dicembre 2009 - Confindustria Cuneo
Transcript
dicembre 2009 - Confindustria Cuneo
www.baggi-lux.com manchette_provincia di oggi copia Pubblicità Partners srl Tel 0171/697232 www.bertolotto.com numero verde 800.034.392 Dicembre 2009 10 Anno XVII - E1,03 Poste Italiane s.p.a. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, comma 1, DCB/CN Iscrizione Trib. Cuneo -14/6/1989 n. 426 Edito dal C.S.I. Cuneo - Contiene I.P. Direttore Responsabile: Fabrizio Pepino Chiuso in redazione il 1° dicembre 2009 Redazione Autorivari studio associato Tel 0171/601962 Fax 0171/436301 [email protected] Accesso al credito Accordi con Bnl e Intesa Sanpaolo N° Energia Investire nel rinnovabile è conveniente Servizi a pag. 12 Dalla Snos all’Alstom 0171 85404 lucernari evacuatori di fumo e calore Tecnogranda Il 150° della Ferroviaria di Savigliano Servizio a pag. 14 [email protected] L’innovazione al servizio delle imprese Fabrizio Gardinali a pag. 16 agroindustria. settore lattiero-caseario Latte: storia di un prezzo impossibile Servizio a pag. 16 CON di Giorgio Chiarva TRO CAN TO Elogio La difficoltà a trovare un accordo regionale sul prezzo, nasconde la crisi generale di tutta la filiera delle imprese di Fabrizio Pepino è ancor più grave è il fatto che pubbliche A 20 anni dal crollo del muro Paolo Gerbaldo alle pag. 20-21 Punti di vista Industria, agricoltura e Regione Ilaria Blangetti alle pag. 2 e 3 turismo invernale dentro la crisi Stagione al via nel segno della fiducia Previsioni negative Si salva solo l’export Nonostante la più volte denunciata “politica scorretta” della Regione a favore della Val Susa (anche quest’anno al Sestriere sono andati 2,8 milioni di finanziamenti pubblici), le stazioni sciistiche del consorzio Cuneo Neve si apprestano a cominciare la nuova stagione invernale fiduciose che Energia dal sole Energia dalla terra Energia dalle biomasse Energia dall’acqua Energia dal vento e-mail: [email protected] numero verde la crisi in atto oscura qualsiasi bagliore di ottimismo. Lo dice ancora Biraghi: “è il sistema che è sbagliato. Aumentano burocrazia e carte inutili, producedo costi e perdite di tempo per le aziende, già in difficoltà a causa della crisi generalizzata di questo periodo”. Ma dal momento che non serve piangere - è il caso di dirlo - sul latte versato, la parola d’ordine resta quella di fare il possibile per resistere, prendendo atto del fatto che le redini del giogo non le tira né l’industria né l’agricoltura, bensì il mercato. E quando si è tutti sulla stessa barca, per andare avanti, diventa fondamentale remare nella stessa direzione. 800-577385 la nuova legge regionale in materia possa stabilire, in un futuro quanto mai prossimo, maggior equità. La loro buona fede è confermata dal fatto che quest’anno nella Granda sono stati investiti quasi 12 milioni di euro per migliorare gli impianti. Servizi da pag. 4 a pag. 6 La presentazione della prima fotografia veritiera ed esaustiva del settore edile della provincia di Cuneo (fatta dall’Ance lo scorso 26 novembre), diventa l’occasione per aprire il consueto quanto scomodo capitolo “crisi” di questo numero con un’iniezione di fiducia nel mondo imprenditoriale pro- vinciale, che sa di avere nel suo Dna la possibilità di ribaltare la diffficile situazione. Nonostante gli ultimi studi, ricerche e rapporti (dal Centro Einaudi a Unioncamere, tutti presentati nel giornale), enuncino dati e numeri tutt’altro che rosei. Servizi da pag. 7 pag. 11 Non vedevo l’ora di darmi torto. Un mese fa scrivevo contro le società municipalizzate, oggi vorrei sostenere che invece sono state e alcune lo sono ancora molto utili. Voi mi accuserete di non avere le idee chiare e in parte avete ragione. La confusione mentale è una delle mie migliori qualità ma, anche in questo caso e come sempre, ad ogni regola corrisponde un’eccezione e qua vorrei che questi casi venissero alla luce . Segue a pag. 16 Omaggio Il calendario del 2010 Inserto staccabile Trattamento acqua www.idrocentro.com Berlino Franco Biraghi “Aumentano costi energetici e burocrazia, mentre stiamo lavorando tutti sotto costo” aaenergy.it Dietro all’ultimo mancato accordo regionale sul prezzo del latte, si nasconde una grave crisi che investe tutta la filiera (dagli allevatori, ai trasformatori, ai rivenditori, fino ad arrivare al consumatore finale), a cui si aggiunge l’impennata degli oneri burocratico-amministrativo-finanziari cui devono adempiere le aziende. Una vera e propria “guerra tra poveri” - come l’ha definita più volte il presidente della sezione lattiero-casearia di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi - in cui alla fine, di questo passo, non ci sarà nessun vincitore. Quasi tutti stanno lavorando sotto costo (comunque senza guadagno), ma ciò che Sterilizzazione a raggi UV tecniche su membrana addolcimento recupero acqua piovana trattamento biologico scarichi 0172.912391 E-mail: [email protected] Dicembre 2009 agroindustria confindustria cuneo. sezione latttiero-casearia “L’agricoltore ha lavorato in perdita per alcuni mesi ed ancora oggi, dopo che il prezzo del latte è risalito del 15% ed ha quasi raggiunto i livelli di inizio 2007, lavora con utili molto contenuti. Tutta la filiera soffre; i produttori non guadagnano, i trasformatori girano i soldi o lavorano in perdita, i commercianti sono in grave crisi e molti di loro stanno cessando l’attività, anche la distribuzione non sta meglio - dice Franco Biraghi, titolare del caseificio Valgrana di Scarnafigi e presidente della sezione lattiero-casearia di Confindustria Cuneo -. I costi burocratici, amministrativi ed ambientali e l’esasperata lentezza con cui la pubblica amministrazione concede le autorizzazioni necessarie per poter lavorare, pesano come un macigno su tutta la filiera dagli allevatori, ai trasformatori, ai rivenditori, fino ad arrivare al consumatore finale. “Escludendo le materie prime, il 40% circa dei costi che affrontiamo è determinato da spese burocratiche, amministrative ed ambientali che una volta non c’erano e che si potrebbero evitare o, quantomeno, ridimensionare - commenta Franco Biraghi -. Si tratta di norme dettate da leggi regionali, nazionali ed europee che, man mano che entrano in vigore, rischiano di porre eccessivi Energia e burocrazia sono le spese maggiori così in lombardia Latte crudo alla stalla euro per 100 lt (iva esclusa) Data del rilevamento Franco Biraghi “Il 17% delle nostre bollette serve a coprire gli incentivi a sostegno delle energie rinnovabili” 2005 2006 2007 2008 2009 Gennaio 34,34 32,28 32,80 42,00 36,02 (e) Febbraio 34,34 32,28 32,80 42,00 34,87 (e) Marzo 34,34 32,28 32,80 42,00 34,54 (e) Aprile 33,57 32,00 33,16 38,09 31,66 (e) Maggio 33,57 32,00 33,16 38,09 31,66 (e) Giugno 33,57 32,00 33,16 38,09 31,66 (e) Luglio 33,57 32,00 33,16 39,59 30,43 (e) Agosto 33,57 32,00 33,16 39,59 30,45 (e) Settembre 33,57 32,00 35,16 39,59 30,73 (e) Ottobre 33,57 32,00 38,00 38,59 31,83 (e) Novembre 33,57 32,00 38,00 38,09 Dicembre 33,57 32,00 38,00 38,09 33,76 32,07 34,45 39,48 Prezzo Medio Annuo vincoli alle nostre attività. Un’altra problematica è rappresentata dal prezzo della bolletta: siamo tra i Paesi, in Europa, a pagare più cara l’energia elettrica. Il parados- Prospettiva quinquennale dell’andamento dei prezzi stipulati nella regione Lombardia. La Lombardia è considerata, per la consistenza dei volumi di latte prodotti e la indicatività dei prezzi fissati, Prospettiva quinquennale dell'andamento dei prezzi stipulati nella regione punto di riferimento per le altre regioni. Lombardia. La Lombardia è considerata, per la consistenza dei volumi di latte Fonte: www.cnal.it prodotti e la inidicatività dei prezzi fissati, punto di riferimento per le altre regioni. Fonte: www.clal.it Vuoi centrare i tuoi obiettivi? con noi puoi... 8DCHJA:CO69>G:O>DC6A: 8DCHJA:CO6DG<6C>OO6I>K6 HIGJB:CI>9>B6C6<:B:CI/BD9:AAD:;FB 8DCIGDAAD9><:HI>DC: 7>A6C8>DHD8>6A: EGD<:II6O>DC:!>BEA:B:CI6O>DC:9:>H>HI:B> 9><:HI>DC:!FJ6A>I¿!6B7>:CI:!H>8JG:OO6! G:HEDCH67>A>I¿HD8>6A: HI6C96G96A>B:CI6G>7G8!>;H!:JG:E<6E!=688E ;DGB6O>DC:>C6B7>ID/DG<6C>OO6O>DC:! <:HI>DC:G>HDGH:JB6C:!FJ6A>I¿!6B7>:CI:! H>8JG:OO6 32,39 “Free Managers S.r.l. è certificata per progettazione, realizzazione e manutenzione/ aggiornamento di Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente, Sicurezza. Progettazione ed erogazione di servizi consulenziali in ambito tecnico ed organizzativo. Progettazione ed erogazione di servizi di formazione manageriale”. ^c[d5[gZZbVcV\Zgh#^i 8DCHJA:CI>9>9>G:O>DC: lll#[gZZbVcV\Zgh#^i K^VD\c^hhVci^!(%$W"&'%*&6A768C"IZa#%&,('-,(,)";Vm%&,('-%-,* so è che abbiamo rinunciato al nucleare ma continuiamo ad accollarci il prezzo della dismissione degli impianti”. Biraghi fa notare come il 17% del costo delle nostre bollette sia rappresentato dalla copertura degli incentivi per le energie rinnovabili. “I contributi per il sostegno di questi impianti, in particolar modo di quelli fotovoltaici, vengono ripagati dalle nostre bollette e molti di noi non lo sanno, perché non c’è una trasparenza nella compilazione - continua Franco Biraghi -. Il rischio è che le nostre imprese che hanno un’attività basata sull’uso di energia elettrica si trovino in forte difficoltà. è evidente: con questi costi come fanno a sopravvivere? Le multinazionali scelgono di investire altrove perché il nostro territorio non è competitivo e sopravvive grazie alle piccole industrie che sono costrette a subire, in quanto senza possibilità di alternativa. Basti pensare che le industrie che producono prodotti chimici come soda caustica e acido nitrico, hanno dovuto cessare l’attività a causa di eccessivi oneri ambientali”. “è il sistema che è sbagliato - conclude Biraghi -. Aumentano burocrazia e carte inutili producendo costi e perdite di tempo per le nostre aziende, già in difficoltà a causa della crisi generalizzata di questo periodo”. Dicembre 2009 agroindustria accordo sul prezzo. la trattativa regionale Quella in atto tra industria e agricoltura è una guerra tra poveri, in cui tutti ci perdono Stiamo lavorando tutti sotto costo Mino Taricco, assessore regionale all’Agricoltura latte Il 2 novembre è naufragata la trattativa regionale per il prezzo del latte alla stalla. “Durante l’ultimo incontro abbiamo dovuto prendere atto che le posizioni espresse non permettevano di convergere su una soluzione condivisa - dice Mino Taricco, assessore regionale all’Agricoltura -. Era evidente che non vi era possibilità di andare oltre e abbiamo optato per accordi singoli, nella speranza che si ripresenti la disponibilità per sedersi nuovamente a un tavolo regionale. Tra la proposta degli industriali e le posizioni degli allevatori non ci sono, comunque, distanze abissali”. La proposta dell’assessore era di pagare 31 centesimi a litro il latte alla stalla, con riferimento alle aziende che producono 60 quintali al giorno, mentre gli industriali proponevano lo stesso prezzo basandosi su aziende che producono 80 quintali giornalieri. Entrambe le posizioni sono il frutto di una situazione di mercato non favorevole, anche se con deboli accenni di ripresa. Durante l’annata 2007, a causa di forti speculazioni internazionali sulle materie prime, il prezzo del latte nel giro di 4 mesi è passato dai 32 ai 42 centesimi al litro. Questo prezzo assurdo ha provocato un crollo dei consumi ed è la causa principale della crisi che sta penalizzando tutta la filiera. Nell’annata in corso, per alcuni mesi, i prezzi pagati dagli industriali sono scesi a 27 centesimi ed addirittura una grossa cooperativa ha pagato 25 centesimi. Oggi il prezzo è tornato sopra i 31 centesimi. “Non è un compenso remunerativo per nessuno - dice Ambrogio Invernizzi, amministratore delegato In.al. pi. - ma segue il trend del mercato, infatti quando le quotazioni del latte sono scese sono diminuiti anche i prezzi dei prodotti finali: noi imprenditori non possiamo comportarci diversamente. Ora è necessario capire se i prezzi sono in salita solo temporaneamente, vista la vicinanza con il Natale, o se si tratta di una risalita strutturale che ci permetterà di optare per quotazioni più l’autore I servizi pubblicati alle pagine 2 e 3 sono di ilaria blangetti ottimistiche. Ovviamente c’è una forte pressione da parte degli allevatori nei nostri confronti e noi sappiamo bene che hanno sofferto parecchio, lavorando sottocosto, ma anche noi ci troviamo in un periodo di crisi. Ci sono caseifici in forte difficoltà e non si può negare la spietata concorrenza straniera con la quale siamo costretti a combattere”. L’accordo regionale sul prezzo del latte è una prassi soprattutto in Piemonte, molte altre regioni Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Cuneo e Piemonte Ambrogio Invernizzi, amministratore delegato Inalpi LA TRATTATIVA Al tavolo regionale per trovare l’accordo sul prezzo del latte partecipano i rappresentanti dell’industria e dell’agricoltura. La Regione svolge un ruolo di mediazione. chi ci guadagna? dalla stalla alla tavola il prezzo quintuplica Allevatori e caseifici trattano per il prezzo, stimandolo intorno ai 30 centesimi, ma il consumatore finale trova nei supermercati un litro di latte fino a 1,5 euro al litro. Gli allevatori producono in perdita e gli industriali lavorano alla soglia della convenienza. Un’inchiesta sulle pagine de “La Stampa”, lo scorso settembre, denuncia un aumento del 350% del prezzo alla stalla rispetto a quello al consumo, a fronte di un crollo dei prezzi alla produzione agricola pari al meno del 30%. Allora chi ci guadagna? In una relazione approvata dal Parlamento Europeo si evidenzia che tra i fattori che influenzano il meccanismo di trasmissione dei prezzi e il divario dei prezzi alla produzione e al consumo vi è anche il “comportamento commerciale degli operatori lungo la catena di approvvigionamento”. “Indubbiamente gli scompensi tra i nostri prezzi - commenta Bruno Rivarossa - direttore provinciale e regionale di Coldiretti - e quelli della grande distribuzione sono molto evidenti ma risulta difficile identificare delle soluzioni”. Intanto la Coldiretti nazionale denuncia che “dal campo alla tavola i prezzi degli alimenti aumentano in media cinque volte, con rincari che sono superiori per nove al valore medio dell’inflazione. E questo nonostante l’anno abbia visto crollare drammaticamente i prezzi alla produzione”. Anche il Parlamento ha espresso preoccupazione per i casi in cui la grande distribuzione “sfrutta il suo potere di mercato attraverso termini di pagamento eccessivi, contributi per l’immissione nel listino e per lo spazio sugli scaffali”. non fungono da intermediari per arrivare al raggiungimento di un prezzo base sul prodotto alla stalla. Bisogna però considerare che Piemonte e Lombardia rappresentano i più grandi produttori di latte, ma il problema è che “il mercato del latte è molto volatile - aggiunge Invernizzi - ed è spesso difficile arrivare a degli accordi regionali”. Inoltre si parla spesso di accordi annuali con i caseifici e questo rappresenta un grande rischio, vista la flessibilità del mercato e dei prezzi al consumo. “Le nostre stalle, inoltre, sono spesso troppo piccole rispetto alla media europea - conclude Invernizzi - e, anche se impopolare, una ristrutturazione sarebbe necessaria: grandi allevamenti significano maggiori garanzie per il prodotto e permettono di spalmare meglio i costi fissi”. “Il 2 novembre scorso, durante l’ultimo incontro tra allevatori e industriali, con la mediazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco, abbiamo dovuto constatare che non c’erano le condizioni per ottenere un accordo - commenta Bruno Rivarossa, direttore provinciale e regionale della Coldiretti -. Ora non escludiamo di poter arrivare nuovamente al tavolo regionale, ma è difficile prevedere quando questo potrà avvenire”. “Chiediamo, come Coldiretti, di arrivare presto alla tracciabilità del prodotto latte - aggiunge Rivarossa -, una garanzia non solo per gli allevatori ma anche per i caseifici”. Biraghi, in qualità di rappresentante del settore lattiero-caseario, ha trattato per Confindustria al tavolo regionale per l’accordo, sfumato, sul prezzo del latte: “Comprendiamo bene le difficoltà degli allevatori, ma anche i caseifici stanno lavorando sottocosto. I nostri associati, indipendentemente dalla stipula di un accordo regionale, hanno sempre liquidato il massimo consentito dal mercato e, in alcuni casi, per il mese di novembre il prezzo è stato addirittura superiore a quello richiesto dal sindacato agricolo in sede di trattativa regionale”. Confezioni regalo oRsoBianCo per un dolce natale, 100% naturale. • Cofanetto Winny a 13,00 €: barattolo esse zuccherate 350g + barattolo caffettati 350g + barattolo paste di meliga 300g. • Cofanetto Winny a 16,00 €: barattolo cuneesi assortiti 400g + barattolo baci di dama 400g + barattolo brutti e buoni 200g. • sCatola aVana a 38,20 €: panettone classico glassato 750g + torta nocciola 400g + barattolo baci di dama 400g + barattolo cuneesi assortiti 400g + latta caffè macinato excelsior 250g + tagliolini all’uovo/erbette 250g + sacchetto 6 croissant 350g + bottiglia moscato 750ml • panettone ClassiCo glassato: 1 kg nella latta contenitore a 14,00 € 750g / 1 kg nell’incarto Metal con fiocco: 9,50 € / 12,00 € 750g nel sacchetto seta o nella bustina Brillant: 10,50 € • Cofanetto teDDy 27,50 €: barattolo cuneesi assortiti 600g + barattolo baci del cavaliere incartati 350g + barattolo baci di dama incartati 350g + barattolo paste di meliga 500g • Vassoio fRanK a 25,50 €: torta nocciola 400g + barattolo paste di meliga 500g + barattolo cuneesi assortiti 400g + sacchetto cioccolosi 300g + bottiglia moscato 750ml • BaUletto toMMy golD a 33,50 €: panettone classico glassato 750g + crostata confettura 500g + barattolo cuneesi assortiti 400g + latta caffè macinato excelsior 250g + barattolo paste di meliga 300g + bottiglia moscato 750ml tUtte le ConfeZioni sono in Visione pResso il pUnto VenDita. Via Cuneo, 90 • Borgo s. Dalmazzo • Cn • tel. 0171 902304 • aperto tutti i giorni dalle 6,00 alle 19,30 pRossiMa nUoVa apeRtURa: piazza galimberti, 10 • CUneo Anche vendita on line: www.storeorsobianco.com Dicembre 2009 turismo stagione al via. mondolè e limone piemonte Due anni di polemiche tra l’associazione dei gestori degli impianti a fune della Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte - con accuse degli uni in merito alla distribuzione dei finanziamenti pubblici regionali in favore delle valli torinesi e in particolare della Valle Susa con Sestrière e repliche dell’altra - culminate nell’uscita dall’Arpiet (l’associazione regionale piemontese delle imprese esercenti il trasporto a fune in concessione) e la costituzione di una nuova associazione - Cuneo Neve - “per fare lobbing e superare una certa frammentarietà che talvolta ci ha penalizzati”, come spiegò la scorsa primavera Bruno Vallepiano, che rappresenta la sottosezione Impianti a fune nella sezione Turismo di Confindustria Cuneo. Un settore, quello della neve, che la scorsa stagione ha mosso un fatturato di 1516 milioni di euro, con circa mezzo milione di presenze (quindi un terzo del dato regionale) nei Comprensori Mondolè e Limone. E poi 700 chilometri di piste (300 per il fondo) su 12 centri, 88 impianti di risalita con struttura in larga parte ammodernate. Dati significativi nel contesto piemontese, importanti anche per l’indotto che riescono a muovere. Con quali auspici si apre dunque la nuova stagione sciistica cuneese? La Granda della neve potrà partecipare - in un quadro di maggiore equità - al riparto dei finanziamenti, peraltro cospicui, previsti dalla Regione nelle scorse settimane? Pietro Blengini è direttore Segnali positivi dalla nuova legge regionale Fabio Bergia Pietro Blengini “Le cose possono andare meglio solo se finiscono i privilegi al Sestriere e quando verrà colmato il gap tra il numero di sciatori e i posti letto” “Il fatto che la Provincia si sia asssunta l’onere di concertare i fabbisogni con gli impiantisti e di portare le istanze locali in Regione è positivo” degli impianti di Artesina, ma da alcuni mesi siede anche nella Giunta di corso Nizza: “Oggi la situazione è cambiata rispetto alla passata stagione, per l’entrata in vigore della nuova legge sulla sicurezza degli impianti. La Provincia si è assunta l’onere, attraverso l’impegno della presidente Gancia e dell’assessore competente Gregorio, di concertare con tutti gli impiantisti il piano e l e g a n za & de sig n & Acquaform srl, grazie alla sua pluriennale esperienza nel settore, unisce eleganza & design per offrirvi un prodotto di qualità realizzato con i sistemi più all’avanguardia nella costruzione delle piscine, con particolare attenzione nella cura dei particolari. Acquaform realizza piscine uniche e originali, adatte a qualsiasi esigenza e a qualsiasi spazio, offrendovi un servizio che va dalla progettazione all’installazione e alla messa in funzione. www.acquaform.it FA PIÙ RICCO IL TUO GIARDINO ACQUAFORM srl | Loc. Piana, 55/P | Verduno (CN) | Tel. 0172.470204 | [email protected] di fabbisogno che è previsto dalla nuova legge, per portare quindi in Regione le istanze del nostro territorio. Ritengo che tale fatto rappresenti un notevole passo in avanti. Certamente il Piano l’autore I servizi pubblicati alle pagine 4 e 5 sono di ilario bruno che predisporremo dovrà avere una precisa corrispondenza con i parametri previsti dalla legge”. Fabio Bergia, direttore della Lift spa (Limone impianti funiviari e turistici) puntualizza: “Abbiamo sempre ritenuto non corretto confondere i due piani: da una lato la legge 2 che apprezziamo, ma che, va detto, non mette in equilibrio la situazione creatasi negli ultimi anni e potrebbe perpetuarsi con il finanziamento di 2,8 milioni erogato dalla Regione Piemonte a Sestriere spa”. Ma Bergia pone l’accento su un altro problema, tutto locale, che andrebbe affrontato di petto: “A Limone ci sono stati 40 milioni di investimenti pubblici e privati in 7 anni sulle strutture di risalita, per il miglioramento delle piste, compresa la ristorazione sulle piste. Sforzi che rischiano di essere vanificati se non ci saranno interventi, magari sostenuti da un’apposita legge con incentivi, sulla ricettività per incrementare i posti letto: oggi a Limone, che è la punta dell’iceberg di questo squilibrio tra la frequentazione delle piste e la presenza di alberghi, i posti letto sono 400. Una situazione limitata dal peso delle seconde case, cresciuto a dismisura negli anni passati. Per proporsi sul mercato turistico della neve con la possibilità di sfruttare appieno le potenzialità di crescita occorre eliminare questo gap. E la Provincia, con il suo ruolo di coordinamento che condividiamo e che abbiamo peraltro sollecitato, anche su questo aspetto potrebbe offrirci un grosso sostegno”. finanziamenti. il piano regionale Una nevicata di euro sulle piste piemontesi 53 stazioni sciistiche servite da 273 impianti (88 in provincia di Cuneo), con quasi 900 addetti ai lavori (218 fissi e 650 stagionali e un fatturato che, nella stagione 2007/2008 è stato di circa 51 milioni di euro che sono saliti ad oltre 60 nella stagione successiva con 1.428.000 biglietti giornalieri venduti e oltre 1,5 milioni di presenze turistiche consolidate. Dati importanti, dei quali la Giunta regionale del Piemonte ha tenuto conto licenziando il Piano triennale per il sostegno economico del sistema neve, previsto dalla recente legge sulla sicurezza delle piste e stanzia 7 milioni di euro per l’anno 2009. Lo stanziamento è suddiviso in tre Fondi: 2,7 milioni per la sicurezza delle aree sciabili, con riguardo ad interventi relativi alla tutela della salute, alla garanzia ed al mante- Per quest’anno la Regione ha stanziato 7 milioni di euro e ha previsto 150 pacchetti low cost nimento delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili; 3,8 milioni sul fondo di investimenti per gli impianti di risalita delle aree sciabili e per l’offerta turistica (qualificazione, potenziamento e valorizzazione, sostenibilità ambientale ed energetica); 540 mila euro per le spese di gestione degli impianti di risalita e delle aree sciabili delle microstazioni (esercenti sia lo sci nordico sia quel- lo alpino). Beneficiari dei Fondi possono essere soggetti pubblici e privati proprietari o gestori degli impianti alla data di presentazione della domanda e della successiva realizzazione dell’intervento. Questo sul piano strutturale, ma la Regione interviene anche sul fronte del prodotto con una campagna low-cost con oltre 150 pacchetti a partire da 25 euro a notte e bimbi gratis. Dicembre 2009 turismo nuove teorie. rodolfo baggio Che cosa c’entra la teoria del caos con il turismo e perché un astrofisico decide di mettere la propria scienza a servizio dell’economia del turismo? Sono domande lecite, perché emergono da un contesto abituato a fare i conti con i soliti parametri, poco innovativi, piuttosto conservatori; e solitamente poco incline, bisogna dirlo, a riconoscere che un sistema complesso di relazioni può essere studiato più efficacemente e con risultati migliori, anche ricorrendo a modelli presi a prestito dalla fisica e dalla matematica. Ci ha provato, con un certo successo, Rodolfo Baggio, fisico, esperto informatico, già ricercatore nel settore dell’astrofisica ed oggi docente al Master in Economia del turismo dell’Università Bocconi di Milano, dopo aver svolto importanti funzioni manageriali nel settore dei Sistemi Informativi ed aver coordinato e tenuto corsi per il Master in Tourism Management a Beirut, Libano e Aqaba (Giordania), alla School of Tourism Management of Queensland in Australia e all’Mba in International Hospitality management dell’Imhi-Essec di Parigi. In Australia ha svolto la tesi in dottorato “Network Analysis of a Tourism Destination” (lavoro che si è aggiudicato un Dean’s Award for Outstanding Research Higher Degree Theses, riconoscimento riservato alle tesi di dottorato che, per unanime giudizio dei relatori, abbiano apportato un sostanziale contributo al loro campo di studio). L’intuizione consiste nel fatto che una destinazione turistica possa essere vista come una rete di operatori in diverse e multiformi relazioni tra di loro. La rete è quindi un insieme di collegamenti: in alcuni casi, ad esempio quando si fa riferimento a reti sociali, la complessità è maggiore rispetto al caso di reti tecnologiche. L’attenzione si concentra sui “nodi” della rete, che sono elementi con una loro funzionalità, e sulle loro connessioni; quin- Il successo turistico sta nella “rete” di Baggio Nuovo metodo di ricerca sulle potenzialità turistiche di una località basato sulle teorie del caos e delle reti complesse della Fisica astrofisico Rodolfo Baggio è l’autore di “Network analysis of a tourism destination” il nuovo mercato “scarsa attenzione degli operatori italiani al turismo sul web” “L’Internet del turismo, del divertimento e del tempo libero forma la parte più consistente (circa il 20%) delle diverse decine di milioni di siti, e i più di 400 milioni di utenti sembrano gradire quanto viene loro proposto”. Lo scrive Rodolfo Baggio a proposito del ruolo del web nella gestione del tempo libero, ricordando che fra 3 anni il 30% delle prenotazioni e vendite di viaggi e vacanze passerà attraverso Internet. Cosa succede nel settore del turismo, in particolare nel nostro Paese? “In Italia le vendite telematiche sono solo lo 0,1% del mercato del turismo, mentre la media europea è dello 0,8% e quella americana l’1,8%”, spiega Baggio. Il risultato è il frutto in parte della storica diffidenza verso gli acquisti per corrispondenza, e per altro verso del ritardo nello sviluppo dell’e-commerce in Italia. Da un’analisi di sulla topologia di rete che si ritiene possa determinare l’efficienza di alcuni processi di circolazione dell’informazione e collaborazione e quindi influenzare il successo della destinazione. Chi si occupa di politiche del turismo può allora intervenire (ci collochiamo a livello di governance) per inserire nuovi nodi nella rete o modificare relazioni tra nodi già esistenti. Baggio ha applicato il proprio metodo di indagine in concreto per studiare la destinazione turistica del- l’isola d’Elba. “Uno spazio un po’ più definito di altri, come località abbastanza nota e con un certo traffico di turisti - ci spiega, quando lo raggiungiamo al telefono - non troppo piccolo perché altrimenti le rilevazioni sarebbero statisticamente poco rilevanti; ma nemmeno troppo ampio, perché in tal caso occorrerebbero troppo tempo e risorse per giungere a qualche conclusione”. Ne sono derivati risultati abbastanza interessanti, che hanno confermato alcune cose già note, ma con una condotta sulla presenza in rete dei Tour Operator italiani nell’ambito del Master del Turismo dell’Università Bocconi, emerge un quadro abbastanza desolante: poche informazioni sui pacchetti e le destinazioni offerte, scarsissime funzionalità interattive (come l’opportunità di costruire itinerari su misura), mancanza di conferma immediata sull’eventuale offerta di preventivi online. Soprattutto spesso è poco chiara la mission e la filosofia aziendale per cui risulta difficile scegliere un operatore anziché un altro. Le conclusioni di Baggio sono chiare: “La maggior parte del lavoro nel campo del turismo è lavoro di intermediazione e l’intermediario oggi deve costruirsi o ricostruirsi un’immagine, un ruolo e soprattutto una credibilità che gli può derivare solo dalla qualità di quanto riesce a offrire in rete.” novità: che ci si è arrivati attraverso l’applicazione di nuove tecniche, che hanno consentito di superare uno dei problemi principali dei sistemi tradizionali, la scarsa affidabilità. “Di solito - chiarisce il professor Baggio - lo studio è fatto per settori: sui Comuni o rispetto agli operatori, per definire piani di sviluppo. La nostra indagine è riferita alle comunità vere, così come esse si formano: comunità miste, che superano le categorie tradizionali e presentano interlocutori diversi tra di loro. A livello di rete lo studio si sposta infatti sui collegamenti; quindi può identificare, ricorrendo a una serie di misure, quali sono gli elementi più importanti. Ad esempio si possono misurare i ‘colli di bottiglia’, individuando gruppi che hanno maggiori collegamenti tra di loro nella rete. Si possono costruire ipotesi interessanti, partendo dall’analisi della destinazione e inserendo alcune variabili per verificare come regge la rete qualora intervengano fenomeni particolari. Simulo le modifiche e i risultati, attraverso il ricorso ad un nuovo strumento, abbastanza solido, utile per assumere decisioni”. La destinazione è infatti un sistema complesso, difficile da studiare perché non riconducibile a modelli trattabili ad esempio con il ricorso ad equazioni; la prevedibilità è limitata. Applicando il “metodo Baggio” è possibile effettuare simulazioni, disegnare alcuni scenari futuri, per cercare di capire come reagiremmo noi, di fronte a cambiamenti. Prospettando situazioni nuove, per essere preparati quando ne dovesse arrivare una simile. In questo contesto qual è il peso del web, cioè quanto conta Internet per lo sviluppo del turismo? “Potenzialmente moltissimo. Ci si deve chiedere: i siti web, come sono collegati tra di loro? Se lo sono poco, anche i motori di ricerca li vedono poco. Allora dobbiamo far sì che aumentino i collegamenti (talvolta basta un link, è molto semplice) creando una rete più densa e, di conseguenza, una comunità più visibile. Occorre ottenere oggetti in rete più attraenti, favorire gli scambi di informazioni, aumentare i collegamenti: insomma un mix di struttura e contenuto. Anche le imprese che si occupano di trasporto, ad esempio, dovranno fare i conti con la rete, in questo caso di infrastrutture e chiedersi qual è la più efficiente per riorganizzare la propria attività e prevedere un minor rallentamento o viceversa evitare un’eccessiva congestione del traffico”. Senza dimenticare che una rete è un sistema in continua mutazione e la sua complessità non consente la prevedibilità degli stessi risultati a fronte dei medesimi input. Questo per dire che adattiva è la rete e altrettanto adattivo deve essere il sistema che la voglia gestire. Perciò vale un avvertimento: “L’utilizzo del nostro strumento è tanto più efficace ed efficiente quanto più vi è una conoscenza solida e un’interazione con altri strumenti”. Dicembre 2009 turismo atl cuneo. consorzio cuneo neve di Paolo Ragazzo “Il problema dell’indotto cuneese dello sci è essenzialmente quello di non essere riusciti a rendersi abbastanza visibili agli occhi degli enti pubblici, uscendo così svantaggiato rispetto a zone come la Val Susa, che ogni anno riceve 2 milioni e 800 mila euro per la gestione degli impianti; è un gap che si può e si deve recuperare”. Bruno Vallepiano, presidente del Consorzio Cuneo Neve, è consapevole delle criticità del settore, ma si mostra determinato a risolvere le piccole e grandi “magagne” che affliggono uno dei comparti nevralgici dell’economia cuneese. A margine della presentazione della nuova stagione cuneese dello sci, che si è svolta il 20 novembre a Frabosa Soprana, Confindustria ribadisce la centralità dell’economia legata alla neve: “Se è vero che per ogni euro speso sulle piste ve ne sono dai 7 ai 15 con ricadute sull’indotto, si capisce come non si possano trascurare le esigenze dei gestori degli impianti, degli albergatori e di tutti coloro che gravitano intorno al comparto”. Vallepiano guarda, però, il bicchiere mezzo pieno: “Confindustria sta lavorando in sinergia con Atl e Provincia per riportare la nostra offerta turistica ai livelli qualitativi che merita; vi sono comunque diversi Nuovi investimenti per 12 milioni di euro Interventi significativi delle stazioni sciistiche della Granda per la nuova stagione invernale presentata a Frabosa Soprana il 20 novembre scorso Il tavolo dei relatori ala presentazione della nuova stagione sciistica invernale a Frabosa Soprana e Valter Llannnutti con il premio “Atl Cuneese dell’anno” aspetti positivi: dalla legge sulla sicurezza sulle piste al piano triennale di interventi per migliorare le dotazioni tecniche delle stazioni”. Molte le novità che sportivi e appassionati potranno testare già da quest’anno: la Riserva Bianca di Limone completerà l’ammodernamento di tutte le aree con il riassetto della “Cresta”, la sostituzione di vecchi impianti con telecabine e seggiovie di nuova concezione, la creazione di Baita 2000 sotto l’arrivo della seggiovia Cabanaira, il restyling di Capanna Niculin e dello Chalet 1400. Anche il comprensorio monregalese di Mondolé ha puntato sul rinnovamento degli impianti, in particolare della seggiovia biposto “Castellino” di Artesina. A Lurisia Monte Pigna sarà presto attiva la nuova cabinovia con portata di circa 400 persone l’ora, Sangiacomo di Roburent inaugurerà per Natale la nuova seggiovia biposto Bric Colmé (portata di circa 1.200 persone all’ora) e a Pian Muné (Paesana) saranno attivi la nuova sciovia Vivaio e un nuovo tapis roulant. Interventi costati quasi dodici milioni di euro che garantiscono innovazione e comodità per discese in pieno relax e svago, nell’intento di limitare code e tempi di attesa. Nella Sala Polivalente del Comune di Frabosa, infine, Valter Lannutti, imprenditore a capo dell’omonima azienda di famiglia leader in Europa nei trasporti su gomma, ha ricevuto il premio “Atl Cuneese dell’anno”. La motivazione: “Ci fa sognare con una squadra che porta l’immagine di Cuneo e della Granda in tutta Italia, e non solo”. A consegnare il riconoscimento il presidente dell’Atl cuneese Gianni Vercellotti, il vice Andreino Durando insieme al direttore Paolo Bongioanni. Nelle scorse edizioni avevano vinto il premio Renzo Vivalda, Fabrizio Fenocchio, Michele Pepino, Aldo Meinero e Sandro Damilano. provincia. calendarizzazione eventi Basta sovrapposizioni per il prossimo anno Lavorare uniti a una programmazione turistica che guardi alla Granda con un’ottica di insieme ed evitare così sovrapposizioni “nocive” a tutti gli attori che operano per promuovere le bellezze e le peculiarità del territorio. È per raggiungere questo obiettivo che lo scorso 5 novembre si è riunito in Provincia a Cuneo un tavolo di lavoro presieduto dal presidente Gianna Gancia e dall’assessore provinciale al Turismo Federico Gregorio. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle Atl di Cuneo e Alba, gli amministratori delle città “sette sorelle”, Camera di commercio, Pro Loco e Fondazioni bancarie. Tutti gli intervenuti si sono dichiarati d’accordo a realizzare, anzitutto, una calendarizzazione precisa delle manifestazioni e degli eventi turistici e culturali, ma più in generale è stato espresso il massimo impegno per una maggior collaborazione tra enti e istituzioni così da creare un’immagine univoca e coordinata del turismo cuneese, utilizzando al meglio le strutture ricettive e le infrastrutture di servizio, a cominciare dal- Gianna Gancia e Federico Gregorio nel corso del tavolo di lavoro Nel 2010 manifestazioni e iniziative turistiche e culturali di valenza provinciale andrannno programmate in modo da non nuocersi a vicenda l’aeroporto. “è importante calendarizzare gli eventi - ha spiegato il presidente Gancia - come ci hanno chiesto da più parti, per evitare sovrapposizioni soprattutto nella programmazione 2010 almeno fra eventi a rilevanza sovracomunale e provinciale, ma soprattutto far conoscere la Granda nel suo insieme; i recenti contatti con la provincia di Savona o i passi avanti per lo sviluppo dell’aeroporto di Levaldigi sono iniziative che dimostrano la volontà di far crescere il turismo”. L’incontro è stato occasione, inoltre, per fare il punto sul turismo nel Cuneese. Se la Langa propone come piatto forte l’eccellente tradizione eno-gastronomica, guardando anche a nuovi mercati come Turchia e Canada, Cuneo e dintorni non sono da meno, completando l’offerta turistica con montagne da vivere 365 giorni l’anno. Dicembre 2009 dentro la crisi osservatorio. imprenditoria femminile Le imprese “in rosa” hanno segnato il passo di Silvia Marra La Granda, pur evidenziando un buon rapporto tra imprese gestite da donne e totale complessivo (superiore alla media regionale e nazionale), negli ultimi cinque anni ha segnato il passo, mantenendo con qualche difficoltà le percentuali raggiunte o facendo registrare flessioni. Il tutto in un contesto subalpino ed italiano caratterizzato da un trend in crescita. Questi alcuni dei dati emersi dalla V edizione dell’Osservatorio sull’imprenditoria femminile, presentato lo scorso 16 novembre presso la Camera di commercio di Cuneo. “Certamente c’è stata una flessione nel corso del tempo - spiega Graziella Bramardo, presidente del comitato Imprenditoria Femminile -. L’anno scorso, preparando i dati sull’annaGraziella Bramardo ta 2007, avevamo il terrore delle che in futuro i numeri imprese in rosa attive crol lassero, data la crisi in atto. Invece l’imprenditoria fem con minile ha retto bene, siderato il periodo critico, anche grazie alla sua tenacia, alla sua capacità di districarsi nei momenti difficili. Quello che manca è una politica a supporto della famiglia, che porti ad agevolare la donna, una politica del genere, sicu- Le imprese rosa al 30 giugno dei dati dell’Osservatorio economici e come attraverso presa a districarsi tra la fami- ramente ci sarebbe maggior 2009 sono 18.046, pari ad un sull’imprenditoria femminile il loro contributo le imprenglia, con la cura dei figli ma ricchezza perché il lavoro quarto del totale delle impre- ha messo in evidenza come ditrici accrescano il valore anche, in casi non infre- delle donne aumenterebbe il se registrate: su ogni 100 presenza delle imprendiaggiunto della nostra eco la quenti, di genitori anziani, Pil. Per ripartire l’Italia deve donne cuneesi quindi ben trici cuneesi risulti quindi nomia. Per quanto riguarda donne”. ed il lavoro. Se si optasse per puntare sulle 6 fanno impresa. L’analisi significativa in diversi settori specificatamente le impreRegalis2-Nat09 278x200.qxp:Layout 1 19-11-2009 17:58 Pagina 1 Nella Granda le aziende hanno subito una lieve flessione “Considerata la crisi, abbiamo retto bene, anche se altrove il calo è stato minore” Ԧʳ o se femminili impegnate nel settore industriale, esse sono 1.090, pari al 6% delle imprese complessive “rosa”, seguite da quelle del settore delle costruzioni (4%) e precedute da quelle del comparto dell’agricoltura e dei servizi. Sul totale provinciale di 7.399 industrie, quelle femminili incidono attorno al 15%, ma il dato è in aumento: considerando infatti il periodo 2004-2008, la consistenza delle imprese rosa è salita del 7%. Quasi la totalità delle imprese femminili concentrate nel comparto, svolge attività manifatturiere e di queste, circa il 27% opera nell’alimentare e bevande, il 18,9% nel tessile abbigliamento e il 12% nella metallurgia e metalmeccanica. Per quanto riguarda la natura giuridica, oltre la metà (55%) dell’imprenditoria femminile provinciale del settore industria è costituita in forma di impresa individuale, il 32,8% si struttura in società di persone, mentre il 10,7% in società di capitale. Infine, in riferimento alla tematica delle donne nel mercato del lavoro, i dati hanno messo in evidenza che vi è stato una calo del 17,5% della componente femminile, a seguito alla forte caduta nel metalmeccanico (-31,8%, contro -16,5% tra gli uomini) e nella carta-stampa. o o REGALISTICA PROMOZIONALE, IDEE REGALO E DI RICORRENZA CONFEZIONIAMO LE VOSTRE IDEE SU MISURA ABBINANDO AL CIOCCOLATO LE MIGLIORI SPECIALITÀ ENOGASTRONOMICHE DOLCI E SALATE 26 RELAIS CUBA CHOCOLAT PIAZZA EUROPA, 14 - CUNEO - TEL. 0171 693968 WWW.RELAISCUBACHOCOLAT.COM ESCLUSIVISTA Dicembre 2009 dentro la crisi ricerca. “il settore edile della provincia di cuneo” di Paolo Ragazzo Le imprese edili hanno in sé le competenze e le qualità per rispondere alla crisi in atto Risolleveremo la nostra economia costruttori Quasi tre anni di lavoro trascorsi a raccogliere e analizzare numeri e statistiche provenienti dagli archivi di Cassa Edile, Scuola Edile, Unioncamere, Istat, Ance, Provincia di Cuneo, integrati da un’attenta analisi qualitativa attraverso 26 interviste a “portatori di interesse” appartenenti a scuole, enti formativi, imprese edili e istituzioni pubbliche della Granda. Obiettivo: fotografare per la prima volta in modo organico ed esaustivo il settore edile della provincia di Cuneo. È quanto hanno realizzato i ricercatori del Cresam (Centro ricerche economiche, sociali, aziendali, e manageriali), coordinati dall’occhio esperto del professore Giuseppe Tardivo dell’Università degli Studi di Torino. L’indagine è stata presentata giovedì 26 novembre, presso la sede dell’Ente Scuola Edile di Cuneo; “Il settore edile nella provincia di Cuneo: l’evoluzione congiunturale e gli effetti sul tessuto imprenditoriale locale” è uno studio promosso da Ente Scuola Edile, Ance Cuneo, Confartigianato Cuneo, Filca Cisl, Feneal Uil, Fillea Cgil e sponsorizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ance Piemonte, Ance Cuneo e Cciaa Cuneo. “Questa ricerca - ha spiegato Filippo Monge, presidente di Ance Cuneo, - è nata dall’individuazione delle carenze relative al bagaglio conoscitivo in tema di edilizia provinciale e dal proliferare di dati settoriali di diversa provenienza. Oltre alla forte novità dei dati elaborati dal Cresam, il valore aggiunto di questo lavoro sta nell’aver capitalizzato la sinergia tra mondo edile e mondo universitario, dalla cui collaborazione è scaturita quella che, a ragione, si può definire la prima fotografia esaustiva e veritiera del settore edile provinciale. Un segno tangibile di come il binomio scuola-lavoro possa produrre risultati di grande rilievo”. Dallo studio emerge un comparto contraddistinto, nell’ultimo decennio, da luci e preoccupanti ombre, specie con l’incalzare della crisi globale. Se la cosiddetta “fase olimpica”, caratterizzata dalle ricadute dei lavori per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, aveva garantito un’importante spinta al settore, con dinamismo e crescita notevoli, i primi segnali di debolezza della fine del 2007 hanno preannunciato a tutti la crisi in cui è piombato il settore dal gennaio 2008. Una caduta che si fa sentire ancora oggi. Basti pensare che oltre il 90% delle imprese edili piemontesi non ha previsto incrementi di fatturato nel primo semestre 2009, con un’occupazione che, d’altro canto, è ormai in caduta libera. La difficile congiuntura economica di questi mesi non risparmia nessuno: sono Da sinistra: Giulio Barberis, Giusepppe Tardivo, Filippo Moge, Milena Viassone in cifre in sofferenza sia le aziende piccole che quelle grandi e non fa differenza la natura del committente dei lavori, sia esso privato o pubblico. Il primo assicura, in media, 9,3 mesi di operatività, in calo rispetto ai 9,7 del semestre precedente, mentre con il pubblico si scende da 4,9 a 4,4 mesi. Se il presente non è confortante, l’immediato futuro potrebbe non essere da meno: tra le imprese considerate dalla ricerca, solo il 30,9% ha intenzione di effettuare investimenti nel breve periodo. Nonostante questi dati tutt’altro che incoraggianti il professore Giuseppe Tardivo, coordinatore della Facoltà di Economia-sede di Cuneo ha invitato a non perdersi d’animo: “Persiste l’idea che questo settore sia ancora in grado di risollevare le sorti dell’economia provinciale. L’indagine dimostra come le imprese cuneesi, sebbene con punti di criticità, continuino ad essere preziose per flessibilità, competenza e sostegno all’economia. Il settore edile affronta oggi una crisi che richiede, in primo luogo, lungimiranza e capacità professionali per riattivare il mercato. Ed è proprio da questo patrimonio di competenze che per ideare occorrerà ripartire un sistema vincente basato su una elevata qualità nella realizzazione delle opere e da una crescente attenzione all’offerta formativa”. Oltre a fotografare l’esistente, la ricerca del Cresam ha previsto gli sviluppi a cui presumibilmente andrà incontro il settore, svolgendo un’analisi di breve periodo delle principali variabili, utili poi agli stakeholder chiamati a definire le politiche di governance del settore. L’indagine approfondisce, in particolare, alcune criticità che caratterizzano l’edilizia in generale e quella cuneese, nello specifico: vi è in primo luogo eccessiva dipendenza dai fondi pubblici, che a livello nazionale hanno registrato una flessione pari al 13,4% in termini reali. In secondo luogo la piccola dimensione delle imprese cuneesi non consente loro di accaparrarsi grosse commesse per realizzare infrastrutture di rilievo anche fuori dai confini provinciali. Terzo punto: molti costruttori hanno problemi di liquidità dovuti, in parte, alla dilazione dei tempi di pagamento, che nel secondo semestre del 2009 sono passati a 105,5 giorni, dai 101,8 dei primi sei mesi del- l’anno; quando si ha a che fare con enti pubblici si arriva, invece, a 150,9 giorni, contro i 143,4 rilevati in un precedente studio. A questi fattori si aggiunge l’ormai cronica ed eccessiva burocratizzazione delle pratiche necessarie per poter eseguire buona parte delle attività; un vero e proprio “gesso” che immobilizza e allunga tutti i tempi. Se da un lato l’edilizia cuneese deve fare i conti con queste problematiche, dall’altro lato può senza dubbio contare su punti di forza in grado di farla ripartire più velocemente che altrove: un importante vantaggio lo gioca principalmente l’elevata qualità nella realizzazione delle opere, certificata dall’attestazione SOA e dalla certificazione ISO 9001 e determinata da una classe imprenditoriale profondamente radicata sul territorio. Nel comparto edile della Granda, poi, vi è una crescente attenzione all’offerta formativa: negli ultimi anni sono state attivate, grazie soprattutto alla Scuola Edile, scuole sui ponteggi, corsi di sicurezza sui cantieri, corsi di disegno e, più in generale, programmi di aggiornamento a vari livelli. Particolare attenzione è stata rivolta al tema della sicurezza sul luogo di lavoro, che ha condotto a importanti risultati, primo fra tutti la netta riduzione degli incidenti mortali, che nel periodo gennaio-novembre 2008 sono stati 17, contro i 21 degli stessi mesi del 2007. Il tasso di incidentalità del 2008 si è attestato a 9,04, ossia 949 infortuni. Il settore edile cuneese può far leva, dunque, su basi salde per tornare a crescere, ma molto dipenderà dall’avvio dei lavori per il completamento di importanti infrastrutture che il territorio sta attendendo da tempo: il raddoppio del tunnel di Tenda, i lotti mancanti dell’autostrada Asti-Cuneo e la costruzione di nuove grandi strutture ospedaliere, come l’ospedale di Verduno. “Sono opere fondamentali, ma non si deve dimenticare il ruolo importante delle piccole e medie commissioni (sotto i 5 milioni di euro), che per le nostre aziende sono vitali”, ha precisato il presidente Monge. Per una totale ripresa l’edilizia della Granda sarà chiamata, inoltre, a giocare con convinzione la difficile sfida del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni inquinanti, costruendo case a “basso consumo”. Ulteriore punto, infine, sarà l’applicazione di prezzari regionali per evitare una corsa al ribasso pericoloso per le imprese. Le potenzialità per uscire da questo periodo buio ci sono, ma occorre continuare a investire in qualità e formazione per non perdere il treno della ripartenza e ridare prospettive a un settore dove “un euro investito ne genera ben sei nell’aziende dell’indotto”, come ha voluto precisare il professor Tardivo. Dicembre 2009 dentro la crisi rapporto. “Alla scuola della crisi” di Fabrizio Gardinali Si può andare ad imparare qualcosa anche dalle situazioni più drammatiche e negative? Anche da quelle conseguenze che sono state create, colpevolmente, dallo stesso sistema di cui si fa parte e, in alcuni casi, al quale si partecipa in modo attivo nelle scelte e nelle decisioni? Ne paiono convinti al Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”, in quanto hanno intitolato “Alla scuola della crisi” il loro XIV “Rapporto sull’economia globale e l’Italia”, così come l’Ubi Banca, che ha collaborato allo stesso, ed è stato presentato il 5 novembre scorso a Cuneo, al Centro Incontri della Provincia. In sintesi, ogni esperienza insegna qualcosa, anche nell’ambito di un campo, come quello economico-finanziario, che, vista la sua ampiezza globale e la sua complessità di rete di intrecci, pareva da un lato alquanto oscuro ai più, dall’altro poter avere al suo interno gli “anticorpi” necessari ad affrontare in pratica qualsiasi situazione. In realtà, come è emerso dal convegno, non è stato così. Anzi, un complesso di rapporti così intricato ha favorito, anziché frenare, lo scoppio e l’espandersi di una crisi che, da tempo latente, era stata, proprio per quanto prima riferito, in parte mimetizzata. Si è detto di elementi di debolezza presenti già con una certa continuità. Giuseppe Russo, uno degli autori del “rapporto”, ne ha tracciato a grandi linee la storia, che culmina poi col “famoso” 14 settembre 2008 caratterizzato dal fallimento della Lehman Brothers che ha segnato l’avvio “ufficiale” della attuale congiuntura mondiale. I motivi, come sempre, secondo l’economista sono molteplici. è un fatto importante che i Paesi Ocse hanno progressivamente spostato gli impianti produttivi in aree geografiche ritenute più convenienti, specie per il basso costo della manodopera: in Oriente. Vi furono cospicui investimenti in Cina soprattutto e la stessa ebbe di conseguenza un forte surplus che venne in buona parte investito nel debito pubblico americano. Con la caduta dei tassi di interesse e l’avvio di una bolla creditizia e una nel mercato immobiliare. Per una decina d’anni gli americani hanno, così, consumato più del dovuto, di più di quanto avevano finché i “nodi sono venuti al pettine”. La sorpresa, per gli addetti ai lavori, è stata che, mentre il sistema creditizio Usa è crollato, nel corso del 2009 sono fallite oltreoceano più di mille banche di interesse regionale, vi è stato un grave calo di produzione, la disoccupazione ha raggiunto il 10%, la valuta americana ha in buona parte resistito. La risposta al perché è nella storia precedente: gran La ripresa sorgerà solo guardando verso Est Giuseppe Russo Mario Deaglio “Se e quando ripresa ci sarà, sarà facilmente l’Oriente e non i Paesi dell’Ocse a fare da vera ‘locomotiva’ per il resto del mondo” “Bisogna fare attenzione, perché l’Europa potrebbe diventare non più la sposa di qualcuno, ma la donna di servizio” Veduta notturna di Shangay, città simblo dell’economia orientale in cifre GLI AUTORI Al XIV rapporto sull’economia globale e l’Italia del Centro “Luigi Einaudi” hanno contribuito Mario Deaglio, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giorgio S. Frankel, Giuseppe Russo. Il volume, edito da Guerini e associati, è invendita a 21 euro parte del surplus cinese è investito in titoli del debito pubblico Usa, se cessano, i cinesi, di sottoscriverli il loro valore crollerebbe con grosse perdite per entrambi. Nei fatti Stati Uniti e Cina sono legati nelle cause della crisi e anche nelle possibilità di una ripresa. In tale ottica va pure visto il diverso tipo di rapporto politico che, sotto la presidenza Obama, si sta instaurando fra i due Stati. Valutando i dati di crescita del periodo 2000-2006 le variazioni in positivo del Pil mondiale sono state realizzate per il 54% in Asia, solo per il 25,5% in Occidente. Se e quando ripresa ci sarà, sarà facilmente l’Oriente e non i Paesi Ocse a fare la centro einaudi il 14° rapporto annuale su economia globale e italia Il “Rapporto annuale sull’economia globale e l’Italia del Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”, a firma di Mario Deaglio, Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Giorgio S. Frankel e Giuseppe Russo, è giunto alla XIV edizione, quest’anno intitolata “Alla scuola della crisi”. Titolo derivato dalla convinzione che la attuale negativa contingenza possa essere letta utilmente come una “palestra”, anche se dolorosa, dalla quale trarre utili insegnamenti per il futuro. Frutto della collaborazione fra il Centro e Ubi Banca, si pone come un documento autorevole sia per la qualità dei suoi estensori sia per la rigorosa impostazione, per comprendere la situazione nazionale economica calata nei suoi rapporti e correlazioni con il complesso di eventi internazionali che ne sono il corollario indispensabile. Come sottolineato da Giuseppina De Santis, direttrice del Centro Einaudi, il volume si caratterizza, in primo luogo, per il linguaggio utilizzato in modo da rendere comprensibili a tutti, anche ai non “addetti ai lavori”, i complessi problemi trattati. Inoltre è un “instant book”: analizza le vicende degli ultimi dodici mesi fornendo al lettore non una visione “storica”, ma dell’oggi e delle sue implicazioni. Da ultimo ha una veste multidisciplinare in quanto la globalizzazione non ha solo un aspetto finanziario. Anzi, le ricadute sono ampie: da quelle politiche, sia nelle varie nazioni sia a livello di scelte “planetarie”, a quelle nel mondo reale, nella società e nel suo esistere, con implementazioni sui modelli e gli stili di vita di tutti. “locomotiva” del mondo. Però si tratta di realtà che importano molto poco, trascinano quasi nulla le altre economie, sono mercati difficili nei quali bisogna andare a crearsi i propri spazi. Non è campato in aria l’ammonimento di Deaglio: “Attenzione perché l’Europa potrebbe diventare non più la sposa di qualcuno, ma la donna di servizio”. In Italia ci si è trovati a far fronte a questo scenario in rapido mutamento sfavorevole con una economia già in salute precaria, tant’è che da almeno un decennio essa non cresce più. Sono lontani gli anni Ottanta del Novecento nei quali il Pil cresceva e non poco. Ciò in virtù di diversi elementi, sempre secondo il “Rapporto”, concomitanti. L’aumento dei consumi dovuto al fatto che era entrata in pieno sul mercato la generazione dei “baby boomers”, quelli nati fra metà anni ’50 e metà anni ’60, che contribuiva in modo importante sia alla produzione sia agli acquisti. Il mercato estero era positivo: il “Made in Italy” “tirava” e bene, specie in Europa. La difficile situazione economica e sociale degli anni ’70 era alle spalle ed era ripartita la richiesta per investimenti. E, da ultimo, cresceva la domanda pubblica e con essa il deficit. Proprio il gigantesco debito pubblico è una delle cause della debolezza italiana, rendendo difficile a qualsiasi governo la messa in atto di misure rilevanti antirecessione. A cui si aggiunge: infrastrutture non adeguatamente modernizzate, la mancanza di grandi industrie, il taglio degli investimenti e un certo “effetto panico” specie da parte dei consumatori. A patire di più la crisi è stato il settore esportazioni con grave perdita di posti di lavoro, circa tre milioni reali (tenendo conto dei cassintegrati). Di fatto un milione e duecentomila posti di lavoro in meno, dei quali, quanti e quando rientreranno nel ciclo produttivo, non è al momento ipotizzabile in modo certo. Dall’altro lato, fra gli aspetti positivi, vi è la grande propensione al risparmio degli italiani e delle famiglie, che diventano una sorta di strumento di “Welfare State” fai da te, ma per ora efficace, e la maggiore solidità delle banche nazionali, come ha ricordato Carlo Benigni, Responsabile relazioni esterne della Banca Regionale Europea, con un sistema di Istituti di credito vicini al territorio e in grado di fornire iniziative mirate per affrontare la crisi. Come scritto da Emilio Zanetti, Presidente Consiglio di gestione di Ubi Banca: “... è questa la lezione più importante della crisi: che le difficoltà che oggi accomunano il mondo offrono all’Italia un’occasione per recuperare il troppo tempo perduto”. Dicembre 2009 10 dentro la crisi indagine. congiuntura piemontese III trimestre 2009 Rimangono negative le previsioni sul 2010 di Gilberto Manfrin registra un -10,4%, seconda provincia piemontese che fa Deboli segnali di ripresa. registrare contrazioni tenSembra essere alle spalle il denziali di intensità inferiopeggio della crisi finanziaria re. che ha colpito l’attività ecoPIEMONTE. Il III trimestre 2009 in sintesi nomica mondiale. Le avviProduzione industriale grezza -14,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente Alimentare e tessile ok saglie di una possibile ripreOrdinativi interni -5,6% rispetto al trimestre precedente (apr. -giu. 2009) Buttando un occhio ai setsa iniziano ad intravedersi Ordinativi esteri +1,3% rispetto al trimestre precedente (apr. - giu. 2009) tori economici, si evidenzia anche sul territorio piemonFatturato -17,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente che sono due i comparti che tese, dove l’onda lunga della Grado di utilizzo degli impianti 58,4% registrano un trend migliocrisi che ha colpito anche la re: si tratta dell’alimentaproduzione industriale si sta re (+5,1%) accompagnato abbassando. La congiuntura industriale in Piemonte dal tessile/abbigliamento È questo quanto emerge dalVariazione % della produzione rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente (+3,8%). Le maggiori diffil’indagine congiunturale piecoltà le risente ancora una montese del III trimestre del +5,0 volta il settore metalmecca2009, redatta come sempre nico (-24,2%). In calo anche da Unioncamere Piemonte +2,5 Provincia di Cuneo - III trimestre 2009 in sintesi la percentuale relativa alle in collaborazione con le +0,0 altre industrie manifatturieCamere di Commercio proIII IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III -2,5 01 01 02 02 industriale grezza -10,4% rispetto 02 02 03allo 03 03stesso 03 04 04trimestre 04 04 05 05dell'anno 05 05 06 06 precedente 06 06 07 07 07 07 08 08 08 08 09 09 09 re, in flessione del 10%. vinciali. I dati relativiproduzione all’an-5,0 ordinativi interni -1,6% rispetto al trimestre precedente (apr-giu 2009) damento del terzo trimestre -7,5 INDICATORI risultano ancora negativi sia ordinativi esteri -0,2% rispetto al trimestre precedente (apr- giu 2009) L’analisi dell’andamento per quanto riguarda lafatturato produ-10,0 -11,7% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente degli ordinativi, rispetto al zione sia per quanto riguar-12,5 grado 66,5% II trimestre 2009, fa emergeda gli ordinativi interni. Più di utilizzo degli impianti Fonte: 152^ Indagine-15,0 congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese re una lieve flessione per le rosei invece i dati prove-17,5 commesse interne (-1,7%) nienti dalla domanda estera in ragione anche del periodo e dalle previsioni delineate -20,0 della rilevazione (luglio-setdagli imprenditori per i pros-22,5 tembre) che coincide con la simi sei mesi. In generale, la -25,0 chiusura estiva delle aziende, variazione tendenziale grezza Fonte: Unioncamere Piemonte, 152ª Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese a fronte di una stabilità delle (ossia paragonata allo stesso Le imprese cuneesi si dimostrano ancora piuttosto scettiche rispetto ad una prossima ripresa commesse estere (-0,2%). A trimestre dello scorso anno) economica, livello settoriale sono il tespari a -14,8%, risulta miglio- dato che traspare dalle previsioni a sei mesi, rilevate dall’indagine La flessione produttiva del comparto manifatturiero regionale trae origine dai deludenti risultati così in provincia re rispetto congiunturale al dato nazionale, del 3° trimestre 2009.manifestati, nel periodo luglio-settembre 2009, da quasi tutti i principali comparti produttivi. sile-abbigliamento (-8,9%) e le altre industrie manifatattestatasi ad un -16%. Anche nel III trimestre 2009 il comparto più colpito dalla crisi è quello dei metalli che Il 45,3% delle aziende intervistate prospettano un-piùIII calo dei(-24,6%). volumi produttivi, mentre turiere (-4,9%) ad incideAlla performance ancora registrano la marcata Fortemente in negativo anche ililcomparto Provincia diflessione Cuneo trimestre 2009 in sintesi della meccanica (-18,4%) e quello dei mezzi di trasporto (-17,8%). Le difficoltà re sul calo degli ordinativi negativa del tessuto manifat24,2% ne prevede un aumento. non risparmiano i settori di chimica-gomma plastica, ed elettricità ed interni; poco rilevante, ma turiero regionale si associano produzione industriale congiunturali grezza -10,4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente elettronica, che scontano rispettivamente battute d’arresto dell’ordine dei 14,8 e 14,0 Le deboli imprese avvertono una possibile diminuzione dell’occupazione superano del 18% positivo, il trend del settore risultati ancora per gliche ordinativi interni -1,6%il trend rispetto trimestre precedente (apr-giu 2009) punti percentuale; è al negativo anche per il tessile-abbigliamento che, alimentare (+1,4%). Il meraltri indicatori congiunturamanifestando una contrazione dell’output del -12,6%, conferma (aprancoragiu una volta il perdurare quelle che presumono nuove ordinativi esteriassunzioni. -0,2% rispetto al trimestre precedente 2009) cato estero evidenzia una li: se gli ordinativi interni delle difficoltà che hanno accompagnato la filiera negli ultimi anni. Più contenute le contrazioni fatturatogli ottimistidegli -11,7% rispetto allo filiera stesso trimestre precedente pessimisti anche per quanto riguarda ilstoricamente futuro dell'anno prossimo delle altri settori, mentre l’alimentare, anticiclica, registra ancora un buona performance dei comregistrano Iuna diminuzione superano segnale di ripresa, con un incremento tendenziale dell’output pari al +0,8%. parti tessile-abbigliamento e del 5,6% rispetto al II trimegrado di utilizzo degli impianti 66,5% commesse interne ed estere, rispettivamente di oltre il 20% e di oltre il 10%. metalmeccanico, con valori stre del 2009, sul fronte dei Fonte: 152^ Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese rispettivamente nell’ordinuovi ordini dall’estero la ne del +4,8% e del +4,2%. tendenza appare leggermente Ancora in calo il fatturato positiva (+1,3%), indice che Previsioni per il semestre ottobre 2009-marzo 2010 medio delle aziende cuneesi la ripresa potrebbe ripartire LA PRODUZIONE INDUSTRIALE che, rispetto allo stesso triproprio dalla domanda proaumento stazionarietà diminuzione saldo Nel III trimestre 2009 in provincia mestre del 2008, registra una veniente da oltre confine. Cuneo prossima la variazione tendenLe imprese cuneesi si dimostrano ancora 30,5% piuttosto scettiche rispetto addiuna ripresaflessione dell’11,7%. Per quanto riguarda il fattuPRODUZIONE 24,2% 45,3% -21,1% ziale della produzione industriale rato delle imprese, va economica, regidato che traspare previsioni 23,4% a sei -18,1% mesi, rilevate dall’indagine per settori ha registrato un calo OCCUPAZIONE 5,3% dalle 71,3% strata una contrazione del PREVISIONI medio del -10,4%. Il settore ORDINATIVI INTERNI 33,8% 43,1% -20,0% congiunturale del 3° trimestre23,1% 2009. -17,1% rispetto al periodo Se la crisi sta allentando la che è andato peggio è stato il ORIDINATIVI ESTERI 19,5% 50,4% 30,1% -10,6% metalmeccanico (-24,2%), menluglio-settembre 2008. Il Il 45,3% delle aziende intervistate prospettano un calo dei volumi treproduttivi, mentre ilsua morsa, restano tuttavia alimentare (+5,1%) e tessile PREZZI DI VENDITA 8,6% 63,7% 27,7% -19,1% trend negativo congiuntunegative le prospettive a sei (+3,8%) hanno fatto registrare ne prevede un aumento. rale piemontese nasce 24,2% dalle mesi delle imprese cuneesi Fonte: 152^ Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese una risalita. criticità registrate in tutti i Le imprese che avvertono una possibile diminuzione dell’occupazione superano del 18%sul mercato del lavoro. Circa principali comparti produtil 45% prospetta un calo quelle che presumono nuove assunzioni. tivi. dei volumi di produzione. Analoga la situazione rispetlegno-mobile (-17,7%). Non l’ordine di -14,8%, -14,0% lequanto realtà provinciali. Il il III futuro minore, che danno adito a Negative anche le previsioI pessimisti superano gli ottimisti anche per riguarda prossimo delle Per ulteriori manifatturiera to alla rilevazione del II tri-approfondimenti rimangono esclusi dalsull’Indagine diffi- e -12,6%. congiunturale trimestre del 2009, infatti, segnali di ripresa più eviden- ni sugli ordinativi interni, commesse interne ed estere, rispettivamente di oltre il 20% e di oltre ilti10%. mestre 2009, con il comparcile periodo congiunturale i registra variazioni produttive rispetto alle altre provin- mentre permangono stabili -www.cn.camcom.it/congiuntura to dei metalli che segnala comparti di chimica, gomma LA GRANDA negative in tutti i territori. ce, dove spicca la forte bat- occupazione, ordini esteri e Newsletter trimestrale PiemonteLaCongiuntura http://piemonte.congiuntura.it/ ancora il calo -più pesante e plastica, elettricità-elettroperformance negativa del Ma è proprio la provincia tuta d’arresto del Verbano prezzi di vendita. Un dato (-24,6%), seguito dalla mec- nica e tessile-abbigliamento, tessuto manifatturiero regio- di Cuneo (insieme a quella Cusio Ossola, che evidenzia che rispecchia fedelmente canica (-18,4%), dai mezzi che rispettivamente segnadi Alessandria), a registraPrevisioni il semestre 2009-marzo 2010 il peggior risultato regionale l’andamento congiunturale nale traeper origine dalle con-ottobre di trasporto (-17,8%) e dal lano battute d’arresto del- trazioni produttive di tutte re contrazioni di intensità (-21,5%). Per la Granda si piemontese. aumento stazionarietà diminuzione saldo C O MNonostante U trimestre N I C A T O l’ultimo S T A M P A si sia chiuso con dati meno negativi di quello precedente, per il prossimo semestre le imprese cuneesi continuano a vedere nero C O M U N I C A T O 24 novembre 2009 PRODUZIONE OCCUPAZIONE ORDINATIVI INTERNI ORIDINATIVI ESTERI PREZZI DI VENDITA 24,2% 5,3% 23,1% 19,5% 8,6% S T A M P A 30,5% 71,3% 33,8% 50,4% 63,7% 45,3% 23,4% 43,1% 30,1% 27,7% -21,1% -18,1% -20,0% -10,6% -19,1% Fonte: 152^ Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese TI N IE G BU TE O TR N CO N LA ER IP N O ZI N CI RE DI CA RE AT U ZZ RE AT T l u z i o n i LS AT TN IL EN E T, E M T BI EM AC T UM B CE R SS IN AN O O E UT RI SE EN AN VA SI TI LV LI N O M CE LE AN N ED DI UA O LI -I RO N BI KE IM IR PE RI G RM AZ EA IO BI N CA LIZ E Z LC A E N ST T N O RU I P LE ZZ ER G G O IO PO N TE G G I I IL ED G TE N PO IE LL TE ER I I G TE ET AL N CA N ET ZZ PO N SI IU CH PU SA TI SC A M T O O E N LA CH O R LI I E IU TI SI C N I T PO I EL Z EF ZE ED O TT N I AC IA CE SS P O OZ TR RI Z AT TA IN ETT M PP I EN TO AC Q UE VE SP SE AI RB AR AT EA O I TI :C UP O LE X HI IG ID O CC 24 novembre 2009 RA TU BA RD ZI ER O N IA I Per ulteriori approfondimenti sull’Indagine congiunturale manifatturiera -www.cn.camcom.it/congiuntura I d e e S o www.edilplastubi.com S e r v i z i o -Newsletter trimestrale Piemonte Congiuntura http://piemonte.congiuntura.it/ In questa delicata fase è dunque necessario limitare al massimo le conseguenze per il nostro tessuto economico per evitare che si traducano in un’ulteriore perdita di capacità competitiva. Dicembre 2009 Siamo convinti che la strada intrapresa, che passa attraverso la valorizzazione del capitale umano e la riconversione in chiave tecnologica del parco industriale regionale, sia quella giusta nonchè l’unica percorribile e che il nostro sistema economico sarà trainato – nel prossimo futuro - dalle aziende di qualità che avranno saputo innovare e aprire la propria capacità internazionalizzazione produttiva al mercato internazionale". dentro la crisi rapporto. Continua a crescere il grado di internazionalizzazione del Piemonte. È quanto emerso dal settimo “Rapporto sull’internazionalizzazione del Piemonte” realizzato da Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte e presentato a Torino lo scorso 16 novembre, che tiene conto di indicatori sia sociali che economici. Nel 2009, il calcolo dell’indice dell’internazionalizzazione del Piemonte ha fornito un valore pari a 12.914 punti, realizzando una variazione positiva del 3% rispetto all’indice 2008. I MOTIVI DELLA CRESCITA Le ragioni dell’incremento realizzato rispetto all’anno precedente sono sintetizzabili in due punti: la ripresa, dopo il saldo negativo registrato nel 2007, degli investimenti diretti esteri netti in entrata in Piemonte (pari a circa 7 miliardi di euro) e la crescente attrattività esercitata dai poli universitari piemontesi sugli studenti stranieri (la quota è passata dal 4,2% dell’anno accademico 2006/2007 al 4,6% dell’anno accademico 2007/2008, mentre la crescita degli iscritti stranieri si è attestata al +16,9%). La capacità del sistema ricettivo piemontese di convogliare sul territorio regionale la componente del turismo straniero si pone, invece, al di sotto della media nazionale. Sul fronte economico, si 11 L’export piemontese resta controtendenza L’INDICE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL PIEMONTE L’indice sintetico di internazionalizzazione (IseI) si basa su due approcci. Il primo affronta l’internazionalizzazione in un’ottica dinamica, con un calcolo “per punti”; tale metodo, utilizzato anche nel mondo borsistico, consente di evidenziare in maniera puntuale l’avanzamento o l’arretramento internazionale del territorio nel corso degli anni. Il secondo approccio dell’indice affronta, invece, l’internazionalizzazione sotto un profilo di benchmarking territoriale, utilizzando il metodo dei numeri indice, con una media pari a 100 per il valore nazionale. Questo approccio evidenzia quindi il posizionamento strutturale del Piemonte nei confronti di altre regioni italiane competitors. Il grado di internazionalizzazione del Piemonte 2003 2004 2005 Punteggio complessivo IseI 6.000 6.196 Indice Indice Indice Indice internazionalizzazione economica (IeI) elementare n. 1 - Propensione al commercio internaz.le elementare n. 2 - Attrattività degli Investimenti Esteri elementare n. 3 - Il lavoro straniero 3.500 1.500 1.300 700 Indice Indice Indice Indice internazionalizzazione sociale (IsI) elementare n. 4 - Presenza popolazione straniera elementare n. 5 - Turismo internazionale elementare n. 6 - Formazione internazionale 2.500 900 1.100 500 var. % 2009/2008 2006 2007 2008 2009 7.262 10.016 11.866 12.544 12.914 3% 3.679 1.502 1.560 618 4.124 1.501 1.952 671 6.263 1.508 4.161 593 7.854 1.645 5.641 568 7.584 1.679 5.405 500 7.984 1.645 5.850 488 5% -2% 8% -2% 2.517 916 1.100 500 3.138 1.465 1.120 552 3.753 1.916 1.133 704 4.011 2.082 1.134 795 4.960 2.535 1.093 1.333 4.930 2.535 918 1.478 -1% 0% -16% 11% Nel 2009, il calcolo dell’indice dell’internazionalizzazione del Piemonte ha fornito un registrano valori dell’indice Il "diamante" dell'internazionalizzazione del Piemonte valore 12.914 al di soprapari dellaamedia nazio- punti, realizzando una variazione positiva del +3% rispetto all’indice al commercio internazionale realizzato calcolato Rapporto 2008. Le ragioni Propensione dell’incremento rispetto all’anno nale con unaper forteilpropenprecedente sono sintetizzabili in due punti: la ripresa, dopo il saldo negativo registrato nel sione al commercio interna2007, degli investimenti diretti esteri netti in entrata in Piemonte e la crescente zionale. attrattività esercitata dai poli universitari piemontesi sugli studenti stranieri. IMPORT-EXPORT Per quanto riguarda gli investimenti diretti, nel corso del 2008 il Piemonte ha attratto Formazione internazionale Attrattività degli IDE Nel 2008, le esportazioni investimenti per un ammontare pari a circa 7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,7 del 2007; piemontesi cresciute dei disinvestimenti nel 2008 è risultato pari a 5,1 miliardi di euro, a per contro,sono l’ammontare dell’1,5% rispetto all’an- registrati nel 2007: il saldo è quindi positivo per 1,9 miliardi fronte dei 13,8 miliardi Piemonte di no precedente, sfiorando la nel 2007, risultava negativo per un ammontare pari a 107,4 milioni di euro (lo stesso saldo, quota dei 38 miliardi di euro Italia euro). (a livello nazionale la stesUnvariazione altro fattore internazionalizzazione è la continua ascesa degli iscritti stranieri tra gli sa è statadidello studenti 0,3%). Nel universitari: periodo gennaio-la quota è passata dal 4,2% dell’anno accademico 2006/2007 al 4,6% dell’anno giugno 2009accademico è proseguita la2007/2008, mentre la crescita degli iscritti stranieri si è attestata Turismo internazionale Lavoro straniero al +16,9%. fase decrescente delle esportazioni regionali, che hanno registrato un calo del -28,3% Analogamente agli scorsi anni, è stato poi costruito l’Indice di internazionalizzazione nell’ottica rispetto allo stesso periodo di benchmarking, ponendo i dati italiani uguale a 100 e ricalcolando con questo parametro i del 2008, la crisi. valori delcomplice Piemonte e di alcune delle principali regioni Popolazione competitors. straniera IlSi Piemonte si conferma evidenzia in prima battuta come, a conferma di una tendenza pluriennale, il Piemonte Anche nel 2009 il calcolo dell’Indice di internazionalizzazione sembra essere più internazionalizzato della media italianarivela, di infatti, quasicome 21 il Piemonte punti si caratterizzi per una maggiore apertura all’estero rispetto al dato nazionale, sia nella percentuale. 180,0 160,0 140,0 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 - protocollo. regione e unioncamere componente economica dell’indice che in quella sociale. Le dodici priorità per la ripresa economica Nel dettaglio della componente sociale, si segnala in primo luogo la spiccata attrattività esercitata dagli Atenei piemontesi sugli studenti universitari stranieri, quindi la più elevata incidenza della popolazione straniera residente in Piemonte rispetto a quanto si osserva a livello nazionale. La capacità del sistema ricettivo piemontese di convogliare sul territorio regionale la componente del turismo straniero si pone, invece, al di sotto della media nazionale. È stato firmato giovedì 12 novembre da Regione Piemonte e Unioncamere regionale il “Protocollo d’intesa per lo sviluppo economico e della competitività territoriale”, dove sono elencate dodici priorità di intervento congiunto fra enti camerali e l’amministrazione regionale: si tratta di internazionalizzazione, Euroregione Alpi Mediterraneo, innovazione e R&S, infrastrutture, ricerca economica, artigianato, promozione delle eccellenze agroalimentari, imprenditoria femminile, turismo, semplificazione amministrativa, regolazione del mercato, conciliazione e tutela dei consumatori ed etica e responsabilità. Tra i principali obiettivi dell’intesa vi è la costruzione di luoghi e momenti politici e tecnici per condividere in maniera preventiva le informazioni e per concertare le eventuali azioni comuni; un patto che va, inoltre, nella direzione di favorire lo sviluppo economico e delle imprese locali. La firma, messa nero su bianco dal presidente di Unioncamere regionale comunque la quarta regione esportatrice con una quota del 10% dell’export italiano. Per quanto riguarda il commercio di servizi, nel 2008 il Piemonte ha contribuito per il 4,6% all’export italiano, e per il 7,4% all’import, qualificandosi come quinta regione esportatrice e terza forza importatrice. Il Piemonte si colloca inoltre al primo posto tra le regioni italiane per avanzo della bilancia dei pagamenti della tecnologia e al secondo posto tra le regioni italiane per flusso di investimenti diretti esteri in entrata. Quanto all’imprenditoria straniera, il numero di imprenditori stranieri presenti in Piemonte ammonta a 45.662 unità: tra le etnie più numerose si ritrovano anzitutto quelle marocchina e rumena. I settori privilegiati dall’imprenditoria straniera continuano ad essere quelli del commercio e delle costruzioni. Sul fronte economico, si registrano valori dell’indice al di sopra della media nazionale su tutti i fronti considerati: si segnala, in primo luogo, la più elevata attrattività piemontese degli Ide stranieri rispetto a quella esercitata a livello nazionale, quindi la maggiore propensione al commercio internazionale, frutto essenzialmente della più marcata propensione al commercio internazionale di merci. Il confronto tra il numero indice complessivo calcolato per il Piemonte e quelli di altre regioni competitors evidenzia, in primo luogo, come questo presenti valori inferiori solo a quello della Lombardia. Al di là di qualsiasi considerazione generale, ogni regione manifesta profonde specificità territoriali: Lombardia e Veneto manifestano da sempre le più spiccate propensioni al commercio internazionale. Tuttavia, mentre la Lombardia appare più internazionalizzata dell’Italia (con riferimento a tutte le tematiche prese in considerazione, a testimonianza della competitività generale del suo territorio), il Veneto mostra una ridotta capacità di attrazione di investimenti diretti esteri, mentre risulta competitivo in tutte le componenti sociali. L’Emilia Romagna esibisce una minore propensione all’internazionalizzazione economica rispetto al sistema Italia considerato nel suo complesso, caratteristica che è frutto, in primo luogo, della debolezza mostrata dal territorio sul fronte dell’attrazione di capitali dall’estero, La firma dell’intesa tra Ferrucccio Dardanello e Mercedes Bresso I due enti si impegnano ad operare congiuntamente a favore della competitività del territorio regionale Ferruccio Dardanello e dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso, sigla la volontà dei due enti capofila di operare congiuntamente a favore della competitività del territorio piemontese. Un accordo strategico, che fa seguito ad una serie di convenzioni stipulate tra i due enti in numerosi settori, a tutto vantaggio dello sviluppo economico e delle imprese locali. Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte, infatti, stanno già collaborando fra loro in molteplici settori, avendo stipulato singole convenzioni, accordi, protocolli d’intesa, di ambito prevalentemente operativo. Con questo protocollo la collaborazione tra i due enti va ad ampliarsi, con l’impegno reciproco di porre in essere azioni condivise e concertate nel rispetto dei propri ruoli istituzionali nelle dodici materie individuate. TURISMO Nel 2008, il numero di turisti stranieri giunti in Piemonte per trascorrervi almeno una notte è stato pari a 1.160.395. Quanto ai Paesi di provenienza, anche nel 2008 il mercato tedesco resta primo in termini di flussi in arrivo in regione, anche se si registra un calo rispetto all’anno passato. Tra le dinamiche più rilevanti, si segnala la straordinaria espansione del mercato cinese. 12 Dicembre 2009 protocollo/1. BNL-confindustria confindustria notizie protocollo/2. intesa-confindustria Importante accordo Nuove agevolazioni a favore delle Pmi alle imprese associate La firma dell’accordo il 27 novembre scorso in Confindustria Cuneo Miroglio: “Crediamo che la collaborazione possa portare un aiuto concreto facilitando alle imprese l’accesso al credito alle miglior condizioni di mercato” La firma dell’accordo il 6 novembre scorso in Confindustria Piemonte Gola: “Sarà necessario che i tempi di adempimento delle misure siano rapidi e la discrezionalità della banca nel concederle molto ampia” Bnl - Gruppo Bnp Paribas e Confindustria Cuneo hanno siglato il 27 novembre una partnership per sostenere le imprese piccole e medie della provincia. L’accordo punta a soddisfare le molteplici esigenze finanziarie delle aziende, sia a breve che a medio termine, e mette a disposizione diverse tipologie di finanziamenti per programmi di investimento, per il rafforzamento patrimoniale, per il ciclo produttivo e per il consolidamento di passività bancarie. I finanziamenti sono destinati alle imprese appartenenti ad ogni categoria merceologica e con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Finanziamento dei programmi di investimento: destinato alle aziende che hanno piani di espansione o di diversificazione delle proprie attività, o anche di ammodernamento dei macchinari. Prevede il finanziamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali con durate fino a 10 anni e piani di rimborso sia amortizing che bullet. Aumento di capitale: il qualora ne ricorrano le condizioni - potranno avvalersi anche delle garanzie prestate dal Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi o dai Consorzi Fidi operanti sul territorio. “Bnl continua a sostenere le esigenze finanziarie delle aziende anche in questi mesi di difficoltà, - spiega Paolo Alberto De Angelis, responsabile della Divisione Corporate Bnl - come dimostra la crescita delle quote di affidamento. Lo sviluppo di partnership come quella con l’Unione Industriali di Cuneo consente alla Banca di aumentare ancora di più la propria capacità di finanziamento dell’economia”. “Crediamo che questa collaborazione - ha dichiarato la Presidente di Confindustria Cuneo, Nicoletta Miroglio - possa portare un concreto aiuto, per favorire il rafforzamento e lo sviluppo delle nostre imprese, facilitando l’accesso al credito alle migliori condizioni di mercato”. L’accordo travConfindustria Cuneo e Bnl sarà presentato il prossimo 10 dicembre. è stato firmato il 6 novembre scorso in Confindustria Piemonte a Torino, tra Intesa Sanpaolo e Unione Industriali di Cuneo, un protocollo d’intesa a favore delle Pmi associate di Cuneo, che prevede la possibilità di rinviare le rate mutui e leasing, l’allungamento delle scadenze del credito a breve termine, la nuova linea di credito “Conto insoluti”, i due programmi di ricapitalizzazione “Ricap crescita programmata” e “Ricap moltiplica”. L’accordo è stato firmato dal vice presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola e dal direttore regionale di Intesa Sanpaolo Adriano Maestri. La banca mette a disposizione per le iniziative previste un plafond di 5 miliardi di euro. “Quello siglato è un accordo importante - commenta Mauro Gola - nella misura in cui i tempi di adempimento delle misure messe in atto saranno veloci e la discrezionalità della banca nel concederle sarà la più ampia possibile. In una fase critica come quella che stan- prodotto di specifiche linee di credito aggiuntive agli affidamenti già in essere, rivolto alle imprese che dovranno affrontare sfasature di tesoreria a causa di insoluti generati dai loro clienti. Infine, Intesa Sanpaolo ha preparato due programmi di ricapitalizzazione specifici per le Pmi. “Ricap crescita Programmata” è un finanziamento che potrà essere concesso a fronte dell’impegno dell’impresa a migliorare la struttura patrimoniale entro un dato periodo fino ad un massimo di 3 milioni di euro, rimborsabile con quote costanti. “Ricap Moltiplica”, invece, è un finanziamento rivolto alle Pmi che intraprendono processi di rafforzamento patrimoniale, di importo pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci, con un massimo di 5 milioni di euro, con una durata ricompresa tra i 5 ed i 10 anni, in base alle garanzie rilasciate ed un preammortamento massimo di 2 anni, ammesso solo in presenza di investimenti. finanziamento è destinato alle imprese che intendono migliorare la propria solidità patrimoniale attraverso un aumento di capitale. Bnl finanzia l’azienda per un importo pari fino al doppio dell’ammontare deliberato. La durata massima è di cinque anni. Sostegno al ciclo produttivo: il finanziamento, indirizzato alle aziende che vogliono migliorare l’efficienza della propria gestione finanziaria, è di natura revolving, ha una durata massima di 18 mesi e non ha vincoli di destinazione. Consolidamento delle passività: il prodotto è destinato alle aziende che intendono conferire maggiore equilibrio alle proprie fonti finanziarie attraverso il consolidamento delle passività onerose a breve termine. Sono previsti finanziamenti amortizing per una durata massima di 7 anni e bullet per la durate fino a 3 anni. I finanziamenti erogati nell’ambito della collaborazione tra Bnl e l’Unione Industriali della Provincia di Cuneo - no vivendo oggi le piccole e medie imprese, infatti, è di fondamentale importanza poter contare su risposte rapide e su un’ampia apertura da parte del mondo bancario”. Nello specifico, Intesa Sanpaolo acconsentirà alla sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine e di quella implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” (ovvero “mobiliare”) in essere al 3 agosto 2009, purché presentino le caratteristiche di ammissibilità stabilite dall’Avviso Comune; la sospensione potrà essere concessa anche in presenza di rate impagate da non più di 180 giorni. Inoltre, Intesa Sanpaolo acconsentirà all’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine relativo a linee di credito concesse dalla banca ed utilizzabili dall’impresa per l’anticipazione di crediti commerciali certi ed esigibili. In secondo luogo Intesa Sanpaolo ha predisposto un Dicembre 2009 confindustria notizie ggi. XXIV convegno di capri 13 ggi. “orientagiovani 2009” Una nuova visione I giovani imprenditori del Mediterraneo radunano 500 ragazzi Il Mediterraneo, quel grande bacino che i Romani chiamavano “Mare Nostrum”, che divide ma allo stesso tempo unisce i popoli che si affacciano sulle sue coste, è stato al centro del XXIV convegno di Capri dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che si è tenuto lo scorso 30 e 31 ottobre. Al tradizionale appuntamento caprese dei giovani capitani d’impresa ha partecipato anche una nutrita delegazione piemontese. I motivi che hanno spinto i giovani imprenditori a trattare l’argomento “Mediterraneo - dall’Europa al Golfo, la rotta verso nuovi orizzonti” sono stati chiariti dalla presidente nazionale degli imprenditori under 40, Federica Guidi, nella sua relazione che ha introdotto i lavori della convention. Dopo aver spiegato come la geografia politica dell’Europa sia mutata rapidamente negli ultimi vent’anni, specie dopo la caduta del muro di Berlino, avvenimento che ha radicalmente cambiato l’assetto geopolitico mondiale, la Guidi ha affermato come “con questo convegno, noi Giovani Imprenditori vogliamo aprire una discussione su una prospettiva diversa, per l’Italia e per l’Europa”. “Il Mediterraneo - ha sostenuto la Guidi - non come ripiegamento su noi stessi, non come nostalgia del passato. Non avrebbe senso coltivare il sogno stantio di una ‘autarchia allargata’, in un mondo sempre più interconnesso. Un mondo interconnesso, però, è un mondo di snodi. Il Mediterraneo, una realtà in buona misura ancora divisa rigidamente fra un Nord e un Sud, è il luogo che noi - la nostra generazione di Giovani Imprenditori - possiamo ‘cablare’. Questo spicchio di mondo, dove la civiltà occidentale è fiorita proprio grazie allo scambio costante, alle migrazioni, al condividere e al sovrapporsi delle popolazioni che ci vivevano, oggi ha bisogno di una rete neurale nuova. La nostra ambizione, qui a Capri, è quella di cominciare ad allacciarne le sinapsi”. Per fare rete in modo efficace sulle sponde del Mediterraneo, però, occorre ribaltare le logiche del passato: niente più aiuti, che hanno dimostrato, secondo le tesi dei giovani imprenditori, tutta la loro inefficacia. E per provarlo la Guidi cita l’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate”: “Gli aiuti internazionali sono stati spesso distolti dalle loro finalità, per irresponsabilità che si annidano sia nella catena dei soggetti donatori sia in quella dei fruitori”. Nell’intervento della presidente dei Giovani Imprenditori il sogno di una nuova Europa senza barriere L’appuntamento con gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori è stato ripetuto due volte DA CUNEO A CAPRI Federica Guidi durante il suo intervento d’apertura e, in basso, i giovani imprenditori cuneesi partecipanti al convegno di Capri IN MASSA La sala B del Centro Incontri della Provincia d Cuneo è stata riempita due volte Ripartire, dunque, da nuove basi e moltiplicare gli interessi condivisi da imprese e Paesi che stanno sulla sponda meridionale e su quella settentrionale, attraverso una maggiore libertà degli scambi: è questa la prima ricetta dei giovani imprenditori per unire il Mediterraneo. Da Capri, quindi, i capitani d’industria under 40 esprimono, attraverso le parole della presidente Guidi, il loro sogno: “Il nostro sogno è che il Mediterraneo fra vent’anni sia un’unica, grande zona franca: senza dazi, senza barriere di natura non tariffaria allo scambio fra imprese di Paesi diversi. Un grande suk mediterraneo, al quale tutti possano portare la propria bancarella e la propria merce. Solo così potrebbe partire una stagione nuova anche per l’Africa: che di una porta, aperta sull’Europa, ha bisogno. È un sogno, che può essere costruito. Passando dagli aiuti da Stato a Stato, alla collaborazione fra società e società. Spingendo sull’acceleratore dei commerci. Investendo nella rimozione dei dazi. Aiutando il trasferimento tecnologico. Ed anche, per quanto possibile, incentivando un altro approccio alla povertà. Un approccio fondato sull’investimento, e non sull’elemosina”. di Sonia Pellegrino Dopo il diploma, che fare? Una domanda che tutti coloro che stanno per terminare gli studi superiori si sono posti e a cui non è semplice trovare una risposta se non si conoscono tutte le opportunità formative che il territorio offre. Proprio per supportare i ragazzi che si trovano a dover compiere la difficile scelta del percorso di formazione, il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo ha organizzato “Orientagiovani 2009”, un momento di approfondimento e di confronto rivolto alle classi quinte delle Scuole Superiori della Granda. Per permettere la partecipazione del maggior numero di studenti possibile, si è deciso di riservare la mattinata del 18 novembre alle sole scuole del capoluogo, mentre la giornata del 19 novembre è stata dedicata alle scuole della provincia. Un’iniziativa di successo, che ha coinvolto in tutto 500 ragazzi delle classi quinte delle scuole superiori della provincia, che hanno gremito la sala del Centro Incontri della Provincia, dimostrandosi un pubblico attento e interessato. “Si tratta di un’iniziativa che si ripete ormai da alcuni anni e che anche in questa edizione ha confermato la propria efficacia, dal momento che essa è stata apprezzata sia dagli studenti, sia dai professori delle Scuole Superiori e delle Università - afferma il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo, Alessandro Battaglia -. Visto l’alto numero di adesioni, abbiamo dovuto sdoppiare in due giornate l’appuntamento, per dare la possibilità al più elevato numero possibile di studenti di partecipare all’evento. L’edizione 2009 dell’Orientagiovani ha registrato l’assenza del Politecnico di Mondovì, i cui rappresentanti, non essendo ancora nota l’offerta formativa della Facoltà monregalese, al fine di non ingenerare confusione, hanno preferito declinare il nostro invito”. Piena soddisfazione ha espresso anche il vice presidente e organizzatore dell’evento Pietro Putetto. “In tutte e due le giornate i ragazzi si sono dimostrati attenti e interessati - ha affermato Putetto -. Particolarmente apprezzato è stato il fatto che le Università hanno fornito materiale informativo e che i docenti universitari hanno invitato gli studenti a visitare le sedi delle Facoltà cuneesi e ad assistere alle lezioni”. CARRELLI ELEVATORI E SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE INTERNA A u g u r i w w w . v a u d a g n a c a r r e l l i . c o m 14 Dicembre 2009 i corsi di formazione di novembre dicembre UTILIZZO DELLE PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI (PLE) 1° dicembre, h. 9-13/14-18 Centro di Formazione e Ricerca Macchine Merlo, Via Nazionale 9, S. Defendente di Cervasca I corsi sono indirizzati agli operatori di piattaforme di lavoro elevabili, che utilizzano durante il lavoro macchine di tipologie diverse senza distinzione di marche o modelli e sono indirizzati sia a lavoratori inesperti che a lavoratori che abbiano già utilizzato le macchine oggetto del corso. RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA 3/10/14/17 dicembre, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 Il corso si rivolge ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza ed intende fornire ai partecipanti le conoscenze di base per lo svolgimento dei compiti previsti a carico del Rappresentante, il quadro normativo in materia di sicurezza, le responsabilità della figura dell’Rls, il ruolo dell’organismo paritetico provinciale. ADDETTI RESPONSABILI DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE 4/9/11/16/18 dicembre, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 Il corso ha la finalità di aggiornare le competenze degli addetti e dei responsabili dei Servizi prevenzione e protezione in attuazione del D.Lgs. del 23 giugno 2003 n. 195 secondo l’Accordo definito in Conferenza Stato-Regioni il 26 gennaio 2006. Il Modulo B per il macrosettore 3 comprende i seguenti settori di attività: estrazioni minerali, altre industrie estrattive, costruzioni. Il corso è rivolto agli addetti e ai responsabili Spp in possesso del diploma di scuola media superiore che sono stati nominati dopo il febbraio del 2003 (si ritiene valida la data di comunicazione all’Asl territorialmente competente e alla Direzione Provinciale del Lavoro) e che hanno già frequentato il corso di base previsto dal d.m. del 16 gennaio 1997 oppure il modulo A. AGGIORNAMENTO DI PRONTO SOCCORSO AZIENDE GRUPPO A 10 dicembre, h. 9-13/14-16 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 Rivolto agli addetti al pronto soccorso in azienda, il corso ha la finalità di fornire le conoscenze e le capacità operative di base necessarie per l’attuazione degli interventi di primo soccorso in caso di infortunio sul lavoro (art. 3, comma 3, d.m. 388/2003) ed è rivolto agli operatori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso (designati ai sensi del D.Lgs. 81/2008 - d.m. 388/2003) in aziende o unità produttive classificate nella tipologia di gruppo A ai sensi dell’art. 1 del d.m. 388/2003. ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI RISCHIO MEDIO 14 dicembre, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 I corsi hanno la finalità di fornire ai partecipanti le conoscenze di base per lo svolgimento dei compiti previsti a carico dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi (attività a rischio di incendio medio), attraverso l’erogazione dei contenuti previsti Artt. 21 e 22 del Dlgs. 81/08 e art. 7 del D.M. 10 marzo 1998. I corsi sono rivolti ai lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi in luoghi di lavoro classificati a livello di rischio di incendio medio. APPLICAZIONE DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE 2006/42/CE 15 dicembre, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 Il corso intende chiarire i molteplici aspetti oscuri della nuova Direttiva macchine 2006/42/Ce, cercando di dare un contenuto pratico e concreto. La lezione è rivolta a datori di lavoro, progettisti, responsabili e addetti al Spp, responsabili e addetti alla produzione,responsabili e addetti alla manutenzione, personale tecnico,consulenti. DIRIGENTI per la sicurezza AI SENSI DEL D.LGS 81/08 18 dicembre, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51 Il corso è rivolto a tutti coloro che in azienda ricoprono il ruolo di dirigente per la sicurezza e persegue la finalità di trasmettere ai dirigenti per la sicurezza i principali contenuti inerenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e informarli sulle proprie responsabilità, secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08 (art. 37), e fornire loro alcuni spunti in tema di comunicazione e relazione con i collaboratori. Come partecipare - Contattare l’Ufficio Formazione di Confindustria Cuneo (telefono: 0171/455.532/425/424 - fax: 0171/697.544 – mail: [email protected]). Verrà fornita la Scheda Tecnica del Corso, un Modulo di partecipazione e segnalato se il corso beneficia del contributo erogato dalla Camera di commercio. Su richiesta i corsi si possono tenere anche presso l’azienda. confindustria notizie energia. fonti rinnovabili Un investimento che diventerà necessario Presentati in Confindustria i risultati della ricerca appena conclusa da Centrobanca del Gruppo Ubi con l’Università Bocconi Milano di Fabrizio Gardinali Si è tenuto il 19 novembre scorso presso Confindustria Cuneo il convegno-seminario sul tema “Investire in energie rinnovabili: la convenienza finanziaria delle imprese”. L’incontro, organizzato dall’associazione degli industriali cuneesi di concerto con la Banca Regionale Europea, è stata l’occasione per presentare i risultati dell’omonima ricerca, tradotta anche in volume, condotta da Centrobanca, la Corparate e Investment Bank del Gruppo Ubi con l’Università Bocconi di Milano, per analizzare gli aspetti economici dell’investimento nel settore delle Fonti di Energia Rinnovabile. Un campo che pure in un momento critico di congiuntura sfavorevole per il nostro Paese, si presenta interessante e promettente in quanto consente alle imprese, anche di medio - piccole dimensioni, di realizzare piani di investimento che, grazie inoltre a un sistema alquanto “robusto” di incentivi pubblici, possono avere appetibili e stabili ritorni economici. Ma non è solo questo, sia pur valido, il principale punto che rende il settore delle energie rinnovabili strategico. Bisogna risalire al 1997, quando i principali Paesi industrializzati firmarono il “Protocollo di Kyoto” con l’intento di ridurre l’impatto ambientale, i cambiamenti climatici e realizzare uno sviluppo economico maggiormente ecosostenibile. L’Unione europea, un decennio dopo, nel gennaio del 2008, si è data, nel settore, degli obiettivi molto ambiziosi col cosiddetto “Pacchetto 20-20-20”. In base ad esso ci si pone il traguardo, entro il 2020, di ridurre del 20% le emissioni di Co2, un miglioramento del 20% nell’efficienza energetica e un aumento del 20% della quota di energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Si è stabilito anche in che misura ogni Paese Ue dovesse contribuire e all’Italia si richiede, sempre entro il 2020, un taglio del 13% delle emissioni di anidride carbonica e il vincolo del 17% dei consumi nazionali da fonti rinnovabili, a fronte di un 5,2%, dato registrato nel 2005. Risulta evidente che investire nel settore delle energie rinnovabili sarà in futuro assolutamente indispensabile. Già oggi negli Stati Uniti la considerano una necessità strategica. Ma è strategico anche per l’Italia, come ben evidenziato nella sua relazione dal prof. Alessandro Nova del Dipartimento di Finanza della Bocconi. Il nostro Paese è al secondo posto fra i primi dieci importatori di energia elettrica, mentre non risulta nelle prime posizioni come produttore o esportatore. Inoltre, mentre ad esempio la Francia ha l’80% di produzione elettrica dal nuclea- re, l’Italia invece usa fonti tradizionali: petrolio, gas naturale, carbone. La dipendenza è evidente, alla quale si aggiunge la variabilità del prezzo del petrolio. Nel 2001 valeva 18 $ a barile, per arrivare al picco di 135 dollari. Poi la crisi ha fatto crollare il prezzo che comunque oggi si attesta sui 77 dollari: più di tre volte il valore del 2001. Le ricadute sono chiare: in Italia l’elettricità si paga 11,5 Cent. a Kw, la più cara d’Europa, in Francia 5,9 Cent. a Kw, meno della metà. L’onere per le nostre imprese è grave. Bisogna cercare di produrre più energia a costo inferiore e con minore dipendenza dalle importazioni e dalle oscillazioni dei mercati dei prodotti petroliferi. Le fonti rinnovabili, quali fotovoltaico, eolico, idroelettrico non hanno costo di materie prime, mentre le biomasse sì, ma meno oscillante, per ora, dei “carburanti” tradizionali e consentono il funzionamento di un impianto praticamente a ciclo continuo. La ricerca ha stabilito che un investimento nelle energie rinnovabili, tra l’altro a basso rischio e che oggi gode di un sistema di incentivi notevole, consentirebbe, in media, un risparmio di 13 Cent. a Kw se si usa internamente all’azienda per la produzione o un ricavo di 8 Cent. a Kw se lo si vende alla rete. Si tratta comunque di un settore che in Italia ha un ritorno interessante. SEGNALETICA AZIENDALE ANTINFORTUNISTICA SISTEMI DI ANTINCENDIO Via Piave, 2 - CENTALLO (CN) - Tel. 0171 214152 335 21 5014 - e-mail: [email protected] Sala piena per il convegno sulle energie rinnovabili ospitato da Confindustria Cuneo il 19 novembre scorso Dicembre 2009 confindustria notizie detto & fatto mechanical export. “agritechnica 2009” Aziende cuneesi in Germania di Silvia Marra 05/11 novità sul lavoro dipendente Lo scorso 5 novembre, presso la sede di Confindustria, si è svolto il convegno di approfondimento “Aggiornamento in materia di lavoro dipendente”, destinato ai responsabili del personale ed ai consulenti del lavoro. L’amministrazione del personale è stata infatti interessata da una serie di novità, alcune delle quali di carattere prettamente lavoristico, altre legate specificatamente alla tassazione del reddito di lavoro dipendente. L’incontro, tenuto da Gabriele Bonati, consulente aziendale in Lodi, ha inteso favorire una corretta interpretazione e, conseguentemente, un’adeguata applicazione delle nuove disposizioni. 15 Si è svolta dall’8 al 14 novembre scorso ad Hannover, in Germania, “Agritechnica 2009”, la più grande manifestazione al mondo per la meccanica agricola. All’evento era presente con un proprio stand anche il consorzio Mechanical Export, sorto in seno a Confindustria, che ha partecipato con cinque aziende: la Cosmo Srl di Busca, la Galfrè Domenico Snc di Centallo, la Caroni Spa di Cuneo, la Giletta Spa di Rovello e la Merlo Srl di San Defendente di Cervasca, che però non ha esposto macchinari in quanto, presente alla fiera anche con un proprio stand. “Siamo Il consorzio ha allestito uno stand alla fiera della meccanica di Hannover stati molto soddisfatti - spiega Nicolò Cometto, funzionario del Consorzio Mechanical Export -. Anche se quest’anno, a causa della crisi, l’afflusso di visitatori è stato inferiore al passato, si sono comunque potuti allacciare importanti nuovi contatti con aziende provenienti dalla Germania, dal Nord Europa, dall’Asia e dal Medio Oriente”. Lo stand del consorzio Mechanical Export alla fiera di Hannover Nuova BMW Serie 55 Nuova BMW Serie Gran Turismo Gran Turismo 530d 530d 535i 535i 550i 550i www.bmw.it www.bmw.it Piacere didi guidare Piacere guidare 11/11 fisco e dogana nell’export Lo scorso 11 novembre si è svolto presso la sede di Confindustria Cuneo il convegno “Novità fiscali e doganali negli scambi con l’estero”. In collaborazione con il Centro Estero per l’Internazionalizzazione, l’associazione degli industriali cuneesi ha presentato le importanti novità fiscali e doganali che stanno già modificando o modificheranno nel corso del 2010 alcune modalità operative nei rapporti con l’estero. Sono intervenuti i consulenti del Cei Piemonte, Stefano Garelli, commercialista, e Giovanni Battista Mellano della Nord-Ovest Spa. 24/11 le rimanenze delle imprese edili Si è tenuto lo scorso 24 novembre, presso la sede di Confindustria Cuneo, il convegno di approfondimento “La valutazione delle rimanenze per le imprese edili”, organizzato da Ance Cuneo. La quantificazione delle rimanenze nell’edilizia varia notevolmente in base all’attività esercitata ed è un tema delicatissimo soprattutto per quanto riguarda i lavori su commesse di durata superiore ad un anno. Il convegno ha voluto fugare le non poche incertezze interpretative che ancora oggi sussistono in riferimento alla disciplina in oggetto. Dopo l’apertura dei lavori ad opera di Filippo Monge, presidente Ance Cuneo, è intervenuto in qualità di relatore Primo Ceppellini, commercialista in Milano e pubblicista. DA QUANDO NON PROVI L’EMOZIONE DI UNA PRIMA VOLTA? NUOVA BMW SERIE 5 GRAN TURISMO. materiali d’eccellenza, e una posizione di guida più alta per viaggi più confortevoli. Il massimo dell’eleganza e della dinamicità incontra un livello di comfort mai raggiunto prima nella nuova BMW Serie 5 Gran Turismo, pronta a portarvi oltre l’ordinario. VENITE A PROVARLA NELLA NOSTRA CONCESSIONARIA. LA PRIMA DEL SUO GENERE. 27/11 visita guidata con l’ucid Venerdì 27 novembre l’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) Sezione di Cuneo ha organizzato una visita guidata a “Il Papa e l’Imperatore”, mostra allestita dalla Diocesi di Cuneo in occasione del bicentenario del passaggio di Pio VII in città. L’iniziativa dell’Ucid ha voluto essere un approfondimento di un periodo storico quanto mai fondamentale per il mondo moderno a livello sociale, urbanistico e amministrativo. La visita è stata preceduta dalla celebrazione della Santa messa nella chiesa di Sant’Ambrogio, celebrata da don Luca Favretto, consulente ecclesiastico dell’Ucid provinciale, che ha anche guidato i partecipanti lungo tutto il percorso della mostra. Concessionaria BMW Cuneo Motori Via F.lli Ceirano, 15/17 - Tel. 0171 413293 Madonna dell’Olmo - CUNEO Concessionaria BMW Savona Motori Via Naz. Piemonte, 31/r - Tel. 019 8485270 - SAVONA Concessionaria BMW Ferrero Corso Canale, 8 - Tel. 0173 361306 GUARENE D’ALBA (CN) Dicembre 2009 16 aziende e imprenditori tecnogranda. partnership con confindustria di Ilaria Blangetti Al servizio delle piccole imprese Il parco tecnologico di Dronero è un’opportunità per fare ricerca sul territorio innovare “Scoprire il filone dell’innovazione per reagire alla crisi”. Da questa convinzione parte l’attività di Tecnogranda e Confindustria, unite per sostenere le imprese. “Insieme a Confindustria abbiamo creato uno Sportello Innovazione, ossia un centro servizi permanente sulle tematiche relative all’innovazione tecnologica, utile per supportare le aziende associate - dice Alessandro Ferrario, direttore di Tecnogranda -. Tramite questo strumento potremmo effettuare dei check-up specifici nelle imprese per capire le loro esigenze di innovazione e ricercare insieme soluzioni tecniche, oltre che finanziarie, adeguate. In questo modo metteremo al servizio delle imprese l’esperienza dei nostri professionisti e anche la nostra struttura, con la possibilità di utilizzare i nostri laboratori. Intanto sono previsti anche ulteriori sviluppi, come corsi di formazione ed eventi”. Il primo appuntamento è per il 9 dicembre, quando, insieme a Mark Up e Air (Fondazione Crc, Provincia di Cuneo, Università e Politecnico di Torino), Tecnogranda organizza una giornata di lavori per approfondire e analizzare, attraverso la partecipazione di esponenti istituzionali ed esperti del settore, il tema dell’innovazione e le sue prospettive nel settore dell’agro-industria. L’evento, intitolato “L’innovazione come strumento per superare la crisi, le potenzialità dell’agroalimentare” si svolgerà all’Università di Cuneo, nella sede Mater Amabilis. D’altronde anche Nicoletta Miroglio, presidente di Confindustria Cuneo, durante una lezione alla Facoltà di Economia di Cuneo ha sostenuto fortemente come la conoscenza sia il principale fattore destinato a produrre valore. Tecnogranda ha messo a punto anche progetti utili a ridurre il digital divide: “Le piccole e medie imprese che hanno difficoltà ad accedere al web hanno un vero e proprio handicap - dice Elogio delle imprese pubbliche Segue da pag. 1 Non difenderò quindi quelle aziende pubbliche o semi pubbliche che fanno concorrenza sleale ai privati non guadagnando né in termini di efficienza né in termini di soldi. Vorrei spendermi per quelle aziende che sono state create con una visione ampia di servizio al cittadino, che hanno modernizzato il territorio, che hanno aiutato altre aziende e altri cittadini a crescere indistintamente dalle loro idee politiche, dal voto o dal censo. Il direttore di Tecnogranda Alessandro Ferrario, la sede dell’azienda a Dronero e il laboratorio interno con il plasma ingrandimento a tal proposito Alessandro Ferrario -. Il nostro obiettivo è quello di fornire servizi per le imprese a sostegno della banda larga con architetture che permettano di raggiungere anche le aziende situate in zone remote; grazie a questo progetto è possibile anche realizzare convegni in videoconferenza via web”. Quando nel 1905 furono create le Ferrovie dello Stato la sua funzione fu di collegare il territorio italiano nella sua interezza. Fu il modo per permettere all’Italia di diventare una vera nazione unita e non una somma di province. Lo stesso avvenne subito dopo la guerra con l’allora Sip, Società idroelettrica piemontese, ora Telecom Italia, che con la politica di “un telefono in ogni casa” dagli anni ’50 e fino alla fine degli anni ’70 collegò ogni sperduta frazione, ma anche case isolate, al resto del mondo. Stesso discorso per molte altre realtà che ora sarebbe lungo elencare. In quegli anni vennero investiti denari pubblici in grandi quantità per realizzare opere che ancora oggi a dronero il cuore dell’agroalimentare piemontese La rete dell’innovazione della Regione Piemonte è costituita da 12 poli, tra cui quello dell’agroalimentare, un settore cruciale e distintivo dell’economia piemontese. Il parco scientifico e tecnologico di Tecnogranda è stato individuato come soggetto gestore del polo agroalimentare, un passo importantissimo se pensiamo che l’economia della nostra Regione è trainata dai comparti vitivinicolo, ortofrutticolo, caseario, dell’allevamento bovino e suino, dell’industria dolciaria e dei prodotti da forno. “Grazie al polo agroalimentare - commenta Alessandro Ferrario, direttore di Tecnogranda - abbiamo iniziato una rete di collaborazione con le imprese del nostro territorio, comprendendo non solo industrie della filiera ma anche aziende dell’agroindustria, come quelle produttrici di macchine agricole. Al momento attuale siamo nella fase di valutazione dei progetti da parte della Regione e presto sapremo l’entità dei finanziamenti approvati. Il fatto importante è che il polo sta facendo emergere il distretto agroalimentare del Cuneese, muovendo una grande energia e tanto interesse per i servizi di innovazione. Il numero di aziende che aderiscono al polo continua ad aumentare, stiamo sfiorando le 400 adesioni, e tante richieste continuano ad arrivare anche dopo il termine ultimo per la richiesta di finanziamenti: questo è un evidente segnale dell’interesse dei nostri progetti”. Entro fine anno si saprà l’esatta entità dei finanziamenti regionali, “intanto le imprese - aggiunge Ferrario - hanno già creato tra di loro delle sinergie, facendo diventare il polo un’immensa piazza. La nostra attività - continua Ferrario - è supportata dai nostri innumerevoli laboratori, dai nostri professionisti e dalle università con le quali collaboriamo”. Tra i progetti innovativi Tecnogranda ospita anche AlgaeFactor, un sistema di bioconversione algale che permette di ricavare olio per energia da alghe allevate, utilizzando scarti dell’industria agroalimentare. Tecnogranda, società a partecipazione pubblica e privata, forma particolarmente apprezzata da Giorgio Chiarva che in questo numero di ‘Provincia Oggi’ interviene nuovamente sul liberismo economico, è sostenuta anche dal Comune di Cuneo. “Non potevamo che appoggiare un’iniziativa di questo tipo – commenta Alberto Valmaggia, primo cittadino della città di Cuneo -. Il nostro Comune vuole puntare sull’agroalimentare e, grazie all’esperienza di Tecnogranda, porteremo avanti dei progetti incentrati sulla nostra città, come lo sviluppo dell’area Miac”. sono e restano l’ossatura della nostra democrazia e della nostra economia. Queste stesse aziende con così ricca storia sopravvivono oggi percorrendo due strade completamente diverse. La prima, di proprietà pubblica ancora oggi, sta cercando una difficilissima via per la, seppur parziale, privatizzazione. Non è cosa facile proprio perché la sua funzione pubblica è da tutti riconosciuta e gli investimenti necessari di tale entità che il privato, qualunque privato, ne sarebbe spaventato. Infatti se ne sta privatizzando una parte mantenendo nelle mani dello Stato quella parte di natura più “politica” (nel senso positivo). Discorso a parte per Telecom. Dopo anni di grandi investimenti da parte dello Stato per rendere l’Italia un Paese telefonicamente evoluto, ovviamente a spese di tutta la comunità, si è proceduto alla privatizzazione, totale e definitiva. è quindi iniziato un processo che sta portando la nostra rete ad essere una delle peggiori del mondo. La logica implacabile del profitto e del ritorno sul debito ha praticamente cancellato non solo gli investimenti sulla ricerca ma addirittura la banale manutenzione dell’esistente. è vero che la privatizzazione ha permesso la nascita di altri operatori e l’abbattimento dei nostri costi per comunicare, ma se consideriamo l’arretratezza delle nostre connessioni e lo stato di isolamento di molta parte del territorio, tutto ciò dovrebbe farci pensare. Per fortuna nella nostra provincia esistono aziende che solo pochi anni fa sono state create col preciso intento virtuoso di cui sopra e, strano a credersi, funzionano. Ne cito una sola perché il suo percorso, fino a oggi, può essere considerato veramente virtuoso. Pur essendo espressione di amministrazioni pubbliche con minima partecipazione privata, è stata condotta esclusivamente con principi che, tenendo conto dell’interesse della collettività, utilizzavano procedure tipiche della gestione privatistica. Questa azienda si chiama Tecnogranda ed è oggi il più importante polo tecnologico agroalimentare della regione Piemonte. La sua “L’attuale situazione globale è tale per cui le aziende che sopravvivono sono quelle che hanno investito nell’innovazione e continuano a farlo - commenta Luca Drocco, imprenditore delegato da Confindustria per l’innovazione e la ricerca, presidente di Dromont, azienda leader nella produzione di sistemi di dosaggio -. L’obiettivo è quello di permettere alle nostre aziende di puntare su ricerca e sviluppo, abituandosi a fare questo come attività giornaliera e non solo sporadicamente. Da qui l’idea di creare una sinergia tra Confindustria e Tecnogranda per sostenere, tramite iniziative congiunte, le imprese che ne faranno richiesta. Purtroppo il nostro Paese è composto da molte imprese che non hanno le risorse necessarie per dedicarsi quotidianamente alla ricerca anche se, fortunatamente, le aziende virtuose, spinte da particolari sollecitazioni di mercato, sono in grado di dirottare tutte le proprie energie per rendersi innovative. Ma questo non basta, l’attività di ricerca e innovazione deve diventare quotidiana. Lo sportello creato da Confindustria servirà a dare supporto alle aziende, dando loro anche un’assistenza nelle pratiche amministrative riguardanti le richieste di finanziamenti e le compilazioni delle domande per poter partecipare ai bandi”. In Italia viene utilizzato solo il 6% dei contributi europei destinati all’innovazione e alla ricerca, rispetto al 46% della Finlandia, il Paese europeo più attento a queste tematiche. “Con il nostro contributo e le competenze di Tecnogranda, - aggiunge Drocco - vogliamo, almeno in parte, colmare questo gap tecnologico”. “Sarà nostra cura - conclude Ferrario - attivarci con Unioncamere e Regione Piemonte per far sì che il ‘protocollo di intesa’ firmato il 12 novembre utilizzi le strutture di Tecnogranda quale veicolo prioritario per il sostegno alle aziende nei settori che ci vedono leader”. forza è stata appunto quella di non aver mai subìto né accettato le logiche partitiche del favoritismo e il suo Consiglio, senza eccezioni, si è sempre prefisso di guardare al futuro basandosi su logiche di espansione e di modernizzazione. E ancora oggi i programmi futuri son per alleanze e aperture che tengono conto esclusivamente della possibile capacità di crescita del territorio. Tecnogranda sta creando molto, ma non solo per se stessa, la ricchezza di idee e di novità che sta distribuendo sul territorio saranno il fondamento per l’economia del prossimo futuro. E, parrà strano, ha un conto economico da azienda privata. Giorgio Chiarva aziende e imprenditori Dicembre 2009 17 alstom. dalla snos alla fiat ferroviaria di Fabrizio Gardinali Savigliano celebra i 150 anni di attività di una fabbrica che ha segnato la storia della città Una lunga storia di treni e acciaio la ferroviaria Un convegno, il 7 novembre scorso, e una mostra, fino al 22 novembre presso il Museo Civico di Savigliano per ricordare, se si vuole “celebrare”, i 150 anni della antica “Ferroviaria”, oggi Alstom, l’azienda che ha caratterizzato e determinato la vita e la struttura economica della città della Granda per questo lungo periodo. Organizzata dall’Associazione Cultura della città di Savigliano con la collaborazione del Comune e dell’Alstom Trasporti, l’esposizione, dal significativo titolo “Dalla Snos all’Alstom: una storia importante”, suddivisa in aree tematiche, la fabbrica, i prodotti, i documenti, racconta la ultrasecolare storia dell’importante sito industriale dalla nascita ai giorni nostri, attraverso interessanti immagini e una ricca documentazione. Il 13 marzo del 1853 fu inaugurato il tratto TorinoSavigliano della ferrovia che doveva collegare la capitale dell’allora Stato Sabaudo a Cuneo, realizzato da una società privata fondata nel dicembre del 1850: la “S.A. per la strada ferrata tra Torino e Savigliano”. Nel piano progettuale si era previsto di installare a Savigliano, che inizialmente doveva essere il capolinea del tronco ferroviario, un complesso di edifici che dovevano servire nel contempo per il magazzinaggio del materiale rotabile e per le eventuali riparazioni. Così fu fatto nel 1853, pensando anche di produrre materiale mobile utile per la ferrovia. In realtà, causa le carenti competenze tecnologiche nel settore, ci si limitò a produrre carri trainati. Il prolungamento dei binari fino a Cuneo ridimensionò il ruolo di Savigliano a scalo intermedio; l’apertura delle tratte CavallermaggioreBra, nel 1855, e SaviglianoSaluzzo, nel 1856, però, fecero aumentare l’importanza strategica e logistica delle “Officine”. L’insediamento industriale ebbe un rapido sviluppo; già nel 1859 ricopriva un’area di 15.240 metri quadrati, più di un terzo dei quali coperti, occupava 450 maestranze, riparava locomotive, vetture passeggeri e produceva carri merci. Il culmine, in questa prima fase, venne raggiunto nel 1862: lo stabilimento venne ampliato, i dipendenti salirono a 460, si costruirono 311 veicoli per un fatturato, non indifferente, di 1.400.000 lire. Nel 1859 la società era passata in mano allo Stato che, tre anni dopo la proclamazione dell’Unità, nel 1864 passò la rete piemontese, compresa la ferrovia Torino-Cuneo ed annesse “Officine”, alla “Società delle Ferrovie Alta Italia”, che avviò un piano di ristrutturazione e razionalizzazione del settore il che comportò, nel 1869, la chiusura dello stabilimento di Savigliano. Un evento grave per tutta la provincia di Cuneo dove quello savi- glianese era l’unico insediamento industriale di rilievo esistente, con riflessi negativi sul piano economico, occupazionale e sociale. Dopo dodici anni, nel 1876, Casimiro Sperino, deputato e già collaboratore di Cavour, si impegnò per riportare nella Granda l’industria meccanica, confortato nella sua azione dalle informazioni su un ritorno in mani statali delle ferrovie e dalla crescente richiesta del mercato di materiale rotabile. Grazie al suo lavoro si giunse nel 1879 ad un accordo fra le Ferrovie Nata nel 1880, la Società nazionale delle Officine di Savigliano passò in mano alla Fiat nel 1970 NON SOLO TRENI Dall’alto in basso: le ultime tre generazaioni di Pendolino; il varo del primo pendolino suburbano X’trapolis destinato all’Australia; il manifesto con cui il Comune di Savigliano esultò per l’inaugurazione della strada ferrata TorinoSavigliano; le arcate di acciaio della stazione centrale di Milano; interno di una carrozza reale (Foto: Archivio Alstom). Alta Italia ed il Comune di Savigliano col quale quest’ultimo affittava per conto della belga “Casa E. Rolin & C.” di Braime Le Comte lo stabilimento dismesso accanto alla stazione. La Rolin era un costruttore esperto di materiale rotabile ed impianti fissi, così nel 1880 si arrivò finalmente alla costituzione della “Società Nazionale delle Officine di Savigliano” (Snos) con un milione di lire di capitale sociale, il cui primo presidente fu Giulio Ripa di Meana. L’attività riprese con la costruzione e riparazione di veicoli ferroviari e nel primo decennio si registrò un andamento nettamente positivo. Nel 1884 all’Esposizione di Torino presentò un vagone letto per la Compagnia Internazionale Wagons Lits decisamente lussuoso, nel 1889 assorbì la “Società Anonima Italiana Ausiliare di Strade Ferrate” acquisendone gli immobili di corso Mortara a Torino. L’azienda saviglianese, causa anche la crisi derivata dalla riduzione delle commesse pubbliche a inizio anni ’90 dell’Ottocento, seppe diversificarsi diventando protagonista di complesse realizzazioni, si veda ad esempio le arcate in acciaio per la costruzione della copertura della Stazione Centrale di Milano o il portone della stazione del Vaticano. Si può dire che, ultimata la crisi nel 1897 e riavviatosi il mercato anche per la necessità di adeguare le ferrovie allo sviluppo del Paese, si ebbe una eccezionale spinta nei settori della meccanica e delle realizzazioni in campo elettrico; la Snos fu sempre in prima linea, fabbricando, tra l’altro, la maggior parte dei ponti di ferro da fine Ottocento agli anni ’50 del secolo successivo, come quello di Paderno sull’Adda. O realizzando importanti lavori anche nel settore della regolazione idrica. Progetta, infatti, costruisce e installa il sistema di meccanismi idraulici, paratie a settore e relative saracinesche per regolare la portata d’acqua del Cavo Napoleonico o scolmatore del Reno: lungo 18 chilometri nel territorio di Ferrara, è il canale artificiale che collega il Reno, appunto, al Po. Nel 1905 fu aumentato il capitale sociale e segno della buona salute dell’azienda era il fatto che le azioni, quotate in Borsa sia a Torino sia a Bruxelles, raggiunsero tre volte il loro valore nominale e i dividenti distribuiti furono del 13%. Con lo scoppio del Primo Conflitto mondiale la “Savigliano” fu chiamata a prendere parte allo sforzo bellico ampliando ancora di più la gamma della sua produzione che, oltre a quella tradizionale, arrivò a spaziare ai motori per aviazione e marini, a pezzi per artiglieria e munizioni, agli hangar per aeroplani e dirigibili fino alla fabbricazione di aerei e biplani da combattimento che venivano collaudati in un campo d’aviazione appositamente predisposto accanto allo stabilimento. Per la precisione vennero costruiti 144 biplani Caproni C.a. 36. Un’attività che riprese nel 1942 con la fabbricazione di venti trimotori SavoiaMarchetti S81, che però furono distrutti dall’aviazione nemica prima che entrassero in funzione. Nel dicembre 1970 la Fiat acquisisce il sito di Savigliano e nasce la “Ferroviaria Savigliano spa”, che cinque anni dopo assume il nome di “Fiat Ferroviaria spa”. Un legame che dura fino al 18 ottobre 2000, quando i vertici di corso Marconi vendono il 51% dell’impresa saviglianese alla francese Alstom, che acquisterà la restante parte nell’aprile 2002. Oggi Savigliano è uno dei principali nuclei operativi della Alstom: si stanno realizzando una buona parte dei treni ad altissima velocità di ultima generazione, i “pendolini” per la tratta Wcml in Inghilterra, quelli suburbani “X’trapolis” destinati all’Australia, per citarne alcuni. Dicembre 2009 18 unifarma. donazione alla fprc aziende e imprenditori vitale robaldo. ohsas 18001:2007 Da ventun anni utili Società certificata a favore della ricerca nel settore dei servizi Enrico Schellino consegna la busta con i 25 mila euro ad Allegra Agnelli L’azienda farmaceutica di Fossano dal 1988 destina una parte dei profitti alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro di Candiolo Quasi una forma di “partnership” lega dal 1988 l’Unifarma di Fossano con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro (Fprc), che ha sede a Candiolo. Ventuno anni fa fu Giuseppe Mana a decidere la donazione di parte degli utili della società, leader nella distribuzione di farmaci, a favore del centro di ricerca; a distanza di anni il gesto di solidarietà si è ripetuto una terza volta lo scorso 4 novembre, quando il presidente del Fprc Allegra Agnelli, moglie del compianto Umberto, ha ricevuto dalle mani di Enrico Schellino, ex presidente di testimonianza di convinta vocazione territoriale da parte dell’Unifarma, che con questa elargizione ha deciso di continuare a sostenere una della realtà nazionali all’avanguardia nella lotta contro i tumori. La società, con sede nella Città degli Acaja, rappresenta oltre 1000 farmacisti e opera dal 1948 a servizio diretto delle farmacie di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e parte di Lombardia. Lo fa attraverso sei filiali automatizzate dislocate ad Alessandria, Fossano, Pianezza, Bussana di San Remo, Savona e Genova. Unifarma, una busta contenente 25 mila euro. Alla cerimonia, nella Sala Riunioni dell’Associazione Titolari di Farmacia della provincia di Torino, era presente anche l’attuale presidente di Unifarma, Tino Cornaglia. Con questa donazione si è voluto ricordare, in particolare, quattro personalità che hanno segnato in maniera significativa la storia della società fossanese: Silvio Bonelli (uno dei 14 fondatori scomparso il 6 aprile scorso), Fernando Cucchiara, Luigi Dionisio ed Evaldo Porro. Ancora una volta una Importante riconoscimento per la Soc.Coop. Vitale Robaldo, una tra le più importanti realtà cooperative del settore dei servizi nell’area albese, strutturata per essere un partner per le aziende pubbliche e private che vogliono operare in un contesto di qualità. Nelle scorse settimane l’azienda ha ottenuto la certificazione Ohsas 18001:2007 per la progettazione ed erogazione di servizi di pulizie civili e industriali, facchinaggio e gestione di magazzini conto terzi. Una certificazione il cui scopo è quello di promuovere all’interno delle organizzazioni la prevenzione nella sicurezza dei lavoratori consentendo alle aziende di ottenere risultati positivi nel controllo dei propri rischi e la formulazione di obiettivi e politiche a favore della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori (Ssl), secondo quanto previsto dalle normative vigenti e in base ai pericoli ed ai rischi potenzialmente presenti sul posto di lavoro. Un traguardo assai importante per la Soc.Coop. Vitale Robaldo, come spiega il direttore generale Andrea Bornelli: “La nostra realtà è da sempre attenta a qualsiasi tematica inerente i rapporti con i propri lavoratori - spiega Andrea Bornelli -; un attestato significativo per il lavoro svolto, a maggior ragione se consideriamo il fatto che siamo tra le prime realtà certificate nella provincia di Cuneo, forse una delle prime in Italia nel nostro settore”. La certificazione è stata attribuita dalla Globe certificazioni srl, importante società di Torino che eroga servizi di certificazione, di auditing di processo/prodotto e di formazione. I.P. synergie italia. formazione lavoratori Ancora una volta gli studenti dell’Istituto superiore “Vallauri” di Fossano portano a casa ottime affermazioni, dimostrando talento e preparazione. E di far parte di una scuola che sa offrire una formazione di eccellenza. Primi al concorso “Scuola, creatività e innovazione” Dario Prato, Daniele Caffaratti e Silvio Quaglia, che frequentano il corso di Meccanica, hanno vinto il primo premio del concorso “Scuola, creatività e innovazione”, promosso per il secondo anno dalla Camera di commercio di Cuneo. La premiazione è avvenuta il 6 novembre proprio al “Vallauri”, in occasione della presentazione della Carta studenti. I tre studenti sono partiti dall’idea di applicare alla politica i criteri di efficienza, qualità totale e controllo tipici di un’azienda. Coordinati dal prof. Roberto Conte, docente di Organizzazione industriale, hanno realizzato un sito Internet che offre la possibilità a tutti i cittadini di monitorare l’operato di un’amministrazione locale (Comune, Continua l’impegno di Synergie Italia - Agenzia per il lavoro, facente parte del gruppo Synergie, multinazionale francese leader da oltre 30 anni nella gestione delle risorse umane, operante in Italia dal 1999. Un impegno a favore dei lavoratori in difficoltà, per aiutarli nel ricollocamento nel mondo del lavoro. Synergie sta gestendo da un paio di anni un bando per la loro formazione e la loro ricollocazione: interventi a favore di lavoratori in cassa integrazione o mobilità di alcune aziende in difficoltà presenti sul territorio, con servizi di orientamento nelle modalità più classiche e corsi di alfabetizzazione informatica, sugli strumenti e le modalità di ricerca di una nuova occupazione attraverso internet, partendo da quelle che sono le attitudini e le professionalità di ciascun lavoratore. Sono seguiti laboratori di rielaborazione del profilo professionale, delle competenze e delle capacità di ognuno, con stesura di curricula, per la definizione di progetti professionali. Interventi a tutto campo intensifica- Che bravi gli studenti Continua il progetto dell’Itis “Vallauri”! di riavvio al lavoro A sinistra: Dario Prato, Daniele Caffaratti e Silvio Quaglia. Sopra: Marco Ribero Provincia, Regione) a partire da alcuni parametri: la viabilità, la sicurezza, la qualità degli impianti sportivi, il verde pubblico, l’inquinamento, i trasporti, gli investimenti produttivi, l’attenzione alla cultura… Ovviamente soddisfatti i tre vincitori che si sono spartiti una somma in denaro di 1.800 euro. Medaglia d’argento alle Olimpiadi italiane di Informatica Qualche giorno prima, a Verona, Marco Ribero, che frequenta la 5ª B informatica, ha ottenuto una splendida medaglia d’argento alle Olimpiadi Nazionali di Informatica. L’obiettivo di questa competizione (come della omologa a livello internazionale) è contribuire a diffondere la cultura informatica nella scuola superiore nel modo più coinvolgente e, contemporaneamente, far emergere gli alunni più bravi. Le Olimpiadi di Informatica - promosse dall’Aica (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico) e dal Ministero per l’Istruzione - coinvolgono in Italia circa 500 istituti e 13 mila studenti. L’agenzia cuneese del gruppo Synergie Italia tisi soprattutto negli ultimi mesi, complice la perdurante crisi economica che ha compromesso la situazione lavorativa di numerosi lavoratori in tutta la provincia. Risultati che parlano da soli, con numeri che la dicono lunga sulla bontà del progetto su Cuneo e le altre città coinvolte nella ricollocazione: Mondovì, Saluzzo, Savigliano, Alba e Fossano. Di 79 lavoratori presi in cari- co da Synergie (29 su Cuneo, 22 su Mondovì, 9 su Saluzzo, 4 su Savigliano, 10 su Alba e 5 su Fossano), 26 sono già stati riavviati al lavoro. Un progetto in divenire, che si concluderà a marzo del 2010 e che si aggiunge all’ottimo risultato portato a termine a fine 2008, quando furono 78 i lavoratori che usufruirono dei servizi di Synergie. Di questi, ben 44 hanno ritrovato un posto di lavoro. Dicembre 2009 aziende e imprenditori okey porte. agnelli porte e iridium doors inalpi. responsabilità sociale Premio “Miolano” per il polverizzatore Comfort abitativo e risparmio energetico stanno condizionando sempre di più la costruzione delle abitazioni, andando a mutare il rapporto qualità/prezzo ALTO PROFILO Parterre qualificato e pubblico numeroso per il convegno organizzato a Torino di Paolo Ragazzo qualità di relatori: Domenico Mangone, ex assessore all’Ambiente del Comune di Torino; Riccardo Bedrone, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Torino; Paolo Peris, vice presidente del Collegio dei Costruttori Edili del Torinese; Mario Grosso, professore di Tecnologia dell’Architettura e Progettazione ambientale al Politecnico di Torino; Daniela De Martini di Casaclima. In una sala gremita di pubblico si sono passate in rassegna le maggiori novità tecniche che stanno interessando il settore delle costruzioni: nel nostro Paese le statistiche dicono che l’80% delle famiglie possiede una casa di proprietà. Molte di queste abitazioni, tuttavia, hanno caratteristiche ormai inadeguate: passati i 40 anni di vita il prodotto edilizio necessita di una serie di interventi di ristrutturazione per mantenere gli standard qualitativi di base. C’è chi decide di ristruttu- rare la vecchia struttura e chi preferisce rivolgersi a imprese in grado di lavorare con i nuovi standard. Ecco quindi che l’obbligo di “certificazione energetica degli edifici” determinerà sempre più il valore e il prezzo di un immobile: “Nel prossimo quinquennio - dichiara Emanuela Tesio, contitolare di Okey Porte e organizzatrice del convegno - è previsto un forte incremento della domanda di immobili ecologici, che dovrebbe comportare un aumento medio dei valori fra il 7% e il 15%”. In un periodo in cui la sensibilità sociale sui valori di risparmio energetico (trasmittanza termica) e di comfort abitativo (isolamento acustico) sta prendendo piede, la conoscenza delle nuove opportunità costruttive non può che rendere ancor più trasparente il mercato della compravendita immobiliare, dove i criteri ambientali avranno sempre più peso nella scelta dei prodotti”. di Ilaria Blangetti Il 16 novembre la società Inalpi è stata insignita del premio “Responsabilità sociale d’Impresa Margherita Miolano”. Il riconoscimento, dedicato all’imprenditrice scomparsa un anno fa, è stato assegnato all’azienda morettese per il lavoro svolto sulla sicurezza alimentare e per il progetto di sprayzzazione del latte, un processo industriale che permetterà di produrre 15mila tonnellate all’anno di latte in polvere oltre a 60 tonnellate al giorno di panna cruda utile per la produzione di burro e altri prodotti caseari Inalpi. Si tratta di un progetto che, coinvolgendo allevatori del basso torinese e del cuneese, permetterà di realizzare una filiera produttiva integrata che parte dai produttori della materia prima, ossia il latte, passando alla prima trasformazione, attuata dall’Inalpi, per approdare alla trasformazione finale, in primo luogo effettuata dalla falci coltellinai bergamaschi a dronero Sabato 5 dicembre, dalle 14 alle 18, i cancelli delle Falci srl di Dronero si aprono ai visitatori per dare la possibilità a tutti di conoscere da vicino un lavoro che può vantare una lunghissima tradizione e un’azienda dal glorioso passato, che dalla nuova proprietà ha ricevuto la linfa necessaria per ripartire a livello industriale e recuperare i legami con il territorio. Si tratta di un’occasione unica per conoscere da vicino, per la prima volta, il reparto di forgiatura con accompagnatori che guideranno gli interessati in un tour tra macchinari funzionanti e una decina di operai al lavoro per ottenere i prodotti in acciaio dall’elevata e pregevole fattura conosciuti anche all’estero. I visitatori potranno così vedere in presa diretta uno spaccato dell’azienda specializzata nella lavorazione dei metalli da cui ricavare attrezzi per l’agricoltura e semilavorati per l’industria. Ospiti dell’evento i Coltellinai Bergamaschi: sarà possibile ammirarli all’opera, mentre forgiano le lame damascate dei loro coltelli. Il gruppo, infatti, realizza in acciaio damascato coltelli, spade medievali, longobarde e celtiche, daghe, coltelli bergamaschi e tradizionali, nonché punte di lancia e freccia, scudi, asce e brocchieri; il tutto con l’utilizzo di forgia, incudine e martelli. Il pomeriggio di “porte aperte” si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti di Sant’Eligio, patrono dei fabbri e dei maniscalchi, organizzati per domenica 6 dicembre dal Comune di Dronero e dalla Compagnia di Sant’Eligio. Pellegrino s.n.c. * Restauro e conser vazione Beni Culturali * Ba ttistin Alberto * Artigiano Decoratore * Calcinia * di Riberi Luciano * Luciano Alfredo * Artigiano Decoratore * Calzoni Elisa Invernizzi: “Dedichiamo il riconoscimento alla comunità di Moretta, colpita dalla crisi economica. è il nostro impegno per il territorio” LA CERIMONIA Il vice presidente della Camera di commercio Marcello Gatto consegna il premio Miolano ad Ambrogio Invernizzi Ferrero, il colosso dolciario albese. L’impianto di “sprayatura”, attualmente nelle ultime fasi di costruzione, sarà attivo e funzionante a partire dal primo semestre 2010: in marzo è previsto lo start up produttivo in modo da produrre, a Pasqua, il latte in polvere per la Ferrero. L’impianto, primo e unico in Italia, consentirà di mantenere l’occupazione in un settore, come tanti altri, fortemente penalizzato dalla crisi. “Con questo progetto abbiamo effettuato il più grande investimento nella storia dell’Inalpi - commenta Ambrogio Invernizzi, amministratore delegato Inalpi -. Abbiamo deciso di dedicare questo premio alla comunità morettese, fortemente colpita dalla crisi economica con alcune aziende del territorio in forte difficoltà. Noi abbiamo deciso di reagire investendo e, anche se i posti di lavoro persi resteranno maggiori rispetto a quelli che si recupereranno, è importante dare un segno positivo di ottimismo e speranza. Presto consegneremo al sindaco di Moretta il riconoscimento, in modo da dare un segno tangibile del nostro impegno per il territorio”. * L'opera è la Sacra Conversazione di Giovanni Bellini XV secolo. Un convegno sugli immobili di qualità Quali requisiti deve rispettare un immobile per essere definito “di qualità”? Oltre alle tradizionali valutazioni strutturali, ora si deve tener conto anzitutto dell’obbligo di efficienza energetica, mentre la ricerca del massimo comfort abitativo sta catturando sempre più l’attenzione di costruttori e acquirenti; questi due principi contribuiscono a mutare progressivamente i termini del rapporto qualità/prezzo di una casa. L’azienda Okey srl di Madonna dell’Olmo, specializzata nella produzione di porte blindate, questo lo sa e per informare gli operatori del settore sui nuovi standard richiesti ha organizzato un convegno alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. All’incontro, promosso in collaborazione con altre due aziende della Granda (Agnelli Porte di Bra e Iridium Doors di Cuneo), sono intervenuti in 19 * Decora trice - Restauratrice * CUNEO - VIA I MAGGIO, 8 TEL. 0171 451111 349 1612625 347 8553965 info: [email protected] C o n s o r z i o a r t i g i a n o e d i l e d i r e s t au r o m u r a l e e d e c o r at i v o d i e d i f i c i d i i n t e r e s s e s t o r i c o Dicembre 2009 20 impresa e cultura anniversario. venti anni dopo la caduta del muro Inaspettato appuntamento con la Storia durante una vacanza sul Mar Nero a Varna ‘Oltrecortina’ durante il crollo del Socialismo berlino 1989/2009 Per chi arrivava a Sofia o sul Mar Nero nel 1989, la prima cosa da capire del turismo bulgaro erano le possibilità di trascorrere la vacanza. Poche con il cambio ufficiale ancorato al dollaro, con prezzi che diventavano così “occidentali” e totalmente fuori mercato. Notevoli cambiando valuta socialista, come i pregiati fiorini ungheresi, in cambio di quella locale. Infinite con il cambio nero. Una marea di soldi, in quest’ultimo caso, da spendere permettendosi tutto quanto di più costoso uno dei paradisi del turismo socialista potesse offrire a partire dai night collocati nei grandi alberghi che, in realtà, almeno a Varna sul Mar Nero, erano più simili a discoteche. I nomi di Varna e Burgas richiamavano infatti le stazioni balneari più note del Mar Nero bulgaro. Altri nomi di località evocavano spiagge da sogno: costa del sole; sabbie d’oro; la sirena. Un richiamo che mi attrasse, con altri due amici, nell’estate 1989. Le vacanze in auto in Europa Orientale erano iniziate già nel 1987. Escluse la costa jugoslava, Budapest e il lago Balaton, il sudovest dell’Europa offriva un agosto alternativo, per prezzi e per paesaggi non proprio consueti. Una vacanza on the road: auto, campeggi, prati e qualche hotel per il riposo; itinerari intensi, lontani dalle vie più frequentate che portavano alle spiagge greche o croate. In rapida sintesi, furono queste le vacanze, per tanti versi indimenticabili, non solo per i vent’anni, dell’agosto 1989. Nel programma, seppur denso, non avevamo però previsto la storia. Quella era rimasta sui manuali degli esami appena finiti. La Storia, in quelle settimane, fu però nostra compagna di viaggio, come ci accorgemmo dopo. Dopo un po’ di giorni, e alcune migliaia di chilometri, giungemmo così a Varna, la più nota località del Mar Nero. Passeggiando per le sue vie, nell’estate del 1989 s’incontrava tutto il campionario del mondo, che potremmo definire benestante, d’Oltrecortina. Difficile trovare un’auto occidentale. Praticamente impossibile, al di fuori di Sofia, incontrarne una con targa italiana. Qualche dato aiuta a rendere meglio l’idea. I turisti italiani in Bulgaria, nel 1986, furono 3.182. Quelli della Germania Orientale, la Ddr, 213.650. Secondi solo a Polonia (353.041), Cecoslovacchia (341.093), Jugoslavia (337.223) e Urss (241.676). Nulla di strano se, dopo pochi giorni trascorsi sulle assolate, e sabbiose, spiagge del Mar Nero la sensazione di essere in un altro mondo fosse più che un sospetto. Per chi veniva dalla Repubblica Democratica Tedesca, il lungo viaggio fino a Varna, sulle improbabili, e non pro- “Qualche mese prima, però, qualcosa era già successo. La ‘Cortina di ferro’ che, per 350 chilometri, divideva l’Ungheria dall’Austria venne velocemente smantellata. Il sogno dell’Occidente si tinse di realtà. Il muro che si aprì il 9 novembre, con ben maggior impatto mediatico, non sarebbe caduto senza la distruzione della ‘Cortina di ferro’ e senza quei turisti che, a settembre, dalle spiagge del Mar Nero decisero di non ritornare nella patria del socialismo reale” prio adatte a lunghi viaggi, Trabant non poteva definirsi una gita fuori porta. Era piuttosto un viaggio verso una meta esotica: sognata e desiderata. Per anni. Una valida alternativa alle colonie sul Mar Baltico, anch’esse, a dire il vero, riservate in premio, dopo lunga attesa, a chi non aveva manifestato pericolosi cedimenti nella fede socialista. Quello bulgaro era un modello di turismo pianificato, cresciuto secondo schemi urbanistici fedeli ai dettami dell’ideologia socialista: spiaggia, separata però dalla macchia dagli edifici retrostanti, soprattutto alberghi; mancanza di porti turistici, giudicati simboli del capitalismo; colonie e villaggi vacanze, estesi su ampi spazi e riservati ai giovani pionieri del socialismo e ai lavoratori delle aziende di stato. Va da sé che questa vocazione turistica, germogliata negli anni Cinquanta e consolidatasi negli anni Settanta e Ottanta, fosse frenata, per ragioni politiche e ideologiche, nell’attrarre i turisti occidentali. La richiesta del visto di soggiorno, da fare prima della partenza e con tempi di rilascio non proprio rapidi, era un altro dei fattori che rendevano Varna, per gli occidentali, non certo una Rimini sul Mar Nero. La ricercata valuta occidentale finì così per alimentare poco il turismo bulgaro. Di proprietà statale risultavano i servizi ricettivi anche se erano tollerate, non per gli occidentali, sistemazioni più economiche in case private. Per chi non faceva infatti parte di un “Paese fratello” le opportunità di non pagare l’ospitalità in dollari risultavano praticamente nulle. Il resto si pagava in Lev. E tutto cambiava… e non poco! Le vie di Varna trasmettevano sensazioni non dissimili da quelle di qualunque località balneare in agosto: famiglie, ragazzi, ragazze, in prevalenza biondi, affollati bar e ristoranti all’aperto. Tutto poteva sembrare la Bulgaria balneare in una delle tante estati dell’Est, tranne che l’inizio di un cambiamento epocale che, in pochi mesi, sarebbe avvenuto dall’autunno del Muro e al gelido inverno della Romania di Ceausescu. Dal nord al sud dell’Europa Orientale il crollo sarebbe infatti stato rapido. Iniziato nel paese più avanzato, la Ddr, non solo nel controllo delle “vite degli altri” e dell’ortodossia, ma anche del welfare e del sistema produttivo, il terremoto si sarebbe concluso in quello più disastrato, ridotto alla fame e alla disperazione dall’ultima mutazione assunta dal socialismo e dal culto della personalità: il modello ereditario incarnato dal satrapo Ceausescu e dalla sua famiglia. Dal Mar Nero alla libertà Torniamo però sulla spiaggia, lungo il mare, al sole, alle passeggiate e alle serate FERRO E MATTONI Lo smatellamento della Cortina di filo spinato che divideva l’Austria dall’Ungheria nell’estate del 1989, fece da preambolo all’abbattimento del muro di Berlino del novembre dello stesso anno l’autore I servizi pubblicati alle pagine 20 e 21 sono di PAOLO GERBALDO di quella vacanza oltrecortina ricordando anche che, di fronte ad una birra, non era difficile socializzare con i giovani dell’Est. Lo scarso traffico scorreva. Tutta la gamma, invero ridotta, di auto delle democrazie popolari capitanate dalla Trabant, in plastica, motore a due tempi, rifiniture e comodità non previste, scorreva davanti agli occhi ed affollava i campeggi. L’idea di essere degli alieni balenò più volte. In realtà, parafrasando Montaigne, si ha paura solo di quello che non si conosce. La musica italiana e i cibi erano ben noti e molto apprezzati. La percezione di essere in una società strettamente controllata proprio non si aveva. La vita scorreva leggera nella sua normalità vacanziera lontana dalla tristezza che la pubblicistica affibbiava alla gente e alle località del temuto Est. Le giornate passate in un campeggio accanto ad una simpatica famigliola polacca, Dicembre 2009 impresa e cultura 21 IL LIBRo/1. gyorgy dalos Una testimonianza della svolta epocale Il libro restituisce il complesso quadro in cui, nel 1989, maturò la svolta epocale che segnò la fine della Guerra fredda e del mondo bipolare. Gyorgy Dalos, scrittore e saggista ungherese residente ora a Berlino, si muove infatti con acutezza nell’intrico del mondo d’Oltrecortina al suo tramonto. Il saggio, seppur fondato su testi, articoli della stampa specializzata e di quotidiani dei Paesi interessati, non rinuncia del resto a toni ironici e osservazioni personali, favorito in questo dalla posizione privilegiata di testimone diretto vissuta dall’autore, per accompagnare il lettore in un’accurata ricostruzione degli eventi del 1989. Le pagine di Dalos, aperte dall’arrivo, l’11 marzo 1985, sulla scena mondiale del segretario generale del Pcus Michail Sergeevic Gorbacev, si snodano lungo un registro che pone sotto i riflettori le diverse democrazie popolari: Polonia, Ungheria, Ddr, Bulgaria, Cecoslovacchia e Romania. Stati sostenuti da una stessa ideologia ma profondamente diversi per cultura, rapporti con l’Urss, modi di vita e livelli di benessere economico. Differenze che, come ben documenta Davos, culminarono in una diversa fine delle democrazie popolari negli ultimi due mesi del 1989. Navigando, senza reticenze, tra la galassia dei satelliti dell’Unione Sovietica, senza però schematizzare il discorso, l’Autore prende l’avvio dalla perestrojka, la politica riformatrice avviata da Gorbacev e dagli effetti gene- TURISTI NON PER CASO Il centro di Varna e le sue spiagge sul Mar Nero in tre ricordi di viaggio di Paolo Gerbaldo risalenti all’estate che cambiò la storia dell’Occidente. con immancabile Fiat 126, scorrevano né più né meno che come avrebbe potuto farlo in campeggio a ridosso di una spiaggia italiana, spagnola o greca. Il mondo dell’Est svelava il suo volto quotidiano. Ben lontano dalle pagine della “guerra fredda” che, forse, non erano attratte più di tanto dalle frivole cronache delle vacanze. Il mondo bulgaro si rivelava quindi come assolutamente normale palesando, anche agli occhi del turista occidentale, un discreto benessere. Ben altra cosa, come ci saremmo presto accorti, nella vicina Romania. Qualche mese prima qualcosa, un po’ più a nord, qualcosa era però già successo. La “Cortina di ferro” che, per 350 chilometri, divideva l’Ungheria dall’Austria venne velocemente smantellata. Passare questa doppia barriera di filo spinato, seppur un po’ arrugginito, disteso nella sterminata pianura pannonica non lasciava indifferenti. Un’emozione non di poco conto. In modo ben visibile si entrava in un mondo non libero. La “più allegra baracca del lager”, come la pubblicistica definiva l’Ungheria del corso riformistico avviato da Kadar dopo il 1956, guardò così con sempre maggior insistenza ad Ovest. I cambiamenti in Ungheria discesero il Danubio e arrivarono a Varna. I turisti della Ddr, in poche settimane, originarono un fenomeno inatteso: il passaggio in Austria o la permanenza in Ungheria senza l’incubo di essere rispediti a Berlino. Il sogno dell’Occidente si tinse di realtà. Il muro che si aprì il 9 novembre, con ben maggior impatto mediatico, non sarebbe caduto senza la distruzione della “Cortina di ferro” e senza quei turisti che, a settembre, dalle spiagge del Mar Nero decisero di non far più ritorno nella loro patria del socialismo reale. La parte orientale della Germania, il 3 ottobre 1990, si riunì infi- ne con la parte occidentale. Rivedendo, ormai rientrati in Italia, quei turisti che, sempre più numerosi, cercavano di raggiungere l’Austria e la Repubblica Federale Tedesca prima attraverso l’Ungheria e poi la Cecoslovacchia e la Polonia, scorsi il volto di un cambiamento che, dopo le iniziali ostilità, travolse, come un fiume in piena, i dirigenti dei “paesi fratelli” del Patto di Varsavia. In quei giorni, pensando ad una vacanza diversa dal solito agosto in Liguria, avevo incrociato la Storia. Con Varna, finiti i giorni sul Mar Nero e apprestandoci ad un lungo viaggio di ritorno a casa attraverso Romania e Jugoslavia, ci eravamo dati appuntamento per l’anno successivo. Nulla di strano dopo due anni a Sofia e dintorni, quella con la Bulgaria estiva poteva dirsi un appuntamento ormai abituale. L’anno dopo, però, andammo in Irlanda. In quell’estate del 1989 un mondo era finito per sempre. Gyorgy Dalos, Giù la cortina. Il 1989 e la fine delle dittature nell’Europa dell’Est, Donzelli, Roma, 2009, pp. 250, euro 25. rati sull’Unione Sovietica, a partire dalla ‘glasnost’, la trasparenza: “Tuttavia, la trasformazione del centro esercitò un effetto magico sulla periferia, una parodia letale dell’utopia dell’Unione Sovietica come faro della speranza per tutti gli oppressi e sfruttati del mondo. Il progetto inizialmente nebuloso del Cremino di sciogliere il sistema satellitare trovò, com’era prevedibile, vasta eco in tutte le società organizzate secondo il modello sovietico” (p. 25). Il collasso del sistema, arriva- Un’accurata ricostruzione degli eventi del 1989 to dopo una maturazione iniziata fin dagli anni Settanta, trova nel libro una linea di lettura che parte proprio dall’intreccio inestricabile esistente tra il sostegno ideologico, economico, militare, fornito dall’Urss e il suo progressivo indebolimento, fattosi evidente a partire dalla Polonia degli anni Ottanta di Solidarnosc e del generale Wojciech Jaruzelski. Un crollo che, vent’anni fa, ha regalato all’Europa l’apertura di una linea di credito per un futuro di unità non ancora del tutto completato. Il libro/2. Angelo d’Orsi Perché dopo non è migliorato nulla “Insomma si pretendeva di estendere, con le buone o le cattive maniere, al mondo che ancora non lo conosceva o non l’avesse già fatto proprio per spontanea imitazione, il modello liberale, quello che l’autoaffondamento del sistema sovietico, seguito allo smantellamento del Muro nel novembre 1989, aveva segnalato come vincitore della lunghissima partita della Guerra fredda” (pp. 10-11). Angelo d’Orsi, docente di Storia del pensiero politico a Torino, parte proprio dalla scomparsa del sub-impero dell’Est per proporre una lettura del mondo attuale deci- A. d’Orsi, 1989. Del come la storia è cambiata, ma in peggio, Ponte alle Grazie, Milano, 2009, pp. 320, euro 16. samente lontana dall’euforia per l’anniversario della caduta di quel Muro edificato a Berlino nella notte del 13 agosto 1961. Raffinate nell’analisi e sostenute con gli appassionati toni del pamphlet, le pagine di d’Orsi si occupano di “nuove guerre”, di disordine globale, di postdemocrazia, di ritorno della barbarie e del ruolo dell’intellettuale per arrivare a delineare un mondo del dopo Muro non dei più incoraggianti: “Sopraffazione e guerra, gerarchizzazione dell’umanità in base alle etnie e al reddito, alla forza economico-finanziaria e alla potenza di fuoco dei diversi Paesi: ecco il corollario degno di tutto il ‘progresso’ delle genti dopo l’assalto al Muro, quella grande festa popolare, che dischiuse il radioso avvenire, rivelatosi la riproposizione di un tragico passato, se la guerra è null’altro che una feroce regressione al premoderno” (pp. 225-226). Dicembre 2009 22 impresa e cultura 100° futurismo. l’arte sacra futurista di Pierpaolo Bindolo Lunedì 11 maggio 1931 al Circolo Sociale di Cuneo veniva “aperta liberamente al pubblico” e per dieci giorni la mostra “Arte futurista”. L’esposizione di quadri e sculture di dodici artisti futuristi venne inaugurata dal presidente del circolo, l’avv. Toselli. Interessante è constatare che proprio sul catalogo della mostra di Cuneo venne pubblicato lo scritto di Fillia, “Spiritualità futurista”. Tale importante testo precederà e anticiperà alcuni contenuti presenti nel manifesto dell’arte sacra futurista, pubblicato su “La Gazzetta del Popolo di Torino” nel giugno successivo. Nel testo edito a Cuneo, Fillia evidenzia la capacità dell’arte futurista di saper interpretare la “nuova religiosità” legata al progresso tecnologico e agli sviluppi dei processi lavorativi creati per il benessere degli uomini; tutto questo senza perdere di vista la dimensione del mistero che guida la vita di ogni persona. Sempre in “Spiritualità futurista” la macchina, la tecnica e l’energia non vengono considerate dei fenomeni puramente materiali, ma assumono una “funzione spirituale”. Per Fillia infatti la “civiltà meccanica provoca un’atmosfera di mistero, di ignoto d’imprevedibile: ha tutti i caratteri di una forza superiore a qualsiasi logica umana che dirige e domina la nostra vita”. Naturalmente il testo presentato a Cuneo non fu la prima teorizzazione in tal senso; esso diede però un importante contributo alla definizione dell’arte sacra così come era intesa dall’avanguardia artistica guidata da Marinetti. All’origine della riflessione spirituale dei futuristi vi era quella di far entrare le loro opere negli edifici di culto, con il contemporaneo rinnovamento delle forme architettoniche delle chiese “di matrice razionalista e moder- colophon Chiuso in redazione il 1° dicembre 2009 Tiratura: 10.000 copie Direttore responsabile: FABRIZIO PEPINO Redazione: Autorivari studio associato Corso IV Novembre, 8 12100 - Cuneo Tel. 0171.601962 Fax 0171.436301 E-mail: [email protected] Editore: C.S.I. Centro servizi per l‘industria Corso Dante, 51 12100 - Cuneo Tel. 0171.455455 Stampa: ROTOSERVICE srl Busca - Fraz. Roata Raffo, 63 Tel. 0171.934616 Pubblicità: PARTNERS srl Via Statuto, 6 12100 - Cuneo Tel. 0171.697232 Progresso tecnologico e nuova spiritualità fillia il senso religioso dell’opera Fillia (Luigi Colombo), “La Sacra Famiglia” (1931) Secondo Fillia “la civiltà meccanica provoca un’atmosfera di mistero, di ignoto, di imprevedibile: ha tutti i caratteri di una forza superiore a qualsiasi logica umana che dirige e domina la nostra vita” na erette in quegli anni”. L’arte sacra futurista si è manifestata soprattutto attraverso la pittura, privi- legiando il tema iconografico della natività. Non è un caso che una delle prime opere di soggetto religioso Luigi Colombo, in arte Fillia, esponente e guida del movimento futurista, assunse fin dagli esordi della carriera il cognome materno. La mamma, Fillia Maria, fin dall’infanzia costituì per il giovane Luigi un esempio di modernità, di amore per l’arte, accompagnando e condividendo le scelte del figlio in ogni sua forma ed espressione. Nella sua prima opera d’arte sacra “La Madonna con il bambino”, Fillia interpretò il suo profondo legame con la mamma, attraverso la rappresentazione sacra dell’intimo rapporto che unisce la mamma al proprio figlio. Sarà lo stesso autore, in una lettera a Tullio d’Albisola del marzo del 1931, a descrivere minuziosamente tale opera: “La figura della Madonna è animata dalla linea vitale del Bambino, che appare come legata al ritmo del corpo femminile e ricorda costruttivamente i profili delle chiese. Il valore futurista e moderno del quadro è in questa simultaneità di elementi, in questa fusione di concreto e d’infinito, di fisico e di spirituale”. In questo periodo di avvento e con l’avvicinarsi delle festività natalizie ci pare utile e opportuno analizzare un altro quadro dell’artista revellese, “La Sacra Famiglia”, eseguito da Fillia sempre nel 1931. In tale tela sono presenti tutti gli aspetti della tradizione cristiana: Gesù bambino in grembo ad una Madonna dalle forme morbide, che esprimono la grazia della maternità; San Giuseppe alle loro spalle è garante e custode della santa famiglia. Il mistero dell’avvento di Cristo e il suo destino è rappresentato dalla croce immateriale e dalla roccia che rappresenta il calvario. Nel cilindro o tubo metallico affiorano varie costruzioni di epoche e civiltà diverse - fra cui una fabbrica con la ciminiera - simboli universali di edifici di età diverse. In tale rappresentazione l’avvento assume dei caratteri globali e la sua funzione di speranza viene prospettata a tutti gli uomini. Fillia, pur mantenendo sempre un atteggiamento laico, continuerà fino alla prematura scomparsa, avvenuta nel 1936, ad intervenire con elaborati e quadri riferibili a temi di carattere religioso. Dopo la sua morte “l’arte sacra futurista senza più un animatore e coordinatore approfonditamente impegnato in tal senso proseguirà solamente come sporadica espressione dei singoli artisti”. (probabilmente la prima) sia la “Madonna con il bambino”, realizzata da Riccardo Dottori nel 1924. Quest’ulti- mo elaborò come credente e fedele una visione spirituale della concezione umana particolarmente originale, tanto da essere definito - per le sue origini umbre - il “futurista francescano”. La critica più recente sostiene infatti che fu lo stesso capo e ideatore del movimento, Martinetti, a “subire la passione di vecchia data per il Sacro di Dottori ed anche quella successiva di Fillia e dei futuristi piemontesi”. Dalla metà degli anni Venti si delineò in molti artisti la convinzione che solo in un’atmosfera di pura religiosità si potesse sviluppare un’arte universale, duratura e necessaria per gli uomini. Accanto a Dottori e Fillia, vi furono altri pittori e poeti come Balla, Prampolini e Gino Severini - per ricordare i più importanti che cercarono di attualizzare la pittura e la poesia con la ricchezza di immagini e di simboli contenuta nella tradizione cristiana. La lunga elaborazione teorica troverà il suo culmine con la pubblicazione, nel 1931, del “Manifesto dell’arte sacra futurista”. La premessa contenuta nel manifesto, in cui si precisava che “non era indispensabile praticare la religione cattolica per creare capolavori d’arte sacra”, determinò però dei contrasti con la gerarchia ecclesiastica e severe prese di posizione da parte del clero. Bisogna tuttavia fare delle distinzioni all’interno del vasto e variegato gruppo di futuristi che animò la scena culturale di quel periodo. Infatti non tutti aderirono con spontaneità e numerose furono “le inspiegabili inversioni di tendenza che determinarono il passaggio da un anticlericalismo di retaggio risorgimentale” alla scelta di proporre opere con motivi religiosi e cristiani. Per tali motivi va sottolineata la singolare qualità e il genio espressivo riconosciuto a molti artisti soprattutto del “gruppo torinese e umbro”, che seppero interpretare in maniera originale le vicende di Cristo e le tensioni mistiche offerte dai soggetti religiosi. Dicembre 2009 impresa e cultura 23 storia 1809/2009. l’economia della granda duecento anni fa di Paolo Gerbaldo Nel 1809 Dominique Destombes, segretario del Prefetto Pietro Arborio Biamino di Caresana Blot (nato a Vercelli il 29 marzo 1767), pubblicava, presso Pierre Rossi tipografo della prefettura, il suo secondo “Annuaire statistique du Département de la Stura”, il primo era comparso nel 1806. Suo intento non era tanto la riforma astratta della società quanto la sua conoscenza. Il mezzo per ottenerla era l’osservazione sistematica, e diretta, dei diversi aspetti di un territorio vasto e complesso come si presentava ai suoi occhi il dipartimento della Stura, la nuova suddivisione amministrativa napoleonica corrispondente in larga parte all’attuale provincia di Cuneo. Il lavoro del segretario del prefetto rappresentò un esempio di eccellenza nell’arte d’indagare, e d’intendere, le terre in cui il suo ruolo di funzionario l’aveva portato. Destombes era infatti nato a Roubaix il 25 agosto 1782. Giovanissimo entrò al servizio dell’Arborio, allora sottoprefetto a Lille, dal 12 marzo 1803, e Douai, dal 9 settembre, prima di giungere a Cuneo il 24 settembre 1803, città nella quale l’Arborio rimase fino al 30 novembre 1811, quando andò a Bruges dove morì svolgendo la sua funzione il 14 agosto 1811. Destombes seguì l’Arborio promosso prefetto del dipartimento della Stura. Nel capoluogo, il 26 novembre 1810, sposò Maria Calcagno. La morte prematura dell’Arborio riportò Destombes a Cuneo dove, nel 1813, fu nominato “Commissario di guerra”. Stabilitosi definitivamente a Cuneo sarà poi coinvolto nei moti del 1821, manifestando idee liberali e venendo nominato capitano della Guardia Nazionale. Per diversi anni fece anche parte del Consiglio comunale: 1820, 1821, 1828, 1835 consigliere aggiunto effettivo; dal 1836 L’industria cuneese al tempo degli opifici Il secondo “Annuaire statistique du Département de la Stura” di Dominique Destombes, presenta una provincia ancora fortemente dipendente dall’agricoltura al 1842 consigliere comunale. In Dominique Destombes il dipartimento della Stura trovò così il maggior testimone dei cambiamenti in corso. L’impegno profuso per la compilazione dei prospetti statistici, lavoro al quale furono chiamati ad attendere maire e sottoprefetti, permise infatti al Segretario, nel giro di tre anni, dal 1806 al 1809, di raccogliere il materiale necessario per pubblicare i due Annuaire statistique du Département de la Stura: testimonianze privilegiate dell’intensa, e irripetibile, stagione della modernizzazione accelerata vissuta dal cuneese negli anni napoleonici. Destombes, dopo aver percorso il Dipartimento “en observateur”, si dedicò alla redazione della sua opera sorretto dalla convinzione che qualunque ostacolo potesse sempre essere superato per realizzare ciò che più si desiderava. Ricco di informazioni di ogni genere, a partire da quelle topografiche, dall’Annuaire emerse anche il quadro generale delle risorse economiche del territorio. Ampio spazio era dedicato al prevalente settore dell’agricoltura, favorita più dalla prosperità del suolo che dai meriti degli abitanti, anche se le pagine del Destombes non tacevano di rimarcare l’industriosità degli abitanti. L’affresco dello stato dell’agricoltura dipartimentale, della quale si auspicava lo sviluppo per il comune vantaggio e per il benessere della popolazione, non era però privo di macchie. Il Segretario ricordò infatti che, se i territori del Piemonte, e del Milanese, erano prosperi, con alti tassi di esportazione, di occupazione, di consumi e con un’attività manifatturiera frutto del buon funzionamento dell’agricoltura, la stessa situazione di opulenza e modernizzazione non si registrava ancora entro i confini dipartimentali. I progressi dell’agricoltura erano giudicati deboli a causa delle resistenze ai cambiamenti e della prevalenza dell’interesse per accrescere la consistenza dei fondi più che la loro produttività. Il quadro dei prodotti dipartimentali risultava composto da cereali, mentre nei territori montani si trovavano le castagne. Nelle vallate, inoltre, si stava diffondendo la coltivazione delle patata. L’Annuaire ricordava anche la presenza di frutta, di formaggi eccellenti e di una grande quantità di funghi tra i quali “on distingue la truffe si renommée”. Altra preoccupazione concerneva la possibilità di rendere più prospero il commercio attraverso il miglioramento delle comunicazioni. Per l’ambito relativo alle attività industriali, l’Annuaire forniva, analizzando i quarantuno Comuni capoluogo di cantone, un’accurata mappa della localizzazione degli opifici. Per fare solo un esempio a Chiusa Pesio “il y esiste une verrerie superbe”: vero fiore all’occhiello dell’industria dipartimentale. Al termine dell’analisi accurata delle risorse economiche del Dipartimento, le pagine dell’Annuaire del Destombes tracciavano le linee guida entro le quali il governo avrebbe dovuto orientare la politica economica dipartimentale. Il tratto di fondo era dato dal prevalere di un’economia essenzialmente agricola dove il commercio e l’industria non erano altro che settori secondari. Per tali motivi, il compito principale di cui dovevano farsi carico gli amministratori consisteva nella necessità di migliorare l’agricoltura. Se i risultati di questi sforzi non corrisposero, nel quindicennio napoleonico, alle attese, una cosa è comunque certa: si respirò un’aria nuova. Un’aria nuova seguita da una voglia di cambiamento che, adattando alle realtà locali di governo dei modelli di analisi e conoscenza già sperimentati in Francia, introdusse un interesse per un’indagine del territorio mirata a favorire un intervento politico concreto. I fattori più significativi che interessarono il settore economico furono perciò quelli connessi all’importanza della diffusione dell’istruzione scientifica, della lettura di testi stranieri, della divulgazione delle nuove tecniche produttive: tappe di un cammino di riforme e progresso che, partendo dall’agricoltura, avrebbe coinvolto le attività commerciali e industriali. www.storiaindustria.it Un portale per promuovere la conoscenza della storia industriale L’incontro, svoltosi il 15 novembre scorso nell’ambito della manifestazione cuneese “Scrittorincittà”, dal titolo “L’industria, Cuneo e il Nord Ovest: storia e prospettive” oltre essere un dibattito sull’industria nella parte nord occidentale del nostro Paese e della Granda in particolare, è stato l’occasione anche della presentazione di “Storiaindustria.it”. Si tratta di un portale realizzato da Csi Piemonte, per la precisione dalla sua emanazione, il Centro Storia e Cultura dell’Industria, realizzato col sostegno della Compagnia di San Paolo, con lo scopo di promuovere la conoscenza della storia industriale e del lavoro di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, attraverso web e multimedia, a fini didattici, culturali e di ricerca. Il Centro, al quale può aderire liberamente ogni Ente, è diretto da un Comitato presieduto dal sociologo Luciano Gallino e si avvale della collaborazione di docenti universitari di storia economica, a garanzia del rigore storicoscientifico del progetto. Il sito www.storiaindustria.it è lo strumento attraverso il quale si sviluppa l’attività del Centro stesso e raccoglie, ovviamente col contributo delle aziende stesse, delle quali è preziosa e indispensabile la collaborazione, documenti, immagini, materiali multimediali da mettere a disposizione del pubblico per una maggiore conoscenza della storia industriale del Nord-Ovest. Ad esempio, dal 1° ottobre è on line “Luoghi di produzione”, una mappa interattiva che permette di esplorare i cam- biamenti della geografia degli insediamenti industriali nello spazio e nel tempo in un determinato territorio. Ma non è solo questo: “storiaindustria.it” mette a disposizione, a titolo assolutamente gratuito, percorsi formativi per scuole e università sulla cultura industriale e i settori produttivi. Vi è una “banca dati” con vari materiali: da filmati a disegni a progetti, statistiche e bilanci, documenti originali di vario genere consultabili per ricostruire la storia di un’azienda, eventualmente da metà Ottocento ad oggi. Si affianca una biblioteca con un catalogo ragionato, con schede biografiche, monografie, periodici, saggi e, ove disponibili, testi digitali. Una sezione è dedicata alla scuola con materiali di lavoro e strumenti per l’attività didattica e, in particolare, di recente è stata inserita una parte specificatamente dedicata alla didattica della Storia. Ultimamente è stato anche firmato un protocollo di intesa fra il Csi Piemonte e il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo che riguarda in specifico le attività del “Centro on line Storia e Cultura dell’Industria”. “Il Gruppo Giovani Imprenditori - dice Alessandro Battaglia, presidente - cercherà di dare un contributo offrendo materiale disponibile presso Confindustria Cuneo, aiutando nell’individuazione di aziende associate con background interessanti e delle scuole della provincia potenzialmente interessate al progetto”. Fabrizio Gardinali La macchina “in continua” della cartiera Burgo di Verzuolo nel 1905