Deliberazione - Comune di Forlì
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Deliberazione - Comune di Forlì
Anno 2009 Deliberazione n. 59 Pos. Rag. n. COMUNE DI FORLI’ CONSIGLIO COMUNALE ca Seduta del 6 Aprile 2009 In sessione ordinaria di prima convocazione del giorno 6 Aprile 2009 alle ore 15:30 in seduta pubblica. Convocato con appositi inviti, il Consiglio Comunale si è riunito oggi nella Sala Consiliare con l’intervento dei Consiglieri qui appresso indicati come risulta dall’appello fatto dal Segretario. N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Cognome e nome Consiglieri APRIGLIANO FRANCESCO AVELLONE ANDREA BACCARINI ROMANO BIONDI LAURO BONAVITA OTTAVIO BONGIORNO VINCENZO BRIGANTI MAURO BURNACCI VANDA CAMORANI VALERIA CASADEI GARDINI FRANCESCO CASTAGNOLI ALESSANDRO ERRANI MARCO FARNETI PAOLO FRANCIA FABRIZIO GASPERONI ROBERTO GENTILINI TATIANA GIUNCHI FLAVIO GUERRINI PIO GUGNONI GABRIELE MANCINI ENRICA MANUCCI CRISTIAN Pr. X X As. X X X X X X X X X X X X X X X X X X N. 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 Cognome e nome Consiglieri MARABINI GIULIO MASINI NADIA MATTEUCCI LEO MILANESI LEA MINGHINI LUCIANO MONTANARI MASSIMO MORGAGNI DIANA NERVEGNA ANTONIO PERELLI FILIBERTO RAGAZZINI PAOLO RONCHI ALESSANDRO SAMORI' PIETRO SANSAVINI LUIGI SBARAGLI ERIO TAMPELLINI RICCARDO TAPPARI DANIELE TAVOLETTI GIOVANNI MARIO TERRACCIANO UGO VALENTINI MARCO ZAMBIANCHI LUCA Pr. X X X X X X X As. X X X X X X X X X X X X X X TOTALE PRESENTI: 23 TOTALE ASSENTI: 18 Partecipa il VENTRELLA ANTONIO. Scrutatori i Sigg. Consiglieri BRIGANTI MAURO, GUERRINI PIO, MILANESI LEA. Partecipano alla seduta gli Assessori Sigg.ri BUFFADINI LODOVICO - CAPACCI PALMIRO GALASSI ELVIO - LEGA LORETTA - MARCHI TIZIANO - MARZOCCHI GIANFRANCO ZANETTI LIVIANA - ZELLI GABRIELE - - . Partecipa, altresì, in qualità di invitato permanente la Sig.ra Lizeta Zabsonre, Vice Presidente della Consulta dei Cittadini Stranieri. Essendo legale il numero degli intervenuti, il Presidente MINGHINI LUCIANO pone in discussione il seguente argomento: OGGETTO n. 45 VERBALE DI SEDUTA APPROVAZIONE. CONSILIARE DEL 23 MARZO 2009 - 2 In merito era stato distribuito ai Capigruppo consiliari copia del verbale in approvazione. Indi; IL CONSIGLIO COMUNALE Preso atto del testo del verbale di cui trattasi; Preso in esame il resoconto di registrazione con le delibere effettivamente adottate oggetto del resoconto stesso; Riconosciuta la conformità, la veridicità e la genuinità tra le delibere adottate e pubblicate e il resoconto stesso; Visti gli artt. 26 e 27 del Regolamento del Consiglio comunale; Con voti unanimi, espressi con procedimento elettronico; DELIBERA 1. di approvare, a tutti gli effetti di legge, il verbale della seduta consiliare del 23 Marzo 2009, nel testo allegato alla presente deliberazione per costituirne parte integrante e sostanziale, dalla delib. n. 38 alla delib. n. 48. *************** 3 Fatto, letto e sottoscritto IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO GENERALE ___________________ _______________________ Copia della presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio il giorno 15 Aprile 2009 e vi resterà affissa per la durata di gg.15. LA RESPONSABILE UNITA’ GIUNTA E CONSIGLIO Forlì, 15 Aprile 2009 _________________________ La presente deliberazione: è divenuta esecutiva ai sensi dell’art. 134, comma 3, del D.Lgs. 18/8/2000, n. 267. è stata dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lgs. 18/8/2000, n. 267. LA RESPONSABILE UNITA’ GIUNTA E CONSIGLIO Forlì, 27 Aprile 2009 ____________________________ COMUNE DI FORLI’ VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE IN SESSIONE ORDINARIA DI PRIMA CONVOCAZIONE DEL GIORNO 23 MARZO 2009 SEDUTA PUBBLICA ALLE ORE 15,40 Convocato con appositi inviti il Consiglio Comunale si è riunito oggi nella Sala Consiliare con l’intervento dei Consiglieri qui appresso indicati, come risulta dall’appello fatto dal Segretario Generale: 1) APRIGLIANO Francesco 10) GUERRINI Pio 2) BACCARINI Romano 11) GUGNONI Gabriele 3) BRIGANTI Mauro 12) MANCINI Enrica 4) BURNACCI Vanda 13) MASINI Nadia 5) CASADEI Gardini Francesco 14) MATTEUCCI Leo 6) ERRANI Marco 15) MINGHINI Luciano 7) FARNETI Paolo 16) MORGAGNI Diana 8) FRANCIA Fabrizio 17) RONCHI Alessandro 9) GIUNCHI Flavio 18) SAMORI’ Pietro Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 1 Risultano assenti i Conss. Sigg.ri: Avellone Andrea, Biondi Lauro, Bonavita Ottavio, Bongiorno Vincenzo, Camorani Valeria, Castagnoli Alessandro, Gasperoni Roberto, Gentilini Tatiana, Manucci Cristian, Marabini Giulio, Milanesi Lea, Montanari Massimo, Nervegna Antonio, Perelli Filiberto, Ragazzini Paolo, Sansavini Luigi, Sbaragli Erio, Tampellini Riccardo, Tappari Daniele, Tavoletti Giovanni Mario, Terracciano Ugo, Valentini Marco, Zambianchi Luca: Presenti n. 18. Partecipano alla seduta gli Assessori: - BERTOZZI Loretta - GALASSI Elvio - BUFFADINI Lodovico - LEGA Loretta - CAPACCI Palmiro - ZELLI Gabriele Partecipa alla seduta il Segretario Generale, Dott. Antonio Ventrella. Essendo legale il numero degli intervenuti il Sig. Minghini Luciano, assumendo la Presidenza, dichiara aperta la seduta e nomina Scrutatori i Sigg.ri Consiglieri: Mauro Briganti, Pio Guerrini e Alessandro Ronchi. Hanno comunicato di non poter partecipare alla odierna seduta i Conss.: Riccardo Tampellini, Erio Sbaragli, Alessandro Castagnoli e l’Ass. Liviana Zanetti. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 2 COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE OGGETTO N. 7 COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE. Trattato INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE OGGETTO N. 9 INTERROGAZIONE URGENTE, PRESENTATA IN DATA 12 GENNAIO 2009 DAL CONS. ROMANO BACCARINI ED ALTRI, AFFINCHE' SI DISCUTA CON URGENZA IN CONSIGLIO COMUNALE LA SITUAZIONE PATRIMONIALE DI SAPRO SPA. Rinviato OGGETTO N. 14 INTERPELLANZA URGENTE, PRESENTATA IN DATA 5 FEBBRAIO 2009 DAL CONS. FLAVIO GIUNCHI PER AVERE CHIARIMENTI IN MERITO ALLE CELEBRAZIONI DEL GIORNO DEL RICORDO. Rinviato OGGETTO N. 16 INTERROGAZIONE, PRESENTATA IN DATA 19 FEBBRAIO 2009 DAL CONS. PAOLO FARNETI PER CONOSCERE LE INIZIATIVE E I PROTOCOLLI OSPEDALIERI MESSI IN ATTO ALLO SCOPO DI ARGINARE IL FENOMENO DEL MALESSERE GIOVANILE. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 3 Rinviato OGGETTO N. 18 INTERROGAZIONE, PRESENTATA IN DATA 6 MARZO 2009 DALLA CONS. VANDA BURNACCI IN MERITO AI PROGETTI ED AI PROGRAMMI FUTURI DI SEAF SPA PER LO SVILUPPO AEROPORTUALE. Rinviato OGGETTO N. 20 QUESTION-TIME SU DIMISSIONI N. 2 CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE A.S.P. Entra il Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig. Raies Imed. Presidente MINGHINI: Facciamo il question time, dopodiché passiamo agli argomenti, se poi ci raggiunge il Consigliere Nervegna facciamo anche la sua interrogazione. Ne posso dare lettura, Consigliere? “Visto il nuovo bando comunale relativo ai componenti dell’Asp che ha incorporato anche l’attività dell’asilo Santarelli, venuta a conoscenza delle dimissioni di due Consiglieri dal Consiglio attuale di amministrazione, chiede: - di fare conoscere le motivazioni che risultano dalle dimissioni, - se risulta un clima di prevaricazione dell’attuale Presidente che contrasta fortemente con lo spirito di collaborazione e di apertura necessari da parte dei rappresentanti del Comune nell’avviare l’attività dell’Asp, - se non ritiene opportuno che il Consiglio Comunale esamini un rendiconto dell’attività stessa della Presidenza e del Consiglio di amministrazione della suddetta Asp.” Stiamo parlando dell’Asp Oasi. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 4 Entrano i Conss. Valentini e Bonavita: Presenti n. 20. Ass. LEGA: Sul primo punto rispetto alla richiesta della Cons. Burnacci io dò lettura delle due lettere di dimissione delle due Consigliere che hanno dato le dimissioni dal Consiglio di amministrazione dell’Azienda, la prima lettera di dimissione è del 05 marzo e è della Consigliera Chiodoni: “con la presente, seppure con sincero dispiacere, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Consigliera del Consiglio di amministrazione dell’Asp Oasi per motivi familiari, dettati dalla recente maternità, che unita ai già gravosi impegni di lavoro non mi consentono un serio e costante impegno nell’Asp. Ringrazio sinceramente per la fiducia accordatami e porgo i miei più cordiali saluti”. Questa lettera dell’Avv. Annalisa Chiodoni è del 05 marzo 2009. In data 10 marzo 2009 poi sono pervenute al Sindaco Nadia Masini in qualità di Presidente dell’assemblea dei soci dell’Azienda Oasi le dimissioni della Consigliera Silvia Federici, di cui do lettura: “io sottoscritta Silvia Federici, Consigliera dell’Asp Oasi, presento formalmente le mie dimissioni dal Consiglio di amministrazione a lei in qualità di Presidente dell’assemblea dei soci. In questi mesi ho avuto l’opportunità, grazie alla fiducia concessami dai soci tutti, di intraprendere un’esperienza per me importante e significativa. Ho conosciuto e apprezzato le tante e preziosissime risorse che sono patrimonio dell’Asp, dagli operatori della scuola materna Santarelli a quelli del centro Conviviamo, che hanno saputo esprimere grande competenza e professionalità, garantendo anche nei momenti di transizione, dove gli assetti non erano a pieno delineati, la massima qualità dei servizi proposti. Ho inoltre potuto vedere l’orizzonte di future opportunità e del ruolo fondamentale che l’Asp può davvero raccogliere nei confronti delle pubbliche amministrazioni, mettendo a disposizione eccellenze e sapienza nelle prestazioni socioeducative dell’intero comprensorio, facendosi braccio operativo pubblico, offrendo quindi garanzie e tutele dei comuni. Questo orizzonte è da perseguire per non disperdere l’inestimabile patrimonio e le infinite possibilità di sviluppo. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 5 Ho ritenuto, seppure con grande rammarico, di rassegnare le mie dimissioni poiché vedo compromesse le prospettive di sviluppo del ruolo dell’Asp, a causa di una gestione che ha trasceso la condivisione e la franchezza, prerogative imprescindibili per potere esercitare a pieno il mandato avuto dai soci. Faccio un passo indietro, affinché l’Asp possa progredire verso il naturale approdo per il quale è stata costituita. Ringrazio lei e tutti i soci dell’assemblea per la fiducia che mi avete accordato, l’occasione inoltre mi è gradita per porgere cordiali saluti.” Queste sono le due lettere di dimissioni che hanno fatto pervenire le due Consigliere e che hanno portato all’immediata decadenza di questo Consiglio di amministrazione, così come vuole lo statuto con cui si è costituita l’Azienda, a dire appena ricevute le dimissioni delle due Consigliere ci siamo riuniti con l’unità che si occupa delle società partecipate, il Dott. Foschi e i suoi collaboratori e abbiamo rilevato dallo statuto che il Consiglio di amministrazione è decaduto, essendosi dimessi due Consiglieri su tre e non ha più alcun potere, non aveva più dal giorno stesso in cui è decaduto alcun potere. Tant’è che l’assemblea dei soci, riunita lunedì scorso, non ha potuto fare altro che prendere atto della decadenza avvenuta del Consiglio di amministrazione e insieme all’assemblea dei soci nella seduta di lunedì scorso abbiamo preso la decisione che la massima trasparenza nel costituire il nuovo Consiglio di amministrazione, che per statuto dovrebbe avvenire entro 10 giorni dalla decadenza del precedente, era opportuno che la costituzione del nuovo Consiglio di amministrazione avvenisse attraverso una procedura che dà l’opportunità della maggiore trasparenza possibile acconsentita oggi dagli strumenti di cui può disporre una pubblica amministrazione per agire con trasparenza, cioè l’emanazione di un bando pubblico. Nella consapevolezza però che in questo momento non esiste alcun Consiglio di amministrazione, quindi l’attività dell’amministrazione dell’Azienda è ferma trovandoci anche in assenza di un Direttore e poi dirò perché, dirò un po’ l’iter che è stato fatto per reperire il Direttore, che non ha portato ancora al reperimento di una figura stabile di Direttore, si è Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 6 deciso di tenere aperto il bando soltanto 8 giorni, non è una durata di solito usuale, di solito diamo almeno 15 o 20 giorni di tempo, però nella consapevolezza che siamo privi di una testa dell’Azienda in questo momento, perché così l’amministrazione non c’è, vogliamo tenere sospesi i lavori il meno possibile e quindi hanno convenuto i soci di dare solo 8 giorni di tempo e domani scade il termine per presentare le autocandidature per comporre il nuovo Consiglio di amministrazione. Secondo punto “se le risulti un clima di prevaricazione dell’attuale Presidenza”, io rispondo no, non sono stata ovviamente componente del Consiglio di amministrazione, devo dire che ci sono stati molti momenti in cui le tre Consigliere, per il fatto anche di trovarsi di fronte a uno strumento gestionale quale quello dell’Azienda totalmente nuovo, parliamo dell’unione di due ex Ipab, dovendo attivare anche procedure nuove in assenza e credo anche questo elemento purtroppo abbia inciso sul clima complessivo che si era instaurato all’interno del Consiglio di amministrazione, soprattutto sugli oneri e sulle cose da fare e anche su tutte le procedure amministrative da attivare, abbia inciso negativamente, però questo purtroppo è lo stato delle cose e devo dire che molte volte non ci sono state unità di vedute nell’affrontare i vari problemi e le cose da fare per l’Azienda. Ripetutamente l’Amministrazione Comunale, attraverso la mia persona, si è fatta interprete di questi punti di vista diversi e abbiamo organizzato numerosi incontri con i nostri dirigenti dei settori che afferivano ai servizi che l’Azienda gestiva, quindi l’area del sociale, l’area educativa, ma anche l’area del patrimonio, perché l’Azienda ha un grande patrimonio. Per sopperire anche alla carenza di Direttore, perché noi emanammo il bando per individuare il Direttore in luglio, rispetto al bando abbiamo ricevuto 22 autocandidature, la Commissione che ha lavorato ha evidenziato che soltanto due persone avevano i requisiti richiesti dal bando, l’Azienda ha interpellato e ha dato l’incarico al primo della graduatoria, che si è preso tutto il tempo necessario per fare le sue valutazioni se accettare o no e lo statuto prevede un mese; alla fine ci ha risposto che non accettava l’incarico, si è passati al secondo in graduatoria, poi l’iter è stato il medesimo e alla Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 7 fine, per ragioni legate alla propria attività lavorativa attuale e al fatto che i comuni da cui dipendeva questa seconda persona non le concedevano l’aspettativa per tutta la durata dell’incarico che andava a assumersi, ha suo malgrado rinunciato all’incarico e quindi siamo tuttora in assenza di un Direttore dell’Azienda. Nel frattempo, con la collaborazione di tutti i comuni, abbiamo trovato delle soluzioni transitorie, quindi un Direttore a part-time che è una funzionaria di un Comune, nella fattispecie è il Comune di Castrocaro che è prestata all’Azienda per un piccolo monte ore, il settore patrimoniale seguito da una nostra funzionaria del Comune di Forlì, in questo modo abbiamo cercato di dare una mano all’Azienda per sopperire alle parti mancanti, in questo caso la figura del Direttore. “Se non ritenga che il Consiglio Comunale esamini un rendiconto sull’attività stessa della Presidenza e del Consiglio di amministrazione”, noi andremo in tempi brevi come ho detto, l’assemblea dei comuni si è riconvocata per il prossimo lunedì, scadendo il termine per le autopresentazioni domani e andremo con i curricula di coloro che si saranno proposti e costruiremo, insieme all’assemblea dei comuni, la proposta di un nuovo consiglio che pero scaturisca in tempi brevi, proprio per fare sì che le attività dell’Azienda che devono assolutamente andare avanti, perché sono tutti servizi in essere rivolti prevalentemente ai cittadini di questo Comune ma non solo, alcuni servizi sono per tutto il comprensorio, non abbiano dei contraccolpi, delle sospensioni, ma vadano avanti tranquillamente senza interruzioni, che non ci possono essere perché sono servizi attivati che devono avere una continuità, una garanzia di continuità nel tempo. Nulla in contrario, appena costituito il Consiglio Comunale, che possa avere un incontro con o il Consiglio Comunale o le commissioni consiliari: questo lo valutiamo insieme appena sarà costituito. Entrano i Cons. Montanari, Perelli e Nervegna e la Cons. Milanesi: Presenti n. 24. Entra l’Ass. Bertaccini. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 8 Cons. BURNACCI: L’importanza dell’Asp Oasi che si chiami è rilevantissima, come ha detto l’Assessore al ramo, perché tra l’altro ha inglobato una realtà significativa come il Santarelli, che è un’esperienza viva nella Città molto importante, che ha una sua storia. Io prendo atto del fatto che l’Assessore ha sostanzialmente confermato che ci sono stati molti problemi nella gestione del Consiglio di amministrazione e nel funzionamento vero e proprio dell’Azienda stessa: prendo atto. Che però una Consigliera, io ho ascoltato attentamente quello che erano le motivazioni della seconda Consigliera Silvia Federici, che non conosco personalmente ma che indirettamente conosco perché è stata anche Assessore del Comune di Bertinoro, quindi non è persona nuova alla vita amministrativa; che Silvia Federici abbia scritto nella sua lettera di dimissioni le cose che ha scritto, dà corpo al fatto che nel Consiglio di amministrazione ci sia stato la permanenza di un clima molto difficile e io non escludo, come molti vociferano, che ci sia stata una prevaricazione, una continua prevaricazione nella Consigliera che ha l’incarico di Presidente rispetto alle altre Consigliere. “Prevaricazione” vuol dire che si vuole utilizzare l’Asp, un’azienda importante e nuova, che giustamente qualcuno qui ha detto avrebbe voluto nella volontà dei nostri amministratori della vostra Giunta Comunale di Centro-sinistra anche incorporare la Zangheri, quindi continua il permanere di una situazione estremamente difficile e problematica. Voi sapete, se avete dato ascolto per esempio alle voci che ci sono tra i genitori, si vocifera non soltanto di prevaricazione, ma di lavori fatti non consentiti, non autorizzati, di un modo di inserirsi nelle attività gestite prima da soggetti privati o privato sociali, con l’ente locale che in qualche modo la vuole fare da padrone e da prevaricatore della volontà. Secondo noi dovrebbe essere il contrario, l’Amministrazione Comunale dovrebbe entrare in punta di piedi, dovrebbe essere capace di rispettare il suo ruolo, di valorizzare le energie che ci sono state in campo fino a quel momento e di non svolgere un’azione. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 9 Io spero quindi 8 giorni di bando per un incarico così significativo sono pochi, non credo che la fretta abbia giustificato e giustifichi questa ristrettezza dei tempi. 8 giorni sono comunque troppo pochi. Non condividiamo la procedura che è stata utilizzata e i tempi che sono stati dati, tuttavia saremo molto attenti se a tempo debito riporterete le questioni speriamo nel Consiglio Comunale, al fine di capire quali sono i correttivi che l’Amministrazione Comunale intende dare, visto e considerato che di correttivi si deve trattare, perché il Comune, la Giunta Comunale ha la potestà e la facoltà di dare degli indirizzi e si tratta di vedere se indirizzi li voglia dare o si voglia lasciare marcire le situazioni così come qualcuno nei consigli di amministrazione può personalmente ritenere. La personalità e le scelte personali nei consigli di amministrazione devono seguire gli indirizzi e le potestà di controllo del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale in particolare, se la Giunta Comunale non lo farà noi diremo che tutto quello che fa il Consiglio di amministrazione è in verità quello che vuole il Consiglio Comunale, ma soprattutto quello che vuole la Giunta Comunale. Entra il Cons. Biondi: Presenti n. 25. Entra l’Ass. Marchi. OGGETTO N. 13 INTERPELLANZA, PRESENTATA IN DATA 28 GENNAIO 2009 DAL CONS. ANTONIO NERVEGNA PER SOLLECITARE SOLUZIONI IN MERITO ALLA LENTEZZA DEI PROCEDIMENTI DI PIANI URBANISTICI ATTUATIVI. Presidente MINGHINI: Ne posso dare lettura, Consigliere? “Facendo riferimento alla risposta a una mia interpellanza relativa ai procedimenti dei Pua, comunico la mia insoddisfazione soprattutto per le motivazioni adottate di una palese lentezza con cui vengono esaminate le Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 10 pratiche. La pratica assunta per esempio Ac7 Via Appennino su comparto A è stata depositata in Comune il 15 ottobre 2007, solo l’11 febbraio 2008, dopo ben 4 mesi, sono stati inviati gli elaborati grafici per il parere di competenza ai vari servizi e enti per l’espressione del loro parere di competenza; i pareri sono giunti uno dopo l’altro fino a settembre 2008, dopo altri 7 mesi, e la Conferenza dei servizi si è svolta sempre il 10 settembre 2008. Interpella per sapere: - se non ritiene che rappresenti una doppia procedura inviare le pratiche e attendere il parere di competenza degli enti e dei servizi e in più organizzare la Conferenza dei servizi, - se non ritiene possa essere più utile inviare la documentazione agli enti e ai servizi subito dopo il deposito della pratica, previa una prima verifica interna, dando loro 3 mesi di tempo per l’esame convocando contemporaneamente la Conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri, sicuramente la procedura sarebbe più snella e veloce e farebbe risparmiare tempo e denaro anche alla collettività; - a che punto del procedimento si trova l’esame della pratica depositata il 15 ottobre 2007, assunta come esempio; - se le procedure relative per le pratiche urbanistiche, dopo l’approvazione della risoluzione approvata in Consiglio Comunale, sono state modificate e cos’è stato cambiato in proposito.” Entrano i Conss. Avellone e Marabini: Presenti n. 27. Ass. ZELLI: Mi rifaccio alla risposta precedente e a quella aggiungo che ovviamente una delle condizioni per velocizzare i tempi di istruttoria dei Pua è ovviamente adeguare l’organico degli uffici competenti, in questo caso nel corso degli ultimi mesi abbiamo affidati due incarichi per la redazione di piani urbanistici che interessano aree di proprietà comunali e nello stesso tempo gli stessi tecnici collaborano con gli uffici per l’istruttoria dei Pua privati. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 11 In questo caso si stanno già vedendo i primi risultati, anche se il sottoscritto non è ancora soddisfatto del tutto. Tant’è vero che sia oggi nella seduta attuale, sia nel corso dei prossimi Consigli Comunali ci saranno diversi Pua da approvare. Per quanto riguarda le indicazioni che il Cons. Nervegna ha fornito, sono state prese in considerazione e saranno prese in considerazione. D’altra parte vorrei fare anche presente che in molte circostanze, ovviamente non nella stragrande maggioranza dei casi, comunque in molte circostanze c’è anche una sorta di inadempienza da parte dei privati. Nel caso specifico vorrei fare presente che, pure essendo state chieste delle integrazioni di poco conto il 28 ottobre 2008, alla data odierna ancora tutti quanti gli elaborati richiesti non sono pervenuti presso gli uffici, dopodiché si fa fatica a prospettare un’istruttoria veloce quando non si ha la pratica completa. In ogni caso per quanto riguarda il Piano urbanistico in questione appena perverranno tutte quante le integrazioni del caso ci sarà l’avvio del procedimento che è a cura del servizio espropri nei confronti dei proprietari delle aree non comprese nello stralcio attuativo proposto, perché questo è un Piano urbanistico che viene presentato per uno stralcio, quindi una procedura nei confronti degli altri proprietari che al momento sono rimasti fuori, al fine di comunicare che è in corso l’approvazione di un Pua relativo a uno stralcio del comparto che interessa anche la loro proprietà. Inoltre si arriverà alla definizione dello schema di convenzione per quanto riguarda tutte le prescrizioni e il calcolo delle opere da eseguire eventualmente a scomputo. L’Arch. Bazzocchi mi ha fatto presente ancora oggi che è in corso di acquisizione il parere dell’A.S.L., mentre gli uffici del servizio urbanistica stanno predisponendo la variante urbanistica al Poc per quanto riguarda questo singolo comparto, perché il Piano urbanistico potrà essere approvato contestualmente all’approvazione di una variante urbanistica essendo uno stralcio attuativo. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 12 Entra il Cons. Gasperoni: Presenti n. 28. Cons. NERVEGNA: Il tema dei procedimenti relativi ai piani urbanistici attuativi è un tema ormai che dall’inizio della legislatura sto cercando di seguire, per vedere di trovare una soluzione in particolar modo per cercare di velocizzare i tempi di attuazione, che potrebbero portare ovviamente a un dare soprattutto un impulso maggiore all’economia nel settore dell’edilizia, ma anche e soprattutto perché visti i tempi lunghi di conclusione dei procedimenti, capita spesso che l’imprenditore inizia una procedura in una certa situazione e poi si ritrova dopo 2 o 3 anni con l’autorizzazione e in realtà gli sono cambiate tante cose intorno. Avete visto come l’economia mondiale, nel giro di un mese, può cambiare radicalmente, quindi voi capite che le situazioni poi intorno ci condizionano. Il mio intento è sempre stato quello di cercare di… inviterei il Presidente a prendere spunto dalla situazione che c’è qui, per tenere in considerazione nello statuto che una bella telecamera a ripresa diretta, dove i cittadini possono vedere e capire cosa succede nel Consiglio Comunale, può essere utile, perché credo che quello che io dico forse non interessa a nessuno, siccome però interessa me che sto parlando, forse sarebbe opportuno che ci fosse un po’ più di attenzione rispetto a chi sta parlando, cosa che faccio di solito e quindi gradirei anche che ciò avvenisse, perché credo che sia veramente una questione proprio anche di educazione. Io credo che sulla vicenda dei procedimenti ho preso a esempio, visto che ho sempre avuto delle risposte di carattere generale, che a volte rispondono e a volte non rispondono alle situazioni, ho preso a esempio un procedimento per avere un confronto preciso su quello che avviene e avere delle risposte precise su quel procedimento. Nella seconda interpellanza ho citato dei tempi precisi, soprattutto facendo emergere un’incongruenza rispetto al fatto che si chiedono dei pareri a degli uffici esterni, che arrivano a distanza di 7 o 8 mesi e dopo che arrivano i pareri viene convocata la Conferenza dei servizi. Io credo che sarebbe opportuno, come ho detto nella mia proposta, che venissero chiesti i pareri, venissero dati 3 mesi di tempo per esempio per rispondere con il Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 13 parere e contemporaneamente convocare la Conferenza dei servizi, dove i pareri vengono espressi e confrontati. Questo secondo me agevolerebbe di molto la situazione. In quel caso che ho citato addirittura la stessa Hera ne esprime due o tre dei pareri e li manda a distanza di 3 o 4 mesi uno dall’altro: credo che questo sia inaccettabile che un ente unico possa mandare un parere per l’acqua, un parere per il gas, un parere per la luce a distanza di mesi uno dall’altro. Questo credo sia veramente inaccettabile. Quindi secondo me le mani bisogna mettercele senza aspettare che arrivi il Governo a dare degli indirizzi su come bisogna affrontare e velocizzare le procedure, perché abbiamo dei tecnici, dei professionisti in grado secondo me di affrontare il tema e di risolverlo nella maniera dovuta. La questione della richiesta delle integrazioni è un falso problema, perché a volte si chiedono integrazioni per delle questioni che non sono vincolanti, i pareri vincolanti non sono tutti quelli che vengono per esempio dati da Hera, che sono riferiti alla posizione delle canalizzazioni, sono vincolanti il parere igienico sanitario e sanitario, sono altri i pareri vincolanti, quelli che non sono vincolanti si possono accludere alla pratica al momento della conclusione della pratica, quindi secondo me con un po’ di buona volontà credo che si possa risolvere il problema senza bisogno di assumere altra gente. Qui non è un problema di assumere delle persone. Io credo che con un po’ di volontà possiamo secondo me riuscire a risolvere e velocizzare questo tema. È vero che tutti i Consigli Comunali abbiamo dei Pua da approvare o da adottare, però bisogna andare a vedere quando sono stati presentati! È difficile che ce ne sia uno presentato a 6 mesi o un anno di distanza dal momento in cui lo verifichiamo. Immaginate voi in questi 5 anni, se avessimo dato una risposta in un anno, quanti ne avremmo fatti scattare dei piani! Per concludere, l’ultimo appunto che diceva “bisogna cambiare il Poc” per questo Pua a cui facevo riferimento, ma perché al Poc non ci avete già pensato all’inizio? Ci pensate alla fine quando è ora di dire “ok va bene, però bisogna cambiare il Poc e allora aspettiamo di cambiare il Poc”? Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 14 Assessore, so che lei ci tiene a che le cose vadano meglio, però secondo me con un po’ di più di buona volontà potrebbero veramente andare meglio. Entra la vice Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig.ra Lizeta Zabsonre. ARGOMENTI OGGETTO N. 31 INFORMATIVA DEL SINDACO AI SENSI DELL'ART. 33, LETT. H, DELLO STATUTO COMUNALE IN MERITO AD INTEGRAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA RIGUARDANTE IL CENTRO COMMERCIALE DI PIEVEACQUEDOTTO. Presidente MINGHINI: Questo punto, come previsto, è un’informativa e sarà possibile una discussione con un intervento per Gruppo consiliare, dopodiché alla fine verrà richiesto – lo dirà anche il Sindaco – di votare una presa d’atto e un indirizzo in merito a questa informativa. Qui non ci sono deliberazioni da votare, semplicemente è un’informativa a cui, alla fine, si dovrà in qualche modo votare un indirizzo. Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Credo valga la pena richiamare i profili del tema che ha impegnato questo Consiglio Comunale a lungo, ricordando che con deliberazione consiliare n. 42 dell’08 marzo 99, nell’ambito della variante urbanistica di anticipazione delle scelte urbanistiche del nuovo Piano regolatore generale, il Consiglio Comunale deliberò di destinare a centro commerciale un’area sita all’interno del polo di Pieveacquedotto, soggetta a Pua di iniziativa privata. Tale variante venne approvata con deliberazione della Giunta Provinciale dell’11 aprile 2000 e confermata con deliberazione consiliare Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 15 del 03 luglio 2000, concernente la variante generale al Piano regolatore generale. Originariamente la potenzialità edificatoria urbanistica dell’area era pari a circa 25 mila metri quadrati di superficie utile lorda, di cui 14 mila destinati specificatamente a insediamenti commerciali specializzati. Tale potenzialità corrispondeva a quella massima possibile, secondo gli strumenti urbanistici vigenti. Pertanto, con accordo di programma del 18 novembre 2003, venne stipulata e concordata la realizzazione di un centro commerciale in località Pieveacquedotto in variante alla pianificazione territoriale e urbanistica. In data 23 maggio 2005 i rappresentanti della società Punta di Ferro produssero domanda al Comune di Forlì, volta a ottenere l’approvazione di una variante al piano particolareggiato di iniziativa privata, già oggetto dell’accordo di programma. Tale domanda, ove accolta, avrebbe consentito l’ampliamento della struttura commerciale mediante l’estensione del perimetro dell’area assoggettata a Piano attuativo, con un incremento della potenzialità edificatoria pari a 7.082 metri quadrati di superficie utile lorda, comportando il superamento dei parametri urbanistico – edilizi previsti dal Piano regolatore generale vigente. A fondamento della richiesta della società Punta di Ferro stava soprattutto la necessità di realizzare maggiori spazi per gallerie e servizi, destinati all’esercizio del commercio al dettaglio. In definitiva il centro commerciale avrebbe ottenuto la superficie di vendita di 21.500 metri quadrati. La pratica ebbe un lungo iter istruttorio presso la Provincia di ForlìCesena, competente in materia urbanistica per delega della Regione, approdato infine dopo l’istruttoria presso i servizi urbanistici comunali, all’ordine del giorno del Consiglio Comunale per la sua approvazione nel settembre 2007. Tuttavia con deliberazione del 17 settembre 2007 la N. 136 il Consiglio Comunale, su proposta del Sindaco, ritirò l’argomento, poiché nel frattempo era emerso da accertamento della Polizia Municipale giudiziaria abuso edilizio, consistente nell’apposizione di numerosi plinti di fondazione con scavo, senza la prescritta autorizzazione edilizia e senza la previsione Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 16 urbanistica che consentisse ogni intervento edilizio. In sostanza la società concessionaria dell’intervento urbanistico e il suo appaltatore, incaricati dei lavori di costruzione, avevano già avviato l’edificazione dell’ampliamento del centro senza attendere l’esito dell’iter della variante urbanistica. Vale io credo adesso la pena anche fare riferimento a alcuni elementi tecnici, in maniera da avere il quadro informativo chiaro anche degli strumenti, delle procedure e degli atti che si sono assunti per affrontare questo tema. C’è prima la variante di anticipazione formulata nel quadro delle scelte urbanistiche del nuovo Piano regolatore generale, adottata con deliberazione dell’08 marzo 99 come prima detto e approvata poi con deliberazione della Giunta Provinciale dell’11 aprile 2000, individuò all’interno del polo di Pieveacquedotto il comparto area del centro commerciale, sottozona di T4, soggetto a Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata. In merito a quest’ultima deliberazione si pronunciò la Conferenza provinciale dei servizi per la valutazione dell’idoneità delle aree commerciali di rilievo sovracomunale, la quale validò nella riunione conclusiva del 21 marzo 2000 la localizzazione, il dimensionamento e le destinazioni d’uso anche dell’area commerciale in questione, quale grande struttura di vendita di tipologia mista. Poi la variante generale al Piano regolatore generale, adottata con deliberazione del Consiglio Comunale del 03 luglio 2000 e approvata con deliberazione della Giunta Provinciale del 28 gennaio 2003 e del 18 febbraio 2003, nel prevedere tra le zone speciali d’organizzazione della polarità territoriale il polo di Pieveacquedotto, recepì integralmente nel suo ambito il comparto area centro commerciale, confermando che gli usi ammessi e i parametri urbanistico – edilizi sono disciplinati dalla variante di anticipazione dell’08 marzo 99, approvato l’11 aprile 2000. In seguito l’accordo di programma in variante alla pianificazione territoriale e urbanistica, sottoscritta dal Comune, dalla Provincia e dalla società Punta di Ferro il 10 novembre 2003, approvato con decreto del Presidente della Provincia il 13 novembre 2003 e ratificato con deliberazione del 25 novembre 2003 dal Consiglio Comunale di Forlì, Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 17 nell’approvare il progetto presentato dalla società di piano particolareggiato di iniziativa privata e di opere infrastrutturali varie, dovette apportare alcune modifiche agli elaborati cartografici e normativi della variante generale al Piano regolatore generale. Successivamente la Provincia procedette alla verifica e aggiornamento delle determinazioni in materia di programmazione e pianificazione commerciale di cui alla richiamata Conferenza provinciale dei servizi, mediante il Piano territoriale di coordinamento provinciale, approvato con deliberazione del 14 settembre 2006, nel quale è indicata come compatibile con gli indirizzi e i criteri regionali la previsione da parte degli strumenti urbanistici comunali di una superficie di vendita del centro commerciale fino a 21.500 metri quadrati. Nel frattempo la società Punta di Ferro redasse un progetto di piano particolareggiato di iniziativa privata per ampliamenti in variante al Piano regolatore generale del centro commerciale Pieveacquedotto, presentato al Comune il 23 maggio 2005, senza aumento della superficie di vendita già autorizzata, poi successivamente a più riprese modificato e integrato anche con richiesta di aumento della superficie di vendita da 14 mila a 21.500 metri quadrati, in conformità al Piano territoriale di coordinamento provinciale vigente, e infine riproposto con unitaria domanda in data 29 dicembre 2006, relativa al Pua in variante, all’autorizzazione commerciale e allo screening ambientale. Così la Giunta Comunale, con deliberazione del 10 luglio 2007, approvò la procedura di screening relativa al progetto di variante, disponendo con determinazione 152226 /2007 il deposito della pratica e la sua trasmissione al Consiglio Comunale per l’adozione della relativa variante al Piano regolatore generale. Seguì la seduta consiliare del 10 settembre 2007, nel corso della quale l’Assessore all’urbanistica relazionò in via illustrativa la proposta di variante al Piano regolatore generale centro commerciale di Pieveacquedotto, corredata dalle motivazioni lì riportate. L’argomento fu aggiornato nella seduta del Consiglio Comunale del 17 settembre per la relativa trattazione, in tale seduta il Sindaco informò dell’avvenuta segnalazione a firma del responsabile del controllo edilizio, Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 18 nella quale si evidenziava la realizzazione nell’area su richiamata di un abuso edilizio posto in essere in terreno carente di strumento urbanistico che ne prevedesse l’insediamento a destinazione commerciale. Su richiesta del Sindaco il Consiglio Comunale, come prima ricordato, con atto N. 136 ritirò l’argomento dall’ordine del giorno dei lavori consiliari. I riscontrati abusi in violazione alle norme edilizie al piano particolareggiato, approvato con il sopraccitato accordo di programma, furono contestati alla società Punta di Ferro e alla Coop7 sia con diffida da adempiere del Presidente del Collegio di vigilanza, sia con ordinanza comunale di demolizione del 21 gennaio 2008, poi sospesa dal Consiglio di Stato, indi parzialmente confermata da ulteriore ordinanza comunale del 25 giugno 2008. Dopodiché furono accertate sia l’avvenuta esecuzione dell’ordinata demolizione delle opere abusive insanabili mediante sopralluogo della Polizia Municipale, verbale del 13 ottobre 2008, sia la conformità agli strumenti urbanistici vigenti delle residue opere abusive, permesso di costruire in sanatoria del 19 dicembre 2008. Nel frattempo l’indagine della Procura della Repubblica di Forlì, diretta a accertare eventuali reati, che ha portato prima al sequestro e poi il 13 giugno 2008 al dissequestro totale delle aree interessate, si è chiusa con la traslazione dell’ufficio al G.I.P.. Pertanto l’area attualmente libera risulta restituita allo stato quo ante. Il soggetto attuatore, con lettera del 15 dicembre 2008, ha chiesto al Comune di Forlì di riavviare il procedimento di approvazione del già presentato piano particolareggiato di iniziativa privata per ampliamenti in variante urbanistica, la richiesta esaminata dal Collegio di vigilanza nella seduta del 09 febbraio 2009 è stata rimessa al Comune, competente a un nuovo accordo di programma integrativo del precedente anche in variante urbanistica, sempre che i contenuti siano conformi al vigente Piano territoriale di coordinamento provinciale. Nel corso della stessa seduta il dirigente comunale del servizio sportello dell’edilizia ha informato il collegio della disposta proroga del termine di attivazione dell’esercizio commerciale al 14 novembre 2010, a pena di revoca dell’autorizzazione. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 19 Ne consegue che si ritiene ora possibile riprendere in considerazione la domanda della società Punta di Ferro di approvazione del già citato piano particolareggiato di iniziativa privata in variante urbanistica e ampliamento di quello già approvato con il vigente accordo di programma, contenente anche la richiesta di aumento della superficie massima complessiva di vendita da 14 mila a 21.500 metri quadrati come consentito dal Piano territoriale di coordinamento provinciale e il cui iter di approvazione si interruppe nel settembre 2007. Pertanto vengono confermate dalla società Punta di Ferro le caratteristiche di tale nuovo piano particolareggiato unitario di iniziativa privata, come descritte nella relazione tecnica che è allegata a questa relazione. Conseguentemente anche sotto il profilo ambientale si conferma la procedura di screening approvata dalla Giunta Comunale il 10 luglio 2007, salva la sopravvenuta necessità normativa di sottoporre il progetto a valutazione ambientale strategica, come evidenziato nel riferimento del responsabile dell’unità gestione ambiente secondo l’allegato alla pratica. Peraltro, reputato che occorresse preventivamente riconsiderare l’esigenza di realizzazione e di eventuale ulteriore adeguamento delle infrastrutture pubbliche, soprattutto viarie, dell’intera zona del polo di Pieveacquedotto, la Giunta Comunale con decisione del 27 febbraio 2009 ha preso atto dell’ipotesi tecnica di un elenco di opere pubbliche valutato idoneo a soddisfare l’esigenza di completamento e di ulteriore adeguamento delle infrastrutture pubbliche, soprattutto viarie, a servizio dell’intera zona del polo di Pieveacquedotto, anche alla luce delle novità intervenute successivamente all’approvazione del citato accordo di programma, vale a dire la recente approvazione del Piano delle medie strutture di vendita con previsione di nuovi insediamenti, l’ormai imminente realizzazione del quarto lotto della tangenziale est, con il conseguente relativo impatto veicolare sulla zona. La Giunta Comunale ha dato mandato per l’avvio del percorso istruttorio relativo al complesso procedimento amministrativo, volto all’integrazione dell’accordo di programma. A esecuzione poi dell’ulteriore decisione della Giunta Comunale del 27 febbraio 2009, il medesimo elenco Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 20 di opere pubbliche è stato proposto con lettera del 03 marzo 2009 alla Provincia di Forlì, unitamente alla richiesta di adesione di massima alla stipula di un accordo di programma integrativo, a modifica e completamento di quello vigente già richiamato, anche al fine di favorire una adeguata, completa e preventiva informazione al Consiglio Comunale come previsto dal nostro statuto. A seguito di nota interlocutoria, la Provincia ha manifestato in data odierna disponibilità all’avvio del procedimento amministrativo, anche alla luce del dichiarato assenso del Comune a farsi carico di individuare soluzioni tecnico – urbanistiche, condivise con la Provincia, idonee a favorire l’espressa necessità di costruire un nuovo istituto scolastico per l’istituto professionale Ivo Oliveti, sottolineando in questo l’esigenza primaria di un interesse pubblico anche per la nostra realtà. Peraltro la Giunta Comunale, facendo seguito alle proprie decisioni prima richiamate con decisione del 17 marzo 2009, ha valutato poi più opportuno stralciare la strada mediana di collegamento al raccordo dell’autostrada A14 dall’elenco di opere pubbliche da porre a carico della società Punta di Ferro, nell’ambito dell’accordo di programma integrativo da stipularsi, per chiedere alla società stessa con apposita clausola dell’accordo stesso il controvalore monetario, pari a oltre un milione e 251 mila Euro, finalizzato al miglioramento di infrastrutture a servizio del centro storico. La Giunta Comunale ha quindi definitivamente deciso di inserire nella proposta di citato accordo di programma integrativo le seguenti opere pubbliche che sono contenute nella relazione tecnica allegata a questa nota informativa, affinché siano realizzate a cura e spese della società Punta di Ferro a titolo di compensazione dell’accordo stesso: ciclabile in Via Punta di Ferro, adeguamento della recinzione della Fiera, allargamento innesto Via Cervese sulla rotatoria Via Costanzo II, rotatoria Via Punta di Ferro Via Ravegnana, pista ciclabile tra Via Don Servadei e Via Martoni, rotatoria Via Due Ponti, Via Zampeschi, Via Don Servadei a fronte della ?Cà Viro? sostanzialmente. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 21 Pertanto la Giunta Comunale ha dato mandato al Direttore dell’Area 2 di svolgere le operazioni contabili in ordine a tali previsioni nel Piano investimenti per il 2009, con finanziamento proveniente da altri. Il valore stimato delle opere pubbliche elencate è definito, per quanto riguarda la realizzazione dei manufatti, nell’allegato tecnico D per quanto riguarda l’acquisizione delle aree di proprietà di terzi nella relazione tecnica, anch’esso oggetto di un allegato alla presente relazione. Più in generale il quadro di insieme degli interventi pubblici privati che si intendono proporre risulta coerente con le linee dell’assetto urbanistico territoriale, scaturite come accennato all’inizio di questa relazione dalle scelte pianificatorie già effettuate a livello comunale, allora la variante di anticipazione e variante generale al Piano regolatore generale, oggi il Piano strutturale comunale, il Poc e il Rue e sovracomunale allora la Conferenza provinciale dei servizi, oggi il Piano territoriale di coordinamento provinciale, come specificatamente espresso nella relazione tecnica dell’allegato F, che è parte integrante e sostanziale di questa relazione. Per quanto riguarda infine gli interventi in centro storico, la Giunta Comunale sempre con decisione propria ha individuato il parcheggio di Piazzale Monte Grappa, già previsto nel Piano investimenti quale opera pubblica a cui destinare la somma di denaro richiesta con l’accordo di programma integrativo alla società Punta di Ferro a parziale copertura del costo stimato dell’opera pari a circa 2 milioni, residuando così la differenza di 750 mila Euro a carico del Comune di Forlì, liberandosi in tal modo il differenziale della somma per altre opere destinate al centro storico. In conclusione, tenuto conto dei nuovi elementi di valutazione sovraesposti, si considera che il percorso tecnico amministrativo più idoneo allo scopo sia la variazione integrativa dell’accordo di programma già vigente da realizzarsi con la stessa modalità procedimentale dell’Art. 40 della Legge regionale N. 20 /2000, opportunamente integrata secondo le sopravvenute norme dell’Art. 11 della Legge 241 /1990 in tema di accordi pubblico – privato e della disciplina legislativa inerente la valutazione ambientale strategica, tutto ciò peraltro in coerenza con le scelte e gli Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 22 indirizzi espressi dall’Amministrazione Comunale nel procedimento del cosiddetto spacchettamento del Piano regolatore generale, approvato dal Consiglio Comunale il primo dicembre 2008, per effetto del quale è venuta meno la possibilità di ricorrere alle procedure di approvazione degli strumenti urbanistici disciplinati dalla Legge 47 /78, che ai sensi dell’Art. 41 della Legge regionale n. 20/2000 erano ancora applicabili in via transitoria. È l’accordo di programma lo strumento più idoneo individuato per l’approvazione di progetti proposti da privati, che non abbiano il solo scopo di valorizzazione e sfruttamento del territorio, ma soddisfino anche esigenze di infrastrutture a servizio di aree dove il Comune non riesce a intervenire, stante la natura del provvedimento di scomposizione formale del già vigente Piano regolatore generale, il Piano strutturale comunale, il Poc e il Rue, non sono state accolte le osservazioni di privati che in quella sede procedimentale non fossero prioritariamente dirette a rendere i nuovi strumenti urbanistici il più possibile coerenti ai dettami della Legge 20 / 2000 e tra esse pertanto anche quella presentata dalla società Punta di Ferro per l’ampliamento del centro commerciale in questione. Pertanto, sulla base delle considerazioni qui esposte e in conformità all’art. 33 del nostro Statuto, il Consiglio Comunale viene informato che si intende promuovere un accordo di programma in variante agli strumenti di pianificazione urbanistica ai sensi dell’Art. 34 del Testo unico degli enti locali del 2000 e dell’Art. 40 della Legge regionale 20 /2000, ad integrazione, modifica e completamento di quello vigente più volte citato, che ne costituisce l’altro presupposto al fine di approvare un programma di interventi di iniziativa pubblica e privata su area posta all’interno della Via Punta di Ferro in loc. Pieveacquedotto e facente parte della polarità territoriale del sistema economico di Pieveacquedotto. Pertanto la proposta della Giunta Comunale è di sottoporre al Consiglio Comunale una approvazione formale di quanto ho testé illustrato, secondo un testo che consente di recepire i contenuti di questa informativa per potere avviare il procedimento e nello stesso tempo anche di riservarsi, con autonomi atti successivi, di individuare soluzioni tecnico – urbanistiche Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 23 al fine di favorire la costruzione di un nuovo edificio per l’istituto Ivo Oliveti. Entra il Cons. Zambianchi e la Cons. Gentilini: Presenti n. 30. Entrano gli Ass. Marzocchi e Bucci. Cons. GUGNONI: Siamo al termine della legislatura, siamo giunti ormai agli sgoccioli dell’attività dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Masini e siamo arrivati alla fine a pagare il prezzo che dovevamo pagare a qualcuno, sotto una forma che è una forma… Presidente, anch’io come il collega Nervegna penso che… Presidente MINGHINI: Sì, intanto informo che verrà distribuito la relazione del Sindaco, con anche il testo finale che potrà essere in qualche modo votato. Cons. GUGNONI: Siamo arrivati a pagare il prezzo che dovevamo pagare a qualcuno, ormai non c’è neanche bisogno in questo Consiglio Comunale di ritirare fuori vecchie polemiche e vecchie argomentazioni che sono state tirate fuori in tante sedute. Sinceramente credevo che non si arrivasse a questo punto, credevo come mi ha detto un amico che quando una cosa inizia male e finisce peggio, fosse necessario avere il coraggio di fare dietrofront, ma evidentemente un certo mondo al quale dobbiamo pagare un prezzo come Amministrazione Comunale è un mondo che farà comodo anche al candidato sindaco Roberto Balzani. È una cosa molto triste, molto svilente per chi fa l’opposizione in questo Consiglio Comunale, più o meno bene, colleghi dell’opposizione, da anni con più o meno fervore, con più o meno capacità di interazione con la Giunta Comunale, ma questo è il dato definitivo di fronte al quale ci vogliamo trovare. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 24 Allora per evitare di fare una polemica sterile che potrebbe essere utilizzata strumentalmente da qualcuno per dire che si è già aperta la campagna elettorale, cosa peraltro vera, vorrei limitarmi a intervenire sui temi e nel merito di quello che stiamo affrontando. In un Consiglio Comunale di qualche tempo fa, quando si approvarono le piccole e medie strutture di vendita, dissi esplicitamente che c’era una sostanziale differenza nell’approvazione di una deliberazione riguardante le piccole e medie strutture di vendita per un ipermercato di 14.500 metri o per un ipermercato di 21.500 metri. Mi si disse allora che ero un folle, che ero un pazzo, che ero uno che alimentava la cultura del sospetto, oggi finalmente ho capito che quello che avevo detto non era poi così lontano dalla realtà, perché quelle piccole e medie strutture di vendita sono state uno strumento da un certo punto di vista anche strategicamente intelligente da parte di questa Amministrazione Comunale per arrivare poi al nocciolo della questione con l’ipermercato. Quando tutto era bloccato per ovvi motivi e per le ragioni che il Sindaco ha esposto, peraltro con estrema onestà intellettuale e chiarezza, si approvarono le strutture di vendita come un passo intermedio per arrivare all’approvazione oggi di un ordine del giorno e non di una deliberazione definitiva evidentemente per giungere all’ampliamento dell’ipermercato. Quello che dobbiamo dire, quello che dobbiamo sostenere, quello che dobbiamo anche con forza rimarcare, è che oggi decretiamo con assoluta certezza la morte del centro storico della Città di Forlì, non per la realizzazione dell’ipermercato in sé, Sindaco, non voglio fare una polemica strumentale e mi scusi se sono noioso ma lo ripeto, ma perché ci troviamo in una situazione per cui nel momento in cui, in base all’accordo di programma, il Comune di Forlì si trova a ricevere da parte della società Punta di Ferro per la realizzazione dell’ipermercato una somma che lei ha identificato intorno ai 2 milioni di Euro e si dice che questa somma è una somma che verrà utilizzata per la realizzazione del parcheggio in Piazza Montegrappa, evidentemente si dicono due cose. La prima si vuole fare credere e si vuole fare passare i Consiglieri comunali e i cittadini come gente che ha l’anello al naso, perché se Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 25 dobbiamo a carico dell’Amministrazione Comunale realizzare tutta la rete infrastrutturale intorno all’ipermercato e diamo 2 milioni di Euro per il parcheggio in Piazza Montegrappa, si dice una cosa molto semplice ovvero che noi utilizziamo questi 2 milioni di Euro per fare questo e diamo un palliativo a chi, come le associazioni di categoria e come alcuni Consiglieri comunali di opposizione, dice che la realizzazione dell’ipermercato costituirebbe la fine del centro storico, ma d’altra parte ci carichiamo delle spese per le infrastrutture intorno all’ipermercato. Cosa vogliamo fare? A parte anche un altro ragionamento che secondo me va fatto e che capisco possa essere un ragionamento non condivisibile, ma è una proposta che da parte dell’opposizione prima o poi doveva venire fuori, ovvero ma invece che un parcheggio in Piazza Montegrappa non era più opportuno – qui so di creare qualche problema all’amico Alessandro Ronchi dei Verdi – destinare una risorsa di questo genere, più i 750 mila Euro che lei ha precedentemente illustrato, alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo? Perché quando parliamo di queste cose, parliamo di una strategia politica, parliamo di una modalità nuova di amministrazione della Città. Penso, e lo ribadisco, che l’unica possibilità di salvezza per il centro storico sia inevitabilmente l’unico modo per potere rivitalizzare il centro storico. Ci vogliamo interrogare su questo parcheggio sotterraneo sì parcheggio sotterraneo no? Vogliamo discuterne di queste cose? Perché altrimenti si fa una battaglia ideologica nei confronti dell’ipermercato e attenzione non si dica che il Cons. Gabriele Gugnoni è contrario e il Gruppo consiliare U.D.C. è contrario alla realizzazione dell’ipermercato, ma è contrario all’ampliamento della superficie precedentemente prevista di 14.500 metri senza un adeguato ammortizzatore sociale – lo chiamo così con un termine improprio – per la rivitalizzazione del centro storico. Non capisco perché a Cesena, sotto la cosiddetta barriera o davanti alla casa di cura San Lorenzino, ci sono dei parcheggi sotterranei e a Forlì no. Su questo Balzani qualcosa dovrà dire, adesso aspettiamo di vedere questa sera come va la sua grande iniziativa al Teatro dell’Arca, io gli Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 26 auguro che vada male perché naturalmente è una delle cose più serie e sincere che si possano dire, perché altrimenti facciamo della pretattica! E proprio su questo – concludo, Sindaco, perché penso di avere rubato già troppo tempo ai colleghi – dico altre due cose, una che con i rinvii a giudizio che ci sono stati, che con il problema anche di tempistica che si è realizzato in virtù di questi rinvii a giudizio, pagano i cittadini forlivesi ma politicamente chi paga in questa Città? Politicamente chi paga per gli errori commessi? Non sto parlando sul piano giudiziario, sto parlando politicamente: politicamente chi paca? Io spero che paghiate l’08 giugno, che abbiate pagato il prezzo l’08 giugno. Secondo. Permettetemelo, in un momento in cui in questa Città si parla solo di federalismo, perché qualcuno ha una mania di onnipotenza e crede di potere parlare di tutto quello che vuole e si parla solo di federalismo, sui giornali in continuazione si dice “stiamo con Rondoni solo con chi vota il federalismo”, io penso che questa gente dovrebbe venire in Consiglio Comunale e fare le battaglie che stiamo facendo noi, perché altrimenti è tutta polemica sterile e non serve a niente e a nessuno, perché se l’unico argomento che certa gente ha per fare campagna elettorale è il federalismo e non conosce i temi della Città, è meglio che si preoccupi delle elezioni europee e stia da solo alle elezioni amministrative. Grazie Sindaco, aspetto naturalmente una sua replica e se ho sbagliato in qualcosa lei mi correggerà. La discussione sarà sempre estremamente aperta e costruttiva. Entra il Vicesindaco Castrucci. Esce la Cons. Milanesi ed entra il Cons. Ragazzini: Presenti n. 30. Esce il Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig. Raies. Cons. BACCARINI: Io credo che la Giunta Comunale, con questo provvedimento e altri provvedimenti che mi dicono sono in fase di approvazione da parte della Giunta Comunale stessa nelle sue prossime Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 27 riunioni, presenterò oggi una interrogazione urgente per le vicende dell’area Eridania e per le vicende della Caserma Ripa e delle prossime dismissioni immagino delle carceri e quindi della Rocca Ravaldino. Io credo che in questa Città sia già stato fatto uno scempio enorme delle sue aree di dismissione industriale, distruggendo gran parte del tesoro della Città, che erano le aree Mangelli, le aree ex Bartoletti, la vecchia Forlanini. Parto di qui perché, sentendo parlare sabato scorso a un convegno tenuto alla Sala Santa Caterina, il candidato sindaco del Centro-sinistra, il quale pure non entrando nel merito delle due relazioni dell’Architetto e dell’Avvocato, però assicurativa che avrebbe aperto su queste vicende e non solo su queste vicende un dibattito approfondito con l’intera Città, al di là degli schieramenti politici, al di là degli interessi e soprattutto al di là delle vicende a cui ho accennato prima che hanno e di molto pregiudicato il voto della Città. Dimenticavo di dire l’altra area, quella della Cantina sociale che ha raggiunto il massimo dell’assurdo urbanistico e il massimo dell’assurdo della concentrazione e il massimo dell’assurdo dal punto di vista della vivibilità, del traffico e quant’altro. Penso che o la Giunta Comunale e quindi il Sindaco hanno deciso sulla spinta di questi interessi particolari di fare terra bruciata rispetto alla prossima Amministrazione Comunale, oppure il partito di maggioranza relativa che accetta che a poche settimane dalla scadenza della legislatura si pregiudichi la possibilità, da parte della nuova amministrazione sia essa di Centro-sinistra o sia essa di Centro-destra, e le dichiarazioni di Rondoni mi paiono sovrapponibili per quanto riguarda il centro storico, l’idea di una maggiore partecipazione alle vicende urbanistiche, alle vicende della viabilità, alle vicende del centro storico da parte delle associazioni, da parte delle categorie, da parte della cittadinanza, mi pare che in più occasioni Rondoni abbia fatto dichiarazioni come dicevo sovrapponibili a quelle del candidato di Centro-sinistra. Dunque il minimo di rispetto per questa battaglia amministrativa credo che richiedeva e richiede alla Giunta Comunale di astenersi dall’assumere, ripeto a 3 settimane dalla scadenza e a appena 2 mesi dalle elezioni, decisioni che in qualsiasi modo siano o possano essere Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 28 pregiudizievoli per i programmi che i due candidati stanno presentando e che comunque diano all’opinione pubblica il sospetto di volere mettere il carro davanti ai buoi e di volere togliere spazio alla prossima Amministrazione Comunale, una cosa che ha il sapere dell’antidemocratico. Mi dispiace dire queste cose, ho fatto in questi 5 anni, abbandonerò il Consiglio Comunale perché sapete come la penso, non credo che questa politica a livello nazionale e a livello locale sia in linea con quelle che sono le obiettive necessità della Città, non ho mai usato termini sopra le righe per quanto riguarda le persone, per quanto riguarda il Sindaco e per quanto riguarda la Giunta Comunale, però devo dire che queste cose obiettivamente hanno il sapere amaro di chi vuole mettere a punto il carro davanti ai buoi e di chi vuole senza volerlo ma comunque commette atti che non sono esattamente in linea con il rispetto delle regole della democrazia. Personalmente voterò contro, non so come si esprimeranno gli amici di Viva Forlì, voterò contro a questo e presenterò ripeto in questa seduta, chiedendo risposte urgenti al dibattito in Consiglio Comunale, sulle vicende del centro storico e sulla necessità che su queste vicende si apra un dibattito nella Città, che sia raccolto dai due candidati, in modo che chi verrà eletto sappia qual è l’orientamento della Città, al di là dello stesso voto che può dividere i cittadini, perché ci sono questioni costituenti, ci sono interessi di bene comune e di carattere generare sui quali l’appartenenza non dovrebbe fare agio, sui quali bisognerebbe avere o cominciare a avere un atteggiamento di disponibilità, di equilibrio e di confronto reale. Io chiedo quindi che questa deliberazione venga rinviata, che questo atto della Giunta Comunale venga rimosso, anche perché nella sostanza, e non voglio ripetere le cose che ho detto in più occasioni, senza un preciso piano generale di intervento sul centro storico tutto ciò che viene fatto al di fuori del centro storico è sovrabbondante comunque, al di là delle valutazioni di merito è comunque sovrabbondante, perché finirebbe con il rovesciarsi pesantemente sul centro storico, con il ridurre ulteriormente le sue capacità vitali, con il compromettere qualsiasi possibilità di rilancio del centro storico. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 29 Ci sono problemi di viabilità, ci sono problemi di parcheggio, parliamoci chiaro 100 posti macchina in più alla barriera Mazzini non è che risolvono il problema del centro storico. Ci sono state nel passato e sono state cassate, l’Assessore dovrebbe essere giudicato anche sulla sua imperizia, sulla sua assoluta imperizia a gestire queste cose, ci sono state delle disponibilità di privati a affrontare il problema dei parcheggi e quelle disponibilità sono cadute nel dimenticatoio, com’è caduta nel dimenticatoio, anzi più è stata snobbata la disponibilità di privati che avrebbero voluto contribuire al trasferimento della Questura e della Caserma della Polizia stradale. L’idea di portare la Questura e la Caserma della Polizia stradale dentro all’ex zuccherificio è un’idea che non c’è bisogno di essere architetti, mi pare sia di un’assurdità tale dal punto di vista del monumento, ma sia di un’assurdità tale da ogni punto di vista dell’accessibilità, dal punto di vista della fruibilità, da ogni punto di vista. Evidentemente allora, come dicevo prima, ci sono interessi privati che premono, chissà forse hanno dato per scontato che il Centro-sinistra perda e che vinca il Centro-destra e si vuole mettere al riparo allora, si vogliono mettere al riparo questi interessi particolari agli interessi generali, rispetto allo stesso interesse generale del Centro-sinistra. Pensateci bene, perché avete avuto in questa legislatura molte occasioni per intrecciare rapporti, colloqui, confronti produttivi e costruttivi con l’altra parte della Città, in questa stessa seduta è venuto allo scoperto che quello che doveva essere il contenitore dentro il quale volevate addirittura immettere la Zangheri è un contenitore che nel giro di 3 mesi è scoppiato, si sono dimesse le due Consiglieri e hanno determinato la dimissione anche della Presidente: è una vicenda così minore, ma solo all’apparenza minore, è una vicenda di metodo che la dice lunga sull’incapacità di questa Giunta Comunale e delle stesse forze politiche di Centro-sinistra di raccogliere i molti avvisi ai naviganti che abbiamo cercato di inviare da questi banchi negli ultimi 5 anni. Queste vicende sono vicende che peseranno nelle prossime elezioni amministrative e già pesano, perché è difficile al Centro-sinistra trovare la Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 30 prossima squadra per amministrare, il deragliare dei vecchi partiti di Sinistra e non solo in posizioni autonome la dice lunga e è obiettivamente anche ugualmente difficile per il Centro-destra presentare una squadra che possa amministrare la Città. Io non faccio oggi il saluto di addio, però il mio animo è un animo sconsolato di fronte a quello che sta capitando in questa Città, sconsolato perché fin qui ogni tentativo di razionalizzare, ogni tentativo di trovare possibilità di confronto si è azzerato. Queste ultime decisioni della Giunta Comunale dicono che purtroppo avevo ragione e dicono che purtroppo usciamo da una situazione e entreremo in un’altra, che sarà ugualmente una situazione di ingovernabilità o meglio di sovrapposizione rispetto al Consiglio Comunale di interessi non dico di forze politiche, di centri politici che non hanno nulla a che fare né con i partiti né con le assemblee elettive. Entrano la Cons. Milanesi e i Conss. Tavoletti e Bongiorno: Presenti n. 33. Cons. BIONDI: Devo mio malgrado iniziare il mio intervento con una considerazione che non avrei mai voluto fare. Siccome su questa vicenda è ancora in corso un’indagine della Magistratura, mi chiedo a parti invertite quanti dell’opposizione secondo le parti invertite avrebbero declinato dal porre la vicenda nei termini di una precauzionale attenzione e precauzione rispetto alle vicende giudiziarie. Mi chiedo se a parti invertite, da parte del Centro-sinistra, non si sarebbe sollevata la questione in ordine alla quale, siccome è in corso un’indagine della Magistratura, forse è bene che si attenda la conclusione dell’indagine stessa. Io questa cosa non avrei mai voluto dirla, perché nella mia vita ho sempre scisso le due questioni e le competenze. Ma il dibattito politico privo di ogni valore etico e comportamentale mi porta a scegliere tra l’essere all’altezza di uno scontro che secondo me potrebbe essere e si dovrebbe evitare, o in qualche modo essere definito stupido appunto perché alla ricerca di un confronto che tenga conto delle regole etiche e di valori morali che invece secondo me non esistono più. Questa è la prima considerazione. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 31 La seconda considerazione la voglio fare sulle questioni che ricordava il Cons. Baccarini. Ero presente alla sala Santa Caterina sabato mattina, l’Associazione Italia Nostra ha ritenuto di invitare due candidati e non capisco perché non inviti tutti i candidati, ma non l’ho neppure lamentato in quella sede, perché lo stile, tra l’altro quella Associazione ha portato per tempo tanto il nome e la responsabilità di una persona molto vicina a me, che tutti credo conosciate, e quindi ero interessato, ero a conoscenza delle vicende che si portavano avanti da parte di quella Associazione, ma lo stupore – lo voglio dire, voglio dirlo al mio amico Baccarini – non è tanto per il fatto che due candidati abbiano detto cose in aperto contrasto con le decisioni e la programmazione di questa Amministrazione Comunale, ma lo stupore maggiore mi è venuto dalle considerazioni che ho sentito fare in quella sala da esponente che oggi vedo impegnati a cambiare il governo e la qualità del governo, pure da posizioni ovviamente di Centro-sinistra perché mi riferisco al candidato del Partito Democratico che ha vinto le primarie del Partito Democratico, cambiare qualitativamente. La cosa è andata in questi termini sostanzialmente: mentre da parte dell’Associazione, confermata dal candidato a sindaco del Centro-sinistra, venivano introdotti dubbi e perplessità sugli aspetti giuridici, legati al fatto che mentre il Piano regolatore generale approvato del 92 sanciva alcuni vincoli precisi su quell’area, poi attraverso lo schema direttore prima e il Piano regolatore generale dopo si è modificata la situazione a livello programmatorio, le perplessità e i dubbi di tipo giuridico che venivano mossi dall’Avv. Baldi, lo posso dire perché relatore in quel convegno, erano soprattutto rispetto all’efficacia giuridica dello strumento schema direttore, che come tutti sapete e se non lo sapete ve lo dico io quelli che non lo sanno, ma molti lo sanno, fu improntato dall’allora Assessore Danilo Casadei, oggi impegnato a sostenere il cambiamento dal Partito Democratico e con il Partito Democratico di queste questioni. Mi sono trovato lì a vedere attori di una stessa commedia, parti che naturalmente hanno la responsabilità di due atti apertamente in contrasto tra di loro. E di queste vicende, cari amici, sapete quante ne verranno fuori in questi 2 mesi? Proprio perché c’è modo e modo di governare la Città e di Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 32 proporsi per il governo della Città, io credo che ci si debba proporre con cose credibili, attraverso opzioni, facendo opzioni e proponendo progetti e programmi che siano credibili anche per chi li propone, non solo per il merito degli stessi. Ma veniamo alle questioni relative alle informazioni del Sindaco. Sinceramente non capisco più da cosa prenda le mosse la politica forlivese, soprattutto la maggioranza di questo. Come si può pensare che dopo le vicende che hanno visto le polemiche, l’intervento della Magistratura, il ritiro della deliberazione di variante etc. etc. oggi si possa procedere a un accordo di programma in variante a modifica del precedente accordo di programma, facendo quindi diventare questa vicenda dell’ipermercato una vicenda tutta basata sul dare e l’avere, su una sorta di contrattazione rispetto alle opere che il privato si impegna a realizzare e a fare in sostituzione della pubblica amministrazione. Ma dove sta la politica, dove sta l’attenzione all’interesse generale e all’interesse pubblico? La prima considerazione da fare, Sindaco, non è questa, la prima considerazione da fare è quella relativa al fatto che rispetto agli anni 2000 e antecedenti oggi la situazione economica generale consente e le previsioni del mercato relativamente alle vicende legate alla grande distribuzione consentono di pensare alle stesse dimensioni di allora in ordine a iniziative di questo genere e a imprese di questo genere. Come si fa a non tenere conto di questi anni che sono trascorsi, degli orientamenti di carattere generale? Anche qui mi sia consentito dirlo, sento le cose e durante la campagna elettorale per le primarie sempre uno dei candidati ovviamente contendenti le primarie del Partito Democratico diceva di volere fare riferimento alle città del nord, nelle città del nord questa della grande distribuzione è un’idea che sta sempre più assopendo, quindi anche qui è una contraddizione nei fatti. Ma non è solo questo l’argomento, se non bastasse questa valutazione relativa agli ultimi 10 anni di vita del Paese più in generale e dell’economia in particolare in questo settore, basti pensare alla crisi attuale, alla crisi economica attuale, che naturalmente non voglio attribuire a te, Errani, anche se tu in parte sei responsabile naturalmente di tutto. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 33 Ma i dati, il 150% di aumento nel primo bimestre del 2009 rispetto al primo bimestre dell’anno precedente, la situazione di grande difficoltà di alcuni settori, compreso naturalmente quello del commercio, non fa pensare e non fa riflettere un attimo, almeno sul fatto che in ordine a questa questione siano necessari approfondimenti veri, realistici su questa vicenda e invece si procede a colpi di modifica degli accordi di programma, come se un milione o un milione e mezzo di Euro data dalla società Via Punta di Ferro, bastassero a colmare un vulnus che invece è dettato dalle condizioni economiche più generali. Dove sta l’attenzione rigorosa della politica verso queste vicende? Ma c’è un’altra considerazione da fare. Se si modifica un accordo di programma con un altro accordo di programma, delle due l’una: o era sbagliato il primo o è sbagliato il secondo! E a me volete fare venire il dubbio che noi con il primo accordo di programma avessimo fatto un regalo alla società? Non mi pare una grande idea quella di fare venire questi dubbi ai cittadini forlivesi, perché se con il secondo accordo di programma si chiede di più, il dubbio che chiedendo di meno con il primo avessimo elargito o comunque non avessimo – anche se non è un regolo – compiutamente fatto il nostro mestiere di amministratori nel pretendere in cambio, insomma questo dubbio è legittimo, è scontato. La questione non può essere, poi il miraggio del centro storico, dice “tra le altre cose un milione e 250 mila Euro per il centro storico” per fare cosa? Per attuare delle promesse mai realizzate avanzata da questa Amministrazione Comunale all’inizio di questo mandato amministrativo che sta per concludere, andando a chiudere la stalla quando i buoi sono già usciti, il disastro economico del centro storico negli ultimi 6 mesi del 2008. Dobbiamo registrare il disastro, la desertificazione del nostro centro storico, con la conseguente occupazione di quel deserto da parte di cittadini che non so fino a che punto abbiano le carte in regola per rimanere nella nostra Città. Questa è la situazione che si è determinata e oggi non so se sia una cambiale che va in scadenza come hanno ricordato alcuni miei colleghi, o l’imperizia o la preoccupazione che a governare questo Comune non sia più la stessa maggioranza e quindi evidentemente alcune logiche e alcune scelte Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 34 non possano più essere oggetto di realizzazione nei prossimi anni, io non so a cosa sia dovuto questo che state proponendo oggi. So che quello che state proponendo è contro gli interessi dei forlivesi e io sarò oggi come domami a fianco di coloro che invece vorranno salvare la propria Città dalla rovina, perché se si continua a governare in questo modo è solo alla rovina che si porta la Città di Forlì. Entra il Cons. Sansavini ed esce il Cons. Nervegna: Presenti n. 33. Cons. RONCHI: Parto da uno degli ultimi punti che sono stati affrontati, il discorso della soluzione al problema. Si propone ancora una volta l’accordo di programma in variante al Piano regolatore generale e secondo me l’accordo di programma non è lo strumento adatto, perché è un sistema che doveva essere utilizzato solo per realizzare opere di interesse pubblico, opere pubbliche che già servivano alla Città, individuate indipendentemente dall’opera che si voleva realizzare, mentre in questo caso come anche in quello dell’accordo di programma sulla Querzoli – Ferretti uno degli obiettivi dell’accordo di programma è la realizzazione di opere che servono al privato che realizza l’intervento edificatorio. Nell’accordo della Querzoli – Ferretti alcune delle opere necessarie alla viabilità di quella nuova area di insediamento industriale venivano inserite come opere di interesse pubblico, mentre in realtà senza quella realizzazione non sarebbero mai servite. In questo caso si propone la realizzazione di un parcheggio in centro storico come compensazione dell’aumento della dimensione dell’ipermercato, però comunque vengono previste nell’area alcune opere pubbliche che sarebbero state non necessarie se non ci fosse stato questo aumento di dimensione. Ho ricevuto da poco l’elenco, dovremmo guardarlo con più attenzione, però comunque la viabilità dell’area di Pieveacquedotto senza l’aumento della dimensione dell’ipermercato non sarebbe stata da ritoccare così pesantemente, quindi non cambia il fatto che il Comune, invece che investire soldi e investimenti pubblici sull’area, destini la cifra della Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 35 compensazione verso il centro storico, perché poi alla fine le opere nell’area di Pieveacquedotto sono da realizzare. Un’altra critica che mi sento di fare sono i tempi. Come nel caso del regolamento andiamo a discutere di un argomento molto importante per la nostra Città alla scadenza del nostro mandato e la deliberazione che andiamo a assumere, perché chiaramente la maggioranza dei Consiglieri andrà a votarla, dovrà essere attuata dalla prossima Amministrazione Comunale e io credo che alla prossima Amministrazione Comunale, qualunque essa sia, debba essere data la facoltà di decidere anche di questo aspetto, dell’idea di Città, di centro storico di commercio che vuole realizzare nel nostro territorio. Viceversa se assumiamo una deliberazione di questo tipo mettiamo già un grande paletto che chiunque andrà a governare nella prossima Amministrazione Comunale dovrà seguire per forza di cose, perché altrimenti il privato potrà ricorrere. Anche il metodo secondo me poteva essere migliore, potevamo discutere prima ancora che lo strumento con il quale andavamo a approvare una richiesta del privato sulle reali necessità di dimensionamento delle grandi strutture di vendita del nostro territorio in una Commissione, non possiamo dare una valutazione non oggettiva su quella che è la reale necessità del nostro territorio, una necessità che è cambiata da un anno a questa parte, perché come diceva prima il collega Biondi oggi insiste sull’economia di Forlì, come in quella di tutto il territorio nazionale, una crisi economica che vorrei ricordarlo parte proprio dalla deregolamentazione dell’edilizia e dalla deregolamentazione della finanza. Noi sia a livello nazionale sia a livello locale andiamo a cercare di mettere delle pezze a questa crisi economica, utilizzando lo stesso strumento che l’ha causata, quello di aumentare la potenzialità edificatoria del 20% delle case a livello nazionale, quello di aumentare a cascata tutte le realizzazioni di industrie e commercio senza pensare a una ricaduta economica. Non è che aumentando del 20 o 30% tutte le strutture commerciali, aumentiamo del 20 o 30% l’acquisto dei cittadini forlivesi, Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 36 perché i cittadini forlivesi probabilmente avranno gli stessi soldi sia prima che dopo. Una cosa che dovremmo affrontare con molta attenzione sarebbe il processo inverso, iniziare a pensare finalmente alla filiera corta come incentivare la produzione locale e il commercio locale anche a scapito dei prodotti che importiamo dall’estero, dalla Cina. Sappiamo che queste grandi strutture di vendita spostano la ricaduta del commercio non da una città all’altra, che non sarebbe problematico, nel complesso rimarrebbe uguale, ma spostano la richiesta di produzione dalla produzione locale a quella internazionale, quindi anche questo è un dato che oggi ancora con più attenzione di un anno fa dovremmo valutare. In questo contesto siamo contrari all’aumento della dimensione dell’ipermercato, vorrei ricordare che i Verdi hanno votato contro al Piano regolatore generale che lo ha previsto nella dimensione di 14 mila metri quadrati, poi il programma del Sindaco che abbiamo sostenuto prevedeva la realizzazione di questo ipermercato come da Piano regolatore generale già approvato e quindi saremmo stati disposti a sostenere la realizzazione come dalla programmazione, ma siamo sempre stati contrari sull’aumento, perché non veniva dalla reale necessità del territorio, ma dalla richiesta del privato. Occorre secondo me che tutti abbiano la stessa possibilità di fronte agli strumenti comunali, non possiamo pensare che un piccolo commerciante, perché piccolo, non riesca a ottenere gli stessi vantaggi che ha la grande struttura commerciale solo per la sua dimensione, perché se facciamo un aumento della potenzialità edificatoria dell’ipermercato, allora forse dovremo pensare a aiutare in percentuale tutte le piccole strutture di vendita, che soffrirebbero di un aumento di questo tipo. Mentre la realtà è questa: più una struttura di vendita è grande, più riesce a ricevere, perché fa massa critica, degli aiuti da parte dell’Amministrazione Comunale, sono accordi di programma in variante al Piano regolatore generale. Il parcheggio in centro storico, che già era previsto nel Piano degli investimenti, è un contentino che non sarà influente sulla rivitalizzazione del centro storico, perché vorrei ricordare tutti i progetti che avevamo discusso anche con un iter troppo lungo con la proposta di realizzazione dell’Agenzia Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 37 del centro storico, degli esperti chiamati a discutere della rivitalizzazione del commercio, con tutto questo iter di fatto non abbiamo fatto un passo sul centro storico, abbiamo realizzato sì delle opere che però erano non collegate all’idea generale di rivitalizzazione del centro storico fatta dagli esperti, gli esperti per esempio indicavano percorsi ciclo-pedonali, indicavano delle porte di accesso alla Città, individuavano due o tre progetti molto importanti sul centro storico che non erano parcheggi, erano incubatori di imprese, erano edilizia residenziale pubblica per gli studenti universitari, erano nuovi spazi per l’aggregazione nel nostro centro storico. Oggi invece andremmo, con questa proposta, a realizzare un parcheggio in una zona che non è sottodotata, perché ultimamente proprio sotto l’area ex Mangelli è stato realizzato un parcheggio che non è quasi mai completo, quindi evidentemente di necessità di posti auto fuori dalla vecchia circonvallazione non ce n’è così tanto bisogno. Probabilmente la gente in centro storico arriva se c’è attrattiva al di là del parcheggio, perché questo è un dato di fatto: se i nostri parcheggi fossero sempre pieni di auto, non avessero la disponibilità di posti liberi per i cittadini, probabilmente potremmo anche discutere della realizzazione di nuovi parcheggi. Visto che così non è, forse la soluzione individuato non era ottimale. In conclusione chiedo che dalla proposta di deliberazione venga stralciata la considerazione sull’istituto professionale Ivo Oliveti. Questo ha una sua particolare valenza, perché sappiamo tutti chiarezze c’è presenza di amianto e c’è la necessità di ricostruire una nuova scuola che ospiti l’istituto, ma non c’entra assolutamente nulla con il centro commerciale. Sono disposto a sostenere questa parte della deliberazione e quindi chiedo formalmente che le due proposte vengano separate, in modo tale da permettere ai Consiglieri che condividono il punto 2 della deliberazione di votarla e di sostenerla, auspicando che su questo ci sia un voto unanime di tutto il Consiglio Comunale, lasciando però ai Consiglieri che sono contrari alla proposta sul centro commerciale di votare contro la deliberazione. Esce il Cons. Farneti: Presenti n. 32. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 38 Cons. BURNACCI: Noi abbiamo assunto su questa questione un atteggiamento sempre chiaro, oggi diciamo se si può dire più di un no 3, 4, 5, 6, 7 volte no, diciamo di no e spieghiamo perché, che non è un no al fatto che ci sia, nella nostra Città, una struttura come l’ipermercato, ma è un no alle modalità con cui nasce l’ipermercato, all’accordo di programma a suo tempo predisposto e all’integrazione dell’accordo di programma che oggi si pone. Già il punto di partenza, Biondi ha detto “ci fate pensare male sul primo accordo di programma”, io dico che già il primo accordo di programma fu formulato con scarsa attenzione all’interesse pubblico che deve essere il primo elemento motore degli accordi di programma. Gli accordi di programma con il mondo privato sono stati auspicati dal legislatore, perché avessero come primo interesse quello pubblico e l’aiuto e il sostegno al privato veniva sottoposto alla primarietà dell’interesse pubblico. Già il primo accordo di programma era un accordo che era stato visto più come interesse al privato che come difesa dell’interesse pubblico. Poi c’è una seconda questione secondo noi che va tenuta in conto. Non è un’eresia coltivare l’obiettivo che nei centri e nelle città e nelle periferie si possano fare strutture commerciali medio – grandi, è un assurdo perché significa uccidere i salotti delle città. Ipotizzare che i centri commerciali e fare in modo che i centri commerciali diventino delle forze centrifughe che tolgono respiro e vita al centro storico delle città è un grandissimo errore, perché questo si può fare soltanto se si ha l’assoluta sicurezza di avere tessuto nel centro storico un sistema di funzionamento e della cultura e degli istituti culturali e un insieme di iniziative commerciali e un insieme di qualificazione dell’offerta dal verde a altro, alle principali direttrici della Città, che sono elemento fondamentale perché le città non si depauperino nei loro aspetti fondamentali. L’intervento nel centro storico da molti anni in qua è un intervento parziale, non sistemico, non sistematico sulle strade direttrici delle città, non sistemico sulle attività commerciali, non sistemico sugli istituti culturali. Non neghiamo che qualcosa di positivo si sia fatto, ma niente ha corrisposto a un disegno complessivo, né l’isola pedonale né la ZTL né la sosta né i Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 39 parcheggi sono stati visti nell’ottica di un sistema funzionale a ché la Città divenisse sempre più il vero salotto commerciale della Città, il vero salotto culturale della Città. E quindi era inevitabile che la rincorsa verso gli interessi di gruppi privati, questa corsa motivata dal fatto che la Città era sottodimensionata nella periferia creasse dei centri di azione centrifuga rispetto al centro storico. Oggi in presenza di questa situazione che tutti conoscono, noi abbiamo avuto nelle mani uno studio di una società che ha a lungo studiato le questioni del centro storico, nelle quali sono state dette tutte in litania quali sono le carenze attualmente esistenti nel centro storico e quelle che devono essere corrette alla breve se non si vuole desertificare ulteriormente non soltanto alcune zone del centro storico, ma complessivamente il cuore della Città. Di questo studio che è stato consegnato non si è fatto niente, se non azioni ripeto limitate e parziali, parziale l’intervento sul San Domenico senza la Piazza Guido da Montefeltro, parziale l’intervento nel mercato coperto senza la Piazza Cavour e la zona di contorno, quindi da questo punto di vista si deve dire che tutto è rimasto lettera morta. Certo io continuo a dire c’è qualche cosa buona, ma vorrei vedere che non ci fosse con tutte le potenzialità che una Amministrazione Comunale ha se opera positivamente! Adesso voi proponete un’ulteriore integrazione all’accordo di programma: non siamo assolutamente d’accordo. Se era debole il primo accordo di programma, debolissimo, assolutamente debolissimo è l’accordo di programma per quanto riguarda le contropartite che il territorio del centro storico dovrebbe avere. Non ci verrete a dire, non avrete il coraggio di dire ai forlivesi, né spero l’avrà nessun candidato sindaco, che l’intervento su Piazza Montegrappa sia il corrispettivo utile, incisivo, valido per la rivitalizzazione del centro storico, ma se di parcheggi, se voleste invocare la strada dei parcheggi, di ben altro si dovrebbe parlare che non di un parcheggio alla cintura della Città, che avrà un suo ruolo, ma l’avrebbe avuto comunque, che comunque non è certamente indispensabile per la rivitalizzazione del centro storico. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 40 Avremmo capito che voi pensaste a parcheggi più all’interno del centro storico stesso, sotto Piazza del Carmine o sotto Piazza Saffi o quant’altro. Questo dimostra che l’interesse pubblico non è all’attenzione, che l’Amministrazione Comunale è deconcentrata da altre cose, che l’Amministrazione Comunale mette gli occhi soltanto su un obiettivo che altri devono raggiungere, la cooperazione e gli interessi della cooperazione, che sono preziosi certamente ma che vengono comunque secondariamente a quelli dell’interesse pubblico. Quindi la nostra opinione è un’opinione nettamente contraria, non vogliamo neanche entrare nel merito di questa questione, siamo assolutamente contrari perché in ogni caso l’elevazione da 14 mila a 21 mila metri quadrati secondo noi per la Città è un problema che deve essere discusso con la Città, che in queste condizioni deve essere un problema discusso con la Città, approfondito con la Città, non che nasce in questa situazione di grave crisi all’interno del Consiglio Comunale. Soltanto dopo un dibattito approfondito nella Città, con la partecipazione di tutti i soggetti, si potrebbe eventualmente valutare con una contropartita di interesse pubblico elevata il perseguimento di questa strada. La volete imboccare? Imboccatela, non so con quale faccia e con quale animo andrete a discutere di questa questione come proposta elettorale. Volete mettere un piede nella prossima Amministrazione Comunale? Volete togliere le castagne dal fuoco a qualcuno che voi ritenete sarà il prossimo sindaco? Non sappiamo quale sia il vostro obiettivo, né vogliamo saperlo, noi sappiamo che voteremo sicuramente contro questa scelta, non contro ripeto alle strutture medio grandi, ma perché voi le avete programmate in misura eccessiva rispetto a quello che era giusto, depauperando il centro storico. Giustamente Baccarini ha fatto riferimento al fatto che avete sciupato, sciupato, buttate all’aria, al vento delle aree pregiate come l’area Bartoletti e l’area Mangelli, in cui bisognava valutare la preziosità di metro quadrato per metro quadrato, le avete direbbero i romagnoli barattate queste aree, perché le avete sovraccaricate di tutte cose che non sono di pregio e verrebbe di dire che l’unica cosa che interessava Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 41 all’Amministrazione Pubblica era quella che qualcuno ci mettesse una dimensione commerciale medio – grande. Stanno da un’altra parte tutte le scelte che sono state fatte verso le dimensioni medio – grandi, avendo l’occhio soltanto alle dimensioni medio – grandi e non al salotto della Città hanno finito per fare di quelle aree che si potevano pure sviluppare, che dovevano avere una programmazione attenta, voi le avete sciupate rendendo la programmazione fuori centro, con un baricentro sbagliato. È per questo quindi che diremo e motiveremo il nostro no e motiveremo le ragioni francamente secondo noi incomprensibili che vi fanno ritenere, anche in presenza di un’indagine della Magistratura che non si è conclusa, di potere tranquillamente procedere dai 14 mila ai 21 mila metri quadrati. Esce il Cons. Biondi: Presenti n. 31. Cons. ERRANI: Considero coerente e lineare la comunicazione che ci ha fatto il Sindaco su questo punto, del resto la scelta di una grande struttura di vendita per il nostro territorio era contenuta nel programma di mandato e mi permetto di dire che su questa questione va bene che siamo a qualche settimana dal voto amministrativo, ma sarebbe sbagliato brandirla come questione di divisione elettorale, di divisione partitica. Dico questo perché al di là delle bandiere delle singole amministrazioni, soprattutto nelle realtà più evolute e più sviluppate del nostro Paese, diciamo le medie e grandi città si sono dotate di strutture di questa dimensione e non a caso le regioni dove queste strutture sono più presenti sono proprio la Lombardia e il Veneto, dove non mi pare ci siano prevalentemente amministrazioni di Centro-sinistra. Direi piuttosto che siamo di fronte a una necessità oggettiva del nostro territorio, rispetto alla quale noi abbiamo il dovere di dare delle risposte. Quando si è posto questo tema e ci si era dati un obiettivo di un centro della valenza della portata di 14 mila metri quadrati a Forlì, noi avevamo un certo quadro nella realtà romagnola. Rispetto a allora qual è la situazione Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 42 che abbiamo di fronte? Il nostro centro non è ancora partito, ma nelle altre città le situazioni si sono di molto evolute e dobbiamo confrontarci con strutture molto più robuste e più grandi. Qui sta la ragione obiettiva di una diversa dimensione, per questo mi sento di dire che le nostre ragioni non mutano di una virgola rispetto all’impostazione che avevamo dato precedentemente a questo problema. Del resto non ci si può certo dire che a Forlì abbiamo proceduto con fretta su questo punto, mi pare piuttosto che sia vero il contrario. Siamo di fronte a una situazione che è andata verso il risanamento di quelle irregolarità edilizie che il Sindaco aveva a suo tempo denunciato, si sono assicurate le condizioni di ripristino rispetto antecedenti all’abuso e dal 13 giugno scorso l’area è dissequestrata. Quindi l’ipermercato assume, nella nostra visione, una valenza strategica per le prospettive del commercio forlivese, questa scelta ha a che fare con la qualificazione del nostro territorio, è un fattore anche di miglioramento competitivo rispetto ai territori vicino a noi. È molto lontana dalla nostra impostazione una logica e una visione unidimensionale, noi non abbiamo il mito del grande centro e non pensiamo che questo debba rappresentare una forza centrifuga che annulla tutti gli altri sistemi del commercio del nostro territorio. È vero il contrario, a noi sembra che questa scelta possa migliorare la qualità dell’integrazione e la complementarietà tra i diversi tipi di strutture e migliorare in fondo la qualità dei servizi prima di tutto ai consumatori e anche la robustezza del sistema commerciale. Abbiamo una visione che vede insieme l’ipermercato, le medie strutture di vendita e i negozi specializzati, soprattutto nei centri storici. Non è un caso del resto che tra le misure di compensazione che ricordava il Sindaco nell’introduzione ci siano scelte importanti anche rispetto al centro storico. L’obiettivo in realtà è quello di riportare i consumatori forlivesi a Forlì, perché oggi sappiamo che un 15% dei nostri consumatori va in strutture di una certa grandezza, ma fuori dalla nostra Città. Credo che insieme a questo potremmo Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 essere un territorio attrattivo più Pag. 43 complessivamente per le nostre strutture commerciali, anche per le strutture specializzate del centro. Non è un caso che dove gli iper funzionano abbiamo generalmente centri storici vivi, centri storici ricchi del flusso dei consumatori e con una certa vivacità. Del resto da questo punto di vista potremmo essere anche una bella cavia per gli studi futuri sugli indirizzi commerciali anche del nostro Paese, proprio perché in questi anni siamo arrivati ultimi su questo punto: siamo arrivati gli ultimi, ma non è che da noi per questo la crisi commerciale è stata inferiore agli altri territori, anzi probabilmente è successo il contrario: da noi il commercio ha più problemi che in città vicine come Ravenna o Rimini, oppure là ci sono gli ipermercati e noi non li abbiamo, quindi la ragione non sarà la crisi, perché la crisi l’abbiamo tutti. Io credo che la ragione stia in una struttura commerciale che si è ulteriormente indebolita, che è rimasta sull’esistente, che non ha colto le novità, quindi io credo che da questo punto di vista la scelta dell’ipermercato possa essere una risposta positiva ai problemi che il nostro commercio ha. Qualcuno prima si è chiesto politicamente chi paga questa scelta: io credo che la risposta l’avremo presto, perché il 06 e il 07 giugno si voterà e io credo che i nostri concittadini sapranno ancora una volta distinguere chi è conservatore, chi risponde alla crisi con l’immobilismo, chi di fronte alla crisi sa innovare e sa guardare al futuro. Questa è la scelta chiara rispetto alla quale vogliamo si rifletta anche in queste giornate e rispetto alla quale dobbiamo compiere anche una riflessione su questa deliberazione. È per questo che voteremo a favore. Escono gli Ass. Galassi, Bucci, Marchi e la Ass. Lega. Cons. BONGIORNO: Colleghi Consiglieri, qua stiamo parlando di un argomento che ci ha tenuti impegnati diverse volte in questi anni, qui ho visto anche dalla ricostruzione preliminare e sommaria cronistoria anche alcuni passaggi che me li ricordavo diversamente, anche perché mi ricordo chiaramente che quel 17 settembre 2007 da questi banchi ci trovammo di Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 44 fronte una maggioranza che era pronta a votarlo quell’ampliamento, poi vi furono delle richieste di chiarimenti da questi banchi, mi ricordo anche sui giornali la denuncia di alcune forze politiche, poi si arrivò effettivamente al ritiro da parte del Sindaco su proposta del Sindaco, adesso ammetto di non ricordarlo se sia stato su proposta del Sindaco, comunque per fare una precisazione. La questione di carattere politico è quella che riguarda la visione della Città molto semplicemente. Politicamente non è sostenibile contemporaneamente di essere a favore del rilancio del centro storico, qui apro un inciso perché sul programma elettorale ho ascoltato, e mi scuso con il collega Errani per non averlo ascoltato interamente, ma all’inizio l’ho sentito e dice che nel programma di mandato era presente questo punto, però non era presente l’ampliamento dell’ipermercato nel programma di mandato! Nel programma di mandato a onore del vero era presente anche il punto della valorizzazione del centro storico e della costituzione di un’Agenzia per il centro storico che non è mai nata, quindi poi quando si va a fare un bilancio di fine mandato bisogna andare a recuperarle tutte le voci, non solo quelle che uno preferisce ricordare dimenticandone altre caso mai più scomode o nelle quali si è rimasti un po’ più indietro o che sono state disattese praticamente. Continuo a dire, come anche i colleghi che mi hanno preceduto e quindi sarò molto breve, che non è politicamente sostenibile il rilancio del centro storico e contemporaneamente concedere un ampliamento di questo tipo, un ampliamento di questo tipo - non nascondiamocelo, le associazioni di categoria ce l’hanno detto in tutti i modi in questi ultimi mesi, in questi ultimi anni - porterà a mettere in ginocchio la distribuzione commerciale tradizionale del centro storico. Ricordo anche delle uscite sulla stampa delle associazioni di categoria, che evidenziavano, davano già dei numeri di quanti negozi avrebbero chiuso e di quanti posti di lavoro si sarebbero andati a perdere. Effettivamente è così perché andiamo a costruire una struttura che sarà dotata di comodi parcheggi, in cui uno potrà arrivare a qualsiasi ora, trovare il posto auto e andare a fare compre, a fronte di questo il centro storico Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 45 continua a soffrire gravemente di alcune questioni ormai storiche, in primo luogo quella della mancanza di parcheggi. È per questo che è troppo insufficiente la contropartita che si chiede in questo accordo di programma, un vero ragionamento politico che tentasse di tenere insieme anche la valorizzazione del centro storico oltre a questo ampliamento chiederebbe che, come contropartita, vi sia quella di costruire ampi parcheggi sotterranei interrati o sopraelevati, comunque sotterranei e io direi interrati in centro storico. Da questi banchi l’ho detto più volte, l’esempio l’abbiamo anche in città vicine: andate a Bologna in Piazza 08 Agosto, Cesena anche. Non è che ci sia bisogno di andare su Marte per vedere chi già ha imboccato questa strada, perché dico questo? Perché allora andremmo a costituire l’ipermercato nella zona Fiera, ma dotandolo di ampi parcheggi sotterranei creeremmo anche in centro una sorta di ipermercato a cielo aperto, di centro commerciale a cielo aperto e allora lì sì che vi sarebbero pari condizioni e una concorrenza equilibrata, cioè la possibilità di fare concorrenza equilibrata, mentre così si rischia di dare adito a una concorrenza sleale, favorendo eccessivamente la grande distribuzione e penalizzando totalmente il commercio tradizionale. Il ragionamento politico molto semplicemente è questo, poi il centro storico soffre anche di altre cose, l’eccessivo degrado in molte strade, la scarsa illuminazione e l’abbiamo detto più volte, il fatto che ai commercianti stessi andrebbero garantite agevolazioni maggiori anche nell’occupazione del suolo pubblico in tante cose. Guardate faccio un esempio, a me a volte capita - non so se capita anche a qualche altro collega - la domenica mattina di trovarmi in Piazza Saffi, vedo gruppi di turisti diretti al San Domenico e è desolante la situazione, è desolante, perché se sono fortunati trovano un bar aperto se lo trovano, un tabacchi in cui comprare una cartolina non c’è, poi appena superata Piazza Saffi, l’avete visto nelle colonne qui di Piazza Saffi escrementi di piccioni ovunque, uno visita il chiostro di San Mercuriale è tutto imbrattato, uno va verso il San Domenico e trova tutti i marciapiedi sconnessi, tutta la strada sconnessa, voi imboccate Via Giorgina Saffi e se Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 46 uno non sta attento fa un ruzzolone lì! Sono piccole cose… (intervento fuori microfono) no “non esageriamo”, Cons. Sansavini, le scritte nel chiostro non le ho mica fatte io! Sono lì, le può vedere chiunque. Questa è un po’ la situazione. Per concludere, chiaramente voterò contro a questa proposta di ampliamento, anche perché mi sembrava giusto e lo condivido il ragionamento che faceva il collega Ronchi: qui andiamo a vincolare eccessivamente la prossima Amministrazione Comunale che verrà, perché qui incidiamo fortemente sull’idea di città che abbiamo in mente e questo tipo di decisioni secondo me, se non si è arrivati a prenderle serenamente nei primi 4 o 3 anni di mandato, proprio a pochi mesi dalla scadenza del mandato sarebbe correttezza istituzionale non prenderle, lasciarle a chi verrà dopo. Poi che questo sia un tentativo per togliere le castagne sul fuoco o metterne delle altre di castagne sul fuoco a chi verrà dopo, si potrebbe anche discutere, poi chiunque sarà perché quando mettiamo in ginocchio la distribuzione commerciale del centro storico non è che si guadagnato voti, anzi! Quando si spegne un centro storico non è che si guadagna consenso. L’altra cosa che faccio mia e che mi sembrava utile è la proposta del collega Ronchi, perché anch’io non ho capito perché in questa deliberazione si mette al punto 1 l’ampliamento su cui voterò contro e sono stato chiaro, poi il punto 2 di riservarsi con atti autonomi e successivi di individuare soluzioni tecnico – urbanistiche condivise con la Provincia, idonee a favorire la costruzione di un nuovo edificio per l’istituto professionale Ivo Oliveti. Anch’io chiedo che questo non sia, perché c’entra un po’ quasi come i cavoli a merenda mettere l’Ivo Oliveti qui quando tutto il ragionamento è sull’ampliamento di un’area commerciale, anch’io chiederei che sia data la possibilità a questo punto di stralciarlo, di prevederlo in un’altra deliberazione a parte, altrimenti siamo sereni di fronte alla Città, secondo noi la salvaguardia e il rilancio del centro storico sono priorità assolute per questa Città e quindi se non sarà stralciato e non sarà scorporato questo punto, nonostante tutto voteremo contro questa proposta di deliberazione. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 47 Cons. APRIGLIANO: Vorrebbe da dire, Sindaco, saldi di fine stagione! Come lei sa non glielo ho mai mandato a dire, tanto che in questi ultimi 5 anni il titolo dell’ultimo Comune Aperto che uscirà in questi giorni sarà “una femmina bugiarda mi ha lasciato”, perché di una donna bugiarda e cioè di un Sindaco bugiardo noi ci siamo occupati in questi 5 anni di Consiglio Comunale. Perché bugiardo? Perché basta andare a vedere i temi della campagna elettorale del 2004 per rendersi conto che l’unica cosa che è stata fatta, che forse sarà fatta caparbiamente dalla Giunta Comunale Masini, nonostante lo stop della Magistratura, è proprio il via libera dei 21 mila metri quadrati dell’iper. Vedi, Errani, nessuno può disconoscere che questa Città dal punto di vista infrastrutturale è arretrata e nessuno può disconoscere che un centro commerciale in questa Città manca forse più di qualsiasi altra cosa e nessuno può dire che da questa parte c’è un’opposizione che è contraria a priori o politicamente al centro commerciale. Contestiamo le modalità con le quali si è arrivati al centro commerciale, poi certo ci saremmo aspettati che fosse stata data anche a altri gruppi la possibilità di insediamento in queste aree per costruire centri commerciali. Forse noi, Errani, e è un sospetto legittimo, arriviamo così in ritardo per l’eccessivo protezionismo che abbiamo sempre avuto delle nostre Coop e delle nostre Conad. Questo è il punto vero della situazione, perché se non avessimo avuto eccessivo protezionismo delle nostre Coop e delle nostre Conad, probabilmente, così come ha fatto profittandone Forlimpopoli attraverso il Bennet, si sarebbero avuti risultati maggiori anche in termini di infrastrutture. Basta vedere proporzionalmente quello che è successo, che tipo di riqualificazione di spesa ha affrontato questa catena alimentare sul territorio di Forlimpopoli, che paragonato a quello che succede attraverso la Conad a Forlì mi sembra assolutamente proporzionato, ma a tutto favore di questa catena alimentare che opera sul territorio. Certo nessuno vuole criminalizzare la Coop o la Conad, anche se la Coop siete voi insomma, però qualche sospetto viene, qualche sospetto di Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 48 qualche interesse particolare sul perché sul finire della legislatura si voglia pigiare sull’acceleratore per portare a casa un risultato di questo tipo, qualche sospetto arriva, qualche sospetto su interessi particolari su questa partita, interessi particolari che passano anche dalla necessità di costruirlo e di vederlo finalmente realizzato questo centro commerciale, poi nessuno mi sarei aspettato da una mente lucida – poi gli anni passano per tutti probabilmente – come quella di Marco Errani che fa questo mestiere, Marco Errani fa il mestiere del politico e non è una parola offensiva per l’amor del cielo, non mi permetterei mai! Però un’analisi più lucida me la sarei aspettata sull’insediamento in Pieveacquedotto di questo centro commerciale, perché nessuno può non notare che abbiamo un unico punto di ingresso e di uscita dall’autostrada. Basta vedere anche nei momenti di calma assoluta e cioè di domenica alle 10 mentre tutti gli altri sono al mare, in quel posto c’è un sovraffollamento, c’è un traffico comunque enorme, dettato dal fatto che le merci, le automobili, le famiglie e tutto ciò che attiene la mobilità della Città viene in entrata e in uscita in un unico posto. Quello è un posto in cui per andare a fare la spesa si fa molto prima che andare a Cesena, perché fare la Via Gramsci per andare a fare la spesa a Pieveacquedotto diventa qualcosa di veramente insostenibile. Poi qualcuno ci dirà che nel 2012 entrerà in funzione forse la circonvallazione e che quindi con la circonvallazione risolveremo tutti i problemi della nostra vita, ma credo che un’analisi più approfondita sulla sostenibilità in quell’area del carico urbano che si andrà necessariamente a sviluppare in quell’area, una analisi più approfondita andava secondo me fatta e proposta, senza contare, Sindaco, la questione del centro. Ora sono uno di quelli che sostiene, contrariamente a quanto ha sostenuto adesso Errani, perché Errani dice “dove hanno fatto il centro e c’era un centro morto – questa è la spiegazione del perché il Sindaco non ha alzato un dito per risollevare le sorti del centro commerciale – e è stato insediato un iper, in quel centro storico a seguito dell’insediamento dell’iper si è rivitalizzato”: questo è quello che ci hai spiegato. Faccio fatica a Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 49 comprendere una roba di questo tipo, perché è fuori da ogni logica di mercato una roba del genere. Ora capisco che tu non faccia il commerciante, capisco che tu non faccia l’imprenditore, ma non fare le analisi di questo tipo, perché fanno ridere i polli analisi di questo tipo! Per fare riprendere il centro storico c’è bisogno questa volta sì di un accordo di programma, Sindaco, ma di un accordo di programma vero, serio, con i soldi, con le idee, senza le compromissioni che ci sono all’interno del territorio, con le banche in primis, con le istituzioni locali, con i commercianti e farsi guidare e portare per mano, perché le possiamo riconoscere mille capacità, mille qualità, mille virtù, certo non quelle di potere risolvere la questione così complessa del centro storico forlivese. Risparmio ovviamente i riferimenti che ho fatto in altre occasioni relativamente alla probabilmente mancanza di volontà, scientifica mancanza di volontà di mettere in moto il centro storico, perché così si privilegiano altre aree. Sono così cattivo da pensare che voi avete pianificato a tavolino la morte del centro storico per favorire i vostri interessi particolari e speciali, che passano attraverso anche deliberazioni di questo tipo. Non si può fare finta di nulla, ma a un qualsiasi cittadino viene naturale pensare che qui si sta favorendo l’insediamento di un gruppo costi quello che costi. Allora opportunità politica avrebbe voluto, Sindaco, che lei ci desse, ci avesse dato un segnale di cambiamento di rotta e non è venuto neanche quando è stata bastonata sulle primarie, uno scatto di orgoglio per dire “adesso gli ultimi 3 mesi di mio mandato” invece di venirci a proporre queste varianti, mi chiedo anche chi te lo fa fare! Chi è che ti fa fare una roba del genere? Quali sono gli interessi per affrontare, a un mese dalla scadenza della legislatura, l’ultimo Consiglio Comunale il 21 aprile, neanche tra un mese qual è l’interesse per fare oggi una roba di questo tipo? Mi sarei aspettato uno scatto di orgoglio forte, per dire “mi dovete perdonare, scusate se non ho fatto tutto quello che era mia intenzione fare, pensavo di fare nel secondo mandato che non c’è stato la parte che non ho potuto attuare oggi, la facevo nei prossimi 5 anni, ma oggi faccio e do la dimostrazione di potere fare qualcosa per la Città” e invece qui tutto questo Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 50 sbracciarsi, contrariamente anche alle rassicurazioni che aveva dato Zelli sulla stampa punzecchiato su queste questioni, ha sempre detto Zelli che c’è molto tempo, nessuno ha detto che bisognava correre e me le ricordo le dichiarazioni di Zelli, perché come si può non leggere Zelli quando si parla di urbanistica? Zelli ha detto che non c’era fretta, che si era aspettato tutti questi e si poteva aspettare altri 4 mesi a dopo le elezioni per affrontare questo problema: invece no, invece ci troviamo la sorpresa oggi nei Capigruppo su una questione di questa natura. Lascio trarre le conclusioni anche elettorali, Errani, perché questi sono la dimostrazione della vostra profonda debolezza, non solo di spaccatura interna che leggiamo sui giornali e sulla stampa, ma di profonda debolezza, perché è ovvio che questo è l’ennesimo tassello, l’ennesimo scampolo di fine legislatura e di queste cose ce ne aspettiamo anche altre, non credete che non ci aspettiamo che da qui a un mese la Giunta Comunale, come tutti i governi nazionali ci hanno abituato ormai da tanti anni, non facciano il fine mandato elargendo e dando speranze e sogni a tutto e a tutti, ma questo è un colpo basso e un colpo basso anche in ragione di un’indagine della Magistratura che ancora non è conclusa, non è finita. Poi è legittimo certo da parte della proprietà chiedere all’accelerazione sui tempi, ma mi chiedo e chiedo a Zelli una variante all’accordo di programma che tempi prevede? Volete che ve lo dica io oggi? Delle corsie preferenziali, mentre si fanno aspettare come da interrogazione di Nervegna imprenditori che presentano Pua 3 o 4 anni, con esborsi economici bancari notevoli per cercare di tenere ferma la situazione, questa partita avrà canali preferenziali, questa partita si concluderà molto velocemente, perché se non fosse così, visto che sostanzialmente si modifica l’area concedendo ulteriori 7 mila metri in quell’area, bisognerebbe fare ripartire l’iter da zero e allora mettere sì in condizione questo gruppo, cioè la Conad nelle condizioni di mettersi in coda a tutti quanti gli altri Pua, a tutti quanti gli altri accordi, a tutte quante le altre varianti e farla aspettare altri 3 anni, se 3 anni ci mettete per fare tutto il resto, cioè parità di condizione e parità di trattamento. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 51 Mentre invece abbiamo l’ennesima dimostrazione che dal punto di vista non solo politico ma anche materiale, perché quando si dice “qui gli interessi” poi gli interessi sono questi, dal punto di vista anche materiale abbiamo l’impressione che ci siano tanti e tali interessi che non sono quelli di evitare, Errani, che i nostri cittadini vadano a spendere alle Befane o al Bennet e quindi si impoverisce il tessuto, perché se era questo che ti stava a cuore facevi venire, dandogli a gratis il terreno, le multinazionali a Forlì, l’Esselunga a Forlì, l’Emmelunga, facevi venire le altre catene concorrenti della Coop e della Conad, invece qui non ne vediamo, vediamo molte poche cose, il supermercato di quartiere, i grandi gruppi, i grandi complessi, i grandi insediamenti di questa natura dove veramente si guadagnano i soldi, perché è l’unico settore che a parte la flessione dello 0,4, 0,3, 0,2 sui consumi non vede crisi, perché non c’è un crollo dei consumi del 50% come la FIAT, la gente mangia e continua a mangiare. Ci saremmo aspettati dal Capogruppo del Partito Democratico qualcosa di migliore, un ragionamento più alto per la Città, perché poi bisogna anche commisurare le cose per quelle che sono. Sei il responsabile del maggiore partito della Città e dal responsabile del maggiore partito della Città, specie se forza di governo, ci si aspetta dei ragionamenti forti, concreti, reali, alti, non queste 4 giustificazioni che ci hai dato oggi per mascherare come una foglia di fico le vergogne che sono girate intorno a questa questione. Chiudo, Presidente, dicendo che non è che il Sindaco si è svegliato e si è accorto della magagna che c’era e degli abusi che c’erano all’iper, non è successo questo. È successo che un suo Consigliere di maggioranza ha denunciato gli abusi e il Sindaco non ha potuto fare altro che applicare la Legge… (intervento fuori microfono) non c’era niente certo, però purtroppo per qualcuno… (intervento fuori microfono) hanno ritirato la cosa, quindi non è che qui ci veniamo addirittura a presentare come le persone angeliche che hanno seguito la legge, che hanno seguito gli iter, che hanno scoperto gli abusi, che hanno quindi conseguentemente fatto tutto quello che c’era da fare: no! Qui le cose sono nate diversamente, se era per Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 52 voi noi approvavamo quell’obbrobrio sapendo degli abusi che erano stati commessi. Allora qualche volta, Errani, bisognerebbe anche avere il coraggio, se si vuole avere la pretesa di volare alto, di alzarsi, di inchinarsi di fronte alla minoranza qualche volta e dire “grazie per l’atteggiamento e il comportamento che avete avuto”. Cons. TAVOLETTI: Questo dibattito, così come i precedenti dibattiti relativamente a questo problema, mi ha molto interessato, perché io sono sempre stato contrario, ma proprio come mia filosofia, alla questione della realizzazione di un ipermercato per una visione romantica della vivibilità di una città e per una visione romantica di un rapporto tra cittadino e sostanzialmente i commercianti, che tuttora personalmente continuo a avere, perché siccome non è un mistero che in casa mia la spesa la faccio io, mi piace di avere un rapporto con i negozianti, dal lattaio al verduraio etc. etc., quindi sostanzialmente sono abbastanza contrario da vecchio romantico a quei rapporti impersonali che avvengono in generale nei supermercati e negli ipermercati. D’altra parte ritengo che all’interno di un centro storico la diffusione del commercio dai bar ai singoli negozi sia un presidio ineludibile per quanto riguarda la stessa sicurezza del centro storico, anche perché tutti ci rendiamo conto come nelle ore nelle quali non esiste questo presidio, o nelle località dove questo presidio non c’è, ovviamente i cittadini denunciano o avvertono, anche se questo in realtà non è nella nostra Città, la mancanza di sicurezza. La questione del nostro ipermercato è una questione che è partita dal 1997 direi e con dei pareri alcuni dei quali contrari, e io ero uno di quelli contrari, si è comunque deciso che per questa supposta modernità di una città, bisognasse e fosse ineludibile avere un ipermercato per mantenerci ai passi, al passo della modernità delle città vicine. A Ravenna si stava realizzando e poi si è realizzato molto presto, a Cesena se ne discuteva ma l’hanno realizzato molto prima di noi, a Forlimpopoli ancora se ne discuteva Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 53 e pareva che fossero più indietro di noi, in realtà l’hanno realizzato anch’essi prima di noi. Quando si è aperto questo dibattito però, ho notato che sostanzialmente io ero uno degli ultimi giapponesi insieme a alcuni pochi amici, tant’è che da una parte forze della stessa minoranza erano molto d’accordo su questa supposta modernità e dall’altra parte forze che apparentemente erano nettamente contrarie, perché avevano manifestato ufficialmente contrarietà, in realtà poi sotto sotto trattavano per avere sostanzialmente aree per la realizzazione di insediamenti intorno nell’ipermercato. In conclusione, il progetto dei 15 mila metri quadrati passò praticamente senza colpo ferire, la storia, l’accordo di programma, accordo di programma che alcuni di noi dissero che alla stregua dell’accordo di programma per la Querzoli Ferretti era fumo negli occhi: perché era fumo negli occhi? Perché sostanzialmente venivano secondo me contrabbandate delle infrastrutture realizzate che in realtà servivano esclusivamente proprio alla viabilità e al servizio delle aree, però sostanzialmente tutte le forze politiche, anche ripeto quelle che attualmente siedono nella minoranza, di fronte a alcune cose – mi riferisco ancora alla Querzoli Ferretti – chiusero entrambi gli occhi perché si disse “ma lì ci sono i posti, l’occupazione etc. etc.” e nessuno invece si pose il problema che la Querzoli Ferretti potesse essere collocata in un’altra zona, dove magari le aree erano disponibili etc. etc.. In conclusione dicevo che da questo punto di vista direbbe Gesù chi non ha peccato scagli la prima pietra. Seconda considerazione. Errore di coloro che hanno realizzato la prima parte i 15 mila metri, perché hanno palesemente dimostrato, fatto delle strutture sovradimensionate rispetto a quelli che erano i 15 mila metri, confidando – non lo so se confidando – in una benevolenza dell’Amministrazione Comunale? Mah! Tant’è che ad un certo punto l’Ass. Morelli e i Verdi denunciarono quello che non solo sembrava, ma era effettivamente una questione di una realizzazione che andava al di là dei 15 mila metri. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 54 Mi rendo anche conto comunque che coloro che hanno impiegato capitali per la realizzazione di un ipermercato di 15 mila metri e che hanno fatto costruzioni e che hanno investito sostanzialmente, pure avendo fatto quell’errore capitale, hanno bisogno e la Città ha bisogno che ad un certo punto vi sia una ripartenza da capo. E la ripartenza da capo è una ripartenza che deve in qualche modo partire non dico da una sanatoria, ma probabilmente da una considerazione realistica della cosa. Allora si partì per l’ipermercato e l’ipermercato ormai credo, non mi sono ancora convinto essendo un vecchio romantico, però è ormai una di quelle questioni sulla quale non ci piove. Adesso c’è l’ulteriore scatto, vedete come in politica si procede sempre a scala con scatti, mai con continuità, con una linea continua. L’ulteriore scatto è che sostanzialmente vi è la necessità manifestata da parte degli interessati che i 15 mila diventino quasi 22 mila, ci sono tutte le ragioni obiettivamente: nel frattempo l’ipermercato di Savignano raddoppia, Cesena ha realizzato quello che ha realizzato, Forlimpopoli marcia non dico a gonfie vele, ma comunque si è realizzato e marcia, il problema è di vedere come se ne esce con la realizzazione anche dell’ampliamento con la questione dell’ipermercato naturale, che è quello del centro storico. Se vi è da fare un appunto alla Giunta Comunale secondo me è che si è atteso di arrivare a questo punto senza avere predisposto bene quello che è lo sviluppo dell’ipermercato naturale del centro storico e mi riferisco in particolare a un problema, anzi due, perché abbiamo avuto nel frattempo un’Agenzia del centro storico che in parallelo è andata molto piano rispetto a quelle che erano le aspettative della Città, quindi sostanzialmente arriviamo senza uno sviluppo continuo anche del centro storico e arriviamo a prendere delle decisioni invece sull’ipermercato senza che da quest’altra parte ci sia stato un corrispettivo di valorizzazione. Quindi dov’è la carenza del problema? La carenza del problema è che abbiamo parlato di riqualificazione di Piazza Guido da Montefeltro ma non siamo stati in grado di dire come avveniva questa riqualificazione e neanche in grado di posare la prima pietra, abbiamo parlato di un ventilato parcheggio sopraelevato adiacente a Via Vittorio Veneto senza anche qui Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 55 avere posato una prima pietra, abbiamo parlato di un’eventuale – almeno da parte di alcuni – possibilità di realizzazione o di vedere se era possibile la realizzazione di un parcheggio sotterraneo in Piazza del Carmine e anche qui non solo non si è posata la prima pietra, ma addirittura siamo rimasti a un sondaggio fatto 10 anni fa. Abbiamo parlato di arredo urbano per Via Giorgio Regnoli etc. etc., l’unica cosa che abbiamo realizzato – è giustamente una cosa fatta bene – è quella dei primi 300 metri di Corso Diaz. Abbiamo parlato di un percorso culturale della Città, che anche questo doveva essere segnato visibilmente, un percorso culturale che collegasse la Piazza Saffi con il San Domenico, con i palazzi di pregio della Città, con le aree di pregio della Città etc. etc. e anche qui purtroppo siamo ancora al palo. Volevo semplicemente concludere dicendo che c’è stata questa mancanza di sincronia tra le opere che secondo me sono necessarie nella Città. Concludendo, io credo che tutti quanti si rendano conto ormai purtroppo del fatto che non si può più eludere il problema dell’ipermercato, anche se per i capitali investiti, per le scelte fatte, anche se tutti ci rendiamo conto che come sempre succede si rischia, una volta passato il momento, di fare delle realizzazioni che sia in Regione, nel resto d’Italia ma a livello internazionale, cose che sembravano essere simbolo di modernità, in realtà non lo sono più passati i 20 anni e cioè la politica degli ipermercati e dei grandi supermercati, a cominciare dall’America per finire con la Francia, che erano le politiche iniziate 30 anni fa e che hanno avuto il massimo di sviluppo 20 anni fa, ormai su queste politiche si sta tornando indietro, però è altrettanto vero che cosa fatta capo a purtroppo! Il Sindaco che cosa poteva fare? Perché anche il Sindaco poi ha ereditato questa situazione, l’unica cosa che poteva fare secondo me è quella di operare perché questa struttura alla fine si concluda e per concludere il tormentone, ma nello stesso tempo deve operare affinché la ricaduta massima degli oneri, la ricaduta massima delle future Ici che si avranno con le realizzazioni in Via Punta di Ferro etc. ricadano sul centro storico. Mi rendo conto che il problema è capovolto, il problema in effetti è capovolto, è quasi come, quando si parlava della realizzazione della strada statale 67, Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 56 c’era la parte politica che diceva “bisogna fare il traforo perché poi la strada viene giù una volta fatto il traforo”: no, si è scelta la politica di fare i piccoli pezzettini, il traforo probabilmente non si farà mai e intanto si va avanti con i piccoli pezzettini e la 67 verrà quando verrà se verrà. Questa è la questione, la stessa cosa sta avvenendo per il centro storico e l’ipermercato: prima bisognava riqualificare e fare e operare affinché ci fosse l’ipermercato naturale del centro storico, dopo o perlomeno contemporaneamente pensare alla questione dell’ipermercato, tant’è la situazione è venuta fuori così. A questo punto direi che il problema è ineludibile e quindi, pure essendo posto al rovescio, non si può non portare avanti la realizzazione. Entrano i Cons. Camorani e Manucci ed esce il Cons. Bongiorno: Presenti n. 32. Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Non credo che sia il caso di dedicare un tempo lungo più di tanto a una replica, anche perché ho sentito riecheggiare ragionamenti, discorsi, proposte che erano state esattamente alla base di un dibattito che si era aperto proprio in occasione della discussione sull’iper prima che la discussione si bloccasse perché fu ritirata la variante. E lo dico con una battuta: se il tema del rilancio del centro storico fosse l’esistenza di un parcheggio sotto Piazza Saffi, che è noto non ci risulta possibile che avvenga, se questo fosse francamente non si capirebbe per quale motivo, oltre all’impossibilità ovviamente oggettiva, questo finora non si fosse fatto, se fosse la soluzione dei problemi del centro storico. Ho sentito riecheggiare ancora una volta, sono anni, l’unica proposta o in Piazza del Carmine o in Piazza Saffi parcheggio, senza considerare che in questi anni di più si sarebbe potuto fare e qualcuno avrebbe fatto anche di meno, ma io ricordo che gli investimenti sono stati fatti, i parcheggi in questa Città sono stati fatti, i 450 o 480 posti – non ricordo quanti siano – di Viale Salinatore, che non è centro storico, ma è una questione che ha una sua coerenza con quella zona della Città, è una cosa che basta passare e è in Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 57 via di realizzazione, ma il parcheggio di Viale Manzoni, che non è in Punta di Ferro, è a un tiro di schioppo dalla Piazza Saffi, è lì nella sua dimensione di oltre 240, 280 posti. Il parcheggio che abbiamo acquisito dai privati in Via Vittorio Veneto, dietro l’Hotel Executiv per intenderci, è lì con i suoi 100 posti in larga parte non utilizzati, semivuoto è il parcheggio interrato di fondo Corso della Repubblica nell’area ex Inail. Questo è centro storico o parliamo di un’altra parte della Città? Perché qui sono anni che continuiamo a dire le stesse cose non schiodando di un filo questo dibattito e il parcheggio che si è già deliberato per quanto riguarda la Giunta Comunale con l’approvazione del progetto e con tanto di finanziamento del raddoppio di Montegrappa, Via Bentivoglio etc. etc. non è che ce lo siamo inventati noi, è stata una delle proposte colte in un’interlocuzione anche con le associazioni del commercio e non solo, non come elemento risolutivo in cambio di un via libera dell’iper, perché così non è andata, ma come una delle azioni indicate utili per quella parte della Città. E io non credo che nel momento in cui in questi anni si sono o realizzati o approvati con la certezza degli atti deliberativi e con la certezza dei finanziamenti progetti quali il recupero e la riqualificazione di Viale della Libertà per 2,5 milioni, Piano degli investimenti progetto che è in fase di stesura nella sua esecutività e 2,5 milioni di finanziamenti già previsti, o i 900 mila Euro di Piazza Cavour, o i 600 mila Euro di Corso Diaz, o i 200 mila Euro per il rifacimento di Via Regnoli, entro la metà di aprile partirà il cantiere e lo dico perché anche qui ho sentito che c’è stata una sottovalutazione del fatto che su quello era già stata presa una decisione, peraltro comunicata al Consiglio Comunale perché su questo destiniamo una parte degli avanzi di amministrazioni se ricordate del bilancio dell’anno precedente, o le scelte compiute sull’ex Gil i cui cantieri sono in fase di partenza, o la questione del San Domenico con la chiesa che chi ha avuto l’opportunità di vedere si è reso conto che non è una cosa là da venire, ma è una cosa che nell’arco di pochi mesi sarà messa a disposizione della Città. Faccio solo degli esempi, o quel sistema tangenziale che non sarà finito chissà quando, che entro maggio vedrà aprire anche il lotto che è già Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 58 stato in larghissima parte costruito e per il quale è in atto la procedura di appalto del lotto più importante che è quello del collegamento con l’autostrada e quella rotatoria di fronte all’autostrada per dissipare anche la congestione del traffico che è dentro quel lotto il cui bando è già stato emanato da parte dell’Anas dentro l’anno, quindi avremo anche chi sarà in grado di realizzarlo, non sono i sogni messi dentro una discussione annosa che non ha mai prodotto niente, sono atti e scelte che chiunque non voglia mettersi gli occhiali è in grado di vedere girando dalla Città, una Città che io voglio dire in questi anni, pur con le contraddizioni e i ritardi, è cresciuta e non lo dice il Sindaco. Posso dire non chi è in malafede, non lo voglio dire, ma chi non ha nessun interesse per questa Città può dire che è una Città che è rimasta ferma, chi è in malafede dice questo o non vuole bene a questa Città, perché è necessario che noi riconosciamo le cose che abbiamo fatto per essere credibili per indicare quello che serve e se siamo dal 97 diceva Tavoletti ancora dietro una questione, che altre realtà vicine a noi hanno risolto da tempo, passate davanti all’autostrada vi vedete il centro commerciale dell’ipercoop portato con un atto che è oggetto adesso di Conferenza dei servizi da 18 a 24 mila metri quadrati, il raddoppio del centro di Imola e via cantando e noi stiamo qui ancora a cincischiare sui metodi, i percorsi e le conciliazioni, ma le altre città sono andate avanti e noi qui continuiamo ancora a produrre ragioni e tergiversare per un accidente di 21.500 metri quadrati che è già fuori mercato. E se ne prenda l’imprenditore il rischio se non andrà bene, ma io rilancio le ragioni per le quali qui siamo venuti con una variante, le ragioni per cui volemmo a quel tempo indicare quello strumento, ma allora vogliamo discutere di ciò che serve alla Città o vogliamo continuare ancora a traccheggiare, evidentemente molto più contenti che nulla succede? E poco importa Destra o Sinistra, qui di castagne al fuoco questo Sindaco non le toglie per nessuno! Ma sto con questo atto esercitando coerentemente una responsabilità che qui mi sono assunta, quando ho portato la deliberazione di variante, quando l’ho ritirata dicendo che appena ne fossero ricorse le condizioni, poiché le ragioni del blocco di quella deliberazione erano ben Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 59 diverse dalle ragioni sostanziali per le quali condividevamo quella scelta, io avrei riportato qui il riavvio del procedimento. Questo io sto facendo, in coerenza con una scelta, con un impegno chiaro e trasparente. Si chiama Coop7 l’attuale soggetto proprietario, sarà gestito dal Conad. Lo chiedo ai Consiglieri che ancora una volta su questo hanno dedicato tempo e parole pesanti: quali sono gli interessi che qui si suppongano essere sotto questa scelta, gli interessi di una amministrazione che ha privilegiato la cooperazione? Tavoletti sarà buon testimone che due erano allora le richieste e fu scelta una di queste richieste, di lì si è andato avanti e quando abbiamo fatto le medie superfici in questo Consiglio Comunale e fuori da questo Consiglio Comunale si disse che andavamo avanti per tutelare degli interessi, ma le avessimo fatte prima queste scelte di programmazione e avremmo forse anche un pluralismo di insediamento anche produttivo diverso. Mi scaldo su questo, perché di tutto io posso prendere atto ma non che si continui con la melina del detto e non detto e l’interesse quello sottostante e quello sovrastante, quello di Destra e quello di Sinistra. E quando non bastano le parole, si agita lo spauracchio della Magistratura. Sulla questione dell’iper in Magistratura ci siamo andati, il Sindaco è stato interrogato, chiamato come persona informata dei fatti com’è giusto che sia. E se c’è stato un abuso, sfido chiunque a dire che questo sia stato questione, come ho sentito riecheggiare, sostenuta tutto sommato con la compiacenza inattiva dell’Amministrazione Comunale. Sfido a ripetere questa accusa a questa Amministrazione Comunale, l’ho sostenuto di fronte alla Magistratura e lo ridico politicamente in Consiglio Comunale. Ci conviene smetterla con la storia degli interessi che non si sa mai quali che siano, o se si è a conoscenza di qualcosa si dica con chiarezza, perché è ora di finirla di pensare che ci siano sempre delle amministrazioni che sono qui a tutela di una parte e non dell’interesse della Città, perché non è un interesse pubblico consentire un’espansione produttiva, perché non è un interesse pubblico pensare che ci sia occupazione, perché non è un Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 60 interesse pubblico tentare di avere un elemento di attrattività pari quantomeno se non superiore, ma almeno pari a quello dei territori vicini. Cos’è l’interesse pubblico? Il non fare niente, perché comunque chiunque chiede qualcosa o propone qualcosa è portatore di un interesse, ma la responsabilità di un’Amministrazione Comunale è questa, altrimenti si fa un’altra cosa: si va a dirigere una bocciofila dove c’è meno responsabilità, ma non c’è la pretesa di essere forza dirigente di una città e forza di governo di una città… INTERVENTO FUORI MICROFONO DEL CONS. BACCARINI Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Baccarini, sto parlando dell’iper! INTERVENTO FUORI MICROFONO DEL CONS. DEL CONS. BACCARINI Sindaco MASINI: Baccarini, perché ti alteri? INTERVENTO FUORI MICROFONO BACCARINI Presidente MINGHINI: Cons. Baccarini, è già intervenuto, adesso interviene il Sindaco! Cons. Baccarini, è già intervenuto, adesso dia la possibilità di intervenire anche al Sindaco… (intervento fuori microfono) Cons. Baccarini, le sue considerazioni le ha già fatte e non vengono Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 61 registrate a verbale, adesso permetta al Sindaco di portare avanti il suo intervento, è già intervenuto e ha già detto queste cose. Sindaco MASINI: Non capisco perché il Cons. Baccarini si alteri, quasi che fosse il destinatario della mia presa di posizione. Presidente MINGHINI: Cons. Giunchi, mi aiuti! D’altra parte quando si fanno delle considerazioni forti, non è che un Sindaco non possa anche replicare con toni forti, ci siamo ascoltati e nessuno… (intervento fuori microfono) Cons. Gasperoni, visto che ci si è scaldati… (intervento fuori microfono) la mia coscienza me l’ha chiesto! Ci siamo ascoltati tutti, ascoltiamo anche il Sindaco chi lo vuole ascoltare, se uno non lo vuole ascoltare può anche uscire. INTERVENTO FUORI MICROFONO DEL CONS. GIUNCHI Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Non ho detto questo, semplicemente ho detto cose diverse, Giunchi, se poi ciascuno interpreta le parole dell’altro come vuole non ci capiremo mai per forza! Detto questo e per dare una risposta a un paio anche di richieste specifiche che sono state date, una cosa però voglio riconoscere e probabilmente certamente non sarà compatibile che ancora separa dalla fine di questa Amministrazione Comunale, ma penso che potrà essere lasciato come uno dei punti da riprendere il più velocemente possibile. Forse nel tempo che è trascorso e che io considero un tempo molto lungo nel quale le cose sono anche profondamente cambiate, avremmo potuto essere ancora più veloci nel cominciare a tradurre, e lo dico anche perché ha rilevato la mancanza di ogni approccio sistematico a una visione di sviluppo della Città e segnatamente del centro storico. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 62 Ricordo che qui noi abbiamo discusso un documento che dava delle linee che è stato approvato e su quelle ci siamo mossi, si può dire che siamo andati con lentezza e forse quegli atti che erano prelusivi della costituzione dell’Agenzia, che sono le convenzioni, gli accordi e i protocolli d’intesa per il centro commerciale all’aperto che io spero vengano prima della conclusione di questa legislatura, non saranno atti consiliari ma li porteremo all’attenzione delle commissioni, quantomeno proprio per restituire ciò che si è fatto coerentemente con le indicazioni di quel progetto, avrebbero dicevo consigliato di produrre più velocemente alcune azioni. Ma voglio ricordare che questo centro storico ha questa situazione, che non è nata 3 anni fa, probabilmente i cambiamenti l’hanno accentuata, ma rifiuto che si neghi che non si sia fatto nulla e ritengo che anche per la prima volta, avendo adottato uno strumento di approccio sistematico per gli interventi del centro storico, quello sia il punto di riferimento lungo il quale io spero anche la prossima Amministrazione Comunale vorrà continuare. E allora le due questioni non sono alternative, lo dicemmo 2 anni fa, ci sono stati disallineamenti, ci saranno stati anche dei ritardi, ma non è la ragione per la quale oggi diamo come qualcuno ha detto una sorta di priorità al Pua dell’iper, perché chissà quali interessi ci spingono mentre gli altri aspettano, Cons. Aprigliano, non è così, perché questa cosa l’abbiamo portata in Consiglio Comunale il 17 e se non ci fosse stata la ragione del ritiro della deliberazione probabilmente l’avremmo già approvata e quell’iper oggi forse ci sarebbe. Infine per quanto riguarda la richiesta anche di potere separare l’indicazione dell’atto di deliberazione che possa fare condividere e quindi recepire i contenuti dell’informativa che ho dato è in riferimento all’istituto Oliveti. Ovviamente così come nel precedente accordo di programma anche con lo strumento dell’integrazione dell’accordo di programma sono gli stessi soggetti che ne avevano compartecipato l’altra volta e poiché giustamente, come anche da molti interventi è stato rilevato, ci deve essere sulle scelte non solo l’interesse pubblico del perché si fa una scelta, ma anche in termini di compensazione l’individuazione di opere e di interventi utili alla Città. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 63 Apro e chiudo una parentesi: nell’indicazione delle opere – lo dico per Gugnoni – per un valore intorno ai 2,2 milioni o 2,4 milioni una parte è quantificata in un valore di opere che non riguardano soltanto l’iper, l’iper se si fosse aperto aveva già le cose che erano già state fatte, le strade, i parcheggi etc., quando noi indichiamo una rotatoria importante su Via Due Ponti, questa roba andrebbe fatta a prescindere dall’iper, perché quello è diventato uno degli assi di collegamento di quella zona della Città dalla zona del Lughese e del Faentino in collegamento con la nostra zona industriale e con il nostro casello autostradale. Quando indichiamo la rotatoria di fronte a Via Punta di Ferro per intenderci, è esperienza di ciascuno di noi che almeno 2 volte la settimana di lì passiamo e quando si tratta di svoltare dalla Via Ravegnana in Punta di Ferro, o di svoltare a Sinistra da Punta di Ferro sulla Via Ravegnana nelle ore di punta qualcuno sa quanto tempo ci si mette se passa da lì? Quella roba non c’entra se non tangenzialmente con la questione dell’iper… (interruzioni) quelle cose che avremmo dovute fare comunque. Dopodiché abbiamo ritenuto opportuno, proprio per mantenere fede a un impegno che qui fu assunto che una parte anche delle opere di interesse della Città fossero segnatamente dedicate al centro storico, questa è la ragione di avere orientato un milione e due di fondi che lo ripeto vanno a coprire l’uso di risorse proprie che il Comune doveva trovare su un progetto, che è già stato approvato e quindi quelle risorse che si liberano saranno destinate a un’altra opera. Non lo so se sarà questo Consiglio Comunale che individuerà quale opera, perché le cose a cui ho fatto riferimento sono già finanziate, sarà il prossimo perché cambierà le amministrazioni, ci sarà un nuovo Consiglio Comunale, ma non verrà meno l’esigenza di continuare a lavorare su questi temi. Detto questo, la Provincia aveva fatto rilevare che c’era un interesse importante per una questione urgente, visto che parliamo di interessi diffusi, che riguardava esattamente la necessità di edificare un nuovo edificio per tutte le ragioni conosciute. Abbiamo ritenuto, ragionando con la Provincia, che non fosse possibile mettere l’edificio dentro l’insieme delle opere che erano afferenti alla tematica della quale abbiamo discusso, ma Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 64 contestualmente abbiamo riconosciuto che questo fosse un problema vero, reale e urgente, del quale portatore di interesse è certo la Provincia, ma rispetto al quale certamente il Comune non può essere disattento. E è questa la ragione per la quale, nel momento in cui si divide un pacchetto di opere viarie, parcheggi etc. etc., si è riconosciuto certo procedendo non dentro un’integrazione dell’accordo di programma, ma attraverso l’adozione di successivi strumenti e dati di trovare le modalità per supportare la Provincia in questo obiettivo che è una questione urgente. Questo è il senso, quindi non c’è nessuna integrazione dell’accordo di programma, perché è materia ultronea rispetto a quello, ma sta dentro questa logica di un cointeressamento della Provincia, che indica questa sua urgenza e priorità e che è compartecipe anche dell’atto per il quale vi ho fatto l’informativa, perché oggi non stiamo adottando l’atto deliberativo sostanziale. Sarà il secondo atto che sarà successivo che porterà, per la deliberazione di adozione dell’integrazione dell’accordo di programma in tempo utile, io spero prima dello scioglimento di questo Consiglio Comunale. Questo è l’impegno che abbiamo, vedremo nelle sedute successive del Consiglio Comunale e comunque in tempo utile di potere arrivare con questa deliberazione in coerenza con quanto oggi è stato detto. Esce il Cons. Baccarini: Presenti n. 31. Esce la vice Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig.ra Zabsonre. Cons. RONCHI: Ho chiesto espressamente di separare i due punti della deliberazione per permettere ai Consiglieri comunali… Presidente MINGHINI: Però, Cons. Ronchi, il Sindaco ha chiaramente detto che non è separabile, nel senso che altrimenti salterebbe tutto, quindi non è che si può votare, dopo chiaramente politicamente credo Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 65 sia emerso e d’altra parte non credo che nessuno sulla seconda parte sia contrario. Cons. GUGNONI: Ho 30 secondi e 30 secondi uso, ne ho già usati 5. Dico semplicemente che finalmente in questo Consiglio Comunale si è capito come stanno le cose, allora ha ragione il Sindaco: è ora di smetterla di dire che ci sono degli interessi sotterranei da difendere, ha ragione benissimo. Io dico esplicitamente che sono stati difesi gli interessi di chi gestisce il supermercato rispetto agli interessi del centro storico e per questo voto contro. Cons. MATTEUCCI: Volevo chiedere oggi nella riunione dei Capigruppo si è detto che ci sarebbe stata un’informativa del Sindaco, però si è detto che non si votava oggi. Che voto sarebbe questo? Presidente MINGHINI: Questo non è il voto della deliberazione, questo è semplicemente il voto sul recepimento dei contenuti dell’informativa del Sindaco. Cons. MATTEUCCI: È una raccomandata, allora ne prendiamo atto, ma che bisogno c’è di votare? Presidente MINGHINI: Non è obbligatorio, però diciamo che il Consiglio Comunale in questo caso dà il mandato al Sindaco di andare avanti, secondo quanto ha detto nella sua relazione. La deliberazione verrà successivamente in un altro Consiglio Comunale. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 66 Cons. MATTEUCCI: D’accordo. Una cosa sola intanto che ho la parola, faccio parte di questo Consiglio Comunale e sarà l’ultima volta che faccio parte di un Consiglio Comunale per motivi di età, però non sono mai stato disposto a appoggiare cose poco pulite. L’amico Cons. Gugnoni ha aperto il suo intervento dicendo che c’erano degli interessi particolari, che c’erano dei debiti da pagare o dei crediti da riscuotere, ma quando si parla in questa maniera, siccome non sono disponibile a approvare certe cose ti inviterei a fare nomi e cognomi e dire in quali circostanze, altrimenti questo diventa diffamazione che può essere anche perseguita penalmente. È poco serio dire “ci sono dei debiti, ci sono degli interessi”: dì quali sono, poi io prenderò le decisioni, perché sei abituato a fare delle accuse senza mai documentarle, assumiti le tue responsabilità! Esce il Cons. Sansavini: Presenti n. 30. Cons. BURNACCI: In modo telegrafico anch’io, perché tutte le ragioni le abbiamo già dette. Voglio semplicemente ribadire alla fine di questo dibattito, dopo che il Sindaco ha parlato, che questo accordo di programma che lei ha presentato come integrativo, legato agli ulteriori 7 mila metri quadrati, non dà nulla o pochissimo, spiccioli, miseria all’interesse pubblico, perché noi ripetiamo che le opere infrastrutturali che vengono fatte nell’area sono al 95% funzionali al funzionamento dell’iper e quindi dovrebbero essere considerate infrastrutture che l’iper dovrebbe essere a suo carico e tutta la restante parte di interesse pubblico dovrebbe essere invece dirottata sul centro storico. Non confondiamo le acque, perché le opere funzionali all’interesse e al funzionamento dell’iper non possono essere considerate qualcosa di dato nel conto dell’interesse pubblico. Vedi deliberazione n. 38 Esce la Cons. Gentilini: Presenti n. 29. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 67 Cons. GUGNONI: Sull’ordine dei lavori, non ho capito oggi si doveva parlare della questione delle maestre che è stata tirata fuori 15 giorni fa, perché qui nessuno ha detto niente? Ci eravamo dati un appuntamento, vorrei sapere perché qui nessuno ha detto niente e vorrei che fosse messa a verbale questa cosa immediatamente. Che modo di fare è?! Presidente, lei si era preso l’impegno che il 23 ne parlavamo, perché nessuno ha parlato? Presidente MINGHINI: Non è ancora concluso il Consiglio Comunale. Andiamo avanti con gli argomenti, poi ci sarà una comunicazione su questo aspetto. OGGETTO N. 32 PIANO URBANISTICO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PUBBLICA RELATIVO AD AREA DI PROPRIETA' COMUNALE CLASSIFICATA DAL POC COME ZONA DI NUOVO INSEDIAMENTO ''ZNI M 27'', VIA ORCEOLI, VIA SCHUMAN ADOZIONE PROGETTO E SCHEMA DI CONVENZIONE. Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^ Commissione consiliare. Escono le Conss. Burnacci e Milanesi, i Conss. Perelli, Ronchi, Casadei Gardini e Samorì: Presenti n. 23. In sostituzione del Cons. Ronchi il Presidente nomina Scrutatore il Cons. Gugnoni. Vedi deliberazione n. 39 OGGETTO N. 33 Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 68 PIANO URBANISTICO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA RELATIVO AD AREA CLASSIFICATA DAL POC VIGENTE COME AMBITO DI TRASFORMAZIONE ''ADF 4B'', LOC. VILLANOVA TRA LE VIE RIO COZZI, DELL'ACQUA E DELLA TERRA - APPROVAZIONE PROGETTO E SCHEMA DI CONVENZIONE. Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^ Commissione consiliare. Vedi deliberazione n. 40 OGGETTO N. 34 RINTAL URBANISTICO S.P.A. - VARIANTE GENERALE ALLO STRUMENTO (PSC-POC-RUE) AI SENSI DELL'ART. 5 DEL D.P.R. 447/1998 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI CONVENZIONE PER ED APPROVAZIONE REALIZZAZIONE SCHEMA DI OPERE DI URBANIZZAZIONE. Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^ Commissione consiliare. Vedi deliberazione n. 41 OGGETTO N. 41 CONVENZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI A SOSTEGNO DEI REDDITI DEI LAVORATORI E DELLE FAMIGLIE - APPROVAZIONE. Escono i Conss. Zambianchi e Tavoletti: Presenti n. 21. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 69 Presidente MINGHINI: Questo oggetto è stato visto in sede di 2^ Commissione consiliare, è quell'accordo fatto anche insieme alla Provincia, quindi anche per dare applicazione immediata a questo fondo. Vedi deliberazione n. 42 Esce il Cons. Aprigliano: Presenti n. 20. OGGETTO N. 35 PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA' TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON L'ASSOCIAZIONE MASQUE TEATRO DI FORLI' -APPROVAZIONE. Cons. GUGNONI: Molto semplicemente e molto rapidamente, voterò su queste 4 deliberazioni, perché naturalmente non ne tratto una per una tanto sono tutte collegate, voterò contro le prime due deliberazioni e mi asterrò sulla terza e voterò a favore della quarta, per un semplice motivo: perché io penso che in questa Città, dal punto di vista della cultura e dal punto di vista in generale si potrebbe sostenere, in questa Città non c’è nessun tipo di volontà di premiazione del merito, per cui succede che si diano delle condizioni, si facciano rientrare in convenzione enti o associazioni che non hanno alcun tipo di requisito per potervi rientrare secondo il mio modesto parere. Che uno faccia uno spettacolo sugli spaghetti cacio e pepe, o che uno lo faccia su Amleto, in questa Città è esattamente la stessa cosa! Per questo motivo, siccome ci sono due realtà che secondo me non meritano il sostegno e una convenzione, che sono nello specifico Masque teatro di Forlì e Città di Ebla, su queste voterò contro. Mi asterrò su Accademia Perduta perché oggettivamente un lavoro Accademia Perduta lo fa e questo è innegabile, dall’altro punto di vista secondo me la si è lasciata lavorare in monopolio per troppi anni, per cui dal punto di vista Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 70 metodologico questa cosa non mi piace. E voterò a favore di Elsinor perché inevitabilmente è l’unica che fa teatro di qualità in questa Città. Volevo dire questo e a questo non aggiungo altro. Vedi deliberazione n. 43 OGGETTO N. 36 PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA' TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON L'ASSOCIAZIONE CITTA' DI EBLA DI FORLI' - APPROVAZIONE Entra il Cons. Tavoletti: Presenti n. 21. Vedi deliberazione n. 44 Esce la Cons. Mancini: Presenti n. 20. OGGETTO N. 37 PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA' TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON LA SOCIETA' ACCADEMIA PERDUTA / ROMAGNA TEATRI SOC. COOP. AR.L. - APPROVAZIONE. Vedi deliberazione n. 45 OGGETTO N. 38 PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA' TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON LA SOCIETA' ELSINOR SOC. COOP. AR.L. - APPROVAZIONE. Vedi deliberazione n. 46 Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 71 OGGETTO N. 39 TRASFORMAZIONE CIRCUITO GAER (GIOVANI ARTISTI EMILIA ROMAGNA) IN ASSOCIAZIONE - ADESIONE ED APPROVAZIONE STATUTO. Entra la Cons. Mancini: Presenti n. 21. Vedi deliberazione n. 47 OGGETTO N. 40 VERBALE SEDUTA CONSILIARE DEL 9 MARZO 2009 APPROVAZIONE. Esce il Cons. Gugnoni: Presenti n. 20. Vedi deliberazione n. 48 MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO OGGETTO N. 1 MOZIONE VOLTA AD IMPEGNARE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SUL TEMA DELL’IMMIGRAZIONE. Rinviato OGGETTO N. 2 ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD INTITOLARE UNA VIA O UNA PIAZZA DELLA NOSTRA CITTÀ ALL’AVVOCATO GIOVANNI FONTANA ELLIOT. Rinviato Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 72 OGGETTO N. 3 ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD INTITOLARE UNA VIA, UNA PIAZZA O UNA STRUTTURA DI INTERESSE COMUNALE ALLA MEMORIA DI GIACOMO FILIPPI DECEDUTO NELLA TRAGEDIA DI USTICA. Rinviato OGGETTO N. 4 MOZIONE VOLTA AD UN’INTESA TRA I PARTITI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE PER LA RISOLUZIONE DI PROBLEMATICHE. Rinviato OGGETTO N. 5 MOZIONE VOLTA AD UN IMPEGNO PER FAR CONOSCERE LA CARTA COSTITUZIONALE ALLA GENTE E IN PARTICOLARE AI GIOVANI NELLE SCUOLE. Rinviato OGGETTO N. 6 ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD ANNULLARE O CORREGGERE LA DELIBERA CON LA QUALE SI È DATO MANDATO AL SINDACO DI PRESENTARE QUERELA VERSO I GIORNALI LOCALI SUL CASO AFFIDI. Rinviato OGGETTO N. 7 ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AD UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA LEGGE N. 194/1978. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 73 Rinviato OGGETTO N. 8 MOZIONE VOLTA AD IMPEDIRE LA DECISIONE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA IN MERITO ALLA SPERIMENTAZIONE DELLA PILLOLA RU 486. Rinviato OGGETTO N. 9 ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLE POLITICHE ABITATIVE. Rinviato OGGETTO N. 10 ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI ISTRUZIONE E UNIVERSITÀ. Rinviato OGGETTO N. 11 ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AL TRASFERIMENTO DI DA FORLI' AD ALTRA SEDE DEI SERVIZI E ATTIVITA' DI ANATOMIA PATOLOGICA. Rinviato OGGETTO N. 12 ORDINE DEL GIORNO PER DICHIARARE IL TERRITORIO COMUNALE DENUCLEARIZZATO. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 74 Rinviato OGGETTO N. 15 "ACQUA BENE COMUNE": ORDINE DEL GIORNO DI ADESIONE AL MANIFESTO PER L'ACQUA E AL COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER L'ACQUA PUBBLICA, IMPEGNI CONSEGUENTI. Rinviato OGGETTO N. 17 ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE. Rinviato Presidente MINGHINI: Il prossimo Consiglio Comunale è previsto per il 30 marzo, poi sicuramente ci sarà anche il 6 aprile, dopodiché ci aggiorniamo perché dovremmo potere operare anche quantomeno fino al 21 aprile, non escludo che facciamo un Consiglio Comunale anche la settimana di Pasqua, chiaramente non il lunedì di Pasqua, però si potrebbe fare il martedì dopo Pasqua, però ne riparleremo. Sicuramente ci saranno 30 marzo e 6 aprile, sempre alle 15.30. Buonasera a tutti. Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 75 La seduta ha termine alle ore 19,09. Fatto, letto e sottoscritto. Il Presidente (Luciano Minghini) Il Funzionario Il Segretario Generale (Aura Casadei) (Antonio Ventrella) Consiglio Comunale del 23 marzo 2009 Pag. 76