Domenica 14 Febbraio 2016 N°04

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Domenica 14 Febbraio 2016 N°04
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Quindicinale d’informazione
della Diocesi Ales-Terralba
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SPECIALE NUOVO VESCOVO
Numero 4 (447) Anno 21 (68)
Domenica 14 Febbraio 2016
Il vescovo mons. Dettori annuncia la nomina pontificia a Vescovo
della Diocesi di Ales-Terralba del francescano conventuale sardo
Benvenuto padre Roberto Carboni
Mercoledì 10 febbraio
l’annuncio ufficiale
del Vescovo eletto
l francescano conventuale Padre
Roberto Carboni, 57 anni, di
Scano Montiferro, segretario generale per la formazione dell’ordine,
è stato eletto nuovo Vescovo della
diocesi di Ales-Terralba. Il nome del
Presule scelto da Papa Francesco e la
sua biografia sono stati comunicati
con emozione mercoledì 10 febbraio
alle ore 12 nella Cattedrale di Ales dal
Vescovo dimissionario mons. Giovanni Dettori. Alla presenza attenta e
partecipe dell’arcivescovo di Sassari
mons. Paolo Atzei, del Provinciale dei
Frati minori conventuali p. Salvatore
Sanna, dei sacerdoti operanti nelle 57
parrocchie, dei rappresentanti dei 39
comuni, di autorità civili e militari e
di numerosi fedeli provenienti da
tutto il territorio diocesano. Una Cattedrale gremita, con il supporto di
pochi ma scrupolosi operatori dell’informazione isolana, ha sottolineato con lunghi applausi i passaggi
salienti dei vari interventi al microfono dinanzi al paliotto dei Santi
Pietro e Paolo.
Il vescovo mons. Dettori ha detto:
“Nel Nome del Signore, dopo la devota preghiera alla SS. Vergine Maria,
invoco su tutti noi e sulla Diocesi di
Ales-Terralba l'abbondanza dei doni
dello Spirito Santo perché possiamo
vivere con fede, con gioia e gratitudine, questa giornata tanto significativa per la Chiesa e per il mondo.
Ci impegniamo a vivere fino in
fondo questo giorno di penitenza e
digiuno e di gioia per il bel dono che
riceviamo. Voglio, prima di tutto,
rendere grazie a Dio e a ciascuno di
voi per il tempo che abbiamo trascorso insieme, nella continua ricerca della volontà di Dio,
nell'amore vicendevole e nella comunione di ideali e di vita pastorale.
Vi chiedo perdono per tutto quello
che avrei dovuto fare e che non ho
fatto, per i miei sbagli, per le mie fragilità, per tutte le mancanze di
amore nei confronti della Diocesi,
dei Sacerdoti, dei Religiosi e delle
Religiose, degli operatori di Pastorale, come anche dei singoli fedeli.
Nonostante tutto, ho cercato di manifestare sempre affetto, amicizia e
disponibilità. Devo apertamente ringraziare tutti perché in voi ho trovato
altrettanto affetto, amicizia, stima e
collaborazione.
Continueremo ancora a percorrere
insieme un breve tratto di strada,
con serenità, ma anche con grande
attenzione per preparare al nuovo
Vescovo un popolo ben disposto.
Ora vi dò l'annuncio con commozione ma anche con grandissima
gratitudine a Dio e a Papa Francesco
che ha nominato il Rev.do P. Roberto
Carboni dell’Ordine Francescano
dei Frati Minori Conventuali, attualmente Segretario Generale per la
Formazione, nuovo Vescovo di Ales –
Terralba. La sua ordinazione episcopale e l’ingresso in Diocesi con la
presa di possesso è fissata per domenica 17 aprile 2016.”
+ Giovanni Dettori
I
Il messaggio alla Diocesi del nuovo Vescovo
arissimi fratelli e sorelle, a tutti voi
un saluto di Pace e Bene nel Signore! La Provvidenza di Dio tramite il
Santo Padre Francesco ha voluto scegliermi per la guida della Diocesi di AlesTerralba, dopo il generoso e illuminato
servizio e ministero esercitato con competenza per dodici anni sino ad oggi dal
Vescovo Giovanni Dettori a cui va il nostro affetto e tutta la nostra e mia gratitudine. Ringrazio il Santo Padre, il Vescovo di Roma che presiede tutte le Chiese nella carità, della sua fiducia e accolgo con trepidazione questa obbedienza
che mi porta a voi come pastore e fratello. La mia vocazione francescana illumina il mio sì, ascoltando l’esempio di san
Francesco di Assisi che sempre voleva essere “suddito e soggetto” alla Madre
Chiesa. La consapevolezza dei miei limi-
C
ti, la sproporzione fra la Grazia di Dio e
la mia povertà e il mio peccato, mi porta
a chiedere in questo primo saluto a tutti
voi, sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiose, religiosi e laici, un ricordo speciale nella preghiera e nell’intercessione,
perché io sia strumento della Grazia di
Dio in mezzo a voi, per voi e con voi.
Benché le vicende della vita e i cammini
della vocazione francescana mi abbiano
portato da molti anni fuori dalla Sardegna e anche in terra di missione fuori
dall’Italia, ho sempre sentito e sento
viva l’appartenenza alla mia amata isola,
alla sua gente e alla sua Chiesa. Nutro
profondo affetto per il mio paese di origine, Scano Montiferro, e conservo nel
cuore la memoria della paterna vicinanza e amicizia del Vescovo Giovanni
Pes, anch’egli di Scano Montiferro, che
mi ha ordinato presbitero e mi sento
parte della mia Diocesi di Alghero- Bosa
con il suo vescovo mons. Mauro Maria
Morfino, a cui mi lega una profonda e antica amicizia.
Ma voglio, sin da questo momento,
aprire il mio cuore per accogliere questa
porzione di Chiesa che è la Diocesi di
Ales- Terralba a cui in Signore mi invia,
tendendo la mano ai suoi uomini e
donne in segno di amicizia e desiderio di
incontro, includendo anche coloro che
non condividono la nostra fede ma ci
sono fratelli e sorelle in umanità. Vorrei
che tutti si sentissero accolti e ascoltati,
che non ci fossero barriere o timori nel
parlare e incontrare il proprio Vescovo.
(cont. a pag. 2)
Fra Roberto Carboni ofm conv
Vescovo eletto di Ales-Terralba
La soddisfazione della Diocesi all’annuncio in Cattedrale della nomina del nuovo Pastore
Gli auguri, la preghiera e il sostegno a mons. Roberto
N
uovo Cammino, voce della comunità diocesana fortemente radicata nel territorio, si unisce alla soddisfazione espressa vistosamente in Cattedrale all’annuncio della nomina del Vescovo eletto P. Roberto Carboni. La scelta di Papa Francesco, attraverso il Nunzio in Italia,
di mandare un religioso francescano nella diocesi che può
vantare nella sua storia vescovi “profeti” come mons. Giuseppe Maria Pilo, mons. Francesco Zunnui Casula e mons. Anto-
nio Tedde, è un segno del cielo. È il riconoscimento di una
Chiesa diocesana incarnata nel popolo, “comunione” all’interno delle comunità e “missione” verso le classi popolari e i
poveri. È insieme un invito a proseguire sulle strade segnate
dal Concilio Vaticano e dal Concilio Plenario Sardo col nuovo
Pastore, uomo di fede, di cultura e di fraternità, come traspare
dal Messaggio alla Diocesi che con gioia e grande partecipazione apre questo numero speciale.
La redazione
OVO
SPECIALE NUOVO VESC
2 | Domenica, 14 Febbraio 2016
Roma.
Apro il mio cuore
e tendo la mano a tutti,
in segno di amicizia
e desiderio di incontro
come fratelli e sorelle
in umanità
Saluto
alla Diocesi
del nuovo
Pastore
Segue da pagina 1
M
i sia permesso un saluto riconoscente ai sacerdoti, ai
diaconi, ai seminaristi, alle
religiose e religiosi della
Diocesi, con un ricordo speciale per coloro che hanno speso la loro vita nel
servizio di Dio e dei fratelli e ora carichi
di anni ci offrono ancora il dono della
preghiera e della testimonianza. Ringrazio il Signore per il dono dei nostri seminaristi: hanno un compito grande e
importante nel prepararsi al servizio del
popolo di Dio. La lunga consuetudine di
questi anni con l’animazione vocazionale e la cura delle vocazioni mi rende
attento al cammino dei nostri giovani
che hanno bisogno di essere aiutati a
scoprire la bellezza di Cristo e del dono
totale di sé a Lui.
Saluto tutto il popolo di Dio, le donne,
gli uomini, i giovani e
bambini che si sforzano ogni giorno di vivere la loro fedeltà al
Vangelo e alla loro vocazione cristiana,
anche in mezzo a difficoltà e spesso a sofferenze, ai problemi
della disoccupazione
che feriscono la nostra terra, alla povertà. Il Vescovo, anche se maestro nella
fede, ha tanto da imparare da tutti coloro che con dedizione e perseveranza
vivono la loro fede cristiana. Saluto gli
uomini e donne che per vocazione e ufficio amministrano la società civile e si
sforzano di renderla più sicura e umanizzante per tutti.
Saluto tutti i Vescovi della Sardegna che
mi accolgono fra di loro in spirito di
amicizia e fratellanza. Sono certo della
loro vicinanza e aiuto. Un particolare ricordo per i vescovi emeriti mons. Gibertini e mons. Orrù che hanno guidato la
nostra diocesi. Mi si permetta un ricordo speciale per mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, a
cui mi legano gli anni della presenza
missionaria a Cuba. Un saluto affettuoso ai Vescovi che sono stati ultimamente ordinati: al caro mons. Corrado
Melis, che proviene dal clero della no-
stra diocesi di Ales-Terralba e a mons.
Antonello Mura della mia originaria
Diocesi di Alghero-Bosa, a entrambi mi
lega l’amicizia di anni. Ma non posso
dimenticare il carissimo arcivescovo di
Sassari. Mons. Paolo Atzei ofmconv, con
il quale condivido la vocazione francescana e verso cui nutro vero affetto di figlio e fratello.
A tutti è nota l’antica storia della diocesi
di Ales-Terralba, la bellezza della sua
Cattedrale e concattedrale, il suggestivo
santuario di Sardara, e l’operosità della
sua gente nei tanti paesi piccoli e grandi
che la compongono. Entro in questa
storia in punta di piedi, per ascoltare e
imparare, conoscerne le grandi possibilità e prospettive e collaborare alla realizzazione di esse.
Ma prima ancora di formulare qualsiasi
programma sento di dover fondare il
mio sì a Dio e al Papa sulla solida roccia
che è Cristo, affidandomi a Lui e imparando da Lui. Certo, verranno anche i
programmi e le iniziative, ma prima di
tutto il mio programma è essere fedele a
Lui e attraverso di Lui a tutti voi. Il Vescovo, ci ricordava il papa Francesco,
deve prima di ogni altra cosa essere
uomo di preghiera e di annuncio del
Vangelo.
Il nostro padre san Francesco d’Assisi
mi ha insegnato ad essere fratello di
tutti e a seguire la via della semplicità.
Assumendo la guida della Diocesi di
Ales-Terralba vorrei che mi chiamaste
semplicemente Padre, facendo memoria di quella Paternità da cui tutti veniamo e siamo chiamati a servire.
Invoco l’intercessione di san Francesco
di Assisi, di cui sono figlio, e che aveva
un amore solido e totale per la santa
Chiesa. Lui ci insegni come amarla e
renderla più santa attraverso la nostra
santità. Infine voglio affidarmi e affidare
ciascuno di voi all’intercessione della
Madre di Dio che veneriamo nella nostra Diocesi con il titolo di Santa Mariaquas. Sia la Madre del Signore a
indicarmi il cammino, farmi attento alle
diverse povertà di tanti fratelli e sorelle,
insegnarmi e insegnare a tutti l’obbedienza della fede e la carità operosa che
la portò a cantare il suo “Magnificat”.
Ci stiamo inoltrando nel tempo di Quaresima, un tempo speciale per vivere la
Misericordia. Chiedo al Signore di farmene strumento. Grazie a ciascuno di
voi. Il Signore vi benedica e chiedo a
ciascuno di voi di invocare la benedizione del Signore su di me.
Roma 10 febbraio 2016,
mercoledì delle Ceneri
Fra Roberto Carboni ofmconv
Vescovo eletto di Ales-Terralba
Biografia. Da Scano Montiferro a Cuba, ritorno a Roma per vari incarichi
all’interno dell’ordine OFM Conv. fino alla nomina a Vescovo di Ales-Terralba
Un curriculum di studi e vita
P
adre Roberto Carboni è nato
a Scano Montiferro (OR),
Diocesi di Alghero-Bosa, il
12 ottobre 1958. A Bonorva
ha frequentato le scuole elementari
statali fino al 1969. Nello stesso anno
è stato accolto presso il Seminario
Serafico dei Frati Minori Conventuali
in Santa Maria di Betlem a Sassari,
allora succursale delle scuole medie
statali della città, per il triennio del
secondo ciclo di istruzione primaria
(scuole medie). Accolto quindi nel
Collegio Serafico San Francesco in
Oristano, ha frequentato il liceo classico statale “De Castro”, conseguendovi la maturità nel 1977. È entrato
formalmente a far parte dell’Ordine
con l’ingresso in noviziato il giorno
17 settembre 1977, presso il convento della Basilica del Santo a Padova.
Al termine dell’anno di prova, ha
emesso la professione temporanea
dei voti a Scano Montiferro, suo paese natale, il giorno 30 settembre
1978, nelle mani dell’allora Ministro
Provinciale P. Giuseppe Simbula. Dal
1978 al 1980 è stato alunno del Seminario San Antonio Dottore in Padova, ove ha successivamente conseguito il Baccellierato in Filosofia. Dal
1980 al 1983 è stato alunno del Collegio Internazionale Seraphicum in
Roma, ove ha frequentato i corsi della Facoltà Teologica di San Bonaventura, conseguendovi il Baccellierato
in Teologia nel 1983. Il 27 giugno
1982 ha emesso la professione perpetua dei voti nelle mani del Ministro Provinciale p. Giuseppe Simbula, presso la Chiesa di San Francesco
in Alghero (SS).
Il 9 Aprile 1983 ha ricevuto l’ordine
del Diaconato presso il Collegio Teologico Seraphicum in Roma, per le
mani di S.E. Mons. Virgilio Noé. Il 29
settembre 1984, nella Chiesa di San
Francesco d’Assisi di Oristano, è stato ordinato Presbitero da S.E. Mons.
Giovanni Pes, Vescovo di AlgheroBosa. Dopo l’ordinazione presbiterale, fu inviato a Roma per proseguire
gli studi in Psicologia, ottenendo il 7
ottobre 1986 la Licenza presso la
Pontificia Università Gregoriana in
Roma. Dal 1989 è iscritto all’albo degli psicologi e psicoterapeuti della
Sardegna. A seguito della collaborazione con la rivista Fraternità, di cui
è stato Direttore per vari anni, è diventato giornalista pubblicista,
iscritto all’albo dei giornalisti della
Sardegna dal 1997.
Incarichi pastorali più significativi
da lui svolti: 1985-1992: Direttore
Spirituale presso il Centro Nazionale
di Orientamento; Vocazionale al Sacro Convento di Assisi (postulato
francescano). 1991-1993: Docente
incaricato di psicologia presso l’Istituto Teologico di Assisi. 1993-1994:
Viceparroco presso la parrocchia di
San Francesco di Assisi in Cagliari.
1993-2001: Rettore dei Postulanti ad
Oristano. 1994-2001: Segretario e Vicario Provinciale. 2001-2013: Missionario a Cuba, dove è stato Padre Spirituale del Seminario Interdiocesano,
Docente di Psicologia, Rettore dei
Postulanti. 2006-2013: Rettore della
Chiesa S. Francesco a La Havana.
2013-2016: Segretario Generale per la
Formazione dell’Ordine O.F.M.Conv.
Alcuni dati
La famiglia: i genitori Carboni
Giovanni Maria e Piludu Maria e i
fratelli Gisella e Antonio.
Il battesimo: 2 novembre 1958,
Parrocchia di S. Pietro Apostolo in
Scano Montiferro OR.
Cresima: 20 aprile 1969, Parrocchia Natività di Maria in Bonorva
SS, da Mons. Paolo Carta.
. Gli studi
30 luglio 1977 Diploma di Maturità Classica,
liceo “S.A. De Castro” in Oristano.
23 giugno 1983 Baccalaureato in Teologia
presso il Seraphicum – Pontificia Facoltà Teologica S. Bonaventura in Roma.
7 ottobre 1986 Licenza in Psicologia Pontificia
Università Gregoriana in Roma.
1986-1993 Docente incaricato di Psicologia
presso l’Istituto Teologico di Assisi.
1993-2000 Docente incaricato di Psicologia
presso la Facoltà teologica della Sardegna in
Cagliari.
1989-2003 Iscritto all’Albo degli Psicologi e
Psicoterapeuti della Sardegna.
Dal 1997 iscritto all’Albo di Giornalisti/Pubblicisti della Sardegna.
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SPECIALE NUOVO VESC
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La gioia per il dono del nuovo Vescovo eletto
Mons. Atzei e Padre Sanna
presentano mons. Carboni
arcivescovo di Sassari,
Padre Carboni ha saputo
mons. Paolo Atzei, presente
sempre vivere lo spirito di
in Cattedrale per la nomina
umiltà e letizia francescana
del nuovo vescovo Roberto,
ha preso la parola ringraziando la
offrendo a chi lo incontra la
Divina Provvidenza per aver donato
un nuovo Pastore alla Chiesa di Ales– Parola che non viene da lui
Terralba e alla Sardegna intera.
ma dal Signore stesso
Mons. Atzei, nato a Mantova ma originario di Simala, si è mostrato partila Chiesa diocesana di Ales-Terralba particolarcolarmente commosso poiché proprio la sua diomente riconoscente a Dio e al Santo Padre. In tanti,
cesi di origine, alla quale egli è sempre rimasto
lungo la navata della marmorea Cattedrale non
legato, sarà guidata da un vescovo proveniente
hanno nascosto la loro commozione per le belle
dall’ordine dei Padri Conventuali da cui egli stesso
parole ricche di umanità e sensibilità che il Presule
viene. Padre Paolo, come tante volte lo si chiama,
sassarese ha indirizzato ai presenti. I sacerdoti, le
conosce personalmente il neo eletto col quale ha
religiose e numerosi laici si sono trattenuti con lui
condiviso un tratto di strada nella sua famiglia relial termine dell’indimenticabile mattinata per porgiosa sulle orme di San Francesco. Oltre agli incarigli delle domande sul nuovo Pastore diocesano, sachi che Padre Roberto ha ricoperto – ha ricordato il
pere qualcosa sulla sua persona, sulla sua spirituaVescovo turritano – egli si è sempre mostrato con i
lità e poterne carpire qualche aneddoto. Padre
confratelli, con gli alunni e con tutte le persone che
Paolo non si è sottratto ai numerosi interrogativi
ha incontrato lungo il suo ministero; persona umile
trattenendosi volentieri e in maniera gioviale con
e discreta, disposto al servizio. Padre Carboni, ha
tutti. La stessa gioia l’ha espressa il Padre Provinsaputo sempre vivere lo spirito di umiltà e letizia
ciale dell’ordine dei Conventuali, Padre Salvatore
francescana offrendo a chi lo incontra la Parola che
Sanna, che conosce mons. Roberto fin dagli anni
non viene da lui ma dal Signore stesso. La Chiesa
del seminario serafico di Oristano che hanno, anha chiamato entrambi dalla vita religiosa al miniche se per breve tempo, condiviso. Padre Salvatore
stero episcopale e questa particolare grazia rende
L’
ha delineato i tratti di spessore umano ma soprattutto di profonda spiritualità e amore alla Chiesa
che il nuovo Vescovo francescano porta con sè. Egli
– ha aggiunto – è un figlio di San Francesco ed è,
dunque, profondamento innamorato della Chiesa,
sua Madre, e obbediente al Magistero che saprà
certamente mettere in atto nelle scelte ma prima
ancora nella vita personale. Il vescovo Roberto, da
sempre attento alla formazione dei seminaristi, entrerà da subito nel cuore di tutti, ha concluso il Provinciale; noi siamo certi che sarà così, infatti già da
ora abbiamo garantito a mons. Roberto Carboni il
nostro affettuoso ricordo nella preghiera e il rinnovo, da parte di noi sacerdoti, del rispetto e dell’obbedienza promessi nel giorno della nostra ordinazione sacerdotale e che rinnoveremo nel
prossimo Giovedì Santo.
Don Roberto Lai
INTERVISTA . Dopo il disgelo tra il governo di Cuba e gli Stati Uniti d’America
L’esperienza missionaria a Cuba
del conventuale padre Roberto
er dodici anni fra Roberto
Carboni, 56 anni, francescano,
nato e cresciuto in un’isola, la
Sardegna, ha vissuto il suo
impegno missionario in un’altra isola,
che la storia di questi ultimi 50 anni ha
reso ancora più chiusa e separata dal
resto del mondo. Per molti anni
docente di psicologia e responsabile
della formazione permanente dei frati
(oggi è Segretario generale per la
formazione), nel 2001, con due
confratelli marchigiani, don Roberto
ha fondato la missione nella città di
Matanzas, con una grande parrocchia
di 30 mila abitanti. Un’esperienza che
ha portato frutto, visto che da cinque
anni i frati sono presenti anche a
L’Avana dove hanno una parrocchia di
50 mila abitanti, più una chiesa nel
centro storico e una piccola comunità
vocazionale con alcuni giovani frati
cubani e altri che stanno iniziando il
loro cammino.
In che cosa è impegnata la vostra
missione? È vero che è nata in seguito
alla visita di alcuni collaboratori di
Fidel Castro ad Assisi nel 1996?
La nostra missione è iniziata il 6
novembre 2001. Siamo arrivati la sera
dopo il passaggio dell’uragano
Michelle. All’inizio siamo stati a
Matanzas, dove il vescovo ci ha affidato
una chiesa senza sacerdote da quasi 20
anni. Abbiamo dovuto aggiustarla e
restaurare le stanze per viverci.
Abbiamo aspettato quasi sette anni
prima di prendere le prime vocazioni
cubane. Volevamo prima capire la
situazione, capire il cubano, entrare
nella loro storia. Dal 2009 a L’Avana
abbiamo aperto una comunità
vocazionale. Abbiamo già i primi 4 frati
cubani; altri giovani stanno facendo il
P
cammino vocazionale. Nel 1996 Fidel
Castro era a Roma, al vertice della Fao.
Avrebbe voluto andare ad Assisi ma
non fu possibile per ragioni di
sicurezza. Mandò, però, alcuni suoi
stretti collaboratori che furono accolti
dai frati con cordialità. Visitarono la
basilica e il convento. Credo che
quell’avvenimento abbia lasciato l’idea
che, come frati minori conventuali,
eravamo persone accoglienti, senza
pregiudizi. E questo a Cuba qualche
volta ci ha aiutato, facilitando il dialogo
con il Governo e specialmente con
l’Ufficio delegato per la Religione.
In questa svolta hanno avuto un ruolo
importantissimo tre pontefici:
Giovanni Paolo II che incontrò Castro
a L’Avana nel 1998; papa Benedetto,
che incontrò Raul nel 2012; infine, il
lavoro da grande tessitore di papa
Francesco, il cui ruolo è stato
riconosciuto sia da Obama che da
Raul Castro. Qual è la situazione della
Chiesa cattolica a Cuba e come pensa
che questa importante mediazione
potrà favorire la sua missione
pastorale?
Da tanto tempo la chiesa cattolica,
specialmente per opera del cardinale
Jaime Ortega Alamino, si è mossa sul
cammino del dialogo,
dell’avvicinamento. Non mi stupirei se
fra i protagonisti di questo storico
evento, volontariamente decisi a
rimanere nell’ombra, ci fosse proprio il
cardinal Ortega col suo paziente
lavorio. Tante volte dalla sua bocca ho
sentito dire che la via della
contrapposizione dura fra Chiesa e
Governo non era un bene per nessuno
e che la Chiesa doveva proporsi come
mediatrice di riconciliazione fra tutti i
cubani. Inoltre, da sempre la Chiesa ha
detto che l’embargo era inutile e
portava solo sofferenza alla povera
gente. Però è anche vero che il viaggio
di Giovanni Paolo II ha aperto le porte.
Fu lui a dire con forza nel 1998: Cuba si
apra al mondo e il mondo si apra a
Cuba. Del ruolo giocato da papa
Francesco abbiamo due autorevoli
testimonianze, sia di Raul Castro che di
Obama, nei rispettivi discorsi televisivi
alla nazione. Per quanto riguarda il
futuro dell’opera della Chiesa in Cuba,
la strada è già segnata: continuare la
sua missione di educatrice di
coscienze, soprattutto dei giovani, e
farsi mediatrice di riconciliazione fra
tutti i cubani: quelli dell’isola e quelli
della diaspora.
Come considera per la sua vita i dodici
anni trascorsi a Cuba?
L’esperienza a Cuba è stata ed è per me
una grande grazia del Signore. Mi
hanno insegnato molto i cubani, sia i
parrocchiani, che i seminaristi di cui
ero padre spirituale e insegnante, sia la
gente che quotidianamente incontravo
nella chiesa che abbiamo nel centro
storico di L’Avana, dedicata a san
Francesco. Mi hanno insegnato la
gratuità, la solidarietà fra poveri, il
rispetto per gli anziani, la capacità di
affrontare le situazioni difficili con la
speranza e la voglia di andare avanti. I
cubani hanno potuto celebrare di
nuovo il Natale, dopo moltissimi anni
di divieto, solo con la visita di Giovanni
Paolo II, nel 1998. Quel Natale è
rimasto nella storia, ma certo quello di
quest’anno forse lo supererà, perché
associato al cambiamento e alla
speranza.
Intervista del 23/12/2014
di Alessandra Cecchin per “La Vita del
Popolo di Treviso”
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La comunità diocesana presentata al Vescovo eletto in alcuni aspetti importanti:
una diocesi ricca di carismi, che attende nella preghiera un Pastore illuminato
Grazie,
mons. Dettori
Saluto di mons. Zedda
E
ccellenza carissima,
avremo certamente ancora
diverse occasioni di incontri e di
celebrazioni a livello diocesano,
ma mi consenta di interpretare i
sentimenti dei confratelli presenti, dei
diaconi, dei religiosi e delle religiose, dei
seminaristi e dei fedeli laici, ed
esprimerLe sin d’ora, in questo giorno
così significativo, tutta la gratitudine della
comunità diocesana.
Vogliamo dirLe il nostro grazie, non solo
per il suo ministero pastorale, ma anche e
soprattutto per le modalità, gli
atteggiamenti e lo stile con cui l’ha
esercitato.
Grazie per averci sollecitati, sin dai primi
istanti della sua presenza tra noi a saper
coniugare insieme le dimensioni della
“comunione” e della “missione”,
ricordandoci - anche in riferimento al suo
motto episcopale - come la comunione è
la prima condizione essenziale della
missione e, fondamentalmente, ne è
anche il fine.
Grazie per la sua attenzione nei confronti
del Presbiterio, in modo particolare verso
i sacerdoti bisognosi di ascolto, verso
quelli anziani o malati…
Grazie per la sollecitudine pastorale con
cui si è prodigato a servizio dei più deboli,
per la sua attenzione verso i problemi del
mondo del lavoro, nei confronti dei
drammi originati dalle piaghe della
disoccupazione e dell’emarginazione…
Grazie per la sua disponibilità nell’ascolto
dei giovani, anche in una prospettiva
vocazionale…
Grazie, soprattutto, per aver voluto
interpretare come autentico dono dello
Spirito la scelta coraggiosa di indire e
celebrare il Sinodo diocesano,
proiettando la pastorale verso la nascita
delle Unità Pastorali…
Per tutto questo, e per tante cose ancora:
“grazie”!
Alla gratitudine di cui, forse, queste mie
povere parole non riescono ad esprimere
tutta la portata, vorremmo unire la nostra
preghiera, nella certezza che anche Lei,
sia nei prossimi giorni in cui, come
Amministratore Apostolico, ci guiderà
verso l’accoglienza del Vescovo Roberto,
sia quando farà ritorno nella sua terra
d’origine, continuerà a tenerci presenti
dinanzi al Signore!
Una comunità viva
I
n questo Mercoledì delle Ceneri,
che anche nella nostra Chiesa locale segna l’inizio dell’itinerario
quaresimale, nel contesto significativo dell’Anno Santo della Misericordia, ci raggiunge la notizia, ormai
da tempo attesa, della nomina del
nuovo Vescovo, nella persona del
Rev.mo P. Roberto Carboni, dei Frati
Minori Conventuali.
Potrebbe, almeno a prima vista, apparire strano il fatto che una notizia gioiosa come questa coincida con l’inizio
di un tempo liturgico che, forse perché condizionati dall’immaginario
collettivo, tendiamo spesso ad associare ad un senso di tristezza, di mortificazione, di ripiegamento su noi
stessi.
In realtà, l’appello pressante alla conversione che riecheggerà con forza
nell’arco di questi quaranta giorni, e
che ci viene già proposto nel segno
austero e significativo dell’imposizione delle Ceneri, sembra
volerci richiamare tutti a
vivere quell’autentico spirito sinodale che ci conduce a sentirci ed essere
“Chiesa, comunione per la
missione”.
Ed è con questo spirito che
vorremmo davvero accogliere il Vescovo Roberto,
che si inserisce nella linea
della successione apostolica di questa Chiesa, per tenerne viva l’anima missionaria e continuare la presenza di Gesù Pastore.
La Chiesa di Ales – Terralba,
in questi ultimi sessant’anni, ha visto succedersi diversi Pastori, che seppure
con personalità e stili diversi, hanno delineato percorsi
coraggiosi e coerenti nella promozione umana e nell’evangelizzazione del
territorio. Per più di trent’anni (1948 –
1982), rifulse la grande figura di mons.
Antonio Tedde, per l’azione sociale in
favore della povera gente e della gioventù, con l’istituzione di scuole, colonie, orfanotrofi e oratori, e con una
forte attenzione per i problemi del
mondo del lavoro: gli operai in lotta lo
videro sempre al loro fianco.
Anche se solo per sei anni (1983 –
1989), significativa ed incisiva fu l’impronta pastorale lasciata dal suo successore, mons. Paolo Gibertini o.s.b.,
soprattutto nell’ambito della catechesi, della spiritualità e della liturgia.
Con mons. Antonino Orrù (1990 –
2004), e la sua sensibilità verso la comunione presbiterale e verso l’arte sacra, la diocesi ha avuto modo di crescere e tenere il passo della Chiesa del
terzo millennio, sempre preoccupata
di essere “testimone di Gesù risorto,
unica speranza del mondo”.
Dal 2 maggio 2004 ad oggi il ministero
episcopale di mons. Giovanni Dettori,
in forte coerenza con il suo motto (Diligamus nos invicem) ed in piena sintonia con gli orientamenti dell’episcopato italiano, ha inteso imprimere un
coraggioso impulso alla nuova evangelizzazione, chiedendo alla Chiesa
locale, ed in primo luogo al suo Presbiterio, di saper coniugare sempre insieme le dimensioni della “comunione” e della “missione”. Sin dagli inizi
del suo ministero, ci ha costantemente esortati a “lavorare in sinergia”, nella profonda convinzione che la comunione è la prima condizione essenziale della missione e, fondamentalmente, ne diviene anche il fine.
Questo suo impegno pastorale ha
raggiunto il momento culminante
nella celebrazione del Sinodo diocesano, autentico dono dello Spirito alla
nostra Chiesa, e frutto dell’intuizione
pastorale del suo Vescovo,
che ha tracciato le linee per
“ridisegnare” la pastorale
diocesana attraverso la costituzione delle “Unità Pastorali”.
La sollecitudine pastorale
del Vescovo Giovanni, il suo
costante prodigarsi a servizio dei più deboli, la sua attenzione per i tanti problemi del mondo del lavoro,
per il dramma della disoccupazione e dell’emarginazione che colpisce le nostre
popolazioni, la sua disponibilità all’ascolto dei giovani,
anche in una prospettiva
vocazionale, meritano oggi
più che mai la viva gratitudine dell’intera comunità
diocesana.
Questa la Chiesa che attende padre Roberto
T
roverà una Chiesa segnata certamente
da tante povertà e
tante fragilità, ma pur
sempre consapevole di possedere “un tesoro in vasi di creta”
(2Cor 4,7); una Chiesa provata
dalla fatica, ma pur sempre desiderosa di “prendere il largo”;
una Chiesa che sperimenta la
tentazione della chiusura e della resistenza al cambiamento,
ma che pure lascia trasparire il
desiderio di puntare decisamente per una pastorale rinnovata.
Troverà una Chiesa con un presbiterio (composto da 68 sacerdoti secolari e da 5 appartenenti a diverse congregazioni religiose), che negli ultimi anni ha
visto una progressiva diminu-
zione numerica ed un evidente
innalzamento dell’età media,
che purtroppo nell’imminente
futuro non potrà essere frenata
o rallentata da quanti attualmente sono già diaconi (2) o seminaristi (4).
Un presbiterio che, seppur numericamente esiguo, nell’arco
di questi ultimi nove anni, ha
espresso due Vescovi quale
dono ad altre Chiese sorelle della Sardegna.
La Diocesi vede anche la presenza di 5 diaconi permanenti;
mentre altri 5 sono in cammino
di formazione.
Sono presenti e operanti in Diocesi 10 Congregazioni religiose
femminili, anch’esse segnate da
una crisi vocazionale che determina impoverimenti numerici e
innalzamento dell’età media.
Fra queste Congregazioni religiose, va ricordata quella del
“Cenacolo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria”, che
ha avuto origine in Diocesi nel
1957.
Sufficientemente variegata è la
presenza dei Laici nelle Associazioni e nei Movimenti ecclesiali: a tutti indistintamente –
ma in modo particolare all’Azione Cattolica – in forza del
Battesimo, il Sinodo ha chiesto
“una più marcata assunzione di
corresponsabilità ecclesiale”.
Ciò appare ancora “più urgente
ed esigente dalle condizioni del
nostro tempo e della rinnovata
spinta missionaria che tutta la
Chiesa deve attuare” (cfr. Libro
del Sinodo, n. 40).
Il Vescovo Roberto
troverà, in definitiva,
una Chiesa in cammino. Con umiltà gli
chiediamo, con le
stesse parole di Papa
Francesco, di volersi
porre “a volte davanti
per indicare la strada
e sostenere la speranza del popolo, altre
volte di stare semplicemente in mezzo a
tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze di camminare
dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro”
(EG, 31). E, in attesa della sua
Ordinazione Episcopale e del
suo ingresso in Diocesi, consapevoli che una Chiesa la si serve
anche con la contemplazione,
la nostra preghiera diventi pressante invocazione allo Spirito,
perché tutti ci facciamo attenti
ai suoi suggerimenti e alle sue
ispirazioni, e non venga mai a
mancare “al gregge la sollecitudine del pastore, e al pastore la
docilità del suo gregge”.
OVO
SPECIALE NUOVO VESC
Una superficie complessiva di 1.494,84 kmq
divisa tra Medio Campidano e Oristanese
La struttura della Diocesi
Alcuni dati generali sulla diocesi
Vescovo eletto: S.E. Mons. Roberto Carboni
Amministratore apostolico: S.E. Mons. Giovanni Dettori
Patrona principale: Santa Mariaquas (penultimo lunedì di
settembre)
Patrone secondarie: SS. Giusta, Giustina ed Enedina (15
maggio)
Territorio: La diocesi ha una superficie di 1.494,84 kmq
divisa tra le province del Medio Campidano e di Oristano e
comprende le regioni della Marmilla e del Medio Campidano.
Popolazione residente (al 01.01.2015): 92.400 abitanti.
Comuni: 49 centri abitati; di cui 39 comuni.
Parrocchie: 57, più una rettoria e una cappellania.
Foranie: Ales, Lunamatrona, Guspini, San Gavino Monreale,
Terralba.
Sacerdoti secolari: 66 (+ 9 fuori sede)
Sacerdoti secolari dall’estero: 1 dal
Madagascar e 1 dal Congo
Sacerdoti regolari: 3 della Tanzania e 2
della Nigeria
Diaconi transeunti: 2
Diaconi permanenti: 5 + 5 in formazione
Religiose: 10 congregazioni, tra le quali
quella del Cenacolo del Cuore Immacolato e
Addolorato di Maria che ha avuto origine in
diocesi nel 1957
Istituti secolari: 4
Seminaristi: 5 (tra i quali 1 diacono e 1
accolito).
Domenica, 14 Febbraio 2016
|5
Comuni e parrocchie provincia di Oristano
Ales (ab. 1471)
Albagiara (ab. 270 )
Baradili (ab. 87 )
Baressa (ab. 679)
Curcuris (ab. 307)
Escovedu (fraz. di Usellus)
Figu (fraz. di Gonnosnò)
Gonnoscodina (ab. 493)
Gonnosnò (ab. 776 )
Gonnostramatza (ab. 938)
Masullas (ab. 1108 )
Mogoro (ab. 4264)
Morgongiori (ab. 745)
Pau (ab. 314)
Pompu (ab. 262)
S. Nicolò d’Arcidano (ab. 2741)
Simala (ab. 334)
Sini (ab. 496)
Siris (ab. 222)
Terralba (ab. 10295)
Cattedrale SS. Pietro e Paolo
S. Sebastiano Martire
S. Margherita
S. Giorgio
S. Sebastiano Martire
S. Antonio di Padova
Natività di Maria Vergine
S. Sebastiano Martire
S. Elena
S. Michele Arcangelo
B.V. delle Grazie
S. Bernardino
S. Maria Maddalena
S. Giorgio
S. Sebastiano
S. Nicolò Vescovo
S. Nicolò Vescovo
S. Chiara
S. Sebastiano Martire
S. Pietro Apostolo
Parrocchia S. Ciriaco
Gesù Maestro (Tanca Marchesa)
B.V. di Bonaria (Marceddì)
S. Maria Maddalena
S. Bartolomeo
B.V. Assunta
S. Simeone
Uras (ab. 2902)
Usellus (ab. 805)
Villa Verde (ab. 328)
Zeppara (fraz. di Ales)
Comuni e parrocchie provincia del Medio Campidano
Arbus (ab. 6425)
Collinas (ab. 864)
Genuri (ab. 342)
Gonnosfanadiga (ab. 6693)
Guspini (ab. 12100)
Las Plassas (ab. 247)
Lunamatrona (ab. 1729)
Pabillonis (ab. 2846)
Pauli Arbarei (ab. 645)
San Gavino Monreale (ab. 8798 )
S. Antonio di Santadi (fraz. di Arbus)
Sardara (ab. 4112 )
Setzu (ab. 141)
Siddi (ab. 664 )
Tuili (ab. 1040 )
Turri (ab. 438)
Ussaramanna (ab. 561)
Villacidro (ab. 14245)
Villanovaforru (ab. 633)
S. Sebastiano
B. Vergine Maria Regina
S. Michele Arcangelo
Natività di Maria Vergine
Sacro Cuore
S. Barbara
B. Vergine di Lourdes
S. Nicolò vescovo
S. Pio X
S. Giovanni Bosco
B. Vergine delle Grazie (Sa Zeppara)
Cappellania S. Barbara (Montevecchio)
S. Maria Maddalena
S. Giovanni Battista
B.V. della Neve
S. Vincenzo diacono
S. Chiara
S. Teresa di Gesù Bambino
S. Lucia
S. Antonio di Padova
B. Vergine Assunta
S. Antonio di Padova
Santuario diocesano Santa Mariaquas
S. Leonardo
Visitazione di Maria Vergine
S. Pietro
S. Sebastiano Martire
S. Quirico
S. Barbara
S. Antonio di Padova
Madonna del Rosario
S. Francesco d’Assisi
* i dati sono tratti dall’Annuario Diocesano 2016, e dal sito www.istat.it (al 01.01.2015)
Territori
Vicariati Foranei
FORANIA DI ALES
(abitanti 12.637)
Ales, Albagiara, Curcuris,
Escovedu, Figu, Gonnoscodina, Gonnosnò
Gonnostramatza, Masullas,
Mogoro, Morgongiori, Pau,
Pompu, Simala Siris, Usellus, Villa Verde, Zeppara
Vicario Foraneo:
Can. Petronio Floris
FORANIA DI GUSPINI
(abitanti 39.503)
Arbus: “S. Sebastiano”, B.V. Maria Regina” - Gonnosfanadiga: “S. Barbara”, “Sacro Cuore”, “Beata Vergine di Lourdes” - Guspini: “S. Nicolò Vescovo”, “S. Pio X”, “S. Giovanni Bosco” - Montevecchio - Sant’Antonio di
Santadi - Sa Zeppara
Villacidro: “S. Antonio”, “S. Barbara”, “Madonna del Rosario”.
Vicario Foraneo: Mons. Angelo Pittau
FORANIA DI LUNAMATRONA
(abitanti 7.069)
Baradili - Baressa - Genuri - Las Plassas - Lunamatrona - Pauli Arbarei
Sini - Setzu - Siddi - Tuili - Turri - Ussaramanna
Vicario Foraneo: Mons. Francesco Murgia
FORANIA DI SAN GAVINO MONREALE
(abitanti 17.253)
Collinas - San Gavino Monreale: “S. Chiara”, “S. Lucia”, “S. Teresa di Gesù
Bambino” - Sardara: “S. Antonio di Padova”, “Beata Vergine Assunta” Pabillonis - Villanovaforru - Santuario Diocesano - Ospedale
Vicario Foraneo: Don Elvio Tuveri
FORANIA DI TERRALBA
(abitanti 15.938)
Tanca Marchesa - Terralba: “S. Pietro”, “S. Ciriaco” - Uras - Marceddì - San
Nicolò d’Arcidano
Vicario Foraneo: Can. Giovanni Battista Madau
OPERE presenti in diocesi
Testimonianze della Carità:
le opere - segno
CASA DI ACCOGLIENZA PER SACERDOTI E FAMILIARI
Via Roma, 292 - 09037 SAN GAVINO M.LE (VS)
Tel. 070.9377097
CASA RIFUGIO DI NAZARETH
Via S. Nicolò, 30 - 09036 GuSPINI (VS) - Tel. 070.970004
ISTITUTO S. GIUSEPPE B. COTTOLENGO (Casa di riposo per anziani)
Via Cottolengo, 4 - 09022 LuNAMATRONA (VS)
Tel. 070.939126
CENTRO DI ACCOGLIENZA “MARIO SOGUS”
(Volontariato sociale di accoglienza diurna per anziani)
Via Mercato, 5 - 09035 GONNOSFANADIGA (VS)
Tel. 070.9799952
COMUNITÀ “ALLE SORGENTI” (Terapia per tossicodipendenti)
Località “Is Benas” - 09090 MORGONGIORI (OR)
Tel./Fax 0783.932099
COMUNITÀ “S. MICHELE” (Terapia per tossicodipendenti)
Località “Pimpisu” - 09038 SERRAMANNA (VS)
Tel./Fax 070.9130163
COMUNITÀ DI REINSERIMENTO “SAN MICHELE 2”
Loc. Borgo San Michele - Fraz. di Sanluri Stato
09025 SANLuRI (VS) Tel./Fax 070.9330590
COMUNITÀ DI PRONTA ACCOGLIENZA “IL SALVATORE”
Loc. “Is Guardias” - 09039 VILLACIDRO (VS)
Tel./Fax 070.9310813
COMUNITÀ PROTETTA “BETANIA”
Loc. “Terra Maistus” - 09036 GuSPINI (VS)
Tel./Fax 070.9797067
CASA PER ANZIANI “SS. ANNA E GIOACCHINO”
Via S. Gavino, snc - 09039 VILLACIDRO (VS)
Tel. 070.9310072 - 346.0956613
CASA “RUT”
09036 GuSPINI (VS)
Tel./Fax 070.970052
CASA “STELLA DEL MARE” (ex colonia del Seminario Vescovile)
Strada 26/28 Marina di Arborea - ARBOREA (OR)
Tel./Fax 0783.801440
PICCOLI PROGETTI POSSIBILI
09036 GuSPINI (VS) - via Pio Piras, 48
CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO”
Responsabili: Parroci e volontari dell’unità Pastorale
Associazione di volontari delle tre parrocchie.
Via Lavatoio, 3 – 09039 VILLACIDRO (VS)
Centri di ascolto
“MADONNA DEL ROSARIO”
Via Nazionale, 81 - 09039 VILLACIDRO (VS)
Tel. 070.9314326 - fax 070.9329787
e-mail: [email protected]
“CARITAS INTERPARROCCHIALE”
Via Monreale, 36 - 09037 SAN GAVINO M.LE (VS)
Tel. 070.9338577
“SAN BERNARDINO”
Via Eleonora, 21 - 09095 MOGORO (OR)
Tel. 0783.991898
“B. VERGINE DI LOURDES”
Via Foscolo - 09035 GONNOSFANADIGA (VS)
Tel. 070.9799500
“BUON SAMARITANO”
Via Gramsci, 14 - 09098 TERRALBA (OR)
Tel. 0783.83579
“S. MARIA MADDALENA”
c/o Casa del fanciullo
Piazza S. Maria Maddalena - 09099 uRAS (OR)
“B. VERGINE ASSUNTA”
Via Eleonora d’Arborea, 3 - 09030 SARDARA (VS)
“MONS. SALVATORE SPETTU”
Via G. A. Sanna, 42 - 09036 GuSPINI (VS)
Tel./Fax 070.974646
6 | Domenica, 14 Febbraio 2016
OVO
SPECIALE NUOVO VESC
Diocesi.Un vasto movimento di studio e progettazione pastorale
ha coinvolto per due anni i sacerdoti, i religiosi e i laici
Le Unità Pastorali
È iniziata
la sperimentazione
Post Sinodo, al lavoro per I
comunione e missione
L
a nostra diocesi è
visibilmente segnata dal
felice evento del Sinodo
Diocesano. Uno
“straordinario evento di grazia”, l’ha
definito il vescovo mons. Dettori. E
ancora non ha espresso le sue grandi
potenzialità. Ha certamente
innescato dinamiche di
rinnovamento e di conversione, che
ad ora stanno appena germogliando.
Annunciato il giovedì santo il 28
marzo 2013, indetto la Domenica di
Pentecoste l’8 giugno 2014, ha
concluso definitivamente i suoi lavori
il 25 gennaio 2015.
Evento straordinario nella storia della
nostra diocesi, se si pensa che
l’ultimo Sinodo effettivamente
celebrato risale al 1775, indetto da
mons. Giovanni Maria Pilo.
Ora i tempi apparivano maturi per
una profonda riflessione sulla nostra
Chiesa locale, chiamata alla missione
dell’evangelizzazione in un contesto
sociale e culturale che conosce una
decisa radicale evoluzione.
Il tema proposto dal Vescovo è
impegnativo, e non si tira indietro
rispetto al compito arduo che la
nostra Chiesa si trova a svolgere:
“Chiesa, Comunione per la missione”.
Si imponeva un’analisi realistica sui
cambiamenti di carattere sociale,
culturale, religioso che attraversano il
vissuto della nostra gente. Il processo
di secolarizzazione che caratterizza la
società occidentale ha toccato
decisamente anche le nostre
comunità locali. La linfa della
tradizione nella trasmissione della
fede da una generazione all’altra si è
notevolmente indebolita. I punti di
riferimento nella formazione della
cultura, della mentalità, delle
dinamiche sociali pongono la Chiesa
e il suo insegnamento in una
marginalità preoccupante. Per questo
la comunità cristiana è chiamata a
interrogarsi sul suo modo di proporre
il Vangelo di sempre, in una realtà
profondamente cambiata. Una nuova
missionarietà si esige in una società
che non ha più nel vangelo il suo
motivo di coesione e di identità.
Lo sguardo si volge quindi allo stato
della nostra Chiesa, essa stessa
segnata dall’evolversi dei tempi. Alla
diminuzione progressiva del numero
dei presbiteri corrisponde una
rinnovata consapevolezza dei laici
della loro corresponsabilità
nell’opera di evangelizzazione.
È interessante come il Sinodo ha
letto, fin dall’inizio, questo nostro
tempo non come congiuntura
negativa, ma come “kairos”, tempo di
grazia, dato dallo Spirito. In questo
tempo la Chiesa è chiamata a farsi
profezia del Regno e a servire gli
uomini nell’annunciare e vivere il
Vangelo di Gesù Cristo.
Il Sinodo è stato preparato da un
vasto coinvolgimento delle comunità
ecclesiali locali. Le Parrocchie, le
associazioni, i gruppi, gli organismi
parrocchiali e diocesani si sono
ritrovati in un’appassionata disanima
del nostro tempo e ha elaborato
proposte coraggiose. Il ricco
materiale raccolto, rielaborato e
offerto dalle commissioni
antepreparatorie, ha dato l’abbrivio
decisivo per i lavori del Sinodo.
L’assise sinodale ha coinvolto
un’ottantina di membri, presbiteri,
diaconi, religiosi, religiose e laici.
Prima di ripensare l’assetto
organizzativo della pastorale,
partendo dalle indicazioni offerte dal
Vescovo, è maturata la chiara
esigenza di un rinnovamento dello
stile e dello spirito che deve animare
l’azione ecclesiale. La chiave di
lettura sta nella pastorale di
comunione. La Chiesa
evangelizza se vive nella
comunione le relazioni
tra i suoi membri. La
frammentazione e
l’individualismo
impoveriscono e rendono
sterili le azioni e le
iniziative anche più
interessanti. L’efficienza
rischia l’inutilità se non è
vissuta in spirito di
comunione che è
condizione
indispensabile per
rendere efficace
l’annuncio evangelico.
Perciò alla base di ogni
progetto di
ristrutturazione
organizzativa e operativa
sta una vera e propria
conversione dello spirito:
lo spirito ecclesiale e
spirito di comunione.
Su questo fondamento si
sono poste le basi per il
ripensamento della
nostra pastorale
diocesana. L’indicazione
operativa più
significativa è la proposta delle Unità
Pastorali. La frammentazione della
pastorale in parrocchie autonome e
autosufficienti non è più proponibile.
Non lo permette, tra l’altro, la
disponibilità dei presbiteri, che
rapidamente vanno riducendosi di
numero. Ma soprattutto lo richiede lo
spirito di collaborazione e di
condivisione delle risorse e degli
strumenti operativi presenti nel
territorio: persone, organizzazioni,
strutture, organismi, competenze che
devono essere condivise, per dire di
una chiesa viva, al passo con i tempi e
con le nuove responsabilità.
Per questo il Sinodo indica una
dinamica di convergenza operativa di
diverse parrocchie, che vivono in un
territorio omogeneo, per servire
meglio alla missione.
Questa impostazione innovativa si
trova ora in stato di maturazione:
alcuni gruppi e ambiti della pastorale
già si muovono efficacemente in
questo senso. Le parrocchie stanno
maturando e sviluppando una
impostazione interparrocchiale che a
breve si consoliderà in vere e proprie
Unità Pastorali, coordinate da un
presbitero designato dal Vescovo.
Nella medesima direzione si
n attuazione delle linee di
pastorale diocesana, decise
nel recente Sinodo diocesano, il vescovo mons. Dettori
ha formulato uno schema di
come si dovranno strutturare le
Unità Pastorali in Marmilla e in
Campidano. Pubblichiamo
l’elenco delle nuove strutture interparrocchiali indicando la parrocchia o il paese guida, le parrocchie coordinate nell’U.P., il
coordinatore della U.P. e il giorno di riunione settimanale.
Forania di Ales. Ales: Zeppara, Curcuris, Morgongiori, Villaverde, Pau,
usellus, Escovedu, Albagiara, Sini e
Genuri, Gonnosnò e Figu. Coordinatore: don Fidele Kotho Mbuku. - Giorno:
giovedì. Mogoro: Masullas, Baressa,
Gonnoscodina, Siris, Pompu, Simala,
Gonnostramatza. Coordinatore: don
Nicola Demelas. Giorno: giovedì.
Forania di Lunamatrona. Lunamatrona: Siddi, Pauli Arbarei, ussaramanna,
Baradili, Turri, Tuili, Setzu, Las Plassas. Coordinatore: don Francesco Murgia. - Giorno: giovedì.
Forania di Guspini. Arbus: San Sebastiano, Maria Regina, Carcere “ Is Arenas”, S. Antonio di Santadi. Coordinatore: don Tarcisio Ortu. - Giorno: giovedì. Gonnosfanadiga: S. Cuore, B.V.
Lourdes, Santa Barbara. Coordinatore:
don Giorgio Lisci. - Giorno: lunedì.
Guspini: San Nicolò, S. Pio X, S. Giovanni Bosco, Sa Zeppara, Montevecchio. Coordinatore: don Nico Massa. Giorno: lunedì. Villacidro: Santa Barbara, S. Antonio, Madonna del Rosario, Centro Alta Cultura. Coordinatore:
don Franco Tuveri. - Giorno: giovedì.
Forania di Terralba. Terralba: S. Pietro,
S. Ciriaco, Gesù Maestro, uras, S. Nicolò d'Arcidano. Coordinatore: don Giovanni Battista Madau. - Giorno: giovedì.
Forania di San Gavino. S. Gavino: Santa
Chiara, Santa Teresa, Santa Lucia, Pabillonis e Ospedale, Casa Accoglienza.
Coordinatore: don Pierangelo Zedda.
- Giorno: giovedì. Sardara: B.V.Assunta e S. Antonio, Collinas, Villanovaforru, Santuario Santa Mariaquas. Coordinatore: don Stefano Mallocci. - Giorno: giovedì.
muovono anche gli organismi
pastorali diocesani, chiamati anch’essi
ad operare in sinergia e
collaborazione. La pastorale integrata
sarà il nuovo stile che attraverserà la
vita liturgica, la catechesi,
l’animazione della pastorale giovanile,
la testimonianza della carità.
Don Nico Massa
OVO
SPECIALE NUOVO VESC
Domenica, 14 Febbraio 2016
|7
CAMPIDANO . Un vasto territorio segnato dalla crisi industriale e dalla fuga dei cervelli
L’agro-industria per fermare
disoccupazione e spopolamento
a Diocesi di Ales Terralba è costituita da tre territori diversi
tra loro: la Marmilla, il Terralbese ed il Medio Campidano.
La Marmilla, separata dal resto della
Diocesi dalla Strada Statale n. 131, la
Carlo Felice, è costituita da trenta Comuni: di questi solo quattro superano
i mille abitanti, gli altri vanno dagli ottanta abitanti ai seicento. Il Terralbese
ha circa 15 mila abitanti distribuiti in
tre Comuni. L'attività prevalente del
Terralbese e della Marmilla è l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, ben
programmata e con risultati promettenti nel Terralbese e molto meno fiorente nella Marmilla. Essa viene considerata una periferia, dove i giovani
non riescono a trovare occasioni di inserimento sia lavorativo che sociale,
tanto che il fenomeno più vistoso e,
allo stesso tempo, più grave è costituito dal continuo esodo dei giovani e
delle giovani che cercano altrove
un'occasione occupazionale, provocando lo spopolamento e l'invecchiamento di quei paesi.
Il Medio Campidano ha oltre il 50 per
cento della popolazione dell'intera
Diocesi e soffre gli stessi problemi del
"non lavoro", dell'emigrazione dei
giovani e della dispersione scolastica
che supera il 28 per cento. Tutti e tre i
territori hanno in comune un altissimo tasso di disoccupazione e un
basso reddito pro capite, tanto che il
Medio Campidano detiene il record
della provincia più povera d'Italia. Il
tasso medio di disoccupazione supera
il 27 per cento, ma quello giovanile
supera il 50 per cento. Una situazione
che tende a peggiorare rendendo difficile le possibilità di cambiamento,
soprattutto per i giovani e le donne.
L
Fino al 1992 la presenza del settore
minerario e del polo tessil-chimico
nel territorio del Medio Campidano
condizionava, in modo determinante,
l'economia locale, tanto che oltre il
70% dei lavoratori operava in quelle
realtà. Nel 1968 la presenza industriale nel territorio dava risposte occupazionali ad oltre 7500 lavoratori:
3000 nelle Miniere di Montevecchio;
1350 nelle Tessili Sarde; 1393 nella
VILCA (ex Snia); 800 nella Fonderia di
San Gavino ed oltre 1000 piccole
aziende agro-pastorali.
Nel 1992 gli occupati sono calati repentinamente con l'aggravarsi della
crisi sia del settore minerario che in
quello tessil-chimico, passando a
2190 addetti. Nel 1995, anno del defi-
nitivo smantellamento dell'attività
estrattiva e di quella tessil-chimica, gli
addetti del settore industria sono
scesi al di sotto delle 1000 unità.
Partendo dall'esigenza di ricostruire
una nuova e valida base industriale,
dopo la chiusura delle miniere di
Montevecchio e della Snia di Villacidro, e consentire la proiezione del territorio verso un nuovo modello di sviluppo, nella metà degli anni novanta
si sono raggiunti alcuni accordi tra
Sindacato, Governo, Regione, ENI,
Snia per un intervento di reindustrializzazione del territorio. Sulla base di
quelle scelte sono sorte:
Terrecotte e Pietre naturali, oggi Ceramica Mediterranea (CerMed) nell'area del P.I.P. di Guspini, con 80 di-
pendenti; Hemoline oggi SarMed,
nell'area industriale di Villacidro, per
la produzione di linee ematiche in
pvc, destinate all'uso biomedicale,
che dava lavoro a 100 lavoratori,
quasi tutti provenienti dalla Snia, nel
corso degli anni è diventata SarMed,
con un numero di lavoratori molto
inferiore e con continue situazioni di
crisi aziendali.
Nel 1996 è sorta, sempre nell'area industriale di Villacidro la Poliplastica
del Vomano, per la produzione di arredi in plastica per bagno, con 63
unità lavorative, oggi definitivamente
chiusa. L'ultima attività nata è l'Aviotech, per la produzione di aerei leggeri per il pattugliamento del territorio, che non ha mai realizzato il
progetto pur avendo, a suo tempo, assunto una cinquantina di lavoratori
ex Snia, che non hanno mai lavorato,
perché la società è fallita prima che
iniziasse l'attività.
Oggi di queste attività industriali operano, con continue difficoltà, solo
Terrecotte, che nel frattempo è diventata CERAMICA MEDITERRANEA
(CERMED) con circa 80 dipendenti, la
Fonderia di San Gavino, diventata
Portovesme S.r.l. con 110 posti di lavoro, tra diretti e indiretti, la SarMed e
parte delle Fornaci Scanu di Guspini
con uno sparuto organico di circa 50
addetti, che lavorano pochi mesi all'anno.
La Keller Elettromeccanica ha sempre
lo stabilimento chiuso e per il suo futuro produttivo ci sono molte difficoltà se non si individuerà una nuova
compagine societaria, che acquisisca
lo stabilimento di Villacidro per riavviare la produzione e ricollocare gli
oltre 300 lavoratori.
Per superare questa difficile situazione è necessario dotare il territorio
di infrastrutture e di servizi che agevolino il rilancio socio economico, attraverso una seria programmazione
per la valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali e professionali.
Sergio Concas
MARMILLA . Presto sarà varato
l’accordo di programma
Scuola, sanità,
mobilità e sviluppo
rogetto "Pilota", dotato di 8 milioni
Tutti i venti comuni hanno
di euro, quello dell'Alta Marmilla,
deliberato la delega
risulta essere uno dei primi 6
all’Unione per l’esercizio
progetti in Italia, in linea di
associato delle funzioni di
partenza. Alla presenza, nel luglio scorso ad
Ales, dell'Assessore al Bilancio Regionale
Protezione civile e Catasto
Paci e dell'ex ministro Barca, si è fatto il
punto della situazione, con l'obbiettivo
concreto di porre le basi per arginare il grave
territoriali di eccellenza, l’innovazione e l’alta
fenomeno dello spopolamento, puntando in
qualità della vita dovranno trattenere e attrarre
particolare sulla sanità, istruzione, mobilità ed
investitori e nuovi residenti”.
agroalimentare.
In collaborazione con i referenti tecnici del Centro
Nell'incontro vengono illustrati i primi atti già
Regionale di Programmazione e del Comitato
formalizzati ed a settembre era previsto l'Accordo di
interministeriale, l’Unione di Comuni Alta
Programma che avrebbe dovuto garantire nei
Marmilla sta definendo le principali linee d’azione
Comuni dell'Alta Marmilla", l'avvio di una nuova
in termini di scuola, sanità, mobilità e sviluppo.
qualità della vita ed uno sviluppo locale, capace di
L’imperativo è “facciamo con la SNAI cose speciale,
creare vera occupazione, antidoto concreto allo
innovative, un nuovo prototipo di progetto di
spopolamento.
sviluppo”.
Facciamo il punto col presidente dell'Unione dei
Intanto tutti i venti comuni hanno deliberato la
Comuni "Alta Marmilla", l'Ing. Franceschino Serra.
delega all’Unione per l’esercizio associato delle
Prosegue il percorso per la scrittura della Strategia
funzioni di Protezione civile e Catasto, requisito
d’Area per l’Alta Marmilla e va perfezionandosi
fondamentale per poter sottoscrivere l’Accordo di
l’idea guida: “La scuola e la sanità devono diventare
programma quadro con gli Assessorati Regionali e i
speciali e innovative, attraverso interventi
Ministeri della Pubblica Istruzione, Sanità,
Infrastrutture e Sviluppo.
programmati con riferimento a soluzioni
Diciotto comuni su venti hanno inoltre deliberato
individuate anche per il mercato e il lavoro.
per l’esercizio in forma associata della funzione
La ricerca applicata favorirà processi e prodotti
P
“Edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei
servizi scolastici”, con la quale si prevede
l’organizzazione della scuola in due poli scolastici
ad Ales e Usellus. In questi poli saranno concentrate
le scuole primarie di primo grado (elementari) e
secondarie di primo grado (medie). La scuola
dell’infanzia dovrebbe restare ancora diffusa sul
territorio.
È inteso che per poter attuale detta organizzazione
saranno necessari importanti interventi strutturali
che si auspica di poter avviare presto mediante i
finanziamenti del programma regionale “iscol@”, in
ogni caso l’attuazione non potrà prevedersi prima
di due o tre anni.
Intanto sono stati consegnati all’Unione due dei
quattro minibus allestiti per il trasporto dei disabili,
assegnati dall’assessorato all’agricoltura Piano di
Sviluppo Rurale misura 321, che saranno inseriti nel
piano dei trasporti locali messo a punto con la
SNAI.
Franceschino Serra
OVO
SPECIALE NUOVO VESC
8 | Domenica, 14 Febbraio 2016
Attività del Servizio per la Pastorale Giovanile
e Ufficio Diocesano Vocazioni
I
l Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e l'Ufficio Diocesano Vocazioni propongono un unico progetto formativo i cui destinatari
sono i giovanissimi e i giovani, tenendo conto delle finalità generali della PG e della dimensione vocazionale dell’esistenza.
In un cammino che è andato definendosi e ripensandosi nel tempo, ecco di seguito le proposte per questo anno pastorale 2015-16, già
pienamente in atto.
Meeting dei Ragazzi)
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Campo scuola diocesano per giovani
Giovani (16-30 anni)
È
un momento importante di formazione offerto ai giovani che desiderano vivere un'esperienza - oltre le mura della parrocchia - per riflettere
in un clima di vita comunitaria sui temi della GMG 2016.
Il campo viene solitamente proposto nella struttura del Centro Spiritualità
Giovani dei Religiosi Concezionisti in Località “Funtana ‘e s’ozzu”, a Cuglieri, dal 03 al 09 agosto.
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dell'ultima he stazionerà
Giornata
Settimane di vita comunitaria
Adolescenti e giovani delle Scuole Superiori (14-19 anni)
i propone ai ragazzi di vivere una intera settimana nel Convento S. Lucia di San Gavino M.le. Durante questo tempo essi vanno regolarmente a scuola e nel pomerigS
gio viene loro garantito il tempo dello studio. Nei tempi restanti si offrono dei tempi di
preghiera, momenti ricreativi e incontri formativi su tematiche legate al mondo giovanile anche con la collaborazione di figure esterne.
i Musical diocesani
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via consolidandosi.
o i primi passi nel 2008 è andata via teatro, mettendo invend
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cio del Vangelo attraverso il canto,
L'obiettivo è quello di portare l'annun à. All'attivo del gruppo due Musical: “Il Risorto” portato sui palcomunit
sieme i talenti presenti nelle nostre 3 e “L'Atteso”, attualmente in programmazione in diversi paesi della
chi di mezza Sardegna dal 2011 al 201cinquanta membri, si avvale del supporto di alcuni professionisti che
Diocesi. Il gruppo, composto da circa La presenza di interi nuclei familiar i nel comparto tecnico, rende anto di forza. Il messaggio portato in
gratuitamente prestano il loro servizio.
dell'intergenerazionalità il suo pun tiva nella vita dei partecipanti al
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Giornata dei Min
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Giornata dei Cr istranti, da ridefinire
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Meeting estivo imandi, 8 maggio 2016
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Campo diocesan e della Gioventù 20-25 luglio
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osto - Cuglieri Cracovia
In stand by per quest'anno la dimensione formativa
con i corsi (base e avanzato) per animatori che
riprenderanno il prossimo anno.
San Gavino.Festosa partecipazione al Carnevale diocesano
Gli Oratori sono una ricchezza
parrocchiale e diocesana
rande successo della terza edizione del Carnevale Diocesano
degli Oratori e delle Famiglie tenutosi a San Gavino M.le lo scorso giovedì “grasso” 4 aprile. Una serata di
festa vissuta nella gioia dell’incontro.
Tante le realtà parrocchiali della diocesi
presenti alla manifestazione: particolarmente numerosa la presenza degli Oratori e delle Famiglie provenienti dalla
Marmilla. Il carnevale può essere una
semplice occasione di festa e divertimento oppure l’opportunità per vivere
un appuntamento prezioso all’interno
dell’anno oratoriano. È l’esperienza vissuta dai tanti bambini e ragazzi, mamme
e papà che hanno voluto partecipare,
che ogni anno diventa un momento favorevole in cui l’oratorio “esce” dai propri confini per andare nelle vie della città, per incontrare tanti fratelli e sorelle,
ed annunciare loro la letizia dell’essere
cristiani.
L’Oratorio San Giovanni Bosco di Ales,
con una sessantina di bambini e ragazzi,
accompagnati da alcuni adulti, ha partecipato a questa ricca esperienza diocesana del Carnevale sangavinese. È stata
una bella occasione di amicizia e di divertimento con tanti altri fratelli e sorelle
G
della nostra diocesi. Un oratorio che piano piano sta riassaggiando il gusto del
vivere il vero spirito oratoriano, grazie all’entusiasmo e alla generosità di alcune
famiglie, e alla fiducia e al sostegno del
parroco don Petronio Floris. Una ripartenza segnata da un piccolo “segno” della Provvidenza: quello della vittoria della
Coppa: Zaff’s Cup, che ci ha proclamati
Vincitori per l’edizione 2016 del Carnevale Diocesano.
Un “segno” esposto e mostrato alla gioia
e alla soddisfazione della comunità, che
si è radunata Domenica 7 Febbraio, per
festeggiare la memoria liturgica di San
Giovanni Bosco insieme al Carnevale. È
stata questa un'altra occasione per vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani, nel divertimento sano e gioioso dei
piccoli, delle mamme e dei papà che si
son saputi mettere in gioco anche tramite i bans svolti splendidamente dai cresimandi.
L’oratorio, insieme alla famiglia, è il luogo privilegiato, anche se non l’unico, dell’educazione alla fede. Esso è chiamato a
essere un autentico laboratorio di evangelizzazione: luogo di incontro per i vicini e per i “lontani”. Luogo dove potersi
mettere in discussione nell’ascolto del-
l’altro, del nostro prossimo, sempre sotto lo
sguardo amorevole
della Parola di Dio.
Questa è l’idea che nasce per la comunità
oratoriana di Ales intitolata a San Giovanni
Bosco. Vogliamo che
questo luogo riprenda
a essere strumento favorevole dove gli educatori e gli animatori
della parrocchia, dagli
adulti ai giovanissimi,
che si stanno donando
con generosità, si sentano parte di un progetto prezioso per i
loro figli: i “nostri” figli. Serve pertanto che
l’ambiente oratoriano
respiri un’aria diversa,
dove ognuno si senta chiamato a educare all’integrazione tra fede e vita, mettendo a servizio i suoi carismi, per amore di chi abbiamo affianco. Un cammino
comunitario vissuto nel piano dialogo e
confronto tra sacerdoti, suore e laici, genitori ed educatori, catechisti, animatori, collaboratori, e soprattutto con i “figli” e le “figlie” che ci vengono affidati.
L’oratorio può esistere solamente grazie
alla presenza di persone capaci di spendere il loro tempo, energia e cuore per
portare avanti le attività di animazione e
di educazione rivolte ai ragazzi e ai giovani della nostra comunità. Senza la pre-
senza di adulti e giovani, membra insostituibili, l’oratorio non potrà riprendere
definitivamente un nuovo slancio, per
essere nuovamente unico e vero corpo
che lavora, sicuri che a guidarlo sarà
sempre il suo unico capo: Cristo Signore.
L’oratorio è un’esperienza necessaria per
tutta la diocesi, nasce quindi l’esigenza
di un progetto comune, capace di risvegliare i nostri territori e le nostre realtà,
non per consegnare loro dei metodi, ma
soprattutto per sentirsi accompagnati e
sostenuti da un unico corpo ecclesiale
diocesano.
don Emmanuele Deidda
QUARESIMA
Domenica, 14 Febbraio 2016
|9
Ales. L’Omelia di mons. Dettori nella Liturgia del Mercoledì delle Ceneri
“Sia una Quaresima
di conversione e gioia”
S
olenne inizio della Quaresima nella Cattedrale di Ales,
mercoledì delle Ceneri 10
febbraio, segnato anche
dalla gioia dell’annuncio dell’elezione a nuovo Vescovo della Diocesi del conventuale p. Roberto Carboni. Mons. Dettori ha manifestato
all’assemblea, numerosa e attenta,
la sua sofferta partecipazione al
momento penitenziale e insieme la
soddisfazione per il dono prezioso
del Vescovo eletto. Riportiamo alcuni brani della sua Omelia. Il Mercoledì delle Ceneri è una giornata
straordinaria per tutta la Chiesa e
in modo particolare per la nostra
Diocesi. L'inizio delle Quaresima ci
orienta ad una esperienza della Misericordia di Dio Padre, una esperienza di purificazione che ci dona
gioia, serenità e impegno di vita cristiana caratterizzata dalle Opere di
Misericordia. Come possiamo vivere questa Quaresima? Per noi è urgente favorire un’azione missionaria allargando i confini delle nostre
Comunità, cercando di raggiungere
i più lontani che forse da tanto desiderano incontrare Dio che li ama.
Forse attendono da noi un ambiente di vera comunione, fratellanza,
stima e amore vicendevole. È tempo
privilegiato per entrare in contatto
con la misericordia di Dio: tutti siamo peccatori e bisognosi di perdono
e di conversione, chiamati a diventare testimoni e dispensatori della
stessa misericordia con parole, gesti,
riflessioni e col dare il nostro perdono agli altri. Viviamo le opere di
misericordia ricordandoci che la
carne di Cristo si fa nuovamente visibile nel corpo martoriato, piagato,
flagellato, tumefatto, denutrito, in
fuga: affamato, assetato, afflitto, disorientato, corroso dai dubbi e dai
sensi di colpa. Nei nostri fratelli che
soffrono possiamo incontrare Gesù.
Lazzaro che sta accovacciato o che
bussa alla nostra porta è una nuova
possibilità che Dio ci offre concretamente perché possiamo salvarci
prendendoci cura di chi soffre. Oggi
ci viene indicata una persona in più
da amare e da ricordare ogni giorno
nella preghiera: il Vescovo eletto Roberto Carboni. Vogliamo amarlo da
subito, anche prima di conoscerlo,
dimostrandogli il nostro affetto e la
consapevolezza che senza il Vescovo
non siamo Chiesa. È col Vescovo e
col Battesimo che ognuno di noi
viene inserito nella Chiesa, nella comunità dei credenti che hanno al
centro la presenza di Cristo che dà
senso e valore alle nostre preghiere,
al nostro stare insieme, alle nostre
celebrazioni. Con lui è anche più sicura la presenza efficace di Cristo
che offre la sua vita per noi: il nostro Salvatore. “Sulla tua Parola
getterò le reti”: senza il Vescovo rischiamo di faticare invano. Questa
Quaresima è tempo propizio per un
esame di coscienza, per rialzarci da
qualunque nostra debolezza o
mancanza, per vivere in pienezza
l'Amore di Dio che tutto rinnova e
che ci permette di essere gioiosi anche in mezzo alle tribolazioni.
Auguro a tutti una Quaresima di
conversione, di fede e di preghiera,
di vera gioia.
+Giovanni Dettori
Mogoro.Tre appuntamenti per la Quaresima
Il clou le “Quarantore”
dall’11 al 13 marzo
Altro appuntamento
ercoledì 10 febbraio, la comunità
parrocchiale di San Bernardino da importante della
Siena in Mogoro ha iniziato il
Quaresima 2016 sarà
cammino quaresimale con
l’austero rito dell’imposizione delle ceneri.
la “24 ore per il Signore”,
Con la Santa Messa vespertina, quest’anno
programmata insieme
si è pensato di riproporre il rito delle ceneri
alle Parrocchie dell’Unità
anche in una liturgia della Parola celebrata
in tarda serata (alle venti), per dare la
Pastorale di Mogoro
possibilità, a quanti sono occupati tutto il
giorno con il lavoro o al pomeriggio con le
attività sportive, di non rinunciare al segno
del II secolo, capace di trasmettere un messaggio di
penitenziale comunitario proposto dalla Chiesa
vita cristiana sempre attuale anche ai cristiani del
all’inizio della Quaresima. Tra le numerose iniziative
terzo millennio.
liturgiche e pastorali di questi “Quaranta giorni”, è
Altro appuntamento importante della Quaresima
doveroso segnalarne almeno tre.
2016 sarà la “24 ore per il Signore”, programmata
La prima sarà concentrata negli ultimi tre giorni del
insieme alle Parrocchie dell’Unità Pastorale. Il 4 e 5
mese di febbraio. Infatti, da sabato 27 a lunedì 29
marzo prossimi, anche le nostre parrocchie
febbraio, la parrocchia di Mogoro ospiterà e
risponderanno all’invito del Papa e del Pontificio
custodirà il corpo di Sant’Antioco Martire. Per gentile
Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, aprendo le
concessione della Diocesi di Iglesias e della Basilica
porte delle Chiese parrocchiali ai fedeli che vorranno
del Martire, le spoglie mortali di Sant’Antioco
accostarsi al sacramento della Riconciliazione e
saranno esposte nell’antica chiesetta a lui dedicata e
all’adorazione eucaristica. Saranno proposti due
poi nella chiesa parrocchiale, per essere venerate dai
momenti penitenziali con l’“esame di coscienza” e la
fedeli della cittadina e della diocesi. Un autentico
possibilità di accostarsi al sacramento della
Riconciliazione. In tale contesto si è pensato a una
segno di benedizione per questa comunità
celebrazione penitenziale per i bambini e i ragazzi
parrocchiale che ha conservato integra la tradizione
del catechismo e a una seconda celebrazione per i
della festa in onore del suo antico Patrono, martire
M
giovani e gli adulti.
Infine, la celebrazione solenne delle SS. Quarantore,
dall’11 al 13 marzo. con l’esposizione prolungata del
SS. Sacramento, nel corso delle tre giornate, e la
conclusione con i secondi vespri della V Domenica di
Quaresima e la processione eucaristica.
L’auspicio è che il sovrabbondante tesoro della
Misericordia di Dio possa essere accolto nel cuore e
nella vita di ogni cristiano della comunità
parrocchiale. Attraverso il Giubileo della
Misericordia e il tempo santo della Quaresima, il
Signore crocifisso, morto e risorto, chiama ciascuno a
un rinnovamento e a un reale cambiamento di vita. È
questo il tempo di grazia per celebrare la Pasqua e
sperimentare la vera comunione con Dio e con i
fratelli.
C.P.
PERIODICO DIOCESANO DI INFORMAZIONE - Direzione – Redazione: Piazza Cattedrale, 2 – 09091 Ales (OR) tel. e fax 0783.91402 - cell. 334.1056570 - P. Iva 00681930954
DIRETTORE RESPONSABILE: Petronio Floris REDATTORE: Peppangelo Perria SEGRETARIA DI REDAZIONE: Anna Mureddu
PROPRIETARIO - Diocesi di Ales-Terralba - Reg. Tribunale di Oristano n.3/95 del 3.10.1995
Internet: www.nuovocammino.it e-mail: [email protected] - [email protected]
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: + Giovanni Dettori, + Roberto Carboni, don Roberto Lai, Alessandra Cecchin, don Pierangelo Zedda, don Nico Massa, Sergio Concas, Franceschino Serra, don
Emmanuele Deidda, don Massimiliano Cabua, don Giovanni Cuccu, Sr. Maria Ester Murgia, don Luca Pittau, Alice Bandino, Mauro Serra.
ABBONAMENTI: ordinario euro 20,00 – sostenitore euro 30,00 - benemerito eurpedizione in abb. post. 70% c.c.p. n. 21939095 intestato a Nuovo Nuovo Cammino - 09091 Ales (OR)
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GRAFICA E STAMPA: PTM Editrice - MOGORO - Tel. 0783463976 cell. 3939212576 - Fax 0783463977 - [email protected]
Chiuso in redazione il 11.2.2016 - Questo numero è stato consegnato alle Poste il 12.2.2016
10 | Domenica, 14 Febbraio 2016
VITA CONSACRATA
Ales. Partecipazione gioiosa delle religiose della diocesi al Giubileo della Vita consacrata
nodo. La vita religiosa
anno della Vita Confemminile nella nostra
sacrata, iniziato il 30
Diocesi è costituita da 15
novembre 2014, si è
comunità, appartenenti a
concluso anche nella
10 Istituti per un totale di
nostra Diocesi con il Giubileo
80 suore, una piccola pordel 2 febbraio 2016, nella Catzione che va sempre più
tedrale di Ales, con una Conassottigliandosi per molcelebrazione solenne presieteplici cause. una comuniduta dal nostro Vescovo Giotà religiosa che chiude
vanni. Le Religiose e Religiosi
non può dare gioia, ma
presenti hanno rinnovato i
solo sofferenza, come una
voti, riaffermando la loro voluce che si spegne.
lontà di dedicarsi liberamenNella nostra realtà diocete e totalmente a Dio, nel sersana non ci sono opere
vizio ai fratelli.
particolarmente rilevanti:
Tutto ciò ha sempre un prole religiose si rivolgono
fondo significato personale e
verso i poli classici dei piccomunitario e lo ha maggiorcoli nelle scuole dell’inmente oggi, al termine di un
fanzia e degli anziani nelle
anno interamente dedicato
case di riposo. Ma queste
alla Vita consacrata e che ci
attività non esauriscono e
ha aiutato a “riconsiderarla”
non danno un quadro
come un autentico dono, non
completo della preziosità
da custodire gelosamente ma
della presenza delle relida mettere a frutto per l’utiligiose se si tacesse della
tà comune, un capitale che
loro partecipazione attiva
appartiene alla Chiesa. Nella
alla vita delle parrocchie,
lettera indirizzata a tutti i Reun ventaglio ampio di
ligiosi in occasione dell’aperazione apostolica che si
tura dell’anno ad essi dedicaUna partecipazione attiva alla vita delle parrocchie, un ventaglio
fascia di semplicità e di
to, Papa Francesco evidenzia
spesso di naalcune priorità: guardare al
ampio di azione apostolica che si fascia di semplicità e di normalità normalità,
scondimento secondo lo
passato con gratitudine, vivestile evangelico. Ma dietro
re il presente con passione,
i numeri e le opere citati,
abbracciare il futuro con speci sono le persone consacrate che nella
glielo consentono. I nostri ritiri, vissuti
ranza. Questi obiettivi proposti dal Papa ranza e la fiducia nella perenne presenfedeltà alla consacrazione e secondo lo
in dimensione intercongregazionale,
sono stati oggetto di costante preghiera, za del Signore Gesù.
spirito del proprio Istituto sono come le
sono un appuntamento importante per
Durante l’anno della Vita Consacrata
di attenta riflessione alla luce della Pasentinelle, segni luminosi per tutto il
noi perché il condividere una mattinata
rola e del Magistero della Chiesa e quin- noi religiose della Diocesi di Ales-Terpopolo di Dio, con la testimonianza di
ralba non abbiamo vissuto momenti ce- di spiritualità, nell’ascolto e nella medidi di rinnovato impegno. Dal cuore dei
vita evangelica e di comunione fraterna,
religiosi non può non essere sgorgato se lebrativi esteriori, ma abbiamo dedicato tazione, nell’adorazione al Santissimo
di apertura e di accoglienza, di disponiSacramento e nella Celebrazione eucai nostri ritiri mensili a riflettere sui temi
non un canto di lode a Dio per il dono
bilità e di servizio verso tutti. Nessuna
ristica ed anche nell’incontro festoso e
proposti dal Papa, scoprendovi, di volta
della vocazione, per l’Istituto a cui con
occasione è tralasciata anche nel nostro
in volta, elementi antichi e sempre nuo- nella serena gioia fraterna, ci aiuta nel
gioia si appartiene, per la porzione di
incontro quotidiano con le famiglie che
cammino spirituale, ci fa crescere nella
vi che sono alla base della consacrazioChiesa in cui il Signore ci ha voluti.
non divenga motivo di apostolato, di inconoscenza reciproca e ci fa sentire vePer questo riflettere e risalire alla genui- ne-missione. Ci ha guidate in questo
coraggiamento e di stimolo verso la vita
ramente sorelle unite nell’amore alcammino don Franco Tuveri, Vicario
nità delle origini è come attingere cobuona del Vangelo.
l’unico Signore e attente alle esigenze
stantemente al grande deposito del pro- Episcopale per le Religiose. Ci guida atSenza allontanarci dalla nostra realtà, le
del Regno. Incontrarci avendo al centro
prio carisma, attualizzandolo nella real- tualmente Padre Giancarlo Pinna, capperiferie sono talvolta molto vicine, riGesù è festa per tutte e ciò può essere
puccino. Da sottolineare la presenza
tà presente di cui niente ci è estraneo,
chiedono da noi solo occhi teneri e miesemplare anche per la nostra Chiesa
paterna del nostro Vescovo Giovanni,
con lo sguardo rivolto avanti, sempre in
sericordiosi.
locale impegnata nell’attuazione del Siavanti, alimentando il futuro con la spe- ogni qualvolta gli impegni pastorali
L’
Servire Dio nei fratelli
Una missione: coltivare nuove vocazioni
Testimonianza di vita
realizzata nell’amore
e nostre comunità religiose
Al di là di ciò che facciamo
subiscono anch’esse i segni
secondo i diversi carismi
del tempo. L’età dei membri
avanza e le nuove vocazioni
che altro non sono se non
scarseggiano, come scarseggiano i
le sfaccettature dell’amore
figli nelle famiglie: è questo un
problema che ci accomuna.
di Dio che risponde alle
Il nostro Papa Francesco ci ha
attese e ai bisogni dei suoi
calorosamente invitate a rivolgerci
figli, c’è il nostro “essere
al Signore della messe con preghiera
ardente e insistente, unita alla
profezia”
testimonianza della nostra vita
pienamente realizzata nell’amore,
perché Dio è capace di colmare il cuore e rendere
coinvolge. Un’ultima considerazione tra le tante
felici… anche i giovani d’oggi.
altre che si potrebbero proporre: fra le gente la
Le prospettive per il futuro ci sono state indicate
presenza delle suore è ancora assai apprezzata e
da Papa Francesco nel discorso a braccio rivolto ai
stimata per ciò che facciamo con impegno,
cinquemila religiosi e religiose radunati il 1
generosità, spirito di sacrificio e di disponibilità,
febbraio 2016 per la conclusione dell’anno della
ciò è vero ed è bello!
Vita Consacrata: la profezia dell’obbedienza, vivere
Ma al di là di ciò che facciamo secondo i diversi
la prossimità ad intra per essere capaci di
carismi che altro non sono se non le sfaccettature
tenerezza e di Misericordia ad extra, contagiare il
dell’amore di Dio che risponde alle attese e ai
mondo di gioia e di speranza.
bisogni dei suoi figli, c’è il nostro “essere profezia”
Esse segnano di autentico Vangelo il cammino
che richiama e rimanda alle realtà future ed eterne
personale e comunitario, in modo speciale in
che noi anticipiamo con il nostro stesso stile di
vita. Nella lettera per l’anno della Vita Consacrata,
quest’anno della misericordia che tutti ci
L
Papa Francesco, particolarmente attento e
sensibile ad essa, auspica nelle Diocesi un
insegnamento che illumini il popolo di Dio sul
valore della Vita Consacrata così da farne
risplendere la bellezza e la santità nella Chiesa.
Ci uniamo con gioia e con speranza all’auspicio
sempre attuale del Papa, chiedendo a Maria, la
Vergine dell’ascolto e della contemplazione, del
servizio e della Misericordia, l’aiuto materno per
una sequela sempre fedele e generosa a beneficio
di questa nostra amata Chiesa particolare.
Pagina a cura di Sr. Maria Ester Murgia
Delegata USMI diocesana
DIOCESI
Domenica, 14 Febbraio 2016
| 11
San Gavino. L’esperienza del Cappellano
Ospedale:
in ogni
malato
c’è il Cristo
a più di un anno esercito il
ministero sacerdotale presso
l’ospedale Nostra Signora di
Bonaria in San Gavino
Monreale.
Dal giorno dell’ordinazione
sacerdotale, mons. Dettori ha voluto
affidarmi questo prezioso servizio per i
malati, i sofferenti ed il personale tutto
che lavora nello stesso presidio
ospedaliero. Questa scelta in un primo
momento ha creato in me numerosi
interrogativi, crisi e dubbi sulla mia
inadeguatezza, come giovane prete,
nello stare a contatto con il dolore, il
mistero della sofferenza, della malattia,
e tante volte anche con il mistero della
morte. Ma da subito è stato
sicuramente necessario abbandonarsi
fiduciosi nell’aiuto del Signore per
questo compito così complicato. Con
questo breve articolo vorrei descrivere
l’esperienza vissuta in questi mesi, in
tre punti.
D
1- L’ospedale è il luogo
della misericordia
Oggi tanti possono chiedersi che ruolo
abbia un sacerdote in un luogo come
l’ospedale, o ancora che spirito anima
tutto il personale competente, oppure
se il lavoro all’interno dell’ospedale sia
un lavoro come tanti altri.
Il Giubileo straordinario che stiamo
vivendo in maniera intensa, ci aiuta a
capire lo spirito ed il servizio che si può
esercitare in ospedale, nei vari
incarichi, di cappellano, di medico, di
infermiere e così via.
Più volte papa Francesco ha
sottolineato che il Giubileo deve
vederci impegnati nell’essere davvero
misericordiosi come il Padre, che va
vissuto a contatto con la parola di Dio,
ci aiuta ad incontrare Dio amore che
fin dalla creazione si è manifestato,
nella sua misericordia, indulgente
verso ogni uomo, in particolare verso
gli ultimi i poveri ed i sofferenti. Se
vogliamo dunque descrivere
l’esperienza all’interno dell’ospedale,
possiamo davvero affermare che
questa è davvero un grande incontro
con la Misericordia di Dio Padre.
La misericordia passa attraverso tanti
piccoli gesti che sono indispensabili
per la cura e l’attenzione verso i malati.
Il sacerdote in ospedale è chiamato nel
modo più assoluto a mettere in azione
ed in pratica questi gesti di autentica
misericordia e servizio, come celebrare
la Santa Messa, amministrare i
Sacramenti, in modo del tutto speciale
la Confessione e l’unzione degli
infermi. Ma è necessario anche
l’ascolto, l’accompagnare i malati in
momenti davvero difficili quando si
scopre una malattia, accompagnare i
malati negli ultimi istanti della vita
terrena, consolare, assistere,
camminare portando la croce proprio
come ci insegna Gesù nel Vangelo. Non
ultimo poi è fondamentale anche il
rapporto con i famigliari dei malati che
ti aiuta a conoscere e comprendere
numerose situazioni di sofferenza. In
ospedale non mancano nemmeno i
momenti di gioia dove si
ringrazia il Signore per il
dono della guarigione o
ancora per il dono della vita e
della nascita di nuove
creature, allora il
ringraziamento si manifesta
in preghiera di lode e di
ringraziamento.
2- L’ospedale è il luogo
del servizio e speranza
La vita in ospedale è scandita
da una preziosa e ricca
collaborazione fra tutto il
personale medico ed
infermieristico. Intervistando
l’esperienza di questi ultimi,
tanti mi hanno espresso il
pensiero che il lavoro
all’interno dell’ospedale non
è un lavoro qualsiasi. Questo perché il
rapporto con i pazienti è fondato
sull’ascolto, la fiducia, il sostegno, il
prendersi cura dei più deboli, ma
ancora il servizio in ospedale è fondato
sulla carità, sull’amore. Siamo chiamati
a svolgere il nostro compito senza
giudicare, esercitando davvero l’amore
e la pazienza di Cristo. Non mancano
certamente anche il coinvolgimento
emotivo, (certe situazioni ti segnano
per davvero) ma essere cappellano,
medico o ancora infermiere è una
vocazione: spesso richiede sacrificio,
richiede molte energie, ti mette in
discussione, ma non lo si fa solamente
per una retribuzione, si è chiamati a
lasciare ogni sicurezza ed essere
annunciatori di speranza.
3- L’ospedale è
vocazione e missione
Il lavoro in ospedale è prima di tutto
una vocazione, la vocazione più bella e
più gratificante se davvero si cerca di
donare tutto se stessi. In questo modo
dal malato e da tutti i pazienti si riceve
in contraccambio cento volte tanto. Il
messaggio cristiano in ospedale è
decisivo. Tanti malati nel fare
esperienza della malattia sentono venir
meno la fede, o ancora altri lontani
dalla vita della Chiesa sentono
rinascere la fede o si aggrappano alla
speranza. È allora necessario capire
che i malati non cercano da noi
solamente una risposta o una cura
medica. Ma aspettano un
incoraggiamento, un conforto, un
sorriso, una parola di vera speranza.
Questi atteggiamenti tante volte
valgono più di una cura medica. Si
parla tanto di una Chiesa in missione.
Nella misura in cui diventiamo
testimoni e strumenti del Signore, il
nostro servizio in ospedale diventa
davvero una missione. In ogni malato è
presente Cristo, con questo Spirito
vogliamo davvero andare incontro a
Cristo con le nostre buone opere di
vera pietà.
La giornata del 23 dicembre è stata una
giornata particolare per il nostro
ospedale, il Vescovo mons Giovanni
Dettori ha celebrato in mezzo a noi il
giubileo del Malato con “l’apertura”
della porta Santa anche in
ospedale. Siamo chiamati
allora a varcare la porta
della misericordia, ossia
passare per la porta delle
pecore che è Cristo, piena
espressione della
misericordia di Dio. Per
questo nella nostra povertà
e debolezza vogliamo anche
noi nel nostro ospedale,
luogo simbolo della
sofferenza e della croce,
intraprendere un cammino
nuovo come cristiani e
diventare anche noi
misericordiosi come il Padre
nostro che è nei cieli.
Don Luca Pittau
Cappellano di Nostra Signora
di Bonaria - San Gavino
La scomparsa dell’amato
canonico Lorenzo Tuveri
ercoledì 10 febbraio ha
reso l’anima a Dio il
canonico don Lorenzo
Tuveri nato a Sardara il 26
giugno 1931. Ordinato sacerdote
a Gonnostramatza da mons.
Antonio Tedde il 22 agosto 1954
I funerali si sono svolti nella
parrocchia del B.V. Assunta a
Sardara lo scorso 12 febbraio.
Affidiamo l’anima di don
Lorenzo alla misericordia di Dio
perché dopo aver esercitato il
ministero sacerdotale su questa
terra, ricoprendo diversi
incarichi diocesani, tra cui
quello di Rettore del Santuario
di Santa Maria Aquas e
assistente unitario dell’Azione
Cattolica, venga ammesso a
celebrare eternamente la
liturgia del Cielo.
M
12 | Domenica, 14 Febbraio 2016
CHIESA
Missioni. Le prime iniziative varate dal Centro Missionario Diocesano di Ales-Terralba
I
l Centro Missionario Diocesano,
nella riunione di Martedì 9
Febbraio, ha approvato tre dei 10
mini progetti proposti
dall’Associazione 3 P a Missio Italia
riguardanti diverse cause missionarie
e ai quali aderiremo in collaborazione
con la nostra Caritas Diocesana.
Istruzione: 10 borse di studio per gli
studenti della Libera Università Agro
Zootecnica di Bongor (€ 3.600,00, la
borsa di studio è 360,00 € all’anno).
Emergenza acqua potabile: 3 pozzi
per micro fattorie nei villaggi (uno nel
Ciad, uno in Camerun, uno in Centro
Africa: ogni pozzo 4.000,00 Euro).
Emergenza Umanitaria: 2 progetti di
“aiuto di urgenza” per sostenere le
diocesi della Grecia di Corfù e di
Salonicco. Questo per sostenere il
diritto ad una migrazione sicura in
particolare nelle rotte balcaniche (€
4.000,00 per progetto).
È stata inoltre formalizzata, con una
lettera ai Sacerdoti di ogni Parrocchia
della nostra Diocesi, la richiesta di
individuare un fedele per ogni
Parrocchia che divenga l’incaricato
Parrocchiale e (sotto le disposizioni
del proprio parroco), si faccia da
tramite tra le nostre iniziative e la rete
parrocchiale o interparrocchiale.
Un referente cui consegnare
periodicamente il materiale inviatoci
dalla sede centrale di Roma di Missio
“Progetti”
e adozioni
Un incaricato per ogni
parrocchia divenga (sotto
le disposizioni del parroco),
il tramite tra le nostre
iniziative e la rete
parrocchiale o dell’U.P.
Italia e che si faccia portavoce di
richieste e intenzioni provenienti
dalle parrocchie, sia per quanto
riguarda le nostre Missioni all’estero
che per le Adozioni a distanza.
Per realizzare questo imponente
lavoro, abbiamo bisogno della
collaborazione di tutto il clero e dei
fedeli. Tra gli obiettivi del nostro
C.M.D., molta importanza riveste la
formazione di tale rete all’interno
della Diocesi, che andrà a formare la
sezione Parrocchie/Rapporto con le
Parrocchie del nostro nuovo
Sito(www.centromissionariodiocesan
oalesterralba.it).
La nostra equipè si è offerta inoltre di
presenziare nelle Messe principali
domenicali in tutte le parrocchie
della Diocesi che ne faranno
richiesta, sì da informare le Comunità
sulle nostre attività, sui progetti attivi
e i prossimi in attivazione.
Animazione missionaria per il clero e
Animazione missionaria e liturgia son
infatti due dei quattro punti
all’ordine del giorno che verranno
affrontati il prossimo 24 Febbraio a
Macomer, nella ex casa dei Padri
Missionari Saveriani, nell’incontro
periodico coordinato da Don Ennio
Matta Direttore del CMD di Cagliari e
al quale parteciperanno tutti i Centri
Missionari Diocesani sardi.
Il Centro Missionario Diocesano e
Adozioni a Distanza ringrazia S. E.
Mons. Giovanni Dettori per il
prezioso e fruttuoso apostolato.
Al neo eletto Vescovo P. Roberto
Carboni formuliamo i migliori auguri
e la preghiera per il suo nuovo
ministero affidatogli da Papa
Francesco; assicuriamo inoltre la
totale e completa collaborazione
dell’equipe del C.M.D./Adozioni a
Distanza e di tutto il suo Direttivo.
Alice Bandino
Guspini. La Cooperazione come strumento di aiuto fra i popoli del terzo Mondo
Dichiarazione del presidente
on “Piccoli Progetti Possibili” opera il Centro
Internazionale dialoghi interculturali e sociali
(CIDIS) e il Centro Culturale di Alta
Formazione. Si sta dotando di una direzione articolata,
di un gruppo scientifico, di un ufficio di progettazione,
di un direttore generale. Celebrando questi dieci anni
più che guardare al passato, (anche quello perché è
giusto narrare) vogliamo guardare al futuro. Due
dimensioni vanno rispettate, una è tutta civile, di
cittadinanza. Oggi la stessa globalizzazione è in crisi, in
crisi sono le grandi organizzazione internazionali, dalla
Comunità Europea a quella dell’ONU: il futuro ci sta
sfuggendo di mano; i fiumi d’immigrati si stanno
buttando nel mare dell’Occidente; l’Africa sta andando
verso il miliardo di persone; India e Cina non reggono i
ritmi di sviluppo sognati; il mondo musulmano non è
controllabile né all’interno né tanto meno all’esterno.
I segni di una terza guerra mondiale sono sempre
evidenti. Che fare? Milioni, miliardi di piccoli progetti
possono cambiare il mondo, costruire un mondo di
pace: questo dobbiamo fare.
C
L’esempio di “Piccoli Progetti Possibili”
“Dobbiamo coltivare
la solidarietà politica,
economica e sociale verso
chi ha bisogno senza
paura, con coraggio
di fare scelte concrete.
Non è una soluzione facile”
S
i è concluso con una conferenza
il 22 gennaio l’anniversario del
10° anno di attività della 3 PPiccoli Progetti Possibili- con la
partecipazione del Vescovo di Ales
mons. Dettori, del Consigliere Regionale
Rossella Pinna del sindaco di Guspini
Giuseppe De Fanti. Nella conferenza
svoltasi nel teatro Murgia è emerso un
chiaro concetto sullo sviluppo della società: "Non può essere solo l'economia
a governare tutto". Alla presenza di un
folto uditorio, proveniente da varie località della Diocesi, le attività della Associazione 3P sono un’attività di Solidarietà che è un'utopia necessaria, realizzabile nel concreto purché ci si creda
davvero. Durante la conferenza, abilmente coordinata dal giornalista Mario
Girau è emerso il lavoro di tante persone che collaborano per gli aiuti umanitari ed evidenziano come “Il principio di
solidarietà è l'antidoto a un realismo
rassegnato che non lascia speranze, che
non lascia diritti”. Alla conferenza è intervenuto Dott. Giangranco Cattai, presidente della FOCSIV che ha plaudito le
attività svolte dalla 3P: «La solidarietà
non è solo un principio costituzionale
ma un ingrediente perché la società
possa funzionare. Noi abbiamo in questo momento difficoltà enormi, siamo
poco solidali, l'Europa è poco solidale.
È scritto nel Trattato di Lisbona che
l'Unione Europea dovrebbe favorire la
solidarietà tra gli Stati membri, ma di
solidarietà non ce n'è molta. Vediamo il
caso greco che dovrebbe essere governato non solo con l'occhio all'economia
e ai conti in ordine ma anche alla soli-
darietà con le persone che in quel Paese
hanno avuto in questi anni, anche per
improprie scelte che oggi sappiamo
sbagliate, sofferenze personali molto
grandi. La solidarietà è quella che ci impegna quando ci sono i migranti, è
quella che ci impegna quando in Italia
la povertà assoluta è arrivata a sei milioni di persone. È un principio che ci dice
che non possiamo pensare a una società di individui separati ma di persone
che si guardano reciprocamente. Non
tutto è riducibile alla logica dell'economia, questo è quello che noi non lo facciamo mai abbastanza». Il Vescovo
mons. Dettori si è compiaciuto delle attività della 3P perché, anche se opera in
una Diocesi piccola, si è saputa inserire
in organizzazioni umanitarie collocandosi fra le più intraprendenti in Sardegna e in tutto il settore. Anche il parroco
di san Nicolò don Antonio Massa si
compiaciuto delle attività della associazione, che affianca la parrocchia nelle
attività di pastorale: «Sono soddisfatto
dello stato di salute della Parrocchia –
ha detto don Massa- queste iniziative
laboriose favoriscono la comunità in un
cammino di carità autentico».
Al termine don Angelo Pittau promotore
della nascita della 3P ha ricordato, con
un excursus storico, le attività della associazione nata per sorreggere e favorire
un gemellaggio con la città di Bongor in
Ciad. «La Solidarietà è un valore che, se
devo considerare le citazioni degli ultimi
giorni di papa Francesco dovrebbe essere
in primissima fila; ho l'impressione, però,
che venga più proclamato che praticato.
Questo non ci deve in nessun momento
mettere nella condizione di pessimismo
che ci porta a dire che non c'è più niente
da fare. C'è un sentimento diffuso di bisogno di solidarietà e di fronte a questo
le reazioni non sono solo negative ma
anche positive, soprattutto quando ci
sono fatti drammatici. Dobbiamo coltivare
la solidarietà politica, economica e sociale
verso chi ha bisogno senza paura con
coraggio di fare scelte. Non è una soluzione
facile, ma è una strada per la soluzione
ai problemi che stiamo vivendo».
Le attività sono proseguite nella giornata
successive con la proiezione di films sull’integrazione e discriminazione razziale.
Mauro Serra