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Analisi della copertura mediatica: il caso di Leonardo – Padova (IT), 2012 Assistente Sociale Dott.ssa Maria Chiara Bartocci 1 L’analisi La nostra analisi sulle rappresentazioni dei Servizi Sociali nei media prosegue con la presentazione di un altro emblematico caso mediatico avvenuto nel 2012 Il metodo della ricerca è stato già descritto dalla prof.ssa Allegri ed è stato applicato ai quotidiani: “La Repubblica” e “IlGiornale” 2 IL CASO DI LEONARDO -2012 I FATTI: Il 10 ottobre 2012, un bambino viene prelevato da scuola dalle forze dell’ordine a seguito di un provvedimento di allontanamento emanato dal Tribunale dei Minori di Venezia, che prescrive l’affidamento del minore in via esclusiva al padre (in base anche alla perizia di uno psichiatra che rilevava nel minore i sintomi della PAS, la Sindrome da Alienazione Parentale). I tentativi di eseguire pacificamente l’allontanamento vengono impediti più volte dalla madre e dai familiari che pattugliano i dintorni della scuola. Quest’ultimi filmano la scena dell’intervento della Polizia e fanno scoppiare un caso mediatico. 3 Il video in questione, infatti, verrà trasmesso la sera stessa dal programma televisivo Chi l’ha visto. Le immagini mostrano Leonardo prelevato con la forza dai poliziotti, afferrato per le spalle e le caviglie e trascinato fuori dalla sua scuola elementare, sotto gli occhi di compagni e maestre, mentre il ragazzo grida e si dimena. L’intervento della polizia accende i riflettori mediatici sul caso, che diventa pubblico. Seguiranno due interrogazioni parlamentari da parte di membri di diverso orientamento politico e l’intervento dell’ Osservatorio Nazionale sui Diritti dei Minori 4 5 IL CASO DI LEONARDO Il papà lo chiudeva in casa per questo ho detto basta e gli ho 6 impedito di vederlo' 'La mia ex voleva la guerra ma io ho liberato mio figlio ora potrà avere due genitori' (12/10/12) Bimbo conteso, denunciati la zia e il nonno (13/10/12) Video-shock del bambino prelevato a scuola. Bufera sulla polizia, Manganelli: chiedo scusa (12/10/12) ARTICOLI CORRELATI Mamma, ora rapiranno anche me? la paura nella scuola di Lorenzo (13/10/12) Che errore mandare gli agenti ma a volte un giudice è costretto (12 ottobre 2012) IL CASO DI LEONARDO Padova, bimbo prelevato con la forza. La polizia si scusa - (10/11/12) L'ultima della polizia di Padova: «Il bimbo ha reagito con violenza» 7 (13/10/12) Un milione di clic: Leonardo è un simbolo - Su Youtube il video è da tre giorni il più visto. Ma non è solo morbosità: quelle immagini ci hanno fatto riflettere (15/10/12) ARTICOLI CORRELATI: La denuncia di Fabiola: "Anche mio figlio di 5 anni prelevato con la forza, quasi fosse un terrorista" (10/11/12) Quanti drammi nelle famiglie per colpa degli «esperti» (14/10/12) Non solo Leonardo: come vivono i bambini allontanati dalla famiglia – (19/10/12) Come a Padova: assistenti sociali all'asilo strappano alla famiglia bimba di due anni (11/11/12) Video-shock del bambino prelevato a scuola. Bufera sulla polizia, Manganelli: chiedo scusa 12/10/2012 8 PADOVA CAPISCE subito, Lorenzo, anche se ha appena dieci anni. Sa di essere un bambino «speciale». Non perché è il primo della classe, con tutti nove o dieci in pagella. SEGUE FERRO PADOVA LORENZO (il nome è inventato) si sente speciale perché, da otto anni, più che un bimbo è una preda, contesa da mamma e da papà. Un pallone che rimbalza da una casa all' altra, ed è sempre un giudice che decide dove deve dormire, mangiare, studiare, giocare con la Play station. È un giudice che decide se nel week end deve avere le carezze della mamma o dal papà. Lorenzo capisce subito, appena vede la preside entrare nella sua classe di quinta. «Tutti i bambini debbono andare subito in palestra». Lorenzo no, Lorenzo è speciale. Lui deve restare fermo al suo banco. E capisce che «loro» stanno arrivando. Non conosce le loro facce, ma sa cosa sono venuti a fare. Sono già arrivati altre volte, a casa della mamma. «Dobbiamo portare via il bambino», hanno detto. La penultima volta, assieme alle assistenti sociali, c' erano i carabinieri. Lui si è gettato sotto il letto, i militari hanno visto le sue mani che si stringevano alla rete e sono andati via. «Non è il nostro mestiere», hanno detto. «Non possiamo usare la forza con un bambino». La seconda volta erano poliziotti. Ancora una volta sotto il letto, Lorenzo ha sentito gli agenti che dicevano: «Non ci sembra il caso». E ha sentito i loro passi che si allontanavano. Quinta classe della scuola X di un paesone dell' Alta padovana. Lorenzo vede entrare in classe suo padre, che gli sorride e dice che deve andare via con lui. Come in tante storie di separazione è difficile dividere il grano dal loglio, la ragione dal torto. Ma adesso il padre ha una carta che gli dà ragione. Il tribunale dei minori ha deciso che il bimbo speciale deve essere portato in una comunità di accoglienza, perché uno psichiatra ha stabilito che Lorenzo soffre della Pas (Parental alienation syndrome), sindrome di alienazione parentale. Padova, bimbo prelevato con la forza. La polizia si scusa Le forze dell'ordine hanno eseguito un provvedimento del tribunale, il bimbo è stato affidato unicamente al padre. Polemica per il video trasmesso da Chi l'ha visto? Manganelli: "Scuse alla famiglia“ - 11/10/2012 La polizia preleva un bimbo di dieci anni davanti a scuola, sotto gli occhi scioccati dei compagni e tra le grida del piccolo. Il video del "rapimento", trasmesso ieri sera da Chi l'ha visto? e rilanciato oggi da tutti i media, ha scatenato una bufera di dichiarazioni e accuse. Un pugno nello stomaco nella sensibilità del Paese e delle istituzioni. E' successo a Cittadella, in provincia di Padova, ed è un fatto che ha dell'incredibile. Un ordine del tribunale di Venezia aveva stabilito che il bambino dovesse essere affidato al padre, che detiene unicamente la piena potestà. Prima dell'intervento della polizia pare che ci fossero stati diversi tentativi, tutti andati a vuoto perché il bambino alla vista degli assistenti sociali riusciva sempre a scappare o nascondersi. La polizia è intervenuta di prima mattina, alle otto circa, e sotto la supervisione del padre ha prelevato con la forza il bambino per portarlo in una comunità indicata dall’autorità giudiziaria. Alla vista degli agenti i nonni materni e la madre, che avevano accompagnato il piccolo a scuola, si sono avventati contro i poliziotti, mentre il piccolo è riuscito a scappare. Rincorso da alcuni agenti è stato poi recuperato e portato via bruscamente dalle braccia della madre. Oggi la madre davanti alle telecamere di Mattino Cinque ha sottolineato di aver cercato -inutilmente- di incontrare il figlio in comunità. "Mio figlio è stato portato in comunità perché la Corte d’Appello ha emesso il decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la PAS". Con questo acronimo si indica una particolare sindrome da alienazione genitoriale. Secondo i giudici la madre avrebbe influenzato negativamente le opinioni del bimbo nei confronti del padre, mettendo in pratica una sorta di "lavaggio del cervello". 9 Il ruolo dei Servizi Sociali.. I quotidiani non riportano dichiarazioni dei professionisti coinvolti, mentre sono state rilasciate da PM, Ministri, rappresentanti delle forze dell’ordine (POLIZIA: «Non è il nostro mestiere»; MINISTRO degli INTERNI: «Ho visto il filmato e come tutti sono rimasta turbata. Aspetto gli esiti dell' inchiesta») Dall’analisi dei diversi articoli sull’argomento si può osservare come il giudizio verso gli AS non sia del tutto esplicito: «Loro stanno arrivando» (Rep) e «il video del rapimento» (IlG.) 10 Gli altri professionisti citati.. Giudici – Tribunale dei Minori Avvocati Forze dell’ordine Politici Garante tutela minori Psicologi / Psichiatri «i poliziotti - sono tre e due sono donne - potranno scrivere a verbale che l' obiettivo è stato raggiunto» (LaR) «forse il caso è almeno servito a scoperchiare il calderone di inefficienze, di superficialità, di approssimazione» (IlG.) 11 SKYTG 24 (https://youtu.be/l_1_Jvq7yug) Bambino affidato al padre, la polizia lo preleva a scuola. Scoppia la rissa-video shock 56.134 visualizzazioni 190 commenti (gli assistenti sociali come qualche poliziotto andrebbero eliminati sono pericolosissimi per la società rovinano le famiglie) ReporterNewVideo https://youtu.be/xdMyBVSiy9k Bambino di 10 anni prelevato dalla polizia con la forza a Padova - mio commento no video 37.866 visualizzazioni e 87 commenti (se non è la polizia ci sono i servizi sociali con il loro abuso di potere portano via i figli altrui hanno il cuore di pietra) TG2 https://youtu.be/6fqm5NDqKXY Il sindacato di polizia denuncia i famigliari del bimbo sottratto alla madre: una sceriffata. 23.770 visualizzazioni e 171 commenti (sti politici/assistenti sociali sono tutti ***) RAI NEWS https://youtu.be/q55oCdDcE-k Parlano i genitori del bambino portato via dalla polizia. 38.628 visualizzazioni e 113 commenti (prenderlo a scuola pare fosse l'unica occasione dove la madre non lo nascondesse a tutti, quindi gli assistenti sociali, lo psicologo, degli agenti e il padre 12 stesso ne hanno approffittato) La rete.. http://www.bambinicoraggiosi.com/CITTADELLA, compare l’appello: “LIBERATE LEONARDO, UN BAMBINO SANO” http://firmiamo.it/in-difesa-del-bambino-leonardo-di-cittadella, altro appello da firmare http://mobbing-genitoriale.blogspot.it/, “L'INCUBO DELLE MAMME DI POMERIGGIO 5 E' ANCHE IL NOSTRO”, blog di confronto http://www.helpconsumatori.it/, “10 mila bambini contesi come Leonardo”, blog di confronto http://blog.donnamoderna.com/, “Caso Cittadella di Padova: salviamo i nostri figli da noi” http://www.crescoacasa.com/, “Petizione a sostegno del disegno di legge 595 di abolizione deltribunale dei minorenni e di riforma dei servizi sociali” […] 13 Discussione: la copertura mediatica sul caso di Leonardo La copertura mediatica sul caso “ ha messo a fuoco” l’esito finale , drammatico, di un percorso di tutela del minore molto più ampio e complesso, concentrandosi esclusivamente sulle immagini del video che ha acceso questa imponente campagna mediatica. Giornali e TV hanno enfatizzato maggiormente l’aspetto di cronaca e fattuale di un evento senza approfondire i temi importanti connessi alle vicende quotidiane di sofferenza delle persone implicate. 14 Per esempio, solo quando è diminuito l’impatto emotivo della campagna mediatica, i quotidiani hanno approfondito cosa è la P.A.S. e le procedure normative a tutela dei minori coinvolgendo le diverse categorie professionali di riferimento (psichiatri ed avvocati in primis). La disinformazione, in questo caso,ha mostrato quindi un dramma, intenso, a cui gli stessi protagonisti si sono prestati per continuare la loro privata battaglia familiare, lasciando in secondo piano i professionisti coinvolti e le autorità preposte. 15 Analisi: le criticità rilevate In nessun articolo è precisato che i social workers non possono, per regolamento dei social services e in base al Codice Deontologico della professione, rilasciare dichiarazioni sulle situazioni delle persone che seguono Inoltre, i social network ed i siti web danno la possibilità di commentare con un semplice “click” immediato e senza filtro ciò che si legge/guarda/ascolta creando una catena mediatica che può aumentare la risonanza mediatica contro qualcuno. La scena mediatica del caso di Leonardo (come per molti altri) ha potenziato gli stereotipi sulla professione dell’assistente sociale tra quelle impersonali, ma potenti, pagine digitali, contribuendo alla sedimentazione del pregiudizio. 16 Un ultimo esempio.. 17 L’assistente sociale ha sempre un nome.. Durante i lavori della nostra ricerca mi è capitato di essere stata coinvolta in prima persona in una controversa vicenda mediatica. Una signora ha rilasciato un’intervista ad un giornale locale in merito alle proprie difficoltà chiedendo all’Ente di essere aiutata. L’as menzionata nell’articolo ero io. Le chiesi tempo dopo il motivo di questa scelta: “perché volevo che le persone si accorgessero di me e mi si aiutassero presto…” L’articolo ha di fatto richiamato l’attenzione anche dei suoi familiari, 18 oltre che dei dirigenti amministrativi, i quali, dopo una prima “botta e risposta” sul medesimo giornale, hanno consapevolmente collaborato con il Servizio Sociale nel progetto di aiuto in favore della signora, restando fuori dal polverone mediatico sollevato Conclusioni: gli effetti della ricerca sulla mia pratica professionale L’impegno in questa ricerca ha posto in evidenza anche una serie di 19 ulteriori e personali considerazioni: è opportuno fare attenzione ai media così come è necessario essere trasparenti, chiari e corretti con i cittadini- utenti coinvolti L’arena mediatica può diventare il campo prescelto per il confronto/scontro tra i diversi soggetti coinvolti (pubblici e privati) anche a livello locale I media possono essere lo strumento (a volte ricattatorio) usato dai cittadini per sollevare l’attenzione sulla propria situazione. E’ opportuno interrogarci sui motivi di questa scelta Etica e deontologia professionale sono la nostra guida e vanno oltre a qualsiasi attacco mediatico Conclusioni La ricerca offre lo spunto per molte riflessioni e potrebbe essere ulteriormente sviluppata sulla scia di alcuni interrogativi: Come possono i professionisti partecipare al processo mediatico a loro vantaggio senza venir meno ai propri doveri deontologici e senza rischiare di spettacolarizzare se stessi? Chi e come può dare voce al pensiero dei social workers? Su quali livelli si muove oggi l’immagine di una professione forte? “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono” (M.X) 20