domani ultima notte blues a palazzo cuttica

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domani ultima notte blues a palazzo cuttica
Città di
Alessandria
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Alessandria, 22 luglio 2010
Continua stasera l’Alessandria Blues Festival con Earl Thomas
DOMANI ULTIMA NOTTE BLUES A PALAZZO CUTTICA
Nel cortile di Palazzo Cuttica ad ingresso gratuito.
Si chiude domani con Michael Burks
Ottima partecipazione alla prima serata dell’Alessandria Blues Festival. Posti a sedere esauriti e
tanta gente in piedi (circa 500 persone in totale) per assistere all’unica data italiana della Sean
Carney Band.
Si prosegue stasera, sempre alle ore 21.00 nel cortile di Palazzo Cuttica, con Earl Thomas & the
Kings of Rhythm.
Earl Thomas ha vinto assieme alla sua band per ben 4 volte il San Diego Blues Music Award: il suo
melting pot musicale che oscilla tra rock, blues, soul e funk, gli ha reso possibile importanti
collaborazioni nel corso della sua carriera con personaggi del calibro di Solomon Burke e Ike
Turner.
Il Blues Festival si chiude venerdì 23 luglio con la Michael Burks Band. Iron Man - soprannome
che Michael Burks si è guadagnato con le sue lunghe, intense performance dal vivo grazie
all’aggressivo attacco della sua chitarra – è reduce lo scorso anno da ben tre nomination al Grammy
Award 2009 come miglior artista blues maschile contemporaneo, come miglior chitarrista blues e
come miglior album rock/blues dell'anno.
L’Alessandria Blues Festival è organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Alessandria
in compartecipazione con AMAG e sotto la direzione artistica di Giovanni Robino del Macallè
Blues Festival.
EARL THOMAS & THE KINGS OF RHYTHM
Giovedì 22 luglio 2010
Per ben quattro volte vincitore del San Diego Blues Music Award, Earl Thomas rappresenta senza
dubbio una delle voci più interessanti della sua generazione. Nativo di Pikeville, Tennessee, un
posto a mezza via tra Nashville, capitale della musica country, e Atlanta, melting pot musicale tra
rock, blues, soul e funk, guardando la carriera artistica di questo ex studente di medicina ormai
definitivamente votato al canto, non si può fare a meno di pensare che l'incrocio geografico e
culturale che gli ha dato i natali non si sia riflesso anche nelle sue scelte artistiche. Nato come blues
singer e trapiantatosi in California, fin dal suo esordio sul finire degli anni '80, ha dimostrato di
saper produrre pregevoli lavori che gli hanno procurato numerose collaborazioni sia come autore
(Solomon Burke, Ike Turner) che come vocalist; la più famosa di queste, sicuramente con la grande
Etta James la quale incise “I sing the blues”, brano scritto da Thomas per lei il quale la ricambiò
reincidendo “I'd rather go blind”, un classico di Etta rifatto da molti, ma del quale il giovane
Thomas ci ha consegnato la miglior versione, dopo l'originale. A riprova dell'ormai collaudato
sodalizio artistico, Etta James volle Earl Thomas come apertura per i suoi show durante un lungo
tour mondiale che portò il nostro per la prima volta anche in Europa, dove si esibì al celeberrimo
Mountreaux Jazz Festival. Da quel momento, l’attività artistica di Thomas è stata un crescendo. Col
suo baritono dai toni abrasivi e passionali ha esplorato lo spettro della musica tradizionale neroamericana passando, con sporadici episodi acustici, dal blues al soul, al R&B di moderna fattura e
dedicando anche un disco allo spiritual. Da alcuni anni non è nuovo a specifici progetti musicali: è
del 2008 il sodalizio artistico col pianista jazz inglese Paddy Milner che diede vita all’incisione di
un bel disco cui seguì un lungo tour. E’ dell’anno scorso, invece, la proficua unione di Thomas coi
Kings of Rhythm, storico gruppo formato negli anni ’40 da Ike Turner (ex-marito della più famosa
Tina) e che, con ovvi cambi di formazione susseguitisi nel tempo, ha continuato ad accompagnare
Turner fino alla sua scomparsa nel dicembre del 2007. L’incontro di Thomas con Turner risale al
2004 quando il regista del remake del film “Soul to soul”, al quale anche Thomas lavorava, li fece
incontrare. Colpito dal talento del giovane cantante, in quell’occasione Turner accettò di scrivere le
note di copertina per il suo disco “Intersection”. Alla scomparsa di Turner, sembrò naturale per
Thomas avviare il progetto che lo porterà, coi Kings of Rhythm, a incidere il suo ultimo disco e ad
affrontare questo suggestivo tour del quale Alessandria sarà una delle preziose tappe.
Formazione:
Earl Thomas – voce
Seth Blumberg – chitarra
Leo Dombecki – tastiere
Armando Marcos Capeda – basso
Ryan Montata – sax alto
Billy Ray - batteria
Discografia:
I SING THE BLUES (Conton Rec. – 1990)
BLUE…NOT BLUES (Bizarre Rec. – 1991)
EXTRA SOUL (Bizarre Rec. – 1994)
STRONGER THAN THE FLAME (Conton Rec.
– 1995)
NEW BLUES FOR A NEW GENERATION
(Conton Rec. – 1997)
THE ELECTOR STUDIO SESSIONS (EK Rec. –
2001)
CANDLE OF MEN (Hymn-n-Heart Rec. – 2002)
ESSENCE OF CHRISTMAS (Hymn-n-Heart
Rec. – 2003)
SOUL’D (Memphis International Rec. – 2004)
INTERSECTION (Memphis International Rec. –
2005)
UNPLUGGED
AT
CAFFE
CALABRIA
(Bridgeman Rec. – 2006)
PLANTATION GOSPEL (JPB Productions Rec.
– 2007)
EARL THOMAS WITH PADDY MILNER &
THE BIG SOUNDS (Conton Rec. – 2008)
SOULSHINE (Conton Rec. – 2008)
LIVE AT BUISCUITS & BLUES (Conton Rec. –
2009)
MICHAEL BURKS BAND
Venerdì 23 luglio 2010
Lo chiamano “Iron Man”, soprannome guadagnato con le sue lunghe, intense, performance dal vivo
con l’aggressivo attacco della sua chitarra, con la profondità e la passionalità del suo canto. Nato a
Milwakee nel 1957, figlio di un musicista dilettante, comincia giovanissimo ad avvicinarsi alla
chitarra e, come B.B. King, Freddie King e Albert Collins trascorre buona parte dei suoi anni
formativi nel sud degli Stati Uniti frequentando i juke joints del posto. Raggiunta l’età adulta, il suo
lavoro di meccanico lo portò, per un po’ di tempo, lontano dal mondo musicale fino a quando, verso
la metà degli anni ’90 non gli capitò di suonare in jam session con Chick Willis. Da quel momento,
l’amore per il blues e la chitarra tornò a scorrere nel suo sangue, tanto che ritornato a vivere in
Arkansas formò una nuova band e incise, autoproducendolo, il suo primo disco “From the inside
out” che, malgrado una produzione “artigianale”, ricevette recensioni entusiaste dalla stampa
specializzata e suscitò l’interesse sia di alcuni promoter europei, che subito gli organizzarono un
tour, che di Bruce Iglauer, proprietario della Alligator, una delle etichette discografiche di blues più
importanti e famose del settore che dopo averlo visto esibirsi nel 2000 al Chicago Blues Festival, gli
fece firmare su due piedi un contratto discografico per la propria etichetta, producendo in
collaborazione con Jim Gaines (già produttore di Santana, John Lee Hooker e molti altri bei nomi)
quel “Make it rain” che in breve tempo consolidò la fama di Burks. Con il suo ultimo lavoro
discografico, "Iron Man", Michael ha invece ricevuto ben tre nominations per il Grammy Award
2009 come miglior artista blues maschile contemporaneo, come miglior chitarrista blues e come
miglior album rock/blues dell'anno. Oltre che chitarrista anche profondo cantante dal registro
catramoso e avvolgente può, per naturale merito e per analogia di approccio musicale, ricoprire quel
vuoto lasciato da personaggi come Freddie King o Luther Allison. Occasione da non perdere,
quindi, per gli amanti del blues più sanguigno, a tratti venato di rock.
Formazione:
Michael “Iron Man” Burks – chitarra e voce
Wayne Sharp – organo hammond
Oscar Huguet – basso
Chuck “Popcorn” Lowden - batteria
Discografia:
FROM THE INSIDE OUT (Vent Rec. – 1999)
MAKE IT RAIN (Alligator Rec. – 2001)
I SMELL SMOKE (Alligator Rec. – 2003)
IRON MAN (Alligator Rec. – 2008)