Determinazione dell`acidità di un vino
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Determinazione dell`acidità di un vino
ISTITUTO TECNICO AGRARIO “Carlo Gallini” LABORATORIO DI CHIMICA Procedura Operativa Standard Si ricorda agli studenti che vanno sempre rispettate tutte le precauzioni previste nelle regole generali di comportamento illustrate all’inizio dell’anno scolastico. Determinazione del pH di un vino mediante potenziometro Operatività o Accertarsi che il potenziometro sia tarato; o in un becker versare un quantitativo di vino sufficiente ad assicurare un’adeguata sommersione degli elettrodi; o lavare accuratamente la sonda di temperatura e l’elettrodo combinato, asciugare con carta da filtro tamponando; o immergere la sonda e l’elettrodo nel vino avendo cura che non tocchino il fondo o le pareti del becker; o agitare il vino su agitatore rotativo, attendere la stabilizzazione del pH quindi annotare il risultato; o estrarre il tutto dal vino e lavare accuratamente la sonda di temperatura e l’elettrodo combinato, asciugare con carta da filtro tamponando; o mantenere sia l’elettrodo che la sonda immersi in acqua distillata. Taratura dell’apparecchio (ad uso dell’insegnante) o Accendere lo strumento almeno 30 minuti prima dell’uso; o lavare accuratamente la sonda di temperatura e l’elettrodo combinato, asciugare con carta da filtro tamponando; o immergere gli elettrodi nella prima soluzione di taratura (pH7), agitare ed effettuare la lettura; o estrarre dalla soluzione e lavare accuratamente la sonda di temperatura e l’elettrodo combinato, asciugare con carta da filtro tamponando; o immergere nella seconda soluzione di taratura (pH4), agitare ed effettuare la lettura; o accertarsi che i parametri di taratura siano ottimali; o estrarre dalla soluzione e lavare accuratamente la sonda di temperatura e l’elettrodo combinato, asciugare con carta da filtro tamponando; o verificare le operazioni eseguite effettuando la lettura della soluzione di riferimento a pH 7; il risultato va accetato se non supera il valore di 7.06 in caso contrario ripetere la taratura ed eventualmente sostituire l’elettrodo. o mantenere sia l’elettrodo che la sonda immersi in acqua distillata. Determinazione dell’acidità titolabile di un vino (Metodo ufficiale) Operatività Materiale NaOH 0.25N Blu di bromo timolo 0.4% in alcol Potenziometro Normale vetreria da laboratorio Indicazioni di pericolosità Frasi di rischio Frasi di sicurezza C R 35 R 35-11 S 26-37/39-45 S 7-16 C-F Usare i guanti di protezione o Riempire con NaOH 0.25N (soluzione titolata) una buretta tarata a 25 ml opportunamente condizionata o In un becker da 250 ml aggiungere con pipetta tarata 50 ml di vino preventivamente decarbonicato *; o immergere la sonda di compensazione della temperatura e l’elettrodo combinato di un potenziometro opportunamente tarato; o sottoporre ad agitazione il vino, avviare la lettura potenziometrica e titolare goccia a goccia fino a ph 7.0 . Annotare il volume impiegato; * La decarbonizzazione viene eseguita impiegando una beuta “da vuoto” opportunamente tappata e collegata ad una pompa “ a vuoto” Espressione dei risultati Vol. NaOH 0.25N impiegato x 0.75 -------------------------------------------- = …..g/L o ‰ di ac. tartarico 2 Smaltimento dei reflui Non manifestando particolare pericolosità è possibile eliminarli nel lavandino Osservazioni 1. Il coefficiente 0.75 dipende dal volume di vino impiegato e dalla concentrazione esatta dell’ NaOH. Se questa non fosse esattamente 0.25, calcolare il coefficiente di conversione moltiplicando la normalità effettiva (approssimata alla 4 cifra decimale) per 3. 2. Se non si dispone di un potenziometro è possibile usare una soluzione di blu di bromo timolo allo 0.4 % come indicatore, anche se il risultato è meno ripetibile e accurato. Può essere utile prelevare una goccia di vino con una bacchetta di vetro e con essa si saggia la colorazione che assume una cartina al blu di bromo timolo. 3. L’anidride carbonica disciolta nei vini spumanti o nei vini frizzanti non va computata nel calcolo dell’ac. titolabile. Occorre, quindi, eliminarla agitando il vino in una beuta nella quale viene creata una depressione. 4. Anche l’anidride solforosa influenza il risultato finale, ma nei limiti di impiego previsti per i vini l’effetto è alquanto limitato. Determinazione dell’acidità volatile corretta dei vini (A.V.C.) (Cazenave-Miconi) Operatività Materiale Indicazioni di pericolosità Ac. tartarico (prodotto commerciale) tributilcitrato NaOH 0.1 N fenolftaleina I2 0.01N salda d’amido NaHCO3 Xn Frasi di rischio Frasi di sicurezza R: 38 S: 26 Attualmente ancora da definire R: 36/38 S: 26-37/39 Xi Senza obbligo di classificazione R: 20/21 S: 23-25-61 Xn Senza obbligo di classificazione Usare i guanti di protezione 1. Nel tubo da distillazione dell’apparecchio Cazenave-Miconi aggiungere: • una punta di spatola di Ac. tartarico (prodotto commerciale); • alcune gocce di antischiuma (tributilcitrato); • 20 ml esattamente misurati (pipetta tarata) di vino decarbonicato;* 2. riposizionare Il raccordo di collegamento dell’apparecchio avendo cura che i giunti siano a tenuta; 3. posizionare sotto l’allunga del refrigerante la beuta di raccolta del distillato; 4. togliere il tappo della caldaia; 5. avviare il refrigerante; 6. accendere il bunsen e portare ad ebollizione la soluzione salina contenuta nella caldaia di riscaldamento; 7. mantenere l’ebollizione per circa un minuto, quindi riposizionare nella sua sede il tappo della caldaia; 8. raccogliere almeno 150 ml di distillato; 9. prima di interrompere la distillazione togliere il tappo della caldaia e lasciare riequilibrare la pressione interna, quindi spegnere il bunsen. * La decarbonizzazione viene eseguita impiegando una beuta “da vuoto” opportunamente tappata e collegata ad una pompa “ a vuoto” 1. Allestire una buretta di Mhor con suddivisione in ventesimi caricata con NaOH 0.1 N; 2. titolare fino al viraggio rosa appena accennato della fenolftaleina, annotare il volume impiegato; 3. annullare l’effetto della colorazione con aggiunta di 2 gocce di HCl 1+1; 4. allestire una buretta di Mhor a vetro scuro con suddivisione in ventesimi caricata con I2 0.01N; 5. titolare fino a viraggio azzurro appena accennato previa aggiunta di una punta di spatola di salda d’amido, annotare il volume impiegato; 6. trattare il distillato con una punta di spatola di NaHCO3, tappare e attendere 60 secondi (il distillato ritorna incolore); 7. titolare con lo I2 0.01N fino a viraggio azzurro appena accennato, annotare il volume impiegato. Espressione dei risultati [a - ( b + c/2) x 0.1] x 0.3 = …..g/l o ‰ di ac. acetico a = vol. di NaOH 0.1 N b = vol. di I2 0.01 N impiegato nella seconda titolazione c = vol. di I2 0.01 N impiegato nella terza titolazione Smaltimento dei reflui A causa della presenza di iodio e ioduri raccogliere i reflui nelle apposite taniche. Determinazione dell’acidità fissa Va considerato che mentre l’ac. titolabile è espressa come g/L o ‰ di ac. tartarico, l’A.V.C. è espressa come g/L o ‰ di ac. acetico, quindi va impiegato un opportuno fattore di conversione che tenga conto di questa differenza. Ac. titol. - ( A.V.C. x 1.25 ) = ….g/L o ‰ di ac. tartarico