Diapositiva 1 - Osservatorio Sociale Regionale
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Diapositiva 1 - Osservatorio Sociale Regionale
PROCESSI DI SOCIALIZZAZIONE NEI CENTRI PER BAMBINI E FAMIGLIE: IL CASO DI PERUGIA NEL QUADRO DEL DIBATTITO FRANCO-ITALIANO Lorenza Cipriani 15 maggio 2007 1 FAMIGLIA AL PLURALE Le famiglie sono di tanti tipi. 9 Si assiste ad una veloce diversificazione delle modalità di essere famiglia nella nostra società: 9 - - - famiglie tradizionali (multiple, mononucleari…), separate, monoparentali, famiglie estese modificate, famiglie ricongiunte famiglie immigrate o con coppia mista Inoltre ci sono sempre meno figli… Molte famiglie con figlio piccolo spesso unico vivono attualmente una condizione di isolamento 2 La coppia con figli La nascita di un bambino è un evento che cambia i rapporti all’interno e all’esterno della coppia, i ritmi di vita, la suddivisione del lavoro… può essere considerata la vera transizione all’età adulta si diventa genitori, nuovo ruolo, nuove competenze, NUOVE PROBLEMATICHE… Necessità di sostegno della famiglia 3 Le difficoltà delle famiglie Con la nascita di un figlio ci si trova nel giro di poco tempo di fronte a nuove difficoltà e spesso soli La famiglia è una risorsa in uno stato come il nostro il cui il welfare state, nel suo passaggio al welfare comunity o welfare mix, si appoggia ancora molto su questa istituzione Ma anche la famiglia deve essere sostenuta… 4 LEGGERE I BISOGNI Prima di avviare ogni sperimentazione di servizio, è necessario studiare i bisogni del territorio (RUOLO DELLA RICERCA SOCIO-ANTROPOLOGICA), quelli espliciti e quelli impliciti; a volte si tratta di comprendere un disagio che non genera una richiesta, ma al quale, dopo analisi approfondite, si può tentare di rispondere… 5 NUOVI SERVIZI PER NUOVI BISOGNI Accanto ai bisogni tradizionali di assistenza in sostituzione della mamma che lavora (e del padre), si evidenziano sempre di più bisogni di sostegno delle funzioni genitoriali, di fronte al difficile compito e alla solitudine della famiglia e della donna in particolare Ci sono poi i bisogni delle famiglie immigrate che sono spesso senza parenti … Quali altri? 6 I NUOVI SERVIZI PER L’INFANZIA I Centri per bambini e famiglie si inquadrano nei nuovi servizi socio-educativi per l’infanzia che sono nati anche dall’impulso della Legge 285/97 per rispondere alle esigenze delle famiglie attuali (bisogno parziale di assistenza dei figli e in orari particolari per lavori atipici, precari, parttime, mamma casalingne…) 7 LA 285/97 costituendo un fondo per favorire la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e tra questi il diritto alla SOCIALIZZAZIONE, ha dato gambe anche ai servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale per bambini da 0 a 3 anni e per gli adulti che quotidianamente si occupano della loro cura, come vengono definiti all’art. 5 8 PERCHE’ SONO NATI I CENTRI PER B. E F. A differenza degli altri servizi che rispondono a esigenze organizzative nuove delle famiglie, i Centri per bambini e famiglie sono nati soprattutto per rispondere al problema dell’isolamento delle famiglie con figlio piccolo, magari unico. In particolare rispondono alla solitudine delle mamme e hanno la finalità di creare nuove forme di socializzazione. Sono servizi che si inquadrano inoltre nei progetti di sostegno alla genitorialità 9 I Centri per bambini e famiglie Sono caratterizzati, a differenza di tutti gli altri, dalla compresenza del bambino con età 0 a 3 anni e dell’adulto che si prende cura di lui. Di solito è la mamma, ma può chiaramente essere anche il padre, la nonna, la baby-sitter… Sono inoltre accolti fratelli con età superiore ai 3 anni. 10 SOSTEGNO ALLE FUNZIONI GENITORIALI Oltre ai centri per bambini e famiglie… esistono progetti e servizi con i seguenti: Destinatari: Genitori e figure allevanti in genere, utenti e non utenti dei servizi educativi. Caratteristiche: Sono interventi di sostegno alla genitorialità inseriti all’interno degli spazi destinati ai servizi socio-educativi per la prima infanzia. Finalità: Offrono occasioni di aggregazione, socializzazione, comunicazione ed elaborazione delle problematiche genitoriali. 11 IL CONFRONTO CON LA REALTA’ EUROPEA E IN PARTICOLARE FRANCESE I Centri per bambini e famiglie in Italia sono nati, oltre che dalla lettura dei bisogni attuali delle famiglie, dallo studio di quanto era stato fatto a livello europeo. La prima esperienza interessante che ha dato spunto alle sperimentazioni dell’Emilia Romagna è stata la “Maison Verte” ideata dalla psicoanalista Françoise Dolto nel 1979. Per la Dolto il servizio era un luogo di “piacere” e di “parola”. 12 Le differenze… Francia si è imposto un modello psicoanalitico di centro visto come servizio preventivo, rivolto a aiutare la relazione adulto/bambino, soprattutto per la separazione, e a mettere in parola il disagio anche non esplicito Presenza di psicoanalista e supervisione In 13 14 UN SERVIZIO SOCIO-CULTURALE PER LA PRIMA INFANZIA INTERCULTURALE A Perugia, nel 1999 dall’impulso della L. 285/97, è nato un “Centro per bambini e famiglie interculturale” che aveva come obiettivo l’incontro, lo scambio, la condivisione tra mamme, padri e figure allevanti in genere di diverse culture. Il centro si poneva l’obiettivo di sostenere le giovani famiglie, farle uscire dalla solitudine ed aiutare gli stranieri a trovare un contesto di incontro con la società ospitante. 15 L’ALBERO DI TUTTI “L’Albero di tutti” rispondeva ad un’esigenza avvertita in primo luogo dalle educatrici dei nidi, e dall’Amministrazione comunale in genere, di costruire a Perugia un centro interculturale di accoglienza di madri e genitori stranieri e italiani allo stesso tempo, insieme ai loro bambini piccoli. All’inizio quindi “L’Albero di tutti” aveva una finalità specificamente interculturale, nasceva da un progetto di formazione in servizio regionale per le educatrici volto a creare nei nidi contesti “integratori”, accoglienti e che permettessero l’interazione positiva tra italiani e stranieri (1994). 16 L’ALBERO DI TUTTI risponde ad un bisogno che può essere considerato implicito, cioè spesso non avvertito dalle famiglie e dalle madri in particolare (non è servizio di assistenza) ci è voluto tempo perché il Centro per bambini e famiglie venisse riconosciuto come servizio utile e anzi necessario nato per un bisogno delle madri immigrate, è diventato un servizio rilevante soprattutto per rispondere alla solitudine della mamme perugine. 17 LE ATTIVITA’ Per i bambini: gioco libero e a volte strutturato dall’educatore ad essi dedicato Per gli adulti: discussioni libere o condotte da esperto, lavoretti (fare insieme) con chiacchiere… Per tutti: USCITE DEL SABATO, una volta al mese CENE INTERETNICHE Massaggio infantile (per tutti!!!) 18 L’ALBERO DI TUTTI e’ luogo di mediazione interculturale Mentre per i bambini di culture diverse, come è naturale, IL GIOCO è il principale elemento integratore, per i genitori la costruzione del contesto comune avviene attraverso la discussione intorno ai modelli educativi, le cure allevanti, la famiglia, ma anche attraverso IL FARE INSIEME, i lavoretti per Natale, Pasqua o per altre feste di altre religioni… Cibo e alimentazione, in particolare nell’organizzazione di cene e feste interculturali, sono altri elementi della mediazione. Cene e feste sono momenti importanti anche per i bambini. Importanti anche i rituali ricorrenti e le tracce… per creare 19 senso di appartenenza L’ALBERO DI TUTTI Tenta di ricreare momenti di coesione e di vita comunitaria in una società piuttosto individualista e al massimo familista, tentando di colmare un vuoto lasciato dalla carenza di luoghi tradizionali di incontro, la piazza, il cortile, i giardini, la casa patriarcale nella realtà delle regioni ad economia mezzadrile 20 ALBERO DI TUTTI COME SPAZIO SOCIALE Che mira a rinforzare i rapporti interni alla famiglia, fra bambino e figure allevanti, e le relazioni fra famiglie in generale e tra madri in particolare. PROPONE un nuovo modo di essere gruppo, agisce quindi sulla modalità di socializzazione e di trasmissione culturale, influenza la formazione della personalità dei bambini PROPONE una modalità alternativa di vivere l’esperienza di essere genitori 21 Il Centro ripropone un modello del passato adattato all’oggi. Si ricostruisce uno spazio di relazioni allargato, aperto, intergenerazionale e interculturale. Le famiglie ritrovano una dimensione spazio temporale da condividere con i loro bambini insieme ad altri, in tempi non frenetici e soprattutto evitando il rapporto esclusivo. 22 ALBERO DI TUTTI PROPONE ANCHE UN MODELLO DI SEPARAZIONE DEL BAMBINO DALLA MAMMA ALTERNATIVO A QUELLO DELL’ATTACCAMENTO CONTINUO (MAMMA CASALINGA) O DEL DISTACCO PRECODE CON IL NIDO. Prepara il distacco… magari in previsione dell’inserimento al nido o meglio alla scuola d’infanzia. 23 UN SERVIZIO ANCHE PER I PADRI All’Albero di tutti si è sempre registrata una presenza piuttosto alta di padri. Il servizio funziona in orari in cui i padri possono più facilmente essere liberi; La presenza di un educatore uomo ha facilitato molto la partecipazione maschile. Il servizio aiuta i padri nel difficile ruolo genitoriale. 24 GLI SPAZI Sono necessari due spazi separati, ma COMUNICANTI, uno per gli adulti, arredato il più possibile come una casa (divani, sedie e tavolone, angolo cottura) e uno per i bambini simile ad un nido. Lo spazio così organizzato permette di vivere momenti di scambio fra bambini e adulti e momenti autonomi, ma sempre a contatto. Lo spazio nell’Albero di tutti è più importante di quello che si dice e si fa… è uno spazio che accoglie 25 LA DIFFICILE PROFESSIONALITA’ DEGLI EDUCATORI DEL CENTRO PER BAMBINI E FAMIGLIE A differenza dell’esperienza francese, gli operatori dell’A. d. T. sono dei MEDIATORI, dei facilitatori di relazioni, cercano di non dare risposte alle domande poste dai genitori, stimolano invece la discussione fra partecipanti, perché emergano esperienze che possono anche aiutare a risolvere alcune difficoltà. 26 LA FORMAZIONE Per gli operatori del Centro per bambini e famiglie di Perugia è prevista una formazione specifica, sull’accoglienza dei bambini e degli adulti e sul difficile rapporto con i bambini in presenza dei genitori. Altro aspetto importante è il sostegno alla genitorialità. Inoltre la formazione riguarda nello specifico la mediazione culturale e interculturale e la capacità di sostenere e contenere le persone nel caso che si 27 presentino situazioni difficili. BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE BERTOLINI P. (a cura di), Nido e dintorni. Verso orientamenti per le istituzioni della prima infanzia, Firenze, La Nuova Italia, 1997. BECCHI E., VERTECCHI B. 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