Donne sulle sponde del Mediterraneo Samta

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Donne sulle sponde del Mediterraneo Samta
4
novembre2000
EUROFORUMFIRENZE
FIRENZEE-COMMERCE
Donne sulle sponde
del Mediterraneo
Firenze Centro
della cultura
nel Mediterraneo
Najat Aatabou in concerto al teatro Verdi il 19 novembre
La cantante marocchina Najat
Aatabou, stella di prima grandezza della musica etnica, si
esibisce in concerto al Teatro
Verdi di Firenze, domenica 19
novembre, in una delle sue
rare apparizioni in Italia, la
prima assoluta in Toscana. Lo
spettacolo apre il ciclo di
eventi dedicato alle Donne
sulle sponde del Mediterraneo organizzato dall’associazione culturale EuroForum Firenze.
Regina dello Zenith di Parigi,
Najat Aatabou richiama folle
en t us i a s t e d i g i o v a n i
m a gh r e b i n i ol t r e a u n
pubblico crescente di appassionati occidentali. Artista di
straordinario vigore e
temperamento, si esibisce
con un complesso di otto
musicisti (percussioni, basso,
chitarra, batteria, tastiera e
v io lino ) , t r e c o r i s t i e
altrettanti ballerini. La sua
musica affonda a piene mani
nella tradizione culturale del
suo Paese, ma riflette anche il
desiderio prorompente di
emancipazione delle donne
ber ber e r i s pe t t o a l l a
tradizionale egemonia maschile.
N e lle c a n z on i d i N a j a t
Aatabou il cliché del Marocco
dal magico passato e degli
s p le ndo r i de lla co lo nizzazione araba cede il passo a
una ricerca sofferta sulle
o r igini, ne l t e nt at ivo di
riappropriarsi, in chiave
etnologica e sociologica, di
un’identità culturale troppo a
lungo conculcata.
Casablanca, la città di tutte le
modernità della vita marocchina, diventa un teatro
popolare aperto che accoglie
le musiche di commistione
sacro-profana seguendo la
tradizione, ma mostra anche
l’evidente esigenza di un
miglioramento delle condizioni dell’universo femminile.
Figlia di questo contesto
votato all’emancipazione,
Najat Aatabou incanta con la
sua forza e il suo carisma,
us ce ndo dalla canz o ne
lam e nt o s a de lle do nne
berbere per esplodere in un
grido di rabbia e di speranza:
“j’en ai marre”, ne ho abbastanza.
B e n o lt r e la m us ica
d’intrinseca natura religiosa e
quella popolare di struttura
poliritmica che sprigiona ora
energia fisica, ora psichica, i
t e s t i di N aj at Aat abo u
riescono a imprimersi nelle
co s cie nz e di u n a r eal t à
spesso stagnante. La cantante
si ispira all’immediatezza
delle composizioni semidialettali delle donne berbere
che giudicano, partendo da
assai lontano, le diverse
civiltà che hanno attraversato
il lo r o P ae s e – t al v o l t a
calpestandone i diritti femminili – con una trasgressività
assolutamente moderna ed
elegante. Il suo apporto allo
stile musicale originale Zayan
è in realtà abbastanza anonimo rispetto a cantanti dai
testi più edulcorati che da
sempre, anche in Marocco,
seguono la moda, sull’effluvio
d ei g r an d i co m p o si t o r i
provenienti dal Cairo (come
Abdelwahab, il maestro di
Oum Kelthoum e Warda
sempre trasmessi dalla radio
ufficiale di Rabat). Lo stile di
Naja t A a t a b o u co n si st e
soprattutto in un approccio
diverso e coraggioso che
g u ar d a
co st an t em en t e
all’ineguaglianza dei sessi e
alla conseguente denuncia
dell’egemonia esercitata
dall’uomo sulla donna a tutti i
livelli.
Teatro Verdi, 19 Novembre 2000,
ore 21,30. Spettacolo unico
Ingresso: Platea L. 30.000;
Galleria L. 20.000
Tel. 055.2479951;
Tel/Fax 055.240734
EUROFORUMFIRENZE
Samta Benyahia: “Un
regard pour une histoire”
A Firenze dal 23 novembre al 9 dicembre
Costretta all’esilio in Francia
dalle minacce degli integralisti islamici, l’algerina Samta
Benyahia è un’artista tra le
più espressive della sua generazione, personaggio interprete di due culture, Europa e
Maghreb, scelta per questo
dall’associazione culturale
EuroForum per figurare tra i
protagonisti della manifestazione dedicata alle Donne sulle sponde del Mediterraneo in
programma a Firenze.
Pittrice, legata alla corrente
chiamata “pittura del Segno”
nata dal movimento artistico
Awsham (tatuaggi), Samta
Benyahia esporrà una sua
complessa installazione alla
galleria La Corte Arte Contemporanea, primo approdo
italiano importante dopo una
fugace apparizione a Napoli
qualche anno fa.
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La sua opera armonizza un
fluire di molteplici influssi,
rielabora la parte moderna
ante-litteram e sofisticata
della tradizione, partecipa alla
sperimentazione delle arti
contemporanee. Algerina del
suo tempo, Samta Benyahia
ci fa riscoprire i segni raffinati
che scaturiscono dalla memoria iconografica delle arti
del nord Africa, segni e motivi
che is p ir ar o no Kle e e
Kandinskij e che, nella loro
geometrica purezza, hanno
impressionato tanti artisti
astratti europei. È importante
che a r e cup e r ar li e ad
esprimerli sia una donna,
un’artista, e che lo faccia con
piena validità moderna e con
la co ns ap e vo le z z a di
appartenere ad un secolo
capace di sollecitare tutte le
culture.
La madre è un’icona liturgica
che
Sam t a
Ben yah i a
ripropone come memoria
struggente del passato e
come simulacro di un Paese
in guerra, un volto sofferente,
ma votato alla speranza.
Le gr at e a l o san g a
(mucharabiyah), realizzate in
acrilico su carta con la tecnica
del pochoir, alludono a uno
degli elementi formali più
belli dell’arte islamica, ad un
o r nam e nt o t r ad i zi o n al e
riproposto come semantismo
polemico di ‘chiusura’ nel
discorso repressivo integralista.
I dipinti su tela rappresentano
invece un ritorno ai segni
tradizionali e all’arabesco.
Un regard pour une histoire”
(uno sguardo per una storia)
è il titolo dell’installazione
che Samta Benyahia presenta
a Firenze e che occupa tutto
lo spazio della galleria con
una serie di oltre cinquanta
pochoir. Collocato al centro
dell’opera, lo spettatore ne
diventa un attore. Filtrata
dalle losanghe dei pochoir,
troneggia sullo sfondo una
gigantografia della madre
dell’artista col suo sguardo
severo di donna-coraggio.
“Questi motivi geometrici e
a st r at t i ” , r i co r d a S am t a
Benyahia, “hanno alimentato
il mio vocabolario plastico
durante molti anni di lavoro
sulla rinascita delle forme
ancestrali. Sono un paesaggio
immaginario, una memoria
del sangue che si ripropone
incessante”.
Galleria: La Corte Arte Contemporanea,
via de’ Coverelli 27r,
50125 Firenze - Tel/fax 055284435
E.mail: [email protected]
Ingresso: mar.-sab. ore 16–19
Firenze Centro del Mediterraneo per la diffusione delle
tecnologie dell’informazione per i beni culturali. Lo prevede
il nuovo progetto EVAN che la Comunità Europea sta
lanciando in questi giorni. EVAN avrà come vicepresidente il
professor Vito Cappellini, docente alla facoltà d’ingegneria
dell’Università di Firenze, nonché membro del comitato
scientifico di FirenzE.commerce, la prima mostra-convegno
del commercio elettronico in programma alla Fortezza da
Basso dal 17 al 19 novembre. Ne ha dato notizia lo stesso
Cappellini, autorità internazionale nel campo delle
tecnologie per la difesa della proprietà intellettuale delle
immagini elettroniche. Grazie a due brevetti messi a punto
dall’équipe di Cappellini, l’Università di Firenze è accreditata
in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali come
centro di eccellenza per la valutazione dei marchi elettronici.
Si tratta, come noto, di timbri invisibili e non cancellabili,
grazie ai quali è possibile risalire al vero proprietario
dell’immagine. È uno dei temi scottanti di cui si parlerà nel
corso di FirenzE.commerce. Evan (Electronic Imaging & the
Visual Arts Networking) è un nuovissimo progetto della
divisione Beni Culturali della Commissione Europea che ha
assegnato a tre città altrettante competenze geografiche: a
Londra i Paesi del nord, Scandinavia compresa; a Berlino la
Mittel Europa e i Paesi dell’Est; all’Italia l’intera area del
Mediterraneo.
“Lo scopo di Evan - spiega Cappellini - è di valorizzare
attraverso le tecnologie dell’informazione, in particolare
Internet, i beni culturali e di promuovere, su questa base, la
collaborazione tra le nazioni”.
Bernard Smith, il responsabile della divisione Beni culturali
dell’UE che ha approvato il progetto, sarà presente a
FirenzE.commerce venerdì 17 novembre con una relazione
sul tema New information society: Technologies for Cultural
Heritage.
Ufficio stampa: Catola & Partners,
via dei Serragli 133 – 50124 Firenze
Tel. 055.224770 Tel/Fax: 055.2335376; 055.2306504
E.mail: [email protected]
SCUOLAETERRITORIO
Il “Galilei”
insegna a ‘navigare’
Una brutta pubblicità progresso parla di ‘scemi del villaggio globale’, a proposito dei cittadini refrattari
all’informatica e a sua maestà il Computer. Invece si
può tranquillamente vivere senza Internet, senza
chat-line, senza e-mail etc. È certo però che il numero
degli ‘analfabeti’ interessati a prendere confidenza
con questo mondo è in continuo aumento, comprese
quelle persone (anziani, casalinghe, lavoratori manuali etc.) che, per motivi anagrafici e professionali, hanno più difficoltà d’accesso al linguaggio e alla
tecnologia dell’informatica.
Nasce da qui la simpatica e meritevole iniziativa
dell’Istituto Tecnico ‘Galilei’ che apre le porte al
territorio e alla società civile organizzando dei corsi
gratuiti per la navigazione in Internet, aperti a tutta la
cittadinanza. I corsi saranno tenuti dai docenti della
scuola. Per informazioni ed iscrizioni contattare la
segreteria dell’Istituto.
I.T.C.S. “G. Galilei”
Via di Scandicci n. 151 - Firenze
Tel. 055.710428/704569
Fax 055.705706
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