università cattolica del sacro cuore sede di brescia
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UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE SEDE DI BRESCIA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE ARTI E DELLO SPETTACOLO TESI DI LAUREA NOLLYWOOD: LA CINEMATOGRAFIA NIGERIANA LOW BUDGET Relatore: Ch.ma Prof.ssa Cristiana De Falco Correlatore: Ch.mo Prof. Massimo Locatelli Candidato: Veronica Tesei Matricola N. 3703354 ANNO ACCADEMICO 2010/2011 A Fabio e Annalisa: per avermi regalato questa passione. A Clarissa: perché ogni giorno mi fai sorridere. A Franco e Lina: per essere sempre con me. A Gabriella: perché per me non sei mai andata via. Al cinema. INDICE INTRODUZIONE p. 5 CAPITOLO 1 – Analisi storica p. 8 1.1. Nascita del cinema nigeriano p. 8 1.2. Utilizzo delle lingue locali al cinema p.10 1.3. Lo stile del cinema nigeriano (anni Sessanta – anni Novanta) p.11 1.4. Ola Balogun p.13 CAPITOLO 2 – Come nasce e come si evolve Nollywood p.14 2.1. Nascita di Nollywood p.14 2.2. Analisi del film Living in Bondage 2 di Christian Onup.14 p.15 2.3. Evoluzione di Nollywood p.18 CAPITOLO 3 – Nollywood e le altre cinematografie mondiali p.21 3.1. Bollywood p.22 3.2. Hollywood p.25 3.3. La cinematografia egiziana p.27 3.4. La cinematografia cinese p.29 CAPITOLO 4 – La produzione p.31 4.1. Nollywood, un’industria autosufficiente p.31 4.2. La produzione nollywoodiana p.32 4.3. Perché i film vengono girati in digitale p.34 4.4. Un intrattenimento su più livelli p.35 4.5. La produzione tipica di un film di Nollywood p.37 4.6. Tre centri di produzione p.39 4.7. Il regista e produttore Chico Ejiro p.40 4.8. Analisi del film Silent Night p.42 CAPITOLO 5 – I temi p.44 5.1. L’Home-video come antidoto per la miseria morale p.44 5.2. I film africocentrici p.45 5.3. La commedia e i film Hallelujah p.46 5.4. I film drammatici e gli effetti speciali p.47 5.5. Caratteristiche comuni alle soap opera p.48 5.6. Il pubblico femminile p.49 5.7. La violenza attraverso i film “City girl” e gangster p.50 5.8. Paragone con i B movie americani e i film di Bollywood p.51 5.9. Il regista Tunde Kelani p.52 5.10. Analisi del film Thunderbolt p.53 5.11. Nollywood in Italia. Analisi del film An african wedding in Rome p.55 CAPITOLO 6 – La distribuzione p.57 6.1. Nascita del mercato home-video p.57 6.2. Il cinema è una grande catena di montaggio p.59 6.3. Il vero autore del film p.60 6.4. Perché quello di Nollywood è un cinema artigianale p.61 6.5. I metodi di distribuzione p.61 6.6. Distributori contro attori p.63 6.7. Il mercato estero e i passaggi in televisione p.64 6.8. La censura p.65 6.9. La promozione e la vendita dei film p.67 6.10. Il box office p.70 6.11. La pirateria p.71 6.12. Il futuro di Nollywood p.72 CAPITOLO 7 – Gli scatti di Pieter Hugo raccontano Nollywood p.74 CONCLUSIONE p.79 BIBLIOGRAFIA p.81 LINKOGRAFIA p.82 ELENCO DEI FILM CITATI p.83 INTRODUZIONE Delle cinematografie mondiali come Hollywood e Bollywood si è tanto detto e tanto scritto, ma è quasi sconosciuto lo sviluppo di un’altra industria cinematografica che negli ultimi anni ha superato nella produzione la Mecca del cinema: Nollywood ovvero la cinematografia della Nigeria. La curiosità è stata quindi inizialmente la molla che mi ha spinto ad approfondire questo singolare fenomeno dello sviluppo rapidissimo di una vera e propria industria cinematografica, in un paese in cui da sempre il cinema è stato considerato un’attività più che secondaria. Ben presto però mi sono resa conto che l’argomento era molto più complesso, ma soprattutto ho scoperto che Nollywood ha avuto il merito, in un brevissimo arco di tempo, di diventare il metodo più efficace per esportare la cultura nigeriana nel mondo. Nata nel 1992, Nollywood è arrivata oggi sorprendentemente a produrre più di 2000 film l’anno per un giro d’affari di 250 milioni di dollari1. L’obiettivo della mia tesi di laurea è quello di approfondire a 360° questo nuovo fenomeno cinematografico, andando ad indagare tutti gli elementi che caratterizzano un’industria cinematografica come la produzione, le tematiche ricorrenti, la distribuzione e i mezzi tecnici utilizzati. Nella prima parte analizzerò la storia del cinema nigeriano prima dell’avvento di Nollywood, focalizzandomi sullo stile delle prime opere fino agli anni Novanta e sull’utilizzo delle lingue locali, elemento distintivo di questo periodo. L’approfondimento della figura del regista Ola Balogun, permetterà poi di comprendere uno dei personaggi più rappresentativi del tempo e la sua evoluzione artistica. Nel secondo capitolo passerò invece alla descrizione della nascita di Nollywood analizzando il remake del film che ha dato inizio a questa 1 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, HEBN 5 cinematografia: Living in Bondage, per poi terminare con l’evoluzione compiuta dall’industria cinematografica nigeriana nell’ultimo decennio. Per comprendere al meglio la particolarità di questo fenomeno, ho deciso di fare un parallelo con le quattro industrie cinematografiche più produttive e famose del mondo cioè: Hollywood, Bollywood, la cinematografia cinese e quella egiziana. Passando al capitolo dedicato alla produzione, sarà fondamentale sottolineare come quest’industria sia totalmente autosufficiente. La peculiarità di Nollywood sta nell’utilizzo di attrezzature tecniche amatoriali, questo oltre a permettere a chiunque di cimentarsi nell’arte cinematografica, spiega anche come sia possibile l’uscita, grazie alla nuova tecnologia digitale, di più di 200 home-video al mese2. Oltre a descrivere le fasi di produzione tipiche di un film di Nollywood, si prenderanno in esame i tre poli dove si accentra la produzione cinematografica ovvero Lagos, Enugu e Kano, per poi concludere con l’analisi della figura del regista Chico Ejiro e di uno dei suoi film più famosi Silent Night. Il quinto capitolo sarà una rassegna sui generi caratteristici del cinema nigeriano moderno come la commedia, i film Hallelujah, e i gangster film. Ci sarà una panoramica sulle caratteristiche comuni alle soap opera, fenomeno molto diffuso in Nigeria e sulle credenze popolari che sono un altro elemento tipico e di grande successo dei film di Nollywood, come dimostra il film di Tunde Kelani Thunderbolt. La parte conclusiva sarà dedicata alla sezione della distribuzione, fondamentale per capire l’originalità di quest’industria cinematografica. I film di Nollywood infatti non vengono distribuiti nelle sale ma direttamente su VHS, V-CD e DVD 3 . Questa scelta ha reso il cinema di Nollywood popolarissimo tra i nigeriani i quali finalmente possono permettersi di comprare un film al costo di appena 2 dollari. Inoltre, i film nigeriani vengono esportati negli altri stati africani riscuotendo un enorme successo 2 Ibidem 3 Idem, p. 43. 6 anche se bisogna sottolineare che la loro fruizione il più delle volte avviene grazie a copie pirata. Per concludere questo capitolo ipotizzerò quale potrebbe essere l’evoluzione dell’industria cinematografica nigeriana, sottolineandone i pericoli come la pirateria, la scarsa qualità della maggior parte del materiale prodotto e la mancanza dei fondi. Infine, attraverso gli scatti inseriti, del famoso fotografo Pieter Hugo, si riuscirà a comprendere il mondo di Nollywood caratterizzato da credenze popolari, temi drammatici ed effetti speciali casalinghi, tutti elementi che rendono quest’industria cinematografica tanto popolare e amata dai nigeriani4. 4 Idem, p. 19. 7 1. ANALISI STORICA 1.1. Nascita del cinema nigeriano La nascita del cinema nigeriano avviene verso la fine degli anni Cinquanta, in concomitanza con quella della televisione nigeriana, che vede la luce nel 1959 ed è una delle prime del continente con studi televisivi che offrono importanti strutture per la produzione cinematografica5. Tuttavia, la produzione cinematografica del continente fino agli anni Settanta è caratterizzata per lo più da cinegiornali prodotti dalla Federal Film Unit di Lagos (ereditata dal cinema coloniale) 6 . Durante gli anni Sessanta però avvengono i debutti delle personalità cinematografiche che influenzeranno, durante gli anni a seguire, il cinema nigeriano. Ola Balogun esordisce con il suo primo cortometraggio One Nigeria, Hadamu Halilu con Giant in the sun e Edward Horatio-Jones con le due opere Aguela e Deux hommes et une chèvre. Oltre a questi lavori vengono prodotti solamente alcuni documentari e degli adattamenti di pièce teatrali per la televisione. I primi passi nella produzione cinematografica sono compiuti da produttori indipendenti, in quanto in questo periodo il governo investe le proprie finanze solo per la televisione. Segun Olusola, direttore della televisione di stato, crea una sua casa di produzione: la Fedfilms Ltd. con l'appoggio di un gruppo libanese che ha il controllo parziale sul monopolio della distribuzione7. Viene realizzato il primo lungometraggio nel 1970 ma, come avviene per le produzioni televisive, la regia è affidata ad un regista straniero. Negli stessi anni Francis Oladele, rientrato da numerosi anni di lavoro a Hollywood, fonda grazie a capitali 5 Albero Elena, Cinema dell’Africa subsahariana, in Gian Piero Brunetta (a cura di), Storia del cinema mondiale, Einaudi, 1999-2001, vol. IV America, Africa, Asia, Oceania. Le cinematografie nazionali, p. 399. 6 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, Torino, Lindau, 2001, p. 98. 7 Albero Elena, Cinema dell’Africa subsahariana, in Gian Piero Brunetta (a cura di), Storia del cinema mondiale, cit., p. 399. 8 americani, la Calpenny Nigeria Limited8, diventando così il primo produttore indipendente dell'Africa uscita dalla colonizzazione inglese. Nel 1970 la Calpenny produce il suo primo film: Kongi's Harvest, diretto dal regista afroamericano Ossie Davis e tratto dall'omonima pièce teatrale. In seguito il tedesco Hans Jurgen Pohland dirige il film Things fall apart tratto da due romanzi dello scrittore nigeriano Chinua Achebe. Nonostante siano coproduzioni internazionali, questi film non riescono ad avere successo e a far emergere il cinema nigeriano9. 8 Ibidem 9 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 98. 9 1.2. Utilizzo delle lingue locali al cinema Il fenomeno più diffuso durante gli anni Settanta è rappresentato dai film che mettono in scena gli spettacoli teatrali più famosi e di successo. Personalità del teatro come il regista e drammaturgo Hubert Ogunde, l’attore e regista Adeyemi Folayan e il comico Moses Olaiya Adejumo decidono di dedicarsi al cinema. Ma è Ola Balogun ad essere il vero precursore di questo movimento. E’ il primo regista a dirigere un film Amadi in una lingua locale, l’ibo10. La Nigeria decide così di concentrarsi sul proprio mercato interno, rivolgendosi ad un ipotetico pubblico costituito da cento milioni di spettatori, amanti del teatro popolare fondato sulla mitologia yoruba. Questa mitologia è perfettamente compatibile con le regole del grande schermo. Infatti il primo film musicale in lingua yoruba (l’altra etnia dello stato) Ajani-Ogun (1976), sempre ad opera di Ola Balogun, si rivela essere «il maggiore successo di tutta la storia del cinema africano»11. Il film racconta la storia di un giovane cacciatore in lotta per salvare i beni di famiglia e la fidanzata dalle mani di un politico corrotto. Quest’opera fonde i canti e le danze tipiche della tradizione yoruba e ottiene il consenso del pubblico tanto da inaugurare un genere che verrà poi sperimentato da altri registi del calibro di Ade Love, Babu Sala, e Hubert Ogunde. Inoltre stabilisce i termini di un cinema popolare che rende la lingua yoruba egemonica nello show business locale, senza però escludere produzioni girate nelle altre lingue autoctone come igbo e hausa, anche se in ogni caso ottengono meno successo. Questo nuovo genere popolare pur appassionando il pubblico, non riesce a far evolvere la cinematografia nigeriana12. 10 Albero Elena, Cinema dell’Africa subsahariana, in Gian Piero Brunetta (a cura di), Storia del cinema mondiale, cit., p. 399. 11 Ibidem 12 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 99. 10 1.3. Stile del cinema nigeriano (anni Settanta – anni Novanta) I cineasti nigeriani dell’epoca classica sia nello stile che nei temi manifestano una mancanza totale di punti di riferimento cinematografici. L’impossibilità in l’Africa di riuscire a vedere i classici della storia del cinema, permette ai registi nigeriani di sviluppare una poetica senza influenze estere13. Nei loro film è lampante l’influenza del teatro popolare e il tema del mito caratterizza le sceneggiature. Lo stile di ripresa è molto simbolico come è simbolico l’utilizzo dello spazio e la gestualità degli attori. La mancanza di uno stile a cui ispirarsi porta però molti registi, a non soddisfare il gusto del pubblico, il quale trova questi film troppo artificiosi. «Il cineasta si trova a essere considerato come autore di nicchia e le sue opere finiscono relegate a festival specializzati»14. Il panorama stilistico del cinema nigeriano è quindi molto particolare e vario e i suoi registi più famosi Ladebo, Adesanya e Shehu, producono film molto personali. Ladi Ladebo ha uno «stile kitsch, popolato da incubi, dove vi è una contaminazione di generi, il realismo è estremo e non mancano i riferimenti alle problematiche sociali»15. Film come Vendor e Taboo trattano il tema della corruzione e della droga per questo ne sono l’esempio più calzante. Adedeji Adesanya si occupa di thriller con Vigilante (1988): rivolte, sparatorie e corpi massacrati caratterizzano questo film. Brendan Shehu è il maggior rappresentante della Nigerian Film Corporation. Questo organismo nasce il 1979 per facilitare la produzione ma non riesce ad ottenere risultati soddisfacenti16. Shehu produttore e programmatore di film per la televisione gira numerosi documentari e nel 1992 con Kulba na barna denuncia la borghesia attraverso la storia di un uomo ricco che con il suo potere illude una studentessa e la mette incinta. Quello della corruzione 13 Idem, p. 100. 14 Sergio Toffetti, Hic sunt leones. Il cinema dell’Africa nera, in Gian Piero Brunetta (a cura di), Storia del cinema mondiale, cit., p. 483. 15 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit. , p. 100. 16 Ibidem 11 è un tema molto presente nei film nigeriani, infatti fa da protagonista in Kasarmu ce di Saddick Balewa, in cui si racconta la storia di un mercante che scopre un deposito di pietre preziose e cerca di impadronirsene scontrandosi con i capi del villaggio. Più attento ai temi sociali ispirati alla cronaca è Eddie Ugbomah, il quale realizza Rise and fall of Dr. Oyenuzi. La regista Funmi Osaba, invece, è interessata ai cinema di animazione per ragazzi che si ispira ai miti e alle tradizioni africane, infatti dirige il documentario The dormant genius sulla storia del regno del Benin e sui lavoratori del bronzo17. 17 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 100. 12 1.4. Ola Balogun Ola Balogun nasce nel 1945 ad Aba in Nigeria. Nato da genitori yoruba, si laurea all’Idhec (Institut des hautes études cinématographiques) a Parigi con una tesi sul documentario. Sempre a Parigi lavora all’ambasciata nigeriana come addetto stampa, poi torna in Nigeria e viene assunto come sceneggiatore dal Ministero dell’Informazione18 . In breve tempo diventa il regista più rappresentativo della sua nazione sia perché è il primo regista a produrre film con regolarità ma soprattutto perché comprende l’esigenza di girare i suoi film non più in inglese ma nelle lingue locali. E’ un artista a tutto tondo: è regista, drammaturgo, romanziere, produttore, distributore e giornalista. Già la sua tesi di laurea denota la sua particolare predilezione per il documentario, a cui egli affianca la passione per la commedia musicale. Inoltre il suo cinema pone particolare attenzione alle performance molto teatrali degli attori e il suo stile si ispira alle classiche regie teatrali. L’esempio più lampante è nel film Ajani-Ogun in cui le inquadrature sono statiche e subiscono l’azione degli attori che entrano ed escono dal campo come in un palcoscenico teatrale. Fondamentale nella poetica di Balogun è l’impegno politico: in Alpha, girato a Parigi, è molto forte il linguaggio sperimentale che utilizza per enfatizzare l’urgenza della sua testimonianza. I temi trattati nei suoi film rivelano il suo impegno politico e spaziano dalla guerra nel Biafra, alla resistenza armata di Cry freedom (1981), dalla dominazione coloniale alla diaspora nera in Brasile di Black Goddess (1978). Proprio quest’ultimo è uno dei suoi film più spettacolari, qui Balogun ripercorre l’itinerario della tratta degli schiavi intrecciandovi la leggenda della dea del mare. In Man Power (1982) si espone con una mordace satira della società colta nigeriana attraverso lo scontro tra un giornalista e un politico corrotto. 18 Ibidem 13 2. COME NASCE E COME SI EVOLVE NOLLYWOOD 2.1. Nascita di Nollywood La parola Nollywood è un neologismo che deriva dall’unione della parola Nigeria e di Hollywood. Il termine nasce nel Settembre del 2002 ed è opera di Norimistu Onishi un giornalista, canadese di nascita ma di origini giapponesi, il quale scrive per il New York Times un articolo sull’industria cinematografica della Nigeria intitolato “Step aside, L.A and Bombay, for Nollywood”19. La nascita vera e propria del fenomeno risale a 10 anni prima quando un commerciante di Onitsha, Kenneth Nnebue, avendo la necessità di liberarsi di un’enorme quantità di videocassette vergini, decide di riempirle girando un film20. Nnebue scrive il soggetto per il film e affida la regia a Chris ObiRapu, il film si intitola Living in Bondage ed è considerato il padre del fenomeno di Nollywood. Il film racconta la storia di un uomo che diventa ricco dopo aver sacrificato la vita della moglie in un omicidio rituale, e poi si pente quando quest’ultima gli appare sotto le sembianze di un fantasma. Il film è un vero e proprio successo e Nnebue riesce a vendere più di 750.000 copie21. 19 http://www.cinemainvisibile.it/News%20invisibili/nollywood1.htm, 16.09.2011, alle 14.30. 20 Ibidem 21 Ibidem 14 2.2. Analisi del film Living in Bondage 2 di Christian Onu Living in Bondage 2 è un film del 1994 del regista Christian Onu. Remake del famosissimo Living in Bondage, che ha dato origine all’industria cinematografica chiamata Nollywood, è stato prodotto da Kenneth Nnebue con la regia di Chris Obi-Rapu22. Questi lungometraggi, sconvolgono le modalità di fruizione dei film dei nigeriani, i quali fino a quel momento potevano vedere i film solo grazie alla televisione di stato, la quale mandava in onda per lo più commedie e soap opera23. Il grande successo di Living in Bondage 2, come per le versioni precedenti, si deve al coraggio che traspare nella scelta di inserire il tema della magia nera. In questo film vengono rappresentati i rituali compiuti dagli stregoni ma soprattutto la disperazione di coloro che si rivolgono ad essi per risolvere i loro problemi. Gli elementi soprannaturali sono sempre molto presenti nei film di Nollywood perché fanno parte della vita quotidiana dei nigeriani, anche se negli ultimi decenni la presenza della religione Islamica e di quella Cristiana è massiccia, gli spettatori amano godere di film che presentano elementi magici24. Living in Bondage 2, come detto in precedenza, è un film diretto da Christian Onu, prodotto da Kenneth Nnebue e recitato da Kenneth Okonkwo, Rita Nzelu, Okechukwu Ogunjiofor e da Jennifer Okere. Girato in lingua Igbo è sottotitolato in inglese25. Il film racconta la storia di un uomo chiamato Andy che è scontento della propria vita, nonostante abbia una moglie amorevole e un lavoro stabile. L’aspirazione di Andy è sempre stata quella di diventare un uomo ricco, e 22http://content.onlinenigeria.com/templates/template.aspx?articleid=77&z oneid=4, 03-11-2011, alle 10.45. 23http://content.onlinenigeria.com/templates/template.aspx?articleid=77&z oneid=4, 03-11-2011, alle 10.45. 24 Ibidem 25 http://www.ahasommovies.com/movies.php?cmd=a-z&q=l&page=3, 0311-2011, alle 10.48. 15 questo suo obiettivo finisce con incrinare il rapporto con la moglie Merit, una cristiana devota che al contrario del marito è felice della propria esistenza semplice. Andy per un caso fortuito incontra un vecchio amico che gli promette fama e soldi e lo fa entrare in un giro losco. Qui incomincia la trasformazione del protagonista che diventa un uomo senza scrupoli, dedito ad attività illegali e soprattutto pronto a tradire la moglie senza nessun senso di colpa. Il punto di svolta del film avviene quando Andy partecipa ad un rito satanico per entrare a far parte ufficialmente della gang del suo amico. Il sacerdote, nonché boss della gang, gli ordina di portare alla seduta la moglie Merit, perché sarà lei il sacrifico per Satana. Andy inizialmente si rifiuta ma poi cede e a Merit viene prelevato del sangue che poi viene fatto bere da ogni membro della setta; Merit morirà poco dopo il rituale. Andy continua la sua esistenza nel lusso, si risposa con una delle sue amanti, ma il fantasma della moglie torna dall’aldilà in cerca di vendetta. Merit appare solo ad Andy il quale lentamente incomincia ad impazzire, e cerca più volte di togliersi la vita, poiché sostiene di vivere ormai in schiavitù. Alla fine del film, Andy è diventato un senzatetto con problemi psichici che però riceve l’aiuto da una comunità cristiana. Una volta confessato l’omicidio della moglie, il protagonista riceve il perdono per i peccati compiuti in passato e ha la possibilità di ricominciare una nuova vita. Come tipico nei film di Nollywood, le attrezzature tecniche per girare il film sono amatoriali, l’audio è registrato grazie al microfono presente sulla videocamera, cosa che rende la comprensione delle battute molto difficile. La musica viene usata numerose volte per creare un raccordo tra le varie scene, andando a coprire non raramente alcuni dialoghi. Le scenografie sono spoglie e la videocamera è quasi sempre fissa quindi non vi sono cambi di location nelle singole scene. I personaggi più volte parlano da soli, questo per far capire allo spettatore quello che il personaggio sta pensando in quel momento. Per i ricordi invece viene usato uno zoom veloce sulla fronte della 16 persona, tecnica elementare ma di grande efficacia descrittiva che rende immediata la comprensione del film. Quindi gli elementi che rendono questo film una delle pietre miliari del cinema nollywoodiano sono: la narrazione audace, la magia nera, e la distribuzione del film che è stata rapida e capillare ed ha permesso ai nigeriani di incominciare ad apprezzare il cinema prodotto dalla nascente industria cinematografica26. 26 Ibidem 17 2.3. Evoluzione di Nollywood Dal 1992 al 2007 la produzione cinematografia nigeriana incrementa sorprendentemente. Nel giro di appena 15 anni vengono girati e venduti almeno 9000 lungometraggi, dati sorprendenti se si pensa che negli anni Ottanta l’industria cinematografica della Nigeria era già sull’orlo del collasso e non si prevedeva di certo un futuro così produttivo27. Nel 1986 il regime decide di bloccare l’importazione di film, questo per tutelare e cercare di far sviluppare la produzione nazionale di cinema che però non raggiunge i risultati sperati. Nollywood non risente delle pessime politiche finanziare del regime dato che deve le sue origini alla televisione e non al grande schermo. Alla fine degli anni Ottanta infatti, la televisione nigeriana è caratterizzata da soap opera a lunga serialità come Checkmate di Amaka Igwe e Ripples di Zeb Ejiro. L’Autorità Nazionale per la Televisione (NTA) però rivendica per sé i fondi che arrivano dai produttori, proclamandosi proprietaria delle varie produzioni. Sorge un ulteriore problema quando le agenzie pubblicitarie all’improvviso smettono di pagare i vari autori. Naturalmente questo comporta la disoccupazione di numerose star della tv che si reinventano proprio grazie allo sviluppo dell’industria nollywoodiana28. Nollywood riesce a mantenere l’indipendenza grazie al fatto che non riceve nessun aiuto da parte del governo. Nel giro di poco tempo, arrivano professionisti televisivi di ogni tipo che riescono a partecipare ad una media di 10 film l’anno. In questo modo la nuova industria ha la possibilità di ingaggiare le star più acclamate29. L’attrice Geneviève Nnaji, superstar di film di enorme successo come Blood Sister e What Women sostiene: «Raccontiamo le nostre storie, ecco perché 27 http://www.cinemainvisibile.it/News%20invisibili/nollywood1.htm, 1609-2011, alle 14.30. 28 Ibidem 29 Ibidem 18 molti africani possono apprezzare questi film, comprenderli, riderne, e trarne degli insegnamenti. L’industria cinematografica gioca un ruolo enorme nelle nostre vite».30 Fonti giornalistiche stimano che quest’attrice, nel 2004, abbia guadagnato più di 150mila euro: una cifra enorme se si calcola che il reddito medio pro capite della Nigeria non superava gli 800 euro l’anno. Madu Chikwendu, regista, produttore e presidente dell’Associazione Produttori di film della Nigeria e rappresentante dell’Africa Occidentale nella Federazione panafricana dei cineasti (FEPACI), la vede così: «C’è un malinteso a proposito di Nollywood. Non è un’industria cinematografica, ma quattro. Quella che il mondo conosce è l’industria in lingua inglese, il cui centro di produzione è Lagos e di cui si occupano sostanzialmente le persone provenienti dal sud-est della Nigeria. I soggetti di questi film riflettono l’ideologia degli igbo, gli abitanti della regione. La seconda industria, molto più antica è quella dei film in lingua yoruba. La terza industria è quella degli haussa, che abitano nel nord del paese: è influenzata dall’islam e anche dallo stile tutto canzoni e danza dei film di Bollywood. Vi sono infine segmenti meno importanti di produzione. Ad esempio nel sud, nell’area del Delta del Niger, dove c’è una produzione autoctona di lingua edo».31 Nollywood si sta espandendo a macchia d’olio nei vicini stati come nel Benin, in cui circolano i film nigeriani già da 10 anni, in Camerun, Costa d’Avorio e Burkina Faso, dove si stanno avviando delle esperienze simili32. Oggi a Nollywood si parla di 1.200 film l’anno, prodotti da 260 società di produzione, e distribuiti in 15.000 videoclub. Il 67% delle famiglie nigeriane possiede un videoregistratore33. I film nollywoodiani sono definiti “fast food” perché sono realizzati in meno di due mesi, in condizione molto difficoltose e con budget che non superano i 15mila dollari. Riscuotono un successo 30http://www.missioniafricane.org/250__Nollywood_la_via_nigeriana_al_cine ma, 14-09-2011, alle 18.03. 31 Ibidem 32 Ibidem 33 Ibidem 19 incredibile tra il pubblico che aspetta con trepidazione le uscite mensili dei nuovi titoli. Secondo la CNN, Nollywood nel 2004 aveva un giro d’affari di 250 milioni di dollari, distribuendo circa 200 home video ogni mese34. 34 The Best of African Film in 2004. CNN, 18 dicembre 2004. 20 3. NOLLYWOOD E LE ALTRE CINEMATOGRAFIE MONDIALI Nollywood, producendo annualmente non meno di 1.200 film, è entrata di diritto a far parte delle grandi cinematografie mondiali35. Negli ultimi anni ha superato l’industria hollywoodiana, capace di produrre 485 film l’anno, collocandosi così alle spalle di Bollywood, la più prolifica del mondo36. Lo sforzo produttivo del cinema indiano non ha eguali, grazie all’uscita di oltre mille pellicole l’anno 37 . La nuova industria cinematografica nigeriana presenta numerose analogie con quella egiziana, la quale è stata la prima ad imporsi sul mercato di tutto il medio oriente, attraverso un cinema sia popolare che d’autore38. Invece, la produzione cinematografica cinese si è dovuta reinventare a causa della crisi produttiva che l’ha afflitta negli anni Novanta, offrendo un modello di produzione a basso costo, come quello adottato da Nollywood39. 35 http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=608&IdModule=1, 1509-2011, alle 10.00. 36 Ibidem 37 Ibidem 38 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., pp. 61. 39http://www.chinapictorial.com.cn/it/se/txt/200902/06/content_177346. htm, 15-09-2011, alle 12.20. 21 3.1. Bollywood Il termine Bollywood, come per Nollywood, è la fusione tra una città, Bombay e Hollywood, la mecca del cinema. I film prodotti a Bollywood sono di carattere popolare, sono girati in lingua hindi e possiedono delle caratteristiche ben definite che li differenziano dal cinema d’autore indiano. Bollywood è una vera e propria industria che produce un ritorno d’affari di milioni di dollari in tutto il mondo, anche se i budget medi destinati alla produzione dei film sono di gran lunga inferiori a quelli di Hollywood. Questa cinematografia produce un migliaio di film l’anno e la crescita economica media è del 12,6% contro il 5,6% della produzione americana40. La spesa media per un film, è di 1,5 milioni contro i 47,5 milioni di dollari dei film americani. Proprio per il basso costo delle produzioni, ultimamente molti autori e registi europei e americani, come ad esempio Steven Spielberg, utilizzano gli studios indiani compresi di personale, location e musiche bollywoodiane41. Anche se Bollywood supera Hollywood nella produzione, il suo più grande limite rimane l’esportazione all’estero. Le tematiche e i linguaggi sono totalmente radicati nella cultura indiana e rendono tali film poco appetibili per il pubblico internazionale. Nollywood e Bollywood condividono questi limiti: quasi tutti i film prodotti dalla cinematografia indiana e tutti quelli prodotti da Nollywood rimangono nei circuiti nazionali. Nollywood, distribuendo i propri film su Vhs e su Dvd, è totalmente tagliato fuori dai mercati internazionali, ma qui il problema è più legato alle tecniche che ai temi. E’ una cinematografia amatoriale, lo stile registico viene messo in secondo piano, per esaltare i temi che riguardano i problemi contemporanei dell’Africa. Solo ultimamente il fenomeno nollywoodiano si sta espandendo in tutta l’Africa e grazie alle comunità africane anche negli 40 http://www.spaziodi.it/magazine/n0303/stp.asp?id=659, 19-09-2011, alle 11.00. 41http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/19/ spielberg-bollywood-ecco-la-nuova-dreamworks.html, 19-09-2011, alle 11.45. 22 Stati Uniti, mentre i registi vengono sempre più apprezzati grazie alle loro frequenti partecipazioni ai Festival cinematografici più famosi del mondo42. I temi tipici i Bollywood riguardano la famiglia, il ruolo delle donne e la ridefinizione dell’identità personale. Un tema molto ricorrente è quello dell’amore contrastato: una coppia di ragazzi innamorati vengono osteggiati dai rispettivi familiari, una sorta di Giulietta e Romeo in salsa indiana. Al contrario, Nollywood si concentra maggiormente sui temi legati alla fede, alle diversità religiose e alle problematiche che scaturiscono da queste differenze etniche. Il film One God one nation (2005) di Reginald Ebere racconta la storia di un musulmano e di una cristiana che vogliono sposarsi ma sul loro cammino incontrano numerosi ostacoli. Le classi sociali protagoniste del cinema bollywoodiano degli ultimi anni sono medio alte; nei film sono sempre presenti sontuosi palazzi e luoghi in cui si possono sfoggiare le fortune date da una condizione sociale agiata. Questa esigenza è nata grazie agli indiani residenti all’estero che vogliono vedersi rispecchiati nei film prodotti in India, in cui i personaggi devono conciliare l’identità nazionale con le influenze provenienti dalla società occidentale43. In ogni caso il ruolo tradizionale della famiglia, le feste e le cerimonie rimangono un tratto distintivo e imprescindibile della cinematografia indiana. E’ un cinema quello di Bollywood che unisce ai temi drammatici l’utilizzo della musica e delle coreografie, creando una sorta di musical vecchio stile. Proprio nell’uso della musica e della coreografia è evidente l’influenza dei videoclip trasmessi da Mtv. A Bollywood lo star system è l’arma principale per il successo di un film: personaggi come Salman Khan, Shah Rukh Khan, Madhuri Dixit e Aishwarya Rai sono artisti di fama nazionale che vengono venerati come guru o idoli e hanno al loro attivo film di grandissimo successo. Questo fenomeno si ispira allo star system dell’età d’oro di Hollywood. 42 http://it.wikipedia.org/wiki/Nollywood, 19-09-2011, alle 11.50. 43 http://it.wikipedia.org/wiki/Bollywood, 19-09-2011, alle 12.00. 23 Anche in Nigeria, con il fiorire di Nollywood, sono nate vere e proprie star come Genevieve Nnaji, Jim Lawson Maduike, Stephanie Okereke, Ebube Nwagbo e Moses Armstrong che pur rimanendo nell’ambito nazionale percepiscono guadagni che sono decisamente elevati anche per un’industria cinematografica a basso costo come quella di Nollywood. 24 3.2. Hollywood Dall’anno 2006 la produzione di Nollywood ha ufficialmente superato quella di Hollywood. In base alle ricerche dell’istituto di statistica dell’UNESCO (UIS) la prima potenza mondiale è Bollywood con 1.091 film prodotti in un anno, segue appunto il cinema nigeriano con 872 e terzo vi è il cinema americano con 485 film prodotti44. Determinante per la produzione dei film americani è il mercato estero, infatti il budget per un film di una grande produzione è di circa 50 milioni di euro che raddoppiano con i costi di promozione. Ovviamente le entrate non possono arrivare solo dal mercato americano, perché esse non riuscirebbero a coprire le spese finali di produzione. Metà degli introiti di un film derivano dall’estero. Questa nuova dipendenza del cinema americano verso il mercato estero negli ultimi anni sta condizionando anche i contenuti dei film: gli studios americani investono solo su prodotti facilmente commercializzabili all’estero, necessitando di un incasso sicuro. Ne derivano film di azione, fantascienza e amore, basati su sceneggiature stereotipate che possono essere apprezzate dagli spettatori di tutto il mondo. Registi e autori indipendenti non possono contare sugli studios per produrre i loro film, ma devono rivolgersi all’estero o creare delle co-produzioni. Questi film però riescono a trovare difficilmente una loro collocazione nel mercato estero. Al contrario, Nollywood, con il suo elevato numero di film prodotti all’anno, è attenta al gusto del pubblico nazionale, e i temi trattati sono inerenti alla storia contemporanea del paese. Inoltre, il cinema nigeriano utilizza la tecnologia digitale per riversare i film direttamente su Dvd, evitando la distribuzione nelle sale cinematografiche. E’ un cinema alla portata di tutti, o quasi, perché il costo di un film si aggira sui 2 dollari. Anche se lo stile è particolarmente grezzo, il pubblico nigeriano apprezza notevolmente questi film poiché riesce ad identificarsi in essi, al contrario dei film americani in 44 http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=608&IdModule=1, 1509-2011, alle 10.00. 25 cui i protagonisti sono per lo più eroi che vivono in un mondo totalmente irreale. Con queste attenzioni verso il gusto del proprio pubblico, Nollywood è sempre più in crescita, al contrario di Hollywood che diventa ogni anno di più dipendente dal gusto globale e dall’incasso finale. Dagli anni Ottanta Hollywood si popola di attori che incarnano perfettamente il ruolo di eroe. Uomini muscolosi come Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, diventano protagonisti di saghe dal successo mondiale che li consacrano in breve tempo come nuovi miti. Negli ultimi anni è avvenuta la riscoperta del ruolo del divo che diventa il brand di un film, garantendone il successo prima ancora che esca in sala. Il rischio per questi attori è che la propria immagine diventi più importante della recitazione, condannandoli a dover interpretare sempre lo stesso ruolo. Di contro, il valore di mercato della loro immagine ne esce rafforzato, tanto da essere contesi come testimonial nelle pubblicità. Con l’avvento del digitale potrebbe nascere una minaccia per questi divi che fanno dell’immagine il loro punto di forza, infatti con la tecnologia del motion capture l’immagine dell’attore può essere modificata, sostituita o ricostruita completamente; inoltre grazie ai sempre più sofisticati computer i personaggi posso essere ricreati interamente in digitale, cosa che potrebbe rendere la figura dell’attore superflua. 26 3.3. La cinematografia egiziana La cinematografia egiziana occupa un posto rilevante all’interno del panorama filmico mondiale, grazie alla qualità e alla quantità delle proposte che offre. I film girati in lingua araba sono esportati facilmente all’estero. I primi film egiziani risalgono alla fine dell’Ottocento, e sono opere mute prodotte al Cairo45. Il cinema egiziano ha una storia che supera i cento anni ed è la prima cinematografia africana ad avere uno star system che è riuscito ad imporsi oltre che nel paese d’origine anche negli stati del mondo arabo, compreso il Medio Oriente. E’ un cinema sia popolare che d’autore, che presenta delle contaminazioni al suo interno, ma che ha saputo emergere e diffondersi autonomamente divulgando una sua idea di cinema ben precisa. Attori e attrici, come ad esempio Omar Sharif, simbolo del cinema egiziano all’estero, diventano protagonisti di musical, commedie e melodrammi. Questi tre generi sono in assoluto i prediletti dal pubblico e spesso si intrecciano all’interno di uno stesso film. Il cinema egiziano nel tempo ha inoltre cercato «nuovi percorsi più personali e d’arte, mai però sottratto ai codici fondamentali, ai segni profondi ovunque ritornanti, pur in forme e pensieri diversi»46. A partire dagli anni Novanta il numero di film prodotti ogni anno aumenta vertiginosamente. Il record fino a quel momento era di 66 film prodotti nel lontano 1954. Gli anni Settanta, infatti, hanno visto un declino della produzione nazionale47. Il cambio di rotta avviene nel 1986, anno in cui si producono ben 96 film. Queste opere però sono di bassa qualità e vengono prodotte per il mercato video dei Paesi del Golfo. Fortunatamente in questi anni non mancano autori, che attraverso i loro film diffondono la loro estetica cinematografica riflettendo, attraverso di essi, 45 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 62. 46 Ibidem 47 Idem, p. 74. 27 sul cinema stesso e la società. I cineasti più rappresentativi di questo periodo sono Yousri Nasrallah, Oussama Fawzi e Cherif Arafa. Il cinema di Nasrallah è «denso e finzionale, altamente sensuale, dove il reale riaffiora dagli strati più profondi dell’artificio»48. Sarika Sayfiyya (1988) film sull’amicizia che dura per una vita intera e Mercedes (1992) melodramma di ambientazione borghese, rendono perfettamente l’idea della sua estetica. Nei film di Fawzi le protagoniste sono le strade del Cairo, osservate con uno sguardo surreale attraverso il quale emergono i conflitti della società contemporanea; ne sono un esempio film come Afarit el-asfalt (1995) e Gannat al-shayateen (1999) tratto dal romanzo di Jorge Amado Dona Flor e i suoi due mariti. Cherif Arafa, invece, si divide tra il cinema d’autore e quello commerciale non rinunciando mai a una dichiarata critica sociale come in Al-lab ma alkobarn (1990) e Al-irhab wa al-kabab (1992). Nel 2007, la produzione di film in Egitto ha subito un’impennata, infatti se nel 1997 vengono prodotti solo 10 film all’anno, dieci anni dopo si arriva a 40 film49. Di conseguenza anche le loro entrate ai box office sono aumentate incredibilmente facendo registrare incassi più alti di quelli dei film americani. Gli incassi dei film egiziani si aggirano sui 50 milioni di dollari contro gli appena 10 milioni di quelli americani. C’è inoltre da registrate un’evoluzione dell’estetica dei film egiziani commerciali i quali si stanno sviluppando sia a livello registico sia nelle sceneggiature. 48 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 74. 49 http://en.wikipedia.org/wiki/Cinema_of_Egypt, 19-09-2011, alle 16e30. 28 3.4. La cinematografia cinese Anche in Cina, come in Egitto, la prima proiezione cinematografica avviene alla fine dell’Ottocento precisamente nel 1886 a Shangai e nel 1902 a Pechino. Come ogni cinematografia, quella cinese ha attraversato momenti di gloria e di declino. A partire dagli anni Novanta i produttori cinesi hanno cercato di superare la crisi dettata da: i valori di produzione bassi, la scala di mercato molto limitata, le leggi e i regolamenti eccessivamente restrittivi e lo sviluppo del mercato dei dvd. Il rischio era di non riuscire a riottenere la gloria del cinema cinese del passato 50 . Fortunatamente l’industria cinematografica cinese negli ultimi anni si è ripresa, come dimostra la sua continua espansione sul mercato. Il Centro di Ricerca sulla Cultura dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali ha dichiarato che dal 2003 l’industria cinematografica della Cina ha avuto una rapida crescita. Questo sviluppo si è protratto anche negli anni successivi ottenendo record sia nella produzione che negli incassi al botteghino. Nel 2006 la Cina ha prodotto 330 film, l’anno successivo i film realizzati hanno raggiunto la soglia dei 400. Questi guadagni hanno garantito alla Cina l’undicesimo posto nel mercato mondiale cinematografico, con un guadagno di più di 3 miliardi di yuan, pari al 30% in più rispetto al 2006 e superiore a qualsiasi altro mercato del cinema nel mondo51. Il 2008 è stato un anno d’oro per il cinema cinese, sono usciti nelle sale una serie di film spettacolari, Kung Fu Pop di Fu Huayang ne è un esempio. Questo film narra di una gara tra due squadre di arti marziali Shaolin e la danza moderna pop, è un tipico film commerciale che si è adattato meravigliosamente alle esigenze del pubblico grazie al forte impatto visivo che lo caratterizza. Il tema della danza pop ha attratto i giovani nati negli anni Ottanta e Novanta provocando una forte passione per la danza. 50http://www.chinapictorial.com.cn/it/se/txt/200902/06/content_177346. htm, 15-09-2011, alle 12.20. 51 Ibidem 29 Grazie a successi come questi, i produttori cinesi hanno trovato un modo per conciliare il gusto del pubblico con gli incassi, adottando nuove strategie commerciali. Questa voglia di ottenere rapidi successi ha stimolato l’evoluzione del cinema cinese e ha comportato l’inserimento di questo cinema nella commercializzazione52. Il regista Feng Xiaogang spiega: «Esistono in generale due criteri nel giudizio dei produttori cinematografici. Se il tuo prodotto è un film artistico e ha ottenuto un premio internazionale, hai realizzato un successo. E se hai prodotto un film commerciale e il film ha ottenuto alti guadagni al botteghino, si è considerati alla stessa stregua in termini di successo. Sarebbe una vergogna fallire in entrambi gli aspetti»53. Il valore artistico non esclude un alto incasso al botteghino e viceversa, come dimostrano i grandi registi di Hollywood come Alfred Hitchcock, John Ford e Howard Hawks. Attribuire il successo del cinema cinese del 2008 al limite di importazione dei film stranieri è riduttivo. I grandi incassi al botteghino americano di Hancock, Le Cronache di Narnia 2 e Iron Man, non sono riusciti a ripetersi in Cina. Kung fu Panda ha perso il confronto con il film Il Regno proibito con Jet Li e Jackie Chan54. Il miglior film di Hollywood al botteghino americano ha ottenuto 50 milioni di dollari contro i 300 milioni di yuan (47 milioni di dollari) del botteghino cinese del film La Rupe rossa (parte 1)55. Ciò dimostra che i film cinesi sono riusciti a trovare il loro spazio nel mercato e non solo, essi possono competere con i grandi film hollywoodiani, i quali una volta importati devono affrontare una dura gara con i film locali. La commercializzazione non è però sinonimo di grandi investimenti; a parte le grandi produzioni, i film a basso costo possono comunque trovare un loro pubblico. 52 Ibidem 53 Ibidem 54 Ibidem 55 Ibidem 30 4. LA PRODUZIONE 4.1. Nollywood, un’industria autosufficiente L’industria cinematografica nigeriana è considerata da molti indolente, illetterata e dai bassi contenuti morali56, ma può vantare oggi nei suoi ranghi non solo professionisti esperti e navigati ma anche facoltosi produttori, distributori e registi, oltre ad attori di fama internazionale. E’ stato stimato che il giro d’affari di quest’industria si aggira sui 20 bilioni di naira e offre lavoro a più di 200.000 persone57. L’imperativo di Nollywood è quello di produrre continuamente film nuovi, non preoccupandosi affatto della loro qualità estetica. Non a caso questi film sono definiti “fast food”, in quanto ogni settimana vengono distribuite sul mercato non meno di 20 pellicole, girate in soli sette giorni e con un budget medio di 20.000 dollari58. 56 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, HEBN Publishers, Jericho, 2008, p. 62. 57 Ibidem 58 http://www.cinemainvisibile.it/News%20invisibili/nollywood1.htm, 16.09.2011, alle 14.30. 31 4.2. La produzione nollywoodiana Le limitazioni estetiche dei film prodotti dall’industria nigeriana si possono comprendere analizzando le condizioni nelle quali vengono realizzati questi lungometraggi. Oltre al tempo, è il budget uno dei problemi peggiori per i filmmaker nigeriani59. Infatti, i produttori non potendo finanziare i loro film con l’aiuto delle banche, con fondi governativi o attraverso le sponsorizzazioni, devono autofinanziarsi. A volte invece sono gli stessi registi che vi lavorano o coloro che in futuro poi li distribuiranno a coprirne tutte le spese60. Il sistema di distribuzione tutt’altro che perfetto e la sempre più diffusa pirateria hanno fatto sì che l’investimento massimo per un film sia di 20.000 dollari, questo per cercare di ridurre al minimo i rischi economici61. Un altro motivo per cui il budget dei film rimane basso, rispetto alle produzioni hollywoodiane e bollywoodiane è che il cinema nigeriano è un cinema amatoriale. Chiunque dotato di una videocamera digitale può mettersi alla prova girando un film e poi vendendolo al mercato degli homevideo. La ragione dell’apparente dilettantismo nollywoodiano si comprende nel fatto che i registi non professionisti, apprendono il mestiere motivati non da un futuro riconoscimento per i loro meriti artistici, ma più semplicemente mossi dagli introiti che possono ricavare dai loro film62. Parallelamente gli uomini d’affari e i distributori tentano la fortuna nel campo cinematografico non possedendo nessuna esperienza, con il solo fine ultimo del guadagno. Infatti, la stasi, sia tematica che estetica, dei film di Nollywood è causata maggiormente dai distributori 63 . I registi, non possedendo il budget per girare i film, devono sottomettersi alle leggi di mercato e al volere dei loro finanziatori, perdendo così la possibilità di inserire nella loro opera un tocco creativo e personale. 59 Pieter Hugo, Nollywood, Prestel Verlag, Munich, 2009, p. 23. 60 Idem, p. 24. 61 Ibidem 62 Ibidem 63 Ibidem 32 Per i finanziatori la cosa più importante è produrre film che siano un sicuro successo commerciale, non limitandosi a scegliere il tema, a stabilire il budget e le scadenze, ma dettando anche la sceneggiatura e scegliendo il cast, pur non avendone i requisiti professionali adeguati 64 . Qualcuno di questi uomini d’affari si è anche cimentato personalmente nella regia di alcuni di questi film. Questo approccio in un certo senso è lodevole ma lascia ben poche speranze su una possibile evoluzione della qualità della produzione dei film di Nollywood65. Charles Igwe, regista veterano dell’industria cinematografica nigeriana sostiene: «La nostra gente si tuffa dalla scogliera e si ritrova in mezzo all’oceano. Dopo si preoccupano di costruire una barca, solo nel momento in cui si ritrovano in acqua»66. 64 Ibidem 65 Ibidem 66 Ibidem 33 4.3. Perché i film vengono girati in digitale Per i registi nigeriani la possibilità di girare con la celluloide è un sogno al momento irraggiungibile. Le ragioni per cui ormai si usa solo il digitale sono ovvie: costi bassi, tempi brevi e post-produzione semplificata67. Con il budget di un film su pellicola si possono girare almeno 20 film in digitale68. Ma tutto ciò non annulla la volontà dei registi di Nollywood di mettersi alla prova con la tecnica classica, sempre che si riesca a superare il problema della distribuzione: in Nigeria esistono pochissime multisale e queste vengono utilizzate esclusivamente per proiettare i film di Hollywood 69 . Solo negli ultimi anni si sta pianificando una riapertura dei cinema e si sta lavorando anche per garantire la sicurezza degli spettatori. Fattore quest’ultimo che ha influenzato in maniera determinante lo sviluppo dell’home-video. Per la popolazione locale infatti è impensabile uscire la sera per andare al cinema, a causa dell’alto tasso di criminalità e della scarsa illuminazione stradale70. Per non parlare del costo del biglietto che in ogni caso supererebbe il costo di una cassetta VHS, per il cui acquisto non si spendono più di 2 dollari71. In conclusione, finché non esisteranno sufficienti condizioni di sicurezza e i film nelle sale cinematografiche saranno così rari, i nigeriani dovranno accontentarsi della ormai consolidata fruizione domestica. 67 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 129. 68 Ibidem 69 Ibidem 70 Idem, p. 20. 71 Ibidem 34 4.4. Un intrattenimento su più livelli Nollywood rompe molte regole tipiche del film-making e spesso si sottrae volontariamente ad esse72. Se molti film sono per lo più difficili da guardare per la loro scarsa qualità, ce ne sono molti altri che offrono un genuino intrattenimento su vari livelli. Questi film sono caratterizzati da un’intrigante ambiguità tra la conoscenza di sé e l’ingenuità umana, tra elementi iper reali e altri totalmente irrealistici. L’estetica low budget porta all’esibizionismo: ci si sente liberi da qualsiasi convenzione, come se tutto potesse accadere73. E a volte questo succede davvero. La trama è magnificamente coinvolgente; spesso il film inizia con una serie di eventi drammatici: un omicidio, una stanza piena di bambini con la bocca tappata con del nastro adesivo, o un violento incidente stradale74. Sono proprio questi eventi che portano lo spettatore ad essere coinvolto immediatamente nella storia, facendo scaturisce in lui la voglia di sapere cosa accadrà successivamente. I film migliori sono quelli che lasciano genuinamente sorpresi, come un bambino che in silenzio ascolta una favola prima di andare a dormire; e in questi casi la povertà della produzione è solo un mero dettaglio. Ma anche se si è rimasti sbigottiti dall’evoluzione degli eventi nel finale del film oppure se non si è soddisfatti della risoluzione della trama, si può sempre tentare la fortuna con un altro film sperando di riuscire ad esorcizzare la delusione per il precedente. Ci sono occasionali lampi di brillantezza in questi film: momenti in cui l’azione del regista è percepibile e molto convincente. I dialoghi possono essere spontaneamente molto divertenti o involontariamente esilaranti. 72 Ibidem 73 Ibidem 74 Ibidem 35 Non mancano le citazioni di aforismi Youruba, che portano a riflettere non solo sulla trama del film ma sull’esistenza umana in generale75. Per molti spettatori nigeriani parte della gioia sta nel guardare questi film e vedersi semplicemente riflessi in essi. Nollywood parla della Nigeria, ma soprattutto dei suoi abitanti. Per questo i nigeriani emigrati guardano questi lungometraggi: per capire cosa sta succedendo nel loro paese e per cercare di creare una connessione culturale per i propri figli, i quali sono cresciuti in una realtà diversa76 . Questi film rappresentano così uno spaccato molto fedele della società nigeriana con soggetti ispirati ai fatti di cronaca e set realizzati all’interno di vere abitazioni: il film diventa così un modo efficace e divertente per conoscere la vera Nigeria. 75 Ibidem 76 Ibidem 36 4.5. La produzione tipica di un film di Nollywood Per iniziare a realizzare un film ci vuole una forte motivazione: l’amore per il cinema. Partendo da questo presupposto, per prima cosa bisogna cercare un produttore. Al contrario dei produttori americani, i nigeriani non hanno particolari competenze e abilità nel fare soldi, sono delle persone comuni che mettono a disposizione un budget per girare il film. Le cifre per la realizzazione di una pellicola si aggirano intorno ai 15 mila dollari ad un tasso di interesse del 30% e un tempo per le riprese che non supera i due mesi77. Trovati i fondi, bisogna ingaggiare uno sceneggiatore, che deve seguire delle linee guida generiche; gli viene ad esempio richiesto di incentrare la storia su fantasmi o vampiri con l’aggiunta di una buona dose di suspense e azione, per il resto viene lasciato libero di inventare come meglio crede. Il tempo a sua disposizione è limitatissimo: un massimo di due giorni per consegnare la sceneggiatura completa, alla fine dei quali riceve il suo compenso di circa 500 dollari78. Il passo successivo è trovare delle buone videocamere, raramente i registi ne possiedono una personale con la quale girano i propri film. Solitamente le affittano da conoscenti, contrattando un buon prezzo. La crew è composta semplicemente dal regista, da un cameramen e da un addetto audio. Per ultimo bisogna trovare gli attori; non sempre sono professionisti con esperienze cinematografiche alle spalle, più spesso viene ingaggiata gente di strada, che è ben felice di realizzare il sogno di ogni nigeriano: recitare in un film di Nollywood e, per di più, essere pagato79. 77 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 8. 78 Idem, p. 9. 79 Ibidem 37 Le location non si trovano negli studios, ma si gira in case abitate o in esterni, dove i registi sono liberi di filmare direttamente sulla strada, non essendoci leggi restrittive al riguardo80. Quelli appena elencati sono i compiti di un regista di Nollywood il quale ricopre contemporaneamente, come si evince, anche il ruolo di produttore creativo e responsabile del progetto. 80 Ibidem 38 4.6. Tre centri di produzione I film di Nollywood vengono prodotti in tutta la Nigeria, ma sono Lagos, Enugu e Kano le città in cima alla classifica per numero di pellicole realizzate81. Lagos, come detto in precedenza, è una metropoli caotica e selvaggia che con i suoi 8 milioni di persone (qualcuno sostiene addirittura 15 milioni) è il luogo più prolifico nella produzione di film; subito dopo segue Enugu una piccola cittadina situata a sud-est della Nigeria. I film provenienti da Kano, zona a nord della Nigeria a prevalenza musulmana, meglio conosciuta come Kanywood, hanno un’identità separata82: sono molto folkloristici e prendono spunto da Bollywood con numeri di danza e canto in lingua hausa e in arabo. A differenza della cinematografia indiana però, l’elemento spettacolare qui, è molto meno marcato83. I film in assoluto, che hanno più successo di pubblico, e che definiscono il genere, sono quelli in lingua inglese, una lingua scelta proprio per rendere i film esportabili, non solo nel continente africano ma anche in tutto il resto del mondo. Questi film vengono prodotti nel sud del paese, a Lagos, luogo in cui è avvenuto il boom dell’industria cinematografica nigeriana e in cui si è sviluppata Nollywood84. 81 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p.20. 82 Ibidem 83 Ibidem 84 Ibidem 39 4.7. Il regista e produttore Chico Ejiro Chico Ejiro è nato nello stato del Delta in Nigeria. Regista e produttore molto famoso nell’ambiente di Nollywood, viene soprannominato Mr. Prolific in virtù dei più di cento film che ha prodotto durante la sua carriera85. Ha fondato una sua casa di produzione la “Grand Touch Pictures”, ispirandosi alla casa di produzione americana che nel 1991 ha prodotto il famoso film Sister Act86. La sua è una casa di produzione molto in vista a Nollywood, infatti, riceve continuamente richieste di impiego e la gente vi si reca anche solo per chiedere consigli, vista l’esperienza di Ejiro. Il suo metodo di lavoro prevede un basso budget, cinque giorni di lavorazione in cui vengono girati massino tre ciak per scena; questo perché per lui i soldi e il tempo sono fondamentali87. Ejiro sostiene che girare un film in Nigeria è come girare nella giungla: non ci sono le comodità degli studios americani e i soldi non provengono dalle banche ma dalle sue tasche. E’ quindi lui stesso ad assumersi il rischio imprenditoriale sull’esito del film. Mr Prolific racconta di aver avuto in passato molti problemi con la propria famiglia a causa di alcuni suoi film che non essendo riusciti ad ottenere il successo sperato, avevano causato la perdita di tutti i suoi investimenti. Queste sconfitte non lo hanno mai scoraggiato, ben sapendo che così va il mondo del cinema. Il famoso regista nigeriano sostiene che la fama di Nollywood si deve ai temi trattati nei film: i nigeriani non vogliono vedere film come Independence Day poiché non riescono ad identificarsi in essi, ma amano i film nollywoodiani perché raccontano le loro storie88. Tra i film che ha girato, uno dei suoi preferiti, proprio per la sua carica emozionale, è Silent Night (1996): la storia di un padre che ha dovuto 85 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p.30. 86 Jamie Meltzer, Welcome to Nollywood, Cinema Guifigliold, 2007. 87 Ibidem 88 Ibidem 40 condannare alla fucilazione il proprio figlio. Il film ha riscosso un tale successo che sono stati girati successivamente due sequel: Silent Night 2 (1996) e Silent Night 3 (1996)89. Chico Ejiro è convinto che l’industria di Nollywood continuerà ad evolversi con il passare degli anni, diventando sempre più competitiva, grazie alla sua giovane età, esiste da meno di 20 anni, che le consentirà di surclassare la centenaria Hollywood90. 89 http://nigeriafilms.com/news/11529/16/chico-ejiro-mr-prolific.html, 1210-2010, alle 17.40. 90 Ibidem 41 4.8. Analisi del film Silent Night Silent Night è un film di Chico Ejiro, girato nel 1996 e prodotto sempre da Mr. Prolific. Interpretato da Ramsey Nouah, Segun Arinze e Kate HenshawNuttal ottiene un successo travolgente tanto da essere seguito da altri due film Silent Night 2 e Silent Night 3, formando così una trilogia. I due film successivi vengono girati sempre nel 1996 per cavalcare il successo del primo Silent Night; una scelta premiata dal pubblico che ritiene Silent Night una tra le serie di film più belle mai prodotte a Nollywood91. Il film racconta di Stanley un ragazzo che incominciata l’università, conosce un gruppo di coetanei implicati in attività criminali. Stanley ben presto viene inserito nella gang e prende parte all’uccisione di numerose persone. Figlio di un ricco giudice, trova nel gruppo la forza di sottrarsi al controllo pressante dei genitori e del fratello. Avvertendo il cambiamento avvenuto in lui, i suoi famigliari cercano di fargli cambiare compagnia, ma il ragazzo non ne vuole sapere sia perché ha scoperto il piacere dei guadagni facili, ma soprattutto perché ha la possibilità di frequentare la sorella del boss della gang, di cui è innamorato. La situazione peggiora bruscamente quando Stanley, durante una rapina si ritrova faccia a faccia con suo fratello. Il capo gli ordina di ucciderlo, il ragazzo si oppone, ma non riesce ad evitarne la morte che avviene sotto ai suoi occhi per mano dello stesso boss. Stanley è distrutto dal senso di colpa, mentre la sua famiglia non riesce a comprendere come sia possibile che loro figlio sia stato assassinato. In seguito, vengono sguinzagliati sulle tracce della gang, due poliziotti che in breve tempo scoprono i colpevoli dell’omicidio. Durante la retata vengono arrestati due componenti e il boss della gang che nel tentativo di fuggire viene ucciso. Una volta in prigione uno degli arrestati, sotto tortura, rivela il nome di Stanley, il quale viene immediatamente arrestato. 91 http://mubi.com/films/silent-night, 13-10-2011, alle 18.26. 42 Il destino vuole che ad occuparsi del caso di Stanley sia proprio il padre del giovane; la moglie cerca di convincerlo a non condannare il figlio, ma per lui sono più importanti la giustizia e la propria reputazione. Nella scena finale avviene la fucilazione dei tre membri della gang, Stanley compreso. Il film affronta un tema di estrema attualità, quello della criminalità: una delle problematiche più sentite in Nigeria. Come per tutti i film di Nollywood, anche qui sono stati utilizzati mezzi amatoriali, come si può notare dal suono, per lo più distante e metallico, probabilmente dovuto a microfoni non professionali. La musica è tipicamente africana, ad eccezione della canzone che apre il film ovvero la celebre Silent Night. Lo stile registico è poco personale: le inquadrature sono prevalentemente dei campi medi, mentre vengono utilizzati i primi piani solo per sottolineare il fatto che uno dei protagonisti sta riflettendo. Come è tipico nei film di Nollywood la recitazione è in inglese, ma l’accento nigeriano degli attori è molto marcato. L’illuminazione è naturale, probabilmente non sono state utilizzate le luci supplementari sulla scena, come ad esempio nella sequenza ambientata all’interno di una macchina ferma, in cui è visibile il volto del protagonista solo grazie all’illuminazione di un lampione stradale. La forza di questo film sta nella recitazione convincente degli attori: i dialoghi sono naturali e le scene drammatiche, anche se sopra le righe, rendono coinvolgente la vicenda. Come molti film nollywoodiani non mancano degli elementi soprannaturali come quando alla fine del film, la madre percepisce il dolore fisico di Stanley causato dalla fucilazione. Un elemento interessante del film è come viene affrontato il tema della giustizia che prevale sull’amore per i figli. Non è usuale vedere un finale come quello di Silent Night in cui un padre, pur di difendere la propria immagine di giudice condanna a morte il figlio minore, per giunta innocente. 43 5. I TEMI Se è vera la massima di Tolstoj: “le persone felici non hanno nessuna storia”, i nigeriani devono essere davvero sfortunati, infatti i film che hanno prodotto hanno le storie più drammatiche dell’industria home-video92. Non mancano le farse, le commedie e il musical Hausa, ma per ognuna di esse ci sono migliaia di melodrammi, sanguinose epopee e spaventosi film sulla stregoneria93. Nonostante contenuti drammatici come la violenza e il suicidio, i film di Nollywood possiedono una sorprendente vitalità. Vi è molta disperazione ma non manca mai uno spiraglio di speranza. 5.1. L’home-video come antidoto per la miseria morale Lo scrittore Onookome Okome sostiene che l’home-video è l’antidoto per la miseria morale che caratterizza le città africane94. Questi film drammatici rappresentano il modo più significativo della città di discutere su se stessa. Questi drammi rappresentano la città proprio come appare realmente; raramente minimizzano i problemi e se lo fanno è solo per rendere la visione più piacevole, per cercare di alimentare il piacere, offrendo sempre un modo nuovo e fresco per rappresentarla. Le produzioni home-video sono influenzate direttamente dal declino degli standard culturali ed economici della vita delle città nigeriane. Attraverso queste rappresentazioni i cineasti creano un dibattito culturale e diffondono tra gli abitanti delle città, la 92 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 130. 93 Ibidem 94 Ibidem 44 convinzione che in ogni caso, la loro è una vita che vale la pena di essere vissuta95. 5.2. Film africocentrici Il maggior pregio di Nollywood è quello di soddisfare il pubblico proponendo film che riflettono realisticamente le vite degli africani, infatti sono definiti “Africocentrici” 96 .Vengono rappresentate le fantasie, i sogni, le paure, i dubbi, l’odio e l’entusiasmo di uno Paese che essendo popolato da 150 milioni di persone97, permette anche al resto del continente di riflettersi in questi lungometraggi. Non saranno film in grado di partecipare al Festival di Cannes, ma sicuramente vale la pena guardarli98. Sono film popolari perché coloro che li dirigono e producono hanno come obiettivo principale quello di rappresentare le preoccupazioni e le paure che caratterizzano la vita di tutti i giorni. Si girano commedie di costume per sdrammatizzare la vita quotidiana, oppure si rappresenta la violenza urbana per mitigare la paura. Sono molto apprezzate le leggende raccontate attraverso i miti Yoruba e gli elementi soprannaturali come la stregoneria, che servono per distogliere parzialmente l’attenzione dalla miseria in cui sono costretti a vivere i nigeriani99. 95 Ibidem 96 Idem, p. 115. 97 http://it.wikipedia.org/wiki/Nigeria, 19-10-11, alle 12.00. 98 Idem, p. 9. 99 Idem, p. 126. 45 5.3. La commedia e i film “Hallelujah” Anche se la commedia non è un genere particolarmente diffuso a Nollywood, la tradizione teatrale Yoruba ha influenzato sicuramente la produzione cinematografica nigeriana: ha trasmesso alle persone il senso teatrale100. Il giornalista americano Karl Meier sostiene che i Nigeriani sono gli italiani dell’Africa101 . Ma i video nigeriani non hanno il tocco leggero della commedia dell’arte: al posto del senso dell’umorismo di Arlecchino e Colombina, vi sono un eccesso di omicidi, rituali magici, avvelenamenti e rapine, e come detto in precedenza, suicidi. Il motivo per cui il pubblico è attratto da queste storie così macabre è perché hanno una funzione catartica. La società nigeriana crede molto nel potere del mondo spirituale. I nigeriani da sempre, danno una grossa importanza alla spiritualità, e il crescente malessere unito al ruolo in ascesa della Chiesa ha dato origine ai film definiti “Hallelujah” 102 . La popolarità di questa categoria di film è accresciuta a causa delle ulteriori riduzioni delle risorse economiche di molti nigeriani che ora cercano conforto nella promessa della beatitudine celeste e della felicità eterna. Molte volte sono le chiese stesse a finanziare questi film per cercare di attirare grandi masse di persone. 100 Idem, p. 19. 101 Ibidem 102 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 22. 46 5.4. I film drammatici e gli effetti speciali Quando si parla di film nigeriani, viene ripetuta numerose volte la parola dramma. E’ chiaro che non è importante la natura immaginaria della storia ma piuttosto l’intensità drammatica e la tensione che si generano. Il dramma e gli elementi spettacolari sono fondamentali e caratteristici dei film di Nollywood, che sono la vera chiave del successo popolare di questa cinematografia103 . Anche se il dramma può essere facilmente riprodotto, non lo stesso si può dire degli eventi spettacolari che richiedono un grosso investimento da parte dei produttori e dei distributori. Nei film nigeriani si trovano spesso fulmini che abbattono i personaggi malvagi, fasci magici luminosi, fantasmi e demoni sovrapposti sulle immagini104. Anche se il budget di un film non è tanto alto da poter garantire effetti speciali di alta qualità, i produttori negli ultimi anni stanno sfruttando la propria creatività per rendere i loro film sempre più spettacolari. Ad esempio, nel film Raging Storm (1997) diretto da Tade Ogidan, bisognava realizzare una sequenza in cui il protagonista veniva schiacciato da un camion. Per ottenere questo effetto speciale, l’azione è stata tagliata in modo astuto ed è stato usato un manichino al posto dell’attore, in modo tale da poter far sfrecciare il camion ad alta velocità senza conseguenze pericolose per il protagonista105 . I film drammatici più popolari fanno parte del genere definito “voodoo horror” o “Juju” 106 . Questi lungometraggi sono caratterizzati da omicidi rituali, thriller soprannaturali che coinvolgono spiriti, fantasmi e demoni. Gli Juju film sono nati contemporaneamente alla nascita di Nollywood e continuano a riscuotere successo. Ci sono molte ragioni che li hanno resi così apprezzati e popolari ma una sicuramente prevale sulle altre: la 103 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 25 104 Ibidem 105 Idem, p. 26. 106 Ibidem 47 credenza nel mondo degli spiriti, strettamente connessa con la vita dei nigeriani nonostante la presenza massiccia della cristianità e dell’islamismo 107 . I film Juju mostrano quello in cui le persone credono segretamente: c’è sempre una spiegazione emotivamente soddisfacente che giustifichi le disuguaglianze sociali e per le ingiustizie subite ogni giorno dai cittadini nigeriani più sfortunati108. 5.5. Caratteristiche comuni alle soap opera I film di Nollywood devono molto alle soap opera sia in termini di estetica che di temi trattati. In un certo senso questi film sono le soap opera che dovevano andare in onda in tv ma che sono state scartate, e quindi lasciate apparentemente senza distribuzione, a causa del mancato sostegno del settore televisivo109 . La selezione naturale li ha visti trasformarsi in una specie di B-movie, adattati alle convenzioni e alle regole del piccolo schermo. Questi film sono sempre divisi in due parti, a volte anche quattro, e questa divisione su dvd è come se fosse la divisione in episodi delle soap normali. La musica consiste in accordi dissonanti e in paesaggi sonori prodotti attraverso dei sintetizzatori, che ricordano molto le musiche delle telenovelas. I film sono pieni di indulgenti e interminabili primi piani, utilizzati per far vedere le lacrime che scendono sul viso dei protagonisti, forzando lo spettatore a sentirsi coinvolto nella trama melodrammatica. Le emozioni sono sempre dirompenti nei film nollywoodiani e una buona recitazione sembra dipendere da quanto un attore può urlare e dall’intensità 107 Ibidem 108 Ibidem 109 Idem, p.19. 48 del dolore che riesce a trasmettere recitando110 . I sensazionali titoli di questi film rendono bene l’idea dello spirito eccessivo che li caratterizza: Blood Sister, Living in Bondage, Beyond Desire, Dangerous mother e God where are you?. 5.6. Il pubblico femminile Il 70% del pubblico di Nollywood è costituito dalle donne, che si appassionano a determinati elementi presenti nelle sceneggiature: i matrimoni combinati, il romanticismo ormai estinto, i conflitti coniugali e i desideri dei figli che si scontrano con quelli dei genitori111 . Queste storie descrivono situazioni che accadono quotidianamente nelle famiglie nigeriane e vederle riportate sul grande schermo, fornisce una specie di guida che aiuta a risolvere questi conflitti 112 . La famosa attrice Ummu Al Amary ricorda: «Un giorno stavo facendo shopping quando una donna mi ha fermata per dirmi che il ruolo che avevo interpretato nel film Urmani, raccontava la storia del suo primo matrimonio»113. L’amore e l’odio si intrecciano sempre in questi melodrammi familiari, come nel film Caughy in the Act: dove una donna, interpretata dalla celebre Genevieve Nnaji, è accusata ingiustamente di aver rapito il proprio figlio. In seguito viene condannata a morte grazie alla testimonianza della suocera che in questo modo vuole mantenere stretto il rapporto con il figlio. Dietro al rapimento c’è la sorella gemella della protagonista, da tempo scomparsa, che è dedita alla prostituzione e al traffico di minori114. 110 Ibidem 111 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 81. 112 Ibidem 113 Ibidem 114 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 21. 49 5.7 La violenza attraverso i film “City Girl” e gangster La società nigeriana ha sempre dovuto fare i conti con la violenza. Questo elemento permane in numerosi film di Nollywood ed è probabilmente la chiave per capire il perché questi film hanno un così importante impatto sociale e perché riscuotono un tale successo 115 . La paura creata dalla violenza è stata uno stimolo per la fantasia degli sceneggiatori, i quali soddisfano il desiderio di evasione del pubblico attraverso storie inventate116 . Il traffico di umani e la prostituzione definisco un genere di film: “City girl”, iniziato da Kenneth Nnebue con il suo secondo film intitolato Glamour Girls 117 . Quest’ultimo è stato il primo lungometraggio ad affrontare temi come il traffico di bambini e la prostituzione minorile praticata dalle ragazze del ceto medio nigeriano. Nel film quattro innocenti ragazze sono attirate inconsapevolmente nella prostituzione. Le donne finiscono però per creare un’efficiente rete di prostituzione, ma l’invidia e la gelosia le portano una contro l’altra. Nonostante i ruoli femminili siano molto presenti nei film di Nollywood, i loro personaggi sono quasi sempre stereotipati. Matrigne cattive, ricche predatrici urbane e zitelle si alternano a mogli impeccabili o prostitute118. I “gangster film” invece indagano sulla corruzione urbana della Nigeria. Si ispirano ai film di Hollywood e ai film di kung fu, e sono i film più costosi a causa delle sequenze di azione119 . Ma in essi gli inseguimenti di auto e i combattimenti devono sopperire alla mancanza di esplosioni e di stuntman professionisti. Un originale sottogenere dei film di gangster di Nollywood è il “Campus Cult”120 . Dal 1990 le università nigeriane hanno visto svilupparsi delle bande criminali (definite “cults”), il cui obbiettivo è quello di controllare 115 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 19. 116 Ibidem 117 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 21. 118 Ibidem 119 Idem, p. 22. 120 Ibidem 50 le università stesse. Per ottenere dei buoni risultati universitari queste gang ricorrono all’estorsione, alle rapine e a volte anche allo stupro. Film come Campus Queen e Campus Lords mostrano l’evoluzione di questo nuovo terrorismo121 . 5.8. Paragone con i B movie americani e i film di Bollywood I motivi per cui il pubblico africano ama molto, oltre ai film di Nollywood, anche i B movie americani e i film di Bollywood sono molteplici. Prima di tutto i film che sono visti in tutta l’Africa si distinguono non per il loro spessore o per le individualità che vi partecipano ma per i temi che di volta in volta si ripetono film dopo film. Inoltre sono caratterizzati da un sentimentalismo di altri tempi elaborato attraverso canti e danze. Gli elementi che costituiscono questi film non permettono una previsione riguardo ad un possibile successo di pubblico. E’ un punto di vista condiviso da numerosi registi africani i quali ritengono che un buon film per essere definito tale deve contenere tematiche serie122 . Quello che i film americani di serie B e i film bollywoodiani hanno in comune è la loro capacità di generare un forte impatto emotivo; elemento quest’ultimo che permette di conquistare il pubblico. I più eruditi criticano queste pellicole per milioni di motivi, ma non si può negare che esse raramente risultano essere noiose123 . I cineasti di Nollywood si impegnano a ricreare le formule dei film indiani e americani per rendere i loro film di successo, a cui non fanno mancare i temi drammatici così come i colpi di scena 124 . Come detto in precedenza, 121 Ibidem 122 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p.27. 123 Ibidem 124 Ibidem 51 Nollywood non si preoccupa dell’estetica ma dell’impatto emotivo suscitato dai suoi film. 5.9. Il regista Tunde Kelani Tunde Kelani è un regista e produttore nigeriano; nasce nel 1948 a Lagos da una famiglia di origini modeste. Si diploma in arte e cinema alla London International School e dopo aver lavorato come direttore della fotografia alla Nigeria Film Industry, decide di fondare la sua casa di produzione: la Maiframe Film & Televison Productions. Il suo obiettivo è quello di riuscire a produrre lungometraggi in grado di sottolineare ed esaltare la ricchezza culturale della Nigeria125. Durante la sua carriera ha prodotto spot commerciali per First Bank, Amstel Malta, Lotus Body Cream, Walls Ice Cream e tanti altri; documentari per i Festival come the Kano Durbar, Okosi Festival e Olojo Festival. Si è certamente ritagliato un posto importante nel panorama dell’intrattenimento Nigeriano. Per il cinema invece ha curato la regia di film definiti dei classici di Nollywood come: Efunsetan, Ei okan, Oleku, A placed called home, the White handkerchief, Twins of the rain forrest, Thunderbolt e The Campus queen126 . La grandezza di Kelani è stata quella di sviluppare un metodo di produzione adattandolo alle condizioni economiche della Nigeria e utilizzando per la distribuzione il mercato video locale. Ha persino ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro nei Festival di tutto il mondo. Inoltre, ha acquisito una notevole competenza nel campo del cinema digitale ed è stato 125 AA. VV., 11° Festival del Cinema Africano, Milano, Il Castoro, 2001, p. 159. 126 http://www.imdb.com/name/nm0445391/, 04-11-2011, alle 16.36. 52 il primo ad introdurre un cinema mobile attraverso l’utilizzo di proiettori digitali e attrezzature audio per portare il cinema alle persone127. L’importanza, per l’industria cinematografica nollywoodiana di Tunde Kelani è indubbia anche perché probabilmente, senza il suo contributo Nollywood non sarebbe riuscita ad evolversi fino a diventare la seconda industria del cinema più importante al mondo. 5.10. Analisi del film Thunderbolt di Tunde Kelani Thunderbolt è un film del 2000 diretto da Tunde Kelani, scritto da Femi Kayode e con protagonisti Uche Obi-Osotule, Lanre Balogun e Larinde Akinleye128 . Il film racconta di Ngozi, un giovane donna Igbo che si sposa con un uomo Yoruba. La ragazza trova lavoro in una scuola lontana 100 km dalla casa del marito, cosa che fa scatenare in lui una gelosia irrefrenabile. Un giorno, la donna, incontra uno strano uomo che in seguito scoprirà essere un fantasma. E’ un’apparizione che le rivelerà di essere vittima di un potente maleficio che condanna alla morte ogni uomo che al di fuori del suo matrimonio si unirà con lei carnalmente. Non solo, anche nel caso in cui lei rimarrà fedele al marito, morirà comunque dopo nove settimane. Ngozi decide così, con l’aiuto della madre, di recarsi da uno stregone che la sottopone a diversi rituali per purificarla dalla maledizione che l’ha colpita. Per eliminare completamente il maleficio però deve superare un ultimo test: deve scegliere un uomo e avere con lui un rapporto sessuale. Sapendo di correre un grosso rischio sia per la sua incolumità che per quella dell’uomo, la donna si sottopone al test che viene superato sotto lo sguardo del 127 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 7. 128 Ibidem 53 guaritore. Il finale del film vede Ngozi e il marito Yinka felici e pronti a ricominciare una nuova vita insieme. Questo finale vede il trionfo del bene sul male, e una scelta del genere sembra essere una concessione di Kelani al pubblico Yoruba che vive influenzato dalle credenze spirituali e magiche. Al contrario di molti film di Nollywood, in questo si percepisce chiaramente la presenza di un regista dietro la videocamera. Le inquadrature sono varie, non manca l’uso di dolly; tutti elementi che conferiscono al film un ritmo più incalzante. La recitazione degli attori non è mai sopra le righe, anche nelle scene più ricche di pathos. Inoltre la musica, curata da Tunde Oyelana, supporta efficacemente i lunghi dialoghi recitati dai vari attori. Ci sono scene ricche di comparse come ad esempio quella del mercato, cosa che fa capire come il set è stato gestito da un grande professionista. Thunderbolt è il primo esempio di lungometraggio che esplora i conflitti sociali degli africani, il ruolo delle credenze popolari come la magia e il folklore, le politiche sessuali nella società nigeriana, e il conflitto tra la modernità e le tradizioni dell’Africa129. 129 http://www.offscreen.com/index.php/pages/essays/thunderbolt/, 0411-2011, alle 13.35. 54 5.11. Nollywood in Italia. Analisi del film. An african wedding in Rome An african wedding in Rome è un mediometraggio della durata di 55 minuti del regista Ben Oduwole 130 . Il film ha partecipato all’edizione del Rome Indipendent Film Festival nella sezione Opera Prima. Oduwole è un artista nigeriano poliedrico infatti lavora come fotografo, attore e come scrittore di fiabe per bambini; stabilitosi a Roma da oltre 35 anni, decide di girare un film utilizzando le regole diffuse da Nollywood, con la volontà di coniugare la cultura yoruba con quella italiana. Gli attori principali sono tutti attori nigeriani mentre, i responsabili del settore tecnico come il direttore della fotografia e l’editor sono italiani131. Il film racconta la storia di una coppia di giovani nigeriani, Rosie e Oliver, che decidono di sposarsi. Così incominciano i preparativi per il grande giorno: i due ragazzi riescono ad affittare una sala per la cerimonia che vogliono sia celebrata secondo il rito yoruba, e riescono a reperire anche gli abiti per la cerimonia. Ma la situazione precipita quando durante l’addio al celibato di Oliver, i suoi amici per fargli una sorpresa gli fanno trovare una prostituta italiana in camera. Oliver si rifiuta di trascorrere la notte con la ragazza, ma proprio quando sta per farla andare via arriva a sorpresa Rosie dal suo addio al nubilato. La futura sposa, cercando una cosa in camera scopre la presenza della prostituta, ma decide di andare via senza dire una parola. Il giorno seguente, tutto è pronto per le nozze ma l’unica persona a mancare è proprio la sposa. Oliver dopo una lunga attesa decide di raggiungerla a casa delle amiche. Qui i due fortunatamente riescono a chiarirsi e raggiungono il luogo della cerimonia. Il film termina con i due giovani che passeggiano per Roma e con un flashback che ripercorre le vicende raccontate precedentemente. 130 http://www.cinemafrica.org/spip.php?article951, 11-11-2011, alle 16.37. 131 Ibidem 55 Naturalmente, ispirandosi a Nollywood, le qualità tecniche del film (il suono poco limpido, la recitazione degli attori che risulta essere molto sentimentale, le inquadrature molto statiche), concorrono a rendere il film molto amatoriale. Ma bisogna riconoscere che l’importanza dell’opera non sta nelle qualità tecniche del film stesso ma nella volontà del regista di raccontare come gli africani vivono in Italia. Questa cosa che si percepisce dalla dettagliata scena del matrimonio yoruba in cui sono descritti tutti gli elementi simbolici utilizzati nei riti di questo genere. Oduwole, una volta ultimato il film, è corso in Nigeria per proporre il suo prodotto al mercato di Nollywood, sperando di ottenere successo attraverso un’opera che comunica che i simboli e le tradizioni nigeriane restano vivi anche lontano dalla Nigeria132. 132 http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=2724, 11-11-2011, alle 16.45. 56 6. LA DISTRIBUZIONE I film di Nollywood vengono venduti negli Idumota Market, dei grandi mercati che si trovano a Lagos Island133. In Nigeria attualmente i film di Nollywood sono di gran lunga più venuti di quelli di Hollywood ed è così per molti altri paesi africani. Ogni anno vengono prodotti dai 1.000 ai 2.000 film, quindi circa ogni settimana escono sul mercato nigeriano non meno di 20 nuovi titoli 134 . Questi film vendono mediamente 50.000 copie ma un grande successo può superare anche le 100.000 copie. I distributori rivendono i film a 2 dollari per copia, un prezzo accessibile per il grande pubblico, ma che consente contemporaneamente un vantaggioso incasso sia per coloro che li hanno prodotti che per chi li ha distribuiti135. 6.1. Nascita del mercato home-video Dagli anni Novanta in Nigeria, precisamente dal 1992 con il grande successo di Living in Bondage, la produzione cinematografica si è trasferita completamente nel mercato video136 . L’enorme produzione quantitativa di film prodotti è destinata al consumo interno, a quello degli altri stati africani e alle comunità nigeriane che risiedono all’estero. Questo nuovo mercato è un’industria cinematografica a tutti gli effetti, infatti possiede case di distribuzioni e di produzione, attori e attrici di fama nazionale e di professionisti del mestiere come registi, sceneggiatori e montatori137. 133 http://it.wikipedia.org/wiki/Nollywood, 11-11-2011, alle 11.49. 134 Ibidem 135 Ibidem 136 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 102. 137 Ibidem 57 Bisogna però sottolineare che sebbene ci sia un grosso investimento a livello finanziario non si può dire la stessa cosa della qualità dei prodotti138. Nei primi anni di questa nuova industria cinematografica l’obiettivo principale è quello di raggiungere più spettatori possibili, e per ottenere ciò si sacrifica il livello estetico dei singoli film. Visto il grande successo delle soap opera si ripropongono i suoi schemi narrativi proprio all’interno dei film, in pratica c’è una struttura di base comune in cui poi si inseriscono nelle minime variazioni che cambiano a seconda del film. I temi che permettono alla distribuzione di prosperare in pochi mesi sono il racconto di storie di tradimenti e amori, donne incinte e magie. Le storie vengono ambientate in set riutilizzati di volta in volta come abitazioni medio borghesi, scuole e uffici. Il pubblico di Nollywood ama questi film per l’elemento macabro che li caratterizza e i rapporti sociali sono indagati attraverso una dimensione di crudeltà e di violenza 139 . Non mancano elementi pulp come corpi mutilati come ad esempio nel film di Chico Ejiro Obsession (1997) dove una donna viene trapassata da una freccia che le si conficca nel collo. I melò nigeriani producono una sorta di horror realistico contaminato con il soprannaturale e sono ritenuti i film più trash di tutta la cinematografia africana140 . 138 Ibidem 139 Ibidem 140 Ibidem 58 6.2. Il cinema è una grande catena di montaggio «Prima di tutto, il cinema è un’industria» così sostiene lo scrittore Andrè Malraux141 . Questa frase è pienamente condivisa da Don Pedro Obaseki, il primo presidente della Filmmakers Cooperative of Nigeria, il quale conferma che per molte persone il cinema non è un’arte ma qualcosa di simile alla catena di montaggio142 . I distributori hanno un approccio commerciale e insistono su team di produzione organizzati per ruoli. I vincoli finanziari li obbligano a ridurre al minimo gli eventuali sforamenti di budget derivanti dalle spese per girare il film e il lancio di esso sul mercato143. Con un budget ristretto tutti coloro che partecipano al film devono lavorare il più velocemente possibile. Questi vincoli non aiutano certo il fiorire di un talento creativo. Infatti nel mercato video nigeriano non c’è spazio per il talento visionario che per un capriccio o per un’idea fa mandare all’aria tutti i programmi di produzione. Tutti i giorni in cui si gira sono preziosi quando si ha a disposizione un budget ridotto. Un lungometraggio di novanta minuti può essere girato anche in tre giorni, grazie ai metodi di produzione di Nollywood. Molti dei più grandi successi di questa cinematografia derivano da film girati in non più di dieci giorni144 . Anche Tunde Kelani, che è uno dei registi più importanti di Nollywood, deve fare i conti con il tempo che gli viene messo a disposizione dal produttore e dal distributore del film. Per girare il suo Campus Queen ha avuto a disposizione venti giorni, il che è un’enormità se si pensa alla tempistica degli altri film. Kelani ha avuto a disposizione così tanti giorni perché il film è stato prodotto da un produttore indipendente, il quale è stato in grado di 141 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 53. 142 Ibidem 143 Ibidem 144 Ibidem 59 assecondare i metodi di lavoro del famoso regista attraverso le sue risorse economiche; ma il suo è un caso più unico che raro145 . I tempi sono così limitati perché il distributore deve poter riversare il film, una volta montato e ultimato, sui supporti VHS, deve tenere testa alla concorrenza che è feroce e soprattutto deve difendersi dalla pirateria che gli impone di immettere sul mercato i prodotti il prima possibile146. 6.3. Il vero autore di un film Contrariamente alla maggior parte delle cinematografie mondiali, a Nollywood il vero autore del film è il distributore o il produttore, figure professionali che a volte coincidono147. I registi ricevono una linea guida dai distributori nei quali sono evidenziati gli elementi che non possono mancare nel film, scelti in base ai gusti del pubblico e alle mode del momento. Inoltre sono i distributori a scegliere gli attori tenendo sempre presente che essi sono una parte fondamentale del successo del film tra il pubblico. Sono sempre i distributori ad impostare i ritmi di produzione148. Come a Hollywood l’ultima parola non spetta al regista ma al distributore, è lui che decide come il film deve essere montato, perché a decidere il taglio finale del film è colui che si occuperà di distribuirlo. Leggendo i crediti di un film di Nollywood è difficile riuscire a stabilire chi è il vero autore del film, se è colui che ha avuto l’idea, lo sceneggiatore che lo ha scritto o il regista che lo ha diretto. Ma una cosa è sempre chiara, il vero proprietario del film è il produttore/distributore, cioè colui che ha investito i propri soldi149 . 145 Idem, p.54. 146 Ibidem 147 Ibidem 148 Ibidem 149 Ibidem 60 6.4. Perché quello di Nollywood è un cinema artigianale Nollywood si può definire una cinematografia artigianale e amatoriale; questo dipende soprattutto dalla distribuzione150 . Il film vengono riversati su VHS oppure vengono trasmessi dalle televisioni nazionali o locali. Proprio perché sono destinati a essere visti in televisione e non sullo schermo del cinema, alcune esigenze tecniche possono essere superate utilizzando attrezzature non professionali. Infatti i difetti di un film, se visti alla televisione, sono molto meno percepibili che se visti sul grande schermo151. 6.5. I metodi di distribuzione Una volta finito di montare il film, il produttore fornisce il master al distributore; molte volte è il manager del negozio di film che si occupa della distribuzione152 . Le videocassette, vendute per 250 Naira l’una, sono tutt’ora molto usate nel Nord della Nigeria e sono più convenienti dei V-CD che costano 100 Naira in più. Questi ultimi sono diventati molto popolari nel sud del paese perché la qualità del suono e dell’immagine è superiore e perché i lettori V-CD sono meno costosi che nel resto della Nigeria153. La tecnologia DVD è la meno usata a causa del suo costo alto ed è utilizzata solo dalla minoranza benestante. Una volta che i film sono ultimati, vengono simultaneamente visti sulle televisioni, nei video-club e sui lettori domestici; per questo la critica definisce il consumo di film di Nollywood come epidemico154. 150 Idem, p.55. 151 Ibidem 152 Idem, p. 80. 153 Idem, p. 54. 154 Ibidem 61 La distribuzione cinematografica Nollywoodiana è informale e decentralizzata: dipende per lo più da una moltitudine di piccole bancarelle specializzate e dagli outlet dei video155. Nel 2005 la Nu Metro, una compagnia sudafricana, ha tentato qualcosa di nuovo aprendo un enorme Media store di alta qualità a Lagos e sperimentando la vendita di film alle stazioni di servizio. Anche la Dove Media, legata alla potente Redeemed Christian Church, una delle più importanti chiese evangeliche della Nigeria, anche se nuova nella distribuzione cinematografica, ha utilizzato un nuovo metodo vendendo i film durante i loro incontri religiosi. Questo nuovo sistema ha riscosso un grande successo156 . Don Pedro Obaseki, uno dei più importanti uomini d’affari dell’industria nollywoodiana, nel 2006 ha lanciato un sistema di distribuzione mobile. Ha aperto cinquanta chioschi che servono da deposito per settanta motociclisti che girano per i vari quartieri di Lagos vendendo i film per strada, recapitandoli persino nelle case della gente. I motociclisti sono dotati di piccoli schermi e lettori per permettere agli acquirenti di controllare la qualità del film che stanno per comprare. Nel Gennaio del 2007 Obaseki ha dichiarato che il suo obiettivo era la vendita di 25.000 copie al giorno157. Attualmente, l’altra rivoluzione della distribuzione nigeriana sta avvenendo grazie ad internet. Questo metodo di vendita difficilmente interessa il mercato locale dato che i pagamenti elettronici non hanno ancora una diffusione significativa. Ma mettere i film online permette ai Nigeriani emigrati all’estero di vedere i film di Nollywood158 . Centinaia di film vengono venduti attraverso moltissimi siti internet che attraggono un gran numero di persone curiose della nuova industria cinematografica. 155 Ibidem 156 Ibidem 157 Ibidem 158 Ibidem 62 Questo fenomeno ha provocato non pochi dibattiti nei gruppi di discussione dei siti di promozione dei film nollywoodiani, poiché i fruitori, dei paesi occidentali, rimangono attoniti nel trovare in quasi tutti i film una qualità così povera sia tecnicamente che artisticamente. Questo contrasta drammaticamente con gli outlet professionali e molto curati che si trovano online. Infatti, una delle caratteristiche dell’industria di Nollywood è la tendenza a investire più nel marketing del prodotto che nella produzione stessa. E’ impossibile fare una stima dei film venduti online ma molti distributori sembrano confidare molto in questo metodo di vendita. Un V-CD è venduto per 4 dollari su internet mentre il suo prezzo di mercato in Nigeria è raramente superiore ai 2 dollari e mezzo159. 6.6. Distributori contro attori Se i compensi dei produttori e dei distributori sono sempre rimasti oscuri, i soldi guadagnati dalle star sono sempre stati di pubblico dominio160. Nel Maggio del 2004 la rivista New Age nel supplemento Nollywood ha dedicato un’intera sezione ai compensi degli attori più famosi dell’industria cinematografica nigeriana. La classifica dei più pagati vede al primo posto Geneviève Nnaji con un guadagno di 23.000 dollari, seguita da Chinedu Ikedieze con 8.000 dollari e Nkem Owoh con 7.800 dollari161. I produttori/distributori si trovano così ad essere le vittime della cultura della celebrità che loro stessi hanno creato. Nell’Ottobre del 2004 decidono di boicottare le star più pagate e capricciose. Nella lista degli attori boicottati figura anche un regista: Tchidi Chikere, autore di alcuni tra i più grandi successi di Nollywood come Blood Sister e Under Fire162 . 159 Ibidem 160 Idem, p. 40. 161 Ibidem 162 Ibidem 63 Il produttore Eddie Ugbomah sostiene che è tutta colpa dei distributori perché questi ultimi hanno un potere assoluto sulle loro creazioni. Si potrebbe supporre che le star, godendo del favore del pubblico, non dovrebbero essere in balia del volere dei distributori, ma nel 2004 proprio i distributori hanno dimostrato il loro strapotere mantenendo il boicottaggio nei confronti degli attori più pagati. Tenuti da parte, molti di loro hanno cercato fortuna sempre come attori ma fuori Nollywood, mentre altri si sono cimentati in altri settori come ad esempio la musica. Ma non tutti sono riusciti ad ottenere un vero successo e hanno dovuto attendere la fine del periodo di “esilio” per tornare con successo a recitare nei film di Nollywood163 . 6.7. Il mercato estero e i passaggi in televisione Il successo dei film nollywoodiani in Nigeria può essere attribuito ad un particolare fascino che esercita sulla popolazione locale sia per i temi trattati e per le star utilizzate. Ma Nollywood non è destinato ad essere apprezzato solo dal pubblico nigeriano. Molti film hanno avuto e continuano ad avere un enorme successo al di là dei confini di questo stato164 . Oltre 600.000 V-CD con i film di Nollywood vengono caricati giornalmente su degli aerei diretti in tutta l’Africa, facendo della Nigeria uno dei maggiori produttori di contenuti digitali165 . I lungometraggi nollywoodiani sono dopo l’olio, il prodotto più esportato dalla Nigeria. Ad esempio questi film vengono mandati in onda in tv in Namibia e sono in vendita nelle strade di Nairobi. In Congo, i film vengono trasmessi senza 163 Ibidem 164 Idem, p. 43. 165 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 25. 64 audio ma con una voce narrante che in lingua Lingala spiega cosa sta accadendo nel film166 . Ma i film nigeriani non vengono esportati solo in Africa: è facile riuscire a vederne anche nel resto del mondo. Ovunque in Occidente, dove risiedono delle comunità africane, i film di Nollywood vengono venduti nei negozi etnici dove si trovano anche altri prodotti tipici africani167. Inoltre questi film arrivano in tutte le case attraverso canali satellitari dedicati e attraverso Youtube. E non sono solo gli africani a godere di questi film ma riscuotono grande successo anche tra i caraibici, gli afroamericani e anche tra i cinesi che hanno scoperto il fenomeno nollywoodiano168 . Nollywood probabilmente non è ancora arrivata ai livelli di Hollywood e Bollywood ma sicuramente si sta facendo strada nel panorama digitale mondiale. 6.8. La censura Il grado di libertà raggiunto dai film nigeriani e l’audacia dei produttori è il risultato delle modalità di distribuzione169. Se i film vengono fruiti in casa, dopo essere stati comprati nei negozi, non ci sono regole restrittive sulle tematiche trattate e neanche su cosa si fa vedere, né su come lo si fa vedere. Infatti per molti film l’unica autorità che può regolare questi elementi è il fruitore stesso che è libero di comprare o meno il film, di vederlo come, quando vuole e con chi vuole a casa propria. Il consumo domestico di film non genera lo stesso dibattito né solleva le stesse questioni di responsabilità sociale della televisione o della stampa. 166 Ibidem 167 Ibidem 168 Ibidem 169 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 46. 65 Ovviamente, la National Film and Video Censors Board (NFVCB) controlla attentamente i contenuti e dal 2001 è diventata più severa, tanto che la quantità di film proibiti ai minori di 18 anni è passata dal 36% al 92%170. Allo stesso tempo, le restrizioni verso i minori per vedere un film, sono comunque applicate dai network televisivi, cosa che non sempre era stata fatta in passato171 . In tutto il mondo c’è una grande differenza tra cosa viene prodotto per la televisione e cosa per il cinema: i prodotti per la televisione tendono ad essere più schematici, mirati ad un target particolare e per orari precisi. I nigeriani sostengono che la televisione è noiosa ed è proprio questa la ragione del successo dell’home-video172. Il pubblico può comprare qualsiasi film, contenente qualunque argomento e non ci sono restrizioni, neanche per i produttori/distributori e gli sceneggiatori che possono permettersi di inserire nei loro film omicidi, suicidi, torture, stupri, incesti e infanticidi173. L’home-video garantisce la libertà sia per chi fruisce delle videocassette che per chi le produce. 170 Idem, p. 48. 171 Ibidem 172 Ibidem 173 Ibidem 66 6.9. La promozione e la vendita dei film Surulere è una zona commerciale della città di Lagos, la sua particolarità consiste nell’avere tutti gli edifici ricoperti da poster promozionali dei film di Nollywood174 . Ad esempio nel 2004 era possibile vedere un edificio che si distingueva dagli altri per l’enorme cartellone pubblicitario che ricopriva tutti e quattro i suoi lati e pubblicizzava il film Dangerous Twins di Tade Ogidan175 . Due personaggi ritratti ad una grandezza molto superiore a quella reale erano raffigurati con il London Bridge di sfondo. Questi due personaggi erano impersonati dallo stesso attore, la star nollywodiana Ramsay Nouah. Pochi metri più avanti, sui pilastri di un ponte, si potevano notare tanti altri piccoli poster che promuovevano altri nuovi film di Nollywood176 . I poster dell’industria cinematografica nigeriana presentano delle caratteristiche particolari: hanno disegni molto aggressivi, anche se le loro dimensioni sono ridotte, e ritraggono per lo più volti. Sono facce che a volte fanno delle smorfie con le bocche contorte per il dolore, altre invece hanno un’espressione seducente e affascinante che sorride con dei denti bianchissimi177 . Inoltre è raro vedere scritto il nome degli attori principali, dato che sono volti talmente noti al pubblico da essere riconosciuti immediatamente. Come nei poster dei film americani il nome del regista non ha una posizione rilevante, così come per i produttori. Mentre nei titoli non manca mai il nome del distributore o della casa di distribuzione178. Questi poster sono creati in modo aggressivo, perché il loro obiettivo è quello di attirare l’attenzione delle migliaia di persone che quotidianamente attraversano la città sugli autobus o sui taxi, per invogliarli a comprare i film 174 Idem, p. 12. 175 Ibidem 176 Ibidem 177 Ibidem 178 Ibidem 67 venduti dai venditori ambulanti, che con le loro bancarelle invadono le strade della città. Comunque le vendite maggiori avvengono nei video club179 . I negozi in cui si possono comprare i film di Nollywood sono molto piccoli e affollatissimi; i venditori devono districarsi tra le richieste dei clienti e la promozione dei film in vendita disturbati dal brusio generale di sottofondo e dalla musica delle soundtrack dei trailer dei film. I trailer vengono trasmessi a ciclo continuo sugli schermi delle televisioni presenti nei negozi, le cui pareti e il pavimento sono completamente ricoperti dai poster di film dei generi più disparati: film di gangster, juju, commedie e drammi180. Grazie all’homevideo, ogni notte un vasto e insaziabile pubblico evade dai confini della città senza però muoversi da casa. Il tratto distintivo del cinema nigeriano è il rumore, l’intensità emozionale, il dramma che caratterizza i folli sogni del pubblico di Nollywood. 179 Idem, p. 14. 180 Ibidem 68 69 6.10. Box Office In Nigeria non esiste un Box office ufficiale e i distributori raramente pubblicano dati credibili riguardo alle vendite181 . Nei primi anni dalla nascita dell’industria cinematografica nollywoodiana, Amaka Igwe con Rattlesnake II ha raggiunto le 50.000 copie vendute durante il primo mese. Dieci anni dopo, Tunde Kelani ha riportato che il suo film intitolato Agogo Eewo ha venduto dalle 100.000 copie alle 120.000, così come il film Hausa Wassila diretto da Yakubu Lere che ha superato più di 100.000 copie. Difficilmente sono stati riportati dati di vendita superiori, ad eccezione del film Osuofia in London di Kingsley Ogoro 182 . Il regista ha dichiarato di aver speso per la produzione di questo film intorno ai 30 milioni di Naira, circa 235.000 dollari, cifra esagerata per gli standard di Nollywood. Infatti, per avere un ritorno economico su un così grande investimento il film avrebbe dovuto vendere dalle 150.000 alle 250.000 copie. Questo è il motivo per cui Kingsley ha deciso di rivolgere la propria attenzione, accantonando la produzione di film pensati per l’home-video, alla realizzazione di film destinati al circuito cinematografico che gli permettessero soprattutto di accedere a sedi più prestigiose e con prezzi dei biglietti superiori sicuramente a quelli delle videocassette183. 181 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 34 182 Ibidem 183 Ibidem 70 6.11. La pirateria Per i filmmaker che lavorano nell’industria nollywoodiana, uno dei problemi più gravi da affrontare è la pirateria184 . I produttori, la National Film and Video Censors Board e i distributori sono concordi nel ritenere che gli agenti incaricati di combattere la pirateria non sono sufficientemente preparati per arginarla. Lo stesso dicasi per i produttori, che sono rimasti inesorabilmente indietro rispetto ai metodi molto più avanzati utilizzati dal mercato pirata. La pirateria sfrutta al massimo le nuove tecnologie nella comunicazione, nella contraffazione così come nella duplicazione di copie. Quindi la domanda sorge spontanea, come si può combattere la pirateria? Socrate Safo, famoso filmmaker risponde così: «Nessuno può combattere la pirateria. L’unica cosa che possiamo fare è indebolirla.185» Quando la Motion Picture Practitioners Association (MOPPAN) ha deciso di combattere contemporaneamente la vendita di copie pirata e lo sfruttamento illegale dei video-club, si è resa conto che se avesse eliminato la pirateria almeno 20.000 persone a Kano avrebbero perso il posto di lavoro186 . La pirateria è un fenomeno internazionale, e a causa della mancanza di cooperazione tra i network dei filmmaker nigeriani e i loro partner all’estero, le perdite annuali sono considerevoli. Ogni anno, per esempio, vengono importati in Kenia tra i 500 e 1.000 nuovi film nigeriani, che rappresentano circa il 60% del totale delle videocassette e dei V-CD venduti nel paese, con un giro d’affari che va dai 3 milioni ai 6 milioni di dollari187 . Sfortunatamente non esiste un accordo tra i distributori nigeriani e le controparti keniane. La maggior parte dei film firmati Nollywood sono copie pirata che vengono contraffatte direttamente in Kenya. Le autorità doganali non dispongono di persone qualificate e le agenzie che combattono la pirateria si trovano a 184 Idem, p. 66. 185 Ibidem 186 Ibidem 187 Ibidem 71 perdere le loro cause in tribunale perché non sempre ottengono la condanna dei creatori del materiale pirata. Così i veri responsabili della pirateria sono coloro che vendono le copie contraffatte: essi non rispettano i contratti e stampano autonomamente le copertine delle videocassette dei film che distribuiscono, non utilizzando così quelle fornite dai produttori, che servono per il calcolo delle tasse dovute. Quindi la risposta alla pirateria da parte di Nollywood dovrebbe essere: immettere i nuovi film contemporaneamente su tutti i circuiti in modo tale da anticipare la diffusione di copie pirata188. 6.12. Il futuro di Nollywood Nollywood ha davvero molto da offrire ma attualmente è un’industria in pericolo: le entrate sono in calo, i costi aumentano e vengono prodotti meno film. L’arrivo del canale africano chiamato Africa Magic ha causato molto scontento all’interno dell’industria cinematografica nigeriana, perché non pagando la messa in onda e i diritti d’autore permettono alla gente di fruire gratuitamente dei film189. Una concreta speranza è che Nollywood riesca a seguire la stessa evoluzione che ha caratterizzato l’industria dei video musicali. I video musicali nigeriani erano amatoriali e di scarsa qualità tanto da ostacolare le vendite musicali degli artisti, e da non essere mandati in onda sui canali musicali come Mtv e Channel O190 . Quando si è deciso di alzare il livello qualitativo di questi video, essi hanno ottenuto il libero accesso ai canali di musica permettendo alle star nigeriane di riscuotere successo in tutto il mondo. La prima cosa che deve essere migliorata è il canale di distribuzione; bisogna cercare di contrastare la pirateria, solo così si potrà migliorare anche la 188 Idem, p. 129. 189 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 25. 190 Ibidem 72 qualità dei film di Nollywood. L’atmosfera che anima l’industria cinematografica della Nigeria è ottima, si vuole superare la scarsa qualità, e questa volontà e determinazione porterà ad una nuova fase qualitativamente più elevata e interessante di Nollywood191. Questa è un’industria che merita di prosperare, in quanto nonostante tutti i suoi difetti ha permesso di esportare la cultura nigeriana in tutta l’Africa e in tutto il mondo, attraverso un’industria autosufficiente in grado di liberarsi dalle influenze del cinema mondiale, cercando un proprio modello espressivo per imporre la propria visione dell’Africa. Ed è questa la cosa eccezionale: per la prima volta l’Africa viene raccontata dagli africani. La Nigeria crea e diffonde le proprie storie spingendo così anche gli altri stati dell’Africa a fare lo stesso. Nollywood permette agli africani di sognare e di trovare l’appagamento nel loro continente. Gli africani quindi non hanno più bisogno di adorare Jackie Chan, Bruce Willis o Amitabh Bachchan perché se vogliono, ora hanno i loro idoli del grande schermo come Peter Edochie, Francis Duru o Genevieve Nnaji192 . 191 Ibidem 192 Ibidem 73 7. GLI SCATTI DI PIETER HUGO RACCONTANO NOLLYWOOD Pieter Hugo è un fotografo sudafricano ritenuto uno dei più rappresentativi della sua generazione. Ha vinto premi internazionali prestigiosi per la fotografia come il “World Press Photo Award” nel 2006, lo “Standard Bank Young Artist Award for Visual Art nel 2007 e il “Discovery Award” nel 2008193 . Attraverso l’industria cinematografica nigeriana, vuole raccontare le contraddizioni e le difficoltà che caratterizzano le emergenti società dell’Africa. Hugo con i suoi scatti ripropone la realtà di Nollywood: quella di un’industria cinematografica con budget ridottissimi, scenografie improbabili e attori presi dalla strada che insieme contribuiscono a mettere in scena la grande tradizione narrativa africana. Il fotografo ripropone questa realtà attraverso le fotografie allucinatorie ed inquietanti che ha avuto la possibilità di scattare nel 2008 e nel 2009 sui set dei film di Nollywood194. L’artista è rimasto intrigato da questo mondo immaginario in cui si intrecciano elementi irreali ed elementi quotidiani. Per creare le fotografie ha chiesto ad un team di attori e professionisti del settore, di ricreare i miti e i simboli di Nollywood come se fossero su un set vero e proprio195 . Protagonisti degli scatti sono diavoli, vampiri, zombie, scheletri, soldati, mummie ma anche animali morti e donne uccise. 193 http://www.extraspazio.it/cms/artists_exhibitions.php?id_artist=86&titol oid=168, 10-11-2001, alle 16.39. 194 http://www.pieterhugo.com/nollywood/, 10-11-2001, alle 16.45. 195 Ibidem 74 75 76 77 78 CONCLUSIONI Giunta al termine dell’elaborazione della mia tesi posso dedurre che la realtà cinematografica nollywoodiana è a sé stante. Non esiste in tutto il mondo una realtà cinematografica che ricalca quella del cinema nigeriano. E’ inevitabile trovare una conseguenza diretta tra le condizioni economiche e sociali nigeriane e il cinema di Nollywood: la Nigeria è un paese povero e in quanto tale, per poter produrre i propri film deve accontentarsi di piccoli budget, circa 20.000 dollari a film196 . La necessità di investire pochi soldi però si ripercuote sulle qualità estetiche dei lungometraggi: attrezzature amatoriali, attori non professionisti, set improvvisati, non permetteranno mai di realizzare un prodotto all’altezza di quelli delle altre industrie cinematografiche del mondo. Di contro, la cosa positiva del produrre con budget bassi è la possibilità per chiunque di cimentarsi nel fare film; il cinema in Nigeria non è un fenomeno elitario, ma è prodotto da molti per molti. Dopo aver visionato film come Living in Bondage e Thunderbolt ho avuto la conferma che i temi trattati nei film di Nollywood sono molto vari ma presentano delle tematiche ricorrenti: il soprannaturale, la violenza e la prostituzione si mescolano alle problematiche sociali che affliggono i nigeriani. Questo permette ai film di essere molto apprezzati in patria proprio perché la gente li utilizza come “manuali” per risolvere i propri problemi e soprattutto permette alla gente, che non vive in Nigeria, di farsi un’idea chiara della cultura, dei costumi e delle credenze che caratterizzano questo stato africano197 . E’ stato interessante aver analizzato le varie fasi di lavoro che portano all’elaborazione di un film, perché mi ha permesso di capire come sia 196 http://www.cinemainvisibile.it/News%20invisibili/nollywood1.htm, 16.09.2011, alle 14.30 197 Pierre Barrot, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, cit., p. 126 79 possibile che una cinematografia non si serva delle sale cinematografiche per far uscire i vari lungometraggi198 . I film vengono riversati su supporti come VHS, V-CD e DVD e in pochi giorni possono entrare, a basso costo, nelle case dei nigeriani, che li possono vedere in piena libertà e totale sicurezza. Il successo dell’home-video è infatti strettamente legato all’alto tasso di criminalità che attanaglia la Nigeria: non sentendosi sicuri nelle proprie città, i nigeriani preferiscono un consumo domestico dei film, favorito oltretutto dal basso costo dei singoli film, che si aggirano sui 2 dollari per copia199 . Infine, quello che mi ha colpito è scoprire che il fenomeno nollywoodiano, pur essendo radicato in Nigeria, si sta facendo conoscere in tutto il mondo, grazie alle comunità nigeriane che vivono lontano dalla madrepatria e diffondono questi film così particolari, ma anche grazie anche ad internet, dove sono stati creati dei siti in cui è possibile visionare i film, pagando un piccolo contributo200 . In conclusione, sarebbe interessante poter esaminare e analizzare in futuro lo sviluppo della cinematografia di Nollywood, per scoprire se mai riusciranno a sopperire alle mancanze tecniche, se ci sarà un ritorno nelle sale cinematografiche e se ci potrà mai essere l’inserimento effettivo di questo cinema nella lotta tra le grandi industrie cinematografiche come Bollywood e Hollywood. 198 Giuseppe Garriazzo, Breve storia del cinema africano, cit., p. 102. 199 http://it.wikipedia.org/wiki/Nollywood, 19-09-2011, alle 11.50. 200 Pieter Hugo, Nollywood, cit., p. 25. 80 BIBLIOGRAFIA AA., VV., 11° Festival del Cinema Africano, Milano, Il Castoro, 2001. BARROT, Pierre, Nollywood – the video phenomenon in Nigeria, HEBN Publishers, Jericho, 2008. ELENA, Alberto, Cinema dell’Africa subsahariana, in Gian Piero Brunetta (a cura di), Storia del cinema mondiale, Einaudi, 1999-2001, vol. IV America, Africa, Asia, Oceania. Le cinematografie nazionali. 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