Vie di guarigione - Il Verde Editoriale

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Vie di guarigione - Il Verde Editoriale
PROGETTAZIONE IL PARCO DELL’OSPEDALE DI SAN PANCRAZIO AD ARCO DI TRENTO
Connotano
l’intervento
cipressi di nuovo
impianto,
che testimoniano
il particolare clima
submediterraneo
del luogo, oltre
a enfatizzare una
presenza storica.
Vie di guarigione
Realizzati per facilitare
la guarigione dei degenti,
i nuovi percorsi di riabilitazione
dell’ospedale di San Pancrazio
fanno parte di un intervento
più ampio, che ha comportato
il restauro del parco secolare
e un nuovo disegno per l’area
verde di antica vocazione rurale
A
rco di Trento sorge nella conca del
Basso Sarca sul territorio meridionale del Trentino, nei pressi del
monte Brione, ai margini settentrionali del
Lago di Garda, che fa percepire la sua
presenza inducendo un clima unico di tipo
submediterraneo contrapposto all’areale
tipicamente alpino delimitato dai monti
circostanti. Le particolari condizioni climatiche fanno sì che sul territorio di Arco
possano vegetare specie termofile quali
leccio, bosso e altre che qui sono al limite
settentrionale del loro areale di diffusione.
Un po’ di storia
L’ospedale provinciale San Pancrazio
venne progettato a cavallo di Ottocento e
Novecento in una vasta proprietà fondiaria
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con due destinazioni: una a parco per i
degenti del sanatorio della superficie di
circa 4400 mq e l’altra, di superficie
maggiore, a tenuta agricola per rifornire
l’ospedale di derrate alimentari, successivamente abbandonata.
Sia la destinazione d’uso prevista dal
piano regolatore, ma soprattutto il reale
impiego dell’area ai fini dell’attività riabilitativa dell’ospedale hanno creato l’esigenza
di trasformare in parco ospedaliero la
porzione di terreno sopra citata, che si
affianca e integra al parco preesistente, ottenendo così una superficie totale a verde di
10mila mq circa e un sensibile aumento dei
camminamenti percorribili dai degenti.
I pazienti della riabilitazione cardiologica
e motoria fanno ginnastica di gruppo o
▼
Testo e foto di Luca Toschi e Federico
Marini, agronomi
PROGETTAZIONE
Tipo di intervento: Ampliamento
e formazione del Parco dell’Ospedale
di San Pancrazio con percorsi per la
riabilitazione motoria e cardiologica,
luoghi di sosta e ricreativi.
Luogo: Arco di Trento
Superficie: 10.000 m2
Tempo di realizzazione: ottobre 2004 giugno 2005
Progetto: Luca Toschi e Federico Marini,
agronomi
Direzione lavori: Luca Toschi e Federico
Marini, agronomi
Committente: Provincia italiana
della Congregazione delle Suore
di Santa Croce, Besozzo (VA)
e Ospedale San Pancrazio, Arco (TN)
Imprese costruttrici: Artegiardino di
Cretti Franco & C, Riva del Garda (TN);
P.M. Costruzioni edili di Perini Marco,
località Pratosaiano, Arco (TN);
Michelotti - Floriani & C. (impianti idrici),
località Pratosaiano, Arco (TN);
Azienda Agricola Gobbi Paolo,
Arco (TN).
Costo complessivo: 200.000,00 Euro
▼
deambulazione assistita dal fisioterapista e,
grazie al clima mite, percorrono il giardino
durante quasi tutto l’anno.
L’attività all’aperto, su un percorso studiato,
conferisce maggiore sicurezza ai pazienti con
problemi motori e favorisce l’esecuzione
dell’attività aerobica per i cardiopatici, riducendo la noia e la ripetitività degli esercizi in
palestra e con la cyclette. I pazienti con buona
autonomia vivono il giardino durante le ore
libere, in estate soprattutto in quelle pomeridiane rinfrescate dalla brezza del lago, e possono ricevervi le visite dei parenti.
PLANIMETRIA CON LE SPECIE ARBOREE PRESENTI
9
1 Hydrangea paniculata
2 Rosa “La Sevillana”
3 Hydrangea quercifolia
AREA DI NUOVA
4 Viburnum plicatum “Mariesii”
REALIZZAZIONE
5 Abelia x grandiflora
21
6 Hypericum noserianum
20
9
19
7 Hydrangea macrofilla
21
8 Rose spp.
9 Cupressus sempervirens
17
19
10 Ostrya carpinifolia
30
16
11 Olea europea
10
12 Acer campestre
20
13
18
13 Tilia cordata
14 Rosa rugosa
17
27
29
15 Punica granatum
16 Cotinus coggygria
16
17 Viburnum opulus
18 Spartium junceum
15
19 Cercis siliquastrum
9 14
20 Ceratostigma
plumbaginaoides
28
21 Cornus sanguinea
12
11
22 Quercus ilex
23 Koelreuteria paniculata
vialetto rialzato
24 Crataegus x lavallei “Carrierei”
25 Hedera hibernica
26 Rosa x chinensis “Mutabilis”
27 Chamaerops excelsa
28 Rosmarinus officinalis
29 Vitis vinifera
30 Rosa spp. rampicante
ciente spazio. Si è individuata la prevalenza
di alberi, perlopiù sempreverdi (conifere e
palme), a fronte di un numero limitato di caducifoglie e arbusti da fiore.
A seguito delle indicazioni emerse negli
incontri con l’amministrazione dell’ospedale,
sono emersi i principali interventi da effettuare, indirizzati a migliorare e ottimizzare lo stato
generale, con particolare riferimento all’evoluzione futura del giardino e a eliminare le
situazioni precarie o controproducenti rileva-
N
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campo da bocce
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gazebo
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Scheda tecnica
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gazebo
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1
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AREA
RESTAURATA
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9
te. In alcuni punti del giardino l’impianto risultava eccessivamente fitto. Perciò il restauro ha
comportato anche un mirato diradamento per
garantire luminosità, maggior fruibilità dei
luoghi e valorizzazione degli spazi a prato.
È stato, inoltre, opportuno mettere a dimora
essenze arbustive, perlopiù a foglia caduca,
destinate a conferire all’area maggior vivacità
e dinamicità, grazie ai profumi e alle fioriture
scalari nel tempo, scandendo le stagioni con i
tipici cambiamenti cromatici.
Il progetto
L’intervento è stato eseguito in due fasi
successive, la prima ha comportato un parziale ripristino dell’impianto originario (parco
vecchio), la seconda la progettazione e la
realizzazione del nuovo parco sulla porzione
di terreno una volta coltivata.
Ripristino del parco vecchio
L’ambiente offerto dal parco attuale è ricavato dallo schema del Parco arciducale di
Arco. Dopo una prima valutazione complessiva dell’area, è stata analizzata ogni singola
pianta, considerandone condizioni generali,
fitosanitarie, stabilità e livello estetico/ornamentale. Alcune essenze sono risultate di
particolare pregio, a fronte di altre in peggiori condizioni, spesso a causa di insuffiA destra, conifere e Chamaerops excelsa,
tra le specie presenti nella parte di parco
più antica, ora completamente restaurata.
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PROGETTAZIONE
La sistemazione a verde dell’area di pertinenza dell’ospedale ha consentito di ottenere
un parco di circa 10mila mq complessivi tra la
parte nuova e quella preesistente.
In primo luogo sono stati realizzati i vialetti pedonali per costituire un percorso circolare. L’andamento curvilineo analogo a quello
dei camminamenti esistenti un tempo e l’impiego dello stesso materiale (calcestruzzo colorato con polveri di quarzo) hanno reso più
immediata la percezione della continuità con
il vecchio parco dell’Ospedale.
Il disegno dei vialetti è stato ideato per
formare nel parco molteplici percorsi di
lunghezze diverse che soddisfino le svariate
esigenze dei degenti dell’ospedale e dei reparti di riabilitazione. Nello specifico si sono ottenuti tre percorsi per i pazienti del reparto di
cardiologia (percorso lungo, medio e corto) e
quattro per i pazienti del reparto di fisioterapia
(lunghi 274, 253, 210 e 152 metri).
In un tratto di camminamento è stato effettuato un leggero rialzo per migliorare e ottimizzare la mobilità dei pazienti, aumentando
lo sforzo ed esercitando l’equilibrio.
Nell’area per lo svago dei degenti è stato
costruito un campo da bocce delimitato da un
filare di Crataegus spp. (biancospino).
All’interno del parco sono state inserite
numerose panchine in legno in posizione
soleggiata e in ombra, oltre a due pregevoli
gazebi, uno circondato da imponenti palme,
l’altro più nascosto e coperto di Trachelospermum jasminoides (falso gelsomino).
Il particolare clima di Arco di Trento
consente la spontanea proliferazione di
specie termofile quali Quercus ilex (leccio),
Cercis siliquastrum (albero di Giuda), Spartium junceum (ginestra).
La progettazione del giardino ha tenuto in
Specie vegetali di antica e nuova introduzione
N
ella porzione di parco esistente sono state conservate le specie arboree di maggior
valore ornamentale a fronte di un diradamento dei soggetti introdotti in un secondo
tempo che le soffocavano rendendo alcune zone eccessivamente buie. Vengono citate le
specie e le varietà dei principali esemplari conservati e di quelli introdotti in seguito agli
interventi in tutto il parco dell’ospedale.
Specie arboree conservate
Betula pendula, Cedrus atlantica “Glauca”, C. deodara, Chamaecyparis spp., C. lawsoniana,
Chamaerops excelsa (monocotiledone), Cupressus sempervirens, C. lusitanica, Libocedrus
decurrens, L. decurrens “Aureovariegata”, Magnolia grandiflora, M. soulangeana, Picea
abies, P. pungens “Glauca”, Pinus strobus, Prunus cerasifera “Pissardi”, Taxus baccata.
Specie arboree di nuovo impianto
Acer campestre, Cercis siliquastrum, Crataegus spp., Cupressus sempervirens, Koelreuteria paniculata, Olea europea, Carpinus betulus, Quercus ilex, Tilia cordata.
Specie arbustive conservate
Callistemon spp., Chimonanthus praecox, Lagerstroemia indica, Mahonia spp., Olea fragrans, Philadelphus spp., Punica granatum, Spiraea spp., Syringa spp., Trachelospermum jasminoides.
Specie arbustive di nuovo impianto
Abelia x grandiflora, Cornus sanguinea, Cotinus coggygria, Hedera hibernica, Hydrangea macrophylla, H. paniculata, H. quercifolia, Hypericum moserianum, Punica granatum, Rosa “La Sevillana”, R. rugosa, R. rampicante “Dublin Bay”, R. chinensis “Mutabilis”,
Rose sp. cv. Iceberg, R. sp. cv. Louise Odier, R. sp. cv. L.D. Braith Waite, R. sp. cv. Mme
Isaac Pereire, R. sp. cv. La Reine Victoria, R. sp. cv. Pat Austin, Rosmarinus officinalis,
Spartium junceum, Viburnum opulus, V. plicatum “Mariesii”, Vitis vinifera.
stretta considerazione, oltre al paesaggio
circostante, il parco esistente ricco di specie
preziose ed esotiche, spesso analoghe a quelle del vicino parco arciducale, e la morfologia
del suolo, pendenze, esposizioni, geologia,
pedologia, idrologia, clima, vegetazione
autoctona, spontanea, potenziale.
Scelta delle specie vegetali
Nella scelta e nell’ubicazione delle piante si
è tenuto conto innanzitutto della compatibilità
climatica e ambientale delle specie da introdurre. Hanno guidato tali decisioni anche
considerazioni relative a: spazio futuro adeguato alle alberate; esigenze fisiologiche delle
varie piante; miglioramento dell’impatto estetico nelle diverse stagioni; inserimento di
essenze che mantengono foglie, frutti e bacche
nel periodo invernale; facilitazione della gestione del verde futuro, con evidente attenzione al
contenimento dei costi manutentivi.
Perimetro del parco
Lungo i confini dell’area è stata pensata una
barriera verde per mascherare e proteggere
tutto il nuovo giardino. La fascia perimetrale è
costituita da specie arboree e arbustive che
formano una barriera variegata con specie tipiche della zona, di valore ornamentale superiore rispetto a una siepe monospecifica. La
compongono filari di Carpinus betulus (carpino bianco) Acer campestre e Quercus ilex
A sinistra, Hydrangea paniculata.
A destra, vista sulla Rocca da uno dei
sentieri per la riabilitazione dei pazienti.
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(leccio), spontaneo nelle zone vicine al monte
Brione. A ulteriore copertura sono stati impiegati arbusti, quali Viburnum opulus (pallone di
neve) e Cotinus coggygria (scotano), Spartium
junceum (ginestra), Rosa rugosa, Cercis siliquastrum, Punica granatum (melograno),
Cornus spp. e altre essenze tipiche osservate
nelle peculiari zone circostanti.
Alcune di queste, come Cercis siliquastrum,
impiegate nella fascia boscata, sono state riproposte al centro dell’area, a cavallo di un
▼
La nuova area a parco
PROGETTAZIONE
▼
vialetto pedonale, con l’intento di conferire continuità e maggiore impatto alle essenze protagoniste dell’intervento.
Nella fascia perimetrale sono stati inseriti
alcuni cipressi per richiamare la tipologia dei
sempreverdi fortemente presenti all’interno del
vecchio Parco e creare un importante elemento di chiusura della nuova area oltre che di
unione fra le due zone costituenti il parco e il
paesaggio di Arco nel suo complesso.
Nei pressi del locale ex-lavanderia è stato
collocato un piccolo gruppo di cipressi per
mascherare la struttura, creando un cannocchiale ottico sulla rupe del Castello. Il risultato corrisponde a una quinta uniforme che
richiama i lontani e caratteristici cipressi
contornanti i pendii della Rocca.
Un lungo tratto dei vialetti di camminamento è costeggiato da un filare di Tilia
cordata (tiglio selvatico). All’interno del
parco è stata messa a dimora una piccola, ma
significativa, macchia di ulivi.
Cuore del parco
Nella parte centrale del giardino è stato
mantenuto e valorizzato attraverso adeguato ripristino e adattamento, un tratto di circa 40 metri di pergolato con Vitis vinifera.
Questo berceau contribuisce a movimentare l’area e i percorsi utilizzabili, oltre a testimoniare la realtà agricola della campagna circostante.
Alcune palme, provenienti dall’intervento di
diradamento e riordino del parco esistente,
sono state ricollocate nell’area di nuovo
impianto, quali trait-d’union tra le due aree.
Per la nuova sistemazione a verde si sono
inoltre impiegate bordure arbustive che conferiscono cromatismi e vivacità ai luoghi. Anche
le bordure assolvono alla funzione di collegamento e richiamo tra le due aree costituenti il
parco, oltre a sottolineare i percorsi.
Sono state scelte alcune specie di ortensie,
diverse per morfologia di foglie e fiori, quali
Hydrangea quercifolia, H. macrophylla, H.
paniculata. Contornano i camminamenti:
Rosmarinus officinalis, Abelia x grandiflora,
Hypericum moserianum e gruppi di rose quali
Rosa chinensis “Mutabilis”, dalla fioritura
dai colori cangianti che varia dal rosa, al gial-
Percorsi per guarire
estinati a cardiopatici e alla riabilitazione motoria, questi itinerari permettono ai
degenti di muoversi all’aperto su superfici omogenee. Alberi e arbusti assolvono
alla funzione di delimitarli, divenire punti di riferimento e rendere vario e gradevole quello che altrimenti potrebbe costituire un noioso esercizio.
Numerose specie arbustive sono state scelte in virtù dello loro fioriture particolarmente ornamentali o fragranti e in grado di offrire profumi e colori in epoche differenti, per invogliare ulteriormente i degenti alla deambulazione, grazie anche al clima
particolarmente mite di Arco di Trento.
I medici e i terapisti della riabilitazione decidono a seconda del grado di autosufficienza e di recupero a quale percorso destinare i degenti, potendo scegliere tra
lunghezze e inclinazioni diverse. I pazienti del reparto di cardiologia possono esercitarsi su tre percorsi (lungo 354 metri, medio di 263 metri, corto di 200 metri) la cui pavimentazione in calcestruzzo facilita la deambulazione. I pazienti del reparto di fisioterapia dispongono di quattro itinerari (lunghi 274, 253, 210 e 152 metri) che ricalcano in
parte i camminamenti sopra citati.
In particolare, i cardiopatici si avvalgono degli itinerari più lunghi e dotati di rialzo,
mentre la riabilitazione motoria viene compiuta su quelli più brevi, spesso limitati alla
parte del parco preesistente. Le sedute poste lungo i sentieri consentono soste sia
in luoghi soleggiati che all’ombra.
D
lo, bianco, dall’ocra al vialetto, Rosa “la Sevillana”, rose antiche con fiori profumati e di
diversi colori e, infine, incornicia il gazebo
Viburnum plicatum “Mariesii”.
I melograni, l’uva fragola del pergolato, gli
ulivi, il rosmarino, oltre a costituire un
importante elemento di continuità con la
vegetazione circostante e richiamare l’attività agricola del passato, sono stati scelti con
l’intento di ricreare nell’area un ambiente
di tipo “familiare”. Infatti, l’esistenza dentro
al parco di vegetazione nota ai degenti e
frequentemente utilizzata nei giardini domestici, può contribuire a ridurre il distacco tra
casa e ospedale attraverso profumi, richiami visivi e sensazioni tipiche fornite dalle
stesse specie vegetali presenti.
Inaugurato il 1° ottobre del 2005, attualmente è in atto un programma di manutenAccanto, Punica granatum. In alto,
pergolato di Vitis vinifera, a testimonianza
dell’antica vocazione agricola dell’area.
zione ordinaria, con visite periodiche da
parte della Direzione Lavori che, con specifiche note di servizio, stabilisce gli interventi da effettuarsi. Ad oggi, pazienti e fruitori
hanno dimostrato di apprezzare in particolar
modo gli interventi realizzati e il livello di
■
manutenzione del parco.
Abstract
Healing streets
Located in Arco di Trento, at the foot of
Monte Brione, on the northern side of the
Lake Garda, the park of the San Pancrazio
hospital, has recently been renovated.
The main objectives are the restoration of
the most ancient part of the green area and
the transformation of the farming estate into
a recreational area, with the reconstruction of
existing pathways and the construction of
new ones, purposely studied to provide
patients with a more effective and pleasant
rehabilitation period.
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