addirittura le imposizioni di partito e di squadra e fare effettivamente una valutazione di merito nell'interesse della città. Quindi, prima di tutto una valutazione di merito, poi anche una valutazione di legittimità e anche di merito sulla convenzione che stasera viene proposta al Consiglio comunale. Non ci nascondiamo che questa è una pratica chiacchierata, mi è stato detto che sono già in corso i lavori in forza di una DIA e secondo me questa è una procedura scorretta, perché è un intervento unico e uno non può dire che ne fa un pezzo con la DIA e poi un pezzo con la variante SUA. Questo colora ovviamente in modo negativo la fattispecie, ma nel merito della pratica parliamoci chiaro, questa scelta darà un colpo esiziale alle attività commerciali della città di Sanremo. Io credo che nelle tante Amministrazioni che si sono susseguite nel dopoguerra ce ne sono due o tre che sono rimaste famose per delle scelte amministrative estremamente deleterie, per esempio il porto turistico che ha distrutto tutte le spiagge di Sanremo. Credo che questa delibera verrà ricordata, se adottata, negli anni come la delibera che ha distrutto il tessuto commerciale della città creando tutta una serie di deficit, perché poi ci sono i moltiplicatori economici negativi che vanno a incidere non solo sul commercio, sui pubblici esercizi, sugli alberghi, sullo stesso Casinò. Si perderà la possibilità di continuare il risanamento della città vecchia, quindi è come gettare una bomba nel centro della città di Sanremo. Sono sorpreso che la maggioranza non si sia posta questo problema e mi sembra che con una certa indifferenza faccia proprie le proposte dell'Assessore e della Giunta senza nessuna - 14 - discriminazione. E' stato detto, non so se sia vero, che questa pratica ha avuto un andamento particolarmente veloce, è uno SUA che in pochi mesi ha fatto tutto il cursus per arrivare in Consiglio comunale. Mi sono ricordato di Orwell nella Fattoria degli Animali, dopo che c'è stata la rivoluzione contro la gestione degli uomini, che era cambiato il motto, non più gli animali son tutti uguali, ma gli animali sono tutti uguali ma ci sono degli animali più uguali degli altri. Ho la sensazione che questa pratica urbanistica sia più uguale delle altre pratiche amministrative. Ma venendo poi alla redazione della delibera, e qui chiedo veramente l'attenzione dei Consiglieri comunali, la L.R. n.32/2012 prevede che queste pratiche vengano corredate da un documento che è la valutazione ambientale strategica VAS che l'Assessore sa benissimo cos'è. Prima era la VIA, valutazione di impatto ambientale, e comunque dovrebbe esserci, ma agli atti non c'è, una richiesta del Comune alla Regione se per questa pratica è necessaria la valutazione ambientale strategica o è sufficiente la verifica di assoggettabilità, che è una verifica fatta invece dal Comune. Questo lo dico perché è inutile che i Consiglieri di minoranza dicano che questa pratica sarà estremamente negativa per l'economia della città di Sanremo, se non è supportata da un documento che per legge dovrebbe farne parte, questo documento è appunto la VAS che non c'è, quindi nessuno ha fatto valutazioni. Stiamo attenti, la VAS non è solo una valutazione territoriale, è una valutazione anche sociologica e quindi valuta se questo intervento crea uno scompenso nella città, ma devo dire che se io fossi stato l'Assessore non avrei portato una pratica di questo tipo motivata in questo modo, perché è una pratica oggettivamente che lascia il fianco a molte critiche. Va bene, è legittimo fare gli strumenti urbanistici attuativi in forza della legge regionale quando hanno oggetto attività produttive e commerciali, però Assessore, lei si è chiesto se la monetizzazione degli standards pubblici sia legittima? Con una motivazione: si ritiene valutabile in termini positivi. Allora io la invito ad andarsi a leggere la sentenza del Consiglio di Stato 7502 del 2012 che spiega in modo estremamente esauriente che la monetizzazione degli standards urbanistici non può essere considerata alla stregua di una vicenda di carattere unicamente patrimoniale. Lei dice, il Comune è contento, prende 1,8 milioni di euro più altri 900 mila euro, ecc. Continua dicendo che è rilevante solo sul piano del rapporto tra l'ente pubblico e il privato e ciò perché da un lato, così facendo, si legittima la paradossale situazione di separare i "commoda" sotto forma di entrata patrimoniale per il comune dagli "incommoda", il peggioramento della qualità della vita delle persone, e dall'altro si nega tutela giuridica agli interessi concretamente lesi degli abitanti dell'area. Io questa sentenza la passo al Segretario comunale e chiedo che venga allegata alla pratica. Quindi c'è questo primo punto che veramente, come diciamo noi avvocati: "vi è una motivazione di stile che non ha nessun contenuto". Poi forse questa pratica doveva anche essere gestita dall'Ufficio Legale perché c'è tutta una serie di obblighi che vengono imputati al soggetto attuatore che obiettivamente sono di una tale evanescenza che, se fossero inseriti in un contratto, lo renderebbero nullo per la genericità dell'oggetto. - 15 - Partiamo con la dichiarazione che verrà finanziata un'opera pubblica che sarà individuata dal Comune per un ammontare massimo pari ad € 400 mila, allora, chi ha avuto modo di frequentare gli uffici dell'edilizia privata e dell'Urbanistica sa perfettamente che le opere pubbliche relative a un intervento di SUA debbono essere nel comparto, non possono essere opere fatte lontane dal comparto stesso e questa dizione lascia aperte tutte le porte in modo illegittimo. Poi, gli altri concetti come realizzare e gestire, a propria cura e spese, all'interno dell'outlet, uno sportello informativo, assicurare, a condizioni analoghe a quelle praticate agli altri operatori, un'unità commerciale per le associazioni di categoria, promuovere in sinergia con il Comune pacchetti turistici, ma cosa significa? Spiegatecelo! Adottare per almeno 5 anni dall'attivazione le modalità di vendita nel rispetto delle disposizioni, ecc. ecc. Allora, a me sembra che queste pattuizioni accessorie abbiamo veramente la funzione dello specchietto per le allodole, in realtà non c'è nessun contenuto reale, non è una cosa seria, non è un corrispettivo. Poi ci si chiede, se è un atto così favorevole alla città abbiamo bisogno di tutti questi corrispettivi? Se fosse favorevole potremmo anche dire che non ci servono. Dulcis in fundo, l'estensore della delibera ci comunica di riconoscere il rilevante interesse pubblico dell'operazione proposta, questa è un'altra etichetta, una dizione di stile che non ha nessun contenuto, diteci qual è l'interesse pubblico, quello di distruggere il centro della città? Quello di rendere più fertile dal punto di vista economico una zona lontana dal centro della città? Io ho letto un post su internet dove si diceva che l'interesse pubblico è l'assunzione di dipendenti, e no, quello non è l'interesse pubblico, non è assolutamente quello, l'interesse pubblico è una valutazione di tutti gli interessi che sono coinvolti nella pratica e deve essere fatta anche una valutazione di merito di prevalenza degli interessi. Quindi questa pratica, a parte la possibilità teorica di prendere una delibera di questo tipo, che esiste, ed è una scelta che noi riteniamo sbagliata, è anche fatta veramente male, e non è la prima volta che vi diciamo che una delibera è fatta male, ve lo abbiamo detto tante volte e non ci avete mai creduto e questa probabilmente sarà l'ennesima volta dove non credete al fatto che questa delibera è un atto che dovrebbe essere ritirato e integrato, grazie. Consigliere Berrino: Io devo iniziare con un po' di incredulità questa mia discussione perché solitamente signor Sindaco, ormai lo è da più di un anno e ha già fatto il Consigliere comunale prima, quindi sa benissimo che quando gli amministratori fanno qualcosa di buono al limite ringraziano i precedenti, ma sicuramente non dicono che è solo grazie a loro che quest'opera viene realizzata. Allora mi viene un po' difficile credere a quello che ho letto in questi giorni, da sue dichiarazioni e da qualche membro della sua maggioranza che magari compare in qualche foto vicino a lei, cioè che riconosca al Sindaco Zoccarato e alla Giunta di cui io facevo parte l'aver fatto così bene da poter oggi realizzare The Mall, quindi, visto che questa non è l'interpretazione che si deve dare alle sue dichiarazioni sui giornali, mi viene da dire che lei cercasse di scaricare la colpa della realizzazione di The Mall al Sindaco precedente, alla nostra Giunta e ai nostri Consiglieri comunali di maggioranza che adesso sono in minoranza, perché o l'una è vera e non è possibile, o è vera l'altra. Allora - 16 - signor Sindaco io la invito a essere un po' più cauto quando fa le dichiarazioni ai giornali perché sennò rischia di dire imprecisioni e poi qualcuno un giorno potrà chiedergliene conto. Io bonariamente la sfido qua stasera a dirmi che contezza ha di atti politici o amministrativi in cui il signor Sindaco Zoccarato, io e l'avv. Solerio come membri della Giunta insieme ad Antonio Fera, o Consiglieri comunali della precedente maggioranza abbiano mai votato a favore o sfavore di The Mall e la invito a chiarire questa sera una volta per tutte quali voci lei ha sentito per essere così certo che il signor Sindaco Zoccarato assieme all'Assessore all'Urbanistica Dolzan o a uno di noi oggi seduti qua sapesse della realizzazione di The Mall. Io la invito a dircelo questa sera anche perché ci sono anche le dichiarazioni di chi è venuto qua per costruire The Mall che ha detto che la prima volta che si sono presentati qua il Sindaco li ha cacciati in malo modo, il Sindaco Zoccarato, e la seconda volta ha detto di tornare dopo le elezioni perché non sarà più lui Sindaco in ogni caso. Quindi, addossare dal suo punto di vista benevolo a noi merito di far fare The Mall o malevolo, la negatività di aver permesso noi la realizzazione di The Mall sono affermazioni politicamente molto gravi che hanno anche una conseguenza poi dal punto di vista giuridico. Mentre in campagna elettorale dalla parte che mi ha battuto si diceva che sarà un ottimo posto dove andare a lavorare, ci saranno molte assunzioni e tutto il resto, la mia parte, che ha contribuito con me a farmi perdere le elezioni, non sapeva della costruzione di The Mall e mai si sognava di poter dire che ci sarebbero state delle assunzioni. Allora mi chiedo se è valida una procedura che trova la sua idea iniziale non dico in qualcuno dei presenti, per carità, neanche il signor Sindaco, chiariamoci bene, sennò direi nomi e cognomi, in una conferenza dei servizi a cui la dirigente ha partecipato senza alcun mandato politico, senza che vi fosse un sì del Sindaco su una lettera in cui le dava mandato di decidere in una maniera piuttosto che in un'altra, oppure una delibera di Giunta in cui si approvava che ella partecipasse alla Conferenza dei Servizi portando l'indirizzo di votare sì per la prima volta, mi chiedo dove stia la validità giuridica del procedimento successivo con una mancanza di questo genere. Questo glielo dico perché io sono certo, perché potrei giurare ora che è vero per quanto riguarda me e lo possono fare anche loro, che nessuno di noi sapeva nulla e la invito quindi, signor Sindaco, per favore, a chiarire chi glielo ha detto e soprattutto a non dire più che The Mall si realizzerà perché la pratica l'ha voluta la precedente Amministrazione di centro destra e il Sindaco Zoccarato. Poi, io di solito non leggo mai i discorsi che mi scrivo perché vado a braccio, ma quando me li scrivono gli altri li leggo e allora leggo un pezzo di un articolo di Repubblica carino, che parla del papà di Matteo Renzi che è venuto qua, e dice: a Genova le conseguenze non sono state giudiziarie per l'operazione outlet di Sanremo, il vespaio suscitato dal ruolo di super controllore del genitore del premier è di natura politica. Il caso riguarda la realizzazione di un outlet del lusso nelle zone di Valle Armea, tra Sanremo ecc. A Sanremo il progetto viene portato avanti dall'Immobiliare tal dei tali e poi dice che il papà del premier Renzi è responsabile di portare i clienti dalla vicina Francia a noi e dice che ambienti vicini al M5S… Ve lo leggo, ma in senso positivo, perché vi faccio dei - 17 - complimenti, "fa sicuramente discutere e così specie da ambienti vicini al M5S è saltato fuori il ruolo di papà Renzi. L'imprenditore toscano è venuto più volte a Sanremo in compagnia dei vertici della società che vuole realizzare The Mall partecipando anche ad incontri istituzionali. Lo conferma Biancheri, Sindaco di una maggioranza di centro sinistra – per una volta non lo dico io ma Repubblica – in effetti in primavera Tiziano Renzi era assieme ai manager venuti da Firenze ma ha tenuto un comportamento molto sotto traccia – dice lei, signor Sindaco, eh? – io ho saputo solo alla fine che era Renzi." Beh, questo detto dal Sindaco di Sanremo mi sembra un po' grave, ma… "l'avessi saputo prima gli avrei chiesto dei favori per la città da portare a suo figlio." Che ci faceva a Sanremo Renzi Senior? Da quanto ho capito ha un ruolo di consulente per gli aspetti riguardanti il marketing e in particolare di come organizzare le trasferte dei crocieristi da Savona, Genova e Costa Azzurra all'outlet, e di questo siamo molto contenti. Però a questo punto io inizio a chiederle, signor Sindaco, ma Franco Solerio ha detto che la pratica ha avuto un percorso molto veloce, ma anche qua, così non lo dico io, leggo quello che dice il settimanale La Riviera, quando afferma che in circa un mese essa ha fatto tutti i passaggi necessari per arrivare all'approvazione in Consiglio. Devo dire che se non ci fosse arrivata sarebbe stata travolta dall'approvazione del nuovo PUC, non sarebbe più stato possibile farlo, quindi la fretta è dovuta al fatto di voler salvare questo progetto perché sennò non sarebbe rientrato in quei 13 o 17 progetti che il nuovo PUC salva perché dichiarati di interesse pubblico. Allora mi sono posto gli stessi quesiti che si pone il Consigliere Solerio, cioè quello di quale interesse pubblico abbiate rilevato oppure sia a voi rivelato nella realizzazione di The Mall, e leggo quindi la vostra relazione. "La variante è giustificata da comprovate esigenze di interesse pubblico in quanto alle attività produttive è riconosciuto l'interesse pubblico al mantenimento e a favorire lo sviluppo con i conseguenti risvolti occupazionali." Anche qua studi: zero! Anzi, l'unico studio presente è quello a cui faceva riferimento prima Lombardi che dice tutt'altro, nel senso che è fuori di dubbio che là creeranno 140 posti di lavoro per commesse, magazzinieri e tutto quanto, ma non fa alcuna considerazione né alcun raffronto su quanti ne perderemo in centro, che magari non saranno immediati come la nascita di quelli, saranno più lenti, mi auguro di sbagliami, ma potremo fare i conti tra 5 anni quanto sarà costata in termini occupazionali la realizzazione di The Mall. Per giustificare voi dite anche qualcosa d'altro, cioè che "per la futura eventuale realizzazione di una nuova viabilità, confermata dal PRG del 2003 e quindi confermata da quello che da sempre viene definito il passato, soprattutto da voi, appare allo stato adeguato acquisire dal soggetto attuatore e/o aventi causa la disponibilità a cederla in comune…" cioè di un pezzo di strada in Valle Armea che sbuca nel nulla. Allora mi chiedo, primo se era il caso, in una pratica che portiamo oggi per salvarla e poterla inserire nel nuovo piano regolatore, se si può renderla così attuale facendo riferimento al PRG del 2003, e seconda cosa quale sviluppo c'è anche nel nuovo PUC di questa strada. Io di riferimenti non ne ho trovati e questo mi stupisce molto. Adesso dico una cosa che vorrei avere la capacità di dire che ho torto, perché sarei molto contento per la città. Cioè, io mi sogno una Sanremo nel 2025 in cui The Mall ha portato una media di un - 18 - milione di turisti all'anno e in cui il tessuto commerciale del centro di Sanremo non solo non è cambiato, anzi, è cambiatissimo, ma in meglio ancora, cioè ha creato nuovi negozi, la rete commerciale cittadina del centro ha prodotto nuovi posti e ha avuto la capacità di incrementare l'occupazione e in cui il milione di compratori che vanno a comprare a The Mall sono una piccola parte rispetto a quelli che frequenteranno il centro di Sanremo. Questo sarebbe il mio sogno da sanremese, perché vorrebbe dire che stasera nonostante io sia di opinione estremamente contraria, avete avuto ragione voi. E ripeto, questo non lo dico sapendo già di avere ragione, ma lo dico sperando di avere torto, perché lo scenario che invece ci comunica lo studio che è stato presentato all'Ariston dall'Università La Sapienza, basandosi certamente non su Sanremo, ma su città simili con esperienze simili, dice tutto il contrario e quindi avremo non dico la desertificazione perché questo non accadrà mai, ma avremo una trasformazione dei negozi del centro in strutture sempre commerciali, ma di livello molto più basso, con un numero di occupati sempre più basso e probabilmente a stipendi ancora più bassi. Di questo, come ha già detto prima Solerio, ne seguirebbero aspetti negativi per le presenze turistiche a Sanremo che sono sempre di un certo livello, visto che non possiamo contare sul numero, e sulle alterne vicende in termini di incassi del nostro Casinò. Sarebbe anche semplice questa sera venire qua e dire, fregandocene di tutti gli aspetti negativi, che noi siamo contenti perché comunque sia a fine anno Sanremo avrà un più in termini di presenze, saremo anche contenti di dire che probabilmente, anzi, sicuramente, visto che avete già deciso di votare la pratica, ci facciamo carico anche noi, come ci ha riconosciuto lei, signor Sindaco, di essere i primi promotori di The Mall e quindi di poterci vantare di aver creato 200 nuovi posti di lavoro, farebbe comodo dire queste cose. Farebbe comodo dire che noi non abbiamo detto mai di no, ma non abbiamo detto neanche di sì, ma se i funzionari all'epoca ci avessero interessato noi avremmo detto sicuramente di sì, tanto ormai la responsabilità non è nostra perché non lo abbiamo fatto. Sarebbe comodo dire che, anche grazie a noi, chi avrà il posto di lavoro là, così parifico il concetto che volevo dire prima, quei 200 di cui io non ne conosco neanche uno, potranno dire anche grazie a questa parte politica perché abbiamo voluto anche noi The Mall. Noi responsabilmente questa sera poniamo i dubbi che la città sente e comunica, tranne quelli che hanno l'aspettativa di andare a lavorare, chi il lavoro non lo ha e pensa di poter andare a guadagnare quindi non vede l'ora giustamente che The Mall apra. Però la rete esistente è molto più ampia di quei 140 o 200 posti di lavoro complessivi e quindi siamo venuti qua questa sera a costo di non piacere a tutti ad esprimere la nostra posizione e tutti questi dubbi. I primi sono procedurali e politici, i secondi economici. Lo diciamo questa sera, anche se come ha detto prima precisando bene Solerio si tratta di una pratica urbanistica, perché in fondo in fondo questa è la prima occasione che questo Consiglio comunale ha di parlare di The Mall. In ultimo volevo dire una mia opinione e chiedere all'Assessore se è corretta l'interpretazione che abbiamo avuto noi. Cioè noi, attraverso la variante di stasera, facciamo sì che tutta la zona attorno all'ex pantamarket diventi commerciale e quindi le chiedo se è vero, come noi abbiamo pensato, che oggi - 19 - approviamo questa variante ma in futuro tutta la zona attorno potrà essere dallo stesso gruppo sfruttata per impiantare tutta un'altra serie di attività commerciali se riescono a trovare gli indici esistenti da qualche altra attività commerciale della Valle Armea che eventualmente chiude. Mi risponda pure dopo con calma, tanto lei poi non è neppure troppo prolisso nella discussione quindi va bene. Se fosse così è chiaro che tutta o una parte la Valle Armea ne avrebbe un ritorno economico molto alto in termini economici di valore delle aree. Consigliere Baggioli: Vorrei fare una breve premessa. Parlo di interessi pubblici, una definizione che ho estrapolato da Wikipedia perché ritengo importante evidenziare quello che viene descritto per quanto concerne l'interesse pubblico: "qualifica teleologicamente l’agire amministrativo, nel senso che il potere amministrativo è vincolato immutabilmente nel fine dalla norma, è funzionalizzato al perseguimento dell’interesse della comunità per il quale è stato attribuito." Ora, io nel pubblico vedo una grande preoccupazione, vedo rappresentanti e persone che lavorano quotidianamente nell'ambito del commercio, un ambito che a livello cittadino e nella nostra realtà economica ha una valenza socio economica davvero importante, quindi la collettività in questo tema è data dalla stragrande maggioranza di persone che oggi operano nell'ambito che è il commercio, perché qui non siamo come in Emilia Romagna, Assessore, qui siamo in una provincia piccolina, alla periferia dell'impero, dove la stragrande maggioranza di coloro che lavorano o sono professionisti o sono commercianti. Darei una maggiore valenza ai commercianti, proprio perché storicamente la città di Sanremo, avendo avuto anche una nomea molto importante nel passato agli inizi del 900 in ambito nord europeo, e comunque in tutto il mondo, ha sempre portato molti turisti e quindi le grandi famiglie sanremesi e i grandi commercianti sanremesi hanno continuato ad intraprendere questo tipo di attività portando beneficio alla città di Sanremo. Noi oggi vogliamo toccare l'argomento dell'interesse pubblico evidenziando il nulla, perchè non viene detto che gli oneri di urbanizzazione o la cifra che incasserà il Comune da questa operazione venga destinata al centro cittadino, per esempio a piazza Eroi Sanremesi creando un parcheggio, come era già paventato da decenni in questo Comune, quindi, andare a incentivare quello che è il nostro tessuto economico e sociale, bensì di andare a valorizzare un'area completamente distaccata dal centro cittadino dove probabilmente, come The Mall ha fatto anche vicino a Firenze, tempo 3 o 4 anni verrà proposto anche di farci un albergo, probabilmente gestito direttamente dalla società, veicolando tutti i turisti che amano magari fare shopping e venire nel nostro territorio ad utilizzare esclusivamente quella locazione per fare shopping appunto, distruggendo e massacrando l'economia della nostra città. Io credo che i miei colleghi, intervenuti in precedenza, abbiano toccato molto meglio di me tutti gli aspetti di questa delibera, io penso che oggi la crisi abbia dato i suoi effetti, le tasse credo che siano ai massimi storici quindi noi oggi dobbiamo metterci una mano sul cuore, e mi auguro che la maggioranza lo faccia, pensando veramente a quello che i nostri cittadini oggi stanno vivendo, oltre al rischio di essere licenziati per mancanza di lavoro, di creare un numero assurdo di persone in cassa integrazione, un numero assurdo di persone senza lavoro, con un - 20 - danneggiamento delle famiglie della nostra città che ruotano attorno al commercio. Quindi io concludo qua, ho parlato 5 minuti, ma penso di non aver ripetuto quanto detto correttamente dai miei colleghi intervenuti in precedenza. Ho voluto fare un passaggio non urbanistico, perché dell'urbanistica si è già parlato in precedenza, ma un discorso un po' differente sulla realtà economica della nostra città che sicuramente non trarrà un benefico da questa operazione. Sindaco Biancheri: Un intervento, anche per rispondere ad alcune domande, credo che in questo momento sia giusto farlo, anche perché mi sembra che qua stasera stiamo – capisco tutti gli interventi – decidendo se domattina l'outlet ci sarà o non ci sarà. Io vorrei subito sgombrare qualsiasi dubbio, i lavori stanno andando avanti da diversi mesi e l'outlet ha tutta la volontà di nascere, questa sera noi dobbiamo solo capire se vogliamo farlo nascere diviso in due edifici o in uno unico. Dunque, tutto questo pessimismo che di fronte a delle pratiche del genere è anche comprensibile, perché anche noi come maggioranza l'abbiamo valutata nei dettagli, non cambia nulla rispetto alla scelta di questa sera. Io questo lo devo dire perché sembra che in base a questa votazione l'outlet domani sparirà o ci sarà. No, noi stiamo valutando se questo edificio deve nascere su due lotti o su uno unico con 281 mq di differenza. Poi è vero che ci sono in una situazione 3000 mq di parcheggi e nell'altra 9000 mq, questa è la situazione della discussione di questa sera. Poi è una pratica che è nata il 17.2.2012 con i primi indirizzi degli uffici in Conferenza dei Servizi, prima riunione a cui erano presenti anche Confcommercio e Confesercenti, e hanno detto tutti sì, va bene. Non c'era l'Amministrazione comunale ma vi erano due associazioni comunque presenti nel nostro territorio. Il 18.5.2012 c'è stata poi la seconda conferenza dei servizi, ed il 17 luglio 2012 vengono rilasciate le autorizzazioni. Il 23.12.2013 viene presentata all'interno del Comune la variante urbanistica, non un mese fa, ma due anni fa, perché questi sono i tempi che sono scritti sulla delibera. Appena subentrato, circa dopo 40 giorni vengo a scoprire che questa ditta ha avuto queste autorizzazioni dagli uffici, che c'è questa variante e sono uscito ad agosto sui giornali dicendo alla città che c'è questo progetto di The Mall. Ovviamente, chi contenti e chi scontenti, ce lo siamo trovati da affrontare. Io parlo sempre di amministrazione precedente per questa pratica perché comunque sono atti dell'Amministrazione precedente, degli uffici, ci mancherebbe. Poi, se gli uffici in due anni non hanno comunicato con la Giunta e coi Consiglieri comunali ne prendo atto e ci credo, ma ne prendo atto. Ci sono stati, per quello che mi è stato riferito, due incontri con il Sindaco e un Assessore, poi come sono andati gli incontri e cosa è stato detto sinceramente non lo so, ma non mi interessa, anche perché rispetto a stasera fa tutto parte del passato, è giusto delinearlo, ma credo che adesso qua noi dovremo affrontare il presente e il futuro ed è in questa maniera che ho deciso di affrontare questa pratica con diverse riunioni di maggioranza, con tutti i Consiglieri comunali. Forse è stata una delle pratiche più dibattute ma non tanto sulla variante, ma sul capire come potevamo far sì che questo discorso, con le vostre preoccupazioni che sono anche le nostre, venisse anche a vantaggio delle attività commerciali del centro creando una sinergia con esse. Dunque abbiamo iniziato a fare anche - 21 - dei passaggi con tutte le associazioni di categoria, precisamente il 4.11.2014, il 21.5.2015 e il 30.6.2015. Ci siamo visti con la Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Federalberghi e Casinò. E' ovvio che c'erano posizioni diverse, poi se quello che dico non risulta sarò smentito. Confcommercio e Confesercenti erano più critici, tutte le altre associazioni di categoria non erano contrarie o erano favorevoli, comprese proprio quelle strutture che oggi giustamente mi è stato ricordato - erano favorevoli a questo discorso, come gli alberghi. Ma non era il discorso di dire chi era pro o contro, ma solo per delineare un percorso che è stato fatto da questa amministrazione. Tutte queste intense riunioni che abbiamo fatto con le Associazioni non erano tanto per capire chi fosse favorevole o meno, ma quali potevano essere delle sinergie da attuare per far sì che questo outlet – che comprende 24 marchi che si insedieranno all'interno della struttura – possa portare parte del suo milione di visitatori nella nostra città. La sfida vera è questa, al di là poi che siano due edifici o uno solo, ma noi dobbiamo portare questa gente anche in centro e renderci tutti noi più appetibili. Dunque sono nate varie ipotesi, varie idee, si è pensato che innanzitutto dobbiamo avere un punto informativo sul nostro territorio, vengono un milione di persone e noi non diciamo cosa c'è a Sanremo? Promuoviamo la pista ciclopedonale, la via Matteotti, il discorso del Casinò, il nostro entroterra, tutto quello che possiamo per incentivarli a venire verso il centro. Il discorso anche della navetta è nato proprio in questo tavolo, è vero che può anche comportare un servizio per l'outlet, ma essendoci dei parcheggi là le navette possono portare persone verso il centro se incentivate. Anche sinergie con il Casinò vanno studiate per promuovere dando delle gratuità all'interno dell'outlet per poi invitarli al Casinò a giocare. Anche per Casinò si stava pensando di avere anche loro un servizio perché di là potessero portare i giocatori, tante cose e tante idee, sbagliate, impostate male forse non lo so, ma noi ci siamo posti questo problema come il discorso di creare al suo interno un'area che potesse promuovere i negozi del centro per dire che guarda, tu oggi stai comprando Gucci di una collezione di due anni fa, se vuoi l'ultima collezione in via Matteotti c'è questo negozio, ecco sinergie di questo tipo qua per andare anche verso i commercianti. Perché purtroppo il problema non è che cambia, ce lo avremo ugualmente l'outlet, perciò dovremo attivarci per far sì che nascano delle cose. Il discorso anche dell'opera pubblica, voglio dire, è stato anche quello un ulteriore incentivo per trovare anche delle risorse. Bisogna cercare di fare dei pacchetti turistici, questi signori ci dicono che loro per il 2017-2018 hanno già fatto delle convenzioni con le navi da crociera perché si fermino qua per portare la gente laggiù, allora un momento, cerchiamo anche di avere dei pacchetti turistici dove promuoviamo i nostri alberghi e cerchiamo di far dormire due notti qua i visitatori per promuovere anche il resto del territorio, queste sono state le maniere con cui noi abbiamo voluto affrontare questi temi. C'è stata un'ampia discussione che non è stata assolutamente una decisione presa così alla leggera, anzi ci siamo posti da agosto 2014 questo problema per trovare delle soluzioni per far sì che comunque questa struttura possa diventare sinergica anche per la città. Per quanto riguarda dunque la pratica, come velocità, da gennaio 2014 ci troviamo qua stasera dopo quasi due anni ad approvarla, come dicevo strutture - 22 - come alberghi e Casinò hanno anzi spinto perché questa cosa andasse in porto essendo favorevoli su questo discorso, ma con questo non voglio dire che sono contento perché loro erano favorevoli a scapito di altri che non lo erano, ma è per dire che non è che c'era un quadro così disastroso. Le proposte sono state tutte vagliate con un gruppo di lavoro assieme alle associazioni di categoria. Quell'articolo, Consigliere Berrino, che io sinceramente ho letto molto velocemente perché come lei può immaginare in questi due giorni di articoli ce ne sono stati parecchi in quanto mi hanno chiamato veramente in tanti perché sicuramente è un discorso che crea attenzione da parte della stampa, in positivo e in negativo, crea anche attenzioni in articoli come quello di oggi: “Outlet The Mall, nasce sull'onda di troppi conflitti di interesse", e c'è la mia fotografia. Conflitti di interesse io sinceramente non ne ho, però non riesco a stare dietro a tutti, a smentire tutti, anche perché quando io sono di fronte a situazioni così delicate negli ultimi giorni prima di un Consiglio comunale io preferisco non leggere nulla anche perché diventa alquanto complesso e sinceramente ho altre cose da fare. Questo purtroppo succede soprattutto in pratiche così importanti, sono state scritte tante cose, però in quell'articolo, se mi ricordo bene, c'era anche scritto una cosa inesatta, ovvero che i Consiglieri di centrodestra erano favorevoli alla pratica di The Mall, ho capito, ma voglio dire che tante cose sono state scritte. Qua non si tratta di addossare nulla, io dall'agosto del 2014 ad oggi non credo di aver mai fatto dichiarazioni puntando il dito verso qualcuno, ho sempre detto che questa pratica nasce dalla passata Amministrazione perché ci sono degli atti della passata Amministrazione e se nell'arco di due anni la passata Amministrazione non era stata messa al corrente ne prendo atto ma ci credo, ci mancherebbe, perché è un dato di fatto che mi confermate voi stasera e che mi era stato già detto, ma che il Sindaco Zoccarato ed un Assessore comunque avevano avuto due incontri, ma è normale, non c'è niente di strano, che poi li abbiano cacciati via o che li abbiano presi a pedate io questo non lo so, ma queste sono le cose che io sapevo e non credo che poi alla fine sia il punto della questione questo, per me non lo è. Il punto di questa pratica oggi è far sì di cercare in tutti i modi di portare più gente possibile nel centro cittadino e sicuramente spalmarla su tutto il territorio perché questa è la sfida che ci aspetta tutti, al di là se sarà un edificio o saranno due. Consigliere Trucco: Chiedo scusa al pubblico che ho alle spalle perché mi piacerebbe poter guardare in faccia sia il pubblico che il Consiglio comunale e il Sindaco, ma cercherò di fare una via di mezzo. Vorrei fare il mio intervento ricordando le mie preoccupazioni personali sulla pratica in oggetto. Queste preoccupazioni, indipendentemente dal fatto che questa pratica non mi interessa se sia iniziata prima, dopo o durante io ho iniziato a prendere coscienza di questa situazione nel gennaio 2015 quando in qualità di Vice Capogruppo del mio partito insieme agli altri Capigruppo consiliari ho partecipato ad un incontro mi sembra organizzato dalla Confcommercio presso la sua sede in C.so Cavallotti. Durante questo incontro ho percepito una grossa preoccupazione da parte del tessuto commerciale cittadino e da quel che ho capito la preoccupazione - 23 - principale era quella legata al fatto che questa struttura di vendita non era un outlet come sembra e come è scritto un po' dappertutto. Il fatto che questa struttura potesse non essere outlet è una preoccupazione che è stata condivisa in quanto, capisco che è una grossa struttura di vendita, che vende direttamente, Gucci vende nel negozio Gucci, Fendi vende nel negozio Fendi, Fiat vende nel negozio Fiat, Porche vende nel negozio Porche ed è ovvio che possano offrire prezzi sicuramente più vantaggiosi e quindi molto più concorrenziali rispetto al negozio che vende per conto di Gucci, Fendi, Fiat, Porche, ecc. Sono uscito da quell'incontro con questa forte preoccupazione e mi sono sentito in dovere e con l'impegno di approfondire questo problema. Ho infatti partecipato all'incontro che è stato organizzato da Sanremo On, Ariston e adesso non ricordo l'organizzatore principale, comunque il famoso incontro all'Ariston dove è stato presentato lo studio de La Sapienza. Da quell'incontro sono uscito un po' più rincuorato, nel senso che i dati forniti da quello studio non mi sono apparsi così devastanti e preoccupanti – non incolumi – preoccupanti ma non gravemente preoccupanti come sembrava fossero ed è una delle prime cose sulle quali mi sono confrontato con alcuni amici commercianti. Ho richiesto la documentazione informatica degli atti del convegno e ho potuto appunto continuare il mio approfondimento. Questo ve lo dico non per dire che ho fatto bene il compitino, ma per cercare di fare in modo di condividere con il Consiglio e con il pubblico presente gli approfondimenti e gli studi che ho potuto fare sull'argomento, perché ritengo che qualsiasi decisione basata su una competenza dell'argomento sia sempre meglio che una basata su un impulso magari emotivo o superficiale che è sempre meglio evitare. Ho cercato di capire innanzitutto che cosa vuol dire outlet e qual è la normativa che stabilisce cosa sia un outlet che cosa non sia. Sono rimasto favorevolmente colpito dalla normativa di due regioni limitrofe, la Toscana, che cita chiaramente nella sua legge regionale che l'outlet è una struttura che vende merce prodotta almeno 365 giorni prima, quindi un anno precedente, il Piemonte dice la stessa cosa, mi sono un po' preoccupato quando ho analizzato la legge nazionale perché non abbiamo una legge specifica ma due disegni di legge. Che io sappia, dalle ricerche che ho fatto ancora qualche giorno fa, tuttora questi disegni di legge sono fermi alla Camera dei Deputati e al Senato, entrambi parlano di 6 mesi, va beh, è sempre qualcosa di non prodotto ieri ma già un po' meno dell'anno. La preoccupazione è giunta quando ho affrontato la legge regionale nostra della Liguria, perché a prima vista sono rimasto stupito in quanto la nostra legge regionale n.1/2007 non dice esattamente che cosa sia un outlet e cosa possa vendere. Grazie all'annotazione che mi ha fatto l'Assessore Asseretto ho potuto però capire che c'era un qualche cosa, non legge regionale, ma molto forte, che avvalorava le leggi regionali delle altre regioni, che è una delibera del Consiglio Regionale, la n.31/2012, che mi ha rasserenato parecchio. Per outlet si intende la vendita al dettaglio… di prodotti non alimentari che siano stati prodotti almeno 12 mesi prima dell'inizio della vendita. Quindi da questo punto di vista come Regione Liguria siamo tranquilli di avere chiaro che cosa sia un outlet. Ora mi rimaneva il punto importantissimo da chiarire se The Mall è o non è un outlet. Fino a lì mi rimaneva molto lampeggiante e ridondante la preoccupazione - 24 - della Confcommercio che aveva fatto presente in quella famosa riunione dei Capigruppo. A questa domanda ha risposto correttamente The Mall stesso tramite una famosa lettera di intenti e di impegni che ci è giunta il 15.5.2015 e che credo sia stata prodotta agli organi di stampa e alle organizzazioni di categoria esistenti in città, dove dice chiaramente alcuni punti importantissimi. Ve li cito velocemente, che è disposta ad istituire uno sportello Sanremo per dare informazioni sulla città, che favorirà l'installazione di linee trasporto di navette, è vero, possono essere un'arma a doppio taglio perché portano gente dalla Valle Armea a Sanremo, ma anche viceversa, però intanto avremo una possibilità di poter cercare di sfruttare positivamente questo strumento. Metteranno a disposizione della più rappresentativa delle associazioni di categoria uno spazio dove potranno essere presentate le iniziative commerciali non solo della città in genere, ma qui si parla di categoria, e la cosa che mi ha fatto più piacere è che proporrà ai marchi da insediarsi nel centro contatti che obbligheranno detti marchi a commercializzare nei loro punti vendita outlet – e lì poteva essere ancora chissà quale normativa applicata – solo prodotti di stagioni diverse da quella corrente, questo secondo me, è il punto: solo prodotti di stagioni diverse da quella corrente. Con questo è stata fatta una giusta chiarezza di cosa potrà essere venduto all'interno di questa struttura. Mi viene da dire che questa puntualizzazione dovrebbe andare quantomeno a ridurre il rischio di concorrenza ovviamente molto vantaggiosa da parte di qualcuno che può vendere in casa propria dei prodotti senza dover pagare una contrattazione al rivenditore sul posto in quanto il rivenditore sul posto avrà la possibilità di rivendere l'ultimo prodotto e proposto in commercio dalla griffe pinco pallino, mentre chi potrà avere una forte proposta commerciale sulla base di una riduzione di prezzo potrà vendere solo qualcosa che era stato prodotto e commercializzato quantomeno la stagione precedente. La delibera del Consiglio regionale comunque lega la parola outlet ai 12 mesi dalla produzione. Ritengo che questo sia un aspetto molto importante che può favorire l'innesco di un rapporto sinergico fra il centro commerciale naturale nostro, che sarà compito dell'Amministrazione della città e dei commercianti stessi implementare il più possibile, per far sì che possa essere un'attrattiva migliore di quello che verrà costruito in un centro commerciale che può essere bello, sfarzoso e dorato finché vogliamo, ma non potrà mai avere il sole, il clima, la luce e la storia di un centro urbano come può essere quello di Sanremo. Per quel che riguarda la verifica di questi impegni nel rapporto con la nostra azione politica mi sono impegnato assieme ad altri Consiglieri comunali per far sì che la delibera che proporremo in votazione possa essere più vicina possibile agli impegni proposti e offerti da The Mall. Questo era giusto per chiarire il percorso che mi ha portato ad affrontare e risolvere le problematiche che mi sono sorte in condivisione con le preoccupazioni dei commercianti locali. Ritengo ulteriormente che questo problema generale che dovrà essere sfruttato come un'occasione di sviluppo e non come una catastrofe, sia comunque indipendente dalla variante o non variante, in quanto senza variante questa struttura poteva normalmente partire, lasciamo perdere se è iniziata prima, dopo o durante, comunque sia un - 25 - imprenditore privato che ha la disponibilità di una struttura, che ha la licenza per fare determinate cose è vero che può farle. Può farle da A a B e con la variante può andare anche fino a C, comunque sia il problema urbanistico, sociale e commerciale non sarebbe cambiato di molto. Il mondo stesso ci impone di adeguarci a nuovi sistemi e situazioni, l'impresa edile che non si compra il martello pneumatico o che non si dota di strumenti tecnologici rimanendo con la pala e il picco è destinata a frenare, il nostro mondo, che sta diventando sempre più con un mercato aperto tramite internet e i siti che vendono on line, ci impone comunque di prendere in considerazione anche situazioni che vanno al di là del semplice commercio al dettaglio sotto casa del negozio. Quindi ritengo che questa situazione vada presa come una sfida che coinvolgerà questa e le prossime amministrazioni comunali nel poter dare impulso alla città e all'attrattiva del centro commerciale naturale urbano, e in sinergia con i commercianti, così come hanno già iniziato con varie modalità di associazionismo, oltre le associazioni di categoria, come per Sanremo On, ad implementare e migliorare l'offerta commerciale che ci dà il nostro centro urbano naturale. L'emendamento lo presento dopo. Esce il Consigliere Baggioli: presenti 24. Consigliere Arrigoni: Partiamo da una una piccola cronistoria... A settembre 2014, noi come M5S Sanremo leggiamo di questo progetto sui giornali, da un'intervista rilasciata alla stampa dal Sindaco Biancheri. Prima nessuno ne aveva mai parlato, tanto meno a noi Consiglieri, ormai l’abbiamo capito, è diventata una prassi, prima si fanno annunci sui giornali e poi si riuniscono le commissioni. Comunque noi ci informiamo immediatamente e scopriamo che era stato depositato anche un plastico di questo fabbricato/outlet in Comune, lo cerchiamo e lo troviamo. Questo plastico, enorme, era stato portato su all’ultimo piano del comune. Mi sono subita chiesta, vista la grandezza del plastico, nessuno si era mai accorto di nulla? Forse l’avranno assemblato durante la notte, può essere. Innanzi tutto vogliamo chiarire, da subito, che noi come M5S siamo stati sempre contrari a questo progetto e anche questa sera coerentemente con la nostra idea voteremo contro. Siamo stati contrari da subito e questo significa dal primo momento che l’abbiamo saputo, ovvero settembre 2014 e vi spieghiamo il perché. Vista la gravissima situazione del comparto commerciale di Sanremo e l'attuale pesantissima crisi generale, pensare di permettere l'apertura di un outlet con un impatto devastante sul territorio è un'idea, a nostro parere, veramente assurda. Noi pensiamo che un nuovo outlet non porterebbe alcun beneficio alla nostra città, ma un danno economico sia come consumo di territorio, ulteriore congestione del traffico e chiusura di attività commerciali già esistenti. Sanremo ha già troppe serrande abbassate e alcune vie sembrano abbandonate, prive di vita, quando non sono ostaggio della criminalità. - 26 - Su questa pratica si è letto di tutto e di più sui giornali, in particolare il settimanale La Riviera ha denunciato zone d’ombra e conflitti di interesse che saranno sicuramente stati verificati dal Comune, ma anche forse dalla Procura. Quindi tutto regolare? Ne siamo certi? Sono domande legittime. E’ ovvio che chi voterà favorevolmente la pratica questa sera se ne assumerà la responsabilità, com'è giusto che sia. Noi, come M5S, oltre a votare negativamente, chiediamo di fermare questa pratica, che ha avuto una forte accelerazione che non comprendiamo e che non ha ragione d’essere. Oggi un articolo di Paolo Isaia del Secolo XIX parlava del coinvolgimento nell’operazione, di Tiziano Renzi, cito le sue parole: "Tiziano Renzi, padre del Presidente del Consiglio, uno che in Liguria ha già la sua dose di guai: è indagato assieme ad altre due persone nell’inchiesta per bancarotta seguita al crac della società specializzata in marketing editoriale che ha avuto sede a Genova; in settimana il Gip deciderà se archiviare o meno l’accusa a suo carico. Renzi senior, per “The Mall”, ricopre il ruolo di consulente marketing. In breve: si occuperà delle trasferte all’outlet dei croceristi che sbarcano sia a Savona e Genova che in Costa Azzurra. A Sanremo, Tiziano Renzi, era arrivato al seguito di una delegazione che aveva incontrato il nostro Sindaco. Pare che non sia stato presentato al Sindaco e quindi non è stato individuato come il papà del Presidente del Consiglio, comunque Renzi senior c’era, fa parte della partita." Ora, questa amministrazione è di centro sinistra, adesso arriva anche il padre di Renzi? Sarà sicuramente un caso però sinceramente questo progetto non è proprio nato sotto una buona stella. Troppe zone d'ombra, un progetto molto chiacchierato sui giornali. Per rilanciare Sanremo la soluzione non è un nuovo ennesimo centro commerciale outlet che sarà solo un enorme triste colosso di calcestruzzo, che fagociterà tutto senza portare alcun beneficio. Inoltre, chi ha mai considerato la sostenibilità sotto il profilo ambientale di questo progetto. Noi siamo per la riqualificazione dei centri cittadini dove si svolge la vera vita sociale, non per questi non luoghi, tristi, dove tutto è riprodotto come se fosse un set di second’ordine. Quindi, noi siamo assolutamente contrari a questo progetto. Grazie. Consigliere Fera: Io ho l'obbligo morale di iniziare dove il mio collega Berrino era rimasto, cioè affermando che nella Giunta e nell'Amministrazione precedente non se ne è mai discusso e mai è stata accennata una pratica del genere. Ero membro della Giunta e quindi non posso che confermare questo. Se poi all'epoca era una pratica urbanistica e quindi ha seguito un iter prettamente tecnico degli uffici, sicuramente o probabilmente ha seguito quell'iter, perché personalmente l'ho saputo anch'io a settembre quando è uscito sul giornale come diceva l'Arrigoni, ma do la mia parola che non avevo mai neanche sentito parlare della questione. Questo a conferma della vecchia Amministrazione sì o della vecchia Amministrazione no. Per quanto riguarda invece l'outlet io - 27 - inizialmente e anche adesso non è che posso nascondere che non sono favorevole, io ero favorevole e posso restare anche favorevole perché delle attività commerciali che arrivano in una città come la nostra ben vengano, ma se portano e non tolgono. Mi sto allontanando dal parere favorevole per la gestione che è stata fatta di questa pratica, perché è vero che sento il Sindaco che dice che a noi poi ci daranno il negozio di rappresentanza dentro che dice che se vuoi comprare Gucci guarda che lo vendono in via Roma o in via tal dei tali ecc. c'è la navetta, ecc. va bene, però se le categorie dei commercianti - e parliamo dei commercianti di abbigliamento, perché se veniva a fare Etaly il ristorante probabilmente si sarebbero ribellati i ristoratori – oggi qui rappresentate sono contrarie ciò vuol dire che tutto questo beneficio che lei dice probabilmente lo avverte lei, noi non lo avvertiamo, loro tanto meno. Quindi io dico, e ripeto che sono partito favorevole, che è stata gestita male a livello commerciale perché a quel livello bisogna rallentare le cose e ancora oggi vi dico, rallentiamolo un attimino, perché mi sembra che voi come Amministrazione tutte le cose che interessano voi ve le chiudete in un pacchettino sicuri di avere la maggioranza e quindi ve le votate, ma le state facendo quasi quasi "aumma aumma", senza considerare che avete fatto delle pratiche importanti nel mese di agosto quando è periodo di ferie. Io non ricordo che in passato nel mese di agosto fossero state fatte pratiche importanti, quindi io dico, siamo stati tutta una vita senza outlet, possiamo ancora aspettare qualche mese e incontrarvi con i commercianti per chiarire alcuni aspetti? Per fare in modo che questa pratica o questo nuovo commercio possa sposarsi con alcune considerazioni che fanno i nostri commercianti, perché il commercio alla fine si tramuta in soldi, questa gente lavorerà poco o molto, bene o male, ma incasseranno milioni di euro. Io penso che questi milioni di euro non verranno nella maniera più assoluta spesi in città, ma verranno portati fuori dove ci sono i proprietari delle azioni che non sono sicuramente di Sanremo e nel commercio, voi me lo insegnate, che la base principale è il prodotto che tu incassi che rimetti sul mercato, cosa che questo outlet non farà. Poi ho appena sentito l'intervento dell'amico Trucco dove ha letto degli articoli tipo la Toscana che come minimo impongono due anni e mi sembra che sia il minimo, mentre noi, e nessuno di voi ne parla e se ne guarda bene, siamo in una posizione che non più di 5 minuti fa Giorgio Trucco dice "stagionale", cioè, neanche annuale, ma se io capisco bene stagionale vuol dire che a maggio quando cominceranno le cose estive o ad aprile, quando mettono in saldo i capi invernali i nostri negozi, questi cominciano a vendere i capi invernali perché sono fuori stagione. Allora chiariamoci bene, mettiamo i puntini sulle i, per questo dico casomai di rimandare, non facciamo vedere che abbiamo tanta fretta perché in questi casi poi vengono i dubbi alle persone. I dubbi ci sono, non lo so, però i giornali li riportano e oggi leggendo La Riviera dubbi ce n'erano, compresa la vendita o l'acquisto di terreni e tante altre cose che ho letto. Allora io nell'interesse della città non dico non facciamolo, per carità di Dio, ben venga tutto quello che può portare beneficio alla nostra città, riguardiamolo, riprendiamolo perché sennò andiamo sempre avanti di nuovo come ha detto Giorgio Trucco e facciamo questa sfida, perché voi state andando avanti a furia di sfide, sfidiamo la spazzatura, facciamo una scommessa, ma cerchiamo di fare - 28 - delle cose senza scommettere, delle cose equilibrate e ponderate, discusse nell'ambito cittadino, perché se voi continuate a dire che le avete discusse e che le categorie sono d'accordo, ma probabilmente d'accordo sono quelle dei ristoratori e non me ne vogliano i ristoratori perché io sono uno che va spesso a mangiare fuori, probabilmente sono d'accordo loro. Anch'io se fossi un ristoratore per un supermercato o un outlet che mi porta 500 mila persone, va beh, se io do da mangiare solo a 100 mi va bene. Ma non sono d'accordo per quanto mi risulta i commercianti del settore e allora bisogna avere rispetto per queste persone, perché è vero che si dice che ci saranno 100 assunzioni, dico un numero a caso perché non mi ricordo, ma siamo sicuri che non ci saranno100 licenziamenti nei nostri negozi? Lo avete valutato, lo avete discusso? Perché sennò io non riesco a capire come queste persone possano essere contrarie, perché se è tutto vero che porta beneficio a tutti voi sbagliate a venire qua a protestare, cioè, dovete ringraziare, dire grazie e chiedere di farne due invece di uno. Quindi io chiedo al sindaco che questa pratica non segua l'accelerazione che gli avete dato partendo in quarta e chiudendo con la sesta subito, ma che possa essere di nuovo ridiscussa con le categorie trovando degli accordi che possano portare beneficio alla nostra città, ma a tutta la città e non solo a determinate categorie o addirittura determinate persone. Consigliere Antonelli: Sanremo Attiva ha delle fortissime perplessità su questa pratica e sono delle perplessità che chiaramente non riguardano gli aspetti tecnici della variante che è una variante urbanistica che sicuramente sarà corretta sotto ogni punto di vista, aspetti tecnici che oltretutto ci sono stati anche ben spiegati nella Commissione consiliare competente dai responsabili degli uffici anche con una certa pazienza perché non era facile capire, per cui ci hanno spiegato anche più volte le stesse cose per permetterci di capire tutto. Le nostre perplessità riguardano invece gli aspetti politici e anche non politici che secondo me ci sono sotto questa pratica e che caratterizzano un po' purtroppo, secondo me, le modalità di azione di questa Amministrazione. Infatti, mentre i tecnici presenti in Commissione e anche l'Assessore ci hanno per l'appunto spiegato tutto quanto da un punto di vista tecnico, alla domanda di un Consigliere di minoranza, mi sembra forse Lombardi, che chiedeva da un punto di vista politico economico e sociale cosa avrebbe portato l'outlet a Sanremo, beh, le risposte sono state molto vaghe. L'Assessore Emanueli ha risposto in modo sibillino vorrei dire, che ci sono due visioni e due scuole di pensiero contrapposte, ovvero una che ritiene che avrà un impatto molto positivo sulla città, porterà turisti e così via, per contro l'altra scuola prevede che ci possano essere degli impatti negativi e così via, per cui, tutto sommato, in Commissione siamo rimasti con questo dubbio amletico, cosa che secondo me è assolutamente negativa, perché in pratica ci viene detto che l'Amministrazione nel valutare questa pratica ha valutato solo gli aspetti tecnici e poi di quello che succederà boh, non v'è certezza, vedremo cosa accadrà. Questo ci è stato detto, quindi abbiamo chiesto se fossero stati fatti degli studi di settore e delle analisi e non c'è stata data evidenza di niente, quindi siamo qua oggi sostanzialmente a discutere di valutazioni personali su come uno la pensa su questa pratica, - 29 - valutazioni soggettive, e la cosa più grave secondo me su valutazioni che non sono supportate da competenze specifiche. Qui forse nessuno di noi è un economista o un sociologo a tal punto da poter fare delle valutazioni concrete e reali su quello che sarà l'impatto di questa struttura sulla nostra città. Per cui passo a cercare di fare un commento a quelle che sono le valutazioni politiche che secondo me invece dovevano essere fatte e che non ci sono, la prima è questa: qual è il tipo di sviluppo commerciale che si intende dare a questa città in futuro? Sanremo Attiva ritiene che le attività commerciali debbano svilupparsi chiaramente in modo da promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, ma giustamente molti Consiglieri hanno già fatto notare che non siamo neanche sicuri che ciò avverrà in questo caso, perché a fronte di posti sicuri nell'outlet ci potrebbero essere, chi lo sa, delle eventuali perdite di occupazione in centro. Noi crediamo in uno sviluppo commerciale che generi benessere e sicurezza, ma che allo stesso tempo tuteli e valorizzi il territorio e la nostra città di Sanremo, le sue tradizioni e la sua cultura da un punto di vista artistico, gastronomico, agricolo. Il nostro pensiero è che sullo sviluppo a lungo termine per le attività commerciali esse si debbano basare sul principio che debbano generare una ricchezza diffusa e che siano anche sostenibili da un punto di vista sociale e vorrei chiarire questo concetto. Sostenibilità sociale delle attività commerciali vuol dire che si debba dare più forza e cercare di valorizzare quelle che sono le attività commerciali di piccola e media dimensione perché sono queste che statisticamente è dimostrato hanno la possibilità alla fin fine di creare una maggiore quantità di posti di lavoro rispetto alle grandi strutture commerciali e soprattutto danno la possibilità di creare posti di lavoro stabili, con un'occupazione qualificata, e di stabilire proprio una serie di relazioni stabili e sociali tra lavoratori e la clientela stessa. E' chiaro quindi che il progetto che oggi ci viene richiesto di approvare è esattamente l'opposto di questa nostra idea di sviluppo commerciale della città. Vorrei anche affrontare un altro discorso politico che secondo me è importante e sottende a questa pratica, ovvero qual è il tipo di turismo che questa Amministrazione intende promuovere nella nostra città. Questo è anche un altro punto importante e anche questo non ci è stato detto. Io vi dico cosa pensiamo noi di Sanremo Attiva riguardo allo sviluppo turistico, noi crediamo che si debba smettere di puntare su un turismo di massa, su un turismo mordi e fuggi alla giornata, di gente che arriva impacchettata nei pullman dove magari già gli vendono le pentole e poi arrivano, stanno per due ore a Sanremo, consumano qualcosa in fretta e poi se ne vanno via e di Sanremo forse verranno in futuro a vedere qualche cosa, boh, io non lo so se avranno tempo di farlo, perché questi arrivano per l'appunto con le crociere, da tutta Italia, dalla Francia, quanto tempo avranno questi signori di scendere a Sanremo, conoscere la nostra città, amarla, capirla, capire com'è fatto il nostro territorio e il nostro tessuto urbano e avere voglia quindi di tornarci poi un'altra volta, ce lo chiediamo questo? Sanremo Attiva pensa invece che si debba puntare su un turismo di qualità, legato alla bellezza del nostro territorio, perché il nostro è un territorio bellissimo, alle nostre tradizioni, alla nostra cultura, è chiaro quindi che anche da un punto di vista della politica del turismo questo progetto è del tutto all'opposto di quella che è la visione di Sanremo Attiva sullo sviluppo turistico che dovrebbe avere la città. Noi non - 30 - approviamo questa visione futura della nostra città, questa visione dei grandi centri commerciali, magari di lusso, perché questo esteticamente magari sarà anche bello, io vengo dalla Toscana e vicino a Firenze ce n'è uno della stessa società, ci sono stata per cui voglio dire, non è brutto, non sono dei posti brutti, questo ce lo dobbiamo dire, però sono dei posti standardizzati, anonimi, senza cuore e senz'anima, che non ti danno assolutamente nulla. Sono tutto il contrario di quello che caratterizza il tessuto urbano europeo. L'Europa è caratterizzata per le vie, per le piazze dove la gente si incontra e parla, non è una visione di mondo fatta alla statunitense o di altri posti nel mondo dove si è costretti a creare dei luoghi ex novo perchè non si hanno i luoghi storici nei quali trovarsi e nei quali confrontarsi. Un Consigliere prima di me diceva che il mondo impone oggi di prendere nuove sfide e di rivolgersi anche a tipi e modelli alternativi di vendita, scavalcando quello che è l'approccio tradizionale alla vendita. Beh, ecco, io vorrei dire che noi arriviamo sempre in ritardo, cioè. ormai ci sono studi su studi che nei paesi dove ormai questi modelli commerciali sono sviluppati da 50 anni come negli Usa, dimostrano che sono fallimentari, stanno chiudendo tutti uno dopo l'altro e come al solito noi arriviamo, come mi viene in mente per altri impianti che vorremmo costruire in questa città o in Italia, sempre in ritardo. Noi arriviamo a proporre della roba già vecchia che dovunque stanno smantellando perché non funzionano e noi invece pensiamo di proporre la grande novità. Gli altri hanno già dimostrato che non funzionano e invece noi puntiamo tutto sui centri commerciali quando gli altri invece stanno tornando indietro. Noi siamo fortemente preoccupati perché nessuno ha valutato veramente cosa succederà alla nostra città, al nostro centro cittadino in questo caso, perché sarà il centro che purtroppo si troverà in concorrenza con questa struttura, saranno i nostri bei negozi del centro cittadino. Cosa succederà a questi negozi e alle attività di ristorazione? Non credo che ne saranno particolarmente avvantaggiate neanche loro devo dire la verità, credo che anche loro ne soffriranno pesantemente. Parlo solo un altro minuto delle famose non scelte che sottendono a questa pratica. Oggi chi sceglie qui dentro è soltanto il privato, solo questa grossa società che ha fatto questo progetto e giustamente questo privato ha fatto i suoi conti e li ha fatti bene, ha visto che aprire questa struttura a Sanremo gli porterà un profitto e questo per un privato è un atto sacrosanto, perché ci investe del capitale e deve ottenere un profitto, ma è sicuro che questo privato non ha considerato l'interesse pubblico, in nessuna maniera. Non ha pensato, beh, apro a Sanremo perché così io faccio l'interesse pubblico della città, loro hanno pensato, ripeto, giustamente, soltanto al loro interesse personale, toccherebbe forse all'Amministrazione valutare se veramente c'è un interesse pubblico. Noi oggi vediamo scegliere un privato e non abbiamo mai visto questa Amministrazione scegliere per promuovere i settori commerciali della nostra città, i settori produttivi locali, per promuovere anche tra i nostri commercianti, e non me ne vogliano, un po' di sana competitività interna, che forse porterebbe a dare un po' più di vigore alle attività commerciali, non l'abbiamo mai vista scegliere per mantenere e promuovere l'autenticità locale, per rivitalizzare la - 31 - Pigna, per rimettere in ordine il nostro centro storico. Ecco, stasera Sanremo Attiva voterà contraria a questa pratica perché non siamo soltanto contro a questa visione futura di città che invece evidentemente si intende perseguire, ma perché siamo anche contro all'idea che continuiamo ad essere succubi di scelte che fanno gli altri. Dovremo veramente prima o poi cominciare a scegliere noi quello che è il bene per la nostra città. Consigliere Di Meco: Questa mattina ho comprato il giornale e ho letto che io e il Sindaco saremmo quelli che hanno messo l'acceleratore a questa pratica. Sinceramente ho chiamato il giornalista, lui non mi ha saputo spiegare, comunque gli ho detto che riceverà una lettera dal mio legale così poi semmai spiegherà bene a lui che cosa vuol dire che ho messo l'acceleratore. Io posso capire che un giornalista non capisca quali siano le procedure, ma che non lo sappiano i Consiglieri questo no, anche perché in ogni Commissione vengo rimbrottato di non rispettare i regolamenti. Allora io ho qua il regolamento delle Commissioni e leggo: “il parere sulle proposte di deliberazione di competenza del Consiglio comunale richiesto dalla Giunta comunale deve essere reso dalle Commissioni consiliari entro 20 giorni dalla ricezione delle stesse." Cioè, deve essere reso entro 20 giorni, è passato in Giunta il 13 agosto, in Commissione è arrivato il 3 settembre, sono 21 giorni, forse ho sforato di un giorno, ma tutta questa accelerazione a me sinceramente non sembra che ci sia stata. Se poi vogliamo dire che ha accelerato prima, questa è una pratica del 2011 che ha fatto tutto il suo iter, che è andata in tutti gli uffici, è arrivata questa estate in Giunta e devo dire che secondo me è stata frenata anche dal Sindaco, perché credo che il Sindaco, proprio per condividere di più questa scelta ha avuto diversi incontri con le categorie, con i cittadini, con tutti, con la proprietà. Ha fatto incontrare le categorie dei commercianti con la proprietà e ci sono stati tutta una serie di incontri proprio perché questa cosa fosse condivisa il più possibile e semmai si vedesse ancor più quel lavoro che è stato fatto per ottenere una convenzione anche che portasse qualcosa non solo alle casse comunali ma anche diciamo a chi chiedeva chiaramente e giustamente una risposta a queste scelte. Se poi invece qualcuno pensa che siamo andati noi in ufficio a spostare le pratiche più velocemente allora lo dica, così poi ci regoliamo, perché credo che nessuno sia andato in nessun ufficio a far velocizzare le pratiche. Anzi, io credo che uno dovrebbe preoccuparsi se una pratica arriva in Giunta e poi si ferma, questo mi preoccupa, perché si ferma la pratica, quali sono gli interessi? La dott.ssa Orlando ci ricorda sempre quali sono i tempi da rispettare, soprattutto per le pratiche di edilizia o dell'urbanistica, per cui quando siamo in ritardo ci dice sempre che i cittadini debbono avere delle risposte. Giusto dottoressa? Per cui io non vedo assolutamente nessuna velocizzazione. L'ho detto anche stamattina al signor giornalista che riceverà una lettera dal mio avvocato, così mi spiega cosa ho velocizzato, dato che mi ha messo la foto e ha detto che ho velocizzato. Poi vorrei rispondere anche sul discorso di quali sono gli interventi che il PRG in questo caso o il PUC può assentire in queste zone. Perché qua sembra che noi ci siamo inventati una zona commerciale. Il PRG che è del 1980 consente nella zona D, D1 in questo caso, attività commerciali, va bene? Questo - 32 - è il PRG del 1980! Dopodiché è arrivato quello che io chiamo il PUC 1, perché io non voglio stare a guardare se io non c'ero, se c'ero dormivo, non sapevo niente, no, io dico il PUC 1, quello passato in Giunta nel dicembre 2013 prevede in quella zona una zona di trasformazione e l'Assessore giustamente, perché lo avrei fatto anch'io sinceramente, diceva che la Valle Armea viene sostanzialmente riconfermata come polo produttivo e commerciale, viene però rivisto e ridotto il perimetro includendo le aree effettivamente già insediate e limitando l'espansione ad alcuni distretti di trasformazione. Questo diceva il PUC 1, e lo dice anche il PUC 2, identico, per cui nelle zone D è prevista attività commerciale. Mi sembra una cosa abbastanza palese, forse non c'era neanche bisogno di dirlo, però l'ho voluto dire perché ci sono state alcune domande in merito e la zona perimetrata è la zona commerciale, dove non è D non è zona commerciale. Sul discorso delle licenze, perché anch'io oggi ho ancora sentito sul giornale parlare di terreni opzionati, licenze ecc. ma sinceramente sembra così fantascientifico, se non fosse uno sputtanificio, che sinceramente sembra proprio fantascienza. Se qualcuno ha qualcosa da dire lo dica, no? L'ho sentito dire più di una volta, allora, le licenze sono liberalizzate e la Confcommercio dovrebbe saperlo, fino a 1500 mq e addirittura oltre i 2500 mq per alcune categorie merceologiche, non c'è bisogno della licenza, ok? Per cui, chiunque abbia in zona commerciale un terreno può costruire e ci fa la sua attività, questo è previsto dalle leggi regionali che sono competenti in materia e da tutti i piani commerciali di tutti i comuni che ci sono e chiaramente poi ricadono negli strumenti urbanistici. L'unica cosa che però vorrei dire sulle licenze, perché mi sento di dirla, e che una licenza di 4.864 mq penso che sia una cosa del tutto eccezionale, cioè, io credo che in provincia forse ce n'è una sola di licenze così, ok? Io dico allora, e mi incavolo fino a un certo punto, perché io dalla Confcommercio sono uscito, va bene? Ma com'è possibile che il rappresentante dei commercianti va in queste riunioni, non si dice assolutamente contrario e non dice nulla alla propria associazione di questa cosa. Cioè, di un evento così importante? E' assurdo che la notizia dell'insediamento di un'attività commerciale - che già si parlava essere di abbigliamento ed accessori nel 2012 in sede di conferenza – del genere non vada a finire, per mano del proprio rappresentante, nel consiglio direttivo della propria associazione. Signori guardate che sta arrivando questo, avrebbe dovuto dire, ma stiamo scherzando? Sono ben contento di essere uscito da questa associazione, che non mi ha difeso quando è arrivata la Bersani che ci ha distrutto le attività, che non ha difeso quando hanno continuato con le grandi superfici di vendita, e vada avanti così. Un'associazione, secondo me, dei commercianti che non difende i commercianti, probabilmente ne difende qualcuno, ma non tutti. Vorrei arrivare alla fine sul discorso del documento perché io l'ho letto Lombardi, l'ho letto due volte. E siccome hai fatto una battuta ti dico che in Commissione non è arrivato quel documento perché a me è stato consegnato il giorno dopo della Commissione, se fosse arrivato prima avrei avuto modo di consegnarlo a tutti. Benissimo, io non l'ho ricevuto, mi dispiace. Il discorso è questo, teniamo pure buono questo di documento, perché è inutile che facciamo come i pareri Mauceri dove uno dice X e l'altro Y e poi li - 33 - usiamo alla convenienza. Come documento prendiamo questo della Sapienza che mi sembra sia fatto onestamente, pur di parte, diciamo così, ma mi sembra che sia abbastanza onesto. Esso sì che prevede delle criticità, però prevede anche tante opportunità che forse sono state un po' tralasciate, non sono state lette, perché quando uno dice le cose che mi convengono è un conto, ma quando mettono in discussione le cose che io penso a quel punto io … ma guardate che, se vi leggete le conclusioni, sono assolutamente importanti per questa città. Poi lo lascio leggere semmai a quelli che seguono perché altrimenti sembra che… ma parla dello sviluppo del made in Italy come centro di Sanremo, non dell'outlet, ma del centro di Sanremo, dell'importanza di questo centro, e dice che insieme all'outlet può diventare qualcosa di innovativo e unico in tutta Italia, per cui queste cose bisogna dirle, non bisogna solo dire le criticità, ma bisogna dire secondo me anche le opportunità. Infine, sul discorso della concorrenza, chi fa il commerciante lo sa, la concorrenza chiaramente è una cosa che esiste, non è che se ne può fare a meno, se non ci fosse concorrenza ci sarebbe monopolio, che sono due cose chiaramente antitetiche. Io mi preoccuperei veramente più per le vendite on line che dei negozi, perché il negozio la gente comunque la porta, fa comunque un'azione promozionale per portare gente, ma la vendita on line è un qualcosa che sfugge totalmente al commercio, è impersonale, e fidelizza in modo subdolo. Per cui io credo che, rimanendo sul discorso del documento e delle opportunità di questo documento credo che esso debba essere letto in modo diverso, grazie. Consigliere Robaldo: Volevo puntualizzare un po' di cose e cercare magari di chiarire alcuni punti, perché sinceramente ci resto un po' male, non solo io, ma penso anche gli altri, a sentirsi ogni volta indicati come qualcuno che, senza pensare a niente e senza neanche guardare le pratiche, viaggia, decide, sceglie e fa delle cose insensate senza pensare a quelli che ci sono dietro alle scelte che si fanno. Io come amministratore intanto devo guardare l'interesse pubblico generale, quindi ci sono parecchie categorie di cittadini, di commercianti e di gente che vive a Sanremo nelle periferie, nelle frazioni e da tutte le parti, quindi noi il contesto dobbiamo farlo un po' in generale. Per quanto riguarda il discorso della pratica di stasera forse, non so se non lo si è capito o non lo si vuole capire, ma che noi la votiamo oppure no, questi in Valle Armea, se volete andarci a vedere, hanno già sventrato tutto e il Sindaco non ha messo in moto le ruspe, sono partite, e la Procura per adesso non l'ha ancora fermate, quindi noi non possiamo andare oltre a questo discorso qua, perché se è vero che loro non ne sapevano nulla, lo stesso vale per noi, poiché la pratica è partita dal 2012. Vorrei chiarire un attimo il discorso di Renzi, visto che io faccio parte del PD e sono anche renziano, io conosco personalmente Renzi, ma il papà non lo conosco e siccome c'ero in quella prima riunione conoscitiva con i personaggi di The Mall che sono venuti in una decina, non ricordo neanche quanti fossero, e si sono presentati forse in due o tre e gli altri non si sono presentati, ma nessuno di noi, e posso garantirlo, sapeva che quello con la barba, mi sembra, fosse il papà di Renzi. Io Renzi lo conosco bene, ma suo papà non l'ho mai visto, quindi di conseguenza mi accordo a quello che diceva Di Meco, se c'è qualcuno che invece pensa che vi sia qualche complotto o qualcosa d'altro basta che lo dica e - 34 - così prenderemo le dovute precauzioni, no? Sinceramente passare ogni volta come delinquenti o sospettati di chissà quale cosa non credo che sia giusto nei nostri confronti, no? Perché poi tutto sommato ognuno di noi ha un lavoro, veniamo qui perché ci siamo candidati e cerchiamo di fare il bene della città e cerchiamo di farlo al meglio. Nello specifico di questa pratica vi assicuro che ne abbiamo parlato ben più di una volta - e quella dell'altro giorno era solo l'ultima volta che ci siamo visti e io con il mio gruppo ci siamo visti anche ieri sera nella nostra sede in Piazza Colombo – abbiamo cercato di affrontare le cose e ringrazio il collega Trucco che è andato ancora di più ad approfondire per questioni di coscienza sua particolare e per andare a scovare tutte le possibili sfaccettature della questione, ma noi abbiamo cercato di affrontare la pratica proprio nel senso di trovare i pro e i contro perché poi comunque una decisione va presa e anche al di là della decisione questi, ripeto, vanno avanti lo stesso, questo dobbiamo capirlo che si farà l'outlet comunque. Vorrei ricordare le cose che abbiamo elencato prima, i 400 mila euro per la città, il milione e 800 mila euro in più, lo spazio per i commercianti di Sanremo, quelli che saranno più osteggiati da questa nascita dell'outlet che, ripeto, non abbiamo voluto noi, comunque il discorso va fatto in questo senso qua e poi il centro che verrà aperto per il comune di Sanremo io non lo sottovaluterei tanto, si parla di un milione di presenze all'anno, non lo so, ma io penso che oggettivamente si potrebbe parlare di un 500 mila presenze, faccio dei conti della serva eh, e vogliamo pensare che magari un 10% una capatina a Sanremo ce la possa fare? Quindi 50 mila persone che non sarebbero venute a Sanremo, vogliamo pensare che di questi 50 mila un 10% magari va a mettere due monetine al Casinò? Vogliamo magari pensare che qualcuno possa venire in centro? Non andranno magari a comprarsi la cosa dell'anno in corso, o magari sì se si fa una buona pubblicità all'interno di The Mall, ma magari si vanno a mangiare un gelato o una pizza al ristorante, quindi c'è un tessuto commerciale che magari potrà beneficiarne. Io mi rendo conto e do ragione a quello che diceva Fera, perché nel momento in cui si fa una scelta purtroppo è sempre così, ci sarà lo scontento, quello più contento, quello a cui non frega nulla e quindi ogni scelta che si fa qua dentro è una scelta del genere. Noi purtroppo avremo sempre questa spada di Damocle sulla testa di prendere delle decisioni, noi non ci tiriamo indietro, le decisioni le prendiamo, cerchiamo di prenderle migliori possibile. Nella condizione in cui siamo io ritengo che se non ci fosse questa variante non ci sarebbero state queste cose che il Sindaco - non noi, perché bisogna dare atto a chi ha condotto le trattative che è lui - ha ottenuto in più. Se sarà un successo o non lo sarà purtroppo non possiamo saperlo, secondo me il fatto che sia nata, da questo spauracchio o certezza, non lo so, un'associazione che si chiama Sanremo On, che a mio avviso avrebbe potuto nascere molto prima, però meglio tardi che mai, che sta funzionando ed è quello che andava e che va fatto, perché la collaborazione tra privato e pubblico è sempre più necessaria. Nell'ultima festa che c'è stata a Sanremo mi sembra che Sanremo On abbia organizzato un bellissimo evento partecipato soprattutto dai giovani e quindi ben vengano queste iniziative di sinergia e noi su questo dobbiamo costruire. La Consigliera Antonelli diceva, ma quale tipo di turismo? Noi - 35 - stiamo investendo parecchio sul turismo sportivo anche, perché riteniamo che sia anche questo un volano per portare gente a Sanremo, quindi io non vorrei che si facesse il discorso… perché per carità, le paure ci devono essere e le mani avanti bisogna metterle per non spaccarsi la faccia, però il problema è che - io in questi anni l'ho vissuto con Borea, non ero qua ma sempre seduto là dietro – io ad esempio in passato ho vissuto male i due anni di osteggiamento contro la pedonalizzazione di via Matteotti, mentre adesso ci sono i locali che metterebbero i tavolini anche sui muri. Ho vissuto male anche il discorso di via Feraldi che era stata chiusa all'epoca per dei lavori dello scolmatore, proteste, ma quando hanno visto che funzionava ed è stata riaperta c'è stata una petizione di firme per tenerla chiusa. Quindi il discorso è questo, cerchiamo di essere prudenti, ma di non avere paura di tutte le cose che succedono, perché sennò non ci muoveremo mai. Io vado per quello che posso un po' in giro e vedo che ci sono delle attività sinergiche, soprattutto in Trentino, ma anche in altri posti, che cercano di collaborare. Cioè, vai e lo noti proprio che c'è l'amministrazione pubblica che coopera con il privato, col commerciante, perché le iniziative vengono, ci sono sponsor, ecc. e quindi coinvolgono la gente. Sanremo, non dimentichiamoci che è un nome e se lo porta avanti questo nome, quindi il discorso che venga qualcuno magari in crociera io dubito che vengano in crociera o con l'aereo fino a Nizza e dopo sei ore riparta, può anche darsi, per carità, ci saranno, ma può anche darsi che se il pacchetto turistico che diceva il Sindaco è quello in cui si dice che ci sono i carri fioriti e invece di venire la settimana prima vengono quella dopo e magari nel pacchetto possono fermarsi al venerdì sera e al sabato sera magari poi si fermano due giorni in città. Sono tutte ipotesi queste che sto facendo, ma sicuramente questo è quello che le amministrazioni devono fare, andare incontro a questo tipo di esigenze. Quindi, se noi riteniamo di mandare avanti, non di far partire, perchè io vorrei che fosse ben chiara questa cosa, noi non stiamo facendo partire niente, stiamo facendo una variante che permette non tanto a loro di fare l'opera perché l'avrebbero fatta lo stesso, quanto a noi di avere in cambio delle cose che non c'erano. Quindi io vorrei che veramente si pensasse questo perché io non mi sento un delinquente se questa sera voto questa pratica, perché non lo faccio per andare contro a nessuno, anche perché, come dico, ci stiamo sbattendo per fare delle altre cose per questa città e spero che vengano capite e aiutate, anche per l'entroterra, perché esistono le periferie, l'entroterra, San Romolo e stiamo cercando appunto di fare sinergie per questo. Da quanto ho capito mi sa che potremo avere per queste iniziative anche l'aiuto di tutto il Consiglio comunale e questo deve andare avanti, cioè, finiamola di metterci una medaglia contro l'altra, se una cosa è buona portiamola avanti assieme, io l'ho sempre detto dall'inizio perché mi sono stufato, io l'ho fatta là dietro l'opposizione e so che cosa è fare opposizione, so che si va sempre a cercare il pelo nell'uovo e va benissimo perché deve esserci il controllo di chi governa, però, a questo punto, dove l'economia è ferma e stagnante e la ripresa stenta ad arrivare, e secondo me sta ripartendo, per fortuna, cerchiamo tutti assieme di trovare delle soluzioni valide. E' ovvio che se va avanti il discorso di Valle Armea non possiamo permetterci di farlo partire e dimenticarcene, noi dobbiamo andare a controllare che queste cose vengano fatte e che le cose che sono scritte qua vengano messe - 36 - in pratica. A quanto ne so ci saranno anche delle sanzioni se non le metteranno in pratica, però su queste cose qua cerchiamo di essere positivi e propositivi. Noi, ripeto, non lo facciamo per metterci una medaglia o chissà che cosa, ci siamo trovati questa pratica e stiamo cercando di portare avanti il meglio di quello che possiamo e questo vorrei che fosse capito da tutti. Grazie. Consigliere Prevosto: Mi sembra che sia stata corretta sia la relazione dell'Assessore Emanueli, tecnica e urbanistica, e poi la parte politica l'ha fatta l'intervento del Sindaco che secondo me è stato molto chiaro e ha ricondotto un po' il dibattito a quello di cui stiamo discutendo veramente stasera. Rubo una battuta che ci siamo fatti prima di entrare in Consiglio comunale, l'Assessore Emanueli si trova in una condizione molto strana e particolare perché molte volte viene accusato di non essere presente e secondo me questo non è tanto un demerito, il problema è quello che uno produce al di là della presenza o dell'assenza. Quindi se l'Assessore porterà il PUC, che è il mandato che aveva, non mi interessa che sia stato presente o assente, vuol dire che quando è stato presente lo è stato e quando è stato assente ha comunque lavorato bene, però si trova in una situazione assurda, kafkiana. Se è assente viene accusato di essere tale, quando è presente gli viene sempre chiesto di ritirare le pratiche, quindi, detto questo, io cerco sempre di capire dagli interventi che vengono fatti quali sono le logiche, perché se queste non si capiscono poi diventa un dibattito tra sordi e anche il pubblico che ascolta a casa o qua, si trova di fronte a delle affermazioni di principio e non avendo i dati per controllarle grosso modo poi fa degli atti di fede. Se io sto attento ad alcune affermazioni che sono state fatte stasera mi sembra che all'ordine del giorno di questo Consiglio ci sia l'approvazione o no dell'outlet e per di più di un outlet di iniziativa pubblica, perché in un intervento è stato detto che noi arriviamo sempre in ritardo. No, noi arriviamo sempre in ritardo chi? Il Governo, lo Stato, gli imprenditori italiani? Non lo so, certamente non il Comune di Sanremo perchè questo non è un outlet pubblico, non sappiamo nemmeno se è un outlet o una grande superficie di vendita o quello che è, ma questo è un outlet di iniziativa privata che, come ha detto bene Robaldo e hanno detto bene gli altri, è già partito. La Procura non c'entra niente, è già partito in base a concessioni di legge che sono state ottenute qualche anno fa, nel 2012 in conferenza dei servizi con una DIA. Ma io ci credo, perché poi succede di tutto, mi lascia un po' basito il fatto che un progetto così grosso, una DIA così importante – non è una DIA di ristrutturazione di un appartamento o qualcosa di piccolo – che mi trasforma quanto meno l'ex pantamarket in una grande superficie di vendita che ha un iter negli uffici essendo una DIA, che va in una Conferenza dei servizi che come è stato ricordato è una conferenza tecnica, che nessuno ne abbia sentito parlare. Tanto più che poi lo sono venuto a sapere stasera, io non lo sapevo, la Consigliera Arrigoni dei 5 Stelle ha anche detto che esisteva qua, da quanto ho capito, un plastico molto grande e questo plastico non era probabilmente basato sulla DIA, ma basato anche sulla variante che è stata presentata nel 2013, come è stato detto dal Sindaco, dicembre 2013. La cosa che mi fa specie, Paola, poi se mi darà questo dettaglio mi piacerà perché lei è molto brava in effetti ad - 37 - andare a cercare le cose. In merito all'AMAIE ha trovato una lettera che aveva già poi una risposta il giorno dopo, studiate ecc., mi fa specie però che lei di questo plastico non sappia, o non lo abbia detto, la data in cui è arrivato in Comune, perché se arriva una DIA e arriva un plastico abnorme qualcuno lo vede. Poi che lo vedano i funzionari o che lo veda qualche Consigliere di passaggio, quella è una ricerca che faremo, ma per curiosità. Come ho detto siamo di fronte ad una iniziativa privata che va avanti lo stesso, quindi a un outlet privato che sta già partendo, quindi lì qualcosa arriverà, che sia un'outlet o una grande superficie di vendita o quello che sarà, ma lì qualcosa ci sarà. Di fronte a una iniziativa di questo genere noi stasera, l'hanno detto in tanti, stiamo solo decidendo se questa cosa invece che 6000 mq di superficie commerciale ne deve avere 6300 circa, quindi noi stiamo decidendo, in pratica, per 281 mq in più di superficie commerciale. Il Consigliere Faraldi Giuseppe in una riunione di Commissione ha parlato di un negozio in più, quindi rispetto a un centro commerciale così grande noi stiamo decidendo non se verrà fatto o meno, ma se potranno fare 280 mq in più che poi probabilmente vengono a noi perché probabilmente è la superficie di quel punto di promozione turistica o di quel negozio che verrà dato alle associazioni di categoria per promuovere le vendite dei negozi del centro. Quindi noi stiamo discutendo di questo. Allora, se l'iniziativa è una iniziativa privata che parte lo stesso, che è nata nel 2012, io credo che sia una nota di merito quella del Sindaco. Rispetto a una variante che è stata presentata a dicembre 2013 noi ci siamo insediati credo a fine giugno del 2014, il Sindaco viene a sapere che c'è una variante che interessa la città, perché interessa la città, cosa fa? La rende pubblica! Noi faremmo un errore grandissimo se come maggioranza giocassimo allo scarica barile e dicessimo che questa cosa, dato che crea dei problemi in città noi non ne vogliamo la paternità che non abbiamo, ma la paternità di questa cosa negativa è dovuta all'Amministrazione precedente. Io su questo non sono d'accordo e non credo che questa sia la nostra impostazione. Una nota di merito che noi abbiamo e l'ha rivendicata il Sindaco, e ha fatto bene, è quella di aver portato il caso alla luce del giorno ad agosto del 2014, la variante, perché questo ha consentito che le associazioni di categoria e i commercianti potessero essere chiamati a discutere la variante e vedere se, rispetto a minacce che loro pensano che ci siano e io credo che ci siano delle minacce, abbiano delle proposte da fare. Ha fatto bene il collega Di Meco a ricordare lo studio dell'università, quello studio ordinato a degli studiosi de La Sapienza. Ma in qualsiasi campo e novità uno studio dirà che ci sono dei rischi e delle opportunità, perché se non dice questo non usa un metodo scientifico o da studiosi. Tutte le realtà rappresentano dei rischi e delle opportunità, e allora se noi fossimo una maggioranza sorda avremmo sì pigiato sull'acceleratore, non avremmo fatto tutti gli incontri con le associazioni che sono stati fatti, non avremmo dato tutto il tempo che era necessario fare dall'agosto del 2014 a oggi, più di un anno, non avremmo riunito più volte la Commissione consiliare preposta e saremmo andati veramente velocissimi, perché i sondaggi in città, quelli che ho letto, usciti sui giornali on line, e quello che senti per strada, ti dicono che il 75% dei cittadini – quindi molti di più dei voti che abbiamo preso sono favorevoli a questo outlet e che c'è, e di questo dobbiamo tenerne conto, - 38 - una minoranza che si ritiene danneggiata e che si fa sentire in modo molto rumoroso e che fa bene a farsi sentire. Io credo che il compito del politico e dell'Amministratore non sia quello di dire che avendo il 60-70% dei consensi si pigia sull'acceleratore, il compito nostro è anche di andare a creare un dibattito com'è stato fatto - e abbiamo dato il tempo al dibattito per svolgersi - per vedere come le persone che possono essere danneggiate da quell'iniziativa privata e da quell'attività possano trovare assieme a noi delle soluzioni per cambiare tendenza, perché anche loro non siano danneggiati. Io poi mi rendo conto e a me non interessa, tutto sommato, dire che abbiamo fatto incontri, i sondaggi della cittadinanza ci sono favorevoli, gli albergatori sono favorevoli, la Casa da Gioco è favorevole, la CNA è favorevole, perché io come politico e come amministratore che mi pongo dei problemi di governo di quello che accade, di governarlo, mi devo porre anche il problema di quelle categorie, in questo caso prevalentemente commercianti, che pensano di essere danneggiati. Di fatto i punti che vengono sottovalutati in alcuni interventi che fanno parte della convenzione, Robaldo e altri li hanno ricordati, ma non è che ce li siamo inventati noi, è il massimo prodotto che è uscito fuori da questi incontri con le categorie, è il massimo prodotto, oltre a quello c'era solo il no all'outlet, ma il no all'outlet lo puoi affermare come posizione di principio però intanto va avanti perché è legale, perché ha ottenuto delle autorizzazioni già nel 2012-13 e noi ora stiamo votando un'altra cosa. Allora io dico che noi, come abbiamo fatto, perché questa è una delle pratiche che abbiamo dibattuto più di tutte e su cui fra tante sono più informato perché ci sono state un sacco di riunioni, di confronti, di dibattiti, dobbiamo continuare su questa strada, dobbiamo continuare perché i rischi e le opportunità si ripresenteranno anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Secondo me anche le associazioni di categoria, quelle che sono più perplesse come la Confcommercio e i Commercianti in questo caso, non devono porsi di fronte a questa situazione dicendo no outlet e basta. Io ricordo l'errore, e più volte l'ho detto, fatto sulla Casa da Gioco, un errore fatto dagli allora vertici aziendali e anche da questo Consiglio comunale che è stato influenzato da quei vertici aziendali. Quando sono arrivate le new slot e quelle nei bar qual è la tendenza che è passata? Non cogliere l'opportunità e il rischio, ma quella di dire che siccome era un rischio dovevamo dire no alle slot e qual è stato l'effetto? Che le slot sono andate in tutti i bar. Noi col nostro no dei vertici aziendali dell'epoca in qualche modo anche del Consiglio comunale che era molto subalterno a questa posizione non abbiamo impedito la concorrenza, anzi essa è cresciuta e dilagata. Secondo me, in quel caso, sarebbe stato meglio puntare invece noi, con la nostra azienda, io non parlo come dipendente della Casa da Gioco ma come amministratore, fossimo intervenuti in quel settore per togliere fette di mercato alla concorrenza. Qua è la stessa cosa e allora io credo che, grazie al dibattito che è stato fatto, come ha ricordato Robaldo, i commercianti dei passi avanti ne hanno fatti. Sanremo On è una risposta positiva, altre iniziative sulle aperture che sono state fatte sono risposte positive e dovranno sempre più andare in quel senso, dare risposte positive ai rischi che vengono dalla concorrenza e dal mercato, cogliere anche le opportunità come quello studio dice e noi, dall'altro canto, come Amministrazione comunale, - 39 - dobbiamo fare in modo di governare i processi pericolosi che rischiano di essere messi in atto e fare in modo che il centro non sia desertificato. Allora sinceramente, colleghi Consiglieri, questa maggioranza, anche per dove arriva, alcuni proprio per storia personale di amministratori, io credo che abbia le carte in regola per dire che noi non siamo per la desertificazione del centro città, perché l'isola pedonale, lo ha detto anche Robaldo, osteggiata da molti, adesso è una risorsa che i commercianti apprezzano e hanno valorizzato aumentando la loro superficie commerciale. La pista ciclopedonale, Pian di Nave, la ristrutturazione di Santa Tecla, tutte queste cose e più in piccolo i discorsi dei chioschi, danno la dimostrazione di come questa maggioranza, anche per la storia personale di alcuni suoi rappresentati, sicuramente sa mettere in atto processi e fare scelte che vanno contro i rischi di desertificazione del centro cittadino. Consigliere Faraldi: Non vorrei entrare nel merito di tutti i tecnicismi che sono stati usati fino ad ora perché la maggior parte delle persone e dei miei colleghi, qualcuno lo conosco anche fra il pubblico, mi fermano per strada e mi dicono dell'outlet, il mostro. Io forse sono stato uno dei primi a sentire dalla voce del nostro Sindaco ad agosto dell'anno scorso questa cosa. Ero seduto davanti a lui e mi ha detto: "Giuseppe abbiamo un problema". Mi dice che c'è questa pratica e vi dico la verità che mi sono venuti i capelli dritti perché non è una cosa piacevole per un commerciante trovarsi a che fare con un concorrente, ma non è piacevole in nessun settore. Qui mi riallaccio un attimo al discorso sulle associazioni di categoria, adesso sembrano dei cani da guerra, dei mastini, dei molossi, si attaccano a tutto, ma quando a Sanremo il piccolo commercio, il normal trade, è stato desertificato e massacrato dai supermercati, dagli ipermercati dove erano? I salumieri non interessavano a nessuno, e i formaggiai? Adesso invece alziamo gli scudi e partiamo, va beh, questo è un discorso a parte e non vuole essere il discorso preponderante. E' una pratica quindi che noi, a torto o a ragione, abbiamo trovato, non diciamo che è colpa o merito di qualcuno, l'abbiamo trovata, c'è, è una pratica urbanistica che noi questa sera discutiamo. Ma la persona normale mi dice: "Ma voi se votate no l'outlet si ferma!" No, forse non ci siamo capiti, l'outlet non si ferma, è lì, hanno già investito, stanno usando dei soldi e vanno avanti. Loro ci chiedono una variante urbanistica che significa spostare e fare qualcosa per avere una variazione dello stato dei luoghi. Ti chiedono di spostare una strada, è normale, non è che spendono 1,8 milioni per avere un negozio in più come diceva il mio collega Lombardi oggi, spostano questa strada per fare in modo che non sia in mezzo alle due unità che comunque esisterebbero lo stesso, una strada che non porta da nessuna parte per il momento ma potrebbe portare. Loro dicono, noi spendiamo dei soldi e gradiremmo avere la possibilità di gestire al meglio la zona che occupiamo, benissimo gli diciamo di no, noi gli diciamo di no, loro vanno avanti e ci fanno una bella pernacchia e nessuno ha più niente. Allora noi abbiamo provato a guardarla dal punto di vista commerciale, ok, vediamo di ottenere qualcosa in cambio, vediamo, noi ti diciamo di sì, che cosa potremmo ottenere? Il mio collega Trucco prima ha elencato queste cose, ha detto che avremo la sovvenzione per un'opera pubblica, avremo queste famigerate navette - 40 - che porteranno avanti e indietro la gente, avremo uno spazio per il Comune di Sanremo e uno spazio commerciale dato in gestione alle associazioni di categoria, spazio commerciale più o meno che si aggirerà – poi posso sbagliarmi – attorno ai 200 mq, forse anche di 300 mq ma i numeri in questo senso sono relativi, e questo spazio verrà dato a noi quindi questi accrescono… Seguendo il ragionamento di Lombardi questi 1,8 milioni li butterebbero proprio via perché verrebbero dati a noi, alle associazioni di categoria che possono gestirlo per promuovere gli associati di queste associazioni. Noi abbiamo tentato di ottenere il massimo possibile, non abbiamo detto che noi vi facciamo fare l'outlet, noi abbiamo ottenuto commercialmente, in un discorso prettamente commerciale, il massimo possibile e noi di questo ne siamo anche fieri. Il Sindaco ha instaurato una trattativa estenuante. Voi mi dite che non ne sapeva nulla nessuno, mi fermava la gente per strada nell'agosto dell'anno scorso e vuol dire che la gente lo sapeva, che qualcosa era stato comunicato, vuol dire che noi abbiamo incontrato le associazioni di categoria, che abbiamo incontrato i rappresentanti e i singoli commercianti. Io mi sono fermato più volte a parlare con i singoli commercianti per tentare di capire cosa fosse successo e a cosa si andasse incontro e una cosa che mi preme dire è che un risultato, seppure indiretto, questo outlet lo ha già ottenuto. Questo perché è la prima volta che io vedo un'associazione come Sanremo On, che è già stata nominata da parecchi, ma a me fa piacere nominarla di nuovo, che per la prima volta si è dimostrata capace di sponsorizzare un sistema Sanremo che è l'unica maniera per fare in modo che la nostra città possa rientrare all'interno dei circuiti turistici, anche perché i circuiti turistici, mi spiace che non ci sia la collega Antonelli, riguardano tutti, dalla crociera, al turismo sportivo, allo shopping tourism che fra l'altro, secondo la relazione, qui in Liguria attrae appena il 2,53 % dei turisti, quindi, se ci fosse la possibilità di avere un polo commerciale più interessante può darsi che qualcuno in più arrivi. E' difficile dire se abbiamo ragione o torto, io mi auguro che abbia ragione il mio collega Berrino sbagliandosi, mi auguro che tu abbia ragione sbagliandoti. Infatti, spero questo però una scelta è un bivio che qualcuno deve prendere, per cui ci troviamo proprio in questo sistema e quello che mi spiace fondamentalmente, visto e considerato tutto quello a cui siamo andati incontro personalmente attraverso i vari colloqui con i rappresentanti e coi singoli commercianti, è ancora quest'alea di sospetto. Se qualcuno ha qualcosa da recriminare fa un esposto, fa qualsiasi cosa, va in Procura, però non si può dire questo. Io mi sono ritrovato assieme a Di Meco sui giornali con scritto che la Seconda Commissione…, ma la Seconda Commissione cosa? La Commissione ha fatto il suo lavoro, non ha fatto nulla di più e non è bello andare per strada e ancora sentirsi guardare male perché qualcuno pensa a quali interessi magari noi abbiamo sotto sotto. Gli unici interessi che ho io sono il dare lavoro a delle persone come le persone che sono sedute qui, né più, né meno, nel centro città, per cui non è che ho un interesse particolare, che interesse posso avere? Fornire il latte al bar dell'outlet? Cioè, è quello il discorso, a me non interessa, a me interessa che Sanremo lavori e più lavoro c'è più lavoro c'è per tutti, mi sembra talmente lapalissiano che pare stupido dirlo. - 41 - Da notare comunque è l'ultimo paragrafo della relazione che ha una duplice valenza perché questa relazione, che comporta anche un'analisi piuttosto approfondita di tutto quello che succede nei vari outlet italiani - tenendo presente che ci sono tipologie di outlet diverse, di villaggi degli affari diversi, che ci sono outlet che funzionano e altri che non funzionano - dice che per poter recuperare, sebbene non del tutto, la perdita del fatturato che si potrebbe verificare, l'offerta dell'outlet non deve essere considerata come concorrenziale con quella preesistente, come abbiamo ipotizzato nei paragrafi precedenti al fine di stimarne l'impatto, ma aggiuntiva rispetto a questa. Il settore commerciale di Sanremo costituito dai negozi storici e dall'outlet si configurerebbe come un polo di primo livello per il made in Italy e potrebbe aumentare enormemente la propria attrattività nei confronti dei territori limitrofi fino a competere per ampiezza, ricchezza e livello quantitativo dell'offerta perfino con centri urbani di grandi dimensioni come Genova, Torino o Milano. Quindi, se noi abbiamo delle attrattive che possono essere le più disparate e questa può rientrare nel novero delle attrattive, dobbiamo farne tesoro, dobbiamo portarle avanti, non dobbiamo vederle come il mostro che ci cannibalizza. Il mostro, ha ragione Di Meco, è il commercio on line, quello è il mostro, quelle sono cose che portano fuori i soldi da Sanremo del tutto! Come del resto tutte le catene, perché noi qua parliamo dei nostri negozi, ma tutte le catene che sono in via Matteotti dove li portano i soldi? Tutte le catene che sono state impiantate in via Matteotti, dove li portano i soldi? Rimangono tutti a Sanremo? Rimangono, grazie a Dio quelli dei dipendenti, ma tutto il resto dove va? Sono imprenditori di Sanremo che li hanno aperti oppure sono grossi gruppi che hanno fatto sì di poter avere il posto in via Matteotti a Sanremo, è quello l'abbassamento del turismo dello shopping a Sanremo, però lì nessuno ha detto nulla, nessuno si è mosso, ognuno ha fatto quello che ha voluto nel rispetto dei propri interessi, giustamente, però nessuno ha detto una parola, nessuno ha detto come mai ha aperto questa catena o l'altra, tutti zitti, ma è giusto che sia così ad un cero punto perché se io ho un locale commerciale lo affitto a chi voglio, però quella è la vera desertificazione del turismo dello shopping a Sanremo, perché quando arriva il turista arabo, come tutti aspettate, non cerca il negozio di basso livello, cerca quello di alto livello. Quindi le problematiche sono varie e disparate, le associazioni di categoria in questo caso, secondo me, si sono dimostrate capaci solo di partire a testa bassa prendendo di mira un nemico che non è un nemico, ma potrebbe solamente essere un supporto per le attività commerciali di Sanremo. Durante l'intervento del Consigliere Faraldi è uscita la Consigliera Balestra: presenti 23. Assessore Emanueli: Volevo fare alcuni chiarimenti perché alcuni nelle risposte di altri Consiglieri sono stati già dati. Ribadisco che la Valle Armea è zona commerciale dal 2004. Erano già previste le attività produttive industriali e artigianali e sono state inserite anche quelle commerciali dal 2004 come integrazione al PRG. Sulla questione della monetizzazione dello standard pubblico, essendo in una zona di Valle Armea non densa e poco edificata, come realizzazione di standards pubblici sarebbero stati fatti sostanzialmente dei - 42 - parcheggi e l'unico eventuale beneficiario sarebbe stato ulteriormente l'outlet, per cui noi abbiamo preferito passare alla monetizzazione, ma non è quello l'interesse pubblico, è solo la monetizzazione di uno standard che ritenevamo inutile e sprecato. La convenzione è stata seguita dall'ufficio Urbanistica assieme all'ufficio Legale per un lungo periodo e riguardo la valutazione ambientale l'intervento è soggetto a verifica di assoggettabilità ex articolo 13 della L. n.32/2012. Come ho detto nell'intervento precedente se approvato dal Consiglio comunale viene pubblicato per 30 giorni, ci sono le osservazioni e poi va in Regione dove deve essere approvata la variante e in quel caso può essere richiesta la VAS che non chiediamo noi in questa fase perché è competenza regionale, quindi non è stata omessa, è solo una competenza che non è nostra. Ribadisco che sono due edifici dal punto di vista commerciale separati fisicamente, ovviamente con un unico intervento, per cui c'è in comune il parcheggio con due accessi agli edifici separati. Queste sono alcune risposte tecniche su cose che sono state chieste o dette. Invece, riguardo alla questione del consumo di suolo non ho capito se l'importante è fare le cose solo in centro o si possono fare anche in altri luoghi, nel senso che l'intervento attualmente in atto è un intervento di risanamento di un edificio esistente che aveva una copertura in amianto che ora non ha più, che non era a norma sismicamente e nelle valutazioni che sono nella delibera questa cosa viene sottolineata, quindi è un intervento di recupero di un edificio esistente. Capisco che non sia in centro, ma è comunque il recupero di un edificio esistente. Riguardo alle mie frasi sibilline erano una risposta, si stava discutendo di alcune scelte fatte nel PUC con il Consigliere Lombardi sul fatto che questa scelta dell'outlet poteva essere contraddittoria rispetto a quelle del PUC e si stava discutendo di opinioni differenti che si confrontavano, non mi sembravano frasi sibilline, era una discussione che andava avanti, poi la discussione politica si fa in Consiglio comunale. In Seconda Commissione abbiamo analizzato alcuni punti del progetto con gli uffici ed è stato votato. Sulle altre cose mi sembra abbiano già dato delle risposte gli interventi dei Consiglieri che si sono succeduti, grazie. Consigliere Berrino: Vedi Prevosto, quando tu dici una cosa io non metto mai in dubbio quello che dici come quello che tu pensi. Se io ti dico che la vicenda dell'outlet in Giunta non è mai passata e non ne ho mai sentito parlare e non conoscevo il plastico, tu mi devi credere! Se non ci credi però pubblicamente non dici che ti viene difficile pensare che un plastico così grosso poteva non essere visto da chi c'era, dal consigliere di passaggio o roba varia, perché così metti in dubbio la mia onestà intellettuale quando parlo al microfono, capisci? Non va bene, io non te lo permetto, tu potrai continuare a dirlo, ma non è un bel modo di rapportarsi in una discussione come quella di stasera dove ho chiesto al Sindaco proprio di evitare di continuare a dire che la scelta era stata fatta dalla precedente amministrazione perché se fosse così ci sarebbero degli atti che lo confermano e io non mi permetterei di venire qua a dire che non ne sapevo niente. Ti può sembrare stupido che uno in questo Comune non sappia una cosa? Ti assicuro che sono tantissime le cose che succedono in questo Comune - 43 - e che anche al Sindaco Biancheri sfuggono, te lo assicuro, quindi da parte mia ti invito a non mettere in dubbio quello che dico qua per favore. Per quanto riguarda il resto, nella discussione globale, signor Sindaco, lei continua a dire determinate cose ma sono virgolettate queste frasi che lei avrebbe detto, in cui dice che la decisione è stata presa dall'Amministrazione precedente, allora lei deve parlare o di uffici o sennò, come ho detto al Consigliere Prevosto, lei continua a non credere a quello che noi diciamo. Quando lei parla coi giornali sa bene la differenza che c'è tra gli uffici e l'Amministrazione perché quando si parla della seconda si può parlare della somma e va bene, ma se la parte politica è esclusa deve parlare solo di uffici o sennò, le ripeto, se lei ha qualche carta, fotografia o registrazione in cui può provare certamente che qualcuno della nostra Giunta era a conoscenza che la pratica stava progredendo è pregato di dire anche chi era, perché ripeto, io, l'Assessore Solerio, Fera, Baggioli e Lombardi nulla sapevamo di questo fatto. Poi certo che lo abbiamo saputo, dopo, molto dopo che è stata presentata nel 2013, lo abbiamo saputo forse in campagna elettorale perché si cominciava a sentire che qualcuno ci veniva a chiedere se ne sapevamo qualcosa di questa possibilità di essere assunti all'outlet. Io rispondevo, mah, io non so neanche niente dell'outlet, comunque vediamo cosa succede. Le potrà sembrare banale, ma queste cose succedono anche a Sanremo. Per quanto invece riguarda l'impegno che avrebbe The Mall nel contratto da offrire a chi andrà a vendere merce dentro, il fatto che si parli di stagione diversa o ci mettiamo che non possono vendere se non cose della stagione passata, ma di stagione diversa penso che già ciascun commerciante lo faccia, cioè io in autunno vendo le cose della primavera dopo, quindi che certezza darebbe quell'impegno lì? Nessuna, perché se vendo cose della stagione in corso normalmente faccio i saldi e quindi mi metto in concorrenza comunque con i commercianti, se vendo quella della stagione futura mi porto avanti col lavoro e faccio ancora più concorrenza ai commercianti che magari, non essendo un grande colosso come loro, non hanno ancora in vendita le cose di due stagioni dopo. E' scritta bene, può anche far credere, ma sinceramente non dà nessuna certezza e li favorisce giustamente, quindi prima di dire che abbiamo risolto il problema con quell'impegno che The Mall ha fatto nei confronti dell'Amministrazione avrei molti dubbi. Poi veniamo al dato secondo me sostanziale, cioè, non credo che The Mall per costruire 280 mq in più spenda 1,7 milioni di euro, non credo che nella situazione attuale The Mall aprirebbe con la stessa probabilità di successo, la verità è che il loro standard di vendita è basato sul progetto che vogliono realizzare e che senza la variante di stasera non realizzerebbero e ne sarebbero danneggiati dal punto di vista commerciale, sennò sicuramente avrebbero avanzato 1,7 milioni di euro, di fare le navette, di fare il punto informativo, di dare 400 mila euro di opere pubbliche e avrebbero avanzato di regalare 2 o 300 mq alla maggior rappresentanza commerciale della città, e avrebbero soprattutto avanzato dei tempi, quindi, è chiaro che il loro obiettivo che voi questa sera approvate è quello di permettergli di fare la struttura commerciale così come loro fanno in giro per il mondo, forse a Dubai è un po' diverso perché lì le costruzioni hanno altri standards. Ma è così, loro la vogliono tutta bella, dove tutti sono sistemati alla stessa maniera, dove non devi salire tre piani per andare al negozio pinco - 44 - pallo perché sennò poi il piano sotto è favorito perché vogliono fare una struttura bella che è differente da quella attualmente esistente che bella non è. Quindi non è vero che l'avrebbero fatto lo stesso e non è vero che anche senza questo lo farebbero ugualmente, loro lo fanno perché sono certi, come è già uscito sui giornali, che questa maggioranza gli avrebbe dato il voto. Legittimamente, non c'è niente di sbagliato e niente di illegittimo e nessuna dietrologia. A voi va bene la costruzione di The Mall, va bene che la variante sia approvata e che loro riescano a fare quello che vogliono fare, tutto bene, come ha detto prima Faraldi io spero di sbagliarmi e tra 10 anni chiedere pubblicamente scusa della mia scelta sbagliata di stasera se, come auguro alla città e ai commercianti e al tessuto commerciale del centro, The Mall sarà un successo soprattutto per la città prima che per loro. Consigliere Trucco: E' vero che nella lettera di impegni di The Mall si faceva riferimento, come diceva giustamente Berrino, alla parola stagione, ma è qua che la proposta di delibera di questa sera assume un'importanza molto forte perché nella delibera non si parla più di stagione e di riferimento a quell'impegno scritto dalla società, ma si propone una scelta e una decisione che si riferisce alla normativa vigente in Regione Liguria e questa normativa, L.R. n.1/2007, integrata, se vogliamo, dalla deliberazione del Consiglio n.31, non parla di stagione, ma dice: "La vendita al dettaglio da parte di produttori titolari del marchio o di imprese commerciali di prodotti non alimentari che siano stati prodotti almeno 12 mesi prima dell'inizio della vendita, dimostrabile da idonea documentazione relativa alla merce, di fine serie, eccedenza di magazzino, prototipi ecc." La normativa non parla di stagioni, ma di merce prodotta 12 mesi prima, e questa è una forza che aggiungiamo nella nostra delibera. L'unica cosa che sarà oggetto dell'emendamento che discuteremo dopo, è il dare questo vincolo, legato anche alla convenzione, per 5 anni, mentre noi chiederemo che questi 5 diventino almeno 10 anni, che è la correlazione con i tempi in cui è stata fatta la convenzione. Per quel che riguarda il termine sfida che mi è piaciuto utilizzare nell'intervento precedente, volevo precisare che questa non è una sfida che proponiamo noi, non la città e non l'Amministrazione, ma è una sfida comunque che viene lanciata da una proposta imprenditoriale e a questa sfida siamo chiamati a reagire, siamo chiamati a farla nostra, ma esattamente così come hanno fatto le associazioni di categoria innescando il progetto di costruzione di Sanremo On, innescando un processo di risposta ad una sfida lanciata a livello di impresa, che poi è il succo del commercio, perché sfida equivale a fare impresa, ma qual è quella scelta che qualcuno di noi, dalla scelta personale a quella che coinvolge la nostra famiglia, alle scelte che siamo portati a dover fare in questa sede, abbiamo la certezza di come andrà a finire questa scelta? Ma neanche quando compriamo casa siamo sicuri di aver fatto un buon investimento, perché domani arriva un terremoto e la nostra bella casa è andata a quel paese. Quando compriamo la macchina facciamo una bella scelta? E' una sfida anche quella, anche se sono sicuro che quell'auto è fatta di acciaio e gomme, ma se dopodomani passa il ladro di turno e me la porta via, oppure prendo una facciata perché mi sono addormentato al volante, e allora? Noi - 45 - siamo chiamati a fare delle scelte come qualsiasi cittadino, con la testa sul collo. E' vero, e ci mancherebbe altro, che queste scelte non hanno la copertura certa e garantita del loro buon fine, ma le facciamo con coscienza, perché siamo chiamati a farle con coscienza. Leggo l'emendamento e poi lo illustro brevemente: “A seguito di valutazione, studio ed approfondimento della Proposta di deliberazione del Consiglio comunale n° 124 del 11/08/2015 con oggetto: STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO IN ZONE D1-7 E D1-8 IN VIA ARMEA, IN VARIANTE CONNESSA AL VIGENTE P.RG., PER REALIZZAZIONE EDIFICI COMMERCIALI. PROPONENTI: IMMOBILIARE ARMEA S.R.L. L.R LUIGI DAGOSTINO. (PE 33/2014) ESPRESSIONE PREVENTIVO ASSENSO AI SENSI ART. 59 LR 36/94, propongono il seguente EMENDAMENTO - con riferimento alla PRESA ATTO che ... al punto c), sostituire INTEGRALMENTE quanto riportato al punto c) con la seguente formulazione: c) Assicurare, a titolo gratuito, una unità commerciale, all’interno dell’Outlet stesso, destinata alle associazioni di categoria dei commercianti maggiormente rappresentative con il fine ESCLUSIVO di promuovere le attività commerciali della città ed i loro prodotti; - con riferimento alla PRESA ATTO che … al punto f), sostituire le parole 5 anni con le seguenti: 10 anni L’approvazione del presente emendamento comporterà la modifica degli atti ad esso collegati.” Il succo di questo emendamento è che vuole dare più forza al fatto che all'interno di questo outlet ci possa essere un'area ad uso delle associazioni di categoria per promuovere le loro iniziative che ovviamente verranno prioritariamente nel centro commerciale urbano naturale che abbiamo e poi che vuole allungare da 5 a 10 anni il discorso di tutela della vendita in forma outlet, come ai sensi della legge regionale, quindi legata non alle stagionalità ma ai 12 mesi dalla produzione, per avere una ulteriore garanzia che questa, pur essendo una sfida e pur essendo una concorrenza fra imprenditori possa avere i suoi giusti equilibri. Consigliere Romeo: Questa sera avevo deciso di non intervenire su questa pratica perché non volevo appesantire ulteriormente la discussione. Cercherò di essere il più breve possibile, ma vorrei portare un elemento di ragionamento e di discussione, perché una tematica è stata troppo spesso affrontata non con la giusta maniera, mettiamola così, perché questa sera la discussione è stata focalizzata quasi esclusivamente sul passato, su chi ha fatto cosa, su chi era responsabile, chi ha firmato cosa, ecc. quindi incentrata su responsabilità passate. Oggi ci troviamo a votare la pratica e a me farebbe piacere pensare cosa faremo domani e allora, su questo, io vorrei portare il mio contributo. Signor Sindaco, noi dobbiamo attuare un'azione di controllo puntuale e preciso su quelli che sono e saranno gli accordi che abbiamo stipulato e che lei, come primo cittadino, ha saputo trarre a vantaggio nostro con questa società. Se non - 46 - opereremo questo controllo non andremo a tutelare l'interesse pubblico che questa sera giustamente tuteliamo, ma dobbiamo fare in modo che questo interesse venga difeso anche negli anni a venire e allora questo controllo deve essere puntuale non solo oggi, non solo negli intenti, ma deve essere programmato, deve essere un attento controllo del mantenimento di questi accordi, sia promozionali che commerciali, sia di promozione delle attività del centro, sia della sinergia che ci potrà essere col calendario manifestazioni nostro e del Casinò. Tutto quello che è riuscito a fare e tutto quello che nascerà in futuro dovrà essere oggetto di una fortissima attenzione da parte nostra quindi, da questa sera, dato che voteremo questa pratica, ci troveremo nella condizione e nell'obbligo morale di andare ad effettuare un controllo sempre puntuale e sempre preciso, proprio perché dobbiamo garantire l'interesse pubblico non solo quest'oggi, ma anche in futuro. Mi sono mantenuto nei tempi. Consigliere Lombardi: Non è così semplice, anche se sembra, riconoscere i prodotti nelle attività. Sarà capitato a voi tutti di andare dentro a degli outlet e di trovare dei prodotti di stagione, è normale negli outlet questo tipo di politica. Probabilmente The Mall che non è un outlet avrà un altro sistema, perché The Mall non è un outlet, è un centro del lusso che è differente. Quindi noi stiamo parlando di outlet, ma The Mall è tutta un'altra cosa come impostazione, è aperto direttamente dalle aziende quindi ha i canali di vendita diretti dei prodotti. Sulle tempistiche di produzione io posso chiedere, anzi, le aziende vengono e mi dicono: abbiamo lanciato un anno fa un paio di scarpe che potrebbero arrivarti fra una stagione, se tu me le compri prima, perché le fanno all'estero, io te le faccio pagare 10 euro meno e ti posso dare il blu, il giallo e il rosso che sono colori commerciali basici, però queste sono cose molto tecniche, nel senso che è complicato dare delle regole che poi è difficile far rispettare per chi va a controllare e chi ha la competenza di andare a vedere la tracciabilità di quel prodotto. Non è semplice, le etichette sono cose che si mettono e si tolgono, è difficile farlo già sui prodotti alimentari, pensate sui prodotti di abbigliamento! Ci sono prodotti commerciali continuativi, ci sono delle borse che tutti gli anni sono identiche, e allora dov'è il problema? Le polo di Lacoste, che è una marca conosciuta da tutti, sono così da 20 anni. E allora? Abbiamo risolto il problema con un anno prima e un anno dopo? No, perché La Coste venderà sempre la polo bianca, la polo blu e la polo rossa che ci sono da 20 anni, quindi questa è una roba ridicola, inteso come il fatto di poter pensare di tutelare il commercio, perché chiunque venga e qualunque attività apra abbia qualcuno che controlla e possa vedere se quel prodotto è veramente della stagione passata oppure no. Ma sì, l'acquirente lo controlla? Benissimo, a ognuno il suo mestiere, sui prodotti deteriorabili è più facile, un fiore reciso chiaramente so che un floricoltore lo può produrre entro una breve durata nel tempo, un prodotto invece è complicatissimo da andare ad individuare e purtroppo non c'è una tracciabilità del prodotto, abbiamo difficoltà a controllare il contraffatto, ma di cosa stiamo parlando scusate? Abbiamo centinaia di piccoli outlet del contraffatto in tutta la città e stiamo dicendo che andremo noi personalmente a controllare in maniera… ma io francamente… va bene, se ci - 47 - dobbiamo credere ci crediamo, ma non è così, non è assolutamente così. Va bene, tolto questo mio pensiero tecnico, perché poi se uno parla di problemi deve conoscerli, io mi fermo quando Prevosto mi parla di Casinò, perché fino a un certo limite arrivo, poi oltre mi fermo perché è chiaro che lui conosce delle partite all'interno della Casa da Gioco che io personalmente, anche a farmele spiegare tecnicamente non le riconoscerei, quindi è inutile inventarci come tecnici di un settore se non lo siamo. Invece un passaggio importante, la variante di questa sera è un atto politico, cioè, non è vero che se stasera non approvate o approvate la variante non cambia nulla, cambia tantissimo! Perché questa sera voi approvate 3670 mq di superficie lorda commerciale, attualmente loro ne hanno 4500, vuol dire che attualmente loro costruiscono 25 negozi, domani, con la vostra variante, ne costruiscono altri 20 che sono 45, ma non è un grande contro commerciale ancora. Ho detto 45 considerando delle metrature medie. Io la pratica l'ho vista, me la sono studiata e l'ho confrontata con l'ufficio e poi mi hanno detto una cosa. Quello che dice l'Assessore Emanueli è vero, se stasera dovessimo mai non ritenere che c'è un interesse pubblico, cosa che io penso e cosa che voi potete pensare perché in questo momento voi decidete se c'è per voi o no l'interesse pubblico, non è che state decidendo qualcosa che hanno deciso gli altri, loro si tengono i 4500 mq commerciali lordi, ma se io stasera boccio la variante non acquisiscono gli altri 3670 mq, se poi dopodomani loro sono interessati a fare un altro progetto e a chiedere un permesso di costruire convenzionato e vogliono fare un'altra cosa, io non ho mai visto, Assessore, che qualcuno gli trova già la soluzione prima ancora di bocciargli un progetto. Ma quando mai si è visto? Ci è stato detto che se loro non presentassero la variante al limite loro potrebbero presentare un altro progetto che discorderebbe di 250 mq e io chiaramente ho fatto la battuta e ho detto, beh, 250 mq, 1.750.000 euro, 400.000 euro di opere ecc. ma dico, sono matti questi qua. Purtroppo io devo prendere il dato che c'è su questo documento stasera con cui voi approvate la variante di The Mall perché con 20 negozi questo non fa niente, perché normalmente centri commerciali che sostengono l'incoming di milioni di persone devono avere dai 90 ai 180 punti vendita per stare in piedi. Consigliere Prevosto: Io sono stato ad ascoltare Lombardi perché giustamente, essendo del settore, poi quello che lui ha detto sulle difficoltà di controllo della merce e delle collezioni credo che abbia ragione, perché poi leggiamo tutti i giorni sui giornali queste cose quindi è già difficile controllare in genere ma quello è un settore di ancor più difficile controllo. Solo un riferimento generale, io credo che sia importante, quando uno è del settore, che parli del suo settore e non che le cose che dice vengano sempre un po' infangate dal conflitto di interessi, perché io sono contento, per esempio, quando i miei colleghi di maggioranza Sindoni o Marenco che sono avvocati parlano di Tribunale, perché indubbiamente mi aiutano a conoscere una cosa sulla quale io dovrò decidere, quindi io credo che poi se uno è in conflitto di interesse specifico lo dice, sennò porta dei contributi e quello che ha portato Lombardi stasera è condivisibile. Sulla questione sollevata uno può benissimo andare a leggere i verbali che ci saranno, io ho detto semplicemente una cosa - 48 - che mi sembrava ovvia, ho detto che mi sembra strano che nessun Consigliere – non ho detto Giunta o Consigliere di maggioranza, perché sto attento alle parole che uso – non abbia visto, non si sia reso conto o non abbia avuto notizia di una DIA importante, di un plastico importante come volume. Mi sembra strano, però se questo è avvenuto - nessun Consigliere ho detto - probabilmente ci sono dei problemi all'interno della macchina comunale, no? Sia di funzionamento che altri e quindi fa bene chi pone problemi di trasparenza, di rotazione, di tutte queste cose, perché è un fatto comunque importante ed è un fatto secondo me grave. Però, dov'è che la cosa è risolutiva e il merito nostro, l'ho detto prima, il merito è stato quello di aver portato alla luce del sole l'esistenza di una variante. Io sinceramente se il Sindaco Biancheri si fosse incavolato e avesse sbattuto fuori i rappresentanti del gruppo Kering per la questione della variante avrebbe fatto male, perché sbatterli fuori dalla porta non avrebbe significato bloccare quella cosa, l'outlet, la grande superficie di vendita o come vogliamo definirla. Non l'avrebbe bloccato, ma il fatto importante non è sbattere fuori dalla porta in senso metaforico come farebbe un cittadino dicendo no outlet, non è quello il modo, il modo è quello di portare alla luce del sole un dibattito, di dare la possibilità a chi si sente minacciato da quella cosa di fare delle proposte, che da parte nostra si tenti di andare nel senso dei commercianti che certo corrono dei rischi, ma hanno anche delle opportunità è stato detto e Sanremo On lo rappresenta tutto questo. Molto sta anche nell'emendamento che noi presentiamo, cioè, c'è una tensione in questa maggioranza che va verso la valorizzazione attraverso opere del centro, c'è storicamente, ma c'è anche adesso, e c'è anche in quella delibera. Quando noi diciamo che la vendita di una certa tipologia deve passare da 5 a 10 anni è quella roba lì, che poi ci siano difficoltà di controllo sulla merce e tutto quello che diceva Lombardi è vero, però non ci si può prima accusare del fatto che c'è la stagionalità quando noi diciamo che c'è una legge regionale che va oltre alla stagionalità e fissa il limite a 12 mesi, adesso ci si dice che questo non vuol dire niente, e no, allora non andava bene neanche la critica prima, no? Perché se una cosa è ineludibile ci puoi mettere stagionalità, 12 mesi, 5 anni, un secolo che non cambia niente. Questa è la dimostrazione che non sta tanto nella fissazione di regole, io ho fatto l'esempio delle new slot che riguardava la Casa da Gioco, ma riguarda anche queste cose, quando ci sono delle iniziative che vengono fatte da privati che sono legali e legittime, anche se rappresentano un pericolo non puoi dire no, ti devi attrezzare per riuscire a sconfiggere la concorrenza. Questo sembra un discorso filosofico, ma non lo è, perché è quello che alcune associazioni di categoria hanno iniziato a fare con alcune risposte che hanno dato, che possono sembrare piccole, ma non lo sono. Noi come maggioranza, ma io dico come Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, dobbiamo avere la capacità di assecondare e di promuovere queste iniziative e quindi di occuparci non tanto di quel 70% della città che è con noi, e poi non so nemmeno se lo sia perché i sondaggi contano per quel che contano, ma di preoccuparci anche di quel 30% che è preoccupato. Noi dobbiamo dare come Consiglio comunale una risposta anche a questo 30%. - 49 - Consigliere Solerio: Credo che si possa fare una sintesi abbastanza facile del dibattito che vi è stato stasera in Consiglio comunale. Credo che l'effetto gregge abbia svolto la sua funzione, tutta la maggioranza è convinta di fare un'operazione perfetta, immagino i commercianti di Sanremo come sono stati felici stasera di sentire dalla bocca di un Consigliere che si farà di tutto per tutelare il commercio nel centro della città e come saranno stati felici nel sentire dalla bocca del Sindaco che si fa un outlet per implementare il commercio nel centro della città, tutte affermazioni che, a mio avviso, non hanno alcun senso logico. Avrebbe avuto senso logico e anche razionalità che questa pratica fosse sostenuta e supportata da un accertamento e da uno studio, da quella Valutazione Ambientale che ha ragione l'Assessore, è di competenza regionale, ma nulla vieta di farla prima, anzi, la giurisprudenza dice che dovrebbe essere fatta prima e solo in casi rarissimi fatta dopo. La Valutazione Ambientale, come dicevo nel mio primo intervento, è un atto di fondamentale importanza perché valuta anche gli aspetti cosiddetti commerciali. Poi, su questa pratica, sospetti, non sospetti, noi non siamo abituati a fare leva su queste circostanze, però quando vi è una convenzione dove vengono previste delle pattuizioni che qui ci dite essere state concordate coi commercianti – qualcuno ha detto proprio questo – ma le convenzioni si concordano con la controparte, non coi commercianti. Allora ci si chiede, ma tutta questa pratica fatta nelle segrete stanze, dove si dice 400 mila euro, gli standards, e adesso l'Assessore ci dice che c'è una logica perché lì se facevano i parcheggi…, ma non solo sono parcheggi, sono anche aree pubbliche, andava solo a vantaggio dell'outlet quindi noi abbiamo preferito monetizzare gli standards pubblici, ma anche questa affermazione è poco convincente perché nel testo della delibera questo discorso è gettato lì, è estremamente generico, non è supportato da nulla. Quindi, devo dire la verità che tutti gli interventi della maggioranza ci hanno convinto proprio per nulla, noi siamo convinti che questa operazione sia trattata in modo superficiale, non studiata e anche se dal punto di vista tecnico l'Assessore ha fatto il suo lavoro, ma penso che abbia avuto degli "input di merito" di tipo politico. Sono state fatte delle affermazioni che non rispondono al vero che ha già stigmatizzato il Consigliere Lombardi, cioè, non si tratta di 300 mq, si tratta di 3600 mq, di venti negozi di più, di un intervento che riguarda due lotti e che è già iniziato con una DIA che non è figlia della precedente amministrazione, è una DIA che è nata in questa amministrazione e comunque ovviamente la parte politica e amministrativa non ne sa niente perché quella è una pratica meramente edilizia che ha fatto il suo corso. Quindi una pratica che poteva, a mio avviso, essere studiata meglio, anche le tutele per i commercianti mi sembrano quasi risibili, cioè ci venite a dire che i punti di vendita dell'outlet o del The Mall sponsorizzeranno i negozi di Sanremo, cioè, è come dire che se uno mette un leprotto in una gabbia del leone, il leprotto ne esce "resciorato". Cioè, abbiamo sentito delle cose stasera veramente incredibili, quindi io confermo il mio voto negativo. Ancora una piccola considerazione, il fatto che tutta l'opposizione voti contro questa pratica, il fatto che associazioni come la Famija Sanremasca, Pigna Mon Amour siano contro questa pratica, il fatto che moltissimi commercianti e associazioni di commercianti siano contro questa pratica, perché - 50 - checché ne dica un Consigliere di maggioranza, io voglio vedere se votassimo domani quanti voti prenderebbe questa Amministrazione. Ecco, tutti questi fatti avrebbero dovuto spingere la maggioranza a un esame di coscienza. Consigliere Riello: La prima considerazione che vorrei fare è questa. Il pantamarket, l'edificio preesistente a questa nuova struttura, aveva una copertura in amianto che è stata smantellata. Come cittadino, preoccupato della salute pubblica avrei piacere di sapere dove sia stata smaltita questa sostanza e in che quantità fosse, se c'è stata una registrazione e una tracciabilità, perché ricordo bene che si trattava di una superficie molto vasta. La seconda questione è questa, leggendo la relazione tecnico-illustrativa leggo a pag 11 che: "Questo insediamento non si pone in concorrenza con la realtà commerciale esistente in quanto a Sanremo non é presente una struttura commerciale che ospita le marche del lusso. Una nuova attività di questo tipo rivolta a un target di alta clientela avrà ricadute su tutto l'indotto, significando sviluppo e incentivazione del commercio e del turismo in tutto il territorio sanremese." Ma leggere che non esisteva nessuna struttura commerciale che ospita le marche di lusso…, mi sembra che le cose non stiano in questi termini, o ci sono persone del settore che magari potranno illustrare meglio questo punto che a mio avviso è abbastanza importante. Poi concludo dicendo che le città è vero che cambiano, vengono fuori strutture nuove, non sono delle entità statiche. Il cambiamento che le città hanno dipende molte volte dalle scelte che vengono fatte anche in situazioni come questa e da quella che è una programmazione nel lungo periodo. Viaggiando, girando, osservando quello che succede fuori, nelle città che funzionano dove il turismo è vivo e dove il commercio è vivo si vede che c'è uno schema che è molto consolidato e che dà ottimi risultati più o meno dappertutto, qual è questo schema? In queste città, e potrei citarne veramente tante, ma credo che sia perfettamente inutile, c'è quasi sempre un centro storico che è il cuore pulsante della città che viene portato ai massimi livelli ed è uno dei primi punti di attrazione, succede in tutti quanti i luoghi che hanno una storia alle spalle. Oltre questo centro storico che è uno dei primi punti di richiamo turistico ci sono delle zone che circondano questo centro storico dove ci sono gli esercizi commerciali che vendono prodotti più ricercati, di qualità, dove c'è una ristorazione di qualità, dove ci sono intrattenimenti dati da teatri, musei, centri di divertimento per persone più giovani e c'è praticamente la bellezza anche dell'ambiente urbano dove la gente anche passeggia e guarda, si gode e si gusta la città. Poi nelle periferie più lontane dalla città ci sono quegli insediamenti commerciali, faccio degli esempi, come quelli che potrebbero essere Ikea, Decathlon e quant'altri, che sono degli insediamenti che non possono assolutamente trovare posto all'interno di un centro urbano, ma che non entrano neanche in concorrenza con quelli che sono i negozi del centro. Quindi, da un punto di vista nostro, sarebbe auspicabile, anche per Sanremo, un discorso di questo tipo, di rivalutazione partendo dal centro e andando verso la periferia, dando la massima dignità a quello che è il centro storico, non soltanto come zona morta, ma viva anche dal punto di vista commerciale, dare il massimo - 51 - risalto a tutta la zona di Sanremo con la valorizzazione del suo entroterra portando fuori Sanremo soltanto quelle cose che non possono ovviamente stare in città. Questa è la nostra idea, io ho finito, grazie. Assessore Emanueli: Allora, io all'inizio avevo detto che la sintesi sulla superficie di vendita sono i 281 mq, ma la variante è chiesta per togliere la strada di frammentazione fra le due unità e per avere un aumento di volumetria di 10.000 mc, quindi non è che vengono pagati 1,8 milioni per 281 mq di negozi, vengono chieste una serie di cose che rendono integrate le due porzioni. 10.000 mc però non corrispondono ad un incremento della superficie di vendita, sono parcheggi coperti, e dentro alla volumetria ci stanno altre cose nella struttura complessiva. Poi l'altra questione era che la DIA è in atto, il permesso di costruire non è stato chiesto perché è stata chiesta la variante, ma è un permesso di costruire che può essere chiesto, cioè, è la via alternativa, non è che ci sono due percorsi paralleli avviati, non avrebbe senso. Ho concluso. Anzi volevo aggiungere che le forniremo sicuramente la documentazione sullo smaltimento dell'amianto, sono opere che sono state fatte in DIA. Presidente Il Grande: Chiuderei la discussione sulla pratica e l'aprirei sull'emendamento. Consigliere Berrino: Intervengo sull'emendamento che secondo me è perfettamente inutile. Penso che leggendo bene tutto e non solo la parte che ci fa comodo, come diceva qualcuno prima, ma dobbiamo andare avanti. Quello che si può fare nell'outlet è: "la vendita al dettaglio da parte dei produttori titolari e di ingrosso commerciali di prodotti non alimentari che siano stati prodotti almeno 12 mesi prima dell'inizio della vendita" – e già questo non dà molte garanzie, va beh – "dimostrabile da idonea documentazione relativa alla merce,…" poi ci sono tutte le altre tipologie che possono essere vendute, come "i fine serie, le eccedenze di magazzino,". Quindi se sono gli stessi produttori che se le vanno lì a vendere è chiaro che l'eccedenza me la faccio prima così almeno poi me la posso vendere direttamente. Poi ci sono i prototipi, quindi si avrà anche modo di poter vendere cose nuovissime che nei negozi normali non si vendono e questo noi gli permettiamo di farlo per 10 anni anziché per 5, quindi aggravando ancora di più quello che noi vorremmo tutelare. E' chiaro che loro sono furbi, sennò non avrebbero scelto Sanremo ma Arma dove avrebbero scelto meno o Ovada o uno di quei posti, invece sfruttano il nome di Sanremo per venire a vendere tutte queste tipologie che sono molto importanti e che vanno in diretta concorrenza con i negozi del centro e quindi il nostro voto sull'emendamento sarà di astensione perché non vogliamo andare a peggiorare una cosa a cui già siamo contrari. Poi questi vendono anche on line e quindi abbiamo il danno e la beffa nello stesso momento. Quello che mi premeva dire Assessore, anche a seguito della sua replica ulteriore che mi spinge a parlare 30 secondi di più, è che è chiaro che se sono 280 mq ma 30.000 mc in più, la superficie di vendita aumenta di 280 mq o quelli che sono, ma io non penso che degli altri, 30.000 mc diviso tre, 10.000 mq non se ne facciano niente, avranno - 52 - spazi per poter utilizzare meglio gli esercizi, come magazzini, dove potranno stoccare molte cose di più, diminuire i costi e fare cose che necessitano ad una superficie di vendita così elevata e che prima non avrebbero avuto, così come al posto di 200 posti auto ne avranno 800, il che vuol dire che saranno raggiungibili molto più comodamente. Lei ha detto che aumentano i parcheggi ed io e l'ex Assessore Fera ci siamo guardati dicendoci che i parcheggi non dovrebbero entrare nelle volumetrie .Lei lo ha detto. Assessore Emanueli: Ci sono i parcheggi coperti che rientrano, i parcheggi sono quelli previsti, gli 800 parcheggi non so da dove li ha presi. Se l'ho detto ho sbagliato. Consigliere Berrino: sì ma questo non è il punto, il punto è che non possiamo dire che aumentano di 280 mq la superficie di vendita e gli altri 9.700 e rotti mq a funzione e supporto dell'area di vendita che sarà molto più comoda. In ultimo è vero che, facendo il conto della serva, avremo 500 mila persone in più che verranno a Sanremo, ma avremo 500 mila persone che andranno là a comprare e quante di queste le sottrarremo al centro? Quindi le 50 mila persone che si suppone possano di residuo andare in centro che prima non sarebbero venute, a quanto di meno corrispondono che invece non andranno più in centro come i francesi, gli americani e gli arabi che sono sulla costa azzurra, che invece di venire in centro andranno direttamente là e da là se ne riandranno sfruttando la comodità dell'autostrada e dell'Aurelia bis? Quanti pullman arriveranno e a Sanremo non ci verranno neanche più? Ehh, queste sono tutte domande che io non ho la certezza che andrà così, ma sono problemi che mi pongo e a cui non so rispondere, ma questi problemi mi sento di porli e se è vero che bisogna dire anche le cose negative voi questa sera avete detto solo cose positive dell'outlet, non ho sentito da voi dire un solo dubbio sulla validità dell'outlet. Diciamo che questo Consiglio comunale stasera ha fatto il suo dovere perché c'è stata una parte che ha detto solo cose positive, un'altra che ha detto solo cose negative, il sunto è che si è detto tutto quello che si poteva dire sull'outlet. Concludo dicendo che non è sempre vero che la minoranza deve andare dietro a quello che secondo la maggioranza è buono. Ci sono delle pratiche come quella precedente che vengono votate all'unanimità perché secondo me sono buone, altre che non trovano il conforto di tutta o di parte della minoranza e per questo non è che vengono bloccate, questo non vuol dire che noi non tentiamo come voi di fare il bene della nostra città. Consigliere Antonelli: Non è da me replicare, forse è la prima volta che faccio una replica per cui sarò brevissima giusto perché sta a cuore anche a me puntualizzare alcune cose. Io non ho letto, devo essere sincera, la legge regionale a cui facevano riferimento Trucco e Berrino, però, dato che è stata citata più volte mi sembra che le parole che sono state citate siano quelle che dicono che i nostri commercianti sarebbero garantiti al 100% perché, a parte poi le aggiunte che ha letto Berrino, questi capi in vendita dovrebbero essere prodotti dodici mesi prima. Allora, io non sono del settore e lo premetto, però - 53 - in italiano produzione non è commercializzazione, per cui se un capo viene prodotto 12 mesi prima è quasi normale, cioè, le collezioni si producono normalmente un anno prima, per cui questo vuol dire che in quell'outlet ci possono andare esattamente le stesse collezioni dell'anno in corso, esattamente le stesse che avranno i commercianti in centro. E' vero, io non sono commerciante, ma presumo funzioni così, per cui questa cosa non ci garantisce proprio per niente, nella maniera più assoluta. Questa è la prima cosa che volevo dire, e poi non mi piace neanche quando si cerca di far passare la cosa che tanto facciamo una cosina da niente, perché tanto loro non li avremmo bloccati, l'avrebbero fatto lo stesso. Anche qui, io non sono un'imprenditrice, però la logica di qualsiasi cittadino lo capisce bene, questi signori non spenderebbero 1,8 milioni di euro in più e non farebbero tutto quello che fanno in più se per loro fosse insignificante. Loro non sarebbero andati avanti molto probabilmente, è chiaro che per loro è strategico, sennò non pagherebbero tutto quanto, per cui non dobbiamo dire che è una cosa da niente quella che stiamo facendo stasera, qui si dà l'autorizzazione a fare una cosa che per loro è strategica, forse non l'avrebbero fatta se voi stasera non approverete questa variante e questo deve essere molto chiaro, perché non si possono ingannare i cittadini a questo proposito. Grazie. Escono i Consiglieri Lombardi e Berrino: presenti 21. Non essendovi altri interventi il Presidente pone in votazione il sottoriportato emendamento presentato dai Consiglieri comunali Trucco, Basso, Robaldo, Di Meco, Faraldi Giuseppe, Il Grande, Sindoni, Romeo e Prevosto, con nota in data 15.09.2015, pervenuta in data 16.09.2015 alle ore 13.00 ed acquisita agli atti con n. 54336 di Protocollo generale in data 17.09.2015, " - con riferimento alla PRESA ATTO che ... al punto c), sostituire INTEGRALMENTE quanto riportato al punto c) con la seguente formulazione: c) Assicurare, a titolo gratuito, una unità commerciale, all’interno dell’Outlet stesso, destinata alle associazioni di categoria dei commercianti maggiormente rappresentative con il fine ESCLUSIVO di promuovere le attività commerciali della città ed i loro prodotti; - con riferimento alla PRESA ATTO che … al punto f), sostituire le parole 5 anni con le seguenti: 10 anni L’approvazione del presente emendamento comporterà la modifica degli atti ad esso collegati.” dando atto che l'approvazione del presente emendamento comporterà esclusivamente la modifica degli atti ad esso collegati, sulla base del parere favorevole espresso dal Dirigente del Settore Territorio, ing. Gian Paolo Trucchi in data 17.09.2015, che di seguito si riporta: "Considerando che il primo alinea dell'emendamento si riferisca al punto c) del comma 1 dell'art.13 dell'elaborato R06.2 Schema di convenzione, si - 54 - esprime parere favorevole allo stesso. Con riferimento al secondo alinea, riferito all'art.13, comma 1 punto f) dello schema sopra richiamato, si esprime parere favorevole." Il proposto emendamento, posta in votazione per alzata di mano, viene APPROVATO in conformità all’esito, accertato e proclamato dal Presidente, della seguente votazione: Presenti: Astenuti: 21 1 (Fera) Votanti: 20 Voti favorevoli: 16 Voti contrari: 4 (Solerio, Arrigoni, Riello e Antonelli) Entrano i Consiglieri Lombardi e Berrino: presenti 23 Il Presidente pone in votazione la deliberazione di cui all'oggetto, siccome emendata. La proposta deliberativa, posta in votazione per appello nominale, viene APPROVATA in conformità all’esito, accertato e proclamato dal Presidente, della seguente votazione: Presenti: 23 Astenuti: 0 Votanti: 20 Voti favorevoli: 16 Voti contrari: 7 (Fera, Berrino, Lombardi, Solerio, Arrigoni, Riello e Antonelli) Durante la votazione per appello nominale della proposta deliberativa sono state rese le seguenti dichiarazioni di voto: Dichiarazione di voto del Consigliere Berrino: Col voto negativo di questa sera esprimo la mia contrarietà, come ho sempre fatto, non potendolo fare in Consiglio, esternamente, a questo progetto, scaricando così sulla maggioranza che lo ha votato la volontà di ampliare, e di molto, l'outlet da come avrebbe - 55 - potuto essere senza la variante di questa sera e facendo capire alla cittadinanza chi ha voluto cosa, voto negativo. Dichiarazione di voto del Consigliere Lombardi: E' chiaro adesso finalmente che è stata fatta una scelta politica chiaramente su questa pratica, perché su di essa si è visto l'interesse pubblico, cioè voi che avete votato favorevolmente avete deciso che secondo voi vi era uno spiccato interesse pubblico. Lo avevate già detto giorni fa sui giornali, avete dimostrato che la falange macedone ha funzionato anche questa sera, avete fatto la formazione a tartaruga. Il problema è che non potrete dire domani che era una stradina o che era una superficie risibile. Con la pratica di questa sera voi date la possibilità a chi ha fatto giustamente la richiesta, intravedendo l'interesse pubblico, di sviluppare un progetto che prima aveva 4.800 mq di superficie di vendita, con 25 negozi. Ripeto, queste attività commerciali - non un outlet, The Mall vuol dire il centro commerciale, che è un'altra cosa – per sopravvivere hanno necessità di avere tanti negozi, perché solo 20-25 negozi non giustificherebbero l'incoming neanche di un milione di persone all'anno nel loro centro. Chiaramente il mio voto è negativo, lo sarebbe stato nel 2012, nel 2013 e nel 2014 e lo è nel 2015, anche perché questa è la seconda volta che io vengo invitato formalmente, cioè che vengo a conoscenza e tratto la materia. Una volta sono stato invitato dal Presidente Di Meco in Commissione perché una volta l'abbiamo vista noi la pratica, Prevosto, non abbiamo fatto cento riunioni. Non siamo mai stati convocati agli incontri con le associazioni di categoria quindi non sapevamo nulla della trattativa e della convenzione che stavate stipulando e questo è grave, secondo me, perché potevate anche includere eventualmente in una Commissione la minoranza e invece ci avete dato tutto il progetto già fatto in Commissione consiliare. Io allora dissi a Di Meco, ma facciamo già la votazione oggi? Sì, chiusa così la votazione in una riunione abbiamo chiuso The Mall che a me è sembrata una follia, quantomeno era complicato come progetto, secondo me, per cui non sono per nulla contento e questa sera io non riesco ad intravedere l'interesse pubblico, anzi, ritengo che tale pratica possa essere lesiva per il centro commerciale di Sanremo, il mio voto chiaramente è contrario. Escono i Consiglieri Lombardi, Berrino, Solerio e Fera: presenti 19. Il Presidente pone quindi in votazione la dichiarazione di immediata eseguibilità del provvedimento. La proposta dichiarazione di immediata eseguibilità, posta in votazione per alzata di mano, viene APPROVATA in conformità all'esito, accertato e proclamato dal Presidente, della seguente votazione: Presenti: 19 Astenuti: 0 - 56 - Votanti: 19 Voti favorevoli: 16 Voti contrari: 3 (Arrigoni, Riello e Antonelli) Si dà atto che al presente provvedimento viene allegata la sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) n.07502/2012 Reg. Ric., come richiesto dal Consigliere Comunale Franco Solerio. Esaurita la trattazione di tutti gli argomenti iscritti all’ordine del giorno, alle ore 00.40 del 18.09.2015, il Presidente dichiara conclusa la seduta. IL PRESIDENTE (Alessandro IL GRANDE) IL SEGRETARIO GENERALE (dott.ssa Concetta ORLANDO) - 57 - Pareri Comune di SANREMO Estremi della Proposta Proposta Nr. 2015 / 124 Ufficio Proponente: Urbanistica Oggetto: STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO IN ZONE D1-7 E D1-8 IN VIA ARMEA, IN VARIANTE CONNESSA AL VIGENTE P.R.G., PER REALIZZAZIONE EDIFICI COMMERCIALI. PROPONENTI: IMMOBILIARE ARMEA S.R.L. L.R. LUIGI DAGOSTINO. (PE 33/2014) ESPRESSIONE PREVENTIVO ASSENSO AI SENSI ART. 59 LR 36/97. Visto tecnico Ufficio Proponente (Urbanistica) Parere reso in ordine alla regolarità tecnica della presente proposta, ai sensi dell'art. 49 - 1° comma - del D.lgs. n. 267/2000 e succ. mod. ed int. FAVOREVOLE. Sintesi parere: Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica attestante la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa ai sensi degli artt. 49 comma 1 e 147 bis comma 1 del d.leg.267/2000 e s.m.i. Data 13/08/2015 Il Responsabile di Settore Ing. Gian Paolo Trucchi Visto contabile Parere reso in ordine alla regolarità contabile della presente proposta, ai sensi dell'art. 49 - 1° comma - del D.lgs. n. 267/2000 e succ. mod. ed int. FAVOREVOLE. Sintesi parere: SI ESPRIME PARERE FAVOREVOLE IN ORDINE ALLA REGOLARITÀ CONTABILE AI SENSI DEGLI ARTT. 49, COMMA 1, E 147 BIS, COMMA 1, DEL D. LGS. N. 267/2000 E SS. MM. II. Data 13/08/2015 Responsabile del Servizio Finanziario Dott.ssa Cinzia Barillà Documento originale firmato digitalmente ai sensi dell'art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 e depositato presso la sede dell'Amministrazione Comunale di SANREMO. Ai sensi dell'art. 3 del D.Lgs. 39/93 si indica che il documento è stato firmato da: IL GRANDE ALESSANDRO;1;46236206464904486104145267533087692099 ORLANDO CONCETTA;2;160263412250919028442546888465949578676