Deliberazione - Comune di Forlì

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Deliberazione - Comune di Forlì
Anno 2009
Deliberazione n. 59
Pos. Rag. n.
COMUNE DI FORLI’
CONSIGLIO COMUNALE
ca
Seduta del 6 Aprile 2009
In sessione ordinaria di prima convocazione del giorno 6 Aprile 2009 alle ore 15:30 in seduta
pubblica.
Convocato con appositi inviti, il Consiglio Comunale si è riunito oggi nella Sala Consiliare
con l’intervento dei Consiglieri qui appresso indicati come risulta dall’appello fatto dal Segretario.
N.
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Cognome e nome Consiglieri
APRIGLIANO FRANCESCO
AVELLONE ANDREA
BACCARINI ROMANO
BIONDI LAURO
BONAVITA OTTAVIO
BONGIORNO VINCENZO
BRIGANTI MAURO
BURNACCI VANDA
CAMORANI VALERIA
CASADEI GARDINI FRANCESCO
CASTAGNOLI ALESSANDRO
ERRANI MARCO
FARNETI PAOLO
FRANCIA FABRIZIO
GASPERONI ROBERTO
GENTILINI TATIANA
GIUNCHI FLAVIO
GUERRINI PIO
GUGNONI GABRIELE
MANCINI ENRICA
MANUCCI CRISTIAN
Pr.
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As.
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N.
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Cognome e nome Consiglieri
MARABINI GIULIO
MASINI NADIA
MATTEUCCI LEO
MILANESI LEA
MINGHINI LUCIANO
MONTANARI MASSIMO
MORGAGNI DIANA
NERVEGNA ANTONIO
PERELLI FILIBERTO
RAGAZZINI PAOLO
RONCHI ALESSANDRO
SAMORI' PIETRO
SANSAVINI LUIGI
SBARAGLI ERIO
TAMPELLINI RICCARDO
TAPPARI DANIELE
TAVOLETTI GIOVANNI MARIO
TERRACCIANO UGO
VALENTINI MARCO
ZAMBIANCHI LUCA
Pr.
X
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X
X
X
X
X
As.
X
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X
X
X
X
X
TOTALE PRESENTI: 23
TOTALE ASSENTI: 18
Partecipa il VENTRELLA ANTONIO.
Scrutatori i Sigg. Consiglieri BRIGANTI MAURO, GUERRINI PIO, MILANESI LEA.
Partecipano alla seduta gli Assessori Sigg.ri BUFFADINI LODOVICO - CAPACCI PALMIRO GALASSI ELVIO - LEGA LORETTA - MARCHI TIZIANO - MARZOCCHI GIANFRANCO ZANETTI LIVIANA - ZELLI GABRIELE - - .
Partecipa, altresì, in qualità di invitato permanente la Sig.ra Lizeta Zabsonre, Vice Presidente della
Consulta dei Cittadini Stranieri.
Essendo legale il numero degli intervenuti, il Presidente MINGHINI LUCIANO pone in discussione
il seguente argomento:
OGGETTO n. 45
VERBALE DI SEDUTA
APPROVAZIONE.
CONSILIARE
DEL
23
MARZO
2009
-
2
In merito era stato distribuito ai Capigruppo consiliari copia del
verbale in approvazione.
Indi;
IL CONSIGLIO COMUNALE
Preso atto del testo del verbale di cui trattasi;
Preso in esame il resoconto di registrazione con le delibere effettivamente
adottate oggetto del resoconto stesso;
Riconosciuta la conformità, la veridicità e la genuinità tra le delibere
adottate e pubblicate e il resoconto stesso;
Visti gli artt. 26 e 27 del Regolamento del Consiglio comunale;
Con voti unanimi, espressi con procedimento elettronico;
DELIBERA
1. di approvare, a tutti gli effetti di legge, il verbale della seduta consiliare del 23
Marzo 2009, nel testo allegato alla presente deliberazione per costituirne parte
integrante e sostanziale, dalla delib. n. 38 alla delib. n. 48.
***************
3
Fatto, letto e sottoscritto
IL PRESIDENTE
IL SEGRETARIO GENERALE
___________________
_______________________
Copia della presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio il giorno 15 Aprile
2009 e vi resterà affissa per la durata di gg.15.
LA RESPONSABILE UNITA’ GIUNTA E CONSIGLIO
Forlì, 15 Aprile 2009
_________________________
La presente deliberazione:
è divenuta esecutiva ai sensi dell’art. 134, comma 3, del D.Lgs. 18/8/2000, n. 267.
è stata dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lgs.
18/8/2000, n. 267.
LA RESPONSABILE UNITA’ GIUNTA E CONSIGLIO
Forlì, 27 Aprile 2009
____________________________
COMUNE DI FORLI’
VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
IN SESSIONE ORDINARIA DI PRIMA
CONVOCAZIONE DEL GIORNO 23 MARZO 2009
SEDUTA PUBBLICA ALLE ORE 15,40
Convocato con appositi inviti il Consiglio Comunale si è riunito oggi
nella Sala Consiliare con l’intervento dei Consiglieri qui appresso indicati,
come risulta dall’appello fatto dal Segretario Generale:
1) APRIGLIANO
Francesco
10) GUERRINI
Pio
2) BACCARINI
Romano
11) GUGNONI
Gabriele
3) BRIGANTI
Mauro
12) MANCINI
Enrica
4) BURNACCI
Vanda
13) MASINI
Nadia
5) CASADEI Gardini Francesco
14) MATTEUCCI
Leo
6) ERRANI
Marco
15) MINGHINI
Luciano
7) FARNETI
Paolo
16) MORGAGNI
Diana
8) FRANCIA
Fabrizio
17) RONCHI
Alessandro
9) GIUNCHI
Flavio
18) SAMORI’
Pietro
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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Risultano assenti i Conss. Sigg.ri: Avellone Andrea, Biondi Lauro,
Bonavita Ottavio, Bongiorno Vincenzo, Camorani Valeria, Castagnoli
Alessandro, Gasperoni Roberto, Gentilini Tatiana, Manucci Cristian,
Marabini Giulio, Milanesi Lea, Montanari Massimo, Nervegna Antonio,
Perelli Filiberto, Ragazzini Paolo, Sansavini Luigi, Sbaragli Erio,
Tampellini Riccardo, Tappari Daniele, Tavoletti Giovanni Mario,
Terracciano Ugo, Valentini Marco, Zambianchi Luca: Presenti n. 18.
Partecipano alla seduta gli Assessori:
-
BERTOZZI
Loretta
- GALASSI
Elvio
-
BUFFADINI
Lodovico
- LEGA
Loretta
-
CAPACCI
Palmiro
- ZELLI
Gabriele
Partecipa alla seduta il Segretario Generale, Dott. Antonio Ventrella.
Essendo legale il numero degli intervenuti il Sig. Minghini Luciano,
assumendo la Presidenza, dichiara aperta la seduta e nomina Scrutatori i
Sigg.ri Consiglieri: Mauro Briganti, Pio Guerrini e Alessandro Ronchi.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla odierna seduta i
Conss.: Riccardo Tampellini, Erio Sbaragli, Alessandro Castagnoli e l’Ass.
Liviana Zanetti.
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COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
OGGETTO N. 7
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE.
Trattato
INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
OGGETTO N. 9
INTERROGAZIONE URGENTE, PRESENTATA IN DATA 12
GENNAIO 2009 DAL CONS. ROMANO BACCARINI ED ALTRI,
AFFINCHE' SI DISCUTA CON URGENZA IN CONSIGLIO
COMUNALE LA SITUAZIONE PATRIMONIALE DI SAPRO SPA.
Rinviato
OGGETTO N. 14
INTERPELLANZA URGENTE, PRESENTATA IN DATA 5
FEBBRAIO 2009 DAL CONS. FLAVIO GIUNCHI PER AVERE
CHIARIMENTI IN MERITO ALLE CELEBRAZIONI DEL GIORNO
DEL RICORDO.
Rinviato
OGGETTO N. 16
INTERROGAZIONE, PRESENTATA IN DATA 19 FEBBRAIO
2009 DAL CONS. PAOLO FARNETI PER CONOSCERE LE
INIZIATIVE E I PROTOCOLLI OSPEDALIERI MESSI IN ATTO
ALLO SCOPO DI ARGINARE IL FENOMENO DEL MALESSERE
GIOVANILE.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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Rinviato
OGGETTO N. 18
INTERROGAZIONE, PRESENTATA IN DATA 6 MARZO 2009
DALLA CONS. VANDA BURNACCI IN MERITO AI PROGETTI ED
AI PROGRAMMI FUTURI DI SEAF SPA PER LO SVILUPPO
AEROPORTUALE.
Rinviato
OGGETTO N. 20
QUESTION-TIME SU DIMISSIONI N. 2 CONSIGLIERI DI
AMMINISTRAZIONE A.S.P.
Entra il Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig. Raies
Imed.
Presidente MINGHINI: Facciamo il question time, dopodiché
passiamo agli argomenti, se poi ci raggiunge il Consigliere Nervegna
facciamo anche la sua interrogazione. Ne posso dare lettura, Consigliere?
“Visto il nuovo bando comunale relativo ai componenti dell’Asp che
ha incorporato anche l’attività dell’asilo Santarelli, venuta a conoscenza
delle dimissioni di due Consiglieri dal Consiglio attuale di amministrazione,
chiede:
-
di fare conoscere le motivazioni che risultano dalle dimissioni,
-
se risulta un clima di prevaricazione dell’attuale Presidente che
contrasta fortemente con lo spirito di collaborazione e di apertura
necessari da parte dei rappresentanti del Comune nell’avviare l’attività
dell’Asp,
-
se non ritiene opportuno che il Consiglio Comunale esamini un
rendiconto dell’attività stessa della Presidenza e del Consiglio di
amministrazione della suddetta Asp.”
Stiamo parlando dell’Asp Oasi.
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Entrano i Conss. Valentini e Bonavita: Presenti n. 20.
Ass. LEGA: Sul primo punto rispetto alla richiesta della Cons.
Burnacci io dò lettura delle due lettere di dimissione delle due Consigliere
che hanno dato le dimissioni dal Consiglio di amministrazione dell’Azienda,
la prima lettera di dimissione è del 05 marzo e è della Consigliera Chiodoni:
“con la presente, seppure con sincero dispiacere, rassegno le mie dimissioni
dalla carica di Consigliera del Consiglio di amministrazione dell’Asp Oasi
per motivi familiari, dettati dalla recente maternità, che unita ai già gravosi
impegni di lavoro non mi consentono un serio e costante impegno nell’Asp.
Ringrazio sinceramente per la fiducia accordatami e porgo i miei più
cordiali saluti”. Questa lettera dell’Avv. Annalisa Chiodoni è del 05 marzo
2009.
In data 10 marzo 2009 poi sono pervenute al Sindaco Nadia Masini in
qualità di Presidente dell’assemblea dei soci dell’Azienda Oasi le dimissioni
della Consigliera Silvia Federici, di cui do lettura: “io sottoscritta Silvia
Federici, Consigliera dell’Asp Oasi, presento formalmente le mie dimissioni
dal Consiglio di amministrazione a lei in qualità di Presidente
dell’assemblea dei soci. In questi mesi ho avuto l’opportunità, grazie alla
fiducia concessami dai soci tutti, di intraprendere un’esperienza per me
importante e significativa. Ho conosciuto e apprezzato le tante e
preziosissime risorse che sono patrimonio dell’Asp, dagli operatori della
scuola materna Santarelli a quelli del centro Conviviamo, che hanno saputo
esprimere grande competenza e professionalità, garantendo anche nei
momenti di transizione, dove gli assetti non erano a pieno delineati, la
massima qualità dei servizi proposti.
Ho inoltre potuto vedere l’orizzonte di future opportunità e del ruolo
fondamentale che l’Asp può davvero raccogliere nei confronti delle
pubbliche amministrazioni, mettendo a disposizione eccellenze e sapienza
nelle prestazioni socioeducative dell’intero comprensorio, facendosi braccio
operativo pubblico, offrendo quindi garanzie e tutele dei comuni. Questo
orizzonte è da perseguire per non disperdere l’inestimabile patrimonio e le
infinite possibilità di sviluppo.
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Ho ritenuto, seppure con grande rammarico, di rassegnare le mie
dimissioni poiché vedo compromesse le prospettive di sviluppo del ruolo
dell’Asp, a causa di una gestione che ha trasceso la condivisione e la
franchezza, prerogative imprescindibili per potere esercitare a pieno il
mandato avuto dai soci. Faccio un passo indietro, affinché l’Asp possa
progredire verso il naturale approdo per il quale è stata costituita. Ringrazio
lei e tutti i soci dell’assemblea per la fiducia che mi avete accordato,
l’occasione inoltre mi è gradita per porgere cordiali saluti.”
Queste sono le due lettere di dimissioni che hanno fatto pervenire le
due Consigliere e che hanno portato all’immediata decadenza di questo
Consiglio di amministrazione, così come vuole lo statuto con cui si è
costituita l’Azienda, a dire appena ricevute le dimissioni delle due
Consigliere ci siamo riuniti con l’unità che si occupa delle società
partecipate, il Dott. Foschi e i suoi collaboratori e abbiamo rilevato dallo
statuto che il Consiglio di amministrazione è decaduto, essendosi dimessi
due Consiglieri su tre e non ha più alcun potere, non aveva più dal giorno
stesso in cui è decaduto alcun potere.
Tant’è che l’assemblea dei soci, riunita lunedì scorso, non ha potuto
fare altro che prendere atto della decadenza avvenuta del Consiglio di
amministrazione e insieme all’assemblea dei soci nella seduta di lunedì
scorso abbiamo preso la decisione che la massima trasparenza nel costituire
il nuovo Consiglio di amministrazione, che per statuto dovrebbe avvenire
entro 10 giorni dalla decadenza del precedente, era opportuno che la
costituzione del nuovo Consiglio di amministrazione avvenisse attraverso
una procedura che dà l’opportunità della maggiore trasparenza possibile
acconsentita oggi dagli strumenti di cui può disporre una pubblica
amministrazione per agire con trasparenza, cioè l’emanazione di un bando
pubblico.
Nella consapevolezza però che in questo momento non esiste alcun
Consiglio di amministrazione, quindi l’attività dell’amministrazione
dell’Azienda è ferma trovandoci anche in assenza di un Direttore e poi dirò
perché, dirò un po’ l’iter che è stato fatto per reperire il Direttore, che non
ha portato ancora al reperimento di una figura stabile di Direttore, si è
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deciso di tenere aperto il bando soltanto 8 giorni, non è una durata di solito
usuale, di solito diamo almeno 15 o 20 giorni di tempo, però nella
consapevolezza che siamo privi di una testa dell’Azienda in questo
momento, perché così l’amministrazione non c’è, vogliamo tenere sospesi i
lavori il meno possibile e quindi hanno convenuto i soci di dare solo 8
giorni di tempo e domani scade il termine per presentare le autocandidature
per comporre il nuovo Consiglio di amministrazione.
Secondo punto “se le risulti un clima di prevaricazione dell’attuale
Presidenza”, io rispondo no, non sono stata ovviamente componente del
Consiglio di amministrazione, devo dire che ci sono stati molti momenti in
cui le tre Consigliere, per il fatto anche di trovarsi di fronte a uno strumento
gestionale
quale
quello
dell’Azienda
totalmente
nuovo,
parliamo
dell’unione di due ex Ipab, dovendo attivare anche procedure nuove in
assenza e credo anche questo elemento purtroppo abbia inciso sul clima
complessivo
che
si
era
instaurato
all’interno
del
Consiglio
di
amministrazione, soprattutto sugli oneri e sulle cose da fare e anche su tutte
le procedure amministrative da attivare, abbia inciso negativamente, però
questo purtroppo è lo stato delle cose e devo dire che molte volte non ci
sono state unità di vedute nell’affrontare i vari problemi e le cose da fare per
l’Azienda.
Ripetutamente l’Amministrazione Comunale, attraverso la mia
persona, si è fatta interprete di questi punti di vista diversi e abbiamo
organizzato numerosi incontri con i nostri dirigenti dei settori che afferivano
ai servizi che l’Azienda gestiva, quindi l’area del sociale, l’area educativa,
ma anche l’area del patrimonio, perché l’Azienda ha un grande patrimonio.
Per sopperire anche alla carenza di Direttore, perché noi emanammo il
bando per individuare il Direttore in luglio, rispetto al bando abbiamo
ricevuto 22 autocandidature, la Commissione che ha lavorato ha evidenziato
che soltanto due persone avevano i requisiti richiesti dal bando, l’Azienda
ha interpellato e ha dato l’incarico al primo della graduatoria, che si è preso
tutto il tempo necessario per fare le sue valutazioni se accettare o no e lo
statuto prevede un mese; alla fine ci ha risposto che non accettava l’incarico,
si è passati al secondo in graduatoria, poi l’iter è stato il medesimo e alla
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fine, per ragioni legate alla propria attività lavorativa attuale e al fatto che i
comuni da cui dipendeva questa seconda persona non le concedevano
l’aspettativa per tutta la durata dell’incarico che andava a assumersi, ha suo
malgrado rinunciato all’incarico e quindi siamo tuttora in assenza di un
Direttore dell’Azienda.
Nel frattempo, con la collaborazione di tutti i comuni, abbiamo trovato
delle soluzioni transitorie, quindi un Direttore a part-time che è una
funzionaria di un Comune, nella fattispecie è il Comune di Castrocaro che è
prestata all’Azienda per un piccolo monte ore, il settore patrimoniale seguito
da una nostra funzionaria del Comune di Forlì, in questo modo abbiamo
cercato di dare una mano all’Azienda per sopperire alle parti mancanti, in
questo caso la figura del Direttore.
“Se non ritenga che il Consiglio Comunale esamini un rendiconto
sull’attività stessa della Presidenza e del Consiglio di amministrazione”, noi
andremo in tempi brevi come ho detto, l’assemblea dei comuni si è
riconvocata per il prossimo lunedì, scadendo il termine per le
autopresentazioni domani e andremo con i curricula di coloro che si saranno
proposti e costruiremo, insieme all’assemblea dei comuni, la proposta di un
nuovo consiglio che pero scaturisca in tempi brevi, proprio per fare sì che le
attività dell’Azienda che devono assolutamente andare avanti, perché sono
tutti servizi in essere rivolti prevalentemente ai cittadini di questo Comune
ma non solo, alcuni servizi sono per tutto il comprensorio, non abbiano dei
contraccolpi, delle sospensioni, ma vadano avanti tranquillamente senza
interruzioni, che non ci possono essere perché sono servizi attivati che
devono avere una continuità, una garanzia di continuità nel tempo.
Nulla in contrario, appena costituito il Consiglio Comunale, che possa
avere un incontro con o il Consiglio Comunale o le commissioni consiliari:
questo lo valutiamo insieme appena sarà costituito.
Entrano i Cons. Montanari, Perelli e Nervegna e la Cons. Milanesi:
Presenti n. 24.
Entra l’Ass. Bertaccini.
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Cons. BURNACCI: L’importanza dell’Asp Oasi che si chiami è
rilevantissima, come ha detto l’Assessore al ramo, perché tra l’altro ha
inglobato una realtà significativa come il Santarelli, che è un’esperienza
viva nella Città molto importante, che ha una sua storia. Io prendo atto del
fatto che l’Assessore ha sostanzialmente confermato che ci sono stati molti
problemi nella gestione del Consiglio di amministrazione e nel
funzionamento vero e proprio dell’Azienda stessa: prendo atto.
Che però una Consigliera, io ho ascoltato attentamente quello che
erano le motivazioni della seconda Consigliera Silvia Federici, che non
conosco personalmente ma che indirettamente conosco perché è stata anche
Assessore del Comune di Bertinoro, quindi non è persona nuova alla vita
amministrativa; che Silvia Federici abbia scritto nella sua lettera di
dimissioni le cose che ha scritto, dà corpo al fatto che nel Consiglio di
amministrazione ci sia stato la permanenza di un clima molto difficile e io
non escludo, come molti vociferano, che ci sia stata una prevaricazione, una
continua prevaricazione nella Consigliera che ha l’incarico di Presidente
rispetto alle altre Consigliere.
“Prevaricazione” vuol dire che si vuole utilizzare l’Asp, un’azienda
importante e nuova, che giustamente qualcuno qui ha detto avrebbe voluto
nella volontà dei nostri amministratori della vostra Giunta Comunale di
Centro-sinistra anche incorporare la Zangheri, quindi continua il permanere
di una situazione estremamente difficile e problematica.
Voi sapete, se avete dato ascolto per esempio alle voci che ci sono tra
i genitori, si vocifera non soltanto di prevaricazione, ma di lavori fatti non
consentiti, non autorizzati, di un modo di inserirsi nelle attività gestite prima
da soggetti privati o privato sociali, con l’ente locale che in qualche modo la
vuole fare da padrone e da prevaricatore della volontà. Secondo noi
dovrebbe essere il contrario, l’Amministrazione Comunale dovrebbe entrare
in punta di piedi, dovrebbe essere capace di rispettare il suo ruolo, di
valorizzare le energie che ci sono state in campo fino a quel momento e di
non svolgere un’azione.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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Io spero quindi 8 giorni di bando per un incarico così significativo
sono pochi, non credo che la fretta abbia giustificato e giustifichi questa
ristrettezza dei tempi. 8 giorni sono comunque troppo pochi.
Non condividiamo la procedura che è stata utilizzata e i tempi che
sono stati dati, tuttavia saremo molto attenti se a tempo debito riporterete le
questioni speriamo nel Consiglio Comunale, al fine di capire quali sono i
correttivi che l’Amministrazione Comunale intende dare, visto e considerato
che di correttivi si deve trattare, perché il Comune, la Giunta Comunale ha
la potestà e la facoltà di dare degli indirizzi e si tratta di vedere se indirizzi li
voglia dare o si voglia lasciare marcire le situazioni così come qualcuno nei
consigli di amministrazione può personalmente ritenere.
La personalità e le scelte personali nei consigli di amministrazione
devono seguire gli indirizzi e le potestà di controllo del Consiglio Comunale
e della Giunta Comunale in particolare, se la Giunta Comunale non lo farà
noi diremo che tutto quello che fa il Consiglio di amministrazione è in verità
quello che vuole il Consiglio Comunale, ma soprattutto quello che vuole la
Giunta Comunale.
Entra il Cons. Biondi: Presenti n. 25.
Entra l’Ass. Marchi.
OGGETTO N. 13
INTERPELLANZA, PRESENTATA IN DATA 28 GENNAIO
2009 DAL CONS. ANTONIO NERVEGNA PER SOLLECITARE
SOLUZIONI IN MERITO ALLA LENTEZZA DEI PROCEDIMENTI
DI PIANI URBANISTICI ATTUATIVI.
Presidente MINGHINI: Ne posso dare lettura, Consigliere?
“Facendo riferimento alla risposta a una mia interpellanza relativa ai
procedimenti dei Pua, comunico la mia insoddisfazione soprattutto per le
motivazioni adottate di una palese lentezza con cui vengono esaminate le
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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pratiche. La pratica assunta per esempio Ac7 Via Appennino su comparto A
è stata depositata in Comune il 15 ottobre 2007, solo l’11 febbraio 2008,
dopo ben 4 mesi, sono stati inviati gli elaborati grafici per il parere di
competenza ai vari servizi e enti per l’espressione del loro parere di
competenza; i pareri sono giunti uno dopo l’altro fino a settembre 2008,
dopo altri 7 mesi, e la Conferenza dei servizi si è svolta sempre il 10
settembre 2008.
Interpella per sapere:
-
se non ritiene che rappresenti una doppia procedura inviare le
pratiche e attendere il parere di competenza degli enti e dei servizi e in
più organizzare la Conferenza dei servizi,
-
se non ritiene possa essere più utile inviare la documentazione agli
enti e ai servizi subito dopo il deposito della pratica, previa una prima
verifica interna, dando loro 3 mesi di tempo per l’esame convocando
contemporaneamente la Conferenza dei servizi per l’acquisizione dei
pareri, sicuramente la procedura sarebbe più snella e veloce e farebbe
risparmiare tempo e denaro anche alla collettività;
-
a che punto del procedimento si trova l’esame della pratica
depositata il 15 ottobre 2007, assunta come esempio;
-
se le procedure relative per le pratiche urbanistiche, dopo
l’approvazione della risoluzione approvata in Consiglio Comunale,
sono state modificate e cos’è stato cambiato in proposito.”
Entrano i Conss. Avellone e Marabini: Presenti n. 27.
Ass. ZELLI: Mi rifaccio alla risposta precedente e a quella aggiungo
che ovviamente una delle condizioni per velocizzare i tempi di istruttoria dei
Pua è ovviamente adeguare l’organico degli uffici competenti, in questo
caso nel corso degli ultimi mesi abbiamo affidati due incarichi per la
redazione di piani urbanistici che interessano aree di proprietà comunali e
nello stesso tempo gli stessi tecnici collaborano con gli uffici per l’istruttoria
dei Pua privati.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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In questo caso si stanno già vedendo i primi risultati, anche se il
sottoscritto non è ancora soddisfatto del tutto. Tant’è vero che sia oggi nella
seduta attuale, sia nel corso dei prossimi Consigli Comunali ci saranno
diversi Pua da approvare.
Per quanto riguarda le indicazioni che il Cons. Nervegna ha fornito,
sono state prese in considerazione e saranno prese in considerazione. D’altra
parte vorrei fare anche presente che in molte circostanze, ovviamente non
nella stragrande maggioranza dei casi, comunque in molte circostanze c’è
anche una sorta di inadempienza da parte dei privati.
Nel caso specifico vorrei fare presente che, pure essendo state chieste
delle integrazioni di poco conto il 28 ottobre 2008, alla data odierna ancora
tutti quanti gli elaborati richiesti non sono pervenuti presso gli uffici,
dopodiché si fa fatica a prospettare un’istruttoria veloce quando non si ha la
pratica completa.
In ogni caso per quanto riguarda il Piano urbanistico in questione
appena perverranno tutte quante le integrazioni del caso ci sarà l’avvio del
procedimento che è a cura del servizio espropri nei confronti dei proprietari
delle aree non comprese nello stralcio attuativo proposto, perché questo è un
Piano urbanistico che viene presentato per uno stralcio, quindi una
procedura nei confronti degli altri proprietari che al momento sono rimasti
fuori, al fine di comunicare che è in corso l’approvazione di un Pua relativo
a uno stralcio del comparto che interessa anche la loro proprietà. Inoltre si
arriverà alla definizione dello schema di convenzione per quanto riguarda
tutte le prescrizioni e il calcolo delle opere da eseguire eventualmente a
scomputo.
L’Arch. Bazzocchi mi ha fatto presente ancora oggi che è in corso di
acquisizione il parere dell’A.S.L., mentre gli uffici del servizio urbanistica
stanno predisponendo la variante urbanistica al Poc per quanto riguarda
questo singolo comparto, perché il Piano urbanistico potrà essere approvato
contestualmente all’approvazione di una variante urbanistica essendo uno
stralcio attuativo.
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Entra il Cons. Gasperoni: Presenti n. 28.
Cons. NERVEGNA: Il tema dei procedimenti relativi ai piani
urbanistici attuativi è un tema ormai che dall’inizio della legislatura sto
cercando di seguire, per vedere di trovare una soluzione in particolar modo
per cercare di velocizzare i tempi di attuazione, che potrebbero portare
ovviamente a un dare soprattutto un impulso maggiore all’economia nel
settore dell’edilizia, ma anche e soprattutto perché visti i tempi lunghi di
conclusione dei procedimenti, capita spesso che l’imprenditore inizia una
procedura in una certa situazione e poi si ritrova dopo 2 o 3 anni con
l’autorizzazione e in realtà gli sono cambiate tante cose intorno. Avete visto
come l’economia mondiale, nel giro di un mese, può cambiare radicalmente,
quindi voi capite che le situazioni poi intorno ci condizionano.
Il mio intento è sempre stato quello di cercare di… inviterei il
Presidente a prendere spunto dalla situazione che c’è qui, per tenere in
considerazione nello statuto che una bella telecamera a ripresa diretta, dove
i cittadini possono vedere e capire cosa succede nel Consiglio Comunale,
può essere utile, perché credo che quello che io dico forse non interessa a
nessuno, siccome però interessa me che sto parlando, forse sarebbe
opportuno che ci fosse un po’ più di attenzione rispetto a chi sta parlando,
cosa che faccio di solito e quindi gradirei anche che ciò avvenisse, perché
credo che sia veramente una questione proprio anche di educazione.
Io credo che sulla vicenda dei procedimenti ho preso a esempio, visto
che ho sempre avuto delle risposte di carattere generale, che a volte
rispondono e a volte non rispondono alle situazioni, ho preso a esempio un
procedimento per avere un confronto preciso su quello che avviene e avere
delle risposte precise su quel procedimento.
Nella seconda interpellanza ho citato dei tempi precisi, soprattutto
facendo emergere un’incongruenza rispetto al fatto che si chiedono dei
pareri a degli uffici esterni, che arrivano a distanza di 7 o 8 mesi e dopo che
arrivano i pareri viene convocata la Conferenza dei servizi. Io credo che
sarebbe opportuno, come ho detto nella mia proposta, che venissero chiesti i
pareri, venissero dati 3 mesi di tempo per esempio per rispondere con il
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parere e contemporaneamente convocare la Conferenza dei servizi, dove i
pareri vengono espressi e confrontati. Questo secondo me agevolerebbe di
molto la situazione.
In quel caso che ho citato addirittura la stessa Hera ne esprime due o
tre dei pareri e li manda a distanza di 3 o 4 mesi uno dall’altro: credo che
questo sia inaccettabile che un ente unico possa mandare un parere per
l’acqua, un parere per il gas, un parere per la luce a distanza di mesi uno
dall’altro. Questo credo sia veramente inaccettabile.
Quindi secondo me le mani bisogna mettercele senza aspettare che
arrivi il Governo a dare degli indirizzi su come bisogna affrontare e
velocizzare le procedure, perché abbiamo dei tecnici, dei professionisti in
grado secondo me di affrontare il tema e di risolverlo nella maniera dovuta.
La questione della richiesta delle integrazioni è un falso problema,
perché a volte si chiedono integrazioni per delle questioni che non sono
vincolanti, i pareri vincolanti non sono tutti quelli che vengono per esempio
dati da Hera, che sono riferiti alla posizione delle canalizzazioni, sono
vincolanti il parere igienico sanitario e sanitario, sono altri i pareri
vincolanti, quelli che non sono vincolanti si possono accludere alla pratica
al momento della conclusione della pratica, quindi secondo me con un po’
di buona volontà credo che si possa risolvere il problema senza bisogno di
assumere altra gente. Qui non è un problema di assumere delle persone.
Io credo che con un po’ di volontà possiamo secondo me riuscire a
risolvere e velocizzare questo tema. È vero che tutti i Consigli Comunali
abbiamo dei Pua da approvare o da adottare, però bisogna andare a vedere
quando sono stati presentati! È difficile che ce ne sia uno presentato a 6
mesi o un anno di distanza dal momento in cui lo verifichiamo. Immaginate
voi in questi 5 anni, se avessimo dato una risposta in un anno, quanti ne
avremmo fatti scattare dei piani!
Per concludere, l’ultimo appunto che diceva “bisogna cambiare il
Poc” per questo Pua a cui facevo riferimento, ma perché al Poc non ci avete
già pensato all’inizio? Ci pensate alla fine quando è ora di dire “ok va bene,
però bisogna cambiare il Poc e allora aspettiamo di cambiare il Poc”?
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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Assessore, so che lei ci tiene a che le cose vadano meglio, però secondo me
con un po’ di più di buona volontà potrebbero veramente andare meglio.
Entra la vice Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig.ra
Lizeta Zabsonre.
ARGOMENTI
OGGETTO N. 31
INFORMATIVA DEL SINDACO AI SENSI DELL'ART. 33,
LETT. H, DELLO STATUTO COMUNALE IN MERITO AD
INTEGRAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA RIGUARDANTE
IL CENTRO COMMERCIALE DI PIEVEACQUEDOTTO.
Presidente
MINGHINI:
Questo
punto,
come
previsto,
è
un’informativa e sarà possibile una discussione con un intervento per
Gruppo consiliare, dopodiché alla fine verrà richiesto – lo dirà anche il
Sindaco – di votare una presa d’atto e un indirizzo in merito a questa
informativa. Qui non ci sono deliberazioni da votare, semplicemente è
un’informativa a cui, alla fine, si dovrà in qualche modo votare un indirizzo.
Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Credo valga la pena
richiamare i profili del tema che ha impegnato questo Consiglio Comunale a
lungo, ricordando che con deliberazione consiliare n. 42 dell’08 marzo 99,
nell’ambito della variante urbanistica di anticipazione delle scelte
urbanistiche del nuovo Piano regolatore generale, il Consiglio Comunale
deliberò di destinare a centro commerciale un’area sita all’interno del polo
di Pieveacquedotto, soggetta a Pua di iniziativa privata.
Tale variante venne approvata con deliberazione della Giunta
Provinciale dell’11 aprile 2000 e confermata con deliberazione consiliare
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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del 03 luglio 2000, concernente la variante generale al Piano regolatore
generale. Originariamente la potenzialità edificatoria urbanistica dell’area
era pari a circa 25 mila metri quadrati di superficie utile lorda, di cui 14 mila
destinati specificatamente a insediamenti commerciali specializzati. Tale
potenzialità corrispondeva a quella massima possibile, secondo gli strumenti
urbanistici vigenti.
Pertanto, con accordo di programma del 18 novembre 2003, venne
stipulata e concordata la realizzazione di un centro commerciale in località
Pieveacquedotto in variante alla pianificazione territoriale e urbanistica. In
data 23 maggio 2005 i rappresentanti della società Punta di Ferro produssero
domanda al Comune di Forlì, volta a ottenere l’approvazione di una variante
al piano particolareggiato di iniziativa privata, già oggetto dell’accordo di
programma.
Tale domanda, ove accolta, avrebbe consentito l’ampliamento della
struttura commerciale mediante l’estensione del perimetro dell’area
assoggettata a Piano attuativo, con un incremento della potenzialità
edificatoria pari a 7.082 metri quadrati di superficie utile lorda,
comportando il superamento dei parametri urbanistico – edilizi previsti dal
Piano regolatore generale vigente. A fondamento della richiesta della
società Punta di Ferro stava soprattutto la necessità di realizzare maggiori
spazi per gallerie e servizi, destinati all’esercizio del commercio al dettaglio.
In definitiva il centro commerciale avrebbe ottenuto la superficie di vendita
di 21.500 metri quadrati.
La pratica ebbe un lungo iter istruttorio presso la Provincia di ForlìCesena, competente in materia urbanistica per delega della Regione,
approdato infine dopo l’istruttoria presso i servizi urbanistici comunali,
all’ordine del giorno del Consiglio Comunale per la sua approvazione nel
settembre 2007.
Tuttavia con deliberazione del 17 settembre 2007 la N. 136 il
Consiglio Comunale, su proposta del Sindaco, ritirò l’argomento, poiché nel
frattempo era emerso da accertamento della Polizia Municipale giudiziaria
abuso edilizio, consistente nell’apposizione di numerosi plinti di fondazione
con scavo, senza la prescritta autorizzazione edilizia e senza la previsione
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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urbanistica che consentisse ogni intervento edilizio. In sostanza la società
concessionaria dell’intervento urbanistico e il suo appaltatore, incaricati dei
lavori di costruzione, avevano già avviato l’edificazione dell’ampliamento
del centro senza attendere l’esito dell’iter della variante urbanistica.
Vale io credo adesso la pena anche fare riferimento a alcuni elementi
tecnici, in maniera da avere il quadro informativo chiaro anche degli
strumenti, delle procedure e degli atti che si sono assunti per affrontare
questo tema. C’è prima la variante di anticipazione formulata nel quadro
delle scelte urbanistiche del nuovo Piano regolatore generale, adottata con
deliberazione dell’08 marzo 99 come prima detto e approvata poi con
deliberazione della Giunta Provinciale dell’11 aprile 2000, individuò
all’interno del polo di Pieveacquedotto il comparto area del centro
commerciale, sottozona di T4, soggetto a Piano urbanistico attuativo di
iniziativa privata.
In merito a quest’ultima deliberazione si pronunciò la Conferenza
provinciale dei servizi per la valutazione dell’idoneità delle aree
commerciali di rilievo sovracomunale, la quale validò nella riunione
conclusiva del 21 marzo 2000 la localizzazione, il dimensionamento e le
destinazioni d’uso anche dell’area commerciale in questione, quale grande
struttura di vendita di tipologia mista. Poi la variante generale al Piano
regolatore generale, adottata con deliberazione del Consiglio Comunale del
03 luglio 2000 e approvata con deliberazione della Giunta Provinciale del
28 gennaio 2003 e del 18 febbraio 2003, nel prevedere tra le zone speciali
d’organizzazione della polarità territoriale il polo di Pieveacquedotto, recepì
integralmente nel suo ambito il comparto area centro commerciale,
confermando che gli usi ammessi e i parametri urbanistico – edilizi sono
disciplinati dalla variante di anticipazione dell’08 marzo 99, approvato l’11
aprile 2000.
In seguito l’accordo di programma in variante alla pianificazione
territoriale e urbanistica, sottoscritta dal Comune, dalla Provincia e dalla
società Punta di Ferro il 10 novembre 2003, approvato con decreto del
Presidente della Provincia il 13 novembre 2003 e ratificato con
deliberazione del 25 novembre 2003 dal Consiglio Comunale di Forlì,
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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nell’approvare il progetto presentato dalla società di piano particolareggiato
di iniziativa privata e di opere infrastrutturali varie, dovette apportare alcune
modifiche agli elaborati cartografici e normativi della variante generale al
Piano regolatore generale.
Successivamente la Provincia procedette alla verifica e aggiornamento
delle determinazioni in materia di programmazione e pianificazione
commerciale di cui alla richiamata Conferenza provinciale dei servizi,
mediante il Piano territoriale di coordinamento provinciale, approvato con
deliberazione del 14 settembre 2006, nel quale è indicata come compatibile
con gli indirizzi e i criteri regionali la previsione da parte degli strumenti
urbanistici comunali di una superficie di vendita del centro commerciale
fino a 21.500 metri quadrati.
Nel frattempo la società Punta di Ferro redasse un progetto di piano
particolareggiato di iniziativa privata per ampliamenti in variante al Piano
regolatore generale del centro commerciale Pieveacquedotto, presentato al
Comune il 23 maggio 2005, senza aumento della superficie di vendita già
autorizzata, poi successivamente a più riprese modificato e integrato anche
con richiesta di aumento della superficie di vendita da 14 mila a 21.500
metri quadrati, in conformità al Piano territoriale di coordinamento
provinciale vigente, e infine riproposto con unitaria domanda in data 29
dicembre 2006, relativa al Pua in variante, all’autorizzazione commerciale e
allo screening ambientale.
Così la Giunta Comunale, con deliberazione del 10 luglio 2007,
approvò la procedura di screening relativa al progetto di variante,
disponendo con determinazione 152226 /2007 il deposito della pratica e la
sua trasmissione al Consiglio Comunale per l’adozione della relativa
variante al Piano regolatore generale. Seguì la seduta consiliare del 10
settembre 2007, nel corso della quale l’Assessore all’urbanistica relazionò
in via illustrativa la proposta di variante al Piano regolatore generale centro
commerciale di Pieveacquedotto, corredata dalle motivazioni lì riportate.
L’argomento fu aggiornato nella seduta del Consiglio Comunale del
17 settembre per la relativa trattazione, in tale seduta il Sindaco informò
dell’avvenuta segnalazione a firma del responsabile del controllo edilizio,
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 18
nella quale si evidenziava la realizzazione nell’area su richiamata di un
abuso edilizio posto in essere in terreno carente di strumento urbanistico che
ne prevedesse l’insediamento a destinazione commerciale. Su richiesta del
Sindaco il Consiglio Comunale, come prima ricordato, con atto N. 136 ritirò
l’argomento dall’ordine del giorno dei lavori consiliari.
I riscontrati abusi in violazione alle norme edilizie al piano
particolareggiato, approvato con il sopraccitato accordo di programma,
furono contestati alla società Punta di Ferro e alla Coop7 sia con diffida da
adempiere del Presidente del Collegio di vigilanza, sia con ordinanza
comunale di demolizione del 21 gennaio 2008, poi sospesa dal Consiglio di
Stato, indi parzialmente confermata da ulteriore ordinanza comunale del 25
giugno 2008.
Dopodiché furono accertate sia l’avvenuta esecuzione dell’ordinata
demolizione delle opere abusive insanabili mediante sopralluogo della
Polizia Municipale, verbale del 13 ottobre 2008, sia la conformità agli
strumenti urbanistici vigenti delle residue opere abusive, permesso di
costruire in sanatoria del 19 dicembre 2008.
Nel frattempo l’indagine della Procura della Repubblica di Forlì,
diretta a accertare eventuali reati, che ha portato prima al sequestro e poi il
13 giugno 2008 al dissequestro totale delle aree interessate, si è chiusa con
la traslazione dell’ufficio al G.I.P.. Pertanto l’area attualmente libera risulta
restituita allo stato quo ante.
Il soggetto attuatore, con lettera del 15 dicembre 2008, ha chiesto al
Comune di Forlì di riavviare il procedimento di approvazione del già
presentato piano particolareggiato di iniziativa privata per ampliamenti in
variante urbanistica, la richiesta esaminata dal Collegio di vigilanza nella
seduta del 09 febbraio 2009 è stata rimessa al Comune, competente a un
nuovo accordo di programma integrativo del precedente anche in variante
urbanistica, sempre che i contenuti siano conformi al vigente Piano
territoriale di coordinamento provinciale. Nel corso della stessa seduta il
dirigente comunale del servizio sportello dell’edilizia ha informato il
collegio della disposta proroga del termine di attivazione dell’esercizio
commerciale al 14 novembre 2010, a pena di revoca dell’autorizzazione.
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Ne consegue che si ritiene ora possibile riprendere in considerazione
la domanda della società Punta di Ferro di approvazione del già citato piano
particolareggiato di iniziativa privata in variante urbanistica e ampliamento
di quello già approvato con il vigente accordo di programma, contenente
anche la richiesta di aumento della superficie massima complessiva di
vendita da 14 mila a 21.500 metri quadrati come consentito dal Piano
territoriale di coordinamento provinciale e il cui iter di approvazione si
interruppe nel settembre 2007.
Pertanto vengono confermate dalla società Punta di Ferro le
caratteristiche di tale nuovo piano particolareggiato unitario di iniziativa
privata, come descritte nella relazione tecnica che è allegata a questa
relazione. Conseguentemente anche sotto il profilo ambientale si conferma
la procedura di screening approvata dalla Giunta Comunale il 10 luglio
2007, salva la sopravvenuta necessità normativa di sottoporre il progetto a
valutazione ambientale strategica, come evidenziato nel riferimento del
responsabile dell’unità gestione ambiente secondo l’allegato alla pratica.
Peraltro, reputato che occorresse preventivamente riconsiderare
l’esigenza di realizzazione e di eventuale ulteriore adeguamento delle
infrastrutture pubbliche, soprattutto viarie, dell’intera zona del polo di
Pieveacquedotto, la Giunta Comunale con decisione del 27 febbraio 2009 ha
preso atto dell’ipotesi tecnica di un elenco di opere pubbliche valutato
idoneo a soddisfare l’esigenza di completamento e di ulteriore adeguamento
delle infrastrutture pubbliche, soprattutto viarie, a servizio dell’intera zona
del polo di Pieveacquedotto, anche alla luce delle novità intervenute
successivamente all’approvazione del citato accordo di programma, vale a
dire la recente approvazione del Piano delle medie strutture di vendita con
previsione di nuovi insediamenti, l’ormai imminente realizzazione del
quarto lotto della tangenziale est, con il conseguente relativo impatto
veicolare sulla zona.
La Giunta Comunale ha dato mandato per l’avvio del percorso
istruttorio relativo al complesso procedimento amministrativo, volto
all’integrazione dell’accordo di programma. A esecuzione poi dell’ulteriore
decisione della Giunta Comunale del 27 febbraio 2009, il medesimo elenco
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 20
di opere pubbliche è stato proposto con lettera del 03 marzo 2009 alla
Provincia di Forlì, unitamente alla richiesta di adesione di massima alla
stipula di un accordo di programma integrativo, a modifica e completamento
di quello vigente già richiamato, anche al fine di favorire una adeguata,
completa e preventiva informazione al Consiglio Comunale come previsto
dal nostro statuto.
A seguito di nota interlocutoria, la Provincia ha manifestato in data
odierna disponibilità all’avvio del procedimento amministrativo, anche alla
luce del dichiarato assenso del Comune a farsi carico di individuare
soluzioni tecnico – urbanistiche, condivise con la Provincia, idonee a
favorire l’espressa necessità di costruire un nuovo istituto scolastico per
l’istituto professionale Ivo Oliveti, sottolineando in questo l’esigenza
primaria di un interesse pubblico anche per la nostra realtà.
Peraltro la Giunta Comunale, facendo seguito alle proprie decisioni
prima richiamate con decisione del 17 marzo 2009, ha valutato poi più
opportuno stralciare la strada mediana di collegamento al raccordo
dell’autostrada A14 dall’elenco di opere pubbliche da porre a carico della
società Punta di Ferro, nell’ambito dell’accordo di programma integrativo
da stipularsi, per chiedere alla società stessa con apposita clausola
dell’accordo stesso il controvalore monetario, pari a oltre un milione e 251
mila Euro, finalizzato al miglioramento di infrastrutture a servizio del centro
storico.
La Giunta Comunale ha quindi definitivamente deciso di inserire nella
proposta di citato accordo di programma integrativo le seguenti opere
pubbliche che sono contenute nella relazione tecnica allegata a questa nota
informativa, affinché siano realizzate a cura e spese della società Punta di
Ferro a titolo di compensazione dell’accordo stesso: ciclabile in Via Punta
di Ferro, adeguamento della recinzione della Fiera, allargamento innesto Via
Cervese sulla rotatoria Via Costanzo II, rotatoria Via Punta di Ferro Via
Ravegnana, pista ciclabile tra Via Don Servadei e Via Martoni, rotatoria Via
Due Ponti, Via Zampeschi, Via Don Servadei a fronte della ?Cà Viro?
sostanzialmente.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 21
Pertanto la Giunta Comunale ha dato mandato al Direttore dell’Area 2
di svolgere le operazioni contabili in ordine a tali previsioni nel Piano
investimenti per il 2009, con finanziamento proveniente da altri. Il valore
stimato delle opere pubbliche elencate è definito, per quanto riguarda la
realizzazione dei manufatti, nell’allegato tecnico D per quanto riguarda
l’acquisizione delle aree di proprietà di terzi nella relazione tecnica,
anch’esso oggetto di un allegato alla presente relazione.
Più in generale il quadro di insieme degli interventi pubblici privati
che si intendono proporre risulta coerente con le linee dell’assetto
urbanistico territoriale, scaturite come accennato all’inizio di questa
relazione dalle scelte pianificatorie già effettuate a livello comunale, allora
la variante di anticipazione e variante generale al Piano regolatore generale,
oggi il Piano strutturale comunale, il Poc e il Rue e sovracomunale allora la
Conferenza provinciale dei servizi, oggi il Piano territoriale di
coordinamento provinciale, come specificatamente espresso nella relazione
tecnica dell’allegato F, che è parte integrante e sostanziale di questa
relazione.
Per quanto riguarda infine gli interventi in centro storico, la Giunta
Comunale sempre con decisione propria ha individuato il parcheggio di
Piazzale Monte Grappa, già previsto nel Piano investimenti quale opera
pubblica a cui destinare la somma di denaro richiesta con l’accordo di
programma integrativo alla società Punta di Ferro a parziale copertura del
costo stimato dell’opera pari a circa 2 milioni, residuando così la differenza
di 750 mila Euro a carico del Comune di Forlì, liberandosi in tal modo il
differenziale della somma per altre opere destinate al centro storico.
In conclusione, tenuto conto dei nuovi elementi di valutazione
sovraesposti, si considera che il percorso tecnico amministrativo più idoneo
allo scopo sia la variazione integrativa dell’accordo di programma già
vigente da realizzarsi con la stessa modalità procedimentale dell’Art. 40
della Legge regionale N. 20 /2000, opportunamente integrata secondo le
sopravvenute norme dell’Art. 11 della Legge 241 /1990 in tema di accordi
pubblico – privato e della disciplina legislativa inerente la valutazione
ambientale strategica, tutto ciò peraltro in coerenza con le scelte e gli
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 22
indirizzi espressi dall’Amministrazione Comunale nel procedimento del
cosiddetto spacchettamento del Piano regolatore generale, approvato dal
Consiglio Comunale il primo dicembre 2008, per effetto del quale è venuta
meno la possibilità di ricorrere alle procedure di approvazione degli
strumenti urbanistici disciplinati dalla Legge 47 /78, che ai sensi dell’Art. 41
della Legge regionale n. 20/2000 erano ancora applicabili in via transitoria.
È l’accordo di programma lo strumento più idoneo individuato per
l’approvazione di progetti proposti da privati, che non abbiano il solo scopo
di valorizzazione e sfruttamento del territorio, ma soddisfino anche esigenze
di infrastrutture a servizio di aree dove il Comune non riesce a intervenire,
stante la natura del provvedimento di scomposizione formale del già vigente
Piano regolatore generale, il Piano strutturale comunale, il Poc e il Rue, non
sono state accolte le osservazioni di privati che in quella sede
procedimentale non fossero prioritariamente dirette a rendere i nuovi
strumenti urbanistici il più possibile coerenti ai dettami della Legge 20 /
2000 e tra esse pertanto anche quella presentata dalla società Punta di Ferro
per l’ampliamento del centro commerciale in questione.
Pertanto, sulla base delle considerazioni qui esposte e in conformità
all’art. 33 del nostro Statuto, il Consiglio Comunale viene informato che si
intende promuovere un accordo di programma in variante agli strumenti di
pianificazione urbanistica ai sensi dell’Art. 34 del Testo unico degli enti
locali del 2000 e dell’Art. 40 della Legge regionale 20 /2000, ad
integrazione, modifica e completamento di quello vigente più volte citato,
che ne costituisce l’altro presupposto al fine di approvare un programma di
interventi di iniziativa pubblica e privata su area posta all’interno della Via
Punta di Ferro in loc. Pieveacquedotto e facente parte della polarità
territoriale del sistema economico di Pieveacquedotto.
Pertanto la proposta della Giunta Comunale è di sottoporre al
Consiglio Comunale una approvazione formale di quanto ho testé illustrato,
secondo un testo che consente di recepire i contenuti di questa informativa
per potere avviare il procedimento e nello stesso tempo anche di riservarsi,
con autonomi atti successivi, di individuare soluzioni tecnico – urbanistiche
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 23
al fine di favorire la costruzione di un nuovo edificio per l’istituto Ivo
Oliveti.
Entra il Cons. Zambianchi e la Cons. Gentilini: Presenti n. 30.
Entrano gli Ass. Marzocchi e Bucci.
Cons. GUGNONI: Siamo al termine della legislatura, siamo giunti
ormai agli sgoccioli dell’attività dell’Amministrazione Comunale del
Sindaco Masini e siamo arrivati alla fine a pagare il prezzo che dovevamo
pagare a qualcuno, sotto una forma che è una forma… Presidente, anch’io
come il collega Nervegna penso che…
Presidente MINGHINI: Sì, intanto informo che verrà distribuito la
relazione del Sindaco, con anche il testo finale che potrà essere in qualche
modo votato.
Cons. GUGNONI: Siamo arrivati a pagare il prezzo che dovevamo
pagare a qualcuno, ormai non c’è neanche bisogno in questo Consiglio
Comunale di ritirare fuori vecchie polemiche e vecchie argomentazioni che
sono state tirate fuori in tante sedute.
Sinceramente credevo che non si arrivasse a questo punto, credevo
come mi ha detto un amico che quando una cosa inizia male e finisce
peggio, fosse necessario avere il coraggio di fare dietrofront, ma
evidentemente un certo mondo al quale dobbiamo pagare un prezzo come
Amministrazione Comunale è un mondo che farà comodo anche al
candidato sindaco Roberto Balzani. È una cosa molto triste, molto svilente
per chi fa l’opposizione in questo Consiglio Comunale, più o meno bene,
colleghi dell’opposizione, da anni con più o meno fervore, con più o meno
capacità di interazione con la Giunta Comunale, ma questo è il dato
definitivo di fronte al quale ci vogliamo trovare.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 24
Allora per evitare di fare una polemica sterile che potrebbe essere
utilizzata strumentalmente da qualcuno per dire che si è già aperta la
campagna elettorale, cosa peraltro vera, vorrei limitarmi a intervenire sui
temi e nel merito di quello che stiamo affrontando. In un Consiglio
Comunale di qualche tempo fa, quando si approvarono le piccole e medie
strutture di vendita, dissi esplicitamente che c’era una sostanziale differenza
nell’approvazione di una deliberazione riguardante le piccole e medie
strutture di vendita per un ipermercato di 14.500 metri o per un ipermercato
di 21.500 metri.
Mi si disse allora che ero un folle, che ero un pazzo, che ero uno che
alimentava la cultura del sospetto, oggi finalmente ho capito che quello che
avevo detto non era poi così lontano dalla realtà, perché quelle piccole e
medie strutture di vendita sono state uno strumento da un certo punto di
vista anche strategicamente intelligente da parte di questa Amministrazione
Comunale per arrivare poi al nocciolo della questione con l’ipermercato.
Quando tutto era bloccato per ovvi motivi e per le ragioni che il Sindaco ha
esposto, peraltro con estrema onestà intellettuale e chiarezza, si approvarono
le strutture di vendita come un passo intermedio per arrivare
all’approvazione oggi di un ordine del giorno e non di una deliberazione
definitiva evidentemente per giungere all’ampliamento dell’ipermercato.
Quello che dobbiamo dire, quello che dobbiamo sostenere, quello che
dobbiamo anche con forza rimarcare, è che oggi decretiamo con assoluta
certezza la morte del centro storico della Città di Forlì, non per la
realizzazione dell’ipermercato in sé, Sindaco, non voglio fare una polemica
strumentale e mi scusi se sono noioso ma lo ripeto, ma perché ci troviamo in
una situazione per cui nel momento in cui, in base all’accordo di
programma, il Comune di Forlì si trova a ricevere da parte della società
Punta di Ferro per la realizzazione dell’ipermercato una somma che lei ha
identificato intorno ai 2 milioni di Euro e si dice che questa somma è una
somma che verrà utilizzata per la realizzazione del parcheggio in Piazza
Montegrappa, evidentemente si dicono due cose.
La prima si vuole fare credere e si vuole fare passare i Consiglieri
comunali e i cittadini come gente che ha l’anello al naso, perché se
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 25
dobbiamo a carico dell’Amministrazione Comunale realizzare tutta la rete
infrastrutturale intorno all’ipermercato e diamo 2 milioni di Euro per il
parcheggio in Piazza Montegrappa, si dice una cosa molto semplice ovvero
che noi utilizziamo questi 2 milioni di Euro per fare questo e diamo un
palliativo a chi, come le associazioni di categoria e come alcuni Consiglieri
comunali di opposizione, dice che la realizzazione dell’ipermercato
costituirebbe la fine del centro storico, ma d’altra parte ci carichiamo delle
spese per le infrastrutture intorno all’ipermercato.
Cosa vogliamo fare? A parte anche un altro ragionamento che secondo
me va fatto e che capisco possa essere un ragionamento non condivisibile,
ma è una proposta che da parte dell’opposizione prima o poi doveva venire
fuori, ovvero ma invece che un parcheggio in Piazza Montegrappa non era
più opportuno – qui so di creare qualche problema all’amico Alessandro
Ronchi dei Verdi – destinare una risorsa di questo genere, più i 750 mila
Euro che lei ha precedentemente illustrato, alla realizzazione di un
parcheggio sotterraneo? Perché quando parliamo di queste cose, parliamo di
una strategia politica, parliamo di una modalità nuova di amministrazione
della Città.
Penso, e lo ribadisco, che l’unica possibilità di salvezza per il centro
storico sia inevitabilmente l’unico modo per potere rivitalizzare il centro
storico. Ci vogliamo interrogare su questo parcheggio sotterraneo sì
parcheggio sotterraneo no? Vogliamo discuterne di queste cose? Perché
altrimenti si fa una battaglia ideologica nei confronti dell’ipermercato e
attenzione non si dica che il Cons. Gabriele Gugnoni è contrario e il Gruppo
consiliare U.D.C. è contrario alla realizzazione dell’ipermercato, ma è
contrario all’ampliamento della superficie precedentemente prevista di
14.500 metri senza un adeguato ammortizzatore sociale – lo chiamo così
con un termine improprio – per la rivitalizzazione del centro storico.
Non capisco perché a Cesena, sotto la cosiddetta barriera o davanti
alla casa di cura San Lorenzino, ci sono dei parcheggi sotterranei e a Forlì
no. Su questo Balzani qualcosa dovrà dire, adesso aspettiamo di vedere
questa sera come va la sua grande iniziativa al Teatro dell’Arca, io gli
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 26
auguro che vada male perché naturalmente è una delle cose più serie e
sincere che si possano dire, perché altrimenti facciamo della pretattica!
E proprio su questo – concludo, Sindaco, perché penso di avere rubato
già troppo tempo ai colleghi – dico altre due cose, una che con i rinvii a
giudizio che ci sono stati, che con il problema anche di tempistica che si è
realizzato in virtù di questi rinvii a giudizio, pagano i cittadini forlivesi ma
politicamente chi paga in questa Città? Politicamente chi paga per gli errori
commessi? Non sto parlando sul piano giudiziario, sto parlando
politicamente: politicamente chi paca? Io spero che paghiate l’08 giugno,
che abbiate pagato il prezzo l’08 giugno.
Secondo. Permettetemelo, in un momento in cui in questa Città si
parla solo di federalismo, perché qualcuno ha una mania di onnipotenza e
crede di potere parlare di tutto quello che vuole e si parla solo di
federalismo, sui giornali in continuazione si dice “stiamo con Rondoni solo
con chi vota il federalismo”, io penso che questa gente dovrebbe venire in
Consiglio Comunale e fare le battaglie che stiamo facendo noi, perché
altrimenti è tutta polemica sterile e non serve a niente e a nessuno, perché se
l’unico argomento che certa gente ha per fare campagna elettorale è il
federalismo e non conosce i temi della Città, è meglio che si preoccupi delle
elezioni europee e stia da solo alle elezioni amministrative.
Grazie Sindaco, aspetto naturalmente una sua replica e se ho sbagliato
in qualcosa lei mi correggerà. La discussione sarà sempre estremamente
aperta e costruttiva.
Entra il Vicesindaco Castrucci.
Esce la Cons. Milanesi ed entra il Cons. Ragazzini: Presenti n. 30.
Esce il Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig. Raies.
Cons. BACCARINI: Io credo che la Giunta Comunale, con questo
provvedimento e altri provvedimenti che mi dicono sono in fase di
approvazione da parte della Giunta Comunale stessa nelle sue prossime
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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riunioni, presenterò oggi una interrogazione urgente per le vicende dell’area
Eridania e per le vicende della Caserma Ripa e delle prossime dismissioni
immagino delle carceri e quindi della Rocca Ravaldino.
Io credo che in questa Città sia già stato fatto uno scempio enorme
delle sue aree di dismissione industriale, distruggendo gran parte del tesoro
della Città, che erano le aree Mangelli, le aree ex Bartoletti, la vecchia
Forlanini. Parto di qui perché, sentendo parlare sabato scorso a un convegno
tenuto alla Sala Santa Caterina, il candidato sindaco del Centro-sinistra, il
quale pure non entrando nel merito delle due relazioni dell’Architetto e
dell’Avvocato, però assicurativa che avrebbe aperto su queste vicende e non
solo su queste vicende un dibattito approfondito con l’intera Città, al di là
degli schieramenti politici, al di là degli interessi e soprattutto al di là delle
vicende a cui ho accennato prima che hanno e di molto pregiudicato il voto
della Città. Dimenticavo di dire l’altra area, quella della Cantina sociale che
ha raggiunto il massimo dell’assurdo urbanistico e il massimo dell’assurdo
della concentrazione e il massimo dell’assurdo dal punto di vista della
vivibilità, del traffico e quant’altro.
Penso che o la Giunta Comunale e quindi il Sindaco hanno deciso
sulla spinta di questi interessi particolari di fare terra bruciata rispetto alla
prossima Amministrazione Comunale, oppure il partito di maggioranza
relativa che accetta che a poche settimane dalla scadenza della legislatura si
pregiudichi la possibilità, da parte della nuova amministrazione sia essa di
Centro-sinistra o sia essa di Centro-destra, e le dichiarazioni di Rondoni mi
paiono sovrapponibili per quanto riguarda il centro storico, l’idea di una
maggiore partecipazione alle vicende urbanistiche, alle vicende della
viabilità, alle vicende del centro storico da parte delle associazioni, da parte
delle categorie, da parte della cittadinanza, mi pare che in più occasioni
Rondoni abbia fatto dichiarazioni come dicevo sovrapponibili a quelle del
candidato di Centro-sinistra.
Dunque il minimo di rispetto per questa battaglia amministrativa
credo che richiedeva e richiede alla Giunta Comunale di astenersi
dall’assumere, ripeto a 3 settimane dalla scadenza e a appena 2 mesi dalle
elezioni, decisioni che in qualsiasi modo siano o possano essere
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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pregiudizievoli per i programmi che i due candidati stanno presentando e
che comunque diano all’opinione pubblica il sospetto di volere mettere il
carro davanti ai buoi e di volere togliere spazio alla prossima
Amministrazione Comunale, una cosa che ha il sapere dell’antidemocratico.
Mi dispiace dire queste cose, ho fatto in questi 5 anni, abbandonerò il
Consiglio Comunale perché sapete come la penso, non credo che questa
politica a livello nazionale e a livello locale sia in linea con quelle che sono
le obiettive necessità della Città, non ho mai usato termini sopra le righe per
quanto riguarda le persone, per quanto riguarda il Sindaco e per quanto
riguarda la Giunta Comunale, però devo dire che queste cose obiettivamente
hanno il sapere amaro di chi vuole mettere a punto il carro davanti ai buoi e
di chi vuole senza volerlo ma comunque commette atti che non sono
esattamente in linea con il rispetto delle regole della democrazia.
Personalmente voterò contro, non so come si esprimeranno gli amici
di Viva Forlì, voterò contro a questo e presenterò ripeto in questa seduta,
chiedendo risposte urgenti al dibattito in Consiglio Comunale, sulle vicende
del centro storico e sulla necessità che su queste vicende si apra un dibattito
nella Città, che sia raccolto dai due candidati, in modo che chi verrà eletto
sappia qual è l’orientamento della Città, al di là dello stesso voto che può
dividere i cittadini, perché ci sono questioni costituenti, ci sono interessi di
bene comune e di carattere generare sui quali l’appartenenza non dovrebbe
fare agio, sui quali bisognerebbe avere o cominciare a avere un
atteggiamento di disponibilità, di equilibrio e di confronto reale.
Io chiedo quindi che questa deliberazione venga rinviata, che questo
atto della Giunta Comunale venga rimosso, anche perché nella sostanza, e
non voglio ripetere le cose che ho detto in più occasioni, senza un preciso
piano generale di intervento sul centro storico tutto ciò che viene fatto al di
fuori del centro storico è sovrabbondante comunque, al di là delle
valutazioni di merito è comunque sovrabbondante, perché finirebbe con il
rovesciarsi pesantemente sul centro storico, con il ridurre ulteriormente le
sue capacità vitali, con il compromettere qualsiasi possibilità di rilancio del
centro storico.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 29
Ci sono problemi di viabilità, ci sono problemi di parcheggio,
parliamoci chiaro 100 posti macchina in più alla barriera Mazzini non è che
risolvono il problema del centro storico. Ci sono state nel passato e sono
state cassate, l’Assessore dovrebbe essere giudicato anche sulla sua
imperizia, sulla sua assoluta imperizia a gestire queste cose, ci sono state
delle disponibilità di privati a affrontare il problema dei parcheggi e quelle
disponibilità sono cadute nel dimenticatoio, com’è caduta nel dimenticatoio,
anzi più è stata snobbata la disponibilità di privati che avrebbero voluto
contribuire al trasferimento della Questura e della Caserma della Polizia
stradale.
L’idea di portare la Questura e la Caserma della Polizia stradale
dentro all’ex zuccherificio è un’idea che non c’è bisogno di essere architetti,
mi pare sia di un’assurdità tale dal punto di vista del monumento, ma sia di
un’assurdità tale da ogni punto di vista dell’accessibilità, dal punto di vista
della fruibilità, da ogni punto di vista. Evidentemente allora, come dicevo
prima, ci sono interessi privati che premono, chissà forse hanno dato per
scontato che il Centro-sinistra perda e che vinca il Centro-destra e si vuole
mettere al riparo allora, si vogliono mettere al riparo questi interessi
particolari agli interessi generali, rispetto allo stesso interesse generale del
Centro-sinistra.
Pensateci bene, perché avete avuto in questa legislatura molte
occasioni per intrecciare rapporti, colloqui, confronti produttivi e costruttivi
con l’altra parte della Città, in questa stessa seduta è venuto allo scoperto
che quello che doveva essere il contenitore dentro il quale volevate
addirittura immettere la Zangheri è un contenitore che nel giro di 3 mesi è
scoppiato, si sono dimesse le due Consiglieri e hanno determinato la
dimissione anche della Presidente: è una vicenda così minore, ma solo
all’apparenza minore, è una vicenda di metodo che la dice lunga
sull’incapacità di questa Giunta Comunale e delle stesse forze politiche di
Centro-sinistra di raccogliere i molti avvisi ai naviganti che abbiamo cercato
di inviare da questi banchi negli ultimi 5 anni.
Queste vicende sono vicende che peseranno nelle prossime elezioni
amministrative e già pesano, perché è difficile al Centro-sinistra trovare la
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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prossima squadra per amministrare, il deragliare dei vecchi partiti di Sinistra
e non solo in posizioni autonome la dice lunga e è obiettivamente anche
ugualmente difficile per il Centro-destra presentare una squadra che possa
amministrare la Città. Io non faccio oggi il saluto di addio, però il mio
animo è un animo sconsolato di fronte a quello che sta capitando in questa
Città, sconsolato perché fin qui ogni tentativo di razionalizzare, ogni
tentativo di trovare possibilità di confronto si è azzerato.
Queste ultime decisioni della Giunta Comunale dicono che purtroppo
avevo ragione e dicono che purtroppo usciamo da una situazione e
entreremo in un’altra, che sarà ugualmente una situazione di ingovernabilità
o meglio di sovrapposizione rispetto al Consiglio Comunale di interessi non
dico di forze politiche, di centri politici che non hanno nulla a che fare né
con i partiti né con le assemblee elettive.
Entrano la Cons. Milanesi e i Conss. Tavoletti e Bongiorno: Presenti
n. 33.
Cons. BIONDI: Devo mio malgrado iniziare il mio intervento con
una considerazione che non avrei mai voluto fare. Siccome su questa
vicenda è ancora in corso un’indagine della Magistratura, mi chiedo a parti
invertite quanti dell’opposizione secondo le parti invertite avrebbero
declinato dal porre la vicenda nei termini di una precauzionale attenzione e
precauzione rispetto alle vicende giudiziarie. Mi chiedo se a parti invertite,
da parte del Centro-sinistra, non si sarebbe sollevata la questione in ordine
alla quale, siccome è in corso un’indagine della Magistratura, forse è bene
che si attenda la conclusione dell’indagine stessa.
Io questa cosa non avrei mai voluto dirla, perché nella mia vita ho
sempre scisso le due questioni e le competenze. Ma il dibattito politico privo
di ogni valore etico e comportamentale mi porta a scegliere tra l’essere
all’altezza di uno scontro che secondo me potrebbe essere e si dovrebbe
evitare, o in qualche modo essere definito stupido appunto perché alla
ricerca di un confronto che tenga conto delle regole etiche e di valori morali
che invece secondo me non esistono più. Questa è la prima considerazione.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 31
La seconda considerazione la voglio fare sulle questioni che ricordava
il Cons. Baccarini. Ero presente alla sala Santa Caterina sabato mattina,
l’Associazione Italia Nostra ha ritenuto di invitare due candidati e non
capisco perché non inviti tutti i candidati, ma non l’ho neppure lamentato in
quella sede, perché lo stile, tra l’altro quella Associazione ha portato per
tempo tanto il nome e la responsabilità di una persona molto vicina a me,
che tutti credo conosciate, e quindi ero interessato, ero a conoscenza delle
vicende che si portavano avanti da parte di quella Associazione, ma lo
stupore – lo voglio dire, voglio dirlo al mio amico Baccarini – non è tanto
per il fatto che due candidati abbiano detto cose in aperto contrasto con le
decisioni e la programmazione di questa Amministrazione Comunale, ma lo
stupore maggiore mi è venuto dalle considerazioni che ho sentito fare in
quella sala da esponente che oggi vedo impegnati a cambiare il governo e la
qualità del governo, pure da posizioni ovviamente di Centro-sinistra perché
mi riferisco al candidato del Partito Democratico che ha vinto le primarie
del Partito Democratico, cambiare qualitativamente.
La cosa è andata in questi termini sostanzialmente: mentre da parte
dell’Associazione, confermata dal candidato a sindaco del Centro-sinistra,
venivano introdotti dubbi e perplessità sugli aspetti giuridici, legati al fatto
che mentre il Piano regolatore generale approvato del 92 sanciva alcuni
vincoli precisi su quell’area, poi attraverso lo schema direttore prima e il
Piano regolatore generale dopo si è modificata la situazione a livello
programmatorio, le perplessità e i dubbi di tipo giuridico che venivano
mossi dall’Avv. Baldi, lo posso dire perché relatore in quel convegno, erano
soprattutto rispetto all’efficacia giuridica dello strumento schema direttore,
che come tutti sapete e se non lo sapete ve lo dico io quelli che non lo
sanno, ma molti lo sanno, fu improntato dall’allora Assessore Danilo
Casadei, oggi impegnato a sostenere il cambiamento dal Partito
Democratico e con il Partito Democratico di queste questioni.
Mi sono trovato lì a vedere attori di una stessa commedia, parti che
naturalmente hanno la responsabilità di due atti apertamente in contrasto tra
di loro. E di queste vicende, cari amici, sapete quante ne verranno fuori in
questi 2 mesi? Proprio perché c’è modo e modo di governare la Città e di
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Pag. 32
proporsi per il governo della Città, io credo che ci si debba proporre con
cose credibili, attraverso opzioni, facendo opzioni e proponendo progetti e
programmi che siano credibili anche per chi li propone, non solo per il
merito degli stessi.
Ma veniamo alle questioni relative alle informazioni del Sindaco.
Sinceramente non capisco più da cosa prenda le mosse la politica forlivese,
soprattutto la maggioranza di questo. Come si può pensare che dopo le
vicende che hanno visto le polemiche, l’intervento della Magistratura, il
ritiro della deliberazione di variante etc. etc. oggi si possa procedere a un
accordo di programma in variante a modifica del precedente accordo di
programma, facendo quindi diventare questa vicenda dell’ipermercato una
vicenda tutta basata sul dare e l’avere, su una sorta di contrattazione rispetto
alle opere che il privato si impegna a realizzare e a fare in sostituzione della
pubblica amministrazione.
Ma dove sta la politica, dove sta l’attenzione all’interesse generale e
all’interesse pubblico? La prima considerazione da fare, Sindaco, non è
questa, la prima considerazione da fare è quella relativa al fatto che rispetto
agli anni 2000 e antecedenti oggi la situazione economica generale consente
e le previsioni del mercato relativamente alle vicende legate alla grande
distribuzione consentono di pensare alle stesse dimensioni di allora in
ordine a iniziative di questo genere e a imprese di questo genere.
Come si fa a non tenere conto di questi anni che sono trascorsi, degli
orientamenti di carattere generale? Anche qui mi sia consentito dirlo, sento
le cose e durante la campagna elettorale per le primarie sempre uno dei
candidati ovviamente contendenti le primarie del Partito Democratico
diceva di volere fare riferimento alle città del nord, nelle città del nord
questa della grande distribuzione è un’idea che sta sempre più assopendo,
quindi anche qui è una contraddizione nei fatti.
Ma non è solo questo l’argomento, se non bastasse questa valutazione
relativa agli ultimi 10 anni di vita del Paese più in generale e dell’economia
in particolare in questo settore, basti pensare alla crisi attuale, alla crisi
economica attuale, che naturalmente non voglio attribuire a te, Errani, anche
se tu in parte sei responsabile naturalmente di tutto.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 33
Ma i dati, il 150% di aumento nel primo bimestre del 2009 rispetto al
primo bimestre dell’anno precedente, la situazione di grande difficoltà di
alcuni settori, compreso naturalmente quello del commercio, non fa pensare
e non fa riflettere un attimo, almeno sul fatto che in ordine a questa
questione siano necessari approfondimenti veri, realistici su questa vicenda
e invece si procede a colpi di modifica degli accordi di programma, come se
un milione o un milione e mezzo di Euro data dalla società Via Punta di
Ferro, bastassero a colmare un vulnus che invece è dettato dalle condizioni
economiche più generali. Dove sta l’attenzione rigorosa della politica verso
queste vicende?
Ma c’è un’altra considerazione da fare. Se si modifica un accordo di
programma con un altro accordo di programma, delle due l’una: o era
sbagliato il primo o è sbagliato il secondo! E a me volete fare venire il
dubbio che noi con il primo accordo di programma avessimo fatto un regalo
alla società? Non mi pare una grande idea quella di fare venire questi dubbi
ai cittadini forlivesi, perché se con il secondo accordo di programma si
chiede di più, il dubbio che chiedendo di meno con il primo avessimo
elargito o comunque non avessimo – anche se non è un regolo –
compiutamente fatto il nostro mestiere di amministratori nel pretendere in
cambio, insomma questo dubbio è legittimo, è scontato.
La questione non può essere, poi il miraggio del centro storico, dice
“tra le altre cose un milione e 250 mila Euro per il centro storico” per fare
cosa? Per attuare delle promesse mai realizzate avanzata da questa
Amministrazione Comunale all’inizio di questo mandato amministrativo che
sta per concludere, andando a chiudere la stalla quando i buoi sono già
usciti, il disastro economico del centro storico negli ultimi 6 mesi del 2008.
Dobbiamo registrare il disastro, la desertificazione del nostro centro storico,
con la conseguente occupazione di quel deserto da parte di cittadini che non
so fino a che punto abbiano le carte in regola per rimanere nella nostra Città.
Questa è la situazione che si è determinata e oggi non so se sia una
cambiale che va in scadenza come hanno ricordato alcuni miei colleghi, o
l’imperizia o la preoccupazione che a governare questo Comune non sia più
la stessa maggioranza e quindi evidentemente alcune logiche e alcune scelte
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 34
non possano più essere oggetto di realizzazione nei prossimi anni, io non so
a cosa sia dovuto questo che state proponendo oggi. So che quello che state
proponendo è contro gli interessi dei forlivesi e io sarò oggi come domami a
fianco di coloro che invece vorranno salvare la propria Città dalla rovina,
perché se si continua a governare in questo modo è solo alla rovina che si
porta la Città di Forlì.
Entra il Cons. Sansavini ed esce il Cons. Nervegna: Presenti n. 33.
Cons. RONCHI: Parto da uno degli ultimi punti che sono stati
affrontati, il discorso della soluzione al problema. Si propone ancora una
volta l’accordo di programma in variante al Piano regolatore generale e
secondo me l’accordo di programma non è lo strumento adatto, perché è un
sistema che doveva essere utilizzato solo per realizzare opere di interesse
pubblico, opere pubbliche che già servivano alla Città, individuate
indipendentemente dall’opera che si voleva realizzare, mentre in questo
caso come anche in quello dell’accordo di programma sulla Querzoli –
Ferretti uno degli obiettivi dell’accordo di programma è la realizzazione di
opere che servono al privato che realizza l’intervento edificatorio.
Nell’accordo della Querzoli – Ferretti alcune delle opere necessarie
alla viabilità di quella nuova area di insediamento industriale venivano
inserite come opere di interesse pubblico, mentre in realtà senza quella
realizzazione non sarebbero mai servite. In questo caso si propone la
realizzazione di un parcheggio in centro storico come compensazione
dell’aumento della dimensione dell’ipermercato, però comunque vengono
previste nell’area alcune opere pubbliche che sarebbero state non necessarie
se non ci fosse stato questo aumento di dimensione.
Ho ricevuto da poco l’elenco, dovremmo guardarlo con più
attenzione, però comunque la viabilità dell’area di Pieveacquedotto senza
l’aumento della dimensione dell’ipermercato non sarebbe stata da ritoccare
così pesantemente, quindi non cambia il fatto che il Comune, invece che
investire soldi e investimenti pubblici sull’area, destini la cifra della
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 35
compensazione verso il centro storico, perché poi alla fine le opere nell’area
di Pieveacquedotto sono da realizzare.
Un’altra critica che mi sento di fare sono i tempi. Come nel caso del
regolamento andiamo a discutere di un argomento molto importante per la
nostra Città alla scadenza del nostro mandato e la deliberazione che
andiamo a assumere, perché chiaramente la maggioranza dei Consiglieri
andrà a votarla, dovrà essere attuata dalla prossima Amministrazione
Comunale e io credo che alla prossima Amministrazione Comunale,
qualunque essa sia, debba essere data la facoltà di decidere anche di questo
aspetto, dell’idea di Città, di centro storico di commercio che vuole
realizzare nel nostro territorio.
Viceversa se assumiamo una deliberazione di questo tipo mettiamo
già un grande paletto che chiunque andrà a governare nella prossima
Amministrazione Comunale dovrà seguire per forza di cose, perché
altrimenti il privato potrà ricorrere.
Anche il metodo secondo me poteva essere migliore, potevamo
discutere prima ancora che lo strumento con il quale andavamo a approvare
una richiesta del privato sulle reali necessità di dimensionamento delle
grandi strutture di vendita del nostro territorio in una Commissione, non
possiamo dare una valutazione non oggettiva su quella che è la reale
necessità del nostro territorio, una necessità che è cambiata da un anno a
questa parte, perché come diceva prima il collega Biondi oggi insiste
sull’economia di Forlì, come in quella di tutto il territorio nazionale, una
crisi
economica
che
vorrei
ricordarlo
parte
proprio
dalla
deregolamentazione dell’edilizia e dalla deregolamentazione della finanza.
Noi sia a livello nazionale sia a livello locale andiamo a cercare di
mettere delle pezze a questa crisi economica, utilizzando lo stesso strumento
che l’ha causata, quello di aumentare la potenzialità edificatoria del 20%
delle case a livello nazionale, quello di aumentare a cascata tutte le
realizzazioni di industrie e commercio senza pensare a una ricaduta
economica. Non è che aumentando del 20 o 30% tutte le strutture
commerciali, aumentiamo del 20 o 30% l’acquisto dei cittadini forlivesi,
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 36
perché i cittadini forlivesi probabilmente avranno gli stessi soldi sia prima
che dopo.
Una cosa che dovremmo affrontare con molta attenzione sarebbe il
processo inverso, iniziare a pensare finalmente alla filiera corta come
incentivare la produzione locale e il commercio locale anche a scapito dei
prodotti che importiamo dall’estero, dalla Cina. Sappiamo che queste grandi
strutture di vendita spostano la ricaduta del commercio non da una città
all’altra, che non sarebbe problematico, nel complesso rimarrebbe uguale,
ma spostano la richiesta di produzione dalla produzione locale a quella
internazionale, quindi anche questo è un dato che oggi ancora con più
attenzione di un anno fa dovremmo valutare.
In questo contesto siamo contrari all’aumento della dimensione
dell’ipermercato, vorrei ricordare che i Verdi hanno votato contro al Piano
regolatore generale che lo ha previsto nella dimensione di 14 mila metri
quadrati, poi il programma del Sindaco che abbiamo sostenuto prevedeva la
realizzazione di questo ipermercato come da Piano regolatore generale già
approvato e quindi saremmo stati disposti a sostenere la realizzazione come
dalla programmazione, ma siamo sempre stati contrari sull’aumento, perché
non veniva dalla reale necessità del territorio, ma dalla richiesta del privato.
Occorre secondo me che tutti abbiano la stessa possibilità di fronte
agli strumenti comunali, non possiamo pensare che un piccolo
commerciante, perché piccolo, non riesca a ottenere gli stessi vantaggi che
ha la grande struttura commerciale solo per la sua dimensione, perché se
facciamo un aumento della potenzialità edificatoria dell’ipermercato, allora
forse dovremo pensare a aiutare in percentuale tutte le piccole strutture di
vendita, che soffrirebbero di un aumento di questo tipo. Mentre la realtà è
questa: più una struttura di vendita è grande, più riesce a ricevere, perché fa
massa critica, degli aiuti da parte dell’Amministrazione Comunale, sono
accordi di programma in variante al Piano regolatore generale.
Il parcheggio in centro storico, che già era previsto nel Piano degli
investimenti, è un contentino che non sarà influente sulla rivitalizzazione del
centro storico, perché vorrei ricordare tutti i progetti che avevamo discusso
anche con un iter troppo lungo con la proposta di realizzazione dell’Agenzia
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 37
del centro storico, degli esperti chiamati a discutere della rivitalizzazione del
commercio, con tutto questo iter di fatto non abbiamo fatto un passo sul
centro storico, abbiamo realizzato sì delle opere che però erano non
collegate all’idea generale di rivitalizzazione del centro storico fatta dagli
esperti, gli esperti per esempio indicavano percorsi ciclo-pedonali,
indicavano delle porte di accesso alla Città, individuavano due o tre progetti
molto importanti sul centro storico che non erano parcheggi, erano
incubatori di imprese, erano edilizia residenziale pubblica per gli studenti
universitari, erano nuovi spazi per l’aggregazione nel nostro centro storico.
Oggi invece andremmo, con questa proposta, a realizzare un
parcheggio in una zona che non è sottodotata, perché ultimamente proprio
sotto l’area ex Mangelli è stato realizzato un parcheggio che non è quasi mai
completo, quindi evidentemente di necessità di posti auto fuori dalla vecchia
circonvallazione non ce n’è così tanto bisogno. Probabilmente la gente in
centro storico arriva se c’è attrattiva al di là del parcheggio, perché questo è
un dato di fatto: se i nostri parcheggi fossero sempre pieni di auto, non
avessero la disponibilità di posti liberi per i cittadini, probabilmente
potremmo anche discutere della realizzazione di nuovi parcheggi. Visto che
così non è, forse la soluzione individuato non era ottimale.
In conclusione chiedo che dalla proposta di deliberazione venga
stralciata la considerazione sull’istituto professionale Ivo Oliveti. Questo ha
una sua particolare valenza, perché sappiamo tutti chiarezze c’è presenza di
amianto e c’è la necessità di ricostruire una nuova scuola che ospiti
l’istituto, ma non c’entra assolutamente nulla con il centro commerciale.
Sono disposto a sostenere questa parte della deliberazione e quindi chiedo
formalmente che le due proposte vengano separate, in modo tale da
permettere ai Consiglieri che condividono il punto 2 della deliberazione di
votarla e di sostenerla, auspicando che su questo ci sia un voto unanime di
tutto il Consiglio Comunale, lasciando però ai Consiglieri che sono contrari
alla proposta sul centro commerciale di votare contro la deliberazione.
Esce il Cons. Farneti: Presenti n. 32.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 38
Cons. BURNACCI: Noi abbiamo assunto su questa questione un
atteggiamento sempre chiaro, oggi diciamo se si può dire più di un no 3, 4,
5, 6, 7 volte no, diciamo di no e spieghiamo perché, che non è un no al fatto
che ci sia, nella nostra Città, una struttura come l’ipermercato, ma è un no
alle modalità con cui nasce l’ipermercato, all’accordo di programma a suo
tempo predisposto e all’integrazione dell’accordo di programma che oggi si
pone.
Già il punto di partenza, Biondi ha detto “ci fate pensare male sul
primo accordo di programma”, io dico che già il primo accordo di
programma fu formulato con scarsa attenzione all’interesse pubblico che
deve essere il primo elemento motore degli accordi di programma. Gli
accordi di programma con il mondo privato sono stati auspicati dal
legislatore, perché avessero come primo interesse quello pubblico e l’aiuto e
il sostegno al privato veniva sottoposto alla primarietà dell’interesse
pubblico. Già il primo accordo di programma era un accordo che era stato
visto più come interesse al privato che come difesa dell’interesse pubblico.
Poi c’è una seconda questione secondo noi che va tenuta in conto.
Non è un’eresia coltivare l’obiettivo che nei centri e nelle città e nelle
periferie si possano fare strutture commerciali medio – grandi, è un assurdo
perché significa uccidere i salotti delle città. Ipotizzare che i centri
commerciali e fare in modo che i centri commerciali diventino delle forze
centrifughe che tolgono respiro e vita al centro storico delle città è un
grandissimo errore, perché questo si può fare soltanto se si ha l’assoluta
sicurezza di avere tessuto nel centro storico un sistema di funzionamento e
della cultura e degli istituti culturali e un insieme di iniziative commerciali e
un insieme di qualificazione dell’offerta dal verde a altro, alle principali
direttrici della Città, che sono elemento fondamentale perché le città non si
depauperino nei loro aspetti fondamentali.
L’intervento nel centro storico da molti anni in qua è un intervento
parziale, non sistemico, non sistematico sulle strade direttrici delle città, non
sistemico sulle attività commerciali, non sistemico sugli istituti culturali.
Non neghiamo che qualcosa di positivo si sia fatto, ma niente ha corrisposto
a un disegno complessivo, né l’isola pedonale né la ZTL né la sosta né i
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 39
parcheggi sono stati visti nell’ottica di un sistema funzionale a ché la Città
divenisse sempre più il vero salotto commerciale della Città, il vero salotto
culturale della Città.
E quindi era inevitabile che la rincorsa verso gli interessi di gruppi
privati, questa corsa motivata dal fatto che la Città era sottodimensionata
nella periferia creasse dei centri di azione centrifuga rispetto al centro
storico. Oggi in presenza di questa situazione che tutti conoscono, noi
abbiamo avuto nelle mani uno studio di una società che ha a lungo studiato
le questioni del centro storico, nelle quali sono state dette tutte in litania
quali sono le carenze attualmente esistenti nel centro storico e quelle che
devono essere corrette alla breve se non si vuole desertificare ulteriormente
non soltanto alcune zone del centro storico, ma complessivamente il cuore
della Città.
Di questo studio che è stato consegnato non si è fatto niente, se non
azioni ripeto limitate e parziali, parziale l’intervento sul San Domenico
senza la Piazza Guido da Montefeltro, parziale l’intervento nel mercato
coperto senza la Piazza Cavour e la zona di contorno, quindi da questo
punto di vista si deve dire che tutto è rimasto lettera morta. Certo io
continuo a dire c’è qualche cosa buona, ma vorrei vedere che non ci fosse
con tutte le potenzialità che una Amministrazione Comunale ha se opera
positivamente!
Adesso voi proponete un’ulteriore integrazione all’accordo di
programma: non siamo assolutamente d’accordo. Se era debole il primo
accordo di programma, debolissimo, assolutamente debolissimo è l’accordo
di programma per quanto riguarda le contropartite che il territorio del centro
storico dovrebbe avere. Non ci verrete a dire, non avrete il coraggio di dire
ai forlivesi, né spero l’avrà nessun candidato sindaco, che l’intervento su
Piazza Montegrappa sia il corrispettivo utile, incisivo, valido per la
rivitalizzazione del centro storico, ma se di parcheggi, se voleste invocare la
strada dei parcheggi, di ben altro si dovrebbe parlare che non di un
parcheggio alla cintura della Città, che avrà un suo ruolo, ma l’avrebbe
avuto comunque, che comunque non è certamente indispensabile per la
rivitalizzazione del centro storico.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 40
Avremmo capito che voi pensaste a parcheggi più all’interno del
centro storico stesso, sotto Piazza del Carmine o sotto Piazza Saffi o
quant’altro. Questo dimostra che l’interesse pubblico non è all’attenzione,
che l’Amministrazione Comunale è deconcentrata da altre cose, che
l’Amministrazione Comunale mette gli occhi soltanto su un obiettivo che
altri devono raggiungere, la cooperazione e gli interessi della cooperazione,
che sono preziosi certamente ma che vengono comunque secondariamente a
quelli dell’interesse pubblico.
Quindi la nostra opinione è un’opinione nettamente contraria, non
vogliamo neanche entrare nel merito di questa questione, siamo
assolutamente contrari perché in ogni caso l’elevazione da 14 mila a 21 mila
metri quadrati secondo noi per la Città è un problema che deve essere
discusso con la Città, che in queste condizioni deve essere un problema
discusso con la Città, approfondito con la Città, non che nasce in questa
situazione di grave crisi all’interno del Consiglio Comunale. Soltanto dopo
un dibattito approfondito nella Città, con la partecipazione di tutti i soggetti,
si potrebbe eventualmente valutare con una contropartita di interesse
pubblico elevata il perseguimento di questa strada.
La volete imboccare? Imboccatela, non so con quale faccia e con
quale animo andrete a discutere di questa questione come proposta
elettorale. Volete mettere un piede nella prossima Amministrazione
Comunale? Volete togliere le castagne dal fuoco a qualcuno che voi ritenete
sarà il prossimo sindaco? Non sappiamo quale sia il vostro obiettivo, né
vogliamo saperlo, noi sappiamo che voteremo sicuramente contro questa
scelta, non contro ripeto alle strutture medio grandi, ma perché voi le avete
programmate in misura eccessiva rispetto a quello che era giusto,
depauperando il centro storico. Giustamente Baccarini ha fatto riferimento
al fatto che avete sciupato, sciupato, buttate all’aria, al vento delle aree
pregiate come l’area Bartoletti e l’area Mangelli, in cui bisognava valutare
la preziosità di metro quadrato per metro quadrato, le avete direbbero i
romagnoli barattate queste aree, perché le avete sovraccaricate di tutte cose
che non sono di pregio e verrebbe di dire che l’unica cosa che interessava
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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all’Amministrazione Pubblica era quella che qualcuno ci mettesse una
dimensione commerciale medio – grande.
Stanno da un’altra parte tutte le scelte che sono state fatte verso le
dimensioni medio – grandi, avendo l’occhio soltanto alle dimensioni medio
– grandi e non al salotto della Città hanno finito per fare di quelle aree che si
potevano pure sviluppare, che dovevano avere una programmazione attenta,
voi le avete sciupate rendendo la programmazione fuori centro, con un
baricentro sbagliato.
È per questo quindi che diremo e motiveremo il nostro no e
motiveremo le ragioni francamente secondo noi incomprensibili che vi
fanno ritenere, anche in presenza di un’indagine della Magistratura che non
si è conclusa, di potere tranquillamente procedere dai 14 mila ai 21 mila
metri quadrati.
Esce il Cons. Biondi: Presenti n. 31.
Cons. ERRANI: Considero coerente e lineare la comunicazione che
ci ha fatto il Sindaco su questo punto, del resto la scelta di una grande
struttura di vendita per il nostro territorio era contenuta nel programma di
mandato e mi permetto di dire che su questa questione va bene che siamo a
qualche settimana dal voto amministrativo, ma sarebbe sbagliato brandirla
come questione di divisione elettorale, di divisione partitica.
Dico questo perché al di là delle bandiere delle singole
amministrazioni, soprattutto nelle realtà più evolute e più sviluppate del
nostro Paese, diciamo le medie e grandi città si sono dotate di strutture di
questa dimensione e non a caso le regioni dove queste strutture sono più
presenti sono proprio la Lombardia e il Veneto, dove non mi pare ci siano
prevalentemente amministrazioni di Centro-sinistra. Direi piuttosto che
siamo di fronte a una necessità oggettiva del nostro territorio, rispetto alla
quale noi abbiamo il dovere di dare delle risposte.
Quando si è posto questo tema e ci si era dati un obiettivo di un centro
della valenza della portata di 14 mila metri quadrati a Forlì, noi avevamo un
certo quadro nella realtà romagnola. Rispetto a allora qual è la situazione
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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che abbiamo di fronte? Il nostro centro non è ancora partito, ma nelle altre
città le situazioni si sono di molto evolute e dobbiamo confrontarci con
strutture molto più robuste e più grandi. Qui sta la ragione obiettiva di una
diversa dimensione, per questo mi sento di dire che le nostre ragioni non
mutano di una virgola rispetto all’impostazione che avevamo dato
precedentemente a questo problema.
Del resto non ci si può certo dire che a Forlì abbiamo proceduto con
fretta su questo punto, mi pare piuttosto che sia vero il contrario. Siamo di
fronte a una situazione che è andata verso il risanamento di quelle
irregolarità edilizie che il Sindaco aveva a suo tempo denunciato, si sono
assicurate le condizioni di ripristino rispetto antecedenti all’abuso e dal 13
giugno scorso l’area è dissequestrata. Quindi l’ipermercato assume, nella
nostra visione, una valenza strategica per le prospettive del commercio
forlivese, questa scelta ha a che fare con la qualificazione del nostro
territorio, è un fattore anche di miglioramento competitivo rispetto ai
territori vicino a noi.
È molto lontana dalla nostra impostazione una logica e una visione
unidimensionale, noi non abbiamo il mito del grande centro e non pensiamo
che questo debba rappresentare una forza centrifuga che annulla tutti gli altri
sistemi del commercio del nostro territorio. È vero il contrario, a noi sembra
che questa scelta possa migliorare la qualità dell’integrazione e la
complementarietà tra i diversi tipi di strutture e migliorare in fondo la
qualità dei servizi prima di tutto ai consumatori e anche la robustezza del
sistema commerciale.
Abbiamo una visione che vede insieme l’ipermercato, le medie
strutture di vendita e i negozi specializzati, soprattutto nei centri storici. Non
è un caso del resto che tra le misure di compensazione che ricordava il
Sindaco nell’introduzione ci siano scelte importanti anche rispetto al centro
storico.
L’obiettivo in realtà è quello di riportare i consumatori forlivesi a
Forlì, perché oggi sappiamo che un 15% dei nostri consumatori va in
strutture di una certa grandezza, ma fuori dalla nostra Città. Credo che
insieme
a
questo
potremmo
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
essere
un
territorio
attrattivo
più
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complessivamente per le nostre strutture commerciali, anche per le strutture
specializzate del centro. Non è un caso che dove gli iper funzionano
abbiamo generalmente centri storici vivi, centri storici ricchi del flusso dei
consumatori e con una certa vivacità.
Del resto da questo punto di vista potremmo essere anche una bella
cavia per gli studi futuri sugli indirizzi commerciali anche del nostro Paese,
proprio perché in questi anni siamo arrivati ultimi su questo punto: siamo
arrivati gli ultimi, ma non è che da noi per questo la crisi commerciale è
stata inferiore agli altri territori, anzi probabilmente è successo il contrario:
da noi il commercio ha più problemi che in città vicine come Ravenna o
Rimini, oppure là ci sono gli ipermercati e noi non li abbiamo, quindi la
ragione non sarà la crisi, perché la crisi l’abbiamo tutti.
Io credo che la ragione stia in una struttura commerciale che si è
ulteriormente indebolita, che è rimasta sull’esistente, che non ha colto le
novità, quindi io credo che da questo punto di vista la scelta
dell’ipermercato possa essere una risposta positiva ai problemi che il nostro
commercio ha.
Qualcuno prima si è chiesto politicamente chi paga questa scelta: io
credo che la risposta l’avremo presto, perché il 06 e il 07 giugno si voterà e
io credo che i nostri concittadini sapranno ancora una volta distinguere chi è
conservatore, chi risponde alla crisi con l’immobilismo, chi di fronte alla
crisi sa innovare e sa guardare al futuro. Questa è la scelta chiara rispetto
alla quale vogliamo si rifletta anche in queste giornate e rispetto alla quale
dobbiamo compiere anche una riflessione su questa deliberazione.
È per questo che voteremo a favore.
Escono gli Ass. Galassi, Bucci, Marchi e la Ass. Lega.
Cons. BONGIORNO: Colleghi Consiglieri, qua stiamo parlando di
un argomento che ci ha tenuti impegnati diverse volte in questi anni, qui ho
visto anche dalla ricostruzione preliminare e sommaria cronistoria anche
alcuni passaggi che me li ricordavo diversamente, anche perché mi ricordo
chiaramente che quel 17 settembre 2007 da questi banchi ci trovammo di
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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fronte una maggioranza che era pronta a votarlo quell’ampliamento, poi vi
furono delle richieste di chiarimenti da questi banchi, mi ricordo anche sui
giornali la denuncia di alcune forze politiche, poi si arrivò effettivamente al
ritiro da parte del Sindaco su proposta del Sindaco, adesso ammetto di non
ricordarlo se sia stato su proposta del Sindaco, comunque per fare una
precisazione.
La questione di carattere politico è quella che riguarda la visione della
Città
molto
semplicemente.
Politicamente
non
è
sostenibile
contemporaneamente di essere a favore del rilancio del centro storico, qui
apro un inciso perché sul programma elettorale ho ascoltato, e mi scuso con
il collega Errani per non averlo ascoltato interamente, ma all’inizio l’ho
sentito e dice che nel programma di mandato era presente questo punto, però
non era presente l’ampliamento dell’ipermercato nel programma di
mandato! Nel programma di mandato a onore del vero era presente anche il
punto della valorizzazione del centro storico e della costituzione di
un’Agenzia per il centro storico che non è mai nata, quindi poi quando si va
a fare un bilancio di fine mandato bisogna andare a recuperarle tutte le voci,
non solo quelle che uno preferisce ricordare dimenticandone altre caso mai
più scomode o nelle quali si è rimasti un po’ più indietro o che sono state
disattese praticamente.
Continuo a dire, come anche i colleghi che mi hanno preceduto e
quindi sarò molto breve, che non è politicamente sostenibile il rilancio del
centro storico e contemporaneamente concedere un ampliamento di questo
tipo, un ampliamento di questo tipo - non nascondiamocelo, le associazioni
di categoria ce l’hanno detto in tutti i modi in questi ultimi mesi, in questi
ultimi anni - porterà a mettere in ginocchio la distribuzione commerciale
tradizionale del centro storico. Ricordo anche delle uscite sulla stampa delle
associazioni di categoria, che evidenziavano, davano già dei numeri di
quanti negozi avrebbero chiuso e di quanti posti di lavoro si sarebbero
andati a perdere.
Effettivamente è così perché andiamo a costruire una struttura che sarà
dotata di comodi parcheggi, in cui uno potrà arrivare a qualsiasi ora, trovare
il posto auto e andare a fare compre, a fronte di questo il centro storico
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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continua a soffrire gravemente di alcune questioni ormai storiche, in primo
luogo quella della mancanza di parcheggi. È per questo che è troppo
insufficiente la contropartita che si chiede in questo accordo di programma,
un vero ragionamento politico che tentasse di tenere insieme anche la
valorizzazione del centro storico oltre a questo ampliamento chiederebbe
che, come contropartita, vi sia quella di costruire ampi parcheggi sotterranei
interrati o sopraelevati, comunque sotterranei e io direi interrati in centro
storico.
Da questi banchi l’ho detto più volte, l’esempio l’abbiamo anche in
città vicine: andate a Bologna in Piazza 08 Agosto, Cesena anche. Non è che
ci sia bisogno di andare su Marte per vedere chi già ha imboccato questa
strada, perché dico questo? Perché allora andremmo a costituire
l’ipermercato nella zona Fiera, ma dotandolo di ampi parcheggi sotterranei
creeremmo anche in centro una sorta di ipermercato a cielo aperto, di centro
commerciale a cielo aperto e allora lì sì che vi sarebbero pari condizioni e
una concorrenza equilibrata, cioè la possibilità di fare concorrenza
equilibrata, mentre così si rischia di dare adito a una concorrenza sleale,
favorendo eccessivamente la grande distribuzione e penalizzando totalmente
il commercio tradizionale.
Il ragionamento politico molto semplicemente è questo, poi il centro
storico soffre anche di altre cose, l’eccessivo degrado in molte strade, la
scarsa illuminazione e l’abbiamo detto più volte, il fatto che ai
commercianti stessi andrebbero garantite agevolazioni maggiori anche
nell’occupazione del suolo pubblico in tante cose.
Guardate faccio un esempio, a me a volte capita - non so se capita
anche a qualche altro collega - la domenica mattina di trovarmi in Piazza
Saffi, vedo gruppi di turisti diretti al San Domenico e è desolante la
situazione, è desolante, perché se sono fortunati trovano un bar aperto se lo
trovano, un tabacchi in cui comprare una cartolina non c’è, poi appena
superata Piazza Saffi, l’avete visto nelle colonne qui di Piazza Saffi
escrementi di piccioni ovunque, uno visita il chiostro di San Mercuriale è
tutto imbrattato, uno va verso il San Domenico e trova tutti i marciapiedi
sconnessi, tutta la strada sconnessa, voi imboccate Via Giorgina Saffi e se
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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uno non sta attento fa un ruzzolone lì! Sono piccole cose… (intervento
fuori microfono) no “non esageriamo”, Cons. Sansavini, le scritte nel
chiostro non le ho mica fatte io! Sono lì, le può vedere chiunque. Questa è
un po’ la situazione.
Per concludere, chiaramente voterò contro a questa proposta di
ampliamento, anche perché mi sembrava giusto e lo condivido il
ragionamento che faceva il collega Ronchi: qui andiamo a vincolare
eccessivamente la prossima Amministrazione Comunale che verrà, perché
qui incidiamo fortemente sull’idea di città che abbiamo in mente e questo
tipo di decisioni secondo me, se non si è arrivati a prenderle serenamente
nei primi 4 o 3 anni di mandato, proprio a pochi mesi dalla scadenza del
mandato sarebbe correttezza istituzionale non prenderle, lasciarle a chi verrà
dopo. Poi che questo sia un tentativo per togliere le castagne sul fuoco o
metterne delle altre di castagne sul fuoco a chi verrà dopo, si potrebbe anche
discutere, poi chiunque sarà perché quando mettiamo in ginocchio la
distribuzione commerciale del centro storico non è che si guadagnato voti,
anzi! Quando si spegne un centro storico non è che si guadagna consenso.
L’altra cosa che faccio mia e che mi sembrava utile è la proposta del
collega Ronchi, perché anch’io non ho capito perché in questa deliberazione
si mette al punto 1 l’ampliamento su cui voterò contro e sono stato chiaro,
poi il punto 2 di riservarsi con atti autonomi e successivi di individuare
soluzioni tecnico – urbanistiche condivise con la Provincia, idonee a
favorire la costruzione di un nuovo edificio per l’istituto professionale Ivo
Oliveti. Anch’io chiedo che questo non sia, perché c’entra un po’ quasi
come i cavoli a merenda mettere l’Ivo Oliveti qui quando tutto il
ragionamento è sull’ampliamento di un’area commerciale, anch’io chiederei
che sia data la possibilità a questo punto di stralciarlo, di prevederlo in
un’altra deliberazione a parte, altrimenti siamo sereni di fronte alla Città,
secondo noi la salvaguardia e il rilancio del centro storico sono priorità
assolute per questa Città e quindi se non sarà stralciato e non sarà scorporato
questo punto, nonostante tutto voteremo contro questa proposta di
deliberazione.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 47
Cons. APRIGLIANO: Vorrebbe da dire, Sindaco, saldi di fine
stagione! Come lei sa non glielo ho mai mandato a dire, tanto che in questi
ultimi 5 anni il titolo dell’ultimo Comune Aperto che uscirà in questi giorni
sarà “una femmina bugiarda mi ha lasciato”, perché di una donna bugiarda e
cioè di un Sindaco bugiardo noi ci siamo occupati in questi 5 anni di
Consiglio Comunale.
Perché bugiardo? Perché basta andare a vedere i temi della campagna
elettorale del 2004 per rendersi conto che l’unica cosa che è stata fatta, che
forse sarà fatta caparbiamente dalla Giunta Comunale Masini, nonostante lo
stop della Magistratura, è proprio il via libera dei 21 mila metri quadrati
dell’iper.
Vedi, Errani, nessuno può disconoscere che questa Città dal punto di
vista infrastrutturale è arretrata e nessuno può disconoscere che un centro
commerciale in questa Città manca forse più di qualsiasi altra cosa e
nessuno può dire che da questa parte c’è un’opposizione che è contraria a
priori o politicamente al centro commerciale. Contestiamo le modalità con
le quali si è arrivati al centro commerciale, poi certo ci saremmo aspettati
che fosse stata data anche a altri gruppi la possibilità di insediamento in
queste aree per costruire centri commerciali. Forse noi, Errani, e è un
sospetto legittimo, arriviamo così in ritardo per l’eccessivo protezionismo
che abbiamo sempre avuto delle nostre Coop e delle nostre Conad.
Questo è il punto vero della situazione, perché se non avessimo avuto
eccessivo protezionismo delle nostre Coop e delle nostre Conad,
probabilmente, così come ha fatto profittandone Forlimpopoli attraverso il
Bennet, si sarebbero avuti risultati maggiori anche in termini di
infrastrutture. Basta vedere proporzionalmente quello che è successo, che
tipo di riqualificazione di spesa ha affrontato questa catena alimentare sul
territorio di Forlimpopoli, che paragonato a quello che succede attraverso la
Conad a Forlì mi sembra assolutamente proporzionato, ma a tutto favore di
questa catena alimentare che opera sul territorio.
Certo nessuno vuole criminalizzare la Coop o la Conad, anche se la
Coop siete voi insomma, però qualche sospetto viene, qualche sospetto di
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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qualche interesse particolare sul perché sul finire della legislatura si voglia
pigiare sull’acceleratore per portare a casa un risultato di questo tipo,
qualche sospetto arriva, qualche sospetto su interessi particolari su questa
partita, interessi particolari che passano anche dalla necessità di costruirlo e
di vederlo finalmente realizzato questo centro commerciale, poi nessuno mi
sarei aspettato da una mente lucida – poi gli anni passano per tutti
probabilmente – come quella di Marco Errani che fa questo mestiere, Marco
Errani fa il mestiere del politico e non è una parola offensiva per l’amor del
cielo, non mi permetterei mai! Però un’analisi più lucida me la sarei
aspettata
sull’insediamento
in
Pieveacquedotto
di
questo
centro
commerciale, perché nessuno può non notare che abbiamo un unico punto di
ingresso e di uscita dall’autostrada.
Basta vedere anche nei momenti di calma assoluta e cioè di domenica
alle 10 mentre tutti gli altri sono al mare, in quel posto c’è un
sovraffollamento, c’è un traffico comunque enorme, dettato dal fatto che le
merci, le automobili, le famiglie e tutto ciò che attiene la mobilità della Città
viene in entrata e in uscita in un unico posto. Quello è un posto in cui per
andare a fare la spesa si fa molto prima che andare a Cesena, perché fare la
Via Gramsci per andare a fare la spesa a Pieveacquedotto diventa qualcosa
di veramente insostenibile.
Poi qualcuno ci dirà che nel 2012 entrerà in funzione forse la
circonvallazione e che quindi con la circonvallazione risolveremo tutti i
problemi della nostra vita, ma credo che un’analisi più approfondita sulla
sostenibilità in quell’area del carico urbano che si andrà necessariamente a
sviluppare in quell’area, una analisi più approfondita andava secondo me
fatta e proposta, senza contare, Sindaco, la questione del centro.
Ora sono uno di quelli che sostiene, contrariamente a quanto ha
sostenuto adesso Errani, perché Errani dice “dove hanno fatto il centro e
c’era un centro morto – questa è la spiegazione del perché il Sindaco non ha
alzato un dito per risollevare le sorti del centro commerciale – e è stato
insediato un iper, in quel centro storico a seguito dell’insediamento dell’iper
si è rivitalizzato”: questo è quello che ci hai spiegato. Faccio fatica a
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 49
comprendere una roba di questo tipo, perché è fuori da ogni logica di
mercato una roba del genere.
Ora capisco che tu non faccia il commerciante, capisco che tu non
faccia l’imprenditore, ma non fare le analisi di questo tipo, perché fanno
ridere i polli analisi di questo tipo! Per fare riprendere il centro storico c’è
bisogno questa volta sì di un accordo di programma, Sindaco, ma di un
accordo di programma vero, serio, con i soldi, con le idee, senza le
compromissioni che ci sono all’interno del territorio, con le banche in
primis, con le istituzioni locali, con i commercianti e farsi guidare e portare
per mano, perché le possiamo riconoscere mille capacità, mille qualità, mille
virtù, certo non quelle di potere risolvere la questione così complessa del
centro storico forlivese.
Risparmio ovviamente i riferimenti che ho fatto in altre occasioni
relativamente alla probabilmente mancanza di volontà, scientifica mancanza
di volontà di mettere in moto il centro storico, perché così si privilegiano
altre aree. Sono così cattivo da pensare che voi avete pianificato a tavolino
la morte del centro storico per favorire i vostri interessi particolari e speciali,
che passano attraverso anche deliberazioni di questo tipo. Non si può fare
finta di nulla, ma a un qualsiasi cittadino viene naturale pensare che qui si
sta favorendo l’insediamento di un gruppo costi quello che costi.
Allora opportunità politica avrebbe voluto, Sindaco, che lei ci desse,
ci avesse dato un segnale di cambiamento di rotta e non è venuto neanche
quando è stata bastonata sulle primarie, uno scatto di orgoglio per dire
“adesso gli ultimi 3 mesi di mio mandato” invece di venirci a proporre
queste varianti, mi chiedo anche chi te lo fa fare! Chi è che ti fa fare una
roba del genere? Quali sono gli interessi per affrontare, a un mese dalla
scadenza della legislatura, l’ultimo Consiglio Comunale il 21 aprile,
neanche tra un mese qual è l’interesse per fare oggi una roba di questo tipo?
Mi sarei aspettato uno scatto di orgoglio forte, per dire “mi dovete
perdonare, scusate se non ho fatto tutto quello che era mia intenzione fare,
pensavo di fare nel secondo mandato che non c’è stato la parte che non ho
potuto attuare oggi, la facevo nei prossimi 5 anni, ma oggi faccio e do la
dimostrazione di potere fare qualcosa per la Città” e invece qui tutto questo
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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sbracciarsi, contrariamente anche alle rassicurazioni che aveva dato Zelli
sulla stampa punzecchiato su queste questioni, ha sempre detto Zelli che c’è
molto tempo, nessuno ha detto che bisognava correre e me le ricordo le
dichiarazioni di Zelli, perché come si può non leggere Zelli quando si parla
di urbanistica?
Zelli ha detto che non c’era fretta, che si era aspettato tutti questi e si
poteva aspettare altri 4 mesi a dopo le elezioni per affrontare questo
problema: invece no, invece ci troviamo la sorpresa oggi nei Capigruppo su
una questione di questa natura.
Lascio trarre le conclusioni anche elettorali, Errani, perché questi sono
la dimostrazione della vostra profonda debolezza, non solo di spaccatura
interna che leggiamo sui giornali e sulla stampa, ma di profonda debolezza,
perché è ovvio che questo è l’ennesimo tassello, l’ennesimo scampolo di
fine legislatura e di queste cose ce ne aspettiamo anche altre, non credete
che non ci aspettiamo che da qui a un mese la Giunta Comunale, come tutti i
governi nazionali ci hanno abituato ormai da tanti anni, non facciano il fine
mandato elargendo e dando speranze e sogni a tutto e a tutti, ma questo è un
colpo basso e un colpo basso anche in ragione di un’indagine della
Magistratura che ancora non è conclusa, non è finita.
Poi è legittimo certo da parte della proprietà chiedere all’accelerazione
sui tempi, ma mi chiedo e chiedo a Zelli una variante all’accordo di
programma che tempi prevede? Volete che ve lo dica io oggi? Delle corsie
preferenziali, mentre si fanno aspettare come da interrogazione di Nervegna
imprenditori che presentano Pua 3 o 4 anni, con esborsi economici bancari
notevoli per cercare di tenere ferma la situazione, questa partita avrà canali
preferenziali, questa partita si concluderà molto velocemente, perché se non
fosse così, visto che sostanzialmente si modifica l’area concedendo ulteriori
7 mila metri in quell’area, bisognerebbe fare ripartire l’iter da zero e allora
mettere sì in condizione questo gruppo, cioè la Conad nelle condizioni di
mettersi in coda a tutti quanti gli altri Pua, a tutti quanti gli altri accordi, a
tutte quante le altre varianti e farla aspettare altri 3 anni, se 3 anni ci mettete
per fare tutto il resto, cioè parità di condizione e parità di trattamento.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 51
Mentre invece abbiamo l’ennesima dimostrazione che dal punto di
vista non solo politico ma anche materiale, perché quando si dice “qui gli
interessi” poi gli interessi sono questi, dal punto di vista anche materiale
abbiamo l’impressione che ci siano tanti e tali interessi che non sono quelli
di evitare, Errani, che i nostri cittadini vadano a spendere alle Befane o al
Bennet e quindi si impoverisce il tessuto, perché se era questo che ti stava a
cuore facevi venire, dandogli a gratis il terreno, le multinazionali a Forlì,
l’Esselunga a Forlì, l’Emmelunga, facevi venire le altre catene concorrenti
della Coop e della Conad, invece qui non ne vediamo, vediamo molte poche
cose, il supermercato di quartiere, i grandi gruppi, i grandi complessi, i
grandi insediamenti di questa natura dove veramente si guadagnano i soldi,
perché è l’unico settore che a parte la flessione dello 0,4, 0,3, 0,2 sui
consumi non vede crisi, perché non c’è un crollo dei consumi del 50% come
la FIAT, la gente mangia e continua a mangiare.
Ci saremmo aspettati dal Capogruppo del Partito Democratico
qualcosa di migliore, un ragionamento più alto per la Città, perché poi
bisogna anche commisurare le cose per quelle che sono. Sei il responsabile
del maggiore partito della Città e dal responsabile del maggiore partito della
Città, specie se forza di governo, ci si aspetta dei ragionamenti forti,
concreti, reali, alti, non queste 4 giustificazioni che ci hai dato oggi per
mascherare come una foglia di fico le vergogne che sono girate intorno a
questa questione.
Chiudo, Presidente, dicendo che non è che il Sindaco si è svegliato e
si è accorto della magagna che c’era e degli abusi che c’erano all’iper, non è
successo questo. È successo che un suo Consigliere di maggioranza ha
denunciato gli abusi e il Sindaco non ha potuto fare altro che applicare la
Legge… (intervento fuori microfono) non c’era niente certo, però
purtroppo per qualcuno… (intervento fuori microfono) hanno ritirato la
cosa, quindi non è che qui ci veniamo addirittura a presentare come le
persone angeliche che hanno seguito la legge, che hanno seguito gli iter,
che hanno scoperto gli abusi, che hanno quindi conseguentemente fatto tutto
quello che c’era da fare: no! Qui le cose sono nate diversamente, se era per
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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voi noi approvavamo quell’obbrobrio sapendo degli abusi che erano stati
commessi.
Allora qualche volta, Errani, bisognerebbe anche avere il coraggio, se
si vuole avere la pretesa di volare alto, di alzarsi, di inchinarsi di fronte alla
minoranza qualche volta e dire “grazie per l’atteggiamento e il
comportamento che avete avuto”.
Cons. TAVOLETTI: Questo dibattito, così come i precedenti
dibattiti relativamente a questo problema, mi ha molto interessato, perché io
sono sempre stato contrario, ma proprio come mia filosofia, alla questione
della realizzazione di un ipermercato per una visione romantica della
vivibilità di una città e per una visione romantica di un rapporto tra cittadino
e sostanzialmente i commercianti, che tuttora personalmente continuo a
avere, perché siccome non è un mistero che in casa mia la spesa la faccio io,
mi piace di avere un rapporto con i negozianti, dal lattaio al verduraio etc.
etc., quindi sostanzialmente sono abbastanza contrario da vecchio romantico
a quei rapporti impersonali che avvengono in generale nei supermercati e
negli ipermercati.
D’altra parte ritengo che all’interno di un centro storico la diffusione
del commercio dai bar ai singoli negozi sia un presidio ineludibile per
quanto riguarda la stessa sicurezza del centro storico, anche perché tutti ci
rendiamo conto come nelle ore nelle quali non esiste questo presidio, o nelle
località dove questo presidio non c’è, ovviamente i cittadini denunciano o
avvertono, anche se questo in realtà non è nella nostra Città, la mancanza di
sicurezza.
La questione del nostro ipermercato è una questione che è partita dal
1997 direi e con dei pareri alcuni dei quali contrari, e io ero uno di quelli
contrari, si è comunque deciso che per questa supposta modernità di una
città, bisognasse e fosse ineludibile avere un ipermercato per mantenerci ai
passi, al passo della modernità delle città vicine. A Ravenna si stava
realizzando e poi si è realizzato molto presto, a Cesena se ne discuteva ma
l’hanno realizzato molto prima di noi, a Forlimpopoli ancora se ne discuteva
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 53
e pareva che fossero più indietro di noi, in realtà l’hanno realizzato
anch’essi prima di noi.
Quando si è aperto questo dibattito però, ho notato che
sostanzialmente io ero uno degli ultimi giapponesi insieme a alcuni pochi
amici, tant’è che da una parte forze della stessa minoranza erano molto
d’accordo su questa supposta modernità e dall’altra parte forze che
apparentemente erano nettamente contrarie, perché avevano manifestato
ufficialmente contrarietà, in realtà poi sotto sotto trattavano per avere
sostanzialmente aree per la realizzazione di insediamenti intorno
nell’ipermercato.
In conclusione, il progetto dei 15 mila metri quadrati passò
praticamente senza colpo ferire, la storia, l’accordo di programma, accordo
di programma che alcuni di noi dissero che alla stregua dell’accordo di
programma per la Querzoli Ferretti era fumo negli occhi: perché era fumo
negli occhi? Perché sostanzialmente venivano secondo me contrabbandate
delle infrastrutture realizzate che in realtà servivano esclusivamente proprio
alla viabilità e al servizio delle aree, però sostanzialmente tutte le forze
politiche, anche ripeto quelle che attualmente siedono nella minoranza, di
fronte a alcune cose – mi riferisco ancora alla Querzoli Ferretti – chiusero
entrambi gli occhi perché si disse “ma lì ci sono i posti, l’occupazione etc.
etc.” e nessuno invece si pose il problema che la Querzoli Ferretti potesse
essere collocata in un’altra zona, dove magari le aree erano disponibili etc.
etc.. In conclusione dicevo che da questo punto di vista direbbe Gesù chi
non ha peccato scagli la prima pietra.
Seconda considerazione. Errore di coloro che hanno realizzato la
prima parte i 15 mila metri, perché hanno palesemente dimostrato, fatto
delle strutture sovradimensionate rispetto a quelli che erano i 15 mila metri,
confidando – non lo so se confidando – in una benevolenza
dell’Amministrazione Comunale? Mah! Tant’è che ad un certo punto l’Ass.
Morelli e i Verdi denunciarono quello che non solo sembrava, ma era
effettivamente una questione di una realizzazione che andava al di là dei 15
mila metri.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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Mi rendo anche conto comunque che coloro che hanno impiegato
capitali per la realizzazione di un ipermercato di 15 mila metri e che hanno
fatto costruzioni e che hanno investito sostanzialmente, pure avendo fatto
quell’errore capitale, hanno bisogno e la Città ha bisogno che ad un certo
punto vi sia una ripartenza da capo. E la ripartenza da capo è una ripartenza
che deve in qualche modo partire non dico da una sanatoria, ma
probabilmente da una considerazione realistica della cosa.
Allora si partì per l’ipermercato e l’ipermercato ormai credo, non mi
sono ancora convinto essendo un vecchio romantico, però è ormai una di
quelle questioni sulla quale non ci piove. Adesso c’è l’ulteriore scatto,
vedete come in politica si procede sempre a scala con scatti, mai con
continuità, con una linea continua. L’ulteriore scatto è che sostanzialmente
vi è la necessità manifestata da parte degli interessati che i 15 mila diventino
quasi 22 mila, ci sono tutte le ragioni obiettivamente: nel frattempo
l’ipermercato di Savignano raddoppia, Cesena ha realizzato quello che ha
realizzato, Forlimpopoli marcia non dico a gonfie vele, ma comunque si è
realizzato e marcia, il problema è di vedere come se ne esce con la
realizzazione anche dell’ampliamento con la questione dell’ipermercato
naturale, che è quello del centro storico.
Se vi è da fare un appunto alla Giunta Comunale secondo me è che si
è atteso di arrivare a questo punto senza avere predisposto bene quello che è
lo sviluppo dell’ipermercato naturale del centro storico e mi riferisco in
particolare a un problema, anzi due, perché abbiamo avuto nel frattempo
un’Agenzia del centro storico che in parallelo è andata molto piano rispetto
a quelle che erano le aspettative della Città, quindi sostanzialmente
arriviamo senza uno sviluppo continuo anche del centro storico e arriviamo
a prendere delle decisioni invece sull’ipermercato senza che da quest’altra
parte ci sia stato un corrispettivo di valorizzazione.
Quindi dov’è la carenza del problema? La carenza del problema è che
abbiamo parlato di riqualificazione di Piazza Guido da Montefeltro ma non
siamo stati in grado di dire come avveniva questa riqualificazione e neanche
in grado di posare la prima pietra, abbiamo parlato di un ventilato
parcheggio sopraelevato adiacente a Via Vittorio Veneto senza anche qui
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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avere posato una prima pietra, abbiamo parlato di un’eventuale – almeno da
parte di alcuni – possibilità di realizzazione o di vedere se era possibile la
realizzazione di un parcheggio sotterraneo in Piazza del Carmine e anche
qui non solo non si è posata la prima pietra, ma addirittura siamo rimasti a
un sondaggio fatto 10 anni fa.
Abbiamo parlato di arredo urbano per Via Giorgio Regnoli etc. etc.,
l’unica cosa che abbiamo realizzato – è giustamente una cosa fatta bene – è
quella dei primi 300 metri di Corso Diaz. Abbiamo parlato di un percorso
culturale della Città, che anche questo doveva essere segnato visibilmente,
un percorso culturale che collegasse la Piazza Saffi con il San Domenico,
con i palazzi di pregio della Città, con le aree di pregio della Città etc. etc. e
anche qui purtroppo siamo ancora al palo. Volevo semplicemente
concludere dicendo che c’è stata questa mancanza di sincronia tra le opere
che secondo me sono necessarie nella Città.
Concludendo, io credo che tutti quanti si rendano conto ormai
purtroppo del fatto che non si può più eludere il problema dell’ipermercato,
anche se per i capitali investiti, per le scelte fatte, anche se tutti ci rendiamo
conto che come sempre succede si rischia, una volta passato il momento, di
fare delle realizzazioni che sia in Regione, nel resto d’Italia ma a livello
internazionale, cose che sembravano essere simbolo di modernità, in realtà
non lo sono più passati i 20 anni e cioè la politica degli ipermercati e dei
grandi supermercati, a cominciare dall’America per finire con la Francia,
che erano le politiche iniziate 30 anni fa e che hanno avuto il massimo di
sviluppo 20 anni fa, ormai su queste politiche si sta tornando indietro, però è
altrettanto vero che cosa fatta capo a purtroppo!
Il Sindaco che cosa poteva fare? Perché anche il Sindaco poi ha
ereditato questa situazione, l’unica cosa che poteva fare secondo me è quella
di operare perché questa struttura alla fine si concluda e per concludere il
tormentone, ma nello stesso tempo deve operare affinché la ricaduta
massima degli oneri, la ricaduta massima delle future Ici che si avranno con
le realizzazioni in Via Punta di Ferro etc. ricadano sul centro storico. Mi
rendo conto che il problema è capovolto, il problema in effetti è capovolto, è
quasi come, quando si parlava della realizzazione della strada statale 67,
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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c’era la parte politica che diceva “bisogna fare il traforo perché poi la strada
viene giù una volta fatto il traforo”: no, si è scelta la politica di fare i piccoli
pezzettini, il traforo probabilmente non si farà mai e intanto si va avanti con
i piccoli pezzettini e la 67 verrà quando verrà se verrà.
Questa è la questione, la stessa cosa sta avvenendo per il centro
storico e l’ipermercato: prima bisognava riqualificare e fare e operare
affinché ci fosse l’ipermercato naturale del centro storico, dopo o perlomeno
contemporaneamente pensare alla questione dell’ipermercato, tant’è la
situazione è venuta fuori così. A questo punto direi che il problema è
ineludibile e quindi, pure essendo posto al rovescio, non si può non portare
avanti la realizzazione.
Entrano i Cons. Camorani e Manucci ed esce il Cons. Bongiorno:
Presenti n. 32.
Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Non credo che sia il caso di
dedicare un tempo lungo più di tanto a una replica, anche perché ho sentito
riecheggiare ragionamenti, discorsi, proposte che erano state esattamente
alla base di un dibattito che si era aperto proprio in occasione della
discussione sull’iper prima che la discussione si bloccasse perché fu ritirata
la variante.
E lo dico con una battuta: se il tema del rilancio del centro storico
fosse l’esistenza di un parcheggio sotto Piazza Saffi, che è noto non ci
risulta possibile che avvenga, se questo fosse francamente non si capirebbe
per quale motivo, oltre all’impossibilità ovviamente oggettiva, questo finora
non si fosse fatto, se fosse la soluzione dei problemi del centro storico.
Ho sentito riecheggiare ancora una volta, sono anni, l’unica proposta o
in Piazza del Carmine o in Piazza Saffi parcheggio, senza considerare che in
questi anni di più si sarebbe potuto fare e qualcuno avrebbe fatto anche di
meno, ma io ricordo che gli investimenti sono stati fatti, i parcheggi in
questa Città sono stati fatti, i 450 o 480 posti – non ricordo quanti siano – di
Viale Salinatore, che non è centro storico, ma è una questione che ha una
sua coerenza con quella zona della Città, è una cosa che basta passare e è in
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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via di realizzazione, ma il parcheggio di Viale Manzoni, che non è in Punta
di Ferro, è a un tiro di schioppo dalla Piazza Saffi, è lì nella sua dimensione
di oltre 240, 280 posti.
Il parcheggio che abbiamo acquisito dai privati in Via Vittorio
Veneto, dietro l’Hotel Executiv per intenderci, è lì con i suoi 100 posti in
larga parte non utilizzati, semivuoto è il parcheggio interrato di fondo Corso
della Repubblica nell’area ex Inail. Questo è centro storico o parliamo di
un’altra parte della Città? Perché qui sono anni che continuiamo a dire le
stesse cose non schiodando di un filo questo dibattito e il parcheggio che si
è già deliberato per quanto riguarda la Giunta Comunale con l’approvazione
del progetto e con tanto di finanziamento del raddoppio di Montegrappa,
Via Bentivoglio etc. etc. non è che ce lo siamo inventati noi, è stata una
delle proposte colte in un’interlocuzione anche con le associazioni del
commercio e non solo, non come elemento risolutivo in cambio di un via
libera dell’iper, perché così non è andata, ma come una delle azioni indicate
utili per quella parte della Città.
E io non credo che nel momento in cui in questi anni si sono o
realizzati o approvati con la certezza degli atti deliberativi e con la certezza
dei finanziamenti progetti quali il recupero e la riqualificazione di Viale
della Libertà per 2,5 milioni, Piano degli investimenti progetto che è in fase
di stesura nella sua esecutività e 2,5 milioni di finanziamenti già previsti, o i
900 mila Euro di Piazza Cavour, o i 600 mila Euro di Corso Diaz, o i 200
mila Euro per il rifacimento di Via Regnoli, entro la metà di aprile partirà il
cantiere e lo dico perché anche qui ho sentito che c’è stata una
sottovalutazione del fatto che su quello era già stata presa una decisione,
peraltro comunicata al Consiglio Comunale perché su questo destiniamo una
parte degli avanzi di amministrazioni se ricordate del bilancio dell’anno
precedente, o le scelte compiute sull’ex Gil i cui cantieri sono in fase di
partenza, o la questione del San Domenico con la chiesa che chi ha avuto
l’opportunità di vedere si è reso conto che non è una cosa là da venire, ma è
una cosa che nell’arco di pochi mesi sarà messa a disposizione della Città.
Faccio solo degli esempi, o quel sistema tangenziale che non sarà
finito chissà quando, che entro maggio vedrà aprire anche il lotto che è già
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 58
stato in larghissima parte costruito e per il quale è in atto la procedura di
appalto del lotto più importante che è quello del collegamento con
l’autostrada e quella rotatoria di fronte all’autostrada per dissipare anche la
congestione del traffico che è dentro quel lotto il cui bando è già stato
emanato da parte dell’Anas dentro l’anno, quindi avremo anche chi sarà in
grado di realizzarlo, non sono i sogni messi dentro una discussione annosa
che non ha mai prodotto niente, sono atti e scelte che chiunque non voglia
mettersi gli occhiali è in grado di vedere girando dalla Città, una Città che io
voglio dire in questi anni, pur con le contraddizioni e i ritardi, è cresciuta e
non lo dice il Sindaco.
Posso dire non chi è in malafede, non lo voglio dire, ma chi non ha
nessun interesse per questa Città può dire che è una Città che è rimasta
ferma, chi è in malafede dice questo o non vuole bene a questa Città, perché
è necessario che noi riconosciamo le cose che abbiamo fatto per essere
credibili per indicare quello che serve e se siamo dal 97 diceva Tavoletti
ancora dietro una questione, che altre realtà vicine a noi hanno risolto da
tempo, passate davanti all’autostrada vi vedete il centro commerciale
dell’ipercoop portato con un atto che è oggetto adesso di Conferenza dei
servizi da 18 a 24 mila metri quadrati, il raddoppio del centro di Imola e via
cantando e noi stiamo qui ancora a cincischiare sui metodi, i percorsi e le
conciliazioni, ma le altre città sono andate avanti e noi qui continuiamo
ancora a produrre ragioni e tergiversare per un accidente di 21.500 metri
quadrati che è già fuori mercato.
E se ne prenda l’imprenditore il rischio se non andrà bene, ma io
rilancio le ragioni per le quali qui siamo venuti con una variante, le ragioni
per cui volemmo a quel tempo indicare quello strumento, ma allora
vogliamo discutere di ciò che serve alla Città o vogliamo continuare ancora
a traccheggiare, evidentemente molto più contenti che nulla succede? E
poco importa Destra o Sinistra, qui di castagne al fuoco questo Sindaco non
le toglie per nessuno! Ma sto con questo atto esercitando coerentemente una
responsabilità che qui mi sono assunta, quando ho portato la deliberazione
di variante, quando l’ho ritirata dicendo che appena ne fossero ricorse le
condizioni, poiché le ragioni del blocco di quella deliberazione erano ben
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 59
diverse dalle ragioni sostanziali per le quali condividevamo quella scelta, io
avrei riportato qui il riavvio del procedimento. Questo io sto facendo, in
coerenza con una scelta, con un impegno chiaro e trasparente. Si chiama
Coop7 l’attuale soggetto proprietario, sarà gestito dal Conad.
Lo chiedo ai Consiglieri che ancora una volta su questo hanno
dedicato tempo e parole pesanti: quali sono gli interessi che qui si
suppongano essere sotto questa scelta, gli interessi di una amministrazione
che ha privilegiato la cooperazione? Tavoletti sarà buon testimone che due
erano allora le richieste e fu scelta una di queste richieste, di lì si è andato
avanti e quando abbiamo fatto le medie superfici in questo Consiglio
Comunale e fuori da questo Consiglio Comunale si disse che andavamo
avanti per tutelare degli interessi, ma le avessimo fatte prima queste scelte di
programmazione e avremmo forse anche un pluralismo di insediamento
anche produttivo diverso.
Mi scaldo su questo, perché di tutto io posso prendere atto ma non che
si continui con la melina del detto e non detto e l’interesse quello sottostante
e quello sovrastante, quello di Destra e quello di Sinistra.
E quando non bastano le parole, si agita lo spauracchio della
Magistratura. Sulla questione dell’iper in Magistratura ci siamo andati, il
Sindaco è stato interrogato, chiamato come persona informata dei fatti
com’è giusto che sia. E se c’è stato un abuso, sfido chiunque a dire che
questo sia stato questione, come ho sentito riecheggiare, sostenuta tutto
sommato con la compiacenza inattiva dell’Amministrazione Comunale.
Sfido a ripetere questa accusa a questa Amministrazione Comunale, l’ho
sostenuto di fronte alla Magistratura e lo ridico politicamente in Consiglio
Comunale.
Ci conviene smetterla con la storia degli interessi che non si sa mai
quali che siano, o se si è a conoscenza di qualcosa si dica con chiarezza,
perché è ora di finirla di pensare che ci siano sempre delle amministrazioni
che sono qui a tutela di una parte e non dell’interesse della Città, perché non
è un interesse pubblico consentire un’espansione produttiva, perché non è
un interesse pubblico pensare che ci sia occupazione, perché non è un
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 60
interesse pubblico tentare di avere un elemento di attrattività pari
quantomeno se non superiore, ma almeno pari a quello dei territori vicini.
Cos’è l’interesse pubblico? Il non fare niente, perché comunque
chiunque chiede qualcosa o propone qualcosa è portatore di un interesse, ma
la responsabilità di un’Amministrazione Comunale è questa, altrimenti si fa
un’altra cosa: si va a dirigere una bocciofila dove c’è meno responsabilità,
ma non c’è la pretesa di essere forza dirigente di una città e forza di governo
di una città…
INTERVENTO
FUORI
MICROFONO
DEL
CONS.
BACCARINI
Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Baccarini, sto parlando
dell’iper!
INTERVENTO
FUORI
MICROFONO
DEL
CONS.
DEL
CONS.
BACCARINI
Sindaco MASINI: Baccarini, perché ti alteri?
INTERVENTO
FUORI
MICROFONO
BACCARINI
Presidente MINGHINI: Cons. Baccarini, è già intervenuto, adesso
interviene il Sindaco! Cons. Baccarini, è già intervenuto, adesso dia la
possibilità di intervenire anche al Sindaco… (intervento fuori microfono)
Cons. Baccarini, le sue considerazioni le ha già fatte e non vengono
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 61
registrate a verbale, adesso permetta al Sindaco di portare avanti il suo
intervento, è già intervenuto e ha già detto queste cose.
Sindaco MASINI: Non capisco perché il Cons. Baccarini si alteri,
quasi che fosse il destinatario della mia presa di posizione.
Presidente MINGHINI: Cons. Giunchi, mi aiuti! D’altra parte
quando si fanno delle considerazioni forti, non è che un Sindaco non possa
anche replicare con toni forti, ci siamo ascoltati e nessuno… (intervento
fuori microfono) Cons. Gasperoni, visto che ci si è scaldati… (intervento
fuori microfono) la mia coscienza me l’ha chiesto! Ci siamo ascoltati tutti,
ascoltiamo anche il Sindaco chi lo vuole ascoltare, se uno non lo vuole
ascoltare può anche uscire.
INTERVENTO FUORI MICROFONO DEL CONS. GIUNCHI
Sindaco, On. Prof.ssa Nadia MASINI: Non ho detto questo,
semplicemente ho detto cose diverse, Giunchi, se poi ciascuno interpreta le
parole dell’altro come vuole non ci capiremo mai per forza!
Detto questo e per dare una risposta a un paio anche di richieste
specifiche che sono state date, una cosa però voglio riconoscere e
probabilmente certamente non sarà compatibile che ancora separa dalla fine
di questa Amministrazione Comunale, ma penso che potrà essere lasciato
come uno dei punti da riprendere il più velocemente possibile. Forse nel
tempo che è trascorso e che io considero un tempo molto lungo nel quale le
cose sono anche profondamente cambiate, avremmo potuto essere ancora
più veloci nel cominciare a tradurre, e lo dico anche perché ha rilevato la
mancanza di ogni approccio sistematico a una visione di sviluppo della Città
e segnatamente del centro storico.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 62
Ricordo che qui noi abbiamo discusso un documento che dava delle
linee che è stato approvato e su quelle ci siamo mossi, si può dire che siamo
andati con lentezza e forse quegli atti che erano prelusivi della costituzione
dell’Agenzia, che sono le convenzioni, gli accordi e i protocolli d’intesa per
il centro commerciale all’aperto che io spero vengano prima della
conclusione di questa legislatura, non saranno atti consiliari ma li porteremo
all’attenzione delle commissioni, quantomeno proprio per restituire ciò che
si è fatto coerentemente con le indicazioni di quel progetto, avrebbero
dicevo consigliato di produrre più velocemente alcune azioni.
Ma voglio ricordare che questo centro storico ha questa situazione,
che non è nata 3 anni fa, probabilmente i cambiamenti l’hanno accentuata,
ma rifiuto che si neghi che non si sia fatto nulla e ritengo che anche per la
prima volta, avendo adottato uno strumento di approccio sistematico per gli
interventi del centro storico, quello sia il punto di riferimento lungo il quale
io spero anche la prossima Amministrazione Comunale vorrà continuare.
E allora le due questioni non sono alternative, lo dicemmo 2 anni fa, ci
sono stati disallineamenti, ci saranno stati anche dei ritardi, ma non è la
ragione per la quale oggi diamo come qualcuno ha detto una sorta di priorità
al Pua dell’iper, perché chissà quali interessi ci spingono mentre gli altri
aspettano, Cons. Aprigliano, non è così, perché questa cosa l’abbiamo
portata in Consiglio Comunale il 17 e se non ci fosse stata la ragione del
ritiro della deliberazione probabilmente l’avremmo già approvata e
quell’iper oggi forse ci sarebbe.
Infine per quanto riguarda la richiesta anche di potere separare
l’indicazione dell’atto di deliberazione che possa fare condividere e quindi
recepire i contenuti dell’informativa che ho dato è in riferimento all’istituto
Oliveti. Ovviamente così come nel precedente accordo di programma anche
con lo strumento dell’integrazione dell’accordo di programma sono gli
stessi soggetti che ne avevano compartecipato l’altra volta e poiché
giustamente, come anche da molti interventi è stato rilevato, ci deve essere
sulle scelte non solo l’interesse pubblico del perché si fa una scelta, ma
anche in termini di compensazione l’individuazione di opere e di interventi
utili alla Città.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 63
Apro e chiudo una parentesi: nell’indicazione delle opere – lo dico per
Gugnoni – per un valore intorno ai 2,2 milioni o 2,4 milioni una parte è
quantificata in un valore di opere che non riguardano soltanto l’iper, l’iper
se si fosse aperto aveva già le cose che erano già state fatte, le strade, i
parcheggi etc., quando noi indichiamo una rotatoria importante su Via Due
Ponti, questa roba andrebbe fatta a prescindere dall’iper, perché quello è
diventato uno degli assi di collegamento di quella zona della Città dalla
zona del Lughese e del Faentino in collegamento con la nostra zona
industriale e con il nostro casello autostradale.
Quando indichiamo la rotatoria di fronte a Via Punta di Ferro per
intenderci, è esperienza di ciascuno di noi che almeno 2 volte la settimana di
lì passiamo e quando si tratta di svoltare dalla Via Ravegnana in Punta di
Ferro, o di svoltare a Sinistra da Punta di Ferro sulla Via Ravegnana nelle
ore di punta qualcuno sa quanto tempo ci si mette se passa da lì? Quella
roba non c’entra se non tangenzialmente con la questione dell’iper…
(interruzioni) quelle cose che avremmo dovute fare comunque.
Dopodiché abbiamo ritenuto opportuno, proprio per mantenere fede a
un impegno che qui fu assunto che una parte anche delle opere di interesse
della Città fossero segnatamente dedicate al centro storico, questa è la
ragione di avere orientato un milione e due di fondi che lo ripeto vanno a
coprire l’uso di risorse proprie che il Comune doveva trovare su un progetto,
che è già stato approvato e quindi quelle risorse che si liberano saranno
destinate a un’altra opera. Non lo so se sarà questo Consiglio Comunale che
individuerà quale opera, perché le cose a cui ho fatto riferimento sono già
finanziate, sarà il prossimo perché cambierà le amministrazioni, ci sarà un
nuovo Consiglio Comunale, ma non verrà meno l’esigenza di continuare a
lavorare su questi temi.
Detto questo, la Provincia aveva fatto rilevare che c’era un interesse
importante per una questione urgente, visto che parliamo di interessi diffusi,
che riguardava esattamente la necessità di edificare un nuovo edificio per
tutte le ragioni conosciute. Abbiamo ritenuto, ragionando con la Provincia,
che non fosse possibile mettere l’edificio dentro l’insieme delle opere che
erano afferenti alla tematica della quale abbiamo discusso, ma
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 64
contestualmente abbiamo riconosciuto che questo fosse un problema vero,
reale e urgente, del quale portatore di interesse è certo la Provincia, ma
rispetto al quale certamente il Comune non può essere disattento.
E è questa la ragione per la quale, nel momento in cui si divide un
pacchetto di opere viarie, parcheggi etc. etc., si è riconosciuto certo
procedendo non dentro un’integrazione dell’accordo di programma, ma
attraverso l’adozione di successivi strumenti e dati di trovare le modalità per
supportare la Provincia in questo obiettivo che è una questione urgente.
Questo è il senso, quindi non c’è nessuna integrazione dell’accordo di
programma, perché è materia ultronea rispetto a quello, ma sta dentro questa
logica di un cointeressamento della Provincia, che indica questa sua urgenza
e priorità e che è compartecipe anche dell’atto per il quale vi ho fatto
l’informativa, perché oggi non stiamo adottando l’atto deliberativo
sostanziale.
Sarà il secondo atto che sarà successivo che porterà, per la
deliberazione di adozione dell’integrazione dell’accordo di programma in
tempo utile, io spero prima dello scioglimento di questo Consiglio
Comunale. Questo è l’impegno che abbiamo, vedremo nelle sedute
successive del Consiglio Comunale e comunque in tempo utile di potere
arrivare con questa deliberazione in coerenza con quanto oggi è stato detto.
Esce il Cons. Baccarini: Presenti n. 31.
Esce la vice Presidente della Consulta dei cittadini stranieri, Sig.ra
Zabsonre.
Cons. RONCHI: Ho chiesto espressamente di separare i due punti
della deliberazione per permettere ai Consiglieri comunali…
Presidente MINGHINI: Però, Cons. Ronchi, il Sindaco ha
chiaramente detto che non è separabile, nel senso che altrimenti salterebbe
tutto, quindi non è che si può votare, dopo chiaramente politicamente credo
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 65
sia emerso e d’altra parte non credo che nessuno sulla seconda parte sia
contrario.
Cons. GUGNONI: Ho 30 secondi e 30 secondi uso, ne ho già usati 5.
Dico semplicemente che finalmente in questo Consiglio Comunale si è
capito come stanno le cose, allora ha ragione il Sindaco: è ora di smetterla di
dire che ci sono degli interessi sotterranei da difendere, ha ragione
benissimo. Io dico esplicitamente che sono stati difesi gli interessi di chi
gestisce il supermercato rispetto agli interessi del centro storico e per questo
voto contro.
Cons. MATTEUCCI: Volevo chiedere oggi nella riunione dei
Capigruppo si è detto che ci sarebbe stata un’informativa del Sindaco, però
si è detto che non si votava oggi. Che voto sarebbe questo?
Presidente MINGHINI: Questo non è il voto della deliberazione,
questo
è
semplicemente
il
voto
sul
recepimento
dei
contenuti
dell’informativa del Sindaco.
Cons. MATTEUCCI: È una raccomandata, allora ne prendiamo atto,
ma che bisogno c’è di votare?
Presidente MINGHINI: Non è obbligatorio, però diciamo che il
Consiglio Comunale in questo caso dà il mandato al Sindaco di andare
avanti, secondo quanto ha detto nella sua relazione. La deliberazione verrà
successivamente in un altro Consiglio Comunale.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 66
Cons. MATTEUCCI: D’accordo. Una cosa sola intanto che ho la
parola, faccio parte di questo Consiglio Comunale e sarà l’ultima volta che
faccio parte di un Consiglio Comunale per motivi di età, però non sono mai
stato disposto a appoggiare cose poco pulite.
L’amico Cons. Gugnoni ha aperto il suo intervento dicendo che
c’erano degli interessi particolari, che c’erano dei debiti da pagare o dei
crediti da riscuotere, ma quando si parla in questa maniera, siccome non
sono disponibile a approvare certe cose ti inviterei a fare nomi e cognomi e
dire in quali circostanze, altrimenti questo diventa diffamazione che può
essere anche perseguita penalmente. È poco serio dire “ci sono dei debiti, ci
sono degli interessi”: dì quali sono, poi io prenderò le decisioni, perché sei
abituato a fare delle accuse senza mai documentarle, assumiti le tue
responsabilità!
Esce il Cons. Sansavini: Presenti n. 30.
Cons. BURNACCI: In modo telegrafico anch’io, perché tutte le
ragioni le abbiamo già dette. Voglio semplicemente ribadire alla fine di
questo dibattito, dopo che il Sindaco ha parlato, che questo accordo di
programma che lei ha presentato come integrativo, legato agli ulteriori 7
mila metri quadrati, non dà nulla o pochissimo, spiccioli, miseria
all’interesse pubblico, perché noi ripetiamo che le opere infrastrutturali che
vengono fatte nell’area sono al 95% funzionali al funzionamento dell’iper e
quindi dovrebbero essere considerate infrastrutture che l’iper dovrebbe
essere a suo carico e tutta la restante parte di interesse pubblico dovrebbe
essere invece dirottata sul centro storico. Non confondiamo le acque, perché
le opere funzionali all’interesse e al funzionamento dell’iper non possono
essere considerate qualcosa di dato nel conto dell’interesse pubblico.
Vedi deliberazione n. 38
Esce la Cons. Gentilini: Presenti n. 29.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 67
Cons. GUGNONI: Sull’ordine dei lavori, non ho capito oggi si
doveva parlare della questione delle maestre che è stata tirata fuori 15 giorni
fa, perché qui nessuno ha detto niente? Ci eravamo dati un appuntamento,
vorrei sapere perché qui nessuno ha detto niente e vorrei che fosse messa a
verbale questa cosa immediatamente. Che modo di fare è?! Presidente, lei si
era preso l’impegno che il 23 ne parlavamo, perché nessuno ha parlato?
Presidente MINGHINI: Non è ancora concluso il Consiglio
Comunale. Andiamo avanti con gli argomenti, poi ci sarà una
comunicazione su questo aspetto.
OGGETTO N. 32
PIANO
URBANISTICO
ATTUATIVO
DI
INIZIATIVA
PUBBLICA RELATIVO AD AREA DI PROPRIETA' COMUNALE
CLASSIFICATA
DAL
POC
COME
ZONA
DI
NUOVO
INSEDIAMENTO ''ZNI M 27'', VIA ORCEOLI, VIA SCHUMAN ADOZIONE PROGETTO E SCHEMA DI CONVENZIONE.
Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^
Commissione consiliare.
Escono le Conss. Burnacci e Milanesi, i Conss. Perelli, Ronchi,
Casadei Gardini e Samorì: Presenti n. 23.
In sostituzione del Cons. Ronchi il Presidente nomina Scrutatore il
Cons. Gugnoni.
Vedi deliberazione n. 39
OGGETTO N. 33
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 68
PIANO
URBANISTICO
ATTUATIVO
DI
INIZIATIVA
PRIVATA RELATIVO AD AREA CLASSIFICATA DAL POC
VIGENTE COME AMBITO DI TRASFORMAZIONE ''ADF 4B'',
LOC. VILLANOVA TRA LE VIE RIO COZZI, DELL'ACQUA E
DELLA TERRA - APPROVAZIONE PROGETTO E SCHEMA DI
CONVENZIONE.
Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^
Commissione consiliare.
Vedi deliberazione n. 40
OGGETTO N. 34
RINTAL
URBANISTICO
S.P.A.
-
VARIANTE
GENERALE
ALLO
STRUMENTO
(PSC-POC-RUE)
AI
SENSI
DELL'ART. 5 DEL D.P.R. 447/1998 E SUCCESSIVE MODIFICHE
ED
INTEGRAZIONI
CONVENZIONE
PER
ED
APPROVAZIONE
REALIZZAZIONE
SCHEMA
DI
OPERE
DI
URBANIZZAZIONE.
Presidente MINGHINI: L’oggetto è stato visto in sede di 2^
Commissione consiliare.
Vedi deliberazione n. 41
OGGETTO N. 41
CONVENZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI
A SOSTEGNO DEI REDDITI DEI LAVORATORI E DELLE
FAMIGLIE - APPROVAZIONE.
Escono i Conss. Zambianchi e Tavoletti: Presenti n. 21.
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 69
Presidente MINGHINI: Questo oggetto è stato visto in sede di 2^
Commissione consiliare, è quell'accordo fatto anche insieme alla Provincia,
quindi anche per dare applicazione immediata a questo fondo.
Vedi deliberazione n. 42
Esce il Cons. Aprigliano: Presenti n. 20.
OGGETTO N. 35
PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA'
TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON L'ASSOCIAZIONE
MASQUE TEATRO DI FORLI' -APPROVAZIONE.
Cons. GUGNONI: Molto semplicemente e molto rapidamente,
voterò su queste 4 deliberazioni, perché naturalmente non ne tratto una per
una tanto sono tutte collegate, voterò contro le prime due deliberazioni e mi
asterrò sulla terza e voterò a favore della quarta, per un semplice motivo:
perché io penso che in questa Città, dal punto di vista della cultura e dal
punto di vista in generale si potrebbe sostenere, in questa Città non c’è
nessun tipo di volontà di premiazione del merito, per cui succede che si
diano delle condizioni, si facciano rientrare in convenzione enti o
associazioni che non hanno alcun tipo di requisito per potervi rientrare
secondo il mio modesto parere. Che uno faccia uno spettacolo sugli
spaghetti cacio e pepe, o che uno lo faccia su Amleto, in questa Città è
esattamente la stessa cosa!
Per questo motivo, siccome ci sono due realtà che secondo me non
meritano il sostegno e una convenzione, che sono nello specifico Masque
teatro di Forlì e Città di Ebla, su queste voterò contro. Mi asterrò su
Accademia Perduta perché oggettivamente un lavoro Accademia Perduta lo
fa e questo è innegabile, dall’altro punto di vista secondo me la si è lasciata
lavorare in monopolio per troppi anni, per cui dal punto di vista
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 70
metodologico questa cosa non mi piace. E voterò a favore di Elsinor perché
inevitabilmente è l’unica che fa teatro di qualità in questa Città. Volevo dire
questo e a questo non aggiungo altro.
Vedi deliberazione n. 43
OGGETTO N. 36
PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA'
TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON L'ASSOCIAZIONE
CITTA' DI EBLA DI FORLI' - APPROVAZIONE
Entra il Cons. Tavoletti: Presenti n. 21.
Vedi deliberazione n. 44
Esce la Cons. Mancini: Presenti n. 20.
OGGETTO N. 37
PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA'
TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON LA SOCIETA'
ACCADEMIA PERDUTA / ROMAGNA TEATRI SOC. COOP. AR.L.
- APPROVAZIONE.
Vedi deliberazione n. 45
OGGETTO N. 38
PROMOZIONE E MESSA IN RETE DELLE ATTIVITA'
TEATRALI FORLIVESI - CONVENZIONE CON LA SOCIETA'
ELSINOR SOC. COOP. AR.L. - APPROVAZIONE.
Vedi deliberazione n. 46
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
Pag. 71
OGGETTO N. 39
TRASFORMAZIONE CIRCUITO GAER (GIOVANI ARTISTI
EMILIA ROMAGNA) IN ASSOCIAZIONE - ADESIONE ED
APPROVAZIONE STATUTO.
Entra la Cons. Mancini: Presenti n. 21.
Vedi deliberazione n. 47
OGGETTO N. 40
VERBALE SEDUTA CONSILIARE DEL 9 MARZO 2009 APPROVAZIONE.
Esce il Cons. Gugnoni: Presenti n. 20.
Vedi deliberazione n. 48
MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO
OGGETTO N. 1
MOZIONE VOLTA AD IMPEGNARE L’AMMINISTRAZIONE
COMUNALE SUL TEMA DELL’IMMIGRAZIONE.
Rinviato
OGGETTO N. 2
ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD INTITOLARE UNA VIA
O UNA PIAZZA DELLA NOSTRA CITTÀ ALL’AVVOCATO
GIOVANNI FONTANA ELLIOT.
Rinviato
Consiglio Comunale del 23 marzo 2009
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OGGETTO N. 3
ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD INTITOLARE UNA VIA,
UNA PIAZZA O UNA STRUTTURA DI INTERESSE COMUNALE
ALLA MEMORIA DI GIACOMO FILIPPI DECEDUTO NELLA
TRAGEDIA DI USTICA.
Rinviato
OGGETTO N. 4
MOZIONE VOLTA AD UN’INTESA TRA I PARTITI DI
MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE PER LA RISOLUZIONE DI
PROBLEMATICHE.
Rinviato
OGGETTO N. 5
MOZIONE
VOLTA
AD
UN
IMPEGNO
PER
FAR
CONOSCERE LA CARTA COSTITUZIONALE ALLA GENTE E IN
PARTICOLARE AI GIOVANI NELLE SCUOLE.
Rinviato
OGGETTO N. 6
ORDINE DEL GIORNO VOLTO AD ANNULLARE O
CORREGGERE LA DELIBERA CON LA QUALE SI È DATO
MANDATO AL SINDACO DI PRESENTARE QUERELA VERSO I
GIORNALI LOCALI SUL CASO AFFIDI.
Rinviato
OGGETTO N. 7
ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AD UNA CORRETTA
APPLICAZIONE DELLA LEGGE N. 194/1978.
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Rinviato
OGGETTO N. 8
MOZIONE VOLTA AD IMPEDIRE LA DECISIONE DELLA
REGIONE
EMILIA
ROMAGNA
IN
MERITO
ALLA
SPERIMENTAZIONE DELLA PILLOLA RU 486.
Rinviato
OGGETTO N. 9
ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLE POLITICHE
ABITATIVE.
Rinviato
OGGETTO N. 10
ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI ISTRUZIONE E
UNIVERSITÀ.
Rinviato
OGGETTO N. 11
ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AL TRASFERIMENTO
DI DA FORLI' AD ALTRA SEDE DEI SERVIZI E ATTIVITA' DI
ANATOMIA PATOLOGICA.
Rinviato
OGGETTO N. 12
ORDINE DEL GIORNO PER DICHIARARE IL TERRITORIO
COMUNALE DENUCLEARIZZATO.
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Pag. 74
Rinviato
OGGETTO N. 15
"ACQUA BENE COMUNE": ORDINE DEL GIORNO DI
ADESIONE
AL
MANIFESTO
PER
L'ACQUA
E
AL
COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER L'ACQUA PUBBLICA,
IMPEGNI CONSEGUENTI.
Rinviato
OGGETTO N. 17
ORDINE DEL GIORNO IN MERITO AL SERVIZIO CIVILE
NAZIONALE.
Rinviato
Presidente MINGHINI: Il prossimo Consiglio Comunale è previsto
per il 30 marzo, poi sicuramente ci sarà anche il 6 aprile, dopodiché ci
aggiorniamo perché dovremmo potere operare anche quantomeno fino al 21
aprile, non escludo che facciamo un Consiglio Comunale anche la settimana
di Pasqua, chiaramente non il lunedì di Pasqua, però si potrebbe fare il
martedì dopo Pasqua, però ne riparleremo. Sicuramente ci saranno 30 marzo
e 6 aprile, sempre alle 15.30. Buonasera a tutti.
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La seduta ha termine alle ore 19,09.
Fatto, letto e sottoscritto.
Il Presidente
(Luciano Minghini)
Il Funzionario
Il Segretario Generale
(Aura Casadei)
(Antonio Ventrella)
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