documento pdf - Città Metropolitana di Napoli
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S. Sebastiano al Vesuvio San Sebastiano al Vesuvio appartiene alla provincia di Napoli e dista 14 chilometri da Napoli E' situato alle pendici del Vesuvio, in panoramico affaccio sul golfo di Napoli (da qui la specifica geografica riferita proprio al vulcano). Il suo nome riflette il culto di San Sebastiano martire, patrono del paese fin dalla sua costituzione. Il territorio fu colpito dall'eruzione del Vesuvio del 1944. Ricostruito successivamente presenta un aspetto ordinato e moderno. Domina il centro del paese la cupola della chiesa di San Sebastiano Martire risalente al XVII secolo. Il vecchio edificio del Comune, sito in via Roma, attualmente ospita la sede dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Monumenti: Villa Figliolia La villa si presenta oggi nell’assetto che le fu dato dai lavori di ristrutturazione iniziati nel 1745, tradizionalmente attribuiti al Vanvitelli e voluti dal proprietario Antonio Figliola, Magistrato Presidente della Regia Camera della corte borbonica, che trasformò una preesistente villa rustica della seconda metà del seicento. Santuario S. Sebastiano Martire Situato di fronte al vecchio palazzo municipale, la chiesa, dopo l’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 1500, fu ricostruita dagli abitanti del casale di San Sebastiano che si accollarono completamente le spese per i lavori. Non sappiamo se la chiesa fu riedificata sullo stesso sito di quella precedente. I lavori si protrassero fino al 1580, secondo alcuni documenti dell’Archivio diocesano di Napoli, e diedero vita ad un edificio molto scarno, privo anche del campanile. Fu dedicata a San Sebastiano Martire, forse perché sorta sui resti di un edicola dedicata al santo. Nei locali della chiesa, come riportato da alcuni documenti del settecento, si riuniva l’"Università", ovvero la comunità amministrativa. Nel 1743 terminarono lavori di abbellimento e ristrutturazione, che videro la realizzazione di una fonte battesimale in marmo, un nuovo altare maggiore, due nuove cappelle. La chiesa, posta su un’alta gradinata in pietra lavica, ha una facciata in stile neoclassico, con due coppie di lesene corinzie che si ripetono anche nell’ordine superiore. L’interno, cun un’unica navata, presenta sei cappelle laterali con altari in marmo. Pilastri decorati con capitelli corinzi sorreggono gli archi di accesso alle cappelle e l’arco terminale della navata. Di notevole pregio l’organo in legno dipinto e dorato, risalente al 700, posto al centro della cantoria sul portale d’ingresso. Opera di Domenico Antonio Rossi, noto costruttore di organi al servizio dei sovrani napoletani, è diviso in tre scomparti con 19 canne cilindriche in stagno. Numerose opere arricchivano la chiesa tra cui una tela del settecento di scuola napoletana raffigurante la Madonna con Bambino e San Sebastiano e una statua in legno della Vergine, opera del settecento di un artista locale, rubata dopo il terremoto del 1980. Nell’ipogeo è situata la cripta, risalente a qualche secolo prima della costruzione della Chiesa Madre. Cappella Cianciulli La semplice costruzione, sita in uno dei punti più alti del paese, era la cappella gentilizia del palazzo dei marchesi Cianciulli, ormai abbattuto. Anche la cappella rischiò lo stesso destino per volontà di un suo proprietario: le accese proteste della popolazione locale fecero si che la Curia Arcivescovile di Napoli ne acquisisse la proprietà. Costruzione ottocentesca a pianta interna circolare. Poche sono le tracce degli stucchi e dei decori antichi, persi a causa di numerosi e ripetuti atti vandalici. La tradizione vuole che uno splendido quadro della Vergine ornasse l’interno della cappella, oltre ad una statua lignea di origine settecentesca. Masseria Caggiano Il nucleo originario della masseria risalirebbe alla seconda metà del XVI secolo e appartenne ai Caggiano, ricchi signori napoletani. La masseria presenta una pianta ad "U" con due accessi, in asse, che si aprono su due strade differenti. Come molte masserie della zona, presenta a nord la cantina e a sud gli ammbienti destinati ad abitazione. All'interno del cortile rettangolare sono presenti due scale. Le facciate sono del tutto prive di decorazione e presentano aperture estremamente lineari. I due ingressi, in pietra tufacea con la parte basamentale in pietra lavica, immettono nella corte interna, anch’essa caratterizzata da pavimentazione in pietra lavica Villa Tufarelli Residenza rustica risalente al XVII-XVIII secolo, costituiva con la gemella villa Tufarelli di sotto, nel comune di San Giorgio a Cremano, un insieme denominato “Le Bolini”. Con questo nome appare, infatti, nella mappa del Duca di Noja (1775). La denominazione deriva dal nome dei proprietari, i Bolino-Capece, che nel 1745 cedettero la proprietà ai Tufarelli. Le due ville, poste a quote differenti, furono successivamente denominate "Gallitti di sopra" e "Gallitti di sotto". Esistono testimonianze che individuano le due ville come uno dei luoghi di sosta del re Ferdinando IV di Borbone durante le sue lunghe battute di caccia. Dopo l’acquisto da parte della famiglia Tufarelli, avvenuto nel 1745, furono sicuramente realizzati numerosi interventi e rimaneggiamenti. La disposizione degli ambienti ricalca lo schema delle ville rustiche, con una corte chiusa su tre lati e aperta sul quarto verso il fondo rustico di pertinenza della villa. La posizione elevata e la presenza di ampie terrazze assicuravano alla villa un’ampia visuale, che si estendeva fino al mare. Attualmente la villa è in uno stato di abbandono tale da renderla impraticabile, soprattutto per quanto riguarda la scale e gli ambienti del primo piano un tempo rivestiti con decorazioni pittoriche di cui oggi non restano che tracce. Villa Flauti Classico esempio di villa-masseria della zona vesuviana, la villa è stata edificata nei primi decenni del '700 probabilmente come ampliamento di una preesistente struttura seicentesca; ha subito negli anni alcune trasformazioni. La Masseria un insieme di costruzioni realizzate per destinazioni d’uso differenti. Presenta una pianta a forma di "T" di cui una parte principale a forma di "L", a due piani, ed un corpo, ad un piano. Un androne, con volta a botte lunettata, collega i due corpi. La corte diventa il centro della costruzione e da qui si raggiungono tutti gli ambienti della villa, tra cui il cantinato e la vasca di raccolta dell’acqua piovana, utilizzata per l’irrigazione dell’orto. La facciata presenta decorazioni in stucco che risalgono al 700 e furono probabilmente volute da famiglie nobili, come testimoniano anche l’ampio cellaio, caratterizzato da una volta a botte alta circa 6 m, e la complessa organizzazione dei locali sottotetto. Al lato dell’ingresso principale, è collocata una piccola cappella che, a differenza delle altre cappelle, si trova all’interno dell’edificio Ex palazzo municipale È uno dei primi municipi eretti nella zona vesuviana a seguito della riforma della pubblica amministrazione varata da Giuseppe Bonaparte, re di Napoli (1806-1809) e fratello di Napoleone, proseguita poi dal suo successore Gioacchino Murat. La sua costruzione risale intorno al 1820. All’epoca il territorio comunale, era molto più vasto, poichè comprendeva i comuni di Volla e parte di quello di Cercola. Sede del Comune per oltre mezzo secolo, fu utilizzata poi per diverse altre funzioni. Dal 1995 al 2008 gran parte dell’edifico è stata occupata dagli uffici del Parco Nazionale del Vesuvio. Al piano terra si trovano un Centro sociale per anziani e gli uffici della Pro Loco. Edificio a corte interna chiusa su tutti i lati, ha una facciata articolata su due livelli. Quello basamentale è decorato con un bugnato in stucco, quello superiore, separato da un cornicione, è rifinito ad intonaco liscio. L’asse centrale della facciata è segnato dal portale ad arco e dal soprastante balconcino in pietra vesuviana. Le finestre sono decorate con cornici lineari in stucco. All’interno del cortile, in asse con il portale, è posizionata la scala, articolata in due rampe simmetriche con gradini in pietra vesuviana. La copertura, un tempo a falda, è oggi del tipo piano. Eventi Maggio Rassegna del Verde Teatro, Cinema, Cultura, enogastronomia ed altro.. A cura dell’assessorato alla Cultura - Pubblica Istruzione - Legalità - Grandi Event del Comune di S. Sebastiano al Vesuvio Info: Tel. 081/7867117 Maggiori informazioni sul sito del comune: www.comunesansebastiano.it Alcune notizie sono tratte dal sito istituzionale del Comune