TECNOLOGIE relax FALSI D`AUTORE
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TECNOLOGIE relax FALSI D`AUTORE
INFORMAPIÙ Gennaio - Febbraio 2015 reportage UN GIORNO... IN RADIO i numeri del mercato CALA LA DISOCCUPAZIONE keywords RECRUITING 2.0 - WHAT YOU SHOULD BE AWARE OF WHEN GOING SOCIAL intra legem LA LEGGE DI STABILITA' 2015 TECNOLOGIE CRITTOGRAFIA: STORIE DI SPIE, GENERALI, GENI E... DEL WI-FI DI CASA relax RISOLVI I QUIZ E VINCI FALSI D'AUTORE SCOPRI LE OPERE D'ARTE RIVISITATE DAI COLLEGHI SOMMARIO EDITORIALE 3 DATI SUL TERRITORIO I NUMERI DEL MERCATO L'ACCENTO SULLE AZIENDE 4 6 7 FOCUS 8 IN BREVE 9 INTRA LEGEM 10 Legge di stabilità 2015 INTERVISTA Luca Corsi, Vorwerk Folletto 12 REPORTAGE Un giorno... in radio 14 NEWS Nasce la Divisione Moda di Lavoropiù Nuovi trasferimenti per Lavoropiù... 26 UN 2014 DI COVER 27 FALSI D'AUTORE 28 6 INVENZIONI CHE CI HANNO 30 CAMBIATO LA VITA La cerniera lampo o zip AGGIORNAMENTI 32 CONTRATTUALI Rinnovi recenti e l'istituto della banca ore A RUOTA LIBERA 34 Bonobo power l'editoriale 37SANITÀ La storia dell'infermiere 38 MODA Il più prezioso dei tessuti: la seta 14 REPORTAGE 10 INTRALEGEM 40AGRICOOL Vertical farming: fattorie in cielo 42 ABOUT FARMA Il mondo degli integratori alimentari 44KEYWORDS Recruting 2.0 46 UNO SGUARDO SUL MONDO Il Giappone tra contraddizioni e unicità 47 C'ERA UNA VOLTA... I pirati 34 A RUOTA LIBERA 8 FOCUS 48 IMPROVE YOUR ENGLISH 50 LO SCATTO IN PIÙ Una vita fatta di cloro 52 CI PIACE IL GIOCO DI SQUADRA 54 IL MONDO A MISURA DI BAMBINO Mamma, cosa facciamo oggi pomeriggio? 42 ABOUT FARMA 38 MODA 56TECNOLOGIE Crittografia 58 LOST AND FOUND 60 PAUSA CAFFÈ 47 C'ERA UNA VOLTA... 54 IL MONDO A MISURA DI BAMBINO 62 LUOGHI (NON) COMUNI 64VIAGGI Sudafrica 66RELAX INFORMAPIÙ ANNO VII · NUMERO 61 · GENNAIO - FEBBRAIO 2015 Lavoropiù SpA · marketing interno Tiratura 600 copie Registrazione Tribunale di Bologna n. 7509 del 03/03/2005 Aut. Min. Prot. n. 1104-SG del 26/11/04 Direttore MATTEO NALDI Redazione BARBARA MARTELLI, FRANCESCA NANNETTI, ELENA NANNETTI Hanno collaborato AGRIPIÙ, ROMINA CACCIARI, FARMAPIÙ, FASHIONPIÙ, GIULIA FORNI, FABIO FRANCIA, LAVOROPIÙ EVERYWHERE, PERPIÙ, SANIPIÙ, ALESSANDRO SERRA, RICCARDO TORREGGIANI, UFFICIO LEGALE, UFFICIO OSI, FRANCESCA TANZILLI, SIMONA TUMIATI, FEDERICO ZAGNONI Collaboratori esterni SARA MENETTI, EMANUELE PALESE Stampa LITOGRAFIA ZUCCHINI SRL Fonti AGI.IT, AGRICOLTURA24.COM, AFFARI E FINANZA, AIIPA, ASSOCAMERESTERO.IT, ASSOINFORM, CAMERA DI COMMERCIO, COLDIRETTI, CONFINDUSTRIA, CORRIERE ECONOMIA, CSOSERVIZI.COM, EBITEMP.IT, EURISPES, FASHIONMAG, FEDERFARMA.IT, FARMINDUSTRIA, ICE, ILPOST.IT, IL RESTO DEL CARLINO, IL SOLE 24 ORE, IPASVI.IT, ISTAT, ITESPRESSO.IT, LA REPUBBLICA, NANOPRESS ECONOMIA, OSSERVATORIODISTRETTI.ORG, PANORAMA, REGIONE LAZIO, REGIONE LOMBARDIA, REGIONE TOSCANA, REGIONE VENETO, SALUTE.GOV.IT, TRECCANI.IT, UNIONCAMERE RELAX nov-dic 14 soluzioni GHIGLIOTTINA: tela REBUS: la convention per una notte come le stars vincitori Antonio Capasso, Christian Corsi, Sonia Pennacchietti. Antonio e Christian hanno vinto il libro "Fight Club" di Chuck Palahniuk. Sonia ha vinto il libro "Instant Love" di Luca Bianchini. di Matteo Naldi S iamo nel bel mezzo di un febbraio - che fino all'imprevista nevicata di qualche ora fa, vista la temperatura media, assomigliava più a maggio... - e come tutti gli anni, ahinoi o per fortuna, de gustibus, ci apprestiamo ad assistere al Festival di Sanremo. Dunque, se qualcuno di voi ha letto anche solo sporadicamente qualche mio editoriale si sarà accorto che il genere musicale da me apprezzato non ha molto a che fare con la kermesse sanremese ma è anche vero che io, in quanto appassionato di musica, di marketing e di Italia, sono per forza di cose attratto da questo carrozzone ormai fuori moda ma comunque sempre affascinante. Il Festival è uno di quei programmi che quando se ne parla al bar, in ufficio o in palestra nessuno ha visto... per l'amor di dio! Poi - tralasciando i dati sugli ascolti spesso simili a ItaliaGermania del 1982 - quando sali su un autobus e senti un giovane con il chiodo di pelle e le Converse canticchiare una canzone di Anna Tatangelo o un signore attempato e stempiato fischiettare un pezzo di Nek qualche piccolo dubbio ti viene e ti accorgi di quanto sia snob l'essere umano occidentale evoluto e benestante. Ma non dilunghiamoci su questo, parliamo di quelli che come me si impegnano - e vi assicuro che ci vuole un grande impegno - a guardare una buona parte del Festival. Una buona parte perchè vederlo tutto è impossibile, credo che neanche il regista ufficiale lo veda tutto... parliamo di circa 20 ore di diretta e se escludiamo le partite di calcio e di basket, non credo di avere mai visto così tanta TV negli ultimi 10 anni! Parto deciso, io, ma la partenza del Festival è più lenta. Da annotare, oltre a qualche ospite che dovrebbe fare ridere ma non fa neanche minimamente sorridere, c'è solo una bellissima ed inaspettata gara a tre fra Alex Britti, Gianluca Grignani e Nesli: il primo che azzecca tre note consecutive vince un week end a Bordighera con Mara Maionchi... niente da fare, nessun vincitore. Ad un certo punto, stremato, vado a letto pensando che domani sarà sicuramente meglio. Ed in effetti è meglio, molto meglio... entrano in scena, quasi in serie, Nina Zilli, Rocío nonsochisia e la super ospite Charlize Teron e, nonostante la presenza di Biagio Antonacci e del fantasma di Raf, iscritti ad honorem alla gara di 3 note giuste consecutive di cui sopra, non si sa il perchè ed il percome ma mi rianimo... proprio brave! Molto ma molto bella questa seconda serata, talmente bella che mi carico a dovere per la terza serata che, da qualche anno a questa parte, è quella che a me piace di più: i cantanti si devono esibire presentando una loro versione di una canzone italiana del passato. Si apre con Rose Rosse cantata (???) da Raf e dopo avere controllato più volte se il mio televisore avesse l'audio rotto capisco, se mai ce ne fosse bisogno, che per fare il cantante ed andare a Sanremo non è necessario sapere cantare ed avere una bella voce. Per fortuna che ci sono il redivivo Nek ed il tanto vituperato Marco Masini che ci fanno capire che al Festival ci puoi andare anche se sei intonato. La quarta serata la salto quasi a piè pari, non voglio rovinarmi il ricordo dei giorni prima e poi sinceramente comincio ad essere un po' sulle gambe, ho bisogno di uno stacco e poi sono certo che vincerà Nek, non ho dubbi. La quinta serata, la finale! Mi addormento quasi subito e mi risveglio mentre Placido Domingo manda un messaggio di auguri a Il Volo... non so come ma comincio ad avere qualche certezza in meno, ma poi ci penso bene e dico che sì è vero, sanno cantare, sono intonati, sono dimagriti ma non possono mica vincere questi qui... sembrano appena usciti dai Soprano's! Mi riaddormento e mi sveglio altre 15 volte, sembro un pugile che fa di tutto per non andare definitivamente KO, ma ad un certo punto non ce la faccio più. Con le ultime forze rimaste, spengo la TV, mi trascino a letto e crollo. La mattina dopo mi sveglio, accendo la radio... "e grazie al televoto, i vincitori del............." MA DAAAI!!!!! FOR THOSE ABOUT TO ROCK, WE SALUTE YOU. P.S. Informapiù si affaccia al suo settimo anno di vita e in questo 2015 ospitiamo con orgoglio diverse nuove rubriche. Alcune di carattere tecnico che approfondiscono tematiche strettamente legate al mondo del lavoro: "I numeri del mercato" e "Focus". Altre invece sono pensate per rendere la lettura sempre più piacevole e coinvolgente: "6 scoperte che ci hanno cambiato la vita", "C'era una volta...", "Il mondo a misura di bambino" e "Luoghi (non) comuni". Un'importante novità è il contributo delle divisioni specialistiche di Lavoropiù attraverso rubriche dedicate, alcune rinnovate nei contenuti a cura di Agripiù, Lavoropiù Everywhere e Perpiù, e altre completamente nuove: "Moda", "About Farma", "Sanità". Quest'anno poi diamo spazio anche all'inglese. "Improve your english" è la nuova rubrica in lingua originale per migliorare la conoscenza dell'inglese. Un ringraziamento particolare va a tutti i colleghi che collaborano alla redazione di Informapiù con articoli sempre interessanti e contributi straordinariamente creativi... la rubrica "Falsi d'autore" ne è un esempio. Godetevi la lettura! INFORMAPIÙ 3 DATI SUL TERRITORIO Emilia Romagna aziende che operano nel settore dell'industria e dell'artigianato. Costituiscono il 25,6%, variano dal food ai prodotti farmaceutici, per arrivare alle materie plastiche. Quanto alle costruzioni, l'innovazione langue a conferma dello scarso appeal del settore edile, ancora avvitato in una crisi profonda. Del tutto residuale anche la quota di nuovi imprenditori che hanno deciso di mettersi alla prova in campo sociale o nelle attività culturali, artistiche e ricreative. Complessivamente, il 14% delle start up innovative bolognesi sviluppa e commercializza esclusivamente i propri prodotti o servizi. É tornato a crescere a due cifre (+11,3% annuo) l'export dei poli tecnologici laziali nel terzo trimestre 2014. A trainare la regione, il distretto farmaceutico laziale (+22%). Il polo farmaceutico laziale si conferma una delle realtà più dinamiche nel panorama dei poli tecnologici nazionali monitorati: l'export nel terzo trimestre è cresciuto a ritmi intensi verso i principali mercati di sbocco e in particolare Belgio e Germania. Nel periodo gennaio-settembre 2014 gli scambi hanno superato 5 miliardi di euro, in crescita del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel complesso l'export è aumentato anche negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, mentre hanno chiuso con un segno meno gli scambi verso Giappone e Regno Unito. Nei nuovi mercati invece ai buoni risultati osservati in Cina e Romania, si contrappongono i cali in Russia e Arabia Saudita. rapporto 2014 dell'Osservatorio Unioncamere Brevetti, Marchi e Design, che mette a fuoco gli strumenti utilizzati per la tutela della proprietà industriale in ambito comunitario. Sul piano regionale la Lombardia occupa il primo posto con il 32,9% e le green technologies tirano la volata con un tasso di crescita medio annuo del 6,3%. Sono principalmente quelle che riguardano la produzione di energia da fonti rinnovabili, la gestione dell'inquinamento, l'efficienza energetica, i problemi dei trasporti e della mobilità sostenibile a essere al centro di questa “onda” verde. A BOLOGNA NATE OLTRE 90 START UP A Bologna, in circa due anni, sono nate 91 start up. Un record per la regione che si conferma al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di nuove imprese. Con l'11% del totale nazionale (pari a 360 start up nello stesso periodo) sono i servizi a trainare il boom e in particolare la domanda di nuove soluzioni informatiche. Fanalino di coda è il turismo, che pesa appena per lo 0,3% sul totale. Regge il commercio, con 13 start up, pari al 3,6%. Subito dopo i servizi, si fanno strada le nuove Lazio CRESCE L'EXPORT DELL'11,3% GRAZIE AL FARMACEUTICO Lombardia BOOM DEI BREVETTI GREEN É Milano a guidare la classifica italiana della produzione di idee innovative. Soltanto alla capitale Meneghina si devono il 16% dei brevetti e il 18,4% dei marchi depositati dal Belpaese in Europa nell'ultimo decennio, ma anche il 15% dei disegni comunitari depositati nello scorso quinquennio. A far correre la fantasia dei geni italici sono soprattutto le tecnologie verdi, a cui si riconducono 2.118 brevetti. É quanto emerge dal 4 INFORMAPIÙ Piemonte GARANZIA GIOVANI PIEMONTE Il programma Garanzia Giovani è partito per primo in Piemonte e ad oggi ha coinvolto oltre 24mila giovani che si sono iscritti al portale regionale. Soprattutto, ha attratto anche molte ragazze e ragazzi in cerca di opportunità: i Neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all'università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. Secondo Toscana AGRIBUSINESS AL FEMMINILE Veneto LE IMPRESE SCOMMETTONO SULL'INNOVAZIONE Dall'indagine promossa dal Salone d'Impresa a fine dicembre 2014 su 10mila realtà di diverse dimensioni, emerge che il 31% delle imprese venete dichiara di voler puntare nel 2015 sull'innovazione del processo produttivo, il 29% sul miglioramento dell'organizzazione aziendale, il una recente indagine, la stima dei NEET in Piemonte sarebbe di circa 138mila giovani. Delle 24mila adesioni al portale, 15.700 hanno completato i dati sufficienti alla effettiva partecipazione al programma. Oltre 7mila giovani sono stati contattati per partecipare alle selezioni per assunzioni, tirocini, autoimpresa. Circa 3.861 sono invece le opportunità formative o di lavoro che il piano ha offerto ai giovani selezionati. Altri 3.191 giovani sono stati coinvolti in attività formative o preselezioni per colloqui di lavoro. Finora, 1.886 ragazzi sono stati assunti, 132 hanno intrapreso un corso di formazione, 300 hanno iniziato un orientamento specializzato per l'autoimpresa. L'agricoltura al femminile fa rima con innovazione e originalità ed è da questo che nasce AgriCatering, la nuova attività ideata da Donne in Campo della Cia (Confederazione italiana agricoltori). Il progetto prevede l'offerta di servizi di catering a filiera corta, dove tutto nasce direttamente dal lavoro nei campi, senza intermediazioni. Un progetto dal valore culturale e sociale, ma anche economico: proiettata su scala nazionale, infatti, è un'operazione che rivela un potenziale da 150 milioni di euro l'anno. L'AgriCatering è già partito in via sperimentale in Toscana e in Basilicata e ora punta a creare una rete nazionale grazie alle associazioni territoriali di Donne in Campo, presenti su tutto il territorio italiano. Prima regola del disciplinare: i prodotti agricoli devono provenire prevalentemente dall'impresa, singola o associata, beneficiaria del marchio e dal territorio un cui essa opera, con l'obiettivo di valorizzare il territorio agricolo produttivo. 16% intende innovare completamente il proprio modello di business. Un'innovazione “multipla”, perché coinvolge diversi livelli, ma con una prevalente attenzione alla creazione di nuovi prodotti. Le aziende che esportano, sia sui mercati europei sia su quelli mondiali, sono quelle in prima fila e attente all'innovazione nel rispetto della tradizione che da sempre rappresenta il valore aggiunto delle aziende venete. INFORMAPIÙ 5 I NUMERI DEL MERCATO CALA LA DISOCCUPAZIONE: 12,6% A GENNAIO 2015 Finalmente dopo tanti anni una inversione di tendenza che speriamo sia di buon auspicio all'insegna di un 2015 di crescita. C alo a sorpresa per la disoccupazione in Italia: il tasso di disoccupazione scende al 12,6% a gennaio 2015, bissando il netto miglioramento già registrato a dicembre 2014 con il 12,9% e tornando al livello di dodici mesi prima. Un dato positivo che fa passare in secondo piano l'altro dato diffuso dall'Istat, che ha chiuso ufficialmente il conto per il 2014 con una rilevazione del tasso di disoccupazione al 12,7%, peggior dato da quando se ne tiene traccia e cioè dal 1977. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, quello di gennaio è un "risultato incoraggiante dopo anni di caduta". I dati di gennaio 2015 Per gennaio 2015, si può parlare di un andamento inatteso se si considera che anche i più illustri economisti dicevano di aspettarsi che il tasso di disoccupazione sarebbe "tornato a salire oltre il 13% a gennaio dopo il deciso calo di dicembre". In ogni caso, per gli economisti, al di là della volatilità su base mensile, il tasso di disoccupazione può stabilizzarsi nei prossimi mesi. Nel dettaglio dei dati Istat, si annota che gli occupati sono 22 milioni 320 mila, sostanzialmente invariati rispetto a dicembre 2014 (+11 mila) ma in aumento dello 0,6% su base annua (+131 mila). A dicembre 2014, la variazione mensile era stata di 93mila posti aggiunti: in due mesi, dunque, ne sono 'apparsi' 104 mila. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, aumenta di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti rispetto a dodici mesi prima. Di contro, il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 221 mila, diminuisce dello 0,6% rispetto al mese precedente (-21 mila) mentre aumenta dello 0,2% su base annua (+ 7 mila). Positivo anche il fatto che il numero di inattivi sia in calo dello 0,1% mensile e dell'1,3% rispetto a dodici mesi. Quanto ai giovani, le forze lavoro tra 15 e 24 anni segnalano un lieve calo congiunturale, a fronte di un leggero aumento dell'inattività (+ 7mila mensili, + 47mila su base annua). Gli occupati 15-24enni sono 906 mila, in diminuzione dello 0,6% rispetto al mese precedente (-5 mila) e dell'1,4% su base annua (-13 mila). Il tasso di disoccupazione giovanile cala di 0,1 punti al 41,2% (ai minimi da 17 mesi) e l'incidenza di giovani senza lavoro sul totale della popolazione di riferimento è superiore al 10,7%. Dati quarto trimestre 2014 L'Istat ha anche fornito i dati del quarto trimestre 2014, nel quale è proseguito il recupero dell'occupazione con 156 mila persone in più al lavoro rispetto allo stesso periodo 2013, trainato dai contratti a termine e di somministrazione. A questo andamento fa da contraltare 6 INFORMAPIÙ l'andamento della disoccupazione, che è risultata in crescita perché più persone hanno cercato lavoro: "Nel quarto trimestre 2014 il numero delle persone in cerca di occupazione, pari a 3 milioni 420 mila, continua a crescere a ritmi sostenuti (+6,5%, pari a 208.000 unità). L'aumento coinvolge soprattutto le donne (+144.000 unità in confronto a +64.000 gli uomini) ed è più elevato nel Centro e nel Mezzogiorno", dice l'Istituto. Nel periodo, il tasso di disoccupazione (in crescita dal terzo trimestre del 2011) si è portato al 13,3%. "L'incremento della disoccupazione su base annua riguarda principalmente gli italiani (+193.000 unità), cui si accompagna un aumento molto contenuto per gli stranieri (+15.000 unità) e dovuto esclusivamente alla componente femminile". La media del 2014 A questo punto, l'Istat ha potuto chiudere la rilevazione per l'intero anno passato. Spicca il record storico del tasso di disoccupazione, appunto al 12,7% con punte sopra il 20% nel Mezzogiorno. Risultato senza precedenti per i giovani, che hanno visto crescere il tasso di senza lavoro di 2,6 punti percentuali arrivando al 42,7%. In questo caso, il picco riguarda le giovani donne del Sud, con il 58,5% di disoccupazione. In mezzo a questo stillicidio di record negativi, il 2014 va in archivio anche per il fatto che in media, dopo due anni di calo, l'occupazione è tornata a crescere, grazie alla componente straniera: + 0,4%, pari a 88.000 unità in confronto all'anno precedente, ma ancora con il Mezzogiorno a fare la parte del brutto anatroccolo (unica area a saldo negativo). Se nel complesso si può vedere qualche segnale positivo, dunque, resta comunque la cautela. Anche se come scrive l'Istat: il mercato del lavoro "non mostra chiari segnali di un'inversione di tendenza rispetto a quanto osservato negli scorsi mesi”, sicuramente un cambio di rotta c'è stato grazie alle molte risorse che sono state investite per cercare di aumentare l'occupazione e alle riforme intraprese per diminuire il cuneo fiscale e rendere più flessibile il nostro mercato del lavoro. EUROZONA A gennaio 2015, Eurostat ha rilevato che la disoccupazione nella zona euro è calata all'11,2% rispetto all'11,3% a dicembre. È il tasso più basso registrato da aprile 2012. A gennaio 2015 i disoccupati erano nella Ue 23,815 milioni, di cui 18,059 milioni nella zona euro. Rispetto a dicembre il numero dei senza lavoro è calato di 156 mila unità nella Ue e di 140 mila nella zona euro. Rispetto a gennaio 2014 i disoccupati sono calati di 1,820 milioni nella Ue e di 896 mila nella zona euro. L'ACCENTO SULLE AZIENDE Solvay in Italia è presente dal 1912, con il primo storico insediamento in Toscana nell'area di Rosignano Solvay. Oggi opera con 10 stabilimenti produttivi e la Direzione Nazionale a Bollate nei pressi di Milano. Sviluppa le varie attività chimiche e plastiche del Gruppo Solvay, occupando una forza lavoro di circa 2.270 collaboratori. Il Gruppo Solvay, anche grazie ad un quarto trimestre in decisa crescita (vendite +8,9% a 2,57 miliardi di SOLVAY euro) ha chiuso l'esercizio 2014 con vendite nette pari a 10,2 settore chimica miliardi di euro, in progressione del 5,1% sull'anno precedente (9,71 miliardi). Inoltre, Solvay sta investendo oltre 85 milioni sede: Bollate (MI) di dollari nel potenziamento delle sue capacità produttive di tel: 02 290921 polietereterchetone (PEEK) sia ampliando lo stabilimento www.solvay.it esistente di Panoli, in India, sia costruendo una nuova unità presso il sito di Solvay Specialty Polymers ad Augusta, in Georgia USA, che entrerà in funzione a metà dell'anno prossimo. Una volta completati i due interventi, la capacità produttiva di PEEK del gruppo belga salirà a 2.500 LyondellBasell è una tonnellate annue. multinazionale leader nel campo della LYONDELLBASELL settore chimica sede: Ferrara tel: 0532 467111 www.lyondellbasell.com chimica delle poliolefine. Il sito produttivo e il Centro Ricerche di Ferrara di LyondellBasell fanno parte di un complesso multi-impresa situato in EmiliaRomagna. L'insediamento ha una lunga storia nel settore delle poliolefine e continua a concentrarsi su questa tradizione di innovazione. Grazie al contributo di circa 1.000 dipendenti, l'azienda è presente in tre aree: Centro Ricerche “Giulio Natta” con laboratori e impianti pilota, produzione catalizzatori e produzione polimeri, con le tecnologie Spheripol e Catalloy. La sede legale è a Milano, mentre il Centro Ricerche “G. Natta” rappresenta un caso di eccellenza nel panorama industriale italiano e si colloca ai vertici più alti, a livello mondiale, per le innumerevoli scoperte e invenzioni che ha saputo ideare e industrializzare. Inoltre, LyondellBasell ha sempre registrato livelli alti di produttività, tanto che il sito Ferrarese, proprio nella sua sezione di ricerca, registra un numero doppio di brevetti rispetto a quello statunitense. Actavis Italy è la filiale italiana del gruppo islandese Actavis attivo a livello internazionale nello sviluppo, produzione e vendita di farmaci generici. Oggi, il Gruppo Actavis ha investito 18 milioni di dollari per i nuovi laboratori di ricerca a Nerviano, che una volta completati ospiteranno ricercatori e tecnici, per supportare le attività di controllo, qualità e ricerca & sviluppo dell'azienda. La struttura sarà articolata in quattro diverse aree per un totale di 4.549 metri quadrati: area di Chimica Analitica (1.215 mq), Microbiologia (1.215 mq), Ricerca & Sviluppo (1.215 mq), Area Tecnica (904 mq). La realizzazione dei nuovi laboratori, in base alla roadmap, sarà terminata per ottobre 2016. Ad oggi a Nerviano lavorano 480 dipendenti, di cui 100 sono stati assunti negli ultimi due anni. L'azienda ha deciso di investire sul sito italiano perchè la qualità e la competenza che questa struttura ha raggiunto in questi anni sono inequivocabili. ACTAVIS settore farmaceutico sede: Nerviano (MI) tel: 0331 583111 www.actavis.com INFORMAPIÙ 7 IN BREVE FOCUS SEGNALI DI RIPRESA DAL SETTORE MANIFATTURIERO Sono numerosi i segnali positivi che ci arrivano dal settore manifatturiero in questo inizio 2015, ma non solo: sembra proprio che l'Italia stia riuscendo a cavalcare la ripresa. N ei primi due mesi del 2015 si registrano segnali positivi su diversi fronti. Una serie di indicatori positivi segnala una direzione promettente anche per settori a lungo depressi, tanto da far ipotizzare, per il 2015, una crescita maggiore dello 0,5% previsto. Il settore manifatturiero, in particolare, sembra essere il settore maggiormente in salute: l'indice manifatturiero calcolato da Markit è salito a gennaio a 51,2 punti dai 49,4 di dicembre (la soglia dei 50 punti è lo spartiacque fra espansione e contrazione del ciclo). Nel quarto trimestre del 2014 gli ordini di macchine utensili sono cresciuti del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Ucimu (associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari) precisa che l'incremento non è dovuto solo all'export ma anche alla forte domanda interna (+18,8%), a conferma del fatto che l'industria meccanica ha ricominciato a investire e si sta rimettendo in moto. La Lombardia guida la volata: da sola copre il 45,9% dell'import con un incremento del 21,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. È seguita dall'Emilia Romagna (+16,6%). I comparti del manifatturiero confermano il trend positivo. Nel quarto trimestre 2014 a Sassuolo si è registrata una crescita dei fatturati del 5,5% del comparto ceramica. Il dimezzamento del prezzo del petrolio e una politica monetaria espansiva che avvantaggia l'export delle imprese favoriscono i settori più legati all'energia: carta, piastrelle e prodotti per la casa. Già nel terzo trimestre dell'anno scorso le esportazioni dei distretti hanno balzato in avanti nei paesi extra europei, in particolare Stati Uniti (+9,3%) e Svizzera (+9,3%), registrando una crescita complessiva di +2,2%. C'è poi un'attesa positiva per quei distretti che si sono dimostrati flessibili nell'affrontare la perdita di uno sbocco di mercato come la Russia. Nel 2014 la crisi di Mosca ha rallentato l'export italiano (350 milioni di euro in meno rispetto al 2013), in particolare nei settori agro-alimentare, abbigliamento, calzature. Il distretto delle macchine per il food di Parma, pur segnando -31,9% di ricavi nei primi 9 mesi del 2014 a causa della crisi russa, è riuscito a guadagnare terreno grazie alle esportazioni negli USA e ha chiuso il 2014 a +12% di ricavi. Il Nord Ovest ha fatto passi da gigante con i distretti del Piemonte (rubinetterie, vini, oreficeria, caffè e cioccolato) in progresso tendenziale dell'8%, seguito a distanza da Veneto (+4%) ed Emilia Romagna (+3,7%). Spostando il focus dal settore manifatturiero troviamo un segnale brillante dal settore auto: in gennaio sono state immatricolate 131.385 auto (+10,9% tendenziale). Il turismo, sull'onda dell'Expo 2015, ha delle aspettative migliori per questo 2015; i consumi degli italiani sono in crescita: beni di consumo e anche beni durevoli; le vendite di libri cartacei tornano ad aumentare dopo ben 4 anni di recessione e anche il mercato immobiliare riprende a crescere, segnando per le compravendite un rialzo del 3,7% su base annua. 8 INFORMAPIÙ Lavoropiù SpA @LavoropiuSpA Lavoropiù è l'Agenzia per il Lavoro leader in Emilia Romagna ed in espansione su tutto il territorio nazionale. E' presente in 6 regioni con 45 filiali. www.lavoropiu.it Confagricoltura @Confagricoltura “Contadino 2.0: arriva l'app per l'agricoltura biologica” È in arrivo una nuova applicazione che permetterà di dare una grossa mano all'agricoltura biologica e che sarà in grado di monitorare i modi per seminare i campi, rivelando dove agire per evitare le malattie delle piante e risultando quindi molto utile per ridurre l'uso dei pesticidi. L'importanza dell'app è davvero rilevante, visto che è in grado di combinare informazioni sui dati meteorologi e sul luogo con quelle di nascita e sviluppo delle piante e sulla possibile presenza di parassiti. Lo scopo dell'applicazione è dunque quello di prevedere l'eventuale insorgenza di contaminazioni per le coltivazioni. Gli agricoltori potranno così contare su un valido strumento per difendere i loro prodotti. 24Impresa&Territori @24ImpresaTerr “Le crociere spingono la cantieristica” Nel 2014 gli ordini di navi da crociera e di gasiere (Lng) sono praticamente raddoppiati rispetto al 2013. Il dato relativo alle unità da crociera ha ricadute positive sul mercato europeo e, in particolare, su quello italiano, dove Fincantieri fa la parte leone: su 16 ordini finalizzati a livello mondiale nel 2014, 8 sono stati acquisiti proprio dal gruppo italiano guidato da Giuseppe Bono. Tra l'altro, i 16 ordini sono pari a quelli totalizzati nel 2007, ultimo anno pre-crisi mondiale, in cui si toccò il picco assoluto di commesse. Analizzando l'orderbook delle navi da crociera, si nota che l'unica realtà italiana ad avere ordini per quel tipo di unità, da qui al 2020, è al momento Fincantieri che ha in portafoglio 16 navi per una stazza complessiva di 1,28 milioni di tonnellate. IlSole24ORE @sole24ore “Made in Italy, super-piano per aumentare l'export di 50 miliardi in tre anni” Al via il piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia. Valorizzare l'immagine del Made in Italy nel mondo. Ampliare il numero delle imprese, in particolare le Pmi, che operano sul mercato globale. Espandere le quote italiane del commercio internazionale che hanno visto la bilancia commerciale chiudersi l'anno scorso con un avanzo record di 42,9 miliardi di euro (il miglior risultato in Europa dopo la Germania). Sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia. Questi sono i principali obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia per il quale sono stati stanziati 260 milioni di euro. Istat @istat_it “Gennaio 2015 indice retribuzioni contrattuali orarie +0,7% su dicembre e +1,1% in un anno” Alla fine di gennaio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di gennaio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta rispetto al mese precedente dello 0,7% e dell'1,1% nei confronti di gennaio 2014. Con riferimento ai principali macrosettori, a gennaio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a gennaio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,4%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferiINFORMAPIÙ (3,1%). Si registrano 9 variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. INTRA LEGEM LAVORATORE SVANTAGGIATO = chiunque soddisfi una delle seguenti condizioni: LEGGE DI STABILITA' 2015 ESONERO CONTRIBUTIVO PER I RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO La legge di stabilità per il 2015 prevede un esonero dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a 8.060 euro su base annua, in presenza dell'instaurazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con soggetti che non risultano titolari di rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti l'assunzione. L'esonero riguarda le assunzioni a decorrere dal 1.1.2015 e fino al 31.12.2015 e viene riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi dalla data di assunzione. Si tratta di una misura non strutturale, in quanto limitata, per ora, ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati nel corso del 2015 con l'intento dichiarato di favorire l'occupazione stabile. Rispetto agli incentivi previsti dalla Legge Fornero (L. n. 92/2012) l'esonero contributivo introdotto dalla Legge di stabilità sembra destinato ad una platea di casi più estesa. I dubbi sui requisiti di accesso al beneficio, che, per gli imponibili entro un determinato ammontare, potrebbe significare anche un esonero totale dai contributi INPS, sono stati sciolti, in parte, dalla circolare INPS n. 17 del 29.1.2015. La circolare n. 17 chiarisce che l'esonero contributivo è previsto anche a favore delle Agenzie per il Lavoro che assumono lavoratori a tempo indeterminato a fronte di 10 INFORMAPIÙ a) non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi b) avere un'età compresa tra i 15 e i 24 anni – nuova categoria c) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito d) aver superato i 50 anni di età e) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico • qualora non solo il datore di lavoro richiedente il beneficio, ma anche società dallo stesso controllate o con lo stesso collegate, dal 1 ottobre al 31 dicembre 2014 avessero intrattenuto un rapporto a tempo indeterminato col lavoratore stesso f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato • qualora il datore di lavoro abbia in atto sospensioni dal lavoro con fruizione della CIGS (anche in deroga) per le medesime professionalità del lavoratore che intende assumere • se il lavoratore è stato licenziato nei 6 mesi precedenti all'assunzione da società in rapporto di controllo o collegamento con il datore di lavoro richiedente il beneficio. g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile” un contratto commerciale di somministrazione a tempo determinato e a tempo indeterminato. L'utilizzatore del contratto di somministrazione che ha beneficiato delle prestazioni lavorative di un dipendente somministrato dall'Agenzia per il Lavoro ed assunto dalla stessa a tempo determinato, può usufruire dell'esonero, se successivamente assume lo stesso lavoratore a tempo indeterminato. L'esonero contributivo viene riconosciuto al datore di lavoro che in precedenza si è avvalso delle prestazioni del medesimo lavoratore a fronte di contratto a progetto o contratto a termine. La disposizione di legge è volta a favorire il ricorso al contratto a tempo indeterminato rispetto ad altre tipologie contrattuali o al lavoro autonomo, che talvolta maschera un rapporto di lavoro subordinato. In quali casi l'esonero contributivo non viene concesso? • qualora l'assunzione a tempo indeterminato costituisca una violazione del diritto di precedenza spettante ad altro lavoratore. Detta violazione sussiste anche in caso di inserimento in somministrazione. Al contrario, l'esonero contributivo è riconosciuto se il datore di lavoro assume direttamente, o attraverso contratto di somministrazione, un lavoratore al quale spetti il diritto di precedenza. Il datore di lavoro che stipula un contratto di apprendistato non beneficia dell'esonero contributivo. NUOVI SVANTAGGIATI: Meno limiti di contingentamento per la somministrazione di lavoro Il 1° luglio 2014 è stato abrogato il Regolamento (CE) n. 800/2008 ed è entrato in vigore il Regolamento UE n. 651/2014 del 17 giugno 2014, che amplia la platea dei lavoratori “svantaggiati” e “molto svantaggiati” inserendo i soggetti di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. LAVORATORE MOLTO SVANTAGGIATO = chiunque rientri in una delle seguenti categorie: a) lavoratore privo da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito; b) lavoratore privo da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito che appartiene a una delle categorie di cui alle lettere da b) a g) della definizione di «lavoratore svantaggiato». Per i contratti di somministrazione di lavoro aventi ad oggetto le prestazioni di tali lavoratori non valgono eventuali limiti di contingentamento posti dalla contrattazione collettiva alla somministrazione a tempo determinato. INFORMAPIÙ 11 INTERVISTA INNOVAZIONE, COINVOLGIMENTO E MULTISENSORIALITA' Abbiamo intervistato Luca Corsi, Direttore Comunicazione ed Eventi di un'azienda solida che fonda le sue radici nella tradizione italiana e gioca in prima linea nel settore della vendita diretta: Vorwerk Folletto. N ata in Germania nel 1883 e presente in Italia dal 1938, da 75 anni la Vorwerk è sinonimo di cura della casa per milioni di famiglie italiane. Un fatturato annuo di oltre 498 milioni di euro, più di due milioni e mezzo di famiglie contattate ogni anno, una rete di oltre 400 centri assistenza autorizzati e una sede direzionale a Milano, in via Ludovico di Breme, dove operano circa 185 dipendenti. Questi, in estrema sintesi, i numeri di Vorwerk Folletto, che nel 2013 ha compiuto 75 anni di vita in Italia, proprio mentre il gruppo Vorwerk, presente in più di 70 Paesi del mondo, festeggiava il suo 130° compleanno. Luca Corsi è a capo della Comunicazione e Eventi di Vorwerk Folletto ormai da anni, ed è lui il "creativo” di tutti gli eventi che contraddistinguono l'azienda. 1. Se dovesse definire con tre parole il lavoro del Responsabile della Comunicazione ed Eventi di un'azienda solida e di grande tradizione come la Vorwerk Folletto, quali sceglierebbe? Innovazione, coinvolgimento, multisensorialità, emozionalità, pensare in grande, multicanalità, social. Poi, continuo aggiornamento e grande capacità di adattamento al continuo mutare dei costumi e della società. Insomma come insegna la formazione: modulari e situazionali. 2. Quali innovazioni hanno maggiormente l'azienda negli ultimi anni? caratterizzato Negli ultimi anni l'azienda ha puntato molto sul comunicare la professione del venditore: la vendita diretta è il cuore dell'attività di Vorwerk Folletto, che investe moltissimo sulla preparazione dei propri Agenti e sullo sviluppo del loro talento. A mio parere, negli ultimi anni siamo riusciti a far conoscere agli italiani una realtà lavorativa dove contano l'impegno, la voglia di fare e la professionalità, e dove la bravura viene premiata. Una realtà meritocratica, insomma, dove ci si mette in gioco e le soddisfazioni sono commisurate alla determinazione e alla volontà. Ci siamo 12 INFORMAPIÙ concentrati molto su questo tema, sia tramite i mezzi tradizionali (campagne pubblicitarie e attività mirata di ufficio stampa), sia con iniziative del tutto nuove per il mondo della comunicazione italiana, come il “plot placement” della professione di Agente Folletto all'interno di una fiction, i Cesaroni. Parallelamente, abbiamo puntato sul comunicare i nostri valori aziendali (correttezza, trasparenza, pensare positivo) attraverso un progetto, Folletto.Pensa Pulito, che ha coinvolto tutti gli italiani attraverso sito web, social network, guerrilla marketing ed eventi realizzati anche in partnership con il Parma F.C., la squadra di Serie A di cui siamo main sponsor. 3. In controtendenza con la crisi economica che colpisce altri reparti, quello della vendita diretta risulta in crescita da anni. Il punto di forza della Vorwerk Folletto sono i quattromila agenti di vendita presenti su tutto il territorio nazionale e un sistema di commercio basato esclusivamente sul canale di vendita porta a porta. Questo tipo di scelta aziendale come viene vista dal consumatore italiano? E' davvero un punto di forza? Gli italiani guardano alla vendita diretta con curiosità e, come dicevo prima, negli ultimi anni siamo riusciti a presentare loro la professione del venditore in maniera nuova e positiva. La vendita porta a porta è il nostro punto di forza perché i prodotti Vorwerk Folletto, sistemi di pulizia modulari che si adattano alle specifiche esigenze di ogni famiglia, vanno guardati, toccati, provati. In una parola, vissuti. L'esperienza diretta che i nostri venditori propongono agli italiani attraverso la celeberrima “dimostrazione” dei prodotti è la nostra carta vincente. Ci permette di instaurare un rapporto di fiducia che la clientela non sperimenta con gli altri marchi. 4. Gli eventi, le pubblicità e le campagne di comunicazione vengono promosse e coordinate dall'Ufficio Comunicazione e Eventi, addirittura a Lisbona per la convention aziendale è riuscito a organizzare un vero flash mob messo in scena dai 600 ospiti Vorwerk Folletto. E' l'evento di cui va più fiero o ce ne sono altri che ci vuole raccontare? Effettivamente no, l'evento più forte per impatto e approccio multimediale è Folletto.Pensa Pulito, che ha avuto il suo massimo momento di contatto con il pubblico con il Folletto.Pensa Pulito Village in centro a Parma. E'un evento che ha davvero unito gli italiani attraverso dei valori comuni, ed è piaciuto perché ha mixato intrattenimento, animazione, sport e intento benefico, in un clima di grande entusiasmo e positività. 5. Questo evento ha visto ad oggi più di 12.000 partecipanti. Come si prepara un Responsabile come Lei a un evento simile? Organizzazione, studio, relazioni, scelta e motivazione dei collaboratori interni e dei partner esterni, gioco di squadra. 6. Come pubblicità aziendale sfruttate tutti i canali di comunicazione. Quanto lavoro c'è dietro le campagne di comunicazione della Vorwerk Folletto? E qual è il messaggio centrale che volete trasmettere? Ciò che vogliamo presentare agli italiani sono soprattutto i valori che Vorwerk Folletto porta avanti da oltre 75 anni: cura dei rapporti fra le persone, professionalità, qualità, correttezza. Questi sono i messaggi che decliniamo a seconda dei destinatari e dei canali scelti. Per far questo abbiamo un solido staff interno che segue e coordina tutte le iniziative, affiancato da una serie di agenzie di grande esperienza che ci affiancano su attività più specifiche come l'ufficio stampa, le pubbliche relazioni, la gestione dei profili social, gli eventi. 7. Un'azienda leader del terzo millennio deve necessariamente essere 2.0 e social: come avete organizzato la comunicazione digitale? Quali sono i vostri media target e cosa pensate dei Social Network? I social network sono senz'altro un canale fondamentale non solo per dialogare con la propria clientela di riferimento, ma per farsi conoscere da tutti. Noi abbiamo consolidato la nostra presenza su Facebook attraverso le pagine dedicate all'azienda e a uno dei suoi prodotti più recenti, il robot Folletto VR200. Sono pagine attentamente gestite, sempre aggiornate di contenuti interessanti, coinvolgenti. Più di recente abbiamo sfruttato le grandissime potenzialità di Instagram per la condivisione delle immagini dei nostri eventi. Anche Youtube è un'importante vetrina per i nostri contenuti video, con il canale Folletto Italia. 8. Quanto è importante per la Vorwerk Folletto investire in sponsorizzazioni sportive? I motivi che spingono la Vorwerk Folletto ad investire cifre considerevoli in sponsorizzazioni sportive sono da ricercare innanzitutto nelle possibilità di accesso ad una piattaforma esclusiva, quella dell'evento sportivo, contraddistinta da un rilevante carico emozionale, tanto ricercato da qualsiasi sponsor, che vuole unire il proprio nome ad un qualcosa di coinvolgente emotivamente. Inoltre, vi sono anche le opportunità di ottenere una buona copertura sui principali media di riferimento. Non c'è dubbio che il calcio sia lo sport più amato dagli italiani e che un'azienda che cuce il proprio nome sulle maglie di una squadra di Serie A entri nelle case di milioni di persone ogni volta che i giocatori scendono in campo. Si tratta di un veicolo potentissimo. 9. C'è un progetto specifico a cui lavorerete a breve? Quali sono i prossimi obiettivi? Si, sicuramente proseguire nell'implementazione del progetto Folletto.PensaPulito che per è noi è solo all'inizio e poi ci sono altri progetti in cantiere, ma non voglio bruciare l'effetto sorpresa. 10. Come ultima domanda, Le chiediamo se ha un desiderio professionale che sogna di realizzare al più presto? Più di uno, ma si dice che se si dichiarano non si realizzano, quindi... INFORMAPIÙ 13 REPORTAGE UN GIORNO... IN RADIO La radio arriva ovunque, anche dentro le emozioni delle persone. Sulle sue onde viaggiano cultura e conoscenza, informazioni e tradizione. Il merito è dello staff che lavora "dietro le quinte" e dal quale trapela ancora un grande amore e una grande passione per questo lavoro. S iete in macchina e state guidando. Sono le 18.00 e a quest’ora non c’è via di scampo. Che decidiate di prendere la tangenziale o che decidiate di fare i viali della città non c’è via d’uscita. Qualunque sia il punto da raggiungere, sapete che a quell’ora a Bologna c’è traffico. Non vi resta che accettare di buon grado la situazione e portare pazienza. Qualunque sia il diversivo per cui avete optato, che voi abbiate scelto di ottimizzare i tempi e di rifarvi il trucco in vista dell’aperitivo con le amiche o che, assorti, abbiate deciso di concedervi una sigaretta, rimane comunque un leitmotiv che accomuna la quasi totalità dei guidatori imbottigliati nel traffico. 14 INFORMAPIÙ Bambini o adolescenti. Adulti o anziani. Non esiste persona al mondo che almeno una volta nella propria vita non abbia canticchiato un motivo. É in questo momento allora che mi viene da pensare “Riusciremo mai a fare a meno della musica nella nostra vita?” Per quanto mi riguarda sarebbe difficile immaginare un evento sociale importante come potrebbe esserlo una cerimonia religiosa, una festa, un raduno senza il suono di una melodia che lo accompagna o lo annuncia. Oppure guardare un film senza colonna sonora; addirittura non oso pensare a un giorno intero senza ascoltare nemmeno una canzone. Sarebbe davvero una giornata vuota. La musica riempie da sempre i momenti più intensi della mia vita, è un’alleata unica. Indispensabile ovunque io sia e qualsiasi cosa io faccia. Anche Nietzsche diceva: ”Senza la musica la vita sarebbe un errore”. Non esiste mezzo di comunicazione più versatile e camaleontico della radio: in più di otto decenni di storia ha saputo resistere ad attacchi pesantissimi da parte degli altri media. Resistenza che si è manifestata spesso nel trasfromarsi e nel sapersi adattare ai gusti del pubblico e alle proprie potenzialità. La radio è stata introdotta in Italia come mezzo di comunicazione di massa nel 1924. Il mercato, neanche a dirlo, era assolutamente monopolistico, i programmi erano strumento di controllo sociale che il regime utilizzava per i suoi scopi. Negli anni ‘50 e ‘60 fu protagonista di importanti innovazioni tecnologiche come la modulazione di frequenza delle stazioni emittenti; il transistor permise alla radio di conquistare spazi al di fuori dell’ambiente domestico, mentre la nascita delle autoradio permise di seguire gli ascoltatori anche nei loro spostamenti quotidiani. Parallelamente a queste nuove tecnologie, nel giro di quindici-venti anni la radio riuscì a diversificare la propria offerta in termini di contenuti e palinsesti. Attorno alla radio si sviluppò, infatti, una nuova cultura giovanile animata dal ritmo travolgente del Rock’n roll e ammaliata, in seguito, dal fascino della disco music. In radio iniziarono a “passare” molti dischi stranieri, soprattutto americani: Glorya Gaynor, Donna Summer, Village People. Però, per i disc jockey radiofonici, era ancora difficile mettere in successione un disco dei Clash seguito da “Don’t let me be misunderstood” dei Santa Esmeralda. Con queste premesse, nasce il format radio. Orientarsi verso il format della radio americana non era più così difficile: ogni emittente aveva scelto infatti un formato, uno stile che raggrupasse diverse caratteristiche (tipo di musica, tono del parlato) indispensabili per essere riconosciuta dai propri ascoltatori, intensificando così il rapporto con il pubblico che si faceva più intimo e profondo. Dalle casse dell’impianto stereo delle vostre macchine starà sicuramente riecheggiando una voce. Che sia la voce protagonista della hit del momento o che sia la voce di uno speaker, la maggior parte di voi starà ascoltando la radio. E’ un’abitudine ormai. Il motore non è ancora del tutto avviato che il suono di un’altra voce, oltre la vostra, s’è già diffusa nell’abitacolo. Non credo esista chilometro percorso in macchina in modalità: MUTE. Ogni giorno, che noi facciamo la spesa o che facciamo shopping, che siamo dal benzinaio o che stiamo facendo le pulizie di primavera, che siamo a piedi o in corriera, un qualunque motivo musicale accompagna le nostre attività. INFORMAPIÙ 15 Alcuni esempi di format radio: Hit Radio: playlist dei pezzi più famosi e più richiesti dal pubblico Grandi Successi: orientato a un pubblico più adulto, riprende in qualche modo le oldies News and Talk: sussegue chiacchere a notizie, puntando a intrattenere e fidelizzare l’ascoltatore Music & News: formato diffusissimo che alterna musica e notizie Non stop music: programmazione incentrata esclusivamente sulla rotazione di brani musicali Tanti di voi già lo sapranno, ma altrettanti non ci avranno mai fatto caso: avete mai notato che nelle radio la pubblicità, le rubriche, i notiziari arrivano più o meno sempre alla stessa ora? Come si può gestire un’ora di programma radiofonico che contenga parlato, canzoni, jingle, pubblicità, notiziari e dare spazio a tutto? A tutte queste domande risponde un meccanismo largamente diffuso: il clock radiofonico. La traduzione italiana è naturalmente “orologio” e proprio quella è la sua funzione, organizzare l’ora in modo da dare “spazio” a tutti gli appuntamenti. Il clock si può gestire, strutturare e modificare in ogni momento ed è la direzione artistica che decide come impostarlo. Ogni radio ha il suo clock e in questo spazio di tempo l’emittente inserisce tutti i dati che la rendono riconoscibile agli ascoltatori, come il giornale orario allo scadere dell’ora, seguito dal jingle o dal successo del passato oppure da uno del momento, e poi il meteo, ancora musica e parlato. In un’emittente dal format hit radio la programmazione della musica riveste un’importanza fondamentale e la scaletta dei brani, di solito, è piuttosto rigida. RTL 102.5 RTL 102.5 è un'emittente radiofonica FM nazionale privata italiana. È stata la prima radio privata italiana ad utilizzare il format hit radio: un format che prevede esclusivamente la messa in onda di grandi successi, italiani e stranieri. La redazione è nata il 26 agosto 1991 ed è stata la prima struttura giornalistica, in ordine cronologico, nella storia della radiofonia privata nazionale. È composta da 16 giornalisti professionisti e da 60 corrispondenti dall'Italia e dall'estero. Ogni giorno, a braccetto con il "flusso" musicale, RTL 102.5 realizza, in diretta 24 ore su 24, il Giornale Orario (il notiziario in onda allo scoccare di ogni ora), la trasmissione quotidiana Non stop news, gli appuntamenti della domenica L'Indignato speciale e Mai visto alla radio. La conduzione dei radiogiornali è realizzata con ritmo e dinamismo tali da rendere l'appuntamento informativo sempre interessante per chi l'ascolta, mantenendo un costante collegamento con il territorio attraverso inviati e corrispondenti in tutto il mondo. Ascoltata principalmente da utenti nella fascia d'età tra i 18 e i 40 anni, sede milanese RTL 102.5 nel 2011 risulta la seconda emittente radiofonica italiana più ascoltata e nel 2012 arriva al primo posto tra i network radiofonici più ascoltati in Italia, confermando il risultato anche nel 2013 e nel 2014. Il gruppo RTL 102.5 comprende anche il canale televisivo RTL 102.5 TV, che da settembre 2007 ha lanciato la formula della radiovisione, ovvero la possibilità di vedere i conduttori ed i video delle canzoni trasmesse alla radio. 16 INFORMAPIÙ diretta radiofonica del programma "W l'Italia" con Angelo Baiguini e Valeria Benatti “Fare la scaletta”, anche con l'aiuto della tecnologia, non è in ogni caso un'operazione semplice e immediata: chi si occupa della programmazione musicale deve conoscere tutti i brani, vecchi e nuovi, e scegliere i più adatti a quel particolare formato. A seguire, deve occuparsi della posizione dei brani all'interno del palinsesto: il pezzo deve essere adatto al pubblico di quell'emittente, deve andare in onda all'ora giusta e se non è molto conosciuto deve essere alternato con un altro più noto. Infine, si deve definire con esattezza la rotazione dello stesso brano all'interno della giornata radiofonica nelle varie fasce orarie. La personalità di una radio musicale è determinata proprio dalla sequenza e dalla scelta dei brani e l'obiettivo è quello di trovare il giusto equilibrio adatto al target di riferimento. L'attenzione di chi lavora nel mondo della radio, però, si è concentrata fortemente anche su un’adeguata selezione dei contenuti. Negli ultimi tempi, infatti, l’ascolto radiofonico, nella giornata, ha un andamento complementare all' informazione trasmessa in TV. La radio propone i giornali radio e gli aggiornamenti sul traffico ad ogni ora, ha diversi appuntamenti col meteo, con le notizie sportive e con l’informazione economica. Tempestiva, fresca, immediata e spontanea, queste sono le caratteristiche della notizia radiofonica. In radio si racconta direttamente a chi ascolta quello che sta accadendo in quel preciso momento, l’informazione è continuamente aggiornata e deve inquadrare un fatto in poche parole, offrendo una descrizione essenziale, ma precisa e a suo modo completa. Il punto forte della radio è che, rispetto agli altri media, gioca in anticipo: riesce a dare immediatamente rilievo alle news a differenza degli altri mezzi di informazione. Le ore del primo mattino sono le più apprezzate; l’informazione con cui si inizia la giornata è sempre quella radiofonica, in casa o in auto. Tra le 7 e le 9 del mattino quasi dodici milioni di persone ascoltano la radio. Successivamente, l'ascolto radiofonico nelle ore meridiane o in quelle del ritorno a casa è più incentrato nell'ascoltare buona musica. Dagli anni 80/90 stiamo assistendo a un ripensamento profondo dei format comunicativi della radio. Certamente il rapporto musica-parola si sta spostando a tutto beneficio della parola che nelle sue varie declinazioni (informativa, di intrattenimento, culturale), appare sempre più presente nella programmazione e rappresenta la vera innovazione nei formati radiofonici rispetto al passato. L’ascoltatore seleziona fra tante emittenti quella il cui ritmo meglio si presta al suo personale gusto. La radio , nel momento in cui la si ascolta, non ferma la musica, ma ne è il proseguimento. INFORMAPIÙ 17 OSPITE DI RTL 102.5 PER UN GIORNO Nel mese di febbraio ho incontrato nella sede milanese alcuni collaboratori di RTL 102.5. Sono stata accolta da Valentina Facchinetti, Responsabile Ufficio Stampa dell’emittente, che mi ha guidato negli uffici della radio e mi ha spiegato come si realizza un programma radiofonico. Da quando hanno ampliato gli studi, che si sviluppano su 3.000 metri quadri, RTL 102.5 è stata la prima emittente in Europa ad essere creata “a misura di radio” dove tutto ruota attorno allo studio da cui vengono emessi i programmi. Questo perchè il successo di RTL 102.5 lo si deve anche all’idea innovativa di essere una radio con un canale tv in diretta sia su Sky sia tramite il digitale terrestre. Lo studio per la diretta radiofonica, infatti, è un vero e proprio studio televisivo! Riflettori, luci, microfoni, casse, monitor, telecamere, computer e specchi arredano lo studio di registrazione. Il banco di regia non comprende quindi solo i comandi radio, ma anche i comandi tv. Valentina mi ha illustrato gli aspetti tecnici spiegandomi come sia importante, oltre al tono di voce degli speaker, il loro costante impegno quotidiano nella lettura di giornali e riviste; mi ha spiegato quanto sia difficile per i registi far funzionare tutto alla perfezione per evitare errori durante la diretta del programma. Vi assicuro che l’occasione di stare dietro al banco di regia dello studio in diretta è stata un’emozione unica. diretta radiofonica del programma "W l'Italia" con Angelo Baiguini e Valeria Benatti Gli speaker gestiscono in prima persona le public relations delle varie emittenti e rappresentano la radio per i milioni di ascoltatori, ma il duro lavoro “dietro le quinte” è altrettanto fondamentale e viene fatto nello studio musica. Vi siete mai chiesti chi decide quali sono i dischi che devono andare “in onda”? In passato, specie ai tempi delle radio libere, era lo stesso speaker a scegliere i brani da far ascoltare On Air. Programmatore e conduttore erano la stessa persona ed i gusti personali influivano notevolmente sulla playlist offerta dall’emittente. studio radiofonico RTL 102.5 Adesso i programmatori musicali si occupano della scelta dei dischi in base a quella che è la “personalità musicale” della radio e del suo target specifico. Sostanzialmente si sviluppa un clock musicale seguendo la linea artistica data dall'Editore. studio radiofonico RTL 102.5 RTL 102.5 è un network che punta molto sulle novità musicali e sulle hit a differenza di altre emittenti nazionali che hanno costruito la loro programmazione, ad esempio, sui grandi classici di un tempo. La continuità nel sound di ciascuna canzone, la scelta dei brani, di quante volte vengono ripetuti, avviene grazie all'ausilio di un valido software, utilizzato da circa 40 anni in tutte le radio. Il palinsesto musicale viene realizzato ogni giorno in relazione sia alle scelte dell'Editore, sia tenendo monitorato costantemente il territorio internazionale ricevendo in tempo reale informazioni sull'andamento delle uscite discografiche, sui dati di ascolto di ogni singolo brano, sui download da iTunes. il programmatore musicale 18 INFORMAPIÙ studio radiofonico RTL 102.5 studio radiofonico INFORMAPIÙ RTL 102.5 19 Anthony Loponte Regista Radiofonico RTL 102.5 Valentina Facchinetti Responsabile Ufficio Stampa RTL 102.5 Anthony Loponte “Il mio ruolo è quello di stare dietro le quinte. Il regista è colui che mette i dischi o i jingle, si occupa della pubblicità, regola i microfoni ed è colui che detta i tempi della scaletta. É una figura che fornisce indicazioni allo speaker per quanto riguarda audio, tono di voce, tempi a disposizione per parlare e interventi da parte degli ospiti. Dal punto di vista tecnico invece, è in grado di utilizzare macchinari e computer molto sofisticati per gestire la scaletta. La regia radio, oggi, è diventata di estrema facilità grazie alle nuove tecnologie informatiche. I supporti musicali, ad esempio, si sono evoluti dal vinile al formato compresso mp3; questo ha reso la catalogazione e la messa in onda dei brani stessi quasi banale. Lo strumento che resta ancora “gestito dall‘uomo” è il mixer audio. É vero che oggi i computer possono fare tutto, ma non possono essere creativi, non possono improvvisare: è per questo che esiste ancora la figura del regista. Il regista radiofonico prima di tutto deve essere versatile e deve riuscire a fare più cose contemporaneamente. Inoltre, deve essere in grado di seguire il conduttore mentre parla e capire a che punto si trova della conduzione. Nel frattempo ascolta e prepara il disco che dovrà uscire nel momento successivo all’intervento dello speaker oppure inserisce il jingle conclusivo, nei casi in cui questo è necessario. Sostanzialmente il regista deve prestare la massima attenzione a più cose nello stesso momento senza mai perdere di vista la diretta ed in più essere rapido ed entrare in complicità con il conduttore. Una prerogativa del nostro lavoro è di trovarsi in simbiosi con gli speaker, anche se non è semplice andare d’accordo con tutti, avendo ognuno il proprio stile di conduzione oltre ad un carattere ben specifico. Sicuramente con molti speaker si è instaurato un rapporto speciale d’amicizia. L’unica formula vincente è l’amore per il proprio mestiere, unito a tanta pazienza." Valentina Facchinetti “Occuparsi dell’ufficio stampa della grande famiglia RTL 102.5 significa curare l’immagine della radio. La promozione delle dirette, dei nuovi programmi e degli artisti emergenti, unita alla creazione ed implementazione di nuove campagne pubblicitarie è tra le mansioni più stimolanti del mio lavoro. Uno degli aspetti più interessanti è la promozione dell’ultimo disco di un artista. Ciò comporta un’organizzazione rapida ma precisa. La casa discografica ci contatta e concordiamo l’intervista in diretta presso i nostri studi, intervista che per quel giorno dovrà essere in esclusiva con noi. Questo mi permette di incontrare i migliori artisti del panorama musicale nazionale e internazionale... Un grande onore per me! A volte, come è successo con Biagio Antonacci e con Laura Pausini, ci viene chiesto di seguire l’intero tour dell’artista. Essere quindi il main sponsor della tournée comporta l’organizzazione della trasmissione in diretta dell’evento, la realizzazione degli spot radio per la promozione e l’offerta dei biglietti omaggio agli ascoltatori durante le trasmissioni radiofoniche. Ne approffitto per annunciare che quest’anno saremo impegnati a seguire tutte le tappe del tour di Renato Zero. RTL 102.5 considera molto importante il rapporto con il pubblico virtuale. La nostra politica è quella di condividere con tutti i nostri follower le interviste, le news e i comunicati stampa su tutti i canali online (sito web, Facebook, Twitter, Instagram). Il loro feedback è per noi un fondamentale indicatore di strategie e scelte future.” l’'addetto stampa il regista radiofonico studio radiofonico RTL 102.5 20 INFORMAPIÙ sede milanese RTL 102.5 INFORMAPIÙ 21 INTERNET E RADIO Il primo film di Luciano Ligabue, intitolato “Radiofreccia”, narra una storia che più o meno direttamente ha toccato un’intera generazione: la nascita delle cosiddette “radio libere”. Oggi può sembrare un traguardo che fa sorridere, ma all’epoca ha incendiato gli animi di chi, cresciuto ascoltando unicamente il monopolio pubblico della RAI, poteva trasmettere ad altri musica, parole ed emozioni che in scena del film "Radiofreccia" precedenza non erano mai state presenti nell’etere. Senza dimenticare, inoltre, la grande novità costituita dalla partecipazione del pubblico, addirittura in diretta. Come abbiamo già detto, la nascita di questo tipo di radio è stata possibile grazie ad un incremento della semplicità di trasmissione, ma la grande rivoluzione l’ha fatta il World Wide Web. Internet ha iniziato a diffondersi negli anni ‘90. In seguito a questo fenomeno i media tradizionali hanno dovuto integrare questo nuovo strumento di comunicazione. A detta di avventati e inesperti analisti, la diffusione di Internet in ambito domestico sembrava la fine del mondo. Quotidiani, riviste, radio e televisione avrebbero avuto vita breve. Con Internet chiunque poteva reperire brani musicali ed informazioni su di essi, ascoltarli quando desiderava o avere un contatto più diretto con gli artisti. Anche l’informazione diventò disponibile senza limiti in qualunque momento e aggiornata in tempo reale. Vista da questa prospettiva il futuro per la radio si tradurrebbe in un lento declino, ma la tendenza sembra invece un’altra: offrire informazioni su più canali possibili e integrare i diversi mezzi di comunicazione. La maggior parte delle radio non ha infatti percepito Internet come una minaccia. Agli inizi della sua diffusione, la maggior parte delle radio ha realizzato un così detto “sito web vetrina”, dotato di poche informazioni ma che ha permesso all’emittente di guadagnare visibilità e interesse. Successivamente ha iniziato a farsi strada il fenomeno delle radio on line, con cui le emittenti hanno trasmesso il loro segnale anche tramite Internet. E oltre al web la radio si è evoluta anche grazie ai Social Network. Con essi è riuscita ad esprimere meglio la vocazione insita nella sua natura, cioè l’interazione e il dialogo con gli ascoltatori. La radio per natura è un mezzo interattivo, conversazionale (richieste di canzoni, giochi, scherzi telefonici, chiamate in diretta) e sociale che ha sempre messo al centro gli ascoltatori e a cui il web e i Social Network hanno dato un nuovo impulso. Il settore radiofonico sta vivendo una seconda giovinezza: in risposta a un’offerta sempre più ampia e diversificata, il pubblico di appassionati è in costante aumento e moltissimi sono i giovani che sognano di scena del film "Radiofreccia" lavorare in questo campo. Ogni nuovo mezzo di comunicazione che fa la sua comparsa nella società non sostituisce i media esistenti ma tende piuttosto ad inglobarli. 22 INFORMAPIÙ Alessio Aymone, classe 1981 è un giovane speaker radiofonico e autore di programmi dal 2001. Oggi lavora a Radio International, la radio che suona più musica in Emilia Romagna. Alla mano, di vedute ampie, tanto simpatico quanto intraprendente. Lo incontro presso la sede di Radio International a Bologna e sono curiosa di fargli qualche domanda sul ruolo dello speaker di oggi e del domani. lo speaker Alessio Aymone, Dj alla Convention 2015 di Lavoropiù “Ogni speaker ha il suo stile di conduzione. Il mio stile è diverso da quello del conduttore Emanuele Righi che conduce al mattino. Ognuno viene scelto dall’Editore in base all’impostazione che lui stesso vuole dare all’emittente. Io sono qui perchè, nel 2011, ho partecipato a un concorso regionale organizzato da Radio International e arrivai primo. Il premio era il contratto. La scelta è caduta su di me sia per le mie conoscenze musicali sia per la mia voce. Il mestiere dello speaker radiofonico, per me, è uno dei lavori più belli del mondo. Parliamo di un ruolo che fa gola e invidia a molti, ma allo stesso modo ancora oggi, purtroppo, non viene riconosciuto come un vero e proprio lavoro. É considerato una passione o un’occupazione che non richiede grande fatica, senza però pensare all’impegno e al sacrificio necessari per riuscire ad arrivare all’obiettivo. Per non parlare dello studio necessario e delle ore pre e post diretta necessarie a definire i programmi. Lavorare con la musica, con cuffie in testa e microfono davanti alla bocca, con l’obiettivo di raggiungere più persone possibili, vale tutti gli sforzi del mondo. Oltre a ciò, essere noti al pubblico e avere tante persone che ti scrivono e ti fanno i complimenti è motivo di soddisfazione. Tengo molto conto di chi ascolta la mia trasmissione e anche su nternet, attraverso il sito web della radio e la mia pagina personale, ricevo un importantissimo feedback dagli ascoltatori.” Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International INFORMAPIÙ 23 un pò’ di storia bolognese Oggi accendendo una radio in Fm si possono ascoltare tantissime stazioni di tutti i tipi, ma fino al 1973 non era così. La liberalizzazione della frequenza dagli 87,5 ai 108 mhz, che in origine era pertinenza esclusiva della Rai, la si deve ad un gruppo di coraggiosi bolognesi, seguiti da altri ardimentosi in varie parti d’Italia. Era il 1974 ed esistevano soltanto i programmi Rai. La sera del 23 novembre 1974, però, i bolognesi che cercarono di sintonizzarsi sulle trasmissioni locali restarono sbalorditi: al posto della voce del solito speaker del radiogiornale regionale, o di Orietta Berti che cantava Io, tu e le rose ascoltarono con molto stupore un dibattito sul traffico cittadino del quartiere S. Ruffillo e le lamentele in diretta di un tassista bolognese sulle corsie preferenziali intasate dagli abusivi. Dal 1923, dalla nascita della radio in Italia, era la prima volta che dagli apparecchi uscivano voci e linguaggi alternativi a quelli dell’emittente di Stato. “Radio Bologna per l’accesso al pubblico” trasmetteva da una roulotte parcheggiata sui colli bolognesi e irradiava i suoi programmi dal Monte San Luca sui 100,800 mHz. Non male per una radio “pirata”, anche se pirata in fondo non lo era. Soddisfacente la ricezione, alto l’interesse e l’indice di gradimento: insomma un grande successo. Molte sono state le radio bolognesi nate poi nella seconda metà degli anni ‘70 che avevano nella denominazione la parola Bologna. Fra di esse RADIO BOLOGNA INTERNATIONAL. L’attuale Radio International è la nuova denominazione della storica Radio Bologna International nata nel 1977 per iniziativa di Gianni Zoboli. La sua sede era via Lepido 145 Bologna. Radio Bologna International inizia a trasmettere nel 1976 sui 101.500 mHz con un ripetitore posto sul grattacielo di San Vitale. Il 18 febbraio 1977 iniziano i programmi regolari da San Luca sulla nuova frequenza dei 97.500 mHz mentre sulla vecchia frequenza la proprietà irradia un nuovo canale: International 2. Bologna International va in onda in diretta dalle 6 alle 2 di notte, il palinsesto è ricco e variegato e i collaboratori molto noti. Dal 1998 allarga il proprio raggio di emissione raggiungendo le provincie di Modena, Reggio Emilia e succesivamente Ravenna: diventa Radio International. Oggi è International Hit. Il formato è del tutto innovativo, ma semplice e vincente nella sua essenza: musica e informazione 24 ore su 24. Nei fatti la programmazione musicale è la protagonista indiscussa intervallata ogni 30 minuti dagli appuntamenti informativi e con pochi e mirati interventi degli speaker sempre tesi ad intrattenere e a mantenere viva l’ interazione con i radioascoltatori. La musica è di facile ascolto e caratterizzata dalla regola un successo del momento - un successo del passato. Una programmazione musicale completamente dedicata alla musica pop, italiana ed internazionale di ieri e di oggi. Il fiore all’occhiello di Radio International è lo sport: Radio International Bologna è stata la prima radio sul territorio locale a fare sport. Trasmette a Bologna e provincia sugli 89.8 fm e ovunque nel mondo grazie allo streaming Internet. consapevolezza del pubblico che hai all’ascolto e non puoi sottovalutare ciò che dici. Chi parla deve valutare l’importanza della notizia non soltanto per decidere quante volte ripeterla nell’arco della giornata, operazione necessaria perchè non è detto che chi ha ascoltato la radio di mattina sia sintonizzato anche la sera, ma anche per stabilire se e come approfondirla con eventuali interventi o interviste. Si deve tenere conto di tantissime variabili e non è una cosa che va presa con leggerezza, rimane sempre un canale di comunicazione rivolto a un vasto pubblico e le notizie devi conoscerle davvero senza parlare per sentito Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International dire. C’è bisogno di esperienza, non si può pensare di riuscirci senza imparare il mestiere, serve Radio e Internet: concorrenza o alleanza? sicuramente avere elementi di base da cui partire, ma in “Il Gruppo Radio International ha due siti web delle due questo campo la gavetta è indispensabile. emittenti del gruppo. Sul sito di Radio International Bologna Bisogna ascoltare tanta radio, ascoltare chi ha più esperienza c’è un box in cui gli utenti vengono indirizzati alla pagina e cercare di lasciarsi andare senza però copiare lo stile di di Radio International che gestisco io, non per manie di altri colleghi. grandezza, ma perché è costantemente aggiornata e gli ascoltatori possono scrivermi direttamente. Per quanto possa valere, il mio consiglio a chi si avvicina Mi piace l’idea di stabilire un contatto diretto con loro, si al mondo radiofonico è quello di ascoltare - imparare sentono più coinvolti e più propensi a interagire con la radio. ripetere.” Un tempo, per cercare di instaurare un rapporto tra emittente e ricevente sempre più stretto ed interattivo, c’era Ringrazio Alessio del tempo che mi ha dedicato e mentre solo la telefonata in diretta. Ora con i Social Network il salgo in macchina dall’autoradio esce la sua voce che mi percorso è più breve. Non si può più parlare di radio senza accompagna fino a casa: web, sembra impossibile solo a pensarlo. Oggi la radio è il media più capace di navigare nei nuovi “E se Jovanotti alla posizione numero due della nostra chart spazi digitali, è l’alleata numero uno del web, diventando dicevamo essere la prima grande novità della nostra classifica così sempre piu forte.” Agli speaker di domani cosa consigli? “Ai nuovi speaker vorrei ricordare che fare radio è una grande fortuna, lo dico perché non è da considerarsi come un “giochino”. Quando sei nel tuo studio di registrazione non hai la questa settimana, la seconda ma anche la più importante novità della hit parade la troviamo alla posizione numero uno. Chi ha scalzato Jovanotti dal gradino più alto è Mark Ronson, super produttore inglese per intenderci. Uno di quelli che ben conosceva Amy Winehouse e che si è nascosto dietro alla produzione del suo Back to Black. Il suo ultimo disco è il quarto da solista. Era il mese di Novembre, ricordate, quando facevamo previsioni sul suo futuro...abbiamo aspettato qualche mese e così è stato. Per la sua “Uptown funk” Mark Ronson ha scelto la voce di Bruno Mars. Singolo più suonato questa settimana su Radio International. Buona musica da Alessio Aymone, appuntamento a sabato per il riepilogo dalla posizione numero 30 alla numero 1. Ci sentiamo alle 18.00.” Radio Bologna per l'accesso al pubblico 24 INFORMAPIÙ studio radiofonico Radio International Bologna INFORMAPIÙ 25 NEWS NASCE LA DIVISIONE MODA DI LAVOROPIU' La moda è un business che richiede molti supporti moda dal punto di vista formativo, informativo e di ricerca e selezione di profili altamente specializzati. Per questi motivi Lavoropiù ha deciso di creare una divisione specializzata nel settore moda. Fashionpiù, la Divisione Moda di Lavoropiù SpA, è la squadra dedicata alla ricerca e selezione di profili specializzati del settore. È in grado di individuare e selezionare profili specializzati in area progettazione, sviluppo, produzione, commercializzazione e vendita di prodotti fashion. La sfida di Fashionpiù è quella di essere un partner competente e aggiornato sulle dinamiche del settore. Lavoropiù Divisione Moda è efficace nella ricerca e selezione di figure specializzate perché dispone di una squadra dedicata e attiva su tutto il territorio, utilizza strumenti di recruiting avanzati e possiede un'esperienza decennale con importanti realtà del settore. fashion UN 2014 DI COVER INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FILIALE DI CASTELFRANCO VENETO (TV) LAVOROPIU' EVERYWHERE FILIALE DI LUCCA cover story PERPIU' BOLOGNA KEY ACCOUNT FILIALE DI REGGIO EMILIA cover story FILIALE DI POMEZIA (RM) UFFICIO LEGALE L' "Anonima 612" supera brillantemente l'AUDIT "Soltanto chi osa spingersi un po' piu' in la' scopre quanto puo' andare lontano" Sergio Bambaren cover story cover story l'azione e' la chiave fondamentale di ogni successo l' hysteria dilagante nel mercato del lavoro.....C'e' bisogno di una trasfusione di ottimismo cover story cover story cover story Parlano le filiali : teamworking e gioco di squadra in Lavoropiu' SpA cover story non tutti sanno che a Ferrara Corso Ercole d'Este e' una delle piu' belle vie del mondo ampie prospettive Lavoropiu' on Mars INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FiLIALE DI BOLOGNA FILIALE DI FIORANO MODENESE (MO) FiLIALE DI FIRENZE FiLIALE DI SERIATE (BG) PERPIU' MILANO UFFICIO REDDITIVITA' FiLIALE DI MONSELICE (PD) FILIALE DI NOVELLARA (RE) cover story Lavoropiu': siamo fatti della stessa sostanza dei sogni cover story cover story direttamente dai Caraibi... i "pirati" di Lavoropiu' specchio riflesso: i diversi aspetti della somministrazione cover story cover story con Expo 2015 la Lombardia, Milano e l'Italia riacquisteranno competitivita' a livello europeo e internazionale a Fiorano non solo ceramiche... le Salse di Nirano cover story "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni" Oscar Wilde cover story la f i liale compie 10 anni: stessa storia, stesso luogo, stesso pub INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FILIALE DI SAN DONA' DI PIAVE (VE) FILIALE DI TORINO FILIALE DI CASTEL MAGGIORE (BO) UFFICIO PERSONALE DIRETTO FILIALE DI FIDENZA (PR) FILIALE DI FAENZA (RA) PERPIU' MILANO UFFICIO ORGANIZZAZIONE E SISTEMI INFORMATIVI FARMAPIU' cover story la terra del Piave. Passione, coraggio, tenacia. cover story "nella vita non contano i passi che fai, ne' le scarpe che usi, ma le impronte che lasci" Fashionpiù Piazza XX Settembre 5 40126 Bologna Tel 051 6390037 Fax 051 245062 [email protected] fashion cover story ...l'eleganza e' la sola bellezza che non sf iorisce mai Puntiamo in alto!!! cover story Diamo il benvenuto al nuovo dipendente di Lavoropiu' Mario Rossi... selezioniamo solo risorse famose! cover story "la grandezza del lavoro e' all'interno dell'uomo" cover story un mondo senza bit cover story "imparare e' un'esperienza. Tutto il resto e' solo informazione." A. Einstein INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FILIALE DI CASALECCHIO (BO) UFFICIO CREDITI E FINANZA ... un lavoro su misura cover story PERPIU' FAENZA (RA) FILIALE DI CASTELNOVO NE' MONTI (RE) SANIPIU' POLITICHE ATTIVE FILIALE DI PARMA FILIALE DI MILANO cover story Edizione speciale: tutti i misteri della banda dei crediti. In esclusiva le foto degli esordi. cover story cover story Trovarsi insieme e' un inizio, restare insieme e' un progresso, lavorare insieme e' un successo! cover story EXPO 2015 a Milano cover story I lunghi inverni della Filiale di Castelnovo ne' Monti, dove a volte, per entrare in uff icio, bisogna armarsi di pala e buona volonta'! La cosa piu' pericolosa da fare e' rimanere immobili (cit. William Burroughs) cover story Il lavoro si cura con amore cover story cover story "possiamo stupirti!" Se una cosa la vuoi una strada la trovi, se una cosa non la vuoi una scusa la trovi. INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FILIALE DI SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) NUOVI TRASFERIMENTI PER LAVOROPIU'... UFFICIO PERSONALE FILIALE DI NICHELINO (TO) cover story Se immagini di gustare il nuovo tesoro gia' prima di trovarlo, scoprirai la via giusta per conquistarlo!!! FILIALE DI SAN GIOVANNI INPERPIU' PERSICETO (BO) MILANO SEGRETERIA DI DIREZIONE UFFICIO AFFARI GENERALI cover story Diamo la paga a tutti! There are no shortcuts to any place worth going. cover story Il mattino ha l'oro in moka TRADE MARKETING MANAGEMENT cover story cover story cover story FILIALE DI LUGO (RA) cover story Il tuning ed indotto nel settore automotive Uno dei segreti del successo e' l'entusiasmo! Il nostro motto: "mettersi insieme e' un inizio, rimanere insieme e' un progresso, LAVORARE INSIEME e' un successo!" cover story "Non c'e' persona al mondo che non sia capace di fare piu' di cio' che pensa di essere in grado di fare." Henry Ford INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ AGRIPIU' FILIALE DI CREMA (CR) FILIALE DI IMOLA (BO) SANIPIU' FIRENZE PERPIU' TORINO E SANIPIU' TORINO La Divisione Permanent Torino e la Divisione Sanità Torino si trasferiscono nei nuovi uffici in Corso San Martino 4, Torino. Una soluzione ideale che potrà soddisfare tutta la nostra clientela alla quale dedichiamo sempre più attenzione. Perpiù Torino Corso San Martino 4 10122 Torino Tel 011 5617420 Fax 011 538480 [email protected] 26 INFORMAPIÙ Sanipiù Torino Corso San Martino 4 10122 Torino Tel 011 5617420 Fax 011 538480 [email protected] cover story A Imola c'e' sempre il sole!! cover story cover story Crema: la citta' piu' dolce che c'e'. Noi siamo piccoli, ma cresceremo... FILIALE DI BAZZANO (BO) FILIALE DI MODENA FILIALE DI FINALE EMILIA (MO) UFFICIO TELEMARKETING cover story "La cosa piu' importante al mondo e' la famiglia, la famiglia e' il centro di tutto" cover story "Sembra sempre impossibile f i nche' non viene fatto" cover story cover story What else? "Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore" (cit. Albert Einstein) cover story "Coraggio... piccolo soldato dell'immenso esercito. I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe e' la tua squadra, il campo di battaglia e' la terra intera, e la vittoria e' la civilta' umana." (cit.Edmondo de Amicis) INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ FILIALE DI BUDRIO (BO) FORMAPIU' PERPIU' MILANO PERPIU' TORINO FARMAPIU' MILANO SANIPIU' TORINO FILIALE DI OZZANO EMILIA (BO) PERPIU' MILANO cover story cover story Insieme si cresce!! cover story "Se perdi, non perdere la lezione" (cit. Dalai Lama) "Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono." (cit. Galileo Galilei) Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta. (cit. Henry Ford) UFFICIO AMMINISTRAZIONE cover story cover story cover story Lei e' un generico? Generico sara' lei, io sono specializzato e anche equivalente! PERPIU' PARMA cover story uno, due,tre... Forza Ozzano ale'!!! Per costruire e realizzare i tuoi sogni punta dritto all'obiettivo insieme a Lavoropiu'. cover story 2015 Italia: e' l'anno della ripresa Nel corso del 2014 tutte le filiali, gli uffici e le divisioni di Lavoropiù hanno personalizzato la copertina di Informapiù INFORMAPIÙ 27 FALSI D'AUTORE { SANIPIU' BOLOGNA rivisitazione di una scena del film Colazione da Tiffany le opere d'arte rivisitate da tutte le filiali, le divisioni e gli uffici di Lavoropiù FASHIONPIU' rivisitazione del quadro Uomo con mela di René Magritte FILIALE DI SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) rivisitazione del quadro La Creazione di Adamo di Michelangelo FILIALE DI FIRENZE rivisitazione del quadro A family di Fernando Botero FILIALE DI BOLOGNA rivisitazione della copertina dell'album Abbey Road di The Beatles UFFICIO AFFARI GENERALI rivisitazione del quadro Self-Portrait di Andy Warhol FILIALE DI NICHELINO (TO) rivisitazione di un particolare del quadro Madonna Sistina di Raffaello 28 INFORMAPIÙ FILIALE DI CREMA (CR) rivisitazione di un particolare del quadro Madonna Sistina di Raffaello UFFICIO LEGALE rivisitazione del quadro Il bacio di Edvard Munch FILIALE DI SAN DONA' DI PIAVE (VE) rivisitazione del quadro Quattro donne di Fernando Botero INFORMAPIÙ 29 6 INVENZIONI CHE CI HANNO CAMBIATO LA VITA LA CERNIERA LAMPO O 'ZIP' Elemento ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana, la lampo o zip ha una sua storia e un suo inventore. Sono quei piccoli lussi della modernità su cui poche volte siamo portati a interrogarci, ma sui quali vale la pena investigare, se non altro per curiosità. Q ual è la scoperta o l'invenzione che ha cambiato il destino dell'umanità? C'è chi risponderà la lampadina, la radio, la stampa, la polvere da sparo, il cinematografo, etc. Pensadoci bene sono tante le invenzioni che hanno cambiato il nostro destino. Molte invenzioni si può dire che sono legate “all'evoluzione dell'uomo”, alcune risalgono alla notte dei tempi e altre sono più contemporanee. Però ci sono invenzioni e invenzioni, non possiamo paragonare l'invenzione della stampa con la scoperta del tostapane. In effetti, mentre le invenzioni storiche come la lampadina, il cinematografo, la radio sono fortemente legate, anche nell'immaginario collettivo, ai nomi dei loro inventori (Edison, Marconi, i fratelli Lumière), in pochi invece saprebbero dire chi ha inventato il tostapane, il tubetto del dentifricio, le scarpe da ginnastica, il codice a barre e altre mille invenzioni. Per la maggior parte delle persone, oggi, sono invenzioni figlie di nessuno. Eppure questi strumenti caratterizzano la nostra vita quotidiana. Oggi, la complessità del mondo in cui viviamo e la varietà dei prodotti hanno reso il processo creativo un susseguirsi di piccole e grandi invenzioni derivate da scoperte precedenti e dal contesto di conoscenza già acquisiti. Nel tentativo di tenere il passo è facile perdersi alcune scoperte veramente incredibili. Una di queste è la ZIP, la cerniera lampo. Un dettaglio, la zip, che non è più tale. La sua storia inizia nel secolo scorso e arriva ad oggi, quando diventa décor e dettaglio sartoriale. che a forza di chiudersi i gancetti del bustino si fosse rovinata le dita quando doveva chiudere o aprire i bottoncini dei suoi stivaletti. Fu così che il marito, Whitcomb Judson, il 29 agosto 1896 brevettò a Chicago la “chiusura di sicurezza separabile”, una doppia catena metallica con incorporati ganci e occhielli che si chiudevano facendo scorrere in alto una levetta. Un meccanismo abbastanza ingombrante e macchinoso e che si inceppava facilmente; fu dunque un altro americano, Gideon Sundbäck, nel 1911 a perfezionare la cerniera lampo, sostituendo agli occhielli e ai ganci dei dentini metallici disposti a file alternate flessibili. In quello stesso anno un sarto di New York utilizzò il nuovo congegno per una cintura con tasche data in dotazione ai marinai americani. Il brevetto per “il fermo separabile” fu registrato nel 1917. Nel 1923 la chiusura fu applicata alle calzature di gomma della Goodrich Company che chiamò il dispositivo zipper. Il successo fu tale che, nel 1934, la ditta produttrice Faestener arrivò a vendere 60 milioni di pezzi. Da allora la storia della chiusura lampo è ricca di innovazioni e anche di radicali cambiamenti e a partire dal secondo dopoguerra il metallo viene sostituito da materiali sintetici. L'industria dell'abbigliamento e della moda si avvicinò alla cerniera lampo solo nei primi anni '30, inizialmente Sembra incredibile ma dalla prima idea della cerniera lampo fino al suo perfezionamento per arrivare alla cerniera che oggi conosciamo occorsero più di 50 anni di studi e di sperimentazioni. Eppure sembrerebbe un oggettino molto semplice: due fettucce di stoffa alle quali sono attaccate delle piccole catene composte da denti metallici che, all'atto della chiusura resa possibile da un cursore, si incastrano perfettamente gli uni negli altri. Due fermi impediscono al cursore di uscire dalla sua sede anche quando si procede ad un'apertura o a una chiusura della cerniera con particolare vigore. La storia narra che la signora Judson si lamentasse del fatto 30 INFORMAPIÙ utilizzata soltanto per i pantaloni maschili ma ben presto espandendo il suo curioso fascino nel mondo della moda. Fu la stilista Elsa Schiapparelli a usare per prima la zip senza nasconderla nel tessuto (una moda poi ampiamente diffusa) e molti stilisti la usarono per i pantaloni maschili: “l'innovativa idea sartoriale”, come fu definita su un numero di Esquire (rivista maschile statunitense) del 1937, aveva ormai preso piede. Un marchio che ancor oggi troviamo sulle tante cerniere lampo dei nostri oggetti quotidiani è quello YKK, Yoshida Kogyo Kabushikikaisha, fondata da Tadao Yoshida l'1 gennaio 1934 in Giappone. La YKK può contare su 36.000 dipendenti che lavorano in 257 impianti produttivi e uffici in 66 nazioni nel mondo, produce 2 milioni di chilometri di cerniere lampo ogni anno. Anche il mondo della musica celebrò la cerniera: nel 1971 i Rolling Stones produssero infatti l'album Sticky Fingers, sulla cui copertina, ideata dal maestro della Pop Art Andy Warhol, si trovava una cerniera lampo. Elsa Schiapprelli Vogue Italia, febbraio 1998 Ph by Tyen Vogue Italia, aprile 1969 Ph by Willy Rizzo Vogue Italia, luglio agosto 1988 Vogue Italia, dicembre 1967 Ph by Krasti INFORMAPIÙ 31 AGGIORNAMENTI CONTRATTUALI Agricoltura Impiegati Con l'accordo del 22 dicembre 2014 si è stabilito di far ricadere anche gli impiegati ed i quadri delle imprese di manutenzione del verde sotto la disciplina del CCNL Agricoltura – Impiegati. Colf e Badanti (Lavoro Domestico) In data 2 febbraio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Commissione Nazionale per la variazione dei minimi retributivi, composta dai rappresentanti delle associazioni di categoria, ha raggiunto l'intesa per l'adeguamento del trattamento retributivo spettante ai prestatori di lavoro domestico, secondo quanto previsto dall'art. 37 del CCNL del 20 febbraio 2014 ; i nuovi minimi decorrono dal 1° gennaio 2015. Igiene Ambientale – aziende private RINNOVI RECENTI E L'ISTITUTO DELLA BANCA ORE I nnanzitutto il consueto punto sugli scatti economici intervenuti di recente: • Febbraio 2015: Cemento Confapi ; Grafica ed Editoria Artigiani ; Laterizi Industria ; Vigilanza Privata ; • Marzo 2015: Cartai e Cartotecnici Confapi ; Grafica ed Editoria Confapi ; Laterizi Confapi ; Centri Elaborazione Dati. Di seguito una breve carrellata relativa agli accordi stipulati nell'ultimo periodo : Legno e Arredamento aziende industriali Con l'accordo del 4 febbraio 2015 le parti sociali hanno regolamentato la disciplina del contratto a tempo determinato e dell'apprendistato professionalizzante alla luce delle novità introdotte dal c.d. « Jobs Act ». In particolare si è stabilito che il numero di lavoratori che possono essere assunti a tempo determinato o con contratto di somministrazione non possono superare il 30% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell'unità produttiva (si noti che tale quota è superiore a quanto previsto dalla normativa, che lascia comunque la possibilità alla contrattazione 32 INFORMAPIÙ collettiva di stipulare differenti accordi). Area Meccanica – Artigianato; una tantum e apprendistato In data 15 gennaio 2015 tra le parti sociali è stato stipulato un verbale di accordo per i dipendenti delle imprese artigiane dei settori metalmeccanica, installazione di impianti, orafi, argentieri ed affini e delle imprese odontotecniche, che prevede la corresponsione di un importo a titolo di una tantum ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale 1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2014 (il CCNL è scaduto in data 31 dicembre 2012 ed ancora non si è trovato l'accordo per il rinnovo). E' stata altresì ridefinita la disciplina dell'apprendistato professionalizzante. Con l'accordo del 22 dicembre 2014 è stata prevista una somma a titolo di una tantum nonchè di un compenso forfettario transitorio. Pompe Funebri – aziende municipalizzate In data 11 dicembre 2014 tra Federutility, FP - CGIL, FIT - CISL e Uiltrasporti UIL è stata stipulata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese pubbliche del settore funerario. L'accordo ha validità triennale a partire dal 1° febbraio 2013 con prima tranche di aumento prevista a gennaio 2015 ed erogazione di un importo a titolo di una tantum per il periodo di carenza contrattuale. APPROFONDIMENTI Servizi Assistenziali – Misericordie; sottoscrizione definitiva dell'accordo L'istituto della banca ore e la flessibilità dell'orario In data 26 giugno 2014 era stata stipulata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL ; in seguito alla mancata ratifica dell'accordo da parte della Confederazione nazionale Misericordie d'Italia è stato stipulato in data 29 dicembre 2014 l'accordo definitivo. La banca ore è un istituto contrattuale che consiste nell'accantonamento, su di un conto individuale, di un numero di ore prestate in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro. In pratica si tratta di una gestione alternativa delle ore eccedenti prestate rispetto alla gestione standard con erogazione dello straordinario ed ha il fine di meglio gestire flussi di lavoro variabile nei vari periodi ; ad esempio si possono compensare periodi di picco di lavoro con periodi di scarso lavoro. Ogni contratto collettivo può regolamentare tale istituto della banca ore, come previsto dall'art. 3 del D. Lgs. n. 66/2003, o a sua volta demandare la gestione ad accordi di secondo livello. Le ore accantonate nella banca ore saranno godute dal lavoratore in un momento successivo come riposo compensativo senza andare ad intaccare il monte ore ferie e permessi, oppure potranno essere monetizzate sia per scelta del lavoratore che per intervenuta cessazione. La gestione specifica, come ad esempio l'erogazione della sola maggiorazione nel mese di maturazione, o le modalità di liquidazione, sono regolamentate nei vari contratti collettivi o accordi di secondo livello. Nell'economia dopo la Grande Crisi le previsioni degli addetti ai lavori sono di un mercato definito « a dente di sega », cioè con balzi e ritirate che possono anche susseguirsi in un ristretto lasso di tempo ; ci saranno perciò sempre meno cicli lunghi e programmi produttivi stabili. Per le piccole imprese ciò non comporta una grossa novità, ma per le aziende medio-grandi si profila la necessità di predisporre soluzioni sindacali flessibili. Tra i vari strumenti che si possono adottare per fronteggiare tale mutevole mercato ci sono, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, la Cig e i contratti di solidarietà per i periodi di calo di lavoro ed il ricorso alla somministrazione per i periodi di picco produttivo; ma per esigenze ancor più stringenti e con cicli brevi uno strumento utile che serve a dare flessibilità alla gestione del personale aziendale è senz'altro la banca ore. Casi nazionali recenti ed emblematici di quanto detto e delle conseguenti trasformazioni nelle relazioni industriali aziendali sono i casi di Pomigliano, dove la richiesta aziendale è stata di costruire 1200 Panda in più rispetto a quanto programmato, ed il caso della Electrolux di Susegana in cui, in seguito all'accordo che ha evitato l'abbandono della multinazionale svedese dello stabilimento italiano in favore della Polonia, recentemente un'inattesa commessa proveniente da Ikea ha richiesto un notevole e repentino aumento di produzione. (tratto da « Le relazioni industriali del dopo crisi alla prova di Pomigliano ed Electrolux » di Dario di Vico apparso sul Corriere della Sera del 14 febbraio 2015) INFORMAPIÙ 33 A RUOTA LIBERA adatti, come simbolo, a indicarci una possibilità diversa. BONOBO POWER Tutto ciò che siamo e che facciamo ha dei precedenti storico-evolutivi la cui ricostruzione è in grado di svelarci segreti di noi stessi che nemmeno la più profonda psicanalisi riuscirebbe mai a districare e a giustificare. D ue secoli fa nasceva il filosofo e naturalista Darwin che con la sua teoria dell'evoluzione naturale pensava che gli esseri viventi si fossero evoluti da antenati comuni: “l'uomo è l'essere più simile alla scimmia quindi è da essa che si è evoluta”. Oggi un vero darwiniano non lo s'incontra tutti i giorni. I darwiniani di oggi parlano spesso di scimmie, com'è normale, e tra tutte le scimmie prediligono il bonobo (noi lo confondiamo erroneamente con lo scimpanzé). Alcuni si spingono più in là sostenendo che la società del bonobo è di gran lunga migliore della nostra e che l'uomo è in realtà una sottospecie del bonobo. suggerisce (dal greco: ànthropos, “uomo” e morphè, “forma”) assieme allo scimpanzé, al gorilla e all'orango è l'animale con cui condividiamo la più alta percentuale di codice genetico: le stime sono variabili ma si aggirano attorno al 98.4% per lo scimpanzé e il bonobo, mentre sono significativamente più basse sia per il gorilla che per l'orango. Il bonobo è rimasto praticamente sconosciuto anche alla comunità scientifica fino agli anni '70; poi alla fine degli anni '90 i bonobo hanno ricevuto una quantità esagerata di attenzioni mediatiche, perché le caratteristiche salienti della vita di questa specie stuzzicarono la curiosità di chi si occupava di etologia comparata. Ufficio marketing: “Perché dici questo Fabio?” Perché gli scimpanzé comuni conoscono la sopraffazione, l'arroganza e la violenza: benché si tratti di creature sostanzialmente intelligenti e sensibili, capaci di sentimenti e commozione, nella loro società le violenze sono comuni, più o meno quanto tra gli esseri umani. Gli scimpanzé conoscono la prepotenza dei maschi sulle femmine, proprio come l'uomo, fanno la guerra tra loro, uccidono membri della loro stessa comunità e lo fanno per salire di “grado” nella piramide sociale; devono fare i conti, qualche volta, anche con l'infanticidio, la tortura e la guerra. Questo non vuol dire che tutti gli scimpanzé siano violenti, ma senza dubbio è un fatto che per loro, come per noi, questi istinti non siano estranei. Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti in maniera equa non conosce la guerra l'assasinio e la violenza, insomma stando a come si comporta il Bonobo: la scimmia è l'evoluzione dell'uomo. I bonobo invece hanno scelto un'altra via. Pacifismo, matriarcalismo, egualitarismo, scarsa voglia di invadere e predare, tendenza alla cooperazione, condivisione del cibo, feste, divertimento e sesso. Tanto sesso, infatti i bonobo hanno collaudato una tecnica efficacissima per risolvere conflitti e tensioni: riderci sopra facendo l'amore. Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accopia sia con etero che con omosessuali davanti a cibo i bonobo prima fanno un'orgia e dopo mangiano senza mai litigare il bonobo non è agressivo è sessualmente appagato, non discrimina il diverso non va al family day...la scimmia è l'evoluzione dell'uomo. Ufficio marketing: “Non possiamo credere che dopo ogni conflitto hanno un rapporto sessuale e si riproducono” (“Bonobo Power” - Caparezza) Il mio interesse per i bonobo è nato da un documentario dove la cosa che mi ha incuriosito di più è appunto che i conflitti tra i bonobo sono gestiti in maniera essenzialmente non violenta, dove il sesso interviene come un'alternativa all'aggressività. Il sesso è la chiave dell'intera vita sociale ed è parte integrante di tutte le relazioni sociali dei bonobo: tra generi diversi e dentro lo stesso genere, nella stessa comunità e al di fuori. Come segno di saluto o di riconciliazione, come celebrazione di un'amicizia e di un pericolo scampato. Prima e dopo i pasti. Da soli, in due o in gruppo. Questi sono i bonobo. Sono gli unici primati nei quali il sesso è separato dalla procreazione, ed è fonte di socialità e di piacere, infatti, il tasso di riproduzione è piuttosto basso, ciò dimostra che non esiste un legame tra sessualità e riproduzione. Come l'uomo, il bonobo fa sesso ogni volta che lo desidera, indipendentemente dall'istinto riproduttivo e dalla fertilità della femmina. Ufficio marketing: “É evidente però che, a parte la pratica del sesso, l'homo sapiens ha seguito un'evoluzione culturale che lo ha portato ad assomigliare maggiormente all'aggressivo e calcolatore scimpanzé, piuttosto che al docile e ridente bonobo. “ Possiamo dire che l'uomo abbia in sé le caratteristiche di entrambi i primati: l'amore e la pace da una parte, la competizione e l'aggressività dall'altra. Che significa etologia comparata? É molto semplice: significa cercare di capire il perché di alcuni nostri comportamenti (sociali o individuali) a partire dall'osservazione delle cause che spingono i nostri cugini pelosi a compierne di simili. Frans De Waal, etologo concentrato sullo studio del comportamento sociale di scimpanzé e bonobo, sostiene nei suoi libri che gli scimpanzé siano solo la testimonianza storico-evolutiva del nostro lato oscuro, mentre i bonobo costituiscano la controparte del nostro lato buono. Fabio, il nostro collega appassionato del mondo animale, ci Il bonobo (nome comune del Pan Paniscus) è una delle spiega come negli scimpanzé, di fatto, si osservano tutti i difetti e quattro grandi scimmie antropomorfe e come l'etimologia le esasperazioni della natura umana, i bonobo invece sembrano Come sempre c'è di mezzo l'evoluzione. L'uomo negli anni '60/70 gridava “mettete dei fiori nei vostri cannoni" oppure "fate l'amore, non fate la guerra”. Addirittura Caparezza, nel 2008, cantava lo straordinario comportamento delle scimmie bonobo e la canzone “Bonobo Power” è un apparente inno alla scimmia e sembra quasi una critica alla nostra società che ad un occhio attento sembrerebbe quasi meno evoluta del mondo animale. 34 INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ 35 SANITÀ Il movimento hippies, i cosiddetti figli dei fiori, professavano il concetto tanto semplice dell'amore come antidoto al disaccordo e alle guerre, ma ormai al giorno d'oggi è solo un ricordo (per fortuna non del tutto dimenticato), le nuove generazioni sono più inclini alla pulsione verso la distruzione. E così anche per i primati, si crede che i bonobo, essendo rimasti confinati nelle foreste tropicali dell'Africa centrale, non si siano dovuti adattare a molti cambiamenti. Gli scimpanzé, al contrario, con il passare del tempo si sono dovuti adattare a luoghi più difficili e aridi, hanno sviluppato delle tecniche di caccia e l'uso di diversi oggetti, come il lancio delle pietre. Forse proprio tutto ciò ha causato la loro aggressività. E se questo modello evolutivo è corretto, il bonobo potrebbe aver subito meno trasformazioni degli scimpanzé, e anche degli umani. Forse l'epoca in cui viviamo ci ha fatto perdere di vista l'etica e la morale radicata nella nostra stessa natura biologica. Osservando i primati, riconosciamo molte delle tendenze insite nella nostra moralità, come le regole di reciprocità, empatia e simpatia, il senso di lealtà e il bisogno di andare 36 INFORMAPIÙ a cura di LA STORIA DELL'INFERMIERE Una professione antichissima che ancora oggi riveste un'importanza fondamentale nel mondo della sanità. d'accordo, che oggi vengono celate dal libero arbitrio e dall'egoismo che ha portato l'economia capitalista. Ci diamo baci sulla guancia per salutarci, pacche sulla schiena, strette di mano per presentarci, urliamo in coro per allegria, ci stringiamo gli uni agli altri nell'esultanza o nel dolore, senza mai chiederci da dove derivano questi nostri comportamenti. Quindi, quando usiamo l'espressione “imparare dagli animali”, forse, per l'uomo significa fare passi indietro e non avanti, riscoprire comportamenti innati nella nostra natura che sono andati persi nel contesto e nella società in cui viviamo. L' inizio della storia infermieristica è collocabile agli inizi del 1900. Il ruolo dell'infermiera, intesa come figura in possesso di competenze e conoscenze acquisite attraverso una scuola preparatoria , risale al 1860 circa, grazie ad alcune donne aristocratiche e ad alcune donne straniere (nurses) che fondarono le prime scuole infermieristiche. Il riferimento principale, se non unico, dell'insegnamento fu Florence Nightingale che, da decenni lottava contro il pregiudizio che identificava l'infermiera come mera figura ausiliare al medico. In realtà, piuttosto che scuole, si trattava di corsi e lezioni erogati in assenza di un vero programma di insegnamento. Al periodo fascista risale la prima incisiva regolamentazione della preparazione e della programmazione formativa dell'infermiere, riservata alle sole donne. Nel 1925 lo Stato dispone l'apertura di scuole per infermiere che, al termine del corso della durata di due anni, rilasciavano il titolo abilitante all'esercizio della professione. Tali scuole, così come l'assistenza sanitaria in quegli anni, avevano come dominus il medico. Per accedere alla scuola per infermiere era necessaria la licenza elementare. Nel 1940 viene definita la figura dell'"infermiere generico", collocata come supporto all'attività dell'infermiera professionale. Nel 1954 nasce l'IPASVI (Infermieri professionale – Assistenti sanitari – Vigilatrici d'infanzia), la federazione che annovera 103 collegi provinciali, a cui l'infermiere deve iscriversi per poter esercitare la professione infermieristica. Nel 1969 vede la luce la riforma ospedaliera che si pone l'obiettivo di reclutare il personale da dedicare all'assistenza, anche in seguito alla epocale riduzione dell'orario lavorativo, che passa da 48 a 40 ore settimanali. La stessa riforma prevede che il tempo minimo di assistenza sia di 120 minuti per paziente. Eclatante novità, derivante dalla conclamata carenza infermieristica, è l'apertura delle scuole infermieristiche alle persone di sesso maschile, con il varo della Legge 124 del 1971. Nel 1973 il corso di studi per diventare infermiere professionale viene portato da due a tre anni e, per accedervi, diviene necessario avere l'ammissione al terzo anno di scuola superiore. Arriviamo al 1994, quando viene definito il profilo professionale dell'infermiere che finalmente stabilisce con chiarezza il ruolo e le mansioni dell'infermiere che ha conseguito il diploma universitario. Il Decreto 739 sancisce che l'infermiere è responsabile dell'assistenza generale infermieristica e le cui attribuzioni principali sono la cura, la riabilitazione, la prevenzione e l'educazione sanitaria. Tale norma, unitamente alla Legge 42 del 1999, sancisce che l'infermiere, da figura che coadiuva il medico ed escluso da qualsiasi potere decisionale, diviene un professionista che opera autonomamente e che è responsabile della pianificazione, gestione e valutazione dell'assistenza infermieristica. Nei primi anni 2000 si registra nuovamente una forte carenza infermieristica, che mette a rischio l'erogazione delle prestazioni sanitarie ed assistenziali. Per alcuni anni si provvede a tamponare tale emergenza con il reclutamento di personale infermieristico, anche tramite Agenzie per il Lavoro, soprattutto nei Paesi dell'est (Romania e Polonia) e dell'America latina (Perù). Ad oggi, gli iscritti ai Collegi provinciali Ipasvi sono 423.397, di cui in: Emilia Romagna 31.712, nel Lazio 45.157, in Lombardia 61.685, in Toscana 26.896, in Veneto 35.092 e in Piemonte 30.476. INFORMAPIÙ 37 MODA a cura di fashion moda IL PIU' PREZIOSO DEI TESSUTI: LA SETA Uno tra i tessuti più pregiati, utilizzato e indossato da stilisti e modelle di tutto il mondo, nasconde una storia ricca di innovazioni, segreti e leggende. La seta è considerato uno tra i tessuti più sorsero anche a Lucca e a Bologna. nobili come nobili sono le sue origini: Il cosiddetto “mulino alla bolognese” ebbe un ruolo la sua storia, infatti, ha inizio in Cina e centrale e innovativo, soprattutto durante la rivoluzione si narra che la sua scoperta sia dovuta industriale, grazie all'ingegno di un mercante lucchese all'imperatrice cinese Xi Ling Shi. L'uso di questo prezioso che seppe sfruttare la naturale conformazione dei tessuto era riservato alle vesti indossate inizialmente canali bolognesi. Con l'utilizzo di una minima potenza solo dagli imperatori idrica, era possibile cinesi, e in seguito anche produrre filati più uniformi da coloro che facevano e resistenti. Proprio parte della classe sociale questi filati permisero la più agiata. La seta, quindi, realizzazione di un tessuto grazie alla leggerezza di seta leggerissimo: e alla bellezza che la il velo. La tecnologia contraddistinguevano, dei mulini bolognesi e era ritenuta un bene di le tecniche di tessitura lusso molto ambito. erano così innovativi che Grazie ai commerci che la divennero segreti oggetto Cina intraprendeva con il di spionaggio industriale. resto del mondo, la seta La produzione di seta a divenne una delle merci Bologna diede, alla fine più richieste e, sebbene del XVI sec., lavoro a gli imperatori cinesi si ventiquattromila persone sforzarono di celare le su sessantamila abitanti e i tecniche di sericoltura, prodotti venivano venduti l'emigrazione di alcuni in diversi paesi europei. allevatori di bachi in altre Purtroppo la produzione zone del mondo, come italiana risentì di un Giappone, Corea e India, periodo di forte declino fece sì che la produzione tra le due guerre mondiali della seta si spostasse in a causa dell'avvento delle altri Paesi. In Europa, si fibre sintetiche e dei forti mulino alla bolognese narra che la sericoltura fu cambiamenti avvenuti importata solo nel 550 a.C nell'organizzazione dall'imperatore Giustiniano che nascose delle uova di agricola. baco da seta all'interno del cavo di alcune canne. In tempi più recenti, come in molti altri settori, Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea la concorrenza con i paesi orientali è diventata di seta; inizialmente le città più interessate a tale insostenibile e molti produttori italiani sono costretti a produzione furono Palermo, Messina, Catanzaro e limitarsi a commercializzare con i loro marchi prodotti Como, ma nel XIII secolo alcune industrie importanti che sono totalmente realizzati all'estero. 38 INFORMAPIÙ LA REALIZZAZIONE DELLA SETA Il baco appena nato è una larva che si ciba unicamente di foglie di gelso fino a che, dopo circa tre settimane, inizia a secernere un filamento di lunghezze che vanno dai 350 metri ai 3 chilometri con il quale crea il bozzolo in cui avverrà la sua metamorfosi. All'interno di esso il baco si trasforma in crisalide e infine in farfalla. Per evitare che uscendo dal guscio gli insetti rompano i lunghi fili da loro prodotti, gli allevatori li eliminano solitamente mediante un getto di vapore; tale processo prende il nome di sfarfallamento. I bozzoli raccolti vengono quindi sottoposti alla spelaiatura, processo mediante il quale viene rimossa la parte più esterna, e alla sgommatura, ossia all'immersione in acqua calda al fine di sciogliere la sericina, sostanza che avvolge le due bavelle di fibroina; quest'ultimo trattamento migliora la lucentezza e la flessibilità della fibra e, a seconda della quantità che ne viene eliminata, si ottiene: la seta cruda, in cui la sericina viene eliminata del tutto, o la seta raddolcita, chiamata anche souplè, nella quale la seracina è stata rimossa solo in parte. In seguito, mediante la crivellatura, i bozzoli vengono suddivisi per dimensione e spazzolati leggermente; infine tali bavelle vengono districate in modo da ottenere più fili. Per produrre un filo di seta cruda occorrono dai 4 agli 8 bozzoli. Una volta rintracciati i capi del filo del bozzolo essi vengono arrotolati sugli aspi, operazione detta aspatura, e lavorati al filatoio. trattamento dei bachi da seta preziosi abiti da sfilata I MAGGIORI UTILIZZI La seta è usata principalmente per produrre tessuti pregiati nei settori dell'arredamento (tende e tappezzerie), dell'abbigliamento e dell'arredo sacro e liturgico. I tessuti in seta sono tanti e di vario tipo: essi si differenziano non solo a seconda del tipo di filato, ma anche della trama. Il filato più grezzo, quello che presenta delle “fiammature” diventa shantung, seta cruda o bourette. I filati più sottili danno vita a tessuti più fluidi: voile, georgette, chiffon, crepe, crepon e raso, e infine diventa più rigido in taffetà, organza e twill (usato per cravatte). Per l'arredamento, e non solo, la seta si declina in velluto, broccato e lampasso. Senza dimenticare anche il tessuto duchesse, mikado e razmir. La moda è sempre stata affascinata dalla leggerezza, ma soprattutto dalla luce e morbidezza che questo tessuto sa donare. Moda e arredamento però sembrano non essere gli unici campi nei quali viene utilizzata la seta: da alcuni anni la fibroina della seta viene anche studiata per possibili applicazioni in medicina per la realizzazione di protesi o per la riparazione di tessuti del corpo umano danneggiati. In conclusione possiamo dire che il pregio legato a questo tessuto è sicuramente giustificato da secoli di storia, capolavori dell'innovazione industriale e lunghe lavorazioni. Bologna, in particolare, può andare certamente fiera di aver contribuito allo sviluppo e alla produzione di un tessuto così pregiato, utilizzato per la produzione di capi di alta moda in tutto il mondo. INFORMAPIÙ 39 agricoltura AGRICOOL a cura di agri VERTICAL FARMING: FATTORIE IN CIELO Si può fare agricoltura all'interno di un edificio? Quali i vantaggi e quali i rischi? Porsi queste domande aiuta a proiettarsi nel futuro... Si stima che per il 2050 la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9 miliardi di unità ed è più che ragionevole pensare che mantenendo il sistema produttivo attuale non vi sarà disponibilità di cibo per un numero così elevato di persone. Basti pensare che al giorno d'oggi l'80% dei territori disponibili per l'agricoltura è già utilizzato e che il rimanente 20% non sarà assolutamente sufficiente per soddisfare le crescenti necessità. Da questi dati nascono le riflessioni pionieristiche di Dickson Despommier, professore della Columbia University di New York. In occasione di un corso di ecologia medica durante il quale i suoi studenti iniziarono a stu- diare i tetti verdi (ovvero i giardini coltivati su abitazioni che dispongono di tetto orizzontale), pensò che applicare lo stesso concetto su più livelli sarebbe stato più efficiente. Da questa idea, che nella sua semplicità presentava in realtà alti livelli di complessità, il via allo studio pragmatico di come fare agricoltura sfruttando l'altezza degli edifici, di come trasformare i grattacieli in fattorie verticali in grado di produrre alimenti in città. L'idea di Dickson ha avuto risvolti interessanti a livello mondiale al punto che a 15 anni di distanza da quelle prime riflessioni, i progetti legati alle vertical farm si sono moltiplicati a seconda delle autoproduzioni che si intende coltivare, tenendo conto della necessità di ricreare via via le condizioni ambientali idonee alla crescita di specifiche qualità di piante e ortaggi. Questi progetti, sono il risultato finale di una stretta collaborazione fra architetti, ingegneri, biologi e tecnici agronomi orientati a dare vita ad aziende agricole indipendenti dal punta di vista energetico, inserite in modo armonioso nel contesto urbano e in grado di soddisfare il fabbisogno di prodotti ortofrutticoli di migliaia di persone. Ma concretamente in che modo si può fare agricoltura all'interno di un edificio urbano? Una delle soluzioni sperimentate è la tecnica “idroponica” che ha il grande vantaggio di non dovere utilizzare la terra, agri bensì materiali sostitutivi, quali il pomice, la lana di roccia o l'argilla espansa. Il sistema idroponico si basa sull'irrigazione diretta delle radici delle piante con soluzioni nutritive a base di acqua e composti organici e inorganici che sono in grado di apportare tutti gli elementi necessari alla normale nutrizione. Questo sistema risulta particolmente vantaggioso anche in un'ottima di risparmio ecologico, poiché si riduce notevolmente l'utilizzo dell'acqua anche del 95% rispetto a quanto sarebbe richiesto per una coltivazione tradizionale. Inoltre, trattandosi di mini-serre all'interno di edifici chiusi, il rischio contagio si riduce, dunque erbicidi e pesticidi non sono necessari, dunque la qualità dell'aria in cui le piante sono coltivate è migliore e i rischi per la salute umana significativamente inferiori. Le vertical farm all'interno di agglomerati urbani rappresentano il modello definitivo di coltivazioni a chilometro zero in quanto annullano completamente la distanza fra coltivatore, venditore e acquirente. Il vantaggio è duplice: abbattimento dei costi di intermediazione ed eliminazione delle emissioni di CO2 legate ai mezzi che trasportano le merci. L'impatto ambientale della vertical farm può essere ridotto al minimo anche grazie all'intergrazione di pannelli fotovoltaici e pale eoliche per produrre elettricità, l'utilizzo di pompe di calore geotermiche per la climatizzazione degli ambienti, la produzione di biomassa da rifiuti, il riciclo dei materiali di scarto e il riutilizzo dell'acqua. Tra le prime esperienze-pilota spiccano la fattoria su tre piani di Suwon in Corea del Sud e “The Plant” a Chicago, un vecchio fabbricato industriale trasformato in serra all'avanguardia interamente alimentata da un sistema di produzione di biogas che sfrutta gli scarti organici delle coltivazioni. 40 INFORMAPIÙ Ad Expo 2015 Milano presenterà la sua prima vertical farm: BoxXland, una torre di container dismessi alta 30 piani e ad impatto zero. lattuga, spinaci, pomodori, peperoni, basilico e fragole. Grazie alla sistemazione delle piante su sei livelli sovrapposti su un terreno di soli tre ettari saranno coltivate fino a 17 milioni di piante. Grazie ad un software dedicato le piante vengono continuamente ruotate in modo da ricevere tutte la stessa esposizione alla luce solare, molto probabilmente più di quanto sarebbe possibile all'aria aperta in Pennsylvania. Cibo, energia, pianeta, vita. Queste sono le parole-chiave di Expo 2015. In quest'occasione Milano presenterà la sua vertical farm. Si tratta di BoxXland, una torre di container dismessi sovrapposti che può raggiungere l'altezza di 30 piani e può essere utilizzato allo scopo di coltivare prodotti biologici. Questa torre rispetterà a pieno le regole dell'impatto zero in quanto i container oltre ad essere dei sistemi chiusi automatizzati illuminati a led, sono anche autosufficienti dal punto di vista energetico. BoxXland, progettato da Gabriella Funaro, ricercatrice Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), oltre ad offrire la possibilità di utilizzare container in disuso, ha la peculiarità di poter essere trasportato ovunque e in qualsiasi momento. esistono ancora molti dubbi al loro riguardo. Lo sviluppo dell'agricoltura urbana potrebbe avere effetti sul sistema agricolo da non sottovalutare. Ad esempio quale potrebbe essere l'impatto sulle campagne di uno sviluppo su larga scala dell'agricoltura urbana? I piccoli produttori locali potrebbero sostenere la concorrenza delle vertical farm oppure sarebbero destinati a sparire? Altro dubbio su cui la discussione è aperta è l'effettiva efficienza di queste moderne fattorie. Secondo molti il loro alto fabbisogno energetico in termini di luce artificiale potrebbe oscurare i benefici legati all'eliminazione dei costi di trasporto. Figli della stessi concetti di verticalità e coltura fuori dal suolo sono anche i giardini verticali, pareti coltivate con piante specifiche che formano un tutt'uno con l'architettura circostante. La creazione di questi giardini urbani è resa possibile dal fatto che non tutte le piante necessitano della terra per vivere. Infatti per molte specie sono sufficienti acqua, ossigeno e anidride carbonica per poter sopravvivere. La struttura che permette la posa verticale del giardino consiste in un reticolo metallico agganciata all'edificio sul quale viene steso un telo in PVC a sua volta ricoperto da un rivestimento in cartonfeltro. Su questo particolare tessuto vengono poi inseriti i semi o le essenze già sviluppate, con una densità di circa 30 piante al metro quadro. L'irrigazione è garantita da sistemi totalmente automatizzati e nascosti alla vista. Al di là dell'estetica i pregi di questi giardini sono diversi: isolamento acustico degli edifici, miglioramento dell'isolamento termico ed assorbimento delle polveri sottili. Curiosità Uno dei giardini verticali più grandi d'Europa è stato completato nel 2010 all'interno della sede dell'azienda italiana Diesel spa a Breganze (VI). Nel 2014 a Scranton, in Pennsylvania, è Alto 25 metri e largo 12 questo gioiello stata inaugurata la più grande fattoria Nonstante l'entusiasmo che circonda realizzato da Sundar Italia è composto verticale del mondo in cui si producono la sperimentazione vertical farming da 30 differenti specie di piante. INFORMAPIÙ 41 ABOUT FARMA farmaceutica a cura di farma IL MONDO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI Moda o salute? Gli integratori alimentari appartengono ad un settore che sembra non risentire della crisi economica e che merita attenzione e approfondimento. I numeri della farmaceutica degli ultimi anni mettono l'Italia ai primi posti per presenza industriale, per valore della produzione e numero di imprese. Soprattutto, la farmaceutica è un settore industriale a fortissimo contenuto hi-tech che si concretizza in elevati investimenti, qualità dell'occupazione e propensione all'export. In particolare, la qualità delle Risorse Umane è un grande fattore di competitività e il principale fattore di attrazione per gli invetimenti nel Paese oltre ad un'elevata capacità nella Ricerca & Sviluppo. Grazie a tutti questi fattori, in Italia come in tutto il mondo si sta registrando, negli ultimi anni, lo sviluppo esponenziale di nuove discipline che hanno come obiettivo la prevenzione e il trattamento delle malattie croniche. Naturalmente questi effetti vanno rigorosamente dimostrati con studi appropriati ed approfonditi, sia da un punto di vista della sperimentazione sia dello sviluppo clinico. Alcune di queste ricerche nell'ambito della scienza alimentare, ad esempio, hanno permesso l'acquisizione di maggiori conoscenze rispetto a quanto noto e compreso fino a poco più di 20 anni fa, conoscenze che studiano ed esplorano tutto ciò che svolge un ruolo fondamentale nel legame tra cibo e salute. La nutraceutica, 42 INFORMAPIÙ infatti, studia gli estratti di piante, animali, minerali e microrganismi, impiegati come nutrienti isolati, supplementi o diete specifiche. E non si tratta solo di un fenomeno isolato dovuto alla moda del momento. L'espansione dei prodotti nutraceutici si sta verificando sia da un punto di vista scientifico, sia da un punto di vista culturale/sociale e sia come fattore economico nell'ambito di benessere e salute. Un recente studio del Dipartimento Salute GFK Eurisko ha infatti dimostrato come, “nonostante l'alto livello di percezione della crisi da parte delle famiglie italiane, il settore salute e benessere non sembra risentire di questo effetto”. E l'integrazione alimentare diventa uno strumento che può contribuire a mantenere uno stato di benessere con finalità preventive. Nel 2014 gli integratori hanno registrato un trend di crescita del + 7,3% in un mercato che arriva a circa € 2,2 miliardi di fatturato. È evidente come sempre più italiani si rivolgano al mercato degli integratori non solo per curarsi (erroneamente) ma anche per star bene e prevenire possibili malattie. Il numero di persone che, ad esempio, fa uso di multivitamicini è raddoppiato nel giro di 20 anni. Ma cosa dobbiamo sapere dell'integrazione alimentare che può aiutarci a capire di cosa, se e quando, abbiamo bisogno? Innanzitutto è fondamentale sapere che il settore degli integratori è regolamentato a lilvello europeo dalla direttiva 2002/46/ CE (e successive modifiche) che ha lo scopo primario di assicurare un alto livello di tutela della salute pubblica, una circolazione libera di tali prodotti all'interno della UE e la garanzia che gli integratori contengano tutte i requisiti previsti, anche in termini di etichettatura. Per integratori alimentari si intendono “prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia farma monocomposti che pluricomposti”. E già da questa definizione emergono interessanti spunti. Il primo è che gli integratori alimentari sono ALIMENTI! E come tali sono regolamentati e soggetti a tutte le regole e norme applicabili agli alimenti. Gli integratori alimentari, inoltre, hanno una funzione supplementare, cioe vanno usati per INTEGRARE una dieta normale e non sostituirsi ad essa. Infine, ma non meno importante, gli integratori alimentari vengono commercializzati in forme predosate, ossia per essere assunti in quantità che siano misurabili e misurate. Diciamo non meno importante poiché come definizione sembra semplicistica ma se pensiamo che prima del 2002 era completamente assente possiamo dedurne la forza; sicurezza d'uso e funzioni/modalità d'uso. E già da queste prime indicazioni ricaviamo una importantissima specifica. Il ruolo fisiologico degli integratori è inteso come un effetto sulla salute che contribuisce al benessere dell'organismo ma senza obiettivi di cura. Ma facciamo attenzione a non dare per assodate troppe informazioni e cerchiamo di essere più curiosi... La Direttiva, infatti, considera vitamine e minerali mentre per le altre sostanze si attende la definizione di regole specifiche lasciando, pertanto, facoltà agli Stati Membri di prevedere delle deroghe, anche se transitorie, sia per vitamine e per minerali non contemplati sia per fonti vitaminico-minerali (in Italia Decreto ministeriale 17/2/2005). E per quanto riguarda i livelli di assunzione? Dove informarsi e cosa chiedere? Nel 2014 gli integratori hanno registrato un trend di crescita del + 7,3% in un mercato che arriva a circa € 2,2 miliardi di fatturato. È la Comunità Europea che ci aiuta ad orientarci dicendoci che dobbiamo assumere come riferimento livelli entro i limiti di sicurezza tenendo in considerazione le RDA (recommended dietary allowances ossia le raccomandazioni degli specialisti). Tali livelli non devono comportare un rischio per il consumatore. E sempre nell'ambito della qualità e sicurezza, è importante ricordare che anche gli stabilimenti nazionali di produzione e/o confezionamento degli integratori alimentari devono essere preventivamente autorizzati dal Ministero della Salute. Così come l'etichettatura; non essendo un farmaco, e non avendo pertanto l'obbligatorietà del foglietto illustrativo, le indicazioni obbligatorie devono comparire ben chiare sull'etichetta. Leggiamole! Soprattutto, pretendiamo una corretta informazione. La pubblicità degli integratori è soggetta a norme che evidenziano due divieti fondamentali: il divieto di ingannevolezza e il divieto di attribuire al prodotto proprietà atte a prevenire, curare o gurarire malattie. Ad esempio, in merito agli integratori per il controllo o la riduzione del peso, è rischioso porre un'eccessiva enfasi sul valore della magrezza e sul ricorrere a prodotti dimagranti: potrebbe comportare disturbi e squilibri nutrizionali che potrebbe sfociare in forme patologiche. In tal caso, gli integratori NON sono dimagranti ma coadiuvanti delle diete ipocaloriche. Possiamo dire che un alimento è, per esempio, ricco di fibra o ricco di alcuni nutrienti ma non indurre in errore con claims fuorvianti dall'effettiva efficacia. In conclusione, gli integratori alimentari sono prodotti specifici che bisogna assumere oltre la regolare alimentazione per aiutare l'assunzione di determinati principi nutritivi non presenti negli alimenti della normale dieta quotidiana, una dieta che potrebbe essere non corretta o sbilanciata. Gli integratori sono prodotti alimentari, non farmaci. Su questo, l'AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) sta lavorando molto per garantire maggiore trasparenza e chiarezza nella comunicazione al consumatore a partire dalla nascita del progetto FarmIntegra, sviluppato insieme con Federfarma, affinchè i farmacisti italiani ricevano formazione e informazione adeguate su tali prodotti. INFORMAPIÙ 43 KEYWORDS a cura di RECRUITING 2.0 - WHAT YOU SHOULD BE AWARE OF WHEN GOING SOCIAL La lingua inglese ci aiuta a definire in modo più semplice ed efficace il mondo del recruiting attraverso alcune parole chiave. Il fenomeno dell'online recruiting è cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, tanto che ad oggi sembra quasi impossibile per recruiters e head hunters performare con efficacia le proprie mansioni senza avvalersi dell'uso delle web technologies, social networks in primis. La tendenza sembra aver preso ampiamente piede anche tra gli applicants che sempre più spesso diventano incapaci di scrivere un curriculum vitae, preferendo di gran lunga il rimando al loro “profilo (non sempre) professionale” sui social networks. Di frequente ormai sentiamo candidati che, alla richiesta di maggiori dettagli o di inserimento del cv in banca dati, rispondono: “Per tutte le informazioni, può fare riferimento al mio profilo LinkedIn”. In tal senso LinkedIn ed in generale i social networks, si stanno affermando in maniera sempre più prepotente come principale canale di riferimento attraverso il quale vengono veicolate le informazioni legate alla ricerca e selezione. Il cosiddetto Social recruiting altro non è che la “naturale” evoluzione dell'online recruiting e anche i mostri sacri dell'ormai “vecchio” mondo web l'hanno capito. Non a caso Monster.com, schiacciato dal fenomeno, ha lanciato (senza riscuotere ancora troppo successo) BeKnown, un servizio integrato che permette ad applicants e candidates di utilizzare il proprio account Facebook anche da un punto di vista professionale. Lo scouting di candidati tramite social networks è senza dubbio una delle tecniche più utilizzate al giorno d'oggi e – sorprendentemente – non solo per i futuri purple squirrels, profili tendenzialmente giovani e promettenti, ma anche con candidates appartenenti a generazioni meno so- 44 INFORMAPIÙ spette. Le statistiche hanno infatti riportato che il gruppo di popolazione con maggiore crescita in termini di nuovi account su Google+ è quello di età 45-54, mentre su Twitter è addirittura quello 55-64 [1]. Il successo riscosso dai social networks nelle attività sia di job search che di recruiting è a nostro avviso mosso da una duplice anima: da un lato per i recruiters c'è la possibilità di accesso ad un ampio spettro di informazioni più o meno “libere” (a volte protette da parziale anonimato, facilmente aggirabile con qualche scam), oltre alla possibilità di effettuare cross check su diversi portali; dall'altra parte per gli applicants c'è senza dubbio la facilità e velocità con cui è possibile integrare informazioni relative alla propria storia professionale, candidarsi e “far girare” il proprio profilo attuando uno sforzo minimo sia in termini di tempo che di dispendio cognitivo. Non devono più allegare cv, aggiornare le competenze, scrivere lettere di presentazione o segnalare referenze; il social network lo fa per loro perché la rete “conferma” le competenze, perché un misterioso logaritmo individua già i punti di forza e li mette nero su bianco chiedendo solo di cliccare su “aggiungi al mio profilo”, perché qualche ex collega si è già preso la briga di scrivere due righe di referenza, perché il social network anticipa i passi di chi lo utilizza e basta solo fare “click”. La formula funziona ed è vincente perché è tutto a portata di mouse. Non stupisce allora che l'ultimo trend sia quello del Mobile recruiting, tecnica in rapidissima espansione che sfrutta i dispositivi mobili garantendo un'ancora maggiore efficacia e celerità nelle attività di ricerca e selezione. Telefoni smart sempre più grandi e tablet sempre più tascabili, garantiscono ai recruiters la possibilità di connettersi, raccogliere informazioni e fare screening con modalità semplici e immediate, ovunque e in ogni momento. D'altro canto però mobile e social networks danno anche agli applicants un grande potere: da un recente sondaggio (Careerbuilder) è infatti emerso che negli Stati Uniti il 39% delle persone utilizza dispositivi mobili per le attività di job search e il 43% dei candidates utilizza i dispositivi mobili per effettuare ricerche rispetto a politiche aziendali, cultura, storia imprenditoriale etc. nei 15 minuti che precedono la job interview[1]. Non deve perciò sorprenderci – come messo in luce da un recente studio sulle percezioni dei recruiters[2] – che il potere contrattuale si sia spostato dalle mani dei datori di lavoro a quelle dei candidates, dato che questi hanno “finalmente” acquisito la possibilità di recuperare, in maniera facile e veloce, informazioni di vario carattere sulle aziende e fare a loro volta screening, individuando quale realtà sarà maggiormente in grado di soddisfare le proprie esigenze. Esempio lampante di questo nuovo trend è il portale californiano Glassdoor.com (2007-2015), all'interno del quale è possibile attingere liberamente ad una serie di informazioni “delicate” (salary reports, interview reports and questions, benefits reviews, office photos and more) relative ad un consistente numero di aziende nazionali e multinazionali. Si tratta di vere e proprie “recensioni” che candidates, dipendenti ed ex-dipendenti postano sul portale, rivelando al web impressioni ed informazioni non necessariamente troppo piacevoli. Ne consegue che i candidates stanno diventando sempre più “choosy” non solo rispetto al tipo di ruolo che vorrebbero ricoprire, ma anche rispetto al tipo di azienda per cui vorrebbero lavorare. Essere consapevoli che il Social e il Mobile recruiting possono essere un'arma a doppio taglio è fondamentale per aiutare tutti gli attori coinvolti nel processo di ricerca e selezione a raggiungere un risultato soddisfacente. È necessario comprendere pro e contro dell'utilizzo professionale dei social networks che non solo svelano alle aziende (e ai recruiters!) un'ampia gamma di sfaccettature e informazioni relative ai candidates, ma aiutano anche questi ultimi nella raccolta di informazioni su come potrebbe essere la loro vita all'interno di una data azienda; rendendo senza ombra di dubbio il processo decisionale che porta all'accettazione o meno di un'offerta, l'esito di un delicato compromesso tra informazioni palesate, scovate e ignorate. [1] Meister, Jeanne (January 6, 2014). "2014: The Year Social HR Matters". Forbes. Retrieved January 9, 2014 [2] MRINetwork (December 3, 2014). “Recruiter Sentiment Study” RECRUITER A recruiter is an individual who helps source and place talent for companies. SELEZIONATORE È la persona dedicata alla ricerca e al collocamento di talenti per conto di una o più aziende. HEADHUNTER A headhunter is an employment agency or individual that recruits qualified candidates for various positions. CACCIATORE DI TESTE Un cacciatore di teste può essere sia un'agenzia di selezione sia una singola persona atta al reclutamento di candidati qualificati per diverse tipologie di ruolo. APPLICANTS CANDIDATI (ISCRITTI ALL'OFFERTA) People who apply to job postings at companies or recru- Persone che si candidano ad un annuncio di lavoro presitment agencies. Regardless of qualification or skill set. so un'azienda o un'agenzia. Al di là che abbiano o meno le competenze richieste. CANDIDATES An applicant for a job who has been pre-qualified for a specific position or category of jobs. Also used to distinguish an individual from a pool of applicants. CANDIDATI (IN LINEA CON LA POSIZIONE) Un candidato che è stato pre-selezionato per una specifica posizione o categoria di ruoli. Termine utilizzato anche per distinguere un singolo individuo da un insieme di candidati. PURPLE SQUIRREL A recruiter's term for the perfect candidate, with emphasis on its rarity. SCOIATTOLO VIOLA Termine utilizzato dai recruiter per il candidato “perfetto”, enfatizzante la sua rarità. SOCIAL RECRUITING The process of sourcing talent through social networks, such as LinkedIn, Twitter, and Facebook. SELEZIONE SU SOCIAL MEDIA L'attività di selezione talenti attraverso social network, quali LinkedIn, Twitter, Facebook. MOBILE RECRUITING Using mobile technologies - such as cell phones and tablets - to find and connect with candidates or carry out recruiting practices. Utilizzo di tecnologie mobili – come telefoni smart e tablet – per trovare e contattare candidati o per portare avanti processi legati alla ricerca e selezione. SELEZIONE DA DISPOSITIVO MOBILE INFORMAPIÙ 45 UNO SGUARDO SUL MONDO il racconto di questo numero parla di papà-pirati... Buona lettura! a cura di everywhere IL GIAPPONE TRA CONTRADDIZIONI E UNICITA' Un territorio ostile, con poche risorse, estremamente isolato e con tantissimi abitanti, non sembrano esattamente gli ingredienti giusti per affermarsi come la seconda potenza economica dei nostri giorni. Il Giappone è un arcipelago di origine vulcanica dell'Asia Orientale nel Mare del Giappone. È composto da più di 3000 isole e isolette, le cui 4 principali sono: Honsu, l'isola più grande in cui vivono i 4/5 della popolazione e Hokkaido, collegata ad Honsu dalla galleria ferroviaria sottomarina più lunga al mondo con i suoi 54 km. Molto più a sud e più vicine ad Honsu le isole Shikoku e Kyushu, collegate invece ad essa da dei lunghi ponti. Un'altra caratteristica peculiare del Giappone è rappresentata dal suo territorio esteremamente instabile dal punto di vista geologico, con più di 290 vulcani presenti, 1/3 dei quali attivi (si pensi al famosissimo monte Fuji, immagine ricorrente nei manga, niente meno che 3776 m di vulcano “addormentato”), tanto che l'area del Pacifico in cui sorgono le 3000 isole giapponesi è stata rinominata “cintura di fuoco”, un anello di faglie attive situate attorno all'oceano. Il Giappone infatti è una delle maggiori zone sismiche del mondo, caratterizzato da frequenti terremoti e maremoti (tzunami) spesso purtroppo molto violenti. Altra caratteristica (e difficoltà) del Giappone è costituita dalla morfologia del territorio: il 73% di esso è infatti percorso da catene montuose, e solo il 13% è coltivabile. Esso è quasi interamente concentrato nella zona di Kanto, pianura nella zona centro-orientale dell'isola di Honshu nei pressi di Tokyo, molto fertile grazie alla presenza di detriti vulcanici. È un paese isolato geograficamente e ha una storia caratterizzata da un vero e proprio isolamento culturale e commerciale verso gli altri paesi: fino a metà del XVII secolo, gli unici occidentali che sono riusciti ad entrare in contatto con la popolazione nipponica dell'epoca imperiale sono stati i gesuiti, che nel 1549 introdussero nel paese il cristianesimo. riso), una pesca fiorente ma soprattutto straordinari progressi nel settore industriale, grazie anche alle molteplici collaborazioni messe in piedi dalla rete diplomatica. Nonostante la drastica diminuzione del PIL del paese iniziata da metà 2014, il Giappone resta una delle più grandi potenze economiche della terra e dalla sua economia continua a dipendere gran parte di quella dell'Asia Orientale moderna. Qual è stato allora il segreto del Giappone? Probabilmente è impossibile rispondere correttamente e unilateralmente a questa domanda. Questo paese ha racchiuse nella sua storia e nel suo presente una quantità vastissima di complessità e unicità, di bellissime apparenti contraddizioni che vedono coesistere al loro interno modernizzazione sfrenata, urbanizzazione quasi totale (praticamente l'80% della popolazione vive nelle aree metropolitane), città enormi (Tokyo è la più popolata con i suoi 30 milioni di abitanti...ma la meno nota Osaka ne ha 17 e Nagoya “solo” 7 milioni..) e un profondo e ancora vivo attaccamento alla cultura, alla tradizione antica, alla meditazione e all'osservazione della natura. Uno degli anni più significativi per la storia giapponese fu il 1853, quando il paese fu letteralmente costretto militarmente dagli Stati Uniti coloniali ad aprire le porte del commercio all'Occidente e ad iniziare un movimento di modernizzazione lampo sul piano economico e politico, sullo stampo del modello occidentale. La classe dirigente si impegnò dunque in un'evoluzione produttiva e organizzativa, concentrandosi inizialmente sull'apparato militare e le infrastrutture, tanto che già all'inizio del Novecento, l'esercito giapponese era diventato uno dei più Il miracolo giapponese viene fatto principalmente risalire all'influenza potenti del mondo, in grado di tenere testa a quello americano e inglese. occidentale, ma è anche vero che, nonostante tutte le difficoltà e le peculiarità Dopo il trauma subito dal paese durante la seconda guerra mondiale, territoriali, il paese si è sviluppato valorizzando caratteristiche interne di dopo Hiroshima e Nagasaki abbandonato l'espansionismo militare, il unicità, organizzazione e precisione miste a tanto mistero e complessità Giappone ha preso la strada della conquista produttiva e commerciale. che gli hanno permesso di compiere in meno di una generazione, una Oggi, vanta un'agricoltura sofisticata e produttiva (soprattutto thè e trasformazione davvero radicale. 46 INFORMAPIÙ I PIRATI { C'ERA UNA VOLTA... C apitan Saetta scrutava l'orizzonte con il cannocchiale. “Eccolo! Ecco il nemico, guarda!” “Dove, Capitano? Io non vedo niente” disse Balena, il mozzo di bordo, prendendo il cannocchiale. “Balena...hai il cannocchiale al contrario”, lo rimproverò sorridendo il Capitano. Balena era un burlone, ma a volte il Capitano lo trovava, molto semplicemente, imbranato. “Mhm...mi scusi” disse Balena, girando il cannocchiale “Però, non vedo niente lo stesso...” “Balena! Ora l'hai messo sulla benda!” “Ehm, mi scusi Capitano!”, disse il mozzo “Oh, sì! Ora lo vedo!!!” Il Capitano era molto agitato. Finalmente l'occasione che da tanto tempo aspettava era arrivata. Avrebbero attaccato un vero nemico, loro due soltanto. Era da tempo che Balena trovava mille scuse facendo saltare gli attacchi, spesso all'ultimo minuto. Ma quella volta Capitan Saetta l'aveva convinto, con la forza di persuasione che solo i veri Capitani hanno. Aveva sfoderato uno sguardo che non ammetteva rifiuti, aveva portato Balena nei pressi della nave, aveva racimolato qualche spada e qualche palla di cannone, poi lo aveva addirittura vestito, procurandogli una benda di fortuna. Alla fine, avevano issato la bandiera con il teschio ed avevano preso il mare. Dopo pochissimo tempo, il Capitano aveva avvistato il nemico. Saetta non stava più nella pelle. “Balena, cannoni! Presto!” “Mhm...vuole dei cannoli, Capitano? Mi sa che è rimasta solo un po' di crostata...” “Cannoni, Balena! Non cannoli! Non scherzare, su!” “Ah, sì! Corro!” Balena lanciò un po' a casaccio due palle di cannone che finirono in mezzo al mare. Il Capitano si girò verso di lui con uno sguardo feroce. “Balena, stai attento a quello che fai. Il nemico è di là!” disse Capitan Saetta indicando un punto preciso esattamente davanti a loro. Balena allora prese bene la mira e al primo colpo centrò la nave dei nemici. “Evviva!” disse Saetta euforico sguainando la spada “E adesso, all'assalto!” “Come lo facciamo l'assalto, Capitano”, chiese Balena “All'arrembaggio o quatto quatto?” Il Capitano si girò con aria interrogativa verso il mozzo. “Com'è pure, quatto quatto?” chiese. “Si striscia fino al nemico!” rispose pronto Balena. “Si striscia!” sbuffò il Capitano “Ma Balena! Non lo vedi che siamo in mare?” “Ha ragione Capitano!”, disse Balena, “E allora... all'arrembaggiooo!!” E fu così che anche quella volta, spade alla mano e coraggio da vendere, Capitan Saetta e Balena saltarono addosso al nemico, annientandolo in pochi istanti di battaglia feroce. Poi recuperarono l'immancabile tesoro e rientrarono in fretta sulla nave pirata a contare i dobloni e saziarsi di rum. Mentre riprendevano fiato, Balena guardò a lungo Capitan Saetta che aveva quasi subito ricominciato a saltellare, preso dall'euforia e dalla gioia per l'avventura appena vissuta. A Balena venne in mente che molti anni prima, quando aveva la sua età, anche lui aveva la stessa energia, la stessa voglia di assaltare il nemico. Si riconosceva in quel Capitano così coraggioso e spavaldo. E rimpiangeva la spensieratezza di quegli anni, in cui tutto era avventura e gioco. Si rendeva conto che la vita lo aveva cambiato e, per molti versi peggiorato. Che all'età del Capitano, tutto era più semplice. E più vero. Ma mentre osservava il Capitano saltellare a destra e sinistra, Balena non provava invidia. Al contrario, quello che provava era amore. Sapeva che lo avrebbe seguito ovunque e avrebbe fatto qualsiasi cosa, per lui. Gli avrebbe donato la sua vita senza un solo attimo di esitazione e avrebbe solcato qualunque mare, per accontentarlo. Ma proprio questo amore, gli impediva di confessargli quello che sicuramente il Capitano non avrebbe capito: Balena non si sentiva più, da tanto tempo, un pirata. Avrebbe continuato a farlo, fin quando sarebbe servito, ma sarebbe stata comunque un'imitazione bizzarra e un po' grottesca, quella del pirata imbranato che tanto piaceva a Capitan Saetta. Ma vedendo il Capitano così convinto, e così contento, capì che anche se non si sentiva autentico era importante continuare. E lo avrebbe fatto. Il Capitano fermò la sua danza vittoriosa e incrociò gli occhi di Balena, stanco e pensieroso. “Facciamo un altro attacco?” chiese, carico di speranza. “No, mi spiace. Dobbiamo pranzare, adesso”, disse Balena alzandosi un po' a fatica. “Dai, ti prego!!!” lo supplicò Saetta “Solo uno!” Balena piantò gli occhi in quelli del Capitano, riconoscendoli come suoi. “No, piccolo”, disse, “Però ti prometto che domani giochiamo ancora ai pirati, se vuoi.” Capitan Saetta sembrava un po' deluso, mentre rimetteva nel cassetto il cannocchiale di plastica e la spada di gomma comprata per carnevale. Spinse la nave-divano contro il muro e sospirò. Suo padre gli offrì un abbraccio e lui accettò l'invito. Quando riemerse, dall'alto dei suoi cinque anni, Capitan Saetta cercò di tirar fuori lo sguardo più severo che conosceva. “Me lo prometti, papà?” chiese. Suo padre gli accarezzò la testa e poi si rituffò tra le braccia di quel bambino che presto sarebbe diventato un uomo. “Certo”, disse, “Te lo prometto.” INFORMAPIÙ 47 IMPROVE YOUR ENGLISH MIGLIORA IL TUO INGLESE! La rubrica propone testi di articoli e brani in lingua inglese interamente tratti da siti web di quotidiani stranieri. SMARTPHONES: KICKING THE HABIT The Economist - Intelligent Life . http://moreintelligentlife.com . posted by George Pendle O ne of the least mourned casualties of the smartphone revolution has been boredom. Whether we are queuing up for coffee, waiting at a doctor's surgery, or even stopped at a red light, our smartphones can now fill any dead moment with instant distraction. But are we losing something vital by not allowing ourselves to wallow in what Tolstoy termed “the desire for desires”? This is the question behind a campaign called "Bored and Brilliant", launched recently by the New York radio station WNYC. It encourages people not only to rethink their relationship with their digital devices, but also tries to overturn the negative preconceptions surrounding boredom itself. The campaign used as its theoretical basis a groundbreaking experiment in boredom studies first carried out by the British psychologists Sandi Mann and Rebekah Cadman in 2014. In this experiment, subjects who were asked to perform boring tasks like reading the phone book subsequently showed more imagination in performing creative ones. Boredom, in other words, was beneficial. So "Bored and Brilliant" sought to squeeze bo- 48 INFORMAPIÙ redom back into our lives by squeezing our smartphones out. Last month, along with 18,000 other people, I signed up to receive daily smartphone proscriptions. We were also asked to download an app, Moment, which monitors smartphone usage. I have never thought of myself as being a particularly heavy user. The ability to be contacted at any moment of the day is not something I treasure. Nevertheless the first day's challenge gave the lie to my ambivalence. It seemed innocuous at first. Participants simply had to keep their phones in their pocket while they were travelling: no talking while walking, no texting while strap-hanging, no browsing while waiting on a train platform. I thought it would be a cinch. Yet throughout the day I found myself instinctively reaching for my phone: to check my email, to weigh the reviews of a new restaurant, to map the fastest way to a friend's house. I had always thought of myself as analogue at heart—slow food, record players, face-to-face conversations. I had not realised quite how digitally integrated my life had become. The next day's challenge—no photos were to be taken with your smartphone—was easier, since I treat my phone's camera less like a visual journal than a large-format camera, only to be used on exceptional occasions. But the third challenge—to delete a favourite app—was a little harder. I had long felt that my Twitter and Facebook apps were the Scylla and Charybdis that stood between me and full life-efficiency. Whether sucked down the hyperlink whirlpool of Twitter or run aground on the indifferent voyeurism of Facebook, I suspected that using these two apps was less productive than simply onanistic. Now I had a chance to test my theory. So I deleted them, and a weight far greater than their combined 98MB of memory was lifted from my shoulders. Of course I wasn't giving them up altogether. I could still access both products on my laptop or desktop. But not having them immediately to hand felt freeing, the equivalent of putting a safety clip on a handgun. I felt the liberation of restraint. Admittedly I did not feel the immediate increase in inspiration that the professors of boredom anticipate, but perhaps that was because my ennui was so unfamiliar, so exciting. I could hardly wait to do nothing! I imagined I would have to grow tired of it before the real benefits would kick in. So far so good, but things were not being helped by Moment, my data-monitoring app. Every half-hour it would tell me how long my phone had been used for. Some days the amounts were staggering: could I really have been on my phone for 300 minutes in 24 hours? Denial is, of course, the first sign of addiction, and I worried that if this level of anxiety had been caused by really quite minor restrictions, what would happen if I tried to turn my phone off for a whole day, or left it at home for a week, or locked it in a metal box and dropped it into the ocean for ever? The very idea suddenly seemed far too serious for even whimsical consideration. Like Tolkien's ring I felt it in my pocket, whispering its siren song of infinite information: “I can tell you the weather tomorrow. I can tell you the name of the tune that's playing. I can tell you the capital of Eritrea.” How could I rid myself of such a precious commodity? It seems I was not alone. During the week of challenges and monitoring, smartphone use amongst participants— which before the test averaged approximately two hours—dropped by only six minutes. People wanted to use their phones less; they just couldn't seem to do so. But the success of the campaign was the ease with which it highlighted how compulsive our use of phones has become. There are only two types of people who call their customers “users”, so the old joke goes—drug dealers and technology companies. Should we be treating our phones in the same manner as our drugs? The attempt to repackage boredom as a positive mental necessity, one that smartphones are denying us, seems to be coyly suggesting exactly that. Perhaps we actually need proof that our phones are harming us, causing us to live at a sub-optimal level, before we can truly feel comfortable in giving them up. WHAT'S THE BEST TIME OF DAY? The Economist - Intelligent Life . http://moreintelligentlife.com . posted by Mark Vanhoenacker I like to fly at night, which means I like long-haul flying. Many of the north-south routes I pilot from London—to São Paulo, Cape Town, Johannesburg—are night journeys in both directions. In the long middle miles lie inky volumes of the Atlantic that I have only ever seen under dark skies, deserts that I may never see in colour, and African cities I know only from the light-palmistries visible on the darkened sphere: the up-cast electric signatures of Douala, Libreville, Kinshasa. The quiet solitude of a journey across the world's small hours is easy to love. Nearly everyone on the plane is asleep. The plane sleeps, and the world below sleeps. The radios are quieter, because there are fewer aircraft aloft— many of the world's innumerable short-haul aircraft return like birds to the Earth to rest each night, even as a smaller fleet of larger, long-haul aeroplanes is setting out across the planet. The air itself is often smoother. At night the cockpit lights are dimmed so that we may more easily keep our lookout. On the flight computers the digits of our latitude count steadily down to zero, down to the equator, then rise again as we cross it. Stars above, the lights of the world below; the occasional red-andgreen navigation beacons of another “company ship”, lights arranged on our vessels just as they would be at sea. Our two jets cross at a combined speed of 1,000 miles per hour, each bound for morning in the city the other has left. Our only contacts on the Earth are the air-traffic controllers. We are bound to them; they, too, are awake at all hours, awake only for us. But they're more like lighthouse keepers than fellow travellers. Each soon hands us on to the next, our flight's call sign like a baton or a word whispered around a table in a game, in accents that change over the invisible fences of the air-borders. Sometimes we hear a shift change below. One controller's voice replaces another, and we know someone has gone—on their break, or home to an unknowable life. INFORMAPIÙ 49 LO SCATTO IN PIÙ UNA VITA FATTA DI CLORO La disciplina sportiva che da diversi anni fa brillare l'Italia nel mondo nasce nella preistoria e arriva fino ai giorni nostri confermandosi uno degli sport più diffusi e praticati in assoluto. Sul blocco, ancora bagnato. I muscoli tesi, pronti a scattare. Un respiro profondo per sciogliere la tensione. Ora ci sei solo tu, nessun altro. Via i problemi, via le preoccupazioni. È una battaglia fra te e l'acqua. Due fischi, partenza! L'acqua fredda sulla pelle, un brivido lungo la schiena. La prima bracciata, il primo respiro. E poi sotto, di nuovo. L'adrenalina che scorre nelle tue vene. L'aria comincia a mancare, i muscoli a fare male. Forza, stringi i denti e combatti! E all'arrivo un grido di gioia, Uno sguardo al tempo, un pugno all'acqua.Vittoria. (Anonimo) La storia del nuoto trova le sue origini sin dalla preistoria, sport acquatico dalla storia ultra millenaria, viene inserito nel programma olimpico fin dai Giochi della I Olimpiade. Disegni risalenti all'Età della Pietra sono stati trovati nella “Caverna dei Nuotatori”, nell'Egitto sud-occidentale in cui sono state rinvenute delle pitture rupestri rappresentanti uomini eseguire movimenti simili a quelli degli attuali stili del nuoto. La capacità di nuotare o comunque di tenersi a galla è stata probabilmente una qualità sviluppata dagli antichi cacciatori, successivamente è stata il mezzo per spostare eserciti e armate anche di grandi dimensioni. Sebbene il nuoto non fosse compreso nel programma dei giochi olimpici dell'antichità, i Greci lo praticavano tenendolo in grandissima considerazione. Uno dei peggiori insulti per un greco era definirlo incapace di correre e di nuotare. Nelle antiche leggi di Atene il nuoto faceva parte della prima educazione e anche presso la cultura romana il nuoto era considerato tra le principali attività sportive, divenendo un vero e proprio fatto agonistico, ed era inoltre praticato come esercizio militare. Oltre al gusto per la pratica termale (a scopo igienico, terapeutico o ludico) sono molte le testimonianze che provano l'interesse dei Romani verso il nuoto, tra le quali si ricorda quella di Cicerone che, nell'orazione Pro Caelio, accenna alla folla di gente che accorreva sul Tevere per nuotare. Nel Medioevo, vi fu una netta frattura con la tradizione classica per quanto riguarda la componente ludica della pratica del bagno. Fortemente contrastata dalla Chiesa a causa dei piaceri derivanti dai 50 INFORMAPIÙ balnea mixta, l'uso del bagno fu comunque sempre favorito e incoraggiato, attribuendo a questa pratica sia un valore simbolico sia uno scopo igienico, sociale e assistenziale. Ma con l'avvento del cristianesimo l'occidente cominciò a perdere il suo interesse per il nuoto poiché la Chiesa popolò il mare di mostri immaginari e fantastici. Se per Plino la sirena non era che una prova della seducente varietà della natura, per la Chiesa prese a simboleggiare la lusinga dei piaceri carnali che i devoti dovevano temere e fuggire. Riguardo invece al nuoto inteso propriamente come attività sportiva, va ricordato il manuale dell'umanista Nicolaus Wynman, nel quale egli descriveva gli stili del dorso e della rana, raccomandando inoltre che non solo i ragazzi, ma anche le giovani si dedicassero all'apprendimento del nuoto. Nuotare significa muoversi nell'acqua usando braccia e gambe per procedere. Molti animali nuotano e lo fanno istintivamente, solo gli esseri umani devono imparare a nuotare. Solo dalla prima metà del XIX secolo in Inghilterra ha inizio il nuoto moderno, agonistico. Le tecniche natatorie si evolvono e si formano i primi organi ufficiali a livello mondiale e nel 1858, alla periferia di Melbourne, si tenne la prima competizione di nuoto a carattere internazionale. I britannici, tuttavia, ebbero il merito di capire che il futuro della pratica sportiva era nell'associazionismo. Così a Londra, nel 1869, nacque una federazione che riuniva alcuni club nazionali di nuoto, disposti ad accettare regole chiare e valide per tutti. Man mano che il nuoto cresceva di popolarità venivano costruite nuove piscine, e quando nel 1880 fu creato un nuovo organismo direttivo, la Amateur Swimming Association, questo contava più di 300 società iscritte. Considerato uno degli sport più salutare per il fisico, il nuoto ha il pregio di essere alla portata di tutti e di essere particolarmente benefico per la linea perchè migliora la forma del corpo nel senso letterale del termine. Infatti il nuoto assieme all'atletica è una delle discipline olimpiche da sempre più popolari e seguite e ultimamente il tema impazza anche sulle riviste di gossip grazie all'irrequietezza sentimentale di celebrità come Federica Pellegrini. Ma per risalire alla nascita della Federazione Italiana Nuoto bisogna tornare all'inizio del '900 ovvero all'epoca delle Rari Nantes: prime associazioni di nuotatori. Il 14 agosto 1899, a Como, per volere di Achille Santoni (che ne sarà il primo presidente) nasce la Federazione Italiana Rari nuoto italiano nei 100 rana e Rosolino vince i Nantes (FIRN), dalle cui spoglie molto più tardi I gesti del nuoto 200 misti e chiude con l'argento i 400 stile libero (bisognerà aspettare il 1930), sotto la spinta del sono i più simili e con il bronzo i 200 stile libero. È l'apoteosi. Partito Fascista, nascerà la Federazione Italiana L'effetto Sydney continua a lungo. Fioravanti al volo. Il mare dà e Rosolino sono popolarissimi, al centro delle Nuoto (FIN). Primi risultati di rilievo per l'attività agonistica alle braccia quello attenzioni dei media e degli appassionati. della FIN sono quelli ottenuti da Carlo Dibiasi che l'aria offre alle Dalla fine del 2003 il passo verso le Olimpiadi alle Olimpiadi di Berlino '36 nei tuffi. I risultati Atene 2004 è molto breve. L'Italia delle ali; il nuotatore di davvero rilevanti dal punto di vista agonistico, piscine fa comunque la propria parte in tutte galleggia sugli le discipline. Nella pallanuoto il Setterosa arrivano dal 1948 in poi. Durante le Olimpiadi di Londra '48 gli italiani della pallanuoto abissi del fondo. di Pierluigi Formiconi conquista l'oro che conquistano il primo oro olimpico con il segue quattro successi europei e due mondiali Erri De Luca "Settebello", mentre agli Europei di Vienna del ottenuti negli ultimi dieci anni; mentre nel 1950 si evidenzia il giovane Carlo Perdersoli (che ben presto nuoto Federica Pellegrini conquista l'argento nei 200 stile si farà conoscere dal grande pubblico con il nome di Bud libero e la staffetta 4x200 si tinge di bronzo con Simone Spencer per le sue doti di attore) che risulterà essere il primo Cercato, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla e Massimiliano italiano a scendere sotto la soglia del minuto nei 100 stile Rosolino. libero. Ancora emozioni, per la prima volta di medaglie storiche, Fino agli anni Ottanta, il palcoscenico sarà dominato mai festeggiate prima. Quadriennio olimpico conclusosi a dalle stelle dei tuffi come il leggendario Klaus Dibiasi e Pechino 2008, con grandi successi agonistici e di rilevanti Giorgio Cagnotto. Nel nuoto, invece, spiccano le imprese soddisfazioni nella promozione della cultura dell'acqua. della giovanissima Novella Calligaris e della staffetta 4x100 L'oro, il primo olimpico femminile del nuoto italiano, di stile libero composta dal poker d'assi Pangaro-Barelli-Zei- Federica Pellegrini nei 200 stile libero con il record mondiale Guarducci che nel 1975 conquistarono la prima medaglia del e l'argento di Alessia Filippi negli 800 sono stati gli acuti nuoto italiano maschile nella storia dei Mondiali: bronzo. dell'Olimpiade cinese. Gli anni d'oro della Federazione Italiana Nuoto sono quelli E il nuoto inzia a rappresentare la punta di un movimento che vanno dal 1980 al 2004 ma il tempo scorre e non solo che è cresciuto nel quadriennio sino a sfiorare i sei milioni cronologicamente. Ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, dove di praticanti del 2008 che testimoniano a sufficienza la l'unico italiano a mettersi in evidenza era stato Emanuele diffusione dello sport dell'acqua che sta diventando parte Merisi strappando un bronzo nei 200 dorso, emergono importante della cultura sportiva del Paese. i talenti dei giovani Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla che, pur non riuscendo a raggiungere il podio, Ma se per la maggior parte delle persone il nuoto è un modo migliorano le prestazioni personali alimentando così grosse per dimagrire, rilassarsi e mettersi in forma, per questi atleti lo sport è una sfida, una competizione. È la passione. aspettative per il futuro. Le Olimpiadi di Sydney sono lontane quattro anni e in vasca I grandi nuotatori basano sempre le loro motivazioni sul migioramento del proprio tempo personale e non sul le aspettative del nuoto italiano si concretizzano. Domenico Fioravanti conquista il primo oro individuale del raggiungimento di quello degli avversari. Alla fine è così che funziona perchè una volta fatto il record non hai più nessuno da raggiungere. Siamo davvero fatti per il 90% di acqua e l'acqua per un nuotatore è aria. Quando nuoti ti senti libero, la pressione della cuffia e degli occhialini sulla fronte alzano la concentrazione e non importa come nuoterai, se a stile libero, a rana, a dorso o se diventerai un delfino, l'importante è percepire ogni molecola di acqua fresca dentro al tuo corpo affinchè la scossa di energia elettrica si accenda e ti faccia correre più Federica Pellegrini veloce di te. INFORMAPIÙ 51 CI PIACE IL GIOCO DI SQUADRA i risultati sportivi delle squadre sponsorizzate da Lavoropiu' Stagione 2014-2015 008 dal 2 con 19/01/15 2 Bologna vs Perugia 24/01/15 1 vs Bologna 2 31/01/15 0 Bologna vs Pescara 0 07/02/15 0 Crotone vs Bologna 2 14/02/15 0 Bologna vs Ternana 0 21/02/15 0 Cittadella vs Bologna 0 Bologna vs 27/02/15 Entella con aggiornata al 28/02/15 - serie B2 girone B 1 1 2 3 4 5 6 1 7 Vicenza 2 8 9 10 11 12 53 47 46 46 44 43 39 39 39 38 36 36 Carpi 13 Bologna 14 Avellino 15 Vicenza 16 Frosinone 17 Livorno 18 Perugia 19 Pescara 20 Spezia 21 Lanciano 22 Bari 34 33 33 32 31 30 30 28 28 28 Pro Vercelli 1 2 3 4 5 Latina Trapani Brescia Cittadella 36 36 32 30 30 13/01/15 84 Fortitudo Pallacanestro Bologna vs 18/01/15 75 Co.Mark Bergamo vs Fortitudo Pallacanestro Bologna 74 21/01/15 88 Fortitudo Pallacanestro Bologna vs Vivigas Alto Sebino 96 25/01/15 52 Jadran Franco (TS) vs Fortitudo Pallacanestro Bologna 69 01/02/15 80 Fortitudo Pallacanestro Bologna vs Tramec Cento 59 08/02/15 55 Basket Lecco vs Fortitudo Pallacanestro Bologna 76 14/02/15 83 Gsa Udine vs Fortitudo Pallacanestro Bologna 70 22/02/15 89 Fortitudo Pallacanestro Bologna vs Tramec Cento Gsa Udine Fortitudo Pallacanestro Bologna Contadi Castaldi Montichiari Urania Milano 28 26 24 22 18 6 7 8 9 10 Orthos Lugo 63 TFL Garcia Moreno 83 Catania Crotone Varese con aggiornata al 28/02/15 Ternana con 06/01/15 1 Parma vs Fiorentina 0 11/01/15 3 Hellas Verona vs Parma 18/01/15 2 Parma vs Sampdoria 2 25/01/15 1 vs Cesena 2 Parma 1 3 Milan vs Parma1 2 11/02/15 0 Parma vs Chievo 15/02/15 0 Roma vs Parma 0 01/02/15 22/02/15 - Parma vs Udinese 1 - 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 52 INFORMAPIÙ Orva Lugo Vivigas Alto Sebino Rimadesio Desio Jadran Franco (TS) TFL Garcia Moreno Modena 1 2 3 4 5 57 48 45 43 42 39 36 36 35 34 34 18 16 10 4 4 Entella aggiornata al 28/02/15 - serie C girone D 1 11 12 13 14 15 Gagà Milano OrziBasket Co.Mark Bergamo Pienne Basket Basket Lecco Erogasmet Crema Juventus 12 Roma 13 Napoli 14 Lazio 15 Fiorentina 16 Sampdoria 17 Genoa 18 Torino 19 Inter 20 29 28 28 28 25 23 20 19 10* Sassuolo Udinese Empoli Raggisolaris Faenza Angels Santarcangelo Tigers Basket Virtus Spes Vis. Pallacanestro Imola Bk Castelfranco Emilia 6 7 8 9 10 22 Basket 2000 Reggio Emilia 20 Ghepard Mister Auto 20 Gaetano Scirea Basket 18 Climart Zeta Castenaso 14 BSL San Lazzaro 11 12 13 14 14 14 12 6 Fiore Basket Alberti e Santi Asset Banca San Marino Salus Bologna Rebasket 03/01/15 2 Conad Reggio Emilia vs Centrale McDonald's Brescia 3 11/01/15 1 Aurispa Alessano vs Conad Reggio Emilia 3 18/01/15 2 Conad Reggio Emilia vs Caffè Aiello Corigliano 3 25/01/15 3 Sieco Service Ortona vs Conad Reggio Emilia 1 01/02/15 3 Conad Reggio Emilia vs Maury's Italiana Assicurazioni Tuscania 1 15/02/15 3 Tonno Calippo Calabria Vibo Valentia vs Conad Reggio Emilia 1 22/02/15 3 Conad Reggio Emilia vs Cassa Rurale Cantù 1 44 BSL San Lazzaro vs Angels Santarcangelo 66 11/01/15 61 vs BSL San Lazzaro 69 17/01/15 73 BSL San Lazzaro vs Climart Zeta Castenaso 70 24/01/15 60 BSL San Lazzaro vs Raggisolaris Faenza 55 vs BSL San Lazzaro 69 Basket2000 Reggio Emilia 01/02/15 77 07/02/15 83 BSL San Lazzaro Ghepard Mister Auto vs Tigers Basket 89 14/02/15 68 Gaetano Scirea Basket vs BSL San Lazzaro 51 22/02/15 74 Fiore Basket Alberti e Santi vs BSL San Lazzaro 77 28/02/15 82 BSL San Lazzaro vs Rebasket 79 11/01/15 3 Coveme S.Lazzaro VIP BO vs Volley La Sportiva BS 1 17/01/15 3 Emilbronzo 2000 Mont. MO vs Coveme S.Lazzaro VIP BO 1 25/01/15 3 Coveme S.Lazzaro VIP BO vs 08/02/15 3 Coveme S.Lazzaro VIP BO vs Service Med S.Donà 0 14/02/15 3 Isuzu Enermia 434 VR vs Coveme S.Lazzaro VIP BO 0 22/02/15 3 Coveme S.Lazzaro VIP BO vs Itas Cittàfiera Mart. UD 0 Atomat Volley Udine 0 Hellas Verona Chievo Atalanta Cagliari Cesena Parma Milan Palermo 34 26 26 26 24 07/01/15 * Parma 1 punto di penalizzazione aggiornata al 28/02/15 aggiornata al 28/02/15 - A2 Maschile 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 45 44 40 34 33 32 25 22 19 18 16 14 Sieco Service Ortona Globo Banca Pop. Frusinate Sora B-Chem Potenza Picena Cassa Rurale Cantù Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia Caffè Aiello Corigliano Domar Matera Conad Reggio Emilia Materdominivolley.it Castellana Grotte Maury's Italiana Assicurazioni Tuscania Centrale McDonald's Brescia Aurispa Alessano 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 42 39 37 35 35 31 29 26 24 23 17 12 4 3 Emilbronzo 2000 Mont. MO Isuzu Enermia 434 VR V.Millenium Brescia Coveme S.Lazzaro VIP BO Domovip Porcia PN Studio 55 Ata Trento Volley La Sportiva BS Itas Cittàfiera Mart. UD Atomat Volley Udine Service Med S. Donà VE Le Ali Padova V. Project Brunopremi Bassano VI Liu Jo Modena Union Volley Jesolo VE aggiornata al 28/02/15 - B1 Femminile INFORMAPIÙ 53 IL MONDO A MISURA DI BAMBINO MAMMA, COSA FACCIAMO OGGI POMERIGGIO ? Il teatro e la musica sono strumenti educativi efficaci e innovativi, oltre ad essere attività divertenti e spensierate da svolgere insieme ai figli. Il teatro e la musica svolgono un ruolo molto importante nella crescita dei nostri figli. Cerchiamo di capire perchè... Perché il teatro?! Semplicemente perché attraverso le pratiche teatrali è possibile favorire il superamento di problemi che, normalmente, accompagnano la crescita di molti bambini, come la timidezza, il rapporto strano con il proprio corpo o l'eccessiva aggressività. Questo tipo di esperienza va inoltre a stimolare anche l'apprendimento, insegna ad esercitare un controllo sulle proprie emozioni e potenzia le capacità creative che invece, spesso, si tendono a sottovalutare. 54 INFORMAPIÙ Quest'anno ho avuto modo di sperimentare in prima persona l'importanza di tutto questo, in quanto nella scuola materna di mio figlio abbiamo scelto, insieme alle insegnanti, di inserire questa attività all'interno del programma didattico. Una volta alla settimana i bimbi “fanno teatro”, o meglio, utilizzano il gioco teatrale per stimolare la loro infinita creatività, per imparare a conoscere e soprattutto riconoscere le proprie emozioni e a controllare la paura, oltre naturalmente a sviluppare e aumentare la loro capacità di socializzazione. Cosa fanno in pratica durante queste lezioni? Giochi sulla percezione dello spazio, dei suoni e del corpo, improvvisazione teatrale, giochi musicali, danza e animazione di elementi inanimati. Inutile dire che mio figlio è entusiasta, ogni settimana aspetta con ansia il fatidico mercoledì per poter “entrare, anche se per poco tempo, in un altro mondo attraverso la fantasia”. L'attore che li segue in questa splendida esperienza fa parte della Compagnia Teatrale del Fantateatro. Chi è di Bologna molto probabilmente la conosce bene e se per caso così non fosse, mi raccomando portate assolutamente i vostri figli a vedere i loro spettacoli... ne vale davvero la pena! Sono spettacoli pensati e realizzati proprio per loro, ma vi garantisco che sono bellissimi e divertenti anche per noi adulti. Alla fine di ogni spettacolo si cantano e si ballano le loro canzoncine più famose, tutti insieme, grandi e piccini. È un ottimo modo, soprattutto in inverno quando a volte è dura inventarsi idee stimolanti per i nostri piccoli, per trascorrere un'oretta con i propri figli in modo diverso, emozionandosi, divertendosi e anche viaggiando insieme con la fantasia. L'unica controindicazione a tutto ciò è che, durante il giorno, rischierete di non intonare più le vostre canzoni preferite di Vasco, Ligabue o Jovanotti, ma di tediare in ufficio i vostri colleghi con le canzoncine più famose del Fantateatro, tipo quella dell'Orco Puzza... che fa puzzine, puzzette ,puzzacce, puzzò...!!! Perché invece la musica!? Inizio parlando di cose che sicuramente la maggioranza di voi conosce già, cioè che l'orecchio è il primo organo a essere sviluppato correttamente nel feto umano. Molti sapranno anche che alcuni scienziati hanno dimostrato come i neonati riconoscano ritmi, melodie e addirittura interi brani sentiti prima ancora della loro nascita, dall'interno del ventre materno. Proprio per questo, oggi, nei reparti di cure intensive per i parti prematuri ci sia avvale proprio di suoni, rumori e voci per sostenere nel migliore dei modi lo sviluppo dei neonati stessi. Tutto questo ci fa capire quanto sia importante la musica per i nostri bambini! Molte scuole di musica, come anche quella frequentata da mio figlio, si appoggiano alle teorie americane sviluppate da E.E. Gordon, il quale afferma che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Per questo motivo il bambino dovrebbe essere avvicinato alla musica fin dai primi giorni di vita per sviluppare il senso della sintassi musicale, premessa indispensabile per trarre i massimi benefici dalla successiva istruzione formale. Basta pensare a come impariamo a parlare. Nessuno dà lezioni di lingua o pretende risultati immediati dai bambini nei primi cinque anni di vita, solo dopo si inizia l'istruzione formale: la lettura e la scrittura. La stessa cosa dovrebbe avvenire con la musica: sarebbe importante non avvicinare i nostri pargoli alla musica direttamente partendo dal pentagramma, dalle altezze e dalle durate, senza essere prima passati da una fase iniziale di apprendimento informale. Ritengo che, come il teatro, anche la musica serva ai nostri figli per imparare ad ascoltare se stessi, per poter esprimere le loro idee e le loro emozio- ni, e soprattutto per sviluppare la loro immensa immaginazione e creatività. A mio figlio, fin da piccolo, piaceva ascoltare la musica, reagiva alla musica con determinati movimenti... insomma, mi sembrava provasse gioia nell'ascoltarla e per questo motivo abbiamo pensato, all'età di 6 mesi, di iscriverlo alla scuola di musica del nostro paese. I laboratori per i bimbi da 0 a 36 mesi durano un'oretta, durante la quale i genitori stanno insieme ai loro figli all'interno di un ambiente musicale stimolante e ricco di tanti suoni, ritmi, voci, giochi e colori diversi fra loro. Crescendo si aggiungono i girotondi, i trenini, i giochi con i teli, tutto scandito da tante canzoncine. Io lo consiglio anche perché è un'occasione per noi stessi di trascorrere del tempo con loro in un'atmosfera tenera e diversa da solito. Adesso che mio figlio è cresciuto sta frequentando un altro laboratorio, creato apposta per i più grandicelli, il cui obiettivo è imparare a conoscere la musica vivendola fisicamente ed emotivamente attraverso il gioco, il movimento, il corpo e il canto. Ormai per loro la presenza dei genitori non è nemmeno più necessaria. Perciò quando cantano e ascoltano canzoni di ogni genere, dal Pulcino Pio a La Donna Cannone, ci dedicano bellissime canzoni inventate da loro, chiedono a Babbo Natale una chitarra per imparare a suonare e aspettano con ansia la domenica per poter andare a teatro tutti insieme... E a noi genitori non rimane altro che emozionarci!!! INFORMAPIÙ 55 TECNOLOGIE Il vantaggio di questo sistema è che le lettere non sono sempre sostituite allo stesso modo e possono mettere in crisi i crittoanalisti (coloro che tentano di decifrare un messaggio senza conoscere l'algoritmo né la chiave usata per generare il messaggio cifrato) che usano spesso le frequenze delle lettere nelle parole di una lingua per decifrare i messaggi. Non mi dilungherò troppo sulle tecniche di crittoanalisi perchè ho dei limiti di spazio per questo articolo ma rimando i più curiosi alla lettura di “The Gold Bug”, un racconto di Edgar Allan Poe; Poe, infatti, oltre che un produttivo scrittore, era anche appassionato di crittografia e crittoanalisi e da questa passione trae spunto per inserire un messaggio cifrato in questo racconto e fa spiegare al protagonista alcune tecniche di crittoanalisi in un modo semplice e affascinante. CRITTOGRAFIA: STORIE DI SPIE, GENERALI, GENI E... DEL WI-FI DI CASA Giulio Cesare, Alan Turing, Enigma, Seconda Guerra Mondiale... Periodi storici diversi con un denominatore comune: proteggere e nascondere informazioni. L' idea di questo articolo nasce qualche settimana fa, all'uscita dal cinema dopo aver visto The Imitation Game, film pluricandidato all'Oscar che racconta la storia di Alan Turing, matematico, logico e, a sua insaputa, informatico inglese che riuscì a decrittare i messaggi tedeschi cifrati con Enigma. L'argomento è decisamente molto complesso ma è anche estremamente affascinante e pertanto non stupisce il successo del film, ma proviamo ad entrare un pò nel merito. Innanzitutto cos'è la crittografia? La parola deriva dal greco kryptos “nascosto” (come le cripte delle chiese che sono sempre sotto il pavimento, 'nascoste' agli sguardi e agli accessi di tutti) e da graphia “scrittura”, quindi letteralmente “scrittura nascosta”, è quindi il modo per scrivere messaggi non leggibili da tutti ma riservati a pochi. Se trascuriamo il metodo della scrittura col succo di limone da leggere poi con un foglio tenuto in controluce, uno tra i più antichi e semplici sistemi crittografici è il cifrario di Cesare: consiste nel sostituire ogni lettera del messaggio originale (“in chiaro”) con la terza lettera successiva. Vediamolo in un esempio chiarificatore: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 Alfabeto in chiaro A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S Alfabeto cifrato D E F G H I 20 21 22 23 24 25 T U V W X Y Z J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z A B C Quindi 'Fabio' (in chiaro) diventerà 'Idelr' (cifrato), chi riceve il messaggio effettuerà la stessa traslazione all'indietro e ritroverà la parola originaria. Il cifrario di Cesare, nonostante la grandezza del suo inventore, è piuttosto debole in quanto possiede solo 25 combinazioni diverse (il numero di spostamenti possibili tra i 2 alfabeti) e anche manualmente potrebbe essere decifrato in un tempo non molto elevato. Una versione più complessa risale alla metà del '500 ed è il Cifrario di Vigenere, in questo caso le lettere non vengono sostituite con altre ad una distanza costante (+3 per Cesare), ma vengono sostituite in base alla posizione nell'alfabeto delle lettere di una chiave costituita da una parola o da una frase e usata ripetutamente su tutto il testo in chiaro. Vediamo un esempio: Messaggio in chiaro M Chiave I O F A B I O F A B I Shift posizione 6 1 2 9 15 2 9 Messaggio cifrato S F U L P M H K Z 56 INFORMAPIÙ E S S A G G 6 26 1 I C H O F A B I O F A B I 15 9 15 1 2 9 L W O B T X 6 N 1 O O 2 I 6 A R O Chi volesse cimentarsi nella cifratura/decifratura anche di un semplice esempio come quello che abbiamo riportato, si accorgerà ben presto che è un'operazione non banale e che richiede tempo, nel corso della storia si tentò pertanto di sviluppare macchine cifranti che potessero svolgere queste operazioni riducendo i tempi ed assicurando i risultati. Si arriva così ad Enigma, la macchina cifrante usata dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale per crittografare i propri messaggi radio, e citata all'inizio di questo articolo. In Enigma non esiste una chiave come nel cifrario di Vigeneve ma di questo rimane l'idea di base di sostituire le lettere del messaggio in chiaro con altre lettere in modo sempre diverso grazie all'uso di 3 rotori a diverse velocità che ad ogni carattere avanzano e cambiano la configurazione modificando la lettera risultante ma facendolo con un meccanismo reversibile che ne permettesse la decodifica da parte degli ascoltatori, autorizzati, del messaggio. Grazie al lavoro di Turing, anche gli Alleati poterono decodificare i messaggi tedeschi conquistando un grande vantaggio informativo. Con l'avvento dei computer (di cui Turing fu il padre) e dell'enorme capacità di calcolo degli stessi, il numero di combinazioni necessarie affinchè il sistema di crittografia sia sicuro si è ulteriormente alzato, pena la possibilità di essere decodificato in tempi brevi. Attualmente esistono 2 grandi famiglie di sistemi di crittografia: quelli simmetrici e quelli asimmetrici. I primi si basano su una chiave (di molti bit per scongiurare la possibilità che possa essere scoperta in tempi brevi da un calcolatore) scambiata preventivamente tra chi invia il messaggio e chi lo riceve ed usata tanto per crittografare il messaggio quanto per decifrarlo. Ma in assoluto i più sicuri sono i sistemi asimmetrici, che usano chiavi diverse (si parla di chiavi pubbliche e chiavi private) per crittografare e decrittare il messaggio. Ma l'uso e la diffusione dei computer non ha solo reso più complessi i sistemi di crittografia (non credo che Edgar Allan Poe avrebbe spiegato in modo semplice ed avvincente l'aritmetica finita di ordine n con n = p*q, dove p e q sono numeri primi con più di 170 cifre che è alla base dell'RSA, il sistema di cifratura attualmente ritenuto inattaccabile), ma li ha anche diffusi in tantissime applicazioni di uso comune. Proprio con l'RSA sono cifrati i messaggi da e per tutti i siti che riportano la sigla HTTPS (la S sta per Secure) e che i browser identificano spesso con un lucchetto chiuso. I siti di home banking e, ormai sempre più spesso, anche i normali portali di posta elettronica o gestionali con interfaccia web si affidano all'RSA al fine di garantire la riservatezza e la salvaguardia dei dati che vengono scambiati. Un'altra applicazione dell'RSA è la firma digitale con i certificati caricati sulle smartcard ora usate sempre più spesso in sostituzione delle normali firme autografe. Sono cifrati anche tutti i dati che passano nei wifi tutte le volte in cui dobbiamo inserire una password (WEP, WPA, WPA2 in ordine crescente di sicurezza) per effettuare la connessione: questa non viene inserita solo per escludere alcuni utenti dall'uso della banda del nostro abbonamento, ma viene inserita soprattutto per cifrare i dati che passano impedendo a terzi, non autorizzati, di visualizzare il contenuto della nostra navigazione web, della nostra posta elettronica e in generale delle informazioni che scambiamo su internet. Svetonio, Vite dei Cesari (libro I, 56) “...id est sic structo litterarum ordine, ut nullum verbum effici posset: quae si qui investigare et persequi velit, quartam elementorum litteram, id est D pro A et perinde reliquas commutet.” (= con un ordine delle lettere tale che non costituivano parole, chi volesse capire dovrebbe sostituire ogni lettera con la quarta [successiva], ovvero la D con la A e così via). Una variante di questo sistema ce la racconta sempre Svetonio (Vite dei Cesari libro II, 88) quando racconta di Augusto: “Quotiens autem per notas scribit, B pro A, C pro B ac deinceps eadem ratione sequentis litteras ponit; pro X autem duplex A” (= Quando scrive cifrato, scrive B al posto di A, C al posto di B e così per le lettere seguenti, al posto di X scrive una doppia A). Evidentemente Cesare, insieme alla sua enorme eredità e al dominio di Roma, aveva lasciato anche un sistema crittografico ad Ottaviano Augusto! INFORMAPIÙ 57 LOST AND FOUND Cosa è successo nel mondo negli ultimi due mesi? Qui trovi ciò che ti sei perso... FRANCIA 7 gennaio Nella sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, a Parigi, c'è stato un attacco terroristico che ha provocato 12 morti, tra cui i disegnatori Georges Wolinski, uno dei più celebri disegnatori satirici francesi dell'ultimo mezzo secolo, e Charb (Stéphane Charbonnier), direttore di Charlie Hebdo dal 2009. L'attentato è stato rivendicato da Al Qaida. Nei giorni seguenti i terroristi sono stati fermati e uccisi dalla polizia. ITALIA 15 gennaio Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, due cooperanti italiane rapite lo scorso luglio ad Aleppo nel nord della Siria, sono state liberate. Si trovavano in Siria dal 28 luglio per conto del “progetto Horryaty”, un'associazione che organizza piccoli progetti di volontariato a favore dei civili siriani (in Siria da più di tre anni è in corso una complicata e sanguinosa guerra civile, che ha portato alla morte fin qui di oltre 170.000 persone). Il 31 dicembre scorso il Fronte al Nusra – il gruppo che “rappresenta” Al Qaida in Siria – aveva diffuso un video che mostrava le due ragazze dire di essere in pericolo e chiedere aiuto al governo italiano. UCRAINA 22 gennaio Alcuni colpi di mortaio hanno colpito un autobus in un quartiere di Donetsk, città dell'Ucraina orientale controllata dai separatisti filo-russi. Secondo diversi giornalisti presenti sul posto, sono rimaste uccise tra le 8 e le 13 persone: le fotografie successive all'esplosione mostrano i vetri dell'autobus distrutti, molto sangue per terra e danni anche all'edificio di fronte. L'aeroporto di Donetsk è stato teatro di numerosi scontri armati tra ribelli filorussi ed esercito ucraino, perchè è considerato da entrambe le parti un obiettivo molto importante dal punto di vista strategico, sia per la sua posizione che per il valore simbolico che ha assunto nel corso degli ultimi mesi. GRECIA 22 gennaio Le elezioni per il rinnovo del Parlamento sono state anticipate – come prevede la Costituzione – dopo che anche il terzo tentativo per eleggere il nuovo presidente della Repubblica era andato a vuoto e il 29 dicembre il Parlamento era stato sciolto. Finora, la maggioranza che aveva governato era composta da una coalizione tra Nea Dimokratia (il partito di centrodestra del primo ministro Antonis Samaras) e Pasok (il partito socialista del vicepremier Evangelos Venizelos). Questa volta ha trionfato Alexis Tsipras. Il suo partito di sinistra a ispirazione socialista democratica, Syriza, ha ottenuto il 36,3% dei voti e 149 seggi in Parlamento. 58 INFORMAPIÙ ITALIA 31 gennaio Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica Italiana al quarto scrutinio con 665 voti, poco meno dei due terzi dell'assemblea elettiva. Ha giurato il successivo 3 febbraio. È il primo siciliano a ricoprire questa carica. Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, la Margherita e il Partito Democratico. È stato ministro per i Rapporti con il Parlamento (1987-1989), ministro della Pubblica Istruzione (1989-1990), vicepresidente del Consiglio (1998-1999), ministro della Difesa (1999-2001) e giudice costituzionale (2011-2015). INDIA gennaio La polizia di Secunderabad, nello stato indiano di Telangana, ha liberato circa 400 bambini, tra i 4 e i 12 anni, che erano impiegati illegalmente in fabbriche di scarpe e monili nel quartiere vecchio della città. I bambini provengono dagli stati settentrionali di Bihar, Uttar Pradesh e Bengala Occidentale, che sono tra i più poveri dell'India e si trovano a centinaia di chilometri di distanza. La polizia ha detto che i ragazzini che lavoravano nelle fabbriche di scarpe erano pagati dalle 50 alle 80 rupie al giorno (corrispondenti a 0,7 centesimi di euro e 1,13 euro) e che una giornata di lavoro poteva durare fino a 18 ore. LIBIA febbraio In Libia da mesi coesistono due governi e due parlamenti, entrambi debolissimi e screditati: i miliziani dello Stato Islamico si sono rafforzati e hanno conquistato nuovi territori. L'ISIS ha diffuso un video che mostra le decapitazioni di 21 cristiani copti egiziani e minaccia direttamente l'Italia. Il 16 febbraio gli italiani residenti in Libia vengono rimpatriati a bordo di una nave. DANIMARCA 14 febbraio Si sono verificati due attentati: uno a un centro culturale e l'altro fuori da una sinagoga: secondo la polizia sono stati compiuti dalla stessa persona, un uomo che è stato sorpreso poi ucciso durante un'operazione di polizia a Nørrebro, un quartiere a nord del centro città. In tutto sono state uccise due persone e cinque poliziotti sono rimasti feriti. ITALIA 14 febbraio Michele Ferrero è morto a Montecarlo, dopo mesi di malattia, a 89 anni. Secondo le classifiche dei paperoni della rivista americana Forbes, Ferrero lascia un patrimonio personale di 23,4 miliardi di dollari (20,5 miliardi di euro) che ne facevano il trentesimo uomo più ricco del mondo e il primo d'Italia, oltre al più facoltoso produttore dolciario del pianeta. Il patron della casa della Nutella, dei Kinder e dei Tic Tac aveva ereditato l'azienda dal padre Pietro che aveva lanciato la produzione della crema alla nocciola durante la seconda guerra mondiale. La Ferrero era già da quasi 20 anni passata nelle mani del figlio Giovanni che aveva condiviso il timone dell'azienda di famiglia con il fratello Pietro dal 1997 al 2011, anno della scomparsa di quest'ultimo avvenuta in Sudafrica per un infarto. INFORMAPIÙ 59 Musica PAUSA CAFFÈ #iosochisono AFTERHOURS Le ricette di Wonder Mamma Sei anche tu una WonderMamma? Una di quelle che: si sveglia la mattina alle 6.00, sceglie l'outfit indoneo per la giornata, porta i bambini a scuola, fa funzionare la "Macchina Famiglia", lavora quelle 8 o 10 ore al giorno e bella pimpante prepara la cena? Una di quelle mamme che ha imparato a stirare e allo stesso tempo a darsi lo smalto alle unghie? Bene! Allora ecco per te una ricettina facile e veloce, leggera e gustosa, semplice e ad effetto... gradimento Per la tappa bolognese del tour, la band si è esibita presso il Teatro Auditorium Manzoni il 13 febbraio. La Torta Tenerina 100 gr di burro 100 gr di zucchero 50 gr di farina 250 gr di cioccolato fondente La line up prevede una parte storica della band con Manuel Agnelli, Rodrigo D'Erasmo, Xabier Iriondo, Roberto Dell'Era e due new entry, Fabio Rondanini dei Calibro 35 e Stefano Pilia dei Massimo Volume. grado di difficoltà Ingredienti: Una delle band più seguite e innovative della scena alternative rock italiana, gli Afterhours, ha girato i teatri d'Italia per un tour che ha segnato quindicimila presenze tra gennaio e febbraio e che si è confermato un successo di critica e di pubblico. Aggiunte altre due date a marzo, dopo le 17 ufficiali, per poi prendersi una pausa, scrivere il nuovo disco e tornare ad esibirsi con nuovi progetti e nuove idee. In una delle ultime interviste, il leader e fondatore del gruppo, Manuel Agnelli, ha dichiarato che gli Afterhours sono “un gruppo di persone inquiete e in movimento”. La scelta dei brani e tutto lo show portato sul palco, parla di questa inquietudine e della volontà di sublimarla attraverso la libertà di esprimere se stessi, le proprie emozioni e le proprie paure. 50 gr di latte 3 uova (solo di galline allevate a terra, mi raccomando!) Preparazione: Fate a pezzi il cioccolato e poi scioglietelo nel latte a bagnomaria. A parte mescolate il burro con lo zucchero fino all'ottenimento di una crema, poi aggiungete i 3 rossi d'uovo e la farina. Fate raffreddare il cioccolato e poi aggiungetelo alla crema. Montate a neve gli albumi e uniteli al composto mescolando adagio. Versate il tutto in una tortiera imburrata e cuocete a 170° per 25 minuti. Una volta cotta e raffreddata, cospargete la torta con lo zucchero a velo. Ecco pronta una colazione piu' economica e sana delle classiche merendine, per far sorridere anche il bimbo più assonnato! Se invece avete una serata speciale, preparate una crema mascarpone (mascarpone 250 gr, zucchero 70 gr, tuorli 2, latte 50 gr o un bicchierino di rum il tutto montato con le fruste), versatela in una coppetta trasparente, adagiateci sopra un bel pezzettone di torta tenerina, magari tagliato a forma di stella / cuore / alberello di Natale usando le formine per i biscotti, spolverate di zucchero a velo e decorate a piacere con una fragola o dei frutti di bosco. #iosochisono, titolo di questo intimo e vibrante tuor, è il loro manifesto, la loro posizione nei confronti della vita e delle vicende che possono disorientare o spaventare ma lasciano la consapevolezza di sapere chi si è e dove si vuole arrivare. La scaletta dello spettacolo prevede brani celebri che hanno fatto la storia del gruppo come Non è per sempre, Bianca, Baby fiducia, Strategie, Ossigeno, Bye Bye Bombay, Dentro Marilyn. Alternate alle canzoni, letture di testi impegnati e impegnativi che servono a Manuel per dialogare con il pubblico e per sottolineare la sfera intimistica che solo il teatro può regalare. E così, con poche note di sottofondo, vengono letti brani di Gramsci, Pessoa, Ginsberg e Pasolini, tutti incentrati sul tema dell'identità. Uno spettacolo diverso dal solito, sulle note di Bye Bye Bombay è difficile rimanere seduti e non far andare le gambe e le braccia a ritmo di musica, però la poesia dei testi e la bravura degli artisti fa dimenticare la nostalgia dei concerti all'aperto. E il vino? Beh! Vino e cioccolato è un abbinamento difficile ma potete provare con un Recioto di Valpolicella. Buon Appetito! Libri Teoria idraulica delle famiglie Elisa Casseri Elliot 2014 D consiglio per la lettura L 'autrice di questo libro è alla sua prima prova e riesce a conquistare agevolmente la simpatia dei lettori. La protagonista, Iris, è il vaso attraverso cui confluiscono tutte le vicende della sua famiglia: “accade che, con una cadenza abbastanza fissa, tutto il peso del tempo abbia la necessità fisica di fluire da qualche parte, ed ecco che arriva un contenitore. Nel caso in questione, il contenitore era stato chiamato Iris”. Elisa Casseri è ingegnere meccanico e la sua visione logica e matematica della vita passa nelle pagine del romanzo mescolandosi ad una maturità quasi inaspettata per una trentenne. I parenti di Iris sono spesso bizzarri, dal fratello che diventa sindaco del paese suo malgrado, alla bisnonna che attende solo di morire, alla madre tradita da un marito fedigrafo fino ad una zia forse immaginaria, forse vissuta prima che Iris nascesse. Le storie della sua famiglia, i cui componenti hanno tutti il nome di un fiore, si mescolano ai sentimenti della protagonista in un intreccio a volte fiabesco altre volte più crudo e reale. 60 INFORMAPIÙ La prima cosa che guardo Grégoire Delacourt Salani 2014 consiglio per la lettura elacourt è l'autore di “Le cose che non ho”, romanzo francese che nel 2013 è stato un piccolo caso editoriale per numero di copie vendute, tanto da essere paragonato al famoso “L'eleganza del riccio”. L'autore ha una capacità indiscussa, quella di ritrarre l'animo umano in maniera empatica, con grazie e velato humor. Sa tratteggiare vite comuni e renderci complici e vicini dei suoi personaggi. In “La prima cosa che guardo” siamo tutti amici di Arthur, meccanico dal cuore semplice a cui il destino fa uno scherzo singolare: busserà alla porta di casa sua Scarlett Johansson. Lui vive in un paesino francese difficile da trovare su una cartina geografica, immaginate lo stupore di avere in casa un'attrice americana così famosa e, soprattutto, così bella. E la favola sembra proseguire proprio come vorremmo noi: lei cerca rifugio dallo stress della sua vita di attrice, lui troppo timido per provare anche solo a baciarla, la simpatia tra i due, l'affetto e, infine l'amore. Ma non aspettatevi il lieto fine: Scarlett in realtà è Jeanine, una sosia perfetta dell'attrice che vive il dramma di un corpo e di una bellezza che non le appartengono e che sono sempre troppo ingombranti nei rapporti con gli altri. Nessuno vede Jeanine, tutti vedono Scarlett. Ma finalmente Arthur la vede per quello che è e le giura amore incondizionato. Forse Jeanine ha finalmente trovato quello che cercava. Forse. consiglio per la lettura I Shotgun lovesongs Nickolas Butler Marsilio 2014 l romanzo di esordio di Butler è un'opera corale: ogni capitolo è raccontato in prima persona da uno dei personaggi della storia e questo espediente permette una visione d'insieme di tutta la vicenda. Sono narrate le vite di quattro uomini Henry, Lee, Kip e Ronny, amici d'infanzia che la vita e il lavoro separa in età adulta e che si ritrovano in occasione del matrimonio di uno di loro. E' il momento di rinsaldare i rapporti e di perdersi nei ricordi. L'amicizia è l'indiscutibile protagonista di questo libro, quella vera, lontana da civetterie o cameratismi, quella che resiste al tempo e, soprattutto, alle difficoltà. Un segreto conservato a lungo potrebbe essere la miccia per disintegrare i rapporti che invece, proprio perché autentici, resisteranno a qualsiasi ostacolo. A puntellare la storia c'è la musica: il titolo del libro è quello dell'album di esordio di uno dei personaggi divenuto un famoso cantante con il nome di Corvus e che porta nel cuore il segreto che destabilizzerà il rapporto con i suoi amici. INFORMAPIÙ 61 LUOGHI (NON) COMUNI THIRTY IS THE NEW TWENTY...? Cos'hanno in comune Scarlett Johansson, il Principe Henry e LeBron James? 30 , hanno in comune il numero 30. Che non è il numero di maglia di LeBron, non sono gli Oscar vinti da Scarlett Johansson e nemmeno le lentiggini del Principe Henry. 30 sono anni. E il pensiero con cui mi sveglio il giorno del mio compleanno è lei: Scarlett Johansson... E pensare che non mi ha mai fatto impazzire né in quanto a doti espressive, né in quanto a simpatia. Eppure oggi compio 30 anni, la stessa età di Scarlett Johansson. E direi proprio che le cose che io e lei abbiamo in comune finiscono qui, ahimè. Questa cosa dei 30 anni mi inquieta un po'... Non per orologi biologici, scadenze o ultimatum, ma per il salto in una nuova decina che ai miei occhi non è esaltante come quella dei 20. Con un'aggravante: i tempi di recupero. I tempi di recupero sono IL problema che affligge noi trentenni. Non ci capacitiamo di come fino a qualche mese fa riuscivamo a farci bastare qualche ora di sonno dopo una serata brava, mentre adesso le ore di sonno necessarie sono aumentate esponenzialmente, insieme al mal di testa, male alla cervicale, occhiaie da panda e faccia da influenza. Come può essere possibile?! Quando è iniziato questo lento declino fisico che ci colpisce? Succede anche a te, Scarlett?! No, perché dalle foto che mi sono capitate sotto il naso poco tempo fa in un articolo intitolato: “La classe dell'84” e sottotitolato: "Cinquantanni. Prima e dopo, suonano molto diversi. Abbiamo concluso che l'unico altro passaggio di stato che compete con quello, in termini di svolta, è quello che fa abbandonare definitivamente i vent'anni, che toglie da quell'epoca lì della vita. Trentanni. Certo, oggi si è “giovani” ancora a trent'anni, o addirittura “ragazzi”: ma si hanno trent'anni, e qualcosa è finito.", non sembra proprio che anche tu, cara Scarlett, sia afflitta dai problemi dei tempi di recupero. Photoshop, massaggi, cosmetici costosi, acconciature favolose possono nascondere le rughe e le imperfezioni, ma non possono cancellare gli anni... Così, dopo aver sfogliato quelle foto, aver preso coscienza del fatto che anche Avril Lavigne ha compiuto 30 anni nonostante si trucchi ancora come quando ne aveva 16 e aver sorriso di nostalgia pensando ai fantastici anni '90, mi sono chiesta: “Cosa significa essere donna e avere 30 anni oggi?” Quando ho deciso di andare a vivere da sola mi sono scontrata con quella che credevo essere una mentalità morta e sepolta. E invece sembra che una donna da sola nel 2015 non possa proprio vivere. Mi sono scontrata con facce sconvolte e sguardi apprensivi di vicini di casa e conoscenti... “Perché da sola?! E come fai?”. La persona che avrebbe dovuto abitare con me non era particolarmente definita nelle idee dei miei interlocutori, era piuttosto un'entità: sorella/fratello/amica/amico/fidanzato/marito/gatto/cane... L'importante era che non me ne andassi sola. E come fai ad aggiustare le cose che si rompono? Ad usare martello, trapano e chiodi? Come riuscirai a fare la spesa da sola e a scaricarla dalla macchina? Come farai ad uccidere un ragno? E a non aver paura dei ladri di notte?... lo stesso tetto con la mamma e il papà non mancano di certo i trentenni. Colpisce come tra quanti non sono sposati oltre sei su dieci se ne stanno in famiglia piuttosto che andare a vivere per conto proprio. A monitorare il fenomeno è l'ultimo Rapporto sulla coesione sociale, messo a punto da Istat, Inps e ministero del Lavoro. E il contributo maggiore lo danno i maschi, tra loro i ragazzi che mangiano e dormono con i genitori sono quasi quattro milioni, quasi un milione in più a confronto con le giovani donne. Tutte cifre che sembrano ricalcare vecchi stereotipi, dal famigerato “mammone” al tanto discusso “fannullone”. Ma stavolta potrebbe esserci anche lo zampino della crisi, basti pensare che i disoccupati tra i 15 e i 34 anni sono quasi un milione e mezzo. Ecco che sempre più ragazzi preferiscono ritardare l'uscita dalla dimora paterna, in attesa di tempi migliori. Fa anche riflettere come oltre il 60% tra chi non ha ancora marito o moglie se ne stia a casa con i suoi." Un milione in più! A parità di crisi economica, gli uomini trentenni sono meno indipendenti di noi! Gli Stati Uniti hanno inventato una certa Carrie Bradshaw che abita tutta sola in un minuscolo appartamento di New York, la Svezia ha inventato IKEA e un nuovo modo di arredare casa: economico, giovane e talmente semplice che sembra fatto “a prova di donna”, la Norvegia in uno spot pubblicitario prende in giro i giovani mammoni italiani per invogliare i ragazzi ad andare a vivere da soli... Insomma, un po' dappertutto si è diffusa la cultura della donna indipendente e in grado di badare a se stessa. Oriana Fallaci ha detto: "Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai.” Essere donna e avere 30 anni oggi in Italia significa sfidare retaggi di una cultura e di una mentalità antica, significa affermare con coraggio che posso cavarmela da sola contro ogni pronostico, barzelletta o proverbio e significa “just want to have fun”, cioè avere semplicemente voglia di divertirmi (quasi) come quando avevo 20 anni, provando a fregare quei maledetti tempi di recupero! Girls just want to have fun, Cyndi Lauper (1984) 62 INFORMAPIÙ Ora, passi la signora del primo piano, passi il mio parrucchiere, passi una vecchia amica di mia nonna... Ma i miei amici NO. E invece anche alcuni di loro hanno fatto fatica a digerire la notizia. E allora ho deciso di passare alle armi: "Sono quasi sette milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora a casa con i genitori. E non sono solo concentrati nella fascia d'età più bassa: oltre 3 milioni hanno superato i 25 anni. Insomma tra chi condivide INFORMAPIÙ 63 * Sì LA CANZONE The Mission - Ennio Morricone COSA NON PUÒ MANCARE IN VALIGIA Telefono macchina fotografica, scarpe comode, k-way ed un cappello !!!! COSA MANGIARE Grigliata di carne di Kudu (antilope). La carne è magrissima e tenerissima, cucinata alla griglia è una vera leccornia !!! LA PAROLA * L'espressione “Big Five” ha lo scopo di indicare i 5 grandi animali della savana che tutti vorrebbero incontrare in un safari: leone, elefante, rinoceronte, bufalo, leopardo. CURIOSITÀ Il Sudafrica ha subito la colonizzazione olandese che tra varie eredità ha lasciato il burro olandese, di gran lunga più buono e saporito del burro comune. La Repubblica Sudafricana, o Sudafrica, è uno Stato indipendente dell'Africa australe. È situato nella punta meridionale del continente africano. Dalla fine del regime di apartheid – vigente fino ai primi anni novanta – il Paese ha acquisito la denominazione informale di Rainbow Nation ("nazione arcobaleno", ovvero "abitato da persone di diversi colori"). Il Sudafrica è inoltre l'unico Paese al mondo con tre capitali: Pretoria, sede del Governo; Città del Capo, dove si trova il Parlamento; e Bloemfontein, sede del potere giudiziario. , è possibile!!! Ti avvisano ancora prima di partire: “...sarà un viaggio diverso, indimenticabile, verrai colpita dal mal d'Africa...” e così è stato! Il Sudafrica, il “mondo in un solo paese” possiede una cultura ricca e vitale, il terzo maggior grado di biodiversità del mondo, due oceani, numerose catene montuose, deserti, foreste lussureggianti, il maggior numero di specie di animali selvatici in Africa. Oltre agli innegabili primati, il paese offre un'incredibile facilità di accesso ai suoi tesori, è facile viaggiare in lungo e in largo perché un'eccellente rete stradale collega le varie località, ognuna delle quali è un mondo a parte per quanto riguarda caratteristiche climatiche, vegetazione, cultura e storia. Il Sudafrica è diviso in 9 province ed ogni provincia ha qualcosa da scoprire: bellissime coste oceaniche che spaziano dal Western Cape all'Eastern Cape fino al Kwazulu Natal; maestose montagne e magnifici, grandi spazi aperti nel Free State e nel Northern Cape, panorami mozzafiato nel Mpumalanga, North West e Limpopo. Quando si guarda il Sudafrica su un mappamondo sembra lontanissimo ma in realtà divide con la maggior parte degli stati Europei lo stesso fuso orario, ciò significa che il viaggio si riduce ad un volo di una notte, senza nessun spiacevole jet lag. Scendiamo dall'aereo a Johannesburg (la città più popolosa del Sudafrica, chiamata anche Jo'burg o Jozi ovvero la città dell'oro, visto che si è sviluppata a partire dall'arrivo in questa zona dei cercatori d'oro europei nel diciannovesimo secolo), affittiamo una mac64 INFORMAPIÙ da febbraio a giugno e da settemnre a novembre * * * COSA LASCIARE A CASA voto 9 SUDAFRICA QUANDO ANDARE * 7 giorni * DURATA DEL VIAGGIO * VIAGGI china e poi attraversiamo una metropoli dai forti contrasti: eleganti strade con abitazioni della middle-class chiuse dietro cinta insormontabili fanno da contraltare a baracche di latta delle periferie. La città, considerata la più dinamica dell'intero continente africano, brulica di attività e di gente ma noi la tagliamo tutta e ci lanciamo in direzione del Kruger National Park. Il Kruger Park è conosciuto per la presenza dei Big five, il parco è il fiore all'occhiello delle riserve faunistiche africane caratterizzato da una flora e da una fauna ricche e diversificate. Con una superficie di 20.000 Kmq (grande circa quanto il Veneto) si possono trovare anche animali a rischio di estinzione quali licaoni e rinoceronti bianchi, alberi ed avifauna unici al mondo. Le luci dell'alba e del tramonto avvolgono paesaggi mozzafiato, il silenzio della natura con i suoi ritmi incessanti ti riempie le orecchie ed il cuore. Passano i giorni all'interno del Parco ma non ci si stanca mai di passeggiare nel bush, di salire sulle jeep per escursioni diurne e notturne, perché qui lo spettacolo della natura è incessante... ognuno è nel suo documentario, cambiare canale... mai!!! Basta una settimana e poi il mal d'Africa te lo porti a casa, e mentre stendi la biancheria o vai in ufficio certe immagini e sensazioni non sembrano abbandonarti mai, perché in pochi giorni hai imparato a “perdere tempo”, ad abbandonare i ritmi e ad emozionarti per un tramonto che sai si ripeterà ogni giorno con o senza di te... qualcuno ha detto che “il mal d'Africa, se è quello vero, è un bene incurabile.” foto scattate all'interno del Kruger National Park INFORMAPIÙ 65 RELAX Faenza (RA) ARIA OSSO LIMITE VIOLENTO ESTIVO start LA GHIGLIOTTINA Trova la parola (sostantivo o verbo o aggettivo) che si lega ad ognuna delle 5 parole indicate. Reggio Emilia Bazzano (BO) Finale Emilia (MO) Bologna P.zza XX Settembre 5 Tel 051 6390037 Fax 051 245062 [email protected] Budrio (BO) Piazza Garibaldi 11/1 Tel 0535 760001 Fax 0535 93204 [email protected] Fiorano Modenese (MO) Via Vittorio Veneto 81-83 Tel 0536 911494 Fax 0536 910970 [email protected] Imola (BO) Via Savino 1/A Tel 051 6926258 Fax 051 6922294 [email protected] Via Mazzini 53-55 Tel 0542 20634 Fax 0542 22498 [email protected] Casalecchio di Reno (BO) Lugo (RA) Via Porrettana 63/2 Tel 051 6194041 Fax 051 0353163 [email protected] Via Mentana 49 Tel 0545 900567 Fax 0545 288462 [email protected] Castel Maggiore (BO) Modena Castelnovo ne' Monti (RE) Viale E. Bagnoli 35/A Tel 0522 812666 Fax 0522 613362 [email protected] (10, 8, 4, 1, 8, 9) Fidenza (PR) Emilia Romagna P.zza della Pace 9 Tel 051 715648 Fax 051 6320392 [email protected] REBUS Viale Piacenza 39/D Tel 0521 294970 Fax 0521 980400 [email protected] Via Abate P. Zani 9/A Tel 0524 523012 Fax 0524 514946 [email protected] Via Circonvallazione Nord 4/B Tel 051 833559 Fax 051 831173 [email protected] Cento (FE) Via Ugo Bassi 82 Tel 051 6853944 Fax 051 6830640 [email protected] Parma Viale Baccarini 29/2 Tel 0546 680501 Fax 0546 22524 [email protected] Via Emilia Est 613-615 Tel 059 370377 Fax 059 367685 [email protected] Novellara (RE) Via Andrea Costa 13 Tel 0522 662617 Fax 0522 654599 [email protected] Ozzano Emilia (BO) Via Allende 4/A Tel 051 790201 Fax 051 796287 [email protected] Viale Regina Elena 5/B Tel 0522 232683 Fax 0522 511291 [email protected] Treviglio (BG) Piazza Insurrezione 10/A Tel 0363 47248 Fax 0363 48967 [email protected] Piemonte Nichelino (TO) San Giovanni in Persiceto (BO) Via Vivaldi 4 Tel 011 6207921 Fax 011 626823 [email protected] San Lazzaro di Savena (BO) Via San Dalmazzo 24 Tel 011 5185352 Fax 011 4407681 [email protected] Via Circonvallazione Liberazione 1 Tel 051 6871180 Fax 051 6871572 [email protected] Via Emilia 251/B Tel 051 6272396 Fax 051 6272369 [email protected] Lazio Pomezia (RM) Via La Marmora 12-14 Tel 06 9123913 Fax 06 91250163 [email protected] Torino Toscana Firenze Piazzale della Porta al Prato 20 Tel 055 2286179 Fax 055 2335665 [email protected] Lucca Lombardia Via Borgo Giannotti 544 Tel 0583 331114 Fax 0583 341534 [email protected] Crema (CR) Veneto Via Carlo Urbino 20/C Tel 0373 250591 Fax 0373 256018 [email protected] Milano Viale Gran Sasso 2 Tel 02 29414719 Fax 02 29414709 [email protected] Seriate (BG) Via Marconi 14 Tel 035 301995 Fax 035 293865 [email protected] Castelfranco Veneto (TV) Borgo Pieve 43 Tel 0423 723856 Fax 0423 724229 [email protected] Monselice (PD) Piazza Ossicella 25 Tel 0429 781061 Fax 0429 767320 [email protected] San Donà di Piave (VE) Via Ancillotto 57 Tel 0421 336599 Fax 0421 336568 [email protected] RISOLVI I QUIZ E PARTECIPA AL CONCORSO! Risolvi i quiz individualmente scrivendo le varie risposte negli spazi indicati, scansiona la pagina compilata e inviala tramite mail a [email protected] Tra tutti i colleghi che risponderanno correttamente ai quiz ne sorteggeremo 3 che riceveranno un premio. everywhere la striscia di Sara Menetti Bologna Emilia Romagna Emilia Romagna Emilia Romagna Piazza dei Martiri 1/2 Tel 051 244652 Fax 051 249162 [email protected] Permanent Bologna Divisione Sanità Bologna Divisione Farmaceutica Bologna Via Zago 2 Tel 051 364415 Fax 051 358520 [email protected] Via Porrettana 63/2, Casalecchio di Reno (BO) Tel 051 564401 Fax 051 0353162 [email protected] Piazza XX Settembre 1 Tel 051 6391116 Fax 051 6391155 [email protected] Permanent Faenza (RA) Piemonte Lombardia Divisione Sanità Torino Divisione Farmaceutica Milano Viale Baccarini 29/2 Tel 0546 668127 Fax 0546 22524 [email protected] São Paulo [email protected] Permanent Parma Via Ghiretti 2 Tel 0521 981749 Fax 0521 992513 [email protected] Hong Kong Hong Kong Lombardia [email protected] Permanent Milano Viale Gran Sasso 2 Tel 02 72021668 Fax 02 72095345 [email protected] Corso San Martino 4 Tel 011 5617420 Fax 011 538480 [email protected] Toscana Divisione Sanità Firenze Viale F.lli Rosselli 39/R Tel 055 332793 Fax 055 3200915 [email protected] P.zza XX Settembre 5 Tel 051 6390037 Fax 051 245062 [email protected] Permanent Torino Piazza XX Settembre 1, Bologna Tel 051 6391125 Fax 051 6391155 [email protected] 66 INFORMAPIÙ Corso San Martino 4 Tel 011 5617420 Fax 011 538480 [email protected] fashion moda Bologna Piemonte Outplacement Viale Gran Sasso 2 Tel 02 72021668 Fax 02 72095345 [email protected] Divisione Agricoltura Via Circonvallazione Liberazione 1 San Giovanni in Persiceto (BO) Tel 051 6871180 Fax 051 6871572 [email protected] continuano le nuove aperture su Noi ci siamo. Da 7 anni... Forza Bologna! Agenzia per il Lavoro pubblicità di Lavoropiù SpA su Il Corriere dello Sport Stadio - Emilia Romagna gennaio - febbraio 2015