Salviamo Porto Marghera

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Salviamo Porto Marghera
27/06/2008
PRESS SERVICE S.a.s. - via delle Industrie, 19/B - 30175 Venezia Marghera - Tel. 041.926707 - Fax 041.2527224 - [email protected] - www.press-service.it
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VENEZIA E MESTRE
VENERDÌ 27
GIUGNO
2008
ANNO VII - N. 152
REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Via Mameli, 12 - 35131 Padova - Tel 049 8238811 - Fax 049 8238831 E-mail: [email protected]
Distribuito con il Corriere della Sera - Non vendibile separatamente
QUANDO LA SERENISSIMA RISOLVEVA I PROBLEMI
Il ministro all’assemblea di Confindustria a Venezia. Il sindacato: «Servono fatti»
RIFIUTI TOSSICI
NEI SECOLI
«Salviamo Porto Marghera»
di IVONE CACCIAVILLANI
Brunetta: ma andrà riconvertita. Marcegaglia: no, la chimica serve
È
ancora bruciante
l'ipotesi formulata dal presidente
Napolitano che le
fonti di produzione della
marea di rifiuti tossici industriali che si sta scoprendo in vaste aree del
Sud, specie in Campania
e in Puglia, provengano
dal Nord, Veneto in testa,
in un giro di camorra che
sta faticosamente emergendo in dimensioni insospettate ed isospettabili:
possibile? Basta scorrere
il volume pubblicato lo
scorso anno dall'Arpav,
La tutela dell'ambiente
nell'ordinamento della Serenissima, che riporta 65
leggi della Repubblica in
tema di tutela ambientale
— ovviamente limitate alla Laguna, spettando a ciascuna città far le sue leggi
— per provare un misto
di ammirazione (la legge
di allontanamento delle
vetrerie dal centro storico
per scongiurare il pericolo d'incendi è del novembre 1291 e Murano è la prima «zona industriale»
della storia) e di rabbia, al
vedere risolti gli stessi
problemi di oggi, quelli
di sempre, con soluzioni
incomparabilmente più
razionali ed efficaci delle
attuali e proprio in tema
di smaltimento di rifiuti
tossici e nocivi. Erano come oggi i fanghi dei rii, le
scorie industriali, come
le fonderie, i rovinazi delle ristrutturazioni edilizie, la zavorra delle navi
da carico. Principio base
era che chi intendeva
esercitare un'attività suscettibile di creare rifiuti
doveva, prima d'iniziarla,
dimostrare dove li avrebbe smaltiti. Chi otteneva
una licenza edilizia (e le
procedure non erano meno complicate di oggi),
prima di dar corso ai lavori doveva — la legge del
Magistrato alle Acque è
dell'ottobre 1566 — depositare in Comune la copia
del contratto di trasporto
dei rovinazi col burchio e
l'indicazione della discarica autorizzata dove sarebbero stati reposti; e non
c'erano le fotocopiatrici
ad agevolare gl'incombenti. Le sanzioni erano semplici ma efficaci: i lavori
venivano sospesi e se l'irregolarità era nel trasporto, il burchiere veniva
mandato per due anni al
remo nelle galere da guerra e la barca abbruciata in
bacino San Marco. L'esatto contrario di quanto
prevede la sciagurata legislazione attuale, in cui
ognuno è libero di produrli, i rifiuti anche tossici, col solo obbligo di
smaltirli secondo legge.
Dove la vigilanza rincorre
il camion che parte furtivamente carico di bidoni
di veleni, anziché concentrarsi sulle fonti della loro produzione, come le industrie chimiche. Con un
piccolo dubbio maliziosetto: non è che a suggerire di limitare la vigilanza
sulle modalità di smaltimento anziché su quelle
di produzione sia l'interesse dei fortunati gestori
delle discariche? Né c'è
da meravigliarsi se poi camorra e mafia fiutano l'affare e gestiscono il «servizio» nelle incredibili modalità che si sta scoprendo.
All’interno
IL CONSIGLIO REGIONALE
«Prodotti locali
nei negozi veneti»
di MARCO BONET
A PAGINA 2
LO SCONTRO CON GALAN
La Lega indaga
sulle partecipate
di MICHELA NICOLUSSI MORO
A PAGINA 2
VENEZIA — «C’è l’interesse e
la volontà del governo di salvaguardare l’occupazione e l’industria chimica a Porto Marghera». Renato Brunetta, ministro
per l’Innovazione, apre uno spiraglio per la risoluzione della crisi del Petrolchimico. E anche la
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia conferma che
«perdere la chimica di base sarebbe un fatto gravissimo per
l’industria italiana». La locandina del teatro La Fenice non è delle più beneauguranti: in cartellone c’è «Morte a Venezia», e per
la cinquantina di lavoratori che
compongono la delegazione del
Petrolchimico non è un bel segnale. Sotto il sole cocente, attraversano Venezia per raggiungere l’assemblea generale di Confindustria.
Gli industriali
Non piace l’accordo sui Tir
«Così si torna indietro»
L’ultimo scritto
MONTAGNA E AMBIENTE
PIÙ ATTENTI
ALLE PROSSIME
GENERAZIONI
Ecco l’ultimo scritto
di Mario Rigoni Stern,
pubblicato da «Veneti.
Territorio e ambiente»
di MASSIMO FAVARO
VENEZIA — Agli industriali non
piace neanche un po’ l’intesa sui Tir.
Lo si è potuto constatare a
un’assemblea generale di
Unindustria Venezia segnata ieri
dalla questione della chimica a
Marghera. «Si è accettato di
indicizzare il prezzo delle prestazioni
del trasporto all’aumento del prezzo
del petrolio: così si torna indietro»,
aveva detto in mattinata il
presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia.
di MARIO RIGONI STERN
Q
uando sentivo dire che il
tempo per redigere un
progetto territoriale si
aggirava intorno ai due o tre
anni di lavoro, ne rimanevo
stupito e mi chiedevo:
possibile che oggi non si
riesca ad accorciare i tempi?
A PAGINA 3
A PAGINA 3 Gargano
A PAGINA 18
La denuncia
Mestre Muore un anziano manifestante
«E’ in coma
dopo aver
girato quattro
ospedali»
Campo sinti, lavori
al via tra le proteste
VICENZA — Una
donna è in coma a
Vicenza dopo aver
vagato per sedici ore
tra quattro ospedali
del Veneto in cerca di
una sala operatoria.
A denunciare
l’episodio è il
consigliere regionale
del Pd Claudio
Rizzato, che ha
presentato
un’interrogazione.
MESTRE — Accolti da «vergogna», ieri gli operai della
ditta Semenzato hanno avviato i lavori al villaggio sinti di
via Vallenari. La mattina è iniziata presto per forze dell'ordine, Comitato no campo nomadi e politici di centrodestra: alle 7 erano già tutti tra
via Vallenari e via Martiri della Libertà, di lì a poco chiusa
al traffico in direzione Trieste
per motivi di ordine pubblico
con conseguenti disagi al traffico urbano.
A PAGINA 5 Priante
A PAGINA 9 Bertasi
La proposta
SCUOLA
Come migliorare
l’esame di maturità
di ANTONIO MANNO
Da decenni, in giugno,
assistiamo al rituale
nazionale dell'esame di
stato.
A PAGINA 21
L’inchiesta È accusato di aver manomesso il lamierino del caso Unabomber I redditi Il rodigino Melloni ha dichiarato poco meno di 5.000 euro
La sfida di Zernar: «Subito a processo» Manager pubblici, il «Paperino» è veneto
VENEZIA — «Voglio essere processato in fretta e
a porte aperte, in modo
che tutti possano vedere e
sentire la verità». Con una
mossa a sorpresa Ezio Zernar, il poliziotto accusato
di aver manomesso la prova contro l’indagato Elvo
Zornitta, rinuncia all’udienza preliminare,
cioè alla possibilità di essere prosciolto dal giudice, per finire alla sbarra di
sua spontanea volontà.
«Perché lo faccio? Perché
sono innocente, perché
non ho alcuna intenzione
di scendere a patti con la
giustizia né cerco sconti
con il giudizio abbreviato.
Non è giusto che ci sia
una pena, tutto qui».
A PAGINA 7 Pasqualetto
L’allarme
GLI ALBERGATORI
«Hotel,
la minaccia
spagnola»
di DAVIDE PYRIOCHOS
A PAGINA 16
ROVIGO – Il manager
pubblico più ricco nel
2006 è stato Luca Cordero
di Montezemolo, ex presidente nazionale di Confindustria, che stando ai dati
diffusi da Palazzo Chigi ha
beneficiato di un reddito
di 7,3 milioni di euro. Se
in cima a questa classifica
svetta un bolognese, in ultima posizione si trova invece un veneto. Nelle vesti di «Paperino» c’è AgoANDY E I BLUVERTIGO stino Melloni, rodigino,
agente Eni, che due anni
fa ha dichiarato poco meno di 4.976 euro. I soldi in
questione gli sono arrivati
dal suo incarico di vicepresidente all’Interporto di
Rovigo Spa che è a larga
di FEDERICA BARETTI
maggioranza pubblica.
Il concerto
«Vi portiamo
la nostra
goliardia»
A PAGINA 19
A PAGINA 6 Andreotti
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
27/06/2008
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Chi ha fatto fuoco voleva uccidere. La moglie di Zennaro, uno dei feriti: «Gli hanno scaricato addosso un caricatore»
Assemblea Unindustria
Il lidense Alessandro Rizzi ò sparito dopo l’agguato al gommone
Marcegaglia
«Sì alla chimica»
Ma per Brunetta
«è il passato»
Sparatoria, caccia al sospetto
DECRETI E RIFORME
VENEZIA. A una svolta le indagini sull’agguato al gommone in laguna nel quale sono rimasti feriti il pregiudicato mestrino Maurizio Zennaro e Massimo Zanon, fratello dell’operaio morto lo scorso gennaio
nella stiva di una nave a Porto
Marghera. L’attenzione degli inquirenti ù appuntata su Alessandro Rizzi, detto «Doic»: tra
lui e Zennaro i motivi di rancore abbondano da anni. Tra l’altro Rizzi risulta essere sparito
dalla circolazione proprio dal
giorno della sparatoria. Lucida
la ricostruzione dell’accaduto
da parte della moglie di Zennaro: «E’ arrivato un Drifting blu
con un uomo a bordo che ha
scaricato addosso a mio marito
l’intero caricatore».
CECCHETTI, PIVATO E TOSO
A PAGINA 3
LA GIUSTIZIA
ACCANTONATA
di Giovanni Palombarini
l Senato ha approvato il decreto sicurezza nella sua interezza, compresa la norma
sospendi-processi; ed ò
prevedibile che anche la
Camera faré altrettanto.
Lasciamo agli organi
competenti il compito di
stabilire se le norme proposte siano o meno corrispondenti alla legge fondamentale della Repubblica. E perù, a prescindere dai problemi di costituzionalité, di cui molto si discute, alcuni rilievi si possono ugualmente fare sull’emendamento fortemente voluto dal
partito del premier.
Il primo. E’ stato presentato un decreto legge
in materia di sicurezza
il cui oggetto ò appunto,
il contrasto a «fenomeni
di illegalité diffusa collegati all’immigrazione illegale e alla criminalité
organizzata» e la tutela
della «sicurezza della
circolazione stradale».
Ebbene, ò corretto inserire nel testo un emendamento che con queste tematiche non ha nulla a
che fare? Qui non c’ò solo il problema, peraltro
non trascurabile nel
quadro dei rapporti fra
le istituzioni, che il presidente della Repubblica della nuova previsione non poteva sapere
nulla quando ha letto il
decreto.
SEGUE A PAGINA 10
I SERVIZI
ALLE PAGINE 4 E 5
La Lega Nord
«Inchiesta
sulle partecipate
della Regione»
Ancora un siluro padano
contro il presidente Galan.
A PAGINA 11
INTERPRESS
I
Cappa d’afa, malori mortali a Mestre e San Donà
ALLE PAGINE 17, 19, 27 E 28 Nella foto, un turista si rinfresca davanti a Palazzo Ducale
VEENZIA. E’ soprattutto la
chimica a tenere banco all’assemblea annuale di Unindustria Venezia. Il presidente Emma Marcegaglia (nella foto) incontra il sindaco Cacciari e i
sindacati di Marghera e promette una strenua difesa degli impianti e dei livelli produttivi; il
ministro Renato Brunetta prima abbozza, poi dal palco sferra l’affondo: «La chimica? Una
gloriosa storia ormai finita».
CARINI E FAVARATO
ALLE PAGINE 13 E 21
Svolta in via Vallenari. Un deputato del Carroccio: «Ho chiesto a Maroni la testa del prefetto»
Iniziati i lavori al villaggio sinti
Leghisti e residenti fanno passare gli operai. «Non ò la resa»
MESTRE. Alla fine la fermezza del Comune ha avuto
ragione: ieri mattina sono iniziati i lavori al villaggio sinti
di via Vallenari. Un mezzo
con alcuni operai ù entrato
senza colpo ferire nell’area
dove sorgerà il nuovo insediamento nomadi: tutto intorno
le forze dell’ordine schierate
e i protagonisti della protesta. Residenti e leghisti hanno applaudito ironicamente
al passaggio degli addetti, evitando comunque qualsiasi
forma di opposizione fisica.
Ma i leghisti non si arrendono: «E’ una vergogna, la protesta continuerà. Abbiamo
già inoltrato al Tar la richiesta di sospensione del cantiere». Il deputato Callegari:
«Ho chiesto a Maroni la testa
del prefetto Nardone».
ARTICO E CHIARIN
A PAGINA 19
EUROPEI
Grande Spagna:
va in finale
con la Germania
VIENNA. La Spagna travolge
la Russia (3-0) e raggiunge in
finale la Germania (nella foto,
lo spagnolo Fernando Torres).
Si gioca domenica sera.
Intanto si à conclusa la
parabola azzurra di Roberto
Donadoni: non rinnovato il
contratto al ct, da ieri à di
nuovo Marcello Lippi a
guidare la Nazionale.
NELLO SPORT
C’è la partita, salta il Consiglio comunale
Figuraccia a Venezia. Il Pd si scusa, Cacciari convoca i capigruppo
L’ANNIVERSARIO
USTICA, AVANTI
CON LA VERITÀ
di Daria Bonfietti
S
ono ufficialmente riaperte le indagini sulla
Strage di Ustica: è una
notizia che in questo XXVIII
anniversario accogliamo con
soddisfazione. Credo che l’iniziativa presa dalla Procura della Repubblica debba essere condivisa da tutti, al di
là delle convinzioni personali sulle cause dell’accaduto.
SEGUE A PAGINA 10
VENEZIA. I lavori a Punta
della Dogana? La cittadinanza al Dalai Lama? Altre votazioni importanti? Che fretta
c’ù, la partita di calcio non si
puè proprio perdere. Pazienza se in campo ci sono Germania e Turchia e non gli azzurri: l’altra sera alle 20.30 l’aula
del Consiglio comunale di Venezia si ù improvvisamente
svuotata e il numero legale ù
venuto a mancare. Tutto rinviato, con grande scorno del
sindaco Cacciari. Che ieri
non ha esitato a convocare i
capigruppo per una strigliata, mentre i vertici del Pd
(che dovrebbe assicurare il
supporto alla maggioranza) si
sono ufficialmente scusati
per l’infortunio.
A PAGINA 15
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PETROLIO
Il barile tocca
i 140 dollari
A PAGINA 6
DERIVATI
Banche, indagini
per truffa
A PAGINA 7
BONDI
«La cultura sarù
federalista»
A PAGINA 9
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«Venezia e l’Italia - aggiunge - hanno la forza e la capacitù e il Nordest la posizione
internazionale e l’occasione
per potere scrivere un’altra
storia gloriosa». E’ l’unico
giudizio, quello della fine della chimica, che gli provoca
una qualche tirata d’orecchi
da parte del presidente di
Confindustria, Emma Marcegallia, figlia di una famiglia
di imprenditori che con le
materie di base hanno fatto
fortuna: «Mi spiace, ma non
sono d’accordo. La chimica e
in generale l’industria di base sono indispensabili al Paese e all’industria manifatturiera».
Ma per il resto à un accordo totale, anche perchà Brunetta sembra avere conquistato, con la sua chiarezza e
il suo decisionismo, la palma
del politico piè popolare fra
gli imprenditori e non solo.
All’ambasciatore
russo,
Alexey Meshkov, che nella tavola rotonda di poco prima
dice spiritoso che «quanto alla burocrazia posso dire solo
che Italia e Russia sono Paesi
simili», risponde indiretta-
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mente promettendo fuoco e
fiamme e strappando l’applauso.
Una class action nel settore pubblico che tolga l’impunitù e l’immunitù sulle conseguenze delle azioni della pubblica amministrazione. Una
riforma entro l’estate della
contrattatazione e delle regole nel pubbligo impiego.
«Se tra un anno non vedo
risultati concreti, me ne vado», dice e ripete con convinzione quando la platea si mostra scettica alle sue parole.
E poi via con le proposte, anche fuori dal suo giardino di
ministro del pubblico impiego. Come ad esempio sull’allargamento dell’ Europa e occasione costituita per la nostra economia dai nuovi Paesi, tema che Favrin ha posta
al centro della riunione.
«L’Europa allargata à un’occasione e il segno che la
storia la sta rimettendo al
centro del mondo e, anzi, sono d’accordo con l’ingresso
della Turchia», dice. Chissù
che cosa diranno i suoi colleghi della Lega. Ma non importa. E’ la rivincita del ministro veneziano nella sua terra, «la prima uscita da ministro nella mia cittù», dice
emozionato Brunetta appena
prende il microfono per abbassarlo e con ironia dice: «I
palchi li fanno sempre troppo alti». Per il resto la chimica, l’origine di tanta industria veneziana e anche oggi
il grande interrogativo, sembra rimaner fuori dall’assemblea. Ma Andrea Riello, presidente degli industriali veneti
sostiene che «à un’urgenza
pari a quella della spazzatura a Napoli e che deve essere
affrontata con altrettanta de-
striali veneziani, tenutasi ieri nell’insolita cornice della Fenice, é lui, il ministro
della antiburocrazia, a fare un po’ da mattatore. Ai silenzi di Antonio Favrin, presidente di Unindustria Venezia, sul futuro
della chimica, oppone prima un elogio senza remore sulla grandezza della storia di
Porto Marghera, dei suoi operai, dei suoi
imprenditori e poi un secco giudizio:
«Quella della chimica qui é una gloriosa
storia ormai finita»
La promessa: «Tra un anno
se non vedo risultati
concreti, me ne vado»
Marcegaglia: «Eliminare
burocrazia e inefficienze
può valere
mezzo punto del Pil»
VENEZIA. Nel «suo» Veneto d’origine,
che ormai si sgola ad ogni occasione a chiedere il federalismo e a protestare contro i
privilegi delle Regioni a statuto speciale il
ministro della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta, promette che non ci saranno piò
trattamenti di favore perché ci saranno
«tante regioni speciali» con il nuovo federalismo che il governo varerù e «che vuole
dare pesanti responsabilitù nella gestione
delle risorse». All’assemblea degli indu-
di Alessandra Carini
Il ministro a tutto campo: «Venezia e il Nordest
dopo Marghera possono scrivere altra storia gloriosa»
tre, la loro discesa prevista
troppo lontana nel tempo, l’odiata Irap che non si sa quando verrù cancellata: «Una tassa odiosa che colpisce le
aziende in difficoltù e che va
rivista in una logica di federalismo fiscale».
Ma nel giorno delle previsioni nere della Confindustria su crescita e inflazione,
la Marcegaglia torna ad insistere sulla necessitù delle riforme, sull’eliminazione della burocrazia, che potrebbe
ridarci un mezzo punto di tasso di sviluppo del Pil, sull’inefficienza delle nostre strut-
Il presidente di Assindustria Venezia, Favrin. Sopra, il ministro Brunetta
cisione: la burocrazia e la politica locale la hanno causata, loro la risolvano».
Favrin preferisce non dar
corpo a polemiche e battere
la strada della richiesta di infrastrutture ammonendo il
governo «che tra Corridoio 5
e Ponte sullo Stretto non c’à
dubbio quale sia la prioritù
visto che il primo collega un’isola e l’altro à destinato a
collegarci al Nuovo Mondo».
Torna su un tema che ricomincia a coagulare il malumore degli imprenditori dopo avere visto la manovra di
Tremonti: le tasse troppo al-
INTERPRESS
ture di sostegno all’esportazione, come l’Ice. E anche lei
promette federalismo.
Dice infatti che anche la
Confindustria assumerù una
struttura piè federale, che
terrù conto delle territoriali
nell’esaminare e promuovere i processi di internazionalizzazione. «La nostra prima
missione - dice - sarù in Russia». In quella terra ormai diventata, come dice il titolo
dell’assemblea e come piè
volte ribadisce Favrin «Il
Nuovo Mondo» che à diventato, per l’Italia, il nostro secondo partner commerciale.
VENEZIA. L’80% degli
imprenditori di Veneto e
Friuli Venezia Giulia guardano favorevolemente all’Euroregione. Lo ha reso
noto Antonio Favrin, presidente degli industriali veneziani. Favrin afferma che
«da una recente indagine
su un campione di imprenditori di Veneto e Friuli, à
emerso che l’80% degli interpellati appoggia l’iniziativa convinto che l’Euroregione rappresenti una prioritù».
«Niente sovrastrutture
burocratiche - ha aggiunto
Favrin - ma forme di coordinamento snello e soprattutto mirato alla soluzione di
problemi concreti». «Penso
- ha sottolineato - a progetti
coerenti con le necessitù
delle imprese e di un territorio, il Nordest, proiettato
verso nuovi mercati».
Favorevoli l’80%
degli imprenditori
EUROREGIONE
Brunetta: «Avremo tante regioni speciali»
27/06/2008
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Governo e
Confindustria
Oltre ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori, al tavolo
ci sono la Provincia, il Comune, il Prefetto e Unindustria.
«Sono qui per dare un mano
L’assemblea
La locandina del teatro La
Fenice non è delle più beneauguranti: in cartellone c’è «Morte a Venezia», e per la cinquantina di lavoratori che compongono la delegazione del Petrolchimico non è un bel segnale.
Sotto il sole cocente, attraversano Venezia per raggiungere
l’assemblea generale di Confindustria. Grazie ad un sotterraneo lavoro di mediazione, hanno ottenuto un incontro con
Marcegaglia e Brunetta, ai quali vogliono esporre i contenuti
della nuova crisi che attanaglia
il Petrolchimico. Una delle
aziende presenti, Ineos, sarebbe intenzionata ad abbandonare il polo industriale, mettendo a rischio il ciclo del cloro,
sul quale si basa la maggior
parte dell'attività di Porto Marghera. Una uscita che vanificherebbe tutto il lavoro effettuato negli ultimi otto anni,
volto ad ottenere le autorizzazioni tecniche necessarie per
fare gli investimenti, e che provocherebbe chiusure a catena.
Il faccia a faccia dura quasi
un’ora.
VENEZIA — «C’è l’interesse
e la volontà del governo di salvaguardare l’occupazione e
l’industria chimica a Porto
Marghera». Renato Brunetta,
ministro per l’Innovazione,
apre uno spiraglio per la risoluzione della crisi del Petrolchimico. Anche la presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia dice: «Perdere la chimica
di base sarebbe un fatto gravissimo per l’industria italiana». I
problemi forse arrivano dopo
quando il ministro va oltre affermando che superate le
emergenze occupazionali, sul
lungo periodo il futuro di Marghera è nella riconversione dell’area.
A Venezia un’ora di
confronto serrato: ora
l’esecutivo incontrerà
aziende, rappresentanti
dei lavoratori ed Eni
Renato Brunetta
Il ministro veneziano
all’Innovazione si dice
deciso a salvaguardare
i posti di lavoro
In campo
ad avviare la soluzione del problema occupazionale e industriale di Porto Marghera»,
esordisce Brunetta, che spiega
di essere a Venezia anche in
rappresentanza del collega di
governo Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo Economico. «C’è l’interesse del governo
a salvaguardare i posti di lavoro e la chimica, ed è per questo
ci saranno degli incontri bilaterali tra il governo, le aziende e
le organizzazioni sindacali».
Il primo in calendario (a luglio) è quello tra governo ed
Emma Marcegaglia
Per la presidente
di Confindustria
è fondamentale salvare
la chimica a Marghera
Eni, convitato di pietra della
riunione: l’amministratore delegato Paolo Scaroni, atteso alla Fenice, è in missione a Bruxelles. «Parteciperò io stesso al
tavolo», conferma Brunetta, «e
ci sarò anche a quello sulla chimica convocato a Roma il 9 luglio». Per il ministro veneziano, che non vuole sottrarsi «al
ruolo di ambasciatore della città al governo», questa convocazione è il primo risultato «di
una mobilitazione intelligente:
vanno riconosciuti gli sforzi
fatti dal sindaco Massimo CacSindacati tipeidi
Le aperture del ministro
non convincono del tutto i sindacati. «Con queste dichiarazioni, andiamo verso la chiusura del Petrolchimico», spiega
Franco Baldan della Filcem,
proprio nell’industria di base
hanno un punto di riferimento». Apprezzamento per l’impegno del governo sono stati
espressi dal presidente di Unindustria Venezia Antonio Favrin: «Contiamo su di voi per
risolvere questo problema».
La promessa
Se non
raggiungo
risultati
concreti
tra un anno
mi licenzio
da solo
❜❜
Il ministro
ma non si può andare avanti così». «Preoccupa - spiega Antonio Costato, vicepresidente Confindustria con delega all’energia
- l’adeguamento automatico delle tariffe:
non sarebbe tecnicamente praticabile e diventerebbe foriero di contenziosi. Ogni accordo che preveda automatismi - continua
Costato - è contrario alla linea guida che
per combattere l’aumento dei costi bisogna
affidarsi a produttività ed efficienza».
Alla prima uscita pubblica da ministro
nella sua Venezia, un galvanizzato Renato
Brunetta garantisce tagli radicali ai costi
per la burocrazia e promette «un allargamento della class action al settore pubblico
da gennaio, non vi sarà più l’attuale impuni-
tà». Il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione entra nelle competenze di altri ministeri quando auspica «Turchia e Israele nell’Unione Europea» o promette «le regioni a statuto speciale hanno
avuto origine nella storia, ora tutte le regioni devono diventare 'speciali'». E riferendosi alla riforma della contrattazione nel settore pubblico, garantisce: «Mi licenzierò e me
ne andrò se non vedrò i primi risultati concreti».
Il tema dell’assemblea era il «nuovo Nuovo Mondo». Per Antonio Favrin, presidente
di Unindustria Venezia, oggi è l’Est: «Con
l’ascesa dell’Unione Europea, della Russia e
dei Paesi che si affacciano su mar Caspio e
E Marcegaglia si arrabbia per l’accordo sui Tir
«Aumenti automatici, così si torna indietro»
VENEZIA — Agli industriali non piace neanche un po’ l’intesa sui Tir. Lo si è potuto
constatare a un’assemblea generale di Unindustria Venezia segnata ieri dalla questione
della chimica a Marghera. «Si è accettato di
indicizzare il prezzo delle prestazioni del trasporto all’aumento del prezzo del petrolio:
così si torna indietro», aveva detto in mattinata detto il presidente di Confindustria,
Emma Marcegaglia, riferendosi al meccanismo che scaricherebbe sui clienti degli autotrasportatori (cioé le imprese) gli aumenti
del carburante. Ribadendo poi al teatro La
Fenice: «Di fronte alla possibilità di uno
sciopero che poteva paralizzare l’Italia c’è
stato una atteggiamento di responsabilità,
Giuliano Gargano
«non servono soluzioni tampone o di emergenza, bisogna tornare all'accordo di programma
del 14 dicembre 2006». Più attendista Maurizio Don, della
Uilcem: «Le valutazioni potremo farle solo dopo l'incontro
del 9 luglio, oggi era importante stabilire un contatto». Per
Massimo Meneghetti, della
Femca, «Marghera ha già pagato con la perdita di centinaia di
lavoratori, bisogna lottare per
mantenere una chimica nuova
e pulita».
Massimo Favaro
Mediterraneo è possibile un trasferimento
di potere nell’economia mondiale». Ma per
cogliere questa opportunità va risolta la situazione infrastrutturale. «Bene che il Governo abbia ripreso il tema delle opere pubbliche e bene - afferma Favrin - l’attenzione
per il ponte di Messina. Ma la priorità per
Favrin è un altra, il Corridoio 5, destinato a
collegarci non con un’isola ma con un nuovo Nuovo Mondo».
Investire nella Russia è una priorità anche per Emma Marcegaglia: «Nel 2007 con
9,5 miliardi di euro siamo i secondi esportatori dopo la Germania; possiamo fare di più
per i nostri investimenti diretti e la mia prima missione sarà proprio in Russia». Il presidente nazionale di Confindustria confronta infine i tassi di sviluppo registrati a Mosca, pari al 7% annuale, con quella italiana.
«L’Italia cresce poco, secondo il centro studi di Confindustria la crescita nel 2008 sarà
tra il 0,1 e lo 0,5% del Pil, l'1% in meno della
media europea: è la spia di un problema reale del nostro paese».
Il Petrolchimico Una veduta aerea di Porto Marghera, al centro di un aspro confronto
ciari e all’assessore Laura Fincato». La situazione di Porto
Marghera «è un’emergenza conclude il ministro - che va risolta, ma deve servirci per avviare una riflessione strategica
sulla politica economica ed industriale del nostro Paese».
«Sarebbe un problema perdere la chimica di base - replica però la presidente di Confindustria Marcegaglia -. Dobbiamo puntare ad essere un Paese
forte che cresce e per questo bisogna imitare le realtà che
avanzano, come la Russia, che
Industriali Irritazione per il compromesso raggiunto dal governo. L’allarme sulla crescita
Porto Marghera
Duemila lavoratori,
cinquemila con l’indotto.
E’ il numero di lavoratori
del Petrolchimico di
Porto Marghera, oggi.
Gli anni d’oro
dell’indutria di base
sono quelli a cavallo
della metà degli anni
Settanta, quando il
Petrolchimico conta
9.500 lavoratori: più di
settemila quelli diretti,
gli altri nell’indotto.
Le aziende
La guerra tra
Montedison ed Enichem
provoca diverse
ristrutturazioni durante
gli anni Ottanta, con la
chiusura delle principali
linee di produzione.
Oggi le aziende
principali sono Polimeri
Europa (450 lavoratori),
Montefibre (350),
Syndial (300), Inoes
(280), il consorzio Spm
(214). Le rimanenti
contano poche decine
di lavoratori ciascuna.
La scheda
Il ministro Brunetta: affronteremo l’emergenza. Confindustria: la chimica deve rimanere
«Salviamo gli operai, poi ripensiamo Porto Marghera»
27/06/2008
PRESS SERVICE S.a.s. - via delle Industrie, 19/B - 30175 Venezia Marghera - Tel. 041.926707 - Fax 041.2527224 - [email protected] - www.press-service.it
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Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
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I sindacalisti dei chimici se
ne sono tornati in terraferma,
con striscioni e bandiere sotto
il braccio e un’unica certezza: il
«tavolo nazionale per la chimica del cloro di Venezia» si farù
il 9 luglio, ma la possibile soluzione di una crisi che rischia di
mettere fuori gioco tutti gli impianti del ciclo del cloro, à tutta
da costruire. «Adesso servono i
fatti — hanno commentato i sindacalisti annunciando per oggi
un presidio in Tribunale a Mestre, dove si terrù la prima
udienza contro alcuni di loro,
denunciati da Galan per l’occupazione di Palazzo Balbi di 2 anni fa —, con soluzioni serie che
permettano di applicare gli accordi giù siglati da anni».
L’impegno del governo. Il ministro della Pubblica Amministrazione, il veneziano Renato
Brunetta — che in passato, alla
stregua del governatore Galan,
à sempre stato critico sulla permanenza della chimica del cloro in laguna — ha assicurato
che l’emergenza legata all’Ineos sarù affrontata, precisando perè che «per questa produzione primaria c’à bisogno di
una strategia di lungo periodo
chiara». «Per questa ennesima
crisi di un polo in crisi, come
quello di Porto Marghera — ha
aggiunto Brunetta, parlare a nome del ministro Scajola — giù
la prossima settimana partiran«l’industria chimica, come tutta l’industria di base à fondamentale per il nostro Paese».
«Certamente da parte nostra
cercheremo di supportare la situazione — ha aggiunto riferendosi alla situazione creatasi a
Porto Marghera — a comincia-
findustria, Emma Marcegaglia. Presenti anche il sindaco Cacciari, il presidente Zoggia
e l’assessore Marangon. «L’emergenza legata ad Ineos, sarò affrontata ma per questa
produzione primaria c’é bisogno di una nuova strategia» ha detto il ministro Brunetta,
senza meglio precisare, ma confermando il
tavolo convocato per il 9 luglio dal ministro
Scajola. «La chimica di base — ha aggiunto
la Marcegaglia — é fondamentale per il nostro Paese e faremo di tutto per salvarla».
no gli incontri bilaterali tra Eni
e Governo. Poi il 9 luglio ci sarù
il tavolo generale con Scajola».
Industriali mobilitati. Anche
Emma Marcegaglia, arrivata in
ritardo alla Fenice, ha parlato
con i sindacati e le istituzioni locali, dicendosi convinta che
Industriali e Governo sono pronti ad affrontare l’ennesima crisi del Petrolchimico
veneziano, ma non chiariscono chi e come risolverò la drammatica situazione creatasi
dopo l’annuncio che Ineos non porterò avanti l’acqusizione e il rilancio degli impianti
del ciclo del cloro. Le rassicurazioni sono arrivate ieri nel corso dell’incontro — a margine dell’assemblea di Unindustra alla Fenice
— tra i sindcalisti, arrivati in corteo a Venezia, col ministro Brunetta e la leader di Con-
di Gianni Favarato
re dal tavolo del 9 luglio a Roma. E’ importante per quest’area e per il Paese mantenere
l’industria di base, ma bisogna
migliorarla e fare un piano strategico perchò non si puè far
mancare le materie prime».
Cacciari soddisfatto. Il sinda-
co dopo gli incontri con Brunetta e la Marcegaglia. «Il loro impegno à molto importante — ha
detto — non solo li ringrazio
ma sono certo che davvero daranno una mano per la soluzione del problema». Cacciari ha
sollecito Eni ad «assumersi le
proprie responsabilitù per garantire il mantenimento di un
settore strategico come questo.
Non necessariamente in prima
persona, ma impegnandosi con
noi, con tutti a trovare chi puè
rilevare l’attivitù di Ineos e se
questo fosse impossibile deve
essere Eni a rispondere».
L’Eni contestata.Prima dell’incontro, alcune decine di lavoratori del Petrolchimico mostravano cartelli contro l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, con slogan come «rispetta gli accordi, basta bugie e
slogan» e, indirizzati a Marcegaglia, «Difendi la chimica». Di fatto, perè, Eni à giù al lavoro per
portare al ministro Scajola un
piano per affrontare l’emergenza. Le ipotesi in campo, su cui
un apposito gruppo di dirigenti
dell’Eni sta lavorando, sono diverse e tutte da verificare: tra
queste la costituzione di una
joint-venture con altre societù
per gestire «temporaneamente» il ciclo del cloro, destinato
comunque alla dismissione, oppure agevolare una possibile
cordata di imprenditori disposti a rilevare tutti gli impianti
del cloro e gestirli in proprio, in
una fase in cui la chimica legata al petrolio sta subendo una
pesante crisi di ristrutturazione. Resta quindi da vedere quale di queste ipotesi, o altre, abbia la reale possibilitù realizzarsi con la rapiditù necessaria, vista la poca se non nulla redditivitù del business del cloro a
Marghera, tanto che Ineos l’11
luglio Ineos terrù l’assemblea
dei soci per chiudere il bilancio
del 2007 — ancora una volta in
rosso — e decidere il futuro della societù che non gode pié dell’appoggio di Ineos Group. In
ballo, tra impianti del Clorosoda e del cvm-pvc, si sono oltre
400 posti di lavoro a Porto Marghera.
Brunetta ribadisce l’impegno del governo per «l’ennesima crisi a Marghera»
«Piano d’emergenza per la chimica»
I sindacati incontrano alla Fenice il ministro e la leader di Confindustria
IL FUTURO DELL’INDUSTRIA
27/06/2008
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Venezia
Con industria. Ieri l'assemblea generale alla Fenice, il ministro commosso alla prima uscita nella sua città
La Marcegaglia chiede le riforme
runetta promette il federalismo
MARCO LO RITO
q IlpresidenteFavrin:
«L'Irap daeliminare
eleinfrastruttureviarie
vannomigliorate»
lena Callegaro
elena.callegaro epolis.sm
■ Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, dà
udienza ai sindacati della chimica confermando la necessità
di «un piano strategico per l'Italia, che ha nella manifatturiera la sua forza». Pochi minuti
dopo Antonio Favrin, presidente di Unindustria enezia, apre
l'assemblea generale del
al Gran eatro La Fenice. Parola
d'ordine: enezia ha davanti
una nuova giovinezza. «A patto
che coltivi la propria vocazione
internazionale in una nuova
prospettiva geopolitica», dice
Favrin. Le richieste al Governo:
al eneto gli strumenti fiscali e
normativi per trainare il Paese,
e l'eliminazione dell'Irap o della sua deducibilità : «È un'imposta ingiusta perchè colpisce
il lavoro e le aziende in difficoltà - aggiunge Favrin - a rivista
in una logica di federalismo fiscale». Infrastrutture viarie.
«Le Ferrovie dovranno fare la
loro parte - dice ancora Favrin E lo stesso vale per i nostri Porti,
avvantaggiati per la collocazione strategica, ma la cui attività è
compromessa dai collegamenti. Insufficienti. A poco servirà
inseguire grandi progetti se poi
3La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il ministro enato Brunetta
Burocrazia, gap da eliminare
l'economista si gioca il posto
La promessa
«Basta con la cattiva burocrazia». la promessa del
ministro Renato Brunetta
che riconferma il suo impegno per essere l'ambasciatorie di enezia al overno
romano. «Il gap burocratico
è uello che pesa di più sul
nostro Paese, e putroppo pe■■
nalizza soprattutto la povera
gente. e tra un anno non
avr i risultati che mi prefiggo - annuncia il ministro - Mi
dimetter ». Infine sull' uropa allargata aggiunge «Bisogna mettersi dei nuovi occhiali per guardare il futuro,
nell' e devono entrare sia la
urchia che Israele».
Grano. Oggi ennesimo incontro tra i legali e l'assessore ortolussi
E POLIS
i orsi all lti a olata
en itori erso il ricorso
■ Per Ca' Farsetti sono gli ultimi giorni “utili” per portare a
termine la trattativa in corso da
ormai quasi due mesi con gli e
titolari delle licenze per la vendita del grano in piazza San
Marco. Lunedì prossimo infatti, il
giugno, è il termine ultimo per la presentazione del ricorso da parte dei commercianti, che nel caso in cui entro questa settimana non si arrivasse a
un accordo a proposito dei ri-
sarcimenti, non si lasceranno di
certo sfuggire l'occasione. L'assessore alle Attività Produttive,
Giuseppe ortolussi, annuncia
per oggi un nuovo incontro tecnico con i due legali che assistono i diciannove venditori:
« rmai siamo in dirittura d'arrivo». Ancora bocche cucite per
il momento sull'ammontare
dell'indennizzo di tipo monetario, che potrebbe però anche essere uguale per tutti. ■ EC.
3Venditori in protesta
non riuscissimo a fare la terza
corsia sulla A
enezia- rieste». Una parola sul turismo
«che va sostenuto come business», e un augurio ai giovani di
Ca' Foscari: «La loro preparazione sarà la chiave per il successo di domani». Fattori critici: la sicurezza «non è mandando in galera la gente che se
ne viene a capo», spiega Favrin
e scoppia l'applauso , e la pressione fiscale «insopportabile».
Il proposito, rompere un “tabù”: «È importante che una
parte dei nostri soldi rimanga
qui per le nostre necessità». Il
ministro alla Pubblica Amministrazione e Innovazione, enato runetta, entra in scena con
una battuta: «Fanno sempre i
palchi troppo alti!». Poi si commuove: «È la mia prima uscita
come ministro nella mia città».
Poi ricorda i risultati del Governo: «Abbiamo detasssato gli
straordinari e approvato il pacchetto sicurezza - continua runetta - E daremo un grande segnale europeo di correzione dei
conti. Grande impegno, grandi
difficoltà ma anche scommessa
sul futuro. Pensiamo di approvare la Finanziaria in giorni,
poi avremmo tutto il tempo per
discutere del federalismo. E, lo
dico in questa terra che scalpita, del federalismo fiscale».
Una risposta indiretta al presidente Favrin: «Le risorse che si
producono nei territori devono
rimanere nei territori - conclude runetta - Adesso la specialità va data a tutte le regioni». Il
Nordest « ornerà ad essere
baricentro del Paese». Chiude i
lavori, Emma Marcegaglia.
«L'Italia cresce poco: i consumi
calano e le esportazioni delle
imprese tengono - dice la presidente di Confindustria - Ma
l'andamento della storia potrebbe riportare una nuova
centralità dell'Europa». Favorevole all'allargamento a Est
conclude: «Per fare meglio dobbiamo lavorare di più come sistema d'imprese. Non ci devono essere sprechi, ministro runetta aiutaci tu. Ma questa volta andate fine alla fine». ■
orsoni. uova tecnica dei venditori
Ambulanti, niente multe
ma si compra lo stesso
■ Nonrisultasianostatefatte
altre multe agli ambulanti dopo
l'entrata in vigore dell'ordinanza “anti-borsoni”. I venditori
però, dopo aver scritto una lettera al vicesindaco Michele ianello nella quale si lamentavano delle proposte avanzate dal
Comune come contropartita,
ora hanno cambiato tattica. La
merce adesso, borse o cinture
che sia, non la appoggiano più
per terra. agano tra le calli coi
borsoni in mano, pronti ad offrire la loro mercanzia “al volo”
ai turisti di passaggio. In questo
modo, nel caso di un avvicinamento improvviso da parte dei
vigili, sono già pronti a scappare
a gambe levate. Ieri il nuovo sistema è stato sperimentato con
successo da almeno tre e tracomunitari in zona Frezzerie. anto i turisti, prossimi a San Marco
e sotto il sole cocente, comprano
comunque lo stesso. ■ E.C.
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Mestre
Il summit. Sindacati non troppo soddisfatti dall'incontro sul futuro di Porto Marghera e il Tavolo a Roma
alla c i ica alla ricon ersione
le ie i r netta e arcegaglia
MARCO LO RITO
q aldanCgil:«Sivuo-
lechiuderelefabbriche».Pi cautiCisleUil:
laverapartita aRoma
■ Con le sue parole il ministro conferma che la chimica
da qui se ne deve andare . Sputa fuoco come il cane a sei zampe dell'Eni Franco Baldan della
Cgil, che così commenta l'incontro tra parti sociali, amministrazione, ministro Brunetta
e presidente di Confindustria
Marcegaglia sulla crisi chimica
a Porto Marghera. L'occasione il
vertice di Unindustria, ospitato
alla Fenice. Posizioni più caute e
posate per Massimo Meneghetti della Cisl e Maurizio Don della
Uil. Per loro non è nera come per
Baldan, ma ne danno comunque un giudizio non completamente positivo . uello che
bisogna raggiungere, che qui
serve è che ci sia l’applicazione
integrale del protocollo d’intesa
sulla chimica del 2006 - commenta a margine dell'incontro
il delegato dei chimici della Cisl
Massimo Meneghetti -. uello è
e rimane un progetto industriale d’eccellenza non solo per la
chimica a Marghera ma per iniziare quel percorso di rilancio di
tutta la chimica italiana . L'attesa è comunque per il tavolo a
Roma, quello vero, previsto il 9
alle 12 a Roma, al quale oltre al
ministro Sca ola ci sarà anche il
ministro veneziano Brunetta.
ra servono i fatti - incalza parafrasando le dichiarazioni
d'intenti del ministro -. on bastano le soluzioni tampone di
cui ha parlato ma una soluzione
strutturata con l’applicazione
integrale del protocollo . Se-
3Il tavolo straordinario sulla chimica ospitato ieri alla Fenice
La chiave
1
Pochi operai
alla Fenice
Una cin uantina, poco pi i
lavoratori che ieri hanno preso
parte alla manifestazione
sotto il teatro la Fenice. Pochi,
pochissimi visto la partita in
gioco. Tra loro gli operai di
Sirma, S ndial, Do , Spm
Montefibre, Ineos e Polimeri.
■■
2
Oggi protesta
in tribunale
Oggi manifestazione
presidio dei chimici davanti al
tribunale di viale S.Marco a
Mestre, per il primo atto del
processo ai segretari generali
e delegati per l occupazione di
Palazzo albi avvenuta il
novembre
.
■■
condo Meneghetti, ma anche
Don e Baldan, in tutta questa
partita l’Eni deve fare da garante perchè il suo mancato sostegno potrebbe compromettere tutto: il Governo costringa
l’Eni a rispettare gli impegni .
Il giudizio più duro e disperato,
si diceva, è stato quello del delegato della Filcem Cgil: on è
una novità, Brunetta la chimica
non l’ha mai vista di buon occhio - ha detto Baldan - non si
può essere uomini di governo e
dire che la chimica è strategica e
poi si fa l’opposto. Basta essere
ione Pertini. ell'area c' spazio per oltre tredicimila metri uadri, sorgeranno
■ Sono cinque le cordate che
hanno presentato il progetto
per la realizzazione del social
housing in via Pertini. ualche
giorno fa sono scaduti i termini
del bando dell’Immobiliare eneziana la società controllata
al 97% dal Comune di enezia
che si occupa dello sviluppo e
della riqualificazione del territorio veneziano e la partecipazione è stata importante. Un
risultato che ci soddisfa e che
conferma la validità del bando
proposto commenta il presidente di I e, Ezio Micelli.
ra
si tratterà di valutare le offerte
dei progetti sotto il profilo eco-
nomico e - aspetto per noi centrale - sotto quello della qualità
dei progetti . ella valutazione, la qualità peserà infatti 60
punti su 100: verranno considerate l’integrazione con il verde,
la composizione dei volumi, i livelli di finitura dei materiali, le
soluzioni tecnologiche, il ri-
3Case del ione Pertini
C N
Cacciari, il termine
soluzione-tampone è solo un
uso “infelice” di una parola che
può dare alibi a essere male interpretata. Sono soddisfatto
dell’esito dell’incontro: probabilmente tampone non è il termine adatto, ma il concetto è
stato chiarissimo. Significa
tamponare questa situazione
creata dalla crisi Ineos per mantenere l’industria chimica che
c'è . Davanti la platea degli industriali s'è ritornato sul tema,
e qui le posizioni del ministro e
della presidente si sono distinte. Brunetta ha detto che una
volta superate le emergenze occupazionali, mantenendo la
chimica, sul lungo periodo il futuro di Marghera è nella riconversione. La ricetta è cercando
imprenditori che in chiave
moderna interpretino il ruolo
avuto dai vari olpi e Cini nel
passato . Secca la replica di
Marcegaglia, contraria a un’affermazione del genere. L'industria di base è importante e
fondamentale per il Paese e lo
può essere anche qui . In attesa
di Roma. ■ .CIC
appartamenti
E POLIS
Social housing, cin ue le cordate
presi in giro da ipocrisie . A
portare Baldan sulla strada dell'aperto dissenso verso il ministro è il concetto di soluzionetampone usato da Brunetta durante l’incontro. Chiediamo,
pretendiamo coerenza - prosegue Baldan -. Il ministro non
può parlare di soluzione tampone. Il giorno del tavolo a Roma si
deve essere chiari. L'accordo del
2006 deve essere applicato in
tutte le sue parti. E la partita
non riguarda solo Marghera,
ma la chimica in Italia, un settore che a parole il ministro Scaola ha definito strategico .
sparmio energetico. ell’area
di via Pertini possono essere
realizzati 13.670 mq di superficie lorda di pavimento. L’offerta minima doveva prevedere
una assegnazione di edifici ad
I E per almeno 4.170 metri
quadrati, che verranno destinati appunto al social housing. Si
tratta in totale di circa 180 appartamenti. L’investimento
previsto è di circa 21 milioni di
euro. ■
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026_20.45.txt
ADN1654 6 ECO 0 RTD ECO NAZ RVE
FISCO: FAVRIN (UNIDUSTRIA VENEZIA), CONTIAMO DI AVERE SEGNALE SU
FEDERALISMO A SETTEMBRE =
Venezia, 26 giu. - (Adnkronos) - "A settembre contiamo di avere
un segnale sul federalismo fiscale". Lo ha detto Antonio Favrin
intervenendo all'assemblea di Unindustria Venezia, alla quale
partecipano anche Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, e il
Ministro Renato Brunetta.
"E' importante - ha ricordato Favrin - che una parte dei nostri
soldi resti qui e destinato alle nostre necessita'. Si deve rompere
questo tabu e mettere in atto un federalismo fiscale che lasci una
parte delle risorse nel territorio che produce".
(Paj/Ct/Adnkronos)
26-GIU-08 20:45
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026_20.45.txt27/06/2008 11.31.18
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_17.46.txt
ADN1252 6 ECO 0 RTD ECO NAZ RVE
CHIMICA: VENEZIA, MARCEGAGLIA E BRUNETTA INCONTRANO SINDACATI SU
MARGHERA =
Venezia, 26 giu. - (Adnkronos) - Un incontro per discutere sul
futuro della chimica a Marghera (Venezia) si sta svolgendo nelle sale
Apolinee del Gran Teatro La Fenice tra il ministro della Funzione
pubblica, Renato Brunetta, il presidente di Confindustria Emma
Mercegaglia, il prefetto, Guido Nardone, il sindaco di Venezia,
Massimo Cacciari, e il presidente della Provincia, Davide Zoggia.
Dall'altra parte del tavolo i rappresentanti dei sindacati.
L'incontro si svolge a margine dell'assemblea di Unindustria
Venezia. Al tavolo partecipa anche il presidente Antonio Favrin.
(Paj/Ct/Adnkronos)
26-GIU-08 17:46
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_17.46.txt27/06/2008 11.31.39
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_18.05.txt
ADN1307 6 ECO 0 RTD ECO NAZ
CHIMICA: MARCEGAGLIA, INDUSTRIA FONDAMENTALE PER PAESE =
Venezia, 26 giu. - (Adnkronos) - "Sono daccordo che l'industria
chimica, come tutta l'industria di base, e' fondamentale per il nostro
paese". Lo sottolinea Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria,
oggi a Venezia per l'assemblea di Unindustria Venezia.
"Certamente da parte nostra - continua - cercheremo di
supportare la situazione: credo che anche grazie al nostro lavoro e'
stata convocata una riunione, il 9 luglio, dal ministro Scajola, e
quindi noi cercheremo di suppportare queste iniziative".
(Paj/Ct/Adnkronos)
26-GIU-08 18:05
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_18.05.txt27/06/2008 11.31.49
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_20.41.txt
ADN1640 6 ECO 0 RTD ECO NAZ RVE
INFRASTRUTTURE: FAVRIN (UNINDUSTRIA VENEZIA), CORRDOIO V E' NECESSITA'
=
Venezia, 26 giu. - (Adnkronos) - "Le infrastrutture sono
indispensabili per raggiungere i mercati esteri: il Corridoio V e' una
necessita' se non si vuole perdere a vantaggio del Nord Europa il
controllo sul passaggio di merci e persone e il collegamento diretto a
questi Paesi". Lo ha detto il presidente di Unindustria Venezia,
Antonio Favrin, aprendo l'assemblea.
"Le linee ferroviarie - ha detto Favrin - necessitano di un
ammodernamento e i servizi portuali di una razionalizzazione e di un
recupero di competitivita' che permetta di diminuirne i costi di
gestione e aumentarne l'efficienza".
(Paj/Ct/Adnkronos)
26-GIU-08 20:41
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/adn%2026giugno_20.41.txt27/06/2008 11.31.58
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansaa.txt
INDUSTRIA: FAVRIN, 'GRANDI' TRAININO PICCOLE IMPRESE
(ANSA) - VENEZIA, 26 GIU - Le grandi imprese devono fare da
traino alle più piccole creando una strategia coordinata: è
il nuovo passo in avanti che le industrie del veneziano devono
fare secondo il Presidente di Unindustria Venezia, che ne ha
parlato oggi nella relazione all'assemblea dei soci.
Al teatro La Fenice , davanti ad una platea di industriali,
presenti tra gli altri il presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia e il suo omologo veneto Andrea Riello, Favrin ha
parlato di una "filiera" tra imprese per esportare "le tante
eccellenze di cui i mercati hanno bisogno" con una "promozione
integrata", strumento inderogabile "perché questa azione
abbia successo e duri nel tempo".
Una strategia cordinata nell'ambito della filiera che per il
numero uno degli industriali veneziani apre il territorio alla
sua promozione verso l'estero così come ha fatto, facendo bene,
con "33 eventi e 19 missioni con Ice ed Abi". Un successo
perché "le nostre esportazioni - ha sottolineato - hanno fatto
registrare aumenti superiori rispetto alla media europea".
(ANSA).
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansaa.txt27/06/2008 12.24.37
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansab.txt
INFRASTRUTTURE; FAVRIN, PONTE MESSINA? MEGLI CORRIDOIO 5/0
(ANSA) - VENEZIA, 26 GIU - Plaude il Governo per le scelte
sulle infrastrutture, non ne boccia una, ma tra il ponte sullo
stretto di Messina e il Corridoio 5/o Antonio Favrin, Presidente
degli industriali di Venezia, non ha dubbi e sceglie il secondo.
Favrin ne ha parlato nella sua relazione all'assemblea degli
industriali al teatro La Fenice. "Bene che il Governo abbia
ripreso - ha detto - il tema delle opere pubbliche e bene anche
l'attenzione per il ponte di Messina".
"Ma quello - ha rilevato Favrin - anche se necessario,
collega un'isola; il Corridoio 5, che noi vogliamo, è
destinato, invece, a collegarci al nuovo mondo".
Ricordando la crescita del traffico pesante dell'11 per cento
sull'autostrada A4 Venezia-Trieste tra il 2006 e il 2008, Favrin
ha sottolineato la necessità che si arrivi al più presto a
realizzare la terza corsia sulla tratta Trieste-Venezia. (ANSA).
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansab.txt27/06/2008 12.24.48
file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansac.txt
EUROREGIONE: IMPRENDITORI NORDEST, 80% DICE SI'
(ANSA) - VENEZIA, 26 GIU - L'80% degli imprenditori di Veneto
e Friuli Venezia Giulia guardano favorevolemente
all'Euroregione.
Lo ha reso noto, oggi al teatro La Fenice di Venezia, Antonio
Favrin, presidente degli industriali veneziani aderenti a
Confindustria.
Favrin, parlando nel corso dell'assemblea dei soci ha detto
che "da una recente indagine su un campione di imprenditori di
Veneto e Friuli, è emerso che l'80% degli interpellati
appoggia l'iniziativa convinto che l'Euroregione rappresenti una
priorità".
"Niente sovrastrutture burocratiche - ha aggiunto Favrin ma forme di coordinamento snello e soprattutto mirato alla
soluzione di problemi concreti".
"Penso - ha sottolineato - a progetti coerenti con le
necessità delle imprese e di un territorio, il Nordest,
proiettato verso nuovi mercati". (ANSA).
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file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansad.txt
CHIMICA: VENEZIA, MARCEGAGLIA E BRUNETTA DIVISI SU MARGHERA
(ANSA) - VENEZIA, 26 GIU - Davanti ai sindacati si sono detti
d'accordo sulla necessità di salvare la chimica a Marghera ma
quando si sono trovati a parlarne, all'assemblea degli
industriali di Venezia, le posizioni si sono distinte.
Protagonisti il ministro per la Funzione pubblica Renato
Brunetta e il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
Brunetta ha detto all'assemblea degli imprenditori che,
superate le emergenze occupazionali mantenendo la chimica, sul
lungo periodo il futuro di Marghera è nella riconversione
dell'area. Per puntare a produzioni emergenti, come la nautica,
cercando imprenditori che "in chiave moderna interpretino il
ruolo avuto dai vari Volpi e Cini nel passato".
Secca la replica di Marcegaglia che si è detta contraria a
un'affermazione del genere. "L'industria di base è importante
e fondamentale per il Paese - ha sottolineato Marcegaglia - e lo
può essere anche a Venezia. Dobbiamo puntare ad essere un Paese
forte che cresce - ha aggiunto - e per questo bisogna imitare le
realtà che avanzano come la Russia che proprio nell'industria
di base hanno un punto di riferimento".(ANSA).
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file:///C|/Documents%20and%20Settings/analon/Desktop/ansae.txt
FEDERALISMO FISCALE: BRUNETTA, COSTRUIRE REGIONI 'SPECIALI'
(ANSA) - VENEZIA, 26 GIU - Per il ministro Renato Brunetta,
"il federalismo fiscale dovrà costruire tante Regioni
responsabili, speciali".
"Basta con il doppio regime di alcune Regioni a statuto
speciale e altre no - ha detto raccogliendo gli applausi
dell'assemblea degli industriali veneziani - Queste specialità
le abbiamo risolte: adesso la specialità va data a tutte le
regioni italiane". Che il federalismo fiscale sia, specie in
Veneto, un tema caldo l'hanno dimostrato i diversi applausi che
hanno accompagnato le parole di Brunetta. "Visto che il Governo
a settembre pensa di poter approvare la manovra Finanziaria in
quindici giorni, avremo tutto il tempo - ha detto Brunetta - di
discutere della grande nuova strategia che è formata dal
collegato della Finanziaria di settembre, cioé il federalismo
fiscale. Lo dico in questa terra che scalpita - ha sottolineato
fra i battimani - il federalismo fiscale, su cui c'é grande
convergenza fra gli schieramenti politici, si deve fare per dare
più responsabilità ai territori". Secondo Brunetta la
stragrande maggioranza delle risorse prodotte nei territori deve
rimanere nei territori. (ANSA).
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Apcom 26.06.2008
Apc-CHIMICA/ MARCEGAGLIA: INDUSTRIA DI MATERIE PRIME E' LA VERA
FORZA
Importante mantenere in vita la chimica
Venezia, 26 giu. (Apcom) - Anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha
ribadito l'importanza di "mantenere in vita l'industria chimica e di base", in un momento in
cui il polo chimico di Porto Marghera sta attraversando una crisi che potrebbe portare alla
perdita di numerosi posti di lavoro.
Emma Marcegaglia lo ha sottolineato nel corso di una breve conferenza stampa a margine
dell'assemblea generale di Unindustria Venezia. Il numero uno di viale dell'Astronomia ha
rimarcato: "Credo sia molto importante mantenere in vita l'industria chimica e di base,
soprattuto in questo momento in cui chi ha le materia prime ha la forza". La presidente si
è dunque dichiarata disponibile a partecipare all'incontro che si svolgerà a Roma il 9 luglio.
Bnz/Dav
Apc-STATALI/ BRUNETTA: DOMANI IN RETE TUTTI DISTACCHI SINDACALI
Reperibili su sito ministero Funziona pubblica
Venezia, 26 giu. (Apcom) - Il ministro della Funzione pubblica e dell'Innovazione, Renato
Brunetta, ha copnfermato che "dalle 14 di domani saranno reperibili sul sito del ministero
della Funzione pubblica e dell'innovazione tutti i distacchi sindacali di tutta Italia per tutte
le Amministrazioni pubbliche". Lo ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa a
margine dell'Assemblea generale di Unindustria Venezia, che si svolge al Teatro la Fenice
di Venezia.
Apc-CONTRATTI/ MARCEGAGLIA: FARE BUON ACCORDO MA NON A TUTTI I
COSTI
Aumento salari solo con aumento produttività
Venezia, 26 giu. (Apcom) - Il tavolo con i sindacati per cambiare gli aspetti contrattuali "è
il primo impegno per Confindustria".
Lo ha scandito la presidente degli industriali italiani, Emma Marcegaglia nel suo intervento
conclusivo all'assemblea generale di Unindustria Venezia.
"Noi ci siamo seduti al tavolo con concretezza - ha sottolineato Marcegaglia - cercando di
fare un buon accordo, ma non lo faremo a tutti i costi: l'aumento dei salari sarà solo con
l'aumento della produttività".
La presidente di Confindustria ha ricordato che "il tema dell'inflazione programmata deve
essere visto con grande attenzione dal sindacato. Non possiamo - ha concluso - alla spirale
salari-prezzi per cui il Paese ha già pagato in passato".
Bnz/Max
Apc-BANCHE/ PASSERA: QUELLE ITALIANE SUPERATO CRISI
Perché solide in termini di liquidità e riserve
Venezia, 26 giu. (Apcom) - L'amministratore delegato di Gruppo Intesa San Paolo, Corrado
Passera, ha sottolineato che le imprese e le banche italiane hanno saputo superare la crisi
innescata dai mercati internazionali grazie alle "regole che ci siamo dati" e alla solidità "in
termini di liquidità e di riserve". L'ad di Intesa San Paolo lo ha ribadito nel corso della
tavola rotonda dell'Assemblea generale di Unindustria Venezia.
"Le imprese italiane hanno fatto un lavoro straordinario e così molte banche che hanno
saputo evitare comportamenti abnormi che altre invece hanno seguito. L'Italia si è
dimostrata più efficace grazie alle regole che ci siamo dati e anche perché in termini di
liquidità e di riserve siamo solidi. Banche e imprese - ha concluso Passera - hanno saputo
lavorare insieme meglio di un tempo".
Bnz/Dav
Apc-STATALI/ MARCEGAGLIA: BENE INIEZIONE DI MERITO
Ma con autotrasportatori non è stata una meraviglia
Venezia, 26 giu. (Apcom) - Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, applaudito
alle iniziative su meritocrazia e trasparenza nella pubblica amministrazione avviate dal
ministro Renato Brunetta, ma ha criticato il compromesso raggiunto con gli
autotrasportatori. La presidente di Confindustria lo ha sottolineato nel suo intervento
conclusivo all'assemblea generale di Unindustria Venezia. "I tagli nella pubblica
amministrazione devono essere fatti". La leader degli industriali ha ricordato che nella
pubblica amministrazione il tasso di assenteismo è quattro volte più nel privato e l'ha
definito "uno scandalo nazionale". La numero uno di viale dell'Astronomia si è
raccomandata rivolgendosi al ministro Brunetta in sala che il Governo "non si fermi alle
prime resistenze o alle lobby dei gruppi di interesse, perché questo - ha aggiunto sarebbe insopportabile, è importante che si vada avanti fino alla fine".
Sulla trattativa con gli autotrasportatori la presidente ha dichiarato: "Non è una meraviglia:
non va in direzione della concorrenza ma è ancora assistenzialismo".
Bnz/Max
Asca 26.06.2008
IGN – Italy Global Nation 26.06.2008
Il Tempo.it 26.06.2008
Istant Blog 26.06.2008
La Repubblica.it 26.06.2008
La Repubblica.it 26.06.2008
L’Unione Sarda.it 26.06.2008
Virgilio notizie 26.06.2008
Asca 27.06.2008