PCC - Cronaca del Partito Comunista Cinese - anno

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PCC - Cronaca del Partito Comunista Cinese - anno
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La Cina raccontata dai cinesi ai cinesi
PCC - Cronaca del Partito Comunista Cinese - anno 1937
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Polonews Rif.: 20080512
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Da sempre in Cina esiste la consuetudine di mascherare, talvolta riscrivere fino al deformare i passati
documenti ufficiali. È come se nel tracciare la storia della rivoluzione francese o di quella americana di
volta in volta scomparissero Danton o Robespierre, Jefferson o Madison. Il costume è troppo antico e
noto per potere essere esaurientemente spiegato in una breve introduzione. In qualche modo testimonia
l’importanza quasi rituale dei documenti scritti nella cultura di governo cinese. Il passato è troppo importante e rispettato per poterlo ignorare, ma è anche troppo vincolante per poterne accettare la critica. E così, prassi secolare della
cultura cinese, il passato viene sistematicamente riscritto. Già questa stessa opera di riscrittura continua contiene in sé
elementi di estremo interesse. Tuttavia negli anni di Internet, ovvero negli anni in cui il dileguarsi della carta stampata
rende sempre più facile un’alterazione del passato, il monitorare cosa i cinesi affermano di volta in volta in relazione al
loro passato è doppiamente importante.
Il 1937 è l’anno della pubblicazione in Occidente del reportage di Edgar Snow Stella Rossa sulla Cina (Red Star over
China) e del cosiddetto incidente di Xi’an che portò alla formazione del fronte unito contro il Giappone di tutte le componenti rivoluzionarie cinesi (Partito Comunista Cinese e Guomindang).
Il 13 gennaio, gli organi guida del Comitato di partito per motivi di sicurezza si fermarono a Yan’an.
Il 10 febbraio, il comitato centrale di partito inviò un telegramma alla terza sessione plenaria del quinto comitato del Guomindang, e avanzò cinque richieste: la sospensione della guerra civile, l’unione contro i nemici
esterni; garanzie sulla libertà di parola, di assemblea e di associazione e la liberazione dei prigionieri politici; la
convocazione di assemblee rappresentative di tutti i partiti, dell’esercito e di tutti gli strati sociali, l’individuazione dei talenti di tutto il paese, l’unione per salvare il paese; la rapida conclusione del lavoro di preparazione della
lotta contro il Giappone; il miglioramento delle condizioni di vita del popolo.
Il telegramma diceva che, se il Guomindang avesse considerato le cinque richieste sopra menzionate come
parte del programma, il partito comunista avrebbe garantito i seguenti quattro punti: sospensione della politica volta a rovesciare con le forze armate il governo del Guomindang; cambiamento della denominazione del
governo: da Governo dei contadini e degli operai a Governo delle zone speciali della Repubblica cinese, cambiamento della denominazione dell’esercito: da Armata Rossa a Esercito Rivoluzionario Nazionale; istituzione
nelle zone speciali di un sistema democratico; interruzione della politica di confisca della terra ai proprietari
terrieri, l’esecuzione del programma comune del Fronte Unito contro il Giappone.
Il 15, nella terza sessione plenaria del quinto comitato del Guomindang, Song Qingling, He Xiangning, Feng
Yuxiang, in risposta alla proposta del partito comunista riguardo alla collaborazione tra Guomindang e partito
comunista contro il Giappone, avanzarono una proposta urgente che riprendeva le tre politiche formulate da
Sun Yatsen: collaborazione con l’Unione Sovietica, collaborazione con il partito comunista e supporto ai contadini e agli operai.
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Da febbraio ai dieci giorni centrali di giugno, ci furono numerosi incontri tra rappresentati del Partito comunista quali Zhou Enlai, Ye Jianying, Lin Boqu e rappresentanti del Guomindang quali Gu Zhutong, Zhang
Chong, He Zhonghan e Chiang Kaishek a Xian, Hangzhou, Lushan... Durante le negoziazioni, Zhou Enlai ribadì più volte le 5 richieste e le 4 garanzie fatte dal comitato centrale di partito alla terza sessione plenaria del
Guomindang e ricordò il programma comune di collaborazione tra i due partiti contro il Giappone elaborato
dal Guomindang.
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Chiang Kaishek e gli altri, sebbene tentassero in tutti i modi di creare problemi, cercando di limitare lo sviluppo del partito comunista, dell’Armata Rossa e delle basi rivoluzionarie, con l’obiettivo di distruggere il partito
comunista, non potevano non riconoscere in linea di principio la collaborazione tra i due partiti nella lotta al
Giappone, e non potevano non acconsentire alla trasformazione dell’Armata rossa in un esercito di 30 divisioni
e 45.000 uomini
Dal 23 al 31 marzo, l’ufficio politico del comitato centrale di partito tenne una grande assemblea a Yan’an, in
cui si discusse della situazione politica interna del momento e dei compiti del partito, inoltre si riprese la critica
agli errori di Zhang Guotao. Il 31, l’ufficio politico del comitato centrale emise la “risoluzione riguardo l’errore di
Zhang Guotao”. Il comitato centrale diede a Zhang Guotao la possibilità di correggere completamente i propri
errore, e gli assegnò l’incarico di vice presidente del governo delle zone di confine tra Shaanxi, Gansu e Ningxia. Zhang Guotao apparentemente ammise l’errore, ma in realtà si preparava a tradire nuovamente il partito.
Nell’aprile dell’anno successivo, Zhang Guotao fuggì dalla zona di confine e a Wuhan entrò a fare parte del
gruppo di agenti segreti del Guomindang. Il 18 aprile il comitato centrale emise la “Decisione sull’espulsione di
Zhang Guotao dal partito comunista”.
Il 15 aprile il comitato di partito emise una “Comunicazione per tutto il partito”, in cui si chiedeva a tutto il
partito che, “per consolidare la pace interna, si lottasse per i diritti democratici e si realizzasse la lotta di resistenza contro il Giappone”, sottolineando che “nella nuova fase attuale, il nucleo centrale del lavoro del partito deve
essere lo sviluppo del movimento democratico di resistenza al Giappone”.
Dal 2 al 14 maggio, il comitato centrale del partito comunista cinese tenne a Yan’an un’assemblea rappresentativa a cui parteciparono i rappresentanti del Soviet, dell’Armata Rossa e delle zone controllate dal Guomindang (che allora fu chiamata Assemblea rappresentativa del Soviet). Mao Zedong tenne un discorso sui
“Compiti del partito comunista nella lotta di resistenza contro il Giappone” e sul “lottare affinché numerosissime masse entrino nel fronte unito contro il Giappone” e sottolineò l’importanza della funzione di guida del
proletariato all’interno del fronte unito. La conferenza approvò le linee politiche del partito a partire dalla Conferenza di Zunyi e si preparò ad accogliere la Guerra di Resistenza contro il Giappone. In seguito all’incontro,
il comitato centrale del partito comunista cinese tenne un’altra conferenza a Yan’an con i rappresentanti delle
zone bianche.
Durante l’incontro, Liu Shaoqi tenne un discorso dal titolo “Sul lavoro delle masse e del partito nelle zone
bianche”. Si fece il resoconto dell’esperienza e delle lezioni tratte dal partito nel lavoro nelle zone bianche e si
criticarono gli errori dell’esclusivismo di sinistra, e si elaborarono le principali linee guida e la strategia di lotta
nelle zone bianche.
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A luglio e agosto Mao Zedong tenne lezioni sul marxismo all’Università politica e militare di resistenza al
Giappone di Yan’an e scrisse il “Saggio sulla teoria” e il “Saggio sulle contraddizioni”. Questi due scritti filosofici
utilizzano il materialismo dialettico del marxismo-leninismo per sintetizzare le esperienze della storia del partito e rivelano e criticano gli errori di destra e di sinistra, in particolare gli errori del dogmatismo di sinistra, e
stabiliscono la corretta linea ideologica di partito e i metodi di lavoro e di leadership, arricchendo e sviluppando
la filosofia del marxismo-leninismo.
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La notte del 7 luglio la forza giapponese attaccò la guarnigione cinese sul ponte Lu Gou nel distretto Wanping
verso Beiping, e la prima truppa della 29esima Armata di difesa cinese iniziò la resistenza. Iniziò così la guerra
nazionale di resistenza al Giappone.
L’8 luglio il comitato centrale di partito inviò il “Telegramma del partito cumunista in seguito all’attacco
dell’esercito giapponese al ponte Lugou”, in cui si diceva: “L’unica via di uscita per la Cina è che tutto il popolo si
impegni nella resistenza!”Il comitato di partito lanciò un appello affinché i patrioti, il governo e le forze militari
si unissero e costituissero la solida muraglia del fronte unito per resistere all’invasione giapponese. Lo stesso
giorno, i leader dell’Armata Rossa Cinese dei Contadini e degli Operai Mao Zedong, Zhu De, Peng Dehuai e He
Long inviarono un telegramma a Chiang Kaishek, richiedendo che tutto il paese si mobilitasse nella lotta contro il Giappone, e che, come i soldati dell’Armata Rossa, inviassero volontari. Il 13, i rappresentanti del partito
comunista Zhou Enlai, Qin Bangxian, Lin Boqu giunsero a Lushan e consegnarono subito a Chiang Kaishek la
“Dichiarazione del comitato centrale sulla collaborazione tra partito comunista e Guomindang”.
Questa dichiarazione sottolineava che: “Solo con l’unione interna di tutto il popolo potremo sconfiggere l’invasione imperialista giapponese”, e quindi presentava a tutti i compatrioti gli obiettivi della lotta: lottare per la
liberazione e l’indipendenza della Cina; attuare politiche democratiche; permettere al popolo cinese una vita
felice. Allo stesso tempo, il comitato di partito dichiarò onestamente: desidero che si conduca la lotta per realizzare i Tre principi del popolo di Sun Yat-sen; che il governo del soviet diventi il “governo delle zone speciali”; che
l’Armata Rossa diventi l’Armata Rivoluzionaria Nazionale; che nelle zone speciali venga applicato un sistema
democratico e che venga interrotta la confisca forzata della terra ai proprietari terrieri.
Il 17 luglio, i rappresentanti del partito cominista Zhou Enlai, Qin Chengbang e Lin Boqu tennero una conferenza a Lushan insieme ai rappresentanti del Guomindang Chiang Kaishek, Shao Lizi e Zhang Zhong. I rappresentanti del partito comunista proposero che si usasse la “Dichiarazione del comitato centrale sulla collaborazione tra partito comunista e Guomindang” come base politica per la collaborazione tra i due partiti. Lo
stesso giorno, Chiang Kaishek fece un discorso a Lushan sull’incidente del ponte di Lugou: “Quando c’è una
guerra, non importa se si è del nord o del sud, se si è vecchi o giovani o chi si sia, tutti hanno la responsabilità di
difendere il proprio paese, tutti devono essere determinati a sacrificare tutto.”
Tuttavia a quel tempo di fatto “sperava ancora che si risolvesse l’incidente di Lugou attraverso consultazioni
diplomatiche pacifiche”, e quindi accantonò la proposta del partito comunista.
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Il primo agosto, il comitato centrale divulgò la “Direttiva sul lavoro nelle aree di guerriglia del sud”, che conteneva un’analisi della situazione interna dall’inizio della guerra contro il Giappone, in cui erano esposti i principi
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dell’abolizione del sistema dei soviet, dell’interruzione della confisca di terre ai proprietari terrieri, della trasformazione dell’Armata Rossa e del rafforzamento del lavoro delle masse e dell’organizzazione di partito, e in cui
si chiedeva che le truppe piuttosto consistenti della guerriglia del sud e quelle dell’Armata Rossa intraprendessero negoziazioni con il governo locale della zona dove si trovavano le guarnigioni del Guomindang, che erano
piuttosto vicine. Si sottolineava che: “E’ necessario che si spieghi all’interno e all’esterno del partito, che, nella
costruzione del fronte unito, sono necessari i cambiamenti sopra elencati. Ma allo stesso tempo, per raggiungere compromessi pacifici col Guomindang, è necessario continuare a lavorare con pazienza e continuare a lottare
senza sosta”.
L’11 agosto, Zhou Enlai e Zhu De parteciparono a Nanchino all’incontro del Ministero della Guerra della
Commissione militare del governo nazionale, avanzarono suggerimenti su tematiche quali lo sviluppo di capacità militari autonome e prolungate nel tempo, l’attuazione del principio strategico della difesa attiva e la
mobilitazione delle masse nella guerriglia.
Il 13 agosto, i giapponesi invasero Shanghai e i soldati e i civili di Shanghai portarono avanti la guerra di resistenza. Il Ministro degli Esteri del governo cinese il 14 pubblicò la dichiarazione di “autodifesa”. A quel tempo,
Chiang Kaishek aveva espresso il suo consenso nei confronti della trasformazione delle forze principali dell’Armata Rossa del Nord-est nell’Ottava Armata dell’Esercito rivoluzionario nazionale e della costituzione del suo
quartier generale.
Il 20 agosto, il quartier generale della Prima Armata delle Forze alleate del nord-est contro il Giappone divulgò l’appello rivolto a operai, contadini, commercianti, studenti e persone di tutti gli strati sociali del nordest affinché “si impegnassero nella guerra tra Cina e Giappone, si ribellassero e rovesciassero l’imperialismo
giapponese, ripudiando il governo fantoccio del “Manchukuo”, e lottassero per una Cina indipendente, libera
e felice”. In seguito a ciò, anche le armate dell’Alleanza anti-giapponese nella provincia di Jilin e nella zona più
settentrionale del nord-est e le organizzazioni comuniste lanciarono appelli simili. Per attaccare il nemico in
modo ancora più efficace e per rafforzare la leadership unificata, il 29 settembre il comitato permanente di
partito della provincia di Jidong decise di dare vita alla Seconda Armata delle forze unite contro il Giappone del
nord-est, comandata da Zhou Baozhong. In seguito, nell’aprile del 1939, il comitato temporaneo di partito della
zona settentrionale del nord-est decise di riorganizzare il quartier generale delle forze alleate contro il Giappone
di quella zona e costituì la Terza Armata delle forze alleate contro il Giappone del nord-est, comandata da Zhang
Shoujian (Li Zhaolin).
Il 21 agosto la Cina e l’Unione Sovietica firmarono un trattato di non aggressione. Entrambi i paesi “ripudiarono la guerra come strumento per risolvere le dispute internazionali” e stabilirono che non si sarebbero attaccati a vocenda, né da soli né in alleanza con uno o più paesi. L’Unione sovietica sostenne con grande convinzione la guerra contro il Giappone e concesse alla Cina un grande debito per acquistare munizioni e rifornimenti
militari dall’Unione sovietica.
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Dal 22 al 25 agosto, l’ufficio politico del comitato centrale di partito tenne un incontro allargato a Luochuan
nello Shaanxi del nord. In tutto parteciparono all’incontro 23 persone tra membri dell’ufficio politico, membri
del comitato centrale e responsabili di altri settori: Mao Zedong, Zhang Wentian, Zhou Enlai, Zhu De, Ren
Bishi, Guan Xiangying, Liu Bocheng, He Long, Bo Gu, Peng Dehuai, Zhang Hao, Lin Biao, Nie Rongzhen,
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Luo Ronghuan, Zhang Wenlin, Xiao Jinguang, Lin Boqu, Xu Xiangqian, Zhou Jianping, Fu Zhong, Kai Feng,
Zhang Guotao e Zhou Kun.
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Erano in agenda le seguenti questioni: 1) i compiti politici; 2) gli affari militari; 3) la relazione tra Guomindang e partito comunista. Mao Zedong fece un discorso sul secondo e sul terzo punto e fece il bilancio finale.
La conferenza, approvò la “Decisione delle autorità centrali sui compiti del partito e sulla situazione attuale”, le
“Linee guida del 10ecimo congresso del partito comunista sulla guerra di resistenza contro il Giappone” e Mao
Zedong, per conto del Ministero della propaganda, redasse la bozza per incitare alla reazione: “Lottare con tutte
le forze per raggiungere la vittoria nella guerra di resistenza al Giappone”.
Durante la conferenza fu analizzata la nuova situazione successiva allo scoppio della guerra di resistenza
contro il Giappone in tutto il paese e il protrarsi della guerra, e oramai la discussione tra partito comunista e
Guomindang non verteva più sulla questione se combattere o non combattere contro il Giappone, ma su come
ottenere la vittoria, e a questo proposito si sottolineò che la chiave della vittoria stava nel mettere in pratica la
tattica di guerra totale proposa dal partito comunista e non quella di guerra unilaterale proposta dal Guomindang.
Per fare ciò si decise che bisognava insistere sul ruolo di guida del proletariato all’interno del fronte unito,
mobilitare le aree montagnose dietro il nemico rimaste indipendenti e spingerle alla guerriglia, far sì che la
guerriglia si assumesse i seguenti compiti strategici: cooperare con la battaglia frontale, creare la retroguardia,
istituire basi di resistenza anti-giapponese; nelle aree dominate dal Guomindang mobilitare le masse alla campagna contro il Giappone, lottare per i diritti economici e politici per tutto il popolo; considerare la riduzione
degli affitti e dei tassi come la base politica per risolvere il problema dei contadini durante la guerra di resistenza. Durante la conferenza si decise che la nuova Commissione militare del comitato centrale di partito sarebbe
stata costituita da 11 persone, e che il segretario (anche detto presidente) sarebbe stato Mao Zedong, mentre i
vice-segretari (o vice-presidenti) sarebbero stati Zhu De e Zhou Enlai.
Durante l’incontro (il 23 agosto), i membri del comitato permanente di partito decisero di istituire una sezione della Commissione militare del comitato di partito sul fronte (poi chiamata Sezione militare della Cina
del nord), che aveva come segretario Zhu De e come vice-segretario Peng Dehuai; allo stesso tempo, si decise di
dare vita al “Comitato sulle rive del fiume Yangtze”, i cui membri erano Zhou Enlai, Qin Bangxian, Ye Jianying,
Dong Biwu e Lin Boqu e il cui segretario era Zhou Enlai.
Il 25 agosto la Commissione militare del comitato centrale annunciò che l’Armata Rossa dei contadini e degli
operai sarebbe confluita nell’Ottava Armata dell’Esercito Rivoluzionario nazionale. Il comandante era Zhu De,
il vice comandante Peng Dehuai, il capo di stato maggiore Ye Jianying, il vice capo di stato maggiore Zuo Quan,
il direttore dell’Ufficio politico Ren Bishi e il vice direttore dell’Ufficio politico Deng Xiaoping.
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Sotto la sua amministrazione c’erano le seguenti tre divisioni: la 115esima divisione era formata dalla prima
armata e dal 15esimo corpo d’armata dell’Armata Rossa, il comandante di divisione era Lin Biao (dopo che Lin
Biao lasciò l’incarico perché rimase ferito, nel marzo del 1938, fu sostituito da Chen Guang), il vice comandante
di divisione era Nie Rongzhen, il direttore dell’ufficio per l’indottrinamento politico Luo Ronghuan; la 129esima
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divisione era composta dalla Quarta Armata dell’Armata Rossa, il comandante di divisione era Liu Bocheng, il
vice comandante di divisione Xu Xiangqian e il il direttore dell’ufficio per l’indottrinamento politico Zhang Hao.
L’intero esercito era composto da 45.000 persone.
Dagli ultimi dieci giorni di agosto all’inizio di settembre, le principali forze delle tre divisioni si diressero una
dopo l’altra verso il fronte di battaglia antigiapponese nello Shanxi. Con la 129esima divisione e la 185esima
brigata come colonne portanti (esclusa la 76esima divisione), diedero vita all’armata di retroguardia (prima del
dicembre 1937 era chiamato Ufficio Relazioni della retroguardia), che aveva il compito di proteggere la zona
di confine tra Shaanxi, Gansu e Ningxia. L11 settembre, il comitato militare del governo nazionale trasformò
l’Ottava Armata nella 18esima armata, e il quartier generale, il comandante e il vice comandante cambiarono
nome. Nell’ottobre, Il Comitato centrale di partito decise di ripristinare all’interno dell’Ottava Armata il commissario politico e l’ufficio degli affari politici, che esistevano originariamente, e l’Ufficio per l’indottrinamento
politico fu chiamato Dipartimento per gli affari politici.
A Nie Rongzhen fu affidato l’incarico di commissario politico della 115esima divisione (dopo il trasferimento
di Nie Rongzhen alla regione militare Jinchaji, in qualità di comandante e commissario politico, l’incarico fu
affidato a Luo Ronghuan), a Guan Xiangying fu affidato l’incarico di commissario politico della 120esima divisione, a Zhang Hao quello di commissario politico della 129esima divisione (dal gennaio del 1938 l’incarico
fu assunto da Deng Xiaoping). Dall’inizio alla fine dell’invio di truppe dell’Ottava Armata, il partito comunista
cinese fondò ufficialmente organi di contatto e comunicazione e agenzie dell’Ottava Armata a Xi’an, Taiyuan,
Shanghai, Nanchino, Wuhan, Changsha, Guilin, Lanzhou, Dihua (l’attuale Urumqi), Chongqing, Guangzhou,
Hong Kong, Nanning, Luoyang e Guiyang.
Il partito comunista, attraverso queste organizzazioni legali, rafforzò il proprio lavoro nelle aree controllate
dal Guomindang, mobilitò le masse e unì i compatrioti di tutte le classi sociali nella lotta di resistenza contro il
Giappone e nel supportare la retroguardia della guerriglia di resistenza anti-giapponese.
Il 5 settembre il delegato del comitato centrale di partito Zhou Enlai e i leader delle sezioni dell’Ottava Armata
Peng Dehuai, Lin Biao, Nie Rongzhen, Xu Xiangqian e Xiao Ke arrivarono a Taiyuan, e incontrarono il presidente del governo provinciale dello Shanxi Zhao Daiwen. Il 7 Zhou Enlai e Peng Dehuai raggiunsero il quartier
generale di Taihelingkou nel distretto di Dai e incontrarono Yan Xishan, e discussero di questioni quali l’area
di attività, le relazioni di potere, i principi della battaglia dopo l’ingresso dell’Ottava Armata nello Shanxi e la
costituzione del comitato per la mobilitazione di tutte le classi sociali nella seconda area militare.
Il 17 settembre Mao Zedong inviò un telegramma a Zhu De, Peng Dehuai, e a tutti i comandanti e vice comandanti di divisione dell’Ottava Armata, in cui diceva che “l’Armata Rossa in questo momento ha le caratteristiche di un distaccamento e non condurrà la battaglia decisiva. Tuttavia, se disposta nel modo appropriato, può
giocare un ruolo decisivo nel supportare la guerriglia nel nord della Cina, in particolare nello Shanxi”.
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Nel giorni centrali di settembre, l’ufficio politico del nord del comitato di partito tenne una conferenza a
Taiyuan, in cui si studiò come disporre le organizzazioni di partito per mobilitare le masse, per supportare e coordinare le operazioni dell’Ottava Armata, come sviluppare la guerriglia nel nord della Cina e altre questioni.
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Il 20 settembre fu costituito a Taiyuan il Comitato per la mobilitazione totale della rivoluzione nazionale
sul campo di battaglia della seconda area di guerra, al cui capo c’era il generale patriota del Guomindang Xu
Fanting. I quattro delegati del comitato di partito erano: Deng Xiaoping, Peng Xuefeng, Cheng Zihua e Nan
Hanchen. Il delegato Cheng Zihua era a capo delle forze armate, Nan Hanchen era vice-ministro della sezione
organizzativa, Wu Xinyu era vice ministro della sezione “assegnamenti e mobilitazione”. Il comitato per la mobilitazione era un’organizzazione del fronte unito alla cui guida partecipava il partito comunista, il quale svolse
un ruolo importantissimo nella mobilitazione delle nuove recrute, nell’organizzazione dei cittadini-soldati e
nella guida delle masse nella guerra di resistenza.
Il 21 settembre Zhu De, Ren Bishi, Deng Xiaoping, Zuo Quan e altri comandanti del quartier generale dell’Ottava Armata giunsero a Taiyuan. La sera stessa, l’ufficio politico del nord e i responsabili del quartier generale
discussero della situazione della guerra di resistenza nel nord della Cina e delle linee delle operazioni dell’Ottava
Armata. Lo stesso giorno, Mao Zedong inviò un telegramma a Peng Dehuai in cui sottolineava ancora una volta
la necessità che l’Armata Rossa mantenesse la sua indipendenza nelle linee strategiche della guerriglia nelle
aree montagnose. C’era scritto: “Attualmente l’Armata Rossa non gioca un ruolo decisivo nella questione della
battaglia finale, tuttavia ha una sua specialità, e in questa sicuramente gioca un ruolo decisivo, si tratta della
guerriglia autonoma e genuina nelle zone montagnose (e non della guerra mobile).
Se vogliamo attuare questi principi, allora dal punto di vista strategico dovremo avere delle truppe potenti ai
fianchi del nemico, dovremo dare primaria importanza alla creazione di basi per la mobilitazione delle masse,
dovremo distribuire le truppe, ma non considerare prioritario solo il concentrarsi sulla battaglia.”
Il 25 settembre, Mao Zedong inviò un telegramma all’ufficio politico del nord in cui era scritto: “Tutto il lavoro nel nord della Cina deve essere rivolto unicamente alla guerriglia”.
Il 22 settembre l’agenzia stampa del comitato del Guomindang annunciò che la “Dichiarazione del comitato
centrale sulla collaborazione tra partito comunista e Guomindang” sarebbe stata posticipata di circa due mesi.
Il 23 Chiang Kaishek fece una dichiarazione con cui di fatto riconosceva la posizione legale del partito comunista. La “dichiarazione” del partito comunista e quella di Chiang Kaishek rappresentarono la realizzazione della
seconda collaborazione tra Guomindang e partito comunista, indicando la realizzazione formale del fronte
unito antigiapponese attraverso la collaborazione tra i due partiti.
Il 23 settembre il quartier generale dell’Ottava Armata presso Wu Tai ordinò alla 120esima divisione di staccarsi dal fianco sinistro e di correre in soccorso a Yanmenguan; la 115esima divisione dal fianco sinistro coordinò l’operazione delle forze amiche. Il 25, le principali forze della 115esima divisione vicino al passo Ping Xing,
nel nord-est dello Shanxi, tesero un’imboscata al nemico e vinsero il primo scontro, uccidendo più di mille
persone del 21esimo reggimento della divisione Itagaki delle truppe giapponesi, distruggendo più di 100 veicoli
dell’esercito giapponese.
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Questa è stata la prima importante vittoria delle truppe cinesi nel nord della Cina, che sconfisse il mito
dell’”indistruttibilità” giapponese e ispirò fiducia nella vittoria in tutto il paese.
Il 25 settembre, il comitato di partito emise il “Piano decisivo sulla questione dell’ingresso del partito comu-
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nista nel governo del Guomindang”, in cui si diceva che il governo del Guomindang era la dittatura di un solo
partito, che non c’erano ancora le condizioni per un governo nazionale del fronte unito antigiapponese, e che
quindi il partito comunista in linea generale non poteva partecipare a questo governo, né a qualsiasi suo incontro esecutico né ai suoi comitati, “perché questa partecipazione offuscherebbe senza motivo l’onore dei comunisti, prolungando la dittatura del Guomindang e, nei confronti della costruzione di un governo democratico
unico, avrebbe più svantaggi che benefici”.
La decisione implicava che il partito comunista avrebbe potuto entrare a fare parte del governo e avrebbe
assunto incarichi amministrativi solo quando il governo del Guomindang, sulle basi dei contenuti principali
dei “Dieci principi guida nella guerra di resistenza contro il Giappone” proposti dal partito comunista, avesse
pubblicato i principi guida delle politiche del governo e nella pratica avesse dimostrato sincerità e dedizione
nella loro applicazione, permettendo l’esistenza legale del partito comunista, e libertà di mobilitazione, organinnazione e educazione.
Il 29 settembre, Mao Zedong pubblicò “I compiti urgenti della rivoluzione nazionale in seguito alla creazione
del fronte unito tra Guomindang e partito comunista” (che nella raccolta “Mao Zedong. Opere scelte” prese
il titolo di: “Compiti urgenti dopo la realizzazione della cooperazione tra il Guomindang e il partito comunista”). Si diceva: “I due partiti hanno di nuovo costituito un fronte unito, che ha un ruolo decisivo nel rovesciare
l’imperialismo giapponese e ha dato vita a un nuovo periodo della Rivoluzione cinese. Tuttavia il fronte unito
attuale non è ancora soddisfacente, non è ancora solido, dobbiammo potenziare il fronte unito, farci entrare
le masse, bisogna avere un programma comune e attuare le riforme necessarie, questo è il compito urgente
della rivoluzione cinese. Una volta raggiunto quest’obiettivo, sicuramente potremo sconfiggere l’imperialismo
giapponese.
In settembre, in base all’accordo raggiunto attraverso i negoziati verbali tra Partito Comunista e Guomindang, le istituzioni nel Nordovest del Governo Centrale dei Soviet del Partito Comunista Cinese si trasformarono nel governo delle zone di frontiera a cavallo tra Shaanxi, Gansu e Ningxia (conversione formale effettuata il 6
settembre congiuntamente da PCC e Guomindang; successivamente, il governo delle zone di frontiera emanò
la direttiva che convertiva formalmente la denominazione il 20 settembre), che amministrava i 23 distretti dello
Shaanxi, del Gansu e del Ningxia.Le aree di confine e la capitale Yan’an erano la sede del comitato centrale e della Commissione militare del comitato e il cuore della lotta della rivoluzione popolare di tutto il paese. Migliaia e
migliaia di giovani patrioti inseguivano la verità rivoluzionaria e da tutto il paese intraprendevano viaggi lunghi
e difficili, superando gli ostacoli e le persecuzioni della polizia militare del Guomindang, per giungere a Yan’an.
Dopo essere arrivati a Yan’an, e dopo aver studiato in istituti quali l’Università politica e militare anti-giapponese, la Scuola pubblica del nord dello Shaanxi e l’Università artistica Lu Xun, ritornavano a prendere posto
nella retroguardia o assumevano altre posizioni di lavoro, molte persone in seguito diventarono membri eccellenti di partito e figure chiave nella lotta di tutto il popolo contro il Giappone.
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A settembre e ottobre, ci furono una serie di incontri tra il partito comunista e il Guomindang, e le forze
della guerriglia e dell’Armata Rossa di molte zone di confine lungo le otto provincie di Hunan, Jiangxi, Fujian,
Guangsong, Zhejiang, Hubei, Henan e Anhui (esclusa le forze della guerriglia dell’Armata Rossa di Qiongya nel
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Guangdong) diventarono la Nuova Quarta Armata dell’Esercito Rivoluzionario Nazionale (nota come Nuova
Quarta Armata). Il quartier generale della Nuova Quarta Armata dalla metà di novembre iniziò a essere creato
a Wuhan e il 25 dicembre venne posta la targa “Quartier generale della Nuova Quarta Armata”, il 6 gennaio
del 1938 venne spostato a Nanchino. Ye Ting era il comandante, Deng Zihui il vice comandante, e sotto il loro
comando c’erano quattro distaccamenti, in tutta l’armata c’erano 10.300 persone. Il 14 dicembre, il comitato
centrale di partito decise di stabilire una succursale del comitato nel sud-est della Cina e una succursale della
Commissione militare del comitato della Nuova Quarta Armata, Xiang Ying era il il segretario della succursale
del sud-est e della succursale della Nuova Quarta Armata.
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Il 16 ottobre, il testo “Alcune questioni fondamentali sulla guerriglia anti-giapponese”, scritto da Liu Shaoqi,
sosteneva che, in seguito alle gravi sconfitte che aveva subito la guerra convenzionale, considerata prioritaria dal
Guomindang, e in seguito all’occupazione di vasti territori da parte dell’esercito giapponese, la guerriglia guidata dal partito comunista era diventata la principale forma di lotta contro l’imperialismo giapponese del popolo
cinese del nord della Cina. Se si voleva supportare la guerriglia nel lungo periodo, bisognava costruire basi e
trasformare il governo dittatoriale del Guomindang, facendo sì che esso diventasse un vero governo popolare
antigiapponese, e mettendo in pratica le concrete tattiche politiche decise nelle “Dieci linee guida antigiapponesi” scritte dal partito comunista.
Il 19 ottobre, il 769esimo reggimento della 129esima divisione dell’Ottava Armata attaccò nella notte l’aereoporto giapponese Yangmingbao nel distretto di Dai, danneggiando 24 aerei nemici e uccidendo più di cento
persone. Per bloccare due divisioni dell’esercito giapponese che si dirigevano verso ovest con meta Taiyuan,
coordinarono la battaglia Xinkou; la 129esima divisione si diresse nei pressi di Niangziguan, combattendo le
battaglie di Changshengkou, Qigencun e Huangyadi, uccidendo quasi mille nemici. Anche la 115esima divisione uccise quasi mille nemici in un’imboscata al villaggio Guangyang. Queste battaglie sostennero con forza la
battaglia difensiva di Xinkou.
Nel novembre tre divisioni dell’Ottava Armata attuarono progressivamente uno sviluppo strategico nella
retroguardia e si unirono con le organizzazioni di partito locali, mobilitando le masse e realizzando il compito
strategico della costruzione di basi antigiapponesi. Una sezione della 115esima divisione sotto il comando di Nie
Rongzhen, che aveva il suo centro nell’area del monte Hengshan nel nord-est dello Shanxi, aprì la base antigiapponese di Jinchaji, le forze principali della 115esima divisione si trasferirono nel sud-ovest dello Shanxi e
iniziarono a dare vita a una base antigiapponese; la 120esima divisione raggiunse le catene montuose Guancen
e diede vita alla base antigiapponese nel nord-ovest dello Shanxi; la 129esima divisione si trasferì nel sud-est
dello Shanxi, supportato dalla zona montagnosa di Taixing, e diede vita alla base antigiapponese di Jinjiyu.
Contemporaneamente, il comitato politico dello Shandong nei giorni centrali di ottobre a Jinan discusse
delle direttive del comitato per lanciare la guerra di resistenza delle masse, stabilì il programma per il lancio
dell’insurrezione armata e subitò dopo guidò l’insurrezione armata e la guerriglia nel nord-ovest dello Shandong, al confine tra Shandong e Hebei, sul monte Tianfu, sul monte Heitie, sul monte Culai, a Taixi, a Jiaodong,
a Ludongnan, a Weishanhuxi e in altri luoghi, riconquistando ampi territori nazionali e creando gradualmente
basi rivoluzionarie.
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Il 12 novembre Mao Zedong fece un discorso alla Conferenza degli attivisti di partito di Yan’an dal titolo “La
situazione e gli obiettivi della guerra antigiapponese in seguito alla sconfitta del nemico a Shanghai e Taiyuan”,
in cui si sottolineava la necessità di perseverare nel principio dell’autonomia all’interno del fronte unito e si affermava chiaramente che bisognava lottare in tutto il paese all’interno del partito contro la resa.
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A novembre le Nuove Armate dello Shanxi, che avevano come forze principali la Squadra dei giovani dello
Shanxi pronti a morire, entrarono una dopo l’altra nelle basi dello Shanxi sud-orientale, dello Shanxi sud-occidentale e dello Shanxi nord-occidentale, e, insieme all’Ottava Armata, mobilizzarono le masse, svilupparono
la guerriglia e crearono basi anti-giapponesi. La Squadra dei “pronti a morire”, dopo l’approvazione di Yan
Xishan ottenuta dai comunisti capeggiati da Bo Yibo, nell’agosto del 1937 iniziò organizzarsi sulla base dei corsi
di addestramento per quadri dell’esercito e del governo diretti dell’Alleaza per salvare il paese attraverso il sacrificio. L’organizzazione del primo reggimento a settembre venne allargata e furono create quattro unità, che
si svilupparono in quattro colonne.
Nell’ondata antigiapponese di costruzione di nuove armate dello Shanxi c’erano anche il Corpo Armato degli
Operai, la Brigata di difesa della pubblica sicurezza e le truppe temporanee della prima divisione. Dal punto
di vista organizzativo, le nuove armate dello Shanxi appartenevano al sistema di forze armate di Yan Xishan,
ma, in questo fronte unito dalle caratteristiche speciali, in pratica erano una forza armata popolare guidata dai
comunisti.
Dal 9 al 14 dicembre il comitato centrale tenne una conferenza per l’ufficio politico. Alla fine di novembre,
Wang Ming, delegato dell’Internazionale Comunista appena rientrato dall’Unione Sovietica, membro del comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista e membro del presidio, durante l’incontro tenne un discorso
su “Come continuare a portare avanti la guerra di resistenza e come ottenere la vittoria” e, su questioni quali
la necessità di consolidare e espandere il fronte unito antigiapponese basato sulla cooperazione tra Guomindang e partito comunista, espresse una serie di idee corrette, ma sul tema di come consolidare e espandere il
fronte unito antigiapponese, espose alcune posizioni che presentavano in modo piuttosto sistematico errori di
“opportunismo di destra”. Criticò il fatto che la conferenza di Luochuan sottolineò eccessivamente l’indipendenza dello spirito di iniziativa, la democrazia e la vita del popolo, cancellando le divergenze tra Guomindang e
partito comunista nel periodo della guerra di resistenza contro il Giappone, sminuì il grande ruolo giocato dalla
guerriglia guidata dai comunisti, fantasticò sul fatto che, facendo affidamento sull’esercito del Guomindang,
si sarebbe potuto ottenere una vittoria in poco tempo, sottolineò l’importanza di “supportare il fronte unito” e
“ubbedire al fronte unito” e abbandonò il ruolo di guida del proletariato. Il pensiero sbagliato di Wang Ming
influenzò per un certo periodo alcuni compagni.
Ma, a causa della resistenza di Mao Zedong e di altri, le idee sbagliate di Wang Ming non si trasformarono
in una risoluzione della conferenza. La conferenza decise che Wang Ming, Chen Yun e Kang Sheng avrebbero
assunto il ruolo di Segretari all’interno del Segretariato del comitato centrale. Decisero inoltre che la delegazione
del comitato centrale di partito composta da Zhou Enlai, Wang Ming, Bo Gu e Ye Jianying era responsabile
del dialogo con il Guomindang; l’Ufficio Yangtze del comitato centrale, composto da Zhou Enlai, Bo Gu, Xiang
Ying e Dong Biwu era a capo del lavoro del partito nel sud della Cina; la succursale del sud-est, composta da
Xiang Ying, Ceng Shan, Chen Yi, Fang Fang e Tu Zhennong, che aveva come segretario Xiang Ying e Ceng Shan
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come vice segretario, aveva l’importante responsabilità di coordinare il lavoro della Nuova Quarta Armata. La
succursale del sud-est ottene la doppia guida dell’ufficio Yangtze e del comitato centrale.
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Il 13 dicembre i giapponesi occuparono la capitale del Guomindang Nanchino. Sotto il comando di Songjinshigen, alla guida dell’Armata giapponese della Cina centrale, e di Gu Shoufu, alla guida del sesto reggimento, i
giapponesi compirono a Nanchino un massacro sanguinoso che durò più di sei settimane, e i civili cinesi uccisi
furono più di 300.000. Questo è stato un crimine mostruoso compiuto dall’imperialismo giapponese nei confronti del popolo cinese.
Il 23 dicembre una delegazione del comitato di partito e l’Ufficio Yangtze del comitato centrale tennero a
Wuhan la prima conferenza congiunta, decisero di fondersi e formarono un’organizzazione costituita da Xhou
Enlai, Xiang Ying, Bo Gu, Ye Jianying, Wang Ming, Dong Biwu e Lin Boqu che aveva temporaneamente Wang
Ming come segretario generale e Zhou Enlai come vice segretario generale. Nel periodo in cui Wang Ming
era a capo del lavoro dell’Ufficio Yangtze, il comitato centrale decise di pubblicare alcuni saggi, risoluzioni e
dichiarazioni, che comprendevano alcune posizioni errate, promuovendo le sue posizioni di opportunismo di
destra. Gli errori di Wang Ming edercitarono un’influenza negativa sul lavoro del partito che stava riniziando a
svilupparsi e si stava ricostituendo nelle zone dominate dal Guomindang e ostacolarono il lavoro di promozione della guerriglia antigiapponese nella retroguradia nella Cina centrale e il lavoro di creazione di nuove basi.
Tuttavia, non possiamo identificare il lavoro dell’Ufficio Yangtze del comitato centrale con gli errori di destra di
Yang Ming. Nell’ondata anti-giapponese in tutto il paese, il lavoro dell’Ufficio Yangtze ebbe un grande successo,
e deve essere completamente approvato.
Il 25 dicembre, il quartier generale della Nuova Quarta Armata fu costituito a Hankou. Il 6 gennaio del 1938
fu trasferito a Nanchang. Il comandante era Ye Ting, il vice comandante Chang Xiang, l’ufficiale di Stato Maggiore Zhang Yunyi, il vice ufficiale di Stato Maggiore Zhou Zikun, il direttore dell’ufficio politico Yuan Guoping,
il vice direttore dell’ufficio politico Deng Zihui. L’Armata era composta da 4 distaccamenti. Il primo aveva come
comandante Chen Yi e come vice comandante Shi Qiutao; il secondo aveva come comandante Zhang Dingcheng, e come vice comandante Su Yu; il terzo aveva come comandante Zhang Yunyi e come vice comandante
Tan Zhenlin; il quarto aveva come comandante Gao Jingting. L’Armata era composta da 13.000 uomini. La
Nuova Quarta Armata si formò sulla base delle forze della guerriglia di 14 aree di 8 province del sud della Cina
(esclusa Qiongya).
Traduzione di Anna Zanoli
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