medicina dello sport
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MEDICINA DELLO SPORT Rivista trimestrale della Federazione Medico-Sportiva Italiana. Continuazione di: Studi di Medicina e Chirurgia dello Sport, Medicina Sportiva Direttori G. SANTILLI - M. CASASCO Comitato Editoriale N. BACHL (Vienna) - F. BENAZZO (Pavia) - A. BIFFI (Roma) - M. BONIFAZI (Siena) - F. BOTRÈ (Roma) E. CASTELLACCI (Lucca) - P. CERRETELLI (Milano) - G. CERULLI (Perugia) - L. COIANA (Cagliari) D. CORRADO (Padova) - J. M. CUMMISKEY (Dublino) - A. DAL MONTE (Roma) - F. DE FERRARI (Brescia) E. H. DE ROSE (Porto Alegre) - H. H. DICKHUTH (Freiburg) - L. DI LUIGI (Roma) - P. E. DI PRAMPERO (Udine) M. FAINA (Roma) - G. FANÒ (Chieti) - C. FOTI (Roma) - S. GIANNINI (Roma) - C. G. GRIBAUDO (Torino) G. LETIZIA MAURO (Palermo) - L. MAGAUDDA (Messina) - P. P. MARIANI (Roma) - G. MASSAZZA (Torino) - L. MICHELI (Boston) - P. PARISI (Roma) - A. PELLICCIA (Roma) - F. PIGOZZI (Roma) - C. G. ROLF (Sheffield) E. ROVELLI (Milano) - F. SCHENA (Verona) - A. TODARO (Roma) - G. C. TOPI (Roma) - C. TRANQUILLI (Roma) A. VEICSTEINAS (Milano) - A. VIRU (Tartu) - P. VOLPI (Milano) - P. ZEPPILLI (Roma) Comitato di Redazione A. BONETTI - E. DRAGO - S. DRAGONI - G. FRANCAVILLA Direttore Responsabile A. OLIARO This journal is PEER REVIEWED and is quoted in: Focus On: Sports Science & Medicine (ISI) - SPORT Database, SPORT Discus - BIOSIS La Rivista è citata nel Journal Citation Reports (ISI) con Impact Factor Direzione e Redazione: Federazione Medico-Sportiva Italiana - Viale Tiziano 70 - 00196 Roma. Ufficio grafico, ufficio pubblicità, fotocomposizione, amministrazione - Edizioni Minerva Medica - Corso Bramante 83-85 - 10126 Torino Tel. (011) 67.82.82 - Fax (011) 67.45.02 - E-mail: [email protected] Web Site: www.minervamedica.it Stampa - Edizioni Minerva Medica - Tipografia di Saluzzo - Corso IV Novembre 29-31 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. (0175) 249405 Fax (0175) 249407 Abbonamento annuo: Italia - Individuale: Cartaceo € 82,00, Cartaceo+Online € 82,00; Istituzionale: Cartaceo € 115,00, Online (Small € 216,00, Medium € 247,00, Large € 288,00), Cartaceo+Online (Small € 227,00, Medium € 272,00, Large € 317,00); il fascicolo € 30,00. Unione Europea - Individuale: Cartaceo € 140,00, Cartaceo+Online € 140,00; Istituzionale: Cartaceo € 215,00, Online (Small € 216,00, Medium € 247,00, Large € 288,00), Cartaceo+Online (Small € 227,00, Medium € 272,00, Large € 317,00); il fascicolo € 55,00. Paesi extraeuropei - Individuale: Cartaceo € 153,00, Cartaceo+Online € 153,00; Istituzionale: Cartaceo € 237,00, Online (Small € 238,00, Medium € 272,00, Large € 317,00), Cartaceo+Online (Small € 249,00, Medium € 299,00, Large € 349,00); il fascicolo € 60,00. 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Iscrizione nel registro nazionale della stampa di cui alla legge 5-8-1981 n. 416 art. 11 con il numero 00 148 vol. 2 foglio 377 in data 18-8-1982. Pubblicazione periodica trimestrale - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in a.p. - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N° 46) art. 1, comma 1, DCB/CN FEDERAZIONE MEDICO-SPORTIVA ITALIANA Presidente Onorario: Giorgio SANTILLI CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente Federale Maurizio CASASCO Vice Presidenti Luigi DI LUIGI Angelo GIGLIO Gabriele PETROLITO Consiglieri Federali Giancarlo BATTISTINI - Enrico CASTELLACCI Antonio FALCONIO - Luigi Maria FORMICA Vincenzo LAMBERTI - Aristide MATERA Aldo PASSELLI - Antonio PEZZANO Segretario Generale Tiziano PETRACCA COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Presidente Massimo CESSARI Componenti Effettivi Delia GUERRERA - Angelo MENDITTO Piero QUARGNALI - Monica VECCHIATI Supplenti Massimo CHAMBLANT - Benedetto PURIFICATO - Valentina TORRESI MEDICINA DELLO SPORT Vol. 61 Marzo 2008 Numero 1 INDICE 1 45 EDITORIALE AREA MEDICA La prevenzione della patologia di piede e caviglia nello sport Utilità dell’elettrocardiogramma di base nella certificazione di buona salute per attività fisica sportiva non agonistica Benazzo F., Zanon G. Casasco M., Biffi A., Campagna S., Gheza A., Maifredi G., Bianchi G. 11 57 AREA FISIOLOGICA Confronto tra i test SR e TT relativamente a validità, curvature sagittali del rachide, posizione del bacino e distanza raggiunta Rodríguez-García P. L., López-Miñarro P. A., Yuste J. L., Sáinz De Baranda P. Familiarità per diabete di tipo 2 e modifiche della massima potenza aerobica in giovani atleti d’alto livello agonistico: un’analisi trasversale Pomara F., Russo G., Veca M., Gravante G. 65 AREA ORTOPEDICA 21 Potenza meccanica e risposta metabolica in Wingate-test multipli con le braccia Rodio A., Quattrini F. M., Fattorini L., Egidi F., Faiola F., Pittiglio G. Buda R., Mosca M., Di Caprio F., Ruffilli A., G. Rossi, Giannini S. 71 29 Analisi delle caratteristiche antropometriche e delle capacità di salto di pallavolisti di alto livello di ruolo diverso Ciccarone G., Croisier J. L., Fontani G., Martelli G., Albert A., Zhang L., Cloes M. Vol. 61, N. 1 Pseudoaneurisma di un ramo segmentario dell’arteria tibiale posteriore in seguito a ricostruzione legamentosa del ginocchio in paziente affetto da favismo LA MEDICINA DELLO SPORT ... PER SPORT Una nuova specialità sportiva: il “Nordic walking” Faraglia E., Degasperi G., Francavilla G., Cristian Francavilla V. C. MEDICINA DELLO SPORT IX INDICE 81 97 FORUM HAbiBI test: guida alla somministrazione e valutazione di efficacia del “progetto” sportterapeutico Dalla nascita della SIC-SPORT, passando attraverso i protocolli COCIS per giungere alla prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico: un percorso culturale durato oltre vent’anni D’Andrea L. Romano P., D’Andrea L., D’Andrea A., Panetta V. 105 Alla ricerca della “perfetta” compliance: un modello ottimale di gestione del programma sport-terapeutico - III atto D’Andrea L., D’Andrea A., Romano P., Panetta V. 89 I nostri tempi del “progetto” sport-terapeutico. Atto I: la scheda cicloergometrica per la “prescrizione” D’Andrea L., D’Andrea A., Romano P., Panetta V. X 110 CONGRESSI MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 MEDICINA DELLO SPORT Vol. 61 March 2008 No. 1 CONTENTS 1 45 EDITORIAL MEDICAL AREA Prevention of sports-related foot and ankle injuries The usefulness of a basal electrocardiogram in the certification of good health for noncompetitive sporting physical activity Benazzo F., Zanon G. Casasco M., Biffi A., Campagna S., Gheza A., Maifredi G., Bianchi G. 11 PHYSIOLOGICAL AREA Comparison of hamstring criterion-related validity, sagittal spinal curvatures, pelvic tilt and score between sit-and-reach and toe-touch tests in athletes Rodríguez-García P. L., López-Miñarro P. A., Yuste J. L., Sáinz De Baranda P. Family history of type 2 diabetes and altered maximal aerobic capacity in elite young athletes: a cross-sectional study Pomara F., Russo G., Veca M., Gravante G. 65 21 ORTHOPEDIC AREA Power output and metabolic response in multiple Wingate tests performed with arms Rodio A., Quattrini F. M., Fattorini L., Egidi F., Faiola F., Pittiglio G. 29 Comparison between player specialization, anthropometric characteristics and jumping ability in top-level volleyball players Ciccarone G., Croisier J. L., Fontani G., Martelli G., Albert A., Zhang L., Cloes M. Vol. 61, N. 1 57 Pseudoaneurysm in a segmental branch of the posterior tibial artery following knee ligament reconstruction in a patient with favism Buda R., Mosca M., Di Caprio F., Ruffilli A., G. Rossi, Giannini S. 71 SPORT MEDICINE ... FOR SPORT A new sport: Nordic Walking Faraglia E., Degasperi G., Francavilla G., Cristian Francavilla V. C. MEDICINA DELLO SPORT XIII CONTENTS 81 97 FORUM HAbiBI Test: Guidelines for administration and efficacy evaluation of sport-therapeutical “programme” From the establishment of SIC-SPORT, through COCIS protocols to the prescription of physical exercise in cardiological subjects: a cutural period of over 20 years Romano P., D’Andrea L., D’Andrea A., Panetta V. D’Andrea L. 105 In search for “optimal” compliance: a gold standard model for sport-therapy management. III Act D’Andrea L., D’Andrea A., Romano P., Panetta V. 89 The right times of sport-therapeutical “Programme”. I Act: Cycloergometric schedule for “prescription 110 D’Andrea L., D’Andrea A., Romano P., Panetta V. CONGRESSES XIV MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 SOSTENIAMO LA FMSI Dona il tuo 5 × mille Anche per il 2008 destiniamo il nostro 5 per mille alla Federazione Medico Sportiva Italiana Con l’obiettivo dello sviluppo della corretta attività sportiva quale prevenzione e promozione della salute Anche quest’anno è possibile destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno del volontariato (ONLUS, Associazioni di promozione sociale e Associazioni riconosciute). Per il valore sociale della propria attività istituzionale, la FMSI è tra i soggetti riconosciuti dal Ministero dell’Economia beneficiari del provvedimento di devoluzione del 5 per mille dell’IRPEF. Per destinare il proprio 5 per mille il contribuente deve firmare nell’apposito spazio indicando il codice fiscale del beneficiario: Quello della Federazione Medico Sportiva Italiana è: 97015300581 Il Consiglio Direttivo della FMSI ha già destinato il primo importo riconosciuto lo scorso anno di € 19.576,00 a favore dei giovani Medici dello sport e della attività di formazione e aggiornamento professionale sul territorio dei propri Tesserati. La FMSI invita anche quest’anno i propri Soci a sostenere questa iniziativa federale ed a divulgare tale informativa a tutte le persone che volessero condividere gli scopi e gli importanti obiettivi della Federazione Medico Sportiva Italiana. Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” Largo Giulio Onesti, 1 – Roma L’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, di Coni Servizi s.p.a, ha tra i suoi obiettivi di carattere Istituzionale, quello di fornire ai medici dello sport, allenatori e preparatori atletici, informazioni sulle proprie ricerche ed esperienze. Nel corrente anno l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, propone Corsi e Seminari su tematiche tipiche delle attività condotte dai propri dipartimenti. I CORSO “Valutazione, prescrizione e somministrazione delle attività motorie” in collaborazione con FMSI Obiettivi La valutazione e la somministrazione delle attività motorie è uno dei punti più qualificanti della tradizione scientifica dell’ISTITUTO del CONI; essa è stata applicata oltre che agli atleti anche ai soggetti in età evolutiva e ai portatori di patologie metaboliche e funzionali di cui si è accertata la compatibilità e l’indicazione terapeutica. Uno dei principali obiettivi del Corso è quello di fornire una adeguata conoscenza delle diverse tecniche della valutazione funzionale, finalizzata alla prescrizione dell’esercizio fisico (per i medici specialisti in Medicina dello Sport) e alla somministrazione dell’attività motoria (per laureati in Scienze Motorie e Fisioterapisti). Destinatari Tema di livello complesso destinato a medici specialisti in Medicina dello Sport, medici aggregati FMSI, laureati in Scienze Motorie e fisioterapisti e personale sanitario impegnato nella preparazione degli atleti. Periodo di svolgimento: 20-21 Giugno 2008. II CORSO “Tecniche avanzate di riabilitazione e loro impiego nel ricondizionamento fisico dell’atleta” Obiettivi Sistematizzazione della fase specifica che comprende la fase della riabilitazione post-traumatica e quella di ritorno alla condizione pre-trauma che influenza il rischio di ripetizione dell’ infortunio in particolare nell’atleta di elite. Obiettivo del corso è quello di dotare gli operatori di una competenza in grado di riportare l’atleta ai livelli massimi di prestazione con il massimo della prevenzione rispetto al reinfortunio. Destinatari Tema di livello complesso destinato a medici specialisti in Medicina dello Sport, Federali e sociali, allenatori e preparatori atletici esperti con responsabilità federali e/o di preparazione olimpica, fisioterapisti e personale sanitario impegnato nella preparazione di atleti. Periodo di svolgimento: dicembre 2008. III CORSO PSS (Pronto Soccorso Sportivo) In collaborazione con il 118 Obiettivi Il primo soccorso sportivo per i non medici comprende non solo la rianimazione Cardio-Polmonare, ma anche tutti gli aspetti possibili di primo intervento in un campo di gara (ortopedici, neurologici, ORL, oculistici etc). Il Corso prevede la formazione e la certificazione all’uso del defibrillatore semiautomatico e l’organizzazione preventiva di un sistema di qualità deputato all’ottimizzazione delle emergenze. Destinatari Tema di livello medio destinato ad allenatori, dirigenti di società sportive, fisioterapisti, massaggiatori e personale sanitario impegnato nella preparazione di atleti. Periodo di svolgimento: da definirsi I SEMINARIO NAZIONALE “Fatica, Recupero, Overtraining” in collaborazione con FMSI Obiettivi La tematica relativa all’ efficacia dell’allenamento e alla prevenzione di traumi e affezioni, richiede conoscenze specifiche legate ai diversi stati di fatica ed agli effetti preventivi e potenzianti del recupero, del riconoscimento e della gestione della fatica stessa. L’approccio alla materia sarà interdisciplinare con un approfondimento di natura clinica generale, ortopedica, psicologica, metabolica, con la proposta di indicazioni pratiche da identificare in provvedimenti terapeutici e in attività di allenamento, con particolare riferimento agli atleti dei giochi di squadra e di discipline sportive con calendari agonistici critici. Destinatari Tema di livello complesso destinato a medici specialisti in medicina dello sport, federali e sociali, allenatori e preparatori atletici esperti con responsabilità federali e/o di preparazione olimpica, fisioterapisti e personale sanitario impegnato nella preparazione di atleti. Periodo di svolgimento: da definirsi. Informazioni Generali Sede dei Corsi: Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa, Largo Giulio Onesti, 1 - Roma Attestato di partecipazione ECM - Iscrizioni a numero chiuso - Convenzione Hotel dello Sport Recapiti: Tel. 06/36859101-9186 - Fax. 06/36859221 [email protected] - http://imss.coni.it Editorial Editoriale MED SPORT 2008;61:1-9 Prevention of sports-related foot and ankle injuries La prevenzione della patologia di piede e caviglia nello sport F. BENAZZO, G. ZANON Clinica Ortopedica e Traumatologica Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia, Pavia S ports-related foot and ankle injuries are increasingly common among professional and recreational athletes and are often the cause of temporary elimination from active participation in sports or may even result in permanent structural damage to the lower limbs. Lower limb damage may be broadly classified into two groups: direct (fractures, tendon tears, acute compression injury) and indirect macrotraumatic injuries (tibiotarsal, midfoot and forefoot sprains) and overload injuries (acute and chronic tendino-pathies, fasciitis, stress fractures, compartment syndromes). Integral to training and preparation is learning how to prevent injury: not only functional overload injuries, which are theoretically easier to prevent, but also unexpected, unpredictable macrotraumatic injuries in which structural damage is proportional to the amount of kinetic force received and to the extent the foot and ankle can withstand trauma and react to it. This article examines the causes of common foot and ankle injuries and discusses how they can be prevented, depending on an athlete’s age and sex. Athletic gesture and athlete body type All sports share at least one or two basic techniques running and jumping. Functional overload injuries from running and jumping are often caused by stress fractures, tendinopathies, low Vol. 61, N. 1 I traumatismi del piede e della caviglia causati dalla pratica sportiva, a qualsiasi livello di partecipazione, costituiscono una grossa parte della patologia dell’atleta, e determinano la mancata partecipazione all’attività e/o danni permanenti in elevata misura. La patologia dell’estremità distale dell’arto inferiore può essere classificata in due grandi gruppi: lesione macrotraumatiche dirette (fratture, rotture tendinee, traumi compressivi acuti) o indirette (traumi distorsivi della tibiotarsica, del mesopiede, dell’avampiede) e in lesioni da sovraccarico (tendinopatie acute e croniche, fasciti, fratture da stress, sindromi compartimentali). La prevenzione costituisce quindi un elemento importantissimo dell’allenamento e della preparazione di ciascun atleta. La prevenzione non deve solo riguardare le lesioni da sovraccarico funzionale, che appaiono sul piano teorico di più facile profilassi, ma anche le lesioni macrotraumatiche inaspettate e teoricamente imprevedibili, il cui danno è proporzionale all’energia cinetica coinvolta, ma anche alla preparazione di piede e caviglia a sopportare il trauma e reagire a esso. In questo lavoro si sono presi in considerazione i momenti patogenetici di diverse lesioni di piede e caviglia e i vari interventi che costituiscono fattori di prevenzione ai danni specifici di ciascuno sport, dell’età e del sesso dell’atleta. Il gesto atletico e l’analisi del morfotipo Tutti gli sport hanno in comune uno o più gesti atletici di base che possono essere sintetizzati in MEDICINA DELLO SPORT 1 BENAZZO PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES back pain and muscle damage. This analysis will not include water sports, even if water volleyball entails lower limb movement similar to that of running and direct trauma from underwater contact between players. In winter sports, lower limb movement is constrained by skates, boots and other equipment. Advances in equipment design have enhanced foot and ankle support but also shifted the load stress to the knee joint, resulting in more knee injuries. In Alpine skiing, the newly developed curved skis and higher, more anatomical boots have improved performance, with higher speed in curves and centrifugal velocity, leading to fewer ankle injuries (fractures) but more knee joint injuries, particularly to the anterior cruciate ligament due to greater torsion in modern skiing styles. In more popular sports such as soccer, basketball, volleyball and light athletics (endurance/ runners), the basic techniques are running and jumping, where prevention of functional overload is key. From an analysis of an athlete’s anatomic characteristics, predisposing factors, and specific sport techniques, adequate prevention measures against stress fractures or tendinopathies can be planned. Essential in designing such measures is an analysis of an athlete’s body type and jumping and running styles based on which certain types of drills, potentially harmful situations and overloading should be averted, especially in the window period, during which initial manifestation of overload injuries requires prompt diagnosis for adequate treatment. Direct trauma injury Accurate analysis of body type and training plan are essential in the prevention of functional overload injuries. This method is not applicable, however, in contact sports where accident events are unpredictable and often result from collision, rapid change in direction or direct trauma during game dynamics. In FIFA soccer matches the incidence of ankle sprains is 12-23%,1 rising to 35% in junior league competitions.2 As the main risk factor of direct trauma is a previous inadequately treated sprain,3 correct diagnosis and treatment of the primary injury is the keystone in the prevention of recurrence that may lead to chronic ankle joint instability. Although 2 corsa e salti. Le patologie da sovraccarico funzionale della corsa e dei salti sono fondamentalmente riconducibili a fratture da stress, tendinopatie, lombalgie e parte delle lesioni muscolari. Gli sport natatori non vengono qui considerati in maniera diretta, anche se nella pallanuoto il movimento degli arti inferiori può essere assimilato alla corsa, e soprattutto il contatto subacqueo tra i giocatori può provocare traumatismi diretti. Negli sport invernali i traumatismi delle regioni anatomiche in questione sono condizionati dagli attrezzi quali pattini, scarponi e altre specifiche attrezzature, che negli ultimi anni hanno esercitato un ruolo protettivo su piede e caviglia, ottenendo però l’effetto di scaricare le sollecitazioni a monte, su articolazioni quali le ginocchia, la cui incidenza di patologia è drammaticamente aumentata. Nello sci alpino, infatti, nuovi sci sciancrati, scarponi più anatomici e più alti, hanno migliorato le performance degli atleti con l’aumento della velocità di percorrenza delle curve e della velocità centrifuga. Tutto questo, però, si è tradotto da una parte in una riduzione dell’incidenza di lesioni alla caviglia quali le fratture, ma dall’altra in un incremento delle lesioni del ginocchio, in particolare del legamento crociato anteriore, proprio per l’aumento delle sollecitazioni in torsione della sciata moderna. Nelle attività sportive più frequenti, quali calcio, basket, pallavolo e atletica leggera (endurance/runners), come già detto, i gesti base sono rappresentati da corsa e salti. In questi sport possiamo parlare di prevenzione specifica in relazione alle patologie da sovraccarico funzionale. Dall’analisi delle caratteristiche anatomiche e dei fattori predisponenti del singolo atleta, combinati ad esempio all’analisi del gesto tecnico specifico, si può pensare di agire in modo preventivo sulla genesi di patologie quali le fratture da stress o le tendinopatie della caviglia e del piede. In particolare, è importante l’analisi del morfotipo dell’atleta, combinata all’analisi del modo di correre o di saltare, onde evitare esercizi, situazioni pericolose e carichi eccessivi soprattutto in quei periodi che potremmo definire “periodo finestra”, nei quali una patologia da sovraccarico dà i primi segni di sé e necessita del corretto inquadramento onde poter essere correttamente individuata e trattata. Le lesioni da trauma diretto Sebbene l’analisi corretta del morfotipo e un corretto piano di allenamento possano essere fondamentali nella prevenzione delle lesioni da sovraccarico funzionale, non altrettanto si può dire negli MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES anatomically designed carbonium shin guards do much to protect against direct trauma to the distal tibial shaft and the ankle, ensuring protection against game injuries, often the result of fouls and therefore unpredictable, relies on tissue resistance and reflex neuromuscular reactivity, both of which depend on training as a form of prevention. Another important aspect coaches, trainers and medical staff need to keep in mind when planning workload and rest periods is the competition season schedule; specifically, closely scheduled transfers and matches leave little time for recovery and contribute to fatigue, indirectly leading to the functional overload syndrome. In hurling sports, equipment specifications dictated by sports federations should be a guarantee for equipment safety; in other sports, playing turf and footwear may also have a role in contributing to or protecting against ankle joint injuries. Third generation synthetic turf, which many clubs would like to have installed, while not increasing overload injury rates, have been implicated in the nearly 30% rise in ankle joint sprains. An additional point is that soccer itself has changed: increased tempo, competitive spirit, impact, and weekly number of events are interrelated factors that have led to the rise in foot and ankle injuries. Running speed, dorsiflexion of the ankle joint, muscle coordination and reactivity have all been shown to be directly correlated with the risk of inversion ankle sprain.4 High-energy impacts, nearly always sanctioned as fouls, are on the rise. In some cases they can be prevented through specific drills that practice techniques to develop proprioception for anticipating encounters and changes in direction, thus averting sudden adverse events. This holds true not only for soccer but also for other sports in which direct contact may be accidental and/or absent, as in basketball and volleyball.5 A study by the Union of European Football Associations (UEFA) (UCL Study Group coordinated by Jan Ekstrand) on accident events involving 16 European teams, mainly those in the Champions League, found that since the 20012002 season 59% of injuries occurred during competitions, where competitive spirit is highest, and the remaining 41% during training. The 10 most frequent types of injuries reported during the 2006-2007 season were: Vol. 61, N. 1 BENAZZO sport di contatto nei quali l’evento traumatico è assolutamente imprevedibile, più spesso correlato a una dinamica di gioco quale un contrasto, un cambio di direzione o un trauma diretto. Nel calcio, infatti, l’incidenza delle distorsioni di caviglia nelle competizioni della FIFA, varia dal 12% al 23% 1, sino a giungere al 35% nelle competizioni di livello minore 2. Il principale fattore di rischio identificato per questo tipo di lesione è rappresentato da una eventuale precedente lesione distorsiva non trattata in modo adeguato 3: risultano evidenti e di fondamentale importanza, quindi, il corretto inquadramento e il corretto trattamento di una prima lesione, primo cardine della corretta prevenzione delle recidive in grado di condurre a un’instabilità cronica della caviglia. Anche se negli ultimi anni i parastinchi anatomici di carbonio hanno contribuito al controllo dei traumi diretti al pilone tibiale distale, e in parte alla caviglia, sul trauma da gioco, spesso condizionato da un fallo di gioco, in quanto evento imprevedibile, non esiste grande possibilità di prevenzione, salvo la resistenza dei tessuti, e la reattività neuromuscolare riflessa, entrambi condizionati dall’allenamento, che in quanto tale diventa fattore di prevenzione. Risulta, inoltre, importante da parte di tecnici e allenatori, oltre che dello staff medico, l’analisi della stagione agonistica intesa in senso lato, onde poter determinare i corretti carichi di lavoro e le corrette pause: gli spostamenti, un calendario fitto di appuntamenti agonistici con scarse possibilità di recupero, sono fattori molto importanti nella stanchezza dell’atleta. Queste situazioni contribuiscono in modo indiretto, ma non marginale, alla sindrome da sovraccarico funzionale degli atleti. Mentre nei lanci, gli attrezzi risultano imposti dalle federazioni che dovrebbero provvedere nel rendere gli attrezzi stessi il più sicuri possibili per gli atleti, in altri sport i terreni e le calzature potrebbero avere importanza nel favorire o proteggere la caviglia dalle lesioni. In particolare, è stato dimostrato che i terreni sintetici di terza generazione, che si vorrebbero introdurre su larga scala nel calcio, non aumentano l’incidenza di lesioni da sovraccarico ma aumentano di quasi il 30% l’incidenza dei traumi distorsivi della caviglia. A queste considerazioni si deve, inoltre, aggiungere che negli ultimi anni il calcio è cambiato moltissimo in termini di velocità, agonismo, spazi di gioco, violenza degli impatti e numero di impegni per settimana, tutte situazioni che incidono sull’aumento delle patologie della caviglia e del piede. La velocità della corsa, infatti, la forza dei movimenti di dorsiflessione della caviglia, la coordinazione e la reattività muscolare, si sono dimostrate MEDICINA DELLO SPORT 3 BENAZZO PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES 1) Ischiocrural: 396 (14%) 2) Abductor: 260 (9%) 3) Inversion ankle sprain: 203 (7%) 4) Quadriceps: 160 (6%) 5) Knee joint distortion with medial cruciate ligament involvement: 153 (5%) 6) Triceps: 124 (4%) 7) Low back pain: 100 (4%) 8) Achilles’ tendon: 82 (3%) 9) Leg contusion/hematoma: 82 (3%) 10) Foot contusion/hematoma: 74 (3%). The statistics show that foot and ankle injuries alone accounted for 7% of all injuries. Although fewer than other types of injuries, ankle joint sprains exclude players from competition for 24 days on average. Overload injuries: risk factors As mentioned above, identification of risk factors and prevention is related to the individual athlete:6 — age; — sex; — body type; — anatomic predisposition; — specialization; — technique errors; — period in the playing season. In young athletes, one point to consider is the harmonic, continuous development of tendons during the growth period, when training can hypertrophize and strengthen muscle fibers much more effectively than tendons, leading to a potential imbalance between the development of these structures unless adequately managed. And only during the growth phase, when workloads are relatively varied can tendon trophism be preventively counteracted.7 Another point is that functional overload disorders of the foot and ankle may differ depending on the athlete’s sex. Specifically, bone marrow edema and stress fractures, while two separate though related entities, are both manifestations of bone response to stress. Stress fractures are defined either by the duration of bone lesions due to repeated microtrauma or by macrotrauma that induces osteoclast resorption during bone remodeling, causing weakening of the cortical and spongeous bone tissues, demonstrated radi- 4 direttamente correlate al rischio di trauma in inversione della caviglia 4. In particolare, è aumentata moltissimo l’incidenza di traumi ad alta energia, quasi sempre sanzionati come falli di gioco: in questo caso si può affermare che è l’allenamento stesso, inteso come abitudine ai contrasti, ai cambi di direzione e agli eventi improvvisi e avversi, dominabili solo con un allenato senso alla propriocezione, che fungono da fattore preventivo e di protezione ai traumi del piede e della caviglia. Questo è vero non solamente nel calcio, ma anche in sport in cui il contatto diretto può essere fortuito e/o assente, quali basket e pallavolo 5. Lo studio in essere dalla UEFA (UCL Study Group, coordinato da Jan Ekstrand), che ha preso in considerazione, a partire della stagione 2001-2002 e successive, gli infortuni di 16 squadre di livello europeo, per la maggior parte partecipanti alla Champions League, ha dimostrato che il 59% degli infortuni avviene durante la competizione, in situazioni in cui l’agonismo risulta ai massimi livelli, mentre nel restante 41% dei casi gli infortuni avvengono durante l’allenamento. Nella stagione 2006-07, i 10 infortuni più frequenti sono stati: 1) lesioni ischio-crurali: 396 (14%); 2) lesioni adduttori: 260 (9%); 3) distorsioni di caviglia in inversione: 203 (7%); 4) lesioni quadricipite: 160 (6%); 5) distorsioni di ginocchio con interessamento 1 cm: 153 (5%); 6) lesioni tricipite: 124 (4%); 7) lombalgia: 100 (4%); 8) lesioni del tendine d’Achille: 82 (3%); 9) contusioni/ematoma di gamba: 82 (3%); 10) contusioni/ematoma del piede: 74 (3%). È possibile vedere da questa statistica che piede e caviglia risultano coinvolte per il 7% di tutte le lesioni. Anche se non risultano numericamente così frequenti, le distorsioni di caviglia provocano una media di 24 giorni di assenza ognuna dalle competizioni, periodo assai significativo. Le lesioni da sovraccarico: fattori di rischio e patologie correlate Come già anticipato in precedenza, l’individuazione dei fattori di rischio e la prevenzione appaiono riconducibili a situazioni specifiche del singolo atleta 6: — età; — sesso; — morfotipo; MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES ographically as a fracture rima at a certain point during its natural history. Bone marrow edema refers to a local abundance of fluid revealed by evident radiographic signs of local metabolic alterations, without evidence of a fracture rima. Bone marrow edema and stress response may be defined as early warning signals of stress fractures. Increased amounts of training and/or a sudden change in training regimen are significantly statistically correlated with the incidence of stress fractures, especially in inexperienced individuals. This point is highly relevant given that workload is related to the incidence of stress fractures, in that the greater the muscle fatigue the greater the impact on the bone and the less the buffer effect, i.e., the effect of redistribution of load by muscle contraction. Careful evaluation of workloads and of an athlete’s ability to adapt to them provide a concrete opportunity to prevent stress fractures of the midfoot.8 Earlier the importance of analyzing an athlete’s anatomical features has been discussed, since body constitution can influence the biomechanics and kinematics of a sports gesture and performance. Predisposing factors include: — lower limb varus alignment — flat foot or hyperpronation — talipes cavus — hip extrarotation — thin cortical bone tissue — limb dissymmetry — muscle strength. Being able to act on all these factors is important for determining which anatomic alterations are present and may lead to stress fracture or degenerative tendinopathy of the foot and ankle. The use of braces can often correct dissymmetry or incorrect weight bearing and thus prevent the development of these conditions. Athlete sex is another important risk factor.9 An augmented incidence of stress fractures has been noted in women with a positive history of menstrual irregularities, eating disorders (diet quality and quantity), advanced age, greater myotendinal distensibility. This last condition appears to be worse among female athletes with eating disorders in which an imbalanced diet lacking meat leads to iron, zinc and essential protein deficiencies and/or oligomenorrhea. The risk of fracture in women increases by a factor of 2.6 for each Vol. 61, N. 1 BENAZZO — predisposizione anatomica; — specialità; — errori di tecnica; — fase della stagione. In età giovanile bisogna considerare la possibilità di sviluppo armonico e continuativo del tendine solo durante il periodo della crescita: l’allenamento è in grado di ipertrofizzare e potenziare in maniera molto efficace le fibre muscolari, meno efficace quelle tendinee. Ne risulta quindi uno squilibrio muscolo-tendineo potenzialmente pericoloso, se non gestito con la giusta accortezza. Solo nel periodo di accrescimento, dove però i carichi di lavoro sono relativi, si può, quindi, influire preventivamente sul trofismo tendineo 7. Nell’ambito delle patologie da sovraccarico funzionale di piede e caviglia, si può certamente parlare anche di alcune patologie legate al sesso. In particolare il bone marrow edema e le fratture da stress rappresentano due situazioni anatomo-patologiche differenti anche se collegate tra di loro, essendo entrambe espressione della risposta ossea allo stress. Si definiscono fratture da stress o da durata le lesioni ossee provocate da microtraumi iterativi o da una serie di macrotraumi in numero variabile che, determinando la prevalenza di fenomeni di riassorbimento osteoclastico nell’ambito del rimodellamento osseo provocano il cedimento della corticale e di parte della spongiosa, con evidenza radiografica di una rima di frattura a un certo punto della loro evoluzione. Il bone marrow edema, al contrario, definisce una situazione metabolica locale, caratterizzata da segni radiologicamente evidenti di alterato metabolismo locale, senza evidenza di una rima di frattura. Potremmo definire il bone marrow edema e lo stress response, come “l’anticamera” di una frattura da stress. Un aumento quantitativo dell’allenamento e/o un improvviso cambiamento della modalità dell’allenamento sono correlati in maniera statisticamente significativa con l’incidenza di lesioni da stress, specie negli individui non adattati. Questa considerazione è di grande importanza se consideriamo che il carico di lavoro è collegato all’incidenza di fratture da stress, in quanto la fatica muscolare provoca un aumento delle forze di impatto sull’osso per diminuzione dell’effetto “tampone”, inteso come l’effetto di ridistribuzione dei carichi che la contrazione muscolare determina. Un’attenta valutazione dei carichi di lavoro e della capacità di adattamento del singolo atleta al lavoro, rappresentano quindi una concreta possibilità di prevenzione delle fratture da stress del mesopiede 8. MEDICINA DELLO SPORT 5 BENAZZO PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES additional year of age at menarche and by a factor of 1.7 for each decrease of 1% in lean leg muscle mass. In contrast, use of oral contraceptives has been shown to be a protective factor, increasing on the order of 2 after more than one year of use. But age, too, may be considered a risk factor. In adolescence there are two growth-related risk factors: overloading of joint cartilage and the growth spurt of the long bones and musculotendinous insertions. Studies have shown that there is a 28% reduced risk of stress fractures for each year after age 17, demonstrating that great attention should be paid to children practicing active sports. We believe that in this age group training should be a protective factor after this threshold age in athletes who can adapt to gradually greater workloads as the individual grows to maturity. Hormonal factors are also important. The positive effect of exercise and the lower bone density have been demonstrated in women with low estrogen levels, oligomenorrhea or amenorrhea. Menstrual cycle alterations are generally attributed to hypothalamic dysfunction, with loss of cyclic production of GnRh, which leads to a reduction in hypophyseal secretion of FSH and LH, resulting in impaired folliculogenesis, ovulation or both. Amenorrhea due to hypothalamo-hypophyseal axis dysfunction, defined as functional hypothalamic amenorrhea, is associated with lifestyle factors including excessive physical exercise, weight loss, psychological factors (competitive spirit, victory stress, traveling and transfers). Another issue is exercise-related menstrual irregularities, in which alterations in the hypothalamo-hypophyseal axis are influenced by reduced calorie intake and insufficient amounts of expendable energy, but especially by altered estroprogestinic feedback caused by augmented catecholestrogen activity, with increased release of noradrenaline in the brain which can influence the release of gonadotropin. The algorithm in Figure 1 illustrates the genesis of stress fractures of the foot and ankle, including risks and prevention interventions. Adequate diet is essential for the cenesthesia of the athlete and for performance. In women in particular, an imbalanced diet lacking essential nutrients, especially carbohydrates, iron, calcium, and zinc, can interfere with adequate calorie intake and energy needed for athletic performance (Figure 2). 6 L’analisi della conformazione anatomica di ciascun individuo è sicuramente importante, poiché in grado di influenzare la biomeccanica e la cinematica del gesto sportivo e della prestazione. In particolare risultano essere fattori predisponenti: — varismo arti inferiori; — piede piatto o iperpronazione; — piede cavo; — extrarotazione dell’anca; — corticali sottili; — dismetrie degli arti; — forza muscolare. È quindi fondamentale poter agire a ognuno di questi livelli al fine di determinare quelle che sono la alterazioni anatomiche presenti nell’atleta e in grado di generare una frattura da stress o una patologia degenerativa tendinea del piede e della caviglia. L’utilizzo di ortesi, molte volte, è in grado di correggere una dismetria o un cattivo appoggio e prevenire la genesi delle patologie di cui sopra. Il sesso è risultato essere un fattore di rischio molto importante 9. Si è notato un aumento della frequenza di fratture da stress nelle donne con anamnesi positiva per turbe mestruali, disturbi dell’alimentazione (sia qualitativi che quantitativi), età più elevata, più grande distensibilità miotendinea. In particolare, questa situazione appare aggravata in quelle atlete in cui vi siano anche disturbi alimentari con assenza di carne dalla dieta per deficit di ferro, zinco e proteine e/o oligomenorrea. Il rischio di fratture, infatti, nelle donne aumenta di un fattore 2,6 per ogni anno addizionale di età al menarca e di un fattore 1,7 per ogni diminuzione dell’1% nella massa magra (muscolare) dell’arto inferiore. Al contrario, la contraccezione risulta invece essere un fattore protettivo assumendo un valore di 2 per l’utilizzo di pillola da più di un anno. Nell’analisi dei fattori di rischio, non si può non tenere conto dell’età dell’atleta. Negli adolescenti esistono due fattori di rischio legati alla crescita: il sovraccarico della cartilagine articolare in crescita e la rapida crescita delle ossa lunghe e delle inserzioni muscolo-tendinee. È stato dimostrato, infatti, che dall’età di 17 anni, la riduzione dell’incidenza delle fratture da stress è del 28% per anno, a testimonianza del fatto che bisogna prestare grande attenzione a tutti i ragazzi che praticano sport durante l’età evolutiva. Infatti, durante questi anni, l’allenamento deve essere un fattore protettivo per il fisico dei futuri atleti che, dopo questa “età soglia”, potranno avere la possibilità di esprimersi mediante l’adattamento progressivo ai carichi di lavoro, che saranno esercitati su un fisico oramai maturo. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES Prolonged/intense physical exercise Alterations in hypothalamohypophyseal axis Major/minor eating disorders HAF Low bod mass Diminished estrogen levels Diminished calcium fixation Meiopragia ossea STRESS FRACTURE Figure 1.—Risk factors of stress fracture. HFA: hypothalamic functional amenorrhea. Figura 1. — Genesi delle fratture da stress del piede e della caviglia. Low carbohydrate intake Calcium deficiency Rapid depletion of glycogen store and muscle fatigue Lower bone density (worse when associated with amenorrhea) STRESS FRACTURE Immune system alterations Anemia and poor thermoregulation Zinc deficiency Iron deficiency Figure 2.—Nutritional factors associated with stress fractures. Figura 2. — Fattori nutrizionali associati alle fratture da stress. Risk factor analysis will include an evaluation of correct execution of basic techniques. Running involves four different types of load bearing: — heel-forefoot (rolling); — flat foot parallel to the ground; — forefoot-flat foot; — only forefoot. Using the foot into a rigid lever facilitates the Vol. 61, N. 1 BENAZZO Hanno infine una certa rilevanza anche i fattori ormonali. Sono oramai noti l’effetto positivo dell’esercizio e il fatto che la densità ossea risulta diminuita nelle donne ipoestrogeniche, oligoamenorroiche, amenorroiche. Le alterazioni del ciclo mestruale sono generalmente imputabili a disfunzioni ipotalamiche con perdita della produzione ciclica di GnRH, che provoca una riduzione della secrezione ipofosaria di FSH e LH, con conseguente compromissione della follicologenesi, dell’ovulazione o di entrambe. L’amenorrea da disfunzione dell’asse ipotalamo-ipofisario, definita come amenorrea funzionale ipotalamica, è associata a stili di vita quali eccessivo esercizio fisico, perdita di peso, fattori psicologici (impegno agonistico, stress da vittoria, viaggi e spostamenti). Si può parlare di exercise-related menstrual irregularities, situazione nella quale l’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofosario è influenzata anche dal limitato apporto calorico e quindi da insufficiente quantità di energia disponibile, ma soprattutto da un alterato feedback estroprogestinico e da un’aumentata attività dei “cathecholestrogens” con aumento di noradrenalina cerebrale che può influire sul rilascio di gonadotropina. L’algoritmo riportato in Figura 1 può spiegare, in sintesi, la genesi delle fratture da stress del piede e della caviglia, chiarendo come a ogni livello di rischio, esista la possibilità di agire in modo preventivo. Un’adeguata alimentazione è di importanza fondamentale per la cenestesi dell’atleta e quindi per la sua prestazione. In particolare nelle donne, l’alimentazione è spesso sbilanciata e non contiene un’adeguata quantità di componenti nutrizionali, soprattutto in termini di carboidrati, ferro, calcio, zinco. Una dieta non equilibrata può sicuramente interferire con il corretto apporto calorico ed energetico necessario alla performance atletica (Figura 2). L’analisi dei fattori di rischio non può prescindere anche dall’analisi del gesto tecnico, specie se non eseguito correttamente. Nella corsa, infatti, quattro sono i tipi di appoggio identificati: — tallone-avampiede (rullata); — piede piatto, parallelo al terreno; — avampiede-piede piatto; — solo avampiede. La trasformazione del piede in una leva rigida facilita la fase di propulsione e diminuisce la spesa energetica necessaria per la deambulazione. Le alterazioni strutturali del piede alterano questa sequenza biomeccanica, creando le basi per condizioni patologiche da microtrauma. Nel piede pronato infatti, l’eccessivo appoggio del MEDICINA DELLO SPORT 7 BENAZZO PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES propulsion phase and reduces the energy expenditure needed for walking. Structural alterations of the foot alter this biomechanical sequence, creating the basis for microtraumas. In the pronate foot excessive weight bearing of the foot on the ground, because of intensity and duration of contact, increases reciprocal movements between the tiba and the fibula, talus and heel, talus and scaphoid, leading to possible lesions of the fibula, scaphoid and metatarsals I and II. In talipes cavus, poor shock absorption and adaptation of the foot to the ground can damage the scaphoid, the metatarsal II, the tibia (localized to the anteroexternal cortical and the medial malleolus) and the calcaneus. Weight bearing is also a major cause of tendinopathies. Tendon fatigue refers to overuse of the capacity of tenoblasts and tenocytes to repair damaged fibers, and is a condition secondary to overtraining and incorrect foot placement. It has been shown that the causes of foot tendinopathies are multifactorial: — incorrect training (79%); — hyperpronation (56%); — poor flexibility (39%); — poor footwear quality (10%). Tendinopathies can be both prevented and treated with eccentric exercises. Eccentric exercises have a low metabolic cost and can develop more strength than with concentric exercises. Muscle strength is developed by using the major muscle tension that eccentric exercises can produce, producing three protective effects on tendons: 1) improved collagen quality; 2) augmented tendon strength; 3) reduction of adherence formations. The three basic methods are special exercises to specifically stimulate the myotendinous unit, maximal loading to activate adaptation to strength, gradual load increase to maintain adaptation. In the prevention of foot and ankle injuries, particularly in contact sports, another important tool is proprioception assessment. The activation pattern, i.e., the response time for regaining balance, to obtain a voluntary response in a static condition (Freeman platform) is approximately 200 µs in an elite athlete, but this threshold value appears too high. The use of a dynamic proprioception program serves to induce in the athlete’s neuromuscular scheme an anticipated muscle contraction (<60 µs) through the increase in stiffness of the musculotendinous-ligament com- 8 piede al suolo per intensità e durata, provoca un aumento dei movimenti reciproci tra tibia/perone, astragalo/calcagno, astragalo/scafoide con possibili lesioni di perone, scafoide, I e II metatarso. Al contrario, nel piede cavo, l’inefficace ammortizzamento e adattamento del piede al suolo, è in grado di produrre lesioni dello scafoide, del II metatarso, della tibia (soprattutto localizzate alla corticale antero-esterna e al malleolo mediale) e del calcagno. L’appoggio risulta importante anche nella genesi delle patologie tendinee. Possiamo parlare di “affaticamento del tendine”, intendendone il superamento della capacità di tenoblasti e tenociti di riparare le fibre danneggiate, situazione secondaria a eccesso di allenamento ma anche secondaria a cattivo appoggio. È stato ben dimostrato che le tendinopatie del piede possiedono una genesi multifattoriale: — errori di allenamento 79%; — iperpronazione 56%; — deficit di flessibilità 39%; — calzature di cattiva qualità 10%. Per quanto riguarda le tendinopatie, è da tempo noto il ruolo protettivo e terapeutico del lavoro eccentrico. Il lavoro eccentrico, infatti, possiede un basso costo metabolico e capacità di sviluppo della forza maggiori rispetto al lavoro concentrico. Lo sviluppo della forza muscolare avviene attraverso le grandi tensioni muscolari che il lavoro eccentrico stesso è in grado di produrre, provocando almeno tre effetti protettivi sul tendine: 1) miglioramento qualitativo delle proprietà del collagene; 2) aumento della forza tendinea; 3) diminuzione della formazione di aderenze. I tre principi basilari su cui si basa sono: la specificità di allenamento in cui l’unità mio-tendinea è stimolata specificatamente; i carichi massimali attraverso i quali si ottiene l’adattamento alla forza; i carichi progressivi, al fine del mantenimento dell’adattamento. Nella prevenzione degli infortuni di piede e caviglia, soprattutto negli sport di contatto, molto importante risulta anche l’analisi della propriocettività. Considerando che il pattern di attivazione, inteso come tempo di risposta per l’aggiustamento dell’equilibrio, per ottenere una risposta di tipo volontario in condizioni statiche (tavoletta di Freeman) è di circa 200 Ìs, in un atleta di alto livello, tale soglia risulta essere troppo elevata. L’utilizzo di un programma di propriocettività dinamica possiede lo scopo di indurre nello schema neuromuscolare dell’atleta una contrazione muscolare anticipata (<60 Ìs) attraverso l’aumento della stiffness del complesso muscolo-tendineo-legamentoso. Risulta quindi molto utile il lavoro di propriocettività dinamica su sabbia, in cui MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PREVENTION OF SPORTS-RELATED FOOT AND ANKLE INJURIES plex. Highly useful are dynamic proprioception drills conducted on sand, which stimulates the elastic energy storage capacity of muscle tissue and works as a highly shock absorber of joint impact. This strategy, besides being useful in recovery programs of the injured athlete, is particularly indicated in the prevention of tendinopathies. BENAZZO nel contesto del tessuto muscolare si verifica l’aumento della capacità di stoccaggio di energia elastica e di lavoro con un impatto articolare fortemente ammortizzato. Tale strategia di lavoro, oltre che essere particolarmente utile nei programmi di recupero dell’atleta infortunato, risulta particolarmente indicato nella prevenzione delle tendinopatie. Conclusioni Conclusions Prevention methods include accurate analysis of the sports technique, assessment of requirements of the muscle conditioning exercises drilled by coaches, evaluation of the individual athlete’s predisposing anatomic situations by the medical staff. From this perspective we can speak of multidisciplinary prevention staff members may implement in the interest of the athlete. But are these methods primary or only secondary in nature? We believe that in athletes with a history of a previous accident event or an overload injury prevention is essentially secondary and relies on correct early diagnosis. Moreover, since team interests, along with those of the sponsors and the mass media, often urge for a rapid return of the athlete to the field, sometimes despite incomplete psychophysical recovery, we hold that also the medicolegal physician and collaborators can play a vital part in preventing recurrence of injury by ensuring that a “healed” athlete is certified fully fit before permitted to resume physical activity. Bibliografia/References 1) Junge A, Dvorak J. Football injuries during the World Cup 2002. Am J Sports Med 2004;32(Suppl):S23-7. 2) Peterson L, Junge A. Incidence of football injuries and complaints in different age groups and skill-level groups. Am J Sports Med 2000:28(5 Suppl):S51-7. 3) Ekstrand J, Tropp H. The incidence of ankle sprain in soccer. Foot Ankle 1990;11: 41-4. Dall’analisi eseguita sino ad ora, risulta evidente come possano essere differenti, ma possibili, i tipi di prevenzione che vanno dalla corretta analisi del gesto tecnico, delle caratteristiche muscolari esercitate dallo staff tecnico, ma anche dall’analisi delle situazioni anatomiche predisponenti, eseguita dallo staff medico. Possiamo quindi parlare di prevenzione multidisciplinare all’interno della quale ogni componente dello staff può agire nell’interesse dell’atleta. Ma è veramente possibile la prevenzione primaria o si deve parlare piuttosto e sempre di prevenzione secondaria? Molto più spesso si tratta di eseguire una prevenzione secondaria a un primo evento traumatico o a una patologia di sovraccarico, per cui un aspetto della prevenzione molto importante risulta correlato all’importanza di una corretta e precoce diagnosi. D’altro canto, gli interessi “di squadra”, degli sponsor e dei media, spingono verso un rapido recupero dell’atleta, talvolta a discapito del completo recupero psico-fisico. Di fondamentale importanza è il ruolo del medico sociale e dei collaboratori nella “prevenzione” di un ritorno in campo eccessivamente rapido e nel corretto recupero dell’atleta, anche quando “guarito”, al fine di evitare le recidive di lesione. 4) Willems TM, Witvrouw E, Delbaere K, Mahieu N, De Bourdeaudhuij I, De Clercq D. Intrinsic risk factors for inversion ankle sprains in male subjects: a prospective study. Am J Sports Med 2005;33:415-23. 5) Stasinopoulos D. Comparison of three preventive methods in order to reduce the incidence of ankle inversion sprains among female volleyball players. Br J Sports Med 2004;38:182-5. 6) Bennell KL, Malcolm SA, Thomas SA. Risk factors for stress fractures in female track and field athletes: a rectrospective analysis. Clin J Sports Med 1995;5:22935. 7) Stanistski CL. 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SÁINZ DE BARANDA 3 1Department of Physical Activity and Sports, University of Murcia, Campus de Espinardo, Spain 2Department of Physical Education, University of Murcia, Campus de Espinardo, Spain 3Department of Health Sciences and Sports, Catholic University of San Antonio, Murcia, Spain SUMMARY Aim. The aim of this study was to determine the criterion-related validity of sit-and-reach (SR) and toe-touch tests (TT) as measures of hamstring muscle extensibility in athletes and to compare the thoracic, lumbar and pelvic postures between both tests. Methods. A hundred and twenty-five males (mean age: 22.89±3.22 years) and 118 females (mean age: 23.21±4.54 years) were asked to execute three trials of passive straight leg raise test (SLR) (right and left leg), SR and TT in a randomized order. Thoracic and lumbar angles were measured while relaxed standing with a Unilevel inclinometer. Also, thoracic and lumbar angles, pelvic tilt (measured with the inclinometer) and score (measured with a SR box) were assessed when subjects reached forward maximally in both SR and TT tests. Results. The correlation values between score and SLR were low to moderate in males (SR: 0.56-0.59; TT: 0.57-0.62) and moderate in females (SR: 0.72-0.74; TT: 0.72-0.75). Correlation values between SLR with respect to score, thoracic, lumbar and pelvic postures were similar between SR and TT tests. Thoracic angle and score were significantly lower in the TT test for both genders (P<0.001). Lumbar angle was significantly higher in the TT test for males (P<0.001) but not for females. Conclusion. The criterion-related validity between both tests appears to be similar, although the females showed higher r-values than males. The TT test is a valid test for measuring hamstring muscle length in athletes. Thoracic angle, pelvic posture and score are influenced by position of the test (stand or sit) in both men and women. KEY WORDS: Exercise Test - Muscles - Spinal curvatures - Sports. RIASSUNTO Obiettivo. Determinare la validità dei test sit-and-reach (SR) e toe-touch (TT) per la valutazione dell’estensibilità della muscolatura ischiocrurale negli sportivi e confrontare le posture del rachide toracico e lombare, nonché la posizione del bacino nei due test. Metodo. Un totale di 125 uomini (età media: 22,89±3,22 anni) e 118 donne (età media: 23,21±4,54 anni) hanno effettuato in tre occasioni i test di sollevamento della gamba tesa (straight leg raise, SLR) (per entrambe le gambe), il test SR e il test TT in un ordine casuale. Le posture del rachide toracico e lombare sono state misurate in posizione eretta con un inclinometro Unilevel. Sono state inoltre registrate la posizione del rachide toracico e lombare, l’inclinazione pelvica (misurate con l'inclinometro) e la distanza raggiunta (valutata con una cassa di misurazione) quando i soggetti raggiungevano la massima flessione del tronco nei test SR e TT. Risultati. I valori di correlazione tra la distanza raggiunta e il test di sollevamento della gamba tesa erano da basso a moderato negli uomini (SR: 0,56-0,59; TT: 0,57-0,62) e moderato nelle donne (SR: 0,72-0,74; TT: 0,72-0,75). I valori di correlazione del test di sollevamento della gamba tesa rispetto alla distanza raggiunta, nonché alla postura toracica, lom- Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 11 RODRÍGUEZ- GARCÍA SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES bare e pelvica erano simili in entrambi i test. Nel test TT, l’angolo della curva toracica e la distanza raggiunta erano significativamente minori per entrambi i sessi (P<0,001). Sempre nel test TT, l’angolo della curva lombare era significativamente maggiore per gli uomini (P<0,001), mentre la stessa differenza non veniva riscontrata nelle donne. Conclusioni. La validità dei test SR e TT come misurazioni dell’estensibilità ischiocrurale sembra uguale per entrambi i test, sebbene le donne presentino valori di correlazione più elevati degli uomini. Il test TT si rivela valido per la misurazione dell’estensibilità ischiocrurale negli sportivi. Sia negli uomini che nelle donne, le posture del rachide toracico, la posizione della pelvi e la distanza raggiunta venivano influenzate dalla posizione in cui si eseguivano i test (cioè eretta o seduta). PAROLE CHIAVE: Validità - Test - Muscolatura ischiocrurale - Curvature del rachide - Sportivi. I t is common practice for sport coaches to assess muscle length as part of the control of athletes. Evaluation of the hamstring muscle extensibility is a standard assessment in sports measurement because an inadequate hamstring muscle extensibility has been proposed as a predisposing factor for hamstring muscle injury,1-4 low-back pain 5-7 and changes in lumbopelvic rhythm.8 Several tests have been used to measure hamstring muscle extensibility, such us sit-and-reach (SR) tests, the straight leg raise (SLR) test and the passive knee extension tests. The classical SR test is often included as part of a sport-related physical fitness test to evaluate the hamstrings muscle extensibility 9-11 because the procedure is simple, easy to administer, require minimal skills training and its criterion-related validity as measure of hamstring muscle extensibility is moderate, ranging from 0.46 to 0.89.12-14 Other SR tests have been proposed as measures of hamstring muscle extensibility such us unilateral seated SR test, modified SR test, V SR test, back-saver SR test and standing toe-touch. However, all SR tests are indirect measures of hamstring muscle extensibility. Few studies 13-15 have compared the criterion-related validity as measures of hamstring muscle extensibility among those SR tests in nonathlete population. Other studies have analyzed the criterion-related validity of the toe-touch (TT) test in healthy adults and low-back patients. These studies suggest that the TT test may serve as a useful measure of the hamstring muscle extensibility.16-18 The unique difference with respect to the classical SR test is the initial position. The TT test is executed standing erect while SR test is executed in sitting position. The TT has been used in few studies as measure of hamstring muscle extensibility,19, 20 although its criterion-related validity has not been established in athletes. Both TT and SR tests assess gross motion such as hip and vertebral flexion, but do not isolate the 12 È pratica comune degli allenatori sportivi di valutare la lunghezza muscolare, come parte del programma di controllo degli atleti. La valutazione dell’estensibilità della muscolatura ischiocrurale è un esame standard tra le misurazioni sportive, poiché un’inadeguata estensibilità degli ischiocrurali è stata individuata come fattore di r per lesioni degli ischiocrurali 1-4, lombalgia 5-7 e alterazioni del ritmo lombopelvico 8. Sono stati proposti molti test per la valutazione dell’estensibilità degli ischiocrurali, come i test sit-and-reach (SR), il test di sollevamento della gamba tesa (straight leg raise, SLR), e il test di estensione passiva del ginocchio. Il test classico SR è spesso incluso in un test di fitness fisico sport specifico, per valutare l’estensibilità degli ischiocrurali 9-11, poiché la procedura appare semplice e facile da somministrare, richiede capacità di allenamento minime e la sua validità di criterio (criterion-related validity) come misura dell’estensibilità degli ischiocrurali è moderata, in un range tra 0,46 e 0,89 12-14. Altri test SR sono stati proposti come misura dell’estensibilità dei muscoli ischiocrurali, come il SR unilaterale, il V SR, il SR con risparmio della colonna e lo standing toetuch. Tuttavia tutti i test SR sono misure indirette dell’estensibilità degli ischiocrurali. Alcuni studi 13-15 hanno confrontato la validità di criterio di questi test SR come misure dell’estensibilità degli ischiocrurali in popolazioni di non atleti. Altri studi hanno analizzato la validità di criterio dei test toe-touch (TT) in pazienti sani e affetti da lombalgia. Questi studi suggeriscono che il test TT possa costituire una buona misura dell’estensibilità degli ischiocrurali 16-18. L’unica differenza rispetto al classico SR è costituita dalla posizione di partenza. Il test TT viene eseguito nella posizione eretta, mentre il SR viene eseguito nella posizione seduta. Il TT è stato usato in alcuni studi come misura dell’estensibilità degli ischiocrurali 19, 20, benché la sua affidabilità di criterio tra gli atleti non sia stata definita. Sia il test TT che il SR valutano la motilità gros- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES components that allow the motion.21 The score is the sum of anthropometric factors, scapular abduction, spine and hip (pelvic) bending. Some studies have examined the relationship between sagittal spinal curvatures and SR score.22-24 Other studies have analyzed the contribution of various joints during TT test.17, 18, 21, 25, 26 López-Miñarro et al.26 found significant differences on thoracic and lumbar postures between SR and TT tests. These differences could modify the score and hamstring criterion-related validity. Because SR and TT scores are indirect measures of hamstring muscle extensibility, and the initial position (sit or stand) influences the spinal curvatures,26 the election of one of them should be based on his criterion-related validity as measure of hamstring muscle extensibility. No investigation has been conducted to compare the hamstring criterion-validity, score, spine posture and pelvic tilt between SR and TT tests using the same group of athletes. The aims of the present study were: 1) to determine the criterion-related validity of hamstring muscle extensibility of both TT and SR tests in athletes and 2) to compare score, pelvic tilt, thoracic and lumbar angles between SR and TT tests. RODRÍGUEZ- GARCÍA solana di flessione dell’anca e delle vertebre, ma non distinguono le diverse componenti che permettono il movimento 21. Il punteggio è la somma di valori antropometrici, abduzione della scapola, flessione di anca e vertebre. Alcuni studi hanno esaminato la relazione tra curvature spinali sagittali e punteggi SR 22-24. Altri studi hanno analizzato il contributo delle varie articolazioni durante il test TT 17, 18, 21, 25, 26. Miñarro et al.26 hanno trovato differenze significative delle posture toracica e lombare tra i test SR e TT. Queste differenze possono modificare il punteggio e la validità di criterio per gli ischiocrurali. Essendo i punteggi SR e TT delle misure indirette dell’estensibilità degli ischiocrurali, e poiché la posizione iniziale (seduta o eretta) influenza la curvatura spinale 26, la selezione di uno dei due test dovrebbe essere basata sulla validità di criterio come misura dell’estensibilità degli ischiocrurali. Non siamo a conoscenza di studi condotti per confrontare la validità di criterio per gli ischiocrurali, punteggio, postura spinale e tilt (inclinazione) pelvico tra i test SR e TT utilizzando lo stesso gruppo di atleti. Gli obiettivi di questo studio erano: 1) valutare la validità di criterio per l’estensibilità degli ischiocrurali dei test SR e TT negli atleti e 2) confrontare punteggio, tilt (inclinazione) pelvico, angoli toracico e lombare tra i test SR e TT. Materials and methods Materiali e metodi Subjects A total of 243 volunteers with no history of low-back disorders participated in this study. Subjects includes 125 males (mean [standard deviation, SD] age was 22.89 [3.22] years, height was 176.69 [6.25] cm, and mass was 75.31 [9.39] kg) and 118 females (mean (SD) age of 23.21 [4.54] years, height of 164.34 [5.80] cm, and mass of 59.97 [8.28] kg). They consisted of a fit population engaged in sports activities. None of the individuals had a history of back pain within the preceding six months. Soggetti Procedures Procedure Written informed consent was obtained from all subjects and the protocol was approved by the Ethics and Research Committee of the University of Murcia. The subjects were explored in underwear and without shoes. All subjects performed three trials of each test without prior warm-up. Prior to the measurements, the skin levels of T1, T12, L5 and posterior superior iliac spines Tutti i soggetti hanno fornito un consenso scritto e il protocollo è stato approvato dal Comitato di Etica e Ricerca dell’Università di Murcia. I soggetti sono stati valutati in biancheria intima e senza scarpe. Tutti i soggetti hanno eseguito tre prove di ogni test senza riscaldamento. Prima delle misurazioni, i livelli cutanei di T1, T12, L5 e delle spine iliache posteriori superiori Vol. 61, N. 1 Un totale di 243 volontari senza storia di disordini lombari ha partecipato a questo studio. Tra i soggetti sono compresi 125 uomini (età media [deviazione standard, DS] 22,89 [3,22] anni, altezza 176,69 [6,25] cm, peso 75,31 [9,39] kg) e 118 donne (età media (DS) 23,21 [4,54] anni, altezza 164,34 [5,80] cm, peso 59,97 [8,28] kg). Tutti I pazienti erano coinvolti in attività sportive. Nessuno degli individui presentava un precedente di lombalgia negli ultimi sei mesi. MEDICINA DELLO SPORT 13 RODRÍGUEZ- GARCÍA SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES Figure 1.—Reaching position of the TT with the inclinometer placed at T1. Figure 2.—Reaching position of the TT test with the inclinometer placed at T12. Figure 3.—Reaching position of the TT test with the inclinometer placed at L5. Figura 1. — Posizione di arrivo del test TT con l’inclinometro posizionato su T1. Figura 2. — Posizione di arrivo del test TT con l’inclinometro posizionato su T12. Figure 3. — Posizione di arrivo del test TT con l’inclinometro posizionato su L5. were located and marked by palpation with the subjects stood upright. Thoracic and lumbar angles were recorded three times in the relaxed standing position. The subjects were asked to stand in a comfortable position with their hands hanging without effort toward the ground. Immediately after, three trials of the SR test, TT test and SLR left and right were performed in a counterbalanced order. Thoracic and lumbar angles, pelvic tilt and score were recorded when the subjects reached forward maximally in both SR and TT. Measurements were made by two experienced clinicians. A Unilevel inclinometer (ISOMED, Inc., Portland, OR) (device precision, ±1.0º) with a two-point contact at its base was used to measure spine posture and pelvic tilt. The inclinometer measures spinal angles by a mathematical method. It measures the tangential distance between one point on the spine and another. In order to measure the degree of the thoracic angle, the inclinometer scale was rotated to zero degrees at T1 (Figure 1), and later positioned at T12 (Figure 2), obtaining instant reading of the thoracic angle. Then, in order to measure the degree of the lumbar angle, the inclinometer scale was placed again at zero degrees at T12 and then repositioned at L5 (Figure 3), obtaining instant reading of the lumbar angle. The pelvic tilt was defined as the inclination angle of the sacrum with regard to the horizontal plane (SR) or vertical plane (TT) at the point 14 sono stati individuati e segnati alla palpazione, con i soggetti in posizione ortostatica. Gli angoli toracico e lombare sono stati registrati tre volte, nella posizione eretta di riposo. Ai soggetti è stato richiesto di stazionare in posizione comoda con gli arti superiori rivolti in basso senza sforzarsi. Subito dopo sono state eseguite tre prove di SR, TT e SLR sinistra e destra in ordine di controbilanciamento. Gli angoli toracici e lombare, tilt pelvico e il punteggio del test sono stati misurati al raggiungimento della massima posizione in avanti. Due medici esperti si sono occupati di registrare le misurazioni. Per misurare gli angoli toracici e lombare è stato usato un inclinometro a due punti di contatto alla base, Unilevel (ISOMED, Inc., Portland, OR) (precisione dello strumento: ±1,0º). L’inclinometro misura gli angoli spinali con metodi matematici, più precisamente misura le distanze tangenziali tra un punto della colonna e un altro. Per misurare l’angolo toracico, l’inclinometro è stato tarato su zero gradi su T1 (Figura 1), e poi posizionato su T12 (Figura 2), ottenendo una lettura immediata dell’angolo toracico. Quindi, per misurare l’angolo lombare, l’inclinometro è stato nuovamente posizionato a zero gradi su T12 e riposizionato su L5 (Figura 3), ottenendo la lettura immediata dell’angolo lombare. Il tilt pelvico è definito come inclinazione del sacro rispetto al piano orizzontale (SR) e il piano verticale (TT), al momento della massima inclinazione anteriore. L’inclinometro è stato posizionato ver- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES of maximal forward reach. The inclinometer was placed vertically on the sacrum so that the centre of the inclinometer was aligned at the level of the posterior superior iliac spines. The criterion score of the pelvic tilt was the maximum angle read from the inclinometer at the point of maximum trunk flexion. A value of 90° correspond to vertical (SR) or horizontal (TT) positions of the pelvis. Higher values correspond to anterior pelvic tilt, and lower values to posterior pelvic tilt. RODRÍGUEZ- GARCÍA ticalmente sul sacro, cosicché il centro dell’inclinometro fosse allineato a livello delle spine iliache posteriori superiori. Il punteggio di criterio per il tilt pelvico era costituito dall’angolo massimo registrato dall’inclinometro al momento della massima flessione del tronco. Un valore di 90° corrisponde alle posizioni verticale (SR) e (TT) orizzontale del bacino. Valori superiori indicano un tilt anteriore, valori inferiori un tilt posteriore. Misure Measures Score was measured using a SR box (ACCUFLEX Tester III; height=32 cm). To standardize the measuring scale of both tests, a standard meter rule was placed on the SR box, with a 50cm mark represented the point at which the subjects’ fingertips were in line with their toes. The examiner gave the following instructions to the subjects: “Place one hand on top of the other and slowly bend forward as far as possible by sliding your hands along the measuring board, while keeping the knees, arms and fingers fully extended and holds the position for approximately 5 seconds”. Three trials for each test were administered, and the average was used for data analyses. Rest periods of five minutes between trials were utilized in order to avoid creep deformation. TOE-TOUCH TEST The TT test was performed with the subjects stood erect and feet hip-width apart on the SR box. Il punteggio è stato registrato con un SR box (ACCUFLEX Tester III; altezza=32 cm). Per standardizzare le misure di entrambe i test, un metro lineare standard è stato posizionato sul box SR, con un segno a 50 cm a rappresentare la posizione in cui le punte delle dita dei soggetti erano in linea con le dita dei piedi. L’esaminatore forniva le seguenti istruzioni ai soggetti: “posiziona una mano sull’altra e piegati lentamente in avanti, facendo scorrere le mani sulla tavola di misurazione, mantenendo ginocchia, gomiti e dita completamente estese, e mantieni la posizione per circa 5 secondi”. Si sono ripetute tre prove di ogni test, e la media è stata poi utilizzata per l’analisi dei dati. Tra i test si sono stabilite delle pause di 5 minuti, per evitare deformazioni plastiche. TEST TT Il test TT è stato eseguito con i soggetti in posizione eretta e i piedi divaricati della larghezza del bacino sul box SR. TEST SIT-AND-REACH SIT-AND-REACH TEST For the SR test the subjects were sitting with their feet approximately hip-wide against the testing box. Il test SR prevede invece che i soggetti siano seduti con i piedi approssimativamente divaricati della larghezza del bacino contro il box SR. CRITERIO PER GLI ISCHIOCRURALI HAMSTRING CRITERION The criterion measure of hamstring flexibility was determined by executing a maximum passive straight leg raise (SLR) on each limb. While the subject was in supine position, the axis of a goniometer was aligned with the axis of the hip joint. The tester placed the stationary arm in line with the trunk and positioned the moveable arm in line with the femur. The subject’s leg was lifted passively by the tester into hip flexion until Vol. 61, N. 1 La misura di criterio per la flessibilità degli ischiocrurali viene determinata eseguendo il massimo sollevamento passivo della gamba tesa (SLR) di ogni arto inferiore. Con il soggetto in posizione supina, l’asse di un goniometro viene allineato con l’asse dell’articolazione dell’anca. L’esaminatore pone l’arto statico in linea con il tronco e posiziona l’arto in movimento in linea con il femore. L’arto del soggetto viene sollevato passivamente dall’esaminatore in flessione dell’anca finché sia MEDICINA DELLO SPORT 15 RODRÍGUEZ- GARCÍA SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES tightness was felt by both the subject and the tester. An auxiliary trained explorer kept the counter lateral leg straight to avoid knee flexion and external rotation of the hip. The ankle of the tested leg was restrained in 90° of dorsiflexion. Moreover, pelvis was fixed to avoid the posterior pelvic tilt. The criterion score of hamstring flexibility was the maximum angle (degree) read from the goniometer at the point of maximum hip flexion. The SLR angle was registered to an accuracy of 1º. Angles were recorded to the nearest degree for each leg. Three trials were given for each leg and the average of the three trials on each side was used for subsequent analyses. Analysis of data Data were analyzed separately for males and females. Descriptive statistics including means and standard deviations were calculated for the score, pelvic tilt, and spinal curvatures. Paired t tests were used to test for differences between the mean values of the SR test and the TT test and between SLR right and left. Differences between males and females were analyzed using unpaired t test. The Pearson product-moment correlation coefficient was used to assess the association among selected variables for both males and females. P values less than 0.05 were considered statistically significant. Analyses were performed using the SPSS 12.0 statistical software package. Results Correlation values between SLR with respect to score, lumbar and thoracic angles and pelvic tilt for both SR and TT tests are presented in Table I. Criterion-related validity of SR and TT tests as measures of hamstring muscle extensibility was similar between both tests. There was a very high correlation between SR and TT scores in both males (r=0.93, P<0.001) and females (r=0.95, P<0.001). Descriptive values for passive SLR (left and right leg), score and pelvic range of motion (TT and SR) are presented in Figure 4. No differences were found between right and leg SLR in both males and females. The mean standing thoracic angle in females was 45.28º±8.01º and in males it was 38.45º±9.37º (P<0.001); the mean standing lumbar angle in females was 35.29º±7.21º and in males 16 l’esaminatore che il soggetto non avvertono una resistenza. Durante i test, un esaminatore ausiliario si è occupato di mantenere l’arto controlaterale in estensione per evitare la flessione del ginocchio e l’extrarotazione dell’anca. La caviglia dell’arto testato viene bloccata a 90° di dorsiflessione. Inoltre, il bacino viene fissato per evitare un tilt pelvico posteriore. Il punteggio di criterio della flessibilità degli ischiocrurali corrisponde al massimo angolo (in gradi) misurato con il goniometro nel punto di massima flessione dell’anca. L’angolo SLR è stato registrato con un’accuratezza di un grado. Gli angoli si misurano in genere per ogni arto e per ogni arto si ripetono tre prove; la media dei valori per ogni lato viene utilizzata per l’analisi dei dati. Analisi dei dati I dati di uomini e donne sono stati analizzati separatamente. Sono state calcolate statistiche descrittive comprendenti medie e DS per i punteggi, tilt pelvico e curve spinali. Per valutare le differenze tra i valori medi dei test SR e TT e tra gli SLR destro e sinistro è stato utilizzato un t test per dati appaiati. Le differenze tra uomini e donne sono state valutate con un t test per dati non appaiati. Per valutare le associazioni tra variabili selezionate sia tra gli uomini che tra le donne è stato utilizzato il coefficiente di correlazione di Pearson. Valori di P <0,05 sono stati considerati statisticamente significativi. Le analisi sono state eseguite utilizzando il software statistico SPSS 12.0. Risultati Nella Tabella I vengono riportati i valori di correlazione tra i test di SLR tesa per punteggio, angolo toracico lombare e tilt pelvico sia per i test SR che TT. La validità di criterio dei test SR e TT come misura dell’estensibilità dei muscoli ischiocrurali risulta simile per entrambe i test. Esiste una forte correlazione tra i punteggi SR e TT, sia tra gli uomini (r=0,93; P<0,001) che tra le donne (r=0,95; P<0,001). I valori descrittivi per il test di SLR (destra e sinistra), punteggi e range di movimento del bacino (TT e SR) sono rappresentati in Figura 4. Non sono state rilevate differenze di SLR tra destra e sinistra né tra gli uomini né tra le donne. L’angolo toracico medio in posizione eretta è per MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES RODRÍGUEZ- GARCÍA TABLE II.—Correlation values among score, SLR, thoracic angle, lumbar angle and pelvic tilt for SR and TT test in males and females. TABELLA II.— Valori di correlazione tra punteggi, straight leg raise, angolo toracico, angolo lombare e tilt pelvico per i test sit-and-reach e toe-touch tra uomini e donne. Males (N=125) Females (N=118) SLR SLR Score SR test Score Thoracic angle Lumbar angle Pelvic tilt Score Thoracic angle Lumbar angle Pelvic tilt TT test Score — -0.24† 0.32† 0.81† —-0.45† 0.16* 0.77† Right Left 0.59† -0.10 0.10 0.55† 0.62† -0.33† -0.07 0.54† 0.56† -0.06 0.06 0.51† 0.57† -0.30† -0.11 0.51† — -0.51† 0.14 0.89† — -0.48† 0.02 0.90† Right Left 0.74† -0.37† 0.09 0.67† 0.75† -0.40† -0.02 0.68† 0.72† -0.35† 0.07 0.68† 0.72† -0.45† -0.08 0.66† SLR: test straight leg raise; SR: test sit-and-reach; TT: test toe-touch; *P<0.05; †P<0.01. 140 100 + + * * * 100 † 80 * Degrees Angle (°)/score (cm) 120 80 + † 60 * * * † 60 40 * 20 40 20 † * SLR right SLR left Males TT score SR score TT pelvic SR pelvic Toe-touch test Thoracic curve (males) Lumbar curve (males) Females Figure 4.—SLR angle, pelvic tilt (degrees) and score (cm) in SR and TT tests for males and females. Greys indicate left; left leg; right, right leg. SLR: straight leg raise test; SR: sit-and-reach test; TT: toe-touch test; *P<0.001 between men and women; † P<0.001 respect to SR test; ‡ P<0.05 respect to SR test. Figura 4. — Angolo di SR, tilt pelvico (gradi) e punteggio (cm) per i test SR e TT per uomini e donne. I diversi grigi indicano sinistro, arto inferiore sinistro, destro, arto inferiore destro. SLR: test straight leg raise; SR: test sit-and-reach; TT: test toe-touch;*P<0,001 tra uomini e donne; † P<0,001 per il test SR; ‡ P<0,05 per il test SR. 31.26º±7.77º (P<0.001). Thoracic and lumbar angles in both TT and SR are presented in Figure 5. Correlation values between standing thoracic kyphosis and thoracic angle in the SR and TT were r=0.42-0.44 (P<0.01) for females and r=0.210.34 (P<0.01) for males. With regards to lumbar angle, the correlation values were r=0.21 (P>0.05)- Vol. 61, N. 1 0 Sit-and-reach test Thoracic curve (females) Lumbar curve (females) Figure 5.—Thoracic and lumbar angles (degrees) in both SR and TT tests for males and females. *P<0.001 between TT and SR; †P<0.001 between genders. Figura 5. — Angoli toracico e lombare (gradi) nei test SR e TT per uomini e donne. *P<0,001 tra TT e SR; † P<0,001 tra i due sessi. le donne 45,28º±8,01º, e per gli uomini 38,45º±9,37º (P<0,001); l’angolo lombare medio in posizione eretta è per le donne 35,29º±7,21º e per gli uomini 31,26º±7,77º (P<0,001). Gli angoli toracici e lombari per SR e TT sono rappresentati in Figura 5. I valori di correlazione tra la cifosi toracica in posizione eretta e l’angolo toracico in SR e TT sono r=0,42-0,44 (P<0,01) per le donne è r=0,21-0,34 (P<0,01) per gli uomini. Riguardo all’angolo lombare, i valori di correlazione sono r=0,21 (P>0,05)-0,35 (P<0,01) per le donne e r=0,35-0,42 (P<0,01) per gli uomini. MEDICINA DELLO SPORT 17 RODRÍGUEZ- GARCÍA SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES 0.35 (P<0.01) for females and r=0.35-0.42 (P<0.01) for males. Discussion The purpose of this study was to compare criterion-related validity, spine posture, pelvic tilt and score between SR and TT tests. In general, several differences between both tests were found, although the hamstring criterion was similar. The score was significantly higher on the SR in both males and females. In both SR and TT tests, the hamstring criterion is based on score. The common assumption when interpreting SR and TT scores is that individuals with better scores possess a higher degree of hamstring muscle extensibility. However, the characteristics and administration procedures of SR tests influence thoracic and lumbar postures.26 The subjects with reduced hamstring muscle extensibility will show a greater thoracic bending during SR and TT tests 27, 28 and this fact will influence the score and hamstring criterion-validity. Present results showed that if an athlete is evaluated by both tests, the score will be lower in the TT (a mean difference of 4.72 cm for males and 2.02 cm for females), and this fact could be interpreted as a reduced hamstring muscle extensibility when similar reference values are used. Correlation values between SLR with respect to score and pelvic tilt were similar in SR and TT tests. These results showed lower correlation values in males for both SR and TT tests (r=0.560.62) than females (r=0.72-0.75). The greater hamstring muscle extensibility of females and it influences about spinal curvatures could justify these differences. Jackson and Langford 12 in a sample of adults (20-45 years) detected a greater r value between SR score and SLR for males (0.89) than females (0.70). Liemohn et al.13 found a moderate correlation (r=0.70 to 0.72) between the SR score and the SLR in both genders. Kippers and Parker 17 found a high relationship between toe-touch score and hip-joint flexion (r=0.85, P=0.001). The correlation differences among these studies could be related to sample characteristics and measurement protocol of the SLR test. To accurately measure hamstring muscle extensibility, the testing procedure must provide adequate stabilization of the pelvis 29 and standard ankle position 30, 31 because these factors influence the SLR angle. With regards to the spinal curvatures and pelvic 18 Discussione L’obiettivo di questo studio era di confrontare la validità di criterio, la postura spinale, il tilt pelvico e i punteggi dei test SR e TT. In generale, sono state rilevate diverse differenze tra i due test, benché la validità di criterio per gli ischiocrurali sia simile. Il punteggio è significativamente superiore per l’SR sia per gli uomini che per le donne. In entrambe i test la validità di criterio per gli ischiocrurali è basata sul punteggio. L’opinione comune nell’interpretare i punteggi SR e TT è che gli individui con miglior punteggio abbiano un maggior grado di estensibilità degli ischiocrurali. Tuttavia le caratteristiche e modalità di somministrazione del test SR influenzano la postura toracica e lombare 26. I soggetti con estensibilità degli ischiocrurali ridotta mostrano una flessione toracica maggiore ai test SR e TT 27, 28 e questo fatto influenza il punteggio e la validità di criterio per gli ischiocrurali. I risultati ottenuti dimostrano che, quando un atleta viene valutato con entrambe i test, il punteggio risulta inferiore al TT (con una differenza media di 4,72 cm per gli uomini, e 2,02 cm per le donne) e questo fatto potrebbe essere interpretato come una riduzione dell’estensibilità dei muscoli ischiocrurali quando vengono utilizzati valori di riferimento simili. I valori di correlazione tra SLR per quanto riguarda punteggio e tilt pelvico sono simili nei test SR e TT. Questi risultati mostrano valori di correlazione inferiori per gli uomini sia per SR che per TT (r=0,560,62) rispetto alle donne (r=0,72-0,75). La maggior estensibilità degli ischiocrurali nelle donne e la sua influenza sulle curvature spinali potrebbe giustificare tali differenze. Jackson e Langford 12 hanno rilevato in un gruppo di adulti (20-45 anni) un valore di r superiore tra i punteggi SR e SLR per gli uomini (0,89) rispetto alle donne (0,70). Liemohn et al. 13 hanno mostrato una correlazione moderata (r=0,70-0,72) tra punteggio SR e SLR in entrambe i sessi. Kippers e Parker 17 hanno mostrato una forte correlazione tra punteggio TT e flessione dell’anca (r=0,85, P=0,001). Le differenza di correlazione in questi studi potrebbe essere correlata alle caratteristiche delle popolazioni degli studi e al protocollo di misurazione del test SLR. Per misurare accuratamente l’estensibilità degli ischiocrurali, le procedure di test dovrebbero prevedere un’adeguata stabilizzazione del bacino 29 e una posizione standard della caviglia 30, 31, perché tali fattori influenzano l’angolo SLR. Per quanto riguarda le curvature spinali e la posizione del bacino, l’angolo toracico è significativamente minore nel test TT per entrambe i sessi, e MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES RODRÍGUEZ- GARCÍA position, the thoracic angle was significantly lower in the TT test for both genders and the lumbar angle was significantly higher in the TT test for males but not for females. Also, the pelvic tilt angle was higher in the TT. All these differences could be explain because the movements inherent in the TT test are not as restrained as those in the SR test because only the feet are in contact with the floor and the role of gravity can be greater.24 Also, the subjects with greater ability to flex the hips with extended knees can reach more score without needing to use the full available intervertebral bending.16, 17, 27, 28 Spinal curvatures while relaxed standing could influence the spine posture when the subjects reaching as far as possible in both SR and TT. However, some significant but very low correlation values were found between both positions (standing and maximal reach) in both males and females. When compared correlation values between TT and SR tests for all variables analyzed, similar values were found for some pairwise correlations, except for thoracic angle in males. Correlation values between score and spinal curvatures were higher in maximal reach than reported by other studies. Jackson and Baker 23 found a low correlation between SR score and spinal flexibility (evaluated by McRae and Wright method) for both thoracic (r=-0.16) and lumbar angles (r=0.28). Also, Tully and Stillman 16 found a very poor correlation between TT score and thoracic posture. In the present study several differences between genders emerged. In concordance with previous studies, the females had a significant greater SLR 12, 15 and score 12, 13, 15 than males. For both tests, women’s scores were 6.79 cm (SR) and 7.82 cm (TT) higher than men’s scores. Also, the females had a significant greater standing lumbar lordosis 32, 33 than males, and significant lower thoracic curvature in standing 34 and in maximal reach of the SR and TT tests.26 In concordance with Gajdosik et al.28 and Liemohn et al.,24 the mean lumbar flexion range of motion was not significantly different between genders in both TT and SR tests. l’angolo lombare è significativamente superiore nel test TT per gli uomini ma non per le donne. Inoltre, l’angolo di tilt pelvico è superiore nel TT. Tutte queste differenze potrebbero spiegarsi con il fatto che i movimenti inerenti il test TT non sono altrettanto vincolati come quelli del SR, poiché i soli piedi sono a contatto con il suolo e il ruolo della gravità può essere maggiore 24. Inoltre, i soggetti con maggior abilità di flessione delle anche a ginocchia estese possono raggiungere un punteggio maggiore senza necessità di utilizzare la totale capacità di flessione intervertebrale 16, 17, 27, 28. Le curvature spinali nella posizione rilassata in stazione eretta potrebbero influenzare la postura spinale del soggetto nell’atto di inclinarsi il più possibile sia nel SR che nel TT. Sono state rilevate alcune correlazioni significative ma con una correlazione molto bassa tra le due posizioni (eretta e in flessione massima) sia per gli uomini che per le donne. Confrontando i valori di correlazioni tra i test TT e SR per tutte le variabili analizzate, si sono riscontrati valori simili per alcune correlazioni appaiate, eccetto per l’angolo toracico negli uomini. Valori di correlazione maggiori si sono rilevati tra punteggi e curvature spinali nella massima flessione rispetto a quanto riferito da altri studi. Jackson e Baker 23 riportano una correlazione bassa tra punteggio SR e flessibilità spinale (valutato con il metodo di McRae e Wright) sia per gli angoli toracici (r=-0,16) che lombari (r=0,28). Anche Tully e Stillman 16 riferiscono una correlazione molto debole tra punteggi TT e postura toracica. Nel presente studio si sono riscontrate molte differenze tra i due sessi. In accordo con gli studi precedenti, le donne mostrano un maggior SLR 12, 15 e punteggio 12, 13, 15 rispetto agli uomini. Per entrambe i test i punteggi delle donne sono 6,79 cm (SR) e 7,82 cm (TT), superiori ai punteggi degli uomini. Inoltre le donne hanno una lordosi lombare in posizione eretta significativamente maggiore rispetto agli uomini 32, 33, e una curvatura toracica significativamente inferiore in posizione eretta 34 e alla massima flessione dei test SR e TT 26. In accordo con Gajdosik et al. 28 e Liemohn et al. 24, il range medio di flessione lombare non è significativamente differente tra i due sessi sia in TT che in SR. Conclusions Conclusioni In conclusion, the criterion-related validity is moderate and similar in both tests, although the females showed higher r-values than males. It appears that TT test is a valid alternative to the SR In conclusione, la validità di criterio è moderata e simile per entrambe i test, benché le donne mostrino valori di r superiori agli uomini. Il test TT appare come una valida alternativa al test SR come Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 19 RODRÍGUEZ- GARCÍA SIT-AND-REACH AND TOE-TOUCH TESTS IN ATHLETES test as a measure of hamstring muscle extensibility in young athletes. Thoracic posture, pelvic tilt and score are influenced by position of the test (sitting or standing) in both men and women, although these differences do not influence the hamstring criterion-related validity. References/Bibliografia 1) Hartig D, Henderson J. Increasing hamstring flexibility decreases lower extremity overuse injuries in military basic trainees. Am J Sports Med 1999;27:173-6. 2) Kujala U, Orava S, Jarvinen M. Hamstring injuries: Current trends in treatment and prevention. Sports Med 1997;23:397-404. 3) Worrell TW. 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QUATTRINI 1, L. FATTORINI 2, F. EGIDI 2, F. FAIOLA 2, G. PITTIGLIO 1 1Health and Motor Science Department, Motor Science Faculty, University of Cassino, Frosinone; Italy 2Sport Medicine School of Specialization, University “La Sapienza”, Rome, Italy SUMMARY Aim. The aim of the study was to evaluate the mechanical and metabolic responses to multiple repeated exercise performed with arms. Methods. In order to evaluate the mechanical peak power (PP) and mean power (MP) output, five male subjects underwent 4 different Wingate tests (WnT) in different days. Each WnT was carried out with an arm cranking ergometer and was constituted of five maximal sprints of 10 seconds characterised by different period of rest between sprints (one, two, three, and five minutes). Mechanical power, oxygen consumption and heart rate were measured during each WnT. Results. Data revealed that muscular fatigue consist in a progressive decay of MP and PP, which is inversely proportional to the length of recovery period between sprints. These results suggest that the main energy sources involved in this kind of exercise are anaerobic and that PP was mainly dependent on phosphocreatine availability, while MP was dependent on anaerobic glicolysis as well. The energy set free from aerobic metabolic pathway is obviously the only means for replenish the anaerobic store. Conclusion. The correlation between power decay and quantity of oxygen assumed during the recovery phase suggests that the aerobic metabolism is an essential factor in recharging anaerobic energy sources. Therefore, a training program for subjects that perform repeated exercise with arms should include an aerobic training protocol also. KEY WORDS: Exercise test - Wingate test - Oxygen consumption. RIASSUNTO Lo scopo della presente ricerca è stato quello di valutare la risposta metabolica e meccanica in sprint ripetuti eseguiti con gli arti superiori. Per valutare la massima potenza meccanica (PP) e la potenza media (MP), cinque soggetti maschi sono stati sottoposti a quattro differenti test Wingate (WnT) in giorni diversi. Ciascun WnT, eseguito su un ergometro a manovella per gli arti superiori, consisteva di cinque sprint massimali di 10 secondi con differenti intervalli di recupero fra gli sprint (uno, due, tre e cinque minuti). Durante gli sprint sono stati misurati il consumo di ossigeno, la frequenza cardiaca e la potenza meccanica. La fatica muscolare si manifesta con un progressivo decadimento di MP e PP nel corso degli sprint successivi, e tale decadimento risulta inversamente proporzionale alla durata del periodo di recupero. I risultati ottenuti suggeriscono inoltre che la fornitura di energia nel WnT deriva principalmente dal metabolismo anaerobico, e in particolare la PP dipende essenzialmente dalla disponibilità di fosfocreatina, mentre la MP dipende dalla glicolisi anaerobica. L’energia fornita dal metabolismo aerobico rappresenta l’unica via, ovviamente, per ripristinare le riserve energetiche anaerobiche. La correlazione emersa tra decadimento di potenza e quantità di ossigeno consumato durante la fase di recupero suggerisce che il metabolismo aerobico rappresenti un elemento essenziale per il ripristino delle fonti anaerobiche di energia, pertanto un programma di allenamento per soggetti che effettuano esercizi ripetuti con le braccia dovrebbe includere un congruo allenamento aerobico. PAROLE CHIAVE: Test anaerobici - Wingate test - Consumo di ossigeno. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 21 RODIO POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS M any sports are intermittent in nature demanding multiple maximal efforts with very brief intervals of recovery generally <60 s in between.1, 2 This topic has been widely studied as recently reviewed.3 A high mechanical power can be only obtained using anaerobic energy sources, and that implies that these sources must be at least partially recharged during recovery periods by aerobic metabolism. All the studies quoted in the literature regard exercises performed with legs, and, no study on multiple sprints work with arms has been carried out. The present study aims to fill this gap, given that a number of sports, such as those performed by wheelchair athletes or large-sized sailing boat sailors, require multiple frequent maximal efforts endowing the arm. The test studied in this research was a sequence of 10 seconds Wingate test (WnT) performed with an arm cranking ergometer at various interval of recovery (one, two, three, five minutes). Mean power (MP), .peak power (PP) account, oxygen consumption (VO2), heart rate (HR) and blood lactate (BL) were taken into consideration. M olti sport sono di natura intermittente, richiedendo sforzi massimali multipli con intervalli di recupero molto brevi – generalmente meno di 60 secondi 1, 2. Questo argomento è stato ampiamente studiato, come si evince dalla letteratura recente 3. Una elevata potenza meccanica può essere ottenuta solo sfruttando risorse di energia anaerobica, e questo comporta che tali risorse anaerobiche siano almeno in parte recuperate durante le pause di recupero con un metabolismo aerobico. Tutti gli studi presenti in letteratura riguardano esercizi eseguiti con gli arti inferiori, e pare non esistano studi su esercizi di sprint multipli eseguiti con gli arti superiori. Questo studio intende colmare questa lacuna, giacché molti sport, come quelli esercitati dagli atleti in carrozzina o dai velisti di imbarcazioni di grossa taglia, richiedono sforzi massimali multipli eseguiti con gli arti superiori. Il test analizzato in questa ricerca era una sequenza di test Wingate di 10 secondi eseguiti su un ergometro a manovella a diversi intervalli di recupero (uno, due, tre, cinque minuti). Sono stati misurati la potenza media, il valore . di picco della potenza, il consumo di ossigeno (V O2), la frequenza cardiaca (heart rate, HR) e la concentrazione ematica di lattato (blood laccate, BL). Materials and methods Materiali e metodi Subjects Five male students of a motor science college were recruited for this study. Their anthropometric characteristics were: age 25±7 years, stature 1.75±0.05 m, body mass 75±8 kg. They were all amateur players (four were soccer players and one was a volleyball player). All subjects were informed about the aims and methods of research and they gave written consent to the research. Soggetti Measurements Misurazioni The WnT was carried out with an arm cranking ergometer (Monark Cardio Rehab 891E, Sweden) connected to a laptop in order to record the principal mechanical parameters of the test, i.e., the MP of all values of power recorded during the 10 seconds of exercise and the PP, the highest value of power reached during WnT. The subject had to assume an erected posture in front of the ergometer, whose handle crank fulcrum was adjusted at height of 1 meter from ground. Each subject performed four WnTs on different days. Each WnT consisted of five sprints Il test Wingate (WnT) è stato condotto con un ergometro a manovella (Monark Cardio Rehab 891E, Svezia) connesso a un computer per registrare i principali parametri del test, cioè il valore medio della potenza registrata durante i 10 secondi di esercizio (mean power, MP) e il picco di potenza massima (peak power, PP), cioè il più alto valore raggiunto durante il test. I soggetti dovevano porsi in posizione eretta di fronte all’ergometro e la manopola veniva posizionata con il fulcro della manovella a un metro dal suolo. Ogni soggetto ha eseguito quattro WnT in giorni diversi. Ogni WnT consiste- 22 Cinque studenti di sesso maschile di un college di scienze motorie sono stati arruolati nello studio. Le loro caratteristiche antropometriche erano: età 25±7 anni, statura 1,75±0,05 m, peso corporeo 75±8 kg. Erano tutti sportivi amatoriali (quattro erano giocatori di calcio, uno di pallavolo). Tutti i soggetti sono stati informati degli obiettivi e della metodologia dello studio, e hanno espresso un consenso scritto. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS Statistics The MP were scaled dividing the values obtained at each sprint by the value of the first sprint. Statistics was evaluated by drawing a regression line between data pertaining to each test and logarithm of time, as shown in Figure 1. Preliminary investigations demonstrated that this representation corresponded to the best fitting of the results (r>0.90). The difference in the regression coefficient was evaluated using the t test for comparing the regression-coefficient.4 Results . The V O2max was on average 41±3.4 mL/ min-1/kg-1 body mass. The maximal HR (HRmax) was 184±7 beats min-1.The MP and PP values measured during the different WnTs are shown in Table I and in Table II, respectively. Vol. 61, N. 1 1.2 1 MPt/MO0 of 10 seconds duration, repeated after an interval of rest (T) during which the subject remained at rest in an erect posture until successive sprint. T length was one, two, three or five minutes. Subjects were requested to reach the maximal rotation speed within five seconds and a friction weight corresponding to 6% of body weight was automatically applied when 160 rounds per minute of rotation speed was reached. All subjects were verbally encouraged to maintain the maximal rotation speed for the entire duration of sprint. The test sequence was assigned randomly to each subject. The MP and PP computation program . corrected the inertia error. During each WnT VO2 and HR were continuously measured through a portable metabolimeter (K4 b2; Cosmed, Italy).. On a different day maximal aerobic power (V O2max) was assessed using the same arm cranking ergometer. The subject assumed the same posture as in the WnT and, after three minutes of warm up at 60 watts, the power was .increased . by 6 watts each 10 seconds until VO2max. VO2, pulmonary ventilation and HR were continuously measured with the same portable metabolimeter used for the . . WnT. VO2max was considered reached when VO2 did not increase while mechanical power was still increasing. In order to measure blood lactate, blood samples were taken from the subject’s ear lobe at the end of each sprint and was analyzed through a portable lactacydimeter (Arkray Lactate Pro, Japan). RODIO T=5y=1-0.0281x 0.8 T=3y=1-0.0795x 0.6 T=2y=1-0.1366x 0.4 T=1y=1-0.3150x 0.2 0 0 0.5 1 1.5 2 In (t) 2.5 3 3.5 Figure 1.—Linear regression lines of MP decay at different T. Values of MP obtained in each sprint are scaled by value of MP at first one. For a better representation, in abscissa, time is expressed in logarithmic scale. Figura 1. — Linee di regressione lineare del calo di MP con differenti T. Valori di MP ottenuti per ogni sprint, rapportati al valore di MP al primo sprint. Per una miglior rappresentazione, in ascissa il tempo è espresso in scala logaritmica. va in cinque sprint da 10 secondi, ripetuti dopo una pausa di recupero (T) durante la quale i soggetti restavano a riposo in posizione eretta fino al successivo sprint. La durata del T era di uno, due, tre o cinque minuti. Ai soggetti è stato richiesto di raggiungere la velocità massima di rotazione entro cinque secondi e quando la velocità raggiungeva i 160 cicli al minuti veniva applicata automaticamente una resistenza corrispondente al 6% del peso corporeo. Tutti i soggetti sono stati incoraggiati verbalmente a mantenere la velocità di rotazione massimale per la durata totale dell’esercizio. La sequenza di test è stata assegnata casualmente a ogni soggetto. La registrazione al computer di MP e PP ha corretto automaticamente l’errore di inerzia. . Durante ogni WnT, V O2 e HR sono stati costantemente monitorati con un misuratore portatile di metaboliti (K4 b2; Cosmed, Italia). In una giornata diversa si. è misurata anche la potenza massima aerobica (VO2max) utilizzando lo stesso ergometro a manovella. Il soggetto doveva in questo caso assumere la stessa posizione come per il WnT e, dopo tre minuti di riscaldamento a 60 watt, la potenza veniva aumentata di 6 watt ogni 10 secondi fino alla . . VO2max. La VO2, la ventilazione polmonare e l’HR sono stati registrati in continuo con lo stesso misuratore portatile di metaboliti utilizzato . per il WnT. Si considerava di aver raggiunto la V O2max quan. do la VO2 non aumentava mentre la potenza meccanica era ancora in aumento. Per misurare la concentrazione ematica di BL, sono stati eseguiti dei prelievi di sangue dal lobo dell’orecchio del soggetto al termine di ogni sprint, analizzati con un misuratore portatile di BL (Arkray Lactate Pro, Giappone). MEDICINA DELLO SPORT 23 RODIO POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS TABLE I.—Mean power measured during each sprint at different interval of recovery T. TABELLA I. — Potenza media misurata durante ogni sprint con differenti intervalli di recupero T. T 1 min T 2 min T 3 min T 5 min 1st sprint 2nd sprint 3rd sprint 4th sprint 5th sprint 548±80 426±41 348±60 299±87 279±83 572±63 497±45 462±43 425±28 387±54 554±63 531±62 474±33 462±44 424±53 547±43 541±48 521±53 504±40 481±52 The values of power (Watt) are expressed as mean±standard deviation. 1.1 1 MP (t) e PP (t) N. of sprint 1.2 0.9 0.8 0.7 0.6 0.5 TABLE II.—Peak power measured during each sprint at different interval of recovery T. TABELLA II. — Peak power misurata durante ogni sprint con differenti intervalli di recupero T. N. of sprint T 1 min T 2 min T 3 min T 5 min 1st sprint 2nd sprint 3rd sprint 4th sprint 5th sprint 712±209 556±87 444±76 372±73 364±91 710±140 617±93 612±278 506±103 466±85 700±102 645±46 572±153 562±84 539±130 626±117 655±132 627±68 609±110 585±62 The values of power (Watt) are expressed as mean±standard deviation. Clearly, MP and PP decayed progressively with the repetition of sprints; furthermore, the angle of decay was different in the various tests depending on the duration of the recovery period T. Figure 1 shows the regression lines of MP vs logarithm of T and also the equations for different Ts; the angles resulted statistically different (T=1 vs T=2 P=0.008, T=2 vs T=3 P=0.033, T=3 vs T=5 P=0.035). The MP and PP restoring depended on the length of recovery as it is clearly evident considering the second value of MP and PP obtained at different T as indicated in the caption of Figure 2. The best fitting was obtained by monoexponential equations (y=k1e-k2t), as shown in Figure 2. The half time of PP and MP recovery was 29 seconds and 52 seconds, respectively (for the calculation see legend of Figure 2). In Figure 3 the mean mechanical work performed by the individuals during each test is . illustrated, together with the VO2 and HR recorded at the. same moment. . Both VO2 and HR are scaled by VO2max and HR max respectively. They both presented a typical trend increasing immediately after the start of the 24 0 1 2 3 Time (min) MP (t)=1-0.5629 e-0.79t 4 5 PP (t)=1-1.5679 e-1.40t Figure 2.—MP and PP restore as function of rest interval T. MP and PP outputs at second sprint scaled for the respective value at the first sprint. Time is the time length of the rest interval between sprints. MP restore half time=60*0.69/ 0.79=52 s. PP restore half time=60*0.69/ 1.4=30 s. Figura 2. — Recupero di MP e PP come funzione dell’intervallo di riposo T. MP e PP sono la potenza media e il picco di potenza al secondo sprint, rapportati al rispettivo valore al primo sprint. Il tempo indica la durata dell’intervallo tra gli sprint. Emitempo di recupero MP=60*0,69/ 0,79=52 s. Emitempo di recupero PP=60*0,69/1,4=30 s. Analisi statistica Gli MP sono stati scalati, dividendo i valori ottenuti per ogni sprint per il valore del primo sprint. L’analisi statistica è stata eseguita disegnando una regressione lineare tra i dati riguardanti ogni test e il logaritmo del tempo, come mostrato in Figura 1. Le indagini preliminari hanno mostrato che questa rappresentazione corrisponde alla miglior rappresentazione dei risultati (r>0,90). Le differenze nei coefficienti di regressione sono state valutate usando il t test per comparazione di coefficienti di regressione 4. Risultati . La VO2max è mediamente 41±3,4 ml/min per kg di peso corporeo. L’HRmax è 184±7 battiti/min. I valori di MP e PP misurati nei diversi WnT sono riportati nelle Tabelle I e II rispettivamente. È evidente che, per ogni test, MP e PP decrescono progressivamente con la ripetizione degli sprint; inoltre l’angolo di caduta è differente nei diversi test in dipendenza della durata del periodo di recupero T. Questo dato è evidenziato nella Figura 1, MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 RODIO A 0 100 200 300 400 500 B 100 200 300 400 C 0 200 400 600 800 500 600 700 800 D 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 Figure 3.—Metabolic and mechanical trend during WnT at different T. The black line represents the HR expressed as percentage of HR max; the grey line represents the oxygen consumption expressed as percentage of V’O2 max; the vertical bars represent the work done in each sprint expressed in Joule. A) WnT with 1 min of rest interval between sprints; B) WnT with 2 min of rest interval between sprints; C) WnT with 3 min of rest interval between sprints; D) WnT with 1 min of rest interval between sprints. Figura 3. — Trend metabolico e meccanico dei WnT con differenti T. La linea nera rappresenta il ritmo cardiaco come percentuale della frequenza massima; la linea grigia rappresenta il consumo di ossigeno espressa come percentuale di . VO2max; le barre verticali rappresentano il lavoro espresso per ogni sprint, in Joule. A) WnT con 1 min di intervallo di riposo tra gli sprint; B) WnT con 2 min di intervallo di riposo tra gli sprint; C) WnT con 3 min di intervallo di riposo tra gli sprint; D) WnT con 1 min di intervallo di riposo tra gli sprint. TABLE III.—Total oxygen consumed during each sprint at different interval of recovery T. TABELLA III. — Consumo totale di ossigeno durante ogni sprint con differenti intervalli di recupero T. N. of sprint T 1 min T 2 min T 3 min T 5 min 1st sprint 2nd sprint 3rd sprint 4th sprint 5th sprint 16.7±1.6 22.2±2.6 23.9±4.1 24.3±4.3 25.3±4.2 25.6±2.1 30.2±1.5 31.1±2.4 33.8±3.8 33.1±4.6 31.8±3.3 38.4±2.3 37.6±2.9 38.2±3.5 38.9±3.9 37.4±8.3 37.9±3.1 39.6±3.7 41.1±4.5 38.8±5.6 The values (mL kg-1 of body weight) are expressed as mean±standard deviation. test until a maximum about 30 second after, then decreasing slowly until the start of the next test. . The V O2 peak attained during each sprint increased progressively . from the first to the fifth sprint; the decline of VO2 after the maximum was directly proportional to the interval length. In Table III total consumption during each sprint is shown. Vol. 61, N. 1 dove vengono mostrate le curve di regressione di MP con il logaritmo di T. Nella figura vengono rappresentate le diverse equazioni per differenti T. Gli angoli risultano statisticamente differenti (T=1 vs T=2 P=0,008; T=2 vs T=3 P=0,033; T=3 vs T=5 P= 0,035). Il recupero di MP e PP dipende dalla durata del tempo di recupero: questo è dimostrato considerando il secondo valore di MP e PP ottenuto a un diverso T, come indicato nella Figura 2. La miglior rappresentazione si ottiene con equazioni monoesponenziali (y=k1e-k2t) come mostrato in Figura 2. L’emitempo di recupero di PP e MP è 29 secondi e 52 secondi, rispettivamente (per il calcoli si veda la didascalia della Figura 2) Nella Figura 3 sono illustrate la MP sviluppata . da ciascun individuo per ogni test, insieme al VO2 e all’HR. registrati nello stesso momento. Sia V O2 che HR . sono rappresentati in proporzione rispetto a VO2max e HR max. Presentano entrambe un tipico trend in ascesa immediatamente dopo l’inizio del test, fino a un MEDICINA DELLO SPORT 25 RODIO POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS Undoubtedly, oxygen consumption was proportional to T length. The BL accumulation increased progressively during each test, the angle of this increase being inversely related to the length of the interval; the final value attained was almost equal at the end of each test, being 13±2 mM L-1. Discussion As above stated, the copious literature regarding repeated sprint exercises does not mention arm sprints, so this is the first paper about this specific topic. The proposed exercises regards not only the upper body musculature. In fact, the most recent research (unpublished data) reveals that leg and pelvis muscles participate for 40% of the total work. These results are perfectly in line with those obtained by other authors. Fatigue is manifest in progressive decay of MP and PP, which is inversely proportional to the length of the recovery period.5, 6 The most obvious explanation of this result is that the MP and PP decrease is due to a lower energy availability for adenosine triphosphate resynthesis during successive repetitions.1 Other causes could possibly be the progressive acidosis, the phosphate and potassium accumulation and/or the progressive inhibition of glycolisis. 7-9 With regard to these hypotheses Glaister 3 affirmed that the fatigue occurrence in multiple sprint is probably due to a wide spectrum of causes and not to one single factor. However, since the exercise is supramaximal - i.e., the metabolic energy exceeds twice the maximal aerobic power the main energy sources are surely anaerobic in origin: anaerobic glycolisis (GA) and phosphocreatine (PC). The fact that power recovery after maximal exercise and resynthesis of PC exhibit the same time law suggests the hypothesis that power decrease is due to a relative lack of PC, which is inversely proportional to the length of recovery period. 10-14 Gaitanos et al.,15 observed that the PC contribution to the energy supply is about 50% during the first of 10 repeated sprints of six seconds with 30 seconds of rest interval in between, while the GA contribution corresponds to 44%. The results obtained by Bogdanis et al. 10 suggest that PC supply to 26 massimo dopo 30 secondi circa, quindi una lenta discesa fino all’inizio del test successivo. Il picco di . VO2 raggiunto a ogni sprint aumenta progressiva. mente dal primo al quinto sprint, la discesa di VO2 dopo aver raggiunto il massimo è di grandezza proporzionale alla durata dell’intervallo. Nella Tabella III viene riportato il totale di ossigeno consumato in ogni sprint. È evidente che il consumo di ossigeno è proporzionale alla durata di T. L’accumulo di lattati nel sangue aumenta progressivamente durante tutti i test, e tale aumento presenta una curva con un angolo di inclinazione inversamente proporzionale alla durata dell’intervallo; il valore finale raggiunto dopo ogni test è sostanzialmente uguale, pari a 13±2 mM L-1. Discussione Come affermato nell’introduzione, tra la copiosa letteratura sugli esercizi ripetuti di sprint, quelli eseguiti con l’arto superiore non vengono considerati, cosicché questo è il primo lavoro che se ne occupa specificamente. L’esercizio non è stato studiato concentrandosi solo sulla muscolatura dell’arto superiore. Una recente ricerca (dati non pubblicati) ha mostrato, infatti, come i muscoli dell’arto inferiore e del bacino partecipino per il 40% al totale del lavoro. I risultati ottenuti sono totalmente in linea con quelli di altri autori. L’affaticamento si manifesta in una progressiva riduzione di MP e PP, che è inversamente proporzionale alla durata del periodo di recupero 5, 6. La spiegazione più ovvia di questo risultato è che la caduta di MP e PP sia dovuta a una minor disponibilità di energia per la risintesi di adenosina trifosfato durante le successive ripetizioni 1. Altre cause di questo fenomeno potrebbero essere la progressiva acidosi, l’accumulo di fosfati e potassio e/o la progressiva inibizione della glicolisi 7-9; riguardo a tali ipotesi, Glaister 1 sostiene che l’insorgenza di fatica dopo sprint multipli sia probabilmente dovuta a un ampio spettro di cause e non derivi da un singolo fattore. Tuttavia, essendo l’esercizio sopramassimale – cioè l’esercizio metabolico supera di due volte la potenza aerobica massima – le risorse energetiche principali sono certamente di origine anaerobica: glicolisi anaerobica (GA) e fosfoscreatina (PC). Il fatto che il recupero di potenza dopo esercizio massimale e la risintesi di PC seguano le stesse leggi temporali sostiene l’ipotesi che la riduzione di potenza sia legata a una relativa mancanza di PC, che è inversamente proporzionale alla durata del periodo di recupero 10-14. Gaitanos et al. 15 hanno osservato come il contributo della PC alla fornitura MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 POWER OUTPUT AND METABOLIC RESPONSE IN MULTIPLE WINGATE TESTS power output occurs mainly during the first 10 seconds of 30 seconds sprints, while during the following 20 seconds the GA is prevalent. It is noteworthy that power recovery as a function of T shown in Figure 2 is very similar to those presented by Bogdanis. 10 Present MP results suggest that recovery is not only due to PC resynthesis. The PC resynthesis was assessed through MRI 31P technique following the recovery period from 10 seconds supramaximal exercise;16, 17 the PC half time resynthesis was about 20-30 seconds. In the present study the MP restore half time was 52 seconds. Conversely, the PP restore has a more rapid trend, with 30 seconds half time as shown in caption of Figure 2. These data suggest that PP is exclusively performed with PC energy. The GA energy supply is certainly involved in MP output, probably after three seconds of exercise. Progressive lactate accumulation along the series of sprints until 12 mM, is a demonstration of GA contribution. The oxygen consumption assessed is similar to those observed by other authors in leg sprints. The energy set free from aerobic metabolic pathway is obviously the only means for replenishing the anaerobic store. Thus, the perfect correlation between power decay and quantity of oxygen assumed during the restoring is not surprising. This correlation suggests that . the VO2max and the anaerobic threshold can be a very important factor in the recharging of anaerobic energy sources. The enquire on the factor which limits the oxygen consumption is essential. Inertia in oxygen use by the muscle is reflected in the low consumption during the first interval and the . fact that HR exhibits the same pattern of V O 2 is consistent with the hypothesis of oxygen blood transport inadequacy. RODIO di energia sia di circa il 50% durante il primo di 10 sprint ripetuti, della durata di sei secondi ciascuno, intervallati da 30 secondi di pausa, mentre il contributo della GA sia del 44%. I risultati ottenuti da Bogdanis et al. 10 suggeriscono che il contributo della PC allo sviluppo di potenza si concentri soprattutto nei primi 10 secondi negli sprint di 30 secondi, mentre durante i successivi 20 secondi la GA sia prevalente. È da notare come il recupero di energia in funzione di T mostrato in Figura 2 sia molto simile a quello presentato da Bogdanis 10. I risultati relativi alla MP suggeriscono come il recupero non sia dovuto solo alla resintesi di PC. La resintesi di PC è stata determinata attraverso la tecnica MRI 31P durante il periodo di recupero a seguito di un esercizio sopramassimale della durata di 10 secondi 16, 17; l’emitempo di resintesi della PC è di circa 20-30 secondi. Nel presente studio il recupero dell’MP ha un emitempo di circa 52 secondi. Viceversa, il recupero del PP ha un trend più rapido, con 30 secondi di emitempo, come mostrato in Figura 2. Questo dato suggerisce che il PP sia eseguito esclusivamente con energia PC. L’apporto di energia GA è certamente coinvolto nel complesso MP, probabilmente dopo tre secondi di esercizio. L’accumulo progressivo di BL durante le serie fino a 12 mM è una dimostrazione del contributo da parte di GA. Il consumo di ossigeno misurato è simile a quello osservato da altri autori negli sprint degli arti inferiori. L’energia liberata dalla via metabolica aerobica è ovviamente l’unico mezzo per rifornire la riserva anaerobica. Perciò la correlazione perfetta tra riduzione della potenza e quantità di ossigeno assunto durante il recupero non è sorprendente. Questa cor. relazione suggerisce che la VO2max e la soglia anaerobica possano costituire un fattore molto importante nella ricarica di sorgenti di energia anaerobica. La ricerca di fattori che limitino il consumo di ossigeno è essenziale. L’inerzia nel consumo di ossigeno da parte dei muscoli si riflette in un basso consumo durante il primo intervallo, . e il fatto che l’HR mostri lo stesso andamento di VO2 è coerente con l’ipotesi dell’inadeguatezza del trasporto di ossigeno. Conclusions Conclusioni In conclusion it is possible to affirm, unsurprisingly, that the energy sources involved in WnTs performed with arms are mainly anaerobic; in spite of this, an high level of aerobic fitness play a fundamental role in recharging the anaerobic energy stores. Therefore, a training program for subjects that perform repeated exercise with arms should include an aerobic training protocol also. Vol. 61, N. 1 In conclusione è possibile affermare sorprendentemente che le risorse energetiche coinvolte nel WnT eseguito con gli arti superiori siano principalmente anaerobiche; malgrado ciò, un alto livello di attività aerobica gioca un ruolo fondamentale nel ricaricare le riserve di energia anaerobica. Pertanto un programma di allenamento per soggetti che eseguono esercizi ripetuti con gli arti superiori dovrebbe comprendere anche un protocollo di allenamento aerobico. MEDICINA DELLO SPORT 27 RODIO References/Bibliografia 1) Brewer J, Davis J. Applied physiology of rugby league. Sports Med 1995;20:129-35. 2) Ekblom B. Applied physiology of soccer. Sports Med 1986;3:50-60. 3) Glaister M. Multiple sprint work. Physiological responses, mechanisms of fatigue and the influence of aerobic fitness. Sports Med 2005;35:757-77. 4) Ledermann W. 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E-mail: [email protected] 28 MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 MED SPORT 2008;61:29-43 Comparison between player specialization, anthropometric characteristics and jumping ability in top-level volleyball players Analisi delle caratteristiche antropometriche e delle capacità di salto di pallavolisti di alto livello di ruolo diverso G. CICCARONE 1, J. L. CROISIER 3, G. FONTANI 1, G. MARTELLI 1, A. ALBERT 2 L. ZHANG 2, M. CLOES 3 1Dipartimento di Fisiologia, Sezione di Neuroscienze e di Fisiologia Applicata, Università di Siena, Italia 2Service de Statistique de la Faculté de Médecine, Université de Liège, Belgium 3Département de Médecine Sportive, Université de Liège, Belgium SUMMARY Aim. Volleyball is an open skill sport with predominant anaerobic alactic acid power. At higher skill levels, performance characteristics are mainly determined by speed and vertical jumping ability. The aim of this study was to compare anthropometric parameters and jumping ability in a group of elite male volleyball players in relation to technical skills required by player position. Methods. The study population included 36 elite male volleyball players (coming from the Italian First and Second Division Championships). Subjects were grouped by playing position on the court: setters (7); blockers (10); hitters (16); liberos (3). Assessment included anthropometric parameters such as height, weight, body mass index (weight in kg/height in m2), indirect calculation of body fat mass by means of the Katch method (%BFM), measurement of reach with one hand (R1) and two hands (R2); and indirect measurement of explosive strength by means of the Bosco method: squat jump, countermovement jump (CMJ), CMJ with arm swing (CMJas), and repeated jumps for 15 s (R15”); measurement of motor coordination and jumping ability by means of the Vertec test combined with specific offense (Vertec attack [VA]) and defense (Vertec block [VB]) skills. Results. Significant differences were observed between player specialization and anthropometric parameters (height, weight, BMI, R1 and R2). Results of the Bosco (SJ, CMJ, CMJas) and Vertec tests (VA and VB) also differed significantly among the player groups. Conclusion. Functional assessment protocols that evaluate anthropometric characteristics and jumping ability by means of two different unrelated methods, confirming that the two measure different aspects of the same performance, provide more complete indications for selecting players, workload planning and monitoring of player development during training. KEY WORDS: Volleyball - Anthropometry - Exercise test. RIASSUNTO Obiettivo. La pallavolo è uno sport di situazione a impegno aerobico-anaerobico alternato, con forte prevalenza della componente anaerobico alattacida, dove le capacità fisiche che predominano sono la forza dinamico-esplosiva, l’elevazione e la velocità per brevi spostamenti multidirezionali. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare le caratteristiche antropometriche, le capacità di salto e di coordinazione neuromotoria in un gruppo di pallavolisti di alto livello divisi per ruolo. Metodi. Il controllo è stato effettuato su 36 pallavolisti, tutti partecipanti a campionati di interesse Nazionale (serie A e B), divisi in gruppi a seconda dei ruoli rivestiti in squadra: gruppo A, sei alzatori (età media 31,9±3,2 anni), gruppo C, 10 centrali (età media 30,5±1,9 anni ), gruppo S, 16 schiacciatori (età media 29,5 ± 2,1 anni) e tre atleti utilizzati nel Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 29 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY ruolo di libero. In tutti i soggetti sono stati valutati i seguenti parametri antropometrici: altezza, peso, indice di massa corporea (ICM), calcolo indiretto del grasso corporeo con il metodo di Katch (% BF), misura del reach ad una (R1) e a due mani (R2). E stata inoltre effettuata la misurazione indiretta della forza esplosiva e della resistenza alla forza veloce con il metodo di Bosco: squat jump, counter movement jump (CMJ), CMJ con utilizzo delle braccia (CMJas) e salti ripetuti per 15” e quella della capacità di elevazione e di coordinazione neuromotoria con il Vertec test utilizzando il gesto tecnico specifico dell’attacco (Vertec attacco, VA) e del muro (Vertec muro, VM). Risultati. I risultati ottenuti hanno evidenziato differenze significative per quanto riguarda il confronto tra i vari ruoli, per l’altezza, l’IMC, R1 e R2 e per le capacità di salto rilevate con la metodica di Bosco e il Vertec test. I risultati confermano che nella pallavolo di alto livello alcune caratteristiche antropometriche sono selettive e determinanti nella differenziazione dei ruoli tecnici. Inoltre, i risultati del test di Bosco e del Vertec mostrano che nel salto con elementi di coordinazione neuromuscolare collegati al gesto tecnico, alcuni ruoli specifici (attaccanti e centrali) nei quali sono più frequenti i salti massimali, hanno prestazioni significativamente superiori. Tali valori potrebbero essere collegati a un adattamento di medio-lungo termine, visto che tali differenze non sono state rilevate in un gruppo tecnico giovanile omogeneo. Conclusione. Un protocollo di valutazione funzionale comprendente le misurazioni antropometriche e lo studio delle capacità di salto e di coordinazione neuromuscolare potrebbe essere uno strumento utile per ottenere indicazioni più complete non solo per la selezione dei talenti, ma anche e soprattutto per la programmazione dei carichi di lavoro e il monitoraggio dell’allenamento. PAROLE CHIAVE: Pallavolo - Antropometria - Test motori. V olleyball is characterized by alternating sequences of aerobic-anaerobic intervals and anaerobic alactic acid is the predominant energy source. The physical capacities determining an athlete’s performance are explosive-dynamic muscle actions, jumping ability and speed in executing rapid multidirectional movements. As in other team sports, high-level performance relies on other capacities such as neuromuscular coordination, motor control, tactical skills and motivation, and in particular on effort tolerance.1, 2 Depending on the technical-tactical requirements of different game situations, activity alternates between submaximal (aerobic) and maximal (anaerobic) physical effort followed by recovery periods. Recent rule changes have revolutionized not only certain aspects of athletic performance but also the execution of technical movement, impacting on team tactics on the court. These factors are being studied to develop new performance assessment methods and training drills.3, 4 The rule changes with a major impact on physical effort and mental concentration are: the rally point system (RPS), wherein side-out scoring was eliminated and points could be assigned only when a team had the serve; the net, wherein the ball is now allowed to touch the net as long as it goes over the net and into the opponents’ court and, finally, the introduction of a new specialized player — the libero, who can replace any backrow player. In reference to several physiological aspects of performance capacities described in a Russian 30 L a pallavolo è uno sport di situazione a impegno aerobico-anaerobico alternato, con prevalenza della componente anaerobico alattacida. Le capacità fisiche considerate decisive ai fini della prestazione sono la forza dinamico-esplosiva, l’elevazione e la velocità per brevi spostamenti multidirezionali. Bisogna peraltro considerare che prestazioni d’alto livello nella pallavolo, come in tutti gli sport collettivi, sono collegate anche ad altre qualità come la coordinazione neuro-muscolare, il controllo motorio, le attitudini tattiche e le caratteristiche motivazionali, tra le quali consideriamo di particolare interesse la tolleranza allo sforzo 1, 2.L’attività si basa sull’alternanza, secondo le diverse situazioni di gioco collegate a differenti esigenze d’ordine tecnico-tattico, di fasi submassimali (aerobiche), massimali (anaerobiche) e di riposo. Le recenti modifiche apportate alle regole di gioco hanno determinato un profondo cambiamento non solo di alcuni aspetti della prestazione atletica, ma anche dell’esecuzione di gesti tecnici modificando il comportamento tattico delle squadre in campo. Queste influenze sono attualmente studiate per sviluppare nuove metodiche di valutazione della performance e di tecniche d’allenamento 3, 4. Le modifiche alle regole di gioco che hanno avuto maggior impatto sulle caratteristiche dell’impegno fisico e mentale della pallavolo sono le seguenti: il rally point system (RPS), caratterizzato dall’eliminazione del cambio-palla con assegnazione del punto alla squadra che vince un’azione di gioco; il net, secondo cui il tocco della rete da parte della palla dopo la battuta non è più considerato fallo e, infine, l’inserimento di un nuovo ruolo tecnico, il libero, autorizzato a sostituire qualsiasi giocatore in seconda linea. Tenendo conto di alcuni aspetti fisiologici del- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY study, Fontani, Ciccarone and Giulianini 5 in their study published in 2000 analyzed physical effort in relation to the new game rules and differentiated the workload by the number of jumps made by players in different positions during matches of different duration. Compared with the results reported by Beljaev,6 Fontani et al. found notably different performance patterns between the old and the new systems. The most important differences were the lower number and shorter duration of active phases in matches played according to the new rules and the increase in passive phases. Nearly 50% of actions were composed of three touches with a mean duration of 5 seconds; however, the percentage of plays on the ball concluding with a single hit was also high and lasted less than 2 seconds (approximately 20% of total actions). This marked shift in the proportion of rapid actions since the introduction of the RPS has subsequently augmented anaerobic-alactic acid energy utilization. A previous study 7 focused on several aspects of physical effort required for jumping differentiated by player position during volleyball matches and found that whereas the total number of jumps made by middle, opposite and outside hitters decreased, the number increased in relation to effective playing time since playing time is shorter in the RPS. The sole exception was the setter’s physical workload: analysis of the RPS data showed that the setter exerts the greatest physical effort in executing various basic actions, and in the jump set in particular.8 Coaches know that correct training planning entails defining training content. Coaches will construct drills that simulate match situations at various performance levels and apply appropriate training methods, tailoring drills to meet strategic requirements of a team within a functional training model based on short-term (adjustment) and long-term (adaptation) physiological processes in response to training stimuli. The main objective is to reach high performance levels through the application of physical and technical-tactical workloads that promote specific structural, metabolic and functional changes. Analysis of performance capacities during a match is an essential tool of developmental coaching, which emphasizes player development through reinforcement of basic skills during exercises, since physical conditioning is increasingly characterized by drills that promote repetition Vol. 61, N. 1 CICCARONE le capacità prestative dei pallavolisti pubblicati da autori stranieri, Fontani, Ciccarone e Giulianini 5, hanno analizzato l’impegno fisico richiesto ai pallavolisti in relazione alle nuove regole di gioco e diversificato il carico di lavoro per quanto riguarda il numero dei salti effettuati durante competizioni di differente durata, secondo il ruolo tecnico. I risultati ottenuti, confrontati con quelli riportati da Beljaev 6, hanno evidenziato che sono presenti delle modificazioni rilevanti del modello di prestazione nei confronti del sistema di gioco precedente. L’aspetto più importante che possiamo dedurre dal confronto è che nelle gare disputate con le nuove regole c’è una notevole riduzione delle durate e del numero delle fasi attive; al contrario, aumentano le fasi passive di gioco. Quasi il 50% delle azioni è costituito da tre tocchi con durata media di cinque secondi, mentre, è anche elevata la percentuale d’azioni che si sono concluse con la sola battuta e che durano meno di due secondi (circa il 20% del totale delle azioni). Questo forte spostamento dei valori percentuali delle azioni brevi a favore del RPS dovrebbe accentuare maggiormente l’impegno anaerobicoalattacido del gioco della pallavolo. Nello studio effettuato sul RPS 7, particolare attenzione è stata posta anche ad alcuni aspetti riguardanti l’impegno fisico collegato ai salti effettuati dagli atleti, differenziati per ruolo, durante le competizioni. Il numero totale dei salti diminuisce nel RPS per i centrali, gli opposti e gli attaccanti laterali, mentre aumenta in rapporto al tempo effettivo di gioco, essendo quest’ultimo nel RPS più breve. Il ruolo tecnico dell’alzatore rappresenta invece l’unica eccezione per quanto riguarda il carico di lavoro fisico: il confronto con i dati del sistema di gioco con cambio palla ha dimostrato che l’alzatore è l’atleta che nei vari fondamentali, ma soprattutto nella fase del palleggio in salto, è sottoposto al maggior impegno fisico 8. Gli esperti di metodologia dell’allenamento sanno che, per una corretta programmazione dell’allenamento, occorre determinare cosa allenare (cioè un’esatta costruzione dei modelli dell’attività di gara nei diversi livelli di prestazione) e come allenare, cioè il modello funzionale dell’allenamento che si basa sulla conoscenza dei fenomeni fisiologici che si verificano a breve termine, (aggiustamenti) e a lungo termine (adattamenti) in risposta agli stimoli allenanti. L’obiettivo principale è di raggiungere elevati livelli di prestazione con carichi di lavoro fisico e tecnico-tattico che determinano modificazioni di tipo strutturale, metabolico e funzionale con direzione specifica. L’analisi e lo studio delle capacità prestative durante il match è oggi fondamentale per la programmazione e l’organizzazione dell’allenamento delle squadre d’alto livello, poiché attualmente il MEDICINA DELLO SPORT 31 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY and refinement of specific technical-tactical movements.9-12 Recent studies on the evolution of volleyball players’ needs and the assessment of performance capacities 3, 4 demonstrate the increasing importance of morphologic and physiologic characteristics of a player’s specific technical role. Functional assessment tests are fundamental not only for determining an athlete’s condition and for programming workload and monitoring performance, but they can and must also contribute to prevent injuries. The introduction of new assessment variables (e.g., isokinetic tests, correlations between other anthropometric and technical performance factors, including attack speed) represents the latest challenge in applied research for obtaining information useful for optimizing training and preventing injury. Jumping and specific technical movement and jumping ability in general are currently considered essential criteria for assessing a player’s potential and efficacy. The main aim of this study was to identify and analyze correlations between anthropometric and functional variables by testing them in a sample of elite volleyball players stratified by player position. Specifically, the objective was to compare general anthropometric variables with the muscle qualities distinct to player specialization by monitoring physical and technical workload as measured by jumping ability. Materials and methods Study population The study population included 36 male national championship (playing in A and B leagues) volleyball players. All had at least 10 years professional sport experience and trained regularly (seven weekly sessions, approximately 14 h total training per week) with at least two sessions of specific muscle conditioning. The assessment tests were conducted in different centers during prechampionship preparation. The sample was subdivided into four groups according to player position in the team: seven setters (mean age, 31.9±3.2 years); 10 middle hitters (mean age, 30.8±1.8 years); 16 outside hitters (mean age, 29.3±2.1 years); three liberos (mean age, 28.3±1.5 years). The age difference between the four 32 lavoro di condizionamento fisico è sempre più caratterizzato dall’integrazione di esercizi fisici che riproducono gestualità tecnico-tattiche specifiche 9-12. Tali situazioni di gioco sono poi sviluppate sia dal punto di vista analitico che globale e realizzate durante le sedute tecniche a elevate intensità che ripropongono le varie fasi del gioco, rispettandone i contenuti tecnici e i tempi di realizzazione. Gli ultimi studi relativi all’evoluzione delle esigenze dei pallavolisti e alla valutazione delle capacità di prestazione 3, 4, dimostrano sempre di più l’importanza delle caratteristiche morfologiche e fisiologiche collegate al ruolo tecnico specifico. I test di valutazione funzionale sono fondamentali non solo per determinare le capacità condizionali di un atleta, la programmazione del carico di lavoro e il controllo della prestazione, ma possono e devono contribuire alla prevenzione degli infortuni. L’inserimento di nuovi parametri da valutare, come i test isocinetici, e le possibili correlazioni con altre variabili antropometriche e di performance tecnica, come la velocità dell’attacco, rappresentano l’ultima sfida della ricerca applicata per ottenere informazioni utili per ottimizzare gli allenamenti e nello stesso tempo fare prevenzione. L’elevazione collegata ai gesti tecnici e le capacità di salto in generale sono considerate attualmente come le caratteristiche più rappresentative nel valutare le potenzialità e l’efficacia del giocatore di pallavolo. La caratteristica principale di questo lavoro è di analizzare e valutare le correlazioni esistenti tra le diverse variabili di carattere antropometrico e funzionale, studiate testando una popolazione di pallavolisti d’alto livello, suddividendoli secondo il ruolo tecnico che occupavano all’interno del loro gruppo. In particolare l’obiettivo è di confrontare i risultati dei parametri antropometrici generali e le qualità muscolari che caratterizzano i diversi ruoli tecnici dei pallavolisti per un controllo accurato del carico di lavoro sia fisico, sia tecnico, attraverso il monitoraggio delle capacità di salto. Materiale e metodi Soggetti Il controllo è stato effettuato su 36 pallavolisti, tutti partecipanti a Campionati di interesse Nazionale (serie A e B). Tutti praticano questa disciplina con esperienza di almeno dieci anni di attività agonistica e partecipano in media a sette allenamenti settimanali la cui durata totale è di circa quattordici ore, con almeno due sedute dedicate al miglioramento delle qualità muscolari specifiche. I test sono stati effettuati in sedi diverse durante la fase di preparazione precampionato. I pallavolisti sono stati divisi in quattro gruppi secondo il loro MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY groups was statistically significant (F=3.20; P=0.036). Anthropometric variables Anthropometric variables included height (cm), weight (kg), body-mass index ([BMI], weight in kg/height in m2), percent of body fat mass (BFM), and length of reach, i.e., height at maximal extension of the dominant arm (Reach 1 [R1]) or of two arms together (R2). All measurements were made using standard procedures. The percent of BFM was calculated using the Katch and McArdle plycometry method 13 in which (A) the triceps fold and (B) the subscapular fold were measured with a Holtain plycometer and using a statistical formula. Jumping ability was assessed using two measurement systems that evaluate general jumping ability: the Bosco test yields an indirect measure of explosive muscle strength and anaerobic alactic acid power, while the Vertec test measures jump height and neuromotor coordination associated with specific technical movements. CICCARONE TABLE I.—Anthropometric characteristics of the study population. Tabella I. — Valori antropometrici dei pallavolisti senior. N. of subjects 36 Height - cm Weight - kg BMI - kg/cm2 BFM - % R1 - cm R2 - cm 195.9±6.6 89.8±6.6 23.4±1.4 10.7±1.9 257.8±9.3 254.7±9.4 Plus-minus values are means±SD. BMI: body-mass index (weight in kg/height in m2); BFM: body-fat mass; R1: reach with one arm; R2: reach with two arms ruolo in seno alla squadra: sette alzatori (gruppo A, età media 31,9±3,2 anni), 10 attaccanti-centrali (gruppo C, età media 30,8±1,8 anni ), 16 attaccanti-ali (gruppo S, età media 29,3±2,1 anni) e tre atleti universali utilizzati nel ruolo di libero (gruppo U, 28,3±1,5 anni). L’età dei giocatori differiva significativamente da un gruppo all’altro, F=3,20; P=0,036. Parametri antropometrici Ergojump Bosco System The Ergojump Bosco System (Boscosystem, S. Rufina di Cittaducale, Italy) permits indirect measurement of explosive-dynamic power, explosive force with reuse of elastic energy, maximal dynamic force and anaerobic alactic acid power by calculating the vertical change in center of gravity by means of the Bosco method. 14-16 The test measures jump height attained on different types of jumps. On each test, a set of three consecutive jumps is completed, the best of which is included in the statistical analysis. The jumps are performed on a pressure platform interfaced with a microprocessor (Ergojump Bosco System). The results are then processed by a software program that calculates contact time and flight time (milliseconds), height (cm) and power (W). Only four tests of the Bosco test battery were used in this study: squat jump (SJ), countermovement jump (CMJ), countermovement jump with arm swing (CMJas), and rebound jump 15 sec (R15”). The differences in cm between the CMJ and SJ were compared. This value indicates the subject’s ability to utilize elastic energy. The difference between CMJas and CMJ (DCMJ%) was then calculated in percent. This value can be Vol. 61, N. 1 In primo luogo è stata effettuata una valutazione dei parametri antropometrici di tutti i pallavolisti. Le variabili considerate sono l’altezza (cm), il peso (kg), l’indice di massa corporea (IMC, kg/m2), la percentuale di massa grassa (MG) e la misura del reach, cioè la rilevazione dell’altezza raggiunta alla massima estensione del braccio dominante, che chiameremo reach 1 (R1, cm), o delle due braccia assieme (R2, cm). Tutte le misure sono state raccolte per mezzo di procedimenti standardizzati. La percentuale di MG è stata determinata con metodica plicometrica; metodo di Katch e McArdle 13 misurando (A) la plica tricipitale e (B) la plica sottoscapolare, con il plicometro di Holtain e utilizzando una formula statistica. Il secondo tipo di dati riguarda l’analisi delle capacità di salto dei giocatori. Per ottenere queste informazioni abbiamo utilizzato due sistemi di rilevazione che valutano in primo luogo le capacità generali di salto grazie alla misura indiretta della forza esplosiva e della potenza anaerobica alattacida ottenuta con il test di Bosco e in secondo luogo le capacità di elevazione e di coordinazione neuro-motoria valutate con gesti tecnici specifici utilizzando il Vertec test. Ergojump Bosco System Consiste nella valutazione indiretta della forza dinamico-esplosiva, della forza esplosiva con riu- MEDICINA DELLO SPORT 33 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY TABLE II.—Jump test results. Tabella II. — Risultati dei test delle capacità di salto dei pallavolisti senior. N. of subjects Bosco test SJ - cm CMJ - cm CMJ-SJ - cm CMJarms - cm R15 Vertec test VA - cm VB - cm Combined data DAS - cm DWAS - cm DD - cm DD - % DCMJ - % 36 40.3±3.1 45.7±3.4 5.4±1.3 54.1±4.3 35.9±2.9 340.9±9.9 316.7±8.9 74.1±5.8 62.3±4.6 20.4±2.7 33.1±5.7 18.2±5.1 used to collect data about player attitude toward using arm swing. In the first test, the SJ, the subject executes a vertical jump from a starting position with knees flexed to 90 degrees and arms at thighs, without executing a downward countermovement. The SJ test permits evaluation of lower body explosive power. Jump height is related to vertical speed at lift off and represents the acceleration force the legs apply to the centre of gravity. Results are expressed in cm by the microprocessor, which indicates the rise in center of gravity. In the second test, the CMJ, a vertical jump is made starting from an upright standing position with hands at thighs, then executing a countermovement by flexing the knee joints downward to an angle of 90 degrees and activating lower body explosive power. The difference between the two tests yields an index value for evaluating leg muscle flexibility. In the third test, the CMJarms, a jump is executed with countermovement and use of arm swing. This test is considered highly specific for volleyball since it measures several biomechanical aspects of attack and block skills. The fourth test is the rebound jump (R15) which evaluates resistance to rapid force applied during consecutive vertical jumps at maximal intensity for 15 seconds, with eccentric-concentric muscular execution, as in the CMJ test. The subject stands on the platform and jumps with hands at thighs. The test evaluates power and 34 tilizzo di energia elastica, della forza dinamica massima e della potenza anaerobica alattacida tramite calcolo dello spostamento verticale del centro di gravità con metodica di Bosco 14-16. Con questo test si misura l’altezza raggiunta eseguendo salti utilizzando tecniche diverse. Ogni prova è caratterizzata dall’esecuzione di tre salti: per la rilevazione statistica viene considerato il miglior risultato ottenuto. L’esecuzione dei salti avviene utilizzando una pedana a conduttanza, collegata a un microprocessore (Boscosystem, S. Rufina di Cittaducale, Italia). Gli atleti eseguono una serie di salti che forniscono dati successivamente elaborati da un programma software che ne calcola i tempi di contatto e di volo in millisecondi, le altezze in centimetri e le potenze in Watt. In questo studio abbiamo utilizzato solo quattro prove della batteria di test elaborati da Bosco: lo squat jump (SJ), il counter movement jump (CMJ), il counter movement jump con utilizzo delle braccia (arms, da cui CMJas), e il rebound jump 15” (R15). È stata considerata poi la differenza in cm ottenuta dai risultati del CMJ e del SJ (CMJ-SJ). Questo valore dà indicazioni sulla capacità del soggetto di utilizzare energia elastica. È stata in seguito calcolata anche la percentuale della differenza di prestazione ottenuta tra il CMJas e il CMJ (DCMJ%): questo valore potrebbe essere utilizzato per raccogliere delle notizie a proposito dell’attitudine dei giocatori a utilizzare il movimento delle braccia. Nella prima prova, SJ, l’atleta esegue un salto verticale partendo da una posizione con arti inferiori piegati a 90° e tenendo le mani sui fianchi, senza compiere alcun contro-movimento verso il basso. Lo SJ permette di valutare la forza esplosiva degli arti inferiori. Il valore dell’elevazione è in rapporto alla velocità verticale al momento dello stacco. Questo rappresenta l’accelerazione che gli arti inferiori imprimono al centro di gravità. Il dato che interessa principalmente è quello espresso in centimetri dal microprocessore che indica l’innalzamento del baricentro. Nella seconda prova, quella del CMJ, si esegue un salto verticale, partendo da una posizione eretta, con le mani sui fianchi, effettuando un contro-movimento degli arti inferiori verso il basso, fino a raggiungere un piegamento di 90° con attivazione muscolare di tipo esplosivo. Dalla differenza dei risultati delle prime due prove (CMJ–SJ) si ricava un valore che rappresenta un indice per valutare l’elasticità della muscolatura estensoria degli arti inferiori. La terza prova è rappresentata dal CMJas, caratterizzata da un salto con contromovimento, con l’utilizzo degli arti superiori. Questo test è considerato altamente specifico per la pallavolo, perché collegato ad alcuni aspetti di biomeccanica delle azioni tecniche del colpo di attacco e MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY CICCARONE TABLE III.—Comparison between anthropometric characteristics of study population stratified by player position. Tabella III. — Confronto dei parametri antropometrici secondo il posto di gioco dei pallavolisti senior (media e DS). Variable Outside hitters (N=16) Height - cm Weight - kg BMI - kg/cm2 BFM - % R1 - cm R2 - cm 196.9±3.9 91.1±5.4 23.5±1.2 10.9±2.1 258.9±6.4 255.7±6.5 Middle hitters (N=10) 200.2±4.2 90.1±4.8 22.5±1.2 9.6±1.4 264.5±3.9 261.7±3.8 Setters (N=7) Liberos (N=3) F P value 188.4±7.9 87.4±10.1 24.7±1.6 11.6±1.7 247.4±10.7 244.1±10.9 193.7±8.9 87.3±9.3 23.3±1.3 11.3±1.6 253.1±12.2 250.3±11.1 6.95 0.64 5.58 2.20 7.85 8.33 0.001 0.593 0.008 0.107 0.001 0.001 Plus-minus values are means ±SD. BMI: body-mass index; BFM: body-fat mass; R1: reach with one arm; R2: reach with two arms. resistance to rapid force, as well as explosive muscle power, flexibility and, indirectly, speed of phosphoric pool scission. Vertec test The Vertec test is system for measuring, assessing and training jumping ability. The test measures the heights attained during jumps employing the biomechanics of a specific technique.17, 18 The instrument is composed of a metal stand and a height scale with a series of color-coded horizontal vanes corresponding to a specific height from the floor in cm. Each vane is 1.5 cm wide. The subject executes a vertical jump, striking the vane and moving it with one or both hands. This indicates a measure of the jump height. The Vertec test permits assessment of motor coordination by measuring jumping reach combined with a spike technique (Vertec attack with run [VA] composed of a running vertical jump typical of spiking and raising the dominant arm to hit the highest vane possible) or combined with a block technique (Vertec block [VB]) composed of a maximal jump from an upright standing position, without arm swing, with feet together; the subject stands upright with arms at shoulder height, jumps and hits the highest vane possible with both hands. The best of three trials is included in the statistical analysis. Other data are obtained by comparing the results of the difference between the VA and the R1 and the VB and the R2. In this way, jumping heights with and without arm swing can be calculated. The jumping height with arm swing (difference with arm swing; DAS) is obtained from the difference between VA and R1, while that without arm swing (difference without arm swing DWAS) is the difference between VB and R2. Vol. 61, N. 1 del muro. La quarta e ultima prova è quella della resistenza al salto (RJ15”). Questa valuta la resistenza alla forza veloce con una successione di salti verticali alla massima intensità per 15 secondi, con esecuzione muscolare di tipo eccentrico-concentrico, come nel test del CMJ. Il soggetto si pone sulla pedana in posizione eretta e salta tenendo le mani sui fianchi. Il test permette di fare uno screening, oltre che della potenza e della resistenza alla forza veloce anche della forza esplosiva, dell’elasticità e, indirettamente, della velocità di scissione del pool fosforico. Vertec test Il Vertec è uno strumento utilizzato per misurare, valutare e allenare l’abilità di saltare. Si tratta di una prova che permette di misurare l’altezza con una serie di salti che utilizzano la biomeccanica del gesto tecnico sportivo 17, 18. Il Vertec test è uno strumento costituito da un’asta munita di banderuole colorate, corrispondenti ciascuna a una determinata altezza da terra, misurata in cm. Ogni banderuola colorata è larga 1,5 cm; l’atleta simula l’azione esatta del gesto tecnico specifico del salto, colpendo e spostando la banderuola con una o due mani. Questa indica la misura del salto. Il Vertec consente di compiere una valutazione della coordinazione motoria tramite la misura delle capacità di elevazione con gesto tecnico specifico dell’attacco (Vertec attacco con rincorsa, VA) con un salto verticale con rincorsa individuale tipica della fase di schiacciata ed elevazione del braccio dominante, spostando poi le banderuole nel punto più alto possibile e del muro, (Vertec muro, VM) con un salto massimale da fermo, senza slancio delle braccia, con piedi paralleli e posizione di partenza delle braccia all’altezza delle spalle con spostamento delle banderuole con le due mani che toccano simmetricamente e spostano le stesse. Per ogni test si effettuano tre prove: dei salti effettuati solamente il miglior risultato verrà considerato per l’analisi statistica. Altri dati MEDICINA DELLO SPORT 35 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY TABLE IV.—Comparison of jumping ability stratified by player position as measured by Bosco and Vertec tests. Tabella IV. — Confronto dei test delle capacità di salto secondo il posto di gioco dei pallavolisti seniores (media e DS). Variable Outside hitters (N=16) Middle hitters (N=10) Setters (N=7) Liberos (N=3) F P value 41.9±2.7 47.6±2.8 5.7±1.3 56.4±2.9 37.5±2.2 39.1±3.4 44.5±4.1 5.4±1.8 53.5±5.2 35.2±3.2 40.3±1.4 44.6±1.3 4.3±1.1 51.4±2.8 35.7±2.1 36.8±0.6 42.2±1.6 5.4±0.9 49.1±2.1 35.4±1.9 5.80 4.40 3.56 5.48 2.87 0.002 0.010 0.040 0.003 0.072 344.1±5.6 319.4±4.4 345.6±4.9 321.3±4.7 329.9±13.8 307.1±13.1 333.7±9.9 309.3±9.3 7.32 7.09 0.001 0.001 84.3±4.7 64.2±4.3 20.1±2.7 81.1±4.8 59.7±4.2 21.3±2.7 82.4±3.8 63.1±4.7 19.4±2.8 80.7±3.1 59.1±2.6 21.7±0.6 1.44 2.94 0.97 0.250 0.047 0.417 Bosco Test SJ - cm CMJ - cm CMJ-SJ - cm CMJarms - cm R15 Vertec test VA - cm VB - cm Combined data DAS - cm DWAS - cm DD - cm Plus-minus values are means ±SD. SJ: squat jump; CMJ: countermovement jump; CMJ-SJ: countermovement jump-squat jump; CMJarms: countermovement jump with arm swing; R15: repeated jumps for 15 s; VA: Vertec attack; VB: Vertec block; DAS: difference in jump heights with arm swing; DWAS: difference in jump heights without arm swing; DD: difference between DAS and DWAS in relation with jump height. Other data include the difference between the two types of jumps (DAS-DWAS=DD in cm), and the proportion of this difference in relation to height without arm swing (DD%). This variable permits estimation of a player’s skill in exploiting arm swing and particularly the ability to use the arms. This could be a useful indicator for assessing a player’s potential technical skills. Statistical analysis Anthropometric data and results of the jump tests are expressed as means±SD. Anthropometric data and jumping ability were compared using the analysis of variance for one factor (one-way ANOVA). Correlations between all variables were calculated using Pearson’s coefficient of correlation method (Pearson’s r). Multiple regression analysis was performed on anthropometric variables and test results. The level of statistical significance was set at <0.05. Results Tables I and II list the mean (±SD) values for anthropometric measurements and jump test results; Tables III and IV compare anthropomet- 36 possono essere ricavati valutando i risultati ottenuti dalla differenza tra la misura del VA e l’R1 (misura massima raggiunta estendendo completamente l’arto superiore dominante) e tra quella del VM e l’R2 (misura massima raggiunta estendendo completamente i due arti superiori). In questo modo è possibile calcolare le elevazioni ottenute dai vari soggetti saltando con e senza slancio. Il risultato in cm dell’elevazione con utilizzo dello slancio, (differenza con slancio; DCS), si ottiene dalla differenza tra VA e R1 mentre quello senza slancio (differenza senza slancio; DSS) corrisponde alla differenza tra VM e R2. Altri dati che abbiamo ricavato riguardano la differenza tra le due forme di elevazione valutate (DCS-DSS=DD in cm), così come la percentuale di questa differenza in rapporto all’elevazione senza slancio (DD%). Questa variabile originale permetterebbe di apprezzare l’attitudine di un giocatore a sfruttare la tecnica di slancio e in particolare l’abilità ad utilizzare gli arti superiori; questo potrebbe essere un indicatore interessante per la valutazione delle potenzialità (capacità) del soggetto. Analisi statistica I dati relativi alle caratteristiche antropometriche e ai risultati dei test delle capacità di salto sono presentati come media e deviazione standard (DS). Per il confronto dei dati antropometrici e delle capacità di salto secondo il posto di gioco è stata effettuata l’analisi della varianza a un fattore. La correla- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY CICCARONE TABLE V.—Correlation matrix of all anthropometric variables and jumping ability. Tabella V.—Matrice di correlazione per l’insieme delle variabili antropometriche e delle capacità di salto dei pallavolisti senior. BFM: body-fat mass; SJ: squat jump; CMJ: countermovement jump; CMJ-SJ: countermovement jump-squat jump; CMJarms: countermovement jump with arm swing; R15: repeated jumps for 15 s; VA: Vertec attack; VB: Vertec block; DAS: difference in jump heights with arm swing; DWAS: difference in jump heights without arm swing; DD: difference between DAS and DWAS in relation to jump height. Pearson’s r : *P<0.5, **P<0.01. ric data and jumping ability. Anthropometric data were significant for height (F=6.95; P<0.001), R1 (F=7.85; P<0.001) and R2 (F=8.33; P<0.001) and BMI ((F=5.58; P<0.01). The middle hitters had higher values for the first three variables than either the setters or the liberos, whereas the BMI values of the setters were higher than those of the other groups. The Bosco test revealed significant differences between all variables: SJ (F=5.80; P<0.01), CMJ (F=4.40; P<0.01), CMJ-SJ (F=3.56; P<0.05), CMJas (F=5.48; P<0.01), except for R15 (F=2.87; P=0.07), in which outside hitters obtained better results. The Vertec test showed differences in VA (F=7.32; P<0.001) and VB (F=7.09; P<0.001) between the middle and the outside hitters in specific jumping abilities above those of the setters and the liberos. Correlation matrix analysis showed that player height and weight correlated with one another and with R1 and R2; BFM values were inversely correlated with R1 and R2 (Table V). The Bosco test and the Vertec test results Vol. 61, N. 1 zione tra tutte le variabili considerate è stata calcolata tramite il coefficiente di correlazione di Pearson (Pearson’s r). È stata anche effettuata l’analisi della regressione multipla fra le variabili antropometriche e del salto. La soglia di significatività considerata è P<0,05. Risultati Le Tabelle I e II presentano le medie e le deviazioni standard dei valori antropometrici e delle capacità di salto di tutti i pallavolisti considerati. I risultati del confronto dei parametri antropometrici e delle capacità di salto secondo il posto di gioco sono invece indicati nelle Tabelle III e IV. Per quanto riguarda i dati antropometrici, si sono ottenuti valori significativi per altezza (F=6,95; P<0,001), R1 (F=7,85; P<0,001) e R2 (F=8,33; P<0,001) e IMC (F=5,58; P<0,01). Nei primi tre parametri valutati, il gruppo dei centrali (C) raggiungeva valori significativamente più elevati dei palleggiatori (P) e degli universali (U), mentre l’IMC degli alzatori era superio- MEDICINA DELLO SPORT 37 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY Group=2 -10 -5 0 5 5 SJ CMJ CMJas 0.2 0 VM VA R2 Tame Comp. 2 Age Mgras 0 Pads -0.2 -5 -0.4 -10 -0.4 -0.2 0 0.2 Comp. 1 Figure 1.—Multiple regression analysis (variables clusters). BFM: body-fat mass; SJ: squat jump; CMJ: countermovement jump; CMJ-SJ: countermovement jump-squat jump; CMJarms: countermovement jump with arm swing; VA: Vertec attack; VB: Vertec block. Figura 1. — Analisi della regressione multipla (clusters de variables). showed that all variables strongly correlated with one another. Only one correlation was statistically significant (CMJas). The two methods evaluate different aspects of jumping: the Bosco test acquires data for evaluating jumping ability not connected with specific technical movements, whereas the Vertec test is more specific and selective, providing accurate indications about jumping ability relative to technical movements. A strong correlation was noted between the anthropometric data and the Vertex test results and several values of the difference between VA and R1 (DAS) and VB and R2 (DWAS) and different parameters of the Bosco test. Multiple regression analysis (Figure 1) confirmed that, except for BFM, which correlated inversely with R1 and R2, all other variables correlated with one another. Discussion Since anthropometric characteristics and jumping ability are determinant performance factors, 38 re agli altri ruoli testati. I risultati delle capacità di salto per ruolo hanno evidenziato per quanto riguarda il test di Bosco differenze significative in tutti i parametri valutati SJ (F=5,80; P<0,01), CMJ (F=4,40; P<0,01), CMJ-SJ (F=3,56; P<0,05), CMJas (F=5,48; P<0,01) a eccezione del R15” (F=2,87; P=0,07), con gli attaccanti laterali che ottenevano i risultati migliori, mentre il Vertec test evidenziava variazioni per quanto riguarda il VA (F=7,32; P <0,001) e il VM (F=7,09; P <0,001) con i centrali e gli attaccanti laterali con capacità di salto specifiche superiori agli alzatori (A) e agli universali (U). L’analisi della matrice di correlazione dimostra che l’altezza e il peso sono correlati tra loro e con R1 e R2; la MG è invece inversamente correlata con R1 e R2 (Tabella V). Per quanto riguarda il test di Bosco e il Vertec test, tutte le diverse variabili misurate sono fortemente correlate tra loro: fra i risultati delle diverse prove dei due test è stata ottenuta una sola correlazione significativa (CMJas). Le due metodiche infatti valutano aspetti diversi del salto: con il test di Bosco le informazioni ottenute riguardano la valutazione delle capacità di salto dell’atleta non collegata a gesti tecnici specifici, diversamente con il Vertec le informazioni sono più specifiche e selettive, con indicazioni precise sulle capacità di elevazione dell’atleta collegate a gesti tecnici. Una elevata correlazione è stata invece riscontrata tra i risultati dei parametri antropometrici e quelli del Vertec test e fra alcuni valori rilevati dalla differenza fra VA e R1 (DCS) e VM e R2 (DSS) e i differenti parametri del test di Bosco. L’analisi della regressione multipla (Figura 1) conferma che, a eccezione della MG, che è correlata unicamente e inversamente a R1 e R2, tutti gli altri gruppi di variabili, cioè le diverse prove del Bosco test e del Vertec, sono correlati tra loro. Discussione Le caratteristiche antropometriche e le capacità di salto sono gli elementi più importanti e probabilmente gli unici che possono limitare le potenzialità tecniche e tattiche di una squadra di pallavolo d’alto livello durante la competizione. Alcuni indicatori, come ad esempio l’altezza ed il reach per gli attaccanti centrali, sono anche connessi a esigenze di carattere tecnico. L’evoluzione del gioco, collegata anche alle continue modifiche regolamentari, “esige” che gli attaccanti centrali diminuiscano il tempo di volo per intercettare le azioni di attacco sempre più veloci e realizzate ad altezze maggiori; una estensione elevata delle braccia diminuisce il tempo di volo necessario per intercettare la palla. I parametri antropometrici dell’altezza e del reach sono determinanti e selettivi non solo per i centrali, MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY CICCARONE TABLE VI.—Comparison between senior volleyball (SV) players and senior basketball (SB) players on Bosco test. Tabella VI. — Test di Bosco, confronto SV vs SB. N. of subjects SV 11 SB 8 H – cm 197.8±5 198±7 W - kg % BFM SJ - cm 92.3±7 99.5±12* 8.9±1 12.1±2** 42.6±5 34.3±4** CMJ - cm CMJ-SJ 49.5±4 38.7±4.8** 6.9±2.4 4.4±3.2* H: height; W: weight; %BFM: body-fat mass in percent; SJ: squat jump; CMJ: countermovement jump. Plus-minus values are means ±SD. Student’s t-test for unpaired data: *P<0.05, **P<0.01 they are perhaps the only limitations to an elite volleyball team’s technical-tactical potential during a match. Several indicators also related to technical requirements are height and reach for middle hitters. The evolution of volleyball, along with rule changes, “dictates” that middle hitters reduce flight time in order to intercept ever faster and ever higher attack actions. Raised arm extension reduces the flight time needed to intercept the ball. Height and reach are determinant and selective for middle and outside hitters in that they are closely related to jumping ability performance in specific offense (VA) and defense (VB) techniques. Jump height depends on two factors: jump amplitude as it relates to vertical change in the center of gravity and height as it relates to the length of body extremities, mainly of the arms and legs. Based on the differences between these two factors, it can be argued that morphologic parameters have a major effect on jumping performance involving specific technical movements. Comparison of the present study results with those reported by Ciccarone et al.,19, 20 who evaluated the jumping ability of elite senior basketball players and that of national juniors league, shows significant differences between the study populations (Tables VI and VII) across all parameters. The results show the ability of senior volleyball players to express considerable potential in explosive power of leg extensor muscles, which correlates to the percentage of fast twitch fibers.15 An even more interesting observation was the difference in performance of the various Bosco tests, particularly the CMJ and the CMJas tests, which comprise a technique-specific type of coordination.21, 22 In the senior group, the correlation between CMJas and VA and VB (P<0.05) confirms the decisive role of adaptation and specificity of technique in reaching high-level performance. The tests require energy accumulated in the elastic elements of the initial eccentric phase. Vol. 61, N. 1 ma anche per gli altri attaccanti, in quanto strettamente correlate alle prestazioni delle capacità di salto nei gesti specifici dell’attacco e del muro, (VA e VM). L’altezza raggiunta nella fase del salto dipende da due fattori: dall’ampiezza del salto, che è legata all’elevazione del centro di gravità, e dall’altezza, che è in rapporto stretto con la lunghezza di tutte le parti del corpo, principalmente gli arti inferiori e superiori. Sulla base delle differenze registrate al livello di questi due fattori, è possibile pensare che questi parametri morfologici intervengono in modo determinante nelle prestazioni del salto con gesti tecnici specifici. Confrontando questi risultati con quelli ottenuti da Ciccarone et al. 19, 20 che ha valutato le capacità di salto di giocatori senior di pallacanestro d’alto livello e di pallavolisti della selezione nazionale juniores abbiamo evidenziato differenze significative tra i gruppi testati (Tabelle VI, VII), di tutti i parametri considerati. I risultati mostrano le capacità dei pallavolisti senior di riuscire a esprimere notevoli potenzialità per quanto riguarda la forza esplosiva dei muscoli estensori degli arti inferiori i cui valori sono correlati alla percentuale di fibre veloci 15. Peraltro, è ancora più interessante evidenziare le differenze osservate nell’esecuzione delle diverse prove del Bosco test, in particolare il CMJ e il CMJas, prove che comprendono anche un impegno di tipo coordinativo tecnico-specifico 21, 22. La correlazione riscontrata nel gruppo seniores valutato tra CMJas e VA e VM (P<0,05) conferma il ruolo decisivo dell’adattamento e della specificità del gesto tecnico nella realizzazione di elevate prestazioni. In queste prove viene utilizzata soprattutto l’energia accumulata negli elementi elastici nella prima fase eccentrica: in particolare alcuni autori negli ultimi anni 23-25 hanno evidenziato che le superiori prestazioni del CMJ e del CMJas rispetto al SJ sembrerebbero essere legate anche alla possibilità di realizzare a livello muscolare una maggiore attivazione con il contromovimento, con un più elevato numero di legami tra i ponti acto-miosinici, prima di cominciare la contrazione muscolare. I pallavolisti utilizzano meglio questo meccanismo (soprattutto attaccanti laterali e centrali): questo potrebbe essere legato al transfert deter- MEDICINA DELLO SPORT 39 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY TABLE VII.—Comparison between junior (JV) and senior (SV) volleyball players on Bosco and Vertec tests. Tabella VII. — Test di Bosco e Vertec test, confronto JV vs SV. N. of subjects JV 11 SV 11 SJ - cm 38.9±4.4 42.6±4.8* CMJ - cm 44.5±4.2 49.6±3.9** CMJarms - cm CMJ-SJ - cm 50.3±2.9 55.7±3.7 ** 5.5±1.7 6.9±2.4* R15 - cm 35.1±4.7 39.1±2.8** VA - cm VB - cm 336.2±7.6 343.6±7.1* 313.5±8.3 320.5±7.3* Plus-minus values are means ±SD. SJ: squat jump; CMJ: countermovement jump; CMJ-SJ: countermovement jump-squat jump; CMJarms: countermovement jump with arm swing; R15: repeated jumps for 15 s; VA: Vertec attack; VB: Vertec block. Student’s t-test for unpaired data *P<0.05, **P<0.01. Several recent studies 23-25 have reported that better performance on CMJ and CMJas than on SJ appears to be related to the ability to better activate muscles during countermovement, with a higher number of bonds between actomyosin bridges activated before muscle contraction. Volleyball players, especially outside and middle hitters, are better able to exploit this mechanism. This could be linked to the transfert caused by technical movement (mid- and long-term adaptation to different physical-technical workloads), as, for instance, in the final phase of spiking characterized by countermovement with arm swing, and blocking, which biomechanically closely resembles the CMJ test. Arm swing during VA and VB, as well as leg strength, exploitation of the jump phase and leg-arm coordination are distinguishing criteria in skills assessment for achieving top-level performance. The results of VA and VB confirm the importance and selectivity of several determinant anthropometric parameters: height and reach to the advantage of outside and middle hitters. The close correlation between VA and VB could be a useful indicator for assessing an athlete’s ability to transform kinetic energy stored during the run phase into potential energy, thus improving both jump and height. Of note is that a major difference between VA and VB, with greater VA, could also mean that an athlete is able to better exploit his/her elastic and coordinating abilities. These two concepts allow to interpret the test results and to understand the relationships between an athlete’s physiology and the biomechanics of various basic techniques. The Vertec test is currently considered a tool for assessing jumping ability and technical skill in executing VA and VB.26, 27 In a recent study on the muscular profile of volleyball players, an analysis of the correlations between different anthropometric and functional variables showed that spiking performance correlated not only with internal shoulder rotator muscle strength (i.e., elbow extensors and flex- 40 minato da alcuni gesti di carattere tecnico (adattamento a medio-lungo termine a carichi diversi di lavoro fisico-tecnici), come ad esempio la fase finale del colpo d’attacco caratterizzata da un contromovimento con slancio delle braccia e il muro, che dal punto di vista biomeccanico è molto vicino alla prova del CMJ. Lo slancio delle braccia nei salti di attacco e del muro, così come la forza sviluppata dagli arti inferiori, l’utilizzazione di una rincorsa efficace nella fase del salto e la coordinazione tra i movimenti delle braccia e delle gambe, sono dei criteri discriminanti di valutazione delle capacità potenziali di realizzare performance elevate. I risultati del VA e del VM confermano l’importanza e la selettività di alcuni parametri antropometrici determinanti come l’altezza e il reach a vantaggio degli attaccanti laterali e dei centrali. La forte correlazione tra VA e VM potrebbe essere un efficace indicatore per valutare le capacità dell’atleta di trasformare l’energia cinetica accumulata durante la fase della rincorsa in energia potenziale, e quindi migliorare il salto e l’elevazione. È importante, però, sottolineare che una differenza elevata tra VA e VM, a vantaggio del VA, potrebbe altresì significare che l’atleta è capace di utilizzare al meglio le sue capacità elastiche e coordinative. Questi due concetti permettono di collegare i risultati delle diverse prove, che sono legate alla conoscenza non solo degli aspetti fisiologici degli atleti valutati, ma riguardano anche la biomeccanica e gli elementi coordinativi dei diversi fondamentali tecnici. Il Vertec test è oggi considerato un efficace strumento di valutazione delle capacità di salto e anche delle differenti abilità tecniche in due fondamentali importanti quali l’attacco e il muro 26, 27. In uno studio recente sul profilo muscolare del pallavolista 4, 5, in base all’analisi delle correlazioni effettuate tra diverse variabili antropometriche e funzionali, si è potuto affermare che la performance del colpo d’attacco è legata non solamente alla forza espressa dai muscoli rotatori interni della spalla, così come gli estensori e i flessori del gomito, ma anche a capacità di salto e di tempi di volo notevoli, senza dimenticare l’influenza del peso dell’atleta. Le diverse prove che compongono la batteria di salti del test di Bosco sono correlate fortemente tra loro e con DCS e DSS. Anche le due prove utilizzate che fanno parte del Vertec test sono fortemente corre- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY ors) but also with jumping ability and longer flight time, as well as an athlete’s body weight. The Bosco tests are closely interrelated and correlated with DAS and DWAS. Also closely interrelated are the two Vertec tests used to evaluate VA and VB. No correlation was observed between the results of the Bosco and the Vertec tests, however. This indicates that the two methods assess different aspects of jumping. Another interesting correlation was observed between the Bosco test results and the combination between the anthropometric data and the Vertec test results. Multiple regression analysis confirmed that, except for BFM, the anthropometric variables (height, R1, R2, and weight) correlated with one another, as did the results of the Bosco and Vertec tests. Correlation matrix analysis (Table V) showed that most anthropometric variables correlated with one another, specifically, height with weight and reach, the only exception being BFM. As regards the different parameters of jumping ability, all anthropometric variables, except for BFM, correlated positively with VA and VB and negatively with SJ, as did BFM and VA. The various morphofunctional characteristics of players in different player positions were also characterized by different metabolic and muscular demands depending on player specialization. Acquiring information on jumping ability performance with the two validated and easily performed tests (Bosco and Vertec) is a reliable and essential method for monitoring training. More complex is the use of other assessment systems such as tests for measuring lactic acid in blood; the results reflect game intensity, making them difficult to use for assessing performance. Chamari et al. 28 demonstrated that lactic acid metabolism starts 0.6 s after beginning work and is present after execution of a single vertical jump. The cause of this rapid activation is attributed to energy production and/or recovery of phosphocreatine even during brief drills. The results of studies published before and after the rule changes introduced by the Fédération International di Volleyball (FIVB) are controversial.29-32 Increased lactic acid levels in the blood were detected only in athletes who played for significantly longer times and were correlated with different playing intensity. Despite these discordant data, volleyball cannot be considered an anaerobic sport because if it were, elevated levels of lactic acid Vol. 61, N. 1 CICCARONE late tra di loro. Non è stata osservata, però, alcuna correlazione tra le diverse prove del Bosco test e del Vertec; questo conferma che le due metodiche valutano aspetti differenti del salto. Altra correlazione interessante è stata rilevata tra le diverse prove del Bosco test e la combinazione delle variabili antropometriche e il Vertec test. L’analisi della regressione multipla conferma che, a eccezione della MG, le variabili antropometriche altezza, R1, R2 e peso sono correlate tra loro, così come i valori delle prove del Bosco e del Vertec. L’analisi della matrice di correlazione (Figura 1) dimostra che la maggior parte delle variabili antropometriche sono correlate tra loro: in particolare l’altezza con il peso e il reach: l’unica eccezione sembra essere rappresentata dalla MG, che non presenta correlazioni con le altre variabili antropometriche. In rapporto ai differenti parametri delle capacità di salto abbiamo constatato che tutti le variabili antropometriche, a eccezione della MG, sono correlate in modo positivo al VA e al VM e negativamente al SJ, così come la MG con il VA. Le differenti caratteristiche morfofunzionali dei pallavolisti impegnati in ruoli diversi, evidenziate chiaramente in questo lavoro, sono anche caratterizzate da un impegno metabolico e muscolare differente a seconda del ruolo specifico. La rilevazione di informazioni sulle capacità prestative del salto, che si possono ottenere con metodiche validate e facilmente misurabili (Bosco e Vertec), è uno strumento attendibile e indispensabile per il monitoraggio dell’allenamento. L’utilizzazione di altri sistemi valutativi come i test per la rilevazione della lattacidemia è più complessa, con risultati fortemente legati all’intensità delle varie situazioni di gioco e quindi difficilmente utilizzabili per valutare le capacità prestative. Chamari et al. 28 hanno dimostrato che l’intervento del meccanismo lattacido avviene già dopo appena 0,6 secondi di lavoro e quindi nell’esecuzione di un solo salto verticale. Il motivo di questa attivazione rapida è attribuito alla produzione d’energia e/o al ripristino della fosfocreatina impiegata nel corso del pur breve esercizio. I risultati di alcuni lavori pubblicati prima e dopo le modifiche apportate dalla Federazione Internazionale Volleyball al regolamento di gioco sono tra di loro contraddittori 29-32. Gli incrementi della lattacidemia erano apprezzabili solo negli atleti che avevano giocato per tempi più lunghi e significativi ed erano collegati alle differenti intensità di gioco. Nonostante questi dati contrastanti, non si può considerare, comunque, la pallavolo come uno sport anaerobico, perché se questo fosse vero alla fine delle competizioni si dovrebbero rilevare valori elevati della lattacidemia, cosa che, invece, non è stata mai riscontrata. Se si vogliono valutare compiutamente tutti gli aspetti metabolici che MEDICINA DELLO SPORT 41 CICCARONE PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY would be found at the end of matches, but this has never been detected. Furthermore, to assess accurately all the metabolic processes taking place in volleyball, not only the brief highintensity phases should be considered, which are the main components of active play, but also the role rest periods play in promoting lactic acid metabolism and phosogenic resynthesis. Taking these aspects together, volleyball as currently played is an activity of medium-intensity aerobic effort alternating with anaerobic effort. These data were confirmed in an interesting study by Viitasalo et al.33 in which aerobic and anaerobic threshold values in the Finnish national team were measured by means of a treadmill test. It was observed that heart rate was generally approximately 80% below, 4-5% above and 15% at the anaerobic threshold during a match and/or training session. In order to improve technical skills, specific physical-technical training exercises need to be planned, with the objective to enhance performance ability and motor coordination. Moreover, given the differences in anthropometric characteristics,34 (prevalence of ectomorphs among hitters and mesomorphs among setters) correct programming will also include training of different muscle qualities according to player specialization. Conclusions Analysis of technical and metabolic requirements demonstrates the evident need for training plans not only specific to player specialization but also tailored to different physiologic needs. Modern volleyball, because of shorter game action duration and increasing intensity of time, demands an ever greater utilization of energy from alactic acid anaerobic metabolism. This means that there is a growing need of athletes with enhanced muscle conditioning who are also fast and able to execute high jumps. The main objective will be to emphasize player development by intensifying workload during drills that promote adaptation of the motor apparatus to meet requirements of the match, as well as refine and reinforce specific volleyball movements. Assessment, training and continuous monitoring of jumping ability are therefore becoming determinant factors in performance. These observations demonstrate the interest in utilizing differ- 42 intervengono in questo sport, si devono invece considerare sia le fasi ad alta intensità di pochi secondi, che rappresentano la componente principale delle azioni attive, sia le pause di gioco, che favoriscono il processo di metabolizzazione dell’acido lattico e la resintesi del fosfageno. Valutando tutti questi aspetti, la pallavolo si presenta attualmente come un’attività con un impegno del sistema aerobico a media intensità, durante il quale vengono coinvolti in modo intermittente i meccanismi anaerobici. Questi dati sono confermati da un interessante lavoro di Viitasalo et al. 33, che dopo aver determinato i valori della soglia aerobica e anaerobica della squadra nazionale finlandese su tapis roulant, osservava che nel corso di un match e di una seduta di allenamento, la frequenza cardiaca mediamente risultava essere sotto i valori della soglia anaerobica per circa l’80% della gara e/o dell’allenamento, per il 4-5% sopra e per il 15% circa uguale ai valori della stessa. Per la crescita delle qualità tecniche, è necessario programmare allenamenti fisico-tecnico specifici, con l’obiettivo di migliorare le capacità di prestazione e di coordinazione motoria. Peraltro, tenuto conto delle differenze registrate a livello del tipo morfologico 34, (prevalenza di soggetti ectomorfi tra gli attaccanti e di mesomorfi tra i palleggiatori) sembrerebbe corretta la programmazione anche di un allenamento delle qualità muscolari differente a seconda del ruolo del giocatore. Conclusioni In base a queste osservazioni di carattere tecnico e metabolico risulta evidente come sia necessaria una programmazione dell’allenamento specifica per ogni ruolo, e altresì adattata alle diverse esigenze fisiologiche. La pallavolo moderna, a causa della durata ridotta delle azioni di gioco e dell’intensità crescente del ritmo, impegna sempre di più la componente anaerobico alattacida, per cui c’è un crescente bisogno di atleti che siano potenti muscolarmente e allo stesso tempo veloci e capaci di elevata prestazione nei salti. L’obiettivo dei prossimi anni sarà la ricerca di una continua intensificazione del carico attraverso la preparazione speciale condizionata, diretta al controllo dell’adattamento dell’apparato motorio dell’atleta al carico specifico della gara (corrispondenza dinamica tra mezzi della preparazione fisica speciale e struttura dei movimenti specifici dell’esercizio di gara). Questi sono i motivi principali per cui la valutazione, l’allenamento e il monitoraggio continuo delle capacità di salto diventano uno degli aspetti determinanti per la prestazione. Queste osservazioni dimostrano l’interesse di utilizzare dei test che valutino la prestazione del salto con metodiche differenti. Il pro- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PLAYER SPECIALIZATION, ANTHROPOMETRIC CHARACTERISTICS AND JUMPING ABILITY ent test methods that assess jumping performance. The present protocol for the functional assessment of volleyball players and for monitoring training planning may provide useful indications also in the initial phase of athlete selection. References/Bibliografia 1) . Baacke H. Long-term preparation of young players. International Volley Tech 1989;3/4:5-14. 2. Fontani G. Fisiologia della pallavolo. Roma: Società Stampa Sportiva; 1994. 3. Forthomme B, Croisier JL, Ciccarone G, Crieelard JM, Cloes M. Factors correlated with volleyball spike velocity. 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Ciccarone, via Galletto 12, 31100 Treviso. E-mail: [email protected] Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 43 Medical area Area medica MED SPORT 2008;61:45-55 The usefulness of a basal electrocardiogram in the certification of good health for non-competitive sporting physical activity Utilità dell’elettrocardiogramma di base nella certificazione di buona salute per attività fisica sportiva non agonistica M. CASASCO 1-3, A. BIFFI 2, S. CAMPAGNA 1, 3, A. GHEZA 1, 3, G. MAIFREDI 1, G. BIANCHI 1 1Panathleticon Medicina dello Sport, Brescia, 2Istituto di Medicina dello Sport,Coni, Roma, Italia Italia 3Scuola di Specializzazione di Medicina dello Sport, Università di Brescia, Brescia, Italia SUMMARY The Authors examined the electrocardiographic (ECG) traces of 6 387 children and pre-adolescents undergoing examination for the issuing of the “good health” certificate (Ministerial Decree of 28/02/1983) for admission to non-competitive sporting activities or for the medical certification for leisure sporting activities. The use of a basal ECG enabled detection of some otherwise undiagnosed cardiac pathologies in 3.3% of cases: WolfParkinson-White; interventricular defects; ventricular extrasystole; atrioventricular conduction disturbances; and long QT syndrome in a family. Although the incidence of such pathologies was not high, as it was a presumably healthy population, the ECG traces enabled detection of significant pathological situations in asymptomatic subjects, and/or permitted clarification of anamnestic information that could not be objectively determined by medical examination alone. The evaluation of this percentage is, however, quite important as it highlights the usefulness of the “good health” certificate or of preventive examination if one considers that it relates solely to cardiological issues and does not consider all the other pathologies that come to light during this examination, which constitutes the first preventive screening in the Italian National Health Service. KEY WORDS: Child welfare - Electrocardiography - Sports medicine - Exercise - Heart diseases, prevention and control. RIASSUNTO Gli Autori hanno esaminato i tracciati elettrocardiografici (ECG) di 6 387 bambini o preadolescenti in occasione di una visita per la certificazione dello “stato di buona salute” (D.M. 28/02/1983) per l’ammissione ad attività sportive non agonistiche o per la certificazione medica ludico sportiva. La registrazione di un ECG basale ha permesso di evidenziare la presenza di alcune patologie cardiache altrimenti misconosciute nel 3,3% dei casi: Wolff-Parkinson-White, difetti interventricolari, extrasistola ventricolare, disturbi della conduzione atrio-ventricolare, sindrome del QT lungo familiare. Seppure l’incidenza di tali patologie risulti percentualmente non elevata, tenuto conto che trattasi di una popolazione presunta sana, la registrazione dell’ECG ha permesso di identificare situazioni patologiche anche rilevanti, in soggetti asintomatici e/o di approfondire notizie anamnestiche non evidenziabili alla sola visita medica La valutazione di tale percentuale è però significativamente importante anche nell’evidenziare l’utilità del certificato di “stato di buona salute” o di una visita preventiva se si considera che essa è relativa alle sole problematiche cardiologiche e non prende in considerazione tutte le altre patologie che vengono evidenziate durante questo accertamento, che rappresenta il primo screening preventivo nel nostro Sistema Sanitario Nazionale. PAROLE CHIAVE: Benessere infantile - Elettrocardiogramma - Medicina dello sport - Disturbi cardiaci, prevenzione e controllo. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 45 CASASCO A THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH lthough major cardiac events and sudden death are rare occurrences among young people engaged in professional and leisure sporting activities, they have a significant emotional impact on the public because of their unpredictable and dramatic nature. For this reason, in recent decades, various studies have sought to identify their causes, to assess their real incidence and to develop appropriate preventive strategies. Excluding deaths from non-penetrating chest trauma, generally caused by a blunt instrument (e.g. a baseball), it is possible to surmise the risk of many severe and/or fatal cardiac events by prior thorough medical examination and some tests that are now widely available. The frequency of sudden death is estimated at 1/200 000 1-13 to 2.3/100 000 athletes per year 2 and, according to some researchers, it is more than 2.5 times that observed for subjects who do not practice sports.25 Nevertheless, in studies conducted in Padua by Prof. Thiene’s group 6-11 comparing cardiovascular mortality in young athletes in the period 1979-1980 and in a group of athletes in 20032004, following the introduction of pre-participation screening for assessing fitness to take part in competitive sports, cardiovascular mortality among the athletes dropped by 89% (from 3.6 deaths to 0.4 deaths per 100 000 people per year), while no similar decline was found for the population of non-athletes comparable in terms of age and sex. Sudden death in young athletes has been ascribed 9-15 to extracardiac factors in 1518.5% of cases, in the remainder to a cardiac pathology. 7.5% to a brain pathology, 5% to respiratory problems, and no specific identified cause in 6% of case.9 While numerous cardiac diseases favour the event, the trigger for the emergency, at least in young people, is a significant arrhythmia.11 According to a 1999 autoptic study by Basso et al.,9 sudden death in athletes is due to: arrhythmogenic right ventricular cardiomyopathy (12.5%), mitral valve prolapse (10%), conduction system abnormalities (10%), myocarditis (7.5%), hypertrophic cardiomyopathy (5.5%), rupture of the aorta (5.5%), dilated myocardiopathy (3.5%), postoperative congenital heart disease (3%), aortic stenosis (2%), pulmonary thromboembolism (2%), and other causes (2%). In Italy, in order to prevent these emergencies in young athletes, a pre-participation medical examination conducted by a sports medicine specialist has been compulsory by law for some years. Special attention is paid to those cardiologic 46 E venti cardiaci maggiori e la morte improvvisa in giovani praticanti attività sportive, sia agonistiche che amatoriali, sono un fenomeno raro ma hanno un rilevante impatto emozionale sulla popolazione per la loro imprevedibilità e drammaticità. Per questo, negli ultimi decenni, sono state svolte numerose ricerche per individuarne le cause, per valutarne la reale incidenza e suggerire le strategie preventive più opportune. Se si escludono le morti dovute a trauma toracico non penetrante, causato in genere da corpo contundente (palla da baseball ad esempio), molti degli eventi cardiaci severi e/o fatali possono essere preventivamente sospettati mediante una visita medica accurata e alcuni esami strumentali, ora alla portata di tutti. La frequenza della morte improvvisa è stimata da 1-200.000 (1-13) a 2,3/100 000 atleti per anno 2 e, secondo alcuni ricercatori, è superiore di 2,5 volte quella osservata in soggetti che non praticano sport 2-5. Tuttavia,in studi effettuati a Padova dal gruppo del Prof. Thiene 6-11, nei quali è stata comparata la mortalità cardiovascolare in giovani atleti nel periodo 1979-1980 e in un gruppo di atleti nel 2003-2004, dopo l’introduzione delle visite preventive per idoneità allo svolgimento di attività sportiva agonistica, la mortalità cardiovascolare negli atleti si è ridotta dell’89% (da 3,6 morti/100 000 persone-anno, a 0,4 morti/100 000 persone-anno), mentre non si è riscontrata un’analoga riduzione nella popolazione dei non atleti comparabile per età e sesso. La morte improvvisa in giovani atleti è stata imputata 9-15 nel 15-18,5% dei casi a fattori extracardiaci con il 7,5% dei casi a una patologia cerebrale, nel 5% dei casi a disturbi respiratori, nel 6% dei casi non si è evidenziata una causa specifica 9 e nei rimanenti casi a una patologia cardiaca. Numerose sono le malattie cardiache che favoriscono l’evento, mentre la causa scatenante l’emergenza è, almeno nei giovani, imputabile a una aritmia importante 11. Secondo uno studio autoptico di Basso et al. 9 la morte improvvisa negli sportivi è da attribuire alla cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (12,5%), al prolasso delle valvola mitralica (10%), all’anormalità del sistema di conduzione (10%), alle miocarditi (7,5%), alla cardiomiopatia ipertrofica (5,5%), alla rottura dell’aorta (5,5%), alla cardiomiopatia dilatativa (3,5%), alle cardiopatie congenite dopo l’intervento (3%), alla stenosi aortica (2%), all’embolia polmonare (2%), ad altre cause (2%). Per prevenire queste emergenze nei giovani atleti agonisti, da anni in Italia si è imposta per legge la visita medica preventiva da parte del medico specialista in medicina dello sport, con una particolare attenzione per le patologie cardiache, che posso- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH pathologies that can in some way cause an emergency or lead to sudden death, but there is no such focus on cardiologic problems in the medical certification for leisure sports or for the “good health” certificate (Ministerial Decree of 28/02/1983), the former required for generic motorial activities and the latter for so-called noncompetitive sports. The Ministerial Decree of 28/2/1983 “Norms for health safeguards for noncompetitive sports” lays down the general technical criteria governing medical examinations for fitness for non-competitive sporting activities. Article 1 specifies those who must undergo medical examination: 1) pupils who participate in physical-sports activities organized by schools as part of parascholastic activities; 2) those who participate in activities organized by the Italian Olympics Committee (CONI), by sports clubs affiliated to national sports associations or to CONI-recognized sporting bodies and who are not considered to be competitive athletes under the terms of the Ministerial Decree of 18 February 1982; and 3) those who participate in the Youth Games in the pre-national-level stages. Article 2 specifies that the examination must be preventive, annual, and consist of the obtaining of anamnestic data and an examination by the young person’s general practitioner or paediatrician.24 Recently, the Italian Regions (2007), through the coordinator of the right-to-health councillors, have in an official document urged for the extension of this competence to sports medicine specialists. The certification must be drawn up on the basis of a schema provided in the above-mentioned Decree. However, since 1983, the wealth of epidemiological knowledge concerning, for example, sudden death in young athletes and in the general population, has been increased by many important contributions. Thus, a simple basal ECG, introduced by experienced sports medicine specialists, together with an accurate individual and family anamnesis can be important in cardiovascular disease prevention, as also shown recently by some researchers.3-5 For this reason, as part of the examination for the certification of good health in 2006, it was decided that all the children and young people examined should undergo a basal ECG in order to verify the extent to which this simple exam could help in detecting potentially dangerous and undiagnosed cardiovascular diseases. Vol. 61, N. 1 CASASCO no in qualche modo portare a un‘emergenza o alla morte improvvisa. Non si pone, invece, particolare attenzione ai problemi cardiaci per i certificati medico-sportivi ludici o per i certificati di “stato di buona salute” (D.M. 28/02/1983), richiesti i primi per generiche attività motorie e i secondi per attività sportive così definite non agonistiche. Il Decreto Ministeriale del 28/2/1983, “Norme per la tutela sanitaria sportiva non agonistica”, stabilisce, infatti, i criteri tecnici generali in base ai quali devono essere effettuati controlli sanitari di idoneità alle attività sportive non agonistiche. L’Art. 1 individua quali soggetti devono essere sottoposti ad accertamento sanitario: 1) gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche; 2) coloro che svolgono attività organizzate dal Coni, da società sportive affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del Decreto Ministeriale 18 febbraio 1982; 3) coloro che partecipano ai Giochi della gioventù, nelle fasi precedenti quella nazionale. All’Art. 2 si stabilisce che il controllo deve essere preventivo, avere cadenza annuale e deve consistere nella raccolta di dati anamnestici e in una visita medica da parte del curante medico di medicina generale o pediatra di libera scelta 24, anche se più recentemente le Regioni (2007), attraverso il coordinatore degli assessori al diritto alla salute, hanno auspicato in un documento ufficiale l’estensione della competenza al medico specialista in medicina dello sport. La certificazione deve essere redatta seguendo uno schema indicato nel Decreto in oggetto. Dal 1983 ad oggi, però, le conoscenze epidemiologiche relative ad esempio alla morte improvvisa in giovani soggetti, sia nella popolazione generale che negli atleti, si sono arricchite di numerosi e importanti contributi. In tal senso, la registrazione di un semplice elettrocardiogramma (ECG) di base, introdotto dall’esperienza degli specialisti in medicina dello sport, in associazione a un’anamnesi familiare e individuale accurata, può rappresentare un momento importante nella prevenzione cardiovascolare, come dimostrato da alcuni ricercatori anche recentemente 3-5. Proprio per questo, nell’arco delle visite ludico sportive o per quelle relative alla certificazione dello stato di buona salute del 2006, si è voluto eseguire in tutti i bambini e giovani venuti alla nostra osservazione, un ECG di base, per verificare quanto questo semplice esame possa contribuire a far emergere patologie cardiovascolari potenzialmente pericolose e misconosciute. MEDICINA DELLO SPORT 47 CASASCO THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH Materials and methods Materiali e metodi Between September 2006 and June 2007, 6 387 children and pre-adolescents were examined in order to issue the good health certificate necessary to take part in leisure and non-competitive sporting activities as part of parascholastic activities, youth games, or to enrol in swimming courses, gym, football, cycling, etc. Of these, 5 109 (79.9%) were boys aged 4-13 years (mean 8.40±1.8), and 1 278 (21.1%) were girls aged 3-13 years (mean 7.85±2). For all the subjects, a detailed anamnesis was obtained from the parents. This was followed by a medical examination, blood pressure check, eyesight test, and, for those older than eight years old, spirometry test. Furthermore, for all subjects, an ECG was taken in basal conditions in the 12 standard derivations. All those subjects who, on the basis of the anamnestic information, clinical examination and/or ECG interpretation, presented with a suspected cardiac disorder (murmur, arrhythmia, etc.) or non-normal electrocardiographic values were referred for a further specialist cardiology examination with a repetition of the basal ECG and one after effort (Master type), as per the protocol for the medical examination for fitness for competitive sports. Where doubts about cardiac disorders persisted after this exam, other specific second-level cardiologic tests were conducted: echocardiogram, effort test, Holter exam, and, in selected cases, more detailed examinations. Nel periodo compreso tra il settembre 2006 e il giugno 2007 si sono controllati 6 387 bambini e preadolescenti ai fini di ammissione alla pratica di attività sportive ludiche e non agonistiche, nell’ambito di attività parascolastiche, dei Giochi della gioventù e per l’ammissione a corsi di nuoto, di ginnastica, di avviamento al calcio, di ciclismo ecc. I bambini di sesso maschile sono risultati 5 109 (79,9%) di età compresa tra i quattro e i 13 anni (media 8,4±1,8), mentre 1 278 erano di sesso femminile (21,1% dei casi) di età compresa tra i tre e i 13 anni (media 7,8±2). Per tutti i soggetti è stata raccolta un’accurata anamnesi dai genitori, si è quindi eseguita una visita medica con il rilievo della pressione arteriosa, il controllo della acuità visiva e, per i soggetti al di sopra degli otto anni, la spirometria. Inoltre, a tutti è stato registrato un ECG nelle 12 derivazioni standard in condizioni basali. Tutti i soggetti che dalle notizie anamnestiche, dall’esame obiettivo e/o dalla lettura dell’ECG, hanno presentato sospetto di cardiopatia (soffi, aritmie, ecc.) o aspetti elettrocardiografici non perfettamente normali, sono stati inviati a visita specialistica cardiologica con ripetizione dell’ECG basale e dopo sforzo tipo Master, così come previsto nel protocollo per la visita medica di idoneità ad attività sportiva agonistica. Se dopo tale controllo permanevano ancora dubbi di cardiopatia, si proseguiva con l’esecuzione di altri esami cardiologici specifici di secondo livello: ecocardiogramma, test da sforzo, Holter e, in casi selezionati, accertamenti più approfonditi. Results Risultati Of the 6 387 subjects examined, 312 (5.8%) underwent specialist cardiological examination. For this subgroup, the grounds for this further examination were: — 103 subjects (33.1%) – anamnestic information and/or objective findings; — 171 subjects (54.9%) – atypical or suspicious electrocardiographic aspects; — the remaining 38 subjects (11.8%) – anamnestic, objective and ECG findings. Anamnesis Analysis of the anamnesis revealed: — four cases of interventricular septal defect (ISD), in one case, in the ECG, there was a right 48 Dei 6 387 soggetti esaminati, 312 (5,8%) sono stati sottoposti a una visita cardiologica specialistica. In questo sottogruppo, il motivo dell’ulteriore approfondimento diagnostico è stato: in 103 casi (33,1%) per notizie anamnestiche e/o riscontri obiettivi; in 171 casi (54,9%) per aspetti elettrocardiografici atipici o sospetti; nei restanti 38 casi (11,8%) per motivi anamnestici, obiettivi ed ECG associati. Anamnesi Dalla raccolta dell’anamnesi sono risultati: — quattro casi di difetto settale interventricolare (DIV), in un caso era presente all’ECG blocco di branca destra al limite (QRS in V1 di 0,12 s); — tre casi di destrocardia, confermata all’ECG basale; MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH branch block at the limit value (QRS in V1 of 0.12 sec); — three cases of dextrocardia, confirmed by basal ECG; — three cases with outcomes following corrective cardiac surgery for congenital heart disease (pulmonary valve stenosis, closure of patent Botallo’s duct, closure of ISD); — one case of interatrial defect (IAD) (ostium secundum) awaiting correction; — 12 cases of subjects whose anamnesis indicated heart palpitation also at rest. Among these: — a) one girl aged three, basal ECG presence of a Wolff-Parkinson-White (WPW) syndrome, — b) one girl aged nine, with episodes of highfrequency (180 per minute) supraventricular atrial paroxystic tachycardia even at low workload (50 W). The episodes lasted for several minutes after effort before ceasing. Therefore, she was referred to an arrhythmologist cardiologist for more detailed examination. The arrhythmia was judged benign, and six-monthly arrhythmological check-ups were recommended in order to evaluate any changes over time. Objective examination In the 103 subjects who presented at objective examination with heart murmur, transthoracic two-dimensional echocardiographic examination (Table I) revealed: — in 44.9%, the presence of false tendinous cords in the left ventricle (eight cases) or right ventricle (17 cases); — in 8.9%, a slight mitral insufficiency linked to a prolapsing anterior mitral flap; — in 4.8%, the presence of ISD in the septal membranous part, already known from anamnestic information, with a not significant left-to-right shunt; — in 0.9%, the presence of IAD (ostium secundum), already known from anamnesis and awaiting surgical correction; — in 0.9%, the presence of trabeculae in the right ventricle, which were normokinetic and not dilated, with a slight tricuspidal insufficiency (not clinically significant); an annual echocardiographic examination was therefore recommended in order to monitor any developments. Table II describes the electrocardiographic alterations by type observed in the 209 subjects (3.3% of the entire group). For each subgroup, it Vol. 61, N. 1 CASASCO TABLE I.—Results of echocardiographic examination. Tabella I. — Risultato dell’esame ecocardiografico. Normal False tendinous cords, left ventricle Minimal mitral regurgitation Congenital interventricular defects Congenital interatrial defect Accentuated trabeculae, left ventricle N. cases % 41 46 9 5 1 1 39.8 44.9 8.9 4.8 0.9 0.9 Total N. subjects examined 103 % of entire study population 1.6% — tre casi con esiti di intervento cardiochirurgico correttivo di cardiopatia congenita (stenosi valvolare polmonare, chiusura di Dotto di Botallo pervio, chiusura di DIV); — un caso di difetto interatriale (DIA) tipo ostium secundum in attesa di correzione; — 12 soggetti riferivano in anamnesi di sensazione di cardiopalmo anche a riposo. Fra questi: una bambina di tre anni in cui si è rilevata tramite ECG la presenza di sindrome di Wolff-ParkinsonWhite (WPW); una bambina di nove anni con episodi di tachicardia parossistica sopraventricolare atriale ad alta frequenza (180/m’) già a carichi di lavoro modesti (50 W). Gli episodi avevano durata di alcuni minuti dopo lo sforzo e risoluzione spontanea. La bambina è stata inviata dal cardiologo aritmologo per ulteriori approfondimenti diagnostici. L’aritmia è stata giudicata benigna ed è stato raccomandato controllo semestrale aritmologico, onde valutarne l’eventuale evoluzione nel tempo. Esame obiettivo Nei 103 soggetti che all’esame obiettivo presentavano soffio cardiaco l’esame ecocardiografico bidimensionale transtoracico ha evidenziato (Tabella I): nel 44,9% dei soggetti la presenza di falsa corda tendinea sia nel ventricolo sinistro (otto casi) che destro (17 casi); nel 8,9% dei casi lieve insufficienza mitralica legata a lembo anteriore mitralico prolassante; nel 4,8 % dei casi presenza di DIV nella parte membranacea del setto, già noti per notizia anamnestica, con shunt sinistro-destro non importante; nello 0,9% dei soggetti presenza di DIA ostium secundum, già noto nell’anamnesi e in attesa di correzione chirurgica; nello 0,9% dei casi la presenza di trabecolatura in ventricolo destro, che peraltro risultava normocinetico e non dilatato, con lieve insufficienza MEDICINA DELLO SPORT 49 CASASCO THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH TABLE II.—Distribution of electrocardiographic anomalies. Tabella II. — Distribuzione delle anomalie elettrocardiografiche. Type of anomaly N. cases °/000 of entire study population Dextrocardia Ectopic atrial rhythm and sup. junctional Migrating atrial pacemaker Supraventricular extrasystole (BESV) Ventricular extrasystole (BEV) Lown 1-2 Ventricular extrasystole (BEV) Lown 3 AV dissociation Short PQ (R) less than 0.10 s Long PQ (R) more than 0.22 s AV block (BAV I°) AV block 2° Luciani W. Long QT (family) WPW syndrome Right branch block (B.B.Dx complete) Right branch block (B.B.Dx incomplete) Suspected Brugada syndrome, type 1 Left anterior hemiblock Suspected hypertrophy left ventricle Atypical alterations, ST-T tract 3 15 7 11 7 2 1 34 9 1 1 6 8 95 1 1 2 5 0.46 3.87 1.09 1.72 1.79 0.31 0.15 5.4 1.4 0.15 0.15 0.93 1.16 14.87 0.15 0.15 0.31 0.78 Total N. cases observed 209 AV: atrioventricular; WPW: Wolff-Parkinson-White. shows the number and percentage of the entire study population in 1/1 000. A typical trace of dextrocardia with situs viscerorum inversus was recorded for three subjects, as data from anamnesis had already indicated. In the 15 cases in which an ectopic atrial rhythm or an upper junctional rhythm had been recorded at rest, a short effort with accompanying increase in heart beat showed a restoration of normal sine rhythm and normal atrioventricular (AV) conduction. Similar behaviour was observed in the seven children whose ECG at rest showed a migrating atrial pacemaker. Sporadic ventricular extrasystole was found in 11 subjects. The extrasystolic arrhythmia ceased following an increase in heart beat from brief effort. Ventricular extrasystole was observed in the base trace of nine subjects. In seven of these, Holter’s dynamic ECG showed the arrhythmia to be wholly benign, while Lown class 3 extrasystole was detected in 2 cases – these were recommended to undergo regular 24-hour Holter tests in order to monitor any developments. Of the 34 children presenting with a short PR tract, for none did anamnesis indicate the presence of subjective symptoms of heart palpitations or documented episodes of tachycardia. For this reason, they were issued with the required certificate, no fur- 50 tricuspidale non clinicamente significativa; per cui si è suggerito un controllo ecocardiografico annuale per eventuale evoluzione del caso. Nella Tabella II sono descritte le alterazioni elettrocardiografiche osservate in 209 soggetti (3,3% dell’intero gruppo). Di ciascun sottogruppo si è indicato il numero e la percentuale sull’intero gruppo di osservazione in 1/1 000. Un tracciato tipico di destrocardia da situs viscerum inversus è stato registrato in tre soggetti, cosa già nota dalla raccolta dell’anamnesi. Nei 15 casi in cui a riposo era stato registrato un ritmo atriale ectopico o un ritmo giunzionale, un breve sforzo ha mostrato il ripristino del normale ritmo sinusale e normale conduzione A-V. Analogo comportamento si è osservato nei sette ragazzi che all’ECG a riposo presentavano un segnapassi atriale migrante. Extrasistole sopraventricolari sporadiche sono state registrate in 11 soggetti. L’aritmia extrasistolica si estingueva a seguito di un incremento della frequenza cardiaca mediante un breve sforzo. Extrasistole ventricolari sono state osservate nel tracciato di base di nove soggetti: in sette di questi la registrazione di un ECG dinamico secondo Holter ha mostrato l’assoluta benignità dell’aritmia, mentre extrasistolia di classe Lown 3 è stata individuata in due casi a cui è stato suggerito un controllo periodico attraverso l’Holter 24 ore, onde monitorarne la even- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH ther cardiologic tests being deemed necessary. A first-level AV block, with PQ of 0.24-0.26 s was found to be present in nine subjects; a brief effort showed normalization in AV conduction time (less than 0.20 s) in almost all the cases. In only one subject did persistence of the first-level AV block even after effort require a Holter dynamic ECG for 24 hours. It revealed the presence of episodes of second-degree (Mobiz I) AV block with night-time Lucani Wenchebach periods at rest. Of particular significance was the detection in a nine-year-old boy of long QT syndrome; moreover, it was asymptomatic. From a more detailed family anamnesis, it emerged that a paternal young cousin had died from sudden cardiac death some years earlier. The ECG traces of family members documented the presence of a prolonged QT of more than 0.44 s also in the boy’s father. Therefore, father and son were referred to a hospital’s arrhythmological unit for the appropriate tests, both instrumental and genetic. All six cases where the ECG was typical of a WPW pre-excitation syndrome were referred to an electrophysiological section for further examinations. Three of these proved to be asymptomatic, while the mother of the threeyear-old girl mentioned episodes of heart palpitations. In none of these cases was ablation of the anomalous pathways performed, opting (given their young age) for six-monthly monitoring in order to intervene only in the event of confirmed risk or when they were older. For complete right branch block, detected in eight cases, in addition to cardiological examination, a two-dimensional transthoracic echocardiogram was performed. In only one case was the block associated with a membranous interventricular defect, without a significant shunt. There were numerous incomplete right branch blocks with a QRS duration of 0.09-0.10 s. In one of these, the aspect of the ST in V 1-2 suggested the possible presence of a Brugada syndrome, and this child was referred to a hospital’s cardiology unit for further tests. In one case, a deep S wave in V 1-2 and high R wave in V 5-6 raised the suspicion of left ventricular hypertrophy, but this was excluded on transthoracic echocardiographic examination. In one case, a left anterior hemiblock was detected. Transthoracic echocardiogram excluded the presence of evident functional and/or morphological alterations. In five subjects, the presence of negative T waves from V1 to V4 indicated the need for a two-dimensional transtho- Vol. 61, N. 1 CASASCO tuale evoluzione. Dei 34 ragazzi che presentavano un tratto PR corto, nessuno aveva in anamnesi la presenza di sintomi soggettivi di cardiopalmo o episodi documentati di tachicardia. Per questo motivo è stato loro rilasciato il certificato richiesto, non ritenendo necessari ulteriori accertamenti strumentali cardiologici. In nove soggetti si è riscontrato un blocco AV di primo grado, con PQ tra 0,24 e 0,26. Un breve sforzo ha mostrato la normalizzazione del tempo di conduzione A-V (sotto 0,20 s) nella quasi totalità dei casi. In un solo soggetto la persistenza del blocco A-V di 1° anche dopo sforzo ha indotto alla registrazione di un ECG dinamico secondo Holter per 24 ore. La lettura di detto esame ha evidenziato la presenza di episodi di blocco AV di 2° tipo Mobiz I° con periodismi di Luciani Wenchebach notturni e a riposo. Di particolare rilevanza è stata l’individuazione di un bambino di nove anni con sindrome del QT lungo, peraltro asintomatico. Dalla raccolta più approfondita dell’anamnesi familiare è risultato che un cugino paterno era morto di morte cardiaca improvvisa giovanile alcuni anni prima della visita del ragazzo. La registrazione di un tracciato ECG ai familiari ha documentato la presenza di un tratto QT allungato oltre 0,44 s anche nel padre. Per questo il bambino e il padre sono stati indirizzati a un centro aritmologico ospedaliero per gli opportuni controlli sia strumentali che genetici. Tutti i sei soggetti con ECG tipico di sindrome da pre-eccitazione cardiaca tipo WPW sono stati inviati nell’ambulatorio di elettrofisiologia ospedaliero per ulteriori accertamenti. Tre risultavano soggettivamente asintomatici, mentre per la bambina di tre anni la madre riferiva episodi di cardiopalmo. In nessun caso si è proceduto all’ablazione delle vie anomale, preferendo, data la giovane età, un monitoraggio semestrale dei pazienti onde intervenire solo in caso di accertata pericolosità, o comunque in età giovanile. Per quanto riguarda il blocco di branca destro completo, rilevato in otto casi, oltre alla visita cardiologica è stato eseguito un ecocardiogramma transtoracico bidimensionale: in un solo caso il blocco è stato associato alla presenza di un difetto interventricolare membranoso, senza shunt di rilievo. Numeroso il numero di blocchi di branca destri incompleti con una durata del QRS tra 0,09 e 0,10 s. In uno di questi l’aspetto del ST in V 1-2 ha suggerito la possibilità della presenza di una sindrome di Brugada e per questo il soggetto è stato inviato a un ambulatorio cardiologico ospedaliero per ulteriori esami. La presenza in un soggetto di profonde S in V 1-2 e alte R in V 5-6 ha posto il sospetto di ipertrofia ventricolare sinistra, esclusa all’esame ecocardiografico transtoracico. MEDICINA DELLO SPORT 51 CASASCO THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH racic echocardiographic examination. In two of these, an 8-year-old and an 11-year-old boy, initial septal hypertrophy was detected. Hence, they were advised to undergo an annual echocardiographic examination. In addition, family anamnesis was negative for hypertrophic myocardiopathy. Discussion The population studied as part of a pre-participation screening for physical activity and non-competitive sports was to be considered an “apparently healthy” population. Hence, the possibility of detecting any heart disease was extremely low. Indeed, of the 6 387 subjects examined, only 302 (5.8%) warranted cardiological examination and, of these, only 112 (1.7% of the entire group) then underwent second-level tests. In most of the cases, cardiological examination provided a clear picture and excluded any functional and/or organic heart disease. That said, ECG recording did bring to light some cardiac pathologies that would not otherwise have been detected by medical examination alone in 3.3% of the cases. In particular, in the case of the subject who presented with a long QT tract, checks among the family enabled detection also in the father of the electrocardiographic anomaly, but above all yielded the information concerning the sudden death of a cousin. This information meant that it was possible to place the youngster under clinical-cardiological observation and to refer him for more detailed cardioarrhythmological examinations, including genetic ones. WPW-type cardiac pre-excitation was observed in six subjects (0.93/1 000). The observed incidence is in line with that observed by other authors.26-28 In one subject only, a three-year-old girl, did a more detailed anamnesis reveal the presence of episodes of fleeting tachycardia, felt as heart palpitations also at rest, and underestimated by her parents. The remaining three cases were wholly asymptomatic. Matters were more complex concerning the presence of a “short” AV conduction time. This was observed in 34 subjects (5.4/1 000), with a PR of 0.08-0.10 s. In anamnesis, none of these indicated subjective symptoms of heart palpitations or confirmed episodes of paroxystic tachycardia. A short PR 52 In un caso si è rilevata la presenza di emiblocco anteriore sinistro. L’ecocardiogramma transtoracico ha, però, escluso la presenza di alterazioni morfologiche e/o funzionali evidenti. In cinque soggetti la presenza di T negative da V1 a V4 ha suggerito l’esecuzione di un esame ecocardiografico bidimensionale transtoracico: in due di questi, più precisamente un ragazzo di otto anni e uno di 11 anni, si è rilevata ipertrofia settale iniziale ed è stato quindi consigliato un controllo ecocardiografico annuale. L’anamnesi familiare, peraltro, risultava negativa per miocardiopatia ipertrofica. Discussione La popolazione seguita nell’ambito di una visita preventiva di buona salute per avviamento ad attività sportiva non agonistica o fisica amatoriale era da considerarsi popolazione “apparentemente sana”: la possibilità, cioè, di riscontrare una patologia cardiaca risultava estremamente bassa. In effetti dei 6 387 soggetti esaminati, solo 302 (5,8%) sono stati avviati a una visita cardiologica e, di questi, solo 112 (1,7% del gruppo totale) sono stati in seguito sottoposti a esami di secondo livello. Per la maggioranza dei casi la visita cardiologica successiva ha permesso di chiarire il quadro ed escludere una cardiopatia organica e/o funzionale. Ciò premesso, la registrazione di un ECG ha messo in luce delle anomalie non altrimenti rilevabili alla sola visita medica nel 3,3% dei casi. In particolare, nel caso del soggetto in cui si è riscontrato l’allungamento del tratto QT, l’indagine familiare ha permesso di accertare la presenza anche nel padre dell’anomalia elettrocardiografia, e soprattutto di venire a conoscenza della morte improvvisa giovanile di un cugino. Tali informazioni hanno consentito di mettere sotto osservazione clinico-cardiologica il giovane e inviarlo ad accertamenti cardioaritmologici più approfonditi, inclusi quelli di natura genetica. La pre-eccitazione cardiaca tipo WPW è stata osservata in sei soggetti (0,93/1 000), con una incidenza sovrapponibile a quella riportata da altri autori 26-28. In un solo soggetto, una bambina di tre anni, un approfondimento anamnestico ha rilevato la presenza di episodi di tachicardia fugace, avvertita come cardiopalmo anche a riposo, e sottovalutata dai genitori. I restanti tre casi risultavano del tutto asintomatici. Un discorso più complesso è stato quello relativo alla presenza di un tempo di conduzione AV “corto”. Questo aspetto è stato osservato in 34 soggetti (5,4/1 000), con un PR compreso tra 0,08 e 0,10 s. Nessuno di questi riferiva MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH tract can also be observed in the absence of anomalous atrio-nodal or Hisian fibres, but it is interpreted as a consequence of anatamo-functional defects of the AV node (immaturity or anatomically simplified node), defined as accelerated AV conduction. Therefore, the finding of a short PR requires a more detailed or specific anamnestic investigation in order to bring to light any episodes of heart palpitations that may have been ignored or incorrectly interpreted by the parents. In cases where anamnesis gives rise to suspicion, a Holter recording of at least 24 hours can help in clarifying the situation. Normalization of AV conduction observed in some subjects after effort shows the benign nature of the electrocardiographic finding at rest.26 Of the subjects with a complete right branch block, the transthoracic echocardiogram showed the presence in only one case of an interatrial defect with a not-significant left-to-right shunt. Regarding incomplete right branch block, in one case, there was an associated ISD, already known, and in a second case, an aspect indicative of Brugada syndrome, later excluded on further examination. Also in this latter case, anamnesis was negative. This pathology is rare, but the gravity of the prognosis nonetheless requires an extremely careful diagnosis. Echocardiogram evidenced the presence in two children of an initial left ventricular hypertrophy, such as to warrant at least annual checks. Also in these two cases, anamnesis was negative for hypertrophic myocardiopathy. In conclusion, an ECG at rest is certainly useful also in the certification of good health. As it concerns a presumably healthy population, the expectation of a pathological or “suspect” electrocardiogram is low. Nonetheless, highlighting some otherwise non-detectable pathological aspects, such as long QTc syndrome in a family and WPW-type pre-excitation, is certainly important in terms of primary prevention. In some cases, in the presence of anamnestic information on heart palpitations/specific chest pains, often ignored by parents because of their brevity or absence of other objective signs, an ECG at rest and after effort, even slight, can highlight an extremely important, albeit extremely rare, cardiac pathology. This shows that an accurately recorded anamnesis is always the “first examination” of any medical process, also when issuing a certificate of good health. Vol. 61, N. 1 CASASCO in anamnesi di sintomi soggettivi di cardiopalmo o episodi accertati di tachicardia parossistica. Una brevità del tratto PR può essere osservata anche in assenza di fasci anomali atrio nodali o hissiane, ma viene interpretata come conseguenza di difetti anatomo-funzionali del nodo AV (immaturità o nodo anatomicamente semplificato), definita come conduzione AV accelerata. Il riscontro di una PR breve, quindi, induce a un’indagine anamnestica più approfondita e specifica, ove mettere in luce eventuali episodi di cardiopalmo, mal interpretati o ignorati dai genitori. Nei casi di anamnesi sospetta, una registrazione Holter di almeno 24 ore può essere utile a chiarire il quadro. La normalizzazione della conduzione atrioventricolare (AV) osservata in alcuni soggetti dopo sforzo, dimostra la benignità del riscontro elettrocardiografico a riposo 26. Dei soggetti che presentavano un blocco completo di branca destra, l’ecocardiogramma transtoracico ha dimostrato solo in un soggetto la presenza di difetto interatriale con shunt sinistro-destro non importante. Per quanto riguarda la rilevazione del blocco incompleto in branca destra, un caso era associato a DIV, peraltro già noto, e un secondo caso era associato a un aspetto suggestivo di sindrome di Brugada, poi escluso da ulteriori accertamenti. Anche in quest’ultimo caso l’anamnesi risultava negativa. L’incidenza di questa patologia è assolutamente rara, ma la severità della prognosi induce comunque a un atteggiamento diagnostico estremamente attento. L’ecocardiogramma ha permesso di rilevare in due ragazzi la presenza di un’iniziale ipertrofia ventricolare sinistra, tale da giustificare dei controlli annuali. Anche in questi due casi l’anamnesi risultava negativa per miocardiopatia ipertrofica. In conclusione, la registrazione di un ECG a riposo è certamente utile anche per la certificazione di uno stato di buona salute. Trattandosi di popolazione presumibilmente sana, l’attesa di elettrocardiogrammi patologici o sospetti è bassa. Ciò nonostante, è importante evidenziare nel momento preventivo primario alcuni aspetti patologici non altrimenti dimostrabili, come la sindrome del QTc lungo familiare e quella da pre-eccitazione tipo WPW. In alcuni casi, in presenza di notizie anamnestiche di cardiopalmo di toracoalgie specifiche, peraltro spesso trascurate dai genitori per la loro brevità o per assenza di altri segni obiettivi, la registrazione di un ECG a riposo e dopo uno sforzo, anche modesto, può evidenziare una patologia cardiaca importante, seppure estremamente rara. Ciò dimostra come l’anamnesi puntualmente raccolta rappresenti sempre il “primo esame” di ogni atto medico, anche nel caso del certificato di buona salute. MEDICINA DELLO SPORT 53 CASASCO THE USEFULNESS OF A BASAL ELECTROCARDIOGRAM IN THE CERTIFICATION OF GOOD HEALTH Conclusions Conclusioni A screening limited to personal anamnesis and objective examination, even where detailed, is definitely not sufficient to identify many of those subjects who could be liable to a major cardiac event or sudden death. Many of the cardiac disorders responsible for such events are silent in terms of symptoms or objective observation, and their first clinical manifestation may be fatal.6 The inclusion of an ECG at rest may enable detection of these “at risk” subjects. Today, ECG are very cheap, widely used, requiring no special organization and they are rapid in terms of use and interpretation. An ECG should be obtained for every neonate (to highlight the presence of a short QT or a long QTc, which seem to be the source of a certain number of so-called “cot deaths”) and young child. The report and a copy of the electrocardiographic trace should be included in the child’s personal file, as is already the case with vaccinations. The certification of good health could provide a valuable opportunity for conducting such cardiologic and instrumental tests, in a currently important population, given the popularity of sporting activities among the young. It would be advisable to require an ECG at some filter ages, for example, on admission to primary school, and to perform further controls during adolescence. Uno screening che si avvale solo della raccolta di una anamnesi personale e dell’esame obiettivo, anche accurato, non è certamente sufficiente a individuare molti dei soggetti che potrebbero andare incontro a un evento cardiaco maggiore o a morte improvvisa. Molte delle cardiopatie responsabili di tali eventi sono silenti dal punto di vista sintomatologico e obiettivo e, la prima manifestazione clinica, potrebbe essere quella fatale 6. L’ECG a riposo può permettere l’individuazione di questi soggetti “a rischio”. Un ECG attualmente ha un costo estremamente basso, è una diagnostica diffusa, non comporta un’organizzazione particolare, è rapida nella sua esecuzione e interpretazione. L’ECG dovrebbe essere registrato a ogni bambino già in età neonatale (per evidenziare la presenza di un QT breve o QTc lungo, probabilmente responsabili di un certo numero delle cosiddette “morti in culla”) e in età pediatrica. Il referto e una copia del tracciato elettrocardiografico dovrebbero essere inseriti nella cartella personale del bambino, così come già avviene per le vaccinazioni. Il certificato di buona salute potrebbe essere una preziosa occasione per effettuare tali controlli cardiologici e strumentali, in una popolazione attualmente importante, visto il diffondersi della pratica sportiva nei ragazzi. Meglio sarebbe prevedere un tracciato elettrocardiografico di regola in alcune età filtro, ad esempio per l’ammissione alla scuola primaria, ed effettuare poi successivi controlli durante la crescita. References/Bibliografia 1) Maron BJ, Gohman TE, Aeppli D. Prevalence of Sudden Cardiac Death during competitive sports activities in Minnesota High School athletes. J Am Coll Cardiol 1998;32:1881-4. 2) Blangy H, Bruntz JF, Sadoul N. Prevalence of sudden cardiac death during sports activities. Arch Mal Coeus Vaiss 2006;99: 987-91. 3) Borjessan M, Nylsnder E. Sudden cardiac death in athletes is usually caused by undiagnosed heart diseases. Cardiac screening of young athletes under discussion. Lakartidningen 2005;102:560-3. 4) Driscoli DJ. Cardiovascular evaluation of the child and adolescent before partecipation in sports. Mayo Clin Proc 1985;60: 867-73. 5) Corrado D, Pelliccia A, Thiene G. 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The aim of this study was to determine whether a family history of diabetes in young male athletes had an effect on metabolic functional parameters. Methods. The study population was 42 young male athletes with or without .a family history of type 2 diabetes. Anthropometric parameters, body composition, and maximal aerobic capacity (VO2max) were assessed. . Results. VO2max was lower in the 13 athletes with a family history of diabetes (FH+) than in the 29 athletes without a – family history of the . disorder (FH ) matched for kilogram of body weight and fat-free mass (P <0.05, respectively). The mean increase in VO2max was lower in the FH+ athletes than in that of the FH– athletes (15% vs 28%), compared to respective theoretical values. Conclusion. Family history of type 2 diabetes can limit the positive metabolic adjustments induced by physical activity and should be considered a risk factor in prevention interventions. KEY WORDS: Family history - Diabetes mellitus, type 2, genetics - Exercise - Maximum aerobic power. RIASSUNTO Obiettivo. La familiarità per il diabete di tipo 2 è un fattore di rischio predittivo per la malattia in individui sedentari, inducendo precoci alterazioni fenotipiche e metaboliche. Lo scopo di questo studio è di analizzare la possibile influenza della familiarità al diabete sulle capacità funzionali metaboliche di atleti. Metodo. Per lo studio è stato selezionato un gruppo di atleti maschi, di cui sono stati rilevati il grado di familiarità al . diabete di tipo 2, i parametri antropometrici, la composizione corporea . e la massima potenza aerobica (VO2max). Risultati. In 13 atleti con familiarità per il diabete (FH+), il valore del VO2max, espresso per chilogrammo di peso corporeo e di massa magra, era inferiore rispetto a quello rilevato fra i 29 atleti senza . familiarità (FH-) (P<0,05, rispettivamente). La differenza percentuale media tra i valori registrati e i predetti del VO2max era inferiore negli atleti FH+ rispetto agli atleti FH- (15% vs 28%). Conclusioni. Lo studio dimostra che la familiarità al diabete di tipo 2 può limitare gli effetti positivi sul metabolismo indotti da una regolare attività fisica, confermando la familiarità al diabete quale fattore di rischio da considerare nella prevenzione della patologia. PAROLE CHIAVE: Storia familiare - Diabete di tipo 2, genetica - Attività fisica - Massima potenza aerobica. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 57 POMARA D FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES iabetes mellitus is a widespread metabolic disorder throughout the developed and developing countries.1-3 The most frequent form is type 2 diabetes caused by impaired insulin secretion and reduced sensitivity of target tissue to insulin (insulin resistance). Genetic, environmental and metabolic risk factors (age, obesity, sedentary lifestyle, family history) have been variously implicated in the development of the disorder. Family history 4 is a recognized predictive factor of susceptibility to diabetes. Because of the increased probability of interaction between genetic and environmental factors, family history can largely influence the phenotype of diabetic patients and be associated with metabolic and anthropometric alterations in healthy young individuals. In persons with a family history of the disorder, the onset of type 2 diabetes is often heralded by specific signs:5-8 weight gain due to increased visceral obesity, altered blood pressure, early glucose metabolism abnormalities, insulin resistance and reduced basal metabolism. Numerous studies 9, 10 have confirmed that screening for family history provides an excellent means of early intervention in the prevention and control of hypertension, obesity and diabetes. This is compatible with the widely held idea among scientists of a metabolic syndrome that explains insulin resistance as the common cause of hypertension, diabetes, obesity, hyperlipidemia and hyperuricemia. In a previous study,11 physically active and sedentary women with and without a family history of type 2 diabetes were compared and results put into evidence that elite athletes with a family history of the disorder also had metabolic resistance. Their basal metabolism was lower than that of a control group with the same level of physical activity. In a study on a larger series,12 it was found that a direct family history of diabetes in young sedentary women was associated with a poorer body composition, due to higher absolute and proportional levels of fat mass, with respect to higher degree of familiarity and without a family history. In active young women, however, the differences correlated with family history were absent, confirming the protective role of regular physical activity in maintaining healthy body weight and body composition. In a recent study,13 early anomalies in basal energy metabolism were correlated with a family history of type 2 diabetes. Following on this evidence, Authors wanted to determine whether a family history also 58 I l diabete mellito è una diffusa patologia dismetabolica nei paesi industrializzati e in via di sviluppo 1-3. La forma più frequente è il diabete di tipo 2, che si caratterizza per una combinazione di ridotta secrezione d’insulina e di ridotta sensibilità dei tessuti bersaglio all’ormone stesso (resistenza insulinica). Fattori di rischio genetici, ambientali e metabolici (età, obesità, inattività fisica, storia familiare) contribuiscono a vario grado nello sviluppo della malattia. La storia 4 familiare è un riconosciuto fattore predittivo d’incrementata suscettibilità alla malattia, per un’aumentata probabilità d’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali, potendo influenzare profondamente il fenotipo di pazienti con la malattia e associandosi, in giovani soggetti sani, con modificazioni metaboliche e antropometriche. Lo sviluppo del diabete di tipo 2, in soggetti con una storia familiare positiva per la malattia, è spesso preceduta da specifici “segnali” 5-8: aumento ponderale per maggiore adiposità viscerale, alterazioni del profilo pressorio ematico, precoci anomalie del metabolismo del glucosio, insulino-resistenza e un ridotto metabolismo di base. Diverse evidenze sperimentali 9-10 confermano che la storia familiare possa essere un ottimo mezzo per un precoce intervento mirato alla prevenzione e al controllo dell’ipertensione, dell’obesità e del diabete, supportando in tal modo l’idea, diffusa in ambito scientifico, di una sindrome metabolica in cui l’insulino-resistenza rappresenti un meccanismo comune per lo sviluppo d’ipertensione, diabete, obesità, iperlipidemia e iperuricemia. Uno studio 11 ha confrontato donne attive e sedentarie con e senza familiarità al diabete di tipo 2, appurando una resistenza metabolica, in atlete con familiarità al diabete di tipo 2, ad alti livelli di regolare attività fisica: le atlete con familiarità al diabete presentavano, infatti, un metabolismo di base registrato ridotto rispetto a un gruppo di controllo con pari livelli d’attività fisica. In seguito, l’esame di una casistica più ampia 12, ha permesso di evidenziare che una diretta familiarità per il diabete in giovani donne sedentarie era associata a una peggiore composizione corporea, per incremento dei livelli di massa grassa in valore assoluto e percentuale, rispetto ad altro grado di familiarità e in assenza di familiarità; tuttavia, in giovani donne attive, tali differenze correlate alla storia familiare non erano presenti, confermando così il ruolo protettivo di una regolare attività fisica sul peso e sulla composizione corporea. Un recente studio 13 ha confermato la possibilità di precoci anomalie del metabolismo energetico di base, correlabili con la familiarità al diabete di tipo 2. È MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES had an effect on functional metabolic. parameters such as maximal aerobic capacity (VO2max) in male athletes. POMARA stata quindi ipotizzata la possibile influenza della familiarità al diabete di tipo 2 anche su parametri metabolici funzionali come ad esempio la . massima potenza aerobica (V O2max), e il dato è stato verificato su atleti di sesso maschile. Materials and methods Materiali e metodi Study population The study population was 42 out of 48 young elite athletes (mean age, 22.86±5.58 years; range, 16-38) randomly enrolled to participate voluntarily in the study. The same investigator took the family and personal medical history of all subjects and screened the histories to rule out those with metabolic or cardiovascular disorders. Positive family history of type 2 diabetes (FH+) was defined as having one or both parents or an indirectly related family member diagnosed with the disorder; negative family history (FH-) was defined as not having any family member affected with the disorder. Subjects were classified by their sports records as resistance athletes (21) or power athletes (21). Basal diastolic and systolic blood pressure (mmHg) and heart rate (beats/min) were measured with subjects in supine position using a manual mercury sphygmomanometer (Zenith, Germany). Exclusion criteria were: diastolic blood pressure ≥90 mmHg, present pharmacotherapy and/or reported predisposition to metabolic alterations (hypertriglyceridemia, hypercholesterolemia, hyperuricemia) or other conditions that could have adversely affected performance on the tests. Anthropometric parameters The same investigator recorded body weight (to nearest 100 g) measured on a medical scale (SECA 709, Hamburg, Germany). The body-mass index (BMI, weight in kg divided by the height in meters squared) and body-surface area (BSA) according to the Du Bois & Du Bois formula were calculated.9 The same investigator recorded waist circumference (minimum circumference at the part of trunk midway between the lower costal margin and the iliac crest, to nearest 1 mm) and thigh circumference (maximal circumference at the gluteal fold) using a metal tape ruler. The subjects were asked to note in a diary their weekly physical activity level (PAL), expressed as multiples of basal metabolism derived from the mean of all integrated energy indices.14 Vol. 61, N. 1 Soggetti Per lo studio sono stati selezionati 42 dei 48 atleti d’alto livello agonistico che hanno volontariamente partecipato allo studio, con modalità random (età media±deviazione standard [DS] di 22,86±5,58 anni, intervallo 16-38 anni). Per ogni soggetto uno stesso ricercatore ha registrato la storia familiare e personale, usando l’anamnesi per escludere preliminarmente soggetti con disturbi metabolici e cardiovascolari. La familiarità al diabete di tipo 2 è stata definita positiva quando un genitore, entrambi i genitori o uno dei parenti in linea indiretta erano anamnesticamente affetti dalla patologia (FH+), negativa per anamnesi familiare alla malattia negativa (FH-). Sulla base dell’anamnesi sportiva gli atleti erano identificati in: 1) atleti di resistenza (N=21), 2) atleti di potenza (N=21). La pressione basale diastolica e sistolica (mmHg) e la frequenza cardiaca (battiti min-1, bpm) sono state registrate con i soggetti in posizione supina, usando uno sfigmomanometro manuale al mercurio (Zenith, Germania); dallo studio sono stati esclusi soggetti con pressione diastolica ≥90 mmHg, soggetti in trattamento farmacologico e/o con riferita predisposizione ad alterazioni metaboliche (ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, iperuricemia) o con patologie che potevano limitare le prove. Parametri antropometrici Uno stesso ricercatore ha registrato il peso corporeo (PC), con approssimazione ai 100 g, usando una bilancia (SECA 709, Amburgo, Germania), e la statura (S), con approssimazione a 1 mm, usando uno stadiometro a muro (SECA 220, Amburgo, Germania). L’indice di massa corporea (IMC; kg/m2) e la superficie corporea (SC), con formula di Du Bois & Du Bois, sono stati calcolati per tutti i partecipanti allo studio 9. In seguito uno stesso ricercatore ha registrato, sui soggetti in posizione eretta, utilizzando un nastro metallico flessibile con approssimazione a 1 mm, la circonferenza alla vita (la minima circonferenza addominale localizzata tra il margine inferiore del- MEDICINA DELLO SPORT 59 POMARA FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES Body composition Body composition (body lean mass [BLM] and body fat mass [BFM]) was determined by measuring total body impedance at 50 kHz using a bioelectric analyzer (BIA 109, RJL Systems, Detroit, MI, USA).15 l’ultima costa toracica e le creste iliache) e la circonferenza ai fianchi (la massima circonferenza attorno ai muscoli glutei sotto le creste iliache). Ogni soggetto ha completato un diario settimanale auto-gestito per il calcolo dei livelli di attività fisica (LAF) (espressi come multipli del metabolismo di base), ottenuti da una media di tutti gli indici di energia integrata 14. Maximal aerobic capacity . Maximal aerobic capacity (VO2max) was measured telemetrically using an oxygen analyzer (K4B2, Cosmed, Italy). The laboratory experiments were conducted under standard conditions of temperature and humidity. Oxygen uptake was measured using a breath-by-breath method and heart rate was monitored using a Polar® cardiofrequenzimeter (wireless double electrode). Subjects completed an incremental treadmill test until muscle exhaustion during which maximal . aerobic capacity (V O2max) was measured, expressed in absolute values (ml/mm), kg of body weight (ml/min/kg BW) and kg of body lean mass (ml/min/mg BLM), maximum heart rate (beats/min) and maximum respiratory rate (L/min). Statistical analysis The arithmetic mean, standard deviation, minimum and maximum values were calculated using an Excel for Windows database. Differences between the two groups were tested using Student’s t test with Welch correction whenever the difference between the SD was significant. Data processing was performed using GraphPad Instat software. Results History taking disclosed a family history of type 2 diabetes in seven (33.33%) of the 21 power athletes and in six (28.57%) of the 21 resistance athletes. Table I compares the anthropomorphic values, body composition and PAL of the two groups. When grouped by family history (FH+ vs FH-) and compared for age, PAL, percent of BLM, and BFM:BLM ratio, the FH+ athletes weighed more (P<0.05), had a higher BMI (P<0.05), a greater absolute amount of lean mass (P<0.05) and fat mass, larger waist and thigh circumferences (P<0.05) than the FH- athletes. The proportion of power athletes with a FH+ status 60 Composizione corporea L’analisi corporea bicompartimentale in massa magra (MM) e massa grassa (MG) è stata fatta tramite misurazione dell’impedenza totale corporea a 50 kHz, con analizzatore bioelettrico (BIA model 109 RJL Systems, Detroit, MI) 15. Massima potenza aerobica . Per la misurazione del VO2max è stato usato un analizzatore d’ossigeno, il K4B2 (Cosmed srl), in registrazione telemetrica. Le prove, in laboratorio, sono state fatte in condizioni ambientali e di temperatura ottimali. Il campionamento dei gas è stato effettuato breath-by-breath, la frequenza cardiaca è stata monitorata con cardiofrequenzimetro Polar® (wireless double electrode). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a test incrementale su tapis roulant sino a esaurimento muscolare, registrando la massima potenza aerobica . (VO2max), espressa in valore assoluto (ml/min), per kg di peso corporeo (ml/min/kg PC-1) e per kg di massa magra (ml/min/kg MM-1), la massima frequenza cardiaca (bpm), la massima ventilazione registrata (L/min). Analisi statistica Sono state calcolati per tutti i parametri medie aritmetiche, DS, valori minimi e massimi con data base Excel per Windows. Tramite software “GraphPad Instat” sono state evidenziate le differenze statistiche tra i gruppi tramite test t di Student con correzione di Welch nel caso la differenza tra le due deviazioni standard fosse significativa. Risultati Dall’indagine anamnestica si è riscontrata una familiarità al diabete di tipo 2 in sette (33,33%) dei 21 atleti di potenza e sei (28,57%) dei 21 atleti di resistenza. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES POMARA TABLE I.—Anthropometric characteristics and body composition of the study population. TABELLA I. — Caratteristiche antropometriche e composizione corporea della popolazione studiata. Age (yr) Height (cm) Body weight (kg) PAL BMI BSA (m2) Waist circumference (cm) Thigh circumference (cm) BLM (kg) BFM (kg) BFM (%) BLM:BFM ratio FH– athletes (N=29) FH+ athletes (N=13) P value 22.31±5.58 174.29±5.52 68.97±7.62 1.88±0.12 22.66±1.77 1.83±0.12 77.02±4.64 79.78±4.63 57.15±6.10 11.52±3.58 83.01±4.58 5.39±1.53 24.08±5.60 179.08±7.05 82.46±16.34 1.90±0.11 25.55±3.65 2.01±0.21 85.35±11.95 87.65±11.48 66.98±9.80 15.48±7.77 81.98±5.65 5.08±1.89 NS 0.0220 0.0131 NS 0.0167 0.0113 0.0302 0.0329 0.0042 NS NS NS PAL: weekly physical activity level; BMI: body mass index; BSA: body-surface area; BLM: body lean mass; BFM: body fat mass; NS: not significative. Plus-minus values are means±SD. 6 000 * *** 5 000 mL/min 4 000 3 000 2 000 1 000 0 FH- VO2 max recorded FH+ VO2 max theoretical Figure 1.–Theoretical . (columns A and D) and recorded (columns B and E) VO2max of athletes without (FH-) and with (FH+) family history of type 2 diabetes (means ±SD). Figura 1. — Confronto . tra valori teorici (colonne A e D) e registrati (B ed E) di VO2max dei due gruppi di atleti senza (FH-) e con familiarità (FH+) al diabete di tipo 2 (media±deviazione standard). (7/13) was slightly higher than those with a FHstatus (14/29) (53.84% vs 48.28%). Figure 1 compares recorded vs theoretical maximal aerobic capacity. While the recorded value was higher in both groups, the statistical significance according to Student’s t test was much higher in the FH- athletes (4554.79±662.09 ml/min vs 3551.03±271.07 ml/min; P<0.0001) than that in the FH+ athletes (4742.15±679.74 ml/min vs 4161.79±665.21 ml/min; P=0.0381). Table II compares the functional and metabolic values recorded during the strength test. No statistically significant differences in peak Vol. 61, N. 1 La Tabella I riporta il confronto dei parametri antropometrici, la composizione corporea e i livelli d’attività fisica dei due gruppi partecipanti allo studio: a parità d’età anagrafica, di LAF, di percentuale di MM e di rapporto MM/MG, gli atleti FH+ pesano più del gruppo FH- (P<0,05), hanno un più alto valore d’IMC (P<0,05), una maggiore quantità assoluta di MM (P<0,005) e di MG, maggiori misure di circonferenze vita e fianchi (P<0,05 per entrambe). Gli atleti di potenza rappresentavano il 53,84 % del gruppo FH+ (sette su 13), e il 48,28 % del gruppo FH- (14 su 29). La Figura 1 mostra il confronto tra la massima potenza aerobica registrata nei gruppi con quella teorica fornita dal software: per entrambi i gruppi, il valore registrato è superiore a quello teorico, tuttavia la significatività statistica raggiunta con il test t nel gruppo FH- è molto più elevata (4554,79± 662,09 ml/min vs 3551,03±271,07 ml/min, P<0,0001) di quella raggiunta nel gruppo FH+ (4742,15±679,74 ml/min vs 4161,77±665,21 ml/min, P=0,0381). La Tabella II riporta i dati funzionali e metabolici dei gruppi di atleti partecipanti allo studio, rilevati alla prova da sforzo. Non si registrano differenze statisticamente significative dei valori massimi di frequenza cardiaca,. ventilazione e quoziente respiratorio, mentre il VO2max registrato è significativamente inferiore negli atleti con familiarità al diabete di tipo 2 se espresso per kg di peso corporeo (-11,15%, P=0,0301) e per kg di massa magra (10,30%, P=0,0400). La presenza di un’equivalenza percentuale d’atleti FH+ nei due gruppi d’endurance (7 su 21) e di resistance (6 su 21) escluderebbe l’influenza della MEDICINA DELLO SPORT 61 POMARA FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES TABLE II.—Functional and metabolic values. TABELLA II. — Valori funzionali e metabolici. . V. O2max (ml/min) V. O2max (ml/min/kg BW) VO2max (ml/min/kg BLM) Peak heart rate (bpm) Peak QR VE max(L/min) FH– athletes (N=29) FH+ athletes (N=13) P value 4554.79±662.09 66.29±8.71 80.03±11.02 188.64±9.48 1.42±0.30 137.35±16.84 4742.15±679.74 58.95±11.91 71.78±12.99 186.08±9.89 1.40±0.25 145.84±26.74 NS 0.0301 0.0400 NS NS NS Plus-minus values are means ±SD. BW: body weight; BLM: body lean mass; QR: respiratory quotient; VE: expiratory flow. heart rate, respiratory rate or respiratory quotient emerged between the two groups, whereas the . recorded VO2max in the FH+ athletes was significantly lower with respect to kg of body weight (-11.15%; P=0.0301) and kg of lean mass (-10.30%; P=0.0400). Of note, the equal proportion of FH+ athletes among endurance and resistance athletes (7/21 and 6/21, respectively) ruled out any effect the type of sports activity could have had on the observed differences. Discussion and conclusions Hugely diverse and complex, the genetic causes of type 2 diabetes remain unclear. Numerous genes that can interact with environmental factors may be potentially involved in causing the disorder.16-19 Identification of a genetic component has lead to the search for early signs in individuals with a family history of diabetes, a recognized risk factor for developing the disease.20-22 Metabolic resistance in basal oxygen consumption was shown in a previous study 11 and later confirmed in a larger patient series.13 The results of this study confirm an unfavorable condition, related to a family history of type 2 diabetes, in maximal aerobic capacity in young elite athletes, as . demonstrated by lower V O2max per kg body weight and BLM at equal PAL and BLM: BFM ratio vs athletes without a family history of diabetes. Although further research is needed in a larger series including subjects of both sexes and blood chemistry measurement of other functional metabolic capacities, the present study provides evidence for a negative effect of family history of type 2 diabetes on aerobic performance of athletes, as demonstrated in non athletes.5, 23 An interesting hypothesis for the pathogenesis of diabetes suggests an early progressive alteration 62 tipologia d’attività sportiva sulle differenze riscontrate. Discussione e conclusioni Le cause genetiche dello sviluppo del diabete di tipo 2 ad oggi sono incerte, per la loro eterogeneità e complessità: sono stati studiati, infatti, numerosi geni con un ruolo potenziale nelle comuni forme di diabete di tipo 2 capaci di interagire con fattori ambientali 16-19. L’identificazione di una componente genetica di questa patologia ha favorito la ricerca di precoci segnali in soggetti con anamnesi familiare positiva al diabete, ormai ben definita fattore di rischio per lo sviluppo della malattia 20-22. Una resistenza metabolica, nel consumo basale d’ossigeno, è stata documentata in un lavoro precedente 11, e poi confermata su più ampia scala 13. I risultati di quest’indagine confermerebbero una condizione sfavorevole, legata alla familiarità al diabete di tipo 2, nelle prestazioni massimali aerobiche in giovani atleti d’alto livello . agonistico, consistente in più bassi valori di V O2max per chilogrammo di peso corporeo e di MM, a parità di attività fisica complessiva e rapporto MM/MG d’atleti senza familiarità alla patologia. L’indagine dovrebbe essere estesa a campioni più ampi e di entrambi i sessi e verificare anche altre capacità metaboliche funzionali, con indagini ematochimiche; evidenzia, tuttavia, un’influenza negativa della familiarità al diabete di tipo 2 sulla performance aerobica in atleti, già documentata in non atleti 5, 23. Sulla patogenesi del diabete, un’interessante ipotesi suggerisce una precoce e progressiva alterazione della funzione dei meccanismi di regolazione del glucosio insulino-indipendenti, legati presumibilmente a sequenze genetiche alterate e trasmissibili, che può influenzare nel tempo l’omeostasi glicemica, la composizione corporea e il metabolismo MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES in insulin-independent glucose regulating mechanisms, probably because of altered and heritable genetic sequences, that may affect glycemic homeostasis, body composition and energy metabolism.24-29 Over time, this deficit in the insulin-independent systems induces a compensatory functional overload of insulin-dependent glycemic homeostasis, gradually leading to a complete breakdown of these mechanisms and resulting in the development of diabetes. The molecular mechanism through which physical activity increases glucose transport in skeletal muscle may be an important alternative pathway to increasing glucose availability in skeletal muscle in the presence of insulin resistance.30 Moreover, metformin and rosigitazone, two active principles that activate AMPK in skeletal muscle, are widely used in the treatment of type 2 diabetes.31, 32 It is thought that the muscle cells of individuals with a positive family history of diabetes undergo early alteration (genetically determined) in insulin-independent glucose transport, which could augment glucose uptake through insulin-dependent pathways, with the risk of hyperinsulinemia and peripheral insulin resistance. The most evident, direct factor contributing to such alterations could be a family history of diabetes, related to unknown factors thought to be linked to genes encoding altered poorly functioning proteins, resulting in a gain in BLM (hypertrophic effect of insulin) and in BFM (lipogenic effect of insulin). With time, the insulindependent compensatory mechanisms could deteriorate and break down, resulting in clinical manifestation of the disease. In individuals with first-degree relatives with type 2 diabetes, regular physical activity could reduce increased glucose uptake through insulindependent pathways, stimulating the alternative, although defective, function of insulin-independent mechanisms, thus improving glucose control and reducing BFM. In individuals with a family history of type 2 diabetes, the defective insulinindependent mechanisms could acts as a brake, impairing metabolic response and subsequent oxygen consumption during regular physical activity, an inertia demonstrated in studies conducted in basal conditions.11, 13 Although these data require confirmation in a larger series, they are in line with World Health Organization reports 9 that family history of type 2 diabetes is correlated with early metabolic abnormalities and significant changes in energy metabolism. In the developed and developing Vol. 61, N. 1 POMARA energetico 24-29. Nel tempo, questo deficit dei sistemi insulino-indipendenti indurrebbe un sovraccarico funzionale di compenso dei meccanismi d’omeostasi glicemica insulino-dipendenti sino al loro progressivo e completo esaurimento con sviluppo della malattia. Il meccanismo molecolare attraverso il quale l’esercizio aumenta il trasporto del glucosio nel muscolo scheletrico può essere importante come “via alternativa” d’aumento della disponibilità del glucosio nel muscolo scheletrico alla presenza di resistenza insulinica 30. Del resto, principi attivi quali la metformina e il rosiglitazone, che attivano l’AMPK nel muscolo scheletrico, sono ampiamente utilizzati nel trattamento del diabete di tipo 2 31, 32. È possibile che le cellule muscolari di donne e uomini con una positiva predisposizione familiare al diabete soffrano di una precoce alterazione (geneticamente determinata) nella funzione del trasporto del glucosio insulino-indipendente, che potrebbe incrementare l’uptake del glucosio attraverso meccanismi insulino-dipendenti (con il rischio d’iperinsulinemia e insulinoresistenza periferica). Il danno potrebbe essere più evidente quanto più diretta è la familiarità per la patologia, legato a fattori non noti che si ipotizzano riconducibili a geni che codificano proteine alterate scarsamente funzionali, e risultante nell’incremento ponderale di MM (effetto ipertrofico dell’insulina) e di MG (effetto lipogenetico dell’insulina). A lungo termine, i meccanismi compensatori insulino-dipendenti potrebbero divenire deficienti sino a esaurirsi, portando alla manifestazione clinica della malattia. In soggetti con primo grado di familiarità al diabete di tipo 2, la regolare attività fisica ridurrebbe l’incremento nell’uptake del glucosio attraverso i meccanismi insulino-dipendenti, stimolando la funzione “alternativa” dei meccanismi insulino-indipendenti seppure deficitari, migliorando il controllo del glucosio e riducendo la massa grassa. È probabile che il difetto dei meccanismi insulino indipendenti nei soggetti con familiarità al diabete di tipo 2 costituisca il “freno” responsabile della ridotta risposta metabolica e del conseguente consumo d’ossigeno a una regolare attività fisica, “inerzia” già evidenziata in studi condotti in condizioni basali 11, 13. Pur necessitando di consensi su più ampia scala, si conferma comunque, in accordo con quanto definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità 9, che la familiarità al diabete di tipo 2 è correlabile a precoci anomalie metaboliche, con variazioni significative del metabolismo energetico; nelle popolazioni dei paesi industrializzati e in via di svilup- MEDICINA DELLO SPORT 63 POMARA FAMILY HISTORY OF TYPE 2 DIABETES AND ALTERED MAXIMAL AEROBIC CAPACITY IN ELITE YOUNG ATHLETES countries, interventions targeting individuals with a family history of diabetes are underway to promote significant lifestyle changes in this group. The aim is to increase levels of physical activity to counteract the progress of effects attributable to a family disposition for diabetes and to reduce calorie intake. Regular physical activity and correct diet are recommended for reducing the risk of obesity and the development of diabetes, thus improving control of the disorder. References/Bibliografia 1) Chen KT, Chen CJ, Gregg EW, Engelgau MM, Narayan KM. Prevalence of type 2 diabetes mellitus in Taiwan: ethnic variation and risk factors. Diabetes Res Clin Pract 2001;51:59-66. 2) Sargeant LA, Wareham NJ, Khaw KT. Family history of diabetes identifies a group at increased risk for the metabolic consequences of obesity and physical inactivity in EPIC-Norfolk: a population-based study. The European Prospective Investigation into Cancer. Int J Obes Relat Metab Disord 2000;24:1333-9. 3) Li H, Isomaa B, Taskinen MR, Groop L, Tuomi T. 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Bull World Health Organ 2001;79:321-8. 11) Gravante G, Pomara F, Angelomè C, po è auspicabile l’attivazione d’interventi, che coinvolgano particolarmente i soggetti con familiarità positiva per tale patologia, volti a promuovere significative modifiche dello stile di vita, incrementando i livelli d’attività fisica, per contrastare l’evoluzione degli effetti imputabili alla familiarità alla patologia, e riducendo l’apporto calorico. Solo una sana educazione allo sport e alla corretta alimentazione può prevenire il rischio dell’obesità e lo sviluppo del diabete, migliorandone anche il controllo. Russo G, Truglio G. The basal energy expenditure of female athletes vs. sedentary women as related to their family history of type 2 diabetes. Acta Diabetol 2001;38:63-70. 12) Russo G, Pomara F, Truglio G, Angelomè C, Gravante G. Il grado di familiarità al diabete mellito di tipo 2 influenza la composizione corporea? Un confronto tra donne attive e sedentarie. 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GIANNINI Rizzoli Orthopaedic Institute, University of Bologna, Bologna, Italy SUMMARY Various reports of vascular damage related to arthroscopic ligament surgery of the knee have been written. The present case regards a patient with favism, who underwent anterior cruciate ligament reconstruction with hamstrings and posterior cruciate ligament reconstruction with an allogenic tendon graft. Five days after surgery the patient came back with significant anemia. The angiographic study demonstrated a small pseudoaneurysm on a medial segmental branch of the posterior tibial artery. The patient underwent vessel embolization and then he had a slow gradual increase in the haemoglobin levels over time. At last follow-up, three months after surgery, the patient had a full recovery. In conclusion, vascular damage in the proximal antero-medial tibial exposure is likely to occur frequently, but significant bleeding is rare because arterial complete sectioning results in vessel retraction and little bleeding. Favism could be considered a promoting factor for anemization. Embolization is to be considered an effective, fast and little invasive procedure for closure of defects in small calibre vessels. KEY WORDS: Knee - Ligaments, surgery - Anemia - Aneurysm. RIASSUNTO In letteratura sono stati presentati vari casi di lesione vascolare correlata a interventi di ricostruzione legamentosa artroscopica nel ginocchio. Il caso descritto riguarda un paziente affetto da favismo, sottoposto a ricostruzione artroscopica del legamento crociato anteriore con gracile e semitendinoso autologhi, e del legamento crociato posteriore con tendine di banca. Cinque giorni dopo l’intervento il paziente ha riportato una importante anemizzazione. L’angiografia ha mostrato la presenza di un piccolo pseudoaneurisma a carico di un ramo segmentario mediale dell’arteria tibiale posteriore. Il paziente è stato sottoposto a embolizzazione del vaso e quindi ha riportato un graduale recupero dei valori di emoglobina. All’ultimo controllo, tre mesi dopo l’intervento, il recupero era stato completo. Concludiamo che in corrispondenza dell’accesso tibiale prossimale è probabile che una lesione vascolare si verifichi frequentemente, ma un sanguinamento significativo è raro in quanto la sezione completa di un’arteria ne produce una retrazione con cessazione del sanguinamento. Il favismo può essere reputato una condizione favorente l’anemizzazione. L’embolizzazione deve essere considerata una procedura efficacie, veloce e poco invasiva per il trattamento del sanguinamento in vasi di piccolo calibro. PAROLE CHIAVE: Ginocchio – Legamenti, intervento chirurgico ai – Anemia - Aneurisma. A rthroscopic surgery of the knee is today a very common procedure and it is considered very safe. Among all possible complications, vascular injury has a very low incidence.1 Vol. 61, N. 1 L a chirurgia artroscopica del ginocchio è oggi una procedura molto comune ed è considerata altamente sicura. Tra le possibili complicanze, le lesioni vascolari presentano un’incidenza molto bassa 1. MEDICINA DELLO SPORT 65 BUDA PSEUDOANEURYSM IN A SEGMENTAL BRANCH OF THE POSTERIOR TIBIAL ARTERY However, various reports of vascular damage related to arthroscopic ligament surgery of the knee have been written. The reported affected arteries were the popliteal and the inferior medial geniculates.2-6 The present case regards a patient with favism, who underwent knee ligament reconstruction, and five days later came back with significant anemia. The angiographic study demonstrated a small pseudoaneurysm on a medial segmental branch of the posterior tibial artery, near the surgical exposure upon the proximal tibial metaphysis. The patient underwent vessel embolization and then he had a slow gradual increase in the haemoglobin levels over time. At last follow-up, three months after surgery, the patient had a full recovery. Tuttavia, sono stati riportati vari casi di danno vascolare correlato alla chirurgia legamentosa artroscopica di ginocchio. Le arterie di cui sono state descritte lesioni sono la poplitea e la genicolata inferomediale 2-6. Il caso qui presentato riguarda un paziente affetto da favismo, sottoposto a ricostruzione legamentosa del ginocchio, che cinque giorni dopo l’intervento aveva riportato una significativa anemizzazione. Lo studio angiografico dimostrava un piccolo pseudoaneurisma a carico di un ramo segmentario mediale dell’arteria tibiale posteriore, vicino all’accesso a livello della metafisi tibiale prossimale. Il paziente veniva sottoposto a una embolizzazione del vaso e successivamente si verificava un lento graduale aumento dell’emoglobinemia. Al momento dell’ultimo controllo, tre mesi dopo l’intervento, il paziente presentava una guarigione completa. Case report Caso clinico A 20-year-old man reported a combined anterior cruciate ligament (ACL) and posterior cruciate ligament (PCL) lesion in the right knee, following a knee sprain in a traffic accident. He was charged in the Bologna Orthopaedic Institute for surgical treatment. At the date of recovery he had positive anterior and posterior drawer, Lachman and Pivot shift tests. Magnetic resonance imaging confirmed the ACL and PCL lesions. A bucket handle tear of the medial meniscus was also present. The patient was affected by favism. The preoperative haemoglobin level was 15.0 mg/dL. In September 2006 he was operated. The patient was supine, with a leg holder on a side of the leg and a pneumatic torniquet at the proximal thigh. Standard arthroscopic antero-medial and antero-lateral portals were performed. The complete lesion of the ACL and PCL was visualized and the remnants were debrided. A medial meniscectomy was performed. A five cm vertical incision at the antero-medial proximal tibia was made. The semitendinosus tendon was released and then harvested with a tendon stripper, preserving the tibial insertion. The graft was tacked with non-absorbable sutures. While preparing the semitendinosus graft, another operator prepared the anterior tibial tendon allograft. The PCL was reconstructed with a tibial and a femoral tunnel, using a transtibial technique, with the allogenic anterior tibial tendon and extracortical fixation with two titanium staples on the femur and two on the tibia. The ACL was reconstructed with doubled semitendinosus tendon passed in a tibial 7 mm tunnel and then in the “over the top” position, fixed to the femur with a titanium staple and to the tibia by tenodesis at the hamstrings insertion. The torniquet was deflated and accurate haemostasis was performed. Two vacuum drains were positioned, one in the tibial and one on the lateral femoral incision. Surgical incisions were sutured by subcuta- 66 Un paziente maschio di 20 anni riportava la lesione combinata di legamento crociato anteriore (LCA) e legamento crociato posteriore (LCP) del ginocchio destro, in seguito a una distorsione di ginocchio in occasione di un incidente stradale. Veniva dunque indirizzato al trattamento chirurgico presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Al momento del ricovero presentava una positività ai test del cassetto anteriore e posteriore, Lachman e pivot shift. Una risonanza magnetica nucleare confermava la lesione di LCA e LCP. Era presente anche una lesione a manico di secchio del menisco mediale. Il paziente era affetto da favismo. L’emoglobinemia preoperatoria era di 15,0 g/dL. Il paziente veniva operato nel settembre 2006. Il paziente veniva posizionato supino, con un reggigamba a lato dell’arto inferiore, e un laccio pneumatico alla radice della coscia. Venivano utilizzati i portali standard artroscopici antero-mediale e antero-laterale. Si visualizzava poi la lesione completa di LCA e LCP e i residui venivano rimossi. Si procedeva, in seguito, alla meniscectomia mediale. Veniva quindi eseguita un’incisione verticale di 5 cm in sede antero-mediale a livello della tibia prossimale. Si procedeva poi al release e al prelievo del tendine del muscolo semitendinoso, utilizzando un tendon stripper, preservando l’inserzione tibiale. L’innesto veniva imbastito con fili non riassorbibili. Mentre veniva preparato il tendine semitendinoso, un altro operatore procedeva all’allestimento del tendine tibiale anteriore omologo. Il LCP veniva ricostruito con tendine tibiale posteriore omologo, passato attraverso un tunnel femorale e uno tibiale, con fissazione extracorticale con due cambre in titanio sul femore e due sulla tibia. Il LCA veniva ricostruito con il tendine del semitendinoso raddoppiato, passato attraverso un tunnel tibiale da 7 mm e quindi sul femore nella posizione “over the top”, fissato al femore con una cambra in titanio e alla tibia con tenodesi alla zampa d’oca. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PSEUDOANEURYSM IN A SEGMENTAL BRANCH OF THE POSTERIOR TIBIAL ARTERY BUDA Figure 1.—Digitally subtracted angiogram of the knee, showing the pseudoaneurysm (arrow) and its relationship with the posterior tibial artery. Figure 2.—Superselective angiogram of the bleeding vessel. Figure 3.—Digitally subtracted angiogram after embolization, showing occlusion of the aneurysm. Figura 1. — Angiografia del ginocchio con sottrazione digitale: si osserva lo pseudoaneurisma (freccia) e la sua correlazione con l’arteria tibiale posteriore. Figura 2. — Angiografia superselettiva del vaso sanguinante. Figura 3. — Angiografia del ginocchio con sottrazione digitale, dopo l’embolizzazione: si osserva l’occlusione dell’aneurisma. neous absorbable sutures and metal sutures for the skin. Finally, a compressive elastic bandage was applied. Aftery surgery, the patient was transferred to his room. Immediately after operation and during the night, no abnormal blood loss was observed, nor directly, nor through the drains. The day after the patient was medicated and the drains removed: the surgical incisions appeared good, there was little knee effusion, and no vascular nor neurological defects were present. The patient was discharged with antibiotic and anti-thromboembolic prophylactic therapy. Five days later the patient referred cardiopalmus, and was recharged. The electrocardiogram was normal, the Doppler examination was negative for thromboembolism, the ultrasonographic local examination revealed a postero-medial haematoma upon the proximal tibial metaphysis. The haemoglobin level was 10.8 mg/dL. The patient remained in hospital for observation. In the next two days he had increased pain and the haemoglobin level dropped down to 8.8 mg/dL. An angiographic examination revealed a small pseudoaneurysm on a medial segmental branch of the posterior tibial artery, at the level of the skin incision upon the proximal tibial metaphysis (Figure 1). At the same time a selective embolization of the vessel was performed: under local anaesthesia, percutaneous catheterization of the femoral artery was per- Vol. 61, N. 1 Il laccio veniva sgonfiato e si procedeva a un’accurata emostasi. Venivano posizionati due drenaggi in aspirazione, uno a livello dell’incisione tibiale e l’altro a livello dell’incisione femorale laterale. Gli accessi chirurgici venivano suturati con filo riassorbibile per il sottocute e con punti metallici per la cute. Infine, veniva applicato un bendaggio compressivo elastico. Dopo l’intervento il paziente veniva riportato nella sua stanza. Nelle ore successive all’intervento e durante la notte non veniva osservato alcun sanguinamento anomalo, né diretto né attraverso i drenaggi. Il giorno successivo il paziente veniva medicato e si rimuovevano i drenaggi: la ferita chirurgica appariva in ordine, si osservava una modesta tumefazione del ginocchio, e non erano presenti deficit vascolonervosi. Il paziente veniva dimesso con una profilassi antibiotica e antitromboembolica. Cinque giorni dopo l’intervento il paziente riferiva cardiopalmo e veniva nuovamente ricoverato. L’elettrocardiogramma appariva normale, l’esame Doppler era negativo per tromboembolia, l’ecografia locale rivelava la presenza di un ematoma postero-mediale in corrispondenza della metafisi prossimale tibiale. L’emoglobina era di 10,8 g/dL. Il paziente veniva ricoverato in ospedale per un periodo di osservazione. Nei due giorni successivi lamentava un dolore ingravescente e il livello di emoglobina si riduceva a 8,8 g/dL. Un esame angiografico rivelava la presenza di un piccolo pseudoaneurisma a carico di un ramo segmentario mediale dell’arteria tibiale posteriore, vicino all’accesso a livello della metafisi tibiale prossimale (Figura 1). MEDICINA DELLO SPORT 67 BUDA PSEUDOANEURYSM IN A SEGMENTAL BRANCH OF THE POSTERIOR TIBIAL ARTERY formed, with subsequent superselective catheterization of the bleeding vessel with a 2.7 French catheter (Figure 2). N-Butil(2)Cianoacrilate was used for embolization, until occlusion of the aneurysm was noted (Figure 3). Four days after the procedure the haemoglobin level was 9.9 mg/dL and the patient was discharged. At the last clinical control, the knee was stable and well functioning (IKDC Knee Subjective Score=71.3), and the general conditions had a full recovery. Discussion Arthroscopic knee ligament reconstruction represents now a very wide group of surgical procedures: many different techniques and fixation devices are described, but the antero-medial incision upon the proximal tibial metaphysis is always required for harvesting the hamstrings and drilling the tibial tunnel. Arthroscopic knee ligament surgery is generally considered quite safe, with a very low incidence of complications. The most frequent perioperative complications are fractures (proximal tibial fracture related to the tibial tunnel, femoral condylar fractures related to the femoral one, patellar fracture following patellar tendon harvesting),7-12 tunnel malpositioning,13 inadequate fixation,14-18 infectious diseases 19-21 and neurological damage.22, 23 Vascular injuries are very rare and described only in case reports and usually involve the popliteal artery 3-5 or the medial inferior geniculate.2, 6 In the present case a segmental medial branch of the posterior tibial artery was involved. The arterial damage was probably due to the surgical approach, or to the semitendinosus tendon harvest procedure. This case is interesting because of the over mentioned frequent use of the proximal antero-medial tibial incision. Pseudoaneurysms are related to a partial vascular damage, with the blood dissecting in the surrounding tissue, forming an hematoma which is then encapsulated and undergoes endothelization: this cavity maintains a communication with the arterial defect. A complete damage to the artery would result in vessel retraction with little bleeding.24-26 In previous reports on pseudoaneurysms following knee arthroscopy, the majority of authors reported clinically detectable pseudoaneurysms, as pulsatile masses 2, 25-29 or recurrent hemarthro- 68 Contempora-neamente si procedeva a embolizzazione selettiva del vaso: in anestesia locale si procedeva a cateterizzazione percutanea dell’arteria femorale, e successiva cateterizzazione superselettiva del vaso sanguinante con un catetere French (Figura 2). L’embolizzazione veniva eseguita con N-Butil(2)Cianoacrilato, osservando la completa occlusione del vaso (Figura 3). Quattro giorni dopo questo intervento il livello di emoglobina era salito a 9,9 g/dL. Il paziente veniva quindi dimesso. All’ultimo controllo clinico, il ginocchio appariva stabile e la funzionalità buona (IKDC Knee Subjective Score=71,3), e le condizioni generali mostravano una guarigione completa. Discussione La ricostruzione artroscopica legamentosa del ginocchio presenta oggi una vasta gamma di procedure chirurgiche: molte tecniche differenti e mezzi di fissazione sono descritti, ma l’incisione antero-mediale in corrispondenza della metafisi prossimale tibiale è sempre richiesta per il prelievo dei tendini e per fresare il tunnel tibiale. La chirurgia artroscopica legamentosa del ginocchio è considerata generalmente piuttosto sicura, con un’incidenza molto bassa di complicanze. Le complicanze perioperatorie più frequenti sono le fratture (frattura della tibia prossimale durante la fresatura del tunnel tibiale, fratture del condilo femorale per il tunnel femorale, fratture di rotula eseguendo il prelievo di tendine rotuleo) 7-12, il malposizionamento dei tunnel 13, la fissazione inadeguata 14-18, l’infezione 19-21, i danni neurologici 22, 23. I danni vascolari sono molto rari, descritti solo in casi clinici, e interessano l’arteria poplitea 3-5 o l’arteria genicolata inferomediale 2, 6. Nel presente caso era coinvolto un ramo segmentario mediale dell’arteria tibiale posteriore. Il danno all’arteria è stato probabilmente legato all’accesso chirurgico o alla procedura di prelievo dei tendini. Il caso è stato ritenuto interessante proprio per il sopra citato frequente uso dell’incisione tibiale prossimale antero-mediale Gli pseudoaneurismi sono correlati a lesioni parziali dei vasi, con raccolta di sangue nei tessuti circostanti, con formazione di un ematoma che viene successivamente incapsulato ed evolve verso un’endotelizzazione. Questa cavità mantiene una comunicazione con il difetto arterioso. Una lesione completa del vaso risulterebbe in una retrazione del vaso con scarso sanguinamento 24-26. Nei precedenti report di pseudoaneurismi in seguito ad artroscopia di ginocchio, la maggioranza degli autori riportava pseudoaneurismi rilevabili clinicamente come masse pulsanti 2, 25-29 o emartri MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 PSEUDOANEURYSM IN A SEGMENTAL BRANCH OF THE POSTERIOR TIBIAL ARTERY sis.30 They also affirm that ultrasonographic examination is an effective procedure in the diagnosis of pseudoaneurysms.26-28 The present case was particular because the patient presented with an important anemia (haemoglobin decreased from 15.0 mg/dL to 8.8 mg/dL in a few days), although the pseudoaneurysm was very little, being not detectable clinically nor with ultrasonography. This excessive response to bleeding could be related to favism, because of the oxidative stress subsequent to surgical tissue damage. ricorrenti 30. Inoltre affermano che l’indagine ecografica è una procedura efficace nella diagnostica degli pseudoaneurismi 26-28. Il presente caso è particolare perché il paziente era affetto da un’importante anemizzazione (l’emoglobina era calata da 15,0 g/dL a 8,8 g/dL in pochi giorni) benché lo pseudoaneurisma fosse molto piccolo, non essendo rilevabile clinicamente né all’ecografia. Questa eccessiva risposta al sanguinamento potrebbe essere correlata al favismo, a causa dello stress ossidativo conseguente al danno tissutale chirurgico. Conclusioni Conclusions Vascular damage in the proximal antero-medial tibial exposure is likely to occur frequently, but significant bleeding is rare because arterial complete sectioning results in vessel retraction and little bleeding. Favism could be considered a promoting factor for anemia onset. Embolization is to be considered an effective, fast and little invasive procedure for closure of defects in small calibre vessels. References/Bibliografia 1) Small NC. Complications in arthroscopic surgery performed by experienced arthroscopists. 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E-mail: [email protected] 70 MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 La Medicina dello Sport ... per Sport MED SPORT 2007;71:71-6 La rubrica “La Medicina dello Sport per Sport” presenta in questo numero il contributo realizzato dal Dr. Faraglia e dal Prof. Francavilla sulla attività sportiva del “Nordic walking”. Questa disciplina, utilizzata dagli sciatori di fondo finlandesi sin dagli anni Trenta come metodo di allenamento durante il periodo estivo, si sta rapidamente diffondento in tutta Europa e anche in Italia. Come lo sci di fondo, è un’attività che si svolge all’aria aperta impegnando prevalentemente il metabolismo aerobico e contribuendo per tale motivo a migliorare in modo significativo lo stato di buona salute e di benessere generale senza sovraccaricare in modo eccessivo l’apparato locomotore. Il Comitato di Redazione ritiene di fare cosa utile ai lettori nel presentare questo lavoro dal quale potranno trarre spunti validi per la loro attività professionale. UNA NUOVA SPECIALITA SPORTIVA: IL “NORDIC WALKING” E. FARAGLIA 1, G. DEGASPERI 1, G. FRANCAVILLA 2, V. C. FRANCAVILLA 3 1Federazione Italiana Nordic Walking 2Cattedra di Medicina dello Spor Università degli Studi di Palermo, Palermo 3Dottorando in Medicina dello Sport Università degli Studi di Palermo, Palermo L a ricerca del benessere psico-fisico e il mantenimento dello stesso fino in età avanzata sta diventando obiettivo comune, anche se in netto contrasto con uno stile di vita sempre più frenetico. Il nuovo concetto di “salute” si identifica sempre più frequentemente con la percezione di riuscire a gestire il proprio corpo e a rispettarne i naturali tempi fisiologici. In questo contesto trova piena conferma il nuovo approccio all’attività fisica nella popolazione adulta, ove al fitness si preferisce il wellness, come cura del corpo e della mente. È ormai ampiamente dimostrato che una corretta attività fisica, anche se moderata, contribuisce in maniera determinante a migliorare la qualità della vita. La disciplina del nordic walking, accessibile e praticabile da tutte le persone, ben si Vol. 61, N. 1 adatta a diventare una forma di movimento di facile e relativamente veloce apprendimento, grazie a cui ognuno ha la concreta possibilità di ritrovare, migliorare e mantenere il proprio benessere psico-fisico. Praticare il nordic significa camminare con l’aiuto di bastoncini che, se utilizzati in modo corretto, offrono la possibilità di svolgere un’attività fisica immersi nella natura con effetti positivi per mente e corpo. Con queste premesse è facile dedurre come il nordic walking possa trovare posto in uno stile di vita attivo, che solleciti regolarmente il sistema cardiocircolatorio, la articolazioni, i grandi gruppi muscolari e i meccanismi di controllo 1-7. Il nordic walking è una forma di movimento modulabile attraverso l’allenamento; le capacità condizionali che si vanno ad allenare e mantenere sono, in ordine di coinvolgimento, la resistenza e la forza; la terza MEDICINA DELLO SPORT 71 FARAGLIA A NEW SPORT: NORDIC WALKING capacità, che si definisce condizionale, e cioè la velocità, viene sviluppata solo con lavori specifici. Coordinazione, equilibrio, apprendimento motorio e memoria motoria fanno invece parte delle capacità speciali coinvolte nel gesto tecnico della disciplina. I vantaggi dovuti all’uso corretto del bastoncino rispetto alla semplice camminata, si possono riassumere come segue: — la crescita del coinvolgimento muscolare, che aumenta di conseguenza il consumo energetico favorendo l’utilizzo dei lipidi come fonte di energia, risultando in questo più efficace di circa il 40% rispetto al walking; il fatto di alleggerire l’apparato locomotore attraverso l’appoggio e la spinta del bastoncino fa scaricare su questo il 5-7% del peso corporeo; — Il coinvolgimento attivo della muscolatura ausiliaria dell’apparato respiratorio, che incrementa la capacità di distribuire ossigeno all’intero organismo e mantiene in esercizio quattro delle cinque forme principali di qualità fisiche o condizionali e cioè la resistenza, la forza, la mobilità e la coordinazione. — l’apprendimento di un corretto gesto tecnico in grado di permettere la decontrazione muscolare a livello della spalla e del collo, che avviene durante la fase di recupero verso la parte frontale del bastoncino, favorisce la decontrazione muscolare nella zona delle spalle e della nuca, ritarda il fisiologico processo d’invecchiamento di organi e apparati, stimola l’eliminazione degli ormoni originati dallo stress favorendo la produzione di catecolamine e serotonina e, inoltre, economizza il lavoro svolto dal cuore migliorando il profilo lipidico ematico; — l’allenamento non-impact, vale a dire senza causare traumi all’apparato locomotore, al contrario di quanto avviene durante la corsa, rinforza anche il sistema immunitario, contestualmente al miglioramento dell’efficienza fisica generale. Negli ultimi anni sono stati condotti studi di settore sul rapporto tra benessere psicofisico e attività motoria o meglio, sui benefici di uno stile di vita attivo. Prendendo in considerazione tutte le fasce 72 d’età della popolazione si è rilevato come alcuni disturbi del comportamento e dell’alimentazione si siano trasformati in patologie. Da qui l’impegno delle strutture di assistenza sanitaria nella campagna di informazione e prevenzione. In molti casi si è giustamente pensato di incentivare, motivandola, la pratica della forma di movimento più semplice che ognuno può fare, ossia camminare. Iniziative come quelle promosse dall’APSS di Trento quali “10 000 passi al giorno” o “Cammino con il cuore”, parallelamente a quelle relative all’educazione alimentare nelle scuole e alle varie campagne antifumo e antialcol, sono finalizzate a ridurre l’assistenza sanitaria tramite l’adozione di un corretto stile di vita. I medici di Medicina Generale sono stati utilizzati come mezzo primario di informazione dalle strutture sanitarie pubbliche, per la loro uniforme presenza sul territorio e per il ruolo importante che ricoprono. In questo modo le strutture sanitarie sono riuscite a ottenere una capillare informazione dell’utente in primo luogo, e in seguito anche dei professionisti di medicina dello sport, che hanno inserito il nordic walking nell’attività di promozione della salute. Ricerche condotte sulla popolazione europea che già da anni ha inserito il nordic walking nella pratica sportiva hanno evidenziato che l’80% degli abitanti dell’Europa centrale percorre meno di un chilometro al giorno e il 75% della popolazione generale ha almeno un episodio lombalgico durante la vita; inoltre, solo il 20% dei pensionamenti anticipati avviene a causa di disturbi lombari e articolari. In Svizzera l’inattività fisica causa ogni anno almeno 2 000 decessi, con un aumento delle malattie diabetiche. Uno studio del 2000, effettuato in Italia, ha stabilito che il 36% della popolazione non pratica alcuna attività motoria. Il nordic walking diventa così una forma di fitness ottimale, poiché le caratteristiche viste in precedenza si combinano a una ridotta percezione della fatica intesa come una soggettiva risposta allo sforzo, che viene solitamente classificata con la Scala di Borg. In definitiva, esso rientra a pieno titolo MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 A NEW SPORT: NORDIC WALKING FARAGLIA 43% Sportivo attivo 19% Sportivo agonista 2% Rientrante 50% Principiante 29% Fasce d’età 16% 14% >50 anni 40-50 anni 11% 30-40 anni 20-30 anni 16% 10-20 anni Figura 1. — Target età praticanti nordic walking. Figura 2. — Target età praticanti nordic walking. nelle attività motorie a basso impatto che si distinguono dalle attività ad alto impatto, proprio per il rispetto delle articolazioni e la limitazione delle sollecitazioni. Basti pensare che nella camminata nordic walking non si prevede una fase di volo come nel jogging e il baricentro viene mantenuto a una altezza costante nello spazio, facendone una forma di movimento rivolta a tutti qualsiasi sia l’età, il livello di forma, il luogo di residenza; attualmente l’80 % dei praticanti il nordic walking ha più di 30 anni (Figure 1, 2). Quindi il nordic walking è un’attività per tutti e si può praticare ovunque: non esistono, infatti, particolari limitazioni per il luogo dove praticarlo, essendo adattabile a ogni esigenza. L’intuizione che l’attività motoria e un corretto stile di vita costituiscono elementi fondamentali per il mantenimento della salute risale alla nascita della medicina moderna, e cioè all’antica medicina greca. Ippocrate ricordava che “non ci si può mantenere in salute soltanto con un’alimentazione adeguata, ma a questa bisogna affiancare anche degli esercizi fisici”. La novità degli ultimi anni non consiste, quindi, nell’aver “svelato” questo segreto di lunga vita ma nell’averlo documentato e confermato con ricerche sul campo atte a individuare i meccanismi biochimici attraverso i quali l’attività motoria esercita i suoi effetti benefici. Difficile, ma possibile, è indurre, o meglio educare, la popolazione a modificare con- solidate abitudini a favore di stili di vita più idonei a prevenire la comparsa, o l’aggravamento, di patologie cronico degenerative. Educare a uno stile di vita attivo che solleciti regolarmente il sistema cardiocircolatorio, le articolazioni, i grandi gruppi muscolari e i meccanismi di controllo è l’obiettivo che si può raggiungere attraverso due tipi di informazione: il primo suggerisce le regole comportamentali da mantenere “a regime”, per uno stile di vita attivo, e il secondo è rivolto a spiegare quali sono gli obiettivi intermedi “di avvicinamento” nei casi in cui questo stile di vita debba essere costruito gradualmente. Tutti i soggetti over 65 dovrebbero “a regime” adottare uno stile di vita che preveda: — 20-60 min di esercizio aerobico tutti i giorni, o almeno tre volte alla settimana; — esercitazioni giornaliere di mobilità articolare; — esercizi di forza giornalieri per gli arti inferiori e, almeno due volte alla settimana, per gli arti superiori e addominali; — movimenti spontanei giornalieri per l’equilibrio; — frequenti attività nuove in modo da sollecitare il controllo e l’apprendimento motorio. Se i 65 anni possono essere un’età indicativa per confermare come l’attività motoria svolga una fondamentale opera di prevenzione, la fascia d’età più a rischio, dove maggiore dev’essere l’attenzione nella scelta dello “sport” da praticare, è quella dai 35 a 50 anni. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 73 FARAGLIA A NEW SPORT: NORDIC WALKING Figura 3. — Caratteristiche fondamentali di una corretta forma di movimento. Come si può notare dalle figure precedenti, questa fascia di età comprende la categoria del “rientrante”, ossia di coloro che, dopo un lungo periodo di inattività, spesso accompagnato da un aumento di peso e da errate abitudini comportamentali, riprendono a praticare un’attività fisica solitamente auto-regolamentata, ignorando quasi sempre il proprio effettivo livello di fitness. Date le caratteristiche del nordic walking, esso è uno sport ottimale per chi intende rimettersi in forma. L’attività motoria deve trovare uno spazio privilegiato in tutti i contesti di vita quotidiana, ciò significa che, affinché il binomio “movimento-benessere” abbia benefici, deve diventare una sana abitudine. Ognuno deve in realtà trovare e scoprire lo sport che più gli si adatta, o meglio, la forma di movimento ottimale in base alle 74 proprie capacità, caratteristiche fisiche e, fondamentale, ai propri obiettivi. Obiettivi che possono essere i più disparati: muoversi all’aria aperta, lavorare in gruppo, perdere peso, tonificare la muscolatura, potenziare le capacità vitali attraverso la forza, la resistenza e la velocità. Da questo punto di vista, nel gesto tecnico del nordic walking si riscontrano tutte le caratteristiche fondamentali di una corretta e universale forma di movimento (Figura 3). Lo studio e la ricerca effettuata su campioni di diversa età e stile di vita ha evidenziato come l’attività fisica abbia un ruolo fondamentale nel mantenere l’efficienza anche dell’apparato cardiovascolare. Tale beneficio risulta amplificato nei soggetti con patologie del muscolo cardiaco e del sistema circolatorio. Si sottolinea l’importanza di svolgere un’attività fisica adeguata alle proprie esigenze e MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 A NEW SPORT: NORDIC WALKING FARAGLIA costante nel tempo, allo scopo di salvaguardare l’efficienza fisica, e mantenere le funzioni vitali. La campagna di informazione promossa dalle aziende sanitarie mira a ridurre il rischio di malattia e di ospedalizzazione, con relativa riduzione delle spese mediche, come riportato nel documento “Linee guida 2003 per il trattamento dell’ipertensione arteriosa”. L’allenamento fisico è un predittore piuttosto importante della mortalità cardiovascolare, indipendentemente dalla pressione arteriosa e degli altri fattori di rischio. Anche la salute mentale trae giovamento da uno stile di vita attivo in cui il movimento nelle sue diverse forme diventa una “sana” abitudine, valutabile in una generale diminuzione della depressione, dell’ansia e delle relative ricadute. In senso opposto, si evidenzia un aumento del buonumore, dell’autostima, della capacità decisionale, della memoria, della qualità e durata del sonno, del benessere psicologico. Dato importante, grazie all’attività fisica si registra la tendenza alla diminuzione del rischio di insorgenza di demenza senile e del morbo di Alzheimer. Gli studi effettuati hanno evidenziato come l’esercizio fisico apporti benefici e si opponga alla diffusione delle più comuni patologie quali: malattie cardiovascolari, obesità, diabete e, anche se con percentuali più basse, del cancro. L’attività fisica deve però rispettare dei principi fondamentali e cioè un’attenta valutazione clinica e la stima della frequenza cardiaca massima al cicloergometro, con una preferenza delle attività aerobiche che evitino sforzi strenui. Ogni fascia d’età ha obiettivi fisico-salutari primari e diverso programma di attività, che passa dallo sviluppo e accrescimento ottimali dei 15-24 anni, alla prevenzione e trattamento della malattia coronaria e del diabete di tipo II per gli anziani oltre i 65 anni. La sedentarietà favorisce, tra l’altro, l’insorgere dell’osteoporosi, in quanto la mancanza di “carico” a livello scheletrico riduce il metabolismo del tessuto osseo. Vol. 61, N. 1 Il nordic walking si inserisce di diritto nelle forme di movimento indicate e consigliate affinché diventino parte integrante di uno stile di vita attivo. La qualità del lavoro muscolare, che risulta dinamico o isotonico, svolto da ampi gruppi muscolari, e la quantità dello stesso, dove l’intensità del lavoro aerobico mantiene la frequenza cardiaca media durante l’esercizio al 60-70 % della frequenza cardiaca max, garantiscono l’adattabilità del nordic walking o, più precisamente, la sua modulabilità. Le caratteristiche o “benefici aggiuntivi” a favore del nordic walking, che lo fanno preferire alla semplice camminata o trekking, sono dovute al fatto che si ha un impegno anche dei muscoli del cingolo scapolo omerale e un conseguente incremento del consumo calorico, con alleggerimento del carico sulle articolazioni degli arti inferiori e con la possibilità di superare alcune delle limitazioni di ambito ortopedico, fermo restando che il consumo di ossigeno supera del 20% quello rilevato durante la camminata. Nonostante la camminata sia un esercizio a basso impatto, da ripetersi con una frequenza di 20-30 minuti tre-quattro volte la settimana, con frequenza cardiaca tra il 60% e l’80% di quella massima teorica, essa migliora comunque il fitness cardiovascolare, riduce i livelli pressori e il rischio di osteoporosi. Numericamente riduce del 65% il rischio cardiovascolare. La “promozione dell’attività fisica” diventa dunque una necessità, con l’obiettivo di incrementare la pratica regolare dell’attività fisica almeno del 10%. Quindi, l’educazione al movimento e l’individuazione delle forme più idonee e con meno controindicazioni dovranno essere gli strumenti di diffusione e propaganda. A cura dei servizi di Medicina dello Sport è già in atto una campagna per promuovere la cultura dell’attività fisica a tutte le età, i cui principali slogan riguardano: — educazione al movimento; — utilizzo del tempo libero; — attività sportiva - occasione di gioco; — sport “sano”. Il nordic walking viene costantemente MEDICINA DELLO SPORT 75 PARISI RUOLO DELL’ELETTROIONOTERAPIA NELLA MODULAZIONE DI ALCUNI FATTORI BIOCHIMICI, LA FIBRONECTINA E IL FATTORE XIII, NEI PROCESSI RIPARATIVI DI LESIONI ACUTE E CRONICHE monitorato anche da chi cerca un’attività performante, passando attraverso l’ottimizzazione della postura e dell’economia del movimento. A completamento dei dati emersi dai filoni di ricerca finora maturati emerge che, obiettivi e finalità dell’allenamento portano molti atleti a inserire nelle sedute di carico, l’utilizzo dei bastoni. Oltre agli effetti allenanti a livello cardiovascolare, meglio descritti in precedenza, viene ricercato l’allenamento della forza speciale di alcuni gruppi muscolari definiti “limitanti”, in quanto hanno ruolo fondamentale nel gesto tecnico. Potrà risultare interessante creare dei gruppi di lavoro comparativi, in modo tale da poter empiricamente valutare l’effettivo incremento dato dall’utilizzo dei bastoncini non come “sostegno” ma come carico. È 76 auspicabile che la Medicina dello Sport possa prendersi in carico questa nuova specialità “federata” e ottenere quei risultati che i dati della ricerca finora ottenuti ipotizzano. Bibliografia 1. Fritz Z: Allenamento alla resistenza. BLV Verlag, Monaco di Baviera, 1990;1:115-35. 2. Jürgen W. Anatomia sportiva. 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Anno 2000 - Vol. 53 Fascicolo N. 1 - Marzo 2000 - Pag. 83-106 Gli sport natatori - BONIFAZI M., GIOMBINI A., MINGANTI C., MARUGO L., SARDELLA F. Fascicolo N. 2 - Giugno 2000 - Pag. 193-208 La traumatologia nell’atletica leggera - MOSCONI M., VIOLA E., GIORGI L., BENAZZO F. Fascicolo N. 3 - Settembre 2000 - Pag. 279-287 I bendaggi funzionali nel trattamento dei danni da sport - FRIGNANI R. Fascicolo N. 4 - Dicembre 2000 - Pag. 369-381 La medicina dello sport e gli sport motoristici - DAL MONTE A. Anno 2001 - Vol. 54 Fascicolo N. 1 - Marzo 2001 - Pag. 81-91 Pallacanestro - BIFFI A., FACCINI P., SALVAGGI P., SENZAMENO S., TICCA M. Fascicolo N. 2 - Giugno 2001 - Pag. 145-153 Lo sport della vela - MARCHETTI M., DELUSSU A. S., RODIO A. Fascicolo N. 3 - Settembre 2001 - Pag. 243-246 Il pentathlon moderno - PARISI A., MASALA D., CARDELLI G., DI SALVO V. Fascicolo N. 4 - Dicembre 2001 - Pag. 325-334 Monitoraggio medico-sportivo del pugilato professionistico - STURLA M. I. Anno 2002 - Vol. 55 Fascicolo N. 1 - Marzo 2002 - Pag. 51-59 Medicina dello Sport applicata allo skyrunning - ROI G. S. Fascicolo N. 2 - Giugno 2002 - Pag. 101-123 Le discipline subacquee: aspetti medici e tecnici dell’immersione - MANOZZI F. M. Fascicolo N. 3 - Settembre 2002 - Pag. 219-226 L’arbitro di calcio: profilo medico-sportivo - PIZZI A., CASTAGNA C. Fascicolo N. 4 - Dicembre 2002 - Pag. 313-325 Sport equestri - DRAGONI S. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 77 LA MEDICINA DELLO SPORT ... PER SPORT Anno 2003 - Vol. 56 Fascicolo N. 1 - Marzo 2003 - Pag. 63-72 Il tiro con l’arco - BONSIGNORE D. - GALLOZZI C. - SCARAMUZZA V. Fascicolo N. 2 - Giugno 2003 - Pag. 123-137 Il triathlon - MIGLIORINI S. - BOMPREZZI A. Fascicolo N. 3 - Settembre 2003 - Pag. 201-226 Lo sport paraolimpico - BERNARDI M., GUERRA E., MARCHETTONI P., MARCHETTI M. Fascicolo N. 4 - Dicembre 2003 - Pag. 329-335 Il tiro a volo - FAZI F., LACAVA F., MONTEMURRI B., LACAVA G. Fascicolo N. 4 - Dicembre 2003 - Pag. 337-339 Il tiro a segno - CUTOLO G. Anno 2004 - Vol. 57 Fascicolo N. 1 - Marzo 2004 - Pag. 83-89 L’universo ginnastica - BALDINI V. - BERLUTTI G. - CALDARONE G. Fascicolo N. 2 - Giugno 2004 - Pag. 137-145 Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate, Arti Marziali - LÒRIGA V. Fascicolo N. 3 - Settembre 2004 - Pag. 287-364 La medicina dello sport applicata al calcio VECCHIET L., CALLIGARIS A., MONTANARI G., SAGGINI R., BELLOMO R. G., GATTESCHI L., RUBENNI M. G. Anno 2005 - Vol. 58 Fascicolo N. 1 - Marzo 2005 - Pag. 65-71 Aspetti fisiologici e clinici della pallavolo e del beach volley S. CAMELI CON LA COLLABORAZIONE DI A. FERRETTI, G. FONTANI, C. GALLOZZI, C. MENCHINELLI, A. MONTORSI, P. G. NAVARRA, G. POMA, R. VANNICELLI, P. ZEPPILLI Fascicolo N. 2 - Giugno 2005 - Pag. 137-150 La danza sportiva FAINA M., BRIA S., SIMONETTO L. Fascicolo N. 3 - Settembre 2005 - Pag. 241-9 Traumatologia in arrampicata sportiva E. PAGANO DRITTO, P. L. FIORELLA, R. BAGNOLI, G. POSABELLA Fascicolo N. 4 - Dicembre 2005 - Pag. 313-38 Il ciclismo M. FAINA, V. CAVALLARO, P. FIORELLA, S. GHIRO, G. MIRRI, U. MONSELLATO, L. SIMONETTO Anno 2006 - Vol. 59 Fascicolo N. 2 - Giugno 2006 - Pag. 277-87 L’Hockey su prato D. BONSIGNORE, B. RUSCELLO Fascicolo N. 3 - Settembre 2006 - Pag. 375-6 Un approccio biomeccanico di tipo cinematico allo studio della danza sportiva D. DALLA VEDOVA, M. BESI, D. CACCIARI, S. BRIA, M. FAINA Fascicolo N. 4 - Dicembre 2006 - Pag. 477-94 Il tennis: aspetti fisiologici C. GALLOZZI, G. MIRRI 78 MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 LA MEDICINA DELLO SPORT ... PER SPORT Anno 2007 - Vol. 60 Fascicolo N. 1 - Marzo 2007 - Pag. 67-70 Il Centro Universitario Sportivo Italiano L. COIANA Fascicolo N. 1 - Marzo 2007 - Pag. 71-7 Il pattinaggio di figura D. TORNESE, S. GEMMA, A. BERTO Fascicolo N. 2 - Giugno 2007 - Pag. 209-216 La maratona: un fenomeno di massa visto dal punto di vista del medico dello sport P. L. FIORELLA, G. FISCHETTO Fascicolo N. 4 - Giugno 2007 - Pag. 605-610 Il Badminton A. GIANFELICI, C. MORANDINI Anno 2008 - Vol. 61 Fascicolo N. 1 - Marzo 2008 - Pag. 71-76 Una nuova specialità sportiva: il “nordic walking” FARAGLIA E., DEGASPERI G., FRANCAVILLA G., CRISTIAN FRANCAVILLA V. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 79 Forum MED SPORT 2008;61:81-7 DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, PASSANDO ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS PER GIUNGERE ALLA PRESCRIZIONE DELL’ESERCIZIO FISICO IN AMBITO CARDIOLOGICO: UN PERCORSO CULTURALE DURATO OLTRE 20 ANNI L. D’ANDREA Cattedra di Patologia Clinica, Università degli Studi di Napoli “Federico II” Centro di Cardiologia Preventiva A.S.L. NA 1, Napoli VII Incontro di Medicina e Cardiologia dello Sport Fondazione Santa Lucia – I.R.C.C.S. 12-14 Aprile 2007 - Roma Lettura Magistrale Introduzione al “trittico” della sport-terapia … Le Storie sono i serbatoi segreti dei “ valori”, sono un “bene” che molto spesso si da per scontato…… (Anonimo Mediterraneo) La cardiologia dello sport nel 2007 compie oltre 100 anni se si pone come data della sua nascita il lavoro di Henschen del 1899, citato nella letteratura di lingua tedesca 1, oppure affonda le sue radici in epoca ancora più lontana: secondo Hanne Paparo già in G.M. Lancisi, archiatra pontificio (1654-1720) si ritrovano accenni al cuore da sport 2. La prima Società Scientifica Internazionale di Cardiologia dello Sport è la Società Italiana di Cardiologia dello Sport (SIC- Sport) che è stata costituita in Roma “per atto del Notaio Indirizzo per la richiesta di estratti: L. D’Andrea , Corso Europa 72, 80127 Napoli. E-mail: [email protected] Vol. 61, N. 1 Aldo Garofalo del 13 Marzo 1981, Rep. N°4838 registrato il 26 Marzo 1981”. Il I° Consiglio Direttivo (Anno 1981-83) era costituito dalle personalità “storiche” della Medicina dello Sport e Cardiologia Italiana: Presidente: Prof. A. Venerando – Vice Presidente: Prof. T. Lubich – Consiglieri: Prof. B. Carù, Prof. A. Dagianti, Prof. F. Furlanello, Prof. M. Masini, Prof. V. Rulli, Prof. M. Sangiorgi, Prof. P. Solinas – Segretario: Prof. P. Zeppilli – Tesoriere: Prof. S. Nocini. L’articolo 2 dello Statuto della SIC-Sport ha un carattere “profetico” e recita testualmente: “La SIC-Sport ha lo scopo di favorire il progresso e la diffusione delle conoscenze sugli effetti dell’esercizio fisico e degli sport sull’apparato cardiocircolatorio di individui sani e sugli effetti dell’attività fisica nella riabilitazione dei cardiopatici e nella prevenzione delle cardiovasculopatie degenerative, nonché di mantenere aggiornati i criteri di idoneità cardiovascolare alle attività sportive agonistiche ed a quelle igienico-ricreative”. Tutte le profetiche promesse sono state mantenute dal manipolo di testardi, colpiti dal virus della cardiologia dello sport, che si sono succeduti nei Consigli Direttivi dal 1981 ad oggi. La Vocazione scientifica ha prodot- MEDICINA DELLO SPORT 81 D’ANDREA DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS to Congressi Nazionali, Corsi di aggiornamento sulla Fisiopatologia cardiovascolare nello sport e nell’esercizio fisico. La Vocazione clinico-epidemiologico e medicolegale ha fatto nascere il COCIS I (1986-89), COCIS II (1993-95), COCIS III (2002-2004) che ha elaborato i Protocolli per il giudizio di idoneità all’attività sportivo-agonistica che hanno uniformato i comportamenti degli specialisti che operano nell’ambito della medicina e cardiologia dello sport nel nostro Paese. La Vocazione preventiva è stata la spinta creativa della Task Force Multidisciplinare (E.P.I.Card - 2006) che ha elaborato il Documento di Consenso sulla prescrizione dell’esercizio fisico in Cardiologia preventiva e riabilitativa. La nostra storia personale si intreccia con quella della SIC-Sport costituendo un “amore” a prima vista! Socio Ordinario nell’Agosto 1981, quando la SIC-Sport ha appena 4 mesi di età; Membro neo-eletto del Consiglio Direttivo, nel corso della II° International Conference on Sports Cardiology Sorrento 2-5 Aprile 1987. Rieletto nei bienni 1989-91, 1993-95, 1995-97 e successivamente Tesoriere Nazionale sino al 2003. Membro del COCIS I, COCIS II, COCIS III, EPICard 2006. La peculiarità dei Protocolli COCIS I, II, III In tutte le situazioni clinico-strumentali cardiologiche borderline ed in caso di anomalie o patologie cardiovascolari il punto di riferimento per i percorsi diagnostici finalizzati all’idoneità sportiva sono i protocolli cardiologici elaborati con consenso pentasocietario (ANCE, ANMCO, SIC, SIC Sport, FMSI), presentati a ROMA il 15/5/89 (COCIS I 1986’89), aggiornati nel 1995 (COCIS II 1995-96), ripresentati a Napoli il 14/6/96 ed aggiornati nel 2003 (COCIS III) 3-5. Gli obiettivi del COCIS sono tre: — Definire modalità e responsabilità della visita cardiologia sportiva di I livello; — Definire i protocolli clinico-strumentali del II e III livello per approfondire diagnosi e prognosi nel rispetto del rapporto costobeneficio; 82 — Identificare i criteri di idoneità in presenza di anomalie o patologie cardiovascolari. Sulla base di dati raccolti in centri medicosportivi di I livello, riteniamo che l’applicazione effettiva sul campo dei dettati del COCIS abbia notevolmente migliorato le conoscenze cardiologiche del medico sportivo di base, abbia uniformato sul territorio nazionale i giudizi cardiologici di non idoneità, ridimensionando il significato prognostico e funzionale delle anomalie cardiovascolari minori, ipertrofizzate nel loro peso diagnostico e prognostico per la paura di conseguenze medico-legali 6. I protocolli COCIS sono le prime linee guida cardiologiche elaborate in Italia, sono una novità per l’Europa e possono essere confrontati con le raccomandazioni della 16^ 26^ Bethesda Conference (1985-1994) negli USA 7, 8. Il confronto Tra COCIS I – Bethesda 19851994, consente una serie di considerazioni interessanti sui diversi criteri generali e sui percorsi seguiti nei singoli casi cardiologici 9. Le basi scientifiche cardiologiche dei protocolli sono coincidenti, talora analoghe per il continuo scambio di conoscenze, mentre le tradizioni giuridico-culturali sono eterogenee e difformi. In Italia esistono precise norme di legge sulla tutela sanitaria degli sportivi, il controllo dello stato di salute è obbligatorio, con un giudizio medico-legale di idoneità che è vincolante. Il cardiologo dello sport è l’unico responsabile della idoneità o meno del soggetto; nessun ruolo gioca la libertà individuale, il parere dei familiari, dell’allenatore, della società sportiva di appartenenza. Negli Stati Uniti non esistono precise norme legislative, il controllo medico è facoltativo, il giudizio finale è soltanto una “raccomandazione” con libertà decisionale dell’atleta di rispettarla o meno. La presenza di precise norme impositive rende più rigidi i protocolli COCIS, con una tendenza nei casi dubbi o di difficile prognosi alla non idoneità. Le raccomandazioni della Bethesda sono più “elastiche” e l’atteggiamento è più duttile e possibilista con una tendenza alla valutazione caso per caso, senza pregiudizi negativi assoluti. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS Le principali novità del COCIS 1995, riprese anche nel COCIS 2003 sono le seguenti: — Viene proposta una classificazione delle attività sportive basata sul comportamento dei principali parametri cardio-vascolari (frequenza cardiaca, portata cardiaca, resistenze periferiche) nel corso dei vari sport, in gara e/o allenamento; — Vengono introdotte le attività sportive a carattere non agonistico nel protocollo COCIS che riguarda lo sport agonistico. È questa la novità che getta un ponte tra cardiologia dello sport e cardiologia clinica; si introduce il concetto di sport-terapia intesa come attività fisico-sportiva regolare, d’intensità non massimale, con carattere aerobico, utilizzabile in prevenzione e riabilitazione cardiologia; — Sono fissati i criteri d’idoneità per i seguenti casi particolari: 1) soggetti portatori di pace-maker; 2) soggetti con aritmie “guarite” con ablazione transcatetere della via anomala; 3) possibilità d’ idoneità allo sport agonistico di soggetti ipertesi in terapia con farmaci antipertensivi, tenuto conto delle norme nazionali ed internazionali sul doping; 4) vengono precisate i criteri per il ritorno all’attività agonistica per gli atleti colpiti da miocarditi. (2). Nel COCIS 2003 è stata semplificata la parete iniziale dedicata agli aspetti medico legali, ribadendo in particolare i concetti relativi alla colpa medica, specificando ed esemplificando il comportamento da seguire nell’acquisizione del consenso informato e giuridicamente efficace. Viene illustrato il concetto d’idoneità cardiologia intesa come consenso medico ad “allenarsi” ed a “partecipare” alle competizioni secondo le regole. In un mondo dominato dai mass-media e dalla logica della “informazione a tutti i costi” viene ricordata l’importanza del segreto professionale per il cardiologo dello sport. Infine viene inserito un breve paragrafo volto a richiamare l’attenzione dei colleghi e delle istituzioni sul problema dell’accreditamento dei Centri e degli specialisti in Medicina dello Sport. Per concludere vogliamo sottolineare che l’esistenza, la conoscenza e l’uso dei protocolli cardiologici costituiscono la migliore Vol. 61, N. 1 D’ANDREA assicurazione contro il rischio di responsabilità per colpa professionale, perché consentono giudizi corretti indipendentemente dalla specifica preparazione, intuito clinico, attitudini di prudenza e diligenza. L’osservanza delle regole protocollari non impedisce di adoperare la propria dose di intuito e buon senso clinico per apportare modifiche e miglioramenti personali suggeriti da quel caso specifico. L’inosservanza per presunzione di superiore preparazione e competenza potrebbe configurare la colpa specifica, ma il loro rispetto offre la massima tutela rispetto alla possibilità di incorrere in addebiti di colpa medica 10. La sport-terapia: dall’intuizione fisiopatologica alla realtà del territorio La prescrizione medica dell’esercizio fisico nei soggetti sani – sedentari e nei cardiopatici presenta la stessa dignità e le stesse responsabilità dal punto di vista medico-legale della prescrizione di un atto chirurgico, di una dieta o di un trattamento farmacologico. Tale prescrizione deve stabilire la qualità, la quantità o dose di esercizio fisico da praticare, lo schema di allenamento e deve identificare le controindicazioni cardiovascolari ma anche metaboliche, osteo-articolari o neurosensoriali e deve indicare i pericoli del sovradosaggio, cioè di un programma di training mal condotto. Vengono riassunte le norme giuridiche che riconoscono espressamente all’attività fisica- sportiva il ruolo di pratica”diretta alla promozione della salute individuale e collettiva” dettate da norme costituzionali e specifici decreti ministeriali. In particolare il D.M. 18/2 1982 sulla tutela sanitaria delle attività sportive prevede il rilascio di un “certificato di buona salute” per la pratica delle attività sportive non agonistiche. Per l’attività fisica a scopo preventivoterapeutico (da noi definita sport-terapia) è necessario un adeguato controllo medico che non è una “certificazione d’idoneità”, ma la base su cui viene prescritta la sport-terapia, così come la prescrizione di una dieta, di un farmaco, di un intervento chirurgico. La visi- MEDICINA DELLO SPORT 83 D’ANDREA DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS ta medica, corredata da accertamenti specialistici, “in caso di motivato sospetto clinico”, deve valutare lo stato di salute e l’efficienza fisica del soggetto da avviare ad un programma dosato e controllato. Viene presentata la nostra scheda cicloergometrica che comprende notizie anamnestiche, la farmacoterapia eventualmente in atto, dati obiettivi, in particolare cardiovascolari, il comportamento dell’incremento pulsatorio e pressorio ed i dati elettrocardiografici ai vari carichi di lavoro. Infine viene indicato il rendimento ergometrico teorico-effettivo in Watt, corretto per l’età, sul quale viene delineato lo schema di sport-terapia “su misura”. Si ribadisce che la prescrizione non va estesa ad attività diverse da quelle suggerite, ma gradite al soggetto e si sottolinea la validità limitata nel tempo, essendo necessario il controllo periodico degli effetti dell’allenamento. Consenso informato: è importante da parte di un soggetto che si sottopone a visita medica ed agli ulteriori accertamenti (specie se invasivi e quindi rischiosi), nonché di un consenso alla successiva prescrizione dell’esercizio fisico. Il codice di Deontologia Medica, all’articolo 74, richiama la necessità di una “adeguata informazione al soggetto sugli eventuali rischi e benefici che la specifica attività sportiva può comportare”. Ai fini pratici viene presentato un nostro modello di dichiarazione utile per la raccolta del consenso. Responsabilità professionale: si pone nei confronti della valutazione diagnostica e del giudizio d’idoneità all’esercizio fisico, nonché su eventuali ripercursioni negative del training. I più recenti orientamenti giurisprudenziali in tema di accertamento della responsabilità medica a titolo di colpa e di causalità omissiva, vengono dettagliatamente discussi. Standard organizzativi per i Centri medici: tenuto conto che la certificazione d’idoneità per lo sport agonistico è esclusivo compito dello specialista in Medicina dello sport, mentre per le attività non agonistiche o amatoriali è possibile la certificazione da parte di un laureato in Medicina, riteniamo che la delicatezza dell’impegno diagnostico-pro- 84 gnostico della prescrizione sport-terapeutica, richieda la cultura specifica di uno specialista in Cardiologia e/o in Medicina dello sport, particolarmente addestrato nei problemi della Cardiologia dello sport, essendo la patologia cardiovascolare quella di maggiore interesse in tema di responsabilità professionale. Viene presentata la delibera della Giunta Regionale Campana del 15/11/2002 che approva la dotazione strumentale minima per le strutture di Medicina dello sport, su parere di una commissione tecnico-consultiva, alla quale partecipammo. Si sottolinea la prevalenza di strumentazione cardiologica, in particolare rivolta alla valutazione funzionale del soggetto. La valutazione funzionale caratterizzata da una visita medica, corredata da accertamenti specialistici, “in caso di motivato sospetto clinico”, deve valutare lo stato di salute e l’efficienza fisica del soggetto da avviare ad un programma dosato e controllato. Sottolineamo che non si tratta di esprimere un giudizio di idoneità cardiologica, cioè un consenso medico ad allenarsi e partecipare a gare richiesto dalla legge (D.M. 18/02/82). Trattasi di un parere favorevole alla pratica di un programma di esercizio fisico dosato e controllato, inteso come sport-terapia, condiviso dal paziente. L’equipe da noi proposta ed operante nel nostro Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport è costituita dalle seguenti figure professionali: A) 2 Medici, specialisti in Cardiologia e Medicina dello Sport, esperti di Eco-cardiografia ed ergometria in Cardiologia dello Sport B) Laureta in Scienze motorie, specialista in Attività Motoria Adattata e Sport-terapia C) Biologo, specialista in Patologia clinica, esperto di Bioenergetica Muscolare D) Tecnico di cardiologia, esperto di cicloergometria. La dotazione strumentale del nostro Centro integra quella prevista dalla Giunta regionale con: — Ecocardiografo — Sistema per il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS — Sistema per il monitoraggio elettrocardiografico secondo Holter e per lo studio dei potenziali tardivi. — Cicloergometro a freno elettromagnetico. Strategie per implementare l’attività fisica: sono necessarie tecniche di sostegno per migliorare la compliance dei soggetti da allenare, dei medici prescrittori, dei tecnici della sport-terapia specificamente formati. Esistono responsabilità dei singoli e della comunità sociale nel condizionare lo scarso interesse, nella civiltà industrializzata, per l’allenamento fisico. Le motivazioni alla partecipazione ai programmi sport-terapeutici sono molteplici: i precedenti sportivi in età giovanile; il tipo di sport-terapia programmato ed il supporto sociale proposto; il carattere estroverso del soggetto; la stima di se stesso e le auto motivazioni; il desiderio di socializzare e di sentirsi meglio. Anche i più ottimistici studi evidenziano una relativamente bassa compliance ai programmi sport- References/Bibliografia 1) Schmidt J. 75 Jahre Sportherz. Sportartz und Sportmedicine 1974; 10:255. 2) Hanne Paparo N. The athlete’s heart: a review. J Sports Cardiology 1997; 4: 47. 3) Consensus ANCE, ANMCO, FMSI, SIC, SIC Sport: Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. International Journal of Sports Cardiology 1988;5:68. 4) Consensus ANCE, ANMCO, FMSI, SIC, SIC Sport : Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. International Journal of Sports Cardiology 1995; 4:143. 5) Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, D’Andrea L, et al. “Cardiologiacal guidelines for competi- Vol. 61, N. 1 D’ANDREA terapeutici, sia negli adulti sedentari apparentemente sani, sia nei pazienti in riabilitazione cardiologia. Il motivo principale addotto per il drop-out è la mancanza di tempo, anche se spesso è evidente la disponibilità di tempo libero. Una importante variabile della compliance è l’interazione tra la personalità del partecipante ed il leader del gruppo che si esercita o del medico prescrittore e del tecnico supervisore del programma di allenamento. Si sottolinea, a nostro avviso, l’importanza della convinzione del terapeuta sulla bontà ed utilità del trattamento, che dovrà essere disegnato su misura, per ottenere il massimi rinforzo verso lo stile di vita attivo quando sopravviene il disagio dell’allenamento ed il paziente deve scoprire le ricompense interne di un più attivo stile di vita. Il miglioramento della compliance ai programmi di sport-terapia è essenziale non solo per il successo dei trattamenti individuali, ma anche per migliorare il rapporto costi-benefici nei programmi comunitari 11, 12. tive sports eligibility”. Ital Heart J. 2005; 6 (8): 661-702. 6) D’Andrea A, Cristiano A, Giacemmo A, D’Andrea L: Le causali di inidoneità cardiovascolare prima e dopo il COCIS. (abstr) In: Atti del VI Congresso dell’Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri. Roma: Ed Sicex,1996: 227. 7) 16th Bethesda Conference: Cardiovascular abnormalities in the atlete: recommendations regarding eligibility for competition. J AM Coll Cardiol 1985; 6:1189. 8) 26th Betsheda Conference: Recommendations for determining eligibility for competitions in athletes with cardiovascular abnormalities. J AM Coll Cardiol, 1994; 24:846. 9) D’Andrea L: La peculiarità dei protocolli MEDICINA DELLO SPORT COCIS e confronto con l’esperienza internazionale. In: Atti del Convegno Pentasocietario COCIS 1997. Roma: CESI, 1997: 19. 10) D’Andrea A, D’Ajello R, D’Andrea L: Linee Guida e libertà clinica in cardiologia dello sport: criteri di metodologia clinica e giuridica di una pacifica coesistenza. International Journal of Sports Cardiology 1998; 7: 5. 11) D’Andrea L., D’Andrea A. “Possiamo prescrivere al cardiopatico stabilizzato un’attività non protetta in palestra?” Int J Sports Cardiol. 1999; 8: 173-179. 12) Guiducci U., D’Andrea L., “Prescrizione dell’esercizio fisico nel soggetto sano e nel cardiopatico: principi generali”, Consensus Task Force Multisocietaria Med. Sport 2006; 59:209-13. 85 D’ANDREA DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS Questionario Quesiti a risposta multipla 1) Quali attivita’ sportive possono essere utilizzate come sport-terapia? a) Le specialità di tipo anaerobico lattacido b) Le specialità di tipo anaerobico alattacido c) Le specialità di tipo aerobico o di endurance (esatto) d) Tutte le precedenti 2) Quali adattamenti metabolici produce l’allenamento di endurance? a) L’aumento della colesterolemia totale b) L’aumento dei trigliceridi c) L’aumento del colesterolo HDL (esatto) d) Tutte le precedenti 3) La prescrizione medica dell’esercizio fisico in prevenzione primaria e riabilitazione cardiologica, dal punto di vista medicolegale, ha: a) Nessuna rilevanza b) Stesse responsabilità della prescrizione di un atto chirurgico c) Stesse responsabilità della prescrizione di una dieta e di un trattamento farmacologico d) Risposte b e c (esatto) 4) Quali effetti cardiovascolari provoca la pratica di un programma di sport-terapia? a) Effetto bradicardizzante, anti-ipertensivo, anti-depressivo (esatto) b) Effetto tachicardizzante c) Effetti depressivi sul tono dell’umore d) Nessuna delle precedenti 5) La compliance ai programmi di sport-terapia dipende: a) Dalla intensità massimale dei carichi di lavoro muscolare b) Dai precedenti sportivi del soggetto (esatto) c) Dalla esecuzione al mattino ed alla sera del programma di allenamento d) Tutte le precedenti 86 6) La precrizione medica dell’esercizio fisico come sport-terapia va intesa come: a) Giudizio d’idoneità per sport non-agonistico b) Giudizio d’idoneità per attività sportive di tipo agonistico c) Un parere favorevole alla pratica di un programma di esercizio fisico dosato e controllato, condiviso dal paziente (esatto) d) Nessuna delle precedenti 7) Quali attivita’ sportive out-door possono essere praticate dal cardiopatico stabilizzato, dopo accurata valutazione funzionale? a) Corsa di lunga durata b) Nuoto di fondo c) Sci di fondo d) Tutte le precedenti (esatto) 8) Il controllo della sicurezza del programma di sport-terapia si attua: a) Con il cardiofrequenzimetro b) Con il controllo telemetrico nei primi mesi c) Con un Test cicloergometrico periodico d) Tutte le precedenti (esatto) 9) La scheda per la prescrizione della sportterapia devono contenere: a) Un’accurata anamnesi, un esame obiettivo completo, esami strumentali e di laboratorio b) Specificate il tipo e l’intensità degli esercizi, la loro durata, frequenza, progressione, modalità di esecuzione. c) Consenso informato d) Tutte le precedenti (esatto) 10) Quali sono gli effetti della sport-terapia sui disturbi del ritmo cardiaco? a) Diminuisce la vulnerabilità elettrica miocardia (esatto) b) Aumenta la vulnerabilità elettrica miocardia c) Aumenta il cronotropismo cardiaco d) Nessuna delle precedenti MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 DALLA NASCITA DELLA SIC-SPORT, ATTRAVERSO I PROTOCOLLI COCIS 11) Quale tra gli sport sottoindicati non rientra nel gruppo “a” della classificazione cardiologica delle specialita’ sportive del cocis 1995 e 2003: a) Nuoto di fondo b) Ciclismo di fondo c) Salto in alto (esatto) d) Tutte le precedenti 12) È necessario il consenso informato per la precrizione medica dell’esercizo fisico come sport-terapia? a) Non è necessario b) È necessario solo per i pazienti minorenni c) È necessario in tutti i casi (esatto) d) È a discrezione del medico curante 13) Quali dati fornisce il test cicloergometrico? a) Incremento pulsatorio e pressorio ai vari carichi di lavoro b) Risposta negativa per ischemia provocata e/o aritmie cardiache c) Rendimento ergometrico effettivo del soggetto, relativo all’età d) Tutte le precedenti (esatto) Vol. 61, N. 1 D’ANDREA 14) Quali sono le controindicazioni assolute ad un programma di sport-terapia? a) Test cicloergomterico positivo per ischemia a bassi carichi di lavoro b) Recente infarto del miocardio c) Aumento del colesterolo LDL > 200 mg d) Risposte “a” e “b” (esatto) e) Tutte le precedenti 15) La responsabilita’ professionale nella prescrizione di un programma di sport-terapia prevede: a) La valutazione diagnostica e del giudizio d’idoneità del soggetto all’esercizio fisico, nonché eventuali ripercussioni negative del training b) Determinare se la condotta del medico possa esser ritenuta colposa per violazione dei parametri della comune diligenza, prudenza e perizia c) Determinare se la condotta del medico possa esser ritenuta colposa per violazione delle regole tecniche (ed i protocolli) della scienza medica di settore. d) Tutte le precedenti (esatto) MEDICINA DELLO SPORT 87 MED SPORT 2008;61:89-95 I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO. ATTO I: LA SCHEDA CICLOERGOMETRICA PER LA “PRESCRIZIONE” L. D’ANDREA, A. D’ANDREA, P. ROMANO, V. PANETTA Patologia Clinica, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli Centro di Cardiologia preventiva ASL NA 1, Napoli …“Io so bene che a questo mondo tutto dipende da un’idea geniale e da una ferma risoluzione” (tratto da - “Le affinità elettive”) J. W. GOETHE P er sport-terapia si intende la pratica regolare e costante di un programma di esercizio fisico, dosato e controllato in quanto a qualità, quantità, modalità di esecuzione e schema di allenamento, con finalità ludicoaddestrative o igienico-preventive e non competitivo-agonistiche, che risulta un mezzo preventivo e terapeutico fisiologico, efficace e a basso costo, sulla base di dati epidemiologici, clinici e sperimentali, accolti nei Docu-menti di Consenso di Società Scientifiche nazionali e internazionali (American Heart Association, American College of Sport Medicine, Royal College of Physician of London, World Health Organization, Task Force multidisciplinare italiana, ecc.). Gli effetti positivi di un programma di allenamento inteso come sport-terapia sono caratterizzati dal miglioramento delle prestazioni fisiche, della qualità della vita, dalla riduzione della morbilità e mortalità per malattie cardiovascolari degenerative (cardiopatia ischemica aterosclerotica, ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca cronica), dalla riduzio- Indirizzo per la richiesta di estratti: L. D’Andrea, MD, corso Europa 72, 80127 Napoli. E-mail: [email protected] Vol. 61, N. 1 ne del rischio di malattie croniche dismetaboliche (obesità-sovrappeso, diabete di tipo II, iperdislipidemie, osteoporosi) 1-3. In realtà già Ippocrate (460-377 a.C.) aveva intuito l’importanza della rivoluzione dello stile di vita da sedentario ad attivo quando aveva scritto: “Tutte le parti del corpo che hanno una funzione propria, se adoperate con moderazione ed esercitate a compiere gli sforzi, per i quali ognuna è predisposta, diventano forti, ben sviluppate ed invecchiano lentamente. Invece, se non vengono usate e sono lasciate in ozio diventano preda di malanni, si sviluppano male ed invecchiano precocemente”. Gli effetti negativi della carenza di esercizio fisico (malattia ipocinetica, o civilization induced disease) caratterizzata dalla sommazione dei più noti e importanti fattori di rischio coronarico nello stile di vita della società del “benessere” industriale e postindustriale erano stati espressi da Lucrezio (De Rerum Natura, cap. 51, 1007, ca. 50 a.C) icasticamente: “In passato la fame consegnava corpi esausti alla morte; oggi, d’altro canto la prosperità li getta nella fossa” 4. In un editoriale del 1984, veniva descritto l’esercizio fisico come: “An agent with lipidlowering, antihypertensive, positive inotropic, negative chronotopic, vasodilating, diuretic, anorixegenic, weight-reducing, cathartic, hypoglycemic, tranquilizing, hypnotic and antidepressive qualities” 5. MEDICINA DELLO SPORT 89 D’ANDREA I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO TABELLA I. — Il beta-blocco adrenergico fisiologico nella sport-terapia. AZIONE CRONOTROPA NEGATIVA ↓ Frequenza cardiaca ↑ Tempi diastolici e sistolici ↓ Resistenze periferiche ↓ PAS e PAD AZIONE DROMOTROPA NEGATIVA ↑ Tempo conduzione atrio-ventricolare ↑ Calibro dei vasi arteriosi e venosi AZIONE BATMOTROPA NEGATIVA ↓ Vulnerabilità elettrica miocardica ↑ Effetto windkessel aortico AZIONE INOTROPA POSITIVA ↓ Velocità di accorciamento miocardico (dP/dt) ↑ Circoli collaterali ↑ Densità dei capillari AZIONE METABOLICA POSITIVA ↓ Richiesta miocardica di O2 ↓ Doppio prodotto (FC×PA) ↑ Rapporto capillari/fibre ↑ Area di scambio capillari/fibre ↓ RISERVA CARDIACA E CORONARICA ↑ Riserva vascolare FC: frequenza cardiaca; PAS: pressione arteriosa sistolica; PAD: pressione arteriosa diastolica. Infine, nella relazione al I Congresso Nazionale ANCE (Associazione Nazionale Cardiologi Extraospedalieri) (1985) tra “Le vocazioni della Cardiologia dello Sport”, veniva identificata anche quella preventiva, concludendo: “la prescrizione della sport-terapia intesa come esercizio fisico programmato e controllato, quale antidoto della malattia ipocinetica, dopo attenta valutazione della idoneità specifica cardiovascolare, esalta la funzione sociale del cardiologo dello sport, che si trova impegnato anche nei programmi di prevenzione primaria e secondaria delle malattie degenerative tipiche della società industrializzata” 6. La prescrizione sport-terapeutica: istruzioni per l’uso Caratteristiche L’allenamento utile in cardiologia preventiva è quello di endurance o aerobico, che è definito come un programma regolare e sistematico di lavoro muscolare di qualità, dinamico o isotonico, caratterizzato da contrazioni e decontrazioni ritmiche dei complessi muscolari degli arti superiori e/o inferiori, di intensità sottomassimale (dal 60% all’80% . del VO2max), di durata di almeno 1’ e prolungato fino a 3’-5’ e oltre, con modalità di esecuzione in progressione, preceduto da riscaldamento e interrotto gradatamente con un periodo di raffreddamento 4. 90 Indicazioni La lista delle indicazioni è la seguente: 1) adulto apparentemente sano sedentario; 2) disturbi funzionali cardiaci; 3) sindrome ipertensiva arteriosa; 4) obesità - sovrappeso; 5) dismetabolismo lipidico; 6) diabete mellito di tipo I e II; 7) cardiopatia ischemica stabilizzata; 8) insufficienza cardiaca cronica; 9) esiti di interventi cardiochirurgici (cardiopatie congenite, ischemiche, valvolari); 10) patologie respiratorie croniche - asma bronchiale; 11) patologie reumatiche croniche – osteoporosi; 12) disturbi dell’alimentazione (celiachia, anoressia, bulimia); 13) neurosi depressivo-ansiose; 14) portatori di handicap. Effetti desiderati 4, 7, 8 L’esame critico dei dati sperimentali e clinico-epidemiologici esistenti in letteratura ci permettono la valutazione sintetica degli adattamenti cardiovascolari e metabolici all’allenamento di endurance riportati nelle Tabelle I, II e III. Come risulta da dati sopra riportati, trattasi di un presidio polivalente, con effetti multipli MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO D’ANDREA TABELLA II. — Adattamenti metabolici generali nella sport-terapia. ↓ Adesione e aggregazione piastrinica ↑ Tolleranza glucidica ↓ Insulinemia a digiuno e dopo OGTT ↑ Colesterolo HDL ↓ Trigliceridemia VLDL LDL ↑ Attività lipoprotein-lipasica ↓ Peso corporeo e IMC OGTT: test orale di tolleranza glucidica; VLDL: very low density lipoproteins; LDL: low density lipoproteins; IMC: indice di massa corporea. TABELLA III. — Adattamenti locali-muscolari. ↑ Volume e numero dei mitocondri ↑ Enzimi respiratori mitocondriali ↑ Deposito di glicogeno muscolare ↑ Ossidazione acidi grassi liberi (FFA) ↑ Capacità di estrazione O2 da Hb ↑ Fibre muscolari tipo I (STF) FFA: acidi grassi liberi (free fatty acid); STF: fibre muscolari lente (slow twitch fibers); Hb: emoglobina (hemoglobin). positivi cardiovascolari e metabolici, che migliorano la funzionalità neuro-muscolare, lo stato di benessere psico-fisico e il tono dell’umore, che potremmo chiamare Polyfit in analogia alla “Polypill” proposta nel 2003 da Wald e Law come strategia per ridurre la malattie cardiovascolari in misura maggiore dell’80% 9. La posologia 7, 10 “La prescrizione sport-terapeutica come allenamento di endurance ha la stessa dignità e presenta la stessa responsabilità, anche dal punto di vista medico-legale, di un trattamento farmacologico o chirurgico” 10. Per rispettare le caratteristiche e la dose utile di esercizio fisico il lavoro muscolare dovrebbe essere dinamico o isotonico, svolto da ampi gruppi muscolari degli arti (qualità), l’intensità di lavoro aerobico che mantiene la frequenza cardiaca media durante l’esercizio dovrebbe aggirarsi intorno al 60-70% della frequenza cardiaca max limitata dai sintomi (quantità), lo schema di allenamento dovrebbe prevedere 30 minuti di esercizio per tre volte alla settimana. Vol. 61, N. 1 % VO2 max ↑ Attività fibrinolitica La zona di allenamento aerobico “ideale” e la zona di allenamento “reale” nelle attività di palestra 100 90 80 70 60 50 40 30 Zona di allenamento “reale” in palestra Zona di allenamento “ideale” AEROBICO 50 60 70 80 90 % frequenza cardiaca massimale 100 Figura 1. — Il muro dell’85%. Sovradosaggio 7, 10 I pericoli del sovradosaggio sono rappresentati dal cosiddetto “muro dell’85%” (Figura 1): — l’intensità del .lavoro ottimale è nel range del 50-70% del VO2max, equivalente al 7085% della massima frequenza cardiaca limitata dai sintomi; — non si deve superare il margine di sicurezza dell’85%, che rappresenta la soglia anaerobica o onset of blood lactate accumulatio in cui iniziano l’accumulo di lattato e la scarica catecolaminica, che aumentano il rischio aritmogeno e ischemico dell’esercizio fisico. Controindicazioni e profili di rischio La prescrizione della sport-terapia deve identificare le contro-indicazioni cardiovascolari, ma anche metaboliche, osteo-articolari o neurosensoriali e i pericoli del sovradosaggio, cioè di un programma di training mal condotto. Il controllo medico è la base su cui viene prescritta la sport-terapia, così come avviene per la prescrizione di una dieta, di un farmaco, di un intervento chirurgico. Bisogna considerare che la sport-terapia è prescritta in prevenzione primaria e in fase IV di riabilitazione cardiologica in pazienti accuratamente selezionati nelle fasi I e II e studiati a fondo in fase III, in cui i test ergometrici di controllo dei marker di ischemia hanno evidenziato la soglia ischemica, asinergie regionali di contrazione, deficit perfusionali rela- MEDICINA DELLO SPORT 91 D’ANDREA I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO TABELLA IV. — Profili di rischio: controindicazioni alto rischio; indicazioni basso rischio. TABELLA V. — Giunta regionale campana - Seduta 15/11/2002. A) Alto rischio A) — Angina instabile anche in terapia con nitrati - CHF in classe NYHA III e IV A) — Sindrome ischemica acuta A) — Ipotensione arteriosa marcata A) — Ipertensione arteriosa con valori >240/115 mmHg al TEM A) — Ipovolemia A) — Aterosclerosi coronaria associata con: A) — Obesità con BMI >40; A) — Ipertensione arteriosa non controllata; A) — Diabete mellito non controllato A) — Valvulopatie di grado severo A) — Cardiomiopatie ipertrofiche B) Basso rischio A) — Asintomatico, < 3 fattori di rischio coronario A) — Ipertensione controllata (<240/115 mmHg al TEM con ritorno entro 6’ ai valori basali) A) — CI dopo rivascolarizzazione miocardica efficace A) — Post IMA non complicato A) — Valvulopatia aortica o mitralica di lieve entità A) — LVD/CHF in classe NYHA I Approvazione dotazione strumentale minima per le strutture di Medicina dello Sport su parere della Commissione Tecnico Consultiva CHF: chronic heart failure; TEM: Test ergometrico massimale; CI: cardiopatia ischemica; LVD: left ventricula dysfunction. BMI: body mass index; IMA: infarto miocardico acuto. tivi, per eterogeneità di flusso e la tolleranza minima allo sforzo. In questi cardiopatici stabilizzati, selezionati e sottoposti a programma dosato e controllato di sport-terapia, il rischio da esercizio fisico, paradossalmente, appare inferiore a quello di sportivi non selezionati e sovrapponibili per età e fattori di rischio 11. Nella Tabella IV vengono proposti i profili di rischio identificati tramite i dati raccolti in letteratura e le esperienze personali, e vengono mostrate indicazioni e controindicazioni alla sport-terapia per i soggetti cardiopatici. Precauzioni per l’uso: valutazione funzionale (dove, da chi e come) Dove STANDARD ORGANIZZATIVI PER I CENTRI MEDICI Tenuto conto che la certificazione d’idoneità per lo sport agonistico è esclusivo 92 Prevalenza strumentazione cardiologica: — Lettino visite (tipo cardiologico), bilancia con altimetro, strumenti clinici di base — Elettrocardiografo, scalino per IRI ad altezza variabile (30, 40, 50 cm) e/o cicloergometro/treadmill — Spirometro, tabella ottotipica, tavole Ishihara — Metronomo, defibrillatore IRI: indice di recupero immediato. compito dello specialista in medicina dello sport, mentre per le attività non agonistiche o amatoriali è possibile la certificazione da parte di un laureato in medicina, la delicatezza dell’impegno diagnostico-prognostico della prescrizione sport-terapeutica richiede la cultura specifica di uno specialista in cardiologia e/o in medicina dello sport, particolarmente addestrato nei problemi della cardiologia dello sport, essendo la patologia cardiovascolare quella di maggiore interesse in tema di responsabilità professionale 12. La delibera della Giunta Regionale Campana del 15/11/2002 qui presentata approva la dotazione strumentale minima per le strutture di medicina dello sport, su parere di una commissione tecnico-consultiva. Si sottolinea la prevalenza di strumentazione cardiologica, in particolare rivolta alla valutazione funzionale del soggetto. Da chi? La valutazione funzionale caratterizzata da una visita medica, corredata da accertamenti specialistici, “in caso di motivato sospetto clinico”, deve valutare lo stato di salute e l’efficienza fisica del soggetto da avviare a un programma dosato e controllato. È da sottolineare il fatto che non si tratta di esprimere un giudizio di idoneità cardiologica, cioè un consenso medico ad allenarsi e partecipare a gare come richiesto dalla legge (D.M. 18/02/82), ma bensì di un parere favorevole alla pratica di un programma di esercizio fisi- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO D’ANDREA SCHEDA CICLOERGOMETRICA PER SPORT-TERAPIA NAPOLI Nome Cognome Indirizzo Età Anni Altezza cm Peso Kg BMI Motivo dell’ergometria: Medicamenti in uso:Beta-bloccanti SI/NO; Diuretici: SI/NO; ACE inib: SI/NO; Digitale: SI/NO; A.R.A.: SI/NO Antiaggregatori: SI/NO; Psicofarmaci: SI/NO Fr. cardiaca max (200 - età): Rendimentom teorico max: Peso kg Peso kg x3 (maschi) = watt 2.5 (femmine) = watt Corretto per età (-10% ogni decade dopo 30 anni) = watt Nei bambini e giovani (fino a 30 anni): 3 - 3.5 watt/kg = watt Rendimento effettivo: watt = Valore effettivo - valore teorico = watt/kg watt % del valore teorico - RISULTATI Carico Polso (b.p.m.) Pr. art. (mmHg) Carico Polso (b.p.m.) Pr. art. (mmHg) Riposo 25 watt 50 watt 75 watt 100 watt 125 watt 150 watt Recupero in minuti Ecg a riposo Ecg dopo sforzo Considerazioni: test ergometrico Rendimento effettivo = 175 watt 200 watt 225 watt 250 watt 275 watt 300 watt Polso = b.p,m,; P.A. = mmHg PROGRAMMA DI SPORT-TERAPIA In-door: Cicloergometria Tappeto rotante Ginnastica respiratoria e calistenica Out-door: Jogging Walking Marcia in pianura Ciclismo in pianura in salita Nuoto in fondo in piscina protetta Sci di fondo Voga longa CONSENSO INFORMATO Il sottoscritto consente di sottoporsi all’accertamento proposto. Dichiara altresi di essere stato pienamente ed esaurientemente informato sulle motivazioni che inducono a praticare il suddetto acertamento, sulle finalità conoscitive che, a mezzo di esso, sono perseguibili ed infine sulla natura dei rischi che possono verificarsi durante la effettuazione o in conseguenza di esso. (firma leggibile) Figura 2. — Scheda cicolergometrica per sport-terapia. Vol. 61, N. 1 MEDICINA DELLO SPORT 93 D’ANDREA I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO co dosato e controllato, inteso come sportterapia, condiviso dal paziente. L’equipe proposta e operante nel Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport di Napoli è costituita dalle seguenti figure professionali: A) 2 medici, specialisti in cardiologia e medicina dello Sport, esperti di ecocardiografia e ergometria in cardiologia dello sport; B) 1 laureata in scienze motorie, specialista in attività motoria adattata e sport-terapia; C) 1 biologo, specialista in patologia clinica, esperto di bioenergentica muscolare; D) 1 tecnico di cardiologia, esperto di cicloergometria. La dotazione strumentale del Centro è quella prevista dalla Tabella VI integrata da: — ecocardiografo; — sistema per il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa; — sistema per il monitoraggio elettrocardiografico secondo Holter e per lo studio dei potenziali tardivi; — cicloergometro a freno elettromagnetico. Come? Nella Figura 2 viene presentata la scheda cicloergometrica elaborata in un ventennio e perfezionata dal 2000 con l’inserimento del programma di sport-terapia e del consenso informato. La cicloergometria è la metodica ergometrica alla quale siamo stati educati e formati, è la più diffusa in Europa, con dati di riferimento “classici” per la popolazione sportiva. È una metodica pratica, economica, che consente una buona registrazione dei tracciati elettrocardiografici e una misurazione estremamente facile dei valori pressori arteriosi. La scheda proposta comprende: notizie anamnestiche, la farmaco-terapia eventualmente in atto, i dati obiettivi, in particolare cardiovascolari, il comportamento dell’incremento pulsatorio e pressorio e i dati elettrocardiografici ai vari carichi di lavoro. Infine, viene indicato il rendimento ergometrico teo- 94 rico-effettivo in Watt, corretto per l’età, sul quale viene delineato lo schema di sportterapia “su misura”. Si ribadisce che la prescrizione non va estesa ad attività diverse da quelle suggerite, ma gradite al soggetto, e si sottolinea la validità limitata nel tempo, essendo necessario il controllo periodico degli effetti dell’allenamento. Nella scheda è inserito il programma di sport-terapia indoor e outdoor proposto, che sarà dettagliatamente ritagliato su misura dal tecnico sport-terapeuta, utilizzando i dati antropometrici, cardiologici e funzionali raccolti. È previsto, infine, il consenso informato da parte del soggetto che si sottopone a visita medica e agli ulteriori accertamenti, nonché un consenso alla successiva prescrizione dell’esercizio fisico nel rispetto delle vigenti norme giurisprudenziali e del Codice di Deontologia Medica che, all’articolo 74, richiama la necessità di una “adeguata informazione al soggetto sugli eventuali rischi e benefici che la specifica attività sportiva può comportare”, sottolineando il ruolo, fondamentale, che assume il colloquio chiaro ed esaustivo per ottenere la massima compliance da parte del soggetto e quindi il successo del progetto sport-terapeutico. Bibliografia 1. Guiducci U, D’Andrea L. Prescrizione dell’esercizio fisico nel soggetto sano e nel cardiopatico: principi generali. Consensus Task Force Multisocietarja. Med Sport 2006;59:209-13. 2. National Institute of Health. Consensus Development Panel on Physical Activity and Cardiovascular Health. Physical Activity and Cardiovascular Health. JAMA 1996;276:241-6. 3. US Department of Health and Human Services. Physical Activity and Health: a report of the Surgeon General- Atlanta, GA, US. US Department of Health and Human Services, Centers for Disease Control and Prevention, National Centers for Chronic Disease Prevention and Health Promotion 1996. 4. D’Andrea L. La vocazione preventiva e riabilitativa della cardiologia dello sport. L’informazione Cardiologica 1992;2:26-30. 5. Roberts WC. An agent with lipid-lowering, antihypertensive, positive inotropic, negative chronotopic, vasodilating, diuretic, anorixegenic, weightreducing, cathartic, hypoglycemic, tranquilizing, hypnotic and antidepressive qualities. Am J Cardiol 1984;53:261-2. 6. D’Andrea L. Le vocazioni della Cardiologia dello Sport. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 I NOSTRI TEMPI DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO 7. 8. 9. 10. Atti I Congresso Nazionale A.N.C.E. Roma 10-12 Luglio 1985. Roma: Ed. C.E.P.I.; 1985. p. 35-6. D’Andrea L, D’Andrea A. Possiamo prescrivere al cardiopatico stabilizzato un’attività non protetta in palestra? Int J Sports Cardiol 1999;8:173-9. American College of Sports Medicine (ACSM). ACSM’s Guideline for Exercise Testing and Prescription. Baltimore, MD: Williams and Wilkins; 1995. Wald NJ, Law MR. A strategy to reduce cardiovascular disease bay more than 80%. Br Med J 2003;326:1419-23. D’Andrea L. La prescrizione sport-terapeutica per la Vol. 61, N. 1 D’ANDREA qualità di vita del cardiopatico ischemico. J Sports Cardiol 1993;2:201-4. 11. Wenger MK, Froelicher ES, Smith LK et al. Cardiac Rehabilitation - Clinical Practice Guidelines n. 17. Rockville, MD. US Department of Health and Human Services, Public Health Service Agency for Health Care Policy and Research and the National Hearth, Lung and Blood Institute 1995. 12. Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, D’Andrea L, Proto C, Bettini R et al. Cardiological guidelines for competitive sports eligibility. Ital Heart J 2005;6:661-702. MEDICINA DELLO SPORT 95 MED SPORT 2008;61:97-103 HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” SPORT-TERAPEUTICO P. ROMANO, L. D’ANDREA, A. D’ANDREA, V. PANETTA Centro di Cardiologia Preventiva ASL NA 1 Cattedra di Patologia Clinica , Università degli Studi Federico II, Napoli …. Grigia, amico mio, è la Teoria e d’ un bel verde l’aureo albero della Vita… La figura professionale dell’operatore sport-terapeuta J. W. Goethe “FAUST” - Parte Prima. N ella realizzazione di un progetto sportterapeutico si identificano quattro tempi (prescrizione - somministrazione - controllo di efficacia - sostegno della compliance) caratterizzati da un “diverso” impegno nella collegiale collaborazione tra le due anime degli operatori che costituiscono l’equipe da noi identificata come modello gestionale ottimale ed operante nel nostro Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport 1. La prescrizione sport-terapeutica ha la stessa dignità e presenta le stesse responsabilità di un trattameto farmacologico, dietetico o chirurgico e resta compito dell’anima medico-diagnostica, esperta di fisiologia delle prestazioni massimali e sottomassimali, di Cardiologia clinica e dello sport, di Medicina legale 2-4. La somministrazione impegna l’anima tecnico-operativa esperta di tecniche dell’allenamento, tecniche di sostegno della compliance, di valutazione funzionale e biomeccanica dei gesti motori e resta compito, quindi, di una nuova figura professionale: il tecnico sport-terapeuta 5. Indirizzo per la richiesta di estratti: Prof. Luigi D’Andrea, Corso Europa 72, 80127 Napoli. E-mail: [email protected] Vol. 61, N. 1 La medicina tradizionale ed il Sistema Sanitario sono orientati a gestire i problemi di “malattia” impegnando un “ esercito” di professionisti e “notevoli” risorse socio-economiche. Il modello del “benessere” si basa sulla prevenzione e riduzione dei fattori di rischio e sulla riabilitazione in fase IV, sul territorio, delle patologie cronico-degenerative cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, reumatiche; esso impone attenzione, abilità e conoscenza del singolo cittadino educato ed assistito da un professionista della “cultura del benessere”. Il tecnico sport-terapeuta si inserisce nel pianeta delle professioni sanitarie come custode del benessere psicofisico e sociale individuale, contribuendo al continuum della salute, frenando la discesa verso la malattia e l’inabilità e rappresenta la realizzazione, come somministratore del farmaco “allenamento di endurance”, nella pratica preventiva e riabilitativa cardiologica, del messaggio culturale costruito dalla Task Force multidisciplinare E.P.I. Card 5, 6. Per realizzare il concetto di sport-terapia come “sport-benessere” occorre superare la frattura tra istruttori sportivi e fisioterapisti; infatti tra Sport e Riabilitazione Motoria intercorre uno spazio, un vuoto che va occupato da questa nuova figura professionale “il tecnico sport-terapeuta” che si rivolge alla specifica e MEDICINA DELLO SPORT 97 ROMANO HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” TABELLA I. — Lista delle indicazioni. Adulto apparentemente sano sedentario Disturbi funzionali cardiaci Obesità - sovrappeso Sindrome ipertensiva arteriosa Dismetabolismo lipidico Cardiopatia ischemica stabilizzata Diabete mellito tipo II e I Insufficienza cardiaca cronica Osteoporosi - reumatismo cronico Esiti di interventi cardiochirurgici Disturbi dell’alimentazione (cardiopatie congenite - ischemiche - valvolari) (celiachia, anoressia, bulimia) Neurosi depressivo - ansiose diversificata popolazione identificata nella lista delle indicazioni riportata in Tabella I. Il tecnico sport-terapeuta: — Esamina i dati costituzionali e funzionali e stabilisce la frequenza cardiaca allenante — Esplora le motivazioni ed eventuali precedenti sportivi del soggetto ed inventa tecniche di sostegno della compliance — Disegna un progetto sport-terapeutico elaborando uno schema di somministrazione “su misura”: “tailored therapy”, comprendente attività in-door e out-door, precisando i tempi, le successioni e le caratteristiche dei carichi di lavoro. Appare evidente la necessità della conoscenza approfondita della patologia trattata, della influenza dei farmaci assunti sulla performance, delle caratteristiche specifiche della varietà degli esercizi ginnici somministrati, dei pericoli del sovradosaggio. L’insieme di queste conoscenze fa parte del curriculum formativo dello specialista in attività Motoria preventiva ed adattata. Schemi generali di somministrazione e istruzioni per l’uso Il programma di sport-terapia comprende attività in-door, che possono essere praticate in “palestre protette”in Centri di riabilitazione motoria specificatamente attrezzate di Enti pubblici e privati o nel futuro dei Distretti Sanitari, ed attività out-door (nei parchi, piste ciclabili, campi da golf, piscine, centri sportvi…) nelle quali il contatto con la natura comporta una maggiore aderenza alla compliance. I vantaggi dell’indoor sono: — Situazione climatica ottimale — Reperibilità delle attrezzature con con- 98 seguente massimalizzazione del controllo ed esecuzione del movimento — Socializzazione anche se si svolge un lavoro individuale Gli svantaggi: — Non sufficiente stimolazione dei recettori sensoriali visivi, uditivi, olfattivi che possono agire direttamente sul tono dell’umore del soggetto. L’optimum sarebbe la fusione dei due programmi con posiibilità di gestire orari, giorni ed esigenze di lavoro, con sedute bi-trisettimanali di outdoor e due sedute settimanali in indoor, per migliorare il tono muscolare ed equilibrare il rapporto forza/resistenza sempre in base alle esigenze, motivazioni, e patologie da trattare. L’assistenza dello sport-terapeuta varia in relazione alla delicatezza dello schema di somministrazione, al bilancio dei fattori di rischio, alla patologia da trattare. Lo sportterapeuta può intervenire con una frequenza assidua nelle prime tre/quattro settimane, al fine di educare il paziente all’utilizzo del cardiofrequenzimetro, alla memorizzazione dei ritmi idonei ed alla corretta esecuzione dei gesti motori, all’autocontrollo della frequenza cardiaca ed autopercezione dello sforzo (scala di Borg) 2-4. A) Programma in-door Il programma in-door è caratterizzato da esercizio fisico graduale, basato soprattutto su attività di tipo aerobico sottomassimale, con lo scopo di ottenere adattamenti cardiovascolari e metabolici “personalizzati” al caso: cyclette, tapis-roulant, ginnastica calistenica, corpo libero, stepper, danza-terapia, streatching, ginnastica respiratoria. È opportuno chiarire che: MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” ROMANO TABELLA II. — Programma sport-terapeutico. Frequenza cardiaca allenante = …………. b.p.m. (Es. F.C. max al cicloergometro = 130 b.p.m.; 50% = 65 b.p.m.; 80% = 104 b.p.m.; 70% = 91 b.p.m.; 85% = 111 b.p.m.) Programma in-door “Personalizzare” il programma sec. F. C. allenante utilizzando: — Cyclette, Tapis roulant, Remergometro — Ginnastica calistenica - corpo libero - streatching — Stepper - danza terapia — Ginnastica respiratoria Programma outdoor Velocità Walking Marcia in pianura7’30” - 12’30”/km Jogging Ciclismo in pianura, in salita 7’30” - 10’30”/km 20 min/die 6’30” - 8’30”/km 25 km/h in piano; 8-18 km/h in salita 2’30’’ – 3’/ 100 m 7-15 km/h 6’/km (18-20 palate/min.) Nuoto di fondo, in piscine protette Sci di fondo Voga longa — Un programma di lavoro per 5 min. costanti ogni giorno produce già effetti misurabili in laboratorio di ergometria; — Se si desiderano adattamenti cardiorespiratori sono necessari almeno 10 min. di esercizio fisico ogni giorno; — Per gli dattamentii metabolici sono necessari 30-40 min. al giorno; — In particolare, per aumentare la concentrazione plasmatici di colesterolo HDL è necessario un allenamento aerobico che preveda un dispendio energetico notevole e prolungato: da 1000 a 4500 calorie alla settimana o pari a 10 miglia corse per settimana e protratte per almeno 9 mesi. 7-9 B) Programma out-door Le attività sportive di resistenza utilizzabili come sport-terapia sono indicate nellaTabella II. Esse comprendono le specialità sportive (corsa in piano dagli 800 m in su, corsa campestre. marcia, ciclismo e sci di fondo, canottaggio - voga longa e nuoto di fondo) che nella nostra classificazione cardiologica degli sport rientrano in quelli a notevole impegno cardiovascolare, in cui si realizzano adattamenti cardiovascolari tipici caratterizzati da un aumento della riserva miocardica, coronarica e vascolare e complessi adattamenti metabolici locali muscolari Vol. 61, N. 1 Durata Frequenza settimanale 3-4 volte 40 min/die 3-4 volte 30 min/die 40 min/die 40 min/die 3-4 volte 3-4 volte 3-4 volte e generali cd infine adattamenti neurovegetativi caratterizzati da una “ipervagotonia relativa” che realizza, a nostro avviso, un betablocco adrenergico di tipo fisiologico. Le caratteristiche del programma di allenamento suggerite in tabella (velocità, durata, frequenza settimanale) sono desunte dallo studio della quantità di lavoro mediamente svolta da soggetti di età uguale o superiore a 40 anni che praticano lo sport amatoriale. 10 Le attività dinamiche ad impegno cardiocircolatorio intermittente, le attività statiche di potenza: motivi di riflessione È necessario esprimere un parere equilibrato e ponderato sulla utilità ed opportunità di somministrare attività di tipo dinamico ad impegno cardio-circolatorio intermittente od attività statiche di “potenza” nella prevenzione e riabilitazione sul territorio in cardiologia. Le attività “intermittenti” (tennis, tennis da tavolo, calcio, calcio a cinque, pallavolo, pallacanestro, danza/hip hop) sono caratterizzate da impegno metabolico aerobico-anaerobico alternato e da “gesti sportivi” complessi che richiedono tecnica adeguata. MEDICINA DELLO SPORT 99 ROMANO HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” Diventa, pertanto, difficile “ dosare” gli effetti benefici, evitando la componente “agonistica” (lavoro massimale e sovramassimale sopra al muro dell’85%) che espone a rischio emodinamico ed aritmologico. Le attività “statiche” di “potenza” sono caratterizzate da impegno prevalente di tipo “pressorio” (sollevamento pesi, body-building) possono avere effetti benefici sull’apparato cardiovascolare se particate con carichi modesti o nulli e con molte ripetizioni, ma comunque, non possono essere considerate di prima scelta nell’ambito della prevenzione e riabilitazione cardiologica. 11, 12 Nelle attività di palestra è necessario migliorare il fattore neuro-muscolare dell’efficienza fisica: forza e tono muscolare; diventa, pertanto, necessario, associare ai programmi classici di attività di endurance un programma “dolce” di attività isometriche. Tale programma prevede: — Attività isotoniche con carichi che provocano uno sviluppo di forza sempre inferiore ad un terzo (33-35%) della massima contrazione muscolare con aumento della F.C. sempre inferiore al 70% della F.C. max limitata dai sintomi — Gli esercizi di bassa intensità sono caratterizzati da numerose ripetizioni (superiore a 10-12) con tempi di recupero lunghi (2, 3 min. tra le seduta) — Le macchine devono essere fornite di sistemi facilitanti e dotati di capacità di variazione dei carichi inferiori a 2,5 kig, in modo da garantire la progressione del lavoro e gli intervalli di tempo. 11,12 Le schede di somministrazione iniziale e di controllo periodico (HAbiBI TEST) Abbiamo elaborato un test (HAbiBI TEST= Heart Ability Best Index) di facile e pratica attuazione in grado di misurare, all’inizio e nel corso di un programma di sport – terapia, effettuato sul territorio, i diversi parametri che caratterizzano la capacità funzionale di un soggetto sedentario o affetto da patologia cronica degenerativa e di valutare l’efficacia della somministrazione sport-terapeutica. L’ HAbiBI TEST prende in esame i seguen- 100 ti parametri: B.M.I., la forza degli arti superiori e di quelli inferiori, la flessibilità della metà superiore ed inferiore del corpo, la resistenza allo sforzo dinamico, l’autonomia, l’agilità ed il dinamismo; dati funzionali respiratori (F.V.C. e M.V.V.), parametri funzionali cardiovascolari (Dati cicloergometrici, Step Test con valutazione dell’I.R.I. e performance al Test del cammino). In particolare l’HAbiBI Test è articolato in due parti. La prima parte disegna il profilo generale, biochimico-funzionale e biomeccanico-psicologico del soggetto (Figura 1). Nel profilo generale vengono descritti oltre ai dati anagrafici del paziente (Nome, Cognome, sesso, età) i seguenti parametri: 1) Peso corporeo (kg) e altezza (m) misurabile con una bilancia - altimetro 2) Misure di massa corporea (BMI): derivate dalla formula peso corporeo (kg) / altezza (m)2. 3) Abitudine al fumo; 4) Dieta; 5) Farmaci in uso. Il profilo biochimico caratterizza i dati del metabolismo glico-lipidico, di funzionalità renale, i test reumatici, gli ormoni tiroidei, gli elettroliti del siero. Il profilo funzionale indica i dati di funzionalità respiratoria, i dati del test cicloergometrico che permetteranno la valutazione della frequenza cardiaca allenante (target heart rate). La valutazione dei parametri biomeccanici e psicologici della qualità di vita permette di tracciare il profilo neuro-muscolare e psicologico utili per la personalizzazione della somministrazione sport-terapeutica.(13-16) La prima parte verrà somministrata all’inizio del programma e dopo un anno di aderenza alla prescrizione e somministrazione, comprendendo un test cicloergometrico. Nella seconda parte sono elencati gli strumenti richiesti (di facile reperibilità ed uso), ed i 10 parametri da misurare (Figura 2): 1) B.M.I.: (kg) / (m)2, 2) F.V.C. e M.V.V. 3) Flessibilità degli arti superiori: minima distanza (cm), tra le estremità delle dita delle mani portate dietro la schiena. 4) Flessibilità degli arti inferiori: distanza, in cm, tra l’estremità delle dita della mano e la MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” PROFILO GENERALE Data: .................................. Nome e Cognome:________________________________________ Peso (Kg):_______________ Abitudine al fumo: SI / NO; ROMANO anni:____________ Altezza (m):______________ Dieta: normocalorica ipocalorica B.M.I. (Kg/m2 M/ F ):____________ ipercalorica Farmaci in uso: Beta-bloccanti SI/No; Diuretici SI/NO; ACE inibitori SI/NO; A.R.A. SI/NO; Antiaggreganti SI/NO; Statine SI/NO; Psicofarmaci SI/NO; Altro:_______________________ PROFILO BIOCHIMICO Glicemia (mg%) :_________; Azotemia (mg%): _______________ ; Creatininemia (mg%): ____________; Colesterolemia totale (mg%): ________; HDL totali (mg%) :____________; LDL totali (mg%) :_________; Test reumatici:____________ ; Ormoni tiroidei:_____________ ; Elettroliti (Na/ K): _________________ PROFILO FUNZIONALE Spirometria: F.V.C. __________; FEV1 ___________; FEV1% __________; MVV ___________ Test cicloergometrico in data ......................................... Rendimento teorico massimo:____________ Watt, corretto per l’età:___________Watt Rendimento effettivo:____________Watt ; Watt/Kg:_______________ Valore effettivo – Valore teorico: ________________ Watt; ______________ % del valore teorico Recupero in ____________ minuti Ecg a riposo: ______________________________________________________________________________ Ecg dopo sforzo: ___________________________________________________________________________ A) F.C. basale = ____________________________ B) F.C. max (200 – età'e0) = __________________ C) F.C. apice dello sforzo = __________________ D) F.C. allenante (70-80% di C) = ______________ A) Press. Art. basale = ___________________ B) Press. Art. apice sforzo = ______________ C) Press. Art. nel recupero = ______________ Valutazione dei parametri biomeccanici e psicologici della Qualità di Vita: • Tono, Trofismo e forza muscolare: Normale SI/NO • Motilità articolare: Normale SI/NO • Respirazione: diaframmatica /intercostale • Hamilton Anxiety Scale (da 0 a >18): ______________________________________________________ • Minnesota Living with Heart failure Questionnare (da 0 a 105):__________________________________ Note:_____________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Figura 1. — HabiBI Test (Heart Ability Best Index) (Parte I). punta del piede omolaterale, a gamba estesa, del paziente seduto su di una sedia. 5) Forza bicipite: numero di flesso-estensioni dell’arto superiore che solleva un manubrio del peso di 2 kg per i maschi e di 1 kg per le femmine, a paziente seduto, in 30 secondi. Vol. 61, N. 1 6) Capacità ad alzarsi da posizione seduta 7) Capacità ad alzarsi da posizione supina: (alzata dal letto): tempo (secondi) impiegato dal paziente a passare dalla posizione clinostatica alla posizione in piedi. 8) Velocità ad alzarsi e camminare: tempo (secondi) impiegato ad alzarsi da una sedia, MEDICINA DELLO SPORT 101 ROMANO HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” Strumentazione richiesta: • Bilancia • Altimetro • Metro, goniometro e cronometro • Gradino alto 30-50 cm o stepper • Spirometro • Cardiofrequenzimetro • Dinamometro o pesi. DATA ............................ PARAMETRI MISURABILI PUNTEGGIO 1) B.M.I. (kg/m 2):__________________________________ 2) F.V.C. e M.V.V. :_______________________________ 3) Stretch arti superiori: _____________________________ 4) Stretch arti inferiori:______________________________ 5) Forza bicipite: __________________________________ 6) Capacità ad alzarsi da posizione seduta: ______________ 7) Capacità ad alzarsi da posizione supina: ______________ 8) Velocità ad alzarsi e camminare: ____________________ 9) Frequenza cardiaca a riposo: _______________________ 10) Test di Performance: _____________ _____________ _____________ _____________ _____________ _____________ _____________ _____________ _____________ a) Step Test con gradino di 30-50 cm (F.C. dopo 3 min. e recupero= I.R.I.= F.C. tra 60” e 90” dopo sforzo) b) Test del Cammino (6 min. Corridor Test o 6 min. di percorso “variabile” o di “fantasia”) nei soggetti con bassi valori dai punti 3 ad 8. ___________________ ___________________ Tabelle assegnazione punti (punteggio max: 50) B.M.I. F.V.C. e M.V.V. 20-25 5 Valori funzionali respiratori nei limiti della norma 5 <20 25-30 3 Modesta riduzione dei valori statici e/o dinamici 3 1 Severa riduzione dei valori statici e/o dinamici 1 >30 F.C. a riposo Forza del bicipite; capacità ad alzarsi da posizione seduta o supina; velocità ad alzarsi e camminare; Strech arti superiori e inferiori Valori I.R.I. Normale 5 Ridotta del 30% 3 Ridotta del 50% 1 Test del cammino (m) <60 5 <50 5 da 300 a 500 o >500 5 da 60 a 80 3 da 50 a 65 3 da 100 a 300 3 da 80 a 100 1 >65 1 >100 1 Figura 2. — HAbiBI Test (Heart Ability Best Index) (Parte II). percorrere un tragitto rettilineo, in piano, di 2,5 metri, girare intorno ad un birillo e ritornare alla sedia. 9) Frequenza cardiaca a riposo 10) Test di Performance: Step Test, Test del cammino dei 6 minuti: numero di metri 102 percorsi in un tragitto rettilineo, in piano, in 6 minuti. Ad ognuno dei parametri è possibile attribuire un punteggio variabile da 1 a 5, con un totale massimo di 50 ed i criteri di assegnazione del punteggio sono riportati nelle tabel- MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 HAbiBI TEST: GUIDA ALLA SOMMINISTRAZIONE E VALUTAZIONE DI EFFICACIA DEL “PROGETTO” le relative ad ogni parametro, nella tabella assegnazione punti. Il test proposto (HabiBI TEST= Heart Ability Best Index) è di facile e pratica attuazione, in grado di misurare all’inizio e nel corso di un programma di sport – terapia, effettuato sul territorio, i diversi parametri che caratterizzano la capacità funzionale di un soggetto sedentario o affetto da patologia cronica degenerativa e di valutare l’efficacia e la compliance al progetto sport – terapeutico, ad 1 mese, 3 mesi, 6 mesi ed 1 anno dall’inizio del programma, con controllo cicloergometrico solo annuale. Gli strumenti più comunemente usati in riabilitazione cardiologica, in ambiente di Bibliografia 1) D’Andrea L, D’Andrea A, Romano P, Panetta V. “ The right times of sport-therapeutical programme: cycloergometric schedule for “prescription”” J Sports Cardiol. in press 2007. 2) Guiducci U, D’Andrea L. “Prescrizione dell’esercizio fisico nel soggetto sano e nel cardiopatico: principi generali.” Consensus Task Force Multisocietaria Med Sport 2006;59:209-13. 3) D’Andrea L, D’Andrea A. “Possiamo prescrivere al cardiopatico stabilizzato un’attività non protetta in palestra?” Int J Sports Cardiol 1998:173-9. 4) American College of Sports Medicine (A.C.S.M.) “A.C.S.M.’s Guidelines for Exercise Testing and Prescription- Baltimore, MD: Williams and Wilkins 1995. 5) D’Andrea L, Romano P, Orecchio O, Orefice G et al. “Progetto “Tecnico sport-terapeuta””. Fondazione IDIS – Città della Scienza, Napoli. Elaborato e discusso: 18 Novembre 2004. 6) Consensus Task Force Multidisciplinare FSMI – SIC Sport - ANCE - ANMCO - GICR-- SIC. Ed. AIM – MGR – AIM Group – Roma 2006, pag 29-34. Vol. 61, N. 1 ROMANO ricovero ospedaliero, prendono fondamentalmente in considerazione soltanto la capacità aerobica (capacità lavorativa al test ergometrico od al test cardio-polmonare).17 Esiste la necessità di valutare l’efficacia e l’efficienza di un programma sport-terapeutico, svolto in ambiente extra-ospedaliero (a domicilio, all’aperto, in palestre protette) con attrezzature semplici, facilmente reperibili, eseguito da personale medico o dal tecnico sport-terapeuta.18 I criteri di assegnazione del punteggio sono desunti da una serie di esperienze iniziali, che ci proponiamo di verificare ed arricchire ulteriormente in futuro, con l’elaborazione statistica dei dati progressivamente raccolti. 7) D’Andrea L, D’Andrea A. “Drugs and sporttherapy togheter against dislipidemia” Ital J Practice Cardiol 2005;3:29-34. 8) Brian J. Sharkey “Phisiology of fitness- Third edition Human Kinetics Books (IC) USA 1990. 9) Romano P, D’Andrea L. “Il caso del morbo celiaco: quanti e quali vantaggi dalla sport-terapia” Atti V° Congresso Mediterraneo di Medicina dello Sport - Favignana “Nuove acquisizioni cliniche e riabilitative nello sportivo” 1821 Maggio 2006 Ed. S.M.M.S, Trapani 2006, pag. 103-9. 10) D’Andrea L “La prescrizione sport-terapeutica per la qualità di vita del cardiopatico ischemico”. Int J Sports Cardiol 1993;2: 201-4. 11) Delise P, Guiducci U, Zeppilli P, D’Andrea L, Proto C, Bettini R et al. “Cardiological guidelines for competitive sports eligibility”. Ital Heart J 2005;6:661-702. 12) Wenger MK, Froelicher ES, Smith LK et al. Cardìac Rehabilitation- Clinical Practice Guidelines n0 17. Rockville MD: US Department of Health and Human Services, Public Health Service Agency for Health Care Policy and MEDICINA DELLO SPORT Research and the National Hearth, Lung and Blood Institute 1995. 13) Hamilton, M. The assessment of anxiety states by rating, Hamilton Anxiety Scale. British J Med Psychol 1959;32:50-5. 14) Rector T, Kubo S, Cohn J. Patient self-assessment of their heart failure 2: Content, reliability and validity of a new measure, the Minnesota Living with Heart Failure questionnaire. Heart Fail 1987:198-209. 15) D’Andrea L, D’Andrea A. “Diagnosis and treatment of congestive heart failure: models of ambulatory management”. Ital J Practice Cardiol 2004;1:28-32. 16) D’Andrea L, D’Andrea A, Romano P, Panetta V. Exercise prescription in Cardiology (E.P.I.Card) as sport-therapy: from “intuition” to territorial “reality”. Ital J Practice Cardiol 2007:1:60-8. 17) Ades PA. Cardiac rehabilitation and secondary prevention of coronary heart disease. N Engl J Med 2001;345:892-902. 18) Arthur HM, Smith KM, Kodis J et al. A controlled trial of hospital versus home based exercise in cardiac patients. Med Sci Sports Exerc 2002;34:1544 -50. 103 MED SPORT 2008;61:105-9 ALLA RICERCA DELLA “PERFETTA” COMPLIANCE: UN MODELLO OTTIMALE DI GESTIONE DEL PROGRAMMA SPORT-TERAPEUTICO L. D’ANDREA, A. D’ANDREA, P. ROMANO, V. PANETTA Cattedra di Patologia Clinica Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli Centro di Cardiologia Preventiva ASL Na1, Napoli U no dei più rilevanti problemi pratici che si incontrano nella programmazione sport-terapeutica in un adulto sedentario o in un cardiopatico stabilizzato e con anamnesi negativa per attività sportiva praticata in giovane età, è quello di ottenere il consenso e la complicità o compliance alla prescritta rivoluzione del suo stile di vita 1-3. Lo scarso interesse della civiltà industrializzata per l’allenamento fisico dipende sia dai singoli sia dalla comunità sociale. Si riscontrano molteplici motivazioni per riprendere, o cominciare, un programma di sport-terapeutico, come indicato in Tabella I.Anche gli studi più ottimistici, però, evidenziano una compliance relativamente bassa ai programmi sport-terapeutici, sia negli adulti sedentari apparentemente sani che nei cardio-pazienti in corso di riabilitazione cardiologia. La percentuale di compliance varia dal 47% al 60% nel primo gruppo e dal 13% al 82% nel secondo (Tabella II). Il motivo principale addotto per il drop-out è la “mancanza di tempo”, anche se spesso è evidente che il soggetto dispone di tempo libero. Un’importante variabile della compliance è l’interazione tra la personalità del partecipante e il leader del gruppo, o del medico prescrittore e supervisore del programma di allenamento. È, inoltre, importante la convinzione del terapeuta nella bontà e utilità del trattamento proposto, che dovrà essere disegnato al fine di ottenere il massimo rinforzo dello stile di vita attivo. Quando sopravviene il disagio per l’allenamento il paziente deve, infatti, avere un riscontro positivo dal nuovo stile di vita. Address reprint requests to: L. D’Andrea, MD, corso Europa 72, 80127 Napoli. E-mail: [email protected] Vol. 61, N. 1 D’altro lato il miglioramento della compliance è utile non solo per il successo dei trattamenti individuali, ma anche per migliorare il rapporto costi/benefici nei programmi comunitari. Infatti, l’incremento dell’attività fisica ha un impatto positivo sul costo delle cure mediche (sia per le malattie acute che per le croniche degenerative cardiovascolari e geriatriche) e i calcoli del risparmio si basano su una percentuale di partecipazione ai programmi di allenamento del 20%, percentuale che dovrebbe aumentare con più efficaci tecniche di reclutamento e con una migliore tecnica di sostegno della compliance all’esercizio fisico. La più importante variabile della compliance è l’interazione tra la personalità del partecipante e il leader del gruppo, in particolare del medico prescrittore e del tecnico somministratore del programma di allenamento. Deve essere sottolineata l’importanza della “convinzione” del terapeuta sulla bontà e utilità del trattamento, che deve essere disegnato su misura (tailored sport-therapy) per ottenere il massimo rinforzo verso lo stile di vita attivo. Quando sopravviene il disagio per l’allenamento il paziente deve, infatti, avere un riscontro positivo dal nuovo stile di vita 1-5. TABELLA I. — Motivazioni alla partecipazione a un programma sport-terapeutico. 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) Precedenti sportivi in età giovanile Carattere del soggetto Autostima Automotivazioni Desiderio di socializzare Desiderio di sentirsi meglio Tipo di sport-terapia e di supporto sociale proposto MEDICINA DELLO SPORT 105 D’ANDREA ALLA RICERCA DELLA “PERFETTA” COMPLIANCE TABELLA II. — Compliance ai programmi di esercizio fisico. Compliance ai programmi di esercizio fisico Dati in letteratura Compliance (%) N. soggetti Durata osservazione (mesi) Adulti apparentemente sani (1969) Mann et al. (1971) Massie and Shepard (1973) Taylor et al. (1977) Oldridge (1981) Cox et al. (1984) Morgan et al. (1984) Ward and Morgan 106 50 209 99 431 535 76 6 7 18 18 6 20 8 59 47 50 50 50 50-60 54 Pazienti in riabilitazione cardiologica (1968) Gottheiner (1968) Hellerstein (1972) Kentala (1974) Nye and Poulsen (1975) Wihelmensen et al. (1976) Bruce et al. (1978) Oldridge et al. (1981) Shepard et al. 548 254 77 130 112 471 163 610 36 36 12 60 24 22 12 36 60 75 13 48 48 44 56 82 TABELLA III. — Comportamenti differenziali in relazione al carattere estroverso e introverso. Estroversi Comportamenti Introversi ↓ ↓ ↓ Autovalutazione e monitorizzazione di segni e sintomi Rispetto della prescrizione medicamentosa: posologia e schema di somministrazione Rispetto della prescrizione non farmacologica: dieta, abolizione del fumo, riduzione dello stress Rispetto degli appuntamenti ai controlli medici Autocontrollo del trattamento farmacologico: diuretici, anticoagulanti, ACE inibitori, ecc. Autocontrollo del trattamento non farmacologico: controllo del peso, restrizione del sale, esercizio fisico ↑ ↑ ↑ ↓ ↓ ↓ ↑ ↑ ↑ Il simbolo ↓ significa atteggiamento negativo e il simbolo ↑ atteggiamento positivo. È probabilmente possibile indicare una triade delle tre “M” (medico, malato, malattia), che caratterizza le componenti che interagiscono nella realizzazione di una perfetta compliance. La natura della malattia influenza la compliance in relazione alla ripercussione dei sintomi e dei segni patologici sulla qualità della vita (sulle sue componenti somato-fisiologiche, psicologiche, sociali). Le caratteristiche psicologiche del malato condizionano un atteggiamento diversificato, in relazione al carattere estroverso o introverso del soggetto. In generale, i soggetti estroversi che presentano le caratteristiche psicologiche degli Highlander (immortali) sono i più resistenti e non 106 accettano passivamente il programma sport-terapeutico, mentre i soggetti introversi sono più propensi ad accettare le raccomandazioni (Tabella III, dati non pubblicati). I medici possono rappresentare il maggiore ostacolo per una perfetta compliance quia mali, quia mala, quia male (Figura 1). Mali: non conoscono, o non sono aggiornati, la fisiopatologia dell’esercizio e/o sulla prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico come mezzo preventivo e terapeutico, efficace e a basso costo, approvato nei Documenti di Consenso delle principali Società Scientifiche Nazionali e Internazionali. MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 ALLA RICERCA DELLA “PERFETTA” COMPLIANCE D’ANDREA TABELLA IV. — Questionario compliance alla sport terapia. QUESTIONARIO compliance alla sport-terapia Nome:........................... Cognome:....................................... Età:......... M/F Abitudine al fumo: SI NO Peso (kg):............. Altezza (cm)............ B.M.I.:................... Mali Mala Dati di laboratorio Ultimo valore della glicemia: normale ..................…………..mg % Anormale ………………………mg % Ultimo valore della colesterolemia totale: ....……..mg% Ultimo valore del colesterolo HDL: ...………………mg% Ultimo valore dei trigliceridi: ……………………...mg% Male Dati cardiologici Ultimo valore pressione arteriosa.................................... Ultimo e.c.g.: Normale Si No Anormale: Aritmia cardiaca Si No Danno miocardio Si No Ipertrofia miocardica Si No Pregresso infarto Si No Figura 1. – Le tre “M” dei medici. 100 79 80 % 60 Motivazioni Precedenti sportivi: si (Quale sport?)........................ No Carattere: estroverso introverso Grado di autostima: insufficiente sufficiente Desiderio di socializzazione: ........................................... Prescrizione medica: Si No 40 21 20 0 Donne Uomini Figura 2. — Frequenza in Centri Benessere e palestre. 80 66 % 60 18 20 No No No No No 16 per le difficoltà psicologiche, ambientali e sociali. Donne Uomini Saltuari Figura 3. — Aderenza al programma di sport-terapia dopo un anno dalla prescrizione. Mala: non prescrivono il programma di sportterapia più adatto (in-door, out-door, con qualità e quantità specifiche per ogni soggetto). Male: somministrano il programma sportterapeutico secondo uno schema di allenamento meno adatto e senza prevedere alcun sostegno Vol. 61, N. 1 Si Si Si Si Si Da quanti anni pratichi programmi di esercizio fisico? ..... Hai mai smesso? Si no Perchè? ............................. Quando? ............................................................................... 40 0 Programma di sport-terapia desiderabile Camminare: jogging, marcia in piano Nuotare: nuoto di fondo, in piscina Pedalare: ciclismo in pianura Sciare: sci di fondo Vogare: voga longa Il modello di gestione: dall’“intuizione” fisiopatologia alla “realizzazione” sul territorio L’equipe sperimentata nel Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport, dal 2000 ad oggi, è costituita dalle seguenti figure professionali, che costituiscono una “doppia anima”, e integrano la componente medico-diagnostica con la MEDICINA DELLO SPORT 107 D’ANDREA ALLA RICERCA DELLA “PERFETTA” COMPLIANCE 80 80 67 60 40 40 % % 60 60 40 30 20 20 0 0 3 Donne Uomini Donne Uomini Saltuari Figura 4. — Frequenza “percepita” da operatori sanitari. Figura 5. – Compliance “percepita” da operatori sanitari. componente tecnico-operativa: 1) 2 medici, specialisti in cardiologia e medicina dello sport, esperti di ecocardiografia ed ergometria in cardiologia dello sport; 2) 1 laureta in scienze motorie, specialista in attività motoria adattata e master in sport-terapia; 3) 1 biologo, specialista in patologia clinica, esperto di bioenergetica muscolare; 4) 1 tecnico di cardiologia, esperto di cicloergometria 6, 7. La dotazione strumentale del Centro integra quella prevista dalla Giunta Regionale della Campania con: un ecocardiografo; un sistema per il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa; un sistema per il monitoraggio elettrocardiografico secondo Holter e per lo studio dei potenziali tardivi; un cicloergometro a freno elettromagnetico. Tutti i soggetti da inserire in un programma sport-terapeutico sono sottoposti a una serie di accertamenti integrati in tre tempi: I tempo: la prescrizione II tempo: la somministrazione III tempo: controllo di efficacia periodico. Il sostegno alla migliore compliance si ottiene con una serie di accorgimenti 8-12: 1) colloquio con il medico prescrittore, il quale espone con chiarezza: a) i benefici derivanti dalla sport-terapia; b) i rischi legati a eventuali controindicazioni cardiologiche, metaboliche, neuro-sensoriali, osteo-articolari; c) gli svantaggi che scaturiscono dalla non partecipazione al programma; 2) relazione inter-personale con il laureato in Scienze Motorie, che illustra le caratteristiche biomeccaniche del programma, rendendolo il più adatto alla cultura, ai bisogni, alle caratteristiche antropometriche e funzionali del soggetto, ai suoi eventuali precedenti sportivi, alle sue preferenze nei riguardi delle attività fisiche, al comportamento motorio durante la prova cicloergometrica, elaborando un adatto supporto “emotivo”, che superi il disagio iniziale, legato all’ansia da prestazione; 3) colloquio con il laureato in Scienze Biologiche, che chiarisca il costo energetico dell’esercizio proposto e le sue relazioni con l’introito calorico dietetico. L’equipe multidisciplinare elabora il programma sport-terapeutico “su misura”, valutando: — i punti di vista e le preferenze del paziente; — la comprensione del partner e del nucleo famigliare; — la durata, la convenienza, i costi, l’accessibilità e gli orari; — le caratteristiche demografiche e personali. Le due “anime” dell’equipe, quella medicodiagnostica e quella tecnico-applicativa, si impegnano: — per una chiara comunicazione; — per un supporto emotivo che possa alleviare i sentimenti di paura e ansia da prestazione nei riguardi dell’esercizio fisico; — per un programma “fattibile” e “compatibile” con i valori del paziente, le sue preferenze, i suoi bisogni culturali, sociali ed economici; — per un’integrazione del programma sportterapeutico con la dieto-terapia e con la farmacoterapia, assicurando la continuità assistenziale senza transizione tra una cura e l’altra, tra uno specialista e l’altro. Il motto del Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport è: a) evitare errori per eccesso di valutazione (sindrome di Ponzio Pilato); b) evitare errori per difetto di valutazione (sindrome di Cristo Supremo Giudice); c) evitare la peregrinazione dissennata tra i vari specialisti (sindrome del Doctor Shopping). 108 MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008 ALLA RICERCA DELLA “PERFETTA” COMPLIANCE D’ANDREA Il Questionario sulla compliance alla sport-terapia È stato elaborato un questionario per la valutazione della compliance alla sport-terapia, utilizzabile per la popolazione sana sedentaria e prevalentemente applicabile a soggetti affetti da patologie croniche e degenerative (Tabella IV). Il questionario sulla compliance, somministrato all’inizio e dopo un programma di sport-terapia effettuato sul territorio, oltre ai dati anagrafici del paziente (nome, cognome, sesso, età) prende in esame sia i diversi parametri che caratterizzano la capacità funzionale di un soggetto sedentario o affetto da patologia cronica degenerativa (dati di laboratorio e dati cardiologici), sia le caratteristiche psicologiche-motivazionali (motivazioni) e il tipo di esercizio fisico che si preferirebbe utilizzare come sport-terapia (programma di sportterapia desiderabile). Il questionario si conclude cercando di definire la volontà del paziente, protratta nel tempo, alla pratica di un programma di esercizio fisico, cercando di evidenziare e far descrivere le motivazioni causali e/o temporali di un’eventuale interruzione al proseguimento del programma stesso; in altre parole, di chiarire le cause principali della cosiddetta non-compliance alla sportterapia 13, 14. Il questionario sulla compliance alla sportterapia è stato testato su un campione di 100 ultra-quarantenni con età media 56±7 presso diversi Centri-Benessere e/o palestre, (il 79% dei pazienti che hanno compilato il questionario è di sesso femminile, il 21% di sesso maschile), da gennaio 2005 a dicembre 2006. I dati raccolti dimostrano che le donne sono sia in prevalenza (79% del campione, Figura 2), sia i soggetti più rispettosi delle caratteristiche References/Bibliografia 1) D’Andrea L. La vocazione preventiva e riabilitativa della cardiologia dello sport. L’informazione Cardiologica 1992;2:26-30. 2) D’Andrea L. La prescrizione sport-terapeutica per la qualità di vita del cardiopatico ischemico. Int J Sports Cardiol 1993;2:201-4. 3) D’Andrea L, D’Andrea A. Possiamo prescrivere al cardiopatico stabilizzato un’attività non protetta in palestra? Int J Sports Cardiol 1999;8:173-9. 4) Guiducci U, D’Andrea L. Prescrizione dell’esercizio fisico nel soggetto sano e nel cardiopatico: principi generali. Consensus Task Force Multisocietaria Med Sport 2006;59:20913. 5) American College of Sports Medicine (A.C.S.M.) A.C.S.M.’s Guidelines for Exercise Vol. 61, N. 1 e della durata del programma. In particolare il 66% dei soggetti di sesso femminile prosegue la sport-terapia dopo un anno dalla prescrizione, contro il 18% dei soggetti di sesso machile (Figura 3 ). Per verificare la percezione del problema da parte degli operatori sanitari interessati nella somministrazione dei programmi sport-terapeutici, sono stati inoltre intervistati 32 laureati in Scienze Infermieristiche e/o in Scienze Motorie, iscritti al XV Congresso Nazionale ANCE – Cardiologia del Territorio in Roma (ottobre 2005), durante un dibattito interattivo sul tema “Farmaci e sportterapia alleati nella lotta alle dislipidemie”. I soggetti erano un campione rappresentativo delle Regioni italiane (4 del Lazio, 10 del Piemonte, 6 della Sardegna, 4 dell’Abbruzzo, 2 della Lombardia, 2 della Calabria, 2 della Toscana, 2 delle Marche). A questi soggetti sono stati posti due quesiti: 1) I Centri di benessere fisico e/o palestre protette sono frequentati in prevalenza da uomini o da donne? 2) A distanza di un anno dall’iscrizione, chi continua a frequentare i suddetti Centri? A maggioranza assoluta, gli intervistati hanno indicato i soggetti di sesso femminile come prevalenti e interessati, con maggiore compliance, a distanza di un anno, ai programmi di sportterapia rispetto ai soggetti di sesso maschile (Figure 4, 5). Tutti i dati riferiti rappresentano un’esperienzapilota e saranno ulteriormente verificati, validati e arricchiti con un’adeguata valutazione statistica con il procedere dell’esperienza sul campo dell’equipe multidisciplinare sport-terapeutica del Centro di Cardiologia Preventiva e dello Sport nella prevenzione e riabilitazione cardiologica a lungo termine. Testing and Prescription. Baltimore, MD: Williams and Wilkins; 1995. 6) D’Andrea L, D’Andrea A, Romano P, Panetta V. The right times of sport-therapeutical programme: cycloergometric schedule for “prescription”. J Sports Cardiol in press 2007. 7) D’Andrea L, D’Andrea A, Romano P, Panetta V. Exercise prescription in Cardiology (E.P.I. Card) as sport-therapy: from “intuition” to territorial “reality”. Ital J Practice Cardiol 2007;1:60. 8) Miller NH, Hill MN, Kottke T, Ockene IS. The multilevel compliance challenge: recommendations for a call to action. A statement for healthcare professionals. Circulation 1997;95:1085-90. 9) Burke LE, Dunbar-Jacob JM, Hill MN, Hill MN. Compliance with cardiovascular disease prevention strategies: a review of the research. Ann Behav Med 1997;19:239-63. 10) Oldridge NB. Compliance and dropout in MEDICINA DELLO SPORT cardiac rehabilitation. J Cardiac Rehab 1984;4:166-77. 11) Epstein LH, Cluss PA. A behavioural medicine prospective on adherence to long-term medical regimens. J Consult Clin Psycol 1982;50:950-71. 12) Sotile WM, Sotile MO, Ewen GS, Sotile LJ. Marriage and family factors relevant to effective cardiac rehabilitation: a review of risk factor literature. Sports Med Training Rehabil 1993;4:115-28. 13) Donavan JL, Blake DR. Patient non-compliance: deviance or reasoned decision-making? Soc Sci Med 1992 34:507-13. 14) Andrew GM, Oldridge NB, Parker JO, Cunningham DA, Rechnitzer PA, Jones NL et al. Reasons for dropout from exercise programs in post-coronary patients. Med Sci Sports Exerc 1981;13:164-8. 109 Congressi April 7-8, 2008 Manchester (UK) 16th FINA World Sports Medicine Congress Contact: www.manchester2008.com/ sportsmedicinecongress April 7-10, 2008 May 12-15, 2008 September 22-25, 2008 October 30, 2008 Rome (Italy) Corso di Management dello Sport May 28-31, 2008 Indianapolis (Indiana, USA) 55th Annual Meeting of the American College of Sports Medicine Contact: Anne Krug - ACSM conferences - Tel. 317637-9200 x135 - E-mail: [email protected] June 18-21, 2008 Niagara Falls (Canada) 17th Congress of the International Society of Electrophysiology and Kinesiology Contact: David Gabriel - E-mail: [email protected] Website: www.ISEK2008.ca Per ulteriori informazioni: Tel. 06 85222.240. E-mail: [email protected] June 26-28, 2008 Tromso (Norway) 2nd World Congress on Sports Injury Prevention April 11-13, 2008 Hong Kong SAR (Republic of China) 5th World Congress of Sports Trauma 6th Asia Pacific Orthopaedic Society for Sports Medicine Meeting Contact: E-mail [email protected] Contact: www.cuhk.edu.hk/whoctr/wcst2008 April 12-19,2008 Chicago (IL, USA) 60th Annual Meeting of the American Academy of Neurology Contact: Lynn Ellen Smith - E-mail: [email protected] Website: www.aan.com/go/am July 23-26, 2008 Taipa (Republic of China) 16th Biennial Conferente of the International Society for Comparative Physical Education and Sport (ISCPES) Contact: www.umac.mo/fed/conference/iscpes08/ en/en_main.html July 23-25, 2008 Santiago (Chile) ACMS International Team Physician Course Contact: www.acsm.org April 13-16, 2008 Amsterdam (The Netherlands) 2nd International Congress on Physical Activity and Public Health August 1-5, 2008 Guanghzou (China) International Convention on Science, Education and Medicine in Sports Contact: www.ICPAPH08.org Contact: www.icsemis2008.org May 16-18, 2008 Palermo (Italy) 3° Congresso Nazionale di Podologia Per ulteriori informazioni: Cattedra di Medicina dello Sport, Università di Palermo - Tel. 091 6554422 - Fax 091 6554131 - E-mail: [email protected] 110 November 18-23, 2008 Barcelona (Spain) 30th Fims World Congress of Sports Medicine Contact: www.femedes.es MEDICINA DELLO SPORT Marzo 2008