Domenica 14 Febbraio 2016 N°04
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Domenica 14 Febbraio 2016 N°04
Euro 1,00 Quindicinale d’informazione della Diocesi Ales-Terralba Tassa Pagata - Autorizzazione Tribunale di Oristano n.3/95 del 3.10.1995 - Poste Italiane Spa. Sped. in a.p. D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1 - Direzione – Redazione: Piazza Cattedrale, 2 – 09091 Ales (OR) - Tel. e Fax 0783.91402 - 0783.91603 - 334.1056570 Internet: www.nuovocammino.it - e-mail: [email protected] - [email protected] - [email protected] SPECIALE NUOVO VESCOVO Numero 4 (447) Anno 21 (68) Domenica 14 Febbraio 2016 Il vescovo mons. Dettori annuncia la nomina pontificia a Vescovo della Diocesi di Ales-Terralba del francescano conventuale sardo Benvenuto padre Roberto Carboni Mercoledì 10 febbraio l’annuncio ufficiale del Vescovo eletto l francescano conventuale Padre Roberto Carboni, 57 anni, di Scano Montiferro, segretario generale per la formazione dell’ordine, è stato eletto nuovo Vescovo della diocesi di Ales-Terralba. Il nome del Presule scelto da Papa Francesco e la sua biografia sono stati comunicati con emozione mercoledì 10 febbraio alle ore 12 nella Cattedrale di Ales dal Vescovo dimissionario mons. Giovanni Dettori. Alla presenza attenta e partecipe dell’arcivescovo di Sassari mons. Paolo Atzei, del Provinciale dei Frati minori conventuali p. Salvatore Sanna, dei sacerdoti operanti nelle 57 parrocchie, dei rappresentanti dei 39 comuni, di autorità civili e militari e di numerosi fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano. Una Cattedrale gremita, con il supporto di pochi ma scrupolosi operatori dell’informazione isolana, ha sottolineato con lunghi applausi i passaggi salienti dei vari interventi al microfono dinanzi al paliotto dei Santi Pietro e Paolo. Il vescovo mons. Dettori ha detto: “Nel Nome del Signore, dopo la devota preghiera alla SS. Vergine Maria, invoco su tutti noi e sulla Diocesi di Ales-Terralba l'abbondanza dei doni dello Spirito Santo perché possiamo vivere con fede, con gioia e gratitudine, questa giornata tanto significativa per la Chiesa e per il mondo. Ci impegniamo a vivere fino in fondo questo giorno di penitenza e digiuno e di gioia per il bel dono che riceviamo. Voglio, prima di tutto, rendere grazie a Dio e a ciascuno di voi per il tempo che abbiamo trascorso insieme, nella continua ricerca della volontà di Dio, nell'amore vicendevole e nella comunione di ideali e di vita pastorale. Vi chiedo perdono per tutto quello che avrei dovuto fare e che non ho fatto, per i miei sbagli, per le mie fragilità, per tutte le mancanze di amore nei confronti della Diocesi, dei Sacerdoti, dei Religiosi e delle Religiose, degli operatori di Pastorale, come anche dei singoli fedeli. Nonostante tutto, ho cercato di manifestare sempre affetto, amicizia e disponibilità. Devo apertamente ringraziare tutti perché in voi ho trovato altrettanto affetto, amicizia, stima e collaborazione. Continueremo ancora a percorrere insieme un breve tratto di strada, con serenità, ma anche con grande attenzione per preparare al nuovo Vescovo un popolo ben disposto. Ora vi dò l'annuncio con commozione ma anche con grandissima gratitudine a Dio e a Papa Francesco che ha nominato il Rev.do P. Roberto Carboni dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, attualmente Segretario Generale per la Formazione, nuovo Vescovo di Ales – Terralba. La sua ordinazione episcopale e l’ingresso in Diocesi con la presa di possesso è fissata per domenica 17 aprile 2016.” + Giovanni Dettori I Il messaggio alla Diocesi del nuovo Vescovo arissimi fratelli e sorelle, a tutti voi un saluto di Pace e Bene nel Signore! La Provvidenza di Dio tramite il Santo Padre Francesco ha voluto scegliermi per la guida della Diocesi di AlesTerralba, dopo il generoso e illuminato servizio e ministero esercitato con competenza per dodici anni sino ad oggi dal Vescovo Giovanni Dettori a cui va il nostro affetto e tutta la nostra e mia gratitudine. Ringrazio il Santo Padre, il Vescovo di Roma che presiede tutte le Chiese nella carità, della sua fiducia e accolgo con trepidazione questa obbedienza che mi porta a voi come pastore e fratello. La mia vocazione francescana illumina il mio sì, ascoltando l’esempio di san Francesco di Assisi che sempre voleva essere “suddito e soggetto” alla Madre Chiesa. La consapevolezza dei miei limi- C ti, la sproporzione fra la Grazia di Dio e la mia povertà e il mio peccato, mi porta a chiedere in questo primo saluto a tutti voi, sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiose, religiosi e laici, un ricordo speciale nella preghiera e nell’intercessione, perché io sia strumento della Grazia di Dio in mezzo a voi, per voi e con voi. Benché le vicende della vita e i cammini della vocazione francescana mi abbiano portato da molti anni fuori dalla Sardegna e anche in terra di missione fuori dall’Italia, ho sempre sentito e sento viva l’appartenenza alla mia amata isola, alla sua gente e alla sua Chiesa. Nutro profondo affetto per il mio paese di origine, Scano Montiferro, e conservo nel cuore la memoria della paterna vicinanza e amicizia del Vescovo Giovanni Pes, anch’egli di Scano Montiferro, che mi ha ordinato presbitero e mi sento parte della mia Diocesi di Alghero- Bosa con il suo vescovo mons. Mauro Maria Morfino, a cui mi lega una profonda e antica amicizia. Ma voglio, sin da questo momento, aprire il mio cuore per accogliere questa porzione di Chiesa che è la Diocesi di Ales- Terralba a cui in Signore mi invia, tendendo la mano ai suoi uomini e donne in segno di amicizia e desiderio di incontro, includendo anche coloro che non condividono la nostra fede ma ci sono fratelli e sorelle in umanità. Vorrei che tutti si sentissero accolti e ascoltati, che non ci fossero barriere o timori nel parlare e incontrare il proprio Vescovo. (cont. a pag. 2) Fra Roberto Carboni ofm conv Vescovo eletto di Ales-Terralba La soddisfazione della Diocesi all’annuncio in Cattedrale della nomina del nuovo Pastore Gli auguri, la preghiera e il sostegno a mons. Roberto N uovo Cammino, voce della comunità diocesana fortemente radicata nel territorio, si unisce alla soddisfazione espressa vistosamente in Cattedrale all’annuncio della nomina del Vescovo eletto P. Roberto Carboni. La scelta di Papa Francesco, attraverso il Nunzio in Italia, di mandare un religioso francescano nella diocesi che può vantare nella sua storia vescovi “profeti” come mons. Giuseppe Maria Pilo, mons. Francesco Zunnui Casula e mons. Anto- nio Tedde, è un segno del cielo. È il riconoscimento di una Chiesa diocesana incarnata nel popolo, “comunione” all’interno delle comunità e “missione” verso le classi popolari e i poveri. È insieme un invito a proseguire sulle strade segnate dal Concilio Vaticano e dal Concilio Plenario Sardo col nuovo Pastore, uomo di fede, di cultura e di fraternità, come traspare dal Messaggio alla Diocesi che con gioia e grande partecipazione apre questo numero speciale. La redazione OVO SPECIALE NUOVO VESC 2 | Domenica, 14 Febbraio 2016 Roma. Apro il mio cuore e tendo la mano a tutti, in segno di amicizia e desiderio di incontro come fratelli e sorelle in umanità Saluto alla Diocesi del nuovo Pastore Segue da pagina 1 M i sia permesso un saluto riconoscente ai sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, alle religiose e religiosi della Diocesi, con un ricordo speciale per coloro che hanno speso la loro vita nel servizio di Dio e dei fratelli e ora carichi di anni ci offrono ancora il dono della preghiera e della testimonianza. Ringrazio il Signore per il dono dei nostri seminaristi: hanno un compito grande e importante nel prepararsi al servizio del popolo di Dio. La lunga consuetudine di questi anni con l’animazione vocazionale e la cura delle vocazioni mi rende attento al cammino dei nostri giovani che hanno bisogno di essere aiutati a scoprire la bellezza di Cristo e del dono totale di sé a Lui. Saluto tutto il popolo di Dio, le donne, gli uomini, i giovani e bambini che si sforzano ogni giorno di vivere la loro fedeltà al Vangelo e alla loro vocazione cristiana, anche in mezzo a difficoltà e spesso a sofferenze, ai problemi della disoccupazione che feriscono la nostra terra, alla povertà. Il Vescovo, anche se maestro nella fede, ha tanto da imparare da tutti coloro che con dedizione e perseveranza vivono la loro fede cristiana. Saluto gli uomini e donne che per vocazione e ufficio amministrano la società civile e si sforzano di renderla più sicura e umanizzante per tutti. Saluto tutti i Vescovi della Sardegna che mi accolgono fra di loro in spirito di amicizia e fratellanza. Sono certo della loro vicinanza e aiuto. Un particolare ricordo per i vescovi emeriti mons. Gibertini e mons. Orrù che hanno guidato la nostra diocesi. Mi si permetta un ricordo speciale per mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, a cui mi legano gli anni della presenza missionaria a Cuba. Un saluto affettuoso ai Vescovi che sono stati ultimamente ordinati: al caro mons. Corrado Melis, che proviene dal clero della no- stra diocesi di Ales-Terralba e a mons. Antonello Mura della mia originaria Diocesi di Alghero-Bosa, a entrambi mi lega l’amicizia di anni. Ma non posso dimenticare il carissimo arcivescovo di Sassari. Mons. Paolo Atzei ofmconv, con il quale condivido la vocazione francescana e verso cui nutro vero affetto di figlio e fratello. A tutti è nota l’antica storia della diocesi di Ales-Terralba, la bellezza della sua Cattedrale e concattedrale, il suggestivo santuario di Sardara, e l’operosità della sua gente nei tanti paesi piccoli e grandi che la compongono. Entro in questa storia in punta di piedi, per ascoltare e imparare, conoscerne le grandi possibilità e prospettive e collaborare alla realizzazione di esse. Ma prima ancora di formulare qualsiasi programma sento di dover fondare il mio sì a Dio e al Papa sulla solida roccia che è Cristo, affidandomi a Lui e imparando da Lui. Certo, verranno anche i programmi e le iniziative, ma prima di tutto il mio programma è essere fedele a Lui e attraverso di Lui a tutti voi. Il Vescovo, ci ricordava il papa Francesco, deve prima di ogni altra cosa essere uomo di preghiera e di annuncio del Vangelo. Il nostro padre san Francesco d’Assisi mi ha insegnato ad essere fratello di tutti e a seguire la via della semplicità. Assumendo la guida della Diocesi di Ales-Terralba vorrei che mi chiamaste semplicemente Padre, facendo memoria di quella Paternità da cui tutti veniamo e siamo chiamati a servire. Invoco l’intercessione di san Francesco di Assisi, di cui sono figlio, e che aveva un amore solido e totale per la santa Chiesa. Lui ci insegni come amarla e renderla più santa attraverso la nostra santità. Infine voglio affidarmi e affidare ciascuno di voi all’intercessione della Madre di Dio che veneriamo nella nostra Diocesi con il titolo di Santa Mariaquas. Sia la Madre del Signore a indicarmi il cammino, farmi attento alle diverse povertà di tanti fratelli e sorelle, insegnarmi e insegnare a tutti l’obbedienza della fede e la carità operosa che la portò a cantare il suo “Magnificat”. Ci stiamo inoltrando nel tempo di Quaresima, un tempo speciale per vivere la Misericordia. Chiedo al Signore di farmene strumento. Grazie a ciascuno di voi. Il Signore vi benedica e chiedo a ciascuno di voi di invocare la benedizione del Signore su di me. Roma 10 febbraio 2016, mercoledì delle Ceneri Fra Roberto Carboni ofmconv Vescovo eletto di Ales-Terralba Biografia. Da Scano Montiferro a Cuba, ritorno a Roma per vari incarichi all’interno dell’ordine OFM Conv. fino alla nomina a Vescovo di Ales-Terralba Un curriculum di studi e vita P adre Roberto Carboni è nato a Scano Montiferro (OR), Diocesi di Alghero-Bosa, il 12 ottobre 1958. A Bonorva ha frequentato le scuole elementari statali fino al 1969. Nello stesso anno è stato accolto presso il Seminario Serafico dei Frati Minori Conventuali in Santa Maria di Betlem a Sassari, allora succursale delle scuole medie statali della città, per il triennio del secondo ciclo di istruzione primaria (scuole medie). Accolto quindi nel Collegio Serafico San Francesco in Oristano, ha frequentato il liceo classico statale “De Castro”, conseguendovi la maturità nel 1977. È entrato formalmente a far parte dell’Ordine con l’ingresso in noviziato il giorno 17 settembre 1977, presso il convento della Basilica del Santo a Padova. Al termine dell’anno di prova, ha emesso la professione temporanea dei voti a Scano Montiferro, suo paese natale, il giorno 30 settembre 1978, nelle mani dell’allora Ministro Provinciale P. Giuseppe Simbula. Dal 1978 al 1980 è stato alunno del Seminario San Antonio Dottore in Padova, ove ha successivamente conseguito il Baccellierato in Filosofia. Dal 1980 al 1983 è stato alunno del Collegio Internazionale Seraphicum in Roma, ove ha frequentato i corsi della Facoltà Teologica di San Bonaventura, conseguendovi il Baccellierato in Teologia nel 1983. Il 27 giugno 1982 ha emesso la professione perpetua dei voti nelle mani del Ministro Provinciale p. Giuseppe Simbula, presso la Chiesa di San Francesco in Alghero (SS). Il 9 Aprile 1983 ha ricevuto l’ordine del Diaconato presso il Collegio Teologico Seraphicum in Roma, per le mani di S.E. Mons. Virgilio Noé. Il 29 settembre 1984, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi di Oristano, è stato ordinato Presbitero da S.E. Mons. Giovanni Pes, Vescovo di AlgheroBosa. Dopo l’ordinazione presbiterale, fu inviato a Roma per proseguire gli studi in Psicologia, ottenendo il 7 ottobre 1986 la Licenza presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma. Dal 1989 è iscritto all’albo degli psicologi e psicoterapeuti della Sardegna. A seguito della collaborazione con la rivista Fraternità, di cui è stato Direttore per vari anni, è diventato giornalista pubblicista, iscritto all’albo dei giornalisti della Sardegna dal 1997. Incarichi pastorali più significativi da lui svolti: 1985-1992: Direttore Spirituale presso il Centro Nazionale di Orientamento; Vocazionale al Sacro Convento di Assisi (postulato francescano). 1991-1993: Docente incaricato di psicologia presso l’Istituto Teologico di Assisi. 1993-1994: Viceparroco presso la parrocchia di San Francesco di Assisi in Cagliari. 1993-2001: Rettore dei Postulanti ad Oristano. 1994-2001: Segretario e Vicario Provinciale. 2001-2013: Missionario a Cuba, dove è stato Padre Spirituale del Seminario Interdiocesano, Docente di Psicologia, Rettore dei Postulanti. 2006-2013: Rettore della Chiesa S. Francesco a La Havana. 2013-2016: Segretario Generale per la Formazione dell’Ordine O.F.M.Conv. Alcuni dati La famiglia: i genitori Carboni Giovanni Maria e Piludu Maria e i fratelli Gisella e Antonio. Il battesimo: 2 novembre 1958, Parrocchia di S. Pietro Apostolo in Scano Montiferro OR. Cresima: 20 aprile 1969, Parrocchia Natività di Maria in Bonorva SS, da Mons. Paolo Carta. . Gli studi 30 luglio 1977 Diploma di Maturità Classica, liceo “S.A. De Castro” in Oristano. 23 giugno 1983 Baccalaureato in Teologia presso il Seraphicum – Pontificia Facoltà Teologica S. Bonaventura in Roma. 7 ottobre 1986 Licenza in Psicologia Pontificia Università Gregoriana in Roma. 1986-1993 Docente incaricato di Psicologia presso l’Istituto Teologico di Assisi. 1993-2000 Docente incaricato di Psicologia presso la Facoltà teologica della Sardegna in Cagliari. 1989-2003 Iscritto all’Albo degli Psicologi e Psicoterapeuti della Sardegna. Dal 1997 iscritto all’Albo di Giornalisti/Pubblicisti della Sardegna. OVO SPECIALE NUOVO VESC Domenica, 14 Febbraio 2016 |3 La gioia per il dono del nuovo Vescovo eletto Mons. Atzei e Padre Sanna presentano mons. Carboni arcivescovo di Sassari, Padre Carboni ha saputo mons. Paolo Atzei, presente sempre vivere lo spirito di in Cattedrale per la nomina umiltà e letizia francescana del nuovo vescovo Roberto, ha preso la parola ringraziando la offrendo a chi lo incontra la Divina Provvidenza per aver donato un nuovo Pastore alla Chiesa di Ales– Parola che non viene da lui Terralba e alla Sardegna intera. ma dal Signore stesso Mons. Atzei, nato a Mantova ma originario di Simala, si è mostrato partila Chiesa diocesana di Ales-Terralba particolarcolarmente commosso poiché proprio la sua diomente riconoscente a Dio e al Santo Padre. In tanti, cesi di origine, alla quale egli è sempre rimasto lungo la navata della marmorea Cattedrale non legato, sarà guidata da un vescovo proveniente hanno nascosto la loro commozione per le belle dall’ordine dei Padri Conventuali da cui egli stesso parole ricche di umanità e sensibilità che il Presule viene. Padre Paolo, come tante volte lo si chiama, sassarese ha indirizzato ai presenti. I sacerdoti, le conosce personalmente il neo eletto col quale ha religiose e numerosi laici si sono trattenuti con lui condiviso un tratto di strada nella sua famiglia relial termine dell’indimenticabile mattinata per porgiosa sulle orme di San Francesco. Oltre agli incarigli delle domande sul nuovo Pastore diocesano, sachi che Padre Roberto ha ricoperto – ha ricordato il pere qualcosa sulla sua persona, sulla sua spirituaVescovo turritano – egli si è sempre mostrato con i lità e poterne carpire qualche aneddoto. Padre confratelli, con gli alunni e con tutte le persone che Paolo non si è sottratto ai numerosi interrogativi ha incontrato lungo il suo ministero; persona umile trattenendosi volentieri e in maniera gioviale con e discreta, disposto al servizio. Padre Carboni, ha tutti. La stessa gioia l’ha espressa il Padre Provinsaputo sempre vivere lo spirito di umiltà e letizia ciale dell’ordine dei Conventuali, Padre Salvatore francescana offrendo a chi lo incontra la Parola che Sanna, che conosce mons. Roberto fin dagli anni non viene da lui ma dal Signore stesso. La Chiesa del seminario serafico di Oristano che hanno, anha chiamato entrambi dalla vita religiosa al miniche se per breve tempo, condiviso. Padre Salvatore stero episcopale e questa particolare grazia rende L’ ha delineato i tratti di spessore umano ma soprattutto di profonda spiritualità e amore alla Chiesa che il nuovo Vescovo francescano porta con sè. Egli – ha aggiunto – è un figlio di San Francesco ed è, dunque, profondamento innamorato della Chiesa, sua Madre, e obbediente al Magistero che saprà certamente mettere in atto nelle scelte ma prima ancora nella vita personale. Il vescovo Roberto, da sempre attento alla formazione dei seminaristi, entrerà da subito nel cuore di tutti, ha concluso il Provinciale; noi siamo certi che sarà così, infatti già da ora abbiamo garantito a mons. Roberto Carboni il nostro affettuoso ricordo nella preghiera e il rinnovo, da parte di noi sacerdoti, del rispetto e dell’obbedienza promessi nel giorno della nostra ordinazione sacerdotale e che rinnoveremo nel prossimo Giovedì Santo. Don Roberto Lai INTERVISTA . Dopo il disgelo tra il governo di Cuba e gli Stati Uniti d’America L’esperienza missionaria a Cuba del conventuale padre Roberto er dodici anni fra Roberto Carboni, 56 anni, francescano, nato e cresciuto in un’isola, la Sardegna, ha vissuto il suo impegno missionario in un’altra isola, che la storia di questi ultimi 50 anni ha reso ancora più chiusa e separata dal resto del mondo. Per molti anni docente di psicologia e responsabile della formazione permanente dei frati (oggi è Segretario generale per la formazione), nel 2001, con due confratelli marchigiani, don Roberto ha fondato la missione nella città di Matanzas, con una grande parrocchia di 30 mila abitanti. Un’esperienza che ha portato frutto, visto che da cinque anni i frati sono presenti anche a L’Avana dove hanno una parrocchia di 50 mila abitanti, più una chiesa nel centro storico e una piccola comunità vocazionale con alcuni giovani frati cubani e altri che stanno iniziando il loro cammino. In che cosa è impegnata la vostra missione? È vero che è nata in seguito alla visita di alcuni collaboratori di Fidel Castro ad Assisi nel 1996? La nostra missione è iniziata il 6 novembre 2001. Siamo arrivati la sera dopo il passaggio dell’uragano Michelle. All’inizio siamo stati a Matanzas, dove il vescovo ci ha affidato una chiesa senza sacerdote da quasi 20 anni. Abbiamo dovuto aggiustarla e restaurare le stanze per viverci. Abbiamo aspettato quasi sette anni prima di prendere le prime vocazioni cubane. Volevamo prima capire la situazione, capire il cubano, entrare nella loro storia. Dal 2009 a L’Avana abbiamo aperto una comunità vocazionale. Abbiamo già i primi 4 frati cubani; altri giovani stanno facendo il P cammino vocazionale. Nel 1996 Fidel Castro era a Roma, al vertice della Fao. Avrebbe voluto andare ad Assisi ma non fu possibile per ragioni di sicurezza. Mandò, però, alcuni suoi stretti collaboratori che furono accolti dai frati con cordialità. Visitarono la basilica e il convento. Credo che quell’avvenimento abbia lasciato l’idea che, come frati minori conventuali, eravamo persone accoglienti, senza pregiudizi. E questo a Cuba qualche volta ci ha aiutato, facilitando il dialogo con il Governo e specialmente con l’Ufficio delegato per la Religione. In questa svolta hanno avuto un ruolo importantissimo tre pontefici: Giovanni Paolo II che incontrò Castro a L’Avana nel 1998; papa Benedetto, che incontrò Raul nel 2012; infine, il lavoro da grande tessitore di papa Francesco, il cui ruolo è stato riconosciuto sia da Obama che da Raul Castro. Qual è la situazione della Chiesa cattolica a Cuba e come pensa che questa importante mediazione potrà favorire la sua missione pastorale? Da tanto tempo la chiesa cattolica, specialmente per opera del cardinale Jaime Ortega Alamino, si è mossa sul cammino del dialogo, dell’avvicinamento. Non mi stupirei se fra i protagonisti di questo storico evento, volontariamente decisi a rimanere nell’ombra, ci fosse proprio il cardinal Ortega col suo paziente lavorio. Tante volte dalla sua bocca ho sentito dire che la via della contrapposizione dura fra Chiesa e Governo non era un bene per nessuno e che la Chiesa doveva proporsi come mediatrice di riconciliazione fra tutti i cubani. Inoltre, da sempre la Chiesa ha detto che l’embargo era inutile e portava solo sofferenza alla povera gente. Però è anche vero che il viaggio di Giovanni Paolo II ha aperto le porte. Fu lui a dire con forza nel 1998: Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba. Del ruolo giocato da papa Francesco abbiamo due autorevoli testimonianze, sia di Raul Castro che di Obama, nei rispettivi discorsi televisivi alla nazione. Per quanto riguarda il futuro dell’opera della Chiesa in Cuba, la strada è già segnata: continuare la sua missione di educatrice di coscienze, soprattutto dei giovani, e farsi mediatrice di riconciliazione fra tutti i cubani: quelli dell’isola e quelli della diaspora. Come considera per la sua vita i dodici anni trascorsi a Cuba? L’esperienza a Cuba è stata ed è per me una grande grazia del Signore. Mi hanno insegnato molto i cubani, sia i parrocchiani, che i seminaristi di cui ero padre spirituale e insegnante, sia la gente che quotidianamente incontravo nella chiesa che abbiamo nel centro storico di L’Avana, dedicata a san Francesco. Mi hanno insegnato la gratuità, la solidarietà fra poveri, il rispetto per gli anziani, la capacità di affrontare le situazioni difficili con la speranza e la voglia di andare avanti. I cubani hanno potuto celebrare di nuovo il Natale, dopo moltissimi anni di divieto, solo con la visita di Giovanni Paolo II, nel 1998. Quel Natale è rimasto nella storia, ma certo quello di quest’anno forse lo supererà, perché associato al cambiamento e alla speranza. Intervista del 23/12/2014 di Alessandra Cecchin per “La Vita del Popolo di Treviso” OVO SPECIALE NUOVO VESC 4 | Domenica, 14 Febbraio 2016 La comunità diocesana presentata al Vescovo eletto in alcuni aspetti importanti: una diocesi ricca di carismi, che attende nella preghiera un Pastore illuminato Grazie, mons. Dettori Saluto di mons. Zedda E ccellenza carissima, avremo certamente ancora diverse occasioni di incontri e di celebrazioni a livello diocesano, ma mi consenta di interpretare i sentimenti dei confratelli presenti, dei diaconi, dei religiosi e delle religiose, dei seminaristi e dei fedeli laici, ed esprimerLe sin d’ora, in questo giorno così significativo, tutta la gratitudine della comunità diocesana. Vogliamo dirLe il nostro grazie, non solo per il suo ministero pastorale, ma anche e soprattutto per le modalità, gli atteggiamenti e lo stile con cui l’ha esercitato. Grazie per averci sollecitati, sin dai primi istanti della sua presenza tra noi a saper coniugare insieme le dimensioni della “comunione” e della “missione”, ricordandoci - anche in riferimento al suo motto episcopale - come la comunione è la prima condizione essenziale della missione e, fondamentalmente, ne è anche il fine. Grazie per la sua attenzione nei confronti del Presbiterio, in modo particolare verso i sacerdoti bisognosi di ascolto, verso quelli anziani o malati… Grazie per la sollecitudine pastorale con cui si è prodigato a servizio dei più deboli, per la sua attenzione verso i problemi del mondo del lavoro, nei confronti dei drammi originati dalle piaghe della disoccupazione e dell’emarginazione… Grazie per la sua disponibilità nell’ascolto dei giovani, anche in una prospettiva vocazionale… Grazie, soprattutto, per aver voluto interpretare come autentico dono dello Spirito la scelta coraggiosa di indire e celebrare il Sinodo diocesano, proiettando la pastorale verso la nascita delle Unità Pastorali… Per tutto questo, e per tante cose ancora: “grazie”! Alla gratitudine di cui, forse, queste mie povere parole non riescono ad esprimere tutta la portata, vorremmo unire la nostra preghiera, nella certezza che anche Lei, sia nei prossimi giorni in cui, come Amministratore Apostolico, ci guiderà verso l’accoglienza del Vescovo Roberto, sia quando farà ritorno nella sua terra d’origine, continuerà a tenerci presenti dinanzi al Signore! Una comunità viva I n questo Mercoledì delle Ceneri, che anche nella nostra Chiesa locale segna l’inizio dell’itinerario quaresimale, nel contesto significativo dell’Anno Santo della Misericordia, ci raggiunge la notizia, ormai da tempo attesa, della nomina del nuovo Vescovo, nella persona del Rev.mo P. Roberto Carboni, dei Frati Minori Conventuali. Potrebbe, almeno a prima vista, apparire strano il fatto che una notizia gioiosa come questa coincida con l’inizio di un tempo liturgico che, forse perché condizionati dall’immaginario collettivo, tendiamo spesso ad associare ad un senso di tristezza, di mortificazione, di ripiegamento su noi stessi. In realtà, l’appello pressante alla conversione che riecheggerà con forza nell’arco di questi quaranta giorni, e che ci viene già proposto nel segno austero e significativo dell’imposizione delle Ceneri, sembra volerci richiamare tutti a vivere quell’autentico spirito sinodale che ci conduce a sentirci ed essere “Chiesa, comunione per la missione”. Ed è con questo spirito che vorremmo davvero accogliere il Vescovo Roberto, che si inserisce nella linea della successione apostolica di questa Chiesa, per tenerne viva l’anima missionaria e continuare la presenza di Gesù Pastore. La Chiesa di Ales – Terralba, in questi ultimi sessant’anni, ha visto succedersi diversi Pastori, che seppure con personalità e stili diversi, hanno delineato percorsi coraggiosi e coerenti nella promozione umana e nell’evangelizzazione del territorio. Per più di trent’anni (1948 – 1982), rifulse la grande figura di mons. Antonio Tedde, per l’azione sociale in favore della povera gente e della gioventù, con l’istituzione di scuole, colonie, orfanotrofi e oratori, e con una forte attenzione per i problemi del mondo del lavoro: gli operai in lotta lo videro sempre al loro fianco. Anche se solo per sei anni (1983 – 1989), significativa ed incisiva fu l’impronta pastorale lasciata dal suo successore, mons. Paolo Gibertini o.s.b., soprattutto nell’ambito della catechesi, della spiritualità e della liturgia. Con mons. Antonino Orrù (1990 – 2004), e la sua sensibilità verso la comunione presbiterale e verso l’arte sacra, la diocesi ha avuto modo di crescere e tenere il passo della Chiesa del terzo millennio, sempre preoccupata di essere “testimone di Gesù risorto, unica speranza del mondo”. Dal 2 maggio 2004 ad oggi il ministero episcopale di mons. Giovanni Dettori, in forte coerenza con il suo motto (Diligamus nos invicem) ed in piena sintonia con gli orientamenti dell’episcopato italiano, ha inteso imprimere un coraggioso impulso alla nuova evangelizzazione, chiedendo alla Chiesa locale, ed in primo luogo al suo Presbiterio, di saper coniugare sempre insieme le dimensioni della “comunione” e della “missione”. Sin dagli inizi del suo ministero, ci ha costantemente esortati a “lavorare in sinergia”, nella profonda convinzione che la comunione è la prima condizione essenziale della missione e, fondamentalmente, ne diviene anche il fine. Questo suo impegno pastorale ha raggiunto il momento culminante nella celebrazione del Sinodo diocesano, autentico dono dello Spirito alla nostra Chiesa, e frutto dell’intuizione pastorale del suo Vescovo, che ha tracciato le linee per “ridisegnare” la pastorale diocesana attraverso la costituzione delle “Unità Pastorali”. La sollecitudine pastorale del Vescovo Giovanni, il suo costante prodigarsi a servizio dei più deboli, la sua attenzione per i tanti problemi del mondo del lavoro, per il dramma della disoccupazione e dell’emarginazione che colpisce le nostre popolazioni, la sua disponibilità all’ascolto dei giovani, anche in una prospettiva vocazionale, meritano oggi più che mai la viva gratitudine dell’intera comunità diocesana. Questa la Chiesa che attende padre Roberto T roverà una Chiesa segnata certamente da tante povertà e tante fragilità, ma pur sempre consapevole di possedere “un tesoro in vasi di creta” (2Cor 4,7); una Chiesa provata dalla fatica, ma pur sempre desiderosa di “prendere il largo”; una Chiesa che sperimenta la tentazione della chiusura e della resistenza al cambiamento, ma che pure lascia trasparire il desiderio di puntare decisamente per una pastorale rinnovata. Troverà una Chiesa con un presbiterio (composto da 68 sacerdoti secolari e da 5 appartenenti a diverse congregazioni religiose), che negli ultimi anni ha visto una progressiva diminu- zione numerica ed un evidente innalzamento dell’età media, che purtroppo nell’imminente futuro non potrà essere frenata o rallentata da quanti attualmente sono già diaconi (2) o seminaristi (4). Un presbiterio che, seppur numericamente esiguo, nell’arco di questi ultimi nove anni, ha espresso due Vescovi quale dono ad altre Chiese sorelle della Sardegna. La Diocesi vede anche la presenza di 5 diaconi permanenti; mentre altri 5 sono in cammino di formazione. Sono presenti e operanti in Diocesi 10 Congregazioni religiose femminili, anch’esse segnate da una crisi vocazionale che determina impoverimenti numerici e innalzamento dell’età media. Fra queste Congregazioni religiose, va ricordata quella del “Cenacolo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria”, che ha avuto origine in Diocesi nel 1957. Sufficientemente variegata è la presenza dei Laici nelle Associazioni e nei Movimenti ecclesiali: a tutti indistintamente – ma in modo particolare all’Azione Cattolica – in forza del Battesimo, il Sinodo ha chiesto “una più marcata assunzione di corresponsabilità ecclesiale”. Ciò appare ancora “più urgente ed esigente dalle condizioni del nostro tempo e della rinnovata spinta missionaria che tutta la Chiesa deve attuare” (cfr. Libro del Sinodo, n. 40). Il Vescovo Roberto troverà, in definitiva, una Chiesa in cammino. Con umiltà gli chiediamo, con le stesse parole di Papa Francesco, di volersi porre “a volte davanti per indicare la strada e sostenere la speranza del popolo, altre volte di stare semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze di camminare dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro” (EG, 31). E, in attesa della sua Ordinazione Episcopale e del suo ingresso in Diocesi, consapevoli che una Chiesa la si serve anche con la contemplazione, la nostra preghiera diventi pressante invocazione allo Spirito, perché tutti ci facciamo attenti ai suoi suggerimenti e alle sue ispirazioni, e non venga mai a mancare “al gregge la sollecitudine del pastore, e al pastore la docilità del suo gregge”. OVO SPECIALE NUOVO VESC Una superficie complessiva di 1.494,84 kmq divisa tra Medio Campidano e Oristanese La struttura della Diocesi Alcuni dati generali sulla diocesi Vescovo eletto: S.E. Mons. Roberto Carboni Amministratore apostolico: S.E. Mons. Giovanni Dettori Patrona principale: Santa Mariaquas (penultimo lunedì di settembre) Patrone secondarie: SS. Giusta, Giustina ed Enedina (15 maggio) Territorio: La diocesi ha una superficie di 1.494,84 kmq divisa tra le province del Medio Campidano e di Oristano e comprende le regioni della Marmilla e del Medio Campidano. Popolazione residente (al 01.01.2015): 92.400 abitanti. Comuni: 49 centri abitati; di cui 39 comuni. Parrocchie: 57, più una rettoria e una cappellania. Foranie: Ales, Lunamatrona, Guspini, San Gavino Monreale, Terralba. Sacerdoti secolari: 66 (+ 9 fuori sede) Sacerdoti secolari dall’estero: 1 dal Madagascar e 1 dal Congo Sacerdoti regolari: 3 della Tanzania e 2 della Nigeria Diaconi transeunti: 2 Diaconi permanenti: 5 + 5 in formazione Religiose: 10 congregazioni, tra le quali quella del Cenacolo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria che ha avuto origine in diocesi nel 1957 Istituti secolari: 4 Seminaristi: 5 (tra i quali 1 diacono e 1 accolito). Domenica, 14 Febbraio 2016 |5 Comuni e parrocchie provincia di Oristano Ales (ab. 1471) Albagiara (ab. 270 ) Baradili (ab. 87 ) Baressa (ab. 679) Curcuris (ab. 307) Escovedu (fraz. di Usellus) Figu (fraz. di Gonnosnò) Gonnoscodina (ab. 493) Gonnosnò (ab. 776 ) Gonnostramatza (ab. 938) Masullas (ab. 1108 ) Mogoro (ab. 4264) Morgongiori (ab. 745) Pau (ab. 314) Pompu (ab. 262) S. Nicolò d’Arcidano (ab. 2741) Simala (ab. 334) Sini (ab. 496) Siris (ab. 222) Terralba (ab. 10295) Cattedrale SS. Pietro e Paolo S. Sebastiano Martire S. Margherita S. Giorgio S. Sebastiano Martire S. Antonio di Padova Natività di Maria Vergine S. Sebastiano Martire S. Elena S. Michele Arcangelo B.V. delle Grazie S. Bernardino S. Maria Maddalena S. Giorgio S. Sebastiano S. Nicolò Vescovo S. Nicolò Vescovo S. Chiara S. Sebastiano Martire S. Pietro Apostolo Parrocchia S. Ciriaco Gesù Maestro (Tanca Marchesa) B.V. di Bonaria (Marceddì) S. Maria Maddalena S. Bartolomeo B.V. Assunta S. Simeone Uras (ab. 2902) Usellus (ab. 805) Villa Verde (ab. 328) Zeppara (fraz. di Ales) Comuni e parrocchie provincia del Medio Campidano Arbus (ab. 6425) Collinas (ab. 864) Genuri (ab. 342) Gonnosfanadiga (ab. 6693) Guspini (ab. 12100) Las Plassas (ab. 247) Lunamatrona (ab. 1729) Pabillonis (ab. 2846) Pauli Arbarei (ab. 645) San Gavino Monreale (ab. 8798 ) S. Antonio di Santadi (fraz. di Arbus) Sardara (ab. 4112 ) Setzu (ab. 141) Siddi (ab. 664 ) Tuili (ab. 1040 ) Turri (ab. 438) Ussaramanna (ab. 561) Villacidro (ab. 14245) Villanovaforru (ab. 633) S. Sebastiano B. Vergine Maria Regina S. Michele Arcangelo Natività di Maria Vergine Sacro Cuore S. Barbara B. Vergine di Lourdes S. Nicolò vescovo S. Pio X S. Giovanni Bosco B. Vergine delle Grazie (Sa Zeppara) Cappellania S. Barbara (Montevecchio) S. Maria Maddalena S. Giovanni Battista B.V. della Neve S. Vincenzo diacono S. Chiara S. Teresa di Gesù Bambino S. Lucia S. Antonio di Padova B. Vergine Assunta S. Antonio di Padova Santuario diocesano Santa Mariaquas S. Leonardo Visitazione di Maria Vergine S. Pietro S. Sebastiano Martire S. Quirico S. Barbara S. Antonio di Padova Madonna del Rosario S. Francesco d’Assisi * i dati sono tratti dall’Annuario Diocesano 2016, e dal sito www.istat.it (al 01.01.2015) Territori Vicariati Foranei FORANIA DI ALES (abitanti 12.637) Ales, Albagiara, Curcuris, Escovedu, Figu, Gonnoscodina, Gonnosnò Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Pau, Pompu, Simala Siris, Usellus, Villa Verde, Zeppara Vicario Foraneo: Can. Petronio Floris FORANIA DI GUSPINI (abitanti 39.503) Arbus: “S. Sebastiano”, B.V. Maria Regina” - Gonnosfanadiga: “S. Barbara”, “Sacro Cuore”, “Beata Vergine di Lourdes” - Guspini: “S. Nicolò Vescovo”, “S. Pio X”, “S. Giovanni Bosco” - Montevecchio - Sant’Antonio di Santadi - Sa Zeppara Villacidro: “S. Antonio”, “S. Barbara”, “Madonna del Rosario”. Vicario Foraneo: Mons. Angelo Pittau FORANIA DI LUNAMATRONA (abitanti 7.069) Baradili - Baressa - Genuri - Las Plassas - Lunamatrona - Pauli Arbarei Sini - Setzu - Siddi - Tuili - Turri - Ussaramanna Vicario Foraneo: Mons. Francesco Murgia FORANIA DI SAN GAVINO MONREALE (abitanti 17.253) Collinas - San Gavino Monreale: “S. Chiara”, “S. Lucia”, “S. Teresa di Gesù Bambino” - Sardara: “S. Antonio di Padova”, “Beata Vergine Assunta” Pabillonis - Villanovaforru - Santuario Diocesano - Ospedale Vicario Foraneo: Don Elvio Tuveri FORANIA DI TERRALBA (abitanti 15.938) Tanca Marchesa - Terralba: “S. Pietro”, “S. Ciriaco” - Uras - Marceddì - San Nicolò d’Arcidano Vicario Foraneo: Can. Giovanni Battista Madau OPERE presenti in diocesi Testimonianze della Carità: le opere - segno CASA DI ACCOGLIENZA PER SACERDOTI E FAMILIARI Via Roma, 292 - 09037 SAN GAVINO M.LE (VS) Tel. 070.9377097 CASA RIFUGIO DI NAZARETH Via S. Nicolò, 30 - 09036 GuSPINI (VS) - Tel. 070.970004 ISTITUTO S. GIUSEPPE B. COTTOLENGO (Casa di riposo per anziani) Via Cottolengo, 4 - 09022 LuNAMATRONA (VS) Tel. 070.939126 CENTRO DI ACCOGLIENZA “MARIO SOGUS” (Volontariato sociale di accoglienza diurna per anziani) Via Mercato, 5 - 09035 GONNOSFANADIGA (VS) Tel. 070.9799952 COMUNITÀ “ALLE SORGENTI” (Terapia per tossicodipendenti) Località “Is Benas” - 09090 MORGONGIORI (OR) Tel./Fax 0783.932099 COMUNITÀ “S. MICHELE” (Terapia per tossicodipendenti) Località “Pimpisu” - 09038 SERRAMANNA (VS) Tel./Fax 070.9130163 COMUNITÀ DI REINSERIMENTO “SAN MICHELE 2” Loc. Borgo San Michele - Fraz. di Sanluri Stato 09025 SANLuRI (VS) Tel./Fax 070.9330590 COMUNITÀ DI PRONTA ACCOGLIENZA “IL SALVATORE” Loc. “Is Guardias” - 09039 VILLACIDRO (VS) Tel./Fax 070.9310813 COMUNITÀ PROTETTA “BETANIA” Loc. “Terra Maistus” - 09036 GuSPINI (VS) Tel./Fax 070.9797067 CASA PER ANZIANI “SS. ANNA E GIOACCHINO” Via S. Gavino, snc - 09039 VILLACIDRO (VS) Tel. 070.9310072 - 346.0956613 CASA “RUT” 09036 GuSPINI (VS) Tel./Fax 070.970052 CASA “STELLA DEL MARE” (ex colonia del Seminario Vescovile) Strada 26/28 Marina di Arborea - ARBOREA (OR) Tel./Fax 0783.801440 PICCOLI PROGETTI POSSIBILI 09036 GuSPINI (VS) - via Pio Piras, 48 CENTRO DI SOLIDARIETÀ “PAPA FRANCESCO” Responsabili: Parroci e volontari dell’unità Pastorale Associazione di volontari delle tre parrocchie. Via Lavatoio, 3 – 09039 VILLACIDRO (VS) Centri di ascolto “MADONNA DEL ROSARIO” Via Nazionale, 81 - 09039 VILLACIDRO (VS) Tel. 070.9314326 - fax 070.9329787 e-mail: [email protected] “CARITAS INTERPARROCCHIALE” Via Monreale, 36 - 09037 SAN GAVINO M.LE (VS) Tel. 070.9338577 “SAN BERNARDINO” Via Eleonora, 21 - 09095 MOGORO (OR) Tel. 0783.991898 “B. VERGINE DI LOURDES” Via Foscolo - 09035 GONNOSFANADIGA (VS) Tel. 070.9799500 “BUON SAMARITANO” Via Gramsci, 14 - 09098 TERRALBA (OR) Tel. 0783.83579 “S. MARIA MADDALENA” c/o Casa del fanciullo Piazza S. Maria Maddalena - 09099 uRAS (OR) “B. VERGINE ASSUNTA” Via Eleonora d’Arborea, 3 - 09030 SARDARA (VS) “MONS. SALVATORE SPETTU” Via G. A. Sanna, 42 - 09036 GuSPINI (VS) Tel./Fax 070.974646 6 | Domenica, 14 Febbraio 2016 OVO SPECIALE NUOVO VESC Diocesi.Un vasto movimento di studio e progettazione pastorale ha coinvolto per due anni i sacerdoti, i religiosi e i laici Le Unità Pastorali È iniziata la sperimentazione Post Sinodo, al lavoro per I comunione e missione L a nostra diocesi è visibilmente segnata dal felice evento del Sinodo Diocesano. Uno “straordinario evento di grazia”, l’ha definito il vescovo mons. Dettori. E ancora non ha espresso le sue grandi potenzialità. Ha certamente innescato dinamiche di rinnovamento e di conversione, che ad ora stanno appena germogliando. Annunciato il giovedì santo il 28 marzo 2013, indetto la Domenica di Pentecoste l’8 giugno 2014, ha concluso definitivamente i suoi lavori il 25 gennaio 2015. Evento straordinario nella storia della nostra diocesi, se si pensa che l’ultimo Sinodo effettivamente celebrato risale al 1775, indetto da mons. Giovanni Maria Pilo. Ora i tempi apparivano maturi per una profonda riflessione sulla nostra Chiesa locale, chiamata alla missione dell’evangelizzazione in un contesto sociale e culturale che conosce una decisa radicale evoluzione. Il tema proposto dal Vescovo è impegnativo, e non si tira indietro rispetto al compito arduo che la nostra Chiesa si trova a svolgere: “Chiesa, Comunione per la missione”. Si imponeva un’analisi realistica sui cambiamenti di carattere sociale, culturale, religioso che attraversano il vissuto della nostra gente. Il processo di secolarizzazione che caratterizza la società occidentale ha toccato decisamente anche le nostre comunità locali. La linfa della tradizione nella trasmissione della fede da una generazione all’altra si è notevolmente indebolita. I punti di riferimento nella formazione della cultura, della mentalità, delle dinamiche sociali pongono la Chiesa e il suo insegnamento in una marginalità preoccupante. Per questo la comunità cristiana è chiamata a interrogarsi sul suo modo di proporre il Vangelo di sempre, in una realtà profondamente cambiata. Una nuova missionarietà si esige in una società che non ha più nel vangelo il suo motivo di coesione e di identità. Lo sguardo si volge quindi allo stato della nostra Chiesa, essa stessa segnata dall’evolversi dei tempi. Alla diminuzione progressiva del numero dei presbiteri corrisponde una rinnovata consapevolezza dei laici della loro corresponsabilità nell’opera di evangelizzazione. È interessante come il Sinodo ha letto, fin dall’inizio, questo nostro tempo non come congiuntura negativa, ma come “kairos”, tempo di grazia, dato dallo Spirito. In questo tempo la Chiesa è chiamata a farsi profezia del Regno e a servire gli uomini nell’annunciare e vivere il Vangelo di Gesù Cristo. Il Sinodo è stato preparato da un vasto coinvolgimento delle comunità ecclesiali locali. Le Parrocchie, le associazioni, i gruppi, gli organismi parrocchiali e diocesani si sono ritrovati in un’appassionata disanima del nostro tempo e ha elaborato proposte coraggiose. Il ricco materiale raccolto, rielaborato e offerto dalle commissioni antepreparatorie, ha dato l’abbrivio decisivo per i lavori del Sinodo. L’assise sinodale ha coinvolto un’ottantina di membri, presbiteri, diaconi, religiosi, religiose e laici. Prima di ripensare l’assetto organizzativo della pastorale, partendo dalle indicazioni offerte dal Vescovo, è maturata la chiara esigenza di un rinnovamento dello stile e dello spirito che deve animare l’azione ecclesiale. La chiave di lettura sta nella pastorale di comunione. La Chiesa evangelizza se vive nella comunione le relazioni tra i suoi membri. La frammentazione e l’individualismo impoveriscono e rendono sterili le azioni e le iniziative anche più interessanti. L’efficienza rischia l’inutilità se non è vissuta in spirito di comunione che è condizione indispensabile per rendere efficace l’annuncio evangelico. Perciò alla base di ogni progetto di ristrutturazione organizzativa e operativa sta una vera e propria conversione dello spirito: lo spirito ecclesiale e spirito di comunione. Su questo fondamento si sono poste le basi per il ripensamento della nostra pastorale diocesana. L’indicazione operativa più significativa è la proposta delle Unità Pastorali. La frammentazione della pastorale in parrocchie autonome e autosufficienti non è più proponibile. Non lo permette, tra l’altro, la disponibilità dei presbiteri, che rapidamente vanno riducendosi di numero. Ma soprattutto lo richiede lo spirito di collaborazione e di condivisione delle risorse e degli strumenti operativi presenti nel territorio: persone, organizzazioni, strutture, organismi, competenze che devono essere condivise, per dire di una chiesa viva, al passo con i tempi e con le nuove responsabilità. Per questo il Sinodo indica una dinamica di convergenza operativa di diverse parrocchie, che vivono in un territorio omogeneo, per servire meglio alla missione. Questa impostazione innovativa si trova ora in stato di maturazione: alcuni gruppi e ambiti della pastorale già si muovono efficacemente in questo senso. Le parrocchie stanno maturando e sviluppando una impostazione interparrocchiale che a breve si consoliderà in vere e proprie Unità Pastorali, coordinate da un presbitero designato dal Vescovo. Nella medesima direzione si n attuazione delle linee di pastorale diocesana, decise nel recente Sinodo diocesano, il vescovo mons. Dettori ha formulato uno schema di come si dovranno strutturare le Unità Pastorali in Marmilla e in Campidano. Pubblichiamo l’elenco delle nuove strutture interparrocchiali indicando la parrocchia o il paese guida, le parrocchie coordinate nell’U.P., il coordinatore della U.P. e il giorno di riunione settimanale. Forania di Ales. Ales: Zeppara, Curcuris, Morgongiori, Villaverde, Pau, usellus, Escovedu, Albagiara, Sini e Genuri, Gonnosnò e Figu. Coordinatore: don Fidele Kotho Mbuku. - Giorno: giovedì. Mogoro: Masullas, Baressa, Gonnoscodina, Siris, Pompu, Simala, Gonnostramatza. Coordinatore: don Nicola Demelas. Giorno: giovedì. Forania di Lunamatrona. Lunamatrona: Siddi, Pauli Arbarei, ussaramanna, Baradili, Turri, Tuili, Setzu, Las Plassas. Coordinatore: don Francesco Murgia. - Giorno: giovedì. Forania di Guspini. Arbus: San Sebastiano, Maria Regina, Carcere “ Is Arenas”, S. Antonio di Santadi. Coordinatore: don Tarcisio Ortu. - Giorno: giovedì. Gonnosfanadiga: S. Cuore, B.V. Lourdes, Santa Barbara. Coordinatore: don Giorgio Lisci. - Giorno: lunedì. Guspini: San Nicolò, S. Pio X, S. Giovanni Bosco, Sa Zeppara, Montevecchio. Coordinatore: don Nico Massa. Giorno: lunedì. Villacidro: Santa Barbara, S. Antonio, Madonna del Rosario, Centro Alta Cultura. Coordinatore: don Franco Tuveri. - Giorno: giovedì. Forania di Terralba. Terralba: S. Pietro, S. Ciriaco, Gesù Maestro, uras, S. Nicolò d'Arcidano. Coordinatore: don Giovanni Battista Madau. - Giorno: giovedì. Forania di San Gavino. S. Gavino: Santa Chiara, Santa Teresa, Santa Lucia, Pabillonis e Ospedale, Casa Accoglienza. Coordinatore: don Pierangelo Zedda. - Giorno: giovedì. Sardara: B.V.Assunta e S. Antonio, Collinas, Villanovaforru, Santuario Santa Mariaquas. Coordinatore: don Stefano Mallocci. - Giorno: giovedì. muovono anche gli organismi pastorali diocesani, chiamati anch’essi ad operare in sinergia e collaborazione. La pastorale integrata sarà il nuovo stile che attraverserà la vita liturgica, la catechesi, l’animazione della pastorale giovanile, la testimonianza della carità. Don Nico Massa OVO SPECIALE NUOVO VESC Domenica, 14 Febbraio 2016 |7 CAMPIDANO . Un vasto territorio segnato dalla crisi industriale e dalla fuga dei cervelli L’agro-industria per fermare disoccupazione e spopolamento a Diocesi di Ales Terralba è costituita da tre territori diversi tra loro: la Marmilla, il Terralbese ed il Medio Campidano. La Marmilla, separata dal resto della Diocesi dalla Strada Statale n. 131, la Carlo Felice, è costituita da trenta Comuni: di questi solo quattro superano i mille abitanti, gli altri vanno dagli ottanta abitanti ai seicento. Il Terralbese ha circa 15 mila abitanti distribuiti in tre Comuni. L'attività prevalente del Terralbese e della Marmilla è l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, ben programmata e con risultati promettenti nel Terralbese e molto meno fiorente nella Marmilla. Essa viene considerata una periferia, dove i giovani non riescono a trovare occasioni di inserimento sia lavorativo che sociale, tanto che il fenomeno più vistoso e, allo stesso tempo, più grave è costituito dal continuo esodo dei giovani e delle giovani che cercano altrove un'occasione occupazionale, provocando lo spopolamento e l'invecchiamento di quei paesi. Il Medio Campidano ha oltre il 50 per cento della popolazione dell'intera Diocesi e soffre gli stessi problemi del "non lavoro", dell'emigrazione dei giovani e della dispersione scolastica che supera il 28 per cento. Tutti e tre i territori hanno in comune un altissimo tasso di disoccupazione e un basso reddito pro capite, tanto che il Medio Campidano detiene il record della provincia più povera d'Italia. Il tasso medio di disoccupazione supera il 27 per cento, ma quello giovanile supera il 50 per cento. Una situazione che tende a peggiorare rendendo difficile le possibilità di cambiamento, soprattutto per i giovani e le donne. L Fino al 1992 la presenza del settore minerario e del polo tessil-chimico nel territorio del Medio Campidano condizionava, in modo determinante, l'economia locale, tanto che oltre il 70% dei lavoratori operava in quelle realtà. Nel 1968 la presenza industriale nel territorio dava risposte occupazionali ad oltre 7500 lavoratori: 3000 nelle Miniere di Montevecchio; 1350 nelle Tessili Sarde; 1393 nella VILCA (ex Snia); 800 nella Fonderia di San Gavino ed oltre 1000 piccole aziende agro-pastorali. Nel 1992 gli occupati sono calati repentinamente con l'aggravarsi della crisi sia del settore minerario che in quello tessil-chimico, passando a 2190 addetti. Nel 1995, anno del defi- nitivo smantellamento dell'attività estrattiva e di quella tessil-chimica, gli addetti del settore industria sono scesi al di sotto delle 1000 unità. Partendo dall'esigenza di ricostruire una nuova e valida base industriale, dopo la chiusura delle miniere di Montevecchio e della Snia di Villacidro, e consentire la proiezione del territorio verso un nuovo modello di sviluppo, nella metà degli anni novanta si sono raggiunti alcuni accordi tra Sindacato, Governo, Regione, ENI, Snia per un intervento di reindustrializzazione del territorio. Sulla base di quelle scelte sono sorte: Terrecotte e Pietre naturali, oggi Ceramica Mediterranea (CerMed) nell'area del P.I.P. di Guspini, con 80 di- pendenti; Hemoline oggi SarMed, nell'area industriale di Villacidro, per la produzione di linee ematiche in pvc, destinate all'uso biomedicale, che dava lavoro a 100 lavoratori, quasi tutti provenienti dalla Snia, nel corso degli anni è diventata SarMed, con un numero di lavoratori molto inferiore e con continue situazioni di crisi aziendali. Nel 1996 è sorta, sempre nell'area industriale di Villacidro la Poliplastica del Vomano, per la produzione di arredi in plastica per bagno, con 63 unità lavorative, oggi definitivamente chiusa. L'ultima attività nata è l'Aviotech, per la produzione di aerei leggeri per il pattugliamento del territorio, che non ha mai realizzato il progetto pur avendo, a suo tempo, assunto una cinquantina di lavoratori ex Snia, che non hanno mai lavorato, perché la società è fallita prima che iniziasse l'attività. Oggi di queste attività industriali operano, con continue difficoltà, solo Terrecotte, che nel frattempo è diventata CERAMICA MEDITERRANEA (CERMED) con circa 80 dipendenti, la Fonderia di San Gavino, diventata Portovesme S.r.l. con 110 posti di lavoro, tra diretti e indiretti, la SarMed e parte delle Fornaci Scanu di Guspini con uno sparuto organico di circa 50 addetti, che lavorano pochi mesi all'anno. La Keller Elettromeccanica ha sempre lo stabilimento chiuso e per il suo futuro produttivo ci sono molte difficoltà se non si individuerà una nuova compagine societaria, che acquisisca lo stabilimento di Villacidro per riavviare la produzione e ricollocare gli oltre 300 lavoratori. Per superare questa difficile situazione è necessario dotare il territorio di infrastrutture e di servizi che agevolino il rilancio socio economico, attraverso una seria programmazione per la valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali e professionali. Sergio Concas MARMILLA . Presto sarà varato l’accordo di programma Scuola, sanità, mobilità e sviluppo rogetto "Pilota", dotato di 8 milioni Tutti i venti comuni hanno di euro, quello dell'Alta Marmilla, deliberato la delega risulta essere uno dei primi 6 all’Unione per l’esercizio progetti in Italia, in linea di associato delle funzioni di partenza. Alla presenza, nel luglio scorso ad Ales, dell'Assessore al Bilancio Regionale Protezione civile e Catasto Paci e dell'ex ministro Barca, si è fatto il punto della situazione, con l'obbiettivo concreto di porre le basi per arginare il grave territoriali di eccellenza, l’innovazione e l’alta fenomeno dello spopolamento, puntando in qualità della vita dovranno trattenere e attrarre particolare sulla sanità, istruzione, mobilità ed investitori e nuovi residenti”. agroalimentare. In collaborazione con i referenti tecnici del Centro Nell'incontro vengono illustrati i primi atti già Regionale di Programmazione e del Comitato formalizzati ed a settembre era previsto l'Accordo di interministeriale, l’Unione di Comuni Alta Programma che avrebbe dovuto garantire nei Marmilla sta definendo le principali linee d’azione Comuni dell'Alta Marmilla", l'avvio di una nuova in termini di scuola, sanità, mobilità e sviluppo. qualità della vita ed uno sviluppo locale, capace di L’imperativo è “facciamo con la SNAI cose speciale, creare vera occupazione, antidoto concreto allo innovative, un nuovo prototipo di progetto di spopolamento. sviluppo”. Facciamo il punto col presidente dell'Unione dei Intanto tutti i venti comuni hanno deliberato la Comuni "Alta Marmilla", l'Ing. Franceschino Serra. delega all’Unione per l’esercizio associato delle Prosegue il percorso per la scrittura della Strategia funzioni di Protezione civile e Catasto, requisito d’Area per l’Alta Marmilla e va perfezionandosi fondamentale per poter sottoscrivere l’Accordo di l’idea guida: “La scuola e la sanità devono diventare programma quadro con gli Assessorati Regionali e i speciali e innovative, attraverso interventi Ministeri della Pubblica Istruzione, Sanità, Infrastrutture e Sviluppo. programmati con riferimento a soluzioni Diciotto comuni su venti hanno inoltre deliberato individuate anche per il mercato e il lavoro. per l’esercizio in forma associata della funzione La ricerca applicata favorirà processi e prodotti P “Edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici”, con la quale si prevede l’organizzazione della scuola in due poli scolastici ad Ales e Usellus. In questi poli saranno concentrate le scuole primarie di primo grado (elementari) e secondarie di primo grado (medie). La scuola dell’infanzia dovrebbe restare ancora diffusa sul territorio. È inteso che per poter attuale detta organizzazione saranno necessari importanti interventi strutturali che si auspica di poter avviare presto mediante i finanziamenti del programma regionale “iscol@”, in ogni caso l’attuazione non potrà prevedersi prima di due o tre anni. Intanto sono stati consegnati all’Unione due dei quattro minibus allestiti per il trasporto dei disabili, assegnati dall’assessorato all’agricoltura Piano di Sviluppo Rurale misura 321, che saranno inseriti nel piano dei trasporti locali messo a punto con la SNAI. Franceschino Serra OVO SPECIALE NUOVO VESC 8 | Domenica, 14 Febbraio 2016 Attività del Servizio per la Pastorale Giovanile e Ufficio Diocesano Vocazioni I l Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e l'Ufficio Diocesano Vocazioni propongono un unico progetto formativo i cui destinatari sono i giovanissimi e i giovani, tenendo conto delle finalità generali della PG e della dimensione vocazionale dell’esistenza. In un cammino che è andato definendosi e ripensandosi nel tempo, ecco di seguito le proposte per questo anno pastorale 2015-16, già pienamente in atto. Meeting dei Ragazzi) anni Giovanissimi (13-15e rag azze provenienti dalle di- o raduno di ragazzi tre i tratta di un vero e propri iali o interparrocchiali di post-cresima. Sono di e cch luc rro a pa all ze ti, en an eri cip esp rte se pa ver ai o l'ambizione di proporre ione, di appuntamenti - che hann percorso tematico attraverso attività di rifless grammaun pro ca, te eli en ng tem eva en na ced ico pre a un e. Le giornate, ion raz eb i provecel tor di e uca a ed ier da gh più gioco, di pre costituita per lo e uip eq a un da consulte lla sti de ge i membri te, sono animate e anti in collaborazione con di organizzare l’accocip rte pa ie cch rro pa lle ico fa car nienti da itante generalmente si ta di PG. La parrocchia osprto logistico. glienza e di fornire suppo S Campo scuola diocesano per giovani Giovani (16-30 anni) È un momento importante di formazione offerto ai giovani che desiderano vivere un'esperienza - oltre le mura della parrocchia - per riflettere in un clima di vita comunitaria sui temi della GMG 2016. Il campo viene solitamente proposto nella struttura del Centro Spiritualità Giovani dei Religiosi Concezionisti in Località “Funtana ‘e s’ozzu”, a Cuglieri, dal 03 al 09 agosto. School of Lif e – Scuola d i vita Giovan uno spazio i (16-30 anni) d È vani e ai gio i formazione e di preg hiera, vissu vani adulti. corso to Gli inco temat insiem pellegrini chico; che quest'anno si ntr i, hanno una caden e al vescovo, rivolto ai p za mensile e o e gion p e ar come o teciper covia nel lu glio 2016. La anno al raduno della biettivo la preparazion seguono un perdesiderano Giornata Mo e dei giova par tecipaz co na. Ogni inco nfrontarsi con la Par ione rimane comunqu ndiale della Gioventù ni a Crao e la n ap er ta a tutti nella parrocc tro è preceduto dall' di Dio attraverso lo coloro che st ar h ru ri ia vo m o en sp d ella to d itan Regionale d ei Giovani n te per un mese), nata Croce dei Giovani Sard ella Lectio Diviin occasione i (c el 2014. dell'ultima he stazionerà Giornata Settimane di vita comunitaria Adolescenti e giovani delle Scuole Superiori (14-19 anni) i propone ai ragazzi di vivere una intera settimana nel Convento S. Lucia di San Gavino M.le. Durante questo tempo essi vanno regolarmente a scuola e nel pomerigS gio viene loro garantito il tempo dello studio. Nei tempi restanti si offrono dei tempi di preghiera, momenti ricreativi e incontri formativi su tematiche legate al mondo giovanile anche con la collaborazione di figure esterne. i Musical diocesani de ta os op pr la e ” sic Mu in s su “Je po Grup vani e famiglie Adolescenti, gio via consolidandosi. o i primi passi nel 2008 è andata via teatro, mettendo invend muo che nte orta imp ed a bell a il la danza e un'esper ienz cio del Vangelo attraverso il canto, L'obiettivo è quello di portare l'annun à. All'attivo del gruppo due Musical: “Il Risorto” portato sui palcomunit sieme i talenti presenti nelle nostre 3 e “L'Atteso”, attualmente in programmazione in diversi paesi della chi di mezza Sardegna dal 2011 al 201cinquanta membri, si avvale del supporto di alcuni professionisti che Diocesi. Il gruppo, composto da circa La presenza di interi nuclei familiar i nel comparto tecnico, rende anto di forza. Il messaggio portato in gratuitamente prestano il loro servizio. dell'intergenerazionalità il suo pun tiva nella vita dei partecipanti al fa che po grup un di vita la a bell posi cor più di annuncio: “ad intra” con una ricaduta scena poi ha una doppia valenza di nei confronti degli spettatori che vengono a vedere il risultato di anni a egn cons e com a” extr “ad e . etto ezza prog ntazione “scorci” di Stor ia della Salv fatiche e che scorgono nella rapprese È Prossimi appunta menti per Gio vanissimi e giovan Giubileo dioces i ano dei Ragazz Giubileo dioces i, ano dei Giovan 13 marzo 2016 - Ales Giornata dei Min i, 19 marzo 2016 - Ales Giornata dei Cr istranti, da ridefinire es Meeting estivo imandi, 8 maggio 2016 pe Giornata Mondi r Ragazzi, 9-10 luglio al Campo diocesan e della Gioventù 20-25 luglio o Giovani, 3-9 ag osto - Cuglieri Cracovia In stand by per quest'anno la dimensione formativa con i corsi (base e avanzato) per animatori che riprenderanno il prossimo anno. San Gavino.Festosa partecipazione al Carnevale diocesano Gli Oratori sono una ricchezza parrocchiale e diocesana rande successo della terza edizione del Carnevale Diocesano degli Oratori e delle Famiglie tenutosi a San Gavino M.le lo scorso giovedì “grasso” 4 aprile. Una serata di festa vissuta nella gioia dell’incontro. Tante le realtà parrocchiali della diocesi presenti alla manifestazione: particolarmente numerosa la presenza degli Oratori e delle Famiglie provenienti dalla Marmilla. Il carnevale può essere una semplice occasione di festa e divertimento oppure l’opportunità per vivere un appuntamento prezioso all’interno dell’anno oratoriano. È l’esperienza vissuta dai tanti bambini e ragazzi, mamme e papà che hanno voluto partecipare, che ogni anno diventa un momento favorevole in cui l’oratorio “esce” dai propri confini per andare nelle vie della città, per incontrare tanti fratelli e sorelle, ed annunciare loro la letizia dell’essere cristiani. L’Oratorio San Giovanni Bosco di Ales, con una sessantina di bambini e ragazzi, accompagnati da alcuni adulti, ha partecipato a questa ricca esperienza diocesana del Carnevale sangavinese. È stata una bella occasione di amicizia e di divertimento con tanti altri fratelli e sorelle G della nostra diocesi. Un oratorio che piano piano sta riassaggiando il gusto del vivere il vero spirito oratoriano, grazie all’entusiasmo e alla generosità di alcune famiglie, e alla fiducia e al sostegno del parroco don Petronio Floris. Una ripartenza segnata da un piccolo “segno” della Provvidenza: quello della vittoria della Coppa: Zaff’s Cup, che ci ha proclamati Vincitori per l’edizione 2016 del Carnevale Diocesano. Un “segno” esposto e mostrato alla gioia e alla soddisfazione della comunità, che si è radunata Domenica 7 Febbraio, per festeggiare la memoria liturgica di San Giovanni Bosco insieme al Carnevale. È stata questa un'altra occasione per vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani, nel divertimento sano e gioioso dei piccoli, delle mamme e dei papà che si son saputi mettere in gioco anche tramite i bans svolti splendidamente dai cresimandi. L’oratorio, insieme alla famiglia, è il luogo privilegiato, anche se non l’unico, dell’educazione alla fede. Esso è chiamato a essere un autentico laboratorio di evangelizzazione: luogo di incontro per i vicini e per i “lontani”. Luogo dove potersi mettere in discussione nell’ascolto del- l’altro, del nostro prossimo, sempre sotto lo sguardo amorevole della Parola di Dio. Questa è l’idea che nasce per la comunità oratoriana di Ales intitolata a San Giovanni Bosco. Vogliamo che questo luogo riprenda a essere strumento favorevole dove gli educatori e gli animatori della parrocchia, dagli adulti ai giovanissimi, che si stanno donando con generosità, si sentano parte di un progetto prezioso per i loro figli: i “nostri” figli. Serve pertanto che l’ambiente oratoriano respiri un’aria diversa, dove ognuno si senta chiamato a educare all’integrazione tra fede e vita, mettendo a servizio i suoi carismi, per amore di chi abbiamo affianco. Un cammino comunitario vissuto nel piano dialogo e confronto tra sacerdoti, suore e laici, genitori ed educatori, catechisti, animatori, collaboratori, e soprattutto con i “figli” e le “figlie” che ci vengono affidati. L’oratorio può esistere solamente grazie alla presenza di persone capaci di spendere il loro tempo, energia e cuore per portare avanti le attività di animazione e di educazione rivolte ai ragazzi e ai giovani della nostra comunità. Senza la pre- senza di adulti e giovani, membra insostituibili, l’oratorio non potrà riprendere definitivamente un nuovo slancio, per essere nuovamente unico e vero corpo che lavora, sicuri che a guidarlo sarà sempre il suo unico capo: Cristo Signore. L’oratorio è un’esperienza necessaria per tutta la diocesi, nasce quindi l’esigenza di un progetto comune, capace di risvegliare i nostri territori e le nostre realtà, non per consegnare loro dei metodi, ma soprattutto per sentirsi accompagnati e sostenuti da un unico corpo ecclesiale diocesano. don Emmanuele Deidda QUARESIMA Domenica, 14 Febbraio 2016 |9 Ales. L’Omelia di mons. Dettori nella Liturgia del Mercoledì delle Ceneri “Sia una Quaresima di conversione e gioia” S olenne inizio della Quaresima nella Cattedrale di Ales, mercoledì delle Ceneri 10 febbraio, segnato anche dalla gioia dell’annuncio dell’elezione a nuovo Vescovo della Diocesi del conventuale p. Roberto Carboni. Mons. Dettori ha manifestato all’assemblea, numerosa e attenta, la sua sofferta partecipazione al momento penitenziale e insieme la soddisfazione per il dono prezioso del Vescovo eletto. Riportiamo alcuni brani della sua Omelia. Il Mercoledì delle Ceneri è una giornata straordinaria per tutta la Chiesa e in modo particolare per la nostra Diocesi. L'inizio delle Quaresima ci orienta ad una esperienza della Misericordia di Dio Padre, una esperienza di purificazione che ci dona gioia, serenità e impegno di vita cristiana caratterizzata dalle Opere di Misericordia. Come possiamo vivere questa Quaresima? Per noi è urgente favorire un’azione missionaria allargando i confini delle nostre Comunità, cercando di raggiungere i più lontani che forse da tanto desiderano incontrare Dio che li ama. Forse attendono da noi un ambiente di vera comunione, fratellanza, stima e amore vicendevole. È tempo privilegiato per entrare in contatto con la misericordia di Dio: tutti siamo peccatori e bisognosi di perdono e di conversione, chiamati a diventare testimoni e dispensatori della stessa misericordia con parole, gesti, riflessioni e col dare il nostro perdono agli altri. Viviamo le opere di misericordia ricordandoci che la carne di Cristo si fa nuovamente visibile nel corpo martoriato, piagato, flagellato, tumefatto, denutrito, in fuga: affamato, assetato, afflitto, disorientato, corroso dai dubbi e dai sensi di colpa. Nei nostri fratelli che soffrono possiamo incontrare Gesù. Lazzaro che sta accovacciato o che bussa alla nostra porta è una nuova possibilità che Dio ci offre concretamente perché possiamo salvarci prendendoci cura di chi soffre. Oggi ci viene indicata una persona in più da amare e da ricordare ogni giorno nella preghiera: il Vescovo eletto Roberto Carboni. Vogliamo amarlo da subito, anche prima di conoscerlo, dimostrandogli il nostro affetto e la consapevolezza che senza il Vescovo non siamo Chiesa. È col Vescovo e col Battesimo che ognuno di noi viene inserito nella Chiesa, nella comunità dei credenti che hanno al centro la presenza di Cristo che dà senso e valore alle nostre preghiere, al nostro stare insieme, alle nostre celebrazioni. Con lui è anche più sicura la presenza efficace di Cristo che offre la sua vita per noi: il nostro Salvatore. “Sulla tua Parola getterò le reti”: senza il Vescovo rischiamo di faticare invano. Questa Quaresima è tempo propizio per un esame di coscienza, per rialzarci da qualunque nostra debolezza o mancanza, per vivere in pienezza l'Amore di Dio che tutto rinnova e che ci permette di essere gioiosi anche in mezzo alle tribolazioni. Auguro a tutti una Quaresima di conversione, di fede e di preghiera, di vera gioia. +Giovanni Dettori Mogoro.Tre appuntamenti per la Quaresima Il clou le “Quarantore” dall’11 al 13 marzo Altro appuntamento ercoledì 10 febbraio, la comunità parrocchiale di San Bernardino da importante della Siena in Mogoro ha iniziato il Quaresima 2016 sarà cammino quaresimale con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri. la “24 ore per il Signore”, Con la Santa Messa vespertina, quest’anno programmata insieme si è pensato di riproporre il rito delle ceneri alle Parrocchie dell’Unità anche in una liturgia della Parola celebrata in tarda serata (alle venti), per dare la Pastorale di Mogoro possibilità, a quanti sono occupati tutto il giorno con il lavoro o al pomeriggio con le attività sportive, di non rinunciare al segno del II secolo, capace di trasmettere un messaggio di penitenziale comunitario proposto dalla Chiesa vita cristiana sempre attuale anche ai cristiani del all’inizio della Quaresima. Tra le numerose iniziative terzo millennio. liturgiche e pastorali di questi “Quaranta giorni”, è Altro appuntamento importante della Quaresima doveroso segnalarne almeno tre. 2016 sarà la “24 ore per il Signore”, programmata La prima sarà concentrata negli ultimi tre giorni del insieme alle Parrocchie dell’Unità Pastorale. Il 4 e 5 mese di febbraio. Infatti, da sabato 27 a lunedì 29 marzo prossimi, anche le nostre parrocchie febbraio, la parrocchia di Mogoro ospiterà e risponderanno all’invito del Papa e del Pontificio custodirà il corpo di Sant’Antioco Martire. Per gentile Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, aprendo le concessione della Diocesi di Iglesias e della Basilica porte delle Chiese parrocchiali ai fedeli che vorranno del Martire, le spoglie mortali di Sant’Antioco accostarsi al sacramento della Riconciliazione e saranno esposte nell’antica chiesetta a lui dedicata e all’adorazione eucaristica. Saranno proposti due poi nella chiesa parrocchiale, per essere venerate dai momenti penitenziali con l’“esame di coscienza” e la fedeli della cittadina e della diocesi. Un autentico possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione. In tale contesto si è pensato a una segno di benedizione per questa comunità celebrazione penitenziale per i bambini e i ragazzi parrocchiale che ha conservato integra la tradizione del catechismo e a una seconda celebrazione per i della festa in onore del suo antico Patrono, martire M giovani e gli adulti. Infine, la celebrazione solenne delle SS. Quarantore, dall’11 al 13 marzo. con l’esposizione prolungata del SS. Sacramento, nel corso delle tre giornate, e la conclusione con i secondi vespri della V Domenica di Quaresima e la processione eucaristica. L’auspicio è che il sovrabbondante tesoro della Misericordia di Dio possa essere accolto nel cuore e nella vita di ogni cristiano della comunità parrocchiale. Attraverso il Giubileo della Misericordia e il tempo santo della Quaresima, il Signore crocifisso, morto e risorto, chiama ciascuno a un rinnovamento e a un reale cambiamento di vita. È questo il tempo di grazia per celebrare la Pasqua e sperimentare la vera comunione con Dio e con i fratelli. C.P. PERIODICO DIOCESANO DI INFORMAZIONE - Direzione – Redazione: Piazza Cattedrale, 2 – 09091 Ales (OR) tel. e fax 0783.91402 - cell. 334.1056570 - P. Iva 00681930954 DIRETTORE RESPONSABILE: Petronio Floris REDATTORE: Peppangelo Perria SEGRETARIA DI REDAZIONE: Anna Mureddu PROPRIETARIO - Diocesi di Ales-Terralba - Reg. Tribunale di Oristano n.3/95 del 3.10.1995 Internet: www.nuovocammino.it e-mail: [email protected] - [email protected] HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: + Giovanni Dettori, + Roberto Carboni, don Roberto Lai, Alessandra Cecchin, don Pierangelo Zedda, don Nico Massa, Sergio Concas, Franceschino Serra, don Emmanuele Deidda, don Massimiliano Cabua, don Giovanni Cuccu, Sr. Maria Ester Murgia, don Luca Pittau, Alice Bandino, Mauro Serra. ABBONAMENTI: ordinario euro 20,00 – sostenitore euro 30,00 - benemerito eurpedizione in abb. post. 70% c.c.p. n. 21939095 intestato a Nuovo Nuovo Cammino - 09091 Ales (OR) Associazione alla FISC - Federazione Italiana Settimanali Cattolici GRAFICA E STAMPA: PTM Editrice - MOGORO - Tel. 0783463976 cell. 3939212576 - Fax 0783463977 - [email protected] Chiuso in redazione il 11.2.2016 - Questo numero è stato consegnato alle Poste il 12.2.2016 10 | Domenica, 14 Febbraio 2016 VITA CONSACRATA Ales. Partecipazione gioiosa delle religiose della diocesi al Giubileo della Vita consacrata nodo. La vita religiosa anno della Vita Confemminile nella nostra sacrata, iniziato il 30 Diocesi è costituita da 15 novembre 2014, si è comunità, appartenenti a concluso anche nella 10 Istituti per un totale di nostra Diocesi con il Giubileo 80 suore, una piccola pordel 2 febbraio 2016, nella Catzione che va sempre più tedrale di Ales, con una Conassottigliandosi per molcelebrazione solenne presieteplici cause. una comuniduta dal nostro Vescovo Giotà religiosa che chiude vanni. Le Religiose e Religiosi non può dare gioia, ma presenti hanno rinnovato i solo sofferenza, come una voti, riaffermando la loro voluce che si spegne. lontà di dedicarsi liberamenNella nostra realtà diocete e totalmente a Dio, nel sersana non ci sono opere vizio ai fratelli. particolarmente rilevanti: Tutto ciò ha sempre un prole religiose si rivolgono fondo significato personale e verso i poli classici dei piccomunitario e lo ha maggiorcoli nelle scuole dell’inmente oggi, al termine di un fanzia e degli anziani nelle anno interamente dedicato case di riposo. Ma queste alla Vita consacrata e che ci attività non esauriscono e ha aiutato a “riconsiderarla” non danno un quadro come un autentico dono, non completo della preziosità da custodire gelosamente ma della presenza delle relida mettere a frutto per l’utiligiose se si tacesse della tà comune, un capitale che loro partecipazione attiva appartiene alla Chiesa. Nella alla vita delle parrocchie, lettera indirizzata a tutti i Reun ventaglio ampio di ligiosi in occasione dell’aperazione apostolica che si tura dell’anno ad essi dedicaUna partecipazione attiva alla vita delle parrocchie, un ventaglio fascia di semplicità e di to, Papa Francesco evidenzia spesso di naalcune priorità: guardare al ampio di azione apostolica che si fascia di semplicità e di normalità normalità, scondimento secondo lo passato con gratitudine, vivestile evangelico. Ma dietro re il presente con passione, i numeri e le opere citati, abbracciare il futuro con speci sono le persone consacrate che nella glielo consentono. I nostri ritiri, vissuti ranza. Questi obiettivi proposti dal Papa ranza e la fiducia nella perenne presenfedeltà alla consacrazione e secondo lo in dimensione intercongregazionale, sono stati oggetto di costante preghiera, za del Signore Gesù. spirito del proprio Istituto sono come le sono un appuntamento importante per Durante l’anno della Vita Consacrata di attenta riflessione alla luce della Pasentinelle, segni luminosi per tutto il noi perché il condividere una mattinata rola e del Magistero della Chiesa e quin- noi religiose della Diocesi di Ales-Terpopolo di Dio, con la testimonianza di ralba non abbiamo vissuto momenti ce- di spiritualità, nell’ascolto e nella medidi di rinnovato impegno. Dal cuore dei vita evangelica e di comunione fraterna, religiosi non può non essere sgorgato se lebrativi esteriori, ma abbiamo dedicato tazione, nell’adorazione al Santissimo di apertura e di accoglienza, di disponiSacramento e nella Celebrazione eucai nostri ritiri mensili a riflettere sui temi non un canto di lode a Dio per il dono bilità e di servizio verso tutti. Nessuna ristica ed anche nell’incontro festoso e proposti dal Papa, scoprendovi, di volta della vocazione, per l’Istituto a cui con occasione è tralasciata anche nel nostro in volta, elementi antichi e sempre nuo- nella serena gioia fraterna, ci aiuta nel gioia si appartiene, per la porzione di incontro quotidiano con le famiglie che cammino spirituale, ci fa crescere nella vi che sono alla base della consacrazioChiesa in cui il Signore ci ha voluti. non divenga motivo di apostolato, di inconoscenza reciproca e ci fa sentire vePer questo riflettere e risalire alla genui- ne-missione. Ci ha guidate in questo coraggiamento e di stimolo verso la vita ramente sorelle unite nell’amore alcammino don Franco Tuveri, Vicario nità delle origini è come attingere cobuona del Vangelo. l’unico Signore e attente alle esigenze stantemente al grande deposito del pro- Episcopale per le Religiose. Ci guida atSenza allontanarci dalla nostra realtà, le del Regno. Incontrarci avendo al centro prio carisma, attualizzandolo nella real- tualmente Padre Giancarlo Pinna, capperiferie sono talvolta molto vicine, riGesù è festa per tutte e ciò può essere puccino. Da sottolineare la presenza tà presente di cui niente ci è estraneo, chiedono da noi solo occhi teneri e miesemplare anche per la nostra Chiesa paterna del nostro Vescovo Giovanni, con lo sguardo rivolto avanti, sempre in sericordiosi. locale impegnata nell’attuazione del Siavanti, alimentando il futuro con la spe- ogni qualvolta gli impegni pastorali L’ Servire Dio nei fratelli Una missione: coltivare nuove vocazioni Testimonianza di vita realizzata nell’amore e nostre comunità religiose Al di là di ciò che facciamo subiscono anch’esse i segni secondo i diversi carismi del tempo. L’età dei membri avanza e le nuove vocazioni che altro non sono se non scarseggiano, come scarseggiano i le sfaccettature dell’amore figli nelle famiglie: è questo un problema che ci accomuna. di Dio che risponde alle Il nostro Papa Francesco ci ha attese e ai bisogni dei suoi calorosamente invitate a rivolgerci figli, c’è il nostro “essere al Signore della messe con preghiera ardente e insistente, unita alla profezia” testimonianza della nostra vita pienamente realizzata nell’amore, perché Dio è capace di colmare il cuore e rendere coinvolge. Un’ultima considerazione tra le tante felici… anche i giovani d’oggi. altre che si potrebbero proporre: fra le gente la Le prospettive per il futuro ci sono state indicate presenza delle suore è ancora assai apprezzata e da Papa Francesco nel discorso a braccio rivolto ai stimata per ciò che facciamo con impegno, cinquemila religiosi e religiose radunati il 1 generosità, spirito di sacrificio e di disponibilità, febbraio 2016 per la conclusione dell’anno della ciò è vero ed è bello! Vita Consacrata: la profezia dell’obbedienza, vivere Ma al di là di ciò che facciamo secondo i diversi la prossimità ad intra per essere capaci di carismi che altro non sono se non le sfaccettature tenerezza e di Misericordia ad extra, contagiare il dell’amore di Dio che risponde alle attese e ai mondo di gioia e di speranza. bisogni dei suoi figli, c’è il nostro “essere profezia” Esse segnano di autentico Vangelo il cammino che richiama e rimanda alle realtà future ed eterne personale e comunitario, in modo speciale in che noi anticipiamo con il nostro stesso stile di vita. Nella lettera per l’anno della Vita Consacrata, quest’anno della misericordia che tutti ci L Papa Francesco, particolarmente attento e sensibile ad essa, auspica nelle Diocesi un insegnamento che illumini il popolo di Dio sul valore della Vita Consacrata così da farne risplendere la bellezza e la santità nella Chiesa. Ci uniamo con gioia e con speranza all’auspicio sempre attuale del Papa, chiedendo a Maria, la Vergine dell’ascolto e della contemplazione, del servizio e della Misericordia, l’aiuto materno per una sequela sempre fedele e generosa a beneficio di questa nostra amata Chiesa particolare. Pagina a cura di Sr. Maria Ester Murgia Delegata USMI diocesana DIOCESI Domenica, 14 Febbraio 2016 | 11 San Gavino. L’esperienza del Cappellano Ospedale: in ogni malato c’è il Cristo a più di un anno esercito il ministero sacerdotale presso l’ospedale Nostra Signora di Bonaria in San Gavino Monreale. Dal giorno dell’ordinazione sacerdotale, mons. Dettori ha voluto affidarmi questo prezioso servizio per i malati, i sofferenti ed il personale tutto che lavora nello stesso presidio ospedaliero. Questa scelta in un primo momento ha creato in me numerosi interrogativi, crisi e dubbi sulla mia inadeguatezza, come giovane prete, nello stare a contatto con il dolore, il mistero della sofferenza, della malattia, e tante volte anche con il mistero della morte. Ma da subito è stato sicuramente necessario abbandonarsi fiduciosi nell’aiuto del Signore per questo compito così complicato. Con questo breve articolo vorrei descrivere l’esperienza vissuta in questi mesi, in tre punti. D 1- L’ospedale è il luogo della misericordia Oggi tanti possono chiedersi che ruolo abbia un sacerdote in un luogo come l’ospedale, o ancora che spirito anima tutto il personale competente, oppure se il lavoro all’interno dell’ospedale sia un lavoro come tanti altri. Il Giubileo straordinario che stiamo vivendo in maniera intensa, ci aiuta a capire lo spirito ed il servizio che si può esercitare in ospedale, nei vari incarichi, di cappellano, di medico, di infermiere e così via. Più volte papa Francesco ha sottolineato che il Giubileo deve vederci impegnati nell’essere davvero misericordiosi come il Padre, che va vissuto a contatto con la parola di Dio, ci aiuta ad incontrare Dio amore che fin dalla creazione si è manifestato, nella sua misericordia, indulgente verso ogni uomo, in particolare verso gli ultimi i poveri ed i sofferenti. Se vogliamo dunque descrivere l’esperienza all’interno dell’ospedale, possiamo davvero affermare che questa è davvero un grande incontro con la Misericordia di Dio Padre. La misericordia passa attraverso tanti piccoli gesti che sono indispensabili per la cura e l’attenzione verso i malati. Il sacerdote in ospedale è chiamato nel modo più assoluto a mettere in azione ed in pratica questi gesti di autentica misericordia e servizio, come celebrare la Santa Messa, amministrare i Sacramenti, in modo del tutto speciale la Confessione e l’unzione degli infermi. Ma è necessario anche l’ascolto, l’accompagnare i malati in momenti davvero difficili quando si scopre una malattia, accompagnare i malati negli ultimi istanti della vita terrena, consolare, assistere, camminare portando la croce proprio come ci insegna Gesù nel Vangelo. Non ultimo poi è fondamentale anche il rapporto con i famigliari dei malati che ti aiuta a conoscere e comprendere numerose situazioni di sofferenza. In ospedale non mancano nemmeno i momenti di gioia dove si ringrazia il Signore per il dono della guarigione o ancora per il dono della vita e della nascita di nuove creature, allora il ringraziamento si manifesta in preghiera di lode e di ringraziamento. 2- L’ospedale è il luogo del servizio e speranza La vita in ospedale è scandita da una preziosa e ricca collaborazione fra tutto il personale medico ed infermieristico. Intervistando l’esperienza di questi ultimi, tanti mi hanno espresso il pensiero che il lavoro all’interno dell’ospedale non è un lavoro qualsiasi. Questo perché il rapporto con i pazienti è fondato sull’ascolto, la fiducia, il sostegno, il prendersi cura dei più deboli, ma ancora il servizio in ospedale è fondato sulla carità, sull’amore. Siamo chiamati a svolgere il nostro compito senza giudicare, esercitando davvero l’amore e la pazienza di Cristo. Non mancano certamente anche il coinvolgimento emotivo, (certe situazioni ti segnano per davvero) ma essere cappellano, medico o ancora infermiere è una vocazione: spesso richiede sacrificio, richiede molte energie, ti mette in discussione, ma non lo si fa solamente per una retribuzione, si è chiamati a lasciare ogni sicurezza ed essere annunciatori di speranza. 3- L’ospedale è vocazione e missione Il lavoro in ospedale è prima di tutto una vocazione, la vocazione più bella e più gratificante se davvero si cerca di donare tutto se stessi. In questo modo dal malato e da tutti i pazienti si riceve in contraccambio cento volte tanto. Il messaggio cristiano in ospedale è decisivo. Tanti malati nel fare esperienza della malattia sentono venir meno la fede, o ancora altri lontani dalla vita della Chiesa sentono rinascere la fede o si aggrappano alla speranza. È allora necessario capire che i malati non cercano da noi solamente una risposta o una cura medica. Ma aspettano un incoraggiamento, un conforto, un sorriso, una parola di vera speranza. Questi atteggiamenti tante volte valgono più di una cura medica. Si parla tanto di una Chiesa in missione. Nella misura in cui diventiamo testimoni e strumenti del Signore, il nostro servizio in ospedale diventa davvero una missione. In ogni malato è presente Cristo, con questo Spirito vogliamo davvero andare incontro a Cristo con le nostre buone opere di vera pietà. La giornata del 23 dicembre è stata una giornata particolare per il nostro ospedale, il Vescovo mons Giovanni Dettori ha celebrato in mezzo a noi il giubileo del Malato con “l’apertura” della porta Santa anche in ospedale. Siamo chiamati allora a varcare la porta della misericordia, ossia passare per la porta delle pecore che è Cristo, piena espressione della misericordia di Dio. Per questo nella nostra povertà e debolezza vogliamo anche noi nel nostro ospedale, luogo simbolo della sofferenza e della croce, intraprendere un cammino nuovo come cristiani e diventare anche noi misericordiosi come il Padre nostro che è nei cieli. Don Luca Pittau Cappellano di Nostra Signora di Bonaria - San Gavino La scomparsa dell’amato canonico Lorenzo Tuveri ercoledì 10 febbraio ha reso l’anima a Dio il canonico don Lorenzo Tuveri nato a Sardara il 26 giugno 1931. Ordinato sacerdote a Gonnostramatza da mons. Antonio Tedde il 22 agosto 1954 I funerali si sono svolti nella parrocchia del B.V. Assunta a Sardara lo scorso 12 febbraio. Affidiamo l’anima di don Lorenzo alla misericordia di Dio perché dopo aver esercitato il ministero sacerdotale su questa terra, ricoprendo diversi incarichi diocesani, tra cui quello di Rettore del Santuario di Santa Maria Aquas e assistente unitario dell’Azione Cattolica, venga ammesso a celebrare eternamente la liturgia del Cielo. M 12 | Domenica, 14 Febbraio 2016 CHIESA Missioni. Le prime iniziative varate dal Centro Missionario Diocesano di Ales-Terralba I l Centro Missionario Diocesano, nella riunione di Martedì 9 Febbraio, ha approvato tre dei 10 mini progetti proposti dall’Associazione 3 P a Missio Italia riguardanti diverse cause missionarie e ai quali aderiremo in collaborazione con la nostra Caritas Diocesana. Istruzione: 10 borse di studio per gli studenti della Libera Università Agro Zootecnica di Bongor (€ 3.600,00, la borsa di studio è 360,00 € all’anno). Emergenza acqua potabile: 3 pozzi per micro fattorie nei villaggi (uno nel Ciad, uno in Camerun, uno in Centro Africa: ogni pozzo 4.000,00 Euro). Emergenza Umanitaria: 2 progetti di “aiuto di urgenza” per sostenere le diocesi della Grecia di Corfù e di Salonicco. Questo per sostenere il diritto ad una migrazione sicura in particolare nelle rotte balcaniche (€ 4.000,00 per progetto). È stata inoltre formalizzata, con una lettera ai Sacerdoti di ogni Parrocchia della nostra Diocesi, la richiesta di individuare un fedele per ogni Parrocchia che divenga l’incaricato Parrocchiale e (sotto le disposizioni del proprio parroco), si faccia da tramite tra le nostre iniziative e la rete parrocchiale o interparrocchiale. Un referente cui consegnare periodicamente il materiale inviatoci dalla sede centrale di Roma di Missio “Progetti” e adozioni Un incaricato per ogni parrocchia divenga (sotto le disposizioni del parroco), il tramite tra le nostre iniziative e la rete parrocchiale o dell’U.P. Italia e che si faccia portavoce di richieste e intenzioni provenienti dalle parrocchie, sia per quanto riguarda le nostre Missioni all’estero che per le Adozioni a distanza. Per realizzare questo imponente lavoro, abbiamo bisogno della collaborazione di tutto il clero e dei fedeli. Tra gli obiettivi del nostro C.M.D., molta importanza riveste la formazione di tale rete all’interno della Diocesi, che andrà a formare la sezione Parrocchie/Rapporto con le Parrocchie del nostro nuovo Sito(www.centromissionariodiocesan oalesterralba.it). La nostra equipè si è offerta inoltre di presenziare nelle Messe principali domenicali in tutte le parrocchie della Diocesi che ne faranno richiesta, sì da informare le Comunità sulle nostre attività, sui progetti attivi e i prossimi in attivazione. Animazione missionaria per il clero e Animazione missionaria e liturgia son infatti due dei quattro punti all’ordine del giorno che verranno affrontati il prossimo 24 Febbraio a Macomer, nella ex casa dei Padri Missionari Saveriani, nell’incontro periodico coordinato da Don Ennio Matta Direttore del CMD di Cagliari e al quale parteciperanno tutti i Centri Missionari Diocesani sardi. Il Centro Missionario Diocesano e Adozioni a Distanza ringrazia S. E. Mons. Giovanni Dettori per il prezioso e fruttuoso apostolato. Al neo eletto Vescovo P. Roberto Carboni formuliamo i migliori auguri e la preghiera per il suo nuovo ministero affidatogli da Papa Francesco; assicuriamo inoltre la totale e completa collaborazione dell’equipe del C.M.D./Adozioni a Distanza e di tutto il suo Direttivo. Alice Bandino Guspini. La Cooperazione come strumento di aiuto fra i popoli del terzo Mondo Dichiarazione del presidente on “Piccoli Progetti Possibili” opera il Centro Internazionale dialoghi interculturali e sociali (CIDIS) e il Centro Culturale di Alta Formazione. Si sta dotando di una direzione articolata, di un gruppo scientifico, di un ufficio di progettazione, di un direttore generale. Celebrando questi dieci anni più che guardare al passato, (anche quello perché è giusto narrare) vogliamo guardare al futuro. Due dimensioni vanno rispettate, una è tutta civile, di cittadinanza. Oggi la stessa globalizzazione è in crisi, in crisi sono le grandi organizzazione internazionali, dalla Comunità Europea a quella dell’ONU: il futuro ci sta sfuggendo di mano; i fiumi d’immigrati si stanno buttando nel mare dell’Occidente; l’Africa sta andando verso il miliardo di persone; India e Cina non reggono i ritmi di sviluppo sognati; il mondo musulmano non è controllabile né all’interno né tanto meno all’esterno. I segni di una terza guerra mondiale sono sempre evidenti. Che fare? Milioni, miliardi di piccoli progetti possono cambiare il mondo, costruire un mondo di pace: questo dobbiamo fare. C L’esempio di “Piccoli Progetti Possibili” “Dobbiamo coltivare la solidarietà politica, economica e sociale verso chi ha bisogno senza paura, con coraggio di fare scelte concrete. Non è una soluzione facile” S i è concluso con una conferenza il 22 gennaio l’anniversario del 10° anno di attività della 3 PPiccoli Progetti Possibili- con la partecipazione del Vescovo di Ales mons. Dettori, del Consigliere Regionale Rossella Pinna del sindaco di Guspini Giuseppe De Fanti. Nella conferenza svoltasi nel teatro Murgia è emerso un chiaro concetto sullo sviluppo della società: "Non può essere solo l'economia a governare tutto". Alla presenza di un folto uditorio, proveniente da varie località della Diocesi, le attività della Associazione 3P sono un’attività di Solidarietà che è un'utopia necessaria, realizzabile nel concreto purché ci si creda davvero. Durante la conferenza, abilmente coordinata dal giornalista Mario Girau è emerso il lavoro di tante persone che collaborano per gli aiuti umanitari ed evidenziano come “Il principio di solidarietà è l'antidoto a un realismo rassegnato che non lascia speranze, che non lascia diritti”. Alla conferenza è intervenuto Dott. Giangranco Cattai, presidente della FOCSIV che ha plaudito le attività svolte dalla 3P: «La solidarietà non è solo un principio costituzionale ma un ingrediente perché la società possa funzionare. Noi abbiamo in questo momento difficoltà enormi, siamo poco solidali, l'Europa è poco solidale. È scritto nel Trattato di Lisbona che l'Unione Europea dovrebbe favorire la solidarietà tra gli Stati membri, ma di solidarietà non ce n'è molta. Vediamo il caso greco che dovrebbe essere governato non solo con l'occhio all'economia e ai conti in ordine ma anche alla soli- darietà con le persone che in quel Paese hanno avuto in questi anni, anche per improprie scelte che oggi sappiamo sbagliate, sofferenze personali molto grandi. La solidarietà è quella che ci impegna quando ci sono i migranti, è quella che ci impegna quando in Italia la povertà assoluta è arrivata a sei milioni di persone. È un principio che ci dice che non possiamo pensare a una società di individui separati ma di persone che si guardano reciprocamente. Non tutto è riducibile alla logica dell'economia, questo è quello che noi non lo facciamo mai abbastanza». Il Vescovo mons. Dettori si è compiaciuto delle attività della 3P perché, anche se opera in una Diocesi piccola, si è saputa inserire in organizzazioni umanitarie collocandosi fra le più intraprendenti in Sardegna e in tutto il settore. Anche il parroco di san Nicolò don Antonio Massa si compiaciuto delle attività della associazione, che affianca la parrocchia nelle attività di pastorale: «Sono soddisfatto dello stato di salute della Parrocchia – ha detto don Massa- queste iniziative laboriose favoriscono la comunità in un cammino di carità autentico». Al termine don Angelo Pittau promotore della nascita della 3P ha ricordato, con un excursus storico, le attività della associazione nata per sorreggere e favorire un gemellaggio con la città di Bongor in Ciad. «La Solidarietà è un valore che, se devo considerare le citazioni degli ultimi giorni di papa Francesco dovrebbe essere in primissima fila; ho l'impressione, però, che venga più proclamato che praticato. Questo non ci deve in nessun momento mettere nella condizione di pessimismo che ci porta a dire che non c'è più niente da fare. C'è un sentimento diffuso di bisogno di solidarietà e di fronte a questo le reazioni non sono solo negative ma anche positive, soprattutto quando ci sono fatti drammatici. Dobbiamo coltivare la solidarietà politica, economica e sociale verso chi ha bisogno senza paura con coraggio di fare scelte. Non è una soluzione facile, ma è una strada per la soluzione ai problemi che stiamo vivendo». Le attività sono proseguite nella giornata successive con la proiezione di films sull’integrazione e discriminazione razziale. Mauro Serra