speciale artigianato e sartorialità

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speciale artigianato e sartorialità
N ° 8 N o v e m b r e 2 0 1 1 | D O W N T O W N ® A N D S K O R P I O N M I L A N C O O L D I A RY
SPECIALE ARTIGIANATO E SARTORIALITÀ
Gli artigiani del lusso, da Napoli a Milano
Sergio Maione: Napoli, su la testa!
N° 8 6 2011 | DOWNTOWN® AND SKORPION MILAN COOL DIARY
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DOSSIER NAPOLI
La grande tradizione sartoriale.
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DOSSIER NAPOLI
La moda mare:
da Capri a Hollywood.
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STORIE DI FAMIGLIA
Cesare Attolini: signori si nasce.
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IL PERSONAGGIO
Sergio Maione: Napoli, su la testa!
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DOSSIER NAPOLI
L’eccellenza orafa partenopea.
28
DOSSIER NAPOLI
Shopping: le gioiellerie, gli artigiani, le chicche
da “insiders”, le pasticcerie.
è registrato presso il Tribunale di Milano
autorizzazione numero 672 del 21 dicembre 2010
ANNO I - NUMERO 8 - 2011
Edito da: BIBLIOTECA DELLA MODA
Corso Colombo, 9
20144 Milano
THE LIFESTYLE JOURNAL
Via Alessandria, 8
20144 Milano
+39 0283311202
[email protected]
www.thelifestylejournal.it
33
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DOSSIER NAPOLI
Eat&Drink: qualità e tradizione, tra ristoranti
e pizzerie.
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DOSSIER NAPOLI
“Cento per cento Napoli”.
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MODA
I canoni d’eleganza del perfetto gentiluomo:
la parola al buyer Ugo Cilento.
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NAPOLI INSIDE-OUT
Intervista doppia: i professionisti.
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EAT & DRINK
Napoli a Milano: ristoranti, pizzerie e pasticcerie.
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SHOPPING
Gli artigiani del lusso.
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WEEKEND FUORI PORTA
shopping.
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SPY STORY
“The Lifestyle Journal” a Venezia: cocktail alla
Peggy Guggenheim Collection
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INDIRIZZI LIFESTYLE
Milano
Napoli
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L’OROSCOPO DELLA GINNY
Le “stelle” della TV…
DIRETTORE RESPONSABILE
Giovanna Caprioglio
PUBBLICITÀ
Milano Fashion Media
+39 0258153201
www.milanofashionmedia.it
[email protected]
COLLABORATORI DI REDAZIONE
Alessia Giorgia Pagano, Chiara Forte, Chiara
Viola, Raffaella Litro, Roberto Bonanomi.
SVILUPPO GRAFICO E IMPAGINAZIONE
Silvia Del Vesco.
PROGETTO CREATIVO
Spazio Younique.
PUBLISHER
Marco Poli
STAMPA
Via delle Industrie, 1
31035 Crocetta del Montello (TV)
In copertina immagine tratta dall’archivio di Biblioteca della Moda: N°128 - Giugno - 1961 - Editrice Novità
Si ringraziano Angela Spinelli e Maria Antonietta Taglialatela della Soprintendenza Archivistica per la Campania
Alcune immagini pubblicate su questo numero sono tratte dal volume “La Creatività Sartoriale Campana” - Editrice Artem
MILANO
d’angiò comunicazione &
Via Santa Maria alla Porta, 5
Dal 1914, il gusto dell’eleganza.
NAPOLI
MILANO
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The Lifestyle Journal
L’ editoriale
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DOSSIER NAPOLI
La grande tradizione sartoriale
di Giovanna Caprioglio
Ago, filo, ditali e forbici. L’abilità tra le dita, l’eleganza nel sangue, il cuore e
l’estro: è la storia della grande sartoria partenopea.
Napoli il gusto e l’eleganza nel vestire sono qualità quasi innate, in quanto radicate in una tradizione fatta di artigiani meravigliosi, che si sono formati durante secoli di dominazioni straniere, abituandosi a trattare con le corti e l’aristocrazia dell’intera Europa. Tanto che ancora oggi la città è
il fulcro indiscusso dell’eleganza maschile nel mondo: un primato mantenuto grazie alla passione, alla tradizione e, soprattutto, all’artigianalità, in
grado di vestire manager, capi di stato, personaggi del jet set internazionale e chiunque voglia distinguersi, evitando il conformismo spesso legato
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“a mappina” lanciata da Vincenzo Attolini, l’abito napoletano si distingue per la spalla cascante, la manica a camicia e il taschino cucito. Risalendo agli
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Peppino Miniello e Giuseppe Talarico, che formarono a loro volta Antonio Gallo, Angelo Blasi e Vincenzo Attolini, per molti anni maestro tagliatore della
Sartoria “London House” di Gennaro Rubinacci. Oggi sono centinaia le aziende artigiane del settore che fanno parte di un tessuto economico prezioso
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locale. Il denominatore comune di queste attività resta, comunque, l’aver mantenuto e tramandato le tecniche dei padri fondatori, lavorando ancora oggi
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De Nicola: «gli uomini napoletani hanno un gusto unico, che fa quasi parte del loro patrimonio cromosomico».
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DOSSIER NAPOLI
Angelo Fusco
La storia di Angelo Fusco è davvero particolare. Lui è un chirurgo plastico affermato, che si
è specializzato nei migliori istituti di Stati Uniti
e Brasile, e coltiva per sua natura una spiccata passione per il bello. Le origini napoletane,
poi, non fanno che accrescere questa indole,
insieme all’attenzione per l’eleganza e la qualità artigianale della produzione sartoriale. Sta
di fatto che, non trovando sul mercato ciò che
cerca, Fusco chiede a una sartoria partenopea
di produrre per lui una piccola quantità di cra%
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inequivocabili: solo seta jacquard non stampata e solo sette pieghe, cucite interamente a
mano, con l’interno dello stesso tessuto. Angelo
Fusco le indossa, poi le regala agli amici, poi
ricevendo richieste sempre più numerose dai
conoscenti, arriva a vestire con le sue cravatte
ciascun membro del Senato e tutti i rappresentanti di stato presenti al G8 di Genova… Insomma, da una passione personale nasce una
vera e propria attività professionale, che Ange*###>#
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professione di chirurgo plastico. Sarà l’apertura della boutique di via Montenapoleone, nel
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/duttore artigianale di eccelsa qualità.
Cesare Attolini
La sartoria Attolini nasce a Napoli negli anni
30, quando Vincenzo Attolini inventa uno stile
che fa scuola ancora oggi, diventando presto
«il Re dei sarti», dopo essere stato soprannominato il “sarto dei Re”, per aver vestito Vittorio
Emanuele III. Ma Vincenzo realizza abiti su
misura anche per Totò, Vittorio De Sica e molte altre personalità internazionali del cinema,
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unire le tecniche di lavorazione artigianale e
quelle tipicamente seriali, aprendo nella metà
degli anni 80 il suo laboratorio a Casalnuovo,
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/pe, che lanceranno il marchio sui mercati internazionali. Oggi sono 130 i sarti che, con il solo
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capi al giorno, secondo il paradigma dell’unicità nella lavorazione e nei tessuti, e di lusso inteso come esperienza unica, creata personalmente per ciascun cliente. Per la realizzazione di un
capo sono necessarie circa 30 ore e ogni sarto
è dedicato a un unico passaggio: solo 10.000
abiti ogni anno raggiungono gli estimatori di
Attolini nel mondo, attraverso le boutique più
importanti dei 5 continenti.
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DOSSIER NAPOLI
E. Marinella
Grande appassionato di eleganza e ricercatezza
maschili, Eugenio Marinella apre nel 1914 una
boutique in piazza Vittoria, che sin dall’inaugurazione diventa un luogo frequentato da per
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proposito su “Il mattino di Napoli”: «i nostri viveurs troveranno articoli inglesi esclusivamente modellati
per la casa, come camicie, cravatte, bretelle, fazzoletti,
bastoni, tutto di ultimissima moda...». Le cravatte,
però, diventano la “specialità della casa” solo
'#
‚„…†>#glio Luigi incrementa la loro produzione e, per
aumentarne la consistenza, attua una lavorazione a “sette pieghe”, con il tessuto ripiegato
su se stesso sette volte. Oggi, con la terza generazione rappresentata da Maurizio, le cravatte
Marinella sono conosciute e apprezzate in tutto
il mondo per l’originalità dei disegni e la qualità delle stoffe, scelte personalmente dallo stesso
Maurizio in Inghilterra. Marinella è da sempre
un “salotto” e un punto di incontro per perso#%
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il successo anche all’estero ha portato alla recente apertura di tre punti vendita di propietà:
Tokyo, Lugano e Londra.
Eddy Monetti
In apertura: Laboratorio dell’azienda Kiton Arzano,
Archivio Paone In queste pagine: L’antico negozio
di tessuti Isaia a Napoli, archivio azienda Isaia, Abito
Cesare Attolini.
In piena Belle Epoque, quando Napoli è anche la capitale dell’eleganza, Eduardo Monetti
apre nella prestigiosa via Toledo un negozio di
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zie alla visita alla Casa del tenore Enrico Caruso. Eduardo, però, scompare a soli 50 anni e il
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% l’azienda in un periodo duro come la Seconda
Guerra Mondiale. L’attività si trasferisce in vari
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tutte nuove sempre in via Toledo, in cui, oltre
ai cappelli, fanno bella mostra di sé anche giacche, cravatte e altri accessori per l’uomo elegante. La svolta arriva negli anni Sessanta con
Eddy Monetti, che dà inizio a un processo di
modernizzazione, aprendo negozi in vari punti
della città e, successivamente, anche a Roma e
Milano. Lo stile Monetti si distingue oggi per
l’uso dei colori e l’attenzione per la qualità,
estesa anche agli accessori e alla linea donna.
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Daniele Maria - continuano l’attività con passione, ognuno impiegato in un ramo diverso
dell’azienda, mentre il marchio si espande in
Oriente e il “guest book” della casa si riempie
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DOSSIER NAPOLI
Isaia
Nato negli anni Venti da un’intuizione di Enri^
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di sartoria al già famoso negozio di tessuti pregiati, il marchio Isaia è tra i più affermati nel
mondo come rappresentante del concetto di
alta sartoria “made in Napoli”. Nel 1957 sposta la sua produzione a Casalnuovo, tempio dei
sarti partenopei, e negli anni 60 è distribuito
nei più famosi negozi in Italia. È dagli 80 che
si apre ai mercati internazionali, con la creazione di un nuovo logo con le iniziali dei nomi
dei tre fratelli (Enrico, Rosario, Corrado) e una
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Newton. Mantenendo sempre al primo posto
il valore della tradizione sartoriale, oggi Isaia
propone anche un total look, dagli abiti alle ca
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~„/@‹/re” nel cuore del Quadrilatero milanese, Isaia
ha strategicamente moltiplicato i suoi monomarca nel mondo: dopo Russia e Cina, sono
in arrivo i negozi di New York e Tokyo. Isaia
mantiene tutta la sua produzione a Casalnuovo
e può contare su oltre 200 dipendenti, la cui ge
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#ca, Enrico, Massimiliano e Alessandra.
Kiton
Il marchio Kiton ha una storia relativamente
recente, che affonda le sue radici in un’esperienza consolidata nei tessuti e nell’eleganza
maschile, con un prestigioso negozio in piazza
Mercato. A ereditare l’attività è Ciro Paone,
che fonda la CI.PA - Alta Sartoria Maschile nel
1956 e il marchio Kiton nel ’900, il cui nome
fa riferimento al “chitone”, la tunica indossata dagli uomini nell’Antica Grecia. Persino
in anni poco felici come i primi 70, il brand
si afferma velocemente sul mercato italiano e,
successivamente, su quelli europeo e nordamericano. Oggi è senza dubbio tra i più conosciuti
e apprezzati nel mondo, anche se la produzione
è interamente mantenuta ad Arzano, dove nel
2001 è stata fondata anche una scuola di alta
formazione sartoriale. I punti vendita di Kiton
sono templi dell’eleganza maschile dove possono trovare l’abito adatto manager e uomini politici, scegliendo tra la più giovane linea CI.PA
1956 e l’esclusivo modello K50 (50 ore per produrlo e un’edizione limitata in 50 esemplari).
Nonostante le dimensioni e il fatturato, Kiton
conserva ancora oggi un’impronta familiare:
tra i cinque soci della Ciro Paone SPA, infatti,
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DOSSIER NAPOLI
London House di Mariano Rubinacci
I successi della sartoria risalgono agli anni
Trenta, ma la famiglia già nell’800 ha un commercio di sete pregiate con l’Oriente e una
bottega nei pressi del Maschio Angioino. Il
nipote Gennaro, noto in città come “arbiter
elegantiarum”, decide a sua volta di aprire
una boutique nei primi del 1900, chiamandola
“London House”, vista la sua passione per lo
stile inglese. Nell’atelier viene assunto il giovane Vincenzo Attolini, che dà un’impronta nuova allo stile sartoriale napoletano e richiama
personaggi famosi, quali De Filippo e Vittorio
De Sica (questi ne “L’Oro di Napoli” indossa
una giacca rimasta tra le più celebri del cinema
italiano). Ancora oggi gli atelier di Rubinacci
sono frequentati da molte personalità dell’aristocrazia e dell’imprenditoria internazionale,
che ne apprezzano il grande stile, l’unicità (solo
1.200 pezzi all’anno) e l’originalità, come pure
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e i piccoli vezzi per “dandy” contemporanei.
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suoi clienti: dalla boutique londinese di Mount
Street a New York, dove sono spesso organizzati dei Trunk Show, passando per Tokio.
In questa pagina, da sinistra a destra: laboratorio Rubinacci; Renato Ciardi con Paolo Carlini; Renato Ciardi con Carlo Dapporto. Nella pagina accanto: 1985,
campagna pubblicitaria Kiton; laboratorio dell’azienda Kiton Arzano (Archivio Paone).
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DOSSIER NAPOLI
Luigi Borrelli
La storia di Borrelli deve le sue origini a una
donna, Anna, che nel 1928, dopo una lunga
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zia, apre un piccolo atelier per i clienti più affeJ#/
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ture e dalla ricercatezza dei dettagli. Negli anni
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tura delle confezioni, con un occhio sempre più
attento alla concorrenza. Senza cedere al più
facile mondo delle confezioni seriali ma, anzi,
andando controcorrente, Luigi apre nel 1957 la
Luigi Borrelli Camiceria, che veste Peppino De
Filippo e Marcello Mastroianni, Richard Gere,
Harrison Ford e Gerard Depardieu, come aveva precedentemente fatto con Benedetto Croce
e Giacomo Puccini. Negli anni Novanta è af *$ //
J nerazione, il compito di internazionalizzare il
brand di famiglia, trasformato oggi in un “total
look” (abiti, pantaloni, maglieria e accessori)
distribuito non soltanto in Italia, ma anche in
Europa, Stati Uniti e Giappone.
Sartoria Partenopea
È un’azienda relativamente giovane, che lavora ogni capo secondo i dettami della tradizione
partenopea e di una storia centenaria custodita
dalle mani esperte di oltre 70 sarti. La Sartoria
Partenopea, infatti, ha solo 20 anni di età, ma
garantisce il suo legame con la grande scuola
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che hanno reso grande questa storia tutta italiana. Oggi come allora, la grande protagonista
dello stile sartoriale è la giacca: un’espressione
emblematica della tradizione più autentica,
della creatività e, soprattutto, della maestria
artigianale. Dai primi anni a oggi, però, le collezioni di Sartoria Partenopea si sono ampliate,
per divenire sempre più complete: capispalla,
camicie, cravatte, pantaloni, accessori… Ma
c’è di più: Sartoria Partenopea incarna anche
il connubio tra tradizione e innovazione, con
la produzione, per esempio, di abiti sartoriali
totalmente tinti in capo e uno stile “vintage”
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di “ringiovanire” il capo sartoriale, fortemente
voluta dal giovane Mauro Blasi, direttore commerciale dell’azienda e motore di questa piccola rivoluzione.
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DOSSIER NAPOLI
ANGELO FUSCO www.angelofusco.eu
Milano - via Montenapoleone, 25 - +39.02.76318933
Caserta - piazza Nicola Amore,36 - Roccamonfina - +39.0823.920625
CESARE ATTOLINI www.cesareattolini.com
Milano - Showroom -via Visconti di Modrone, 19 - +39.02.76316757
Napoli - Via Nazionale delle Puglie, 42, Casalnuovo +39.081.844441
E.MARINELLA www.marinellanapoli.it
Milano - via Santa Maria alla Porta, 5 - +39.02.86467036
Napoli - via Riviera di Chiaia, 287 - +39.081.2451182
EDDY MONETTI www.Eddymonetti.com
Milano - piazza San Babila,4 - +39.02.784678
Napoli - via dei Mille,45 - +39.081.407064
KITON www.Kiton.it
Milano - via Gesù, 11 - +39.02.76390240
Napoli - viale delle Industrie, Arzano - +39.081.5855272
ISAIA www.Isaia.it
Milano - via ,Verri, 8 - +39.02.36696931
Napoli - via Roma,44 - Casalnuovo - +39.081.5210311
LONDON HOUSE MARIANO RUBINACCI www.marianorubinacci.net
Milano - via Montenapoleone,18 - +39.02.76001564
Napoli - via Filangieri, 26 - +39.081.403908
LUIGI BORRELLI www.luigiborrelli.com
Milano - Hotel Park Hyatt - Via Tommaso Grossi, 1 - +39.02.88211234
Napoli via Filangeri, 68 - +39.081.425162
SARTORIA PARTENOPEA www.sartoriapartenopea.it
Milano - Showroom - via Manzoni, 43 - +39.02.29063067
Napoli - via del Campo Santo, 112 - +39.081.431146
Nella Pagina accanto: Collezione Blasi, abito presentato al Festival della Moda Maschile di San Remo.
In questa pagina dall’alto: Azienda Sartoria Partenopea; Eddy Monetti veste Sylvester Stallone, giacca vintage
Rubinacci anni 30.
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LA PARISIENNE www.laparisiennecapri.it
Piazza Umberto I, 7 , Capri - +39.081.8370283
CANFORA www.canfora.com
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MARIA LAMPO www.marialampo.it
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www.sandalitipici.it
via Lungomare Amendola, 38/39, Maiori
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In questa pagina, dall’alto in senso orario: creazioni la
Boutique Wassermann, foto Regina Relang; (Sant’Angelo - Ischia); l’attrice Nadia Gray e Maria Gabriella di
Savoia da Filippo Ferrandino (Ischia).
STORIE DI FAMIGLIA
Cesare Attolini: signori si nasce
di Alessia Giorgia Pagano
’era una volta un sarto napoletano di nome Vincenzo, che negli anni 30 ebbe il coraggio di
sconvolgere la moda britannica tanto in voga all’epoca, anche tra i nobili e i signori a pas
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gli anni 60, diventare un “must” nei 90 ed entrare di diritto nel guardaroba dell’uomo elegante oggi. «Via le imbottiture, le spalline e la fodera! La giacca deve essere morbida come una camicia!»
pensò Vincenzo, mettendo a frutto tutto il suo estro e la sua abilità nel taglio dei tessuti, con la creazione della mitica giaccia destrutturata dal taschino “a barchetta”. Fu così che la storia del “c’era una
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che hanno trasformato le fatiche del nonno e del padre in uno dei marchi di riferimento dell’alta sartoria napoletana nel mondo: Attolini. Passato il testimone imprenditoriale, il maestro Cesare si dedica
ora all’attività creativa, «girando come una trottola dal reparto taglio a quello stiratura, per seguire personalmente tutte
le fasi di produzione del prodotto», come ci racconta Giuseppe, con il fratello a capo dell’etichetta che veste
i “signori” di oggi (dal capo di stato al Premio Oscar) come vestì, all’epoca, Vittorio De Sica e Clark
Gable, il Re Vittorio Emanuele III, il Duca di Windsor e il Principe De Curtis, in arte Totò…
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CESARE ATTOLINI S.p.A.
Via Nazionale delle Puglie, 42
80013 Casalnuovo (Na)
www.cesareattolini.com
[email protected]
+39.081.8444411
+39.081.5226792
STORIE DI FAMIGLIA
E sono tanti gli aneddoti, su Totò come sul
Re d’Italia, su Marcello Mastroianni come
su Robert De Niro e su tutti coloro che, di
passaggio per Napoli, non hanno perso l’occasione di farsi cucire un abito su misura. Ma
va detto che gli Attolini, un po’ come l’eleganza che rappresentano, sono tipi discreti,
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dei gagà. «Siamo persone umili e modeste - conferma Giuseppe. «Sappiamo fare un buon prodotto ed essere unici, ma, grazie ai nostri genitori,
abbiamo un’educazione basata sui valori “veri”, che
comprendono il rispetto, anche della privacy dei nostri
clienti». In effetti a casa Attolini, anche se già
da bimbi si andava vestiti con la camicetta di
lino e il pantalone di cotone, il popelin o lo
zephir, si è sempre respirata un’aria di sana,
tradizionale, serenità, che viene riconosciuta ancora oggi dai dipendenti dell’azienda,
come dal mercato. «Noi - commenta Giuseppe - cerchiamo di “educare” ai canoni della sartoria,
apportando il nostro prodotto, che è anche una sto
. Un fatto di
buon gusto, insomma, con giacche, pantaloni
e cappotti che si mantengono in equilibrio
tra l’elegante e il contemporaneo. «La sartoria
non è sinonimo di “vecchio”, bensì di “qualità”. Io e
mio fratello siamo entrambi molto giovani e viaggiamo in ogni parte del mondo, con tutto il know-how
necessario per stare al passo coi tempi». In effetti i
due possono dirsi “uomini immagine” degni
della propria azienda, un po’ come lo era il
nonno Vincenzo, che però non hanno conosciuto: «so che era un uomo di buon gusto, a partire
dal vestiario. Da bravo viveur, frequentava il teatro
San Carlo e collezionava opere d’arte: tutte qualità
ereditate poi da mio padre…». Insieme alla personalità forte e alla “capa tosta”, si potrebbe
dire… «Mio nonno ha contrastato il dogma della
giaccia inglese, dando vita a quella napoletana secondo il suo modo di vedere: un capo destrutturato e
leggero come una seconda pelle, che non desse fastidio
guidando o lavorando. In modo simile ha agito mio
padre, che non è mai stato un tipo “facile”: era (ed è)
uno sveglissimo, un vulcano in eruzione! E ha dato
introdotto il metodo della sartoria nella dinamica delle confezioni industriali, creando il ”ciclo sartoriale”
che adoperiamo ancora oggi. E per questo, girando
l’Italia, è stato super corteggiato da molte aziende
leader nel settore. Eppure ha messo alla porta tutti
quelli che hanno cercato di dettare le loro regole…».
Tra le righe traspare uno spirito napoletano
che nulla ha a che fare con i cliché: «non è
facile scrollarsi di dosso questo tipo di “napoletanità”, soprattutto per noi che abbiamo sempre puntato
sull’estero e sulle esportazioni. Ma quando ci conoscono, viene fuori la nostra mentalità e la nostra visione atipica, “internazionale”, quasi. E ne siamo
». Come lo sono del loro nome, che
fa credere loro quanto in una vita di lavoro
duro, il vero lusso sia il tempo libero, per stare serenamente insieme alla propria famiglia.
A proposito, e gli eredi? «In cuor mio, spero che i
lavoro… Ma chi lo sa…». ]#
sangue non mente.
In questa pagina, dall’alto: Cesare Attolini; Giuseppe
Attolini; Massimiliano Attolini. In apertura: particolare dell’impuntura per il taschino a barchetta.
19
MILANO PIAZZA SAN BABILA
NAPOLI
- ROMA - MILANO - CHANGDU - HARBIN - SHANGHAI
IL PERSONAGGIO
Sergio Maione: Napoli, su la testa!
di Alessia Giorgia Pagano
“The Lifestyle Journal” a “tu per tu” con il patron dei migliori alberghi partenopei. Un grande imprenditore, un cittadino, un napoletano. Tra preoccupazione, severità e speranza.
on la precisione di un ingegnere elvetico (o di un ricercatore nano-tecnologico giapponese, tanto per rendere l’idea), l’assistente dell’Avvocato
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situato “’n coppa” al leggendario Grand Hotel Vesuvio, con vista sul litorale di Santa Lucia, ben 60 secondi prima del previsto. Anche perché la
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la laurea in Giurisprudenza, prende in mano l’azienda di famiglia, già proprietaria di alcune strutture alberghiere tra Napoli e Positano, e la trasforma in
pochi anni nell’impresa leader del settore turistico della Regione Campania. Uno che acquisisce l’albergo più antico del lungomare partenopeo - il Vesuvio,
appunto - e lo innalza a un livello di eccellenza europeo, ospitando, durante il G7 del 1994, il Presidente degli Stati Uniti, quello francese e quello italiano:
tutti e tre in una botta sola. Uno che di hotel di lusso a Napoli ne possiede altri due (il Majestic e l’Excelsior), oltre a presiedere altre 14 società, per un totale
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dell’ANICAGIS regionale e Consigliere d’Amministrazione del Teatro San Carlo. Uno che, per tutto questo, è citato tra i fautori del cosiddetto “rinascimento” napoletano. Uno a cui, insomma, il titolo di Cavaliere del Lavoro non poteva portarlo via proprio nessuno… Quella con l’Avvocato Maione sarà
una conversazione seria, molto interessante ed esaustiva (precisissimo anche lui come un chirurgo bavarese, l’Avvocato risponderà a ogni singola domanda
della nostra lunga lista punto per punto e, per portare a termine l’impegno preso con noi, eviterà persino di tirare su la cornetta del cellulare: «quello tanto
squilla di continuo!»).
21
IL PERSONAGGIO
È lo sfogo di un imprenditore, di poche parole
perché abituato a parlare coi fatti. Ma, soprattutto, è lo sfogo di un napoletano come se ne
vedono di rado oggi. Infatti, pur vivendo quotidianamente Napoli “dal di dentro”, oltre che
# #? @’n coppa ‘o Vesuvio”, l’Avvocato
Maione dice la sua con una capacità critica, una
lucidità e un senso di responsabilità di respiro
ben più ampio. Nulla di simile alla caricatura
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partenopei. Ecco, allora, che la retorica, la risata facile e i “tricchettracche” lasciano il posto alla
severità e alle bacchettate. Perché ora Napoli di
questo ha bisogno. Per rimettersi in riga, alzare
la testa e rinascere davvero. Non è forse questo
amore?
Albergatore, imprenditore, immobiliarista: avvocato, ma lei ha mai esercitato la
professione?
L’ho fatto per otto anni dopo la laurea, tra il
1971 e il 1979. Poi ho lasciato alla morte di mio
padre, per prendere il suo posto in azienda.
Durante il G7 di Napoli, nel 1994, l’Hotel
Vesuvio ha ospitato i capi di stato di Stati
Uniti e Francia, oltre che quello italiano,
ed è stato eletto tra i migliori alberghi europei. È stato un punto di svolta per voi e
per l’intera città. Ce lo racconta?
Il G7 è stato un momento fondamentale, perché tutti i media vi hanno fatto riferimento e c’è
stato un forte rilancio dell’immagine della città
a livello mondiale, con enormi conseguenze soprattutto sul settore turistico. È seguito, infatti,
un periodo molto positivo, durato circa 13 anni,
in cui la città ha goduto di un indice di occupazione degli alberghi eccezionale. Un periodo
di splendore che ha coinciso con il cosiddetto
“rinascimento napoletano”. Si può dire, quindi,
che la scelta di Ciampi di proporre Napoli come
città ospite del G7 sia stata determinante, sebbene poi questo “rinascimento” sia stato molto
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fuori tutte le caratteristiche peggiori, che fanno
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Quali sono i difetti di Napoli?
Napoli è una città che vive in una totale, assoluta,
e continua emergenza: qui non esiste la normaliZ
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strade. Per non parlare dello scarso, se non nullo,
senso civico e della collettività che caratterizza i
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lo sono stati il colera e il terremoto. Questa non
è una città “normale”, che sa vivere nell’ordinario. E mi rivolgo alla società civile ma anche,
e soprattutto, alla classe dirigente, che pensa
sempre ai grandi progetti stra-ordinari (Bagnoli,
22
In questa pagina, dall’alto: terrazza Hotel Excelsior;
ritratto di Sergio Maione; ristorante Caruso.
IL PERSONAGGIO
Napoli Est etc.), ma non si dedica alle questioni
fondamentali per i cittadini, ovvero gli strumenti
per poter vivere bene l’ordinario. Certo, se si fa
qualcosa di più grosso, è tanto di guadagnato,
ma bisogna partire dalla normalità. Basti pensare che con i tassi di disoccupazione che ci sono
qui, la città dovrebbe “esplodere”, e invece nel
weekend è deserta, perché sono tutti al mare…
Da dove è venuta fuori la questione “monnezza”?…
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situazione già critica da anni. Non si è mai programmato nulla a riguardo, non sono mai stati
costruiti dei termovalorizzatori a tempo debito,
né sono state aperte nuove discariche. E non
si è mai dato inizio a un circolo virtuoso della
raccolta differenziata, che ancora oggi si attesta
sul 17/18%: una cifra bassissima. Noi nei nostri hotel la facciamo da 4 o 5 anni, ma siamo
un’esigua minoranza. Poi bisogna sempre vedere se, una volta differenziata, la raccolta resta
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è “solamente” esploso, dopo aver covato sotto la
cenere per 15 anni.
Ma se dovesse incontrare Umberto Bossi,
cosa gli direbbe?
Sicuramente non condivido certe estremizzazioni della Lega, ma devo anche dire che una
situazione che si trascina da 15 anni non è più
un’emergenza, e capisco che continuare a chiedere solidarietà agli altri senza nemmeno prospettare un risoluzione del problema, è un fatto
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li vogliono nemmeno le altre province campane
(Avellino, Benevento, Caserta e Salerno), come
si può criticare l’atteggiamento della Lega? Nel
2008 gli altri ci hanno dimostrato solidarietà
come noi avevamo fatto in precedenza con alcune regioni settentrionali. Ma nei tre anni dopo
cosa è stato fatto a Napoli? Poco o niente… Per
questo non mi sento di aggredire Bossi come un
bieco “nordista” che ce l’ha con il Sud…
Cosa pensa della nuova amministrazione
comunale?
Il cambio di amministrazione è una grande
speranza. Ora è troppo presto per scorgere dei
risultati, ma ci auguriamo che questi vengano
fuori. Anche perché usciamo da un ventennio di
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Torniamo al G7 e al Grand Hotel Vesuvio, che si trovò a ospitare Bill Clinton,
François Mitterrand e i rappresentanti di
Palazzo Chigi… Come avete vissuto l’avvenimento?
È stata una situazione un po’ atipica: uno dei po-
chi casi in cui una struttura alberghiera accoglie
sia il paese ospitante che altre due delegazioni
fondamentali e, soprattutto, i loro capi di stato.
Tutto questo, naturalmente, ha potenziato l’immagine del Vesuvio, rendendolo fondamentale
in quanto albergo di punta della città. Eppure la
parte più intensa è stata non tanto l’evento in sé,
della durata di tre giorni, bensì tutta l’organizzazione a monte dell’evento, che ha occupato la
bellezza di un anno di lavoro. Già da alcuni mesi
prima del G7 hanno iniziato a venire qui funzionari della Presidenza del Consiglio e del Mini
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movimento per sistemare servizi e piccole cose
“ordinarie”, che sono stati poi fondamentali per
Napoli.
invece, negli ultimi anni hanno avuto pesanti ripercussioni sul turismo napoletano, tanto che il leggendario ristorante Caruso dell’Hotel Vesuvio è stato chiuso…
Sì, i costi erano diventati insostenibili. Ma abbiamo sfruttato questo periodo di “pausa” per una
ristrutturazione totale, che lo ha reso oggi uno
dei più bei ristoranti d’Italia, oltre che un luogo
simbolo della città, da cui sono passati, al di là
del tenore Caruso, tutti i grandi della terra, tra
attori, registi, cantautori, personalità politiche…
All’inaugurazione del settembre 2010, infatti, c’era una coltre di VIP… Lei coltiva
molte amicizie nell’ambiente?
Sì, c’erano Lucio Dalla, De Gregori e… Ora
non li ricordo tutti. Anche perché io, personalmente, non sono un tipo molto mondano. Chiaramente ho conosciuto molti di loro, ci ho parlato e scambiato idee.
Ci racconta qualche aneddoto personale
legato a qualcuno di questi personaggi?
Ne sono passati davvero tanti, anche perché il
Vesuvio, nato nel 1882, è l’albergo più antico
del lungomare napoletano. Una sensazione un
po’ strana l’ho provata proprio durante il G7,
nel vedere costantemente a pochi metri dal Presidente degli Stati Uniti, il Colonnello dei Marines con la cosiddetta “valigetta”...Insomma, mi
ha impressionato pensare che quell’uomo aveva
sempre questo Colonnello a tre o quattro metri
da lui…
Come diceva sopra, il Vesuvio ha ospitato
napoletana”. Possiede qualche cimelio legato alla storia antica del Grand Hotel?
Gli oggetti veri e propri sono spariti nel tempo,
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tanti altri personaggi.
In questa pagina, dall’alto: La Vesuvietta; Hotel Majestic; zona relax Echia.
23
IL PERSONAGGIO
Lei è il Presidente della Prestige Hotels,
la società che riunisce la crema degli hotel partenopei, ma anche l’amministratore di 14 società diverse con oltre 400 dipendenti: come tiene testa a tutte queste
responsabilità?
Il mio lavoro è stato bello ed entusiasmante per
molti anni, anzi posso dire che una delle cose
che più mi appassiona è proprio creare attività
e occupazione. Negli ultimi tre anni, però, tutto
si è fatto più penoso e faticoso, perché la crisi del
settore turistico e convegnistico a Napoli versa
oggi in una situazione drammatica, complici,
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internazionale.
A proposito di turismo, può dirci che tipo
di target differenzia l’Hotel Vesuvio, il
Majestic e l’Excelsior?
Diciamo che il Vesuvio è la punta di diamante,
l’albergo simbolo della città, mentre l’Excelsior,
di lusso per sua natura, è l’hotel dei napoletani,
tanto che l’80% della borghesia “bene” di Napoli organizza il proprio matrimonio lì. Il Majestic, invece, si trova in centro, alle spalle di via
dei Mille, che è un po’ la via Montenapoleone
dei napoletani, e si caratterizza per una natura
più commerciale. In aggiunta, prima ancora
che scoppiasse la crisi, abbiamo cominciato a
realizzare un nuovo hotel, Palazzo Esedra, che
dovrebbe inaugurare nella prossima primavera
e punterà anch’esso su business e convegnistica.
Secondo lei le nostre vicende politiche
contribuiscono a rendere ulteriormente
negativa l’immagine dell’Italia all’estero?
#‹#
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/tivo. Ma io non appartengo a quella categoria di
persone che scarica tutte le responsabilità sui politici: loro hanno molte colpe di sicuro, ma non
tutte le colpe, anche perché rispecchiano la società civile. Al Sud, per esempio, a essere carente
non è la classe politica, bensì quella dirigente: la
pubblica amministrazione è sovrappopolata, ci
sono pochissime società privatizzate e una minoranza esigua di persone che scelgono di rischiare. Molti preferiscono vivere di rendita, come se
fossimo ancora negli anni 70, il periodo in cui
avvenne il più grosso disimpegno della borghesia
napoletana dalla politica e dall’imprenditoria,
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era galoppante e molti chiusero fabbriche e opi%%
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oggi la situazione al Sud è questa: c’è poco amore per il rischio.
Lei si occupa anche di cinema e presiede
la società di distribuzione Giochi del Me-
24
diterraneo: conosce bene il suo concittadino Aurelio De Laurentiis?
Sì, oltre a essere stato Vice Presidente dell’ANECAGIS e consigliere del Teatro San Carlo, sono
Vice Presidente Vicario dell’Unione Industriali
di Napoli. E conosco bene Aurelio De Laurentiis perché collaboro con lui da molti anni e ne
distribuisco il prodotto in numerose regioni del
Sud, attraverso la società di distribuzione cine
/
$

Per tutto il suo impegno e i successi ottenuti, lei è stato insignito del titolo di “Cavaliere del Lavoro” dall’allora Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi:
cosa ha provato?
Una grande emozione: per me era una cosa del
tutto inaspettata. Quello è come un ”premio
Oscar” nel mio ambito e ha rappresentato il coronamento di una vita di lavoro.
Nel campo artistico, Eduardo De Filippo, che ha
saputo descrivere Napoli e le sue problematiche
/
/
si sono ineluttabilmente avverati…
Lei tifa Napoli?
Certamente!
Una dedica alla sua squadra?
L’augurio che possano tornare i tempi di Maradona, quando il calcio nazionale è stato esaltato
in Europa e nel Mondo.
E una alla sua città?
Goethe scrisse che «Napoli è un paradiso abitato da
diavoli»: io mi auguro che resti un paradiso, ma
che i diavoli si trasformino!
Qual è il ricordo “napoletano” più caro
della sua infanzia?
Per me è la famiglia. L’unità della famiglia e i
miei splendidi fratelli.
Se dovesse riassumere la Napoli del presente?
È una città tormentata, che deve assolutamente
uscire da questa crisi. Spero, appunto, che ne abbia capacità la nuova amministrazione. Peggio
di quello che ha fatto la precedente, comunque,
non può fare…
Di cosa hanno bisogno i napoletani per
uscire dallo stato di “rassegnazione” in
cui sembrano versare?
Di uno scatto di orgoglio: devono pretendere
che questa diventi una città normale.
Se dovesse descrivere la “napoletanità”
più verace, quali parole userebbe?
Estro, genialità, arte di arrangiarsi, mancanza
di senso civico e collettivo. Non è un caso che
il napoletano, fuori dal suo contesto, “funzioni”
davvero molto bene, come è accaduto ad almeno il 90% degli amici che si sono laureati con me
e si sono poi trasferiti a Milano, visto che magari
non avevano alle spalle un’azienda di famiglia
da mandare avanti, ottenendo grandi successi.
In effetti, sono molte le donne milanesi
che vorrebbero “acchiappare” un napoletano DOC…
Menomale!
Quale personaggio, secondo lei, è il più
napoletano di tutti?
In questa pagina dall’alto: Hotel Excelsior; la piscina
dell’Hotel Vesuvio.
DOSSIER NAPOLI
L’eccellenza orafa partenopea
È dalla seconda metà del XVIII secolo, quando è istituita una scuola autoctona e viene san/#
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Napoli si afferma come territorio di pregiata
produzione orafa. Quest’ultima nasce inizialmente come arte di corte, per poi svilupparsi
nei secoli successivi, con lo sviluppo del commercio e la formazione della classe borghese,
aprendosi a un bacino sempre più ampio. Il
primo capolavoro riconosciuto della scuola napoletana è il busto di San Gennaro in argento e
pietre preziose, conservato nel tesoro del Duomo di Napoli. Ma sono famosissimi anche le
opere di foggia greco-romana, lo stile “borbonico” e le realizzazioni in corallo, che dal 1800
vedono in Torre del Greco la loro patria. Da
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M„[tigianato orafo campano resta sostanzialmente
concentrato nei tradizionali poli produttivi di
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che si trova in pieno centro e continua a essere
ancora oggi il punto di riferimento per l’artigianato di alta qualità, con più di 150 aziende
artigiane e la presenza di oltre 100 gioiellerie in
meno di un chilometro quadrato, che ne fanno
un centro commerciale unico al mondo. Tuttavia, circa quindici anni fa, le esigenze produttive e l’espansione del settore hanno richiesto
la creazione di un nuovo centro polifunzionale,
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che nasce a Marcianise nel 1996 ed è a tutt’oggi
la sede di oltre 200 aziende specializzate nella produzione e nel commercio di preziosi. La
tradizione orafa napoletana resta, comunque,
un vero e proprio patrimonio storico della città, che viene preservato dal Consorzio Antico
"
=
grande valore.
Borgo Orefici
Via Duca di San Donato, 33
+39.081.260500
www.borgorefici.eu
Il Tarì
Asi sud, Marcianise (CE)
+39.0823.517111
www.tari.it
23 27
DOSSIER NAPOLI
Shopping: le gioiellerie
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di una delle più antiche botteghe nel cuore del
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? ]/ " =
La sua passione, la dedizione e la conoscenza,
non solo per la gioielleria ma anche per la gem/
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Consiglia, Anna Maria e Salvatore che oggi, con
altrettanta professionalità, sostengono e coltiva[
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]/{J
?$ZJ
#
rinomato, cresciuto e confermato da ben tre generazioni.
Rua Toscana 6,8,10 - +39.080.80808 - www.cafierogioielli.com
Del Porto
Da quattro generazioni questa gioielleria pro/
#
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cammei incisi a mano, collane di corallo antiche
e moderne, parure di corallo rosso o venate da
delicate sfumature rosa lavorate artigianalmente,
monili, set da toilette in tartaruga e pietre preziose. Ogni oggetto rappresenta un pezzo unico cre$?
/
e introvabile nelle comuni gioiellerie: un piccolo
capolavoro adatto a chi ha il culto delle cose belle
e rare. La sua peculiarità restano gli oggetti in
#
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M„/
#/
JJ
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Via Santa Lucia, 165 - +39 081.7640093 - www.delportogioielli.it
Monetti Orologeria
Il primo Guglielmo Monetti, capostipite e fondatore, apre il suo primo negozio a Napoli agli inizi del 1900.
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qualità in tutte le sue declinazioni rimane il presupposto fondamentale di questa famosa orologeria. La grande
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Jaeger Le Coultre e molti altri. Ma la passione e la dedizione della famiglia Monetti si esprimono anche con
l’apertura di un secondo punto vendita a Napoli e di un terzo a Roma, un ambiente sobrio, prestigioso e di
atmosfera, ben presto diventato un punto di riferimento per appassionati e collezionisti internazionali. Tutti e
tre i negozi fanno parte dell’Associazione dell’Alta Orologeria del Mondo.
Via dei Mille, 12-14; Via S. Brigida, 60 - +39.081.5518416
28
Casa Ascione
Nasce nel 1855 a opera di Giovanni Ascione, che, giovanissimo, apre a Torre del Greco
un’azienda per la trasformazione del corallo
JJ/'/
più di 150 anni, Casa Ascione rappresenta
il “non plus ultra” nella manifattura del corallo, con una grandissima tradizione anche
nell’arte sacra. Nel 2000 la famiglia Ascione
ha inaugurato un grande spazio espositivo nel
centro di Napoli, per valorizzare e tramandare la tradizione artigianale e artistica della lavorazione del corallo. I pezzi migliori, tra l’al/
‚#
nella grande mostra “Regina Margherita” a
Palazzo Reale.
Angiporto Galleria Umberto I, 19
+39.081.421111
www.ascione.it
DOSSIER NAPOLI
Shopping: gli artigiani
Ceramiche Filippo Felaco
Nel cuore della città partenopea vi accoglie Filippo, innamorato, oggi come il primo giorno, della
sua professione. Per lui, la ceramica, è molto più
di un lavoro: è un’irresistibile passione che lo ac/
/
X?
di pesce è il marchio di fabbrica che sigla ogni
opera. Sono molti gli artisti napoletani che si avvalgono della sua consulenza e numerosi quelli
internazionali passati in bottega per imparare la
sua arte. Insomma, questo negozio è una tappa
obbligata per gli amanti della ceramica.
Via dei Tribunali, 339
Ferrigno
Liuteria Calace
I mandolini della Liuteria Calace, simboli classici della musica napoletana, vengono realizzati
dalla famiglia Calace dal 1825. Lavorati a mano
e spediti in tutto il mondo, rappresentano una
delle massime eccellenze dell’artigiano partenopeo, celebrando il mito della musica napoletana.
I Calace da generazioni tramandano i segreti
dell’arte liutaia, continuando a costruire e perfezionare sempre di più gli strumenti che oggi
rappresentano il punto di riferimento per tutti i
#
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e premi in tutto il mondo.
Via San Domenico Maggiore, 9 - +39081.5515983 - www.calace.it
Talarico Ombrelli
Dal XIX secolo, Talarico realizza ombrelli fatti a mano per una clientela esigente. In origine l’impresa era specializzata nella creazione di ombrelli in pura seta con manici in avorio, argento e maiolica per clienti quali la
famiglia reale italiana. Oggi, Mario Talarico, membro anziano dell’attività a conduzione familiare, mantiene
viva l’arte, creando degli ombrelli interamente a mano e con i migliori materiali, quali manici in ciliegio, radice
di ginestra, rattan e canna. Ogni ombrello è realizzato su ordinazione e personalizzato in base alle esigenze
del cliente.
Vico Due Porte a Toledo, 4/b - +39. 081.401979 - www.mariotalarico.it
30
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più radicate nella tradizione e più importanti dell’albero di Natale. Quest’azienda è nota
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mano da circa 200 anni. Giuseppe e Marco
Ferrigno impiegano otto collaboratori, che realizzano circa 500 scene all’anno, utilizzando
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metri di altezza. Vengono poi apportate delle
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una città limitrofa che vanta un’antica tradizione serica.
Via S. Gregorio Armeno, 55
+39.081.5523148
www.arteferrigno.it
DOSSIER NAPOLI
Shopping: le chicche da “insiders”
Gay Odin
‡=
[=tocento, con un piccolo laboratorio che diffonde
tra le botteghe e i caffè di via Chiaia un inebriante
profumo di cioccolata. Oggi i negozi Gay Odin
sono nove, sparsi per tutta Napoli, e producono,
con l’artigianalità di un tempo, ogni tipo di cioccolato: al latte, al peperoncino, fondente, al caffè,
alla nocciola, all’arancia, a forma di diamante o
di ostrica, di noce o di cozza… Ma la produzione
tipica di quest’industria dolciaria è il cioccolato
“foresta”: tronchetti sottilissimi di pezzi di cioccolato al latte, uniti insieme come fossero il ramo
di un albero.
Via Cervantes, 32; Via Toledo, 214 e 427; Via V. Colonna, 15/ B ; Via Luca Giordano, 21;
Via Cilea, 189; Via Benedetto Croce, 61 ; Via Vetriera,12 - www.gay-odin.it
Caso - “Collezioni senza tempo”
Quando la passione per il vintage si unisce alla
professionalità e alla competenza di una famiglia
di gioiellieri può nascere qualcosa di veramente
unico, come il progetto Caso “Collezioni senza
tempo”. Si tratta di una selezione prestigiosissima di orologi da polso e pendole, gioielli e - rarità
assoluta - bauli Louis Vuitton dei primi del Novecento, un tempo accessori indispensabili per
i lunghi viaggi dell’epoca e oggi oggetti di culto per gli appassionati. Caso propone una vasta
scelta tra bauli-guardaroba, bauli per esploratori
e set da pic-nic, in una costante ricerca per soddisfare e stupire anche i clienti più esigenti.
Via Bisignano, 11 - +39.081.422511 - www.caso.it
Tramontano
Dal 1865 Tramontano è il marchio portavoce
della tradizione artigiana partenopea nella lavorazione della pelle e del cuoio. Dalle borse
agli accessori, le collezioni di pelletteria Tramontano sono da sempre realizzate esclusivamente nei laboratori di Napoli e poi distribuite in tutto il mondo sotto un unico marchio,
sinonimo di eleganza, fattura italiana e gusto
partenopeo. Molti sono gli oggetti griffati Tramontano posseduti da personaggi noti: la valigia 48 ore di Marcello Mastroianni, il fodero
in cuoio per il clarinetto di Woody Allen, le
fasce per le chitarre di Lou Reed, il marsupio
portadocumenti di Lucio Dalla e la borsa con
i manici di metallo di Hillary Clinton.
Via Chiaia, 143 e 144
+39.081.414837
www.tramontano.it
Tabaccheria Sisimbro
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spaziare con lo sguardo per capire che si tratta di un luogo in cui trovare gli oggetti più particolari ed esclusivi:
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“Walk in humidor” di 20 metri quadrati, dove sono presenti tutti i tipi di Habanos importati in Italia. Fornitissimo è anche lo spazio dedicato al gioco: roulettes professionali, backgammon di altissimo pregio realizzati
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tra l’altro, si alternano lezioni di “lento fumo”, cene con degustazioni di sigari e mostre di oggetti in edizione
limitata.
Via San Pasquale, 74 - +39.081.406983
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Corso Vittorio Emanuele, 24 - 20122 Milano
tel 02 781424
www.skorpioncenter.it
www.facebook.com/skorpioncenter
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SKORPION C.so V. Emanuele, 24 (MI), +39 02781424 - DOWNTOWN Cavour, P.zza Cavour 2 - Milano, +39 0276011485 - DOWNTOWN Diaz, Piazza Diaz 6 - Milano, +39 028631181
www.downtownpalestre.it
www.facebook.com/downtownpalestre
Corso Vittorio Emanuele, 24 - 20122 Milano
tel 02 781424
www.skorpioncenter.it
www.facebook.com/skorpioncenter
DOSSIER NAPOLI
Eat&Drink: i dolci e le pasticcerie
La pastiera
La leggenda vuole che sia stata creata per estorcere un sorriso a Maria Teresa d’Austria, l’imperatrice che si era guadagnata il soprannome di
“regina che non sorride mai”. Sta di fatto che a
tutt’oggi la pastiera napoletana resta uno dei dolci imprescindibili dell’antica tradizione pasticcera cittadina. Tipicamente primaverile, non può
mancare sulla tavola dei napoletani a Pasqua, ma
è presente tutto l’anno anche nel resto della penisola, dove è ormai considerata patrimonio comune. Particolarmente rinomata è la pastiera della
famiglia Bellavia, che, pur di origine siciliana, è
veracemente nel cuore dei partenopei con la sua
pasticceria dal 1925.
Vincenzo Bellavia Antica Pasticceria - Via O. Fragnito, 82 - +39.081.5463298 - www.pasticceriabellavia.it
Il babà
Forse non tutti sanno che il babà è un dolce di
origine polacca… Detto questo, con buona pace
#/
#ra a pieno titolo nella tradizione pasticceria partenopea. Si può trovare sia sotto forma di grosso
ciambellone servito con panna montata, sia in
una versione più piccola, con crema pasticcera
e amarene, sia naturalmente nella sua “foggia”
oblunga, a forma di fungo, di varie misure. Se ne
può avere un assaggio autentico presso la Pasticceria Moccia che, nata nel lontano 1936, oltre
a essere una gastronomia e un apprezzato pani{##]////
suoi deliziosi babà.
Pasticceria Moccia - Via San Pasquale a Chiaia, 21-24 - www.moccia.it
Le sfogliatelle
««Napule tre cose tene belle: ‘o mare, ‘o Sole e ‘e sfugliatelle». La sfogliatella è il dolce napoletano
per eccellenza e, riccia o frolla che sia, mantiene invariato il suo cuore morbido, che racchiude i sapori della terra napoletana: agrumi della costiera, ricotta locale e aromi della
cucina partenopea. È tuttora un classico del
napoletano la passeggiata verso il lungomare
di Mergellina, con una puntata da Carraturo, il maestro pasticcere che dal 1837 iniziò
a specializzarsi in quel tipo di sfogliatella che
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te come “riccia”. La pasticceria è a tutt’oggi
così famosa da ricevere ordinazioni da tutto
il mondo.
Pasticceria Carraturo
Via Casanova, 97
+39.081.5545364
www.carraturo.it
Gli struffoli
Gli struffoli sono il tipico dolce di Natale della tradizione napoletana. Secondo alcuni trarrebbero origine
dall’Antica Grecia e dalla parola “strongoulos” (arrotondato), ma hanno molti altri segreti, spesso custoditi
gelosamente. Uno di questi sta nel miele, che deve essere abbondante, un altro nell’arancia e nel cedro candito, ma la parte del leone la fa la zucca candita, ovvero la famosa “cucuzzata”, presente anche nella pastiera e
nelle sfogliatelle. E sono proprio i dolci di Natale, struffoli su tutti, a contraddistinguere l’attività del laboratorio
Scaturchio. Istituzione dolciaria dal 1905, la pasticceria Scaturchio è ormai un marchio riconosciuto ben oltre
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negli spazi originari di piazza San Domenico.
Scaturchio - Piazza San Domenico Maggiore, 19 - +39.081.5516944 - www.scaturchio.it
33
DOSSIER NAPOLI
Eat&Drink: qualità e tradizione
Ristorante Rosiello
Cucina tradizionale, ambiente familiare e, soprattutto, una delle viste più spettacolari di Napoli. Questo è Rosiello, dove Salvatore Varriale,
insieme alla sorella Carmela, custodisce la storia
della gastronomia di Posillipo, una delle zone più
belle della città. A offrire un panorama straordinario sul Golfo sono varie terrazze panoramiche
su più livelli, coperte da un pergolato di glicine.
La specialità della casa è sicuramente il pesce, ma
è da segnalare anche che tutti gli ortaggi, la frutta
e persino il vino provengono direttamente dagli
orti di famiglia: 25.000 metri quadrati che dal ristorante diradano verso la costa.
Via S. Strato, 10 - +39.081.7691288 - www.ristoranterosiello.it
Palazzo Petrucci
In piazza San Domenico Maggiore, nel cuo
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popolare, c’è un ristorante elegante, caratterizzato da gran gusto e ottima cucina e ricavato
dall’ex-stalla di Palazzo Petrucci. È la scommessa
dell’imprenditore Edoardo Trotta e del suo giovane cuoco Lino Scarallo, che in poco tempo è
riuscito a conquistare la sua prima “stella Michelin”, esaltando con maestria i sapori e i piatti
della tradizione culinaria locale. La carta dei vini
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pana, con una grande disponibilità di etichette
al calice, da abbinare al meglio con ogni piatto.
Piazza San Domenico Maggiore, 4 - +39.081.5524068 - www.palazzopetrucci.it
Il Comandante
Chiamato così in onore di Achille Lauro, l’armatore che fu Sindaco di Napoli negli anni 50, presidente della
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ristorante dell’Hotel Romeo, un 5 stelle lusso di altissimo design, recentemente realizzato nel cuore di Napoli,
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vane età, ha già maturato importanti esperienze all’estero. La stagionalità dei prodotti e la tradizione regionale
reinterpretata in chiave creativa, insieme al servizio accurato e all’ambientazione affascinante ne fanno il luogo
ideale per una serata del tutto suggestiva. A rendere il luogo unico anche la “cigar room” e una cantina con
oltre 700 etichette selezionate tra vini italiani e internazionali.
Via Cristoforo Colombo, 45 - +39.081.0175001 - www.romeohotel.it
34
Sud
Situato a Quarto, vicino a Pozzuoli, in una
zona quasi periferica della città, questo ristorante è una grandissima scoperta. In cucina
c’è la chef Marianna Vitale, che ha abbandonato gli studi e la carriera per dedicarsi alla
sua passione, mentre in sala si trova Pino, il
marito, che accoglie gli ospiti, consiglia i vini
e coordina il personale. Nonostante predomini il bianco, l’ambiente è caldo e arredato
con molto gusto, con la cucina a vista in cui si
intravedono i collaboratori di Marianna, anche loro giovanissimi. Lo stile di questa chef
giovane e coraggiosa è una personale (e molto
riuscita) rivisitazione dei più gustosi piatti tradizionali.
Via Santi Pietro e Paolo, 8
Quarto (NA)
+39.081.0202708 – www.sudristorante.it
DOSSIER NAPOLI
Tra ristoranti e pizzerie.
Pizzeria Da Michele
Dal 1870 la famiglia Condurro, giunta alla quinta generazione, prepara una delle migliori pizze
napoletane, proprio nel cuore della città. Pur conosciuta in tutto il mondo, ha voluto comunque
mantenere la sua genuinità: tavoli di marmo,
servizio rapidissimo (bisogna prendere il numero
e attendere il proprio turno) e solo due tipi di pizza, la Margherita e la Marinara, senza “papocchie” (“inganni”, altri ingredienti in questo caso, ndr)
che ne altererebbero gusto e semplicità. Resta da
decidere solo la dimensione della pizza e, al massimo, se la si vuole con più o meno mozzarella.
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† #
># l’impasto.
Via Cesare Sersale, 1 - +39.081.5539204 - www.damichele.net
Gino Sorbillo
Il giovane Gino, uno dei 21 fratelli della famiglia Sorbillo, l’unica al mondo in cui sono tutti
pizzaioli (non a caso ci sono altre due pizzerie
Sorbillo nello stesso isolato…), è l’erede designato a condurre questa pizzeria, tra le più famose di
Napoli. La pizza è enorme e cotta alla perfezione
nel forno a legna “brandizzato”, secondo il sempiterno motto di Gino: «qualità in quantità». Il posto si è mantenuto molto semplice, con tavoli in
marmo e travi a vista. Consigliamo di chiudere il
pasto con un semifreddo vellutato e di visitare il
piano inferiore, dove sono esposte curiose opere
d’arte. Preparatevi alle code!
Via Tribunali, 32 - +39.081.446643 - www.sorbillo.it
Di Matteo
In piedi dal 1936, la pizzeria e friggitoria Di
Matteo non è famosa soltanto per la pizza (e
per i prezzi davvero economici!), ma anche
per i suoi arancini, le crocché, le fritture miste, le melanzane e, non ultima, la pizza fritta.
Quest’ultima, con ricotta, mozzarella, pomodoro e ciccioli di maiale, è la rinomata specialità della casa. Il posto è semi-nascosto nella
stretta via dei Tribunali, ha numerosi posti a
sedere sia al pianterreno che al primo piano e
presenta un ambiente molto spartano: luci al
neon, servizio un po’ approssimativo e molta
confusione. Ma è un’esperienza che nemmeno Bill Clinton, al G7 di Napoli, ha voluto lasciarsi sfuggire.
Via dei Tribunali, 94
081.455262
www.pizzeriadimatteo.it
Antica Pizzeria Brandi
È un luogo che rasenta la leggenda. Infatti va a Raffaele Esposito, marito di Maria Giovanna Brandi, il merito
di aver presentato alla Regina Margherita, nel 1889 in visita a Napoli, tre varietà di pizza: la prima bianca, con
olio, formaggio e basilico, la seconda con i “cecenielle” (bianchetti, ndr) e la terza con mozzarella e pomodoro.
Come molti sanno, fu quest’ultima a ottenere la preferenza della sovrana, guadagnandosi da quel giorno il suo
nome. Inutile dire che la Pizzeria Brandi è una tra le più antiche di Napoli, con una tradizione che risale al
1780, quando si chiamava “Pietro… e basta così” , dal nome di Pietro Colicchio, uno dei fondatori. Non passò
molto tempo che la pizzeria venne acquisita dalla famiglia Brandi, ma, nonostante ciò, l’appellativo di “Pietro
il pizzaiolo” è lo stesso con cui sono da sempre chiamati tutti i gestori.
Salita S. Anna di Palazzo, 1/2 - 081-416928 - www.brandi.it
35
DOSSIER NAPOLI
“Cento per cento Napoli”
Simbolo della nautica napoletana, I Cantieri
di Baia hanno deciso di investire ancora una
volta sul proprio territorio, con un superyacht
di 100 piedi, interamente”Made in Naples”. Il
“One Hundred” è stato presentato proprio nel
suggestivo Golfo di Baia nel novembre 2010, a
dimostrare l’attenzione di Antonio e Roy Capasso per la zona e le maestranze locali, che
hanno lavorato a questo progetto tanto innovativo e unico. La modernissima ammiraglia,
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open lungo 31 metri e largo 7,34 che ha già
ricevuto molti apprezzamenti dal mondo della
nautica internazionale. Nonostante le dimensioni, la Baia One Hundred rimane fedele alla
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locissimi, ma dotati delle più ampie comodità
e capaci di affrontare ogni mare. È stata, soprattutto, l’estrema attenzione al design, seguito da Carlo Galeazzi, a permettere al cantiere
di proporre negli anni soluzioni innovative che
stanno diventando un vero marchio di fabbrica. L’accesso alla zona “living”, per esempio,
può avvenire tramite le porte laterali, oppure
grazie all’innovativa porta di prua e a quella
di poppa in cristallo. Anche nell’area di poppa, poi, lo spazio è sfruttato al massimo, con
un grande pozzetto in cui è stato realizzato un
ampio living coperto dall’hard top e arredato
con divani, sedute, tavolo da pranzo e un mobile centrale con televisore a scomparsa. L’ingegnerizzazione, curata da Alberto Ascenzi in
collaborazione con il Cantiere, ha portato a soluzioni assolutamente all’avanguardia, tra cui
spicca quella della carena. Infatti le numerose
ricerche e gli studi sull’architettura navale, sulla
statica e sulla galleggiabilità della barca, hanno
permesso di realizzare uno scafo stabile e con
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elevato comfort durante la navigazione, anche
a 50 nodi: una velocità incredibile per una barca di queste dimensioni, garantita da una motorizzazione costituita da due o tre motori Mtu
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“Arneson drive”. Insomma, si tratta di un vero
e proprio gioiello e di un motivo di orgoglio per
la nautica campana, che si dimostra ancora
una volta capace di essere all’avanguardia, pur
mantenendo le sue caratteristiche di unicità.
Cantieri di Baia S.p.A.
Via Lucullo 45/A
Baia (NA)
+39 081 8687231
www.baiayacht.it
36
Angelo Fusco - Via Montenapoleone, 25 - Milano - Italy - www.angelofusco.eu - +39 02.763.189.33
MODA
I canoni d’eleganza del perfetto gentiluomo:
di Giovanna Caprioglio
Isaia
La camicia
Anche la camicia rispetta canoni di
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va mai il “button-down”, perché
deve essere rigorosamente bianca. Di
giorno, invece, sotto l’abito è meglio
prediligere la tinta unita, bianca o
azzurra, ma è possibile osare con righe e tinte più forti, se non si porta
la cravatta: l’importante è che gli abbinamenti di colore risultino sempre
piacevoli. Le iniziali vanno sotto il
petto, ma non bisogna esagerare nella
dimensione dei caratteri.
Camicie Barba
Abito gessato Attolini
Maria Bonita Extra - Schumacher - Blumarine
London House Mariano Rubinacci
Completo Isaia - Camicia Kiton
l dott. Cilento sostiene che oggi la
modernità sia spesso confusa con
comodità. Si dà troppo spazio a pantaloncini, mezze maniche, camicie
mezze aperte e altri modi di vestire
" # essere al passo con i tempi e le tendenze, ma
senza tralasciare i canoni maschili di classe
e gusto. Perciò sì a cravatte fucsia, camicie
arancio e tinte forti, ma sempre ben abbinati,
per un risultato visivo di piacevole effetto, in
cui tutti gli accessori siano in equilibrio tra
loro. Prima di vestirsi, poi, è importante stare
bene con se stessi e capire cosa nell’abbigliamento ci fa sentire maggiormente a nostro
agio, per non deragliare dai binari della propria personalità.
L’ abito
L’abito è certamente ancora oggi
l’emblema dell’eleganza maschile e,
in particolare, quello su misura è in
grado di nascondere i piccoli difetti di
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#
Ma l’abito maschile richiede stoffe e
colori diversi a seconda delle occasioni. Per una giornata di lavoro l’ideale
è un gessato, nei colori che vanno dal
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Per la sera, invece, il formale è blu
scuro o grigio scuro, eventualmente
con un gessato molto sottile.
38
MODA
la parola al buyer Ugo Cilento
La cravatta
Dal 1780 la sartoria Cilento è il
regno del gentiluomo di stile a Napoli. L’abbigliamento, la pelletteria,
la calzoleria, i tessuti e gli accessori
vestono l’uomo elegante, che non
vuole sbagliare mai ed è in cerca di
consigli d’autore per lo stile adatto
a ciascuna occasione. Per questo
l’atelier di via Medina è un museo
dell’alta sartoria napoletana, con
gli strumenti e gli accessori di una
tradizione che ha fatto, e continua
a fare, scuola. I banconi, le vetrine,
gli espositori, gli arredi, i dipinti, le
stampe e gli orologi del negozio raccontano 200 anni di storia. Qui si
trovano oggetti rari, ormai dimenticati, oltre a una collezione di abiti,
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% M M† dialogano con le nuove linee della
maison.
Cravatte multicolor Marinella
Completo e pochette Sartoria Partenopea
M. Cilento
La cravatta è un accessorio che simboleggia l’eleganza maschile e risulta tra i pochi vezzi che un uomo si
può concedere, mantenendo sempre
e comunque sobrietà ed eleganza.
Di giorno, le cravatte ideali sono le
“regimental” (ma mai con un abito gessato!) sui toni di blu, marrone,
bordeaux o verde, oppure una microfantasia blu o verde scuro. La sera,
invece, è da prediligere la tinta unita.
Vale sempre la regola del sì ai colori
forti, purché abbinati in modo sobrio.
M.Cilento dal 1780 - Via Medina, 61 a/b
Le scarpe
Le scarpe sono l’accessorio per eccellenza e, se di qualità e pregio,
aggiungono eleganza e classe a chi
le indossa. Le scarpe classiche da
uomo devono vertere su due soli colori, il nero e il classico testa di moro,
mentre toni e gradazioni differenti
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da abbinare. La sera bisogna lasciare poco spazio all’improvvisazione:
l’unico colore resta il nero e gli unici
modelli “concessi” sono le francesine
o le derby.
Francesine Kiton - Derby Gallo
+39.081.5513363 - www.cilento1780.it
La pochette
Angelo Fusco
Cravatte Cilento - Via Medina, 62
Altro vezzo del vestire maschile, la pochette è solitamente di lino o di seta.
Va abbinata con la cravatta (ma non
deve essere identica!) e ha molti modi
di essere ripiegata nel taschino della
giacca, a seconda del tessuto e delle
occasioni. I più usati sono a quadrato,
a triangolo, a sbuffo e con le punte.
La piegatura a sbuffo è indicata per i
fazzoletti di seta, mentre i primi due si
addicono di più al lino. Con gli abiti
formali, il fazzoletto deve essere rigorosamente bianco.
39
NAPOLI INSIDE-OUT
Intervista doppia:
Stessa età,
sangue napoletano:
due professionisti a
confronto,
due modi diversi
di vivere la città…
Qual è l’evento napoletano che aspetta
con più trepidazione?
GC - La bella stagione, per andare al mare.
GSV - Un evento corale e simpatico è il capodanno,
quando tutta la città, dalle colline al mare, si accende
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Il suo vezzo d’eleganza?
GC - I vestiti del sarto Michele Toscano.
GSV - Cravatte e orologi, da abbinare alle prodezze
del mio sarto, il simpaticissimo Michele Toscano.
Quanto si sente napoletano da 1 a10?
GC - 10, con sangue siciliano.
GSV - 11! Anzi 13, che porta fortuna!
Tre aggettivi su Napoli:
GC - bellissima, struggente, viva.
GSV - bellissima, avvolgente, “casuale”, nel senso
che tutto sembra avvenire per caso.
Ci tratteggi la caricatura del napoletano
tipico.
GC - Intuitivo, divertente, malinconico.
GSV - In verità ci sono varie Napoli, ma dovendo
individuare dei caratteri trasversali, direi che il napoletano è individualista, spiritoso, brillante, indisciplinato, sognatore e fatalista.
Un luogo comune da sfatare su Napoli?
GC - Che sia una città improduttiva.
GSV - Che il napoletano sia indolente: basta saperlo
coinvolgere e diviene “vulcanico”.
Qual è il personaggio più napoletano di
tutti?
GC - Giorgio Napolitano.
GSV - Direi che Totò ha incarnato benissimo e simpaticamente molti tratti del napoletano. Attualmente
forse il Presidente Napolitano, per altri aspetti.
Ci dica un simbolo di Napoli nel mondo.
GC - La pizza, ça va sans dire.
GSV - La Pizza.
40
GIANLUIGI
CONDORELLI
Non c’è un Condorelli di questa famiglia che non sia visceralmente napoletano e che non abbia avuto a che
fare, ad altissimi livelli, con il campo
medico: il nonno, il padre, le sorelle e
pure mammà… Così, anche per Gianluigi (ma è proprio il caso di chiamarlo Dottor Condorelli), il sangue non
ha mentito: lui, 45 anni, è un luminare
della medicina, un cardiologo di nota
fama, un ricercatore e un docente.
Ma ha dovuto abituarsi presto a stare
lontano dalla terra natia, prima per un
lungo training negli Stati Uniti e poi per
la cattedra presso l’Università Bicocca
di Milano, quella presso la University
of California e la direzione del Dipartimento di Medicina del CNR (Consiglio
nazionale delle Ricerche, Roma). Appena può, però, il Professor Condorelli
torna di corsa a passeggiare sotto casa,
a via Partenope.
Un luogo da visitare che non esiste sulle
guide turistiche?
GC - Il quartiere Montedidio a Spaccanapoli.
GSV - Forse il mercato della Duchesca, un bazar caotico dove merci originali e contraffatte si mescolano
ai motorini che sfrecciano sui marciapiede e al gridare
di tutti contemporaneamente. Oppure i circoli del
Borgo Marinari… Il fascino di Napoli è soprattutto
nei contrasti violenti, ma perfettamente simbiotici,
sotto il sole accecante che taglia l’ombra dei vicoli.
Ci può svelare il suo angolo segreto?
GC - La collina di San Martino e il suo museo che,
oltre a essere incredibilmente belli, sono un punto di
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M
GSV - Amo molto fermarmi in alcune curve di via
Orazio, sulla collina di Posillipo, a guardare la luna
che luccica sul mare.
La passeggiata della domenica mattina:
lei dove la fa?
GC - Quando sono a Napoli, sotto casa mia, a via
Partenope.
GSV - Se resto in città, nella Villa Comunale, il galoppatoio dei Borboni, con i lecci secolari da un lato e
il mare dall’altro.
Qual è il luogo più poetico per fare l’amore a Napoli?
GC - Dove ti pare: al centro storico, a Posillipo, a via
NAPOLI INSIDE-OUT
i professionisti
Gigi d’Alessio o Pino Daniele?
GC - Pino forever!
GSV - Daniele, uno dei poeti contemporanei che ha
Caracciolo… Dovunque.
GSV - Ovunque. Ma dovendo dire un nome: Marechiaro.
saputo cogliere molti aspetti profondi di questa città.
E il luogo migliore per sfogliare “The Lifestyle Journal”?
GC - Il Caffè Gambrinus a piazza Plebiscito o la
Caffettiera a piazza dei Martiri.
Troisi o Benigni?
GC - Tutt’e due. Del resto erano amici.
GSV - Troisi era simpaticissimo, ma Benigni è molto
GSV - Alla caffettiera, a piazza dei Martiri o su un
più completo.
bel terrazzo con vista sul mare.
Le vacanze: Costiera o Isole?
GC - Tutto stupendo!
GSV - Un’altra domanda impossibile: suggerirei
La prima cosa che farebbe se fosse eletto
sindaco?
GC - Mi adopererei per creare il più grande porto
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creerei dei percorsi turistici protetti.
GSV - Ridurrei la mole dei dipendenti pubblici,
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concentrerei sul recupero del turismo, valorizzando le
tante meraviglie della città.
Auto o motorino?
GC - Mezzi pubblici e piedi, quando possibile.
GSV - Non c’è partita: motorino!
Sushi o Pizza?
GC - Pizza!
GSV - Pizza, ma nella pizzeria giusta.
Caprese o parmigiana?
GC - Entrambe: la caprese per il “light lunch” e
quanto alla seconda… Si fa presto a dire “parmigiana”!
GSV - Impossibile decidere: è come chiedermi a
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#
Pastiera o babà?
GC - Babà.
GSV - Babà.
De Filippo o Totò?
GC - Entrambi: Napoli è un teatro a cielo aperto.
GSV - Totò.
GINO SPAGNUOLO
VIGORITA
Nel sangue ha Napoli e la legge, visto
che proviene da una famiglia di noti
giuristi. Laureatosi con 110 e lode alla
Federico II e conseguiti i dottorati di
ricerca e specializzazione in Diritto del
Lavoro, Gino Spagnuolo Vigorita lascia
presto la sua città. Nel 1995 si trasferisce
a Milano, per prendere servizio all’Università dell’Insubria (CO) dove ha vinto
il concorso da ricercatore. Nel 1999,
però, è di nuovo a Napoli, per dirigere
il settore Lavoro del neonato studio legale e tributario della Ernst&Young, del
quale resta socio per alcuni anni. Ottiene, inoltre, l’incarico di Professore di
Diritto Comunitario del Lavoro alla Seconda Università degli Studi di Napoli.
Instancabile, dirige la sede napoletana
del suo studio, nel centro “buono” di
piazza Amedeo, gestendo i rapporti
con gli studi di Milano e Bari.
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gozzetto, spostarsi da Nerano a Capri per un bagno
memorabile: si uniranno il fresco delle colline e la
varietà dei paesini con lo splendore del mare caprese.
Ci dica un’espressione in dialetto napoletano.
GC - «A ssoreta!» (si grida sottovoce agli automobilisti
indisciplinati).
GSV - Una divertente è in realtà una ricetta: gli
spaghetti alle vongole “fuiute”, ovvero la pasta alle
vongole… senza le vongole (“fuiute” cioè “fuggite”).
Un espediente della povertà, superata e sdrammatizzata dall’arguzia tipica del napoletano.
Il ricordo napoletano più bello?
GC - La vista di Napoli dal mare.
GSV - Forse il primo scudetto, quando l’intera città
fu in strada, in un unico abbraccio, e molti portarono
con sé le foto dei cari estinti, perché anche loro vivessero la grande festa.
In conclusione, Napoli è una città in cui o
da cui scappare?
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GSV - Io sono tornato a Napoli da Milano, dove ho
vissuto 4 anni e con cui tuttora mantengo un contatto,
perché lì ho l’altra sede dello studio. La verità è che,
seguendo dei percorsi, a Napoli si può vivere davvero
molto bene
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EAT & DRINK
Napoli a Milano: i ristoranti
Frijenno Magnanno
Aperto dal 1987, Frijenno e Magnanno (“friggendo e mangiando”) è un ristorante veracemente napoletano, in cui si possono assaggiare tutte le
specialità più tipiche: dalla pizza fritta alle crocchette di patate, dagli arancini con mozzarella e
pasta cresciuta agli schiaffoni con frutti di mare,
passando per “Manfredi con ricotta”, linguine
al cartoccio, branzino fritto, babà e pastiere…
Più vivace e “informale” è il piano superiore,
più tranquilla la “tavernetta di Totò” a quello
inferiore. Si tratta, comunque, di un ambiente
semplice e “verace” anche nel servizio (a buon
intenditor poche parole…). La cucina è aperta
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Via Benedetto Marcello, 93 - +39.02.29403654 - www.frijennomagnanno.it
A Santa Lucia
Dal 1929 è il ristorante napoletano per eccellenza a Milano. Sin dagli esordi, tra i clienti spiccano personaggi illustri: D’Annunzio, Yves Montand, Sergio Tofano, Paolo Stoppa, Eduardo De
Filippo, Totò, la Osiris. E, ancora, Gassman,
Mastroianni e tutti i grandi nomi dello spettacolo, che elessero “A Santa Lucia” il loro cenacolo
post-palcoscenico, riempiendolo delle immagini
autografate che ancora oggi fanno da cornice a
questo locale d’antan, appartenente all’Associazione Locali Storici d’Italia. Capisaldi del menu
sono i “rigatoni strascicati” saltati con pomodorini di montagna, basilico e peperoncino: una
ricetta di Franco Parenti.
Via San Pietro all’Orto, 3 - +39.02.76023155 - www.asantalucia.it
Gattò
Il nome “gattò” deriva da una storpiatura
del termine francese “gateau” e indica uno
dei p
piatti tipici
p della tradizione napoletana.
p
È proprio questo mix di gusto partenopeo e
d’Oltralpe che si respira entrando al ristorante Gattò, diviso in due aree contigue, una per
mangiare e l’altra per fare shopping. Si accede
dal negozio, a metà tra un bazar e un atelier e,
salendo i gradini di fronte all’ingresso, si entra
nella cucina: un piccolo bistrot da 40 coperti,
dove nulla è lasciato al caso, ma tutto è fuori
dell’ordinario. A cominciare dal menu: potete trovarci dal polpettone “Sex and the City”
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Africa”…
Via Castel Morrone,10
+39.02.70006870
www.gattomilano.com
Ristorante Nisida
Nisida è una piccola isola affacciata sul Golfo di Posillipo dove, secondo il mito, vivevano le sirene che tentarono Ulisse. Durante l’Impero Romano, Lucio Licino Lucullo vi costruì una villa divenuta famosa per le cene
che vi si celebravano (da cui l’aggettivo “luculliano”). Non stupisce, quindi, che sia stato scelto questo nome per
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secondo la tradizione dei forni di Capodimonte. Il peperoncino, simbolo del calore e della verve napoletane, è
presente sia nel logo che nei colori del locale, tappezzato da suggestive immagini in bianco e nero che raccontano tradizioni, personaggi e luoghi della storia di Napoli.
Via Porro Lambertenghi, 19 - +39.02.97378447 - www.nisidaverace.it
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EAT & DRINK
Napoli a Milano: le pizzerie
La Sibilla
Nonostante si trovi nel centro dell’elegante Brera, la Pizzeria Sibilla è molto spartana, con spazi
abbastanza “compressi”, tanto che potrebbe capitarvi di dovere dividere uno dei rustici tavoli
in legno con altri commensali. Qui, però, si può
assaporare la vera pizza napoletana, proposta in
diverse varianti, tra cui svetta il “super calzone”:
una specialità del locale, con uova, ricotta e salame. I prezzi sono abbastanza modici per la zona,
anche se il servizio risulta piuttosto sbrigativo.
Piccola Ischia
Via Mercato, 14 - +39.02.86464567
La Coccinella
In piena zona Isola, questa piccola pizzeria, costituita da due sole vetrine o, in estate, da uno
sparuto gruppo di tavoli esterni sovrastati da una
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certamente una garanzia per chi desideri mangiare una buona pizza napoletana. Complice
anche l’atmosfera semplice e familiare, il posto è
sempre affollato (e il mitico patron Martino non
perde occasione per redarguire chi non abbia
prenotato). Da provare la “Pizzaiolo”, arricchita con un’ottima mozzarella di bufala. Prezzi “di
una volta”.
Piazza Tito Minniti 8 - +39.02.6080407
La Taverna
È una delle più conosciute pizzerie della città, forse perché qui è possibile assaggiare la vera pizza napoletana
con il “cornicione”. A pochi passi da corso XXII Marzo, La Taverna è un’istituzione per gli appassionati del
genere. Bordo alto, pasta morbida e mozzarella nella giusta quantità sono la base imprescindibile di ogni pizza.
Tra le numerose versioni spicca la “Totonna”, con bufala, pomodorini freschi e olio extravergine a crudo: eccezionale. Ma ci sono anche i latticini freschi, gli affettati e i frarielli, solitamente introvabili a Milano, se non in
qualche banco dei mercati rionali. Passando ai dolci, vale la pena di testare la golosissima torta alla caprese, con
cioccolato e panna, per poi concludere con il limoncello di rigore. Da poco questi due piani veraci e affollati
hanno appena raddoppiato con l’Altra Taverna in via Cadore, 8.
La Taverna - Via Anzani, 3 - +39.02.59900793; l’Altra Taverna - Via Cadore, 8.
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È un locale molto “alla buona” e un po’ caotico, con camerieri veracemente napoletani
e sale sempre stipate di estimatori, ma serve
una pizza davvero ottima. Proposta in diversi
tipi (compreso il raro calzone fritto) e in varie
taglie (piccola, media, grande), si propone in
innumerevoli versioni sulla lista, dove in realtà
@JZQpore partenopeo, come i panini al forno, gli
arancini, le crocchette, le bruschette e fritti
vari. L’originale Piccola Ischia si trova in una
via parallela a corso Buenos Aires, ma, visto
il successo, ne sono state aperte altre in varie
zone della città. Più che mai consigliata la prenotazione.
Via Morgagni,7 - +39.02.2047613
Viale Umbria, 60 - +39.02.54107410;
Viale Abruzzi, 62 - +39.02.29412420
Via Cenisio, 77 - +39.02.33601523
www.piccolaischia.it
EAT & DRINK
Napoli a Milano: le pasticcerie
Caffè Cimmino
Un pezzo della tradizione pasticcera napoletana
dal 2008 si è trasferito anche a Milano, a pochi
passi dal Duomo. Lo storico Caffè Cimmino di
Napoli, con più di 100 anni di tradizione alle spalle, infatti, ha aperto con successo una sua “casa”
milanese, dove poter gustare il meglio della pasticceria e gastronomia partenopea: il babà e l’aranJJ
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di maccheroni e la sfogliatella, la pizzetta e la pa
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affollato in pausa pranzo, propone una carta di
piatti veloci ma di qualità. Più il caffè shakerato
preparato secondo la ricetta di Emilio Parrella.
Via Larga, 2 - +39.02.861714 - www.caffecimmino.com
Pasticceria DiVioleDiLiquirizia
Pasticceria Napoletana Ciulla
Un negozietto di una sola vetrina un po’ in periferia, tra la Bovisa e Dergano, con un banco
che straripa dei dolci napoletani più tradizionali:
pastiera, zeppole, babà, struffoli e, soprattutto,
sfogliatelle, piccole, con una pasta friabile e un
morbido ripieno di ricotta fresca e frutta candita… Si mormora che siano le più buone della
città. Perciò poco importa se il pasticcere Luigi
Ciulla sia di origini siciliane o se la pasticceria sia
un po’ distante dai “soliti giri”: la sfogliatella fatta
ad arte vale la pena.
Via Camillo Ugoni, 1 - +39.02.39313643 - www.pasticcerianapoletana.com
Una boutique/pasticceria nata dalla passione
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entrambe allieve della grande tradizione pasticcera partenopea. In un ambiente curato
nei minimi dettagli, con scaffali bianchi, molti specchi e grandi vasi di cristallo, fantastici
dolci napoletani come pastiera e struffoli si
alternano a sacher, cheese cake e macarones.
Non mancano, poi, altri prodotti gastronomici d’eccellenza come il sale di Cervia, le marmellate di Moreno Cedroni, i mieli Thun e
varie leccornie di cioccolato. In questo angolo
della delizia nulla è lasciato al caso: dalle vetrine coloratissime al packaging che non smentisce l’originale scelta del nome.
Via della Madonnina, 10
+39.02.89092201
www.diviolediliquirizia.it
Babà Napoli
Se volete assaggiare un babà napoletano fatto ad arte, dovete fare un salto da Babà Napoli. Il piccolo negozio
di Laura e Generoso, salernitani DOC, vi farà venire l’acquolina in bocca già dalla vetrina… Basti sapere
che per farcire il classico babà ci sono ben 16 ripieni diversi: crema e fragoline, panna e fragoline, panna e
cioccolato, gianduia, cioccolato e cocco, limoncello, caffè, nocciola, bacio, cioccolato bianco, kinderone, cassata, ricotta e pere, delizia al limone, pistacchio e fondente… Ma da Babà Napoli potete trovare molte altre
specialità dolciarie napoletane: dalla pastiera alla caprese, dalla delizia al limone alla torta ricotta e pere. Tutte
le prelibatezze, poi, arrivano fresche ogni giorno da una pasticceria artigianale di Salerno. Non è un caso che
Babà Napoli abbia fatto il bis in via Sciesa, vicino a Piazza V Giornate.
Via Giuseppe Prina, 4 - +39.02.29531513; Via Amatore Sciesa, 1 - +39.02.55196392 - www.babanapoli.com
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SHOPPING
Gli artigiani del lusso
Stivaleria Savoia
Mobili antichi e boiserie di quercia, un vecchio
tavolo da ciabattino e il blasone dei Savoia: poco
è cambiato dal 1870, quando il maestro stivalaio
del Reggimento Savoia Cavalleria produceva stivali su misura e scarpe fatte a mano. La sua maestria è stata poi tramandata ad altri, ma ha mantenuto sempre l’altissima qualità nella fattura e
nella scelta dei pellami. Ancora oggi la Stivaleria
Savoia veste eleganti cavalieri e amazzoni moderne, giocatori di polo, sportivi e countrymen.
L’offerta è arricchita da calzature di marchi inglesi, scarpe sportive da donna, articoli di selleria
e pelletteria.
Via Petrarca, 7 - +39.02.4634240 - www.stivaleriasavoia.it
Leu Locati
Camiceria Ambrosiana
Sorta durante la Seconda Guerra Mondiale con
il nome di “Manifattura Lombarda” per produrre le camicie per l’Esercito Italiano, la Camiceria
Ambrosiana è ancora oggi un laboratorio artigia
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punto di riferimento per chi ama vestire in modo
? € / { tessuti, inclusi il vero lino irlandese e il voile, per
accontentare anche i clienti più esigenti. Bottega
storica dal 1854, è portata avanti con passione
da Alessandro Agostini con l’aiuto della mamma
e della zia, che creano camicie in cui anche i dettagli, dalle asole ai ricami, sono eseguiti a mano.
Via Soncino, 1 - +39.02.72001818 - www.camiceriaambrosiana.com
Calzoleria Rivolta
Nata nel 1883 in via Gesù con Enrico Rivolta, la Calzoleria ha rappresentato per moltissimi anni il “non plus
ultra” della produzione artigianale di scarpe per uomo e donna fatte a mano e su misura. Il successo continua
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chiudere. Circa 30 anni dopo è Fabrizio Rivolta a riprendere in mano la bottega di famiglia, aprendo un nuovo
negozio in via della Spiga, con un concetto totalmente all’avanguardia: creare una scarpa completamente su
misura, sfruttando al meglio le moderne tecnologie. Così, grazie a un algoritmo sviluppato dal Politecnico di
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del piede di ciascuno, per poi realizzare la scarpa che calzi alla perfezione.
Via Spiga, 17 - +39.02.598751 - www.calzoleriarivolta.com
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Più di cent’anni fa, nel cuore della Vecchia
Milano, Luigi Locati aprì una piccola bottega
artigiana per la decorazione delle copertine
in pelle dei libri sacri. Presto a questa attività
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sacchettini in piccolo punto, ricamati con
maestria, che le donne della nobiltà milanese
apprezzarono così tanto da spingere Locati a
dedicarsi unicamente alla lavorazione di pelli
e tessuti per la creazione di borse e accessori
per signora. Ancora oggi la Leu Locati crea
meravigliose borse, lavorate a piccolo punto
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cui si sono aggiunte ultimamente anche le calzature.
Via Cosimo del Fante, 13
www.leulocati.com
SHOPPING
Ombrelli Maglia
È dal 1876 che la famiglia Maglia, giunta alla
quinta generazione, realizza ombrelli richiesti e
apprezzati in tutto il mondo per la loro unicità e
la caratteristica di essere montati su un bastone
intero di legno naturale (frassino, melo, nocciolo,
bamboo etc.). Le linee e i motivi si mantengono
sul classico (“pin stirpe”, regimental, country),
mentre la ricerca di nuovi tessuti non si ferma
mai. Negli ultimi anni la crescente richiesta dei
mercati giapponese e americano ha portato an
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cate impugnature in bamboo, argento e corno.
Via Ripamonti, 194 - +39.02.55219333 - www.ombrellimaglia.it
Legatoria Conti Borbone
È una vera e propria bottega d’arte quella che
la famiglia Marchesi porta avanti dalla metà del
1850, quando Domenico Conti Borbone fondò
quella che è a oggi una delle legatorie più antiche
d’Europa. Nel suo laboratorio si rilegano libri e
album di pregio, ancora rigorosamente a mano:
carta marmorizzata, pelli pregiate, stampa al
torchio, fregi d’oro e titoli in rilievo. Un mestiere
d’arte tramandato di generazione in generazione
e apprezzato da molti personaggi illustri, le cui
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d’Annunzio. Gli attuali discendenti della bottega sono i Marchesi della rinomata pasticceria di
corso Magenta.
Corso Magenta, 31 - +39.02.86450090 - www.contiborbone.com
Gallia e Peter
Il motto di famiglia è “a testa alta”, e non poteva essere altrimenti per la più antica modisteria di Milano, la cui storia inizia nei primi
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napoleone, dove Mariuccia Gallia apre il suo
? dista Cornelia Peter. Da allora Gallia e Peter
copre le teste delle signore bene di Milano,
ma anche di molte modelle sulle passerelle
dei grandi stilisti che si appoggiano alla lunga
esperienza del marchio. Oggi l’attività è condotta da Laura Marelli, pronipote della fondatrice. Nella nuova sede di via Moscova tutto
si crea ancora come una volta: dai cappelli più
stravaganti alle classiche cloche.
Via Moscova, 60
+39.02.76002628
www.galliaepeter.it
Al Pascià
Da oltre un secolo all’interno di un meraviglioso palazzo cinquecentesco in via Torino, Al Pascià vende pipe
e accessori per il fumatore, sia di produzione propria che dei più rinomati marchi del settore (alcuni persino
con articoli in esclusiva nazionale). Da Axel Reichert, Cornelius Maenz ed Erik Nielsen a Former & Eltang,
Hiroyuki Tokutomi, Joao Reis, Kent Rasmussen, Manduela,Tom Richard e molti altri. Una vera e propria
mecca per gli appassionati, insignita anche dal Comune di Milano del riconoscimento di “Bottega Storica” per
la sua lunghissima tradizione. Negli anni la costante ricerca di articoli di alta qualità ha portato ad ampliare
la tipologia di prodotto, dal piccolo accessorio alla borsa, ma il tutto è realizzato con grande attenzione nella
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Via Torino, 61 - +39.02.86450597 - www.alpascia.com
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www.panama1924.it
WEEKEND FUORI PORTA
www.italytraveller.it
Dove dormire
Hotel Caruso
È un palazzo dell’XI secolo, sul punto più alto della meravigliosa Ravello. Con ancora gli affreschi originali e la struttura
dell’epoca, ha camere arredate con mobili creati in esclusiva
per l’hotel nello stile napoletano di inizio Novecento. La pisci#
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un terrazzo dalla vista incomparabile, dove montagne, mare e
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i giardini terrazzati, di cui è possibile fare un tour privato con
Gaetano, il capo giardiniere.
Piazza San Giovanni del Toro, 2 - Ravello (SA) - +39.089.858801 – www.hotelcaruso.com
Il San Pietro di Positano
Da sempre considerato un emblema del lusso mediterraneo,
sembra scolpito nelle rocce e ha davanti a sé solo lo spettacolare panorama sul mare di Positano, in un’atmosfera di quiete
quasi irreale che pervade la hall, i giardini e le sale. Tutte dotate di balcone vista mare, le camere sono autentici gioielli in stile
mediterraneo. Sulla terrazza panoramica si trovano la piscina
e il solarium, mentre un ascensore conduce alla spiaggia privata ai piedi della scogliera, per un tuffo o un pranzo in riva al
mare al ristorante Carlino.
Via Laurito, 2 - Positano (SA) - +39.089.875455 - www.ilsanpietro.com
Hotel Santa Caterina
È un 5 stelle lusso con una vista incomparabile sulla Divina
Costiera. Le camere e le suite, spesso con giardino o terrazza,
omaggiano le classiche dimore mediterranee, grazie ai mobili
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il Ristorante A Mare, situato nel beach club con piscina di ac>##
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nei profumi del limoneto, e la “Romeo e Giulietta”, uno chalet
intimo su due piani a picco sul mare.
LA COSTIERA AMALFITANA
La Costiera Amalfitana ha sempre esercitato un forte fascino sui suoi visitatori. I rilievi verdeggianti che
si tuffano nel mare azzurro, i paesaggi pittoreschi,
la cucina basata sulla freschezza dei prodotti locali, uniti alle ottime strutture ricettive e alla cortese
ospitalità della gente, fanno oggi della “nostra terra” una delle mete turistiche più esclusive e conosciute nel mondo, non a caso dichiarata Patrimonio
Culturale dell’Umanità dall’UNESCO. Difficile descriverla a parole: bisogna vederla con i propri occhi
e, poi, continuare a sognarla. Aperto, cristallino, di
un azzurro splendido è il mare incontaminato del
Cilento e di Amalfi e Positano, che si fa immenso
dove i golfi di Napoli e Salerno si uniscono e mescolano. Qui ogni paese è come un grande balcone
inondato da un sole abbagliante, con giardini fioriti
che raggiungono la strada, incorniciando le perle
della Costiera Amalfitana. Ma è l’intera via che da
Vietri corre fino ad accostarsi alla penisola sorrentina a essere costellata da piccole, preziose perle: a
ogni curva un nuovo scenario, una nuova emozione, un nuovo museo a cielo aperto, ricco di storia
e suggestione.
S.S. Amalfitana, 9 - Amalfi (SA) - +39.089.871012 - www.hotelsantacaterina.it
Grand Hotel Convento
Nel XII secolo era un monastero, oggi è un albergo contemporaneo con un’anima antica. Infatti ha mantenuto le caratteristiche architettoniche della Costiera, reinterpretandole secondo una concezione moderna di ospitalità. Le camere sono
un’esplosione di bianco, con giochi di ombre e di luci che si
rincorrono tra archi d’ispirazione araba, volte, piccoli balconi
e terrazzi che si affacciano sul mare. La piscina, rubata alle
rocce a picco sul mare, è il luogo ideale dove rilassarsi e godere
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Via Annunziatella, 46 - Amalfi (SA) - +39.089.8736711 - www.ghconventodiamalfi.it
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WEEKEND FUORI PORTA
Dove dormire
Relais Don Alfonso 1890
Sin dal 1890, la residenza d’epoca di Don Alfonso ha ospitato
letterati, artisti e politici. Ma anche oggi Alfonso e Livia Iaccarino hanno voluto portare avanti la tradizione con un albergo
di pregio. Un po’ dimora d’epoca e un po’ “boutique hotel”,
il relais è un piccolo gioiello di eleganza: 4 junior suite, 4 suite
e un appartamento, in cui il lusso è declinato nelle forme classiche dello stile mediterraneo. Non mancano neppure i corsi
di cucina: per portare con sé un po’ della tradizione di questo
ristorante famoso nel mondo.
Corso Sant’Agata, 11/13 - Sant’Agata sui due Golfi (NA) - +39.081.8780026 - www.donalfonso.com
Hotel Villa San Michele
L’atmosfera è quella di una tipica casa mediterranea, così come
l’ospitalità, fatta di buona cucina e allegria. Le camere sono
arredate sobriamente, nella migliore tradizione della zona, e
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raggiungere la riva in pochi minuti, attraverso le terrazze. Ma
l’olfatto e la vista sono deliziati anche dalla fragranza e dai
colori di limoni e bouganville. Un luogo ideale per assaporare
i veri piaceri della Costiera.
Via Carusiello 2 - Ravello, frazione Castiglione - (SA) - +39.089.872237
Villa La Tartana
Affacciato sulla Spiaggia Grande di Positano, questo B&B è
senza dubbio la scelta ideale per chi è in cerca di una vera e
propria casa al mare. Si trova, infatti, in una posizione strategica per chi voglia trascorre una vacanza a contatto con le acque
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cuore di Positano. L’architettura è piacevolmente essenziale,
con le bianche volte a croce che creano un suggestivo contrasto
con il blu intenso e il verde acqua dei caratteristici pavimenti
in maiolica di Vietri.
Via Vicolo Vito Savino, 4/6/8 - Positano (SA) - +39 089 812193 - www.villalatartana.it
Ca’ Pa’ - Casa Privata
Una vecchia casa di pescatori in rovina, trasformata in una
residenza da sogno, con i giardini curati dal paesaggista belga
Jacques Wirtz, dove perdersi tra fontane, siepi, alberi da frutto
e spezie, e le terrazze a picco sul mare, dove godere della priva‡/‘#}%%}
e Positano, e ha solamente sei stanze, ognuna personalizzata
con una libreria di un centinaio di volumi, per assicurare una
vacanza di quiete e relax totali.
Via Rezzola 41 - Praiano (SA) - +39.089.874078 - www.casaprivata.it
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SORRENTO
Lungo il versante meridionale del golfo di Napoli,
in una splendida posizione panoramica, sorge Sorrento, il cui nome, secondo la tradizione, deriverebbe da quello delle sirene, le mitiche creature che
ammaliavano i naviganti con il loro canto. Luogo di
villeggiatura prediletto già dall’aristocrazia romana,
che vi costruì grandiose ville delle quali è ancora
possibile scorgere i resti, Sorrento beneficiò nel
‘700 dell’azione riformatrice di Carlo III di Borbone,
divenendo nel secolo successivo la meta prediletta
di artisti, letterati e musicisti provenienti da tutto il
mondo, che trassero ispirazione dalla bellezza dei
suoi panorami e dall’amenità dei suoi paesaggi. È
conosciuta nel mondo anche per l’antica tradizione
artigianale del merletto, l’intarsio del legno e la produzione di agrumi e, in particolar modo, dei limoni
con cui si realizza il tradizionale limoncello. Oltre al
reticolo ippodameo del centro storico, Sorrento offre ai visitatori splendidi abitati e piccolo centri che
ancora conservano i tratti di un passato ormai lontano: i borghi marinari di Marina Grande e Marina
Piccola, la frazione “agricola” del Capo di Sorrento,
con le splendide rovine della Villa Romana di Pollio
Felice e i Bagni della Regina Giovanna e, ancora,
le frazioni collinari di Priora, Cesarano e Casarlano,
immerse negli splendidi uliveti.
POSITANO
La leggenda vuole che Positano sia stata fondata
da Poseidone (nome greco del dio del mare) per
amore della ninfa Pasitea da lui amata. La località
deve la sua fama al suggestivo impianto urbanistico che ne fa un paese in verticale: un susseguirsi
ininterrotto di case adagiate sulle pendici dei Monti
Lattari. Protetta da numerose cime, Positano gode
di un clima invidiabile. Fu dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che pittori, registi e scrittori,
ammaliati dalla magica atmosfera, dalla sensuale
bellezza del paesaggio, e dallo stile di vita dei pescatori, ristrutturarono casupole e conventi e costruirono ville, creando rifugi dorati. Oggi Positano
basa la propria economia su alcune manifatture di
ceramiche artistiche e, soprattutto. sul turismo di
lusso, che l’ha resa una meta universalmente conosciuta. Il centro di Positano si trova a ridosso della
spiaggia “grande”: da qui la vista si apre verso i tre
isolotti di Li Galli (Gallo Lungo, Castelluccio e Rotonda) conosciuti anche come “Sirenuse”, in quanto leggendaria dimora delle sirene. Sono da visitare
anche le grotte preistoriche, le ville romane, i relitti
subacquei e le innumerevoli boutique che, coi loro
tipici e coloratissimi abiti, dominano strade e vicoletti.
AMALFI
La leggenda narra che l’eroe Ercole amasse una
ninfa di nome Amalfi, ma fu un amore breve perché lei morì. Sepolta nel luogo più bello del mondo,
diede poi il suo nome alla città che vi sorse. Amalfi,
WEEKEND FUORI PORTA
Dove mangiare
Maxi
All’interno dello splendido Hotel Capo La Gala, a picco sul
mare cristallino del golfo di Napoli, questo ristorante, che ha
conquistato la prima “stella Michelin” nel 2009, è una celebrazione della cucina partenopea. Ingredienti semplici e genuini,
frutti del mare e della terra e prodotti di stagione si mescolano
sapientemente grazie all’arte dello chef Danilo Di Vuolo. L’arredamento è in stile marinaro rivisitato con tocchi di design e una
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oltre mille etichette.
Via Luigi Serio, 8 - Vico Equense (NA) - +39.0818015758 - www.hotelcapolagala.com
Ristorante Maria Grazia
Questo ristorantino sulla spiaggia di Nerano è conosciuto e recensito da tutte le guide per la sua pasta con le zucchine, creata
con ingredienti sempre freschissimi, secondo una ricetta squisita,
che resta a tutt’oggi segreta. È un piatto la cui storia risale a
più di 50 anni fa e a un tentativo culinario effettuato quasi per
scherzo dal principe Pupetto Sirignano, un habitué del posto, e
dall’allora padrona nonna Rosa. Il ristorante è tuttora apprezzato dal “bel mondo” per la sua genuinità e per gli squisiti piatti
di pesce.
Spiaggia di Nerano - Marina del Cantone - Massa Lubrense - +39.081.8081011
Torre del Saracino
È una torre vecchia di 1.300 anni il luogo scelto dal noto chef
Gennaro Esposito per creare il suo ristorante. La bravura di
Esposito è cresciuta negli anni, con importanti esperienze che
gli hanno permesso di mettere in pratica quello sognava sin da
giovane: una cucina fatta non solo di estro, ma anche di molto
impegno, pescando dal territorio per creare piatti come la “parmigiana di pesce bandiera” o “la zuppetta di ricotta di fuscella
con le triglie”, che gli hanno permesso di ottenere la seconda
“stella Michelin” nel 2008.
Via Torretta, 9 - Vico Equense (NA) - +39.081.8028555 - www.torredelsaracino.it
Ristorante Eolo
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e Punta Campanella, il Ristorante Eolo deve la sua notorietà
JJ%JJche alla qualità delle proposte gastronomiche, che rivisitano in
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offre una importante scelta di vini locali, nazionali ed esteri e
gli arredi sono eleganti, ma molto semplici, con le note di blu
cobalto delle tipiche ceramiche di Vietri, che riprendono le tonalità del mare e del cielo.
antica repubblica marinara, è il cuore di tutta la costiera, la meta di un turismo internazionale attratto
principalmente dal suo mare, unico nei colori. Anche le numerose tradizioni locali offrono al visitatore
un altro valido motivo di visita: la discesa della stella
cometa dal Monte Tabor, la Festa di San Giuseppe
e quella di Sant’Antonio, la Regata Storica di tutte le repubbliche marinare, la sagra del limone, il
giorno di Sant’Andrea protettore di Amalfi e il Natale, con la processione subacquea alla Grotta dello Smeraldo, i fuochi d’artificio di Capodanno e la
tradizionale Via Crucis con suggestive processioni
liturgiche. Da visitare, in particolare, sono la Chiesa di Sant’Antonio, il Convento di San Francesco, il
Museo della Carta, la Cappella di San Giuseppe del
Castrista e la maestosa Cattedrale. Tra le tradizioni
artigianali, spicca quella della lavorazione della carta, che avviene manualmente dal 1700.
RAVELLO
La suggestiva quiete di Ravello fu ben gradita da
poeti e letterati di tutte le epoche. Ricca è anche la
tradizione artistica, che si ritrova nei numerosi monumenti religiosi, quali la Cattedrale di San Pantaleone, patrono della città, che colpisce per la sua
ricchezza di marmi, l’adiacente campanile alto 35
metri, e le chiese della Santissima Annunziata, di
San Francesco, di Santa Chiara, di San Martino, di
Sant’Angelo e di San Giovanni del Toro. Cuore di
Ravello è piazza Vescovado, con le rovine del Castello, la Cattedrale e il Palazzo Rufolo. Imperdibili
sono anche Villa Cimbrone e Villa Rufolo, capitale
dell’arte e della natura ravellese, nonché sede di
numerosi eventi musicali e culturali.
PRAIANO
La Costiera Amalfitana è un angolo di mondo da
scoprire, perché oltre al suo mare apprezzato dai
turisti di tutto il mondo, offre anche piccoli insediamenti che conservano culture e tradizioni antichissime. Tra questi si trova Praiano, un borgo di
pescatori immerso nella natura e scelto fin dai secoli scorsi quale meta di riposo dei dogi. Fiorente
è l’artigianato antico, che va dall’arte della seta a
quella del filato finissimo lavorato dalle donne del
paese. Praiano si trova tra il Monte Sant’Angelo a
Tre Pizzi e il Capo Sottile, un piccolo angolo dagli
spettacolari scorci panoramici. Da visitare è la Chiesa Parrocchiale di San Luca Evangelista, che conserva opere d’arte di pregevole interesse come le tele
cinquecentesche di Bernardo Lama, una reliquia del
Santo e un busto d’argento del 1694. Adiacente alla
chiesa, si erge il campanile a tre piani che domina
il paese.
CONCA DEI MARINI
Tra Capo di Conca e la Grotta dello Smeraldo, Conca dei Marini si offre al turista in tutta la sua bellezza
fatta di case in stile mediterraneo, con cupole e muri
in calce bianca, immerse tra i limoneti e gli ulivi tipici delle colline di San Pancrazio e Sant’Antonio. Un
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disegni più classici e forme più moderne e geometriche, così
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produttori di ceramica più famosi della Costiera e di Vietri,
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una collezione davvero interessante di ceramiche. In vendita
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52
paesaggio che ha da sempre affascinato molti VIP,
tra cui la principessa Margaret d’Inghilterra, assidua
habitué del luogo. Conca dei Marini è un paese di
pescatori legato a un’antica tradizione marinara, da
cui nascono storie e leggende tramandate ancora
oggi. Conosciuta per la sua tonnara, un sistema di
pesca dei tonni e dei pesci in transito, ha fatto del
mare la sua economia principale. Da vedere sono la
vicina Grotta dello Smeraldo, un meraviglioso monumento naturale fatto di luci e stalattiti, la chiesa di
San Pancrazio, il Convento di Santa Rosa e la Torre
di Conca. Tradizione antica è la Festa di Santa Rosa,
dove le suore dell’omonimo convento distribuiscono alle famiglie del paese la nota Sfogliatella Santa
Rosa, che qui è nata, proprio dalle loro mani, nel
1700.
MINORI
Ciò che più colpisce il turista di Minori è la sua struttura architettonica, insieme alla piccola spiaggia su
cui il paese domina. Adatta per “disintossicarsi”
dallo stress e dai rumori della città, Minori offre alla
vista anche le sue case tipiche, fatte con caratteristiche pareti policromatiche in tufo e laterizi in cotto.
In passato la cittadina è stata anche un ottimo centro industriale di pelli, tele e carni, oltre a un cantiere di navi e galere. A farla da padrone è il tufo grigio
di Sarno e Nocera, noto per la sua malleabilità e
la sua leggerezza, e usato anche per le decorazioni d’arte presenti nelle chiese. Meritano una visita
la Cattedrale di Minori, dove sono seppelliti molti
dogi della Repubblica, e le chiese di San Gennaro, di San Giuliano, della Madonna delle Grazie (o
Santa Maria del Rosario), di San Giovanni Battista
presso la Marina e di San Nicola. Caratteristico è il
Campanile dell’Annunziata, ma è da non perdere
anche la Grotta dell’Annunziata che, a poca distanza dal mare, era un tempo la sede di un ospedale.
VIETRI SUL MARE
Affacciata sul mare e sovrastata dal Monte San Liberatore e dal Falerio, Vietri sul Mare è una località ben
nota per la sua produzione di ceramiche antiche,
una tradizione di epoca medievale che costituisce
ancora oggi la principale attività economica locale
e ha un proprio marchio a tutela dell’originalità dei
manufatti. Ma Vietri è anche una località turistica,
con la frazione balneare Marina, la Torre Saracena
e gli altri piccoli centri: Molina, Albori, Raito. Verso
la montagna, ci sono Benincasa e Dragonea, da cui
partono sentieri montani ideali per chi ama le escursioni. Non può mancare una visita al più importante
monumento cittadino: la seicentesca Chiesa Madre
di San Giovanni Battista, con la sua cupola maiolicata che domina tutto il paese. Bella anche l’adiacente Valle di Albori, in cui, tra l’altro, cresce la pianta
carnivora endemica Pinguicola Hirtifolia.
SPY STORY
“The Lifestyle Journal” a Venezia:
ph Monica de Mas e Diego Selmin
EDIZIONE VENEZIA
Volevamo condividere con i nostri lettori il
successo della presentazione dell’edizione
speciale su Venezia celebrata lo scorso 11
settembre con un cocktail presso la Collezione Peggy Guggenheim.
Il meraviglioso setting e le molte persone che hanno voluto festeggiare con noi
hanno reso la serata davvero magica.
Professor Gianfranco Mossetto e Signora con il Dottor Caprioglio
54
Giovanna Caprioglio
Giuliana Poggi
SPY STORY
cocktail alla Peggy Guggenheim Collection
Gabriella Contro
Michele Calvani
Christian Perdonà
Barbara e Virginia Preo
Marco Poli con Sophie Micol Fabiani
Tommaso Scola Gagliardi
55
SPY STORY
Cesare Attolini presenta la nuova collezione
ph Gabriele Di Mola
DESIGN MON AMOUR
Il 19 giugno, in occasione della Settimana
della Moda Maschile, Cesare Attolini ha
presentato la nuova collezione P/E 2012
con un cocktail presso la Biblioteca della
Moda.
Molti gli ospiti e gli amici presenti che
hanno potuto sfogliare anche la nuova
pubblicazione “Design Mon Amour”.
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SPY STORY
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GLI INDIRIZZI LIFESTYLE
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L’OROSCOPO DELLA GINNY
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TORO
ARIETE (Dharma di Dharma & Gregg)
(Dana Scully di X Filess) Che voi siate quasi uguali
Questo mese tutto d’oro
È una caccia al tuo tesoro
Perché ormai avrai imparato
Che ogni passo va sudato
E per ogni tua conquista
Devi dar risposta giusta!
Anche Dana è di opinione
Che ogni dubbio ha soluzione
Ma il quesito più sincero
È “che vuoi tu per davvero?”.
Chiudi gli occhi, senti il cuore
Sole escon le parole
Che ti guidan senza freno
%
[$
Come un paio di stivali
O dissimili d’aspetto
Come chiave e il suo lucchetto
Non lasciatevi scappare
Chi vi possa completare…
Che nessuno anche vicino
Si intrometta col ditino:
ogni muro può sfondare
quell’incastro celestiale
tra il tuo bacio da civetta
e la sua metà perfetta.
VERGINE
LEONE ((Bree Van De Kamp
mp
(Joan di Mad Man) di Desperate Housewives)
s
Dentro un circo il tuo mestiere
¤
ogni gesto con la frusta
fa scattar la mossa giusta.
Ma a settembre gli elefanti
Fan pernacchia ai tuoi comandi.
Nulla stringe la tua rabbia
Che li chiude nella gabbia
Solo armata di dolcezza
Potrai trarne una ricchezza:
chi conduce per davvero
Ha un elastico pensiero!
Grande cuoca del destino
Hai di tutto un pezzettino
Ma nessuno ha la ricetta
Con la dose già perfetta.
le tue mani con coraggio
troveranno il giusto assaggio:
serve un pizzico di ardore
per guardare in fondo al cuore
e provare ad accostare
gorgonzola e bacche amare!
CAPRICORNO
O
SAGITTAR
T IO ((Ally McBeall)
(Phoebe di Friends)
Sulla luna tu sonnecchi
Dondolando il piede aspetti
Che una stella più brillante
Ti sorprenda nella mente,
penetrandoti la pelle
ti solletichi le ascelle!
Questa stella è l’ambizione
Che ti scuote dal torpore
E ti fa mettere in gioco
Ogni bene al suo scopo
E rischiar sulla tua pelle
Per un posto tra le stelle!
Fino ad ora ti sei issato
Re indiscusso del tuo Stato:
quanto è bello bagordare
senza limiti ballare
poi decidere che basta
e a nessun dare risposta!
Perché tu sia più gioiosa
Manca solo un’altra cosa:
chi perdutamente amare
che ti possa completare,
come a un Lord il suo cappello
o a Batman il mantello…
GEMELLI
CANCRO
R
(Susan Mayer
(Rachel di Friends) di Desperate Housewives)
s
Quando Sali per la scala
Di fatica ci si ammala
Ma se gli occhi son puntati
Sol sui piedi tuoi ammaccati
Perdi intorno ogni piacere
Di veder chi ti sostiene:
tutto intorno a te c’è vita,
può allietarti la salita!
Sai l’amore ad ogni evento
È un sostegno di cemento:
tienlo allora stretto stretto
come un tappo il suo tubetto!
Susan Mayer “disperata”
Torna nuova a ogni puntata
Single, sposa o abbandonata
Il “the end” mai l’ha fermata
E a ogni sigla che comincia
Susan vuol la sua rivincita!
Sei un cucciolo innocente
Che sorride dolcemente
Ma se il cucciolo è di tigre
Quando serve attacca brighe:
non toccategli i suoi affetti
che di voi farà pezzetti!
SCORPIONE
R
BILANCIA (Zeeva di N.C.I.S.)
((Elliot di Scrubs)
L’energia della tua testa
Basta a illuminar la festa
E a spedir chi t’importuna
Solo andata sulla luna…
Se lo guardi all’incontrario
Tutto è un nuovo scenario:
basta accendere un lampione
che di notte splende il sole
e se il prato ha mille stelle
“m’ama non m’ama” fai con quelle…
Ma hanno tutte cinque punte:
sul verdetto son congiunte!
Da centaura è il tuo ruggito
Tiene a bada ogni bandito:
chi non parla con rispetto
subirà il tuo sgambetto,
verrà chiuso in un tombino
chi si avvicina al tuo giardino.
Sai difender con gli spari
I tuoi amori ed i tuoi affari
Ma talvolta è il tuo pensiero
A far di un topo l’uomo nero
Perché ogni polverone
Scaccia noia dal tuo umore!
PESCI
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QU IO (Sex And The City)
(Lily di How I Met Your Mother)
Cenerentola cittadina
Un lampione è la fatina
La metrò il tuo castello
Ed il taxi un buon cavallo…
Ma con l’aria che ora tira
Sai la favola non gira,
le statistiche son chiare:
Biancaneve fa la fame!
Questa è l’ora Cenerella
Che ritorni sulla Terra
E ti godi la mattana
Consapevole che è umana…
Tra cicala e la formica
Non si gioca la partita:
avrà pur qualche rimorso
ma il piacere non ha costo
e cicala soddisfatta
squattrinata ha il sole in faccia,
mille amici e un grande cuore:
non ha prezzo questo amore!
E’ cosi che qui si balla
Tutto il mese si saltella
E ogni piano più concreto
Slitta al prossimo mesetto…
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