Dispensa Zedde x ic Marconi
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Dott.ssa Francesca Zedde IL METODO DI STUDIO Imparare ad imparare Istituto comprensivo S. Giuseppe Cassola (VI) 4-5-6 settembre 2013 dott.ssa Francesca Zedde 1. LA TEORIA DI PIAGET SULLO SVILUPPO MENTALE DEL BAMBINO E' la più importante teoria sullo sviluppo mentale del bambino, la prima ad averne analizzato sistematicamente, col metodo clinico di esplorazione delle idee, la percezione e la logica, è quella elaborata da Jean Piaget (1896-1980). Egli ha dimostrato sia che la differenza tra il pensiero del bambino e quello dell'adulto è di tipo qualitativo (il bambino non è un adulto in miniatura ma un individuo dotato di struttura propria) sia che il concetto di intelligenza (capacità cognitiva) è strettamente legato al concetto di "adattamento all'ambiente". L'intelligenza non è che un prolungamento del nostro adattamento biologico all'ambiente. L'uomo non eredita solo delle caratteristiche specifiche del suo sistema nervoso e sensoriale, ma anche una disposizione che gli permette di superare questi limiti biologici imposti dalla natura (ad es. il nostro udito non percepisce gli ultrasuoni, però possiamo farlo con la tecnologia). Piaget ha scoperto che la conoscenza del bambino si basa sull'interazione pratica del soggetto con l'oggetto, nel senso che il soggetto influisce sull'oggetto e lo trasforma. Egli distingue due processi che caratterizzano ogni adattamento: l'assimilazione e l'accomodamento, che si avvicendano durante l'età evolutiva. L'assimilazione si ha quando un organismo adopera qualcosa del suo ambiente per un'attività che fa già parte del suo repertorio e che non viene modificata (p.es. un bambino di pochi mesi che afferra un oggetto nuovo per batterlo sul pavimento: siccome le sue azioni di afferrare e battere sono già acquisite, ora per lui è importante sperimentarle col nuovo oggetto). Questo processo predomina nella prima fase di sviluppo. Nella seconda fase invece prevale l'accomodamento, allorché il bambino può svolgere un'osservazione attiva sull'ambiente tentando altresì di dominarlo. Le vecchie risposte si modificano al contatto con eventi ambientali mutevoli (p.es. se il bambino precedente si accorge che l'oggetto da battere per terra è difficile da maneggiare, cercherà di coordinare meglio la presa dell'oggetto). Anche l'imitazione è una forma di accomodamento, poiché il bambino modifica se stesso in relazione agli stimoli dell'ambiente. Un buon adattamento all'ambiente si realizza quando assimilazione e accomodamento sono ben integrati tra loro. Piaget ha suddiviso lo sviluppo cognitivo del bambino in cinque livelli (periodi o fasi), caratterizzando ogni periodo sulla base dell'apprendimento di modalità specifiche, ben definite. Ovviamente tali modalità, riferendosi a una "età evolutiva", non sempre sono esclusive di una determinata fase. A) Fase senso-motoria. Dalla nascita ai due anni circa. E' suddivisa in sei stadi. Riflessi innati: dalla nascita al primo mese. Reazioni circolari primarie: dal secondo al quarto mese. Reazioni circolari secondarie: dal quarto all'ottavo mese. Coordinazione mezzi-fini: dall'ottavo al dodicesimo mese. Reazioni circolari terziarie (e scoperta di mezzi nuovi mediante sperimentazione attiva): dai 12 ai 18 mesi. Comparsa della funzione simbolica: dai 18 mesi in poi. B) Fase pre-concettuale. Va da due a quattro anni. L'atteggiamento fondamentale del bambino è ancora di tipo egocentrico, in quanto non conosce alternative alla realtà che personalmente sperimenta. Il linguaggio diventa molto importante, perché il bambino impara ad associare alcune parole ad oggetti o azioni. Con il gioco occupa la maggior parte della giornata, perché per lui tutto è gioco, imita, anche se in maniera generica, tutte le persone che gli sono vicine. C) Fase del pensiero intuitivo. Da quattro a sette anni. Aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita di ogni giorno, in maniera creativa, autonoma, adeguata alle diverse circostanze. Entrando nella scuola materna, il bambino sperimenta l'esistenza di altre autorità diverse dai genitori. Questo lo obbliga a rivedere le conoscenze acquisite nelle fasi precedenti, mediante dei processi cognitivi di generalizzazione: ovvero, le conoscenze possedute, relative ad un'esperienza specifica, vengono trasferite a quelle esperienze che, in qualche modo, possono essere classificate nella stessa categoria. Tuttavia la sua capacità di riprodurre mentalmente un avvenimento avviene nell'unica direzione in cui l'avvenimento si è verificato. Non è capace di reversibilità. Ad es. mettiamo davanti al bambino due vasi A e B, uguali e trasparenti, e un numero pari di biglie. Chiediamogli di mettere, usando una mano per ogni vaso, una biglia per volta nei due vasi, in modo che siano perfettamente distribuite. Poi si prenderà il vaso B e si verseranno tutte le biglie in un vaso C, di forma e dimensioni diverse da A e B. I bambini di 4-5 anni affermeranno che, nel caso in cui C sia più sottile di A e B, le biglie sono aumentate; diminuite invece, nel caso in cui C è più largo di A e B. Se allo stesso bambino mettiamo di fronte una fila di otto vasetti di fiori e collochiamo un fiore in ogni vasetto, il bambino dirà che il numero dei fiori e dei vasetti è lo stesso. Se però gli facciamo togliere i fiori per farne un mazzetto, il bambino dirà che i vasetti sono più dei fiori. Nel primo caso l'errore è dovuto al fatto che egli ha tenuto conto solo del livello raggiunto dalle biglie e non anche della forma del vaso, mentre nel secondo caso il maggior spazio occupato dalla fila dei vasetti ha dominato la sua valutazione. In sostanza ciò che non ha compreso è stata l'invarianza (o conservazione) della quantità al mutare delle condizioni percettive. D) Fase delle operazioni concrete. Da 7 a 11 anni. Il bambino è in grado di coordinare due azioni successive; di prendere coscienza che un'azione resta invariata, anche se ripetuta; di passare da una modalità di pensiero analogico a una di tipo induttivo; di giungere ad uno stesso punto di arrivo partendo da due vie diverse. Non commetterà più gli errori della fase precedente. Un esperimento di Piaget illustra bene queste nuove capacità. Si mettano davanti al bambino 20 perle di legno, di cui 15 rosse e 5 bianche. Gli si chieda se, volendo fare una collana la più lunga possibile, prenderebbe tutte le perle rosse o tutte quelle di legno. Il bambino, fino a 7 anni, risponderà, quasi sempre, che prenderebbe quelle rosse, anche se gli si fa notare che sia le bianche sia le rosse sono di legno. Solo dopo questa età, essendo giunto al concetto di "tutto" e di "parti", indicherà con sicurezza tutte quelle di legno. Naturalmente il bambino fino a 11 anni è in grado di svolgere solo operazioni concrete, non essendo ancora capace di ragionare su dati presentati in forma puramente verbale. Ad es. non è in grado di risolvere il seguente quesito, non molto diverso da quello delle perle. "Un ragazzo dice alle sue tre sorelle: In questo mazzo di fiori ce ne sono alcuni gialli. La prima sorella risponde: Allora tutti i tuoi fiori sono gialli. La seconda dice: Una parte dei tuoi fiori è gialla. La terza dice: Nessun fiore è giallo. Chi delle tre ha ragione?". E) Fase delle operazioni formali. Da 11 a 14 anni. Il pre-adolescente acquisisce la capacità del ragionamento astratto, di tipo ipotetico-deduttivo. Può ora considerare delle ipotesi che possono essere o non essere vere e pensare cosa potrebbe accadere se fossero vere. Il mondo delle idee e delle astrazioni gli permette di realizzare un certo equilibrio fra assimilazione e accomodamento. Egli è in grado di comprendere il valore di certi oggetti e fenomeni, la relatività dei giudizi e dei punti di vista, la parità dei diritti, la distinzione e l'indipendenza relativa tra le idee e la persona, ecc.; è altresì capace di eseguire attività di misurazione, operazioni mentali sui simboli (geometria, matematica...), ecc. Ovviamente il pensiero logico-formale non è ancora quello teorico-scientifico, che non si forma certo nel periodo adolescenziale. LO SVILUPPO PSICOSOCIALE DI ERIK ERIKSON Erik Erikson fu insegnante per famiglie americane residenti a Vienna. Fece ingresso nel circolo freudiano avviò la sua psicanalisi personale con Anna Freud ed ebbe come insegnante Sigmund Freud. Nel 1933, per allontanarsi dal fascismo si stabilì negli Stati Uniti, diventando il primo psicoanalista infantile di Boston. Successivamente, occuperà posti di rilievo presso famose istituzioni, tra cui la Behavioral Sciences di Palo Alto. Le teorie elaborate da Erikson possono essere definite teorie neofreudiane. pag.3 Gli stadi dello sviluppo psicosessuale di Sigmund Freud sono rielaborati e definiti stadi dello sviluppo psico-sociale, arricchiti delle variabili socioculturali. Secondo Erik Erikson la cultura e la società penetrano nel processo di sviluppo della personalità. Considera lo sviluppo dal ventre materno alle viscere della terra (dalla nascita alla morte di un individuo), considerando 8 stadi di sviluppo. Lo sviluppo trova la sua conclusione con il termine della vita, mentre per Freud lo sviluppo della personalità si conclude con l'adolescenza. Erikson estende lo studio includendo anche l'età giovanile, la maturità e la terza età. Il compito più importante di ogni individuo nel suo percorso di vita è rappresentato dalla RICERCA DELLA PROPRIA IDENTITA' PERSONALE. Occorre comprendere chi siamo, che cosa vogliamo, quali sono i nostri valori, le nostre credenze ed i nostri veri propositi nelle scelte di vita. L'identità è assunta dall'individuo superando i molteplici problemi dell'esistenza, definiti:CRISI EVOLUTIVE. Le crisi evolutive sono il risultato di una maturazione, in armonia con l'insieme delle attese che la società ha nei confronti dell'individuo; momento per momento, stadio dopo stadio. Ogni superamento consente il passaggio allo stadio successivo. I problemi che la persona incontra e che non riesce a risolvere nel corso dello sviluppo si cumulano e si ripresentano nello stadio di sviluppo successivo. Il superamento più o meno completo delle varie fasi di sviluppo, la soluzione o non soluzione completa delle numerose crisi e dei problemi di identità, caratterizzano l'individuo nella sua interezza. Per ogni crisi evolutiva Erikson indica una felice riuscita e, in contrapposizione, prevede un possibile fallimento, con le sue conseguenze. GLI STADI DELLO SVILUPPO PSICO-SOCIALE 1° STADIO - Fiducia opposta a sfiducia 0 1 anno Il bambino supera il problema della sfiducia attraverso una buona relazione con la figura della madre. La fiducia verso la madre rappresenta per il bambino alla fiducia universale, verso tutto il mondo della realtà che lo circonda. 2° STADIO - Autonomia opposta a vergogna o dubbio 1 3 anni In questo stadio il bambino inizia a fare le sue prime conquiste nelle abilità motorie, cammina con sempre maggiore disinvoltura ed impara a correre. Inizia a sperimentare una autonomia. 3° STADIO - Iniziativa opposta a senso di colpa 3/4 - 5/7 anni Aumentano le opportunità di comportamento autonomo rispetto allo stadio precedente, le abilità sono meglio sviluppate ed utilizzate. Il bambino diventa esplorativo, curioso e osa esperienze precedentemente impensabili. 4° STADIO - Industriosità opposta a senso di inferiorità 5 - 10 anni In questo periodo i bambini, secondo Erikson, sono particolarmente attratti dal mondo della Scuola. Desiderano avere successo in questa nuova esperienza, avere successo negli apprendimenti, guadagnare la considerazione degli insegnanti e riuscire nella socializzazione, cioè ad essere accettati dai compagni. Se il bambino riuscirà a superare queste difficoltà svilupperà un senso di operosità. LA SENSAZIONE DI ESSERE IN GRADO DI. Chi non riuscirà a superare queste difficoltà sperimenterà un drammatico senso di inferiorità ed un sentimento di non essere all'altezza di. 5° STADIO - Identità opposta a dispersione e confusione di ruoli preadolescenza e adolescenza. Il compito fondamentale dell'adolescente in questa fase è conquistare la propria identità. E' noto che l'adolescenza è considerata la fase della "crisi di identità". I genitori non devono adottare comportamenti ambigui con i ragazzi, relazionando con loro a volte come se fossero bambini e a volte come se fossero adulti. I genitori dovrebbero osservare l'evoluzione rapida del fanciullo investito dalla tempesta ormonale tipica di quel periodo e adeguare il modo di rapportarsi con lui armonizzandolo ai cambiamenti stessi. 6° STADIO Intimità opposta ad isolamento età giovanile Il giovane avverte la necessità di una relazione intima appagante che può trasformarsi in una relazione stabile e duratura, sia come unione tra sessi opposti (amore, passione, progetto di vita), sia come non di coppia (amicizia). 7° STADIO Generatività opposta a stagnazione la maturità In questa fase la crisi che la persona è chiamata a superare riguarda la procreazione. pag.4 Procreazione non intesa solo in senso letterale; considerata con una più ampia accezione che prevede la possibilità di lasciare qualcosa alle generazioni successive. 7° STADIO L'integrità dell'IO opposta a disperazione vecchiaia E' lo stadio nel quale l'individuo, giunto vicino al traguardo della propria vita, osserva il suo percorso e si guarda indietro cercando di comprendere se sono stati commessi gravi errori. Se il bilancio è positivo, quando l'individuo non sente forti rimpianti e avverte un senso di soddisfazione, tutto questo consentirà una integrità dell'IO. L'integrità dell'IO in questa fase consente di congedarsi dalla vita serenamente, accettando la propria morte con una calma emotiva nella consapevolezza che il viaggio è stato bello, gli obiettivi sono stati realizzati e rimane l'ultima fase senza rimpianti e rimorsi. pag.5 IL METODO La visione Complessiva 1 PREPARAZIONE 2 COMPRENSIONE Il metodo di apprendimento è strutturato in 3 fasi: 3 MEMORIZZAZIONE la fase preliminare di preparazione che non occupa mai più di 5’-10’, Motivazioni la fase di lettura e comprensione del testo con la strutturazione degli Identificazione priorità (agenda) LETTURA DA STUDIO schemi relativi Tempo LETTURA SELETTIVA MEMORIZZAZIONE (mappe e schemi) e laMateriale terza fase di memorizzazione. SCHEMI E MAPPE VERIFICA Posizione Luce … ARCHIVIAZIONE LETTURA INFORMATIVA pag.6 La fase 1 La prima fase (PREPARAZIONE) ha l’obiettivo di creare le migliori condizioni per studiare, ovvero organizzarsi le priorità osservando l’agenda, procurarsi tutto il materiale necessario (pennarelli, vocabolario…) e curare l’ambiente (luce, tavolo…). Inoltre, da un punto di vista personale, risulta particolarmente importante recuperare le motivazioni che ci sostengono negli obiettivi di studio. 1 METODO DI STUDIO PREPARAZIONE Motivazioni Identificazione priorità (agenda) Tempo Materiale Posizione Luce LETTURA INFORMATIVA LIV. OGG LIV. SOGG RILASSAMENTO IDEOPROGRAMMAZIONE pag.7 La fase2 La seconda fase (COMPRENSIONE) è finalizzata a capire il contenuto di un testo, evidenziandone gli elementi caratterizzanti: le definizioni, i concetti essenziali, i concetti derivati, gli esempi (dimostrazioni…), i grafici e le tabelle e le conclusioni. Una volta organizzato il testo in questo modo, si passerà alla costruzione degli schemi e delle mappe, con l’obiettivo di “conquistare il pensiero dell’autore, per depositarlo nel pianeta”. pag.8 La fase 3 METODO DI STUDIO 3 MEMORIZZAZIONE LETTURA DA STUDIO MEMORIZZAZIONE (mappe e schemi) VERIFICA ARCHIVIAZIONE LIV. OGG LIV. SOGG IDEOPROGRAMMAZIONE La terza fase (MEMORIZZAZIONE) è dedicata alla lettura da studio, il cui fine è consolidare nella memoria quando capito e schematizzato. Questa azione si concluderà con la verifica che quanto studiato sia stato effettivamente memorizzato. Di non secondaria importanza poi c’è l’archiviazione, che significa semplicemente mettere in ordine dentro agli opportuni quaderni e raccoglitori il materiale schematizzato, onde evitare la “dispersione del nostro sapere”. pag.9 LA LETTURA EFFICACE Miti da sfatare: 1. Leggere allo stesso modo qualsiasi testo 2. Più leggo lentamente e più comprendo Esistono 3 tipi di lettura: LETTURA INFORMATIVA Serve informazioni a LETTURA VELOCE LETTURA DA STUDIO raccogliere Migliora il n° di parole lette e il Si dal effettua testo mio livello di comprensione. selezionato sul e/o materiale sulle individuando l’argomento e i Serve ad avere un quadro mappe/schemi attraverso l’uso principali punti di interesse generale del testo e seleziona di domande inerenti al testo gli argomenti di interesse. per verificare la comprensione, per circoscrivere lacune e per eventuali effettuare il processo di memorizzazione. 2.1 La lettura informativa L’idea è quella di avere una visione generale dell’argomento e dei principali temi. Se sono stato a lezione una lettura degli appunti mi facilita il compito, mi permette di crearmi una CORNICE DI RIFERIMENTO all’interno della quale inserire poi le informazioni. Mi soffermo sulle parti che sono in evidenza del testo: titolo, capitolo, sezioni, paragrafi, glosse, immagini, parole evidenziate, indice, leggere introduzione generale, leggere i riassunti iniziali di ogni capitolo in cui sono dichiarati gli intenti dell’autore, leggere le conclusioni. pag.10 La lettura selettiva Per risultare efficaci è necessario ridurre le vocalizzazioni, perfezionare i movimenti oculari, e dare fiducia alla mia capacità di comprensione. Concretamente si deve evidenziare: le definizioni, ad es. lettura selettiva i concetti essenziali, ad es. lettura selettiva i concetti derivati, ad es. lettura selettiva gli esempi (dimostrazioni…), ad es. lettura selettiva i grafici e le tabelle le conclusioni, ad es. lettura selettiva Consigli utili: comprendere l’impostazione letteraria dell’autore (come un autore progetta e presenta l’impostazione dell’argomento) fare attenzione ai segnali visivi, ovvero a ciò che l’autore ha già evidenziato (in corsivo, in grassetto…). 2.3 La lettura da studio In questa fase si leggono gli schemi e le mappe costruiti per verificare la comprensione del testo e per memorizzare. E’ importante procedere mettendo in rilievo questi aspetti fondamentali: QUALI sono le informazioni che sto memorizzando, DOVE le colloco all’interno della mia cornice, in che RAPPORTO sono queste informazioni con le altre che già possiedo. LA LETTURA E’ UN PROCESSO ATTIVO che richiede un buon livello di partecipazione (è una cosa diversa dal movimento meccanico degli occhi) pag.11 Esercizi di lettura: • Esercizio della piramide per arco di riconoscimento • Leggere sempre più velocemente senza ritornare indietro • Leggere in modo visivo (no lettura fonetica) • Lettura verticale (scanning) con articoli di giornale pag.12 PIRAMIDE DI LETTURA di nove salato genitori televisione e dal tandem riassoggettare fortemente mosso la storia racconta una settimana fa gli sembrano propensi alle una donna preparatissima appare sempre più scoperto essere tentato di consegnare qualche suggerimento che renda alla società immobiliare statale di essere contrario all’equilibrio nella giornata precedente la vendita un modo ideale per raggiungere la meta l’uso di decorare le facciate delle case il loro prestigio è notevolmente aumentato N° righe lette 1.lettura_______________ 2.lettura_______________ 3.lettura_______________ 4.lettura_______________ 5.lettura_______________ 6.lettura_______________ 7.lettura_______________ 8.lettura_______________ 9.lettura_______________ 10.lettura_______________ 11.lettura_______________ 12.lettura_______________ pag.13 MAPPE E SCHEMI obiettivo Strutturazione personale del materiale nuovo in riferimento anche alle conoscenze già possedute Il pensiero è un’attività che dà struttura e forma “gestalt” alle informazioni. Definizione: dal greco “figura, forma”, uno schema è una rappresentazione semplificata delle parti essenziali di un evento. Nello studio di un testo sono necessari, oltre alla lettura ed alla comprensione, la sicurezza di avere chiaro lo scheletro concettuale dell'argomento trattato. Per questo è consigliata la costruzione di mappe mentali, delle quali fra poco vedremo degli esempi. La mappa mentale ha il vantaggio di permettere di avere ben chiara la struttura del testo e la gerarchia dei concetti. Essendo strutturata come una vera e propria mappa, è possibile in qualunque momento modificarne una parte senza per questo doverla ricostruire interamente. Inoltre è importante avere presente la mappa mentale che ci si è costruiti, perché è facile che, rimanendo impressa in noi la struttura, automaticamente sarà facile ricordare le nozioni in essa contenute. Per costruire lo schema/mappa di un argomento, parto dal testo già selezionato, in cui le definizioni, i concetti essenziali, i concetti derivati, gli esempi (dimostrazioni…), i grafici e le tabelle e le conclusioni costituiscono gli elementi da rappresentare. pag.14 Fig. 1: Mappa a scrolling verticale Fig.2: Mappa ramificata pag.15 Fig 3: Mappa circolare Un altro ingrediente fondamentale nella costruzione di una mappa è la creatività, che si sviluppa attraverso l’uso di immagini, simboli, colori, gestione degli spazi, divertimento… pag.16 perché facilita il processo di apprendimento e di memorizzazione facendomi sentire parte attiva, creando un collegamento tra la mia parte intuitiva e creativa e la mia parte logica e razionale (emi sn – emi dx). Fig. 5 Esempio di uso delle immagini in uno schema (doppia codifica) 1 METODO DI STUDIO PREPARAZIONE Motivazioni Identificazione priorità (agenda) Tempo Materiale Posizione Luce LETTURA INFORMATIVA LIV. OGG LIV. SOGG RILASSAMENTO IDEOPROGRAMMAZIONE Fig. 6 Lo schema della fase1 del metodo (doppia codifica) Criteri con cui costruirli: Principio della sintesi: gli schemi sono sintetici quando si utilizzano le parole chiave pag.17 Principio dell’organizzazione spaziale: gli schemi sono organizzati spazialmente quando si evidenziano, tramite la loro colllocazione nello spazio della pagina, le informazioni più importanti che vanno poste in primo piano Principio dell’organizzazione logica delle informazioni: gli schemi sono organizzati logicamente quando si elaborano reti di informazioni secondo gerarchie e categorie concettuali Principio della visualizzazione figurativa: gli schemi sono figurativi quando si trasformano gli schemi astratti in immagini concrete (doppia codifica, sia scritta che disegnata) Vantaggi degli schemi: sono organizzatori e contenitori di informazioni: organizzano le informazioni in gerarchie concettuali e le contengono entro categorie che hanno la funzione di scaffali di un archivio. 1. consentono di “cum-prendere”, cioè fare proprio il materiale di studio (elaborazione personale) 2. sviluppano la capacità di sintesi 3. facilitano la memorizzazione attraverso la doppia codifica 4. visualizzano la gerarchia e l’architettura concettuale del testo 5. consentono un apprendimento attivo e creativo 6. riducono il materiale da assimilare 7. facilitano il ripasso Errori da evitare: Costruzione di un minitesto, cioè riscrivere quello che dice il testo. L’ultima fase per il consolidamento del processo di elaborazione è la RIPETIZIONE, processo attivo che permette di utilizzare parole proprie in relazione ai contenuti appresi. Come si fa? A libro chiuso avendo sotto gli occhi la mappa, ripeto a voce alta il contenuto del materiale appreso. In questo modo ho la possibilità di verificare il mio livello di apprendimento e di capacità espressiva (proprietà di linguaggio) e di eliminare credenze limitanti (poi alla fine non mi ricordo, non sono capace di…). Tutto ciò mi fornisce maggiore sicurezza e fiducia nelle mie possibilità. pag.18 LA MEMORIA MEMORIA = capacità dell’uomo di ricordare informazioni acquisite in precedenza attraverso l’esperienza e di apprendere nuove informazioni integrandole con quelle già acquisite La memoria umana è costituita, come ci conferma la neuropsicologia, da componenti funzionali separate. Dal punto di vista temporale è possibile distinguere: • MEMORIA A BREVE TERMINE che consente la ritenzione di quantità limitate di informazione per pochi secondi • MEMORIA A LUNGO TERMINE che permette il ricordo di una gran quantità di informazione per periodi di tempo di mesi e anni (se non addirittura infiniti) La memoria a lungo termine La MLT può essere scomposta in varie componenti : M.SEMANTICA, conoscenza organizzata che ogni individuo possiede M.DICHIARATIVA, il soggetto nel ricordare deve coscientemente i dichiarare connotati del proprio ricordo su oggetti, parole, concetti e regole (es: come si esegue un’addizione) M.EPISODICA, la memoria che si ha per episodi ed eventi datati temporalmente e per le relazioni tra questi eventi MLT (es: cosa ho mangiato ieri a pranzo) M.PROCEDURALE, si esprime attraverso comportamenti; si tratta di un sistema conservazione preposto di alla associazioni apprese tra uno stimolo specifico ed una risposta fissa (es: come si va in bicicletta) È in questo magazzino (memoria semantica) che le informazioni acquisite durante lo studio si depositano. pag.19 La memoria a breve termine La MBT non è un magazzino esclusivamente impegnato nella conservazione temporanea delle informazioni, ma è un sistema complesso (MEMORIA DI LAVORO) funzionale alla comprensione e alla memorizzazione efficace delle informazioni. MEMORIA DI LAVORO Mantiene presenti le informazioni per breve tempo lasciandole perdere una volta terminato il TACCUINO VISUOSPAZIALE, • Ritenzione temporanea delle caratteristiche visuospaziali delle informazioni in entrata • Visualizzazione e manipolazione di immagini mentali compito ESECUTIVO CENTRALE, un sistema attentivo a capacità limitata responsabile del coordinamento degli altri sottosistemi e implicato in processi di decisione oltre che di elaborazione e di selezione di strategie CIRCUITO FONOLOGICO, • Magazzino fonologico mantiene le tracce di materiale acustico e verbale per tempi brevissimi • Processo di reiterazione articolatoria che consolida la traccia attraverso la reiterazione e converte stimoli visivi nei corrispondenti verbali Infatti la possibilità di attivare durante lo studio non solo concetti, ma anche immagini attiva entrambi i sistemi che compongono la memoria di lavoro, aumentando la qualità del processo di memorizzazione, grazie alla doppia codifica. Il capitano del vascello ricopre un ruolo… pag.20 Come si organizzano le informazioni La nostra memoria non è un fedele registratore della realtà, ma trasforma, elabora e seleziona le informazioni. L’elaborazione dell’informazione viene operata sempre sulla base delle conoscenze generali possedute da chi assimila tale informazione. La memoria intesa come insieme di conoscenze deve essere ORGANIZZATA e tale organizzazione deve essere molto buona. Organizzare vuol dire mettere consapevolmente in relazione le varie parti che devono essere ricordate. • Quando il materiale di per sé possiede una sua struttura organizzata il soggetto sarà facilitato e il compito consisterà nell’individuare questa organizzazione e nell’utilizzarla. • Quando il materiale non possiede una sua struttura organizzata il soggetto avrà il compito di fornirgliene una e quindi operare una organizzazione soggettiva. In questo caso possono essere utili le strategie di memorizzazione che codificano il materiale in modo tale da fornire le chiavi di accesso per il successivo ricordo. Intenzionalità ,volontà, desiderio di ricordare qualcosa da soli non producono un miglior ricordo: sono utili solo nella misura in cui inducono a mettere in atto processi volti ad integrare le informazioni in arrivo all’interno delle strutture della memoria permanente del soggetto. Se qualcosa non ci interessa risulta anche molto difficile da ricordare. ⇒(automotivazione e obiettivi) La semplice ripetizione non assicura l’apprendimento. È determinante il modo in cui l’informazione viene elaborata da chi apprende. Più il materiale viene elaborato, più facilmente è compreso. Più il materiale viene elaborato, più è facile da ricordare. È difficile che non ci sia ricordo se non c’è stato qualche livello di comprensione. Uno stimolo viene ricordato meglio quando viene codificato contemporaneamente da entrambi i sistemi di codifica, quello verbale e quello immaginativo (teoria della doppia codifica di Paivio). (vedi riferimento al modello della memoria di lavoro). Le immagini mentali non sono solamente visive, ma sono il frutto dell’integrazione mentale di informazioni provenienti da più canali sensoriali, infatti anche i ciechi congeniti possono avere immagini mentali. L’immagine può costruire un ottimo legame tra due termini che si vogliono apprendere assieme. pag.21 IMMAGINI MENTALI Aspetti cruciali MEMORIZZAZIONE ELABORAZIONE (profondità della codifica) ORGANIZZAZIONE informazioni Compito di memoria ⇓ Scoperta della struttura sottostante al MNEMOTECNICA materiale stesso ⇓ ⇒ organizzare = schema informazioni per che non abbiano una struttura propria Mettere in relazione questa struttura alle nostre conoscenze già acquisite Le strategie di memorizzazione Strategie di memorizzazione : scoprire quali uso e trovare alternative RIPETIZIONE CON IL TESTO: RIPETIZIONE SENZA TESTO: • più diffuso e meno efficace permette una reale verifica • leggere e rileggere apprendimento favorendo le abilità espositive • lento ⇒ non efficace e la capacità di gestire l’ansia. Si può attuare • stato passivo questa • non attiva facoltà cognitive SOTTOLINEARE ED EVIDENZIARE: selezionare il materiale strategia anche del livello di senza voce, ottimizzando così il tempo (es. in treno) INDIVIDUAZIONE PAROLE CHIAVE: attraverso questa selezionare il materiale attraverso questa strategia implica una elaborazione del testo strategia implica una elaborazione del testo (deve essere quindi fatta in modo attivo) , (deve essere quindi fatta in modo attivo) , condizione fondamentale per memorizzazione (memorizz. indiretta) CLASSIFICAZIONE: classificare organizzarlo il materiale rispetto alle permette strutture una condizione fondamentale per una memorizzazione (memorizz. indiretta) ASSOCIAZIONI LINEARI: di creazione di una storia (autobus, gelato…) già questo processo aumenta la creatività e la possedute, altra condizione essenziale per la comprensione e può caricare di impatto comprensione e la memorizzazione emotivo materiale asettico favorendo anche il ASSOCIAZIONE PER PUNTI FERMI: divertimento ACRONIMI: trovare una struttura che manteniamo sempre liste di informazioni legate da una parola o quella a cui via via associare il materiale da sigla (es. ENEL = ente nazionale energia memorizzare (anche attraverso l’ausilio di elettrica) immagini mentali) pag.22 RIME: SINESTESIE: strategia ottimale per gli auditivi (es. “con capacità che ha uno stimolo in una modalità -ARE -ERE -IRE l’H se ne va a dormire”) sensoriale di evocare un’ immagine in un’altra modalità (es. associare i numeri ai differenti colori, l’ 1 è rosso….) così si aumenta l’elaborazione e la traccia mnestica PEG WORDS: trasformazione di qualcosa di difficile da ricordare in qualcosa di più facile attraverso la formazione di un legame tra ciò che è difficile e ciò che è facile (es. apprendimento di un vocabolo di una lingua straniera: pavimento – floor – fiore) pag.23 Bibliografia INTELLIGENZA EMOTIVA Autore: Daniel Goleman • Edizioni: Rizzoli, Milano GUIDA ALLO STUDIO: LA MOTIVAZIONE Autore: Mario Politi • Edizioni: Muzio, Padova GUIDA ALLO STUDIO: LE TECNICHE Autore: Mario Politi • Edizioni: Muzio, Padova COME SOPRAVVIVERE A SCUOLA Autore: Roselìa Irti • Edizioni: Universale Sansoni, Firenze TEORIE DELLO SVILUPPO PSICOLOGICO Autore: P. H. Miller • Edizioni: Il mulino LA GIOIA DI STUDIARE Autore:Lombardo, P. • Edizioni: Edizioni Vita Nuova GIOCHI PER SVILUPPARE LA CREATIVITA’Autore:Raudsepp-Hough Jr. • Edizioni: Franco Angeli / Trend pag.24