Diversi nomi delle note nei paesi

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Diversi nomi delle note nei paesi
-------Angelo Dinelli
TEORIA MUSICALE PER CHITARRISTI
-------------------------------------------------------------------I nomi delle note nei paesi occidentali
do
ut
re
mi
fa
sol la
si ---> Italia - Spagna - Francia
---> in Francia UT (a volte) al posto di DO
C
D
E
F
G
B
H
A
---> America e Gran Bretagna.
---> In tutta l'Europa dell'est e del
nord, esclusa la Gran Bretagna.
In questi paesi B indica
direttamente il si bemolle.
La notazione "letterale" o "alfabetica" (C D E F...) viene il più delle
volte chiamata ANGLOSASSONE, però bisognerebbe distinguere nettamente
fra quella INGLESE (con il B) e quella SASSONE (con la H).
La notazione "sillabica" (DO RE MI FA...), con l'uso sporadico di UT
al posto di DO in Francia, è usata solo nei paesi di lingua latina,
e quindi può essere chiamata NOTAZIONE LATINA.
La notazione alfabetica (di tipo B, non di tipo H) è inoltre diffusa
in tutta l'America, quindi si tende spesso a chiamarla AMERICANA.
C'è poi da dire che nella tradizione anglo-americana il DIESIS e BEMOLLE
si chiamano SHARP e FLAT, mentre nella tradizione sassone si hanno
i semplici suffissi "IS" e "ES". I termini MAGGIORE e MINORE
corrispondono inoltre a DUR e MOLL nella tradizione sassone:
TRADIZIONE LATINA
TRADIZIONE INGLESE
TRADIZIONE SASSONE
re diesis
re bemolle
D sharp
D flat
Dis
Des
do maggiore
do minore
C major
C minor
C dur
C moll
si maggiore
si bemolle maggiore
B major
B flat major
H dur
B dur
re diesis maggiore
re diesis minore
D sharp major
D sharp minor
Dis dur
Dis moll
re bemolle maggiore
re bemolle minore
D flat major
D flat minor
Des dur
Des moll
Attualmente la notazione alfabetica si sta imponendo anche in Italia,
Francia e Spagna, soprattutto a causa dell'importazione di molti libri
americani e inglesi, e in particolare grazie ad "internet", dove
è possibile scaricare facilmente corsi-lezioni-spartiti americani,
e anche grazie ai programmi musicali per computer e alle tastiere
elettroniche, dove sono sempre preimpostate le note ABCDEFG.
Questo accade ovviamente anche nei paesi di tradizione sassone,
nei quali esiste già sicuramente un doppio uso di B e H, oltre che di
MAJOR = DUR, e di MINOR = MOLL.
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BREVE STORIA DEI NOMI DELLE NOTE
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Fino al secolo IX le note non ebbero dei nomi ben precisi.
I primi nomi si trovano in un trattato del IX secolo di NOTKER LABEO,
dove A era il nostro DO. Nel secolo X, ODDONE DI CLUNY decise invece di
chiamare A il LA, creando il sistema arrivato poi fino ai nostri giorni.
NOTKER LABEO
secolo IX
--->
A
do
B
re
C
mi
D
fa
E
F
sol la
G
si
ODDONE DI CLUNY
secolo X
--->
A
la
B
si
C
do
D
re
E
mi
G
sol
F
fa
Nel secolo XI il monaco benedettino GUIDO D'AREZZO abbinò le sillabe
UT RE MI FA SOL LA ai gradi 1 2 3 4 5 6 di una scala maggiore, creando
l'ESACORDO GUIDONIANO, detto anche (più in generale) SISTEMA GUIDONIANO.
GUIDO D'AREZZO
secolo XI
--->
1
ut
2
re
3
mi
4
fa
5
6
sol la
UT RE MI FA SOL LA furono tratte dalle sillabe iniziali dei primi sei
emistichi dell'Inno a San Giovanni, protettore dei cantori.
UT queant laxis
RE- sonare fibris
MI- ra gestorum
FA- muli tuorum
SOL-ve poluti
LA- bii reatum
UT ---- que-ant la - xis
C
D
F
D
E
D
---------------------------------------------------------------------------------------------------------0---3---0---2---0-------3---------------------------------------------------------------
RE- so- na- re fi ---- bris
D
D
C
D
E
E
----------------------------------------------------------------------------------------------------0---0-------0---2-------2----------------3---------------------------------------------------------
MI ra ge- sto - rum
E
F
G
E
D
E
C D
-------------------------------------------------------------------------0-----------------------2---3-------2---0---2------0----------------------------3---------------------------------------
FA- mu- li tu- o------ rum
F
G
A
G
F
D
D
-----------------------------------------------------------------------0---2---0--------------------3---------------3---0---2--------------------------------------------------------------------------
SOL ve
pol-lu---ti
G
A
G
F
E
F
G
D
-----------------------------------------------------------------0---2---0---------------0-------------------3---2---3--------0------------------------------------------------------------------
LA- bi- i
re----- a- tum
A
G
A
F
G
A
A
-------------------------------------------------------------------2---0---2-------0---2---2--------------------3--------------------------------------------------------------------------------------
UT inizia però con una vocale, al contrario di tutte le altre sillabe,
così dopo ben 600 anni, e cioè nel secolo XVII, il fiorentino Giovanni
Battista Doni propose di sostituirlo con la sillaba iniziale del suo
cognome: "Do". Nello stesso secolo fu anche inventata la nota "SI"
(mancante nel sistema guidoniano), unendo assieme le iniziali di
Sancte Johannes: SJ = SI.
sec. XVII
---->
DO
RE
MI
FA
SOL
LA
SI
Bisogna osservare che fino al '600 l'esacordo guidoniano continuò ad
essere privo del SI, e quindi anche in Italia-Francia-Spagna le note
le note continuavano ad essere chiamate CDEFGAB.
Le note di Guido D'Arezzo venivano in effetti usate solo dai cantanti,
nella cosiddetta "SOLMISAZIONE", nella quale tutti i semitoni
(sia E F che B C) venivano sempre indicati dalle sillabe MI FA.
Si trattava ovviamente di un procedimento molto complesso,
del quale oggi come oggi non si capisce a pieno la necessità.
Infatti nelle melodie dove si incontrava prima il semitono E F, poi
il semitono B C, poi di nuovo E F, e così via, si dovevano di volta in
volta abbinare le sillabe MI FA a tutti questi diversi semitoni.
Avevamo dunque situazioni come questa:
[ maiuscole = prima ottava
minuscole = seconda ottava ]
.....
.....
....
....
....
C
D
E
F
G
A
B
c d
e f e d c B A G F E D C
ut re mi fa sol la mi fa sol mi fa mi re fa mi re ut fa mi re ut
|
|
|
|
|
-----------------------------------0--1--0----------------------------------------------------0---1--3------------3--1--0-----------------------------------0---2--------------------------------2--0-----------------0---2---3----------------------------------------------3--2--0----3-------------------------------------------------------------------3-----------------------------------------------------------------------La cosa "strana" (almeno ai notri occhi)
il la, come ad esempio una semplicissima
assolutamente
cambiare il B in MI, e di conseguenza si
C chiamato FA (mentre quello di partenza
.....
.....
C
D
E
F
G
A
B
c
ut re mi fa sol la mi fa
ut
fa
fa
---------------------------------------------------------0---1--------------------0---2----------------0---2---3--------------------3------------------------------------------------------------------
è che se una melodia superava
scala C D E F G A B C, bisognava
arrivava a un
era stato chiamato UT):
Il cambiamento, per la precisione, non avveniva al B, ma doveva essere
anticipato al G,
visto che MI FA dovevano essere sempre terzo e quarto
grado di un esacordo:
C
ut
D
re
E
mi
F
fa
G
sol
G
ut
A
la
A
re
esacordo di C
B
mi
C
fa
D
E
sol la
esacordo di G
C
D
E
F
G
A
B
c
ut re mi fa ut re mi fa
ut ------------ ut -------- fa
Quindi, se dopo un G non si andava più avanti di un A, si potevano
lasciare i nomi SOL LA alle note G A, mentre se si superava A (la)
bisognava cambiare in precedenza il G in un SOL. Si trattava dunque
di un procedimento molto complesso, nel quale non si poteva procedere
nota dopo nota, in prima lettura, ma solo dopo aver analizzato in
precedenza l'intera melodia, per capire in anticipo in quali punti
bisognava fare il cambiamento.
A proposito del SI, l'Enciclopedia Garzanti dice:
"Si affermo' nel sec. XVII, col decadere del sistema modale
costruito sull'esacordo (scala di 6 suoni) e con l'imporsi
del sistema tonale, basato sulla scala di 7 note.
Da ciò si potrebbe dedurre che il SI si usasse poco o niente, e che
solo con il passaggio dalla musica "modale" a quella "tonale",
basata molto sull'uso del settimo grado (che tende a risolvere
sull'ottavo grado, cioè sulla tonica) si cominciò a sentire
la mancanza di un nome per il settimo grado. Ecco perché solo nel
XVII fu "inventato" il SI, dalle iniziali di Sancte Johannes.
Questa spiegazione non è però esatta, in quanto il settimo grado
veniva tranquillamente usato anche nella musica modale, ovvero
nella musica antecedente il 600-700.
Più probabilmente il SI fu inventato proprio per dare un nome anche
al settimo grado di una scala maggiore.
In effetti il sistema guidoniano, nei paesi anglosassoni, rimase un
sistema "mobile", un sistema cioè dove il DO non è sempre un C (come
nei paesi latini), ma serve a indicare solo il PRIMO GRADO di una
qualsiasi scala maggiore.
Nel secolo XIX questo sistema fu perfezionato dall'inglese
Sarah A. Glover (1786-1867) che lo chiamò "TONIC SOL-FA".
do
C
re
D
mi
E
fa
F
sol la
G
A
si
B
do
C
do
G
re
A
mi
B
fa
C
sol la
D
E
si
F#
do
G
do
D
re
E
mi
F#
fa
G
sol la
A
B
si
C#
do
D
.......... eccetera...........
Nel metodo "TONIC SOL-FA" (che potrebbe benissimo essere chiamato
anche "SISTEMA DEL DO MOBILE" oppure "SISTEMA DEL DO VARIABILE")
le note Do Re Mi Fa (ecc) sono indicate dalle loro iniziali, con
l'unica eccezione di una T indicante il Si:
D
do
R
re
M
mi
F
fa
S
L
sol la
T
si
Nei paesi latini (Italia, Francia, Spagna) il sistema è diventato
invece "fisso", e il DO è sempre e soltanto un C.
do
C
re
D
mi
E
fa
F
sol la
G
A
si
B
do
C
Il momento preciso in cui nei paesi latini si è cessato di usare i
nomi CDEFGAB, non è databile precisamente. Nei libri da me consultati
non ho trovato traccia di questa notizia. E' probabile comunque che
l'abbandono dei nomi alfabetici sia avvenuto proprio dopo l'invenzione
del SI.