SAR Virtual Magazine - Benvenuti in SAR Virtual
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SAR Virtual Magazine n.2 - novembre 2008 Sommario Editoriale..............................................................................3 SAR dal Mondo Reale Dalla nostra Protezione civile..........................................5 Il Nubifragio nel Cagliaritano.........................................5 Dall’Aeronautica Militare e dalla Stampa......................23 I nostri eroi volati incielo.............................................23 Il volo vissuto dal Comandante Luigi Cattadori...........36 SAR dal Mondo della Simulazione Annunci e rilasci............................................................40 Articoli e recensioni dai nostri membri MD11-PMDG per FSX.................................................43 L’angolo della tecnologia Schede madri per PC dedicati al Videogioco..............44 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 2 Editoriale Il nostro magazine è in continua evoluzione. Anche in questo numero abbiamo voluto inserire qualche novità grafica, soprattutto dando un pò più di effetti cromatici alla copertina. Probabilmente tale evoluzione rigurderà in futuro anche l’impaginazione degli articoli perchè vogliamo dare alla nostra rivista un taglio un pò più professionale. Ciò che non cambierà è il nostro impegno nei contenuti che continueranno a riguardare fatti del mondo reale e segnalazioni importanti dal mondo della simulazione. Tali notizie o articoli peraltro si integreranno con le notizie di prima pagina del nostro sito in modo da essere il più efficaci possibili nell’agevolare la ricerca e la lettura dei contenuti da parte dei nostri lettori. Nella speranza che gli apprezzamenti nei nostri riguardi continuino ad aumentare, proprio come è avvenuto sino ad ora, il Comitato di Redazione e tutti i nostri membri hanno il piacere di estendere ai nostri lettori un grande augurio per le prossime festività. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 3 SAR dal mondo reale Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 4 Dalla nostra Protezione Civile Il Nubifragio nel cagliaritano Riportiamo una selezione di documenti e immagini dal sito della Protezione Civile relativi al recente nubifragio verificatosi nel cagliaritano Premessa Nella giornata del 22 ottobre 2008 precipitazioni intense, prevalentemente a carattere temporalesco, hanno interessato parte della regione Sardegna, provocando danni alle infrastrutture, allagamenti, smottamenti, e disagi alla viabilità. Copyright 2008 by SAR Virtual Le province più colpite sono state Cagliari e più limitatamente l’ Ogliastra. Nel presente rapporto è riportata l’analisi del fenomeno meteo idrologico e degli effetti determinati sul territorio, nonché le attività condotte in fase di previsione, monitoraggio e sorveglianza dal Centro Funzionale Centrale del Dipartimento in attuazione di quanto previsto dalla direttiva del 27 febbraio 2004 e s.m.i. concernente l’organizzazione del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile. A tal riguardo si evidenzia che, in attuazione della summenzionata Direttiva, le attività di allertamento nella Regione Sardegna sono nella responsabilità del Dipartimento della Protezione Civile, fino a quando l’iter formale di attivazione del Centro funzionale regionale non sarà completato. Pag. 5 Nel seguito si riportano la descrizione degli eventi verificatesi, l’analisi effettuata dal settore meteorologico del CFC e l’analisi pluviometrica e idrologica effettuata dal settore idrogeologico ed idraulico del Centro Funzionale Centrale, nonché il resoconto delle attività di monitoraggio e sorveglianza condotte sulla base dei dati acquisiti in tempo reale dalla rete di stazioni meteo pluviometriche regionali distribuite sul territorio nazionale, oltre che dalla rete radar nazionale. L’analisi degli effetti al suolo è stata condotta sulla base di quanto comunicato alla Sala Situazione Italia del Dipartimento (SSI) dalle strutture operative e dagli enti operanti sul territorio. Tale relazione è destinata ad essere sottoposta a successivi aggiornamenti, a seguito della progressiva disponibilità di informazioni e degli approfondimenti prodotti dalle analisi e dalle valutazioni ed in particolare delle successive fasi di validazione dei dati pluviometrici della rete in telemisura di responsabilità dell’Ufficio Idrografico della Regione Sardegna. I dati pluviometrici di seguito riportati, benché non ancora ufficialmente validati, sono stati comunque confermati dagli esiti delle verifiche condotte dal suddetto Ufficio Idrografico e rese disponibili il giorno successivo al verificarsi dell’evento. Copyright 2008 by SAR Virtual Descrizione dell’evento Precipitazioni elevate e localmente molto elevate, si sono registrate sulle zone sud orientali della Sardegna nella prima metà della giornata del 22 ottobre 2008. I fenomeni hanno avuto carattere temporalesco, estremamente localizzato e hanno investito gran parte della provincia di Cagliari e parte della provincia dell’Ogliastra dalle prime ore della giornata, per meno di 12 ore. I settori settentrionali ed occidentali della Regione non sono stati interessati, se non marginalmente ed in modo debole. I massimi quantitativi di precipitazione puntuali, sono stati registrati tra l’area di allertamento Sard A (Iglesiente) e Sard B (Campidano), con epicentro nel comune di Capoterra nella Provincia di Cagliari. Quantitativi significativi si sono altresì registrati sull’ area Sard D (Bacini Flumendosa e Flumineddu), con epicentro nel comune di Lanusei. Le precipitazioni si sono distribuite temporalmente in due impulsi principali: dalle ore 5 alle 10 locali (dalle 03 alle 08 UTC) sulla provincia di Cagliari, e successivamente dalle ore 8 alle 12 locali (dalle 06 alle 10 UTC) sulla provincia dell’Ogliastra. Pag. 6 Il fenomeno è stato caratterizzato da un flusso da ovest distinguibile in due passaggi. I fenomeni hanno fatto registrare precipitazioni intense associate a temporali molto forti e localmente violenti. Alla stazione di S. Lucia di Capoterra, dalle ore 6:00 alle ore 7:00, si sono registrati 71,4 mm di pioggia, dalle 7:00 alle 8:00, 68,4 mm e dalle 8:00 alle 9:00 altri 80,6 mm, Il dato cumulato relativo all’intero evento è di 276,4 mm in circa 6 ore. L’evento appare ancora più gravoso se si considerano i dati registrati dalla stazione di Capoterra in località Poggio dei Pini che ha presentato durante l’evento delle discontinuità di registrazione e trasmissione dei dati. Tali valori, se ulteriormente confermati dalle successive verifiche e validazione ad opera della Regione, indicano dalle ore 6:00 alle ore 7:00 valori registrati di 90 mm di pioggia, dalle 7:00 alle 8:00 quasi 150 mm e dalle 8:00 alle 9:00 altri 94 mm. Il massimo sulle tre ore parrebbe essersi verificato dalle ore 6:30 alle ore 9:30 per un totale di 350 mm di pioggia. Le precipitazioni registrate sono state quindi critiche soprattutto per le durate minori tra 1 e 3 ore. I valori riportati corrispondono ad un più che deciso superamento delle soglie di criticità idrogeologia e idraulica “elevata” (definita in relazione a tempi di ritorno ventennali). Le prime valutazioni dell’Ufficio Idrografico della Regione Sardegna, rese disponibili il giorno successivo l’evento indicano che, se risultassero confermati i dati della suddetta stazione di Capoterra in località Poggio dei Pini (148,2 mm in un’ora), questi rappresenterebbero il massimo storico mai registrato per quella durata. Copyright 2008 by SAR Virtual Tali valori sono difatti di poco superiori a quelli registrati a Santa Lucia durante l’evento del 1999 mentre il successivo precedente storico è del 2004 alla stazione di Bau Mandara con 120 mm). Il dato di 350 mm, registrato per la durata di tre ore, sarebbe anch’esso paragonabile a quello osservato durante l’evento di Villagrande del 2004 e pari a 330 mm, sempre alla stazione di Bau Mandara. Valori non lontani sono stati osservati ancora a Santa Lucia nel 1999. Vale ancora la pena di sottolineare che l’evento ha colpito in modo impulsivo ed intenso un’area molto limitata. L’area interessata complessivamente dal fenomeno è stata difatti pari a circa 3000 kmq, dell’ordine cioè del 12% del territorio regionale. L’altezza di pioggia superiore a 200 mm, ha coinvolto una superficie di soli 310 km2 in un raggio, cioè, di poco meno di 10 km. Le prime indagini speditive di tipo storico e statistico confermano, senza ombra di dubbio ili carattere di eccezionalità dell’evento pluviometrico. Tali afflussi hanno determinato la crisi diffusa del reticolo idrografico e dello stesso tessuto territoriale, producendo episodi, anche significativi, di inondazione la cui estensione ed i relativi effetti sono tuttora in corso di valutazione. L’avvicinarsi di una significativa perturbazione proveniente da sudovest aveva indotto il Dipartimento della protezione civile, il giorno 21 ottobre, ad emettere un Avviso di condizioni meteo avverse e connesso Avviso di criticità idrogeologica ed idraulica sulla Regione Sardegna a partire dalla tarda serata del 21 ottobre per le 24-36 ore successive. Pag. 7 Centro funzionale centrale ha quindi attivato il continuo monitoraggio dell’evento e sorveglianza del territorio. Alle ore 6:00 del giorno 22 ottobre si è cominciata ad osservare una notevole dinamica dell’evento e alle ore 6:30 a seguito della registrazione di forti intensità pluviometriche è stata effettuata la segnalazione alla Sala Situazioni Italia che ha provveduto alle necessarie verifiche presso le Strutture operative e gli Enti territoriali. Il quadro degli effetti si è composto sostanzialmente di allagamenti, locali smottamenti, crisi di infrastrutture, reti e servizi. Allo stato delle conoscenze, non risultano inondazioni o eventi idrometrici significativi nell’area di Lanusei, mentre nel cagliaritano, ed in particolare nel comune di Capoterra, si sono manifestate interruzioni della viabilità (strade statali e comunali) dovute a forti fenomeni di erosione da parte delle acque di piena, ristagno, e danni anche significativi alla rete stradale, anche per il crollo di un ponte. L’evento è stato particolarmente critico per il Rio San Gerolamo oltreché per il delicato e complesso sistema idraulico afferente agli Stagni di Cagliari. Nella località Poggio dei Pini, in particolare, si è resa necessaria l’evacuazione complessivamente di 150 persone a scopo precauzionale per il pericolo di tracimazione dell’invaso artificiale di Capoterra. Lo sbarramento è di competenza regionale ai sensi della normativa sulle dighe di ritenuta. Durante l’evento sono state attivate azioni di intervento tecnico urgente, e sopralluoghi da parte dei tecnici regionali e VVF. Si sono verificati più episodi accidentali che hanno fatalmente determinato la perdita di tre vite. Copyright 2008 by SAR Virtual Analisi meteorologica L’evento meteorologico che ha interessato in modo particolare la Sardegna il giorno 22 Ottobre 2008 è stato caratterizzato, dal punto di vista meteo, dalla persistenza delle precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale di forte intensità dapprima sui settori meridionali dell’isola in estensione ai restanti settori dell’isola. Tali condizioni, evidenti da una analisi sinottica dei modelli di previsione meteorologica, sono state determinate dal progressivo approfondirsi sulle zone del Mediterraneo occidentale di una saccatura atlantica molto estesa, che dalla Groenlandia si sviluppava sino alla Penisola Iberica. Una zona depressionaria secondaria e legata alla struttura principale alle ore 18.00 UTC del giorno 21 Ottobre 2008 si estendeva fino all’ entroterra algerino-marocchino come rappresentato dalla seguente immagine. Pag. 8 21.10.2008 ore 18 UTC SAT+ANA500hPa Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 9 Lo scenario più probabile prospettato dai modelli di simulazione dell’atmosfera disponibili il giorno 21.10.2008 mostrava per il pomeriggio dello stesso giorno e per la giornata di mercoledì 22.10.2008 il progressivo abbassamento della saccatura principale sulla Penisola Iberica ed il contemporaneo spostamento della depressione africana verso levante. Il minimo depressionario al suolo che nella notte tra martedì 21.10 e mercoledì 22.10 andava formandosi sulle Isole Baleari avrebbe favorito precipitazioni da sparse a diffuse a prevalente carattere di rovescio o temporale anche di forte intensità dapprima sulla Sardegna e successivamente sulla Sicilia 21.10.2008 ore 00.00 UTC Analisi pressione a livello del mare e fronti Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 10 21.10.2008 ore 00.00 UTC SAT+ANA500hPa Pertanto, il Settore Idrogeologico ed Idraulico nonché il Servizio per la Vigilanza e la Previsione Meteorologica del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale sulla base dei odelli e delle informazioni disponibili, nonché delle valutazioni di criticità, alle ore 17.00 del giorno 21 Ottobre 2008 hanno emesso l’Avviso di avverse condizioni meteorologiche per le regioni Sardegna e Sicilia, di seguito riportato. La suddetta previsione era stata altresì preannunciata dal Bollettino di Vigilanza Meteorologico Nazionale del giorno 21.10.2008 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 11 Andamento delle attività di fulminazione dalle 05.30 (ora locale) del 22.10.2008 alle 08.00 delllo stesso giorno (a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica) Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 12 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 13 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 14 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 15 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 16 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 17 Valutazione di criticità idrogeologica e idraulica Sulla base delle valutazioni effettuate dal settore meteo del Centro Funzionale, delle altezze di pioggia cumulata registrate nei giorni precedenti, nonché dei sistemi di soglie vigenti per le Zone d’allerta ritenute interessate dagli eventi attesi, il settore idrogeologico ed idraulico del CFC ha predisposto le proprie valutazioni dei livelli di criticità su tutte le Zone d’allerta del territorio nazionale. In particolare, come risultato dell’attività di previsione degli scenari di rischio e dei livelli di criticità attesi, effettuata il giorno 21/10/2008, si sono rappresentati dei possibili livelli di criticità idrogeologica ed idraulica almeno moderata1 per tutte le zone di allerta della Sardegna previsti per il giorno successivo. La dichiarazione dei livelli di criticità sulle zone della regione e la conseguente necessità di attivazione dello stato di allerta sulle stesse aree è stata rappresentata nell‘ Avviso di criticità regionale emesso dal DPC e rappresentato in forma sintetica nel bollettino di criticità nazionale, come di seguito riportato. Il sistema regionale di protezione civile è stato pertanto allertato anche tramite l’Avviso di criticità, ove la possibilità dell’accadimento dei fenomeni che si sono verificati è stata dunque prevista, grazie agli strumenti, metodi e le procedure adottate nell’ambito del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale (Direttiva P.C.M. del 27 febbraio 2004). Copyright 2008 by SAR Virtual Analisi pluviometrica Fenomeni intensi, localmente molto intensi, si sono registrati sulle zone sud orientali della Regione Sardegna. Le precipitazioni osservate, tutte a carattere di rovescio e temporale, hanno iniziato ad interessare la parte meridionale della regione e si sono trasferite successivamente alla parte orientale . Sono stati registrati, dalla prima mattinata di mercoledì 22 ottobre, episodi temporaleschi violenti, ma di breve durata, infatti si sono manifestati ed esauriti sostanzialmente nell’arco di circa 6 ore consecutive. L’analisi delle distribuzioni areali delle altezze di precipitazione, come si evince anche dalla mappa delle cumulate totali dell’evento riportata di seguito, ha permesso di evidenziare come l’evento più significativo (> 40mm in 12 ore) nel complesso abbia interessato un’area di circa 3000 km2, ma le precipitazioni critiche si siano manifestate su un’area estremamente circoscritta (ordine dei 300 Km2). 22 ottobre 12:00 ora locale. Cumulate nelle 12h precedenti Pag. 18 Isoieta Area interessata (km2) >= 40mm 3000 >=100mm 650 >=200 310 > =300 85 tabella delle densità spaziali di precipitazione osservata complessivamente su tutta la durata dell’evento Il monitoraggio del fenomeno mediante i radar meteorologici facenti parte della rete nazionale operante presso il DPC, della quale fa parte anche il radar gestito dal Servizio Agrometeorologico della Sardegna (SAR) ha permesso di osservare lo sviluppo e l’evoluzione dei sistemi precipitativi. I sistemi di monitoraggio hanno permesso di valutare in tempo reale il superamento delle soglie pluviometriche di riferimento e quindi di caratterizzare la pericolosità dell’evento in corso. Dall’analisi dei superamenti dei sistemi di soglie vigenti da parte delle precipitazioni di breve durata (1,3,6,12,24h) registrate dai pluviometri risulta evidente che la zona maggiormente colpita dal fenomeno in termini di intensità di precipitazione risulta la provincia di Cagliari. Si osserva in genere il superamento delle soglie di durata minore(1-6h), a prova che la criticità del fenomeno occorso è attribuibile soprattutto al suo carattere temporalesco, quindi associato a fenomeni molto intensi ed estremamente localizzati.Il pluviometro che ha presentato il massimo valore totale e registrato,in particolare sulla durata di tre ore, è risultato Capoterra. Copyright 2008 by SAR Virtual Tale stazione in telemisura presentava durante l’evento dei problemi di trasmissione, per cui la qualità dei dati risultava non soddisfacente e quindi attendibile se non previa verifica e validazione da effettuarsi necessariamente a posteriori. L’Ufficio Idrografico di Cagliari, ad evento finito, ha provveduto ad una prima verifica dei dati registrati ritenendoli sufficientemente attendibili; il recupero manuale del modulo elettronico di registrazione della stazione consentirà una ulteriore e successiva validazione. La stazione di Capoterra ha registrato un quantitativo di precipitazione pari a 372 mm dalle ore 4:00 alle ore 10:30 locali , di cui ben 351mm in tre ore (tra le ore 6:30 e le 9:30), con caratteristiche di evento estremo. Pag. 19 Il secondo caso critico che ha caratterizzato l’evento è stato rilevato strumentalmente in un pluviometro limitrofo ( posto ad una distanza dal precedente inferiore a 4 km): Santa Lucia di Capoterra (81mm/1h, 220/3h, 273/6h, 276/12h) anch’essi ben superiori ai valori di soglia di criticità “elevata” ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.02.04) (soglie definite sulla base di tempi di ritorno ventennali). Si sono registrati analoghi superamenti delle soglie di criticità elevata nei pluviometri di Punta Tricoli (103mm/3h, 114/6h), Lanusei (66mm/h, 100/3h,121/6h), Cagliari (51/h, 90/3h, 95/6h)e Flumini Uri (53/h). Effetti e danni indotti dall’evento La zona colpita dal nubifragio è stata quella del Cagliaritano, ed in particolar modo il comune di Capoterra (CA). Centinaia gli interventi dei Vigili del Fuoco per allagamenti di scantinati, appartamenti, strade ed auto rimaste bloccate in strada. Difficoltà nella viabilità sulle strade del Cagliaritano interessate da smottamenti, tra cui la SS195, SS130 e SS554. Esondato il fiume di Capoterra Rio S.Girolamo, che ha allagato una ampia zona abitata. A causa del possibile straripamento dell’invaso di Capoterra, evacuate 150 persone. L’evento estremo ha provocato tre vittime e due dispersi. Tra le vittime un’anziana signora trovata morta nel seminterrato di casa da una squadra sub di carabinieri, un uomo di 66 anni che stava cercando di attraversare con l’auto un torrente ed una donna travolta in auto da una valanga d’acqua. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 20 Valutazioni di periciolosità e rischio Per il solo Comune di Capoterra si tratta di 270 ettari, corrispondenti a circa il 5% del territorio comunale (5600 ettari). Le mappa del rischio, che evidenzia su tali aree la presenza di beni La pianificazione di Assetto idrogeologico per esposti al danno, mostra come parte non trascula Regione Autonoma della Sardegna è svolta rabile dei fondovalle sia classificata R4 (rischio dal Bacino Regionale Unico della Sardegna, “molto elevato”). L’area prossima ai comuni di Assessorato ai Lavori pubblici. Si fa riferiUta, Capoterra e Assemini, è stata storicamente mento al Piano Assetto Idrogeologico (PAI), oggetto di eventi significativi. Il maggiore tra Sub Bacino Flumendosa Campidano Cixquesti, posto anche a riferimento nelle carte del erri così come distribuito dalla Regione sul PAI, è avvenuto tra il 12 ed il 13 novembre del proprio sito. Ad oggi, trascorso soltanto un 1999. Il nubifragio fu caratterizzato da elevagiorno dall’evento conclamato, non si dispone tissime intensità di precipitazione e causò due ancora di una rilevazione organica delle aree vittime. Anche in quel caso andiamo a risconinondate. Il Piano, per l’area generalmente trare, tra i pluviografi più prossimi al centro di interessata dalle precipitazioni più intense, scroscio, quelli di Santa Lucia e Capoterra. A riporta aree a pericolosità e rischio mappate Santa Lucia si nelle carte n. 3 e n. 22. Dal documento di registrarono, nella fase di massima intensità del Piano “Indice generale di riferimento dei siti a nubifragio, circa 500 mm di pioggia in sei ore. rischio di piena” sono rubricati quattro siti che Un dato superiore, ancorché del tutto analogo, riguardano il comune di Capoterra, un sito a quello dello scorso 22 ottobre e caratterizzato che riguarda i cumuni di Sestu, Elmas e Asanch’esso da una forte variabilità spaziale. semini e uno per i comuni di Elmas, Assemini e Cagliari. Per ognuno dei siti si riscontrano estese aree “a pericolosità H1, H2, H3 e H4,” (cioè suscettibili di inondazione con diversi livelli di probabilità). Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 21 Conclusioni Sulla base dell’analisi dei dati e delle informazioni acquisite da questo Ufficio, si ritiene che l’evento che ha colpito la Regione Sardegna sia stato caratterizzato da criticità elevata (ai sensi della direttiva PCM 27/02/2004 e s.m.i.) soprattutto in relazione agli effetti e danni occorsi, determinati dall’intensità delle precipitazioni che hanno investito con forti impulsi soprattutto la provincia di Cagliari ed in particolare il Comune di Capoterra. Lo scenario di evento, seguendo una tendenza che pare progressivamente affermarsi sul nostro territorio, è riconducibile agli effetti di precipitazioni fortemente localizzate su porzioni relativamente modeste, in questo caso, della Regione Autonoma della Sardegna. I valori registrati, soprattutto per quanto attiene ai pluviometri di Capoterra e di Santa Lucia Capoterra, mostrano quantitativi eccezionali per le durate considerate di 1, 3 e 6 ore, con frequenze verosimilmente secolari e che occorre valutare e quantificare propriamente rivendendo le statistiche disponibili alla luce dell’evento in questione e di quelli più recenti di maggiore intensità. Tali eventi risultano generalmente di difficile predicibilità nei riguardi dei valori precipitativi attesi, ma il quadro meteorologico ha comunque indotto il Dipartimento della Protezione civile ad emettere un Avviso di condizioni meteo avverse ed il relativo avviso di criticità idrogeologica ed idraulica sulla Regione Sardegna a partire dalla tarda serata del 21 ottobre per le 24-36 ore successive, ciò ha consentito alla Regione di allertare con adeguato anticipo il sistema di protezione civile regionale. Gli effetti al suolo sono purtroppo risultati coerenti con l’eccezionalità della forzante meteorologica. La perdita accertata di tre vite umane e gli ingenti danni materiali diretti e indiretti, soprattutto per quanto attiene alle infrastrutture, alle reti e ai servizi, oltreché al patrimonio edilizio, pongono l’evento tra i più gravi fra quelli occorsi negli ultimi anni. L’area interessata all’evento era stata già colpita in passato da eventi di paragonabile gravità, quale quello succitato del novembre 1999 e ciò aveva indotto tra l’altro l’Autorità di bacino regionale a delimitare l’area come soggetta a rischio idrogeologico molto elevato. L’evento pare inserirsi nell’ambito della tendenza, riscontrata nelle ultime decadi, verso precipitazioni molto concentrate nel tempo e nello spazio. Alla luce di questi fatti appare indispensabile, per il futuro, sviluppare strategie integrate di gestione del rischio, nelle quali le diverse azioni, strutturali, quali le opere pubbliche, e non strutturali, come il Sistema di allertamento, gli interventi di delocalizzazione e di governo del territorio, possano svolgere pienamente e sussidiariamente il ruolo che loro compete. Questo ancor in forza della carenza di risorse economiche che richiede una sempre più attenta valutazione e pianificazione degli interventi in termini di efficacia e sostenibilità ed una azione sinergica e coordinata delle Amministrazioni statali e regionali competenti in materia. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 22 Le attività SAR della nostra Aeronautica Militare In questo numero abbiamo voluto ospitare un servizio speciale sui reparti della nostra Aeronautica Militare preposti alle attività SAR, quale segno di omaggio e riconoscimento e quale dimostrazione di cordoglio e solidarietà per il recente tragico evento occorso nei cieli di Francia. I nostri eroi volati in cielo IL MARESCIALLO GIUSEPPE BISCOTTI DI GROTTAGLIE MARESCIALLO CARMINE BRIGANTI DI TALSANO Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 23 TENENTE PILOTA MARCO PARTPILO DI BARI MARESCIALLO DI PRIMA CLASSE TEODORO BACCARO DI SAN VITO DEI NORMANNI (BRINDISI) Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 24 CAPITANO PILOTA MICHELE CARGNONI DI BRESCIA 1° MARESCIALLO GIOVANNI SABATELLI DI FASANO (BRINDISI) Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 25 MARESCIALLO 1A CLASSE MASSIMILIANO TOMMASI DI CALIMERA (LECCE) Capitano pilota Stefano Bazzo, 32 anni di Vicenza, in servizio all’83° Centro SAR di Rimini. LO SCHIANTO E’ avvenuto intorno alle 16:30, durante un volo di trasferimento da Digione, in Francia, a Florennes, in Belgio. L’elicottero precipitato - dell’84/o Centro di soccorso aereo (Sar) di Brindisi, un reparto del 15/o Stormo dell’Aeronautica - stava volando insieme a un velivolo dello stesso tipo dell’83/o Sar di Rimini. Era partito dalla città pugliese, con sette persone a bordo, ed aveva fatto un primo scalo nella base di Rimini, per poi decollare - insieme al secondo HH-3F e ad un altro militare - alla volta di Digione. Da qui, dopo uno scalo tecnico per il rifornimento, la partenza alla volta della base militare di Florennes, dove i due velivoli avrebbero dovuto partecipare ad una esercitazione multinazionale, la Tactical Leadership Programme. Durante il volo, fra l’Isle-en-Barrois e Vaubecourt, nei pressi di Strasburgo, l’elicottero è improvvisamente precipitato su un terreno, lontano da zone abitate. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 26 LA TESTIMONIANZA: SPERO CHE TUTTI, COME ME, LI RICORDERANNO PER LE LORO MISSIONI IN FAVORE DI CHI ERA IN DIFFICOLTA’ Il Luogotenente dell’Aeronautica Giorgio Esposito conosceva i militari morti oggi uno per uno. Si occupa di Pubblica Informazione. E’ lui che ha i contatti con i media, è lui che «comunica» al mondo esterno l’attività l’84° Centro CSAR (Combat Search and Rescue) di Brindisi. A poche ore dalla tragedia, questa è la sua testimonianza. «Io con quelle persone vivevo ogni giorno. Noi che ci occupiamo di aerosoccorso conduciamo una vita differente dagli altri militari dell’Aeronautica. Qui si vive di equipaggi, si mangia insieme e si fa tutto insieme, inclusi i soccorsi». «Li conosco da sempre - continua Giorgio Esposito - perché sono qui da 18-19 anni. Sono tra i più anziani qui, ma Carmine Briganti (una delle vittime dell’incidente di oggi; ndr), è arrivato un anno prima di me. Che squadra erano? «Posso elencare per filo e per segno ogni loro missione, ogni salvataggio, tutto. Michele Cargnoni il capitano, il capo equipaggio di questa mnissione di oggi, alcuni giorni fa era capo equipaggio in un’altra missione che ha permesso di salvare una bimba cardiopatica di 4 giorni. Era nata a Taranto, l’abbiamo caricata nell’incubatrice, abbiamo messo l’incubatrice nell’elicottero e l’abbiamo portata a Napoli. Ecco, posso raccontare la storia di queste persone attraverso questi eventi, perché questi sono anche i motivi che ci hanno spinto a fare un lavoro tanto oscuro». Copyright 2008 by SAR Virtual Nel senso che operate lontano dai riflettori? «Sì - dice il luogotenente - Perché oggi tutti i giornalisti d’Italia stanno parlando di noi, ma l’equipaggio dell’elicottero rischia la vita ogni volta, in ogni missione. E il motivo è sempre è soltanto uno solo: salvare la vita umana. E’ questo il nostro ideale». Com’era composto l’equipaggio di questa missione? «C’erano due piloti, due operatori di bordo e tre aerosoccorritori. Questi ultimi sono quelli che si lanciano in mare forza 8 o 10 per salvare la gente, sono quelli che fanno il lavoro più operativo. Intevengono ovunque. Queste persone sono intervenute a salvare vite anche in Somalia e in Iraq». La vostra è una scelta di vita che immagino anche le vostre famiglie condividono con voi. «Sì. Per forza. Pensando a questo, tutti i militari morti oggi, tranne Michele Cargnoni e Marco Partipilo, erano sposati. Avevano tutti figli, famiglia. Giovanni Sabatelli ha tre figlie femmine. Vuole la verità? Io leggo i loro nomi sul comunicato stampa che sto inviando a tutti i giornalisti ma proprio e non riesco a vedere le foto. Queste foto le feci per accluderle al comunicato stampa di ogni loro missione. Tutti hanno migliaia di ore di volo. Non avrei mai pensato di doverle usare così». Pag. 27 Le probabili cause È stato «un problema di natura tecnica, che ha causato la rottura di una pala del rotore principale» la ragione dell’incidente avvenuto in Francia lo scorso 23 ottobre, quando un elicottero HH-3F dell’Aeronautica militare italiana precipitò durante un volo di trasferimento provocando la morte degli otto militari a bordo: questo il primo risultato dell’inchiesta avviata dall’Aeronautica Militare che, in base agli accertamenti tecnici eseguiti, ha stabilito che «la rottura ha comportato, successivamente, la perdita del rotore di coda e l’impatto dell’elicottero con il terreno». L’incidente, sottolinea l’A.M., «risulta essere l’unico a fattore tecnico in circa 30 anni di vita operativa dell’elicottero HH-3F». «Durante le oltre 170.000 ore di volo effettuate dal 1977 ad oggi - si legge in una nota - si sono verificati 5 incidenti gravi che hanno determinato la perdita dell’elicottero. Le inchieste hanno stabilito che quattro di questi incidenti sono stati determinati da fattore ambientale o umano. Quello occorso giovedì 23 ottobre 2008 in Francia è il primo ed unico riconducibile a un fattore tecnico». L’Aeronautica Militare precisa inoltre che «sono in corso ulteriori accertamenti in sinergia con le autorità giudiziarie, sia per il più rapido accertamento delle cause per finalità di prevenzione, sia per il ripristino della piena prontezza operativa dell’intera flotta e del servizio S.A.R.». Al momento il servizio di soccorso aereo viene parzialmente assicurato con gli elicotteri AB-212 dislocati presso i seguenti aeroporti militari: 1 AB-212 presso l’Aeroporto di Pratica di Mare 1 AB-212 presso l’Aeroporto Militare di Brindisi (proveniente da Grazzanise - CE) 1 AB-212 presso l’Aeroporto Militare di Trapani (proveniente da Decimomannu - CA) 1 AB-212 presso l’Aeroporto Militare di Decimomannu - CA 1 AB-212 presso l’Aeroporto di Istrana (proveniente da Decimomannu - CA) L’Aeronautica Militare ha acquistato 35 elicotteri HH-3F: un primo lotto di 20 unità nel 1977 ed un secondo di 15 agli inizi degli anni ‘90. Dal marzo 2006 è iniziato il programma di aggiornamento degli elicotteri HH-3F che è destinato a concludersi presumibilmente entro il 2012. Ad oggi sono in linea otto elicotteri in questa ultima versione aggiornata (“charlie”). L’elicottero caduto in Francia era già stato revisionato. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 28 La storia del SAR AM La storia del SAR della nostra Aeronautica Militare coincide sostanzialmente con la nascita e l’evoluzione del 15° Stormo, oggi appunto preposto a compiti di Ricerca e Soccorso che, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, anche attraverso gli altri Centri dislocati a Roma, Rimini e Trapani, assicura la ricerca ed il salvataggio di equipaggi di volo e di mezzi marittimi in difficoltà, nonché attività di pubblica utilità, quali la ricerca di dispersi in montagna o in mare, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita (da isole, imbarcazioni ecc.), il soccorso di traumatizzati gravi. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 29 Dal 1931 al 1966 Nel 1931 viene costituito il XV Stormo Bombardamento Diurno su velivoli BR.3 e poi S.81ed S.79 ; Combattendo in Africa, si guadagna la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Bandiera. Il XV Stormo viene trasformato in Stormo da combattimento su velivoli CR.42 e quindi Stormo d’Assalto e inviato in Africa dal settembre ‘42 al maggio ‘43. Di li, stremati dalle operazioni di guerra, viene trasferito in Sicilia e Sardegna a difesa del suolo patrio. Dalle Isole viene ritrasferito a Firenze dove é colto dall’armistizio. Ancor prima della nascita del 15° Stormo agli albori della Regia Aeronautica sorgeva l’altro ceppo di questo Reparto. Nel ‘24 nascono infatti i Gruppi 82° 83° 84° e 85° R.M.L. su idrovolanti e le 15 squadriglie e 5 sezioni autonome costiere sparse per tutto il mediterraneo con velivoli CZ.501, CZ.506 , S.24 e RS.14. Dal ‘40 al ‘43 il 15° opera come “Soccorso Aereo” con i vecchi S.66e CZ.506 e CZ.506/S. Dopo l’armistizio il XV ripara a sud fino alla fine della Guerra. Un po sparso in Italia, con un bel po di idrovolanti nel ‘46 il Reparto viene denominato “Centrale Soccorso” e nel ‘47 viene trasformato in “Servizio Ricerca e Soccorso” dell’Aeronautica Militare. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 30 Il Servizio Ricerca e Soccorso é strutturato su 6 centri di coordinamento, 7 Sezioni idrovolanti, 3 Sezioni Aeree e 7 Sezioni motoscafi. Inizia la riduzione del Reparto e la consegna nel ‘51 del primo anfibio P.136, nel ‘52 il primo G.212, nel ‘53 i primi 2 elicotteri H.19, nel ‘58 il primo HU.16 e nel ‘59 i primi AB.47J. Dopo varie ristrutturazioni nel settembre del ‘65 il Servizio Ricerca e Soccorso viene ridenominato 15° Stormo S.A.R armato su velivoli HU.16A,elicotteri AB.204B , AB.47J e J3 con il Comando a Ciampino e i Gruppi 84° e 85° e i distaccamenti 1° e 3° a Linate e Grottaglie. Nel 1973 viene concessa la Medaglia d’Argento al V.C. alla Bandiera per gli interventi a favore degli alluvionati della Toscana e Veneto del ‘66 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 31 Dal 1967 al 2006 A Gennaio del ‘73 il Reparto perde la sigla S.A.R. ma non cambia nulla e inizia la radiazione degli HU.16 e AB204 e AB47J e in previsione della consegna del moderno HH3F nel ‘77. Viene inoltre ricostituito a Brindisi l’84° Centro SAR, a Rimini l’83° Centro SAR e a Trapani ‘82° Centro SAR mentre l’85° rimane a Ciampino. Nel 1981 viene concessa la Medaglia d’Argento al V.A. alla Bandiera. Nel 1984 viene ricostituito il 46° Centro Protezione Civile su idrovolanti CL215 “Water Bomber” e G222 A/I e subito dopo la 615^ Squadriglia Collegamenti su AB.212, A.109, P.166M e S.208 . Nel 1987 il 46° Centro cede i suoi CL215 alla Protezione Civile e i G222 alla 46^ B.A. mentre la 615^ cede parte dei suoi AB212, gli A.109 e radia i P.166 e a breve i S.208. Il 15° Stormo assume la sua configurazione attuale. Un Gruppo, 4 Centri e una squadriglia collegamenti e soccorso. Nel 1993 il 15° Stormo ritorna in Africa, ma stavolta in missione di supporto e di Pace, partecipando con una cellula distaccata alla missione “Restore hope” in Somalia. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 32 E’ l’inizio della nuova specialitá di questo Reparto: Il Combat SAR. Nel 1997 il Comando del 15° Stormo e i Gruppi 85° e 81° vengono trasferiti a Pratica di Mare dove nel 1998 é stato posto alle dipendenze della 9^ Brigata Aerea. Il 15 giugno 2006 acquisisce nuovamente la 615^ Squadriglia dalla disciolta 9^ Brigata Aerea, e contestualmente il 15° Stormo transita alle dipendenze del Comando delle Forze per la Mobilità ed il Supporto, ubicato nel sedime aeroportuale di Centocelle a Roma. Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 33 L’organigramma Per ampliare notizie e visionare foto e filmati si consiglia la visita delle seguenti pagine http://www.aeronautica.difesa.it/SitoAM/Default.asp?idsez=2740&idente=446 http://www.84centrosar.it/ Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 34 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 35 IIl volo vissuto dal comandante Luigi Cattadori “CASINISTI” SULLE MACCHINE VOLANTI Ogni anno, nel periodo delle ferie estive, si organizzavano con vari piloti che erano interessati, al fine di aumentare la loro esperienza di volo, dei tours all’estero, quasi sempre verso Sud, nell’ambito del Bacino del Mediterraneo. Normalmente la durata di questi itinerari era tra gli otto/dieci giorni. Io stavo sempre seduto a destra, controllavo la correttezza della navigazione e le comunicazioni radio; ciascun pilota a rotazione sedeva a sinistra per pilotare la tratta successiva. A causa dell’obbligo tassativo di effettuare i controlli periodici di officina delle 25 ore, in mancanza dei quali il Certificato di Navigabilità scade, si cercava di non superare mai le 25 ore di durata totale (massimo 5000 Km.). Volando con un 172, le cose che regolarmente succedono sono tante, per cui anche questi voli hanno la loro storia, ma uno dei voli in cui ne sono capitate di tutti i colori, è stato quando tre amici, non piloti e nemmeno soci dell’AeroClub, hanno espresso il desiderio di fare tutto il giro del Mediterraneo Occidentale (Francia, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Italia). Questo comportava dover fare il controllo delle 25 ore sull’Aeroporto di Tunisi, per cui per prima cosa si doveva sapere se era possibile e dopo una giornata di telefonate ho ottenuto la risposta affermativa. Avendo trascorso tanti anni a far volare gli altri, mi piaceva moltissimo volare da solo, ma portare tre non piloti in un viaggio così lungo, Copyright 2008 by SAR Virtual qualche dubbio c’era. Dovevo provare. Ho condizionato la mia risposta, se accettavano di fare un volo Cremona, Bolzano (per benzina sdoganata), Innsbruck, Tessera, Cremona. Durante questo volo a turno si sono seduti a destra e a turno hanno imparato a tenere il volantino. Quello dei tre che mi è sembrato meno imbranato, è stato destinato a sedersi a destra durante tutto il viaggio e così siamo partiti: durata undici giorni, ma le cose da raccontare sono talmente tante, che le racconterò in almeno tre puntate a partire dal numero di gennaio. Ora racconterò un fatto che merita pienamente il titolo di questo racconto. Eravamo verso la fine degli anni sessanta, quindi ancora abbastanza inesperti, pieni di entusiasmo e ricchi di quella incoscienza ma anche fortuna che fa sì che alla fine tutto finisce bene. Un caro amico, che ha conseguito il brevetto nel mio stesso periodo (1964) decise (beato lui) di comprarsi l’aereo, ma il Comandante Silvano Galli, Collaudatore e Capo Vendite della SIAI, sapendo di trattare con un pilota alle prime armi, lo consigliò di acquistare un S205/18/F, vale adire 180 HP, carrello fisso, aereo comodo, spaziosissimo, ma scarsamente potente e con autonomia limitata, una specie di berlina di lusso con il motore di una utilitaria. per completare l’opera l’avionica era costituita da una Narco Com/Nav a 95 canali, che però se funzionava in Com non andava in Nav e viceversa. Pag. 36 Per me, con una esperienza di volo sul Piper Cub 65 HP e su un Auster triposto, ricognitore inglese che si avviava lanciando l’elica a mano, salire su quel SIAI, mi sembrava un’astronave. Su richiesta del mio amico, che voleva sentirsi sicuro, Galli mi fece un “mazzo” come pochi per l’abilitazione, ma tutto sommato è stato divertente avere per Istruttore uno di quelli che hanno collaudato l’SF260; dopodichè abbiamo iniziato a fare dei voli sempre più lunghi, ma il suo desiderio era di arrivare a Marrakesh. Sinceramente la cosa piaceva anche a me, ma la perplessità era tanta e ciascuno a modo suo cercava di convincere l’altro che sarebbe andato tutto bene. Era il mio primo volo così lontano, ma l’esperienza si fa con la pratica e…un po’ timorosi siamo partiti. Tranne l’inconveniente della radio che non andava in Nav quando era in Com., il volo si è svolto senza particolari problemi per tutto il viaggio di andata, con frequenti scali a causa dell’autonomia. Nel ritorno il meteo è peggiorato, ma sempre nei limiti della sicurezza. Arrivati a Perpignan, diretti a Montpellier, dove avremmo fatto rifornimento e trascorso la notte, abbiamo chiesto l’autorizzazione all’attraversamento e poiché tutto sembrava normale, come al solito abbiamo inserito la frequenza VOR, per dirigere su Montpellier, frequenza che avremmo cambiato per chiedere l’avvicinamento. Quando eravamo a circa 10/12 nm. a Sud dell’aeroporto si è scatenato il finimondo: tutto intorno a noi era un brulicare di decine di aerei da caccia, ma il colmo dello stupore era che erano Messerschmitt con le svastiche e gli altri erano Spitfire con le coccarde della RAF e volteggiavano e si sparavano in una battaglia molto realistica. Noi eravamo in mezzo, molto spaventati, perché vedevamo le fiammelle delle mitragliatrici e solo dopo una ventina di secondi di perplessità, abbiamo contattato la TWR di Montpellier. Copyright 2008 by SAR Virtual Di tutte le brutte parole un po’ in francese e un po’ in inglese che l’operatore profferiva a raffica, tanto che superavano il suono ovattato delle mitragliatrici, non ho capito niente: ho capito solo che era molto “incazzato”. Una volta un po’ più calmo, ci ordinò di presentarci immediatamente all’atterraggio, liberando la zona perché stavano girando un film di guerra. Un po’ più tranquillo, perché le fiammelle erano a salve, ma non più di tanto, pensando alle implicazioni burocratiche che ci aspettavano una volta a terra, abbiamo cercato di toglierci rapidamente dalla zona e solo allora ho notato, passando molto vicino ad un Lancaster (bombardiere pesante inglese) nelle varie torrette adibite originariamente al fuoco anticaccia erano piazzate alcune macchine da presa. Una volta a terra l’operatore ci ordinò di presentarci subito al CDA per giustificare il nostro comportamento: noi pertanto ad ogni FL PL specificavamo le condizioni della nostra radio e ci siamo salvati perché il funzionario del CDA di Perpignan ha dichiarato di essersi dimenticato di farci avvertire via radio durante l’attraversamento in zona, che su Montpellier c’era il NOTAM: nel frattempo il tempo era peggiorato, con un forte vento e tutti gli aerei stavano atterrando. Parlando con alcuni piloti, ci dissero che stavano girando le scene del film “La Battaglia d’Inghilterra”, una coproduzione Italo-Franco-Spagnola e, indicando con disprezzo il nostro aereo, che parcheggiato di fianco a fratelli ben più agguerriti e blasonati, aveva un’aria molto spaurita, dissero che per colpa di quell’aereo e dei suoi disgraziati piloti, la scena andava rifatta e a causa del vento si doveva rimandare al giorno dopo. Per quel giorno invece si sarebbero alzati volentieri in volo per sparare con pallottole vere traccianti, ma solo per spaventare quegli incoscienti di quei piloti: per loro era semplice: la Battaglia d’Inghilterra l’avevano vissuta dal vero. Pag. 37 Poiché anche a terra la confusione era notevole, visto che non tirava un’aria da baci e abbracci, abbiamo addirittura evitato di ritirare dall’aereo i nostri effetti personali, per non essere riconosciuti, e con un taxi siamo andati in un albergo la cui reception ci ha assicurato di non avere per ospite alcun componente della troupe cinematografica. L’indomani mattina di buonora, dopo aver steso il FL PL per Albenga, ed averlo abbondantemente rifocillato di buon carburante, il nostro I-ELPO, rassicurato anche dalla nostra presenza, ha riacquistato la sua abituale baldanza e ci ha riportati tranquillamente a casa. Oggi sarebbe impensabile volare in quelle condizioni, però se le cose non fossero successe, come si farebbe a raccontarle!!! ALLA PROSSIMA Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 38 SAR dal mondo della simulazione Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 39 Annunci e Rilasci Avvicinandosi le feste è periodo di regali !!!! La nostra selezione si è pertanto rivolta a oggetti del desiderio che richiedonobudget un pò significativi Per coloro che non vogliono limitarsi nelle possibilita di viste, annunciata la nuova versione wideview 2.2 per FSX Ogni dettaglio alla pagina http://www.wideview.it/ Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 40 Copyright 2008 by SAR Virtual Pag. 41 Per chi non ama i compromessi e non ha limiti di budget !!!! 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