Divorzio evaletter 03-2007
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Divorzio evaletter 03-2007
evaletter 03/2007 Divorzio e previdenza non formano una coppia ideale Nella Newsletter precedente, vi abbiamo presentato la situazione di una donna che desiderava ritornare alla vita lavorativa. Una decisione di questo tipo può essere anche la conseguenza di un divorzio. Oggi, vi spieghiamo le sue ripercussioni sulla previdenza. Dopo 12 anni di matrimonio, Carla (43) e Martin (46) divorziano. Oltre alle negoziazioni per gli alimenti, Carla desidera fare il punto sulla sua situazione previdenziale. Da circa un anno, Carla ha ripreso a lavorare al 30% come infermiera e guadagna attualmente 18 000 franchi. Durante il restante 70% si consacra ai suoi tre figli di età compresa tra i 4 e 10 anni. Nei prossimi 5 anni le sarà impossibile lavorare di più, cosa che avrà delle conseguenze notevoli sulla sua previdenza per la vecchiaia. Attualmente, non è assicurata presso la LPP poiché il suo salario è inferiore alla soglia di 19 890 franchi. Carla perde in questo modo qualche anno durante i quali avrebbe potuto costituirsi un capitale. Ecco perché l’importo degli alimenti da pagare alla moglie è stato fissato a un livello più alto, per permetterle di versare dei soldi nel 3° pilastro. Dal momento che guadagna 18 000 franchi, Carla può versare ogni anno 3600 franchi nel 3° pilastro e dedurli dalle imposte. Questo equivale al 20% del suo reddito. Compensazione della previdenza e splitting Per quanto rigurada i fondi di previdenza, la legge prevede che i fondi risparmiati durante il matrimonio devono essere divisi per due. Questa compensazione è obbligatoria e Ripartizione dell’avere della Cassa pensioni in caso di divorzio (in CHF) Capitale LPP di Carla Conto di libero passaggio: parte accumulata prima di avere i suoi figli, interessi inclusi 10 500 Capitale LPP di Martin Capitale LPP: parte accumulata prima di avere i suoi figli, interessi inclusi 50 000 Riscatto LPP: durante il matrimonio con fondi provenienti da un’eredità, interessi inclusi 20 000 Capitale non ripartito 10 500 Capitale non ripartito 15 000 Capitale LPP: importo risparmiato durante il matrimonio, interessi inclusi 140 000 Conto di libero passaggio: capitale accumulato, interessi inclusi 70 000 Totale del capitale LPP da ripartire: 155 000 Parte di Carla 50% ./. mezzi propri Parte della LPP di Martin che va a Carla Totale conto di libero passaggio 77 500 —15 000 +62 500 88 000 Parte di Martin 50% ./. mezzi propri Compensazione versata a Carla 77 500 —140 000 —62 500 Totale conto di libero passaggio 147 500 indipendente dal regime dei beni. La cassa pensioni di Martin calcola per cominciare il capitale di cui disponeva già quando si è sposato. Questo denaro e gli interessi che ha generato non sono soggetti alla compensazione. Lo stesso discorso è valido per gli acquisti fatti da Martin tramite fondi provenienti da un’eredità oppure una donazione. Per il momento, Carla non è affiliata a una cassa pensioni, ma dispone di un capitale LPP accumulato prima di avere i suoi figli e depositato su un conto di libero passaggio bloccato. La compensazione non viene versata direttamente a Carla, ma depositata sul conto di libero passaggio, fino a quando non aderisce a una cassa pensioni. Carla ha la scelta tra un conto di libero passaggio tradizionale assortito di una rimunerazione variabile conforme al mercato e la variante di ricorrere a degli investimenti in titoli. Una ripartizione simile avviene anche a livello dell’AVS. Dopo il divorzio, Carla e Martin inoltreranno insieme una domanda di ripartizione dei redditi in caso di divorzio (domanda di splitting) presso la loro cassa di compensazione. La totalità dei redditi realizzati durante il loro matrimonio, si parla qui dei salari e non di contributi, verranno accreditati per metà al rispettivo partner. Il salario guadagnato da entrambi prima e dopo il matrimonio, verrà calcolato separatamente. Ma non è tutto: dal momento che hanno dei bambini, verrà versato loro un accredito di 39 780 franchi per anno. I beni accumulati durante il matrimonio devono essere divisi per due. Dopo il divorzio, Carla ottiene la potestà dei genitori e può rivendicare integralmente gli accrediti fino a quando il suo figlio più giovane raggiunge i 16 anni. Se viene deciso l’affido congiunto, gli accrediti verranno divisi per due. È possibile richiedere alla cassa di compensazione corrispondente se è possibile cambiare questa regolamentazione e il genitore che si occupa di più dei bambini beneficerà di un trattamento preferenziale. Un’analisi di previdenza può fare il punto sulla situazione È importante che Carla prenda anche in considerazione il rischio di invalidità. Per quanto riguarda il rischio di decesso, Carla può escluderlo, poiché se dovesse morire, i figli andrebbero a vivere con il padre che dispone di un avere sufficiente. Una volta pensionata, la situazione finanziaria di Carla non sarà rosea, poiché a 43 anni il suo capitale LPP ammonta a 88 000 che aumenta unicamente grazie agli interessi. Malgrado il risparmio del 3° pilastro, 967 729.03/07.07 fra 5 anni Carla avrà guadagnato unicamente 115 000 franchi, 2° pilastro incluso. A dipendenza della percentuale del suo lavoro e di quanto è riuscita a mettere da parte per la sua cassa pensioni, quando Carla andrà in pensione (a 64 anni) potrà aver accumulato un importo pari a 300 000 franchi. Con il tasso attuale di rendita di 6,8%, si ottiene una rendita di vecchiaia pari a 20 400 franchi. A questo si aggiunge la rendita di vecchiaia dell’AVS che dovrebbe corrispondere ad almeno 26 520 franchi, mentre raggiunge unicamente 20 000 franchi visto il salario modesto di Carla. Una cifra al quanto esigua se si pensa che nei prossimi 20 anni è previsto un rincaro e che, inoltre, bisogna fare i conti con una diminuzione del tasso di rendita della LPP. Pertanto, Carla deve assolutamente versare il massimo di 6365 franchi del 3° pilastro non appena sarà affiliata a una cassa pensioni. Inoltre, deve prendere in considerazione eventuali riscatti della sua cassa pensioni, soprattutto perché possono essere dedotti dalle imposte. Visto il budget limitato di Carla la domanda da farsi è se tutti questi progetti siano realistici. In questo contesto, non bisogna dimenticarsi che Carla deve colmare la lacuna in materia di assicurazione invalidità. Chiaro, riceverà delle prestazioni AI, ma nonostante gli alimenti, le mancheranno comunque 2000 franchi. La stipula di un’assicurazione che prevede una rendita in caso d’incapacità lavorativa è la situazione ideale alla situazione. In caso Martin morisse… Cosa succederebbe in caso di decesso improvviso di Martin? Carla è dipendente dagli alimenti, dal momento che sono stati sposati più di 10 anni, Carla ha diritto a una rendita di vedovanza AVS, e questo fino a quando raggiunge l’età del pensionamento. A questo si aggiunge la rendita di orfani. Della LPP Carla non percepisce la rendita del coniuge, poiché gli alimenti versati alla moglie sono unicamente dovuti fino a quando il figlio più giovane compie i suoi 16 anni. Solo i bambini ricevono la rendita di orfani fino a quando hanno concluso la loro formazione, al più tardi fino al loro 25° compleanno. Globalmente, Carla è soddisfatta: conosce i suoi diritti e le sue lacune finanziarie, questo le permette di prendere le disposizioni necessarie. Ovviamente, un divorzio non migliora la situazione in materia di previdenza. Contatti evaline: 0800 811 810, [email protected], www.bancacoop.ch/eva Link utili www.ahv.ch (Moduli per lo splitting) www.mediation-svm.ch (Associazione Svizzera per la Mediazione) www.swisslawyers.com (Fédération Suisse des Avocats) www.frauenzentrale.ch (Indirizzi per consulenze giuridiche e per incassi alimenti) www.bankcoop.ch/it/index/privatkunden/vorsorgen.htm