Dio si è fatto uomo - Fratelli di san Francesco

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Dio si è fatto uomo - Fratelli di san Francesco
Dio si è fatto uomo
Pace e bene!
Cosa ne dici di quanto ti ho comunicato nel nostro incontro precedente? Aspetto una tua
risposta.
Parlando di Gesù come uomo pieno di armonia, esempio di libertà e sensibilità di cui egli vuole
farci partecipi, dobbiamo entrare più in profondità per comprendere qualcosa di veramente bello
e importante per noi.
Chi è Gesù? Qual è la sua identità profonda? Gesù è Dio che si fa uomo!
Come dice un documento del Concilio Vaticano II , Dio facendosi uomo
-
ha lavorato con mani d’uomo
ha pensato con intelligenza d’uomo
ha agito con volontà d’uomo
ha amato con cuore d’uomo
Nascendo da Maria si è fatto veramente uno di noi!
Ha lavorato con mani d’uomo.
Nel Vangelo di Marco troviamo che Gesù era chiamato carpentiere, facendo lo
stesso lavoro di Giuseppe
, suo padre. Cosa significa
questo? Che Dio ha provato la fatica, il sudore della fronte, ha imparato a lavorare,
ha vissuto dentro il quotidiano degli uomini
, dentro il nostro quotidiano. Ed è stato
talmente
normale
che nessuno si era accorto, per anni, della sua identità di ‘inviato di Dio’ -o ancor più
profondamente di Dio fatto uomo- al punto che, quando cominciò a predicare a Nazareth, cioè
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tra coloro con cui aveva vissuto per anni, tutti si stupirono e si chiedevano:
“Non è forse costui il carpentiere…da dove gli viene questa sapienza”
. Era dunque stato così normale che nessuno si era accorto di Lui.
Penso che la vera trasgressione oggi sia essere e vivere la propria normalità umana.
La normalità non è appiattimento, ma vivere la propria identità, la propria umanità. Viverla però
–e qui sta la differenza- in modo costruttivo, positivo. Gesù non si è mai chiuso a nessuno, né ai
vicini, né ai lontani di altre lingue, razze, etnie, religioni (molti pagani di allora Gesù li ha
incontrati, accolti e indirizzati alla pienezza della salvezza).
Ha pensato con intelligenza d’uomo.
Gesù ha “tradotto” attraverso la sua intelligenza umana la volontà di Dio, quella che noi
facciamo fatica a conoscere e ce l’ha comunicata attraverso la sua parola e il suo fare. Nel
Vangelo di Giovanni
leggiamo che Gesù è l’esegeta (=interprete) del
Padre eterno: Dio si è fatto uomo in Gesù per comunicare con l’uomo, per rivelarsi a lui in modo
umano cioè
“comprensibile all’uomo”, in modo
che l’uomo potesse comprendere meglio. Gesù ci traduce la volontà, il disegno del Padre. Dio
si fa comprensibile, si spiega, parla con parole umane, ne possiamo fare esperienza. ‘Qualcosa’
di Lui non è più ignoto per noi, come dirà Gesù stesso alla donna samaritana:
“ Noi adoriamo quello che
conosciamo
”
.
Dobbiamo entrare anche noi in questa conoscenza.
Ha agito con volontà d’uomo
Di fronte alle situazioni della vita tanti giovani sono presi dallo scoraggiamento: si
sentono piccoli, insignificanti, inutili, incapaci, vuoti…oppure la affrontano da ‘bulli’, presuntuosi,
altezzosi, apparentemente invincibili…e quando questo viene meno prende sopravvento
–anche per costoro- lo scoraggiamento. Queste cose ce le insegnano i fumetti, i films
soprattutto: gli eroi sono persone fuori dal comune, al di sopra di tutti, inarrivabili…in realtà,
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però, inesistenti!
Guarda invece cosa fa Dio: si spoglia della sua potenza e viene come uomo in mezzo
agli uomini. Dio, in pratica, fa il contrario di quello che fanno i super eroi!
Gli uomini cercano di salire, magari sgomitando gli altri, calpestandosi.
Dio, invece, ‘scende’
- si fa uomo, per essere uomo tra gli uomini;
- si fa limitato come noi, soffre fame, sete, sonno etc. come tutti noi;
- addirittura passa dentro la sofferenza e la morte degli uomini, vincendole dal di dentro.
Questo per dirci che, per realizzarci, non dobbiamo scappare dalla nostra umanità, ma semmai
viverla meglio
(per questo si è fatto Maestro).
Per essere importanti no dobbiamo diventare super-eroi, ma uomini e donne che sanno
accogliere i loro limiti ed esprimere i loro doni reciprocamente per crescere insieme.
Agire con la nostra volontà umana, come Dio, che facendosi uomo ha agito con volontà
d’uomo: questo è quello che conta. Quanto sono forti un giovane e una giovane nella loro
umanità: Gesù per salvare il mondo ha agito con volontà d’uomo. La volontà umana, illuminata
dal Vangelo e sostenuta dalla grazia, è sufficiente per vivere la storia, la nostra storia di oggi:
basta questo anche per noi!
Non scoraggiamoci, dunque: Gesù ci indica che la nostra volontà, la nostra piccolezza è
importante per Dio, per noi e per gli altri.
Semmai dobbiamo lasciarci guarire dal Salvatore: quello che Lui ci chiede è di lasciarci
salvare, ‘curare’ dalla sua grazia, perché possiamo vivere e offrire agli altri, in tutta serenità, la
nostra importante e ‘grande’ piccolezza umana.
Ha amato con cuore d’uomo
Dio ha provato i sentimenti, le attese, le gioie, l’affetto e, soprattutto, la capacità di decidere
dell’uomo (il cuore nella Bibbia indica quel ‘centro’ della persona, l’io, che può e sa decidere).
Vuol dire che la salvezza, la volontà di Dio, sono a portata della nostra capacità di decisione, se
ci lasciamo sostenere dalla sua grazia.
Vuol dire che possiamo arrivare a prendere delle vere decisioni nella nostra vita, capaci
di coinvolgerci pienamente.
Vuol dire che con Gesù possiamo rischiare, senza paure o vincendo le nostre paure.
Rischiare di fare che cosa? Rischiare di amare, di amare alla grande, di amare con l’A
maiuscola.
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Oggi c’è tanta debolezza, intesa nel senso negativo della incapacità di amare (oppure si
identifica l’amare col fare sesso), per cui non si ha la forza di correre il rischio di scelte forti,
generose, grandi. E i Mass-media, con i loro programmi, tendono a farci capire –appiattendoci il
cervello, volontà e cuore- che le scelte definitive e grandi sono pesi inutili, schiavitù, che non
vale la pena di fare tutta quella fatica; dall’altra parte propongono quello che è transitorio,
epidermico (naturalmente loro non usano questi termini) come ciò che è veramente bello,
liberante, spontaneo, perché ti permette sempre di cambiare, di passare di esperienza in esperienza.
Non è il cambiare che ti rende te stesso, ma la tua capacità di decidere, di rischiare tutto di te
per qualcosa di costruttivo.
Il cambiare sempre (in senso consumistico) ti lascia dentro tale e quale…anzi, ti porta sempre
più a ‘incurvarti’ su te stesso. La libertà autentica, invece –ed è per questo che è autentica-, ti
aiuta a deciderti profondamente, ti porta a cambiare dentro, cioè a crescere, ad aprirti, a
illuminarti, ad essere uomo o donna che sta in piedi.
Capisci allora il grande regalo che Dio ci fa, quando si fa uomo: un regalo per vivere
-
la nostra umanità in modo pieno
la nostra piccolezza con grandezza d’animo
il nostro limite aprendoci ad orizzonti infiniti
la nostra debolezza con la forza della decisione di un amore sempre più vero.
Credici, perché Dio crede in te!
Pace e bene!
GS (Gaudium et spes) 22
Mc (sigla del Vangelo di Marco) cap 6 versetto 3 (=6,3)
Mt (=vangelo di Matteo) 13,55: cap 13, versetto 55
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Mc 6,3
Gv 1,18
Gv 4,22b (la lettera che segue il numero del versetto indica una parte del versetto stesso).
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