Donini-Guazza: chi fu a sedurre?

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Donini-Guazza: chi fu a sedurre?
AICS Bologna
Donini-Guazza: chi fu a sedurre?
mercoledì 25 agosto 2010
IL MARZIANO
Il Resto del Carlino 25 agosto 2010
Donini-Guazza: chi fu a sedurre?
Thomas Mann pubblicò nel 1912 il libro “La morte a Venezia”, da cui Luchino Visconti trasse un gran film.
La triste e languida fine di un anziano scrittore, innamorato di un bellissimo adolescente. Ma una storia banale, rispetto a
quel che accade a Bologna. In piazza Maggiore, un uomo adesca un altro uomo ai tavolini di un bar (niente di male).
L’intortatore è più giovane della vittima di 25 anni (niente di male). Decidono di pranzare insieme (niente di male).
Dopo qualche giorno, si accomodano al “Diana” e il legame si fa più serio (niente di male). Forse, si andrà
oltre il bacio (niente di male). Ma, inaspettatamente, l’uomo acerbo ci ripensa e dichiara pubblicamente che non è
disposto ad avere rapporti contro-natura con l’uomo maturo. Il gigolò volubile e senza scrupoli si chiama Raffaele
Donini e guida il Partito Democratico di Bologna. Si è invaghito di Giorgio Guazzaloca, che è il signore sedotto (forse) e
abbandonato (sicuramente). Un amorazzo balneare che ci rende morbosamente curiosi. Cosa hanno mangiato? Chi ha
pagato il conto? Comunque, dopo la notizia che Gianna Nannini (bisessuale) è incinta a 54 anni, Donini fa una figura
meschina: schiavo dei pregiudizi e chiacchierone. Uno che non si tiene due ceci in bocca. Perché, il 2 agosto, è stato
anche intercettato da una telecamera, mentre spettegolava con Bersani (Pierluigi), riportando i giudizi feroci del
presidente Unipol Stefanini (Pierluigi anche lui) sui candidati del Pd. E così Stefanini ha fatto la figura
dell’impiccione, del suggeritore occulto che “dà le dritte”, fra una scalata finanziaria e l’altra.
E, poi, c’è il disastro televisivo. Francesco Spada ha intervistato su Etv i protagonisti del flirt dell’estate.
Guazza era abbronzato, abito di gabardine, camicia azzurra e cravatta blu. Lo schermo emanava un gradevole profumo
di acqua di colonia. Donini, invece, si è presentato con la carnagione cartone-chiaro, la giacca spigata cartone-chiaro e
la polo cartone-chiaro. L’abito beigiolino è atroce e anche D’Alema, dopo le imitazioni della Guzzanti, non
lo indossa più. L’abbinamento maglia/abito beigiolino è rifiutato anche dai più tenaci attivisti del Sindacato
pensionati. Eppure, Donini è simpatico e ha una conversazione meno cripto-sovietica dei suoi predecessori. Ma non
regge il caldo perché è uomo appenninico. Il partito, da maggio ad ottobre, dovrebbe affittargli una dacia sul lago di
Bolsena. Quindi, serve un segretario che tenga i 40 gradi all’ombra. Con un segretario estivo ed uno invernale, il
Pd sarebbe a posto per sempre. Tanto, l’autunno e la primavera non danno problemi, le mezze stagioni non
esistono più.
Serafino D’Onofrio
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