Diapositiva 1 - Spi!
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Diapositiva 1 - Spi!
LE ASSISTENTI FAMILIARI NEL LAVORO DI CURA Incontro domanda offerta – Formazione – Emersione L’esperienza del comune di Ferrara Roberto Cassoli – Dirigente del Comune di Ferrara SEMINARIO 28 ottobre 2009 PROVINCIA DI FERRARA Nr. Abitanti al 31/12/2008 Tot. 357.979 = M 171.398 F 186581 Superficie 2.631 kmq 136 abitante/kmq copparo codigoro cento Provincia di Ferrara: popolazione residente Confronto anni 2000-2008 400000 357.979 347.558 350000 300000 250000 200000 166.207 181.351 171.398 186.581 150000 100000 50000 0 Maschi Popolazione Femmine Anno 2000 Fonte:Ufficio statistica Provincia di Ferrara Totale Maschi Femmine Anno 2008 Totale PROVINCIA DI FERRARA: DISTRETTI 2000 2008 M F TOT. M F TOT. Ferrara 12.829 20.281 33.110 14.138 21.302 35.440 ProvFE 34.157 50.501 84.658 37.643 53.557 91.200 Ferrara 5.290 10.303 15.593 6.359 11.636 17.995 ProvFE 13.677 25.269 38.946 16.955 29.067 46.022 popolazione >65anni popolazione >75anni Provincia di Ferrara: andamento indice di vecchiaia anni 2000-2008 265 260 260,6 261,7 260,1 257,8 255,3 255 251,7 250 247,4 245 240 2000 2003 2004 2005 Fonte: Quadro demografico dell’Emilia Romagna 2006 2007 2008 Confronto della Provincia di Ferrara con ANNO 2007 l’Emilia Romagna, l’Italia la UE / Provincia Fe Emilia Romagna Italia UE Indice di vecchiaia 251,7 182,3 139,94 104,5 % pop. 65 anni ed oltre 25,6 22,72 19,73 16,85 % pop. Fino a 14 anni 10,2 12,47 14,10 16,85 Fonte:Quadro demografico dell’Emilia Romagna Grafico 20 - Invecchiamento in Europa - anno 2007 Fonte:Eurostat Provincia di Ferrara: previsione della popolazione al 2050 400.000 357.979 346.991 2008 350.000 2050 300.000 250.000 200.000 150.000 118.547 74.013 100.000 45.178 50.000 32.029 0 Pop. Totale Over 65 Over 75 2008 357.979 45.178 32.029 2050 346.991 118.547 74.013 Fonte:Ufficio statistica Provincia di Ferrara e rielaborazione dati ISTAT. Le previsioni ISTAT vengono aggiornate periodicamente rivedendo e/o riformulando le ipotesi evolutive sottostanti la fecondità, la sopravvivenza e la migratorietà L Istat ha elaborato un interessante proiezione sull andamento della popolazione residente in Italia dal 2007 al 2051 – Previsioni della popolazione 2007 - 2051 - che, in parte, contraddice gli scenari ampiamente negativi in merito al declino demografico della nazione italiana Il mancato declino è una sorpresa in primo luogo per coloro che hanno sottovalutato L’ incidenza dei flussi migratori, la ripresa della natalità nelle regioni più avanzate e l’ aumento della longevità. 1) si consoliderà la ripresa della fecondità dai livelli minimi degli anni 90; 2) continuerà a crescere la durata media della vita (con le donne che dovrebbero giungere mediamente ai 90 anni attorno al 2050), per cui si acuirà il tema dell’ età del pensionamento; Grafico: Tassi grezzi di natalità dal 1987 al 2006 10,00 9,50 Distretto Sud-Est 9,00 8,50 8,00 Distretto CentroNord 7,50 Distretto Ovest 7,00 6,00 Provincia di Ferrara 5,50 Regione ER 6,50 5,00 4,50 Cittadini Stranieri Bilancio demografico al 31 Dicembre 2008 nella Provincia di Ferrara Maschi Popolazione straniera residente al 1º Gennaio Femmine Totale 8813 10044 18857 Iscritti per nascita 213 239 452 Iscritti da altri comuni 720 860 1580 1350 1916 3266 130 65 195 2413 3080 5493 12 4 16 606 677 1283 72 94 166 Acquisizioni di cittadinanza italiana 136 237 373 Altri cancellati 315 212 527 1141 1224 2365 10.085 11.900 21.985 Minorenni 2530 2407 4937 Nati in Italia 1442 1399 2841 Iscritti dall'estero Altri iscritti Totale iscritti Cancellati per morte Cancellati per altri comuni Cancellati per l'estero Totale cancellati Popolazione straniera residente al 31 Dicembre Famiglie con almeno uno straniero 10672 Famiglie con capofamiglia straniero 8440 Cittadini Stranieri Principali cittadinanze rappresentate nella Provincia di Ferrara Cittadinanza Maschi Femmine Totale Marocco 2147 1668 3815 Romania 1377 1698 3075 Albania 1246 1084 2330 Ucraina 324 1865 2189 Pakistan 1057 566 1623 Moldova 429 893 1322 Fonte: ISTAT PROVINCIA DI FERRARA: DISTRETTI 2000 M F 2008 TOT. M F TOT. Popolazione residente Ferrara ProvFE 61.592 70.081 131.673 62.789 71.675 134.464 166.207 181.351 347.558 171.398 186.581 357.979 di cui Popolazione migrante residente Ferrara 891 850 1.741 3.505 4.616 8.121 ProvFE 2.109 2.018 4.127 10.085 11.900 21.985 Domande per la regolarizzazioni “badanti” pervenute al Ministero dell’Interno dalla Emilia-Romagna entro il 30 settembre 2009 BOLOGNA 6511 MODENA 6199 REGGIO EMILIA 5680 PARMA 3260 RIMINI 1912 FERRARA 1788 PIACENZA 1740 RAVENNA 1701 DALLA RELAZIONE AL PIANO SOCIALE E SANITARIO approvato dalla Reg. Em. Rom. nel 2008, strumento per la predisposizione dei nuovi Piani Sociali e Sanitari 2009-2011, si descrivono cambiamenti che prima indicavo: Nel corso dell’ultimo ventennio la situazione sociale complessiva della Regione è profondamente cambiata 1) L’aumento dell’instabilità coniugale, 2) Il calo delle nascite fino al 1995, (sta lentamente ma progressivamente assumendo contorni meno univoci) 3) Le trasformazioni dei modi di formazione delle famiglie, 4) L’aumento del tasso di attività della popolazione femminile con le conseguenze che questo produce o almeno reclama sui modelli di divisione del lavoro domestico e di cura, 5) L’invecchiamento della popolazione, 6) L’aumento della presenza straniera, 7) la diffusione della microcriminalità e con essa del senso di insicurezza dei cittadini, sono tutti fenomeni che si traducono inevitabilmente in mutevoli percezioni del bisogno e quindi in domande al sistema pubblico La Famiglia “Nelle società preindustriali, nelle quali la produzione era incentrata sull’agricoltura e nell’allevamento, la famiglia aveva un ruolo centrale nell’organizzazione della vita, e così anche la persona anziana all’interno della famiglia. Così come è vero che la famiglia si prendeva cura degli anziani, è anche vero che i vecchi avevano un ruolo, relativo alla loro supposta sapienza e anche per le loro riconosciute esperienze e autorità ……. Nelle società come la nostra, nella quale è altissima la spinta competitiva è evidente che all’essere si è sostituito il fare ………….. Anzi , malgrado la rilevanza numerica degli anziani la situazione attuale è caratterizzata da un desiderio di rimozione del problema rappresentato dai vecchi e “dalla vecchiaia” …”. Prof. Spagnoli “…. e divento sempre più vecchio” ISTAT 2009-Rapporto annuale sulla situazione del Paese LA FAMIGLIA E LA CRISI Famiglie adulte e anziane che non riescono a risparmiare: 28,8% pari a n. 6.996.769 Famiglie giovani gravate dal mutuo per la casa. 7,5% pari a n.1.808.766 Famiglie vulnerabili: 10,04% paria n. 2.536.451 Famiglie che arrivano con grande difficoltà a fine mese : 6,3% pari a n. 1.523.617 Famiglie in difficoltà con le spese quotidiane: 5,5% pari a 1.334.000 Famiglie agiate : 41,5% pari a 10.082.822 Iniqua distribuzione del reddito in Europa siamo al secondo posto dopo il Regno Unito In Italia i precari di mezza età 1 su 2 è senza sicurezza da 10 anni Nuovo identikit del disoccupato rilevato dall’Istat: età compresa fra i 35 e 54 anni, sposato, ex lavoratore dell’industria, nato nel centro Italia e nel Nord Ovest, in possesso al massimo del diploma di scuola secondariain sintesi un capo famiglia con bassa scolarità INVALIDI CIVILI PROVINCIA DI FERRARA ANNO COMUNE DI FERRARA NUMERO UTENTI NUMERO UTENTI 2001 12.152 3.682 2002 13.188 3.986 2003 13.999 4.358 2004 14.850 4.501 2005 15.834 4.944 2006 16.433 5.201 2007 16.947 5.382 2008 18.694 5.853 INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO ULTRA65ENNI Prov. Di Ferrara 2001 7.211 2008 10.387 RETE DEI SERVIZI DISTRETTO CENTRONORD (COMUNE DI FERRARA E ALTRI 9 COMUNI) SERVIZIO SO CIALE PRO FESSIO NALE TERZO SETTO RE P RO G RAM M A ALZ HE IMER SERVIZI SANIT ARI (AZIENDA USL) FAM IG LIA SAD ADI ASSEG NI DI CURA Per Anziani e Disabili PERSONA A N Z IA N A SUSSIDI TELESO CCO RSO PAST I A DOM ICILIO G RUPPI APPART AM ENT O PUBBLICI E PRIVAT I VICINATO CENT RI DIURNI SO CIALI CENT RI DIURNI SO CIO -SANIT ARI T RASPO RTI E BUO NI T AXI CENT RI SO CIALI AUT OG ESTITI CIRCO SCRIZIO NI PARRO CCHIE INTERVENTI A FAVORE DI ANZIANI FRAGILI A1) ACCOMPAGAMENTO PROGETTO UFFA CHE AFA DESTINATARI Anziani soli ultrasettantacinquenni DURATA DEL PROGETTO:15 Giugno-15 Settembre OBIETTIVI - Sostenere e contribuire all’attuazione del Piano di emergenza caldo estivo 2004 promosso dal Comune di Ferrara in collaborazione con dall’Azienda Ospedaliera di Ferrara e USL (con spazi e posti letto di emergenza) - Incrementare la salute e la qualità della vita delle persone anziane attraverso un approccio multisettoriale. - Compiere un monitoraggio continuo delle situazioni indicate dai MEDICI DI BASE.come potenzialmente a rischio, e tramite un numero verde, avviare la telesorveglianza e, ove necessario, tramite l’intervento ed il sostegno domiciliare. - Sostenere la domiciliarità e la vita indipendente attraverso un’informazione qualificata ed aggiornata sui Servizi esistenti e la promozione di azioni per la fruizione degli stessi. A2) ACCOMPAGAMENTO A FAVORE DEGLI ANZIANI ultra 65 per l’intero anno Progetto Giuseppina Valutazione, accompagnamento, integrazione e valorizzazione a sostegno della domiciliarità e dell’autonomia degli anziani Teoria psicologica della “resilienza”: “Un comportamento intraprendente finalizzato a combattere il disagio, mettendo in campo tutte le energie necessarie in modo strategico” (Oliviero Ferraris,2003) Obiettivo Quello di elaborare azioni a partire dal 2005 che permettesero di intervenire in caso di bisogno senza costringere l’anziano ad abbandonare la propria abitazione. Le azioni erano quelle di attuare “servizi ed interventi a sostegno della domiciliarità, rivolti a persone che non riescono, senza adeguati supporti, a provvedere autonomamente alle esigenze della vita quotidiana” Il progetto rappresentava uno strumento per attuare un percorso che, attraverso la realizzazione di un osservatorio permanente della realtà territoriale (in grado di individuare i bisogni degli anziani e le risorse del pubblico e del privato sociale in grado di soddisfare tali bisogni) doveva consentire all’anziano di vivere tranquillamente ed il più a lungo possibile al proprio domicilio. Attività avviate: Trasporti, consegna medicinali, rifornimenti di alimenti, attività motoria a domicilio INTERVENTI A FAVORE DELLE ASSISTENTI FAMILIARI B) “ACCOGLIENZA” “PROGETTO IO NON SARO’ SOLA” 8 POSTI PER ASSISTENTI FAMILIARI STRANIERE AMMALATE O IN DIFFICOLTA’ : 1) Dimissioni difficili dall’Ospedale o altre strutture 2) Temporanea assistenza socio-sanitaria- periodo di convalescenza 3) Assenza temporanea di luogo di accoglienza Dal rapporto 2009 sull’assistenza agli anziani non autosuffienti in Italia –Rapporto promosso per l’Agenzia nazionale per l’invecchiamento “Solo una badante su tre ha un contratto di lavoro, secondo una stima cauta e moderatamente ottimistica. Fare emergere il lavoro privato di cura, sostenerlo qualificarlo, sono obbiettivi non facili. L’irregolarità del mercato sommerso prospera, in una fitta rete di reciproche convenienze. Quello irregolare è un mercato dequalificato,aleatorio, a rischio di sfruttamento,fatto di tante solitudini che si incontrano. Un mercato in cui raramente ciò di cui c’è bisogno corrisponde a ciò che si offre. Alla larga quota di lavoro irregolare si associa l’assenza di tutela, indeterminatezza della durata dei rapporti di lavoro, precarietà, con conseguente scarsa motivazione all’investimento professionale. C) “REPERTORIO” ASSISTENTI FAMILIARI FINALITA’: QUALE RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI CURA SVOLTO PRESSO LE FAMIGLIE DELLA PROVINCIA DI FERRARA 1) 2) CONOSCERE LE PERSONE DIPONIBILI AL LAVORO MANTENERE SUL TERRITOIO LE LAVORATRICI/TORI GIA’ IN POSSESSO DELLA PROFESSIONALITA’ CONSEGUITA 3) FAVORIRE LA PROFESSIONALITA’ CONSEGUITA CON GLI STRUMENTI MESSI A DISPOSIZIONE DEGLI ENTI LOCALI DEFINIZIONE E QUALIFICA DI ASSISTENTE FAMILIARE “COLORO CHE SVOLGONO LA PROPRIA ATTIVITA’ NEL LAVORO DI CURA E DI ASSISTENZA DELLA PERSONA PRESSO IL PROPRIO DOMICILIO O PRESSO STRUTTURE IN CUI L’ASSISTITO E’ ANCHE TEMPORANEAMENTE RICOVERATO” L’ATTIVITA’ COMPRENDE: A) QUELLA DI SUPPORTARE L’UTENTE NELLE PRATICHE DI IGIENE PERSONALE NELLA VESTIZIONE E NELLA CURA DELL’ABBIGLIAMENTO; B) SUPPOSTARE GLI UTENTI NELLA PREPARAZIONE E ASSUNZIONE DEI PASTI C) SUPPORTARE L’UTENTE NELLA MOBILITA’ COLLABORANDO ALLA SUA EDUCAZIONE AL MOVIMENTO D) CURARE L’IGIENE DELL’AMBIENTE E) RELAZIONARSI ALL’UTENTE E ALLA SUA FAMIGLIA PER SVILUPPARE UNA PROFICUA DINAMICA COMUNICATIVA UTILIZZO DEL REPERTORIO FAMIGLIE CHE SITROVANO NELLA NECESSITA’ O INTENDONO AVVALERSI DI ASSISTENTI FAMILIARI - FANNO RICHIESTA AI CENTRI PER L’IMPIEGO, SERVIZIO DI PRESELEZIONE, CHE PROVVEDONO A FORNIRE I NOMINATIVI DEI LAVORATRICICI/TORI DISPONIBILI, SELEZIONALDOLI DAL REPERTORIO. SI SEGLIE RISPETTO ALLE PROPRIE ESIGENZE MODALITA’ TENUTA DEL REPERTORIO Il repertorio interessa tutta la Provincia E’ composto da tutti i nominativi delle persone occupate e disoccupate inserite nel Sistema Informativo Lavoro Regionale (SILER)sotto unico profilo “assistenti domiciliari” Possesso di competenze per lo svolgimento attraverso frequenza di corsi di formazione professionali specifici o che hanno maturato un’esperienza di assistente domiciliare di almeno 4 mesi nello svolgimento di compiti prima ricordati, regolarmente regolarizzata Non c’è scadenza temporale a condizioni che rimangano i requisiti La cancellazione per la perdita del permesso di soggiorno o carta di soggiorno D) “FORMAZIONE” “PROGETTO ASPASIA “ CONTENUTI: 1) Formazione di base delle assistenti familiari come percorso di accesso ad un più qualificato profilo di competenze professionali 2) La istituzioni di registri /albi di assistenti familiari accreditate previa formazione e attivazione di iniziative per l’incontro domanda/offerta di lavoro di cura (REPERTORIO) 3) L’attivazione di punti informativi /Centri sevizi a favore di assistenti familiari e caregiver per favorire un percorso in grado di qualificare la risposta ai bisogni di cura 4) Servizi ed aiuti economici all’utente /nucleo familiare per favorire l’inserimento e la qualificazione del lavoro di cura dell’assistente familiare CONTESTO DI RIFERIMENTO Legge 328/2000° Legge REGIONALE 2/2003 Piano Sociale e Sanitario Regionale Si avvale nello specifico dell’esperienza e degli strumenti applicativi predisposti nell’ambito del progetto settoriale EQUAL ASPASIA Fondo regionale per non autosufficienza OBIETTIVO SPECIFICO DEL PROGETTO In coerenza con gli indirizzi: del Piano Sociale e Sanitario Regionale Avvalendosi delle risorse: del Fondo Regionale per la non Autosufficienza Si colloca all’interno degli interventi innovativi: per la “Domiciliarità” Specifico riferimento a sostegno: delle famiglie e delle assistenti familiari Gli interventi si svolgono: nel Comune di Ferrara (Comune capoluogo) e nei Comuni di Codigoro, Copparo, Cento Parte dall’attività svolta nel territorio ferrarese in materia di assistenza familiare, in particolare degli atti assunti dal Comune di Ferrara e del relativo accordo con la Provincia in materia di istituzione del repertorio degli operatori che svolgono attività di assistenza familiare Azioni rivolte alle Famiglie: 1) Attività di formazione e supporto sulla capacità dei bisogni multidimensionali per l’anziano e sulla conoscenza e modalità di fruizione dei servizi territoriali Attività di sportello (informazione e orientamento) sull’offerta locale di servizi alla popolazione anziana con particolare riferimento ai sevizi a sostegno della domiciliarità Attività di incontro tra domanda e offerta di assistenti familiari basata sulla gestione degli albi locali. 2) 3) Azioni rivolte alle Assistenti Familiari: 1) 2) 3) Attività di formazione mirata, multilingue e fruizione flessibile ad elevata facilità di attivazione Attività di sportello in grado di erogare alle assistenti familiari servizi di informazione e orientamento Attività, in accordo con i Servizi per l’impiego, servizi di supporto per l’incontro tra domanda e offerta del lavoro di cura partendo dalla gestione degli albi CONTENUTO DELLA PROPOSTA Alla luce delle positive esperienze realizzate dal progetto Equal Aspasia (corsi completati in diverse Regioni tra cui la Regione Emilia Romagna) Il progetto prevede intervento formativo alle assistenti familiari in:138 ore totali di cui 52 in modalità di presenza (formazione tradizionale) e 88 erogate in formazione a distanza I contenuti didattici sono erogato tramite l’utilizzo di una piattaforma FAD che mette a disposizione unità didattiche, test di verifica, semplici esercitazioni forum di discussione e assistenza. I contenuti sono poi resi disponibili in formato DVD (corredati anche di un lettore portatile di DVD fornito in uso) I temi trattati: Informatica di base; sistemi dei servizi territoriali; approfondimenti della legge 328/2000 e legge regionale 2/2003; le principali patologie dell’anziano; focus su malati di Alzheimer; la mobilitazione dell’assistito; l’igiene personale; l’alimentazione; l’igiene degli alimenti la gestione delle emergenze; relazionarsi con l’anziano, l’importanza di mettersi in relazione con la persona anziana; diritti e doveri dell’assistente familiare, lavorare in cooperativa; l’assistente familiare come impresa; VERIFICHE Predisposizioni poi di test di verifica che permette di capire quanto e come l’argomento è stato compreso. Durante il percorso didattico le assistenti sono seguite da un tutor Organizzazioni di incontri con figure professionali esperte per verificare la traduzione dell’apprendimento cognitivo Favorire esperienze “sul campo” E’ stato prediposto un questionario per la rilevazione degli “stili personali di apprendimento” da sottoporre ai partecipanti Elaborazione dei questionari come opportunità per suggerire migliori approcci didattici : specifici, pratici, e personalizzati TEAM DI PROGETTO 1) Comitato di Indirizzo composto da rappresentati dell’AUSL, dai Comuni su cui si effettuata l’intervento, delle Parti Sociali e delle Associazioni con la finalità: a) discutere e concordare le finalità strategiche del progetto; b) identificare gli indicatori su cui effettuare il monitoraggio; c) discutere le risultanze della sperimentazione e la sua eventuale prosecuzione /diffusione. 2) Comitato di Pilotaggio composto da rappresentanti dell’AUSL, dei Comuni,in cui si effettuata l’intervento con l’obiettivo di discutere gli stati di avanzamento del progetto e l’eventuale messa a punto di interventi”correttivi” 3) Il progetto si realizza, intermini di risorse professionali, dal team che ha effettuato la progettazione e l’implementazione del Progetto EQUAL ASPASIA E tra le risorse operanti sui diversi territori comunali. E) REGOLARIZZAZIONE “ASPASIA PLUS” Sistema integrato per l’emersione e la qualificazione del lavoro di cura a domicilio per la popolazione anziana COMPONENTI: Patner del Progetto: Comune di Ferrara, di Cento, di Codigoro, di Copparo (con Ferrara Comune Capofila) Rete: Regione Emilia-Romagna, Amministrazione Provinciale, AUSL di Ferrara, Organizzazioni Sindacali: CGIL,CISL, UIL, e SPI CGIL,e FNP-CISL, UILP-UIL di Ferrara, ASP(Azienda Servizi alla Persona) ASSP (Azienda Speciale Servizi alla Persona di Copparo), Centro Provinciale di Formazione Professionale, Organismi del Terzo settore operanti sui temi dell’immigrazioen): Cooperativa Camelot, Associazione Anolf, Associazione Nadya, ACLI di Ferrara Assistenza tecnica : Consorzio Anziani e non solo Finanziato: Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio Presidenza del Consiglio dei Ministi Dipartimento per le Pari Opportunità _________________________________________________________ _______________________ Ente Capofila Nome Progetto 1) PROVINCIA DI GENOVA "Si_Cura" – 2) COMUNE DI FERRARA "Aspasia Plus Ferrara"-Progetto per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro nel campo delle attività di cura e assistenza familiare 3) REGIONE PUGLIA "R.O.S.A"- Rete Occupazionale Servizi Assistenziali 4) COMUNE DI S.SALVO "Donne Ora Visibili" 5) PROVINCIA DI SIENA "Un Euro All'ora“ 6) REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA "Professionisti/e in famiglia" OBIETTIVI 1) Sostenere l’integrazione , la qualità e la continuità assistenziale di una logica di processo tra domiciliarità- residenzialità/ temporanea- residenzialità in relazione all’evolvere dei bisogni dell’anziana 2) Favorire: a) lo sviluppo delle competenze, b) la regolarizzazione e la fuoriuscita dal sommerso delle “Badanti”, c) l’inserimento dell’assistente familiare nell’ambito della rete territoriale dei servizi STRATEGIA “Riconoscere incentivi economici alle famiglie che occupano regolarmente, in modo appropriato, in un rapporto di lavoro caratterizzato anche da valenze etiche, assistenti familiari formate al ruolo di assistenti familiari per la cura a domicilio degli anziani” Incentivi finalizzati: a) Pagamento contributi orari; b) Incentivi allo snellimento burocratico; c) Incentivi alla qualificazione d) sostituzione per favorire la formazione Promuovere, diffondere e rafforzare i processi di regolarizzazione per migliorare: la gestione dell’ incontro e incrocio fra domanda e offerta di lavoro regolare; la formazione, qualificazione e sviluppo delle competenze; l’integrazione nella rete dei servizi territoriali del lavoro privato di cura. INCENTIVI A) Regolarizzazione rapporti di lavoro: pagamento dei contributi orari anche a carico del datore di lavoro per un valore massimo di € 1,10 per un massimo di 160 ore mensili per un massimo di 12 mesi (pari a massimo € 2.288). Potranno essere coinvolte circa 450 famiglie B) Sostegno allo snellimento burocratico di circa € 50 per servizi di supporto alla contrattazione , amministrazione paghe versamento contributi previdenziali C) Sostituzione dell’assistente familiare durante la partecipazione delle assistenti familiare corsi di formazione di circa € 200 CONDIZIONE PER OTTENERE GLI INCENTIVI a) In via Ordinaria Contratto stipulato a far data dal 1.05.09, in via Straordinaria Contratto di lavoro stipulato successivamente al 11.12.07 b) Firma delle “carta etica” per la qualità del lavoro di cura c) Frequenza di un corso di formazione da parte dell’assistente familiare d) Verifica che l’orario di lavoro previsto dal contratto sia appropriato rispetto alle attività ALCUNI NUMERI MATERIALE INFORMATIVO: a) Volantino multilingue (italiano, russo, arabo, inglese, francese) rivolto alle assistenti familiari n. 10.000 e n. 10.000 rivolto alle famiglie. b) Pieghevole illustrativo del progetto n. 7.000 c) Scheda multilingue a favore dell’emersione del sommerso n. 7.500 d) Scheda multilingue a favore della formazione delle assistenti familiari in. 3.500 PERCORSI DI FORMAZIONE SPECIFICA a) Percorsi formativi in autoformazione avviati dai 4 Centri Aspasia (Ferrara, Cento, Copparo, Codigoro) n. 181 b) Soggetti avviati alla formazione previa verifica delle competenze maturate dall’esperienza n. 16 c) Soggetti iscritti agli albi Locali n. 241 PROCEDURE Requisiti richiesti per ottenere i contributi Presentazione della domanda ai Centri Aspasia allegando: a) Copia documenti identificativi dell’Assistente familiare, b) Copia documenti identificativi del datore di lavoro, c) Copia del Contratto stipulato fra le parti, d) Copia della comunicazione dell’avvenuta assunzione, e) Copia della “Comunicazione di ospitalità” all’autorità di pubblica sicurezza o “Contratto di soggiorno” (in caso di convivenza), f) Copia della Scheda Attività firmata dal datore di lavoro e dall’assistente familiare, in cui sono indicate le attività che verranno svolte , g) Copia della carta etica per il lavoro di cura firmata da entrambi, h) Copia dell’attestato di frequenza rilasciato da un Ente formativo riconosciuto INDICAZIONI PER LA LIBERA NEGOZIAZIONE FRA LE PARTI -data inizio del rapporto -livello di appartenenza -durata del periodi prova -esistenza o meno di convivenza -residenza del lavoratore o eventuale diverso domicilio -durata dell’orario di lavoro -individuazione giornata di riposo -retribuzione pattuita -luogo di effettuazione delle prestazioni -periodo concordato godimento ferie -individuazione adeguato spazio per i beni del lavoratore -applicazione di tutti gli istituti contrattuali CARTA ETICA Mettere al centro del lavoro di cura a domicilio i valori della persona e del bene comune IL DATORE DI LAVORO O ASSISTITO 1) Realizzare un incontro colloquio preliminare in cui esplicitare le proprie aspettative. 2) Migliorare le condizioni di sicurezza intervento su ostacoli fisici e situazioni a rischio. 3) Segnalare agli organi competenti( Servizi Sociali, Sportelli antidiscriminazione sospetta negligenza o omissione di cura o rischio di abuso. 4) Segnalare eventuali reti illegali. 5) Assicurare adeguati spazi e ambiente di vita e agevolare l’assistente familiare alla cura della propria salute. 6) Promuovere la partecipazione dell’Ass. Fam. a forme di rappresentanza sindacale e di categoria ed ad incontri di formazione e aggiornamento professionale. 7) Evitare nel corso del rapporto, qualsiasi comportamento discriminatorio (sesso, razza, credenza religiosa ecc). 8) Assicurare al lavoratore il tempo al riposo e al recupero delle energie. 9) Erogare retribuzioni regolari e assicurare puntualità nei pagamenti. L’ASSITENTE FAMILIARE 1) Richiedere un incontro/colloqui preliminare in cui esplicitare le proprie aspettative e condizioni 2) Promuove il più alto grado di autonomia dell’assistito nella sua abitazione 3) Assicurare la propria disponibilità e flessibilità e partecipare ai progetti di intervento concordati con i Servizi 4) Segnalare agli organi competenti ogni situazione di sospetta negligenza o rischio di abuso ai danni dell’anziano 5) Segnalare eventuali reti illegali 6) Mantenere un comportamento decoroso e sobrio rispettando le abitudini personali della famiglia accogliente in sintonia con i bisogni dell’assistito 7) Partecipare attivamente agli incontri formativi e di aggiornamento 8) Contrastare e segnalare qualsiasi comportamento discriminatorio 9) Beneficiare e fruire effettivamente del tempo del riposo 10) Richiedere retribuzioni regolari REGOLARIZZAZIONE RAPPORTI DI LAVORO L’attività è iniziata da maggio 2009 Le domande perfezionate sono state ad oggi n. 12 di cui: 5 a Ferrara, 2 a Copparo, 3 a Cento e 2 a Codigoro comprensive degli incentivi allo snellimento burocratico . Scrive Hilmann nel suo libro “La Forza del Carattere” “Le storie che raccontiamo alla fine si prendono cura di noi. Se ti arrivano delle storie abbine cura. E impara a regalarle dove c’è ne bisogno. A volte una persona per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora del cibo. Ecco perché inseriamo queste storie nella memoria gli uni degli altri. E’ il nostro modo di prenderci cura di noi stessi” GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE